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DECRETO-LEGGE 12 settembre 1983, n. 463

Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini.

Titolo I
MISURE URGENTI IN MATERIA PREVIDENZIALE
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta  la necessita' e l'urgenza di adottare immediate misure in
materia  previdenziale  e sanitaria e per il contenimento della spesa
pubblica,  di  emanare  disposizioni  per vari settori della pubblica
amministrazione e di prorogare taluni termini;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 12 settembre 1983;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri, di
concerto  con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della
sanita', del tesoro e del bilancio e della programmazione economica;

                                EMANA

  il seguente decreto:
                               Art. 1.

  1.  I datori di lavoro non agricoli versano entro termini unificati
in  ogni  caso  non  oltre  il 25 del mese, ferme restando le diverse
periodicita',  l'imposta  sul  valore aggiunto, le somme dovute quali
sostituti  d'imposta  e  quelle  dovute  a  gestioni previdenziali ed
assistenziali  o  la cui riscossione sia a queste affidata. I termini
unificati  sono stabiliti con decreto dei Ministri delle finanze, del
tesoro  e  del  lavoro e della previdenza sociale, da adottarsi entro
novanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto.
  2.  Le somme di cui al comma che precede sono versate distintamente
alle  amministrazioni di competenza con i procedimenti e le modalita'
rispettivamente vigenti, a mezzo di moduli conformi ad unico modello,
recante  le informazioni richieste dalle amministrazioni interessate,
cui  ne  compete  la  verifica,  da  effettuarsi  mediante  controlli
incrociati,  con  idonea campionatura. Il modello e' approvato con il
decreto di cui al comma 1.((14))
  3.  La  codificazione  effettuata dall'Amministrazione finanziaria,
viene  estesa  a  tutti  i  soggetti  per  i rapporti con le gestioni
previdenziali e assistenziali, con le camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura e con le altre amministrazioni pubbliche. I
relativi  adempimenti hanno inizio immediato e sono ultimati entro il
30 giugno 1984.
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AGGIORNAMENTO (14)
  Il D.L. 30 dicembre 1987 n. 536, convertito con modificazioni dalla
L.  29 febbraio 1988 n. 48 ha disposto (con l'art. 9 comma 1) che "Al
fine  di  realizzare una maggiore efficacia dei controlli incrociati,
di  cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 1983,
n.  463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983,
n.  638,  l'Amministrazione  finanziaria,  l'Istituto nazionale della
previdenza  sociale e l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro
gli  infortuni  sul lavoro sono tenuti a comunicarsi reciprocamente i
dati  relativi:  a)  al  monte  salari  ed  al  numero dei dipendenti
dichiarati  dai  datori di lavoro in qualita' di sostituti d'imposta,
nonche'  dati  rilevati  ai  fini  contributivi;  b) al fatturato IVA
denunciato o accreditato nei confronti di aziende-campione al fine di
individuare  zone o settori in cui piu' elevate siano le possibilita'
di   omissioni   o   irregolarita';  c)  alle  dichiarazioni  di  cui
all'articolo   69,   comma  secondo,  lettera  b),  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni ed integrazioni".
                               Art. 2

  1. Le ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di
lavoro  sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, ivi comprese le
trattenute effettuate ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 della legge
30 aprile 1969, n. 153, debbono essere comunque versate e non possono
essere  portate  a  conguaglio con le somme anticipate, nelle forme e
nei  termini  di  legge, dal datore di lavoro ai lavoratori per conto
delle   gestioni   previdenziali  ed  assistenziali,  e  regolarmente
denunciate  alle  gestioni stesse, tranne che a seguito di conguaglio
tra gli importi contributivi a carico del datore di lavoro e le somme
anticipate  risulti  un  saldo  attivo a favore del datore di lavoro.
(18)
  1-bis.  L'omesso  versamento  delle  ritenute  di cui al comma 1 e'
punito  con  la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire
due  milioni.  Il  datore  di  lavoro  non e' punibile se provvede al
versamento  entro  il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla
notifica dell'avvenuto accertamento della violazione. ((27))	
  1-ter. La denuncia di reato e' presentata o trasmessa senza ritardo
dopo  il  versamento di cui al comma 1-bis ovvero decorso inutilmente
il  termine  ivi  previsto.  Alla denuncia e' allegata l'attestazione
delle somme eventualmente versate. ((27))
  1-quater.  Durante  il termine di cui al comma 1-bis il corso della
prescrizione rimane sospeso. ((27))
  2. Il datore di lavoro che non provveda al pagamento dei contributi
e dei premi dovuti alle gestioni previdenziali ed assistenziali entro
il termine stabilito, o vi provveda in misura inferiore, e' tenuto al
versamento  di  una  somma  aggiuntiva,  in  sostituzione  di  quella
prevista  dalle  disposizioni  che disciplinano la materia fino a due
volte   l'importo   dovuto,  ferme  restando  le  ulteriori  sanzioni
amministrative  e  penali.  Per la graduazione delle somme aggiuntive
dovute sui premi resta in vigore la legge 21 aprile 1967, n. 272.
  3. (( COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296 ))
  4. Le sanzioni amministrative previste per violazione delle norme
di  cui  al  D.Lgs.C.P.S.  16  luglio  1947,  n.  708,  e  successive
modificazioni  ed  integrazioni,  sono  versate all'Ente nazionale di
previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo.
  5.  Entro  il  30  novembre  1983  i  datori  di lavoro che abbiano
effettuato   il   versamento  dei  contributi  afferenti  al  periodo
successivo  al  1° febbraio 1983 sono ammessi a regolarizzare la loro
posizione  debitoria  relativa  ai  periodi  di  paga  precedenti. La
regolarizzazione  estingue  il  reato  e le obbligazioni per sanzioni
amministrative  e  per  ogni  altro  onere accessorio connessi con la
denuncia  ed il versamento dei contributi stessi, ivi compresi quelli
di  cui  all'art.  18,  D.L.  30 agosto 1968, n. 918, convertito, con
modificazioni,  nella  L.  25  ottobre  1968,  n. 1089, in materia di
sgravi  degli oneri sociali, con esclusione delle spese di giudizio e
degli  aggi  connessi  alla  riscossione dei contributi a mezzo ruoli
esattoriali.  La  regolarizzazione  e'  effettuata  con versamento in
unica soluzione dei contributi dovuti. (5)
  6.  Il  versamento  dei  contributi puo' essere effettuato anche in
rate  mensili  eguali  e consecutive, in numero non superiore a nove,
delle  quali  la  prima  entro  il 30 novembre 1983, con applicazione
sull'importo  delle  rate  successive  degli  interessi  di dilazione
previsti  dall'articolo  13, primo comma, del decreto-legge 29 luglio
1981, n. 402, convertito, con modificazioni, nella legge 26 settembre
1981,  n.  537. Il mancato versamento anche di una sola rata comporta
la  decadenza  dai benefici economici di cui al comma che precede. La
regolarizzazione  delle  posizioni  debitorie  relative ai contributi
agricoli  unificati  e'  effettuata  in  unica  soluzione entro il 30
giugno 1984 secondo le modalita' stabilite dall'ente impositore. (5)
  6-bis.  Le  imprese  sottoposte ad amministrazione straordinaria in
data  successiva  al 1° febbraio 1983 sono ammesse a regolarizzare la
loro  posizione  debitoria relativa ai periodi di paga precedenti con
gli  effetti  di cui al secondo periodo del comma 5, a condizione che
provvedano   al   versamento  dei  contributi  afferenti  al  periodo
successivo alla data suindicata entro il 30 novembre 1983. (5)
  6-ter.  Le  imprese  sottoposte  ad  amministrazione  straordinaria
possono usufruire dei benefici di cui al comma 5 anche se non sono in
regola  con  i versamenti dei contributi previsti nello stesso comma,
alla  condizione  che sia stata autorizzata dal CIPI la continuazione
dell'esercizio  dell'impresa  e  che  esse, od il gruppo di cui fanno
parte,   abbiano   usufruito   delle   garanzie  del  Tesoro  di  cui
all'articolo  2-bis  del  decreto-legge  30  gennaio  1979,  n.  26 ,
convertito,  con  modificazioni, nella legge 3 aprile 1979, n. 95, in
misura  non  superiore al 20 per cento degli importi dei contratti di
finanziamento  autorizzati  dal  CIPI  ed  abbiano fatto ricorso alla
Cassa  integrazione  guadagni per una percentuale non superiore al 30
per cento del personale in forza. (5)
  7.  Per le imprese che alla data del 30 novembre 1983 si trovino in
stato   di   amministrazione   controllata   o   di   amministrazione
straordinaria,  il  termine  per  la regolarizzazione della posizione
debitoria e' differito all'ultimo giorno del mese successivo a quello
di cessazione dell'amministrazione controllata o straordinaria. (5)
  7-bis.  Per  gli  istituti  di  patronato  e di assistenza sociale,
istituiti  ai  sensi  del  D.Lgs.C.P.S.  29  luglio  1947,  n. 804, e
successive  integrazioni,  in  attesa  della  emanazione  del  D.P.R.
previsto  dall'articolo  2 della L. 27 marzo 1980, n. 112, il termine
per la regolarizzazione dell'intera partita debitoria e' differito al
31  ottobre  1984. Nel frattempo il 10 per cento delle somme che sono
erogate   a  qualsiasi  titolo  dal  Ministero  del  lavoro  e  della
previdenza sociale agli istituti di patronato e di assistenza sociale
deve  essere utilizzato a scomputo della posizione debitoria ed entro
i limiti della relativa esposizione. (5)
  8.  Per  l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro  e le
malattie  professionali  e'  differito al 30 novembre 1983 il termine
utile  per  la  presentazione  della  richiesta di cui al primo comma
dell'articolo 14, L. 10 maggio 1982, n. 251. (5)
  9.  La  regolarizzazione  estingue  le obbligazioni per le sanzioni
civili   di  cui  agli  articoli  50  e  51  del  testo  unico  delle
disposizioni per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali, approvato con D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124,
le  sanzioni  amministrative di cui alla L. 24 novembre 1981, n. 689,
ed  all'articolo  2,  D.L.  6  luglio  1978, n. 352 , convertito, con
modificazioni,   nella   L.   4   agosto  1978,  n.  467,  nonche'  i
provvedimenti  adottati  a norma del sesto comma dell'articolo 28 del
predetto  testo  unico,  afferenti  a periodi assicurativi fino al 31
dicembre  1982,  compresa  la regolazione dei premi relativa all'anno
1982,  e  per i quali non sia stato gia' effettuato il pagamento, con
la  esclusione  delle  spese di giudizio e degli aggi esattoriali. La
regolarizzazione  estingue, altresi', le obbligazioni per le sanzioni
amministrative di cui all'ultimo comma dell'articolo 16, L. 10 maggio
1982,  n.  251,  relative ad inadempienze commesse entro il 30 aprile
1983. (5)
  10. Per il pagamento rateale dei premi, per lo stato di regolarita'
fino  al  31  dicembre  1983  e  per  le imprese che alla data del 30
novembre 1983 si trovino in stato di amministrazione controllata o di
amministrazione  straordinaria  valgono  le  disposizioni  di  cui al
presente articolo. (5)
  11. Le disposizioni di cui ai commi precedenti trovano applicazione
anche  in  fase  di  contenzioso  previdenziale e, nel caso in cui il
debito  sia  in  corso  di  soluzione  a  mezzo di pagamento rateale,
relativamente alle sole rate non ancora versate. (5)
  12.  Decade dal beneficio della regolarizzazione di cui al presente
articolo  il datore di lavoro che ometta di effettuare, alle scadenze
di  legge,  il  versamento dei contributi di previdenza ed assistenza
dovuti  per  il  periodo  compreso  tra  la data di effettuazione del
versamento di cui al presente articolo ed il 31 luglio 1984. (5)
  13.  Gli  enti previdenziali e assistenziali impositori determinano
le modalita' per i versamenti. (5)
  14. Le disposizioni di cui ai commi da 5 a 13 si applicano anche ai
coltivatori  diretti,  ai  mezzadri e coloni e rispettivi concedenti,
agli  artigiani,  agli  esercenti  attivita' commerciali ed ai liberi
professionisti  iscritti negli appositi albi o elenchi professionali,
per  la regolarizzazione delle posizioni debitorie relative a periodi
di  contribuzione anteriori al 1° gennaio 1983. I relativi contributi
sono  versati  entro  il  30  giugno 1984. Per coloro che non abbiano
ottemperato   all'obbligo   di   iscrizione   presso   le  rispettive
commissioni,   le  disposizioni  si  applicano  purche'  la  denuncia
pervenga  entro  il  30  novembre 1983 e la relativa regolarizzazione
avvenga  comunque  entro sessanta giorni dall'iscrizione stessa . (3)
(5)
  15.  Il datore di lavoro, tenuto alla denuncia ed al versamento dei
contributi  con  le  modalita'  previste nel decreto del Ministro del
lavoro  e  della previdenza sociale 5 febbraio 1969, pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  67  del  13  marzo  1969, il quale non abbia
presentato all'Istituto nazionale della previdenza sociale le denunce
individuali dei lavoratori occupati nei periodi anteriori all'entrata
in   vigore   del  D.L.  6  luglio  1978,  n.  352,  convertito,  con
modificazioni,  nella  L. 4 agosto 1978, n. 467, deve presentare, per
tali   periodi,   una  denuncia  dei  lavoratori  interessati,  delle
retribuzioni   individuali,   nonche'   di  tutti  i  dati  necessari
all'applicazione  delle  norme  in materia di previdenza e assistenza
sociale.  La  denuncia,  redatta  su modulo predisposto dall'Istituto
nazionale  della  previdenza sociale, deve essere presentata entro il
30 giugno 1984.(7) (5)
  16.  Al  datore  di  lavoro  che  non  provveda,  entro  il termine
stabilito,  a quanto previsto nel comma precedente ovvero vi provveda
fornendo  dati  infedeli  o  incompleti, si applicano le disposizioni
previste  dall'art. 4, secondo comma, del D.L. 6 luglio 1978, n. 352,
convertito,  con  modificazioni,  nella  L.  4 agosto 1978, n. 467, e
successive modificazioni ed integrazioni.	(5)
  17.  I  termini  per  la presentazione all'Istituto nazionale della
previdenza  sociale  della  denuncia nominativa di cui all'art. 4 del
D.L. 6 luglio 1978, n. 352, convertito, con modificazioni, nella L. 4
agosto 1978, n. 467, sono fissati al 30 giugno di ciascun anno e, per
le  amministrazioni dello Stato, al 31 dicembre di ciascun anno. Alle
stesse  date  sono  fissati  i  termini per la consegna ai lavoratori
della  copia  della denuncia predetta. Per l'anno 1983 il termine del
30 giugno e' differito al 30 novembre 1983. (5)
  18.  Alle  amministrazioni  dello  Stato,  che abbiano presentato o
presentino,  entro  il  31 dicembre 1983, le denunce nominative degli
anni  1978,  1979, 1980 e 1981, non si applicano le sanzioni previste
dal   citato   articolo  4.  Alle  predette  amministrazioni  non  si
applicano,  altresi',  le  sanzioni  previste  dall'articolo 30 della
legge  21  dicembre  1978,  n.  843,  qualora  abbiano  presentato  o
presentino  entro  il  30  novembre  1983,  le  denunce  contributive
relative a periodi di paga scaduti anteriormente alla data di entrata
in vigore del presente decreto. (5)
  19.  I  termini  di prescrizione relativi ai contributi dovuti o la
cui riscossione e' affidata a qualsiasi titolo all'Istituto nazionale
della    previdenza    sociale    ed   all'Istituto   nazionale   per
l'assicurazione  contro  gli infortuni sul lavoro sono sospesi per un
triennio  dalla  data di entrata in vigore del presente decreto ed e'
corrispondentemente  prolungato il periodo durante il quale il datore
di lavoro ha l'obbligo di conservare i libri paga e di matricola. (5)
  20.  Dalla  data di entrata in vigore della L. 21 dicembre 1978, n.
843, al 31 dicembre 1983, in deroga all'art. 23 della stessa legge, e
successive  modificazioni e integrazioni, i soprappremi di rateazione
di   cui  al  secondo  comma  dell'art.  28  del  testo  unico  delle
disposizioni sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul
lavoro  e  le  malattie professionali, approvato con D.P.R. 30 giugno
1965, n. 1124, restano invariati nelle misure ivi previste. (5)
  21.  Le  variazioni di carattere generale del trattamento economico
di  attivita'  di  servizio  a  favore  delle categorie di dipendenti
iscritti   alle  casse  pensioni  facenti  parte  degli  istituti  di
previdenza, derivanti da leggi, da norme regolamentari o da contratti
collettivi di lavoro, che intervengano a partire dal 1° gennaio 1984,
sono assoggettate a contributo, anche nel corso dell'anno, dalla data
di effetto dei miglioramenti stessi, con le modalita' di cui all'art.
27  dell'ordinamento  delle stesse casse approvato con R.D.L. 3 marzo
1938, n. 680, convertito nella L. 9 gennaio 1939, n. 41, e successive
modificazioni. (5)
  22.  Per  le cessazioni dal servizio a partire dal 1° gennaio 1983,
nei  riguardi degli iscritti negli elenchi dei contributi della Cassa
per  le  pensioni ai dipendenti degli enti locali, della Cassa per le
pensioni ai sanitari e della Cassa per le pensioni agli insegnanti di
asilo   e  di  scuole  elementari  parificate,  l'eventuale  recupero
contributivo  con le modalita' previste dal comma primo dell'articolo
30  della  legge 22 novembre 1962, n. 1646, si effettua limitatamente
al periodo non anteriore al 1° gennaio 1970. (5)
  23. Per le cessazioni dal servizio anteriori al 1° gennaio 1983, il
recupero  contributivo,  qualora  riguardi  emolumenti  ammessi a far
parte   della   retribuzione   annua   contributiva,   si   effettua,
relativamente  alla  quota a carico dell'ente datore di lavoro, in 24
semestralita', al saggio del sei per cento annuo. (5)
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  29  dicembre  1983, n. 747, convertito con L. 27 febbraio
1984,  n.  18,  ha stabilito che "il termine del 30 novembre 1983, di
cui al presente articolo, comma 14, e' differito al 30 aprile 1984.
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L. 21 gennaio 1984, n. 4, convertito con L. 22 marzo 1984, n.
30,  ha stabilito "che i datori di lavoro che vantano crediti in base
alla legge, a contratto o ad altro titolo valido, nei confronti dello
Stato  o  di  altre  pubbliche  amministrazioni,  sono  ammessi  alla
regolarizzazione di cui al presente articolo, commi 5 e seguenti, con
differimento  dei  termini del 30 novembre 1983 e del 31 luglio 1984,
rispettivamente,  al  30 aprile 1984 ed al 31 dicembre 1984, mediante
cessione dei predetti crediti maturati entro il 30 aprile 1984" e che
"la   regolarizzazione   di  cui  al  presente  articolo  comma  5  e
seguenti,e'  ammessa anche per i contributi dovuti all'Ente nazionale
assistenza   agenti   e   rappresentanti  di  commercio  purche'  gli
interessati  vi  provvedano  entro il 31 maggio 1984. Ai fini di tale
regolarizzazione  il termine del 30 novembre 1983, di cui ai commi 6,
6-bis e 7 del citato articolo, e quello del 31 luglio 1984, di cui al
comma  12  del medesimo articolo, sono differiti, rispettivamente, al
31 maggio 1984 e al 31 gennaio 1985".
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AGGIORNAMENTO (7)
  Il  D.L.  29 giugno 1984 n. 277, convertito con modificazioni dalla
L.  4  agosto  1984 n. 430 ha disposto (con l'art. 1 comma 8-ter) che
"Il  termine  di  cui  all'articolo 2, comma 15, del decreto-legge 12
settembre 1983, n. 463, convertito in legge, con modificazioni, dalla
legge 11 novembre 1983, n. 638, e' differito al 30 novembre 1984".
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AGGIORNAMENTO (18)
  Il D.L. 9 ottobre 1989 n. 338, convertito, con modificazioni, dalla
L.  7  dicembre 1989 n. 389 ha disposto (con l'art. 1 comma 3) che "a
decorrere dal periodo di paga in corso al 1 gennaio 1989", il comma 1
e comma 1-bis del presente articolo sono modificati come sopra.
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AGGIORNAMENTO (27)
  La  L.  27  dicembre  2006,  n.  296, ha stabilito che "nel settore
agricolo,  l'omesso  versamento,  nelle forme e nei termini di legge,
delle  ritenute  previdenziali  e assistenziali operate dal datore di
lavoro  sulle  retribuzioni  dei  lavoratori  dipendenti configura le
ipotesi  di  cui  ai  commi  1-bis,  1-ter  e  1-quater  del presente
articolo".
                               Art. 3.

  1.  Fermo  restando  quanto previsto dall'articolo 5 della legge 22
luglio  1961,  n.  628,  ai  funzionari dell'Istituto nazionale della
previdenza   sociale,  dell'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione
contro  gli infortuni sul lavoro, dell'Ente nazionale di previdenza e
assistenza  per  i  lavoratori  dello  spettacolo, del Servizio per i
contributi  agricoli unificati, degli altri enti per i quali sussiste
la  contribuzione  obbligatoria, addetti alla vigilanza, nonche' agli
addetti  alla  vigilanza  presso  gli  ispettorati  del  lavoro, sono
conferiti i poteri:
    a) di accedere a tutti i locali delle aziende, agli stabilimenti,
ai laboratori, ai cantieri ed altri luoghi di lavoro, per esaminare i
libri  di  matricola  e  paga, i documenti equipollenti ed ogni altra
documentazione,  compresa  quella  contabile,  che  abbia  diretta  o
indiretta pertinenza con l'assolvimento degli obblighi contributivi e
l'erogazione delle prestazioni;
    b)  di  assumere  dai  datori  di  lavoro,  dai lavoratori, dalle
rispettive  rappresentanze  sindacali  e dagli istituti di patronato,
dichiarazioni  e  notizie  attinenti alla sussistenza dei rapporti di
lavoro,   alle   retribuzioni,   agli   adempimenti   contributivi  e
assicurativi e alla erogazione delle prestazioni.
  2.  I  soggetti di cui al comma precedente possono anche esercitare
gli  altri  poteri  spettanti  in  materia di previdenza e assistenza
sociale  agli  ispettori  del  lavoro,  ad  eccezione  di  quello  di
contestare  contravvenzioni,  e  debbono,  a richiesta, presentare un
documento    di   riconoscimento   rilasciato   dagli   istituti   di
appartenenza.  Essi  devono  porre  la data e la firma sotto l'ultima
scritturazione  del  libro  paga e matricola e possono estrarne copia
controfirmata dal datore di lavoro.
  3.  I  datori di lavoro e i loro rappresentanti, che impediscano ai
funzionari  dell'ispettorato  del  lavoro  e ai soggetti indicati nel
precedente  comma  1  l'esercizio  dei  poteri di vigilanza di cui al
presente  articolo, sono tenuti a versare alle Amministrazioni da cui
questi  dipendono,  a titolo di sanzione amministrativa, una somma da
L.  500.000  a  lire 5 milioni, ancorche' il fatto costituisca reato.
Qualora   forniscano  scientemente  dati  errati  o  incompleti,  che
comportino  evasione  contributiva,  i  datori  di  lavoro  e  i loro
rappresentanti  sono  tenuti a versare alle Amministrazioni stesse, a
titolo  di  sanzione  amministrativa,  una somma pari a L. 50.000 per
ogni  dipendente  cui si riferisce l'inadempienza, ancorche' il fatto
costituisca reato.
  4.  A  richiesta  di  uno  degli enti di cui al precedente comma 1,
l'amministrazione che ha proceduto a redigere un verbale ispettivo e'
tenuta ad inviarne copia congiuntamente ad ogni altra notizia utile.
  5. I soggetti di cui al precedente comma 1 sono tenuti ad osservare
il segreto sui processi e sopra ogni altro particolare di lavorazione
che  venisse  a  loro  conoscenza.  La  violazione di tale obbligo e'
punita  con  la  pena  stabilita dall'articolo 623 del codice penale,
salvo che il fatto costituisca piu' grave reato.
  6.  ((L'ispettorato provinciale del lavoro esercita i poteri di coordinamento ad esso attribuiti anche mediante programmi annuali per la repressione delle evasioni contributive in materia di previdenza e assistenza sociale obbligatoria, sentiti gli istituti interessati. L'ispettorato provinciale del lavoro riferisce annualmente al Ministro del lavoro e della previdenza sociale sull'attivita' di coordinamento effettuata)).
  7. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 11 NOVEMBRE 1983 N. 638)).
  8.  Ai soggetti di cui al comma 1 del presente articolo non compete
la qualifica di ufficiale o di agente di polizia giudiziaria.
                               Art. 4.

  1.  Per l'anno 1983 i contributi base e di adeguamento e per l'anno
1984  i  contributi  di  adeguamento  dovuti  dagli  artigiani, dagli
esercenti  attivita'  commerciali  e  quelli  relativi ai coltivatori
diretti,  mezzadri  e  coloni  sono confermati nella misura stabilita
rispettivamente  per  gli  anni  1982  e  1983  e  sono soggetti alla
variazione  annuale di cui all'articolo 22 della legge 3 giugno 1975,
n.  160;  e'  altresi'  dovuto  dagli  stessi  soggetti un contributo
capitario   aggiuntivo   in   misura  annua  pari  a  quelle  di  cui
all'articolo  14-sexies, secondo comma, del decreto-legge 30 dicembre
1979,  n. 663, convertito, con modificazioni, nella legge 29 febbraio
1980,  n.  33,  e  con  la  limitazione indicata nella lettera c) del
predetto articolo 14-sexies.
  2.  In  attesa  della  legge  di riforma del sistema pensionistico,
restano  confermate, per gli anni 1983 e 1984, le disposizioni di cui
agli  articoli  2,  secondo e terzo comma, 2-bis, 3, secondo, terzo e
quinto comma, del decreto-legge 22 dicembre 1981, n. 791, convertito,
con   modificazioni,  nella  legge  26  febbraio  1982,  n.  54,  con
conseguente  aggiornamento  dei rispettivi riferimenti temporali. Per
l'anno  1984  la  contribuzione  base  dovuta dai lavoratori autonomi
autorizzati  alla  prosecuzione  volontaria  resta  confermata  nella
misura stabilita per l'anno 1983.
  3.  I  contributi  dovuti dalle aziende esercenti la pesca ai sensi
del  primo comma dell'articolo 17 del decreto-legge 30 dicembre 1979,
n.  663, convertito, con modificazioni, nella legge 29 febbraio 1980,
n.  33,  sono  determinati  per gli anni 1983 e 1984 sulla base delle
retribuzioni  medie mensili stabilite rispettivamente negli anni 1982
e  1983 per la predetta categoria, ulteriormente aumentate secondo il
meccanismo  di rivalutazione previsto dall'articolo 15 della legge 22
febbraio 1973, n. 27.
  4. Il contributo sociale di malattia dovuto in misura fissa per gli
anni   1983   e  1984  dagli  artigiani,  dagli  esercenti  attivita'
commerciali,  dai  coltivatori diretti e dai liberi professionisti e'
confermato nella misura stabilita rispettivamente per gli anni 1982 e
1983 ed e' soggetto alla variazione annuale di cui all'articolo 2 del
decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 1980, n. 538.(2)
  4-bis.  I  contributi  aggiuntivi  aziendali  per l'invalidita', la
vecchiaia  ed  i  superstiti  e  per  l'assistenza di malattia di cui
all'articolo 2, secondo comma, del decreto-legge 22 dicembre 1981, n.
791,  convertito, con modificazioni, nella legge 26 febbraio 1982, n.
54, e all'articolo 1, secondo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica  8  luglio  1980,  n.  538,  e  successive modificazioni e
integrazioni, sono versati in due rate eguali scadenti il 25 luglio e
il  25 ottobre dell'anno solare al quale si riferiscono. I contributi
aggiuntivi aziendali per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti e
per l'assistenza di malattia di cui all'articolo 12 del decreto-legge
27 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, nella legge 26
settembre  1981,  n.  537,  e  all'articolo  3  del  decreto-legge 22
dicembre  1981, n. 791, convertito, con modificazioni, nella legge 26
febbraio  1982, n. 54, sono versati in due rate eguali scadenti il 10
luglio e il 10 settembre dell'anno solare al quale si riferiscono.
  5.  Le  maggiorazioni  delle  aliquote contributive di cui al primo
comma  dell'articolo 14-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1979, n.
663,  convertito, con modificazioni, nella legge 29 febbraio 1980, n.
33,  sono  prorogate  fino  al  periodo  di  paga  con scadenza al 31
dicembre 1984.
  6. Le misure dei contributi dovuti all'Ente nazionale di previdenza
ed assistenza per gli impiegati dell'agricoltura ai sensi della legge
29  novembre  1962, n. 1655, sono aggiornate con decreto del Ministro
del  lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con il Ministro
del  tesoro,  in  relazione  al  fabbisogno  e  alle risultanze delle
singole   gestioni;   le   contribuzioni   relative   al   "Fondo  di
accantonamento    dell'indennita'    di    anzianita'"    determinate
anteriormente  alla  data  di entrata in vigore della legge 29 maggio
1982,  n.  297,  in base alle risultanze della gestione sono valide a
tutti gli effetti e restano acquisite al "Fondo" stesso.
  6-bis.  Il contributo annuo fisso personale a carico degli iscritti
alle Casse nazionali di previdenza ed assistenza a favore dei dottori
commercialisti  e  dei  ragionieri  e  periti  commerciali,  previsto
dall'articolo  2  della legge 23 dicembre 1970, n. 1140, e' elevato a
L. 960.000 a partire dal 1 gennaio 1984.
  7. Le modalita' di versamento dei contributi indicate dall'articolo
17,  quarto  comma,  punto 2), del decreto-legge 30 dicembre 1979, n.
663,  convertito, con modificazioni, nella legge 29 febbraio 1980, n.
33, si applicano anche ai contributi sociali di malattia dovuti dalle
aziende armatoriali.
  8.  Il  termine previsto dall'articolo 1 della legge 2 aprile 1980,
n.  127,  per  lo  scioglimento  dell'Ente nazionale di previdenza ed
assistenza  per le ostetriche e per il trasferimento della gestione e
del  personale  dell'Ente  stesso all'Ente nazionale di previdenza ed
assistenza per i medici e' differito al 31 dicembre 1983. (3)
  9.  Ai  lavoratori agricoli di cui all'articolo 14, primo comma del
decreto-legge   22   dicembre   1981,   n.   791,   convertito,   con
modificazioni,  nella legge 26 febbraio 1982, n. 54, e' riconosciuto,
per  l'anno  1983,  il  diritto  alle  prestazioni  previdenziali  ed
assistenziali  previste  per  i  lavoratori  agricoli occupati con 51
giornate.  Agli  stessi lavoratori e' riconosciuto per l'anno 1983 il
diritto  alle  prestazioni  previste  per  gli iscritti negli elenchi
nominativi,   compilati   a   norma   dell'articolo  7,  n.  5),  del
decreto-legge  3  febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni,
nella legge 11 marzo 1970, n. 83, con 101 e 151 giornate a condizione
che  abbiano  effettuato  nell'anno rispettivamente 51 e 76 giornate.
Restano  escluse  dal  computo  delle  giornate  effettuate quelle di
integrazione   per   attivita'  di  coltivatore  diretto  considerate
dall'articolo  8  della  legge  12  marzo 1968, n. 334. Ai lavoratori
agricoli  di cui all'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 12 agosto
1983,  n.  371, convertito, con modificazioni, nella legge 11 ottobre
1983,  n.  546,  iscritti  negli  elenchi a validita' prorogata, sono
riconosciuti    il   diritto   alle   prestazioni   previdenziali   e
assistenziali  e  lo  stesso  numero  di  giornate lavorative ad essi
attribuite negli elenchi anagrafici per l'anno 1982.
  10.  Ai  lavoratori di cui al precedente comma e' riconosciuto, per
gli  anni  1984  e 1985, il diritto alle prestazioni previdenziali ed
assistenziali  previste  per  gli  iscritti negli elenchi nominativi,
compilati  a  norma  dell'articolo  7,  n.  5),  del  decreto-legge 3
febbraio  1970,  n.  7, convertito, con modificazioni, nella legge 11
marzo 1970, n. 83, con 51, 101 e 151 giornate annue, a condizione che
abbiano effettuato rispettivamente: 20 giornate nel 1984, 30 giornate
nel  1985;  76 giornate nel 1984, 101 giornate nel 1985; 101 giornate
nel 1984, 126 giornate nel 1985.((14))
  Restano escluse dal computo di tali giornate quelle di integrazione
per  attivita'  di  coltivatore  diretto  considerate dall'articolo 8
della legge 12 marzo 1968, n. 334.
  11.  L'Istituto nazionale della previdenza sociale non riconosce il
diritto alle prestazioni di cui ai precedenti commi 9 e 10 per coloro
che   fruiscono  di  pensione  diretta  a  carico  dell'assicurazione
generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti
dei  lavoratori  dipendenti  o a carico delle gestioni dei lavoratori
autonomi,  o  di  forme  sostitutive,  esonerative  o esclusive della
stessa  o,  se  titolari  di  pensioni  di invalidita', al compimento
dell'eta' di 55 anni per le donne e di 60 per gli uomini.
  12.   L'Istituto   nazionale   della  previdenza  sociale  sospende
l'erogazione  delle  prestazioni di cui ai precedenti commi 9 e 10 in
caso  di  svolgimento  di attivita' di lavoro extra agricolo in forma
prevalente o di emigrazione all'estero.
  13.  Il termine di cui agli articoli 16, primo e quinto comma, e 18
della  legge  23  aprile  1981, n. 155, e successive modificazioni ed
integrazioni, e' differito al 31 dicembre 1983. (3)
  14.   L'articolo   2  della  legge  27  luglio  1979,  n.  301,  va
interpretato   nel   senso  che  la  sospensione  dell'efficacia  dei
licenziamenti  non  preclude  il  diritto all'eventuale pensionamento
anticipato  di  cui  agli  articoli 16, 17 e 18 della legge 23 aprile
1981,  n.  155,  e  37  della  legge  5  agosto  1981,  n. 416, ed al
trattamento  speciale  di  disoccupazione  successivo  all'intervento
straordinario  della  cassa  integrazione; per i periodi pregressi le
domande per il pensionamento anticipato e per il trattamento speciale
di  disoccupazione  possono  essere  presentate  entro novanta giorni
dall'entrata in vigore del presente decreto.
  14-bis.  L'articolo  35, terzo comma, della legge 5 agosto 1981, n.
416,   va   interpretato  nel  senso  che,  nei  casi  di  cessazione
dell'attivita' aziendale, l'efficacia dei licenziamenti e' sospesa ed
i   rapporti  di  lavoro  proseguono  ai  soli  fini  dell'intervento
straordinario della Cassa integrazione e per consentire ai lavoratori
di  usufruire  del  prepensionamento  previsto dall'articolo 37 della
legge medesima.
  15. Le norme contenute nell'articolo 16 della legge 23 aprile 1981,
n.  155,  devono intendersi applicabili anche nei casi di risoluzione
del   rapporto   di   lavoro   dei   lavoratori  dipendenti  iscritti
nell'assicurazione  obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i
superstiti gestita dall'Ente nazionale di previdenza e assistenza per
i  lavoratori  dello spettacolo, con equiparazione a 2.700 contributi
giornalieri  del  requisito  contributivo espresso in termini mensili
ovvero settimanali.
  16.  Il quarto comma dell'articolo 8 della legge 23 aprile 1981, n.
155,  deve essere interpretato nel senso che i periodi di sospensione
e di lavoro ad orario ridotto successivi ai 6 settembre 1972, ammessi
ad  integrazione salariale, sono riconosciuti utili d'ufficio ai fini
del  diritto  e  della  misura  delle  pensioni  e dei supplementi di
pensione   da   liquidare   a   carico   dell'assicurazione  generale
obbligatoria  per  l'invalidita',  la  vecchiaia  ed i superstiti con
decorrenza  successiva  all'entrata  in  vigore della stessa legge 23
aprile  1981,  n. 155, nonche' ai fini dei trasferimenti contributivi
di cui all'ultimo comma del predetto articolo 8. Per detti periodi il
contributo  figurativo e' calcolato sulla base della retribuzione cui
e'  riferita l'integrazione salariale, dedotta quella corrisposta dal
datore di lavoro per gli stessi periodi.
  17.   L'articolo  23  della  legge  23  aprile  1981,  n.  155,  va
interpretato  nel  senso che il requisito occupazionale, previsto per
la   concessione   del   trattamento  straordinario  di  integrazione
salariale  ai  lavoratori  dipendenti  da aziende esercenti attivita'
commerciali, deve sussistere esclusivamente alla data di accertamento
della   situazione   di  crisi  dell'azienda  commerciale,  ai  sensi
dell'articolo  2,  quinto  comma,  lettera  c), della legge 12 agosto
1977, n. 675.
  17-bis.  L'articolo  8,  primo comma, della legge 12 marzo 1968, n.
334,  va  interpretato nel senso che i compartecipanti familiari ed i
piccoli  coloni,  nonche'  i  proprietari  concedenti,  sono tenuti a
pagare  aliquote  contributive  nella  stessa  misura  e  secondo  la
medesima ripartizione in vigore per i giornalieri di campagna.
  18.   All'onere  valutato  in  nove  miliardi  di  lire,  derivante
dall'attuazione  del  comma secondo dell'articolo 5 del decreto-legge
22  dicembre 1981, n. 807, convertito, con modificazioni, nella legge
5  marzo  1982,  n. 63, che prevede la proroga per ulteriori sei mesi
del   trattamento  d'integrazione  salariale  straordinario  previsto
dall'articolo  2  della  legge  27  luglio 1979, n. 301, e successive
modificazioni,  si  provvede  a  carico del Fondo di rotazione di cui
all'articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845.
  19.  Al  fine  di  concorrere al contenimento dell'inflazione ed al
miglioramento  dei  livelli  occupazionali,  le  aliquote complessive
della   contribuzione  per  l'assicurazione  obbligatoria  contro  le
malattie a carico delle imprese commerciali, considerate tali ai fini
dell'inquadramento previdenziale ed assistenziale e con esclusione di
quelle  di  cui all'articolo 1 della legge 8 agosto 1977, n. 573 sono
ridotte con le seguenti modalita':
    a)  a  decorrere  dal  1  febbraio  1983, del 2 per cento per gli
uomini e del 2,60 per cento per le donne;
    b) a decorrere dal 1 gennaio 1984, di un ulteriore 1,38 per cento
per gli uomini e di un ulteriore 6,05 per cento per le donne.(7) (11)
  20.  Le  riduzioni  contributive  di  cui  al  precedente  comma si
applicano  alle  imprese  che,  a  decorrere dalla data di entrata in
vigore   del   presente   decreto  assicurino  ai  propri  dipendenti
trattamenti  economici  non  inferiori  a  quelli minimi previsti dai
contratti   collettivi   nazionali   di   categoria  stipulati  dalle
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
  21.  Per  una  verifica  delle  finalita'  di  cui  al comma 19 del
presente  articolo  il  Governo,  al  termine degli anni 1983 e 1984,
esaminera' l'andamento medio annuo dell'indice dei prezzi al consumo,
limitatamente   ai   prodotti   commercializzati,  depurandolo  dalle
variazioni  delle  imposte  indirette  e dalle eccedenze, rispetto ai
tassi  di  inflazione programmati, degli aumenti, tenendo conto di un
ritardo  massimo  di  tre  mesi,  dell'indice dei prezzi all'ingrosso
della  stessa categoria di prodotti e degli aumenti dell'indice delle
retribuzioni minime contrattuali del commercio.
  22.  Il  Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
sentite  le  organizzazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative
degli  imprenditori  e  dei lavoratori, sulla base degli elementi che
debbono  essere  forniti  dall'ISTAT, ed avvalendosi delle risultanze
dell'Osservatorio  dei prezzi e del mercato istituito presso l'Unione
italiana   delle   camere  di  commercio,  industria,  artigianato  e
agricoltura,  elabora  entro  il 15 gennaio degli anni 1984 e 1985 un
rapporto sull'andamento generale dei prezzi e del mercato.
  23. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 28 FEBBRAIO 1986 N. 41.
  24.  Il  decreto  di  cui al precedente comma e emanato entro il 31
gennaio degli anni 1984 e 1985.
  25.  All'onere derivante dall'applicazione dei precedenti commi 19,
20  e  23, valutato in lire 250 miliardi per l'anno finanziario 1983,
si  provvede con le maggiori entrate di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4
del presente decreto.
  26.  Per  l'anno 1983, ai contributi previdenziali ed assistenziali
dovuti  per  gli operai agricoli a tempo indeterminato, dipendenti da
imprese  agricole  individuali  o associate, si applica una ulteriore
riduzione  del  25 per cento. All'onere derivante dal presente comma,
valutato in lire 66 miliardi, si fa fronte con le maggiori entrate di
cui al presente articolo.(5) (11)
  27.  Il  periodo  massimo  di  concessione dell'indennita' prevista
dall'articolo 1 del decreto-legge 25 ottobre 1982, n. 796, convertito
nella  legge  9  dicembre 1982, n. 918, e' prolungato di altri dodici
mesi.
  28.  All'onere  derivante  dall'attuazione del precedente comma 27,
valutato in lire 14 miliardi, si provvede a carico della gestione per
il   finanziamento   integrativo   dei   progetti   speciali  di  cui
all'articolo 26 della legge 21 dicembre 1978, n. 845.
--------------
AGGIORNAMENTO (2)
  La  L.  27 dicembre 1983 n. 730 ha disposto (con l'art. 33) che: "A
decorrere  dal  1  gennaio  1984  la misura dei contributi sociali di
malattia  di  cui  all'articolo 4, comma quarto, del decreto-legge 12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, nella legge 11
novembre  1983,  n.  638,  a  carico dei liberi professionisti, degli
esercenti  attivita'  commerciali,  degli artigiani e dei coltivatori
diretti,  e'  ulteriormente  maggiorata,  rispettivamente, del 20 per
cento, del 15 per cento, del 10 per cento e del 5 per cento".
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  29  dicembre  1983 n. 747, convertito, con modificazioni,
dalla  L.  27  febbraio 1984 n. 18 ha disposto (con l'art 2 comma 4 e
comma  5) che "Il termine del 31 dicembre 1983 previsto dall'articolo
4,  ottavo  comma,  del  decreto-legge  12  settembre  1983,  n. 463,
convertito,  con modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638,
relativo  allo  scioglimento  dell'Ente  nazionale  di  previdenza ed
assistenza  per le ostetriche e per il trasferimento della gestione e
del  personale  dell'ente  stesso all'Ente nazionale di previdenza ed
assistenza  per  i  medici, e' prorogato al 31 marzo 1984", e che "Il
termine  del  31  dicembre 1983 previsto dall'articolo 4, tredicesimo
comma,  del  decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con
modificazioni,  nella  legge  11  novembre  1983, n. 638, relativo al
pensionamento anticipato dei lavoratori ((. . .)), e' prorogato al 30
giugno 1984."
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il D.L. 21 gennaio 1984 n. 4, convertito con modificazioni dalla L.
22  marzo  1984  n.  30,  ha  disposto (con l'art. 2 comma 2) che "La
riduzione  di  cui  all'articolo  4,  comma  26, del decreto-legge 12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, nella legge 11
novembre 1983, n. 638, e' prorogata fino al 30 aprile 1984".
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AGGIORNAMENTO (7)
  Il D.L. 29 giugno 1984 n. 277 convertito con modificazioni dalla L.
4  agosto  1984  n.  430  ha  disposto  (con  l'art.  1  comma 4) che
"All'onere  derivante  dall'attuazione,  per l'anno finanziario 1984,
del   diciannovesimo  comma  dell'articolo  4  del  decreto-legge  12
settembre  1983,  n.  463, convertito, con modificazioni, in legge 11
novembre 1983, n. 638, valutato in lire 700 miliardi, si provvede con
un'aliquota  delle  maggiori  entrate derivanti dall'applicazione del
decreto-legge  27  febbraio  1984,  n.  15,  recante modificazioni al
regime  fiscale  di  alcuni prodotti petroliferi, nonche' proroga del
trattamento  fiscale  agevolato  per  le  miscele di alcoli e benzina
usate  per  autotrazione  nelle  prove  sperimentali, convertito, con
modificazioni, nella legge 18 aprile 1984, n. 85."
---------------
AGGIORNAMENTO (11)
  Il  D.L. 30 dicembre 1985 n. 787 convertito con modificazioni dalla
L.  28 febbraio 1986 n. 145 ha disposto (con l'art. 1 comma 3 e comma
4)  che  "La  riduzione contributiva di cui all'articolo 4, comma 26,
del   decreto-legge  12  settembre  1983,  n.  463,  convertito,  con
modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638, si applica nella
misura del 17,50 per cento" e che "Le riduzioni contributive a favore
delle  imprese  commerciali  previste  dall'articolo 4, comma 19, del
presente decreto si applicano nelle seguenti misure:
  a) per il personale maschile: 2,28 punti;
  b) per il personale femminile: 6,30 punti".
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AGGIORNAMENTO (14)
  Il D.L. 30 dicembre 1987 n. 536. convertito con modificazioni dalla
L. 29 febbraio 1988 n. 48, ha disposto (con l'art. 2 comma 1) che "la
disposizione  contenuta  nell'articolo 4, comma 10, del decreto-legge
12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge
11  novembre  1983,  n.  638,  si  deve interpretare nel senso che in
favore  dei  lavoratori  agricoli  iscritti negli elenchi nominativi,
compilati   a   norma  dell'articolo  7,  primo  comma,  n.  5),  del
decreto-legge  3  febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni,
dalla  legge 11 marzo 1970, n. 83, che nel corso dell'anno 1985 hanno
effettuato  almeno 30 giornate di lavoro agricolo, alle dipendenze di
terzi,  il computo delle prestazioni di disoccupazione, di indennita'
economica di malattia e di maternita' opera, per l'anno 1986, secondo
quanto  previsto  per  i  lavoratori  agricoli iscritti negli elenchi
anagrafici nell'anno 1985, con 51 giornate".
                               Art. 5.

  1.  Ai  lavoratori,  pubblici  e  privati,  con  contratto  a tempo
determinato,  i  trattamenti  economici e le indennita' economiche di
malattia  sono  corrisposti  per un periodo non superiore a quello di
attivita'   lavorativa  nei  dodici  mesi  immediatamente  precedenti
l'evento  morboso, fermi restando i limiti massimi di durata previsti
dalle vigenti disposizioni.
  2.   Non   possono   essere  corrisposti  trattamenti  economici  e
indennita'  economiche  per  malattia  per  periodi  successivi  alla
cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato.
  3.  Nel  caso  in  cui il lavoratore a tempo determinato nei dodici
mesi   immediatamente   precedenti   non  possa  far  valere  periodi
lavorativi  superiori  a  trenta  giorni,  il trattamento economico e
l'indennita'  economica  di  malattia  sono  concessi  per un periodo
massimo  di  trenta giorni nell'anno solare. In tal caso l'indennita'
economica di malattia e' corrisposta, previa comunicazione del datore
di  lavoro,  direttamente  dall'Istituto  nazionale  della previdenza
sociale.
  4.  Il periodo di malattia di cui al precedente comma si computa ai
fini del limite massimo delle giornate indennizzabili.
  5.   Il  datore  di  lavoro  non  puo'  corrispondere  l'indennita'
economica  di  malattia  per un numero di giornate superiore a quelle
effettuate   dal   lavoratore   a   tempo  determinato  alle  proprie
dipendenze.  Le  indennita' relative ad un maggior numero di giornate
indennizzabili    sono   corrisposte   al   lavoratore   direttamente
dall'Istituto nazionale della previdenza sociale.
  6.  I  lavoratori  agricoli  a  tempo determinato iscritti o aventi
diritto  alla iscrizione negli elenchi nominativi di cui all'articolo
7,  n.  5),  del decreto-legge 3 febbraio 1970, n. 7, convertito, con
modificazioni,  nella  legge  11  marzo 1970, n. 83, hanno diritto, a
condizione  che  risultino  iscritti  nei  predetti elenchi nell'anno
precedente  per almeno 51 giornate, per ciascun anno alle prestazioni
di cui ai commi precedenti per un numero di giornate corrispondente a
quello risultante dalla anzidetta iscrizione nell'anno precedente. In
ogni  caso  il  periodo  indennizzabile non puo' eccedere i limiti di
durata massima prevista in materia.
  7.  Le  disposizioni  dei  commi  precedenti  non  si  applicano ai
marittimi  assistiti  ai  sensi  del regio decreto-legge 23 settembre
1937,  n.  1918, convertito, con modificazioni, nella legge 24 aprile
1938, n. 831. Le disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo
non  si  applicano  ai lavoratori dello spettacolo assistiti ai sensi
del  decreto  legislativo  del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio
1947, n. 708, e successive modificazioni ed integrazioni.
  8.  Ai  fini  del  presente  articolo  i  periodi  di godimento del
trattamento   di   cassa   integrazione   guadagni  e  di  astensione
obbligatoria dal lavoro per gravidanza e puerperio sono assimilati ai
periodi di lavoro.
  9.  Ai  fini dei controlli sullo stato di salute dei lavoratori, il
Ministro  della  sanita',  di  concerto  con il Ministro del lavoro e
della  previdenza  sociale, formula gli schemi-tipo di convenzione di
cui  all'articolo  8-bis  del  decreto-legge  30 aprile 1981, n. 168,
convertito,  con  modificazioni,  nella legge 27 giugno 1981, n. 331,
nei  casi  in  cui  gli  schemi suddetti non siano stati elaborati di
intesa fra l'Istituto nazionale della previdenza sociale e le regioni
entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto.
  10.  Entro  i  trenta  giorni successivi alla data di pubblicazione
degli  schemi  di cui al comma che precede le unita' sanitarie locali
adottano  le  convenzioni di cui al comma che precede e predispongono
un  servizio  idoneo  ad  assicurare  entro  lo  stesso  giorno della
richiesta,  anche  se  domenicale  o  festivo,  in  fasce  orarie  di
reperibilita',  il  controllo  dello stato di malattia dei lavoratori
dipendenti  per  tale  causa  assentatisi  dal  lavoro e accertamenti
preliminari  al controllo stesso anche mediante personale non medico,
nonche'  un  servizio  per  visite  collegiali  presso poliambulatori
pubblici per accertamenti specifici.
  11.  L'omissione  degli adempimenti di cui al comma che precede nel
termine fissato comporta l'immediata nomina di un commissario ad acta
da parte del competente organo regionale.
  12. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 11 NOVEMBRE 1983 N. 638.
  12-bis.  L'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale, per gli
accertamenti  sanitari  connessi alla sua attivita' istituzionale, e'
autorizzato a stipulare apposite convenzioni con l'Istituto nazionale
per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
  13. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di  concerto  con  il  Ministro della sanita', sentiti la Federazione
nazionale  degli  ordini dei medici e il consiglio di amministrazione
dell'Istituto  nazionale  della previdenza sociale, sono stabilite le
modalita'  per  la  disciplina e l'attuazione dei controlli secondo i
criteri  di  cui  al  comma  10  del  presente articolo ed i compensi
spettanti ai medici.
  14. Qualora il lavoratore, pubblico o privato, risulti assente alla
visita  di  controllo senza giustificato motivo, decade dal diritto a
qualsiasi  trattamento  economico  per  l'intero periodo sino a dieci
giorni  e  nella  misura della meta' per l'ulteriore periodo, esclusi
quelli  di ricovero ospedaliero o gia' accertati da precedente visita
di controllo.((15))
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AGGIORNAMENTO (15)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 14-26 gennaio 1988 n. 78 (in
G.U.   la   s.s.  3/2/1988  n.  5)  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  5,  quattordicesimo  comma,  del  d.l.  12
settembre  1983  n.  463, convertito con modificazioni nella legge 11
novembre  1983  n.  638,  nella  parte in cui non prevede una seconda
visita  medica  di  controllo  prima  della  decadenza  dal diritto a
qualsiasi  trattamento economico di malattia nella misura della meta'
per l'ulteriore periodo successivo ai primi dieci giorni".
                               Art. 6.

  1.  L'integrazione  al  trattamento  minimo delle pensioni a carico
dell'assicurazione   generale   obbligatoria  per  l'invalidita',  la
vecchiaia  ed  i superstiti dei lavoratori dipendenti, delle gestioni
sostitutive  ed  esclusive  della  medesima,  nonche'  delle gestioni
previdenziali  per  i  commercianti,  gli  artigiani,  i  coltivatori
diretti,  mezzadri  e  coloni,  della  gestione  speciale  minatori e
dell'ENASARCO non spetta ai soggetti che posseggano:
    a)  nel  caso  di  persona  non  coniugata,  ovvero  coniugata ma
legalmente  ed effettivamente separata, redditi propri assoggettabili
all'imposta   sul  reddito  delle  persone  fisiche  per  un  importo
superiore  a  due  volte l'ammontare annuo del trattamento minimo del
Fondo  pensioni  lavoratori  dipendenti  calcolato  in  misura pari a
tredici  volte  l'importo  mensile  in vigore al 1 gennaio di ciascun
anno;
    b)   nel   caso   di   persona   coniugata,   non  legalmente  ed
effettivamente  separata,  redditi  propri per un importo superiore a
quello richiamato al punto a), ovvero redditi cumulati con quelli del
coniuge  per  un importo superiore a ((quattro volte)) il trattamento
minimo medesimo.
  1-bis.  Dal  computo dei redditi sono esclusi i trattamenti di fine
rapporto  comunque  denominati, il reddito della casa di abitazione e
le   competenze  arretrate  sottoposte  a  tassazione  separata.  Non
concorre  alla  formazione  dei  redditi  l'importo della pensione da
integrare  al trattamento minimo. Per i lavoratori autonomi agricoli,
il  reddito dichiarato dal titolare dell'azienda ai fini dell'imposta
sul  reddito  delle persone fisiche viene imputato, indipendentemente
dalla  effettiva  percezione,  a  ciasun componente attivo del nucleo
familiare,  in  proporzione  alla  quantita'  e  qualita'  del lavoro
effettivamente  prestato  da  ciascuno  di essi in modo continuativo,
attestato con dichiarazione dello stesso titolare dell'azienda.
  2.  Qualora  il  reddito,  come  determinato  ai  commi precedenti,
risulti inferiore ai limiti ivi previsti, l'integrazione al minimo e'
riconosciuta  in  misura  tale  che  non  comporti il superamento del
limite stesso.
  3.  Fermi  restando i limiti di reddito di cui ai precedenti commi,
nel  caso di concorso di due o piu' pensioni l'integrazione di cui ai
commi  stessi  spetta una sola volta ed e' liquidata sulla pensione a
carico della gestione che eroga il trattamento minimo di importo piu'
elevato  o,  a parita' di importo, della gestione che ha liquidato la
pensione avente decorrenza piu' remota.
  Nel  caso  di  titolarita'  di  pensioni dirette ed ai superstiti a
carico   della  stessa  gestione  inferiori  al  trattamento  minimo,
l'integrazione al trattamento minimo e' garantita sulla sola pensione
diretta,  sempreche'  non  risultino  superati  i  predetti limiti di
reddito;  nel  caso  in cui una delle pensioni risulti costituita per
effetto  di  un  numero  di  settimane di contribuzione obbligatoria,
effettiva  e figurativa con esclusione della contribuzione volontaria
e  di  quella  afferente a periodi successivi alla data di decorrenza
della  pensione,  non  inferiore a 781, l'integrazione al trattamento
minimo spetta su quest'ultima pensione.
  4.  Per  l'accertamento  del  reddito  di  cui  al  primo comma gli
interessati   devono   presentare   alle  gestioni  previdenziali  di
competenza  la  dichiarazione  di  cui all'articolo 24 della legge 13
aprile 1977, n. 114.
  5.   Le   pensioni   non   integrate  al  trattamento  minimo  sono
assoggettate  alla  disciplina  della  perequazione  automatica delle
pensioni  integrate al trattamento minimo di cui al presente articolo
secondo i rispettivi ordinamenti. (22)
  6.  Le  pensioni  integrate  al  trattamento  minimo i cui titolari
superino   il   limite   di   reddito  di  cui  ai  precedenti  commi
successivamente  alla data di decorrenza della pensione, ivi comprese
quelle  aventi  decorrenza  anteriore  al  30  settembre  1983,  sono
assoggettate  alle  disposizioni  di  cui  ai  commi precedenti dalla
cessazione del diritto alla integrazione. In tal caso l'importo della
pensione  non integrata e' determinato, all'atto della cessazione del
diritto  all'integrazione, applicando all'importo in vigore alla data
di  decorrenza  della  pensione,  calcolato sulla base dei periodi di
contribuzioni  utili, le percentuali di rivalutazione dei trattamenti
minimi   di   pensione   dei  rispettivi  ordinamenti  nel  frattempo
intervenute. (22)
  7.  L'importo  erogato  alla  data  della  cessazione  del  diritto
all'integrazione viene conservato fino al suo superamento per effetto
dell'applicazione  delle  disposizioni di cui al comma 5 dell'importo
determinato ai sensi del comma 6. (22)
  8.  Per le pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori
autonomi liquidate con decorrenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 1983,
il   coefficiente   di   adeguamento   della  pensione  base  di  cui
all'articolo  15  della legge 21 luglio 1965, n. 903, e' moltiplicato
per 5,74, restando con cio' assorbiti gli aumenti di cui all'articolo
3 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488,
e  all'articolo  9  della  legge 30 aprile 1969, n. 153. In ogni caso
l'importo  mensile della pensione cosi' determinata non puo' superare
ne'  il  limite di L. 10.000 per ogni anno di anzianita' contributiva
utile  a  pensione,  con  applicazione  per le pensioni ai superstiti
delle  aliquote di cui all'articolo 22 della legge 21 luglio 1965, n.
903, ne' l'importo del trattamento minimo vigente nelle gestioni. E',
tuttavia,  fatto  salvo  l'eventuale  maggiore  importo  di  pensione
derivante  dal  calcolo  della  prestazione  secondo le norme vigenti
anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto. (19)
  9.  In  attesa  della  riforma  del  sistema  pensionistico, per le
pensioni  di  cui al comma precedente aventi decorrenza successiva al
1983   il   coefficiente   5,74   sara'  annualmente  aggiornato,  in
sostituzione  degli  aumenti  per perequazione automatica intervenuti
dal  1  gennaio  di  ciascun  anno,  in  base  ai coefficienti di cui
all'articolo 3, comma undicesimo, della legge 29 maggio 1982, n. 297,
riferiti all'anno 1965.(19)
  10.  Le  disposizioni  di  cui ai commi 8 e 9 si applicano altresi'
alle  pensioni  aventi decorrenza anteriore al 10 ottobre 1983 per le
quali  il  coefficiente  5,74 e quelli successivi assorbono anche gli
aumenti   per  perequazione  automatica  intervenuti  dalla  data  di
decorrenza della pensione.
  10-bis.  Ai  fini  dei  commi  8,  9  e  10, per le pensioni aventi
decorrenza successiva al 30 settembre 1983, i contributi base versati
dai  coltivatori  diretti,  coloni e mezzadri si intendono rivalutati
secondo l'anno di riferimento con i seguenti coefficienti:

1979 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1,2038
1980 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1,1346
1981 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1,3003
1982 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1,2731
1983 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1,2126
  10-ter. I trattamenti minimi dei lavoratori autonomi sono
rivalutati  ai  sensi dell'articolo 19 della legge 30 aprile 1969, n.
153, e successive modificazioni e integrazioni)).
  11.  A  decorrere  dal  1984  gli  aumenti  annuali  del contributo
capitano  di  cui  all'articolo 22 della legge 3 giugno 1975, n. 160,
non modificano l'ammontare della contribuzione base dovuta per l'anno
1983.
  11-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle
pensioni spettanti ai superstiti, quando vi siano piu' titolari.
  11-ter.  Chiunque  compie dolosamente atti che procurino a se' o ad
altri  la corresponsione dell'integrazione al minimo non spettante e'
tenuto a versare alla gestione previdenziale interessata, a titolo di
sanzione   amministrativa,   una  somma  pari  al  doppio  di  quella
indebitamente percepita, ancorche' il fatto costituisca reato. (14)
  11-quater.   Nei   casi   in  cui  risulti  che  l'integrazione  al
trattamento  minimo sia stata erogata sulla base di una dichiarazione
non conforme al vero, ferme restando le sanzioni previste dalle leggi
vigenti,  l'integrazione  stessa  e'  annullata o rideterminata nella
misura effettivamente spettante e la somma indebitamente erogata puo'
essere  recuperata  senza  tener  conto  dei  limiti  stabiliti dalla
normativa vigente in materia.
  11-quinquies.   Le  gestioni  previdenziali  possono  procedere  al
recupero sul trattamento di pensione delle somme erogate in eccedenza
anche in deroga ai limiti posti dalla normativa vigente.
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AGGIORNAMENTO (14)
  Il D.L. 30 dicembre 1987 n. 536, convertito con modificazioni dalla
L.  29  febbraio  1988 n. 48, ha disposto (con l'art. 4 comma 15) che
"Le   sanzioni  previste  dall'  articolo  6,  del  decreto-legge  12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
novembre  1983,  n.  638, dall'articolo 40 del decreto del Presidente
della  Repubblica  27  aprile 1968, n. 488, non si applicano a coloro
che  abbiano  denunciato  o  denuncino la percezione non dovuta della
pensione  sociale,  dell'integrazione  al  trattamento  minimo, della
pensione  di  invalidita',  ovvero  le  omissioni  di cui al predetto
articolo  40,  entro  novanta  giorni dalla data di entrata in vigore
della   legge   di   conversione  del  presente  decreto.  Le  stesse
disposizioni si applicano anche nei casi di omissioni accertate entro
il termine medesimo".
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AGGIORNAMENTO (19)
  La  L.  2  agosto  1990, n. 233, ha disposto (con l'art. 5) che "Le
disposizioni  sul calcolo delle pensioni, introdotte dell'articolo 6,
commi  8  e  9,  del  decreto-  legge  12  settembre  1983,  n.  463,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638,
sono abrogate."
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AGGIORNAMENTO (22)
  La  L. 24 dicembre 1993 n. 537 ha disposto (con l'art. 11 comma 22)
che  "L'articolo  6,  commi  5, 6 e 7, del decreto-legge 12 settembre
1983,  n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre
1983, n. 638, si interpreta nel senso che nel caso di concorso di due
o  piu'  pensioni  integrate  al  trattamento  minimo,  liquidate con
decorrenza  anteriore  alla  data  di  entrata in vigore del predetto
decreto-legge,  il  trattamento  minimo  spetta  su  una  sola  delle
pensioni,  come  individuata  secondo  i  criteri previsti al comma 3
dello  stesso  articolo,  mentre l'altra o le altre pensioni spettano
nell'importo a calcolo senza alcuna integrazione."
                               Art. 7.

  1.   Il   numero  dei  contributi  settimanali  da  accreditare  ai
lavoratori  dipendenti  nel  corso  dell'anno  solare,  ai fini delle
prestazioni  pensionistiche  a  carico  dell'Istituto nazionale della
previdenza sociale, per ogni anno solare successivo al 1983 e' pari a
quello  delle settimane dell'anno stesso retribuite o riconosciute in
base  alle norme che disciplinano l'accreditamento figurativo, sempre
che  risulti erogata, dovuta o accreditata figurativamente per ognuna
di   tali   settimane   una  retribuzione  non  inferiore  al  30%  o
dell'importo  del trattamento minimo mensile di pensione a carico del
Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1 gennaio dell'anno
considerato. A decorrere dal periodo di paga in corso alla data del 1
gennaio  1984,  il  limite  minimo  di  retribuzione giornaliera, ivi
compresa  la misura minima giornaliera dei salari medi convenzionali,
per  tutte  le  contribuzioni  dovute  in  materia  di  previdenza  e
assistenza  sociale  non  puo' essere inferiore al 7,50% dell'importo
del  trattamento  minimo  mensile  di  pensione  a  carico  del Fondo
pensioni  lavoratori  dipendenti  in  vigore  al 1 gennaio di ciascun
anno. (18)
  2.  In  caso  contrario  viene  accreditato un numero di contributi
settimanali  pari al quoziente arrotondato per eccesso che si ottiene
dividendo  la  retribuzione  complessivamente  corrisposta,  dovuta o
accreditata  figurativamente nell'anno solare, per la retribuzione di
cui  al  comma  precedente.  I  contributi  cosi'  determinati, ferma
restando  l'anzianita'  assicurativa,  sono  riferiti  ad  un periodo
comprendente  tante  settimane  retribuite,  e  che  hanno dato luogo
all'accreditamento  figurativo, per quanti sono i contributi medesimi
risalendo  a  ritroso  nel  tempo,  a decorrere dall'ultima settimana
lavorativa o accreditata figurativamente compresa nell'anno.
  3.  Le  disposizioni  di cui ai precedenti commi si applicano per i
periodi  successivi  al  31  dicembre  1983  ai fini del diritto alle
prestazioni  non  pensionistiche  ,  per  le  quali  e'  previsto  un
requisito   contributivo   a  carico  dell'Istituto  nazionale  della
previdenza sociale.
  4.  Per  l'anno in cui cade la decorrenza della pensione, il numero
dei  contributi  settimanali  da  accreditare  ai  lavoratori  per il
periodo  compreso  tra  il primo giorno dell'anno stesso e la data di
decorrenza  della pensione si determina applicando le norme di cui ai
precedenti  commi  limitatamente  alle settimane comprese nel periodo
considerato  per  le  quali sia stata prestata attivita' lavorativa o
che  abbiano  dato  luogo  all'accreditamento  figurativo.  Lo stesso
criterio   si  applica  per  le  altre  prestazioni  previdenziali  e
assistenziali.
  5.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  1,  2, 3 e 4 del presente
articolo  non si applicano ai lavoratori addetti ai servizi domestici
e  familiari,  agli operai agricoli, agli apprendisti e ai periodi di
servizio militare o equiparato.
  6.  A  decorrere  dal  1  gennaio  1984 il primo e il secondo comma
dell'art.  10 del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre
1971, n. 1403, sono sostituiti dai seguenti:
  "Ai  fini  del  diritto  alle  prestazioni  assicurative  a  carico
dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale, nel corso di un
trimestre  solare il numero dei contributi settimanali da accreditare
al  lavoratore  e'  pari a quello delle settimane lavorate o comunque
retribuite  per le quali risulti versata o dovuta la contribuzione in
base  al  presente  decreto sempreche' per ciascuna settimana risulti
una  contribuzione  media  corrispondente  ad  un  minimo  di  24 ore
lavorative.
  In  caso  contrario  sara'  accreditato  un  numero  di  contributi
settimanali  pari  al  quoziente,  arrotondato  per  eccesso,  che si
ottiene dividendo la contribuzione complessiva del predetto trimestre
solare   per   l'importo   contributivo   corrispondente   a  24  ore
lavorative".
  7.   A   decorrere  dal  1  gennaio  1984  l'importo  minimo  della
retribuzione  settimanale  sulla  quale sono commisurati i contributi
volontari non puo' essere inferiore a quello della retribuzione media
della  classe  di  retribuzione  di  cui  alla  tabella F allegata al
decreto-legge  29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni,
nella  legge  26  settembre  1981,  n.  537,  pari  o  immediatamente
inferiore  alla  retribuzione  settimanale determinata ai sensi del 1
comma del presente articolo.
  8.  L'importo  del  contributo volontario minimo dovuto da tutte le
categorie   di   prosecutori  volontari  dell'assicurazione  generale
obbligatoria  per  l'invalidita',  la  vecchiaia  e  i superstiti dei
lavoratori  dipendenti  e'  quello  che  si  ottiene  applicando alla
retribuzione media di cui al precedente comma le aliquote percentuali
in  vigore per ciascuna categoria. PERIODO ABROGATO DALLA L. 2 AGOSTO
1990 N. 233. (19)
  9.   Ai   fini  dell'accertamento  del  diritto  e  dell'anzianita'
contributiva  per  la  Determinazione  della misura delle pensioni di
vecchiaia,  di  anzianita',  di  invalidita'  ed  ai superstiti degli
operai  agricoli,  da  liquidare  con  decorrenza  successiva  al  31
dicembre  1983, a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per
l'invalidita',   la   vecchiaia   ed   i  superstiti  dei  lavoratori
dipendenti,  il  requisito minimo di contribuzione annua e' elevato a
270  giornate  di contribuzione effettiva, volontaria o figurativa e,
conseguentemente,  il requisito minimo di contribuzione, per tutte le
categorie  di  operai agricoli, resta fissato in: 5.460 giornate, con
esclusione di quelle coperte da contribuzione figurativa per malattia
e  per  indennita'  ordinaria  di disoccupazione, per il diritto alla
pensione  di anzianita'. Per il conseguimento dello stesso diritto e'
altresi'  richiesto  il  requisito  di  35  anni  di iscrizione negli
elenchi  nominativi  di categoria; 4.050 giornate per il diritto alla
pensione di vecchiaia; 1.350 giornate per il diritto alla pensione di
invalidita',  di cui almeno 270 nel quinquennio precedente la domanda
di pensione. ((25))
  10. Le giornate eccedenti le 270 possono essere riferite ad un anno
successivo  nel  quale  risultino  accreditate  almeno 30 giornate di
contribuzione effettiva.
  11.  Per  la  contribuzione  relativa  a  periodi  successivi al 31
dicembre   1983,   qualora   nel   corso   dell'anno  sussista  anche
contribuzione  relativa  ad  attivita' lavorativa extra agricola, non
potra'  valutarsi  complessivamente  per  ciascun  anno  un numero di
settimane superiore a 52.
  12.  I  contributi  versati  o  accreditati relativamente al lavoro
agricolo  per periodi anteriori al 1 gennaio 1984 in numero inferiore
a  270  giornate  per  anno sono rivalutali per i coefficienti 2,60 e
3,86, rispettivamente, per gli uomini e per le donne e i ragazzi.
  12-bis.  Per effetto della rivalutazione di cui al comma precedente
non  possono,  comunque,  essere  computati  piu'  di  270 contributi
giornalieri per anno.
  13.  I  lavoratori agricoli che non raggiungano nell'anno il numero
minimo  di 270 contributi obbligatori giornalieri, possono effettuare
versamenti  volontari  per la assicurazione generale obbligatoria per
l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti ad integrazione di quelli
effettivi e figurativi fino alla concorrenza del predetto numero.
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AGGIORNAMENTO (18)
  Il D.L. 9 ottobre 1989 n. 338, convertito, con modificazioni, dalla
L. 7 dicembre 1989 n. 389 ha disposto (con l'art. 1 comma 2) che "Con
effetto  dal  1›  gennaio  1989 la percentuale di cui all'articolo 7,
comma  1, primo periodo, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638,
e'  elevata  a 40. A decorrere dal periodo di paga in corso alla data
del  1›  gennaio  1989,  la percentuale di cui al secondo periodo del
predetto comma e' fissata a 9,50."
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AGGIORNAMENTO (25)
  Il D.L. 1 ottobre 1996 n. 510, convertito, con modificazioni, dalla
L. 28 novembre 1996 n. 608 ha disposto (con l'art. 9-ter comma 4) che
"Il  comma  9 dell'articolo 7 del decreto-legge 12 settembre 1983, n.
463,  convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n.
638,  si  interpreta  nel  senso che ai fini della determinazione del
diritto alla pensione di anzianita' degli operai agricoli dipendenti,
sono  richiesti  35  anni  di  anzianita' assicurativa e un requisito
minimo  di  contribuzione di 5.460 giornate, con esclusione di quelle
coperte  da  contribuzione  figurativa  per malattia e per indennita'
ordinaria  di  disoccupazione.  L'anno  di contribuzione dei suddetti
operai  agricoli  ai  fini  del  diritto  a pensione di anzianita' e'
costituito da 156 contributi giornalieri."
                               Art. 8.

  All'articolo  10  del  regio  decreto-legge 14 aprile 1939, n. 634,
convertito,  con modificazioni, nella legge 6 luglio 1939, n. 1272, e
successive  modificazioni  ed  integrazioni, sono aggiunti i seguenti
commi:
  "La pensione di invalidita' non e' attribuita, e se attribuzione ne
resta  sospesa  la  corresponsione, nel caso in cui l'assicurato e il
pensionato, di eta' inferiore a quella prevista per il pensionamento,
di  vecchiaia,  siano percettori di reddito da lavoro dipendente, con
esclusione dei trattamenti di fine rapporto comunque denominati, e di
reddito  da  lavoro  o  autonomo  o  professionale o d'impresa per un
importo  lordo  annuo,  al  netto  dei soli contributi previdenziali,
superiore  a  tre  volte l'ammontare del trattamento minimo del Fondo
pensioni  lavoratori  dipendenti  calcolato  in misura pari a tredici
volte l'importo mensile in vigore al 1 gennaio di ciascun anno. Per i
lavoratori  autonomi  agricoli,  il  reddito  dichiarato dal titolare
dell'azienda  ai  fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
viene  imputato,  indipendentemente  dalla  effettiva  percezione,  a
ciascun  componente  attivo del nucleo familiare, in proporzione alla
quantita'  e  qualita' del lavoro effettivamente prestato da ciascuno
di  essi  in  modo  continuativo,  attestata  con dichiarazione dello
stesso  titolare della azienda. I periodi di godimento della pensione
sospesa,   scoperti   di  contribuzione  obbligatoria,  volontaria  o
figurativa,   non   sono   considerati  agli  effetti  dei  requisiti
contributivi  e  assicurativi per l'autorizzazione della prosecuzione
volontaria  dell'assicurazione  obbligatoria  per  l'invalidita',  la
vecchiaia  ed  i  superstiti.  La  corresponsione  della  pensione di
invalidita' sospesa ai sensi del presente comma e' ripristinata per i
periodi  in  cui  non  si  verificano  le  condizioni  di reddito che
determinano  la  sospensione  stessa  e  comunque  al  raggiungimento
dell'eta'  prevista  per il pensionamento di vecchiaia dai rispettivi
ordinamenti.
  Per  l'accertamento  del  reddito  di  cui al precedente comma, gli
interessati   debbono   presentare   all'Istituto   nazionale   della
previdenza   sociale,   con  le  modalita'  da  questo  indicate,  la
dichiarazione  di  cui all'articolo 24 della legge 13 aprile 1977, n.
114.
  Il  datore  di  lavoro  che ha alle proprie dipendenze o che assume
pensionati  di  invalidita'  e'  tenuto  a darne notizia all'Istituto
nazionale   della   previdenza  sociale,  indicando  l'importo  della
retribuzione  corrisposta,  entro trenta giorni dalla data di entrata
in  vigore  della legge di conversione del decreto-legge 12 settembre
1983,   n.   463,  o,  se  assunti  successivamente,  dalla  data  di
assunzione.  In  caso  di  mancata  comunicazione  o di comunicazione
infedele  di  dati, il datore di lavoro e' tenuto al pagamento di una
sanzione amministrativa di lire un milione per ogni dipendente cui si
riferisce l'inadempienza, salvo che il fatto costituisca reato.
  Ai  fini  dell'applicazione  del presente articolo il lavoratore e'
tenuto  a dichiarare per iscritto al datore di lavoro la sua qualita'
di  pensionato di invalidita'. In caso di omissione, il lavoratore e'
tenuto a versare allo Istituto nazionale della previdenza sociale una
somma  pari  al  doppio  di  quella  indebitamente  percepita, il cui
provento e' devoluto alla gestione pensionistica di pertinenza".
  I  ratei  di  pensione  indebitamente  percepiti  dal  1 gennaio di
ciascun anno sono recuperati in sede di ripristino della prestazione.
Il  recupero  avviene anche in deroga ai limiti posti dalla normativa
Vigente.((14))
  1-bis.  Resta  ferma  la  disposizione di cui all'articolo 68 della
legge 30 aprile 1969, n. 153, indipendentemente dal reddito percepito
dal pensionato.
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AGGIORNAMENTO (14)
  Il D.L. 30 dicembre 1987 n. 536, convertito con modificazioni dalla
L.  29  febbraio 1988 n. 48 ha disposto (con l'art. 4 comma 9 e comma
15)  che  "  I  datori  di lavoro che abbiano tardivamente effettuato
all'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  la comunicazione
prevista dall'articolo 8, comma 1, terzo capoverso, del decreto-legge
12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge
11  novembre  1983, n. 638, o che la effettuino entro sessanta giorni
dalla  data  di entrata in vigore del presente decreto sono esonerati
dall'obbligazione   per   la  sanzione  amministrativa  prevista  dal
presente  articolo."  e  che " Le sanzioni previste dall'articolo 26,
penultimo  comma,  della legge 30 aprile 1969, n. 153, dagli articoli
6, comma 11-ter, e 8, comma 1, quarto capoverso, del decreto-legge 12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
novembre  1983,  n.  638, dall'articolo 40 del decreto del Presidente
della  Repubblica  27  aprile 1968, n. 488, non si applicano a coloro
che  abbiano  denunciato  o  denuncino la percezione non dovuta della
pensione  sociale,  dell'integrazione  al  trattamento  minimo, della
pensione  di  invalidita',  ovvero  le  omissioni  di cui al predetto
articolo  40,  entro  novanta  giorni dalla data di entrata in vigore
della   legge   di   conversione  del  presente  decreto.  Le  stesse
disposizioni si applicano anche nei casi di omissioni accertate entro
il termine medesimo".
                               Art. 9.
        (( ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 12 MARZO 1999 N. 68 )).
                             Art. 9-bis
       ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 29 DICEMBRE 1990 N. 407)).
Titolo II
MISURE URGENTI IN MATERIA SANITARIA
                              Art. 10.

  1.  In attuazione dell'articolo 30 della legge 23 dicembre 1978, n.
833,  il  Ministro  della  sanita'  approva,  con proprio decreto, il
prontuario  terapeutico,  basato  sulla semplicita' e chiarezza nella
classificazione,  che  comprende i farmaci prescrivibili a carico del
Servizio  sanitario  nazionale  individuati in base al criterio della
efficacia terapeutica e della economia del prodotto.
  2. Nel prontuario terapeutico del Servizio sanitario nazionale deve
essere  previsto  apposito elenco di farmaci destinati al trattamento
delle  situazioni  patologiche  di  urgenza,  delle  malattie ad alto
rischio,  delle  gravi  condizioni  o  sindromi  morbose  che esigono
terapia  di lunga durata, nonche' alle cure necessarie per assicurare
la  sopravvivenza  nelle malattie croniche, per i quali non e' dovuta
alcuna quota di partecipazione.
  Nel  predetto elenco i galenici preparati dal farmacista su ricetta
medica  sono  indicati  per sostanza o per categoria terapeutica, con
eventuale specificazione di limitazioni quantitative.
  3.  Gli  utenti  del Servizio sanitario nazionale che richiedano la
erogazione  di  farmaci diversi da quelli di cui al comma precedente,
compresi  nel  prontuario  terapeutico,  sono  tenuti  a  versare  al
farmacista all'atto del prelievo dei farmaci:
    a)  una quota di partecipazione sul prezzo di vendita al pubblico
dei  suddetti  farmaci,  esclusi  gli antibiotici e i chemioterapici,
pari  a  L. 150 per ogni mille lire; tale quota si applica anche alla
frazione di prezzo superiore a L. 500;
    b)  una  quota  fissa  di L. 1.000 per ogni ricetta, ivi comprese
quelle prescriventi antibiotici e chemioterapici.(9)(12)(13)((16))
  4. La quota di partecipazione alle spese di cui alla lettera a) del
comma precedente non puo' superare L. 20.000 per ricetta.
  5.  Sono  inseriti  nel  prontuario terapeutico i prodotti galenici
officinali  per  uso  umano  di cui all'elenco-indice del "Formulario
nazionale",  allegato al decreto del Ministro della sanita' 26 giugno
1981,  pubblicato  nel  supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale
della  Repubblica  italiana  n.  197 del 20 luglio 1981, e successivi
aggiornamenti.   Ai   fini  dell'inserimento  di  tali  prodotti  nel
prontuario  terapeutico  saranno seguite le procedure di cui ai commi
1, 2 e 3 del successivo articolo 12.
  6.  I farmaci previsti nel comma precedente sono posti a carico del
Servizio  sanitario  nazionale  ,  a seguito del loro inserimento nel
prontuario, dalla data di applicazione dei primi prezzi ad essi
  relativi  determinati  dal  Comitato  interministeriale  dei prezzi
  (CIP).
Il CIP e' tenuto a fissare tali prezzi entro sei mesi dalla data di
entrata  in  vigore  della legge di conversione del presente decreto.
Per  i  farmaci  dei quali gli elenchi di cui al comma precedente non
specificano  il  dosaggio  e  la confezione, i predetti elementi sono
stabiliti,   ai   fini   dell'inclusione  dei  farmaci  medesimi  nel
prontuario  terapeutico, dal comitato previsto dall'articolo 30 della
legge  23  dicembre  1978, n. 833. Quando gli elenchi di cui al comma
precedente  prevedono  piu'  confezioni  per  un medesimo farmaco, il
predetto  comitato puo' limitare ad una sola di esse l'inclusione nel
prontuario terapeutico.
  7.  Fino  alla  data dell'applicazione dei primi prezzi determinati
dal   CIP   per  i  farmaci  previsti  nel  precedente  comma  5,  le
preparazioni   galeniche   officinali   di   cui  all'allegato  n.  4
dell'accordo  nazionale  recante  la  disciplina  dei rapporti con le
farmacie  per  l'assistenza  farmaceutica  nell'ambito  del  Servizio
sanitario  nazionale, reso esecutivo con decreto del Presidente della
Repubblica  15  settembre  1979, pubblicato nel supplemento ordinario
alla   Gazzetta   Ufficiale   n.   288  del  22  ottobre  1979,  sono
prescrivibili  con  onere  a  totale  carico  del  Servizio sanitario
nazionale,   che  corrispondera'  ai  farmacisti  i  prezzi  indicati
nell'allegato predetto e successive modificazioni.
  8. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 11 NOVEMBRE 1983 N. 638.
  9.  La  quota  di partecipazione alla spesa a carico dell'assistito
sulle   prestazioni  di  diagnostica  strumentale  e  di  laboratorio
prevista  dall'articolo  12  della  legge  26 aprile 1982, n. 181, e'
fissata al 20 per cento con il limite minimo di L. 1.000 e massimo di
L.  20.000  per  ogni  prestazione.  In  caso  di prestazioni plurime
contenute   in   un'unica   prescrizione,   il   limite   massimo  di
partecipazione  alla  spesa per il complesso delle prestazioni stesse
e' fissato in L. 50.000.
  9-bis.   Le   disposizioni   relative  alla  compartecipazione  dei
cittadini  per  le  prestazioni  di  cui  ai  commi 3 e 9 non vengono
applicate  per le prestazioni, erogate dai servizi pubblici, eseguite
ai sensi e per le finalita' di cui alle leggi 13 maggio 1978, n. 180,
e 22 dicembre 1975, n. 685.
  9-ter.  Le disposizioni di cui ai commi 3 e 9 non vengono applicate
per  le  prestazioni  farmaceutiche e di diagnostica strumentale e di
laboratorio effettuate ai fini della tutela sanitaria dei donatori di
sangue  ed  organi  in connessione con gli atti di donazione e per le
presentazioni  sanitarie  da effettuarsi nei confronti delle donne in
stato  di  gravidanza  ed  a tutela della maternita' responsabile con
accesso  agli  esami  di  laboratorio e di diagnostica strumentale in
misura  da  stabilirsi mediante protocolli da emanarsi entro sessanta
giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto.
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  22 dicembre 1984 n. 887 ha disposto (con l'art. 15 comma 2)
che  "La  quota fissa di lire 1.000 dovuta ai sensi dell'articolo 10,
comma  3,  del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito in
legge,  con  modificazioni,  dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e'
aumentata a lire 1.300".
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AGGIORNAMENTO (12)
  La  L.  28  febbraio 1986 n. 41 ha disposto (con l'art. 28 comma 1)
che  "a  decorrere  dall'entrata  in vigore della suindicata legge le
quote  di  partecipazione dell'assistito alla spesa sulle prestazioni
farmaceutiche  previste dalle lettere a) e b) dell'articolo 10, comma
3,  del  decreto-legge  12  settembre  1983,  n. 463, convertito, con
modificazioni,  nella  legge  11  novembre 1983, n. 638, e successive
modificazioni,  sono  elevate,  rispettivamente,  a lire 250 per ogni
1.000  lire sul prezzo di vendita al pubblico dei medicinali e a lire
2.000 per ogni ricetta".
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AGGIORNAMENTO (13)
  Il  D.L. 30 ottobre 1987 n. 443, convertito con modificazioni dalla
L.  29  dicembre  1987 n. 531, ha disposto (con l'art. 2 comma 4) che
"Le   quote  di  partecipazione  dell'assistito  alla  spesa  per  le
prestazioni   farmaceutiche   previste   dalle   lettere   a)   e  b)
dell'articolo  10,  comma  3, del decreto-legge 12 settembre 1983, n.
463,  convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n.
638, e successive modificazioni, sono cosi' determinate: a) una quota
fissa  di  L.  1.000  per ricetta; b) una quota fissa di L. 1.500 per
ciascun  farmaco  con prezzo superiore a L. 5.000 e fino a L. 25.000;
c)  una  quota  fissa  di  L.  3.000  per  ciascun farmaco con prezzo
superiore  a  L. 25.000; d) una quota complessiva di L. 1.500 per gli
antibiotici  in  confezione  monodose qualora l'importo globale della
ricetta  non  superi le L. 25.000 e di L. 3.000 qualora detto importo
superi la predetta cifra".
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AGGIORNAMENTO (16)
  La  L. 11 marzo 1988 n. 67 ha disposto (con l'art. 19 comma 13) che
"a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, la
quota  di partecipazione dell'assistito alla spesa per le prestazioni
farmaceutiche,  prevista  dall'articolo  10,  comma 3, lettera b) del
decreto-legge  12  settembre  1983,  n. 463, convertito in legge, con
modificazioni,  dalla  legge 11 novembre 1983, n. 638, e' determinata
in lire 2.000 per ricetta".
                              Art. 11.

  1. Sono esentati dal pagamento delle quote di partecipazione di cui
all'articolo  10  gli  utenti  del  Servizio  sanitario nazionale che
abbiano  nell'anno  precedente un reddito personale assoggettabile ai
fini  dell'IRPEF  non  superiore  a L. 4.500.000 o che appartengano a
famiglia  i  cui  componenti,  compreso l'assistito, abbiano in detto
anno  redditi  assoggettabili  ai  fini  dell'IRPEF  per  un  importo
complessivo  non superiore a L. 4.000.000 aumentato di L. 500.000 per
ogni componente oltre il dichiarante.
  2.   ((Sono esentati altresi' dal pagamento delle quote di partecipazione di cui all'articolo 10 gli invalidi civili e del lavoro nei cui confronti sia stata accertata una riduzione della capacita' lavorativa nella misura superiore ai due terzi, gli invalidi di guerra o per servizio per una menomazione dell'integrita' fisica ascrivibile alle categorie dalla 1ª alla 5ª della tabella A allegata alla legge 18 marzo 1968, n. 313, i privi della vista o sordomuti indicati, rispettivamente, dagli articoli 6 e 7 della legge 2 aprile 1968, n. 482. Sono altresi' esentati gli invalidi civili con assegno di accompagnamento, di cui all'articolo 17 della legge 30 marzo 1971, n. 118. Sono comunque concesse gratuitamente alle categorie sopra indicate le prestazioni ortopediche e protesiche connesse alla invalidita' che saranno determinate con decreto del Ministro della sanita', sentito il Consiglio sanitario nazionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto)).
  3.  Restano  in  vigore,  ai  fini  delle esenzioni di cui ai commi
precedenti,  le  disposizioni  dell'articolo 12 della legge 26 aprile
1982, n. 181, non modificate dal presente articolo.
  4.  Gli  estremi  del  documento  previsto dall'articolo 12, ottavo
comma, della legge 26 aprile 1982, n. 181, attestante il diritto alla
esenzione di cui ai commi precedenti, sono riportati dal medico sulla
prescrizione.
  5.  ((Il Ministro della sanita', sentito il Consiglio sanitario nazionale, ai fini della prevenzione e della cura di forme morbose di particolare rilevanza sociale o di peculiare interesse per la tutela della salute pubblica, stabilisce, con proprio decreto, entro novanta giorni, norme rivolte ad indicare i soggetti esentati dal pagamento delle quote di partecipazione alla spesa sulle prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio)).
  ((5-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 10, comma 9, non vengono applicate per le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio conseguenti ad interventi ed a campagne di prevenzione (medicina scolastica, medicina dello sport, tutela sanitaria negli ambienti e luoghi di lavoro, prevenzione oncologica) previste dal piano sanitario nazionale)).
  6.  Sono  esentati dal pagamento delle quote di partecipazione alla
spesa  farmaceutica  ed  alla  spesa sulle prestazioni di diagnostica
strumentale  o  di  laboratorio  i  lavoratori  soggetti  alla tutela
assicurativa  di  cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 30
giugno  1965,  n. 1124, e successive modificazioni, e gli invalidi di
guerra  e  per  servizio che necessitano di cure prescritte da medici
convenzionati o dipendenti da strutture pubbliche o convenzionate, in
dipendenza,  rispettivamente,  di  infortuni sul lavoro o di malattie
professionali  e  di infermita' riconosciute per causa di guerra o di
servizio.
  7.  Le  amministrazioni che gestiscono l'assicurazione obbligatoria
di  cui  al  precedente comma rimborsano al Fondo sanitario nazionale
gli  oneri relativi, mediante un contributo nella misura e secondo le
modalita'  determinate  annualmente  con  decreto  del Ministro della
sanita',  di  concerto  con  i Ministri del lavoro e della previdenza
sociale e del tesoro.
  8. Le autocertificazioni di cui alle disposizioni dell'articolo 12,
nono  comma,  lettera  a), della legge 26 aprile 1982, n. 181, devono
riportare  per  ciascun componente della famiglia il numero di codice
fiscale  e  l'indicazione dell'ufficio al quale sono state presentate
le  dichiarazioni  dei  redditi  cui  le autocertificazioni stesse si
riferiscono.  L'unita'  sanitaria  locale  verifica la veridicita' di
almeno  il  tre per cento delle autocertificazioni e trasmette quelle
assoggettate   a  verifica  agli  uffici  finanziari  indicati  nelle
autocertificazioni,  che  ne  tengono conto nell'ambito della propria
competenza.
  9.  Nell'ambito  dei  controlli sistematici di cui al secondo comma
dell'articolo 1 della legge 7 agosto 1982, n. 526, l'unita' sanitaria
locale  e'  tenuta  ad  effettuare  indagini a campione con frequenza
annuale    sulle   prescrizioni   ((...))   rilasciate   dai   medici
convenzionati,  comunicandone  i risultati al Ministero della sanita'
ed  alla  regione.  Analogamente  si  procede  per  le prestazioni di
diagnostica   strumentale   e  di  laboratorio  eseguite  presso  gli
ambulatori e strutture private convenzionati.
  10.  All'articolo  13  della  legge 26 aprile 1982, n. 181, dopo il
terzo comma, sono aggiunti i seguenti:
  "In  caso  di  inerzia  o  di  ingiustificato  ritardo delle unita'
sanitarie locali nella cura degli adempimenti previsti dagli articoli
1, secondo comma, 3, 5, secondo comma, e 7 della legge 7 agosto 1982,
n.  526,  e  dall'articolo  11,  commi  8  e  9, del decreto-legge 12
settembre  1983, n. 463, nonche' in ogni altro caso di ingiustificata
inottemperanza   ad   obblighi   imposti   da  atti  normativi  e  da
disposizioni   regionali   derivanti   da  atti  di  indirizzo  e  di
coordinamento  emanati  ai  sensi  dell'articolo  5  della  legge  23
dicembre  1978, n. 833, le regioni e le province autonome di Trento e
di  Bolzano,  previa  diffida,  adottano  i  provvedimenti  omessi  o
comunque necessari, anche mediante l'invio di appositi commissari.
  Lo stesso potere e con le modalita' indicate al comma precedente e'
attribuito al Ministro della sanita', su segnalazione del commissario
del Governo, quando la regione o provincia autonoma non vi provveda".
                              Art. 12.

  1.  In  sede di aggiornamento annuale del prontuario terapeutico di
cui al penultimo comma dell'articolo 30 della legge 23 dicembre 1978,
n.  833,  sono  stabiliti  i criteri per il successivo inserimento di
nuovi farmaci, nonche' per l'esclusione di quelli gia' inseriti. Tali
criteri individuano i settori terapeutici interessati alla inclusione
ed all'esclusione sulla base della rilevanza medico-sociale.
  2.  In  applicazione  dei criteri come sopra stabiliti, il Ministro
della  sanita',  con  la procedura prevista dal predetto articolo 30,
approva  con  proprio  decreto,  con  periodicita'  quadrimestrale, a
partire dalla data di entrata in vigore del prontuario terapeutico di
cui  al  precedente  articolo 10, l'inserimento di nuovi prodotti nel
prontuario  stesso,  nonche' l'esclusione di quelli gia' inseriti. Ai
fini  della  integrazione, il Ministro della sanita', contestualmente
all'emanazione  del  decreto  di  registrazione,  avvia  la procedura
prevista dal richiamato articolo 30.
  3. Il Consiglio sanitario nazionale si riunisce entro il terzo mese
di  ogni  quadrimestre  per  esprimere  il  proprio parere. Se non si
pronuncia entro il termine suddetto, il parere si intende espresso in
senso  conforme  alla  proposta  del  comitato di cui all'articolo 30
della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
  4.  Con  il decreto di approvazione del prontuario terapeutico sono
altresi'  stabilite  le modalita' per l'indicazione, sulle fustelle o
bollini  autoadesivi  e  sulle  confezioni, della partecipazione alla
spesa   da   parte  degli  assistiti  ovvero  della  esenzione  dalla
partecipazione stessa.
  5.  Il prezzo di vendita al pubblico delle specialita' medicinali e
dei  galenici  preconfezionati  deve  essere riportato, oltre che sul
fustellato   o  bollino  autoadesivo,  anche  in  altra  parte  della
confezione.
  6. Fino al termine di centottanta giorni dall'entrata in vigore del
prontuario  terapeutico, le scorte di specialita' medicinali giacenti
presso  l'industria, i grossisti e le farmacie possono essere esitate
senza  l'adempimento  di  cui ai commi precedenti. In tale periodo le
farmacie  indicheranno  sulla ricetta le quote di partecipazione alla
spesa percepite. ((3))
  7. Trascorso tale termine l'indicazione della partecipazione dovra'
essere  apposta,  secondo  modalita'  previste  dal decreto medesimo,
sulle  scorte residue, dall'industria, dai grossisti e dalle farmacie
mediante  sovrastampa indelebile o bollino trasparente autoadesivo da
sovrapporre   alla   fustella  o  etichetta  originale,  in  modo  da
identificare chiaramente la denominazione del prodotto ivi stampato.
  8.  Entro  tre  mesi dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione  del  presente decreto il Ministro della sanita', al fine
di  assicurare  il  rigoroso controllo della spesa sanitaria mediante
l'acquisizione sistematica di dati quantitativi e qualitativi, adotta
disposizioni  per  la  codifica  delle  specialita'  medicinali e dei
galenici   preconfezionati   nonche'  per  l'impiego  nelle  relative
confezioni di fustelle o bollini autoadesivi a lettura automatica.
  9.  Per  le  medesime finalita' ed in connessione alla applicazione
della  disciplina  di  cui  al  comma  precedente,  il Ministro della
sanita' e' altresi' autorizzato ad emanare disposizioni per:
    a) l'adozione nel Servizio sanitario nazionale di ricettari unici
standardizzati e a lettura automatica;
    b)  la  razionalizzazione  delle  modalita'  secondo  le quali il
prezzo  delle  specialita'  medicinali e dei galenici preconfezionati
nonche'  la  quota  a  carico  dell'assistito debbono essere indicati
sulle relative confezioni;
    c)  l'eventuale  estensione  delle  tecniche  di  codifica  e  di
fustellatura  agli altri prodotti e presidi comunque erogati a carico
del Servizio sanitario nazionale.
  10.  Il  numero  d'ordine  3  della  tariffa annessa al decreto del
Presidente  della  Repubblica  26  ottobre 1972, n. 641, e successive
modificazioni, e' sostituito dall'allegato al presente decreto.
  11.  Le  tasse  annuali previste nell'allegato sono dovute anche se
non  sono state corrisposte le correlative tasse di rilascio, perche'
non dovute in base alle disposizioni al momento vigenti.
  12.  Per  il  1983,  coloro che hanno ottenuto le autorizzazioni in
data  anteriore  al  1  gennaio  1983  devono  corrispondere le tasse
annuali  o  i conguagli, fino a concorrenza delle somme dovute, entro
quindici  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore della legge di
conversione del presente decreto.
  13.  Per  la  trattazione  di  questioni  concernenti  i prezzi dei
medicinali  il  Ministro  della  sanita'  partecipa,  in  qualita' di
componente,  alle sedute del Comitato interministeriale dei prezzi di
cui  all'articolo 1 del decreto legislativo luogotenenziale 23 aprile
1946,  n.  363.  Per  la  trattazione  delle medesime questioni, alle
sedute  della  Commissione  centrale prezzi di cui all'articolo 2 del
citato  decreto  legislativo partecipa, in qualita' di componente, un
rappresentante  del  Ministero  della  sanita'. Nei casi di assenza o
impedimento il titolare e' sostituito dal supplente.
  14.  Entro  un  anno  dalla  data di entrata in vigore del presente
decreto   il   CIP   approva,   previa   deliberazione  del  Comitato
interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta
congiunta  dei Ministri della sanita' e dell'industria, del commercio
e  dell'artigianato,  nel rispetto dei criteri indicati dall'articolo
29  della  legge  23  dicembre  1978,  n.  833,  un  nuovo  metodo di
determinazione  dei  prezzi  dei medicinali prodotti industrialmente,
che  sara' applicato dal CIP per la fissazione del prezzo dei singoli
medicinali.
  15.  Il  Ministro  della sanita' presenta annualmente al Parlamento
una  relazione  sull'applicazione  del nuovo metodo di determinazione
dei prezzi dei medicinali.
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il D.L. 29 dicembre 1983 n. 747, convertito, con modificazioni, con
la  L.  27 febbraio 1984, n. 18 ha disposto che "Il termine di cui al
comma 6 dell'articolo 12 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463,
convertito,  con modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638,
decorre  dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale sul
Prontuario  terapeutico nazionale, di cui all'articolo 32 della legge
27  dicembre  1983,  n.  730,  e comunque a far tempo dal 12 febbraio
1984."
                              Art. 13.

  1.  L'assistenza sanitaria integrativa e le prestazioni previste in
favore  degli  assicurati  all'INPS  e all'INAIL restano disciplinate
dalle   disposizioni  del  decreto-legge  25  gennaio  1982,  n.  16,
convertito con modificazioni, nella legge 25 marzo 1982, n. 98, salvo
quanto previsto nei commi successivi.
  2. Per l'anno 1983 il versamento al bilancio dello Stato previsto a
carico  dell'INPS  e  dell'INAIL  dall'articolo 69, lettera b), della
legge  23 dicembre 1978, n. 833, e' elevato del 13 per cento rispetto
a  quello  previsto  per  1982  dall'articolo  1 del decreto-legge 25
gennaio  1982,  n.  16, convertito, con modificazioni, nella legge 25
marzo 1982, n. 98.
  3.  Per  i lavoratori dipendenti pubblici e privati, le prestazioni
idrotermali  possono  essere  concesse,  fuori dei congedi ordinari e
delle   ferie   annuali,   esclusivamente   per   effettive  esigenze
terapeutiche  o riabilitative ((...)), su motivata prescrizione di un
medico specialista dell'unita' sanitaria locale ovvero, limitatamente
ai  lavoratori  avviati alle cure dall'INPS e dall'INAIL, su motivata
prescrizione dei medici dei predetti istituti.
  4.  I  congedi  straordinari,  le  aspettative  per  infermita',  i
permessi  per malattia comunque denominati, concessi per fruire delle
prestazioni  di  cui  al  comma  precedente,  non possono superare il
periodo  di  quindici  giorni  l'anno  anche  per  i  soggetti di cui
all'articolo 57, terzo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
  5. Tra i periodi concessi ai sensi dei commi precedenti e i congedi
ordinari e le ferie annuali deve intercorrere un intervallo di almeno
quindici giorni.
  6.  ((I congedi straordinari, le aspettative per infermita' ed i permessi per malattia di cui ai commi precedenti non possono essere concessi per cure elioterapiche, climatiche e psammoterapiche, ad eccezione di quelli spettanti agli invalidi per causa di guerra, di servizio e del lavoro e ai ciechi, ai sordomuti e agli invalidi civili con una percentuale superiore ai due terzi)).
  7.  L'Istituto  nazionale della previdenza sociale e' autorizzato a
proseguire, fino al definitivo passaggio alle unita' sanitarie locali
territorialmente   competenti,  l'attivita'  terapeutica  presso  gli
stabilimenti  termali  di  cui  al terzo comma dell'articolo 36 della
legge  23  dicembre  1978,  n. 833. ((Restano in vigore dal 1 gennaio 1983))  le disposizioni di cui al quarto comma dell'articolo 52 della
citata legge.
                              Art. 14.

  1.  La  norma  di  cui all'articolo 3, primo comma, lettera b), del
decreto-legge  30  dicembre  1979,  n.  663, convertito in legge, con
modificazioni,  dalla  legge 29 febbraio 1980, n. 33, va interpretata
nel  senso  che  obbligati  al  pagamento  del  contributo sociale di
malattia  di  cui  all'articolo  1  del  decreto del Presidente della
Repubblica  8  luglio  1980,  n.  538,  e  successive modificazioni e
integrazioni,  sono i soggetti iscritti negli appositi albi o elenchi
professionali,  di  cui  all'articolo  2229  del  codice  civile, che
esercitano  effettivamente la libera professione, anche se lavoratori
dipendenti  o  titolari  di  pensione ((nei limiti previsti dal comma 2-bis)),   ad   eccezione   di   quelli   appartenenti   a  categorie
professionali  per le quali non erano istituite prima dell'entrata in
vigore  della  legge  23  dicembre  1978,  n.  833,  apposite casse o
gestioni per l'assicurazione di malattia.
  2.  A decorrere dal 1 gennaio 1983 i liberi professionisti iscritti
negli  appositi albi o elenchi professionali di cui all'articolo 2229
del   codice   civile,   che   esercitano  effettivamente  la  libera
professione, ((...)), sono tenuti al pagamento del contributo sociale
di  malattia  nelle  misure  di  cui  al decreto del Presidente della
Repubblica  8  luglio  1980,  n.  538,  e  successive modificazioni e
integrazioni.
  ((2-bis. In caso di cumulo tra reddito di lavoro professionale e reddito di lavoro dipendente, autonomo o di pensione soggetta ad un contributo di malattia, sul reddito derivante dall'attivita' professionale e' dovuta solo la maggiorazione del contributo di cui all'articolo 1, ultimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 1980, n. 538, e successive modificazioni ed integrazioni)).
                              Art. 15.

  1.  Fermi restando i residui attivi e passivi che i soppressi enti,
casse  mutue anche aziendali - escluse le affidatarie - e gestioni di
assistenza  malattia  espongono  alla  data  di entrata in vigore del
presente   decreto  nei  confronti  della  Direzione  generale  degli
istituti  di  previdenza  e/o  della  Cassa  depositi e prestiti, ivi
comprese  le  sezioni autonome e speciali istituite presso la stessa,
nonche'  i crediti ex Gescal relativi alla costruzione di alloggi per
i lavoratori, sono estinti i residui crediti e debiti che le gestioni
di  liquidazione  dei  menzionati  enti  soppressi - assunte ai sensi
dell'articolo 77 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dallo speciale
ufficio  liquidazioni  presso il Ministero del tesoro - espongono nei
confronti   dello  Stato.  Rimangono  altresi'  fermi  crediti  dello
speciale  ufficio liquidazioni per lo sconto farmaceutico concesso ai
disciolti  enti mutualistici nonche' i crediti degli enti ospedalieri
nei confronti degli stessi enti mutualistici. - 2. Le disposizioni di
cui  al  precedente  comma  si estendono anche a tutte le gestioni di
liquidazione  degli  enti  soppressi,  comunque  affidate allo stesso
speciale ufficio liquidazioni.
  3.  Sono,  altresi',  estinti  tutti i rapporti di debito e credito
esposti  fra  di  loro  dagli  enti  soppressi, alla cui liquidazione
provvede il predetto speciale ufficio liquidazioni.
  4.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non trovano applicazione
nei  confronti  dei  debiti  e  dei  crediti  che  gli enti soppressi
espongono  verso  terzi nella situazione patrimoniale presentata allo
speciale ufficio liquidazioni all'atto delle consegne.
  5.  In deroga all'articolo 69 della legge 23 dicembre 1978, n. 833,
le  regioni  e  le  province  autonome di Trento e Bolzano nonche' le
unita'  sanitarie  locali sono autorizzate a trattenere le somme ((di cui alle lettere b), c) ed e) del primo comma del medesimo articolo))
per gli anni 1983 e precedenti. Le predette somme sono utilizzate per
le  quote  fino  al  31  dicembre  1982  a  copertura degli eventuali
disavanzi  d'esercizio  sul fondo sanitario e per il 1983, nel limite
della meta', ad integrazione dello stanziamento di competenza, per la
provvista di apparecchiature ed attrezzature tecniche e scientifiche,
nell'ambito del piano triennale di investimenti previsto dal bilancio
pluriennale  dello Stato. Restano acquisiti al bilancio dello Stato i
versamenti  effettuati precedentemente alla data di entrata in vigore
del presente decreto.
  6.  Al  personale  dell'istituto  superiore per la prevenzione e la
sicurezza  del  lavoro  e  delle  unita'  sanitarie  locali  che, per
l'effettuazione  di  omologazioni, collaudi e verifiche periodiche ai
fini  della  sicurezza  negli  ambienti  di  vita  e di lavoro, abbia
frequente  necessita'  di  recarsi  in localita' comprese nell'ambito
della  circoscrizione  territoriale dell'ufficio di appartenenza o di
spostarsi da uno ad un altro luogo di lavoro, anche nell'ambito della
citta'  sede  dell'ufficio,  puo'  essere  consentito,  ancorche' non
acquisti  titolo  alla  indennita'  di trasferta, l'uso di un proprio
mezzo   di   trasporto   con   la   corresponsione  della  indennita'
chilometrica dovuta.
  L'uso  di  tale mezzo e' autorizzato dal responsabile dell'ufficio,
previa    domanda    dell'interessato   dalla   quale   risulti   che
l'amministrazione  e'  sollevata  da  qualsiasi responsabilita' circa
l'uso  del  mezzo.  Allo  stesso personale che non si avvale di mezzi
propri  compete il rimborso delle spese per l'uso dei normali servizi
di trasporto.
                              Art. 16.

  All'articolo 49 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dopo il primo
comma quale modificato dall'articolo 13, quarto comma, della legge 26
aprile 1982, n. 181, sono aggiunti i seguenti:
  "I  provvedimenti vincolati della unita' sanitaria locale attinenti
allo  stato  giuridico  e  al  trattamento  economico  del  personale
dipendente  indicati nell'articolo 10, secondo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, sono adottati dal
coordinatore  amministrativo dell'ufficio di direzione e trasmessi al
comitato  di gestione e al collegio dei revisori. Detti provvedimenti
non   sono  assoggettati  al  controllo  del  comitato  regionale  di
controllo.
  Il  comitato  di gestione, d'ufficio o su segnalazione del collegio
dei  revisori, nell'esercizio del potere di autotutela puo', entro 20
giorni   dal  ricevimento,  annullare  o  riformare  i  provvedimenti
indicati al comma precedente.
  (( CAPOVERSO SOPPRESSO DALLA L. 11 NOVEMBRE 1983 N. 638)).
  ((1-bis. Al secondo comma dell'articolo 49 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, le parole: "gli alti di cui al comma precedente" sono sostituite dalle seguenti: "gli atti di cui al primo comma")).
                              Art. 17.

  1.  Qualora entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto  non  sia stato costituito il collegio dei revisori
della  unita'  sanitaria  locale,  previsto dall'articolo 15, secondo
comma,  della  legge  23 dicembre 1978, n. 833, cosi' come modificato
dall'articolo  13  della  legge  26  aprile 1982, n. 181, il Ministro
della sanita', su segnalazione del commissario di Governo, provvede a
costituirlo  in  via  straordinaria con il funzionario, designato dal
Ministero  del tesoro, con funzioni di presidente, con un funzionario
addetto  all'ufficio  di ragioneria di un comune facente parte, della
unita'  sanitaria  locale e con un funzionario designato dal predetto
commissario  di  Governo.  ((Il collegio cessa le proprie funzioni all'atto dell'insediamento del collegio ordinario)).
  2. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 11 NOVEMBRE 1983 N. 638)).
                              Art. 18.

  1. ((Entro il 30 novembre 1983 il comitato di gestione della unita' sanitaria locale determina per la competenza il totale degli accertamenti di entrata e il totale degli impegni assunti alla data del 30 settembre 1983 e sulla base di questi e delle esigenze previste in entrata, nonche' di quelle in uscita relative alle sole attivita' necessarie per il funzionamento dei servizi, alla data del 31 dicembre successivo, definisce il presunto risultato di amministrazione di competenza dell'esercizio 1983)).
  2.  Il  collegio  dei  revisori verifica entro il 31 gennaio 1984 i
disavanzi  ((pregressi))  e  con  apposita relazione da inviarsi alla
regione  e  ai Ministeri del tesoro e della sanita' accerta l'entita'
dei  disavanzi  non  ripianabili  con le disponibilita' attuali della
unita' sanitaria locale.
                              Art. 19.

  1.  Il  bilancio  di  previsione  delle unita' sanitarie locali per
l'esercizio 1984 deve essere deliberato entro il 31 dicembre 1983 nei
limiti  inderogabili degli stanziamenti fissati dalle regioni in base
al  riparto  del Fondo sanitario nazionale deliberato non oltre il 15
novembre  1983,  dal Comitato interministeriale per la programmazione
economica  (CIPE)  in coerenza con le previsioni del disegno di legge
di  bilancio  per  l'anno 1984 presentato al Parlamento. ((Le regioni provvedono alla fissazione degli stanziamenti entro il 30 novembre 1983)).
  2.  ((Per i bilanci degli esercizi successivi il CIPE, le regioni e le unita' sanitarie locali provvedono agli adempimenti di competenza, rispettivamente, entro i termini del 31 ottobre, del 20 novembre e del 31 dicembre)).
  3.  Fino a quando le unita' sanitarie locali non abbiano deliberato
il  bilancio  di  previsione,  le  stesse  non  possono impegnare, in
ciascun  mese,  somme  superiori  ad  1/12  delle  entrate  accertate
nell'esercizio   precedente  a  titolo  di  finanziamento  dal  Fondo
sanitario  nazionale.  ((La gestione in dodicesimi non puo' comunque essere protratta oltre il mese di aprile dell'esercizio di riferimento)).
                              Art. 20.

  All'articolo  53  della  legge  23 dicembre 1978, n. 833, il primo,
secondo e terzo comma sono sostituiti dai seguenti:
  "Le linee generali di indirizzo e le modalita' di svolgimento delle
attivita'   istituzionali   del  Servizio  sanitario  nazionale  sono
stabilite  con  il  piano  sanitario  nazionale  in  conformita' agli
obiettivi  della  programmazione  socio-economica  nazionale e tenuta
presente   l'esigenza  di  superare  le  condizioni  di  arretratezza
socio-sanitaria che esistono nel Paese, particolarmente nelle regioni
meridionali.  Le  disposizioni precettive relative al piano sanitario
nazionale sono fissate, per la sua durata triennale,((con legge dello Stato)).
  Il piano sanitario nazionale conseguente alle disposizioni indicate
al  comma  precedente,  e' sottoposto dal Governo alle Camere ai fini
della  sua approvazione con atto non legislativo. Il Governo adotta i
conseguenti  atti  di indirizzo e coordinamento, sentito il Consiglio
sanitario nazionale il cui parere si intende positivo se non espresso
dopo 60 giorni dalla richiesta.
  Il  piano  ha  di  norma  durata  triennale  e  viene approvato dal
Consiglio dei Ministri entro il 30 giugno dell'ultimo anno di vigenza
del piano sanitario precedente e puo' essere modificato con le stesse
modalita' nel corso del triennio".
Titolo III
MISURE URGENTI PER IL CONTENIMENTO DELLA SPESA
PUBBLICA E DISPOSIZIONI PER TALUNI SETTORI DELLA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
                              Art. 21.

  1.  L'autorizzazione  di  spesa  di lire 500 miliardi contenuta nel
primo  comma  dell'articolo 7 del decreto-legge 30 settembre 1982, n.
688,  convertito, con modificazioni, nella legge 27 novembre 1982, n.
873,  e' iscritta nello stato di previsione della spesa del Ministero
delle finanze per l'anno 1983 solo per lire 310 miliardi. La restante
somma  di  lire  190  miliardi  sara'  iscritta nel medesimo stato di
previsione per il 1984.
  2.  L'ultimo  comma  dell'articolo 25 della legge 5 agosto 1978, n.
468, e' sostituito dal seguente:
  "Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri
del  tesoro  e  del  bilancio  e  della programmazione economica, con
proprio  decreto,  individua gli organismi e gli enti anche di natura
economica   che   gestiscono   fondi  direttamente  o  indirettamente
interessanti  la  finanza  pubblica,  con  eccezione  degli  enti  di
gestione   delle   partecipazioni   statali  e  degli  enti  autonomi
fieristici,  ai  quali  si  applicano  le  disposizioni  del presente
articolo.  Per  gli enti economici l'obbligo di cui al primo comma si
riferisce solo alle previsioni ed ai consuntivi in termini di cassa".
  3. Il primo comma dell'articolo 65 della legge 23 dicembre 1978, n.
833, e' sostituito dal seguente:
  "In applicazione del progetto di riparto previsto dall'ultimo comma
dell'articolo 4 della legge 29 giugno 1977, n. 349, e d'intesa con le
regioni interessate, con decreto del Ministro del tesoro, di concerto
con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e delle finanze,
sia   i  beni  mobili  ed  immobili  che  le  attrezzature  destinati
prevalentemente  ai  servizi  sanitari  appartenenti agli enti, casse
mutue  e  gestioni soppressi sono trasferiti al patrimonio dei comuni
competenti  per  territorio,  con vincolo di destinazione alle unita'
sanitarie locali".
  4.  Il  primo  comma dell'articolo 40 della legge 30 marzo 1981, n.
119, e' sostituito dal seguente:
  "Gli  enti  pubblici  di  cui  agli  articoli 25 e 31 della legge 5
agosto 1978, n. 468, nonche' quelli di cui alla tabella allegata alla
stessa legge 5 agosto 1978, n. 468, e quelli elencati nei decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri 5 marzo 1979 e 20 ottobre 1981,
pubblicati  rispettivamente  nella  Gazzetta  Ufficiale  n. 76 del 17
marzo 1979 e n. 296 del 28 ottobre 1981, nonche' tutti gli altri enti
ed  organismi  anche  di  natura  economica  a  carattere nazionale e
regionale  da  individuarsi  con decreti del Presidente del Consiglio
dei  Ministri,  su  proposta dei Ministri del tesoro e del bilancio e
della  programmazione  economica, che gestiscono fondi direttamente o
indirettamente  interessanti  la  finanza  pubblica  e che abbiano un
bilancio  di  entrata  superiore  a  un miliardo di lire, non possono
mantenere  disponibilita'  depositate  a  qualunque  titolo presso le
aziende  di  credito di cui all'articolo 5 del regio decreto-legge 12
marzo  1936,  n.  375,  e  successive modificazioni, ((per un importo superiore al 6 per cento dell'ammontare)) delle entrate previste dal
bilancio  di competenza degli enti medesimi, con esclusione di quelle
per   accensione   di  prestiti,  partite  di  giro,  alienazione  ed
ammortamento  di  beni  patrimoniali,  trasferimento  di  capitale  e
riscossione  di  crediti.  Tale disposizione non si applica agli enti
per  i quali gia' vigono al riguardo apposite norme per regolare, con
provvedimento  del  Ministro  del  tesoro,  il  deposito  delle  loro
disponibilita' presso le aziende di credito, nonche' per i comuni con
popolazione inferiore ad ottomila abitanti secondo i dati dell'ultimo
censimento  ISTAT.  I  presidenti degli enti comunicano ai rispettivi
tesorieri l'importo ((che costituisce il limite del 6 per cento))".
                              Art. 22.

  1.  Limitatamente all'anno scolastico 1983-84, nelle scuole di ogni
ordine  e  grado  non  si  da' luogo a nuove istituzioni ne' ad altre
iniziative  di  espansione scolastica che possano comportare comunque
in  ambito  nazionale  o in ambito provinciale a seconda che trattisi
rispettivamente di ruoli nazionali o ruoli provinciali un aumento del
numero  delle  classi  funzionanti  all'inizio  dell'anno  scolastico
1982-83.
  2.  Ai  fini  di cui al precedente comma si puo' derogare ai limiti
numerici  di  alunni  previsti  dalle  vigenti  disposizioni  per  la
costituzione  di  ciascuna  classe, sulla base di apposite istruzioni
che  saranno  impartite  con  ordinanza  del  Ministro della pubblica
istruzione di concerto con quello del tesoro.
  3.  Nel  limite  dei  posti  della  dotazione  aggiuntiva coperti a
seguito dell'espletamento del concorso indetto ai sensi dell'articolo
20  della  legge  20  maggio  1982,  n. 270, possono essere istituite
sezioni di scuola materna statale nelle aree di maggiore necessita'.
  4.  Il  conferimento delle supplenze e' consentito subordinatamente
alla  completa  utilizzazione del personale delle dotazioni organiche
aggiuntive  a  norma  dell'articolo  14, ultimo comma, della legge 20
maggio  1982,  n.  270,  da  effettuarsi  prima  delle  operazioni di
sostituzione  previste dallo stesso articolo 14, primo comma, lettera
f),  e,  comunque,  alla  completa  utilizzazione  del  personale che
risulti in situazione soprannumeraria.
                              Art. 23.

  1.  Con  decorrenza  dal  10 gennaio 1983, l'indennita' integrativa
speciale,  di  cui  alla  legge  27 maggio 1959, n. 324, e successive
modificazioni  e  integrazioni, per il personale docente non di ruolo
che   abbia   un  numero  di  ore  inferiore  all'orario  settimanale
obbligatorio  di  servizio  previsto dall'articolo 88 del decreto del
Presidente  della  Repubblica 31 maggio 1974, n. 417, rispettivamente
per  la  scuola elementare e per la scuola secondaria ed artistica, e
dall'articolo  9  della  legge  9  agosto 1978, n. 463, per la scuola
materna,  e'  dovuta  in  proporzione, analogamente a quanto previsto
dall'articolo 53 della legge 11 luglio 1980, n. 312.
  2.  La disposizione di cui al precedente comma si applica a tutti i
rapporti  di  lavoro,  con  orario  settimanale di servizio di durata
inferiore  a  quello  normalmente  previsto  per  la  categoria, che,
secondo  le  disposizioni  vigenti,  danno titolo alla corresponsione
della indennita' integrativa speciale.
  3.  A  decorrere  dall'11  gennaio  1983,  in  deroga  alle vigenti
disposizioni  e  fino  a  quando non sara' diversamente stabilito, la
retribuzione   per   le  supplenze  temporanee,  a  qualsiasi  titolo
conferite e quale che sia la loro durata, con esclusione di quelle di
cui  al  terzo  comma dell'articolo 15 della legge 20 maggio 1982, n.
270,  spetta  limitatamente  alla  durata  effettiva della supplenza.
((Parimenti sono escluse le supplenze assegnarne dai capi di istituto su cattedre o posti conferibili dai provveditori agli studi per supplenza annuale ai sensi del primo e secondo comma dell'articolo 15 della legge 20 maggio 1982, n. 270, vacanti entro il 31 dicembre e non conferiti dai provveditori per mancanza di aspiranti nelle graduatorie o esaurimento delle stesse)).
                              Art. 24.

  1.  L'inclusione  dell'indennita'  integrativa speciale di cui alla
legge  27  maggio 1959, n. 324, nella retribuzione imponibile ai fini
della  contribuzione  per  l'assistenza sanitaria, disposta dal terzo
comma  dell'articolo  4  della  legge 6 dicembre 1971, n. 1053, e' da
intendersi   riferita   a  tutti  i  pubblici  dipendenti  cui  venga
corrisposta la indennita' integrativa speciale suddetta.
  2.  Ai  soli  fini della eventuale regolarizzazione delle posizioni
contributive  pregresse  alla  data di entrata in vigore del presente
decreto, si applica il termine di prescrizione quinquennale.
                              Art. 25.

  1.  E' prorogato di due anni il termine di cui alla legge 16 luglio
1982,  n.  443, che ha convertito in legge il decreto-legge 14 maggio
1982,   n.  257,  recante  elevazione  del  limite  di  eta'  per  il
collocamento  in  congedo  dei sottufficiali e dei militari di truppa
del Corpo degli agenti di custodia.(10)
  2.  Il  termine  previsto  dal  secondo  comma dell'articolo 37 del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 24 marzo 1981, n. 145, e'
differito sino al 31 dicembre 1983.
  3.   Il   termine  del  30  giugno  1983  di  cui  al  terzo  comma
dell'articolo  1  del decreto-legge 2 luglio 1982, n. 402, convertito
nella legge 3 settembre 1982, n. 627, e' differito al 30 giugno 1984.
  4.  Le  disposizioni  del  decreto-legge  16  maggio  1980, n. 180,
recante  noi.  -  per la regolazione del mercato interno dei prodotti
ottenuti dalla distillazione del vino, convertito, con modificazioni,
nella  legge 18 luglio 1980, n. 338, ad eccezione di quelle di cui al
secondo  comma dell'articolo 1 introdotte dalla legge di conversione,
sono  prorogate  fino  alla  determinazione  da parte del CIPAA degli
indirizzi  e  degli obiettivi previsti dall'articolo 1 della legge 14
agosto  1982,  n. 610, e comunque per non oltre un anno dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.(6)
  5. Con riferimento al triennio 1 luglio 1983-30 giugno 1986, per il
personale  addetto  agli  istituti di previdenza sono autorizzate, in
deroga  agli  articoli  1  e  2  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica   22   luglio   1977,   n.   422,  prestazioni  di  lavoro
straordinario  entro  il  contingente massimo di ore da stabilire dal
consiglio di amministrazione degli istituti stessi.
  6. La maggiore spesa derivante dall'attuazione del precedente comma
e'  a  carico  dei  bilanci  delle  casse  pensioni degli istituti di
previdenza.
  7.  Il  termine  del  30  giugno  1983,  di  cui al penultimo comma
dell'articolo  15 della legge 12 agosto 1982, n. 531, e' differito al
31 dicembre 1983.
  8.  Il  termine  previsto  dal  secondo  comma dell'articolo 35 del
decreto-legge 28 febbraio 1983, n. 55, convertito, con modificazioni,
nella legge 26 aprile 1983, n. 131, e' differito al 31 dicembre 1983.
(4)
  9. Il termine previsto dall'articolo 33 della legge 23 aprile 1981,
n. 155, e' differito al 31 dicembre 1983. (4)
  10.  Il  trattamento  economico  provvisorio  del  personale di cui
all'articolo   1   del  decreto-legge  27  settembre  1982,  n.  681,
convertito,  con modificazioni, nella legge 20 novembre 1982, n. 869,
e' prorogato fino al 31 dicembre 1983.(3)
  11.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  precedente  comma,
valutato  per  il  periodo  1  luglio-31  dicembre  1983  in  lire 93
miliardi,   si   provvede  mediante  corrispondente  riduzione  dello
stanziamento  iscritto al capitolo 6856 dello stato di previsione del
Ministero   del   tesoro  per  l'anno  finanziario  1983,  alla  voce
"Amministrazioni   diverse  -  Miglioramenti  economici  ai  pubblici
dipendenti".
  12.  La disposizione del comma 2 dell'articolo 19 del decreto-legge
28  febbraio  1983, n. 55, convertito, con modificazioni, nella legge
26  aprile  1983,  n.  131,  per la quale la deliberazione istitutiva
della  sovrimposta  comunale  sul  reddito dei fabbricati deve essere
trasmessa  entro  il  termine  del  31  luglio  1983,  per il tramite
dell'intendenza  di finanza territorialmente competente, al Ministero
delle  finanze  va  intesa nel senso che la deliberazione stessa deve
pervenire all'intendenza di finanza entro il termine prescritto.
  13.  I  termini  del 31 luglio e del 30 settembre 1983 previsti dal
comma  2  dell'articolo 19 del decreto-legge 28 febbraio 1983, n. 55,
convertito,  con  modificazioni,  nella legge 26 aprile 1983, n. 131,
sono  rispettivamente differiti al 20 novembre e al 20 dicembre 1983.
Si estende ai nuovi termini il disposto dell'ultimo periodo del comma
2 del predetto articolo 19.
  14.  Per i comuni e le province che hanno provveduto nell'anno 1983
alla  rinnovazione  dei  rispettivi consigli ai sensi dell'articolo 1
della  legge  14  aprile 1983, n. 116, i termini per la deliberazione
del  bilancio  e  per  gli  adempimenti ad essa connessi o collegati,
previsti  dallo  articolo  2 della stessa legge, sono differiti al 10
novembre 1983.
  15.  I  comuni di cui al precedente comma possono altresi' adottare
entro  il  10 novembre 1983 le deliberazioni per la istituzione della
sovrimposta comunale sul reddito dei fabbricati e per l'aumento delle
tariffe   della   imposta  di  soggiorno,  cura  e  turismo  previste
rispettivamente  dal  comma  2 dell'articolo 19 e dall'ultimo periodo
del  comma  1 dell'articolo 24 del decreto-legge 28 febbraio 1983, n.
55,  convertito,  con  modificazioni,  nella legge 26 aprile 1983, n.
131.  La  deliberazione per la istituzione della sovrimposta comunale
sul  reddito  dei fabbricati e' immediatamente esecutiva e ad essa si
applicano  le  disposizioni  di  cui ai precedenti commi 12 e 13. Nei
confronti  degli  stessi  comuni  il  termine  di  cui al primo comma
dell'articolo  273  del  testo unico per la finanza locale, approvato
con   regio   decreto  14  settembre  1931,  n.  1175,  e  successive
modificazioni, per la deliberazione della tariffa relativa alla tassa
per  lo  smaltimento  dei rifiuti solidi urbani interni da applicarsi
nell'anno  1984,  nonche'  i  termini  per gli adempimenti connessi o
collegati  alla  deliberazione  medesima  sono  differiti  di novanta
giorni.
  16.  Il  termine  del  30 giugno 1983, indicato nell'articolo unico
della legge 7 febbraio 1983, n. 24, e' differito al 31 dicembre 1983.
  17.  Il  termine di cui al terzo comma dell'articolo 26 della legge
26 maggio 1965, n. 590, e' differito al 30 giugno 1988.((17))
  17-bis. Ai conferimenti di aziende agricole in societa' esistenti o
da  costituire,  eseguiti entro il 30 giugno 1988, si applicano, agli
effetti   dell'imposta   comunale  sull'incremento  di  valore  degli
immobili,  le  disposizioni di cui all'articolo 6, settimo comma, del
decreto  del  Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, e
successive modificazioni.
  18.  Il  termine  di  cui  al  primo  comma dell'articolo 7-ter del
decreto-legge  2 ottobre 1981, n. 546, convertito, con modificazioni,
nella legge 1 dicembre 1981, n. 692, e' differito al 30 giugno 1984.
  19. All'onere finanziario derivante dall'applicazione del comma 18,
valutato  in  lire 15.000 milioni, si provvede per lire 7.500 milioni
mediante  riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 194 dello
stato  di  previsione  della  spesa dell'Amministrazione autonoma dei
monopoli  di  Stato  per  l'anno  finanziario  1983  e per lire 7.500
milioni  mediante  riduzione  del  corrispondente capitolo per l'anno
finanziario 1984.
  19-bis.  Il  termine  previsto dall'articolo 2 della legge 5 agosto
1981, n. 453, e' prorogato al 31 dicembre 1985.
  20.  Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti,  le  variazioni  di bilancio occorrenti per l'attuazione del
presente decreto.
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L. 21 gennaio 1984 n. 3, convertito senza modificazioni dalla
L. 22 marzo 1984 n. 29 ha disposto (con l'art. 1) che "Il trattamento
economico provvisorio del personale di cui all'articolo 25, comma 10,
del   decreto-legge  12  settembre  1983,  n.  463,  convertito,  con
modificazioni,  nella  legge  11  novembre 1983, n. 638, e' prorogato
fino al 31 marzo 1984".
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AGGIORNAMENTO (4)
  Il  D.L.  29  dicembre  1983 n. 747, convertito, con modificazioni,
dalla  L.  27  febbraio 1984 n. 18 ha disposto (con l'art 2 comma 1 e
comma  6)  che  "Il termine del 31 dicembre 1983 previsto dall'ottavo
comma  dell'articolo  25 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463,
convertito,  con modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638,
relativo  alla proroga dei rapporti convenzionali di cui all'articolo
73  del  decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n.
761, e' ulteriormente prorogato al 30 giugno 1984", e che "Il termine
del  31  dicembre  1983  previsto  dall'articolo  25, nono comma, del
decreto-legge   12   settembre   1983,   n.   463,   convertito,  con
modificazioni,  nella  legge  11  novembre  1983,  n.  638,  relativo
all'utilizzazione di personale dell'INPS presso l'ENPAS, e' prorogato
al 30 giugno 1984."
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AGGIORNAMENTO (6)
  Il  D.L.  15 giugno 1984 n. 232, convertito con modificazioni dalla
L.  28  luglio 1984 n. 408 ha disposto (con l'art. 6 comma 3-bis) che
"Le  disposizioni  del  comma 4 dell'articolo 25 del decreto-legge 12
settembre 1983, n. 463, convertito in legge, con modificazioni, dalla
legge  11  novembre  1983, n. 638, sono ulteriormente prorogate al 31
dicembre 1985".
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L. 13 maggio 1985 n. 176 convertito senza modificazioni dalla
L.  15  giugno 1985 n. 287 ha disposto (con l'art. 1) che "Il termine
di cui al primo comma dell'articolo 25 del decreto-legge 12 settembre
1983,  n. 463, convertito, con modificazioni, nella legge 11 novembre
1983, n. 638, e' prorogato di due anni".
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AGGIORNAMENTO (17)
  La  L. 10 agosto 1988 n. 349 ha disposto (con l'art. 1 comma 1) che
"Il termine del 30 giugno 1988 concernente le agevolazioni tributarie
per  la  formazione  e  l'arrotondamento  della proprieta' contadina,
previsto dal comma 17 dell'articolo 25 del decreto-legge 12 settembre
1983,  n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre
1983, n. 638, e' prorogato al 31 dicembre 1991".
                              Art. 26.

       ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 11 NOVEMBRE 1983 N. 638)).
                              Art. 27.

  Il  presente  decreto  entra  in  vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

  Il  presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserto
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

  Dato a Roma, addi' 12 settembre 1983

                               PERTINI

                                                CRAXI - DE MICHELIS -
                                                DEGAN - GORIA - LONGO

Visto, il Guardasigilli: MARTINAZZOLI
  Registrato alla Corte dei conti, addi' 12 settembre 1983
  Atti di Governo, registro n. 48, foglio n. 15
                                                             ALLEGATO

       ----> Parte di provvedimento in formato grafico <----




Note:

  L'autorizzazione  a  produrre  specialita'  medicinali  deve essere
richiesta  anche  dal  farmacista  proprietario  di  una  officina in
diretta  comunicazione con la farmacia. Tutte le disposizioni e tasse
che  si  riferiscono alla produzione e al commercio delle specialita'
medicinali si applicano anche ai prodotti biologici e similari di cui
all'art.  180  del  testo  unico delle leggi sanitarie, approvato con
regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. Per detti prodotti biologici e
similari  e'  dovuta  tanto  la  tassa di produzione quanto quella di
registrazione   del   prodotto,   quantunque  unico  sia  il  decreto
ministeriale di autorizzazione.
  Le   tasse   per  la  registrazione  (di  rilascio  annuale)  vanno
corrisposte per ogni singola confezione di specialita', di serie o di
categoria  anche  quando  la  registrazione  di  piu'  confezioni  si
effettui  con  un unico provvedimento. La tassa e' dovuta anche per i
trasferimenti  di  registrazione  da  uno  ad  altro  titolare quando
importino mutamenti nell'officina di produzione. Le stesse tasse sono
dovute anche in caso di nuova registrazione sanitaria per specialita'
estere  o nazionali variate nella loro composizione. Le tasse annuali
devono essere corrisposte entro il 31 gennaio di ogni anno.
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