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DECRETO-LEGGE 9 ottobre 1989, n. 338

Disposizioni urgenti in materia di evasione contributiva, di fiscalizzazione degli oneri sociali, di sgravi contributivi nel Mezzogiorno e di finanziamento dei patronati.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
  Ritenuta  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza   di   emanare
disposizioni in materia di evasione contributiva, di  fiscalizzazione
degli oneri sociali, di sgravi  contributivi  nel  Mezzogiorno  e  di
finanziamento dei patronati; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 6 ottobre 1989; 
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e  del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale,  di  concerto  con  i
Ministri di grazia e giustizia, del bilancio e  della  programmazione
economica, delle finanze, del tesoro e dell'ambiente; 
                              E M A N A 
                     il seguente decreto-legge: 
                               Art. 1. 
Retribuzione   imponibile,   accreditamento    della    contribuzione
       settimanale e limite minimo di retribuzione imponibile. 
 
  1. La retribuzione  da  assumere  come  base  per  il  calcolo  dei
contributi di previdenza e di  assistenza  sociale  non  puo'  essere
inferiore  all'importo  delle  retribuzioni   stabilito   da   leggi,
regolamenti, contratti  collettivi,  stipulati  dalle  organizzazioni
sindacali piu' rappresentative su base nazionale, ovvero  da  accordi
collettivi  o  contratti   individuali,   qualora   ne   derivi   una
retribuzione di importo superiore a  quello  previsto  dal  contratto
collettivo. (4) (8) ((9)) 
  2.  Con  effetto  dal  1°  gennaio  1989  la  percentuale  di   cui
all'articolo  7,  comma  1,  primo  periodo,  del  decreto-legge   12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
novembre 1983, n. 638, e' elevata a 40. A decorrere  dal  periodo  di
paga in corso alla data del 1° gennaio 1989, la percentuale di cui al
secondo periodo del predetto comma e' fissata a 9,50. (4) 
  3. A decorrere dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 1989,  il
comma 1 dell'articolo 2 del decreto-legge 12 settembre 1983, n.  463,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n.  638,
e' sostituito dai seguenti: 
  "1. Le ritenute previdenziali ed assistenziali operate  dal  datore
di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, ivi  comprese
le trattenute effettuate ai sensi degli articoli 20, 21  e  22  della
legge 30 aprile 1969, n. 153, debbono essere comunque versate  e  non
possono essere portate a conguaglio con le  somme  anticipate,  nelle
forme e nei termini di legge, dal datore di lavoro ai lavoratori  per
conto delle gestioni previdenziali ed assistenziali,  e  regolarmente
denunciate alle gestioni stesse, tranne che a seguito  di  conguaglio
tra gli importi contributivi a carico del datore di lavoro e le somme
anticipate risulti un saldo attivo a favore del datore di lavoro. 
  1- bis. L'omesso versamento delle ritenute di cui  al  comma  1  e'
punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino  a  lire
due milioni. Il relativo versamento entro  sei  mesi  dalla  scadenza
della data stabilita per lo stesso e comunque,  ove  sia  fissato  il
dibattimento prima di  tale  termine,  non  oltre  le  formalita'  di
apertura del dibattimento stesso, estingue il reato". 
  4. A decorrere dal periodo di paga in corso  al  1°  gennaio  1989,
l'articolo 5, comma 5, del decreto-legge 30  ottobre  1984,  n.  726,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n.  863,
e' sostituito dal seguente: 
  "5. La retribuzione minima oraria da assumere  quale  base  per  il
calcolo dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a  tempo
parziale,  si  determina  rapportando   alle   giornate   di   lavoro
settimanale  ad  orario  normale  il  minimale  giornaliero  di   cui
all'articolo  7  del  decreto-legge  12  settembre  1983,   n.   463,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n.  638,
e dividendo l'importo cosi' ottenuto  per  il  numero  delle  ore  di
orario  normale  settimanale  previsto   dal   contratto   collettivo
nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno". (7) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.L. 29 marzo 1991, n. 103, convertito con  modificazioni  dalla
L. 1 giugno 1991, n. 166, ha disposto (con l'art. 7, comma 1)  che  i
commi 1 e 2, secondo periodo, presente articolo si  interpretano  nel
senso che "per i detenuti  ed  internati  lavoranti  alle  dipendenze
dell'Amministrazione  penitenziaria,  il   calcolo   dei   contributi
previdenziali ed assistenziali si effettua sulla determinazione della
mercede stabilita ai sensi dell'articolo 22  della  legge  26  luglio
1975, n. 354, nel testo modificato dall'articolo  7  della  legge  10
ottobre 1986, n. 663." 
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AGGIORNAMENTO (7) 
  La L. 28 dicembre 1995, n. 549, ha disposto (con  l'art.  2,  comma
25) che il presente articolo si interpreta nel senso che , in caso di
pluralita'  di  contratti  collettivi  intervenuti  per  la  medesima
categoria, la retribuzione da assumere come base per il  calcolo  dei
contributi previdenziali ed assistenziali  e'  quella  stabilita  dai
contratti collettivi stipulati  dalle  organizzazioni  sindacali  dei
lavoratori   e   dei   datori   di   lavoro   comparativamente   piu'
rappresentative nella categoria. 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  Il D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni dalla
L. 28 novembre 1996, n. 608, ha disposto (con l'art. 5, comma 4)  che
"La retribuzione  da  prendere  a  riferimento  per  il  calcolo  dei
contributi di  previdenza  e  assistenza  sociale  dovuti  e'  quella
fissata, dagli accordi di riallineamento.  La  presente  disposizione
deve intendersi come interpretazione autentica delle  norme  relative
alla corresponsione retributiva ed alla  determinazione  contributiva
di  cui  al  combinato  disposto  dell'articolo   1,   comma   1,   e
dell'articolo 6, commi 9, lettera c),  e  11,  del  decreto  legge  9
ottobre 1989, n. 338, convertito dalla legge  7  dicembre.  1989,  n.
389." 
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AGGIORNAMENTO (9) 
  Il D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni dalla
L. 28 novembre 1996, n. 608, come modificato dalla L. 24 giugno 1997,
n. 196, ha disposto (con l'art. 5, comma 4) che "La  retribuzione  da
prendere a riferimento per il calcolo dei contributi di previdenza ed
assistenza sociale, dovuti dalle imprese di cui al  comma  1  e  alle
condizioni di cui al comma 2, e'  quella  fissata  dagli  accordi  di
riallineamento e non inferiore al 25 per cento del minimale e, per  i
periodi successivi, al 50 per cento, da adeguare, entro 36  mesi,  al
100 per cento  dei  minimali  di  retribuzione  giornaliera,  di  cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 9 ottobre  1989,  n.  338,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989,  n.  389.
La  presente  disposizione  deve  intendersi   come   interpretazione
autentica delle norme relative  alla  corresponsione  retributiva  ed
alla  determinazione  contributiva  di  cui  al  combinato   disposto
dell'articolo 1, comma 1, e dell'articolo 6, commi 9, lettere a),  b)
e c), e 11, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389." 
                               Art. 2. 
Riscossione dei crediti contributivi, rateazione dei pagamenti, norme
                       in materia contributiva 
 
  1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  7. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  8. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  9. IL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46  HA  CONFERMATO  L'ABROGAZIONE
DEL PRESENTE COMMA. 
  10. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  11. Il pagamento  rateale  dei  debiti  per  contributi,  premi  ed
accessori di legge, dovuti agli enti gestori di forme di previdenza e
assistenza obbligatorie, ove  previsto  dalle  disposizioni  vigenti,
puo' essere consentito dal comitato esecutivo, ovvero, per delega  di
quest'ultimo, e per casi  straordinari  e  periodi  limitati,  ed  in
relazione  a  rateazioni  non  superiori  a   dodici   mesi,   previa
autorizzazione del Ministro del lavoro e  della  previdenza  sociale,
dai comitati regionali, in  quanto  previsti  dall'ordinamento  degli
enti medesimi. Le rateazioni superiori a dodici  mesi  sono  disposte
con provvedimento  motivato  e  sono  comunicate  trimestralmente  ai
Ministri del lavoro e della previdenza sociale e del tesoro,  secondo
modalita' stabilite, con apposito decreto, dai Ministri medesimi. Non
sono consentite  per  ciascun  debito,  complessivamente,  rateazioni
superiori  a  ventiquattro  mesi;   in   casi   eccezionali,   previa
autorizzazione del Ministro del lavoro e  della  previdenza  sociale,
possono essere consentite rateazioni fino a trentasei mesi. ((11)) 
  12. E'  elevata  da  8,50  a  12  punti  la  maggiorazione  di  cui
all'articolo 13, primo comma, del decreto-legge 29  luglio  1981,  n.
402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 
537, e successive modificazioni e  integrazioni,  con  effetto  dalla
data di pubblicazione del relativo decreto ministeriale. 
  13. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  14. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  15. Per la regolarizzazione rateale  dei  premi  e  dei  contributi
previdenziali ed assistenziali e  dei  relativi  accessori  di  legge
dovuti allo SCAU, per gli anni  1987  e  precedenti,  dai  datori  di
lavoro agricolo e  dai  coltivatori  diretti,  coloni  e  mezzadri  e
rispettivi concedenti, si applica il tasso di interesse legale. 
  16.  Le  disposizioni  di  cui  al  numero  1)  del   primo   comma
dell'articolo 20 del decreto-legge 2 marzo 1974, n.  30,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 16 aprile 1974, n. 114, devono  essere
intese nel senso che il beneficio previsto per  i  datori  di  lavoro
iscritti  negli  elenchi   nominativi   degli   esercenti   attivita'
commerciale di cui alla legge 27 novembre 1960, n. 1397, e successive
modificazioni  ed  integrazioni,  non  si  applica  agli  agenti   di
assicurazione. 
  17. Il primo e secondo comma dell'articolo 4 della legge 29 gennaio
1986, n. 26, vanno interpretati nel senso che lo  sgravio  aggiuntivo
ivi previsto e' concesso alle imprese che gia' fruiscono degli sgravi
degli oneri sociali e si applica  per  ciascuna  delle  due  aliquote
complessive previdenziali ed assistenziali. 
  18. La misura del contributo di cui all'articolo 25 della legge  28
febbraio 1986, n. 41, per l'anno 1989 e' confermata  pari  al  2  per
cento. 
  19. I  soggetti  che  si  avvalgono  delle  disposizioni  contenute
nell'articolo 14 del decreto-legge 2 marzo 1989, n.  69,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154,  sono  tenuti,
nei termini e con le modalita' previsti dalla normativa  fiscale,  ad
inviare copia delle  dichiarazioni  di  cui  al  citato  articolo  14
all'INPS e all'INAIL ai fini  delle  contribuzioni  previdenziali  ed
assistenziali di pertinenza. Il versamento delle  somme  dovute  deve
essere  effettuato,  secondo  le  modalita'  stabilite  dall'INPS   e
dall'INAIL, o in unica soluzione, entro il termine  del  31  dicembre
1989, o in cinque rate, di cui la prima scadente il 31 dicembre 1989. 
Per  la  rateazione  si  applicano  le  disposizioni  previste  nella
fattispecie  dalla  normativa  fiscale.  Nelle  dichiarazioni  devono
essere evidenziati i redditi imponibili ai fini  delle  contribuzioni
previdenziali ed assistenziali. Il mancato invio delle  dichiarazioni
nei  termini  stabiliti  anche  ad  una  sola  delle  amministrazioni
interessate  comporta  la  decadenza   dei   benefici   connessi   al
differimento dei termini per  la  presentazione  delle  dichiarazioni
stesse. Sulle somme non versate all'INPS e  all'INAIL  alle  scadenze
sopra richiamate sono dovuti gli accessori di legge, previsti per  le
contribuzioni previdenziali ed assistenziali, dalla data di  scadenza
dei termini  di  pagamento.  Sulle  somme  dovute  per  contribuzioni
previdenziali ed assistenziali ai sensi del presente  comma  relative
alle quote di reddito non dichiarate o non rettificate dagli istituti
previdenziali anteriormente al 31  luglio  1989  non  sono  applicati
interessi e sanzioni di legge. 
    
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AGGIORNAMENTO (11) 
  Il D.L. 8 luglio 2002, n. 138, convertito con  modificazioni  dalla
L. 8 agosto 2002, n. 178, ha disposto (con l'art. 3, comma 3-bis) che
il pagamento rateale dei debiti per contributi, premi e accessori  di
legge, iscritti a ruolo dagli enti gestori di forme di  previdenza  e
assistenza obbligatorie, puo' essere consentito, in deroga  a  quanto
previsto dal comma 11 del presente articolo, nel  limite  massimo  di
sessanta  mesi  con  provvedimento   motivato   degli   stessi   enti
impositori. 
                               Art. 3. 
Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988,
                                n. 43 
 
  1. All'articolo 15 del decreto del Presidente della  Repubblica  28
gennaio 1988, n. 43, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) nel comma 2, dopo le parole: "stabiliti nell'articolo 31" sono
aggiunte le seguenti: ", comma 1,"; 
    b) dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente: 
  "2-bis. Qualora vengano a mancare uno o piu' dei requisiti o  delle
condizioni stabiliti nell'articolo 31, commi 2, 3 e 4, entro sessanta
giorni dal momento in cui ne e' venuto a conoscenza il concessionario
deve provvedere a dichiarare la decadenza  dei  soggetti  interessati
ovvero a liquidare la  partecipazione  del  socio  in  situazione  di
incompatibilita',  pena  la  sospensione  cautelare,  secondo  quanto
previsto dal comma 2". 
  2. Il comma 1 dell'articolo 19 del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, e' sostituito dal seguente: 
  "1. Nell'ipotesi di cui all'articolo 15, commi 2  e  2-bis,  se  il
concessionario  non  provvede,   nel   termine   assegnatogli,   agli
adempimenti ivi  previsti,  il  Ministro  delle  finanze  dispone  la
revoca". 
  3. All'articolo 31 del decreto del Presidente della  Repubblica  28
gennaio 1988, n. 43, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) la lettera c) del comma 3 e' sostituita dalla seguente: 
   "  c)  i  dipendenti  in  servizio   attivo   dell'amministrazione
finanziaria  e  degli  enti  territoriali  interessati  per  ciascuna
concessione, a pena di decadenza dall'impiego"; 
    b) il comma 4 e' sostituito dal seguente: 
  "4. Le disposizioni di cui al comma 2, lettere b), c) e d),  ed  al
comma 3, lettere a), b) e  c),  si  applicano  anche  ai  soci  delle
societa' di cui al comma 1, lettere c) e d)". 
                               Art. 4. 
Incompatibilita'  dei  trattamenti  di  disoccupazione   con   quelli
pensionistici, norme per l'assicurazione obbligatoria  alla  CPDEL  e
   all'INADEL, disposizioni relative all'INAIL, ai rapporti INPS, 
INAIL e camere di commercio, industria ed artigianato,  nonche'  alla
             ripartizione dei contributi fra i patronati 
 
  1. A decorrere dal 1 gennaio 1989, per i titolari di  pensioni  che
abbiano superato l'eta' pensionabile di vecchiaia,  prevista  per  il
diritto a pensione di vecchiaia a carico dell'assicurazione  generale
obbligatoria dei lavoratori  dipendenti,  i  trattamenti  ordinari  e
speciali di  disoccupazione  sono  incompatibili  con  i  trattamenti
pensionistici   diretti   a   carico   dell'assicurazione    generale
obbligatoria  per  la  vecchiaia  ed  i  superstiti  dei   lavoratori
dipendenti, degli ordinamenti sostitutivi, esonerativi  ed  esclusivi
dell'assicurazione medesima,  nonche'  delle  gestioni  speciali  dei
lavoratori autonomi. 
  2.  I  dipendenti  delle  istituzioni  pubbliche  di  assistenza  e
beneficenza, i quali continuino a  prestare  servizio  presso  l'ente
anche dopo  che  esso  abbia  perduto  il  carattere  di  istituzione
pubblica,  hanno  facolta'  di  conservare,  a  domanda,  il   regime
pensionistico obbligatorio e il trattamento di fine servizio previsto
per il personale dipendente dagli enti locali. La domanda deve essere
presentata, a pena di decadenza, entro il termine di  novanta  giorni
dalla data di entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del
presente decreto ovvero dalla data  di  trasformazione  della  natura
giuridica dell'ente, se posteriore. 
  3. I crediti per premi dovuti all'INAIL, di cui al  numero  8)  del
primo comma dell'articolo 2778 del codice civile, sono collocati, per
l'intero ammontare, tra quelli indicati al numero 1) del primo  comma
del predetto articolo. 
  4.  Il  secondo  comma  dell'articolo  45  del  testo  unico  delle
disposizioni per l'assicurazione obbligatoria  contro  gli  infortuni
sul lavoro e le malattie professionali,  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.  1124,  e'  sostituito
dal seguente: 
    "Il datore di lavoro, che promuove ricorso ai sensi del  presente
articolo, deve effettuare il versamento dei premi  di  assicurazione,
nel caso di prima applicazione, in base al tasso medio di tariffa  e,
negli  altri  casi,  in  base  al  tasso  in  vigore  alla  data  del
provvedimento che ha dato luogo al ricorso, salvo conguaglio  per  la
eventuale differenza tra  la  somma  versata  e  quella  che  risulti
dovuta. Su  detta  differenza  il  datore  di  lavoro  e'  tenuto  al
pagamento di una somma in ragione d'anno pari al tasso  di  interesse
di  differimento  e  di  dilazione  di  cui   all'articolo   13   del
decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive modificazioni  ed
integrazioni". 
  ((5. I datori di lavoro soggetti alle disposizioni del testo unico di cui al comma 4, ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 12 e 13 del medesimo testo unico, debbono comunicare all'INAIL generalita', qualifiche e codice fiscale dei lavoratori. 5-bis. La comunicazione deve avvenire, con periodicita' annuale, a decorrere dal 1° gennaio 1994, in occasione del pagamento dell'autoliquidazione dei premi dovuti all'INAIL e deve riguardare i lavoratori assicurati il cui rapporto di lavoro abbia avuto inizio o sia cessato nel precedente periodo assicurativo. 5-ter. In sede di prima applicazione della presente disposizione la comunicazione dovra' riguardare i nominativi di tutti gli assicurati in servizio alla data del 31 dicembre 1992. 5-quater. In caso di omessa od errata comunicazione, sara' applicata una sanzione amministrativa di lire ventimila per nominativo)). 
  6.  All'atto  della  iscrizione  presso  le  camere  di  commercio,
industria  e  artigianato,  gli  interessati  devono  specificare  la
sussistenza dell'obbligo assicurativo per gli infortuni sul lavoro  e
le malattie professionali, nonche' per le assicurazioni  obbligatorie
gestite dall'INPS,  indicando,  ove  gia'  acquisito,  il  numero  di
posizione assicurativa e la data di presumibile avvio dell'attivita'. 
  7. Tra l'INPS, l'INAIL, le camere di commercio e gli  organismi  ad
esse collegati per la gestione del sistema informativo camerale, sono
attivati collegamenti telematici, al  fine  di  consentire  l'accesso
diretto, da parte  dell'INPS  e  dell'INAIL,  alle  risultanze  degli
archivi camerali di base e di quelli collegati all'anagrafe nazionale
delle imprese, nonche'  la  consultazione,  anche  generalizzata,  da
parte delle camere di commercio e degli  organismi  collegati,  delle
informazioni  anagrafiche  e  di  quelle  relative  al   numero   dei
dipendenti, acquisite alle anagrafi delle aziende e  a  quelle  degli
imprenditori autonomi gestite dall'INPS e dall'INAIL. 
  8. All'atto  della  richiesta  del  numero  della  partita  IVA,  i
titolari di aziende  agricole  debbono  indicare  gli  estremi  della
iscrizione  allo  SCAU,  ovvero  la  ragione  della  non   insorgenza
dell'obbligo di iscrizione. 
  9. In attesa della realizzazione dei  collegamenti  telematici,  la
fornitura  delle  informazioni  di  cui  ai  commi  6  e  7  avverra'
attraverso lo scambio di  supporti  magnetici.  Le  procedure  per  i
collegamenti e lo scambio di  supporti  magnetici  saranno  definite,
entro sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  del  presente
decreto, con decreto del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio  e
dell'artigianato. 
  10. Le ripartizioni definitive tra gli istituti di patronato  e  di
assistenza sociale dei fondi di cui agli articoli 4 e 5  del  decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947, n.  804,
per gli anni 1986, 1987, 1988 e 1989 sono effettuate, in deroga  alle
vigenti disposizioni, con decreto del Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro del  tesoro,  sentiti
gli istituti stessi, in base  a  quote  percentuali  determinate  con
riferimento alla quota di ripartizione definitiva applicata nell'anno
precedente a ciascuno dei predetti anni ed ai dati  acquisiti  presso
gli ispettorati del  lavoro,  tenuto  anche  conto  delle  risultanze
fornite dagli istituti di previdenza e assistenza sociale,  relativi,
per ciascun anno, all'attivita' ed all'organizzazione degli  istituti
di  patronato  e   di   assistenza   sociale.   Per   l'attivita'   e
l'organizzazione all'estero  sono  presi  in  considerazione  i  dati
forniti direttamente dagli istituti  di  patronato  e  di  assistenza
sociale. 
  11. Per gli istituti di patronato e di assistenza sociale,  la  cui
costituzione e' approvata nel corso dell'anno  1989,  ai  fini  della
ripartizione  definitiva  per  l'anno   stesso   saranno   presi   in
considerazione solo i  dati  acquisiti  presso  gli  ispettorati  del
lavoro. 
  12. Tra i fondi accantonati di cui al comma 4 dell'articolo 1-  ter
del  decreto-legge  2  dicembre  1985,  n.   688,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 31 gennaio  1986,  n.  11,  da  utilizzare
secondo i criteri di cui al decreto del Ministro del lavoro  e  della
previdenza sociale 31 luglio 1986,  sono  da  ricomprendere  anche  i
fondi accantonati relativi all'esercizio 1986. 
  13. Al comma 1 dell'articolo 55 della legge 9 marzo  1989,  n.  88,
sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:  "e  del  Ministero  del
tesoro."; al comma 4 del citato articolo le parole: "agli articoli 5,
8," sono sostituite dalle seguenti: "agli articoli 5, 7, 8,". 
  14. Le somme corrisposte a titolo di arretrati per  prestazioni  di
integrazione salariale  riferite  ad  anni  precedenti  a  quello  di
erogazione non sono computate nel reddito ai fini dell'assegno per il
nucleo familiare, con effetto dal 1 luglio 1989. 
                               Art. 5. 
Calcolo delle indennita' di anzianita' per i  lavoratori  delle  zone
                             terremotate 
 
  1. L'articolo 12  del  decreto-legge  26  novembre  1980,  n.  776,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 1980, n.  874,
va interpretato nel senso che  i  beneficiari  delle  indennita'  ivi
previste hanno diritto anche alle quote di indennita'  di  anzianita'
maturate,  secondo  le  norme   vigenti,   durante   i   periodi   di
corresponsione delle predette integrazioni salariali. 
                               Art. 6. 
                 Fiscalizzazione degli oneri sociali 
 
  1. A decorrere dal periodo di paga in corso al 1  dicembre  1988  e
fino a tutto il periodo di paga in  corso  al  30  novembre  1989  e'
concessa una riduzione, per  ogni  mensilita'  fino  alla  dodicesima
compresa, sul contributo  a  carico  del  datore  di  lavoro  di  cui
all'articolo 10, comma 1, della legge 11 marzo 1988, n. 67, pari a: 
    a) L. 55.000 per ogni dipendente  delle  imprese  industriali  ed
artigiane operanti nei settori manufatturieri  ed  estrattivi,  delle
imprese impiantistiche del settore metalmeccanico,  risultanti  dalla
classificazione delle attivita' economiche adottata dall'ISTAT; delle
imprese armatoriali nonche' delle imprese  iscritte  nell'albo  degli
autotrasportatori di cose per conto terzi, di cui alla legge 6 giugno
1974, n. 298, secondo un rapporto autista-dipendenti che  non  superi
quello fra trattore  e  veicoli  rimorchiati  indicato  dal  comma  4
dell'articolo 41 della legge 6 giugno 1974, n. 298,  come  sostituito
dal comma 1 dell'articolo 4 del decreto-legge 6 febbraio 1987, n. 16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1987, n. 132; 
    b) ulteriori L. 77.000 per ogni dipendente delle imprese  di  cui
alla lettera a) operanti nei territori  di  cui  all'articolo  1  del
testo unico delle leggi sugli interventi nel  Mezzogiorno,  approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n.  218,  e
successive modificazioni ed integrazioni; 
    c) L. 21.000 per ogni  dipendente  delle  imprese  alberghiere  e
delle aziende termali; dei pubblici esercizi, ivi comprese le imprese
di esercizio delle sale cinematografiche; delle agenzie  di  viaggio;
dei complessi turistico-ricettivi dell'aria aperta di cui alla  legge
17 maggio 1983, n. 217, e dei loro  consorzi  e  societa'  consortili
condotte anche in forma cooperativa, di  cui  alla  legge  10  maggio
1976, n. 377; delle imprese commerciali,  loro  consorzi  e  societa'
consortili condotte anche in forma cooperativa, di cui alle leggi  10
maggio 1976,  n.  377,  e  17  febbraio  1971,  n.  127,  considerate
esportatrici abituali ai sensi dell'articolo 3- bis del decreto-legge
30 gennaio 1979, n. 20, convertito, con modificazioni, dalla legge 31
marzo 1979, n. 92;  di  ogni  altra  impresa  con  piu'  di  quindici
dipendenti  considerata  commerciale   ai   fini   previdenziali   ed
assistenziali; degli enti, fondazioni ed associazioni senza  fini  di
lucro che erogano le prestazioni assistenziali di cui all'articolo 22
del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,  n.  616,
ivi comprese le istituzioni pubbliche di  assistenza  e  beneficenza,
nonche' dei concessionari  di  impianti  di  trasporto  con  fune  in
servizio pubblico, aventi finalita' turistiche, in zone montane; 
    d) ulteriori L. 18.500 per ogni dipendente delle imprese  di  cui
alla lettera c) operanti nei territori  di  cui  all'articolo  1  del
testo unico delle leggi sugli interventi nel  Mezzogiorno,  approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n.  218,  e
successive modificazioni ed integrazioni. 
  2. Le riduzioni di cui al comma 1, lettere a) e b), sono maggiorate
di un terzo per il personale marittimo  che  non  ha  continuita'  di
rapporto di lavoro. 
  3.  Per  le  donne  assunte  con  contratto  di  lavoro   a   tempo
indeterminato dalle imprese di cui all'articolo 1, commi 1 e  7,  del
decreto-legge   30   dicembre   1987,   n.   536,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n.  48,  successivamente
alla data del 30 novembre 1988, in aggiunta al numero dei  lavoratori
occupati alla medesima data, e' concessa fino a tutto il  periodo  di
paga in corso al 30 novembre 1989 una riduzione  di  L.  56.000,  per
ogni mensilita' fino  alla  dodicesima  compresa,  sul  contributo  a
carico del datore di lavoro di cui all'articolo 10,  comma  1,  della
legge 11 marzo 1988, n. 67. 
  4. Per i nuovi assunti di eta' non superiore ai 29  anni  da  parte
delle imprese di cui al comma 3 successivamente al 30  novembre  1988
con contratto di lavoro a tempo indeterminato, in aggiunta al  numero
di lavoratori occupati alla stessa data, e' concessa fino a tutto  il
periodo di paga in corso al 30 novembre 1989 una  riduzione  di  lire
56.000, per  ogni  mensilita'  fino  alla  dodicesima  compresa,  sul
contributo a carico del datore di  lavoro  di  cui  all'articolo  10,
comma 1, della legge 11 marzo 1988, n. 67. 
  5. I benefici di cui al commi 3 e 4 non si cumulano  fra  loro  ne'
con il beneficio di cui al comma 1, lettere b) e d), e sono  concessi
per un periodo non superiore a dodici  mesi  per  ciascun  dipendente
assunto. 
  6. A favore dei datori di lavoro del settore agricolo e'  concessa,
a decorrere dal periodo di paga in corso al 1 dicembre 1988 e fino  a
tutto il periodo di paga in corso  al  30  novembre  1989,  per  ogni
mensilita'  e  fino  alla  dodicesima  compresa,  una  riduzione  sul
contributo di cui all'articolo 10, comma  1,  della  legge  11  marzo
1988, n. 67, di L. 85.000 per ogni dipendente. Da tale riduzione sono
esclusi  i  datori  di  lavoro  del  settore  agricolo  operanti  nei
territori di cui all'articolo 1 del testo  unico  delle  leggi  sugli
interventi nel Mezzogiorno,  approvato  con  decreto  del  Presidente
della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, e successive modificazioni  ed
integrazioni. 
  7. Le riduzioni di cui al presente articolo  si  applicano  sino  a
concorrenza dell'importo complessivo dei contributi di malattia e  di
maternita' dovuti. 
  8.  Le  riduzioni  di  cui  al  presente  articolo,  nel  caso   di
corresponsione di retribuzione per un numero di giornate inferiore al
mese, sono diminuite di un ventiseiesimo del loro  ammontare  mensile
per ogni giornata non retribuita  e,  nel  caso  di  lavoro  a  tempo
parziale di cui all'articolo 5 del decreto-legge 30 ottobre 1984,  n.
726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984,  n.
863, sono attribuite per ogni ora di  attivita'  in  misura  pari  al
quoziente che si ottiene dividendo l'importo delle predette riduzioni
mensili per 156, entro il  limite  massimo  dell'importo  stesso.  La
predetta diminuzione non trova  applicazione  per  i  dipendenti  con
contratto  di  lavoro  a  tempo  parziale  che   prestino   attivita'
lavorativa per un numero di  ore  non  inferiore  a  settantotto  ore
mensili. 
  9. Le riduzioni di cui al presente  articolo  non  spettano  per  i
lavoratori che: 
    a) non siano stati denunciati agli istituti previdenziali; ((9)) 
    b)  siano  stati  denunciati  con  orari  o  giornate  di  lavoro
inferiori a quelli  effettivamente  svolti  ovvero  con  retribuzioni
inferiori a quelle previste dall'articolo 1, comma 1; ((9)) 
    c) siano stati retribuiti con  retribuzioni  inferiori  a  quelle
previste dall'articolo 1, comma 1. (8) ((9)) 
  10. Le disposizioni di cui al comma 9 operano per una  durata  pari
ai periodi di inosservanza anche di  una  delle  condizioni  previste
dallo stesso comma aumentati del 50 per cento. Nelle ipotesi  di  cui
alle lettere b) e c) del medesimo comma 9 la perdita della  riduzione
non puo' superare il maggiore  importo  tra  contribuzione  omessa  e
retribuzione non corrisposta. (6) 
  11. Per le imprese operanti nei territori indicati nell'articolo  1
del  testo  unico  delle  leggi  sugli  interventi  nel  Mezzogiorno,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6  marzo  1978,
n. 218, e successive modifiche ed integrazioni, e nell'articolo 7 del
decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1976,  n.  902,  e
successive modifiche ed integrazioni,  al  fine  di  salvaguardare  i
livelli occupazionali e  sulla  base  di  un  programma  graduale  di
riallineamento alle retribuzioni di cui all'articolo 1, comma  1,  da
verificare    semestralmente,    puo'    essere    sospesa,     anche
temporaneamente, la condizione prevista dalla lettera c) del comma 9.
Tale sospensione e' disposta con decreto del Ministro  del  lavoro  e
della previdenza sociale, di concerto con  il  Ministro  del  tesoro,
sentite le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, nei
limiti  della  spesa   prevista   dal   presente   decreto   per   la
fiscalizzazione degli oneri sociali. (2) (8) ((9)) 
  12. Con salvezza delle situazioni di  cui  al  comma  11,  per  gli
aspetti ivi disciplinati, le riduzioni di cui  al  presente  articolo
non spettano altresi', a decorrere dal periodo di paga in corso  alla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto, ai datori di lavoro che non diano comunicazione all'INPS del
contratto   collettivo   nazionale   di   lavoro,   stipulato   dalle
organizzazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative,   da   essi
applicato. 
  13. Le riduzioni di cui al presente articolo non spettano, sino  al
ripristino dei luoghi, ovvero al risarcimento a favore  dello  Stato,
nel limite del danno accertato, per  i  lavoratori  dipendenti  delle
aziende nei confronti dei cui titolari o rappresentanti  legali,  per
fatti   afferenti   all'esercizio   dell'impresa,   siano   accertate
definitivamente violazioni di leggi a tutela dell'ambiente,  commesse
successivamente alla data di entrata in vigore del  decreto-legge  30
dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge  29
febbraio 1988, n. 48, e che comportino danno ai sensi degli  articoli
8 e 18  della  legge  8  luglio  1986,  n.  349;  ove  le  violazioni
comportino rilevante danno ambientale, il Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, su  proposta  del  Ministro  dell'ambiente,  puo'
disporre la sospensione totale o parziale  del  beneficio  in  attesa
della definitivita' dell'accertamento. 
  14. A decorrere dal periodo di paga in corso  al  1  dicembre  1988
sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo  1,  comma  7,  del
decreto-legge   30   dicembre   1987,   n.   536,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48. 
  15. Il versamento dei contributi e dei premi previdenziali relativi
ai periodi di paga  in  corso  dal  1  dicembre  1988  e  successivi,
effettuato in difformita' dalle disposizioni del presente decreto, e'
conguagliato senza accessori  di  legge  alla  prima  scadenza  utile
successiva alla data di entrata in vigore della legge di  conversione
del presente decreto e comunque non oltre il 20 novembre 1989. 
  16. All'onere derivante dall'applicazione  del  presente  articolo,
valutato in lire 3.738 miliardi per l'anno 1989, si provvede a carico
del capitolo 3614 dello stato di previsione del Ministero del  lavoro
e della previdenza sociale per il medesimo anno. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.L. 4 giugno 1990, n. 129, convertito con  modificazioni  dalla
L. 3 agosto 1990, n. 210, ha disposto (con l'art. 2-bis, comma 1) che
la sospensione di cui al comma 11 del presente articolo  "e'  ammessa
dal 1 dicembre 1988 ed opera nei confronti delle imprese che  abbiano
recepito  o  recepiscano  gli  accordi  provinciali  stipulati  dalle
associazioni  imprenditoriali  ed  organizzazioni  sindacali   locali
aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative  sul  piano
nazionale che risultino firmatarie del contratto collettivo nazionale
o  dell'accordo  interconfederale  di  riferimento,  finalizzati   ad
attuare,  in  forme  e  tempi  prestabiliti,  programmi  di  graduale
riallineamento dei trattamenti economici dei  lavoratori  ai  livelli
previsti dai predetti accordi nazionali." 
------------ 
AGGIORNAMENTO (8) 
  Il D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni dalla
L. 28 novembre 1996, n. 608, ha disposto (con l'art. 5, comma 4)  che
"La retribuzione  da  prendere  a  riferimento  per  il  calcolo  dei
contributi di  previdenza  e  assistenza  sociale  dovuti  e'  quella
fissata, dagli accordi di riallineamento.  La  presente  disposizione
deve intendersi come interpretazione autentica delle  norme  relative
alla corresponsione retributiva ed alla  determinazione  contributiva
di  cui  al  combinato  disposto  dell'articolo   1,   comma   1,   e
dell'articolo 6, commi 9, lettera c),  e  11,  del  decreto  legge  9
ottobre 1989, n. 338, convertito dalla legge  7  dicembre.  1989,  n.
389." 
------------ 
AGGIORNAMENTO (9) 
  Il D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni dalla
L. 28 novembre 1996, n. 608, come modificato dalla L. 24 giugno 1997,
n. 196, ha disposto (con l'art. 5, comma 4) che "La  retribuzione  da
prendere a riferimento per il calcolo dei contributi di previdenza ed
assistenza sociale, dovuti dalle imprese di cui al  comma  1  e  alle
condizioni di cui al comma 2, e'  quella  fissata  dagli  accordi  di
riallineamento e non inferiore al 25 per cento del minimale e, per  i
periodi successivi, al 50 per cento, da adeguare, entro 36  mesi,  al
100 per cento  dei  minimali  di  retribuzione  giornaliera,  di  cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 9 ottobre  1989,  n.  338,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989,  n.  389.
La  presente  disposizione  deve  intendersi   come   interpretazione
autentica delle norme relative  alla  corresponsione  retributiva  ed
alla  determinazione  contributiva  di  cui  al  combinato   disposto
dell'articolo 1, comma 1, e dell'articolo 6, commi 9, lettere a),  b)
e c), e 11, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389." 
                               Art. 7. 
     Differimento di termini per gli sgravi contributivi per il 
Mezzogiorno,  per  il  completamento  del  piano  straordinario   per
l'occupazione giovanile e per la presentazione delle domande  per  il
sussidio di disoccupazione. Sospensione del versamento dei contributi
per  le  imprese  operanti  nelle  regioni   colpite   dal   fenomeno
                        dell'eutrofizzazione 
 
  1. Il termine di cui all'articolo  2  del  decreto-legge  21  marzo
1988, n. 86, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  20  maggio
1988, n. 160, relativo allo sgravio contributivo di cui  all'articolo
59 del testo unico delle  leggi  sugli  interventi  nel  Mezzogiorno,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6  marzo  1978,
n. 218, e successive modificazioni ed integrazioni, e' differito fino
a tutto il periodo di paga in corso al 30 novembre 1989. Si applicano
le disposizioni di cui all'articolo 6, commi 9, 10, 11, 12 e 13. 
  2. All'onere derivante dall'applicazione del comma 1,  valutato  in
lire 5.612 miliardi per l'anno 1991 ed in lire 1.504 miliardi per  il
periodo 1992-2000, si provvede a  carico  dell'assegnazione  di  lire
30.000 miliardi all'uopo prevista  dall'articolo  18  della  legge  1
marzo  1986,  n.  64,  recante  disciplina  organica  dell'intervento
straordinario nel Mezzogiorno. Con decreto del Ministro del lavoro  e
della previdenza sociale, di concerto con  il  Ministro  del  tesoro,
sono determinate le modalita' di rendicontazione da parte dell'INPS. 
  3. Fermo restando lo stanziamento di cui all'articolo 2 della legge
11 aprile 1986, n. 113, il termine per  il  completamento  del  piano
straordinario per l'occupazione giovanile di cui all'articolo 1 della
citata  legge  n.  113  del  1986  e  successive   modificazioni   ed
integrazioni, e' differito al 31 dicembre 1989. Per  ogni  componente
di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), della medesima legge,  il
Ministro del lavoro e  della  previdenza  sociale  nomina  un  membro
supplente. 
  4. Il termine di scadenza per la presentazione delle domande per il
sussidio di disoccupazione in agricoltura di cui al decreto-legge  30
dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge  29
febbraio 1988, n. 48, deve considerarsi il 31 marzo. 
  5.  In  attesa  della  riforma  della  disciplina  del  trattamento
previdenziale  delle  ostetriche   il   termine   previsto   per   lo
scioglimento dell'Ente nazionale di previdenza ed assistenza  per  le
ostetriche e' prorogato al ((30 giugno 1990)). Fino a  tale  data  il
commissario straordinario dell'Ente stesso assume, oltre  ai  compiti
ed alle attribuzioni del presidente  del  comitato  direttivo,  anche
quelli del consiglio nazionale. 
  6. Per i dipendenti  delle  imprese  che  gestiscono  le  strutture
ricettive previste dall'articolo 6 della legge  17  maggio  1983,  n.
217, per quelli dei pubblici esercizi, ivi  comprese  le  imprese  di
esercizio delle sale cinematografi che, delle agenzie  di  viaggio  e
turismo, delle imprese esercenti  il  commercio  all'ingrosso  ed  al
dettaglio e per il settore della pesca,  operanti  nei  comuni  delle
regioni  Friuli-Venezia  Giulia,  Veneto,  Emilia-Romagna,  Marche  e
Abruzzo, situati entro 10 chilometri dalla costa, il  versamento  dei
contributi e dei premi previdenziali  ed  assistenziali  relativi  ai
periodi di paga in corso dal 1 luglio al 31 ottobre 1989 e'  sospeso.
Il versamento dei contributi  sospesi  deve  essere  effettuato,  con
aggravio di interessi in misura pari al 5 per cento  annuo,  in  rate
bimestrali, uguali e consecutive non superiori a quattro, a decorrere
dal mese di gennaio 1990. 
  7. Le imprese artigiane, con sede nelle province autonome di Trento
e di Bolzano, le quali hanno versato i  contributi  previdenziali  ed
assistenziali previsti per le imprese artigiane, avendone i  relativi
requisiti  secondo  le  leggi  provinciali   sull'artigianato,   sono
esonerate dal pagamento, per il periodo pregresso e fino al 30 giugno
1989, delle differenze tra la contribuzione prevista per  le  imprese
artigiane e per quelle industriali. All'onere di 5 miliardi  di  lire
per l'anno 1989 si fa fronte mediante  corrispondente  riduzione  del
capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro  per
il 1989, utilizzando l'accantonamento  "Proroga  fiscalizzazione  dei
contributi di malattia ivi compreso il settore del commercio". 
                               Art. 8. 
             Assicurazione per gli apprendisti artigiani 
 
  1. Le regioni a statuto ordinario comunicano, entro il  20  ottobre
1989, ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e del  tesoro
la stipula delle convenzioni di cui  all'articolo  16,  terzo  comma,
della legge 21 dicembre 1978, n. 845. 
  2. Le convenzioni di cui al comma 1 stabiliscono anche il pagamento
in dieci annualita' costanti dei  contributi  per  gli  anni  1988  e
precedenti, senza gravami di  interessi  ed  oneri  accessori  per  i
contributi e la rateizzazione. Il limite massimo di dette  annualita'
e' fissato, per ogni regione e per ciascuno  degli  anni  interessati
alla rateizzazione, al 2 per cento della quota del  fondo  comune  ad
essa spettante, per l'anno 1989, ai sensi dell'articolo 1 della legge
1° febbraio 1989, n. 40, al netto delle somme di cui  all'articolo  9
della legge 10 aprile 1981, n. 151, a carico delle  singole  regioni.
In caso di insufficienza della rateizzazione rispetto  ai  contributi
dovuti, il numero  delle  annualita'  e',  con  i  suddetti  criteri,
automaticamente aumentato. ((3)) 
  3. In mancanza della stipula delle  convenzioni  il  Ministero  del
tesoro provvede ad accantonare, a valere sulle  erogazioni  spettanti
alle regioni per gli anni 1990 e successivi, ai sensi dell'articolo 8
della legge 16 maggio 1970, n. 281, importi annuali corrispondenti  a
quelli dovuti in forza del comma  2.  Le  somme  accantonate  vengono
calcolate sulla base dei crediti comunicati al Ministero del  tesoro,
entro  il  15  novembre  1989,  dal  Ministero  del  lavoro  e  della
previdenza sociale e vengono corrisposte agli  istituti  assicuratori
entro il termine di ogni esercizio. ((3)) 
  4. Fino all'intervenuta stipula  delle  convenzioni,  i  contributi
dovuti da ogni regione  per  gli  anni  1989  e  successivi  verranno
trattenuti sulle quote spettanti a titolo di ripartizione  del  fondo
comune afferente all'anno  successivo  a  quello  di  competenza  dei
contributi,  sulla  base  dei  crediti  annualmente   comunicati   al
Ministero del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  ai  fini  della
successiva erogazione a favore degli istituti assicuratori. ((3)) 
------------ 
AGGIORNAMENTO (3) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 26 giugno - 5 luglio 1990, n.
314  (in  G.U.  1a   s.s.   11/07/1990,   n.   28),   ha   dichiarato
l'illegittimita' costituzionale del secondo, terzo e quarto comma del
presente articolo. 
                               Art. 9. 
                        Copertura finanziaria 
 
  1. All'onere derivante dall'applicazione degli articoli 1, comma 2,
4, comma 14, 5 e 7, comma 6, valutato in lire 482 miliardi per l'anno
1989 ed in lire 470 miliardi annui a  decorrere  dall'anno  1990,  si
provvede a carico del capitolo 3588 dello  stato  di  previsione  del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale  per  l'anno  1989  e
corrispondenti capitoli per gli anni successivi. 
  2. All'onere derivante dall'applicazione dell'articolo 2, comma  8,
valutato in lire 6 miliardi per l'anno  1989,  si  provvede  mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 6856
dello stato di previsione del Ministero del tesoro per  l'anno  1989,
all'uopo   parzialmente   utilizzando    l'accantonamento    "Proroga
fiscalizzazione dei contributi di malattia ivi  compreso  il  settore
del commercio". 
  3. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare,  con  propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
                              Art. 10. 
                          Entrata in vigore 
 
  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso  della  sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
   Dato a Roma, addi' 9 ottobre 1989 
                               COSSIGA 
                                  ANDREOTTI, Presidente del Consiglio
                                  dei Ministri 
                                  DONAT CATTIN, Ministro del lavoro e
                                  della previdenza sociale 
                                  VASSALLI,  Ministro  di  grazia   e
                                  giustizia 
                                  CIRINO   POMICINO,   Ministro   del
                                  bilancio  e  della   programmazione
                                  economica 
                                  FORMICA, Ministro delle finanze 
                                  CARLI, Ministro del tesoro 
                                  RUFFOLO, Ministro dell'ambiente 
 Visto, il Guardasigilli: VASSALLI 
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