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DECRETO-LEGGE 11 giugno 2002, n. 108

Disposizioni urgenti in materia di occupazione e previdenza.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione;
  Ritenuta   la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di  adottare
tempestivi  interventi  al  fine  di  contrastare  i negativi effetti
occupazionali  derivanti  da  situazioni  di  grave  crisi aziendale,
nonche'  di  assicurare  adeguata  tutela  previdenziale,  a  seguito
dell'entrata  in  vigore  dell'Accordo  tra la Comunita' europea e la
Confederazione  svizzera  sulla  libera  circolazione  delle persone,
fatto  a  Lussemburgo  il  21  giugno  1999,  ai  lavoratori italiani
definitivamente rientrati dalla Svizzera;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 6 giugno 2002;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro per gli italiani nel Mondo e con il Ministro dell'economia e
delle finanze;

                              E m a n a
                     il seguente decreto-legge:

                               Art. 1
         Interventi relativi a situazioni di crisi aziendale

  1.  Per  i  lavoratori dipendenti da aziende, gia' operanti in aree
nelle  quali  siano  stati  attivati  strumenti  della programmazione
negoziata, appaltatrici di lavori presso unita' produttive di imprese
del  settore  petrolifero  e petrolchimico, con un organico di almeno
300    lavoratori,    licenziati,    a   seguito   di   processi   di
ridimensionamento  dei predetti appalti, a far data dal 29 marzo 2001
((e comunque non oltre il 31 dicembre 2004)) e iscritti nelle liste
di  mobilita',  la  durata dell'indennita' di mobilita', stabilita in
quarantotto  mesi  dall'articolo  7,  comma  2, della legge 23 luglio
1991,  n.  223,  e'  prorogata per un massimo di trentasei mesi e nel
limite  massimo  di  seicentotrenta unita', e, comunque, non oltre il
conseguimento  del  trattamento  pensionistico  di  anzianita'  o  di
vecchiaia,   in  riferimento  ai  quali  sono  confermati,  per  tali
lavoratori,  i  requisiti previsti dalla disciplina vigente alla data
di  entrata in vigore del presente decreto. La misura dell'indennita'
di  mobilita' relativa al periodo di proroga e' ridotta del venti per
cento  rispetto  alla misura gia' decurtata al termine del primo anno
di  fruizione. Per i lavoratori in questione, i requisiti di cui agli
articoli  16,  comma  1,  e 7, comma 4, della citata legge n. 223 del
1991,  si  considerano  acquisiti  con riferimento al lavoro prestato
((con passaggio diretto o anche con interruzione del rapporto di lavoro tramite la procedura di mobilita', purche' non superiore ad un periodo di 360 giorni, presso imprese dello stesso settore di attivita' o che operano all'interno dello stesso stabilimento)).
  2.  Per  i  lavoratori,  gia'  dipendenti  da  aziende operanti nel
settore  tessile  ed ubicate nei territori di cui all'Obiettivo 1 del
regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, che,
a  far data dal giugno 1996 e senza soluzione di continuita', abbiano
fruito  del  trattamento  straordinario di integrazione salariale per
ristrutturazione aziendale, in base alle delibere CIPE del 18 ottobre
1994,  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 1995,
e  del 26 gennaio 1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del
15  marzo 1996, licenziati nel periodo dal 1 giugno 2002 al 31 maggio
2003  ed iscritti nelle liste di mobilita', la durata dell'indennita'
di mobilita', stabilita in quarantotto mesi dall'articolo 7, comma 2,
della  legge  23  luglio 1991, n. 223, e' prorogata per un massimo di
quarantotto  mesi  e  nel  limite  massimo  di  centoventi unita', e,
comunque, non oltre il conseguimento del trattamento pensionistico di
anzianita'  o  di vecchiaia, in riferimento ai quali sono confermati,
per  tali  lavoratori,  i requisiti previsti dalla disciplina vigente
alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente decreto. La misura
dell'indennita'  di  mobilita'  relativa  al  periodo  di  proroga e'
ridotta  del  venti  per cento rispetto alla misura gia' decurtata al
termine del primo anno di fruizione.
  3.  Le  aziende  interessate dagli interventi di cui ai commi 1 e 2
sono tenute a versare all'Istituto nazionale della previdenza sociale
(I.N.P.S.), all'atto del pagamento delle somme previste dall'articolo
5,  comma  4,  della  citata  legge  n. 223 del 1991, un importo pari
all'onere  del  trattamento  economico di mobilita' per un periodo di
sei mesi, compresi gli oneri relativi alla contribuzione figurativa.
  4.  Ai  lavoratori  interessati  alla  proroga  dell'indennita'  di
mobilita'   prevista   dai  commi  1  e  2  deve  essere  offerta  la
possibilita'  di  partecipare  a percorsi formativi o alle iniziative
decise  dai  centri  per  l'impiego  finalizzate  alla ricollocazione
occupazionale.  La mancata ingiustificata partecipazione dei soggetti
interessati  alle  attivita'  formative  comporta  la  decadenza  dal
benefici  di  cui ai commi 1 e 2. L'INPS verifica l'effettivo impegno
dei lavoratori nelle predette attivita'.
  5.  Ai  lavoratori licenziati da aziende operanti nel settore della
sanita'  privata,  con  un  organico  superiore alle millecinquecento
unita'  lavorative,  assoggettate  alla  procedura di amministrazione
straordinaria  con  cessazione  dell'esercizio di impresa ed operanti
nelle aree individuate ai sensi degli Obiettivi 1 e 2 del regolamento
(CE)  n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, per i quali sia
scaduto,  entro  il  14  maggio  2002,  il  trattamento straordinario
d'integrazione  salariale  disposto  con decreto legislativo 8 luglio
1999,  n.  270,  e' corrisposto, per la durata di ventiquattro mesi e
nel  limite  massimo  di  milleottocento  unita', un trattamento pari
all'ottanta   per   cento  dell'importo  massimo  dell'indennita'  di
mobilita',   cosi'   come   previsto   dalle   vigenti  disposizioni,
comprensivo  della  contribuzione  figurativa  e degli assegni per il
nucleo familiare, ove spettanti.
  6.  I  lavoratori  fruitori  del trattamento di cui al comma 5 sono
tenuti  a  frequentare,  durante il periodo di durata del trattamento
medesimo,  corsi di formazione professionale, indetti dalla regione o
dai  competenti  enti  locali,  finalizzati  sia  ad  aggiornamento e
riqualificazione professionale che a percorsi di ricollocazione posti
in   essere  per  i  lavoratori  stessi.  La  mancata  ingiustificata
partecipazione  dei  soggetti  interessati  alle  attivita' formative
comporta  la  decadenza dai benefici di cui al comma 5. Sono esentati
dalla  partecipazione  alle  attivita'  formative  i  lavoratori che,
nell'arco  dei  ventiquattro  mesi  di  fruizione  della  indennita',
maturino il diritto alla pensione.
  7.  Per  la  ricollocazione  dei  soggetti  di  cui al comma 5 sono
promosse,  da  parte  delle  amministrazioni pubbliche, procedure per
l'affidamento  all'esterno  di  attivita'  attraverso la stipula, nel
rispetto  della  disciplina  comunitaria  in  materia  di appalti, di
convenzioni  con  societa'  di  capitale, cooperative di produzione e
lavoro,  consorzi  di  artigiani, a condizione che la forza lavoro in
essi  occupata  sia  costituita,  in  misura  non inferiore al 40 per
cento, dal lavoratori di cui al comma 5.
  8.  I  lavoratori  beneficiari  del  trattamento di cui al comma 5,
interessati ad intraprendere un'attivita' autonoma in forma singola o
associata,  possono ottenere, secondo i criteri di cui al regolamento
del  Ministro del lavoro e della previdenza sociale 17 febbraio 1993,
n.  142, la corresponsione anticipata del predetto trattamento, nella
misura  non ancora fruita alla data di presentazione della richiesta.
Le  somme  corrisposte a titolo di anticipazione del trattamento sono
cumulabili  con  eventuali altri benefici previsti dalla normativa in
vigore in materia di lavoro autonomo.
  8-bis.  In deroga all'art. 3 della legge 23 luglio 1991, n. 223, il
Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali e' autorizzato, con
proprio decreto, a concedere una proroga, non superiore a dodici mesi
e per un massimo di ventidue unita', del trattamento straordinario di
integrazione salariale ad aziende al cui capitale sociale partecipano
finanziarie  pubbliche, costituite in data anteriore al 31 marzo 1998
per  svolgere  attivita'  di  reimpiego dei lavoratori provenienti da
unita'   produttive  interamente  dismesse  appartenenti  al  settore
siderurgico  pubblico,  che successivamente hanno cessato l'attivita'
in  quanto  sottoposte  a proceduta fallimentare entro e non oltre la
data  del  31  ottobre 2001, a seguito della mancata omologazione del
concordato preventivo.
  8-ter.  Gli  oneri  derivanti  dagli  interventi  previsti al comma
8-bis, stabiliti in misura non superiore a 350.000 euro, sono posti a
carico  del  Fondo  di  cui all'art. 1, comma 7, del decreto-legge 20
maggio  1993,  n.  148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio  1993,  n.  236,  come rideterminato da ultimo dalla tabella D
allegata alla legge 28 dicembre 2001, n. 448.
                             Art. 1-bis
(( (Disposizioni in materia di cassa integrazione guadagni straordinaria). ))

    ((1. In caso di concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale, successivamente oggetto di revoca con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali per motivi non derivanti da comportamenti illegittimi dei lavoratori beneficiari, questi ultimi non sono tenuti alla restituzione dell'indennita' ricevuta anche se corrisposta in forma diretta da parte dell'I.N.P.S. Per tali periodi i lavoratori hanno diritto al riconoscimento, da parte dell'I.N.P.S. della contribuzione previdenziale figurativa e alla corresponsione di eventuali prestazioni accessorie. 2. Il recupero dei crediti relativi alle prestazioni erogate a favore dei lavoratori, di cui al comma 1, e' effettuato dall'I.N.P.S. direttamente nei confronti dell'impresa)).
                               Art. 2
          Proroga dell'iscrizione nelle liste di mobilita'
      per i lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti

  1.  All'articolo  1, comma 1, del decreto-legge 20 gennaio 1998, n.
4,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 20 marzo 1998, n. 52,
come  modificato  dall'articolo 78, comma 15, lettera b), della legge
23  dicembre  2000,  n.  388,  le  parole:  "31  dicembre  2001" sono
sostituite  dalle  seguenti:  "31  dicembre 2002" ((e dopo le parole: "1999, 2000 e 2001" sono inserite le seguenti: "nonche' di 60,4 milioni di euro per l'anno 2002")).
  ((1-bis. I termini per l'iscrizione nelle liste di mobilita' di cui all'articolo 4 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, non si applicano ai licenziamenti avvenuti dal 1 gennaio 2002 alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. I lavoratori interessati da tali licenziamenti sono iscritti d'ufficio nella lista di mobilita' con decorrenza dalla data del licenziamento)).
                             Art. 2-bis
(( (Disposizioni in materia di lavoratori impegnati in lavori socialmente utili). ))

  (( 1. All'articolo 78, comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le parole: "e limitatamente all'anno 2001" sono sostituite dalle seguenti: "e limitatamente agli anni 2001 e 2002". 2. All'attuazione del comma 1 si procede nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 19, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. 3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, determinati nella misura massima di 2.789.000 euro per l'anno 2002, si provvede a carico del Fondo di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, come rideterminato da ultimo dalla tabella D allegata alla legge 28 dicembre 2001, n. 448. 4. Le imprese, anche cooperative, che subentrano negli affidamenti di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni, possono continuare a beneficiare degli incentivi concessi per l'assunzione dei lavoratori impegnati in lavori socialmente utili nei limiti dell'ammontare residuo spettante alle imprese precedentemente affidatarie ed in rapporto al numero dei lavoratori presi in carico, ferma restando la possibilita' di accesso ad altri benefici previsti dalla legislazione vigente. Per i lavoratori di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, licenziati per giustificato motivo oggettivo entro un anno dalla data di assunzione, il periodo di prestazione lavorativa e' da considerare nullo ai fini della concessione degli incentivi di cui all'articolo 7 del medesimo decreto legislativo)).
                               Art. 3
            Lavoratori italiani rientrati dalla Svizzera

  1.  ((Fino al))  31  dicembre  2003,  nei  confronti dei cittadini
italiani   rientrati   definitivamente   in   Italia   in   stato  di
disoccupazione  che  maturino,  a  decorrere dalla data di entrata in
vigore  dell'Accordo  tra  la  Comunita'  europea e la Confederazione
svizzera  sulla  libera  circolazione  delle  persone, ratificato con
legge  15  novembre  2000, n. 364, il diritto a pensione anche con il
computo  dei periodi contributivi maturati in Svizzera, tale pensione
e'  calcolata  sulla retribuzione pensionabile italiana tenendo conto
dell'anzianita' contributiva maturata in Svizzera.
  2.  L'importo  della  pensione calcolato ai sensi del comma 1 viene
corrisposto  sino  al  compimento da parte dell'interessato dell'eta'
pensionabile prevista nell'ordinamento pensionistico svizzero.
  3.  Dal  mese successivo al compimento dell'eta' di cui al comma 2,
l'importo  della  pensione  e'  ricalcolato  in  pro-rata  secondo la
normativa comunitaria di sicurezza sociale.
                             Art. 3-bis
Norma di interpretazione autentica in materia di assunzioni a termine

  1.  La disposizione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c), del
decreto  legislativo  6  settembre  2001, n. 368, deve intendersi nel
senso  che  il  divieto  ivi  previsto di procedere ad assunzioni con
contratti a termine presso unita' produttive nelle quali sia operante
una  sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario con diritto
al  trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori
adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a termine, non si
applica   nell'ipotesi   di   cui   all'articolo   5,  comma  5,  del
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla   legge  19  luglio  1993,  n.  236  e  nelle  ipotesi  di  cui
all'articolo  2,  comma  521,  della  legge 24 dicembre 2007, n. 244,
limitatamente  alle societa' di gestione aeroportuale e alle societa'
da  queste  derivate  ((nonche' nelle ipotesi ed al personale di cui all'articolo 1-bis, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291)).
                               Art. 4
                        Copertura finanziaria

  ((1. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 1, commi 1, 2 e 5, e degli articoli 2 e 3, pari ad euro 81.523.402 per l'anno 2002, ad euro 44.192.112 per l'anno 2003, ad euro 36.159.167 per l'anno 2004, ad euro 26.702.108 per l'anno 2005, ad euro 28.072.753 per l'anno 2006, ad euro 28.318.071 per l'anno 2007, ad euro 28.743.463 per l'anno 2008, ad euro 25.205.088 per l'anno 2009, ad euro 15.053.560 per l'anno 2010 e ad euro 314.356 per l'anno 2011, si provvede: a) quanto ad euro 503.182 per l'anno 2002, ad euro 1.719.481 per l'anno 2003, ad euro 1.924.471 per l'anno 2004, ad euro 656.723 per l'anno 2005 e ad euro 7.321 per l'anno 2006, mediante le maggiori entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 1, comma 3; b) quanto ad euro 81.020.220 per l'anno 2002, ad euro 42.472.631 per l'anno 2003, ad euro 34.234.696 per l'anno 2004, ad euro 26.045.385 per l'anno 2005, ad euro 28.065.432 per l'anno 2006, ad euro 28.318.071 per l'anno 2007, ad euro 28.743.463 per l'anno 2008, ad euro 25.205.088 per l'anno 2009, ad euro 15.053.560 per l'anno 2010 e ad euro 314.356 per l'anno 2011, a carico del Fondo di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, come rideterminato da ultimo dalla tabella D allegata alla legge 28 dicembre 2001, n. 448)).
  2.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
                               Art. 5.
                          Entrata in vigore

  1.  Il  presente  decreto  entra  in  vigore il giorno successivo a
quello   della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 11 giugno 2002

                               CIAMPI

                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
                              Maroni,  Ministro  del  lavoro  e delle
                              politiche sociali
                              Tremaglia,  Ministro  per  gli italiani
                              nel Mondo
                              Tremonti,   Ministro   dell'economia  e
                              delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Castelli
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