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DECRETO LEGISLATIVO 24 febbraio 1998, n. 58

Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52.

PARTE I
DISPOSIZIONI COMUNI
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visti  gli  articoli  1, 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52,
recanti  delega al Governo per l'attuazione della direttiva 93/22/CEE
del  10  maggio  1993, relativa ai servizi d'investimento nel settore
dei  valori  mobiliari  e della direttiva 93/6/CEE del 15 marzo 1993,
relativa  all'adeguatezza patrimoniale delle imprese d'investimento e
degli enti creditizi;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 dicembre 1997;
  Acquisiti  i pareri delle competenti commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 febbraio 1998;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e dei
Ministri  del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e
di grazia e giustizia, di concerto con i Ministri degli affari esteri
e dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
                                EMANA
il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1
                             Definizioni

  1. Nel presente decreto legislativo si intendono per:
    a) "legge fallimentare": il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e
successive modificazioni;
    b) "Testo Unico bancario" (T.U. bancario): il decreto legislativo
1 settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni;
    c) "CONSOB": la Commissione nazionale per le societa' e la borsa;
    d)  "ISVAP":  l'Istituto  per  la  vigilanza  sulle assicurazioni
private e di interesse collettivo;
    e)  "societa'  di  intermediazione  mobiliare"  (SIM): l'impresa,
diversa   dalle  banche  e  dagli  intermediari  finanziari  iscritti
nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario, autorizzata
a  svolgere servizi o attivita' di investimento, avente sede legale e
direzione generale in Italia;
    f)  "impresa  di  investimento  comunitaria":  l'impresa, diversa
dalla   banca,   autorizzata   a  svolgere  servizi  o  attivita'  di
investimento,  avente sede legale e direzione generale in un medesimo
Stato comunitario, diverso dall'Italia;
    g) "impresa di investimento extracomunitaria": l'impresa, diversa
dalla   banca,   autorizzata   a  svolgere  servizi  o  attivita'  di
investimento, avente sede legale in uno Stato extracomunitario;
    h) "imprese di investimento": le SIM e le imprese di investimento
comunitarie ed extracomunitarie;
    i)  "societa'  di  investimento a capitale variabile" (SICAV): la
societa'  per azioni a capitale variabile con sede legale e direzione
generale  in  Italia  avente  per  oggetto  esclusivo  l'investimento
collettivo  del patrimonio raccolto mediante l'offerta al pubblico di
proprie azioni;
    j)   "fondo  comune  di  investimento":  il  patrimonio  autonomo
raccolto,  mediante una o piu' emissione di quote, tra una pluralita'
di  investitori con la finalita' di investire lo stesso sulla base di
una  predeterminata  politica  di investimento; suddiviso in quote di
pertinenza  di  una  pluralita'  di  partecipanti;  gestito in monte,
nell'interesse dei partecipanti e in autonomia dai medesimi;
    k)  "fondo  aperto":  il  fondo  comune  di  investimento  i  cui
partecipanti  hanno  diritto  di  chiedere,  in  qualsiasi  tempo, il
rimborso  delle  quote  secondo le modalita' previste dalle regole di
funzionamento del fondo;
    l)  "fondo  chiuso":  il  fondo  comune di investimento in cui il
diritto  al  rimborso  delle quote viene riconosciuto ai partecipanti
solo a scadenze predeterminate;
    m) "organismi di investimento collettivo del risparmio" (OICR): i
fondi comuni di investimento e le SICAV;
    n)  "gestione  collettiva  del  risparmio":  il  servizio  che si
realizza attraverso:
      1)  la promozione, istituzione e organizzazione di fondi comuni
d'investimento e l'amministrazione dei rapporti con i partecipanti;
      2)  la  gestione  del  patrimonio  di OICR, di propria o altrui
istituzione,  mediante  l'investimento  avente  ad  oggetto strumenti
finanziari, crediti, o altri beni mobili o immobili;
    o)  "societa'  di  gestione del risparmio" (SGR): la societa' per
azioni  con  sede legale e direzione generale in Italia autorizzata a
prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio;
    o-bis)  "societa'  di gestione armonizzata": la societa' con sede
legale  e direzione generale in uno Stato membro diverso dall'Italia,
autorizzata  ai  sensi  della  direttiva  in  materia di organismi di
investimento   collettivo,   a   prestare  il  servizio  di  gestione
collettiva del risparmio;
    p)  "societa' promotrice": la SGR che svolge l'attivita' indicata
nella lettera n), numero 1);
    q)  "gestore":  la  SGR  che  svolge  l'attivita'  indicata nella
lettera n), numero 2);
    r)  "soggetti  abilitati":  le  SIM,  le  imprese di investimento
comunitarie  con  succursale  in  Italia,  le imprese di investimento
extracomunitarie,  le  SGR,  le  societa' di gestione armonizzate, le
SICAV   nonche'  gli  intermediari  finanziari  iscritti  nell'elenco
previsto  dall'articolo  107  del  testo  unico  bancario e le banche
italiane,  le banche comunitarie con succursale in Italia e le banche
extracomunitarie,  autorizzate  all'esercizio  dei  servizi  o  delle
attivita' di investimento;
    s)  "servizi  ammessi  al mutuo riconoscimento": le attivita' e i
servizi  elencati  nelle  sezioni  A  e  B  della tabella allegata al
presente decreto, autorizzati nello Stato comunitario di origine;
    t)   "offerta   al   pubblico   di   prodotti  finanziari":  ogni
comunicazione  rivolta  a persone, in qualsiasi forma e con qualsiasi
mezzo,   che   presenti  sufficienti  informazioni  sulle  condizioni
dell'offerta  e  dei  prodotti finanziari offerti cosi' da mettere un
investitore  in  grado  di  decidere di acquistare o di sottoscrivere
tali  prodotti  finanziari,  incluso il collocamento tramite soggetti
abilitati;
    u)  "prodotti  finanziari": gli strumenti finanziari e ogni altra
forma  di  investimento  di  natura  finanziaria;  non  costituiscono
prodotti finanziari i depositi bancari o postali non rappresentati da
strumenti finanziari;
    v)  "offerta  pubblica  di  acquisto o di scambio": ogni offerta,
invito  a  offrire  o  messaggio  promozionale,  in  qualsiasi  forma
effettuati,  finalizzati  all'acquisto  o  allo  scambio  di prodotti
finanziari  e  rivolti  a  un  numero  di  soggetti  e  di  ammontare
complessivo  superiori  a  quelli  indicati  nel regolamento previsto
dall'articolo  100, comma 1, lettere b) e c); non costituisce offerta
pubblica  di  acquisto  o  di  scambio quella avente a oggetto titoli
emessi dalle banche centrali degli Stati comunitari;
    w) "emittenti quotati": i soggetti italiani o esteri che emettono
strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati italiani;
    w-bis)  "prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione":
le  polizze  e  le  operazioni  di  cui  ai  rami vita III e V di cui
all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
209,  con  esclusione  delle  forme pensionistiche individuali di cui
all'articolo  13,  comma  1,  lettera  b),  del decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 252;
    w-ter)   "mercato   regolamentato":   sistema  multilaterale  che
consente o facilita l'incontro, al suo interno e in base a regole non
discrezionali,  di  interessi  multipli  di  acquisto e di vendita di
terzi  relativi  a  strumenti  finanziari,  ammessi alla negoziazione
conformemente alle regole del mercato stesso, in modo da dare luogo a
contratti,  e  che  e'  gestito  da  una  societa'  di  gestione,  e'
autorizzato e funziona regolarmente.
    w-quater)  "emittenti  quotati  aventi l'Italia come Stato membro
d'origine":
      1)  le  emittenti  azioni  ammesse alle negoziazioni in mercati
regolamentati  italiani  o  di  altro  Stato  membro  della Comunita'
europea, aventi sede in Italia;
      2)  gli  emittenti titoli di debito di valore nominale unitario
inferiore  ad  euro mille, o valore corrispondente in valuta diversa,
ammessi  alle  negoziazioni  in  mercati  regolamentati italiani o di
altro Stato membro della Comunita' europea, aventi sede in Italia;
      3)  gli  emittenti  valori  mobiliari di cui ai numeri 1) e 2),
aventi sede in uno Stato non appartenente alla Comunita' europea, per
i  quali  la  prima  domanda  di  ammissione  alle negoziazioni in un
mercato  regolamentato della Comunita' europea e' stata presentata in
Italia  o che hanno successivamente scelto l'Italia come Stato membro
d'origine  quando  tale  prima  domanda  di  ammissione  non e' stata
effettuata in base a una propria scelta;
      4)  gli  emittenti valori mobiliari diversi da quelli di cui ai
numeri  1)  e 2), aventi sede in Italia o i cui valori mobiliari sono
ammessi  alle  negoziazioni in un mercato regolamentato italiano, che
hanno  scelto  l'Italia come Stato membro d'origine. L'emittente puo'
scegliere un solo Stato membro come Stato membro d'origine. La scelta
resta  valida  per  almeno  tre  anni,  salvo il caso in cui i valori
mobiliari  dell'emittente  non sono piu' ammessi alla negoziazione in
alcun mercato regolamentato della Comunita' europea.
  1-bis.  Per "valori mobiliari" si intendono categorie di valori che
possono essere negoziati nel mercato dei capitali, quali ad esempio:
    a)  le azioni di societa' e altri titoli equivalenti ad azioni di
societa',  di  partnership  o  di  altri  soggetti  e  certificati di
deposito azionario;
    b)  obbligazioni e altri titoli di debito, compresi i certificati
di deposito relativi a tali titoli;
    c)  qualsiasi  altro titolo normalmente negoziato che permette di
acquisire  o  di  vendere i valori mobiliari indicati alle precedenti
lettere;
    d) qualsiasi altro titolo che comporta un regolamento in contanti
determinato   con  riferimento  ai  valori  mobiliari  indicati  alle
precedenti  lettere,  a valute, a tassi di interesse, a rendimenti, a
merci, a indici o a misure.
  1-ter. Per "strumenti del mercato monetario" si intendono categorie
di  strumenti  normalmente negoziati nel mercato monetario, quali, ad
esempio,  i  buoni  del  Tesoro, i certificati di deposito e le carte
commerciali.
  2. Per "strumenti finanziari" si intendono:
    a) valori mobiliari;
    b) strumenti del mercato monetario;
    c)   quote   di  un  organismo  di  investimento  collettivo  del
risparmio;
    d)   contratti   di   opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati ("future"), "swap", accordi per scambi futuri di tassi
di  interesse e altri contratti derivati connessi a valori mobiliari,
valute,  tassi  di  interesse  o  rendimenti,  o  ad  altri strumenti
derivati,  indici  finanziari o misure finanziarie che possono essere
regolati   con  consegna  fisica  del  sottostante  o  attraverso  il
pagamento di differenziali in contanti;
    e)   contratti   di   opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati ("future"), "swap", accordi per scambi futuri di tassi
di  interesse  e  altri  contratti  derivati  connessi a merci il cui
regolamento  avviene  attraverso  il  pagamento  di  differenziali in
contanti  o  puo'  avvenire  in  tal  modo a discrezione di una delle
parti,  con  esclusione  dei  casi  in  cui  tale facolta' consegue a
inadempimento  o  ad  altro  evento  che determina la risoluzione del
contratto;
    f)   contratti   di   opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati ("future"), "swap" e altri contratti derivati connessi
a  merci  il cui regolamento puo' avvenire attraverso la consegna del
sottostante  e  che sono negoziati su un mercato regolamentato e/o in
un sistema multilaterale di negoziazione;
    g)   contratti   di   opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati  ("future"), "swap", contratti a termine ("forward") e
altri  contratti  derivati  connessi  a merci il cui regolamento puo'
avvenire  attraverso  la  consegna fisica del sottostante, diversi da
quelli  indicati  alla  lettera f) che non hanno scopi commerciali, e
aventi  le  caratteristiche  di  altri strumenti finanziari derivati,
considerando,  tra l'altro, se sono compensati ed eseguiti attraverso
stanze  di  compensazione  riconosciute o se sono soggetti a regolari
richiami di margini;
    h)  strumenti  derivati  per  il  trasferimento  del  rischio  di
credito;
    i) contratti finanziari differenziali;
    j)   contratti   di   opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati  ("future"),  "swap",  contratti  a  termine sui tassi
d'interesse   e   altri   contratti  derivati  connessi  a  variabili
climatiche,  tariffe  di  trasporto,  quote  di  emissione,  tassi di
inflazione   o   altre   statistiche  economiche  ufficiali,  il  cui
regolamento  avviene  attraverso  il  pagamento  di  differenziali in
contanti  o  puo'  avvenire  in  tal  modo a discrezione di una delle
parti,  con  esclusione  dei  casi  in  cui  tale facolta' consegue a
inadempimento  o  ad  altro  evento  che determina la risoluzione del
contratto, nonche' altri contratti derivati connessi a beni, diritti,
obblighi,  indici  e  misure, diversi da quelli indicati alle lettere
precedenti,  aventi  le caratteristiche di altri strumenti finanziari
derivati,  considerando, tra l'altro, se sono negoziati su un mercato
regolamentato  o in un sistema multilaterale di negoziazione, se sono
compensati   ed   eseguiti   attraverso   stanze   di   compensazione
riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini.
  2-bis.   Il   Ministro   dell'economia  e  delle  finanze,  con  il
regolamento di cui all'articolo 18, comma 5, individua:
    a)  gli  altri  contratti derivati di cui al comma 2, lettera g),
aventi  le  caratteristiche  di  altri strumenti finanziari derivati,
compensati   ed   eseguiti   attraverso   stanze   di   compensazione
riconosciute o soggetti a regolari richiami di margine;
    b)  gli  altri  contratti derivati di cui al comma 2, lettera j),
aventi  le  caratteristiche  di  altri strumenti finanziari derivati,
negoziati  su  un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale
di   negoziazione,   compensati  ed  eseguiti  attraverso  stanze  di
compensazione riconosciute o soggetti a regolari richiami di margine.
  3.  Per  "strumenti finanziari derivati" si intendono gli strumenti
finanziari previsti dal comma 2, lettere d), e), f), g), h), i) e j),
nonche'  gli  strumenti  finanziari previsti dal comma 1-bis, lettera
d).
  ((4. I mezzi di pagamento non sono strumenti finanziari. Sono strumenti finanziari ed, in particolare, contratti finanziari differenziali, i contratti di acquisto e vendita di valuta, estranei a transazioni commerciali e regolati per differenza, anche mediante operazioni di rinnovo automatico (c.d. "roll-over"). Sono altresi' strumenti finanziari le ulteriori operazioni su valute individuate ai sensi dell'articolo 18, comma 5.))
  5.  Per  "servizi  e  attivita'  di  investimento"  si  intendono i
seguenti, quando hanno per oggetto strumenti finanziari:
    a) negoziazione per conto proprio;
    b) esecuzione di ordini per conto dei clienti;
    c)  sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero
con assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente;
    c-bis)  collocamento  senza  assunzione a fermo ne' assunzione di
garanzia nei confronti dell'emittente;
    d) gestione di portafogli;
    e) ricezione e trasmissione di ordini;
    f) consulenza in materia di investimenti;
    g) gestione di sistemi multilaterali di negoziazione.
  5-bis.  Per "negoziazione per conto proprio" si intende l'attivita'
di  acquisto  e  vendita  di  strumenti  finanziari, in contropartita
diretta  e  in relazione a ordini dei clienti, nonche' l'attivita' di
market maker.
  5-ter.  Per  "internalizzatore  sistematico" si intende il soggetto
che  in  modo  organizzato, frequente e sistematico negozia per conto
proprio  eseguendo  gli  ordini del cliente al di fuori di un mercato
regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione.
  5-quater.  Per "market maker" si intende il soggetto che si propone
sui   mercati   regolamentati   e   sui   sistemi   multilaterali  di
negoziazione,   su  base  continua,  come  disposto  a  negoziare  in
contropartita  diretta acquistando e vendendo strumenti finanziari ai
prezzi da esso definiti.
  5-quinquies.  Per  "gestione di portafogli" si intende la gestione,
su   base   discrezionale   e   individualizzata,  di  portafogli  di
investimento   che  includono  uno  o  piu'  strumenti  finanziari  e
nell'ambito di un mandato conferito dai clienti.
  5-sexies.  Il  servizio di cui al comma 5, lettera e), comprende la
ricezione   e   la   trasmissione   di  ordini,  nonche'  l'attivita'
consistente  nel mettere in contatto due o piu' investitori, rendendo
cosi'   possibile   la   conclusione   di   un'operazione   fra  loro
(mediazione).
  5-septies.  Per  "consulenza in materia di investimenti" si intende
la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro
sua  richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo
a  una  o  piu'  operazioni  relative  ad  un  determinato  strumento
finanziario.   La   raccomandazione   e'   personalizzata  quando  e'
presentata   come   adatta   per   il   cliente  o  e'  basata  sulla
considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione
non e' personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di
distribuzione.
  5-octies.  Per  "gestione di sistemi multilaterali di negoziazione"
si  intende  la  gestione  di  sistemi  multilaterali  che consentono
l'incontro, al loro interno ed in base a regole non discrezionali, di
interessi  multipli  di  acquisto  e  di  vendita di terzi relativi a
strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti.
  6. Per "servizi accessori" si intendono:
    a)  la  custodia  e  amministrazione  di  strumenti  finanziari e
relativi servizi connessi ;
    b) la locazione di cassette di sicurezza;
    c)   la   concessione   di  finanziamenti  agli  investitori  per
consentire  loro  di  effettuare  un'operazione  relativa a strumenti
finanziari,  nella  quale  interviene  il  soggetto  che  concede  il
finanziamento;
    d)   la   consulenza   alle   imprese  in  materia  di  struttura
finanziaria,  di  strategia  industriale  e  di  questioni  connesse,
nonche'  la  consulenza  e  i servizi concernenti le concentrazioni e
l'acquisto di imprese;
    e)   i  servizi  connessi  all'emissione  o  al  collocamento  di
strumenti finanziari, ivi compresa l'organizzazione e la costituzione
di consorzi di garanzia e collocamento;
    f) la ricerca in materia di investimenti, l'analisi finanziaria o
altre   forme  di  raccomandazione  generale  riguardanti  operazioni
relative a strumenti finanziari;
    g)  l'intermediazione in cambi, quando collegata alla prestazione
di servizi d'investimento;
    g-bis)  le  attivita' e i servizi individuati con regolamento del
Ministro  dell'economia  e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e
la  Consob,  e connessi alla prestazione di servizi di investimento o
accessori aventi ad oggetto strumenti derivati.
  6-bis.  Per 'partecipazioni' si intendono le azioni, le quote e gli
altri strumenti finanziari che attribuiscono diritti amministrativi o
comunque quelli previsti dall'articolo 2351, ultimo comma, del codice
civile.
  6-ter.  Se non diversamente disposto, le norme del presente decreto
legislativo  che  fanno  riferimento al consiglio di amministrazione,
all'organo  amministrativo  ed agli amministratori si applicano anche
al consiglio di gestione e ai suoi componenti.
  6-quater.  Se  non  diversamente  disposto,  le  norme del presente
decreto  legislativo  che fanno riferimento al collegio sindacale, ai
sindaci e all'organo che svolge la funzione di controllo si applicano
anche  al  consiglio  di  sorveglianza e al comitato per il controllo
sulla gestione e ai loro componenti.
                               Art. 2
                 Rapporti con il diritto comunitario

  1.  Il  (( Ministero dell'economia e delle finanze )), la Banca
d'Italia  e  la CONSOB esercitano i poteri loro attribuiti in armonia
con  le  disposizioni  comunitarie,  applicano  i  regolamenti  e  le
decisioni   dell'Unione   Europea   e   provvedono   in  merito  alle
raccomandazioni  concernenti  le  materie  disciplinate  dal presente
decreto.
                               Art. 3
                            Provvedimenti

  1.  I  regolamenti  ministeriali previsti dal presente decreto sono
adottati  ai  sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400.
  2.  La  Banca  d'Italia  e  la  CONSOB  stabiliscono i termini e le
procedure  per  l'adozione  degli atti e dei provvedimenti di propria
competenza.
  3.  I  regolamenti  e  i  provvedimenti di carattere generale della
Banca   d'Italia  e  della  CONSOB  sono  pubblicati  nella  Gazzetta
Ufficiale.  Gli  altri  provvedimenti  rilevanti relativi ai soggetti
sottoposti  a  vigilanza sono pubblicati dalla Banca d'Italia e dalla
CONSOB nei rispettivi Bollettini.
  4.  Entro  il  31  gennaio  di  ogni  anno, tutti i regolamenti e i
provvedimenti  di  carattere  generale  emanati ai sensi del presente
decreto nonche' i regolamenti dei mercati sono pubblicati, a cura del
(( Ministero dell'economia e delle finanze )), in un unico compendio,
anche  in  forma  elettronica,  ove  anche uno solo di essi sia stato
modificato nel corso dell'anno precedente.
                               Art. 4
          Collaborazione tra autorita' e segreto d'ufficio

  1.  La  Banca  d'Italia, la CONSOB, la Commissione di vigilanza sui
fondi  pensione,  l'ISVAP  e l'Ufficio italiano dei cambi collaborano
tra  loro,  anche  mediante  scambio  di  informazioni,  al  fine  di
agevolare   le  rispettive  funzioni.  Dette  autorita'  non  possono
reciprocamente opporsi il segreto d'ufficio.
  2.  La  Banca  d'Italia  e  al  CONSOB  collaborano, anche mediante
scambio  di  informazioni,  con  le  autorita' competenti dell'Unione
Europea  e  dei  singoli  Stati  comunitari,  al fine di agevolare le
rispettive funzioni.
  2-bis.  Ai  fini indicati al comma 2, la Consob e la Banca d'Italia
possono  concludere  con  le  autorita' competenti degli Stati membri
dell'Unione  europea accordi di collaborazione, che possono prevedere
la delega reciproca di compiti di vigilanza.
  2-ter.  La  Consob  e'  il punto di contatto per la ricezione delle
richieste  di  informazioni  provenienti  da  autorita' competenti di
Stati membri dell'Unione europea in materia di servizi e attivita' di
investimento svolti da soggetti abilitati e di mercati regolamentati.
La  Consob  interessa la Banca d'Italia per gli aspetti di competenza
di  questa  ultima.  La  Banca  d'Italia  trasmette  le  informazioni
contestualmente   all'autorita'   competente   dello   Stato   membro
dell'Unione europea che le ha richieste e alla Consob.
  3.  la Banca d'Italia e la CONSOB possono cooperare, anche mediante
scambio  di  informazioni,  con  le  autorita' competenti degli Stati
extracomunitari.
  4.  Le informazioni ricevute dalla Banca d'Italia e dalla CONSOB ai
sensi  dei commi 1, 2 e 3 non possono essere trasmesse a terzi ne' ad
altre  autorita'  italiane,  ivi  incluso il Ministro dell'economia e
delle finanze, senza il consenso dell'autorita' che le ha fornite.
  5. La Banca d'Italia e la CONSOB possono scambiare informazioni:
    a)  con  autorita'  amministrative  e  giudiziarie nell'ambito di
procedimenti di liquidazione o di fallimento, in Italia o all'estero,
relativi a soggetti abilitati;
    b)  con gli organismi preposti all'amministrazione dei sistemi di
indennizzo;
    c) con gli organismi preposti alla compensazione o al regolamento
delle negoziazioni dei mercati;
    d)  con le societa' di gestione dei mercati, al fine di garantire
il regolare funzionamento nei mercati da esse gestiti.
  5-bis.   Lo   scambio   di  informazioni  con  autorita'  di  Paesi
extracomunitari  e'  subordinato all'esistenza di norme in materia di
segreto di ufficio.
  6.  Le  informazioni  indicate  nel  comma  5, lettere b), c) e d),
possono  essere  rivelate a terzi con il consenso del soggetto che le
ha fornite. Si puo' prescindere dal consenso se le informazioni siano
fornite  in  ottemperanza a obblighi di cooperazione e collaborazione
internazionale.
  7. La Banca d'Italia e la CONSOB possono esercitare i poteri a esse
assegnati dall'ordinamento anche ai fini della cooperazione con altre
autorita'  e  su richiesta delle medesime. Le autorita' competenti di
Stati  comunitari  o  extracomunitari  possono  chiedere  alla  Banca
d'Italia e alla CONSOB di effettuare per loro conto, secondo le norme
previste  nel  presente  decreto,  un'indagine  sul  territorio dello
Stato,  nonche' di eseguire, per loro conto, notifiche sul territorio
dello  Stato  inerenti ai provvedimenti da esse adottati. Le predette
autorita'  possono chiedere che venga consentito ad alcuni membri del
loro  personale  di  accompagnare il personale della Banca d'Italia e
della CONSOB durante l'espletamento dell'indagine.
  8.  Restano  ferme  le  norme che disciplinano il segreto d'ufficio
sulle  notizie,  i  dati  e  le  informazioni in possesso della Banca
d'Italia.
((9. Al fine di agevolare l'esercizio della vigilanza su base consolidata nei confronti di gruppi operanti in piu' Stati comunitari la Banca d'Italia, sulla base di accordi con le autorita' competenti, definisce forme di collaborazione e coordinamento, istituisce collegi di supervisori e partecipa ai collegi istituiti da altre autorita'. In tale ambito, la Banca d'Italia puo' concordare specifiche ripartizioni di compiti e deleghe di funzioni.))
  10.  Tutte  le  notizie, le informazioni e i dati in possesso della
CONSOB  in  ragione della sua attivita' di vigilanza sono coperti dal
segreto    d'ufficio    anche    nei    confronti   delle   pubbliche
amministrazioni,  a  eccezione  del  Ministro  dell'economia  e delle
finanze. Sono fatti salvi i casi previsti dalla legge per le indagini
relative a violazioni sanzionate penalmente.
  11.  I  dipendenti  della  CONSOB, nell'esercizio delle funzioni di
vigilanza,  sono  pubblici  ufficiali  e  hanno l'obbligo di riferire
esclusivamente  alla  Commissione  tutte le irregolarita' constatate,
anche quando integrino ipotesi di reato.
  12. I dipendenti della CONSOB, i consulenti e gli esperti dei quali
la stessa si avvale sono vincolati dal segreto d'ufficio.
  13.  Le  pubbliche  amministrazioni  e gli enti pubblici forniscono
dati,  notizie  e documenti e ogni ulteriore collaborazione richiesta
dalla  CONSOB,  in conformita' delle leggi disciplinanti i rispettivi
ordinamenti.
                             Art. 4-bis.
 ((Individuazione dell'autorita' competente ai fini del regolamento (CE) n. 1060/2009, relativo alle agenzie di rating del credito 1. La Consob e' l'autorita' competente ai fini dell'applicazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, relativo alle agenzie di rating del credito. A tale fine la Consob svolge i compiti indicati dal predetto regolamento, esercita i poteri e adotta le misure di vigilanza previsti dagli articoli 23, 24 e 25 del medesimo regolamento. 2. Ai fini dell'esercizio delle rispettive competenze, la Consob, la Banca d'Italia, l'Isvap e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, anche sulla base di appositi protocolli d'intesa, collaborano tra loro e si scambiano informazioni riguardanti le agenzie di cui al comma 1 e l'utilizzo dei rating a fini regolamentari da parte dei soggetti indicati dall'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di cui al comma 1, vigilati dalle predette autorita'.))
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
CAPO I
VIGILANZA
                               Art. 5
               Finalita' e destinatari della vigilanza

  (( 1. La vigilanza sulle attivita' disciplinate dalla presente parte ha per obiettivi: a) la salvaguardia della fiducia nel sistema finanziario; b) la tutela degli investitori; c) la stabilita' e il buon funzionamento del sistema finanziario; d) la competitivita' del sistema finanziario; e) l'osservanza delle disposizioni in materia finanziaria. 2. Per il perseguimento degli obiettivi di cui al comma 1, la Banca d'Italia e' competente per quanto riguarda il contenimento del rischio, la stabilita' patrimoniale e la sana e prudente gestione degli intermediari. 3. Per il perseguimento degli obiettivi di cui al comma 1, la Consob e' competente per quanto riguarda la trasparenza e la correttezza dei comportamenti. 4. La Banca d'Italia e la Consob esercitano i poteri di vigilanza nei confronti dei soggetti abilitati; ciascuna vigila sull'osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari secondo le competenze definite dai commi 2 e 3. ))
  5.  La  Banca d'Italia e la CONSOB operano in modo coordinato anche
al  fine  di  ridurre  al  minimo  gli  oneri  gravanti  sui soggetti
abilitati  e  si  danno  reciproca  comunicazione  dei  provvedimenti
assunti  e delle irregolarita' rilevate nell'esercizio dell'attivita'
di vigilanza.
  (( 5-bis. La Banca d'Italia e la Consob, al fine di coordinare l'esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e di ridurre al minimo gli oneri gravanti sui soggetti abilitati, stipulano un protocollo d'intesa, avente ad oggetto: a) i compiti di ciascuna e le modalita' del loro svolgimento, secondo il criterio della prevalenza delle funzioni di cui ai commi 2 e 3; b) lo scambio di informazioni, anche con riferimento alle irregolarita' rilevate e ai provvedimenti assunti nell'esercizio dell'attivita' di vigilanza. 5-ter. Il protocollo d'intesa di cui al comma 5-bis e' reso pubblico dalla Banca d'Italia e dalla Consob con le modalita' da esse stabilite ed e' allegato al regolamento di cui all'articolo 6, comma 2-bis. ))
                               Art. 6
                       Vigilanza regolamentare

  (( 01. Nell'esercizio delle funzioni di vigilanza regolamentare, la Banca d'Italia e la Consob osservano i seguenti principi: a) valorizzazione dell'autonomia decisionale dei soggetti abilitati; b) proporzionalita', intesa come criterio di esercizio del potere adeguato al raggiungimento del fine, con il minore sacrificio degli interessi dei destinatari; c) riconoscimento del carattere internazionale del mercato finanziario e salvaguardia della posizione competitiva dell'industria italiana; d) agevolazione dell'innovazione e della concorrenza. 02. Per le materie disciplinate dalla direttiva 2006/73/CE, della Commissione, del 10 agosto 2006, la Banca d'Italia e la Consob possono mantenere o imporre nei regolamenti obblighi aggiuntivi a quelli previsti dalla direttiva medesima solo nei casi eccezionali in cui tali obblighi sono obiettivamente giustificati e proporzionati, tenuto conto della necessita' di fare fronte a rischi specifici per la protezione degli investitori o l'integrita' del mercato che non sono adeguatamente considerati dalle disposizioni comunitarie e se almeno una delle seguenti condizioni e' soddisfatta: a) i rischi specifici cui gli obblighi aggiuntivi sono volti a fare fronte sono particolarmente rilevanti, considerata la struttura del mercato italiano; b) i rischi specifici cui gli obblighi aggiuntivi sono volti a fare fronte emergono o diventano evidenti dopo l'emanazione delle disposizioni comunitarie pertinenti per materia. 03. La Banca d'Italia e la Consob comunicano al Ministero dell'economia e delle finanze le disposizioni regolamentari recanti gli obblighi aggiuntivi di cui al comma 02 ai fini della loro notifica alla Commissione europea. ))
  1.   La   Banca   d'Italia,   sentita  la  CONSOB,  disciplina  con
regolamento:
    (( a) gli obblighi delle SIM e delle SGR in materia di adeguatezza patrimoniale, contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni e partecipazioni detenibili; b) gli obblighi dei soggetti abilitati in materia di modalita' di deposito e di sub-deposito degli strumenti finanziari e del denaro di pertinenza della clientela; ))
    c) le regole applicabili agli OICR aventi a oggetto:
      1)  i  criteri e i divieti all'attivita' di investimento, avuto
riguardo anche ai rapporti di gruppo;
      2)  le  norme  prudenziali  di contenimento e frazionamento del
rischio;
      3)  gli  schemi-tipo  e le modalita' di redazione dei prospetti
contabili che le societa' di gestione del risparmio e le SICAV devono
redigere periodicamente;
      4) i metodi di calcolo del valore delle quote o azioni di OICR;
      5)  i criteri e le modalita' da adottare per la valutazione dei
beni e dei valori in cui e' investito il patrimonio e la periodicita'
della  valutazione.  Per  la  valutazione  di  beni  non negoziati in
mercati  regolamentati, la Banca d'Italia puo' prevedere il ricorso a
esperti  indipendenti  e  richiederne  l'intervento  anche in sede di
acquisto e vendita dei beni da parte del gestore.
  1-bis.  Le disposizioni di cui al comma 1, lettera a), prevedono la
possibilita'  di  adottare  sistemi interni di misurazione dei rischi
per    la   determinazione   dei   requisiti   patrimoniali,   previa
autorizzazione   della   Banca   d'Italia,   nonche'   di  utilizzare
valutazioni  del  rischio  di  credito  rilasciate da societa' o enti
esterni.
  (( 2. La Consob, sentita la Banca d'Italia, tenuto conto delle differenti esigenze di tutela degli investitori connesse con la qualita' e l'esperienza professionale dei medesimi, disciplina con regolamento gli obblighi dei soggetti abilitati in materia di: a) trasparenza, ivi inclusi: 1) gli obblighi informativi nella prestazione dei servizi e delle attivita' di investimento, nonche' della gestione collettiva del risparmio, con particolare riferimento al grado di rischiosita' di ciascun tipo specifico di prodotto finanziario e delle gestioni di portafogli offerti, all'impresa e ai servizi prestati, alla salvaguardia degli strumenti finanziari o delle disponibilita' liquide detenuti dall'impresa, ai costi, agli incentivi e alle strategie di esecuzione degli ordini; 2) le modalita' e i criteri da adottare nella diffusione di comunicazioni pubblicitarie e promozionali e di ricerche in materia di investimenti; 3) gli obblighi di comunicazione ai clienti relativi all'esecuzione degli ordini, alla gestione di portafogli, alle operazioni con passivita' potenziali e ai rendiconti di strumenti finanziari o delle disponibilita' liquide dei clienti detenuti dall'impresa; b) correttezza dei comportamenti, ivi inclusi: 1) gli obblighi di acquisizione di informazioni dai clienti o dai potenziali clienti ai fini della valutazione di adeguatezza o di appropriatezza delle operazioni o dei servizi forniti; 2) le misure per eseguire gli ordini alle condizioni piu' favorevoli per i clienti; 3) gli obblighi in materia di gestione degli ordini; 4) l'obbligo di assicurare che la gestione di portafogli si svolga con modalita' aderenti alle specifiche esigenze dei singoli investitori e che quella su base collettiva avvenga nel rispetto degli obiettivi di investimento dell'OICR; 5) le condizioni alle quali possono essere corrisposti o percepiti incentivi. 2-bis. La Banca d'Italia e la Consob disciplinano congiuntamente mediante regolamento, con riferimento alla prestazione dei servizi e delle attivita' di investimento, nonche' alla gestione collettiva del risparmio, gli obblighi dei soggetti abilitati in materia di: a) requisiti generali di organizzazione; b) continuita' dell'attivita'; c) organizzazione amministrativa e contabile, compresa l'istituzione della funzione di cui alla lettera e); d) procedure, anche di controllo interno, per la corretta e trasparente prestazione dei servizi di investimento e delle attivita' di investimento nonche' della gestione collettiva del risparmio; e) controllo della conformita' alle norme; f) gestione del rischio dell'impresa; g) audit interno; h) responsabilita' dell'alta dirigenza; i) trattamento dei reclami; j) operazioni personali; k) esternalizzazione di funzioni operative essenziali o importanti o di servizi o attivita'; l) gestione dei conflitti di interesse, potenzialmente pregiudizievoli per i clienti; m) conservazione delle registrazioni; n) procedure anche di controllo interno, per la percezione o corresponsione di incentivi. 2-ter. Per l'esercizio della vigilanza, nelle materie di cui al comma 2-bis, sono competenti: a) la Banca d'Italia per gli aspetti previsti dalle lettere a), b), c), f), g) e h); b) la Consob per gli aspetti previsti dalle lettere d), e), i), j), l), m) e n); c) la Banca d'Italia e la Consob, secondo le rispettive funzioni di cui all'articolo 5, commi 2 e 3, per gli aspetti previsti dalla lettera k). 2-quater. La Consob, sentita la Banca d'Italia, individua con regolamento: a) le norme di condotta che non si applicano ai rapporti fra gestori di sistemi multilaterali di negoziazione e i partecipanti ai medesimi; b) le condizioni alle quali i soggetti abilitati non sono obbligati a osservare le disposizioni regolamentari di cui al comma 2, lettera b), numero 1), quando prestano i servizi di cui all'articolo 1, comma 5, lettere b) ed e); c) la disciplina specifica di condotta applicabile ai rapporti tra soggetti abilitati e clienti professionali; d) le norme di condotta che non si applicano ai rapporti fra soggetti abilitati che prestano i servizi di cui all'articolo 1, comma 5, lettere a), b) ed e), e controparti qualificate, intendendosi per tali: 1) le imprese di investimento, le banche, le imprese di assicurazioni, gli OICR, le SGR, le societa' di gestione armonizzate, i fondi pensione, gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106, 107 e 113 del testo unico bancario, le societa' di cui all'articolo 18 del testo unico bancario, gli istituti di moneta elettronica, le fondazioni bancarie, i Governi nazionali e i loro corrispondenti uffici, compresi gli organismi pubblici incaricati di gestire il debito pubblico, le banche centrali e le organizzazioni sovranazionali a carattere pubblico; 2) le imprese la cui attivita' principale consista nel negoziare per conto proprio merci e strumenti finanziari derivati su merci; 3) le imprese la cui attivita' esclusiva consista nel negoziare per conto proprio nei mercati di strumenti finanziari derivati e, per meri fini di copertura, nei mercati a pronti, purche' esse siano garantite da membri che aderiscono all'organismo di compensazione di tali mercati, quando la responsabilita' del buon fine dei contratti stipulati da dette imprese spetta a membri che aderiscono all'organismo di compensazione di tali mercati; 4) le altre categorie di soggetti privati individuati con regolamento dalla Consob, sentita Banca d'Italia, nel rispetto dei criteri di cui alla direttiva 2004/39/CE e alle relative misure di esecuzione; 5) le categorie corrispondenti a quelle dei numeri precedenti di soggetti di Paesi non appartenenti all'Unione europea. 2-quinquies. La Consob, sentita la Banca d'Italia, individua con regolamento i clienti professionali privati nonche' i criteri di identificazione dei soggetti privati che su richiesta possono essere trattati come clienti professionali e la relativa procedura di richiesta. 2-sexies. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la Consob, individua con regolamento i clienti professionali pubblici nonche' i criteri di identificazione dei soggetti pubblici che su richiesta possono essere trattati come clienti professionali e la relativa procedura di richiesta. ))
                               Art. 7
                  Interventi sui soggetti abilitati

  1.  La  Banca  d'Italia  e  la CONSOB, nell'ambito delle rispettive
competenze, possono, con riguardo ai soggetti abilitati:
    a) convocare gli amministratori, i sindaci e i dirigenti;
    b)  ordinare  la convocazione degli organi collegiali, fissandone
l'ordine del giorno;
    c)   procedere   direttamente   alla  convocazione  degli  organi
collegiali  quando  gli  organi  competenti non abbiano ottemperato a
quanto previsto dalla lettera b).
((2. La Banca d'Italia puo' emanare, a fini di stabilita', disposizioni di carattere particolare aventi a oggetto le materie disciplinate dall'articolo 6, comma 1, lettera a), e adottare, ove la situazione lo richieda, provvedimenti restrittivi o limitativi concernenti i servizi, le attivita', le operazioni e la struttura territoriale, vietare la distribuzione di utili o di altri elementi del patrimonio, nonche', con riferimento a strumenti finanziari computabili nel patrimonio a fini di vigilanza, vietare il pagamento di interessi.))
  3.  Nell'interesse  pubblico o dei partecipanti la Banca d'Italia e
la  CONSOB,  ciascuna  per  quanto di competenza, possono ordinare la
sospensione o la limitazione temporanea dell'emissione o del rimborso
delle quote o azioni di OICR.
                               Art. 8
                        Vigilanza informativa

  1.  La  Banca  d'Italia  e  la CONSOB possono chiedere, nell'ambito
delle  rispettive  competenze, ai soggetti abilitati la comunicazione
di  dati  e  notizie  e  la  trasmissione  di atti e documenti con le
modalita' e nei termini dalle stesse stabiliti.
  2.  I  poteri  previsti dal comma 1 possono essere esercitati anche
nei  confronti  ((del soggetto incaricato della revisione legale dei conti)).
  3.  Il collegio sindacale informa senza indugio la Banca d'Italia e
la  CONSOB  di  tutti  gli  atti o i fatti, di cui venga a conoscenza
nell'esercizio   dei   propri   compiti,   che   possano   costituire
un'irregolarita' nella gestione ovvero una violazione delle norme che
disciplinano  l'attivita'  delle  SIM, delle societa' di gestione del
risparmio  o  delle  SICAV.  A  tali fini lo statuto delle SIM, delle
societa'  di  gestione del risparmio o delle SICAV, indipendentemente
dal   sistema   di  amministrazione  e  controllo  adottato,  assegna
all'organo  che  svolge la funzione di controllo i relativi compiti e
poteri.
  4. ((i soggetti incaricati della revisione legale dei conti)) delle
SIM,   delle  societa'  di  gestione  del  risparmio  e  delle  SICAV
comunicano senza indugio alla Banca d'Italia e alla CONSOB gli atti o
i  fatti,  rilevati  nello  svolgimento  dell'incarico,  che  possano
costituire una grave violazione delle norme disciplinanti l'attivita'
delle societa' sottoposte a revisione ovvero che possano pregiudicare
la  continuita'  dell'impresa  o  comportare un giudizio negativo, un
giudizio  con  rilievi  o  una  dichiarazione  di  impossibilita'  di
esprimere  un  giudizio  sui  bilanci o sui prospetti periodici degli
OICR.
  5.  I commi 3, primo periodo, e 4 si applicano anche all'organo che
svolge  funzioni  di  controllo  ed  ((ai soggetti incaricati della revisione legale dei conti)) presso le societa' che controllano le
SIM,  le  societa' di gestione del risparmio o le SICAV o che sono da
queste   controllate  ai  sensi  dell'articolo  23  del  testo  unico
bancario.
  5-bis. La Consob, nell'ambito delle sue competenze, puo' esercitare
sui soggetti abilitati i poteri previsti dall'articolo 187-octies. La
Banca d'Italia, nell'ambito delle sue competenze, puo' esercitare sui
soggetti  abilitati i poteri previsti dall'articolo 187-octies, comma
3, lettera c).
  6.  I  commi 3, 4, 5 e 5-bis si applicano alle banche limitatamente
alla prestazione dei servizi e delle attivita' di investimento.
                               Art. 9
                       (( (Revisione legale). 1. Alle SIM, alle societa' di gestione del risparmio e alle Sicav si applica l'articolo 159, comma 1. 2. Per le societa' di gestione del risparmio, il revisore legale o la societa' di revisione legale incaricati della revisione provvedono con apposita relazione di revisione a rilasciare un giudizio sul rendiconto del fondo comune.))
                               Art. 10
                         Vigilanza ispettiva

  1.  La  Banca  d'Italia  e  la  CONSOB  possono,  nell'ambito delle
rispettive  competenze  e in armonia con le disposizioni comunitarie,
effettuare  ispezioni  e  richiedere  l'esibizione dei documenti e il
compimento degli atti ritenuti necessari presso i soggetti abilitati.
  1-bis.  La  Consob  puo'  richiedere ((al soggetto incaricato della revisione legale dei conti)) di procedere a verifiche ispettive. Le
relative  spese,  la  cui  congruita'  e' valutata dalla Consob, sono
poste a carico del soggetto ispezionato.
  2.  Ciascuna  autorita'  comunica  le  ispezioni disposte all'altra
autorita',  la quale puo' chiedere accertamenti su profili di propria
competenza.
  3.  La  Banca  d'Italia e la CONSOB possono chiedere alle autorita'
competenti di uno Stato comunitario di effettuare accertamenti presso
succursali  di  SIM,  di  SGR e di banche stabilite sul territorio di
detto Stato ovvero concordare altre modalita' per le verifiche.
  4.  Le  autorita'  competenti  di  uno Stato comunitario, dopo aver
informato  la  Banca d'Italia e la CONSOB, possono ispezionare, anche
tramite loro incaricati, le succursali di imprese di investimento, di
banche comunitarie e di societa' di gestione armonizzate dalle stesse
autorizzate,   stabilite  nel  territorio  della  Repubblica.  Se  le
autorita' di uno Stato comunitario lo richiedono, la Banca d'Italia e
la   CONSOB,   nell'ambito  delle  rispettive  competenze,  procedono
direttamente  agli accertamenti ovvero concordano altre modalita' per
le verifiche.
  5.  La  Banca  d'Italia e la CONSOB possono concordare, nell'ambito
delle  rispettive competenze, con le autorita' competenti degli Stati
extracomunitari modalita' per l'ispezione di succursali di imprese di
investimento e di banche insediate nei rispettivi territori.
                               Art. 11
                       Composizione del gruppo

  (( 1. La Banca d'Italia, sentita la Consob: a) determina la nozione di gruppo rilevante ai fini della verifica dei requisiti previsti dagli articoli 19, comma 1, lettera h), e 34, comma 1, lettera f); b) emana disposizioni volte a individuare l'insieme dei soggetti da sottoporre a vigilanza su base consolidata tra quelli esercenti attivita' bancaria e servizi di investimento o di gestione collettiva del risparmio, nonche' attivita' connesse e strumentali o altre attivita' finanziarie, come individuate ai sensi dell'articolo 59, comma 1, lettera b), del T.U. bancario. Tali soggetti sono individuati tra quelli che, non sottoposti a vigilanza consolidata ai sensi del medesimo testo unico: 1) sono controllati, direttamente o indirettamente, da una SIM o da una societa' di gestione del risparmio; 2) controllano, direttamente o indirettamente, una SIM o una societa' di gestione del risparmio. 1-bis. Il gruppo individuato ai sensi del comma 1, lettera b), e' iscritto in un apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia. La capogruppo comunica tempestivamente alla Banca d'Italia l'esistenza del gruppo e la sua composizione aggiornata. Copia della predetta comunicazione e' trasmessa dalla Banca d'Italia alla Consob. ))
                               Art. 12
                        Vigilanza sul gruppo

  1.  La Banca d'Italia impartisce alla societa' posta al vertice del
gruppo  individuato  ai  sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera b),
disposizioni  riferite al complesso dei soggetti individuati ai sensi
del  medesimo articolo, aventi ad oggetto le materie dell'articolo 6,
commi  1,  lettera a), 1-bis e 2-bis, lettere a), b), c) e g). Ove lo
richiedano  esigenze  di  stabilita',  la Banca d'Italia puo' emanare
nelle stesse materie disposizioni di carattere particolare.
  1-bis.  In armonia con la disciplina comunitaria, la Banca d'Italia
individua   le   ipotesi   di   esenzione   dall'applicazione   delle
disposizioni adottate ai sensi del comma 1.
  2.   La   societa'  capogruppo,  nell'esercizio  dell'attivita'  di
direzione e coordinamento, emana disposizioni alle singole componenti
del  gruppo  individuato  ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera
b), per l'esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d'Italia.
Gli  organi  amministrativi  delle  societa' del gruppo sono tenuti a
fornire  ogni dato e informazione per l'emanazione delle disposizioni
e  la  necessaria  collaborazione  per  il rispetto delle norme sulla
vigilanza consolidata.
  3.  La  Banca  d'Italia  e  la Consob possono chiedere, nell'ambito
delle   rispettive  competenze,  ai  soggetti  individuati  ai  sensi
dell'articolo  11,  comma 1, lettera b), al soggetto che controlla la
societa'  capogruppo di cui all'articolo 11, comma 1-bis, la SIM o la
societa'  di  gestione  del  risparmio,  nonche'  a  quelli  che sono
controllati, direttamente o indirettamente, ovvero partecipati almeno
per  il  venti  per  cento  da  uno dei soggetti individuati ai sensi
dell'articolo  11,  comma  1,  lettera  b),  la  trasmissione,  anche
periodica, di dati e informazioni.
  3-bis. Nell'esercizio della vigilanza su base consolidata, la Banca
d'Italia puo' impartire disposizioni, ai sensi del presente articolo,
nei  confronti  di tutti i soggetti inclusi nel gruppo individuato ai
sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera b).
  4. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  5.  La  Banca  d'Italia  e  la  Consob  possono,  nell'ambito delle
rispettive competenze:
    a)  effettuare  ispezioni  presso i soggetti individuati ai sensi
dell'articolo 11, comma 1, lettera b);
    b)  al  fine esclusivo di verificare l'esattezza dei dati e delle
informazioni   forniti,   effettuare   ispezioni  presso  i  soggetti
controllati, direttamente o indirettamente, ovvero partecipati almeno
per  il  venti  per  cento  da  uno dei soggetti individuati ai sensi
dell'articolo 11, comma 1, lettera b).
  5-bis. Nell'esercizio della vigilanza su base consolidata, la Banca
d'Italia  puo'  adottare  i  provvedimenti  previsti dall'articolo 7,
comma  2, nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 11, comma 1,
lettera b).
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
CAPO II
ESPONENTI AZIENDALI E PARTECIPANTI AL CAPITALE
                               Art. 13
           (( (Requisiti di professionalita', onorabilita' e indipendenza degli esponenti aziendali) ))

  1. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e
controllo  presso  SIM,  societa'  di  gestione  del risparmio, SICAV
devono  possedere i requisiti di professionalita' (( , onorabilita' e indipendenza ))  stabiliti  dal  (( Ministro dell'economia e delle finanze )),  con regolamento adottato sentite la Banca d'Italia e la
CONSOB.
  (( 2. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica. Essa e' dichiarata dal consiglio di amministrazione, dal consiglio di sorveglianza o dal consiglio di gestione entro trenta giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto. ))
  3.  In  caso  di  inerzia,  la decadenza e' pronunciata dalla Banca
d'Italia o dalla CONSOB.
  (( 3-bis. Nel caso di difetto dei requisiti di indipendenza stabiliti dal codice civile o dallo statuto si applicano i commi 2 e 3. ))
  4.  Il  regolamento  previsto  dal  comma 1 stabilisce le cause che
comportano la sospensione temporanea dalla carica e la sua durata. La
sospensione e' dichiarata con le modalita' indicate nei commi 2 e 3.
                               Art. 14
                     (Requisiti di onorabilita')

  1.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, con regolamento
adottato sentite la Banca d'Italia e la CONSOB, determina i requisiti
di   onorabilita'   dei   titolari  ((delle partecipazioni indicate nell'articolo 15,comma 1,))  nelle SIM e nelle societa' di gestione
del risparmio, nonche' dei partecipanti al capitale delle SICAV.
  ((2. Ai fini dell'applicazione del presente articolo e dell'articolo 15, per le SICAV si fa riferimento alle sole azioni nominative ed il regolamento di cui al comma 1 stabilisce le ipotesi in cui, al fine dell'attribuzione del diritto di voto, tali azioni sono considerate come azioni al portatore, con riguardo alla data di acquisto.))
  3.  Ai  fini del ((comma 1)) si considerano anche le partecipazioni
possedute  per  il  tramite  di  societa'  controllate,  di  societa'
fiduciarie  o per interposta persona, nonche' i casi in cui i diritti
derivanti  dalle  partecipazioni  spettano  o  sono  attribuiti ad un
soggetto diverso dal titolare delle partecipazioni stesse od esistono
accordi concernenti l'esercizio dei diritti di voto.
  4. In assenza dei requisiti non possono essere esercitati i diritti
di  voto  e  gli  altri  diritti  che  consentono  di  influire sulla
societa', inerenti alle partecipazioni eccedenti ((le soglie previste dall'articolo 15, comma 1)).
  5.  In  caso  di  inosservanza  del divieto, la deliberazione od il
diverso  atto,  adottati  con  il  voto  o,  comunque,  il contributo
determinanti delle partecipazioni di cui al comma 1, sono impugnabili
secondo  le  previsioni  del  codice civile. Le partecipazioni per le
quali non puo' essere esercitato il diritto di voto sono computate ai
fini della regolare costituzione della relativa assemblea.
  6. L'impugnazione puo' essere proposta anche dalla Banca d'Italia o
dalla  CONSOB entro centottanta giorni dalla data della deliberazione
ovvero,  se  questa  e'  soggetta  a  iscrizione  nel  registro delle
imprese,  entro  centottanta giorni dall'iscrizione o, se e' soggetta
solo  a  deposito  presso l'ufficio del registro delle imprese, entro
centottanta giorni dalla data di questo.
  7.  Le partecipazioni, eccedenti le soglie previste ((dall'articolo 15, comma 1)),  dei  soggetti  privi  dei requisiti di onorabilita'
devono essere alienate entro i termini stabiliti dalla Banca d'Italia
o dalla CONSOB.
                               Art. 15
                         ((Partecipazioni))

  (( 1. Chiunque, a qualsiasi titolo, intenda acquisire o cedere, direttamente od indirettamente, in una Sim, societa' di gestione del risparmio, Sicav una partecipazione che comporta il controllo o la possibilita' di esercitare un'influenza notevole sulla societa' o che attribuisce una quota dei diritti di voto o del capitale almeno pari al 10 per cento, tenuto conto delle azioni o quote gia' possedute, deve darne preventiva comunicazione alla Banca d'Italia. La comunicazione preventiva e' dovuta anche per le variazioni delle partecipazioni quando la quota dei diritti di voto o del capitale raggiunga o superi, in aumento o in diminuzione, il 20 per cento, 30 per cento o 50 per cento e, in ogni caso, quando le variazioni comportano l'acquisizione o la perdita del controllo della societa'. 2. La Banca d'Italia puo' vietare entro il termine stabilito ai sensi del comma 5, lettera c), l'acquisizione della partecipazione quando ritenga che non ricorrono condizioni atte a garantire una gestione sana e prudente dell'intermediario, valutando la qualita' del potenziale acquirente e la solidita' finanziaria del progetto di acquisizione in base ai seguenti criteri: la reputazione del potenziale acquirente, ivi compreso il possesso dei requisiti previsti ai sensi dell'articolo 14; il possesso dei requisiti previsti ai sensi dell'articolo 13 da parte di coloro che, in esito all'acquisizione, svolgeranno funzioni di amministrazione, direzione e controllo; la solidita' finanziaria del potenziale acquirente; la capacita' dell'intermediario di rispettare a seguito dell'acquisizione le disposizioni che ne regolano l'attivita'; l'idoneita' della struttura del gruppo del potenziale acquirente a consentire l'esercizio efficace della vigilanza; l'assenza di fondato sospetto che l'acquisizione sia connessa a operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.)) La Banca d'Italia puo' fissare
un termine massimo per l'acquisizione nonche' comunicare, anche prima
della scadenza del termine, che nulla osta all'operazione.
  3. Gli acquisti e le cessioni indicati nel comma 1 sono comunicati,
una volta avvenuti, alla Banca d'Italia, alla CONSOB e alla societa'.
((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 21)).
  4.   Le   partecipazioni   si   considerano   acquisite   o  cedute
indirettamente  quando  l'acquisto  o  la  cessione  avvengano per il
tramite  di  societa'  controllate,  di  societa'  fiduciarie  o  per
interposta   persona.   Il   controllo  sussiste  nei  casi  previsti
dall'articolo 23 del T.U. bancario.
  5. La Banca d'Italia, determina con regolamento:
    ((a) i criteri di calcolo dei diritti di voto rilevanti ai fini dell'applicazione delle soglie previste al comma 1, ivi inclusi i casi in cui i diritti di voto non sono computati ai fini dell'applicazione del medesimo comma, nonche' i criteri per l'individuazione dei casi di influenza notevole;))
    b)  i  soggetti  tenuti  ad  effettuare le comunicazioni quando i
diritti  derivanti  dalle partecipazioni spettano o sono attribuiti a
un soggetto diverso dal titolare delle partecipazioni stesse, nonche'
quando esistono accordi concernenti l'esercizio del diritto di voto;
    c)   le   procedure   ed  i  termini  per  l'effettuazione  delle
comunicazioni((, nonche' per condurre la valutazione prevista al comma 2)).
                               Art. 16
                (( (Sospensione del diritto di voto, obbligo di alienazione) ))

  (( 1. Il diritto di voto e gli altri diritti, che consentono di influire sulla societa', inerenti alle partecipazioni eccedenti le soglie stabilite ai sensi dell'articolo 15, comma 5, non possono essere esercitati quando non siano state effettuate le comunicazioni previste dall'articolo 15, commi 1 e 3, quando sia intervenuto il divieto della Banca d'Italia o non sia ancora decorso il termine entro il quale la Banca d'Italia puo' vietare l'acquisizione o quando sia scaduto il termine massimo eventualmente fissato ai sensi dell'articolo 15, comma 2. 2. La Banca d'Italia, anche su proposta della CONSOB, puo' in ogni momento sospendere il diritto di voto e gli altri diritti, che consentono di influire sulla societa', inerenti a una partecipazione qualificata in una SIM, in una societa' di gestione del risparmio o in una SICAV, quando l'influenza esercitata dal titolare della partecipazione possa pregiudicarne la gestione sana e prudente o l'effettivo esercizio della vigilanza. ))
  3. In caso di inosservanza dei divieti previsti dai commi 1 e 2, si
applica l'articolo 14, commi 5 e 6.
  (( 4. La Banca d'Italia puo' fissare un termine entro il quale devono essere alienate le partecipazioni eccedenti i limiti stabiliti ai sensi dell'articolo 15, comma 5, quando non siano state effettuate le comunicazioni preventive previste dall'articolo 15, comma 1, ovvero quando, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, sia intervenuto il divieto della Banca d'Italia all'acquisto o sia scaduto il termine massimo per l'acquisizione eventualmente fissato. ))
                               Art. 17
       (( (Richiesta di informazioni sulle partecipazioni). ))

  (( 1. La Banca d'Italia e la CONSOB, indicando il termine per la risposta, possono richiedere: a) alle SIM, alle societa' di gestione del risparmio ed alle SICAV, l'indicazione nominativa dei titolari delle partecipazioni secondo quanto risulta dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e da altri dati a loro disposizione; b) alle societa' ed agli enti di qualsiasi natura che possiedono partecipazioni nei soggetti indicati nella lettera a), l'indicazione nominativa dei titolari delle partecipazioni secondo quanto risulta dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e da altri dati a loro disposizione; c) agli amministratori delle societa' e degli enti titolari di partecipazioni nelle SIM, nelle societa' di gestione del risparmio e nelle SICAV, l'indicazione dei soggetti controllanti; d) alle societa' fiduciarie che abbiano intestato a proprio nome partecipazioni in societa' indicate nella lettera c), le generalita' dei fiducianti. ))
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO II
SERVIZI DI INVESTIMENTO
CAPO I
SOGGETTI E AUTORIZZAZIONE
                               Art. 18
                              Soggetti

  1. L'esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi
(( e delle attivita' )) di investimento e' riservato alle imprese di
investimento e alle banche.
  (( 2. Le SGR possono prestare professionalmente nei confronti del pubblico i servizi previsti dall'articolo 1, comma 5, lettere d) ed f). Le societa' di gestione armonizzate possono prestare professionalmente nei confronti del pubblico i servizi previsti dall'articolo 1, comma 5, lettere d) ed f), qualora autorizzate nello Stato membro d'origine. 3. Gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del testo unico bancario possono esercitare professionalmente nei confronti del pubblico, nei casi e alle condizioni stabilite dalla Banca d'Italia, sentita la Consob, i servizi e le attivita' previsti dall'articolo 1, comma 5, lettere a) e b), limitatamente agli strumenti finanziari derivati, nonche' il servizio previsto dall'articolo 1, comma 5, lettere c) e c-bis). 3-bis. Le societa' di gestione di mercati regolamentati possono essere abilitate a svolgere l'attivita' di cui all'articolo 1, comma 5, lettera g). ))
  4.  Le  SIM  possono  prestare  professionalmente nei confronti del
pubblico  i  servizi accessori e altre attivita' finanziarie, nonche'
attivita'  connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attivita'
previste dalla legge.
  5.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, con regolamento
adottato sentite la Banca d'Italia e la CONSOB:
    (( a) puo' individuare, al fine di tener conto dell'evoluzione dei mercati finanziari e delle norme di adattamento stabilite dalle autorita' comunitarie, nuove categorie di strumenti finanziari, nuovi servizi e attivita' di investimento e nuovi servizi accessori, indicando quali soggetti sottoposti a forme di vigilanza prudenziale possono esercitare i nuovi servizi e attivita'; ))
    b)  adotta le norme di attuazione e di integrazione delle riserve
di  attivita'  previste  dal  presente  articolo,  nel rispetto delle
disposizioni comunitarie.
                             Art. 18-bis
                   (( (Consulenti finanziari). ))

  ((1. La riserva di attivita' di cui all'articolo 18 non pregiudica la possibilita' per le persone fisiche, in possesso dei requisiti di professionalita', onorabilita', indipendenza e patrimoniali stabiliti con regolamento adottato dal Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la Consob, ed iscritte nell'albo di cui al comma 2, di prestare la consulenza in materia di investimenti, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti. I requisiti di professionalita' per l'iscrizione nell'albo sono accertati sulla base di rigorosi criteri valutativi che tengano conto della pregressa esperienza professionale, validamente documentata, ovvero sulla base di prove valutative. 2. E' istituito l'albo delle persone fisiche consulenti finanziari, alla cui tenuta, in conformita' alle disposizioni emanate ai sensi del comma 7, provvede un organismo composto da un presidente e quattro membri, di cui due in rappresentanza degli iscritti che li designano secondo le modalita' fissate nello statuto dell'organismo, nominati tutti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. I membri dell'organismo sono individuati tra persone di comprovate professionalita' e competenza in materie finanziarie, giuridiche ed economiche. 3. L'organismo di cui al comma 2 ha personalita' giuridica ed e' dotato di autonomia organizzativa e finanziaria. 4. L'organismo cura la redazione del proprio statuto che contiene le regole sul funzionamento e sull'assetto organizzativo interno, nel rispetto dei principi e criteri determinati dalla Consob con il regolamento adottato ai sensi del comma 7 e dal Ministro dell'economia e delle finanze con il regolamento adottato ai sensi del comma 1. Lo statuto deve essere trasmesso al Ministro dell'economia e delle finanze per la successiva approvazione, sentite la Banca d'Italia e la Consob, e pubblicazione. 5. Nell'ambito della propria autonomia finanziaria, l'organismo determina e riscuote i contributi e le altre somme dovute dagli iscritti, dai richiedenti l'iscrizione nell'albo, nonche' da coloro i quali presentano domanda di partecipazione alle prove valutative volte all'accertamento del possesso dei requisiti di professionalita' per l'iscrizione nell'albo, nella misura necessaria per garantire lo svolgimento delle proprie attivita'. Il provvedimento con cui l'organismo ingiunge il pagamento dei contributi dovuti ha efficacia di titolo esecutivo. Decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, l'organismo procede alla esazione delle somme dovute in base alle norme previste per la riscossione, mediante ruolo, delle entrate dello Stato, degli enti territoriali, degli enti pubblici e previdenziali. Nel caso di mancato versamento dei contributi dovuti, l'organismo dispone la cancellazione dall'albo del soggetto inadempiente. 6. L'organismo di cui al comma 2: a) provvede all'iscrizione nell'albo, previa verifica dei necessari requisiti, delle persone fisiche che ne facciano richiesta al fine di prestare l'attivita' di cui al comma 1, e ne dispone la cancellazione qualora vengano meno i requisiti; b) vigila sul rispetto delle disposizioni di cui alle lettere c), d), e) e g) del comma 7; c) per i casi di violazione delle regole di condotta, di cui al comma 7, lettera d), delibera, dopo aver sentito il soggetto interessato, in relazione alla gravita' dell'infrazione e in conformita' alle disposizioni di cui al comma 7, lettera b), il richiamo scritto, il pagamento di un importo da euro cinquecento a euro venticinquemila, la sospensione dall'albo da uno a quattro mesi, ovvero la radiazione dal medesimo; d) svolge ogni altra attivita' necessaria per la tenuta dell'albo; e) puo' richiedere agli iscritti nell'albo la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, secondo le modalita' e nei termini dallo stesso determinati; f) puo' effettuare nei confronti degli iscritti ispezioni e richiedere l'esibizione dei documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari, nonche' procedere ad audizione personale. 7. La Consob determina, con regolamento, i principi e i criteri relativi: a) alla formazione dell'albo e alle relative forme di pubblicita'; b) alla iscrizione nell'albo, alle cause di sospensione, radiazione e riammissione e alle misure applicabili nei confronti degli iscritti nell'albo; c) alle cause di incompatibilita'; d) alle regole di condotta che gli iscritti nell'albo devono rispettare nel rapporto con i clienti, avuto riguardo alla disciplina cui sono sottoposti i soggetti abilitati; e) alle modalita' di tenuta della documentazione concernente l'attivita' svolta dagli iscritti nell'albo; f) all'attivita' dell'organismo, con specifico riferimento ai compiti di cui al comma 6; g) all'aggiornamento professionale degli iscritti. 8. Avverso le decisioni di cui al comma 6, lettera c), e' ammesso ricorso, da parte dell'interessato, alla Consob, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento. La presentazione del ricorso e la decisione sul medesimo avvengono secondo le procedure determinate dalla Consob con il regolamento di cui al comma 7. 9. Avverso le decisioni adottate dalla Consob ai sensi del comma 8 e' ammessa opposizione da parte dell'interessato dinnanzi alla Corte d'appello. Si applicano i commi 4, 5, 6, 7 e 8 dell'articolo 195. 10. La Consob puo' richiedere all'organismo la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti con le modalita' e nei termini dalla stessa stabiliti. La Consob puo' effettuare ispezioni e richiedere l'esibizione dei documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari presso l'organismo. 11. In caso di inerzia o malfunzionamento dell'organismo la Consob propone motivatamente al Ministro dell'economia e delle finanze l'adozione dei provvedimenti piu' opportuni, e, per i casi piu' gravi, lo scioglimento dell'organismo e la nomina di un commissario.))
                             Art. 18-ter
             (( (Societa' di consulenza finanziaria). ))

  (( 1. A decorrere dal 1° ottobre 2009, la riserva di attivita' di cui all'articolo 18 non pregiudica la possibilita' per le societa' costituite in forma di societa' per azioni o societa' a responsabilita' limitata, in possesso dei requisiti patrimoniali e di indipendenza stabiliti con regolamento adottato dal Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la CONSOB, di prestare la consulenza in materia di investimenti, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la CONSOB, puo' prevedere il possesso, da parte degli esponenti aziendali, dei requisiti di professionalita', onorabilita' e indipendenza. 3. Nell'albo di cui all'articolo 18-bis, comma 2, e' istituita una sezione dedicata alle societa' di consulenza finanziaria per la quale si applicano i commi 3, 4, 5, 6, 7 e 8 del medesimo articolo. ))
                               Art. 19
                           Autorizzazione

  1.  La Consob, sentita la Banca d'Italia, autorizza, entro sei mesi
dalla presentazione della domanda completa, l'esercizio dei servizi e
delle  attivita' di investimento da parte delle SIM, quando ricorrono
le seguenti condizioni:
    a) sia adottata la forma di societa' per azioni;
    b)  la  denominazione  sociale  comprenda  le parole "societa' di
intermediazione mobiliare";
    c)  la  sede  legale e la direzione generale della societa' siano
situate nel territorio della Repubblica;
    d)  il  capitale  versato sia di ammontare non inferiore a quello
determinato in via generale dalla Banca d'Italia;
    e)  venga  presentato,  unitamente  all'atto  costitutivo  e allo
statuto,  un programma concernente l'attivita' iniziale, ivi compresa
l'illustrazione  dei  tipi delle operazioni previste, delle procedure
adottate  per  l'esercizio  dell'attivita'  e  dei  tipi  di  servizi
accessori  che  si  intende  esercitare,  nonche' una relazione sulla
struttura  organizzativa, ivi compresa l'illustrazione dell'eventuale
affidamento a terzi di funzioni operative essenziali;
    f) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione
e  controllo abbiano i requisiti di professionalita', indipendenza ed
onorabilita' indicati nell'articolo 13;
    ((g) i titolari delle partecipazioni indicate nell'articolo 15, comma 1, abbiano i requisiti di onorabilita' stabiliti dall'articolo 14 e non ricorrano le condizioni per il divieto previsto dall'articolo 15, comma 2;))
    h)  la  struttura  del gruppo di cui e' parte la societa' non sia
tale  da  pregiudicare  l'effettivo  esercizio  della vigilanza sulla
societa'  stessa  e siano fornite almeno le informazione richieste ai
sensi dell'articolo 15, comma 5.
  2.   L'autorizzazione   e'   negata  quando  dalla  verifica  delle
condizioni  indicate  nel  comma  1  non  risulta garantita la sana e
prudente  gestione  ,  e  assicurata  la  capacita'  dell'impresa  di
esercitare correttamente i servizi o le attivita' di investimento .
  3. La CONSOB, sentita la Banca d'Italia, disciplina la procedura di
autorizzazione  e  le ipotesi di decadenza dalla stessa quando la SIM
non  abbia  iniziato  o abbia interrotto lo svolgimento dei servizi e
delle attivita' autorizzati.
  3-bis.  Le  Sim  comunicano  alla Consob e alla Banca d'Italia ogni
modifica  rilevante,  intervenuta successivamente all'autorizzazione,
alle condizioni di cui al comma 1.
  4.  La  Banca  d'Italia,  sentita  la Consob per l'attivita' di cui
all'articolo  1,  comma  5,  lettera  g),  autorizza  l'esercizio dei
servizi  e  delle  attivita'  d'investimento  da  parte  delle banche
autorizzate  in  Italia,  nonche'  l'esercizio  dei  servizi  e delle
attivita'   indicati   nell'articolo   18,   comma  3,  da  parte  di
intermediari  finanziari  iscritti nell'elenco previsto dall'articolo
107 del testo unico bancario.
                               Art. 20
                                Albo

  1.  La  CONSOB  iscrive  in un apposito albo le SIM e le imprese di
investimento extracomunitarie. Le imprese di investimento comunitarie
sono iscritte in un apposito elenco allegato all'albo.
  2. La CONSOB comunica alla Banca d'Italia le iscrizioni all'albo.
  3.  I  soggetti  indicati  nel  comma 1 indicano negli atti e nella
corrispondenza gli estremi dell'iscrizione all'albo o all'elenco.
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO II
SERVIZI DI INVESTIMENTO
CAPO II
SVOLGIMENTO DEI SERVIZI
                               Art. 21
                          Criteri generali

  (( 1. Nella prestazione dei servizi e delle attivita' di investimento e accessori i soggetti abilitati devono: a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio l'interesse dei clienti e per l'integrita' dei mercati; b) acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati; c) utilizzare comunicazioni pubblicitarie e promozionali corrette, chiare e non fuorvianti; d) disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno, idonee ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi e delle attivita'. 1-bis. Nella prestazione dei servizi e delle attivita' di investimento e dei servizi accessori, le Sim, le imprese di investimento extracomunitarie, le Sgr, le societa' di gestione armonizzate, gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del testo unico bancario, le banche italiane e quelle extracomunitarie: a) adottano ogni misura ragionevole per identificare i conflitti di interesse che potrebbero insorgere con il cliente o fra clienti, e li gestiscono, anche adottando idonee misure organizzative, in modo da evitare che incidano negativamente sugli interessi dei clienti; b) informano chiaramente i clienti, prima di agire per loro conto, della natura generale e/o delle fonti dei conflitti di interesse quando le misure adottate ai sensi della lettera a) non sono sufficienti per assicurare, con ragionevole certezza, che il rischio di nuocere agli interessi dei clienti sia evitato; c) svolgono una gestione indipendente, sana e prudente e adottano misure idonee a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati. ))
  2.  Nello  svolgimento  dei  servizi le imprese di investimento, le
banche  e  le  societa'  di  gestione  del  risparmio possono, previo
consenso scritto, agire in nome proprio e per conto del cliente.
                               Art. 22
                      Separazione patrimoniale

  (( 1. Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori gli strumenti finanziari e le somme di denaro dei singoli clienti, a qualunque titolo detenuti dall'impresa di investimento, dalla SGR, dalla societa' di gestione armonizzata o dagli intermediari finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario, nonche' gli strumenti finanziari dei singoli clienti a qualsiasi titolo detenuti dalla banca, costituiscono patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello dell'intermediario e da quello degli altri clienti. Su tale patrimonio non sono ammesse azioni dei creditori dell'intermediario o nell'interesse degli stessi, ne' quelle dei creditori dell'eventuale depositario o sub-depositario o nell'interesse degli stessi. Le azioni dei creditori dei singoli clienti sono ammesse nei limiti del patrimonio di proprieta' di questi ultimi. ))
  2.  Per i conti relativi a strumenti finanziari e a somme di denaro
depositati  presso  terzi  non  operano  le  compensazioni  legale  e
giudiziale  e non puo' essere pattuita la compensazione convenzionale
rispetto ai crediti vantati dal depositario o dal sub-depositario nei
confronti dell'intermediario o del depositario.
  (( 3. Salvo consenso scritto dei clienti, l'impresa di investimento, la SGR, la societa' di gestione armonizzata, l'intermediario finanziario iscritto nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario e la banca non possono utilizzare, nell'interesse proprio o di terzi, gli strumenti finanziari di pertinenza dei clienti, da essi detenuti a qualsiasi titolo. L'impresa di investimento, l'intermediario finanziario iscritto nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario, la SGR e la societa' di gestione armonizzata non possono utilizzare, nell'interesse proprio o di terzi, le disponibilita' liquide degli investitori, da esse detenute a qualsiasi titolo. ))
                               Art. 23
                              Contratti

  1.  I  contratti  relativi  alla  prestazione  dei  (( servizi di investimento, escluso il servizio di cui all'articolo 1, comma 5, lettera f), e, se previsto, i contratti relativi alla prestazione dei servizi ))  accessori  sono  redatti  per iscritto e un esemplare e'
consegnato  ai  clienti.  La  CONSOB, sentita la Banca d'Italia, puo'
prevedere  con regolamento che, per motivate ragioni (( . . . )) o in
relazione  alla natura professionale dei contraenti, particolari tipi
di  contratto  possano o debbano essere stipulati in altra forma. Nei
casi di inosservanza della forma prescritta, il contratto e' nullo.
  2.   E'   nulla   ogni  pattuizione  di  rinvio  agli  usi  per  la
determinazione  del  corrispettivo dovuto dal cliente e di ogni altro
onere a suo carico. In tal casi nulla e' dovuto.
  3.  Nei casi previsti dai commi 1 e 2 la nullita' puo' essere fatta
valere solo dal cliente.
  4.  Le disposizioni del titolo VI, capo I, del T.U. bancario non si
applicano  ai  servizi (( e attivita' )) di investimento (( . . . )),
al  collocamento  di prodotti finanziari nonche' alle operazioni e ai
servizi che siano componenti di prodotti finanziari assoggettati alla
disciplina  dell'articolo  25-bis  ovvero  della parte IV, titolo II,
capo  I.  In  ogni  caso,  alle  operazioni  di credito al consumo si
applicano le pertinenti disposizioni del titolo VI del T.U. bancario.
  5.  Nell'ambito  della prestazione dei servizi (( e attivita' )) di
investimento,  agli  strumenti  finanziari  derivati nonche' a quelli
analoghi  individuati ai sensi dell'articolo 18, comma 5, lettera a),
non si applica l'articolo 1933 del codice civile.
  6. Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello
svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta
ai  soggetti  abilitati  l'onere  della  prova  di  aver agito con la
specifica diligenza richiesta.
                               Art. 24
                 Gestione di portafogli (( . . . ))

  (( 1. Al servizio di gestione di portafogli si applicano le seguenti regole: a) il cliente puo' impartire istruzioni vincolanti in ordine alle operazioni da compiere; b) il cliente puo' recedere in ogni momento dal contratto, fermo restando il diritto di recesso dell'impresa di investimento, della societa' di gestione del risparmio o della banca ai sensi dell'articolo 1727 del codice civile; c) la rappresentanza per l'esercizio dei diritti di voto inerenti agli strumenti finanziari in gestione puo' essere conferita all'impresa di investimento, alla banca o alla societa' di gestione del risparmio con procura da rilasciarsi per iscritto e per singola assemblea nel rispetto dei limiti e con le modalita' stabiliti con regolamento dal Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la Consob. ))
  2.  Sono  nulli  i  patti  contrari  alle disposizioni del presente
articolo; la nullita' puo' essere fatta valere solo dal cliente.
                               Art. 25
    (( (Attivita' di negoziazione nei mercati regolamentati). ))

  (( 1. Le Sim e le banche italiane autorizzate all'esercizio dei servizi e attivita' di negoziazione per conto proprio e di esecuzione di ordini per conto dei clienti possono operare nei mercati regolamentati italiani, nei mercati comunitari e nei mercati extracomunitari riconosciuti dalla Consob ai sensi dell'articolo 67. Le imprese di investimento comunitarie ed extracomunitarie e le banche comunitarie ed extracomunitarie autorizzate all'esercizio dei medesimi servizi e attivita' possono operare nei mercati regolamentati italiani. 2. Possono accedere ai mercati regolamentati, tenuto conto delle regole adottate dalla societa' di gestione ai sensi dell'articolo 62, comma 2, soggetti diversi da quelli di cui al comma 1 del presente articolo alle seguenti condizioni: a) soddisfano i requisiti di onorabilita' e professionalita'; b) dispongono di un livello sufficiente di competenza e capacita' di negoziazione; c) dispongono di adeguati dispositivi organizzativi; d) dispongono di risorse sufficienti per il ruolo che devono svolgere. 3. I soggetti di cui al comma 2, ammessi alle negoziazioni nei mercati regolamentati, si comportano con diligenza, correttezza e trasparenza al fine di assicurare l'integrita' dei mercati. ))
                             Art. 25-bis
               (Prodotti finanziari emessi da banche e
                    da imprese di assicurazione).

  1.  Gli  articoli  21  e  23  si applicano alla sottoscrizione e al
collocamento  di prodotti finanziari emessi da banche e da imprese di
assicurazione.
  2.  In  relazione ai prodotti di cui al comma 1 e nel perseguimento
delle  finalita'  di  cui all'articolo 5, comma 3, la CONSOB esercita
sui  soggetti  abilitati e sulle imprese di assicurazione i poteri di
vigilanza  regolamentare, informativa e ispettiva di cui all'articolo
6,  commi  2  e  2-bis,  lettere  d),  e),  i),  j),  l),  m)  ed n),
all'articolo  8,  commi  1 e 2, e all'articolo 10, comma 1, nonche' i
poteri di cui all'articolo 7, comma 1.
  3.  Il  collegio  sindacale,  il  consiglio  di  sorveglianza  o il
comitato   per   il   controllo   sulla  gestione  delle  imprese  di
assicurazione  informa  senza indugio la CONSOB di tutti gli atti o i
fatti,  di  cui venga a conoscenza nell'esercizio dei propri compiti,
che  possano costituire una violazione delle norme di cui al presente
capo  ovvero  delle disposizioni generali o particolari emanate dalla
CONSOB ai sensi del comma 2.
  4. ((i soggetti incaricati della revisione legale dei conti)) delle
imprese  di  assicurazione  comunicano  senza indugio alla CONSOB gli
atti o i fatti, rilevati nello svolgimento dell'incarico, che possano
costituire  una  grave violazione delle norme di cui al presente capo
ovvero delle disposizioni generali o particolari emanate dalla CONSOB
ai sensi del comma 2.
  5.  I commi 3 e 4 si applicano anche all'organo che svolge funzioni
di  controllo  e  ((ai soggetti incaricati della revisione legale dei conti)) presso le societa' che controllano l'impresa di assicurazione
o  che  sono  da  queste  controllate ai sensi dell'articolo 2359 del
codice civile.
  6. L'ISVAP e la CONSOB si comunicano reciprocamente le ispezioni da
ciascuna  disposte sulle imprese di assicurazione. Ciascuna autorita'
puo'  chiedere  all'altra  di  svolgere  accertamenti  su  aspetti di
propria competenza. (15) (16)
---------------
AGGIORNAMENTO (15)
  Il  D.L.  30  dicembre  2005,  n. 273, convertito con modificazioni
dalla  L.  23 febbraio 2006, n. 51, nel modificare l'art. 11 della L.
28  dicembre  2005,  n.  262 ha conseguentemente disposto (con l'art.
24-bis,   comma   1)  che  le  disposizioni  del  presente  articolo,
limitatamente  ai prodotti assicurativi, si applicano a decorrere dal
18 marzo 2006.
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AGGIORNAMENTO (16)
  Il  D.L.  10 gennaio 2006, n. 4, convertito con modificazioni dalla
L.  9  marzo  2006,  n.  80  ,  nel  modificare l'art. 11 della L. 28
dicembre  2005,  n.  262  ha  conseguentemente  disposto  (con l'art.
34-quater,  comma  1)  che  Le  disposizioni  del  presente articolo,
limitatamente, ai prodotti assicurativi, si applicano a decorrere dal
17  maggio  2006 ovvero, ove previste, dall'emanazione delle relative
disposizioni  di  attuazione da parte della Commissione nazionale per
le  societa'  e  la  borsa  (CONSOB) e dell'Istituto per la vigilanza
sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP).
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO II
SERVIZI DI INVESTIMENTO
CAPO III
OPERATIVITA' TRANSFRONTALIERA
                               Art. 26
          Succursali e libera prestazione di servizi di SIM

  1. Le SIM possono operare:
a) in  uno  Stato  comunitario, anche senza stabilirvi succursali, in
   conformita'  a  quanto previsto dal regolamento indicato nel comma
   2;
b) in  uno Stato extracomunitario, anche senza stabilirvi succursali,
   previa autorizzazione della Banca d'Italia.
  2.   La   Banca   d'Italia,   sentita  la  CONSOB,  stabilisce  con
regolamento:
a) le  norme di attuazione delle disposizioni comunitarie concernenti
   le   condizioni  necessarie  e  le  procedure  che  devono  essere
   rispettate  perche'  le  SIM  possano  prestare  negli altri Stati
   comunitari  i  servizi ammessi al mutuo riconoscimento mediante lo
   stabilimento di succursali o la libera prestazione di servizi;
b) le   condizioni   e   le   procedure  per  il  rilascio  alle  SIM
   dell'autorizzazione  a  prestare  negli altri Stati comunitari, le
   attivita'  non  ammesse  al  mutuo  riconoscimento  e  negli Stati
   extracomunitari i propri servizi.
  3.   Costituiscono   in   ogni  caso  condizioni  per  il  rilascio
dell'autorizzazione  l'esistenza di apposite intese di collaborazione
tra  la  Banca  d'Italia,  la  CONSOB e le competenti Autorita' dello
Stato ospitante e il parere della CONSOB.
                               Art. 27
                 Imprese di investimento comunitarie

  1.  Per l'esercizio dei servizi ammessi al mutuo riconoscimento, le
imprese  di investimento comunitarie possono stabilire succursali nel
territorio  della  Repubblica.  Il primo insediamento e' preceduto da
una   comunicazione  ((...))  alla  CONSOB  da  parte  dell'autorita'
competente  dello  Stato di origine; la succursale inizia l'attivita'
decorsi due mesi dalla comunicazione.
  2.  Le  imprese  di  investimento  comunitarie possono esercitare i
servizi   ammessi   al  mutuo  riconoscimento  nel  territorio  della
Repubblica  senza  stabilirvi succursali a condizione che (( . . . ))
la  CONSOB  (( sia stata informata )) dall'autorita' competente dello
Stato d'origine.
  (( 3. La Consob, sentita la Banca d'Italia, disciplina con regolamento le procedure che le imprese di investimento comunitarie devono rispettare per prestare nel territorio della Repubblica i servizi ammessi al mutuo riconoscimento, ivi incluse le procedure relative alle eventuali richieste di modifica da parte della Consob delle disposizioni riguardanti le succursali da stabilire nel territorio della Repubblica. ))
  4. La CONSOB, sentita la Banca d'Italia, disciplina con regolamento
l'autorizzazione  all'esercizio  di  attivita'  non  ammesse al mutuo
riconoscimento   comunque   effettuato  da  parte  delle  imprese  di
investimento comunitarie nel territorio della Repubblica.
                               Art. 28
              Imprese di investimento extracomunitarie

  1.  Lo  stabilimento in Italia della prima succursale di imprese di
investimento extracomunitarie e' autorizzato dalla CONSOB, sentita la
Banca d'Italia. L'autorizzazione e' subordinata:
    a)  alla  sussistenza,  in  capo  alla  succursale,  di requisiti
corrispondenti  a  quelli previsti dall'articolo 19, comma 1, lettere
d), e) e f);
    b)  all'autorizzazione  e  all'effettivo  svolgimento nello Stato
d'origine  dei  servizi (( e delle attivita' )) di investimento e dei
servizi  accessori  che  le  imprese di investimento extracomunitarie
intendono prestare in Italia;
    c)  alla vigenza nello Stato d'origine di disposizioni in materia
di  autorizzazione,  organizzazione  e vigilanza equivalenti a quelli
vigenti in Italia per le SIM;
    d)  all'esistenza  di  apposite  intese tra la Banca d'Italia, la
CONSOB e le competenti autorita' dello Stato d' origine;
    e)   al   rispetto   nello   Stato  d'origine  di  condizioni  di
reciprocita', nei limiti consentiti dagli accordi internazionali.
  2.  La  CONSOB,  sentita la Banca d'Italia, autorizza le imprese di
investimento   extracomunitarie   a   svolgere  i  servizi  (( e le attivita'))  di investimento e i servizi accessori senza stabilimento
di  succursali, sempreche' ricorrano le condizioni previste dal comma
1,  lettere  b),  c),  d),  ed  e),  e  venga presentato un programma
concernente  l'attivita' che si intende svolgere nel territorio della
Repubblica.
  3.  La  CONSOB,  sentita  la  Banca d'Italia, puo' indicare, in via
generale,  i  servizi  (( e le attivita' ))  che  le  imprese  di
investimento  extracomunitarie  non  possono  prestare nel territorio
della Repubblica senza stabilimento di succursali.
                               Art. 29
                               Banche

  (( 1. Alla prestazione all'estero di servizi e attivita' di investimento e di servizi accessori da parte di banche italiane e alla prestazione in Italia dei medesimi da parte di banche estere si applicano le disposizioni del titolo II, capo II, del testo unico bancario. ))
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO II
SERVIZI DI INVESTIMENTO
CAPO IV
OFFERTA FUORI SEDE
                               Art. 30
                         Offerta fuori sede

  1.  Per  offerta  fuori  sede  si  intendono  la  promozione  e  il
collocamento presso il pubblico:
    a)  di  strumenti finanziari in luogo diverso dalla sede legale o
dalle  dipendenze dell'emittente, del proponente l'investimento o del
soggetto incaricato della promozione o del collocamento;
    (( b) di servizi e attivita' di investimento in luogo diverso dalla sede legale o dalle dipendenze di chi presta, promuove o colloca il servizio o l'attivita'. 2. Non costituisce offerta fuori sede quella effettuata nei confronti di clienti professionali, come individuati ai sensi dell'articolo 6, commi 2-quinquies e 2-sexies. ))
  3.  L'offerta  fuori  sede  di  strumenti  finanziari  puo'  essere
effettuata:
    (( a) dai soggetti autorizzati allo svolgimento dei servizi previsti dall'articolo 1, comma 5, lettere c) e c-bis) ));
    b)  dalle  SGR,  dalle  societa'  di gestione armonizzate e dalle
SICAV, limitatamente alle quote e alle azioni di OICR.
  (( 4. Le imprese di investimento, le banche, gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del testo unico bancario, le Sgr e le societa' di gestione armonizzate possono effettuare l'offerta fuori sede dei propri servizi e attivita' di investimento. Ove l'offerta abbia per oggetto servizi e attivita' prestati da altri intermediari, le imprese di investimento e le banche devono essere autorizzate allo svolgimento dei servizi previsti dall'articolo 1, comma 5, lettere c) o c-bis). ))
  5.  Le  imprese di investimento possono procedere all'offerta fuori
sede  di prodotti diversi dagli strumenti finanziari e dai servizi (( e attivita' )) d'investimento, le cui caratteristiche sono stabilite
con regolamento dalla CONSOB, sentita la Banca d'Italia.
  6.   L'efficacia   dei   contratti  di  collocamento  di  strumenti
finanziari  o  di  gestione  di portafogli individuali conclusi fuori
sede  (( . . . )) e' sospesa per la durata di sette giorni decorrenti
dalla  data  di sottoscrizione da parte dell'investitore. Entro detto
termine  l'investitore puo' comunicare il proprio recesso senza spese
ne'  corrispettivo  al promotore finanziario o al soggetto abilitato;
tale   facolta'   e'  indicata  nei  moduli  o  formulria  consegnati
all'investitore.  La  medesima  disciplina  si  applica alle proposte
contrattuali effettuate fuori sede (( . . . )).
  7.  L'omessa  indicazione  della  facolta'  di recesso nei moduli o
formulari  comporta  la  nullita'  dei  relativi  contratti, che puo'
essere fatta valere solo dal cliente.
  8. Il comma 6 non si applica alle offerte pubbliche di vendita o di
sottoscrizione  di  azioni  con  diritto di voto o di altri strumenti
finanziari  che  permettano di acquisire o sottoscrivere tali azioni,
purche'  le  azioni  o  gli  strumenti  finanziari siano negoziati in
mercati regolamentati italiani o di paesi dell'Unione Europea.
  9.  Il  presente  articolo  si applica anche ai prodotti finanziari
diversi  dagli  strumenti  finanziari  e,  limitatamente  ai soggetti
abilitati, ai prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione.
(17)
---------------
AGGIORNAMENTO (17)
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 303 ha disposto (con l'art. 8, comma
4)  che  in deroga alle modifiche apportate dall'articolo 3, comma 5,
del  D.Lgs.  29  dicembre  2006,  il presente articolo, si applica ai
prodotti  finanziari emessi dalle imprese assicurazione a partire dal
1° luglio 2007.
                               Art. 31
                        Promotori finanziari

  1. Per l'offerta fuori sede, le imprese di investimento, le Sgr, le
societa'   di   gestione  armonizzate,  le  Sicav,  gli  intermediari
finanziari  iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del testo
unico  bancario  e  le banche si avvalgono di promotori finanziari. I
promotori  finanziari  di cui si avvalgono le imprese di investimento
comunitarie ed extracomunitarie, le societa' di gestione armonizzate,
le  banche  comunitarie ed extracomunitarie, sono equiparati, ai fini
dell'applicazione   delle   regole  di  condotta,  a  una  succursale
costituita nel territorio della Repubblica.
  2.  E'  promotore finanziario la persona fisica che, in qualita' di
agente  collegato  ai  sensi  della  direttiva  2004/39/CE,  esercita
professionalmente  l'offerta  fuori  sede  come  dipendente, agente o
mandatario.   L'attivita'   di   promotore   finanziario   e'  svolta
esclusivamente nell'interesse di un solo soggetto.
  3.  Il soggetto abilitato che conferisce l'incarico e' responsabile
in solido dei danni arrecati a terzi dal promotore finanziario, anche
se  tali  danni siano conseguenti a responsabilita' accertata in sede
penale.
  (( 4. E' istituito l'albo unico dei promotori finanziari, articolato in sezioni territoriali. Alla tenuta dell'albo provvede un organismo costituito dalle associazioni professionali rappresentative dei promotori e dei soggetti abilitati. L'organismo ha personalita' giuridica ed e' ordinato in forma di associazione, con autonomia organizzativa e statutaria, nel rispetto del principio di articolazione territoriale delle proprie strutture e attivita'. Nell'ambito della propria autonomia finanziaria l'organismo determina e riscuote i contributi e le altre somme dovute dagli iscritti, dai richiedenti l'iscrizione e da coloro che intendono sostenere la prova valutativa di cui al comma 5, nella misura necessaria per garantire lo svolgimento delle proprie attivita'. Il provvedimento con cui l'organismo ingiunge il pagamento dei contributi dovuti ha efficacia di titolo esecutivo. Decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, l'organismo procede alla esazione delle somme dovute in base alle norme previste per la riscossione, mediante ruolo, delle entrate dello Stato, degli enti territoriali, degli enti pubblici e previdenziali. Esso provvede all'iscrizione all'albo, previa verifica dei necessari requisiti, alla cancellazione dall'albo nelle ipotesi stabilite dalla Consob con il regolamento di cui al comma 6, lettera a), e svolge ogni altra attivita' necessaria per la tenuta dell'albo. L'organismo opera nel rispetto dei principi e dei criteri stabiliti con regolamento della Consob, e sotto la vigilanza della medesima.))
  5.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze , con regolamento
adottato  sentita  la CONSOB, determina i requisiti di onorabilita' e
di professionalita' per l'iscrizione all'albo previsto dal comma 4. I
requisiti   di   professionalita'   per  l'iscrizione  all'albo  sono
accertati sulla base di rigorosi criteri valutativi che tengano conto
della  pregressa  esperienza  professionale, validamente documentata,
ovvero sulla base di prove valutative.
  6.  La  CONSOB  determina,  con regolamento, i principi e i criteri
relativi:
    a) alla formazione dell'albo previsto dal comma 4 e alle relative
forme di pubblicita';
    b)   ai   requisiti   di  rappresentativita'  delle  associazioni
professionali dei promotori finanziari e dei soggetti abilitati;
    c)  all'iscrizione  all'albo previsto dal comma 4 e alle cause di
sospensione, di radiazione e di riammissione;
    d) alle cause di incompatibilita';
    e)  ai  provvedimenti  cautelari  e  alle  sanzioni disciplinati,
rispettivamente,  dagli  articoli  55  e 196 e alle violazioni cui si
applicano le sanzioni previste dallo stesso articolo 196, comma 1;
    f) all'esame, da parte della stessa CONSOB, dei reclami contro le
delibere  dell'organismo di cui al comma 4, relative ai provvedimenti
indicati alla lettera c);
    g)  alle  regole  di  presentazione  e  di  comportamento  che  i
promotori finanziari devono osservare nei rapporti con la clientela;
    h)  alle  modalita'  di  tenuta  della documentazione concernente
l'attivita' svolta dai promotori finanziari;
    i)  all'attivita'  dell'organismo  di  cui  al  comma  4  e  alle
modalita' di esercizio della vigilanza da parte della stessa CONSOB;
    l)  alle  modalita'  di aggiornamento professionale dei promotori
finanziari.
  7.  La  CONSOB  puo' chiedere ai promotori finanziari o ai soggetti
che  si  avvalgono di promotori finanziari la comunicazione di dati e
notizie  e  la  trasmissione  di atti e documenti fissando i relativi
termini.   Essa   puo'  inoltre  effettuare  ispezioni  e  richiedere
l'esibizione  di  documenti  e  il  compimento  degli  atti  ritenuti
necessari.
                               Art. 32
           Promozione e collocamento a distanza di servizi
      (( e attivita' )) di investimento e strumenti finanziari

  1.  Per  tecniche  di  comunicazione  a  distanza  si  intendono le
tecniche di contatto con la clientela, diverse dalla pubblicita', che
non  comportano  la  presenza  fisica  e simultanea del cliente e del
soggetto offerente o di un suo incaricato.
  (( 2. La Consob, sentita la Banca d'Italia, puo' disciplinare con regolamento, in conformita' ai principi stabiliti nell'articolo 30 e nel decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 190, la promozione e il collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza di servizi e attivita' di investimento e di prodotti finanziari. ))
                             Art. 32-bis
    (( (Tutela degli interessi collettivi degli investitori). ))

  (( 1. Le associazioni dei consumatori inserite nell'elenco di cui all'articolo 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, sono legittimate ad agire per la tutela degli interessi collettivi degli investitori, connessi alla prestazione di servizi e attivita' di investimento e di servizi accessori e di gestione collettiva del risparmio, nelle forme previste dagli articoli 139 e 140 del predetto decreto legislativo. ))
                             Art. 32-ter
         (( (Risoluzione stragiudiziale di controversie). ))

  (( 1. Ai fini della risoluzione stragiudiziale di controversie sorte fra investitori e soggetti abilitati e relative alla prestazione di servizi e di attivita' di investimento e di servizi accessori e di gestione collettiva del risparmio, trovano applicazione le procedure di conciliazione e arbitrato definite ai sensi dell'articolo 27 della legge 28 dicembre 2005, n. 262. Fino all'istituzione di tali procedure, si applica l'articolo 141 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. ))
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO III
GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO
CAPO I
SOGGETTI AUTORIZZATI
                               Art. 33
                      (Attivita' esercitabili).

  1. La prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio
e' riservata:
    a) alle SGR e alle SICAV;
    b)   alle   societa'   di   gestione   armonizzate  limitatamente
all'attivita' di cui all'articolo 1, comma 1, lettera n), n. 2).
  2. Le SGR possono:
    (( a) prestare il servizio di gestione di portafogli; ))
    b) istituire e gestire fondi pensione;
    c)  svolgere  le attivita' connesse o strumentali stabilite dalla
Banca d'Italia, sentita la CONSOB;
    d)  prestare  i servizi accessori di cui all'articolo 1, comma 6,
lettera a), limitatamente alle quote di OICR di propria istituzione;
    e)   prestare   (( il servizio di consulenza in materia di investimenti)).
    (( e-bis) commercializzare quote o azioni di Oicr propri o di terzi, in conformita' alle regole di condotta stabilite dalla Consob, sentita la Banca d'Italia. ))
  3.  La  SGR  puo'  affidare  specifiche  scelte  di  investimento a
intermediari  abilitati  a prestare servizi di gestione di patrimoni,
nel  quadro di criteri di allocazione del risparmio definiti di tempo
in tempo dal gestore.
  (( 4. La Sgr puo' delegare a soggetti terzi specifiche funzioni inerenti alla prestazione dei servizi di cui ai commi 1 e 2 con modalita' che evitino lo svuotamento della societa' stessa, ferma restando la sua responsabilita' nei confronti dei partecipanti al fondo per l'operato dei soggetti delegati. ))
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO III
GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO
CAPO II
FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO
                               Art. 34
       Autorizzazione della societa' di gestione del risparmio

  1.  La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, autorizza l'esercizio del
servizio  di  gestione  collettiva  del  risparmio  , del servizio di
gestione  di  portafogli  e  del servizio di consulenza in materia di
investimenti da parte delle societa' di gestione del risparmio quando
ricorrono le seguenti condizioni:
    a) sia adottata la forma di societa' per azioni;
    b)  la  sede  legale e la direzione generale della societa' siano
situate nel territorio della Repubblica;
    c)  il  capitale sociale versato sia di ammontare non inferiore a
quello determinato in via generale dalla Banca d'Italia;
    d) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione
e  controllo  abbiano i requisiti di professionalita', indipendenza e
onorabilita' indicati dall'articolo 13;
    ((e) i titolari delle partecipazioni indicate all'articolo 15, comma 1, abbiano i requisiti di onorabilita' stabiliti dall'articolo 14 e non ricorrano le condizioni per il divieto previsto dall'articolo 15, comma 2;))
    f)  la  struttura  del gruppo di cui e' parte la societa' non sia
tale  da  pregiudicare  l'effettivo  esercizio  della vigilanza sulla
societa'  stessa  e siano fornite almeno le informazioni richieste ai
sensi dell'articolo 15, comma 5;
    g)  venga  presentato,  unitamente  all'atto  costitutivo  e allo
statuto,  un  programma  concernente l'attivita' iniziale nonche' una
relazione sulla struttura organizzativa;
    h)  la  denominazione  sociale  contenga  le  parole "societa' di
gestione del risparmio".
  2.   L'autorizzazione   e'   negata  quando  dalla  verifica  delle
condizioni  indicate  nel  comma  1  non  risulta garantita la sana e
prudente gestione.
  3. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina la procedura di
autorizzazione  e  le ipotesi di decadenza dall'autorizzazione quando
la  societa'  di  gestione  del  risparmio non abbia iniziato o abbia
interrotto lo svolgimento dei servizi autorizzati.
  4. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, autorizza le operazioni di
fusione o di scissione di societa' di gestione del risparmio.
                               Art. 35
                                Albo

  (( 1. Le SGR sono iscritte in un apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia. Le societa' di gestione armonizzate che hanno effettuato le comunicazioni previste dall'articolo 41-bis sono iscritte in un apposito elenco allegato all'albo. 2. La Banca d'Italia comunica alla CONSOB le iscrizioni all'albo di cui al comma 1. ))
  3.  I  soggetti  indicati  nel  comma 1 indicano negli atti e nella
corrispondenza gli estremi dell'iscrizione all'albo.
                               Art. 36
                    Fondi comuni di investimento

  1.  Il  fondo  comune  di investimento e' gestito dalla societa' di
gestione  del  risparmio  che  lo ha istituito o da altra societa' di
gestione  del  risparmio.  Quest'ultima  puo'  gestire  sia  fondi di
propria istituzione sia fondi istituiti da altre societa'.
  2.  La  custodia  degli strumenti finanziari e delle disponibilita'
liquide  di  un  fondo comune di investimento e' affidata a una banca
depositaria.
  3. Il rapporto di partecipazione al fondo comune di investimento e'
disciplinato dal regolamento del fondo. La Banca d'Italia, sentita la
CONSOB, determina i criteri generali di redazione del regolamento del
fondo  e  il  suo contenuto minimo, a integrazione di quanto previsto
dall'articolo 39.
  4.   Nell'esercizio   delle   rispettive   funzioni,   la  societa'
promotrice,  il  gestore  e  la  banca  depositaria  agiscono in modo
indipendente e nell'interesse dei partecipanti al fondo.
  5. La societa' promotrice e il gestore assumono solidamente verso i
partecipanti   al   fondo  gli  obblighi  e  le  responsabilita'  del
mandatario.
  6.  Ciascun fondo comune di investimento, o ciascun comparto di uno
stesso  fondo,  costituisce patrimonio autonomo, distinto a tutti gli
effetti  dal patrimonio della societa' di gestione del risparmio e da
quello  di  ciascun  partecipante,  nonche'  da ogni altro patrimonio
gestito  dalla medesima societa' ((; delle obbligazioni contratte per suo conto, il fondo comune di investimento risponde esclusivamente con il proprio patrimonio.)).  Su tale patrimonio non sono ammesse
azioni  dei  creditori  della  societa'  di  gestione del risparmio o
nell'interesse della stessa, ne' quelle dei creditori del depositario
o  del  sub-depositario  o nell'interesse degli stessi. Le azioni dei
creditori  dei  singoli investitori sono ammesse soltanto sulle quote
di partecipazione dei medesimi. La societa' di gestione del risparmio
non puo' in alcun caso utilizzare, nell'interesse proprio o di terzi,
i beni di pertinenza dei fondi gestiti.
  7. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina con regolamento
le procedure di fusione tra fondi comuni di investimento.
  8.  Le  quote di partecipazione ai fondi comuni, sono rappresentate
da  certificati nominativi o al portatore, a scelta dell'investitore.
La  Banca d'Italia puo' stabilire in via generale, sentita la CONSOB,
le  caratteristiche  dei  certificati  e  il valore nominale unitario
iniziale delle quote.
                               Art. 37
             Struttura dei fondi comuni di investimento

  1.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze , con regolamento
adottato  sentite  la Banca d'Italia e la CONSOB, determina i criteri
generali  cui  devono  uniformarsi i fondi comuni di investimento con
riguardo:
    a) all'oggetto dell'investimento;
    b) alle categorie di investitori cui e' destinata l'offerta delle
quote;
    c) alle modalita' di partecipazione ai fondi aperti e chiusi, con
particolare  riferimento alla frequenza di emissione e rimborso delle
quote,  all'eventuale  ammontare  minimo  delle sottoscrizioni e alle
procedure da seguire;
    d) all'eventuale durata minima e massima;
    d-bis)  alle  condizioni  e  alle  modalita'  con le quali devono
essere effettuati gli acquisti o i conferimenti dei beni, sia in fase
costitutiva  che  in fase successiva alla costituzione del fondo, nel
caso  di fondi che investano esclusivamente o prevalentemente in beni
immobili,  diritti  reali  immobiliari  e  partecipazioni in societa'
immobiliari;
  2. Il regolamento previsto dal comma 1 stabilisce inoltre:
    a)  le  ipotesi  nelle  quali  deve  adottarsi la forma del fondo
chiuso;
    b)   le   cautele   da  osservare,  con  particolare  riferimento
all'intervento  di  esperti  indipendenti nella valutazione dei beni,
nel  caso  di  cessioni  o  conferimenti  di  beni  al  fondo  chiuso
effettuati  dai  soci  della  societa'  di  gestione o dalle societa'
facenti  parte del gruppo cui essa appartiene, comunque prevedendo un
limite percentuale rispetto all'ammontare del patrimonio del fondo, e
nel caso di cessioni dei beni del fondo ai soggetti suddetti;
    b-bis) i casi in cui e' possibile derogare alle norme prudenziali
di  contenimento e di frazionamento del rischio stabilite dalla Banca
d'Italia,  avendo  riguardo  anche  alla  qualita'  e  all'esperienza
professionale  degli  investitori;((a tali fondi non si applicano gli articoli 36, comma 3, ultimo periodo, e comma 7, e l'articolo 39, comma 3.)) nel caso dei fondi previsti alla lettera d-bis) del comma
1 dovra' comunque prevedersi che gli stessi possano assumere prestiti
sino a un valore di almeno il 60 per cento del valore degli immobili,
dei  diritti  reali  immobiliari  e  delle partecipazioni in societa'
immobiliari e del 20 per cento per gli altri beni nonche' che possano
svolgere operazioni di valorizzazione dei beni medesimi;
    c)  le scritture contabili, il rendiconto e i prospetti periodici
che  le  societa'  di  gestione del risparmio redigono, in aggiunta a
quanto prescritto per le imprese commerciali, nonche' gli obblighi di
pubblicita' del rendiconto e dei prospetti periodici;
    d)  le  ipotesi nelle quali la societa' di gestione del risparmio
deve   chiedere   l'ammissione   alla   negoziazione  in  un  mercato
regolamentato dei certificati rappresentativi delle quote dei fondi;
    e)  i  requisiti e i compensi degli esperti indipendenti indicati
nell'articolo 6, comma 1), lettera c), numero 5). (3)
  2-bis.  Con  il  regolamento  previsto  dal  comma 1, sono altresi'
individuate le materie sulle quali i partecipanti dei fondi chiusi si
riuniscono  in assemblea per adottare deliberazioni vincolanti per la
societa' di gestione del risparmio. L'assemblea delibera in ogni caso
sulla  sostituzione  della  societa' di gestione del risparmio, sulla
richiesta  di  ammissione  a  quotazione  ove  non  prevista  e sulle
modifiche  delle  politiche di gestione. L'assemblea e' convocata dal
consiglio di amministrazione della societa' di gestione del risparmio
anche  su  richiesta  dei partecipanti che rappresentino almeno il 10
per  cento  del valore delle quote in circolazione e le deliberazioni
sono approvate con il voto favorevole del 50 per cento piu' una quota
degli intervenuti all'assemblea. Il quorum deliberativo non potra' in
ogni  caso  essere  inferiore  al 30 per cento del valore di tutte le
quote in circolazione. Le deliberazioni dell'assemblea sono trasmesse
alla  Banca  d'Italia per l'approvazione. Esse si intendono approvate
quando  il  diniego  non  sia stato adottato entro quattro mesi dalla
trasmissione.  All'assemblea  dei partecipanti si applica, per quanto
non  disciplinato  dalla  presente  disposizione  e  dal  regolamento
previsto dal comma 1, l'articolo 46, commi 2 e 3.
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  25  settembre  2001, n. 351, convertito con modificazioni
dalla  L.  23 novembre 2001, n. 410, ha disposto (con l'art. 6, comma
1)  che  i fondi comuni d'investimento immobiliare istituiti ai sensi
del  presente  articolo  non sono soggetti alle imposte sui redditi e
all'imposta regionale sulle attivita' produttive.
                               Art. 38
                          Banca depositaria

  1. La banca depositaria, nell'esercizio delle proprie funzioni:
    (( a) accerta la legittimita' delle operazioni di emissione e rimborso delle quote del fondo, nonche' la destinazione dei redditi del fondo; a-bis) accerta la correttezza del calcolo del valore delle quote del fondo o, su incarico della SGR, provvede essa stessa a tale calcolo; ))
    b)   accerta   che   nelle   operazioni   relative  al  fondo  la
controprestazione sia ad essa rimessa nei termini d'uso;
    c)  esegue le istruzioni della societa' di gestione del risparmio
se  non sono contrarie alla legge, al regolamento o alle prescrizioni
degli organi di vigilanza.
  2.  La  banca  depositaria  e'  responsabile  nei  confronti  della
societa'  di  gestione  del  risparmio e dei partecipanti al fondo di
ogni pregiudizio da essi subito in conseguenza dell'inadempimento dei
propri obblighi.
  3.  La  Banca  d'Italia, sentita la CONSOB, determina le condizioni
per l'assunzione dell'incarico di banca depositaria e le modalita' di
sub-deposito dei beni del fondo.
  4.   Gli   amministratori  e  i  sindaci  della  banca  depositaria
riferiscono senza ritardo alla Banca d'Italia e alla CONSOB, ciascuna
per   le   proprie   competenze,   sulle   irregolarita'  riscontrate
nell'amministrazione della societa' di gestione del risparmio e nella
gestione dei fondi comuni.
                               Art. 39
                        Regolamento del fondo

  1. Il regolamento di ciascun fondo comune di investimento definisce
le  caratteristiche del fondo, ne disciplina il funzionamento, indica
la  societa'  promotrice,  il  gestore,  se  diverso  dalla  societa'
promotrice,  e  la  banca  depositaria, definisce la ripartizione dei
compiti  tra  tali soggetti, regola i rapporti intercorrenti tra tali
soggetti e i partecipanti al fondo.
  2. Il regolamento stabilisce in particolare:
    a) la denominazione e la durata del fondo;
    b)  le  modalita'  di  partecipazione  al  fondo,  i termini e le
modalita'  dell'emissione  ed  estinzione  dei  certificati  e  della
sottoscrizione  e  del  rimborso  delle quote nonche' le modalita' di
liquidazione del fondo;
    c)  gli  organi  competenti  per la scelta degli investimenti e i
criteri di ripartizione degli investimenti medesimi;
    d)  il tipo di beni, di strumenti finanziari e di altri valori in
cui e' possibile investire il patrimonio del fondo;
    e)  i  criteri  relativi  alla  determinazione dei proventi e dei
risultati   della   gestione   nonche'   le  eventuali  modalita'  di
ripartizione e distribuzione dei medesimi;
    f)  le  spese a carico del fondo e quelle a carico della societa'
di gestione del risparmio;
    g)  la  misura  o  i  criteri di determinazione delle provvigioni
spettanti  alla  societa'  di  gestione del risparmio e degli oneri a
carico dei partecipanti;
    h)  le  modalita'  di  pubblicita'  del  valore  delle  quote  di
partecipazione.
  (( 3. La Banca d'Italia approva il regolamento del fondo e le sue modificazioni, valutandone in particolare la completezza e la compatibilita' con i criteri generali determinati ai sensi degli articoli 36 e 37. 3-bis. La Banca d'Italia individua le ipotesi in cui, in base all'oggetto dell'investimento, alla categoria di investitori o alle regole di funzionamento del fondo, il regolamento e le sue modificazioni si intendono approvati in via generale. Negli altri casi il regolamento si intende approvato quando, trascorsi tre mesi dalla presentazione, la Banca d'Italia non abbia adottato un provvedimento di diniego. ))
                               Art. 40
              Regole di comportamento e diritto di voto

  (( 1. Le SGR devono: a) operare con diligenza, correttezza e trasparenza nell'interesse dei partecipanti ai fondi e dell'integrita' del mercato; b) organizzarsi in modo tale da ridurre al minimo il rischio di conflitti di interesse anche tra i patrimoni gestiti e, in situazioni di conflitto, agire in modo da assicurare comunque un equo trattamento degli OICR; c) adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei partecipanti ai fondi; disporre di adeguate risorse e procedure idonee ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi. ))
  2.  La  societa' di gestione del risparmio provvede, nell'interesse
dei  partecipanti,  all'esercizio  dei  diritti di voto inerenti agli
strumenti  finanziari  di pertinenza dei fondi gestiti, salvo diversa
disposizione di legge.
  3.   Nel  caso  in  cui  il  gestore  sia  diverso  dalla  societa'
promotrice,  l'esercizio  dei  diritti  di  voto  ai  sensi del comma
precedente spetta al gestore, salvo patto contrario.
                               Art. 41
             (( (Operativita' all'estero delle SGR). ))

  (( 1. Le SGR possono operare, anche senza stabilirvi succursali: a) in uno Stato comunitario, in conformita' a quanto previsto dal regolamento indicato al comma 2; b) in uno Stato extracomunitario, previa autorizzazione della Banca d'Italia. 2. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, stabilisce con regolamento: a) le norme di attuazione delle disposizioni comunitarie concernenti le condizioni e le procedure che devono essere rispettate perche' le SGR possano prestare negli Stati comunitari le attivita' per le quali sono autorizzate ai sensi delle disposizioni comunitarie; b) le condizioni e le procedure per il rilascio alla SGR dell'autorizzazione a prestare negli Stati extracomunitari le attivita' per le quali sono autorizzate. 3. Costituisce in ogni caso condizione per il rilascio delle autorizzazioni previste al comma 2, lettera b), l'esistenza di apposite intese di collaborazione tra la Banca d'Italia, la CONSOB e le competenti Autorita' dello Stato ospitante. ))
                             Art. 41-bis
              (( (Societa' di gestione armonizzate). ))

  (( 1. Per l'esercizio delle attivita' per le quali sono autorizzate ai sensi delle disposizioni comunitarie, le societa' di gestione armonizzate possono stabilire succursali nel territorio della Repubblica. Il primo insediamento e' preceduto da una comunicazione alla Banca d'Italia e alla CONSOB da parte dell'autorita' competente dello Stato di origine. La succursale inizia l'attivita' decorsi due mesi dalla comunicazione. 2. Salvo quanto previsto dal successivo articolo 42, le societa' di gestione armonizzate possono svolgere le attivita' per le quali sono autorizzate ai sensi delle disposizioni comunitarie nel territorio della Repubblica senza stabilirvi succursali, a condizione che la Banca d'Italia e la CONSOB siano informate dall'autorita' competente dello Stato di origine. 3. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina con regolamento le condizioni e le procedure che le societa' di gestione armonizzate devono rispettare per svolgere nel territorio della Repubblica le attivita' richiamate ai commi 1 e 2 mediante stabilimento di succursali o in regime di libera prestazione di servizi. 4. Le societa' di gestione armonizzate che svolgono le attivita' di cui al comma 3 nel territorio della Repubblica sono tenute a rispettare le norme di condotta previste all'articolo 40. ))
                               Art. 42
             Offerta in Italia di quote di fondi comuni
            di investimento armonizzati e non armonizzati

  1.  L'offerta  in  Italia  di quote di fondi comuni di investimento
comunitari  rientranti nell'ambito di applicazione delle direttive in
materia di organismi di investimento collettivo deve essere preceduta
da  una  comunicazione  alla  Banca d'Italia e alla CONSOB; l'offerta
puo' iniziare decorsi due mesi dalla comunicazione.
  2. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, emana con regolamento:
a) le  norme di attuazione delle disposizioni comunitarie concernenti
   le procedure da rispettare per l'applicazione del comma 1;
b) disposizioni  riguardanti  il  modulo organizzativo da adottare al
   fine  di assicurare in Italia l'esercizio dei diritti patrimoniali
   dei partecipanti.
  3. La CONSOB, sentita la Banca d'Italia, con regolamento:
a) individua le informazioni da fornire al pubblico nell'ambito della
   commercializzazione delle quote nel territorio della Repubblica;
b) determina  le  modalita'  con  cui  devono essere resi pubblici il
   prezzo  di  emissione  o  di  vendita, di riacquisto o di rimborso
   delle quote.
  4.  La  Banca  d'Italia e la CONSOB possono richiedere, nell'ambito
delle  rispettive competenze, agli emittenti e a coloro che curano la
commercializzazione   delle   quote   indicate   nel   comma   1   la
comunicazione,  anche  periodica, di dati e notizie e la trasmissione
di atti e documenti.
  5. L'offerta in Italia di quote di fondi comuni di investimento non
rientranti  nell'ambito di applicazione delle direttive in materia di
organismi  di  investimento  collettivo  e'  autorizzata  dalla Banca
d'Italia,  sentita  la  CONSOB, a condizione che i relativi schemi di
funzionamento siano compatibili con quelli previsti per gli organismi
italiani.
  6. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina con regolamento
le  condizioni  e  le  procedure  per il rilascio dell'autorizzazione
prevista dal comma 5.
  7.  La  Banca  d'Italia e la CONSOB, con riferimento alle attivita'
svolte  in  Italia  dagli  organismi  esteri  indicati  nel  comma 5,
esercitano i poteri previsti dagli articoli 8 e 10.
  8.  La  Banca  d'Italia  e  la CONSOB possono chiedere, nell'ambito
delle    rispettive   competenze,   ai   soggetti   che   curano   la
commercializzazione delle quote degli organismi indicati nel comma 5,
la   comunicazione,   anche   periodica,  di  dati  e  notizie  e  la
trasmissione di atti e documenti.
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO III
GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO
CAPO III
SOCIETA' DI INVESTIMENTO A CAPITALE VARIABILE
                               Art. 43
                Costituzione e attivita' esercitabili

  1.  La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, autorizza la costituzione
delle SICAV quando ricorrono le seguenti condizioni:
    a)  sia  adottata  la  forma  di societa' per azioni nel rispetto
delle disposizioni del presente capo;
    b)  la  sede  legale e la direzione generale della societa' siano
situate nel territorio della Repubblica;
    c)  il  capitale  sociale sia di ammontare non inferiore a quello
determinato in via generale dalla Banca d'Italia;
    d) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione
e  controllo  abbiano i requisiti di professionalita', indipendenza e
onorabilita' indicati dall'articolo 13;
    (( e) i titolari delle partecipazioni indicate all'articolo 15, comma 1, abbiano i requisiti di onorabilita' stabiliti dall'articolo 14 e non ricorrano le condizioni per il divieto previsto dall'articolo 15, comma 2;))
    f)  lo  statuto  preveda  come  oggetto  esclusivo l'investimento
collettivo del patrimonio raccolto mediante offerta al pubblico delle
proprie azioni;
    f-bis)  la  struttura  del gruppo di cui e' parte la societa' non
sia  tale da pregiudicare l'effettivo esercizio della vigilanza sulla
societa'  e  siano  fornite almeno le informazioni richieste ai sensi
dell'articolo 15, comma 5;
    f-ter)  venga  presentato, unitamente all'atto costitutivo e allo
statuto,  un  programma  concernente l'attivita' iniziale nonche' una
relazione sulla struttura organizzativa.
  2. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina:
    a) la procedura di autorizzazione e le ipotesi di decadenza dalla
stessa;
    b)   la  documentazione  che  deve  essere  presentata  dai  soci
fondatori   unitamente  con  la  richiesta  di  autorizzazione  e  il
contenuto del progetto di atto costitutivo e di statuto.
  3.  La  Banca  d'Italia attesta la conformita' del progetto di atto
costitutivo  e  di statuto alle prescrizioni di legge e regolamento e
ai criteri generali dalla stessa predeterminati.
  4. I soci fondatori della SICAV debbono procedere alla costituzione
della  societa'  ed  effettuare  i  versamenti  relativi  al capitale
sottoscritto   entro   trenta   giorni   dalla   data   di   rilascio
dell'autorizzazione. Il capitale deve essere interamente versato.
  5.  La  denominazione sociale contiene l'indicazione di societa' di
investimento   per   azioni   a   capitale   variabile   SICAV.  Tale
denominazione  deve  risultare  in  tutti i documenti della societa'.
Alla  societa'  di investimento a capitale variabile non si applicano
gli  articoli  2333,  2334,  2335  e 2336 del codice civile; non sono
ammessi i conferimenti in natura.
  6.  La  SICAV  puo'  svolgere  le  attivita' connesse o strumentali
indicate dalla Banca d'Italia, sentita la CONSOB.
  7. La SICAV puo' delegare poteri di gestione del proprio patrimonio
esclusivamente a societa' di gestione del risparmio.
  8.  Nel  caso  di SICAV multicomparto, ciascun comparto costituisce
patrimonio  autonomo,  distinto  a  tutti gli effetti da quello degli
altri comparti.
                             Art. 43-bis
                   (SICAV che designano una SGR o
               una societa' di gestione armonizzata).

  1.  La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, autorizza la costituzione
di SICAV che designano per la gestione del proprio patrimonio una SGR
o  una  societa' di gestione armonizzata quando ricorrono le seguenti
condizioni:
    a)  sia  adottata  la  forma  di societa' per azioni nel rispetto
delle disposizioni del presente capo;
    b)  la  sede  legale e la direzione generale della societa' siano
situate nel territorio della Repubblica;
    c)  il  capitale  sociale sia di ammontare non inferiore a quello
determinato in via generale dalla Banca d'Italia;
    d) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione
e controllo abbiano i requisiti di professionalita' e di onorabilita'
stabiliti ai sensi dell'articolo 13;
    ((e) i titolari delle partecipazioni indicate all'articolo 15, comma 1 abbiano i requisiti di onorabilita' stabiliti ai sensi dell'articolo 14 e non ricorrano le condizioni per il divieto previsto dall'articolo 15, comma 2;))
    f) lo statuto preveda:
      1)   come   oggetto  esclusivo  l'investimento  collettivo  del
patrimonio  raccolto  mediante  offerta  al  pubblico  delle  proprie
azioni;
      2)  l'affidamento  della  gestione dell'intero patrimonio a una
SGR  o  ad una societa' di gestione armonizzata e l'indicazione della
societa'  designata.  L'affidamento  della gestione a una societa' di
gestione  armonizzata  e'  subordinato  all'esistenza  di  intese  di
collaborazione con le competenti Autorita' dello Stato di origine, al
fine   di   assicurare   l'effettiva  vigilanza  sulla  gestione  del
patrimonio della SICAV.
  2. Ai fini di quanto dispone il comma 1, si applicano i commi 3, 4,
5 e 8 dell'articolo 43.
                               Art. 44
                                Albo

  1. Le SICAV autorizzate in Italia sono iscritte in un apposito albo
tenuto dalla Banca d'Italia.
  2.  La  Banca  d'Italia  comunica alla CONSOB l'iscrizione all'albo
delle SICAV.
  3.  I  soggetti  previsti  dal  comma 1 indicano negli atti e nella
corrispondenza gli estremi dell'iscrizione all'albo.
                               Art. 45
                          Capitale e azioni

  1.  Il  capitale  della  SICAV e' sempre uguale al patrimonio netto
detenuto   dalla   societa',   cosi'   come   determinato   ai  sensi
dell'articolo 6, comma 1, lettera c), numero 5).
  2.  Alla  SICAV  non  si  applicano gli articoli da 2438 a 2447 del
codice civile.
  3. Le azioni rappresentative del capitale della SICAV devono essere
interamente liberate al momento della loro emissione.
  4. Le azioni della SICAV possono essere nominative o al portatore a
scelta  del  sottoscrittore.  Le azioni al portatore attribuiscono un
solo  voto  per  ogni socio indipendentemente dal numero di azioni di
tale categoria possedute.
  5. Lo statuto della SICAV indica le modalita' di determinazione del
valore  delle  azioni e del prezzo di emissione e di rimborso nonche'
la periodicita' con cui le azioni della SICAV possono essere emesse e
rimborsate.
  6. Lo statuto della SICAV puo' prevedere:
    a) limiti all'emissione di azioni nominative;
    b)   particolari   vincoli   di   trasferibilita'   delle  azioni
nominative;
    c)  l'esistenza  di  piu' comparti di investimento per ognuno dei
quali  puo' essere emessa una particolare categoria di azioni; in tal
caso  sono  stabiliti  i criteri di ripartizione delle spese generali
tra i vari comparti;
    c-bis)  la  possibilita'  di  emettere  frazioni di azioni, fermo
restando  che  l'attribuzione  e  l'esercizio  dei diritti sociali e'
comunque  subordinata  al  possesso  di  almeno un'azione, secondo la
disciplina del presente capo.
  (( 7. Alle SICAV non si applicano gli articoli 2348, commi 2 e 3, 2349, 2350, commi 2 e 3, 2351, 2352, comma 3, 2353, 2354, comma 3, numeri 3 e 4, 2355-bis e 2356 del codice civile. ))
  8.  La  SICAV  non puo' emettere obbligazioni o azioni di risparmio
ne' acquistare o comunque detenere azioni proprie.
                               Art. 46
                              Assemblea

  1.  L'assemblea  ordinaria  e  l'assemblea straordinaria in seconda
convocazione  della  SICAV  sono  regolarmente  costituite  e possono
validamente  deliberare  qualunque  sia la parte del capitale sociale
intervenuta.
  2.  Il  voto puo' essere dato per corrispondenza se cio' e' ammesso
dallo  statuto.  In  tal caso l'avviso di convocazione deve contenere
per  esteso la deliberazione proposta. Non si tiene conto del voto in
tal   modo   espresso   se   la   delibera   sottoposta  a  votazione
dall'assemblea  non  e'  conforme  a  quella contenuta nell'avviso di
convocazione,  ma  le  azioni  relative  sono computate ai fini della
regolare  costituzione  dell'assemblea straordinaria. Con regolamento
del  (( Ministro dell'economia e delle finanze )), sentite la Banca
d'Italia  e  la  CONSOB,  sono  stabilite  le modalita' operative per
l'esercizio del voto per corrispondenza.
  3. L'avviso previsto dall'articolo 2366, comma 2, del codice civile
e'  pubblicato  anche  sui quotidiani, indicati nello statuto, in cui
viene  pubblicato  il  valore patrimoniale della societa' e il valore
unitario  delle  azioni;  il  termine  indicato nello stesso articolo
2366, comma 2, e' fissato in trenta giorni.
                               Art. 47
                       Modifiche dello statuto

  1.  La  Banca  d'Italia  approva  le  modifiche dello statuto della
SICAV. Esse si intendono approvate quando il provvedimento di diniego
della  Banca d'Italia non sia stato adottato entro quattro mesi dalla
presentazione della domanda.
  2.  Le deliberazioni comportanti modifiche allo statuto della SICAV
non  possono  essere  iscritte  ai  sensi  e per gli effetti previsti
dall'articolo   2436   del  codice  civile,  se  non  hanno  ottenuto
l'approvazione  nei  termini e con le modalita' previste dal comma 1.
La  delibera  e'  inviata  alla  Banca d'Italia entro quindici giorni
dalla  data  di  svolgimento  dell'assemblea;  il  deposito  previsto
dall'articolo  2436  del  codice  civile deve essere effettuato entro
quindici   giorni  dalla  data  di  ricezione  del  provvedimento  di
approvazione della Banca d'Italia. Non si applica l'articolo 2376 del
codice civile.
                               Art. 48
               Scioglimento e liquidazione volontaria

  1.  Alle SICAV non si applica l'articolo 2484, primo comma, nn. 4 e
5,  del codice civile. Quando il capitale della SICAV si riduce al di
sotto  della  misura  determinata ai sensi dell'articolo 43, comma 1,
lettera  c),  e  permane  tale  per un periodo di sessanta giorni, la
societa'  si scioglie. Il termine e' sospeso qualora sia iniziata una
procedura di fusione con altra SICAV.
  2.  Gli  atti  per i quali e' prevista la pubblicita' dall'articolo
2484,  commi  terzo  e  quarto, del codice civile devono essere anche
pubblicati  sui  quotidiani  previsti dallo statuto e comunicati alla
Banca  d'Italia  nel termine di dieci giorni dall'avvenuta iscrizione
nel registro delle imprese. L'emissione ed il rimborso di azioni sono
sospesi,  nel caso previsto dall'articolo 2484, primo comma, numero 6
del  codice civile, dalla data di assunzione della delibera, nei casi
previsti  dall'articolo  2484,  primo  comma,  numeri 1, 2, 3 e 7 del
codice  civile  e  dal  comma  1  del  presente articolo, dal momento
dell'assunzione  della  delibera  del  consiglio  di  amministrazione
ovvero  dal  momento dell'iscrizione presso il registro delle imprese
del  decreto  del presidente del tribunale. La delibera del consiglio
di  amministrazione  e'  trasmessa  anche  alla  CONSOB  nel medesimo
termine.
  3.  La  nomina,  la revoca e la sostituzione dei liquidatori spetta
all'assemblea  straordinaria. Si applicano l'articolo 2487 del codice
civile,  ad  eccezione  del  comma 1, lettera c), e l'articolo 97 del
testo unico bancario.
  4.  Alla Banca d'Italia sono preventivamente comunicati il piano di
smobilizzo  e quello di riparto. I liquidatori provvedono a liquidare
l'attivo  della  societa'  nel  rispetto delle disposizioni stabilite
dalla Banca d'Italia.
  5.  Il  bilancio  di  liquidazione  e' sottoposto al giudizio ((del soggetto incaricato della revisione legale dei conti))  ed  e'
pubblicato sui quotidiani indicati nello statuto.
  6.  La banca depositaria procede, su istruzione dei liquidatori, al
rimborso  delle  azioni  nella misura prevista dal bilancio finale di
liquidazione.
  7.  Per  quanto  non  previsto  dal presente articolo alla SICAV si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del libro V, titolo
V, capo VIII, del codice civile.
                               Art. 49
                         Fusione e scissione

  1.  La  SICAV non puo' trasformarsi in un organismo non soggetto al
presente capo (( o al capo II del presente titolo )).
  2.  Alla  fusione  e  alla  scissione  delle SICAV si applicano gli
articoli 2501 e seguenti del codice civile, in quanto compatibili.
  3. Il progetto di fusione o quello di scissione, redatti sulla base
di  quanto richiesto dall'articolo 43, e la deliberazione assembleare
che abbia portato modifiche ai relativi progetti sono sottoposti alla
preventiva  autorizzazione  della  Banca  d'Italia,  che  la rilascia
sentita la CONSOB.
  4.  Se non consti l'autorizzazione indicata nel comma 3 non si puo'
dar  corso  alle  iscrizioni nel registro delle imprese, previste dal
codice civile.
                               Art. 50
                   Altre disposizioni applicabili

  (( 1. Alle SICAV, per quanto non disciplinato dal presente capo, si applicano gli articoli 36, comma 2, 37, 38, 40 e 41. Alle SICAV autorizzate ai sensi dell'articolo 43, si applica altresi' l'articolo 33, commi 3 e 4. ))
  2.  All'offerta  in  Italia  di  azioni  di SICAV estere si applica
l'articolo 42.
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO IV
PROVVEDIMENTI INGIUNTIVI E CRISI
CAPO I
DISCIPLINA DEI PROVVEDIMENTI INGIUNTIVI
                               Art. 51
Provvedimenti  ingiuntivi  nei  confronti di intermediari nazionali e
                           extracomunitari

  1.   In  caso  di  violazione  da  parte  di  SIM,  di  imprese  di
investimento  e  di  banche extracomunitarie, di societa' di gestione
del  risparmio,  di SICAV e di banche autorizzate alla prestazione di
servizi (( e attivita' )) di investimento aventi sede in Italia delle
disposizioni loro applicabili ai sensi del presente decreto, la Banca
d'Italia  o la CONSOB, (( nell'ambito delle rispettive competenze )),
possono ordinare alle stesse di porre termine a tali irregolarita'.
  2.  L'autorita'  di  vigilanza  che  procede puo' altresi', sentita
l'altra  autorita',  vietare  ai  soggetti  indicati  nel  comma 1 di
intraprendere  nuove  operazioni  (( , nonche' imporre ogni altra limitazione riguardante singole tipologie di operazioni, )) singoli
servizi  o  attivita',  anche  limitatamente  a  singole succursali o
dipendenze dell'intermediario, quando:
    a)  le  violazioni  commesse  possano  pregiudicare  interessi di
carattere generale;
    b)  nei  casi  di  urgenza  per  la  tutela degli interessi degli
investitori.
                               Art. 52
                    Provvedimenti ingiuntivi nei
                confronti di intermediari comunitari

  (( 1. In caso di violazione da parte di imprese di investimento comunitarie con succursale in Italia, di societa' di gestione armonizzate, di banche comunitarie con succursale in Italia e di societa' finanziarie previste dall'articolo 18, comma 2, del testo unico bancario, delle disposizioni loro applicabili ai sensi del presente decreto, la Banca d'Italia o la Consob, nell'ambito delle rispettive competenze, possono ordinare alle stesse di porre termine a tali irregolarita', dandone comunicazione anche all'Autorita' di vigilanza dello Stato membro in cui l'intermediario ha sede legale per i provvedimenti eventualmente necessari. 2. L'autorita' di vigilanza che procede puo' adottare i provvedimenti necessari, sentita l'altra autorita', compresa l'imposizione del divieto di intraprendere nuove operazioni, nonche' ogni altra limitazione riguardante singole tipologie di operazioni, singoli servizi o attivita' anche limitatamente a singole succursali o dipendenze dell'intermediario, ovvero ordinare la chiusura della succursale, quando: ))
    a) manchino o risultino inadeguati i provvedimenti dell'autorita'
competente dello Stato in cui l'intermediario ha sede legale;
    b) risultino violazioni delle norme di comportamento;
    c)  le  irregolarita'  commesse possano pregiudicare interessi di
carattere generale;
    d)  nei  casi  di  urgenza  per  la  tutela degli interessi degli
investitori.
  3.   I   provvedimenti   previsti   dal  camma  2  sono  comunicati
dall'autorita'  che  li  ha  adottati  all'autorita' competente dello
Stato comunitario in cui l'intermediario ha sede legale.
  (( 3-bis. Se vi e' fondato sospetto che un'impresa di investimento comunitaria o una banca comunitaria operanti in regime di libera prestazione di servizi in Italia non ottemperano agli obblighi derivanti dalle disposizioni comunitarie, la Banca d'Italia o la Consob informano l'autorita' competente dello Stato membro in cui l'intermediario ha sede legale per i provvedimenti necessari. Se, nonostante le misure adottate dall'autorita' competente, l'intermediario persiste nell'agire in modo tale da pregiudicare gli interessi degli investitori o il buon funzionamento dei mercati, la Banca d'Italia o la Consob, dopo avere informato l'autorita' competente dello Stato membro in cui l'intermediario ha sede legale, adottano tutte le misure necessarie compresa l'imposizione del divieto di intraprendere nuove operazioni in Italia. La Banca d'Italia o la Consob procedono sentita l'altra autorita', e informano la Commissione europea delle misure adottate. 3-ter. Il comma 3-bis si applica anche nel caso di violazioni, da parte di imprese di investimento o banche comunitarie con succursale in Italia, di obblighi derivanti da disposizioni comunitarie per le quali e' competente lo Stato membro in cui l'intermediario ha sede legale. ))
                               Art. 53
               Sospensione degli organi amministrativi

  1.  Il  Presidente della CONSOB puo' disporre in via d'urgenza, ove
ricorrano  situazioni  di  pericolo per i clienti o per i mercati, la
sospensione  degli organi di amministrazione delle SIM e la nomina di
un  commissario  che  ne  assume  la  gestione quando risultino gravi
irregolarita'  nell'amministrazione  ovvero  gravi  violazioni  delle
disposizioni legislative, amministrative o statutarie.
  2. Il commissario dura in carica per un periodo massimo di sessanta
giorni.   Il  commissario,  nell'esercizio  delle  sue  funzioni,  e'
pubblico   ufficiale.  Il  Presidente  dalla  CONSOB  puo'  stabilire
speciali cautele e limitazioni per la gestione della SIM.
  3.  L'indennita'  spettante  al  commissario  e'  determinata dalla
CONSOB  in base a criteri dalla stessa stabiliti ed e' a carico della
societa'  commissariata.  Si  applica  l'articolo 91, comma 1, ultimo
periodo, del T.U. bancario.
  4.  Le  azioni  civili  contro  il  commissario,  per atti compiuti
nell'espletamento  dell'incarico, sono promosse previa autorizzazione
della CONSOB.
  5.  Il  presente articolo si applica anche alle succursali italiane
di  imprese  di  investimento extracomunitarie. Il commissario assume
nei   confronti   delle   succursali   i   poteri   degli  organi  di
amministrazione dell'impresa di investimento.
  6.  Il presente articolo si applica anche alle societa' di gestione
del  risparmio  e  alle  SICAV. Il Presidente della CONSOB dispone il
provvedimento, sentito il Governatore della Banca d'Italia.
                               Art. 54
          Sospensione dell'offerta di quote di OICR esteri

  1. Quando sussistono elementi che fanno presumere l'inosservanza da
parte  degli OICR esteri delle disposizioni loro applicabili ai sensi
del  presente  decreto,  la  Banca  d'Italia o la CONSOB, nell'ambito
delle rispettive competenze, possono sospendere in via cautelare, per
un  periodo non superiore a sessanta giorni, l'offerta delle relative
quote  o  azioni.  In  caso  di accertata violazione, le autorita' di
vigilanza,   nell'ambito   delle   rispettive   competenze,   possono
sospendere  temporaneamente  ovvero  vietare  l'offerta delle quote o
delle azioni degli OICR.
                               Art. 55
     Provvedimenti cautelari applicabili ai promotori finanziari

  1. La CONSOB, in caso di necessita' e urgenza, puo' disporre in via
cautelare  la  sospensione  del  promotore finanziario dall'esercizio
dell'attivita'  per  un  periodo  massimo di sessanta giorni, qualora
sussistano  elementi  che  facciano  presumere  l'esistenza  di gravi
violazioni  di  legge  ovvero  di disposizioni generali o particolari
impartite dalla CONSOB.
  2. La CONSOB puo' disporre in via cautelare, per un periodo massimo
di  un  anno, la sospensione dall'esercizio dell'attivita' qualora il
promotore  finanziario  sia  sottoposto  a una delle misure cautelari
personali  del  libro  IV, titolo I, capo II, del codice di procedura
penale  o  assuma  la  qualita' di imputato ai sensi dell'articolo 60
dello stesso codice in relazione ai seguenti reati:
a) delitti  previsti  nel  titolo  XI del libro V del codice civile e
   nella legge fallimentare;
b) delitti   contro  la  pubblica  amministrazione,  contro  la  fede
   pubblica,  contro  il patrimonio, contro l'ordine pubblico, contro
   l'economia pubblica, ovvero delitti in materia tributaria;
c) reati previsti dal titolo VIII del T.U. bancario;
d) reati previsti dal presente decreto.
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO IV
PROVVEDIMENTI INGIUNTIVI E CRISI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE CRISI
                               Art. 56
                    Amministrazione straordinaria

  1.  Il  Ministero  dell'economia e delle finanze, su proposta della
Banca  d'Italia  o  della  CONSOB,  (( nell'ambito delle rispettive competenze )), puo' disporre con decreto lo scioglimento degli organi
con  funzione  di  amministrazione  e  di  controllo delle SIM, delle
societa' di gestione del risparmio e delle SICAV quando:
    a)  risultino  gravi  irregolarita'  nell'amministrazione  ovvero
gravi  violazioni  delle  disposizioni  legislative, amministrative o
statutarie che ne regolano l'attivita';
    b) siano previste gravi perdite del patrimonio della societa';
    c)  lo  scioglimento  sia  richiesto  con  istanza motivata dagli
organi  amministrativi  o  dall'assemblea  straordinaria  ovvero  dal
commissario nominato ai sensi dell'articolo 53.
  2. Il provvedimento previsto dal comma 1 puo' essere adottato anche
nei  confronti  delle  succursali italiane di imprese di investimento
extracomunitarie:  in  tale  ipotesi  i  commissari straordinari e il
comitato  di  sorveglianza  assumono  nei  confronti delle succursali
stesse  i  poteri  degli  organi  di  amministrazione  e di controllo
dell'impresa di investimento.
  3.  La  direzione  della  procedura  e tutti gli adempimenti a essa
connessi  spettano  alla  Banca  d'Italia.  Si  applicano,  in quanto
compatibili,  gli articoli 70, commi da 2 a 6, 71, 72, 73, 74, 75 del
T.U.  bancario,  intendendosi  le suddette disposizioni riferite agli
investitori  in  luogo  dei  depositanti,  alle  SIM, alle imprese di
investimento   extracomunitarie,   alle   societa'  di  gestione  del
risparmio  e  alle  SICAV  in  luogo  delle  banche,  e l'espressione
"strumenti  finanziari"  riferita  agli  strumenti  finanziari  e  al
denaro.
  4.  Alle  SIM, alle societa' di gestione del risparmio e alle SICAV
non si applica il titolo IV della legge fallimentare.
                               Art. 57
                 Liquidazione coatta amministrativa

  1.  Il  Ministero  dell'economia e delle finanze, su proposta della
Banca  d'Italia  o  della  CONSOB,  (( nell'ambito delle rispettive competenze )),    puo'    disporre    con    decreto   la   revoca
dell'autorizzazione  all'esercizio  dell'attivita'  e la liquidazione
coatta  amministrativa  delle  SIM,  delle  societa'  di gestione del
risparmio   e   delle   SICAV,   anche   quando   ne   sia  in  corso
l'amministrazione  straordinaria  ovvero  la  liquidazione secondo le
norme ordinarie, qualora le irregolarita' nell'amministrazione ovvero
le   violazioni  delle  disposizioni  legislative,  amministrative  o
statutarie   o   le   perdite  previste  dall'articolo  56  siano  di
eccezionale gravita'.
  2.  La  liquidazione  coatta  puo'  essere disposta con il medesimo
procedimento  previsto  dal comma 1, su istanza motivata degli organi
amministrativi,   dell'assemblea   straordinaria,   del   commissario
nominato ai sensi dell'articolo 53, dei commissari straordinari o dei
liquidatori.
  3.  La  direzione  della  procedura  e tutti gli adempimenti a essa
connessi  spettano  alla  Banca  d'Italia.  Si  applicano,  in quanto
compatibili,  l'articolo  80,  commi da 3 a 6, e gli articoli 81, 82,
83,  84, 85, 86, a eccezione dei commi 6 e 7, 87, commi 2, 3 e 4, 88,
89,  90,  91,  92,  93,  94  e  97 del T.U. bancario, intendendosi le
suddette  disposizioni  riferite  alle SIM, alle societa' di gestione
del  risparmio  e  alle  SICAV in luogo delle banche, e l'espressione
"strumenti  finanziari"  riferita  agli  strumenti  finanziari  e  al
denaro.
  4.  I  commissari,  trascorso il termine previsto dall'articolo 86,
comma  5,  del  T.U.  bancario  e non oltre trenta giorni successivi,
sentiti i cessati amministratori, depositano presso la Banca d'Italia
e,  a  disposizione  degli  aventi  diritto,  nella  cancelleria  del
tribunale  del  luogo  dove  la  SIM,  la  societa'  di  gestione del
risparmio  e la SICAV hanno la sede legale, gli elenchi dei creditori
ammessi,  indicando  i diritti di prelazione e l'ordine degli stessi,
dei  titolari dei diritti indicati nel comma 2 del predetto articolo,
nonche'  dei  soggetti  appartenenti  alle  medesime categorie cui e'
stato  negato  il  riconoscimento  delle  pretese.  I  clienti aventi
diritto  alla  restituzione  degli  strumenti finanziari e del denaro
relativi  ai  servizi  (( e alle attivita' )) previsti dal presente
decreto  sono  iscritti  in  apposita  e separata sezione dello stato
passivo.  Il  presente  comma  si  applica in luogo dell'articolo 86,
commi 6 e 7 del T.U. bancario.
  5.  Possono  proporre opposizione allo stato passivo, relativamente
alla  propria  posizione  e  contro  il riconoscimento dei diritti in
favore dei soggetti inclusi negli elenchi indicati nella disposizione
del  comma  4,  i soggetti le cui pretese non siano state accolte, in
tutto  o in parte, entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata
prevista  dall'articolo  86,  comma 8, del T.U. bancario e i soggetti
ammessi   entro   lo   stesso   termine   decorrente  dalla  data  di
pubblicazione  dell'avviso previsto dal medesimo comma 8. Il presente
comma  si  applica  in  luogo  dell'articolo  87,  comma  1, del T.U.
bancario.
  6.  Se  il  provvedimento  di  liquidazione  coatta  amministrativa
riguarda  una  SICAV, i commissari, entro trenta giorni dalla nomina,
comunicano  ai  soci il numero e la specie delle azioni risultanti di
pertinenza  di  ciascuno  secondo  le  scritture  e i documenti della
societa'.
                               Art. 58
            Succursali di imprese di investimento estere

  (( 1. Quando a una impresa di investimento comunitaria o a una societa' di gestione armonizzata sia stata revocata l'autorizzazione all'attivita' da parte dell'autorita' competente, le succursali italiane possono essere sottoposte alla procedura di liquidazione coatta amministrativa secondo le disposizioni dell'articolo 57, in quanto compatibili. ))
  2.  Alle  succursali di imprese di investimento extracomunitarie si
applicano le disposizioni dell'articolo 57, in quanto compatibili.
                               Art. 59
                        Sistemi di indennizzo

  1. (( Il rilascio dell'autorizzazione alla prestazione di servizi e attivita' di investimento )) e' subordinato all'adesione a un sistema
di  indennizzo  a  tutela degli investitori riconosciuto dal Ministro
dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la CONSOB.
  2.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze, sentite la Banca
d'Italia  e  la CONSOB, disciplina con regolamento l'organizzazione e
il funzionamento dei sistemi di indennizzo.
  3.  La  Banca d'Italia, sentita la CONSOB, coordina con regolamento
l'operativita'   dei   sistemi   d'indennizzo  con  la  procedura  di
liquidazione coatta amministrativa e, in generale, con l'attivita' di
vigilanza.
  4.  I  sistemi  di  indennizzo  sono  surrogati  nei  diritti degli
investitori  fino  alla  concorrenza  dei pagamenti effettuati a loro
favore.
  5. Gli organi della procedura concorsuale verificano e attestano se
i  crediti  ammessi  allo  stato  passivo derivano dall'esercizio dei
servizi  (( e delle attivita' )) di investimento tutelati dai sistemi
di indennizzo.
  6. Per le cause relative alle richieste di indennizzo e' competente
il giudice del luogo ove ha sede legale il sistema di indennizzo.
                               Art. 60
                  Adesione ai sistemi d'indennizzo
                   da parte di intermediari esteri

  (( 1. Le succursali di imprese di investimento, di societa' di gestione armonizzate o di banche comunitarie insediate in Italia possono aderire, al fine di integrare la tutela offerta dal sistema di indennizzo del Paese di origine, a un sistema di indennizzo riconosciuto, limitatamente all'attivita' svolta in Italia. ))
  2.   Salvo  che  aderiscano  a  un  sistema  di  indennizzo  estero
equivalente,  le  succursali  di  imprese di investimento e di banche
extracomunitarie  insediate  in Italia devono aderire a un sistema di
indennizzo   riconosciuto,   limitatamente  all'attivita'  svolta  in
Italia.  La  Banca  d'Italia  verifica  che  la copertura offerta dai
sistemi  di indennizzo esteri cui aderiscono le succursali di imprese
di investimento e di banche extracomunitarie operanti in Italia possa
considerarsi  equivalente  a quella offerta dai sistemi di indennizzo
riconosciuti.
                             Art. 60-bis
        (( Responsabilita' delle SIM, delle SGR e delle SICAV per illecito amministrativo dipendente da reato ))

  (( 1. Il pubblico ministero che iscrive, ai sensi dell'articolo 55 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, nel registro delle notizie di reato un illecito amministrativo a carico di una SIM, di una SGR o di una SICAV, ne da' comunicazione alla Banca d'Italia e alla CONSOB. Nel corso del procedimento, ove il pubblico ministero ne faccia richiesta, vengono sentite la Banca d'Italia e la CONSOB, le quali hanno, in ogni caso, facolta' di presentare relazioni scritte. 2. In ogni grado del giudizio di merito, prima della sentenza, il giudice dispone, anche d'ufficio, l'acquisizione dalla Banca d'Italia e dalla CONSOB di aggiornate informazioni sulla situazione dell'intermediario, con particolare riguardo alla struttura organizzativa e di controllo. 3. La sentenza irrevocabile che irroga nei confronti di una SIM, di una SGR o di una SICAV le sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2, lettere a) e b), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, decorsi i termini per la conversione delle sanzioni medesime, e' trasmessa per l'esecuzione dall'Autorita' giudiziaria alla Banca d'Italia e alla CONSOB; a tal fine, la CONSOB o la Banca d'Italia, ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, possono proporre o adottare gli atti previsti dal titolo IV della parte II, avendo presenti le caratteristiche della sanzione irrogata e le preminenti finalita' di salvaguardia della stabilita' e di tutela dei diritti degli investitori. 4. Le sanzioni interdittive indicate nell'articolo 9, comma 2, lettere a) e b), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, non possono essere applicate in via cautelare alle SIM, SGR e SICAV. Ai medesimi intermediari non si applica, altresi', l'articolo 15 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. 5. Il presente articolo si applica, in quanto compatibile, alle succursali italiane di imprese di investimento comunitarie o extracomunitarie. ))
PARTE III
DISCIPLINA DEI MERCATI E DELLA GESTIONE
ACCENTRATA DI STRUMENTI FINANZIARI
TITOLO I
DISCIPLINA DEI MERCATI
CAPO I
MERCATI REGOLAMENTATI
                             Art. 60-ter
                (( (Principi di regolamentazione). ))

  (( 1. La Banca d'Italia e la Consob esercitano i poteri regolamentari previsti dal presente titolo nell'osservanza dei principi di cui all'articolo 6, comma 01. ))
                               Art. 61
            Mercati regolamentati di strumenti finanziari

  1.   L'attivita'   di   organizzazione   e   gestione   di  mercati
regolamentati  di  strumenti finanziari ha carattere di impresa ed e'
esercitata  da  societa'  per  azioni,  anche  senza  scopo  di lucro
(societa' di gestione).
  2. La CONSOB determina con regolamento:
    a) le risorse finanziarie delle societa' di gestione;
    b) le attivita' connesse e strumentali a quelle di organizzazione
e  gestione  dei  mercati che possono essere svolte dalle societa' di
gestione.
  3.  Il  Ministro  dell'economia e delle finanze, sentita la CONSOB,
determina    con    regolamento    i   requisiti   di   onorabilita',
professionalita' e indipendenza dei soggetti che svolgono funzioni di
amministrazione, direzione e controllo nelle societa' di gestione. Si
applica  l'articolo  13,  comma 2. In caso di inerzia la decadenza e'
pronunciata dalla CONSOB.
  4.  Il  regolamento  previsto  dal  comma 3 stabilisce le cause che
comportano la sospensione temporanea dalla carica e la sua durata. La
sospensione e' dichiarata con le modalita' indicate nel comma 3.
  5.  Il  Ministro  dell'economia e delle finanze, sentita la CONSOB,
determina   con   regolamento   i   requisiti   di  onorabilita'  dei
partecipanti al capitale.
  6.  Gli  acquisti e le cessioni di partecipazioni nelle societa' di
gestione,  effettuati  direttamente  o  indirettamente,  anche per il
tramite  di  societa'  controllate,  di  societa'  fiduciarie  o  per
interposta  persona, devono essere comunicati dal soggetto acquirente
entro  ventiquattro  ore  alla  societa'  di gestione unitamente alla
documentazione  attestante  il possesso da parte degli acquirenti dei
requisiti individuati ai sensi del comma 5.
  6-bis. La Consob disciplina con regolamento:
    a) contenuto, termini e modalita' di comunicazione alla Consob da
parte  della  societa'  di  gestione  delle  informazioni relative ai
partecipanti   al  capitale,  individuando  la  soglia  partecipativa
rilevante  a  tale  fine  e  ai  fini  del  possesso dei requisiti di
onorabilita'  di cui al comma 5 e delle comunicazioni di cui al comma
6;
    b) contenuto, termini e modalita' di comunicazione alla Consob da
parte  della  societa'  di  gestione  delle  informazioni relative ai
soggetti  che  svolgono  funzioni  di  amministrazione,  direzione  e
controllo  nella  societa'  di  gestione  e  ai soggetti che dirigono
effettivamente  l'attivita' e le operazioni del mercato regolamentato
e di ogni successivo cambiamento;
    c) contenuto, termini e modalita' di pubblicazione da parte della
societa'  di  gestione delle informazioni relative ai partecipanti al
capitale  e  di  ogni  successivo  cambiamento  nell'identita'  delle
persone che possiedono una partecipazione rilevante.
  6-ter.  Le  disposizioni  di  cui  al comma 6-bis sono adottate dal
Ministero  dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia e
la  Consob, nei casi di societa' di gestione di mercati regolamentati
all'ingrosso  di  titoli  di  Stato  e dalla Consob, sentita la Banca
d'Italia,  nei  casi di societa' di gestione di mercati regolamentati
all'ingrosso  di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi da
titoli   di  Stato,  nonche'  di  societa'  di  gestione  di  mercati
regolamentati di strumenti previsti dall'articolo 1, comma 2, lettera
b),  e  di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, su tassi
di interesse e su valute.
  7.  In  assenza dei requisiti o in mancanza della comunicazione non
puo'  essere  esercitato  il  diritto  di  voto  inerente alle azioni
eccedenti la soglia individuata ai sensi del comma 6-bis.
  8.  In  caso  di  inosservanza del divieto previsto dal comma 7, si
applica  l'articolo  14, comma 5. L'impugnazione puo' essere proposta
anche  dalla CONSOB entro il termine previsto dall'articolo 14, comma
6.
  8-bis.  Entro  novanta  giorni  dalla  comunicazione da parte della
societa'  di  gestione,  la  Consob puo' opporsi ai cambiamenti negli
assetti  azionari  quando  tali  cambiamenti mettono a repentaglio la
gestione  sana  e prudente del mercato. Per i mercati all'ingrosso di
titoli di Stato il provvedimento e' adottato dalla Banca d'Italia. In
caso  di opposizione da parte dell'Autorita' competente, i diritti di
voto  inerenti  alle  azioni  oggetto  di cessione non possono essere
esercitati.
  8-ter.  I provvedimenti di cui al comma 8-bis sono adottati sentita
la  Banca  d'Italia,  nei  casi  di  societa'  di gestione di mercati
regolamentati   all'ingrosso   di  titoli  obbligazionari  privati  e
pubblici, diversi da titoli di Stato, nonche' di societa' di gestione
di mercati regolamentati di strumenti previsti dall'articolo 1, comma
2, lettera b), e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici,
su tassi di interesse e su valute.
  9.  Alle  societa'  di  gestione si applicano le disposizioni della
parte IV, titolo III, capo II, sezione VI, a eccezione degli articoli
157 ((e 158)).
  10.  Il  Ministro  dell'economia  e delle finanze, sentite la Banca
d'Italia e la CONSOB, individua le caratteristiche delle negoziazioni
all'ingrosso  di strumenti finanziari ai fini dell'applicazione delle
disposizioni del presente decreto.
                               Art. 62
                       Regolamento del mercato

  (( 1. L'organizzazione e la gestione del mercato sono disciplinate da un regolamento deliberato dall'assemblea ordinaria o dal consiglio di sorveglianza della societa' di gestione; il regolamento puo' attribuire al consiglio di amministrazione o al consiglio di gestione il potere di dettare disposizioni di attuazione. ))
  1-bis.  Qualora  le azioni della societa' di gestione siano quotate
in  un  mercato  regolamentato,  il  regolamento di cui al comma 1 e'
deliberato  dal  consiglio  di  amministrazione (( o dal consiglio di gestione )) della societa' medesima.
  (( 1-ter. La Consob, in conformita' alle disposizioni della direttiva 2004/39/CE e delle relative misure di esecuzione, individua con regolamento i criteri generali ai quali il regolamento del mercato deve adeguarsi in materia di: a) ammissione di strumenti finanziari alle negoziazioni; b) sospensione ed esclusione di strumenti finanziari dalle negoziazioni nei mercati regolamentati; c) modalita' per assicurare la pubblicita' del regolamento del mercato. 1-quater. Le disposizioni di cui al comma 1-ter sono adottate sentita la Banca d'Italia per i mercati nei quali sono negoziati all'ingrosso titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi dai titoli di Stato, nonche' per i mercati nei quali sono negoziati gli strumenti previsti dall'articolo 1, comma 2, lettera b), e gli strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, tassi di interesse e valute. 2. Le societa' di gestione si dotano di regole e procedure trasparenti e non discrezionali che garantiscono una negoziazione corretta e ordinata nonche' di criteri obiettivi che consentono l'esecuzione efficiente degli ordini. In ogni caso il regolamento del mercato determina: ))
    a) le condizioni e le modalita' di ammissione, di esclusione e di
sospensione  degli  operatori  e  degli  strumenti  finanziari  dalle
negoziazioni;
    b)  le  condizioni  e  le  modalita'  per  lo  svolgimento  delle
negoziazioni  e  gli  eventuali  obblighi  degli  operatori  e  degli
emittenti;
    c)  le  modalita' di accertamento, pubblicazione e diffusione dei
prezzi;
    d)  i  tipi  di  contratti  ammessi  alle negoziazioni, nonche' i
criteri per la determinazione dei quantitativi minimi negoziabili.
    (( d-bis) le condizioni e le modalita' per la compensazione, liquidazione e garanzia delle operazioni concluse sui mercati. ))
  2-bis.  Il  regolamento  puo'  stabilire  che le azioni di societa'
controllanti,  il  cui  attivo  sia  prevalentemente  composto  dalla
partecipazione,  diretta  o  indiretta,  in  una  o piu' societa' con
azioni   quotate  in  mercati  regolamentati,  vengano  negoziate  in
segmento distinto del mercato
  (( 3. Il regolamento di cui al comma 1 disciplina l'accesso degli operatori al mercato regolamentato, secondo regole trasparenti, non discriminatorie e basate su criteri oggettivi, nonche' i criteri per la partecipazione diretta o remota al mercato regolamentato e gli obblighi imposti agli operatori derivanti: a) dall'istituzione e dalla gestione del mercato regolamentato; b) dalle disposizioni riguardanti le operazioni eseguite nel mercato; c) dagli standard professionali imposti al personale dei soggetti di cui all'articolo 25, comma 1, che sono operanti nel mercato; d) dalle condizioni stabilite, per i partecipanti diversi dai soggetti di cui alla lettera c), a norma dell'articolo 25, comma 2; e) dalle regole e procedure per la compensazione e il regolamento delle operazioni concluse nel mercato regolamentato. ))
  3-bis. La CONSOB determina con proprio regolamento:
    a)  i  criteri  di  trasparenza  contabile e di adeguatezza della
struttura  organizzativa  e  del sistema dei controlli interni che le
societa'  controllate, costituite e regolate dalla legge di Stati non
appartenenti  all'Unione  europea,  devono  rispettare  affinche'  le
azioni  della  societa'  controllante  possano  essere  quotate in un
mercato regolamentato italiano. Si applica la nozione di controllo di
cui all'articolo 93;
    b)  le  condizioni  in  presenza  delle  quali non possono essere
quotate le azioni di societa' controllate sottoposte all'attivita' di
direzione e coordinamento di altra societa';
    c)  i  criteri  di  trasparenza  e i limiti per l'ammissione alla
quotazione sul mercato mobiliare italiano delle societa' finanziarie,
il cui patrimonio e' costituito esclusivamente da partecipazioni.
                               Art. 63
              Autorizzazione dei mercati regolamentati

  1.  La  CONSOB  autorizza  l'esercizio  dei  mercati  regolamentati
quando:
    a)  sussistono i requisiti previsti dall'articolo 61, commi 2, 3,
4 e 5;
    b)  il  regolamento  del  mercato  e'  conforme  alla  disciplina
comunitaria  ed  e'  idoneo ad assicurare la trasparenza del mercato,
l'ordinato   svolgimento   delle   negoziazioni  e  la  tutela  degli
investitori.
  (( 1-bis. L'autorizzazione di cui al comma 1 e' subordinata alla presentazione di un programma di attivita' che illustra i tipi di attivita' previsti e la struttura organizzativa della societa' di gestione. ))
  2.  La CONSOB iscrive i mercati regolamentati in un elenco, curando
l'adempimento delle disposizioni comunitarie in materia, e approva le
modificazioni del regolamento del mercato.
  3.  I provvedimenti previsti dai commi 1 e 2 sono adottati, sentita
la   Banca   d'Italia,   per  i  mercati  nei  quali  sono  negoziati
all'ingrosso  titoli  obbligazionari  privati e pubblici, diversi dai
titoli  di  Stato, nonche' per i mercati nei quali sono negoziati gli
strumenti  previsti dall'articolo 1, comma 2, (( lettera b) )), e gli
strumenti  finanziari derivati su titoli pubblici, tassi di interesse
e valute.
  4.  La  Banca d'Italia e' ammessa alle negoziazioni sui mercati dei
contratti uniformi a termine sui titoli di Stato.
                               Art. 64
             Organizzazione e funzionamento del mercato
                    e delle societa' di gestione

  01.  La  Consob, con proprio regolamento, individua gli adempimenti
informativi delle societa' di gestione nei propri confronti, nonche',
avendo  riguardo  alla  trasparenza,  all'ordinato  svolgimento delle
negoziazioni  e  alla  tutela degli investitori e in conformita' alle
disposizioni  della  direttiva  2004/39/CE,  i  requisiti generali di
organizzazione delle societa' di gestione dei mercati regolamentati.
  1. La societa' di gestione:
    a)  predispone  le  strutture,  fornisce  i servizi del mercato e
determina i corrispettivi a essa dovuti;
    b)  adotta tutti gli atti necessari per il buon funzionamento del
mercato  e predispone e mantiene dispositivi e procedure efficaci per
il controllo del rispetto del regolamento;
    b-bis)  adotta le disposizioni e gli atti necessari a prevenire e
identificare  abusi  di informazioni privilegiate e manipolazioni del
mercato;
    c)  dispone  l'ammissione,  l'esclusione  e  la sospensione degli
strumenti  finanziari e degli operatori dalle negoziazioni e comunica
immediatamente  le  proprie  decisioni alla CONSOB;l'esecuzione delle
decisioni  di  ammissione  alle  negoziazioni di azioni ordinarie, di
obbligazioni  e  di  altri  strumenti  finanziari  emessi da soggetti
diversi   dagli   Stati  membri  dell'Unione  europea,  dalle  banche
comunitarie  e  dalle  societa'  con  azioni  quotate  in  un mercato
regolamentato  nonche'  delle decisioni di esclusione di azioni dalle
negoziazioni  e'  sospesa finche' non sia decorso il termine indicato
al  comma 1-bis, lettera a); tale sospensione non si applica nel caso
di  ammissione  alle  negoziazioni di strumenti finanziari ammessi in
regime  di  esenzione dall'obbligo di pubblicare il prospetto nonche'
per  l'ammissione  di lotti supplementari di azioni gia' ammesse alle
negoziazioni;
    d)  comunica  alla  CONSOB  le  violazioni  del  regolamento  del
mercato, segnalando le iniziative assunte;
    e) (( LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 6 NOVEMBRE 2007, N. 195 ))
    f)  provvede  agli  altri  compiti  a essa eventualmente affidati
dalla CONSOB.
  1-bis. La CONSOB:
    a)  puo'  vietare l'esecuzione delle decisioni di ammissione e di
esclusione  di  cui  al  comma 1, lettera c), secondo periodo, ovvero
ordinare  la  revoca  di una decisione di sospensione degli strumenti
finanziari  e degli operatori dalle negoziazioni, entro cinque giorni
dal  ricevimento  della  comunicazione di cui al comma 1, lettera c),
se, sulla base degli elementi informativi diversi da quelli valutati,
ai  sensi del regolamento del mercato, dalla societa' di gestione nel
corso  della propria istruttoria, ritiene la decisione contraria alle
finalita' di cui all'articolo 74, comma 1;
    b)  puo' chiedere alla societa' di gestione tutte le informazioni
che ritenga utili per i fini di cui alla lettera a);
    c)  puo'  chiedere  alla  societa'  di gestione l'esclusione o la
sospensione  degli  strumenti  finanziari  e  degli  operatori  dalle
negoziazioni.
  1-ter.   L'ammissione,   l'esclusione   e   la   sospensione  dalle
negoziazioni  degli  strumenti  finanziari  emessi da una societa' di
gestione in un mercato da essa gestito sono disposte dalla CONSOB. In
tali  casi,  la  CONSOB  determina  le  modificazioni da apportare al
regolamento  del  mercato  per  assicurare la trasparenza, l'ordinato
svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, nonche'
per  regolare  le  ipotesi di conflitto d'interessi. L'ammissione dei
suddetti strumenti e' subordinata all'adeguamento del regolamento del
relativo mercato.
  1-quater.  Nel  caso  in  cui  uno  strumento  finanziario  risulti
negoziato  nei mercati regolamentati di cui all'articolo 67, comma 1,
la Consob:
    a) rende pubbliche le decisioni assunte ai sensi del comma 1-bis,
lettera  c),  e ne informa le autorita' competenti degli Stati membri
dei  mercati regolamentati nei quali lo strumento finanziario oggetto
della decisione e' ammesso a negoziazione;
    b) informa le autorita' competenti degli altri Stati membri della
decisione  di  sospensione  o esclusione di uno strumento finanziario
dalle  negoziazioni,  sulla  base  della comunicazione ricevuta dalla
societa' di gestione ai sensi del comma 1, lettera c).
  1-quinquies.  Le  disposizioni  di  cui  al comma 01 sono adottate,
sentita  la  Banca  d'Italia,  nei  casi  di  societa' di gestione di
mercati regolamentati all'ingrosso di titoli obbligazionari privati e
pubblici, diversi da titoli di Stato, nonche' di societa' di gestione
di mercati regolamentati di strumenti previsti dall'articolo 1, comma
2, lettera b), e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici,
su tassi di interesse e su valute.
  1-sexies.  Salvo  quando  cio'  possa  causare danni agli interessi
degli investitori o all'ordinato funzionamento del mercato, la Consob
richiede  la  sospensione o l'esclusione di uno strumento finanziario
dalle  negoziazioni  in un mercato regolamentato nei casi in cui tale
strumento   finanziario   sia   stato  oggetto  di  provvedimento  di
sospensione  o  esclusione  da parte di autorita' competenti di altri
Stati membri.
                               Art. 65
  (( (Registrazione delle operazioni presso la societa' di gestione e obblighi di comunicazione delle operazioni concluse su strumenti finanziari). ))

  (( 1. La Consob stabilisce con regolamento: a) le modalita' di registrazione presso le societa' di gestione delle operazioni compiute su strumenti finanziari ammessi a negoziazione nei mercati regolamentati da essa gestiti; b) il contenuto, i termini e le modalita' di comunicazione alla Consob da parte dei soggetti abilitati delle operazioni concluse su strumenti finanziari ammessi alla negoziazione su un mercato regolamentato. 2. La Consob, quando cio' sia necessario al fine di assicurare la tutela degli investitori, puo' estendere gli obblighi di comunicazione di cui al comma 1, lettera b), anche a strumenti finanziari non ammessi alla negoziazione nei mercati regolamentati.))
                               Art. 66
               Mercati all'ingrosso di titoli di Stato

  1.  Il Ministro dell'economia e delle finanze, anche in deroga alle
disposizioni  del  presente  capo,  sentite  la  Banca  d'Italia e la
CONSOB,  disciplina  e  autorizza i mercati all'ingrosso di titoli di
Stato e ne approva i regolamenti.
  2.  La  Banca  d'Italia  e'  ammessa  alle negoziazioni sui mercati
all'ingrosso  di  titoli  di Stato. Il Ministro dell'economia e delle
finanze  e'  ammesso  alle  negoziazioni  sui mercati all'ingrosso di
titoli di Stato e vi partecipa comunicando preventivamente alla Banca
d'Italia  i  tempi  e  le  modalita'  degli  interventi. Per motivate
ragioni  di  tutela  della stabilita' della moneta, la Banca d'Italia
entro   ventiquattro   ore   dalla  comunicazione  puo'  chiedere  il
differimento  degli  interventi  o  diverse  modalita' di attuazione.
((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 17 SETTEMBRE 2007, N. 164)).
                             Art. 66-bis
(( (Mercati di strumenti finanziari derivati sull'energia e il gas).))

  (( 1. Ai mercati regolamentati per la negoziazione di strumenti finanziari derivati sull'energia elettrica ed il gas e alle societa' che organizzano e gestiscono tali mercati si applicano le disposizioni del presente capo, fatto salvo quanto indicato ai successivi commi. 2. I provvedimenti di cui agli articoli 61, commi 8 e 8-bis, 63, commi 1 e 2, 67, commi 2, 3, 5-bis e 5-ter, 70-bis, comma 2, lettera b), 70-ter, comma 2, 73, comma 4, e 75, commi 2 e 4, sono adottati dalla Consob, d'intesa con l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. 3. Le disposizioni di cui all'articolo 62, comma 1-ter, sono adottate dalla Consob, sentita l'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas. 4. I provvedimenti di cui all'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), sono adottati dalla Consob sentita l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. 5. I compiti di cui all'articolo 67, comma 2-bis, sono attribuiti alla Consob, sentita l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. 6. L'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas esercita le attribuzioni previste nel presente articolo in funzione delle generali esigenze di stabilita', economicita' e concorrenzialita' dei mercati dell'energia elettrica e del gas, nonche' di sicurezza e efficiente funzionamento delle reti nazionali di trasporto dell'energia elettrica e del gas. 7. Nell'esercizio delle funzioni previste dal presente articolo, la Consob e l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas si prestano reciproca assistenza e collaborano tra loro anche mediante scambio di informazioni, senza che sia opponibile il segreto d'ufficio. La Consob e l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas agiscono in modo coordinato, a tale fine stipulando appositi protocolli di intesa. 8. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas informa il Ministero dello sviluppo economico sull'attivita' di vigilanza svolta e sulle irregolarita' riscontrate che possono incidere sul funzionamento dei mercati fisici dei prodotti sottesi nonche' sulla sicurezza e sull'efficiente funzionamento delle reti nazionali di trasporto dell'energia elettrica e del gas. ))
                               Art. 67
                     Riconoscimento dei mercati

  1.  La  CONSOB  iscrive in un'apposita sezione dell'elenco previsto
dall'articolo  63,  comma  2, i mercati regolamentati riconosciuti ai
sensi dell'ordinamento comunitario.
  2.  La  CONSOB,  previa  stipula  di  accordi con le corrispondenti
autorita',  puo'  riconoscere mercati esteri di strumenti finanziari,
diversi  da  quelli  inseriti  nella sezione prevista dal comma 1, al
fine di estenderne l'operativita' sul territorio della Repubblica.
  (( 2-bis. La Consob, al fine di assicurare la trasparenza, l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, puo' stipulare accordi con le autorita' di vigilanza dello Stato di origine di mercati regolamentati comunitari che abbiano acquisito, a giudizio della Consob, un'importanza sostanziale per il funzionamento del mercato finanziario italiano e la tutela degli investitori in Italia. Per i mercati all'ingrosso di titoli di Stato tali compiti sono attribuiti alla Banca d'Italia. ))
  3.  Le  societa' di gestione che intendano chiedere ad autorita' di
Stati  extracomunitari il riconoscimento dei mercati da esse gestiti,
ne  danno  comunicazione  alla  CONSOB, che rilascia il proprio nulla
osta  previa  stipula  di  accordi  con  le  corrispondenti autorita'
estere.  (( Per i mercati all'ingrosso di titoli di Stato la comunicazione e' data alla Banca d'Italia, che rilascia il proprio nulla osta previa stipula di accordi con le competenti autorita' estere e ne informa la Consob. ))
  4.  (( Nei casi di cui ai commi 2 e 3, la Consob o la Banca d'Italia, secondo le rispettive competenze, accertano )) che le
informazioni   sugli  strumenti  finanziari  e  sugli  emittenti,  le
modalita'  di formazione dei prezzi, le modalita' di liquidazione dei
contratti,  le  norme  di  vigilanza sui mercati e sugli intermediari
siano  equivalenti  a  quelli  della  normativa  vigente  in Italia e
comunque in grado di assicurare adeguata tutela degli investitori.
  (( 5. Le societa' di gestione che intendono estendere l'operativita' dei mercati regolamentati da esse gestiti in altri Stati comunitari ne danno comunicazione preventiva alla Consob. La Consob ne informa, nel rispetto delle disposizioni comunitarie, l'autorita' competente dello Stato membro in cui il mercato regolamentato intende operare. Per i mercati all'ingrosso di titoli di Stato la comunicazione preventiva e' data alla Banca d'Italia, che ne informa l'autorita' competente dello Stato membro interessato e la Consob. 5-bis. La Consob autorizza i mercati di cui al comma 1 a dotarsi di dispositivi appropriati per facilitare l'accesso e la negoziazione in tali mercati ai loro membri e partecipanti remoti stabiliti nel territorio della Repubblica. 5-ter. La Consob puo' richiedere all'autorita' competente dello Stato membro d'origine dei mercati di cui al comma 5-bis l'identita' dei membri o partecipanti al mercato regolamentato stabiliti nel territorio della Repubblica. 5-quater. Ai partecipanti remoti ai mercati regolamentati italiani si applicano gli articoli 8, comma 1, e 10, comma 1. In tale caso la Consob informa l'autorita' competente dello Stato membro d'origine del partecipante remoto. Per i mercati all'ingrosso di titoli di Stato, la Banca d'Italia informa l'autorita' competente dello Stato membro d'origine del partecipante remoto e la Consob. ))
                               Art. 68
                  Sistemi di garanzia dei contratti

  1.  La  Banca  d'Italia,  d'intesa con la CONSOB, puo' disciplinare
l'istituzione  e  il funzionamento di sistemi finalizzati a garantire
il  buon  fine delle operazioni aventi a oggetto strumenti finanziari
non  derivati  effettuate  nei  mercati regolamentati, anche emanando
disposizioni   concernenti  la  costituzione  di  fondi  di  garanzia
alimentati da versamenti effettuati dai relativi partecipanti.
  2.  Ciascun  fondo  costituisce  patrimonio  separato da quello del
soggetto  che  lo  amministra e dagli altri fondi. Sui fondi non sono
ammesse  azioni,  sequestri o pignoramenti dei creditori del soggetto
che  li  amministra  ne'  dei  creditori  dei  singoli partecipanti o
nell'interesse  degli  stessi.  I  fondi  non possono essere compresi
nelle  procedure  concorsuali  che  riguardano  il  soggetto  che  li
amministra  o  i  singoli  partecipanti.  Non  opera la compensazione
legale  e  giudiziale  e  non  puo'  essere pattuita la compensazione
volontaria  tra  i  saldi  attivi dei conti di deposito dei fondi e i
debiti  che  il  gestore  dei  fondi  stessi  abbia nei confronti del
depositario.
                               Art. 69
            Compensazione e liquidazione delle operazioni
                su strumenti finanziari non derivati

  1.  La  Banca  d'Italia,  d'intesa  con  la  CONSOB,  disciplina il
funzionamento  del  servizio  di  compensazione  e  di  liquidazione,
nonche'  del servizio di liquidazione su base lorda, delle operazioni
aventi  a  oggetto  strumenti  finanziari  non  derivati,  inclusi le
modalita'  di  tempo  e  gli adempimenti preliminari e complementari.
Tale  disciplina puo' prevedere che il servizio di compensazione e di
liquidazione  e il servizio di liquidazione su base lorda, esclusa la
fase  di  regolamento  finale  del  contante,  siano  gestiti  da una
societa'  autorizzata  dalla  Banca d'Italia, d'intesa con la CONSOB.
Per  il  trasferimento dei titoli nominativi, anche diversi da quelli
azionari,  la  girata  puo'  essere  eseguita  e  completata ai sensi
dell'articolo 15, commi 1 e 3, del regio decreto-legge 29 marzo 1942,
n. 239. (( Si applica l'articolo 80, commi 4, 5, 6, 7, 8 e 10. 1-bis. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, determina: a) le risorse finanziarie della societa' di gestione; b) le attivita' connesse e strumentali a quelle di compensazione e liquidazione; c) i requisiti di organizzazione della societa'; d) i criteri generali per l'ammissione, esclusione e sospensione dei partecipanti; e) i criteri generali in base ai quali la societa' di gestione puo' partecipare direttamente ai sistemi di compensazione e liquidazione esteri. 1-ter. L'accesso al servizio di compensazione e liquidazione, nonche' al servizio di liquidazione su base lorda, delle operazioni aventi a oggetto strumenti finanziari non derivati e' subordinato a criteri non discriminatori, trasparenti e obiettivi. ))
  2.  La  Banca  d'Italia,  d'intesa con la CONSOB, puo' disciplinare
l'istituzione  e  il funzionamento di sistemi finalizzati a garantire
il   buon   fine  della  compensazione  e  della  liquidazione  delle
operazioni   indicate   nel  comma  1,  anche  emanando  disposizioni
concernenti  la costituzione e l'amministrazione di fondi di garanzia
alimentati da versamenti effettuati dai partecipanti.
  3.  Ai fondi di garanzia previsti dal comma 2 si applica l'articolo
68, comma 2.
                               Art. 70
 (Compensazione e garanzia delle operazioni su strumenti finanziari)

 1. La Banca d'Italia, d'intesa con la CONSOB, puo' disciplinare il
  funzionamento   di   sistemi  di  compensazione  e  garanzia  delle
operazioni  aventi  ad oggetto strumenti finanziari, anche prevedendo
che  i  partecipanti  al  sistema  effettuino versamenti di margini o
altre   prestazioni  a  titolo  di  garanzia  dell'adempimento  degli
obblighi   derivanti  dalla  partecipazione  al  sistema  stesso.  Le
garanzie  acquisite non possono (( . . . )) essere soggette ad azioni
esecutive o cautelari da parte dei creditori del singolo partecipante
o  del soggetto che gestisce il sistema, anche in caso di apertura di
procedure  concorsuali.  (( Le garanzie acquisite possono essere utilizzate esclusivamente secondo le regole di cui alla disciplina dettata ai sensi del presente comma. Si applica l'articolo 80, commi 4, 5, 6, 7, 8 e 10. 1-bis. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, determina: a) le risorse finanziarie delle societa' che gestiscono sistemi di compensazione e garanzia; b) i requisiti di organizzazione del gestore dei sistemi; c) i criteri generali per l'ammissione, esclusione e sospensione dei partecipanti; d) i criteri generali in base ai quali il gestore dei sistemi puo' partecipare direttamente ai sistemi di compensazione e garanzia esteri. ))
  2.  Gli  organismi  che  gestiscono  i sistemi indicati nel comma 1
assumono in proprio le posizioni contrattuali da regolare.
  (( 2-bis. L'accesso ai sistemi di compensazione e garanzia delle operazioni aventi a oggetto strumenti finanziari e' subordinato a criteri non discriminatori, trasparenti e obiettivi. ))
                             Art. 70-bis
  (( (Accesso ai sistemi di garanzia, compensazione e liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari). ))

  (( 1. Le imprese di investimento e le banche comunitarie autorizzate all'esercizio dei servizi o delle attivita' di investimento possono accedere ai sistemi di garanzia, compensazione e liquidazione di cui agli articoli 68, 69 e 70 per finalizzare o per disporre la finalizzazione delle operazioni su strumenti finanziari. 2. Le societa' di gestione assicurano ai partecipanti ai mercati da esse gestiti il diritto di designare un sistema di compensazione e liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari effettuate su tali mercati, diverso da quello designato dal mercato stesso, qualora risultino rispettate le seguenti condizioni: a) la presenza di collegamenti e dispositivi fra il sistema di compensazione e liquidazione designato e i sistemi e la struttura del mercato regolamentato per garantire il regolamento efficace ed economico delle operazioni; b) il riconoscimento da parte della Consob che le condizioni tecniche di regolamento delle operazioni concluse nel mercato regolamentato tramite un sistema diverso da quello designato dal mercato stesso siano tali da consentire il regolare e ordinato funzionamento dei mercati. Nei casi di societa' di gestione di mercati regolamentati all'ingrosso di titoli di Stato il riconoscimento e' effettuato dalla Banca d'Italia. 3. Le societa' di gestione comunicano alla Consob le designazioni effettuate dai partecipanti al mercato ai sensi del comma 2. Tali comunicazioni sono effettuate alla Banca d'Italia nel caso dei mercati all'ingrosso dei titoli di Stato. 4. Il riconoscimento di cui al comma 2, lettera b), e' effettuato, sentita la Banca d'Italia, nei casi di societa' di gestione di mercati regolamentati all'ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi da titoli di Stato, nonche' di societa' di gestione di mercati regolamentati di strumenti previsti dall'articolo 1, comma 2, lettera d), e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, su tassi di interesse e su valute. ))
                             Art. 70-ter
        (( (Accordi fra sistemi di garanzia, compensazione e liquidazione nell'ambito dei mercati regolamentati). ))

  (( 1. Le societa' di gestione dei mercati regolamentati possono concludere accordi con le societa' che gestiscono i sistemi di controparte centrale, di compensazione e liquidazione di un altro Stato membro al fine di disporre la garanzia, la compensazione o il regolamento di alcune o tutte le operazioni concluse dai partecipanti al mercato regolamentato. 2. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, puo' opporsi agli accordi di cui al comma 1 qualora, tenuto anche conto delle condizioni previste all'articolo 70-bis, comma 2, cio' si renda necessario per preservare l'ordinato funzionamento del mercato regolamentato. A tale fine, la Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, disciplina con regolamento gli adempimenti informativi delle societa' di gestione in occasione degli accordi di cui al comma 1. 3. I provvedimenti di cui al comma 2 sono adottati dalla Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, per i mercati all'ingrosso dei titoli di Stato. ))
                               Art. 71
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 12 APRILE 2001, N. 210 ))
                               Art. 72 
             (( (Disciplina delle insolvenze di mercato) 1. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, disciplina con regolamento l'insolvenza di mercato dei soggetti ammessi alle negoziazioni nei mercati regolamentati e nei sistemi multilaterali di negoziazione e dei partecipanti ai sistemi previsti dall'articolo 70, stabilendone i presupposti, l'ambito di applicazione e le modalita' di accertamento e di liquidazione. L'insolvenza di mercato e' dichiarata dalla Consob, d'intesa con la Banca d'Italia. 2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, l'apertura, da parte dell'autorita' giudiziaria o amministrativa competente, di una procedura di liquidazione o di risanamento dei soggetti ammessi alle negoziazioni nei mercati regolamentati e nei sistemi multilaterali di negoziazione e dei partecipanti ai sistemi previsti dall'articolo 70, costituisce presupposto per la dichiarazione di insolvenza di mercato. Ai fini del presente comma, si applicano le definizioni di 'procedura di risanamento' e 'procedura di liquidazione' previste dall'articolo 1 del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 170. 3. Ai fini della dichiarazione di cui al comma 1, l'autorita' giudiziaria o amministrativa competente comunica immediatamente alla Consob e alla Banca d'Italia, anche per via telematica, l'apertura della procedura di liquidazione o di risanamento dei soggetti ammessi alle negoziazioni nei mercati regolamentati e nei sistemi multilaterali di negoziazione e dei partecipanti ai sistemi previsti dall'articolo 70. 4. La liquidazione delle insolvenze di mercato, inclusi gli adempimenti previsti al comma 6, puo' essere effettuata dalle societa' di gestione previste dall'articolo 61, comma 1, per i contratti stipulati nei mercati da esse gestiti, e dai gestori dei sistemi previsti dagli articoli 70 e 77-bis, rispettivamente per le operazioni da essi garantite e per i contratti stipulati nei sistemi da essi gestiti, e da altri soggetti, conformemente alle disposizioni contenute nella disciplina prevista dal comma 1.Le spese per la gestione della liquidazione delle insolvenze di mercato sono poste a carico dei soggetti che gestiscono i mercati o i sistemi nei quali l'insolvente ha operato. 5. Ai fini della liquidazione delle insolvenze di mercato, le societa' di gestione previste dall'articolo 61, comma 1, i gestori dei sistemi previsti dall'articolo 70 e 77-bis e gli altri soggetti possono prevedere clausole di close-out netting per i contratti e per le operazioni previsti al comma 4. Tali clausole sono valide e hanno effetto in conformita' a quanto dalle stesse previsto, anche in caso di apertura di una procedura di risanamento o di una procedura di liquidazione nei confronti dell'insolvente di mercato. Ai fini del presente comma, si applicano le definizioni di 'clausola di close-out netting', 'procedura di risanamento' e 'procedura di liquidazione' previste dall'articolo 1 del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 170, anche in assenza di garanzie finanziarie. 6. La procedura di liquidazione dell'insolvenza di mercato si conclude con il rilascio agli aventi diritto, per i crediti residui, di un certificato di credito, comprensivo delle spese sostenute dal creditore stesso, che costituisce titolo esecutivo nei confronti dell'insolvente per gli effetti dell'articolo 474 del codice di procedura civile. 7. Alla liquidazione delle insolvenze di mercato si applicano, ove ne ricorrano i presupposti, le disposizioni di attuazione della direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 1998, relative al carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli.)) 

    
                                                               ((40)) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (40) 
  Il D.Lgs. 24 marzo 2011, n. 48 ha disposto (con l'art. 5, comma  1)
che "Le disposizioni del presente decreto legislativo,  ad  eccezione
di quella contenuta nell'articolo 3, si applicano a decorrere dal  30
giugno 2011". 
                               Art. 73
                Vigilanza sulle societa' di gestione

  1.  Le  societa'  di  gestione  sono  soggette alla vigilanza della
CONSOB,  che  a  tal  fine  si  avvale  dei  poteri previsti (( dagli articoli 74, comma 2, e 187-octies )).
  2. La CONSOB iscrive le societa' di gestione in un albo.
  3.  La  CONSOB  verifica  che  le  modificazioni  statutarie  delle
societa'  di  gestione  non  contrastino  con  i  requisiti  previsti
dall'articolo  61.  Non  si  puo'  dare  corso  al  procedimento  per
l'iscrizione nel registro delle imprese se non consti tale verifica.
  4.  La  CONSOB vigila affinche' la regolamentazione del mercato sia
idonea  ad  assicurare l'effettivo conseguimento (( della trasparenza del mercato, dell'ordinato svolgimento delle negoziazioni e della tutela degli investitori ))  e  puo'  richiedere  alle societa' di
gestione modifiche della regolamentazione del mercato stesso idonee a
eliminare le disfunzioni riscontrate.
                               Art. 74
                        Vigilanza sui mercati

  1. La CONSOB vigila sui mercati regolamentati al fine di assicurare
la trasparenza, l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela
degli  investitori  (( e puo' adottare ogni misura per garantire il rispetto degli obblighi previsti dal presente capo )). (( A tale fine, agli operatori ammessi alle negoziazioni nei mercati regolamentati, diversi dai soggetti abilitati, si applicano gli articoli 8, comma 1 e 10, comma 1. ))
  1-bis.  La  CONSOB  vigila  sul  rispetto  delle  disposizioni  del
regolamento  del  mercato,  relative agli strumenti finanziari di cui
all'articolo 64, comma 1-ter, da parte della societa' di gestione.
  2.  La  CONSOB,  con  le modalita' e nei termini da essa stabiliti,
puo'  chiedere  alle  societa'  di  gestione  la  comunicazione anche
periodica  di  dati,  notizie,  atti  e  documenti  nonche'  eseguire
ispezioni  presso  le  medesime societa' e richiedere l'esibizione di
documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari.
  3.  In  caso  di  necessita'  e  urgenza,  la CONSOB adotta, per le
finalita'  indicate  al  comma  1,  i  provvedimenti necessari, anche
sostituendosi alla societa' di gestione.
  4. I provvedimenti previsti dal comma 3 possono essere adottati dal
Presidente  della  CONSOB  o  da  chi  lo  sostituisce in caso di sua
assenza  o  impedimento.  Essi  sono  immediatamente esecutivi e sono
sottoposti   all'approvazione  della  Commissione  che  delibera  nel
termine  di  cinque  giorni; i provvedimenti perdono efficacia se non
approvati entro tale termine.
  (( 4-bis. La Consob puo' esercitare gli ulteriori poteri previsti dall'articolo 187-octies. ))
                               Art. 75
               Provvedimenti straordinari a tutela del
             mercato e crisi della societa' di gestione

  1. In caso di gravi irregolarita' nella gestione dei mercati ovvero
nell'amministrazione  della societa' di gestione e comunque quando lo
richiede  la  tutela  degli investitori, il Ministero dell'economia e
delle  finanze,  su  proposta  della  CONSOB, dispone lo scioglimento
degli   organi  amministrativi  e  di  controllo  della  societa'  di
gestione.   I   poteri   dei  disciolti  organi  amministrativi  sono
attribuiti  a  un commissario nominato con il medesimo provvedimento,
che  li  esercita,  sulla  base  delle direttive e sotto il controllo
della  CONSOB,  sino  alla  ricostituzione degli organi. L'indennita'
spettante  al commissario e' determinata con decreto del Ministero ed
e'  a  carico della societa' di gestione. Per quanto non previsto dal
presente  comma,  si applicano gli articoli 70, commi 2, 3, 4, 5 e 6,
72, a eccezione dei commi 2 e 8, 3 75 del T.U. bancario, intendendosi
attribuiti alla CONSOB i poteri della Banca d'Italia.
  (( 2. La Consob puo' revocare l'autorizzazione prevista dall'articolo 63 quando: a) la societa' di gestione non si avvale dell'autorizzazione entro dodici mesi ovvero vi rinuncia espres-samente; b) la societa' di gestione ovvero il mercato regolamentato ha cessato di funzionare da piu' di sei mesi; c) la societa' di gestione ha ottenuto l'autorizzazione presentando false dichiarazioni o con qualsiasi altro mezzo irregolare; d) la societa' di gestione ovvero il mercato regolamentato non soddisfa piu' le condizioni cui e' subordinata l'autorizzazione; e) la societa' di gestione ha violato in modo grave e sistematico le disposizioni del presente capo. 2-bis. La procedura di cui al comma 1 puo' determinare la revoca dell'autorizzazione prevista al comma 2. ))
  3.  Entro  trenta  giorni  dalla comunicazione del provvedimento di
revoca   dell'autorizzazione  gli  amministratori  o  il  commissario
convocano  l'assemblea  per  modificare  l'oggetto sociale ovvero per
deliberare  la liquidazione volontaria delle societa'. Qualora non si
provveda alla convocazione entro detto termine ovvero l'assemblea non
deliberi   entro   tre   mesi  dalla  data  della  comunicazione  del
provvedimento  di revoca, il Ministero dell'economia e delle finanze,
su  proposta  della  CONSOB,  puo'  disporre  lo  scioglimento  della
societa'  di  gestione  nominando  i  liquidatori.  Si  applicano  le
disposizioni   sulla   liquidazione  delle  societa'  per  azioni,  a
eccezione di quelle concernenti la revoca dei liquidatori.
  4.  Nei  casi  previsti  dai  commi  1  e 2, la CONSOB promuove gli
accordi  necessari ad assicurare la continuita' delle negoziazioni. A
tal fine puo' disporre il trasferimento temporaneo della gestione del
mercato  ad  altra  societa',  previo  consenso  di  quest'ultima. Il
trasferimento  definitivo  della  gestione  del mercato puo' avvenire
anche in deroga alle disposizioni del titolo II, capo VI, della legge
fallimentare.
  5.  Le  proposte previste dai precedenti commi sono formulate dalla
CONSOB,  sentita  la  Banca  d'Italia  per le societa' di gestione di
mercati  nei  quali sono negoziati all'ingrosso titoli obbligazionari
privati  e  pubblici,  diversi  dai  titoli  di Stato, nonche' per le
societa'  di  gestione  di  mercati  nei  quali  sono  negoziati  gli
strumenti  previsti dall'articolo 1, comma 2, (( lettera b) )), e gli
strumenti  finanziari derivati su titoli pubblici, tassi di interesse
e valute.
  6.   Le  iniziative  per  la  dichiarazione  di  fallimento  o  per
l'ammissione    alle    procedure    di   concordato   preventivo   o
amministrazione  controllata e i relativi provvedimenti del tribunale
sono comunicati entro tre giorni alla CONSOB a cura del cancelliere.
                               Art. 76
        Vigilanza sui mercati all'ingrosso di titoli di Stato

  1.  Ferme restando le competenze della CONSOB ai sensi del presente
decreto, la Banca d'Italia vigila sui mercati all'ingrosso dei titoli
di  Stato,  avendo  riguardo all'efficienza complessiva del mercato e
all'ordinato   svolgimento  delle  negoziazioni.  (( Agli operatori ammessi alle negoziazioni nei mercati all'ingrosso dei titoli di Stato, diversi dai soggetti abilitati, si applicano gli articoli 8, comma 1 e 10, comma 1 )).
  2.  La Banca d'Italia vigila sulle societa' di gestione dei mercati
all'ingrosso  dei  titoli di Stato, avvalendosi a tal fine dei poteri
previsti dall'articolo 74, comma 2.
  (( 2-bis. La Banca d'Italia, con le modalita' e nei termini da essa stabiliti, puo' chiedere alle societa' di gestione la comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti, nonche' eseguire ispezioni presso le medesime societa' e richiedere l'esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari. Gli stessi poteri possono essere esercitati anche nei confronti degli altri soggetti coinvolti nell'attivita' della societa' di gestione. A tale fine, la Banca d'Italia puo' procedere anche ad audizioni personali. La Banca d'Italia puo' autorizzare revisori dei conti o esperti a procedere a verifiche presso le societa' di gestione; le relative spese sono poste a carico del soggetto ispezionato. 2-ter. In caso di necessita' e urgenza, la Banca d'Italia adotta, per le finalita' indicate al comma 1, i provvedimenti necessari, anche sostituendosi alla societa' di gestione. 2-quater. Per i mercati all'ingrosso di titoli di Stato, la Consob puo' esercitare i poteri previsti dall'articolo 187-octies. ))
  3.  Si  applica  l'articolo  75.  I  poteri e le attribuzioni della
CONSOB ivi previsti spettano alla Banca d'Italia.
                               Art. 77
             (( (Vigilanza sui sistemi di compensazione, di liquidazione e di garanzia). ))

  (( 1. La vigilanza sui sistemi indicati negli articoli 68, 69 e 70 e sui soggetti che li gestiscono e' esercitata dalla Banca d'Italia, avendo riguardo alla stabilita' e al contenimento del rischio sistemico e dalla Consob, avendo riguardo alla trasparenza e alla tutela degli investitori. A tale fine la Banca d'Italia e la Consob possono richiedere ai gestori dei sistemi e agli operatori la comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti in ordine alla compensazione, liquidazione e garanzia delle operazioni ed effettuare ispezioni. 2. In caso di necessita' e urgenza, la Banca d'Italia adotta, per le finalita' indicate al comma 1, i provvedimenti necessari, anche sostituendosi alle societa' di gestione dei sistemi e dei servizi indicati negli articoli 69 e 70. 3. Ai gestori dei sistemi e dei servizi indicati negli articoli 68, 69 e 70 si applica l'articolo 83. ))
PARTE III
DISCIPLINA DEI MERCATI E DELLA GESTIONE
ACCENTRATA DI STRUMENTI FINANZIARI
TITOLO I
DISCIPLINA DEI MERCATI
CAPO II
MERCATI NON REGOLAMENTATI
                             Art. 77-bis
           (( (Sistemi multilaterali di negoziazione). ))

  (( 1. La Consob individua con proprio regolamento i requisiti minimi di funzionamento dei sistemi multilaterali di negoziazione, ivi inclusi gli obblighi dei loro gestori in materia di: a) processo di negoziazione e finalizzazione di operazioni; b) ammissione di strumenti finanziari; c) informazioni fornite al pubblico e agli utenti; d) accesso al sistema; e) controllo dell'ottemperanza da parte degli utenti delle regole del sistema. 2. La Consob: a) puo' chiedere ai soggetti che gestiscono un sistema multilaterale di negoziazione l'esclusione o la sospensione degli strumenti finanziari dalle negoziazioni sul sistema multilaterale di negoziazione; b) puo' chiedere ai soggetti che gestiscono un sistema multilaterale di negoziazione tutte le informazioni che ritenga utili per i fini di cui alla lettera a); c) vigila, al momento dell'autorizzazione e in via continuativa, che le regole e le procedure adottate dai sistemi multilaterali di negoziazione siano conformi alle disposizioni comunitarie. 3. Salvo quando cio' possa causare danni agli interessi degli investitori o all'ordinato funzionamento del mercato, la Consob richiede la sospensione o l'esclusione di uno strumento finanziario dalle negoziazioni in un sistema multilaterale di negoziazione nei casi in cui tale strumento finanziario sia ammesso alle negoziazioni in un mercato regolamentato e sia stato oggetto di provvedimento di sospensione o esclusione da parte di autorita' competenti di altri Stati membri. 4. Agli accordi fra sistemi di garanzia, compensazione e liquidazione nell'ambito di sistemi multilaterali di negoziazione si applica l'articolo 70-ter, commi 1 e 2. 5. Agli operatori ammessi alle negoziazioni in un sistema multilaterale di negoziazione, diversi dai soggetti abilitati, si applicano gli articoli 8, comma 1, e 10, comma 1. 6. Il provvedimento previsto dal comma 1 e' adottato dalla Consob, sentita la Banca d'Italia, quando riguarda i sistemi all'ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi dai titoli di Stato, nonche' di titoli normalmente negoziati sul mercato monetario e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, su tassi di interesse e su valute, e dal Ministero dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la Consob, quando riguarda sistemi all'ingrosso di titoli di Stato. Per questi ultimi le attivita' di cui ai commi 2 e 3 sono svolte dalla Banca d'Italia, sentita la Consob. ))
                               Art. 78
                (( (Internalizzatori sistematici). ))

  (( 1. La Consob puo' chiedere agli internalizzatori sistematici l'esclusione o la sospensione degli scambi sugli strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni sui mercati regolamentati e per i quali essi risultano internalizzatori sistematici. 2. La Consob disciplina con regolamento i criteri per l'individuazione degli internalizzatori sistematici e i loro obblighi in materia di pubblicazione di quotazioni, esecuzione di ordini e accesso alle quotazioni. ))
                               Art. 79
                (( (Sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro). ))

  (( 1. La Banca d'Italia vigila sull'efficienza e sul buon funzionamento dei sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro, nonche' sui soggetti gestori. 2. La Banca d'Italia, con le modalita' e nei termini da essa stabiliti, puo' richiedere la comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti ai soggetti gestori e agli operatori. La Banca d'Italia puo' eseguire ispezioni presso i medesimi soggetti gestori e richiedere l'esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari. Gli stessi poteri possono essere esercitati anche nei confronti di altri soggetti coinvolti nell'attivita' del soggetto abilitato. A tale fine, la Banca d'Italia puo' procedere anche ad audizioni personali. La Banca d'Italia puo' autorizzare i revisori dei conti o gli esperti a procedere a verifiche presso i soggetti gestori; le relative spese sono poste a carico del soggetto ispezionato. 3. I soggetti gestori di sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro possono gestire anche sistemi multilaterali di negoziazione di strumenti finanziari derivati su tassi di interesse e valute. 4. Agli scambi previsti dal comma 1 non si applica l'articolo 77-bis. ))
                             Art. 79-bis
                  (( (Requisiti di trasparenza). ))

  (( 1. Al fine di garantire l'effettiva integrazione dei mercati e il rafforzamento dell'efficacia del processo di formazione dei prezzi, la Consob disciplina con regolamento: a) il regime di trasparenza pre-negoziazione per le operazioni aventi ad oggetto azioni ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati, effettuate nei mercati medesimi, nei sistemi multilaterali di negoziazione e dagli internalizzatori sistematici; b) il regime di trasparenza post-negoziazione per le operazioni aventi ad oggetto azioni ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati, effettuate nei mercati medesimi, nei sistemi multilaterali di negoziazione e dai soggetti abilitati. 2. La Consob, quando cio' si renda necessario per assicurare l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela dell'investitore, puo' estendere, in tutto in parte, il regime di trasparenza pre-negoziazione e post-negoziazione applicabile alle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari diversi dalle azioni ammesse a negoziazione nei mercati regolamentati. 3. Le disposizioni di cui al comma 2 sono adottate dalla Consob, sentita la Banca d'Italia, quando riguardano scambi all'ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi dai titoli di Stato, nonche' scambi di titoli normalmente negoziati sul mercato monetario e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, su tassi di interesse e su valute, e dal Ministero dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la Consob, quando riguardano scambi all'ingrosso di titoli di Stato. 4. La Consob disciplina con regolamento la gestione degli ordini dei clienti con limite di prezzo aventi ad oggetto azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato. ))
                             Art. 79-ter
             (( (Consolidamento delle informazioni). ))

  (( 1. Al fine di garantire che i partecipanti al mercato e gli investitori possano raffrontare i prezzi che i mercati regolamentati, i sistemi multilaterali di negoziazione e i soggetti abilitati sono tenuti a rendere pubblici, la Consob, sentita la Banca d'Italia, puo' individuare con regolamento misure volte ad eliminare gli ostacoli che possono impedire il consolidamento delle informazioni e della relativa pubblicazione. ))
                           Art. 79-quater
                          (( (Definizioni) 1. Ai fini del presente titolo per "intermediari" si intendono i soggetti, individuati dal regolamento indicato nell'articolo 81, comma 1, abilitati alla tenuta dei conti sui quali sono registrati gli strumenti finanziari e i relativi trasferimenti.))
PARTE III
DISCIPLINA DEI MERCATI E DELLA GESTIONE
ACCENTRATA DI STRUMENTI FINANZIARI
TITOLO II
GESTIONE ACCENTRATA DI STRUMENTI FINANZIARI
                               Art. 80
    (( (Attivita' di gestione accentrata di strumenti finanziari) 1. L'attivita' di gestione accentrata di strumenti finanziari ha carattere di impresa ed e' esercitata nella forma di societa' per azioni, anche senza fine di lucro. 2. Le societa' di gestione accentrata hanno per oggetto esclusivo la prestazione del servizio di gestione accentrata di strumenti finanziari, ai sensi del capo II del presente titolo. Esse possono svolgere attivita' connesse e strumentali. 3. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, determina con regolamento le risorse finanziarie e i requisiti di organizzazione delle societa' e le attivita' connesse e strumentali, tra le quali non rientra, in ogni caso, l'attivita' di rappresentanza nell'assemblea delle societa' per azioni quotate. 4. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la Consob, determina con regolamento i requisiti di onorabilita', professionalita' e indipendenza dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo nella societa'. Si applica l'articolo 13, commi 2 e 3. 5. Il regolamento previsto dal comma 4 stabilisce le cause che comportano la sospensione temporanea dalla carica e la sua durata. Si applica l'articolo 13, commi 2 e 3. 6. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con regolamento adottato sentite la Consob e la Banca d'Italia, determina i requisiti di onorabilita' dei partecipanti al capitale, individuando la soglia partecipativa a tal fine rilevante. 7. Gli acquisti e le cessioni di partecipazioni rilevanti ai sensi del comma 6, effettuati direttamente o indirettamente, anche per il tramite di societa' controllate, di societa' fiduciarie o per interposta persona, devono essere comunicati entro ventiquattro ore dal soggetto acquirente alla Consob, alla Banca d'Italia e alla societa' di gestione unitamente alla documentazione attestante il possesso da parte degli acquirenti dei requisiti determinati ai sensi del comma 6. 8. In assenza dei requisiti o in mancanza della comunicazione non puo' essere esercitato il diritto di voto inerente alle azioni eccedenti la soglia determinata ai sensi del comma 6. In caso di inosservanza del divieto, si applica l'articolo 14, commi 5 e 6. 9. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, autorizza la societa' all'esercizio dell'attivita' di gestione accentrata di strumenti finanziari quando sussistono i requisiti previsti dai commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, e il regolamento dei servizi di cui all'articolo 81, comma 2, sia conforme alla disciplina contenuta nel presente titolo e alle relative norme di attuazione. 10. Alle societa' di gestione accentrata si applicano gli articoli 155, comma 2, 156, comma 4 e 159, comma 1.))
                               Art. 81
      (( (Regolamento di attuazione e regolamento dei servizi) 1. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, individua con regolamento: a) i requisiti che debbono possedere gli intermediari e le attivita', previste dal presente titolo, che essi sono abilitati a svolgere; b) gli strumenti finanziari ammessi alla gestione accentrata; c) le caratteristiche di diffusione tra il pubblico degli strumenti finanziari di cui al comma 2, dell'articolo 83-bis, ai fini dell'assoggettamento dei medesimi alle disposizioni del presente titolo; d) le procedure e le modalita' per assoggettare o sottrarre alla disciplina del presente titolo strumenti finanziari, in dipendenza del sorgere o del cessare dei relativi presupposti; e) il contenuto minimo ed essenziale del contratto da stipularsi tra la societa' di gestione accentrata e l'emittente, ovvero l'intermediario; f) le caratteristiche tecniche ed il contenuto delle registrazioni e dei conti accesi presso la societa' di gestione accentrata e l'intermediario; g) le forme e le modalita' che la societa' di gestione accentrata deve osservare nella tenuta dei conti e nelle registrazioni sugli stessi, rispettando il principio di separatezza tra i conti propri e quelli intestati ai singoli intermediari; h) le forme e le modalita' che gli intermediari devono osservare nella tenuta dei conti e nell'effettuazione delle registrazioni sugli stessi, rispettando il principio di separatezza tra i conti propri e quelli intestati ai singoli titolari dei conti; i) le modalita' con le quali la societa' di gestione accentrata deve garantire la continua corrispondenza tra le evidenze dei conti intestati agli emittenti e di quelli intestati agli intermediari, nonche' le relative comunicazioni; l) le modalita' con le quali gli intermediari devono garantire la continua corrispondenza tra le evidenze dei conti propri presso la societa' di gestione accentrata e quelle dei conti propri e dei conti intestati ai clienti; m) fatto salvo quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 83-sexies, i modelli, le modalita', i termini e l'intermediario responsabile per il rilascio e la revoca delle certificazioni nonche' per l'effettuazione e la rettifica delle comunicazioni previste, rispettivamente, dall'articolo 83-quinquies, comma 3, e dall'articolo 83-sexies; n) i criteri e le modalita' di svolgimento dell'attivita' indicata nell'articolo 83-octies; o) i termini entro i quali gli intermediari e le societa' di gestione accentrata adempiono, ai sensi dell'articolo 83-novies, comma 1, lettere d), e), f) e g), e dell'articolo 89, rispettivamente, agli obblighi di segnalazione agli emittenti dei nominativi degli aventi diritti sulle azioni e delle registrazioni effettuate ai sensi dell'articolo 83-octies; p) le ulteriori disposizioni necessarie per l'attuazione di quanto previsto nel presente titolo e di quelle comunque dirette ad assicurare la trasparenza del sistema di gestione accentrata e l'ordinata prestazione dei servizi. 2. La societa' di gestione accentrata adotta il regolamento dei servizi nel quale indica i servizi svolti, le modalita' di svolgimento, i criteri per l'ammissione alla gestione accentrata dei soggetti e degli strumenti finanziari, sulla base di principi non discriminatori, trasparenti e obiettivi. Il regolamento dei servizi e' approvato dalla Consob, d'intesa con la Banca d'Italia. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, puo' stabilire che i corrispettivi per i servizi svolti dalla societa' di gestione accentrata, nonche' i corrispettivi richiesti dagli intermediari per le certificazioni, comunicazioni e segnalazioni previste dal capo II del presente titolo, siano soggetti ad approvazione da parte delle medesime autorita'. 2-bis. Il regolamento previsto nel comma 1 puo' rinviare al regolamento dei servizi la disciplina di alcune delle materie demandate, ai sensi del medesimo comma o di altre disposizioni del presente titolo, alla potesta' regolamentare della Consob d'intesa con la Banca d'Italia.))
                             Art. 81-bis
                (( (Accesso alla gestione accentrata) 1. Le imprese di investimento e le banche comunitarie autorizzate all'esercizio dei servizi o delle attivita' di investimento possono accedere al sistema di gestione accentrata.))
                               Art. 82
                           (( (Vigilanza) 1. La vigilanza sulle societa' di gestione accentrata e' esercitata dalla Consob, al fine di assicurare la trasparenza e la tutela degli investitori, e dalla Banca d'Italia, avendo riguardo alla stabilita' e al contenimento del rischio sistemico. La Consob e la Banca d'Italia possono chiedere alle societa' la comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti, nonche' eseguire ispezioni e richiedere l'esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari, indicandone modalita' e termini. 2. La Consob e la Banca d'Italia vigilano affinche' la regolamentazione dei servizi della societa' sia idonea ad assicurare l'effettivo conseguimento delle finalita' indicate nel comma 1 e possono richiedere alla societa' modificazioni della regolamentazione dei servizi idonee a eliminare le disfunzioni riscontrate.))
                               Art. 83
          (( (Crisi delle societa' di gestione accentrata) 1. Nel caso di accertate gravi irregolarita', il Ministero dell'economia e delle finanze, su proposta della Consob o della Banca d'Italia, puo' disporre lo scioglimento degli organi amministrativi delle societa' di gestione accentrata, con decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Con tale decreto sono nominati uno o piu' commissari straordinari per l'amministrazione della societa' e sono determinate le indennita' spettanti ai commissari, a carico della societa' stessa. Si applicano gli articoli 70, commi da 2 a 6, 72, ad eccezione dei commi 2 e 8, e 75 del T.U. bancario, intendendosi attribuiti all'autorita' che ha proposto il provvedimento i poteri della Banca d'Italia. 1-bis. Nel caso siano accertate irregolarita' di eccezionale gravita', la Consob puo' disporre, d'intesa con la Banca d'Italia, la revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 80, comma 9. 2. Se e' dichiarato lo stato di insolvenza della societa' ai sensi dell'articolo 195 della legge fallimentare ovvero sia disposta la revoca dell'autorizzazione ai sensi del comma 1-bis, il Ministero dell'economia e delle finanze dispone con decreto la liquidazione coatta amministrativa con esclusione del fallimento, secondo le disposizioni degli articoli 80, commi 3, 4, 5 e 6, 81, 82, 83, 84, ad eccezione del comma 2, e da 85 a 94 del T.U. bancario, in quanto compatibili.))
                             Art. 83-bis
                     (( (Ambito di applicazione) 1. Gli strumenti finanziari negoziati o destinati alla negoziazione sui mercati regolamentati italiani non possono essere rappresentati da titoli, ai sensi e per gli effetti della disciplina di cui al titolo V, libro IV, del codice civile. 2. In funzione della loro diffusione tra il pubblico il regolamento di cui all'articolo 81, comma 1, puo' prevedere che siano assoggettati alla disciplina della presente sezione anche strumenti finanziari non aventi le caratteristiche di cui al comma 1. 3. L'emittente strumenti finanziari puo' assoggettarli alla disciplina della presente sezione.))
                             Art. 83-ter
                 (( (Sistema di gestione accentrata) 1. Per ciascuna emissione di strumenti finanziari soggetti alla disciplina della presente sezione deve essere scelta un'unica societa' di gestione accentrata. L'emittente comunica alla societa' l'ammontare globale dell'emissione di strumenti finanziari, il suo frazionamento ed ogni ulteriore caratteristica stabilita dal regolamento indicato nell'articolo 81, comma 1. La societa' di gestione accentrata apre per ogni emissione un conto a nome dell'emittente.))
                           Art. 83-quater
  (( (Attribuzioni della societa' di gestione e dell'intermediario) 1. Il trasferimento degli strumenti finanziari soggetti alla disciplina della presente sezione nonche' l'esercizio dei relativi diritti patrimoniali possono effettuarsi soltanto tramite gli intermediari. 2. A nome e su richiesta degli intermediari, la societa' di gestione accentrata accende per ogni intermediario conti destinati a registrare i movimenti degli strumenti finanziari disposti tramite lo stesso. 3. L'intermediario, qualora incaricato dello svolgimento del servizio, registra per ogni titolare di conto gli strumenti finanziari di sua pertinenza nonche' il trasferimento, gli atti di esercizio ed i vincoli di cui all'articolo 83-octies, disposti dal titolare o a carico del medesimo, in conti distinti e separati sia tra loro sia rispetto agli eventuali conti di pertinenza dell'intermediario stesso. In ogni altro caso l'intermediario fornisce comunicazione dell'avvenuta operazione all'intermediario presso cui il titolare ha aperto il conto, per i successivi adempimenti. La registrazione dei trasferimenti e' effettuata dagli intermediari all'esito del regolamento delle relative operazioni. 4. Le rilevazioni e le comunicazioni prescritte dalle norme vigenti che prevedono la individuazione numerica dei certificati sono effettuate mediante l'indicazione della specie e della quantita' degli strumenti finanziari cui esse si riferiscono.))
                          Art. 83-quinquies
                 (( (Diritti del titolare del conto) 1. Effettuata la registrazione, il titolare del conto indicato nell'articolo 83-quater, comma 3, ha la legittimazione piena ed esclusiva all'esercizio dei diritti relativi agli strumenti finanziari in esso registrati, secondo la disciplina propria di ciascuno di essi e le norme del presente titolo. Il titolare puo' disporre degli strumenti finanziari registrati nel conto in conformita' con quanto previsto dalle norme vigenti in materia. 2. Colui il quale ha ottenuto la registrazione in suo favore, in base a titolo idoneo e in buona fede, non e' soggetto a pretese o azioni da parte di precedenti titolari. 3. Salvo quanto previsto all'articolo 83-sexies, la legittimazione all'esercizio dei diritti indicati nel comma 1 e' attestata dall'esibizione di certificazioni rilasciate in conformita' alla proprie scritture contabili dagli intermediari e recanti l'indicazione del diritto sociale esercitabile. Le certificazioni non conferiscono altri diritti oltre alla legittimazione sopra indicata. Sono nulli gli atti di disposizione aventi a oggetto le certificazioni suddette. 4. Non puo' esservi, per gli stessi strumenti finanziari, piu' di una certificazione ai fini della legittimazione all'esercizio degli stessi diritti.))
                           Art. 83-sexies
    (( (Diritto d'intervento in assemblea ed esercizio del voto) 1. La legittimazione all'intervento in assemblea e all'esercizio del diritto di voto e' attestata da una comunicazione all'emittente, effettuata dall'intermediario, in conformita' alle proprie scritture contabili, in favore del soggetto a cui spetta il diritto di voto. 2. Nelle societa' italiane con azioni ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione italiani o di altri paesi dell'Unione europea con il consenso dell'emittente, la comunicazione prevista nel comma 1 e' effettuata dall'intermediario sulla base delle evidenze relative al termine della giornata contabile del settimo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'assemblea in prima o unica convocazione. Le registrazioni in accredito e in addebito compiute sui conti successivamente a tale termine non rilevano ai fini della legittimazione all'esercizio del diritto di voto nell'assemblea. 3. Lo statuto delle societa' diverse da quelle indicate nel comma 2 puo' richiedere che le azioni oggetto di comunicazione siano registrate nel conto del soggetto a cui spetta il diritto di voto a partire da un termine prestabilito, eventualmente prevedendo che esse non possano essere cedute fino alla chiusura dell'assemblea. Nelle societa' con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante il temine non puo' essere superiore a due giorni non festivi. Qualora lo statuto non impedisca la cessione delle azioni, l'eventuale cessione delle stesse comporta l'obbligo per l'intermediario di rettificare la comunicazione precedentemente inviata. 4. Le comunicazioni indicate nel comma 1 devono pervenire all'emittente entro la fine del terzo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'assemblea in prima convocazione ovvero il diverso termine stabilito dalla Consob, d'intesa con la Banca d'Italia con regolamento, oppure entro il successivo termine stabilito nello statuto delle societa' indicate nel comma 3. Resta ferma la legittimazione all'intervento e al voto qualora le comunicazioni siano pervenute all'emittente oltre i termini indicati nel presente comma, purche' entro l'inizio dei lavori assembleari della singola convocazione. 5. Alle societa' cooperative si applicano i commi 1, 3 e 4. Nelle societa' cooperative con azioni ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione italiani o di altri paesi dell'Unione europea con il consenso dell'emittente il temine di cui al comma 3 non puo' essere superiore a due giorni non festivi.))
                           Art. 83-septies
                      (( (Eccezioni opponibili) 1. All'esercizio dei diritti inerenti agli strumenti finanziari da parte del soggetto in favore del quale e' avvenuta la registrazione l'emittente puo' opporre soltanto le eccezioni personali al soggetto stesso e quelle comuni a tutti gli altri titolari degli stessi diritti.))
                           Art. 83-octies
                    (( (Costituzione di vincoli) 1. I vincoli di ogni genere sugli strumenti finanziari disciplinati dalla presente sezione, ivi compresi quelli previsti dalla normativa speciale sui titoli di debito pubblico, si costituiscono unicamente con le registrazioni in apposito conto tenuto dall'intermediario. 2. Possono essere accesi specifici conti destinati a consentire la costituzione di vincoli sull'insieme degli strumenti finanziari in essi registrati; in tal caso l'intermediario e' responsabile dell'osservanza delle istruzioni ricevute all'atto di costituzione del vincolo in ordine alla conservazione dell'integrita' del valore del vincolo ed all'esercizio dei diritti relativi agli strumenti finanziari.))
                           Art. 83-novies
                   (( (Compiti dell'intermediario) 1. L'intermediario: a) esercita, in nome e per conto del titolare del conto i diritti inerenti agli strumenti finanziari, qualora quest'ultimo gli abbia conferito il relativo mandato; b) rilascia, a richiesta dell'interessato, le certificazioni di cui all'articolo 83-quinqiues, comma 3, quando necessarie per l'esercizio dei diritti relativi agli strumenti finanziari; c) effettua, a richiesta dell'interessato, le comunicazioni previste dall'articolo 83-sexies; la richiesta puo' essere effettuata con riferimento a tutte le assemblee di uno o piu' emittenti, fino a diversa indicazione; in tal caso, l'intermediario provvede senza necessita' di ulteriori richieste all'invio delle comunicazioni; d) segnala all'emittente i nominativi dei soggetti che hanno richiesto la certificazione prevista dall'articolo 83-quinquies, comma 3, nonche' di coloro ai quali sono stati pagati dividendi e di coloro che, esercitando il diritto di opzione o altro diritto, hanno acquisito la titolarita' di strumenti finanziari nominativi, specificandone le relative quantita' ai fini degli adempimenti a carico dell'emittente; e) segnala altresi' all'emittente, a richiesta dell'interessato ovvero quando previsto dalle disposizioni vigenti i nominativi degli aventi diritti sugli strumenti finanziari ai fini degli adempimenti a carico dell'emittente; f) nei casi in cui siano diversi dai soggetti richiedenti le certificazioni o a cui favore siano state effettuate le comunicazioni per l'intervento in assemblea, segnala all'emittente i nominativi degli aventi diritti sugli strumenti finanziari ai fini degli adempimenti a carico dell'emittente; g) nei casi in cui effettua le comunicazioni di cui alla lettera c) e le segnalazioni di cui alle lettere d), e) ed f), segnala all'emittente le registrazioni di cui all'articolo 83-octies. 2. Il deposito delle certificazioni rilasciate dall'intermediario sostituisce, ad ogni effetto di legge, il deposito del titolo previsto da disposizioni vigenti. 3. L'obbligo di rilasciare le certificazioni si applica altresi' con riferimento agli strumenti finanziari non ammessi alla gestione accentrata ai sensi del capo I e registrati presso i conti degli intermediari.))
                           Art. 83-decies
               (( (Responsabilita' dell'intermediario) 1. L'intermediario e' responsabile: a) verso il titolare del conto, per i danni derivanti dall'esercizio dell'attivita' di trasferimento suo tramite degli strumenti finanziari, di tenuta dei conti, e per il puntuale adempimento degli obblighi posti dal presente decreto e dal regolamento di cui all'articolo 81, comma 1; b) verso l'emittente, per l'adempimento degli obblighi di comunicazione e segnalazione imposti dal presente decreto e dal regolamento di cui all'articolo 81, comma 1.))
                          Art. 83-undecies
                (( (Obblighi degli emittenti azioni) 1. Gli emittenti azioni aggiornano il libro dei soci in conformita' alle comunicazioni e alle segnalazioni effettuate dagli intermediari ai sensi dell'articolo 83-novies, comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), e dell'articolo 83-duodecies entro trenta giorni dal ricevimento delle medesime. 2. Fermo restando l'articolo 2421 del codice civile, anche qualora il libro soci non sia formato o tenuto con strumenti informatici, le risultanze del medesimo libro sono messe a disposizione dei soci, a loro richiesta, anche su supporto informatico. 3. Resta fermo quanto previsto in materia di annotazioni nel libro dei soci delle societa' cooperative. 4. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 7 della legge 29 dicembre 1962, n. 1745.))
                          Art. 83-duodecies
                (( (Identificazione degli azionisti) 1. Ove previsto dallo statuto, le societa' italiane con azioni ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione italiani o di altri Paesi dell'Unione Europea con il consenso dell'emittente possono chiedere, in qualsiasi momento e con oneri a proprio carico, agli intermediari, tramite una societa' di gestione accentrata, i dati identificativi degli azionisti che non abbiano espressamente vietato la comunicazione degli stessi, unitamente al numero di azioni registrate sui conti ad essi intestati. 2. Le segnalazioni indicate nel comma 1 devono pervenire all'emittente entro dieci giorni di mercato aperto dal giorno della richiesta, ovvero il diverso termine stabilito dalla Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, con regolamento. 3. Nel caso in cui lo statuto preveda la facolta' di cui al comma 1, la societa' e' tenuta ad effettuare la medesima richiesta su istanza di tanti soci che rappresentino la meta' della quota minima di partecipazione stabilita dalla Consob ai sensi dell'articolo 147-ter, comma 1. I relativi costi sono ripartiti tra la societa' ed i soci richiedenti secondo i criteri stabiliti dalla Consob con regolamento, avendo riguardo all'esigenza di non incentivare l'uso dello strumento da parte dei soci per finalita' non coerenti con l'obiettivo di facilitare il coordinamento tra i soci stessi al fine di esercitare i diritti che richiedono una partecipazione qualificata. 4. Le societa' pubblicano, con le modalita' e nei termini indicati nell'articolo 114, comma 1, un comunicato con cui danno notizia dell'avvenuta presentazione dell'istanza di identificazione, rendendo note le relative motivazioni nel caso di richiesta ai sensi del comma 1, o l'identita' e la partecipazione complessiva dei soci istanti nel caso di richiesta ai sensi del comma 3. I dati ricevuti sono messi a disposizione dei soci senza oneri a loro carico, fermo restando l'obbligo di aggiornamento del libro soci. 5. Il presente articolo non si applica alle societa' cooperative.))
                               Art. 84
                Rilevazioni e comunicazioni inerenti
agli strumenti finanziari accentrati

  1. L'immissione degli strumenti finanziari nel sistema non modifica
gli  obblighi  di  legge connessi con la titolarita' di diritti sugli
strumenti  finanziari  stessi.  Le  rilevazioni  e  le  comunicazioni
prescritte  dalle  norme  vigenti  che  prevedono  la  individuazione
numerica dei certificati sono effettuate mediante l'indicazione della
specie  e  della  quantita'  degli  strumenti  finanziari cui esse si
riferiscono.
  2. Restano fermi gli obblighi di rilevazione e di aggiornamento del
libro dei soci previsti dall'articolo 5 della legge 29 dicembre 1962,
n.  1745, da parte degli emittenti e dei soggetti incaricati ai sensi
dell'articolo 6 della stessa legge. Il termine per le annotazioni nel
libro  dei  soci  indicato  nell'ultimo comma del predetto articolo 5
decorre  dalla data di pagamento degli utili o da quella del rilascio
della certificazione per l'intervento in assemblea.
  3.  Restano  altresi'  fermi  gli  obblighi  di  comunicazione allo
Schedario generale dei titoli azionari previsti dall'articolo 7 della
legge  29  dicembre  1962,  n.  1745,  da parte degli emittenti e dei
soggetti  incaricati  ai sensi dell'articolo 6 della stessa legge. Il
Ministro  delle finanze, con propri decreti, detta, ove occorrano, le
norme  di  applicazione  della  presente  disposizione  e  di  quella
prevista dall'articolo 89, comma 2.
                               Art. 85
                      (( (Deposito accentrato) 1. Nei casi in cui gli strumenti finanziari immessi nel sistema di gestione accentrata siano rappresentati da titoli, lo svolgimento e gli effetti dell'attivita' di gestione accentrata sono disciplinati dalla presente sezione. Si applicano, ove non altrimenti previsto dalla presente sezione, gli articoli da 83-ter a 83-undecies. 2. La clausola del contratto di deposito stipulato con i soggetti individuati nel regolamento previsto dall'articolo 81, comma 1, avente a oggetto gli strumenti finanziari individuati nel medesimo regolamento, che attribuisce al depositario la facolta' di procedere al subdeposito degli strumenti finanziari stessi presso la societa' di gestione accentrata deve essere approvata per iscritto. Nell'esercizio di tale facolta' il depositario ha tutti i poteri necessari, compreso quello di apporre la girata a favore della societa' di gestione accentrata, quando si tratta di strumenti finanziari nominativi. Il deposito puo' essere effettuato direttamente dall'emittente. 3. Gli strumenti finanziari sono immessi nel sistema in deposito regolare. La societa' di gestione accentrata e' legittimata a compiere tutte le operazioni inerenti alla gestione in conformita' al regolamento dei servizi previsto dall'articolo 81, comma 2, nonche' le azioni conseguenti alla distruzione, allo smarrimento e alla sottrazione degli strumenti finanziari.))
                               Art. 86
               (( (Trasferimento dei diritti inerenti agli strumenti finanziari depositati) 1. Il depositante degli strumenti finanziari immessi nel sistema puo', tramite il depositario e secondo le modalita' indicate nel regolamento dei servizi previsto dall'articolo 81, comma 2, chiedere la consegna di un corrispondente quantitativo di strumenti finanziari della stessa specie in deposito presso la societa' di gestione accentrata. 2. Il proprietario degli strumenti finanziari immessi nel sistema assume tutti i diritti e gli obblighi conseguenti al deposito quando provi che il depositante non aveva titolo per effettuarlo.))
                               Art. 87
         (( (Vincoli sugli strumenti finanziari accentrati) 1. I vincoli gravanti sugli strumenti finanziari immessi nel sistema si trasferiscono, senza effetti novativi, sui diritti del depositante con la girata alla societa' di gestione accentrata; le annotazioni dei vincoli sui certificati si hanno per non apposte; di cio' e' fatta menzione sul titolo. 2. Nel caso di ritiro di strumenti finanziari dal sistema, il depositario fa annotazione dei vincoli sui relativi certificati con l'indicazione della data della loro costituzione. 3. Nel caso di pignoramento di strumenti finanziari immessi nel sistema gli adempimenti nei confronti dei comproprietari previsti dagli articoli 599 e 600 del codice di procedura civile sono eseguiti nei confronti dei depositari.))
                               Art. 88
          (( (Ritiro degli strumenti finanziari accentrati) 1. La societa' di gestione accentrata mette a disposizione del depositario gli strumenti finanziari di cui e' chiesto il ritiro. Gli strumenti finanziari nominativi sono girati al nome del depositario che completa la girata con il nome del giratario. Il completamento della girata e' convalidato con timbro, data e firma del depositario. 2. La societa' di gestione accentrata puo' autenticare la sottoscrizione del girante anche quando la girata e' fatta a proprio favore. La sottoscrizione da esse apposta sul titolo in qualita' di girante non ha bisogno di autenticazione. La girata e la intestazione a favore della societa' di gestione accentrata di strumenti finanziari da immettere nel sistema fanno esplicita menzione del presente decreto.))
                               Art. 89
                  (( (Aggiornamento del libro soci) 1. La societa' di gestione accentrata comunica agli emittenti le azioni nominative ad essa girate ai fini dell'aggiornamento del libro dei soci.))
                               Art. 90
            (( (Gestione accentrata dei titoli di Stato) 1. Il Ministro dell'economia e delle finanze disciplina con regolamento la gestione accentrata dei titoli di Stato, indicando i criteri per il suo svolgimento e le modalita' di individuazione delle societa' di gestione accentrata dei titoli di Stato. Si applicano, ove non altrimenti previsto dalla disciplina emanata ai sensi del presente articolo, il capo I e il capo II, articoli da 83-bis a 83-decies.))
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
                               Art. 91
                         Poteri della CONSOB

  1. La CONSOB esercita i poteri previsti dalla presente parte avendo
riguardo  alla tutela degli investitori nonche' all'efficienza e alla
trasparenza  del  mercato  del controllo societario e del mercato dei
capitali.
                               Art. 92
                      (( Parita' di trattamento 1. Gli emittenti quotati e gli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine assicurano il medesimo trattamento a tutti i portatori degli strumenti finanziari quotati che si trovino in identiche condizioni. 2. Gli emittenti quotati e gli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine garantiscono a tutti i portatori degli strumenti finanziari quotati gli strumenti e le informazioni necessari per l'esercizio dei loro diritti. 3. La Consob detta con regolamento, in conformita' alla normativa comunitaria, disposizioni di attuazione del comma 2, prevedendo anche la possibilita' dell'utilizzo di mezzi elettronici per la trasmissione delle informazioni. ))
                               Art. 93
                      Definizione di controllo

  1. Nella presenta parte sono considerate imprese controllate, oltre
a  quelle indicate nell'articolo 2359, primo comma, numeri 1 e 2, del
codice civile, anche:
a) le  imprese,  italiane o estere, su cui un soggetto ha il diritto,
   in  virtu'  di  un  contratto  o  di  una  clausola statutaria, di
   esercitare  un'influenza  dominante,  quando  la legge applicabile
   consenta tali contratti o clausole;
b) le imprese, italiane o estere, su cui un socio, in base ad accordi
   con  altri  soci, dispone da solo di voti sufficienti a esercitare
   un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria.
  2.  Ai  fini del comma 1 si considerano anche i diritti spettanti a
societa'  controllate  o  esercitati per il tramite di fiduciari o di
interposte  persone; non si considerano quelli spettanti per conto di
terzi.
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO II
APPELLO AL PUBBLICO RISPARMIO
CAPO I
SOLLECITAZIONE ALL'INVESTIMENTO
                             Art. 93-bis
                             Definizioni

  1. Nel presente Capo si intendono per:
    (( a) "strumenti finanziari comunitari": i valuti mobiliari e le quote di fondi chiusi; ))
    b)  "titoli di capitale": le azioni e altri strumenti negoziabili
equivalenti  ad  azioni  di  societa' nonche' qualsiasi altro tipo di
strumento  finanziario  comunitario  negoziabile  che  attribuisca il
diritto di acquisire i summenzionati strumenti mediante conversione o
esercizio  di diritti che essi conferiscono, purche' gli strumenti di
quest'ultimo   tipo   siano   emessi   dall'emittente   delle  azioni
sottostanti   o   da  un'entita'  appartenente  al  gruppo  di  detto
emittente;
    c)   "strumenti  diversi  dai  titoli  di  capitale":  tutti  gli
strumenti finanziari comunitari che non sono titoli di capitale;
    d)  "quote  o azioni di OICR aperti": le quote di un fondo comune
di  investimento  di  tipo  aperto  e  le  azioni  di una societa' di
investimento a capitale variabile;
    e)  "responsabile  del collocamento": il soggetto che organizza e
costituisce   il  consorzio  di  collocamento,  il  coordinatore  del
collocamento o il collocatore unico;
    f) "Stato membro d'origine":
      1)  per  tutti gli emittenti comunitari di strumenti finanziari
comunitari  che non sono menzionati nel successivo punto 2), lo Stato
membro della UE in cui l'emittente ha la sua sede sociale;
      2)  per  l'emissione di strumenti finanziari comunitari diversi
dai  titoli  di capitale il cui valore nominale unitario e' di almeno
1.000  euro  e  per  l'emissione  di  strumenti finanziari comunitari
diversi  dai  titoli  di  capitale  che  conferiscono  il  diritto di
acquisire  titoli  negoziabili  o  di ricevere un importo in contanti
mediante  conversione  o esercizio dei diritti che essi conferiscono,
purche' l'emittente degli strumenti finanziari comunitari diversi dai
titoli  di  capitale  non  sia l'emittente degli strumenti finanziari
comunitari   sottostanti  o  un'entita'  appartenente  al  gruppo  di
quest'ultimo  emittente,  lo Stato membro della UE in cui l'emittente
ha  la  sua  sede  sociale,  o  nel  quale  gli  strumenti finanziari
comunitari  sono  stati  o  sono  destinati  ad  essere  ammessi alla
negoziazione  in  un  mercato regolamentato o nel quale gli strumenti
finanziari   comunitari   sono   offerti   al   pubblico,   a  scelta
dell'emittente,   dell'offerente   o   della   persona   che   chiede
l'ammissione,  secondo  il  caso.  Lo  stesso regime e' applicabile a
strumenti finanziari comunitari diversi dai titoli di capitale in una
valuta  diversa  dall'euro,  a  condizione  che il valore di una tale
denominazione minima sia pressoche' equivalente a 1.000 euro;
      3)  per  tutti gli emittenti di strumenti finanziari comunitari
che  non  sono menzionati nel punto 2) aventi sede in un paese terzo,
lo   Stato  membro  della  UE  nel  quale  gli  strumenti  finanziari
comunitari  sono destinati ad essere offerti al pubblico per la prima
volta  dopo la data di entrata in vigore della direttiva 2003/71/CE o
nel  quale  e'  stata  presentata la prima domanda di ammissione alla
negoziazione  in  un  mercato  regolamentato a scelta dell'emittente,
dell'offerente  o  della  persona che chiede l'ammissione, secondo il
caso, salvo scelta successiva da parte degli emittenti aventi sede in
un  paese  terzo,  qualora  lo Stato membro d'origine non fosse stato
determinato da una loro scelta;
    g)  "Stato  membro  ospitante":  lo  Stato membro della UE in cui
viene   effettuata   un'offerta   al   pubblico   o  viene  richiesta
l'ammissione  alla  negoziazione  di strumenti finanziari comunitari,
qualora sia diverso dallo Stato membro d'origine.
                               Art. 94
                      (( Prospetto d'offerta ))

  (( 1. Coloro che intendono effettuare un'offerta al pubblico pubblicano preventivamente un prospetto. A tal fine, per le offerte aventi ad oggetto strumenti finanziari comunitari nelle quali l'Italia e' Stato membro d'origine e per le offerte aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari, ne danno preventiva comunicazione alla Consob allegando il prospetto destinato alla pubblicazione. Il prospetto non puo' essere pubblicato finche' non e' approvato dalla Consob. 2. Il prospetto contiene, in una forma facilmente analizzabile e comprensibile, tutte le informazioni che, a seconda delle caratteristiche dell'emittente e dei prodotti finanziari offerti, sono necessarie affinche' gli investitori possano pervenire ad un fondato giudizio sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sui risultati economici e sulle prospettive dell'emittente e degli eventuali garanti, nonche' sui prodotti finanziari e sui relativi diritti. Il prospetto contiene altresi' una nota di sintesi recante i rischi e le caratteristiche essenziali dell'offerta. 3. Il prospetto per l'offerta di strumenti finanziari comunitari e' redatto in conformita' agli schemi previsti dai regolamenti comunitari che disciplinano la materia. 4. L'emittente o l'offerente puo' redigere il prospetto nella forma di un unico documento o di documenti distinti. Nel prospetto composto di documenti distinti, le informazioni richieste sono suddivise in un documento di registrazione, una nota informativa sugli strumenti e i prodotti offerti e una nota di sintesi. 5. Se e' necessario per la tutela degli investitori, la Consob puo' esigere che l'emittente o l'offerente includa nel prospetto informazioni supplementari. 6. Se l'offerta ha ad oggetto prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari il cui prospetto non e' disciplinato ai sensi dell'articolo 95, comma 1, lettera b), la Consob stabilisce, su richiesta dell'emittente o dell'offerente, il contenuto del prospetto. 7. Qualunque fatto nuovo significativo, errore materiale o imprecisione relativi alle informazioni contenute nel prospetto che sia atto ad influire sulla valutazione dei prodotti finanziari e che sopravvenga o sia rilevato tra il momento in cui e' approvato il prospetto e quello in cui e' definitivamente chiusa l'offerta al pubblico deve essere menzionato in un supplemento del prospetto. 8. L'emittente, l'offerente e l'eventuale garante, a seconda dei casi, nonche' le persone responsabili delle informazioni contenute nel prospetto rispondono, ciascuno in relazione alle parti di propria competenza, dei danni subiti dall'investitore che abbia fatto ragionevole affidamento sulla veridicita' e completezza delle informazioni contenute nel prospetto, a meno che non provi di aver adottato ogni diligenza allo scopo di assicurare che le informazioni in questione fossero conformi ai fatti e non presentassero omissioni tali da alterarne il senso. 9. La responsabilita' per informazioni false o per omissioni idonee ad influenzare le decisioni di un investitore ragionevole grava sull'intermediario responsabile del collocamento, a meno che non provi di aver adottato la diligenza prevista dal comma precedente. 10. Nessuno puo' essere chiamato a rispondere esclusivamente in base alla nota di sintesi, comprese le eventuali traduzioni, a meno che la nota di sintesi possa risultare fuorviante, imprecisa o incoerente se letta insieme ad altre parti del prospetto. 11. Le azioni risarcitorie sono esercitate entro cinque anni dalla pubblicazione del prospetto, salvo che l'investitore provi di avere scoperto le falsita' delle informazioni o le omissioni nei due anni precedenti l'esercizio dell'azione. ))
                             Art. 94-bis
                     Approvazione del prospetto

  1. Ai fini dell'approvazione, la Consob verifica la completezza del
prospetto  ((ivi incluse))  la  coerenza e la comprensibilita' delle
informazioni fornite.
  2. La Consob approva il prospetto nei termini da essa stabiliti con
regolamento  conformemente  alle disposizioni comunitarie. La mancata
decisione  da parte della Consob nei termini previsti non costituisce
approvazione del prospetto.
  3. Tenuto anche conto delle caratteristiche dei singoli mercati, la
Consob  puo' affidare alla societa' di gestione del mercato, mediante
apposite convenzioni, compiti inerenti al controllo del prospetto per
offerte  riguardanti  strumenti  finanziari  comunitari  ammessi alle
negoziazioni   ovvero   oggetto   di   domanda   di  ammissione  alle
negoziazioni  in  un  mercato regolamentato nel rispetto dei principi
stabiliti  dalle  disposizioni comunitarie. Nel rispetto dei suddetti
principi  e  delle  relative  eccezioni,  le deleghe di compiti hanno
termine il 31 dicembre 2011. La Consob informa la Commissione europea
e  le  autorita'  competenti  degli altri Stati membri in merito agli
accordi relativi alla delega di compiti, precisando le condizioni che
disciplinano la delega.
  4.   Al   fine  di  assicurare  l'efficienza  del  procedimento  di
approvazione del prospetto avente ad oggetto titoli di debito bancari
non  destinati  alla  negoziazione  in  un  mercato regolamentato, la
Consob stipula accordi di collaborazione con la Banca d'Italia.
  5. La Consob puo' trasferire l'approvazione di un prospetto in caso
di   offerta   avente  ad  oggetto  strumenti  finanziari  comunitari
all'autorita'   competente   di   un   altro   Stato  membro,  previa
accettazione   di   quest'ultima  autorita'.  Tale  trasferimento  e'
comunicato  all'emittente e all'offerente entro tre giorni lavorativi
dalla  data  della  decisione  assunta  dalla  Consob.  I termini per
l'approvazione decorrono da tale data.
                               Art. 95
                  (( Disposizioni di attuazione ))

  (( 1. La Consob detta con regolamento disposizioni di attuazione della presente Sezione anche differenziate in relazione alle caratteristiche dei prodotti finanziari, degli emittenti e dei mercati. Il regolamento stabilisce in particolare: a) il contenuto della comunicazione alla Consob, le caratteristiche della nota di sintesi, le modalita' e i termini per la pubblicazione del prospetto e dell'avviso nonche' per l'aggiornamento del prospetto, conformemente alle disposizioni comunitarie; b) il contenuto del prospetto nei casi consentiti dalla normativa comunitaria; c) le modalita' da osservare per diffondere notizie, per svolgere indagini di mercato ovvero per raccogliere intenzioni di acquisto o di sottoscrizione; d) le modalita' di svolgimento dell'offerta anche al fine di assicurare la parita' di trattamento tra i destinatari; e) la lingua da utilizzare nel prospetto; f) le condizioni per il trasferimento dell'approvazione di un prospetto all'autorita' competente di un altro Stato membro. 2. La Consob individua con regolamento le norme di correttezza che sono tenuti a osservare l'emittente, l'offerente e chi colloca i prodotti finanziari nonche' coloro che si trovano in rapporto di controllo o di collegamento con tali soggetti. 3. La Consob pubblica nel proprio sito internet almeno un elenco dei prospetti approvati ai sensi dell'articolo 94-bis. 4. La Consob determina quali strumenti o prodotti finanziari, ammessi alle negoziazioni in mercati regolamentati ovvero diffusi tra il pubblico ai sensi dell'articolo 116 e individuati attraverso una particolare denominazione o sulla base di specifici criteri qualificativi, devono avere un contenuto tipico determinato. ))
                             Art. 95-bis
          (( Revoca dell'acquisto o della sottoscrizione ))

  (( 1. Ove il prospetto non indichi le condizioni o i criteri in base ai quali il prezzo di offerta definitivo e la quantita' dei prodotti da offrirsi al pubblico sono determinati o, nel caso del prezzo, il prezzo massimo, l'accettazione dell'acquisto o della sottoscrizione di prodotti finanziari puo' essere revocata entro il termine indicato nel prospetto e comunque entro un termine non inferiore a due giorni lavorativi calcolati a decorrere dal momento in cui vengono depositati il prezzo d'offerta definitivo e la quantita' dei prodotti finanziari offerti al pubblico. 2. Gli investitori che hanno gia' concordato di acquistare o sottoscrivere i prodotti finanziari prima della pubblicazione di un supplemento hanno il diritto, esercitabile entro il termine indicato nel supplemento e comunque non inferiore a due giorni lavorativi dopo tale pubblicazione, di revocare la loro accettazione. ))
                               Art. 96
                    (( (Bilanci dell'emittente). 1. L'ultimo bilancio e il bilancio consolidato eventualmente redatto dall'emittente sono corredati delle relazioni di revisione nelle quali un revisore legale o una societa' di revisione legale iscritti nel registro tenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze esprimono il proprio giudizio. L'offerta avente ad oggetto prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari non puo' essere effettuata se il revisore legale o la societa' di revisione legale hanno espresso un giudizio negativo ovvero si sono dichiarati impossibilitati ad esprimere un giudizio.))
                               Art. 97
                        Obblighi informativi

  1.  Fermo  quanto  previsto dal Titolo III, Capo I, agli emittenti,
agli  offerenti,  ai  revisori contabili e ai componenti degli organi
sociali  degli emittenti e degli offerenti, nonche' agli intermediari
incaricati  del  collocamento si applicano, in relazione all'offerta,
l'articolo  114,  commi  5  e  6,  e  l'articolo 115 dalla data della
comunicazione, prevista dall'articolo 94, comma 1.
  2.  La  CONSOB  individua  con regolamento quali delle disposizioni
richiamate nel comma 1 si applicano, nei medesimi periodi, agli altri
soggetti  indicati nell'articolo 95, comma 2, nonche' ai soggetti che
prestano i servizi indicati nell'articolo 1, comma 6, lettera e).
  ((3. Gli emittenti sottopongono il bilancio d'esercizio e quello consolidato, eventualmente approvati o redatti nel periodo dell'offerta, al giudizio di un revisore legale o di una societa' di revisione legale iscritti nell'apposito registro.))
  4.   Qualora   sussista   fondato   sospetto  di  violazione  delle
disposizioni  contenute  nel  presente Capo o delle relative norme di
attuazione,  la CONSOB, allo scopo di acquisire elementi conoscitivi,
puo'  richiedere, entro un anno dall'acquisto o dalla sottoscrizione,
la  comunicazione  di  dati  e  notizie  e  la trasmissione di atti e
documenti agli acquirenti o sottoscrittori dei prodotti finanziari di
cui  alla presente Sezione, fissando i relativi termini. Il potere di
richiesta  puo' essere esercitato anche nei confronti di coloro per i
quali  vi  e'  fondato  sospetto  che  svolgano,  o  abbiano  svolto,
un'offerta  al  pubblico  in  violazione  delle disposizioni previste
dall'articolo 94.
                               Art. 98
              (( Validita' comunitaria del prospetto ))

  (( 1. Il prospetto nonche' gli eventuali supplementi approvati dalla Consob sono validi ai fini dell'offerta degli strumenti finanziari comunitari negli altri Stati membri della UE. A tal fine la Consob effettua la notifica secondo la procedura prevista dalle disposizioni comunitarie. 2. Ove l'offerta di strumenti finanziari comunitari sia prevista in Italia, quale Stato membro ospitante, il prospetto e gli eventuali supplementi approvati dall'autorita' dello Stato membro d'origine possono essere pubblicati in Italia, purche' siano rispettate le procedure di notifica previste dalle disposizioni comunitarie. 3. La Consob puo' informare l'autorita' competente dello Stato membro d'origine della necessita' di fornire nuove informazioni. ))
                             Art. 98-bis
              (( Emittenti di Paesi extracomunitari ))

  (( 1. Nel caso di emittenti aventi la loro sede legale in un Paese extracomunitario, per i quali l'Italia sia lo Stato membro d'origine, la Consob puo' approvare il prospetto redatto secondo la legislazione del Paese extracomunitario, ove ricorrano le seguenti condizioni: a) il prospetto sia stato redatto conformemente a standard internazionali definiti dagli organismi internazionali delle Commissioni di vigilanza dei mercati, compresi i Disclosure Standards della IOSCO e b) le informazioni richieste, incluse le informazioni di natura finanziaria, siano equivalenti alle prescrizioni previste dalle disposizioni comunitarie. 2. Ove l'offerta sia prevista in Italia quale Stato membro ospitante si applica l'articolo 98, commi 2 e 3. ))
                             Art. 98-ter
                      (( Prospetto d'offerta ))

  (( 1. Coloro che intendono effettuare un'offerta di quote di fondi aperti o azioni di Sicav ne danno preventiva comunicazione alla CONSOB, allegando il prospetto completo e il prospetto semplificato destinati alla pubblicazione. 2. I prospetti contengono le informazioni che, a seconda delle caratteristiche del prodotto e dell'emittente, sono necessarie affinche' gli investitori possano pervenire a un fondato giudizio sull'investimento proposto, sui diritti ad esso connessi e sui relativi rischi. Le informazioni contenute nei prospetti devono essere riportate in una forma chiara, facilmente comprensibile e analizzabile. 3. La pubblicazione dei prospetti e' disciplinata dalla Consob secondo le modalita' e nei termini da essa stabiliti con regolamento. 4. Il prospetto semplificato puo' costituire il documento valido per l'offerta in Italia, fatta salva la necessita' della traduzione nel caso di offerte di quote o azioni di OICR aperti ai sensi degli articoli 42 e 50, comma 2. 5. Si applica l'articolo 94, commi 8, 9 e 11. ))
                           Art. 98-quater
                  (( Disposizioni di attuazione ))

  (( 1. La Consob detta con regolamento disposizioni di attuazione della presente Sezione anche differenziate in relazione alle caratteristiche degli OICR aperti, degli emittenti e dei mercati. In armonia con le disposizioni comunitarie, il regolamento stabilisce in particolare: a) il contenuto della comunicazione alla Consob e dei prospetti nonche' le modalita' di pubblicazione dei prospetti ed il loro eventuale aggiornamento; b) le modalita' da osservare per diffondere notizie, svolgere indagini di mercato ovvero raccogliere intenzioni di acquisto o di sottoscrizione; c) le modalita' di svolgimento dell'offerta anche al fine di assicurare la parita' di trattamento tra i destinatari. 2. Se l'offerta ha ad oggetto quote o azioni di OICR aperti i cui prospetti non sono disciplinati ai sensi del comma 1, lettera a), la Consob stabilisce, su richiesta degli offerenti, il contenuto dei prospetti. 3. La Consob individua con regolamento le norme di correttezza che sono tenuti a osservare l'offerente e chi colloca quote o azioni di OICR aperti nonche' coloro che si trovano in rapporto di controllo o di collegamento con tali soggetti. ))
                          Art. 98-quinquies
                     (( Obblighi informativi ))

  (( 1. Fermo quanto previsto dal Titolo III, Capo I, agli offerenti quote o azioni di OICR aperti si applicano: a) l'articolo 114, commi 5 e 6, dalla data di pubblicazione dei prospetti fino alla conclusione dell'offerta; b) l'articolo 115, dalla data della comunicazione prevista dall'articolo 98-ter fino a un anno dalla conclusione dell'offerta. 2. La CONSOB individua con regolamento quali delle disposizioni richiamate nel comma 1 si applicano, nei medesimi periodi, agli altri soggetti indicati nell'articolo 98-quater, comma 3, nonche' ai soggetti che prestano i servizi indicati nell'articolo 1, comma 6, lettera e). 3. Qualora sussista fondato sospetto di violazione delle disposizioni contenute nel presente Capo o delle relative norme di attuazione, la CONSOB, allo scopo di acquisire elementi conoscitivi, puo' richiedere, entro un anno dall'acquisto o dalla sottoscrizione, la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti agli acquirenti o sottoscrittori delle quote o azioni di OICR aperti, fissando i relativi termini. Il potere di richiesta puo' essere esercitato anche nei confronti di coloro per i quali vi e' fondato sospetto che svolgano un'offerta al pubblico in violazione delle disposizioni previste dall'articolo 98-ter. ))
                               Art. 99
                      (( Poteri della Consob ))

  (( 1. La Consob puo': a) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna volta, l'offerta avente ad oggetto strumenti finanziari comunitari, in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente Capo o delle relative norme di attuazione; b) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a novanta giorni, l'offerta avente ad oggetto prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente Capo o delle relative norme di attuazione; c) vietare l'offerta nel caso in cui abbia fondato sospetto che potrebbero essere violate le disposizioni del presente Capo o le relative norme di attuazione; d) vietare l'offerta in caso di accertata violazione delle disposizioni o delle norme indicate nelle lettere a) o b); e) rendere pubblico il fatto che l'offerente o l'emittente non ottempera ai propri obblighi; f) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), puo' chiedere alla societa' di gestione del mercato la sospensione in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna volta, delle negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente Capo e delle relative norme di attuazione; g) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), puo' chiedere alla societa' di gestione di vietare le negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di accertata violazione delle disposizioni del presente Capo e delle relative norme di attuazione. 2. Qualora la Consob, quale autorita' competente dello Stato membro ospitante, rilevi irregolarita' commesse dall'emittente o dai soggetti abilitati incaricati dell'offerta degli strumenti finanziari comunitari, essa ne informa l'autorita' competente dello Stato membro d'origine. 3. Se, nonostante le misure adottate dall'autorita' competente dello Stato membro d'origine o perche' tali misure si rivelano inadeguate, l'emittente o il soggetto abilitato incaricato dell'offerta perseverano nella violazione delle disposizioni legislative o regolamentari pertinenti, la Consob, dopo averne informato l'autorita' competente dello Stato membro d'origine, adotta tutte le misure opportune per tutelare gli investitori. Dell'adozione di tali misure la Consob informa al piu' presto la Commissione europea. ))
                              Art. 100
                   (( Casi di inapplicabilita' ))

  (( 1. Le disposizioni del presente Capo non si applicano alle offerte: a) rivolte ai soli investitori qualificati, comprese le persone fisiche e le piccole e medie imprese, come definiti dalla Consob con regolamento in base ai criteri fissati dalle disposizioni comunitarie; b) rivolte a un numero di soggetti non superiore a quello indicato dalla Consob con regolamento; c) di ammontare complessivo non superiore a quello indicato dalla Consob con regolamento; d) aventi a oggetto strumenti finanziari diversi dai titoli di capitale emessi da o che beneficiano della garanzia incondizionata e irrevocabile di uno Stato membro dell'Unione europea o emessi da organismi internazionali a carattere pubblico di cui facciano parte uno o piu' Stati membri dell'Unione europea; e) aventi a oggetto strumenti finanziari emessi dalla Banca Centrale Europea o dalle banche centrali nazionali degli Stati membri dell'Unione europea; f) aventi ad oggetto strumenti diversi dai titoli di capitale emessi in modo continuo o ripetuto da banche a condizione che tali strumenti: 1) non siano subordinati, convertibili o scambiabili; 2) non conferiscano il diritto di sottoscrivere o acquisire altri tipi di strumenti finanziari e non siano collegati ad uno strumento derivato; 3) diano veste materiale al ricevimento di depositi rimborsabili; 4) siano coperti da un sistema di garanzia dei depositi a norma degli articoli da 96 a 96-quater del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385; g) aventi ad oggetto strumenti del mercato monetario emessi da banche con una scadenza inferiore a 12 mesi. 2. La Consob puo' individuare con regolamento le offerte al pubblico di prodotti finanziari alle quali le disposizioni del presente Capo non si applicano in tutto o in parte. 3. L'emittente o l'offerente ha diritto di redigere un prospetto ai sensi e per gli effetti delle disposizioni comunitarie in occasione dell'offerta degli strumenti di cui alle lettere c), d) ed e) del comma 1. ))
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AGGIORNAMENTO (15)
  Il  D.L.  30  dicembre  2005,  n. 273, convertito con modificazioni
dalla  L.  23 febbraio 2006, n. 51, nel modificare l'art. 11 della L.
28  dicembre  2005,  n.  262 ha conseguentemente disposto (con l'art.
24-bis,  comma 1) che la disposizione del presente articolo, comma 1,
lettera f), si applica a decorrere dal 18 marzo 2006.
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AGGIORNAMENTO (16)
  Il  D.L.  10 gennaio 2006, n. 4, convertito con modificazioni dalla
L.  9  marzo  2006,  n.  80  ,  nel  modificare l'art. 11 della L. 28
dicembre  2005,  n.  262  ha  conseguentemente  disposto  (con l'art.
34-quater,  comma 1) che la disposizione del presente articolo, comma
1,  lettera f), si applica a decorrere dal 17 maggio 2006 ovvero, ove
previste,  dall'emanazione  delle relative disposizioni di attuazione
da  parte  della  Commissione  nazionale  per  le societa' e la borsa
(CONSOB) e dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private
e di interesse collettivo (ISVAP).
                            Art. 100-bis
                Circolazione dei prodotti finanziari

  1.  La  successiva  rivendita  di  prodotti  finanziari  che  hanno
costituito  oggetto  di un'offerta al pubblico esente dall'obbligo di
pubblicare  un  prospetto  costituisce ad ogni effetto una distinta e
autonoma  offerta al pubblico nel caso in cui ricorrano le condizioni
indicate  nella definizione prevista all'articolo 1, comma 1, lettera
t),  e  non  ricorra  alcuno  dei  casi  di inapplicabilita' previsti
dall'articolo 100.
  2.  Si  realizza  una  offerta al pubblico anche qualora i prodotti
finanziari  che  abbiano costituito oggetto in Italia o all'estero di
un collocamento riservato a investitori qualificati siano, nei dodici
mesi  successivi,  sistematicamente  rivenduti  a soggetti diversi da
investitori  qualificati  e  tale  rivendita non ricada in alcuno dei
casi di inapplicabilita' previsti dall'articolo 100.
  3. Nell'ipotesi di cui al comma 2, qualora non sia stato pubblicato
un   prospetto,   l'acquirente,   che   agisce   per  scopi  estranei
all'attivita'  imprenditoriale  o  professionale,  puo' far valere la
nullita'  del  contratto  e  i  soggetti  abilitati presso i quali e'
avvenuta  la  rivendita  dei prodotti finanziari rispondono del danno
arrecato. Resta ferma l'applicazione delle sanzioni dall'articolo 191
e  quanto stabilito dagli articoli 2412, secondo comma, 2483, secondo
comma, e 2526, quarto comma, del codice civile.
  4.  Il  comma  2  non si applica alla rivendita di titoli di debito
emessi  da  Stati membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo  economico  (OCSE)  con  classamento  creditizio di qualita'
bancaria  (rating  investment grade) assegnato da almeno due primarie
agenzie  internazionali  di  classamento  creditizio  (rating), fermo
restando   l'esercizio   delle   altre   azioni   civili,   penali  e
amministrative previste a tutela del risparmiatore.
  (( 4-bis. La Consob puo' dettare disposizioni di attuazione del presente articolo.))
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AGGIORNAMENTO (15)
  Il  D.L.  30  dicembre  2005,  n. 273, convertito con modificazioni
dalla  L.  23 febbraio 2006, n. 51, nel modificare l'art. 11 della L.
28  dicembre  2005,  n.  262 ha conseguentemente disposto (con l'art.
24-bis,  comma  1)  che  le  disposizioni  del  presente articolo, si
applicano a decorrere dal 18 marzo 2006.
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AGGIORNAMENTO (16)
  Il  D.L.  10 gennaio 2006, n. 4, convertito con modificazioni dalla
L.  9  marzo  2006,  n.  80  ,  nel  modificare l'art. 11 della L. 28
dicembre  2005,  n.  262  ha  conseguentemente  disposto  (con l'art.
34-quater,  comma  1)  che  le disposizioni del presente articolo, si
applicano  a  decorrere  dal  17  maggio  2006  ovvero, ove previste,
dall'emanazione  delle  relative  disposizioni di attuazione da parte
della  Commissione  nazionale  per  le societa' e la borsa (CONSOB) e
dell'Istituto  per  la  vigilanza  sulle  assicurazioni  private e di
interesse collettivo (ISVAP).
                              Art. 101
                    (( Attivita' pubblicitaria ))

  (( 1. La documentazione relativa a qualsiasi tipo di pubblicita' concernente un'offerta e' trasmessa alla Consob contestualmente alla sua diffusione. 2. Prima della pubblicazione del prospetto e' vietata la diffusione di qualsiasi annuncio pubblicitario riguardante offerte al pubblico di prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari. 3. La pubblicita' e' effettuata secondo i criteri stabiliti dalla Consob con regolamento in conformita' alle disposizioni comunitarie e, in ogni caso, avendo riguardo alla correttezza dell'informazione e alla sua coerenza con quella contenuta nel prospetto, se e' gia' stato pubblicato, o con quella che deve figurare nel prospetto da pubblicare. 4. La Consob puo': a) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi consecutivi, l'ulteriore diffusione dell'annuncio pubblicitario relativo ad un'offerta avente ad oggetto strumenti finanziari comunitari, in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni previste nei precedenti commi o delle relative norme di attuazione; b) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a novanta giorni, l'ulteriore diffusione dell'annuncio pubblicitario relativo ad un'offerta avente ad oggetto prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni previste nei precedenti commi o delle relative norme di attuazione; c) vietare l'ulteriore diffusione dell'annuncio pubblicitario, in caso di accertata violazione delle disposizioni o delle norme indicate nelle lettere a) o b); d) vietare l'esecuzione dell'offerta, in caso di mancata ottemperanza ai provvedimenti previsti dalle lettere a), b) o c). 5. A prescindere dall'obbligo di pubblicazione di un prospetto, le informazioni rilevanti fornite dall'emittente o dall'offerente agli investitori qualificati o a categorie speciali di investitori, comprese le informazioni comunicate nel corso di riunioni riguardanti offerte di prodotti finanziari, devono essere divulgate a tutti gli investitori qualificati o a tutte le categorie speciali di investitori a cui l'offerta e' diretta in esclusiva. ))
                            Art. 101-bis
                 (Definizioni e ambito applicativo).

  1.  Ai  fini  del presente capo si intendono per "societa' italiane
quotate"  le  societa'  con sede legale nel territorio italiano e con
titoli  ammessi  alla negoziazione in un mercato regolamentato di uno
Stato comunitario.
  2.  Ai fini del presente capo e dell'articolo 123-bis, per "titoli"
si intendono gli strumenti finanziari che attribuiscono il diritto di
voto,  anche  limitatamente  a  specifici  argomenti,  nell'assemblea
ordinaria o straordinaria.
  3. Gli articoli 102, commi 2 e 5, l'articolo 103, comma 3-bis, ogni
altra   disposizione   del   presente   decreto  che  pone  a  carico
dell'offerente   o   della   societa'  emittente  specifici  obblighi
informativi  nei  confronti dei dipendenti o dei loro rappresentanti,
nonche' gli articoli 104, 104-bis e 104-ter, non si applicano alle:
    a)  offerte  pubbliche di acquisto o di scambio aventi ad oggetto
prodotti finanziari diversi dai titoli;
    b)  offerte  pubbliche  di  acquisto  o  scambio che non hanno ad
oggetto  titoli  che attribuiscono il diritto di voto sugli argomenti
di cui all'articolo 105, commi 2 e 3;
    c)  offerte pubbliche di acquisto o di scambio promosse da chi (( detiene ))  individualmente,  direttamente  o  indirettamente, (( la maggioranza ))  dei  diritti  di  voto  esercitabili  nell'assemblea
ordinaria della societa';
    d)  offerte  pubbliche  di  acquisto  aventi  ad  oggetto  azioni
proprie.
  (( 3-bis. Salvo quanto previsto dal comma 3, la Consob puo' individuare con regolamento le offerte pubbliche di acquisto o di scambio, aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dai titoli, alle quali le disposizioni della presente Sezione non si applicano in tutto o in parte, ove cio' non contrasti con le finalita' indicate all'articolo 91. 4. Per "persone che agiscono di concerto" si intendono i soggetti che cooperano tra di loro sulla base di un accordo, espresso o tacito, verbale o scritto, ancorche' invalido o inefficace, volto ad acquisire, mantenere o rafforzare il controllo della societa' emittente o a contrastare il conseguimento degli obiettivi di un'offerta pubblica di acquisto o di scambio. 4-bis. Sono, in ogni caso, persone che agiscono di concerto: a) gli aderenti a un patto, anche nullo, previsto dall'articolo 122, comma 1 e comma 5 lettere a), b), c) e d); b) un soggetto, il suo controllante, e le societa' da esso controllate; c) le societa' sottoposte a comune controllo; d) una societa' e i suoi amministratori, componenti del consiglio di gestione, o di sorveglianza o direttori generali; 4-ter. Fermo restando il comma 4-bis, la Consob individua con regolamento: a) i casi per i quali si presume che i soggetti coinvolti siano persone che agiscono di concerto ai sensi del comma 4, salvo che provino che non ricorrono le condizioni di cui al medesimo comma; b) i casi nei quali la cooperazione tra piu' soggetti non configura un'azione di concerto ai sensi del comma 4. ))
                            Art. 101-ter
        (( (Autorita' di vigilanza e diritto applicabile). ))
  (( 1. La Consob vigila sulle offerte pubbliche di acquisto o di scambio in conformita' alle disposizioni del presente capo. 2. Ai fini del riparto delle competenze tra la Consob e le autorita' degli altri Stati comunitari con riguardo alle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, aventi ad oggetto titoli di societa' regolate dal diritto di uno Stato comunitario, e strumentali o successive all'acquisizione del controllo secondo il diritto nazionale della societa' emittente, si osservano le disposizioni seguenti. 3. La Consob vigila sullo svolgimento delle offerte pubbliche: a) aventi a oggetto titoli emessi da una societa' la cui sede legale e' situata nel territorio italiano e ammessi alla negoziazione su uno o piu' mercati regolamentati italiani; b) aventi ad oggetto titoli emessi da una societa' la cui sede legale e' situata in uno Stato comunitario diverso dall'Italia e ammessi alla negoziazione esclusivamente su mercati regolamentati italiani; c) aventi ad oggetto titoli emessi da una societa' la cui sede legale e' situata in uno Stato comunitario diverso dall'Italia e ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati italiani e di altri Stati comunitari diversi da quello dove la societa' ha la propria sede legale, qualora siano stati ammessi per la prima volta alla negoziazione su un mercato regolamentato italiano ovvero, qualora i titoli siano stati ammessi per la prima volta alla negoziazione contemporaneamente sui mercati regolamentati italiani e di altri Stati comunitari, nel caso in cui la societa' emittente scelga la Consob quale autorita' di vigilanza, informandone i suddetti mercati e le loro autorita' di vigilanza il primo giorno della negoziazione. La Consob stabilisce con regolamento le modalita' e i termini per la comunicazione al pubblico della decisione della societa' emittente relativa alla scelta dell'autorita' competente per la vigilanza sull'offerta. 4. Nei casi in cui la Consob sia l'autorita' di vigilanza competente ai sensi del comma 3, lettere b) e c), sono disciplinate dal diritto italiano le questioni inerenti al corrispettivo dell'offerta, alla procedura, con particolare riguardo agli obblighi di informazione sulla decisione dell'offerente di procedere all'offerta, al contenuto del documento di offerta e alla divulgazione dell'offerta. Per le questioni riguardanti l'informazione che deve essere fornita ai dipendenti della societa' emittente, per le questioni di diritto societario con particolare riguardo a quelle relative alla soglia al cui superamento consegue l'obbligo di offerta pubblica di acquisto, alle deroghe a tale obbligo e alle condizioni in presenza delle quali l'organo di amministrazione della societa' emittente puo' compiere atti od operazioni che possano contrastare il conseguimento degli obiettivi dell'offerta, le norme applicabili e l'autorita' competente sono quelle dello Stato membro in cui la societa' emittente ha la propria sede legale. 5. Nei casi in cui l'offerta abbia ad oggetto titoli emessi da societa' la cui sede legale e' situata nel territorio italiano e ammessi alla negoziazione esclusivamente su uno o piu' mercati regolamentati di altri Stati comunitari, sono disciplinate dal diritto italiano le materie indicate nel comma 4, secondo periodo e l'autorita' competente in relazione ad esse e' la Consob. ))
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO II
APPELLO AL PUBBLICO RISPARMIO
CAPO II
OFFERTE PUBBLICHE DI ACQUISTO O DI SCAMBIO
Sezione I
Disposizioni generali
                              Art. 102
          (Obblighi degli offerenti e poteri interdittivi).

  1.  La  decisione  ovvero  il  sorgere  dell'obbligo  di promuovere
un'offerta  pubblica  di  acquisto  o  di  scambio sono senza indugio
comunicati  alla  Consob  e  contestualmente resi pubblici. La Consob
stabilisce   con   regolamento   i   contenuti   e  le  modalita'  di
pubblicazione della comunicazione.
  2.  Non  appena  l'offerta sia stata resa pubblica, il consiglio di
amministrazione   o   di   gestione   della   societa'   emittente  e
dell'offerente   ne   informano   i   rispettivi  rappresentanti  dei
lavoratori o, in mancanza di rappresentanti, i lavoratori stessi.
  3.  Salvo  quanto  previsto dall'articolo 106, comma 2, l'offerente
promuove l'offerta tempestivamente, e comunque non oltre venti giorni
dalla  comunicazione  di  cui  al comma 1, presentando alla Consob il
documento  d'offerta destinato alla pubblicazione. In caso di mancato
rispetto   del   termine   il   documento   d'offerta  e'  dichiarato
irricevibile  e  l'offerente non puo' promuovere un'ulteriore offerta
avente  a  oggetto  prodotti  finanziari  del  medesimo emittente nei
successivi dodici mesi.
  4.   Entro   quindici  giorni  dalla  presentazione  del  documento
d'offerta,  la  Consob  lo  approva se esso e' idoneo a consentire ai
destinatari  di  pervenire  ad  un fondato giudizio sull'offerta. Con
l'approvazione  la  Consob  puo'  indicare all'offerente informazioni
integrative  da  fornire,  specifiche  modalita' di pubblicazione del
documento  d'offerta  nonche'  particolari  garanzie  da prestare. Il
termine  e'  di  trenta  giorni  per  le  offerte aventi ad oggetto o
corrispettivo  prodotti  finanziari  non  quotati  o  diffusi  tra il
pubblico  ai  sensi  dell'articolo  116.  Qualora si renda necessario
richiedere  all'offerente  informazioni  supplementari,  tali termini
sono  sospesi,  per una sola volta, fino alla ricezione delle stesse.
Tali informazioni sono fornite entro il termine fissato dalla Consob,
comunque non superiore a quindici giorni. Nell'ipotesi in cui, per lo
svolgimento   dell'offerta,   la   normativa   di   settore  richieda
autorizzazioni  di  altre  autorita',  la Consob approva il documento
d'offerta    entro    cinque   giorni   dalla   comunicazione   delle
autorizzazioni stesse. Decorsi i termini di cui al presente comma, il
documento d'offerta si considera approvato.
  (( 4-bis. Limitatamente alle offerte pubbliche di scambio che abbiano ad oggetto obbligazioni e altri titoli di debito, l'offerente puo' richiedere alla Consob che l'offerta sia soggetta, anche in deroga alle disposizioni del presente capo, alla disciplina delle offerte al pubblico di vendita e di sottoscrizione, di cui al capo I del presente titolo. La Consob, entro quindici giorni dalla presentazione della richiesta, accoglie la medesima, ove cio' non contrasti con le finalita' indicate nell'articolo 91. ))
  5. Non appena il documento sia stato reso pubblico, il consiglio di
amministrazione   o   di   gestione   della   societa'   emittente  e
dell'offerente   lo  trasmettono  ai  rispettivi  rappresentanti  dei
lavoratori o, in mancanza di rappresentanti, ai lavoratori stessi.
  6. In pendenza dell'offerta la Consob puo':
    a)  sospenderla  in via cautelare, in caso di fondato sospetto di
violazione  delle  disposizioni  del  presente  capo  o  delle  norme
regolamentari;
    b) sospenderla, per un termine non superiore a trenta giorni, nel
caso  intervengano  fatti nuovi o non resi noti in precedenza tali da
non  consentire  ai  destinatari  di pervenire ad un fondato giudizio
sull'offerta;
    c)  dichiararla  decaduta,  in caso di accertata violazione delle
disposizioni o delle norme indicate nella lettera a).
  7.  Ai  fini dell'esercizio delle proprie funzioni di vigilanza sul
rispetto  delle  disposizioni del presente capo, la Consob esercita i
poteri  previsti  dall'articolo  115,  comma  1, lettere a) e b), nei
confronti  di chiunque appaia informato dei fatti. In caso di fondato
sospetto  di  violazione delle disposizioni del presente capo o delle
norme regolamentari si applica l'articolo 187-octies.
  8. In presenza di indiscrezioni comunque diffuse tra il pubblico in
merito  ad  una possibile offerta pubblica di acquisto o scambio e di
irregolarita'  nell'andamento  del mercato dei titoli interessati, ai
potenziali offerenti si applica l'articolo 114, commi 5 e 6.
                              Art. 103
                      Svolgimento dell'offerta

  1.  L'offerta  e'  irrevocabile.  Ogni clausola contraria e' nulla.
L'offerta  e'  rivolta a parita' di condizioni a tutti i titolari dei
prodotti finanziari che ne formano oggetto.
  ((2. Fermo quanto previsto dal titolo III, capo I, agli emittenti, agli offerenti, alle persone che agiscono di concerto con essi, nonche' agli intermediari incaricati di raccogliere le adesioni si applicano gli articoli 114, commi 5 e 6, e 115 dalla data della comunicazione prevista dall'articolo 102, comma 1, e fino ad un anno dalla chiusura dell'offerta. 3. Il consiglio di amministrazione dell'emittente diffonde un comunicato contenente ogni dato utile per l'apprezzamento dell'offerta e la propria valutazione sulla medesima. Per le societa' organizzate secondo il modello dualistico il comunicato, eventualmente congiunto, e' approvato dal consiglio di gestione e dal consiglio di sorveglianza. 3-bis. Il comunicato contiene altresi' una valutazione degli effetti che l'eventuale successo dell'offerta avra' sugli interessi dell'impresa, nonche' sull'occupazione e la localizzazione dei siti produttivi. Contestualmente alla sua diffusione, il comunicato e' trasmesso ai rappresentanti dei lavoratori della societa' o, in loro mancanza, ai lavoratori direttamente. Se ricevuto in tempo utile, al comunicato e' allegato il parere dei rappresentanti dei lavoratori quanto alle ripercussioni sull'occupazione. 4. La Consob detta con regolamento disposizioni di attuazione della presente sezione e, in particolare, disciplina: a) il contenuto del documento d'offerta, nonche' le modalita' per la pubblicazione del documento e per lo svolgimento dell'offerta; b) la correttezza e la trasparenza delle operazioni sui prodotti finanziari oggetto dell'offerta; c) gli effetti sul corrispettivo dell'offerta degli acquisti di prodotti finanziari che ne sono oggetto, effettuati dagli offerenti o dalle persone che agiscono di concerto con essi dopo la comunicazione di cui all'articolo 102, comma 1, in pendenza dell'offerta o nei sei mesi successivi alla chiusura di questa; d) le modifiche all'offerta, le offerte di aumento e quelle concorrenti, senza limitare il numero dei rilanci, effettuabili fino alla scadenza di un termine massimo; e) il riconoscimento dei documenti d'offerta approvati da autorita' di vigilanza di altri Stati comunitari o da autorita' di vigilanza di Stati extracomunitari con le quali vi siano accordi di cooperazione; f) le modalita' di pubblicazione dei provvedimenti da essa adottati ai sensi della presente sezione. ))
  5. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 NOVEMBRE 2007, N. 229)).
                              Art. 104
                              (Difese).

  1.  Salvo  autorizzazione  dell'assemblea  ordinaria  o  di  quella
straordinaria  per  le  delibere  di competenza, le societa' italiane
quotate  i  cui  titoli  sono  oggetto  dell'offerta si astengono dal
compiere  atti od operazioni che possono contrastare il conseguimento
degli  obiettivi  dell'offerta.  L'obbligo  di  astensione si applica
dalla  comunicazione  di  cui  all'articolo 102, comma 1, e fino alla
chiusura  dell'offerta  ovvero  fino  a  quando  l'offerta stessa non
decada.  La  mera  ricerca  di  altre offerte non costituisce atto od
operazione  in  contrasto con gli obiettivi dell'offerta. Resta ferma
la responsabilita' degli amministratori, dei componenti del consiglio
di gestione e di sorveglianza e dei direttori generali per gli atti e
le operazioni compiuti. (31)
  1-bis.   L'autorizzazione   assembleare  prevista  dal  comma  1  e
richiesta  anche  per  l'attuazione  di  ogni  decisione  presa prima
dell'inizio  del  periodo  indicato  nel  comma 1, che non sia ancora
stata  attuata in tutto o in parte, che non rientri nel corso normale
delle  attivita' della societa' e la cui attuazione possa contrastare
il conseguimento degli obiettivi dell'offerta. (31)
  1-ter.  Gli  statuti  possono  derogare,  in tutto o in parte, alle
disposizioni  dei  commi 1 e 1-bis. Le societa' comunicano le deroghe
approvate ai sensi del presente comma alla Consob e alle autorita' di
vigilanza  in  materia  di  offerte pubbliche di acquisto degli Stati
membri  in  cui  i  loro  titoli sono ammessi alla negoziazione su un
mercato  regolamentato  o  in  cui  e' stata chiesta tale ammissione.
Fermo  quanto  disposto dall'articolo 114, tali deroghe sono altresi'
tempestivamente  comunicate al pubblico secondo le modalita' previste
dalla medesima disposizione. (31)
  ((2. L'avviso di convocazione relativo alle assemblee di cui al presente articolo e' pubblicato con le modalita' di cui all'articolo 125-bis entro il quindicesimo giorno precedente la data fissata per l'assemblea.))
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AGGIORNAMENTO (31)
  Il  D.Lgs.  25  settembre  2009, n. 146, ha disposto (con l'art. 1,
comma  3) che le modifiche al presente articolo hanno efficacia dal 1
luglio 2010.
                            Art. 104-bis
                    (Regola di neutralizzazione)

  (( 1. Fermo quanto previsto dall'articolo 123, comma 3, gli statuti delle societa' italiane quotate, diverse dalle societa' cooperative, possono prevedere che, quando sia promossa un'offerta pubblica di acquisto o di scambio avente ad oggetto i titoli da loro emessi si applichino le regole previste dai commi 2 e 3. ))
  2.  Nel  periodo  di  adesione  all'offerta  non  hanno effetto nei
confronti  dell'offerente  le  limitazioni al trasferimento di titoli
previste  nello statuto ne' hanno effetto, nelle assemblee chiamate a
decidere  sugli  atti  e le operazioni previsti dall'articolo 104, le
limitazioni  al  diritto  di  voto  previste nello statuto o da patti
parasociali.
  3.  Quando,  a seguito di un'offerta di cui al comma 1, l'offerente
venga  a detenere almeno il settantacinque per cento del capitale con
diritto di voto nelle deliberazioni riguardanti la nomina o la revoca
degli  amministratori o dei componenti del consiglio di gestione o di
sorveglianza,   nella   prima   assemblea   che   segue  la  chiusura
dell'offerta,  convocata  per  modificare lo statuto o per revocare o
nominare  gli amministratori o i componenti del consiglio di gestione
o di sorveglianza non hanno effetto:
    a)  le limitazioni al diritto di voto previste nello statuto o da
patti parasociali;
    b) qualsiasi diritto speciale in materia di nomina o revoca degli
amministratori  o  dei  componenti  del  consiglio  di  gestione o di
sorveglianza previsto nello statuto.
  4.  Le  disposizioni  di  cui  ai commi 2 e 3 non si applicano alle
limitazioni statutarie al diritto di voto attribuito da titoli dotati
di privilegi di natura patrimoniale.
  5.  Qualora l'offerta di cui al comma 1 abbia avuto esito positivo,
l'offerente   e'  tenuto  a  corrispondere  un  equo  indennizzo  per
l'eventuale  pregiudizio patrimoniale subito dai titolari dei diritti
che  l'applicazione  delle  disposizioni  di cui ai commi 2 e 3 abbia
reso   non   esercitabili,   purche'  le  disposizioni  statutarie  o
contrattuali   che   costituiscono   tali  diritti  fossero  efficaci
anteriormente alla comunicazione di cui all'articolo 102, comma 1. La
richiesta  di indennizzo deve essere presentata all'offerente, a pena
di  decadenza,  entro  novanta  giorni  dalla  chiusura  dell'offerta
ovvero,  nel  caso di cui al comma 3, entro novanta giorni dalla data
dell'assemblea.  In  mancanza di accordo, l'ammontare dell'indennizzo
eventualmente dovuto e' fissato dal giudice in via equitativa, avendo
riguardo,  tra  l'altro,  al  raffronto  tra  la  media dei prezzi di
mercato  del  titolo  nei dodici mesi antecedenti la prima diffusione
della  notizia  dell'offerta e l'andamento dei prezzi successivamente
all'esito positivo dell'offerta.
  6.  L'indennizzo  di  cui  al comma 5 non e' dovuto per l'eventuale
pregiudizio patrimoniale derivante dall'esercizio del diritto di voto
in  contrasto  con un patto parasociale, se al momento dell'esercizio
del  diritto  di  voto  e'  gia' stata presentata la dichiarazione di
recesso di cui all'articolo 123, comma 3.
  7.  Restano  ferme le disposizioni in materia di poteri speciali di
cui  all'articolo  2  del  decreto-legge  31  maggio  1994,  n.  332,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, e
successive   modificazioni,  e  in  materia  di  limiti  di  possesso
azionario  (( e al diritto di voto )) di cui all'articolo 3 del
medesimo decreto-legge.
                            Art. 104-ter
                     (Clausola di reciprocita').

  1.  (( Le disposizioni di cui all'articolo 104, commi 1 e 1-bis, e, qualora previste negli statuti, le disposizioni di cui all'articolo 104-bis, commi 2 e 3, )) non si applicano in caso di offerta pubblica
promossa  da  chi  non  sia  soggetto  a  tali  disposizioni ovvero a
disposizioni  equivalenti,  ovvero  da  una societa' o ente da questi
controllata.  In caso di offerta promossa di concerto, e' sufficiente
che  a  tali  disposizioni  non  sia  soggetto anche uno solo fra gli
offerenti.((31))
  2.  COMMA  SOPPRESSO  DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2.
  3.  La Consob, su istanza dell'offerente o della societa' emittente
ed  entro venti giorni dalla presentazione di questa, determina se le
disposizioni  applicabili  ai  soggetti  di  cui  al  comma  1  siano
equivalenti a quelle cui e' soggetta la societa' emittente. La Consob
stabilisce   con   regolamento   i   contenuti   e  le  modalita'  di
presentazione di tale istanza.
  4.  Qualsiasi  misura  idonea  a contrastare il conseguimento degli
obiettivi dell'offerta adottata dalla societa' emittente in virtu' di
quanto  disposto  al  comma  1  deve essere espressamente autorizzata
dall'assemblea  in  vista  di  una  eventuale  offerta  pubblica, nei
diciotto   mesi  anteriori  alla  comunicazione  della  decisione  di
promuovere  l'offerta  ai  sensi  dell'articolo  102,  comma 1. Fermo
quanto  disposto  dall'articolo  114,  l'autorizzazione  prevista dal
presente  comma  e'  tempestivamente comunicata al mercato secondo le
modalita' previste ai sensi del medesimo articolo 114.
---------------
AGGIORNAMENTO (31)
  Il  D.Lgs.  25  settembre  2009, n. 146, ha disposto (con l'art. 1,
comma  4)  che  la  modifica  al presente articolo ha efficacia dal 1
luglio 2010.
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO II
APPELLO AL PUBBLICO RISPARMIO
CAPO II
OFFERTE PUBBLICHE DI ACQUISTO O DI SCAMBIO
Sezione II
Offerte pubbliche di acquisto obbligatorie
                              Art. 105
                        Disposizioni generali

  1.  Salvo  quanto  previsto  dall'articolo 101-ter, commi 4 e 5, le
disposizioni  della  presente  sezione  si  applicano  alle  societa'
italiane   con   titoli   ammessi   alla   negoziazione   in  mercati
regolamentati italiani.
  2.  Ai  fini  della presente sezione, per partecipazione si intende
una  quota, detenuta anche indirettamente per il tramite di fiduciari
o per interposta persona, dei titoli emessi da una societa' di cui al
comma  1  che  attribuiscono  diritti  di  voto  nelle  deliberazioni
assembleari  riguardanti  nomina  o revoca degli amministratori o del
consiglio di sorveglianza.
  3.  La  CONSOB  puo' con regolamento includere nella partecipazione
categorie  di  titoli che attribuiscono diritti di voto su uno o piu'
argomenti  diversi  tenuto conto della natura e del tipo di influenza
sulla  gestione della societa' che puo' avere il loro esercizio anche
congiunto.  La  Consob determina, altresi', con regolamento i criteri
di  calcolo  della  partecipazione di cui al comma 2 nelle ipotesi in
cui i titoli di cui al medesimo comma, risultino privati, per effetto
di disposizioni legislative o regolamentari, del diritto di voto.
  (( 3-bis. La Consob stabilisce con regolamento i casi e le modalita' con cui gli strumenti finanziari derivati detenuti sono computati nella partecipazione di cui al comma 2. ))
                              Art. 106
              Offerta pubblica di acquisto totalitaria

  1.   Chiunque,   a  seguito  di  acquisti,  venga  a  detenere  una
partecipazione  superiore  alla  soglia del trenta per cento promuove
un'offerta  pubblica  di  acquisto  rivolta  a  tutti i possessori di
titoli  sulla  totalita'  dei  titoli ammessi alla negoziazione in un
mercato regolamentato in loro possesso.
  2.  Per  ciascuna  categoria di titoli, l'offerta e' promossa entro
venti  giorni  a un prezzo non inferiore a quello piu' elevato pagato
dall'offerente e da persone che agiscono di concerto con il medesimo,
nei dodici mesi anteriori alla comunicazione di cui all'articolo 102,
comma 1, per acquisti di titoli della medesima categoria. Qualora non
siano  stati  effettuati  acquisti  a  titolo oneroso di titoli della
medesima  categoria  nel  periodo indicato, l'offerta e' promossa per
tale  categoria  di  titoli ad un prezzo non inferiore a quello medio
ponderato  di  mercato  degli  ultimi dodici mesi o del minor periodo
disponibile.
  2-bis.  Il  corrispettivo  dell'offerta  puo'  essere costituito in
tutto  o  in  parte da titoli. Nel caso in cui i titoli offerti quale
corrispettivo  dell'offerta non siano ammessi alla negoziazione su di
un  mercato regolamentato in uno Stato comunitario ovvero l'offerente
o  le  persone  che agiscono di concerto con questi, abbia acquistato
verso  un  corrispettivo  in  denaro, nel periodo di cui al comma 2 e
fino  alla  chiusura  dell'offerta, titoli che conferiscono almeno il
cinque  per  cento  dei  diritti  di voto esercitabili nell'assemblea
della societa' i cui titoli sono oggetto di offerta, l'offerente deve
proporre  ai  destinatari  dell'offerta,  almeno  in  alternativa  al
corrispettivo in titoli, un corrispettivo in contanti.
  3. La Consob disciplina con regolamento le ipotesi in cui:
    a)  la  partecipazione indicata nel comma 1 e' acquisita mediante
l'acquisto  di  partecipazioni  in  societa'  il  cui  patrimonio  e'
prevalentemente  costituito da titoli emessi da altra societa' di cui
all'articolo 105, comma 1;
    b)  l'obbligo di offerta consegue ad acquisti superiori al cinque
per  cento  da  parte  di coloro che gia' detengono la partecipazione
indicata  nel comma 1 senza (( detenere la )) maggioranza dei diritti
di voto nell'assemblea ordinaria ;
    c)  l'offerta,  previo  provvedimento  motivato  della Consob, e'
promossa  ad  un  prezzo  inferiore  a  quello  piu'  elevato pagato,
fissando  i criteri per determinare tale prezzo e purche' ricorra una
delle seguenti circostanze:
      1)  i  prezzi  di  mercato  siano  stati  influenzati da eventi
eccezionali  o  vi sia il fondato sospetto che siano stati oggetto di
manipolazione;
      2) il prezzo piu' elevato pagato dall'offerente o dalle persone
che  agiscono di concerto con il medesimo nel periodo di cui al comma
2  ((sia il prezzo ))  di  operazioni  di compravendita sui titoli
oggetto dell'offerta effettuate a condizioni di mercato e nell'ambito
della  gestione  ordinaria  della propria attivita' caratteristica (( ovvero sia il prezzo )) di operazioni di compravendita che avrebbero
beneficiato di una delle esenzioni di cui al comma 5; (25)
    d)  l'offerta,  previo  provvedimento  motivato  della Consob, e'
promossa  ad un prezzo superiore a quello piu' elevato pagato purche'
cio'  sia necessario per la tutela degli investitori e ricorra almeno
una delle seguenti circostanze:
      1)  l'offerente  o  le  persone che agiscono di concerto con il
medesimo  abbiano  pattuito  l'acquisto  di  titoli ad un prezzo piu'
elevato  di  quello  pagato  per  l'acquisto di titoli della medesima
categoria;
      2)  vi  sia  stata  collusione tra l'offerente o le persone che
agiscono di concerto con il medesimo e uno o piu' venditori;
      3) (( NUMERO ABROGATO DAL D.LGS. 25 SETTEMBRE 2009, N. 146 ));
      4)  vi  sia  il  fondato sospetto che i prezzi di mercato siano
stati oggetto di manipolazione. (25)
  3-bis.   La   Consob,  tenuto  conto  delle  caratteristiche  degli
strumenti  finanziari  emessi,  puo'  stabilire  con  regolamento  le
ipotesi  in  cui  l'obbligo  di  offerta  consegue  ad  acquisti  che
determinino  la  detenzione  congiunta  di  titoli  e altri strumenti
finanziari con diritto di voto sugli argomenti indicati nell'articolo
105,  in  misura  tale  da  attribuire  un potere complessivo di voto
equivalente  a  quella  di chi detenga la partecipazione indicata nel
comma 1.
  3-ter. I provvedimenti di cui alle lettere c) e d) del comma 3 sono
resi  pubblici  con  le  modalita'  indicate  nel  regolamento di cui
all'articolo 103, comma 4, lettera f).
  4.  L'obbligo di offerta non sussiste se la partecipazione indicata
nel  comma 1 e' detenuta a seguito di un'offerta pubblica di acquisto
o  di scambio rivolta a tutti i possessori di titoli per la totalita'
dei titoli in loro possesso, purche', nel caso di offerta pubblica di
scambio,  siano offerti titoli quotati in un mercato regolamentato di
uno Stato comunitario o sia offerto come alternativa un corrispettivo
in contanti.
  5.   La  Consob  stabilisce  con  regolamento  i  casi  in  cui  il
superamento  della partecipazione indicata nel comma 1 o nel comma 3,
lettera  b),  non comporta l'obbligo di offerta ove sia realizzato in
presenza  di  uno  o  piu'  soci  che  detengono  il  controllo o sia
determinato da:
    a) operazioni dirette al salvataggio di societa' in crisi;
    b)  trasferimento  dei  titoli  previsti  dall'articolo  105  tra
soggetti legati da rilevanti rapporti di partecipazione;
    c) cause indipendenti dalla volonta' dell'acquirente;
    d) operazioni di carattere temporaneo;
    e) operazioni di fusione o di scissione;
    f) acquisti a titolo gratuito.
  6.  La  Consob  puo'  con  provvedimento  motivato, disporre che il
superamento  della partecipazione indicata nel comma 1 o nel comma 3,
lettera  b),  non  comporta  obbligo  di  offerta con riguardo a casi
riconducibili  alle  ipotesi  di cui al comma 5, ma non espressamente
previsti nel regolamento approvato ai sensi del medesimo comma.
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AGGIORNAMENTO (25)
  Il D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 229 ha disposto (con l'art. 8, comma
6)  che "Le disposizioni di cui all'articolo 106, comma 3, lettere c)
e   d),   del   testo   unico   delle   disposizioni  in  materia  di
intermediazione   finanziaria,  di  cui  al  decreto  legislativo  24
febbraio  1998,  n.  58,  come  modificato  dal  presente decreto, si
applicano  a decorrere dalla data di entrata in vigore delle norme di
attuazione ivi previste".
                              Art. 107
               Offerta pubblica di acquisto preventiva

  1.  Oltre  che  nei  casi  indicati nell'articolo 106, commi 4 e 5,
l'obbligo di offerta pubblica previsto dal medesimo articolo, commi 1
e  3,  non  sussiste  se  la partecipazione viene a essere detenuta a
seguito  di  un'offerta  pubblica  di  acquisto o di scambio avente a
oggetto almeno il sessanta per cento dei titoli di ciascuna categoria
, ove ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:
    a) ((l'offerente e le persone che agiscono di concerto con lui,))
non abbiano acquistato partecipazioni in misura superiore all'uno per
cento,  anche  mediante  contratti a termine con scadenza successiva,
nei  dodici  mesi  precedenti  la  comunicazione alla CONSOB prevista
dall'articolo 102, comma 1, ne' durante l'offerta;
    b)    l'efficacia    dell'offerta    sia    stata    condizionata
all'approvazione  di  tanti  possessori  di  titoli che possiedano la
maggioranza dei titoli stessi , escluse dal computo i titoli detenuti
,  in  conformita'  dei criteri stabiliti ai sensi dell'articolo 120,
comma  4, lettera b), dall'offerente, dal socio di maggioranza, anche
relativa,  se la sua partecipazione sia superiore al dieci per cento,
e  dai  soggetti  a essi legati da uno dei rapporti indicati 101-bis,
comma 4; ((31))
    c)   la   CONSOB   accordi  l'esenzione,  previa  verifica  della
sussistenza delle condizioni indicate nelle lettere a) e b).
  2.  Le  modalita'  di  approvazione sono stabilite dalla CONSOB con
regolamento.  Possono  esprimere  il proprio giudizio sull'offerta ai
sensi del comma 1, lettera b), anche i soci che non vi aderiscono.
  3.  L'offerente  e' tenuto a promuovere l'offerta pubblica prevista
dall'articolo  106  se,  nei  dodici  mesi  successivi  alla chiusura
dell'offerta preventiva:
    a) (( l'offerente medesimo o persone che agiscono di concerto con esso, ))  abbiano  effettuato  acquisti  di partecipazioni in misura
superiore  all'uno  per cento, anche mediante contratti a termine con
scadenza successiva;
    b) la societa' emittente abbia deliberato operazioni di fusione o
di scissione.
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AGGIORNAMENTO (31)
  Il  D.Lgs.  25  settembre  2009,  n. 146 ha disposto (con l'art. 2,
comma  3,  lettera  b))  che  al  comma  1,  lettera b), del presente
articolo,  le  parole:  "dai  soggetti  ad  esso  legati  da  uno dei
rapporti,  indicati  nell'articolo  101-bis, comma 4" sono sostituite
dalle seguenti: "dalle persone che agiscono di concerto con lui".
                              Art. 108.
                       (Obbligo di acquisto).

  1.  L'offerente  che  venga  a  detenere,  a  seguito di un'offerta
pubblica totalitaria, una partecipazione almeno pari al novantacinque
per  cento  del  capitale  rappresentato da titoli (( in una societa' italiana quotata )) ha l'obbligo di acquistare i restanti titoli da
chi  ne  faccia  richiesta.  Qualora  siano  emesse piu' categorie di
titoli,  l'obbligo  sussiste  solo  per le categorie di titoli per le
quali sia stata raggiunta la soglia del novantacinque per cento.
  2.  Salvo quanto previsto al comma 1, chiunque venga a detenere una
partecipazione   superiore   al   novanta   per  cento  del  capitale
rappresentato  da  titoli  ammessi  alla  negoziazione  in un mercato
regolamentato,  ha  l'obbligo di acquistare i restanti titoli ammessi
alla  negoziazione  in  un  mercato  regolamentato  da  chi ne faccia
richiesta  se  non  ripristina  entro  novanta  giorni  un  flottante
sufficiente  ad  assicurare il regolare andamento delle negoziazioni.
Qualora  siano  emesse  piu'  categorie di titoli, l'obbligo sussiste
soltanto in relazione alle categorie di titoli per le quali sia stata
raggiunta la soglia del novanta per cento.
  3. Nell'ipotesi di cui al comma 1, nonche' nei casi di cui al comma
2  in cui la partecipazione ivi indicata sia raggiunta esclusivamente
a seguito di offerta pubblica totalitaria, il corrispettivo e' pari a
quello  dell'offerta  pubblica totalitaria precedente, sempre che, in
caso  di  offerta  volontaria, l'offerente abbia acquistato a seguito
dell'offerta  stessa,  titoli  che rappresentano non meno del novanta
per cento del capitale con diritto di voto compreso nell'offerta.
  (( 4. Al di fuori dei casi di cui al comma 3, il corrispettivo e' determinato dalla Consob, tenendo conto anche del corrispettivo dell'eventuale offerta precedente o del prezzo di mercato del semestre anteriore all'annuncio dell'offerta effettuato ai sensi dell'articolo 102, comma 1, o dell'articolo 114, ovvero antecedente l'acquisto che ha determinato il sorgere dell'obbligo,))
  5. Nell'ipotesi di cui al comma 1, nonche' nei casi di cui al comma
2 in cui la partecipazione ivi indicata siaraggiunta esclusivamente a
seguito  di  offerta pubblica totalitaria, il corrispettivo assume la
stessa forma di quello dell'offerta, ma il possessore dei titoli puo'
sempre  esigere  che  gli  sia  (( corrisposto in misura integrale un corrispettivo in contanti, determinato in base a criteri generali definiti dalla Consob con regolamento. )).
  6.   Se   il  corrispettivo  offerto  e'  pari  a  quello  proposto
nell'offerta  precedente  l'obbligo  puo' essere adempiuto attraverso
una riapertura dei termini della stessa.
  7. La Consob detta con regolamento norme di attuazione del presente
articolo riguardanti in particolare:
    a)  gli obblighi informativi connessi all'attuazione del presente
articolo;
    b)  i  termini  entro  i  quali  i  possessori dei titoli residui
possono richiedere di cedere i suddetti titoli;
    c) la procedura da seguire per la determinazione del prezzo.
                              Art. 109.
                       (Acquisto di concerto).

  1.  Sono  solidalmente tenuti agli obblighi previsti dagli articoli
106  e  108  le  persone  che  agiscono  di concerto quando vengano a
detenere, a seguito di acquisti effettuati anche da uno solo di essi,
una  partecipazione  complessiva  superiore alle percentuali indicate
nei predetti articoli.
  2.  Il  comma  1  non  si  applica  quando  la  detenzione  di  una
partecipazione  complessiva  superiore alle percentuali indicate agli
articoli  106  e  108  costituisce effetto della stipula di un patto,
anche  nullo,  di  cui all'articolo 122, salvo che gli aderenti siano
venuti  a  detenere  una  partecipazione  complessiva  superiore alle
predette  percentuali  nei dodici mesi precedenti la stipulazione del
patto.
  3.  Ai fini dell'applicazione del comma 1, le fattispecie (( di cui all'articolo 101-bis, comma 4-bis )),  assumono  rilievo  anche
congiuntamente,    limitatamente    ai    soggetti    che   detengono
partecipazioni.
                              Art. 110
                  ((Inadempimento degli Obblighi ))

  1.  In  caso  di  violazione degli obblighi previsti dalla presente
sezione,  il  diritto  di  voto  inerente  all'intera  partecipazione
detenuta  non  puo'  essere  esercitato e (( i titoli )) eccedenti le
percentuali   indicate   negli  articoli  106  e  108  devono  essere
((alienati))  entro  dodici  mesi. Nel caso in cui il diritto di voto
venga  esercitato,  si applica l'articolo 14, comma 5. L'impugnazione
puo'  essere  proposta  anche  dalla CONSOB entro il termine indicato
nell'articolo 14, comma 6.
  (( 1-bis. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 192, comma 1, la Consob, in alternativa all'alienazione di cui al comma 1, con provvedimento motivato, avuto riguardo tra l'altro alle ragioni del mancato adempimento, agli effetti che conseguirebbero all'alienazione e alle modifiche intervenute nella compagine azionaria, puo' imporre la promozione dell'offerta totalitaria al prezzo da essa stabilito, anche tenendo conto del prezzo di mercato dei titoli. 1-ter. L'alienazione prevista dal comma 1 o la promozione dell'offerta prevista dal comma 1-bis fanno venire meno la sospensione del diritto di voto di cui al comma 1. ))
                              Art. 111
                         Diritto di acquisto

  1.  L'offerente  che venga a detenere a seguito di offerta pubblica
totalitaria una partecipazione almeno pari al novantacinque per cento
del  capitale  rappresentato  da  titoli  (( in una societa' italiana quotata ))  ha diritto di acquistare i titoli residui entro tre mesi
dalla  scadenza  del  termine  per l'accettazione dell'offerta, se ha
dichiarato  nel documento d'offerta l'intenzione di avvalersi di tale
diritto. Qualora siano emesse piu' categorie di titoli, il diritto di
acquisto  puo'  essere esercitato soltanto per le categorie di titoli
per  le  quali  sia  stata  raggiunta la soglia del novantacinque per
cento.
  2.  Il  corrispettivo  e  la  forma  che  esso  deve  assumere sono
determinati ai sensi dell'articolo 108, commi 3, 4 e 5.
  3.  Il  trasferimento  ha efficacia dal momento della comunicazione
dell'avvenuto  deposito  del prezzo di acquisto presso una banca alla
societa'  emittente,  che  provvede  alle conseguenti annotazioni nel
libro dei soci.
                              Art. 112
                     Disposizioni di attuazione

  1. La CONSOB detta con regolamento disposizioni di attuazione della
presente  sezione;  con  provvedimento  da  pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale,  essa  puo',  sentita la societa' di gestione del mercato,
elevare  per  singole  societa' la percentuale prevista dall'articolo
108.
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO III
EMITTENTI
CAPO I
INFORMAZIONE SOCIETARIA
                              Art. 113
                   (( Ammissione alle negoziazioni di strumenti finanziari comunitari ))

  (( 1. Prima della data stabilita per l'inizio delle negoziazioni degli strumenti finanziari comunitari in un mercato regolamentato l'emittente o la persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni pubblica un prospetto. Si applicano gli articoli 94, commi 1, 2, 3, 4, 5, 8, 10 e 11 e 94-bis, commi 1, 2, 3 e 5 anche nei confronti della persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni. 2. Qualunque fatto nuovo significativo, errore materiale o imprecisione relativi alle informazioni contenute nel prospetto che sia atto ad influire sulla valutazione degli strumenti finanziari e che sopravvenga o sia rilevato tra il momento in cui e' approvato il prospetto e quello in cui inizia la negoziazione in un mercato regolamentato deve essere menzionato in un supplemento del prospetto. 3. La Consob: a) determina con regolamento le modalita' e i termini di pubblicazione del prospetto e di eventuali supplementi dettando specifiche disposizioni per i casi in cui l'ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato sia preceduta da un'offerta al pubblico; b) determina con regolamento la lingua da utilizzare nel prospetto per l'ammissione alle negoziazioni di strumenti finanziari; c) puo' individuare con regolamento in quali casi non si applica l'obbligo di pubblicazione del prospetto previsto al comma 1; d) disciplina l'obbligo di depositare presso la Consob un documento concernente le informazioni che gli emittenti hanno pubblicato o reso disponibili al pubblico nel corso di un anno; e) stabilisce le condizioni per il trasferimento dell'approvazione di un prospetto all'autorita' competente di un altro Stato membro; f) esercita i poteri previsti negli articoli 114, commi 5 e 6, e 115 nei confronti dell'emittente, della persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni e degli altri soggetti indicati in tali disposizioni; g) puo' sospendere l'ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato per un massimo di dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna volta se ha ragionevole motivo di sospettare che le disposizioni del presente articolo e delle relative norme di attuazione sono state violate; h) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), puo' chiedere alla societa' di gestione del mercato la sospensione in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi consecutivi, delle negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente articolo e delle relative norme di attuazione; i) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), puo' chiedere alla societa' di gestione del mercato di vietare le negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di accertata violazione delle disposizioni del presente articolo e delle relative norme di attuazione; l) informa l'autorita' competente dello Stato membro d'origine, qualora, quale autorita' competente dello Stato membro ospitante, rilevi che siano state commesse violazioni degli obblighi incombenti all'emittente in virtu' dell'ammissione degli strumenti finanziari alle negoziazioni in un mercato regolamentato; m) adotta, dopo averne informato l'autorita' competente dello Stato membro d'origine, le misure opportune per tutelare gli investitori, se, nonostante le misure adottate dall'autorita' competente dello Stato membro d'origine o perche' tali misure si rivelano inadeguate, l'emittente persevera nella violazione delle disposizioni legislative o regolamentari pertinenti. Dell'adozione di tali misure ne informa al piu' presto la Commissione europea; n) rende pubblico il fatto che l'emittente o la persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni non ottempera ai propri obblighi. 4. Alla pubblicita' relativa ad un'ammissione di strumenti finanziari alla negoziazione in un mercato regolamentato si applica l'articolo 101. 5. Al prospetto di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato si applicano gli articoli 98 e 98-bis. ))
                            Art. 113-bis
                    Ammissione alle negoziazioni
                  di quote o azioni di OICR aperti

  1. Prima della data stabilita per l'inizio delle negoziazioni delle
quote o azioni di OICR aperti in un mercato regolamentato l'emittente
pubblica   un   prospetto   contenente   le   informazioni   indicate
nell'articolo 98-ter, comma 2.
  2. La Consob:
    a)  determina  con  regolamento  i  contenuti  del prospetto e le
relative modalita' di pubblicazione ((ferma restando la necessita' di pubblicazione tramite mezzi di informazione su giornali quotidiani nazionali,))  e  di  aggiornamento  del prospetto dettando specifiche
disposizioni  per  i  casi  in cui l'ammissione alla quotazione in un
mercato   regolamentato  avvenga  simultaneamente  ad  un'offerta  al
pubblico;
    b)   puo'  indicare  all'emittente  informazioni  integrative  da
inserire nel prospetto e specifiche modalita' di pubblicazione;
    c)  detta  disposizioni per coordinare le funzioni della societa'
di gestione del mercato con quelle proprie e, su richiesta di questa,
puo'  affidarle  compiti  inerenti  al controllo del prospetto tenuto
anche conto delle caratteristiche dei singoli mercati.
  3.  Il  prospetto  approvato  dall'autorita' competente di un altro
Stato membro dell'Unione europea e' riconosciuto dalla Consob, con le
modalita'  e  alle  condizioni stabilite nel regolamento previsto dal
comma  2,  quale  prospetto  per l'ammissione alle negoziazioni in un
mercato  regolamentato. La Consob puo' richiedere, con il regolamento
previsto  dal  comma  2,  la  pubblicazione  di  un  documento per la
quotazione.
  4.  Alla pubblicita' relativa ad un'ammissione di quote o azioni di
OICR  aperti alla negoziazione in un mercato regolamentato si applica
l'articolo 101.
                            Art. 113-ter
   Disposizioni generali in materia di informazioni regolamentate

  1.  Per  informazioni  regolamentate si intendono quelle che devono
essere  pubblicate  dagli  emittenti quotati, dagli emittenti quotati
aventi  l'Italia  come  Stato  membro d'origine o dai soggetti che li
controllano,  ai  sensi  delle  disposizioni  contenute  nel presente
Titolo, Capo I e Capo II, Sezioni I, I-bis (( . . . )) e V-bis, e nei
relativi regolamenti di attuazione ovvero delle disposizioni previste
da Paesi extracomunitari ritenute equivalenti dalla Consob.
  2. Le informazioni regolamentate sono depositate presso la Consob e
la  societa'  di  gestione  del  mercato  per il quale l'emittente ha
richiesto  o  ha  approvato l'ammissione alla negoziazione dei propri
valori  mobiliari  o  quote  di  fondi  chiusi, al fine di assicurare
l'esercizio  delle  funzioni  attribuite  a  detta  societa' ai sensi
dell'articolo 64, comma 1.
  3.  La  Consob,  nell'esercizio  dei  poteri ad essa attribuiti dal
presente  Titolo,  stabilisce  modalita'  e  termini di diffusione al
pubblico   delle   informazioni   regolamentate,  ferma  restando  la
necessita' di pubblicazione tramite mezzi di informazione su giornali
quotidiani nazionali, tenuto conto della natura di tali informazioni,
al  fine  di  assicurarne  un  accesso  rapido, non discriminatorio e
ragionevolmente  idoneo  a garantirne l'effettiva diffusione in tutta
la Comunita' europea.
  4. La Consob:
    a)  autorizza soggetti terzi rispetto all'emittente all'esercizio
dei servizi di diffusione delle informazioni regolamentate;
    b)  autorizza  il  servizio  di  stoccaggio  centralizzato  delle
informazioni regolamentate;
    c)  organizza  e gestisce il servizio di stoccaggio centralizzato
delle  informazioni in assenza di soggetti autorizzati ai sensi della
lettera b).
  5.   La  Consob,  in  relazione  alle  informazioni  regolamentate,
stabilisce con regolamento:
    a) modalita' e termini per il deposito di cui al comma 2;
    b)  requisiti  e  condizioni  per il rilascio dell'autorizzazione
all'esercizio del servizio di diffusione, nonche' disposizioni per lo
svolgimento  di tale attivita', avendo riguardo agli obiettivi di cui
al comma 3;
    c)  requisiti  e  condizioni  per il rilascio dell'autorizzazione
all'esercizio del servizio di stoccaggio, nonche' disposizioni per lo
svolgimento  di  tale  attivita' che garantiscano sicurezza, certezza
delle fonti d'informazione, registrazione dell'ora e della data della
ricezione  delle  informazioni regolamentate, agevole accesso per gli
utenti  finali,  procedure  allineate  con  quelle  previste  per  il
deposito presso la Consob;
    d) la lingua in cui devono essere comunicate;
    e)  eventuali  esenzioni dagli obblighi di deposito, diffusione e
stoccaggio in conformita' alla disciplina comunitaria.
  6.  Se  un  soggetto  ha chiesto, senza il consenso dell'emittente,
l'ammissione  alla negoziazione in un mercato regolamentato di valori
mobiliari  o  quote  di  fondi  chiusi, gli obblighi di comunicazione
delle  informazioni  regolamentate  sono  osservati da tale soggetto,
salvo il caso in cui l'emittente comunica al pubblico, ai sensi delle
disposizioni   del   proprio   Stato   di  origine,  le  informazioni
regolamentate richieste dalla normativa comunitaria.
  7.   I   soggetti  tenuti  alla  comunicazione  al  pubblico  delle
informazioni regolamentate non possono esigere corrispettivi per tale
comunicazione.
  8.  La  Consob puo' rendere pubblico il fatto che i soggetti tenuti
alla  comunicazione  delle informazioni regolamentate non ottemperano
ai loro obblighi.
  9. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 64, comma 1-bis, la
Consob puo':
    a)   sospendere   o   richiedere  che  il  mercato  regolamentato
interessato  sospenda la negoziazione dei valori mobiliari o quote di
fondi  chiusi  per un massimo di dieci giorni per volta, se ha motivi
ragionevoli   di   sospettare   che  le  disposizioni  relative  alle
informazioni   regolamentate   siano   state   violate  dal  soggetto
obbligato,  ai  sensi del presente articolo, alla comunicazione delle
informazioni regolamentate;
    b)  proibire  la  negoziazione  in  un  mercato  regolamentato se
accerta  che  le  disposizioni  indicate  alla  lettera a) sono state
violate.
                              Art. 114
                     (Comunicazioni al pubblico)

  1.  Fermi  gli  obblighi  di  pubblicita'  previsti  da  specifiche
disposizioni  di  legge,  gli  emittenti  quotati e i soggetti che li
controllano  comunicano  al  pubblico, senza indugio, le informazioni
privilegiate  di  cui  all'articolo  181  che riguardano direttamente
detti  emittenti  e le societa' controllate. La CONSOB stabilisce con
regolamento   le   modalita'  e  i  termini  di  comunicazione  delle
informazioni,  ((, ferma restando la necessita' di pubblicazione tramite mezzi di informazione su giornali quotidiani nazionali,))
detta   disposizioni  per  coordinare  le  funzioni  attribuite  alla
societa'  di  gestione  del mercato con le proprie e puo' individuare
compiti  da  affidarle  per  il  corretto  svolgimento delle funzioni
previste dall'articolo 64, comma 1, lettera b).
  2.  Gli  emittenti  quotati impartiscono le disposizioni occorrenti
affinche'   le  societa'  controllate  forniscano  tutte  le  notizie
necessarie per adempiere gli obblighi di comunicazione previsti dalla
legge. Le societa' controllate trasmettono tempestivamente le notizie
richieste.
  3.  I  soggetti  indicati  nel  comma  1  possono, sotto la propria
responsabilita',   ritardare   la  comunicazione  al  pubblico  delle
informazioni  privilegiate, nelle ipotesi e alle condizioni stabilite
dalla  CONSOB  con  regolamento, sempre che cio' non possa indurre in
errore il pubblico su fatti e circostanze essenziali e che gli stessi
soggetti siano in grado di garantirne la riservatezza. La CONSOB, con
regolamento,  puo' stabilire che l'emittente informi senza indugio la
stessa  autorita'  della  decisione  di  ritardare la divulgazione al
pubblico  di  informazioni  privilegiate e puo' individuare le misure
necessarie a garantire che il pubblico sia correttamente informato.
  4. Qualora i soggetti indicati al comma 1, o una persona che agisca
in  loro nome o per loro conto, comunichino nel normale esercizio del
lavoro,   della   professione,   della  funzione  o  dell'ufficio  le
informazioni  indicate al comma 1 ad un terzo che non sia soggetto ad
un  obbligo  di  riservatezza  legale,  regolamentare,  statutario  o
contrattuale,  gli  stessi  soggetti  indicati  al  comma  1 ne danno
integrale  comunicazione  al  pubblico,  simultaneamente  nel caso di
divulgazione intenzionale e senza indugio in caso di divulgazione non
intenzionale.
  5.  La  CONSOB  puo', anche in via generale, richiedere ai soggetti
indicati  nel  comma  1,  agli emittenti quotati aventi l'Italia come
Stato membro d'origine, ai componenti degli organi di amministrazione
e  controllo  e  ai  dirigenti, nonche' ai soggetti che detengono una
partecipazione rilevante ai sensi dell'articolo 120 o che partecipano
a un patto previsto dall'articolo 122 che siano resi pubblici, con le
modalita'  da  essa  stabilite,  notizie  e  documenti  necessari per
l'informazione  del  pubblico.  In  caso di inottemperanza, la CONSOB
provvede direttamente a spese del soggetto inadempiente
  6.  Qualora  i  soggetti  indicati  nel  comma  1 ((e gli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine )) oppongano, con
reclamo   motivato,   che   dalla  comunicazione  al  pubblico  delle
informazioni,  richiesta  ai  sensi  del comma 5, possa derivare loro
grave  danno,  gli obblighi di comunicazione sono sospesi. La CONSOB,
entro   sette   giorni,   puo'   escludere   anche   parzialmente   o
temporaneamente  la comunicazione delle informazioni, sempre che cio'
non  possa  indurre  in  errore  il  pubblico  su fatti e circostanze
essenziali. Trascorso tale termine, il reclamo si intende accolto.
  7.   I  soggetti  che  svolgono  funzioni  di  amministrazione,  di
controllo  o  di  direzione in un emittente quotato e i dirigenti che
abbiano  regolare  accesso  a  informazioni  privilegiate indicate al
comma  1  e detengano il potere di adottare decisioni di gestione che
possono   incidere   sull'evoluzione   e   sulle  prospettive  future
dell'emittente quotato, chiunque detenga azioni in misura almeno pari
al 10 per cento del capitale sociale, nonche' ogni altro soggetto che
controlla  l'emittente  quotato,  devono  comunicare alla CONSOB e al
pubblico   le   operazioni,   aventi   ad   oggetto   azioni   emesse
dall'emittente  o  altri  strumenti  finanziari ad esse collegati, da
loro  effettuate,  anche  per  interposta persona. Tale comunicazione
deve essere effettuata anche dal coniuge non separato legalmente, dai
figli, anche del coniuge, a carico, nonche' dai genitori, i parenti e
gli  affini  conviventi  dei  soggetti  sopra indicati, nonche' negli
altri  casi  individuati  dalla CONSOB con regolamento, in attuazione
della  direttiva 2004/72/CE della Commissione, del 29 aprile 2004. La
CONSOB   individua  con  lo  stesso  regolamento  le  operazioni,  le
modalita'  e  i termini delle comunicazioni, le modalita' e i termini
di  diffusione  al pubblico delle informazioni, nonche' i casi in cui
detti  obblighi  si  applicano anche con riferimento alle societa' in
rapporto  di controllo con l'emittente nonche' ad ogni altro ente nel
quale  i  soggetti  sopra  indicati svolgono le funzioni previste dal
primo periodo del presente comma.
  8.  I  soggetti  che producono o diffondono ricerche o valutazioni,
con  l'esclusione delle societa' di rating, riguardanti gli strumenti
finanziari  indicati  all'articolo  180,  comma  1, lettera a), o gli
emittenti  di  tali  strumenti,  nonche'  i  soggetti che producono o
diffondono altre informazioni che raccomandano o propongono strategie
di  investimento  destinate  ai canali di divulgazione o al pubblico,
devono  presentare  l'informazione  in  modo  corretto  e  comunicare
l'esistenza  di ogni loro interesse o conflitto di interessi riguardo
agli strumenti finanziari cui l'informazione si riferisce
  9. La CONSOB stabilisce con regolamento:
    a) disposizioni di attuazione del comma 8;
    b)   le   modalita'  di  pubblicazione  delle  ricerche  e  delle
informazioni  indicate  al  comma  8  prodotte o diffuse da emittenti
quotati  o  da soggetti abilitati, nonche' da soggetti in rapporto di
controllo con essi.
  10. Fatto salvo il disposto del comma 8, le disposizioni emanate ai
sensi  del  comma  9,  lettera  a),  non  si applicano ai giornalisti
soggetti  a norme di autoregolamentazione equivalenti purche' la loro
applicazione  consenta  di  conseguire  gli stessi effetti. La CONSOB
valuta,  preventivamente  e  in via generale, la sussistenza di dette
condizioni.
  11.  Le  istituzioni  che diffondono al pubblico dati o statistiche
idonei   ad  influenzare  sensibilmente  il  prezzo  degli  strumenti
finanziari  indicati  all'articolo  180,  comma 1, lettera a), devono
divulgare tali informazioni in modo corretto e trasparente.
  12.  Le  disposizioni  del  presente articolo si applicano anche ai
soggetti  italiani  ed esteri che emettono strumenti finanziari per i
quali   sia   stata  presentata  una  richiesta  di  ammissione  alle
negoziazioni nei mercati regolamentati italiani.
                            Art. 114-bis
(Informazione  al  mercato  in  materia  di attribuzione di strumenti
   finanziari a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori).

  1. I piani di compensi basati su strumenti finanziari a favore di
  componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di
gestione,  di  dipendenti o di collaboratori non legati alla societa'
da rapporti di lavoro subordinato, ovvero di componenti del consiglio
di  amministrazione ovvero del consiglio di gestione, di dipendenti o
di  collaboratori  di  altre societa' controllanti o controllate sono
approvati  dall'assemblea  ordinaria dei soci. ((Nei termini e con le modalita' previsti dall'articolo 125-ter, comma 1,)) l'emittente
mette  a  disposizione  del pubblico la relazione con le informazioni
concernenti:
    a) le ragioni che motivano l'adozione del piano;
    b)  i  componenti  del  consiglio  di  amministrazione ovvero del
consiglio   di   gestione   della   societa',  delle  controllanti  o
controllate, che beneficiano del piano;
    b-bis)  le  categorie  di  dipendenti,  o  di collaboratori della
societa'  e delle societa' controllanti o controllate della societa',
che beneficiano del piano;
    c)   le   modalita'  e  le  clausole  di  attuazione  del  piano,
specificando  se  la  sua attuazione e' subordinata al verificarsi di
condizioni   e,   in   particolare,  al  conseguimento  di  risultati
determinati;
    d) l'eventuale sostegno del piano da parte del Fondo speciale per
l'incentivazione  della  partecipazione dei lavoratori nelle imprese,
di  cui  all'articolo  4, comma 112, della legge 24 dicembre 2003, n.
350;
    e)  le  modalita'  per la determinazione dei prezzi o dei criteri
per  la  determinazione  dei  prezzi  per  la  sottoscrizione  o  per
l'acquisto delle azioni;
    f)  i  vincoli di disponibilita' gravanti sulle azioni ovvero sui
diritti di opzione attribuiti, con particolare riferimento ai termini
entro  i  quali  sia consentito o vietato il successivo trasferimento
alla stessa societa' o a terzi.
  2.   Le  disposizioni  del  presente  articolo  si  applicano  agli
emittenti  quotati  e agli emittenti strumenti finanziari diffusi fra
il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116.
  3.  La  Consob  definisce  con proprio regolamento le informazioni,
relative  agli  elementi  indicati  nel  comma  1,  che devono essere
fornite in relazione alle varie modalita' di realizzazione del piano,
prevedendo  informazioni  piu'  dettagliate  per piani di particolare
rilevanza.
                              Art. 115
                      Comunicazioni alla CONSOB

  1.   La  CONSOB,  al  fine  di  vigilare  sulla  correttezza  delle
informazioni fornite al pubblico puo', anche in via generale;
    a)  richiedere  agli  emittenti  quotati,  agli emittenti quotati
aventi  l'Italia  come  Stato  membro  d'origine,  ai soggetti che li
controllano   e   alle   societa'   dagli   stessi   controllate,  la
comunicazione   di   notizie  e  documenti,  fissandone  le  relative
modalita';
    b)  assumere  notizie,  anche  mediante  la  loro  audizione, dai
componenti   degli   organi  sociali,  dai  direttori  generali,  dai
dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari e
dagli  altri  dirigenti,  ((dai revisori legali e dalle societa' di revisione legale)),  dalle  societa'  e  dai soggetti indicati nella
lettera a);
    c) eseguire ispezioni presso i soggetti indicati nelle lettere a)
e  b),  al  fine di controllare i documenti aziendali e di acquisirne
copia;
    c-bis)  esercitare  gli  ulteriori  poteri previsti dall'articolo
187-octies.
  2.  I  poteri  previsti  dalle  lettere  a), b) e c) possono essere
esercitati   nei   confronti   dei   soggetti   che   detengono   una
partecipazione rilevante ai sensi dell'articolo 120 o che partecipano
a un patto previsto dall'articolo 122.
  3. La CONSOB puo' altresi' richiedere alle societa' o agli enti che
partecipano  direttamente  o  indirettamente  a  societa'  con azioni
quotate  l'indicazione  nominativa,  in base ai dati disponibili, dei
soci e, nel caso di societa' fiduciarie, dei fiducianti.
                            Art. 115-bis
                (( (Registri delle persone che hanno accesso ad informazioni privilegiate) ))

  (( 1. Gli emittenti quotati e i soggetti in rapporto di controllo con essi, o le persone che agiscono in loro nome o per loro conto, devono istituire, e mantenere regolarmente aggiornato, un registro delle persone che, in ragione dell'attivita' lavorativa o professionale ovvero in ragione delle funzioni svolte, hanno accesso alle informazioni indicate all'articolo 114, comma 1. La CONSOB determina con regolamento le modalita' di istituzione, tenuta e aggiornamento dei registri. ))
                              Art. 116
            Strumenti finanziari diffusi tra il pubblico

  1.  Gli articoli 114 , ad eccezione del comma 7, e 115 si applicano
anche  agli emittenti strumenti finanziari che, ancorche' non quotati
in  mercati  regolamentati italiani, siano diffusi tra il pubblico in
misura  rilevante. La CONSOB stabilisce con regolamento i criteri per
l'individuazione  di  tali emittenti e puo' dispensare, in tutto o in
parte,  dall'osservanza degli obblighi previsti dai predetti articoli
emittenti  strumenti  finanziari  quotati in mercati regolamentati di
altri   paesi   dell'Unione   Europea   o   in   mercati   di   paesi
extracomunitari,  in  considerazione degli obblighi informativi a cui
sono tenuti in forza della quotazione.
  ((2. Agli emittenti indicati al comma 1 si applicano le disposizioni della parte IV, titolo III, capo II, sezione VI, ad eccezione degli articoli 157 e 158.))
  2-bis.  Gli  articoli  114,  ad  eccezione  del  comma 7, e 115, si
applicano  anche  agli  emittenti  strumenti  finanziari ammessi alle
negoziazioni nei sistemi multilaterali di negoziazione che presentano
le  caratteristiche  stabilite  dalla  Consob  con  regolamento  e  a
condizione   che  l'ammissione  sia  stata  richiesta  o  autorizzata
dall'emittente.
  2-ter.  Agli  emittenti  azioni  diffuse  tra il pubblico in misura
rilevante  si applicano le disposizioni degli articoli 125-bis, commi
1 e 3, e, in quanto compatibile, 4, 125-ter, 125-quater, 126, 126-bis
e  127.  La  Consob  puo',  estendere  con regolamento, in tutto o in
parte,  gli  obblighi  previsti  negli  articoli  125-bis,  125-ter e
125-quater agli emittenti strumenti finanziari, diversi dalle azioni,
diffusi   tra  il  pubblico  in  misura  rilevante.  La  Consob  puo'
dispensare  dall'osservanza delle suddette disposizioni gli emittenti
strumenti  finanziari quotati in mercati regolamentati di altri paesi
dell'Unione  Europea  o  in  mercati  di  paesi  extracomunitari,  in
considerazione  degli obblighi informativi a cui sono tenuti in forza
della quotazione.
                              Art. 117
                       Informazione contabile

  1.   Alle   societa'   italiane   con  azioni  quotate  in  mercati
regolamentati  italiani  o  di altri paesi dell'Unione Europea non si
applicano  i  casi  di esonero dall'obbligo di redazione del bilancio
consolidato  previsti  dall'articolo  27  del  decreto  legislativo 9
aprile  1991,  n.  127,  dall'articolo  27 del decreto legislativo 27
gennaio  1992,  n.  87  e dall'articolo 61 del decreto legislativo 26
maggio 1997, n. 173.
  2.  Il  Ministro  di  grazia  e  giustizia,  di  concerto con il (( Ministro dell'economia e delle finanze )), individua con regolamento
tra  i  principi  contabili  riconosciuti  in ambito internazionale e
compatibili con quelli delle direttive emanate in materia dall'Unione
Europea   quelli   sulla  base  dei  quali  gli  emittenti  strumenti
finanziari  quotati  sia in mercati regolamentati italiani o di altri
paesi dell'Unione sia in mercati di paesi extracomunitari possono, in
deroga  alle  vigenti  disposizioni  in materia, redigere il bilancio
consolidato,  sempre  che  i  suddetti  principi  siano accettati nei
mercati  di  paesi  extracomunitari. L'individuazione dei principi ha
luogo  su  proposta della CONSOB, da formularsi d'intesa con la Banca
d'Italia  per  le  banche  e  per  le  societa'  finanziarie previste
dall'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.
87 e con l'ISVAP per le imprese di assicurazione e di riassicurazione
previste  dall'articolo  1 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n.
173.
                            Art. 117-bis
            (( (Fusioni fra societa' con azioni quotate e societa' con azioni non quotate ) ))

  ((1. Sono assoggettate alle disposizioni dell'articolo 113 le operazioni di fusione nelle quali una societa' con azioni non quotate viene incorporata in una societa' con azioni quotate, quando l'entita' degli attivi di quest'ultima, diversi dalle disponibilita' liquide e dalle attivita' finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, sia significativamente inferiore alle attivita' della societa' incorporata. 2. Fermi restando i poteri previsti dall'articolo 113, comma 2, la CONSOB, con proprio regolamento, stabilisce disposizioni specifiche relative alle operazioni di cui al comma 1 del presente articolo)).
                            Art. 117-ter
          (( (Disposizioni in materia di finanza etica). ))

  ((1. La CONSOB, previa consultazione con tutti i soggetti interessati e sentite le Autorita' di vigilanza competenti, determina con proprio regolamento gli specifici obblighi di informazione e di rendicontazione cui sono tenuti i soggetti abilitati e le imprese di assicurazione che promuovono prodotti e servizi qualificati come etici o socialmente responsabili)).
                              Art. 118
                      Casi di inapplicabilita'

  1.  Le  disposizioni  della  presente sezione non si applicano agli
strumenti  finanziari previsti dall'articolo 100, comma 1, lettere d)
ed e).
  2.(( I commi 1 e 2 dell'articolo 116 non si applicano )) agli
strumenti  finanziari  emessi  dalle  banche,  diversi dalle azioni o
dagli   strumenti   finanziari   che   permettono   di   acquisire  o
sottoscrivere azioni
                            Art. 118-bis
         (Controllo sulle informazioni fornite al pubblico).

  1. La CONSOB stabilisce con regolamento , tenuto conto dei principi
internazionali  in materia di vigilanza sull'informazione societaria,
le  modalita'  e  i  termini per il controllo dalla stessa effettuato
sulle informazioni comunicate al pubblico ai sensi di legge, comprese
le  informazioni  contenute  nei documenti contabili, dagli emittenti
quotati  (( e dagli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine )).
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO III
EMITTENTI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE SOCIETA' CON AZIONI QUOTATE
                              Art. 119
                       Ambito di applicazione

  1.  Le  disposizioni  del presente capo di applicano, salvo che sia
diversamente  specificato,  alle societa' italiane con azioni quotate
in  mercati  regolamentati  italiani  o  di  altri  paesi dell'Unione
Europea (societa' con azioni quotate).
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO III
EMITTENTI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE SOCIETA' CON AZIONI QUOTATE
Sezione I
Assetti proprietari
                              Art. 120
      Obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti

  1.  Ai  fini  della  presente sezione, per capitale di societa' per
azioni si intende quello rappresentato da azioni con diritto di voto.
  2.  Coloro  che  partecipano  in un emittente azioni quotate avente
l'Italia  come  Stato membro d'origine in misura superiore al due per
cento del capitale ne danno comunicazione alla societa' partecipata e
alla CONSOB.
  (( 2-bis. La CONSOB puo', con provvedimento motivato da esigenze di tutela degli investitori nonche' di efficienza e trasparenza del mercato del controllo societario e del mercato dei capitali, prevedere, per un limitato periodo di tempo, soglie inferiori a quella indicata nel comma 2 per societa' ad elevato valore corrente di mercato e ad azionariato particolarmente diffuso. ))
  3.  Gli  emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro
d'origine  che partecipano in misura superiore al dieci per cento del
capitale  in  una societa' per azioni non quotate o in una societa' a
responsabilita'  limitata,  anche estere, ne danno comunicazione alla
societa' partecipata e alla CONSOB.
  4.  La  CONSOB,  tenuto  anche  conto  delle  caratteristiche degli
investitori, stabilisce con regolamento:
    a)  le  variazioni  delle partecipazioni indicate nei commi 2 e 3
che comportano obbligo di comunicazione;
    b) i criteri per il calcolo delle partecipazioni, avendo riguardo
anche  alle  partecipazioni indirettamente detenute e alle ipotesi in
cui  il diritto di voto spetta o e' attribuito a soggetto diverso dal
socio;
    c)   il   contenuto   e   le   modalita'  delle  comunicazioni  e
dell'informazione  del  pubblico,  nonche'  le  eventuali deroghe per
quest'ultima;
    d)  i  termini  per  la  comunicazione  e  per l'informazione del
pubblico,  che  nel caso previsto dal comma 3 possono avere carattere
periodico;
    d-bis)  i casi in cui le comunicazioni sono dovute dai possessori
di  strumenti  finanziari  dotati  dei diritti previsti dall'articolo
2351, ultimo comma, del codice civile.
    d-ter)  i  casi  in  cui  la  detenzione  di strumenti finanziari
derivati determina obblighi di comunicazione;
    d-quater)   le   ipotesi  di  esenzione  dall'applicazione  delle
presenti disposizioni.
  5.  Il  diritto  di  voto  inerente  alle  azioni  quotate  od agli
strumenti  finanziari  per i quali sono state omesse le comunicazioni
previste  dal  comma  2  non  puo'  essere  esercitato.  In  caso  di
inosservanza,  si applica l'articolo 14, comma 5. L'impugnazione puo'
essere   proposta  anche  dalla  Consob  entro  il  termine  indicato
nell'articolo 14, comma 6.
  6.  Il  comma 2 non si applica alle partecipazioni detenute, per il
tramite  di societa' controllate, dal Ministero dell'economia e delle
finanze.  I  relativi  obblighi di comunicazione sono adempiuti dalle
societa' controllate.
                              Art. 121
             Disciplina delle partecipazioni reciproche

  1.  Fuori  dai  casi  previsti  dall'articolo  2359-bis  del codice
civile,  in  caso  di  partecipazioni  reciproche  eccedenti i limiti
indicati  nell'articolo 120, commi 2 e 3, la societa' che ha superato
il  limite  successivamente  non  puo'  esercitare il diritto di voto
inerente  alle azioni o quote eccedenti e deve alienarle entro dodici
mesi  dalla  data  in  cui  ha superato il limite. In caso di mancata
alienazione  entro  il termine previsto la sospensione del diritto di
voto  di  estende  all'intera  partecipazione.  Se  non  e' possibile
accertare   quale   delle   due   societa'   ha  superato  il  limite
successivamente,  la  sospensione  del diritto di voto e l'obbligo di
alienazione si applicano a entrambe, salvo loro diverso accordo.
  2. Il limite del due per cento richiamato nel comma 1 e' elevato al
cinque per cento a condizione che il superamento del due per cento da
parte  di  entrambe  le  societa' abbia luogo a seguito di un accordo
preventivamente  autorizzato  dall'assemblea ordinaria delle societa'
interessate.
  3.  Se  un soggetto detiene una partecipazione superiore al due per
cento  del  capitale  in una societa' con azioni quotate, questa o il
soggetto  che  la  controlla non possono acquisire una partecipazione
superiore   a   tale  limite  in  una  societa'  con  azioni  quotate
controllata  dal  primo.  In caso di inosservanza, il diritto di voto
inerente  alle azioni eccedenti il limite indicato e' sospeso. Se non
e'  possibile  accertare quale dei due soggetti ha superato il limite
successivamente,  la  sospensione  del  diritto  di voto si applica a
entrambi, salvo loro diverso accordo.
  4.  Per  il  calcolo  delle  partecipazioni  si applicano i criteri
stabiliti ai sensi dell'articolo 120, comma 4, lettera b).
  5.  I  commi 1, 2 e 3 non si applicano quando i limiti ivi indicati
sono  superati  a  seguito di un'offerta pubblica di acquisto (( o di scambio ))diretta  a  conseguire  almeno il sessanta per cento delle
azioni ordinarie.
  6.  In  caso  di  inosservanza  dei  divieti  di esercizio del voto
previsti  dai  commi  1  e  3,  si  applica  l'articolo  14, comma 5.
L'impugnazione  puo'  essere  proposta  anche  dalla  CONSOB entro il
termine indicato nell'articolo 14, comma 6.
                              Art. 122
                          Patti parasociali

  (( 1. I patti, in qualunque forma stipulati, aventi per oggetto l'esercizio del diritto di voto nelle societa' con azioni quotate e nelle societa' che le controllano entro cinque giorni dalla stipulazione sono: a) comunicati alla Consob; b) pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana; c) depositati presso il registro delle imprese del luogo ove la societa' ha la sua sede legale; d) comunicati alle societa' con azioni quotate,))
  2.  La CONSOB stabilisce con regolamento le modalita' e i contenuti
della comunicazione, dell'estratto e della pubblicazione.
  3.  In  caso  di inosservanza degli obblighi previsti dal comma 1 i
patti sono nulli.
  4. Il diritto di voto inerente alle azioni quotate per le quali non
sono  stati  adempiuti  gli  obblighi  previsti  dal comma 1 non puo'
essere esercitato. In caso di inosservanza, si applica l'articolo 14,
comma 5. L'impugnazione puo' essere proposta anche dalla CONSOB entro
il termine indicato nell'articolo 14. comma 6.
  5.  Il  presente  articolo  si applica anche ai patti, in qualunque
forma stipulati:
    a)  che  istituiscono  obblighi  di  preventiva consultazione per
l'esercizio  del  diritto di voto nelle societa' con azioni quotate e
nelle societa' che le controllano;
    b) che pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o di
strumenti  finanziari  che  attribuiscono  diritti  di  acquisto o di
sottoscrizione delle stesse;
    c)  che  prevedono  l'acquisto  delle  azioni  o  degli strumenti
finanziari previsti dalla lettera b);
    d)  aventi  per oggetto o per effetto l'esercizio anche congiunto
di un'influenza dominante su tali societa'.
    d-bis)  volti  a  favorire o a contrastare il conseguimento degli
obiettivi  di  un'offerta  pubblica  di  acquisto  o  di scambio, ivi
inclusi gli impegni a non aderire ad un'offerta.
  5-bis.  Ai  patti  di cui al presente articolo non si applicano gli
articoli 2341-bis e 2341-ter del codice civile.
  (( 5-ter. Gli obblighi di comunicazione di cui al comma 1 del presente articolo non si applicano ai patti, in qualunque forma stipulati, aventi ad oggetto partecipazioni complessivamente inferiori alla soglia indicata all'articolo 120, comma 2. ))
                              Art. 123
                Durata dei patti e diritto di recesso

  1.  I patti indicati nell'articolo 122, se a tempo determinato, non
possono  avere  durata  superiore a tre anni e si intendono stipulati
per tale durata anche se le parti hanno previsto un termine maggiore;
i patti sono rinnovabili alla scadenza.
  2. I patti possono essere stipulati anche a tempo indeterminato; in
tal  caso  ciascun contraente ha diritto di recedere con un preavviso
di sei mesi. Al recesso si applica l'articolo 122, commi 1 e 2.
  3.  Gli  azionisti  che  intendano aderire a un'offerta pubblica di
acquisto  o  di  scambio  promossa  ai sensi degli articoli 106 o 107
possono  recedere  senza  preavviso  dai patti indicati nell'articolo
122.  La  dichiarazione  di  recesso non produce effetto se non si e'
perfezionato il trasferimento delle azioni.
                            Art. 123-bis
 (( (Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari). ))

  (( 1. La relazione sulla gestione delle societa' emittenti valori mobiliari ammessi alle negoziazioni in mercati regolamentati contiene in una specifica sezione, denominata: "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari", informazioni dettagliate riguardanti: a) la struttura del capitale sociale, compresi i titoli che non sono negoziati su un mercato regolamentato di uno Stato comunitario, con l'indicazione delle varie categorie di azioni e, per ogni categoria di azioni, i diritti e gli obblighi connessi, nonche' la percentuale del capitale sociale che esse rappresentano; b) qualsiasi restrizione al trasferimento di titoli, quali ad esempio limiti al possesso di titoli o la necessita' di ottenere il gradimento da parte della societa' o di altri possessori di titoli; c) le partecipazioni rilevanti nel capitale, dirette o indirette, ad esempio tramite strutture piramidali o di partecipazione incrociata, secondo quanto risulta dalle comunicazioni effettuate ai sensi dell'articolo 120; d) se noti, i possessori di ogni titolo che conferisce diritti speciali di controllo e una descrizione di questi diritti; e) il meccanismo di esercizio dei diritti di voto previsto in un eventuale sistema di partecipazione azionaria dei dipendenti, quando il diritto di voto non e' esercitato direttamente da questi ultimi; f) qualsiasi restrizione al diritto di voto, ad esempio limitazioni dei diritti di voto ad una determinata percentuale o ad un certo numero di voti, termini imposti per l'esercizio del diritto di voto o sistemi in cui, con la cooperazione della societa', i diritti finanziari connessi ai titoli sono separati dal possesso dei titoli; g) gli accordi che sono noti alla societa' ai sensi dell'articolo 122; h) gli accordi significativi dei quali la societa' o sue controllate siano parti e che acquistano efficacia, sono modificati o si estinguono in caso di cambiamento di controllo della societa', e i loro effetti, tranne quando sono di natura tale per cui la loro divulgazione arrecherebbe grave pregiudizio alla societa'; tale deroga non si applica quando la societa' ha l'obbligo specifico di divulgare tali informazioni sulla base di altre disposizioni di legge; i) gli accordi tra la societa' e gli amministratori, i componenti del consiglio di gestione o di sorveglianza, che prevedono indennita' in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o se il loro rapporto di lavoro cessa a seguito di un'offerta pubblica di acquisto; l) le norme applicabili alla nomina e alla sostituzione degli amministratori e dei componenti del consiglio di gestione e di sorveglianza, nonche' alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva; m) l'esistenza di deleghe per gli aumenti di capitale ai sensi dell'articolo 2443 del codice civile ovvero del potere in capo agli amministratori o ai componenti del consiglio di gestione di emettere strumenti finanziari partecipativi nonche' di autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie. 2. Nella medesima sezione della relazione sulla gestione di cui al comma 1 sono riportate le informazioni riguardanti: a) l'adesione ad un codice di comportamento in materia di governo societario promosso da societa' di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria, motivando le ragioni dell'eventuale mancata adesione ad una o piu' disposizioni, nonche' le pratiche di governo societario effettivamente applicate dalla societa' al di la' degli obblighi previsti dalle norme legislative o regolamentari. La societa' indica altresi' dove il codice di comportamento in materia governo societario al quale aderisce e' accessibile al pubblico; b) le principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria, anche consolidata, ove applicabile; c) i meccanismi di funzionamento dell'assemblea degli azionisti, i suoi principali poteri, i diritti degli azionisti e le modalita' del loro esercizio, se diversi da quelli previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva; d) la composizione e il funzionamento degli organi di amministrazione e controllo e dei loro comitati. 3. Le informazioni di cui ai commi 1 e 2 possono figurare in una relazione distinta dalla relazione sulla gestione, approvata dall'organo di amministrazione, e pubblicata congiuntamente alla relazione sulla gestione. In alternativa, la relazione sulla gestione puo' indicare la sezione del sito internet dell'emittente dove e' pubblicato tale documento. 4. La societa' di revisione esprime il giudizio di cui all'articolo 156, comma 4-bis, lettera d), sulle informazioni di cui al comma 1, lettere c), d), f), l) e m), e al comma 2, lettera b), e verifica che sia stata elaborata una relazione sul governo societario e gli assetti proprietari. 5. Le societa' che non emettono azioni ammesse alle negoziazioni in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione, possono omettere la pubblicazione delle informazioni di cui ai commi 1 e 2, salvo quelle di cui al comma 2, lettera b). ))
                            Art. 123-ter
                 (( (Relazione sulla remunerazione). 1. Almeno ventuno giorni prima della data dell'assemblea prevista dall'articolo 2364, secondo comma, o dell'assemblea prevista dall'articolo 2364-bis, secondo comma, del codice civile, le societa' con azioni quotate mettono a disposizione del pubblico una relazione sulla remunerazione, presso la sede sociale, sul proprio sito Internet e con le altre modalita' stabilite dalla CONSOB con regolamento. 2. La relazione sulla remunerazione e' articolata nelle due sezioni previste ai commi 3 e 4 ed e' approvata dal consiglio di amministrazione. Nelle societa' che adottano il sistema dualistico la relazione e' approvata dal consiglio di sorveglianza, su proposta, limitatamente alla sezione prevista dal comma 4, lettera b), del consiglio di gestione. 3. La prima sezione della relazione sulla remunerazione illustra: a) la politica della societa' in materia di remunerazione dei componenti degli organi di amministrazione, dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilita' strategiche con riferimento almeno all'esercizio successivo; b) le procedure utilizzate per l'adozione e l'attuazione di tale politica. 4. La seconda sezione, nominativamente per i componenti degli organi di amministrazione e di controllo, i direttori generali e in forma aggregata, salvo quanto previsto dal regolamento emanato ai sensi del comma 8, per i dirigenti con responsabilita' strategiche: a) fornisce un'adeguata rappresentazione di ciascuna delle voci che compongono la remunerazione, compresi i trattamenti previsti in caso di cessazione dalla carica o di risoluzione del rapporto di lavoro, evidenziandone la coerenza con la politica della societa' in materia di remunerazione approvata nell'esercizio precedente; b) illustra analiticamente i compensi corrisposti nell'esercizio di riferimento a qualsiasi titolo e in qualsiasi forma dalla societa' e da societa' controllate o collegate, segnalando le eventuali componenti dei suddetti compensi che sono riferibili ad attivita' svolte in esercizi precedenti a quello di riferimento ed evidenziando, altresi', i compensi da corrispondere in uno o piu' esercizi successivi a fronte dell'attivita' svolta nell'esercizio di riferimento, eventualmente indicando un valore di stima per le componenti non oggettivamente quantificabili nell'esercizio di riferimento. 5. Alla relazione sono allegati i piani di compensi previsti dall'articolo 114-bis ovvero e' indicata nella relazione la sezione del sito Internet della societa' dove tali documenti sono reperibili. 6. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 2389 e 2409-terdecies, primo comma, lettera a), del codice civile, e dall'articolo 114-bis, l'assemblea convocata ai sensi dell'articolo 2364, secondo comma, ovvero dell'articolo 2364-bis, secondo comma, del codice civile, delibera in senso favorevole o contrario sulla sezione della relazione sulla remunerazione prevista dal comma 3. La deliberazione non e' vincolante. L'esito del voto e' posto a disposizione del pubblico ai sensi dell'articolo 125-quater, comma 2. 7. La CONSOB con regolamento, adottato sentite Banca d'Italia e ISVAP per quanto concerne i soggetti rispettivamente vigilati e tenuto conto della normativa comunitaria di settore, indica le informazioni da includere nella sezione della relazione sulla remunerazione prevista dal comma 3, comprese le informazioni volte ad evidenziare la coerenza della politica delle remunerazioni con il perseguimento degli interessi a lungo termine della societa' e con la politica di gestione del rischio, secondo quanto previsto dal paragrafo 3 della raccomandazione 2004/913/CE e dal paragrafo 5 della raccomandazione 2009/385/CE. 8. La CONSOB, con il regolamento adottato ai sensi del comma 7, indica altresi' le informazioni da includere nella sezione della relazione sulla remunerazione prevista dal comma 4. La CONSOB puo': a) individuare i dirigenti con responsabilita' strategiche per i quali le informazioni sono fornite in forma nominativa; b) differenziare il livello di dettaglio delle informazioni in funzione della dimensione della societa'.))
                              Art. 124
                      Casi di inapplicabilita'

  1.  La  CONSOB puo' dichiarare inapplicabili gli articoli 120, 121,
122  e  123,  comma  2,  secondo  periodo, alle societa' italiane con
azioni   quotate   solo  in  mercati  regolamentati  di  altri  paesi
dell'Unione  Europea, in considerazione della normativa applicabile a
tali societa' in forza della quotazione.
                            Art. 124-bis
     (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 3 NOVEMBRE 2008, N. 173 ))
                            Art. 124-ter
      (( (Informazione relativa ai codici di comportamento). ))

  (( 1. La Consob, negli ambiti di propria competenza, stabilisce le forme di pubblicita' cui sono sottoposti i codici di comportamento in materia di governo societario promossi da societa' di gestione del mercato o da associazioni di categoria. ))
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO III
EMITTENTI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE SOCIETA' CON AZIONI QUOTATE
Sezione II
Tutela delle minoranze
                              Art. 125
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37 ))
                            Art. 125-bis
             (( (Avviso di convocazione dell'assemblea) 1. L'assemblea e' convocata entro il trentesimo giorno precedente la data dell'assemblea mediante avviso pubblicato sul sito Internet della societa' nonche' con le altre modalita' previste dalla Consob con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 113-ter, comma 3, 2. Nel caso di assemblea convocata per l'elezione dei componenti degli organi di amministrazione e controllo, il termine per la pubblicazione dell'avviso di convocazione e' anticipato al quarantesimo giorno precedente la data dell'assemblea. 3. Per le assemblee previste dagli articoli 2446, 2447 e 2487 del codice civile, il termine indicato nel comma 1 e' posticipato al ventunesimo giorno precedente la data dell'assemblea. 4. L'avviso di convocazione contiene: a) l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo dell'adunanza nonche' l'elenco delle materie da trattare; b) una descrizione chiara e precisa delle procedure che gli azionisti devono rispettare per poter partecipare e votare in assemblea, ivi comprese le informazioni riguardanti: 1) il diritto di porre domande prima dell'assemblea, i termini entro i quali puo' essere esercitato il diritto di integrare l'ordine del giorno, nonche', anche mediante riferimento al sito Internet della societa', gli ulteriori dettagli su tali diritti e sulle modalita' per il loro esercizio; 2) la procedura per l'esercizio del voto per delega e, in particolare, i moduli che gli azionisti hanno la facolta' di utilizzare per il voto per delega nonche' le modalita' per l'eventuale notifica, anche elettronica, delle deleghe di voto; 3) l'identita' del soggetto eventualmente designato dalla societa' per il conferimento delle deleghe di voto nonche' le modalita' e i termini per il conferimento delle deleghe da parte dei soci con la precisazione che la delega non ha effetto con riguardo alle proposte per le quali non siano state conferite istruzioni di voto; 4) le procedure di voto per corrispondenza o con mezzi elettronici, se previsto dallo statuto; c) la data indicata nell'articolo 83-sexies, comma 2, con la precisazione che coloro che risulteranno titolari delle azioni solo successivamente a tale data non avranno il diritto di partecipare e di votare in assemblea; d) le modalita' e i termini di reperibilita' del testo integrale delle proposte di deliberazione, unitamente alle relazioni illustrative, e dei documenti che saranno sottoposti all'assemblea; e) l'indirizzo del sito Internet indicato nell'articolo 125-quater; f) le altre informazioni la cui indicazione nell'avviso di convocazione e' richiesta da altre disposizioni.))
                            Art. 125-ter
         (( (Relazioni sulle materie all'ordine del giorno) 1. Ove gia' non richiesto da altre disposizioni di legge, l'organo di amministrazione entro il termine di pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea mette a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito Internet della societa', e con le altre modalita' previste dalla Consob con regolamento, una relazione sulle materie all'ordine del giorno. 2. Le relazioni predisposte ai sensi di altre norme di legge sono messe a disposizione del pubblico nei termini indicati dalle medesime norme, con le modalita' previste dal comma 1. La relazione di cui all'articolo 2446, primo comma, del codice civile e' messa a disposizione del pubblico almeno ventuno giorni prima dell'assemblea. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 154-ter, commi 1, 1-bis e 1-ter. 3. Nel caso di convocazione dell'assemblea ai sensi dell'articolo 2367 del codice civile, la relazione sulle proposte concernenti le materie da trattare e' predisposta dai soci che richiedono la convocazione dell'assemblea. L'organo di amministrazione mette a disposizione del pubblico la relazione, accompagnata dalle proprie eventuali valutazioni, contestualmente alla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea con le modalita' di cui al comma 1.))
                           Art. 125-quater
                         (( (Sito Internet) 1. Fermo restando quanto previsto negli articoli 125-bis e 125-ter, entro il termine di pubblicazione dell'avviso di convocazione sono messi a disposizione sul sito Internet della societa': a) i documenti che saranno sottoposti all'assemblea; b) i moduli che gli azionisti hanno la facolta' di utilizzare per il voto per delega e, qualora previsto dallo statuto, per il voto per corrispondenza; qualora i moduli non possano essere resi disponibili in forma elettronica per motivi tecnici, sul medesimo sito sono indicate le modalita' per ottenerli in forma cartacea e, in tal caso, la societa' e' tenuta a trasmettere, anche per il tramite degli intermediari, i moduli per corrispondenza e gratuitamente a ciascun socio che ne faccia richiesta; c) informazioni sull'ammontare del capitale sociale con l'indicazione del numero e delle categorie di azioni in cui e' suddiviso. 2. Un rendiconto sintetico delle votazioni contenente il numero di azioni rappresentate in assemblea e delle azioni per le quali e' stato espresso il voto, la percentuale di capitale che tali azioni rappresentano, nonche' il numero di voti favorevoli e contrari alla delibera e il numero di astensioni, e' reso disponibile sul sito Internet della societa' entro cinque giorni dalla data dell'assemblea. Il verbale dell'assemblea di cui all'articolo 2375 del codice civile e' comunque reso disponibile sul sito Internet entro trenta giorni dalla data dell'assemblea.))
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO III
EMITTENTI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE SOCIETA' CON AZIONI QUOTATE
Sezione II
Tutela delle minoranza
                              Art. 126
               ((Convocazioni successive alla prima))

  1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37.
  ((2. Salvo il caso di assemblea in unica convocazione, se il giorno per la seconda convocazione o per quelle successive non e' indicato nell'avviso di convocazione, l'assemblea puo' essere nuovamente convocata entro trenta giorni. In tal caso il termine stabilito dall'articolo 125-bis, comma 1, e' ridotto a dieci giorni purche' l'elenco delle materie da trattare non venga modificato.))
  3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37.
  4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37.
  5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37.
                             Art. 126-bis
        (( (Integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea) 1. I soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale possono chiedere, entro dieci giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea, ovvero entro cinque giorni nel caso di convocazione ai sensi dell'articolo 125-bis, comma 3 o dell'articolo 104, comma 2, l'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli ulteriori argomenti da essi proposti. Le domande devono essere presentate per iscritto. 2. Delle integrazioni all'ordine del giorno presentate ai sensi del comma 1 e' data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione dell'avviso di convocazione, almeno quindici giorni prima di quello fissato per l'assemblea. Il termine e' ridotto a sette giorni nel caso di assemblea convocata ai sensi dell'articolo 104, comma 2. 3. L'integrazione dell'ordine del giorno ai sensi del comma 1, non e' ammessa per gli argomenti sui quali l'assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta, diversa da quelle di cui all'articolo 125-ter, comma 1. 4. I soci che richiedono l'integrazione dell'ordine del giorno predispongono una relazione sulle materie di cui essi propongono la trattazione. La relazione e' consegnata all'organo di amministrazione entro il termine ultimo per la presentazione della richiesta di integrazione. L'organo di amministrazione mette a disposizione del pubblico la relazione, accompagnata dalle proprie eventuali valutazioni, contestualmente alla pubblicazione della notizia dell'integrazione, con le modalita' di cui all'articolo 125-ter, comma 1.))
                               Art. 127
           (( (Voto per corrispondenza o in via elettronica) 1. La Consob stabilisce con regolamento le modalita' di esercizio del voto e di svolgimento dell'assemblea nei casi previsti dall'articolo 2370, comma quarto, del codice civile.))
                             Art. 127-bis
     (( (Annullabilita' delle deliberazioni e diritto di recesso) 1. Ai fini dell'articolo 2377 del codice civile colui a cui favore sia effettuata la registrazione delle azioni successivamente alla data indicata nell'articolo 83-sexies, comma 2 e prima dell'apertura dei lavori dell'assemblea, e' considerato assente all'assemblea. 2. Ai fini dell'esercizio del diritto di recesso previsto dall'articolo 2437 del codice civile, colui a cui favore sia effettuata, successivamente alla data di cui all'articolo 83-sexies, comma 2, e prima dell'apertura dei lavori dell'assemblea, la registrazione in conto delle azioni e' considerato non aver concorso all'approvazione delle deliberazioni. 3. La presente disposizione si applica anche alle societa' italiane con azioni ammesse nei sistemi multilaterali di negoziazione italiani o di altri paesi dell'Unione europea con il consenso dell'emittente.))
                             Art. 127-ter
          (( (Diritto di porre domande prima dell'assemblea) 1. I soci possono porre domande sulle materie all'ordine del giorno anche prima dell'assemblea. Alle domande pervenute prima dell'assemblea e' data risposta al piu' tardi durante la stessa. La societa' puo' fornire una risposta unitaria alle domande aventi lo stesso contenuto. 2. Non e' dovuta una risposta quando le informazioni richieste siano gia' disponibili in formato "domanda e risposta" in apposita sezione del sito Internet della societa'.))
                            Art. 127-quater
                   (( (Maggiorazione del dividendo) 1. In deroga all'articolo 2350, comma 1, del codice civile, gli statuti possono disporre che ciascuna azione detenuta dal medesimo azionista per un periodo continuativo indicato nella statuto, e comunque non inferiore ad un anno, attribuisca il diritto ad una maggiorazione non superiore al 10 per cento del dividendo distribuito alle altre azioni. Gli statuti possono subordinare l'assegnazione della maggiorazione a condizioni ulteriori. Il beneficio puo' estendersi anche alle azioni assegnate ai sensi dell'articolo 2442 del codice civile a un azionista che abbia diritto alla maggiorazione indicata nel primo periodo. 2. Qualora il medesimo soggetto, durante la maturazione del periodo indicato nel comma 1, abbia anche temporaneamente detenuto, direttamente, o indirettamente per il tramite di fiduciari, di societa' controllate o per interposta persona, una partecipazione superiore allo 0,5 per cento del capitale della societa' o la minore percentuale indicata nello statuto, la maggiorazione puo' essere attribuita solo per le azioni che rappresentino complessivamente tale partecipazione massima. La maggiorazione non puo' altresi' essere attribuita alle azioni detenute da chi durante il suddetto periodo abbia esercitato, anche temporaneamente o congiuntamente con altri soci tramite un patto parasociale previsto dall'articolo 122, un'influenza dominante ovvero un'influenza notevole sulla societa'. In ogni caso la maggiorazione non puo' essere attribuita alle azioni che durante il periodo indicato nel comma 1 siano state conferite, anche temporaneamente, ad un patto parasociale previsto dall'articolo 122 che nel medesimo periodo o parte di esso abbia avuto ad oggetto una partecipazione complessiva superiore a quella indicata nell'articolo 106, comma 1. 3. La cessione dell'azione a titolo oneroso o gratuito comporta la perdita dei benefici previsti nel comma 1. I benefici sono conservati in caso di successione universale, nonche' in caso di fusione e scissione del titolare delle azioni. In caso di fusione o scissione della societa' che abbia emesso le azioni indicate nel comma 1, i benefici si trasferiscono sulle azioni emesse dalle societa' risultanti, ferma l'applicazione del comma 2 con riferimento a tali societa'. 4. Le azioni a cui si applicano i benefici indicati nel comma 1 non costituiscono una categoria speciale di azioni ai sensi dell'articolo 2348 del codice civile.))
                               Art. 128
       (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37 ))
                               Art. 129
       (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37 ))
                               Art. 130
                         Informazione dei soci

    1.  I  soci  hanno  diritto di prendere visione di tutti gli atti
  depositati presso la sede sociale per assemblee gia' convocate e di
  ottenere copia a proprie spese.
                               Art. 131
       (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37 ))
                               Art. 132
       Acquisto di azioni proprie e della societa' controllante

    1.  Gli  acquisti  di  azioni  proprie,  operati  ai  sensi degli
  articoli  2357  e  2357-bis,  primo  comma,  numero  1), del codice
  civile, da societa' con azioni quotate, devono essere effettuati in
  modo  da  assicurare  la  parita' di trattamento tra gli azionisti,
  secondo modalita' stabilite dalla CONSOB con proprio regolamento.
    2.  Il  comma  1 si applica anche agli acquisti di azioni quotate
  effettuati  ai  sensi  dell'articolo  2359-bis del codice civile da
  parte di una societa' controllata.
    3. I commi 1 e 2 non si applicano agli acquisti di azioni proprie
  o   della  societa'  controllante  possedute  da  dipendenti  della
  societa'  emittente,  di  societa'  controllate  o  della  societa'
  controllante e assegnate o sottoscritte a norma degli articoli 2349
  e  2441,  ottavo  comma,  del ((codice civile, ovvero rivenienti da piani di compenso approvati ai sensi dell'articolo 114-bis.))
                               Art. 133
              Esclusione su richiesta dalle negoziazioni

    1.   Le   societa'   italiane  con  azioni  quotate  nei  mercati
  regolamentati   italiani,   previa   deliberazione   dell'assemblea
  straordinaria,  possono  richiedere l'esclusione dalle negoziazioni
  dei  propri  strumenti  finanziari,  secondo  quanto  previsto  dal
  regolamento del mercato, se ottengono l'ammissione su altro mercato
  regolamentato  italiano  o  di  altro  paese  dell'Unione  Europea,
  purche'  sia  garantita  una  tutela equivalente degli investitori,
  secondi i criteri stabiliti dalla CONSOB con regolamento.
                               Art. 134
                          Aumenti di capitale

    1.  Per  le  societa'  con  azioni  quotate,  il termine previsto
  dall'articolo  2441,  secondo  comma,  del codice civile e' ridotto
  alla meta'.
    (( 2. Alle deliberazioni di aumento di capitale previste dall'articolo 2441, ottavo comma, secondo periodo, del codice civile si applica la maggioranza richiesta per le assemblee straordinarie, a condizione che l'aumento non ecceda la misura dell'uno per cento del capitale. ))
    3. (( COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37 )).
                               Art. 135
                     (( (Percentuali di capitale) 1. Per le societa' cooperative le percentuali di capitale individuate nel codice civile per l'esercizio di diritti da parte dei soci sono rapportate al numero complessivo dei soci stessi.))
                             Art. 135-bis
              (( (Disciplina delle societa' cooperative) 1. Ferme restando le esclusioni espressamente previste dal presente decreto legislativo, non si applicano alle societa' cooperative con azioni quotate gli articoli 116, comma 2-ter, 125-bis, 125-ter, , 125-quater, , 126, comma 2, 126-bis, 127-bis, 127-ter, 127-quater, 147-ter, comma 1-bis, 148, comma 2, ultimo periodo, 154-ter, commi 1, 1-bis e 1-ter, 158, comma 2, Alle predette societa' si applicano le disposizioni della presente sezione.))
                             Art. 135-ter
  (( (Informazione al mercato in materia di attribuzione di strumenti finanziari a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori) 1. In deroga all'articolo 114-bis, comma 1, la relazione prevista dalla medesima disposizione e' messa a disposizione del pubblico almeno quindici giorni prima del termine fissato per l'assemblea con le modalita' previste dalla Consob con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 113-ter,comma 3.))
                            Art. 135-quater
                     (( (Assemblea straordinaria) 1. L'assemblea straordinaria, se i soci intervenuti in seconda convocazione non rappresentano il numero di voti richiesto per la costituzione, puo' essere nuovamente convocata entro trenta giorni. In tal caso il termine stabilito dall'articolo 2366, secondo comma, del codice civile e' ridotto a otto giorni.))
                          Art. 135-quinquies
        (( (Integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea) 1. I soci che rappresentano almeno un quarantesimo del numero complessivo dei soci stessi possono chiedere, entro cinque giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea, l'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli ulteriori argomenti da essi proposti. 2. Delle integrazioni all'elenco delle materie che l'assemblea dovra' trattare a seguito delle richieste di cui al comma 1 e' data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione dell'avviso di convocazione, almeno dieci giorni prima di quello fissato per l'assemblea. 3. L'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, ai sensi del comma 1, non e' ammessa per gli argomenti sui quali l'assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.))
                            Art. 135-sexies
                      (( (Relazioni finanziarie) 1. Fermi restando i termini di cui agli articoli 2429 del codice civile, entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio le societa' cooperative quotate aventi l'Italia come Stato membro d'origine approvano il bilancio d'esercizio e pubblicano con le modalita' previste dalla Consob con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 113-ter ,comma 3, la relazione finanziaria annuale comprendente il bilancio di esercizio, il bilancio consolidato, ove redatto, la relazione sulla gestione e l'attestazione di cui all'articolo 154-bis, comma 5.))
                           Art. 135-septies
                      (( (Relazioni di revisione) 1. Le relazioni di revisione di cui all'articolo 156 devono restare depositate presso la sede della societa' durante i quindici giorni che precedono l'assemblea o la riunione del consiglio di sorveglianza che approva il bilancio e finche' il bilancio non e' approvato e sono pubblicate integralmente insieme alla relazione finanziaria annuale.))
                            Art. 135-octies
                 (( (Proposte di aumento di capitale) 1.La relazione degli amministratori e il parere della societa' di revisione di cui all'articolo 158 devono restare depositati nella sede della societa' durante i quindici giorni che precedono l'assemblea e finche' questa abbia deliberato. Tali documenti devono essere allegati agli altri documenti richiesti per l'iscrizione della deliberazione nel registro delle imprese.))
                            Art. 135-novies
                  (( (Rappresentanza nell'assemblea) 1. Colui al quale spetta il diritto di voto puo' indicare un unico rappresentante per ciascuna assemblea, salva la facolta' di indicare sostituti. 2. In deroga al comma 1, colui al quale spetta il diritto di voto puo' delegare un rappresentante diverso per ciascuno dei conti, destinati a registrare i movimenti degli strumenti finanziari, a valere sui quali sia stata effettuata la comunicazione prevista dall'articolo 83-sexies . 3. In deroga al comma 1, qualora il soggetto indicato come titolare delle azioni nella comunicazione prevista dall'articolo 83-sexies agisca, anche mediante intestazioni fiduciarie, per conto di propri clienti, questi puo' indicare come rappresentante i soggetti per conto dei quali esso agisce ovvero uno o piu' terzi designati da tali soggetti. 4. Se la delega prevede tale facolta', il delegato puo' farsi sostituire da un soggetto di propria scelta, fermo il rispetto dell'articolo 135-decies, comma 4, e ferma la facolta' del rappresentato di indicare uno o piu' sostituti. 5. Il rappresentante puo', in luogo dell'originale, consegnare o trasmettere una copia, anche su supporto informatico, della delega, attestando sotto la propria responsabilita' la conformita' della delega all'originale e l'identita' del delegante. Il rappresentante conserva l'originale della delega e tiene traccia delle istruzioni di voto eventualmente ricevute per un anno a decorrere dalla conclusione dei lavori assembleari. 6. Il Ministero della Giustizia stabilisce con regolamento, sentita la Consob, le modalita' di conferimento della delega in via elettronica, in conformita' con quanto previsto nell'articolo 2372, primo comma, del codice civile. Le societa' indicano nello statuto almeno una modalita' di notifica elettronica della delega che gli azionisti hanno la facolta' di utilizzare. 7. I commi 1, 2, 3 e 4 si applicano anche nel caso di trasferimento delle azioni per procura. 8. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 2372 del codice civile.))
                            Art. 135-decies
    (( (Conflitto di interessi del rappresentante e dei sostituti) 1. Il conferimento di una delega ad un rappresentante in conflitto di interessi e' consentito purche' il rappresentante comunichi per iscritto al socio le circostanze da cui deriva tale conflitto e purche' vi siano specifiche istruzioni di voto per ciascuna delibera in relazione alla quale il rappresentante dovra' votare per conto del socio. Spetta al rappresentante l'onere della prova di aver comunicato al socio le circostanze che danno luogo al conflitto d'interessi. 2. Ai fini del presente articolo, sussiste in ogni caso un conflitto di interessi ove il rappresentante o il sostituto: a) controlli, anche congiuntamente, la societa' o ne sia controllato, anche congiuntamente, ovvero sia sottoposto a comune controllo con la societa'; b) sia collegato alla societa' o eserciti un'influenza notevole su di essa; c) sia un componente dell'organo di amministrazione o di controllo della societa' o dei soggetti indicati alle lettere a) e b); d) sia un dipendente o un revisore della societa' o dei soggetti indicati alla lettera a); e) sia coniuge, parente o affine entro quarto grado dei soggetti indicati alle lettere da a) a c); f) sia legato alla societa' o ai soggetti indicati alle lettere a), b), c) ed e) da rapporti di lavoro autonomo o subordinato ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l'indipendenza. 3. La sostituzione del rappresentante con un sostituto in conflitto di interessi e' consentita solo qualora il sostituto sia stato indicato dal socio. Si applica in tal caso il comma 1. Gli obblighi di comunicazione e il relativo onere della prova rimangono in capo al rappresentante. 4. Il presente articolo si applica anche nel caso di trasferimento delle azioni per procura.))
                           Art. 135-undecies
    (( (Rappresentante designato dalla societa' con azioni quotate) 1. Salvo che lo statuto disponga diversamente, le societa' con azioni quotate designano per ciascuna assemblea un soggetto al quale i soci possono conferire, entro la fine del secondo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'assemblea in prima o unica convocazione, una delega con istruzioni di voto su tutte o alcune delle proposte all'ordine del giorno. La delega ha effetto per le sole proposte in relazione alle quali siano conferite istruzioni di voto. 2. La delega e' conferita mediante la sottoscrizione di un modulo di delega il cui contenuto e' disciplinato dalla Consob con regolamento. Il conferimento della delega non comporta spese per il socio. La delega e le istruzioni di voto sono sempre revocabili entro il termine indicato nel comma 1. 3. Le azioni per le quali e' stata conferita la delega, anche parziale, sono computate ai fini della regolare costituzione dell'assemblea. In relazione alle proposte per le quali non siano state conferite istruzioni di voto, le azioni del socio non sono computate ai fini del calcolo della maggioranza e della quota di capitale richiesta per l'approvazione delle delibere. 4. Il soggetto designato come rappresentante e' tenuto a comunicare eventuali interessi che per conto proprio o di terzi abbia rispetto alle proposte di delibera all'ordine del giorno. Mantiene altresi' la riservatezza sul contenuto delle istruzioni di voto ricevute fino all'inizio dello scrutinio, salva la possibilita' di comunicare tali informazioni ai propri dipendenti e ausiliari, i quali sono soggetti al medesimo di dovere di riservatezza. 5. Con il regolamento di cui al comma 2, la Consob puo' stabilire i casi in cui il rappresentante che non si trovi in alcuna delle condizioni di cui all'articolo 135-decies puo' esprimere un voto difforme da quello indicato nelle istruzioni.))
                          Art. 135-duodecies
                       (( (Societa' cooperative) 1. Le disposizioni della presente sezione non si applicano alle societa' cooperative.))
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO III
EMITTENTI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE SOCIETA' CON AZIONI QUOTATE
Sezione III
Deleghe di voto
                               Art. 136
                           (( (Definizioni) 1. Ai fini della presente sezione, si intendono per: a) "delega di voto", il conferimento della rappresentanza per l'esercizio del voto nelle assemblee; b) "sollecitazione", la richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta a piu' di duecento azionisti su specifiche proposte di voto ovvero accompagnata da raccomandazioni, dichiarazioni o altre indicazioni idonee a influenzare il voto; c) "promotore", il soggetto o i soggetti che congiuntamente promuovono la sollecitazione.))
                               Art. 137
                         Disposizioni generali

    ((1. Al conferimento di deleghe di voto ai sensi della presente sezione si applicano gli articoli 135-novies e 135-decies.))
    2.  Le  clausole  statutarie  che  limitano  in qualsiasi modo la
  rappresentanza  nelle  assemblee  non  si applicano alle deleghe di
  voto  conferite  in  conformita'  delle disposizioni della presente
  sezione.
    3.  Lo  statuto  puo' prevedere disposizioni dirette a facilitare
  ((l'espressione del voto tramite delega da parte degli azionisti dipendenti)).
    4.  Le  disposizioni della presente sezione non si applicano alle
  societa' cooperative.
                               Art. 138
                          (( (Sollecitazione) 1. La sollecitazione e' effettuata dal promotore mediante la diffusione di un prospetto e di un modulo di delega. 2. Il voto relativo alle azioni per le quali e' stata rilasciata la delega e' esercitato dal promotore. Il promotore puo' farsi sostituire solo da chi sia espressamente indicato nel modulo di delega e nel prospetto di sollecitazione)).
                               Art. 139
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 27))
                               Art. 140
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 27))
                               Art. 141
                    (( (Associazioni di azionisti) 1. Non costituisce sollecitazione ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettera b), la richiesta di conferimento di deleghe di voto accompagnata da raccomandazioni, dichiarazioni o altre indicazioni idonee a influenzare il voto rivolta ai propri associati dalle associazioni di azionisti che: a) sono costituite con scrittura privata autenticata; b) non esercitano attivita' di impresa, salvo quelle direttamente strumentali al raggiungimento dello scopo associativo; c) sono composte da almeno cinquanta persone fisiche ciascuna delle quali e' proprietaria di un quantitativo di azioni non superiore allo 0,1 per cento del capitale sociale rappresentato da azioni con diritto di voto. 2. Le deleghe conferite all'associazione di azionisti ai sensi del comma 1 non sono computate ai fini del calcolo del limite di duecento azionisti previsto dall'articolo 136, comma 1, lettera b).))
                               Art. 142
                            Delega di voto

    1. La delega di voto e' sottoscritta dal delegante, e' revocabile
  e  puo'  essere  conferita  soltanto  per  singole  assemblee  gia'
  convocate,  con  effetto  per le eventuali convocazioni successive;
  essa non puo' essere rilasciata in bianco e indica la data, il nome
  del delegato e le istruzioni di voto.
    2.  La  delega  puo' essere conferita anche solo per alcune delle
  proposte  di voto indicate nel modulo di delega ((o solo per alcune materie all'ordine del giorno. Il rappresentante e' tenuto a votare per conto del delegante anche sulle materie iscritte all'ordine del giorno, sulle quali abbia ricevuto istruzioni, non oggetto della sollecitazione)).  Le  azioni  per  le  quali e' stata conferita la
  delega,  anche  parziale,  sono  computate  ai  fini della regolare
  costituzione dell'assemblea.
                               Art. 143
                            Responsabilita'

    1. Le informazioni contenute nel prospetto o nel modulo di delega
  e  quelle eventualmente diffuse nel corso della sollecitazione (( . . .))  devono essere idonee a consentire all'azionista di assumere
  una    decisione    consapevole;   dell'idoneita'   ((risponde il promotore)).
    2.  ((Il promotore))  e'  responsabile  della  completezza delle
  informazioni diffuse nel corso della sollecitazione.
    3.  Nei giudizi di risarcimento dei danni derivanti da violazione
  delle  disposizioni  della  presente sezione e della relative norme
  regolamentari  spetta al ((promotore)) l'onere della prova di avere
  agito con la diligenza richiesta.
                               Art. 144
           Svolgimento della sollecitazione e della raccolta

    1.  La  CONSOB stabilisce con regolamento regole di trasparenza e
  correttezza   per  lo  svolgimento  della  sollecitazione  e  della
  raccolta di deleghe. Il regolamento, in particolare, disciplina:
      a)  il  contenuto del prospetto e del modulo di delega, nonche'
  le relative modalita' di diffusione;
      b)  le  procedure  di  sollecitazione e di raccolta di deleghe,
  nonche'  le  condizioni e le modalita' da seguire per l'esercizio e
  la revoca delle stesse;
      c) le forme di collaborazione tra ((il promotore)) e i soggetti
  in  possesso della informazioni relative all'identita' dei soci, al
  fine di consentire lo svolgimento della sollecitazione.
    ((2. La Consob puo': a) richiedere che il prospetto e il modulo di delega contengano informazioni integrative e stabilire particolari modalita' di diffusione degli stessi; b) vietare l'attivita' di sollecitazione quando riscontri una violazione delle disposizioni della presente sezione; c) esercitare nei confronti dei promotori i poteri previsti dagli articoli 114, comma 5, e 115, comma 1.))
    3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 27)).
    ((4. Nei casi in cui la legge preveda forme di controllo sulle partecipazioni al capitale delle societa', copia del prospetto e del modulo di delega deve essere inviata alle autorita' di vigilanza competenti prima della sollecitazione. Le autorita' vietano la sollecitazione quando pregiudica il perseguimento delle finalita' inerenti ai controlli sulle partecipazioni al capitale.))
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO III
EMITTENTI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE SOCIETA' CON AZIONI QUOTATE
Sezione IV
Azioni di risparmio
                              Art. 145
                       Emissioni delle azioni

  1.  Le  societa'  italiane  con azioni ordinarie quotate in mercati
regolamentati  italiani  o di altri paesi dell'Unione Europea possono
emettere  azioni  prive  del  diritto  di voto, dotate di particolari
privilegi di natura patrimoniale.
  2.  L'atto  costitutivo  determina  il contenuto del privilegio, le
condizioni,  i limiti, le modalita' e i termini per il suo esercizio;
stabilisce  altresi'  i diritti spettanti agli azionisti di risparmio
in  caso di esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie o di
risparmio.
  3.  Le  azioni  devono  contenere,  in  aggiunta  alle  indicazioni
prescritte  dall'articolo 2354 del codice civile, la denominazione di
"azioni di risparmio" e l'indicazione dei privilegi che le assistono;
le   azioni   possono   essere   al   portatore,  salvo  il  disposto
dell'articolo  2354  ,  secondo  comma,  del codice civile. Le azioni
appartenenti  agli amministratori, ai sindaci e ai direttori generali
devono essere nominative.
  4.  COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 17 GENNAIO 2003, N. 6 COME MODIFICATO
DAL D.LGS. 6 FEBBRAIO 2004, N. 37.
  5.  Se,  in  conseguenza  della riduzione del capitale per perdite,
l'ammontare  delle azioni di risparmio e delle azioni a voto limitato
supera  la meta' del capitale sociale, il rapporto indicato nel comma
4 deve essere ristabilito entro due anni mediante emissione di azioni
ordinarie da attribuire in opzione ai possessori di azioni ordinarie.
Tuttavia,  se  la parte di capitale rappresentata da azioni ordinarie
si  e'  ridotta  al  di  sotto  del quarto del capitale sociale, deve
essere  riportata  almeno  al  quarto  entro sei mesi. La societa' si
scioglie  se il rapporto tra azioni ordinarie e azioni di risparmio e
con  voto  limitato  non  e' ristabilito entro i termini predetti. 6.
Della  parte di capitale sociale rappresentata da azioni di risparmio
non  si tiene conto ai fini della costituzione dell'assemblea e della
validita'  delle  deliberazioni,  ne'  per  il calcolo delle aliquote
stabilite  dagli  articoli  2367,  ((2393, quinto e sesto comma)),
2393-bis, 2408, secondo comma e 2409, primo comma, del codice civile.
  7.  Le  azioni  di  risparmio  possono essere emesse sia in sede di
aumento    del   capitale   sociale,   osservando   le   disposizioni
dell'articolo  2441  del codice civile, sia in sede di conversione di
azioni  gia'  emesse,  ordinarie  o di altra categoria; il diritto di
conversione  e'  attribuito  ai soci con deliberazione dell'assemblea
ordinaria.
  8.  Salvo  diversa  disposizione  dell'atto costitutivo, in caso di
aumento  di capitale a pagamento per il quale non sia stato escluso o
limitato  il  diritto di opzione, i possessori di azioni di risparmio
hanno  diritto  di  opzione  su  azioni  di  risparmio  della  stessa
categoria  ovvero,  in  mancanza o per la differenza, nell'ordine, su
azioni di risparmio di altra categoria, su azioni privilegiate ovvero
su azioni ordinarie.
                               Art. 146
                          Assemblea speciale

    1.  L'assemblea  speciale  dei  possessori di azioni di risparmio
  delibera:
      a)  sulla  nomina  e  sulla  revoca del rappresentante comune e
  sull'azione di responsabilita' nei suoi confronti;
      b)  sull'approvazione  delle deliberazioni dell'assemblea della
  societa'  che  pregiudicano  i diritti della categoria, con il voto
  favorevole  di  tante  azioni che rappresentino almeno il venti per
  cento delle azioni della categoria;
      c)  sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla
  tutela  dei comuni interessi e sul rendiconto relativo; il fondo e'
  anticipato dalla societa', che puo' rivalersi sugli utili spettanti
  agli  azionisti  di  risparmio in eccedenza al minimo eventualmente
  garantito;
      d) sulla transazione delle controversie con la societa', con il
  voto  favorevole  di tante azioni che rappresentino almeno il venti
  per cento delle azioni della categoria;
      e) sugli altri oggetti d'interesse comune.
    (( 2. L'assemblea speciale dei possessori di azioni di risparmio e' convocata dal rappresentante comune degli azionisti di risparmio, ovvero dagli amministratori della societa', entro sessanta giorni dall'emissione o dalla conversione delle azioni e quando lo ritengano necessario o ne sia fatta richiesta da tanti possessori di azioni di risparmio che rappresentino almeno l'uno per cento delle azioni di risparmio della categoria. 2-bis. In caso di omissione o di ingiustificato ritardo da parte degli amministratori l'assemblea speciale e' convocata dal collegio sindacale o dal consiglio di sorveglianza o, nel caso di richiesta da parte degli azionisti ai sensi del comma precedente, dal comitato per il controllo sulla gestione. ))
    3.  In deroga all'articolo 2376, secondo comma, del codice civile
  l'assemblea,  salvo  i  casi previsti dal comma 1, lettere b) e d),
  delibera  in prima e in seconda convocazione con voto favorevole di
  tante azioni che rappresentino rispettivamente almeno il venti e il
  dieci per cento delle azioni in circolazione; in terza convocazione
  l'assemblea  delibera  a maggioranza dei presenti, qualunque sia la
  parte  di  capitale  rappresentata dai soci intervenuti. Si applica
  l'articolo 2416 del codice civile.
                               Art. 147
                         Rappresentante comune

    1.  Al  rappresentante  comune  degli  azionisti  di risparmio si
  applica   l'articolo   2417   del   codice   civile,   intendendosi
  l'espressione  obbligazionisti  riferita ai possessori di azioni di
  risparmio.
    2. (( COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAIO 2004, N. 37 )).
    3.  Il  rappresentante comune ha gli obblighi e i poteri previsti
  dall'articolo  2418  del  codice  civile intendendosi l'espressione
  obbligazionisti riferita ai possessori di azioni di risparmio; egli
  inoltre  ha  diritto  di  esaminare  i libri indicati nell'articolo
  2421, numeri 1) e 3), del codice civile e di ottenerne estratti, di
  assistere   all'assemblea   della   societa'  e  di  impugnarne  le
  deliberazioni.   Le   spese   sono   imputate   al  fondo  previsto
  dall'articolo 146, comma 1, lettera c).
    4.  L'atto costitutivo puo' attribuire al rappresentante comune e
  all'assemblea   ulteriori  poteri  a  tutela  degli  interessi  dei
  possessori di azioni di risparmio e deve prevedere le modalita' per
  assicurare  un'adeguata informazione al rappresentante comune sulle
  operazioni  societarie  che  possano  influenzare l'andamento delle
  quotazioni delle azioni della categoria.
                             Art. 147-bis
                    (( (Assemblee di categoria). ))

    (( 1. Gli articoli 146 e 147 si applicano alle assemblee speciali previste dall'articolo 2376, comma 1, del codice civile, qualora le azioni siano quotate in mercati regolamentati italiani o di altri Paesi dell'Unione europea. ))
                            Art. 147-ter 
     (Elezione e composizione del consiglio di Amministrazione). 
 
  1.  Lo  statuto  prevede  che  i  componenti   del   consiglio   di
amministrazione siano eletti sulla  base  di  liste  di  candidati  e
determina  la  quota  minima  di  partecipazione  richiesta  per   la
presentazione di esse, in misura non superiore a un quarantesimo  del
capitale sociale o alla diversa misura  stabilita  dalla  Consob  con
regolamento tenendo conto della  capitalizzazione,  del  flottante  e
degli assetti proprietari delle societa' quotate. Le  liste  indicano
quali  sono  gli  amministratori  in  possesso   dei   requisiti   di
indipendenza stabiliti dalla legge e dallo statuto. Lo  statuto  puo'
prevedere che, ai fini del riparto degli amministratori da  eleggere,
non  si  tenga  conto  delle  liste  che  non  hanno  conseguito  una
percentuale di voti almeno pari alla meta' di quella richiesta  dallo
statuto per la presentazione delle stesse. 
  1-bis.  Le  liste  sono  depositate  presso  l'emittente  entro  il
venticinquesimo giorno precedente la data dell'assemblea  chiamata  a
deliberare   sulla   nomina   dei   componenti   del   consiglio   di
amministrazione e messe a disposizione del pubblico  presso  la  sede
sociale, sul sito Internet e con le altre  modalita'  previste  dalla
Consob  con  regolamento  almeno  ventuno  giorni  prima  della  data
dell'assemblea. La titolarita' della quota minima  di  partecipazione
prevista dal comma 1 e' determinata avendo riguardo alle  azioni  che
risultano registrate a favore del socio nel giorno in  cui  le  liste
sono depositate presso l'emittente. La relativa  certificazione  puo'
essere prodotta anche successivamente al deposito  purche'  entro  il
termine  previsto  per  la  pubblicazione  delle   liste   da   parte
dell'emittente. 
((1-ter. Lo statuto prevede, inoltre, che il riparto degli amministratori da eleggere sia effettuato in base a un criterio che assicuri l'equilibrio tra i generi. Il genere meno rappresentato deve ottenere almeno un terzo degli amministratori eletti. Tale criterio di riparto si applica per tre mandati consecutivi. Qualora la composizione del consiglio di amministrazione risultante dall'elezione non rispetti il criterio di riparto previsto dal presente comma, la Consob diffida la societa' interessata affinche' si adegui a tale criterio entro il termine massimo di quattro mesi dalla diffida. In caso di inottemperanza alla diffida, la Consob applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100.000 a euro 1.000.000, secondo criteri e modalita' stabiliti con proprio regolamento e fissa un nuovo termine di tre mesi ad adempiere. In caso di ulteriore inottemperanza rispetto a tale nuova diffida, i componenti eletti decadono dalla carica. Lo statuto provvede a disciplinare le modalita' di formazione delle liste ed i casi di sostituzione in corso di mandato al fine di garantire il rispetto del criterio di riparto previsto dal presente comma. La Consob statuisce in ordine alla violazione, all'applicazione ed al rispetto delle disposizioni in materia di quota di genere, anche con riferimento alla fase istruttoria e alle procedure da adottare, in base a proprio regolamento da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore delle disposizioni recate dal presente comma. Le disposizioni del presente comma si applicano anche alle societa' organizzate secondo il sistema monistico)). ((41)) 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 29 DICEMBRE 2006, N. 303. 
  3.  Salvo  quanto  previsto  dall'articolo  2409-septiesdecies  del
codice  civile,  almeno  uno  dei   componenti   del   consiglio   di
amministrazione e'  espresso  dalla  lista  di  minoranza  che  abbia
ottenuto il maggior numero di voti e non sia collegata in alcun modo,
neppure indirettamente, con i soci che hanno presentato o  votato  la
lista risultata prima per numero di voti. Nelle societa'  organizzate
secondo il sistema monistico, il componente espresso dalla  lista  di
minoranza deve essere in  possesso  dei  requisiti  di  onorabilita',
professionalita' e indipendenza determinati  ai  sensi  dell'articolo
148, commi 3 e 4. Il difetto dei  requisiti  determina  la  decadenza
dalla carica. 
  4. In aggiunta a quanto  disposto  dal  comma  3,  almeno  uno  dei
componenti  del  consiglio  di  amministrazione,  ovvero  due  se  il
consiglio  di  amministrazione  sia  composto  da   piu'   di   sette
componenti, devono possedere i requisiti  di  indipendenza  stabiliti
per i sindaci dall'articolo 148, comma 3, nonche', se lo  statuto  lo
prevede, gli ulteriori requisiti previsti da codici di  comportamento
redatti da  societa'  di  gestione  di  mercati  regolamentati  o  da
associazioni di categoria.  Il  presente  comma  non  si  applica  al
consiglio di amministrazione delle societa'  organizzate  secondo  il
sistema  monistico,  per  le   quali   rimane   fermo   il   disposto
dell'articolo 2409-septiesdecies, secondo comma, del  codice  civile.
L'amministratore indipendente che, successivamente alla nomina, perda
i requisiti di indipendenza deve  darne  immediata  comunicazione  al
consiglio di amministrazione e, in ogni caso, decade dalla carica. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (41) 
  La L. 12 luglio 2011, n. 120 ha disposto (con l'art.  2,  comma  1)
che "Le disposizioni della presente legge si  applicano  a  decorrere
dal primo rinnovo degli organi di amministrazione e degli  organi  di
controllo delle societa' quotate in mercati regolamentati  successivo
ad un anno dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge,
riservando al genere meno rappresentato,  per  il  primo  mandato  in
applicazione della legge, una quota pari almeno  a  un  quinto  degli
amministratori e dei sindaci eletti". 
                           Art. 147-quater 
              (Composizione del consiglio di gestione). 
 
  1. Qualora il consiglio di gestione sia composto da piu' di quattro
membri, almeno uno di essi deve possedere i requisiti di indipendenza
stabiliti per i sindaci dall'articolo 148, comma 3,  nonche',  se  lo
statuto lo prevede, gli ulteriori requisiti  previsti  da  codici  di
comportamento  redatti   da   societa'   di   gestione   di   mercati
regolamentati o da associazioni di categoria. 
((1-bis. Qualora il consiglio di gestione sia costituito da un numero di componenti non inferiore a tre, ad esso si applicano le disposizioni dell'articolo 147-ter, comma 1-ter)). ((41)) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (41) 
  La L. 12 luglio 2011, n. 120 ha disposto (con l'art.  2,  comma  1)
che "Le disposizioni della presente legge si  applicano  a  decorrere
dal primo rinnovo degli organi di amministrazione e degli  organi  di
controllo delle societa' quotate in mercati regolamentati  successivo
ad un anno dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge,
riservando al genere meno rappresentato,  per  il  primo  mandato  in
applicazione della legge, una quota pari almeno  a  un  quinto  degli
amministratori e dei sindaci eletti". 
                          Art. 147-quinquies
                  (( (Requisiti di onorabilita'). ))

    ((1. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e direzione devono possedere i requisiti di onorabilita' stabiliti per i membri degli organi di controllo con il regolamento emanato dal Ministro della giustizia ai sensi dell'articolo 148, comma 4. 2. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica.))
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO III
EMITTENTI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE SOCIETA' CON AZIONI QUOTATE
Sezione V
Collegio sindacale
                              Art. 148 
                            Composizione 
 
  1. L'atto costitutivo della societa'  stabilisce  per  il  collegio
sindacale: 
    a) il numero, non inferiore a tre, dei membri effettivi; 
    b) il numero, non inferiore a due, dei membri supplenti; 
    c) LETTERA ABROGATA DALLA L. 28 DICEMBRE 2005, N. 262; 
    d) LETTERA ABROGATA DALLA L. 28 DICEMBRE 2005, N. 262. 
((1-bis. L'atto costitutivo della societa' stabilisce, inoltre, che il riparto dei membri di cui al comma 1 sia effettuato in modo che il genere meno rappresentato ottenga almeno un terzo dei membri effettivi del collegio sindacale. Tale criterio di riparto si applica per tre mandati consecutivi. Qualora la composizione del collegio sindacale risultante dall'elezione non rispetti il criterio di riparto previsto dal presente comma, la Consob diffida la societa' interessata affinche' si adegui a tale criterio entro il termine massimo di quattro mesi dalla diffida. In caso di inottemperanza alla diffida, la Consob applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 20.000 a euro 200.000 e fissa un nuovo termine di tre mesi ad adempiere. In caso di ulteriore inottemperanza rispetto a tale nuova diffida, i componenti eletti decadono dalla carica. La Consob statuisce in ordine alla violazione, all'applicazione ed al rispetto delle disposizioni in materia di quota di genere, anche con riferimento alla fase istruttoria e alle procedure da adottare, in base a proprio regolamento da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore delle disposizioni recate dal presente comma)).
((41)) 
  2. La CONSOB stabilisce con regolamento modalita'  per  l'elezione,
con voto di lista, di un membro effettivo del collegio  sindacale  da
parte  dei  soci  di  minoranza  che  non  siano  collegati,  neppure
indirettamente, con i soci che hanno presentato  o  votato  la  lista
risultata prima per numero di voti. Si  applica  l'articolo  147-ter,
comma 1-bis. 
  2-bis.  Il  presidente   del   collegio   sindacale   e'   nominato
dall'assemblea tra i sindaci eletti dalla minoranza. 
  3. Non  possono  essere  eletti  sindaci  e,  se  eletti,  decadono
dall'ufficio: 
    a) coloro che si trovano nelle condizioni previste  dall'articolo
2382 del codice civile; 
    b) il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli
amministratori della societa',  gli  amministratori,  il  coniuge,  i
parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle
societa' da questa controllate, delle societa' che la  controllano  e
di quelle sottoposte a comune controllo; 
    c) coloro che sono legati  alla  societa'  od  alle  societa'  da
questa controllate od alle societa' che la controllano  od  a  quelle
sottoposte  a  comune  controllo  ovvero  agli  amministratori  della
societa' e ai soggetti di cui alla lettera b) da rapporti  di  lavoro
autonomo  o  subordinato  ovvero  da   altri   rapporti   di   natura
patrimoniale o professionale che ne compromettano l'indipendenza. 
  4. Con regolamento adottato ai sensi  dell'articolo  17,  comma  3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della giustizia,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentiti  la
CONSOB, la Banca d'Italia e l'ISVAP, sono stabiliti  i  requisiti  di
onorabilita' e di professionalita' dei membri del collegio sindacale,
del consiglio di sorveglianza e del comitato per il  controllo  sulla
gestione. Il difetto  dei  requisiti  determina  la  decadenza  dalla
carica. 
  4-bis. Al consiglio di sorveglianza si applicano le disposizioni di
cui ai commi ((1-bis,)) 2 e 3. ((41)) 
  4-ter. Al comitato per il controllo sulla gestione si applicano  le
disposizioni dei commi 2-bis e 3. Il rappresentante  della  minoranza
e' il  membro  del  consiglio  di  amministrazione  eletto  ai  sensi
dell'articolo 147-ter, comma 3. 
  4-quater. Nei casi previsti dal presente articolo, la decadenza  e'
dichiarata  dal  consiglio  di  amministrazione  o,  nelle   societa'
organizzate secondo i sistemi dualistico e monistico,  dall'assemblea
entro trenta giorni dalla  nomina  o  dalla  conoscenza  del  difetto
sopravvenuto. In caso di inerzia, vi provvede la CONSOB, su richiesta
di qualsiasi soggetto interessato  o  qualora  abbia  avuto  comunque
notizia dell'esistenza della causa di decadenza. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (41) 
  La L. 12 luglio 2011, n. 120 ha disposto (con l'art.  2,  comma  1)
che "Le disposizioni della presente legge si  applicano  a  decorrere
dal primo rinnovo degli organi di amministrazione e degli  organi  di
controllo delle societa' quotate in mercati regolamentati  successivo
ad un anno dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge,
riservando al genere meno rappresentato,  per  il  primo  mandato  in
applicazione della legge, una quota pari almeno  a  un  quinto  degli
amministratori e dei sindaci eletti". 
                             Art. 148-bis
               (( (Limiti al cumulo degli incarichi). ))

    ((1. Con regolamento della CONSOB sono stabiliti limiti al cumulo degli incarichi di amministrazione e controllo che i componenti degli organi di controllo delle societa' di cui al presente capo, nonche' delle societa' emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116, possono assumere presso tutte le societa' di cui al libro V, titolo V, capi V, VI e VII, del codice civile. La CONSOB stabilisce tali limiti avendo riguardo all'onerosita' e alla complessita' di ciascun tipo di incarico, anche in rapporto alla dimensione della societa', al numero e alla dimensione delle imprese incluse nel consolidamento, nonche' all'estensione e all'articolazione della sua struttura organizzativa. 2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2400, quarto comma, del codice civile, i componenti degli organi di controllo delle societa' di cui al presente capo, nonche' delle societa' emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116, informano la CONSOB e il pubblico, nei termini e modi prescritti dalla stessa CONSOB con il regolamento di cui al comma 1, circa gli incarichi di amministrazione e controllo da essi rivestiti presso tutte le societa' di cui al libro V, titolo V, capi V, VI e VII, del codice civile. La CONSOB dichiara la decadenza dagli incarichi assunti dopo il raggiungimento del numero massimo previsto dal regolamento di cui al primo periodo)).
                              Art. 149
                               Doveri

  1. Il collegio sindacale vigila:
    a) sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo;
    b) sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
    c)  sull'adeguatezza della struttura organizzativa della societa'
per gli aspetti di competenza, del sistema di controllo interno e del
sistema   amministrativo-contabile   nonche'   sull'affidabilita'  di
quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione;
    (c-bis)  sulle  modalita'  di concreta attuazione delle regole di
governo  societario  previste  da  codici di comportamento redatti da
societa'  di  gestione  di mercati regolamentati o da associazioni di
categoria,   cui  la  societa',  mediante  informativa  al  pubblico,
dichiara di attenersi));
    d)  sull'adeguatezza  delle disposizioni impartite dalla societa'
alle societa' controllate ai sensi dell'articolo 114, comma 2.
  2. I membri del collegio sindacale assistono alle assemblee ed alle
riunioni del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo. I
sindaci,  che  non assistono senza giustificato motivo alle assemblee
o,  durante  un  esercizio  sociale,  a  due  adunanze  del consiglio
d'amministrazione o del comitato esecutivo, decadono dall'ufficio.
  3.  Il  collegio  sindacale  comunica  senza indugio alla CONSOB le
irregolarita'  riscontrate  nell'attivita' di vigilanza e trasmette i
relativi  verbali  delle  riunioni e degli accertamenti svolti e ogni
altra utile documentazione.
  4.  Il comma 3 non si applica alle societa' con azioni quotate solo
in mercati regolamentati di altri paesi dell'Unione Europea.
  4-bis.  Al consiglio di sorveglianza si applicano i commi 1, 3 e 4.
Almeno  un  componente  del  consiglio di sorveglianza partecipa alle
riunioni del consiglio di gestione.
  4-ter.  Al  comitato per il controllo sulla gestione si applicano i
commi 1, ((limitatamente alle lettere c-bis e d))), 3 e 4.
                              Art. 150
                           (Informazione).

  1.  Gli  amministratori  riferiscono  tempestivamente,  secondo  le
modalita'   stabilite   dallo   statuto  e  con  periodicita'  almeno
trimestrale,  al  collegio  sindacale  sull'attivita'  svolta e sulle
operazioni  di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale,
effettuate   dalla   societa'   o   dalle  societa'  controllate;  in
particolare, riferiscono sulle operazioni nelle quali essi abbiano un
interesse,  per conto proprio o di terzi, o che siano influenzate dal
soggetto che esercita l'attivita' di direzione e coordinamento.
  2.  L'obbligo  previsto  dal  comma  precedente  e'  adempiuto, nel
sistema  dualistico,  dal  consiglio  di  gestione  nei confronti del
consiglio  di  sorveglianza  e,  in  quello  monistico,  dagli organi
delegati nei confronti del comitato per il controllo sulla gestione.
  3.  Il  collegio  sindacale ((e il revisore legale o la societa' di revisione legale))   si  scambiano  tempestivamente  i  dati  e  le
informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti.
  4.  Coloro che sono preposti al controllo interno riferiscono anche
al  collegio  sindacale di propria iniziativa o su richiesta anche di
uno solo dei sindaci.
  5.  Le  disposizioni previste dai commi 3 e 4 si applicano anche al
consiglio  di  sorveglianza  ed  al  comitato  per il controllo sulla
gestione.
                              Art. 151
                               Poteri

  1. I sindaci possono, anche individualmente, procedere in qualsiasi
momento  ad  atti  di ispezione e di controllo, nonche' chiedere agli
amministratori notizie, anche con riferimento a societa' controllate,
sull'andamento  delle  operazioni sociali o su determinati affari ((, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle societa' controllate)).
  2.   Il  collegio  sindacale  puo'  scambiare  informazioni  con  i
corrispondenti organi delle societa' controllate in merito ai sistemi
di    amministrazione   e   controllo   ed   all'andamento   generale
dell'attivita'   sociale.  Puo'  altresi',  previa  comunicazione  al
presidente  del  consiglio  di amministrazione, convocare l'assemblea
dei soci, il consiglio di amministrazione od il comitato esecutivo ed
avvalersi  di  dipendenti  della  societa'  per  l'espletamento delle
proprie  funzioni.  I  poteri  di  convocazione  e  di  richiesta  di
collaborazione  possono  essere esercitati anche ((individualmente da ciascun membro del collegio, ad eccezione del potere di convocare l'assemblea dei soci, che puo' essere esercitato da almeno due membri)).
  3.  Al fine di valutare l'adeguatezza e l'affidabilita' del sistema
amministrativo-contabile, i sindaci, sotto la propria responsabilita'
e  a  proprie  spese,  possono  avvalersi,  anche individualmente, di
propri  dipendenti  e  ausiliari  che  non  si  trovino  in una delle
condizioni  previste  dall'articolo  148,  comma  3. La societa' puo'
rifiutare agli ausiliari l'accesso a informazioni riservate.
  4.  Gli  accertamenti  eseguiti  devono  risultare  dal libro delle
adunanze  e  delle deliberazioni del collegio sindacale da tenersi, a
cura  del  collegio,  nella  sede  della  societa'.  Si  applicano le
disposizioni dell'articolo 2421, ultimo comma, del codice civile.
                            Art. 151-bis
               (Poteri del consiglio di sorveglianza).
  1.  I  componenti  del  consiglio  di  sorveglianza  possono, anche
individualmente,  chiedere  notizie ai consiglieri di gestione, anche
con   riferimento   a   societa'  controllate,  sull'andamento  delle
operazioni  sociali  o  su  determinati affari((, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle societa' controllate)). Le
notizie   sono   fornite  a  tutti  i  componenti  del  consiglio  di
sorveglianza.
  2.  I  componenti  del  consiglio  di  sorveglianza  possono, anche
individualmente,  chiedere al presidente la convocazione dell'organo,
indicando   gli  argomenti  da  trattare.  La  riunione  deve  essere
convocata  senza ritardo, salvo che vi ostino ragioni tempestivamente
comunicate  al  richiedente  ed  illustrate  al  consiglio alla prima
riunione successiva.
  3.  Il  consiglio  di  sorveglianza  puo',  previa comunicazione al
presidente del consiglio di gestione, convocare l'assemblea dei soci,
il  consiglio  di  gestione ed avvalersi di dipendenti della societa'
per l'espletamento delle proprie funzioni. I poteri di convocazione e
di  richiesta  di  collaborazione  possono  essere  esercitati  anche
((individualmente da ciascun membro del consiglio, ad eccezione del potere di convocare l'assemblea dei soci, che puo' essere esercitato da almeno due membri)).
  4.  Il  consiglio  di  sorveglianza,  od un componente dello stesso
appositamente  delegato,  puo' procedere in qualsiasi momento ad atti
d'ispezione  e  di  controllo  nonche'  scambiare  informazioni con i
corrispondenti organi delle societa' controllate in merito ai sistemi
di    amministrazione   e   controllo   ed   all'andamento   generale
dell'attivita' sociale.
                            Art. 151-ter
       (Poteri del comitato per il controllo sulla gestione).

  1.  I  componenti  del  comitato  per  il  controllo sulla gestione
possono,  anche  individualmente,  chiedere agli altri amministratori
notizie, anche con riferimento a societa' controllate, sull'andamento
delle operazioni sociali o su determinati affari ((, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle societa' controllate)). Le
notizie  sono  fornite  a  tutti  i  componenti  del  comitato per il
controllo sulla gestione.
  2.  I  componenti  del  comitato  per  il  controllo sulla gestione
possono,   anche   individualmente,   chiedere   al   presidente   la
convocazione  del  comitato,  indicando gli argomenti da trattare. La
riunione  deve  essere  convocata  senza ritardo, salvo che vi ostino
ragioni  tempestivamente  comunicate  al richiedente ed illustrate al
comitato alla prima riunione successiva.
  3.  Il  comitato  per  il  controllo  sulla  gestione  puo', previa
comunicazione   al   presidente  del  consiglio  di  amministrazione,
convocare il consiglio di amministrazione od il comitato esecutivo ed
avvalersi  di  dipendenti  della  societa'  per  l'espletamento delle
proprie  funzioni.  I  poteri  di  convocazione  e  di  richiesta  di
collaborazione  possono  essere esercitati anche ((individualmente da ciascun membro del comitato)).
  4.  Il  comitato  per il controllo sulla gestione, od un componente
dello  stesso  appositamente  delegato,  puo'  procedere in qualsiasi
momento   ad  atti  d'ispezione  e  di  controllo  nonche'  scambiare
informazioni  con  i corrispondenti organi delle societa' controllate
in  merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all'andamento
generale dell'attivita' sociale.
                              Art. 152
                        Denunzia al tribunale

  (( 1. Il collegio sindacale o il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo sulla gestione, se ha fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi irregolarita' nella gestione che possono recare danno alla societa' o ad una o piu' societa' controllate, possono denunziare i fatti al tribunale ai sensi dell'articolo 2409 del codice civile. In tale ipotesi le spese per l'ispezione sono a carico della societa' ed il tribunale puo' revocare anche i soli amministratori. 2. La Consob, se ha fondato sospetto di gravi irregolarita' nell'adempimento dei doveri di vigilanza del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla gestione, puo' denunziare i fatti al tribunale ai sensi dell'articolo 2409 del codice civile; le spese per l'ispezione sono a carico della societa'. ))
  3.  Il comma 2 non si applica alle societa' con azioni quotate solo
in mercati regolamentati di altri paesi dell'Unione Europea.
  4.  Resta fermo quanto previsto dall'articolo 70, comma 7, del T.U.
bancario.
                               Art. 153
                   Obbligo di riferire all'assemblea

    (( 1. Il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza ed il comitato per il controllo sulla gestione riferiscono sull'attivita' di vigilanza svolta e sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati all'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio di esercizio ovvero ai sensi dell'articolo 2364-bis, comma 2, del codice civile. ))
    2.  Il  collegio  sindacale  puo'  fare proposte all'assemblea in
     ordine  al bilancio e alla sua approvazione nonche' alle materie
     di propria competenza.
                               Art. 154
                 (( (Disposizioni non applicabili). ))

    (( 1. Al collegio sindacale delle societa' con azioni quotate non si applicano gli articoli 2397, 2398, 2399, 2403, 2403-bis, 2405, 2426, numeri 5 e 6, 2429, secondo comma, e 2441, sesto comma, del codice civile. 2. Al consiglio di sorveglianza delle societa' con azioni quotate non si applicano gli articoli 2409-septies, 2409-duodecies, decimo comma, 2409-terdecies, primo comma, lettere c), e) ed f), del codice civile. 3. Al comitato per il controllo sulla gestione delle societa' con azioni quotate non si applicano gli articoli 2399, primo comma, e 2409-septies del codice civile. ))
                            Art. 154-bis
                 (Dirigente preposto alla redazione
                 dei documenti contabili societari).

  1. Lo statuto (( degli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine ))  prevede  i  requisiti di professionalita' e le
modalita'  di  nomina  di  un  dirigente  preposto alla redazione dei
documenti contabili societari, previo parere obbligatorio dell'organo
di controllo.
  2. Gli atti e le comunicazioni della societa' diffusi al mercato, e
relativi  all'informativa  contabile  anche  infrannuale della stessa
societa',   sono   accompagnati  da  una  dichiarazione  scritta  del
dirigente  preposto alla redazione dei documenti contabili societari,
che  ne  attestano  la corrispondenza alle risultanze documentali, ai
libri e alle scritture contabili .
  3.  Il  dirigente  preposto  alla redazione dei documenti contabili
societari  predispone  adeguate  procedure amministrative e contabili
per  la  formazione  del  bilancio  di esercizio e, ove previsto, del
bilancio consolidato nonche' di ogni altra comunicazione di carattere
finanziario.
  4.  Il  consiglio  di amministrazione vigila affinche' il dirigente
preposto alla redazione dei documenti contabili societari disponga di
adeguati  poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti
ai  sensi del presente articolo, nonche' sul rispetto effettivo delle
procedure amministrative e contabili.
  (( 5. Gli organi amministrativi delegati e il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari attestano con apposita relazione sul bilancio di esercizio, sul bilancio semestrale abbreviato e, ove redatto, sul bilancio consolidato: a) l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure di cui al comma 3 nel corso del periodo cui si riferiscono i documenti; b) che i documenti sono redatti in conformita' ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunita' europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002; c) la corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; d) l'idoneita' dei documenti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento; e) per il bilancio d'esercizio e per quello consolidato, che la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonche' della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti; f) per il bilancio semestrale abbreviato, che la relazione intermedia sulla gestione contiene un'analisi attendibile delle informazioni di cui al comma 4 dell'articolo 154-ter. 5-bis. L'attestazione di cui al comma 5 e' resa secondo il modello stabilito con regolamento dalla Consob. ))
  6.   Le   disposizioni   che   regolano  la  responsabilita'  degli
amministratori   si   applicano  anche  ai  dirigenti  preposti  alla
redazione  dei documenti contabili societari, in relazione ai compiti
loro  spettanti,  salve le azioni esercitabili in base al rapporto di
lavoro con la societa'.
                            Art. 154-ter
                        Relazioni finanziarie

  1.  Fermo  restando  quanto  previsto  dagli articoli 2364, secondo
   comma,  e  2364-bis,  secondo  comma,  del  codice  civile,  entro
   centoventi  giorni  dalla  chiusura  dell'esercizio, gli emittenti
   quotati  aventi  l'Italia  come  Stato  membro d'origine mettono a
   disposizione  del  pubblico  presso  la  sede  sociale,  sul  sito
   Internet  e  con  le  altre  modalita'  previste  dalla Consob con
   regolamento,  la  relazione  finanziaria  annuale, comprendente il
   progetto di bilancio di esercizio nonche' il bilancio consolidato,
   ove  redatto,  la relazione sulla gestione e l'attestazione di cui
   all'articolo 154-bis, comma 5. Le relazioni di revisione ((redatte dal revisore legale o dalla societa' di revisione legale)) nonche'
   le relazioni indicate nell'articolo 153 sono messe integralmente a
   disposizione  del  pubblico  insieme  alla  relazione  finanziaria
   annuale.
  1-bis.   Tra  la  pubblicazione  di  cui  al  comma  1  e  la  data
   dell'assemblea intercorrono non meno di ventuno giorni.
  1-ter.  In deroga all'articolo 2429, primo comma, del codice civile
   il   progetto   di  bilancio  di  esercizio  e'  comunicato  dagli
   amministratori al collegio sindacale e alla societa' di revisione,
   con  la  relazione  sulla  gestione,  almeno quindici giorni prima
   della pubblicazione di cui al comma 1.
  2.   Entro  sessanta  giorni  dalla  chiusura  del  primo  semestre
   dell'esercizio,  gli  emittenti quotati aventi l'Italia come Stato
   membro  d'origine  pubblicano una relazione finanziaria semestrale
   comprendente  il  bilancio  semestrale  abbreviato,  la  relazione
   intermedia  sulla gestione e l'attestazione prevista dall'articolo
   154-bis,  comma 5. La relazione sul bilancio semestrale abbreviato
   ((del revisore legale o della societa' di revisione legale)), ove
   redatta, e' pubblicata integralmente entro il medesimo termine.
  3.  Il bilancio semestrale abbreviato di cui al comma 2, e' redatto
   in  conformita'  ai  principi contabili internazionali applicabili
   riconosciuti nella Comunita' europea ai sensi del regolamento (CE)
   n.  1606/2002.  Tale  bilancio  e' redatto in forma consolidata se
   l'emittente quotato avente l'Italia come Stato membro d'origine e'
   obbligato a redigere il bilancio consolidato.
  4.   La   relazione   intermedia  sulla  gestione  contiene  almeno
   riferimenti  agli  eventi  importanti  che  si sono verificati nei
   primi  sei  mesi dell'esercizio e alla loro incidenza sul bilancio
   semestrale abbreviato, unitamente a una descrizione dei principali
   rischi  e  incertezze  per i sei mesi restanti dell'esercizio. Per
   gli  emittenti  azioni  quotate  aventi l'Italia come Stato membro
   d'origine,   la  relazione  intermedia  sulla  gestione  contiene,
   altresi',   informazioni  sulle  operazioni  rilevanti  con  parti
   correlate.
  5.  Gli  emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro
   d'origine  pubblicano,  entro quarantacinque giorni dalla chiusura
   del  primo  e  del  terzo  trimestre  di  esercizio,  un resoconto
   intermedio di gestione che fornisce:
    a)  una  descrizione  generale  della  situazione  patrimoniale e
   dell'andamento   economico  dell'emittente  e  delle  sue  imprese
   controllate nel periodo di riferimento;
    b) un'illustrazione degli eventi rilevanti e delle operazioni che
   hanno  avuto  luogo nel periodo di riferimento e la loro incidenza
   sulla  situazione  patrimoniale dell'emittente e delle sue imprese
   controllate.
  6.   La   Consob,   in  conformita'  alla  disciplina  comunitaria,
   stabilisce con regolamento:
    a) le modalita' di pubblicazione dei documenti di cui ai commi 1,
   2 e 5;
    b)  i  casi  di  esenzione  dall'obbligo  di  pubblicazione della
   relazione finanziaria semestrale;
    c) il contenuto delle informazioni sulle operazioni rilevanti con
   parti correlate di cui al comma 4;
    d)  le  modalita'  di  applicazione del presente articolo per gli
   emittenti quote di fondi chiusi.
  7.  Fermi restando i poteri previsti dall'articolo 157, comma 2, la
   Consob,  nel  caso  in  cui  abbia  accertato  che i documenti che
   compongono  le  relazioni  finanziarie di cui al presente articolo
   non  sono  conformi  alle  norme che ne disciplinano la redazione,
   puo' chiedere all'emittente di rendere pubblica tale circostanza e
   di  provvedere alla pubblicazione delle informazioni supplementari
   necessarie a ripristinare una corretta informazione del mercato.
PARTE IV
DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI
TITOLO III
EMITTENTI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE SOCIETA' CON AZIONI QUOTATE
Sezione VI
Revisione contabile
                              Art. 155
                  Attivita' di revisione contabile

  1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  ((2. Il revisore legale o la societa' di revisione legale informano senza indugio la Consob e l'organo di controllo dei fatti ritenuti censurabili rilevati nello svolgimento dell'attivita' di revisione legale sul bilancio d'esercizio e consolidato.))
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
                              Art. 156
                       Relazioni di revisione

  1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39. ((4. In caso di giudizio negativo o di dichiarazione di impossibilita' di esprimere un giudizio o in presenza di richiami di informativa relativi a dubbi significativi sulla continuita' aziendale il revisore legale o la societa' di revisione legale informano tempestivamente la Consob.)) 4-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)). 5. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)). 
                              Art. 157
                   Effetti dei giudizi sui bilanci

  (( 1. Salvi i casi previsti dall'articolo 156, comma 4, la deliberazione dell'assemblea o del consiglio di sorveglianza che approva il bilancio d'esercizio puo' essere impugnata, per mancata conformita' del bilancio alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione, da tanti soci che rappresentano almeno il cinque per cento del capitale sociale. Tanti soci che rappresentano la medesima quota di capitale della societa' con azioni quotate possono richiedere al tribunale di accertare la conformita' del bilancio consolidato alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione. ))
  2.  La  CONSOB  puo' esercitare in ogni caso le azioni previste dal
   comma  1  entro  sei  mesi  dalla  data  di  deposito del bilancio
   d'esercizio  e  del  bilancio  consolidato  presso  l'ufficio  del
   registro delle imprese.
  3.  Il  presente  articolo  non si applica alle societa' con azioni
   quotate  solo  in mercati regolamentati di altri paesi dell'Unione
   Europea.
  4. Per le societa' cooperative, la percentuale di capitale indicata
   nel comma 1 e' rapportata al numero complessivo dei soci.
                              Art. 158
                   Proposte di aumento di capitale

  1.  In caso di aumento di capitale con esclusione o limitazione del
diritto  di  opzione,  il  parere  sulla  congruita'  del  prezzo  di
emissione  delle azioni e' rilasciato ((dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti)).  Le proposte di aumento del capitale
sociale  sono  comunicate  ((al revisore legale o alla societa' di revisione legale)),  unitamente  alla  relazione  illustrativa degli
amministratori  prevista  dall'articolo 2441, sesto comma, del codice
civile,  almeno  quarantacinque  giorni  prima  di quello fissato per
l'assemblea che deve esaminarle.
  2.  La  relazione  degli  amministratori e il parere ((del revisore legale o della societa' di revisione legale))  sono  messe  a
disposizione  del  pubblico  con  le  modalita'  di  cui all'articolo
125-ter,  comma  1,  almeno  ventuno  giorni  prima  dell'assemblea e
finche'   questa  abbia  deliberato.  Tali  documenti  devono  essere
allegati  agli  altri  documenti  richiesti  per  l'iscrizione  della
deliberazione nel registro delle imprese.
  3.  La  disposizione  del  comma  precedente  si applica anche alla
relazione  ((del revisore legale o della societa' di revisione legale))  prevista  dall'articolo  2441,  comma 4, seconda parte, del
codice civile.
  4. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 17 GENNAIO 2003, N. 6 COME MODIFICATO
DAL D.LGS. 6 FEBBRAIO 2004, N. 37.
  5. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 17 GENNAIO 2003, N. 6 COME MODIFICATO
DAL D.LGS. 6 FEBBRAIO 2004, N. 37.
                              Art. 159
               (Conferimento e revoca dell'incarico).

  ((1. In caso di mancata nomina del revisore legale o della societa' di revisione legale, la societa' che deve conferire l'incarico informa tempestivamente la Consob, esponendo le cause che hanno determinato il ritardo nell'affidamento dell'incarico.))
  2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  4. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  5. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  6. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  7. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
  8. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)).
                              Art. 160
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
                              Art. 161
   ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)) ((34))
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AGGIORNAMENTO (34)
  Il  D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 ha disposto (con l'art. 43, comma
1)  che  il  presente  articolo  e'  abrogato,  ma continua ad essere
applicato  fino  alla  data  di entrata in vigore dei regolamenti del
Ministro  dell'economia e delle finanze emanati ai sensi del suddetto
decreto legislativo.
                              Art. 162
   ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)) ((34))
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AGGIORNAMENTO (34)
  Il  D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 ha disposto (con l'art. 43, comma
1)  che  sono  abrogati,  ma continuano ad essere applicati fino alla
data  di entrata in vigore dei regolamenti del Ministro dell'economia
e  delle finanze emanati ai sensi del suddetto decreto legislativo, i
commi 3 e 3-bis del presente articolo.
                              Art. 163
   ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39)) ((34))
-------------
AGGIORNAMENTO (34)
  Il  D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 ha disposto (con l'art. 43, comma
1)  che  sono  abrogati,  ma continuano ad essere applicati fino alla
data  di entrata in vigore dei regolamenti del Ministro dell'economia
e delle finanze emanati ai sensi del suddetto decreto legislativo, il
comma  1, lettera b), il comma 2, lettere a), b) e c) e i commi 4 e 5
del presente articolo.
                              Art. 164
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
                              Art. 165
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
                            Art. 165-bis
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
                            Art. 165-ter
                   (( (Ambito di applicazione). ))

  ((1. Sono soggette alle disposizioni contenute nella presente sezione le societa' italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e le societa' italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi dell'articolo 116, le quali controllino societa' aventi sede legale in Stati i cui ordinamenti non garantiscono la trasparenza della costituzione, della situazione patrimoniale e finanziaria e della gestione delle societa', nonche' le societa' italiane con azioni quotate in mercati regolamentati o emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, le quali siano collegate alle suddette societa' estere o siano da queste controllate. 2. Si applicano le nozioni di controllo previste dall'articolo 93 e quelle di collegamento previste dall'articolo 2359, terzo comma, del codice civile. 3. Gli Stati di cui al comma 1 sono individuati con decreti del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base dei seguenti criteri: a) per quanto riguarda le forme e le condizioni per la costituzione delle societa': 1) mancanza di forme di pubblicita' dell'atto costitutivo e dello statuto, nonche' delle successive modificazioni di esso; 2) mancanza del requisito di un capitale sociale minimo, idoneo a garantire i terzi creditori, per la costituzione delle societa', nonche' della previsione di scioglimento in caso di riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, salvo il caso di reintegrazione entro un termine definito; 3) mancanza di norme che garantiscano l'effettivita' e l'integrita' del capitale sociale sottoscritto, in particolare con la sottoposizione dei conferimenti costituiti da beni in natura o crediti alla valutazione da parte di un esperto appositamente nominato; 4) mancanza di forme di controllo, da parte di soggetti o organismi a cio' abilitati da specifiche disposizioni di legge, circa la conformita' degli atti di cui al numero 1) alle condizioni richieste per la costituzione delle societa'; b) per quanto riguarda la struttura delle societa', mancanza della previsione di un organo di controllo distinto dall'organo di amministrazione, o di un comitato di controllo interno all'organo amministrativo, dotato di adeguati poteri di ispezione, controllo e autorizzazione sulla contabilita', sul bilancio e sull'assetto organizzativo della societa', e composto da soggetti forniti di adeguati requisiti di onorabilita', professionalita' e indipendenza; c) per quanto riguarda il bilancio di esercizio: 1) mancanza della previsione dell'obbligo di redigere tale bilancio, comprendente almeno il conto economico e lo stato patrimoniale, con l'osservanza dei seguenti principi: 1.1) rappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della societa' e del risultato economico dell'esercizio; 1.2) illustrazione chiara dei criteri di valutazione adottati nella redazione del conto economico e dello stato patrimoniale; 2) mancanza dell'obbligo di deposito, presso un organo amministrativo o giudiziario, del bilancio, redatto secondo i principi di cui al numero 1); 3) mancanza dell'obbligo di sottoporre la contabilita' e il bilancio delle societa' a verifica da parte dell'organo o del comitato di controllo di cui alla lettera b) ovvero di un revisore legale dei conti; d) la legislazione del Paese ove la societa' ha sede legale impedisce o limita l'operativita' della societa' stessa sul proprio territorio; e) la legislazione del Paese ove la societa' ha sede legale esclude il risarcimento dei danni arrecati agli amministratori rimossi senza una giusta causa, ovvero consente che tale clausola sia contenuta negli atti costitutivi delle societa' o in altri strumenti negoziali; f) mancata previsione di un'adeguata disciplina che impedisca la continuazione dell'attivita' sociale dopo l'insolvenza, senza ricapitalizzazione o prospettive di risanamento; g) mancanza di adeguate sanzioni penali nei confronti degli esponenti aziendali che falsificano la contabilita' e i bilanci. 4. Con i decreti del Ministro della giustizia, di cui al comma 3, possono essere individuati, in relazione alle forme e alle discipline societarie previste in ordinamenti stranieri, criteri equivalenti in base ai quali possano considerarsi soddisfatti i requisiti di trasparenza e di idoneita' patrimoniale e organizzativa determinati nel presente articolo. 5. I decreti di cui al comma 3 possono individuare Stati i cui ordinamenti presentino carenze particolarmente gravi con riguardo ai profili indicati alle lettere b), c) e g) del medesimo comma 3. 6. Con proprio regolamento la CONSOB detta criteri in base ai quali e' consentito alle societa' italiane di cui all'articolo 119 e alle societa' italiane emittenti strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 di controllare imprese aventi sede in uno degli Stati di cui al comma 5. A tal fine sono prese in considerazione le ragioni di carattere imprenditoriale che motivano il controllo e l'esigenza di assicurare la completa e corretta informazione societaria. 7. In caso di inottemperanza alle disposizioni emanate ai sensi dei commi 5 e 6, la CONSOB puo' denunziare i fatti al tribunale ai fini dell'adozione delle misure previste dall'articolo 2409 del codice civile.)) ((14))
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AGGIORNAMENTO (14)
  La  L.  28 dicembre 2005, n. 262, ha disposto (con l'art. 42, comma
3)  che le disposizioni contenute nel presente articolo, si applicano
alle  societa'  che  vi  sono  soggette,  a  decorrere dall'esercizio
successivo  a quello in corso alla data di entrata in vigore della L.
28 dicembre 2005, n. 262.
                           Art. 165-quater
                  (Obblighi delle societa' italiane
                           Controllanti).

  1.   Le   societa'   italiane   con   azioni   quotate  in  mercati
regolamentati,  di  cui  all'articolo  119,  e  le  societa' italiane
emittenti  strumenti  finanziari  diffusi  fra  il pubblico in misura
rilevante,  ai sensi dell'articolo 116, le quali controllano societa'
aventi  sede  legale  in uno degli Stati determinati con i decreti di
cui  all'articolo  165-ter,  comma 3, allegano al proprio bilancio di
esercizio o bilancio consolidato, qualora siano tenute a predisporlo,
il  bilancio  della  societa'  estera  controllata, redatto secondo i
principi e le regole applicabili ai bilanci delle societa' italiane o
secondo i principi contabili internazionalmente riconosciuti.
  2.  Il  bilancio  della  societa'  estera  controllata, allegato al
bilancio   della   societa'   italiana  ai  sensi  del  comma  1,  e'
sottoscritto  dagli organi di amministrazione, dal direttore generale
e  dal  dirigente  preposto  alla  redazione  dei documenti contabili
societari   di  quest'ultima,  che  attestano  la  veridicita'  e  la
correttezza  della  rappresentazione  della situazione patrimoniale e
finanziaria  e  del  risultato  economico dell'esercizio. Al bilancio
della  societa'  italiana  e'  altresi'  allegato  il parere espresso
dall'organo  di  controllo della medesima sul bilancio della societa'
estera controllata.
  3. Il bilancio della societa' italiana controllante e' corredato da
una  relazione degli amministratori sui rapporti intercorrenti fra la
societa'  italiana  e la societa' estera controllata, con particolare
riguardo  alle  reciproche situazioni debitorie e creditorie, e sulle
operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui il bilancio
si  riferisce,  compresa la prestazione di garanzie per gli strumenti
finanziari  emessi  in  Italia o all'estero dai predetti soggetti. La
relazione  e'  altresi'  sottoscritta  dal  direttore  generale e dal
dirigente  preposto alla redazione dei documenti contabili societari.
E' allegato ad essa il parere espresso dall'organo di controllo.
  ((4. Il bilancio della societa' estera controllata, allegato al bilancio della societa' italiana ai sensi del comma 1, e' sottoposto a revisione da parte del revisore legale o della societa' di revisione legale incaricata della revisione del bilancio della societa' italiana; ove tale soggetto non operi nello Stato in cui ha sede la societa' estera controllata, deve avvalersi di altro idoneo revisore o societa' di revisione, assumendo la responsabilita' dell'operato di quest'ultimo. Ove la societa' italiana, non avendone l'obbligo, non abbia incaricato della revisione legale dei conti un revisore legale o una societa' di revisione legale, deve comunque conferire tale incarico relativamente al bilancio della societa' estera controllata.))
  5.  Il  bilancio della societa' estera controllata, sottoscritto ai
sensi  del  comma 2, con la relazione, i pareri ad esso allegati e il
giudizio  espresso  ((dal soggetto)) responsabile della revisione ai
sensi del comma 4, sono trasmessi alla CONSOB. (14)
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AGGIORNAMENTO (14)
  La  L.  28 dicembre 2005, n. 262, ha disposto (con l'art. 42, comma
3)  che le disposizioni contenute nel presente articolo, si applicano
alle  societa'  che  vi  sono  soggette,  a  decorrere dall'esercizio
successivo  a quello in corso alla data di entrata in vigore della L.
28 dicembre 2005, n. 262.
                         Art. 165-quinquies
                (( (Obblighi delle societa' italiane Collegate). ))

  ((1. Il bilancio delle societa' italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e delle societa' italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi dell'articolo 116, le quali siano collegate a societa' aventi sede legale in uno degli Stati determinati con i decreti di cui all'articolo 165-ter, comma 3, e' corredato da una relazione degli amministratori sui rapporti intercorrenti fra la societa' italiana e la societa' estera collegata, con particolare riguardo alle reciproche situazioni debitorie e creditorie, e sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui il bilancio si riferisce, compresa la prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o all'estero dai predetti soggetti. La relazione e' altresi' sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. E' allegato ad essa il parere espresso dall'organo di controllo.))
   ((14))
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AGGIORNAMENTO (14)
  La  L.  28 dicembre 2005, n. 262, ha disposto (con l'art. 42, comma
   3)  che  le  disposizioni  contenute  nel  presente  articolo,  si
   applicano   alle  societa'  che  vi  sono  soggette,  a  decorrere
   dall'esercizio  successivo  a quello in corso alla data di entrata
   in vigore della L. 28 dicembre 2005, n. 262.
                          Art. 165-sexies (
        (( (Obblighi delle societa' italiane controllate) ))

  ((1. Il bilancio delle societa' italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e delle societa' italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi dell'articolo 116, ovvero che hanno ottenuto rilevanti concessioni di credito, le quali siano controllate da societa' aventi sede legale in uno degli Stati determinati con i decreti di cui all'articolo 165-ter, comma 3, e' corredato da una relazione degli amministratori sui rapporti intercorrenti fra la societa' italiana e la societa' estera controllante, nonche' le societa' da essa controllate o ad essa collegate o sottoposte a comune controllo, con particolare riguardo alle reciproche situazioni debitorie e creditorie, e sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui il bilancio si riferisce, compresa la prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o all'estero dai predetti soggetti. La relazione e' altresi' sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. E' allegato ad essa il parere espresso dall'organo di controllo.))
                          Art. 165-septies
              (( (Poteri della CONSOB e disposizioni di Attuazione). ))

  ((1. La CONSOB esercita i poteri previsti dagli articoli 114 e 115, con le finalita' indicate dall'articolo 91, nei riguardi delle societa' italiane di cui alla presente sezione. Per accertare l'osservanza degli obblighi di cui alla presente sezione da parte delle societa' italiane, puo' esercitare i medesimi poteri nei riguardi delle societa' estere, previo consenso delle competenti autorita' straniere, o chiedere l'assistenza o la collaborazione di queste ultime, anche sulla base di accordi di cooperazione con esse. 2. La CONSOB emana, con proprio regolamento, le disposizioni per l'attuazione della presente sezione)).
PARTE V
SANZIONI
TITOLO I
SANZIONI PENALI
CAPO I
INTERMEDIARI E MERCATI
                              Art. 166
                             Abusivismo

  1.  E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la
   multa da lire quattro milioni a lire venti milioni chiunque, senza
   esservi abilitato ai sensi del presente decreto:
    a) svolge servizi (( o attivita' )) di investimento o di gestione
   collettiva del risparmio;
    b) offre in Italia quote o azioni di OICR;
    c)  offre fuori sede, ovvero promuove o colloca mediante tecniche
   di  comunicazione  a distanza, strumenti finanziari o servizi (( o attivita' )) di investimento.
  2.  Con  la  stessa pena e' punito chiunque esercita l'attivita' di
   promotore  finanziario  senza  essere  iscritto nell'albo indicato
   dall'articolo 31.
  3.  Se  vi e' fondato sospetto che una societa' svolga servizi (( o attivita' )) di investimento o il servizio di gestione collettiva
   del  risparmio  senza  esservi  abilitata  ai  sensi  del presente
   decreto,  la  Banca  d'Italia  o  la  Consob denunziano i fatti al
   pubblico   ministero   ai  fini  dell'adozione  dei  provvedimenti
   previsti  dall'articolo  2409  del  codice  civile  ovvero possono
   richiedere  al tribunale l'adozione dei medesimi provvedimenti. Le
   spese per l'ispezione sono a carico della societa'.
                              Art. 167
                          Gestione infedele

  1.  Salvo  che  il  fatto  costituisca reato piu' grave, chi, nella
   prestazione  del  servizio di gestione di portafogli (( . . . )) o
   del  servizio  di gestione collettiva del risparmio, in violazione
   delle  disposizioni  regolanti  i  conflitti di interesse, pone in
   essere  operazioni che arrecano danno agli investitori, al fine di
   procurare  a  se'  o  ad altri un ingiusto profitto, e' punito con
   l'arresto  da  sei  mesi  a tre anni e con l'ammenda da lire dieci
   milioni a lire duecento milioni.
                              Art. 168
                       Confusione di patrimoni

  1.   Salvo   che  il  fatto  costituisca  reato  piu'  grave,  chi,
   nell'esercizio  di  servizi (( o attivita' )) di investimento o di
   gestione  collettiva  del  risparmio,  ovvero nella custodia degli
   strumenti finanziari e delle disponibilita' liquide di un OICR, al
   fine  di procurare a se' o ad altri un ingiusto profitto, viola le
   disposizioni  concernenti  la  separazione  patrimoniale arrecando
   danno  agli investitori, e' punito con l'arresto da sei mesi a tre
   anni  e  con  l'ammenda  da  lire  dieci  milioni  a lire duecento
   milioni.
                              Art. 169
                     Partecipazioni al capitale

  1.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato  piu' grave, chiunque
   fornisce  informazioni  false  nelle  comunicazioni previste dagli
   articoli  15, commi 1 e 3, 61, comma 6, e 80, comma 7, o in quelle
   richieste ai sensi dell'articolo 17 e' punito con l'arresto da sei
   mesi a tre anni e con l'ammenda da lire dieci milioni a lire cento
   milioni.
                              Art. 170
             Gestione accentrata di strumenti finanziari

  1.  Chiunque, nelle registrazioni o nelle certificazioni effettuate
   o   rilasciate  nell'ambito  della  gestione  accentrata,  attesta
   falsamente  fatti  di  cui la registrazione o la certificazione e'
   destinata a provare la verita' ovvero da' corso al trasferimento o
   alla  consegna  degli  strumenti finanziari o al trasferimento dei
   relativi   diritti   senza   aver   ottenuto  in  restituzione  le
   certificazioni,  e'  punito  con  la  reclusione da tre mesi a due
   anni.
                            Art. 170-bis
      (( (Ostacolo alle funzioni di vigilanza della CONSOB) ))

  (( 1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2638 del codice civile, chiunque ostacola le funzioni di vigilanza attribuite alla CONSOB e' punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da euro diecimila ad euro duecentomila. ))
                              Art. 171
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 11 APRILE 2002, N. 61 ))
PARTE V
SANZIONI
TITOLO I
SANZIONI PENALI
CAPO II
EMITTENTI
                              Art. 172
                    Irregolare acquisto di azioni

  1.  Gli amministratori di societa' con azioni quotate o di societa'
   da  queste  controllate  che  acquistano  azioni  proprie  o della
   societa'    controllante    in   violazione   delle   disposizioni
   dell'articolo 132 sono puniti con una reclusione da sei mesi a tre
   anni e con la multa da lire quattrocentomila a lire due milioni.
((2. La disposizione prevista dal comma 1 non si applica se l'acquisto e' operato sul mercato regolamentato secondo modalita' diverse da quelle stabilite dalla Consob con regolamento, ma comunque idonee ad assicurare la parita' di trattamento tra gli azionisti.))
                              Art. 173
                Omessa alienazione di partecipazioni

  1. Gli amministratori di societa' con azioni quotate, o di societa'
   che  partecipano  al  capitale  di  societa' con azioni quotate, i
   quali  violano  gli  obblighi  di alienazione delle partecipazioni
   previsti  dagli  articoli  110 e 121 sono puniti con la reclusione
   fino  ad  un anno e con la multa (( da euro venticinquemila a euro duemilionicinquecentomila. ))
                            Art. 173-bis
                        (Falso in prospetto).

  1.  Chiunque,  allo  scopo  di  conseguire  per  se' o per altri un
   ingiusto  profitto,  nei  prospetti richiesti per la (( offerta al pubblico di prodotti finanziari )) o l'ammissione alla quotazione
   nei  mercati  regolamentati, ovvero nei documenti da pubblicare in
   occasione  delle  offerte  pubbliche di acquisto o di scambio, con
   l'intenzione  di  ingannare  i  destinatari  del prospetto, espone
   false  informazioni  od  occulta  dati  o notizie in modo idoneo a
   indurre  in  errore  i  suddetti  destinatari,  e'  punito  con la
   reclusione da uno a cinque anni.
                              Art. 174
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 11 APRILE 2002, N. 61 ))
PARTE V
SANZIONI
TITOLO I
SANZIONI PENALI
CAPO III
REVISIONE CONTABILE
                            Art. 174-bis
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
                            Art. 174-ter
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
                              Art. 175
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 11 APRILE 2002, N. 61 ))
                              Art. 176
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 11 APRILE 2002, N. 61 ))
                              Art. 177
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
                              Art. 178
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
                              Art. 179
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
PARTE V
SANZIONI
TITOLO I
SANZIONI PENALI
CAPO IV
ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE E AGGIOTAGGIO
SU STRUMENTI FINANZIARI
                              Art. 180
                            (Definizioni)

  1. Ai fini del presente titolo si intendono per:
    (( a) "strumenti finanziari": 1) gli strumenti finanziari di cui all'articolo 1, comma 2, ammessi alla negoziazione o per i quali e' stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell'Unione europea, nonche' qualsiasi altro strumento ammesso o per il quale e' stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato di un Paese dell'Unione europea; 2) gli strumenti finanziari di cui all'articolo 1, comma 2, ammessi alla negoziazione in un sistema multilaterale di negoziazione italiano, per i quali l'ammissione e' stata richiesta o autorizzata dall'emittente; ))
    b)   "derivati   su  merci":  gli  strumenti  finanziari  di  cui
   all'articolo   1,   comma   3,  relativi  a  merci,  ammessi  alle
   negoziazioni  o  per  i quali e' stata presentata una richiesta di
   ammissione  alle negoziazioni in un mercato regolamentato italiano
   o  di  altro  Paese  dell'Unione  europea, nonche' qualsiasi altro
   strumento  derivato  relativo  a  merci  ammesso o per il quale e'
   stata  presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in
   un mercato regolamentato di un Paese dell'Unione europea;
    c)  "prassi  di  mercato  ammesse":  prassi di cui e' ragionevole
   attendersi  l'esistenza in uno o piu' mercati finanziari e ammesse
   o  individuate  dalla  CONSOB  in conformita' alle disposizioni di
   attuazione della direttiva 2003/6/CE, del Parlamento europeo e del
   Consiglio, del 28 gennaio 2003;
    d)  "ente": uno dei soggetti indicati nell'articolo 1 del decreto
   legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
                              Art. 181
                  (( (Informazione privilegiata) ))

  (( 1. Ai fini del presente titolo per informazione privilegiata si intende un'informazione din carattere preciso, che non e' stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o piu' emittenti strumenti finanziari o uno o piu' strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari. 2. In relazione ai derivati su merci, per informazione privilegiata si intende un'informazione di carattere preciso, che non e' stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o piu' derivati su merci, che i partecipanti ai mercati su cui tali derivati sono negoziati si aspettano di ricevere secondo prassi di mercato ammesse in tali mercati. 3. Un'informazione si ritiene di carattere preciso se: a) si riferisce ad un complesso di circostanze esistente o che si possa ragionevolmente prevedere che verra' ad esistenza o ad un evento verificatosi o che si possa ragionevolmente prevedere che si verifichera'; b) e' sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni sul possibile effetto del complesso di circostanze o dell'evento di cui alla lettera a) sui prezzi degli strumenti finanziari. 4. Per informazione che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di strumenti finanziari si intende un'informazione che presumibilmente un investitore ragionevole utilizzerebbe come uno degli elementi su cui fondare le proprie decisioni di investimento. 5. Nel caso delle persone incaricate dell'esecuzione di ordini relativi a strumenti finanziari, per informazione privilegiata si intende anche l'informazione trasmessa da un cliente e concernente gli ordini del cliente in attesa di esecuzione, che ha un carattere preciso e che concerne, direttamente o indirettamente, uno o piu' emittenti di strumenti finanziari o uno o piu' strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari. ))
                              Art. 182
                      (Ambito di applicazione)

  1.  I reati e gli illeciti previsti dal presente titolo sono puniti
   secondo  la  legge  italiana anche se commessi all'estero, qualora
   attengano  a  strumenti  finanziari ammessi o per i quali e' stata
   presentata  una  richiesta  di  ammissione alla negoziazione in un
   mercato regolamentato italiano (( o in un sistema multilaterale di negoziazione italiano )).
  2.  Salvo  quanto  previsto  dal  comma  1,  le  disposizioni degli
   articoli  184,  185,  187-bis  e  187-ter  si  applicano  ai fatti
   concernenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione o per i
   quali  e'  stata  presentata  una  richiesta  di  ammissione  alla
   negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altri Paesi
   dell'Unione europea.
  ((2-bis. Salvo quanto previsto dal comma 1, le disposizioni degli articoli 184, 185, 187-bis e 187-ter si applicano ai fatti concernenti gli strumenti finanziari di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), numero 2).))
                              Art. 183
                             (Esenzioni)

   1. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano:
    a)  alle  operazioni  attinenti  alla  politica  monetaria,  alla
   politica  valutaria  o  alla gestione del debito pubblico compiute
   dallo Stato italiano, da uno Stato membro dell'Unione europea, dal
   Sistema  europeo  delle  Banche centrali, da una Banca centrale di
   uno  Stato  membro  dell'Unione europea, o da qualsiasi altro ente
   ufficialmente designato ovvero da un soggetto che agisca per conto
   degli stessi;
    (( b) alle negoziazioni di azioni proprie di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), effettuate nell'ambito di programmi di riacquisto da parte dell'emittente o di societa' controllate o collegate, ed alle operazioni di stabilizzazione di strumenti finanziari di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), che rispettino le condizioni stabilite dalla Consob con regolamento;))
                              Art. 184
                (Abuso di informazioni privilegiate).

  1.  E' punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da
   euro ventimila a euro tre milioni chiunque, essendo in possesso di
   informazioni  privilegiate in ragione della sua qualita' di membro
   di    organi    di    amministrazione,   direzione   o   controllo
   dell'emittente,  della  partecipazione al capitale dell'emittente,
   ovvero   dell'esercizio   di   un'attivita'   lavorativa,  di  una
   professione o di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio:
    a)  acquista,  vende  o  compie  altre operazioni, direttamente o
   indirettamente,  per  conto  proprio  o  per  conto  di  terzi, su
   strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
    b)  comunica  tali informazioni ad altri, al di fuori del normale
   esercizio   del   lavoro,  della  professione,  della  funzione  o
   dell'ufficio;
    c)  raccomanda  o induce altri, sulla base di esse, al compimento
   di taluna delle operazioni indicate nella lettera a).
  2.  La  stessa pena di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo
   in   possesso   di   informazioni   privilegiate  a  motivo  della
   preparazione  o  esecuzione  di attivita' delittuose compie taluna
   delle azioni di cui al medesimo comma 1.
  3.  Il  giudice  puo'  aumentare  la multa fino al triplo o fino al
   maggiore  importo  di  dieci  volte  il  prodotto  o  il  profitto
   conseguito  dal  reato  quando,  per la rilevante offensivita' del
   fatto, per le qualita' personali del colpevole o per l'entita' del
   prodotto   o  del  profitto  conseguito  dal  reato,  essa  appare
   inadeguata anche se applicata nel massimo.
  (( 3-bis. Nel caso di operazioni relative agli strumenti finanziari di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), numero 2), la sanzione penale e' quella dell'ammenda fino a euro centotremila e duecentonovantuno e dell'arresto fino a tre anni.))
  4.  Ai  fini  del  presente  articolo  per  strumenti finanziari si
   intendono  anche  gli  strumenti finanziari di cui all'articolo 1,
   comma 2, il cui valore dipende da uno strumento finanziario di cui
   all'articolo 180, comma 1, lettera a).
                              Art. 185
                    (Manipolazione del mercato).

  1.  Chiunque  diffonde  notizie  false  o pone in essere operazioni
simulate  o  altri  artifizi  concretamente  idonei  a  provocare una
sensibile  alterazione  del prezzo di strumenti finanziari, e' punito
con  la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila
a euro cinque milioni.
  2.  Il  giudice  puo'  aumentare  la multa fino al triplo o fino al
maggiore  importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito
dal  reato  quando,  per  la rilevante offensivita' del fatto, per le
qualita'  personali  del colpevole o per l'entita' del prodotto o del
profitto  conseguito  dal  reato,  essa  appare  inadeguata  anche se
applicata nel massimo.
  (( 2-bis. Nel caso di operazioni relative agli strumenti finanziari di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), numero 2), la sanzione penale e' quella dell'ammenda fino a euro centotremila e duecentonovantuno e dell'arresto fino a tre anni.))
                              Art. 186
                      (( (Pene accessorie). ))

  (( 1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente capo importa l'applicazione delle pene accessorie previste dagli articoli 28, 30, 32-bis e 32-ter del codice penale per una durata non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni, nonche' la pubblicazione della sentenza su almeno due quotidiani, di cui uno economico, a diffusione nazionale. ))
                              Art. 187
                          (( (Confisca). ))

  (( 1. In caso di condanna per uno dei reati previsti dal presente capo e' disposta la confisca del prodotto o del profitto conseguito dal reato e dei beni utilizzati per commetterlo. 2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa puo' avere ad oggetto una somma di denaro o beni di valore equivalente. 3. Per quanto non stabilito nei commi 1 e 2 si applicano le disposizioni dell'articolo 240 del codice penale. ))
                            Art. 187-bis
             (( (Abuso di informazioni privilegiate). ))

  (( 1. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro ventimila a euro tre milioni chiunque, essendo in possesso di informazioni privilegiate in ragione della sua qualita' di membro di organi di amministrazione, direzione o controllo dell'emittente, della partecipazione al capitale dell'emittente, ovvero dell'esercizio di un'attivita' lavorativa, di una professione o di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio: a) acquista, vende o compie altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o per conto di terzi su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime; b) comunica informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell'ufficio; c) raccomanda o induce altri, sulla base di esse, al compimento di taluna delle operazioni indicate nella lettera a). 2. La stessa sanzione di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo in possesso di informazioni privilegiate a motivo della preparazione o esecuzione di attivita' delittuose compie taluna delle azioni di cui al medesimo comma 1. 3. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si intendono anche gli strumenti finanziari di cui all'articolo 1, comma 2, il cui valore dipende da uno strumento finanziario di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a). 4. La sanzione prevista al comma 1 si applica anche a chiunque, in possesso di informazioni privilegiate, conoscendo o potendo conoscere in base ad ordinaria diligenza il carattere privilegiato delle stesse, compie taluno dei fatti ivi descritti. 5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 1, 2 e 4 sono aumentate fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito quando, per le qualita' personali del colpevole ovvero per l'entita' del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo. 6. Per le fattispecie previste dal presente articolo il tentativo e' equiparato alla consumazione. ))
                            Art. 187-ter
                 (( (Manipolazione del mercato). ))

  (( 1. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro ventimila a euro cinque milioni chiunque, tramite mezzi di informazione, compreso INTERNET o ogni altro mezzo, diffonde informazioni, voci o notizie false o fuorvianti che forniscano o siano suscettibili di fornire indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli strumenti finanziari. 2. Per i giornalisti che operano nello svolgimento della loro attivita' professionale la diffusione delle informazioni va valutata tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie di detta professione, salvo che tali soggetti traggano, direttamente o indirettamente, un vantaggio o un profitto dalla diffusione delle informazioni. 3. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 1 chiunque pone in essere: a) operazioni od ordini di compravendita che forniscano o siano idonei a fornire indicazioni false o fuorvianti in merito all'offerta, alla domanda o al prezzo di strumenti finanziari; b) operazioni od ordini di compravendita che consentono, tramite l'azione di una o di piu' persone che agiscono di concerto, di fissare il prezzo di mercato di uno o piu' strumenti finanziari ad un livello anomalo o artificiale; c) operazioni od ordini di compravendita che utilizzano artifizi od ogni altro tipo di inganno o di espediente; d) altri artifizi idonei a fornire indicazioni false o fuorvianti in merito all'offerta, alla domanda o al prezzo di strumenti finanziari. 4. Per gli illeciti indicati al comma 3, lettere a) e b), non puo' essere assoggettato a sanzione amministrativa chi dimostri di avere agito per motivi legittimi e in conformita' alle prassi di mercato ammesse nel mercato interessato. 5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi precedenti sono aumentate fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito quando, per le qualita' personali del colpevole, per l'entita' del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito ovvero per gli effetti prodotti sul mercato, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo. 6. Il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la CONSOB ovvero su proposta della medesima, puo' individuare, con proprio regolamento, in conformita' alle disposizioni di attuazione della direttiva 2003/6/CE adottate dalla Commissione europea, secondo la procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2, della stessa direttiva, le fattispecie, anche ulteriori rispetto a quelle previste nei commi precedenti, rilevanti ai fini dell'applicazione del presente articolo. 7. La CONSOB rende noti, con proprie disposizioni, gli elementi e le circostanze da prendere in considerazione per la valutazione dei comportamenti idonei a costituire manipolazioni di mercato, ai sensi della direttiva 2003/6/CE e delle disposizioni di attuazione della stessa. ))
                           Art. 187-quater
             (( (Sanzioni amministrative accessorie). ))

  (( 1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo importa la perdita temporanea dei requisiti di onorabilita' per gli esponenti aziendali ed i partecipanti al capitale dei soggetti abilitati, delle societa' di gestione del mercato, nonche' per i revisori e i promotori finanziari e, per gli esponenti aziendali di societa' quotate, l'incapacita' temporanea ad assumere incarichi di amministrazione, direzione e controllo nell'ambito di societa' quotate e di societa' appartenenti al medesimo gruppo di societa' quotate. 2. La sanzione amministrativa accessoria di cui al comma 1 ha una durata non inferiore a due mesi e non superiore a tre anni. 3. Con il provvedimento di applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo la CONSOB, tenuto conto della gravita' della violazione e del grado della colpa, puo' intimare ai soggetti abilitati, alle societa' di gestione del mercato, agli emittenti quotati e alle societa' di revisione di non avvalersi, nell'esercizio della propria attivita' e per un periodo non superiore a tre anni, dell'autore della violazione, e richiedere ai competenti ordini professionali la temporanea sospensione del soggetto iscritto all'ordine dall'esercizio dell'attivita' professionale. ))
                         Art. 187-quinquies
                 (( (Responsabilita' dell'ente). ))

  (( 1. L'ente e' responsabile del pagamento di una somma pari all'importo della sanzione amministrativa irrogata per gli illeciti di cui al presente capo commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unita' organizzativa dotata di autonomia finanziaria o funzionale nonche' da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a). 2. Se, in seguito alla commissione degli illeciti di cui al comma 1, il prodotto o il profitto conseguito dall'ente e' di rilevante entita', la sanzione e' aumentata fino a dieci volte tale prodotto o profitto. 3. L'ente non e' responsabile se dimostra che le persone indicate nel comma 1 hanno agito esclusivamente nell'interesse proprio o di terzi. 4. In relazione agli illeciti di cui al comma 1 si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 6, 7, 8 e 12 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Il Ministero della giustizia formula le osservazioni di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sentita la CONSOB, con riguardo agli illeciti previsti dal presente titolo. ))
                           Art. 187-sexies
                          (( (Confisca). ))

  (( 1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo importa sempre la confisca del prodotto o del profitto dell'illecito e dei beni utilizzati per commetterlo. 2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa puo' avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilita' di valore equivalente. 3. In nessun caso puo' essere disposta la confisca di beni che non appartengono ad una delle persone cui e' applicata la sanzione amministrativa pecuniaria. ))
                          Art. 187-septies
                     (Procedura sanzionatoria).

  1.  Le  sanzioni  amministrative  previste  dal  presente capo sono
   applicate   dalla   CONSOB   con  provvedimento  motivato,  previa
   contestazione  degli  addebiti  agli  interessati , da effettuarsi
   entro    centottanta   giorni   dall'accertamento   ovvero   entro
   trecentosessanta  giorni  se  l'interessato  risiede  o ha la sede
   all'estero,  e  valutate  le  deduzioni  da  essi  presentate  nei
   successivi  trenta  giorni.  Nello  stesso termine gli interessati
   possono altresi' chiedere di essere sentiti personalmente.
  2.   Il  procedimento  sanzionatorio  e'  retto  dai  principi  del
   contraddittorio,  della  conoscenza  degli  atti istruttori, della
   verbalizzazione nonche' della distinzione tra funzioni istruttorie
   e funzioni decisorie.
  3.  Il  provvedimento  di applicazione delle sanzioni e' pubblicato
   per  estratto  nel  Bollettino  della  CONSOB. Avuto riguardo alla
   natura  delle  violazioni  e  degli  interessi  coinvolti, possono
   essere   stabilite  dalla  CONSOB  modalita'  ulteriori  per  dare
   pubblicita'  al  provvedimento, ponendo le relative spese a carico
   dell'autore  della  violazione.  La CONSOB, anche dietro richiesta
   degli  interessati, puo' differire ovvero escludere, in tutto o in
   parte,  la pubblicazione del provvedimento, quando da questa possa
   derivare  grave  pregiudizio  alla  integrita'  del mercato ovvero
   questa   possa   arrecare   un  danno  sproporzionato  alle  parti
   coinvolte.
  4. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
  5. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
  6. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
  7. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
  8. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
                           Art. 187-octies
                       (Poteri della CONSOB).

  1.  La  CONSOB vigila sulla osservanza delle disposizioni di cui al
presente   titolo  e  di  tutte  le  altre  disposizioni  emanate  in
attuazione della direttiva 2003/6/CE.
  2. La CONSOB compie tutti gli atti necessari all'accertamento delle
violazioni  delle disposizioni di cui al presente titolo, utilizzando
i poteri ad essa attribuiti dal presente decreto.
  3.  La CONSOB puo' nei confronti di chiunque possa essere informato
sui fatti:
    a)  richiedere  notizie,  dati  o documenti sotto qualsiasi forma
stabilendo il termine per la relativa comunicazione;
    b)  richiedere  le registrazioni telefoniche esistenti stabilendo
il termine per la relativa comunicazione;
    c) procedere ad audizione personale;
    d) procedere al sequestro dei beni che possono formare oggetto di
confisca ai sensi dell' articolo 187-sexies;
    e) procedere ad ispezioni;
    f)  procedere  a perquisizioni nei modi previsti dall'articolo 33
del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600,  e  dall'articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633.
  4. La CONSOB puo' altresi':
    a)     avvalersi    della    collaborazione    delle    pubbliche
amministrazioni, richiedendo la comunicazione di dati ed informazioni
anche  in  deroga  ai  divieti  di  cui all'articolo 25, comma 1, del
decreto  legislativo  30  giugno 2003, n. 196, ed accedere al sistema
informativo  dell'anagrafe  tributaria  secondo le modalita' previste
dagli  articoli  2  e  3,  comma 1, del decreto legislativo 12 luglio
1991, n. 212;
    b)  chiedere l'acquisizione presso il fornitore dei dati relativi
al traffico di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
    c)  richiedere la comunicazione di dati personali anche in deroga
ai  divieti  di cui all'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo
30 giugno 2003, n. 196;
    d)  avvalersi,  ove  necessario, dei dati contenuti nell'anagrafe
dei conti e dei depositi di cui all'articolo 20, comma 4, della legge
30 dicembre 1991, n. 413, secondo le modalita' indicate dall'articolo
3,  comma  4,  lettera  b),  del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 5 luglio 1991, n. 197,
nonche'  acquisire  anche  mediante  accesso diretto i dati contenuti
nell'archivio  indicato all'articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre
1979,  n.  625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio
1980, n. 15;
    e)   accedere   direttamente,   mediante   apposita   connessione
telematica,  ai  dati contenuti nella Centrale dei rischi della Banca
d'Italia,  di  cui  alla deliberazione del Comitato interministeriale
per  il  credito  e  il risparmio del 29 marzo 1994, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 1994.
    (( e-bis) avvalersi, ove necessario, anche mediante connessione telematica, dei dati contenuti nell'apposita sezione dell'anagrafe tributaria di cui all'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.))
  5.  I  poteri  di  cui  al  comma 3, lettere d) e f), e al comma 4,
lettera  b),  sono  esercitati  previa autorizzazione del procuratore
della Repubblica. Detta autorizzazione e' necessaria anche in caso di
esercizio  dei poteri di cui al comma 3, lettere b) ed e), e al comma
4,  lettera  c),  nei  confronti  di  soggetti  diversi  dai soggetti
abilitati, dai soggetti indicati nell'articolo 114, commi 1, 2 e 8, e
dagli altri soggetti vigilati ai sensi del presente decreto.
  6.  Qualora  sussistano elementi che facciano presumere l'esistenza
di  violazioni delle norme del presente titolo, la CONSOB puo' in via
cautelare ordinare di porre termine alle relative condotte.
  7.  E' fatta salva l'applicazione delle disposizioni degli articoli
199,  200,  201,  202 e 203 del codice di procedura penale, in quanto
compatibili.
  8.  Nei  casi  previsti  dai commi 3, lettere c), d), e) e f), e 12
viene   redatto  processo  verbale  dei  dati  e  delle  informazioni
acquisite  o  dei  fatti  accertati,  dei  sequestri eseguiti e delle
dichiarazioni rese dagli interessati, i quali sono invitati a firmare
il processo verbale e hanno diritto di averne copia.
  9. Quando si e' proceduto a sequestro ai sensi del comma 3, lettera
d), gli interessati possono proporre opposizione alla CONSOB.
  10.  Sull'opposizione  la  decisione  e' adottata con provvedimento
motivato  emesso  entro  il  trentesimo  giorno  successivo  alla sua
proposizione.
  11.  I  valori  sequestrati  devono  essere  restituiti agli aventi
diritto quando:
    a) e' deceduto l'autore della violazione;
    b)  viene  provato  che  gli  aventi  diritto sono terzi estranei
all'illecito;
    c)  l'atto  di contestazione degli addebiti non e' notificato nei
termini  prescritti dall'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n.
689;
    d)  la  sanzione amministrativa pecuniaria non e' stata applicata
entro il termine di due anni dall'accertamento della violazione.
  12. Nell'esercizio dei poteri previsti dai commi 2, 3 e 4 la CONSOB
puo'  avvalersi  della Guardia di finanza che esegue gli accertamenti
richiesti  agendo con i poteri di indagine ad essa attribuiti ai fini
dell'accertamento  dell'imposta  sul  valore aggiunto e delle imposte
sui redditi.
  13.  Tutte  le  notizie,  le  informazioni e i dati acquisiti dalla
Guardia  di  finanza nell'assolvimento dei compiti previsti dal comma
12  sono  coperti  dal  segreto  d'ufficio  e vengono, senza indugio,
comunicati esclusivamente alla CONSOB.
  14.   Il  provvedimento  della  CONSOB  che  infligge  la  sanzione
pecuniaria  ha  efficacia di titolo esecutivo. Decorso inutilmente il
termine  fissato  per  il  pagamento, la CONSOB procede alla esazione
delle  somme  dovute  in base alle norme previste per la riscossione,
mediante  ruolo,  delle entrate dello Stato, degli enti territoriali,
degli enti pubblici e previdenziali.
  15.   Quando   l'autore   della  violazione  esercita  un'attivita'
professionale, il provvedimento che infligge la sanzione e' trasmesso
al competente ordine professionale.
                           Art. 187-novies
                    (( (Operazioni sospette). ))

  (( 1. I soggetti abilitati, gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale e le societa' di gestione del mercato devono segnalare senza indugio alla CONSOB le operazioni che, in base a ragionevoli motivi, possono ritenersi configurare una violazione delle disposizioni di cui al presente titolo. La CONSOB stabilisce, con regolamento, le categorie di soggetti tenuti a tale obbligo, gli elementi e le circostanze da prendere in considerazione per la valutazione dei comportamenti idonei a costituire operazioni sospette, nonche' le modalita' e i termini di tali segnalazioni. ))
                           Art. 187-decies
                (( (Rapporti con la magistratura). ))

  (( 1. Quando ha notizia di uno dei reati previsti dal capo II il pubblico ministero ne informa senza ritardo il Presidente della CONSOB. 2. Il Presidente della CONSOB trasmette al pubblico ministero, con una relazione motivata, la documentazione raccolta nello svolgimento dell'attivita' di accertamento nel caso in cui emergano elementi che facciano presumere la esistenza di un reato. La trasmissione degli atti al pubblico ministero avviene al piu' tardi al termine dell'attivita' di accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui al presente titolo, capo III. 3. La CONSOB e l'autorita' giudiziaria collaborano tra loro, anche mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare l'accertamento delle violazioni di cui al presente titolo anche quando queste non costituiscono reato. A tale fine la CONSOB puo' utilizzare i documenti, i dati e le notizie acquisiti dalla Guardia di finanza nei modi e con le forme previsti dall'articolo 63, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e dall'articolo 33, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. ))
                          Art. 187-undecies
       (( (Facolta' della CONSOB nel procedimento penale). ))

  (( 1. Nei procedimenti per i reati previsti dagli articoli 184 e 185, la CONSOB esercita i diritti e le facolta' attribuiti dal codice di procedura penale agli enti e alle associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato. 2. La CONSOB puo' costituirsi parte civile e richiedere, a titolo di riparazione dei danni cagionati dal reato all'integrita' del mercato, una somma determinata dal giudice, anche in via equitativa, tenendo comunque conto dell'offensivita' del fatto, delle qualita' personali del colpevole e dell'entita' del prodotto o del profitto conseguito dal reato. ))
                         Art. 187-duodecies
               (( (Rapporti tra procedimento penale e procedimento amministrativo e di opposizione). ))

  (( 1. Il procedimento amministrativo di accertamento e il procedimento di opposizione di cui all'articolo 187-septies non possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente ad oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento dipende la relativa definizione. ))
                         Art. 187-terdecies
              (Esecuzione delle pene pecuniarie e delle
              sanzioni pecuniarie nel processo penale).

  1. Quando per lo stesso fatto e' stata applicata a carico del reo o
dell'ente   una   sanzione   amministrativa   pecuniaria   ai   sensi
((dell'articolo 187-septies )), la esazione della pena pecuniaria e
della  sanzione pecuniaria dipendente da reato e' limitata alla parte
eccedente quella riscossa dall'Autorita' amministrativa.
                        Art. 187-quaterdecies
                    (( (Procedure consultive). ))

  (( 1. La CONSOB definisce entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con proprio regolamento, le modalita' e i tempi delle procedure consultive da attivare, mediante costituzione di un Comitato, con organismi rappresentativi dei consumatori e dei prestatori di servizi finanziari e degli altri soggetti vigilati, in occasione delle modifiche regolamentari in materia di abusi di mercato e in altre materie rientranti nelle proprie competenze istituzionali. ))
PARTE V
SANZIONI
TITOLO II
SANZIONI AMMINISTRATIVE
                      Art. 187-quinquiesdecies
      (( (Tutela dell'attivita' di vigilanza della CONSOB). ))

  (( 1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2638 del codice civile, chiunque non ottempera nei termini alle richieste della CONSOB ovvero ritarda l'esercizio delle sue funzioni e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila ad euro duecentomila. ))
                              Art. 188
                       Abuso di denominazione

  1.  L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o
comunicazione rivolta al pubblico, delle parole: "SIM" o "societa' di
intermediazione  mobiliare"  o  "impresa  di  investimento";  "SGR" o
"societa'   di  gestione  del  risparmio";  "SICAV"  o  "societa'  di
investimento   a  capitale  variabile";  ovvero  di  altre  parole  o
locuzioni,  anche  in  lingua  straniera,  idonee a trarre in inganno
sulla   legittimazione  allo  svolgimento  dei  servizi  (( o delle attivita' ))  di  investimento o del servizio di gestione collettiva
del  risparmio  e' vietato a soggetti diversi, rispettivamente, dalle
imprese  di  investimento, dalle societa' di gestione del risparmio e
dalle  SICAV.  Chiunque contravviene al divieto previsto dal presente
articolo  e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro
cinquecentosedici a euro diecimilatrecentoventinove.
  2.  Alla  sanzione  amministrativa pecuniaria prevista dal presente
articolo  non  si applica l'articolo 16 della legge 24 novembre 1981,
n. 689.
                              Art. 189
                     Partecipazioni al capitale

  1.  L'omissione  delle  comunicazioni  previste  dagli articoli 15,
   commi  1 e 3, 61, comma 6, e 80, comma 7, e di quelle richieste ai
   sensi  dell'articolo  17  e' punita con la sanzione amministrativa
   pecuniaria da lire dieci milioni a lire cento milioni.
  (( 2. La stessa sanzione si applica in caso di violazione dei divieti di esercizio dei diritti ed in caso di inadempimento degli obblighi di alienazione previsti dagli articoli 14, commi 4 e 7, 16, commi 1, 2 e 4, 61, comma 7, e 80, comma 8. ))
                              Art. 190
  ((Altre sanzioni amministrative pecuniarie in tema di disciplina degli intermediari, dei mercati e della gestione accentrata di strumenti finanziari))

  1.  I  soggetti  che  svolgono  funzioni  di  amministrazione  o di
   direzione e i dipendenti di societa' o enti abilitati, i quali non
   osservano  le disposizioni previste dagli articoli 6; 7, commi 2 e
   3;  8,  comma  1; 9; 10; 12; 13, comma 2; 21; 22; 24, comma 1; 25;
   25-bis,  commi 1 e 2; 27, commi 3 e 4; 28, comma 3; 30, commi 3, 4
   e 5; 31, commi 1, 2, 5, 6 e 7; 32, comma 2; 36, commi 2, 3, 4, 6 e
   7;  37; 38, commi 3 e 4; 39, commi 1 e 2; 40, comma 1; 41, commi 2
   e 3; 42, commi 2, 3, 4, 6, 7 e 8; 43, commi 7 e 8; 50, comma 1; 65
   ;   79-bis;  187  nonies  ,  ovvero  le  disposizioni  generali  o
   particolari emanate dalla Banca d'Italia o dalla CONSOB in base ai
   medesimi  articoli,  sono  puniti  con  la sanzione amministrativa
   pecuniaria da euro duemilacinquecento a euro duecentocinquantamila
   .   La   stessa   sanzione  si  applica  nel  caso  di  violazione
   dell'articolo   18,   comma   1,   ovvero  in  caso  di  esercizio
   dell'attivita'   di   consulente   finanziario   o   di  promotore
   finanziario   in   assenza  dell'iscrizione  negli  albi  di  cui,
   rispettivamente, agli articoli 18-bis e 31.
  2. La stessa sanzione si applica:
    a)  ai  soggetti  che  svolgono  funzioni di amministrazione o di
   direzione  e ai dipendenti delle societa' di gestione del mercato,
   nel  caso  di  inosservanza delle disposizioni previste dal capo I
   del titolo I della parte III e di quelle emanate in base ad esse;
    b)  ai  soggetti  che  svolgono  funzioni di amministrazione o di
   direzione  e  ai dipendenti delle societa' di gestione accentrata,
   nel caso di inosservanza delle disposizioni previste dal titolo II
   della parte III e di quelle emanate in base ad esse;
    ((b-bis) ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione degli intermediari indicati nell'articolo 79-quater per inosservanza delle disposizioni di cui all'articolo 83-novies, comma 1, lettere c) d), e) ed f), 83-duodecies, e di quelle emanate in base ad esse;))
    c)  agli  organizzatori e agli operatori dei sistemi di scambi di
   fondi   interbancari,   ai   soggetti   che   gestiscono   sistemi
   multilaterali    di    negoziazione   ed   agli   internalizzatori
   sistematici,  nel caso di inosservanza delle disposizioni previste
   dai  capi  II  e  II-bis  del titolo I della parte III e di quelle
   emanate in base ad esse;
    d) ai soggetti che gestiscono sistemi indicati negli articoli 68,
   69,  comma 2, e 70 o che svolgono funzioni di amministrazione o di
   direzione  della  societa' indicata nell'articolo 69, comma 1, nel
   caso  di  inosservanza  delle disposizioni previste dagli articoli
   68,  69,  70  70-bis  e 77, comma 1, e di quelle applicative delle
   medesime;
    d-bis)  ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di
   direzione e ai dipendenti delle imprese di assicurazione, nel caso
   in  cui  non  osservino  le  disposizioni  previste  dall'articolo
   25-bis, commi 1 e 2 , e quelle emanate in base ad esse;
    d-ter)  agli  operatori  ammessi  alle  negoziazioni  nei mercati
   regolamentati  in caso di inosservanza delle disposizioni previste
   dall'articolo 25, comma 3.
    d-quater)  ai  membri dell'organismo dei consulenti finanziari in
   caso  di  inosservanza  delle  disposizioni previste dall'articolo
   18-bis e di quelle emanate in base ad esso;
    d-quinquies) ai membri dell'organismo dei promotori finanziari in
   caso  di inosservanza delle disposizioni previste dall'articolo 31
   e di quelle emanate in base ad esso.
    ((d-sexies) ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione degli emittenti azioni in caso di inosservanza di quanto previsto dall'articolo 83-undecies, comma 1.))
  3.  Le  sanzioni  previste  dai  commi  1 e 2 si applicano anche ai
   soggetti che svolgono funzioni di controllo nelle societa' o negli
   enti  ivi  indicati,  i  quali  abbiano  violato  le  disposizioni
   indicate nei medesimi commi o non abbiano vigilato, in conformita'
   dei  doveri  inerenti  al  loro ufficio, affinche' le disposizioni
   stesse non fossero da altri violate. La stessa sanzione si applica
   nel  caso  di violazione delle disposizioni previste dall'articolo
   8, commi da 2 a 6.
  3-bis.   I  soggetti  che  svolgono  funzioni  di  amministrazione,
   direzione   o  controllo  nei  soggetti  abilitati,  i  quali  non
   osservano  le  disposizioni previste dall'articolo 6, comma 2-bis,
   ovvero  le  disposizioni generali o particolari emanate in base al
   medesimo  comma  dalla Banca d'Italia, sono puniti con la sanzione
   amministrativa  pecuniaria da cinquantamila euro a cinquecentomila
   euro.
  4.  Alle  sanzioni  amministrative pecuniarie previste dal presente
   articolo  non  si  applica  l'articolo  16 della legge 24 novembre
   1981, n. 689.
                              Art. 191
      (( Offerta al pubblico di sottoscrizione e di vendita ))

  (( 1. Chiunque effettua un'offerta al pubblico in violazione degli articoli 94, comma 1 e 98-ter, comma 1 e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore ad un quarto del controvalore offerto e fino ad un massimo di due volte il controvalore stesso e, ove quest'ultimo non sia determinabile, di importo minimo di centomila euro e massimo di duemilioni di euro. 2. Chiunque viola gli articoli 94, commi 2, 3, 5, 6 e 7, 96, 97, 98-ter, commi 2 e 3, 101, ovvero le relative disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob ai sensi degli articoli 95, commi 1, 2 e 4, 97, comma 2, 98-quater, 98-quinquies, comma 2, 99, comma 1, lettere a), b), c) e d), e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinquecentomila euro. 3. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal comma 1, importa la perdita temporanea dei requisiti di onorabilita' previsti dal presente decreto per gli esponenti aziendali dei soggetti abilitati e per i promotori finanziari nonche' l'incapacita' temporanea ad assumere incarichi di amministrazione, direzione e controllo nell'ambito di societa' aventi titoli quotati nei mercati regolamentati o diffusi tra il pubblico in maniera rilevante e di societa' appartenenti al medesimo gruppo. La sanzione amministrativa accessoria ha durata non inferiore a due mesi e non superiore a tre anni. 4. La Consob pubblica, ai sensi del comma 3 dell'articolo 195, le misure e le sanzioni applicate per la violazione delle disposizioni richiamate nel presente articolo, salvo il caso in cui la pubblicazione possa turbare gravemente i mercati o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte. 5. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo non si applica l'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. ))
                              Art. 192
             Offerte pubbliche di acquisto o di scambio

  1.  Chiunque  viola  l'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di
   acquisto  o  di  scambio  ovvero  effettua  un'offerta pubblica di
   acquisto   o   di   scambio   in   violazione  delle  disposizioni
   dell'articolo  102,  commi  1,  3  e 6 , e' punito con la sanzione
   amministrativa   pecuniaria  di  importo  non  inferiore  ad  euro
   venticinquemila  e non superiore al corrispettivo complessivamente
   dovuto  dall'offerente  ovvero  che sarebbe stato complessivamente
   dovuto dall'offerente se l'offerta fosse stata promossa. .
  2. La sanzione indicata nel comma 1 si applica a chi:
    a)  non  rispetta  le  indicazioni  fornite dalla CONSOB ai sensi
   dell'articolo  102,  comma  4  ,  ovvero viola le disposizioni dei
   regolamenti   emanati   a  norma  dell'articolo  102,  comma  1  e
   dell'articolo 103, comma 4 ;
    (( a-bis) viola le disposizioni di cui all'articolo 103, commi 3 e 3-bis; a-ter) viola le disposizioni relative all'obbligo di acquisto di cui all'articolo 108, commi 1 e 2 e le disposizioni del regolamento emanato a norma dell'articolo 108, comma 7; ))
    b)  esercita  il diritto di voto in violazione delle disposizioni
   dell'articolo 110.
    b-bis) viola l'obbligo di cui all'articolo 110, comma 1-bis.
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 25 SETTEMBRE 2009, N. 146 )).
                            Art. 192-bis
              (( Informazioni sul governo societario ))

  1.  Salvo  che  il  fatto  costituisca reato, gli amministratori, i
componenti  degli  organi  di  controllo  e  i  direttori generali di
societa'  quotate  nei  mercati  regolamentati  i  quali  omettono le
comunicazioni  prescritte  (( dall'articolo 123-bis, comma 2, lettera a) ))  sono  puniti  con  la  sanzione  amministrativa pecuniaria da
diecimila  a  trecentomila  euro.  Il  provvedimento sanzionatorio e'
pubblicato,  a  spese  degli stessi, su almeno due quotidiani, di cui
uno economico, aventi diffusione nazionale.
----------------
AGGIORNAMENTO (17)
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 303 ha disposto (con l'art. 3, comma
21)  che  "All'articolo  192-bis, comma 1, del decreto legislativo 24
febbraio  1998,  n.  58,  le parole: "ovvero, nelle stesse o in altre
comunicazioni  rivolte  al  pubblico,  divulgano o lasciano divulgare
false informazioni relativamente all'adesione delle stesse societa' a
codici  di  comportamento redatti da societa' di gestione dei mercati
regolamentati  da  associazioni  di categoria degli operatori, ovvero
all'applicazione dei medesimi," sono soppresse".
                            Art. 192-ter
                 (( Ammissione alle negoziazioni ))

  (( 1. L'emittente o la persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni che viola le disposizioni contenute negli articoli 113, commi 2, 3, lettere a), d) e f), 4 e 113-bis, commi 1, 2, lettere a) e b) e 4, ovvero le disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob in base ai medesimi articoli, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinquecentomila euro. 2. La Consob pubblica, ai sensi del comma 3 dell'articolo 195, le misure e le sanzioni applicate per la violazione delle disposizioni richiamate nel presente articolo, salvo il caso in cui la pubblicazione possa turbare gravemente i mercati o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte. 3. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo non si applica l'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. ))
                              Art. 193.
            Informazione societaria e doveri dei sindaci,
               dei revisori legali e delle societa' di
                          revisione legale

  1.  Nei  confronti  di  societa',  enti  o  associazioni  tenuti  a
effettuare  le  comunicazioni  previste  dagli articoli 114, 114-bis,
115,  154-bis  e 154-ter o soggetti agli obblighi di cui all'articolo
115-bis  e'  applicabile  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria da
cinquemila   a   cinquecentomila   euro   per   l'inosservanza  delle
disposizioni  degli  articoli  medesimi o delle relative disposizioni
applicative.  Se  le comunicazioni sono dovute da una persona fisica,
in  caso  di  violazione  la  sanzione  si  applica  nei confronti di
quest'ultima.
  1-bis. Alla stessa sanzione di cui al comma 1 soggiacciono coloro i
quali  esercitano  funzioni  di  amministrazione,  di  direzione e di
controllo  presso  le  societa'  e gli enti che svolgono le attivita'
indicate all'articolo 114, commi 8 e 11, nonche' i loro dipendenti, e
i   soggetti   indicati  nell'articolo  114,  comma  7,  in  caso  di
inosservanza  delle  disposizioni  ivi  previste nonche' di quelle di
attuazione emanate dalla CONSOB.
  1-ter.  La stessa sanzione di cui al comma 1 e' applicabile in caso
di  inosservanza delle disposizioni previste dall'articolo 114, commi
8  e  11,  nonche'  di quelle di attuazione emanate dalla CONSOB, nei
confronti  della  persona fisica che svolge le attivita' indicate nel
comma  1-bis  e,  quando  non  ricorra la causa di esenzione prevista
dall'articolo  114,  comma 10, nei confronti della persona fisica che
svolge l'attivita' di giornalista.
  1-quater.  La  stessa sanzione di cui al comma 1 e' applicabile, in
caso  di  inosservanza delle disposizioni di attuazione emanate dalla
Consob  ai sensi dell'articolo 113-ter, comma 5, lettere b) e c), nei
confronti  dei  soggetti  autorizzati  dalla Consob all'esercizio del
servizio   di   diffusione   e   di   stoccaggio  delle  informazioni
regolamentate.
  ((1-quinquies. Alla stessa sanzione di cui al comma 1 soggiacciono: a) coloro che esercitano funzioni di amministrazione, di direzione e di controllo nelle agenzie di rating del credito registrate in Italia, in caso di violazione: 1) delle disposizioni previste dagli articoli 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14 del regolamento (CE) n. 1060/2009 e delle relative disposizioni attuative; 2) delle misure di vigilanza adottate ai sensi degli articoli 24 e 25 del medesimo regolamento e delle relative disposizioni attuative; b) coloro che esercitano funzioni di amministrazione, di direzione e di controllo in societa' che svolgono le attivita' riservate ai sensi del regolamento (CE) n. 1060/2009 senza aver ottenuto la necessaria registrazione; c) gli analisti di rating e i dipendenti delle agenzie di rating del credito registrate in Italia, qualsiasi altra persona fisica i cui servizi sono messi a disposizione o sono sotto il controllo dell'agenzia di rating, coloro che partecipano direttamente alle attivita' di rating, nonche' le persone strettamente legate ai predetti soggetti ai sensi dell'articolo 114, comma 7, secondo periodo, in caso di violazione delle disposizioni previste dall'allegato I, sezione C, del regolamento (CE) n. 1060/2009, e delle relative disposizioni attuative.))
  2. L'omissione delle comunicazioni delle partecipazioni rilevanti e
dei  patti  parasociali previste, rispettivamente dagli articoli 120,
commi  2,  2-bis, 3 e 4, e 122, commi 1, 2 e 5, nonche' la violazione
dei divieti previsti dagli articoli 120, comma 5, 121, commi 1 e 3, e
122,  comma  4, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria
da  euro venticinquemila a euro duemilionicinquecentomila. Il ritardo
nelle  comunicazioni  previste dall'articolo 120, commi 2, 2-bis, 3 e
4, non superiore a due mesi, e' punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro cinquemila a euro cinquecentomila.
  3. La sanzione indicata nel comma 2 si applica:
    a)  ai  componenti  del  collegio  sindacale,  del  consiglio  di
sorveglianza  e  del  comitato  per  il  controllo sulla gestione che
commettono   irregolarita'   nell'adempimento   dei  doveri  previsti
dall'articolo  149,  commi  1,  4-bis, primo periodo, e 4-ter, ovvero
omettono le comunicazioni previste dall'articolo 149, comma 3;
    b) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.
  3-bis.  Salvo  che  il  fatto costituisca reato, i componenti degli
organi  di  controllo,  i  quali  omettano  di  eseguire  nei termini
prescritti  le  comunicazioni  di  cui all'articolo 148-bis, comma 2,
sono  puniti  con la sanzione amministrativa in misura pari al doppio
della  retribuzione  annuale prevista per l'incarico relativamente al
quale   e'  stata  omessa  la  comunicazione.  Con  il  provvedimento
sanzionatorio e' dichiarata altresi' la decadenza dall'incarico.
                            Art. 193-bis
         (( (Rapporti con societa' estere aventi sede legale in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria). ))

  ((1. Coloro che sottoscrivono il bilancio della societa' estera di cui all'articolo 165-quater, comma 2, le relazioni e i pareri di cui agli articoli 165-quater, commi 2 e 3, 165-quinquies, comma 1, e 165-sexies, comma 1, e coloro che esercitano la revisione ai sensi dell'articolo 165-quater, comma 4, sono soggetti a responsabilita' civile, penale e amministrativa secondo quanto previsto in relazione al bilancio delle societa' italiane. 2. Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione degli obblighi derivanti dall'esercizio dei poteri attribuiti alla CONSOB dall'articolo 165-septies, comma 1, e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'articolo 193, comma 1)).
                              Art. 194
                           Deleghe di voto

  1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N.27)).
  ((2. Il promotore di una sollecitazione di deleghe di voto che viola le norme degli articoli 138, 142, commi 1 e 2, 144, comma 4, e del regolamento emanato a norma dell'articolo 144, comma 1, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro venticinquemila a euro cinquecentomila.))
  ((2-bis. La sanzione prevista al comma 2 si applica al rappresentante designato dalla societa' con azioni quotate che viola l'articolo 135-undecies, comma 4.))
                              Art. 195
                     (Procedura sanzionatoria).

  1.   Salvo   quanto   previsto   dall'articolo   196,  le  sanzioni
amministrative  previste  nel  presente  titolo  sono applicate dalla
Banca  d'Italia o dalla CONSOB, secondo le rispettive competenze, con
provvedimento  motivato,  previa  contestazione  degli  addebiti agli
interessati    ,    da    effettuarsi    entro   centottanta   giorni
dall'accertamento    ovvero    entro   trecentosessanta   giorni   se
l'interessato  risiede  o  ha  la  sede  all'estero,  e  valutate  le
deduzioni dagli stessi presentate nei successivi trenta giorni.
  2.   Il  procedimento  sanzionatorio  e'  retto  dai  principi  del
contraddittorio,   della  conoscenza  degli  atti  istruttori,  della
verbalizzazione  nonche' della distinzione tra funzioni istruttorie e
funzioni decisorie.
  3.  Il  provvedimento  di applicazione delle sanzioni e' pubblicato
per  estratto  nel Bollettino della Banca d'Italia o della CONSOB. La
Banca   d'Italia  o  la  CONSOB,  tenuto  conto  della  natura  della
violazione  e  degli interessi coinvolti, possono stabilire modalita'
ulteriori  per dare pubblicita' al provvedimento, ponendo le relative
spese  a  carico  dell'autore  della violazione , ovvero escludere la
pubblicita'   del  provvedimento,  quando  la  stessa  possa  mettere
gravemente  a  rischio  i  mercati  finanziari  o  arrecare  un danno
sproporzionato alle parti.
  4. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
  5. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
  6. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
  7. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
  8. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
  9.  Le  societa'  e gli enti ai quali appartengono gli autori delle
violazioni  rispondono,  in  solido  con  questi, del pagamento della
sanzione  e  delle  spese di pubblicita' previste dal secondo periodo
del  comma 3 e sono tenuti ad esercitare il diritto di regresso verso
i responsabili.
                              Art. 196
            Sanzioni applicabili ai promotori finanziari

  1. I promotori finanziari che violano le norme del presente decreto
   o  le  disposizioni generali o particolari emanate dalla CONSOB in
   forza di esso, sono puniti, in base alla gravita' della violazione
   e  tenuto  conto  dell'eventuale  recidiva, con una delle seguenti
   sanzioni:
    a) richiamo scritto;
    b)  sanzione  amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire
   cinquanta milioni;
    c) sospensione da uno a quattro mesi dall'albo;
    d) radiazione dall'albo.
  2.  Le  sanzioni  sono  applicate  dalla  CONSOB  con provvedimento
   motivato,  previa contestazione degli addebiti agli interessati (( , da effettuarsi entro centottanta giorni dall'accertamento ovvero entro trecentosessanta giorni se l'interessato risiede o ha la sede all'estero,))e  valutate le deduzioni da essi presentate nei
   successivi  trenta  giorni.  Nello  stesso termine gli interessati
   possono altresi' chiedere di essere sentiti personalmente.
  3.  Alle  sanzioni  previste  dal presente articolo si applicano le
   disposizioni  contenute  nella  legge 24 novembre 1981, n. 689, ad
   eccezione dell'articolo 16.
  4.  Le  societa' che si avvalgano dei responsabili delle violazioni
   rispondono,  in  solido  con  essi,  del  pagamento delle sanzioni
   pecuniarie  e  sono  tenute  ad  esercitare  il  regresso  verso i
   responsabili.
PARTE VI
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
                              Art. 197
                       Personale della CONSOB

  1.  Al  fine  di  assicurare  il pieno e tempestivo esercizio delle
   funzioni  di  controllo  previste  dall'articolo 62 della legge 27
   dicembre  1997, n. 449, la CONSOB provvede direttamente a tutte le
   procedure  necessarie  per  l'immediata  copertura  dei  posti  di
   organico  secondo  i  criteri concorsuali ivi previsti, nei limiti
   delle  autonome  risorse  finanziarie e senza oneri per la finanza
   pubblica.
                              Art. 198
                      Girata di titoli azionari

  1.  Il potere di autenticare le girate dei titoli azionari previsto
   dall'articolo  12 del regio decreto - legge 29 marzo 1942, n. 239,
   puo' essere esercitato anche da SIM.
 Art. 199. Societa' fiduciarie 1. Fino alla riforma organica della disciplina delle societa' fiduciarie e di revisione conservano vigore le disposizioni previste dalla legge 23 novembre 1939, n. 1966, e dell'articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 23 luglio 1966, n. 415. ((39)) 2. Fino alla riforma organica di cui al comma 1, le societa' fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966, che svolgono attivita' di custodia e amministrazione di valori mobiliari, che sono controllate direttamente o indirettamente da una banca o da un intermediario finanziario, nonche' quelle che abbiano adottato la forma di societa' per azioni e che abbiano capitale versato di ammontare non inferiore al doppio di quello richiesto dall'articolo 2327 del codice civile, sono iscritte in una sezione separata dell'albo previsto dall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, anche qualora non esercitino le attivita' elencate nel comma 1 del medesimo articolo. All'istanza di iscrizione si applica l'articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in quanto compatibile. Il diniego dell'autorizzazione comporta la decadenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 2 della legge 23 novembre 1939, n. 1966. La Banca d'Italia esercita i poteri indicati all'articolo 108, al fine di assicurare il rispetto da parte delle societa' fiduciarie iscritte nella sezione separata delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. Alle societa' fiduciarie iscritte si applicano gli articoli 110, 113-bis, 113-ter del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in quanto compatibili.))
-------------
AGGIORNAMENTO (39)
  Il  D.Lgs.  14  dicembre  2010, n. 218, nel modificare il D.Lgs. 13
agosto  2010,  n.  141,  ha  disposto  (con  l'art.  6,  comma 2) che
"All'articolo  9,  comma  8, capoverso articolo 199, comma 1, dopo le
parole:  "23 luglio", la parola: "1966" e' sostituita dalla seguente:
"1996"".
  Ha  inoltre  disposto (con l'art. 16, comma 8) che "Le disposizioni
modificate, introdotte o sostituite dal presente decreto si applicano
a  decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore dei corrispondenti
articoli del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141. I termini di
conclusione  dei  procedimenti  amministrativi, stabiliti da norme di
legge  o  di  regolamento,  pendenti alla data del 19 settembre 2010,
sono  prorogati  fino a 120 giorni successivi alla data di entrata in
vigore del presente decreto".
                              Art. 200
                    Intermediari gia' autorizzati

  1.  Le  imprese  di investimento che alla data di entrata in vigore
   del    presente   decreto   sono   iscritte   nell'albo   previsto
   dall'articolo  9  del  decreto  legislativo 23 luglio 1996, n. 415
   sono iscritte di diritto nell'albo previsto dall'articolo 20.
  2.  Le  societa' di gestione che alla data di entrata in vigore del
   presente decreto sono iscritte nell'albo previsto dall'articolo 7,
   comma  1,  della  legge  23  marzo 1983, n. 77, nell'albo previsto
   dall'articolo  3,  comma  1  della legge 14 agosto 1993, n. 344, e
   nell'albo  previsto  dall'articolo  3,  comma  1,  della  legge 25
   gennaio  1994,  n.  86,  vengono  iscritte  di  diritto  nell'albo
   previsto  dall'articolo  35  e  si  intendono autorizzate ai sensi
   dell'articolo 34.
  3. Le SICAV che alla data di entrata in vigore del presente decreto
   sono  iscritte  nell'albo  previsto  dall'articolo  9, comma 1 del
   decreto  legislativo  25  gennaio 1992, n. 84, vengono iscritte di
   diritto nell'albo previsto dall'articolo 44.
  4.  Le  banche  che  alla  data  di  entrata in vigore del presente
   decreto  sono  autorizzate  a  prestare  servizi  di  investimento
   restano autorizzate a prestare i servizi medesimi.
                              Art. 201
                          Agenti di cambio

  1.  Sono sciolti, a cura del Consiglio Nazionale degli Ordini degli
agenti  di  cambio, gli Ordini professionali previsti dall'articolo 3
della  legge  29  maggio  1967,  n.  402,  a  eccezione  degli Ordini
professionali di Milano e di Roma.
  2. Gli agenti di cambio sono iscritti all'Albo professionale tenuto
da  uno  degli  Ordini  indicati  nel comma 1, al quale affluiscono i
pagamenti  della  tassa  annuale  fissata dall'Ordine medesimo, avuto
riguardo  all'iscrizione  al  ruolo  speciale  o  al  ruolo nazionale
previsti  dai  commi  5  e 6. L'Ordine e' tenuto a conservare i libri
degli   agenti  di  cambio  defunti  o  cancellati  dal  ruolo  unico
nazionale.
  3.  Restano  ferme  le  altre  disposizioni previste dalla legge 29
maggio  1967,  n.  402.  Non  possono  essere banditi concorsi per la
nomina  di  agenti  di  cambio.  Gli  agenti  di  cambio  cessano  di
appartenere  ai  ruoli  previsti  dai  commi  5 e 6 al compimento del
settantesimo  anno  di  eta'.  Gli  agenti  di  cambio nominati prima
dell'entrata  in  vigore  della  legge  23  maggio 1956, n. 515, sono
collocati   nella   posizione   di  fuori  ruolo  al  compimento  del
settantesimo  anno  di  eta'  conservando  i  diritti  e gli obblighi
inerenti alla carica.
  4.  Le  disponibilita'  del  Fondo  comune degli agenti di cambio e
delle  cauzioni esistenti alla data di entrata in vigore del presente
decreto sono restituite agli aventi diritto.
  5.  Gli  agenti di cambio in carica che siano soci, amministratori,
dirigenti, dipendenti o collaboratori di SIM, di banche o di societa'
di  gestione  del risparmio sono iscritti in un ruolo speciale tenuto
dal  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze.  Essi  non  possono
prestare   sevizi   di   investimento  e  possono  essere  dirigenti,
dipendenti o collaboratori soltanto di uno dei predetti intermediari.
Essi   restano  individualmente  assoggettati  alle  incompatibilita'
previste dal comma 11.
  6.  Gli agenti di cambio in carica che non siano iscritti nel ruolo
speciale previsto dal comma 5 sono iscritti nel ruolo unico nazionale
tenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze.
  (( 7. Gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale possono svolgere i servizi di investimento indicati nell'articolo 1, comma 5, lettere b), c-bis), d), e) ed f). Essi possono svolgere altresi' l'offerta fuori sede dei propri servizi di investimento e i servizi accessori indicati nell'articolo 1, comma 6, lettere c), limitatamente alla conclusione di contratti di riporto e altre operazioni in uso sui mercati, e g), nonche' attivita' connesse e strumentali, ferme restando le riserve di attivita' previste dalla legge. ))
  8.  Gli  agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale devono
tenere le scritture contabili previste dagli articoli 2214 e seguenti
del  codice civile; la CONSOB, con proprio regolamento, stabilisce le
modalita'  del  controllo contabile da parte di societa' di revisione
iscritte nell'albo speciale previsto dall'articolo 161.
  9.  Il  mancato  esercizio  del  servizio di negoziazione per conto
terzi  per  un  periodo  di  tempo  superiore  a sei mesi comporta la
decadenza  dalla  carica; il Ministero dell'economia e delle finanze,
in  presenza  di comprovati motivi di salute, puo' prorogare, sentita
la CONSOB, detto termine fino a un periodo massimo di 18 mesi.
  10.  Per  l'esercizio  dei  servizi  di  investimento gli agenti di
cambio aderiscono ai sistemi di indennizzo previsti dall'articolo 59.
Il  coordinamento  dell'operativita' dei sistemi di indennizzo con la
procedura  di  fallimento  dell'agente  di cambio e' disciplinato dal
regolamento previsto dall'articolo 59, comma 3.
  11.  La  posizione  di  agente  di  cambio iscritto nel ruolo unico
nazionale  e'  incompatibile  con  l'esercizio di qualsiasi attivita'
commerciale,    con   la   partecipazione   in   qualita'   di   soci
illimitatamente  responsabili in societa' di qualsiasi natura, con la
qualita'  di  amministratore  o  dirigente di societa' che esercitano
attivita'  commerciale  e,  in particolare, con la qualita' di socio,
amministratore, dirigente, dipendente o collaboratore di banche, SIM,
societa'  di  gestione  del  risparmio  e di ogni altro intermediario
finanziario.
  12.  Agli  agenti  di  cambio iscritti nel ruolo unico nazionale si
applicano  gli  articoli  6, (( commi 1, lettera b), 2 e 2-bis )); 8,
comma  1;  10,  comma  1; 21; 22; 23; 24, 25, 31, 32, 167, 171, 190 e
195.
  13. E' vietato agli agenti di cambio, compiere anche per interposta
persona  qualsiasi  negoziazione  in proprio di strumenti finanziari,
salvo   i   casi  di  investimento  del  patrimonio  personale;  tali
investimenti sono immediatamente comunicati alla CONSOB.
  14.  Il Presidente della CONSOB puo' disporre in via d'urgenza, ove
ricorrano  situazioni  di  pericolo per i clienti o per i mercati, la
sospensione  dell'agente di cambio iscritto nel ruolo unico nazionale
dall'esercizio  delle  attivita' svolte e la nomina di un commissario
che  assume la gestione delle attivita' stesse quando risultino gravi
violazioni   delle  disposizioni  legislative  o  amministrative.  Si
applicano i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 53.
  15.  Il  Ministero dell'economia e delle finanze, su proposta della
CONSOB,  puo'  disporre  con  decreto la cancellazione dell'agente di
cambio  dal  ruolo  unico  nazionale  qualora  le  irregolarita' o le
violazioni  delle  disposizioni legislative o amministrative siano di
eccezionale  gravita'.  Il  provvedimento  puo'  essere  adottato  su
proposta  del  commissario  previsto  dal  comma  14  o  su richiesta
dell'agente di cambio.
  16.  Nel  caso  previsto dal comma 15, il Ministero dell'economia e
delle  finanze  nomina  un  commissario  preposto  alla tutela e alla
restituzione  dei patrimoni di proprieta' dei clienti. Il commissario
nell'esercizio  delle  sue  funzioni  e'  pubblico ufficiale; egli si
affianca  agli  organi  delle procedure concorsuali, ove disposte. Il
Ministero puo' prevedere speciali cautele e limitazioni all'attivita'
del   commissario   e  procedere  alla  sua  revoca  o  sostituzione.
L'indennita' spettante al commissario e' determinata dal Ministero ed
e'  a  carico  dell'agente  di  cambio.  I provvedimenti previsti dal
presente  comma  possono  essere  assunti  anche successivamente alla
morte   dell'agente  di  cambio,  su  proposta  della  CONSOB  o  del
commissario  nominato  ai sensi del comma 14, ovvero su richiesta dei
clienti.
  17.   La  cancellazione  dell'agente  di  cambio  dal  ruolo  unico
nazionale consegue di diritto all'accertamento giudiziale dello stato
di  insolvenza.  La  CONSOB denuncia al tribunale civile l'insolvenza
dichiarata ai sensi dell'articolo 72.
  18.  Per  la violazione dei commi 8, 11 e 13, si applica l'articolo
190.
                              Art. 202 
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 24 MARZO 2011, N. 48)) 
                                                               ((40)) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (40) 
  Il D.Lgs. 24 marzo 2011, n. 48 ha disposto (con l'art. 5, comma  1)
che "Le disposizioni del presente decreto legislativo,  ad  eccezione
di quella contenuta nell'articolo 3, si applicano a decorrere dal  30
giugno 2011". 
                              Art. 203
                         Contratti a termine

  1.  Fermi  restando  la decorrenza degli effetti della liquidazione
   coatta amministrativa ai sensi dell'articolo 83 del T.U. bancario,
   e  quanto  previsto  dall'articolo  90, comma 3, del medesimo T.U.
   bancario,  l'articolo  76 della legge fallimentare si applica agli
   strumenti  finanziari  derivati,  a quelli analoghi individuati ai
   sensi  dell'articolo  18,  comma  5, lettera a), alle operazioni a
   termine  su  valute nonche' alle operazioni di prestito titoli, di
   pronti  contro termine e di riporto. Ai fini del presente articolo
   sono  ricompresi  tutti i contratti conclusi, ancorche' non ancora
   eseguiti  in  tutto o in parte, entro la data di dichiarazione del
   fallimento o di efficacia del provvedimento di liquidazione coatta
   amministrativa.
  2.  Per  l'applicazione  dell'articolo  76 della legge fallimentare
   agli  strumenti finanziari e alle operazioni indicati nel comma 1,
   puo'   farsi  riferimento  anche  al  costo  di  sostituzione  dei
   medesimi,  calcolato  secondo  i  valori  di  mercato alla data di
   dichiarazione  di  fallimento  o di efficacia del provvedimento di
   liquidazione coatta amministrativa.
                              Art. 204
                         Gestione accentrata

  1.  Entro  ventiquattro  mesi  dalla  data di entrata in vigore del
   presente  decreto,  la  Banca  d'Italia  promuove la vendita della
   partecipazione al capitale della "Monte Titoli S.p.A. Istituto per
   la  custodia  e  l'amministrazione accentrata di valori mobiliari"
   dalla stessa detenuta.
  2.  Fino  all'emanazione  dei decreti previsti dall'articolo 90, la
   gestione  accentrata  dei titoli di Stato presso la Banca d'Italia
   resta disciplina dalle previgenti disposizioni.
                              Art. 205
                        Quotazioni di prezzi

  1.  Le  offerte  di  acquisto  e  di vendita di prodotti finanziari
effettuate  in mercati regolamentati (( e, se ricorrono le condizioni indicate dalla Consob con regolamento, quelle effettuate nei sistemi multilaterali di negoziazione o da internalizzatori sistematici ))
non  costituiscono  offerta  al  pubblico  di prodotti finanziari ne'
offerta  pubblica  di  acquisto o di scambio ai sensi della parte IV,
titolo II.
                              Art. 206
               Disposizioni applicabili alle societa'
        alle societa' quotate in mercati diversi dalla borsa

  1.  Le  disposizioni  dettate dal codice civile per le societa' con
   azioni  quotate  in  borsa  si  applicano  a tutte le societa' con
   azioni  quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi
   dell'Unione Europea.
                              Art. 207
                          Patti parasociali

  1. I patti parasociali previsti dall'articolo 122 ed esistenti alla
   data  di  entrata  in vigore del medesimo articolo sono depositati
   presso il registro delle imprese entro un mese da tale data.
  2.  I  patti parasociali a tempo determinato esistenti alla data di
   entrata  in  vigore  del presente decreto restano efficaci fino al
   termine finale pattuito, ma comunque non oltre il 1 luglio 2001.
  3.  Salvo quanto previsto dal comma 2, l'articolo 123 si applica ai
   patti  anche  a tempo indeterminato esistenti alla data di entrata
   in vigore del presente decreto.
                              Art. 208
                Deleghe di voto, azioni di risparmio,
              collegio sindacale e revisione contabile

  1.  Le disposizioni in materia di deleghe di voto si applicano alle
   assemblee  convocate  a partire dal sessantesimo giorno successivo
   all'emanazione dei regolamenti previsti dall'articolo 144.
  2.  Le  disposizioni in materia di azioni di risparmio si applicano
   anche alle azioni di risparmio gia' emesse alla data di entrata in
   vigore del presente decreto.
  3.  Le  societa'  con  azioni  quotate applicano le disposizioni in
   materia  di  nomina  del  collegio  sindacale  a partire dal primo
   rinnovo  successivo  all'entrata  in  vigore del presente decreto.
   Fino  all'emanazione  del  regolamento previsto dall'articolo 148,
   comma  4,  si  applica  l'articolo 2397, secondo comma, del codice
   civile.
  4.  I  collegi  sindacali nominati prima dell'entrata in vigore del
   presente  decreto  ma successivamente alla sua pubblicazione nella
   Gazzetta Ufficiale restano in carica per un solo esercizio.
  5.  Le altre disposizioni in materia di collegio sindacale e quelle
   in  materia  di  societa'  di  revisione  si  applicano  a partire
   dall'esercizio   sociale   che   inizia   il   1   luglio  1998  o
   successivamente a tale data.
                              Art. 209
                        Societa' di revisione

  1.  Le societa' di revisione che alla data di entrata in vigore del
   presente  decreto sono iscritte nell'albo previsto dall'articolo 8
   del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136,
   sono iscritte di diritto nell'albo previsto dall'articolo 161.
  2.  Ai  fini  dell'iscrizione  nel  registro dei revisori contabili
   istituito  presso  il  Ministero  di grazia e giustizia il termine
   previsto dall'articolo 13, comma 1, della legge 13 maggio 1997, n.
   132,  e'  prorogato fino a sessanta giorni successivi alla data di
   entrata in vigore del presente decreto.
  3.  Le societa' con azioni quotate conservano copia della relazione
   della  societa'  di  revisione  sul  bilancio d'esercizio, ai fini
   degli   eventuali  accertamenti  dell'amministrazione  finanziaria
   sulle   corrispondenti  dichiarazioni  dei  redditi.  In  caso  di
   omissione  si  applicano le disposizioni dell'articolo 39, secondo
   comma,  del  decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre
   1973, n. 600.
                              Art. 210
                     Modifiche al codice civile

  1.  Nell'articolo  2372,  quarto  comma,  del  codice  civile  sono
   soppresse le parole: "ne' ad aziende ed istituti di credito".
  2.  L'articolo 2441, settimo comma, del codice civile e' sostituito
   dal seguente:
"Non  si considera escluso ne' limitato il diritto di opzione qualora
   la  deliberazione  di aumento di capitale preveda che le azioni di
   nuova  emissione  siano sottoscritte da banche, da enti o societa'
   finanziarie  soggetti al controllo della Commissione nazionale per
   le  societa'  e  la  borsa  ovvero  da  altri soggetti autorizzati
   all'esercizio   dell'attivita'   di   collocamento   di  strumenti
   finanziari, con obbligo di offrirle agli azionisti della societa',
   con  operazioni  di qualsiasi tipo, in conformita' con i primi tre
   commi  del  presente  articolo.  Nel  periodo  di detenzione delle
   azioni  offerte  agli  azionisti  e comunque fino a quando non sia
   stato  esercitato  il  diritto di opzione, i medesimi soggetti non
   possono  esercitare  il  diritto di voto. Le spese dell'operazione
   sono  a  carico  della  societa'  e la deliberazione di aumento di
   capitale deve indicarne l'ammontare."
  3. All'articolo 2630, primo comma, del codice civile e' inserito il
   seguente numero:
"4) omettono  di  offrire  in  borsa  nei  termini e con le modalita'
   stabilite  dal terzo comma dell'articolo 2441 i diritti di opzione
   non esercitati, se le relative azioni vengano sottoscritte.".
  4.  All'articolo  2633  del  codice  civile e' aggiunto il seguente
   comma:  "Gli amministratori che emettono obbligazioni convertibili
   senza  le  indicazioni  prescritte nell'ultimo comma dell'articolo
   2420-bis  sono  puniti  con  l'ammenda da lire 2 milioni a lire 10
   milioni.".
  5.   Nelle  disposizioni  per  l'attuazione  del  codice  civile  e
   disposizioni  transitorie,  approvate  con  regio decreto 30 marzo
   1942,  n.  318,  e'  inserito,  dopo  l'articolo  211, il seguente
   articolo:
"211-bis.  Il  secondo periodo dell'articolo 2441, settimo comma, del
   codice  non si applica alle azioni detenute, alla data del 7 marzo
   1992,  dai  soggetti  indicati  nel medesimo comma, con obbligo di
   offrirle agli azionisti.".
                              Art. 211
                     Modifiche al T.U. bancario

  1. L'articolo 52 del T.U. bancario e' sostituito dal seguente:
"Articolo  52  -  Comunicazioni del collegio sindacale e dei soggetti
   incaricati del controllo legale dei conti
1. Il  collegio  sindacale informa senza indugio la Banca d'Italia di
   tutti gli atti o i fatti, di cui venga a conoscenza nell'esercizio
   dei propri compiti, che possano costituire una irregolarita' nella
   gestione  delle  banche o una violazione delle norme disciplinanti
   l'attivita' bancaria.
2. Le societa' che esercitano attivita' di revisione contabile presso
   le  banche comunicano senza indugio alla Banca d'Italia gli atti o
   i  fatti,  rilevati  nello  svolgimento dell'incarico, che possano
   costituire   una   grave   violazione  delle  norme  disciplinanti
   l'attivita'   bancaria   ovvero   che   possano   pregiudicare  la
   continuita'  dell'impresa  o  comportare  un giudizio negativo, un
   giudizio  con  rilievi  o  una  dichiarazione di impossibilita' di
   esprimere  un  giudizio  sul  bilancio. Tali societa' inviano alla
   Banca d'Italia ogni altro dato o documento richiesto.
3. I  commi  1  e  2  si applicano anche ai soggetti che esercitano i
   compiti  ivi previsti presso le societa' che controllano le banche
   o che sono da queste controllate ai sensi dell'articolo 23.
4. La   Banca   d'Italia   stabilisce  modalita'  e  termini  per  la
   trasmissione delle informazioni previste dai commi 1 e 2.".
  2.  All'articolo  107  del  T.U.  bancario  e' aggiunto il seguente
   comma:
"6. Gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale, quando
   siano  stati  autorizzati all'esercizio di servizi di investimento
   ovvero  abbiano  acquisito  fondi  con  obbligo di rimborso per un
   ammontare   superiore   al   patrimonio,  sono  assoggettati  alle
   disposizioni  previste  nel titolo IV, capo I, sezioni I e III; in
   luogo  degli  articoli  86,  commi  6 e 7, 87, comma 1, si applica
   l'articolo  57, commi 4 e 5, del testo unico delle disposizioni in
   materia  di  mercati finanziari, emanato ai sensi dell'articolo 21
   della legge 6 febbraio 1996, n. 52.".
  3.  All'articolo  111  del  T.U.  bancario  e' aggiunto il seguente
   comma:
"5. Il   presente   articolo   non   si  applica  nei  casi  previsti
   dall'articolo 107, comma 6.".
  4. L'articolo 160 del T.U. bancario e' abrogato.
                              Art. 212
             Disposizioni in materia di privatizzazioni

  1.  Il  secondo periodo dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge
   31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge
   30  luglio  1994, n. 474, e' sostituito dal seguente: "La clausola
   che  prevede  un  limite  di possesso decade comunque allorche' il
   limite sia superato per effetto di un'offerta pubblica di acquisto
   promossa  ai  sensi degli articoli 106 o 107 del testo unico delle
   disposizioni  in  materia  di mercati finanziari, emanato ai sensi
   dell'articolo 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52.".
                              Art. 213
                    Conversione del fallimento in
                 liquidazione coatta amministrativa

  1.  Dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto le
procedure di fallimento degli intermediari previsti dall'articolo 107
del  T.U.  bancario, per i quali ricorrano i presupposti indicati nel
comma   6   del   medesimo   articolo  e  non  sia  stata  dichiarata
l'esecutivita'  dello  stato passivo, sono convertite in procedure di
liquidazione coatta amministrativa.
  2.  Fermo  restando  l'accertamento  dello stato di insolvenza gia'
dichiarato,  il  tribunale, anche d'ufficio, dichiara con sentenza in
camera  di  consiglio  che  la societa' e' soggetta alla procedura di
liquidazione  coatta  e  ordina  la  trasmissione  degli  atti  al (( Ministero dell'economia e delle finanze )), per l'emanazione del
relativo decreto, e alla Banca d'Italia.
  3.  Gli  organi  del cessato fallimento e quelli della liquidazione
coatta  provvedono  con  urgenza al passaggio delle consegne, dandone
notizia  con  le forme di pubblicita' stabilite dalla Banca d'Italia.
Restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti.
                              Art. 214
                             Abrogazioni

 1. Sono o restano abrogati, salvo quanto previsto dai commi 2 e 3:
    a)  gli  articoli 11, comma 1, da 12 a 17, 22, 25, 26, 28, 31, da
45  a  52,  da 58 a 60 della legge 20 marzo 1913, n. 272 e successive
modificazioni;
    b) gli articoli da 26 a 43, 44, comma 2, 46, comma 2, 47, 49, 51,
54,  ultimo  periodo,  56,  61,  comma  2, 97, da 106 a 108 del regio
decreto 4 agosto 1913, n. 1068;
    c)  gli  articoli da 2 a 10 del regio decreto-legge 7 marzo 1925,
n. 222, convertito dalla legge 21 marzo 1926, n. 597;
    d) il regio decreto-legge 9 aprile 1925, n. 375, convertito dalla
legge 21 marzo 1926, n. 597;
    e) il regio decreto 9 aprile 1925, n. 376;
    f)  gli articoli 4, 6 e 7 del regio decreto-legge 14 maggio 1925,
n. 601, convertito dalla legge 18 marzo 1926, n. 562;
    g)  il  regio  decreto-legge  26 giugno 1925, n. 1047, convertito
dalla legge 18 marzo 1926, n. 562;
    h)  il  regio  decreto-legge  29 luglio 1925, n. 1261, convertito
dalla legge 18 marzo 1926, n. 562;
    i)  il  regio  decreto-legge 11 ottobre 1925, n. 1748, convertito
dalla legge 18 marzo 1926, n. 562;
    j)  il  regio  decreto-legge 19 febbraio 1931, n. 950, convertito
dalla legge 31 dicembre 1931, n. 1657;
    k) gli articoli da 1 a 11 e da 14 a 18 del regio decreto-legge 30
giugno 1932, n. 815, convertito dalla legge 5 gennaio 1933, n. 118;
    l)  il  regio decreto-legge 20 dicembre 1932, n. 1607, convertito
dalla legge 20 aprile 1932, n. 291;
    m) la legge 4 dicembre 1939, n. 1913;
    n)  l'articolo  2369-bis  del  codice civile, approvato con regio
decreto 16 marzo 1942, n. 262;
    o)  il  decreto legislativo luogotenenziale 18 settembre 1944, n.
250;
    p) il decreto legislativo luogotenenziale 19 aprile 1946, n. 321;
    q) la legge 23 maggio 1956, n. 515;
    r) la legge 31 dicembre 1962, n. 1778;
    s)  gli  articoli  1,  undicesimo comma, 2, decimo comma, primo e
secondo  periodo,  3,  4,  4-bis,  4-ter,  5-quinquies,  5-sexies, 9,
secondo  comma,  13,  secondo comma, 14, 15, 16, 17, 18, sesto comma,
18-ter, 18- quinquies, quinto comma, 18-septies, secondo periodo, del
decreto-  legge  8 aprile 1974, n. 95, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  7  giugno  1974,  n.  216, e successive modificazioni e
integrazioni;
    t)  il  decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n.
136;
    u)  il  decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n.
137;
    v)  il  decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n.
138, a eccezione degli articoli 16 e 18;
    w) la legge 23 febbraio 1977, n. 49;
    x)  la legge 23 marzo 1983, n. 77, a eccezione degli articoli 9 e
10- ter;
    y) la legge 19 giugno 1986, n. 289;
    z)  il  decreto del Presidente della Repubblica 12 dicembre 1987,
n. 556;
    aa) la legge 2 gennaio 1991, n. 1;
    bb)  la  legge  17 maggio 1991, n. 157, a eccezione dell'articolo
10;
    cc)  il  decreto  legislativo 25 gennaio 1992, n. 84, a eccezione
dell'articolo 14;
    dd)  il  decreto  legislativo 27 gennaio 1992, n. 86, a eccezione
dell'articolo 4;
    ee) la legge 18 febbraio 1992, n. 149;
    ff)  la  legge  14 agosto 1993, n. 344, a eccezione dell'articolo
11;
    (( gg) l'articolo 1, comma 1, lettera m), e l'articolo 2, comma 1, lettera f), della legge 28 dicembre 1993, n. 561; )) ((1))
    hh)  la  legge 25 gennaio 1994, n. 86, a eccezione degli articoli
14 - bis e 15;
    ii)   l'articolo   5,  commi  3,  4  e  5,  e  l'articolo  8  del
decreto-legge  31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 1994, n. 474;
    jj)  il  decreto  legislativo 23 luglio 1996, n. 415, a eccezione
degli articoli 60, comma 4, 62, 63, 64 e 65.
  2.  Sono  abrogati, ma continuano a essere applicati fino alla data
di  entrata in vigore dei provvedimenti emanati ai sensi del presente
decreto:
    a)  gli  articoli  5, 5-bis, 5-ter, 5-quater, del decreto-legge 8
aprile  1974,  n.  95,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 7
giugno  1974,  n.  216, e successive modificazioni e integrazioni; le
relative  violazioni  sono punite ai sensi degli articoli 173 e 174 o
sanzionate ai sensi dell'articolo 193, comma 2;
    b)   18,   a   eccezione  del  sesto  comma,  18-bis,  18-quater,
18-quinquies, a eccezione del quinto comma, 18-sexies e 18-septies, a
eccezione  del  secondo  periodo, del decreto-legge 8 aprile 1974, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216,
e  successive  modificazioni  e  integrazioni; le relative violazioni
sono sanzionate ai sensi dell'articolo 191;
    c)  l'articolo  3  del decreto del Presidente della Repubblica 31
marzo 1975, n. 136;
    d) gli articoli 1, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 11; 2, commi
2  e  3; 2-bis, commi 3, 4, 5 e 7; 2-ter; 3, commi 3 e 4; 4, commi 2,
3,  4,  5,  6,  7,  8,  9, 10, 11, 12, 13 e 14; 5; 7, commi 3, 5 e 6;
10-bis, della legge 23 marzo 1983, n. 77; le relative violazioni sono
sanzionate ai sensi dell'articolo 190;
    e) gli articoli 3, comma 2, lettere b), c), d) ed e); 4, comma 2;
9  commi 12, 13, 14; 15 della legge 2 gennaio 1991, n. 1; le relative
violazioni  sono  punite  ai  sensi dell'articolo 169 o sanzionate ai
sensi degli articoli 189 e 190;
    f)  l'articolo  6 della legge 17 maggio 1991, n. 157; le relative
violazioni  sono  punite  ai  sensi dell'articolo 174 o sanzionate ai
sensi dell'articolo 193;
    g)  gli  articoli  2; 3; 4; 6; 7 della legge 18 febbraio 1992, n.
149;  le  relative  violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo
191;
    h) gli articoli 10; 14; 15; 16, comma 1; 20, commi 1 e 4; 22; 23;
24;  25;  27;  28  della  legge 18 febbraio 1992, n. 149; le relative
violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 192;
    i) gli articoli 1; 2, commi 3 e 4; 4, commi 1 e 4; 5, commi 3, 6,
7, 8, 9, 10 e 11; 6, comma 2; 7, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6; 8; 9, commi
2  e  3,  del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 84; le relative
violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;
    j)  gli  articoli  1  e  2,  comma  2,  lettera  a),  del decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 86;
    k) gli articoli 1, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7; 3, comma 2, ultimo
periodo;  4, commi 1, 2, 3, 4, 5; 5, commi 1, 2, 3 e 4; 8, commi 2, 4
e 5; 9; 10 della legge 14 agosto 1993, n. 344; le relative violazioni
sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;
    l)  gli  articoli  1, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6; 3, comma 2, ultimo
periodo;  4,  commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6; 5, commi 1, 2, 3 e 4; 7; 8; 9;
12,  comma  2  e  5;  13;  14  della legge 25 gennaio 1994, n. 86; le
relative violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;
    m) gli articoli 2, comma 4; 6, commi 3 e 4; 7; 8; 10, 13; 14; 15;
18, commi 1 e 3; 20, comma 1, lett. e); 21, commi 2 e 3; 22, comma 2;
23, commi 5 e 6; 24; 25; 35, commi 2 e 3; 66, comma 1, lettere b), c)
ed  e),  del  decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415; le relative
violazioni  sono  punite  ai  sensi dell'articolo 169 o sanzionate ai
sensi degli articoli 189 e 190.
  3.  Fino  all'emanazione dei regolamenti previsti dall'articolo 80,
commi  4,  5  e  6,  e  comunque  fino al completamento della vendita
prevista dall'articolo 204, comma 1, si applicano gli articoli 1, 10,
11, 12, 13 e 14 della legge 19 giugno 1986, n. 289.
  4.  E'  abrogata  ogni  altra  disposizione  incompatibile  con  il
presente  decreto.  Il  rinvio  alle  disposizioni  abrogate fatto da
leggi,  da  regolamenti  o  da  altre  norme si intende riferito alle
corrispondenti  disposizioni del presente decreto e dei provvedimenti
ivi previsti.
  5.  Le  disposizioni  emanate  ai  sensi  delle  norme  abrogate  o
sostituite continuano a essere applicate, in quanto compatibili, fino
alla data di entrata in vigore dei provvedimenti emanati ai sensi del
presente decreto legislativo nelle corrispondenti materie. In caso di
violazione,  si  applicano,  con  la procedura prevista dall'articolo
195,  gli  articoli  190,  191,  192 e 193, in relazione alle materie
rispettivamente disciplinate.
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AGGIORNAMENTO (1)
  La  L.  25 giugno 1999, n. 205 ha disposto (con l'art. 15, comma 2)
che  "La  legge  28  dicembre  1993,  n. 561, per le parti diverse da
quelle  indicate nel capoverso del comma 1, si considera non abrogata
dall'articolo 214 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58".
                              Art. 215
                     Disposizioni di attuazione

  1. In sede di prima applicazione i regolamenti e i provvedimenti di
   carattere  generale da emanarsi ai sensi del presente decreto sono
   adottati  entro  sei  mesi  dalla  data  di  entrata in vigore del
   medesimo.
                              Art. 216
                          Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il 1 luglio 1998.

  Il  presente decreto, munito di sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

  Dato a Roma, addi' 24 febbraio 1998
                              SCALFARO
                         PRODI, Presidente del Consiglio dei Ministri
                            CIAMPI, Ministro del tesoro, del bilancio
                            e della programmazione economica
                         FLICK, Ministro di grazia e giustizia
                         DINI, Ministro degli affari esteri
                         BERSANI, Ministro dell'industria, del
                            commercio e dell'artigianato
VISTO, il Guardasigilli: FLICK
                              Art. 216
                          Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il 1 luglio 1998.
  Il  presente decreto, munito di sigillo dello Stato, sara' inserito
   nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti normativi della Repubblica
   italiana.  E'  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
   farlo osservare.
  Dato a Roma, addi' 24 febbraio 1998
                              SCALFARO
                         PRODI, Presidente del Consiglio dei Ministri
                            CIAMPI,  ((Ministro dell'economia e delle finanze))
                         FLICK, Ministro di grazia e giustizia
                         DINI, Ministro degli affari esteri
                         BERSANI,    Ministro   dell'industria,   del
                            commercio e dell'artigianato
VISTO, il Guardasigilli: FLICK
                                                           Allegato

(( Sezione A - Attivita' e servizi di investimento. (1) Ricezione e trasmissione di ordini riguardanti uno o piu' strumenti finanziari. (2) Esecuzione di ordini per conto dei clienti. (3) Negoziazione per conto proprio. (4) Gestione di portafogli. (5) Consulenza in materia di investimenti. (6) Sottoscrizione e/o collocamento di strumenti finanziari con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente. (7) Collocamento di strumenti finanziari senza assunzione a fermo ne' assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente. (8) Gestione di sistemi multilaterali di negoziazione. Sezione B - Servizi accessori. (1) Affitto di cassette di sicurezza e amministrazione di strumenti finanziari per conto dei clienti, inclusi la custodia e i servizi connessi come la gestione di contante/garanzie collaterali. (2) Concessione di crediti o prestiti agli investitori per consentire loro di effettuare un'operazione relativa a uno o piu' strumenti finanziari, nella quale interviene l'impresa che concede il credito o il prestito. (3) Consulenza alle imprese in materia di struttura del capitale, di strategia industriale e di questioni connesse, nonche' consulenza e servizi concernenti le concentrazioni e l'acquisto di imprese. (4) Servizio di cambio quando detto servizio e' legato alla fornitura di servizi di investimento. (5) Ricerca in materia di investimenti e analisi finanziaria o altre forme di raccomandazione generale riguardanti le operazioni relative a strumenti finanziari. (6) Servizi connessi con l'assunzione a fermo. (7) Servizi e attivita' di investimento, nonche' servizi accessori del tipo di cui alle sezioni A o B, collegati agli strumenti derivati di cui alla sezione C, punti (5), (6), (7) e (10), se legati alla prestazione di servizi di investimento o accessori. Sezione C - Strumenti finanziari. (1) Valori mobiliari. (2) Strumenti del mercato monetario. (3) Quote di un organismo di investimento collettivo. (4) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati ("future"), "swap", accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a valori mobiliari, valute, tassi di interesse o rendimenti, o ad altri strumenti derivati, indici finanziari o misure finanziarie che possono essere regolati con consegna fisica del sottostante o attraverso il pagamento di differenziali in contanti. (5) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati ("future"), "swap", accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento avviene attraverso il pagamento di differenziali in contanti o puo' avvenire in tal modo a discrezione di una delle parti, con esclusione dei casi in cui tale facolta' consegue a inadempimento o ad altro evento che determina la risoluzione del contratto. (6) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati ("future"), "swap" ed altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento puo' avvenire attraverso la consegna del sottostante e che sono negoziati su un mercato regolamentato e/o in un sistema multilaterale di negoziazione. (7) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati ("future"), "swap", contratti a termine ("forward") e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento puo' avvenire attraverso la consegna fisica del sottostante, diversi da quelli indicati al numero (6), che non hanno scopi commerciali, e aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini. (8) Strumenti finanziari derivati per il trasferimento del rischio di credito. (9) Contratti finanziari differenziali. (10) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati ("future"), "swap", contratti a termine sui tassi d'interesse e altri contratti derivati connessi a variabili climatiche, tariffe di trasporto, quote di emissione, tassi di inflazione o altre statistiche economiche ufficiali, il cui regolamento avviene attraverso il pagamento di differenziali in contanti o puo' avvenire in tale modo a discrezione di una delle parti, con esclusione dei casi in cui tale facolta' consegue a inadempimento o ad altro evento che determina la risoluzione del contratto, nonche' altri contratti derivati connessi a beni, diritti, obblighi, indici e misure, diversi da quelli indicati ai numeri precedenti, aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono negoziati su un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione, se sono compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini. ))
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