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DECRETO-LEGGE 31 luglio 1987, n. 317

Norme in materia di tutela dei lavoratori italiani operanti nei Paesi extracomunitari e di rivalutazione delle pensioni erogate dai fondi speciali gestiti dall'INPS.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare norme in
materia   di  tutela  dei  lavoratori  italiani  operanti  nei  Paesi
extracomunitari  e  di rivalutazione delle pensioni erogate dai fondi
speciali gestiti dall'INPS;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 luglio 1987;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro  del  lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri degli affari esteri e del tesoro;

                                EMANA

il seguente decreto:
                               Art. 1.
  (( (Obbligatorieta' delle assicurazioni sociali per i lavoratori italiani operanti all'estero) ))

  1.   I   lavoratori   italiani   operanti   all'estero,   in  Paesi
extracomunitari  con  i quali non sono in vigore accordi di sicurezza
sociale, alle dipendenze dei datori di lavoro italiani e stranieri di
cui  al  comma 2, sono obbligatoriamente iscritti alle seguenti forme
di  previdenza  ed assistenza sociale, con le modalita' in vigore nel
territorio nazionale, salvo quanto disposto dagli articoli da 1 a 5:
    a) assicurazione per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti;
    b) assicurazione contro la tubercolosi;
    c) assicurazione contro la disoccupazione involontaria;
    d)  assicurazione  contro  gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali;
    e) assicurazione contro le malattie;
    f) assicurazione di maternita'.
  2.  Sono  tenuti ad osservare le disposizioni degli articoli da 1 a
5,  per  i  lavoratori  italiani  assunti  nel territorio nazionale o
trasferiti  da detto territorio per l'esecuzione di opere, commesse o
attivita' lavorative in Paesi extracomunitari:
    a)  i datori di lavoro residenti, domiciliati o aventi la propria
sede, anche secondaria, nel territorio nazionale;
    b)  le societa' costituite all'estero con partecipazione italiana
di  controllo  ai  sensi  dell'articolo 2359, primo comma, del codice
civile;
    c)  le  societa'  costituite all'estero, in cui persone fisiche e
giuridiche  di  nazionalita'  italiana  partecipano direttamente, o a
mezzo  di  societa'  da  esse controllate, in misura complessivamente
superiore ad un quinto del capitale sociale;
    d) i datori di lavoro stranieri.
  (( 3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche nel caso di assunzione di lavoratori italiani in Paesi extra comunitari )).
  4.  I lavoratori italiani che sono disponibili a svolgere attivita'
all'estero devono iscriversi in apposita lista di collocamento tenuta
dall'ufficio  regionale  del  lavoro del luogo di residenza, il quale
rilascia il nulla osta all'assunzione che puo' avvenire con richiesta
nominativa.  L'iscrizione nella lista e' compatibile con quella nella
lista  ordinaria  di  collocamento.  Il  lavoratore  che  stipula  un
contratto  per l'estero puo' chiedere di mantenere l'iscrizione nella
lista ordinaria.
                               Art. 2.
    (( (Autorizzazione preventiva per l'assunzione dei lavoratori italiani da impiegare o da trasferire all'estero) ))

  1.  Ai  fini  dell'assunzione  o  del  trasferimento all'estero dei
lavoratori  italiani, i datori di lavoro di cui all'articolo 1, comma
2,  devono  presentare  richiesta  di autorizzazione al Ministero del
lavoro  e  della  previdenza  sociale.  Copia di detta richiesta deve
essere inviata contemporaneamente al Ministero degli affari esteri.
  2.  La  domanda  di  autorizzazione  deve  essere  corredata  della
documentazione  stabilita con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza  sociale,  d'intesa  con  i Ministri degli affari esteri e
dell'industria,  del  commercio e dell'artigianato, da emanarsi entro
quarantacinque  giorni  dalla  data di entrata in vigore del presente
decreto.
  3.  Il  Ministero  degli  affari esteri accerta, attraverso la rete
diplomatico-consolare,  che  le  condizioni  generali  nei  Paesi  di
destinazione  offrono  idonee garanzie alla sicurezza del lavoratore,
portando  a  conoscenza  del  Ministero del lavoro e della previdenza
sociale l'esito di tale accertamento.
  (( 4. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, ai fini del rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 1, accerta che: a) il contratto di lavoro, ove preveda espressamente la possibilita', dopo il trasferimento all'estero, che il datore di lavoro destini il lavoratore assunto a prestare la propria attivita' presso consociate estere, garantisca le condizioni di lavoro di cui alla successive lettere; b) il trattamento economico-normativo offerto sia complessivamente non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi di lavoro vigenti in Italia per la categoria di appartenenza del lavoratore e sia distintamente prevista l'entita' delle prestazioni in denaro o in natura connesse con lo svolgimento all'estero del rapporto di lavoro; c) i contratti di lavoro prevedano, qualora le autorita' del Paese di impiego pongano restrizione ai trasferimenti di valuta, la possibilita' per i lavoratori di ottenere il trasferimento in Italia della quota di valuta trasferibile delle retribuzioni corrisposte all'estero, fermo restando il rispetto delle norme valutarie italiane e del Paese d'impiego; d) sia stata stipulata, a favore dei lavoratori italiani inviati all'estero a svolgere attivita' lavorativa, un'assicurazione per ogni viaggio di andata nel luogo di destinazione e di rientro dal luogo stesso, per i casi di morte o di invalidita' permanente; e) il contratto stabilisca il tipo di sistemazione logistica; f) il contratto impegni il datore di lavoro ad apprestare idonee misure in materia di sicurezza ed igiene del lavoro )).
  5.  Limitatamente  alle domande presentate dai datori di lavoro che
hanno  depositato  i contratti-tipo, concordati con le organizzazioni
sindacali  aderenti  alle confederazioni maggiormente rappresentative
sul  piano  nazionale,  o  che  vi hanno espressamente aderito, se il
Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza sociale non provvede nel
termine  di  trenta  giorni  dalla  data  di ricezione della domanda,
corredata  dalla  documentazione  indicata  al  comma  2, questa deve
intendersi  accolta.  Tale termine e' prorogato fino a novanta giorni
quando  il  Ministero degli affari esteri o il Ministero del lavoro e
della  previdenza sociale comunicano al datore di lavoro interessato,
entro   il   trentesimo  giorno,  di  dover  procedere  ad  ulteriori
accertamenti  nell'ambito  delle  disposizioni  di  cui  al  presente
decreto.
  6.  I  datori  di  lavoro  di cui al comma 5 possono effettuare, in
eccezionali  casi  di comprovata necessita' ed urgenza, l'assunzione,
ovvero  i  trasferimenti nelle more del rilascio dell'autorizzazione,
previa comunicazione, entro i tre giorni precedenti le assunzioni o i
trasferimenti,  ai Ministeri degli affari esteri e del lavoro e della
previdenza sociale.
                             Art. 2-bis
                           (( (Sanzioni). 1. Chiunque, operando in proprio o per conto terzi, svolge attivita' di mediazione per l'assunzione o il trasferimento fuori del territorio nazionale di lavoratori italiani in violazione dell'articolo 2, e' punito con la reclusione da uno a cinque anni e, per ogni lavoratore reclutato, con la multa da lire due milioni a lire dieci milioni. 2. I datori di lavoro che, senza la prescritta autorizzazione di cui all'articolo 2, impiegano fuori del territorio nazionale lavoratori italiani, sono puniti con una ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni e, nei casi piu' gravi, con l'arresto da tre mesi ad un anno. 3. La sanzione di cui al precedente comma 2 non si applica ai datori di lavoro nella ipotesi di cui all'articolo 2, comma 6 )).
                               Art. 3.
    (( (Modalita' di applicazione delle assicurazioni sociali) ))

  1. I regimi assicurativi di cui all'articolo 1, si applicano con le
particolarita' di seguito indicate:
    a)  per  l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul lavoro e le
malattie  professionali,  la  tabella  delle  malattie  professionali
vigente  in  Italia  viene  aggiornata  in  relazione alle tecnopatie
proprie  delle aree geografiche dove i lavoratori svolgono la propria
attivita',  con  decreti  del  Ministro del lavoro e della previdenza
sociale,   di   concerto  con  il  Ministro  della  sanita',  sentito
l'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione  contro gli infortuni sul
lavoro (INAIL);
    b)   per  l'assicurazione  contro  le  malattie,  le  prestazioni
sanitarie spettano ai lavoratori assicurati ed ai familiari a carico,
ancorche'  residenti  o  dimoranti  in Italia, secondo le norme della
legge  23  dicembre  1978,  n. 833, e dei relativi decreti delegati e
successive  modificazioni  ed  integrazioni.  Per l'ottenimento delle
prestazioni  economiche  di  malattia, il lavoratore e' tenuto, entro
cinque  giorni  dal  relativo  rilascio,  a  trasmettere al datore di
lavoro il certificato medico attestante l'inizio e la durata presunta
della  malattia,  nonche'  ad inviare il certificato di diagnosi alla
locale  rappresentanza  diplomatica o consolare che, dopo verifica da
parte  di  un  medico  di  fiducia,  ne  cura  l'inoltro all'Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS);
    c)  per  l'assicurazione di maternita', l'indennita' economica di
maternita'  e'  dovuta  per  i  periodi previsti dagli articoli 4 e 5
della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, dietro presentazione al datore
di  lavoro e all'INPS dei certificati attestanti, rispettivamente, la
data  presunta  e quella effettiva del parto, verificati da un medico
di fiducia della locale rappresentanza diplomatica o consolare.
  2.  Le  prestazioni  economiche  relative alle assicurazioni di cui
all'articolo 1, comma 1, lettere a), b), d), e) ed f), sono liquidate
sulla   base  della  retribuzione  convenzionale  imponibile  di  cui
all'articolo  4;  per  il  trattamento  speciale di disoccupazione si
applica  il  limite  fissato  ai sensi dell'articolo 3 della legge 29
febbraio 1980, n. 33.
  3.  Nel  caso  in  cui per la malattia o l'infortunio o la malattia
professionale  venga  corrisposta  al  lavoratore  una prestazione da
parte  dell'Ente  estero  presso  il  quale  il  lavoratore stesso e'
obbligatoriamente   iscritto  in  forza  della  legislazione  locale,
l'Istituto  previdenziale nazionale, erogatore di analoga prestazione
economica, riduce quest'ultima in misura corrispondente.
  4.  I  datori  di  lavoro  sono  tenuti ad anticipare gli oneri per
l'assistenza  sanitaria  indiretta  di  cui  all'articolo 1, comma 1,
lettere  d)  ed  e),  nei  limiti  di  quanto previsto dalle norme di
attuazione  della  legge  23  dicembre  1978,  n.  833,  e successive
modificazioni  ed  integrazioni,  nonche' le indennita' economiche di
malattia,   maternita',   le  indennita'  di  invalidita'  temporanea
assoluta  dell'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul lavoro e le
malattie professionali.
  5.  I  datori  di lavoro possono richiedere il rimborso delle somme
anticipate  per  l'assistenza  sanitaria  di  cui  al  comma 4 con le
procedure di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio
1980, n. 618.
  6.  Le  somme anticipate per il trattamento economico di malattia e
maternita'   sono  conguagliate,  in  conformita'  alla  legislazione
nazionale,  dal  datore  di  lavoro  con  i contributi dovuti; quelle
relative  al  trattamento di infortunio e malattia professionale sono
rimborsate trimestralmente dall'INAIL.
  7.  La  locale  autorita'  diplomatica  o  consolare  fa effettuare
controlli   sugli  eventi  che  hanno  determinato  il  diritto  alle
prestazioni  su  richiesta  degli  enti  assicuratori e dei datori di
lavoro.
  8.  Il  Ministro  del  lavoro  e della previdenza sociale puo', con
proprio  decreto,  emanato  di  concerto  con i Ministri degli affari
esteri  e  del  tesoro,  esonerare  dall'obbligo  del  versamento dei
contributi,  dovuti  alle  assicurazioni  sociali  obbligatorie per i
dipendenti  stranieri,  le imprese straniere appartenenti a Paesi che
concedono  analogo  esonero  alle  imprese italiane operanti sul loro
territorio per i lavoratori italiani alle loro dipendenze.
  9.  Il Ministero degli affari esteri promuove la stipula di accordi
in  materia  di  sicurezza  sociale con i Paesi con i quali non siano
vigenti convenzioni o accordi in merito.
                               Art. 4.
                   (Criteri per le contribuzioni)

  1.   I   contributi   dovuti  per  i  regimi  assicurativi  di  cui
all'articolo 1, a decorrere dal periodo di paga in corso al 9 gennaio
1986,    sono   calcolati   su   retribuzioni   convenzionali.   Tali
retribuzioni,  fissate  con  decreto  del Ministro del lavoro e della
previdenza  sociale,  di  concerto con il Ministro del tesoro ((e con quello delle finanze)), sono determinate con riferimento e comunque
in   misura  non  inferiore  ai  contratti  collettivi  nazionali  di
categoria  raggruppati  per settori omogenei. Il decreto anzidetto e'
emanato  per  gli  anni 1986 e 1987 entro quarantacinque giorni dalla
data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  e per gli anni
successivi entro il 31 gennaio di ciascun anno.
  2.  Le aliquote contributive relative ai regimi assicurativi di cui
all'articolo 1 sono stabilite come segue:
    a)  per  il  regime  relativo  all'invalidita', la vecchiaia ed i
superstiti,    alla   disoccupazione   involontaria,   nonche'   alla
tubercolosi,  nelle  misure  previste  dalla  legislazione nazionale.
L'aliquota  complessiva  a  carico del datore di lavoro e' ridotta di
dieci punti, da utilizzare fino ad esaurimento sulle singole aliquote
delle   gestioni   assicurative   interessate,  nell'ordine  indicato
all'articolo 1. Il relativo onere, valutato in lire 4.300 milioni per
il  1986,  in  lire  45 miliardi per il 1987 ed in lire 60 miliardi a
decorrere dal 1988 e' posto a carico del bilancio dello Stato;
    b)  per  il  regime  assicurativo  contro  le  malattie  e per la
maternita',  nelle  misure  previste  dalla legislazione nazionale. A
favore  dei  datori  di  lavoro  di  cui  all'articolo  1, comma 2, a
decorrere dal periodo di paga in corso alla data del 19 gennaio 1987,
si   applicano,   cumulativamente,   le   riduzioni   previste  dalla
legislazione  nazionale  in  materia  di  fiscalizzazione degli oneri
sociali.  Nei  confronti  dei  datori di lavoro che apprestano idonei
presidi  sanitari  a  favore  dei  dipendenti o assicurano comunque a
proprie   spese  l'assistenza  sanitaria  nel  Paese  estero,  ovvero
assicurano  i dipendenti contro le malattie in regime obbligatorio in
virtu'  della  legislazione  del  Paese  estero,  puo', con specifici
decreti  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza sociale, di
concerto con i Ministri del tesoro e della sanita', essere ridotto il
contributo  per  assistenza sanitaria, tenuto conto delle prestazioni
come sopra assicurate;(2)
    c)  per  il regime assicurativo contro gli infortuni sul lavoro e
le  malattie professionali, nelle misure previste da apposita tariffa
approvata  con  decreto  del  Ministro  del lavoro e della previdenza
sociale  su  delibera  dell'INAIL. In attesa dell'emanazione di detta
tariffa,  i  premi  sono  determinati  in  base  ai  valori  medi dei
sottogruppi  previsti  dalla  tariffa  ordinaria. Qualora nello Stato
estero  sia  obbligatoria  l'assicurazione  contro gli infortuni e le
malattie  professionali  e  il  datore  di  lavoro  dimostri  di aver
ottemperato  ai relativi obblighi, i predetti valori sono ridotti, in
misura  corrispondente,  con  decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro.
  3. Per tutto quanto non disposto dagli articoli da 1 a 5 in materia
di infortuni sul lavoro e malattie professionali trovano applicazione
le  norme  contenute  nel  testo  unico  approvato  con  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  30  giugno 1965, n. 1124, e successive
modifiche ed integrazioni.
  4.  I  datori di lavoro di cui all'articolo 1, comma 2, sono tenuti
al  pagamento  del contributo al Fondo di garanzia per il trattamento
di  fine  rapporto  istituito  presso  l'INPS dall'articolo 2, ottavo
comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297.
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AGGIORNAMENTO (2)
  Il  D.L. 30 dicembre 1987 n. 536 convertito con modificazioni dalla
L.  29  febbraio  1988  n.88,  ha  disposto  che  la disposizione del
presente articolo, comma 2, lettera b),"va interpretata nel senso che
le  riduzioni  disposte  dalla  legislazione  nazionale in materia di
fiscalizzazione  degli  oneri  sociali,  si  applicano  nella  misura
cumulativa  stabilita  per ciascun ramo di attivita' e, per i rami di
attivita'  per  i  quali  non  e' previsto il beneficio stesso, nella
misura vigente per le imprese commerciali".
                               Art. 5.
    (Normativa per il lavoratore inviato in trasferta all'estero)

  1.   Per   i   lavoratori   ((inviati in trasferta all'estero))
l'indennita'  di  trasferta,  anche se corrisposta con continuita' ed
indipendentemente dal luogo in cui la trasferta e' svolta, e' esclusa
dalla  retribuzione imponibile per il calcolo dei contributi ai sensi
dell'articolo  12  della  legge 30 aprile 1969, n. 153, per una quota
pari  all'ammontare  esente  dall'imposta  sul  reddito delle persone
fisiche.  I  versamenti  contributivi relativi ai predetti emolumenti
restano   validi   e  conservano  la  loro  efficacia  se  effettuati
anteriormente   alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto.
  4.  I  contratti di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e
le  malattie  professionali,  stipulati dal datore di lavoro a favore
dei  lavoratori  che,  per  effetto  delle  disposizioni del presente
decreto,   vengono   ad  essere  compresi  fra  le  persone  soggette
all'obbligo  assicurativo,  sono  risolti  a seguito di richiesta del
datore di lavoro contraente.
  5.  Le disposizioni del presente articolo e degli articoli da 1 a 4
non si applicano alle assunzioni ed ai trasferimenti effettuati dalla
pubblica   amministrazione   nonche',   salvo   quanto  disposto  dai
precedenti  commi, ai lavoratori marittimi italiani imbarcati su navi
battenti  bandiera  estera  e agli appartenenti al personale di volo,
alle  dipendenze  dei datori di lavoro indicati all'articolo 1, comma
2.
                               Art. 6.
                    (( (Copertura finanziaria) ))

  1.  All'onere derivante dall'attuazione degli articoli da 1 a 5, da
iscrivere  nello stato di previsione del Ministero del lavoro e della
previdenza  sociale,  valutato in lire 4.300 milioni per l'anno 1986,
in  lire  45  miliardi  per l'anno 1987 e in lire 60 miliardi annui a
decorrere  dall'anno  1988,  si provvede, quanto a lire 4.300 milioni
per  l'anno  1986,  a  carico dello stanziamento iscritto al capitolo
6856  dello  stato  di previsione del Ministero del tesoro per l'anno
1986,  all'uopo  parzialmente utilizzando l'accantonamento "Norme per
la  tutela  dei  lavoratori  italiani  dipendenti da imprese operanti
all'estero  nei  Paesi extracomunitari", e, quanto a lire 45 miliardi
per  l'anno  1987  e a lire 60 miliardi annui per ciascuno degli anni
1988  e  1989,  mediante  corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale  1987-1989, al medesimo
capitolo   per   l'anno   1987,  all'uopo  utilizzando  lo  specifico
accantonamento.
  2.  Il  Ministro  del tesoro e' autorizzato ad apportare con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
                               Art. 7.
Fondo di previdenza per il personale dipendente dalle aziende private
                               del gas

  1.  Le  pensioni  a carico del Fondo di previdenza per il personale
dipendente  dalle aziende private del gas sono aumentate degli stessi
importi  mensili  derivanti  dall'applicazione  della legge 15 aprile
1985,  n.  140,  alle  quote  di pensione a carico del Fondo pensioni
lavoratori dipendenti.
  2.  Gli  aumenti  di  cui al comma 1 sono corrisposti con le stesse
decorrenze  ed entro gli stessi limiti previsti dalla legge 15 aprile
1985, n. 140.
  3.  All'onere  derivante  dai  miglioramenti  di  cui  al  presente
articolo,  pari  a  2  miliardi  di  lire  annue,  si provvede con il
corrispondente  minore  onere  derivante  al  Fondo dall'applicazione
della legge 15 aprile 1985, n. 140.
                               Art. 8.
Fondo di previdenza  per  gli  impiegati dipendenti dalle esattorie e
                  ricevitorie delle imposte dirette

  1.  Le  pensioni a carico del Fondo di previdenza per gli impiegati
dipendenti  dalle  esattorie e ricevitorie delle imposte dirette sono
aumentate  degli  stessi  importi mensili derivanti dall'applicazione
della  legge  15 aprile 1985, n. 140, alle quote di pensione a carico
del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
  2.  Gli  aumenti  di  cui al comma 1 sono corrisposti con le stesse
decorrenze  ed entro gli stessi limiti previsti dalla legge 15 aprile
1985, n. 140.
  3.  All'onere  derivante  dai  miglioramenti  di  cui  al  presente
articolo,  pari  a  5,2  miliardi  di  lire annue, si provvede con il
corrispondente  minore  onere  derivante  al  Fondo dall'applicazione
della legge 15 aprile 1985, n. 140.
                               Art. 9.
Fondo di previdenza per i dipendenti   dall'ENEL   e   dalle  aziende
                         elettriche private

  1. Con effetto dal 1 luglio 1985, le pensioni a carico del Fondo di
previdenza  per  i  dipendenti  dall'ENEL  e delle aziende elettriche
private, aventi decorrenza anteriore al 1 luglio 1982, sono aumentate
nelle seguenti misure:
    a)  4  per  cento,  per le pensioni con decorrenza anteriore al 1
gennaio 1978;
    b)  3,5  per  cento, per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1978-31 dicembre 1978;
    c)  3  per  cento,  per  le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1979-31 dicembre 1979;
    d)  2,5  per  cento, per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1980-30 giugno 1982.
  2.   Agli   effetti   di  cui  al  comma  1,  per  le  pensioni  di
riversibilita'  e  presa  a  riferimento  la data di decorrenza delle
corrispondenti pensioni dirette.
  3.  Le  percentuali di aumento di cui al comma 1 si applicano sulla
pensione spettante al 30 giugno 1985.
  4.  Gli aumenti di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 1 non
possono  rispettivamente  superare  gli importi mensili di L. 85.000,
70.000, 40.000 e 25.000.
  5.  Gli  aumenti  di  cui  al  presente articolo sono soggetti alla
disciplina  della  perequazione  automatica  con  effetto dalla prima
perequazione successiva alla loro attribuzione.
  6.  All'onere  derivante  dai  miglioramenti  di  cui  al  presente
articolo,  pari  a  26  miliardi  di  lire  annue,  si  provvede, con
decorrenza  dal  1  gennaio 1987, con una maggiorazione dell'aliquota
contributiva dell'1,50 per cento.
                              Art. 10.
Fondo per la previdenza del personale  addetto ai pubblici servizi di
                              trasporto

  1.  Con  effetto dal 1 gennaio 1985, le pensioni a carico del Fondo
per  la  previdenza  del  personale  addetto  ai  pubblici servizi di
trasporto,  aventi  decorrenza  anteriore  al  1  luglio  1982,  sono
aumentate nelle seguenti misure:
    a)  9  per  cento,  per le pensioni con decorrenza anteriore al 1
gennaio 1973;
    b)  7  per  cento,  per  le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1973-31 dicembre 1977;
    c)  5  per  cento,  per  le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1978-31 dicembre 1980;
    d)  3  per  cento,  per  le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1981-30 giugno 1982.
  2.   Agli   effetti   di  cui  al  comma  1,  per  le  pensioni  di
riversibilita'  e'  presa  a  riferimento la data di decorrenza delle
corrispondenti pensioni dirette.
  3.  Le  percentuali  di  aumento  di  cui  al  comma 1 si applicano
sull'importo  della  pensione, al netto delle quote aggiuntive di cui
all'articolo  10,  terzo  comma,  della  legge 3 giugno 1975, n. 160,
spettante al 31 dicembre 1984.
  4.  Gli aumenti di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 1 non
possono  rispettivamente  superare  gli importi mensili di L. 50.000,
40.000,  30.000  e 20.000 e sono corrisposti entro un importo pari al
50  per cento degli anzidetti limiti massimi dal 1 gennaio 1985 e per
il residuo importo dal 1 gennaio 1987.
  5.  Gli  aumenti  di  cui  al  presente articolo sono soggetti alla
disciplina  della  perequazione  automatica  con  effetto dalla prima
perequazione successiva alla loro attribuzione.
  6.  All'onere  derivante  dai  miglioramenti  di  cui  al  presente
articolo,  pari  a 15 miliardi di lire per ciascuno degli anni 1985 e
1986  ed  a 30 miliardi di lire annue a partire dal 1987, si provvede
con  una  maggiorazione dell'aliquota contributiva nella misura dello
0,93  per  cento  per il secondo semestre dell'anno 1986 e dello 0,87
per cento dal 1 gennaio 1987.
                              Art. 11.
Fondo di previdenza del personale addetto alle gestioni delle imposte
                             di consumo

  1. Con effetto dal 1 luglio 1985, le pensioni a carico del Fondo di
previdenza  del  personale  addetto  alle  gestioni  delle imposte di
consumo, aventi decorrenza anteriore al 1 luglio 1982, sono aumentate
nelle seguenti misure:
    a)  32  per  cento, per le pensioni con decorrenza anteriore al 1
gennaio 1965;
    b)  27  per  cento,  per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1965-30 aprile 1968;
    c)  27  per  cento,  per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
maggio 1968-31 dicembre 1969;
    d)  22  per  cento,  per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1970-31 dicembre 1971;
    e)  22  per  cento,  per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1972-28 febbraio 1973;
    f)  16  per  cento,  per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
marzo 1973-31 dicembre 1977;
    g)  8  per  cento,  per  le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1978-30 giugno 1982.
  2.   Agli   effetti   di  cui  al  comma  1,  per  le  pensioni  di
riversibilita'  e'  presa  a  riferimento la data di decorrenza delle
corrispondenti pensioni dirette.
  3.  Le  percentuali  di  aumento  di  cui  al  comma 1 si applicano
sull'importo  della  pensione, al netto delle quote aggiuntive di cui
all'articolo  10,  terzo  comma,  dea  legge  3  giugno 1975, n. 160,
spettante al 31 dicembre 1984.
  4.  Gli aumenti di cui alle lettere a), b), c), d), e), f) e g) del
comma  1  non possono rispettivamente superare gli importi mensili di
L. 85.000, 85.000, 70.000, 70.000, 40.000, 40.000 e 25.000.
  5.  Gli  aumenti  di  cui  al  presente articolo sono soggetti alla
disciplina  della  perequazione  automatica  con  effetto dalla prima
perequazione successiva alla loro attribuzione.
  6.  Gli  oneri derivanti dai miglioramenti delle pensioni di cui al
presente articolo, valutati in lire 12,6 miliardi per l'anno 1987, in
lire 17,9 miliardi per l'anno 1988 e in lire 9,4 miliardi a decorrere
dal  1989,  sono posti a carico dello Stato ai sensi dell'articolo 17
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 649.
                              Art. 12.
Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente da aziende di
                          navigazione aerea

  1.  Con  effetto dal 1 gennaio 1985, le pensioni a carico del Fondo
di  previdenza  per  il  personale  di  volo dipendente da aziende di
navigazione aerea, aventi decorrenza anteriore al 1 luglio 1982, sono
aumentate nelle seguenti misure:
    a)  8  per  cento,  per le pensioni con decorrenza anteriore al 1
maggio 1968;
    b)  8  per  cento,  per  le pensioni con decorrenza nel periodo 1
maggio 1968-31 dicembre 1971;
    c)  8  per  cento,  per  le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1972-31 dicembre 1977;
    d)  6  per  cento,  per  le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1978-31 dicembre 1980;
    e)  3,5  per  cento, per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1981-31 dicembre 1981;
    f)  1,5  per  cento, per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1982-30 giugno 1982.
  2.   Agli   effetti   di  cui  al  comma  1,  per  le  pensioni  di
riversibilita'  e'  presa  a  riferimento la data di decorrenza delle
corrispondenti pensioni dirette.
  3.  Le  percentuali  di  aumento  di  cui  al  comma 1 si applicano
sull'importo della pensione spettante al 31 dicembre 1984.
  4.  Gli  aumenti  di  cui alle lettere a), b), c), d), e) ed f) del
comma  1  non possono rispettivamente superare gli importi mensili di
L. 85.000, 70.000, 40.000, 25.000, 25.000 e 25.000 e sono corrisposti
entro  un importo pari al 50 per cento degli anzidetti limiti massimi
dal 1 gennaio 1985 e per il residuo importo dal 1 gennaio 1987.
  5.  Gli  aumenti  di  cui  al  presente articolo sono soggetti alla
disciplina  della  perequazione  automatica  con  effetto dalla prima
perequazione successiva alla loro attribuzione.
  6.  Agli oneri derivanti dai miglioramenti delle pensioni di cui al
presente articolo, pari a 4,8 miliardi di lire in valore capitale, si
provvede,  con  decorrenza  1  luglio  1986,  con  una  maggiorazione
dell'aliquota  contributiva  dello 0,31 per cento per la durata di un
quinquennio.
                              Art. 13.
Fondo per le pensioni al personale  addetto  ai  pubblici  servizi di
                              telefonia

  1.  Con effetto dal 1 luglio 1985, le pensioni di importo superiore
al  trattamento  minimo,  a  carico  del  Fondo  per  le  pensioni al
personale addetto ai pubblici servizi di telefonia, aventi decorrenza
anteriore al 1 gennaio 1971, sono aumentate delle seguenti misure
  percentuali  da  applicarsi  sull'importo  spettante al 31 dicembre
    1984:
a) 22 per cento, per le pensioni con decorrenza anteriore al 1
gennaio 1957;
    b)  17  per  cento,  per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1957-31 dicembre 1963;
    c)  12  per  cento,  per le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1964-31 dicembre 1967;
    d)  8  per  cento,  per  le pensioni con decorrenza nel periodo 1
gennaio 1968-31 dicembre 1970.
  2.  Gli aumenti di cui al comma 1 non possono superare l'importo di
L.  150.000  mensili,  ne'  essere  inferiori  all'aumento  derivante
dall'applicazione   del  comma  5  alle  pensioni  aventi  la  stessa
anzianita' contributiva.
  3.  Con effetto dal 1 luglio 1985, le pensioni di importo superiore
al  trattamento  minimo,  aventi  decorrenza  compresa  nel periodo 1
gennaio 1971-30 giugno 1982, sono maggiorate di un importo pari al 40
per cento della differenza tra l'ammontare originario della pensione,
rivalutato  in  base all'incremento medio dell'indice annuo del costo
della  vita  e  l'ammontare della pensione stessa spettante alla data
del  1  gennaio  1983.  Per  la  determinazione  di  tale differenza,
l'importo   originario   della   pensione  e'  rivalutato  in  misura
corrispondente alla variazione dell'indice annuo del costo della vita
calcolato  dall'Istituto  centrale  di statistica ai fini della scala
mobile  delle  retribuzioni dei lavoratori dell'industria, tra l'anno
di  decorrenza  della  pensione  stessa  e  l'anno 1983. Se l'importo
originario  rivalutato  risulta  superiore  a  quello  della pensione
spettante  alla predetta data del 1 gennaio 1983, senza che il 40 per
cento  della  relativa  differenza raggiunga le L. 10.000 mensili, la
maggiorazione dovuta e' arrotondata a tale importo.
  4.  Gli  aumenti di cui al comma 3 sono corrisposti per intero fino
all'importo  di  L.  150.000  mensili  e  per la parte eccedente tale
importo sono corrisposti nella misura del 25 per cento. In ogni caso,
l'aumento  che  risulta  dall'applicazione della predetta percentuale
non    puo'   superare   quello   derivante   dall'applicazione   dei
miglioramenti  previsti  al  comma  3  all'importo mensile originario
delle  pensioni,  di cui alla allegata tabella, aventi lo stesso anno
di decorrenza.
  5. Con effetto dal 1 luglio 1985, per le pensioni aventi decorrenza
anteriore   al   1   luglio  1982,  e'  raddoppiato  l'importo  della
maggiorazione  del  trattamento minimo per ciascun anno di iscrizione
oltre  il  quindicesimo, di cui all'articolo 4 della legge 22 ottobre
1973, n. 672, nella misura in essere al 31 dicembre 1984.
  6.  Le pensioni spettanti ai superstiti sono riliquidate applicando
alle  pensioni  dirette,  rivalutate a norma dei precedenti commi, le
percentuali  di  riversibilita'  di cui all'articolo 24 della legge 4
dicembre 1956, n. 1450, e successive modificazioni.
  7.  Gli  aumenti  di  cui  al  presente articolo sono soggetti alla
disciplina  della  perequazione  automatica  con  effetto dalla prima
perequazione successiva alla loro attribuzione.
  8.  All'onere  derivante  dai  miglioramenti  di  cui  al  presente
articolo,  pari  a  18  miliardi  di  lire  annue, si provvede con le
disponibilita' della gestione.
                              Art. 14.
              Pensioni integrate al trattamento minimo

  1.  Le  pensioni integrate al trattamento minimo a carico dei Fondi
di  cui  agli  articoli da 7 a 13 conservano, a tutti gli effetti, la
natura  anzidetta qualora gli importi delle pensioni non integrate al
minimo,  maggiorati  degli  aumenti derivanti dall'applicazione delle
disposizioni   contenute   nei   precedenti  articoli,  non  superino
l'ammontare del trattamento minimo.
                              Art. 15.

  1.  Il  presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

  Dato a Roma, addi' 31 luglio 1987

                               COSSIGA

                              GORIA,  Presidente  del  Consiglio  dei
                                Ministri
                              FORMICA,  Ministro  del  lavoro e della
                                previdenza sociale
                              ANDREOTTI, Ministro degli affari esteri
                              AMATO, Ministro del tesoro

Visto, il Guardasigilli: VASSALLI
  Registrato alla Corte dei conti, addi' 3 agosto 1987
  Atti di Governo, registro n. 68, foglio n. 32
                               TABELLA
                       (prevista nell'art. 13)

=====================================================================
  Anno di decorrenza   |    Importo mensile originario delle pensioni
=====================================================================
1971                   |                                      678.039
1972                   |                                      723.855
1973                   |                                      837.015
1974                   |                                      998.514
1975                   |                                    1.050.378
1976                   |                                    1.307.652
1977                   |                                    1.502.406
1978                   |                                    1.845.156
1979                   |                                    2.108.958
1980                   |                                    2.469.150
1981                   |                                    2.899.149
1982                   |                                    3.480.216
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