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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 giugno 1973, n. 478

Costituzione dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, con sede in Roma.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visto  l'art.  17,  ultimo  comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 15 gennaio 1972, n. 10;
  Udito il parere del Consiglio di Stato;
  Sulla  proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale,
di concerto con il Ministro per il tesoro,

                              Decreta:
                               Art. 1.

  E' costituito, ai sensi dell'art. 17, ultimo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972, n. 10, l'Istituto per lo
sviluppo  della  formazione  professionale  dei  lavoratori,  ente di
diritto  pubblico, dotato di autonomia amministrativa e patrimoniale,
con sede in Roma.
  L'istituto,  sulla  base  delle  direttive  ed  in  relazione  alle
richieste  formulate  dal  Ministero  del  lavoro  e della previdenza
sociale, provvede:
    a)  all'approntamento  di studi, ricerche e dati necessari per la
programmazione nazionale e il coordinamento del settore, ivi compreso
lo   studio   delle  professioni  e  dei  mutamenti  della  struttura
professionale, anche in relazione alle funzioni di cui all'art. 7 del
decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972, n. 10;
    b)  a  studi  e previsioni concernenti i fabbisogni di formazione
professionale;
    c)  a  formulare  proposte  per la predisposizione e l'assistenza
tecnica  di  corsi di qualificazione e riqualificazione professionale
quando    sopravvengano    ipotesi    di   rilevante   riconversione,
riorganizzazione  o  cessazione di aziende, nonche' di istituzione di
nuovi  rilevanti  insediamenti  industriali,  o  quando  trattasi  di
attivita'  artistiche o di alla specializzazione per le quali non sia
possibile reclutare allievi nell'ambito di una singola regione;
    d)  a  formulare  proposte  per  lo  svolgimento  di corsi per la
formazione  e l'aggiornamento del personale impiegato nelle attivita'
di   formazione   professionale   dei  lavoratori,  ivi  compresa  la
sperimentazione di iniziative pilota;
    e) a svolgere, presso sedi opportunamente prescelte, corsi di cui
alla  precedente  lettera  d)  che  il  Ministro  del  lavoro e della
previdenza  sociale,  dopo aver sentito le regioni interessate, abbia
direttamente promosso o, su proposta dell'istituto, autorizzato;
    f)  ad  operare,  previa  approvazione delle relative proposte da
parte  del  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza sociale, per
l'assistenza  tecnica  alle  regioni  che  ne  facciano  richiesta al
Ministero stesso;
    g) ad ogni altra attivita' di studio e di ricerca affidatagli dal
Ministero del lavoro e della previdenza sociale.
                               Art. 2.

  Sino organi dell'istituto:
    1) il presidente;
    2) il consiglio di amministrazione;
    3) il comitato esecutivo:
    4) il collegio dei revisori.
                               Art. 3.

  Il  presidente  dell'istituto  e' nominato con decreto del Ministro
per  il lavoro e la previdenza sociale, dura in carica quattro anni e
non puo' essere confermato per piu' di una volta.
  Il presidente ha la legale rappresentanza dell'istituto ed esercita
le seguenti funzioni:
    a)  firma  gli  atti  ed  i  documenti che comportano impegni per
l'istituto;
    b)  convoca  e  presiede  il  consiglio  di  amministrazione e il
comitato esecutivo;
    c) determina gli argomenti da sottoporre agli organi predetti, ne
promuove  l'eventuale  istruttoria  e  vigila  sull'esecuzione  delle
relative deliberazioni.
  Il presidente, in caso di assenza o di impedimento puo' delegare le
sue funzioni ad un membro del consiglio di amministrazione.
                               Art. 4.

  Il   consiglio   di  amministrazione  e'  composto  dal  presidente
dell'istituto e dai seguenti membri nominati con decreto del Ministro
per il lavoro e la previdenza sociale:
    ((1) quattro rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e due rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori autonomi));
    2)  2 rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei datori di
lavoro;
    ((3) cinque rappresentanti delle regioni, designati dalla commissione interregionale di cui all'articolo 13 della legge 16 maggio 1970, n. 281));
    4) 1 esperto in materia di formazione professionale;
    5)  2  funzionari  del  Ministero  del  lavoro e della previdenza
sociale;
    6) 1 funzionario del Ministero del tesoro;
    7)  1  rappresentante  del  personale  dell'istituto,  eletto dal
personale stesso.
  I  consiglieri  di  amministrazione  di  cui  ai punti 1) e 2) sono
nominati  su  designazione  delle rispettive organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative a carattere nazionale.
  Il  consigliere  di amministrazione di cui al punto 3) e' designato
dalla  commissione  interregionale di cui allo art. 13 della legge 16
maggio  1970,  n.  281;  nell'effettuare  la  designazione  si dovra'
osservare un criterio di rotazione.
  Il  consigliere di amministrazione di cui al punto 4) e' scelto dal
Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
  I  due  terzi  del consiglio di amministrazione possono chiedere la
convocazione   del   consiglio   di  amministrazione  stesso  per  la
discussione   degli   argomenti  che  ritengono  dover  essere  posti
all'ordine  del  giorno.  La  convocazione sara' indetta non oltre 15
giorni da quello in cui e' pervenuta la richiesta di convocazione.
  Il  consiglio di amministrazione dura in carica 4 anni ed i singoli
componenti  non  possono  essere  confermati  piu'  di  una volta. Si
riunisce almeno 4 volte l'anno.
  Ove gli enti ed organismi interessati non provvedano ad effettuare,
per  la nomina dei consiglieri di amministrazione di cui ai punti 1),
2)  e  3), le designazioni di competenza nel termine, non inferiore a
60  giorni  ad  essi  assegnato  dal  Ministro  per  il  lavoro  e la
previdenza  sociale, il Ministro si sostituisce all'ente od organismo
inadempiente.
                               Art. 5.

  Il consiglio di amministrazione esercita le seguenti funzioni:
    1)  delibera  i  regolamenti  interni  per l'organizzazione degli
uffici e per l'amministrazione e la contabilita' dell'istituto;
    2)  delibera  il regolamento organico - nel quale dovranno essere
stabilite  la  dotazione  organica  e  le  norme concernenti lo stato
giuridico ed il trattamento economico di attivita' a qualsiasi titolo
e  di  quiescenza  di  tutto  il  personale  necessario alle esigenze
funzionali dell'istituto - e le modifiche del regolamento medesimo;
    3)  delibera  di  proporre,  a maggioranza dei due terzi dei suoi
componenti, le modifiche dello statuto, da sottoporre ad approvazione
ai sensi del successivo art. 11, ultimo comma;
    4)   delibera   su  tutte  lo  questioni  di  carattere  generale
concernenti   l'istituto   e   stabilisce  le  direttive  da  seguire
nell'attuazione dei compiti istituzionali;
    5)   delibera   le   spese  di  carattere  straordinario  nonche'
l'acquisto, l'alienazione e la permuta dei beni immobili;
    6)  delibera  il  bilancio  preventivo  e consuntivo con lo stato
patrimoniale  dell'istituto,  nonche'  le  eventuali  variazioni agli
stanziamenti del bilancio preventivo;
    7)  nomina il direttore dell'istituto su proposta del presidente,
con   l'osservanza   delle  disposizioni  contenute  nel  regolamento
organico.
                               Art. 6.

  Il  comitato esecutivo e' composto dal presidente che lo presiede e
da  4  membri  scelti  dal consiglio di amministrazione nel suo seno,
mediante  votazione  a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta dei
voti dei componenti del consiglio.
  Il  comitato  esecutivo  si  riunisce  almeno  una volta al mese ed
esercita le seguenti funzioni:
    1)  esamina  il  bilancio  preventivo  e quello consuntivo con lo
stato  patrimoniale  dell'istituto,  corredati  dalle  relazioni  del
direttore  generale, da sottoporre alla approvazione del consiglio di
amministrazione;
    2)  esercita  le  funzioni demandategli dai regolamenti approvati
dal consiglio di amministrazione ai sensi del punto 1) dell'art. 5;
    3) adotta, su proposta del direttore generale, i provvedimenti di
assunzione  del  personale  e  di attribuzione delle qualifiche. Tale
assunzione, ove riguardi persone dotate di particolare qualificazione
tecnica,  puo' avvenire mediante contratti a tempo determinato. Tutti
i  predetti  provvedimenti  saranno  adottati  con l'osservanza delle
disposizioni contenute nel regolamento organico;
    4)  esamina,  su  richiesta  del  presidente,  gli argomenti e le
proposte  che  il presidente medesimo intenda sottoporre al consiglio
di amministrazione per le delibere di competenza di quest'ultimo.
                               Art. 7.

  Il  collegio  dei  revisori dei conti e' composto da due funzionari
del  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  e  da  un
funzionario del Ministero del tesoro, con funzioni di presidente.
  Il  collegio  dei  revisori  dei  conti e' nominato con decreto del
Ministro  per  il  lavoro  e  la  previdenza  sociale, dura in carica
quattro  anni  e i suoi componenti non possono essere confermati piu'
di una volta.
                               Art. 8.

  Il  collegio  dei  revisori  ha il compito di vigilare sul regolare
andamento  amministrativo  dell'istituto;  di  accertare  la corretta
tenuta   dei   libri  e  delle  scritture  contabili;  di  effettuare
periodiche  verifiche  di cassa, di eseguire il riscontro finanziario
della  gestione,  di  formulare le proprie considerazioni e il parere
conclusivo,   redigendo   anche   apposite  relazioni,  sul  bilancio
preventivo, entro il 15 novembre di ogni anno, e sul conto consuntivo
entro il 15 aprile dell'anno successivo.
  Il   collegio   dei   revisori   puo'  chiedere  al  presidente  la
convocazione  del  consiglio  di  amministrazione,  quando  cio'  sia
necessario per l'esercizio dei poteri ad esso spettanti.
                               Art. 9.

  Il   direttore  generale  dell'istituto,  che  partecipa  con  voto
consultivo  alle  riunioni  del  consiglio  di  amministrazione e del
comitato  esecutivo, sovrintende alle attivita' dell'istituto stesso,
dirigendo  e  coordinando,  secondo le istruzioni del presidente, gli
ufficiali  fini  della  esecuzione  delle deliberazioni adottate "dal
consiglio di amministrazione e dal comitato esecutivo.
  Nel   regolamento   del   personale   saranno  stabilite  le  norme
riguardanti  il  rapporto  di  impiego e il trattamento economico del
direttore generale.
                              Art. 10.

  Il  bilancio  preventivo  deve  essere  trasmesso,  dal  presidente
dell'istituto,  ai  Ministeri del lavoro e della previdenza sociale e
del  tesoro entro il 30 novembre dello anno precedente l'esercizio al
quale   si  riferisce,  ed  il  bilancio  consuntivo,  con  lo  stato
patrimoniale,   entro   il   30   giugno   successivo  alla  chiusura
dell'esercizio.
  I  bilanci  debbono  essere  rimessi  ai Ministeri, corredati dalla
relazione  del  presidente  dell'istituto, da quelle del collegio dei
revisori,    nonche'    dalle    deliberazioni   del   consiglio   di
amministrazione,  mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Ai
bilanci  deve  essere  allegato  ogni  altro elemento illustrativo di
carattere contabile e statistico.
  Il  Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con
quello  per  il  tesoro, puo' formulare motivati rilievi sul bilancio
preventivo  entro  60  giorni  e su quello consuntivo entro 90 giorni
dalla data in cui sono pervenuti ai rispettivi Ministeri e rinviare i
bilanci   medesimi   a   nuovo   esame  da  parte  del  consiglio  di
amministrazione per le motivate decisioni definitive.
  Fino  a  quando  non sia scaduto il termine per le osservazioni dei
competenti   Ministeri,   l'istituto,  salve  le  spese  strettamente
obbligatorie  per  legge  e  per  regolamento  approvato  nelle forme
prescritte,  puo' dare esecuzione ai bilanci preventivi nei limiti di
1/2 dei relativi stanziamenti di spesa per ogni mese.
  Gli eventuali rilievi sui bilanci sono comunicati dal Ministero del
lavoro  e  della  previdenza sociale anche al presidente del collegio
dei revisori ed alla Corte dei conti.
  Le note di variazione agli stanziamenti debbono essere trasmesse ai
Ministeri  del  lavoro  e della previdenza sociale e del tesoro entro
cinque giorni dalla deliberazione del consiglio di amministrazione.
  Il termine per le osservazioni dei Ministeri e' stabilito in trenta
giorni  dalla  data  in  cui  la  deliberazione e' ad essi pervenuta;
trascorso tale termine, le variazioni diventano esecutive.
                              Art. 11.

  L'istituto  e' sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale.
  Le  deliberazioni  del consiglio di amministrazione di cui ai punti
1)   e   2)   dell'art.   5   del   presente  decreto  sono  soggette
all'approvazione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale,
di   concerto   con   il   Ministero   del  tesoro,  ai  quali  vanno
contemporaneamente  rimesse  a  mezzo  raccomandata  con  ricevuta di
ritorno.
  Entro  novanta  giorni  dalla data in cui le deliberazioni predette
risultano  pervenute,  il  Ministro  per  il  lavoro  e la previdenza
sociale,  di  concerto con il Ministro per il tesoro, le approva o le
restituisce  all'istituto  con  motivati  rilievi,  per il riesame da
parte  del  consiglio  di amministrazione. I rilievi sono comunicati,
per  conoscenza,  anche  al  presidente  del  collegio  dei  revisori
dell'istituto.
  Trascorso  tale  termine  oppure  qualora, nonostante i rilievi, le
deliberazioni   in  questione  siano,  motivatamente  confermate  dal
consiglio   di  amministrazione,  le  medesime  diventano  esecutive,
sempreche' i rilievi mossi non attengano alla legittimita' dell'atto.
In  tal  caso  il  presidente  del collegio dei revisori e' tenuto ad
informare  la Corte dei conti per l'eventuale esercizio dei poteri di
sua competenza.
  Le  deliberazioni  del consiglio di amministrazione di cui al punto
4)  dell'art.  5  del  presente  decreto  devono  essere  rimesse  al
Ministero   del   lavoro  e  della  previdenza  sociale  a  mezzo  di
raccomandata  con  ricevuta  di ritorno. Le delibere stesse diventano
esecutive  ove,  entro  novanta  giorni  dalla  data in cui risultano
pervenute,  il  Ministro per il lavoro e la previdenza sociale non le
restituisca   con   motivati   rilievi   inerenti  alla  legittimita'
dell'atto.
  Le   modifiche   dello   statuto,   deliberate   dal  consiglio  di
amministrazione  ai  sensi  del  punto  3)  dell'art.  5 del presente
decreto  sono  approvate  su proposta del Ministro per il lavoro e la
previdenza  sociale,  di  concerto con il Ministro per il tesoro, con
decreto del Presidente della Repubblica.
                              Art. 12.

  In  caso  di  gravi violazioni di legge o di regolamento o di gravi
carenze  o  irregolarita'  di funzionamento, imputabili al presidente
dell'istituto  per  inosservanza  degli  obblighi  che  incombono sul
medesimo, puo' essere disposta la revoca della nomina con decreto del
Ministro  per il lavoro e la previdenza sociale, sentito il consiglio
di amministrazione a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
                              Art. 13.

  In  caso  di  gravi  violazioni di legge o di regolamento oppure di
gravi  carenze  od  irregolarita'  di  funzionamento,  nonche' quando
l'istituto  non  si  uniformi  alle  direttive o non corrisponda alle
richieste  formulate  dal  Ministero del lavoro, ai sensi del secondo
comma   dello   art.   1   del  presente  decreto,  il  consiglio  di
amministrazione  dell'istituto  puo'  essere  sciolto con decreto del
Ministro  per  il lavoro e la previdenza sociale. Lo scioglimento del
consiglio  di  amministrazione  comporta, in ogni caso, la revoca del
presidente e l'automatico scioglimento del comitato esecutivo.
  Con  lo  stesso decreto viene nominato un commissario straordinario
per  la  gestione  dell'istituto;  il  commissario,  salve  eventuali
espresse limitazioni stabili e nel decreto di nomina, assume i poteri
del  presidente dell'istituto, del consiglio di amministrazione e del
comitato esecutivo.
                              Art. 14.

  Il  controllo  della  Corte  dei  conti  sulla gestione finanziaria
dell'istituto e' esercitato a norma dell'art. 12 della legge 11 marzo
1958, n. 259.
                              Art. 15.

  Le entrate dell'istituto sono costituite:
    a)  da  contributi,  proventi,  rimborsi  e  redditi di qualsiasi
natura  nonche' da elargizioni, donazioni e prestiti che comunque gli
pervengano;
    b) da un contributo annuo, da stabilirsi con decreto del Ministro
per  il  lavoro e la previdenza sociale, di concerto con il Ministro,
per   il  tesoro,  a  carico  della  quota  statale  del  "Fondo  per
l'addestramento  professionale  dei lavoratori", determinata ai sensi
dell'art.  17  del decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio
1972, n. 10.
                              Art. 16.

  Il patrimonio dell'istituto e' costituito:
    a) dai beni dell'INAPLI, dell'ENALC e, dell'INIASA non trasferiti
alle  regioni  ai  sensi dell'art. 2 del decreto del Presidente della
Repubblica 15 gennaio 1972, n. 10;
    b)  dai  beni immobiliari e mobiliari di qualunque specie che per
lasciti,  donazioni,  acquisti  e in qualsiasi altro modo, pervengano
all'istituto.
  Lo  scioglimento  dell'istituto  e'  disposto  con decreto del Capo
dello  Stato  su proposta del Ministro per, il lavoro e la previdenza
sociale.
  Il  patrimonio netto risultante dalla liquidazione sara' devoluto a
scopi di formazione professionale.
                              Art. 17.
                         (Norma transitoria)

  Entro  sei  mesi  dall'entrata  in  vigore  del presente decreto si
provvedera'  alla  nomina del rappresentante del personale in seno al
consiglio di amministrazioni, eletto dal personale stesso a scrutinio
segreto.

  Il  presente  decreto, munito del sigillo dello Stato sara' inserto
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

  Dato a Roma, addi' 30 giugno 1973

                                LEONE

                                                     COPPO - MALAGODI

                                                     Visto,        il
Guardasigilli: ZAGARI
                                                       Registrato
  alla Corte dei conti, addi' 6 agosto 1973
                                                       Atti        di
  governo, registro n. 259, foglio n. 70. - VALENTINI.
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