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DECRETO-LEGGE 10 febbraio 2009, n. 5

((Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, nonche' disposizioni in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario.))

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta  la  straordinaria  necessita'  ed urgenza di fronteggiare
l'eccezionale   situazione   di   crisi  internazionale  del  settore
industriale  e  in particolare del comparto automobilistico, anche in
relazione  all'importanza  di  questi  settori nel sistema produttivo
nazionale  ed ai riflessi di carattere occupazionale sulle famiglie e
sulle imprese;
  Ritenuta  la  necessita'  di  collocare  in  un  quadro unitario le
disposizioni  finalizzate  alla promozione dello sviluppo economico e
alla  competitivita'  del  Paese,  anche  mediante  l'introduzione di
misure  di  carattere  fiscale e finanziario in grado di sostenere il
rilancio  produttivo e il raggiungimento degli obiettivi di risparmio
energetico e di salvaguardia ambientale;
  Considerate,  altresi', le particolari ragioni di urgenza, connesse
con  la  contingente situazione economico-finanziaria delle imprese e
del  loro indotto e con la necessita' di sostenere la domanda di beni
durevoli,  di  favorirne  il  ricambio  con  finalita'  di  carattere
ambientale e di assicurare obiettivi di rilancio occupazionale;
  Rilevata,  infine,  l'esigenza  di  potenziare  le misure fiscali e
finanziarie  occorrenti  per  garantire  il  rispetto degli obiettivi
fissati  dal Protocollo di Kyoto e dalle linee guida per le politiche
nazionali di riduzione delle emissioni di gas-serra;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 6 febbraio 2009;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, del
Ministro  dell'economia  e delle finanze, del Ministro dello sviluppo
economico  e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare;

                              E m a n a
                     il seguente decreto-legge:

                               Art. 1
              Incentivi al rinnovo del parco circolante
            e incentivi all'acquisto di veicoli ecologici

  1.  Fermo  restando  le  misure incentivanti di cui all'articolo 1,
commi  da 344 a 347, 353, 358 e 359, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, e di cui all'articolo 29, comma 9, del decreto-legge 31 dicembre
2007,  n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio
2008,  n.  31, in attuazione del principio di salvaguardia ambientale
ed  al  fine di incentivare la sostituzione, realizzata attraverso la
demolizione, di autovetture ed autoveicoli per il trasporto promiscuo
di  categoria "euro 0", "euro 1" o "euro 2", immatricolati fino al 31
dicembre  1999, con autovetture nuove di categoria "euro 4" o "euro5"
che  emettono  non  oltre 140 grammi di CO2 per chilometro oppure non
oltre  130  grammi  di CO2 per chilometro se alimentate a gasolio, e'
concesso un contributo di euro 1500.
  2.  Per  la  sostituzione,  realizzata attraverso la demolizione di
veicoli  di  cui all'articolo 54, comma 1, lettere c), d), f), g), ed
m),  del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, di massa massima
fino  a  3.500  chilogrammi e di categoria "euro 0", "euro 1" o "euro
2",  immatricolati fino al 31 dicembre 1999, con veicoli nuovi di cui
all'articolo  54, comma 1, lettere c), d), f), g), ed m), del decreto
legislativo  30  aprile  1992,  n. 285, di massa massima fino a 3.500
chilogrammi,  di  categoria  "euro  4"  o  "euro  5",  e' concesso un
contributo di euro 2500.
  3. Per l'acquisto di autovetture nuove di fabbrica ed omologate dal
costruttore  per  la circolazione mediante alimentazione, esclusiva o
doppia,  del  motore  con  gas metano, nonche' mediante alimentazione
elettrica   ovvero   ad  idrogeno,  fermo  restando  quanto  previsto
dall'articolo  1,  commi  228 e 229, della legge 27 dicembre 2006, n.
296,  il  contributo  e'  aumentato  di  1500 euro nel caso in cui il
veicolo   acquistato,   nell'alimentazione   ivi  considerata,  abbia
emissioni  di  CO2  non  superiori  a  120  grammi per chilometro. Le
agevolazioni  di  cui  al  presente  comma  sono  cumulabili,  ove ne
ricorrano le condizioni, con quelle di cui al comma 1.
  4.  Per  l'acquisto  di  veicoli  di  cui all'articolo 54, comma 1,
lettera  d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, di massa
massima  fino  a 3.500 chilogrammi, di categoria "euro 4" o "euro 5",
nuovi  di  fabbrica  ed omologati dal costruttore per la circolazione
mediante  alimentazione,  esclusiva  o  doppia,  del  motore  con gas
metano,  fermo  restando quanto previsto dall'articolo 1, commi 228 e
229,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  il  contributo  e'
incrementato  fino  ad  euro 4000. Le agevolazioni di cui al presente
comma  sono cumulabili, ove ne ricorrano le condizioni, con quelle di
cui al comma 2.
  5.  In caso di acquisto di un motociclo fino a 400 cc di cilindrata
ovvero  non  superiore  a  60  kW  nuovo  di  categoria  "euro 3" con
contestuale  rottamazione  di  un  motociclo  o  di un ciclomotore di
categoria  "euro  0" o "euro 1", realizzata attraverso la demolizione
con le modalita' indicate al comma 233 dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e' concesso un contributo di euro 500.
  6.  Le  disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 hanno validita'
per  i  veicoli nuovi acquistati, anche in locazione finanziaria, con
contratto  stipulato  tra  venditore  ed acquirente a decorrere dal 7
febbraio  2009  e fino al 31 dicembre 2009, purche' immatricolati non
oltre il 31 marzo 2010.
  7. A decorrere dal 7 febbraio 2009, la misura dell'incentivo di cui
all'articolo 29, comma 9, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31,
e'  rideterminata nella misura di euro 500 per le installazioni degli
impianti  a  GPL  e di euro 650 per le installazioni degli impianti a
metano  (( . . . )), nei limiti della disponibilita' prevista dal
comma  59  dell'articolo  2 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286,
come  ulteriormente  incrementata  dal  comma  8 dell'articolo 29 del
decreto-legge   31   dicembre   2007,   n.   248,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31.
  8.  Le  agevolazioni  di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 possono essere
fruite  nel  rispetto della regola degli aiuti "de minimis" di cui al
Regolamento  (CE)  n.  1998/2006  della  Commissione, del 15 dicembre
2006.
  9. Per l'applicazione del presente articolo valgono le norme di cui
ai commi dal 230 al 234 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,
n. 296.
  9-bis.  La  lettera c) del comma 230 dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e' sostituita dalla seguente:
"c)  copia  del  documento  di  presa  in  carico da parte del centro
autorizzato per la demolizione".
  9-ter.  Il  comma 232 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, e' sostituito dal seguente:
"232.  Fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui
e'  stata  emessa  la  fattura  di vendita, le imprese costruttrici o
importatrici  conservano,  anche su supporto elettronico, la seguente
documentazione, che deve essere ad esse trasmessa dal venditore:
a) copia  della fattura di vendita, del contratto di acquisto e della
   domanda   di   immatricolazione   o  della  carta  provvisoria  di
   circolazione;
b) copia  del  libretto  o  della  carta di circolazione e del foglio
   complementare o del certificato di proprieta' del veicolo usato;
   in caso di mancanza, copia dell'estratto cronologico;
c) copia  della  domanda di cancellazione per demolizione e copia del
   documento  di  presa in carico da parte del centro autorizzato per
   la demolizione;
d) copia  dello stato di famiglia nel caso in cui il veicolo demolito
   sia intestato a familiare convivente".
  10.  Il  comma  53 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n.
244, si interpreta nel senso che il tetto ivi previsto non si applica
ai  crediti  d'imposta  spettanti  a titolo di rimborso di contributi
anticipati  sotto  forma di sconto sul prezzo di vendita di un bene o
servizio.
  11.  Al  fine  di diminuire le emissioni di particolato nel settore
del  trasporto pubblico, e' stabilito, nel limite di spesa per l'anno
2009  di  11  milioni  di  euro,  un  finanziamento straordinario per
l'installazione  di dispositivi per l'abbattimento delle emissioni di
particolato  dei  gas  di  scarico,  omologati secondo il decreto del
Ministro  dei  trasporti  25  gennaio 2008, n. 39, e che garantiscano
un'efficacia  di  abbattimento  delle  emissioni  di  particolato non
inferiori  al  90  per  cento,  su  veicoli  a  motore  ad accensione
spontanea  (diesel)  di  categoria N3 ed M3 di classe euro 0, euro 1,
euro  2  proprieta'  di  aziende  che  svolgono  servizi  di pubblica
utilita'  attraverso  l'impiego di veicoli appartenenti alle suddette
categorie.
  12.   Il   finanziamento  straordinario  di  cui  al  comma  11  e'
finalizzato  alla  concessione  di contributi per l'installazione dei
dispositivi per l'abbattimento delle emissioni di particolato dei gas
di scarico di cui al comma 11.
  13.  Le  modalita'  di erogazione dei contributi di cui al comma 12
sono  regolate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di
Bolzano  con  appositi  provvedimenti  emanati  entro  e non oltre 60
giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore del presente decreto. Le
regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di Bolzano destinano
prioritariamente  le  risorse  alle  aziende  di  cui al comma 12 che
effettuano  servizio  nei comuni individuati ai sensi dell'articolo 8
del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351.
  14. I contributi di cui al comma 12 sono concessi in misura pari al
25  per  cento delle spese sostenute per l'acquisto e l'installazione
del dispositivo per l'abbattimento delle emissioni di particolato dei
gas  di scarico di cui al comma 11 e comunque in misura non superiore
a 1.000 euro per ciascun dispositivo.
  15. Il finanziamento straordinario di cui al comma 11 e' ripartito,
con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e  del  mare  tra  le  regioni  e le province autonome di Trento e di
Bolzano sulla base dei dati relativi al trasporto pubblico.
  16.  I  contributi di cui al comma 12 non sono cumulabili con altri
contributi  di  natura  nazionale,  regionale  e  locale concessi per
l'installazione  di dispositivi per l'abbattimento delle emissioni di
particolato dei gas di scarico.
  17.  L'erogazione  del  finanziamento alle regioni ed alle province
autonome  di  Trento  e di Bolzano, come ripartito ai sensi del comma
15,  e'  subordinata  alla  notifica  da  parte della regione o della
provincia  autonoma  al  Ministero  dell'ambiente  e della tutela del
territorio  e  del  mare  di  misure  di riduzione delle emissioni di
inquinanti   nel   settore   della   mobilita',  vigenti  al  momento
dell'erogazione del finanziamento stesso.
                               Art. 2
       Detrazione per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici

  1.   Ai   contribuenti   che  fruiscono  della  detrazione  di  cui
all'articolo  1  della  legge 27 dicembre 1997, n. 449, limitatamente
agli  interventi  di  recupero  del patrimonio edilizio effettuati su
singole  unita'  immobiliari  residenziali  iniziati a partire dal 1°
luglio  2008,  a  fronte  di  spese sostenute dalla predetta data, e'
riconosciuta  una  detrazione  dall'imposta lorda, fino a concorrenza
del  suo  ammontare,  nella  misura  del 20 per cento delle ulteriori
spese  documentate, effettuate con le stesse modalita', sostenute dal
7 febbraio 2009 e fino al 31 dicembre 2009, per l'acquisto di mobili,
elettrodomestici  (( di classe energetica non inferiore ad A+ )),
esclusi  quelli  indicati  al  secondo  periodo,  nonche'  apparecchi
televisivi  e  computer, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto
di  ristrutturazione.  La  detrazione  di  cui  al  primo  periodo e'
cumulabile  con  la  detrazione  per  la sostituzione di frigoriferi,
congelatori  e loro combinazione prevista dal comma 353 dell'articolo
1  della  legge 27 dicembre 2006, n. 296, come prorogata dal comma 20
dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
  2.  La  detrazione  di  cui al comma 1, da ripartire tra gli aventi
diritto  in  cinque quote annuali di pari importo, e' calcolata su di
un importo massimo complessivo non superiore a 10.000 euro.
  (( 3. Il Ministero dello sviluppo economico, al fine di monitorare gli effetti del presente decreto, promuove la stipula di un apposito protocollo di intenti con i soggetti delle filiere produttive e distributive dei beni per i quali sono previsti gli incentivi di cui al presente decreto, in relazione al mantenimento dei livelli occupazionali, ai termini di pagamento previsti nei rapporti interni alle filiere medesime, nonche' alle iniziative promozionali gia' assunte per stimolare la domanda e migliorare l'offerta anche dei servizi di assistenza e manutenzione. Il Ministero dello sviluppo economico, con proprio decreto, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, detta disposizioni per vigilare sul rispetto degli impegni previsti, anche tramite periodica audizione delle organizzazioni datoriali e sindacali. ))
                               Art. 3
               Distretti produttivi e reti di imprese

  1.  All'articolo  6-bis  del  decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel
comma  2  le  parole:  ", ad eccezione delle norme inerenti i tributi
dovuti agli enti locali" sono soppresse.
  2. All'articolo 1, comma 368, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
e  successive  modificazioni,  la  lettera  a)  e'  sostituita  dalla
seguente:
"a) fiscali:
   1) le imprese appartenenti a distretti di cui al comma 366 possono
   congiuntamente esercitare l'opzione per la tassazione di distretto
   ai fini dell'applicazione dell'IRES;
   2)  si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute
   nell'articolo  117  e  seguenti  del testo unico delle imposte sui
   redditi,  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 22
   dicembre  1986,  n.  917, relative alla tassazione di gruppo delle
   imprese residenti;
   3)  tra i soggetti passivi dell'IRES di cui all'articolo 73, comma
   1,  lettera  b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
   al  decreto  del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
   917,  sono  compresi  i  distretti  di  cui  al comma 366, ove sia
   esercitata l'opzione per la tassazione unitaria di cui ai commi da
   366 a 372;
   4)  il  reddito  imponibile  del  distretto comprende quello delle
   imprese  che vi appartengono, che hanno contestualmente optato per
   la tassazione unitaria;
   5)  la determinazione del reddito unitario imponibile, nonche' dei
   tributi,  contributi ed altre somme dovute agli enti locali, viene
   operata  su  base concordataria per almeno un triennio, secondo le
   disposizioni che seguono;
   6)   fermo   il   disposto   dei   numeri  da  1  a  5,  ed  anche
   indipendentemente  dall'esercizio  dell'opzione  per la tassazione
   distrettuale  o  unitaria, i distretti di cui al comma 366 possono
   concordare  in  via  preventiva  e  vincolante con l'Agenzia delle
   entrate,  per  la  durata  di  almeno un triennio, il volume delle
   imposte  dirette  di  competenza  delle  imprese  appartenenti  da
   versare   in   ciascun  esercizio,  avuto  riguardo  alla  natura,
   tipologia  ed  entita'  delle imprese stesse, alla loro attitudine
   alla  contribuzione  e  ad  altri parametri oggettivi, determinati
   anche su base presuntiva;
   7)   la   ripartizione   del  carico  tributario  tra  le  imprese
   interessate  e'  rimessa  al  distretto, che vi provvede in base a
   criteri  di  trasparenza  e  parita' di trattamento, sulla base di
   principi di mutualita';
   8)  non  concorrono a formare la base imponibile in quanto escluse
   le  somme  percepite  o  versate  tra  le  imprese appartenenti al
   distretto   in  contropartita  dei  vantaggi  fiscali  ricevuti  o
   attribuiti;
   9)  i  parametri  oggettivi per la determinazione delle imposte di
   cui  al numero 6) vengono determinati dalla Agenzia delle entrate,
   previa consultazione delle categorie interessate e degli organismi
   rappresentativi dei distretti;
   10)   resta   fermo   l'assolvimento  degli  ordinari  obblighi  e
   adempimenti   fiscali  da  parte  delle  imprese  appartenenti  al
   distretto e l'applicazione delle disposizioni penali tributarie;
   in  caso  di  osservanza del concordato, i controlli sono eseguiti
   unicamente  a  scopo  di monitoraggio, prevenzione ed elaborazione
   dei  dati  necessari per la determinazione e l'aggiornamento degli
   elementi di cui al numero 6);
   11)  i  distretti  di  cui  al comma 366 possono concordare in via
   preventiva  e  vincolante  con  gli enti locali competenti, per la
   durata di almeno un triennio, il volume dei tributi, contributi ed
   altre somme da versare dalle imprese appartenenti in ciascun anno;
   12)  la  determinazione  di quanto dovuto e' operata tenendo conto
   della attitudine alla contribuzione delle imprese, con l'obiettivo
   di  stimolare  la  crescita  economica  e  sociale  dei  territori
   interessati;  in  caso  di  opzione per la tassazione distrettuale
   unitaria, l'ammontare dovuto e' determinato in cifra unica annuale
   per il distretto nel suo complesso;
   13)  criteri  generali  per  la determinazione di quanto dovuto in
   base   al   concordato   vengono  determinati  dagli  enti  locali
   interessati,  previa  consultazione  delle categorie interessate e
   degli organismi rappresentativi dei distretti;
   14)    la    ripartizione    del   carico   tributario   derivante
   dall'attuazione  del  numero  7)  tra  le  imprese  interessate e'
   rimessa  al  distretto,  che  vi  provvede  in  base  a criteri di
   trasparenza  e  parita'  di trattamento, sulla base di principi di
   mutualita';
   15)  in  caso  di  osservanza  del  concordato,  i  controlli sono
   eseguiti  unicamente  a  scopo  di  monitoraggio,  prevenzione  ed
   elaborazione  dei  dati  necessari per la determinazione di quanto
   dovuto in base al concordato; ".
  3.  Al  comma  3  dell'articolo 23 del decreto legislativo 31 marzo
1998,  n. 112, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le
seguenti     parole:     "anche     avvalendosi    delle    strutture
tecnico-organizzative  dei  consorzi  di  sviluppo industriale di cui
all'articolo 36, comma 4, della legge 5 ottobre 1991, n. 317".
  3-bis. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 si applicano alle
aziende  che  si  impegnano a non delocalizzare al di fuori dei Paesi
membri  dello  Spazio  Economico Europeo la produzione dei beni per i
quali sono previsti gli incentivi di cui al presente decreto.
  3-ter.  L'efficacia  delle  disposizioni  di  cui al comma 3-bis e'
subordinata alla preventiva autorizzazione comunitaria.
  4.  Dall'attuazione  del comma 1, nonche' dell'articolo 1, commi da
366  a 371-ter, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, come modificati
dal  presente  articolo,  non  devono  derivare  oneri superiori a 10
milioni  di  euro  per  l'anno  2009  e  50  milioni  di euro annui a
decorrere dal 2010.
  4-bis. Le operazioni, effettuate ai sensi dell'articolo 5, comma 7,
lettera  a), secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n.
269,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.
326,  e  successive  modificazioni, possono assumere qualsiasi forma,
quale  quella  della  concessione  di  finanziamenti, del rilascio di
garanzie,  dell'  assunzione  di  capitale  di rischio o di debito, e
possono  essere  realizzate  anche  a  favore  delle  piccole e medie
imprese   per   finalita'  di  sostegno  dell'economia.  Le  predette
operazioni possono essere effettuate in via diretta ovvero attraverso
l'intermediazione  di  soggetti autorizzati all'esercizio del credito
ad  eccezione delle operazioni a favore delle piccole e medie imprese
che    possono    essere    effettuate    esclusivamente   attraverso
l'intermediazione  di  soggetti autorizzati all'esercizio del credito
nonche'  attraverso la sottoscrizione di fondi comuni di investimento
gestiti  da  una societa' di gestione collettiva del risparmio di cui
all'articolo  33  del  testo  unico  di cui al decreto legislativo 24
febbraio  1998,  n.  58,  e  successive modificazioni, il cui oggetto
sociale realizza uno o piu' fini istituzionali della Cassa depositi e
prestiti  Spa.  Lo  Stato  e' autorizzato a sottoscrivere, per l'anno
2010,  fino  a  500.000  euro  di  quote  di societa' di gestione del
risparmio   finalizzate   a  gestire  fondi  comuni  di  investimento
mobiliare  di  tipo  chiuso  riservati  a investitori qualificati che
perseguano tra i loro obiettivi quelli del rafforzamento patrimoniale
e dell'aggregazione delle imprese di minore dimensione.
  ((4-ter. Con il contratto di rete piu' imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacita' innovativa e la propria competitivita' sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o piu' attivita' rientranti nell'oggetto della propria impresa. Il contratto puo' anche prevedere l'istituzione di un fondo patrimoniale comune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei partecipanti, l'esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso. Ai fini degli adempimenti pubblicitari di cui al comma 4-quater, il contratto deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e deve indicare: a) il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale di ogni partecipante per originaria sottoscrizione del contratto o per adesione successiva; b) l'indicazione degli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacita' competitiva dei partecipanti e le modalita' concordate tra gli stessi per misurare l'avanzamento verso tali obiettivi; c) la definizione di un programma di rete, che contenga l'enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante, le modalita' di realizzazione dello scopo comune e, qualora sia prevista l'istituzione di un fondo patrimoniale comune, la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contributi successivi che ciascun partecipante si obbliga a versare al fondo nonche' le regole di gestione del fondo medesimo; se consentito dal programma, l'esecuzione del conferimento puo' avvenire anche mediante apporto di un patrimonio destinato costituito ai sensi dell'articolo 2447-bis, primo comma, lettera a), del codice civile. Al fondo patrimoniale comune costituito ai sensi della presente lettera si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 2614 e 2615 del codice civile; d) la durata del contratto, le modalita' di adesione di altri imprenditori e, se pattuite, le cause facoltative di recesso anticipato e le condizioni per l'esercizio del relativo diritto, ferma restando in ogni caso l'applicazione delle regole generali di legge in materia di scioglimento totale o parziale dei contratti plurilaterali con comunione di scopo; e) se il contratto ne prevede l'istituzione, il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale del soggetto prescelto per svolgere l'ufficio di organo comune per l'esecuzione del contratto o di una o piu' parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comune nonche' le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto. Salvo che sia diversamente disposto nel contratto, l'organo comune agisce in rappresentanza degli imprenditori, anche individuali, partecipanti al contratto, nelle procedure di programmazione negoziata con le pubbliche amministrazioni, nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia per l'accesso al credito e in quelle inerenti allo sviluppo del sistema imprenditoriale nei processi di internazionalizzazione e di innovazione previsti dall'ordinamento nonche' all'utilizzazione di strumenti di promozione e tutela dei prodotti e marchi di qualita' o di cui sia adeguatamente garantita la genuinita' della provenienza; f) le regole per l'assunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando e' stato istituito un organo comune, nei poteri di gestione conferiti a tale organo, nonche', se il contratto prevede la modificabilita' a maggioranza del programma di rete, le regole relative alle modalita' di assunzione delle decisioni di modifica del programma medesimo.))
  4-ter.1.  Le  disposizioni di attuazione della lettera e) del comma
4-ter  per le procedure attinenti alle pubbliche amministrazioni sono
adottate  con  decreto  del Ministro dell'economia e delle finanze di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico.
  4-ter.2.  Nelle  forme  previste  dal comma 4-ter.1 si procede alla
ricognizione   di   interventi  agevolativi  previsti  dalle  vigenti
disposizioni  applicabili alle imprese aderenti al contratto di rete,
interessate  dalle  procedure  di  cui  al  comma  4-ter, lettera e),
secondo  periodo.  Restano  ferme  le  competenze  regionali  per  le
procedure di rispettivo interesse .
  ((4-quater. Il contratto di rete e' soggetto a iscrizione nella sezione del registro delle imprese presso cui e' iscritto ciascun partecipante e l'efficacia del contratto inizia a decorrere da quando e' stata eseguita l'ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari)).
  4-quinquies. Alle reti delle imprese di cui al presente articolo si
applicano  le disposizioni dell'articolo 1, comma 368, lettere b), c)
e   d)   ,  della  legge  23  dicembre  2005,  n.  266  e  successive
modificazioni  ,  previa  autorizzazione  rilasciata  con decreto del
Ministero  dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero
dello  sviluppo  economico, da adottare entro sei mesi dalla relativa
richiesta .
                             Art. 3-bis
      (( Estensione del regime dell'IVA per cassa ai fornitori di imprese in amministrazione straordinaria ))

  (( 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa autorizzazione comunitaria, possono essere disciplinate le modalita' e i termini per l'estensione delle disposizioni di cui all'articolo 7 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nei limiti delle risorse di cui al predetto articolo 7, comma 2, anche ad altre fattispecie con particolare riferimento ai fornitori di imprese in amministrazione straordinaria ai sensi del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270. ))
                               Art. 4
                      Aggregazione tra imprese

  1.  Per  i soggetti indicati nell'articolo 73, comma 1, lettera a),
del  testo  unico  delle  imposte  sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che risultano
da   operazioni  di  aggregazione  aziendale,  realizzate  attraverso
fusione   o   scissione   effettuate  nell'anno  2009,  si  considera
riconosciuto,   ai   fini  fiscali,  il  valore  attribuito  ai  beni
strumentali materiali e immateriali, per effetto della imputazione su
tali  poste  di bilancio del disavanzo da concambio, per un ammontare
complessivo non eccedente l'importo di 5 milioni di euro.
  2.  Nel caso di operazioni di conferimento di azienda effettuate ai
sensi dell'articolo 176 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917,  nell'anno 2009, si considerano riconosciuti, ai fini fiscali, i
maggiori  valori iscritti dal soggetto conferitario di cui al comma 1
sui  beni  strumentali  materiali  e  immateriali,  per  un ammontare
complessivo non eccedente l'importo di 5 milioni di euro.
  3.  Le  disposizioni  dei  commi  1  e  2 si applicano qualora alle
operazioni   di  aggregazione  aziendale  partecipino  esclusivamente
imprese operative da almeno due anni. Le medesime disposizioni non si
applicano qualora le imprese che partecipano alle predette operazioni
facciano  parte  dello  stesso  gruppo  societario. Sono in ogni caso
esclusi  i  soggetti legati tra loro da un rapporto di partecipazione
superiore  al  20  per  cento ovvero controllati anche indirettamente
dallo  stesso  soggetto  ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, n.
1),  del codice civile. Il maggior valore attribuito ai beni ai sensi
dei  commi  precedenti  e'  riconosciuto  ai  fini  delle imposte sui
redditi   e  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'  produttive  a
decorrere  dall'esercizio  successivo  a quello in cui ha avuto luogo
l'operazione di aggregazione aziendale.
  4.  Le  disposizioni  dei  commi  1,  2 e 3 si applicano qualora le
imprese  interessate  dalle  operazioni  di aggregazione aziendale si
trovino o si siano trovate ininterrottamente, nei due anni precedenti
l'operazione,  nelle  condizioni  che  consentono  il  riconoscimento
fiscale di cui ai commi 1 e 2.
  5. Per la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, i rimborsi,
le  sanzioni  e  il contenzioso si applicano le disposizioni previste
per le imposte sui redditi.
  6.  La societa' risultante dall'aggregazione, che nei primi quattro
periodi  d'imposta dalla effettuazione dell'operazione pone in essere
ulteriori  operazioni straordinarie, di cui al titolo III, capi III e
IV,  del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero cede i
beni  iscritti  o  rivalutati  ai  sensi  dei  commi da 1 a 5, decade
dall'agevolazione,  fatta  salva l'attivazione della procedura di cui
all'articolo  37-bis,  comma  8,  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
  7.  Nella dichiarazione dei redditi del periodo d'imposta in cui si
verifica  la  decadenza  prevista al comma 6, la societa' e' tenuta a
liquidare  e versare l'imposta sul reddito delle societa' e l'imposta
regionale  sulle  attivita'  produttive  dovute  sul maggior reddito,
relativo  anche  ai  periodi di imposta precedenti, determinato senza
tenere  conto  dei  maggiori valori riconosciuti fiscalmente ai sensi
dei  commi  1  e  2. Sulle maggiori imposte liquidate non sono dovute
sanzioni e interessi.
  (( 7-bis. Per assicurare il sostegno alle esportazioni, una quota pari a 300 milioni di euro delle disponibilita' del fondo di cui all'articolo 2 del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, e successive modificazioni, giacenti sull'apposito conto di tesoreria, a cura del titolare del medesimo conto, e' trasferita al conto di tesoreria intestato al fondo di cui all'articolo 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, per le finalita' connesse alle attivita' di credito all'esportazione. ))
                               Art. 5
                 Rivalutazione sostitutiva immobili

1.  All'articolo 15, comma 20, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.
185,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.
2,  le  parole:  "con  la  misura  del  7  per cento per gli immobili
ammortizzabili  e  del  4  per  cento relativamente agli immobili non
ammortizzabili"  sono (( sostituite )) dalle seguenti: "con la misura
del  3 per cento per gli immobili ammortizzabili e dell'1,5 per cento
relativamente agli immobili non ammortizzabili".
  (( 1-bis. Nelle more della definitiva entrata in vigore della revisione generale delle norme tecniche per le costruzioni, all'articolo 20, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per le sole norme tecniche relative all'acciaio B450A e B450C, di cui al paragrafo 11.3.2. del decreto del Ministro delle infrastrutture 14 gennaio 2008, recante "Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2008, il termine del regime transitorio di cui al presente comma e' stabilito al 30 giugno 2009." ))
                             Art. 5-bis 
    Riconversione di impianti di produzione di energia elettrica 
 
  1. Per la riconversione degli impianti  di  produzione  di  energia
elettrica alimentati ad olio combustibile in esercizio alla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al
fine di consentirne l'alimentazione a carbone  o  altro  combustibile
solido, si procede in  deroga  alle  vigenti  disposizioni  di  legge
nazionali  e  regionali  che  prevedono  limiti   di   localizzazione
territoriale,  nonche'  che  condizionino  o  limitino  la   suddetta
riconversione,  obbligando  alla  comparazione,  sotto   il   profilo
dell'impatto  ambientale,  fra  combustibili  diversi   o   imponendo
specifici  vincoli  all'utilizzo   dei   combustibili,   purche'   la
riconversione assicuri l'abbattimento delle loro emissioni di  almeno
il 50 per cento rispetto ai limiti previsti per i grandi impianti  di
combustione di cui alle sezioni 1, 4 e 5 della parte II dell'allegato
II alla parte V del decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.  152.  La
presente disposizione si applica anche ai procedimenti in corso  alla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto. (11) ((12)) 
 
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AGGIORNAMENTO (11) 
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con  l'art.  35,  comma  9)  che
"L'articolo  5-bis  del  decreto-legge  10  febbraio  2009,   n.   5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, come
modificato dal comma 8, si applica anche  ai  procedimenti  in  corso
alla data di entrata in vigore della legge di conversione". 
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AGGIORNAMENTO (12) 
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, come modificata da  Errata  Corrige  in  G.U.
27/07/2011, n.  173,  ha  disposto  (con  l'art.  35,  comma  9)  che
"L'articolo  5-bis  del  decreto-legge  10  febbraio  2009,   n.   5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, come
modificato dal comma 8, si applica anche  ai  procedimenti  in  corso
alla data di  entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del
decreto-legge n. 5 del 2009". 
                               Art. 6
      Sostegno al finanziamento per l'acquisto di autoveicoli,
                  motoveicoli e veicoli commerciali

  1. Con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui
all'articolo  9, comma 3, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 28 gennaio 2009, n. 2,
sono  stabilite  anche  le  modalita' per favorire l'intervento della
SACE  s.p.a.  nella  prestazione  di  garanzie  volte ad agevolare la
concessione  di  finanziamenti  per l'acquisto degli autoveicoli, dei
motoveicoli e dei veicoli commerciali di cui all'articolo 1.
  (( 1-bis. All'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: "1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, alle condizioni, nei limiti delle risorse disponibili e con le modalita' ivi previsti, anche ai crediti maturati nei confronti dei Ministeri alla data del 31 dicembre 2008. In ogni caso non e' consentita l'utilizzazione per spese di personale. 1-ter. Allo scopo di ottimizzare l'utilizzo delle risorse ed evitare la formazione di nuove situazioni debitorie, i Ministeri avviano, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, nell'ambito delle attivita' di cui all'articolo 3, comma 67, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, un' attivita' di analisi e revisione delle procedure di spesa e della allocazione delle relative risorse in bilancio. I risultati delle analisi sono illustrati in appositi rapporti dei Ministri competenti, che costituiscono parte integrante delle relazioni sullo stato della spesa di cui all'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, da inviare alle Camere e al Ministero dell'economia e delle finanze. A tal fine il termine di cui al medesimo articolo 3, comma 68, della legge n. 244 del 2007 e' prorogato al 20 settembre 2009. 1-quater. I rapporti di cui al comma 1-ter sono redatti sulla base delle indicazioni fornite con circolare del Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 30 giugno 2009. Ai fini del presente comma, sulla base dei dati e delle informazioni contenuti nei predetti rapporti e di qualsiasi altro dato ritenuto necessario, che i Ministeri sono tenuti a fornire, il Ministero dell'economia e delle finanze elabora specifiche proposte". 1-ter. All'articolo 20 del decreto-legge del 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, dopo il comma 10-quinquies, e' aggiunto il seguente: "10-quinquies.1. I soggetti beneficiari di contributi pubblici pluriennali, fermo restando quanto previsto dall'articolo 4, commi 177 e 177-bis della legge 24 dicembre 2003 n. 350 e successive modificazioni, possono richiedere il finanziamento da parte della Banca europea per gli investimenti secondo le forme documentali e contrattuali che la Banca stessa utilizza per le operazioni di finanziamento di scopo." ))
                               Art. 7
                          Controlli fiscali

  1.  Il  controllo delle agevolazioni previste in materia di imposte
di  registro,  ipotecaria e catastale, sulle successioni e donazioni,
fruite  in  sede  di  liquidazione  o  autoliquidazione  dell'imposta
principale,  (( e' eseguito prioritariamente sulla base di criteri ))
selettivi   approvati  con  atto  del  Direttore  dell'Agenzia  delle
entrate,  che  tengono  conto  di specifiche analisi di rischio circa
l'indebito  utilizzo  delle  agevolazioni  medesime.  La  conseguente
maggiore  capacita'  operativa  per  l'Agenzia  delle  entrate  viene
destinata  all'esecuzione  di  specifici controlli volti al contrasto
dell'utilizzo  di  crediti  inesistenti mediante compensazioni di cui
all'articolo  17  del  decreto  legislativo  9 luglio 1997, n. 241, e
successive modificazioni.
  (( 1-bis. Per l'espletamento delle attivita' di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale gli stanziamenti iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze nell'unita' previsionale di base "Funzionamento" del programma "Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali", nell'ambito della missione "Politiche economico-finanziarie e di bilancio", sono incrementati di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010, con particolare riferimento alle spese relative all'addestramento, alla formazione ed all'aggiornamento professionale del personale. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2009-2011, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2009, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero medesimo. Le somme iscritte in bilancio nell'ambito della missione "Fondi da ripartire" e del programma "Fondi da assegnare", unita' previsionale di base 25.1.3 "Oneri comuni di parte corrente" - capitolo n. 3094, dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle finanze, per l'anno finanziario 2008, non impegnate al termine dell'esercizio stesso, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. 1-ter. Le risorse di cui all'articolo 1, comma 14, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, non utilizzate al 31 dicembre 2008, sono mantenute in bilancio. A tal fine le risorse di cui al precedente periodo sono versate all'entrata del bilancio dello Stato, quanto a euro 3.750.000 per la copertura di quota parte degli oneri di cui all'articolo 1, comma 5, quanto a euro 1.200.000 per la copertura degli oneri di cui al comma 1-quater del presente articolo e, quanto a euro 25.050.000, per essere riassegnate, nell'anno 2009, al fondo di cui all'articolo 13, comma 3-quater, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. 1-quater. Ai fini dell'attuazione dell'articolo 1, comma 273, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, per quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 4 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 6 agosto 2007, si considerano valide le domande pervenute anche successivamente al termine indicato del 30 settembre 2007 e comunque non oltre il 31 dicembre 2007. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le somme sono attribuite coerentemente con la ripartizione gia' stabilita nel decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 4 dicembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2009. Per l'attuazione del presente comma e' autorizzata la spesa di 1.200.000 euro per l'anno 2009. 1-quinquies. Al fine di assicurare efficace sostegno alle iniziative di rilancio produttivo e di tutela occupazionale, tenuto conto dell'attuale congiuntura economico-finanziaria, nelle more della concreta operativita' delle previsioni di cui all'articolo 1, comma 848, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, per l'anno 2009 una quota non inferiore a 10 milioni di euro delle risorse del fondo di garanzia di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, e' destinata alle imprese operanti nei distretti industriali della concia, del tessile e delle calzature ove siano state realizzate opere di carattere collettivo per lo smaltimento o il riciclo dei rifiuti o per il riciclo e la depurazione di almeno il 95 per cento delle acque ad uso industriale, per il rilascio di garanzie anche attraverso il ricorso ai consorzi di garanzia fidi. 1-sexies. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono adottate le disposizioni occorrenti per l'attuazione del comma 1-quinquies. A tal fine la dotazione finanziaria del fondo di garanzia di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, e' incrementata di 10 milioni di euro per l'anno 2009 a valere sul fondo di cui all'articolo 13, comma 3-quater, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come rifinanziato dal comma 1-ter del presente articolo. ))
  2. Al comma 18 dell'articolo 27 del decreto-legge 29 novembre 2008,
n.  185,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009,
n.  2,  dopo  il primo periodo e' aggiunto, in fine, il seguente: "E'
punito  con  la  sanzione  del  duecento  per  cento della misura dei
crediti  compensati  chiunque  utilizza  i  crediti  di  cui al primo
periodo  per  il  pagamento  delle  somme  dovute  per  un  ammontare
superiore a cinquantamila euro per ciascun anno solare.".
  (( 2-bis. L'articolo 24, comma 3, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si interpreta nel senso che il termine di centoventi giorni ivi previsto e' di natura ordinatoria. Conseguentemente il potere di accertamento si esercita, ai sensi dell'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, entro i termini ivi previsti che decorrono da quello di cui all'articolo 27, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62, nella formulazione vigente prima dell'entrata in vigore del comma 11 dell'articolo 1 del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n. 46. ))
  3.  In  relazione  alle  disposizioni  di  cui  ai  commi 1 e 2, le
dotazioni    finanziarie   della   missione   di   spesa   "Politiche
economico-finanziarie  e  di  bilancio" sono ridotte di 10 milioni di
euro  per l'anno 2009, di 100 milioni di euro per l'anno 2010, di 200
milioni  di euro per l'anno 2011 e di 310 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2012.
  (( 3-bis. All'articolo 20 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 4 e' sostituito dal seguente: "4. Per l'espletamento dei compiti stabiliti al comma 3, il commissario ha, sin dal momento della nomina, con riferimento ad ogni fase dell'investimento e ad ogni atto necessario per la sua esecuzione, i poteri, anche sostitutivi, degli organi ordinari o straordinari. Il commissario provvede in deroga ad ogni disposizione vigente e nel rispetto comunque della normativa comunitaria sull'affidamento di contratti relativi a lavori, servizi e forniture, nonche' dei principi generali dell'ordinamento giuridico, e fermo restando il rispetto di quanto disposto dall'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n 133; i decreti di cui al comma 1 del presente articolo contengono l'indicazione delle principali norme cui si intende derogare"; b) al comma 5 sono premessi i seguenti periodi: "Il commissario, se alle dipendenze di un'amministrazione pubblica statale, dalla data della nomina e per tutto il periodo di svolgimento dell'incarico, e' collocato fuori ruolo ai sensi della normativa vigente, fermo restando quanto previsto dal comma 9 del presente articolo per quanto concerne la spesa relativa. Al rientro dal fuori ruolo, al dipendente di cui al primo periodo viene attribuito uno dei posti disponibili. In mancanza di disponibilita' di posti, il dipendente viene temporaneamente collocato in posizione soprannumeraria, da riassorbire, comunque, al verificarsi delle cessazioni, e i relativi oneri sono compensati mediante contestuale indisponibilita' di un numero di posti dirigenziali equivalenti dal punto di vista finanziario, idonei ad assicurare il rispetto del limite di spesa sostenuto per tali finalita' a legislazione vigente.". 3-ter. Al comma 1 dell'articolo 18 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Al fine di garantire l'efficace pianificazione del servizio, degli investimenti e del personale, i contratti di servizio relativi all'esercizio dei servizi di trasporto pubblico ferroviario comunque affidati hanno durata minima non inferiore a sei anni rinnovabili di altri sei, nei limiti degli stanziamenti di bilancio allo scopo finalizzati". 3-quater. Al fine di sostenere le imprese interessate dall'attuale congiuntura economico-finanziaria rafforzando gli strumenti di difesa da manovre speculative, la lettera b) del comma 3 dell'articolo 106 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, e' sostituita dalla seguente: "b) l'obbligo di offerta consegue ad acquisti superiori al cinque per cento da parte di coloro che gia' detengono la partecipazione indicata nel comma 1 senza disporre della maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria". 3-quinquies. Al testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 120, dopo il comma 2 e' inserito il seguente: "2-bis. La CONSOB puo', con provvedimento motivato da esigenze di tutela degli investitori nonche' di efficienza e trasparenza del mercato del controllo societario e del mercato dei capitali, prevedere, per un limitato periodo di tempo, soglie inferiori a quella indicata nel comma 2 per societa' ad elevato valore corrente di mercato e ad azionariato particolarmente diffuso"; b) il comma 2 dell'articolo 193 e' sostituito dal seguente: "2. L'omissione delle comunicazioni delle partecipazioni rilevanti e dei patti parasociali previste, rispettivamente dagli articoli 120, commi 2, 2-bis, 3 e 4, e 122, commi 1, 2 e 5, nonche' la violazione dei divieti previsti dagli articoli 120, comma 5, 121, commi 1 e 3, e 122, comma 4, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro venticinquemila a euro duemilionicinquecentomila. Il ritardo nelle comunicazioni previste dall'articolo 120, commi 2, 2-bis, 3 e 4, non superiore a due mesi, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro cinquecentomila". 3-sexies. Al codice civile apportare le seguenti modificazioni: a) il terzo comma dell'articolo 2357 e' sostituito dal seguente: "Il valore nominale delle azioni acquistate a norma del primo e secondo comma dalle societa' che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio non puo' eccedere la quinta parte del capitale sociale, tenendosi conto a tal fine anche delle azioni possedute da societa' controllate."; b) il secondo comma dell'articolo 2357-bis e' sostituito dal seguente: "Se il valore nominale delle azioni proprie supera il limite della quinta parte del capitale per effetto di acquisti avvenuti a norma dei numeri 2), 3) e 4) del primo comma del presente articolo, si applica per l'eccedenza il penultimo comma dell'articolo 2357, ma il termine entro il quale deve avvenire l'alienazione e' di tre anni"; c) il secondo comma dell'articolo 2445 e' sostituito dal seguente: "L'avviso di convocazione dell'assemblea deve indicare le ragioni e le modalita' della riduzione. Nel caso di societa' cui si applichi l'articolo 2357, terzo comma, la riduzione deve comunque effettuarsi con modalita' tali che le azioni proprie eventualmente possedute dopo la riduzione non eccedano la quinta parte del capitale sociale". ))
                             Art. 7-bis
        Sospensione dell'efficacia di disposizioni in materia
      di trasporto di persone mediante autoservizi non di linea

  1.  Nelle  more  della ridefinizione della disciplina dettata dalla
legge  15  gennaio  1992,  n.  21, in materia di trasporto di persone
mediante  autoservizi  non di linea, da effettuare nel rispetto delle
competenze  attribuite dal quadro costituzionale e ordinamentale alle
regioni  ed  agli  enti  locali,  l'efficacia dell'articolo 29, comma
1-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e' sospesa ((fino al 31 marzo 2010)).
                             Art. 7-ter 
              Misure urgenti a tutela dell'occupazione 
 
  1. All'articolo 2, comma 6, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e' 
aggiunto, in fine, il seguente  periodo:  "Il  pagamento  diretto  ai
lavoratori  e'  disposto   contestualmente   all'autorizzazione   del
trattamento di integrazione salariale straordinaria, fatta  salva  la
successiva revoca nel caso in  cui  il  servizio  competente  accerti
l'assenza di difficolta' di ordine finanziario dell'impresa". 
  2. Le imprese, in caso di richiesta di cassa integrazione 
straordinaria e  di  cassa  integrazione  in  deroga,  con  pagamento
diretto, e con riferimento alle sospensioni successive alla data  del
1° aprile 2009, presentano o inviano la relativa domanda entro  venti
giorni dall'inizio della sospensione o della riduzione dell'orario di
lavoro. 
  3. In via sperimentale per il periodo ((2009-2011)), in attesa 
dell'emanazione dei provvedimenti di autorizzazione  dei  trattamenti
di integrazione  salariale  in  deroga  con  richiesta  di  pagamento
diretto, l'Istituto nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  e'
autorizzato ad anticipare i relativi  trattamenti  sulla  base  della
domanda corredata  dagli  accordi  conclusi  dalle  parti  sociali  e
dell'elenco dei beneficiari, conformi agli accordi quadro regionali e
comunque entro gli specifici limiti di spesa previsti, con riserva di
ripetizione  nei  confronti  del  datore  di   lavoro   delle   somme
indebitamente  erogate  ai  lavoratori.  La   domanda   deve   essere
presentata all'INPS dai datori di lavoro in via  telematica,  secondo
le modalita' stabilite dal medesimo Istituto. Le regioni  trasmettono
in via telematica all'INPS le informazioni relative ai  provvedimenti
autorizzatori dei trattamenti in deroga e  l'elenco  dei  lavoratori,
sulla base di apposita convenzione con  la  quale  sono  definite  le
modalita' di attuazione, di gestione  dei  flussi  informativi  e  di
rendicontazione della spesa. 
  4. Il primo periodo del comma 36 dell'articolo 2 della legge 22 
dicembre 2008, n. 203, e' sostituito dal seguente: "In  attesa  della
riforma degli ammortizzatori sociali  e  nel  limite  complessivo  di
spesa di 600 milioni di euro per l'anno 2009 a carico del  Fondo  per
l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7,  del  decreto-legge  20
maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  19
luglio 1993, n. 236, di seguito denominato "Fondo per  l'occupazione"
il Ministro del lavoro, della salute e delle  politiche  sociali,  di
concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,   puo'
disporre, sulla base di specifici accordi governativi e  per  periodi
non superiori a dodici mesi, in deroga  alla  vigente  normativa,  la
concessione, anche senza soluzione di continuita', di trattamenti  di
cassa  integrazione  guadagni,  di  mobilita'  e  di   disoccupazione
speciale, anche con  riferimento  a  settori  produttivi  e  ad  aree
regionali". 
  5. Il primo periodo del comma 9 dell'articolo 19 del decreto-legge 
29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla  legge
28 gennaio 2009, n. 2, e' sostituito dal seguente: "Nell'ambito delle
risorse finanziarie destinate per l'anno  2009  alla  concessione  in
deroga alla vigente normativa, anche senza soluzione di  continuita',
di trattamenti di cassa integrazione  guadagni,  di  mobilita'  e  di
disoccupazione   speciale,   i   trattamenti   concessi   ai    sensi
dell'articolo 2, comma 521, della legge 24 dicembre 2007, n.  244,  e
successive modificazioni, possono essere  prorogati,  sulla  base  di
specifici accordi governativi e per periodi non  superiori  a  dodici
mesi, con decreto del Ministro  del  lavoro,  della  salute  e  delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
finanze". 
  6. Al fine di garantire criteri omogenei di accesso a tutte le 
forme di integrazione del reddito, si applicano anche  ai  lavoratori
destinatari della cassa  integrazione  guadagni  in  deroga  e  della
mobilita'  in  deroga,  rispettivamente,  le  disposizioni   di   cui
all'articolo 8, comma 3, del decreto-legge  21  marzo  1988,  n.  86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160,  e
di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n.  223.
Con riferimento ai lavoratori di cui al primo periodo,  ai  fini  del
calcolo del requisito di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 23
luglio 1991, n. 223, si considerano valide anche eventuali mensilita'
accreditate dalla medesima impresa presso la gestione separata di cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8  agosto  1995,  n.  335,  con
esclusione dei soggetti individuati all'articolo 1, comma 212,  della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, per i soggetti che abbiano conseguito
in regime di  monocommittenza  un  reddito  superiore  a  5.000  euro
complessivamente riferito a dette mensilita'. 
  7. Ai datori di lavoro, che non abbiano sospensioni dal lavoro in 
atto ai sensi dell'articolo 1 della legge 23 luglio 1991, n.  223,  e
successive  modificazioni,  che   senza   esservi   tenuti   assumono
lavoratori  destinatari  ((per gli anni 2009, 2010 e 2011))  di
ammortizzatori sociali in deroga, licenziati o sospesi per cessazione
totale o  parziale  dell'attivita'  o  per  intervento  di  procedura
concorsuale da imprese non rientranti nella disciplina  di  cui  alla
medesima legge n. 223 del 1991, e' concesso  dall'INPS  un  incentivo
pari all'indennita' spettante al  lavoratore,  nel  limite  di  spesa
autorizzato  e  con  esclusione  di  quanto  dovuto   a   titolo   di
contribuzione figurativa, per il numero di mensilita' di  trattamento
di sostegno  al  reddito  non  erogate.  Tale  incentivo  e'  erogato
attraverso il conguaglio con le somme dovute dai datori di  lavoro  a
titolo di contributi previdenziali e  assistenziali,  fermo  restando
quanto previsto dall'articolo 8, comma 4-bis, della citata  legge  n.
223 del 1991. L'incentivo di cui  al  primo  periodo  e'  erogato  al
lavoratore destinatario del trattamento di sostegno  al  reddito  nel
caso in  cui  il  medesimo  ne  faccia  richiesta  per  intraprendere
un'attivita'    di    lavoro    autonomo,    avviare     un'attivita'
autoimprenditoriale o  una  micro  impresa  ,  o  per  associarsi  in
cooperativa in conformita' alle  norme  vigenti.  In  caso  di  cassa
integrazione in deroga, o di sospensione ai sensi  dell'articolo  19,
comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,  con
modificazioni, dalla legge  28  gennaio  2009,  n.  2,  e  successive
modificazioni,  il  lavoratore,  successivamente  all'ammissione   al
beneficio e  prima  dell'erogazione  del  medesimo,  deve  dimettersi
dall'impresa di appartenenza. Le somme  corrisposte  sono  cumulabili
con il beneficio di cui all'articolo 17 della legge 27 febbraio 1985,
n. 49. 
  8. All'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, 
convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,  n.  2,
dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
"2-bis.  Per  l'anno  2009  ai  fini  dell'attuazione   dell'istituto
sperimentale di tutela del reddito di cui al comma 2 nella misura del
20 per cento, in via aggiuntiva alla somma destinata al finanziamento
del medesimo ai sensi  del  presente  articolo,  determinata  in  100
milioni di euro, e' destinata l'ulteriore somma  di  100  milioni  di
euro a valere sulle risorse preordinate allo scopo sul Fondo  di  cui
all'articolo  25  della  legge  21  dicembre  1978,  n.   845,   come
rideterminato dall'articolo 9, comma 5, del decreto-legge  20  maggio
1993, n 148, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  19  luglio
1993, n. 236, fermo restando per il  medesimo  anno  2009  il  limite
dell'ammontare complessivo dei pagamenti a carico del predetto  Fondo
come stabilito dall'articolo 2, comma 36, ultimo periodo, della legge
22 dicembre 2008, n. 203". 
  9. All'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, 
convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,  n.  2,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1, lettere a) e b), le parole: "tale indennita', fino 
alla data di entrata in vigore del decreto di  cui  al  comma  3  del
presente  articolo,  puo'  essere  concessa  anche  senza  necessita'
dell'intervento integrativo degli enti bilaterali" sono soppresse; 
    b) al comma 1-bis, le parole: "secondo quanto precisato dal 
decreto di cui al comma 3  del  presente  articolo"  sono  sostituite
dalle seguenti: ", fermo restando che, nelle ipotesi  in  cui  manchi
l'intervento integrativo degli enti bilaterali, i predetti periodi di
tutela si considerano esauriti e i lavoratori  accedono  direttamente
ai trattamenti in deroga alla normativa vigente"; 
    c) dopo il comma 1-bis e' inserito il seguente: 
     "1-ter. In via transitoria, e per il solo biennio 2009-2010, le 
risorse di cui al comma 1 sono  utilizzate  anche  per  garantire  ai
lavoratori beneficiari delle misure  di  cui  al  medesimo  comma  1,
lettere a), b) e c), un trattamento equivalente a quello  di  cui  al
comma 8"; 
    d) al comma 14, il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: 
"Ai fini dell'attuazione del  presente  comma,  e'  autorizzata,  per
l'anno 2009, la spesa di 35 milioni di euro, di cui 5 milioni di euro
a valere sul Fondo per l'occupazione e 30 milioni  di  euro  mediante
corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui
all'articolo 1, comma 1161, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.  Le
somme di  cui  al  precedente  periodo,  non  utilizzate  al  termine
dell'esercizio finanziario 2009, sono conservate  nel  conto  residui
per essere utilizzate nell'esercizio successivo. 
   All'articolo 5, comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, 
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio  1993,  n.  236,
dopo le parole: "al  fine  di  evitare  o  ridurre  le  eccedenze  di
personale nel corso della procedura  di  cui  all'articolo  24  della
legge 23 luglio 1991, n. 223," sono aggiunte le seguenti: "o al  fine
di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato  motivo
oggettivo,"". 
  10. All'articolo 19, comma 7-bis, primo periodo, del decreto-legge 
29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla  legge
28  gennaio  2009,  n.  2,  dopo  le  parole:  "presso  il  fondo  di
provenienza" sono inserite le seguenti: "nel triennio  precedente"  e
dopo le parole: "pari a 3.000 euro" sono aggiunte le seguenti: "e che
tali posizioni non siano riferite ad aziende o datori  di  lavoro  le
cui strutture, in ciascuno dei tre anni precedenti,  rispondano  alla
definizione comunitaria di  micro  e  piccole  imprese  di  cui  alla
raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio  2003.
Sono comunque esclusi dalle quote  da  trasferire  i  versamenti  del
datore di lavoro riversati dall'INPS al fondo  di  provenienza  prima
del 1° gennaio 2009". 
  11. I servizi competenti al lavoro di cui all'articolo 1, comma 2, 
lettera g), del  decreto  legislativo  21  aprile  2000,  n.  181,  e
successive  modificazioni,  sono  tenuti,  con  periodicita'   almeno
settimanale e senza oneri per la finanza pubblica, a rendere note  le
opportunita'  di  lavoro  disponibili  mediante  adeguate  forme   di
promozione  della  pubblicazione  o  diffusione   sugli   organi   di
comunicazione di massa locali. Le comunicazioni di  cui  al  presente
comma rilevano ai fini  della  concessione  e  del  mantenimento  dei
requisiti di autorizzazione e di accreditamento di cui agli  articoli
5 e 7 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e  successive
modificazioni. 
  12. All'articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 
276,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
    a) al comma 1, la lettera d) e' sostituita dalla seguente: 
     "d) di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o 
caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarieta' anche in caso
di committente pubblico"; 
    b) al comma 1, la lettera e) e' sostituita dalla seguente: 
     "e) di qualsiasi settore produttivo il sabato e la domenica e 
durante i periodi  di  vacanza  da  parte  di  giovani  con  meno  di
venticinque anni di eta', regolarmente iscritti a un ciclo  di  studi
presso l'universita' o un istituto scolastico di ogni ordine e  grado
e compatibilmente con gli impegni scolastici"; 
    c) al comma 1, lettera f), dopo le parole: "di attivita' agricole 
di carattere stagionale effettuate da pensionati", sono  inserite  le
seguenti: ", da casalinghe"; 
    d) al comma 1, e' aggiunta, in fine, la seguente lettera: 
"h-bis) di qualsiasi settore produttivo da parte di pensionati"; 
    e) dopo il comma 1, e' inserito il seguente: 
     "1-bis. In via sperimentale per il 2009, prestazioni di lavoro 
accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi  e  nel
limite massimo di 3.000  euro  per  anno  solare,  da  percettori  di
prestazioni  integrative  del  salario  o  con  sostegno  al  reddito
compatibilmente con quanto stabilito dall'articolo 19, comma 10,  del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. L'INPS  provvede  a
sottrarre dalla contribuzione figurativa  relativa  alle  prestazioni
integrative del salario  o  di  sostegno  al  reddito  gli  accrediti
contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio". 
  13. All'articolo 74, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 
2003, n. 276 le parole "parenti e affini sino al  terzo  grado"  sono
sostituite dalle seguenti: "parenti e affini sino al quarto grado". 
  14. Restano validi ed efficaci i trattamenti pensionistici erogati 
antecedentemente alla data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione  del  presente  decreto  a  seguito  degli   accertamenti
compiuti  dall'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione  contro  gli
infortuni sul lavoro, ai fini del conseguimento dei benefici  di  cui
all'articolo 13, comma 8,  della  legge  27  marzo  1992,  n.  257  e
successive modificazioni, sulla base  dei  curricula  presentati  dal
datore di lavoro e della documentazione integrativa, salvo il caso di
dolo  dell'interessato  che  sia  accertato  in  via  giudiziale  con
sentenza definitiva. All'onere derivante dal presente comma, valutato
in 700.000 euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, in 600.000
euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, in 500.000  euro  per
l'anno 2015, in 400.000 euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 e in
200.000 euro annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede  a  valere
sul Fondo per l'occupazione di  cui  all'articolo  1,  comma  7,  del
decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con  modificazioni,
dalla  legge  19  luglio   1993,   n.   236,   con   pari   riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6,  comma  4,  della
legge 8 marzo 2000, n. 53. 
  15. All'articolo 7-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, 
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009,  n.  14,
dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente: 
"1-bis. Con decreto del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri,  da
adottare entro il 30 giugno 2009, su proposta  del  Ministro  per  la
pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle  finanze,  ferma  restando  la  disapplicazione
prevista dall'articolo 67, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.
133, delle disposizioni di  cui  all'allegato  B  relativamente  alle
risorse considerate ai fini del miglioramento dei  saldi  di  finanza
pubblica, sono individuati, per l'anno 2009, i criteri, i tempi e  le
modalita' volti  ad  utilizzare  per  la  contrattazione  integrativa
nonche' per le finalita' di cui al comma 1 del citato articolo 67, in
correlazione con l'impegno e le maggiori prestazioni  lavorative,  le
risorse derivanti dal processo attuativo  delle  leggi  elencate  nel
citato  allegato  B  eccedenti  rispetto  a  quelle  finalizzate   al
miglioramento dei saldi di finanza pubblica,  valutando  a  tal  fine
anche la possibilita'  di  utilizzare  le  maggiori  entrate  proprie
rispetto a quelle dei triennio 2005-2007 conseguite per effetto dello
svolgimento di attivita' aggiuntive rispetto a quelle  istituzionali,
nonche' le risorse disponibili il cui utilizzo sia neutrale sui saldi
di finanza pubblica". 
  16. All'articolo 18 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, 
convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,  n.  2,
dopo il comma 3 e' inserito il seguente: 
"3-bis. Le risorse del Fondo per le  aree  sottoutilizzate  derivanti
dall'applicazione dell'articolo 6-quater del decreto-legge 25  giugno
2008, n, 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133, assegnate dal CIPE al Fondo di cui al comma 1,  lettera
a), del presente articolo, sono ripartite, in forza dell'accordo  del
12 febbraio 2009 tra il Governo, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, in base ai principi  stabiliti  all'esito  della
seduta del 12 marzo 2009 della Conferenza permanente per  i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano,  avuto  riguardo  alle  contingenti  esigenze   territoriali
derivanti dalla crisi occupazionale, senza il vincolo di cui al comma
3 del presente articolo.". 
  17. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 37 della legge 5 
agosto 1981, n. 416, come da ultimo modificato dall'articolo  41-bis,
comma 6, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, dopo  le  parole:
"Ministero del lavoro, della salute e  delle  politiche  sociali,  di
concerto con  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,"  sono
inserite le seguenti: "a seguito  di  accordi  recepiti  in  sede  di
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,". 
  18. Sono escluse dal patto di stabilita' interno delle regioni e 
delle province autonome di Trento e di Bolzano per gli  anni  2009  e
2010  le  maggiori  spese  correnti  realizzate  con  la   quota   di
cofinanziamento nazionale e riconducibili alle finalita'  degli  assi
prioritari "Adattabilita'" e "Occupabilita'" conseguenti  all'accordo
riguardante gli interventi e le misure anticrisi con  riferimento  al
sostegno del  reddito  e  alle  competenze,  al  Fondo  per  le  aree
sottoutilizzate e alla nettizzazione dei fondi strutturali comunitari
sancito nella seduta della Conferenza permanente per i  rapporti  tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano
del 26 febbraio 2009. 
  19. Ai fini di cui al comma 18, per maggiori spese degli anni 2009 
e 2010 si intende, per la  gestione  di  competenza  finanziaria,  la
differenza tra gli impegni effettivi e gli  importi  indicati  per  i
corrispondenti esercizi nella programmazione finanziaria prevista dal
piano operativo regionale  (POR)  gia'  approvato  dalla  Commissione
europea alla data dell'accordo di cui al citato comma 18  e,  per  la
gestione di cassa, la differenza tra i  pagamenti  effettuati  e  gli
importi indicati, rispettivamente, per gli esercizi 2007 e 2008 nella
programmazione finanziaria prevista dal POR. 
  20. Al fine di assicurare l'integrale utilizzo delle risorse 
comunitarie e nazionali destinate  agli  interventi  di  sostegno  al
reddito e alle competenze, di cui  all'accordo  tra  il  Governo,  le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 12 febbraio
2009, individuate  nell'ambito  dei  programmi  operativi  del  Fondo
sociale  europeo  2007/2013  -  assi  prioritari  "Adattabilita'"  ed
"Occupabilita', il Fondo di rotazione di cui  alla  legge  16  aprile
1987, n. 183, e' autorizzato ad anticipare, nei limiti delle  proprie
disponibilita', su richiesta delle regioni e delle province  autonome
interessate, le quote dei contributi comunitari  e  statali  previste
fino all'annualita' 2010 per i predetti assi prioritari.  Le  risorse
anticipate dal citato Fondo di rotazione ai sensi del presente  comma
sono imputate, per la  parte  comunitaria,  agli  accrediti  disposti
dall'Unione europea a titolo di rimborso delle  spese  effettivamente
sostenute e, per la parte  statale,  agli  stanziamenti  previsti  in
favore dei medesimi programmi, ai sensi della legge n. 183 del 1987. 
  21. Al fine di evitare la possibilita' di una applicazione estesa 
anche  ad  altri  enti,  e  per  garantire   conseguentemente   anche
l'effettivo rispetto delle disponibilita' finanziarie gia'  previste,
l'articolo 41, comma 16-terdecies del decreto legge 30 dicembre 2008,
n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio  2009,
n.14, si interpreta  nel  senso  che  si  applica  esclusivamente  ai
soggetti di cui all'articolo 2, comma 550, della  legge  24  dicembre
2007, n. 244, per le finalita' di  cui  al  comma  551  del  medesimo
articolo 2. Resta confermato che alla relativa  spesa  si  fa  fronte
esclusivamente nei limiti  delle  risorse  preordinate  nel  bilancio
dello Stato con  il  citato  articolo  41,  comma  16-terdecies,  del
decreto-legge n. 207 del 2008, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge n. 14 del 2009. 
                            Art. 7-quater
                     Patto di stabilita' interno

  1.  Sono  esclusi  dal  saldo  del  patto di stabilita' interno per
l'anno  2009  per  un  importo  non superiore a quello autorizzato ai
sensi del comma 3:
a) i  pagamenti  in  conto residui concernenti spese per investimenti
   effettuati  nei  limiti  delle disponibilita' di cassa a fronte di
   impegni  regolarmente assunti ai sensi dell'articolo 183 del testo
   unico  delle  leggi  sull'ordinamento degli enti locali, di cui al
   decreto   legislativo   18  agosto  2000,  n.  267,  e  successive
   modificazioni;
b) i  pagamenti  per spese in conto capitale per impegni gia' assunti
   finanziate   dal   minor  onere  per  interessi  conseguente  alla
   riduzione  dei  tassi di interesse sui mutui o alla rinegoziazione
   dei   mutui  stessi,  se  non  gia'  conteggiati  nei  bilanci  di
   previsione;
c) i  pagamenti  per  le  spese relative agli investimenti degli enti
   locali   per  la  tutela  della  sicurezza  pubblica  nonche'  gli
   interventi   temporanei   e   straordinari  di  carattere  sociale
   immediatamente  diretti  ad  alleviare  gli effetti negativi della
   straordinaria congiuntura economica sfavorevole destinati a favore
   di lavoratori e imprese ovvero i pagamenti di debiti pregressi per
   prestazioni  gia'  rese  nei  confronti  dei  predetti  enti.  Gli
   interventi  di  cui  alla presente lettera possono essere disposti
   dagli  enti  locali nel limite di spesa complessivo di 150 milioni
   di euro per l'anno 2009. Con decreto del Ministro dell'interno, di
   concerto  con  il  Ministro dell'economia e delle finanze e con il
   Ministro  del  lavoro,  della salute e delle politiche sociali, da
   adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
   legge  di  conversione del presente decreto, sentita la Conferenza
   unificata  di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
   1997,   n.  281,  e  successive  modificazioni,  sono  dettate  le
   modalita'  di  attuazione  delle disposizioni di cui alla presente
   lettera.
  2.  Le  disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle province e
ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, i quali:
a) hanno rispettato il patto di stabilita' interno nell'anno 2007;
b) presentano  un  rapporto  tra  numero  dei  dipendenti  e abitanti
   inferiore alla media nazionale individuata per classe demografica;
c) hanno  registrato  nell'anno  2008  impegni per spesa corrente, al
   netto  delle  spese  per  adeguamenti  contrattuali  del personale
   dipendente,  compreso  il  segretario  comunale  e provinciale, di
   ammontare  non  superiore a quello medio corrispondente registrato
   nel triennio 2005-2007.
  3. Ai fini dell'applicazione del comma 1, lettere a) e b), gli enti
locali  di  cui  al  comma  2 possono effettuare pagamenti nei limiti
degli importi autorizzati dalla regione di appartenenza, ai sensi del
presente  comma.  A  tal  fine,  gli  enti  locali  di cui al comma 2
dichiarano   all'   Associazione   nazionale   dei  comuni  italiani,
all'Unione  delle  province  d'Italia  e  alla  regione,  entro il 30
aprile,  l'entita'  dei  pagamenti  che  possono effettuare nel corso
dell'anno.  La  regione  a  sua  volta definisce e comunica agli enti
locali  entro  il  31  maggio  l'ammontare  dei pagamenti che possono
essere  esclusi  dal saldo finanziario e contestualmente procede alla
rideterminazione  del  proprio  obiettivo  programmatico del patto di
stabilita'  interno per l'anno 2009 per un ammontare pari all'entita'
complessiva  degli  importi  autorizzati,  trasmettendo  altresi'  al
Ministero  dell'economia  e delle finanze entro il successivo mese di
giugno,  con  riferimento  a  ciascun ente beneficiario, gli elementi
informativi    occorrenti    per   la   verifica   del   mantenimento
dell'equilibrio dei saldi di finanza pubblica.
  4.  Il comma 3 dell'articolo 2, del decreto legislativo 21 novembre
1997, n. 461, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente:
"3.  Nel  caso  dei  rapporti di cui alle lettere g-bis) e g-ter) del
comma  1  dell'articolo 44 del testo unico delle imposte sui redditi,
di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n.  917, e successive modificazioni, e delle operazioni che producono
analoghi  effetti economici, al soggetto cui si imputano i dividendi,
gli  interessi  e  gli  altri proventi, si applica il regime previsto
dall'articolo  89,  comma  2,  del medesimo testo unico, e successive
modificazioni,  ovvero  spettano  l'attribuzione  di  ritenute  o  il
credito  per  imposte  pagate  all'estero,  soltanto  se tale regime,
ovvero  l'attribuzione delle ritenute o il credito per imposte pagate
all'estero, sarebbe spettato al beneficiario effettivo dei dividendi,
degli interessi e degli altri proventi".
  5.  Per le operazioni effettuate anteriormente alla data di entrata
in  vigore  delle  modifiche  apportate  dal  comma 4, resta ferma la
potesta'  dell'amministrazione  di  sindacarne  l'elusivita'  fiscale
secondo  la  procedura  di  cui  all'articolo  37-bis del decreto del
Presidente  della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni.
  6.  La  prosecuzione dei procedimenti esecutivi relativi ai crediti
di  cui  all'articolo  13,  comma 6, della legge 23 dicembre 1998, n.
448,  e successive modificazioni, gia' oggetto di procedimenti civili
di  cognizione  ordinaria  e  di  esecuzione, e' affidata agli agenti
della   riscossione  di  cui  all'articolo  3  del  decreto-legge  30
settembre  2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2
dicembre  2005,  n.  248,  e successive modificazioni, che provvedono
alla  loro  esazione ai sensi e con le modalita' previste dal decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
  7.  Ai fini dell'applicazione del comma 11 dell'articolo 77-ter del
decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133, ogni regione definisce e comunica
agli  enti  locali  il nuovo obiettivo di patto di stabilita' interno
per ciascuno degli anni 2009/2011, determinato sulla base dei criteri
stabiliti  in  sede  di  Consiglio delle autonomie locali. La regione
comunica altresi' al Ministero dell'economia e delle finanze entro il
mese  di  maggio  di ciascuno degli anni 2009/2011, con riferimento a
ciascun  ente  locale,  gli  elementi  informativi  occorrenti per la
verifica  del  mantenimento  dell'equilibrio  dei  saldi  di  finanza
pubblica.
  8.  Al fine di accelerare gli interventi necessari alla risoluzione
della  crisi economica in atto e in attesa della piena attuazione del
federalismo   fiscale  e  della  costituzione  del  fondo  unico  dei
trasferimenti erariali attribuiti alle regioni di cui all'articolo 77
del   decreto-legge   25   giugno   2008,   n.  112  convertito,  con
modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per le regioni che
hanno rispettato il patto di stabilita' per l'anno 2008 e che rendono
disponibili  importi  per  gli  enti  locali ai sensi del comma 3 del
presente   articolo,  e  nel  limite  del  doppio  delle  somme  rese
disponibili,  e'  autorizzato lo svincolo di destinazione delle somme
alle  stesse spettanti, purche' non esistano obbligazioni sottostanti
gia'  contratte ovvero non siano somme relative ai livelli essenziali
delle  prestazioni,  per  le  quali  rimane  l'obbligo a carico della
regione   di  farvi  fronte.  Le  risorse  svincolate  ai  sensi  del
precedente  periodo  sono utilizzate, nei limiti fissati dal patto di
stabilita'  interno,  solo  per  spese  di  investimento  e  del loro
utilizzo  e'  data  comunicazione  all'amministrazione statale che ha
erogato le somme.
  9. Sono abrogati:
a) il  comma 8 dell'articolo 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008,
   n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,
   n.  133,  come  sostituito  dall'articolo 2, comma 41, lettera c),
   della legge 22 dicembre 2008, n. 203;
b) il  comma 48 dell'articolo 2 della legge 22 dicembre 2008, n. 203,
   come sostituito dall'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 30
   dicembre  2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge
   27 febbraio 2009, n. 14;
c) l'articolo  2-ter  del  decreto-legge  29  novembre  2008, n. 185,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
10.  Restano invariate le previsioni di saldo e di entrata e di spesa
degli  enti locali che abbiano approvato i bilanci di previsione alla
data  del  10  marzo  2009,  escludendo,  sia  dalla  base di calcolo
dell'anno  2007  assunta a riferimento che dai risultati utili per il
rispetto  del  patto  di  stabilita'  interno per il 2009, le risorse
originate  dalla  cessione di azioni o quote di societa' operanti nel
settore  dei  servizi  pubblici locali nonche' quelle derivanti dalla
distribuzione  dei  dividendi determinati da operazioni straordinarie
poste  in  essere dalle predette societa', qualora quotate in mercati
regolamentati,  e  le  risorse  relative  alla vendita del patrimonio
immobiliare,  se  destinate alla realizzazione di investimenti o alla
riduzione del debito. ((7))
  11.   Il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  sentita  la
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto  1997,  n.  281,  e successive modificazioni, sulla base degli
elementi  acquisiti ai sensi del comma, del presente articolo e della
verifica  del  mantenimento  dell'equilibrio  dei  saldi  di  finanza
pubblica,  procede  alla  valutazione degli effetti dell'applicazione
delle  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo alla data del 31
luglio 2009.
  12.  All'articolo  11  del  decreto-legge  25  giugno 2008, n. 112,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al  comma  1,  la  parola: "sentita" e' sostituita dalle seguenti:
   "d'intesa con";
b) al  comma  12, primo periodo, le parole: "sentite le regioni" sono
   sostituite  dalle  seguenti: "d'intesa con la Conferenza unificata
   di  cui  all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
   281, e successive modificazioni,";
c) al  comma  12-bis,  primo  periodo,  le parole: "100 milioni" sono
   sostituite dalle seguenti: "200 milioni".
  13.  Non  si applicano le sanzioni previste per il mancato rispetto
del  patto  di  stabilita'  interno  delle  regioni  e delle province
autonome  nel  caso  in  cui  il  superamento dell'obiettivo di spesa
stabilito  in  applicazione  del patto di stabilita' interno relativo
all'anno  2008 sia determinato dalla maggiore spesa in conto capitale
registrata per il 2008 rispetto al 2007 per interventi realizzati con
la  quota  di  finanziamento  nazionale  e correlati ai finanziamenti
dell'Unione europea.
  14.  Non  si  applicano,  altresi',  le sanzioni nel caso in cui la
regione  o  la  provincia  autonoma  non  consegua  per  l'anno  2008
l'obiettivo  di  spesa  determinato  in  applicazione  del  patto  di
stabilita' interno e lo scostamento registrato rispetto all'obiettivo
non sia superiore alla differenza, se positiva, tra le spese in conto
capitale  per  interventi  cofinanziati  correlati  ai  finanziamenti
dell'Unione  europea,  con  esclusione  delle  quote di finanziamento
nazionale, relative al 2007 e le corrispondenti spese del 2008.
  15.  A  decorrere  dall'anno 2009, le spese correnti per interventi
cofinanziati  correlati  ai  finanziamenti  dell'Unione  europea, con
esclusione delle quote di finanziamento statale e regionale, non sono
computate  nella  base  di  calcolo  e  nei  risultati  del  patto di
stabilita'  interno delle regioni e delle province autonome. Nel caso
in  cui  l'Unione  europea  riconosca  importi  inferiori,  l'importo
corrispondente  alle  spese  non riconosciute e' incluso tra le spese
del   patto  di  stabilita'  interno  relativo  all'anno  in  cui  e'
comunicato  il  mancato  riconoscimento.  Ove  la  comunicazione  sia
effettuata   nell'ultimo   quadrimestre,   il  recupero  puo'  essere
conseguito anche nell'anno successivo.
  16.  Ai  fini  della  verifica del rispetto del patto di stabilita'
interno  relativo all'anno 2008 la certificazione di cui al comma 667
e  al comma 686 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
e  successive  modificazioni,  deve  essere  inviata entro il termine
perentorio del 31 maggio 2009. (3)

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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  1 luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni, dalla
L. 3 agosto 2009, n. 102, ha disposto (con l'art. 9-bis, comma 3) che
"Ai  fini della verifica del rispetto del patto di stabilita' interno
delle  regioni  e  delle  province  autonome  di  Trento e di Bolzano
relativo  all'anno  2008, il termine per l'invio della certificazione
di  cui  al  comma  16  dell'articolo  7-quater  del decreto-legge 10
febbraio  2009,  n.  5,  convertito, con modificazioni, dalla legge 9
aprile 2009, n. 33, e' prorogato al 30 settembre 2009. "
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AGGIORNAMENTO (7)
  Il  D.L.  25 gennaio 2010, n. 2, convertito con modificazioni dalla
L.   26  marzo  2010,  n.  42,  ha  disposto  (con  l'art.  4,  comma
4-quinquies)   che   "Il   comma   10   dell'articolo   7-quater  del
decreto-legge  10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  9  aprile  2009, n. 33, si interpreta nel senso che gli
enti  che  abbiano operato per il 2009 l'esclusione ivi prevista sono
tenuti ad operarla anche per gli anni 2010 e 2011".
                          Art. 7-quinquies 
                                Fondi 
 
  1. Al fine di assicurare il finanziamento di interventi urgenti  ed
indifferibili, con particolare riguardo ai settori dell'istruzione  e
agli interventi organizzativi  connessi  ad  eventi  celebrativi,  e'
istituito  un  fondo  nello  stato  di   previsione   del   Ministero
dell'economia e delle finanze, con una dotazione, per l'anno 2009, di
400 milioni di euro. (9) (11) ((13)) 
  2. L'utilizzo del fondo di cui al comma 1 e' disposto  con  decreto
del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, con il quale sono individuati
gli interventi da finanziare e  i  relativi  importi,  indicando  ove
necessario le modalita' di utilizzo delle risorse. 
  3. Una quota del fondo di cui  all'articolo  1,  comma  343,  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266,  pari  a  400  milioni  di  euro,  e'
trasferita per l'anno 2009 al fondo di cui al comma  1  del  presente
articolo. La dotazione del fondo di cui al citato articolo  1,  comma
343, della legge n. 266 del 2005, e' incrementata, nell'anno 2012, di
400 milioni di euro. 
  4. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 400 milioni di euro per
l'anno 2009, si provvede con le risorse di cui al primo  periodo  del
comma 3. Agli oneri derivanti dal secondo periodo del comma 3, pari a
400  milioni  di  euro  per  l'anno  2012,   si   provvede   mediante
corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui
all'articolo 61, comma 1, della  legge  27  dicembre  2002,  n.  289,
relativa al Fondo per le aree sottoutilizzate, per il medesimo anno. 
  5. In aggiunta a quanto previsto dal comma 8 del presente articolo,
dall'articolo  8,  comma  1,  lettera  a),  terzo  periodo,   nonche'
dall'articolo 11, comma 5, del decreto-legge  29  novembre  2008,  n.
185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio  2009,  n.
2, sino all'emanazione del decreto previsto  dall'articolo  1,  comma
848,  della  legge  27  dicembre   2006,   n.   296,   e   successive
modificazioni, con decreto del Ministro per lo sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, la  dotazione
del Fondo di garanzia di cui all'articolo 15  della  legge  7  agosto
1997, n. 266 puo' essere incrementata anche  mediante  l'assegnazione
di risorse rientranti  nella  dotazione  del  Fondo  per  la  finanza
d'impresa ai sensi del comma 847 dell'articolo 1 della  citata  legge
n. 296 del 2006, e successive modificazioni, e riguardanti: 
    a)  le  risorse  destinate  alle  imprese  innovative  ai   sensi
dell'articolo 106 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e  successive
modificazioni,  gestite  da  Mediocredito  Centrale  sul   conto   di
tesoreria n. 23514; 
    b) le risorse del Fondo rotativo nazionale per gli interventi nel
capitale di rischio, di cui all'articolo 4, comma 106, della legge 24
dicembre 2003, n. 350, depositate sul  conto  corrente  n.  22047  di
tesoreria centrale,  intestato  all'Agenzia  per  l'attrazione  degli
investimenti e dello sviluppo d'impresa Spa. Le  risorse  di  cui  al
presente comma possono essere reintegrate con  decreto  del  Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, a valere sulle eventuali disponibilita' del  Fondo  di
garanzia di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266. 
  6.  Le  disponibilita'  dei  conti  di  tesoreria  accesi  per  gli
interventi di cui alle lettere a) e b) sono trasferite  al  conto  di
tesoreria intestato al Fondo di garanzia di cui all'articolo 15 della
legge 7 agosto 1997, n. 266, negli importi indicati  dal  decreto  di
cui al medesimo comma 5. 
  7.  Le  risorse  versate  all'entrata  del  bilancio  dello   Stato
nell'ambito dell'unita' previsionale di base 2.2.1.2, da far affluire
sul fondo per gli interventi previsti  dall'articolo  1,  commi  343,
344, 345-bis, 345-decies, della legge 23 dicembre  2005,  n.  266,  e
dall'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 28 agosto 2008,  n.  134,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2008,  n.  166,
possono  essere  destinate  annualmente  ad   apposita   contabilita'
speciale, ai fini del riversamento  all'entrata  del  bilancio  dello
Stato negli anni successivi, per  essere  destinate  agli  interventi
previsti a legislazione vigente. 
  8. La dotazione del Fondo di garanzia di cui all'articolo 15  della
legge 7 agosto 1997, n. 266, in aggiunta a quanto previsto  ai  sensi
del comma 5 del presente articolo, nonche' dell'articolo 8, comma  1,
lettera  a),  terzo  periodo,  e  dall'articolo  11,  comma  5,   del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e' incrementata per
l'anno 2010 di 200 milioni di euro, per l'anno 2011 di 300 milioni di
euro, nonche', per l'anno 2012, di ulteriori  500  milioni  di  euro.
Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 200 milioni  di  euro
per l'anno 2010, 300 milioni di euro per l'anno 2011 e a 500  milioni
di  euro  per  l'anno  2012,  si  provvede  mediante   corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61,  comma
1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, relativa  al  Fondo  per  le
aree sottoutilizzate, per i medesimi anni. 
  9. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
  10. All'articolo 18, comma 1, del decreto-legge 29  novembre  2008,
n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 29  gennaio  2009,
n. 2, la lettera b-bis) e' sostituita dalla seguente: 
"b-bis) al Fondo strategico per il  Paese  a  sostegno  dell'economia
reale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.". 
  11. La dotazione finanziaria del Fondo strategico per  il  Paese  a
sostegno dell'economia reale di cui all'articolo 18, comma 1, lettera
b-bis) del decreto-legge 29 novembre 2008, n.  185,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,  come  prevista  in
forza  della  delibera  del   Comitato   interministeriale   per   la
programmazione economica del  6  marzo  2009  e'  corrispondentemente
rideterminata tenendo conto di quanto previsto ai sensi del comma  4,
secondo periodo,  e  del  comma  8,  secondo  periodo,  del  presente
articolo, nonche' dell'articolo 7-octies. 
  12.  In  relazione  a  future  assegnazioni  di  diritti  d'uso  di
frequenze radio o di risorse di numerazione, per l'anno 2009 la quota
del 20 per cento delle maggiori entrate conseguenti alle assegnazioni
medesime, al netto  delle  somme  corrisposte  dagli  operatori  come
contributi per i diritti d'uso delle frequenze nonche' degli  importi
stimati nei saldi di finanza pubblica, e' riassegnata, entro un  mese
dalla data in cui le stesse sono disponibili,  ad  appositi  capitoli
dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico  per
far fronte  alle  esigenze  di  razionalizzazione  e  sviluppo  delle
infrastrutture di  reti  di  comunicazione  elettronica,  agli  oneri
amministrativi relativi  alla  gestione  delle  gare  di  affidamento
nonche' per l'incremento del Fondo per il passaggio  al  digitale  di
cui all'articolo 1, commi 927, 928 e 929,  della  legge  27  dicembre
2006, n. 296. 
    

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AGGIORNAMENTO (9)
  La L. 13 dicembre 2010, n. 220 ha disposto (con l'art. 1, comma 40)
che "La dotazione del fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1,
del  decreto-legge  10  febbraio  2009,   n.   5,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e'  incrementata  di
924 milioni di euro per l'anno 2011".
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AGGIORNAMENTO (11)
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 13, comma 2) che  "La
dotazione del fondo di cui all'articolo  7-quinquies,  comma  1,  del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33,  come  integrato  dall'articolo  3,
comma 2-bis del decreto-legge 29 dicembre 2010, n.  225,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e' ridotta di
49,5 milioni di euro per l'anno 2011".
  Ha inoltre disposto (con l'art. 21, comma 7) che "La dotazione  del
fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto-legge  10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  9
aprile 2009, n. 33, e' ridotta di 12,5 milioni  di  euro  per  l'anno
2011".
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AGGIORNAMENTO (13)
  Il D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni  dalla
L. 14 settembre 2011, n.  148,  ha  disposto  (con  l'art.  1,  comma
26-ter) che "La dotazione del fondo di cui all'articolo  7-quinquies,
comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n.  5,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e'  incrementata  di
24 milioni di euro per l'anno 2012 e di 30 milioni di euro per l'anno
2013".

    
                            Art. 7-sexies
                Disposizioni in materia di trasporti

  1.  All'articolo  83-bis  del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133,
come   modificato  dall'articolo  2-quinquies  del  decreto-legge  23
ottobre  2008,  n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2008, n. 201, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l'ultimo periodo del comma 4 e' soppresso;
b) il comma 10 e' sostituito dal seguente:
   "10.  Fino  a  quando non saranno disponibili le determinazioni di
   cui  ai  commi  1  e  2,  il  Ministero delle infrastrutture e dei
   trasporti  elabora,  con  riferimento  alle  diverse  tipologie di
   veicoli  e alla percorrenza chilometrica, gli indici sul costo del
   carburante  per  chilometro  e  sulle  relative quote di incidenza
   sulla  base  dei  dati in suo possesso e delle rilevazioni mensili
   del  Ministero  dello  sviluppo  economico  sul  prezzo  medio del
   gasolio  per  autotrazione,  sentite  le associazioni di categoria
   piu' rappresentative dei vettori e quelle della committenza".
  2.  All'articolo 29, comma 1-bis, quarto periodo, del decreto-legge
30  dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge
27  febbraio  2009,  n.  14, le parole: "non oltre il 16 aprile" sono
sostituite dalle seguenti: "non oltre il 16 maggio".
  3. Le somme rese disponibili per pagamenti non piu' dovuti relativi
alla  sovvenzione  degli  esercizi  pregressi  a  favore  del  Gruppo
Tirrenia per l'importo di euro 6.615.681,63 possono essere utilizzate
a  parziale  copertura  del disavanzo del medesimo Gruppo relativo al
2008. Nel limite massimo complessivo di spesa di 15 milioni di euro a
valere  sulle risorse di cui all'articolo 2, comma 36, della legge 22
dicembre  2008,  n.  203,  e  successive modificazioni, ai dipendenti
delle   societa'  del  Gruppo  Tirrenia,  delle  societa'  da  queste
derivanti e di quelle che dalle stesse acquistano o affittano aziende
o  rami  d'azienda,  il  Ministro  del  lavoro,  della salute e delle
politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,  puo'  concedere  per  dodici  mesi  l'intero trattamento di
integrazione   salariale   straordinaria   previsto   dalle   vigenti
disposizioni di legge, con la relativa contribuzione figurativa e gli
assegni per il nucleo familiare ove spettanti.
  4.  Al  fine  di scongiurare la possibilita' che sia compromessa la
continuita'  del servizio pubblico di navigazione sui laghi Maggiore,
di  Garda  e di Como, alla Gestione governativa navigazione laghi per
gli  esercizi  finanziari  2009 e 2010 e' consentito l'utilizzo degli
avanzi  di  amministrazione  risultanti  dai  bilanci 2007 e 2008 per
fronteggiare  le  spese  di  esercizio per la gestione dei servizi di
navigazione  lacuale,  fermo restando quanto previsto dall'articolo 4
della  legge  18  luglio  1957,  n. 614, nonche' dall'articolo 45 del
decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003 n. 97.((10))
  5.  All'articolo  29, comma 1-bis, terzo periodo, del decreto-legge
30  dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge
27  febbraio  2009,  n.  14,  le  parole:  "80  milioni di euro" sono
sostituite  dalle seguenti: "91 milioni di euro, dei quali 11 milioni
destinati  alle  imprese  artigiane del settore dell'autotrasporto di
merci,".
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AGGIORNAMENTO (10)
Il  D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito con modificazioni dalla
L.  26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con l'art. 2, comma 12-ter)
che  la  disposizione  di  cui  al  comma  4 del presente articolo e'
prorogata  per  gli  anni 2011 e 2012, con riferimento agli avanzi di
amministrazione risultanti dai bilanci 2009 e 2010.
                           Art. 7-septies
     (( Disposizioni in favore delle piccole e medie imprese ))

  (( 1. Gli interventi del Fondo di garanzia di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 226, nelle more della concreta operativita' delle previsioni di cui all'articolo 1, comma 848, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, possono essere estesi alle misure occorrenti a garantire la rinegoziazione di debiti in essere con il sistema bancario nonche' il regolare assolvimento degli obblighi tributari e contributivi da parte delle piccole e medie imprese ammesse ad usufruire delle prestazioni del citato Fondo. ))
                            Art. 7-octies
  (( Misure a favore degli obbligazionisti e dei piccoli azionisti Alitalia - Linee aeree italiane S.p.A.))

  1.  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 1 LUGLIO 2009, N. 78, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 3 AGOSTO 2009, N. 102 )).
  2.  Agli oneri derivanti dal presente articolo per l'anno 2009 fino
ad  un  massimo  di  100  milioni di euro si provvede con quota parte
delle   risorse   affluite   all'entrata  del  bilancio  dello  Stato
nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base  2.2.1.2,  ai  sensi
dell'articolo  1,  commi  343 e 345, della legge 23 dicembre 2005, n.
266.
  3.  Al  fine  della tutela del risparmio, a fronte delle iniziative
resesi  necessarie  per  garantire  la  continuita'  aziendale  della
societa'  Alitalia-Linee  aeree  italiane Spa, ora in amministrazione
straordinaria,  e in considerazione del preminente interesse pubblico
alla  garanzia  del servizio pubblico di trasporto aereo passeggeri e
merci  in  Italia,  in  particolare  nei  collegamenti  con  le  aree
periferiche, si stabilisce quanto segue:
    a)  ai  titolari  di  obbligazioni  del  prestito obbligazionario
"Alitalia  7,5%  2002 - 2010 convertibile" emesso da Alitalia - Linee
Aeree  Italiane  Spa,  ora  in  amministrazione  straordinaria, viene
attribuito  il  diritto  di cedere al Ministero dell'economia e delle
finanze  i  propri  titoli per un controvalore determinato sulla base
del  prezzo  medio  di  borsa  delle obbligazioni nell'ultimo mese di
negoziazione,  (( pari ad euro 0,262589 per singola obbligazione, corrispondente al 70,97% del valore nominale)), e comunque nei limiti
di  cui  alla  successiva lettera b), in cambio di titoli di Stato di
nuova  emissione,  senza  cedola, con scadenza 31 dicembre 2012 e con
taglio  minimo  unitario  di  euro  1.000. Il diritto e' condizionato
all'osservanza delle condizioni e modalita' di seguito specificate;
    (( a-bis) ai titolari di azioni della societa' Alitalia - Linee aeree italiane Spa, ora in amministrazione straordinaria, viene attribuito il diritto di cedere al Ministero dell'economia e delle finanze i propri titoli per un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di borsa delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione ridotto del 50 per cento, pari a 0,2722 euro per singola azione, e comunque nei limiti di cui alla successiva lettera b), in cambio di titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 31 dicembre 2012 e con taglio minimo unitario di euro 1.000. Il diritto e' condizionato all'osservanza delle condizioni e modalita' di seguito specificate; ))
    b) le assegnazioni di titoli di Stato (( di cui alle lettere a) e a-bis) non potranno risultare superiori rispettivamente a euro 100.000 per ciascun obbligazionista e a euro 50.000 per ciascun azionista )) e avverranno con arrotondamento per difetto al migliaio
di  euro.  Per  gli  importi  inferiori  ad euro 1.000 si provvede ad
assegnare  provvisoriamente  un  titolo di Stato del taglio minimo al
conto   di   deposito   titoli   di   cui   al  successivo  comma  4;
l'intermediario finanziario che provvede alla comunicazione di cui al
comma  5,  lo  detiene in nome e per conto del soggetto interessato e
provvede,   alla  scadenza  pattuita,  a  riversare  all'entrata  del
bilancio  dello Stato la differenza tra il valore del titolo di Stato
e  il controvalore delle obbligazioni (( e delle azioni )) trasferite
dall'interessato  al Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi
delle  disposizioni  seguenti.(( le assegnazioni di titoli di Stato agli obbligazionisti non potranno superare per l'anno 2009 il limite complessivo di spesa di cui al comma 2, le restanti assegnazioni, ivi incluse quelle in favore degli azionisti di cui alla lettera a-bis), sono effettuate nell'anno 2010 ))
  4.  (( I titolari di obbligazioni o di azioni di cui al comma 3 ))
che  intendano  esercitare il relativo diritto dovranno presentare, a
pena  di  decadenza,  (( entro il 31 agosto 2009 )), la relativa
richiesta  al Ministero dell'economia e delle finanze, per il tramite
degli  intermediari  finanziari  che  curano la gestione del conto di
deposito  relativo  ai  titoli  menzionati, nella quale dichiarano il
loro impegno irrevocabile:
    a)  a  trasferire  al  Ministero dell'economia e delle finanze la
totalita' dei titoli obbligazionari (( e azionari ))detenuti;
    b)  a  rinunciare,  in favore del Ministero dell'economia e delle
finanze   e   di   Alitalia  -  Linee  aeree  italiane  Spa,  ora  in
amministrazione  straordinaria,  a  qualsiasi  pretesa  ed iniziativa
direttamente o indirettamente connessa alla proprieta' dei titoli.
  5.  Entro  i  trenta giorni successivi alla scadenza del termine di
cui  al  comma  4,  gli  intermediari  finanziari,  sotto  la propria
responsabilita', trasmettono (( in cartaceo e su supporto informatico ))  al  Ministero  dell'economia  e delle finanze e ad Alitalia-Linee
aeree italiane Spa, ora in amministrazione straordinaria:
    a)  i  nominativi  dei  soggetti titolari delle obbligazioni (( e delle azioni ))che, entro il termine stabilito, hanno presentato la
richiesta  di  adesione,  con  specifica indicazione, per ciascuno di
essi,  (( delle quantita' di detti titoli obbligazionari e azionari detenute alla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 4 ))e del numero di conto deposito titoli al quale trasferire i
titoli di Stato eventualmente spettanti;
    b) le dichiarazioni di impegno irrevocabile ricevute;
    c)  un'attestazione  contenente  l'effettiva  giacenza  presso  i
propri conti delle quantita' di titoli obbligazionari (( e azionari))
dichiarati  da  ciascun  soggetto  richiedente e la conformita' delle
dichiarazioni  e degli impegni al contenuto delle disposizioni di cui
al  precedente  comma  4  e  la provenienza degli stessi dai soggetti
titolari delle obbligazioni (( e delle azioni )) di cui al comma 3.
  6.  A  successiva  richiesta  del  Ministero  dell'economia e delle
finanze,  gli  intermediari  finanziari  trasferiscono  detti  titoli
obbligazionari  (( e azionari ))  sul conto titoli presso la Banca
d'Italia  intestato  al  Ministero  dell'economia e delle finanze. La
Banca  d'Italia verifica l'effettivo trasferimento delle obbligazioni
(( e delle azioni ))  e  ne  da'  comunicazione  al  Ministero
dell'economia e delle finanze e ad Alitalia-Linee aeree italiane Spa,
ora  in  amministrazione  straordinaria.  Con  il  trasferimento,  il
Ministero  dell'economia  e delle finanze subentra automaticamente in
tutti  i connessi diritti, anche nei confronti della societa' e della
procedura  di  amministrazione  straordinaria, nonche' nelle relative
azioni, anche in quelle formulate in sede giudiziaria.
  7.  (( Entro il 31 dicembre 2010 )), e comunque non prima di trenta
giorni  dalla  avvenuta  ricezione  della  comunicazione  della Banca
d'Italia   che   attesta  l'avvenuto  trasferimento  dei  titoli,  il
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  provvede  a trasferire i
titoli  di  Stato spettanti agli aventi diritto sul conto di deposito
titoli indicato nella comunicazione di cui al comma 5.
  (( 7-bis. Alle operazioni previste dal presente articolo non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 102 e seguenti e agli articoli 114 e seguenti del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.))
  8. (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 1 LUGLIO 2009, N. 78, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 3 AGOSTO 2009, N. 102 )).
  (( 9. E' abrogato il comma 2 dell'articolo 3 del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, convertito, con modificazioni, in legge 27 ottobre 2008, n. 166. ))
  10. (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 1 LUGLIO 2009, N. 78, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 3 AGOSTO 2009, N. 102 )).
                               Art. 8
                        Copertura finanziaria

  (( 1. Agli oneri derivanti dall'articolo 1, commi da 1 a 4 e 5, limitatamente alla parte non coperta ai sensi dell'articolo 7, comma 1-ter, dall'articolo 2, dall'articolo 4, ad eccezione del comma 7-bis, e dall'articolo 5, comma 1, valutati in 1.087 milioni di euro per l'anno 2009, 270,1 milioni di euro per l'anno 2010, 356,9 milioni di euro per l'anno 2011, 258,4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013, 289,1 milioni di euro per l'anno 2014, e 77,7 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015, e dagli articoli 1, comma 11, e 3, pari a 21 milioni di euro per l'anno 2009 e a 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010, si provvede: a) quanto ad euro 311,1 milioni per l'anno 2009, euro 130,5 milioni per l'anno 2010, euro 205,8 milioni per l'anno 2011 e quanto a euro 77,8 milioni per l'anno 2014, mediante utilizzazione delle somme iscritte nel conto dei residui al 31 dicembre 2008 e non piu' dovute, conseguenti alle revoche totali o parziali delle agevolazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, quantificate in euro 933 milioni complessivi, iscritte nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico sul capitolo 7342. A valere su tali somme di euro 933 milioni, nell'anno 2009, rispettivamente, una quota di 311,1 milioni di euro e' versata all'entrata del bilancio dello Stato e una quota pari a 621,9 milioni di euro e' versata su apposita contabilita' speciale, ai fini del riversamento all'entrata del bilancio dello Stato nell'anno 2010 per 211 milioni di euro, nell'anno 2011 per 215 milioni di euro, nell'anno 2012 per 95,9 milioni di euro e nell'anno 2014 per 100 milioni di euro. Una quota delle somme riversate all'entrata del bilancio dello Stato ai sensi del periodo precedente pari a 80,5 milioni di euro nell'anno 2010 e a 95,9 milioni di euro nell'anno 2012 e' riassegnata negli stessi anni al fondo di garanzia di cui al comma 2 del presente articolo, in aggiunta a quanto previsto ai sensi dei commi 5 e 8 dell'articolo 7-quinquies del presente decreto, nonche' dell'articolo 11, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2; b) quanto a 726,1 milioni di euro per l'anno 2009, a 89,6 milioni di euro per l'anno 2010, e a 1,1 milioni di euro per l'anno 2011, mediante l'utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle misure di cui agli articoli 1, 2 e 5; c) quanto a 10 milioni di euro per il 2009, a 100 milioni di euro per l'anno 2010, a 200 milioni di euro per l'anno 2011 e a 308,4 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012, in relazione agli interventi previsti ai sensi dell'articolo 7; d) quanto a 49.955.833 euro per l'anno 2009, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 890, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; e) quanto a 11 milioni di euro per l'anno 2009, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 1121, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. ))
  2.  Conseguentemente  all'utilizzo  delle risorse provenienti dalle
revoche  disposto  dal  comma 1, lettera a) del presente articolo, il
rifinanziamento  del  Fondo  di garanzia di cui all'articolo 15 della
legge  7 agosto 1997, n. 266, previsto dall'articolo 11, comma 1, del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge 28 gennaio 2009, n. 2, e' assicurato con
gli  importi  di  80,5  milioni  di  euro  e  di 95,9 milioni di euro
riassegnati,  rispettivamente,  negli  anni  2010 e 2012 ai sensi del
comma  1,  lettera  a),  ultimo  periodo,  nonche'  con  le ulteriori
disponibilita'  accertate  a seguito di revoche disposte dal Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, fermo restando il limite complessivo di 450 milioni di
euro  previsto  dal  predetto  articolo  11  compatibilmente  con gli
effetti stimati per ciascun anno in termini di indebitamento netto.
  (( 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui agli articoli 1, commi da 1 a 5, 2, 4, 5 e 7-ter, comma 14, del presente decreto, anche ai fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. ))
                             Art. 8-bis
            (( Disposizioni in materia di quote latte ))

  (( 1. Dopo il comma 4 dell'articolo 9 del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, sono inseriti i seguenti: "4-bis. L'esclusione, dalla restituzione del prelievo pagato in eccesso, dei produttori non titolari di quota e dei produttori che abbiano superato il 100 per cento del proprio quantitativo di riferimento individuale, come indicato dal comma 4, non si applica per il periodo 2008-2009. Tali produttori, ai fini della restituzione del prelievo, si collocano dopo i produttori di cui alla lettera c) del medesimo comma 4. 4-ter. A decorrere dal periodo 2009-2010, qualora le restituzioni di cui al comma 3 non esauriscano le disponibilita' dell'importo di cui al medesimo comma, il residuo viene ripartito tra le aziende produttrici che hanno versato il prelievo, secondo i seguenti criteri e nell'ordine: a) alle aziende che non hanno superato il livello produttivo conseguito nel periodo 2007-2008, purche' non abbiano successivamente ceduto quota ai sensi dell'articolo 10, comma 10, tenendo conto dei mutamenti di conduzione di cui all'articolo 10, comma 18; b) alle aziende che non abbiano superato di oltre il 6 per cento il proprio quantitativo disponibile individuale. 4-quater. Le somme residue confluiscono nel fondo per gli interventi nel settore lattiero-caseario istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali". 2. Dopo l'articolo 10 del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, e' inserito il seguente: "Art. 10-bis (Assegnazione quote latte). - 1. Gli aumenti del quantitativo nazionale garantito di latte di cui al regolamento (CE) n. 248/2008 del Consiglio, del 17 marzo 2008, ed al regolamento (CE) n. 72/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009, sono attribuiti alla riserva nazionale per essere assegnati prioritariamente alle aziende che nel periodo 2007/2008 hanno realizzato consegne di latte non coperte da quota, che risultino ancora in produzione nella campagna di assegnazione, nei limiti del quantitativo prodotto in esubero nel periodo 2007/2008 e al netto del quantitativo oggetto di vendita di sola quota effettuata con validita' nei periodi dal 1995/1996 al periodo di assegnazione della quota. 2. In caso di vendita di azienda con quota con validita' successiva al periodo 2007/2008, la quota e' assegnata anche al nuovo proprietario in proporzione alla quota di azienda rilevata. 3. In caso di affitto di azienda con quota vigente al momento dell'assegnazione, la quota e' resa disponibile anche all'affittuario in proporzione alla quota di azienda affittata; alla scadenza del contratto la quota torna nella disponibilita' del titolare dell'azienda. 4. Le assegnazioni di cui al comma 1 vengono effettuate rispettando le seguenti priorita': a) aziende che hanno subito la riduzione della quota "B" ai sensi del decreto-legge 23 dicembre 1994, n. 727, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 1995, n. 46, nei limiti del quantitativo ridotto che risulta effettivamente prodotto calcolato sulla media degli ultimi cinque periodi ed al netto dei quantitativi gia' riassegnati. La quota attribuita in applicazione del presente articolo comporta la corrispondente diminuzione della predetta quota "B" ridotta; b) aziende ubicate in zone di pianura, montagna e svantaggiate di cui al comma 1 ed aziende, ubicate nelle stesse zone, che, nel periodo 2007/2008, abbiano coperto con affitti di quota ai sensi dell'articolo 10, commi 15 e 16, la produzione realizzata in esubero rispetto alla quota posseduta; c) aziende ubicate in zone di montagna e svantaggiate condotte da giovani imprenditori agricoli, anche non titolari di quota. 5. Per la determinazione dei quantitativi oggetto di assegnazione, le consegne di latte non coperte da quota sono calcolate come differenza tra il quantitativo consegnato nel periodo 2007/2008, adeguato in base al tenore di materia grassa, e la quota individuale. Ai fini del presente comma l'adeguamento in base al tenore di materia grassa e' calcolato con le seguenti modalita': a) il tenore medio di grassi del latte consegnato dal produttore viene raffrontato al tenore di riferimento di grassi; b) ove si constati un divario positivo, il quantitativo di latte consegnato viene maggiorato dello 0,09 per cento per ogni 0,1 g di grassi in piu' per chilogrammo di latte; c) ove si constati un divario negativo, il quantitativo di latte consegnato viene diminuito dello 0,18 per cento per ogni 0,1 g di grassi in meno per chilogrammo di latte. 6. I quantitativi non assegnati ai sensi dei commi da 1 a 5 sono utilizzati secondo le disposizioni di cui all'articolo 10, comma 22. 7. I quantitativi assegnati ai sensi del comma 4, lettere b) e c), non possono essere oggetto di vendita o affitto di sola quota fino al 31 marzo 2015. In caso di cessazione dell'attivita' tali quantitativi confluiscono nella riserva nazionale per essere riassegnati con le modalita' di cui all'articolo 3, comma 3". 3. Le assegnazioni di cui all'articolo 10-bis del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, introdotto dal comma 2 del presente articolo, sono comunicate ai beneficiari, a decorrere dal periodo 2009-2010, dal Commissario straordinario di cui all'articolo 8-quinquies, comma 6, del presente decreto, entro il 15 aprile 2009. 4. Il comma 3 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 giugno 2004, n. 157, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2004, n. 204, e' abrogato a decorrere dal 1° aprile 2009. ))
                             Art. 8-ter
         (( Istituzione del Registro nazionale dei debiti ))

  (( 1. Il rapporto giuridico tra ciascun produttore che eserciti attivita' agricola ai sensi dell'articolo 2, primo paragrafo, lettera c), del regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009, e l'Unione europea e' unico nell'ambito delle misure di finanziamento della Politica agricola comune di cui al regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005. 2. Ai fini dell'applicazione del regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006, cosi' come integrato dal Regolamento (CE) n. 1034/2008 della Commissione, del 21 ottobre 2008, e del comma 16 dell'articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, e successive modificazioni, e' istituito presso l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) il Registro nazionale dei debiti, in cui sono iscritti, mediante i servizi del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), tutti gli importi accertati come dovuti dai produttori agricoli risultanti dai singoli registri debitori degli organismi pagatori riconosciuti, istituiti ai sensi dell'allegato 1, paragrafo 2, lettera e), del regolamento (CE) n. 885/2006, nonche' quelli comunicati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, connessi a provvidenze e aiuti agricoli dalle stesse erogati. Alla istituzione e alla tenuta del Registro di cui al presente comma si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie gia' previste a legislazione vigente. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ad integrazione della procedura di cui all'articolo 1, comma 9, del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, iscrivono gli importi dovuti a titolo di prelievo latte nel Registro di cui al comma 2, mediante i servizi del SIAN. 4. L'iscrizione del debito nel Registro di cui al comma 2 degli importi accertati come dovuti dai produttori agricoli equivale all'iscrizione al ruolo ai fini della procedura di recupero. 5. In sede di erogazione di provvidenze e di aiuti agricoli comunitari, connessi e cofinanziati, nonche' di provvidenze e di aiuti agricoli nazionali, gli organismi pagatori, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano verificano presso il Registro di cui al comma 2 l'esistenza di importi a carico dei beneficiari e sono tenuti ad effettuare il recupero, il versamento e la contabilizzazione nel Registro del corrispondente importo, ai fini dell'estinzione del debito. 6. Al comma 16 dell'articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, e successive modificazioni, nel secondo periodo, dopo le parole: "gli organismi pagatori sono autorizzati a compensare tali aiuti", sono inserite le seguenti: ", ad eccezione di quelli derivanti da diritti posti precedentemente in pegno ai sensi dell'articolo 18 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e successive modificazioni,". 7. L'AGEA definisce con propri provvedimenti le modalita' tecniche per l'attuazione dei commi da 1 a 6, con particolare riguardo ai meccanismi di estinzione dei debiti relativi agli aiuti agricoli comunitari da parte degli organismi pagatori. 8. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e' data attuazione alle disposizioni di cui agli articoli 5-bis e 5-ter del regolamento (CE) n. 885/2006, come integrato dal regolamento (CE) n. 1034/2008, in relazione alla disciplina del pagamento e della riscossione di crediti di modesto ammontare da parte delle pubbliche amministrazioni. ))
                            Art. 8-quater
      (( Rateizzazione dei debiti relativi alle quote latte ))

  (( 1. Al fine di consolidare la vitalita' economica a lungo termine delle imprese, accelerare le procedure di recupero obbligatorio degli importi del prelievo latte dovuti dai produttori e deflazionare il relativo contenzioso, il produttore agricolo, che vi abbia interesse, puo' richiedere la rateizzazione dei debiti iscritti nel Registro nazionale di cui all'articolo 8-ter derivanti dai mancati pagamenti del prelievo latte per i quali si sia realizzato l'addebito al bilancio nazionale da parte della Commissione europea. 2. La rateizzazione di cui al comma 1 e' consentita: a) per somme non inferiori a 25.000 euro; b) per una durata non superiore a tredici anni per i debiti inferiori a 100.000 euro; c) per una durata non superiore a ventidue anni per i debiti compresi fra 100.000 e 300.000 euro; d) per una durata non superiore a trenta anni per i debiti superiori a 300.000 euro. 3. Sul debito di cui e' richiesta la rateizzazione si applica il seguente tasso d'interesse: a) per le rateizzazioni di durata non superiore a tredici anni, il tasso di riferimento di base valido per l'Italia, calcolato dalla Commissione europea in conformita' con la comunicazione 2008/C 14/02, e successivi aggiornamenti, maggiorato di 60 punti base; b) per le rateizzazioni di durata superiore a tredici anni e non superiore a ventidue anni, il tasso di riferimento di base valido per l'Italia, calcolato dalla Commissione europea in conformita' con la Comunicazione 2008/C 14/02, e successivi aggiornamenti, maggiorato di 140 punti base; c) per le rateizzazioni di durata superiore a ventidue anni e non superiore a trenta anni, il tasso di riferimento di base valido per l'Italia, calcolato dalla Commissione europea in conformita' con la Comunicazione 2008/C 14/02, e successivi aggiornamenti, maggiorato di 220 punti base. ))
                          Art. 8-quinquies
            Disposizioni integrative per la rateizzazione
           in materia di debiti relativi alle quote latte

  1.  L'AGEA,  entro  quarantacinque  giorni dalla data di entrata in
vigore  della  legge  di  conversione  del presente decreto, intima a
ciascun  debitore  il versamento delle somme che risultino esigibili.
Sono  da  considerare  esigibili anche le imputazioni di prelievo non
sospese in sede giurisdizionale.
  2.  Il  produttore  interessato  puo'  presentare  all'AGEA,  entro
sessanta  giorni dal ricevimento della intimazione di cui al comma 1,
la  richiesta  di rateizzazione; a decorrere dalla data di entrata in
vigore del presente decreto e fino alla scadenza del suddetto termine
sono   sospese   le  procedure  di  recupero  per  compensazione,  di
iscrizione  a  ruolo, nonche' le procedure di recupero forzoso e sono
interrotti i termini di impugnazione. L'AGEA provvede alla tempestiva
comunicazione a Equitalia Spa per gli adempimenti di competenza.
  3.  In  caso  di accettazione della domanda di rateizzazione di cui
all'articolo  8-quater  da  parte  del  Commissario  straordinario, i
produttori  devono  esprimere  la  rinuncia  espressa  ad ogni azione
giudiziaria    eventualmente    pendente    dinanzi    agli    organi
giurisdizionali amministrativi e ordinari.
  4.  Le  sospensioni  e le interruzioni di cui al comma 2 proseguono
per  i  produttori  che presentano la richiesta di rateizzazione fino
alla scadenza del termine di cui al comma 6.
  5.  Per le somme che divengono successivamente esigibili sempreche'
riferite  ai periodi precedenti al 2009-2010, l'AGEA procede ai sensi
del  comma  1;  entro  i  sessanta  giorni  successivi alla ricezione
dell'intimazione gli interessati possono chiederne la rateizzazione.
  6.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, su
proposta   del   Ministro   delle  politiche  agricole  alimentari  e
forestali,  e'  nominato  fino  al  31  dicembre  2010 un Commissario
straordinario,  scelto  tra i dirigenti del Ministero delle politiche
agricole  alimentari  e  forestali e degli enti vigilati dallo stesso
Ministero   e   delle   relative   societa'  controllate,  il  quale,
avvalendosi  degli uffici competenti di AGEA, assegna le quote di cui
all'articolo 8-bis, comma 2, e definisce le modalita' di applicazione
dell'  articolo  8-quater e del presente articolo. Sulle richieste di
rateizzazione   il   Commissario   provvede   entro  tre  mesi  dalla
presentazione  delle  richieste  di  rateizzazione  in merito al loro
accoglimento   e   entro   trenta   giorni   dalla   ricezione  della
comunicazione  della  decisione  il  debitore comunica l'accettazione
della  rateizzazione.  Con  il  decreto  di  nomina  e'  stabilito il
compenso  del  Commissario  straordinario a valere sugli stanziamenti
recati annualmente dalla legge finanziaria per le finalita' di cui al
decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165. ((10))
  7.   Le   quote   assegnate   ai  sensi  dell'articolo  10-bis  del
decreto-legge  28  marzo  2003, n. 49, convertito, con modificazioni,
dalla  legge 30 maggio 2003, n. 119, sono revocate con decorrenza dal
periodo  in corso al momento della comunicazione agli interessati del
relativo provvedimento nei seguenti casi:
    a) mancato pagamento del prelievo latte;
    b)  omessa  presentazione  della  richiesta  di rateizzazione nel
termine di cui al comma 2;
    c) rigetto della richiesta di rateizzazione di cui al comma 2;
    d)  rinuncia  o  mancata  accettazione  da parte del richiedente,
entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della comunicazione
delle determinazioni del Commissario straordinario di cui al comma 6.
  8.  Per  i  produttori  che  hanno  richiesto  la rateizzazione, le
provvidenze e gli aiuti agricoli comunitari, connessi e cofinanziati,
nonche'  le  provvidenze e gli aiuti agricoli nazionali erogati dagli
organismi  pagatori  sono  recuperati  per  compensazione  fino  alla
concorrenza dell'importo della prima rata.
  9.  La  mancata  effettuazione  del  versamento, anche per una sola
rata,  determinata  ai  sensi  del comma 6, comporta la decadenza dal
beneficio  della rateizzazione e dalle quote di cui l'interessato sia
titolare assegnate ai sensi dell'articolo 8-bis, comma 2.
  10. Nei casi di mancata tempestiva presentazione della richiesta di
rateizzazione e in quelli di decadenza dal beneficio della dilazione,
nonche' in caso di interruzione del pagamento anche di una sola rata,
l'AGEA  provvede  alla  riscossione coattiva ai sensi del testo unico
delle  disposizioni  di legge relative alla riscossione delle entrate
patrimoniali  dello  Stato di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n.
639.
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  29  dicembre  2010,  n. 225, convertito con modificazioni
dalla  L.  26  febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con l'art. 1, comma
1), in relazione al comma 6 del presente articolo, che "E' fissato al
31  marzo  2011  il  termine  di  scadenza  dei  termini e dei regimi
giuridici  indicati  nella  tabella  1  allegata con scadenza in data
anteriore al 15 marzo 2011."
                            Art. 8-sexies
                      (( Disposizioni finali ))

  (( 1. Le disposizioni degli articoli 8-quater e 8-quinquies sono applicabili fino alla campagna lattiera 2008-2009. ))
                           Art. 8-septies
                   (( Disposizioni finanziarie ))

  (( 1. Le somme versate dai produttori di latte, ai sensi del presente decreto, affluiscono ad apposito conto di tesoreria, per essere destinate all'estinzione delle anticipazioni di tesoreria utilizzate in favore dell'AGEA, in relazione alla mancata riscossione dei crediti del settore agricolo. Le eventuali residue disponibilita' del predetto conto di tesoreria, eccedenti rispetto alla integrale complessiva estinzione delle anticipazioni di cui al precedente periodo, per la parte corrispondente alla differenza tra gli interessi applicati e i rendimenti lordi dei buoni del Tesoro poliennali con vita residua superiore ad un anno, sono versate dal predetto conto di tesoreria all'entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e sono destinate ad interventi nel settore lattiero-caseario, rivolti alle operazioni di ristrutturazione del debito, all'accesso al credito di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e a misure di accompagnamento per il settore. Le ulteriori eventuali risorse residue sono versate e restano acquisite all'entrata del bilancio dello Stato. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con proprio decreto, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, definisce i criteri e le modalita' per l'utilizzo delle risorse. Con successivo decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalita' di funzionamento del conto di tesoreria di cui al presente articolo. 2. Al fine di favorire le misure di accesso al credito, i produttori che hanno acquistato quote latte successivamente al periodo di applicazione del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, possono avvalersi, sino all'emanazione del decreto previsto dall'articolo 1, comma 848, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, del Fondo di garanzia di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, come rifinanziato dall'articolo 11 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare successivamente all'attivazione del predetto Fondo, sono stabilite, in misura non inferiore a 45 milioni di euro per l'anno 2009, le risorse da destinare al comparto agricolo per le finalita' di cui al presente comma; per le modalita' e i criteri di accesso al predetto Fondo si applica, in quanto compatibile, il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, del 14 febbraio 2006. ))
                            Art. 8-octies
             (( Proroga di agevolazioni previdenziali ))

  (( 1. All'articolo 1-ter, comma 1, del decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 205, le parole: "31 marzo 2009" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2009". 2. Al relativo onere, pari a 154,5 milioni di euro per l'anno 2009, si provvede, quanto a 103 milioni di euro, con quota parte delle risorse affluite all'entrata del bilancio dello Stato nell'ambito dell'unita' previsionale di base 2.2.1.2, ai sensi dell'articolo 1, commi 343 e 345, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, quanto a 10 milioni di euro, mediante corrispondente utilizzo delle residue disponibilita' del fondo per lo sviluppo della meccanizzazione in agricoltura di cui all'articolo 12 della legge 27 ottobre 1966, n. 910, che a tale fine sono versate all'entrata del bilancio dello Stato, e, quanto a 41,5 milioni di euro, mediante versamento all'entrata del 51 per cento delle giacenze alla data del 10 marzo 2009, presenti sui conti correnti infruttiferi relativi alla gestione del citato fondo per lo sviluppo della meccanizzazione in agricoltura, da parte delle banche presso le quali sono accesi i predetti conti correnti. 3. La dotazione del fondo di cui all'articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' incrementata, per l'anno 2011, di 103 milioni di euro. Al relativo onere si provvede, per l'anno 2011, mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, relativa al Fondo per le aree sottoutilizzate. 4. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. ))
                            Art. 8-novies
      (( Modifica al comma 7 dell'articolo 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ))

  (( 1. All'articolo 61, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il primo periodo e' sostituito dal seguente: "Le societa', inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, si conformano al principio di riduzione di spesa per studi e consulenze, per relazioni pubbliche, convegni, mostre e pubblicita', nonche' per sponsorizzazioni, desumibile dai precedenti commi 2, 5 e 6". ))
                               Art. 9.

                          Entrata in vigore

  1.  Il  presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi' 10 febbraio 2009
                             NAPOLITANO
                                 Berlusconi, Presidente del Consiglio
                                 dei Ministri
                                 Tremonti,  Ministro  dell'economia e
                                 delle finanze
                                 Scajola,   Ministro  dello  sviluppo
                                 economico
                                 Prestigiacomo,              Ministro
                                 dell'ambiente  e  della  tutela  del
                                 territorio e del mare
Visto, il Guardasigilli: Alfano
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