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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 agosto 1999, n. 394

Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

CAPO I
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visto l'articolo 87 della Costituzione;
  Visto  l'articolo  1,  comma  6,  del decreto legislativo 25 luglio
1998,  n.  286, recante testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina   dell'immigrazione   e   norme   sulla  condizione  dello
straniero, che dispone l'emanazione del regolamento di attuazione del
medesimo testo unico;
  Visto l'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Udita  la  conferenza  unificata  di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
  Acquisito  il  parere  del  Garante  per  la  protezione  dei  dati
personali;  Udito  il  parere  del Consiglio di Stato, espresso dalla
sezione  consultiva  per  gli  atti  normativi nelle adunanze dell'11
gennaio 1999 e del 24 maggio 1999;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 29 gennaio 1999;
  Acquisito  il  parere delle competenti commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati;
  Viste le osservazioni della Corte dei conti;
  Viste  le  deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni del 4 giugno e del 4 agosto 1999;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri, di
concerto  con  il  Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro
per  gli  affari  regionali,  con  il  Ministro  per  la solidarieta'
sociale,  con  il  Ministro per le pari opportunita', con il Ministro
degli affari esteri, con il Ministro dell'interno, con il Ministro di
grazia  e giustizia, con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione, economica, con il Ministro della pubblica istruzione,
con  il  Ministro  dei trasporti e della navigazione, con il Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, con il Ministro del
lavoro  e  della  previdenza sociale, con il Ministro della sanita' e
con  il  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca  scientifica e
tecnologica;
                              E m a n a
                      il seguente regolamento:

                               Art. 1
       (( (Accertamento della condizione di reciprocita'). ))

  (( 1. Ai fini dell'accertamento della condizione di reciprocita', nei casi previsti dal testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di seguito denominato: "testo unico", il Ministero degli affari esteri, a richiesta, comunica ai notai ed ai responsabili dei procedimenti amministrativi che ammettono gli stranieri al godimento dei diritti in materia civile i dati relativi alle verifiche del godimento dei diritti in questione da parte dei cittadini italiani nei Paesi d'origine dei suddetti stranieri. 2. L'accertamento di cui al comma 1, non e' richiesto per i cittadini stranieri titolari della carta di soggiorno di cui all'articolo 9 del testo unico, nonche' per i cittadini stranieri titolari di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o di lavoro autonomo, per l'esercizio di un'impresa individuale, per motivi di famiglia, per motivi umanitari e per motivi di studio, e per i relativi familiari in regola con il soggiorno. ))
                               Art. 2
              Rapporti con la pubblica amministrazione

  1.  I  cittadini  stranieri  regolarmente  soggiornanti  in  Italia
possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive ((di cui all'articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445)),   limitatamente   agli   stati,  fatti  e  qualita'  personali
certificabili  o  attestabili da parte di soggetti pubblici o privati
italiani,  fatte salve le disposizioni del testo unico o del presente
regolamento  che  prevedono l'esibizione o la produzione di specifici
documenti.
  ((2. Gli stati, fatti, e qualita' personali diversi da quelli indicati nel comma 1, sono documentati mediante certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorita' dello Stato estero, legalizzati ai sensi dell'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200, dalle autorita' consolari italiane e corredati di traduzione in lingua italiana, di cui l'autorita' consolare italiana attesta la conformita' all'originale. Sono fatte salve le diverse disposizioni contenute nelle convenzioni internazionali in vigore per l'Italia. L'interessato deve essere informato che la produzione di atti o documenti non veritieri e' prevista come reato dalla legge italiana e determina gli effetti di cui all'articolo 4, comma 2, del testo unico.))
  ((2-bis. Ove gli stati, fatti e qualita' personali di cui al comma 1 non possono essere documentati mediante certificati o attestazioni rilasciati da competenti autorita' straniere, in ragione della mancanza di una autorita' riconosciuta o della presunta inaffidabilita' dei documenti, rilasciati dall'autorita' locale, rilevata anche in sede di cooperazione consolare Schengen locale, ai sensi della decisione del Consiglio europeo del 22 dicembre 2003, le rappresentanze diplomatiche o consolari provvedono al rilascio di certificazioni, ai sensi dell'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200, sulla base delle verifiche ritenute necessarie, effettuate a spese degli interessati.))
                               Art. 3
                    Comunicazioni allo straniero

  1.  Le  comunicazioni  dei provvedimenti dell'autorita' giudiziaria
relative  ai  procedimenti giurisdizionali previsti dal testo unico e
dal presente regolamento sono effettuate con avviso di cancelleria al
difensore nominato dallo straniero o a quello incaricato di ufficio.
  2.  Le  comunicazioni  dei  provvedimenti concernenti gli stranieri
diversi  da  quelli  indicati  nel  comma  1,  emanati  dal  Ministro
dell'interno,  dai  prefetti,  dai questori o dagli organi di polizia
sono effettuate a mezzo di ufficiali od agenti di pubblica sicurezza,
con  le  modalita'  di  cui  al  comma  3  o  quando  la  persona  e'
irreperibile, mediante notificazione effettuata nell'ultimo domicilio
conosciuto.
  ((3. Il provvedimento che dispone il respingimento, il decreto di espulsione, il provvedimento di revoca o di rifiuto del permesso di soggiorno, quello di rifiuto della conversione del titolo di soggiorno, la revoca od il rifiuto della carta di soggiorno sono comunicati allo straniero mediante consegna a mani proprie o notificazione del provvedimento scritto e motivato, contenente l'indicazione delle eventuali modalita' di impugnazione, effettuata con modalita' tali da assicurare la riservatezza del contenuto dell'atto. Se lo straniero non comprende la lingua italiana, il provvedimento deve essere accompagnato da una sintesi del suo contenuto, anche mediante appositi formulari sufficientemente dettagliati, nella lingua a lui comprensibile o, se cio' non e' possibile per indisponibilita' di personale idoneo alla traduzione del provvedimento in tale lingua, in una delle lingue inglese, francese o spagnola, secondo la preferenza indicata dall'interessato.))
  4.  Nel provvedimento di espulsione e nella sintesi di cui al comma
3, lo straniero e' altresi' informato del diritto di essere assistito
da  un difensore di Fiducia, con ammissione, qualora (le sussistano i
presupposti, al gratuito patrocinio a spese dello Stato a norma della
legge  30  luglio  1990, n. 217, ((e successive modificazioni,))ed e'
avvisato che, in mancanza di difensore di fiducia, sara' assistito da
un  difensore  di  ufficio  designato dal giudice tra quelli iscritti
nella  tabella  di  cui  all'articolo  29  del decreto legislativo 28
luglio   1989,   n.  271,  e  che  le  comunicazioni  dei  successivi
provvedimenti  giurisdizionali  saranno  effettuate  con  l'avviso di
cancelleria   al  difensore  nominato  dallo  straniero  o  a  quello
incaricato di ufficio.
                               Art. 4
                Comunicazioni all'autorita' consolare

  1.  L'informazione  prevista  dal comma 7 dell'articolo 2 del testo
unico contiene:
a) l'indicazione  dell'autorita'  giudiziaria  o  amministrativa  che
   effettua l'informazione;
b) le  generalita'  dello straniero e la sua nazionalita' nonche' ove
   possibile  gli  estremi  del  passaporto  o  di altro documento di
   riconoscimento,  ovvero, in mancanza, le informazioni acquisite in
   merito alla sua identificazione;
c) l'indicazione    delle   situazioni   che   comportano   l'obbligo
   dell'informazione  con  specificazione  della data di accertamento
   della  stessa,  nonche', ove sia stato emesso un provvedimento nei
   confronti dello straniero, gli estremi dello stesso;
d) il  luogo  in cui lo straniero si trova, nel caso di provvedimento
   restrittivo  della  liberta'  personale,  di decesso o di ricovero
   ospedaliero urgente.
  2.  La  comunicazione  e'  effettuata per iscritto, ovvero mediante
Fonogramma,  telegramma,  o  altri idonei mezzi di comunicazione. Nel
caso  in  cui  la  rappresentanza diplomatica o consolare piu' vicina
dello  Stato di cui lo straniero e' cittadino si trovi all'estero, le
comunicazioni  verranno  fatte  al  Ministero degli affari esteri che
provvedera' ad interessare la rappresentanza competente.
  3.  L'obbligo di informazione all'autorita' diplomatica o consolare
non  sussiste  quando  lo  straniero, cui la specifica richiesta deve
essere rivolta dai soggetti di cui all'articolo 2, comma 7, del testo
unico,   dichiari   espressamente   di  non  volersi  avvalere  degli
interventi  di  tale autorita'. Per lo straniero di eta' inferiore ai
quattordici  anni,  la  rinuncia  e'  manifestata  da chi esercita la
potesta' sul minore.
  4.  Oltre  a  quanto  previsto  dall'articolo 2, comma 7, del testo
unico,   l'informazione   all'autorita'  consolare  non  e'  comunque
effettuata  quando  dalla  stessa  possa  derivare il pericolo per lo
straniero  o  per  i componenti del nucleo familiare, di persecuzione
per  motivi  di razza, di sesso, di lingua, di relizione, di opinioni
politiche, di origine nazionale di condizioni personali o sociali.
CAPO II
INGRESSO E SOGGIORNO
                               Art. 5
                   Rilascio dei visti di ingresso

  1.  Il  rilascio  dei  visti  di  ingresso  o  per  il transito nel
territorio   dello   Stato  e'  di  competenza  delle  rappresentanze
diplomatiche  o consolari italiane a cio' abilitate e, tranne in casi
particolari,  territorialmente  competenti  per il luogo di residenza
dello  straniero. Gli uffici di polizia di frontiera italiani possono
essere  autorizzati  a rilasciare visti di ingresso o di transito per
una  durata non superiore rispettivamente, a dieci e a cinque giorni,
per casi di assoluta necessita'.
  2.  Il  visto  puo'  essere rilasciato, se ne ricorrono requisiti e
condizioni,  per  la  durata  occorrente in relazione ai motivi della
richiesta e alla documentazione prodotta dal richiedente.
  ((3. La tipologia dei visti corrispondente ai diversi motivi di ingresso, nonche' i requisiti e le condizioni per l'ottenimento di ciascun tipo di visto sono disciplinati da apposite istruzioni del Ministero degli affari esteri, adottate con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con i Ministri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali, della giustizia, della salute, dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, delle attivita' produttive e per gli affari regionali e sono periodicamente aggiornate anche in esecuzione degli obblighi internazionali assunti dall'Italia.))
  4.  Le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane sono tenute
ad  assicurare,  per  le  esigenze  dell'utenza,  adeguate  forme  di
pubblicita'  di detti requisiti e condizioni, nonche' degli eventuali
requisiti integrativi resi necessari da particolari situazioni locali
o  da decisioni comuni adottate nell'ambito della cooperazione con le
rappresentanze  degli  altri Stati che aderiscono alla Convenzione di
applicazione dell'Accordo di Schengen.
  ((5. Fermo restando quanto previsto dal comma 4, nella domanda per il rilascio del visto, lo straniero deve indicare le proprie generalita' complete e quelle degli eventuali familiari al seguito, gli estremi del passaporto o di altro documento di viaggio riconosciuto equivalente, il luogo dove e' diretto, il motivo e la durata del soggiorno.))
  6.  Alla  domanda  deve  essere  allegato  il  passaporto  o  altro
documento   di   viaggio   riconosciuto   equivalente,   nonche'   la
documentazione  necessaria  per il tipo di visto richiesto e, in ogni
caso, quella concernente:
a) la finalita' del viaggio;
b) l'indicazione dei mezzi di trasporto utilizzati;
((c) la disponibilita' dei mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del viaggio e del soggiorno, osservate le direttive di cui all'articolo 4, comma 3, del testo unico;))
((c-bis) il nullaosta di approvazione del progetto da parte del Comitato per i minori stranieri, rilasciato previa acquisizione di quello della questura per i componenti del nucleo familiare che ospita il minore, con allegata la lista dei minori e degli accompagnatori, per il rilascio del visto per il soggiorno di cui all'articolo 10, comma 3-bis;))
d) le condizioni di alloggio.
  7. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
  8.   Valutata  la  ricevibilita'  della  domanda  ed  esperiti  gli
accertamenti  richiesti in relazione al visto richiesto, ivi comprese
le verifiche preventive di sicurezza, il visto e' rilasciato entro 90
giorni  dalla  richiesta ((, fatto salvo quanto diversamente previsto dal testo unico e dal presente regolamento.))
  ((8-bis. Contestualmente al rilascio del visto d'ingresso, la rappresentanza diplomatica o consolare consegna al titolare del visto una comunicazione scritta in lingua a lui comprensibile o, ove sia impossibile, in inglese, francese, spagnolo o arabo, secondo le preferenze manifestate dall'interessato, che illustri i diritti e doveri dello straniero relativi all'ingresso ed al soggiorno in Italia, di cui all'articolo 2 del testo unico, nonche' l'obbligo di presentarsi nei tempi stabiliti dalla legge alle competenti autorita' dopo il suo ingresso in Italia. ))
                               Art. 6
              (( (Visti per ricongiungimento familiare e per familiari al seguito). ))

  ((1. La richiesta di nullaosta al ricongiungimento familiare, per i soggetti di cui all'articolo 29, comma 1, del testo unico, va presentata allo Sportello unico per l'immigrazione presso la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, competente per il luogo di dimora del richiedente. La domanda dell'interessato deve essere corredata dalla: a) copia della carta di soggiorno o del permesso di soggiorno avente i requisiti di cui all'articolo 28, comma 1, del testo unico; b) documentazione attestante la disponibilita' del reddito di cui all'articolo 29, comma 3, lettera b), del testo unico; c) documentazione attestante la disponibilita' di un alloggio, a norma dell'articolo 29, comma 3, lettera a), del testo unico. A tale fine, l'interessato deve produrre l'attestazione dell'ufficio comunale circa la sussistenza dei requisiti di cui al predetto articolo del testo unico ovvero il certificato di idoneita' igienico-sanitaria rilasciato dall'Azienda unita' sanitaria locale competente per territorio; d) documentazione attestante i rapporti di parentela, la minore eta' e lo stato di famiglia; e) documentazione attestante l'invalidita' totale o i gravi motivi di salute previsti dall'articolo 29, comma 1, lettere c) e b-bis), del testo unico, rilasciata, a spese del richiedente, dal medico nominato con decreto della rappresentanza diplomatica o consolare; f) documentazione concernente la condizione economica nel Paese di provenienza dei familiari a carico di cui all'articolo 29, comma 1, lettere b-bis) e c) del testo unico, prodotta dalle locali autorita' o da soggetti privati, valutata dall'autorita' consolare alla luce dei parametri locali. 2. L'autorita' consolare italiana provvede, ove nulla osti, alla legalizzazione della documentazione di cui al comma 1, lettere d), e) e f), salvo che gli accordi internazionali vigenti per l'Italia prevedano diversamente, nonche' alla sua validazione ai fini del ricongiungimento familiare. 3. Per i visti relativi ai familiari al seguito, si applica la medesima procedura prevista dai commi 1, lettere b), c), d), e) e f) e 2. Ai fini della richiesta del nullaosta lo straniero puo' avvalersi di un procuratore speciale. 4. Lo Sportello unico per l'immigrazione rilascia ricevuta della domanda e della documentazione presentata mediante apposizione, sulla copia della domanda e degli atti, del timbro datario dell'ufficio e della sigla dell'addetto alla ricezione. Verificata la sussistenza dei requisiti e condizioni previsti dall'articolo 29 del testo unico, nonche' i dati anagrafici dello straniero, lo Sportello unico per l'immigrazione verifica l'esistenza del codice fiscale o ne richiede l'attribuzione, secondo le modalita' determinate con il decreto del Ministro dell'interno, di cui all'articolo 11, comma 2. Lo Sportello unico per l'immigrazione rilascia, anche attraverso procedure telematiche, entro novanta giorni dalla ricezione, il nullaosta ovvero il provvedimento di diniego, dandone comunicazione all'autorita' consolare, avvalendosi anche del collegamento previsto con l'archivio informatizzato della rete mondiale visti presso il Ministero degli affari esteri. 5. Le autorita' consolari, ricevuto il nullaosta di cui al comma 4 ovvero, se sono trascorsi novanta giorni dalla presentazione della domanda di nullaosta, ricevuta copia della stessa domanda e degli atti contrassegnati a norma del medesimo comma 4, rilasciano il visto di ingresso entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta di visto, dandone comunicazione, in via telematica, allo Sportello unico.))
                             Art. 6-bis
                (( (Diniego del visto d`ingresso). ))

  ((1. Qualora non sussistano i requisiti previsti nel testo unico e nel presente regolamento, l'autorita' diplomatica o consolare comunica allo straniero, con provvedimento scritto, il diniego del visto di ingresso, contenente l'indicazione delle modalita' di eventuale impugnazione. Il visto di ingresso e' negato anche quando risultino accertate condanne in primo grado di cui all'articolo 4, comma 3, del testo unico. Se lo straniero non comprende la lingua italiana, il provvedimento deve essere accompagnato da una traduzione del suo contenuto nella lingua a lui comprensibile o, comunque, in inglese, francese, spagnolo o arabo, secondo le preferenze manifestate dall'interessato. Il provvedimento di diniego e' motivato, salvo quanto previsto dall'articolo 4, comma 2, del testo unico. Il provvedimento e' consegnato a mani proprie dell'interessato.))
                               Art. 7
                 Ingresso nel territorio dello Stato

  1.  L'ingresso  nel  territorio dello Stato e' comunque subordinato
alla  effettuazione  dei  controlli  di  frontiera,  compresi  quelli
richiesti   in   attuazione   della   Convenzione   di   applicazione
dell'Accordo  di  Schengen, doganali e valutari, ed a quelli sanitari
previsti   dalla   normativa   vigente   in   materia  di  profilassi
internazionale.  Per  i permessi previsti dalla prassi internazionale
in  materia  trasporti  marittimi  o aerei si osservano le istruzioni
specificamente  disposte. 2. E' fatto obbligo al personale addetto ai
controlli  di  frontiera  di  apporre  sul  passaporto  il  timbro di
ingresso, con l'indicazione della data.
  3.  Nei  casi  di  forza  maggiore  che  impediscono  l'attracco  o
l'atterraggio dei mezzi navali o aerei nei luoghi dove sono istituiti
i  valichi  di  frontiera  deputati  ai controlli dei viaggiatori, lo
sbarco  degli stessi puo' essere autorizzato dal comandante del porto
o   dal   direttore  dell'aeroporto  per  motivate  esigenze,  previa
comunicazione   al  questore  e  all'ufficio  o  comando  di  polizia
territorialmente  competente  ed  agli  uffici di sanita' marittima o
aerea.
  4.  Nelle  circostanze di cui al comma 3, il controllo di frontiera
e'  effettuato  dall'ufficio  o  comando  di polizia territorialmente
competente, con le modalita' stabilite dal questore.
  5.  Le  disposizioni  dei  commi  3  e  4 si osservano anche per il
controllo  delle persone in navigazione da diporto che intendono fare
ingresso   nel  territorio  dello  Stato  le  cui  imbarcazioni  sono
eccezionalmente  autorizzate ad attraccare in localita' sprovviste di
posto  di  polizia di frontiera, sulla base delle istruzioni diramate
in  attuazione  della  Convenzione  di  applicazione  dell'Accordo di
Schengen,  ratificata  e  resa  esecutiva  in  Italia  con  legge  30
settembre 1993, n. 388.
                               Art. 8
           Uscita dal territorio dello Stato e reingresso

  1. Lo straniero che lascia il territorio dello Stato per recarsi in
uno  Stato  non  appartenente  allo  spazio di libera circolazione e'
tenuto  a  sottoporsi  ai controlli di polizia di frontiera. E' fatto
obbligo  al  personale addetto ai controlli di apporre sul passaporto
il  timbro di uscita munito dell' indicazione del valico di frontiera
e della data.
  2.  Per  lo straniero regolarmente soggiornante in Italia che, dopo
esserne  uscito,  intende  farvi ritorno, il reingresso e' consentito
previa   esibizione  al  controllo  di  frontiera  del  passaporto  o
documento  equivalente e del permesso di soggiorno ((o della carta di soggiorno)) in corso di validita'.
  ((3. Lo straniero, il cui documento di soggiorno e' scaduto da non piu' di sessanta giorni e che ne abbia chiesto il rinnovo nel rispetto dei termini, per rientrare nel territorio dello Stato e' tenuto a munirsi di visto di reingresso, rilasciato dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese di provenienza, previa esibizione del documento scaduto. Il predetto termine di sessanta giorni non si applica nei confronti dello straniero che si e' allontanato dal territorio nazionale per adempiere agli obblighi militari e si estende fino a sei mesi in caso di sussistenza di comprovati gravi motivi di salute dello straniero, dei suoi parenti di I° grado o del coniuge, fermo restando il possesso dei requisiti previsti per il rinnovo del permesso di soggiorno.))
  4.  Lo straniero privo del documento di soggiorno, perche' smarrito
o  sottratto,  e'  tenuto  a  richiedere  il visto di reingresso alla
competente  rappresentanza diplomatica o consolare unendo copia della
denuncia  del  furto  o  dello smarrimento, il visto di reingresso e'
rilasciato  previa  verifica  dell'esistenza  del  provvedimento  del
questore concernente il soggiorno.
  5. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
                             Art. 8-bis
       (( (Contratto di soggiorno per lavoro subordinato). ))

  ((1. Il datore di lavoro, al momento della richiesta di assunzione di un lavoratore straniero, deve indicare con un'apposita dichiarazione, inserita nella richiesta di assunzione del lavoratore straniero, nonche' nella proposta di contratto di soggiorno di cui all'articolo 30-bis, comma 2, lettera d), e comma 3, lettera c), un alloggio fornito di requisiti di abitabilita' e idoneita' igienico sanitaria, o che rientri nei parametri previsti dal testo unico, e deve impegnarsi, nei confronti dello Stato, al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese di provenienza. 2. La documentazione necessaria per il rilascio del permesso di soggiorno, di cui all'articolo 5-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico, e' esibita dal lavoratore al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno, secondo le modalita' previste dall'articolo 35, comma 1.))
                               Art. 9
                 Richiesta del permesso di soggiorno

  ((1. La richiesta del permesso di soggiorno e' presentata, entro il termine previsto dal testo unico, al questore della provincia nella quale lo straniero intende soggiornare, ovvero allo Sportello unico in caso di ricongiungimento familiare, di cui all'articolo 6, comma 1, ed in caso d'ingresso per lavoro subordinato, ai sensi dell'articolo 36, comma 1, mediante scheda conforme al modello predisposto dal Ministero dell'interno, sottoscritta dal richiedente e corredata della fotografia dell'interessato, in formato tessera, in quattro esemplari: uno da apporre sulla scheda di domanda, uno da apporre sul permesso di soggiorno, il terzo da conservare agli atti d'ufficio e il quarto da trasmettere al sistema informativo di cui all'articolo 49 del testo unico. In luogo della fotografia in piu' esemplari, allo straniero puo' essere richiesto di farsi ritrarre da apposita apparecchiatura per il trattamento automatizzato dell'immagine, in dotazione all'ufficio. 1-bis. Le modalita' di richiesta del permesso di soggiorno, diverse da quelle previste dal comma 1, sono disciplinate con decreto del Ministro dell'interno di attuazione del regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del 13 giugno 2002, di cui all'articolo 5, comma 8, del testo unico. 1-ter. In caso di ricongiungimento familiare, lo straniero, entro otto giorni dall'ingresso nel territorio nazionale, si reca presso lo Sportello unico che, a seguito di verifica del visto rilasciato dall'autorita' consolare e dei dati anagrafici dello straniero, consegna il certificato di attribuzione del codice fiscale e fa sottoscrivere il modulo precompilato di richiesta del permesso di soggiorno, i cui dati sono, contestualmente, inoltrati alla questura competente per il rilascio del permesso di soggiorno, tramite procedura telematica. Si applica quanto previsto dagli articoli 11, comma 2-bis, e 36, comma 2. 1-quater. Lo sportello unico competente richiede l'annullamento dei codici fiscali non consegnati nel termine di diciotto mesi dal rilascio del nullaosta, ovveroconferma l'avvenuta consegna, con la contestuale comunicazione del dato relativo al domicilio fiscale dello straniero, secondo le modalita' determinate con il decreto del Ministro dell'interno di cui all'articolo 11, comma 2.))
  2. Nella richiesta di cui al comma 1 lo straniero deve indicare:
a) le  proprie  generalita' complete, nonche' quelle dei figli minori
   conviventi,  per i quali sia prevista l'iscrizione nel permesso di
   soggiorno del genitore;
b) il luogo dove l'interessato dichiara di voler soggiornare;
c) il motivo del soggiorno.
  3. Con la richiesta di cui al comma 1 devono essere esibiti:
a) il  passaporto  o altro documento equipollente da cui risultino la
   nazionalita',  la  data, anche solo con l'indicazione dell'anno, e
   il  luogo  di  nascita  degli  interessati,  nonche'  il  visto di
   ingresso, quando prescritto;
((b) la documentazione, attestante la disponibilita' dei mezzi per il ritorno nel Paese di provenienza, nei casi di soggiorno diversi da quelli per motivi di famiglia e di lavoro.))
  4.  L'ufficio  trattiene  copia della documentazione esibita e puo'
richiedere, quando occorre verificare la sussistenza delle condizioni
previste  dal  testo  unico,  l'esibizione  della documentazione o di
altri elementi occorrenti per comprovare:
a) l'esigenza del soggiorno, per il tempo richiesto;
b) la disponibilita' dei mezzi di sussistenza sufficienti commisurati
   ai motivi e alla durata del soggiorno, in relazione alle direttive
   di  cui  all'articolo  4, comma 3), del testo unico, rapportata al
   numero delle persone a carico;
c) la  disponibilita'  di  altre risorse o dell'alloggio, nei casi in
   cui  tale  documentazione  sia  richiesta  dal  testo  unico o dal
   presente regolamento.
  ((5. Gli stranieri autorizzati al lavoro stagionale ai sensi dell'articolo 24 del testo unico per un periodo non superiore a trenta giorni sono esonerati dall'obbligo di cui all'articolo 5, comma 2-bis, del medesimo testo unico.))
  6.  La documentazione di cui ai commi 3 e 4 non e' necessaria per i
richiedenti  asilo  e  per  gli  stranieri ammessi al soggiorno per i
motivi  di cui agli articoli 18 e 20 del testo unico ((e all'articolo 11, comma 1, lettera c) )).
  7.  L'addetto  alla  ricezione,  esaminati  i documenti esibiti, ed
accertata  l'identita'  dei  richiedenti, rilascia un esemplare della
scheda di cui al comma 1, munita di fotografia dell'interessato e del
timbro   datario   dell'ufficio   e  della  sigla  dell'addetto  alla
ricezione,  quale  ricevuta, indicando il giorno in cui potra' essere
ritirato  il permesso di soggiorno, con l'avvertenza che all'atto del
ritiro   dovra'   essere   esibita   la   documentazione   attestante
l'assolvimento   degli   obblighi   in   materia   sanitaria  di  cui
all'articolo 34, comma 3, del testo unico.
                               Art. 10
       Richiesta del permesso di soggiorno in casi particolari

  1.  Per  gli  stranieri in possesso di passaporto o altro documento
equipollente,  dal  quale  risulti la data di ingresso nel territorio
dello Stato, e del visto di ingresso quando prescritto, che intendono
soggiornare  in  Italia per un periodo non superiore a trenta giorni,
l'esemplare   della   scheda   rilasciata   per   ricevuta   a  norma
dell'articolo 9, comma 7, tiene luogo del permesso di soggiorno per i
trenta  giorni  successivi  alla  data  di  ingresso  nel  territorio
nazionale.  Ai  fini di cui all'articolo 6, comma 3, del testo unico,
la scheda deve essere esibita unitamente al passaporto.
  ((1-bis. In caso di soggiorno per turismo di durata non superiore a trenta giorni, gli stranieri appartenenti a Paesi in regime di esenzione di visto turistico possono richiedere il permesso di soggiorno al momento dell'ingresso nel territorio nazionale alla frontiera, attraverso la compilazione e la sottoscrizione di un apposito modulo. La ricevuta rilasciata dall'ufficio di polizia equivale a permesso di soggiorno per i trenta giorni successivi alla data di ingresso nel territorio nazionale. Le modalita' e le procedure di attuazione del presente comma sono stabilite con decreto del Ministro dell'interno.))
  2.  Quando  si  tratta  di  soggiorno  per  turismo  di  durata non
superiore  a 30 giorni di gruppi guidati la richiesta del permesso di
soggiorno puo' essere effettuata dal capo gruppo, mediante esibizione
dei passaporti o documenti equipollenti e, se si tratta di passaporti
collettivi, di copia dei documenti di identificazione di ciascuno dei
viaggiatori, nonche' del programma del viaggio. La disponibilita' dei
mezzi  di  sussistenza e di quelli per il ritorno nel Paese d'origine
puo'  essere  documentata  attraverso  la  attestazione  di pagamento
integrale del viaggio e del soggiorno turistico.
  3.  Nel  casi  di  cui  al comma 2, la ricevuta della richiesta del
permesso  di  soggiorno,  munita  del  timbro dell'ufficio con data e
sigla dell'operatore addetto alla ricezione, rilasciata nel numero di
esemplari occorrenti, equivale a permesso di soggiorno collettivo per
i  trenta  giorni  successivi  alla  data  di ingresso nel territorio
nazionale,  risultante  dall'apposito timbro, munito di data, apposto
sul  passaporto o altro documento equipollente all'atto del controllo
di frontiera.
  ((3-bis. Per soggiorni di durata non superiore a novanta giorni di gruppi di minori stranieri partecipanti a progetti di accoglienza a carattere umanitario promossi anche dalla regioni e da enti pubblici locali, per i quali sia stato rilasciato il nullaosta da parte del Comitato per i minori stranieri, la richiesta di soggiorno per i minori puo' essere presentata dal legale rappresentante dell'ente proponente alla questura competente mediante esibizione del passaporto degli interessati.))
  4.  Per  i  soggiorni  da  trascorrersi  presso convivenze civili o
religiose,  presso  ospedali o altri luoghi di cura, la richiesta del
permesso   di   soggiorno   puo'   essere   presentata   in  questura
dall'esercente  della  struttura ricettiva o da chi presiede le case,
gli  ospedali,  gli  istituti  o  le comunita' in cui lo straniero e'
ospitato,   il  quale  provvede  anche  al  ritiro  e  alla  consegna
all'interessato  della  ricevuta  di cui al comma 1 e del permesso di
soggiorno.
  5. Gli stranieri che intendono soggiornare in Italia per un periodo
non superiore a 30 giorni sono esonerati dall'obbligo di cui al comma
8 dell'articolo 6 del testo unico.
  6.  Negli  alberghi, negli altri esercizi ricettivi e nei centri di
accoglienza  alle  frontiere  deve  essere  messa  a disposizione dei
viaggiatori   stranieri   una  trascrizione  nelle  lingue  italiana,
francese,  inglese,  spagnola  e  araba  delle disposizioni del testo
unico   e  del  presente  regolamento  concernenti  l'ingresso  e  il
soggiorno degli stranieri nel territorio dello Stato.
                               Art. 11
                 Rilascio del permesso di soggiorno

  1.  Il  permesso  di soggiorno e' rilasciato, quando ne ricorrono i
presupposti, per i motivi e la durata indicati nel visto d'ingresso o
dal testo unico, ovvero per uno dei seguenti altri motivi:
    a)  per  richiesta  di  asilo,  per  la  durata  della  procedura
occorrente, e per asilo;
    b)  per  emigrazione  in  un  altro  Paese,  per  la durata delle
procedure occorrenti;
    c)  per  acquisto  della cittadinanza o dello stato di apolide, a
favore  dello  straniero  gia' in possesso, del permesso di soggiorno
per  altri motivi, per la durata del procedimento di concessione o di
riconoscimento;
    ((c-bis) per motivi di giustizia, su richiesta dell'Autorita' giudiziaria, per la durata massima di tre mesi prorogabili per lo stesso periodo, nei casi in cui la presenza dello straniero sul territorio nazionale sia indispensabile in relazione a procedimenti penali in corso per uno dei reati di cui all'articolo 380 del codice di procedura penale, nonche' per taluno dei delitti di cui all'articolo 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75; c-ter) per motivi umanitari, nei casi di cui agli articoli 5, comma 6 e 19, comma 1, del testo unico, previo parere delle Commissioni territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato ovvero acquisizione dall'interessato di documentazione riguardante i motivi della richiesta relativi ad oggettive e gravi situazioni personali che non consentono l'allontanamento dello straniero dal territorio nazionale; c-quater) per residenza elettiva a favore dello straniero titolare di una pensione percepita in Italia; c-quinquies) per cure mediche a favore del genitore di minore che si trovi nelle condizioni di cui all'articolo 31, comma 3, del testo unico; c-sexies) per integrazione del minore, nei confronti dei minori che si trovino nelle condizioni di cui all'articolo 32, commi 1-bis e 1-ter, del testo unico, previo parere del Comitato per i minori stranieri, di cui all'articolo 33 del testo unico.))
  ((1-bis. Allo straniero, entrato in Italia per prestare lavoro stagionale, che si trova nelle condizioni di cui all'articolo 5, comma 3-ter, del testo unico, e' rilasciato un permesso di soggiorno triennale, con l'indicazione del periodo di validita' per ciascun anno. Il suddetto permesso di soggiorno e' immediatamente revocato se lo straniero non si presenta all'ufficio di frontiera esterna al termine della validita' annuale e alla data prevista dal visto d'ingresso per il rientro nel territorio nazionale. Tale visto d'ingresso e' concesso sulla base del nullaosta, rilasciato ai sensi dell'articolo 38-bis.))
  ((2. Il permesso di soggiorno e' rilasciato in conformita' al Regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del 13 giugno 2002, di istituzione di un modello uniforme per i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di Paesi terzi e contiene l'indicazione del codice fiscale. Il permesso di soggiorno e la carta di soggiorno di cui all'articolo 17, rilasciati in formato elettronico, possono altresi' contenere i soli dati biometrici individuati dalla normativa. A tale fine, con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono determinate le modalita' di comunicazione, in via telematica, dei dati per l'attribuzione allo straniero del codice fiscale e per l'utilizzazione dello stesso codice come identificativo dello straniero, anche ai fini degli archivi anagrafici dei lavoratori extracomunitari. Con decreto del Ministro dell'interno sono stabilite le modalita' di consegna del permesso di soggiorno.))
  ((2-bis. La questura, sulla base degli accertamenti effettuati, procede al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricongiungimento familiare, dandone comunicazione, tramite procedura telematica, allo Sportello unico che provvede alla convocazione dell'interessato per la successiva consegna del permesso o dell'eventuale diniego, di cui all'articolo 12, comma 1.))
  3.  La  documentazione  attestante l'assolvimento degli obblighi in
materia  sanitaria  di  cui all'articolo 34, comma 3, del testo unico
deve essere esibita al momento del ritiro del permesso di soggiorno.
                               Art. 12
                  Rifiuto del permesso di soggiorno

  1.  Salvo  che  debba  disporsi  il  respingimento  o  l'espulsione
immediata  con  accompagnamento alla frontiera, quando il permesso di
soggiorno  e'  rifiutato  il questore avvisa l'interessato, facendone
menzione   nel   provvedimento   di  rifiuto,  che,  sussistendone  i
presupposti,  si  procedera'  nei  suoi  confronti per l'applicazione
dell'espulsione di cui all'articolo 13 del testo unico.
  2. Con il provvedimento di cui al comma 1, il questore concede allo
straniero un termine, non superiore a quindici giorni lavorativi, per
presentarsi  al  posto  di  polizia di' frontiera indicato e lasciare
volontariamente  il  territorio dello Stato, con l'avvertenza che. in
mancanza. si procedera' a norma dell'articolo 13 del testo unico.
  3.  Anche  fuori  dei  casi  di espulsione, nei casi in cui occorra
rimpatriare  lo  straniero,  il  prefetto ne avverte il console dello
Stato di appartenenza per gli eventuali provvedimenti di competenza e
puo'  disporne il rimpatrio, munendolo di foglio di via obbligatorio,
anche con la collaborazione degli organismi che svolgono attivita' di
assistenza  per  stranieri  o  di altri organismi, anche di carattere
internazionale,  specializzati  nel  trasferimento di persone, ovvero
concedergli un termine, non superiore a dieci giorni, per presentarsi
al  posto  di polizia di frontiera specificamente indicato e lasciare
il territorio dello Stato.
                               Art. 13
                  Rinnovo del permesso di soggiorno

  1.   Il   permesso  di  soggiorno  rilasciato  dai  Paesi  aderenti
all'Accordo di Schengen, in conformita' di un visto uniforme previsto
dalla  Convenzione  di  applicazione  del  predetto  Accordo,  ovvero
rilasciato  in  esenzione di visto, per i soli motivi di turismo, non
puo'  essere rinnovato o prorogato oltre la durata di novanta giorni,
salvo   che  ricorrano  seri  motivi,  in  particolare  di  carattere
umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali.
  2.  Ai  Fini  del rinnovo del permesso di soggiorno, fermo restando
quanto  previsto  dall'articolo 22, ((comma 11)), del testo unico, la
documentazione attestante la disponibilita' di un reddito da lavoro o
da  altra  fonte  lecita,  sufficiente al sostentamento proprio e dei
familiari  conviventi  a carico puo' essere accertata d'ufficio sulla
base  di  una  dichiarazione  temporaneamente  sostitutiva  resa dati
dall'interessato con la richiesta di rinnovo.
  ((2-bis. Il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro e' subordinato alla sussistenza di un contratto di soggiorno per lavoro, nonche' alla consegna di autocertificazione del datore di lavoro attestante la sussistenza di un alloggio del lavoratore, fornito dei parametri richiamati dall'articolo 5-bis, comma 1, lettera a), del testo unico.))
  3.  La  richiesta  di  rinnovo  e' presentata in duplice esemplare.
L'addetto  alla ricezione, esaminati i documenti esibiti ed accertata
l'identita'  del  richiedente, rilascia un esemplare della richiesta,
munito  del  timbro datario dell'ufficio e della propria firma, quale
ricevuta,  ove  sia  riportata  per iscritto, con le modalita' di cui
all'articolo   2,   comma   6,  del  testo  unico,  l'avvertenza  che
l'esibizione  della ricevuta stessa alla competente Azienda sanitaria
locale  e'  condizione per la continuita' dell'iscrizione al Servizio
sanitario nazionale.
  4.  Il  permesso di soggiorno non puo' essere rinnovato o prorogato
quando  risulta che lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia
per  un  periodo  continuativo di oltre sei mesi o, per i permessi di
soggiorno  di  durata  almeno  biennale,  per un periodo continuativo
superiore  alla  meta'  del  periodo  di  validita'  del  permesso di
soggiorno,  salvo  che detta interruzione sia dipesa dalla necessita'
di  adempiere  agli  obblighi  militari o da altri gravi e comprovati
motivi.
                               Art. 14
             (( Conversione del permesso di soggiorno ))

  ((1. Il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato o di lavoro autonomo e per motivi familiari puo' essere utilizzato anche per le altre attivita' consentite allo straniero, anche senza conversione o rettifica del documento, per il periodo di validita' dello stesso. In particolare: a) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato non stagionale consente l'esercizio di lavoro autonomo, previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio eventualmente prescritto e sempre che sussistano gli altri requisiti o condizioni previste dalla normativa vigente per l'esercizio dell'attivita' lavorativa in forma autonoma, nonche' l'esercizio di attivita' lavorativa in qualita' di socio lavoratore di cooperative; b) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro autonomo consente l'esercizio di lavoro subordinato, per il periodo di validita' dello stesso, previo inserimento nell'elenco anagrafico o, se il rapporto di lavoro e' in corso, previa comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro; c) il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare o per ingresso al seguito del lavoratore, per motivi umanitari ovvero per integrazione minore nei confronti dei minori che si trovino nelle condizioni di cui all'articolo 32, commi 1-bis e 1-ter, del testo unico e per i quali il Comitato per i minori stranieri ha espresso parere favorevole, consente l'esercizio del lavoro subordinato e del lavoro autonomo alle condizioni di cui alle lettere a) e b); d) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato, autonomo e per motivi di famiglia puo' essere convertito in permesso di soggiorno per residenza elettiva di cui all'articolo 11, comma 1, lettera c-quater). 2. L'ufficio della pubblica amministrazione che rilascia il titolo autorizzatorio o abilitativo, nei casi previsti dal comma 1, lettera a), e la Direzione provinciale del lavoro, nei casi previsti dal comma 1, lettera b), comunicano alla questura, per le annotazioni di competenza, i casi in cui il permesso di soggiorno e' utilizzato per un motivo diverso da quello riportato nel documento. 3. Con il rinnovo, e' rilasciato un nuovo permesso di soggiorno per l'attivita' effettivamente svolta. 4. Il permesso di soggiorno per motivi di studio o formazione consente, per il periodo di validita' dello stesso, l'esercizio di attivita' lavorative subordinate per un tempo non superiore a 20 ore settimanali, anche cumulabili per cinquantadue settimane, fermo restando il limite annuale di 1.040 ore. 5. Fermi restando i requisiti previsti dall'articolo 6, comma 1, del testo unico, le quote d'ingresso definite nei decreti di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico, per l'anno successivo alla data di rilascio sono decurtate in misura pari al numero dei permessi di soggiorno per motivi di studio o formazione, convertiti in permessi di soggiorno per motivi di lavoro nei confronti di stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al raggiungimento della maggiore eta'. La stessa disposizione si applica agli stranieri che hanno conseguito in Italia il diploma di laurea o di laurea specialistica, a seguito della frequenza dei relativi corsi di studio in Italia. 6. Salvo che sia diversamente stabilito dagli accordi internazionali o dalle condizioni per le quali lo straniero e' ammesso a frequentare corsi di studio in Italia, il permesso di soggiorno per motivi di studio puo' essere convertito, prima della scadenza, in permesso di soggiorno per motivo di lavoro, nei limiti delle quote fissate a norma dell'articolo 3 del testo unico, e previa stipula del contratto di soggiorno per lavoro presso lo Sportello unico, ai sensi dell'articolo 35, comma 1, o, in caso di lavoro autonomo, previo rilascio della certificazione di cui all'articolo 6, comma 1, del testo unico da parte dello Sportello unico, che cura gli ulteriori adempimenti previsti dall'articolo 39, comma 9. La disposizione si applica, anche agli stranieri ammessi a frequentare corsi di formazione ovvero a svolgere tirocini formativi in Italia. In tali casi la conversione e' possibile soltanto dopo la conclusione del corso di formazione frequentato o del tirocinio svolto.))
                               Art. 15
                       Iscrizioni anagrafiche

  1.  Le  iscrizioni  e  le  variazioni  anagrafiche  dello straniero
regolarmente  soggiornante  sono  effettuate  nei  casi  e  secondo i
criteri  previsti  dalla  legge  24  dicembre  1954,  n.  1228, e dal
regolamento  anagrafico  della  popolazione  residente, approvato con
decreto  del Presidente della Repubblica 30 mangio 1989, n. 223, come
modificato dal presente regolamento.
  2.  Il  comma  3  dell'articolo  7 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e' sostituito dal seguente:
"3.  Gli  stranieri iscritti in anagrafe hanno l'obbligo di rinnovare
all'ufficiale  di  anagrafe  la  dichiarazione di dimora abituale nel
comune,  entro  60  giorni  dal  rinnovo  del  permesso di soggiorno,
corredata dal permesso medesimo. Per gli stranieri muniti da carta di
soggiorno,  il  rinnovo  della  dichiarazione  di  dimora abituale e'
effettuato  entro  60  giorni  dal  rinnovo della carta di soggiorno.
L'ufficiale  di  anagrafe  aggiornera'  la  scheda  anagrafica  dello
straniero, dandone comunicazione al questore".
  3.  La  lettera  c)  del  comma  1 dell'articolo 11 del decreto del
Presidente  della  Repubblica  30  maggio 1989, n. 223, e' sostituita
dalla seguente:
"c)  per  irreperibilita'  accertata a seguito delle risultanze delle
operazioni del censimento generale della popolazione, ovvero, quando,
a  seguito  di  ripetuti accertamenti opportunamente intervallati, la
persona   sia   risultata  irreperibile,  nonche',  per  i  cittadini
stranieri  per  irreperibilita'  accertata,  ovvero  per  effetto del
mancato  rinnovo  della dichiarazione di cui all'articolo 7, comma 3,
trascorso  un  anno  dalla scadenza del permesso di soggiorno o della
carta di soggiorno, previo avviso da parte dell'ufficio, con invito a
provvedere nei successivi 30 giorni.".
  4.  Al  comma  2  dell'articolo 11 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e' aggiunto il seguente periodo:
"Per  le  cancellazioni  dei  cittadini stranieri la comunicazione e'
effettuata al questore.".
  5.  Le  iscrizioni, le cancellazioni e le variazioni anagrafiche di
cui  al  presente  articolo  sono  comunicate d'ufficio alla questura
competente per territorio entro il termine di quindici giorni.
  6.  Al  comma  2  dell'articolo 20 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e' aggiunto il seguente periodo:
"Nella   scheda  riguardante  i  cittadini  stranieri  sono  comunque
indicate  la  cittadinanza  e  la  data  di  scadenza del permesso di
soggiorno o di rilascio o rinnovo della carta di soggiorno.".
  7.  Con  decreto  del Ministro dell'interno, sentita l'Associazione
nazionale  dei  comuni d'Italia, l'Istituto nazionale di statistica e
l'Istituto  nazionale  per la previdenza sociale ed il Garante per la
protezione  dei  dati  personali  sono  determinate  le  modalita' di
comunicazione,  anche  in  via  telematica,  dei  dati  concernenti i
cittadini  stranieri  fra  gli  uffici  di  anagrafe  dei comuni, gli
archivi  dei  lavoratori extracomunitari e gli archivi dei competenti
organi centrali e periferici del Ministero dell'interno, nel rispetto
dei  principi di cui agli articoli 9, 22, comma 3 e 27 della legge 31
dicembre  1996, n. 675, e successive modificazioni e integrazioni. Lo
stesso decreto disciplina anche le modalita' tecniche e il calendario
secondo  cui  i  Comuni  dovranno  procedere all'aggiornamento e alla
verifica  delle  posizioni  anagrafiche  dei cittadini Stranieri gia'
iscritti  nei  registri  della  popolazione  residente  alla  data di
entrata in vigore del presente regolamento.
                               Art. 16
                 Richiesta della carta di soggiorno

  1.  Per  il rilascio della carta di soggiorno di cui all'articolo 9
del  testo  unico,  l'interessato  e'  tenuto  a  farne richiesta per
iscritto,  su  scheda  conforme  a  quella  approvata con decreto del
Ministro dell'interno.
  2.  All'atto della richiesta, da presentare alla questura del luogo
in cui lo straniero risiede, questi deve indicare:
a) le proprie generalita' complete;
b) il  luogo o i luoghi in cui l'interessato ha soggiornato in Italia
   nei cinque anni precedenti;
c) il luogo di residenza;
((d) le fonti di reddito, derivanti anche dal riconoscimento del trattamento pensionistico per invalidita', specificandone l'ammontare.))
  3. La domanda deve essere corredata da:
a) copia  del  passaporto o di documento equipollente o del documento
   di  identificazione rilasciato dalla competente autorita' italiana
   da  cui  risultino  la  nazionalita',  la  data,  anche  solo  con
   l'indicazione dell'anno e il luogo di nascita del richiedente;
((b) copia della dichiarazione dei redditi o del modello CUD rilasciato dal datore di lavoro, relativi all'anno precedente, da cui risulti un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale;))
c) certificato   del   casellario   giudiziale  e  certificato  delle
   iscrizioni relative ai procedimenti penali in corso;
d) fotografia  della  persona  interessata,  in  formato  tessera, in
   quattro esemplari salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma 1;
  ((4.Salvo quanto previsto dagli articoli 9, comma 2, e 30, comma 4, del testo unico, nel caso di richiesta relativa ai familiari di cui all'articolo 9, comma 1, e all'articolo 29, comma 1, lettera b-bis), del medesimo testo unico, le indicazioni di cui al comma 2 e la documentazione di cui al comma 3 devono riguardare anche il coniuge ed i figli minori degli anni diciotto conviventi, per i quali pure sia richiesta la carta di soggiorno, e deve essere prodotta la documentazione comprovante: a) lo stato di coniuge o di figlio minore. A tale fine, i certificati rilasciati dalla competente autorita' dello Stato estero sono legalizzati dall'autorita' consolare italiana che attesta che la traduzione in lingua italiana dei documenti e' conforme agli originali, o sono validati dalla stessa nei casi in cui gli accordi internazionali vigenti per l'Italia prevedano diversamente. Tale documentazione non e' richiesta qualora il figlio minore abbia fatto ingresso sul territorio nazionale con visto di ingresso per ricongiungimento familiare; b) la disponibilita' di un alloggio, a norma dell'articolo 29, comma 3, lettera a), del testo unico. A tale fine l'interessato deve produrre l'attestazione dell'ufficio comunale circa la sussistenza dei requisiti di cui al medesimo articolo 29 del testo unico ovvero il certificato di idoneita' igienico-sanitaria rilasciato dall'Azienda unita' sanitaria locale competente per territorio; c) il reddito richiesto per le finalita' di cui all'articolo 29, comma 3, lettera b), del testo unico, tenuto conto di quello dei familiari e conviventi non a carico.))
  5.  Se la carta di soggiorno e' richiesta nelle qualita' di coniuge
straniero  o  genitore  straniero convivente con cittadino italiano o
con  cittadino  di uno Stato dell'Unione europea residente in Italia,
di  cui  all'articolo  9,  comma  2, del testo unico, il richiedente,
oltre  alle  proprie  generalita',  deve  indicare  quelle dell'altro
coniuge  o  del figlio con il quale convive. Per lo straniero che sia
figlio  minore  convivente,  nelle  condizioni di cui all'articolo 9,
comma  2,  del testo unico, la carta di soggiorno e' richiesta da chi
esercita la potesta' sul minore.
  6.  Nei  casi previsti dal comma 5 la domanda deve essere corredata
((...))  delle  certificazioni  comprovanti  lo stato di coniuge o di
figlio  minore  o  di  genitore  di cittadino italiano o di uno Stato
membro dell'Unione europea residente in Italia.
  7.  L'addetto  alla  ricezione,  esaminata la domanda e i documenti
allegati  ed  accertata  l'identita'  dei  richiedenti,  ne  rilascia
ricevuta,  indicando  il  giorno  in  cui  potra'  essere ritirato il
documento  richiesto.  La  ricevuta  non sostituisce in alcun modo la
carta di soggiorno.
                               Art. 17
             Rilascio e rinnovo della caria di soggiorno

  1.  La  carta  di  soggiorno  e'  rilasciata  entro 90 giorni dalla
richiesta  previo  accertamento  delle condizioni richieste dal testo
unico.
  2.  ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)). La
carta di soggiorno costituisce documento di identificazione personale
per  non  oltre cinque anni dalla data del rilascio o del rinnovo. Il
rinnovo  e'  effettuato  a  richiesta  dell'interessato, corredata di
nuove fotografie.
CAPO III
ESPULSIONE E TRATTENIMENTO
                               Art. 18
            Ricorsi contro i provvedimenti di espulsione

  ((1. La sottoscrizione del ricorso di cui all'articolo 13, comma 8, del testo unico, presentato dallo straniero ad una autorita' diplomatica o consolare italiana, viene autenticata dai funzionari delle rappresentanze diplomatiche o consolari, che provvedono all'inoltro all'ufficio del giudice di pace del luogo in cui siede l'autorita' che ha disposto l'espulsione, cui viene inviata copia del ricorso stesso, indicando la data di presentazione del ricorso.))
  2.  L'autorita' che ha adottato il provvedimento impugnato puo' far
pervenire  le  proprie  osservazioni  al  giudice entro cinque giorni
dalla data di notifica del ricorso presso i propri uffici.
                               Art. 19
            Divieto di rientro per gli stranieri espulsi

  1.  Il  divieto di rientro nel territorio dello Stato nei confronti
delle  persone  espulse  opera  a  decorrere dalla data di esecuzione
dell'espulsione, attestata dal timbro d'uscita di cui all'articolo 8,
comma  1,  ovvero da ogni altro documento comprovante l'assenza dello
straniero dal territorio dello Stato.
  ((1-bis. Decorso il termine di cui al comma 1, lo straniero deve produrre idonea documentazione comprovante l'assenza dal territorio dello Stato presso la rappresentanza diplomatica italiana del Paese di appartenenza o di stabile residenza, che provvede, verificata l'identita' del richiedente, all'inoltro al Ministero dell'interno.))
                             Art. 19-bis
               (( (Autorizzazione speciale al rientro per gli stranieri espulsi). ))

  ((1. La richiesta di autorizzazione speciale al rientro in Italia, di cui all'articolo 13, comma 13, del testo unico, e' presentata dal cittadino straniero espulso alla rappresentanza diplomatica italiana dello Stato di appartenenza o di stabile residenza, che provvede all'inoltro della stessa al Ministero dell'interno, previa verifica dell'identita' e autentica della firma del richiedente nonche' acquisizione della documentazione attinente alla motivazione per la quale si chiede il rientro. 2. La rappresentanza diplomatica italiana competente provvede a notificare all'interessato il provvedimento del Ministero dell'interno.))
                               Art. 20
   Trattenimento nei centri di permanenza temporanea e assistenza

  ((1. Il provvedimento con il quale il questore dispone il trattenimento dello straniero presso il centro di permanenza temporanea e assistenza piu' vicino, in relazione alla disponibilita' dei posti, ai sensi dell'articolo 14 del testo unico, e' comunicato all'interessato con le modalita' di cui all'articolo 3, commi 3 e 4, unitamente al provvedimento di espulsione o di respingimento.))
  2.  Con  la  medesima  comunicazione  lo straniero e' informato del
diritto di essere assistito nel procedimento di convalida del decreto
di   trattenimento,   da  un  difensore  di  fiducia  con  ammissione
ricorrendone  le  condizioni  al  gratuito  patrocinio  a spese dello
Stato.  Allo  straniero  e'  dato  altresi' avviso che in mancanza di
difensore  di  fiducia,  sara'  assistito  da un difensore di ufficio
designato  dal  giudice  tra  quelli  iscritti  nella  tabella di cui
all'articolo  29  del decreto legislativo 28 luglio 1989 n. 271 e che
le comunicazioni dei successivi provvedimenti giurisdizionali saranno
effettuate  con  avviso  di  cancelleria  al difensore nominato dallo
straniero o a quello incaricato di ufficio.
  3.  All'atto  dell'ingresso nel centro lo straniero viene informato
che  in  caso  di indebito allontanamento la misura del trattenimento
sara' ripristinata con l'ausilio della forza pubblica.
  4.  Il  trattenimento  non  puo'  essere  protratto  oltre il tempo
strettamente   necessario   per   l'esecuzione  del  respingimento  o
dell'espulsione  e comunque oltre i termini stabiliti dal testo unico
e  deve  comunque  cessare  se  il  provvedimento del questore non e'
convalidato.
  5.  Lo  svolgimento  della procedura di convalida del trattenimento
non puo' essere motivo del ritardo dell'esecuzione del respingimento.
  ((5-bis. Gli avvisi di cui al comma 2 sono altresi' dati allo straniero destinatario del provvedimento di accompagnamento alla frontiera, in relazione all'udienza di convalida prevista dall'articolo 13, comma 5-bis, del testo unico.))
                               Art. 21
                     Modalita' del trattenimento

  1.  Le  modalita'  del trattenimento devono garantire, nel rispetto
del  regolare  svolgimento  della  vita  in  comune,  la  liberta' di
colloquio   all'interno  del  centro  e  con  visitatori  provenienti
dall'esterno,   in  particolare  con  il  difensore  che  assiste  lo
straniero,  e con i ministri di culto, la liberta' di corrispondenza,
anche  telefonica,  ed  i  diritti  fondamentali  della persona fermo
restando  l'assoluto  divieto  per  lo  straniero di allontanarsi dal
centro.
  2.  Nell'ambito  del  centro  sono  assicurati,  oltre  ai  servizi
occorrenti   per  il  mantenimento  e  l'assistenza  degli  stranieri
trattenuti  o ospitati, i servizi sanitari essenziali, gli interventi
di  socializzazione e la liberta' del culto nei limiti previsti dalla
Costituzione.
  3.  Allo  scopo  di  assicurare la liberta' di corrispondenza anche
telefonica  con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il
Ministro  del  tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
sono  definite  le  modalita'  per l'utilizzo dei servizi telefonici,
telegrafici  e  postali, nonche' i limiti di contribuzione alle spese
da parte del centro.
  4. Il trattenimento dello straniero puo' avvenire unicamente presso
i  centri di permanenza temporanea individuati ai sensi dell'articolo
14,  comma  1,  del  testo unico, o presso i luoghi di cura in cui lo
stesso e' ricoverato per urgenti necessita' di soccorso sanitario.
  5. Nel caso in cui lo straniero debba essere ricoverato in luogo di
cura,  debba  recarsi nell'ufficio giudiziario per essere sentito dal
giudice  che  procede,  ovvero  presso  la  competente rappresentanza
diplomatica  o  consolare  per  espletare  le procedure occorrenti al
rilascio  dei  documenti  occorrenti  per  il  rimpatrio, il questore
provvede all'accompagnamento a mezzo della forza pubblica.
  6.  Nel  caso di imminente pericolo di vita di un familiare o di un
convivente  residente in Italia o per altri gravi motivi di carattere
eccezionale,  il  giudice  che  procede,  sentito  il  questore  puo'
autorizzare  lo  straniero  ad  allontanarsi  dal centro per il tempo
strettamente  necessario,  informando  il  questore  che  ne  dispone
l'accompagnamento.
  7.  Oltre  al  personale  addetto  alla  gestione dei centri e agli
appartenenti   alla   forza   pubblica,   al   giudice  competente  e
all'autorita'  di  pubblica  sicurezza,  ai centri possono accedere i
familiari  conviventi  e  il  difensore  delle  persone  trattenute o
ospitate,  i  ministri  di  culto,  il personale della rappresentanza
diplomatica o consolare, e gli appartenenti ad enti, associazioni del
volontariato   e  cooperative  di  solidarieta'  sociale,  ammessi  a
svolgervi  attivita'  di  assistenza  a norma dell'articolo 22 ovvero
sulla  base  di appositi progetti di collaborazione concordati con il
prefetto della provincia in cui e' istituito il centro.
  8.   Le   disposizioni   occorrenti   per  la  regolare  convivenza
all'interno    del    centro,   comprese   le   misure   strettamente
indispensabili  per  garantire  l'incolumita'  delle persone, nonche'
quelle  occorrenti  per  disciplinare  le modalita' di erogazione dei
servizi predisposti per le esigenze fondamentali di cura, assistenza,
promozione  umana  e  sociale  e  le  modalita'  di svolgimento delle
visite,   sono   adottate  dal  prefetto,  sentito  il  questore,  in
attuazione  delle disposizioni recate nel decreto di costituzione del
centro  e  delle  direttive  impartite  dal Ministro dell'interno per
assicurare  la  rispondenza  delle  modalita'  di  trattenimento alle
finalita' di cui all'articolo 14, comma 2, del testo unico.
  9.  Il  questore  adotta  ogni  altro  provvedimento  e  le  misure
occorrenti  per la sicurezza e l'ordine pubblico nel centro, comprese
quelle   per   l'identificazione   delle   persone   e  di  sicurezza
all'ingresso  del  centro,  nonche'  quelle  per  impedire l'indebito
allontanamento  delle persone trattenute e per ripristinare la misura
nel  caso  che questa venga violata. Il questore, anche a mezzo degli
ufficiali    di    pubblica   sicurezza,   richiede   la   necessaria
collaborazione  da  parte  del gestore e del personale del centro che
sono tenuti a fornirla.
                               Art. 22
   Funzionamento dei centri di permanenza temporanea e assistenza

  1.  Il  prefetto  della  provincia in cui e' istituito il centro di
permanenza  temporanea  e  assistenza provvede all'attivazione e alla
gestione  dello  stesso,  disciplinandone  anche le attivita' a norma
dell'articolo   21,  comma  8,  in  conformita'  alle  istruzioni  di
carattere  organizzativo  e  amministrativo-contabile  impartite  dal
Ministero   dell'interno,  anche  mediante  la  stipula  di  apposite
convenzioni  con  l'ente locale o con soggetti pubblici o privati che
possono  avvalersi  dell'attivita'  di altri enti di associazioni del
volontariato e di cooperative di solidarieta' sociale.
  2.  Per  le finalita' di cui al comma 1, possono essere disposti la
locazione,  l'allestimento,  il  riadattamento  e  la manutenzione di
edifici  o  di  aree,  il  trasporto e il posizionamento di strutture
anche  mobili,  la  predisposizione e la gestione di attivita' per la
assistenza  compresa quella igienico-sanitaria e quella religiosa, il
mantenimento, il vestiario, la socializzazione, e quant'altro occorra
il  decoroso  soggiorno  nel  centro,  anche  per  le  persone che vi
prestano servizio. Quando occorre procedere all'acquisto di edifici o
aree,  il  competente  ufficio  del  Ministero delle finanze provvede
sulla richiesta del Ministero dell'Interno.
  3.  Il prefetto individua il responsabile della gestione del centro
e  dispone  i necessari controlli sull'amministrazione e gestione del
centro.
  4.  Nell'ambito  del centro sono resi disponibili uno o piu' locali
idonei  per l'espletamento delle attivita' delle autorita' consolari.
Le   autorita'   di  pubblica  sicurezza  assicurano  ogni  possibile
collaborazione   all'autorita'   consolare   al  fine  di  accelerare
l'espletamento   degli  accertamenti  e  il  rilascio  dei  documenti
necessari con spese a carico del bilancio del Ministero dell'interno.
                               Art. 23
              Attivita' di prima assistenza e soccorso

  1.  Le  attivita' di accoglienza, assistenza e quelle svolte per le
esigenze  igienico-sanitarie  connesse  al  soccorso  dello straniero
possono  essere  effettuate  anche  al  di  fuori  dei  centri di cui
all'articolo 22, per il tempo strettamente necessario all'avvio dello
stesso ai predetti centri o all'adozione dei provvedimenti occorrenti
per  l'erogazione  di  specifiche  forme  di assistenza di competenza
dello Stato.
  2.  Gli  interventi  di  cui  al comma 1 sono effettuati a cura del
prefetto  con  le  modalita'  e con l'imputazione degli oneri a norma
delle  disposizioni  di legge in vigore, comprese quelle del decreto-
legge  30  ottobre  1995,  n. 451, convertito dalla legge 29 dicembre
1995, n. 563.
CAPO IV
DISPOSIZIONI DI CARATTERE UMANITARIO
                               Art. 24
                Servizi di accoglienza alla frontiera

  1. I servizi di accoglienza previsti dall'articolo 11, comma 6, del
testo unico sono istituiti presso i valichi di frontiera nel quale e'
stato registrato negli ultimi tre anni il maggior numero di richieste
di  asilo  o  di ingressi sul territorio nazionale, nell'ambito delle
risorse  finanziarie  definite  con il documento programmatico di cui
all'articolo 3 del testo unico e dalla legge di bilancio.
  2.  Le modalita' per l'espletamento dei servizi di assistenza anche
mediante  convenzioni con organismi non governativi o associazioni di
volontariato,  enti  o  cooperative  di  solidarieta'  sociale  e  di
informazione, anche mediante sistemi automatizzati, sono definite con
provvedimento del Ministro dell'interno, d'intesa con il Ministro per
la solidarieta' sociale.
  3.  Nei  casi  di  urgente  necessita',  per  i  quali i servizi di
accoglienza  di  cui  al presente articolo non sono sufficienti o non
sono   attivati  e'  immediatamente  interessato  l'ente  locale  per
l'eventuale   accoglienza   in  uno  dei  centri  istituiti  a  norma
dell'articolo 40 del testo unico.
                               Art. 25
           Programmi di assistenza ed integrazione sociale

  1.  I  programmi  di  assistenza  ed  integrazione  sociale  di cui
all'articolo 18 del testo unico realizzati a cura degli enti locali o
dei  soggetti privati convenzionati sono finanziati dallo Stato nella
misura  del  settanta  per cento, a valere sulle risorse assegnate al
Dipartimento  per  le pari opportunita', ai sensi dell'art. 58, comma
2,  e  dall'ente  locale,  nella misura del trenta per cento a valere
sulle  risorse  relative all'assistenza. Il contributo dello Stato e'
disposto  dal Ministro per le pari opportunita' previa valutazione da
parte  della  Commissione  interministeriale  di  cui al comma 2, dei
programmi  elaborati  dai  comuni  interessati o dai soggetti privati
convenzionati  con questi ultimi, dietro presentazione di progetti di
fattibilita'  indicanti  i tempi, le modalita' e gli obiettivi che si
intendono conseguire, nonche' le strutture organizzative e logistiche
specificamente destinate.
  2.  Presso  la  Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento
per    le    pari   opportunita',   e'   istituita   la   Commissione
interministeriale  per l'attuazione dell'articolo 18 del testo unico,
composta dai rappresentanti dei Ministri per le pari opportunita' per
la  solidarieta'  sociale,  dell'interno  e  di grazia e giustizia, i
quali designano i rispettivi supplenti. La Commissione puo' avvalersi
di  consulenti  ed  esperti,  designati  dal  Ministro  per  le  pari
opportunita', d'intesa con gli altri Ministri interessati.
  3.  La  Commissione  svolge  i  compiti di indirizzo controllo e di
programmazione  delle  risorse  in  ordine  ai programmi previsti dal
presente capo. In particolare provvede a:
a) esprimere  il  parere  sulle richieste di iscrizione nell'apposita
   sezione del registro di cui all'articolo 52, comma 1, lettera c);
b) esprimere  i  pareri e le proposte sui progetti di convenzione dei
   comuni e degli enti locali con i soggetti che intendono realizzare
   i  programmi  di  assistenza  e  di  integrazione  sociale  di cui
   all'articolo 26;
c) selezionare i programmi di assistenza e di integrazione sociale da
   finanziare  a  valere  sul Fondo di cui al comma 1, sulla base dei
   criteri  e  delle modalita' stabiliti con decreto del Ministro per
   le   pari   opportunita',  di  concerto  con  i  Ministri  per  la
   solidarieta' sociale, dell'interno e di grazia e giustizia;
d) verificare  lo  stato  di  attuazione  dei  programmi  e  la  loro
   efficacia.  A  tal  fine  gli  enti  locali interessati devono far
   pervenire  alla Commissione ogni sei mesi una relazione sulla base
   dei rapporti di cui all'articolo 26, comma 4, lettera c). ((3))
---------------
AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.P.R.  14 maggio 2007, n. 102 ha disposto (con l'art. 1, comma
1)   che   "La   Commissione   interministeriale   per   l'attuazione
dell'articolo  18  del  testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina   dell'immigrazione   e   norme   sulla  condizione  dello
straniero,  di  cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, di
seguito denominato: "testo unico", istituita presso la Presidenza del
Consiglio  dei  Ministri  -  Dipartimento  per  i  diritti  e le pari
opportunita',  ai  sensi  dell'articolo 25 del decreto del Presidente
della   Repubblica   31   agosto   1999,  n.  394,  e'  ridenominata:
"Commissione  interministeriale  per  il  sostegno  alle  vittime  di
tratta,   violenza  e  grave  sfruttamento"  di  seguito  denominata:
"Commissione"".
                               Art. 26
                  Convenzioni con soggetti privati

  1.   I   soggetti  privati  che  intendono  svolgere  attivita'  di
assistenza   ed   integrazione   sociale  per  le  finalita'  di  cui
all'articolo 18 del testo unico debbono essere iscritti nell'apposita
sezione  del  registro  di cui all'articolo 42, comma 2, del medesimo
testo  unico,  a  norma  degli  articoli  52  e seguenti del presente
regolamento, e stipulare apposita convenzione con l'ente locale o con
gli enti locali di riferimento.
  2.  L'ente  locale  stipula  la convenzione con uno o piu' soggetti
privati di cui al comma 1 dopo aver verificato:
a) l'iscrizione   nella   apposita   sezione   del  registro  di  cui
   all'articolo 42, comma 2, del testo unico;
b) la  rispondenza  del  programma o dei programmi di assistenza e di
   integrazione  sociale  che  il  soggetto  intende  realizzare,  ai
   criteri  ed  alle  modalita'  stabiliti  con  il  decreto  di  cui
   all'articolo  25,  comma  3,  lettera c), tenuto conto dei servizi
   direttamente assicurati dall'ente locale;
c) la   sussistenza   dei  requisiti  professionali  organizzativi  e
   logistici occorrenti per la realizzazione dei programmi.
  3.  L'ente  locale  dispone  verifiche  semestrali  sullo  stato di
attuazione  e  sull'efficacia del programma ed eventualmente concorda
modifiche che lo rendano piu' adeguato agli obiettivi fissati.
  4. I soggetti privati convenzionati con gli enti locali che attuano
programmi di assistenza e di integrazione sociale sono tenuti a:
a) comunicare  al  sindaco  del  luogo  in  cui  operano l'inizio del
   programma;
b) effettuare  tutte le operazioni di carattere amministrativo, anche
   per  conto  degli  stranieri  assistiti  a norma dell'articolo 18,
   comma   3,  del  testo  unico,  qualora  impossibilitati,  per  la
   richiesta  del  permesso  di  soggiorno,  l'iscrizione al Servizio
   sanitario   nazionale   e   ogni   altro  adempimento  volto  alla
   effettivita' dei diritti riconosciuti ai medesimi stranieri;
c) presentare  all'ente  locale  convenzionato un rapporto semestrale
   sullo   stato  di  attuazione  del  programma  e  sugli  obiettivi
   intermedi raggiunti;
d) rispettare  le  norme  in materia di protezione dei dati personali
   nonche'  di  riservatezza  e  sicurezza degli stranieri assistiti,
   anche dopo la conclusione del programma;
e) comunicare   senza  ritardo  al  sindaco  e  al  questore  che  ha
   rilasciato  il  permesso di soggiorno l'eventuale interruzione, da
   parte   dello   straniero   interessato  della  partecipazione  al
   programma.
                               Art. 27
                 Rilascio del permesso di soggiorno
                  per motivi di protezione sociale)

  1. Quando ricorrono le circostanze di cui all'articolo 18 del testo
unico  la  proposta  per  il  rilascio  del permesso di soggiorno per
motivi di protezione sociale e' effettuata:
a) dai  servizi sociali degli enti locali, o dalle associazioni, enti
   ed  altri  organismi  iscritti al registro di cui all'articolo 52,
   comma  1, lettera c), convenzionati con l'ente locale, che abbiano
   rilevato  situazioni  di  violenza  o  di  grave  sfruttamento nei
   confronti dello straniero;
b) dal  procuratore  della Repubblica nei casi in cui sia iniziato un
   procedimento  penale  relativamente a fatti di violenza o di grave
   sfruttamento  di  cui  alla  lettera  a),  nel  corso del quale lo
   straniero abbia reso dichiarazioni.
2. Ricevuta la proposta di cui al comma 1 e verificata la sussistenza
   delle condizioni previste dal testo unico, il questore provvede al
   rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari valido per
   le  attivita'  di  cui  all'articolo  18  comma 5, del testo unico
   acquisiti:
a) il  parere  del  procuratore  della Repubblica quando ricorrono le
   circostanze di cui al comma 1, lettera b), ed il procuratore abbia
   omesso di formulare la proposta o questa non dia indicazioni circa
   la gravita' ed attualita' del pericolo;
b) il  programma  di assistenza ed integrazione sociale relativo allo
   straniero    conforme    alle   prescrizioni   della   Commissione
   interministeriale di cui all'articolo 25.
c) l'adesione dello straniero al medesimo programma previa avvertenza
   delle conseguenze previste dal testo unico in caso di interruzione
   del  programma  o di condotti incompatibile con le finalita' dello
   stesso.
d) l'accettazione  degli  impegni  connessi al programma da parte del
   responsabile  della  struttura presso cui il programma deve essere
   realizzato.
  3.  Quando  la  proposta e' effettuata a norma del comma 1, lettera
a),  il  questore valuta la gravita' ed attualita' del pericolo anche
sulla base degli elementi in essa contenuti.
  ((3-bis. Il permesso di soggiorno di cui all'articolo 18, comma 5, del testo unico, puo' essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro, secondo le modalita' stabilite per tale tipo di permesso. Le quote d'ingresso definite nei decreti di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico, per l'anno successivo alla data di rilascio, sono decurtate in misura pari al numero dei permessi di soggiorno di cui al presente comma, convertiti in permessi di soggiorno per lavoro. 3-ter. Il permesso di soggiorno di cui all'articolo 18 del testo unico contiene, quale motivazione, la sola dicitura "per motivi umanitari" ed e' rilasciato con modalita' che assicurano l'eventuale differenziazione da altri tipi di permesso di soggiorno e l'agevole individuazione dei motivi del rilascio ai soli uffici competenti, anche mediante il ricorso a codici alfanumerici.))
                               Art. 28
         Permessi di soggiorno per gli stranieri per i quali
            sono vietati l'espulsione o il respingimento

  1.  Quando  la  legge dispone il divieto di espulsione, il questore
rilascia il permesso di soggiorno:
((a) per minore eta', salvo l'iscrizione del minore degli anni quattordici nel permesso di soggiorno del genitore o dell'affidatario stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. In caso di minore non accompagnato, rintracciato sul territorio e segnalato al Comitato per i minori stranieri, il permesso di soggiorno per minore eta' e' rilasciato a seguito della segnalazione al Comitato medesimo ed e' valido per tutto il periodo necessario per l'espletamento delle indagini sui familiari nei Paesi di origine. Se si tratta di minore abbandonato, e' immediatamente informato il Tribunale per i minorenni per i provvedimenti di competenza;))
((a-bis) per integrazione sociale e civile del minore, di cui all'articolo 11, comma 1, lettera c-sexies), previo parere del Comitato per i minori stranieri;))
b) per  motivi familiari nei confronti degli stranieri che si trovano
   nelle  documentate  circostanze  di  cui all'articolo 19, comma 2,
   lettera c), del testo unico;
c) per   cure   mediche,  per  il  tempo  attestato  mediante  idonea
   certificazione  sanitaria nei confronti delle donne che si trovano
   nelle circostanze di cui all'articolo 19, comma 2, lettera d), del
   testo unico;
d) per  motivi  umanitari  negli altri casi, salvo che possa disporsi
   l'allontanamento  verso  uno  Stato  che provvede ad accordare una
   protezione  analoga contro le persecuzioni di cui all'articolo 19,
   comma 1, del testo unico.
CAPO V
DISCIPLINA DEL LAVORO
                               Art. 29
       Definizione delle quote d'ingresso per motivi di lavoro

  ((1. I decreti che definiscono le quote massime di ingresso degli stranieri nel territorio dello Stato per motivi di lavoro, definite anche in base alla indicazioni delle regioni ai sensi dell'articolo 21, comma 4-ter, del testo unico, indicano le quote per il lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, e per il lavoro autonomo. Relativamente alle professioni sanitarie, si tiene conto, sentite le regioni, delle valutazioni effettuate dal Ministero della salute, connesse alle rilevazioni sui fabbisogni di personale sanitario, di cui all'articolo 6-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.))
  2.  Per  le  finalita'  di  cui al presente Capo il ((Ministero del lavoro e delle politiche sociali)) adotta le misure occorrenti per i
collegamenti informativi del propri uffici centrali e periferici ed i
trattamenti  automatizzati  dei  dati  dei  lavoratori  stranieri  e,
mediante  convenzioni con i Ministeri interessati, per i collegamenti
occorrenti  con  le  rappresentanze diplomatiche e consolari e con le
questure.
  3. (Comma non ammesso al "Visto" della Corte dei conti.)
                               Art. 30
             (( (Sportello unico per l'immigrazione) ))

  ((1. Lo Sportello unico per l'immigrazione, di cui all'articolo 22, comma 1, del testo unico, diretto da un dirigente della carriera prefettizia o da un dirigente della Direzione provinciale del lavoro, e' composto da almeno un rappresentante della Prefettura - Ufficio territoriale del Governo, da almeno uno della Direzione provinciale del lavoro, designato dal dirigente della Direzione provinciale del lavoro e da almeno uno appartenente ai ruoli della Polizia di Stato, designato dal questore. Lo Sportello unico viene costituito con decreto del prefetto, che puo' individuare anche piu' unita' operative di base. Con lo stesso decreto viene designato il responsabile delle Sportello unico, individuato in attuazione di direttive adottate congiuntamente dal Ministro dell'interno e dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione dell'articolo 22, comma 16, del testo unico, sono disciplinate, mediante apposite norme di attuazione, forme di raccordo tra lo Sportello unico e gli uffici regionali e provinciali per l'organizzazione e l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di lavoro, attribuite allo sportello medesimo dagli articoli 22, 24 e 27 del testo unico e dall'articolo 40 del presente regolamento, compreso il rilascio dei relativi nullaosta. 2. Lo Sportello si avvale anche del sistema informativo di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 2004, n. 242, nonche' di procedure e tecnologie informatiche, in modo da assicurare certezza delle informazioni, efficacia dei controlli e speditezza delle procedure. ))
                             Art. 30-bis
         (( (Richiesta assunzione lavoratori stranieri). ))

  ((1. Il datore di lavoro, italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia, presenta la documentazione necessaria per la concessione del nullaosta al lavoro subordinato allo Sportello unico, scegliendo, in alternativa, tra quello della provincia di residenza ovvero quello della provincia ove ha sede legale l'impresa o quello della provincia ove avra' luogo la prestazione lavorativa, con l'osservanza delle modalita' previste dall'articolo 22, comma 2, del testo unico. 2. In particolare, la richiesta nominativa o numerica viene redatta su appositi moduli che facilitano l'acquisizione dei dati su supporti magnetici o ottici. Essa deve contenere i seguenti elementi essenziali: a) complete generalita' del datore di lavoro, del titolare o legale rappresentante dell'impresa, la ragione sociale, la sede e l'indicazione del luogo di lavoro; b) nel caso di richiesta nominativa, le complete generalita' del lavoratore straniero che si intende assumere comprensive della residenza all'estero e, nel caso di richiesta numerica, il numero dei lavoratori da assumere; c) il trattamento retributivo ed assicurativo, nel rispetto delle leggi vigenti e dei contratti collettivi nazionali di lavoro applicabili, riportato anche sulla proposta di contratto di soggiorno; d) l'impegno di cui all'articolo 8-bis, comma 1, che deve risultare anche nella proposta di contratto di soggiorno per lavoro; e) 1'impegno a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro. 3. Alla domanda devono essere allegati: a) autocertificazione dell'iscrizione dell'impresa alla Camera di commercio, industria ed artigianato, per le attivita' per le quali tale iscrizione e' richiesta; b) autocertificazione della posizione previdenziale e fiscale atta a comprovare, secondo la tipologia di azienda, la capacita' occupazionale e reddituale del datore di lavoro; c) la proposta di stipula di un contratto di soggiorno a tempo indeterminato, determinato o stagionale, con orario a tempo pieno o a tempo parziale e non inferiore a 20 ore settimanali e, nel caso di lavoro domestico, una retribuzione mensile non inferiore al minimo previsto per l'assegno sociale, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335. 4. Qualora il datore di lavoro intenda rivalersi delle spese per la messa a disposizione dell'alloggio, trattenendo dalla retribuzione mensile una somma massima pari ad un terzo del suo importo, la decurtazione deve essere espressamente prevista nella proposta di contratto di soggiorno, che ne deve determinare la misura. Non si fa luogo alla decurtazione con riferimento ai rapporti di lavoro per i quali il corrispondente contratto collettivo nazionale di lavoro fissa il trattamento economico tenendo gia' conto che il lavoratore fruisce di un alloggio messo a disposizione dal datore. 5. Il datore di lavoro specifica nella domanda se e' interessato alla trasmissione del nullaosta, di cui all'articolo 31, comma 4, e della proposta di contratto, di cui al comma 3, lettera c), agli uffici consolari tramite lo Sportello unico. 6. La documentazione di cui ai commi 2 e 3 e' presentata allo Sportello unico, anche in via telematica, ai sensi del regolamento di cui all'articolo 34, comma 2, della legge 30 luglio 2002, n. 189. 7. Lo Sportello unico competente al rilascio del nullaosta al lavoro e' quello del luogo in cui verra' svolta l'attivita' lavorativa. Nel caso in cui la richiesta di nullaosta sia stata presentata allo Sportello unico del luogo di residenza o della sede legale dell'impresa, lo Sportello unico ricevente la trasmette allo Sportello unico competente, ove diverso, dandone comunicazione al datore di lavoro. 8. Lo Sportello unico, fermo quanto previsto dall'articolo 30-quinquies, procede alla verifica della regolarita', della completezza e dell'idoneita' della documentazione presentata ai sensi del comma 1, nonche' acquisisce dalla Direzione provinciale del lavoro, anche in via telematica, la verifica dell'osservanza delle prescrizioni del contratto collettivo di lavoro applicabile alla fattispecie e la congruita' del numero delle richieste presentate, per il medesimo periodo, dallo stesso datore di lavoro, in relazione alla sua capacita' economica e alle esigenze dell'impresa, anche in relazione agli impegni retributivi ed assicurativi previsti dalla normativa vigente e dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria applicabili. La disposizione relativa alla verifica della congruita' in rapporto alla capacita' economica del datore di lavoro non si applica al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza, il quale intende assumere un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza. 9. Nei casi di irregolarita' sanabile o di incompletezza della documentazione, lo Sportello unico invita il datore di lavoro a procedere alla regolarizzazione ed all'integrazione della documentazione. In tale ipotesi, i termini previsti dagli articoli 22, comma 5, e 24, comma 2, del testo unico, per la concessione del nullaosta al lavoro subordinato e per il rilascio dell'autorizzazione al lavoro stagionale decorrono dalla data dell'avvenuta regolarizzazione della documentazione.))
                             Art. 30-ter
                        (( (Modulistica). ))

  ((1. Gli elementi, le caratteristiche e la tipologia della modulistica, anche informatizzata, per la documentazione, le istanze e le dichiarazioni previste per le esigenze dello Sportello unico sono definite con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.))
                           Art. 30-quater
        (( (Archivio informatizzato dello Sportello unico) ))

  ((1. I soggetti che trasmettono i dati da acquisire nel sistema informatizzato in materia di immigrazione, di cui all'articolo 30, comma 2, sono i soggetti privati, le questure, lo Sportello unico, le regioni e le province per il tramite del responsabile del Centro per l'impiego, i Centri per l'impiego, l'autorita' consolare tramite il Ministero degli affari esteri, le Direzioni provinciali del lavoro e il competente ufficio dell'Amministrazione centrale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 2. Sono soggetti privati le associazioni di categoria, i datori di lavoro, i lavoratori extracomunitari. 3. I dati identificativi ed informativi in materia di immigrazione, le caratteristiche e le ulteriori informazioni da registrare nell'archivio informatizzato dello Sportello unico sono definiti con decreto del Ministero dell'interno, sentiti la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie ed il Garante per la protezione dei dati personali. 4. Le regole tecniche di funzionamento attinenti all'archivio informatizzato, alle eventuali e ulteriori misure di sicurezza per il trattamento dei dati e per la tenuta dell'archivio rispetto a quelle contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni, e nei relativi regolamenti d'attuazione, sono disciplinate con decreto del Ministero dell'interno, sentiti la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie ed il Garante per la protezione dei dati personali. 5. L'individuazione dei soggetti autorizzati alla consultazione e le modalita' tecniche e procedurali per la consultazione dell'archivio di cui al comma 1 e per la trasmissione telematica dei dati e dei documenti all'archivio medesimo sono regolate con il decreto del Ministro dell'interno di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 2004, n. 242, in modo che, secondo le concrete possibilita' tecniche, le procedure possano svolgersi su supporto cartaceo e informatico, anche con differenziazioni territoriali. 6. La documentazione originaria rimane in custodia delle Amministrazioni e degli organi emittenti.))
                          Art. 30-quinquies
           (( (Verifica delle disponibilita' di offerta di lavoro presso i centri per l'impiego) ))

  ((1. Le richieste di lavoro subordinato, sia nominative che numeriche, sono trasmesse, anche per via telematica, dallo Sportello unico per 1'immigrazione, per il tramite del sistema informativo, al Centro per l'impiego competente in relazione alla provincia di residenza, domicilio o sede legale del richiedente, ad eccezione delle richieste nominative di lavoratori stagionali, di cui all'articolo 24, comma 1, primo periodo, del testo unico. 2. Il Centro per l'impiego, entro il termine di 20 giorni dalla ricezione della richiesta, provvede, per il tramite del sistema informativo, a diffonderla ed a comunicare allo Sportello unico ed al datore di lavoro i dati delle dichiarazioni di disponibilita' pervenute anche da parte di lavoratori extracomunitari iscritti nelle liste di collocamento o, comunque, censiti come disoccupati in cerca di occupazione, ovvero le eventuali certificazioni negative. 3. Qualora il centro per 1'impiego, entro il termine di cui al comma 2, comunichi allo Sportello unico ed al datore di lavoro la disponibilita' di lavoratori residenti sul territorio italiano, la richiesta di nullaosta relativa al lavoratore straniero rimane sospesa sino a quando il datore di lavoro comunica, dando atto della valutazione delle predette offerte, allo Sportello unico e, per conoscenza, al Centro per l'impiego, che intende confermare la richiesta di nullaosta relativa al lavoratore straniero.))
                           Art. 30-sexies
                   (( (Rinuncia all'assunzione) ))
  ((1. Il datore di lavoro, entro 4 giorni dalla comunicazione di cui all'articolo 30-quinquies, comma 2, se non sono pervenute dichiarazioni di disponibilita' all'impiego da parte di lavoratori italiani o stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, comunica allo Sportello unico e, per Conoscenza, al centro per l'impiego se intende revocare la richiesta di nullaosta relativa al lavoratore straniero.))
                               Art. 31
     (( (Nullaosta dello Sportello unico e visto d'ingresso) ))

  ((1. In presenza di certificazione negativa pervenuta dal Centro per 1'impiego competente od in caso di espressa conferma della richiesta di nullaosta da parte del datore di lavoro o, comunque, decorsi 20 giorni senza alcun riscontro del Centro per l'impiego, lo Sportello unico richiede al questore della stessa sede, tramite procedura telematica, la verifica della sussistenza o meno, nei confronti del lavoratore straniero, di motivi ostativi all'ingresso ed al soggiorno nel territorio dello Stato e, nei confronti del datore di lavoro, di motivi ostativi di cui al comma 2. 2. Il questore esprime parere contrario al rilascio del nullaosta qualora il datore di lavoro a domicilio o titolare di un'impresa individuale ovvero, negli altri casi, il legale rappresentante ed i componenti dell'organo di amministrazione della societa', risultino denunciati per uno dei reati previsti dal testo unico, ovvero per uno dei reati previsti dagli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale, salvo che i relativi procedimenti si siano conclusi con un provvedimento che esclude il reato o la responsabilita' dell'interessato, ovvero risulti sia stata applicata nei loro confronti una misura di prevenzione, salvi, in ogni caso, gli effetti della riabilitazione. 3. Lo Sportello unico acquisisce dalle Direzioni provinciali del lavoro, tramite procedura telematica, la verifica dei limiti numerici, quantitativi e qualitativi, determinati a norma degli articoli 3, comma 4 e 21, del testo unico. 4. In assenza di motivi ostativi di cui al comma 1 e nell'ipotesi di verifica positiva dei limiti di cui al comma 3, lo Sportello unico provvede alla convocazione del datore di lavoro per il rilascio del nullaosta, la cui validita' e' di sei mesi dalla data del rilascio stesso. 5. Lo Sportello unico, accertati i dati identificativi del lavoratore straniero e acquisito il parere del questore, verifica l'esistenza del codice fiscale o ne richiede l'attribuzione, secondo le modalita' determinate con il decreto del Ministro dell'interno di cui all'articolo 11, comma 2. 6. Lo Sportello unico, in presenza di espressa richiesta formulata dal datore di lavoro, anche ai sensi dell'articolo 30-bis, comma 5, trasmette la documentazione di cui all'articolo 30-bis, commi 2 e 3, ivi compreso il codice fiscale, nonche' il relativo nullaosta agli uffici consolari. Nell'ipotesi di trasmissione della documentazione per via telematica, lo Sportello unico si avvale del collegamento previsto con l'archivio informatizzato della rete mondiale visti presso il Ministero degli affari esteri. 7. Il datore di lavoro informa il lavoratore straniero dell'avvenuto rilascio del nullaosta, al fine di consentirgli di richiedere il visto d'ingresso alla rappresentanza diplomatica o consolare competente, entro i termini di validita' del nullaosta. 8. La rappresentanza diplomatica o consolare, alla quale sia pervenuta la documentazione di cui al comma 6, comunica allo straniero la proposta di contratto di soggiorno per lavoro e rilascia, previa verifica dei presupposti di cui all'articolo 5, il visto d'ingresso, comprensivo del codice fiscale, entro 30 giorni dalla data di richiesta del visto da parte dell'interessato, dandone comunicazione, per via telematica, al Ministero dell'interno, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, all'INPS ed all'INAIL. Lo straniero viene informato dell'obbligo di presentazione allo Sportello unico, entro 8 giorni dall'ingresso in Italia, ai sensi dell'articolo 35))
                               Art. 32
      Liste degli stranieri che chiedono di lavorare in Italia

  1.  Le  liste  di  lavoratori stranieri che chiedono di lavorare in
Italia,  formate  in attuazione degli accordi di cui all'articolo 21,
comma  5,  del  testo  unico,  sono  compilate ed aggiornate per anno
solare,  distintamente  per lavoratori a tempo indeterminato, a tempo
determinato  e  per  lavoro  stagionale, e sono tenute nell'ordine di
presentazione delle domande di iscrizione.
  ((2. Ciascuna lista consta di un elenco dei nominativi e delle schede di iscrizione che gli interessati sono tenuti a compilare e sottoscrivere, su modello definito con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato di concerto con il Ministro degli affari esteri e con il Ministro dell'interno e, per quanto concerne la fattispecie di cui all'articolo 32-bis, con il concerto del Ministro per gli italiani nel mondo, contenente: a) Paese d'origine; b) numero progressivo di presentazione della domanda; c) complete generalita'; d) tipo del rapporto di lavoro preferito, stagionale, a tempo determinato, a tempo indeterminato; e) capacita' professionali degli interessati o loro appartenenza ad una determinata categoria di lavoratori, qualifica o mansione; f) conoscenza della lingua italiana, ovvero di una delle lingue francese, inglese o spagnola, o di altra lingua; g) eventuali propensioni lavorative o precedenti esperienze di lavoro nel Paese d'origine o in altri Paesi; h) l'eventuale diritto di priorita' per i lavoratori stagionali che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 24, comma 4, del testo unico, attestate dalla esibizione del passaporto o altro documento equivalente, da cui risulti la data di partenza dall'Italia al termine del precedente soggiorno per lavoro stagionale. 3. Le liste di cui al comma 2 sono trasmesse, in via telematica, per il tramite della rappresentanza diplomatico-consolare, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali che, previa verifica formale della rispondenza ai criteri stabiliti, provvede, entro 30 giorni dalla data di ricevimento, alla loro diffusione mediante l'inserimento nel sistema informativo delle Direzioni provinciali del lavoro. Le predette liste sono distinte per Paesi di provenienza.))
  4.  L'interessato  iscritto  nelle liste di lavoratori stranieri di
cui  al  comma 1, ha facolta' di chiedere al ((Ministero del lavoro e delle politiche sociali)),  ai  sensi della legge 7 agosto 1990, n.
241, la propria posizione nella lista.
                             Art. 32-bis
          (( (Liste dei lavoratori di origine italiana) ))

  ((1. Presso ogni rappresentanza diplomatico-consolare e' istituito un elenco dei lavoratori di origine italiana, di cui all'articolo 21, comma 1, del testo unico, compilato ed aggiornato secondo le modalita' previste dall'articolo 32, commi 1 e 2. La scheda, di cui all'articolo 32, comma 2, contiene, per tali lavoratori, l'indicazione del grado di ascendenza. 2. Agli iscritti alla lista di cui al comma 1 si applica quanto previsto dall'articolo 32, comma 4. 3. Ai fini dell'inserimento nel sistema informativo delle Direzioni provinciali del lavoro di cui all'articolo 33, comma 1, il Ministero degli affari esteri trasmette al Ministero del lavoro e delle politiche sociali i predetti elenchi.))
                               Art. 33
    Autorizzazione al lavoro degli stranieri iscritti nelle liste

  1.  I  dati  di  cui  all'articolo  32  sono  immessi  nel  Sistema
informativo  lavoro  (S.I.L.)  del  ((Ministero del lavoro e delle politiche sociali)),  di cui all'articolo 11 del decreto legislativo
23  dicembre  1997, n. 469, e sono posti a disposizione dei datori di
lavoro  e  delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro
che ne fanno motivata richiesta, tramite le Direzioni provinciali del
lavoro.  Fino  alla  completa  attuazione del S.I.L., i dati medesimi
sono posti a disposizione dei datori di lavoro e delle organizzazioni
dei  lavoratori  e  dei  datori  di  lavoro con le modalita' previste
dall'articolo 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
  ((2. Le richieste di nullaosta al lavoro per ciascun tipo di rapporto di lavoro sono effettuate, anche se riferite ai nominativi iscritti nelle liste, con le modalita' di cui agli articoli 30-bis, 30-quinquies e 31. 2-bis. Nell'ipotesi di richieste numeriche, oltre a quanto previsto nell'articolo 30-bis, lo Sportello unico acquisisce, tramite procedura telematica, dalle Direzioni provinciali del lavoro, i nominativi delle persone iscritte nelle liste di cui all'articolo 21, comma 5, del testo unico.))
  3.  Nel caso in cui il datore di lavoro non intenda avvalersi della
scelta  nominativa, per le richieste numeriche si procede nell'ordine
di  priorita'  di  iscrizione  nella  lista,  a  parita' di requisiti
professionali.
                               Art. 34
                    (( (Titoli di prelazione) ))

  ((1. Con decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di intesa con la Conferenza Stato-Regioni, sono fissate le modalita' di predisposizione e di svolgimento dei programmi di formazione e di istruzione da effettuarsi nel Paese di origine ai sensi dell'articolo 23, comma 1, del testo unica, e sono stabiliti i criteri per la loro valutazione. I programmi sono presentati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali che, sentito il Ministero degli affari esteri, procede all'istruttoria e, congiuntamente con il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, provvede alla relativa valutazione e all'eventuale approvazione, dando precedenza ai programmi validati dalle regioni e che siano coerenti con il fabbisogno da queste formalizzato ai sensi dell'articolo 21, comma 4-ter, del testo unico. 2. I lavoratori in possesso dell'attestato di qualifica ovvero di frequenza con certificazione delle competenze acquisite, conseguito nell'ambito dei predetti programmi, sono inseriti in apposite liste istituite presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 3. Le liste di cui al comma 2, distinte per Paesi di origine, constano di un elenco di nominativi contenente il Paese di origine, le complete generalita', la qualifica professionale, il grado di conoscenza della lingua italiana, il tipo di rapporto di lavoro preferito, stagionale, a tempo determinato o indeterminato, nonche' l'indicazione del programma formativo svolto e del rispettivo settore di impiego di destinazione. 4. I dati inseriti in tali liste sono posti a disposizione, tramite il sistema, informativo delle Direzioni provinciali del lavoro, dei datori di lavoro, che possono procedere con la richiesta di nullaosta al lavoro ai sensi dell'articolo 22, commi 3, 4 e 5, del testo unico, oppure nei casi in cui abbiano conoscenza diretta degli stranieri, con la richiesta nominativa di nullaosta di cui all'articolo 22, comma 2, del testo unico. Il nullaosta al lavoro per tali lavoratori e' rilasciato senza il preventivo espletamento degli adempimenti previsti dall'articolo 22, comma 4, del testo unico. 5. I lavoratori inseriti nell'elenco hanno un diritto di priorita', rispetto ai cittadini del loro stesso Paese, secondo l'ordine di iscrizione nelle liste, ai fini della chiamata numerica di cui all'articolo 22, comma 3, del testo unico. 6. Nel caso di richieste numeriche di nullaosta per lavoro stagionale, tale diritto di priorita' opera esclusivamente rispetto ai lavoratori che non si trovano nella condizione prevista dall'articolo 24, comma 4, del testo unico. 7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico, e' riservata una quota di ingressi per lavoro subordinato non stagionale ai lavoratori inseriti nell'elenco che abbiano partecipato all'attivita' formativa nei Paesi di origine, anche sulla base delle indicazioni fornite dalle regioni, ai sensi dell'articolo 21, comma 4-ter, del testo unico. Qualora si verifichino residui nell'utilizzo della quota riservata, trascorsi nove mesi dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, la stessa rientra nella disponibilita' della quota di lavoro subordinato. 8. Entro i limiti della riserva fissata ai sensi del comma 7, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvedera' alla ripartizione della relativa quota di ingressi, tenendo conto in via prioritaria delle richieste di manodopera da impiegare nelle aree di destinazione lavorativa dei cittadini extracomunitari, individuate nei programmi di istruzione e formazione professionale approvati ai sensi del comma 1. 9. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri puo' prevedere che, in caso di esaurimento della quota riservata prevista al comma 7, siano ammessi ulteriori ingressi, sulla base di effettive richieste di lavoratori formati ai sensi dell'articolo 23 del testo unico. 10. Ai partecipanti ai corsi di formazione destinati ai lavoratori autonomi stranieri, inseriti in appositi elenchi, e' riservata, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico, una quota stabilita a livello nazionale.))
                               Art. 35
  (( (Stipula del contratto di soggiorno per lavoro subordinato) ))

  ((1. Entro 8 giorni dall'ingresso nel territorio nazionale, il lavoratore straniero si reca presso lo Sportello unico competente che, a seguito di verifica del visto rilasciato dall'autorita' consolare e dei dati anagrafici del lavoratore straniero, consegna il certificato di attribuzione del codice fiscale. Nello stesso termine, il lavoratore straniero, previa esibizione di un titolo idoneo a comprovare l'effettiva disponibilita' dell'alloggio, della richiesta di certificazione d'idoneita' alloggiativa, nonche' della dichiarazione di impegno al pagamento delle spese di viaggio di cui all'articolo 5-bis, comma 1, lettera b), del testo unico, sottoscrive il contratto di soggiorno per lavoro, senza apporre modifiche o condizioni allo stesso, che viene conservato presso lo Sportello medesimo. 2. Copia del contratto di soggiorno sottoscritto e' trasmessa dallo Sportello unico, ove possibile, in via telematica, al Centro per l'impiego, all'autorita' consolare competente, nonche' al datore di lavoro. 3. Lo Sportello unico competente richiede l'annullamento dei codici fiscali non consegnati nel termine di diciotto mesi dal rilascio del nullaosta, ovvero conferma l'avvenuta consegna, secondo le modalita' determinate con il decreto del Ministro dell'interno di cui all'articolo 11, comma 2, con la contestuale indicazione del dato relativo al domicilio fiscale dello straniero.))
                               Art. 36
       (( (Rilascio del permesso di soggiorno per lavoro). ))

  ((1. All'atto della sottoscrizione del contratto di soggiorno per lavoro, ai sensi dell'articolo 35, comma 1, lo Sportello unico provvede a far sottoscrivere al lavoratore straniero il modulo precompilato di richiesta del permesso di soggiorno, i cui dati sono, contestualmente, inoltrati alla questura competente per il rilascio del permesso di soggiorno, tramite procedura telematica. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 11, comma 2-bis. 2. Lo Sportello provvede, altresi', a comunicare allo straniero la data della convocazione stabilita dalla questura per i rilievi fotodattiloscopici, previsti dall'articolo 5, comma 2-bis, del testo unico.))
                             Art. 36-bis
             (( (Variazioni del rapporto di lavoro). ))

  ((1. Per l'instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro, fermo restando quanto previsto dall'articolo 37, deve essere sottoscritto un nuovo contratto di soggiorno per lavoro, anche ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, di cui all'articolo 13. 2. Il datore di lavoro deve comunicare allo Sportello unico, entro 5 giorni dall'evento, la data d'inizio e la data di cessazione del rapporto di lavoro con il cittadino straniero, ai sensi dell'articolo 37, nonche' il trasferimento di sede del lavoratore, con la relativa decorrenza.))
                               Art. 37
         (( (Iscrizione nelle liste o nell'elenco anagrafico finalizzata al collocamento del lavoratore licenziato, dimesso o invalido). ))

  ((1. Quando il lavoratore straniero perde il posto di lavoro ai sensi della normativa in vigore in materia di licenziamenti collettivi, l'impresa che lo ha assunto deve darne comunicazione allo Sportello unico e al Centro per l'impiego competenti entro 5 giorni dalla data di licenziamento. Il Centro per l'impiego procede, in presenza delle condizioni richieste dalla rispettiva disciplina generale, all'iscrizione dello straniero nelle liste di mobilita', anche ai fini della corresponsione della indennita' di mobilita' ove spettante, nei limiti del periodo di residua validita' del permesso di soggiorno e, comunque, salvo che per il lavoratore stagionale, per un periodo non inferiore a sei mesi. Qualora il licenziamento collettivo non dia luogo all'iscrizione nelle liste di mobilita' si applica la disposizione del comma 2. 2. Quando il licenziamento e' disposto a norma delle leggi in vigore per il licenziamento individuale, ovvero in caso di dimissioni, il datore di lavoro ne da' comunicazione entro 5 giorni allo Sportello unico e al Centro per l'impiego competenti. Lo straniero, se interessato a far risultare lo stato di disoccupazione, per avvalersi della previsione di cui all'articolo 22, comma 11, del testo unico, deve presentarsi, non oltre il quarantesimo giorno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, presso il Centro per l'impiego e rendere la dichiarazione, di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, cosi' come sostituito dal decreto legislativo 19 dicembre 2002, n. 297, che attesti l'attivita' lavorativa precedentemente svolta, nonche' l'immediata disponibilita' allo svolgimento di attivita' lavorativa, esibendo il proprio permesso di soggiorno. 3. Il Centro per l'impiego provvede all'inserimento del lavoratore nell'elenco anagrafico, di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio 2000, n. 442, ovvero provvede all'aggiornamento della posizione del lavoratore qualora gia' inserito. Il lavoratore mantiene l'inserimento in tale elenco per il periodo di residua validita' del permesso di soggiorno e, comunque, ad esclusione del lavoratore stagionale, per un periodo complessivo non inferiore a sei mesi. 4. Il Centro per l'impiego notifica, anche per via telematica, entro 10 giorni, allo Sportello unico la data di effettuazione dell'inserimento nelle liste di cui al comma 1 ovvero della registrazione dell'immediata disponibilita' del lavoratore nell'elenco anagrafico di cui al comma 2, specificando, altresi', le generalita' del lavoratore straniero e gli estremi del rispettivo permesso di soggiorno. 5. Quando, a norma delle disposizioni del testo unico e del presente articolo, il lavoratore straniero ha diritto a rimanere nel territorio dello Stato offre il termine fissato dal permesso di soggiorno, la questura rinnova il permesso medesimo, previa documentata domanda dell'interessato, fino a sei mesi dalla data di iscrizione nelle liste di cui al comma 1 ovvero di registrazione nell'elenco di cui al comma 2. Il rinnovo del permesso e' subordinato all'accertamento, anche per via telematica, dell'inserimento dello straniero nelle liste di cui al comma 1 o della registrazione nell'elenco di cui al comma 2. Si osservano le disposizioni dell'articolo 36-bis. 6. Allo scadere del permesso di soggiorno, di cui al comma 5, lo straniero deve lasciare il territorio dello Stato, salvo risulti titolare di un nuovo contratto di soggiorno per lavoro ovvero abbia diritto al permesso di soggiorno ad altro titolo, secondo la normativa vigente. 7. Nel caso di straniero regolarmente soggiornante per motivo di lavoro o per un motivo che consente il lavoro subordinato, che sia dichiarato invalido civile, l'iscrizione delle liste di cui all'articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68, equivale all'iscrizione ovvero alla registrazione di cui ai commi 1 e 2.))
                               Art. 38
                    Accesso al lavoro stagionale

  ((1. Il nullaosta al lavoro stagionale, anche con riferimento all'accorpamento di gruppi di lavori di piu' breve periodo da svolgere presso diversi datori di lavoro, ha validita' da 20 giorni ad un massimo di nove mesi decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto di soggiorno. Il nullaosta e' rilasciato dallo Sportello unico, per la durata corrispondente a quella del lavoro stagionale richiesto, non oltre 20 giorni dalla data di ricevimento delle richieste di assunzione del datore di lavoro, con le modalita' definite dagli articoli 30-bis e 31, commi 1, limitatamente alla parte in cui si prevede la richiesta di parere al questore, 2, 3, 4, 5, 6 e 7, e nel rispetto del diritto di precedenza in favore dei lavoratori stranieri, di cui all'articolo 24, comma 4, del testo unico. 1-bis. In caso di richiesta numerica, redatta secondo le modalita' di cui all'articolo 30-bis, lo Sportello unico procede all'immediata comunicazione della stessa, anche per via telematica, al Centro per l'impiego competente che, nel termine di 5 giorni, verifica l'eventuale disponibilita' di lavoratori nazionali, comunitari o extracomunitari regolarmente iscritti nelle liste di collocamento o, comunque, censiti come disoccupati in cerca di occupazione a ricoprire l'impiego stagionale offerto. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 30-quinquies, comma 2 e 30-sexies. I termini ivi previsti sono ridotti della meta 1-ter. In caso di certificazione negativa pervenuta dal Centro per l'impiego o di espressa conferma della richiesta di nullaosta o, comunque, nel caso di decorso di 10 giorni senza alcun riscontro da parte del Centro per l'impiego, lo Sportello unico da' ulteriore corso alla procedura.))
  2.  Ai  Fini  dell'autorizzazione  i lavoratori stranieri che hanno
fatto  rientro  nello Stato di provenienza alla scadenza del permesso
di soggiorno rilasciato l'anno precedente per lavoro stagionale hanno
diritto di precedenza presso lo stesso datore di lavoro o nell'ambito
delle  medesime  richieste  cumulative, nonche' nelle richieste senza
indicazione  nominativa,  rispetto ai lavoratori stranieri che non si
trovano nelle stesse condizioni.
  3.  Per  le attivita' stagionali, le richieste di autorizzazione al
lavoro   possono   essere  presentate  anche  dalle  associazioni  di
categoria per conto dei loro associati.
  4.  La  autorizzazione al lavoro stagionale a piu' datori di lavoro
che  impiegano  lo  stesso lavoratore straniero per periodi di lavoro
complessivamente  compresi  nella  stagione,  nel rispetto dei limiti
temporali minimi e massimi di cui all'articolo 24, comma 3, del testo
unico,  deve  essere  unica, su richiesta dei datori di lavoro, anche
cumulativa, presentata contestualmente ed e' rilasciata a ciascuno di
essi.  Sono  ammesse  ulteriori  autorizzazioni  anche a richiesta di
datori  di  lavoro  diversi  purche'  nell'ambito del periodo massimo
previsto.
  5.  Ai  fini  della  verifica  della corrispondenza del trattamento
retributivo   ed  assicurativo  offerto  allo  straniero  con  quello
previsto   dai  contratti  collettivi  nazionali  di  categoria  ((lo Sportello unico si conforma)) alle convenzioni di cui all'articolo
24, comma 5, del testo unico eventualmente stipulate.
  6. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
  7.  I  lavoratori  stranieri che hanno fatto rientro nello Stato di
provenienza alla scadenza del permesso di soggiorno rilasciato l'anno
precedente  per lavoro stagionale, i quali sono autorizzati a tornare
in  Italia per un ulteriore periodo di lavoro stagionale, ed ai quali
sia  offerto un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o
indeterminato, nei limiti delle quote di cui all'articolo 29, possono
richiedere  alla  questura  il  rilascio  del  permesso di soggiorno,
osservate  le  disposizioni dell'articolo 9 del presente regolamento.
Il  permesso  di  soggiorno  e'  rilasciato  entro  20  giorni  dalla
presentazione   della   domanda,  se  sussistono  i  requisiti  e  le
condizioni previste dal testo unico e dal presente articolo.
                              Art. 38-bis
          (( (Permesso pluriennale per lavoro stagionale). ))

    ((1. Il datore di lavoro dello straniero che si trova nelle condizioni di cui all'articolo 5, comma 3-ter, del testo unico, puo' richiedere il rilascio del nullaosta al lavoro pluriennale in favore del medesimo lavoratore. Lo Sportello unico, accertati i requisiti di cui al medesimo articolo, rilascia il nullaosta secondo le modalita' di cui all'articolo 38. 2. Il nullaosta triennale e' rilasciato con l'indicazione del periodo di validita', secondo quanto previsto dall'articolo 5, comma 3-ter, del testo unico. 3. Sulla base del nullaosta triennale al lavoro stagionale, i visti di ingresso per le annualita' successive alla prima sono concessi dall'autorita' consolare, previa esibizione della proposta di contratto di soggiorno per lavoro stagionale, trasmessa al lavoratore interessato dal datore di lavoro, che provvede, altresi', a trasmetterne copia allo Sportello unico competente. Entro 8 giorni dalla data di ingresso nel territorio nazionale, il lavoratore straniero si reca presso lo Sportello unico per sottoscrivere il contratto di soggiorno per lavoro, secondo le disposizioni dell'articolo 35. 4. Il rilascio dei nullaosta pluriennali avviene nei limiti delle quote di ingresso per lavoro stagionale. I nullaosta pluriennali e la rispettiva loro estensione temporale annuale sono considerati in sede di determinazione dei flussi relativi agli anni successivi a quello di rilascio.))
                                Art. 39
           (( (Disposizioni relative al lavoro autonomo).))

    ((1. Lo straniero che intende svolgere in Italia attivita' per le quali e' richiesto il possesso di una autorizzazione o licenza o l'iscrizione in apposito registro o albo, ovvero la presentazione di una dichiarazione o denuncia, ed ogni altro adempimento amministrativo e' tenuto a richiedere alla competente autorita' amministrativa, anche tramite proprio procuratore, la dichiarazione che non sussistono motivi ostativi al rilascio del titolo abilitativo o autorizzatorio, comunque denominato, osservati i criteri e le procedure previsti per il rilascio dello stesso. Oltre a quanto previsto dagli articoli 49, 50 e 51, per le attivita' che richiedono l'accertamento di specifiche idoneita' professionali o tecniche, il Ministero delle attivita' produttive o altro Ministero o diverso organo competente per materia provvedono, nei limiti delle quote di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico, al riconoscimento dei titoli o degli attestati delle capacita' professionali rilasciati da Stati esteri. 2. La dichiarazione e' rilasciata quando sono soddisfatte tutte le condizioni e i presupposti previsti dalla legge per il rilascio del titolo abilitativo o autorizzatorio richiesto, salvo, nei casi di conversione di cui al comma 9, l'effettiva presenza dello straniero in Italia in possesso del prescritto permesso di soggiorno. 3. Anche per le attivita' che non richiedono il rilascio di alcun titolo abilitativo o autorizzatorio, lo straniero e' tenuto ad acquisire presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per il luogo in cui l'attivita' lavorativa autonoma deve essere svolta, o presso il competente ordine professionale, l'attestazione dei parametri di riferimento riguardanti la disponibilita' delle risorse finanziarie occorrenti per l'esercizio dell'attivita'. Tali parametri si fondano sulla disponibilita' in Italia, da parte del richiedente, di una somma non inferiore alla capitalizzazione, su base annua, di un importo mensile pari all'assegno sociale. 4. La dichiarazione di cui al comma 2 e l'attestazione di cui al comma 3 sono rilasciate, ove richieste, a stranieri che intendano operare come soci prestatori d'opera presso societa', anche cooperative, costituite da almeno tre anni. 5. La dichiarazione di cui al comma 2, unitamente a copia della domanda e della documentazione prodotta per il suo rilascio, nonche' l'attestazione della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di cui al comma 3 devono essere presentate, anche tramite procuratore, alla questura territorialmente competente, per l'apposizione del nullaosta provvisorio ai fini dell'ingresso. 6. Il nullaosta provvisorio e' posto in calce alla dichiarazione di cui al comma 2 entro 20 giorni dalla data di ricevimento, previa verifica che non sussistono, nei confronti dello straniero, motivi ostativi all'ingresso e al soggiorno nel territorio dello Stato per motivi di lavoro autonomo. La dichiarazione provvista del nullaosta e' rilasciata all'interessato o al suo procuratore. 7. La dichiarazione, l'attestazione, ed il nullaosta di cui ai commi 2, 3 e 5, di data non anteriore a tre mesi, sono presentati alla rappresentanza diplomatica o consolare competente per il rilascio del visto di ingresso, la quale, entro 30 giorni, provvede a norma dell'articolo 26, comma 5, del testo unico, previo accertamento dei requisiti richiesti sulla base della normativa e della documentazione presentata. La rappresentanza diplomatica o consolare, nel rilasciare il visto, ne da' comunicazione al Ministero dell'interno, all'INPS e all'INAIL e consegna allo straniero la certificazione dell'esistenza dei requisiti di cui al presente comma, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo. 8. La questura territorialmente competente provvede al rilascio del permesso di soggiorno. 9. Oltre a quanto previsto dall'articolo 14, lo straniero gia' presente in Italia, in possesso di regolare permesso di soggiorno per motivi di studio o di formazione professionale, puo' richiedere la conversione del permesso di soggiorno per lavoro autonomo. A tale fine, lo Sportello unico, su richiesta dell'interessato, previa verifica della disponibilita' delle quote d'ingresso per lavoro autonomo, determinate a norma dell'articolo 3, comma 4, del testo unico, rilascia la certificazione di cui all'articolo 6, comma 1, del testo unico, sulla base della documentazione di cui ai commi 1, 2 e 3. Lo Sportello unico provvede a far sottoscrivere all'interessato il modulo per la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, i cui dati sono, contestualmente, inoltrati alla questura competente, tramite procedura telematica. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 11, comma 2-bis.))
                                Art. 40
           (( (Casi particolari di ingresso per lavoro). ))

    ((1. Il nullaosta al lavoro per gli stranieri di cui all'articolo 27, commi 1 e 2, del testo unico, quando richiesto, e' rilasciato, fatta eccezione per i lavoratori di cui alle lettere d) e r-bis) del comma 1 del medesimo articolo, senza il preventivo espletamento degli adempimenti previsti dall'articolo 22, comma 4, del testo unico. Si osservano le modalita' previste dall'articolo 30-bis, commi 2 e 3, e quelle ulteriori previste dal presente articolo. Il nullaosta al lavoro e' rilasciato al di fuori delle quote stabilite con il decreto di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico. 2. Salvo diversa disposizione di legge o di regolamento, il nullaosta al lavoro non puo' essere concesso per un periodo superiore a quello del rapporto di lavoro a tempo determinato e, comunque, a due anni; la proroga oltre il predetto limite biennale, se prevista, non puo' superare lo stesso termine di due anni. Per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato di cui ai commi 6 e 21 il nullaosta al lavoro viene concesso a tempo indeterminato. La validita' del nullaosta deve essere espressamente indicata nel provvedimento. 3. Salvo quanto previsto dai commi 9, lettera a), 12, 14, 16 e 19 del presente articolo e dal comma 2 dell'articolo 27 del testo unico, il nullaosta al lavoro e' rilasciato dallo Sportello unico. Ai fini del visto d'ingresso e della richiesta del permesso di soggiorno, il nullaosta al lavoro deve essere utilizzato entro 120 giorni dalla data del rilascio, osservate le disposizioni degli articoli 31, commi 1, limitatamente alla richiesta del parere del questore, 2, 4, 5, 6, 7 e 8. 4. Fatti salvi, per gli stranieri di cui all'articolo 27, comma 1, lettera f), del testo unico, i piu' elevati limiti temporali previsti dall'articolo. 5, comma 3, lettera c), del medesimo testo unico, il visto d'ingresso e il permesso di soggiorno per gli stranieri di cui al presente articolo sono rilasciati per il tempo indicato nel nullaosta al lavoro o, se questo non e' richiesto, per il tempo strettamente corrispondente alle documentate necessita'. 5. Per i lavoratori di cui all'articolo 27, comma 1, lettera a), del testo unico, il nullaosta al lavoro si riferisce ai dirigenti o al personale in possesso di conoscenze particolari che, secondo il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato all'azienda distaccataria, qualificano l'attivita' come altamente specialistica, occupati da almeno sei mesi nell'ambito dello stesso settore prima della data del trasferimento temporaneo, nel rispetto degli impegni derivanti dall'Accordo GATS, ratificato e reso esecutivo in Italia con la legge 29 dicembre 1994, n. 747. Il trasferimento temporaneo, di durata legata all'effettiva esigenza dell'azienda, definita e predeterminata nel tempo, non puo' superare, incluse le eventuali proroghe, la durata complessiva di cinque anni. Al termine del trasferimento temporaneo e' possibile l'assunzione a tempo determinato o indeterminato presso l'azienda distaccataria. 6. Per il personale di cui all'articolo 27, comma 1, lettere b) e c), del testo unico, il nullaosta al lavoro e' subordinato alla richiesta di assunzione anche a tempo indeterminato dell'universita' o dell'istituto di istruzione superiore e di ricerca, pubblici o privati, che attesti il possesso dei requisiti professionali necessari per l'espletamento delle relative attivita'. 7. Per il personale di cui all'articolo 27, comma 1, lettera d), del testo unico, la richiesta deve essere presentata o direttamente dall'interessato, corredandola del contratto relativo alla prestazione professionale da svolgere in Italia, oppure dal datore di lavoro in caso di assunzione in qualita' di lavoratore subordinato, nonche' del titolo di studio o attestato professionale di traduttore o interprete, specifici per le lingue richieste, rilasciati, rispettivamente, da una scuola statale o da ente pubblico o altro istituto paritario, secondo la legislazione vigente nello Stato del rilascio, debitamente vistati, previa verifica della legittimazione dell'organo straniero al rilascio dei predetti documenti, da parte delle rappresentanze diplomatiche o consolari competenti. 8. Per i lavoratori di cui all'articolo 27, comma 1, lettera e), del testo unico, deve essere acquisito il contratto di lavoro autenticato dalla rappresentanza diplomatica o consolare. Il nullaosta al lavoro non puo' essere rilasciato a favore dei collaboratori familiari di cittadini stranieri. 9. La lettera f) del comma 1 dell'articolo 27 del testo unico, si riferisce agli stranieri che, per finalita' formativa, debbono svolgere in unita' produttive del nostro Paese: a) attivita' nell'ambito di un rapporto di tirocinio funzionale al completamento di un percorso di formazione professionale, ovvero b) attivita' di addestramento sulla base di un provvedimento di trasferimento temporaneo o di distacco assunto dall'organizzazione dalla quale dipendono. 10. Per le attivita' di cui alla lettera a) del comma 9 non e' richiesto il nullaosta al lavoro e il visto di ingresso per motivi di studio o formazione viene rilasciato su richie-sta dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 25 marzo 1998, n. 142, nei limiti del contingente annuo determinato ai sensi del comma 6 dell'articolo 44-bis. Alla richiesta deve essere unito il progetto formativo, redatto ai sensi delle norme attuative dell'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, vistato dalla regione. Per le attivita' di cui al comma 9, lettera b), il nullaosta al lavoro viene rilasciato dallo Sportello unico, su richiesta dell'organizzazione presso la quale si svolgera' l'attivita' lavorativa a finalita' formativa. Alla richiesta deve essere allegato un progetto formativo, contenente anche indicazione della durata dell'addestramento, approvato dalla regione. 11. Per i lavoratori, di cui all'articolo 27, comma 1, lettera g), del testo unico, il nullaosta al lavoro puo' essere richiesto solo da organizzazione o impresa, italiana o straniera, operante nel territorio italiano, con proprie sedi, rappresentanze o filiali, e puo' riguardare, soltanto, prestazioni qualificate di lavoro subordinato, intendendo per tali quelle riferite all'esecuzione di opere o servizi particolari, per i quali occorre esperienza specifica nel contesto complessivo dell'opera o del servizio stesso, per un numero limitato di lavoratori. L'impresa estera deve garantire lo stesso trattamento minimo retributivo del contratto collettivo nazionale di categoria applicato ai lavoratori italiani o comunitari nonche' il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali previsti dall'ordinamento italiano. 12. Per gli stranieri di cui all'articolo 27, comma 1, lettera h), del testo unico, dipendenti da societa' straniere appaltatrici dell'armatore chiamati all'imbarco su navi italiane da crociera per lo svolgimento di servizi complementari di cui all'articolo 17 della legge 5 dicembre 1986, n. 856, si osservano le specifiche disposizioni di legge che disciplinano la materia e non e' necessaria l'autorizzazione al lavoro. I relativi visti d'ingresso sono rilasciati dalle rappresentanze diplomatiche o consolari entro termini abbreviati e con procedure semplificate definite con le istruzioni di cui all'articolo 5, comma 3. Essi consentono la permanenza a bordo della nave anche quando la stessa naviga nelle acque territoriali o staziona in un porto nazionale. In caso di sbarco, si osservano le disposizioni in vigore per il rilascio del permesso di soggiorno. Restano ferme le disposizioni in vigore per il rilascio dei visti di transito. 13. Nell'ambito di quanto previsto all'articolo 27, comma 1, lettera i), del testo unico, e' previsto l'impiego in Italia, di gruppi di lavoratori alle dipendenze, con regolare contratto di lavoro, di datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede all'estero, per la realizzazione di opere determinate o per la prestazione di servizi oggetto di contratti di appalto stipulati con persone fisiche o giuridiche, italiane o straniere residenti in Italia ed ivi operanti. In tali casi il nullaosta al lavoro da richiedersi a cura dell'appaltante, il visto d'ingresso e il permesso di soggiorno sono rilasciati per il tempo strettamente necessario alla realizzazione dell'opera o alla prestazione del servizio, previa comunicazione, da parte del datore di lavoro, agli organismi provinciali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative nel settore interessato. L'impresa estera deve garantire ai propri dipendenti in trasferta sul territorio italiano lo stesso trattamento minimo retributivo del contratto collettivo nazionale di categoria applicato ai lavoratori italiani o comunitari, nonche' il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali. 14. Per i lavoratori dello spettacolo di cui all'articolo 27, comma 1, lettere l), m), n) e o), del testo unico, il nullaosta al lavoro, comprensivo del codice fiscale, e' rilasciato dalla Direzione generale per l'impiego - Segreteria del collocamento dello spettacolo di Roma e dall'Ufficio speciale per il collocamento dei lavoratori dello spettacolo per la Sicilia di Palermo, per un periodo iniziale non superiore a dodici mesi, salvo proroga, che, nei casi di cui alla lettera n), puo' essere concessa, sulla base di documentate esigenze, soltanto per consentire la chiusura dello spettacolo ed esclusivamente per la prosecuzione del rapporto di lavoro con il medesimo datore di lavoro. Il rilascio del nullaosta e' comunicato, anche per via telematica, allo Sportello unico della provincia ove ha sede legale l'impresa, ai fini della stipula del contratto di soggiorno per lavoro. 15. I visti d'ingresso per gli artisti stranieri che effettuano prestazioni di lavoro autonomo di breve durata e, comunque, inferiore a 90 giorni, sono rilasciati al di fuori delle quote di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico, con il vincolo che gli artisti interessati non possano svolgere attivita' per un produttore o committente di spettacolo diverso da quello per il quale il visto e' stato rilasciato. 16. Per gli sportivi stranieri di cui all'articolo 27, comma 1, lettera p), e comma 5-bis, del testo unico, il nullaosta al lavoro e' sostituito dalla dichiarazione nominativa di assenso del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), comprensiva del codice fiscale, sulla richiesta, a titolo professionistico o dilettantistico, della societa' destinataria delle prestazioni sportive, osservate le disposizioni della legge 23 marzo 1981, n. 91. La dichiarazione nominativa di assenso e' richiesta anche quando si tratti di prestazione di lavoro autonomo. In caso di lavoro subordinato, la dichiarazione nominativa d'assenso e' comunicata, anche per via telematica, allo Sportello unico della provincia ove ha sede la societa' destinataria delle prestazioni sportive, ai fini della stipula del contratto di soggiorno per lavoro. La dichiarazione nominativa di assenso e il permesso di soggiorno di cui al presente comma possono essere rinnovati anche al fine di consentire il trasferimento degli sportivi stranieri tra societa' sportive nell'ambito della medesima federazione. 17. Gli ingressi per lavoro autonomo, nei casi di cui al comma 16, sono considerati al di fuori delle quote stabilite con il decreto di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico. Al fine dell'applicazione dell'articolo 27, comma 5-bis, del testo unico, le aliquote d'ingresso stabilite per gli sportivi stranieri ricomprendono le prestazioni di lavoro subordinato e di lavoro autonomo e sono determinate sulla base dei calendari e delle stagioni sportive federali e non si applicano agli allenatori ed ai preparatori atletici. Lo straniero titolare di permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro o per motivi familiari puo' essere tesserato dal CONI, nell'ambito delle quote fissate dall'articolo 27, comma 5-bis, del testo unico. 18. Nell'ipotesi in cui la dichiarazione di assenso rilasciata dal CONI riguardi un cittadino extracomunitario minore, la richiesta della predetta dichiarazione deve essere corredata dall'autorizzazione rilasciata dalla Direzione provinciale del lavoro competente ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 345, sulla base dell'istruttoria effettuata dalla federazione sportiva nazionale di appartenenza della societa' destinataria della prestazione sportiva. 19. Per i lavoratori di cui all'articolo 27, comma 1, lettera q), del testo unico, e per quelli occupati alle dipendenze di rappresentanze diplomatiche o consolari o di enti di diritto internazionale aventi sede in Italia, il nullaosta al lavoro non e' richiesto. 20. Per gli stranieri di cui all'articolo 27, comma 1, lettera r), del testo unico, il nullaosta al lavoro e' rilasciato nell'ambito, anche numerico, degli accordi internazionali in vigore, per un periodo non superiore ad un anno, salvo diversa indicazione degli accordi medesimi. Se si tratta di persone collocate alla pari al di fuori di programmi di scambio di giovani o di mobilita' di giovani, il nullaosta al lavoro non puo' avere durata superiore a tre mesi. Nel caso di stranieri che giungono in Italia con un visto per vacanze-lavoro, nel quadro di accordi internazionali in vigore per l'Italia, il nullaosta al lavoro puo' essere rilasciato dallo Sportello unico successivamente all'ingresso dello straniero nel territorio dello Stato, a richiesta del datore di lavoro, per un periodo complessivo non superiore a sei mesi e per non piu' di tre mesi con lo stesso datore di lavoro. 21. Le disposizioni di cui all'articolo 27, comma 1, lettera r-bis), del testo unico, riguardano esclusivamente gli infermieri dotati dello specifico titolo riconosciuto dal Ministero della salute. Le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, sono legittimate all'assunzione degli infermieri, anche a tempo indeterminato, tramite specifica procedura. Le societa' di lavoro interinale possono richiedere il nullaosta per l'assunzione di tale personale previa acquisizione della copia del contratto stipulato con la struttura sanitaria pubblica o privata. Le cooperative sono legittimate alla presentazione della richiesta di nullaosta, qualora gestiscano direttamente l'intera struttura sanitaria o un reparto o un servizio della medesima. 22. Gli stranieri di cui all'articolo 27, comma 1, lettere a), b), c) e d), del testo unico possono far ingresso in Italia anche per effettuare prestazioni di lavoro autonomo. I corrispondenti ingressi per lavoro autonomo sono al di fuori delle quote stabilite con decreto di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico. In tali casi, lo schema di contratto d'opera professionale e', preventivamente, sottoposto alla Direzione provinciale del lavoro del luogo di prevista esecuzione del contratto, la quale, accertato che, effettivamente, il programma negoziale non configura un rapporto di lavoro subordinato, rilascia la corrispondente certificazione. Tale certificazione, da accludere alla relativa richiesta, e' necessaria ai fini della concessione del visto per lavoro autonomo, in applicazione della presente disposizione. 23. Il nullaosta al lavoro e il permesso di soggiorno di cui al presente articolo possono essere rinnovati, tranne nei casi di cui all'articolo 27, comma 1, lettera n), del testo unico, in costanza dello stesso rapporto di lavoro, salvo quanto previsto dal comma 16, previa presentazione, da parte del richiedente, della certificazione comprovante il regolare assolvimento dell'obbligo contributivo. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il nullaosta non puo' essere utilizzato per un nuovo rapporto di lavoro. I lavoratori di cui all'articolo 27, comma 1, lettere d), e) e r-bis), del testo unico possono instaurare un nuovo rapporto di lavoro a condizione che la qualifica di assunzione coincida con quella per cui e' stato rilasciato l'originario nullaosta. Si applicano nei loro confronti l'articolo 22, comma 11, del testo unico e gli articoli 36-bis e 37 del presente regolamento. I permessi di soggiorno rilasciati a norma del presente articolo non possono essere convertiti, salvo quanto previsto dall'articolo 14, comma 5.))
                                Art. 41
      (( (Archivio anagrafico dei lavoratori extracomunitari). ))

    ((1. Gli uffici della pubblica amministrazione, che rilasciano un titolo autorizzatorio o abilitativo per lo svolgimento di un attivita' di lavoro autonomo e i centri per l'impiego che ricevono dallo straniero la dichiarazione di disponibilita' alla ricerca di un'attivita' lavorativa, ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, sono tenuti a comunicare alla questura e all'Archivio anagrafico dei lavoratori extracomunitari costituito presso l'Istituto nazionale per la previdenza sociale, per le annotazioni di competenza, i casi in cui il permesso di soggiorno e' utilizzato, a norma dell'articolo 14, per un motivo diverso da quello riportato nel documento. Analoga comunicazione al predetto Archivio e' effettuata, in via informatica o telematica, dalla questura, sulla base dei provvedimenti di rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno, delle comunicazioni concernenti le iscrizioni o variazioni anagrafiche previste dall'articolo 6, comma 7, del testo unico, e di quelle del datore di lavoro effettuate a norma dell'articolo 7 del medesimo testo unico.))
CAPO VI
DISPOSIZIONI IN MATERIA SANITARIA
                                Art. 42
                 Assistenza per gli stranieri iscritti
                    al Servizio Sanitario Nazionale

    1. Lo straniero in possesso del permesso di soggiorno per uno dei
  motivi  di  cui all'articolo 34, comma 1, del testo unico, e per il
  quale  sussistono le condizioni ivi previste e' tenuto a richiedere
  l'iscrizione  al  Servizio  sanitario  nazionale  ed  e'  iscritto,
  unitamente  ai  familiari a carico, negli elenchi degli assistibili
  dell'Azienda  unita' sanitaria locale, d'ora in avanti indicata con
  la  sigla U.S.L. nel cui territorio ha residenza ovvero, in assenza
  di  essa,  nel  cui  territorio  ha  effettiva dimora, a parita' di
  condizioni  con  il  cittadino  italiano.  L'iscrizione e' altresi'
  dovuta,  a  parita'  di condizioni con il 'cittadino italiano nelle
  medesime  circostanze,  allo  straniero  regolarmente  soggiornante
  iscritto  nelle  liste di collocamento. Alle medesime condizioni di
  parita'   sono   assicurate   anche  l'assistenza  riabilitativa  e
  protesica.
    2.  In  mancanza  di  iscrizione  anagrafica,  per  il  luogo  di
  effettiva  dimora  si  intende  quello  indicato  nel  permesso  di
  soggiorno, fermo restando il disposto dell'articolo 6, commi 7 e 8,
  del  testo  unico.  L'iscrizione alla U.S.L. e' valida per tutta la
  durata del permesso di soggiorno.
    3.   Per  il  lavoratore  straniero  stagionale  l'iscrizione  e'
  effettuata,  per  tutta la durata dell'attivita' lavorativa, presso
  l'U.S.L.  del  comune indicato ai fini del rilascio del permesso di
  soggiorno.
    4.  ((L'iscrizione non decade nella fase di rinnovo del permesso di soggiorno.))  L'iscrizione  cessa altresi' per mancato rinnovo,
  revoca   o  annullamento  del  permesso  di  soggiorno  ovvero  per
  espulsione, comunicati alla U.S.L. a cura della questura, salvo che
  l'interessato  esibisca  la  documentazione comprovante la pendenza
  del ricorso contro i suddetti provvedimenti. L'iscrizione parimenti
  cessa  negli altri casi in cui vengono meno le condizioni di cui al
  comma 1.
    5.   L'iscrizione   al   Servizio   sanitario  nazionale  di  cui
  all'articolo  34,  comma  1, del testo unico, non e' dovuta per gli
  stranieri di cui all'articolo 27, comma 1, lettere a), i) e q), del
  testo  unico,  che  non siano tenuti a corrispondere in Italia, per
  l'attivita'   ivi  svolta,  l'imposta  sul  reddito  delle  persone
  fisiche,  fermo  restando  l'obbligo,  per  se' e per i familiari a
  carico,  della copertura assicurativa di cui all'articolo 34, comma
  3,  del  testo  unico,  L'iscrizione  non e' dovuta neppure per gli
  stranieri titolari di permesso di soggiorno per affari.
    6.  Fuori  dai  casi  di  cui all'articolo 34, comma 1, del testo
  unico,  in  alternativa  all'assicurazione  contro  il  rischio  di
  malattia,  infortunio e maternita' prevista dall'articolo 34, comma
  3,  del medesimo testo unico, e fatta salva la specifica disciplina
  di cui al successivo comma 4 dello stesso articolo, concernente gli
  stranieri   regolarmente   soggiornanti  per  motivi  di  studio  o
  collocati "alla pari", lo straniero che abbia richiesto un permesso
  di   soggiorno  di  durata  superiore  a  tre  mesi  puo'  chiedere
  l'iscrizione  volontaria  al  Servizio  sanitario nazionale, previa
  corresponsione del contributo prescritto.
                                Art. 43
                Assistenza sanitaria per gli stranieri
             non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale

    1.  Ai  cittadini  stranieri  regolarmente  soggiornanti,  ma non
  iscritti  al  Servizio  sanitario  nazionale,  sono  assicurate  le
  prestazioni    sanitarie    urgenti,   alle   condizioni   previste
  dall'articolo  35,  comma  1,  del  testo  unico, Gli stranieri non
  iscritti  al  Servizio sanitario nazionale possono inoltre chiedere
  all'azienda  ospedaliera  o  alla  unita' sanitaria locale (USL) di
  fruire,  dietro  pagamento  delle  relative tariffe, di prestazioni
  sanitarie di elezione.
    2.  Ai  cittadini  stranieri presenti nel territorio dello Stato,
  non  in  regola  con le norme relative all'ingresso e al soggiorno,
  sono  comunque  assicurate, nei presidi sanitari pubblici e privati
  accreditati,  le  prestazioni  sanitarie previste dall'articolo 35,
  comma 3, del testo unico.
    3.  La  prescrizione  e  la  registrazione  delle prestazioni nei
  confronti  degli  stranieri  privi di permesso di soggiorno vengono
  effettuate,  nei  limiti  indicati  dall'articolo  35, comma 3, del
  testo unico, utilizzando un codice regionale a sigla STP (Straniero
  Temporaneamente  Presente). Tale codice identificativo e' composto,
  oltre che dalla sigla STP, dal codice ISTAT relativo alla struttura
  sanitaria  pubblica  che  lo  rilascia  e  da un numero progressivo
  attribuito  al  momento  del  rilascio.  Il codice, riconosciuto su
  tutto  il territorio nazionale, identifica l'assistito per tutte le
  prestazioni  di cui all'articolo 35, comma 3, del testo unico, Tale
  codice  deve  essere  utilizzato anche per la rendicontazione delle
  prestazioni effettuate da parte delle strutture pubbliche e private
  accreditate  ai  fini del rimborso e la prescrizione, su ricettario
  regionale,  di  farmaci  erogabili.  a  parita'  di  condizioni  di
  partecipazione  alla spesa con i cittadini italiani, da parte delle
  farmacie convenzionate.
    4. Gli oneri per le prestazioni sanitarie di cui all'articolo 35,
  comma  3,  del  testo  unico,  erogate ai soggetti privi di risorse
  economiche  sufficienti.  comprese  le quote di partecipazione alla
  spesa  eventualmente  non  versate,  sono  a  carico  della  U.S.L.
  competente  per  il luogo in cui le prestazioni sono state erogate.
  In  caso  di  prestazioni sanitarie lasciate insolute dal cittadino
  straniero,  l'azienda  ospedaliera  ne  chiede  il  pagamento  alla
  U.S.L..  ovvero,  se si tratta di prestazioni ospedaliere urgenti o
  comunque  essenziali,  al Ministero dell'interno, secondo procedure
  concordate.  Lo  stato d'indigenza puo' essere attestato attraverso
  autodichiarazione presentata all'ente sanitario erogante.
    5. La comunicazione al Ministero dell'interno per le finalita' di
  cui  al comma 4, e' effettuata in forma anonima, mediante il codice
  regionale  S.T.P.  di  cui  al  comma  3,  con  l'indicazione della
  diagnosi  del  tipo  di prestazione erogata e della somma di cui si
  chiede il rimborso.
    6. Salvo quanto previsto in attuazione dell'articolo 20 del testo
  unico,  le  procedure  di cui ai commi 4 e 5 si applicano anche nel
  caso  di prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di profughi
  o sfollati assistiti al Servizio sanitario nazionale per effetto di
  specifiche  disposizioni  di  legge  che pongono i relativi oneri a
  carico dello Stato.
    7. Sono fatte salve le disposizioni che disciplinano l'assistenza
  sanitaria ai cittadini stranieri in Italia sulla base di trattati o
  accordi  intenzionali  di reciprocita', bilaterali o multilaterali,
  sottoscritti  dall'Italia. In tal caso, l'U.S.L. chiede il rimborso
  eventualmente dovuto degli oneri per le prestazioni erogate secondo
  le direttive emanate dal Ministero della sanita' in attivazione del
  predetti accordi.
    8.  Le  regioni  individuano  le  modalita'  piu'  opportune  per
  garantire   che   le   cure   essenziali  e  continuative  previste
  dall'articolo  35, comma 3, del testo unico, possono essere erogate
  nell'ambito  delle  strutture  della  medicina del territorio o nei
  presidi  sanitari,  pubblici  e privati accreditati, strutturati in
  forma    poliambulatoriale   od   ospedaliera,   eventualmente   in
  collaborazione  con  organismi  di  volontariato  aventi esperienza
  specifica.
                                Art. 44
                 Ingresso e soggiorno per cure mediche

    (( 1. Il cittadino straniero che intende effettuare, dietro pagamento dei relativi oneri, cure mediche in Italia, richiede il visto, alle condizioni stabilite dal decreto del Ministro degli affari esteri, di cui all'articolo 5, comma 3, alla competente rappresentanza diplomatica o consolare ed il relativo permesso di soggiorno alla questura, allegando la seguente documentazione: a) dichiarazione della struttura sanitaria prescelta, pubblica o privata accreditata, che indichi il tipo di cura, la data di inizio e la durata presumibile della stessa, la durata dell'eventuale degenza prevista, osservate le disposizioni in vigore per la tutela dei dati personali; b) attestazione dell'avvenuto deposito di una somma a titolo cauzionale sulla base del costo presumibile delle prestazioni richieste. Il deposito cauzionale, in euro o in dollari statunitensi, dovra' corrispondere al 30 per cento del costo complessivo presumibile delle prestazioni richieste e dovra' essere versato alla struttura prescelta; c) documentazione comprovante la disponibilita' in Italia di risorse sufficienti per l'integrale pagamento delle spese sanitarie e di quelle di vitto e alloggio fuori dalla struttura sanitaria e il rimpatrio per l'assistito e per l'eventuale accompagnatore; d) certificazione sanitaria, attestante la patologia del richiedente nel rispetto delle disposizioni in materia di tutela dei dati personali. La certificazione rilasciata all'estero deve essere corredata di traduzione in lingua italiana.))
    2.  Con  l'autorizzazione  di  cui  all'articolo 36, comma 2, del
  testo  unico,  sono stabilite le modalita' per il trasferimento per
  cure  in  Italia  nei casi previsti dalla stessa disposizione e per
  quelli da effettuarsi nell'ambito dei programmi di cui all'articolo
  32, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
                              Art. 44-bis
              (( (Visti di ingresso per motivi di studio, borse di studio e ricerca). ))

    ((1. E' consentito l'ingresso in territorio nazionale, per motivi di studio, ai cittadini stranieri che intendono seguire corsi universitari, con le modalita' definite dall'articolo 39 del testo unico e dall'articolo 46. 2. E' ugualmente consentito l'ingresso nel territorio nazionale per motivi di studio, alle condizioni definite dal decreto del Ministro degli affari esteri, di cui all'articolo 5, comma 3, in favore dei cittadini stranieri: a) maggiori di eta', che intendano seguire corsi superiori di studio o d'istruzione tecnico-professionale, a tempo pieno e di durata determinata, verificata la coerenza dei corsi da seguire in Italia con la formazione acquisita nel Paese di provenienza, accertate le disponibilita' economiche di cui all'articolo 5, comma 6, nonche' la validita' dell'iscrizione o pre-iscrizione al corso da seguire in Italia; b) minori di eta', comunque, maggiori di anni quattordici, i cui genitori o tutori, residenti all'estero, intendano far seguire corsi di studio presso istituti e scuole secondarie nazionali statali o paritarie o presso istituzioni accademiche, nell'ambito di programmi di scambi e di iniziative culturali approvati dal Ministero degli affari esteri, dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca o dal Ministero per i beni e le attivita' culturali. Al di fuori di tali fattispecie, l'ingresso dei minori per studio, limitatamente ai maggiori di anni quindici, e' consentito in presenza dei requisiti di cui alla lettera a), nonche' accertata l'esistenza di misure di adeguata tutela del minore e la rispondenza del programma scolastico da seguire in Italia alle effettive esigenze formative e culturali del beneficiario. 3. E' consentito l'ingresso in Italia ai cittadini stranieri assegnatari di borse di studio accordate dalle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, da Governi stranieri, da fondazioni ed istituzioni culturali italiane di chiara fama ovvero da organizzazioni internazionali, secondo le modalita' stabilite dal decreto di cui all'articolo 5, comma 3. 4. E' consentito l'ingresso in Italia per attivita' scientifica ai cittadini stranieri che, a richiesta degli enti di cui al comma 3 e per motivi di preminente interesse della Repubblica italiana, intendano svolgere in territorio nazionale attivita' di alta cultura o di ricerca avanzata, che non rientrino tra quelle previste dall'articolo 27, comma 1, lettera c), del testo unico. Analogo visto e accordato al coniuge e ai figli minori al seguito, secondo le modalita' stabilite dal decreto di cui all'articolo 5, comma 3. 5. Lo straniero in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio che intende frequentare corsi di formazione professionali organizzati da enti di formazione accreditati, secondo le norme attuative dell'articolo 142, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, finalizzati al riconoscimento di una qualifica o, comunque, alla certificazione delle competenze acquisite, di durata non superiore a 24 mesi, puo' essere autorizzato all'ingresso nel territorio nazionale, nell'ambito del contingente annuale determinato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di cui al comma 6. La presente disposizione si applica anche agli ingressi per i tirocini formativi di cui all'articolo 40, comma 9, lettera a). 6. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'interno e degli affari esteri, sentita la Conferenza permanente Stato-regioni di cui al decreto legislatvo 28 agosto l997, n. 28l, e successive modificazioni, da emanarsi entro il 30 giugno di ciascun anno, e' determinato il contingente annuale degli stranieri ammessi a frequentare i corsi di cui al comma 5, ovvero a svolgere i tirocini formativi. In sede di prima applicazione della presente disposizione, le rappresentanze diplomatiche e consolari, nelle more dell'emanazione del decreto annuale e, comunque, non oltre il 30 giugno, rilasciano i visti di cui al comma 5, previa verifica dei requisiti previsti dal medesimo comma. Il numero di tali visti viene portato in detrazione dal contingente annuale indicato nel predetto decreto. Per le annualita' successive, si applicano le stesse modalita', ma il numero dei visti rilasciabili anteriormente alla data di pubblicazione del decreto annuale di programmazione e, comunque, non oltre il 30 giugno di ciascun anno, non puo' eccedere il numero dei visti rilasciati nel primo semestre dell'anno precedente. Nel caso che la pubblicazione del decreto di programmazione annuale non venga effettuata entro la scadenza stabilita, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nel secondo semestre di ciascun anno, puo' provvedere, in via transitoria, con proprio decreto, nel limite delle quote stabilite per l'anno precedente.))
CAPO VII
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ISTRUZIONE
DIRITTO ALLO STUDIO E PROFESSIONI
                                Art. 45
                         Iscrizione scolastica

    1.  I  minori  stranieri  presenti sul territorio nazionale hanno
  diritto  all'istruzione  indipendentemente  dalla regolarita' della
  posizione  in  ordine  al  loro  soggiorno,  nelle forme e nei modi
  previsti  per  i cittadini italiani. Essi sono soggetti all'obbligo
  scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. L'iscrizione
  dei  minori  stranieri nelle scuote italiane di ogni ordine e grado
  avviene  nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani.
  Essa   puo'   essere   richiesta  in  qualunque  periodo  dell'anno
  scolastico.  I  minori stranieri privi di documentazione anagrafica
  ovvero  in  possesso di documentazione irregolare o incompleta sono
  iscritti con riserva.
    2.  L'iscrizione  con riserva non pregiudica il conseguimento dei
  titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e
  grado.   In   mancanza   di  accertamenti  negativi  sull'identita'
  dichiarata  dell'alunno, il titolo viene rilasciato all'interessato
  con  i  dati identificativi acquisiti al momento dell'iscrizione. I
  minori  stranieri  soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti
  alla  classe  corrispondente  all'eta'  anagrafica,  salvo  che  il
  collegio  dei  docenti deliberi l'iscrizione ad una classe diversa,
  tenendo conto:
  a) dell'ordinamento   degli   studi   del   Paese   di  provenienza
     dell'alunno,  che  puo'  determinare l'iscrizione ad una classe,
     immediatamente   inferiore   o   superiore   rispetto  a  quella
     corrispondente all'eta' anagrafica;
  b) dell'accertamento   di   competenze,   abilita'   e  livelli  di
     preparazione dell'alunno:
  c) del  corso  di studi eventualmente seguito dall'alunno nel Paese
     di provenienza:
  d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno.
    3.  Il  collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione
  degli  alunni stranieri nelle classi: la ripartizione e' effettuata
  evitando   comunque  la  costituzione  di  classi  in  cui  risulti
  predominante la presenza di alunni stranieri.
    4.  Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di
  competenza  dei  singoli alunni stranieri il necessario adattamento
  dei  programmi  di insegnamento; allo scopo possono essere adottati
  specifici  interventi  individualizzati  o per gruppi di alunni per
  facilitare  l'apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove
  possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento
  della  conoscenza e della pratica della lingua italiana puo' essere
  realizzata  altresi'  mediante  l'attivazione di corsi intensivi di
  lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell'ambito
  delle  attivita'  aggiuntive  di  insegnamento  per l'arricchimento
  dell'offerta formativa.
    5.  Il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri
  e  alle  modalita' per la comunicazione tra la scuola e le famiglie
  degli alunni stranieri. Ove necessario, anche attraverso intese con
  l'ente  locale,  l'istituzione'  scolastica si avvale dell'opera di
  mediatori culturali qualificati.
    6.  Allo  scopo  di realizzare l'istruzione o la formazione degli
  adulti  stranieri  il Consiglio di circolo e di istituto promuovono
  intese   con   le   associazioni   straniere,   le   rappresentanze
  diplomatiche  consolari  dei  Paesi  di  provenienza, ovvero con le
  organizzazioni   di  volontariato  iscritte  nel  Registro  di  cui
  all'articolo  52, allo scopo di stipulare convenzioni e accordi per
  attivare   progetti   di   accoglienza;  iniziative  di  educazione
  interculturale;  azioni  a  tutela  della cultura e della lingua di
  origine  e  lo studio delle lingue straniere piu' diffuse a livello
  internazionale.
    7.  Per  le  finalita' di cui all'articolo 38, comma 7, del testo
  unico,   le   istituzioni  scolastiche  organizzano  iniziative  di
  educazione  interculturale e provvedono all'istituzione, presso gli
  organismi deputati all'istruzione e alla formazione in eta' adulta,
  di  corsi  di  alfabetizzazione di scuola primaria e secondaria; di
  corsi  di  lingua  italiana;  di  percorsi di studio finalizzati al
  conseguimento  del  titolo  della  scuola dell'obbligo; di corsi di
  studio  per il conseguimento del diploma di qualifica o del diploma
  di scuola secondaria superiore; di corsi di istruzione e formazione
  del  personale  e  tutte  le  altre  iniziative  di studio previste
  dall'ordinamento  vigente.  A  tal  fine le istituzioni scolastiche
  possono  stipulare  convenzioni  ed  accordi  nei  casi  e  con  le
  modalita' previste dalle disposizioni in vigore.
    8.  Il  Ministro della pubblica istruzione, nell'emanazione della
  direttiva  sulla  formazione  per  l'aggiornamento  in servizio del
  personale  ispettivo,  direttivo  e docente, detta disposizioni per
  attivare  i  progetti  nazionali  e locali sul tema dell'educazione
  interculturale.  Dette  iniziative  tengono  conto delle specifiche
  realta'   nelle  quali  vivono  le  istituzioni  scolastiche  e  le
  comunita'  degli  stranieri,  al  fine di favorire la loro migliore
  integrazione nella comunita' locale.
                                Art. 46
               Accesso degli stranieri alle universita'

    1.  In  armonia  con  gli orientamenti comunitari sull'accesso di
  studenti  stranieri all'istruzione universitaria, gli atenei, sulla
  base   di   criteri   predeterminati   e   in   applicazione  della
  regolamentazione   sugli   accessi   all'istruzione  universitaria,
  stabiliscono,  entro  il  31  dicembre  di ogni anno, il numero dei
  posti  da  destinare alla immatricolazione degli studenti stranieri
  ai  corsi di studio universitari, per l'anno accademico successivo.
  anche in coerenza con le esigenze della politica estera culturale e
  della  cooperazione  allo  sviluppo,  fatti  salvi  gli  accordi di
  collaborazione  universitaria  con  i  Paesi terzi. Sono ammessi in
  soprannumero ai predetti corsi, per effetto di protocolli esecutivi
  di  accordi culturali e di programmi di cooperazione allo sviluppo,
  nonche' di accordi fra universita' italiane e universita' dei Paesi
  interessati,  studenti  stranieri  beneficiari  di borse di studio,
  assegnate  per  l'intera  durata  dei corsi medesimi, dal Ministero
  degli  affari  esteri  o  dal Governo del Paese di provenienza. Nel
  caso  di  accesso  a  corsi  a  numero  programmato l'ammissione e'
  comunque  subordinata alla verifica delle capacita' ricettive delle
  strutture universitarie e al superamento delle prove di ammissione.
    2.  Sulla  base  dei  dati forniti dalle universita' al Ministero
  dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica ai sensi
  del  comma 1, e' emanato il decreto di cui al comma 4 dell'articolo
  39  del  testo unico e con successivo provvedimento sono definiti i
  conseguenti adempimenti amministrativi per il rilascio del visto di
  ingresso.  A  tal  fine, la sufficienza dei mezzi di sussistenza e'
  valutata  considerando  anche le garanzie prestate con le modalita'
  di cui all'articolo 34, le borse di studio, i prestiti d'onore ed i
  servizi  abitativi  forniti da pubbliche amministrazioni o da altri
  soggetti   pubblici   o   privati   italiani,  o  per  i  quali  le
  amministrazioni  stesse  o gli altri soggetti attestino che saranno
  forniti allo studente straniero, a norma del comma 5.
    3. Le universita' italiane istituiscono, anche in convenzione con
  altre istituzioni formative con enti locali e con le regioni, corsi
  di  lingua italiana ai quali sono ammessi gli stranieri provenienti
  dai Paesi terzi in possesso del visto di ingresso e del permesso di
  soggiorno  per motivi di studio, rilasciati ai sensi del decreto di
  cui  al  comma  2,  nonche' gli stranieri indicati all'articolo 39,
  comma  5,  del  testo  unico,  i quali non siano in possesso di una
  certificazione  attestante  una  adeguata  conoscenza  della lingua
  italiana.  Al  termine  dei  corsi  e'  rilasciato  un attestato di
  frequenza.
    4.  I  visti  e i permessi di soggiorno per motivi di studio sono
  rinnovati  agli  studenti  che  nel  primo  anno  di  corso abbiano
  superato  una  verifica  di profitto e negli anni successivi almeno
  due  verifiche.  Per  gravi  motivi  di salute o di forza maggiore,
  debitamente  documentati,  il  permesso  di  soggiorno  puo' essere
  rinnovato  anche allo studente che abbia superato una sola verifica
  di  profitto, fermo restando il numero complessivo di rinnovi. Essi
  non  possono essere comunque, rilasciati per piu' di tre anni oltre
  la durata del corso di studio. Il permesso di soggiorno puo' essere
  ulteriormente    rinnovato    per    conseguire    il   titolo   di
  specializzazione   o   il   dottorato  di  ricerca  per  la  durata
  complessiva del corso, rinnovabile per un anno.
    ((5. Gli studenti stranieri accedono, a parita' di trattamento con gli studenti italiani, ai servizi e agli interventi per il diritto allo studio di cui alla legge 2 dicembre 1991, n. 390, compresi gli interventi non destinati alla generalita' degli studenti, quali le borse di studio, i prestiti d'onore ed i servizi abitativi, in conformita' alle disposizioni previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato ai sensi dell'articolo 4 della stessa legge n. 390 del 1991, che prevede criteri di valutazione del merito dei richiedenti, in aggiunta a quella delle condizioni economiche degli stessi e tenuto, altresi', conto del rispetto dei tempi previsti dall'ordinamento degli studi. La condizione economica e patrimoniale degli studenti stranieri e' valutata secondo le modalita' e le relative tabelle previste dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e certificata con appositi documentazione rilasciata dalle competenti autorita' del Paese ove i redditi sono stati prodotti e tradotta in lingua italiana dalle autorita' diplomatiche italiane competenti per territorio. Tale documentazione e' resa dalle competenti rappresentanze diplomatiche o consolari estere in Italia per quei Paesi ove esistono particolari difficolta' a rilasciare la certificazione attestata dalla locale ambasciata italiana e legalizzata dalle prefetture - Uffici territoriali del Governo ai sensi dell'articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Le regioni possono consentire l'accesso gratuito al servizio di ristorazione agli studenti stranieri in condizioni, opportunamente documentate, di particolare disagio economico.))
    6.   Per   le   finalita'   di  cui  al  comma  5  le  competenti
  rappresentanze   diplomatiche   consolari  italiane  rilasciano  le
  dichiarazioni  sulla  validita'  locale,  ai fini dell'accesso agli
  studi  universitari,  dei  titoli  di  scuola secondaria stranieri,
  fornendo  contestualmente  informazioni sulla scala di valori e sul
  sistema di valutazioni locali cui fa riferimento il voto o giudizio
  annotato   sul   titolo   di   studio.  Con  decreto  del  Ministro
  dell'universita'  e  della  ricerca  scientifica  e tecnologica, di
  concerto  con  il Ministro della pubblica istruzione e del Ministro
  degli  affari  esteri sono determinate le tabelle di corrispondenza
  per  la  valutazione  del  voto  o  giudizio  riportato  sul titolo
  straniero  con  la valutazione adottata nell'ordinamento scolastico
  italiano.
                                Art. 47
             Abilitazione all'esercizio della professione

    1.  Specifici visti d'ingresso e permessi di soggiorno, di durata
  non   superiore   alle   documentate   necessita',  possono  essere
  rilasciati agli stranieri che hanno conseguito il diploma di laurea
  presso  una universita' italiana, per l'espletamento degli esami di
  abilitazione all'esercizio professionale.
    2.  Il  superamento  degli  esami  di  cui al comma 1, unitamente
  all'adempimento  delle  altre  condizioni  richieste  dalla  legge,
  consente  l'iscrizione  negli albi professionali, indipendentemente
  dal  possesso  della  cittadinanza  italiana,  salvo che questa sia
  richiesta  a  norma  dell'articolo  37  del  decreto  legislativo 3
  febbraio  1993,  n.  29, e successive modificazioni e integrazioni.
  L'aver  soggiornato regolarmente in Italia da almeno cinque anni e'
  titolo di priorita' rispetto ad altri cittadini stranieri.
                                Art. 48
       Riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all'estero

    1.  La  competenza  per  il  riconoscimento dei titoli di accesso
  all'istruzione  superiore  dei  periodi  di  studio  e  dei  titoli
  accademici  ai  fini  della  prosecuzione  degli studi di qualunque
  livello, conseguiti in Paesi esteri, e' attribuita alle universita'
  e  agli  istituti di istruzione universitari, i quali la esercitano
  nell'ambito  della  loro  autonomia  e in conformita' ai rispettivi
  ordinamenti.  Fatti  salvi  gli  accordi bilaterali in materia e le
  convenzioni internazionali.
    2.  Le  istituzioni  di  cui  al  comma  1  si  pronunciano sulle
  richieste  di  riconoscimento  entro  il  termine di novanta giorni
  dalla  data  di ricevimento della relativa domanda. Nel caso in cui
  le  autorita'  accademiche  rappresentino  esigenze istruttorie, il
  termine e' sospeso fino al compimento, entro i 30 giorni successivi
  degli atti supplementari.
    3. Contro il provvedimento di rigetto della domanda, ovvero se e'
  decorso  il termine di cui al comma 2, senza che sia stato adottato
  alcun   provvedimento,   il  richiedente  puo'  presentare  ricorso
  giurisdizionale  al  Tribunale  amministrativo  regionale o ricorso
  straordinario  al  Capo  dello  Stato,  ovvero,  entro  il  termine
  previsto  per  quest'ultimo,  puo'  presentare istanza al Ministero
  dell'universita'  e  della  ricerca scientifica e tecnologica, che,
  nei  successivi venti giorni, se la ritiene motivata, puo' invitare
  l'universita'   a   riesaminare  la  domanda,  dandone  contestuale
  comunicazione   all'interessato.  L'universita'  si  pronuncia  nei
  successivi sessanta giorni. Nel caso di rigetto, ovvero in assenza,
  nei  termini  rispettivamente  previsti,  dell'invito al riesame da
  parte  del  Ministero o della pronuncia dell'universita' e' ammesso
  ricorso   al   Tribunale   amministrativo   regionale   o   ricorso
  straordinario al Capo dello Stato.
    4.  Il  riconoscimento dei titoli di studio per finalita' diverse
  da   quelle   previste   al   comma  1  e'  operato  in  attuazione
  dell'articolo  387  del  testo unico delle disposizioni legislative
  vigenti  in  materia  di  istruzione,  relative alle scuole di ogni
  ordine  e  grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994,
  n.   297,   nonche'   delle  disposizioni  vigenti  in  materia  di
  riconoscimento,  ai  fini  professionali  e  di accesso ai pubblici
  impieghi.
                                Art. 49
                   Riconoscimento titoli abilitanti
                    all'esercizio delle professioni

    1. I cittadini stranieri, regolarmente soggiornanti in Italia che
  intendono  iscriversi  agli  ordini,  collegi  ed  elenchi speciali
  istituiti  presso  le amministrazioni competenti, nell'ambito delle
  quote  definite a norma dell'articolo 3, comma 4, del testo unico e
  del  presente  regolamento,  se in possesso di un titolo abilitante
  all'esercizio  di  una  professione,  conseguito  in  un  Paese non
  appartenente    all'Unione    europea,   possono   richiederne   il
  riconoscimento  ai  fini  dell'esercizio in Italia, come lavoratori
  autonomi o dipendenti, delle professioni corrispondenti.
    1-bis.  Il  riconoscimento del titolo puo' essere richiesto anche
  dagli  stranieri  non  soggiornanti  in  Italia. Le amministrazioni
  interessate,  ricevuta  la  domanda,  provvedono  a  quanto di loro
  competenza.  L'ingresso  in  Italia  per  lavoro,  sia autonomo che
  subordinato,  nel  campo  delle professioni sanitarie e', comunque,
  condizionato  al riconoscimento del titolo di studio effettuato dal
  Ministero competente.
    2.  Per le procedure di riconoscimento dei titoli di cui al comma
  1  si  applicano le disposizioni dei decreti legislativi 27 gennaio
  1992,  n.  115,  e  2  maggio  1994, n. 319, compatibilmente con la
  natura,  la composizione e la durata della formazione professionale
  conseguita.((4))
    3.  Ove  ricorrano le condizioni previste dai decreti legislativi
  di cui al comma 2, per l'applicazione delle misure compensative, il
  Ministro    competente,   cui   e'   presentata   la   domanda   di
  riconoscimento,   sentite   le   conferenze   dei  servizi  di  cui
  all'articolo   12  del  decreto  legislativo  n.  115  del  1992  e
  all'articolo  14  del  decreto  legislativo  n.  319 del 1994, puo'
  stabilire,   con   proprio   decreto,  che  il  riconoscimento  sia
  subordinato ad una misura compensativa, consistente nel superamento
  di  una prova attitudinale o di un tirocinio di adattamento. Con il
  medesimo  decreto  sono  definite le modalita' di svolgimento della
  predetta  misura compensativa, nonche' i contenuti della formazione
  e  le  sedi presso le quali la stessa deve essere acquisita, per la
  cui  realizzazione  ci  si  puo'  avvalere  delle  regioni  e delle
  province autonome.
    3-bis.  Nel  caso  in  cui  il  riconoscimento  e' subordinato al
  superamento  di  una misura compensativa ed il richiedente si trova
  all'estero, viene rilasciato un visto d'ingresso per studio, per il
  periodo   necessario   all'espletamento   della   suddetta   misura
  compensativa.
    4. Le disposizioni dei commi 2 e 3 si applicano anche ai fini del
  riconoscimento  di  titoli  rilasciati  da  Paesi  terzi abilitanti
  all'esercizio di professioni regolate da specifiche direttive della
  Unione europea.
  ---------------
  AGGIORNAMENTO (4)
    Il  D.  Lgs.  9 novembre 2007, n. 206 ha disposto (con l'art. 60,
  comma  3)  che  "Il  riferimento  ai decreti legislativi 27 gennaio
  1992,  n. 115, e 2 maggio 1994, n. 319, contenuto nell'articolo 49,
  comma  2,  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 31 agosto
  1999,  n. 394, si intende fatto al titolo III del presente decreto;
  tuttavia   resta   attribuito   all'autorita'   competente  di  cui
  all'articolo  5  la  scelta  della eventuale misura compensativa da
  applicare al richiedente."
                                Art. 50
                  Disposizioni particolari per gli
                 esercenti le professioni sanitarie

    1.  Presso  il  Ministero  della  sanita'  sono istituiti elenchi
  speciali  per  gli esercenti le professioni sanitarie sprovviste di
  ordine o collegio professionale.
    2. Per l'iscrizione e la cancellazione, dagli elenchi speciali si
  osservano per quanto compatibili le disposizioni contenute nel Capo
  I  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n.
  221, e successive modificazioni ed integrazioni.
    3.  Il  Ministro  della  sanita' pubblica annualmente gli elenchi
  speciali  di cui al comma I nonche' gli elenchi degli stranieri che
  hanno    ottenuto   il   riconoscimento   dei   titoli   abilitanti
  all'esercizio di una professione sanitaria.
    4.  L'iscrizione  negli albi professionali e quella negli elenchi
  speciali  di cui al comma 1 sono disposte previo accertamento della
  conoscenza  della lingua italiana e delle speciali disposizioni che
  regolano   l'esercizio   professionale  in  Italia,  con  modalita'
  stabilite dal Ministero della sanita'. All'accertamento provvedono,
  prima  dell'iscrizione,  gli  ordini  e  collegi professionali e il
  Ministero della sanita', con oneri a carico degli interessati.
    5. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
    6. (Comma non ammesso al "Visto" della Corte dei conti.)
    7. Con le procedure di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 49, il
  Ministero  della sanita' provvede altresi', ai fini dell'ammissione
  agli   impieghi   e   dello   svolgimento  di  attivita'  sanitarie
  nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, al riconoscimento dei
  titoli   accademici,  di  studio  e  di  formazione  professionale,
  complementari di titoli abilitanti all'esercizio di una professione
  o   arte   sanitaria,  conseguiti  in  un  Paese  non  appartenente
  all'Unione europea.
    ((8. La dichiarazione di equipollenza dei titoli accademici nelle discipline sanitarie, conseguiti all'estero, nonche' l'ammissione ai corrispondenti esami di diploma, di laurea o di abilitazione, con dispensa totale o parziale degli esami di profitto, non danno titolo all'esercizio delle relative professioni. A tale fine, deve essere acquisito il preventivo parere del Ministero della salute; il parere negativo non consente l'iscrizione agli albi professionali o agli elenchi speciali per l'esercizio delle relative professioni sul territorio nazionale e dei Paesi dell'Unione europea.))
    ((8-bis. Entro due anni dalla data di rilascio del decreto di riconoscimento, il professionista deve iscriversi al relativo albo professionale, ove esistente. Trascorso tale termine, il decreto di riconoscimento perde efficacia. Per le professioni non costituite in ordini o in collegi, il decreto di riconoscimento perde efficacia, qualora l'interessato non lo abbia utilizzato, a fini lavorativi, per un periodo di due anni dalla data del rilascio.))
                                Art. 51
         Articolo non ammesso al "Visto" della Corte dei conti
CAPO VIII
DISPOSIZIONI SULL'INTEGRAZIONE SOCIALE
                                Art. 52
               Registro delle associazioni e degli enti
            che svolgono attivita' a favore degli immigrati

    ((1. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e' istituito il registro delle associazioni, degli enti e degli altri organismi privati che svolgono le attivita' a favore degli stranieri immigrati, previste dal testo unico. Il registro e' diviso in due sezioni: a) nella prima sezione sono iscritti associazioni, enti e altri organismi privati che svolgono attivita' per favorire l'integrazione sociale degli stranieri, ai sensi dell'articolo 42 del testo unico; b) nella seconda sezione sono iscritti associazioni, enti ed altri organismi privati abilitati alla realizzazione dei programmi di assistenza e protezione sociale degli stranieri di cui all'articolo 18 del testo unico.))
    2.  L'iscrizione  al  registro  di cui al comma 1, lettera a), e'
  condizione   necessaria  per  accedere  direttamente  o  attraverso
  convenzioni con gli enti locali o con le amministrazioni statati al
  contributo   del   Fondo   nazionale   per  l'integrazione  di  cui
  all'articolo 45 del testo unico.
    3. Non possono essere iscritti nel registro le associazioni, enti
  o altri organismi privati il cui rappresentante legale o uno o piu'
  componenti  degli  organi  di  amministrazione e di controllo siano
  sottoposti  a  procedimenti  per  l'applicazione  di  una misura di
  prevenzione  o a procedimenti penali per uno dei reati previsti dal
  testo  unico  o  risultino  essere  stati  sottoposti  a  misure di
  prevenzione  o  condannati,  ancorche' con sentenza non definitiva,
  per  uno  dei  delitti di cui agli articoli 380 e 381 del codice di
  procedura  penale,  salvo  che  i  relativi  procedimenti  si siano
  conclusi   con   un   provvedimento  che  esclude  il  reato  o  la
  responsabilita'  dell'interessato, e salvi in ogni caso gli effetti
  della riabilitazione.
                                Art. 53
               Condizioni per l'iscrizione nel Registro

    1.   Possono   iscriversi  nella  sezione  del  registro  di  cui
  all'articolo  52,  comma  1, lettera a), gli organismi privati, gli
  enti e le associazioni che svolgono attivita' per l'integrazione di
  cui  all'articolo  42,  comma  1,  del  testo  unico, che abbiano i
  seguenti requisiti:
  a) forma giuridica compatibile con i fini sociali e di solidarieta'
     desumibili  dall'atto  costitutivo o dallo statuto in cui devono
     essere  espressamente  previsti  l'assenza  di fini di lucro, il
     carattere  democratico  dell'ordinamento  interno, l'elettivita'
     delle   cariche  associative,  i  criteri  di  ammissione  degli
     aderenti,  i  loro  obblighi e diritti. I predetti requisiti non
     sono richiesti per gli organismi aventi natura di organizzazione
     non  lucrativa di utilita' sociale (ONLUS), ai sensi del decreto
     legisiativo 4 dicembre 1997, n. 460;
  b) obbligo  di  formazione  del bilancio o del rendiconto dal quale
     devono risultare i beni, i contributi o le donazioni, nonche' le
     modalita'  di  approvazione dello stesso da parte dell'assemblea
     degli aderenti;
  c) sede  legale  in Italia e possibilita' di operativita' in Italia
     ed  eventualmente  all'estero  qualunque  sia la forma giuridica
     assunta;
  d) esperienza  almeno  biennale nel settore dell'integrazione degli
     stranieri e dell'educazione interculturale; della valorizzazione
     delle   diverse   espressioni   culturali,  ricreative,  sociali
     religiose  ed  artistiche:  della  formazione, dell'assistenza e
     dell'accoglienza degli stranieri.
    2.  I  soggetti  di  cui  al comma 1, si iscrivono al registro su
  richiesta del rappresentante legale, con una domanda corredata da:
  a) copia  dell'atto  costitutivo  e  dello  statuto o degli accordi
     degli aderenti:
  b) dettagliata  relazione  sull'attivita'  svolta  negli ultimi due
     anni;  c)  copia  del  bilancio  o  del rendiconto relativo agli
     ultimi due anni di attivita';
  d) eventuale  iscrizione  all'albo regionale delle associazioni del
     volontariato;
  e) ogni   altra   documentazione   ritenuta  utile  per  comprovare
     l'adeguatezza dell'associazione a svolgere attivita' nel settore
     dell'integrazione degli stranieri;
  f) dichiarazione  redatta  e  sottoscritta  ai  sensi delle vigenti
     disposizioni  concernente  l'assenza,  nei  confronti del legale
     rappresentante  e  di  ciascuno  dei  componenti degli organi di
     amministrazione  e  di  controllo  dell'ente,  delle  condizioni
     interdittive di cui al comma 3, dell'articolo 52.
    3. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
    4. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
    5.  Nell'ambito  del  registro  di  cui all'articolo 52, comma 1,
  ((lettera b) )), possono iscriversi le associazioni, gli enti e gli
  organismi  privati  abilitati  alla  realizzazione dei programmi di
  assistenza  e integrazione sociale di cui all'articolo 18, comma 3,
  del   testo   unico.  Nella  fase  di  prima  applicazione  possono
  richiedere   l'iscrizione   solo   gli   organismi   privati   che,
  indipendentemente  dalla  natura  giuridica,  abbiano  gia'  svolto
  attivita'  di  assistenza  sociale  e di prestazione dei servizi in
  materia   di  violenza  contro  le  donne,  prostituzione,  tratta,
  violenza e abusi sui minori, assistenza ai lavoratori in condizione
  di  grave  sfruttamento,  con  particolare  riferimento  al  lavoro
  minorile.
    6.  Ai  fini  dell'iscrizione,  i  soggetti  di  cui  al  comma 5
  presentano un curriculum attestante le precedenti esperienze, e una
  dichiarazione dalla quale risultino:
  a) la  disponibilita',  a qualsiasi titolo, di operatori competenti
     nelle  aree  psicologica, sanitaria, educativa e dell'assistenza
     sociale,   che   assicurino   prestazioni   con   carattere   di
     continuita', ancorche' volontarie;
  b) la disponibilita', a qualsiasi titolo, di strutture alloggiative
     adeguate  all'accoglienza  e alla realizzazione del programma di
     assistenza  e  di  integrazione  sociale,  con la specificazione
     delle caratteristiche tipologiche e della ricettivita';
  c) i   rapporti   instaurati  con  enti  locali,  regioni  o  altre
     istituzioni;
  d) la  descrizione  del  programma  di  assistenza  e  integrazione
     sociale   che   intendano  svolgere,  articolato  in  differenti
     programmi   personalizzati.   Il   programma  indica  finalita',
     metodologia  di  intervento, misure specifica di tutela fisica e
     psicologica,  tempi  costi e risorse umane impiegate: prevede le
     modalita'  di prestazione di assistenza sanitaria e psicologica,
     e   le  attivita'  di  formazione,  finalizzate  ove  necessario
     all'alfabetizzazione  e all'apprendimento della lingua italiana,
     e   comunque   alla  formazione  professionale  in  relazione  a
     specifici sbocchi lavorativi;
  e) l'adozione  di  procedure  per  la tutela dei dati personali, ai
     sensi  della  legge  31 dicembre 1996, n. 675, anche relativi ai
     soggetti ospitati nelle strutture alloggiative;
  f) l'assenza, nei confronti del legale rappresentante e di ciascuno
     dei  componenti  degli  organi di amministrazione e di controllo
     dell'ente,  delle  condizioni  interdittive  di  cui  al comma 3
     dell'articolo 52.
    7.  A  decorrere  dal sessantesimo giorno successivo alla data di
  entrata  in  vigore  del  presente  regolamento  possono richiedere
  l'iscrizione   anche  organismi  privati  che  non  abbiano  svolto
  precedentemente  attivita'  di  assistenza  nei  campi indicati dal
  comma  6,  purche' stabiliscano un rapporto di partenariato con uno
  dei  soggetti  gia'  iscritti  nella  sezione  del  registro di cui
  all'articolo  52,  comma  1, ((lettera b) )). Tali organismi devono
  presentare   una  dichiarazione  dalla  quale  risultino  oltre  ai
  requisiti  indicati dal comma 6, lettere a), b) e d), il curriculum
  di ciascuno dei componenti ed il rapporto di partenariato.
                                Art. 54
                        Iscrizione nel Registro

    1.  L'iscrizione  degli  organismi  privati,  degli  enti e delle
  associazioni  nel  registro di cui all'articolo 52, e' disposta dal
  Ministro  per la solidarieta' sociale, con proprio decreto, sentita
  la  Commissione  di  cui  all'articolo  25,  comma 2, limitatamente
  all'iscrizione  alla  sezione  di  cui  all'articolo  52,  comma 1,
  ((lettera b) )).
    2.  L'iscrizione o il provvedimento di diniego dell'iscrizione e'
  comunicato  entro 90 giorni dalla richiesta. Trascorso tale termine
  l'iscrizione e' da ritenersi avvenuta.
    3. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli
  affari sociali, provvede all'alloggiamento annuale del registro, di
  cui all'articolo 52, comma 1. A tal fine gli organismi privati e le
  associazioni e gli enti interessati trasmettono entro il 30 gennaio
  di  ogni anno una relazione sull'attivita' svolta. Ogni cambiamento
  sostanziale  di uno dei requisiti richiesti per l'iscrizione dovra'
  essere invece comunicato tempestivamente.((2))
    4. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli
  affari   sociali,   puo'   effettuare  controlli  o  richiedere  la
  trasmissione di documentazione. La rilevazione di comportamenti non
  compatibili  con  le  tonalita'  dei  soggetti  di  cui al comma 1,
  comporta  la  cancellazione dal registro, a decorrere dalla data di
  comunicazione all'interessato.((2))
    5.  L'elenco degli organismi privati e delle associazioni e degli
  enti  iscritte al registro e' comunicato annualmente alle regioni e
  alle province autonome.
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  AGGIORNAMENTO (2)
    Il D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334 ha disposto (con l'art. 47) che
  "Nel  testo del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, le parole: "Ministro
  o  Ministero  del  lavoro e della previdenza sociale" e "Presidenza
  del  Consiglio  dei  Ministri, Dipartimento per gli affari sociali"
  sono  sostituite dalle seguenti: "Ministro o Ministero del lavoro e
  delle politiche sociali."
                                Art. 55
              Funzionamento della Consulta per i problemi
            degli stranieri immigrati e delle loro famiglie

    1.  La  Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle
  loro  famiglie,  di  cui all'art. 42 del testo unico, istituita con
  decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri, ha sede presso
  il  Dipartimento  per  gli  affari  sociali.  Con lo stesso decreto
  vengono  nominati  i componenti della Consulta ai sensi del comma 4
  del predetto articolo 42 del testo unico.
    2.  Il  Presidente  della Consulta puo' invitare a partecipare ai
  lavori  della  Consulta i rappresentanti del Consigli territoriali.
  di cui all'articolo 3, comma 6, del testo unico.
   3. I componenti della Consulta rimangono in carica per tre anni.
    4.  La Consulta e' convocata almeno ogni sei mesi. La Consulta si
  avvale  di  una propria segreteria composta da personale in sevizio
  presso  il  Dipartimento  per  gli  affari sociali, che assicura il
  supporto tecnico-organizzativo.
    5.  La  Consulta  acquisisce  le  osservazioni degli enti e delle
  associazioni  nazionali  maggiormente  attivi nell'assistenza e nel
  l'integrazione  degli  immigrati  ai fini della predisposizione del
  documento  programmatico  di cui all'articolo 3 del testo unico, in
  relazione  alle  condizioni  degli  immigrati,  inoltre, esamina le
  problematiche  relative alla loro integrazione a livello economico,
  sociale  e culturale, verifica lo stato di applicazione della legge
  evidenziandone difficolta' e disomogeneita' a livello territoriale:
  elabora  proposte  e  suggerimenti  per una migliore convivenza tra
  immigrati  e  cittadinanza  locale  e  per  la  tutela  dei diritti
  fondamentali;  assicura  la  diffusione delle informazioni relative
  alla  realizzazione  di  esperienze  positive  maturate nel settore
  dell'integrazione   a   livello   sociale,   nel   rispetto   delle
  disposizioni in vigore in materia di dati personali.
    6.  Con  il  decreto di cui al comma 1, sentito il Presidente del
  Consiglio   nazionale  dell'economia  e  del  lavoro.  puo'  essere
  nominato  il  Vice  presidente  della  Consulta e sono stabilite le
  modalita'   di   raccordo   e  di  collaborazione  con  l'attivita'
  dell'organismo di cui all'articolo 56.
                                Art. 56
                 Organismo nazionale di coordinamento

    1. L'Organismo nazionale di coordinamento di cui all'articolo 42,
  comma  3,  del  testo  unico,  opera in stretto collegamento con la
  Consulta  per  l'immigrazione  di  cui  al  comma  4  dello  stesso
  articolo,  con  i  Consigli  territoriali per l'immigrazione, con i
  centri  di osservazione, informazione e di assistenza legale contro
  le discriminazioni razziali, etniche, nazionali e religiose, con le
  istituzioni  e  gli  altri  organismi  impegnati nelle politiche di
  immigrazione  a livello locale, al fine di accompagnare e sostenere
  lo  sviluppo dei processi locali di accoglienza ed integrazione dei
  cittadini  stranieri,  la loro rappresentanza e partecipazione alla
  vita pubblica.
    2. La composizione dell'Organismo nazionale di cui al comma 1. e'
  stabilita con determinazione del Presidente del Consiglio nazionale
  dell'economia e del lavoro (C.N.E.L.), d'intesa con il Ministro per
  la solidarieta' sociale.
    3.  L'Organismo nazionale si avvale di una segreteria composta da
  funzionari  del  C.N.E.L.  e  personale  ed esperti con contratto a
  tempo determinato.
                                Art. 57
       Istituzione del Consigli territoriali per l'immigrazione

    1. I Consigli territoriali per l'immigrazione di cui all'articolo
  3, comma 6, del testo unico con compiti di analisi delle esigenze e
  di  promozione  degli  interventi  da attuare a livello locale sono
  istituiti,  a  livello  provinciale, con decreto del Presidente del
  Consiglio  dei  Ministri,  da adottarsi di concerto con il Ministro
  dell'interno.   E'   responsabilita'  del  prefetto  assicurare  la
  formazione  e  il  funzionamento di detti Consigli. Essi sono cosi'
  composti:
  a) dai   rappresentanti  dei  competenti  uffici  periferici  delle
     amministrazioni dello Stato;
  b) dal Presidente della provincia;
  c) da un rappresentante della regione;
  d) dal  sindaco  del comune capoluogo, o da un suo delegato nonche'
     dal  sindaco, o da un suo delegato dei comuni della provincia di
     volta in volta interessati;
  e) dal  Presidente della camera di commercio, industria artigianato
     e agricoltura o da un suo delegato;
  f) da  almeno due rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei
     lavoratori e dei datori di lavoro;
  g) da   almeno   due   rappresentanti   delle   associazioni   piu'
     rappresentative  degli  stranieri  extracomunitari  operanti nel
     territorio;
  h) da  almeno  due  rappresentanti  degli enti e delle associazioni
     localmente attivi nel soccorso e nell'assistenza agli Immigrati.
    2.  Possono  essere  invitati  a  partecipare  alle  riunioni dei
  Consigli  i  rappresentanti delle Aziende sanitarie locali, nonche'
  degli enti o altre istituzioni pubbliche interessati agli argomenti
  in trattazione.
    3.  I  Consigli  territoriali  per l'immigrazione operano, per la
  necessaria integrazione delle rispettive attivita', in collegamento
  con  le  Consulte  regionali  di  cui all'articolo 42, comma 6, del
  testo  unico, eventualmente costituite con legge regionale. Ai fini
  di  una  coordinata  ed  omogenea azione di monitoraggio ed analisi
  delle  problematiche connesse al fenomeno dell'immigrazione e delle
  esigenze  degli  immigrati,  nonche'  di  promozione  dei  relativi
  interventi,   il   prefetto   assicura  il  raccordo  dei  Consigli
  territoriali  con  la  Consulta  per  i  problemi  degli  stranieri
  immigrati  e  delle loro famiglie, di cui all'articolo 42, comma 4,
  del testo unico.
    4.  Nell'adozione  del  decreto  di  cui al comma 1, del presente
  articolo,  il Presidente del Consiglio dei Ministri tiene conto, ai
  fini dell'istituzione dei Consigli territoriali per l'immigrazione,
  degli eventuali organi costituiti, con analoghe finalita', presso i
  comuni.  In  tal  caso,  il  prefetto  assicura  il  raccordo tra i
  predetti  organi  e  la  Consulta  per  i  problemi degli stranieri
  immigrati e delle loro famiglie.
                                Art. 58
              Fondo nazionale per le politiche migratorie

    1.  Il  Ministro per la solidarieta' sociale, con proprio decreto
  adottato  di  concerto  con  i  Ministri interessati secondo quanto
  disposto  dall'articolo 59, comma 46, della legge 27 dicembre 1997,
  n.  449,  e  dall'articolo 133, comma 3, del decreto legislativo 31
  marzo  1998,  n.  112, ripartisce i finanziamenti relativi al Fondo
  nazionale  per  le  politiche migratorie di cui all'articolo 45 del
  testo unico, in base alle seguenti quote percentuali:
  a) una  quota  pari  all'80% dei Finanziamenti dell'intero Fondo e'
     destinata  ad  interventi  annuali  e pluriennali attivati dalle
     regioni  e  dalle province autonome di Trento e Bolzano, nonche'
     dagli  enti  locali,  per straordinarie esigenze di integrazione
     sociale determinate dall'afflusso di immigrati:
  b) una  quota  pari  al  20%  dei  finanziamenti  e'  destinata  ad
     interventi  di carattere statale comprese le spese relative agli
     interventi previsti dagli articoli 20 e 46 del testo unico.
    2. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 11 AGOSTO 2003, N. 228)).
    3.  Le  regioni  possono  impiegare  una quota delle risorse loro
     attribuite   ai   sensi   del   comma  1,  lettera  a),  per  la
     realizzazione  di  programmi  interregionali  di formazione e di
     scambio  di  esperienze in materia di servizi per l'integrazione
     degli immigrati.
    4.  Le  risorse  attribuite  alle  regioni  ai sensi del comma 1,
     lettera a), costituiscono quote di cofinanziamento dei programmi
     regionali relativi ad interventi nell'ambito delle politiche per
     l'immigrazione.  A tal fine le regioni partecipano con risorse a
     carico dei propri bilanci per una quota non inferiore al 20% del
     totale  di ciascun programma. Le risorse attribuite alle regioni
     possono  altresi'  essere  utilizzate  come  quota  nazionale di
     cofinanziamento per l'accesso ai fondi comunitari.
    5.  Il  decreto  di  ripartizione  di cui al comma 1 tiene conto,
     sulla   base  dei  dati  rilevati  dall'ISTAT  e  dal  Ministero
     dell'interno:
  a) della presenza degli immigrati sul territorio;
  b) della composizione demografica della popolazione immigrata e del
     rapporto tra immigrati e popolazione locale;
  c) delle  situazioni  di  particolare  disagio  nelle aree urbane e
     della condizione socioeconomica delle aree di riferimento.
    6.   Per  la  realizzazione  della  base  informativa  statistica
  necessaria  alla  predisposizione del decreto di cui al comma 1, il
  Ministero   dell'interno  trasmette  all'ISTAT,  secondo  modalita'
  concordate  e  nel rispetto della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e
  successive   modificazioni   e  integrazioni,  le  informazioni  di
  interesse  statistico sui cittadini stranieri, contenute nei propri
  archivi   automatizzati,   incluse  quelle  relative  ai  minorenni
  registrati  sul  permesso  di  soggiorno  o  carta di soggiorno dei
  genitori.
    7.  Il  decreto  di  cui  al  comma  1 tiene altresi' conto delle
  priorita'  di intervento e delle linee guida indicate nel documento
  programmatico  relativo  alla  politica  dell'immigrazione  e degli
  stranieri predisposto ogni tre anni ai sensi dell'articolo 3, comma
  1, del testo unico.
    8.  I  programmi  annuali e pluriennali predisposti dalle regioni
  sono Finalizzati allo svolgimento di attivita' volte a:
  a) favorire  il  riconoscimento  e  l'esercizio,  in  condizione di
     parita' con i cittadini italiani, dei diritti fondamentali delle
     persone immigrate;
  b) promuovere  l'integrazione degli stranieri favorendone l'accesso
     al  lavoro, all'abitazione, ai servizi sociali, alle istituzioni
     scolastiche;
  c) prevenire e rimuovere ogni forma di discriminazione basata sulla
     razza,  il colore, l'ascendenza o l'origine nazionale o etnica o
     religiosa;
  d) tutelare  l'identita'  culturale,  religiosa e linguistica degli
     stranieri;
  e) consentire un positivo reinserimento nel Paese d'origine.
    9.  Il  Ministro  per  la  solidarieta'  sociale  predispone, con
  proprio  decreto,  sentita  la  conferenza  Unificata,  un apposito
  modello  uniforme  per  la  comunicazione  dei  dati  statistici  e
  socioeconomici  e  degli  altri  parametri  necessari ai fini della
  redazione  dei  programmi  regionali  e  statali  che devono essere
  trasmessi   al   Dipartimento  per  gli  affari  sociali  ai  sensi
  dell'articolo  59,  comma  1, e dell'articolo 60, comma 2, e per la
  presentazione  della  relazione  annuale ai sensi dell'articolo 59,
  comma 5) e dell'articolo 60, comma 4.
                                Art. 59
           Attivita' delle regioni e delle province autonome

    1.  Entro  sei  mesi  dalla data di pubblicazione del decreto del
  Ministro  per la solidarieta' sociale di cui all'articolo 58, comma
  1, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sulla base
  delle  risorse  del  Fondo rispettivamente assegnate, comunicano al
  Dipartimento  per gli affari sociali della Presidenza del Consiglio
  dei  Ministri  i  programmi  annuali  o pluriennali, comunque della
  durata  massima  di  tre anni, che intendono realizzare nell'ambito
  delle  politiche per l'immigrazione. La comunicazione dei programmi
  e'  condizione  essenziale  per  la  erogazione  del  finanziamento
  annuale.
    2.  Per  favorire  l'elaborazione dei piani territoriali anche ai
  fini  dell'armonizzazione  con  i piani di intervento nazionale, il
  Ministro  per  la  solidarieta' sociale, d'intesa con la Conferenza
  Unificata,   adotta   con   proprio  decreto  linee  guida  per  la
  predisposizione dei programmi regionali.
    3.  I  programmi  regionali  indicano  i criteri per l'attuazione
  delle  politiche  di  integrazione  degli  stranieri  ed  i compiti
  attribuiti  ai  comuni  quali  soggetti preposti all'erogazione dei
  servizi  sociali  ai  sensi dell'articolo 131. comma 2, del decreto
  legislativo  31 marzo 1998, n. 112. I programmi regionali prevedono
  accordi  di  programma  con  gli  enti  locali  che  indichino  gli
  obiettivi da perseguire, gli interventi da realizzare, le modalita'
  e  i  tempi  di  realizzazione,  i  costi e le risorse impegnate, i
  risultati  perseguiti,  i  poteri  sostitutivi in caso di ritardi e
  inadempienze.
    4. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, ai fini
  dell'attuazione  dei  propri  programmi,  possono  avvalersi  della
  partecipazione    delle   associazioni   di   stranieri   e   delle
  organizzazioni  stabilmente  operanti  in  loro favore iscritte nel
  registro di cui all'articolo 52 comma 1, lettera a).
    5. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano entro un
  anno  dalla  data  di  erogazione  del finanziamento presentano una
  relazione  al  Ministro  per la solidarieta' sociale sullo stato di
  attuazione  degli  interventi  previsti  nei  programmi, sulla loro
  efficacia,  sul  loro impatto sociale, sugli obiettivi conseguiti e
  sulle misure da adottare per migliorare le condizioni di vita degli
  stranieri   sul   territorio.   Nello  stato  di  attuazione  degli
  interventi  deve  essere  specificato anche il grado di avanzamento
  dei  programmi  in termini di impegni di spesa, pagamenti e residui
  passivi desunti dai rispettivi bilanci.
    6.  Qualora le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
  non   adempiano   nei  termini  all'obbligo  di  comunicazione  dei
  programmi  che intendono realizzare ovvero, entro dodici mesi dalla
  data  di  erogazione  dei  finanziamenti,  non  abbiano  provveduto
  all'impegno contabile delle rispettive quote assegnate, il Ministro
  per  la  solidarieta'  sociale,  sentita  la  Conferenza Unificata,
  provvede  alla  revoca  del finanziamento e alla ridestinazione dei
  fondi alle regioni e alle province autonome.
    7.  L'obbligo  di comunicazione dei programmi di cui al comma 1 e
  quello dell'iscrizione nel registro di cui al comma 4 e le quote di
  cofinanziamento  previste  a carico delle regioni dall'articolo 58,
  comma 4, operano relativamente alla ripartizione degli stanziamenti
  previsti per gli esercizi finanziari successivi a quello di entrata
  in vigore del presente regolamento
                                Art. 60
                Attivita' delle Amministrazioni statali

    1.  Gli  interventi realizzati dalle amministrazioni statali sono
  Finanziati  ai sensi dell'articolo 58, comma 1, lettera b), secondo
  le   priorita'   indicate   dal   documento  programmatico  di  cui
  all'articolo 3, comma 1, del testo unico.
    2.  Il  Ministro per la solidarieta' sociale promuove e coordina,
  d'intesa   con   i   Ministri   interessati,   i   programmi  delle
  amministrazioni  statali  presentati al Dipartimento per gli affari
  sociali   entro   sei  mesi  dalla  pubblicazione  del  decreto  di
  ripartizione del Fondo.
    3.  Le  amministrazioni  statali predispongono i propri programmi
  anche   avvalendosi   delle   associazioni  di  stranieri  e  delle
  organizzazioni  stabilmente  operanti  in  loro favore iscritte nel
  registro di cui all'articolo 52, comma 1, lettera a).
    4.  Le  amministrazioni  statali,  entro  un  anno  dalla data di
  erogazione  del finanziamento, presentano una relazione al Ministro
  per  la  solidarieta'  sociale  sullo  stato  di  attuazione  degli
  interventi  previsti  nei rispettivi programmi sulla loro efficacia
  sul loro impatto sociale e sugli obiettivi conseguiti.
                                Art. 61
                       Disposizione transitoria

    1.  La condizione dell'iscrizione al registro di cui all'articolo
  52,  comma  1,  e'  richiesta  per  gli  interventi  adottati sugli
  stanziamenti  previsti  per  gli  esercizi  finanziari  degli  anni
  successivi a quello di entrata in vigore del presente regolamento.
      Il  presente  decreto,  munito  del  sigillo dello Stato, sara'
  inserito  nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della
  Repubblica   italiana.  E'  fatto  obbligo  a  chiunque  spetti  di
  osservarlo e di farlo osservare.
    Dato a Roma, addi' 31 agosto 1999
                                CIAMPI
                                  D'Alema,  Presidente  del Consiglio
                                  dei Ministri
                                  Piazza,  Ministro  per  la funzione
                                  pubblica
                                  Bellillo,  Ministro  per gli affari
                                  regionali
                                  Turco, Ministro per la solidarieta'
                                  sociale
                                  Balbo,   Ministro   per   le   pari
                                  opportunita'
                                  Dini, Ministro degli affari esteri
                                  Russo      Jervolino,      Ministro
                                  dell'interno
                                  Diliberto,  Ministro  di  grazia  e
                                  giustizia
                                  Amato,  Ministro  del  tesoro,  del
                                  bilancio   e  della  programmazione
                                  economica
                                  Berlinguer, Ministro della pubblica
                                  istruzione
                                  Treu,   Ministro  dei  trasporti  e
                                  della navigazione
                                  Bersani,  Ministro  dell'industria,
                                  del commercio e dell'artigianato
                                  Salvi,  Ministro del lavoro e della
                                  previdenza sociale
                                  Bindi, Ministro della sanita'
                                  Zecchino, Ministro dell'universita'
                                  e   della   ricerca  scientifica  e
                                  tecnologica
                                  Visto, il Guardasigilli: Diliberto
                                  Registrato  alla Corte dei conti il
                                  26 ottobre 1999
                                  Atti  di  Governo, registro n. 117,
                                  foglio  n.  29,  con esclusione del
                                  comma  3  dell'art. 29, del comma 6
                                  dell'art.  50  e  dell'art.  51, ai
                                  sensi   della  deliberazione  della
                                  sezione   del   controllo  adottata
                                  nell'adunanza del 25 ottobre 1999.
                             Art. 61-bis
                    (( (Sistemi informativi). ))

  ((1. Per l'attuazione dei procedimenti del testo unico e del regolamento, le amministrazioni pubbliche si avvalgono degli archivi automatizzati e dei sistemi informativi indicati nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 2004, n. 242, per la razionalizzazione e l'interconnessione tra le pubbliche amministrazioni, nonche' dei sistemi informativi e delle procedure telematiche indicate nel presente regolamento. Le modalita tecniche e procedurali per l'accesso e la trasmissione di dati e documenti tra i sistemi informativi delle amministrazioni pubbliche sono disciplinate con i provvedimenti previsti nel regolamento di attuazione, di cui all'articolo 34, comma 2, della legge 30 luglio 2002, n. 189. 2. Per le procedure di ingresso, soggiorno ed uscita e per i collegamenti informativi con le altre amministrazioni pubbliche, le questure si avvalgono anche dell'archivio informatizzato dei permessi di soggiorno previsto dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 34, comma 2, della legge n. 189 del 2002. 3. I criteri e le modalita' di funzionamento dell'archivio di cui al comma 2 sono stabilite con decreto del Ministro dell'interno.))
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