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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 giugno 1965 , n. 1124

Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

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TITOLO I
L'ASSICURAZIONE INFORTUNI MALATTIE PROFESSIONALI NELL'INDUSTRIA

Capo I
Attivita' protette
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visto l'art. 87, comma quinto, della Costituzione;
  Visto  l'art.  30  della  legge 19 gennaio 1963, n. 15, concernente
delega  al  Governo  per  il coordinamento in unico testo legislativo
delle  norme sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul
lavoro e le malattie professionali;
  Visto l'articolo unico della legge 11 marzo 1965, n. 158;
  Udito  il  parere della Commissione parlamentare di cui all'art. 30
della legge 19 gennaio 1963, n. 15;
  Sentito il Consiglio dei Ministri;
  Sulla  proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale,
di  concerto  con  i  Ministri  per  la  grazia  e  giustizia, per il
bilancio, per il tesoro, per l'agricoltura e foreste, per l'industria
e commercio e per la sanita';

                              Decreta:
                               Art. 1.

  E'  obbligatoria  l'assicurazione  contro  gli infortuni sul lavoro
delle  persone  le  quali,  nelle  condizioni  previste  dal presente
titolo, siano addette a macchine mosse non direttamente dalla persona
che  ne  usa,  ad  apparecchi  a  pressione, ad apparecchi e impianti
elettrici  o  termici,  nonche'  delle  persone  comunque occupate in
opifici,  laboratori  o  in  ambienti organizzati per lavori, opere o
servizi,  i quali comportino l'impiego di tali macchine, apparecchi o
impianti.
  L'obbligo  dell'assicurazione  ricorre altresi' quando le macchine,
gli  apparecchi  o  gli  impianti  di  cui  al precedente comma siano
adoperati  anche  in  via  transitoria  o non servano direttamente ad
operazioni  attinenti  all'esercizio dell'industria che forma oggetto
di  detti  opifici  o  ambienti, ovvero siano adoperati dal personale
comunque  addetto  alla  vendita,  per prova, presentazione pratica o
esperimento.
  L'assicurazione  e' inoltre obbligatoria anche quando non ricorrano
le  ipotesi  di  cui  ai  commi  precedenti per le persone che, nelle
condizioni previste dal presente titolo, siano addette ai lavori:
    1)  di  costruzione,  manutenzione,  riparazione,  demolizione di
opere edili, comprese le stradali, le idrauliche e le opere pubbliche
in  genere; di rifinitura, pulitura, ornamento, riassetto delle opere
stesse,  di formazione di elementi prefabbricati per la realizzazione
di  opere  edili,  nonche'  ai lavori, sulle strade, di innaffiatura,
spalatura della neve, potatura degli alberi e diserbo;
    2)  di  messa in opera, manutenzione, riparazione, modificazione,
rimozione  degli  impianti  all'interno  o all'esterno di edifici, di
smontaggio,  montaggio,  manutenzione,  riparazione,  collaudo  delle
macchine, degli apparecchi, degli impianti di cui al primo comma;
    3)  di  esecuzione,  manutenzione o esercizio di opere o impianti
per  la  bonifica  o  il miglioramento fondiario, per la sistemazione
delle frane e dei bacini montani, per la regolazione o la derivazione
di  sorgenti,  corsi  o  deflussi  d'acqua,  compresi,  nei lavori di
manutenzione, il diserbo dei canali e il drenaggio in galleria;
    4)  di  scavo  a  cielo  aperto  o  in  sotterraneo;  a lavori di
qualsiasi genere eseguiti con uso di mine;
    5)   di   costruzione,  manutenzione,  riparazione  di  ferrovie,
tramvie, filovie, teleferiche e funivie o al loro esercizio;
    6)   di   produzione   o   estrazione,   di   trasformazione,  di
approvvigionamento,    di    distribuzione   del   gas,   dell'acqua,
dell'energia,   elettrica,  compresi  quelli  relativi  alle  aziende
telegrafiche e radiotelegrafiche, telefoniche e radiotelefoniche e di
televisione; di costruzione, riparazione, manutenzione e rimozione di
linee  e  condotte;  di  collocamento,  riparazione  e  rimozione  di
parafulmini;
    7)  di trasporto per via terrestre, quando si faccia uso di mezzi
meccanici o animali;
    8) per l'esercizio di magazzini di deposito di merci o materiali;
    9) per l'esercizio di rimesse per la custodia di veicoli
terrestri,  nautici o aerei, nonche' di posteggio anche all'aperto di
mezzi meccanici;
   10) di carico o scarico;
   11)  della  navigazione  marittima, lagunare, lacuale, fluviale ed
aerea,  eccettuato  il  personale  di  cui  all'articolo 34 del regio
decreto-legge  20  agosto  1923,  n.  2207,  concernente norme per la
navigazione aerea, convertito nella legge 31 gennaio 1926, n. 753;
   12)  della  pesca esercitata con navi o con galleggianti, compresa
la pesca comunque esercitata delle spugne, dei coralli, delle perle e
del   tonno;   della   vallicoltura,   della   mitilicoltura,   della
ostricoltura;
   13)  di produzione, trattamento, impiego o trasporto di sostanze o
di  prodotti esplosivi, esplodenti, infiammabili, tossici, corrosivi,
caustici,  radioattivi,  nonche'  ai lavori relativi all'esercizio di
aziende  destinate a deposito e vendita di dette sostanze o prodotti;
sono  considerate  materie  infiammabili quelle sostanze che hanno un
punto  di  infiammabilita'  inferiore  a  125°  C  e, in ogni caso, i
petroli  greggi,  gli  olii  minerali  bianchi  e  gli  olii minerali
lubrificanti;
   14) di taglio, riduzione di piante, di trasporto o getto di esse;
   15)  degli  stabilimenti  metallurgici  e  meccanici,  comprese le
fonderie;
   16) delle concerie;
   17) delle vetrerie e delle fabbriche di ceramiche;
   18)   delle  miniere,  cave  e  torbiere  e  saline,  compresi  il
trattamento  e  la  lavorazione  delle  materie  estratte,  anche  se
effettuati in luogo di deposito;
   19)  di  produzione  del  cemento,  della  calce,  del gesso e dei
laterizi;
   20)  di  costruzione,  demolizione, riparazione di navi o natanti,
nonche' ad operazioni di recupero di essi o del loro carico;
   21) dei pubblici macelli o delle macellerie;
   22) per l'estinzione di incendi, eccettuato Il personale del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco;
   23) per il servizio di salvataggio;
   24)  per  il  servizio  di  vigilanza privata, comprese le guardie
giurate addette alla sorveglianza delle riserve di caccia e pesca;
   25) per il servizio di nettezza urbana;
   26)  per  l'allevamento,  riproduzione  e  custodia degli animali,
compresi i lavori nei giardini zoologici e negli acquari;
   27)  per  l'allestimento,  la  prova  o  l'esecuzione  di pubblici
spettacoli,   per   l'allestimento   o   l'esercizio  dei  parchi  di
divertimento,  escluse  le  persone  addette  ai  servizi di sala dei
locali   cinematografici   e  teatrali  28)  per  lo  svolgimento  di
esperienze  ed  esercitazioni  pratiche  nei  casi  di  cui  al n. 5)
dell'art. 4.(31)
  Sono  considerati  come  addetti  a macchine, apparecchi o impianti
tutti  coloro che compiono funzioni in dipendenza e per effetto delle
quali  sono  esposti  al pericolo di infortunio direttamente prodotto
dalle maschine, apparecchi o impianti suddetti.
  Sono  pure  considerate addette ai lavori di cui al primo comma del
presente  articolo le persone le quali, nelle condizioni previste dal
presente  titolo,  sono  comunque  occupate  dal  datore di lavoro in
lavori  complementari  o  sussidiari, anche quando lavorino in locali
diversi  e  separati  da  quelli  in  cui  si  svolge  la lavorazione
principale.
  Sono  altresi' considerate addette ai lavori di cui ai numeri da 1)
a  28)  del  presente  articolo le persone le quali, nelle condizioni
previste  dall'art.  4,  sono  comunque occupate dal datore di lavoro
anche in lavori complementari o sussidiari.
  L'obbligo  dell'assicurazione  di  cui  al  presente  articolo  non
sussiste soltanto nel caso di attivita' lavorativa diretta unicamente
a  scopo  domestico, salvo per i lavoratori appositamente assunti per
la conduzione di automezzi ad uso familiare o privato.
  Non  rientrano  nell'assicurazione del presente titolo le attivita'
di  cui  al  presente  articolo quando siano svolte dall'imprenditore
agricolo  per conto e nell'interesse di aziende agricole o forestali,
anche  se  i lavori siano eseguiti con l'impiego di macchine mosse da
agente  inanimato,  ovvero non direttamente dalla persona che ne usa,
le  quali ricadono in quelle tutelate dal titolo secondo del presente
decreto.(14)(19)(29)((54))
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AGGIORNAMENTO (14)
  La  Corte Costituzionale con sentenza 25 marzo-7 aprile 1981 n. 55(
in  G.U.  1a  s.s.  15/04/1981 n. 105) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "dell'art. 1 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (t.u.
delle   disposizioni  per  l'assicurazione  obbligatoria  contro  gli
infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie  professionali)  in relazione
all'art.  4  n.  1  dello  stesso testo unico, nella parte in cui non
comprende  nelle  previsioni,  di  cui  al  terzo  comma  dell'art. 1
medesimo,  le persone che siano comunque addette, in rapporto diretto
con il pubblico, a servizio di cassa presso imprese, i cui dipendenti
sono soggetti all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul
lavoro  e  le  malattie  professionali,  cosi'  come disciplinata dal
titolo primo del testo unico."
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AGGIORNAMENTO (19)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 19 - 30 dicembre 1985 n. 369
(in  G.U.  1a  s.s.  08/01/1986  n. 1) ha dichiarato l'illegittimita'
Costituzionale  "degli  artt.  1  e  4 d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124
("testo  unico  delle  disposizioni  per l'assicurazione obbligatoria
contro  gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali"), nelle
parti in cui non prevedono le assicurazioni obbligatorie a favore del
lavoratore  italiano  operante  all'estero alle dipendenze di impresa
italiana."
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AGGIORNAMENTO (29)
  La Corte Costituzionale con sentenza 7 - 26 luglio 1988 n. 880 ( in
G.U.  1a  s.s.  03/08/1988  n.  31)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  "degli artt. 1 e 4 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124
(Testo  unico  delle  disposizioni  per  l'assicurazione obbligatoria
contro  gli  infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nella
parte  in  cui  non  prevedono  l'assicurazione obbligatoria a favore
degli artigiani italiani che lavorano all'estero."
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AGGIORNAMENTO (31)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 8 - 21 marzo 1989 n. 137 (in
G.U.  1a  s.s.  29/03/1989  n.  13)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  "dell'art.  1,  terzo comma, numero 27, del d.P.R. 30
giugno  1965,  n.  1124  (T.U. delle disposizioni per l'assicurazione
obbligatoria   contro   gli   infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie
professionali),  in  relazione  all'art.  4,  numero  1, dello stesso
d.P.R.,  nella  parte  in  cui  non comprende tra le persone soggette
all'assicurazione  obbligatoria  i  ballerini  e i tersicorei addetti
all'allestimento,   alla   prova   o   all'esecuzione   di   pubblici
spettacoli."
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AGGIORNAMENTO (54)
  Il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito con modificazioni dalla
L.  23  aprile  2009,  n. 38 ha disposto (con l'art. 12-bis) che "Gli
articoli 1 e 4 del testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica  30 giugno 1965, n. 1124, si interpretano nel senso che le
disposizioni  ivi contenute non si applicano al personale delle Forze
di  polizia  e  delle  Forze  armate,  che rimangono disciplinate dai
rispettivi ordinamenti, fino al complessivo riordino della materia. "
 
	        
	      
Capo II
Oggetto dell'assicurazione
                               Art. 2.

  L'assicurazione  comprende  tutti i casi di infortunio avvenuti per
causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o
un'inabilita'  permanente  al  lavoro,  assoluta  o  parziale, ovvero
un'inabilita' temporanea assoluta che importi l'astensione dal lavoro
per piu' di tre giorni.
  Agli  effetti  del  presente decreto, e' considerata infortunio sul
lavoro l'infezione carbonchiosa. Non e' invece compreso tra i casi di
infortunio   sul  lavoro  l'evento  dannoso  derivante  da  infezione
malarica, il quale e' regolato da disposizioni speciali.(23)
  ((Salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l'assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha piu' rapporti di lavoro e, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti. L'interruzione e la deviazione si intendono necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all'adempimento di obblighi penalmente rilevanti. L'assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purche' necessitato. Restano, in questo caso, esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall'abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall'uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni; l'assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida.))
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AGGIORNAMENTO (23)
  La  Corte Costituzionale con sentenza del 4 - 17 giugno 1987 n. 226
(in  G.U.  1a  s.s.  24.06.1987 n. 26) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "dell'articolo  2  del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124
("Testo  unico  delle  disposizioni  per  l'assicurazione  contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali") nella parte in cui
non  comprende  tra  i casi di infortunio sul lavoro l'evento dannoso
derivante da infezione malarica, regolato da disposizioni speciali".
 
	        
	      
                               Art. 3.

  L'assicurazione   e'   altresi'   obbligatoria   per   le  malattie
professionali  indicate  nella  tabella allegato n. 4, le quali siano
contratte  nell'esercizio  e  a  causa  delle lavorazioni specificate
nella  tabella  stessa  ed  in  quanto tali lavorazioni rientrino fra
quelle   previste  nell'art.  1.  La  tabella  predetta  puo'  essere
modificata o integrata con decreto del Presidente della Repubblica su
proposta  del  Ministro  per  il  lavoro  e la previdenza sociale, di
concerto  con  il  Ministro per la sanita', sentite le organizzazioni
sindacali nazionali di categoria maggiormente rappresentative.((27))
  Per  le  malattie  professionali, in quanto nel presente titolo non
siano   stabilite   disposizioni   speciali,   si   applicano  quelle
concernenti gli infortuni.
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AGGIORNAMENTO (27)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza del 10 - 18 febbraio 1988 n.
179 (in G.U. 1 a s.s. 24.02.1988 n. 8) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "in  riferimento  all'art.  38, comma secondo, Cost.,
dell'art.  3,  comma primo, del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (testo
unico   delle   leggi   sull'assicurazione  obbligatoria  contro  gli
infortuni  e  le  malattie  professionali),  nella  parte  in cui non
prevede   che   "l'assicurazione  contro  le  malattie  professionali
nell'industria  e'  obbligatoria anche per malattie diverse da quelle
comprese  nelle  tabelle  allegate concernenti le dette malattie e da
quelle causate da una lavorazione specificata o da un agente patogeno
indicato  nelle  tabelle  stesse, purche' si tratti di malattie delle
quali sia comunque provata la causa di lavoro"
 
	        
	      
Capo III
Persone assicurate
                               Art. 4.

  Sono compresi nell'assicurazione:

    1)  coloro  che  in  modo  permanente  o avventizio prestano alle
dipendenze  e  sotto  la  direzione  altrui opera manuale retribuita,
qualunque sia la forma di retribuzione;
    2) coloro che, trovandosi nelle condizioni di cui al precedente a
1),  anche  senza partecipare materialmente al lavoro, sovraintendono
al lavoro di altri;
    3)  gli  artigiani, che prestano abitualmente opera manuale nelle
rispettive imprese;
    4) gli apprendisti, quali sono considerati dalla legge;
    5)  gli  insegnanti  e  gli  alunni  delle  scuole  o istituti di
istruzione  di qualsiasi ordine e grado, anche privati, che attendano
ad  esperienze  tecnico-scientifiche od esercitazioni pratiche, o che
svolgano  esercitazioni  di  lavoro; gli istruttori e gli allievi dei
corsi   di  qualificazione  o  riqualificazione  professionale  o  di
addestramento  professionale  anche aziendali, o dei cantieri scuola,
comunque  istituiti o gestiti, nonche' i preparatori, gli inservienti
e  gli addetti alle esperienze ed esercitazioni tecnico-pratiche o di
lavoro;
    6)  il  coniuge,  i  figli,  anche naturali o adottivi, gli altri
parenti,  gli  affini,  gli  affiliati  e  gli affidati del datore di
lavoro  che  prestano con o senza retribuzione alle di lui dipendenze
opera  manuale,  ed  anche  non  manuale  alle  condizioni  di cui al
precedente n. 2";(24)
    7)  i  soci  delle  cooperative e di ogni altro tipo di societa',
anche  di  fatto,  comunque  denominata,  costituita od esercitata, i
quali  prestino  opera manuale, oppure non manuale alle condizioni di
cui al precedente n. 2);
    8)  i  ricoverati  in  case  di  cura, in ospizi, in ospedali, in
istituti  di assistenza e beneficenza quando, per il servizio interno
degli  istituti  o  per attivita' occupazionale, siano addetti ad uno
dei  lavori  indicati  nell'art.  1,  nonche'  i  loro  istruttori  o
sovraintendenti nelle attivita' stesse;
    9)  I  detenuti in Istituti o in stabilimenti di prevenzione o di
pena,  quando, per il servizio interno degli istituti o stabilimenti,
o  per  attivita'  occupazionale,  siano  addetti  ad  uno dei lavori
indicati nell'art. 1, nonche' i loro istruttori sovraintendenti delle
attivita' stesse.
  Per  i  lavoratori  a  domicilio si applicano le disposizioni della
legge  13 marzo 1958, n. 264, e del regolamento approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1959, n. 1289.
  Tra  le  persone assicurate sono compresi i commessi viaggiatori, i
piazzisti e gli agenti delle imposte di consumo che, pur vincolati da
rapporto  impiegatizio,  per  l'esercizio  delle  proprie mansioni si
avvalgano  non  in  via  occasionale  di  veicoli  a  motore  da essi
personalmente condotti.
  Sono  anche  compresi  i  sacerdoti, i religiosi e le religiose che
prestino   opera   retribuita  manuale,  o  anche  non  manuale  alle
condizioni  di  cui  al  precedente  n.  2), alle dipendenze di terzi
diversi   dagli  enti  ecclesiastici  e  dalle  associazioni  e  case
religiose  di cui all'art. 29, lettere a) e b), del Concordato tra la
Santa  Sede  e  l'Italia,  anche se le modalita' delle prestazioni di
lavoro  siano  pattuite direttamente tra il datore di lavoro e l'ente
cui  appartengono le religiose o i religiosi o 1 sacerdoti occupati e
se  la  remunerazione delle prestazioni stesse sia versata dal datore
di lavoro all'ente predetto.
  Per  quanto  riguarda  la  navigazione  e  la  pesca, sono compresi
nell'assicurazione i componenti dell'equipaggio, comunque retribuiti,
delle   navi   o   galleggianti   anche   su   eserciti  a  scopo  di
diporto.(19)(29)(38)(51)((54))
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AGGIORNAMENTO (19)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 19 - 30 dicembre 1985 n. 369
(in  G.U.  1a  s.s.  08/01/1986  n. 1) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "degli  artt.  1  e  4 d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124
("testo  unico  delle  disposizioni  per l'assicurazione obbligatoria
contro  gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali"), nelle
parti in cui non prevedono le assicurazioni obbligatorie a favore del
lavoratore  italiano  operante  all'estero alle dipendenze di impresa
italiana."
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AGGIORNAMENTO (24)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 25 novembre-10 dicembre 1987
n.   476   (  in  G.U.  1a  s.s.  16/12/1987  n.  53)  ha  dichiarato
l'illegittimita'  costituzionale "dell'art. 4, comma primo, n. 6, del
d.P.R.   30  giugno  1965,  n.  1124  (T.U.  delle  disposizioni  per
l'assicurazione  obbligatoria  contro  gli  infortuni sul lavoro e le
malattie  professionali)  nella  parte  in cui non ricomprende tra le
persone  assicurate  i  familiari  partecipanti all'impresa familiare
indicati  nell'art.  230- bis cod. civ. che prestano opera manuale od
opera a questa assimilata ai sensi del precedente n. 2."
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AGGIORNAMENTO (29)
  La Corte Costituzionale con sentenza 7 - 26 luglio 1988 n. 880 ( in
G.U.  1a  s.s.  03/08/1988  n.  31)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  "degli artt. 1 e 4 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124
(Testo  unico  delle  disposizioni  per  l'assicurazione obbligatoria
contro  gli  infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nella
parte  in  cui  non  prevedono  l'assicurazione obbligatoria a favore
degli artigiani italiani che lavorano all'estero".
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AGGIORNAMENTO (38)
  La Corte Costituzionale con sentenza 2 - 15 luglio 1989 n. 332 ( in
G.U.  1a  s.s.  22/07/1992  n.  31)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale "dell'art. 4 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo
unico  delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nella parte in cui
non prevede tra le persone assicurate gli associati in partecipazione
i quali prestino opera manuale, oppure non manuale alle condizioni di
cui al n. 2 del medesimo art. 4."
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AGGIORNAMENTO (51)
  La Corte Costituzionale con sentenza 6 - 10 maggio 2002 n. 171 ( in
G.U.  1a  s.s.  15/05/2002  n.  19)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  "degli artt. 4 e 9 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124
(Testo  unico  delle  disposizioni  per  l'assicurazione obbligatoria
contro  gli  infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nella
parte   in   cui  non  prevedono,  tra  i  beneficiari  della  tutela
assicurativa  e  tra  gli obbligati, rispettivamente, i lavoratori in
aspettativa   perche'   chiamati   a   ricoprire   cariche  sindacali
(provinciali  e  nazionali)  e  le organizzazioni sindacali per conto
delle quali essi svolgano attivita' previste dall'art. 1 del medesimo
testo unico."
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AGGIORNAMENTO (54)
  Il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito con modificazioni dalla
L.  23  aprile  2009,  n. 38 ha disposto (con l'art. 12-bis) che "Gli
articoli 1 e 4 del testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica  30 giugno 1965, n. 1124, si interpretano nel senso che le
disposizioni  ivi contenute non si applicano al personale delle Forze
di  polizia  e  delle  Forze  armate,  che rimangono disciplinate dai
rispettivi ordinamenti, fino al complessivo riordino della materia. "
 
	        
	      
                               Art. 5.

  Si  considerano  compresi nell'assicurazione agli effetti del n. 1)
dell'art.  4,  coloro  che, prestando la loro opera alle dipendenze e
sotto  la  direzione  altrui,  abbiano, per esigenze lavorative o per
rapporti  di  parentela,  abitazione  nei  locali in cui si svolge il
lavoro.
 
	        
	      
                               Art. 6.

  Le  persone  indicate  nell'ultimo  comma dell'art. 4 hanno diritto
alle prestazioni stabilite nell'art. 66 anche se l'infortunio avviene
durante  il viaggio compiuto per andare a prendere imbarco sulle navi
al  servizio  delle quali sono arruolate o per essere rimpatriate nel
caso  in  cui la dimissione dal ruolo abbia avuto luogo per qualsiasi
motivo  in localita' diversa da quella di arruolamento o da quella in
cui   esse  trovandosi  al  momento  della  chiamata  per  l'imbarco,
sempreche'  nei  viaggio di andata o di ritorno esse non mutino senza
ragione l'itinerario prestabilito.
 
	        
	      
                               Art. 7.

  Agli  effetti  dell'ultimo  comma  dell'art.  4 al considerano come
persone  componenti l'equipaggio della nave tutte quelle regolarmente
iscritte  sul  ruolo  di equipaggio o comunque imbarcate per servizio
della  nave.  I ruoli di equipaggio e gli stati paga di bordo tengono
luogo dei libri di matricola e di paga.
  Per  le navi che non siano muniti di carte di bordo, si considerano
componenti  l'equipaggio le persone Iscritte sulla licenza e tutte le
altre  che  sono indicate nel libri di matricola e di paga prescritti
dall'art.  20  e  che per dette navi il datore di lavoro deve tenere.
Tale  disposizioni deve osservarsi anche per le navi che siano munite
di   carte   di   bordo   limitatamente   alle  persone  di  rinforzo
all'equipaggio  e  a  quelle  adibite  ai servizi speciali durante la
sosta  in  porto.  Dette  persone sono comprese fra quelle assicurate
presso le Casse di cui al n. 1) dell'art. 127 del presente decreto.
  Il  Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con
il   Ministro   per   la   marina   mercantile,   sentito  l'Istituto
assicuratore,   puo'   consentire  deroghe  alla  disposizioni  degli
articoli da 20 a 26 circa la formazione, la tenuta e la conservazione
dei libri di matricola e di paga.
 
	        
	      
                               Art. 8.

  Nel  caso  in  cui l'arruolamento abbia avuto termine per qualsiasi
ragione  in  localita'  diversa da quella dell'iscrizione della nave,
deve  essere,  agli  effetti  dell'articolo  6,  apposta sul ruolo di
equipaggio speciale menzione della cessazione dell'arruolamento e del
motivo di essa.
 
	        
	      
Capo IV
Datori di lavoro
                               Art. 9.

  I  datori  di lavoro soggetti alle disposizioni del presente titolo
sono  le  persone  e gli enti privati o pubblici, compresi lo Stato e
gli   Enti   locali,  che  nell'esercizio  delle  attivita'  previste
dall'art. 1 occupano persone tra quelle indicate nell'art. 4.(35)
  Agli  effetti del presente titolo, sono inoltre, considerati datori
di lavoro:
    le  societa'  cooperative e ogni altro tipo di societa', anche di
fatto,  comunque  denominata,  costituite  totalmente  o  in parte da
prestatori  d'opera,  nei confronti dei propri soci addetti ai lavori
nei modi previsti nel n. 7) dell'art. 4;
    le  compagnie portuali nei confronti dei propri iscritti, adibiti
alle  operazioni  di imbarco, sbarco; trasbordo, deposito e movimento
in  genere  di  merci o di materiali; le carovane di facchini e altri
simili aggregati di lavoratori, nei confronti dei propri componenti;
    gli  armatori  delle  navi  o coloro che sono ritenuti tali dalla
legge,  nei  confronti  degli  addetti  alla navigazione e alla pesca
marittima;
    le societa' concessionarie dei servizi radiotelegrafici di bordo,
nei   confronti   dei   radiotelegrafisti   di   bordo,  non  assunti
direttamente dagli armatori;
    le  scuole  o  gli  istituti  di istruzione di qualsiasi ordine e
grado,  anche privati, gli enti gestori dei corsi di qualificazione o
riqualificazione professionale o di addestramento professionale anche
aziendali  o  di  cantieri  scuola,  nei  confronti delle persone nei
limiti di cui all'art. 4, n. 5);
    le  case  di  cura,  gli  ospizi,  gli  ospedali, gli istituti di
assistenza e beneficenza, nei confronti delle persone e nei limiti di
cui all'art. 4, n. 8);
    gli  istituti  e  gli  stabilimenti di prevenzione e di pena, nei
confronti delle persone e nei limiti di cui all'art. 4, n. 9);
    gli  appaltatori  e  i  concessionari di lavori, opere e servizi,
anche  se  effettuati per conto dello Stato, di Regioni, di Province,
di Comuni o di altri Enti pubblici.
  Sono  considerati  datori  di  lavoro,  nei confronti delle persone
addette all'impiego delle macchine, apparecchi o impianti, coloro che
eserciscono  le  macchine,  gli  apparecchi  o  gli impianti o che li
facciano esercire da loro incaricati.
  I prestatori d'opera occupati in violazione dei divieti posti dalla
legge  23  ottobre  1960,  n.  1369,  da  datori  di lavoro di cui al
presente  articolo, sono considerati i tutti gli effetti del presente
decreto alle dipendenze del datore di lavoro che abbia effettivamente
utilizzato le loro prestazioni.
  L'obbligo  assicurativo  ricorre  per coloro i quali direttamente e
per   proprio   conto   adibiscano  complessivamente,  anche  se  non
contemporaneamente, piu' di tre persone nei lavori previsti dall'art.
1  del  presente  decreto. Si prescinde da tale limite soltanto se si
tratti  di lavori previsti dal primo e secondo comma dell'articolo 1;
di  lavori  di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione di
opere  edili,  nonche' di rifinitura, pulitura, ornamento delle opere
stesse,  eseguiti  con uso di impalcature o di ponti fissi o mobili o
di  scale;  di  scavo  a  cielo aperto o in sotterraneo; di lavori di
qualsiasi  genere  eseguiti con uso di mine; di servizio di vigilanza
privata;  di  allevamento,  riproduzione  e  custodia  di animali; di
allestimento,   prova,   esecuzione   di   pubblici   spettacoli,   o
allestimento ed esercizio di parchi di divertimento.((51))
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AGGIORNAMENTO (35)
  La Corte Costituzionale con sentenza 21 febbraio-2 marzo 1990 n. 98
(in  G.U.  1a  s.s  07.03.1990  n. 10) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "dell'art. 9, primo comma, del d.P.R. 30 giugno 1965,
n.   1124   (Testo   Unico  delle  disposizioni  per  l'assicurazione
obbligatoria   contro   gli   infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie
professionali),  nella  parte  in  cui  non comprende fra i datori di
lavoro  soggetti  all'assicurazione  coloro che occupano persone, fra
quelle  indicate nell'art. 4, in attivita' previste dall'art. 1 dello
stesso d.P.R., anche se esercitate da altri."
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AGGIORNAMENTO (51)
  La Corte Costituzionale con sentenza 6 - 10 maggio 2002 n. 171 ( in
G.U.  1a  s.s.  15.05.2002  n.  19)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  "degli artt. 4 e 9 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124
(Testo  unico  delle  disposizioni  per  l'assicurazione obbligatoria
contro  gli  infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nella
parte   in   cui  non  prevedono,  tra  i  beneficiari  della  tutela
assicurativa  e  tra  gli obbligati, rispettivamente, i lavoratori in
aspettativa   perche'   chiamati   a   ricoprire   cariche  sindacali
(provinciali  e  nazionali)  e  le organizzazioni sindacali per conto
delle quali essi svolgano attivita' previste dall'art. 1 del medesimo
testo unico."
 
	        
	      
                              Art. 10.

  L'assicurazione  a  norma del presente decreto esonera il datore di
lavoro dalla responsabilita' civile per gli infortuni sul lavoro.
  Nonostante  l'assicurazione  predetta  permane  la  responsabilita'
civile  a  carico di coloro che abbiano riportato condanna penale per
il fatto dal quale l'infortunio e' derivato.
  Permane,  altresi',  la responsabilita' civile del datore di lavoro
quando  la  sentenza  penale stabilisca che l'infortunio sia avvenuto
per  fatto imputabile a coloro che egli ha incaricato della direzione
o  sorveglianza  del  lavoro,  se  del fatto di essi debba rispondere
secondo il Codice civile.(1a)
  Le  disposizioni  dei  due commi precedenti non si applicano quando
per  la  punibilita' del fatto dal quale l'infortunio e' derivato sia
necessaria la querela della persona offesa.
  Qualora sia pronunciata sentenza di non doversi procedere per morte
dell'imputato o per amnistia, il giudice civile, in seguito a domanda
degli interessati, proposta entro tre anni dalla sentenza, decide se,
per   il   fatto   che   avrebbe   costituito   reato,   sussista  la
responsabilita'  civile a norma dei commi secondo, terzo e quarto del
presente articolo.(1a)(20)
  Non  si  fa  luogo  a risarcimento qualora il giudice riconosca che
questo  non ascende a somma maggiore dell'indennita' che, per effetto
del  presente  decreto, e' liquidata all'infortunato o ai suoi aventi
diritto.((37))
  Quando si faccia luogo a risarcimento, questo e' dovuto solo per la
parte  che eccede le indennita' liquidate a norma degli articoli 66 e
seguenti.((37))
  Agli  effetti  dei  precedenti  commi  sesto e settimo l'indennita'
d'infortunio  e'  rappresentata  dal  valore  capitale  della rendita
liquidata, calcolato in base alle tabelle di cui all'art. 39.
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AGGIORNAMENTO (1a)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 28 febbraio-9 marzo 1967, n.
22 (in G.U. 1a s.s. 11/03/1967, n. 64) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "dell'art. 10 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, che
approva  il  T.U. delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria
contro  gli  infortuni sul lavoro, limitatamente al comma terzo ed al
comma quinto, nella parte in cui essi riproducono le norme dichiarate
incostituzionali nei limiti di cui sub a) e b)".
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AGGIORNAMENTO (20)
  La Corte Costituzionale con sentenza del 24 - 30 aprile 1986 n. 118
(in  G.U.  1a  s.s.  07.05.1986 n. 20) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "del  comma  quinto  dell'art.  10 d.P.R. n. 1124 del
1965,  nella  parte  in  cui non consente che, ai fini dell'esercizio
dell'azione  da  parte  dell'infortunato, l'accertamento del fatto di
reato possa essere compiuto dal giudice civile anche nel caso in cui,
non  essendo  stata promossa l'azione penale nei confronti del datore
di   lavoro   o  di  un  suo  dipendente,  vi  sia  provvedimento  di
archiviazione;   dichiara  ex  art.  27  legge  n.  87  del  1953  la
illegittimita' costituzionale del comma quinto dell'art. 10 d.P.R. n.
1124  del  1965,  nella  parte  in  cui  non  consente  che,  ai fini
dell'esercizio  dell'azione da parte dell'infortunato, l'accertamento
del fatto di reato possa essere compiuto dal giudice civile anche nel
caso  in  cui  il  procedimento  penale,  nei confronti del datore di
lavoro o di un suo dipendente, si sia concluso con proscioglimento in
sede istruttoria."
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AGGIORNAMENTO (37)
  La Corte Costituzionale con sentenza 18 - 27 dicembre 1991 n. 485 (
in  G.U.  1a  s.s.  04.01.1992  n.  1) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "dell'art.  10,  sesto e settimo comma, del d.P.R. 30
giugno  1965,  n.  1124, nella parte in cui prevede che il lavoratore
infortunato  o i suoi aventi causa hanno diritto, nei confronti delle
persone  civilmente  responsabili per il reato da cui l'infortunio e'
derivato,  al  risarcimento  del  danno  biologico non collegato alla
perdita  o  riduzione  della  capacita' lavorativa generica solo se e
solo  nella  misura  in  cui  il  danno risarcibile, complessivamente
considerato,   superi   l'ammontare   delle   indennita'  corrisposte
dall'I.N.A.I.L.."
 
	        
	      
                              Art. 11.

  L'Istituto  assicuratore  deve  pagare le indennita' anche nel casi
previsti dal precedente articolo, salvo il diritto di regresso per le
somme  pagate  a titolo d'indennita' e per le spese accessorie contro
le   persone   civilmente   responsabili.   La   persona   civilmente
responsabile  deve,  altresi',  versare all'istituto assicuratore una
somma   corrispondente  al  valore  capitale  dell'ulteriore  rendita
dovuta, calcolato in base alle tabelle di cui all'art. 39.((37))
  La  sentenza,  che  accerta  la  responsabilita' civile a norma del
precedente   articolo,   e'   sufficiente   a  costituire  l'Istituto
assicuratore  in credito verso la persona civilmente responsabile per
le somme indicate nel comma precedente.((37))
  L'Istituto  puo', altresi', esercitare la stessa azione di regresso
contro  l'infortunato  quando  l'infortunio sia avvenuto per dolo del
medesimo  accertato  con  sentenza  penale.  Quando  sia  pronunciata
sentenza  di  non  doversi  procedere  per  morte dell'imputato o per
amnistia,  il  dolo  deve  essere accertato nelle forme stabilite dal
Codice di procedura civile.
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AGGIORNAMENTO (37)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 18 - 27 dicembre 1991 n. 485
(in  G.U.  1a  s.s.  04.01.1992  n. 1) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "dell'art.  11,  primo e secondo comma, del d.P.R. 30
giugno  1964,  n. 1124, nella parte in cui consente all'I.N.A.I.L. di
avvalersi,  nell'esercizio  del diritto di regresso contro le persone
civilmente  responsabili,  anche  delle  somme  dovute  al lavoratore
infortunato   a  titolo  di  risarcimento  del  danno  biologico  non
collegato   alla  perdita  o  riduzione  della  capacita'  lavorativa
generica."
 
	        
	      
                              Art. 12.

  I  datori  di lavoro soggetti alle disposizioni del presente titolo
debbono  denunciare  all'Istituto  assicuratore, almeno cinque giorni
prima  dell'inizio  dei  lavori,  la  natura  dei lavori stessi ed in
particolare le lavorazioni specificate nella tabella allegato n. 4 al
presente    decreto    per   l'assicurazione   contro   le   malattie
professionali,  e  debbono  fornire  all'Istituto  medesimo tutti gli
elementi  e  le  indicazioni  che  siano  da  esso  richiesti  per la
valutazione   del   rischio   e   la  determinazione  del  premio  di
assicurazione.
  Quando per la natura del lavori o per la necessita' del loro inizio
non  fosse possibile fare detta denuncia preventiva, alla stessa deve
provvedere  il  datore  di  lavoro  entro  i cinque giorni successivi
all'inizio dei lavori;
  I  datori  di  lavoro  debbono,  altresi',  denunciare all'Istituto
assicuratore  le  successive  modificazioni di estensione e di natura
del  rischio  gia'  coperto  dall'assicurazione e la cessazione della
lavorazione   non   oltre   l'ottavo  giorno  da  quello  in  cui  le
modificazioni  o  variazioni  suddette  si  sono  verificate.  Per le
imprese   di  trasporto  la  denuncia  non  e'  richiesta  quando  la
modificazione   del   rischio   si   verifica   durante   il  viaggio
indipendentemente dalla volonta' del datore di lavoro.
  Il  datore  di  lavoro  deve  pure  provvedere  alla denuncia delle
variazioni riguardanti l'individuazione del titolare dell'azienda, il
domicilio e la residenza di esso, nonche' la sede dell'azienda, entro
otto giorni da quello nel quale le variazioni si sono verificate.
  In caso di ritardata denuncia della cessazione del lavoro l'obbligo
del pagamento del premio di assicurazione, nella misura in precedenza
dovuta,  si  estende  fino al decimo giorno successivo a quello della
cessazione.
 
	        
	      
                              Art. 13.

  La  denuncia  dei lavori e delle modificazioni di essi, la denuncia
degli  infortuni  ed  in  genere  tutte le comunicazioni all'Istituto
assicuratore  debbono  essere  fatte  alla  sede della circoscrizione
dell'Istituto  assicuratore  nella  quale  i  lavori si svolgono e su
moduli predisposti dall'Istituto assicuratore medesimo.
  Se  i  lavori esercitati da uno stesso datore di lavoro si svolgono
in   piu'   luoghi,   compresi  ciascuno  in  diverso  circoscrizioni
territoriali  dell'Istituto  assicuratore,  Il  datore di lavoro puo'
essere  autorizzato dall'Istituto a presentare la denuncia del lavori
e  delle  modificazioni  di  essi  presso la sede che sara' stabilita
dall'Istituto assicuratore medesimo.
  ((Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale su delibera del consiglio di amministrazione dell'istituto assicuratore, in relazione alle esigenze organizzative dell'istituto stesso, possono essere modificate le modalita' di effettuazione delle comunicazioni di cui al primo comma del presente articolo)).((18))
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AGGIORNAMENTO (18)
  la  L.  10  maggio 1982, n. 251 ha disposto (con l'art. 21) che "Le
disposizioni  della  presente legge, ove non sia prevista una diversa
decorrenza, hanno effetto dal 1 gennaio 1982".
 
	        
	      
                              Art. 14.

  Il  datore  di  lavoro,  quando non sovraintende personalmente alla
gestione,  e'  obbligato  a  denunciare  al  istituto assicuratore le
generalita'  della persona che lo rappresenta a tutti gli effetti del
presente titolo e le eventuali variazioni della persona stessa.
 
	        
	      
                              Art. 15.

  Nel  caso di trasferimento di una azienda da un datore di lavoro ad
un  altro,  quest'ultimo,  nonostante la denuncia effettuata ai sensi
dell'art.   12,   e'  solidalmente  obbligato  con  il  primo,  salvo
l'eventuale  diritto  di regresso del nuovo datore di lavoro verso il
precedente, per tutto quanto risulta dovuto all'istituto assicuratore
per  premi  o  contributi di assicurazione e relativi interessi e per
somme supplementari a titolo di penale, riferentisi all'anno in corso
e ai due antecedenti.
  Per  le  imprese che esercitano la navigazione o la pesca l'obbligo
solidale  di  cui al precedente comma sussiste in ogni caso quando vi
sia  passaggio  di proprieta' della nave, tranne che il passaggio sia
avvenuto a seguito di procedimento per esecuzione forzata.
 
	        
	      
                              Art. 16.

  L'Istituto  assicuratore,  quando venga a conoscenza che non si sia
provveduto  secondo le disposizioni dell'art. 12 alle denunce in esso
previste,   diffida   il   datore   di   lavoro   mediante  cartolina
raccomandata,   fissandogli   il   termine   di   dieci   giorni  per
l'adempimento.
  Trascorso  detto termine, senza che sin stato presentato ricorso ai
sensi  delle  disposizioni del presente articolo, il datore di lavoro
e'  tenuto a versare il premio risultante dagli accertamenti compiuti
dall'Istituto assicuratore, a decorrere dall'inizio dei lavori.
  Contro  la  diffida  dell'Istituto  assicuratore  e'  data peraltro
Facolta' ai datore di lavoro di ricorrere, entro lo stesso termine di
dieci giorni, all'Ispettorato del lavoro nella, cui circoscrizione si
svolge il lavoro.
  Contro   le   decisioni   dell'Ispettorato  del  lavoro  l'Istituto
assicuratore ed il datore di lavoro hanno facolta' di ricorrere entro
quindici  giorni  al Ministero del lavoro e della previdenza sociale;
il  ricorso  non  ha  effetto  sospensivo, salvo che il Ministero non
ritenga  di  disporre  preliminarmente  la  sospensione degli effetti
della decisione di primo grado.
  All'istituto  assicuratore  ed  al datore di lavoro spetta l'azione
avanti  l'autorita'  giudiziaria,  da  proporsi entro sessanta giorni
dalla  comunicazione della decisione del Ministero del lavoro o della
previdenza sociale.
  Per  il  procedimento  avanti l'autorita' giudiziaria si osservano,
anche  per la competenza, le norme di cui agli articoli 459 - 466 del
Codice di procedura civile.
  Per  la  navigazione  marittima e la pesca marittima sui ricorsi di
cui  al terzo e al quarto comma del presente articolo sono competenti
a   decidere  rispettivamente  l'autorita'  marittima  del  porto  di
iscrizione  della nave o del galleggiante e il Ministero del lavoro e
della  previdenza  sociale,  salva sempre l'azione avanti l'autorita'
giudiziaria ai sensi dei due commi precedenti.
 
	        
	      
                              Art. 17.

  Ai   fini  dell'applicazione  dell'art.  12,  i  datori  di  lavoro
marittimo   debbono,   all'inizio   di   ciascun  anno  o  all'inizio
dell'esercizio  di  navi mercantili nuovamente immatricolate o che si
trovavano  in disarmo ai principio dell'anno, comunicare all'istituto
assicuratore il numero delle persone normalmente occupate a bordo, il
loro  grado o qualifica e la retribuzione, calcolata secondo le norme
degli  articoli 31 e 32, che essi presumono dovere corrispondere fino
al 31 dicembre allo equipaggio, e la navigazione o zona di pesca alla
quale   e'  normalmente  adibita  la  nave.  Essi  debbono,  inoltre,
notificare  ogni  indicazione  che sia richiesta per mettere in grado
l'istituto   assicuratore   di   valutare   il   rischio.  L'Istituto
assicuratore  deve  comunicare  al  datore  di lavoro l'ammontare del
contributo e le modalita' del pagamento.
  Ogni    variazione    che    possa,   durante   l'anno   modificare
sostanzialmente  il  rischio  e  le  retribuzioni, deve essere subito
notificata  all'istituto  assicuratore.  Gli  statuti  degli Istituti
assicuratori  stabiliscono  le modalita' per le denunce agli Istituti
medesimi delle retribuzioni pagate.
 
	        
	      
                              Art. 18.

  Ai  fini  dell'applicazione  del  presente  titolo i Comuni debbono
trasmettere  mensilmente  all'Istituto  nazionale  per l'asicurazione
contro  gli  infortuni  sul  lavoro  l'elenco  delle  licenze e delle
concessioni    rilasciate.   Analoga   comunicazione   debbono   fare
all'Istituto predetto le Camere di commercio, industria e agricoltura
per  le ditte industriali commerciali e artigiane ed in genere per le
aziende   che   iniziano   la   loro   attivita'   nella   rispettiva
circoscrizione.
 
	        
	      
                              Art. 19.

  Agli  effetti  della  determinazione dei primi dovuti dai datori di
lavoro  e  degli  obblighi  derivanti all'istituto assicuratore dagli
articoli   66  e  67,  il  datore  di  lavoro  e'  obbligato  a  dare
all'Istituto   stesso  e,  per  esso,  ai  suoi  dipendenti  all'uopo
incaricati,  le  notizie  documentate  relative alle retribuzioni che
debbono   servire   di   base   per  la  liquidazione  dei  premi  di
assicurazione,    ed    a   consentire   agli   incaricati   suddetti
l'accertamento  nella  propria  azienda,  anche  nelle ore di lavoro,
oltre  che  delle  notizie  predette,  delle  circostanze  in  cui e'
avvenuto  l'infortunio  e  di  tutte  quelle  altre occorrenti per la
valutazione del rischio.
  I  datori  di  lavoro o i loro rappresentanti che non forniscano le
notizie  richieste o le diano scientemente errate od incomplete, sono
puniti  con  l'ammenda fino a lire centoventimila, salvo che il fatto
non costituisca, reato piu' grave.
  Gli  incaricati  dell'Istituto  sono tenuti ad osservare il segreto
sui  processi  e  sopra  ogni  altro  particolare  di lavorazione che
venisse   a  loro  conoscenza  per  ragioni  d'ufficio.  In  caso  di
violazione, del segreto sono puniti con l'ammenda da lire ventimila a
lire quarantamila salvo che non si tratti di reato piu' grave,
 
	        
	      
                              Art. 20.
  ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 6 AGOSTO 2008 N. 133))
 
	        
	      
                              Art. 21.
  ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 6 AGOSTO 2008 N. 133))
 
	        
	      
                              Art. 22.
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 20 APRILE 1994, N. 350))
 
	        
	      
                              Art. 23.

  ((Se ai lavori sono addette le persone indicate dall'articolo 4 , primo comma, numeri 6 e 7, il datore di lavoro, anche artigiano, qualora non siano oggetto di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro di cui all'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, nella legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, deve denunciarle, in via telematica o a mezzo fax, all'Istituto assicuratore nominativamente, prima dell'inizio dell'attivita' lavorativa, indicando altresi' il trattamento retributivo ove previsto)). Se non sia corrisposta retribuzione e non
sia  concordata  una  retribuzione  convenzionale, si procede a norma
dell'ultimo comma dell'art. 30.
 
	        
	      
                              Art. 24.

  Il  datore  di  lavoro deve dare all'Istituto assicuratore tutte le
notizie  che gli sono richieste allo scopo di conoscere, in qualsiasi
momento,  le  persone  comprese  nella  assicurazione,  le rispettive
retribuzioni e le ore di lavoro da esse eseguite.
 
	        
	      
                              Art. 25.
  ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 6 AGOSTO 2008 N. 133))
 
	        
	      
                              Art. 26.
  ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 6 AGOSTO 2008 N. 133))
 
	        
	      
                              Art. 27.

  La  spesa  dell'assicurazione  e'  a esclusivo carico del datore di
lavoro.
  Chiunque    mediante   ritenute,   dirette   o   indirette,   sulle
retribuzioni,   sia  in  denaro,  sia  in  natura,  fa  concorrere  i
prestatori d'opera alla spesa dell'assicurazione a cui 6 obbligato ai
termini  del  presente  titolo,  e'  punito con l'ammenda sino a lire
quattrocentomila.
  Le  compagnie  portuali  previste  nell'art.  9 hanno il diritto di
rivalsa  nei confronti delle persone o degli enti, nell'interesse dei
quali le operazioni da esse svolte sono compiute.
 
	        
	      
                              Art. 28.

  I  premi  o  contributi di assicurazione debbono essere versati dai
datori  di  lavoro  all'Istituto  assicuratore anticipatamente con le
modalita'  e  nei  termini di cui agli articoli 44 e seguenti, per la
durata di un anno solare o per la minor durata dei lavori, sulla base
dell'importo  delle  retribuzioni  che si presume saranno corrisposte
dal  datore di lavoro durante l'anno o durante il periodo di tempo al
quale si riferiscono i premi o contributi medesimi.
  Su  richiesta  del  datore  di  lavoro l'Istituto assicuratore puo'
consentire  che i premi o contributi siano pagati a rate semestrali o
trimestrali;  in  questo  caso  il  datore  di  lavoro deve pagare un
soprappremio  di  rateazione nella misura del due per cento o del tre
per cento sull'intero premio presunto annuo o per il minor periodo
  assicurativo,   secondo   che   la   rateazione  sia  semestrale  o
  trimestrale.
Se durante il periodo di tempo per il quale e' stato anticipato il
premio  o  contributo l'Istituto assicuratore accerta che l'ammontare
delle  retribuzioni  corrisposte  supera  quello  presunto in base al
quale  fu  anticipato il premio o contributo, l'Istituto assicuratore
medesimo  puo'  richiedere  il  versamento  di  un'ulteriore quota di
premio o contributo.
  Una modifica dell'ammontare delle retribuzioni presunte puo' essere
concessa  dall'Istituto assicuratore su richiesta motivata presentata
dal datore di lavoro entro il 31 dicembre a mezzo di raccomandata con
avviso  di  ricevimento.  La  modifica  ha  decorrenza  dal 1 gennaio
dell'anno successivo.
  Ai fini della regolazione dei premi o contributi i datori di lavoro
debbono  comunicare  all'Istituto assicuratore, nel termine di trenta
giorni  successivi  alle  scadenze  delle rate di premio, l'ammontare
delle   retribuzioni  effettivamente  pagate  durante  il  precedente
periodo  di  assicurazione, salvo i controlli che l'Istituto creda di
disporre.
  In  caso  di  mancato  invio  entro  il  termine  di  cui  al comma
precedente,  l'Istituto  assicuratore  puo'  o procedere direttamente
all'accertamento di tali retribuzioni addebitando al datore di lavoro
la  spesa  sostenuta  per  l'accertamento  stesso,  o  effettuare  la
liquidazione  del  premio dovuto in base al doppio della retribuzione
presunta  stabilita  per  il periodo stesso. Restano impregiudicati i
diritti  dell'Istituto  assicuratore  sia  per  il premio, sia per la
penale  di  cui  all'ultimo comma dell'art. 50, anche nel caso che da
successivi  accertamenti  risultasse  dovuto  un  premio  superiore a
quello gia' richiesto o riscosso.
 
	        
	      
                              Art. 29.

     (((Determinazione del reddito da lavoro dipendente ai fini contributivi). 1. Costituiscono redditi di lavoro dipendente ai fini contributivi quelli di cui all'articolo 46, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, maturati nel periodo di riferimento. 2. Per il calcolo dei contributi di previdenza e assistenza sociale si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 48 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, salvo quanto specificato nei seguenti commi. 3. Le somme e i valori di cui al comma 1 dell'articolo 48 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si intendono al lordo di qualsiasi contributo e trattenuta, ivi comprese quelle di cui al comma 2, lettera h), dello stesso articolo 48. 4. Sono esclusi dalla base imponibile: a) le somme corrisposte a titolo di trattamento di fine rapporto; b) le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto di lavoro al fine di incentivare l'esodo dei lavoratori, nonche' quelle la cui erogazione trae origine dalla predetta cessazione, fatta salva l'imponibilita' dell'indennita' sostitutiva del preavviso; c) i proventi e le indennita' conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento danni; d) le somme poste a carico di gestioni assistenziali e previdenziali obbligatorie per legge; le somme e le provvidenze erogate da casse, fondi e gestioni di cui al successivo punto f) e quelle erogate dalle Casse edili di cui al comma 4; i proventi derivanti da polizze assicurative; i compensi erogati per conto di terzi non aventi attinenza con la prestazione lavorativa; e) nei limiti ed alle condizioni stabilite dall'articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, le erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali, ovvero di secondo livello, delle quali sono incerti la corresponsione o l'ammontare e la cui struttura sia correlata dal contratto collettivo medesimo alla misurazione di incrementi di produttivita', qualita' ed altri elementi di competitivita' assunti come indicatori dell'andamento economico dell'impresa e dei suoi risultati; f) i contributi e le somme a carico del datore di lavoro, versate o accantonate, sotto qualsiasi forma, a finanziamento delle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e successive modificazioni e integrazioni, e a casse, fondi, gestioni previste da contratti collettivi o da accordi o da regolamenti aziendali, al fine di erogare prestazioni integrative previdenziali o assistenziali a favore del lavoratore e suoi familiari nel corso del rapporto o dopo la sua cessazione. I contributi e le somme predetti, diverse dalle quote di accantonamento al TFR, sono assoggettati al contributo di solidarieta' del 10 per cento di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 29 marzo 1991, n. 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 giugno 1991, n. 166, e al citato decreto legislativo n. 124 del 1993, e successive modificazioni e integrazioni, a carico del datore di lavoro e devoluto alle gestioni pensionistiche di legge cui sono iscritti i lavoratori. Resta fermo l'assoggettamento a contribuzione ordinaria nel regime obbligatorio di appartenenza delle quote ed elementi retributivi a carico del lavoratore destinati al finanziamento delle forme pensionistiche complementari e alle casse, fondi e gestioni predetti. Resta fermo, altresi', il contributo di solidarieta' a carico del lavoratore nella misura del 2 per cento di cui all'articolo 1, comma 5, lettera b), del decreto legislativo 14 dicembre 1995, n. 579; g) i trattamenti di famiglia di cui all'articolo 3, comma 3, lettera d), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 5. L'elencazione degli elementi esclusi dalla base imponibile e' tassativa. 6. Le somme versate alle casse edili per ferie, gratifica natalizia e riposi annui sono soggette a contribuzione di previdenza e assistenza per il loro intero ammontare. Le somme a carico del datore di lavoro e del lavoratore versate alle predette casse ad altro titolo sono soggette a contribuzione di previdenza e assistenza nella misura pari al 15 per cento del loro ammontare. 7. Per la determinazione della base imponibile ai fini del calcolo delle contribuzioni dovute per i soci di cooperative di lavoro si applicano le norme del presente articolo. 8. Sono confermate le disposizioni in materia di retribuzione imponibile di cui all'articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, e successive modificazioni e integrazioni, nonche' ogni altra disposizione in materia di retribuzione minima o massima imponibile, quelle in materia di retribuzioni convenzionali previste per determi- nate categorie di lavoratori e quelle in materia di retribuzioni imponibili non rientranti tra i redditi di cui all'articolo 46 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 9. Le gratificazioni annuali e periodiche, i conguagli di retribuzione spettanti a seguito di norma di legge o di contratto aventi effetto retroattivo e i premi di produzione sono in ogni caso assoggettati a contribuzione nel mese di corresponsione. 10. La retribuzione imponibile, e' presa a riferimento per il calcolo delle prestazioni a carico delle gestioni di previdenza e di assistenza sociale interessate.))
 
	        
	      
                              Art. 30.

  Per  le  categorie  per  le  quali  siano  stabiliti  salari medi o
convenzionali,   questi   valgono   per   la   determinazione   della
retribuzione.
  Se  la  retribuzione  consiste  in  tutto  o  in  parte nei vitto o
alloggio  o  in  altre  prestazioni  in  natura, il valore di essa e'
determinato  in  ragione  dei prezzi locali, con decreto del Ministro
per il lavoro e la previdenza sociale.
  Nei  lavori  retribuiti  a  cottimo  o a provvigione si intende per
retribuzione  il  guadagno  di  cottimo o l'importo della provvigione
depurati  dalle spese fatte a proprio carico dal lavoratore, anche se
determinate in misura forfettaria.
  ((Nei casi in cui i prestatori d'opera non percepiscano retribuzione fissa o comunque la remunerazione non sia accettabile, si assume, qualora non siano stabilite tabelle fisse di salari medi o convenzionali, la retribuzione valida ai fini della determinazione del minimale di legge per la liquidazione delle rendite di cui all'articolo 116, comma 3.))
  Per  gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado la retribuzione
annua  da  assumersi  a  base  della  determinazione della rendita di
inabilita' o della rendita di superstiti e' fissata, avuto riguardo a
classi  di  eta'  ed  alla natura del corso degli studi seguiti dagli
alunni stessi, con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale,  di concerto con i Ministri per il tesoro e per la pubblica,
istruzione.  Per  gli  alunni delle scuole private detta retribuzione
vale anche ai fini contributivi.
 
	        
	      
                              Art. 31.

  Per gli addetti alla navigazione marittima ed alla pesca marittima,
il  cui  arruolamento non e' disciplinato dalle norme di cui al primo
comma  del  successivo  articolo  32,  valgono, per la determinazione
della retribuzione, le stesse norme dell'art. 29.
  Nel  caso  in  cui  non  sia  obbligatoria  ai  sensi  di  legge la
stipulazione  di  una convenzione scritta di arruolamento, la paga ed
il vitto debbono essere indicati nel libro di paga. Se la convenzione
verbale  e'  fatta in relazione ad un contratto collettivo di lavoro,
sul  libro  di paga debbono essere annotate le paghe stabilite per la
categoria alla quale appartiene il prestatore d'opera.
  Nel  caso  di  arruolamento  a  viaggio la retribuzione giornaliera
risulta  dividendo  la  somma  iscritta  sul  ruolo  di  equipaggio o
convenuta  come  retribuzione  del  viaggio,  compreso  il valore del
vitto, per il numero di giorni di durata normale media del viaggio.
  Quando  il contratto di arruolamento sia di durata non inferiore ad
un  anno o quando il prestatore d'opera sia rimasto imbarcato per una
durata  non inferiore ad un anno con lo stesso grado, la retribuzione
annua  da  assumere  a  base  della  determinazione  della rendita di
inabilita'  o  della  rendita  ai superstiti e' quella effettivamente
corrisposta  durante  un  anno: negli altri casi e' eguale a trecento
volte la retribuzione giornaliera.
 
	        
	      
                              Art. 32.

  Per  gli  equipaggi  arruolati in forma di partecipazione al nolo o
agli  altri  proventi o prodotti del viaggio, sono stabilite, sentite
le   associazioni   sindacali  nazionali  di  categoria  maggiormente
rappresentative  e la autorita' marittima, retribuzioni convenzionali
da  valere  sia per il calcolo dei premi e dei contributi, sia per il
calcolo delle indennita' per inabilita' temporanea assoluta e per la
  liquidazione   delle   rendite   per  inabilita'  permanente  o  ai
  superstiti.
Nella determinazione delle retribuzioni convenzionali deva' tenersi
conto    sia   della   paga   fissa,   sia   delle   percentuali   di
compartecipazione,   sia   del   valore   della   panatica  tanto  se
somministrata in natura quanto se corrisposta in denaro.
  Il  decreto  di approvazione delle retribuzioni suddette e' emanato
dal  Ministro  per  il lavoro e la previdenza sociale di concerto con
quello per la marina mercantile.
  Le   retribuzioni   convenzionali   hanno  effetto  dalla  data  di
pubblicazione  del  decreto di cui al comma precedente nella Gazzetta
Ufficiale e sono rivedute normalmente ogni triennio.
 
	        
	      
                              Art. 33.

  I  crediti  dell'Istituto assicuratore verso i datori di lavoro per
premi  o contributi di assicurazione e relativi interessi o per somme
supplementari  a  titolo  di  penale,  giusta  gli  articoli 50 e 51,
riferentisi  all'anno  in  corso  e ai due antecedenti, salva in ogni
caso   la   disposizione  del  comma  secondo  dell'art.  112,  hanno
privilegio  sulla  generalita'  dei mobili del debitore a norma degli
articoli 2754 e 2778 del Codice civile.
  I  crediti  di  cui  al  comma  precedente verso i datori di lavoro
iscritti  alle  Casse di cui al n. 1) dell'art. 127 sono privilegiati
sulle  navi,  sul  nolo o sugli altri proventi o prodotti del viaggio
durante  il  quale e' sorto il credito privilegiato e sugli accessori
della  nave e del nolo guadagnato dopo l'inizio del viaggio, al grado
terzo stabilito dall'art. 552 del Codice della navigazione.
 Detti crediti seguono la nave presso qualunque possessore di essa.
 
	        
	      
                              Art. 34.

  Le  somme  dovute per i crediti di cui all'articolo precedente sono
esigibili  con  le  norme  in vigore per la riscossione delle imposte
dirette, salvo quanto e' stabilito con i successivi articoli 36, 37 e
38.
  I  ricorsi  contro  la  formazione dei ruoli sono di competenza, in
prima  istanza, dell'Ispettorato del lavoro della circoscrizione dove
si  svolge il lavoro e in seconda istanza, del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale.
  I  ricorsi  di prima istanza debbono essere prodotti entro sessanta
giorni  da  quello  in  cui  il datore di lavoro debitore ha ricevuto
l'avviso  di  pagamento,  e  quelli di seconda istanza entro sessanta
giorni  da  quello  della notificazione al ricorrente della decisione
dell'Ispettorato del lavoro.
  Tali      
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