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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 dicembre 1956 , n. 1668

Approvazione del regolamento per l'esecuzione della disciplina legislativa sull'apprendistato.

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TITOLO PRIMO
Campo di applicazione della disciplina dell'apprendistato
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visto l'art. 87, comma quinto, della Costituzione;
  Vista   la   legge   19  gennaio  1955,  n.  25,  sulla  disciplina
dell'apprendistato;
  Vista  la  legge  8  luglio 1956, n. 706, contenente modifiche alla
legge 19 gennaio 1955, n. 25;
  Udito il parere del Consiglio di Stato;
  Sentito il Consiglio dei Ministri;
  Sulla proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale;

                              Decreta:

                               Art. 1.

  Qualunque  datore di lavoro puo' assumere apprendisti che intendano
conseguire  una  qualificazione per la quale occorra un addestramento
pratico ed un insegnamento tecnico-professionale.
  L'apprendistato puo' avere luogo anche per categorie impiegatizie.
 
	        
	      
                               Art. 2.

  Il rapporto di apprendistato si estingue:
    a)  con  l'esito  positivo  delle  prove di idoneita' di cui agli
articoli 24 e 25 del presente regolamento;
    b) con la scadenza del termine stabilito dai contratti collettivi
di lavoro;
    c)   comunque,   con   il   compimento   di   un  quinquennio  di
apprendistato.
 
	        
	      
                               Art. 3.

  L'esclusione    dall'applicazione    delle    norme   della   legge
sull'apprendistato, ai sensi dell'art. 31 della stessa, nei confronti
di  particolari  categorie di imprese, puo' essere consentita qualora
sussistano:
    a) i requisiti necessari per assicurare l'addestramento pratico e
l'insegnamento  complementare  per  la  totalita'  degli  apprendisti
assunti o da assumere;
    b)    continuita'    e    regolarita'   di   funzionamento,   sia
dell'addestramento  pratico,  sia  dell'insegnamento complementare, a
cura e spese dei datori di lavoro.
 
	        
	      
TITOLO SECONDO
Forme e modalita' di assunzione dell'apprendista visita sanitaria ed
esame psicofisiologico
                               Art. 4.

  Chiunque,  in possesso dei requisiti di eta' prescritti dall'art. 6
della legge, intende essere assunto in qualita' di apprendista presso
un'impresa,  anche  artigiana,  per il conseguimento di una qualifica
professionale.
  deve   iscriversi   negli  appositi  elenchi  presso  l'Ufficio  di
collocamento del Comune di residenza.
  L'iscrizione ha luogo secondo le seguenti classificazioni:
    1)  apprendisti  disoccupati  per  effetto  della  cessazione  di
precedente rapporto di lavoro;
    2)  giovani, che aspirino ad essere avviati per la prima volta al
lavoro in qualita' di apprendisti;
    3)  giovani  lavoratori  non  qualificati,  ne' apprendisti, che,
essendo  occupati,  aspirino  ad essere assunti in altra azienda come
apprendisti.
 
	        
	      
                               Art. 5.

  Per  le imprese che occupano dipendenti in numero superiori a dieci
e'  ammessa  la  richiesta nominativa lino al 25 per cento del numero
degli apprendisti da assumere.
  Nel  caso  in  cui  il numero degli apprendisti da assumere non sia
esattamente  divisibile per quattro, il numero degli apprendisti, per
i  quali  puo' essere effettuata la richiesta nominativa, e' dato dal
quoziente intero della divisione aumentato di una unita'.
  Qualora  gli  apprendisti  da  assumere  siano  meno di quattro, e'
consentita la richiesta nominativa per una unita'.
  Delle  richieste nominative di apprendisti eccedenti la percentuale
del  25  per cento, effettuate ai sensi del secondo e terzo comma del
presente  articolo,  si  dovra'  tenere  conto  in  caso di ulteriori
assunzioni di apprendisti da parte delle medesime aziende.
  Le  imprese, il cui numero di dipendenti non sia superiore a dieci,
possono  effettuare la richiesta nominativa per tutti gli apprendisti
che intendano assumere.
  Nelle  assunzioni  di  apprendisti  in  base  a  richiesta numerica
l'avviamento  al  lavoro  ha  luogo  tenendo  presente  la situazione
economica, desunta anche dallo stato di occupazione dei componenti il
nucleo  familiare,  il titolo di studio - ivi compresi l'attestato di
frequenza  e  di superamento della prova finale dei corsi di cui alla
legge  29 aprile 1949, n. 264, nonche' l'attestato di frequenza, e di
superamento di corsi di preapprendistato - l'anzianita' di iscrizione
negli appositi elenchi.
  Ai  fini  dell'assunzione  obbligatoria di particolari categorie di
lavoratori  gli  apprendisti sono esclusi dal compiuto dei dipendenti
dell'azienda.
  E'  annessa  l'assunzione  diretta, in qualita' di apprendisti, dei
figli del datore di lavoro.
 
	        
	      
                               Art. 6.

  I  datori  di  lavoro  non  artigiani,  all'atto della richiesta di
assunzione,   debbono   dichiarare   all'Ufficio   di   collocamento,
competente  per  territorio,  il  genere  di  lavoro,  cui il giovane
lavoratore  e'  destinato, e la qualifica professionale che lo stesso
dovra' conseguire al termine dell'apprendistato.
 
	        
	      
                               Art. 7.

  Entro   dieci  giorni  dalla  data  di  assunzione,  l'imprenditore
artigiano  deve  notificare  per iscritto all'Ufficio di collocamento
del  Comune,  in  cui  esercita  la  propria  attivita' il nominativo
dell'apprendista  direttamente  assunto  e la qualifica professionale
che lo stesso dovra' conseguire al termine dell'apprendistato.
  L'Ufficio di collocamento rilascia ricevuta della notificazione.
  Qualora  l'apprendista  direttamente  assunto  risieda in localita'
diversa  da quella in cui si svolge l'attivita' lavorativa, l'Ufficio
di   collocamento,   dove  ha  sede  la  azienda,  da'  comunicazione
dell'avvenuto  avviamento  all'Ufficidi  collocamento  del  Comune di
provenienza del giovane lavoratore.
 
	        
	      
                               Art. 8.

  Gli  imprenditori  non artigiani, ai sensi dell'art. 21 della legge
29  aprile  1949,  n.  264,  sono  tenuti  a comunicare, entro cinque
giorni,  al  competente  Ufficio  di  collocamento i nominativi degli
apprendisti  di  cui  per qualunque motivo sia cessato il rapporto di
lavoro.
  L'Ufficio di collocamento provvede alla reiscrizione negli appositi
elenchi degli apprendisti residenti nel Comune, qualora il lavoratore
interessato ne faccia richiesta e, per gli apprendisti non residenti,
comunica   l'avvenuta   cessazione   del   rapporto   all'Ufficio  di
collocamento del Comune di provenienza.
 
	        
	      
                               Art. 9.

  Gli aspiranti apprendisti non possono essere avviati in imprese non
artigiane,  ne' possono essere adibiti al lavoro in quelle artigiane,
prima di essere sottoposti alla visita sanitaria prescritta dall'art.
4   della   legge  per  l'accertamento  della  idoneita'  delle  loro
condizioni  fisiche  al particolare lavoro per il quale devono essere
assunti.
  Per  gli  apprendisti  dipendenti  da  imprese artigiane, la visita
sanitaria ha luogo dopo la comunicazione di assunzione.
  L'accertamento  e'  eseguito gratuitamente dall'autorita' sanitaria
comunale a seguito della richiesta dell'Ufficio di collocamento.
  Nel  caso  in  cui  la  visita  si  concluda con un giudizio di non
idoneita'  temporanea al mestiere prescelto, il sanitario dispone una
ulteriore  visita,  decorso  un  congruo  periodo di tempo, senza dar
luogo ad alcuna trascrizione nel libretto individuale di lavoro.
 
	        
	      
                              Art. 10.

  L'esame   psicofisiologico   per  l'accertamento  delle  attitudini
dell'aspirante apprendista al particolare lavoro, al quale ha chiesto
di  essere  avviato,  e' effettuato nei Comuni ove esistono Centri di
orientamento  professionale  riconosciuti  dal Ministero del lavoro e
della previdenza sociale.
  L'esame   puo'   essere   disposto   dall'Ufficio  di  collocamento
competente  dal  momento dell'iscrizione del giovane lavoratore negli
appositi elenchi.
  Il  risultato  dell'accertamento, che non deve essere trascritto in
alcun  documento  di  lavoro,  viene  comunicato, in via riservata ed
esclusiva,  all'Ufficio  di  collocamento competente ed all'aspirante
apprendista.
  L'esame e le certificazioni relative sono gratuiti.
  L'aspirante  apprendista  sottoposto  ad  esame psicofisiologico e'
esonerato  dalla  visita  sanitaria  di  cui all'articolo precedente,
quando  la sua attitudine fisica e' accertata in occasione dell'esame
predetto.
 
	        
	      
                              Art. 11.

  Sui  ricorsi contro i provvedimenti degli Uffici di collocamento in
merito  alla iscrizione negli elenchi, di cui all'art. 4 del presente
regolamento,  decide  il direttore del competente Ufficio provinciale
del  lavoro  e  della  massima  occupazione  e, in via definitiva, il
Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
  In  entrambi  i  casi il termine di presentazione dei ricorsi e' di
giorni  trenta dalla comunicazione agli interessati del provvedimento
adottato.
  I  ricorsi  avverso  i  provvedimenti  del  direttore  dell'Ufficio
provinciale  del  lavoro  e  della massima occupazione debbono essere
avanzati  per  tramite  dello stesso Ufficio, che, entro dieci giorni
dalla  loro  presentazione,  li  trasmette,  debitamente istituti, al
Ministero del lavoro e della previdenza sociale.
  Gli  stessi termini e modalita' previsti per i ricorsi di cui sopra
valgono  per  quelli  prodotti  dai  datori  di  lavoro in materia di
avviamento al lavoro degli apprendisti.
 
	        
	      
TITOLO TERZO
Svolgimento del rapporto di apprendistato e attribuzione della
qualifica professionale
                              Art. 12.

  E' vietata l'assunzione di apprendisti di eta' inferiore ai 14 anni
e superiore ai 20 anni compiuti.
  I  giovani lavoratori, che abbiano superato i 20 anni di eta' e che
abbiano  gia'  prestato  uno o piu' periodi di apprendistato, possono
essere  assunti come apprendisti, purche' sussistano le condizioni di
cui all'art. 8 della legge.
  I  contratti  collettivi  di  lavoro  possono  prescrivere, entro i
limiti   minimi   e   massimi  stabiliti  dall'art.  6  della  legge,
particolari limitazioni di eta' per l'assunzione degli apprendisti di
determinate categorie professionali.
  Gli  apprendisti,  che  all'atto dell'entrata in vigore della legge
erano  gia' alle dipendenze di datori di lavoro, possono mantenere la
qualifica di apprendisti quando per i limiti di eta' l'assunzione sia
stata  effettuata  in  conformita'  delle  disposizioni contenute nei
contratti  collettivi  e  purche'  la  durata  dell'apprendistato non
superi quella massima stabilita nei contratti stessi.
  Tale  durata  non  potra'  in  nessun caso superare i cinque anni a
partire dalla data di entrata in vigore della legge.
  I  contratti  collettivi  di lavoro possono determinare altresi' la
percentuale   massima   degli   apprendisti  che  l'imprenditore  non
artigiano  ha facolta' di assumere in relazione al numero complessivo
dei lavoratori qualificati e specializzati occupati nell'impresa.
 
	        
	      
                              Art. 13.

  Compiuto  il  periodo  di  prova,  di  cui  all'art. 9 della legge,
l'assunzione dell'apprendista diviene definitiva.
  I     contratti    collettivi    possono    consentire    l'esonero
dall'effettuazione  del  periodo  di  prova,  o  la riduzione di tale
periodo,  per quegli apprendisti che, precedentemente all'assunzione,
abbiano frequentato con profitto corsi professionali.
 
	        
	      
                              Art. 14.

  La durata dell'orario di lavoro degli apprendisti non puo' eccedere
le  8  ore  giornaliere  e  le  44 settimanali, salvo quanto previsto
dall'art.  3  del  regio  decreto-legge 15 marzo 1923, n. 692, per le
occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo.
  Per  tali  occupazioni  i  contratti  collettivi  possono prevedere
limitazioni di orario per le prestazioni di lavora degli apprendisti.
 
	        
	      
                              Art. 15.

  Le   aziende  industriali  o  commerciali,  nell'esporre  ai  sensi
dell'art.  12  del regio decreto 10 settembre 1923, n. 1955, l'orario
di  lavoro  degli  apprendisti,  debbono  indicare  le  ore destinate
all'addestramento  pratico  nonche'  il  numero  di  quelle  dedicate
all'insegnamento complementare anche se effettuato fuori azienda.
 
	        
	      
                              Art. 16.

  L'esclusione   degli  imprenditori  artigiani  dal  versamento  dei
contributi  per  le  assicurazioni  sociali, di cui all'art. 22 della
legge, non esime gli stessi dall'obbligo di apporre sui libri di paga
e  di matricola le annotazioni e registrazioni prescritte dalle leggi
vigenti per ciascun apprendista dipendente.
 
	        
	      
                              Art. 17.

  Le    ore   nelle   quali   l'apprendista   riceve   l'insegnamento
complementare  sono considerate come ore di lavoro effettivo ai sensi
dell'art.  3  del  regio  decreto-legge  15  marzo  1923,  n.  692; e
computate a tutti gli effetti nell'orario di lavoro.
 
	        
	      
                              Art. 18.

  Durante  la  frequenza  dei  corsi  di  insegnamento  complementare
l'apprendista  non  puo',  di  massima,  fruire  delle  ferie annuali
retribuite, che debbono essere concesse al termine di ciascun corso.
  La  durata  delle ferie, che normalmente ha carattere continuativo,
puo'  essere,  per  esigenze  produttive  dell'azienda o su richiesta
dell'apprendista, frazionata in due periodi.
 
	        
	      
                              Art. 19.

  In  mancanza  di  contratti  collettivi  che,  in campo nazionale o
locale,   per   settori   generali   o   per  particolari  categorie,
disciplinano  la misura della retribuzione spettante all'apprendista,
questa e' determinata ai sensi dell'art. 2099 del Codice civile.
 
	        
	      
                              Art. 20.

  Gli  apprendisti  hanno  l'obbligo  di frequentare con assiduita' e
diligenza  il  corso  al  quale  sono  stati  avviati, di comportarsi
correttamente e di obbedire agli istruttori preposti all'insegnamento
complementare.
  Gli   istruttori   comunicano  quindicinalmente  agli  imprenditori
interessati  le  giornate  e  le  ore  di  assenza  di ciascuno degli
apprendisti.
 
	        
	      
                              Art. 21.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133))
 
	        
	      
                              Art. 22.

  In  conformita' alle norme di cui agli articoli 10 e 11 della legge
26  aprile  1934,  n.  653, sulla tutela del lavoro delle donne e dei
fanciulli,  ed  alle disposizioni contenute nell'art. 11 della legge,
l'apprendista  non deve essere sottoposto a lavori superiori alle sue
forze fisiche o a lavori di manovalanza.
  Non  sono  considerati  lavori di manovalanza quelli attinenti alla
lavorazione   nella   quale  l'addestramento  si  effettua  in  aiuto
all'operaio   qualificato   o   specializzato,  sotto  la  cui  guida
l'apprendista e' addestrato, quelli di riordino del posto di lavoro e
quelli   relativi   a  mansioni  normalmente  affidate  a  fattorino,
sempreche'  l'esplicazione di queste attivita' non diventi prevalente
ed   in   ogni   caso  rilevante  in  rapporto  ai  compiti  affidati
all'apprendista stesso.
 
	        
	      
                              Art. 23.

  I  periodi  di  tempo  durante  i  quali  l'apprendista puo' essere
adibito,  per necessita' tecniche inerenti all'addestramento pratico,
a lavorazioni retribuite a cottimo, a incentivo, ovvero a lavorazioni
in  serie,  sono  determinati  dai  contratti collettivi di lavoro di
categoria.
  Il  datore  di lavoro ha l'obbligo di dare preventiva comunicazione
all'Ispettorato  del  lavoro  competente  per  territorio del periodo
durante  il  quale  intende  adibire  l'apprendista  alle lavorazioni
suddette.  In  mancanza  di  apposita  norma di contratto collettivo,
l'Ispettorato del lavoro puo' limitare l'impiego degli apprendisti in
tali  lavorazioni  quando  la  durata  del  suddetto  periodo risulti
eccessiva rispetto alle necessita' dell'addestramento.
 
	        
	      
                              Art. 24.

  I  datori  di  lavoro,  compresi  gli  artigiani,  entro il termine
previsto   dai   contratti  collettivi  e,  comunque,  non  oltre  il
quinquennio,    attribuiscono    agli    apprendisti   la   qualifica
professionale di cui all'art. 18 della legge, previa effettuazione di
prove di idoneita'.
  Le modalita' di esecuzione delle prove sono stabilite dai contratti
collettivi, o, in mancanza, dall'Ispettorato del lavoro.
  ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133)).
 
	        
	      
                              Art. 25.

  Gli  apprendisti,  ai  quali non sia stata attribuita dal datore di
lavoro  la  qualifica professionale, sono ammessi a sostenere, a loro
richiesta,  prove  finali  di  idoneita'.  Le  prove sono indette dal
competente   Ufficio   provinciale   del   lavoro   e  della  massima
occupazione,   che   ne   stabilisce   la  data  e  la  localita'  di
effettuazione, con le modalita' stabilite dai contratti collettivi o,
in mancanza, dall'Ispettorato del lavoro.
  La  Commissione  giudicatrice,  composta  da  due esperti designati
dalla Commissione provinciale per il collocamento, di cui all'art. 25
della  legge  29 aprile 1949, n. 264, e da un esperto designato dalla
competente  autorita'  scolastica,  e' presieduta da un ispettore del
lavoro  o  da  altro  esperto delegato dal competente Ispettorato del
lavoro.
 
	        
	      
TITOLO QUARTO
Previdenza e assistenza
                              Art. 26.

  Le  forme  di  previdenza  e  assistenza  sociale, applicabili agli
apprendisti ed elencate nell'art. 21 della legge, sono quelle gestite
con carattere di generalita' dall'Istituto nazionale della previdenza
sociale,  dall'istituto  nazionale  per  l'assicurazione  contro  gli
infortuni  sul  lavoro,  dalle  Casse  marittime  per l'assicurazione
contro   gli   infortuni   e  le  malattie  della  gente  di  mare  e
dall'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione contro le malattie, ai
quali gli apprendisti sono iscritti anche se appartenenti a categorie
di  lavoratori per i quali esistono fondi speciali di previdenza o e'
prevista  l'iscrizione  ad  altri  Istituti  o  enti  previdenziali o
assistenziali.
  Resta  ferma, per quanto concerne la Regione Trentino - Alto Adige,
l'iscrizione  degli  apprendisti  alle  Casse  mutue  provinciali  di
malattia di Trento e Bolzano, istituite con legge regionale 20 agosto
1954, n. 25.
 
	        
	      
                              Art. 27.

  Le  forme  di  previdenza  e assistenza sociale obbligatorie estese
agli apprendisti si applicano per tutta la durata dell'apprendistato.
 
	        
	      
                              Art. 28.

  Ai  fini del rilascio del documento di iscrizione degli apprendisti
non    artigiani,    valevole    per    ottenere    le    prestazioni
dell'assicurazione contro le malattie, i datori di lavoro sono tenuti
a  denunciare  direttamente  all'Istituto  gestore dell'assicurazione
obbligatoria  contro le malattie, competente ai sensi dell'art. 26, i
nominativi  degli  apprendisti  assunti,  entro  il  termine di dieci
giorni dall'assunzione.
  Lo  stesso termine deve essere osservato per la comunicazione della
cessazione del rapporto di apprendistato.
 
	        
	      
                              Art. 29.

  Per  quanto  non disposto dal presente regolamento si applicano per
le  assicurazioni  sociali  agli  apprendisti  le norme regolamentari
previste  per  le  diverse  forme di previdenza e assistenza sociale,
alle  quali  gli  stessi  sono  soggetti  ai sensi dell'art. 21 della
legge.
 
	        
	      
TITOLO QUINTO
Insegnamento complementare
                              Art. 30.

  L'insegnamento   complementare   si   effettua  in  appositi  corsi
organizzati  per  categorie professionali e per gradi di preparazione
scolastica degli ammittendi.
  L'insegnamento  complementare  e'  gratuito  e,  salve le esenzioni
stabilite  nell'articolo  seguente,  e'  obbligatorio  per il periodo
necessario  allo  svolgimento dei programmi di cui al successivo art.
33.
 
	        
	      
                              Art. 31.

  Possono  essere esonerati dall'obbligo della frequenza dei corsi di
insegnamento  complementare coloro che hanno conseguito la licenza di
istituto  professionale o di scuola tecnica nel settore professionale
corrispondente a quello prescelto per l'acquisizione della qualifica.
  Possono,  altresi', essere esonerati, ai sensi degli articoli 254 e
270  del  regolamento  per l'esecuzione del Codice della navigazione,
approvato  con  decreto  del  Presidente della Repubblica 15 febbraio
1952,  n.  328,  coloro i quali sono in possesso della licenza di uno
degli  istituti  medi  di  educazione marinara, indicati dal Ministro
perla  pubblica  istruzione,  di  concerto col Ministro per la marina
mercantile.
  Analogamente  possono  essere  esonerati  coloro  che,  essendo  in
possesso di licenza di scuola secondaria di avviamento professionale,
hanno  frequentato,  superando  la relativa prova finale, un corso di
addestramento  nel  settore  professionale  corrispondente  a  quello
prescelto  per  l'acquisizione  della qualifica ed istituito ai sensi
della  legge  29  aprile  1949,  n.  264,  e successive variazioni ed
integrazioni.
  L'esonero  ha  luogo  a  seguito  di richiesta scritta, fatta dagli
interessati all'Ufficio di collocamento competente, all'atto del loro
avviamento al lavoro.
  L'Ufficio  di  collocamento ha facolta' di richiedere la esibizione
delle certificazioni relative.
  Le  ore  destinate  all'insegnamento  complementare,  dal quale gli
apprendisti sono stati esonerati, vengono utilizzate nell'impresa per
l'addestramento pratico.
 
	        
	      
                              Art. 32.

  L'insegnamento  complementare per gli apprendisti, che non hanno la
licenza  elementare superiore, e' integrato con nozioni elementari di
cultura generale e di educazione civica.
 
	        
	      
                              Art. 33.

  I programmi relativi ai corsi di insegnamento complementare possono
prevedere,  in relazione alla durata dell'apprendistato stabilita per
le  varie  categorie professionali, l'effettuazione di uno, ovvero di
piu' corsi.
 
	        
	      
                              Art. 34.

  Fino  a quando il corso di insegnamento complementare non sia stato
istituito, e nell'intervallo tra un corso e quello successivo, le ore
destinate all'insegnamento complementare sono utilizzate nell'impresa
per l'addestramento pratico.
  L'intervallo tra un corso e quello successivo non puo' in ogni caso
superare i sei mesi.
 
	        
	      
                              Art. 35.

  Per  ogni corso e' consentita, di massima, la partecipazione di non
piu' di trenta, apprendisti.
  Gli  Uffici  provinciali  del  lavoro  e della massima occupazione,
territorialmente    competenti,    hanno   facolta'   di   consentire
l'istituzione  di  corsi  misti  nelle localita' ove non e' possibile
l'istituzione  di  corsi  omogenei  per  l'esiguita' del numero degli
apprendisti esistenti.
 
	        
	      
                              Art. 36.

  Gli  imprenditori, che abbiano apprendisti alle proprie dipendenze,
formulano, di intesa con i rappresentanti dei lavoratori interessati,
le  proposte  relative  ai  corsi  di insegnamento complementare, che
possono essere effettuati nell'azienda.
  Le  aziende,  anche  artigiane,  di intesa con i rappresentanti dei
lavoratori interessati, possono territorialmente consorziarsi al fine
di   promuovere   l'istituzione   di  comuni  corsi  di  insegnamento
complementare  per gli apprendisti delle varie categorie alle proprie
dipendenze.
  Le  proposte  di  istituzione  dei corsi di cui ai commi precedenti
sono  presentate,  entro  il  31  maggio di ciascun anno, agli Uffici
provinciali  del  lavoro  e  della massima occupazione competenti per
territorio.
  Per  gli apprendisti alle dipendenze di aziende che non organizzano
corsi  di  insegnamento  complementare,  gli  Uffici  provinciali del
lavoro  e della massima occupazione invitano le autorita' scolastiche
locali   e   gli  enti  istituzionalmente  preposti  alla  formazione
professionale dei lavoratori a presentare le proposte relative.
 
	        
	      
                              Art. 37.

  Gli  Uffici  provinciali del lavoro e della massima occupazione, in
relazione   ai   corsi  di  insegnamento  complementare  aziendali  o
interaziendali  e  a quelli effettuarsi dalle scuole di Stato e dagli
enti  istituzionalmente  preposti  alla  formazione professionale dei
lavoratori,  predispongono  il piano annuale provinciale dei corsi di
insegnamento complementare e lo inoltrano, entro il 30 giugno di ogni
anno,  al  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  per
l'approvazione.
  Per  le  Regioni  a  statuto  speciale  i  piani  provinciali  sono
inoltrati  al  Ministero del lavoro e della previdenza sociale a cura
degli  Uffici  provinciali  del  lavoro  e della massima occupazione,
sentito il competente organo regionale.
 
	        
	      
                              Art. 38.

  Gli  Uffici  provinciali  del  lavoro  e della massima occupazione,
territorialmente  competenti,  entro  il mese successivo a quello nel
quale  e'  stata  disposta  l'approvazione, stabiliscono, sentiti gli
imprenditori  interessati  e  gli organizzatori dei corsi, la data di
inizio, nonche' il diario settimanale di ciascun corso.
  Fermo  restando  il limite di orario giornaliero previsto dall'art.
10 della legge, puo' essere consentito che, in relazione a comprovate
esigenze,  l'insegnamento complementare si effettui in ore diverse da
quelle destinate alla normale attivita'.
 
	        
	      
                              Art. 39.

  Gli apprendisti sono avviati ai corsi di insegnamento complementare
dall'inizio dell'attivita' dei corsi stessi.
  Qualora l'assunzione al lavoro abbia avuto luogo in data posteriore
al  primo  mese  di  attivita'  dei  corsi, l'Ufficio provinciale del
lavoro e della massima occupazione, territorialmente competente, puo'
disporre  l'avviamento  ai  corsi,  previa  valutazione, da parte del
personale  preposto  ai  corsi  stessi,  delle  cognizioni teoriche e
professionali degli interessati.
 
	        
	      
                              Art. 40.

  Nel  caso  di risoluzione del rapporto di lavoro l'apprendista puo'
non  interrompere  la partecipazione al corso annuale di insegnamento
complementare,  al quale sia stato avviato, sempreche' tale corso non
si  svolga  a  cura  dell'impresa  che  ha operato la risoluzione del
rapporto di lavoro.
 
	        
	      
                              Art. 41.

  La  vigilanza  sull'insegnamento  complementare  degli  apprendisti
spetta  al  Ministero  del  lavoro e della previdenza sociale, che la
esercita per mezzo dell'Ispettorato del lavoro.
  Le  ispezioni  ordinarie,  da  effettuarsi  presso le sedi in cui i
corsi si svolgono, hanno luogo almeno ogni sei mesi.
 
	        
	      
TITOLO SESTO
Finanziamento dei corsi e sovvenzionamento dei centri di orientamento
professionale
                              Art. 42.

  Gli  enti che organizzano i corsi di insegnamento complementare, ai
sensi  dell'ultimo  comma  dell'art.  36  del  presente  regolamento,
possono  ottenere  il relativo finanziamento sulla gestione speciale,
di  cui  all'art.  20  della  legge,  istituita  in seno al Fondo per
l'addestramento  professionale  dei  lavoratori,  di  cui all'art. 62
della  legge  29  aprile  1949,  n.  264,  e successive variazioni ed
integrazioni.
  I  centri  di orientamento professionale riconosciuti dal Ministero
del  lavoro  e  della  previdenza  sociale possono ottenere, a carico
della   gestione   speciale   di   cui   al   comma   precedente,  un
sovvenzionamento  annuale in relazione agli esami psicofisiologici di
cui all'art. 5 della legge e 10 del presente regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 43.

  Ai  finanziamenti  ed  ai  sovvenzionamenti di cui all'ultimo comma
dell'art.  20  della  legge si provvede mediante decreto del Ministro
per il lavoro e la previdenza sociale.

  Il  presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserto
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

  Dato a Roma, addi' 30 dicembre 1956

                               GRONCHI

                                                    SEGNI - VIGORELLI

Visto, il Guardasigilli: MORO
  Registrato alla Corte dei conti, addi' 13 marzo 1957
  Atti del Governo, registro n. 104, foglio n. 113. - CARLOMAGNO
 
	        
	      
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