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DECRETO-LEGGE 30 ottobre 1984, n. 726

Misure urgenti a sostegno e ad incremento dei livelli occupazionali.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta  la  necessita' e l'urgenza di adottare immediate misure a
sostegno e ad incremento dei livelli occupazionali;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 ottobre 1984;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro  del  lavoro  e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro del tesoro;

                                EMANA

il seguente decreto:
                               Art. 1.

  1.  Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, acquisito il
parere  di  cui  al successivo comma 3, e comunque scaduto il termine
ivi  previsto,  concede  il trattamento di integrazione salariale, di
cui  al  successivo  comma  2,  agli  operai  ed agli impiegati delle
imprese industriali e di quelle di cui all'articolo 23 della legge 23
aprile  1981, n. 155, e all'articolo 35 della legge 5 agosto 1981, n.
416,  le quali abbiano stipulato contratti collettivi aziendali con i
sindacati  aderenti  alle confederazioni maggiormente rappresentative
sul  piano  nazionale,  che stabiliscano una riduzione dell'orario di
lavoro  al  fine  di  evitare, in tutto o in parte, la riduzione o la
dichiarazione  di  esuberanza  del  personale anche attraverso un suo
piu' razionale impiego.
  2.  L'ammontare del trattamento di integrazione salariale di cui al
comma  1  e'  determinato  nella  misura  del cinquanta per cento del
trattamento retributivo perso a seguito della riduzione di orario. Il
trattamento retributivo perso va determinato inizialmente non tenendo
conto  degli  aumenti  retributivi  previsti  da contratti collettivi
aziendali  nel  periodo  di  sei  mesi  antecedente  la  stipula  del
contratto  di  solidarieta'.  Il predetto trattamento di integrazione
salariale,  che  grava  sulla  contabilita'  separata dei trattamenti
straordinari della Cassa integrazione guadagni, viene corrisposto per
un  periodo  non superiore a ventiquattro mesi ed il suo ammontare e'
ridotto in corrispondenza di eventuali successivi aumenti retributivi
intervenuti in sede di contrattazione aziendale.
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 10 GIUGNO 2000, N. 218)).
  4.  Il  periodo  per  il  quale viene corrisposto il trattamento di
integrazione salariale, di cui al precedente comma 2, e' riconosciuto
utile  di  ufficio  ai  fini  della  acquisizione  del diritto, della
determinazione  della  misura  della pensione e del conseguimento dei
supplementi  di  pensione  da  liquidarsi  a  carico  della  gestione
pensionistica cui sono iscritti i lavoratori interessati.
  Il  contributo  figurativo  e' a carico della contabilita' separata
dei  trattamenti  di Cassa integrazione guadagni ed e' commisurato al
trattamento retributivo perso a seguito della riduzione di orario.
  5.  Ai  fini  della  determinazione  delle  quote di accantonamento
relative  al  trattamento  di  fine  rapporto trovano applicazione le
disposizioni  di  cui  al  comma terzo dell'articolo 1 della legge 29
maggio  1982,  n.  297.  Le  quote  di  accantonamento  relative alla
retribuzione  persa  a  seguito della riduzione dell'orario di lavoro
sono a carico della cassa integrazione guadagni.
  6. Per quanto non previsto dal presente articolo, al trattamento di
integrazione  salariale  di  cui ai commi precedenti si applicano, in
quanto  compatibili,  le disposizioni della legge 5 novembre 1968, n.
1115, e successive modificazioni ed integrazioni.
                               Art. 2.

  1. Nel caso in cui i contratti collettivi aziendali ((stipulati con i sindacati aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale)),  al  fine  di  incrementare  gli  organici,
prevedano,  programmandone  le modalita' di attuazione, una riduzione
stabile dell'orario di lavoro, con riduzione della retribuzione, e la
contestuale assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale ((con richiesta nominativa)),  ai  datori  di lavoro e' concesso, per ogni
lavoratore assunto sulla base dei predetti contratti collettivi e per
ogni  mensilita' di retribuzione ad esso corrisposta, un contributo a
carico   della  gestione  dell'assicurazione  per  la  disoccupazione
involontaria,  pari,  per  i primi dodici mesi, al 15 per cento della
retribuzione lorda prevista dal contratto collettivo di categoria per
il  livello di inquadramento. Per ciascuno dei due anni successivi il
predetto  contributo  e'  ridotto,  rispettivamente, al 10 e al 5 per
cento.
  2. In sostituzione del contributo di cui al precedente comma 1, per
i lavoratori di eta' compresa tra i 15 e i 29 anni assunti sulla base
del  presente  articolo  e  con richiesta nominativa, per i primi tre
anni  e  comunque  non  oltre il compimento del ventinovesimo anno di
eta'  del  lavoratore assunto, la quota di contribuzione a carico del
datore  di  lavoro  e' dovuta in misura fissa corrispondente a quella
prevista  per  gli  apprendisti dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e
successive  modificazioni,  ferma  restando la contribuzione a carico
del   lavoratore   nella  misura  prevista  per  la  generalita'  dei
lavoratori.  Nel caso in cui i predetti lavoratori vengano assunti da
aziende  ((. . .)) aventi titolo agli sgravi ((degli oneri sociali di cui al testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, e successive integrazioni e modificazioni,)) e' per essi
corrisposto,  per  il  medesimo  periodo  ed  a carico della gestione
indicata  al  precedente  comma  1,  un contributo pari al trenta per
cento della retribuzione di cui allo stesso comma.
  3. Il contributo di cui ai precedenti commi 1 e 2 e' cumulabile con
gli  sgravi ((degli oneri sociali di cui al comma precedente)) e puo'
essere  conguagliato  dai datori di lavoro all'atto del pagamento dei
contributi  dovuti  all'Istituto  nazionale della previdenza sociale.
((L'ammontare complessivo degli sgravi degli oneri sociali e dei contributi di cui al comma 1 non puo' comunque superare la somma totale di quanto le aziende sarebbero tenute a corrispondere, secondo le norme vigenti, in materia di contribuzioni previdenziali ed assistenziali)).
  4.  Non beneficiano delle agevolazioni di cui ai commi precedenti i
datori  di  lavoro  che,  nei  dodici mesi antecedenti le assunzioni,
abbiano  proceduto  a  riduzioni di personale ovvero a sospensioni di
lavoro, ai sensi dell'articolo 2 della legge 12 agosto 1977, n. 675.
  ((4-bis. Le assunzioni su richiesta nominativa operate dal datore di lavoro sulla base dei contratti collettivi di cui al presente articolo non devono determinare una riduzione della percentuale della manodopera femminile rispetto a quella maschile - ovvero di quest'ultima quando risulti inferiore - nelle unita' produttive interessate dalla riduzione dell'orario, salvo che vi sia carenza, dichiarata dalla commissione del collocamento, di manodopera femminile, ovvero maschile, in possesso delle qualifiche con riferimento alle quali e' programmata l'assunzione con richiesta nominativa)).
  5.  Ai lavoratori delle imprese nelle quali siano stati stipulati i
contratti  collettivi  di  cui al precedente comma 1, che abbiano una
eta'  inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia di non
piu'  di  ventiquattro mesi ed abbiano maturato i requisiti minimi di
contribuzione  per  la pensione di vecchiaia, spetta, a domanda e con
decorrenza  dal  mese  successivo  a  quello  della presentazione, il
suddetto  trattamento  di  pensione  nel  caso  in  cui  essi abbiano
accettato  di  svolgere  una  prestazione  di  lavoro  di  durata non
superiore  alla  meta'  dell'orario  di  lavoro praticato prima della
riduzione convenuta nel contratto collettivo. Il trattamento spetta a
condizione  che  la trasformazione del rapporto avvenga entro un anno
dalla  data di stipulazione del predetto contratto collettivo e sulla
base  di  clausole, in esso appositamente inserite, che prevedano, in
corrispondenza  alla  maggiore  riduzione  di  orario,  un  ulteriore
incremento  dell'occupazione.  ((Limitatamente al predetto periodo di anticipazione il trattamento di pensione e' cumulabile con la retribuzione nel limite massimo della somma corrispondente al trattamento retributivo perso al momento della trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale ai sensi del presente comma, ferma restando negli altri casi la disciplina sul cumulo di cui agli articoli 20 e 21 della legge 30 aprile 1969, n. 153)).
  6.  ((Ai fini della individuazione della retribuzione da assumere quale base di calcolo per la determinazione della pensione dei lavoratori che abbiano prestato lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 5, e' neutralizzato il numero delle settimane di lavoro prestate a tempo parziale, ove cio' comporti un trattamento pensionistico piu' favorevole)).
  7.  I  contratti  collettivi  di  cui  al precedente comma 1 devono
essere   depositati  presso  l'ispettorato  provinciale  del  lavoro.
L'attribuzione  del  contributo  e'  subordinata all'accertamento, da
parte  dell'ispettorato  del  lavoro,  della  corrispondenza  tra  la
riduzione   concordata   dell'orario   di   lavoro  e  le  assunzioni
effettuate.  ((All'ispettorato provinciale del lavoro e' demandata altresi' la vigilanza in ordine alla corretta applicazione dei contratti di cui al comma 1, disponendo la sospensione del contributo nei casi di accertata violazione)).
  ((7-bis. I lavoratori assunti a norma del presente articolo sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi ai soli fini dell'applicazione di norme ed istituti che prevedano l'accesso ad agevolazioni di carattere finanziario e creditizio)).
  8.  All'onere  derivante  dall'applicazione  del presente articolo,
valutato  per  l'anno  1984 in lire 20 miliardi, si provvede mediante
utilizzazione,  fino a concorrenza dello stesso onere, delle economie
di  gestione realizzate dalla Cassa integrazione guadagni per effetto
dell'attuazione del precedente articolo 1.
                               Art. 3.

  1. I lavoratori di eta' compresa fra i quindici ed i ventinove anni
possono essere assunti nominativamente, in attuazione dei progetti di
cui  al comma 3, con contratto di formazione e lavoro non superiore a
ventiquattro  mesi e non rinnovabile, dagli enti pubblici economici e
dalle  imprese  e  loro  consorzi  che al momento della richiesta non
abbiano sospensioni dal lavoro in atto ai sensi dell'articolo 2 della
legge  12  agosto  1977,  n.  675,  ovvero  non  abbiano  proceduto a
riduzione  di  personale  nei  dodici  mesi  precedenti  la richiesta
stessa,  salvo  che  l'assunzione  non  avvenga per l'acquisizione di
professionalita'  diverse  da  quelle dei lavoratori interessati alle
predette sospensioni e riduzioni di personale.
  1-bis.  Nelle  aree  indicate dall'articolo 1 del testo unico delle
leggi  sugli  interventi per il Mezzogiorno approvato con decreto del
Presidente  della  Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, nonche' in quelle
svantaggiate  del  Centro-Nord previste dalla legge 29 dicembre 1990,
n.  407, l'assunzione con contratti di formazione e lavoro e' ammessa
sino all'eta' di 32 anni.
  2. Fra i lavoratori assunti a norma del comma precedente, una quota
fino  al cinque per cento deve essere riservata ai cittadini emigrati
rimpatriati,  ove  in  possesso  dei  requisiti necessari. In caso di
carenza di predetto personale dichiarata dall'ufficio di collocamento
si procede ai sensi del comma 1.
  3.  I  tempi  e  le  modalita'  di  svolgimento  dell'attivita'  di
formazione  e  lavoro  sono  stabiliti  mediante progetti predisposti
dagli  enti  pubblici  economici  e  dalle imprese ed approvati dalla
commissione  regionale  per  l'impiego.  Nel  caso in cui la delibera
della  commissione  regionale  per  l'impiego non sia intervenuta nel
termine  di  trenta  giorni  dalla  loro  presentazione,  provvede il
direttore   dell'ufficio   regionale   del  lavoro  e  della  massima
occupazione.  La  commissione  regionale  per  l'impiego, nell'ambito
delle  direttive  generali  fissate  dal  Ministro del lavoro e della
previdenza  sociale,  sentita  la commissione centrale per l'impiego,
delibera, in coerenza con le finalita' form- ative ed occupazionali e
con  le  caratteristiche dei diversi settori produttivi, in ordine ai
criteri  di  approvazione  dei  progetti  ed agli eventuali specifici
requisiti  che  gli  stessi  devono  avere,  tra  i quali puo' essere
previsto  il  rapporto tra organico aziendale e numero dei lavoratori
con  contratti  di  formazione  e  lavoro. Nel caso in cui i progetti
interessino   piu'   ambiti   regionali,  i  medesimi  progetti  sono
sottoposti   all'approvazione   del   Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza  sociale,  il quale, entro trenta giorni, delibera sentito
il parere della commissione centrale per l'impiego. Non sono soggetti
all'approvazione   i  progetti  conformi  alle  regolamentazioni  del
contratto  di  formazione  e  lavoro concordate tra le organizzazioni
sindacali  nazionali  dei  datori di lavoro e dei lavoratori aderenti
alle   confederazioni   maggiormente  rappresentative,  recepite  dal
Ministro del lavoro e della previdenza sociale sentita la commissione
centrale per l'impiego.
  4.  I  progetti  di  cui  al comma 3, che prevedono la richiesta di
finanziamento  alle regioni, devono essere predisposti in conformita'
ai  regolamenti  comunitari. Essi possono essere finanziati dal fondo
di  rotazione di cui all'articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n.
845,  secondo le modalita' di cui all'articolo 27 della stessa legge.
A  tal  fine  le  regioni  ogni  anno determinano la quota del limite
massimo  di  spesa,  di  cui  al secondo comma dell'articolo 24 della
legge  predetta,  da  destinare  al finanziamento dei progetti. Hanno
precedenza  nell'accesso  ai  finanziamenti i progetti predisposti di
intesa con i sindacati di cui al comma 3 del presente articolo.
  5. Ai contratti di formazione e lavoro si applicano le disposizioni
legislative  che  disciplinano  i  rapporti  di lavoro subordinato in
quanto  non  siano  derogate  dal  presente  decreto.  Il  periodo di
formazione  e lavoro e' computato nell'anzianita' di servizio in caso
di  trasformazione  del rapporto di formazione e lavoro in rapporto a
tempo   indeterminato,   effettuata   durante   ovvero   al   termine
dell'esecuzione del contratto di formazione e lavoro.
  6. Per i lavoratori assunti con il contratto di formazione e lavoro
la  quota di contribuzione a carico del datore di lavoro e' dovuta in
misura  fissa  corrispondente  a  quella prevista per gli apprendisti
dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni, ferma
restando  la  contribuzione  a  carico  del  lavoratore  nelle misure
previste per la generalita' dei lavoratori. ((12))
  7.  Al  termine  del  rapporto  il  datore  di  lavoro e' tenuto ad
attestare  l'attivita' svolta ed i risultati formativi conseguiti dal
lavoratore,   dandone   comunicazione   all'ufficio  di  collocamento
territorialmente competente.
  8.   La   commissione   regionale  per  l'impiego  puo'  effettuare
controlli,    per    il    tramite   dell'ispettorato   del   lavoro,
sull'attuazione dei progetti di formazione e lavoro. (3)
  9.  In  caso  di  inosservanza  da parte del datore di lavoro degli
obblighi del contratto di formazione e lavoro, il contratto stesso si
considera a tempo indeterminato fin dalla data dell'instaurazione del
relativo rapporto.
  10.  I lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro sono
esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti
collettivi per l'applicazione di particolari normative e istituti.
  11.   Il  rapporto  di  formazione  e  lavoro  nel  corso  del  suo
svolgimento puo' essere convertito in rapporto a tempo indeterminato,
ferma   restando   l'utilizzazione   del   lavoratore   in  attivita'
corrispondenti  alla formazione conseguita. In questo caso continuano
a  trovare applicazione i commi 6 e 10 fino alla scadenza del termine
originariamente previsto dal contratto di formazione e lavoro.
  12.  I  lavoratori  che  abbiano  svolto  attivita' di formazione e
lavoro entro dodici mesi dalla cessazione del rapporto possono essere
assunti  a  tempo  indeterminato,  dal  medesimo o da altro datore di
lavoro,  con  richiesta  nominativa  per  l'espletamento di attivita'
corrispondenti  alla formazione conseguita. Qualora il lavoratore sia
assunto,  entro  i  limiti  di  tempo fissati dal presente comma, dal
medesimo  datore  di  lavoro,  il  periodo di formazione e' computato
nell'anzianita'  di servizio. La commissione regionale per l'impiego,
tenendo  conto delle particolari condizioni del mercato nonche' delle
caratteristiche della formazione conseguita, puo' elevare il predetto
limite fino ad un massimo di trentasei mesi.
  13. COMMA ABROGATO DAL D.M. 25 MARZO 1998, N. 142.
  14.  Ferme  restando  le  norme  relative  al praticantato, possono
effettuare  assunzioni  con  il  contratto  di cui al comma 1 anche i
datori  di lavoro iscritti agli albi professionali quando il progetto
di  formazione venga predisposto dagli ordini e collegi professionali
ed  autorizzato in conformita' a quanto previsto dal comma 3. Trovano
altresi' applicazione i commi 4 e 6.
  15. Ferme restando le altre disposizioni in materia di contratto di
formazione  e  lavoro,  quando i progetti formativi di cui al comma 3
sono  relativi  ad  attivita'  direttamente  collegate  alla  ricerca
scientifica  e  tecnologica, essi sono approvati dal Ministro, per il
coordinamento   delle   iniziative   per  la  ricerca  scientifica  e
tecnologica,  d'intesa  con il Ministro del lavoro e della previdenza
sociale.  I  predetti progetti formativi possono prevedere una durata
del contratto di formazione e lavoro superiore a ventiquattro mesi.
  16.  Il  Ministro  per  il  coordinamento  delle  iniziative per la
ricerca   scientifica   e   tecnologica,  ai  fini  della  formazione
professionale  prevista  dai  progetti  di  cui  al comma precedente,
utilizza,  attivandoli  e  coordinandoli,  gli strumenti e i relativi
mezzi  finanziari  previsti  nel  campo  della  ricerca  finalizzata,
applicata  e  di  sviluppo  tecnologico, secondo linee programmatiche
approvate dal CIPE.
  17. Nel caso in cui per lo svolgimento di determinate attivita' sia
richiesto   il   possesso   di  apposito  titolo  di  studio,  questo
costituisce requisito per la stipulazione del contratto di formazione
e lavoro finalizzato allo svolgimento delle predette attivita'.
  18.  I  lavoratori  iscritti  negli  elenchi di cui all'articolo 19
della  legge  2  aprile  1968,  n.  482,  assunti  con  contratto  di
formazione  e  lavoro,  sono  considerati  ai  fini delle percentuali
d'obbligo di cui all'articolo 11 della stessa legge.
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AGGIORNAMENTO (3)
La  Corte  Costituzionale, con sentenza 21-25 maggio 1987, n. 190 (in
G.U.  1a  s.s.  03/06/1987,  n.  23),  ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  del comma 8 del presente articolo "nella parte in cui
non  prevede  che le competenti strutture regionali possano accertare
il livello di formazione acquisito dai lavoratori".
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AGGIORNAMENTO (12)
La  L.  23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 68, comma 5)
che  il comma 6 del presente articolo "si interpreta nel senso che ai
contratti  di formazione e lavoro non si applicano le disposizioni in
materia di fiscalizzazione degli oneri sociali".
                               Art. 4.

  1. La commissione regionale per l'impiego e' cosi' composta:
    ((dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale o da un sottosegretario di Stato allo stesso dicastero, da lui delegato, con funzioni di presidente));
    da  un  membro  della  giunta  regionale designato dal presidente
della  giunta  stessa,  con  funzioni  di  vice  presidente.  Il vice
presidente,  previa  intesa  con  il  presidente,  puo' convocare ((e presiedere la commissione fissandone)) l'ordine del giorno;
    da  due  membri  designati  dal consiglio regionale della regione
interessata, con voto limitato ad uno;
    da   sei   membri  designati  dalle  associazioni  sindacali  dei
lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale;
    da  quattro  membri  designati  dalle  associazioni sindacali dei
datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale; di
questi  almeno  uno  deve  essere  designato dalle associazioni delle
imprese  a  partecipazione  statale  ed  uno dalle associazioni delle
imprese cooperative nelle regioni in cui queste rivestano particolare
rilevanza dal punto di vista occupazionale;
    da  due  membri designati dalle associazioni sindacali dei datori
di  lavoro  non  industriali  e  dei lavoratori autonomi maggiormente
rappresentative sul piano nazionale purche' rappresentate nel CNEL.
  2.  Per  ogni  membro  effettivo  della  commissione  regionale per
l'impiego,  ad  eccezione del presidente e del vice presidente, viene
nominato un supplente.
  3.  La  commissione regionale per l'impiego e' convocata, oltre che
ad  iniziativa  del  presidente  e  del  vice  presidente,  quando ne
facciano richiesta la meta' piu' uno dei componenti.
  4.  Alle  riunioni  della  commissione  assistono,  con facolta' di
intervento,   il  capo  dell'ispettorato  regionale  del  lavoro,  il
direttore   dell'ufficio   regionale   del  lavoro  e  della  massima
occupazione,  ed un membro, designato dal Ministro del lavoro e della
previdenza  sociale, con funzione di consigliere per l'attuazione dei
principi  di  parita'  di  trattamento tra uomo e donna in materia di
lavoro.  Espleta  le  funzioni  di  segretario  della  commissione un
funzionario   dell'ufficio  regionale  del  lavoro  e  della  massima
occupazione  con  qualifica  non  inferiore  a quella di direttore di
sezione.
  5.  In  relazione  alla  materia  trattata  e  tenuto  conto  delle
caratteristiche  del  mercato  del  lavoro  possono essere chiamati a
partecipare ai lavori della commissione, o possono chiedere di essere
ammessi  a  partecipare,  senza  diritto  di  voto, rappresentanti di
organizzazioni  sindacali  di  categoria  o  di  settore,  ovvero  il
sovrintendente  regionale  scolastico  od  un  suo  delegato,  ovvero
rappresentanti  delle  universita'  operanti nella regione, designati
dai rispettivi rettori.
  6.  Il  Ministro  del lavoro e della previdenza sociale, sentito il
parere della commissione centrale per l'impiego, fissa con decreto le
norme  che  regolano il funzionamento delle commissioni regionali per
l'impiego. Le predette commissioni durano in carica tre anni.
  7.  Le  commissioni  regionali  possono  costituire al loro interno
sottocommissioni  per  l'esame  di  particolari  problemi.  Per  tali
sottocommissioni   si   applicano   le   disposizioni  contenute  nel
precedente comma 5.
  8.  La  commissione regionale per l'impiego svolge, oltre i compiti
previsti   dalla   legislazione   vigente,   quelli   attribuiti  dal
decreto-legge  3  febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni,
nella  legge  11 marzo 1970, n. 83, alla commissione regionale per la
manodopera  agricola  che  e' soppressa al momento della costituzione
della commissione di cui al precedente comma 1.
  9. La commissione regionale per l'impiego, qualora esistano fondati
motivi  per  ritenere  che sussista violazione della legge 9 dicembre
1977,  n.  903,  avvalendosi  dell'ispettorato  del  lavoro  e  della
consulenza  del  comitato  nazionale per l'attuazione dei principi di
parita' di trattamento e uguaglianza di opportunita' tra lavoratori e
lavoratrici,    puo'    effettuare   indagini   presso   le   imprese
sull'osservanza  del  principio  di  parita'  nell'accesso al lavoro.
PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 19 DICEMBRE 1984, N. 863.
  10. E' abrogato l'articolo 1 del decreto-legge 14 febbraio 1981, n.
24,  convertito,  con  modificazioni,  nella legge 16 aprile 1981, n.
140.
  11.  Fino  alla costituzione delle commissioni di cui al precedente
comma  1,  le commissioni regionali in carica alla data di entrata in
vigore  del  presente  decreto  continuano  ad  esercitare le proprie
funzioni.
                               Art. 5.
      ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 25 FEBBRAIO 2000, N. 61)).
                               Art. 6.

  ((1. I datori di lavoro che intendono assumere a tempo indeterminato lavoratori per i quali e' prescritta la richiesta numerica possono inoltrare richiesta nominativa di avviamento per il cinquanta per cento di essi. 2. Le richieste nominative di cui al comma 1 devono essere inoltrate contestualmente alle corrispondenti richieste numeriche. Nel caso di richieste singole o dispari ovvero di cessazione di rapporto durante il periodo di prova, la compensazione avviene con la richiesta successiva. 3. Resta ferma ogni altra disposizione vigente in materia di assunzioni con richiesta nominativa. 4. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano nel territorio del comune di Campione d'Italia. 5. I lavoratori destinati a svolgere mansioni di guardia giurata continuano ad essere avviati su richiesta nominativa purche' in possesso di apposita attestazione di idoneita' rilasciata dalle competenti autorita' di pubblica sicurezza)).
                             Art. 6-bis

  ((Il comma 4 dell'articolo 9 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e' abrogato)).
                             Art. 6-ter

  ((Le funzioni attribuite alla commissione regionale per l'impiego, nell'ambito delle province autonome di Trento e Bolzano, sono esercitate dalle commissioni locali e provinciali, istituite con legge provinciale ai sensi degli articoli 8, n. 23 e 9, n. 5, del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e delle relative norme di attuazione)).
                               Art. 7.
      ((ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 19 DICEMBRE 1984, N. 863)).
                               Art. 8.

  Il  presente  decreto  entra  in  vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

  Il  presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserto
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

  Dato a Roma, addi' 30 ottobre 1984

                               PERTINI

                                                CRAXI - DE MICHELIS -
                                                                GORIA

Visto, il Guardasigilli: MARTINAZZOLI
  Registrato alla Corte dei conti, addi' 30 ottobre 1984
  Atti di Governo, registro n. 52, foglio n. 5
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