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DECRETO-LEGGE 9 settembre 2002, n. 195

Disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari.

                               Art. 1.
                 Legalizzazione di lavoro irregolare

  1. Chiunque, nell'esercizio di un'attivita' di impresa sia in forma
individuale  che societaria, ha occupato, nei tre mesi antecedenti la
data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  alle  proprie
dipendenze  lavoratori  extracomunitari in posizione irregolare, puo'
denunciare,  entro  la data dell'11 novembre 2002, la sussistenza del
rapporto di lavoro alla Prefettura - Ufficio territoriale del Governo
competente  per  territorio,  mediante  la  presentazione,  a proprie
spese,  di  apposita  dichiarazione  attraverso  gli  uffici postali.
Qualora  si  tratti  di  societa'  operanti in Italia, la denuncia e'
sottoscritta  e  presentata  dal  legale  rappresentante. A tutti gli
effetti,  la  data  di  presentazione  e'  quella  recata  dal timbro
dell'ufficio  postale  accettante.  La  dichiarazione di emersione e'
presentata dal richiedente, a proprie spese, agli uffici postali.
  2. La dichiarazione contiene, a pena di inammissibilita':
    a) i dati identificativi dell'imprenditore o della societa' e del
suo legale rappresentante;
    b)  l'indicazione  delle  generalita'  e  della  nazionalita' del
lavoratore straniero occupato al quale si riferisce la dichiarazione;
    c) l'indicazione della tipologia e delle modalita' di impiego;
    d)  l'indicazione  della  retribuzione  convenuta,  in misura non
inferiore   a   quella  prevista  dal  vigente  contratto  collettivo
nazionale di lavoro di riferimento.
  3. Ai fini della ricevibilita', alla dichiarazione sono allegati:
    a) copia sottoscritta della dichiarazione di impegno a stipulare,
nei  termini  di cui al comma 5, il contratto di soggiorno per lavoro
subordinato  a  tempo indeterminato ovvero per un contratto di lavoro
di  durata  non  inferiore ad un anno nelle forme di cui all'articolo
5-bis  del  testo  unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell'immigrazione  e  norme  sulla  condizione  dello  straniero,  di
seguito  denominato:  "testo unico", di cui al decreto legislativo 25
luglio 1998, n. 286, introdotto dall'articolo 6 della legge 30 luglio
2002, n. 189,;
    b) attestato di pagamento di un contributo forfettario pari a 700
euro per ciascun lavoratore.
  4.   Nei   sessanta   giorni   successivi   alla   ricezione  della
dichiarazione di cui al comma 1, la Prefettura - Ufficio territoriale
del  Governo, che assicura la tenuta di un registro informatizzato di
coloro   che   hanno  presentato  la  predetta  dichiarazione  e  dei
lavoratori   extracomunitari   ai   quali  e'  riferita  la  medesima
dichiarazione,  verifica  l'ammissibilita'  e  la ricevibilita' della
dichiarazione  e  la  comunica al centro per l'impiego competente per
territorio.   La  questura  accerta  se  sussistono  motivi  ostativi
all'eventuale rilascio del permesso di soggiorno di validita' pari ad
un anno.
  5. Nei dieci giorni successivi alla comunicazione della mancanza di
motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno di cui al comma
4, la Prefettura - Ufficio territoriale del Governo invita le parti a
presentarsi  per  stipulare  il  contratto  di  soggiorno  per lavoro
subordinato  e per il contestuale rilascio del permesso di soggiorno,
permanendo  le  condizioni  soggettive  di cui al comma 4. La mancata
presentazione    delle    parti    comporta    l'improcedibilita'   e
l'archiviazione  del  relativo procedimento. Il permesso di soggiorno
puo'  essere  rinnovato  previo  accertamento  dell'esistenza  di  un
rapporto  di  lavoro a tempo indeterminato ovvero a tempo determinato
di  durata  non inferiore ad un anno, nonche' della regolarita' della
posizione  contributiva previdenziale ed assistenziale del lavoratore
extracomunitario  interessato, salvo quanto previsto dall'articolo 5,
commi  5  e  9,  e  dall'articolo  6,  comma 1, del testo unico delle
disposizioni  concernenti  la  disciplina  dell'immigrazione  e norme
sulla  condizione  dello  straniero, di cui al decreto legislativo 25
luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni.
  6.  I soggetti di cui al comma 1, che inoltrano la dichiarazione di
emersione del lavoro irregolare ai sensi dei commi da 1 a 3, non sono
punibili  per  le  violazioni  delle  norme relative al soggiorno, al
lavoro,   di   carattere   finanziario,   fiscale,   previdenziale  e
assistenziale   nonche'   per   gli   altri  reati  e  le  violazioni
amministrative  comunque  afferenti  all'occupazione  dei  lavoratori
extracomunitari  indicati  nella dichiarazione di emersione, compiute
antecedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Fino  alla  data  del  rilascio del permesso di soggiorno ovvero fino
alla data della comunicazione della sussistenza di motivi ostativi al
rilascio  del  permesso  di  soggiorno  non si applica l'articolo 22,
comma  12,  del  testo  unico di cui al decreto legislativo 25 luglio
1998,  n.  286,  e successive modificazioni. Le predette cause di non
punibilita'  non  si  applicano  a  coloro che abbiano presentato una
dichiarazione  di  emersione contenente dati non rispondenti al vero,
al fine di procurare il permesso di soggiorno a stranieri.
  7.  Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali determina, con
proprio  decreto,  le  modalita'  per  l'imputazione  del  contributo
forfettario  di  cui  al  comma  3,  lettera  b), sia per fare fronte
all'organizzazione  e allo svolgimento dei compiti di cui al presente
articolo,  sia in relazione alla posizione contributiva previdenziale
ed  assistenziale  del  lavoratore  interessato, al fine di garantire
l'equilibrio  finanziario  delle  relative gestioni previdenziali. Il
Ministro,  con  proprio  decreto,  determina altresi' le modalita' di
corresponsione  delle somme e degli interessi dovuti per i contributi
previdenziali  concernenti  i  periodi  denunciati antecedenti ai tre
mesi di cui al comma 1.
  8.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  non  si applicano ai
rapporti di lavoro riguardanti lavoratori extracomunitari:
    a)  nei  confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di
espulsione  per  motivi  diversi  dal mancato rinnovo del permesso di
soggiorno,  salvo  che  sussistano  le  condizioni  per la revoca del
provvedimento   in  presenza  di  circostanze  obiettive  riguardanti
l'inserimento sociale. La revoca, fermi restando i casi di esclusione
di  cui  alle  lettere b) e c), non puo' essere in ogni caso disposta
nell'ipotesi  in  cui  il lavoratore extracomunitario sia o sia stato
sottoposto  a  procedimento penale per delitto non colposo che non si
sia  concluso  con un provvedimento che abbia dichiarato che il fatto
non  sussiste  o  non costituisce reato o che l'interessato non lo ha
commesso,   ovvero   risulti  destinatario  di  un  provvedimento  di
espulsione  mediante  accompagnamento  alla  frontiera  a mezzo della
forza  pubblica,  ovvero  abbia lasciato il territorio nazionale e si
trovi  nelle  condizioni  di cui all'articolo 13, comma 13, del testo
unico  di  cui  al  decreto legislativo n. 286 del 1998, e successive
modificazioni.  Le  quote  massime  di  stranieri  da  ammettere  nel
territorio  dello Stato per lavoro subordinato di cui all'articolo 3,
comma 4, del citato decreto legislativo n. 286 del 1998, e successive
modificazioni,  sono  decurtate  dello  stesso  numero di permessi di
soggiorno per lavoro, rilasciati a seguito di revoca di provvedimenti
di espulsione ai sensi della presente lettera;
    b)   che   risultino  segnalati,  anche  in  base  ad  accordi  o
convenzioni  internazionali  in  vigore  in Italia, ai fini della non
ammissione nel territorio dello Stato;
    c)  che  risultino  denunciati  per  uno dei reati indicati negli
articoli  380  e  381  del  codice  di procedura penale, salvo che il
procedimento  penale  si  sia concluso con un provvedimento che abbia
dichiarato  che  il  fatto non sussiste o non costituisce reato o che
l'interessato  non  lo  ha commesso, ovvero nei casi di archiviazione
previsti  dall'articolo  411  del  codice  di procedura penale ovvero
risultino  destinatari dell'applicazione di una misura di prevenzione
o   di   sicurezza,   salvi,   in   ogni   caso,  gli  effetti  della
riabilitazione. ((5))
  9.  Chiunque presenta una falsa dichiarazione di emersione ai sensi
del  comma  1,  al  fine  di  eludere  le  disposizioni in materia di
immigrazione del presente decreto, e' punito con la reclusione da due
a nove mesi, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato.
  9-bis.  Per  i  soggetti  diversi  dal  datore di lavoro, l'obbligo
relativo  alla  comunicazione dell'alloggio di cui all'articolo 7 del
testo  unico  di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e
successive  modificazioni, in relazione ai lavoratori extracomunitari
denunciati,  puo'  essere  adempiuto  fino alla data dell'11 novembre
2002.  La  medesima  disposizione si applica anche relativamente alla
procedura  di  emersione di cui all'articolo 33 della legge 30 luglio
2002, n. 189.
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AGGIORNAMENTO (5)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 10-18 febbraio 2005 (in G.U.
1a   s.s.   23/02/2005,   n.   8)   ha   dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  1, comma 8, lettera c), nella parte in cui
fa   derivare   automaticamente   il   rigetto   della   istanza   di
regolarizzazione  del lavoratore extracomunitario dalla presentazione
di  una denuncia per uno dei reati per i quali gli articoli 380 e 381
cod.  proc.  pen.  prevede  l'arresto  obbligatorio  o facoltativo in
flagranza.
                               Art. 2.
                  Disposizioni transitorie e finali

  1.   Fino   alla   data  di  conclusione  della  procedura  di  cui
all'articolo   1,   non  possono  essere  adottati  provvedimenti  di
allontanamento  dal territorio nazionale nei confronti dei lavoratori
compresi  nella  dichiarazione di cui allo stesso articolo, salvo che
risultino pericolosi per la sicurezza dello Stato.
  2.  Il rilascio del permesso di soggiorno ai sensi dell'articolo 1,
comma 5, comporta la contestuale revoca degli eventuali provvedimenti
di  espulsione  gia'  adottati  nei  confronti dello straniero che ha
stipulato il contratto di soggiorno.
  3.  In  deroga  a quanto previsto dall'articolo 5, comma 2-bis, del
testo unico ((di cui al)) decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
come ((introdotto)) dall'articolo 5, comma 1, lettera b), della legge
30 luglio 2002, n. 189, i lavoratori extracomunitari che stipulano il
contratto  di soggiorno per lavoro subordinato ai sensi dell'articolo
1,  comma  5,  ((del presente decreto))  ovvero  altro contratto di
lavoro,  sono  sottoposti  a rilievi fotodattiloscopici entro un anno
dalla data di rilascio del permesso di soggiorno e, comunque, in sede
di rinnovo dello stesso.
  4.  Le  disposizioni  dei  commi  1, 2 e 3, nonche' le modalita' di
presentazione   della   dichiarazione   di   legalizzazione   di  cui
all'articolo  1,  comma  1, ultimo periodo, si osservano anche per la
presentazione  delle  dichiarazioni di emersione di lavoro irregolare
previste dall'articolo 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189.
  5.  Le  disposizioni  di cui ai commi 2-bis e 4-bis dell'articolo 5
del testo unico, ((di cui al)) decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
286, come modificato dall'articolo 5, comma 1, lettere b) e g), della
legge  30  luglio  2002,  n. 189, non si applicano allo straniero che
richiede  il  permesso  di soggiorno di cui al comma 3, lettere a) ed
e), del medesimo articolo, di durata non superiore a tre mesi, ovvero
per cure mediche, o che ne richiede il rinnovo.
  6.  Per  il  trattamento dei rilievi fotodattiloscopici di cui agli
articoli  5, commi 2-bis e 4-bis, e 6, comma 4, del testo unico, ((di cui al)) decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificati,
rispettivamente,  dagli articoli 5 e 7 della legge 30 luglio 2002, n.
189, si applica la disciplina in materia di tutela delle persone e di
altri  soggetti  rispetto al trattamento dei dati personali, prevista
((all'articolo 4, comma 2)), della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e
successive modificazioni.
  7.  All'atto della consegna della carta d'identita' elettronica, di
cui  all'articolo 36 del ((testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al))  decreto  del  Presidente  della Repubblica 28 dicembre 2000, n.
445,  i  cittadini italiani sono sottoposti a rilievi dattiloscopici,
ai  sensi dell'articolo 5, commi 2-bis e 4-bis, del testo unico, ((di cui al)) decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato
dall'articolo  5,  comma  1,  lettere  b) e g), della legge 30 luglio
2002,  n.  189  ((, secondo modalita' stabilite, anche per quanto riguarda l'utilizzazione e la conservazione dei dati e l'accesso alle informazioni raccolte, con il decreto di cui al comma 1 del medesimo articolo 36 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000)).
  8.   Al   comma   4,  primo  periodo,  dell'articolo  1-sexies  del
decreto-legge   30   dicembre   1989,   n.   416,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  28  febbraio  1990,  n.  39, introdotto
dall'articolo  32  della  legge  30 luglio 2002, n. 189, per soggetto
destinatario  dei  servizi  di  accoglienza  di  cui  al  comma 1 del
medesimo  articolo si intende lo straniero con permesso umanitario di
cui  all'articolo  5, comma 6, del testo unico, ((di cui al)) decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni.
  9.  I  datori  di lavoro che, in esecuzione della garanzia prevista
nel contratto di soggiorno per lavoro subordinato di cui all'articolo
6  della legge 30 luglio 2002, n. 189, abbiano sostenuto le spese per
fornire  un  alloggio  rispondente  ai requisiti di legge, possono, a
titolo  di  rivalsa  e  per  la  durata della prestazione, trattenere
mensilmente  dalla retribuzione del dipendente una somma massima pari
ad un terzo dell'importo complessivo mensile.
  ((9-bis. Al comma 5, secondo periodo, dell'articolo 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, le parole: "della manodopera occupata" sono sostituite dalle seguenti: "previdenziale ed assistenziale del lavoratore extracomunitario interessato". 9-ter. Il primo periodo del comma 6 dell'articolo 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, e' sostituito dai seguenti: "I soggetti di cui al comma 1, che inoltrano la dichiarazione di emersione del lavoro irregolare ai sensi dei commi da 1 a 3, non sono punibili per le violazioni delle norme relative al soggiorno, al lavoro, di carattere finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale nonche' per gli altri reati e le violazioni amministrative comunque afferenti all'occupazione dei lavoratori extracomunitari indicati nella dichiarazione di emersione, compiute antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge. Fino alla data del rilascio del permesso di soggiorno ovvero fino alla data della comunicazione della sussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno non si applica l'articolo 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni". 9-quater. Al comma 6, secondo periodo, dell'articolo 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, dopo le parole: "sia in relazione alla posizione contributiva" sono inserite le seguenti: "previdenziale e assistenziale". 9-quinquies. Al comma 7 dell'articolo 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, la lettera a) e' sostituita dalla seguente: "a) nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno, salvo che sussistano le condizioni per la revoca del provvedimento in presenza di circostanze obiettive riguardanti l'inserimento sociale. La revoca, fermi restando i casi di esclusione di cui alle lettere b) e c), non puo' essere in ogni caso disposta nell'ipotesi in cui il lavoratore extracomunitario sia stato sottoposto a procedimento penale per delitto non colposo che non si sia concluso con un provvedimento che abbia dichiarato che il fatto non sussiste o non costituisce reato o che l'interessato non lo ha commesso, ovvero risulti destinatario di un provvedimento di espulsione mediante accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica, ovvero abbia lasciato il territorio nazionale e si trovi nelle condizioni di cui all'articolo 13, comma 13, del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, e successive modificazioni. Le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato di cui all'articolo 3, comma 4, del citato decreto legislativo n. 286 del 1998, come sostituito dall'articolo 3, comma 2, della presente legge, sono decurtate dello stesso numero di permessi di soggiorno per lavoro, rilasciati a seguito di revoca di provvedimenti di espulsione ai sensi della presente lettera". 9-sexies. Al comma 7, lettera c) dell'articolo 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, le parole da: "che esclude" fino a: "interessato" sono sostituite dalle seguenti: "che abbia dichiarato che il fatto non sussiste o non costituisce reato o che l'interessato non lo ha commesso ovvero nei casi di archiviazione previsti dall'articolo 411 del codice di procedura penale". 9-septies. All'articolo 34, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189, le parole da: "di cui agli articoli 18, 23 e 28," alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: "gia' esercitate in materia di immigrazione dalle direzioni provinciali del lavoro alla data di entrata in vigore della presente legge continuano ad essere svolte dalle direzioni medesime")).
                               Art. 3
                        Copertura finanziaria

  1.  All'onere  derivante  dall'attuazione dell'articolo 2, comma 3,
valutato  in  euro 1.420.160 per l'anno 2002 ed in euro 5.955.640 per
l'anno  2003,  si  provvede  mediante  corrispondente riduzione dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 2002-2004,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale"  dello  stato  di  previsione del Ministero dell'economia e
delle  finanze  per  l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
  2.  All'onere  derivante dall'attuazione dell'articolo 1, commi 4 e
5,  valutato  in  euro 1.267.443 per l'anno 2002 ed in euro 1.861.548
per  l'anno 2003, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 2002-2004,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale"  dello  stato  di  previsione del Ministero dell'economia e
delle  finanze  per  l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
  ((2-bis. Per l'erogazione del compenso per lavoro straordinario a favore del personale dell'Amministrazione civile dell'interno impiegato per fronteggiare l'ulteriore attivita' richiesta per la definizione delle procedure di regolarizzazione di cui all'articolo 1, e' autorizzata la spesa nella misura massima di 459.658,20 euro per l'anno 2002 e di 1.103.179,69 euro a decorrere dall'anno 2003, cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero)).
  3.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
                               Art. 4.
                          Entrata in vigore

  1.  Il  presente  decreto  entra  in  vigore il giorno successivo a
quello   della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

    Dato a Roma, addi' 9 settembre 2002

                               CIAMPI

                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
                              Maroni,  Ministro  del  lavoro  e delle
                              politiche sociali
                              Pisanu, Ministro dell'interno
                              Castelli, Ministro della giustizia
                              Tremonti,   Ministro   dell'economia  e
                              delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Castelli
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