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DECRETO-LEGGE 3 ottobre 2006, n. 262

Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di interventi di carattere finanziario per il riequilibrio dei conti pubblici, nonche' di misure per il riordino di settori della pubblica amministrazione; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 settembre 2006; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze; E m a n a il seguente decreto-legge: Art. 1 Accertamento, contrasto all'evasione ed all'elusione fiscale, nonche' potenziamento dell'Amministrazione economico-finanziaria 1. Con determinazioni del direttore dell'Agenzia delle dogane, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti tempi e modalita' per la presentazione esclusivamente in forma telematica: a) dei dati relativi alle contabilita' degli operatori, qualificati come depositari autorizzati, operatori professionali, rappresentanti fiscali ed esercenti depositi commerciali, concernenti l'attivita' svolta nei settori degli oli minerali, dell'alcole e delle bevande alcoliche e degli oli lubrificanti e bitumi di petrolio, a norma degli articoli 5, 8, 9, 25, 29, 61 e 62 del testo unico delle accise di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504; b) del documento di accompagnamento previsto per la circolazione dei prodotti soggetti o assoggettati ad accisa ed alle altre imposizioni indirette previste dal testo unico delle accise di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, a norma degli articoli 6, 10, 12, 61 e 62; c) delle dichiarazioni di consumo per il gas metano e l'energia elettrica di cui agli articoli 26 e 55 del testo unico delle accise di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. 2. All'articolo 50-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, dopo il comma 2 e' inserito il seguente: "2-bis. I soggetti esercenti le attivita' di cui al comma 1, anteriormente all'avvio della operativita' quali depositi IVA, presentano agli uffici delle dogane e delle entrate, territorialmente competenti, apposita comunicazione anche al fine della valutazione, qualora non ricorrano i presupposti di cui al comma 2, quarto periodo, della congruita' della garanzia prestata in relazione alla movimentazione complessiva delle merci.". 3. In applicazione del disposto dell'articolo 11, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio, del 22 luglio 2003, l'ufficio doganale competente, previo consenso del titolare del diritto di proprieta' intellettuale e del dichiarante, detentore o proprietario delle merci sospettate, puo' disporre, a spese del titolare del diritto, la distruzione delle merci medesime. E' fatta salva la conservazione di campioni da utilizzare a fini giudiziari. 4. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri della giustizia e dello sviluppo economico, sono definite modalita' e tempi della procedura di cui al comma 3. 4-bis. All'articolo 3 della legge 19 marzo 2001, n. 92, dopo il comma 1 e' inserito il seguente: "1-bis. Al fine del contenimento dei costi necessari al mantenimento dei reperti, l'amministrazione competente alla custodia dei tabacchi lavorati, decorso un anno dal momento del sequestro, procede alla distruzione dei prodotti, previa campionatura da effettuare secondo modalita' definite con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della giustizia, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente norma". 5. All'articolo 34, comma 4, del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nell'ultimo periodo, le parole: "di cui all'articolo 52" sono sostituite dalle seguenti: "di cui agli articoli 51 e 52"; b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le autorizzazioni per le richieste di cui al numero 6-bis) e per l'accesso di cui al numero 7) del secondo comma dell'articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono rilasciate, per l'Agenzia delle dogane, dal Direttore regionale.". 6. Dopo il comma 12 dell'articolo 110 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' aggiunto il seguente: "12-bis. Le disposizioni dei commi 10 e 11 si applicano anche alle prestazioni di servizi rese dai professionisti domiciliati in Stati o territori non appartenenti all'Unione europea aventi regimi fiscali privilegiati.". 7. All'articolo 35, comma 35-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e dei contratti di sponsorizzazione stipulati dagli atleti medesimi in relazione ai quali la societa' percepisce somme per il diritto di sfruttamento dell'immagine"; b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti il contenuto, le modalita' ed i termini delle trasmissioni telematiche.". 8. Il comma 2 dell'articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e' sostituito dal seguente: "2. Qualora siano state contestate ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, nel corso di un quinquennio, tre distinte violazioni dell'obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale, anche se non sono state irrogate sanzioni accessorie in applicazione delle disposizioni del citato decreto legislativo n. 472 del 1997, e' disposta la sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attivita' ovvero dell'esercizio dell'attivita' medesima per un periodo da tre giorni ad un mese. In deroga all'articolo 19, comma 7, del medesimo decreto legislativo n. 472 del 1997, il provvedimento di sospensione e' immediatamente esecutivo. Se l'importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione eccede la somma di euro 50.000 la sospensione e' disposta per un periodo da un mese a sei mesi". 8-bis. Dopo il comma 2 dell'articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, come sostituito dal comma 8 del presente articolo, sono inseriti i seguenti: "2-bis. La sospensione di cui al comma 2 e' disposta dalla direzione regionale dell'Agenzia delle entrate competente per territorio in relazione al domicilio fiscale del contribuente. Gli atti di sospensione devono essere notificati, a pena di decadenza, entro sei mesi da quando e' stata contestata la terza violazione. 2-ter. L'esecuzione e la verifica dell'effettivo adempimento delle sospensioni di cui al comma 2 e' effettuata dall'Agenzia delle entrate, ovvero dalla Guardia di finanza, ai sensi dell'articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 2-quater. L'esecuzione della sospensione di cui al comma 2 e' assicurata con il sigillo dell'organo procedente e con le sottoscrizioni del personale incaricato ovvero con altro mezzo idoneo a indicare il vincolo imposto a fini fiscali". 8-ter. Le disposizioni di cui all'articolo 12, commi da 2 a 2-quater, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, come modificate o introdotte dai commi 8 e 8-bis del presente articolo, si applicano alle violazioni constatate a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Per le violazioni gia' constatate alla medesima data si applicano le disposizioni previgenti. 9. Ai fini dell'immatricolazione o della successiva voltura di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi, anche nuovi oggetto di acquisto intracomunitario a titolo oneroso, la relativa richiesta e' corredata di copia del modello F24 recante, per ciascun mezzo di trasporto, il numero di telaio e l'ammontare dell'IVA assolta in occasione della prima cessione interna. A tale fine, con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, al modello F24 per il versamento unitario di imposte, contributi e altre somme, a norma dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le necessarie integrazioni. 10. Per i veicoli di cui al comma 9, oggetto di importazione, l'immatricolazione e' subordinata alla presentazione della certificazione doganale attestante l'assolvimento dell'IVA e contenente il riferimento all'eventuale utilizzazione, da parte dell'importatore, della facolta' prevista dall'articolo 8, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nei limiti ivi stabiliti. 11. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate e' fissata la data a decorrere dalla quale si applicano le disposizioni di cui ai commi 9 e 10 e sono individuati i criteri di esclusione dall'applicazione delle disposizioni di cui ai medesimi commi. 12. Nel comma 380 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole da: "Con la convenzione" a: "e' definita" sono sostituite dalle seguenti: "La convenzione prevista dall'articolo 1, comma 1-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, e' gratuita e definisce anche". 13. All'articolo 7, quattordicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, sono soppresse le parole: "mediante posta elettronica certificata". 14. Gli organismi preposti all'attivita' di controllo, accertamento e riscossione dei tributi erariali sono impegnati ad orientare le attivita' operative per una significativa riduzione della base imponibile evasa ed al contrasto dell'impiego del lavoro non regolare, del gioco illegale e delle frodi negli scambi intracomunitari e con Paesi esterni al mercato comune europeo. Una quota parte delle maggiori entrate derivanti dal presente comma, per un ammontare non superiore a 10 milioni di euro per l'anno 2007 e 30 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2008, e' destinata ad un apposito fondo destinato a finanziare, nei confronti del personale dell'Amministrazione economico-finanziaria per meta' delle risorse, nonche' delle amministrazioni statali, per la restante meta' delle risorse, la concessione di incentivi all'esodo, la concessione di incentivi alla mobilita' territoriale, l'erogazione di indennita' di trasferta, nonche' uno specifico programma di assunzioni di personale qualificato. Le modalita' di attuazione del presente comma sono stabilite in sede di contrattazione integrativa. 15. Con il regolamento di organizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze da adottare, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Governo procede, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche al riordino delle Agenzie fiscali e dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Al fine di razionalizzare l'ordinamento dell'Amministrazione economico-finanziaria, potenziando gli strumenti di analisi della spesa e delle entrate nei bilanci pubblici, di valutazione e controllo della spesa pubblica e l'azione di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale, con il predetto regolamento si dispone, in particolare, anche la fusione, soppressione, trasformazione e liquidazione di enti ed organismi. 16. Lo schema di regolamentoprevisto dal comma 15, corredato di relazione tecnica sugli effetti finanziari delle disposizioni in esso contenute, e' trasmesso alle Camere per l'acquisizione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, le quali rendono il parere entro trenta giorni dall'assegnazione. Decorso il predetto termine senza che le Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, il regolamento puo' essere comunque emanato. 17. Al fine di ridurre gli oneri derivanti dal funzionamento degli organismi collegiali la struttura interdisciplinare prevista dall'articolo 73, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il comitato di coordinamento del Servizio consultivo ed ispettivo tributario, il Comitato di indirizzo strategico della Scuola superiore dell'economia e delle finanze nonche' la Commissione consultiva per la riscossione sono soppressi. L'autorizzazione di spesa prevista dall'articolo 52, comma 37, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive modificazioni, e' soppressa. L'autorizzazione di spesa prevista per l'attivita' della Scuola superiore dell'economia e delle finanze dall'articolo 4, comma 61, secondo periodo, della legge 23 dicembre 2003, n. 350, e' ridotta a 4 milioni di euro annui; la meta' delle risorse finanziarie previste dall'anzidetta autorizzazione di spesa, come ridotta dal presente periodo, puo' essere utilizzata dal Ministero dell'economia e delle finanze per l'affidamento, anche a societa' specializzate, di consulenze, studi e ricerche aventi ad oggetto il riordino dell'amministrazione economico-finanziaria ((e, fino al 31 dicembre 2011, per le esigenze di documentazione, di studio e di ricerca connesse al completo svolgimento delle attivita' indicate nella legge 5 maggio 2009, n. 42, e nella legge 31 dicembre 2009, n. 196)). 18. All'articolo 67 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, il secondo ed il terzo periodo del comma 3 sono sostituiti dai seguenti: "Meta' dei componenti sono scelti tra i professori universitari e i dipendenti di pubbliche amministrazioni dotati di specifica competenza professionale attinente ai settori nei quali opera l'agenzia. I restanti componenti sono scelti tra i dirigenti dell'agenzia.". 19. In sede di prima applicazione della disposizione di cui al comma 18 i comitati di gestione delle agenzie fiscali in carica alla data di entrata in vigore del presente decreto cessano automaticamente il trentesimo giorno successivo.
                               Art. 2
                  Misure in materia di riscossione

  1. All'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 30 settembre 2005, n.
203,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n.
248, le parole da: "la maggioranza" fino a: "ed" sono soppresse.
  2.  All'articolo  3 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112,
dopo il comma 6 e' inserito il seguente:
"6-bis.  L'attivita'  di  riscossione  a  mezzo  ruolo  delle entrate
indicate  dal  comma  6, se esercitata dagli agenti della riscossione
con  esclusivo  riferimento  alla riscossione coattiva, e' remunerata
con  un  compenso  maggiorato  del  25  per  cento  rispetto a quello
ordinariamente  previsto,  per la riscossione delle predette entrate,
in attuazione dell'articolo 17".
  3. Al decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, sono apportate le
seguenti modificazioni:
    a) nell'articolo 17:
      1) il comma 3 e' sostituito dal seguente: "3. L'aggio di cui al
comma 1 e' a carico del debitore:
      a)  in  misura  determinata  con  il decreto di cui allo stesso
comma 1, e comunque non superiore al 5 per cento delle somme iscritte
a  ruolo,  in  caso  di  pagamento entro il sessantesimo giorno dalla
notifica della cartella di pagamento; in tale caso, la restante parte
dell'aggio e' a carico dell'ente creditore;
      b) integralmente, in caso contrario";
      2)  dopo  il  comma 3 e' inserito il seguente: "3-bis. Nel caso
previsto  dall'art.  32, comma 1, lettera a), del decreto legislativo
26 febbraio 1999, n. 46, l'aggio di cui al commi 1 e 2 e' a carico:
      a)  dell'ente  creditore,  se  il  pagamento  avviene  entro il
sessantesimo giorno dalla data di notifica della cartella;
      b) del debitore, in caso contrario";
      3)  al  comma  7-ter e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
"Nei  casi  di  cui  al  comma 6, lettera a), sono a carico dell'ente
creditore  le  spese  vive  di  notifica  della  stessa  cartella  di
pagamento";
    b)   nell'articolo  20,  comma  3,  le  parole:  "comma  6"  sono
sostituite dalle seguenti: "commi 6 e 7-ter".
  4.  All'articolo  3  del  decreto-legge  30 settembre 2005, n. 203,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,
dopo il comma 7 e' inserito il seguente:
"7-bis. A seguito dell'acquisto dei rami d'azienda di cui al comma 7,
primo  periodo,  i  privilegi  e  le  garanzie  di qualsiasi tipo, da
chiunque  prestate  o  comunque  esistenti  a  favore  del venditore,
nonche'  le trascrizioni nei pubblici registri degli atti di acquisto
dei  beni  oggetto  di  locazione finanziaria compresi nella cessione
conservano   la   loro   validita'   e   il   loro   grado  a  favore
dell'acquirente,  senza  bisogno  di alcuna formalita' o annotazione,
previa pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale".
  5.  All'articolo  3,  comma  22,  lettera  a), del decreto-legge 30
settembre  2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2
dicembre  2005,  n. 248, le parole: "commi 118 e 119" sono sostituite
dalle seguenti: "comma 118".
  6.  Nel  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602, l'articolo 72-bis e' sostituito dal seguente:
"Art.  72-bis  (Pignoramento dei crediti verso terzi). - 1. Salvo che
per   i  crediti  pensionistici  e  fermo  restando  quanto  previsto
dall'articolo  545,  commi  quarto,  quinto  e  sesto,  del codice di
procedura  civile,  l'atto  di  pignoramento dei crediti del debitore
verso   terzi  puo'  contenere,  in  luogo  della  citazione  di  cui
all'articolo  543,  secondo  comma,  numero 4, dello stesso codice di
procedura civile, l'ordine al terzo di pagare il credito direttamente
al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede:
    a) nel termine di quindici giorni dalla notifica dell'atto di
pignoramento,  per  le  somme per le quali il diritto alla percezione
sia maturato anteriormente alla data di tale notifica;
    b) alle rispettive scadenze, per le restanti somme.
  2. Nel caso di inottemperanza all'ordine di pagamento, si applicano
le disposizioni di cui all'articolo 72, comma 2".
  7.  All'articolo  35  del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n. 223,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 4 agosto 2006, n. 248,
dopo il comma 25 e' inserito il seguente:
"25-bis.  In caso di morosita' nel pagamento di importi da riscuotere
mediante ruolo complessivamente superiori a venticinquemila euro, gli
agenti   della   riscossione,  previa  autorizzazione  del  direttore
generale  ed  al  fine  di acquisire copia di tutta la documentazione
utile  all'individuazione  dell'importo dei crediti di cui i debitori
morosi  sono  titolari  nei  confronti  di  soggetti  terzi,  possono
esercitare  le  facolta'  ed  i poteri previsti dagli articoli 33 del
decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
52  del  decreto  del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633".
  8. L'articolo 75-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, e' sostituito dal seguente:
"Art.  75-bis  (Dichiarazione stragiudiziale del terzo). - 1. Decorso
inutilmente  il  termine  di cui all'art. 50, comma 1, l'agente della
riscossione,  prima  di procedere ai sensi degli articoli 72 e 72-bis
del  presente  decreto  e degli articoli 543 e seguenti del codice di
procedura  civile  ed anche simultaneamente all'adozione delle azioni
esecutive  e cautelari previste nel presente decreto, puo' chiedere a
soggetti  terzi,  debitori del soggetto che e' iscritto a ruolo o dei
coobbligati,   di  indicare  per  iscritto,  ove  possibile  in  modo
dettagliato, le cose e le somme da loro dovute al creditore.
  2.  Nelle  richieste  formulate  ai sensi del comma 1 e' fissato un
termine  per  l'adempimento  non  inferiore  a  trenta  giorni  dalla
ricezione.  In  caso  di  inadempimento, si applicano le disposizioni
previste  dall'articolo  10 del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n.   471.   All'irrogazione  della  relativa  sanzione  provvede,  su
documentata  segnalazione  dell'agente della riscossione procedente e
con  le  modalita'  previste  dall'articolo  16,  commi da 2 a 7, del
decreto  legislativo  18  dicembre  1997,  n.  472,  l'ufficio locale
dell'Agenzia  delle  entrate  competente  in  ragione  del  domicilio
fiscale del soggetto cui e' stata rivolta la richiesta.
  3.  Gli  agenti  della riscossione possono procedere al trattamento
dei  dati  acquisiti  ai  sensi  del  presente articolo senza rendere
l'informativa  prevista  dall'articolo  13  del  codice in materia di
protezione  dei  dati  personali,  di  cui  al decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196".
  9.  Nel  titolo  II,  capo  I,  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica  29 settembre 1973, n. 602, dopo l'articolo 48 e' inserito
il seguente:
"Art.   48-bis.   (Disposizioni   sui   pagamenti   delle   pubbliche
amministrazioni).   -   1.   Le   amministrazioni  pubbliche  di  cui
all'articolo  1,  comma  2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,  e  le  societa'  a prevalente partecipazione pubblica, prima di
effettuare,  a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore
a  diecimila  euro,  verificano,  anche  in  via  telematica,  se  il
beneficiario  e'  inadempiente  all'obbligo  di  versamento derivante
dalla  notifica  di una o piu' cartelle di pagamento per un ammontare
complessivo  pari  almeno  a tale importo e, in caso affermativo, non
procedono  al  pagamento  e segnalano la circostanza all'agente della
riscossione   competente   per  territorio,  ai  fini  dell'esercizio
dell'attivita' di riscossione delle somme iscritte a ruolo.
  2.  Con  regolamento  del Ministro dell'economia e delle fmanze, da
adottare  ai  sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988,  n.  400,  sono  stabilite  le  modalita'  di  attuazione delle
disposizioni di cui al comma 1".
  10. All'articolo 156 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
il comma 3 e' sostituito dal seguente:
"3.  La  riscossione  volontaria della tariffa puo' essere effettuata
con  le modalita' di cui al capo III del decreto legislativo 9 luglio
1997,  n.  241,  previa  convenzione  con l'Agenzia delle entrate. La
riscossione, sia volontaria sia coattiva, della tariffa puo' altresi'
essere  affidata ai soggetti iscritti all'albo previsto dall'articolo
53  del  decreto  legislativo  15 dicembre 1997, n. 446, a seguito di
procedimento ad evidenza pubblica".
  11.  All'articolo  17, comma 2, del decreto legislativo 26 febbraio
1999,  n.  46,  dopo  la  parola: "locali" sono aggiunte, in fine, le
seguenti: ", nonche' quella della tariffa di cui all'articolo 156 del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152".
  12.  All'articolo 3, comma 28, del decreto-legge 30 settembre 2005,
n.  203,  convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,
n.  248,  dopo  le  parole:  "comma  7,"  sono  inserite le seguenti:
"complessivamente denominate agenti della riscossione,".
  13.  Nel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602, dopo l'articolo 28-bis e' inserito il seguente:
"Art. 28-ter (Pagamento mediante compensazione volontaria con crediti
d'imposta).  -  1.  In  sede  di erogazione di un rimborso d'imposta,
l'Agenzia  delle entrate verifica se il beneficiario risulta iscritto
a  ruolo e, in caso affermativo, trasmette in via telematica apposita
segnalazione  all'agente della riscossione che ha in carico il ruolo,
mettendo  a  disposizione  dello  stesso,  sulla  contabilita' di cui
all'articolo  2,  comma  1,  del  decreto  del Direttore generale del
dipartimento  delle  entrate  del  Ministero delle finanze in data 1°
febbraio  1999,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  28 del 4
febbraio 1999, le somme da rimborsare.
  2.  Ricevuta  la  segnalazione  di  cui  al comma 1, l'agente della
riscossione  notifica  all'interessato  una proposta di compensazione
tra  il  credito d'imposta ed il debito iscritto a ruolo, sospendendo
l'azione  di  recupero  ed  invitando  il debitore a comunicare entro
sessanta giorni se intende accettare tale proposta.
  3.   In   caso  di  accettazione  della  proposta,  l'agente  della
riscossione  movimenta  le  somme  di  cui al comma 1 e le riversa ai
sensi  dell'articolo  22,  comma 1, del decreto legislativo 13 aprile
1999,  n.  112, entro i limiti dell'importo complessivamente dovuto a
seguito dell'iscrizione a ruolo.
  4.  In  caso  di  rifiuto  della  predetta  proposta  o  di mancato
tempestivo   riscontro   alla   stessa,  cessano  gli  effetti  della
sospensione  di  cui al comma 2 e l'agente della riscossione comunica
in  via  telematica  all'Agenzia  delle  entrate  che non ha ottenuto
l'adesione dell'interessato alla proposta di compensazione.
  5. All'agente della riscossione spetta il rimborso delle spese vive
sostenute  per  la notifica dell'invito di cui al comma 2, nonche' un
rimborso  forfetario  pari  a quello di cui all'art. 24, comma 1, del
regolamento  di cui al decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre
1993,  n.  567, maggiorato del cinquanta per cento, a copertura degli
oneri  sostenuti  per  la  gestione  degli  adempimenti  attinenti la
proposta di compensazione.
  6.  Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono
approvate   le   specifiche   tecniche  di  trasmissione  dei  flussi
informativi  previsti  dal  presente  articolo  e  sono  stabilite le
modalita'  di  movimentazione  e  di  rendicontazione delle somme che
transitano  sulle contabilita' speciali di cui al comma 1, nonche' le
modalita'  di  richiesta  e di erogazione dei rimborsi spese previsti
dal comma 5".
  14.   Nel  decreto  legislativo  26  febbraio  1999,  n.  46,  dopo
l'articolo 20 e' inserito il seguente:
"Art. 20-bis (Ambito di applicazione dell'articolo 28-ter del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602). - 1. Puo'
essere   effettuato  mediante  la  compensazione  volontaria  di  cui
all'articolo  28-ter  del  decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre  1973,  n. 602, il pagamento di tutte le entrate iscritte a
ruolo   dall'Agenzia   delle   entrate.   Tuttavia,   l'agente  della
riscossione,  una  volta  ricevuta  la segnalazione di cui al comma 1
dello  stesso  articolo  28-ter, formula la proposta di compensazione
con  riferimento  a  tutte  le  somme  iscritte  a ruolo a carico del
soggetto indicato in tale segnalazione.
  2.  Le  altre  Agenzie  fiscali  e  gli  enti previdenziali possono
stipulare   una   convenzione   con   l'Agenzia   delle  entrate  per
disciplinare   la  trasmissione,  da  parte  di  quest'ultima,  della
segnalazione di cui al citato art. 28-ter, comma 1, anche nel caso in
cui  il  beneficiario di un credito d'imposta sia iscritto a ruolo da
uno  dei  predetti  enti  creditori. Con tale convenzione e' regolata
anche  la  suddivisione,  tra gli stessi enti creditori, dei rimborsi
spese spettanti all'agente della riscossione".
  15.  Il  comma 2 dell'articolo 41 del decreto legislativo 13 aprile
1999, n. 112, e' sostituito dal seguente:
"2.   L'agente   della  riscossione  puo'  essere  rappresentato  dai
dipendenti  delegati  ai  sensi  del  comma  1,  che possono stare in
giudizio personalmente, salvo che non debba procedersi all'istruzione
della causa, nei procedimenti relativi:
    a)  alla dichiarazione tardiva di credito di cui all'articolo 101
del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
    b)  al  ricorso  di  cui all'articolo 499 del codice di procedura
civile;
    c)  alla citazione di cui all'articolo 543, secondo comma, numero
4, del codice di procedura civile".
  16. L'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, si
interpreta  nel  senso  che  le disposizioni nello stesso previste si
applicano anche ai contributi stabiliti nella legge 4 giugno 1973, n.
311.
  17.  Per il servizio di riscossione dei contributi e premi previsti
dall'articolo  17  del  decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e'
dovuto  all'Agenzia  delle  entrate il rimborso degli oneri sostenuti
per   garantire   il   servizio   di  riscossione.  Le  modalita'  di
trasmissione  dei flussi informativi, nonche' il rimborso delle spese
relativi   alle  operazioni  di  riscossione  sono  disciplinati  con
convenzione   stipulata  tra  l'Agenzia  delle  entrate  e  gli  enti
interessati.
  18.  All'articolo  36  del  decreto-legge  4  luglio  2006, n. 223,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 4 agosto 2006, n. 248,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 7 e' sostituito dal seguente:
    "7. Ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili il
costo  complessivo dei fabbricati strumentali e' assunto al netto del
costo  delle  aree  occupate  dalla  costruzione  e  di quelle che ne
costituiscono  pertinenza. Il costo da attribuire alle predette aree,
ove  non  autonomamente  acquistate in precedenza, e' quantificato in
misura  pari  al  maggior  valore  tra  quello  esposto  in  bilancio
nell'anno  di acquisto e quello corrispondente al 20 per cento e, per
i  fabbricati  industriali,  al  30  per  cento del costo complessivo
stesso. Per fabbricati industriali si intendono quelli destinati alla
produzione o trasformazione di beni";
    b) dopo il comma 7 e' inserito il seguente:
    "7-bis.  Le  disposizioni  del comma 7 si applicano, con riguardo
alla  quota  capitale  dei canoni, anche ai fabbricati strumentali in
locazione  finanziaria.  Per la determinazione dell'acconto dovuto ai
sensi  del comma 34 non si tiene conto della disposizione del periodo
precedente";
    c) il comma 8 e' sostituito dal seguente:
    "8.  In  deroga  all'articolo  3,  comma 1, della legge 27 luglio
2000,  n. 212, recante disposizioni in materia di statuto dei diritti
del  contribuente,  le  norme di cui ai precedenti commi 7 e 7-bis si
applicano  a  decorrere  dal  periodo d'imposta in corso alla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto  anche  per  le  quote di
ammortamento  e i canoni di leasing relativi ai fabbricati acquistati
o acquisiti a partire da periodi d'imposta precedenti.
    In  tal  caso,  ai  fini  della individuazione del maggior valore
indicato  al  comma  7,  si tiene conto del valore delle aree esposto
nell'ultimo  bilancio  approvato  prima della entrata in vigore della
presente   disposizione   e   del  valore  risultante  applicando  le
percentuali  di  cui  al comma 7 al costo complessivo del fabbricato,
risultante   dal  medesimo  bilancio,  assunto  al  netto  dei  costi
incrementativi  capitalizzati  e  delle rivalutazioni effettuate. Per
ciascun  fabbricato  il  residuo  valore  ammortizzabile e' pari alla
quota  di  costo  riferibile  allo  stesso  al  netto  delle quote di
ammortamento  dedotte  nei periodi d'imposta precedenti calcolate sul
costo complessivo".
  19.  All'articolo  2,  comma 3, del decreto legislativo 21 novembre
1997,  n.  461,  le  parole: "il mutuatario e il cessionario a pronti
hanno  diritto  al  credito  d'imposta sui dividendi soltanto se tale
diritto  sarebbe  spettato,  anche  su opzione, al mutuante ovvero al
cedente a pronti" sono sostituite dalle seguenti: "al mutuatario e al
cessionario  a  pronti  si  applica  il regime previsto dall'art. 89,
comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, soltanto se
tale  regime  sarebbe  stato  applicabile  al mutuante o al cedente a
pronti".
  20.  La disposizione del comma 19 si applica ai contratti stipulati
a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
  21.  All'articolo  1,  comma  496, della legge 23 dicembre 2005, n.
266, le parole: "12,50 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "20
per cento".
  22.  Il  comma 13 dell'articolo 36 del decreto-legge 4 luglio 2006,
n.  223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.
248, e' sostituito dal seguente:
"13.  Le disposizioni della lettera a) del comma 12 si applicano alle
perdite relative ai primi tre periodi d'imposta formatesi a decorrere
dal  periodo  d'imposta  in  corso alla data di entrata in vigore del
presente  decreto.  Per  le  perdite  relative  ai  primi tre periodi
d'imposta  formatesi  in  periodi  anteriori alla predetta data resta
ferma  l'applicazione  dell'art.  37-bis  del  decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600".
  23.  Il  comma 11 dell'articolo 36 del decreto-legge 4 luglio 2006,
n.  223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.
248, e' sostituito dal seguente:
"11.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  9  e 10 hanno effetto con
riferimento  ai redditi delle societa' partecipate relativi a periodi
d'imposta che iniziano successivamente alla data di entrata in vigore
del  presente  decreto.  Per  i  redditi  delle  societa' partecipate
relativi  a  periodi  d'imposta  precedenti  alla predetta data resta
ferma  l'applicazione  delle  disposizioni di cui all'articolo 37-bis
del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600".
  24.  Per  l'anno 2006, l'articolo 3, comma 1, del testo unico delle
imposte   sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n. 917, si applica nel testo vigente
alla data del 3 luglio 2006.
  25.  Nel  testo  unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del  Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n. 917, dopo
l'articolo 188 e' inserito il seguente:
"Art.  188-bis  (Campione  d'Italia).  -  1. Ai fini dell'imposta sul
reddito  delle  persone  fisiche,  i  redditi  delle  persone fisiche
iscritte  nei  registri  anagrafici  del  comune di Campione d'Italia
prodotti  in  franchi svizzeri nel territorio dello stesso comune per
un importo complessivo non superiore a 200.000 franchi sono computati
in euro sulla base del cambio di cui all'articolo 9, comma 2, ridotto
forfetariamente del 20 per cento.
  2.  I soggetti di cui al presente articolo assolvono il loro debito
d'imposta in euro.
  3.  Ai  fini  del  presente  articolo  si  considerano iscritte nei
registri  anagrafici del comune di Campione d'Italia anche le persone
fisiche  aventi  domicilio fiscale nel medesimo comune le quali, gia'
residenti   nel   comune   di   Campione   d'Italia,   sono  iscritte
nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) dello stesso
comune e residenti nel Canton Ticino della Confederazione elvetica".
  26.  Le  disposizioni  dell'articolo  188-bis del testo unico delle
imposte   sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come introdotto dal comma 25 del
presente  articolo,  si  applicano  a  decorrere  dall'anno 2007. Per
l'anno  2006,  si  applicano  le  disposizioni  dell'articolo 188 del
medesimo   testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  n. 917 del 1986, nel testo vigente alla data del 3 luglio
2006.
  27.  Il  comma 31 dell'articolo 36 del decreto-legge 4 luglio 2006,
n.  223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.
248, e' abrogato.
  28.  COMMA ABROGATO DAL D.L. 1 OTTOBRE 2007, N. 159, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 29 NOVEMBRE 2007, N. 222.
  29. I periodi secondo, terzo e quarto del comma 2-bis dell'articolo
51  del  testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come introdotti
dal  comma  25  dell'art. 36 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 4 agosto 2006, n. 248,
sono  sostituiti  dai  seguenti: "La disposizione di cui alla lettera
g-bis)  del  comma  2  si  rende  applicabile  esclusivamente  quando
ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:
    a) che l'opzione sia esercitabile non prima che siano scaduti tre
anni dalla sua attribuzione;
    b)  che, al momento in cui l'opzione e' esercitabile, la societa'
risulti quotata in mercati regolamentati;
    c)  che  il  beneficiario  mantenga  per  almeno  i  cinque  anni
successivi  all'esercizio  dell'opzione  un  investimento  nei titoli
oggetto  di opzione non inferiore alla differenza tra il valore delle
azioni  al  momento  dell'assegnazione  e l'ammontare corrisposto dal
dipendente. Qualora detti titoli oggetto di investimento siano ceduti
o  dati  in garanzia prima che siano trascorsi cinque anni dalla loro
assegnazione,  l'importo  che non ha concorso a formare il reddito di
lavoro  dipendente  al  momento  dell'assegnazione  e' assoggettato a
tassazione nel periodo d'imposta in cui avviene la cessione ovvero la
costituzione in garanzia".
  30.   L'ultimo   periodo   del   comma   34  dell'articolo  37  del
decreto-legge  4  luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  4  agosto  2006,  n.  248,  e' sostituito dal seguente:
"Restano   fermi   gli   obblighi   di   certificazione  fiscale  dei
corrispettivi  previsti dall'art. 12 della legge 30 dicembre 1991, n.
413,  e  dal  regolamento  di  cui  al  decreto  del Presidente della
Repubblica  21  dicembre  1996,  n.  696,  nonche' di emissione della
fattura  su  richiesta  del  cliente,  fatta eccezione per i soggetti
indicati  all'articolo  1,  commi  da  429  a 430-bis, della legge 30
dicembre 2004, n. 311".
  31.  Il  comma  6 dell'articolo 34 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e' sostituito dal seguente:
"6.  I  produttori  agricoli  che  nell'anno  solare precedente hanno
realizzato o, in caso di inizio di attivita', prevedono di realizzare
un  volume d'affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno
due  terzi  da cessioni di prodotti di cui al comma 1, sono esonerati
dal  versamento  dell'imposta  e  da tutti gli obblighi documentali e
contabili,   compresa   la   dichiarazione  annuale,  fermo  restando
l'obbligo  di numerare e conservare le fatture e le bollette doganali
a  norma  dell'art. 39. I cessionari e i committenti, se acquistano i
beni  o  utilizzano  i  servizi  nell'esercizio  dell'impresa, devono
emettere  fattura, con le modalita' e nei termini di cui all'articolo
21,  indicandovi  la  relativa  imposta,  determinata  applicando  le
aliquote    corrispondenti   alle   percentuali   di   compensazione,
consegnarne  copia al produttore agricolo e registrarla separatamente
a  norma dell'articolo 25. Le disposizioni del presente comma cessano
comunque  di avere applicazione a partire dall'anno solare successivo
a  quello  in  cui  e'  stato  superato  il  limite  di  7.000 euro a
condizione  che non sia superato il limite di un terzo delle cessioni
di  altri beni. I produttori agricoli hanno facolta' di non avvalersi
delle  disposizioni  del presente comma. In tale caso, l'opzione o la
revoca  si  esercitano  con le modalita' stabilite dal regolamento di
cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n.
442, e successive modificazioni".
  32.  All'articolo  3,  comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre
1997,   n.   446,   recante   individuazione   dei  soggetti  passivi
dell'imposta  regionale  sulle attivita' produttive, la lettera d) e'
sostituita dalla seguente:
"d)  i  produttori  agricoli  titolari  di  reddito  agrario  di  cui
all'articolo  32  del predetto testo unico, esclusi quelli con volume
d'affari  annuo  non superiore a 7.000 euro, i quali si avvalgono del
regime previsto dall'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,
sempreche'  non  abbiano  rinunciato  all'esonero  a norma del quarto
periodo del citato comma 6 dell'articolo 34".
  33.  Al  fine  di consentire la semplificazione degli adempimenti a
carico   del   cittadino  ed  al  contempo  conseguire  una  maggiore
rispondenza   del   contenuto  delle  banche  dati  dell'Agenzia  del
territorio  all'attualita'  territoriale,  a decorrere dal 1° gennaio
2007  le  dichiarazioni  relative  all'uso  del  suolo  sulle singole
particelle  catastali rese dai soggetti interessati nell'ambito degli
adempimenti   dichiarativi   presentati   agli   organismi  pagatori,
riconosciuti   ai   fini  dell'erogazione  dei  contributi  agricoli,
previsti  dalla  normativa  comunitaria  relativa alle Organizzazioni
comuni  di  mercato (OCM) del settore agricolo , esonerano i soggetti
tenuti  all'adempimento  previsto  dall'articolo  30  del testo unico
delle  imposte  sui  redditi,  di cui al decreto del Presidente della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917. A tale fine la richiesta di
contributi  agricoli,  contenente  la dichiarazione di cui al periodo
precedente  relativamente all'uso del suolo, deve contenere anche gli
elementi  per  consentire  l'aggiornamento  del catasto, ivi compresi
quelli  relativi  ai  fabbricati  inclusi  nell'azienda  agricola, e,
conseguentemente,   risulta   sostitutiva   per  il  cittadino  della
dichiarazione  di  variazione colturale da rendere al catasto terreni
stesso.  Le  disposizioni  di  cui al periodo precedente si applicano
anche  alle comunicazioni finalizzate all'aggiornamento del fascicolo
aziendale  costituito  a  norma del regolamento di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica 1 dicembre 1999, n. 503. All'atto della
accettazione delle suddette dichiarazioni l'Agenzia per le erogazioni
in  agricoltura (AGEA) predispone una proposta di aggiornamento della
banca   dati   catastale,   attraverso  le  procedure  informatizzate
rilasciate  dall'Agenzia  del  territorio ai sensi del regolamento di
cui  al  decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, e
la  trasmette  alla  medesima Agenzia per l'aggiornamento della banca
dati.  L'Agenzia  del territorio, sulla base delle suddette proposte,
provvede  ad  inserire  nei propri atti i nuovi redditi relativi agli
immobili  oggetto  delle variazioni colturali. Tali redditi producono
effetto fiscale, in deroga alle vigenti disposizioni, a decorrere dal
1°  gennaio  dell'anno  in  cui viene presentata la dichiarazione. In
deroga  alle  vigenti disposizioni ed in particolare all'articolo 74,
comma  1,  della  legge  21  novembre  2000,  n.  342,  l'Agenzia del
territorio,  con  apposito  comunicato  da  pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale,  rende  noto,  per  ciascun comune, il completamento delle
operazioni   e  provvede  a  pubblicizzare,  per  i  sessanta  giorni
successivi   alla  pubblicazione  del  comunicato,  presso  i  comuni
interessati,  tramite  gli  uffici  provinciali  e  sul  proprio sito
internet,   i   risultati  delle  relative  operazioni  catastali  di
aggiornamento  I  ricorsi di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto
legislativo  31  dicembre  1992,  n. 546, e successive modificazioni,
avverso  la  variazione  dei  redditi  possono  essere proposti entro
centoventi  giorni  dalla data di pubblicazione del comunicato di cui
al periodo precedente . Qualora i soggetti interessati non forniscano
le  informazioni  previste  ai  sensi  del comma 35 e richieste nelle
dichiarazioni relative all'uso del suolo ovvero le forniscano in modo
incompleto  o non veritiero, si applica la sanzione amministrativa da
euro  1.000  ad  euro  2.500; all'irrogazione delle sanzioni provvede
l'Agenzia  del  territorio  sulla base delle comunicazioni effettuate
dall'AGEA".
  34.  In  sede  di  prima applicazione del comma 33, l'aggiornamento
della  banca  dati  catastale  avviene  sulla base dei dati contenuti
nelle  dichiarazioni  di  cui  al  comma  33, presentate dai soggetti
interessati  nell'anno  2006 e messe a disposizione della Agenzia del
territorio  dall'AGEA.  L'Agenzia del territorio provvede ad inserire
in  atti  i  nuovi  redditi  relativi  agli  immobili  oggetto  delle
variazioni colturali, anche sulla scorta delle informazioni contenute
nelle  suddette dichiarazioni. In deroga alle vigenti disposizioni ed
in  particolare  all'articolo  74,  comma  1, della legge 21 novembre
2000,  n.  342,  l'Agenzia del territorio, con apposito comunicato da
pubblicare  nella Gazzetta Ufficiale, rende noto, per ciascun comune,
il  completamento  delle operazioni e provvede a pubblicizzare, per i
sessanta  giorni successivi alla pubblicazione del comunicato, presso
i  Comuni  interessati,  tramite gli uffici provinciali e sul proprio
sito  internet,  i  risultati  delle relative operazioni catastali di
aggiornamento;  i ricorsi di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto
legislativo  31  dicembre  1992,  n. 546, e successive modificazioni,
avverso la variazione dei redditi possono essere proposti entro il 30
novembre  2007;  i  nuovi  redditi cosi' attribuiti producono effetti
fiscali dal 10 gennaio 2006. In tale caso non sono dovute le sanzioni
previste dall'articolo 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
471.
  35.  Con  provvedimento  del Direttore dell'Agenzia del territorio,
sentita  l'AGEA, sono stabilite le modalita' tecniche ed operative di
interscambio dati e cooperazione operativa per l'attuazione dei commi
33 e 34, tenendo conto che l'AGEA si avvarra' degli strumenti e delle
procedure  di  interscambio  dati  e  cooperazione  applicativa  resi
disponibili dal Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN).
  36.  L'Agenzia  del territorio, anche sulla base delle informazioni
fornite    dall'AGEA    e   delle   verifiche,   amministrative,   da
telerilevamento e da sopralluogo sul terreno, dalla stessa effettuate
nell'ambito  dei propri compiti istituzionali, individua i fabbricati
iscritti al catasto terreni per i quali siano venuti meno i requisiti
per il riconoscimento della ruralita' ai fini fiscali, nonche' quelli
che  non  risultano  dichiarati al catasto. L'Agenzia del territorio,
con apposito comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, rende
nota   la  disponibilita',  per  ciascun  comune,  dell'elenco  degli
immobili  individuati  ai  sensi del periodo precedente, comprensivo,
qualora  accertata,  della data cui riferire la mancata presentazione
della  dichiarazione  al  catasto,  e provvede a pubblicizzare, per i
sessanta  giorni successivi alla pubblicazione del comunicato, presso
i  comuni  interessati e tramite gli uffici provinciali e sul proprio
sito  internet,  il  predetto  elenco, con valore di richiesta, per i
titolari   dei   diritti   reali,  di  presentazione  degli  atti  di
aggiornamento  catastale  redatti  ai sensi del regolamento di cui al
decreto  del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701. Se questi
ultimi  non ottemperano alla richiesta entro sette mesi dalla data di
pubblicazione del comunicato di cui al periodo precedente, gli uffici
provinciali dell'Agenzia del territorio provvedono con oneri a carico
dell'interessato,   alla   iscrizione   in   catasto   attraverso  la
predisposizione  delle  relative dichiarazioni redatte in conformita'
al regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile
1994,  n. 701, e a notificarne i relativi esiti. Le rendite catastali
dichiarate  o  attribuite  producono  effetto fiscale, in deroga alle
vigenti disposizioni, a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo
alla  data  cui  riferire  la  mancata  presentazione  della denuncia
catastale,  ovvero,  in  assenza  di tale indicazione, dal 1° gennaio
dell'anno  di pubblicazione del comunicato di cui al secondo periodo.
Con  provvedimento  del  Direttore  dell'Agenzia  del  territorio, da
adottare  entro  novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, sono stabilite modalita' tecniche ed operative
per  l'attuazione del presente comma. Si applicano le sanzioni per le
violazioni  previste  dall'articolo  28  del  regio  decreto-legge 13
aprile  1939,  n.  652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
agosto 1939, n. 1249, e successive modificazioni.
  37.  All'articolo  9,  comma  3,  lettera  a), del decreto-legge 30
dicembre  1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 1994, n. 133, dopo le parole: "l'immobile e' asservito" sono
inserite  le  seguenti:  ",  sempreche'  tali  soggetti  rivestano la
qualifica  di  imprenditore  agricolo,  iscritti  nel  registro delle
imprese di cui all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580,".
  38.  I  fabbricati  per i quali a seguito del disposto del comma 37
vengono meno i requisiti per il riconoscimento della ruralita' devono
essere  dichiarati  al  catasto  entro e non oltre il 31 ottobre 2008
fermo restando che gli effetti fiscali decorrono dal 1° gennaio 2007.
In  tale  caso non si applicano le sanzioni previste dall'articolo 28
del  regio  decreto-legge  13  aprile  1939,  n. 652, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  11  agosto  1939, n. 1249, e successive
modificazioni.  In  caso di inadempienza si applicano le disposizioni
contenute nel comma 36.
  39.  I  trasferimenti  erariali  in  favore dei singoli comuni sono
ridotti   in   misura   pari   al  maggior  gettito  derivante  dalle
disposizioni  dei  commi da 33 a 38, sulla base di una certificazione
da  parte  del comune interessato, le cui modalita' sono definite con
decreto  del  Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con
il  Ministro  dell'interno.  PERIODO  SOPPRESSO  DALLA L. 23 DICEMBRE
2009,  N.  191,  COME  MODIFICATA  DAL  D.L.  25  GENNAIO 2010, N. 2,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 26 MARZO 2010, N. 42.
  40. Nelle unita' immobiliari censite nelle categorie catastali E/1,
E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9 non possono essere compresi immobili o
porzioni  di  immobili  destinati ad uso commerciale, industriale, ad
ufficio  privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino
autonomia funzionale e reddituale.
  41.  Le  unita'  immobiliari che per effetto del criterio stabilito
nel  comma  40 richiedono una revisione della qualificazione e quindi
della  rendita  devono  essere  dichiarate  in  catasto  da parte dei
soggetti intestatari, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore
del   presente   decreto.  In  caso  di  inottemperanza,  gli  uffici
provinciali  dell'Agenzia  del  territorio  provvedono,  con  oneri a
carico dell'interessato, agli adempimenti previsti dal regolamento di
cui  al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701; in
tale  caso si applica la sanzione prevista dall'articolo 31 del regio
decreto-legge  13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni,
dalla  legge 11 agosto 1939, n. 1249, e successive modificazioni, per
le violazioni degli articoli 20 e 28 dello stesso regio decreto-legge
n.  652 del 1939, nella misura aggiornata dal comma 338 dell'articolo
1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
  42.  Con  provvedimento  del Direttore dell'Agenzia del territorio,
nel  rispetto  delle  disposizioni e nel quadro delle regole tecniche
previste  dal codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto
legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e successive modificazioni, da
adottare  entro  novanta  giorni  dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto  e  da  pubblicare  nella  Gazzetta Ufficiale, sono
stabilite  le modalita' tecniche e operative per l'applicazione delle
disposizioni  di  cui  ai  commi 40 e 41, nonche' gli oneri di cui al
comma 41.
  43.  Le rendite catastali dichiarate ovvero attribuite ai sensi dei
commi  40,  41  e  42  producono  effetto  fiscale a decorrere dal 1°
gennaio 2007.
  44.  Decorso inutilmente il termine di nove mesi previsto dal comma
41,  si  rende  comunque  applicabile  l'articolo 1, comma 336, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successivi provvedimenti attuativi.
  45.  A  decorrere  dalla  data  di  entrata  in vigore del presente
decreto,  il moltiplicatore previsto dal comma 5 dell'articolo 52 del
testo  unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di
cui  al  decreto  del  Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n.
131,  da applicare alle rendite catastali dei fabbricati classificati
nel gruppo catastale B, e' rivalutato nella misura del 40 per cento.
  46.  I  trasferimenti  erariali  in  favore dei singoli comuni sono
ridotti   in   misura   pari   al  maggior  gettito  derivante  dalle
disposizioni  dei  commi da 40 a 45, sulla base di una certificazione
da  parte  del comune interessato, le cui modalita' sono definite con
decreto  del  Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con
il  Ministro  dell'interno.  PERIODO  SOPPRESSO  DALLA L. 23 DICEMBRE
2009,  N.  191,  COME  MODIFICATA  DAL  D.L.  25  GENNAIO 2010, N. 2,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 26 MARZO 2010, N. 42.
  47.  E'  istituita  l'imposta  sulle  successioni  e  donazioni sui
trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, per donazione o a
titolo  gratuito  e  sulla  costituzione  di vincoli di destinazione,
secondo   le   disposizioni   del   testo  unico  delle  disposizioni
concernenti  l'imposta  sulle  successioni  e  donazioni,  di  cui al
decreto  legislativo  31 ottobre 1990, n. 346, nel testo vigente alla
data del 24 ottobre 2001, fatto salvo quanto previsto dai commi da 48
a 54.
  48.  I  trasferimenti  di  beni  e  diritti per causa di morte sono
soggetti  all'imposta di cui al comma 47 con le seguenti aliquote sul
valore complessivo netto dei beni:
    a) devoluti a favore del coniuge e dei parenti in linea retta sul
valore   complessivo   netto  eccedente,  per  ciascun  beneficiario,
1.000.000 di euro: 4 per cento;
    a-bis)  devoluti a favore dei fratelli e delle sorelle sul valore
complessivo  netto eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro:
6 per cento;
    b)  devoluti  a favore degli altri parenti fino al quarto grado e
degli   affini   in  linea  retta,  nonche'  degli  affini  in  linea
collaterale fino al terzo grado: 6 per cento;
    c) devoluti a favore di altri soggetti: 8 per cento.
  49.  Per le donazioni e gli atti di trasferimento a titolo gratuito
di  beni  e  diritti  e la costituzione di vincoli di destinazione di
beni   l'imposta  e'  determinata  dall'applicazione  delle  seguenti
aliquote  al  valore  globale  dei  beni e dei diritti al netto degli
oneri  da  cui  e' gravato il beneficiario diversi da quelli indicati
dall'articolo  58,  comma 1, del citato testo unico di cui al decreto
legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, ovvero, se la donazione e' fatta
congiuntamente a favore di piu' soggetti o se in uno stesso atto sono
compresi  piu'  atti di disposizione a favore di soggetti diversi, al
valore delle quote dei beni o diritti attribuiti:
    a)  a  favore del coniuge e dei parenti in linea retta sul valore
complessivo  netto  eccedente, per ciascun beneficiario, 1.000.000 di
euro: 4 per cento;
    a-bis)   a  favore  dei  fratelli  e  delle  sorelle  sul  valore
complessivo  netto eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro:
6 per cento;
    b)  a  favore  degli  altri  parenti fino al quarto grado e degli
affini in linea retta, nonche' degli affini in linea collaterale fino
al terzo grado: 6 per cento;
    c) a favore di altri soggetti: 8 per cento.
  49-bis.  Se  il beneficiario dei trasferimenti di cui ai commi 48 e
49  e' una persona portatrice di handicap riconosciuto grave ai sensi
della   legge   5   febbraio  1992,  n.  104,  l'imposta  si  applica
esclusivamente  sulla  parte  del valore della quota o del legato che
supera l'ammontare di 1.500.000 euro.
  50.  Per  quanto  non disposto dai commi da 47 a 49 e da 51 a 54 si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste dal citato
testo  unico  di  cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346,
nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2001.
  51.   Con   cadenza   quadriennale,   con   decreto   del  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  si  procede all'aggiornamento degli
importi esenti dall'imposta tenendo conto dell'indice del costo della
vita.
  52. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
    a)  articolo  7, commi da 1 a 2-quater, del testo unico di cui al
decreto   legislativo   31   ottobre   1990,  n.  346,  e  successive
modificazioni;
    b)  articolo  12,  commi 1-bis e 1-ter, del testo unico di cui al
decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346;
    c) articolo 56, commi da 1 a 3, del testo unico di cui al decreto
legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, e successive modificazioni;
    d) articolo 13 della legge 18 ottobre 2001, n. 383.
  53. Le disposizioni dei commi da 47 a 52 hanno effetto per gli atti
pubblici  formati,  per  gli  atti  a  titolo  gratuito fatti, per le
scritture   private  autenticate  e  per  le  scritture  private  non
autenticate  presentate per la registrazione dalla data di entrata in
vigore  della  legge di conversione del presente decreto, nonche' per
le  successioni  apertesi  dal  3  ottobre 2006. Le stesse decorrenze
valgono  per le imposte ipotecaria e catastale concernenti gli atti e
le   dichiarazioni  relativi  alle  successioni  di  cui  al  periodo
precedente.
  54.  Quota parte delle maggiori entrate derivanti dai commi da 47 a
52,  per  un  importo  pari  a 10 milioni di euro per l'anno 2007, 41
milioni di euro per l'anno 2008 e 50 milioni di euro per l'anno 2009,
e'  destinata  ad un fondo per finanziare interventi volti ad elevare
il  livello  di  sicurezza  nei  trasporti  pubblici locali e il loro
sviluppo, da istituire con la legge finanziaria per il 2007.
  55. COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296.
  56. L'aliquota di accisa sui gas di petrolio liquefatti (GPL) usati
come  carburante,  di  cui  all'allegato  I  del  testo  unico  delle
disposizioni  legislative  concernenti  le imposte sulla produzione e
sui  consumi  e relative sanzioni penali ed amministrative, di cui al
decreto   legislativo   26   ottobre   1995,  n.  504,  e  successive
modificazioni,  e'  ridotta  a  euro  227,77 per mille chilogrammi di
prodotto.
  57.  L'aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante, di cui
all'allegato  I  citato  nel comma 56, e' aumentata a euro 416,00 per
mille litri di prodotto.
  58.  Per  i  soggetti  di  cui  all'articolo  5,  commi  1 e 2, del
decreto-legge   28   dicembre   2001,   n.   452,   convertito,   con
modificazioni,  dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16, il maggior onere
conseguente alla disposizione di cui al comma 57 e' rimborsato, anche
mediante   la  compensazione  di  cui  all'articolo  17  del  decreto
legislativo  9  luglio  1997,  n.  241, e successive modificazioni, a
seguito  della  presentazione di apposita dichiarazione ai competenti
uffici  dell'Agenzia  delle  dogane,  secondo  le modalita' e con gli
effetti previsti dal regolamento recante disciplina dell'agevolazione
fiscale  a favore degli esercenti le attivita' di trasporto merci, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 giugno 2000, n. 277.
Tali  effetti  rilevano altresi' ai fini delle disposizioni di cui al
titolo I del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Sono fatti
salvi gli effetti derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 1,
comma  10, del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 aprile 2005, n. 58.
  59.  Per  gli interventi finalizzati ad incentivare l'installazione
su  autoveicoli  immatricolati come "euro 0" o "euro 1" di impianti a
GPL  o  a  metano  per  autotrazione,  e'  autorizzata la spesa di 50
milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.
  60.  In  deroga a quanto disposto dal testo unico delle leggi sulle
tasse  automobilistiche,  di  cui  al  decreto  del  Presidente della
Repubblica  5  febbraio  1953,  n.  39,  dal  decreto  legislativo 30
dicembre  1992,  n.  504, e dall'articolo 2, comma 22, della legge 24
dicembre  2003,  n.  350, e fatto salvo quanto previsto dall'articolo
17,  comma  5,  lettera  a), della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le
regioni  possono  esentare  dal pagamento della tassa automobilistica
regionale  i  veicoli  nuovi a doppia alimentazione a benzina/GPL o a
benzina/metano,  appartenenti  alle categorie internazionali M1 ed N1
ed immatricolati per la prima volta dopo la data di entrata in vigore
del  presente decreto, per il primo periodo fisso di cui all'articolo
2  del  regolamento  di  cui al decreto del Ministro delle finanze 18
novembre  1998, n. 462, e per le cinque annualita' successive. Per le
medesime  categorie  di  veicoli,  dotate  di  doppia  alimentazione,
restano   ferme   le   agevolazioni   gia'   disposte  da  precedenti
provvedimenti regionali.
  61.   Le   regioni  possono  esentare  dal  pagamento  della  tassa
automobilistica  regionale per cinque annualita' successive i veicoli
appartenenti  alle  categorie  internazionali  M1  e  N1 su cui viene
installato  un  sistema di alimentazione a GPL o a metano, collaudato
in  data  successiva  alla  data  di  entrata  in vigore del presente
decreto.  I  suddetti  veicoli  devono  essere  conformi ad una delle
seguenti  direttive  o  regolamenti  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio: direttiva 94/12/CE, del 23 marzo 1994, direttiva 98/69/CE,
del  13  ottobre  1998,  regolamento (CE) n. 715/ 2007, del 20 giugno
2007 .
  62.  Le  cinque annualita' di cui al comma 61 decorrono dal periodo
d'imposta  seguente  a  quello  durante  il quale avviene il collaudo
dell'installazione  del sistema di alimentazione a GPL o metano se il
veicolo  ha  gia'  corrisposto  la  tassa  automobilistica  per  tale
periodo,  ovvero  dal periodo d'imposta nel quale avviene il collaudo
dell'installazione   del  sistema  GPL  o  metano  se  l'obbligo  del
pagamento   della  tassa  automobilistica  e'  stato  precedentemente
interrotto ai sensi di legge.
  63.  A  decorrere  dai  pagamenti successivi al 1° gennaio 2007, la
tassa  automobilistica  di  possesso  sui  motocicli e' rideterminata
nelle  misure riportate nella tabella 1 allegata al presente decreto.
Gli  incrementi  percentuali approvati dalle regioni o dalle province
autonome di Trento e di Bolzano prima della data di entrata in vigore
della  legge  di conversione del presente decreto vengono ricalcolati
sugli importi della citata tabella 1.
  64.  I  trasferimenti erariali in favore delle regioni sono ridotti
in misura pari al maggior gettito derivante dalle disposizioni di cui
ai commi 55 e 63.
  65.  Alla  tabella  delle  tasse ipotecarie allegata al testo unico
delle  disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, di
cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, sono apportate le
seguenti modificazioni:
    a)  al numero d'ordine 1.2 la tariffa in euro e' sostituita dalla
seguente: "55,00";
    b) al numero d'ordine 4.1 le Note sono sostituite dalle seguenti:
"L'importo  e'  dovuto  anticipatamente.  Il  servizio  sara' fornito
progressivamente  su  base convenzionale ai soli soggetti autorizzati
alla  riutilizzazione  commerciale.  La  tariffa  e'  raddoppiata per
richieste relative a piu' di una circoscrizione o sezione staccata";
    c) il numero d'ordine 7 e' sostituito dal seguente:
    "7. Trasmissione telematica di elenco dei soggetti presenti nelle
formalita' di un determinato giorno:
    7.1.   per   ogni   soggetto:   4,00   -   L'importo   e'  dovuto
anticipatamente.  Il  servizio sara' fornito progressivamente su base
convenzionale  ai  soli  soggetti  autorizzati  alla  riutilizzazione
commerciale.   Fino  all'attivazione  del  servizio  di  trasmissione
telematica  l'elenco  dei  soggetti  continua  ad  essere  fornito su
supporto  cartaceo  a  richiesta  di  chiunque,  previo pagamento del
medesimo tributo di euro 4,00 per ogni soggetto".
  66.  A  valere  sulle maggiori entrate derivanti dal comma 65 e dal
comma  67,  al  netto  di  12 milioni di euro per l'anno 2006 e di 10
milioni  di  euro  per  1'anno 2007, e' istituito presso il Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  un apposito fondo per finanziare le
attivita'   connesse   al   conferimento  ai  comuni  delle  funzioni
catastali.   Il   fondo   di   cui  al  presente  comma  e'  comunque
incrementato, per l'anno 2008, di 10 milioni di euro.
  67.  Il  titolo  III  della  tabella A allegata al decreto-legge 31
luglio  1954,  n.  533, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
settembre  1954,  n.  869,  come  da  ultimo sostituito dall'allegato
2-quinquies  alla  legge  30  dicembre 2004, n. 311, e' sostituito da
quello di cui alla tabella 2 allegata al presente decreto.
  68.  Le  consultazioni catastali sono eseguite secondo le modalita'
stabilite   con   provvedimento   del   direttore   dell'Agenzia  del
territorio.
  69. All'articolo 14-quinquies, comma 1, del decreto-legge 30 giugno
2005,  n.  115,  convertito, con modificazioni, dalla legge 17 agosto
2005,  n.  168,  e  successive  modificazioni, le parole: "31 ottobre
2006" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2006".
  70.  Nell'articolo 50, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, come modificato dall'articolo 1 del decreto legislativo
30  dicembre  1999,  n. 506, le parole: "30 novembre" sono sostituite
dalle seguenti: "31 dicembre".
  71. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modificazioni:
    a)  nell'articolo  51,  comma  4,  lettera a), le parole: "30 per
cento" sono sostituite dalle seguenti: "50 per cento";
    b) nell'articolo 164, comma 1:
      1)  all'alinea,  le  parole:  "secondo i seguenti criteri" sono
sostituite   dalle   seguenti:  "solo  se  rientranti  in  una  delle
fattispecie previste nelle successive lettere a), b) e b-bis)";
      2)  alla  lettera  a),  numero  2),  le  parole: "o dati in uso
promiscuo  ai  dipendenti per la maggior parte del periodo d'imposta"
sono soppresse;
      3)  alla  lettera  b),  le  parole da: "nella misura del 50 per
cento"  fino  a:  "per  i  veicoli  utilizzati dai soggetti esercenti
attivita'   di   agenzia  o  di  rappresentanza  di  commercio"  sono
sostituite   dalle   seguenti:   "nella   misura  dell'80  per  cento
relativamente  alle  autovetture ed autocaravan, di cui alle predette
lettere  dell'articolo  54  del citato decreto legislativo n. 285 del
1992,  ai  ciclomotori  e  motocicli utilizzati da soggetti esercenti
attivita' di agenzia o di rappresentanza di commercio in modo diverso
da quello indicato alla lettera a), numero 1)"; nella stessa lettera,
le  parole:  "nella suddetta misura del 50 per cento" sono sostituite
dalle seguenti: "nella misura del 25 per cento";
      4) dopo la lettera b), e' aggiunta la seguente:
      "b-bis)  per  i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti, e'
deducibile l'importo costituente reddito di lavoro".
  72.  Le  disposizioni della lettera a) del comma 71 hanno effetto a
partire  dal  periodo  di  imposta  successivo a quello di entrata in
vigore del presente decreto. Le altre disposizioni del medesimo comma
71,  in  deroga  all'articolo  3  della legge 27 luglio 2000, n. 212,
recante   disposizioni   in   materia  di  statuto  dei  diritti  del
contribuente,  hanno effetto a partire dal periodo d'imposta in corso
alla  data  di  entrata  in vigore del presente decreto. Tuttavia, ai
soli  fini  dei  versamenti  in  acconto  delle imposte sui redditi e
dell'imposta  regionale  sulle  attivita' produttive relative a detto
periodo  ed  a  quelli successivi, il contribuente puo' continuare ad
applicare le previgenti disposizioni. Con regolamento ministeriale da
adottare  ai  sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988,  n.  400,  sentite  le  Commissioni  parlamentari competenti si
provvede  alla modifica delle misure recate dal comma 71 del presente
articolo,  tenuto  conto  degli  effetti  finanziari  derivanti dalla
concessione  all'Italia  da  parte  del Consiglio dell'Unione europea
dell'autorizzazione,  ai  sensi  dell'articolo  27 della direttiva n.
77/388/CEE  del Consiglio, del 17 maggio 1977, a stabilire una misura
ridotta  della  percentuale  di  detrazione  dell'imposta  sul valore
aggiunto  assolta  per gli acquisti di beni e delle relative spese di
cui  alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 19-bis del decreto del
Presidente  della  Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. La modifica e'
effettuata,  prioritariamente  con  riferimento  alle disposizioni in
materia  di  reddito  di lavoro dipendente di cui alla lettera a) del
comma  71,  in  particolare,  tenuto  conto  degli  effetti economici
derivanti  da  ciascuna delle misure recate dal medesimo comma 71 del
presente articolo.
  73.  Nel  testo unico delle disposizioni legislative concernenti le
imposte  sulla  produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
amministrative,  di  cui  al  decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504,  nel  secondo  periodo  della nota (1) all'articolo 26, comma 1,
dopo  le  parole:  "Si considerano compresi negli usi industriali gli
impieghi  del  gas  metano"  sono  aggiunte le seguenti: "nel settore
della distribuzione commerciale,".
  74.  Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 8 del decreto-
legge  14  marzo  2005,  n.  35, convertito, con modificazioni, dalla
legge  14  maggio  2005,  n. 80, non si applicano fino al 31 dicembre
2006  alla  concessione di incentivi per attivita' produttive, di cui
all'articolo  2,  comma  203,  lettere  d),  e)  e f), della legge 23
dicembre 1996, n. 662.
  75.  Le  proposte di contratti di programma gia' approvate dal CIPE
ai  sensi  dell'articolo  8  del citato decreto-legge n. 35 del 2005,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 80 del 2005, in assenza
del  decreto  di  disciplina  dei  criteri,  delle condizioni e delle
modalita' di concessione delle agevolazioni, previsto dal comma 2 del
medesimo  articolo 8, sono revocate e riesaminate dal Ministero dello
sviluppo  economico  per  l'eventuale  concessione delle agevolazioni
sulla  base  della  deroga di cui al comma 74 e del decreto di cui al
comma 76.
  76.  In conseguenza degli effetti della deroga di cui al comma 74 e
delle disposizioni di cui al comma 75, le risorse gia' attribuite dal
CIPE al Fondo di cui all'articolo 60 della legge 27 dicembre 2002, n.
289,  per  il finanziamento degli interventi di cui al predetto comma
74 con vincolo di utilizzazione per la concessione delle agevolazioni
sulla  base  delle  disposizioni  di  cui  ai  citati  commi  1  e  2
dell'articolo  8  del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito,
con   modificazioni,   dalla  legge  14  maggio  2005,  n.  80,  sono
prioritariamente  utilizzate  dal  Ministero dello sviluppo economico
per la copertura degli oneri derivanti dalla concessione di incentivi
gia'  disposti ai sensi dell'articolo 2, comma 203, lettera e), della
legge  23  dicembre  1996,  n. 662, che, a seguito della riduzione di
assegnazione operata con la Tabella E allegata alla legge 23 dicembre
2005,  n.  266,  risultano privi, anche parzialmente, della copertura
finanziaria. Le eventuali risorse residue, unitamente a quelle di cui
al  comma  77, possono essere utilizzate dal Ministero dello sviluppo
economico per la concessione di agevolazioni relative agli interventi
di cui al comma 75; a tale fine il Ministro dello sviluppo economico,
con   proprio  decreto,  provvede  a  determinare,  diminuendole,  le
intensita' massime degli aiuti concedibili.
  77.  In  relazione  alla  ritardata attivazione del Fondo di cui al
comma  354  dell'articolo  1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le
autorizzazioni  di  spesa  di  cui al comma 361 dell'articolo 1 della
medesima legge n. 311 del 2004, sono rideterminate per gli anni 2006,
2007  e  2008,  rispettivamente,  in  5,  15 e 50 milioni di euro. Le
restanti   risorse  gia'  poste  a  carico  del  Fondo  per  le  aree
sottoutilizzate  e del Fondo unico per gli incentivi alle imprese, in
applicazione di quanto disposto dal citato comma 361, per un importo,
rispettivamente  pari a 95 milioni di euro e a 50 milioni di euro per
l'anno  2006,  a  135  milioni  per  l'anno 2007 ed a 100 milioni per
l'anno  2008,  affluiscono  al  Fondo  unico  per  gli incentivi alle
imprese per le finalita' di cui al comma 76.
  78.   Al   fine  di  assicurare  l'invarianza  del  limite  di  cui
all'articolo  1,  comma  33, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in
conseguenza  della  deroga  di  cui  al  comma 74, il Ministero dello
sviluppo  economico  riduce, eventualmente, l'ammontare dei pagamenti
relativi agli altri strumenti da esso gestiti.
  79.  Allo  scopo  di  assicurare  il tempestivo completamento delle
iniziative  imprenditoriali  gia' avviate e che, alla data di entrata
in  vigore della legge di conversione del presente decreto, risultino
avere  raggiunto  almeno  il  55 per cento dell'investimento mediante
agevolazioni  a  valere  sui contratti d'area, per le quali sia stata
necessaria   la  notifica  alla  Comunita'  europea  ai  sensi  della
disciplina  comunitaria  in  materia di aiuti di Stato, il termine di
cui  alla  lettera e) del comma 3 dell'articolo 12 del regolamento di
cui  al  decreto  del  Ministro  del  tesoro,  del  bilancio  e della
programmazione  economica  31  luglio  2000,  n. 320, deve intendersi
decorrere  dall'ultima  autorizzazione  amministrativa necessaria per
l'esecuzione     dell'opera,    se    posteriore    alla    ricezione
dell'autorizzazione della Comunita' europea.
  80.  All'articolo  1,  comma  276, della legge 30 dicembre 2004, n.
311, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  primo  periodo,  le  parole: "l'Agenzia del demanio" sono
sostituite dalle seguenti: "il Dipartimento del tesoro";
    b)  al  secondo  periodo, le parole: "l'Agenzia del demanio" sono
sostituite dalle seguenti: "il Dipartimento del tesoro";
    c)  l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: "L'anticipazione
e'   regolata   con  prelevamento  dall'apposito  conto  corrente  di
tesoreria non appena vi saranno affluite le risorse corrispondenti".
  81.  All'articolo  1,  comma  6-bis, del decreto-legge 25 settembre
2001,  n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre
2001,  n. 410, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
    a)  al  primo periodo, dopo le parole: "di proprieta' di Ferrovie
dello  Stato  S.p.a."  sono  inserite  le seguenti: "o delle societa'
dalla stessa direttamente o indirettamente controllate";
    b) il terzo periodo e' soppresso.
  82.  In occasione del primo aggiornamento del piano finanziario che
costituisce   parte  della  convenzione  accessiva  alle  concessioni
autostradali,   ovvero   della   prima  revisione  della  convenzione
medesima, successivamente alla data di entrata in vigore del presente
decreto,  il  Ministro  delle  infrastrutture,  di  concerto  con  il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  assicura  che  tutte  le
clausole   convenzionali   in   vigore,  nonche'  quelle  conseguenti
all'aggiornamento  ovvero  alla  revisione,  siano  inserite  in  una
convenzione  unica, avente valore ricognitivo per le parti diverse da
quelle   derivanti  dall'aggiornamento  ovvero  dalla  revisione.  La
convenzione   unica   sostituisce  ad  ogni  effetto  la  convenzione
originaria, nonche' tutti i relativi atti aggiuntivi.
  83.  Al  fine  di  garantire  una maggiore trasparenza del rapporto
concessorio,  di  adeguare  la  sua regolamentazione al perseguimento
degli    interessi    generali   connessi   all'approntamento   delle
infrastrutture  e alla gestione del servizio secondo adeguati livelli
di  sicurezza,  di  efficienza  e  di  qualita'  e  in  condizioni di
economicita'   e   di  redditivita',  e  nel  rispetto  dei  principi
comunitari  e  delle  eventuali direttive del CIPE, le clausole della
convenzione  unica  di  cui al comma 82 sono in ogni caso adeguate in
modo da assicurare:
    a)  la  determinazione  del  saggio  di  adeguamento  annuo delle
tariffe  e  il  riallineamento  in  sede di revisione periodica delle
stesse  in  ragione  dell'evoluzione del traffico, della dinamica dei
costi  nonche'  del  tasso  di efficienza e qualita' conseguibile dai
concessionari;
    b)  la destinazione della extraprofittabilita' generata in virtu'
dello svolgimento sui sedimi demaniali di attivita' commerciali;
    c)  il  recupero  della parte degli introiti tariffari relativi a
impegni  di  investimento  programmati  nei  piani  finanziari  e non
realizzati nel periodo precedente;
    d)  il  riconoscimento  degli  adeguamenti  tariffari  dovuti per
investimenti  programmati  del  piano  finanziario  esclusivamente  a
fronte  della  effettiva  realizzazione  degli  stessi  investimenti,
accertata dal concedente;
    e)  la  specificazione  del  quadro  informativo  minimo dei dati
economici,   finanziari,   tecnici   e  gestionali  che  le  societa'
concessionarie  trasmettono  annualmente,  anche  telematicamente, ad
ANAS  S.p.a. per l'esercizio dei suoi poteri di vigilanza e controllo
nei  riguardi  dei concessionari, e che, a propria volta, ANAS S.p.a.
rende  analogamente  disponibili al Ministro delle infrastrutture per
l'esercizio  delle  sue  funzioni  di  indirizzo,  controllo  nonche'
vigilanza  tecnica ed operativa su ANAS S.p.a.; l'esercizio, da parte
di ANAS S.p.a., del potere di direttiva e di ispezione in ordine alle
modalita'  di raccolta, elaborazione e trasmissione dei dati da parte
dei concessionari;
    f)   la  individuazione  del  momento  successivamente  al  quale
l'eventuale  variazione  degli  oneri  di  realizzazione  dei  lavori
rientra  nel  rischio  d'impresa  del concessionario, salvo i casi di
forza maggiore o di fatto del terzo;
    g)  il  riequilibrio dei rapporti concessori, per quanto riguarda
l'utilizzo  a  fini  reddituali  ovvero  la valorizzazione dei sedimi
destinati  a  scopi strumentali o collaterali rispetto a quelli della
rete autostradale;
    h)  l'introduzione  di sanzioni a fronte di casi di inadempimento
delle  clausole della convenzione imputabile al concessionario, anche
a  titolo di colpa; la graduazione di tali sanzioni in funzione della
gravita' dell'inadempimento;
    i)  l'introduzione di meccanismi tesi alla migliore realizzazione
del  principio  di  effettivita'  della  clausola  di decadenza dalla
concessione,   nonche'   di   maggiore   efficienza,   efficacia   ed
economicita'  del relativo procedimento nel rispetto del principio di
partecipazione e del contraddittorio.
  84.  Gli schemi di convenzione unica di cui al comma 82, concordati
tra le parti e redatti conformemente a quanto stabilito dal comma 83,
sentito  il  Nucleo  di consulenza per l'attuazione delle linee guida
sulla  regolazione  dei  servizi  di  pubblica  utilita' (NARS), sono
sottoposti   all'esame   del   Comitato   interministeriale   per  la
programmazione   economica   (CIPE),  anche  al  fine  di  verificare
l'attuazione  degli  obiettivi  di  cui  al  comma  83. Tale esame si
intende  assolto positivamente in caso di mancata deliberazione entro
quarantacinque  giorni  dalla  richiesta di iscrizione all'ordine del
giorno.   Gli   schemi  di  convenzione,  unitamente  alle  eventuali
osservazioni del CIPE, sono successivamente trasmessi alle Camere per
il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per
le  conseguenze  di  carattere  finanziario.  Il parere e' reso entro
trenta  giorni  dalla trasmissione. Decorso il predetto termine senza
che   le   Commissioni   abbiano  espresso  i  pareri  di  rispettiva
competenza,  le convenzioni possono essere comunque adottate. PERIODO
SOPPRESSO   DAL  D.L.  29  NOVEMBRE  2008,  N.  185,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI  CON  L.  28  GENNAIO 2009, N. 2. PERIODO SOPPRESSO DAL
D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI CON L. 28
GENNAIO 2009, N. 2.
  85.  All'articolo 11 della legge 23 dicembre 1992, n. 498, il comma
5 e' sostituito dai seguenti:
"5. Le societa' concessionarie autostradali sono soggette ai seguenti
obblighi:
    a)  certificare  il  bilancio,  anche se non quotate in borsa, ai
sensi  del  decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n.
136, in quanto applicabile;
    b)  mantenere  adeguati requisiti di solidita' patrimoniale, come
individuati  con  decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
di concerto con il Ministro delle infrastrutture;
    c)  agire a tutti gli effetti come amministrazione aggiudicatrice
negli  affidamenti  di  forniture e servizi di importo superiore alla
soglia  di  rilevanza  comunitaria nonche' di lavori, ancorche' misti
con  forniture  o servizi e in tale veste attuare gli affidamenti nel
rispetto del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi
e  forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e
successive modificazioni; (3)
    d)  sottoporre  gli  schemi  dei bandi di gara delle procedure di
aggiudicazione  all'approvazione  di  ANAS Spa, che deve pronunciarsi
entro  trenta giorni dal loro ricevimento: in caso di inutile decorso
del  termine  si  applica l'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n.
241;  vietare la partecipazione alle gare per l'affidamento di lavori
alle   imprese   comunque   collegate  ai  concessionari,  che  siano
realizzatrici  della relativa progettazione. Di conseguenza, cessa di
avere  applicazione, a decorrere dal 3 ottobre 2006, la deliberazione
del  Consiglio  dei  ministri  in  data  16  maggio 1997, relativa al
divieto  di  partecipazione all'azionariato stabile di Autostrade Spa
di soggetti che operano in prevalenza nei settori delle costruzioni e
della mobilita';
    e) prevedere nel proprio statuto idonee misure atte a prevenire i
conflitti  di  interesse  degli  amministratori,  e,  per gli stessi,
speciali  requisiti  di onorabilita' e professionalita', nonche', per
almeno alcuni di essi, di indipendenza;
    f)  nei  casi di cui alle lettere c) e d), le commissioni di gara
per  l'aggiudicazione  dei contratti sono nominate dal Ministro delle
infrastrutture. Restano fermi i poteri di vigilanza dell'Autorita' di
cui all'articolo 6 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile
2006,  n.  163.  La  composizione  del  consiglio  dell'Autorita'  e'
aumentata  di  due  membri  con  oneri  a carico del suo bilancio. Il
presidente dell'Autorita' e' scelto fra i componenti del consiglio.
5-bis. Con decreto del Ministro delle infrastrutture sono stabiliti i
casi  in cui i progetti relativi alle opere da realizzare da parte di
ANAS  S.p.a. e delle altre concessionarie devono essere sottoposte al
parere  del  Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici  per la loro
valutazione tecnico-economica".
5-ter. L'affidamento dei servizi di distribuzione carbolubrificanti e
delle  attivita'  commerciali  e  ristorative  nelle aree di servizio
delle  reti  autostradali, in deroga rispetto a quanto previsto nelle
lettere c) ed f) del comma 5, avviene secondo i seguenti principi:
    a)   verifica   preventiva   della  sussistenza  delle  capacita'
tecnico-organizzative  ed  economiche  dei  concorrenti allo scopo di
garantire  un adeguato livello e la regolarita' del servizio, secondo
quanto disciplinato dalla normativa di settore;
    b)  valutazione  delle  offerte  dei  concorrenti che valorizzino
l'efficienza, la qualita' e la varieta' dei servizi, gli investimenti
in  coerenza  con  la  durata  degli  affidamenti e la pluralita' dei
marchi.  I  processi  di  selezione  devono assicurare una prevalente
importanza  al  progetto tecnico-commerciale rispetto alle condizioni
economiche proposte;
    c)  modelli  contrattuali  idonei ad assicurare la competitivita'
dell'offerta  in  termini  di  qualita'  e disponibilita' dei servizi
nonche' dei prezzi dei prodotti oil e non oil.
  86.  ANAS  S.p.a.,  nell'ambito  dei compiti di cui all'articolo 2,
comma  1,  lettera  d),  del decreto legislativo 26 febbraio 1994, n.
143:
    a)  richiede  informazioni  ed  effettua controlli, con poteri di
ispezione,  di  accesso, di acquisizione della documentazione e delle
notizie  utili  in  ordine  al  rispetto  degli  obblighi di cui alle
convenzioni di concessione e all'articolo 11, comma 5, della legge 23
dicembre  1992,  n.  498,  come  sostituito dal comma 85 del presente
articolo, nonche' dei propri provvedimenti;
    b)  emana direttive concernenti l'erogazione dei servizi da parte
dei  concessionari,  definendo  in  particolare i livelli generali di
qualita'   riferiti  al  complesso  delle  prestazioni  e  i  livelli
specifici  di qualita' riferiti alla singola prestazione da garantire
all'utente, sentiti i concessionari e i rappresentanti degli utenti e
dei consumatori;
    c)  emana direttive per la separazione contabile e amministrativa
e  verifica  i  costi  delle  singole prestazioni per assicurare, tra
l'altro,  la loro corretta disaggregazione e imputazione per funzione
svolta,  provvedendo  quindi al confronto tra essi e i costi analoghi
in altri Paesi e assicurando la pubblicizzazione dei dati;
    d)  irroga,  salvo  che  il  fatto  costituisca reato, in caso di
inosservanza  degli obblighi di cui alle convenzioni di concessione e
di  cui  all'articolo  11,  comma 5, della legge 23 dicembre 1992, n.
498,  come sostituito dal comma 85 del presente articolo, nonche' dei
propri  provvedimenti  o in caso di mancata ottemperanza da parte dei
concessionari  alle  richieste  di  informazioni  o a quelle connesse
all'effettuazione   dei   controlli,   ovvero  nel  caso  in  cui  le
informazioni  e  i  documenti acquisiti non siano veritieri, sanzioni
amministrative  pecuniarie  non  inferiori nel minimo a euro 25.000 e
non  superiori  nel  massimo  a euro 150 milioni, per le quali non e'
ammesso  quanto  previsto  dall'articolo  16  della legge 24 novembre
1981, n. 689; in caso di reiterazione delle violazioni ha la facolta'
di  proporre  al  Ministro  competente  la sospensione o la decadenza
della concessione;
    e) segnala all'Autorita' garante della concorrenza e del mercato,
con riferimento agli atti e ai comportamenti delle imprese sottoposte
al   proprio  controllo,  nonche'  di  quelle  che  partecipano  agli
affidamenti  di  lavori, forniture e servizi effettuate da queste, la
sussistenza  di ipotesi di violazione della legge 10 ottobre 1990, n.
287.
  87.  COMMA  ABROGATO  DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2.
  88.  COMMA  ABROGATO  DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2.
  89.  All'articolo  21  del  decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 5 e' sostituito dal seguente:
    "5.  Il  concessionario  comunica  al  concedente,  entro  il  30
settembre   di  ogni  anno,  le  variazioni  tariffarie  che  intende
applicare.  Il  concedente,  nei  successivi  quarantacinque  giorni,
previa   verifica  della  correttezza  delle  variazioni  tariffarie,
trasmette  la  comunicazione,  nonche'  una sua proposta, ai Ministri
delle  infrastrutture  e  dell'economia  e delle finanze, i quali, di
concerto,   approvano   o   rigettano   le  variazioni  proposte  con
provvedimento  motivato  nei  trenta giorni successivi al ricevimento
della  comunicazione.  Fermo  quanto  stabilito  nel  primo e secondo
periodo,  in  presenza  di  un  nuovo piano di interventi aggiuntivi,
comportante  rilevanti  investimenti,  il  concessionario comunica al
concedente,   entro  il  31  ottobre  di  ogni  anno,  la  componente
investimenti del parametro X relativo a ciascuno dei nuovi interventi
aggiuntivi,  che  va ad integrare le variazioni tariffarie comunicate
dal   concessionario  entro  il  30  settembre.  Il  concedente,  nei
successivi  trenta  giorni,  previa  verifica della correttezza delle
integrazioni  tariffarie, trasmette la comunicazione, nonche' una sua
proposta,  ai  Ministri  delle infrastrutture e dell'economia e delle
finanze,   i   quali,   di   concerto,   approvano  o  rigettano  con
provvedimento  motivato  le integrazioni tariffarie nei trenta giorni
successivi al ricevimento della comunicazione.
    b) i commi 1, 2 e 6 sono abrogati.
  90.  Dall'attuazione dei commi da 82 a 89 non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  91.  All'articolo  1  della  legge  17 dicembre 1971, n. 1158, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) nel primo comma, le parole: "ad una societa' per azioni al cui
capitale  sociale  partecipi direttamente o indirettamente l'Istituto
per  la  ricostruzione  industriale  con almeno il 51 per cento" sono
sostituite  dalle  seguenti:  "ad  una  societa'  per  azioni  al cui
capitale  sociale  partecipano  ANAS  S.p.a..  le  regioni  Sicilia e
Calabria,   nonche'   altre   societa'   controllate  dallo  Stato  e
amministrazioni  ed  enti  pubblici.  Tale  societa'  per  azioni  e'
altresi'  autorizzata a svolgere all'estero, quale impresa di diritto
comune   ed  anche  attraverso  societa'  partecipate,  attivita'  di
individuazione,  progettazione,  promozione, realizzazione e gestione
di infrastrutture trasportistiche e di opere connesse";
    b) il secondo comma e' abrogato.
  92.  Le  risorse  finanziarie  inerenti  agli  impegni  assunti  da
Fintecna  S.p.a.  nei confronti di Stretto di Messina S.p.a., al fine
della realizzazione del collegamento stabile viario e ferroviario fra
la  Sicilia  ed il continente, una volta trasferite ad altra societa'
controllata  dallo  Stato  le  azioni  di  Stretto  di Messina S.p.a.
possedute   da   Fintecna   S.p.a.,   sono  attribuite  al  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  ed  iscritte,  previo versamento in
entrata,  in  due  distinti  capitoli  di  spesa  del Ministero delle
infrastrutture  e  del  Ministero  dell'ambiente  e  della tutela del
territorio  e  del mare denominati rispettivamente "Interventi per la
realizzazione  di  opere  infrastrutturali in Sicilia e in Calabria e
"Interventi  di  tutela dell'ambiente e difesa del suolo in Sicilia e
in Calabria.
  93.  Le  risorse  di cui al comma 92, nel rispetto del principio di
addizionalita', sono assegnate per il 90 per cento alla realizzazione
di  opere  infrastrutturali  e  per  il  10 per cento ad interventi a
tutela  dell'ambiente  e  della difesa del suolo. Le suddette risorse
sono  destinate,  per  il  70  per cento, ad interventi nella regione
Sicilia  e,  per  la  restante  parte,  ad  interventi  nella regione
Calabria.  Le  modalita'  di  utilizzo  sono  stabilite, per la parte
relativa  agli  interventi infrastrutturali, con decreto del Ministro
delle  infrastrutture,  di  concerto  con il Ministro dell'economia e
delle  finanze,  previa  intesa con le regioni Sicilia e Calabria, e,
per  la  parte  relativa  agli  interventi in materia ambientale, con
decreto  del  Ministro  dell'ambiente e della tutela del territorio e
del  mare,  di  concerto  e  con  il  Ministro  dell'economia e delle
finanze, previa intesa con le regioni Sicilia e Calabria.
  94.  Ai fini della riduzione della spesa relativa agli incarichi di
dirigenza generale nel Ministero per i beni e le attivita' culturali,
l'articolo  54  del  decreto  legislativo  30  luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, e' sostituito dal seguente:
"Art.  54 (Ordinamento). 1. - Il Ministero si articola in non piu' di
dieci  uffici  dirigenziali generali centrali e in diciassette uffici
dirigenziali   generali   periferici,  coordinati  da  un  Segretario
generale,  nonche'  in  due  uffici  dirigenziali  generali presso il
Gabinetto   del   Ministro.   Sono   inoltre   conferiti,   ai  sensi
dell'articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,   e   successive   modificazioni,   due  incarichi  di  funzioni
dirigenziali  di livello generale presso il collegio di direzione del
Servizio di controllo interno del Ministero.
  2. L'individuazione e l'ordinamento degli uffici del Ministero sono
stabiliti ai sensi dell'articolo 4".
  95.  L'articolazione di cui all'articolo 54 del decreto legislativo
30  luglio  1999,  n.  300, come modificato dal comma 94 del presente
articolo,  entra  in  vigore  a  decorrere  dal 1° gennaio 2007. Fino
all'adozione del nuovo regolamento di organizzazione restano comunque
in  vigore  le  disposizioni  del  regolamento  di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  10  giugno  2004,  n.  173,  in quanto
compatibili con l'articolazione del Ministero.
  96.  Al decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, sono apportate
le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 3, comma 2, le parole: "dal Capo del dipartimento
    per  i  beni  culturali  e  paesaggistici"  sono sostituite dalle
    seguenti: "dal Segretario generale del Ministero";
    b)  all'articolo  7,  comma 2, le parole: "del dipartimento per i
beni  culturali e paesaggistici" sono sostituite dalle seguenti: "del
Ministero";
    c)  all'articolo  7,  comma  3,  le  parole: "sentito il capo del
dipartimento  per  i  beni culturali e paesaggistici" sono sostituite
dalle seguenti: "sentito il Segretario generale del Ministero".
  97.  All'articolo  6,  comma  4,  del decreto legislativo 8 gennaio
2004,  n.  3,  le  parole: "tre anni" sono sostituite dalle seguenti:
"sei anni".
  98.  All'articolo  1  del  decreto-legge  18  maggio  2006, n. 181,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 17 luglio 2006, n. 233,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  19-bis,  il  secondo  periodo  e'  sostituito  dal
seguente:  "Per  l'esercizio di tali funzioni e' istituito, presso la
Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  il  Dipartimento  per  lo
sviluppo  e  la  competitivita' del turismo, articolato in due uffici
dirigenziali  di  livello  generale, che, in attesa dell'adozione dei
provvedimenti  di  riorganizzazione,  subentra  nelle  funzioni della
Direzione generale del turismo che e' conseguentemente soppressa";
    b)  al  comma  19-quater,  il  primo  periodo  e'  sostituito dal
seguente:  "Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
per  lo  sviluppo  e la competitivita' del turismo sono trasferite le
risorse   finanziarie   corrispondenti  alla  riduzione  della  spesa
derivante  dall'attuazione  del  comma 1 dell'articolo 54 del decreto
legislativo  30  luglio  1999,  n.  300,  e successive modificazioni,
nonche'  le  dotazioni  strumentali  e  di  personale della soppressa
Direzione   generale   del  turismo  del  Ministero  delle  attivita'
produttive";
    c) al comma 19-quater, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
"Il   Ministro   dell'economia  e  delle  finanze  e'  autorizzato  a
provvedere,  per  l'anno  2006,  con propri decreti, al trasferimento
alla  Presidenza del Consiglio dei Ministri delle risorse finanziarie
della  soppressa  Direzione generale del turismo iscritte nello stato
di  previsione  del  Ministero dello sviluppo economico nonche' delle
risorse   corrispondenti   alla   riduzione   della  spesa  derivante
dall'attuazione  del comma 1 dell'articolo 54 del decreto legislativo
30  luglio  1999,  n.  300,  e successive Modificazioni, da destinare
all'istituzione  del Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita'
del turismo".
  99. Le modalita' di attuazione dei commi da 94 a 98 devono, in ogni
caso, essere tali da garantire l'invarianza della spesa da assicurare
anche  mediante compensazione e conseguente soppressione di uffici di
livello  dirigenziale  generale  e non generale delle amministrazioni
interessate.
  100.  Per  fronteggiare indifferibili esigenze di funzionamento del
sistema  museale  statale  ed  al  fine  di  assicurare  il  corretto
svolgimento delle funzioni istituzionali, con particolare riferimento
al  personale con qualifica dirigenziale, in deroga a quanto previsto
dall'articolo  1,  comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, il
Ministero  per  i  beni  e  le  attivita' culturali e' autorizzato ad
avviare   appositi  concorsi  pubblici  per  il  reclutamento  di  un
contingente  di  quaranta  unita'  nella  qualifica  di  dirigente di
seconda fascia tramite concorso pubblico per titoli ed esami.
  101.  Per  le finalita' di cui al comma 100 e' autorizzata la spesa
di  1  milione di euro per l'anno 2006 e di 4 milioni di euro annui a
decorrere dall'anno 2007.
  102.  Per  l'anno  2007  e  fino al 31 dicembre 2008, continuano ad
applicarsi  le  disposizioni  di  cui  all'articolo  3,  comma 1, del
decreto-legge  31  gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  31  marzo  2005,  n. 43. Per l'anno 2007, continuano ad
applicarsi  le  disposizioni  di  cui  all'articolo  3,  comma 2, del
decreto-legge  31  gennaio  2005, n.7, convertito, con modificazioni,
dalla legge 31 marzo 2005, n. 43.
  103. La localizzazione degli interventi di Arcus S.p.a., nonche' il
controllo  e la vigilanza sulla realizzazione dei medesimi interventi
sono effettuati di concerto dai Ministri delle infrastrutture e per i
beni e le attivita' culturali, con modalita' che saranno definite con
decreto   interministeriale.   E'   affidata   ad   Arcus  S.p.a.  la
prosecuzione  delle opere di cui all'articolo 1, comma 1, della legge
12 luglio 1999, n. 237, utilizzando l'attuale stazione appaltante. Al
fine  di  cui  al  precedente periodo, e' autorizzata la spesa di 7,9
milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008. Agli oneri
derivanti  dall'attuazione  del presente comma, pari a 7,9 milioni di
euro  per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2006-2008, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2006, allo scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero per i
beni e le attivita' culturali.
  104.  All'articolo  1  della  legge  11 novembre 2003, n. 310, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  5,  al  primo  periodo, le parole: "tre anni" sono
sostituite  dalle  seguenti:  "cinque anni" e, al secondo periodo, la
parola: "2008" e' sostituita dalla seguente: "2010";
    b) il comma 6 e' abrogato.
  105.  Al  fine  di  garantire  la  celere  ripresa  delle attivita'
culturali di pubblico interesse presso il Teatro Petruzzelli di Bari,
a  decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il
comune  di  Bari acquista la proprieta' dell'intero immobile sede del
predetto  Teatro,  ivi  incluse  tutte  le dotazioni strumentali e le
pertinenze, libera da ogni peso, condizione e diritti di terzi.(9)
  106.  Con  uno  o piu' provvedimenti, il prefetto di Bari determina
l'indennizzo   spettante   ai  proprietari  ai  sensi  della  vigente
normativa  in  materia di espropriazioni, dedotte tutte le somme gia'
liquidate  dallo Stato e dagli enti territoriali per la ricostruzione
del  Teatro  Petruzzelli  di Bari fino alla data di entrata in vigore
del presente decreto. Il prefetto di Bari cura, altresi', l'immediata
immissione  del  comune di Bari nel possesso dell'intero immobile, da
trasferire nella proprieta' comunale ai sensi del comma 105. (9)
  107.  E' assegnato al Ministero per i beni e le attivita' culturali
un   contributo  di  8  milioni  di  euro  per  l'anno  2007  per  il
completamento  dei  lavori di ristrutturazione del Teatro Petruzzelli
di Bari.
  108.  All'articolo  9  della legge 6 dicembre 1991, n. 394, dopo il
comma 12 e' aggiunto il seguente:
"12-bis.  Ai  Presidenti,  ai vice presidenti e agli altri componenti
dei Consigli direttivi nonche' ai componenti dei Collegi dei revisori
dei  conti  degli  Enti  parco, ivi compresi quelli di cui al comma 1
dell'articolo  35,  spetta  un'indennita'  di carica articolata in un
compenso  annuo  fisso e in gettoni di presenza per la partecipazione
alle  riunioni  del  Consiglio  direttivo  e  della Giunta esecutiva,
nell'ammontare fissato con decreto del Ministro dell'ambiente e della
tutela  del  territorio  e  del  mare,  di  concerto  con il Ministro
dell'economia   e   delle  finanze,  secondo  quanto  disposto  dalla
direttiva  del  Presidente del Consiglio dei Ministri 9 gennaio 2001,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2001, e con
la  procedura indicata nella circolare della Presidenza del Consiglio
dei Ministri 4993/IV.1.1.3 del 29 maggio 2001".
  109.  Al  fine  di  garantire  la  razionalizzazione  dei controlli
ambientali  e  l'efficienza  dei  relativi  interventi  attraverso il
rafforzamento  delle  misure  di  coordinamento  tra  le  istituzioni
operanti  a  livello  nazionale  e  quelle regionali e delle province
autonome,  l'assetto  organizzativo  dell'Agenzia  per  la protezione
dell'ambiente  e per i servizi tecnici (APAT) di cui agli articoli 8,
9,  38  e  39  del  decreto  legislativo  30  luglio 1999, n. 300, e'
modificato come segue:
    a) l'APAT e' persona giuridica di diritto pubblico ad ordinamento
autonomo,  dotata  di  autonomia  tecnico-scientifica, regolamentare,
organizzativa, gestionale, patrimoniale, finanziaria e contabile;
    b) sono organi dell'Agenzia:
      1)  il presidente, con funzioni di rappresentanza dell'Agenzia,
nominato,  con  incarico  quinquennale, tra persone aventi comprovata
esperienza   e  professionalita',  con  decreto  del  Presidente  del
Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta  del Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare;
      2)  il consiglio di amministrazione, composto da quattro membri
oltre al presidente, aventi comprovata esperienza e professionalita',
nominati  con  decreto  del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio  e del mare, per due di essi, su proposta della Conferenza
delle   regioni   e   delle   province   autonome.  Il  consiglio  di
amministrazione  dura in carica cinque anni e nomina, su proposta del
presidente,  il  direttore  generale. Gli emolumenti del presidente e
dei  membri del consiglio di amministrazione sono fissati con decreto
del  Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;
      3)  il  collegio  dei  revisori  dei conti, costituito ai sensi
dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
    c)  il  direttore generale dirige la struttura dell'Agenzia ed e'
responsabile  dell'attuazione  delle  deliberazioni  del consiglio di
amministrazione;  e'  scelto  tra persone di comprovata competenza ed
esperienza  professionale  e  resta  in carica sino alla scadenza del
mandato  del  consiglio; i suoi emolumenti sono fissati dal consiglio
di amministrazione;
    d)  entro  novanta  giorni  dalla  data  di entrata in vigore del
presente  decreto,  con  il  regolamento previsto dall'articolo 8 del
decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  300, e' emanato il nuovo
statuto  dell'APAT,  che  tiene  conto  delle modifiche organizzative
sopra  stabilite.  Fino  alla  data  di  entrata  in  vigore di detto
regolamento  valgono  le  norme  statutarie del regolamento di cui al
decreto  del Presidente della Repubblica 8 agosto 2002, n. 207, se ed
in quanto compatibili con le presenti disposizioni;
    e)  all'attuazione  delle lettere a) e b) si provvede nell'ambito
degli  ordinari  stanziamenti  di  bilancio  dell'APAT, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
  110. All'articolo 3 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
    "1.  La  Commissione  centrale di coordinamento dell'attivita' di
vigilanza,  costituita  ai sensi delle successive disposizioni, opera
quale  sede  permanente  di  elaborazione  di  orientamenti,  linee e
priorita' dell'attivita' di vigilanza";
    b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
    "1-bis. La Commissione, sulla base di specifici rapporti annuali,
presentati  entro  il 30 novembre di ogni anno dai soggetti di cui al
comma  2, anche al fine di monitorare la congruita' dell'attivita' di
vigilanza  effettuata,  propone  indirizzi  ed obiettivi strategici e
priorita'  degli  interventi ispettivi e segnala altresi' al Ministro
del lavoro e della previdenza sociale gli aggiustamenti organizzativi
da   apportare   al   fine   di   assicurare  la  maggiore  efficacia
dell'attivita'  di  vigilanza.  Per  gli adempimenti di cui sopra, la
Commissione  si avvale anche delle informazioni raccolte ed elaborate
dal  Casellario  centrale delle posizioni previdenziali attive di cui
al comma 23 dell'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 243";
    c) al comma 2, dopo le parole: "Comandante generale della Guardia
di  finanza;"  sono  inserite le seguenti: "dal Comandante del Nucleo
speciale  entrate  della  Guardia di finanza; dal Comandante generale
dell'Arma dei carabinieri; dal Comandante del Comando carabinieri per
la tutela del lavoro;";
    d)  al  comma  3,  dopo  le parole: "invitati a partecipare" sono
inserite  le  seguenti:  "i  Direttori generali delle altre direzioni
generali  del Ministero del lavoro e della previdenza sociale," ed il
secondo  periodo  e'  sostituito  dal  seguente:  "Alle  sedute della
Commissione  centrale  di  coordinamento  dell'attivita' di vigilanza
puo',  su questioni di carattere generale attinenti alla problematica
del lavoro illegale, essere altresi' invitato il Capo della Polizia -
Direttore generale della pubblica sicurezza".
  111. All'articolo 4 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  3,  dopo  le  parole:  "comandante regionale della
Guardia  di  finanza;"  sono  inserite  le  seguenti: "dal comandante
regionale dell'Arma dei carabinieri;";
    b)  al  comma 4, le parole: "ed il comandante regionale dell'Arma
dei carabinieri" sono soppresse.
  112.  All'articolo  5,  comma  2, del decreto legislativo 23 aprile
2004, n. 124, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  primo  periodo,  dopo  le parole: "Comandante provinciale
della  Guardia di finanza," sono inserite le seguenti: "il Comandante
provinciale dell'Arma dei carabinieri,";
    b)  il  secondo  periodo e' sostituito dal seguente: "Alle sedute
del  CLES  puo',  su  questioni  di carattere generale attinenti alla
problematica del lavoro illegale, essere invitato il Questore".
  113.  L'articolo  9 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124,
e' sostituito dal seguente:
"Art.  9  (Diritto  di  interpello). - 1. Gli organismi associativi a
rilevanza  nazionale  degli  enti  territoriali  e  gli enti pubblici
nazionali,  nonche',  di  propria  iniziativa  o  su segnalazione dei
propri  iscritti,  le organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro
maggiormente   rappresentative  sul  piano  nazionale  e  i  consigli
nazionali   degli   ordini   professionali,  possono  inoltrare  alla
Direzione generale, esclusivamente tramite posta elettronica, quesiti
di  ordine  generale  sull'applicazione delle normative di competenza
del  Ministero  del  lavoro  e della previdenza sociale. La Direzione
generale  fornisce  i relativi chiarimenti d'intesa con le competenti
Direzioni  generali  del  Ministero  del  lavoro  e  della previdenza
sociale   e,  qualora  interessati  dal  quesito,  sentiti  gli  enti
previdenziali.
  2. L'adeguamento alle indicazioni fornite nelle risposte ai quesiti
di  cui  al  comma  1  esclude l'applicazione delle relative sanzioni
penali, amministrative e civili".
  114.   All'articolo   11,  comma  1,  primo  periodo,  del  decreto
legislativo  23  febbraio 2000, n. 38, le parole da: "con decreto del
Ministro  del lavoro e della previdenza sociale" fino a: "dell'INAIL"
sono  sostituite  dalle  seguenti:  "su  delibera  del  consiglio  di
amministrazione  dell'INAIL,  con  decreto  del Ministro del lavoro e
della  previdenza  sociale,  previa  conferenza  di  servizi  con  il
Ministero  dell'economia  e  delle finanze e, nei casi previsti dalla
legge, con il Ministero della salute".
  115.  All'articolo  1,  comma 105, della legge 23 dicembre 2005, n.
266,  le  parole:  "50  milioni" sono sostituite dalle seguenti: "170
milioni". Al relativo onere, pari a euro 120 milioni per l'anno 2006,
si  provvede con l'utilizzo della somma di pari importo gia' affluita
all'I.N.P.S.  ai  sensi  dell'articolo  1,  comma 107, della legge 23
dicembre  2005,  n.  266,  che viene versata all'entrata del bilancio
dello  Stato,  per  essere  riassegnata,  con  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze, ad apposito capitolo del Ministero del
lavoro e della previdenza sociale.
  116.  Per le aziende in crisi di cui al comma 3-bis dell'articolo 5
del   decreto-legge   1°   ottobre  2005,  n.  202,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  30  novembre 2005, n. 244, e successive
modificazioni, all'onere del pagamento di ogni contributo o premio di
previdenza e assistenza sociale si provvede mediante il versamento di
quattro  rate  mensili  anticipate all'interesse di differimento e di
dilazione  pari alla misura del tasso di interesse legale vigente del
2,5 per cento. (3)
  117.  Con  regolamenti adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della  legge  23  agosto 1988, n. 400, si procede al riordino ed alla
semplificazione  delle  disposizioni normative relative ai contributi
ed   alle  provvidenze  per  le  imprese  editrici  di  quotidiani  e
periodici,  radiofoniche  e televisive, introducendo nella disciplina
vigente  le  norme  necessarie  per  il  conseguimento  dei  seguenti
obiettivi:
    a)   razionalizzazione   e   riordino   dei  contributi  e  delle
provvidenze,  anche  tenuto  conto dell'articolo 20, commi 1 e 2, del
decreto-legge  4  luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  4 agosto 2006, n. 248, ed in coerenza con gli obiettivi
di contenimento della spesa pubblica;
    b) rideterminazione e snellimento delle procedure, dei criteri di
calcolo  dei  contributi spettanti, dei costi ammissibili ai fini del
calcolo  dei  contributi, dei tempi e delle modalita' di istruttoria,
concessione ed erogazione, nonche' dei controlli da effettuare, anche
attraverso il ricorso, da parte del Dipartimento per l'informazione e
l'editoria  della  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri, ad altre
amministrazioni dello Stato;
    c)  particolare  attenzione  al  perseguimento,  da  parte  delle
imprese,   di   obiettivi   di  maggiore  efficienza,  occupazione  e
qualificazione,  utilizzo  delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione,  effettiva  diffusione  del  prodotto  editoriale  sul
territorio, con particolare riguardo a:
      1) occupazione;
      2) tutela del prodotto editoriale primario;
      3)  livelli  ottimali  di  costi  di produzione e di diffusione
riferiti al mercato editoriale;
    d)  coordinamento  formale  del testo delle disposizioni vigenti,
apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza logica e
sistematica.
  118.  Gli  schemi  dei  regolamenti  previsti  dal  comma  117 sono
trasmessi  alle Camere per l'acquisizione dei pareri delle competenti
Commissioni  parlamentari,  le quali si esprimono entro trenta giorni
dall'assegnazione.   Decorso   il   predetto  termine  senza  che  le
Commissioni  abbiano  espresso  i  pareri di rispettiva competenza, i
regolamenti possono essere comunque adottati.
  119.  Tra  le  indicazioni  obbligatorie  previste dall'articolo 2,
secondo  comma,  della  legge  8 febbraio 1948, n. 47, e' inserita la
dichiarazione  che  la testata fruisce dei contributi statali diretti
di   cui  alla  legge  7  agosto  1990,  n.  250,  ove  ricorra  tale
fattispecie.
  120.  All'articolo  11,  comma  1,  alinea, della legge 25 febbraio
1987,  n.  67,  le  parole:  "a  decorrere  dal 1° gennaio 1991" sono
sostituite  dalle  seguenti  "a decorrere dal 1° gennaio 2007" e alla
lettera b) le parole: "al rimborso dell'80 per cento" sono sostituite
dalle seguenti: "al rimborso del 60 per cento".
  121. All'articolo 8, comma 1, alinea, della legge 7 agosto 1990, n.
250,  le  parole:  "a  decorrere dal 1° gennaio 1991" sono sostituite
dalle  seguenti:  "a decorrere dal 1° gennaio 2007" e alla lettera b)
le  parole:  "al  rimborso  dell'80  per cento" sono sostituite dalle
seguenti: "al rimborso del 60 per cento".
  122.  Il  secondo comma dell'articolo 27 della legge 5 agosto 1981,
n. 416, e' sostituito dal seguente:
"Sono  considerate  a diffusione nazionale le agenzie di stampa i cui
notiziari   siano   distribuiti  in  abbonamento  a  titolo  oneroso,
qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno quindici
testate   quotidiane   in  cinque  regioni,  che  abbiano  alle  loro
dipendenze  a  norma  del contratto nazionale di lavoro piu' di dieci
giornalisti  professionisti con rapporto a tempo pieno, indeterminato
ed  esclusivo,  ed effettuino un minimo di dodici ore di trasmissione
al giorno per almeno cinque giorni alla settimana".
  123.  A decorrere dai contributi relativi all'anno 2007, le imprese
di   radiodiffusione   sonora  e  televisiva  ed  i  canali  tematici
satellitari  possono  richiedere  le  riduzioni  tariffarie, ai sensi
dell'articolo  11, comma 1, lettera a), della legge 25 febbraio 1987,
n.  67,  per  un  solo  abbonamento  sui  canoni  di  noleggio  e  di
abbonamento  ai  servizi di telecomunicazione via satellite, riferito
esclusivamente  al  costo  del  segmento di contribuzione, fornito da
societa' autorizzate ad espletare i predetti servizi.
  124.   A   decorrere   dai   contributi   relativi  all'anno  2006,
all'articolo  3  della  legge  7  agosto  1990,  n. 250, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  8,  lettera  a), le parole: "della media dei costi
risultanti  dai  bilanci  degli  ultimi due esercizi" sono sostituite
dalle seguenti: "dei costi risultanti dal bilancio";
    b) al comma 9, le parole: "della media" sono soppresse;
    c)  al  comma  10,  lettera a), le parole: "della media dei costi
risultanti  dai  bilanci  degli  ultimi due esercizi" sono sostituite
dalle seguenti: "dei costi risultanti dal bilancio".
  125.  All'articolo  3,  comma  2,  lettera c), della legge 7 agosto
1990,  n.  250,  e successive modificazioni, le parole: "precedente a
quello" sono soppresse.
  126.  All'articolo  3, comma 3, primo periodo, della legge 7 agosto
1990,  n.  250,  le  parole: "fino a 40 mila copie di tiratura media"
sono  sostituite  dalle  seguenti:  "fino  a 30.000 copie di tiratura
media".
  127.  Qualora  nella  liquidazione dei contributi relativi all'anno
2004  sia  stato disposto, in dipendenza dell'applicazione di diverse
modalita'  di  calcolo,  il  recupero di contributi relativi all'anno
2003,  non  si  procede  all'ulteriore  recupero  e  si provvede alla
restituzione di quanto recuperato.
  128.  Il  termine di decadenza previsto dall'articolo 1, comma 461,
della  legge  23  dicembre 2005, n. 266, si intende riferito anche ai
contributi relativi agli anni precedenti.
  129.  All'articolo  1,  comma 455, della legge 23 dicembre 2005, n.
266,   le  parole:  "dei  costi  complessivamente  ammissibili"  sono
sostituite  dalle  seguenti:  "degli  altri costi in base ai quali e'
calcolato il contributo".
  130.  Il comma 458 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.
266,  si  interpreta  nel  senso  che  la composizione prevista dalla
citata   disposizione   per   l'accesso   alle   provvidenze  di  cui
all'articolo  3,  commi  2  e 2-quater, della legge 7 agosto 1990, n.
250, e successive modificazioni, consente l'erogazione dei contributi
relativi  all'anno  2006,  qualora  realizzata nel corso del medesimo
anno.
  131.  Le  convenzioni aggiuntive di cui agli articoli 19 e 20 della
legge  14  aprile  1975,  n.  103,  sono  approvate  con  decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri, di concerto con i Ministri
dell'economia e delle finanze e delle comunicazioni, e, limitatamente
alle  convenzioni  aggiuntive  di  cui  all'articolo 20, terzo comma,
della stessa legge, con il Ministro degli affari esteri. Il pagamento
dei corrispettivi e' effettuato nell'anno successivo alla prestazione
dei  servizi derivanti dalle convenzioni. Nell'ambito del progetto di
audiovideoteca  di  cui  all'articolo  24,  comma 2, del contratto di
servizio  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 14
febbraio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12 marzo
2003,  la RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., previa stipula di una
convenzione  a titolo gratuito con la Camera dei deputati e il Senato
della  Repubblica,  assicura  il  supporto  tecnico  necessario  alla
conservazione  e  alla conversione digitale del materiale audiovisivo
delle sedute del Parlamento.
  132.  In  recepimento della direttiva 92/100/CEE del Consiglio, del
19 novembre 1992, al fine di assicurare la remunerazione del prestito
eseguito  dalle  biblioteche  e  discoteche  dello Stato e degli enti
pubblici,  e'  autorizzata  la spesa annua di 250.000 euro per l'anno
2006, di 2,2 milioni di euro per l'anno 2007 e di 3 milioni di euro a
decorrere  dall'anno 2008 per l'istituzione presso il Ministero per i
beni  e  le  attivita' culturali del Fondo per il diritto di prestito
pubblico.  Il Fondo e' ripartito dalla Societa' italiana degli autori
ed  editori (SIAE) tra gli aventi diritto, sulla base degli indirizzi
stabiliti  con  decreto  del  Ministro  per  i  beni  e  le attivita'
culturali,  sentite  la  Conferenza  permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e le
associazioni   di   categoria   interessate.   Per   l'attivita'   di
ripartizione  spetta  alla  SIAE  una provvigione, da determinare con
decreto  del  Ministro  per i beni e le attivita' culturali, a valere
sulle  risorse del Fondo. Le disposizioni di cui al presente comma si
applicano  ai  prestiti  presso  tutte le biblioteche e discoteche di
Stato  e  degli  enti pubblici, ad eccezione di quelli eseguiti dalle
biblioteche  universitarie  e  da  istituti e scuole di ogni ordine e
grado,   che   sono   esentati   dalla  remunerazione  dei  prestiti.
All'articolo 69, comma 1, alinea, della legge 22 aprile 1941, n. 633,
e  successive  modificazioni,  le  parole:  ", al quale non e' dovuta
alcuna remunerazione" sono soppresse.
  133.  All'onere di cui al comma 132, pari a 250.000 euro per l'anno
2006,  a  2,2  milioni  di euro per l'anno 2007 e a 3 milioni di euro
annui  a  decorrere dall'anno 2008, si provvede quanto a euro 250.000
per l'anno 2006, euro 1,2 milioni per l'anno 2007 ed euro 3 milioni a
decorrere  dall'anno  2008  mediante utilizzo di parte delle maggiori
entrate  derivanti dal presente decreto e quanto a euro 1 milione per
l'anno  2007  mediante  corrispondente  riduzione  dello stanziamento
iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale  2006-2008, nell'ambito
dell'unita'  previsionale  di base di parte corrente "Fondo speciale"
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per   l'anno   2006,   utilizzando  per  l'anno  2007  la  proiezione
dell'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.
  134.  Il  Ministro  dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  135.  Le  somme  ancora  dovute  a  Poste  italiane S.p.a. ai sensi
dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46,
sono  rimborsate,  previa  determinazione effettuata dalla Presidenza
del  Consiglio  dei  Ministri  -  Dipartimento  per  l'informazione e
l'editoria, di concerto con il Ministero delle comunicazioni e con il
Ministero dell'economia e delle finanze, entro sei mesi dalla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto, con una rateizzazione di
dieci anni.
  136.  All'articolo  98 del codice delle comunicazioni elettroniche,
di  cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate
le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma 2, le parole: "da euro 1.500,00 ad euro 250.000,00"
sono   sostituite   dalle   seguenti:  "da  euro  15.000,00  ad  euro
2.500.000,00"  e  le parole: "di euro 5.000,00" sono sostituite dalle
seguenti: "di euro 50.000,00";
    b)  al  comma 5, le parole: "al doppio dei" sono sostituite dalle
seguenti: "a venti volte i";
    c)  al  comma  8, le parole: "da euro 3.000,00 ad euro 58.000,00"
sono   sostituite   dalle   seguenti:  "da  euro  30.000,00  ad  euro
580.000,00";
    d)  al  comma  9, dopo le parole: "articolo 32," sono inserite le
seguenti:  "ai  soggetti  che commettono violazioni gravi o reiterate
piu'   di   due   volte   nel   quinquennio  delle  condizioni  poste
dall'autorizzazione  generale,  il  Ministero  commina  una  sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 30.000,00 ad euro 600.000,00;" e le
parole:  "da  euro 1.500,00 ad euro 115.000,00" sono sostituite dalle
seguenti: "da euro 15.000,00 ad euro 1.150.000,00";
    e) al comma 11, le parole: "da euro 12.000,00 ad euro 250.000,00"
sono   sostituite   dalle  seguenti:  "da  euro  120.000,00  ad  euro
2.500.000,00";
    f) al comma 13, le parole: "da euro 17.000,00 ad euro 250.000,00"
sono   sostituite   dalle  seguenti:  "da  euro  170.000,00  ad  euro
2.500.000,00";
    g) al comma 14, le parole: "da euro 17.000,00 ad euro 250.000,00"
sono   sostituite   dalle  seguenti:  "da  euro  170.000,00  ad  euro
2.500.000,00";
    h)  al  comma 16, le parole: "da euro 5.800,00 ad euro 58.000,00"
sono   sostituite   dalle   seguenti:  "da  euro  58.000,00  ad  euro
580.000,00";
    i) dopo il comma 17 e' inserito il seguente:
    "17-bis.  Alle  sanzioni amministrative irrogabili dall'Autorita'
per  le garanzie nelle comunicazioni non si applicano le disposizioni
sul pagamento in misura ridotta di cui all'articolo 16 della legge 24
novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni".
  137.  Al  comma 8 dell'articolo 1 del decreto-legge 18 maggio 2006,
n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n.
233,  e'  aggiunto,  infine,  il  seguente  periodo: "Il Ministero si
articola  in  un  Segretariato  generale  ed in sei uffici di livello
dirigenziale  generale,  nonche'  un  incarico  dirigenziale ai sensi
dell'articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 31 marzo 2001, n.
165,  e  successive  modificazioni".  Al  comma  8-bis  del  medesimo
articolo  1  del  decreto-legge  n.  181  del  2006,  convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  n.  233  del  2006,  le  parole:  ", il
Ministero dell'universita' e della ricerca" sono soppresse.
  138.  Al  fine  di  razionalizzare  il sistema di valutazione della
qualita'  delle  attivita'  delle universita' e degli enti di ricerca
pubblici  e  privati  destinatari  di finanziamenti pubblici, nonche'
dell'efficienza ed efficacia dei programmi statali di finanziamento e
di  incentivazione  delle  attivita'  di ricerca e di innovazione, e'
costituita   l'Agenzia   nazionale   di   valutazione   del   sistema
universitario  e della ricerca (ANVUR), con personalita' giuridica di
diritto pubblico, che svolge le seguenti attribuzioni:
    a)  valutazione  esterna  della  qualita'  delle  attivita' delle
universita' e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di
finanziamenti  pubblici, sulla base di un programma annuale approvato
dal Ministro dell'universita' e della ricerca;
    b)  indirizzo,  coordinamento  e  vigilanza  delle  attivita'  di
valutazione demandate ai nuclei di valutazione interna degli atenei e
degli enti di ricerca;
    c)  valutazione  dell'efficienza  e  dell'efficacia dei programmi
statali  di  finanziamento  e  di  incentivazione  delle attivita' di
ricerca e di innovazione.
  139.   I   risultati  delle  attivita'  di  valutazione  dell'ANVUR
costituiscono   criterio   di   riferimento   per  l'allocazione  dei
finanziamenti statali alle universita' e agli enti di ricerca.
  140.  Con  regolamento  emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della  legg  23  agosto  1988,  n.  400,  su  proposta  del  Ministro
dell'universita'  e  della  ricerca,  previo  parere delle competenti
Commissioni parlamentari, sono disciplinati:
    a)  la  struttura e il funzionamento dell'ANVUR, secondo principi
di  imparzialita',  professionalita', trasparenza e pubblicita' degli
atti, e di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile, anche
in deroga alle disposizioni sulla contabilita' generale dello Stato;
    b)  la  nomina  e  la durata in carica dei componenti dell'organo
direttivo,  scelti  anche  tra  qualificati  esperti  stranieri, e le
relative indennita' ((, prevedendo che, ferma restando l'applicazione delle disposizioni vigenti in materia di collocamento a riposo, la carica di presidente o di componente dell'organo direttivo puo' essere ricoperta fino al compimento del settantesimo anno di eta')).
  141. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di
cui   al  comma  140,  contestualmente  alla  effettiva  operativita'
dell'ANVUR,   sono   soppressi   il  Comitato  di  indirizzo  per  la
valutazione  della  ricerca  (CIVR),  istituito  dall'articolo  5 del
decreto  legislativo 5 giugno 1998, n. 204, il Comitato nazionale per
la   valutazione   del   sistema   universitario  (CNVSU),  istituito
dall'articolo  2  della legge 19 ottobre 1999, n. 370, il Comitato di
valutazione  di  cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4 giugno
2003, n. 127, e il Comitato di valutazione di cui all'articolo 10 del
decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 128.
  142.  Agli  oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 138 a 141,
nel  limite  di  spesa  di  5  milioni  di  euro  annui,  si provvede
utilizzando  le  risorse finanziarie riguardanti il funzionamento del
soppresso   CNVSU   nonche',   per   la   quota  rimanente,  mediante
corrispondente   riduzione   dell'autorizzazione   di  spesa  di  cui
all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n.
537.
  143. COMMA ABROGATO DALLA L. 27 SETTEMBRE 2007, N. 165.
  144. COMMA ABROGATO DALLA L. 27 SETTEMBRE 2007, N. 165.
  145. COMMA ABROGATO DALLA L. 27 SETTEMBRE 2007, N. 165.
  146.  Il  comma  2-ter  dell'articolo 16 del decreto legislativo 17
novembre 1997, n. 398, e' sostituito dal seguente:
"2-ter.  Le  disposizioni  di cui al comma 2-bis si applicano anche a
coloro  che  conseguono  la  laurea  specialistica  o  magistrale  in
giurisprudenza  sulla  base  degli  ordinamenti didattici adottati in
esecuzione   del   regolamento   di   cui  al  decreto  del  Ministro
dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre
1999,  n.  509,  e  successive  modificazioni.  Per  tali soggetti, a
decorrere dallanno accademico 2007-2008, con regolamento del Ministro
dell'universita'  e  della ricerca, di concerto con il Ministro della
giustizia,  adottato  ai  sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23
agosto  1988,  n. 400, l'ordinamento didattico delle Scuole di cui al
comma 1 puo' essere articolato sulla durata di un anno".
  147.  All'articolo  22,  comma 13, della legge 28 dicembre 2001, n.
448,  nel primo periodo, le parole: "e' riconosciuto" sono sostituite
dalle   seguenti:   "puo'   essere   riconosciuto".   Le  universita'
disciplinano  nel  proprio  regolamento  didattico le conoscenze e le
abilita'  professionali, certificate ai sensi della normativa vigente
in  materia,  nonche'  le  altre  conoscenze  e  abilita' maturate in
attivita'  formative  di livello post-secondario da riconoscere quali
crediti  formativi.  In ogni caso, il numero di tali crediti non puo'
essere  superiore  a  ((dodici)).  ((Il riconoscimento deve essere effettuato esclusivamente sulla base delle competenze dimostrate da ciascuno studente. Sono escluse forme di riconoscimento attribuite collettivamente. Le universita' possono riconoscere quali crediti formativi, entro il medesimo limite, il conseguimento da parte dello studente di medaglia olimpica o paralimpica ovvero del titolo di campione mondiale assoluto, campione europeo assoluto o campione italiano assoluto nelle discipline riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano o dal Comitato italiano paralimpico)).
  148.  Per le finalita' di cui all'articolo 26, comma 5, della legge
27  dicembre  2002,  n. 289, si provvede con regolamento del Ministro
dell'universita'  e della ricerca, di concerto con il Ministro per le
riforme  e le innovazioni nella pubblica amministrazione, adottato ai
sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
fermi  restando  i  principi  e  i  criteri  enunciati nella medesima
disposizione  e  prevedendo altresi' idonei interventi di valutazione
da  parte  del  Comitato  nazionale  per  la  valutazione del sistema
universitario  (CNVSU)  sull'attivita'  svolta,  anche da parte delle
universita' e delle istituzioni gia' abilitate al rilascio dei titoli
accademici  alla data di entrata in vigore della legge di conversione
del  presente  decreto.  Fino  alla  data  di  entrata  in vigore del
regolamento,  non  puo'  essere  autorizzata  l'istituzione  di nuove
universita' telematiche abilitate al rilascio di titoli accademici.
  149.   Ai   fini   del  contenimento  della  spesa  pubblica  e  di
razionalizzazione   dell'uso  delle  risorse  energetiche,  gli  enti
pubblici  sono autorizzati ad avviare procedure ad evidenza pubblica,
nel   rispetto  della  legislazione  comunitaria  e  nazionale  sulla
concorrenza,  per  l'individuazione  di  societa' alle quali affidare
servizi  di verifica, monitoraggio ed interventi diretti, finalizzati
all'ottenimento  di  riduzioni di costi di acquisto dell'energia, sia
termica che elettrica.
  150.  Il  corrispettivo delle societa' assegnatarie del servizio e'
dato  esclusivamente  dalla vendita di eventuali titoli di efficienza
energetica rilasciati in conseguenza dell'attivita' svolta.
  151.  Nell'ambito  delle  autorita'  nazionali competenti, ai sensi
dell'articolo 2, primo paragrafo, lettera b), del regolamento (CE) n.
1338/2001  del  Consiglio,  del  28  giugno  2001, l'Ufficio centrale
antifrode  dei mezzi di pagamento del Ministero dell'economia e delle
finanze  raccoglie  i  dati tecnici e statistici, nonche' le relative
informazioni,  in applicazione degli articoli 7 e 8 del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, dalla legge
23 novembre 2001, n. 409.
  152.  I  soggetti  obbligati  al  ritiro  dalla  circolazione delle
banconote  e delle monete metalliche in euro sospette di falsita', in
applicazione  dell'articolo  8,  comma 2, del citato decreto-legge n.
350  del  2001, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 409 del
2001,  trasmettono  al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze -
Ufficio   centrale   antifrode   dei  mezzi  di  pagamento,  per  via
telematica,    i    dati   tecnici   e   le   informazioni   inerenti
all'identificazione  dei sospetti casi di falsita', secondo modalita'
stabilite   nell'ambito  delle  rispettive  competenze,  dalla  Banca
d'Italia e dal Ministro dell'economia e delle finanze.
  153.  Nelle  more dell'adozione delle misure di cui al comma 152, i
soggetti   obbligati   al  ritiro  delle  banconote  e  delle  monete
metalliche  in  euro  sospette  di  falsita'  provvedono  all'inoltro
all'Ufficio  centrale  antifrode  dei  mezzi  di pagamento dei dati e
delle   informazioni,  secondo  le  modalita'  di  cui  alle  vigenti
disposizioni.
  154.   Per   tener  conto  delle  ulteriori  esigenze  poste  dalla
applicazione  dell'articolo  8 della legge 17 agosto 2005, n. 166, in
merito   alle   spese   per   la  realizzazione,  la  gestione  e  il
potenziamento  di sistemi informatizzati di prevenzione delle frodi e
delle  falsificazioni  sui  mezzi  di pagamento e sugli strumenti per
l'erogazione  del credito al consumo, e' autorizzata la spesa di euro
758.000  per  l'anno  2007, di euro 614.000 per l'anno 2008 e di euro
618.000 per l'anno 2009.
  155.  Il  comma 4 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 303, e successive modificazioni, e' sostituito dai seguenti:
"4.  Per  lo svolgimento di particolari compiti per il raggiungimento
di   risultati  determinati  o  per  la  realizzazione  di  specifici
programmi,  il  Presidente  istituisce, con proprio decreto, apposite
strutture  di  missione,  la  cui  durata  temporanea,  comunque  non
superiore  a  quella  del Governo che le ha istituite, e' specificata
dall'atto  istitutivo.  Entro  trenta giorni dalla data di entrata in
vigore  della presente disposizione, il Presidente puo' ridefinire le
finalita'  delle strutture di missione gia' operanti: in tale caso si
applica l'articolo 18, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive  modificazioni.  Sentiti  il  Comitato  nazionale  per  la
bioetica  e  gli  altri  organi  collegiali  che  operano  presso  la
Presidenza,  il  Presidente,  con  propri  decreti,  ne disciplina le
strutture di supporto.
4-bis.  Per  le  attribuzioni che implicano l'azione unitaria di piu'
dipartimenti  o  uffici  a  questi  equiparabili,  il Presidente puo'
istituire  con  proprio  decreto  apposite  unita'  di  coordinamento
interdipartimentale,   il  cui  responsabile  e'  nominato  ai  sensi
dell'articolo  18,  comma  3,  della  legge  23  agosto 1988, n. 400.
Dall'attuazione  del  presente comma non devono in ogni caso derivare
nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato".
  156.  Al  comma  22-bis dell'articolo 1 del decreto-legge 18 maggio
2006,  n.  181,  convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
2006,  n.  233,  dopo  il  secondo periodo, sono inseriti i seguenti:
"L'Unita'  per  la  semplificazione  e  la qualita' della regolazione
opera  in  posizione  di  autonomia funzionale e svolge, tra l'altro,
compiti di supporto tecnico di elevata qualificazione per il Comitato
interministeriale   per  l'indirizzo  e  la  guida  strategica  delle
politiche  di  semplificazione e di qualita' della regolazione di cui
all'articolo  1  del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  9  marzo  2006,  n.  80. Non trova
conseguentemente  applicazione  l'articolo  24,  comma 3, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165".
  157. Al fine di monitorare il rispetto dei principi di invarianza e
contenimento  degli oneri connessi all'applicazione del decreto-legge
18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
luglio 2006, n. 233, e del presente decreto, con apposito decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri si provvede, a valere sulle
disponibilita'  per  l'anno 2006 previste dall'articolo 1, comma 261,
della  legge  30  dicembre 2004, n. 311, alla costituzione, presso il
Dipartimento  per  l'attuazione  del  programma  di  Governo,  di una
struttura  interdisciplinare di elevata qualificazione professionale,
giuridica,  economico-finanziaria  e  amministrativa.  di non piu' di
dieci   componenti,   per   curare   la  transizione  fino  al  pieno
funzionamento  dell'assetto  istituzionale  conseguente  al  predetti
provvedimenti  normativi.  L'attivita'  della  struttura,  in  quanto
aggiuntiva  alle  normali  funzioni  svolte dai suoi componenti, deve
svolgersi compatibilmente con tali prioritarie funzioni.
  158.  All'articolo 16, secondo comma, della legge 27 febbraio 1967,
n.  48,  sono  aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e dai Ministri
dell'universita' e della ricerca e della pubblica istruzione".
  159.  All'articolo  19,  comma  8, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, dopo le parole: "gli incarichi di funzione dirigenziale
di  cui  al  comma  3"  sono inserite le seguenti: ", al comma 5-bis,
limitatamente   al   personale  non  appartenente  ai  ruoli  di  cui
all'articolo 23, e al comma 6,".
  160.  Le  disposizioni di cui all'articolo 19, comma 8, del decreto
legislativo  30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal comma 159 del
presente  articolo,  si  applicano  anche ai direttori delle Agenzie,
incluse le Agenzie fiscali.
  161.  In  sede di prima applicazione dell'articolo 19, comma 8, del
decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  come  modificato ed
integrato  dai  commi  159 e 160 del presente articolo, gli incarichi
ivi  previsti,  conferiti  prima  del 17 maggio 2006, cessano ove non
confermati  entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, fatti salvi, per gli incarichi conferiti a soggetti
non  dipendenti  da  pubbliche amministrazioni, gli effetti economici
dei contratti in essere. Le disposizioni contenute nel presente comma
si  applicano  anche  ai corrispondenti incarichi conferiti presso le
Agenzie,  incluse  le  Agenzie  fiscali.  L'eventuale  maggiore spesa
derivante  dal presente comma e' compensata riducendo automaticamente
le  disponibilita'  del  fondo  di  cui all'articolo 24, comma 8, del
decreto  legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e rendendo indisponibile,
ove  necessario,  un  numero di incarichi dirigenziali corrispondente
sul  piano  finanziario.  In  ogni  caso  deve  essere realizzata una
riduzione  dei  nuovi incarichi attribuiti pari al 10 per cento per i
dirigenti  di  prima  fascia e pari al 5 per cento per i dirigenti di
seconda fascia, rispetto al numero degli incarichi precedentemente in
essere. (10) (16)
  162.  Il comma 309 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.
266,   e'  abrogato.  In  via  transitoria  le  nomine  degli  organi
dell'Agenzia  per i servizi sanitari regionali, di cui all'articolo 2
del   decreto  legislativo  31  marzo  1998,  n.  115,  e  successive
modificazioni, cessano ove non confermate entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto.
  163.  In attuazione delle disposizioni di cui all'art. 11, comma 3,
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, il Dipartimento della
funzione pubblica predispone, entro il 31 dicembre 2006, un piano per
il  miglioramento  della  qualita'  dei  servizi  resi dalla pubblica
amministrazione  e  dai  gestori  di  servizi pubblici. Il piano reca
anche  linee  guida  per  l'adozione,  da parte delle amministrazioni
interessate  da  processi  di  riorganizzazione  delle  strutture, di
sistemi di misurazione della qualita' dei servizi resi all'utenza.
  164.  Al  comma  2 dell'articolo 126-bis del decreto legislativo 30
aprile  1992,  n.  285, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni:
    a)   il   quarto   periodo   e'   sostituito  dal  seguente:  "La
comunicazione  deve  essere  effettuata a carico del conducente quale
responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di
questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido
ai  sensi  dell'art.  196,  deve  fornire  all'organo  di polizia che
procede,  entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di
contestazione,  i  dati  personali  e della patente del conducente al
momento della commessa violazione";
    b)  il sesto periodo e' sostituito dal seguente: "Il proprietario
del  veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell'articolo
196,   sia  esso  persona  fisica  o  giuridica,  che  omette,  senza
giustificato  e  documentato  motivo,  di  fornirli  e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a euro
1.000".
  165.  11 punteggio decurtato, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma
2,  del  decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n.  285,  nel testo
previgente alla data di entrata in vigore del presente decreto, dalla
patente  di guida del proprietario del veicolo, qualora non sia stato
identificato   il   conducente   responsabile  della  violazione,  e'
riattribuito  d'ufficio  dall'organo  di  polizia alle cui dipendenze
opera   l'agente   accertatore,  che  ne  da'  comunicazione  in  via
telematica   al   Centro   elaborazione   dati   motorizzazione   del
Dipartimento  per i trasporti terrestri, personale, affari generali e
la pianificazione generale dei trasporti del Ministero dei trasporti.
Fatti  salvi  gli  effetti  degli  esami di revisione gia' sostenuti,
perdono  efficacia  i  provvedimenti  di  cui al comma 6 dello stesso
articolo,  adottati  a  seguito  di  perdita totale del punteggio cui
abbia  contribuito  la decurtazione dei punti da riattribuire a norma
del presente comma.
  166.  All'articolo  97  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni:
    a)  al  comma 7, dopo le parole: "il certificato di circolazione"
sono inserite le seguenti: ", quando previsto,";
    b) il comma 14 e' sostituito dal seguente:
    "14.  Alle  violazioni  previste  dai  commi  5  e  7 consegue la
sanzione  amministrativa  accessoria  della confisca del ciclomotore,
secondo  le  norme  di  cui al capo I, sezione II, del titolo VI; nei
casi   previsti   dal   comma  5  si  procede  alla  distruzione  del
ciclomotore,  fatta  salva  la  facolta' degli enti da cui dipende il
personale  di  polizia  stradale  che  ha  accertato la violazione di
chiedere tempestivamente che sia assegnato il ciclomotore confiscato,
previo   ripristino   delle   caratteristiche   costruttive,  per  lo
svolgimento  dei  compiti  istituzionali  e  fatto  salvo l'eventuale
risarcimento  del  danno  in  caso  di accertata illegittimita' della
confisca e distruzione. Alla violazione prevista dal comma 6 consegue
la  sanzione  amministrativa  accessoria del fermo amministrativo del
veicolo  per  un  periodo di sessanta giorni; in caso di reiterazione
della  violazione,  nel  corso di un biennio, il fermo amministrativo
del  veicolo e' disposto per novanta giorni. Alla violazione prevista
dai   commi   8  e  9  consegue  la  sanzione  accessoria  del  fermo
amministrativo  del  veicolo  per un periodo di un mese o, in caso di
reiterazione  delle  violazioni  nel  biennio, la sanzione accessoria
della confisca amministrativa del veicolo, secondo le norme di cui al
capo I, sezione II, del titolo VI".
  167.  All'articolo  170  del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,  e  successive  modificazioni,  il  comma  7  e'  sostituito dal
seguente:
"7. Alle violazioni previste dal comma 1 e, se commesse da conducente
minorenne,  dal  comma  2,  alla  sanzione  pecuniaria amministrativa
consegue  il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni, ai
sensi  del capo I, sezione II, del titolo VI; quando, nel corso di un
biennio,  con  un  ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per
almeno  due  volte, una delle violazioni previste dai commi 1 e 2, il
fermo amministrativo del veicolo e' disposto per novanta giorni".
  168.  All'articolo  171  del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,  e  successive  modificazioni,  il  comma  3  e'  sostituito dal
seguente:
"3.  Alla  sanzione  pecuniaria  amministrativa  prevista dal comma 2
consegue  il  fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni ai
sensi  del capo I, sezione II, del titolo VI. Quando, nel corso di un
biennio,  con  un  ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per
almeno due volte, una delle violazioni previste dal comma 1, il fermo
del  veicolo  e' disposto per novanta giorni. La custodia del veicolo
e' affidata al proprietario dello stesso".
  169.  All'articolo  213  del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,  e successive modificazioni, il comma 2-sexies e' sostituito dal
seguente:
"2-sexies. E' sempre disposta la confisca del veicolo in tutti i casi
in  cui  un  ciclomotore  o  un  motoveicolo  sia stato adoperato per
commettere  un  reato,  sia  che  il  reato  sia stato commesso da un
conducente  maggiorenne,  sia che sia stato commesso da un conducente
minorenne".
  170.   Il   Registro  italiano  dighe  (RID),  istituito  ai  sensi
dell'articolo  91, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, e' soppresso.
  171.  I compiti e le attribuzioni facenti capo al Registro italiano
dighe,  ai  sensi  del  citato  articolo  91,  comma  1,  del decreto
legislativo n. 112 del 1998, nonche' dell'articolo 10 del regolamento
di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 24 marzo 2003, n.
136,  sono  trasferiti  al  Ministero  delle  infrastrutture,  e sono
esercitati  dalle  articolazioni  amministrative  individuate  con il
regolamento  di  organizzazione  del  Ministero,  adottato  ai  sensi
dell'articolo  1, comma 23, del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 17 luglio 2006, n. 233.
Fino  all'adozione  del  citato regolamento, l'attivita' facente capo
agli uffici periferici del Registro italiano dighe continua ad essere
esercitata  presso  le  sedi  e  gli uffici gia' individuati ai sensi
dell'articolo  11  del  regolamento  di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 24 marzo 2003, n. 136.
  172.  Le spese occorrenti per il finanziamento delle attivita' gia'
facenti  capo  al  Registro  italiano  dighe  sono  finanziate  dalla
contribuzione   a   carico   degli   utenti  dei  servizi,  ai  sensi
dell'articolo  12, comma 1, lettere b) e c) del regolamento di cui al
decreto  del  Presidente  della Repubblica 24 marzo 2003, n. 136, nei
modi  previsti dalla legge, per la parte non coperta da finanziamento
a  carico  dello Stato, e affluiscono ad apposita unita' previsionale
di  base  inserita  nello  stato  di  previsione  del Ministero delle
infrastrutture.   Nella   medesima   unita'   previsionale   di  base
confluiscono  gli  stanziamenti finanziari attualmente iscritti nello
stato  di  previsione  della spesa del Ministero delle infrastrutture
per le attivita' del Registro italiano dighe.
  173. Con decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabiliti i criteri e
i   parametri  per  la  quantificazione  degli  oneri  connessi  alle
attivita'  gia' facenti capo al Registro italiano dighe, ivi comprese
quelle  di  cui  all'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 6 della
legge 1° agosto 2002, n. 166.
  174.  Al  fine  di  garantire  la  continuita'  delle  attivita' di
interesse pubblico gia' facenti capo al Registro italiano dighe, fino
al perfezionamento del processo di riorganizzazione disposto ai sensi
dei   commi   170,  171,  172  e  173,  e'  nominato  un  Commissario
straordinario per l'espletamento dei compiti indifferibili ed urgenti
assegnati  all'ente  e  la  prosecuzione degli interventi di messa in
sicurezza  di  cui al decreto-legge 29 marzo 2004, n. 79, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2004, n. 139.
  175.  Il  personale  attualmente  in  servizio  presso  il Registro
italiano dighe conserva lo stato giuridico ed economico in godimento.
  176.  La  Consulta  degli  iscritti,  di  cui  all'articolo  8  del
regolamento  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 24
marzo  2003,  n. 136, continua a svolgere i compiti previsti ai sensi
del  citato  regolamento, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica.  Alle  esigenze  di  segreteria  della stessa provvedono le
strutture  organizzative  individuate  ai sensi del comma 171. A tale
fine, resta fermo, in particolare, quanto previsto ai sensi del comma
9  del  citato  articolo  8  del  regolamento  di  cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 136 del 2003.
  177.  All'articolo 29, comma 4, del decreto-legge 4 luglio 2006, n.
223,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 4 agosto 2006, n.
248,  le  parole: "centoventi giorni" sono sostituite dalle seguenti:
"centottanta giorni".
  178.  Agli  oneri  derivanti dall'articolo 1, comma 14, e dai commi
58,  59,  100, 101, 104, 105, 106, 107, 116, 137, 151, 152, 153 e 154
del  presente articolo, pari a 27,05 milioni di euro per l'anno 2006,
a  390,5 milioni di euro per l'anno 2007, a 402,3 milioni di euro per
l'anno  2008,  a  391,3  milioni  di  euro per l'anno 2009 ed a 241,7
milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno 2010, si provvede mediante
utilizzo di parte delle maggiori entrate recate dal presente decreto.
  179.  Parte  delle maggiori entrate derivanti dal presente decreto,
per  un  importo pari a 140,2 milioni di euro per l'anno 2008 e 143,2
milioni  di  euro  annui  a decorrere dall'anno 2009, e' iscritta sul
Fondo  per  interventi  strutturali  di  politica  economica,  di cui
all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
  180.  Il  Ministro  dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  181.  Le  disposizioni  del  presente decreto sono applicabili alle
regioni  a  statuto  speciale e alle province autonome di Trento e di
Bolzano  compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e con le
relative norme di attuazione.

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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  28  dicembre  2006,  n. 300, convertito con modificazioni
dalla  L.  26  febbraio 2007, n. 17, ha disposto che il temine per il
versamento della terza e quarta rata di cui al comma 116 del presente
articolo, e' posticipato al 30 giugno 2007.
  Il  D.L.  28  dicembre  2006,  n. 300, convertito con modificazioni
dalla  L.  26  febbraio 2007, n. 17, nel modificare la L. 27 dicembre
2006, n. 296, ha disposto (con l'art. 3, comma 3-ter) che l'efficacia
delle  disposizioni  di  cui  al  comma  85,  lettera c) del presente
articolo,  e' differita al 1° gennaio 2008, limitatamente ai lavori e
alle forniture per la manutenzione delle infrastrutture.
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AGGIORNAMENTO (9)
  La Corte costituzionale, con sentenza 16-30 aprile 2008, n. 128 (in
G.U.  1a  s.s.  07/05/2008,  n.  20)  ha  dichiarato l'illegittimita'
costituzionale del presente articolo commi 105 e 106.
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AGGIORNAMENTO (10)
  La  Corte  costituzionale,  con sentenza 7 - 20 maggio 2008, n. 161
(in  G.U.  1a  s.s. 28/05/2008, n. 23) ha dichiarato l'illegittimita'
Costituzionale  del  presente articolo, comma 161, nella parte in cui
dispone  che gli incarichi conferiti al personale non appartenente ai
ruoli  di  cui  all'art. 23 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni  pubbliche),  "conferiti  prima  del  17 maggio 2006,
cessano  ove  non  confermati  entro  sessanta  giorni  dalla data di
entrata in vigore del presente decreto".
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AGGIORNAMENTO (16)
  La  Corte  Costituzionale, con sentenza 24 febbraio 2010 - 05 marzo
2010,  n.  81  (in  G.U.  1a  s.s.  10/3/2010,  n.  10) ha dichiarato
"l'illegittimita'   costituzionale   dell'art.   2,  comma  161,  del
decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia
tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge
24  novembre  2006,  n.  286,  nella  parte  in  cui  dispone che gli
incarichi conferiti al personale di cui al comma 6, dell'art. 19, del
decreto   legislativo   30   marzo   2001,  n.  165  (Norme  generali
sull'ordinamento  del  lavoro  alle  dipendenze delle amministrazioni
pubbliche),  conferiti  prima  del  17  maggio 2006, "cessano ove non
confermati  entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto"".
Capo II
Disposizioni in materia di base imponibile agricoltura e catasto
                               Art. 3
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 4
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 5
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
Capo III
Disposizioni in materia di trasferimenti di beni e di diritti
                               Art. 6
  (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 )) ((1))


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AGGIORNAMENTO (1)
  La  L. 24 novembre 2006, n. 286 ha disposto (con l'art. 1) che sono
fatti  salvi gli effetti prodotti dall'art. 6 nel testo vigente prima
della data di entrata in vigore della suddetta L. 286/2006.
Capo IV
Misure a favore dello sviluppo, dell'efficienza energetica, nonche'
della sostenibilita' ambientale e di incentivi alle imprese
                               Art. 7
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 8
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
Capo V
Dismissioni di immobili
                               Art. 9
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 10
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 11
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
Capo VI
Disposizioni in materia di infrastrutture
                               Art. 12
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 13
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 14
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
Capo VII
Disposizioni in materia di beni culturali e tutela dell'ambiente
                               Art. 15
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 16
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 17
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 18
     ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ((9))
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  Corte  costituzionale, con sentenza 16 - 30 aprile 2008, n. 128
(in  G.U.  1a  s.s. 07/05/2008, n. 20) ha dichiarato l'illegittimita'
"costituzionale  dell'art.  18,  commi  2  e  3,  del decreto-legge 3
ottobre  2006,  n.  262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e
finanziaria)   e   dell'art.   2,  commi  105  e  106,  dello  stesso
decreto-legge,  nel  testo  sostituito, in sede di conversione, dalla
legge   24   novembre   2006,  n.  286  (Conversione  in  legge,  con
modificazioni,  del  decreto-legge  3  ottobre  2006, n. 262, recante
disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria)."
                               Art. 19
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 20
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
Capo VIII
Disposizioni in materia di lavoro
                               Art. 21
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 22
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 23
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
Capo IX
Disposizioni concernenti l'editoria e le comunicazioni
                               Art. 24
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 25
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 26
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 27
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 28
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 29
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 30
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 31
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 32
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 33
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 34
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
Capo X
Disposizioni in materia di universita'
                               Art. 35
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 36
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 37
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
Capo XI
Misure di razionalizzazione e funzionalita' del settore pubblico
                               Art. 38
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 39
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 40
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 41
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 42
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 43
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 44
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 45
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 46
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                               Art. 47
     (( ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                              Art. 48.
                          Entrata in vigore
  1.  Il  presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 3 ottobre 2006
                             NAPOLITANO
                              Prodi,  Presidente  del  Consiglio  dei
                              Ministri
                              Padoa-Schioppa,  Ministro dell'economia
                              e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Mastella
                                                          ((Tabella 1 (prevista dall'articolo 2, comma 63) ----> Parte di provvedimento in formato grafico <---- Tabella 2 (prevista dall'articolo 2, comma 67) ----> Parte di provvedimento in formato grafico <---- L'esenzione dal pagamento dei tributi speciali di cui alla presente tabella viene applicata nei soli casi in cui essa e' prevista da specifiche disposizioni di legge. Per unita' immobiliare e' da intendersi, sia la particella dei terreni, sia l'unita' immobiliare urbana)).
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