« Torna alla legislazione

DECRETO-LEGGE 29 novembre 2008, n. 185

Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale.

TITOLO I

Sostegno alle famiglie

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta  la  straordinaria  necessita'  ed urgenza di fronteggiare
l'eccezionale    situazione   di   crisi   internazionale   favorendo
l'incremento  del potere di acquisto delle famiglie attraverso misure
straordinarie rivolte in favore di famiglie, lavoratori, pensionati e
non  autosufficienti,  nonche' per garantire l'accollo da parte dello
Stato  degli  eventuali  importi  di  mutui bancari stipulati a tasso
variabile ed eccedenti il saggio BCE;
  Ritenuta,  altresi',  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza di
emanare  disposizioni  finalizzate  alla  promozione  dello  sviluppo
economico   e   alla   competitivita'   del   Paese,  anche  mediante
l'introduzione  di misure di carattere fiscale e finanziario in grado
di  sostenere  il  rilancio produttivo e il finanziamento del sistema
economico,  parallelamente  alla  riduzione  di  costi amministrativi
eccessivi a carico delle imprese;
  Ravvisata,  inoltre,  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza di
misure  in  grado  di  riassegnare  le  risorse del quadro strategico
nazionale  per  apprendimento  ed  occupazione nonche' per interventi
infrastrutturali,   anche   di   messa  in  sicurezza  delle  scuole,
provvedendo  alla introduzione altresi' di disposizioni straordinarie
e temporanee per la velocizzazione delle relative procedure;
  Considerate,  infine,  le  particolari ragioni di urgenza, connesse
con  la contingente situazione economico- finanziaria del Paese e con
la necessita' di sostenere e assistere la spesa per investimenti, ivi
compresa quella per promuovere e favorire la ricerca ed il rientro in
Italia di ricercatori residenti all'estero;
  Rilevata,  altresi',  l'esigenza  di potenziare le misure fiscali e
finanziarie  occorrenti  per  garantire  il  rispetto degli obiettivi
fissati  dal  programma  di  stabilita'  e crescita approvato in sede
europea,   anche   in   considerazione   dei  termini  vigenti  degli
adempimenti tributari;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 28 novembre 2008;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell'economia e delle finanze;

                              E m a n a
                     il seguente decreto-legge:

                               Art. 1
                  Bonus straordinario per famiglie,
             lavoratori pensionati e non autosufficienza

  1.  E' attribuito un bonus straordinario, per il solo anno 2009, ai
soggetti residenti, componenti di un nucleo familiare a basso reddito
nel  quale  concorrono,  nell'anno  2008,  esclusivamente  i seguenti
redditi indicati nel Testo Unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917:
    a) lavoro dipendente di cui all'articolo 49, comma 1;
    b) pensione di cui all'articolo 49, comma 2 ;
    c)  assimilati  a quelli di lavoro dipendente di cui all'articolo
50,  comma  1,  lettere  a),  c-bis),  d), l) e i) limitatamente agli
assegni periodici indicati nell'articolo 10, comma 1, lettera c);
    d)  diversi  di  cui  all'articolo  67, comma 1, lettere i) e l),
limitatamente  ai  redditi  derivanti da attivita' di lavoro autonomo
non  esercitate abitualmente, qualora percepiti dai soggetti a carico
del richiedente, ovvero dal coniuge non a carico;
    e)  fondiari  di  cui all'articolo 25, esclusivamente in coacervo
con  i redditi indicati alle lettere precedenti, per un ammontare non
superiore a duemilacinquecento euro.
  2. Ai fini delle disposizioni di cui al presente articolo:
    a)  nel computo del numero dei componenti del nucleo familiare si
assumono  il richiedente, il coniuge non legalmente ed effettivamente
separato  anche se non a carico nonche' i figli e gli altri familiari
di  cui  all'articolo  12  del citato testo unico alle condizioni ivi
previste;
    b)  nel  computo  del  reddito complessivo familiare si assume il
reddito  complessivo  di cui all'articolo 8 del predetto testo unico,
con riferimento a ciascun componente del nucleo familiare.
  3.  Il beneficio di cui al comma 1 e' attribuito per gli importi di
seguito  indicati,  in dipendenza del numero di componenti del nucleo
familiare,  degli  eventuali  componenti  portatori di handicap e del
reddito  complessivo familiare riferiti al periodo d'imposta 2007 per
il  quale  sussistano  i  requisiti  di  cui  al  comma  1, salvo, in
alternativa, la facolta' prevista al comma 12:
    a)  euro  duecento nei confronti dei soggetti titolari di reddito
di  pensione  ed  unici  componenti  del nucleo familiare, qualora il
reddito complessivo non sia superiore ad euro quindicimila;
    b)  euro  trecento  per  il  nucleo  familiare di due componenti,
qualora  il  reddito  complessivo familiare non sia superiore ad euro
diciassettemila;
    c)  euro  quattrocentocinquanta  per  il  nucleo familiare di tre
componenti,   qualora   il  reddito  complessivo  familiare  non  sia
superiore ad euro diciassettemila;
    d)   euro   cinquecento   per  il  nucleo  familiare  di  quattro
componenti,   qualora   il  reddito  complessivo  familiare  non  sia
superiore ad euro ventimila;
    e)  euro  seicento  per il nucleo familiare di cinque componenti,
qualora  il  reddito  complessivo familiare non sia superiore ad euro
ventimila;
    f) euro mille per il nucleo familiare di oltre cinque componenti,
qualora  il  reddito  complessivo familiare non sia superiore ad euro
ventiduemila;
    g) euro mille per il nucleo familiare con componenti portatori di
handicap  per  i quali ricorrano le condizioni previste dall'articolo
12,  comma  1, del citato testo unico, qualora il reddito complessivo
familiare non sia superiore ad euro trentacinquemila.
  4.  Il  beneficio  di  cui  al  comma  1  e'  attribuito ad un solo
componente del nucleo familiare e non costituisce reddito ne' ai fini
fiscali ne' ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali
e assistenziali ivi inclusa la carta acquisti di cui all'articolo 81,
comma  32,  del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
  5.  Il  beneficio  spettante  ai  sensi  del comma 3 e' erogato dai
sostituti  d'imposta  di  cui  agli  articoli 23 e 29 del decreto del
Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 presso i quali
i soggetti beneficiari di cui al comma 1 lettere a), b) e c) prestano
l'attivita'   lavorativa   ovvero   sono   titolari   di  trattamento
pensionistico  o di altri trattamenti, sulla base dei dati risultanti
da  apposita  richiesta  prodotta  dai  soggetti  interessati.  Nella
domanda  il  richiedente autocertifica, ai sensi dell'articolo 47 del
decreto  del  Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e
successive modificazioni, i seguenti elementi informativi:
    a) il coniuge non a carico ed il relativo codice fiscale;
    b)  i  figli e gli altri familiari a carico, indicando i relativi
codici fiscali nonche' la relazione di parentela;
    c) di essere in possesso dei requisiti previsti ai commi 1 e 3 in
relazione al reddito complessivo familiare di cui al comma 2, lettera
b), con indicazione del relativo periodo d'imposta.
  6.  La  richiesta  e'  presentata  entro  il  ((28 febbraio 2009))
utilizzando   l'apposito  modello  approvato  con  provvedimento  del
direttore dell'Agenzia delle entrate entro dieci giorni dalla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto. La richiesta puo' essere
effettuata  anche mediante i soggetti di cui all'articolo 3, comma 3,
del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e
successive modificazioni, ai quali non spetta alcun compenso.
  7.  Il  sostituto  d'imposta  e  gli enti pensionistici ai quali e'
stata   presentata  la  richiesta  erogano  il  beneficio  spettante,
rispettivamente  entro il mese di febbraio e marzo 2009, in relazione
ai  dati  autocertificati ai sensi del comma 5, in applicazione delle
disposizioni del comma 3.
  8.  Il  sostituto d'imposta eroga il beneficio, secondo l'ordine di
presentazione  delle  richieste,  nei  limiti  del  monte  ritenute e
contributi  disponibili nel mese di febbraio 2009. Le amministrazioni
pubbliche  di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo  2001,  n.  165  e gli enti pensionistici erogano il beneficio,
secondo  l'ordine  di  presentazione  delle richieste, nel limite del
monte delle ritenute disponibile.
  9.  L'importo  erogato  ai sensi dei commi 8 e 14 e' recuperato dai
sostituti  d'imposta  attraverso la compensazione di cui all'articolo
17  del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 a partire dal primo
giorno  successivo  a  quello di erogazione, deve essere indicato nel
modello  770  e  non  concorre  alla  formazione  del  limite  di cui
all'articolo  25  dello  stesso  decreto  legislativo. L'utilizzo del
sistema  del  versamento unificato di cui all'articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241 da parte degli enti pubblici di cui
alle  tabelle  A  e  B allegate alla legge 29 ottobre 1984, n. 720 e'
limitato  ai  soli  importi  da  compensare; le altre amministrazioni
pubbliche  di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo  2001,  n.  165, sottoposte ai vincoli della tesoreria unica di
cui  alla  legge  ((29 ottobre 1984, n. 720,)) recuperano l'importo
erogato   dal  monte  delle  ritenute  disponibile  e  comunicano  al
Dipartimento   della  Ragioneria  generale  dello  Stato  l'ammontare
complessivo dei benefici corrisposti.
  10.  I  soggetti di cui al comma precedente trasmettono all'Agenzia
delle  entrate,  entro il 30 aprile del 2009 in via telematica, anche
mediante  i  soggetti di cui all'articolo 3, comma 3, del decreto del
Presidente  della  Repubblica  22  luglio  1998, n. 322, le richieste
ricevute  ai  sensi  del comma 6, fornendo comunicazione dell'importo
erogato in relazione a ciascuna richiesta di attribuzione.
  11.  In  tutti  i  casi  in  cui  il  beneficio  non e' erogato dai
sostituti  d'imposta  di cui agli articoli 23 e 29 del citato decreto
del  Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, la richiesta di cui
al  comma 6, puo' essere presentata telematicamente all'Agenzia delle
entrate,  entro  il  31  marzo 2009, anche mediante i soggetti di cui
all'articolo  3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica
22  luglio  1998,  n.  322,  e successive modificazioni, ai quali non
spetta   alcun   compenso,   indicando  le  modalita'  prescelte  per
l'erogazione dell'importo.
  12.  Il  beneficio  di  cui  al  comma  1 puo' essere richiesto, in
dipendenza  del  numero  di  componenti  del  nucleo  familiare e del
reddito complessivo familiare riferiti al periodo d'imposta 2008.
  13.  Il  beneficio  richiesto  ai sensi del comma 12 e' erogato dai
sostituti  d'imposta  di  cui  agli  articoli 23 e 29 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 presso i quali i soggetti
beneficiari  indicati  al  comma  1,  lettere  a),  b)  e c) prestano
l'attivita'   lavorativa   ovvero   sono   titolari   di  trattamento
pensionistico  o  di  altri  trattamenti,  sulla base della richiesta
prodotta  dai  soggetti interessati ai sensi del comma 5, entro il 31
marzo 2009, con le modalita' di cui al comma 6.
  14.  Il  sostituto  d'imposta  e gli enti pensionistici ai quali e'
stata   presentata  la  richiesta  erogano  il  beneficio  spettante,
rispettivamente  entro  il mese di aprile e maggio 2009, in relazione
ai  dati  autocertificati ai sensi del comma 5, in applicazione delle
disposizioni del comma 3.
  15.  Il sostituto d'imposta eroga il beneficio, secondo l'ordine di
presentazione  delle  richieste,  nei  limiti  del  monte  ritenute e
contributi  disponibili  nel  mese di aprile 2009. Le amministrazioni
pubbliche  di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo  2001,  n.  165  e gli enti pensionistici erogano il beneficio,
secondo  l'ordine  di  presentazione  delle richieste, nel limite del
monte delle ritenute disponibile.
  16.  I  soggetti di cui al comma precedente trasmettono all'Agenzia
delle  entrate,  entro  il  30  giugno  2009 in via telematica, anche
mediante  i  soggetti di cui all'articolo 3, comma 3, del decreto del
Presidente  della  Repubblica  22  luglio  1998, n. 322, le richieste
ricevute  ai  sensi del comma 12, fornendo comunicazione dell'importo
erogato in relazione a ciascuna richiesta di attribuzione, secondo le
modalita' di cui al comma 10.
  17.  In  tutti i casi in cui il beneficio ai sensi del comma 12 non
e'  erogato  dai sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del
citato  decreto  del  Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, la
richiesta puo' essere presentata:
    a)  entro  il  30  giugno  2009  da  parte dei soggetti esonerati
dall'obbligo  alla presentazione della dichiarazione, telematicamente
all'Agenzia   delle   entrate,  anche  mediante  i  soggetti  di  cui
all'articolo  3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica
22  luglio  1998,  n.  322,  e successive modificazioni, ai quali non
spetta  compenso,  indicando  le modalita' prescelte per l'erogazione
dell'importo;
    b) con la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta
2008.
  18.  L'Agenzia  delle entrate eroga il beneficio richiesto ai sensi
dei  commi 11 e 17 lettera a) con le modalita' previste dal ((decreto del direttore generale del Dipartimento delle entrate 29 dicembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2001)).
  19.  I  soggetti che hanno percepito il beneficio non spettante, in
tutto  o in parte, sono tenuti ad effettuare la restituzione entro il
termine  di  presentazione  della  prima  dichiarazione  dei  redditi
successivo  alla erogazione. I contribuenti esonerati dall'obbligo di
presentazione   della   dichiarazione   dei   redditi  effettuano  la
restituzione  del  beneficio  non  spettante,  in  tutto  o in parte,
mediante versamento con il modello F24 entro i medesimi termini.
  20. L'Agenzia delle entrate effettua i controlli relativamente:
    a)  ai  benefici  erogati  eseguendo  il  recupero  di quelli non
spettanti e non restituiti spontaneamente;
    b) alle compensazioni effettuate dai sostituti ai sensi del comma
9, eseguendo il recupero degli importi indebitamente compensati.
  21.  I sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 e gli intermediari di
cui  all'articolo  3,  comma  3,  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica  22  luglio 1998, n. 322, sono tenuti a conservare per tre
anni  le  autocertificazioni  ricevute  dai  richiedenti ai sensi del
comma 5, da esibire a richiesta dell'amministrazione finanziaria.
  22.   Per   l'erogazione  del  beneficio  previsto  dalle  presenti
disposizioni, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle  Finanze  e'  istituito  un  Fondo,  per  l'anno  2009, con una
dotazione  pari  a  due miliardi e quattrocentomilioni di euro cui si
provvede con le maggiori entrate derivanti dal presente decreto.
  23.  Gli Enti previdenziali e l'Agenzia delle entrate provvedono al
monitoraggio  degli  effetti  derivanti  dalle disposizioni di cui al
presente  articolo,  comunicando i risultati al Ministero del lavoro,
della  salute e delle politiche sociali ed al Ministero dell'economia
e  delle  finanze,  anche  ai  fini  dell'adozione  dei provvedimenti
correttivi di cui all'articolo-11-ter), comma 7, della legge 5 agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni.
                               Art. 2
Mutui  prima  casa:  per  i mutui in corso le rate variabili 2009 non
possono  superare  il  4  per cento grazie all'accollo da parte dello
Stato  dell'eventuale eccedenza; per i nuovi mutui, il saggio di base
     su cui si calcolano gli spread e' costituito dal saggio BCE

  1. L'importo delle rate, a carico del mutuatario, dei mutui a tasso
non fisso da corrispondere nel corso del 2009 e' calcolato applicando
il tasso tra il 4 per cento senza spread, spese varie o altro tipo di
maggiorazione e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del
contratto. Tale criterio di calcolo non si applica nel caso in cui le
condizioni contrattuali determinano una rata di importo inferiore.
  1-bis. Anche al fine di escludere a carico del mutuatario qualunque
costo   relativo   alla  surrogazione,  gli  atti  di  consenso  alla
surrogazione, ai sensi dell'articolo 1202 del codice civile, relativi
a  mutui  accesi per l'acquisto, la ristrutturazione o la costruzione
dell'abitazione  principale,  contratti  entro  la data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto da soggetti in
favore  dei  quali  e'  prevista la rinegoziazione obbligatoria, sono
autenticati  dal notaio senza applicazione di alcun onorario e con il
solo  rimborso delle spese. A tal fine, la quietanza rilasciata dalla
prima  banca  e  il  contratto di mutuo stipulato dalla seconda banca
devono  essere  forniti  al  notaio  per  essere  prodotti unitamente
all'atto  di  surrogazione.  Per  eventuali  attivita' aggiuntive non
necessarie  all'operazione,  espressamente richieste dalle parti, gli
onorari  di  legge  restano a carico della parte richiedente. In ogni
caso, le banche e gli intermediari finanziari, per l'esecuzione delle
formalita'  connesse  alle  operazioni  di  cui  all'articolo  8  del
decreto-legge  31  gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  2  aprile  2007, n. 40, e successive modificazioni, non
applicano  costi  di  alcun  genere,  anche  in  forma indiretta, nei
riguardi dei clienti.
  2.  Il  comma  1  si  applica  esclusivamente ai mutui garantiti da
ipoteca   per   l'acquisto   la  costruzione  e  la  ristrutturazione
dell'abitazione  principale,  ad eccezione di quelle di categoria A1,
A8 e A9, sottoscritti o accollati anche a seguito di frazionamento da
persone  fisiche fino al 31 ottobre 2008. Il comma 1 si applica anche
ai   mutui   rinegoziati   in   applicazione   dell'articolo   3  del
decreto-legge  27  maggio  2008, n. 93, convertito con modificazioni,
dalla  legge  24  luglio  2008,  n.  126,  con  effetto  sul conto di
finanziamento  accessorio,  ovvero,  a  partire dal momento in cui il
conto di finanziamento accessorio ha un saldo pari a zero, sulle rate
da corrispondere nel corso del 2009.
  3.  La  differenza  tra gli importi, a carico del mutuatario, delle
rate   determinati   secondo   il   comma   1   e   quelli  derivanti
dall'applicazione  delle condizioni contrattuali dei mutui e' assunta
a  carico  dello  Stato. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia
delle  entrate  sono stabilite le modalita' per la comunicazione alle
banche  e  agli intermediari finanziari dei contribuenti per i quali,
sulla   base   delle   informazioni   disponibili  presso  l'Anagrafe
tributaria,  possono  ricorrere  le  condizioni  per l'applicabilita'
delle  disposizioni  di cui al presente comma e le modalita' tecniche
per  garantire  ai  medesimi  operatori  l'attribuzione di un credito
d'imposta,  utilizzabile  esclusivamente  in  compensazione  ai sensi
dell'articolo  17  del  decreto  legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e
successivemodificazioni,  pari allaparte di rata a carico dello Stato
ai  sensi  del  comma  2  e  per  il monitoraggio dei relativi flussi
finanziari,  anche  ai fini dell'eventuale adozione dei provvedimenti
di cui all'articolo 12, comma 9, del presente decreto.
  4.  Gli  oneri derivanti dal comma 3 pari a 350 milioni di euro per
l'anno  2009,  sono  coperti  con  le  maggiori entrate derivanti dal
presente decreto.
  5.  A  partire  dal  1°  gennaio 2009, le banche e gli intermediari
finanziari  iscritti negli elenchi di cui agli articoli 106 e 107 del
testo  unico  delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al
decreto   legislativo   1   settembre  1993,  n.  385,  e  successive
modificazioni,  che offrono alla clientela mutui garantiti da ipoteca
per   l'acquisto  dell'abitazione  principale  devono  assicurare  ai
medesimi  clienti la possibilita' di stipulare tali contratti a tasso
variabile  indicizzato  al  tasso sulle operazioni di rifinanziamento
principale   della  Banca  centrale  europea.  Il  tasso  complessivo
applicato  in  tali contratti e' in linea con quello praticato per le
altre  forme  di indicizzazione offerte. Le banche e gli intermediari
finanziari iscritti negli elenchi di cui ai citati articoli 106 e 107
del  testo  unico  dicui  al  decreto  legislativo n. 385 del 1993, e
successive  modificazioni,  sono  tenuti  a osservare le disposizioni
emanate  dalla  Banca  d'Italia per assicurare adeguata pubblicita' e
trasparenza all'offerta di tali contratti e alle relative condizioni.
Le banche e gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi di cui
ai  citati  articoli  106  e  107  del  testo  unico dicui al decreto
legislativo  n. 385 del 1993, e successive modificazioni, trasmettono
alla  Banca  d'Italia,  con  le  modalita'  e  nei  termini da questa
indicate,   segnalazioni   statistiche  periodiche  sulle  condizioni
offerte   e   su   numero   e  ammontare  dei  mutui  stipulati.  Per
l'inosservanza  delle  disposizioni  di cui al presente comma e delle
relative  istruzioni  applicative  emanate  dalla  Banca d'Italia, si
applica  la  sanzione amministrativa pecuniaria prevista all'articolo
144,  comma 3 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n.
385   del   1993.  Si  applicano  altresi'  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 145 del citato testo unico di cui al decreto legislativo
n. 385 del 1993.
  5-bis.  Le  eventuali  minori spese a carico dello Stato per l'anno
2009,  rispetto all'importo di 350 milioni di euro di cui al comma 4,
registrate  all'esito  del  monitoraggio  di  cui  al  comma  3, sono
destinate, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di
concerto  con  il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche
sociali,  all'ulteriore finanziamento degli assegni familiari. Con lo
stesso  decreto  sono  ridefiniti  i livelli di reddito e gli importi
degli  assegni  per  i  nuclei familiari in maniera da valorizzare le
esigenze  delle  famiglie piu' numerose o con componenti portatori di
handicap,  nonche'  al  fine  di una tendenziale assimilazione tra le
posizioni dei titolari di reddito di lavoro dipendente o assimilati e
i  titolari  di reddito di lavoro autonomo che si siano adeguati agli
studi di settore.
  5-ter. Al fine di incrementare la dotazione del Fondo nazionale per
il   sostegno  all'accesso  alle  abitazioni  in  locazione,  di  cui
all'articolo  11,  comma  1,  della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e'
autorizzata per l'anno 2009 la spesa di 20 milioni di euro.
  5-quater.  ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 13 AGOSTO 2010, N. 141, COME MODIFICATO DAL D.LGS. 14 DICEMBRE 2010, N. 218)). ((18))
  5-quinquies. Le sanzioni irrogate ((per le violazioni dell'articolo 120-quater del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.))  sono destinate ad incrementare il Fondo
di  solidarieta'  per i mutui per l'acquisto della prima casa, di cui
all'articolo  2,  comma  475,  della  legge 24 dicembre 2007, n. 244.
((18))
  5-sexies.  Entro  sessanta  giorni  dalla data di entrata in vigore
della   legge  di  conversione  del  presente  decreto,  il  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  con proprio decreto, previo parere
delle  Commissioni  parlamentari  competenti,  emana  il  regolamento
attuativo  del Fondo di solidarieta' per i mutui per l'acquisto della
prima casa, di cui all'articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre
2007, n. 244.

-------------
AGGIORNAMENTO (18)
  Il  D.Lgs.  14  dicembre  2010, n. 218, nel modificare il D.Lgs. 13
agosto  2010,  n.  141,  ha disposto (con l'art. 16, comma 8) che "Le
disposizioni modificate, introdotte o sostituite dal presente decreto
si  applicano  a  decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore dei
corrispondenti  articoli  del  decreto legislativo 13 agosto 2010, n.
141.  I  termini  di  conclusione  dei  procedimenti  amministrativi,
stabiliti  da norme di legge o di regolamento, pendenti alla data del
19  settembre  2010, sono prorogati fino a 120 giorni successivi alla
data di entrata in vigore del presente decreto".
                             Art. 2-bis
        Ulteriori disposizioni concernenti contratti bancari

  1.  Sono  nulle  le  clausole  contrattuali  aventi  ad  oggetto la
commissione  di  massimo  scoperto  se il saldo del cliente risulti a
debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni ovvero a
fronte  di  utilizzi  in  assenza  di  fido.  Sono  altresi' nulle le
clausole,   comunque  denominate,  che  prevedono  una  remunerazione
accordata  alla  banca  per la messa a disposizione di fondi a favore
del    cliente   titolare   di   conto   corrente   indipendentemente
dall'effettivo  prelevamento  della  somma,  ovvero che prevedono una
remunerazione  accordata  alla banca indipendentemente dall'effettiva
durata  dell'utilizzazione  dei fondi da parte del cliente, salvo che
il  corrispettivo per il servizio di messa a disposizione delle somme
sia  predeterminato,  unitamente  al  tasso  debitore  per  le  somme
effettivamente   utilizzate,   con   patto  scritto  non  rinnovabile
tacitamente,  in misura onnicomprensiva e proporzionale all'importo e
alla   durata   dell'affidamento   richiesto   dal   cliente   e  sia
specificatamente  evidenziato  e  rendicontato al cliente con cadenza
massima  annuale  con  l'indicazione dell'effettivo utilizzo avvenuto
nello stesso periodo, fatta salva comunque la facolta' di recesso del
cliente    in   ogni   momento.   ((L'ammontare del corrispettivo omnicomprensivo di cui al periodo precedente non puo' comunque superare lo 0,5 per cento, per trimestre, dell'importo dell'affidamento, a pena di nullita' del patto di remunerazione. Il Ministro dell'economia e delle finanze assicura, con propri provvedimenti, la vigilanza sull'osservanza delle prescrizioni del presente articolo.))
  2.  Gli  interessi, le commissioni e le provvigioni derivanti dalle
clausole,  comunque  denominate,  che  prevedono una remunerazione, a
favore     della     banca,    dipendente    dall'effettiva    durata
dell'utilizzazione  dei  fondi  da  parte  del cliente, dalla data di
entrata  in  vigore  della legge di conversione del presente decreto,
sono  comunque rilevanti ai fini dell'applicazione dell'articolo 1815
del  codice  civile,  dell'articolo  644  del  codice  penale e degli
articoli  2  e  3  della  legge  7  marzo  1996,  n. 108. Il Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  sentita  la  Banca d'Italia, emana
disposizioni  transitorie in relazione all'applicazione dell'articolo
2  della  legge  7  marzo  1996,  n. 108, per stabilire che il limite
previsto  dal  terzo comma dell'articolo 644 del codice penale, oltre
il  quale gli interessi sono usurari, resta regolato dalla disciplina
vigente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente  decreto  fino  a  che  la  rilevazione  del tasso effettivo
globale  medio  non  verra'  effettuata  tenendo  conto  delle  nuove
disposizioni.
  3.  I contratti in corso alla data di entrata in vigore della legge
di  conversione  del presente decreto sono adeguati alle disposizioni
del  presente  articolo  entro  centocinquanta  giorni dalla medesima
data.  Tale  obbligo  di  adeguamento costituisce giustificato motivo
agli  effetti dell'articolo 118, comma 1, del testo unico delle leggi
in  materia  bancaria  e creditizia, di cui al decreto legislativo 1°
settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.
                             Art. 2-ter
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 10 FEBBRAIO 2009, N. 5, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 9 APRILE 2009, N. 33))
                               Art. 3
                  Blocco e riduzione delle tariffe

  1. Al fine di contenere gli oneri finanziari a carico dei cittadini
e  delle  imprese,  a  decorrere  dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto  sino  al  31 dicembre 2010, e' sospesa l'efficacia
delle  norme  statali che, obbligano o autorizzano organi dello Stato
ad   emanare   atti  aventi  ad  oggetto  l'adeguamento  di  diritti,
contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche
in  relazione  al  tasso  di  inflazione  ovvero  ad altri meccanismi
automatici,  con  esclusione della regolazione tariffaria dei servizi
aeroportuali  offerti  in regime di esclusiva, nonche' dei servizi di
trasporto  ferroviario  sottoposti  a  regime  di obbligo di servizio
pubblico,  nonche'  delle  tariffe postali agevolate, fatta eccezione
per  i  provvedimenti  volti  al  recupero  dei  soli  maggiori oneri
effettivamente sostenuti e per le tariffe relative al servizio idrico
e  ai  settori  dell'energia  elettrica  e  del  gas,  e  fatti salvi
eventuali  adeguamenti  in diminuzione. Per il settore autostradale e
per  i  settori  dell'energia  elettrica  e  del  gas si applicano le
disposizioni  di  cui  ai  commi  2 e seguenti. Per quanto riguarda i
diritti,   i  contributi  e  le  tariffe  di  pertinenza  degli  enti
territoriali  l'applicazione  della  disposizione  di cui al presente
comma  e'  rimessa  all'autonoma  decisione  dei competenti organi di
governo. ((20))
  2.  Ferma  restando la piena efficacia e validita' delle previsioni
tariffarie  contenute negli atti convenzionali vigenti, limitatamente
all'anno 2009 gli incrementi tariffari autostradali sono sospesi fino
al 30 aprile 2009 e sono applicati a decorrere dal 1° maggio 2009.
  3.  Entro  il  30  aprile  2009,  con  decreto  del  Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture
e  dei  trasporti,  di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,  da  formularsi  entro  il  28  febbraio  2009,  sentite  le
Commissioni    parlamentari   competenti,   sono   approvate   misure
finalizzate  a  creare  le condizioni per accelerare la realizzazione
dei  piani  di  investimento,  fermo  restando quanto stabilito dalle
vigenti convenzioni autostradali.
  4.  Fino  alla  data  del  30  aprile  2009  e' altresi' sospesa la
riscossione   dell'incremento   del  sovrapprezzo  sulle  tariffe  di
pedaggio  autostradali  decorrente  dal  1°  gennaio 2009, cosi' come
stabilito  dall'articolo 1, comma 1021, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296.
  5.  All'articolo  8-duodecies,  comma 2, del decreto-legge 8 aprile
2008,  n.  59,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 6 giugno
2008,  n.  101,  dopo  le  parole "alla data di entrata in vigore del
presente decreto" e' aggiunto il seguente periodo:
"Le  societa'  concessionarie,  ove  ne  facciano  richiesta, possono
concordare  con il concedente una formula semplificata del sistema di
adeguamento  annuale  delle  tariffe  di  pedaggio  basata  su di una
percentuale   fissa,   per   l'intera   durata   della   convenzione,
dell'inflazione   reale,   anche  tenendo  conto  degli  investimenti
effettuati,  oltre  che  sulle  componenti per la specifica copertura
degli  investimenti  di  cui  all'articolo  21,  del decreto-legge 24
dicembre  2003, n. 355, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
febbraio 2004, n. 47, nonche' dei nuovi investimenti come individuati
dalla  direttiva  approvata con deliberazione CIPE 15 giugno 2007, n.
39,  pubblicata  nella  Gazzetta Ufficiale n. 197 del 25 agosto 2007,
ovvero  di  quelli eventualmente compensati attraverso il parametro X
della direttiva medesima.".
  6.  All'articolo  2  del  decreto-legge  3  ottobre  2006,  n. 262,
convertito con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 84, il penultimo e l'ultimo periodo sono soppressi;
    b) i commi 87 e 88 sono abrogati.
  6-bis.  All'articolo 21 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  il  comma  5  e'  sostituito dal seguente: "Il concessionario
provvede  a  comunicare  al  concedente,  entro il 31 ottobre di ogni
anno,  le  variazioni  tariffarie  che  intende  applicare nonche' la
componente investimenti del parametro X relativo a ciascuno dei nuovi
interventi  aggiuntivi.  Il concedente, nei successivi trenta giorni,
previa   verifica  della  correttezza  delle  variazioni  tariffarie,
trasmette  la  comunicazione,  nonche'  una sua proposta, ai Ministri
delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze,
i  quali,  di  concerto, approvano o rigettano le variazioni proposte
con   provvedimento   motivato  nei  quindici  giorni  successivi  al
ricevimento  della  comunicazione.  Il  provvedimento  motivato  puo'
riguardare  esclusivamente le verifiche relative alla correttezza dei
valori  inseriti  nella  formula revisionale e dei relativi conteggi,
nonche'  alla  sussistenza  di  gravi inadempienze delle disposizioni
previste  dalla  convenzione e che siano state formalmente contestate
dal concessionario entro il 30 giugno precedente.";
    b) i commi 1, 2 e 6 sono abrogati.
  7.  All'articolo 11, comma 5, della legge 23 dicembre 1992, n. 498,
come  modificato  dall'articolo  2,  comma  85,  del  decreto-legge 3
ottobre  2006,  n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre  2006,  n.  286 e successive modificazioni, la lettera b) e'
sostituita  dalla  seguente:  "b)  mantenere  adeguati  requisiti  di
solidita' patrimoniale, come individuati nelle convenzioni;".
  8.  L'Autorita'  per  l'energia  elettrica  ed  il  gas effettua un
particolare  monitoraggio  sull'andamento  dei  prezzi,  nel  mercato
interno,  relativi  alla  fornitura  dell'energia elettrica e del gas
naturale,  avendo  riguardo  alla diminuzione del prezzo dei prodotti
petroliferi;  entro il 28 febbraio 2009 adotta le misure e formula ai
Ministri   competenti  le  proposte  necessarie  per  assicurare,  in
particolare,  che  le famiglie fruiscano dei vantaggi derivanti dalla
predetta diminuzione.
  9.  La  tariffa agevolata per la fornitura di energia elettrica, di
cui  al  decreto  del  Ministro  dello sviluppo economico 28 dicembre
2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2008,
e'  riconosciuta  anche  ai  clienti  domestici  presso  i quali sono
presenti  persone  che versano in gravi condizioni di salute, tali da
richiedere   l'utilizzo   di   apparecchiature   medico-terapeutiche,
alimentate  ad energia elettrica, necessarie per il loro mantenimento
in  vita.  A decorrere dal 1° gennaio 2009 le famiglie economicamente
svantaggiate  aventi diritto all'applicazione delle tariffe agevolate
per  la  fornitura  di  energia  elettrica  hanno  diritto anche alla
compensazione  della  spesa per la fornitura di gas naturale. PERIODO
SOPPRESSO  DALLA  L.  28  GENNAIO  2009, N. 2. La compensazione della
spesa  tiene  conto  della  necessita'  di  tutelare  i  clienti  che
utilizzano   impianti   condominiali  ed  e'  riconosciuta  in  forma
differenziata  per  zone  climatiche, nonche' in forma parametrata al
numero dei componenti della famiglia, in modo tale da determinare una
riduzione  della  spesa  al  netto  delle  imposte  dell'utente  tipo
indicativamente  del  15  per  cento.  Per  la fruizione del predetto
beneficio  i  soggetti  interessati presentano al comune di residenza
un'apposita istanza secondo le modalita' stabilite per l'applicazione
delle  tariffe  agevolate per la fornitura di energia elettrica. Alla
copertura  degli  oneri derivanti, nelle regioni a statuto ordinario,
dalla  compensazione  sono  destinate  le  risorse stanziate ai sensi
dell'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n.
26 e dell'articolo 14, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448,
fatta  eccezione  per  47  milioni  di  euro  per  l'anno  2009,  che
continuano  ad  essere  destinati  alle  finalita'  di  cui al citato
articolo  2,  comma  3, del decreto legislativo n. 26 del 2007. Nella
eventualita'  che  gli oneri eccedano le risorse di cui al precedente
periodo,  l'Autorita'  per  l'energia  elettrica ed il gas istituisce
un'apposita componente tariffaria a carico dei titolari di utenze non
domestiche   volta   ad  alimentare  un  conto  gestito  dalla  Cassa
conguaglio  settore  elettrico  e stabilisce le altre misure tecniche
necessarie per l'attribuzione del beneficio.
  9-bis. L'accesso alla tariffa agevolata per la fornitura di energia
elettrica  e  il  diritto  alla compensazione per la fornitura di gas
naturale,  di  cui  al  comma  9,  sono  riconosciuti anche ai nuclei
familiari  con  almeno  quattro  figli  a carico con indicatore della
situazione economica equivalente non superiore a 20.000 euro.
  10.    In    considerazione    dell'eccezionale   crisi   economica
internazionale  e dei suoi effetti anche sul mercato dei prezzi delle
materie prime, al fine di garantire minori oneri per le famiglie e le
imprese  e di ridurre il prezzo dell'energia elettrica, entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente  decreto,  il  Ministro  dello  sviluppo  economico, sentita
l'Autorita'  per l'energia elettrica e il gas, conforma la disciplina
relativa  al  mercato elettrico e i connessi tempi di attuazione, ivi
compreso  il  termine  finale  di  cui  alla  lettera a), ai seguenti
principi:
    a) il prezzo dell'energia e' determinato, al termine del processo
di  adeguamento  disciplinato  dalle  lettere  da b) a e), in base ai
diversi prezzi di vendita offerti sul mercato, in modo vincolante, da
ciascuna  azienda  e accettati dal Gestore del mercato elettrico, con
precedenza  per  le  forniture  offerte  ai prezzi piu' bassi fino al
completo soddisfacimento della domanda;
    b)  e'  istituito,  in  sede  di  prima applicazione del presente
articolo,  un  mercato infragiornaliero dell'energia, in sostituzione
dell'attuale  mercato di aggiustamento, che si svolge tra la chiusura
del  mercato  del  giorno  precedente  e  l'apertura  del mercato dei
servizi di dispacciamento di cui alla lettera d)con la partecipazione
di tutti gli utenti abilitati. Nel mercato infragiornaliero il prezzo
dell'energia   sara'   determinato   in   base  a  un  meccanismo  di
negoziazione  continua,  nel  quale  gli  utenti  abilitati  potranno
presentare   offerte   di   vendita  e  di  acquisto  vincolanti  con
riferimento a prezzi e quantita';
    c) fatti salvi i casi in cui l'obbligo di comunicazione derivi da
leggi,  regolamenti o altri provvedimenti delle autorita', il Gestore
del mercato elettrico mantiene il riserbo sulle informazioni relative
alle offerte di vendita e di acquisto per un periodo massimo di sette
giorni.  Le informazioni sugli impianti abilitati e sulle reti, sulle
loro  manutenzioni  e  indisponibilita'  sono  pubblicate con cadenza
mensile;
    d)   e'   attuata   la   riforma   del  mercato  dei  servizi  di
dispacciamento,  la  cui  gestione  e' affidata al concessionario del
servizio   di   trasmissione  e  dispacciamento,  per  consentire  di
selezionare  il  fabbisogno  delle  risorse necessarie a garantire la
sicurezza  del sistema elettrico in base alle diverse prestazioni che
ciascuna  risorsa  rende  al  sistema,  attraverso una valorizzazione
trasparente ed economicamente efficiente. I servizi di dispacciamento
sono  assicurati attraverso l'acquisto delle risorse necessarie dagli
operatori  abilitati.  Nel  mercato  dei servizi di dispacciamento il
prezzo  dell'energia  sara'  determinato  in  base  ai diversi prezzi
offerti  in  modo  vincolante da ciascun utente abilitato e accettati
dal  concessionario dei servizi di dispacciamento, con precedenza per
le  offerte ai prezzi piu' bassi fino al completo soddisfacimento del
fabbisogno;
    e)  e'  attuata l'integrazione, sul piano funzionale, del mercato
infragiornaliero  di cui alla lettera b)con il mercato dei servizi di
dispacciamento  di  cui  alla  lettera  d),  favorendo  una  maggiore
flessibilita'   operativa   ed  efficienza  economica  attraverso  un
meccanismo di negoziazione continua delle risorse necessarie.
  10-bis.  Il  Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorita'
per  l'energia  elettrica  e il gas, in considerazione di proposte di
intervento  da essa segnalate al Governo, adotta misure, di carattere
temporaneo e con meccanismi di mercato, per promuovere la concorrenza
nelle zone dove si verificano anomalie dei mercati.
  10-ter.  A  decorrere  dall'anno  2009,  l'Autorita'  per l'energia
elettrica  e il gas invia al Ministro dello sviluppo economico, entro
il  30 settembre di ogni anno, una segnalazione sul funzionamento dei
mercati  dell'energia,  che  e'  resa  pubblica. La segnalazione puo'
contenere,  altresi', proposte finalizzate all'adozione di misure per
migliorare  l'organizzazione  dei  mercati, attraverso interventi sui
meccanismi  di formazione del prezzo, per promuovere la concorrenza e
rimuovere  eventuali anomalie del mercato. Il Ministro dello sviluppo
economico,  entro  il  mese  di  gennaio  dell'anno  successivo, puo'
adottare  uno  o  piu'  decreti  sulla  base  delle predette proposte
dell'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e il gas. A tale riguardo,
potranno  essere  in  particolare  adottate misure con riferimento ai
seguenti aspetti:
    a)  promozione  dell'integrazione  dei  mercati regionali europei
dell'energia   elettrica,   anche   attraverso  l'implementazione  di
piattaforme  comuni  per  la  negoziazione  dell'energia  elettrica e
l'allocazione  della  capacita'  di  trasporto transfrontaliera con i
Paesi limitrofi;
    b)   sviluppo   dei   mercati   a  termine  fisici  e  finanziari
dell'energia  con  lo  sviluppo  di  nuovi  prodotti,  anche di lungo
termine,   al   fine   di  garantire  un'ampia  partecipazione  degli
operatori, un'adeguata liquidita' e un corretto grado di integrazione
con i mercati sottostanti.
  11. Agli stessi fini ed entro lo stesso termine di cui al comma 10,
l'Autorita'  per  l'energia  elettrica e il gas, sentito il Ministero
dello  sviluppo  economico, adegua le proprie deliberazioni, anche in
materia  di dispacciamento di energia elettrica, ai seguenti principi
e criteri direttivi:
    a)  i  soggetti  che  dispongono  singolarmente  di impianti o di
raggruppamenti  di  impianti essenziali per il fabbisogno dei servizi
di  dispacciamento,  come  individuati sulla base dei criteri fissati
dall'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e il gas in conformita' ai
principi  di  cui  alla  presente  lettera,  sono tenuti a presentare
offerte  nei mercati alle condizioni fissate dalla medesima Autorita'
per  l'energia elettrica e il gas, che implementa meccanismi puntuali
volti  ad  assicurare  la minimizzazione degli oneri per il sistema e
un'equa remunerazione dei produttori: in particolare, sono essenziali
per  il  fabbisogno  dei  servizi di dispacciamento, limitatamente ai
periodi  di  tempo  in  cui  si  verificano  le condizioni di seguito
descritte,  gli impianti che risultano tecnicamente e strutturalmente
indispensabili   alla   risoluzione  di  congestioni  di  rete  o  al
mantenimento  di  adeguati livelli di sicurezza del sistema elettrico
nazionale per significativi periodi di tempo;
    b)  sono adottate misure per il miglioramento dell'efficienza del
mercato  dei  servizi  per  il dispacciamento, l'incentivazione della
riduzione  del  costo  di approvvigionamento dei predetti servizi, la
contrattualizzazione a termine delle risorse e la stabilizzazione del
relativo corrispettivo per i clienti finali.
  12.  Entro  ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo
economico,  su  proposta  dell'Autorita' per l'energia elettrica e il
gas   sentito   il  concessionario  dei  servizi  di  trasmissione  e
dispacciamento, puo' suddividere la rete rilevante in non piu' di tre
macro-zone.
  13.  Decorsi  i  termini  di  cui ai commi 10, 11 e 12, la relativa
disciplina   e'   adottata,  in  via  transitoria,  con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri.
  13-bis.Per   agevolare   il   credito   automobilistico,  l'imposta
provinciale  di  trascrizione  per l'iscrizione nel pubblico registro
automobilistico  di  ipoteche  per residuo prezzo o convenzionali sui
veicoli e' stabilita in 50 euro. La cancellazione di tali ipoteche e'
esente dell'imposta provinciale di trascrizione.

-------------
AGGIORNAMENTO (20)
  Il  D.L.  29  dicembre  2010,  n. 225, convertito con modificazioni
dalla  L. 26 febbraio 2011, n. 10 (in S.O. n. 53/L relativo alla G.U.
26/2/2011,  n. 47), ha disposto (con l'art. 1, comma 1), in relazione
al comma 1 del presente articolo, che "E' fissato al 31 marzo 2011 il
termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella
tabella 1 allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011".
                               Art. 4 
Fondo per il credito per i nuovi nati e disposizione per i  volontari
                    del servizio civile nazionale 
 
  1. Per la realizzazione di iniziative a carattere nazionale volte a
favorire l'accesso al credito delle famiglie con  un  figlio  nato  o
adottato nell'anno di riferimento e' istituito presso  la  Presidenza
del Consiglio dei Ministri un  apposito  fondo  rotativo,  dotato  di
personalita' giuridica, denominato: "Fondo di  credito  per  i  nuovi
nati", con una dotazione di 25 milioni di  euro  per  ciascuno  degli
anni 2009, 2010, 2011, finalizzato al rilascio di  garanzie  dirette,
anche fidejussorie, alle banche e agli  intermediari  finanziari.  Al
relativo onere si provvede a valere sulle risorse risorse  del  Fondo
per le politiche della famiglia di cui all'articolo 19, comma 1,  del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,  convertito  con  modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come  integrato  dall'articolo  1,
comma 1250, della legge 27 dicembre 2006,  n.  296.  Con  decreto  di
natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri di
concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,   sono
stabiliti  i  criteri  e  le  modalita'  di   organizzazione   e   di
funzionamento  del  Fondo,  di  rilascio  e  di  operativita'   delle
garanzie. 
  1-bis. Il Fondo di credito per i nuovi nati di cui al  comma  1  e'
altresi' integrato di ulteriori 10 milioni di euro  per  l'anno  2009
per la corresponsione di contributi  in  conto  interessi  in  favore
delle famiglie di nuovi nati o bambini adottati nel medesimo anno che
siano  portatori  di   malattie   rare,   appositamente   individuate
dall'elenco di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b),  del  decreto
legislativo 29  aprile  1998,  n.  124.  In  ogni  caso,  l'ammontare
complessivo dei contributi non puo' eccedere il predetto limite di 10
milioni di euro per l'anno 2009. 
  2. Il comma 4 dell'articolo 9  del  decreto  legislativo  5  aprile
2002, n. 77 e successive modificazioni e' sostituito dai seguenti: 
  "4. Per i soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti
e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi,  agli  iscritti  ai
fondi   sostitutivi   ed   esclusivi   dell'assicurazione    generale
obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti ed  alla
gestione di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto  1995,
n.  335,  i  periodi  corrispondenti  al  servizio  civile  su   base
volontaria successivi al 1° gennaio 2009 sono riscattabili, in  tutto
o in parte, a domanda dell'assicurato, e senza  oneri  a  carico  del
Fondo  Nazionale  del  Servizio  civile,  con  le  modalita'  di  cui
all'articolo 13 della legge 12 agosto  1962,  n.  1338  e  successive
modificazioni ed integrazioni, e sempreche' gli stessi non siano gia'
coperti da contribuzione in alcuno dei regimi stessi. 
  4-bis. Gli oneri da  riscatto  possono  essere  versati  ai  regimi
previdenziali di appartenenza in unica soluzione ovvero in centoventi
rate mensili senza l'applicazione di interessi per la rateizzazione. 
  4-ter. Dal 1° gennaio 2009, cessa a carico del Fondo Nazionale  del
Servizio Civile qualsiasi obbligo contributivo  ai  fini  di  cui  al
comma 4 per il periodo di  servizio  civile  prestato  dai  volontari
avviati dal 1° gennaio 2009.". 
  3. ((Negli anni 2009, 2010 e 2011)),  nel  limite  complessivo  di
spesa di  60  milioni  di  euro  annui,  al  personale  del  comparto
sicurezza, difesa e soccorso pubblico, in ragione della  specificita'
dei compiti e delle condizioni di stato e di  impiego  del  comparto,
titolare di reddito complessivo di lavoro dipendente  non  superiore,
nell'anno 2008, a 35.000 euro, e' riconosciuta, in via  sperimentale,
sul trattamento economico accessorio, una riduzione dell'imposta  sul
reddito  delle  persone  fisiche  e  delle  addizionali  regionali  e
comunali. La misura della riduzione e le modalita' applicative  della
stessa saranno individuate con decreto del Presidente  del  Consiglio
dei Ministri, su proposta dei Ministri interessati, di  concerto  con
il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con  il
Ministro dell'economia e  delle  finanze,  da  emanare  entro  trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto. ((19)) 
  3-bis. Le risorse del fondo istituito dall'articolo 1, comma  1328,
secondo periodo, della legge 27 dicembre  2006,  n.  296,  alimentato
dalle societa' aeroportuali  in  proporzione  al  traffico  generato,
destinate al Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico
e della difesa civile del Ministero dell'interno, sono utilizzate,  a
decorrere  dal  1  gennaio  2009,  per  il  40  per  cento  al   fine
dell'attuazione di patti per il soccorso pubblico  da  stipulare,  di
anno in anno, tra il Governo e le organizzazioni sindacali del  Corpo
nazionale dei vigili del fuoco per assicurare il miglioramento  della
qualita' del servizio di soccorso prestato dal personale del medesimo
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e per il 60 per cento  al  fine
di assicurare la valorizzazione di una  piu'  efficace  attivita'  di
soccorso  pubblico  del  Corpo  nazionale  dei  vigili   del   fuoco,
prevedendo particolari emolumenti da destinare all'istituzione di una
speciale indennita' operativa per il  servizio  di  soccorso  tecnico
urgente espletato all'esterno. 
  3-ter. Le modalita' di utilizzo delle risorse di cui al comma 3-bis
sono stabilite nell'ambito dei procedimenti  negoziali  di  cui  agli
articoli 37 e 83 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217. 
  3-quater. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'  autorizzato
ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti  variazioni  di
bilancio. 
  4. All'articolo 7, comma 3, della legge 8 marzo  2000,  n.  53,  la
parola  "definite"  e'  sostituita  dalle   seguenti:   "definiti   i
requisiti, i criteri e". 
  5. Il decreto ministeriale di cui all'articolo 7,  comma  3,  della
legge  8  marzo  2000,  n.  53,  e'  emanato  entro   trenta   giorni
dall'entrata in vigore del presente decreto-legge. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  La L. 13 dicembre 2010, n. 220 ha disposto (con l'art. 1, comma 47)
che "Ai fini dell'applicazione del periodo precedente, il  limite  di
reddito indicato nelle disposizioni ivi  richiamate  e`  da  riferire
all'anno 2010". 

TITOLO II

Sostegno all'economia

                               Art. 5.
               Detassazione contratti di produttivita'

  1.  Per il periodo dal 1° gennaio 2009 al ((31 dicembre 2011)) sono
prorogate le misure sperimentali per l'incremento della produttivita'
del  lavoro,  previste  dall'articolo  2,  comma  1,  lettera c), del
decreto-legge  27  maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 luglio 2008, n. 126. Tali misure trovano applicazione,
entro  il  limite  di  importo  complessivo  di 6.000 euro lordi, con
esclusivo  riferimento al settore privato e per i titolari di reddito
di lavoro dipendente non superiore, nell'anno 2008, a 35.000 euro, al
lordo  delle  somme  assoggettate nel 2008 all'imposta sostitutiva di
cui   all'articolo  2  del  citato  decreto-legge.  Se  il  sostituto
d'imposta  tenuto  ad applicare l'imposta sostitutiva in tale periodo
non  e'  lo  stesso  che  ha  rilasciato  la certificazione unica dei
redditi  per  il 2008, il beneficiario attesta per iscritto l'importo
del  reddito  di lavoro dipendente conseguito nel medesimo anno 2008.
((19))

-------------
AGGIORNAMENTO (19)
  La L. 13 dicembre 2010, n. 220 ha disposto (con l'art. 1, comma 47)
che  "Per  il  periodo  dal  1°  gennaio  2011 al 31 dicembre 2011 la
disciplina richiamata nel primo periodo del presente comma si applica
ai  titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore, nell'anno
2010,  a 40.000 euro. Ai fini dell'applicazione dei primi due periodi
del presente comma, l'annualita` indicata nei periodi secondo e terzo
del comma 1 dell'articolo 5 del citato decreto-legge n. 185 del 2008,
convertito,   con  modificazioni,  dalla  legge  n.  2  del  2009,  e
successive modificazioni, si considera riferita all'anno 2010".
                               Art. 6
        Deduzione dall'IRES e dall'IRPEF della quota di IRAP
           relativa al costo del lavoro e degli interessi

  1.  A decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2008,
e' ammesso in deduzione ai sensi dell'articolo 99, comma 1, del testo
unico  delle imposte sui redditi, approvato con il D.P.R. 22 dicembre
1986,  n.  917  e successive modificazioni, un importo pari al 10 per
cento  dell'imposta  regionale sulle attivita' produttive determinata
ai sensi degli articoli 5, 5-bis, 6, 7 e 8 del decreto legislativo 15
dicembre  1997,  n.  446, forfetariamente riferita all'imposta dovuta
sulla  quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati al
netto degli interessi attivi e proventi assimilati ovvero delle spese
per  il  personale  dipendente  e assimilato al netto delle deduzioni
spettanti  ai  sensi  dell'articolo  11,  commi 1, lettera a), 1-bis,
4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto legislativo n. 446 del 1997.
  2. In relazione ai periodi d'imposta anteriori a quello in corso al
31  dicembre 2008, per i quali e' stata comunque presentata, entro il
termine  di  cui  all'articolo  38  del  decreto del Presidente della
Repubblica  29  settembre 1973, n. 602, istanza per il rimborso della
quota  delle  imposte sui redditi corrispondente alla quota dell'IRAP
riferita agli interessi passivi ed oneri assimilati ovvero alle spese
per  il  personale  dipendente  e  assimilato,  i  contribuenti hanno
diritto,  con  le  modalita'  e  nei  limiti stabiliti al comma 4, al
rimborso  per una somma fino ad un massimo del 10 per cento dell'IRAP
dell'anno   di   competenza,  riferita  forfetariamente  ai  suddetti
interessi  e  spese  per  il personale, come determinata ai sensi del
comma 1.
  3.  I  contribuenti che alla data di entrata in vigore del presente
decreto non hanno presentato domanda hanno diritto al rimborso previa
presentazione di istanza all'Agenzia delle entrate, esclusivamente in
via  telematica,  qualora  sia  ancora  pendente  il  termine  di cui
all'articolo  38  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 29
settembre 1973, n. 602.
  4.  Il  rimborso  di  cui  al  comma 2 e' eseguito secondo l'ordine
cronologico di presentazione delle istanze di cui ai commi 2 e 3, nel
rispetto  dei  limiti  di spesa pari a 100 milioni di euro per l'anno
2009,  500  milioni  di  euro per il 2010 e a 400 milioni di euro per
l'anno  2011.  Ai  fini dell'eventuale completamento dei rimborsi, si
provvedera'    all'integrazione    delle   risorse   con   successivi
provvedimenti    legislativi.   Con   provvedimento   del   Direttore
dell'Agenzia   delle   entrate   sono   stabilite   le  modalita'  di
presentazione  delle istanze ed ogni altra disposizione di attuazione
del presente articolo.
  4-bis.  Le disposizioni recate dall'articolo 3 del decreto-legge 23
ottobre  2008,  n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre  2008,  n.  201,  si applicano altresi' per tutti i soggetti
residenti o aventi domicilio nei territori maggiormente colpiti dagli
eventi  sismici  del  31  ottobre  2002 e individuati con decreti del
Ministero  dell'economia  e delle finanze del 14 e 15 novembre 2002 e
del  9  gennaio  2003,  pubblicati,  rispettivamente,  nella Gazzetta
Ufficiale  n. 270 del 18 novembre 2002, n. 272 del 20 novembre 2002 e
n. 16 del 21 gennaio 2003. A tal fine e' autorizzata la spesa di 59,4
milioni  di  euro  per  l'anno 2009, di 32 milioni di euro per l'anno
2010, di 7 milioni di euro per l'anno 2011 e di 4 milioni di euro per
ciascuno  degli  anni  dal 2012 al 2019. Le risorse di cui al periodo
precedente  sono  iscritte  in  un apposito fondo istituito presso il
Ministero dell'economia e delle finanze.
  4-ter.  All'onere derivante dal comma 4-bis, pari a 59,4 milioni di
euro  per  l'anno  2009,  a  32  milioni di euro per l'anno 2010, a 7
milioni  di euro per l'anno 2011 e a ((8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2012 al 2015)),  si  provvede  ((per l'importo complessivamente corrispondente all'entita' del Fondo di cui al comma 4-bis))  mediante  riduzione  dell'autorizzazione  di  spesa  di  cui
all'articolo  61  della  legge  27 dicembre 2002, n. 289, relativa al
Fondo  per  le  aree  sottoutilizzate,  per  un  importo,  al fine di
compensare  gli  effetti  in  termini  di indebitamento netto, pari a
178,2  milioni di euro per l'anno 2009, 64 milioni di euro per l'anno
2010,  7  milioni  di  euro per l'anno 2011 e ((8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2012 al 2015)).
  4-quater. All'articolo 1, comma 1324, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  le parole: "e 2009" sono sostituite dalle seguenti: ", 2009 e
2010";
    b)  e'  aggiunto,  in  fine, il seguente periodo: " La detrazione
relativa  all'anno  2010  non  rileva  ai  fini  della determinazione
dell'acconto IRPEF per l'anno 2011 ".
  4-quinquies.   Il  fondo  di  cui  all'articolo  5,  comma  4,  del
decreto-legge  27  maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, e' ridotto di 1,3 milioni di euro
per l'anno 2010 e di 4,7 milioni di euro per l'anno 2011.
                             Art. 6-bis
          ((Disposizioni in materia di disavanzi sanitari))

  ((1. L'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, trova applicazione, su richiesta delle regioni interessate, alle condizioni ivi previste, anche nei confronti delle regioni che hanno sottoscritto accordi in applicazione dell'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, e nelle quali non e' stato nominato il commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro. L'autorizzazione di cui al presente comma puo' essere deliberata a condizione che la regione interessata abbia provveduto alla copertura del disavanzo sanitario residuo con risorse di bilancio idonee e congrue entro il 31 dicembre dell'esercizio interessato. 2. Le somme erogate alla regione ai sensi del comma 1 si intendono erogate a titolo di anticipazione e sono oggetto di recupero, a valere su somme spettanti a qualsiasi titolo, qualora la regione interessata non attui il piano di rientro nella dimensione finanziaria stabilita nello stesso. Con deliberazione del Consiglio dei ministri sono stabiliti l'entita', i termini e le modalita' del predetto recupero, in relazione ai mancati obiettivi regionali. 3. Ai fini del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e di programmazione sanitaria connessi anche all'attuazione dei piani di rientro dai disavanzi sanitari, con riferimento all'anno 2008, nelle regioni per le quali si e' verificato il mancato raggiungimento degli obiettivi programmati di risanamento e riequilibrio economico-finanziario contenuti nello specifico piano di rientro dai disavanzi sanitari, di cui all'accordo sottoscritto, ai sensi dell'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, non si applicano le misure previste dall'articolo 1, comma 796, lettera b), sesto periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, limitatamente all'importo corrispondente a quello per il quale la regione ha adottato, entro il 31 dicembre 2008, misure di copertura di bilancio idonee e congrue a conseguire l'equilibrio economico nel settore sanitario per il medesimo anno, fermo restando quanto previsto dall'articolo 4 del decreto-legge 1o ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e successive modificazioni.))
                               Art. 7
                    Pagamento dell'IVA al momento
            dell'effettiva riscossione del corrispettivo

  1.  (( . . . ))  le disposizioni dell'articolo 6, quinto comma,
secondo  periodo,  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 26
ottobre  1972,  n.  633,  si applicano anche alle cessioni di beni ed
alle  prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o
committenti   che   agiscono   nell'esercizio   di  impresa,  arte  o
professione.  L'imposta  diviene, comunque, esigibile dopo il decorso
di  un  anno  dal momento di effettuazione dell'operazione; il limite
temporale  non  si  applica  nel  caso  in  cui  il  cessionario o il
committente,  prima  del  decorso  del  termine  annuale,  sia  stato
assoggettato a procedure concorsuali o esecutive. Le disposizioni del
presente  comma  non  si  applicano  alle  operazioni  effettuate dai
soggetti   che  si  avvalgono  di  regimi  speciali  di  applicazione
dell'imposta,  ((ne'))  a  quelle fatte nei confronti di cessionari o
committenti   che   assolvono   l'imposta   mediante   l'applicazione
dell'inversione contabile. Per le operazioni di cui al presente comma
la fattura reca l'annotazione che si tratta di operazione con imposta
ad esigibilita' differita, con l'indicazione della relativa norma; in
mancanza   di   tale   annotazione,   si  applicano  le  disposizioni
dell'articolo  6,  quinto  comma,  primo  periodo,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
  2.  L'efficacia  delle disposizioni di cui al comma 1 e subordinata
alla  preventiva  autorizzazione comunitaria prevista dalla direttiva
2006/112/Ce  del  Consiglio,  del  28  novembre 2006. Con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze e' stabilito, sulla base della
predetta  autorizzazione  e  delle  risorse  derivanti  dal  presente
decreto,  il  volume  d'affari  dei contribuenti nei cui confronti e'
applicabile   la   disposizione   del  comma  1  nonche'  ogni  altra
disposizione di attuazione del presente articolo.
                               Art. 8
       Revisione congiunturale speciale degli studi di settore

  1.  Al  fine  di tenere conto degli effetti della crisi economica e
dei  mercati,  con  particolare riguardo a determinati settori o aree
territoriali,  in  deroga  all'articolo  1,  comma 1, del Decreto del
Presidente  della Repubblica del 31 maggio 1999, n. 195, gli studi di
settore   possono   essere   integrati   con   decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze, previo parere della Commissione di cui
all'articolo  10,  comma  7,  della  legge  8  maggio  1998,  n. 146.
L'integrazione   tiene   anche  conto  dei  dati  della  contabilita'
nazionale,   degli  elementi  acquisibili  presso  istituti  ed  enti
specializzati  nella  analisi  economica,  nonche' delle segnalazioni
degli Osservatori regionali per gli studi di settore istituiti con il
provvedimento  del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 8 ottobre
2007  ((, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 247 del 23 ottobre 2007)).
                               Art. 9 
Rimborsi fiscali ultradecennali e  velocizzazione,  anche  attraverso
    garanzie della Sace s.p.a., dei pagamenti da parte della p.a. 
 
  1. All'articolo 15-bis, comma 12, del decreto-legge 2 luglio 2007, 
n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto  2007,  n.
127, e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:  Relativamente  agli
anni 2008 e 2009 le risorse disponibili sono iscritte  sul  fondo  di
cui all'articolo 1, comma 50, della legge 23 dicembre 2005,  n.  266,
rispettivamente, per provvedere all'estinzione dei crediti,  maturati
nei confronti dei Ministeri alla data del 31 dicembre  2007,  il  cui
pagamento rientri, secondo i criteri di contabilita'  nazionale,  tra
le regolazioni debitorie pregresse e il cui  ammontare  e'  accertato
con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,  anche  sulla
base delle risultanze emerse a seguito della emanazione della propria
circolare n. 7 del 5 febbraio 2008,  nonche'  per  essere  trasferite
alla contabilita' speciale n. 1778 "Agenzia delle entrate - Fondi  di
Bilancio" per i rimborsi richiesti da piu'  di  dieci  anni,  per  la
successiva erogazione ai contribuenti. 
  1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, alle 
condizioni, nei limiti delle risorse disponibili e con  le  modalita'
ivi previsti, anche ai crediti maturati nei confronti  dei  Ministeri
alla data del 31 dicembre  2008.  In  ogni  caso  non  e'  consentita
l'utilizzazione per spese di personale. 
  1-ter. Allo scopo di ottimizzare l'utilizzo delle risorse ed 
evitare la formazione di  nuove  situazioni  debitorie,  i  Ministeri
avviano, di concerto con il Ministero dell'economia e delle  finanze,
nell'ambito delle attivita' di cui all'articolo 3,  comma  67,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, un' attivita' di analisi e  revisione
delle procedure di spesa e della allocazione delle  relative  risorse
in bilancio. I risultati delle analisi sono  illustrati  in  appositi
rapporti dei Ministri competenti, che costituiscono parte  integrante
delle relazioni sullo stato della spesa di cui all'articolo 3,  comma
68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni,
da inviare alle Camere e al Ministero dell'economia e delle  finanze.
A tal fine il termine di cui al medesimo articolo 3, comma 68,  della
legge n. 244 del 2007 e' prorogato al 20 settembre 2009. 
  1-quater. I rapporti di cui al comma 1-ter sono redatti sulla base 
delle indicazioni fornite con circolare del Ministero dell'economia e
delle finanze, da adottare entro il  30  giugno  2009.  Ai  fini  del
presente comma, sulla base dei dati e  delle  informazioni  contenuti
nei predetti rapporti e di qualsiasi altro dato ritenuto  necessario,
che i Ministeri sono tenuti a fornire, il Ministero  dell'economia  e
delle finanze elabora specifiche proposte. 
  2. Per effetto della previsione di cui al comma 1, i commi 139, 140 
e 140-bis dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  sono
abrogati. 
  3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da 
emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del  presente
decreto, sono stabilite le modalita' per favorire l'intervento  delle
imprese di assicurazione e della SACE  s.p.a.  nella  prestazione  di
garanzie finalizzate ad agevolare la riscossione dei crediti  vantati
dai fornitori di beni e servizi nei confronti  delle  amministrazioni
pubbliche  con   priorita'   per   le   ipotesi   nelle   quali   sia
contestualmente offerta  una  riduzione  dell'ammontare  del  credito
originario. 
  3-bis. ((A partire dall'anno 2009)), su istanza del creditore di 
somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, ((le regioni, gli enti locali e gli enti del Servizio sanitario nazionale)),  nel
rispetto dei  limiti  di  cui  agli  articoli  77-bis  e  77-ter  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  possono  certificare,  entro  il
termine di venti giorni dalla data di ricezione dell'istanza,  se  il
relativo credito sia certo, liquido ed esigibile, anche  al  fine  di
consentire al creditore la cessione pro soluto a favore di  banche  o
intermediari finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente. Tale
cessione ha effetto nei confronti del debitore  ceduto,  a  far  data
dalla predetta certificazione, che puo' essere a tal fine  rilasciata
anche nel caso in cui il contratto di  fornitura  o  di  servizio  in
essere alla data di entrata in vigore della legge di conversione  del
presente decreto escluda la cedibilita'  del  credito  medesimo.  Con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro
trenta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto, sono disciplinate le  modalita'  di
attuazione del presente comma. 
                               Art. 10
                 Riduzione dell'acconto IRES ed IRAP

  1. La misura dell'acconto dell'imposta sul reddito delle societa' e
dell'imposta  regionale  sulle  attivita'  produttive  dovuto, per il
periodo  di  imposta  in  corso  alla  data  di entrata in vigore del
presente  decreto,  dai soggetti di cui all'articolo 73, comma 1, del
testo  unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto del
Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e ridotta di 3
punti percentuali.
  2.  Ai contribuenti che alla data di entrata in vigore del presente
decreto  hanno  gia'  provveduto per intero al pagamento dell'acconto
compete un credito di imposta in misura corrispondente alla riduzione
prevista  al  comma  1,  da  utilizzare  in  compensazione  ai  sensi
dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
  3.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri sono
stabiliti  le modalita' ed il termine del versamento dell'importo non
corrisposto  in  applicazione  del  comma  1,  da effettuare entro il
corrente  anno, tenendo conto degli andamenti della finanza pubblica.
((3))
---------------
AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  30  dicembre  2008,  n. 207, convertito con modificazioni
dalla  L.  27 febbraio 2009, n. 14, ha disposto (con l'art. 42, comma
6)  che  il  termine  previsto  dal comma 3 del presente articolo, e'
prorogato al 31 marzo 2009.
                               Art. 11
                  Potenziamento finanziario Confidi
           anche con addizione della garanzia dello Stato

  1.  Nelle  more della concreta operativita' delle previsioni di cui
all'articolo  1,  comma  848 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le
risorse  derivanti  dall'attuazione  dell'articolo 2, comma 554 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono destinate al rifinanziamento del
Fondo  di  garanzia di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1997,
n.   266,   fino   al   limite   massimo  di  450  milioni  di  euro,
subordinatamente  alla verifica, da parte del Ministero dell'economia
e  delle  finanze,  della  provenienza  delle  stesse  risorse, fermo
restando  il limite degli effetti stimati per ciascun anno in termini
di indebitamento netto, ai sensi del comma 556 del citato articolo 2.
  2.  Gli  interventi  di garanzia di cui al comma 1 sono estesi alle
imprese  artigiane.  L'organo  competente  a deliberare in materia di
concessione  delle  garanzie  di  cui all'articolo 15, comma 3, della
legge  7 agosto 1997, n. 266, e' integrato con i rappresentanti delle
organizzazioni  rappresentative  a  livello  nazionale  delle imprese
artigiane.
  3.  Il  ((30 per cento)) della somma di cui al comma 1 e' riservato
agli  interventi  di controgaranzia del Fondo a favore dei Confidi di
cui  all'articolo 13 del decreto-legge del 30 settembre 2003, n. 269,
convertito  ((, con modificazioni,)) dalla legge 24 novembre 2003, n.
326.
  4.  Gli  interventi  di  garanzia  del Fondo di cui all'articolo 2,
comma  100,  lettera  a),  della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono
assistiti  dalla  garanzia  dello  Stato,  quale  garanzia  di ultima
istanza,  secondo  criteri,  condizioni  e modalita' da stabilire con
decreto  di  natura  non  regolamentare  del Ministro dell'economia e
delle  finanze  ((. La garanzia dello Stato e' inserita nell'elenco allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 13 della legge 5 agosto 1978, n. 468. Ai relativi eventuali oneri si provvede ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, numero 2), della legge 5 agosto 1978, n. 468, con imputazione nell'ambito dell'unita' previsionale di base 8.1.7. dello Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze)).
  5.  La  dotazione  del  Fondo  di  cui  al  comma  1  potra' essere
incrementata mediante versamento di contributi da parte delle banche,
delle  Regioni  ed  di  altri  enti  e organismi pubblici, ovvero con
l'intervento  della  SACE  S.p.a.,  secondo  modalita'  stabilite con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il
Ministro dello sviluppo economico.
  ((5-bis. Per gli impegni assunti dalle federazioni sportive nazionali per l'organizzazione di grandi eventi sportivi in coincidenza degli eventi correlati all'Expo Milano 2015, e' autorizzato il rilascio di garanzie nel limite di 13 milioni di euro per l'anno 2009.))
                               Art. 12
              Finanziamento dell'economia attraverso la
      sottoscrizione pubblica di obbligazioni bancarie speciali
          e relativi controlli parlamentari e territoriali

  1.  Al  fine  di  assicurare  un  adeguato  flusso di finanziamenti
all'economia  e  un  adeguato  livello  di  patrimonializzazione  del
sistema  bancario,  il  Ministero  dell'economia  e  delle finanze e'
autorizzato, fino al ((31 dicembre 2010)), anche in deroga alle norme
di  contabilita'  di  Stato,  a sottoscrivere, su specifica richiesta
delle  banche  interessate,  strumenti  finanziari  privi dei diritti
indicati  nell'articolo  2351  del  codice  civile,  computabili  nel
patrimonio  di  vigilanza  ed emessi da banche italiane le cui azioni
sono  negoziate  su mercati regolamentati o da societa' capogruppo di
gruppi  bancari  italiani  le  azioni  delle  quali sono negoziate su
mercati regolamentati. ((Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, si procede all'eventuale proroga del predetto termine in conformita' alla normativa comunitaria in materia.))
  2.  Gli  strumenti  finanziari  di  cui  al  comma 1 possono essere
strumenti    convertibili    in   azioni   ordinarie   su   richiesta
dell'emittente.    Puo'    essere    inoltre   prevista,   a   favore
dell'emittente,  la facolta' di rimborso o riscatto, a condizione che
la   Banca  d'Italia  attesti  che  l'operazione  non  pregiudica  le
condizioni  finanziarie  o di solvibilita' della banca ne' del gruppo
bancario  di  appartenenza.  PERIODO  SOPPRESSO  DAL D.L. 30 DICEMBRE
2008,  N.  207, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI CON L. 27 FEBBRAIO 2009,
N. 14.(3)
  3.  La  remunerazione  degli strumenti finanziari di cui al comma 1
puo'  dipendere,  in  tutto o in parte, dalla disponibilita' di utili
distribuibili  ai  sensi dell'articolo 2433 del codice civile. In tal
caso  la  delibera con la quale l'assemblea decide sulla destinazione
degli   utili   e'   vincolata   al   rispetto  delle  condizioni  di
remunerazione degli strumenti finanziari stessi.
  4.  Il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze sottoscrive gli
strumenti  finanziari di cui al comma 1 a condizione che l'operazione
risulti  economica nel suo complesso, tenga conto delle condizioni di
mercato e sia funzionale al perseguimento delle finalita' indicate al
comma 1.
  5. La sottoscrizione e', altresi', condizionata:
    a)  all'assunzione da parte dell'emittente degli impegni definiti
in  un apposito protocollo d'intenti con il Ministero dell'economia e
delle  finanze, in ordine al livello e alle condizioni del credito da
assicurare  alle  piccole  e  medie  imprese  e  alle  famiglie, alle
modalita'  con  le  quali garantire adeguati livelli di liquidita' ai
creditori  delle pubbliche amministrazioni per la fornitura di beni e
servizi,  anche  attraverso lo sconto di crediti certi, senza nuovi o
maggiori  oneri  per la finanza pubblica, e a politiche dei dividendi
coerenti   con   l'esigenza   di   mantenere   adeguati   livelli  di
patrimonializzazione;
    b)  all'adozione,  da  parte  degli emittenti, di un codice etico
contenente,  tra  l'altro,  previsioni  in  materia  di  politiche di
remunerazione  dei  vertici  aziendali. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 28
GENNAIO 2009, N. 2.
  5-bis.  Gli  schemi  dei  protocolli  di  cui alla lettera a) e gli
schemi  dei  codici di cui alla lettera b) del comma 5 sono trasmessi
alle Camere.
  6. Sul finanziamento all'economia il Ministro dell'economia e delle
finanze   riferisce   periodicamente   al  Parlamento  fornendo  dati
disaggregati per regione e categoria economica; a tale fine presso le
Prefetture   e'   istituito   uno   speciale   osservatorio   con  la
partecipazione   dei  soggetti  interessati.  Dall'istituzione  degli
osservatori  di  cui  al  presente  comma non devono derivare nuovi o
maggiori  oneri  a  carico del bilancio dello Stato; al funzionamento
degli stessi si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali
e   finanziarie   gia'  previste,  a  legislazione  vigente,  per  le
Prefetture.
  7. La sottoscrizione degli strumenti finanziari e' effettuata sulla
base   di  una  valutazione  da  parte  della  Banca  d'Italia  delle
condizioni  economiche  dell'operazione  e della computabilita' degli
strumenti finanziari nel patrimonio di vigilanza.
  8.  L'organo competente per l'emissione di obbligazioni subordinate
delibera  anche  in  merito  all'emissione degli strumenti finanziari
previsti   dal  presente  articolo.  L'esercizio  della  facolta'  di
conversione  e'  sospensivamente  condizionato  alla deliberazione in
ordine al relativo aumento di capitale.
  9.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, su
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuate
le  risorse  necessarie  per  finanziare  le  operazioni  stesse.  Le
predette  risorse,  da  iscrivere in apposito capitolo dello stato di
previsione   del   Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  sono
individuate in relazione a ciascuna operazione mediante:
    a)  riduzione lineare delle dotazioni finanziarie, a legislazione
vigente, delle missioni di spesa di ciascun Ministero, con esclusione
delle  dotazioni  di  spesa di ciascuna missione connesse a stipendi,
assegni, pensioni e altre spese fisse; alle spese per interessi; alle
poste   correttive   e   compensative   delle  entrate,  comprese  le
regolazioni contabili con le regioni; ai trasferimenti a favore degli
enti  territoriali  aventi  natura  obbligatoria; del fondo ordinario
delle  universita';  delle  risorse  destinate  alla  ricerca;  delle
risorse  destinate al finanziamento del 5 per mille delle imposte sui
redditi delle persone fisiche; nonche' quelle dipendenti da parametri
stabiliti dalla legge o derivanti da accordi internazionali;
    b) riduzione di singole autorizzazioni legislative di spesa;
    c)   utilizzo   temporaneo  mediante  versamento  in  entrata  di
disponibilita'  esistenti  sulle  contabilita'  speciali  nonche' sui
conti  di  tesoreria  intestati  ad amministrazioni pubbliche ed enti
pubblici   nazionali   con   esclusione   di  quelli  intestati  alle
Amministrazioni  territoriali, nonche' di quelli riguardanti i flussi
finanziari   intercorrenti   con   l'Unione  europea  ed  i  connessi
cofinanziamenti   nazionali,   con   corrispondente  riduzione  delle
relative  autorizzazioni  di  spesa  e  contestuale riassegnazione al
predetto capitolo;
    d) emissione di titoli del debito pubblico.
  9-bis.  Gli  schemi  di  decreto  di  cui  al comma 9, corredati di
relazione  tecnica,  sono trasmessi alle Camere per l'espressione del
parere  delle  Commissioni  competenti  per  i  profili  di carattere
finanziario.  I pareri sono espressi entro quindici giorni dalla data
di  trasmissione.  Il  Governo,  ove  non  intenda  conformarsi  alle
condizioni formulate con riferimento ai profili finanziari, trasmette
nuovamente alle Camere gli schemi di decreto, corredati dei necessari
elementi  integrativi  di informazione, per i pareri definitivi delle
Commissioni  competenti  per i profili finanziari, da esprimere entro
dieci  giorni  dalla  data  di  trasmissione.  Decorsi  inutilmente i
termini  per  l'espressione  dei  pareri,  i  decreti  possono essere
comunque adottati.
  10. I decreti di cui al comma 9 e i correlati decreti di variazione
di   bilancio   sono  trasmessi  con  immediatezza  al  Parlamento  e
comunicati alla Corte dei conti.
  11.  Ai  fini  delle  operazioni  di  cui  al  presente  articolo e
all'articolo  1 del decreto-legge 9 ottobre 2008, n. 155, convertito,
con   modificazioni,   dalla  legge  4  dicembre  2008,  n.  190,  le
deliberazioni   previste   dall'articolo   2441,   quinto   comma,  e
dall'articolo 2443, secondo comma, del codice civile sono assunte con
le  stesse  maggioranze  previste  per le deliberazioni di aumento di
capitale  dagli  articoli  2368  e  2369 del codice civile. I termini
stabiliti per le operazioni della specie ai sensi del codice civile e
del  testo  unico  delle  disposizioni  in materia di intermediazione
finanziaria,  di  cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,
sono ridotti della meta'.
  12.   Con   decreto   di  natura  non  regolamentare  del  Ministro
dell'economia   e  delle  finanze,  sentita  la  Banca  d'Italia,  da
adottarsi  entro  30  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore del
presente  decreto,  sono stabiliti criteri, condizioni e modalita' di
sottoscrizione   degli   strumenti  finanziari  di  cui  al  presente
articolo.
  12-bis.  Il  Ministro  dell'economia e delle finanze riferisce alle
Camere  in merito all'evoluzione degli interventi effettuati ai sensi
del  presente articolo nell'ambito della relazione trimestrale di cui
all'articolo  5,  comma  1-ter,  del decreto-legge 9 ottobre 2008, n.
155,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n.
190.
-------------
AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  30  dicembre  2008,  n. 207, convertito con modificazioni
dalla  L.  27 febbraio 2009, n. 14, ha disposto (con l'art. 41, comma
16-decies)  che  la  soppressione  dell'ultimo  periodo  del  comma 2
dell'art. 12 decorre dal 1° febbraio 2009.
                               Art. 13
       Adeguamento europeo della disciplina in materia di OPA

  1.  L'articolo  104 del ((testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al)) decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58, e' sostituito dal seguente:
    ((Art. 104. -(Difese). -)) 1. Gli statuti delle societa' italiane
quotate   possono  prevedere  che,  quando  sia  promossa  un'offerta
pubblica  di  acquisto o di scambio avente a oggetto i titoli da loro
emessi, si applichino le regole previste dai commi 1-bis e 1-ter.
    1-bis.  Salvo autorizzazione dell'assemblea ordinaria o di quella
straordinaria  per  le  delibere  di competenza, le societa' italiane
quotate  i  cui  titoli  sono  oggetto  dell'offerta si astengono dal
compiere  atti od operazioni che possono contrastare il conseguimento
degli  obiettivi  dell'offerta.  L'obbligo  di  astensione si applica
dalla  comunicazione  di  cui  all'articolo 102, comma 1, e fino alla
chiusura  dell'offerta  ovvero  fino  a  quando  l'offerta stessa non
decada.  La  mera  ricerca  di  altre offerte non costituisce atto od
operazione  in  contrasto con gli obiettivi dell'offerta. Resta ferma
la responsabilita' degli amministratori, dei componenti del consiglio
di gestione e di sorveglianza e dei direttori generali per gli atti e
le operazioni compiuti.
    1-ter.  L'autorizzazione  prevista  dal  comma 1-bis e' richiesta
anche  per l'attuazione di ogni decisione presa prima dell'inizio del
periodo indicato nel medesimo comma, che non sia ancora stata attuata
in  tutto  o  in  parte,  che  non  rientri  nel  corso normale delle
attivita'  della  societa'  e  la cui attuazione possa contrastare il
conseguimento degli obiettivi dell'offerta.
    2.  I  termini  e le modalita' di convocazione delle assemblee di
cui  al  comma  1-bis sono disciplinati, anche in deroga alle vigenti
disposizioni  di  legge,  con  regolamento emanato dal Ministro della
giustizia, sentita la Consob.".
  2.  L'articolo  104-bis  del  ((testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al))  decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e' modificato come segue:
    a)  il comma 1 e' sostituito dal seguente: "Fermo quanto previsto
dall'articolo  123,  comma  3,  gli  statuti  delle societa' italiane
quotate,  diverse  dalle societa' cooperative, possono prevedere che,
quando  sia  promossa  un'offerta  pubblica  di acquisto o di scambio
avente  ad  oggetto  i  titoli da loro emessi si applichino le regole
previste dai commi 2 e 3".
    b)  al  comma  7 dopo le parole "in materia di limiti di possesso
azionario" sono aggiunte le seguenti parole: "e al diritto di voto".
  3.  L'articolo  104-ter  del  ((testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al))  decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e' modificato come segue:
    a)  al  comma  1 le parole: "Le disposizioni di cui agli articoli
104  e  104-bis, commi 2 e 3," sono sostituite dalle parole: "Qualora
previste  dagli  statuti,  le  disposizioni di cui agli articoli 104,
commi 1-bis e 1-ter e 104-bis, commi 2 e 3";
    b) il comma 2 e' soppresso;
    c) il comma 4 e' sostituito dal seguente:
    "4.  Qualsiasi misura idonea a contrastare il conseguimento degli
obiettivi dell'offerta adottata dalla societa' emittente in virtu' di
quanto  disposto  al  comma  1  deve essere espressamente autorizzata
dall'assemblea  in  vista  di  una  eventuale  offerta  pubblica, nei
diciotto   mesi  anteriori  alla  comunicazione  della  decisione  di
promuovere  l'offerta  ai  sensi  dell'articolo  102,  comma 1. Fermo
quanto  disposto  dall'articolo  114,  l'autorizzazione  prevista dal
presente  comma  e'  tempestivamente comunicata al mercato secondo le
modalita' previste ai sensi del medesimo articolo 114.
                               Art. 14
     Attuazione della direttiva 2007/44/CE sulla partecipazione
       dell'industria nelle banche; disposizioni in materia di
         amministrazione straordinaria e di fondi comuni di
              investimento speculativi (cd. hedge fund)

  1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 21)).
  2.  Il  primo  periodo  del  comma  1 dell'articolo 12, del decreto
legislativo  22  giugno  2007,  n.  109,  e' sostituito dal seguente:
"Fatta  eccezione  per  quanto previsto dal comma 18-bis del presente
articolo  e  salvo  che  il  Comitato,  senza oneri aggiuntivi per la
finanza  pubblica,  non individui modalita' operative alternative per
attuare  il congelamento delle risorse economiche in applicazione dei
principi  di  efficienza,  efficacia  ed  economicita', l'Agenzia del
demanio  provvede alla custodia, all'amministrazione ed alla gestione
delle risorse economiche oggetto di congelamento.".
  3.  All'articolo 12 del decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109,
dopo  il comma 18 e' aggiunto il seguente comma: "18-bis. Nel caso in
cui  i soggetti designati siano sottoposti alla vigilanza della Banca
d'Italia  si applicano, sentito il Comitato di sicurezza finanziaria,
gli  articoli  70  e  seguenti,  98  e 100 del decreto legislativo 1°
settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia
bancaria  e  creditizia,  o  l'articolo 56 del decreto legislativo 24
febbraio  1998,  n.  58, recante il testo unico delle disposizioni in
materia  di  intermediazione finanziaria. Il comitato di sorveglianza
puo'  essere  composto  da  un  numero di componenti inferiore a tre.
L'amministrazione  straordinaria dura per il periodo del congelamento
e il tempo necessario al compimento degli adempimenti successivi alla
cessazione  degli  effetti dello stesso, salvo che la Banca d'Italia,
sentito  il  Comitato  di  sicurezza  finanziaria,  ne  autorizzi  la
chiusura  anticipata. Resta ferma la possibilita' di adottare in ogni
momento i provvedimenti previsti nei medesimi decreti legislativi. Si
applicano,  in  quanto  compatibili,  le  seguenti  disposizioni  del
presente  articolo,  intendendosi  comunque  esclusa  ogni competenza
dell'Agenzia  del demanio: comma 2, ultimo periodo, comma 7, commi da
11  a  17,  ad  eccezione  del comma 13 lettera a). Quanto precede si
applica  anche  agli  intermediari sottoposti alla vigilanza di altre
Autorita', secondo la rispettiva disciplina di settore.".
  4. All'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 22 giugno 2007,
n.  109, le parole "fatte salve le attribuzioni conferite all'Agenzia
del demanio ai sensi dell'articolo 12" sono sostituite dalle seguenti
parole: "fatto salvo quanto previsto dall'articolo 12".
  5.  All'articolo  56 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270,
dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente comma:
      "  3-bis.  Le  operazioni  di  cui ai commi 1 e 2 effettuate in
attuazione  dell'articolo  27, comma 2, lettere a) e b-bis), in vista
della  liquidazione  dei beni del cedente, non costituiscono comunque
trasferimento  di  azienda,  di  ramo  o  di  parti dell'azienda agli
effetti previsti dall'articolo 2112 del codice civile. ".
  6. Al fine di salvaguardare l'interesse e la parita' di trattamento
dei  partecipanti,  il  regolamento  dei fondi comuni di investimento
speculativi puo' prevedere che, sino al 31 dicembre 2009:
    a)  nel  caso di richieste di rimborso complessivamente superiori
in  un  dato  giorno o periodo al 15 per cento del valore complessivo
netto  del  fondo,  la  SGR  puo'  sospendere il rimborso delle quote
eccedente  tale  ammontare  in misura proporzionale alle quote per le
quali  ciascun  sottoscrittore ha richiesto il rimborso. Le quote non
rimborsate   sono   trattate  come  una  nuova  domanda  di  rimborso
presentata  il primo giorno successivo all'effettuazione dei rimborsi
parziali;
    b) nei casi eccezionali in cui la cessione di attivita' illiquide
del fondo, necessaria per far fronte alle richieste di rimborso, puo'
pregiudicare  l'interesse dei partecipanti, la SGR puo' deliberare la
scissione  parziale  del fondo, trasferendo le attivita' illiquide in
un  nuovo fondo di tipo chiuso. Ciascun partecipante riceve un numero
di  quote  del  nuovo  fondo  uguale a quello che detiene nel vecchio
fondo.  Il  nuovo  fondo  non puo' emettere nuove quote; le quote del
nuovo  fondo vengono rimborsate via via che le attivita' dello stesso
sono liquidate.
  7.  Le  modifiche  al  regolamento dei fondi per l'inserzione delle
clausole  di  cui  al  comma  6  entrano  in  vigore il giorno stesso
dell'approvazione  da  parte  della Banca d'Italia e sono applicabili
anche  alle  domande  di  rimborso  gia'  presentate  ma  non  ancora
regolate.
  8.  Sono  abrogati i limiti massimi al numero dei partecipanti a un
fondo   speculativo  previsti  da  norme  di  legge  o  dai  relativi
regolamenti di attuazione.
  9.  La  Banca  d'Italia  definisce con proprio regolamento le norme
attuative  dei  commi 6, 7 e 8 del presente articolo, con particolare
riferimento   alla   definizione   di   attivita'   illiquide,   alle
caratteristiche  dei fondi chiusi di cui al comma 6, lettera b), alle
procedure  per  l'approvazione  delle  modifiche  dei  regolamenti di
gestione  dei  fondi e all'ipotesi in cui a seguito dell'applicazione
delle  misure  di  cui  al  comma  6,  siano detenute quote di valore
inferiore  al  minimo  previsto  per l'investimento in quote di fondi
speculativi.
                               Art. 15 
    Riallineamento e rivalutazione volontari di valori contabili 
 
  1. Le modifiche introdotte dall'articolo 1, commi 58, 59, 60 e  62,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, al regime  impositivo  ai  fini
dell'IRES dei soggetti che redigono il bilancio in base  ai  principi
contabili internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002  del
Parlamento europeo e del Consiglio  del  19  luglio  2002,  esplicano
efficacia, salvo quanto stabilito dal comma 61, secondo periodo,  del
medesimo  articolo  1,  con  riguardo  ai  componenti  reddituali   e
patrimoniali  rilevati  in  bilancio   a   decorrere   dall'esercizio
successivo  a  quello  in  corso  al  31  dicembre  2007.   Tuttavia,
continuano ad essere assoggettati alla disciplina fiscale  previgente
gli effetti reddituali e patrimoniali sul bilancio di tale  esercizio
e di quelli  successivi  delle  operazioni  pregresse  che  risultino
diversamente   qualificate,   classificate,   valutate   e   imputate
temporalmente  ai  fini   fiscali   rispetto   alle   qualificazioni,
classificazioni, valutazioni e imputazioni temporali  risultanti  dal
bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2007. Le disposizioni
dei periodi precedenti valgono anche  ai  fini  della  determinazione
della base imponibile dell'IRAP,  come  modificata  dall'articolo  1,
comma 50, della citata legge n. 244 del 2007. 
  2. I contribuenti possono riallineare, ai fini dell'IRES, dell'IRAP
e di eventuali addizionali, secondo le  disposizioni  dei  successivi
commi, le divergenze di cui al  comma  1,  esistenti  all'inizio  del
secondo periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre
2007, con effetto a partire da tale inizio. 
  3. Il riallineamento puo' essere  richiesto  distintamente  per  le
divergenze che derivano: 
    a)  dall'adozione  degli  IAS/IFRS  e  che   non   si   sarebbero
manifestate se le modifiche apportate agli articoli 83 e seguenti del
testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  dall'articolo
1,  comma  58,  della  legge  n.  244  del  2007   avessero   trovato
applicazione sin dal bilancio del primo  esercizio  di  adozione  dei
principi contabili internazionali.  Sono  esclusi  i  disallineamenti
emersi  in  sede  di  prima  applicazione  dei   principi   contabili
internazionali   dalla   valutazione    dei    beni    fungibili    e
dall'eliminazione di ammortamenti, di rettifiche di valore e di fondi
di accantonamento, per effetto dei commi 2, 5 e  6  dell'articolo  13
del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, nonche'  quelli  che
sono derivati dalle  deduzioni  extracontabili  operate  per  effetto
della soppressa disposizione  della  lettera  b)  dell'articolo  109,
comma 4, del citato testo unico e quelli che si sarebbero,  comunque,
determinati anche  a  seguito  dell'applicazione  delle  disposizioni
dello stesso testo unico,  cosi'  come  modificate  dall'articolo  1,
comma 58, della legge n. 244 del 2007; 
    b) dalla valutazione dei beni fungibili  e  dall'eliminazione  di
ammortamenti, di rettifiche di valore e di fondi  di  accantonamento,
per effetto  dei  commi  2,  5  e  6  dell'articolo  13  del  decreto
legislativo 28 febbraio 2005, n. 38. 
  4. Il riallineamento delle divergenze di cui al  comma  3,  lettera
a), puo' essere attuato sulla totalita' delle differenze  positive  e
negative e, a tal fine, l'opzione e' esercitata  nella  dichiarazione
dei redditi relativa all'esercizio successivo a quello in corso al 31
dicembre 2007. In tal  caso,  la  somma  algebrica  delle  differenze
stesse, se  positiva,  va  assoggettata  a  tassazione  con  aliquota
ordinaria, ed eventuali maggiorazioni, rispettivamente,  dell'IRES  e
dell'IRAP, separatamente dall'imponibile  complessivo.  L'imposta  e'
versata in unica soluzione entro il termine  di  versamento  a  saldo
delle imposte relative all'esercizio successivo a quello in corso  al
31 dicembre 2007. Se il saldo  e'  negativo,  la  relativa  deduzione
concorre, per quote costanti,  alla  formazione  dell'imponibile  del
secondo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007  e
dei 4 successivi. 
  5. Il riallineamento delle divergenze di cui al  comma  3,  lettera
a),  puo'  essere   attuato,   tramite   opzione   esercitata   nella
dichiarazione dei redditi relativa all'esercizio successivo a  quello
in  corso  al  31  dicembre  2007,  anche  con  riguardo  a   singole
fattispecie.  Per  singole  fattispecie  si  intendono  i  componenti
reddituali e patrimoniali delle operazioni aventi la medesima  natura
ai fini delle qualificazioni di bilancio e dei relativi  rapporti  di
copertura. Ciascun saldo oggetto di riallineamento e' assoggettato ad
imposta sostitutiva dell'IRES, dell'IRAP e di eventuali  addizionali,
con aliquota del 16 per cento del relativo importo. Il saldo negativo
non e' comunque deducibile. L'imposta sostitutiva e' versata in unica
soluzione entro il  termine  di  versamento  a  saldo  delle  imposte
relative all'esercizio successivo a quello in corso  al  31  dicembre
2007. 
  6. Se nell'esercizio successivo a quello in corso  al  31  dicembre
2007  sono  intervenute  aggregazioni  aziendali  disciplinate  dagli
articoli 172, 173 e 176 del citato testo unico, come modificati dalla
legge n. 244 del 2007, tra soggetti che redigono il bilancio in  base
ai principi contabili internazionali,  il  soggetto  beneficiario  di
tali operazioni puo' applicare le disposizioni dei commi 4  o  5,  in
modo  autonomo  con  riferimento  ai  disallineamenti  riferibili   a
ciascuno dei soggetti interessati all'aggregazione. 
  7. Il riallineamento delle divergenze di cui al  comma  3,  lettera
b),  puo'   essere   attuato   tramite   opzione   esercitata   nella
dichiarazione dei redditi relativa all'esercizio successivo a  quello
in  corso  al  31  dicembre  2007.  In  tal  caso  si  applicano   le
disposizioni dell'articolo 1, comma 48, della legge n. 244 del  2007.
L'imposta sostitutiva e' versata in unica soluzione entro il  termine
di versamento a saldo delle imposte relative all'esercizio successivo
a  quello  in  corso  al   31   dicembre   2007.   Limitatamente   al
riallineamento   delle   divergenze    derivanti    dall'applicazione
dell'articolo 13, comma 2, del decreto legislativo n. 38 del 2005, si
applicano le disposizioni dell'articolo 81, commi 21, 23  e  24,  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. 
  7-bis. Per l'applicazione delle disposizioni dei commi da 1 a 7  si
assumono i disallineamenti rilevanti ai fini dell'IRES. 
  8. Le disposizioni dei commi precedenti  si  applicano,  in  quanto
compatibili, anche in caso di: 
    a) variazioni che intervengono nei  principi  contabili  IAS/IFRS
adottati, rispetto ai valori e alle  qualificazioni  che  avevano  in
precedenza assunto rilevanza fiscale; 
    b) variazioni  registrate  in  sede  di  prima  applicazione  dei
principi contabili effettuata successivamente al periodo d'imposta in
corso al 31 dicembre 2007. 
  8-bis.  Con  decreto  di  natura  non  regolamentare  del  Ministro
dell'economia e delle  finanze  sono  adottate  le  disposizioni  per
l'attuazione del comma 8. 
  9. Si applicano le norme in materia di liquidazione,  accertamento,
riscossione, contenzioso e sanzioni previste ai  fini  delle  imposte
sui redditi. 
  10.  In  deroga  alle  disposizioni  del  comma  2-ter   introdotto
nell'articolo  176  del  testo  unico  delle  imposte  sui   redditi,
approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre
1986, n. 917, dall'articolo 1, comma  46,  della  legge  24  dicembre
2007, n. 244, e del relativo decreto di  attuazione,  i  contribuenti
possono  assoggettare  in  tutto  o  in  parte,  i  maggiori   valori
attribuiti in bilancio all'avviamento, ai  marchi  d'impresa  e  alle
altre  attivita'  immateriali  all'imposta  sostitutiva  di  cui   al
medesimo comma 2-ter, con l'aliquota del 16 per  cento,  versando  in
unica soluzione l'importo dovuto entro il  termine  di  versamento  a
saldo delle imposte relative all'esercizio nel  corso  del  quale  e'
stata posta in essere l'operazione. I maggiori valori assoggettati ad
imposta sostitutiva si considerano riconosciuti fiscalmente a partire
dall'inizio del periodo d'imposta nel  corso  del  quale  e'  versata
l'imposta sostitutiva. La  deduzione  di  cui  all'articolo  103  del
citato testo unico e agli articoli 5, 6 e 7 del  decreto  legislativo
15 dicembre 1997, n. 446, del maggior valore  dell'avviamento  e  dei
marchi d'impresa puo' essere effettuata in misura non superiore ad un
decimo, a prescindere dall'imputazione al conto economico a decorrere
dal periodo di imposta successivo a quello nel  corso  del  quale  e'
versata l'imposta sostitutiva. A  partire  dal  medesimo  periodo  di
imposta sono deducibili le quote di ammortamento del  maggior  valore
delle altre attivita' immateriali nel limite della quota  imputata  a
conto economico. 
((10-bis. Le previsioni del comma 10 sono applicabili anche ai maggiori valori delle partecipazioni di controllo, iscritti in bilancio a seguito dell'operazione a titolo di avviamento, marchi d'impresa e altre attivita' immateriali. Per partecipazioni di controllo si intendono quelle incluse nel consolidamento ai sensi del capo III del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127. Per le imprese tenute ad applicare i principi contabili internazionali di cui al regolamento n 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, per partecipazioni di controllo si intendono quelle incluse nel consolidamento ai sensi delle relative previsioni. L'importo assoggettato ad imposta sostitutiva non rileva ai fini del valore fiscale della partecipazione stessa.)) ((23)) 
((10-ter. Le previsioni del comma 10 sono applicabili anche ai maggiori valori - attribuiti ad avviamenti, marchi di impresa e altre attivita' immateriali nel bilancio consolidato - delle partecipazioni di controllo acquisite nell'ambito di operazioni di cessione di azienda ovvero di partecipazioni.)) ((23)) 
  11. Le  disposizioni  del  comma  10  sono  applicabili  anche  per
riallineare  i  valori  fiscali  ai  maggiori  valori  attribuiti  in
bilancio ad attivita' diverse da quelle indicate  nell'articolo  176,
comma 2-ter, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.  In
questo caso tali maggiori valori sono assoggettati a  tassazione  con
aliquota  ordinaria,  ed  eventuali  maggiorazioni,  rispettivamente,
dell'IRPEF,  dell'IRES  e  dell'IRAP,  separatamente  dall'imponibile
complessivo, versando in  unica  soluzione  l'importo  dovuto.  Se  i
maggiori  valori  sono  relativi  ai  crediti  si  applica  l'imposta
sostitutiva di cui al  comma  10  nella  misura  del  20  per  cento.
L'opzione  puo'  essere  esercitata  anche  con  riguardo  a  singole
fattispecie, come definite dal comma 5. 
  12. Le disposizioni dei commi 10 e 11 si applicano alle  operazioni
effettuate a partire dal periodo d'imposta  successivo  a  quello  in
corso al 31 dicembre 2007,  nonche'  a  quelle  effettuate  entro  il
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007. Qualora alla data  di
entrata in vigore del presente decreto, per tali operazioni sia stata
gia' esercitata l'opzione prevista dall'articolo 1, comma  47,  della
legge  n.  244  del  2007,  il  contribuente  procede  a  riliquidare
l'imposta sostitutiva dovuta versando la differenza entro il  termine
di versamento a saldo delle imposte  relative  al  periodo  d'imposta
successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007. 
  12-bis. L'opzione di cui all'articolo 1, comma 48, della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, si considera validamente esercitata anche  per
riallineare i valori fiscali ai maggiori valori contabili emersi  per
effetto dell'articolo 13, commi 2, 5 e 6, del decreto legislativo  28
febbraio  2005,  n.  38,  se  identificati  nel   quadro   EC   della
dichiarazione dei redditi. 
  13. Considerata l'eccezionale situazione di turbolenza nei  mercati
finanziari,  i  soggetti  che  non  adottano  i  principi   contabili
internazionali, nell'esercizio in  corso  alla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto, possono valutare i titoli non  destinati
a permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al  loro  valore
di iscrizione cosi'  come  risultante  dall'ultimo  bilancio  o,  ove
disponibile, dall'ultima relazione semestrale regolarmente  approvati
anziche' al valore di  realizzazione  desumibile  dall'andamento  del
mercato, fatta eccezione per le perdite di carattere  durevole.  Tale
misura, in relazione all'evoluzione della  situazione  di  turbolenza
dei  mercati  finanziari,  puo'  essere  reiterata  con  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze. (15) 
  14. Per le imprese di cui all'articolo 91, comma 2 del codice delle
assicurazioni private, di cui  al  decreto  legislativo  7  settembre
2005, n. 209, le modalita' attuative delle  disposizioni  di  cui  al
comma 13 sono stabilite dall'ISVAP con  regolamento,  che  disciplina
altresi' le  modalita'  applicative  degli  istituti  prudenziali  in
materia di attivi a copertura delle riserve  tecniche  e  margine  di
solvibilita' di cui ai Capi III e  IV  del  Titolo  III  del  decreto
legislativo 7  settembre  2005,  n.  209.  Le  imprese  applicano  le
disposizioni di cui al presente comma previa verifica della  coerenza
con  la  struttura  degli  impegni  finanziari  connessi  al  proprio
portafoglio assicurativo. (15) 
  15. Le imprese indicate al comma 14 che si avvalgono della facolta'
di cui al comma 13 destinano a una  riserva  indisponibile  utili  di
ammontare corrispondente alla differenza tra i valori  registrati  in
applicazione delle disposizioni di cui ai commi 13 e 14 ed  i  valori
di mercato  alla  data  di  chiusura  dell'esercizio,  al  netto  del
relativo onere fiscale. In caso di  utili  di  esercizio  di  importo
inferiore a quello della citata differenza, la riserva  e'  integrata
utilizzando riserve di utili disponibili  o,  in  mancanza,  mediante
utili degli esercizi successivi. (15) 
  15-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 13, 14 e 15,
le imprese di cui all'articolo 210, commi 1 e  2,  del  codice  delle
assicurazioni private, di cui  al  decreto  legislativo  7  settembre
2005, n. 209, ai fini della verifica della solvibilita'  corretta  di
cui al capo IV del titolo XV del  medesimo  codice,  per  l'esercizio
2010 e fino al 30 giugno 2011, possono  tener  conto  del  valore  di
iscrizione nel bilancio individuale dei titoli di debito destinati  a
permanere durevolmente nel patrimonio ed emessi o garantiti da  Stati
dell'Unione europea. Tale misura, in relazione  all'evoluzione  della
situazione  di  turbolenza  dei  mercati  finanziari,   puo'   essere
reiterata con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
sentito l'ISVAP. Gli effetti derivanti dall'applicazione del presente
comma non sono duplicabili con  altri  benefici  che  direttamente  o
indirettamente incidono sul calcolo della solvibilita' corretta. 
  15-ter. Le imprese di cui all'articolo 210, commi 1 e 2, del codice
delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto  legislativo   7
settembre 2005, n. 209,  assicurano  la  permanenza  nell'ambito  del
gruppo di  risorse  finanziarie  corrispondenti  alla  differenza  di
valutazione conseguente all'applicazione del  comma  15-bis.  L'ISVAP
disciplina  con  regolamento  modalita',  condizioni  e   limiti   di
attuazione del  medesimo  comma,  anche  al  fine  di  assicurare  la
coerenza  con  altri  benefici  che  direttamente  o   indirettamente
incidono sul calcolo della solvibilita' corretta. 
  16. I soggetti indicati nell'articolo 73, comma 1, lettere a) e b),
del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.  917,  nonche'  le
societa' in nome collettivo, in accomandita semplice  ed  equiparate,
che non adottano i principi contabili internazionali nella  redazione
del bilancio, possono, anche in deroga all'articolo 2426  del  codice
civile e ad ogni altra disposizione  di  legge  vigente  in  materia,
rivalutare i beni immobili, ad esclusione delle aree  fabbricabili  e
degli immobili alla cui  produzione  o  al  cui  scambio  e'  diretta
l'attivita' di impresa,  risultanti  dal  bilancio  in  corso  al  31
dicembre 2007. 
  17. La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto
dell'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007,  per
il quale il termine di approvazione scade successivamente  alla  data
di entrata in vigore del presente decreto, deve  riguardare  tutti  i
beni appartenenti  alla  stessa  categoria  omogenea  e  deve  essere
annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa. A tal fine
si  intendono  compresi  in  due  distinte  categorie  gli   immobili
ammortizzabili e quelli non ammortizzabili. 
  18. Il saldo attivo risultante dalle  rivalutazioni  eseguite  deve
essere imputato al capitale o accantonato  in  una  speciale  riserva
designata con riferimento al presente decreto, con esclusione di ogni
diversa utilizzazione, che ai fini  fiscali  costituisce  riserva  in
sospensione di imposta. 
  19. Il saldo attivo della rivalutazione puo' essere affrancato  con
l'applicazione in capo  alla  societa'  di  una  imposta  sostitutiva
dell'imposta sul reddito  delle  persone  fisiche,  dell'imposta  sul
reddito  delle  societa',  dell'imposta  regionale  sulle   attivita'
produttive e di eventuali addizionali nella misura del 10  per  cento
da versare con le modalita' indicate al comma 23. 
  20. Il maggior valore attribuito ai beni in sede  di  rivalutazione
puo'  essere  riconosciuto  ai  fini  delle  imposte  sui  redditi  e
dell'imposta regionale sulle attivita'  produttive  a  decorrere  dal
quinto esercizio successivo a quello  con  riferimento  al  quale  la
rivalutazione e' stata eseguita,  con  il  versamento  di  un'imposta
sostitutiva  dell'imposta  sul   reddito   delle   persone   fisiche,
dell'imposta sul reddito delle societa', dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive e di eventuali addizionali con la misura  del  3
per cento per  gli  immobili  ammortizzabili  e  dell'1,5  per  cento
relativamente agli  immobili  non  ammortizzabili,  da  computare  in
diminuzione del saldo attivo della rivalutazione. 
  21. Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci,
di  destinazione  a  finalita'  estranee  all'esercizio  dell'impresa
ovvero al consumo personale o familiare  dell'imprenditore  dei  beni
rivalutati in data anteriore a quella di inizio del  sesto  esercizio
successivo a quello  nel  cui  bilancio  la  rivalutazione  e'  stata
eseguita,  ai  fini  della   determinazione   delle   plusvalenze   o
minusvalenze  si  ha  riguardo  al  costo  del   bene   prima   della
rivalutazione. 
  22. Le imposte sostitutive di cui ai commi 19 e  20  devono  essere
versate,  a  scelta,  in  un'unica  soluzione  entro  il  termine  di
versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il  periodo
di imposta con riferimento al quale  la  rivalutazione  e'  eseguita,
ovvero in tre rate di cui la prima con la medesima  scadenza  di  cui
sopra e le  altre  con  scadenza  entro  il  termine  rispettivamente
previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative
ai periodi d'imposta successivi. In caso di versamento rateale  sulle
rate successive alla prima sono dovuti gli interessi  legali  con  la
misura  del  3  per  cento  annuo  da  versarsi  contestualmente   al
versamento di ciascuna rata. Gli importi da  versare  possono  essere
compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 
  23. Si applicano, in  quanto  compatibili,  le  disposizioni  degli
articoli 11, 13 e 15 della legge 21 novembre 2000, n. 342, quelle del
decreto del Ministro delle finanze 13  aprile  2001,  n.  162  e  del
decreto del Ministro dell'Economia e delle finanze 19 aprile 2002, n.
86. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con  modificazioni  dalla
L. 30 luglio 2010, n. 122, ha disposto (con l'art. 52,  comma  1-bis)
che "Le disposizioni  dell'articolo  15,  commi  13,  14  e  15,  del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si applicano  anche
per l'esercizio in corso alla data di entrata in vigore del  presente
decreto". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (23) 
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 23, comma 13) che "La
disposizione di cui al comma 12 si applica alle operazioni effettuate
sia nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2010 sia in quelli
precedenti. Nel caso di operazioni effettuate  in  periodi  d'imposta
anteriori a quello  in  corso  al  1°  gennaio  2011,  il  versamento
dell'imposta sostitutiva e' dovuto in un'unica soluzione entro il  30
novembre 2011". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 23, comma 14) che "Gli effetti  del
riallineamento di cui al comma 12  decorrono  dal  periodo  d'imposta
successivo a quello in corso al 31 dicembre 2012". 
                               Art. 16 
      Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese 
 
  1. All'articolo 21 della legge  30  dicembre  1991,  n.  413,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) alla fine del comma 9 e' aggiunto  il  seguente  periodo:  "La
mancata comunicazione del parere da parte dell'Agenzia delle  entrate
entro 120  giorni  e  dopo  ulteriori  60  giorni  dalla  diffida  ad
adempiere da parte del contribuente equivale a silenzio assenso."; 
    b) il comma 10 e' soppresso. 
  2. All'articolo 37, del  decreto  legge  4  luglio  2006,  n.  223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.  248  i
commi da 33 a 37-ter sono abrogati. 
  3. All'articolo 1, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 i commi  da
30 a 32 sono abrogati. 
  4. All'articolo 1, della legge 24.12.2007, n 244, i commi da 363  a
366 sono abrogati. 
  5. Nell'articolo 13 del decreto legislativo 18  dicembre  1997,  n.
472 sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1, lettera a), le parole "un ottavo" sono  sostituite
dalle seguenti: "un dodicesimo"; 
    b) al comma 1, lettera b), le parole "un quinto" sono  sostituite
dalle seguenti: "un decimo"; 
    c) al comma 1, lettera c),  ((le parole: "un ottavo", ovunque ricorrono,)) sono sostituite dalle seguenti: "un dodicesimo". 
((5-bis. La lettera h)del comma 4 dell'articolo 50-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, si interpreta nel senso che le prestazioni di servizi ivi indicate, relative a beni consegnati al depositario, costituiscono ad ogni effetto introduzione nel deposito IVA.)) 
  6. Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare
il proprio indirizzo di posta elettronica certificata  nella  domanda
di iscrizione al registro delle  imprese  ((o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali)). Entro tre anni dalla  data  di  entrata  in
vigore ((del presente decreto)) tutte le imprese, gia' costituite  in
forma societaria alla medesima data di entrata in vigore,  comunicano
al  registro  delle  imprese   l'indirizzo   di   posta   elettronica
certificata.  L'iscrizione  dell'indirizzo   di   posta   elettronica
certificata nel registro delle imprese e le sue successive  eventuali
variazioni sono  esenti  dall'imposta  di  bollo  e  dai  diritti  di
segreteria. 
  7. I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge
dello Stato comunicano ai rispettivi  ordini  o  collegi  il  proprio
indirizzo di posta elettronica certificata ((o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6)) entro un  anno  dalla  data  di
entrata in vigore ((del presente decreto)). ((Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco riservato, consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata)). 
  8. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165,   e   successive
modificazioni, qualora non abbiano provveduto ai sensi  dell'articolo
47, comma 3, lettera a), del Codice dell'Amministrazione digitale, di
cui al decreto legislativo 7 marzo  2005,  n.  82,  istituiscono  una
casella  di  posta  certificata  ((o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6)) per ciascun registro di protocollo  e
ne danno comunicazione al Centro nazionale  per  l'informatica  nella
pubblica amministrazione, che provvede  alla  pubblicazione  di  tali
caselle in un elenco consultabile per via telematica. Dall'attuazione
del presente articolo non devono derivare nuovi o  maggiori  oneri  a
carico della finanza pubblica e si deve provvedere nell'ambito  delle
risorse disponibili. 
  9. Salvo quanto stabilito dall'articolo 47, commi 1 e 2, del codice
dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo  7  marzo
2005, n. 82, le comunicazioni tra i soggetti ((di cui ai commi 6, 7 e)) 8 del presente articolo, che abbiano provveduto agli  adempimenti
ivi previsti, possono essere inviate attraverso la posta  elettronica
certificata ((o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6)), senza che il  destinatario  debba  dichiarare  la  propria
disponibilita' ad accettarne l'utilizzo. 
  10. La consultazione per via telematica dei  singoli  indirizzi  di
posta  elettronica  certificata  ((o analoghi indirizzi di posta elettronica di cui al comma 6)) nel registro delle  imprese  o  negli
albi o elenchi costituiti ((ai sensi)) del presente articolo  avviene
liberamente e senza oneri. L'estrazione di elenchi  di  indirizzi  e'
consentita alle sole pubbliche amministrazioni per  le  comunicazioni
relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza. 
((10-bis. Gli intermediari abilitati ai sensi dell'articolo 31, comma 2-quater, della legge 24 novembre 2000, n. 340, sono obbligati a richiedere per via telematica la registrazione degli atti di trasferimento delle partecipazioni di cui all'articolo 36, comma 1-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nonche' al contestuale pagamento telematico dell'imposta dagli stessi liquidata e sono altresi' responsabili ai sensi dell'articolo 57, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. In materia di imposta di bollo si applicano le disposizioni previste dall'articolo 1, comma 1-bis.1, numero 3), della tariffa, parte prima, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, come sostituita dal decreto del Ministro delle finanze 20 agosto 1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficialen. 196 del 21 agosto 1992, e successive modificazioni. 10-ter. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti i termini e le modalita' di esecuzione per via telematica degli adempimenti di cui al comma 10-bis)). 
((11. Il comma 4 dell'articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e' abrogato.)) 
  12. I commi 4 e 5 dell'articolo 23 del decreto legislativo 7  marzo
2005, n. 82, recante  "Codice  dell'amministrazione  digitale",  sono
sostituiti dai seguenti: 
      "4. Le copie su supporto informatico di qualsiasi tipologia  di
documenti  analogici  originali,  formati  in  origine  su   supporto
cartaceo o su altro supporto non informatico, sostituiscono  ad  ogni
effetto di legge  gli  originali  da  cui  sono  tratte  se  la  loro
conformita' all'originale e' assicurata da chi  lo  detiene  mediante
l'utilizzo della propria firma digitale e nel rispetto  delle  regole
tecniche di cui all'articolo 71. 
      5. Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri
possono  essere  individuate  particolari  tipologie   di   documenti
analogici originali unici per le quali, in  ragione  di  esigenze  di
natura   pubblicistica,   permane   l'obbligo   della   conservazione
dell'originale analogico oppure,  in  caso  di  conservazione  ottica
sostitutiva,  la   loro   conformita'   all'originale   deve   essere
autenticata da un  notaio  o  da  altro  pubblico  ufficiale  a  cio'
autorizzato con  dichiarazione  da  questi  firmata  digitalmente  ed
allegata al documento informatico.". 
  ((12-bis. Dopo l'articolo 2215 del codice civile e' inserito il seguente: "Art. 2215-bis. (Documentazione informatica). - I libri, i repertori, le scritture e la documentazione la cui tenuta e' obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento o che sono richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell'impresa possono essere formati e tenuti con strumenti informatici. Le registrazioni contenute nei documenti di cui al primo comma debbono essere rese consultabili in ogni momento con i mezzi messi a disposizione dal soggetto tenutario e costituiscono informazione primaria e originale da cui e' possibile effettuare, su diversi tipi di supporto, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge. Gli obblighi di numerazione progressiva, vidimazione e gli altri obblighi previsti dalle disposizioni di legge o di regolamento per la tenuta dei libri, repertori e scritture, ivi compreso quello di regolare tenuta dei medesimi, sono assolti, in caso di tenuta con strumenti informatici, mediante apposizione, ogni tre mesi a far data dalla messa in opera, della marcatura temporale e della firma digitale dell'imprenditore, o di altro soggetto dal medesimo delegato, inerenti al documento contenente le registrazioni relative ai tre mesi precedenti. Qualora per tre mesi non siano state eseguite registrazioni, la firma digitale e la marcatura temporale devono essere apposte all'atto di una nuova registrazione, e da tale apposizione decorre il periodo trimestrale di cui al terzo comma. I libri, i repertori e le scritture tenuti con strumenti informatici, secondo quanto previsto dal presente articolo, hanno l'efficacia probatoria di cui agli articoli 2709 e 2710 del codice civile". 12-ter. L'obbligo di bollatura dei documenti di cui all'articolo 2215-bis del codice civile, introdotto dal comma 12-bisdel presente articolo, in caso di tenuta con strumenti informatici, e' assolto in base a quanto previsto all'articolo 7 del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 23 gennaio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficialen. 27 del 3 febbraio 2004. 12-quater. All'articolo 2470 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, le parole: "dell'iscrizione nel libro dei soci secondo quanto previsto nel" sono sostituite dalle seguenti: "del deposito di cui al"; b) al secondo comma, il secondo periodo e' soppresso e, al terzo periodo, le parole: "e l'iscrizione sono effettuati" sono sostituite dalle seguenti: "e' effettuato"; c) il settimo comma e' sostituito dal seguente: "Le dichiarazioni degli amministratori previste dai commi quarto e quinto devono essere depositate entro trenta giorni dall'avvenuta variazione della compagine sociale". 12-quinquies. Al primo comma dell'articolo 2471 del codice civile, le parole: "Gli amministratori procedono senza indugio all'annotazione nel libro dei soci" sono soppresse. 12-sexies. Al primo comma dell'articolo 2472 del codice civile, le parole: "libro dei soci" sono sostituite dalle seguenti: "registro delle imprese". 12-septies. All'articolo 2478 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) il numero 1) del primo comma e' abrogato; b) al secondo comma, le parole: "I primi tre libri" sono sostituite dalle seguenti: "I libri indicati nei numeri 2) e 3) del primo comma" e le parole: "e il quarto" sono sostituite dalle seguenti: "; il libro indicato nel numero 4) del primo comma deve essere tenuto". 12-octies. Al secondo comma dell'articolo 2478-bis del codice civile, le parole: "devono essere depositati" sono sostituite dalle seguenti: "deve essere depositata" e le parole: "e l'elenco dei soci e degli altri titolari di diritti sulle partecipazioni sociali" sono soppresse. 12-novies. All'articolo 2479-bis, primo comma, secondo periodo, del codice civile, le parole: "libro dei soci" sono sostituite dalle seguenti: "registro delle imprese". 12-decies. Al comma 1-bis dell'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il secondo periodo e' soppresso. 12-undecies. Le disposizioni di cui ai commi da 12-quater a 12-decies entrano in vigore il sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Entro tale termine, gli amministratori delle societa' a responsabilita' limitata depositano, con esenzione da ogni imposta e tassa, apposita dichiarazione per integrare le risultanze del registro delle imprese con quelle del libro dei soci".)) 
                             Art. 16-bis 
     Misure di semplificazione per le famiglie e per le imprese 
 
  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto  di  cui
al  comma  3  e  secondo  le  modalita'  ivi  previste,  i  cittadini
comunicano il trasferimento  della  propria  residenza  e  gli  altri
eventi anagrafici e di stato  civile  all'ufficio  competente.  Entro
ventiquattro ore dalla conclusione  del  procedimento  amministrativo
anagrafico, l'ufficio di anagrafe trasmette le variazioni  all'indice
nazionale delle anagrafi, di cui all'articolo 1, quarto comma,  della
legge 24 dicembre 1954, n.  1228,  e  successive  modificazioni,  che
provvede a renderle accessibili alle altre amministrazioni pubbliche.
((In caso di ritardo nella trasmissione all'Indice nazionale delle anagrafi, il responsabile del procedimento ne risponde a titolo disciplinare e, ove ne derivi pregiudizio, anche a titolo di danno erariale.)) 
  2. La richiesta al cittadino di produrre dichiarazioni o  documenti
al  di  fuori  di  quelli  indispensabili  per  la  formazione  e  le
annotazioni degli atti di stato  civile  e  di  anagrafe  costituisce
violazione  dei  doveri  d'ufficio,  ai  fini  della  responsabilita'
disciplinare. 
  3.  Con  uno  o  piu'  decreti  del  Ministro   per   la   pubblica
amministrazione e l'innovazione e del Ministro dell'interno,  sentita
la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono stabilite le
modalita' per l'attuazione del comma 1. 
  4. Dall'attuazione del comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica. 
  5.  Per  favorire  la  realizzazione  degli  obiettivi  di  massima
diffusione delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni, previsti
dal  codice  dell'amministrazione  digitale,  di   cui   al   decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai cittadini che ne fanno  richiesta
e' attribuita una casella di posta elettronica certificata o  analogo
indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che  certifichino
data e  ora  dell'invio  e  della  ricezione  delle  comunicazioni  e
l'integrita'    del    contenuto     delle     stesse,     garantendo
l'interoperabilita' con analoghi sistemi  internazionali.  L'utilizzo
della posta elettronica certificata avviene ai sensi degli articoli 6
e 48 del citato codice di cui al decreto legislativo n. 82 del  2005,
con effetto equivalente, ove necessario, alla notificazione per mezzo
della posta. Le comunicazioni che transitano per la predetta  casella
di posta elettronica certificata sono senza oneri. 
  6. Per i medesimi fini di cui  al  comma  5,  ogni  amministrazione
pubblica utilizza la posta  elettronica  certificata,  ai  sensi  dei
citati articoli 6 e 48 del codice di cui al decreto legislativo n. 82
del  2005,  o  analogo  indirizzo  di  posta  elettronica  basato  su
tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e  della  ricezione
delle  comunicazioni  e  l'integrita'  del  contenuto  delle  stesse,
garantendo l'interoperabilita' con analoghi  sistemi  internazionali,
con effetto equivalente, ove necessario, alla notificazione per mezzo
della posta, per le comunicazioni  e  le  notificazioni  aventi  come
destinatari  dipendenti  della  stessa  o  di  altra  amministrazione
pubblica. 
  7. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta   del   Ministro   per   la   pubblica   amministrazione   e
l'innovazione, da emanare entro novanta giorni dalla data di  entrata
in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto,  previa
intesa in sede di Conferenza unificata  di  cui  all'articolo  8  del
decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive
modificazioni, sono definite le modalita' di rilascio e di uso  della
casella di posta elettronica certificata assegnata  ai  cittadini  ai
sensi del comma 5 del presente  articolo,  con  particolare  riguardo
alle categorie a rischio di esclusione ai sensi dell'articolo  8  del
citato codice di cui al decreto legislativo n. 82 del  2005,  nonche'
le modalita'  di  attivazione  del  servizio  mediante  procedure  di
evidenza  pubblica,  anche  utilizzando  strumenti  di   finanza   di
progetto. Con il medesimo decreto  sono  stabilite  le  modalita'  di
attuazione di quanto previsto nel comma  6,  cui  le  amministrazioni
pubbliche  provvedono  nell'ambito  degli  ordinari  stanziamenti  di
bilancio. 
  8. Agli oneri derivanti dall'attuazione del  comma  5  si  provvede
mediante l'utilizzo delle risorse  finanziarie  assegnate,  ai  sensi
dell'articolo 27 della legge 16  gennaio  2003,  n.  3,  al  progetto
"Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese"  con  decreto  dei
Ministri  delle  attivita'  produttive  e  per  l'innovazione  e   le
tecnologie 15 giugno 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150
del 29 giugno 2004, non impegnate alla  data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto. 
  9. All'articolo 1, comma 213, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'alinea sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  ",  in
conformita' a quanto previsto dagli standard del Sistema pubblico  di
connettivita' (SPC)"; 
    b) dopo la lettera g) e' aggiunta la seguente: 
    "g-bis) le regole  tecniche  idonee  a  garantire  l'attestazione
della data, l'autenticita' dell'origine e l'integrita' del  contenuto
della fattura elettronica, di  cui  all'articolo  21,  comma  3,  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e
successive modificazioni, per ogni fine di legge". 
  10. In attuazione dei principi stabiliti dall'articolo 18, comma 2,
della legge 7 agosto 1990, n.  241,  e  successive  modificazioni,  e
dall'articolo  43,  comma  5,  del  testo  unico  delle  disposizioni
legislative   e   regolamentari   in   materia   di    documentazione
amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica  28
dicembre 2000, n. 445, le stazioni appaltanti pubbliche  acquisiscono
d'ufficio, anche attraverso strumenti informatici, il documento unico
di regolarita'  contributiva  (DURC)  dagli  istituti  o  dagli  enti
abilitati al rilascio in tutti i  casi  in  cui  e'  richiesto  dalla
legge. 
  11. In deroga alla  normativa  vigente,  per  i  datori  di  lavoro
domestico gli obblighi di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge  1
ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla  legge  28
novembre 1996, n.  608,  e  successive  modificazioni,  si  intendono
assolti con la presentazione all'Istituto nazionale della  previdenza
sociale   (INPS),   attraverso    modalita'    semplificate,    della
comunicazione di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga del
rapporto di lavoro. 
  12.  L'INPS  trasmette,  in  via  informatica,   le   comunicazioni
semplificate di cui al comma 11 ai servizi competenti,  al  Ministero
del lavoro, della salute  e  delle  politiche  sociali,  all'Istituto
nazionale  per  l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul   lavoro
(INAIL), nonche' alla prefettura-ufficio  territoriale  del  Governo,
nell'ambito  del  Sistema  pubblico  di  connettivita'  (SPC)  e  nel
rispetto delle regole tecniche di sicurezza, di cui all'articolo  71,
comma 1-bis, del codice di cui al decreto legislativo 7  marzo  2005,
n. 82, anche ai fini di quanto previsto dall'articolo 4-bis, comma 6,
del  decreto  legislativo  21  aprile  2000,  n.  181,  e  successive
modificazioni. 
                               Art. 17
    ((Incentivi per il rientro in Italia di docenti e ricercatori scientifici residenti all'estero. Applicazione del credito d'imposta per attivita' di ricerca in caso di incarico da parte di committente estero ))

   1. I redditi di lavoro dipendente o autonomo dei docenti e dei
ricercatori,  che  in  possesso  di  titolo di studio universitario o
equiparato,  siano non occasionalmente residenti all'estero e abbiano
svolto  documentata  attivita' di ricerca o docenza all'estero presso
centri  di  ricerca  pubblici  o privati o universita' per almeno due
anni  continuativi  che  dalla data di entrata in vigore del presente
decreto o in uno dei cinque anni solari successivi vengono a svolgere
la  loro  attivita'  in  Italia,  e  che  conseguentemente  divengono
fiscalmente  residenti  nel  territorio  dello Stato, sono imponibili
solo  per  il  10  per  cento,  ai  fini delle imposte dirette, e non
concorrono   alla   formazione  del  valore  della  produzione  netta
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive. L'incentivo di cui
al  presente  comma si applica ((, a decorrere dal 1° gennaio 2009,))
nel  periodo  d'imposta  in  cui  il  ricercatore diviene fiscalmente
residente  nel  territorio  dello  Stato e nei due periodi di imposta
successivi sempre che permanga la residenza fiscale in Italia.
  2. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 280 a 283, della
legge   27   dicembre  2006,  n.  296,  e  successive  modifiche,  si
interpretano  nel  senso che il credito d'imposta ivi previsto spetta
anche  ai  soggetti  residenti  e  alle  stabili  organizzazioni  nel
territorio  dello  Stato  di  soggetti  non residenti che eseguono le
attivita'  di  ricerca  e  sviluppo  nel  caso di contratti ((. . .))
stipulati  con  imprese  residenti o localizzate ((negli Stati membri della Comunita' europea, negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo ovvero))  in  Stati  o territori che sono
inclusi  nella  lista  di cui al decreto del Ministro delle finanze 4
settembre  1996,  ((pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996)).
  ((2-bis. Per l'anno 2009 la dotazione finanziaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 giugno 1977, n. 701, come determinata dalla Tabella C allegata alla legge 22 dicembre 2008, n. 203, e' integrata di 1 milione di euro. Al relativo onere, pari a 1 milione di euro per l'anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 287, come determinata dalla Tabella C allegata alla legge 22 dicembre 2008, n. 203.))

TITOLO III

Ridisegno in funzione anticrisi del quadro strategico nazionale:
protezione del capitale umano e domanda pubblica accelerata per
grandi e piccole infrastrutture, con priorita' per l'edilizia
scolastica

                               Art. 18 
Ferma la distribuzione territoriale, riassegnazione delle risorse per
     formazione ed occupazione e per interventi infrastrutturali 
 
  1.   In   considerazione   della   eccezionale   crisi    economica
internazionale e della conseguente necessita' della  riprogrammazione
nell'utilizzo  delle  risorse  disponibili,  fermi   i   criteri   di
ripartizione territoriale e le competenze regionali,  nonche'  quanto
previsto  ai  sensi  degli  articoli  6-quater   e   6-quinques   del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il CIPE, presieduto in maniera non
delegabile dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro  dello  sviluppo  economico  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  nonche'  con  il  Ministro   delle
infrastrutture e dei trasporti per quanto attiene alla lettera b), in
coerenza con gli indirizzi assunti in sede europea, entro  30  giorni
dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto,  assegna  una
quota  delle   risorse   nazionali   disponibili   del   Fondo   aree
sottoutilizzate: 
    a)  al  Fondo  sociale  per  occupazione  e  formazione,  che  e'
istituito nello stato di previsione del Ministero del  lavoro,  della
salute e delle politiche  sociali  nel  quale  affluiscono  anche  le
risorse del Fondo per  l'occupazione,  nonche'  le  risorse  comunque
destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali  concessi  in
deroga alla normativa vigente e quelle destinate in via ordinaria dal
CIPE alla formazione; (9) 
    b) al  Fondo  infrastrutture  di  cui  all'art.  6-quinquies  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, anche per la  messa  in  sicurezza
delle scuole, per le opere di risanamento ambientale, per  l'edilizia
carceraria, per  le  infrastrutture  museali  ed  archeologiche,  per
l'innovazione tecnologica e  le  infrastrutture  strategiche  per  la
mobilita'; 
    b-bis) al Fondo strategico per il Paese a sostegno  dell'economia
reale, istituito presso la Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri.
((23)) 
  2. Fermo restando quanto previsto per  le  risorse  del  Fondo  per
l'occupazione, le risorse assegnate al Fondo sociale per  occupazione
e  formazione  sono  utilizzate  per  attivita'   di   apprendimento,
prioritariamente svolte in base a libere convenzioni  volontariamente
sottoscritte anche con universita' e  scuole  pubbliche,  nonche'  di
sostegno al reddito. Fermo restando il rispetto dei diritti  quesiti,
con decreto del Ministro del lavoro, della salute e  delle  politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
da adottare previa intesa in sede  di  Conferenza  unificata  di  cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,  n.  281,  e
successive modificazioni, sono  definite  le  modalita'  di  utilizzo
delle ulteriori risorse rispetto a quelle di cui  al  presente  comma
per le diverse tipologie di rapporti di lavoro, in coerenza  con  gli
indirizzi assunti in sede europea, con esclusione delle  risorse  del
Fondo per l'occupazione. 
  3. Per le risorse derivanti dal Fondo per le  aree  sottoutilizzate
resta fermo il vincolo di destinare alle Regioni del Mezzogiorno l'85
per cento delle risorse ed il restante 15 per cento alle Regioni  del
Centro-Nord.(12) 
  3-bis. Le risorse del Fondo per le aree  sottoutilizzate  derivanti
dall'applicazione dell'articolo 6-quater del decreto-legge 25  giugno
2008, n, 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133, assegnate dal CIPE al Fondo di cui al comma 1,  lettera
a), del presente articolo, sono ripartite, in forza dell'accordo  del
12 febbraio 2009 tra il Governo, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, in base ai principi  stabiliti  all'esito  della
seduta del 12 marzo 2009 della Conferenza permanente per  i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano,  avuto  riguardo  alle  contingenti  esigenze   territoriali
derivanti dalla crisi occupazionale, senza il vincolo di cui al comma
3 del presente articolo. 
  4. Agli interventi effettuati con le risorse previste dal  presente
articolo possono essere applicate le disposizioni di cui all'articolo
20. 
  4-bis.Al fine della sollecita attuazione  del  piano  nazionale  di
realizzazione delle  infrastrutture  occorrenti  al  superamento  del
disagio abitativo, con  corrispondente  attivazione  delle  forme  di
partecipazione finanziaria di capitali pubblici e privati, le  misure
previste ai sensi dell'articolo 11 del decreto-legge 25 giugno  2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.
133, come modificato da ultimo dal  presente  comma,  possono  essere
realizzate anche utilizzando, in aggiunta a quelle ivi stanziate,  le
risorse finanziarie rese disponibili ai sensi del  comma  1,  lettera
b), del presente  articolo,  nonche'  quelle  autonomamente  messe  a
disposizione dalle regioni a valere sulla quota del Fondo per le aree
sottoutilizzate di pertinenza di ciascuna regione.  Per  le  medesime
finalita', all'articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1, le parole: "d'intesa con"  sono  sostituite  dalla
seguente: "sentita"; 
    b) al comma 12 sono premesse le seguenti  parole:  "Fermo  quanto
previsto dal comma 12-bis,"; 
    c) dopo il comma 12 e' inserito  il  seguente:  "12-bis.  Per  il
tempestivo  avvio   di   interventi   prioritari   e   immediatamente
realizzabili  di  edilizia  residenziale  pubblica  sovvenzionata  di
competenza regionale, diretti alla risoluzione delle  piu'  pressanti
esigenze abitative, e' destinato l'importo di 100 milioni di  euro  a
valere sulle risorse di  cui  all'articolo  21  del  decreto-legge  1
ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla  legge  29
novembre 2007, n. 222. Alla ripartizione tra le  regioni  interessate
si provvede con decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti previo accordo intervenuto in sede di Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di
Trento e di Bolzano". 
  4-ter. Per il finanziamento degli interventi di cui all'articolo l,
comma 92, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e'  autorizzata  la
spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011. 
Al relativo onere si provvede a valere sulle risorse di cui al  Fondo
previsto dal comma 1, lettera b), del presente articolo. 
  4-quater. All'articolo 78, comma 3,  del  decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133, sono aggiunti,  in  fine,  i  seguenti  periodi:  "Alla
gestione ordinaria si applica quanto previsto  dall'articolo  77-bis,
comma 17. Il concorso  agli  obiettivi  per  gli  anni  2009  e  2010
stabiliti per il comune di Roma ai sensi del citato  articolo  77-bis
e' a carico del piano di rientro". 
  4-quinquies. La tempistica prevista per le entrate e le  spese  del
piano di rientro di cui all'articolo 78, comma 4,  del  decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6
agosto 2008, n. 133,  e'  rimodulata  con  apposito  accordo  tra  il
Ministero  dell'economia   e   delle   finanze   e   il   commissario
straordinario  del  Governo  in  modo  da  garantire  la  neutralita'
finanziaria, in termini di  saldi  di  finanza  pubblica,  di  quanto
disposto dall'ultimo periodo del comma 3 del  medesimo  articolo  78,
come da ultimo modificato dal comma 4-quater del presente articolo. 
  4-sexies. All'articolo 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,
dopo il comma 7 e' inserito il seguente: 
    "7-bis. A decorrere dal 1 gennaio 2009, la  percentuale  prevista
dall'articolo 92, comma 5, del codice dei contratti pubblici relativi
a lavori, servizi e forniture,  di  cui  al  decreto  legislativo  12
aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, e'  destinata  nella
misura dello 0,5 per  cento  alle  finalita'  di  cui  alla  medesima
disposizione e, nella  misura  dell'1,5  per  cento,  e'  versata  ad
apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello  Stato  per  essere
destinata al fondo di cui al comma 17 del presente articolo". 
    4-septies. All'articolo 13, comma 1, del decreto-legge  4  luglio
2006, n. 223, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4  agosto
2006, n. 248, dopo le parole:  "dei  servizi  pubblici  locali"  sono
inserite le seguenti: "e dei servizi di committenza o delle  centrali
di committenza apprestati a livello  regionale  a  supporto  di  enti
senza scopo di lucro  e  di  amministrazioni  aggiudicatrici  di  cui
all'articolo 3, comma 25, del codice dei contratti pubblici  relativi
a lavori, servizi e forniture,  di  cui  al  decreto  legislativo  12
aprile 2006, n. 163". 
    4-octies. All'articolo 3, comma 27, secondo periodo, della  legge
24 dicembre 2007, n. 244,  dopo  le  parole:  "producono  servizi  di
interesse generale" sono inserite  le  seguenti:  "e  che  forniscono
servizi di  committenza  o  di  centrali  di  committenza  a  livello
regionale  a  supporto  di  enti  senza   scopo   di   lucro   e   di
amministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 3, comma  25,  del
codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture,
di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,". 
    
---------------
AGGIORNAMENTO (9)
La L. 23 dicembre 2009, n.191 ha disposto (con l'art. 2, comma 158)
che il Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui al presente
articolo, comma 1, lettera a), "e' ridotto di 100 milioni di euro per
l'anno 2010".
---------------
AGGIORNAMENTO (12)
Il D.L. 30 dicembre 2009,  n.  195,  convertito,  con  modificazoni
dalla L. 26 febbraio 2010, n. 26, ha  disposto  (con  l'art.  17-ter,
comma  8)  che  "Al  fine  di  consentire  l'immediato  avvio   degli
interventi  volti  alla   realizzazione   di   nuove   infrastrutture
carcerarie e l'aumento di quelle esistenti, l'utilizzo delle  risorse
di cui all'articolo 2, comma 219, della legge 23  dicembre  2009,  n.
191, avviene in deroga a quanto stabilito dall'articolo 18, comma  3,
del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,  e  dalla  delibera
CIPE 6 marzo 2009, n. 2, pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  n.  90
del 18 aprile 2009".
---------------

    
AGGIORNAMENTO (23) 
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 13, comma 3)  che  la
dotazione del Fondo strategico per il Paese a sostegno  dell'economia
reale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri,  di
cui all'articolo 18, comma 1, lettera b-bis), del  presente  decreto,
e' ridotta di 252 milioni di euro per l'anno 2012, di 392 milioni  di
euro per l'anno 2013, di 492 milioni di euro per l'anno 2014, di  592
milioni di euro per l'anno 2015, di 542 milioni di  euro  per  l'anno
2016, di 442 milioni di euro per l'anno 2017, di 342 milioni di  euro
per l'anno 2018, di 292 milioni di euro per  l'anno  2019  e  di  242
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020. 
                             Art. 18-bis
               ((Disposizioni in materia di iniziative finanziate con contributi pubblici))

  ((1. Allo scopo di favorire la definizione delle iniziative beneficiarie di contributi pubblici avviate prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il saldo del contributo puo' essere incassato a seguito di consegna al soggetto responsabile di un'autocertificazione attestante la percentuale di investimento realizzata, la funzionalita' dello stesso e il rispetto dei parametri occupazionali. L'eventuale rideterminazione del contributo pubblico spettante avviene con salvezza degli importi gia' erogati e regolarmente rendicontati. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano con riferimento ai programmi di investimento agevolati: a) che abbiano realizzato almeno i due terzi del programma originario; b) per i quali il programma realizzato rappresenti, comunque, uno o piu' lotti funzionali capaci di soddisfare almeno il 66 per cento dell'occupazione prevista. 3. Gli accertamenti di spesa da parte delle commissioni ministeriali sono effettuati sulle iniziative dei patti territoriali e dei contratti d'area comportanti investimenti agevolabili ammessi in sede di concessione provvisoria di importo superiore a 1 milione di euro.))
                               Art. 19 
Potenziamento ed estensione degli strumenti di tutela del reddito in 
caso  di  sospensione  dal  lavoro  o  di   disoccupazione,   nonche'
    disciplina per la concessione degli ammortizzatori in deroga 
 
  1. Nell'ambito del Fondo per l'occupazione di cui  all'articolo  1,
comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.  148,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993,  n.  236,  fermo  restando
quanto previsto dal comma 8 del presente articolo,  sono  preordinate
le somme di 289 milioni di euro per l'anno 2009, di  304  milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011 e di 54 milioni  di  euro  a
decorrere dall'anno 2012, nei  limiti  delle  quali  e'  riconosciuto
l'accesso, secondo le modalita' e i criteri  di  priorita'  stabiliti
con il decreto di cui al comma 3, ai seguenti istituti di tutela  del
reddito  in  caso  di  sospensione  dal  lavoro,  ivi  includendo  il
riconoscimento della contribuzione  figurativa  e  degli  assegni  al
nucleo familiare, nonche' all'istituto  sperimentale  di  tutela  del
reddito di cui al comma 2: 
    a) l'indennita' ordinaria  di  disoccupazione  non  agricola  con
requisiti normali di cui all'articolo  19,  primo  comma,  del  regio
decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, e successive modificazioni per  i
lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali e che siano in
possesso dei requisiti di cui al predetto articolo 19, primo comma  e
subordinatamente ad un intervento integrativo pari almeno alla misura
del venti per  cento  dell'indennita'  stessa  a  carico  degli  enti
bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva  compresi  quelli
di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003,  n.
276 e successive modificazioni. La durata massima del trattamento non
puo' superare novanta giornate annue di indennita'.  Quanto  previsto
dalla presente lettera non si applica  ai  lavoratori  dipendenti  da
aziende  destinatarie  di  trattamenti  di  integrazione   salariale,
nonche' nei casi di contratti di lavoro  a  tempo  indeterminato  con
previsione di sospensioni lavorative programmate e  di  contratti  di
lavoro a tempo parziale verticale. L'indennita' di disoccupazione non
spetta  nelle  ipotesi  di  perdita  e  sospensione  dello  stato  di
disoccupazione disciplinate dalla normativa in  materia  di  incontro
tra domanda e offerta di lavoro; 
    b) l'indennita' ordinaria  di  disoccupazione  non  agricola  con
requisiti ridotti di cui all'articolo 7, comma 3,  del  decreto-legge
21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla  legge  20
maggio 1988, n. 160, per i lavoratori sospesi per crisi  aziendali  o
occupazionali che siano in possesso dei requisiti di cui al  predetto
articolo 7, comma 3, e subordinatamente ad un intervento  integrativo
pari almeno alla misura del venti per cento dell'indennita' stessa  a
carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva
compresi quelli di cui all'articolo 12  del  decreto  legislativo  10
settembre 2003, n. 276 e successive modificazioni. La durata  massima
del  trattamento  non  puo'  superare  novanta  giornate   annue   di
indennita'. Quanto previsto dalla presente lettera non si applica  ai
lavoratori dipendenti  da  aziende  destinatarie  di  trattamenti  di
integrazione salariale, nonche' nei casi di  contratti  di  lavoro  a
tempo  indeterminato  con  previsione   di   sospensioni   lavorative
programmate e di contratti di  lavoro  a  tempo  parziale  verticale.
L'indennita' di disoccupazione non spetta nelle ipotesi di perdita  e
sospensione  dello  stato  di   disoccupazione   disciplinate   dalla
normativa in materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro; 
    c)  in   via   sperimentale   per   il   triennio   2009-2011   e
subordinatamente a un intervento integrativo pari almeno alla  misura
del venti per  cento  dell'indennita'  stessa  a  carico  degli  enti
bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva  un  trattamento,
in caso di sospensione per crisi aziendali o occupazionali ovvero  in
caso   di   licenziamento,   pari   all'indennita'    ordinaria    di
disoccupazione con requisiti normali per i lavoratori assunti con  la
qualifica di apprendista alla data di entrata in vigore del  presente
decreto  e  con  almeno  tre  mesi  di  servizio   presso   l'azienda
interessata da trattamento, per la durata massima di novanta giornate
nell'intero periodo di vigenza del contratto di apprendista. 
  1-bis. Con riferimento ai lavoratori di cui alle lettere da a) a c)
del comma 1 il datore di lavoro e' tenuto a comunicare, con  apposita
dichiarazione da inviare ai servizi competenti di cui all'articolo  1
del decreto legislativo 21 aprile 2000, n.  181,  come  modificato  e
integrato dal decreto legislativo 19 dicembre 2002, n.  297,  e  alla
sede  dell'Istituto  nazionale  della   previdenza   sociale   (INPS)
territorialmente   competente,   la   sospensione   della   attivita'
lavorativa e  le  relative  motivazioni,  nonche'  i  nominativi  dei
lavoratori  interessati,  che,  per  beneficiare   del   trattamento,
devonorendere dichiarazione di immediata disponibilita' al lavoro o a
un  percorso  di  riqualificazione   professionale   all'atto   della
presentazione della domanda per l'indennita' di disoccupazione, fermo
restando che, nelle ipotesi in cui  manchi  l'intervento  integrativo
degli enti bilaterali, i predetti periodi di  tutela  si  considerano
esauriti e i  lavoratori  accedono  direttamente  ai  trattamenti  in
deroga alla normativa vigente. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 28  GENNAIO
2009, N. 2. Con riferimento ai lavoratori di cui alle lettere da a) a
c) del comma 1, l'eventuale ricorso all'utilizzo  di  trattamenti  di
cassa integrazione guadagni straordinaria o di  mobilita'  in  deroga
alla normativa vigente e' in ogni  caso  subordinato  all'esaurimento
dei periodi di tutela di cui alle stesse lettere da a) a c) del comma
1 secondo quanto precisato dal decreto di cui al comma 3 del presente
articolo. 
  1-ter. In via transitoria, e per  il  solo  biennio  2009-2010,  le
risorse di cui al comma 1 sono  utilizzate  anche  per  garantire  ai
lavoratori beneficiari delle misure  di  cui  al  medesimo  comma  1,
lettere a), b) e c), un trattamento equivalente a quello  di  cui  al
comma 8. (20) 
  2. In via sperimentale per il biennio  2010-2011,  a  valere  sulle
risorse di cui al comma 1 e comunque nei limiti  di  200  milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, e nei  soli  casi  di  fine
lavoro, fermo restando quanto previsto dai commi 8, secondo  periodo,
e 10, e' riconosciuta una somma liquidata in un'unica soluzione, pari
al 30 per cento del reddito percepito l'anno  precedente  e  comunque
non  superiore  a  4.000  euro,   ai   collaboratori   coordinati   e
continuativi di cui all'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo
10 settembre 2003, n. 276, iscritti in via  esclusiva  alla  Gestione
separata presso l'INPS di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8
agosto  1995,  n.  335,  con  esclusione  dei  soggetti   individuati
dall'articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n.  662,  i
quali soddisfino in via congiunta le seguenti condizioni: 
    a) operino in regime di monocommittenza; 
    b) abbiano conseguito l'anno  precedente  un  reddito  lordo  non
superiore a 20.000 euro e non inferiore a 5.000 euro; 
    c) con riguardo all'anno di riferimento sia  accreditato,  presso
la predetta Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26,  della
legge n. 335 del 1995, un numero di mensilita' non inferiore a uno; 
    d) risultino senza contratto di lavoro da almeno due mesi; 
    e)risultino   accreditate   nell'anno   precedente   almeno   tre
mensilita' presso la predetta Gestione separata di  cui  all'articolo
2, comma 26, della legge n. 335 del 1995. Restano fermi  i  requisiti
di accesso e la misura del  trattamento  vigenti  alla  data  del  31
dicembre 2009 per coloro che hanno maturato  il  diritto  entro  tale
data. 
  2-bis.  Per  l'anno  2009  ai  fini  dell'attuazione  dell'istituto
sperimentale di tutela del reddito di cui al comma 2 nella misura del
20 per cento, in via aggiuntiva alla somma destinata al finanziamento
del medesimo ai sensi  del  presente  articolo,  determinata  in  100
milioni di euro, e' destinata l'ulteriore somma  di  100  milioni  di
euro a valere sulle risorse preordinate allo scopo sul Fondo  di  cui
all'articolo  25  della  legge  21  dicembre  1978,  n.   845,   come
rideterminato dall'articolo 9, comma 5, del decreto-legge  20  maggio
1993, n 148, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  19  luglio
1993, n. 236, fermo restando per il  medesimo  anno  2009  il  limite
dell'ammontare complessivo dei pagamenti a carico del predetto  Fondo
come stabilito dall'articolo 2, comma 36, ultimo periodo, della legge
22 dicembre 2008, n. 203. 
  2-ter. In  via  sperimentale  per  l'anno  2010,  per  l'indennita'
ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali di cui
all'articolo 19, primo comma, del regio decreto-legge 14 aprile 1939,
n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939,  n.
1272, ai fini  del  perfezionamento  del  requisito  contributivo  si
computano anche i  periodi  svolti  nel  biennio  precedente  in  via
esclusiva sotto forma di collaborazione  coordinata  e  continuativa,
anche a progetto, nella misura  massima  di  tredici  settimane.  Per
quantificare i periodi di copertura assicurativa svolti  sotto  forma
di collaborazione coordinata e continuativa si calcola  l'equivalente
in  giornate  lavorative,   dividendo   il   totale   dell'imponibile
contributivo ai fini della Gestione separata nei due anni  precedenti
per il minimale di retribuzione giornaliera. 
  3. Con decreto del  Ministro  del  lavoro,  della  salute  e  delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata  in
vigore  del  presente  decreto,  sono  definite   le   modalita'   di
applicazione dei commi 1, 1-bis, 2, 4 e 10, nonche' le  procedure  di
comunicazione all'INPS anche ai fini del tempestivo  monitoraggio  da
parte del medesimo Istituto di cui al comma 4. Lo stesso decreto puo'
altresi' effettuare la ripartizione del limite di  spesa  di  cui  al
comma 1 del presente  articolo  in  limiti  di  spesa  specifici  per
ciascuna tipologia di intervento di cui alle lettere da a) a  c)  del
comma 1 e del comma 2 del presente articolo. 
  4.  L'INPS  stipula  con  gli  enti  bilaterali  di  cui  ai  commi
precedenti, secondo le linee guida definite nel  decreto  di  cui  al
comma 3, apposite convenzioni per la gestione dei  trattamenti  e  lo
scambio di informazioni, senza nuovi o maggiori oneri a carico  della
finanza pubblica, anche tramite la costituzione di un'apposita  banca
dati nella quale confluiscono tutti i dati  disponibili  relativi  ai
percettori di  trattamenti  di  sostegno  al  reddito  e  ogni  altra
informazione utile per la gestione dei relativi  trattamenti  e  alla
quale possono accedere anche i servizi competenti di cui all'articolo
1, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 21  aprile  2000,  n.
181, e successive modificazioni, le regioni, il Ministero del lavoro,
della salute e delle politiche sociali, la societa' Italia lavoro Spa
e l'Istituto per  lo  sviluppo  della  formazione  professionale  dei
lavoratori.   L'INPS   provvede   altresi'   al   monitoraggio    dei
provvedimenti autorizzativi dei benefici di cui al presente articolo,
consentendo l'erogazione dei  medesimi  nei  limiti  dei  complessivi
oneri indicati al comma 1, ovvero,  se  determinati,  nei  limiti  di
spesa  specifici  stabiliti  con  il  decreto  di  cui  al  comma  3,
comunicandone le risultanze al Ministero del lavoro, della  salute  e
delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze. 
  4-bis. Al fine di  favorire  il  reinserimento  al  lavoro,  l'INPS
comunica al Ministero del lavoro e delle politiche  sociali,  per  la
successiva pubblicazione nella borsa continua nazionale del lavoro di
cui all'articolo 15 del decreto legislativo  10  settembre  2003,  n.
276, e successive modificazioni, i dati  relativi  ai  percettori  di
misure di sostegno al  reddito  per  i  quali  la  normativa  vigente
prevede, a favore dei  datori  di  lavoro,  incentivi  all'assunzione
ovvero, in capo al  prestatore  di  lavoro,  l'obbligo  di  accettare
un'offerta formativa o un'offerta di lavoro congruo. 
  5. Con effetto dal 1° gennaio 2009 sono soppressi i commi da 7 a 12
dell'articolo 13 del decreto-legge 14 marzo 2005, n.  35,  convertito
con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005, n. 80. 
  5-bis.  Al  fine  di  assicurare  il   mantenimento   dei   livelli
occupazionali  e  dei  collegamenti  internazionali  occorrenti  allo
sviluppo del sistema produttivo e sociale delle aree interessate,  il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  il
Ministro degli affari esteri,  entro  trenta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto,
promuove la definizione di nuovi accordi bilaterali nel  settore  del
trasporto aereo, nonche' la modifica di quelli vigenti,  al  fine  di
ampliare  il  numero  dei  vettori  ammessi  a  operare  sulle  rotte
nazionali, internazionali e intercontinentali, nonche' ad ampliare il
numero delle frequenze e destinazioni su cui e' consentito operare  a
ciascuna parte,  dando  priorita'  ai  vettori  che  si  impegnino  a
mantenere  i  predetti  livelli   occupazionali.   Nelle   more   del
perfezionamento dei nuovi accordi  bilaterali  o  della  modifica  di
quelli vigenti, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, al  fine  di
garantire  al  Paese  la  massima  accessibilita'  internazionale   e
intercontinentale diretta, rilascia ai vettori che ne fanno richiesta
autorizzazioni temporanee, la cui validita' non puo' essere inferiore
a diciotto mesi. 
  6. Per le finalita' di cui al presente articolo si provvede per  35
milioni di euro per l'anno 2009 a  carico  delle  disponibilita'  del
Fondo  per  l'occupazione  di  cui  all'articolo  1,  comma  7,   del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 19 luglio  1993,  n.  236,  il  quale,  per  le  medesime
finalita', e' altresi' integrato di 254 milioni di  euro  per  l'anno
2009, di 304 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011 e di
54 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012. Al relativo  onere  si
provvede: 
    a) mediante versamento in entrata  al  bilancio  dello  Stato  da
parte dell'INPS di una quota pari a 100 milioni di  euro  per  l'anno
2009 e a 150 milioni di euro per ciascuno  degli  anni  2010  e  2011
delle entrate derivanti dall'aumento contributivo di cui all'articolo
25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, con esclusione  delle  somme
destinate al finanziamento dei  fondi  paritetici  interprofessionali
per la formazione di cui all'articolo 118  della  legge  23  dicembre
2000, n. 388, a valere in via prioritaria  sulle  somme  residue  non
destinate alle finalita' di cui all'articolo 1, comma 72, della legge
28 dicembre 1995, n. 549 e con conseguente adeguamento, per  ciascuno
degli anni considerati, delle erogazioni relative agli  interventi  a
valere sulla predetta quota; 
    b) mediante le economie derivanti dalla disposizione  di  cui  al
comma 5, pari a 54 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009; 
    c) mediante utilizzo per 100 milioni di euro per  ciascuno  degli
anni 2009, 2010 e 2011 delle maggiori  entrate  di  cui  al  presente
decreto. 
  7.  Fermo  restando  che  il  riconoscimento  del  trattamento   e'
subordinato  all'intervento  integrativo,  il  sistema   degli   enti
bilaterali eroga la quota di cui al comma 1 fino a concorrenza  delle
risorse disponibili.  I  contratti  e  gli  accordi  interconfederali
collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori  e
dei datori di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul  piano
nazionale stabiliscono le risorse  minime  a  valere  sul  territorio
nazionale, nonche'  i  criteri  di  gestione  e  di  rendicontazione,
secondo le linee guida stabilite con il decreto di cui al comma 3.  I
fondi  interprofessionali  per  la   formazione   continua   di   cui
all'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,  e  successive
modificazioni,  e  i  fondi  di  cui  all'articolo  12  del   decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276,  e  successive  modificazioni,
possono destinare  interventi,  anche  in  deroga  alle  disposizioni
vigenti, per misure temporanee ed eccezionali anche  di  sostegno  al
reddito per gli anni  2009,  2010  e  2011,  volte  alla  tutela  dei
lavoratori, anche con contratti di  apprendistato  o  a  progetto,  a
rischio di perdita del posto di lavoro ai sensi del regolamento  (CE)
n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008. Nel caso di proroga
dei  trattamenti  di  cassa  integrazione  guadagni  in  deroga  alla
normativa vigente,  i  fondi  interprofessionali  per  la  formazione
continua di cui all'articolo 118 della legge  23  dicembre  2000,  n.
388, e successive modificazioni, possono concorrere, nei limiti delle
risorse  disponibili,  al   trattamento   spettante   ai   lavoratori
dipendenti da datori di lavoro iscritti ai fondi medesimi. In caso di
indennita' di mobilita' in deroga alla normativa vigente concessa  ai
dipendenti  licenziati  da  datori  di  lavoro  iscritti   ai   fondi
interprofessionali  per   la   formazione   continua,   il   concorso
finanziario dei fondi  medesimi  puo'  essere  previsto,  nell'ambito
delle risorse disponibili, nei casi di prima concessione in deroga. I
fondi interprofessionali per la formazione continua e i fondi di  cui
all'articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,  e
successive modificazioni, possono accedere alla banca dati di cui  al
comma  4  del  presente  articolo,  per  la  gestione  dei   relativi
trattamenti e lo scambio di informazioni. 
  7-bis. Nel caso di mobilita' tra i fondi interprofessionali per  la
formazione continua di cui all'articolo 118 della legge  23  dicembre
2000, n. 388, e successive modificazioni,  da  parte  dei  datori  di
lavoro aderenti, la quota di adesione versata dal  datore  di  lavoro
interessato presso il fondo di provenienza  nel  triennio  precedente
deve essere trasferita al nuovo fondo di adesione nella misura del 70
per cento del totale,  al  netto  dell'ammontare  eventualmente  gia'
utilizzato dal datore di lavoro  interessato  per  finanziare  propri
piani formativi, a condizione che l'importo da trasferire  per  tutte
le posizioni contributive del datore di lavoro interessato sia almeno
pari a 3.000 euro e che tali posizioni non siano riferite ad  aziende
o datori di lavoro  le  cui  strutture,  in  ciascuno  dei  tre  anni
precedenti,  rispondano  alla  definizione  comunitaria  di  micro  e
piccole imprese di cui  alla  raccomandazione  n.  2003/361/CE  della
Commissione, del 6 maggio 2003. Sono comunque esclusi dalle quote  da
trasferire i versamenti del datore di lavoro riversati  dall'INPS  al
fondo  di  provenienza  prima  del  1°  gennaio  2009.  Il  fondo  di
provenienza esegue il trasferimento  delle  risorse  al  nuovo  fondo
entro novanta giorni dal ricevimento della  richiesta  da  parte  del
datore di lavoro, senza l'addebito di oneri  o  costi.  Il  fondo  di
provenienza e' altresi'  tenuto  a  versare  al  nuovo  fondo,  entro
novanta   giorni   dal   loro   ricevimento,   eventuali    arretrati
successivamente pervenuti dall'INPS per versamenti di competenza  del
datore di lavoro interessato. Entro  novanta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto,
l'INPS rende disponibile, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica, la procedura che consente ai datori  di  lavoro  di
effettuare il trasferimento della propria  quota  di  adesione  a  un
nuovo fondo  e  che  assicura  la  trasmissione  al  nuovo  fondo,  a
decorrere dal terzo mese successivo a quello in cui  e'  avvenuto  il
trasferimento,  dei  versamenti  effettuati  dal  datore  di   lavoro
interessato. 
  8. Le risorse finanziarie destinate agli ammortizzatori sociali  in
deroga  alla  vigente  normativa,  anche  integrate  ai   sensi   del
procedimento di cui all'articolo 18, nonche' con le risorse di cui al
comma  1  eventualmente  residuate,  possono  essere  utilizzate  con
riferimento a tutte le tipologie di lavoro  subordinato,  compresi  i
contratti di apprendistato e di somministrazione. Fermo  restando  il
limite  del  tetto  massimo  nonche'   l'uniformita'   dell'ammontare
complessivo di ciascuna misura di tutela del reddito di cui al  comma
1, i decreti di concessione delle misure in deroga possono modulare e
differenziare  le   misure   medesime   anche   in   funzione   della
compartecipazione finanziaria a livello regionale o locale ovvero  in
ragione della armonizzazione delle misure medesime rispetto ai regimi
di tutela del reddito previsti dal comma 1. 
  9. Nell'ambito delle risorse finanziarie destinate per l'anno  2009
alla concessione  in  deroga  alla  vigente  normativa,  anche  senza
soluzione  di  continuita',  di  trattamenti  di  cassa  integrazione
guadagni, di mobilita' e di disoccupazione  speciale,  i  trattamenti
concessi ai sensi dell'articolo 2, comma 521, della legge 24 dicembre
2007, n. 244, e successive modificazioni, possono  essere  prorogati,
sulla base  di  specifici  accordi  governativi  e  per  periodi  non
superiori a dodici mesi, con decreto del Ministro del  lavoro,  della
salute e  delle  politiche  sociali,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze. La misura dei trattamenti  di  cui  al
presente comma e' ridotta del 10 per cento nel caso di prima proroga,
del 30 per cento nel caso di seconda proroga e del 40 per  cento  nel
caso di proroghe successive. I trattamenti di sostegno  del  reddito,
nel caso di proroghe successive alla seconda, possono essere  erogati
esclusivamente nel  caso  di  frequenza  di  specifici  programmi  di
reimpiego,  anche  miranti   alla   riqualificazione   professionale,
organizzati dalla regione. 
  9-bis. In sede di prima assegnazione delle  risorse  destinate  per
l'anno 2009, di cui al comma 9  del  presente  articolo,  nelle  more
della  definizione  degli  accordi  con  le  regioni  e  al  fine  di
assicurare la continuita' di trattamenti e prestazioni, il  Ministero
del lavoro, della salute e  delle  politiche  sociali  assegna  quota
parte  dei   fondi   disponibili   direttamente   alle   regioni   ed
eventualmente alle province. 
  10. Il diritto a percepire qualsiasi  trattamento  di  sostegno  al
reddito,  ai  sensi  della  legislazione  vigente   in   materia   di
ammortizzatori  sociali,  e'  subordinato   alla   dichiarazione   di
immediata   disponibilita'   al   lavoro   o   a   un   percorso   di
riqualificazione professionale, secondo quanto precisato dal  decreto
di  cui  al  comma  3.  In  caso  di  rifiuto  di  sottoscrivere   la
dichiarazione  di  immediata   disponibilita'   ovvero,   una   volta
sottoscritta la dichiarazione, in caso di rifiuto di un  percorso  di
riqualificazione professionale  o  di  un  lavoro  congruo  ai  sensi
dell'articolo 1-quinquies del decreto-legge 5 ottobre 2004,  n.  249,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, e
successive modificazioni,il lavoratore destinatario  dei  trattamenti
di sostegno del reddito perde il diritto a  qualsiasi  erogazione  di
carattere retributivo e previdenziale, anche a carico del  datore  di
lavoro, fatti salvi i diritti gia' maturati. 
  10-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 6 LUGLIO 2011, N. 98, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 15 LUGLIO 2011, N. 111)). 
  11. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e comunque
non oltre il 31 dicembre 2009, possono essere concessi trattamenti di
cassa  integrazione  guadagni  straordinaria  e   di   mobilita'   ai
dipendenti delle imprese esercenti attivita' commerciali con piu'  di
cinquanta dipendenti, delle agenzie di viaggio  e  turismo,  compresi
gli operatori turistici, con  piu'  di  cinquanta  dipendenti,  delle
imprese di vigilanza con piu' di quindici dipendenti, nel  limite  di
spesa di 45 milioni di euro per l'anno 2009, a carico del  Fondo  per
l'occupazione. (9) (19) 
  12. Nell'ambito delle risorse indicate al comma 9,  sono  destinati
12 milioni di euro a  carico  del  Fondo  per  l'occupazione  di  cui
all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio  1993,  n.  148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio  1993,  n.  236,
alla  concessione,  per  l'anno  2009,  ai  lavoratori  addetti  alle
prestazioni di lavoro temporaneo occupati con contratto di  lavoro  a
tempo indeterminato nelle imprese e agenzie di cui  all'articolo  17,
commi 2 e 5, della  legge  28  gennaio  1994,  n.  84,  e  successive
modificazioni,  e  ai  lavoratori  delle  societa'   derivate   dalla
trasformazione delle compagnie portuali ai  sensi  dell'articolo  21,
comma 1,  lettera  b),  della  medesima  legge  n.  84  del  1994,  e
successive modificazioni, diun'indennita' pari a unventiseiesimo  del
trattamento massimo mensile di integrazione  salariale  straordinaria
previsto  dalle  vigenti   disposizioni,   nonche'   della   relativa
contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare, per
ogni giornata  di  mancato  avviamento  al  lavoro,  nonche'  per  le
giornate di mancato avviamento al lavoro che coincidano, in  base  al
programma, con le giornate definite  festive,  durante  le  quali  il
lavoratore sia risultato disponibile.  L'indennita'  e'  riconosciuta
per un numero di giornate di mancato avviamento al lavoro  pari  alla
differenza  tra  il  numero  massimo  di  ventisei  giornate  mensili
erogabili e il  numero  delle  giornate  effettivamente  lavorate  in
ciascun mese,  incrementato  del  numero  delle  giornate  di  ferie,
malattia, infortunio, permesso e indisponibilita'.  L'erogazione  dei
trattamenti  di  cui  al  presente  comma  da  parte   dell'INPS   e'
subordinata  all'acquisizione  degli  elenchi  recanti   il   numero,
distinto per ciascuna impresa o agenzia, delle  giornate  di  mancato
avviamento al lavoro, predisposti dal Ministero delle  infrastrutture
e dei trasporti in base agli accertamenti effettuati in  sede  locale
dalle competenti autorita' portuali o, laddove non  istituite,  dalle
autorita' marittime. (9) (19) 
  13. Per  l'iscrizione  nelle  liste  di  mobilita'  dei  lavoratori
licenziati per giustificato motivo oggettivo da aziende che  occupano
fino a quindici dipendenti, all'articolo 1, comma 1,  primo  periodo,
del  decreto-legge  20  gennaio   1998,   n.   4,   convertito,   con
modificazioni, dalla  legge  20  marzo  1998,  n.  52,  e  successive
modificazioni, le parole: "31 dicembre 2008"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "31 dicembre 2009" e le parole: "e di 45  milioni  di  euro
per il 2008" sono sostituite dalle seguenti: "e di 45 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2008 e 2009". (9) (19) 
  14. All'articolo 1, comma 2, primo periodo,  del  decreto-legge  20
gennaio 1998, n. 4, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  20
marzo 1998,  n.  52,  e  successive  modificazioni,  le  parole:  "31
dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2009". Ai
fini dell'attuazione del presente comma, e' autorizzata,  per  l'anno
2009, la spesa di 35 milioni di euro, di cui  5  milioni  di  euro  a
valere sul Fondo per l'occupazione e  30  milioni  di  euro  mediante
corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui
all'articolo 1, comma 1161, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.  Le
somme di  cui  al  precedente  periodo,  non  utilizzate  al  termine
dell'esercizio finanziario 2009, sono conservate  nel  conto  residui
per essere  utilizzate  nell'esercizio  successivo.  All'articolo  5,
comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.  148,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236,  dopo  le  parole:
"al fine di evitare o ridurre le eccedenze  di  personale  nel  corso
della procedura di cui all'articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n.
223," sono aggiunte le seguenti: "o al fine di evitare  licenziamenti
plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo,". (9) (19) 
  15. Per il rifinanziamento delle proroghe a ventiquattro mesi della
cassa  integrazione  guadagni   straordinaria   per   cessazione   di
attivita', di cui  all'articolo  1,  comma  1,  del  decreto-legge  5
ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  3
dicembre 2004, n. 291, e successive modificazioni, sono destinati  30
milioni  di  euro,  per  l'anno  2009,  a  carico   del   Fondo   per
l'occupazione. (9) (19) 
  16. Per l'anno 2009, il Ministero del lavoro, della salute e  delle
politiche sociali assegna alla societa' Italia Lavoro Spa 13  milioni
di euro quale contributo agli  oneri  di  funzionamento  e  ai  costi
generali di struttura. A tale onere si provvede a  carico  del  Fondo
per l'occupazione. (9) 
  17. All'articolo 118, comma 16, della legge 23  dicembre  2000,  n.
388, e successive modificazioni, le parole: "e di 80 milioni di  euro
per l'anno 2008" sono sostituite dalle seguenti: "e di 80 milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009". 
  18. Nel limite di spesa di 2 milioni di euro per  l'anno  2009,  ai
soggetti beneficiari delle provvidenze del Fondo di cui  all'articolo
81, comma 29, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.  133,  e'  altresi'
riconosciuto il rimborso delle spese  occorrenti  per  l'acquisto  di
latte artificiale e pannolini per i neonati di eta' fino a tre  mesi.
Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e  delle  politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge  di  conversione  del  presente  decreto,  sono  stabilite   le
modalita' di attuazione del presente comma. 
  18-bis. In considerazione del rilievo  nazionale  e  internazionale
nella sperimentazione sanitaria di elevata specializzazione  e  nella
cura delle patologie nel campo dell'oftalmologia,per l'anno  2009  e'
autorizzata la concessione di un contributo di 1 milione di  euro  in
favore della Fondazione "G.B. Bietti" per lo studio e la  ricerca  in
oftalmologia, con sede in  Roma.  All'onere  derivante  dal  presente
comma si provvede  a  carico  del  Fondo  per  l'occupazione  di  cui
all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio  1993,  n.  148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. 
  18-ter.  Alla  legge  5  agosto  1981,   n.   416,   e   successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 37: 
      1) al comma 1, lettera b), le parole: "Ministero del  lavoro  e
della previdenza sociale" sono sostituite dalle seguenti:  "Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di  concerto  con
il Ministero dell'economia e delle finanze, sulla base delle  risorse
finanziarie disponibili"; 
      2) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
       "1-bis. L'onere annuale sostenuto dall'INPGI per i trattamenti
di pensione anticipata di cui al comma  1,  lettera  b),  pari  a  10
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009, e' posto  a  carico
del bilancio dello Stato. L'INPGI presenta annualmente  al  Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali la  documentazione
necessaria al fine di ottenere il rimborso degli oneri  fiscalizzati.
Al compimento dell'eta' prevista  per  l'accesso  al  trattamento  di
pensione  di  vecchiaia  ordinaria  da  parte  dei  beneficiari   dei
trattamenti di cui al primo periodo, l'onere conseguente e'  posto  a
carico del bilancio dell'INPGI,  fatta  eccezione  per  la  quota  di
pensione connessa agli scivoli contributivi, riconosciuti fino ad  un
massimo di cinque annualita', che rimane a carico del bilancio  dello
Stato". 
    b) all'articolo 38, comma 2, la lettera b) e' abrogata. 
  18-quater. Gli  oneri  derivanti  dalle  prestazioni  di  vecchiaia
anticipate   per   i   giornalisti   dipendenti   da    aziende    in
ristrutturazione o  riorganizzazione  per  crisi  aziendale,  di  cui
all'articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n.  416,  come  da  ultimo
modificato dal comma 18-ter del presente articolo, pari a 10  milioni
di euro annui a decorrere dall'anno 2009, sono posti a  carico  delle
disponibilita' del fondo di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a),
del presente decreto. 
 
    
-------------
AGGIORNAMENTO (9)
La L. 23 dicembre 2009, n.191 ha disposto (con l'art. 2, comma 136)
che sono prorogate, per l'anno 2010, le disposizioni di cui ai  commi
10-bis, 11, 13, 14,  15  e  16  del  presente  articolo.  Ha  inoltre
disposto (con l'art.  2,  comma  137)  che  l'intervento  di  cui  al
presente articolo, comma 12 "e' prorogato per l'anno 2010 nel  limite
di spesa di 15 milioni di euro".
-------------
AGGIORNAMENTO (19)
La L. 13 dicembre 2010, n. 220 ha disposto (con l'art. 1, comma 32)
che "E' prorogata, per l'anno 2011, l'applicazione delle disposizioni
di cui ai commi 10-bis, 11, 13, 14, nel limite di 30 milioni di  euro
per l'anno 2011, 15  e  16  dell'articolo  19  del  decreto-legge  29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28
gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni. L'intervento  di  cui
all'articolo 19, comma 12, del citato decreto-legge n. 185  del  2008
e' prorogato per l'anno 2011 nel limite di spesa  di  15  milioni  di
euro".
-------------


    
AGGIORNAMENTO (20) 
  Il D.L. 29 dicembre 2010,  n.  225,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
1), in relazione al  comma  1-ter  del  presente  articolo,  che  "E'
fissato al 31 marzo 2011 il termine di scadenza  dei  termini  e  dei
regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata  con  scadenza  in
data anteriore al 15 marzo 2011." 
                              Art. 19-bis

     ((Istituzione del Fondo di sostegno per l'occupazione e l'imprenditoria giovanile))

     ((1. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 72 e' sostituito dal seguente: "72. Al fine di consentire ai soggetti di eta' inferiore a trentacinque anni di accedere a finanziamenti agevolati per sopperire alle esigenze derivanti dalla peculiare attivita' lavorativa svolta, ovvero per sviluppare attivita' innovative e imprenditoriali, e' istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della gioventu', il Fondo di sostegno per l'occupazione e l'imprenditoria giovanile"; b) al comma 73, le parole: "dei Fondi" sono sostituite dalle seguenti: "del Fondo"; c) il comma 74 e' sostituito dal seguente: "74. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro con delega per la gioventu', di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono disciplinate le modalita' operative di funzionamento del Fondo di cui al comma 72".))
                              Art. 19-ter
           (( (Indennizzi per le aziende commerciali in crisi) 1. L'indennizzo di cui al decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, e' concesso, nella misura e secondo le modalita' ivi previste, anche ai soggetti che si trovano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2 del medesimo decreto legislativo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011. Per i soggetti che nel mese di compimento dell'eta' pensionabile sono anche in possesso del requisito contributivo minimo richiesto per conseguire la pensione di vecchiaia, il predetto indennizzo spetta fino alla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia medesima. Le domande di cui all'articolo 7 del citato decreto legislativo n. 207 del 1996 possono essere presentate fino al 31 gennaio 2012. 2. L'aliquota contributiva aggiuntiva di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, dovuta dagli iscritti alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attivita' commerciali presso l'INPS, e' prorogata, con le medesime modalita', fino al 31 dicembre 2014. 3. Gli indennizzi concessi ai sensi dell'articolo 1, comma 272, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, in pagamento alla data del 31 dicembre 2008, sono prorogati fino alla data di decorrenza della pensione di vecchiaia purche' i titolari dell'indennizzo siano in possesso, nel mese di compimento dell'eta' pensionabile, anche del requisito contributivo minimo richiesto per conseguire la pensione di vecchiaia.))
                                   Art. 20

   Norme   straordinarie   per   la  velocizzazione  delle  procedure
   esecutive   di   progetti  facenti  parte  del  quadro  strategico
   nazionale e simmetrica modifica del relativo regime di contenzioso
   amministrativo

     1.  In  considerazione  delle  particolari  ragioni  di  urgenza
   connesse  con  la contingente situazione economico finanziaria del
   Paese   ed   al  fine  di  sostenere  e  assistere  la  spesa  per
   investimenti,  compresi quelli necessari per la messa in sicurezza
   delle  scuole,  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
   Ministri,  su  proposta  del  Ministro  competente  per materia di
   concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze, sono
   individuati  gli  investimenti pubblici di competenza statale, ivi
   inclusi  quelli  di pubblica utilita', con particolare riferimento
   agli  interventi  programmati  nell'ambito  del  Quadro Strategico
   Nazionale  programmazione  nazionale,  ritenuti  prioritari per lo
   sviluppo  economico  del  territorio  nonche'  per le implicazioni
   occupazionali  ed  i connessi riflessi sociali, nel rispetto degli
   impegni  assunti  a  livello  internazionale. Il decreto di cui al
   presente  comma e' emanato di concerto anche con il Ministro dello
   sviluppo  economico  quando  riguardi  interventi  programmati nei
   settori   dell'energia   e  delle  telecomunicazioni.  Per  quanto
   riguarda  gli  interventi  di competenza regionale si provvede con
   decreto   del   Presidente   della  Giunta  Regionale  ovvero  dei
   Presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano.
     2. I decreti di cui al precedente comma 1 individuano i tempi di
   tutte  le  fasi  di  realizzazione  dell'investimento  e il quadro
   finanziario dello stesso. Sul rispetto dei suddetti tempi vigilano
   commissari   straordinari   delegati,   nominati  con  i  medesimi
   provvedimenti.
     3.  Il  commissario  nominato  ai  sensi  del  comma  2 monitora
   l'adozione   degli   atti   e   dei  provvedimenti  necessari  per
   l'esecuzione  dell'investimento;  vigila  sull'espletamento  delle
   procedure  realizzative  e  su quelle autorizzative, sulla stipula
   dei   contratti   e  sulla  cura  delle  attivita'  occorrenti  al
   finanziamento, utilizzando le risorse disponibili assegnate a tale
   fine.  Esercita  ogni  potere di impulso, attraverso il piu' ampio
   coinvolgimento degli enti e dei soggetti coinvolti, per assicurare
   il  coordinamento  degli  stessi  ed  il  rispetto dei tempi. Puo'
   chiedere  agli enti coinvolti ogni documento utile per l'esercizio
   dei  propri compiti. Quando non sia rispettato o non sia possibile
   rispettare  i  tempi  stabiliti dal cronoprogramma, il commissario
   comunica  senza  indugio  le  circostanze  del ritardo al Ministro
   competente,  ovvero  al  Presidente  della  Giunta  regionale o ai
   Presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano. Qualora
   sopravvengano  circostanze che impediscano la realizzazione totale
   o   parziale   dell'investimento,   il  commissario  straordinario
   delegato propone al Ministro competente ovvero al Presidente della
   Giunta regionale o ai Presidenti delle province autonome di Trento
   e di Bolzano la revoca dell'assegnazione delle risorse.
     4.  Per  l'espletamento  dei  compiti  stabiliti  al comma 3, il
   commissario  ha,  sin dal momento della nomina, con riferimento ad
   ogni  fase  dell'investimento e ad ogni atto necessario per la sua
   esecuzione,  i  poteri, anche sostitutivi, degli organi ordinari o
   straordinari.   Il   commissario   provvede   in  deroga  ad  ogni
   disposizione  vigente  e  nel  rispetto  comunque  della normativa
   comunitaria  sull'affidamento  di  contratti  relativi  a  lavori,
   servizi    e    forniture,    nonche'    dei   principi   generali
   dell'ordinamento giuridico, e fermo restando il rispetto di quanto
   disposto  dall'articolo  8,  comma  1, del decreto-legge 25 giugno
   2008,  n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
   2008,  n  133;  i  decreti di cui al comma 1 del presente articolo
   contengono  l'indicazione  delle  principali  norme cui si intende
   derogare.
     5.  Il  commissario,  se  alle  dipendenze di un'amministrazione
   pubblica  statale,  dalla data della nomina e per tutto il periodo
   di  svolgimento  dell'incarico,  e' collocato fuori ruolo ai sensi
   della  normativa vigente, fermo restando quanto previsto dal comma
   9  del presente articolo per quanto concerne la spesa relativa. Al
   rientro  dal  fuori  ruolo,  al dipendente di cui al primo periodo
   viene  attribuito  uno  dei  posti  disponibili.  In  mancanza  di
   disponibilita'  di  posti,  il  dipendente  viene  temporaneamente
   collocato  in posizione soprannumeraria, da riassorbire, comunque,
   al   verificarsi   delle  cessazioni,  e  i  relativi  oneri  sono
   compensati  mediante  contestuale indisponibilita' di un numero di
   posti  dirigenziali  equivalenti  dal  punto di vista finanziario,
   idonei ad assicurare il rispetto del limite di spesa sostenuto per
   tali  finalita'  a  legislazione  vigente.  Per lo svolgimento dei
   compiti di cui al presente articolo, il commissario puo' avvalersi
   degli  uffici  delle  amministrazioni  interessate  e del soggetto
   competente in via ordinaria per la realizzazione dell'intervento.
     6.  In  ogni  caso,  i  provvedimenti  e le ordinanze emesse dal
   commissario  non  possono  comportare  oneri  privi  di  copertura
   finanziaria  in  violazione  dell'articolo 81 della Costituzione e
   determinare effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica, in
   contrasto  con  gli obiettivi correlati con il patto di stabilita'
   con l'Unione Europea.
     7.   Il   Presidente   del  Consiglio  dei  Ministri  delega  il
   coordinamento e la vigilanza sui commissari al Ministro competente
   per  materia  che  esplica le attivita' delegate avvalendosi delle
   strutture  ministeriali  vigenti,  senza  nuovi o maggiori oneri a
   carico  del bilancio dello Stato. Per gli interventi di competenza
   regionale  il  Presidente  della  Giunta  Regionale  individua  la
   competente  struttura  regionale.  Le strutture di cui al presente
   comma  segnalano  alla  Corte  dei  Conti ogni ritardo riscontrato
   nella  realizzazione  dell'investimento,  ai  fini  dell'eventuale
   esercizio  dell'azione  di  responsabilita'  di cui all'articolo 1
   della legge 14 gennaio 1994, n. 20.
     8. ((IL D.LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE DEL PRESENTE COMMA)) (13) ((16))
     8-bis. (COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 MARZO 2010, N. 53) (13)
     9.  Con  decreti  del  Presidente del Consiglio dei Ministri, su
   proposta  del  Ministro  competente  per materia in relazione alla
   tipologia   degli   interventi,   di   concerto  con  il  Ministro
   dell'economia  e  delle  finanze,  sono stabiliti i criteri per la
   corresponsione  dei  compensi spettanti ai commissari straordinari
   delegati  di  cui  al  comma 2. Alla corrispondente spesa si fara'
   fronte  nell'ambito  delle  risorse assegnate per la realizzazione
   dell'intervento. Con esclusione dei casi di cui al comma 3, quarto
   e  quinto  periodo,  il  compenso non e' erogato qualora non siano
   rispettati  i  termini  per  l'esecuzione dell'intervento. Per gli
   interventi  di  competenza  regionale  si provvede con decreti del
   Presidente della Giunta Regionale.
     10.   Per   la   realizzazione   delle  infrastrutture  e  degli
   insediamenti  produttivi  strategici  e  di interesse nazionale si
   applica quanto specificamente previsto dalla Parte II, Titolo III,
   Capo  IV,  del  codice  dei  contratti pubblici relativi a lavori,
   servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006,
   n.   163.  Nella  progettazione  esecutiva  relativa  ai  progetti
   definitivi  di infrastrutture e insediamenti produttivi strategici
   di  preminente  interesse  nazionale, di cui alla Parte II, Titolo
   III,  Capo  IV, del citato codice di cui al decreto legislativo n.
   163  del 2006, approvati prima della data di entrata in vigore del
   decreto  del Presidente della Repubblica 30 marzo 2004, n. 142, si
   applicano  i  limiti  acustici previsti nell'allegato 1 annesso al
   medesimo  decreto del Presidente della Repubblica n. 142 del 2004;
   non  si  applica  l'articolo  11,  comma 2, del citato decreto del
   Presidente della Repubblica n. 142 del 2004.
     10-bis.  Il  comma  4  dell'articolo 3 del regolamento di cui al
   decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, e'
   sostituito dal seguente:
   "4.  L'approvazione dei progetti, nei casi in cui la decisione sia
   adottata  dalla conferenza di servizi, sostituisce ad ogni effetto
   gli  atti  di intesa, i pareri, le concessioni, anche edilizie, le
   autorizzazioni,  le  approvazioni,  i nullaosta, previsti da leggi
   statali  e regionali. Se una o piu' amministrazioni hanno espresso
   il  proprio  dissenso  nell'ambito  della  conferenza  di servizi,
   l'amministrazione  statale  procedente,  d'intesa  con  la regione
   interessata, valutate le specifiche risultanze della conferenza di
   servizi  e  tenuto  conto  delle  posizioni prevalenti espresse in
   detta  sede,  assume comunque la determinazione di conclusione del
   procedimento  di  localizzazione  dell'opera.  Nel  caso in cui la
   determinazione  di  conclusione del procedimento di localizzazione
   dell'opera  non  si  realizzi  a  causa  del  dissenso espresso da
   un'amministrazione  dello  Stato  preposta alla tutela ambientale,
   paesaggistico-territoriale,  del  patrimonio  storico-artistico  o
   alla tutela della salute e della pubblica incolumita' ovvero dalla
   regione   interessata,   si   applicano  le  disposizioni  di  cui
   all'articolo  81,  quarto  comma, del decreto del Presidente della
   Repubblica 24 luglio 1977, n. 616".
     10-ter.  Al  fine  della sollecita progettazione e realizzazione
   delle  infrastrutture  e  degli  insediamenti produttivi di cui al
   comma  10  del  presente articolo, per l'attivita' della struttura
   tecnica  di  missione prevista dall'articolo 163, comma 3, lettera
   a),  del  citato  codice  di cui al decreto legislativo n. 163 del
   2006,  e'  autorizzata  l'ulteriore spesa di 1 milione di euro per
   ciascuno  degli  anni  2009  e  2010.  Al relativo onere, pari a 1
   milione  di  euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010, si provvede
   mediante  corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di
   cui  all'articolo  145, comma 40, della legge 23 dicembre 2000, n.
   388, e successive modificazioni.
     10-quater.  Al  fine di accedere al finanziamento delle opere di
   cui  al  presente  comma  da  parte  della  Banca  europea per gli
   investimenti  (BEI),  il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
   trasporti  predispone  forme  appropriate di collaborazione con la
   BEI   stessa.   L'area  di  collaborazione  con  la  BEI  riguarda
   prioritariamente    gli    interventi    relativi    alle    opere
   infrastrutturali    identificate   nel   primo   programma   delle
   infrastrutture     strategiche,     approvato     dal     Comitato
   interministeriale  per la programmazione economica con delibera n.
   121  del  21  dicembre  2001, pubblicata nel supplemento ordinario
   alla  Gazzetta  Ufficiale  n.  68  del 21 marzo 2002, e finanziato
   dalla  legge  21  dicembre 2001, n. 443, ovvero identificate nella
   direttiva  2004/54/CE  del Parlamento europeo e del Consiglio, del
   29  aprile  2004, relativa ai requisiti minimi di sicurezza per le
   gallerie della rete stradale transeuropea (TEN), e nella Parte II,
   Titolo  III,  Capo  IV,  del  citato  codice  di  cui  al  decreto
   legislativo  n.  163  del 2006, nel rispetto dei requisiti e delle
   specifiche  necessari  per  l'ammissibilita'  al  finanziamento da
   partedella  BEI  e del principio di sussidiarieta' al quale questa
   e' tenuta statutariamente ad attenersi.
     10-quinquies.  Ai  fini  di cui al comma 10-quater, il Ministero
   delle  infrastrutture  e dei trasporti comunica ogni anno alla BEI
   una  lista  di  progetti,  tra quelli individuati dal Documento di
   programmazione  economico-finanziaria  ai  sensi  dell'articolo 1,
   comma  1,  della  legge  21  dicembre  2001,  n. 443, e successive
   modificazioni,   suscettibili   di   poter   beneficiare   di   un
   finanziamento da parte della BEI stessa.
     10-quinquies.1.  I  soggetti  beneficiari di contributi pubblici
   pluriennali, fermo restando quanto previsto dall'articolo 4, commi
   177  e  177-bis  della  legge 24 dicembre 2003 n. 350 e successive
   modificazioni,  possono richiedere il finanziamento da parte della
   Banca  europea per gli investimenti secondo le forme documentali e
   contrattuali  che  la  Banca  stessa utilizza per le operazioni di
   finanziamento di scopo.
     10-sexies.  Al  decreto  legislativo  3  aprile  2006, n. 152, e
   successive    modificazioni,    sono    apportate    le   seguenti
   modificazioni:
       a)  all'articolo 185, comma 1, dopo la lettera c), e' aggiunta
   la seguente:
   "c-bis)  il  suolo  non  contaminato  e altro materiale allo stato
   naturale escavato nel corso dell'attivita' di costruzione, ove sia
   certo che il materiale sara' utilizzato a fini di costruzione allo
   stato naturale nello stesso sito in cui e' stato scavato";
       b)  all'articolo  186,  comma  1,  sono  premesse  le seguenti
   parole: "Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 185,".
   -------------
   AGGIORNAMENTO (13)
     Il D.Lgs. 20 marzo 2010, n. 53 ha disposto (con l'art. 15, comma
   1)  che "Salvo quanto previsto dal comma 4, e' abrogato l'articolo
   20,  commi  8 e 8-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2".
   -------------
   AGGIORNAMENTO (16)
     Il D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 ha disposto (con l'art. 4, comma
   1,  n.  41) dell'allegato 4) l'abrogazione dell'articolo 20, comma
   8,  "fermo  quanto previsto dall'articolo 15, comma 4, del decreto
   legislativo 20 marzo 2010, n. 53".
                                   Art. 21
                        Finanziamento legge obiettivo

     1.  Per  la prosecuzione degli interventi di realizzazione delle
   opere  strategiche  di  preminente interesse nazionale di cui alla
   legge  21  dicembre  2001,  n. 443, e successive modificazioni, e'
   autorizzata  la concessione di due ((contributi quindicennali)) di
   60  milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009 e 150 milioni
   di euro annui a decorrere dall'anno 2010.
     2.  Alla  relativa  copertura  si  provvede mediante utilizzo di
   quota parte delle maggiori entrate di cui al presente decreto.
     3.  Alla  compensazione  degli  effetti  finanziari sui saldi di
   finanza  pubblica  conseguenti  all'attualizzazione del contributo
   pluriennale autorizzato dal precedente comma 1, ai sensi del comma
   177-bis  dell'articolo  4  della  legge  24 dicembre 2003, n. 350,
   introdotto  dall'articolo  1,  comma  512, della legge 27 dicembre
   2006, n. 296, si provvede mediante corrispondente utilizzo per 350
   milioni  di  euro  per  l'anno 2011, in termini di sola cassa, del
   fondo  di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre
   2008,  n.  154,  come  incrementato  dall'articolo  1,  comma 11 e
   dall'articolo  3,  comma  2, del decreto-legge 23 ottobre 2008, n.
   162,  e  per  la  restante  quota mediante corrispondente utilizzo
   delle maggiori entrate derivanti dal presente decreto.
                                   Art. 22
         Estensione delle competenze della Cassa Depositi e Prestiti

     1.  ((All'articolo 5, comma 7, lettera a), del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla))
   legge  24  novembre  2003,  n. 326, dopo le parole "dalla garanzia
   dello  Stato."  sono aggiunte le seguenti "L'utilizzo dei fondi di
   cui  alla  presente lettera, e' consentito anche per il compimento
   di  ogni  altra  operazione  di  interesse pubblico prevista dallo
   statuto  sociale  della  CDP  S.p.A.,  nei  confronti dei medesimi
   soggetti  di  cui  al  periodo precedente o dai medesimi promossa,
   tenuto   conto   della   sostenibilita'  economico-finanziaria  di
   ciascuna  operazione.  Dette operazioni potranno essere effettuate
   anche in deroga a quanto previsto dal comma 11, lettera b)."
     2.  ((All'articolo 5, comma 11, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla)) legge 24
   novembre 2003, n. 326, dopo la lettera d), e' aggiunta la seguente
   lettera  e):  "i  criteri  generali  per  la  individuazione delle
   operazioni  promosse  dai  soggetti di cui al comma 7, lettera a),
   ammissibili a finanziamento".
     3.  Ai fini della costituzione della Societa' di Gestione di cui
   al  ((decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 ottobre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26 novembre 2008)),   emanato   ai   sensi  dell'articolo  14,  comma  2,  del
   decreto-legge   ((25 giugno 2008)),  n.  112,  convertito,  con
   modificazioni  dalla  legge  6  agosto  2008, n. 133, il Ministero
   dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  del  Tesoro  e'
   autorizzato   a   compiere   qualsiasi   atto  necessario  per  la
   costituzione  della societa', ivi compresa la sottoscrizione della
   quota  di  propria  competenza del capitale sociale iniziale della
   stessa  Societa',  pari  a  euro  48  mila. Al relativo onere, per
   l'anno  2008,  si provvede mediante corrispondente riduzione dello
   stanziamento  del  fondo  speciale  di parte corrente iscritto, ai
   fini  del  bilancio triennale 2008-2010, nell'ambito del programma
   "Fondi  di riserva e speciali" della missione "fondi da ripartire"
   dello  stato  di  previsione  del  Ministero dell'economia e delle
   finanze  per  l'anno  2008,  allo  scopo  parzialmente utilizzando
   l'accantonamento  relativo  al  Ministero  degli affari esteri. Al
   conferimento  delle  somme  della quota di capitale della predetta
   societa'  da  effettuarsi  all'atto della costituzione provvede la
   societa'  Fintecna  S.p.A.,  con  successivo rimborso da parte del
   Ministero  dell'economia  e  delle  finanze a valere sulle risorse
   autorizzate dal presente comma.
                                   Art. 23
     Detassazione  dei  microprogetti di arredo urbano o di interesse
   locale   operati   dalla   societa'  civile  nello  spirito  della
   sussidiarieta'

     1.  Per la realizzazione di opere di interesse locale, gruppi di
   cittadini    organizzati   possono   formulare   all'ente   locale
   territoriale    competente    proposte    operative    di   pronta
   realizzabilita'   (( nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti o delle clausole di salvaguardia degli strumenti urbanistici adottati )),  indicandone  i  costi  ed  i  mezzi di
   finanziamento,  senza  oneri  per  l'ente  medesimo. L'ente locale
   provvede  sulla proposta, con il coinvolgimento, se necessario, di
   eventuali   soggetti,   enti   ed   uffici  interessati,  fornendo
   prescrizioni  ed  assistenza.  Gli enti locali possono predisporre
   apposito  regolamento  per disciplinare le attivita' ed i processi
   di cui al presente comma.
     2.  Decorsi  2  mesi  dalla  presentazione  della proposta, ((la proposta stessa si intende respinta. Entro il medesimo termine l'ente locale puo', con motivata delibera, disporre l'approvazione delle proposte formulate ai sensi del comma 1, regolando altresi' le fasi essenziali del procedimento di realizzazione e i tempi di esecuzione)). La realizzazione degli interventi di cui al presente
   articolo    che    riguardino   immobili   sottoposti   a   tutela
   storico-artistica  o  paesaggistico-ambientale  e'  subordinata al
   preventivo  rilascio  del  parere  o dell'autorizzazione richiesti
   dalle  disposizioni  di legge vigenti. Si applicano in particolare
   le  disposizioni  ((del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)).
     3.  Le  opere  realizzate  sono acquisite a titolo originario al
   patrimonio indisponibile dell'ente competente.
     4.  La  realizzazione  delle opere di cui al comma 1 non puo' in
   ogni  caso  dare luogo ad oneri fiscali ed amministrativi a carico
   del  gruppo  attuatore,  fatta  eccezione per l'imposta sul valore
   aggiunto.  ((Le spese))  per  la formulazione delle proposte e la
   realizzazione   delle   opere   sono,  fino  alla  attuazione  del
   federalismo  fiscale,  ((ammesse))  in detrazione dall'imposta sul
   reddito  dei soggetti ((che le hanno sostenute)), nella misura del
   36  per  cento,  nel  rispetto  dei  limiti  di  ammontare e delle
   modalita'  di  cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n.
   449  e  relativi  provvedimenti di attuazione, e per il periodo di
   applicazione  delle agevolazioni previste dal medesimo articolo 1.
   Successivamente,  ne  sara'  prevista  la  detrazione  dai tributi
   propri dell'ente competente.
     5.  Le  disposizioni  di  cui  al presente articolo si applicano
   nelle regioni a statuto ordinario a decorrere dal 60° giorno dalla
   data di entrata in vigore del presente decreto, salvo che le leggi
   regionali  vigenti siano gia' conformi a quanto previsto dai commi
   1,  2  e  3  del  presente  articolo. Resta fermo che le regioni a
   statuto  ordinario possono ampliare o ridurre l'ambito applicativo
   delle  disposizioni di cui al periodo precedente. E' fatta in ogni
   caso  salva  la  potesta'  legislativa  esclusiva  delle regioni a
   statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

TITOLO IV

Servizi pubblici

                                    Art. 24
                 Attuazione della decisione 2003/193/CE
    in materia di recupero di aiuti illegittimi

      1.   Al   fine  di  dare  completa  attuazione  alla  decisione
    2003/193/CE  della  Commissione,  del  5 giugno 2002, il recupero
    degli  aiuti  equivalenti  alle  imposte  non  corrisposte  e dei
    relativi  interessi  conseguente  all'applicazione  del regime di
    esenzione  fiscale  previsto  dagli  articoli  3, comma 70, della
    legge 28 dicembre 1995, n. 549, e 66, comma 14, del decreto-legge
    30  agosto  1993,  n.  331,  convertito, con modificazioni, dalla
    legge  29  ottobre  1993,  n.  427,  in favore delle societa' per
    azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, esercenti servizi
    pubblici  locali, costituite ai sensi del testo unico delle leggi
    sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo
    18  agosto 2000, n. 267, e' effettuato dall'Agenzia delle Entrate
    ai  sensi dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 15 febbraio
    2007, n. 10, convertito, con modificazioni, con la legge 6 aprile
    2007,  n.  46,  secondo  i  principi  e le ordinarie procedure di
    accertamento  e  riscossione previste per le imposte sui redditi.
    Per  il  recupero  dell'aiuto  non assume rilevanza l'intervenuta
    definizione  in  base agli istituti di cui alla legge 27 dicembre
    2002, n. 289 e successive modificazioni e integrazioni.
      ((1-bis. In sede di determinazione della base imponibile, ai fini del recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte e dei relativi interessi, non assumono rilevanza le plusvalenze derivanti dalle operazioni straordinarie realizzate dalle societa' di cui al comma 1. Ai fini della corretta determinazione della base imponibile, gli accertamenti emessi dall'Agenzia delle entrate possono essere in ogni caso integrati o modificati in aumento mediante la notificazione di nuovi avvisi. In deroga al comma 3, il pagamento delle somme dovute in base agli accertamenti integrativi deve avvenire entro il quindicesimo giorno successivo alla data di notifica di tali accertamenti.))
      2.  Il  recupero  degli  aiuti  equivalenti  alle  imposte  non
    corrisposte e dei relativi interessi di cui al comma 1, calcolati
    ai   sensi   dell'articolo   3,   terzo  comma,  della  decisione
    2003/193/CE  della Commissione, del 5 giugno 2002, in relazione a
    ciascun  periodo  di  imposta  nel quale l'aiuto e' stato fruito,
    deve  essere  effettuato  tenuto  conto  di quanto gia' liquidato
    dall'Agenzia ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge
    15 febbraio 2007, n. 10, convertito con modificazioni dalla legge
    6 aprile 2007, n. 46.
      3.  L'Agenzia delle entrate provvede alla notifica degli avvisi
    di  accertamento di cui al comma 1, entro centoventi giorni dalla
    data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto, contenenti
    l'invito   al   pagamento   delle   intere   somme   dovute,  con
    l'intimazione  che,  in  caso  di mancato versamento entro trenta
    giorni   dalla   data   di   notifica,   anche   nell'ipotesi  di
    presentazione  del  ricorso, si procede, ai sensi del decreto del
    Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  602,  ad
    iscrizione  a  ruolo  a  titolo  definitivo della totalita' delle
    somme  non versate, nonche' degli ulteriori interessi dovuti. Non
    si  fa  luogo,  in  ogni  caso,  all'applicazione di sanzioni per
    violazioni  di  natura tributaria e di ogni altra specie comunque
    connesse alle procedure disciplinate dalle presenti disposizioni.
    Non sono applicabili gli istituti della dilazione dei pagamenti e
    della sospensione in sede amministrativa e giudiziale. (4)
      4.  Gli  interessi  di cui al comma 2, sono determinati in base
    alle  disposizioni  di  cui  al  capo  V  del regolamento (CE) n.
    794/2004 della Commissione, del 21 aprile 2004, secondo i criteri
    di  calcolo  approvati  dalla Commissione europea in relazione al
    recupero  dell'aiuto  di Stato C57/03, disciplinato dall'articolo
    24  della  legge 25 gennaio 2006, n. 29. Il tasso di interesse da
    applicare   e'   il   tasso  in  vigore  alla  data  di  scadenza
    ordinariamente  prevista per il versamento di saldo delle imposte
    non  corrisposte  con  riferimento  al  primo  periodo di imposta
    interessato dal recupero dell'aiuto.
      5.  Trovano  applicazione  le disposizioni degli articoli 1 e 2
    del   decreto-legge   8  aprile  2008,  n.  59,  convertito,  con
    modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101.
    ---------------
    AGGIORNAMENTO (4)
      Il  D.L.  10  febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni
    dalla  L.  9 aprile 2009, n. 33, ha disposto (con l'art. 7, comma
    2-bis) che il comma 3 del presente articolo 24, si interpreta nel
    senso  che  il  termine  di  centoventi giorni ivi previsto e' di
    natura ordinatoria. Conseguentemente il potere di accertamento si
    esercita,  ai  sensi  dell'articolo 43 del decreto del Presidente
    della   Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,  e  successive
    modificazioni,  entro  i  termini  ivi  previsti che decorrono da
    quello  di  cui  all'articolo  27, comma 3, della legge 18 aprile
    2005,  n.  62,  nella  formulazione vigente prima dell'entrata in
    vigore del comma 11 dell'articolo 1 del decreto-legge 15 febbraio
    2007,  n. 10, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile
    2007, n. 46.
                                Art. 25
                Ferrovie e trasporto pubblico locale

  1.   Nello   stato   di   previsione   della  spesa  del  Ministero
dell'economia   e  delle  finanze  e'  istituito  un  fondo  per  gli
investimenti del Gruppo Ferrovie dello Stato s.p.a. con una dotazione
di  960  milioni  di  euro  per l'anno 2009. Con decreto del Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  di  concerto con il Ministro delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,  ((da emanare entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,))  si  provvede  ((all'individuazione della quota parte da destinare all'acquisto di nuovo materiale rotabile per il trasporto pubblico regionale e locale e)) alla ripartizione del fondo
e  sono  definiti  tempi  e  modalita'  di  erogazione delle relative
risorse.
  2.  Per  assicurare  i  necessari  servizi  ferroviari di trasporto
pubblico, al fine della stipula dei nuovi contratti di servizio dello
Stato  e  delle Regioni a statuto ordinario con Trenitalia s.p.a., e'
autorizzata  la  spesa di 480 milioni di euro per ciascuno degli anni
2009,  2010  e  2011.  L'erogazione delle risorse e' subordinata alla
stipula  dei  nuovi  contratti  di  servizio  che devono rispondere a
criteri  di  efficientamento e razionalizzazione per garantire che il
fabbisogno dei servizi sia contenuto nel limite degli stanziamenti di
bilancio  dello Stato, complessivamente autorizzati e delle eventuali
ulteriori  risorse messe a disposizione dalle Regioni per i contratti
di  servizio  di  competenza,  nonche'  per garantire che, per l'anno
2009,  non  vi  siano  aumenti  tariffari  nei  servizi  di trasporto
pubblico regionale e locale. ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 30 DICEMBRE 2008, N. 207, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 27 FEBBRAIO 2009, N. 14)).  ((Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e' individuata la destinazione delle risorse per i diversi contratti)).
  3. All'onere derivante dall'attuazione dei commi 1 e 2 pari a 1.440
milioni  di  euro  per l'anno 2009 e 480 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2010 e 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione  di  spesa di cui all'articolo 61, comma 1, della
legge  27  dicembre  2002,  n.  289,  relativa  al  Fondo per le aree
sottoutilizzate, a valere sulla quota destinata alla realizzazione di
infrastrutture  ai  sensi dell'articolo 6-quinquies del decreto-legge
25  giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133.
  4.  Ferrovie  dello  Stato  s.p.a. presenta annualmente al Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  una  relazione  sui risultati della
attuazione  del  presente articolo, dando evidenza in particolare del
rispetto del criterio di ripartizione, in misura pari rispettivamente
al  15% e all'85%, delle quote di investimento riservate al nord e al
sud del Paese.
  5.  Gli  importi  oggetto  di recupero conseguenti all'applicazione
delle  norme  dell'articolo  24  sono  riassegnati  ad  un  Fondo  da
ripartire  tra  gli  enti  pubblici  territoriali  per le esigenze di
trasporto   locale,   non   ferroviario,  con  decreto  del  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  di  concerto  con il Ministro delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,  sentita  la Conferenza Unificata,
sulla  base  di  criteri che assicurano l'erogazione delle somme agli
enti  che  destinano  le  risorse  al  miglioramento della sicurezza,
all'ammodernamento dei mezzi ed alla riduzione delle tariffe.
                                Art. 26
                Privatizzazione della societa' Tirrenia

  1.   Al   fine  di  consentire  l'attivazione  delle  procedure  di
privatizzazione della Societa' Tirrenia di Navigazione S.p.A. e delle
societa'  da  questa  controllate,  e la stipula delle convenzioni ai
sensi  dell'articolo  1,  comma 998, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, e' autorizzata la spesa di 65 milioni di euro per ciascuno degli
anni  2009,  2010  e 2011. Le risorse sono erogate previa verifica da
parte   della   Commissione   Europea   della   compatibilita'  della
convenzione con il regime comunitario ai sensi dell'articolo 1, comma
999, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
  2.  Agli  oneri  derivanti  dall'attuazione  del comma 1, pari a 65
milioni  di  euro  per  ciascuno  degli  anni  2009,  2010 e 2011, si
provvede  mediante  riduzione  dell'autorizzazione  di  spesa  di cui
all'articolo  61  della  legge  27 dicembre 2002, n. 289, relativa al
Fondo  per  le  aree  sottoutilizzate, a valere sulla quota destinata
alla   realizzazione   di   infrastrutture   ai  sensi  dell'articolo
6-quinquies  del  decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112 ((convertito, con modificazioni, dalla))  legge  6  agosto  2008,  n. 133, per un
importo,   al   fine   di   compensare  gli  effetti  in  termini  di
indebitamento  netto,  pari  a 195 milioni di euro per l'anno 2009, a
130 milioni per l'anno 2010 e a 65 milioni per l'anno 2011.
  3.  All'articolo  57  del  decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, (( convertito, con modificazioni, dalla )) legge 6 agosto 2008, n. 133,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  1,  in  fine, e' aggiunto il seguente periodo: "Le
disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2010.";
    b) i commi 3 e 4 sono abrogati.

TITOLO V

Disposizioni finanziarie

                               Art. 27
                            Accertamenti

  1.  All'articolo  5, del decreto legislativo del 19 giugno 1997, n.
218, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al comma 1, dopo la lettera b) sono aggiunte le seguenti:
      "c)  le  maggiori  imposte,  ritenute,  contributi, sanzioni ed
interessi  dovuti  in  caso  di definizione agevolata di cui al comma
1-bis;
      d)  i  motivi  che  hanno  dato luogo alla determinazione delle
maggiori imposte, ritenute e contributi di cui alla lettera c)";
    b) dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti:
"1-bis.   Il   contribuente   puo'  prestare  adesione  ai  contenuti
dell'invito  di  cui  al comma 1 mediante comunicazione al competente
ufficio  e versamento delle somme dovute entro il quindicesimo giorno
antecedente  la  data fissata per la comparizione. Alla comunicazione
di  adesione,  che  deve  contenere,  in  caso  di pagamento rateale,
l'indicazione  del  numero delle rate prescelte, deve essere unita la
quietanza  dell'avvenuto  pagamento  della  prima  o  unica  rata. In
presenza  dell'adesione la misura delle sanzioni applicabili indicata
nell'articolo 2, comma 5, e' ridotta alla meta'.
1-ter. Il pagamento delle somme dovute indicate nell'invito di cui al
comma  1  deve essere effettuato con le modalita' di cui all'articolo
8,   senza  prestazione  delle  garanzie  ivi  previste  in  caso  di
versamento  rateale.  Sull'importo  delle  rate successive alla prima
sono  dovuti  gli  interessi  al  saggio  legale calcolati dal giorno
successivo al versamento della prima rata.
1-quater.  In  caso di mancato pagamento delle somme dovute di cui al
comma 1-bis il competente ufficio dell'Agenzia delle entrate provvede
all'iscrizione  a  ruolo  a  titolo definitivo delle predette somme a
norma dell'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602.
1-quinquies.  Le disposizioni di cui ai commi 1-bis, 1-ter e 1-quater
del  presente  articolo  non  si  applicano agli inviti preceduti dai
processi  verbali  di constatazione definibili ai sensi dell'articolo
5-bis,  comma  1,  per  i quali non sia stata prestata adesione e con
riferimento  alle  maggiori  imposte  ed  altre  somme  relative alle
violazioni  indicate  nei  processi  verbali  stessi  che  consentono
l'emissione degli accertamenti di cui all'articolo 41-bis del decreto
del   Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600  e
all'articolo  54,  quarto  comma,  del  decreto  del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.";
    c) i commi 2 e 3 sono abrogati.
  1-bis.  All'articolo  11 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n.
218, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere:
      "b-bis)  le  maggiori  imposte,  sanzioni e interessi dovuti in
caso di definizione agevolata di cui al comma 1-bis;
b-ter)  i  motivi  che  hanno  dato  luogo  alla determinazione delle
maggiori imposte di cui alla lettera b-bis)";
    b) dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
"1-bis.   Il   contribuente   puo'  prestare  adesione  ai  contenuti
dell'invito  di  cui  al  comma  1.  Per  le modalita' di definizione
dell'invito,  compresa  l'assenza  della  prestazione  delle garanzie
previste  dall'articolo  8,  per  la  misura degli interessi e per le
modalita'  di  computo  degli  stessi  in caso di versamento rateale,
nonche'  per  i  poteri  del  competente  ufficio  dell'Agenzia delle
entrate  in  caso  di  mancato  pagamento  delle  somme dovute per la
definizione,  si  applicano  le  disposizioni  di cui all'articolo 5,
commi  1-bis,  1-ter e 1-quater. In presenza dell'adesione all'invito
di  cui  al  comma  1 del presente articolo, la misura delle sanzioni
indicata nell'articolo 3, comma 3, applicabile per ciascun tributo di
cui all'articolo 1, comma 2, e' ridotta alla meta'".
  2.  La comunicazione dell'adesione effettuata ai sensi dei commi 1,
lettera b), e 1-bis del presente articolo, deve essere effettuata con
le  modalita'  previste  dal provvedimento del direttore dell'Agenzia
delle entrate emanato in attuazione dell'articolo 83, comma 18-quater
del   decreto-legge   25   giugno   2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
  3.  Le  disposizioni  di  cui  al comma 1 del presente articolo, si
applicano   con   riferimento   agli   inviti   emessi  dagli  uffici
dell'Agenzia delle entrate a decorrere dal 1° gennaio 2009.
  3-bis.  Le disposizioni di cui ai commi 1-bis e 2 si applicano agli
inviti di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 19 giugno 1997,
n.  218,  emessi  dagli uffici dell'Agenzia delle entrate a decorrere
dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge di conversione del
presente decreto.
  4.  Dopo  l'articolo  10-bis  della legge 8 maggio 1998, n. 146, e'
aggiunto  il  seguente:  "Art.  10-ter  (Limiti alla possibilita' per
l'Amministrazione  finanziaria  di effettuare accertamenti presuntivi
in  caso  di  adesione agli inviti a comparire ai fini degli studi di
settore).  -  1.  In caso di adesione ai sensi dell'articolo 5, comma
1-bis  del  decreto  legislativo 19 giugno 1997, n. 218, ai contenuti
degli  inviti  di  cui  al  comma 3-bis dell'articolo 10, relativi ai
periodi  d'imposta  in  corso  al  31 dicembre 2006 e successivi, gli
ulteriori  accertamenti  basati  sulle  presunzioni  semplici  di cui
all'articolo  39,  primo  comma,  lettera  d),  secondo  periodo, del
decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
all'articolo  54,  secondo  comma,  ultimo  periodo,  del decreto del
Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972, n. 633, non possono
essere effettuati qualora l'ammontare delle attivita' non dichiarate,
con  un  massimo  di  50.000  euro,  sia pari o inferiore al 40 % dei
ricavi  o compensi definiti. Ai fini dell'applicazione della presente
disposizione,  per  attivita',  ricavi o compensi si intendono quelli
indicati al comma 4, lettera a), dell'articolo 10.
2.  La  disposizione  di  cui  al  comma  1 del presente articolo, si
applica  a  condizione  che  non  siano  irrogabili, per l'annualita'
oggetto dell'invito di cui al comma precedente, le sanzioni di cui ai
commi 2-bis e 4-bis, rispettivamente degli articoli 1 e 5 del decreto
legislativo  18  dicembre  1997,  n.  471,  nonche'  al  comma 2-bis,
dell'articolo 32, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.".
  4-bis.  All'articolo  4  del decreto legislativo 19 giugno 1997, n.
218, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  2,  primo  periodo,  dopo  le  parole:  "in  forma
societaria"  sono  inserite le seguenti: ", e in caso di societa' che
optano  per la trasparenza fiscale di cui agli articoli 115 e 116 del
medesimo testo unico";
    b) il comma 3 e' abrogato.
  4-ter.  All'articolo  15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n.
218,  e  successive  modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente
comma:
    "2-bis.  Fermo  restando quanto previsto dal comma 1, le sanzioni
ivi indicate sono ridotte alla meta' se l'avviso di accertamento e di
liquidazione non e' stato preceduto dall'invito di cui all'articolo 5
o  di  cui  all'articolo  11.  La  disposizione  di  cui  al  periodo
precedente  non  si applica nei casi in cui il contribuente non abbia
prestato  adesione ai sensi dell'articolo 5-bis econ riferimento alle
maggiori imposte e alle altre somme relative alle violazioni indicate
nei processi verbali che consentono l'emissione degli accertamenti di
cui  all'articolo  41-bis del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e all'articolo
54,  quarto  comma,  del  decreto  del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.".
  5.  L'articolo 22 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472,
si  applica  anche alle somme dovute per il pagamento ditributi e dei
relativi  interessi  agli  uffici  e  agli enti di cui al comma 1 del
medesimo articolo, in base ai processi verbali di constatazione.
  6.  In  caso  di  pericolo per la riscossione, dopo la notifica, da
parte  dell'ufficio  o  ente,  del provvedimento con il quale vengono
accertati  maggiori  tributi,  si  applicano,  per  tutti gli importi
dovuti,  le  disposizioni di cui ai commi da 1 a 6, dell'articolo 22,
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.
  7.  ((Le misure cautelari, che, in base al processo verbale di constatazione, al provvedimento con il quale vengono accertati maggiori tributi, al provvedimento di irrogazione della sanzione oppure all'atto di contestazione, sono))  adottate  ai  sensi
dell'articolo  22 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e
successive   modificazioni,   conservano,  senza  bisogno  di  alcuna
formalita'  o annotazione, la loro validita' e il loro grado a favore
dell'agente della riscossione che ha in carico il ruolo. Quest'ultimo
puo'  procedere  all'esecuzione  sui  beni  sequestrati  o  ipotecati
secondo  le  disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica
29  settembre  1973,  n.  602,  fermo  restando  quanto  previsto, in
particolare,  dall'articolo  76  del  medesimo decreto del Presidente
della Repubblica n. 602 del 1973, e successive modificazioni.
  8.  All'articolo  19,  comma  4,  del decreto legislativo 13 aprile
1999,  n.  112, dopo l'ultimo periodo e' aggiunto il seguente: "A tal
fine  l'ufficio dell'Agenzia delle entrate si avvale anche del potere
di cui all'articolo 32, primo comma n. 7), del decreto del Presidente
della  Repubblica  29  settembre 1973, n. 600, e 51, secondo comma n.
7),  del  decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633.".
  9.  Per  le  dichiarazioni  in  materia di imposte sui redditi e le
dichiarazioni   IVA  delle  imprese  di  piu'  rilevante  dimensione,
l'Agenzia  delle  entrate attiva un controllo sostanziale , di norma,
entro l'anno successivo a quello della presentazione.
  10.  Si considerano imprese di piu' rilevante dimensione quelle che
conseguono  un  volume  d'affari  o  ricavi  non inferiori a trecento
milioni  di euro. Tale importo e' gradualmente diminuito fino a cento
milioni  di  euro  entro  il  31  dicembre  2011.  Le modalita' della
riduzione sono stabilite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia
delle  entrate,  tenuto  conto  delle esigenze organizzative connesse
all'attuazione del comma 9.
  11.  Il controllo sostanziale previsto dal comma 9 e' realizzato in
modo   selettivo   sulla   base  di  specifiche  analisi  di  rischio
concernenti  il settore produttivo di appartenenza dell'impresa o, se
disponibile,  sul profilo di rischio della singola impresa, dei soci,
delle  partecipate  e  delle operazioni effettuate, desunto anche dai
precedenti fiscali.
  12. Le istanze di interpello di cui all'articolo 11, comma 5, della
legge  27  luglio  2000,  n.  212,  all'articolo  21,  della legge 30
dicembre  1991,  n.  413, e all'articolo 37-bis, comma 8, del decreto
del  Presidente  della  Repubblica  del  29  settembre  1973, n. 600,
proposte   dalle  imprese  indicate  nel  precedente  comma  10  sono
presentate  secondo  le  modalita'  di  cui  al regolamento di cui al
decreto  del  Ministro  delle  finanze  13 giugno 1997, n. 195, ed il
rispetto  della soluzione interpretativa oggetto della risposta viene
verificato nell'ambito del controllo di cui al precedente comma 9.
  13.  Ferme  restando  le  previsioni  di  cui ai commi da 9 a 12, a
decorrere  dal  1°  gennaio  2009,  per  i  contribuenti  con  volume
d'affari, ricavi o compensi non inferiore a cento milioni di euro, le
attribuzioni  ed  i  poteri previsti dagli articoli 31 e seguenti del
decreto  del  Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
nonche'  quelli previsti dagli articoli 51 e seguenti del decreto del
Presidente  della  Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono demandati
alle  strutture  individuate  con  il  regolamento di amministrazione
dell'Agenzia  delle  entrate  di  cui  all'articolo  71,  del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
  14. Alle strutture di cui al comma 13 sono demandate le attivita':
    a) di liquidazione prevista dagli articoli 36-bis del decreto del
Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 54-bis, del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26 ottobre 1972, n. 633,
relativa ai periodi d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006
e successivi;
    b) di controllo formale previsto dall'articolo 36-ter del decreto
del  Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, relativa
ai  periodi  d'imposta  in  corso  alla  data  del 31 dicembre 2006 e
successivi;
    c) di controllo sostanziale con riferimento alla quale, alla data
del  1  gennaio  2009,  siano  ancora  in  corso  i  termini previsti
dall'articolo  43  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29
settembre  1973, n. 600, e all'articolo 57 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
    d)   di   recupero   dei   crediti   inesistenti   utilizzati  in
compensazione  ai  sensi  dell'articolo  17 del decreto legislativo 9
luglio  1997,  n. 241, con riferimento ai quali, alla data di entrata
in  vigore  del  presente  decreto,  siano  in corso i termini per il
relativo recupero;
    e)  di  gestione  del  contenzioso  relativo  a tutti gli atti di
competenza delle strutture stesse;
    e-bis) di rimborso in materia di imposte dirette e di imposta sul
valore aggiunto, relativo ai periodi d'imposta in corso alla data del
31 dicembre 2006 e successivi.
  15.  L'Agenzia delle entrate svolge i compiti previsti dal presente
articolo e procede alla riorganizzazione ai sensi del comma 13 con le
risorse umane e finanziarie assegnate a legislazione vigente.
  16.  Salvi  i  piu'  ampi  termini  previsti dalla legge in caso di
violazione  che comporta l'obbligo di denuncia ai sensi dell'articolo
331   del   codice   di   procedura  penale  per  il  reato  previsto
dall'articolo  10-quater,  del  decreto legislativo 10 marzo 2000, n.
74,  l'atto di cui all'articolo 1, comma 421, della legge 30 dicembre
2004,  n. 311, emesso a seguito del controllo degli importi a credito
indicati  nei  modelli  di  pagamento unificato per la riscossione di
crediti    inesistenti   utilizzati   in   compensazione   ai   sensi
dell'articolo 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, deve
essere  notificato,  a  pena  di  decadenza,  entro  il  31  dicembre
dell'ottavo anno successivo a quello del relativo utilizzo.
  17. La disposizione di cui al comma 16 si applica a decorrere dalla
data  di  presentazione  del modello di pagamento unificato nel quale
sono indicati crediti inesistenti utilizzati in compensazione in anni
con  riferimento ai quali alla data di entrata in vigore del presente
decreto  siano  ancora  pendenti  i  termini  di  cui  al primo comma
dell'articolo  43  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, e dell'articolo 57 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
  18.  L'utilizzo  in  compensazione  di  crediti  inesistenti per il
pagamento  delle  somme dovute e' punito con la sanzione dal cento al
duecento  per cento della misura dei crediti stessi. E' punito con la
sanzione  del  duecento per cento della misura dei crediti compensati
chiunque  utilizza i crediti di cui al primo periodo per il pagamento
delle  somme  dovute  per un ammontare superiore a cinquantamila euro
per ciascun anno solare. Per le sanzioni previste nel presente comma,
in  nessun  caso  si  applica la definizione agevolata prevista dagli
articoli  16,  comma  3,  e  17,  comma 2, del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472.
  19.  In  caso  di  mancato  pagamento  entro  il  termine assegnato
dall'ufficio,  comunque  non  inferiore  a  sessanta giorni, le somme
dovute  in base all'atto di recupero di cui al comma 16, anche se non
definitivo,  sono  iscritte a ruolo ai sensi dell'articolo 15-bis del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
  20. Per la notifica della cartella di pagamento relativa alle somme
che risultano dovute in base all'atto di recupero di cui all'articolo
1, comma 421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e al comma 16 del
presente  articolo,  si applica il termine previsto dall'articolo 25,
primo  comma, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 602.
  21.  In  relazione alle disposizioni di cui ai commi da 16 a 20, le
dotazioni    finanziarie   della   missione   di   spesa   "Politiche
economico-finanziarie  e  di bilancio" sono ridotte di 110 milioni di
euro per l'anno 2009, di 165 milioni di euro per l'anno 2010 e di 220
milioni di euro a decorrere dall'anno 2011.
  21-bis.   Al  fine  di  potenziare  le  capacita'  di  accertamento
dell'amministrazione  finanziaria,  senza  nuovi  o  maggiori oneri a
carico   della   finanza  pubblica,  l'Amministrazione  autonoma  dei
monopoli   di  Stato  puo'  avvalersi  del  personale  del  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze,  attualmente  in servizio presso le
direzioni territoriali dell'economia e delle finanze, previa adeguata
formazione specialistica.
  21-ter. All'articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) dopo il comma 3 e' inserito il seguente:
"3-bis. In caso di omessa intestazione ovvero di mancata trasmissione
delle  relative  informazioni  ai  sensi  del  comma  3, il Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  applica nei riguardi della societa'
Poste   italiane   S.p.A.,  delle  banche  e  degli  altri  operatori
finanziari   autori   dell'illecito   una   sanzione   amministrativa
pecuniaria  nella  misura  prevista  dall'articolo  1, comma 1, primo
periodo,  del  decreto  legislativo  18  dicembre  1997,  n. 471, con
riferimento  all'ammontare  delle  risorse  di  cui  al  comma  3 del
presente  articolo  per le quali risulta omessa l'intestazione ovvero
la   trasmissione   delle   relative   informazioni.   Il   Ministero
dell'economia  e delle finanze verifica il corretto adempimento degli
obblighi  di  cui  al  comma 3 da parte della societa' Poste italiane
S.p.A,  delle  banche  e  degli  altri  operatori  finanziari,  anche
avvalendosi  del Corpo della guardia di finanza, che opera a tal fine
con i poteri previsti dalle leggi in materia di imposte sui redditi e
di imposta sul valore aggiunto";
    b)  al  comma  7,  alinea,  le  parole  da:  "previa verifica dei
presupposti"  fino  a:  "quote  delle  risorse" sono sostituite dalle
seguenti:  "fino  a  una  percentuale  non  superiore al 30 per cento
relativamente  alle  sole  risorse  oggetto  di  sequestro  penale  o
amministrativo,  le quote delle risorse, rese disponibili per massa e
in base a criteri statistici,";
    c) dopo il comma 7-ter e' inserito il seguente:
"7-quater.  Con decreto interdipartimentale del Capo del Dipartimento
della  Ragioneria  generale dello Stato, di concerto con il Direttore
dell'Agenzia  delle  entrate  e  con  il  Capo del Dipartimento della
pubblica sicurezza, la percentuale di cui all'alinea del comma 7 puo'
essere  elevata  fino  al  50  per  cento in funzione del progressivo
consolidamento dei dati statistici.".
                              Art. 28.
       Escussione delle garanzie prestate a favore della p.a.

  1. Le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, escutono le fideiussioni e
le  polizze  fideiussorie  a  prima richiesta acquisite a garanzia di
propri  crediti  di  importo superiore a duecentocinquanta milioni di
euro   entro   trenta   giorni   dal   verificarsi   dei  presupposti
dell'escussione;  a  tal  fine, esse notificano al garante un invito,
contenente  l'indicazione  delle  somme  dovute  e dei presupposti di
fatto e di diritto della pretesa, a versare l'importo garantito entro
trenta giorni o nel diverso termine eventualmente stabilito nell'atto
di garanzia. In caso di inadempimento del garante, i predetti crediti
sono   iscritti  a  ruolo,  in  solido  nei  confronti  del  debitore
principale  e  dello stesso garante, entro trenta giorni dall'inutile
scadenza del termine di pagamento contenuto nell'invito.
  2.  I  dipendenti  pubblici  che  non  adempiono  alle disposizioni
previste  dal comma 1 del presente articolo sono soggetti al giudizio
di responsabilita' dinanzi alla Corte dei conti.
                               Art. 29
        Meccanismi di controllo per assicurare la trasparenza
         e l'effettiva copertura delle agevolazioni fiscali

  1.  Le  disposizioni  di cui ai commi 1 e 2, dell'articolo 5, ((del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178,)) sul monitoraggio dei crediti di
imposta  si  applicano  anche  con  riferimento  a tutti i crediti di
imposta  vigenti  alla data di entrata in vigore del presente decreto
tenendo  conto  degli  oneri  finanziari  previsti  in relazione alle
disposizioni  medesime.  In  applicazione  del  principio  di  cui al
presente  comma,  al  credito  di  imposta per spese per attivita' di
ricerca  di  cui  all'articolo  1, commi da 280 a 283, della legge 27
dicembre  2006, n. 296, ((. . .)) si applicano le disposizioni di cui
ai commi ((seguenti)).
  2.((Per il credito di imposta di cui all'articolo 1, commi da 280 a 283, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, gli stanziamenti nel bilancio dello Stato sono pari a 375,2 milioni di euro per l'anno 2008, a 533,6 milioni di euro per l'anno 2009, a 654 milioni di euro per l'anno 2010 e a 65,4 milioni di euro per l'anno 2011. A decorrere dall'anno 2009, al fine di garantire congiuntamente la certezza delle strategie di investimento, i diritti quesiti, nonche' l'effettiva copertura finanziaria, la fruizione delcredito di imposta suddetto e' regolata come segue:))
    a)  per  le  attivita'  di  ricerca  che,  sulla  base  di atti o
documenti  aventi data certa, risultano gia' avviate prima della data
di  entrata  in  vigore  del presente decreto, i soggetti interessati
inoltrano per via telematica alla Agenzia delle entrate, entro trenta
giorni dalla data di attivazione della procedura di cui al comma 4, a
pena  di  decadenza  dal contributo, un apposito formulario approvato
dal  Direttore  della predetta Agenzia; l'inoltro del formulario vale
come prenotazione dell'accesso alla fruizione del credito d'imposta;
    b)  per  le  attivita' di ricerca avviate a partire dalla data di
entrata   in   vigore  del  presente  decreto,  la  compilazione  del
formulario  da  parte  dei soggetti interessati ed il suo inoltro per
via  telematica  alla  Agenzia  delle  entrate vale come prenotazione
dell'accesso  alla  fruizione  del  credito  di  imposta successiva a
quello di cui alla lettera a).
  3.  L'Agenzia  delle  entrate,  sulla  base  dei  dati rilevati dai
formulari  pervenuti,  esaminati rispettandone rigorosamente l'ordine
cronologico  di  arrivo,  comunica  telematicamente  e  con procedura
automatizzata ai soggetti interessati:
    a) relativamente alle prenotazioni di cui al comma 2, lettera a),
esclusivamente   un   nulla-osta   ai   soli   fini  della  copertura
finanziaria;  la  fruizione  del  credito  di  imposta  e'  possibile
nell'esercizio  in corso ovvero, in caso di esaurimento delle risorse
disponibili  in  funzione  delle  disponibilita'  finanziarie,  negli
esercizi successivi;
    b) relativamente alle prenotazioni di cui al comma 2, lettera b),
la   certificazione   dell'avvenuta   presentazione  del  formulario,
l'accoglimento  della relativa prenotazione, nonche' ((nei successivi novanta)) giorni ((l'eventuale diniego, in ragione della capienza. In mancanza del diniego, l'assenso si intende fornito decorsi novanta giorni dalla data di comunicazione della certificazione dell'avvenuta prenotazione)).
  4.  Per  il  credito  di  imposta  di cui al comma 2, lettera b), i
soggetti   interessati   espongono   nel   formulario,   secondo   la
pianificazione   scelta,   l'importo   delle   spese  agevolabili  da
sostenere, a pena di decadenza dal beneficio, entro l'anno successivo
a  quello  di  accoglimento  della  prenotazione e, in ogni caso, non
oltre  la  chiusura  del  periodo d'imposta in corso alla data del 31
dicembre  2009.  L'utilizzo  del  credito  d'imposta  per il quale e'
comunicato  il  nulla-osta  e'  consentito,  fatta salva l'ipotesi di
incapienza,  esclusivamente entro il sesto mese successivo al termine
di  cui  al  primo  periodo  e,  in ogni caso, nel rispetto di limiti
massimi  pari,  in  progressione,  al  30  per  cento,  nell'anno  di
presentazione   dell'istanza  e,  per  la  residua  parte,  nell'anno
successivo.
  5.  Il formulario per la trasmissione dei dati di cui ai commi da 2
a  4  del  presente  articolo  e'  approvato  con  provvedimento  del
Direttore  dell'Agenzia  delle  entrate,  adottato  entro  30  giorni
((dalla data di entrata in vigore della legge di conversionedel presente decreto)).  Entro  30  giorni  dalla  data  di adozione del
provvedimento  e'  attivata  la  procedura  per  la  trasmissione del
formulario.
  ((6. Per le spese sostenute nei periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2008, i contribuenti interessati alledetrazioni di cui agli articoli 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, fermi restando i requisiti e le altre condizioni previsti dalle relative disposizioni normative, inviano all'Agenzia delle entrate apposita comunicazione, nei termini e secondo le modalita' previsti con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Con il medesimo provvedimento puo' essere stabilito che la comunicazione sia effettuata esclusivamente in via telematica, anche tramite i soggetti di cui all'articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, e sono stabiliti i termini e le modalita' di comunicazione all'Agenzia delle entrate dei dati in possesso dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente (ENEA) ai sensi del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 19 febbraio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2007. Il predetto decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 19 febbraio 2007, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e' comunque modificato con decreto di natura non regolamentare al fine di semplificare le procedure e di ridurre gli adempimenti amministrativi a carico dei contribuenti. Per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2009 la detrazione dall'imposta lorda deve essere ripartita in cinque rate annuali di pariimporto. 7. Nell'ambito del monitoraggio di cui al comma 1 sull'effettivo utilizzo dei crediti di imposta previsti dagli articoli 7 e 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, l'Agenzia delle entrate effettua, nell'anno 2009, verifiche mirate volte ad accertare l'esistenza di risorse formalmente impegnate ma non utilizzate o non utilizzabili. In relazione a quanto previsto dal primo periodo del presente comma in considerazione dell'effettivo utilizzo dei predetti crediti di imposta, le risorse finanziarie a tale fine preordinate, nonche' altre risorse complessivamente disponibili relative a rimborsi e compensazioni di crediti di imposta, esistenti presso la contabilita' speciale 1778 - Fondi di bilancio, sono ridotte di 1.155,6 milioni di euro. Le predette risorse sono versate al bilancio dello Stato nella misura di 286,3 milioni di euro per l'anno 2009, di 263,1 milioni di euro per l'anno 2010, di 341,8 milioni di euro per l'anno 2011 e di 264,4 milioni di euro per l'anno 2013.))
  8.((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2)).
  9.((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2)).
  10.((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2)).
  11.((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2)).
                               Art. 30
                    Controlli sui circoli privati

  1. I corrispettivi, le quote e i contributi di cui all'articolo 148
del  testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e all'articolo
4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633
non  sono  imponibili  a condizione che gli enti associativi siano in
possesso   dei   requisiti   qualificanti  previsti  dalla  normativa
tributaria  e,  ad  esclusione  delle  organizzazioni di volontariato
iscritte  nei registri regionali di cui all'articolo 6 della legge 11
agosto  1991, n. 266, in possesso dei requisiti di cui al comma 5 del
presente  articolo,  trasmettano per via telematica all'Agenzia delle
entrate  ,  al fine di consentire gli opportuni controlli,i dati e le
notizie  rilevanti  ai  fini  fiscali mediante un apposito modello da
approvare  entro  il  31 gennaio 2009 con provvedimento del Direttore
dell'Agenzia delle entrate.
  2.  Con  il medesimo provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle
entrate  sono  stabiliti  i  tempi e le modalita' di trasmissione del
modello  di  cui  al  comma 1, anche da parte delle associazioni gia'
costituite  alla  data  di entrata in vigore del presente decreto, ad
esclusione delle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri
regionali  di  cui all'articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266,
in  possesso  dei  requisiti di cui al comma 5 del presente articolo,
nonche'  le  modalita'  di  comunicazione da parte dell'Agenzia delle
entrate in merito alla completezza dei dati e delle notizie trasmessi
ai sensi del comma 1.
  3.  L'onere  della  trasmissione di cui al comma 1 e' assolto anche
dalle societa' sportive dilettantistiche di cui all'articolo 90 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289.
  3-bis.  Le  disposizioni  di  cui  al comma 1 non si applicano alle
associazioni  pro  loco  che optano per l'applicazione delle norme di
cui  alla  legge  16  dicembre  1991, n. 398, e agli enti associativi
dilettantistici iscritti nel registro del Comitato olimpico nazionale
italiano che non svolgono attivita' commerciale.
  4. All'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460,
dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
"2-bis.  Si considera attivita' di beneficenza, ai sensi del comma 1,
lettera a), numero 3), anche la concessione di erogazioni gratuite in
denaro  con utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale
o  da  donazioni appositamente raccolte, a favore di enti senza scopo
di  lucro  che operano prevalentemente nei settori di cui al medesimo
comma  1,  lettera  a),  per  la realizzazione diretta di progetti di
utilita' sociale".
  5.  La  disposizione  di  cui all'articolo 10, comma 8, del decreto
legislativo  4  dicembre 1997, n. 460, si applica alle associazioni e
alle altre organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto
1991, n. 266 che non svolgono attivita' commerciali diverse da quelle
marginali  individuate  con  decreto  del  Ministro  delle finanze 25
maggio 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 134 del 10 giugno
1995.
  5-bis.   Al   comma  2  dell'articolo  10  del  testo  unico  delle
disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, di cui al
decreto   legislativo   31   ottobre   1990,  n.  347,  e  successive
modificazioni, le parole: " quarto e quinto periodo " sono sostituite
dalle seguenti: "quarto, quinto e nono periodo".
  5-ter.  Le  norme  di  cui  al  comma 5-bis si applicano fino al 31
dicembre 2009.
  5-quater.  Agli  oneri  derivanti dall'attuazione dei commi 5-bis e
5-ter, pari a 3 milioni di euro per l'anno 2009, si provvede mediante
riduzione  lineare  degli stanziamenti di partecorrente relativi alle
autorizzazioni  di  spesa  come  determinate dalla Tabella C allegata
alla legge 22 dicembre 2008, n. 203.
((20))
---------------
AGGIORNAMENTO (20)
  Il  D.L.  29  dicembre  2010,  n. 225, convertito con modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10 ha disposto (con l'art. 1, comma 1),
in  relazione  al presente articolo, che "E' fissato al 31 marzo 2011
il  termine  di  scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati
nella  tabella  1 allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo
2011".
                             Art. 30-bis
              Disposizioni fiscali in materia di giochi

  1.  A  decorrere  dal 1 gennaio 2009, il prelievo erariale unico di
cui  all'articolo  39, comma 13, del decreto-legge 30 settembre 2003,
n.  269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,
n.  326,  e  successive  modificazioni,  e'  determinato,  in capo ai
singoli  soggetti  passivi d'imposta, applicando le seguenti aliquote
per scaglioni di raccolta delle somme giocate:
    a)  12,6  per  cento  fino  a  concorrenza di una raccolta pari a
quella dell'anno 2008;
    b)  11,6  per  cento,  sull'incremento della raccolta, rispetto a
quella  del  2008,  pari  ad un importo non superiore al 15 per cento
della raccolta del 2008;
    c)  10,6  per  cento,  sull'incremento della raccolta, rispetto a
quella del 2008, pari ad un importo compreso tra il 15 per cento e il
40 per cento della raccolta del 2008;
    d) 9 per cento, sull'incremento della raccolta, rispetto a quella
del 2008, pari ad un importo compreso tra il 40 per cento e il 65 per
cento della raccolta del 2008;
    e)  8 per cento sull'incremento della raccolta, rispetto a quella
del 2008, pari ad un importo superiore al 65 per cento della raccolta
del 2008.
  2.  Fermo  quanto  disposto  dall'articolo  39,  comma  13-bis, del
decreto-legge   30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  24  novembre 2003, n. 326, e successive
modificazioni,  e  dai relativi decreti direttoriali di applicazione,
gli  importi  dei  versamenti  periodici  del prelievo erariale unico
dovuti  dai  soggetti  passivi  di  imposta  in  relazione ai singoli
periodi contabili sono calcolati assumendo un'aliquota pari al 98 per
cento di quella massima prevista dal comma 1, lettera a).
  3.   Le   disposizioni   di  cui  all'articolo  3-bis  del  decreto
legislativo  18 dicembre 1997, n. 462, si applicano alle somme dovute
a norma dell'articolo 39-ter, comma 3, del decreto-legge 30 settembre
2003,  n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003,  n.  326, nonche' dell'articolo 14-quater, comma 3, del decreto
del  Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640. Le garanzie
previste  dal  predetto articolo 3-bis del decreto legislativo n. 462
del  1997  non sono dovute nel caso in cui l'Amministrazione autonoma
dei  monopoli  di Stato verifichi che la fideiussione gia' presentata
dal  soggetto  passivo  di  imposta, a garanzia degli adempimenti del
prelievo erariale unico, sia di importo superiore rispetto alla somma
da  rateizzare.  La  lettera f) del comma 13-bis dell'articolo 39 del
decreto-legge  n.  269 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 236 del 2003, e successive modificazioni, e' abrogata.
  4. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, i commi 281
e 282 sono sostituiti dai seguenti:
"281.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  2011, con decreto del Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  di  concerto con il Ministro delle
politiche   agricole   alimentari  e  forestali  per  quanto  di  sua
competenza,  e'  determinata la quota parte delle entrate erariali ed
extraerariali  derivanti  dai  giochi  pubblici con vincita in denaro
affidati  in  concessione  allo  Stato destinata al Comitato olimpico
nazionale  italiano  (CONI),  per  il  finanziamento  dello  sport, e
all'Unione  nazionale  per  l'incremento  delle razze equine (UNIRE),
limitatamente al finanziamento del monte premi delle corse.
282.  Le  modalita' operative di determinazione della base di calcolo
delle  entrate  erariali ed extraerariali di cui al comma 281 nonche'
le  modalita'  di  trasferimento  periodico  al CONI e all'UNIRE sono
determinate  entro  il  31  marzo  di  ogni  anno  con  provvedimento
dell'Amministrazione  autonoma dei monopoli di Stato, di concerto con
il   Dipartimento   della   Ragioneria   generale   dello   Stato  e,
limitatamente  all'UNIRE,  con  il Ministero delle politiche agricole
alimentari  e  forestali. Per gli anni 2009 e 2010 la quota di cui al
comma 281 e' stabilita in 470 milioni di euro in favore del CONI e in
150 milioni di euro in favore dell'UNIRE".
  5.  A valere sulle maggiori entrate derivanti dall'applicazione del
comma   1  rilevate  annualmente  dall'Amministrazione  autonoma  dei
monopoli  di Stato, una quota complessivamente pari all'1,4 per cento
del prelievo erariale unico, ripartita in parti uguali, e' assegnata,
in  funzione  del processo di risanamento finanziario e riassetto dei
relativi    settori,    anche    progressivamente,   alle   attivita'
istituzionali  del  CONI e dell'UNIRE, con esclusione delle ordinarie
esigenze    di    finanziamento   della   medesima   UNIRE,   nonche'
all'incremento  del monte premi e delle provvidenze per l'allevamento
dei  cavalli,  in  ogni caso in misura non superiore a 140 milioni di
euro per ciascun ente.
  6.  Dal  1°  gennaio  2009,  nei  confronti  del CONI e dell'UNIRE,
cessano   gli  effetti  di  cui  all'articolo  1-bis,  comma  7,  del
decreto-legge   25   settembre   2008,   n.   149,   convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  19  novembre 2008, n. 184, e successive
modificazioni,  fatto  salvo  quanto  previsto dal quarto periodo del
predetto comma 7.
  7.  Agli  oneri  derivanti dal presente articolo si provvede con le
maggiori  entrate  derivanti  dal  comma  1. Con decreto del Ministro
dell'economia  e delle finanze ((, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione,))   e'   disposta  la
destinazione delle eventuali maggiori entrate, che risultino comunque
eccedenti rispetto ai predetti oneri, anche in parte, al fondo di cui
all'articolo  81, comma 30, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al
fondo di cui all'articolo 61, comma 17, del medesimo decreto-legge 25
giugno  2008,  n.  112,  convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, ovvero all'entrata del bilancio dello Stato.
                               Art. 31
                       IVA servizi televisivi

  1.  A  decorrere  dal 1 gennaio 2009 il n. 123-ter della Tabella A,
Parte terza, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e' soppresso.
  2.  L'articolo 2 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 273, e'
sostituito  dal.  seguente:  "Art. 2. (Periodo di applicazione) 1. Le
disposizioni  di cui all'articolo 1 si applicano nei limiti temporali
previsti  dalla  direttiva  2008/8/CE  del Consiglio, del 12 febbraio
2008,  che  modifica  la  direttiva  2006/112/CE  relativa al sistema
comune  di  imposta  sul  valore aggiunto relativamente al periodo di
applicazione del regime di imposta sul valore aggiunto applicabile ai
servizi  di  radiodiffusione e di televisione e a determinati servizi
prestati tramite mezzi elettronici.
  3.  L'addizionale  di cui all'articolo 1, comma 466, della legge 23
dicembre  2005,  n. 266, si applica a decorrere dal periodo d'imposta
in  corso  alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche
al  reddito  proporzionalmente corrispondente ((. . .)) alla quota di
ricavi  derivanti  dalla  trasmissione  di  programmi  televisivi del
medesimo  contenuto ((nonche' ai soggetti che utilizzano trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulita' popolare che si rivolgono al pubblico attraverso numeri telefonici a pagamento)). Nel
citato comma il terzo periodo e' cosi' sostituito:
"Ai  fini del presente comma, per materiale pornografico si intendono
i   giornali   quotidiani   o  periodici,  con  i  relativi  supporti
integrativi,  e  ogni  opera  teatrale,  letteraria, cinematografica,
audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto
informatico  o  telematico,  in  cui  siano presenti immagini o scene
contenenti   atti  sessuali  espliciti  e  non  simulati  tra  adulti
consenzienti,   come  determinati  con  decreto  del  Presidente  del
Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta  del Ministro per i beni e le
attivita'  culturali,  da  emanare  entro  60  giorni ((dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Con lo stesso decreto sono definite le modalita' per l'attuazione del presente comma anche quanto alle trasmissioni volte a sollecitare la credulita' popolare.")).
                             Art. 31-bis
     ((Regime IVA della vendita di documenti di viaggio relativi ai trasporti pubblici urbani di persone o di documenti di sosta relativi a parcheggi veicolari))

  ((1. All'articolo 74, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, la lettera e) e' sostituita dalla seguente: "e) per la vendita di documenti di viaggio relativi ai trasporti pubblici urbani di persone o di documenti di sosta relativi ai parcheggi veicolari, dall'esercente l'attivita' di trasporto ovvero l'attivita' di gestione dell'autoparcheggio, sulla base del prezzo di vendita al pubblico")).
                               Art. 32
                             Riscossione

  1.  All'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  il  comma 1 e' sostituito dal seguente: "1. L'attivita' degli
agenti della riscossione e' remunerata con un aggio, pari al nove per
cento  delle somme iscritte a ruolo riscosse e dei relativi interessi
di mora e che e' a carico del debitore:
      a)  in  misura del 4,65 per cento delle somme iscritte a ruolo,
in  caso  di  pagamento  entro  il sessantesimo giorno dalla notifica
della cartella. In tal caso, la restante parte dell'aggio e' a carico
dell'ente creditore;
      b) integralmente, in caso contrario.";
    b)  il  comma 2 e' sostituito dal seguente: "2. Le percentuali di
cui  ai  commi 1 e 5-bis possono essere rideterminate con decreto non
regolamentare  del Ministro dell'Economia e delle Finanze, nel limite
di due punti percentuali di differenza rispetto a quelle stabilite in
tali   commi,   tenuto   conto   del   carico   dei  ruoli  affidati,
dell'andamento delle riscossioni e dei costi del sistema.";
    c) il comma 3 e' abrogato;
    d)  il  comma  4  e'  sostituito dal seguente: "4. L'agente della
riscossione  trattiene  l'aggio  all'atto  del  riversamento all'ente
impositore delle somme riscosse";
    e)   il   comma   5-bis   e'  sostituito  dal  seguente:  "5-bis.
Limitatamente  alla  riscossione  spontanea  a  mezzo  ruolo, l'aggio
spetta  agli agenti della riscossione nella percentuale stabilita dal
decreto del 4 agosto 2000 del Ministro delle finanze, di concerto con
il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
pubblicato  nel  supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 201
del 29 agosto 2000.";
    e-bis)  al  comma  6, alinea, le parole: "Al concessionario" sono
sostituite  dalle  seguenti:  " All'agente della riscossione" e, alla
lettera  a),  le  parole:  "il  concessionario" sono sostituite dalle
seguenti: "l'agente della riscossione";
    e-ter)  al  comma  7-bis,  le  parole:  "al  concessionario" sono
sostituite dalle seguenti: "all'agente della riscossione".
  2.  Le  disposizioni  del  comma  1 si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2009.
  3.  All'articolo  3, comma 13, del decreto legge 30 settembre 2005,
n.  203, convertito con modificazioni dalla legge 2 dicembre 2005, n.
248, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) alla lettera a) le parole "di pari importo" sono soppresse;
    b) le lettere c) e d) sono sostituite dalle seguenti:
"c)  le  anticipazioni nette effettuate in forza dell'obbligo del non
riscosso come riscosso, riferite a quote non erariali sono restituite
in  venti  rate annuali decorrenti dal 2008, ad un tasso di interesse
pari all'euribor diminuito di 0,50 punti; per tali quote, se comprese
in  domande  di rimborso o comunicazioni di inesigibilita' presentate
prima  della data di entrata in vigore della presente disposizione la
restituzione  dell'anticipazione  e' effettuata con una riduzione del
10%   del   loro  complessivo  ammontare.  La  tipologia  e  la  data
dell'euribor  da  assumere  come  riferimento  sono  stabilite con il
decreto di cui alla lettera a)."
"d)  ai  fini  delle  restituzioni  di cui alle lettere a) e c), sono
rimborsati  rispettivamente  in  dieci  e  venti  annualita'  di pari
entita'  i  crediti  risultanti  alla  data  del 31 dicembre 2007 dai
bilanci   delle  societa'  agenti  della  riscossione.  Il  riscontro
dell'ammontare  dei  crediti  oggetto  di restituzione e' eseguito in
occasione  del  controllo sull'inesigibilita' delle quote, secondo le
disposizioni  in  materia,  da effettuarsi a campione, sulla base dei
criteri  stabiliti da ciascun ente creditore. Il recupero dei crediti
eventualmente  non  spettanti  e'  effettuato  mediante  riversamento
all'entrata del bilancio dello Stato delle somme dovute a seguito del
diniego  del discarico o del rimborso da parte dei soggetti di cui al
comma  10, fatti salvi gli effetti della sanatoria prevista dall'art.
1  commi  426  e  426-bis  della  legge  30 dicembre 2004, n. 311. Le
riscossioni   conseguite  dagli  agenti  della  riscossione  in  data
successiva  al  31  dicembre  2007  sono  riversate  all'entrata  del
bilancio  dello  Stato.  Le  somme incassate fino al 31 dicembre 2008
sono  comunque  riversate,  in  unica  soluzione, entro il 20 gennaio
2009.".
  4. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2
  5.  All'articolo  182-ter  del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a)  il  primo  comma e' sostituito dal seguente: "Con il piano di cui
all'articolo  160  il debitore puo' proporre il pagamento, parziale o
anche  dilazionato,  dei tributi amministrati dalle agenzie fiscali e
dei  relativi  accessori,  nonche'  dei contributi amministrati dagli
enti  gestori  di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e dei
relativi  accessori, limitatamente alla quota di debito avente natura
chirografaria anche se non iscritti a ruolo, ad eccezione dei tributi
costituenti   risorse   proprie  dell'Unione  europea;  con  riguardo
all'imposta   sul   valore   aggiunto,  la  proposta  puo'  prevedere
esclusivamente la dilazione del pagamento. Se il credito tributario o
contributivo  e'  assistito da privilegio, la percentuale, i tempi di
pagamento  e  le  eventuali  garanzie  non possono essere inferiori a
quelli  offerti  ai  creditori  che  hanno  un  grado  di  privilegio
inferiore  o  a quelli che hanno una posizione giuridica ed interessi
economici  omogenei  a  quelli  delle agenzie e degli enti gestori di
forme   di  previdenza  e  assistenza  obbligatorie;  se  il  credito
tributario o contributivo ha natura chirografaria, il trattamento non
puo'  essere  differenziato  rispetto  a quello degli altri creditori
chirografari   ovvero,  nel  caso  di  suddivisione  in  classi,  dei
creditori   rispetto   ai  quali  e'  previsto  un  trattamento  piu'
favorevole.";
b)  al  secondo  comma sono aggiunte, all'inizio, le seguenti parole:
"Ai fini della proposta di accordo sui crediti di natura fiscale,".
  6.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro,  della salute e delle
politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,  da  emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore
della  legge di conversione del presente decreto-legge, sono definite
le  modalita'  di  applicazione  nonche' i criteri e le condizioni di
accettazione  da  parte  degli  enti  previdenziali degli accordi sui
crediti contributivi.
  7.  Alla  legge  27  dicembre  2002, n. 289, dopo l'articolo 16, e'
inserito  il  seguente: "Art.16-bis. - (Potenziamento delle procedure
di  riscossione  coattiva  in  caso  di omesso versamento delle somme
dovute  a  seguito delle definizioni agevolate) 1. Con riferimento ai
debiti iscritti a ruolo) ai sensi degli articoli 7, comma 5, 8, comma
3, 9, comma 12, 15, comma 5, e 16, comma 2, della presente legge:
    a)  il  limite  di  importo  di cui all'articolo 76, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e'
ridotto a cinquemila euro;
    b) non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 77, comma
2,  dello  stesso  decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del
1973;
    c)  l'agente  della riscossione, una volta decorso inutilmente il
termine  di  sessanta  giorni  dalla  notificazione della cartella di
pagamento,  procede  ai sensi dell'articolo 35, comma 25, del decreto
legge  4  luglio  2006,  n. 223, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 agosto 2006, n. 248.
1-bis. Le disposizioni del comma 1 del presente articolo si applicano
anche alle definizioni effettuate ai sensi dell'articolo 9-bis.".
  7-bis.  ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 MARZO 2010, N. 40, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 22 MAGGIO 2010, N. 73))
                             Art. 32-bis 
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 13 MAGGIO 2011, N. 70, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 12 LUGLIO 2011, N. 106)) 
                             Art. 32-ter 
Estensione del sistema di versamento "F24  enti  pubblici"  ad  altre
tipologie  di  tributi,  nonche'  ai   contributi   assistenziali   e
                previdenziali e ai premi assicurativi 
 
  1. Gli enti e gli organismi pubblici di cui  alle  tabelle  A  e  B
allegate  alla  legge  29  ottobre  1984,  n.   720,   e   successive
modificazioni, nonche' le amministrazioni centrali dello Stato di cui
all'articolo 7 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
5 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  247  del  23
ottobre 2007, che per  il  versamento  dell'imposta  regionale  sulle
attivita'  produttive  e  delle  ritenute  operate  alla  fonte   per
l'imposta sui redditi delle persone fisiche e le relative addizionali
si avvalgono del  modello  "  F24  enti  pubblici  ",  approvato  con
provvedimento del Direttore dell'Agenzia  delle  entrate  8  novembre
2007, pubblicato nel  supplemento  ordinario  n.  246  alla  Gazzetta
Ufficiale n. 276 del 27 novembre 2007, utilizzano lo stesso modello "
F24 enti pubblici " per il pagamento di tutti i  tributi  erariali  e
dei contributi  e  premi  dovuti  ai  diversi  enti  previdenziali  e
assicurativi. 
  ((1-bis. Le somme di cui al comma 1 sono versate entro il giorno 16 del mese di scadenza. Se il termine scade di sabato o di giorno festivo il versamento e' tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo. Rimangono invariati i termini di scadenza delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto in base alle dichiarazioni annuali, nonche' il termine previsto dall'articolo 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n. 405, per il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto dovuta a titolo di acconto del versamento relativo al mese di dicembre)). ((22)) 
  2.  Le  modalita'   di   attuazione,   anche   progressive,   delle
disposizioni contenute nel comma 1 sono definite: 
    a) con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate per
i tributi erariali; 
    b) con uno o piu' decreti  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, da emanare di concerto con gli  altri  Ministri  competenti,
per i contributi e i premi. 
  3. ((Ai versamenti relativi ai periodi d'imposta in corso al 31 dicembre degli anni 2008, 2009 e 2010, da eseguire))  mediante  il
modello  "F24  enti  pubblici",  approvato  con   provvedimento   del
Direttore dell'Agenzia delle entrate 8 novembre 2007 e pubblicato nel
supplemento ordinario n. 246 alla Gazzetta Ufficiale n.  276  del  27
novembre 2007, dagli enti e organismi pubblici di cui alle tabelle  A
e B allegate alla  legge  29  ottobre  1984,  n.  720,  e  successive
modificazioni, nonche' dalle amministrazioni  centrali  dello  Stato,
non si applicano le sanzioni (( . . . )) qualora  il  versamento  sia
stato effettuato tardivamente, ma  comunque  entro  il  secondo  mese
successivo alla scadenza stabilita. 
 
    
-------------

    
AGGIORNAMENTO (22) 
  Il D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito con  modificazioni  dalla
L. 12 luglio 2011, n. 106,  ha  disposto  (con  l'art.  7,  comma  2,
lettera bb)) che "Le disposizioni introdotte dal presente  numero  si
applicano a partire dal 1° luglio 2011". 
                              Art. 33.
          Indennita' per la cosiddetta vacanza contrattuale

  1.  Per il personale delle amministrazioni dello Stato, ivi incluso
quello  in  regime  di  diritto  pubblico  destinatario  di procedure
negoziali,  e'  disposta  l'erogazione  con  lo stipendio del mese di
dicembre, in unica soluzione, dell'indennita' di vacanza contrattuale
riferita  al  primo  anno  del  biennio  economico  2008-09  ove  non
corrisposta durante l'anno 2008.
  2.  Le  somme  erogate  sulla  base  di quanto disposto dal comma 1
costituiscono  anticipazione  dei  benefici  complessivi  del biennio
2008-09  da  definire,  in  sede  contrattuale o altro corrispondente
strumento,   a   seguito   dell'approvazione  del  disegno  di  legge
finanziaria per l'anno 2009.
  3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del comma 1, quantificati
per  l'anno  2008  in  257  milioni  di  euro comprensivi degli oneri
contributivi  e  dell'IRAP  di cui al decreto legislativo 15 dicembre
1997,  n. 446, si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo
3, commi 143, 144 e 145, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
  4. Le amministrazioni pubbliche non statali possono provvedere, con
oneri  a  carico  dei rispettivi bilanci, ai sensi di quanto previsto
dall'articolo  3,  comma  146,  della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
all'erogazione dell'importo di cui al comma 1 al proprio personale.
  5.  Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano al
personale  in  regime  di  diritto pubblico di cui all'articolo 3 del
decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  il  cui trattamento
economico e' direttamente disciplinato da disposizioni di legge.
                              Art. 34.
                             LSU Scuola

  1. Per la proroga delle attivita' di cui all'articolo 78, comma 31,
della  legge 23 dicembre 2000, n. 388, e' autorizzata la spesa di 110
milioni di euro per l'anno 2009.
                               Art. 35
                      ((Copertura finanziaria))

  ((1. Alle maggiori spese e alle minori entrate derivanti dall'articolo 1, comma 22, dall'articolo 2, commi 4 e 5-ter, dall'articolo 2-ter, dall'articolo 3, comma 4, dall'articolo 4, commi 1-bise 3, dall'articolo 5, dall'articolo 6 ad esclusione di quelle di cui ai commi 4-bis e 4-quater, dall'articolo 7, dall'articolo 11, comma 5-bis, dall'articolo 15, dall'articolo 19, commi 6, lettera c), e 18, dall'articolo 21, dall'articolo 23 e dall'articolo 34, pari a 4.996,9 milioni di euro per l'anno 2009, a 2.112 milioni di euro per l'anno 2010 e a 2.434,5 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate e delle minori spese recate dal presente decreto)).
                              Art. 36.
                          Entrata in vigore

  1.  Il  presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

  Il  presente decreto, munito del sigillo dello Stato sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

    Dato a Roma, addi' 29 novembre 2008

                             NAPOLITANO

                                   Berlusconi,  Presidente
                                 del  Consiglio dei Ministri
                                    Tremonti,   Ministro
                                dell'economia  e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Alfano
« Torna alla legislazione