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DECRETO-LEGGE 29 marzo 1991, n. 108

Disposizioni urgenti in materia di sostegno dell''''occupazione.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
  Ritenuta  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza   di   emanare
disposizioni  in  materia  di  trattamenti  di   disoccupazione,   di
integrazione salariale, di pensionamento anticipato, di  collocamento
della manodopera, nonche' di assicurare il  finanziamento  del  Fondo
per il rientro dalla disoccupazione e di  taluni  lavori  nelle  aree
napoletana e palermitana e di disciplinare la normativa sui contratti
di formazione e lavoro; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 29 marzo 1991; 
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e  del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale,  di  concerto  con  i
Ministri dell'interno, del bilancio e della programmazione economica,
del tesoro, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e per la
funzione pubblica; 
                              E M A N A 
                     il seguente decreto-legge: 
                               Art. 1. 
          Norme in materia di trattamenti di disoccupazione 
  1. L'efficacia delle disposizioni  contenute  nell'articolo  7  del
decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e' prorogata fino  alla  data  di
entrata in vigore della legge di riforma della disciplina della Cassa
integrazione guadagni, della  disoccupazione  e  della  mobilita'  e,
comunque,  non  oltre  il  31  dicembre  1989.  Le  domande  per   le
prestazioni di cui al comma  3  del  predetto  articolo  7,  riferite
all'attivita' lavorativa svolta nel corso del 1988,  sono  valide  se
presentate entro il 30 giugno 1989. Con effetto dal 1'  gennaio  1989
la misura dell'importo dell'indennita' giornaliera di  disoccupazione
prevista dal medesimo articolo 7 e' elevata al  15  per  cento  della
retribuzione. 
  2.  A  decorrere  dall'anno  1990,   e'   confermata   l'estensione
dell'assicurazione contro la disoccupazione ai lavoratori di  cui  ai
punti 8' e 9' dell'articolo 40  del  regio  decreto-legge  4  ottobre
1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, dalla  legge  6  aprile
1936,  n.  1155.  A  decorrere  dalla  stessa  data,  ai  fini  della
concessione  da   parte   dell'INPS,   nell'ambito   della   gestione
prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti di  cui  all'articolo
24 della legge 9 marzo 1989,  n.  88,  dell'indennita'  ordinaria  di
disoccupazione, si intendono applicabili  le  disposizioni  contenute
nell'articolo 7 del decreto-legge 21 marzo 1988, n.  86,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160,  ivi  comprese
quelle in materia di contribuzione, con elevazione della misura della
richiamata indennita' al 20 per cento della retribuzione. Le  domande
per le prestazioni di cui al comma 3 del predetto  articolo  7,  sono
valide se presentate entro il 31 marzo dell'anno successivo a  quello
di riferimento per l'attivita' lavorativa svolta. 
  3. All'onere derivante dall'attuazione del  comma  1,  valutato  in
lire 601 miliardi per l'anno 1989, si provvede a carico del  capitolo
3652 dello stato di previsione  del  Ministero  del  lavoro  e  della
previdenza  sociale  per   l'anno   medesimo.   All'onere   derivante
dall'attuazione del comma 2, valutato in lire 817 miliardi in ragione
d'anno,  provvede  l'INPS  all'uopo   parzialmente   utilizzando   le
disponibilita' del proprio  bilancio  provenienti  dai  trasferimenti
operati a carico del bilancio dello Stato, ovvero quelle affluite  in
bilancio in relazione alle specifiche attivita' svolte  dall'Istituto
medesimo. 
  4. Per i periodi anteriori al 1'  gennaio  1990,  i  lavoratori  ai
quali e' stato corrisposto il trattamento speciale di  disoccupazione
di cui alla legge 8 agosto 1972, n. 464, e  successive  modificazioni
ed integrazioni,  e  che,  in  conseguenza  della  mancata  copertura
contributiva relativa ai predetti periodi, non potrebbero  conseguire
il diritto a pensione ove abbiano superato alla data  di  entrata  in
vigore del presente decreto il 48' anno di eta' se donne  ed  il  53'
anno di eta' se uomini, a domanda da presentarsi entro il 31 dicembre
1990 possono ottenere il contributo figurativo fino al raggiungimento
dell'anzianita'  contributiva   ed   assicurativa   minima   per   il
pensionamento  di  vecchiaia   nel   momento   in   cui   raggiungono
l'anzianita'  prescritta.  La   retribuzione   di   riferimento   per
l'accreditamento della relativa contribuzione figurativa e' pari alla
retribuzione settimanale minima per i versamenti volontari in  vigore
al 1' gennaio di ciascun anno. 
  5. Per i lavoratori che si siano avvalsi della facolta' di  cui  al
comma 4, i quali successivamente abbiano svolto attivita' lavorative,
gli accrediti  contributivi  sono  conteggiati  in  luogo  di  quelli
figurativi fino alla loro concorrenza. 
  6. Le somme occorrenti alla copertura delle  contribuzioni  figura-
tive di cui al comma 4 sono  versate  al  Fondo  pensioni  lavoratori
dipendenti a carico della gestione di cui all'articolo 37 della legge
9 marzo 1989, n. 88. L'onere derivante dall'attuazione  del  presente
comma, valutato in lire 22 miliardi  per  l'anno  1990,  e'  posto  a
carico della gestione di cui all'articolo  37  della  legge  9  marzo
1989, n. 88, con  utilizzo  delle  residue  disponibilita'  derivanti
dalla proroga del contributo di cui all'articolo 5, comma 7,  lettera
b). 
                               Art. 2. 
          Proroga del trattamento di integrazione salariale 
  1. A favore dei lavoratori  dipendenti  dalle  societa'  costituite
dalla GEPI S.p.a, ai sensi dell'articolo 1, quarto comma, della legge
28 novembre 1980, n. 784, dell'articolo 4, primo comma, del  decreto-
legge 22 dicembre 1981, n. 807, convertito, con modificazioni,  dalla
legge 5 marzo 1982,  n.  63,  dell'articolo  1,  secondo  comma,  del
decreto-legge 29 luglio 1982, n. 482, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 27 settembre 1982, n. 684, dell'articolo 5, quinto comma,
della legge 31 maggio 1984, n. 193, e dell'articolo 1, comma  2,  del
decreto-legge 21 febbraio 1985, n. 23, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 aprile 1985, n. 143, dell'articolo  2,  comma  1,  del
decreto-legge   4   settembre   1987,   n.   366,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 3 novembre 1987, n.  452,  il  trattamento
straordinario di integrazione salariale e' prorogato fino  alla  data
di entrata in vigore della legge di riforma  della  disciplina  della
Cassa integrazione guadagni, della disoccupazione e  della  mobilita'
e, comunque, ((fino al 30 settembre 1991)).  Sono  prorogati  alla
predetta data i trattamenti concessi nei confronti  delle  aziende  e
per le relative opere ai sensi dell'articolo 1 del  decreto-legge  10
giugno 1977, n. 291, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  8
agosto 1977, n. 501, ivi considerati, previo accertamento del CIPI, i
lavoratori  in  forza  alla  data  di  decorrenza   dell'accertamento
iniziale della  relativa  crisi  occupazionale  da  parte  del  CIPI,
dipendenti dalle  stesse  imprese  e  addetti  alle  medesime  opere,
sospesi dal lavoro successivamente al 1' gennaio 1990. Sono  altresi'
prorogati al ((30 settembre 1991)) i trattamenti  concessi  ai  sensi
dell'articolo 6, comma 6, del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48. 
  2. L'onere derivante dall'attuazione del comma 1, valutato in  lire
652 miliardi per l'anno 1989 ed in lire 720 miliardi per l'anno  1990
ed in lire 387 miliardi per l'anno  1991  e'  posto  a  carico  della
gestione di cui all'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88,  con
parziale utilizzo del contributo dello Stato di cui  all'articolo  8,
comma 2, della legge 22 dicembre 1986, n. 910. 
  3. Fino alla data di entrata in vigore della legge di riforma della
disciplina della Cassa integrazione guadagni, della disoccupazione  e
della  mobilita',  nelle  aree  ricomprese  nei  territori   di   cui
all'articolo 1 del testo  unico  delle  leggi  sugli  interventi  nel
Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica  6
marzo 1978, n. 218, nelle quali il CIPI, su proposta del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale,  accerta  la  sussistenza  di  uno
stato  di  grave  crisi  dell'occupazione  conseguente   all'avvenuto
completamento di impianti industriali, di opere pubbliche  di  grandi
dimensioni e di lavori relativi a programmi  comunque  finanziati  in
tutto o in parte con fondi dello  Stato,  delle  regioni  o  di  enti
pubblici statali, per i lavoratori edili, che siano  stati  impegnati
in tali aree e nelle predette attivita' con un rapporto di lavoro non
inferiore a diciotto mesi e siano stati licenziati successivamente ad
un avanzamento dei  lavori  edili  superiore  al  70  per  cento,  il
trattamento speciale di disoccupazione di cui  alla  legge  6  agosto
1975, n. 427, e' corrisposto dal 1' gennaio 1989  al  ((30 settembre 1991)). 
  4. I lavoratori di cui al comma  3  non  residenti  alla  data  del
licenziamento nell'area in cui sono completati i lavori hanno diritto
al trattamento di cui al medesimo comma se  residenti  alla  medesima
data in circoscrizioni che presentano un rapporto fra  iscritti  alla
prima classe di collocamento  e  popolazione  residente  in  eta'  da
lavoro superiore alla media nazionale. 
  5. L'onere derivante dall'attuazione delle disposizioni di  cui  ai
commi 3 e 4, valutato in lire 16,9 miliardi per l'anno 1989, in  lire
53 miliardi per l'anno 1990 ed in lire 33 miliardi per  l'anno  1991,
e' posto a carico della gestione di cui all'articolo 37 della legge 9
marzo 1989, n. 88, con parziale utilizzo del contributo  dello  Stato
di cui all'articolo 8, comma 2, della legge 22 dicembre 1986, n. 910. 
  6. In  deroga  ai  limiti  numerici  fissati  dall'articolo  2  del
decreto-legge   4   settembre   1987,   n.   366,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 3 novembre 1987, n. 452, la GEPI S.p.a. e'
autorizzata a promuovere iniziative idonee a consentire il  reimpiego
dei dipendenti residui individuati negli elenchi 2  B  e  3  B  della
delibera del CIPI del  21  gennaio  1988,  secondo  i  criteri  e  le
modalita' previsti nella delibera medesima. 
  7. Ai dipendenti di cui al comma 6 e' riconosciuto,  ((fino al 30 settembre 1991)), il trattamento previsto dall'articolo 2 della legge
5 novembre 1968, n. 1115, e successive modificazioni ed integrazioni. 
  8. L'onere derivante dall'attuazione delle disposizioni di  cui  al
comma 6, valutato in lire 8,2 miliardi per l'anno 1990 ed in lire 5,5
miliardi per l'anno 1991, e' posto a carico  della  gestione  di  cui
all'articolo 37 della  legge  9  marzo  1989,  n.  88,  con  parziale
utilizzo del contributo dello Stato di cui all'articolo 8,  comma  2,
della legge 22 dicembre 1986, n. 910. 
  9. Per i lavoratori assunti dalle imprese in favore delle quali sia
stato emanato dal Ministro del lavoro e della previdenza  sociale  il
decreto di cui all'articolo 7 della legge 8 agosto 1972, n.  464,  il
requisito di cui all'articolo 8, comma 3, del decreto-legge 21  marzo
1988, n. 86, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  20  maggio
1988,  n.  160,  si  considera  acquisito   con   riferimento   anche
all'attivita' lavorativa espletata presso l'impresa di provenienza. 
  10. A favore  dei  dipendenti  degli  enti  di  promozione  per  lo
sviluppo del Mezzogiorno di cui all'articolo 6 della legge  1'  marzo
1986, n. 64, e delle  relative  societa'  controllate,  in  stato  di
liquidazione, da  individuarsi  con  decreto  del  Ministro  per  gli
interventi straordinari nel Mezzogiorno  in  numero  complessivamente
non superiore  alle  centosessanta  unita',  e'  corrisposta,  per  i
periodi di sospensione dal lavoro decorrenti dal 1' giugno 1990,  una
indennita' pari all'importo massimo del trattamento  di  integrazione
salariale previsto dalle vigenti disposizioni. 
  11. Il Ministro del lavoro e  della  previdenza  sociale  adotta  i
conseguenti provvedimenti di concessione del trattamento  di  cui  al
comma  10  per  periodi  semestrali  consecutivi  e,  comunque,   non
superiori complessivamente a mesi ventiquattro. 
  12.  Nei  confronti  dei  lavoratori  beneficiari   dell'indennita'
prevista dal comma 10 si applicano, ove compatibili, le  disposizioni
della legge 5 novembre 1968, n. 1115, e successive  modificazioni  ed
integrazioni. Trova comunque applicazione l'articolo 8, commi 3, 4, 5
e 6,  del  decreto-legge  21  marzo  1988,  n.  86,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160. 
  13. Alla corresponsione dell'indennita' di cui al comma 10 provvede
l'Istituto nazionale della previdenza sociale a carico della gestione
di cui all'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n.  88,  che  a  tal
fine e' integrata dell'importo di lire 6.100 milioni a  carico  dello
stanziamento di cui  alla  legge  1'  marzo  1986,  n.  64,  mediante
riduzione  di  pari  importo  dei  fondi  attribuiti  agli  enti   di
promozione dal  terzo  piano  annuale  di  attuazione  del  programma
triennale di sviluppo del Mezzogiorno 1990-1992, approvato  dal  CIPE
con delibera del 29 marzo 1990 ai sensi dell'articolo 1 della  citata
legge n. 64 del 1986.  Il  Ministro  del  tesoro  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di  bilancio,
previa determinazione, d'intesa con il Ministro del  lavoro  e  della
previdenza sociale e con il Ministro per gli interventi  straordinari
nel Mezzogiorno, della modalita' per  il  trasferimento  delle  somme
spettanti alla gestione di cui sopra. 
  14. Le disposizioni previste dalla legge 9 marzo 1971, n. 98,  sono
estese a  tutti  i  cittadini  italiani  che,  come  civili,  abbiano
prestato servizio continuativo da almeno un anno  alla  data  del  30
giugno 1990  alle  dipendenze  di  organismi  militari  operanti  nel
territorio nazionale nell'ambito  della  Comunita'  atlantica  e  che
siano licenziati in conseguenza di provvedimenti di  ristrutturazione
o di soppressione degli organismi medesimi. Per il personale  di  cui
al presente comma si  applica  un  trattamento  pari  al  trattamento
speciale di disoccupazione in favore  dei  lavoratori  licenziati  da
imprese edili ed affini secondo la vigente normativa relativamente al
periodo compreso tra la data del licenziamento e la data  dell'inizio
delle attivita' lavorative connesse alle assunzioni di cui alla legge
9 marzo 1971, n. 98. Il  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale adotta i provvedimenti  di  concessione  dell'indennita'  per
periodi semestrali consecutivi e comunque non oltre  il  31  dicembre
1992. Agli oneri  finanziari,  valutati  in  lire  9,8  miliardi  per
ciascuno degli anni 1990, 1991 e 1992  si  provvede  a  carico  delle
disponibilita', anche in conto residui, del capitolo 3664 dello stato
di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale per
l'anno  1991  e  corrispondente  capitolo  per   l'anno   successivo.
All'articolo 2, comma secondo, della legge 9 marzo 1971,  n.  98,  le
parole:  "due  rappresentanti   del   personale   interessato"   sono
sostituite  dalle  seguenti:  "tre   rappresentanti   del   personale
interessato". 
                               Art. 3. 
                 Norme di interpretazione autentica 
  1. L'articolo 8, comma 2, del decreto-legge 21 marzo 1988,  n.  86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, si
interpreta nel senso che l'abrogazione della lettera  a)  del  n.  2)
dell'articolo 1 della legge 20 maggio 1975, n. 164, opera ai fini del
trattamento  straordinario  di  integrazione  salariale  e  non   del
trattamento  speciale  di  disoccupazione   per   i   casi   previsti
dall'articolo 4 della legge 8 agosto 1972, n. 464. 
  2. L'articolo 8, comma 8, del decreto-legge 21 marzo 1988,  n.  86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, si
interpreta nel senso che l'abrogazione della  causale  di  intervento
per crisi settoriale e locale non opera  per  le  situazioni  per  le
quali sia intervenuta una delibera del CIPI di  riconoscimento  della
sussistenza di detta causale e per  tutto  il  periodo  di  validita'
stabilito nella delibera stessa. 
  3. Le disposizioni di cui all'articolo  2  della  legge  27  luglio
1979,  n.  301,  e  successive  integrazioni,   si   applicano,   con
riferimento alla data di inizio della  procedura  di  amministrazione
straordinaria,  anche  nei  confronti  dei  dipendenti   di   aziende
industriali dichiarate fallite e  successivamente  assoggettate  alla
procedura  di  amministrazione  straordinaria.  All'onere   derivante
dall'attuazione del presente comma, valutato in  lire  3.371  milioni
per l'anno 1990, si provvede a carico delle disponibilita'  in  conto
residui del capitolo 3664 dello stato di previsione del Ministero del
lavoro e della previdenza sociale per l'anno 1991. 
  4. L'articolo 7, comma 3, del decreto-legge 21 marzo 1988,  n.  86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio  1988,  n.  160,
s'interpreta nel senso che il diritto alle prestazioni  ivi  previste
sussiste anche nei confronti di quei lavoratori che, pur in  possesso
del  requisito  dell'anno  di  contribuzione   nel   biennio,   hanno
erroneamente avanzato domanda entro i termini e secondo le  modalita'
previsti per l'indennita' ordinaria di disoccupazione  con  requisiti
ridotti, anziche' entro i termini e secondo le modalita' previsti per
l'indennita' con requisiti normali di cui al  regio  decreto-legge  4
ottobre 1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, dalla  legge  6
aprile 1936, n. 1155. 
                               Art. 4. 
                        Disposizioni diverse 
  1. Il periodo massimo previsto dall'articolo 2 del decreto-legge 21
febbraio 1985, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla  legge  22
aprile 1985, n. 143, e dall'articolo 4 del decreto-legge 30  dicembre
1985, n. 787, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  febbraio
1986,  n.  45,  per  la  corresponsione  del  trattamento  di   Cassa
integrazione guadagni straordinaria ai dipendenti  delle  imprese  in
amministrazione  straordinaria,  per  le   quali   sia   cessata   la
continuazione dell'esercizio di impresa,  e'  aumentato  a  trentasei
mesi fino alla data di entrata in vigore della legge di riforma della
disciplina della Cassa integrazione guadagni, della disoccupazione  e
della mobilita'. All' onere valutato in 41 miliardi per il 1990 ed in
lire 60 miliardi per il 1991, si provvede: a) relativamente  all'anno
1990 a carico delle disponibilita' in conto residui del capitolo 3664
dello stato di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale per l'anno 1991; b)  relativamente  all'anno  1991  a  carico
della gestione di cui all'articolo 37 della legge 9  marzo  1989,  n.
88,  con  parziale  utilizzo  del  contributo  dello  Stato  di   cui
all'articolo 8, comma 2, della legge 22 dicembre 1986, n. 910. 
  2. Fino alla data di entrata in vigore della legge di riforma della
disciplina della Cassa integrazione guadagni, della disoccupazione  e
della mobilita', i trattamenti previsti  dal  comma  1  si  intendono
prorogati al 30 giugno 1991, purche' entro il 24  aprile  1990  siano
stati stipulati accordi sindacali che precisino la  durata  temporale
della Cassa integrazione guadagni ed i  termini  di  reimpiego  o  di
prepensionamento dei lavoratori  interessati.  L'onere,  valutato  in
lire 4 miliardi per l'anno 1989, in lire 4,1 miliardi per l'anno 1990
e in lire 2,2 miliardi per l'anno  1991,  e'  posto  a  carico  della
gestione di cui all'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88,  con
parziale utilizzo del contributo dello Stato di cui  all'articolo  8,
comma 2, della legge 22 dicembre 1986, n. 910. 
  3. La GEPI e' autorizzata, nei casi espressamente previsti dal CIPI
con propria delibera da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, a costituire societa'  aventi
per  oggetto  la  promozione  di  iniziative  produttive   idonee   a
consentire il  reimpiego  di  lavoratori  dipendenti  strutturalmente
eccedentari da aziende ubicate nelle  aree  di  crisi  della  regione
siciliana nel limite massimo di 1.000 unita'. 
  4. Ai lavoratori di cui al comma 3 e' riconosciuto  il  trattamento
straordinario di integrazione salariale di cui all'articolo  2  della
legge 5  novembre  1968,  n.  1115,  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni, fino alla data di entrata  in  vigore  della  legge  di
riforma della Cassa integrazione guadagni, della  mobilita'  e  della
disoccupazione,  e  comunque  non  oltre  il  30  giugno  1991.  Tale
trattamento non e' cumulabile con altri trattamenti previdenziali  ed
assistenziali, nonche' con quelli a sostegno del reddito, a qualsiasi
titolo e da qualunque ente erogati. (2) (3) 
  5. La GEPI, con un impegno finanziario non inferiore a 25  miliardi
di lire, stipula con  la  regione  siciliana  convenzioni  dirette  a
favorire il reimpiego o la mobilita' dei lavoratori di cui al comma 3
attraverso la promozione di iniziative produttive. 
  6. La GEPI, al fine di attuare le convenzioni di cui  al  comma  5,
opera secondo criteri di economicita', attuando, sulla base di  piani
e  programmi  dei  quali  valuta  autonomamente  le  validita',  ogni
iniziativa ritenuta utile ed opportuna. 
  7. Per le finalita' di cui ai commi 4 e 5 e' assegnata alla GEPI la
somma di lire 50 miliardi per l'anno 1991. La regione siciliana  puo'
essere chiamata a partecipare con proprie risorse finanziarie,  nella
misura massima di lire 50 miliardi, all'attuazione delle  convenzioni
di cui al comma 5. 
  8. Gli oneri derivanti dalle integrazioni salariali,  ivi  compresi
quelli relativi alle coperture figurative ai fini pensionistici, sono
corrisposti, entro trenta giorni  dalla  richiesta  dell'INPS,  dalla
GEPI alla gestione di cui all'articolo 37 della legge 9  marzo  1989,
n. 88. 
  9. All'onere di lire 50 miliardi a carico  dello  Stato,  derivante
dall'applicazione del comma 7, si provvede  mediante  utilizzo  delle
disponibilita' in conto residui iscritte al capitolo 7751 dello stato
di previsione del Ministero del  tesoro  per  l'anno  1991,  all'uopo
intendendosi  corrispondentemente  ridotto  il  contributo   di   cui
all'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 4 dicembre 1990, n. 364. 
  10. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con  propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. ((5)) 
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AGGIORNAMENTO (2) 
  La L. 20 gennaio 1992, n. 22, ha disposto (con l'art. 3,  comma  1)
che "Il termine previsto dall'articolo 4, comma 4, del  decreto-legge
29 marzo 1991, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla legge  1>
giugno 1991, n. 169, e' differito fino al 30 giugno 1992". 
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AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.L. 7 settembre 1992, n. 370,  convertito  senza  modificazioni
dalla L. 5 novembre 1992, n. 428, ha disposto (con l'art. 2, comma 1)
che "Il termine previsto dall'articolo 4, comma 4, del  decreto-legge
29 marzo 1991, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla  legge  1
giugno 1991, n. 169, e' differito al 31 dicembre 1992". 
------------------- 
AGGIORNAMENTO (5) 
  Il D.L. 16 maggio 1994, n. 299, convertito con modificazioni  dalla
L. 19 luglio 1994, n. 451 ha disposto (con l'art. 5,  comma  16)  che
"Per consentire la  prosecuzione,  fino  al  30  giugno  1994,  degli
interventi di cui all'articolo 4 del decreto-legge 29 marzo 1991,  n.
108, convertito, con modificazioni, dalla legge  1  giugno  1991,  n.
169, e' assegnata alla GEPI la somma di lire 9 miliardi da utilizzare
con le modalita' di cui al comma 8 del predetto articolo 4." 
                               Art. 5. 
            Norme in materia di pensionamento anticipato 
  1. Gli articoli 16, 17 e 18 della legge 23  aprile  1981,  n.  155,
continuano a trovare applicazione fino alla data di entrata in vigore
della legge di  riforma  della  Cassa  integrazione  guadagni,  della
disoccupazione e  della  mobilita'  e,  comunque,  non  oltre  il  30
settembre 1991, con  esclusione  delle  disposizioni  concernenti  il
contributo addizionale di cui all'articolo 12 della legge 5  novembre
1968, n. 1115, che restano confermate fino  al  periodo  di  paga  in
corso al 30 giugno 1990. 
  2. Ferma rimanendo, in  materia  di  pensionamento  anticipato,  la
validita' delle domande presentate dalle aziende e giacenti presso il
CIPI alla data del 28 febbraio 1989, limitatamente ai lavoratori  che
a tale data abbiano maturato i prescritti  requisiti  di  eta'  e  di
anzianita' contributiva, ai fini dell'applicazione  dell'articolo  5,
comma 1, del decreto-legge 11 gennaio 1989,  n.  5,  nonche',  previo
accertamento  e   autorizzazione   del   CIPI,   delle   domande   di
pensionamento anticipato presentate entro il  2  giugno  1989,  nuove
domande possono essere proposte dai  singoli  lavoratori  quando,  su
richiesta  dell'impresa  inoltrata  entro  il  30  giugno  1990,  una
delibera del CIPI accerti l'esistenza delle eccedenze strutturali  di
manodopera e la loro entita', dichiarate  dall'impresa  medesima  per
ciascuna qualifica. La medesima delibera fissa i termini  di  inoltro
delle predette domande all'impresa, fatte salve,  in  ogni  caso,  le
domande presentate anteriormente alla data di entrata in  vigore  del
presente decreto. Per le domande presentate a partire  dal  1'  marzo
1989, l'azienda e' tenuta al pagamento all'INPS del contributo di cui
al comma 5,  fatta  esclusione  per  i  casi  regolati  dal  predetto
decreto-legge 11 gennaio 1989, n. 5. 
  3. Il  numero  dei  lavoratori  che  per  ciascuna  qualifica  puo'
esercitare il diritto al pensionamento  anticipato  non  puo'  essere
superiore  a  quello  accertato  ai  sensi  del  comma  2.  Ai   fini
dell'applicazione del presente  comma,  i  lavoratori  che  intendono
pensionarsi   anticipatamente   presentano   la   relativa    domanda
irrevocabile all'impresa nel termine stabilito nella delibera di  cui
al comma 2. L'impresa, entro dieci giorni dalla scadenza del predetto
termine, trasmette all'INPS le domande dei lavoratori.  Nel  caso  in
cui queste ultime siano superiori al numero accertato, il  datore  di
lavoro  opera  la  selezione  tra  di  esse  in  base  alle  esigenze
dell'impresa. Il rapporto di lavoro dei  dipendenti  le  cui  domande
vengono trasmesse all'INPS si estingue nell'ultimo giorno del mese in
cui l'impresa effettua la trasmissione. 
  4. La facolta' di pensionamento anticipato  ai  sensi  della  nuova
disciplina  contenuta  nel  presente  articolo  e'  riconosciuta   ai
lavoratori  dipendenti  da  imprese  per  le  quali  sia  intervenuta
delibera del CIPI ai sensi dell'articolo 2, quinto comma, lettere a )
e c) , della legge  12  agosto  1977,  n.  675,  relativa  a  periodi
successivi anche solo in parte  al  30  giugno  1988  e  che  abbiano
maturato i prescritti requisiti di eta' e di anzianita'  contributiva
non oltre il 31 dicembre 1989. 
  5.  L'impresa,  entro   trenta   giorni   dal   ricevimento   della
comunicazione da  parte  dell'INPS,  e'  tenuta  a  corrispondere  al
predetto  Istituto,   per   ciascun   dipendente   che   ottenga   il
pensionamento a seguito della procedura prevista nei commi 2 e 3,  un
contributo   pari   al   50   per   cento   degli   oneri   derivanti
dall'applicazione dei commi quinto  e  sesto  dell'articolo  1  della
legge 31 maggio 1984, n. 193. Nei territori di cui all'articolo 1 del
testo unico delle leggi sugli interventi nel  Mezzogiorno,  approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 6  marzo  1978,  n.  218,
nonche' nelle zone industriali in declino individuate dalla decisione
della Commissione delle Comunita' europee del 21 marzo 1989, ai sensi
del regolamento del Consiglio delle Comunita' europee n. 2052/88  del
24 giugno 1988, la predetta misura percentuale e' ridotta al  25  per
cento. La  medesima  percentuale  ridotta  si  applica  altresi'  nei
confronti delle imprese assoggettate alle  procedure  concorsuali  di
cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ed  al  decreto-legge  30
gennaio 1979, n. 26, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  3
aprile 1979, n. 95, e, per il relativo pagamento, trova  applicazione
l'articolo 111, primo comma, n. 1), del citato regio decreto  n.  267
del 1942. Il datore di  lavoro  puo'  optare  per  il  pagamento  del
contributo, senza addebito  di  interessi,  in  un  numero  di  ratei
mensili, di pari importo, non superiore a quello dei mesi mancanti al
compimento dell'eta' pensionabile. 
  6. La misura del 25 per  cento  opera  anche  nei  confronti  delle
imprese che, entro il 31 dicembre 1988, abbiano raggiunto accordi con
le organizzazioni sindacali  per  la  definizione  di  nuovi  assetti
produttivi    ed    occupazionali    coinvolgenti     l'utilizzazione
dell'istituto  del  pensionamento  anticipato,   limitatamente   alle
domande inoltrate dopo il 30 giugno 1990 ai sensi del comma 2 il  cui
termine per le predette imprese e' differito al 31 ottobre 1990,  con
un onere a carico dell'INPS valutato in lire 55 miliardi per il 1990,
lire 28 miliardi per il 1991 e lire 35 miliardi per il 1992,  cui  si
provvede a carico delle disponibilita' anche  in  conto  residui  del
capitolo 3662 dello stato di previsione del Ministero  del  lavoro  e
della previdenza sociale per l'anno 1991  e  corrispondente  capitolo
per  l'anno  successivo.  Nei  casi  di  imprese  in  amministrazione
straordinaria di  cui  al  decreto-legge  30  gennaio  1979,  n.  26,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 aprile 1979, n. 95,  che
abbiano  raggiunto  entro  il  31  dicembre  1988  accordi  sindacali
inerenti ai piani di riassetto e reimpiego, il termine di maturazione
dei requisiti di eta' e di anzianita' contributiva previsto al  comma
4, e' differito al 31 dicembre 1991 onde consentire il  pensionamento
anticipato di lavoratori che abbiano maturato i prescritti  requisiti
di eta' e di anzianita' contributiva dopo il  31  dicembre  1989.  Al
relativo onere, valutato in lire 18 miliardi, si  provvede  a  carico
delle disponibilita' in conto residui del capitolo 3662  dello  stato
di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale per
l'anno 1991. 
  7. Gli oneri ulteriori derivanti dal presente articolo sono posti a
carico della gestione di cui all'articolo  37  della  legge  9  marzo
1989, n. 88, e ai fini della loro copertura si provvede: 
    a)  quanto  all'onere  relativo  alle  domande  di  pensionamento
anticipato presentate ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del decreto-
legge 11 gennaio 1989, n. 5, valutato complessivamente  in  lire  720
miliardi, quanto a lire 49 miliardi per l'anno  1989  ed  a  lire  45
miliardi per  ciascuno  degli  anni  1990  e  1991,  a  carico  delle
disponibilita' anche in conto residui del capitolo 3662  dello  stato
di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale per
l'anno 1991, per essere corrisposto all'INPS dietro presentazione  di
rendiconto; per la rimanente parte, mediante corrispondente  utilizzo
del gettito del contributo  di  cui  all'articolo  4,  comma  1,  del
decreto-legge 30 maggio 1988, n. 173, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 26 luglio 1988, n. 291, relativo ai periodi  di  paga  in
corso al 1' gennaio 1989 ed a quelli successivi; 
    b) quanto all'onere relativo alle altre domande di  pensionamento
anticipato,  valutato  per  l'intero   periodo   di   fruizione   del
trattamento in complessive lire 706 miliardi, mediante utilizzo della
parte del gettito pari a lire 237 miliardi, richiamato nella  lettera
a), il cui contributo e'  prorogato  fino  al  30  giugno  1990,  del
contributo versato dai datori di lavoro ai sensi del comma 5, pari  a
lire 259 miliardi, nonche' delle economie derivanti, per l'anno 1990,
dall'applicazione dell'articolo 9 del decreto-legge 22 novembre 1990,
n. 337, valutate in lire 210 miliardi. 
  8. La disciplina in materia  di  pensionamento  anticipato  di  cui
all'articolo 1 della legge 31 maggio 1984, n. 193, continua a trovare
applicazione fino al 31 dicembre 1991 nei  confronti  dei  lavoratori
dipendenti dalle imprese di cui all'articolo 1- bis del decreto-legge
1' aprile 1989, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
maggio 1989, n. 181, alle condizioni e secondo i limiti previsti  dal
medesimo articolo 1- bis. In favore dei predetti lavoratori che al 1'
giugno 1990 fruivano del trattamento di  integrazione  salariale,  il
medesimo trattamento e' prorogato fino alla data di  maturazione  dei
requisiti previsti per il pensionamento anticipato di cui al presente
comma e, comunque, non oltre il  31  dicembre  1991.  Ai  conseguenti
oneri, valutati in lire 8 miliardi per il 1990, in  lire  8  miliardi
per il 1991 ed in lire 3 miliardi per il 1992, si provvede  a  carico
delle disponibilita' anche in conto residui del capitolo  3662  dello
stato di previsione del  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale  per  l'anno  1991  e  corrispondente  capitolo  per   l'anno
successivo. 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  La Corte Costituzionale, con la sentenza 24-26 marzo 1993,  n.  110
(in G.U. 1a s.s. 31/3/1993, n.  14)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del comma 2 del presente articolo nella parte  in  cui
subordina lo sgravio dell'impresa dal contributo  all'INPS,  previsto
dal successivo comma 5, oltre che alla presentazione della domanda di
pensionamento anticipato  entro  il  28  febbraio  1989,  anche  alla
condizione della giacenza della domanda presso il CIPI alla  medesima
data. 
                               Art. 6. 
                   Norme in materia di occupazione 
 1. Alle  imprese  che  hanno  beneficiato  dei  contributi  previsti
dall'articolo 32 della legge 14 maggio 1981,  n.  219,  e  che  hanno
realizzato il piano globale dei dipendenti previsto dal  disciplinare
di  concessione  delle  agevolazioni  statali,  non  si  applica   la
disposizione contenuta all'articolo 8, commi 7- ter  e  7-quater  del
decreto-legge 26 gennaio 1987, n. 8, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 27 marzo 1987, n. 120. 
  2. La deroga ai termini di comunicazione  di  cui  all'articolo  6,
comma 3, della legge 29 dicembre  1990,  n.  407,  va  riferita  agli
assicurati che abbiano maturato ovvero maturino i requisiti  previsti
dal medesimo articolo 6 entro i sei  mesi  successivi  alla  data  di
entrata in vigore del presente decreto. 
                               Art. 7. 
     Finanziamento del Fondo per il rientro dalla disoccupazione 
  1. Il Fondo per il rientro dalla disoccupazione,  istituito  presso
il Ministero del lavoro e della previdenza  sociale  dall'articolo  6
del  decreto-legge  21   marzo   1988,   n.   86,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n.  160,  e'  rifinanziato
nella misura di lire 300 miliardi per l'anno 1990. 
  2. All'onere derivante dall'applicazione del comma 1 si provvede  a
carico delle disponibilita' in conto residui del capitolo 8048  dello
stato di previsione del  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale per l'anno 1991. 
  3. Al comma 10 dell'articolo 6 del decreto-legge 21 marzo 1988,  n.
86, convertito, con modificazioni, dalla legge  20  maggio  1988,  n.
160, il secondo periodo e' sostituito dal  seguente:  "Le  somme  non
impegnate nell'anno 1988 possono esserlo  negli  esercizi  finanziari
1989, 1990 e 1991.". 
  4. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare,  con  propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, anche  nel  conto  dei
residui. 
  5. Al comma 1 dell'articolo 8- bis del decreto-legge 8 maggio 1989,
n. 166, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1989,  n.
246, e' aggiunto il seguente periodo: "Le somme  non  utilizzate  nel
1989 e 1990 potranno esserlo nel 1990, 1991 e 1992 anche per progetti
concernenti  l'intero  territorio  della  regione   Calabria,   ferma
restando la priorita' per  quelli  relativi  alla  citta'  di  Reggio
Calabria.". 
                               Art. 8. 
Finanziamento per lavori socialmente utili nelle  aree  napoletana  e
                             palermitana 
  1. Le disposizioni di cui agli articoli 10, commi 2, 3, 4 e 5, 11 e
12, commi 1, 2, 3, 4 e 5, del decreto-legge 4 settembre 1987, n. 366,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 novembre 1987,  n.  452,
sono prorogate per il periodo dal 1'  gennaio  1989  al  31  dicembre
1990. Al relativo onere valutato in lire 90 miliardi per l'anno  1989
ed in lire 120 miliardi per l'anno 1990, si provvede a  carico  delle
disponibilita' del  capitolo  1584  dello  stato  di  previsione  del
Ministero dell'interno per l'anno 1991. 
  2. Per le finalita' e gli interventi di  cui  al  decreto-legge  12
febbraio 1986, n. 24, convertito dalla legge 9 aprile 1986, n. 96, e'
autorizzata l'ulteriore spesa di lire 90 miliardi per l'anno 1990. Al
relativo onere si provvede a carico delle disponibilita' del capitolo
1578 dello stato di previsione del Ministero dell'interno per  l'anno
1991. 
                               Art. 9. 
        Norme in materia di contratti di formazione e lavoro 
  1. Il comma 3 dell'articolo 3 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n.
726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984,  n.
863, e' sostituito dal seguente: 
  " 3. I tempi  e  le  modalita'  di  svolgimento  dell'attivita'  di
formazione e lavoro  sono  stabiliti  mediante  progetti  predisposti
dagli enti pubblici economici e  dalle  imprese  ed  approvati  dalla
commissione regionale per l'impiego.  La  commissione  regionale  per
l'impiego, nell'ambito delle direttive generali fissate dal  Ministro
del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  sentita  la  commissione
centrale per l'impiego, delibera, in coerenza con le finalita'  form-
ative ed occupazionali e con le caratteristiche dei  diversi  settori
produttivi, in ordine ai criteri di approvazione dei progetti ed agli
eventuali specifici requisiti che gli  stessi  devono  avere,  tra  i
quali puo' essere previsto  il  rapporto  tra  organico  aziendale  e
numero dei lavoratori con contratti di formazione e lavoro. Nel  caso
in cui i progetti interessino piu' ambiti regionali  ovvero  non  sia
intervenuta, nel termine di trenta giorni dalla  loro  presentazione,
la delibera della commissione regionale  per  l'impiego,  i  medesimi
progetti sono sottoposti all'approvazione del Ministro del  lavoro  e
della previdenza sociale, il quale,  entro  trenta  giorni,  delibera
sentito il parere della commissione centrale per l'impiego. Non  sono
soggetti all'approvazione i progetti conformi  alle  regolamentazioni
del contratto di formazione e lavoro concordate tra le organizzazioni
sindacali nazionali dei datori di lavoro e  dei  lavoratori  aderenti
alle  confederazioni  maggiormente  rappresentative,   recepite   dal
Ministro del lavoro e della previdenza sociale sentita la commissione
centrale per l'impiego.". 
  2. Dopo il comma 1 dell'articolo 3  del  decreto-legge  30  ottobre
1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19  dicembre
1984, n. 863, e' aggiunto il seguente: 
  " 1-bis. Nelle aree indicate dall'articolo 1 del testo unico  delle
leggi sugli interventi per il Mezzogiorno approvato con  decreto  del
Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, nonche'  in  quelle
svantaggiate del Centro-Nord previste dalla legge 29  dicembre  1990,
n. 407, l'assunzione con contratti di formazione e lavoro e'  ammessa
sino all'eta' di 32 anni.". 
                              Art. 10. 
     Norme di organizzazione in funzione del mercato del lavoro 
 1. Nei confronti del  personale  comunque  in  servizio  presso  gli
uffici centrali  e  periferici  del  Ministero  del  lavoro  e  della
previdenza sociale continuano a corrispondersi,  fino  all'emanazione
di una disciplina generale della materia, i compensi di cui al  Fondo
di incentivazione previsto dall'articolo 9,  comma  4,  del  decreto-
legge 21 marzo 1988, n.  86,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 20 maggio 1988, n. 160. 
  ((2. All'onere di lire 40 miliardi per l'anno 1989 e di lire 50 miliardi per ciascuno degli anni 1990, 1991, 1992 e 1993, derivante dall'attuazione del comma 1, si provvede: a) per gli anni 1989 e 1990 a carico del capitolo 1026 dello stato di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale per gli anni 1989 e 1990; b) per gli anni 1991, 1992 e 1993 mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1991, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento 'Interventi in favore dei lavoratori immigrati e regolamentazione dell'attivita' dei girovaghi' per gli anni medesimi)). 
  3. L'articolo 8, comma 3, della legge 28 febbraio 1987, n. 56, deve
essere interpretato nel senso che  per  l'adempimento  delle  proprie
funzioni la Direzione generale per  l'osservatorio  del  mercato  del
lavoro si avvale degli osservatori istituiti dalle regioni,  nonche',
ad integrazione  di  questi  osservatori,  di  istituti  ed  enti  di
ricerca, sulla base di apposite convenzioni stipulate  dal  Ministero
del lavoro e della previdenza sociale, rispettivamente  con  regioni,
istituti ed enti interessati. 
  4. Per adeguare gli uffici centrali  del  Ministero  del  lavoro  e
della previdenza sociale ai nuovi compiti derivanti  dall'articolo  8
della legge 28 febbraio  1987,  n.  56,  istitutivo  della  Direzione
generale per l'osservatorio del mercato del lavoro, e dalla legge  12
giugno 1990, n. 146, concernente la regolamentazione del  diritto  di
sciopero, i posti relativi alla qualifica di primo dirigente  e  alla
funzione di direttore di divisione, di cui alla tabella XV, quadro A,
allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30  giugno  1972,
n. 748, sono aumentati di quattro  unita';  sono  corrispondentemente
ridotti, di altrettante unita', i posti concernenti la  qualifica  di
primo dirigente e la funzione di direttore di centro di  emigrazione,
di cui al quadro B della medesima tabella XV. 
  5. Al fine di provvedere alle spese di funzionamento delle  agenzie
per  l'impiego,  al  proseguimento   dell'attuazione   del   progetto
informatico "Teleporto del lavoro", nonche' all'acquisto dei mobili e
delle  attrezzature  occorrenti  al  potenziamento  dei  servizi  del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, e' autorizzata,  per
il 1991, l'ulteriore spesa di lire 20 miliardi. Al predetto onere  si
provvede per un pari importo di lire 10 miliardi a carico di ciascuno
dei capitoli 1117 e 8021 dello stato di previsione del Ministero  del
lavoro e della previdenza sociale per l'anno finanziario 1991. 
                              Art. 11. 
                          Entrata in vigore 
  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso  della  sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
   Dato a Roma, addi' 29 marzo 1991 
                               COSSIGA 
                                  ANDREOTTI, Presidente del Consiglio
                                  dei Ministri 
                                  JERVOLINO   RUSSO,   Ministro   del
                                  lavoro e della previdenza sociale 
                                  SCOTTI, Ministro dell'interno 
                                  CIRINO   POMICINO,   Ministro   del
                                  bilancio  e  della   programmazione
                                  economica 
                                  CARLI, Ministro del tesoro 
                                  BATTAGLIA, Ministro dell'industria,
                                  del commercio e dell'artigianato 
                                  GASPARI, Ministro per  la  funzione
                                  pubblica 
Visto, il Guardasigilli: MARTELLI 
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