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DECRETO-LEGGE 22 dicembre 1981, n. 791

Disposizioni in materia previdenziale.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta   la   necessita'   e   l'urgenza   di  emanare  immediate
disposizioni in materia previdenziale;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 22 dicembre 1981;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro  del  lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri del bilancio e della programmazione economica e del tesoro;

                                EMANA

il seguente decreto:
                               Art. 1.

  In attesa della legge di riforma del sistema pensionistico, restano
confermate  le disposizioni di cui agli articoli 16, primo comma, 25,
26  e  29  della  legge  21  dicembre  1978,  n. 843, con conseguente
aggiornamento dei rispettivi riferimenti temporali.
                               Art. 2.

  I  contributi  base e di adeguamento dovuti dagli artigiani e dagli
esercenti attivita' commerciali per l'anno 1982 sono confermati nella
misura  stabilita  per  l'anno  1981  e sono soggetti alla variazione
annuale di cui all'articolo 22 della legge 3 giugno 1975, n. 160.
  In  attesa  della legge di riforma del sistema pensionistico, anche
ai  fini  del  calcolo  della pensione sulla base della contribuzione
differenziata,  per  l'anno 1982 e' altresi' dovuto dagli artigiani e
dagli   esercenti   attivita'   commerciali  alle  gestioni  speciali
dell'assicurazione per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti un
contributo  aggiuntivo  aziendale  pari, rispettivamente, al 4 e 4,20
per  cento  del  reddito  di  impresa  imponibile  dichiarato ai fini
dell'IRPEF  per  l'anno  precedente  o divenuto definitivo in sede di
accertamento, se superiore. Detto contributo non puo' comunque essere
superiore  a  lire  2 milioni, con il limite minimo di L. 50.000, nei
casi  in  cui  il  reddito  di  impresa imponibile ai fini dell'IRPEF
risulti inferiore a L. 1.250.000. (2)
  Il  contributo  aggiuntivo  aziendale di cui al comma precedente e'
versato con le modalita' e nei termini stabiliti per il contributo di
cui  al  terzo  comma dell'articolo 12 della legge 23 aprile 1981, n.
155. (2) ((3))
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AGGIORNAMENTO (2)
  Il  D.L.  30  dicembre 1985, n. 787, convertito, con modificazioni,
con L. 28 febbraio 1986, n. 45 ha disposto (con l'art. 4 comma 9-ter)
che  "le  disposizioni  di  cui  all'articolo  2,  commi  2  e 3, del
decreto-legge  22  dicembre  1981,  n.  791, convertito in legge, con
modificazioni,   dalla   legge  26  febbraio  1982,  n.  54,  restano
confermate per l'anno 1986."
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  30  dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni,
con L. 29 febbraio 1988, n. 48 ha disposto (con l'art. 6 comma 2) che
"a decorrere dal 1 gennaio 1987 restano confermate le disposizioni di
cui  all'articolo  2,  comma  secondo,  del decreto-legge 22 dicembre
1981,  n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
1982,  n.  54".  Ha inoltre disposto (con l'art. 6 comma 27) che "per
reddito  di  impresa  di  cui  all'articolo  2  del  decreto-legge 22
dicembre  1981, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio  1982, n. 54, si intende il reddito di impresa relativo alla
sola attivita' per la quale si ha titolo all'iscrizione ai rispettivi
elenchi."
                             Art. 2-bis

  ((L'importo del contributo volontario dovuto per l'anno 1982 dagli assicurati autorizzati a proseguire volontariamente l'assicurazione obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti delle gestioni speciali degli artigiani e degli esercenti attivita' commerciali e' pari a quello previsto per i lavoratori dipendenti comuni assegnati alla quindicesima classe di contribuzione di cui alla tabella F allegata al decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, rapportato a mese)).
                               Art. 3.

  I   contributi  base  e  di  adeguamento  giornalieri  relativi  ai
coltivatori  diretti,  mezzadri e coloni sono confermati nella misura
stabilita  per l'anno 1981 e sono soggetti alla variazione annuale di
cui all'art. 22 della legge 3 giugno 1975, n. 160.
  Per    l'anno    1982   e'   dovuto   dai   titolari   di   aziende
diretto-coltivatrici  ((, coloniche e mezzadrili, e dai rispettivi concedenti,))   alla   gestione   speciale   dell'assicurazione   per
l'invalidita',  la vecchiaia ed i superstiti un contributo aggiuntivo
aziendale  pari al 30 per cento del reddito agrario relativo all'anno
precedente, aggiornato con l'applicazione dei coefficienti stabiliti,
ai  sensi dell'art. 87 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre  1973,  n.  597,  con decreto del Ministro delle finanze su
conforme parere della commissione censuaria centrale. Tale contributo
aggiuntivo aziendale non puo' essere comunque inferiore a L. 20.000 e
superiore a L. 500.000.
  ((Il contributo previsto dal comma precedente e' stabilito nella misura del 15 per cento per le aziende agricole situate nei territori montani di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, nonche' nelle zone agricole svantaggiate delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984. Le misure minime e massime del contributo previste dal comma precedente sono ridotte della meta')).
  I  titolari  delle  aziende  diretto-coltivatrici  sono  tenuti,  a
richiesta  dello  SCAU  e  dell'INPS, a presentare una certificazione
catastale  comprovante  il  reddito  agricolo  ((di cui al secondo comma)).
  Il  contributo aggiuntivo aziendale ((di cui al secondo ed al terzo comma)) e' versato con le modalita' e nei termini di cui all'art. 12,
quarto  comma,  del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito,
con modificazioni, nella legge 26 settembre 1981, n. 537.
                               Art. 4.

  Il  contributo  annuo  obbligatoriamente dovuto da ogni iscritto al
Fondo  di  previdenza  del  clero  e  dei  ministri  di  culto  delle
confessioni  religiose  diverse  dalla  cattolica,  di cui all'art. 6
della  legge  22 dicembre 1973, n. 903, e successive modificazioni ed
integrazioni,  e'  aumentato,  a decorrere dal 1 gennaio 1982, del 50
per  cento  dell'importo  del contributo stesso dovuto dagli iscritti
alla data del 31 dicembre 1981.
  Il  contributo dello Stato di cui all'art. 21, secondo comma, della
legge  22  dicembre  1973,  n. 903, e' modificato, a decorrere dal 10
gennaio  1982, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale,  di  concerto  con  il  Ministro  del  tesoro, con la stessa
periodicita'  e  nella  stessa misura dell'aumento percentuale che ha
dato   luogo   alle  variazioni  degli  importi  delle  pensioni  per
perequazione automatica.
                               Art. 5.

  In  attesa della legge di riforma del sistema pensionistico restano
confermati  i  miglioramenti  previsti  dall'art.  14-quater, terzo e
quarto  comma,  e 14 quinquies del decreto-legge 30 dicembre 1979, n.
663,  convertito, con modificazioni, nella legge 29 febbraio 1980, n.
33,  e  le  disposizioni  di cui al secondo e terzo comma dell'art. 2
della legge 30 dicembre 1980, n. 895.
                               Art. 6.

  Gli    iscritti   all'assicurazione   generale   obbligatoria   per
l'invalidita',   la  vecchiaia  ed  i  superstiti  ed  alle  gestioni
sostitutive,  esclusive  ed  esonerative  dalla medesima, i quali non
abbiano  raggiunto  l'anzianita'  contributiva massima utile prevista
dai  singoli  ordinamenti, possono optare di continuare a prestare la
loro   opera   fino  al  perfezionamento  di  tale  requisito  o  per
incrementare  la propria anzianita' contributiva e comunque non oltre
il  compimento  del  sessantacinquesimo  anno di eta', sempreche' non
abbiano  ottenuto  o non richiedano la liquidazione di una pensione a
carico   dell'INPS   o   di  trattamenti  sostitutivi,  esclusivi  od
esonerativi dall'assicurazione generale obbligatoria. ((5))
  L'esercizio  della  facolta' di cui al comma precedente deve essere
comunicato  al  datore  di lavoro almeno sei mesi prima della data di
conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia. (4)
  Per  gli assicurati che alla data di entrata in vigore del presente
decreto  prestano  ancora attivita' lavorativa, pur avendo maturato i
requisiti  per avere diritto alla pensione di vecchiaia, si prescinde
dalla  comunicazione  al datore di lavoro di cui al comma precedente.
Tale  disposizione  si  applica  anche agli assicurati che maturano i
requisiti previsti entro i sei mesi successivi alla entrata in vigore
del  presente  decreto.  In  tale  caso la comunicazione al datore di
lavoro  deve  essere  effettuata  non oltre la data in cui i predetti
requisiti vengono maturati. (4)
  Nei  confronti  dei  lavoratori  che esercitano l'opzione di cui ai
commi  precedenti  e  con  i  limiti in essi fissati, si applicano le
disposizioni   della   legge  15  luglio  1966,  n.  604,  in  deroga
all'articolo 11 della legge stessa.
  Qualora  i  lavoratori abbiano esercitato l'opzione di cui ai commi
precedenti,  la  pensione  di  vecchiaia decorre dal primo giorno del
mese successivo a quello nel quale e' stata presentata la domanda.
  Nel  caso  che venga esercitata l'opzione di cui al primo comma, la
cessazione  del  rapporto  di  lavoro per avvenuto raggiungimento del
requisito  di anzianita' contributiva di cui al comma stesso avviene,
in ogni caso, senza obblighi di preavviso per alcuna delle parti.
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AGGIORNAMENTO (4)
  La  Corte  Costituzionale,  con  sentenza  28 gennaio - 11 febbraio
1988,  n.  156  (in  G.U.  1a  s.s.  17/02/1988,  n. 7) ha dichiarato
"l'illegittimita'  costituzionale  dell'art.  6,  terzo comma, ultima
proposizione,  del decreto legge 22 dicembre 1981, n. 791, convertito
con   modificazioni   nella   legge   26  febbraio  1982,  n.  54"  e
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 6, secondo comma, del d.l.
22 dicembre 1981, n. 791, convertito con modificazioni nella legge 26
febbraio  1982,  n. 54, nella parte in cui non dispone che il termine
ivi  previsto  per  l'esercizio  della  facolta' di opzione di cui al
comma precedente non possa comunque scadere prima che siano trascorsi
sei mesi dall'entrata in vigore del decreto-legge medesimo."
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AGGIORNAMENTO (5)
  La Corte Costituzionale, con sentenza 3 - 8 maggio 1990, n. 226 (in
G.U.  1a  s.s.  16/05/1990,  n.  20) ha dichiarato "la illegittimita'
costituzionale   dell'art.  6,  primo  comma,  del  decreto-legge  22
dicembre  1981,  n.  791  (Disposizioni  in  materia  previdenziale),
convertito,  con  modificazioni, nella legge 26 febbraio 1982, n. 54,
nella   parte   in   cui   non   prevede  la  sua  applicazione  agli
autoferrotranvieri."
                               Art. 7.

  Il  trattamento  di  integrazione  salariale  a  carico della cassa
integrazione  guadagni  e'  equiparato alla retribuzione percepita in
costanza  di  rapporto  di  lavoro  alle  dipendenze di terzi ai fini
dell'applicazione  del  divieto  di  cumulo  con la pensione previsto
dalle norme vigenti.
                               Art. 8.

  In   attesa   del   riordinamento  del  sistema  previdenziale  dei
lavoratori  marittimi, i contributi dovuti dalle aziende esercenti la
pesca  ai  sensi  del  primo  comma dell'art. 17 del decreto-legge 30
dicembre  1979, n. 663, convertito, con modificazioni, nella legge 29
febbraio  1980,  n.  33,  sono determinati per l'anno 1982 sulla base
delle  retribuzioni  medie  mensili  stabilite  nell'anno 1981 per la
predetta  categoria, ulteriormente aumentata secondo il meccanismo di
rivalutazione  previsto dall'art. 15 della legge 22 febbraio 1973, n.
27.
                               Art. 9.

  A  decorrere dal 10 gennaio 1982, l'assegno mensile di cui all'art.
13  della  legge  30  marzo  1971,  n.  118,  e' incompatibile con le
pensioni   dirette   di   invalidita'   a  qualsiasi  titolo  erogate
dall'assicurazione   generale   obbligatoria   per   la  invalidita',
vecchiaia  e  superstiti  dei  lavoratori  dipendenti, dalle gestioni
sostitutive,  esonerative  ed esclusive della medesima, nonche' dalle
gestioni  speciali  per  i commercianti, gli artigiani, i coltivatori
diretti, mezzadri e coloni, dalla gestione speciale minatori e con le
prestazioni  pensionistiche dirette di invalidita' a qualsiasi titolo
erogate  da altre casse o fondi di previdenza ivi compresi quelli dei
liberi professionisti.
  A  decorrere  dalla  stessa  data,  la  perequazione  del limite di
reddito  individuale  di  cui al sesto comma dell'art. 14-septies del
decreto-legge   30   dicembre   1979,   n.   663,   convertito,   con
modificazioni,  in  legge  29  febbraio  1980, n. 33, e' sospesa fino
all'assorbimento   della   parte   eccedente  il  limite  di  reddito
individuale previsto per la concessione della pensione sociale di cui
all'art.  26  della  legge  30  aprile  1969,  n.  153,  e successive
modificazioni ed integrazioni.
  Sono  abrogate  le  disposizioni  legislative  incompatibili con le
norme di cui ai precedenti commi.
                              Art. 10.

  Per  l'anno  1982,  in  deroga alle disposizioni di cui all'art. 16
della  legge  12  agosto 1974, n. 370, il ricorso ad anticipazioni di
tesoreria  da  parte  dell'INPS  non  puo' eccedere la misura di lire
5.500 miliardi.
  In presenza di eventuali maggiori esigenze finanziarie, rispetto al
limite  di  cui  al comma precedente, il consiglio di amministrazione
dell'INPS  presenta  tempestivamente  ai  Ministeri  del tesoro e del
lavoro e della previdenza sociale un piano di riassorbimento di dette
maggiori   esigenze   proponendo,  se  del  caso,  l'adeguamento  dei
necessari  contributi  previdenziali,  che sara' disposto con decreto
del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del tesoro,
di concerto con quello del lavoro e della previdenza sociale.
  Le  anticipazioni  di  tesoreria  di  cui al presente articolo sono
autorizzate senza oneri di interesse.
                             Art. 10-bis
      ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 30 DICEMBRE 1991, N. 412)).
                              Art. 11.

  Ai  maggiori  oneri  derivanti  dalla  conferma  dei  miglioramenti
pensionistici previsti con il decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663,
convertito, con modificazioni, nella legge 29 febbraio 1980, n. 33, e
successive  modificazioni  ed  integrazioni, con gli articoli 22 e 23
della  legge  30  marzo  1981,  n.  119,  e con l'art. 4 del presente
decreto-legge,  valutati, per l'anno 1982, in lire 5.385 miliardi, si
provvede:  quanto  a  lire  956  miliardi  con  le  maggiori  entrate
derivanti  dall'aumento  contributive di cui al primo comma dell'art.
14-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con
modificazioni,  nella  legge  29  febbraio  1980,  n.  33,  e  con  i
contributi  aggiuntivi  aziendali  di  cui  agli  articoli 2, secondo
comma, e 3, secondo comma, del presente decreto-legge, fermo restando
per  i  coltivatori  diretti mezzadri e coloni dei comuni non montani
quante  previsto  alla lettera c) del secondo comma dello stesso art.
14-sexies; quanto a lire 1.827 miliardi mediante la concessione di un
contributo  straordinario  a  carico  dello Stato, da iscrivere nello
stato  di  previsione  della  spesa  del Ministero del lavoro e della
previdenza   sociale,   per  lire  773  miliardi  al  fondo  pensioni
lavoratori  dipendenti, per lire 783 miliardi a favore della gestione
speciale dei coltivatori diretti e per lire 269 miliardi a favore del
fondo  sociale  istituito  con la legge 21 luglio 1965, n. 903, e per
lire  2  miliardi  a  favore  del Fondo di previdenza del clero e dei
ministri   del   culto  delle  confessioni  religiose  diverse  dalla
cattolica; quanto a lire 1.110 miliardi con gli appositi stanziamenti
iscritti  nello  stato  di  previsione  della spesa del Ministero del
lavoro  e  della  previdenza  sociale, per lire 841 miliardi al fondo
pensioni  lavoratori  dipendenti, per lire 183 miliardi alla gestione
speciale  dei  coltivatori  diretti  e  per lire 86 miliardi al fondo
sociale  istituito  con  la  legge 21 luglio 1965, n. 903; e quanto a
lire  1.492  miliardi, con misure di carattere amministrativo nonche'
con  quella  di  cui  al  decreto-legge  n.  402  del 29 luglio 1981,
convertito, con modificazioni, nella legge 26 settembre 1981, n. 537,
e agli articoli 6, 7 e 14 del presente decreto-legge.
                              Art. 12.

  Alle  esigenze  di cui all'art. 22 della legge 21 dicembre 1978, n.
845,  si  provvede  annualmente  con apposita norma da inserire nella
legge di approvazione del bilancio dello Stato.
                              Art. 13.

  Il numero 5) del primo comma dell'art. 3 del decreto del Presidente
della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, e sostituito dal seguente:
  "5)  quattro  funzionari dell'amministrazione dello Stato aventi la
qualifica  di  dirigente  generale  od equiparata, in rappresentanza,
rispettivamente, del Ministero del lavoro e della previdenza sociale,
del  Ministero  del  tesoro,  del  Ministero  del  bilancio  e  della
programmazione economica e del Ministero della sanita'".
  Il secondo comma del sindacato art. 3 e' sostituito dal seguente:
  "E'  componente  di  diritto  del  consiglio  di amministrazione il
presidente  dell'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro".
                              Art. 14.

  In   attesa  della  riforma  complessiva  della  previdenza  e  del
collocamento  in  agricoltura  per  la garanzia dei diritti di natura
occupazionale  e  previdenziale,  ai  lavoratori agricoli di cui alla
legge 24 dicembre 1979, n. 669, ((e' riconosciuto, dal 1 gennaio 1982 e fino al 31 dicembre 1982,))  il  diritto  alle  prestazioni
previdenziali  ed  assistenziali  commisurate  al  numero di giornate
risultanti  dagli  elenchi  di  cui  alla legge 5 marzo 1963, n. 322,
((...))  a  condizione che siano iscritti nella lista dei disoccupati
di cui all'art. 9, comma primo, del decreto-legge 3 febbraio 1970, n.
7,  convertito,  con modificazioni, nella legge 11 marzo 1970, n. 83,
per i periodi per i quali non risultino avviati al lavoro.
  L'INPS  non  riconosce  il diritto alle prestazioni di cui al comma
precedente  nei confronti di coloro che fruiscono di pensione diretta
a  carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita',
la  vecchiaia  ed  i  superstiti dei lavoratori dipendenti o a carico
delle  gestioni  dei  lavoratori  autonomi,  o  di forme sostitutive,
esonerative  o  esclusive  della stessa e, se titolari di pensione di
invalidita'  al  compimento dell'eta' di 55 anni per le donne e di 60
anni per gli uomini.
  L'INPS stesso sospende il diritto alle predette prestazioni in caso
di  svolgimento  di  attivita'  di  lavoro  extra  agricolo  in forma
prevalente  e di emigrazione all'estero. I lavoratori di cui al primo
comma,  che  svolgono  attivita' di lavoro agricolo subordinato, sono
iscritti  negli elenchi nominativi di cui al punto 5) dell'art. 7 del
decreto-legge  3  febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni,
nella  legge  11  marzo  1970,  n.  83,  per  il  numero  di giornate
risultanti  dagli  atti  del  collocamento  e  ad  essi  spettano  le
prestazioni piu' favorevoli.
  ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 26 FEBBRAIO 1982, N. 54)).
  ((Nel periodo))  di  applicazione  del  presente decreto-legge, ai
lavoratori  di  cui al primo comma, iscritti negli elenchi per almeno
151 giornate, spetta il trattamento speciale di disoccupazione di cui
all'art.  25  della  legge  8  agosto  1972,  n.  457,  e  successive
modificazioni  ed  integrazioni,  purche'  risultino  iscritti  negli
elenchi   nominativi  compilati  a  norma  dell'art.  7,  n.  5,  del
decreto-legge  3  febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni,
nella  legge  11  marzo 1970, n. 83, per almeno 51 giornate nell'anno
1982 ((...)).
  ((Non si procede al recupero delle prestazioni erogate per gli anni precedenti al 1 gennaio 1982 in favore di coloro che denunciano, entro 150 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, di non avere pio il diritto alle prestazioni derivanti dall'iscrizione negli elenchi di cui alla legge 5 marzo 1963, n. 322, e successive modificazioni e integrazioni)).
  A decorrere dal ((...)) 1 gennaio 1982 i contributi di previdenza e
di  assistenza  sociale  e  le  relative prestazioni per i lavoratori
agricoli  a  tempo indeterminato sono calcolati sulla retribuzione di
cui all'art. 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153.
  Ai  fini  delle  integrazioni  salariali di cui alla legge 8 agosto
1972, n. 457, e delle indennita' giornaliere di malattia e maternita'
si  prende  a  riferimento  il  periodo  mensile di paga precedente a
quello  nel  corso  del  quale  si  e' verificato l'evento o ha avuto
inizio  la  malattia  o l'astensione dal lavoro per maternita'. ((Per gli infortuni avvenuti successivamente al 31 dicembre 1981 e per le malattie professionali manifestatesi dopo la data medesima, le prestazioni dell'assicurazione obbligatoria sono liquidate, per i lavoratori agricoli subordinati a tempo indeterminato, sulla base della retribuzione effettiva calcolata secondo le modalita' previste dagli articoli 116 e 117 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modifiche e integrazioni. Per la liquidazione delle rendite di inabilita' permanente ed ai superstiti, si applicano il minimale ed il massimale di retribuzione stabiliti per il settore industriale. Resta salva, se piu' favorevole, la retribuzione annua convenzionale fissata per il settore agricolo dal decreto ministeriale 3 luglio 1980, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 188 del 10 luglio 1980. Per i lavoratori agricoli subordinati a tempo indeterminato valgono, ai fini della denuncia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, le disposizioni contenute in materia nel titolo primo del testo unico medesimo)).Con  decreto  del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, da emanarsi di concerto con il Ministro del
tesoro,   verranno  stabilite  le  modalita'  ed  i  termini  per  la
dichiarazione  aziendale  da  parte  dei  datori  di  lavoro e per il
versamento  dei  contributi  di  previdenza  e di assistenza sociale,
nonche'   per   l'applicazione   delle   sanzioni   a   carico  degli
inadempienti.
  Con   effetto   ((dal 1 gennaio 1982)),  il  limite  minimo  di
retribuzione   giornaliera   per   gli   operai   agricoli   a  tempo
indeterminato,  e'  stabilito  per  tutte  le contribuzioni dovute in
materia  di previdenza e assistenza sociale, con decreto del Ministro
del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  in riferimento ai minimi
previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria. Ai predetti
limiti  si  applica la disciplina di cui all'art. 1 del decreto-legge
29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, nella legge 26
settembre 1981, n. 537.
                              Art. 15.

  Il termine del 31 dicembre 1981, stabilito dagli articoli 16, primo
e quinto comma, e 18 della legge 23 aprile 1981, n. 155, e' prorogato
fino al 31 dicembre 1982.
                              Art. 16.

  Il  presente  decreto entra in vigore il giorno successivo a quello
della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

  Il  presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserto
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

  Dato a Roma, addi' 22 dicembre 1981

                               PERTINI

                                               SPADOLINI - DI GIESI -
                                                 LA MALFA - ANDREATTA

Visto, il Guardasigilli: DARIDA
  Registrato alla Corte dei conti, addi' 31 dicembre 1981
  Atti di Governo, registro n. 37, foglio n. 21
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