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DECRETO LEGISLATIVO 10 settembre 2003, n. 276

Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30.

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visti gli articoli da 1 a 7 della legge 14 febbraio 2003, n. 30;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 6 giugno 2003;
  Sentite    le    associazioni   sindacali   comparativamente   piu'
rappresentative dei datori e prestatori di lavoro;
  Acquisito  il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo
8  del  decreto  legislativo  28  agosto 1997, n. 281, espresso nella
seduta del 3 luglio 2003;
  Acquisiti  i  pareri  delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
  Sentito il Ministro per le pari opportunita';
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 31 luglio 2003;
  Sulla  proposta  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con i Ministri per la funzione pubblica, dell'istruzione,
dell'universita'   e  della  ricerca,  per  gli  affari  regionali  e
dell'economia e delle finanze;

                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1
                  Finalita' e campo di applicazione

  1. Le disposizioni di cui al presente decreto legislativo, nel dare
attuazione  ai  principi e criteri direttivi contenuti nella legge 14
febbraio  2003,  n.  30,  si collocano nell'ambito degli orientamenti
comunitari  in materia di occupazione e di apprendimento permanente e
sono  finalizzate  ad  aumentare,  nel  rispetto  delle  disposizioni
relative alla liberta' e dignita' del lavoratore di cui alla legge 20
maggio  1970, n. 300, e successive modificazioni e integrazioni, alla
parita' tra uomini e donne di cui alla legge 9 dicembre 1977, n. 903,
e  successive modificazioni ed integrazioni, e alle pari opportunita'
tra  i  sessi  di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125, e successive
modificazioni  ed integrazioni, i tassi di occupazione e a promuovere
la  qualita' e la stabilita' del lavoro, anche attraverso contratti a
contenuto  formativo e contratti a orario modulato compatibili con le
esigenze delle aziende e le aspirazioni dei lavoratori.
  2.  Il  presente  decreto  non  trova applicazione per le pubbliche
amministrazioni e per il loro personale.
  3.  Sono  fatte  salve  le  competenze  riconosciute alle regioni a
statuto  speciale  ed  alle  province autonome di Trento e di Bolzano
dallo  statuto  e  dalle  relative  norme  di  attuazione,  anche con
riferimento  alle  disposizioni  del  Titolo  V, parte seconda, della
Costituzione  per  le  parti  in cui sono previste forme di autonomie
piu' ampie rispetto a quelle gia' attribuite.
                               Art. 2.
                             Definizioni

  1.  Ai  fini  e  agli effetti delle disposizioni di cui al presente
decreto legislativo si intende per:
    a)  "somministrazione  di  lavoro": la fornitura professionale di
manodopera, a tempo indeterminato o a termine, ai sensi dell'articolo
20;
    b)  "intermediazione":  l'attivita'  di  mediazione tra domanda e
offerta  di lavoro, anche in relazione all'inserimento lavorativo dei
disabili  e  dei  gruppi  di lavoratori svantaggiati, comprensiva tra
l'altro:  della  raccolta  dei  curricula  dei potenziali lavoratori;
della  preselezione  e  costituzione  di  relativa  banca dati; della
promozione  e gestione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro;
della  effettuazione,  su  richiesta  del  committente,  di  tutte le
comunicazioni  conseguenti  alle  assunzioni avvenute a seguito della
attivita'  di intermediazione; dell'orientamento professionale; della
progettazione   ed  erogazione  di  attivita'  formative  finalizzate
all'inserimento lavorativo;
    c) "ricerca e selezione del personale": l'attivita' di consulenza
di  direzione  finalizzata alla risoluzione di una specifica esigenza
dell'organizzazione   committente,   attraverso  l'individuazione  di
candidature  idonee  a  ricoprire  una o piu' posizioni lavorative in
seno all'organizzazione medesima, su specifico incarico della stessa,
e    comprensiva    di:    analisi    del    contesto   organizzativo
dell'organizzazione  committente;  individuazione e definizione delle
esigenze  della  stessa;  definizione  del profilo di competenze e di
capacita'  della  candidatura  ideale; pianificazione e realizzazione
del  programma di ricerca delle candidature attraverso una pluralita'
di  canali di reclutamento; valutazione delle candidature individuate
attraverso  appropriati strumenti selettivi; formazione della rosa di
candidature  maggiormente  idonee;  progettazione  ed  erogazione  di
attivita'    formative    finalizzate   all'inserimento   lavorativo;
assistenza  nella  fase  di  inserimento  dei  candidati;  verifica e
valutazione dell'inserimento e del potenziale dei candidati;
    d)  "supporto  alla  ricollocazione  professionale":  l'attivita'
effettuata  su  specifico  ed  esclusivo incarico dell'organizzazione
committente,  anche  in  base  ad accordi sindacali, finalizzata alla
ricollocazione  nel  mercato  del  lavoro  di  prestatori  di lavoro,
singolarmente    o   collettivamente   considerati,   attraverso   la
preparazione,  la  formazione finalizzata all'inserimento lavorativo,
l'accompagnamento   della  persona  e  l'affiancamento  della  stessa
nell'inserimento nella nuova attivita';
    e)  "autorizzazione":  provvedimento  mediante  il quale lo Stato
abilita operatori, pubblici e privati, di seguito denominati "agenzie
per  il lavoro", allo svolgimento delle attivita' di cui alle lettere
da a) a d);
    f)  "accreditamento":  provvedimento mediante il quale le regioni
riconoscono a un operatore, pubblico o privato, l'idoneita' a erogare
i  servizi  al  lavoro  negli  ambiti regionali di riferimento, anche
mediante  l'utilizzo  di risorse pubbliche, nonche' la partecipazione
attiva alla rete dei servizi per il mercato del lavoro con
    particolare  riferimento  ai  servizi  di  incontro fra domanda e
    offerta;
g) "borsa continua del lavoro": sistema aperto di incontro
domanda-offerta  di lavoro finalizzato, in coerenza con gli indirizzi
comunitari,  a  favorire  la  maggior  efficienza  e  trasparenza del
mercato  del  lavoro,  all'interno  del  quale cittadini, lavoratori,
disoccupati,  persone  in  cerca di un lavoro, soggetti autorizzati o
accreditati  e  datori  di  lavoro possono decidere di incontrarsi in
maniera libera e dove i servizi sono liberamente scelti dall'utente;
    h)  "enti bilaterali": organismi costituiti a iniziativa di una o
piu'   associazioni   dei   datori   e   dei   prestatori  di  lavoro
comparativamente piu' rappresentative, quali sedi privilegiate per la
regolazione  del  mercato del lavoro attraverso: la promozione di una
occupazione  regolare  e di qualita'; l'intermediazione nell'incontro
tra  domanda  e  offerta  di  lavoro;  la programmazione di attivita'
formative  e  la  determinazione  di  modalita'  di  attuazione della
formazione  professionale in azienda; la promozione di buone pratiche
contro  la  discriminazione  e  per  la  inclusione dei soggetti piu'
svantaggiati;  la  gestione mutualistica di fondi per la formazione e
l'integrazione del reddito; la certificazione dei contratti di lavoro
e  di  regolarita'  o  congruita' contributiva; lo sviluppo di azioni
inerenti  la salute e la sicurezza sul lavoro; ogni altra attivita' o
funzione  assegnata  loro  dalla  legge o dai contratti collettivi di
riferimento;
    i)  "libretto  formativo  del  cittadino": libretto personale del
lavoratore  definito,  ai  sensi  dell'accordo  Stato-regioni  del 18
febbraio  2000,  di  concerto  tra  il  Ministero  del lavoro e delle
politiche  sociali e il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e
della   ricerca,   previa   intesa   con   la   Conferenza  unificata
Stato-regioni  e  sentite le parti sociali, in cui vengono registrate
le  competenze  acquisite  durante la formazione in apprendistato, la
formazione in contratto di inserimento, la formazione specialistica e
la formazione continua svolta durante l'arco della vita lavorativa ed
effettuata   da   soggetti  accreditati  dalle  regioni,  nonche'  le
competenze  acquisite  in  modo  non  formale e informale secondo gli
indirizzi   della   Unione   europea   in  materia  di  apprendimento
permanente, purche' riconosciute e certificate;
    j)  "lavoratore":  qualsiasi persona che lavora o che e' in cerca
di un lavoro;
    k)  "lavoratore  svantaggiato":  qualsiasi persona appartenente a
una  categoria che abbia difficolta' a entrare, senza assistenza, nel
mercato  del  lavoro  ai  sensi  dell'articolo  2,  lettera  f),  del
regolamento  (CE) n. 2204/2002 della Commissione del 12 dicembre 2002
relativo  alla  applicazione  degli  articoli 87 e 88 del trattato CE
agli  aiuti  di  Stato  a  favore della occupazione, nonche' ai sensi
dell'articolo 4, comma 1, della legge 8 novembre 1991, n. 381;
    l)  "divisioni  operative":  soggetti  polifunzionali gestiti con
strumenti  di contabilita' analitica, tali da consentire di conoscere
tutti  i  dati  economico-gestionali  specifici  in  relazione a ogni
attivita';
    m)   "associazioni   di   datori   e   prestatori   di   lavoro":
organizzazioni    datoriali   e   sindacali   comparativamente   piu'
rappresentative.
Titolo II
ORGANIZZAZIONE E DISCIPLINA DEL MERCATO DEL LAVORO
                               Art. 3.
                          F i n a l i t a'

  1.  Le disposizioni contenute nel presente titolo hanno lo scopo di
realizzare  un  sistema  efficace  e  coerente  di strumenti intesi a
garantire   trasparenza  ed  efficienza  del  mercato  del  lavoro  e
migliorare  le capacita' di inserimento professionale dei disoccupati
e  di  quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare
riferimento alle fasce deboli del mercato del lavoro.
  2.  Ferme  restando  le  competenze  delle  regioni  in  materia di
regolazione e organizzazione del mercato del lavoro regionale e fermo
restando  il  mantenimento  da  parte  delle  province delle funzioni
amministrative  attribuite  dal decreto legislativo 23 dicembre 1997,
n.  469,  e  successive modificazioni ed integrazioni, per realizzare
l'obiettivo di cui al comma 1:
    a)  viene  identificato  un  unico regime di autorizzazione per i
soggetti  che  svolgono  attivita'  di  somministrazione  di  lavoro,
intermediazione,  ricerca  e  selezione  del personale, supporto alla
ricollocazione professionale;
    b)  vengono  stabiliti i principi generali per la definizione dei
regimi di accreditamento regionali degli operatori pubblici o privati
che forniscono servizi al lavoro nell'ambito dei sistemi territoriali
di  riferimento  anche a supporto delle attivita' di cui alla lettera
a);
    c)  vengono identificate le forme di coordinamento e raccordo tra
gli   operatori,   pubblici   o  privati,  al  fine  di  un  migliore
funzionamento del mercato del lavoro;
    d)  vengono  stabiliti  i  principi  e  criteri  direttivi per la
realizzazione di una borsa continua del lavoro;
    e)  vengono  abrogate  tutte le disposizioni incompatibili con la
nuova  regolamentazione  del mercato del lavoro e viene introdotto un
nuovo regime sanzionatorio.
Capo I
Regime autorizzatorio e accreditamenti
                               Art. 4.
                        Agenzie per il lavoro

  1.  Presso  il  Ministero  del  lavoro e delle politiche sociali e'
istituito  un apposito albo delle agenzie per il lavoro ai fini dello
svolgimento  delle  attivita'  di  somministrazione, intermediazione,
ricerca  e  selezione  del  personale,  supporto  alla ricollocazione
professionale. Il predetto albo e' articolato in cinque sezioni:
    a)   agenzie   di   somministrazione  di  lavoro  abilitate  allo
svolgimento di tutte le attivita' di cui all'articolo 20;
    b)  agenzie  di  somministrazione di lavoro a tempo indeterminato
abilitate a svolgere esclusivamente una delle attivita' specifiche di
cui all'articolo 20, comma 3, lettere da a) a h);
    c) agenzie di intermediazione;
    d) agenzie di ricerca e selezione del personale;
    e) agenzie di supporto alla ricollocazione professionale.
  2. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali rilascia entro
sessanta   giorni   dalla   richiesta  e  previo  accertamento  della
sussistenza  dei requisiti giuridici e finanziari di cui all'articolo
5,  l'autorizzazione provvisoria all'esercizio delle attivita' per le
quali   viene   fatta   richiesta   di   autorizzazione,  provvedendo
contestualmente  alla  iscrizione  delle  agenzie  nel predetto albo.
((Decorsi due anni, entro i novanta giorni successivi, i soggetti autorizzati possono richiedere l'autorizzazione a tempo indeterminato. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali rilascia l'autorizzazione a tempo indeterminato entro novanta giorni dalla richiesta, previa verifica del rispetto degli obblighi di legge e del contratto collettivo e, in ogni caso, subordinatamente al corretto andamento della attivita' svolta)).
  3.  Nelle  ipotesi di cui al comma 2, decorsi inutilmente i termini
previsti,   la  domanda  di  autorizzazione  provvisoria  o  a  tempo
indeterminato si intende accettata.
  4.  Le  agenzie  autorizzate  comunicano alla autorita' concedente,
nonche'  alle  regioni  e  alle  province  autonome  competenti,  gli
spostamenti  di  sede,  l'apertura  delle  filiali  o  succursali, la
cessazione della attivita' ed hanno inoltre l'obbligo di fornire alla
autorita' concedente tutte le informazioni da questa richieste.
  5. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con decreto da
emanare  entro  trenta  giorni  dalla  data  di entrata in vigore del
presente   decreto   legislativo,   stabilisce   le  modalita'  della
presentazione  della richiesta di autorizzazione di cui al comma 2, i
criteri per la verifica del corretto andamento della attivita' svolta
cui   e'   subordinato  il  rilascio  della  autorizzazione  a  tempo
indeterminato,   i   criteri   e   le   modalita'   di  revoca  della
autorizzazione,    nonche'   ogni   altro   profilo   relativo   alla
organizzazione  e  alle  modalita'  di  funzionamento dell'albo delle
agenzie per il lavoro.
  6.  L'iscrizione  alla  sezione  dell'albo  di cui alla lettera a),
comma  1,  comporta  automaticamente  l'iscrizione della agenzia alle
sezioni  di  cui  alle  lettere  c),  d)  ed  e)  del  predetto albo.
L'iscrizione  alla  sezione  dell'albo di cui al comma 1, lettera c),
comporta  automaticamente  l'iscrizione della agenzia alle sezioni di
cui alle lettere d) ed e) del predetto albo.
  7.  L'autorizzazione  di  cui  al presente articolo non puo' essere
oggetto di transazione commerciale.
                               Art. 5
                  Requisiti giuridici e finanziari

  1.   I   requisiti  richiesti  per  l'iscrizione  all'albo  di  cui
all'articolo 4 sono:
a) la  costituzione della agenzia nella forma di societa' di capitali
   ovvero cooperativa o consorzio di cooperative, italiana o di altro
   Stato  membro  della  Unione  europea.  Per le agenzie di cui alle
   lettere  d)  ed  e)  e'  ammessa  anche la forma della societa' di
   persone;
b) la  sede  legale o una sua dipendenza nel territorio dello Stato o
   di altro Stato membro della Unione europea;
c) la  disponibilita' di uffici in locali idonei allo specifico uso e
   di  adeguate  competenze  professionali, dimostrabili per titoli o
   per  specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle
   relazioni  industriali, secondo quanto precisato dal Ministero del
   lavoro  e  delle  politiche  sociali  con  decreto  da  adottarsi,
   d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
   le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sentite
   le   associazioni   dei   datori   e   dei  prestatori  di  lavoro
   comparativamente  piu'  rappresentative, entro trenta giorni dalla
   data di entrata in vigore del presente decreto legislativo;
d) in  capo  agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti
   muniti  di  rappresentanza  e  ai  soci  accomandatari: assenza di
   condanne  penali,  anche  non definitive, ivi comprese le sanzioni
   sostitutive  di  cui  alla  legge  24  novembre  1981,  n.  689, e
   successive  modificazioni  ed  integrazioni, per delitti contro il
   patrimonio,   per   delitti  contro  la  fede  pubblica  o  contro
   l'economia pubblica, per il delitto previsto dall'articolo 416-bis
   del  codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge
   commini  la  pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre
   anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla
   prevenzione  degli  infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti
   da  leggi  in  materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza,
   altresi', di sottoposizione alle misure di prevenzione disposte ai
   sensi  della  legge  27  dicembre  1956, n. 1423, o della legge 31
   maggio  1965,  n.  575, o della legge 13 settembre 1982, n. 646, e
   successive modificazioni;
e) nel  caso  di  soggetti  polifunzionali,  non caratterizzati da un
   oggetto   sociale   esclusivo,   presenza  di  distinte  divisioni
   operative,  gestite  con strumenti di contabilita' analitica, tali
   da  consentire  di  conoscere  tutti  i  dati economico-gestionali
   specifici;
((f) l'interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro di cui all'articolo 15, attraverso il raccordo con uno o piu' nodi regionali, nonche' l'invio all'autorita' concedente, pena la revoca dell'autorizzazione, di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro, tra cui i casi in cui un percettore di sussidio o indennita' pubblica rifiuti senza giustificato motivo una offerta formativa, un progetto individuale di reinserimento nel mercato del lavoro ovvero una occupazione congrua ai sensi della legislazione vigente;))
g) il  rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 8 a tutela del
   diritto del lavoratore alla diffusione dei propri dati nell'ambito
   da essi stessi indicato.
  2. Per l'esercizio delle attivita' di cui all'articolo 20, oltre ai
requisiti di cui al comma l, e' richiesta:
a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 600.000 euro
   ovvero  la  disponibilita'  di  600.000  euro tra capitale sociale
   versato  e  riserve  indivisibili  nel  caso  in cui l'agenzia sia
   costituita in forma coo- perativa;
b) la  garanzia  che  l'attivita'  interessi  un  ambito  distribuito
   sull'intero  territorio  nazionale  e  comunque  non  inferiore  a
   quattro regioni;
c) a   garanzia   dei   crediti   dei   lavoratori  impiegati  e  dei
   corrispondenti  crediti  contributivi degli enti previdenziali, la
   disposizione,  per  i primi due anni, di un deposito cauzionale di
   350.000   euro  presso  un  istituto  di  credito  avente  sede  o
   dipendenza  nei territorio nazionale o di altro Stato membro della
   Unione   europea;   a   decorrere   dal   terzo  anno  solare,  la
   disposizione,   in  luogo  della  cauzione,  di  una  fideiussione
   bancaria  o  assicurativa  o  rilasciata  da intermediari iscritti
   nell'elenco   speciale   di   cui  all'articolo  107  del  decreto
   legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385,  che  svolgono  in via
   prevalente  o  esclusiva attivita' di rilascio di garanzie, a cio'
   autorizzati  dal  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze, non
   inferiore  al 5 per cento del fatturato, al netto dell'imposta sul
   valore  aggiunto,  realizzato  nell'anno precedente e comunque non
   inferiore  a  350.000 euro. Sono esonerate dalla prestazione delle
   garanzie  di  cui  alla  presente  lettera le societa' che abbiano
   assolto  ad  obblighi  analoghi  previsti  per le stesse finalita'
   dalla legislazione di altro Stato membro della Unione europea;
d) la   regolare   contribuzione   ai   fondi  per  la  formazione  e
   l'integrazione  del  reddito  di  cui all'articolo 12, il regolare
   versamento   dei  contributi  previdenziali  e  assistenziali,  il
   rispetto   degli   obblighi   previsti  dal  contratto  collettivo
   nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro applicabile;
e) nel caso di cooperative di produzione e lavoro, oltre ai requisiti
   indicati  al comma 1 e nel presente comma 2, la presenza di almeno
   sessanta  soci  e  tra  di  essi, come socio sovventore, almeno un
   fondo   mutualistico   per  la  promozione  e  lo  sviluppo  della
   cooperazione,  di cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 gennaio
   1992, n. 59, e successive modificazioni;
f) l'indicazione della somministrazione di lavoro di cui all'articolo
   4,  comma 1, lettera a), come oggetto sociale prevalente, anche se
   non esclusivo.
  3.  Per  l'esercizio  di una delle attivita' specifiche di cui alle
lettere da a) ad h) del comma 3, dell'articolo 20, oltre ai requisiti
di cui al comma 1, e' richiesta:
a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 350.000 euro
   ovvero  la  disponibilita'  di  350.000  euro tra capitale sociale
   versato  e  riserve  indivisibili  nel  caso  in cui l'agenzia sia
   costituita in forma cooperativa;
b) a   garanzia   dei   crediti   dei   lavoratori  impiegati  e  dei
   corrispondenti  crediti  contributivi degli enti previdenziali, la
   disposizione,  per  i primi due anni, di un deposito cauzionale di
   200.000   euro  presso  un  istituto  di  credito  avente  sede  o
   dipendenza  nel territorio nazionale o di altro Stato membro della
   Unione   europea;   a   decorrere   dal   terzo  anno  solare,  la
   disposizione,   in  luogo  della  cauzione,  di  una  fideiussione
   bancaria  o  assicurativa  o  rilasciata  da intermediari iscritti
   nell'elenco   speciale   di   cui  all'articolo  107  del  decreto
   legislativo  l°  settembre  1993,  n.  385,  che  svolgono  in via
   prevalente  o  esclusiva attivita' di rilascio di garanzie, a cio'
   autorizzati  dal  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze, non
   inferiore  al 5 per cento del fatturato, al netto dell'imposta sul
   valore  aggiunto,  realizzato  nell'anno precedente e comunque non
   inferiore  a  200.000 euro. Sono esonerate dalla prestazione delle
   garanzie  di  cui  alla  presente  lettera le societa' che abbiano
   assolto  ad  obblighi  analoghi  previsti  per le stesse finalita'
   dalla legislazione di altro Stato membro della Unione europea;
c) la   regolare   contribuzione   ai   fondi  per  la  formazione  e
   l'integrazione  del  reddito  di  cui all'articolo 12, il regolare
   versamento   dei  contributi  previdenziali  e  assistenziali,  il
   rispetto   degli   obblighi   previsti  dal  contratto  collettivo
   nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro applicabile;
d) nel caso di cooperative di produzione e lavoro, oltre ai requisiti
   indicati  al comma 1 e nel presente comma 3, la presenza di almeno
   venti  soci  e tra di essi, come socio sovventore, almeno un fondo
   mutualistico  per  la promozione e lo sviluppo della cooperazione,
   di cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 gennaio 1992, n. 59.
  4.  Per  l'esercizio  della  attivita' di intermediazione, oltre ai
requisiti di cui al comma 1, e' richiesta:
a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 50.000 euro;
b) la  garanzia  che  l'attivita'  interessi  un  ambito  distribuito
   sull'intero  territorio  nazionale  e  comunque  non  inferiore  a
   quattro regioni;
c) l'indicazione   della   attivita'   di   intermediazione   di  cui
   all'articolo   4,  comma  1,  lettera  c),  come  oggetto  sociale
   prevalente, anche se non esclusivo.
  5.  Per  l'esercizio  della  attivita'  di  ricerca e selezione del
personale, oltre ai requisiti di cui al comma 1, e' richiesta:
a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 25.000 euro;
b) l'indicazione della ricerca e selezione del personale come oggetto
   sociale, anche se non esclusivo.
  6.  Per l'esercizio della attivita' di supporto alla ricollocazione
professionale, oltre ai requisiti di cui al comma 1, e' richiesta:
a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 25.000 euro;
b) l'indicazione  della  attivita'  di  supporto  alla ricollocazione
   professionale come oggetto sociale, anche se non esclusivo.
                               Art. 6 
              (( (Regimi particolari di autorizzazione) 1. Sono autorizzati allo svolgimento delle attivita' di intermediazione: a) gli istituti di scuola secondaria di secondo grado, statali e paritari,a condizione che rendano pubblici e gratuitamente accessibili sui relativi siti istituzionali i curricula dei propri studenti all'ultimo anno di corso e fino ad almeno dodici mesi successivi alla data del conseguimento del titolo di studio; b) le universita', pubbliche e private, e i consorzi universitari, a condizione che rendano pubblici e gratuitamente accessibili sui relativi siti istituzionali i curricula dei propri studenti dalla data di immatricolazione e fino ad almeno dodici mesi successivi alla data del conseguimento del titolo di studio; c) i comuni, singoli o associati nelle forme delle unioni di comuni e delle comunita' montane, e le camere di commercio; d) le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale anche per il tramite delle associazioni territoriali e delle societa' di servizi controllate; e) i patronati, gli enti bilaterali e le associazioni senza fini di lucro che hanno per oggetto la tutela del lavoro, l'assistenza e la promozione delle attivita' imprenditoriali, la progettazione e l'erogazione di percorsi formativi e di alternanza, la tutela della disabilita'; f) i gestori di siti internet a condizione che svolgano la predetta attivita' senza finalita' di lucro e che rendano pubblici sul sito medesimo i dati identificativi del legale rappresentante; 2. L'ordine nazionale dei consulenti del lavoro puo' chiedere l'iscrizione all'albo di cui all'articolo 4 di una apposita fondazione o di altro soggetto giuridico dotato di personalita' giuridica costituito nell'ambito del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro per lo svolgimento a livello nazionale di attivita' di intermediazione. L'iscrizione e' subordinata al rispetto dei requisiti di cui alle lettere c), d), e), f), g) di cui all'articolo 5, comma 1. 3. Ferme restando le normative regionali vigenti per specifici regimi di autorizzazione su base regionale, l'autorizzazione allo svolgimento della attivita' di intermediazione per i soggetti di cui ai commi che precedono e' subordinata alla interconnessione alla borsa continua nazionale del lavoro per il tramite del portale clic lavoro, nonche' al rilascio alle regioni e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali di ogni informazione utile relativa al monitoraggio dei fabbisogni professionali e al buon funzionamento del mercato del lavoro. 4. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione il Ministero del lavoro e delle politiche sociali definisce con proprio decreto le modalita' di interconnessione dei soggetti di cui al comma 3 al portale clic lavoro che costituisce la borsa continua nazionale del lavoro, nonche' le modalita' della loro iscrizione in una apposita sezione dell'albo di cui all'articolo 4, comma 1. Il mancato conferimento dei dati alla borsa continua nazionale del lavoro comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2000 a euro 12000, nonche' la cancellazione dall'albo di cui all'articolo 4, comma 1, con conseguente divieto di proseguire l'attivita' di intermediazione. 5. Le amministrazioni di cui al comma 1 inserite nell'elenco di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, svolgono l'attivita' di intermediazione senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.)) 
                               Art. 7.
                           Accreditamenti

  1.  Le regioni, sentite le associazioni dei datori e dei prestatori
di   lavoro   comparativamente   piu'  rappresentative,  istituiscono
appositi  elenchi  per  l'accreditamento  degli  operatori pubblici e
privati  che  operano  nel  proprio  territorio  nel  rispetto  degli
indirizzi  da  esse  definiti  ai  sensi  dell'articolo 3 del decreto
legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, e dei
seguenti principi e criteri:
    a) garanzia della libera scelta dei cittadini, nell'ambito di una
rete   di   operatori   qualificati,   adeguata   per   dimensione  e
distribuzione alla domanda espressa dal territorio;
    b)   salvaguardia   di  standard  omogenei  a  livello  nazionale
nell'affidamento di funzioni relative all'accertamento dello stato di
disoccupazione e al monitoraggio dei flussi del mercato del lavoro;
    c)   costituzione   negoziale   di   reti  di  servizio  ai  fini
dell'ottimizzazione delle risorse;
    d) obbligo della interconnessione con la borsa continua nazionale
del  lavoro  di  cui  all'articolo 15, nonche' l'invio alla autorita'
concedente   di   ogni   informazione   strategica  per  un  efficace
funzionamento del mercato del lavoro;
    e)  raccordo  con  il  sistema  regionale di accreditamento degli
organismi di formazione.
  2. I provvedimenti regionali istitutivi dell'elenco di cui al comma
1 disciplinano altresi':
    a) le forme della cooperazione tra i servizi pubblici e operatori
privati, autorizzati ai sensi delle disposizioni di cui agli articoli
4,  5  e  6  o  accreditati  ai  sensi  del presente articolo, per le
funzioni  di  incontro  tra  domanda e offerta di lavoro, prevenzione
della  disoccupazione  di  lunga  durata, promozione dell'inserimento
lavorativo  dei  lavoratori  svantaggiati,  sostegno  alla  mobilita'
geografica del lavoro;
    b)   requisiti  minimi  richiesti  per  l'iscrizione  nell'elenco
regionale in termini di capacita' gestionali e logistiche, competenze
professionali, situazione economica, esperienze maturate nel contesto
territoriale di riferimento;
    c) le procedure per l'accreditamento;
    d)  le modalita' di misurazione dell'efficienza e della efficacia
dei servizi erogati;
    e)   le  modalita'  di  tenuta  dell'elenco  e  di  verifica  del
mantenimento dei requisiti.
Capo II
Tutele sul mercato e disposizioni speciali con riferimento ai
lavoratori svantaggiati
                               Art. 8.
         Ambito di diffusione dei dati relativi all'incontro
                      domanda-offerta di lavoro

  1. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 SETTEMBRE 2009, N. 134, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 24 NOVEMBRE 2009, N. 167)).
  2.   (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 SETTEMBRE 2009, N. 134, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 24 NOVEMBRE 2009, N. 167)).
  3.   Per   le   informazioni   che   facciano  riferimento  a  dati
amministrativi in possesso dei servizi per l'impiego, con particolare
riferimento  alla  presenza  in  capo  al  lavoratore  di particolari
benefici  contributivi e fiscali, gli elementi contenuti nella scheda
anagrafico-professionale prevista dal decreto legislativo 19 dicembre
2002, n. 297, hanno valore certificativo delle stesse.
                               Art. 9.
        Comunicazioni a mezzo stampa internet, televisione o
                     altri mezzi di informazione

  1.   Sono   vietate   comunicazioni,   a  mezzo  stampa,  internet,
televisione  o  altri  mezzi  di  informazione,  in  qualunque  forma
effettuate,   relative  ad  attivita'  di  ricerca  e  selezione  del
personale,    ricollocamento    professionale,    intermediazione   o
somministrazione  effettuate in forma anonima e comunque da soggetti,
pubblici  o  privati,  non autorizzati o accreditati all'incontro tra
domanda  e  offerta di lavoro eccezion fatta per quelle comunicazioni
che  facciano  esplicito  riferimento  ai  soggetti  in  questione, o
entita'  ad  essi collegate perche' facenti parte dello stesso gruppo
di  imprese  o  in  quanto  controllati  o  controllanti,  in  quanto
potenziali datori di lavoro.
  2.   In   tutte   le   comunicazioni  verso  terzi,  anche  a  fini
pubblicitari,  utilizzanti  qualsiasi  mezzo  di  comunicazione,  ivi
compresa   la  corrispondenza  epistolare  ed  elettronica,  e  nelle
inserzioni  o  annunci  per  la  ricerca di personale, le agenzie del
lavoro  e  gli  altri  soggetti  pubblici  e  privati  autorizzati  o
accreditati   devono   indicare  gli  estremi  del  provvedimento  di
autorizzazione   o   di  accreditamento  al  fine  di  consentire  al
lavoratore,  e  a chiunque ne abbia interesse, la corretta e completa
identificazione del soggetto stesso.
  3.  Se  le comunicazioni di cui al comma 2 sono effettuate mediante
annunci  pubblicati  su  quotidiani  e  periodici  o mediante reti di
comunicazione  elettronica,  e  non  recano  un  facsimile di domanda
comprensivo  dell'informativa  di  cui  all'articolo  13  del decreto
legislativo  30  giugno  2003, n. 196, indicano il sito della rete di
comunicazioni   attraverso   il   quale   il  medesimo  facsimile  e'
conoscibile in modo agevole.
                              Art. 10.
   Divieto di indagini sulle opinioni e trattamenti discriminatori

  1.  E'  fatto  divieto  alle  agenzie  per  il  lavoro e agli altri
soggetti  pubblici  e privati autorizzati o accreditati di effettuare
qualsivoglia  indagine  o  comunque  trattamento  di  dati  ovvero di
preselezione  di lavoratori, anche con il loro consenso, in base alle
convinzioni  personali,  alla  affiliazione  sindacale o politica, al
credo  religioso,  al  sesso,  all'orientamento  sessuale, allo stato
matrimoniale  o di famiglia o di gravidanza, alla eta', all'handicap,
alla   razza,   all'origine   etnica,  al  colore,  alla  ascendenza,
all'origine  nazionale,  al  gruppo linguistico, allo stato di salute
nonche'  ad eventuali controversie con i precedenti datori di lavoro,
a  meno  che  non  si  tratti  di  caratteristiche che incidono sulle
modalita'   di   svolgimento   della   attivita'   lavorativa  o  che
costituiscono  un  requisito  essenziale e determinante ai fini dello
svolgimento  dell'attivita'  lavorativa. E' altresi' fatto divieto di
trattare  dati  personali  dei  lavoratori che non siano strettamente
attinenti  alle  loro  attitudini professionali e al loro inserimento
lavorativo.
  2.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma 1 non possono in ogni caso
impedire  ai soggetti di cui al medesimo comma 1 di fornire specifici
servizi  o  azioni  mirate  per  assistere le categorie di lavoratori
svantaggiati nella ricerca di una occupazione.
                              Art. 11.
               Divieto di oneri in capo ai lavoratori

  1.  E'  fatto  divieto  ai  soggetti  autorizzati  o accreditati di
esigere  o  comunque  di  percepire,  direttamente  o indirettamente,
compensi dal lavoratore.
  2.  I  contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori di
lavoro   e   dei   prestatori   di   lavoro   comparativamente   piu'
rappresentative  a livello nazionale o territoriale possono stabilire
che  la  disposizione  di  cui  al comma 1 non trova applicazione per
specifiche categorie di lavoratori altamente professionalizzati o per
specifici servizi offerti dai soggetti autorizzati o accreditati.
                               Art. 12
        Fondi per la formazione e l'integrazione del reddito

  1.  I  soggetti  autorizzati  alla  somministrazione di lavoro sono
tenuti  a  versare ai fondi di cui al comma 4 un contributo pari al 4
per  cento  della  retribuzione corrisposta ai lavoratori assunti con
contratto  a  tempo  determinato  per  l'esercizio  di  attivita'  di
somministrazione.   ((Le risorse sono destinate a interventi di formazione e riqualificazione professionale, nonche' a misure di carattere previdenziale e di sostegno al reddito a favore dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, dei lavoratori che abbiano svolto in precedenza missioni di lavoro in somministrazione in forza di contratti a tempo determinato e, limitatamente agli interventi formativi, dei potenziali candidati a una missione)).
  2.  I  soggetti  autorizzati  alla  somministrazione di lavoro sono
altresi'  tenuti  e  versare ai fondi di cui al comma 4 un contributo
pari  al  4  per  cento  della retribuzione corrisposta ai lavoratori
assunti   con  contratto  a  tempo  indeterminato.  Le  risorse  sono
destinate a:
a) iniziative  comuni  finalizzate  a  garantire  l'integrazione  del
   reddito dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato
   in caso di fine lavori;
b) iniziative   comuni  finalizzate  a  verificare  l'utilizzo  della
   somministrazione  di lavoro e la sua efficacia anche in termini di
   promozione  della emersione del lavoro non regolare e di contrasto
   agli appalti illeciti;
c) iniziative  per  l'inserimento  o il reinserimento nel mercato del
   lavoro   di   lavoratori   svantaggiati   anche   in   regime   di
   accreditamento con le regioni;
d) per la promozione di percorsi di qualificazione e riqualificazione
   professionale.
  ((3. Gli interventi di cui ai commi 1 e 2 sono attuati nel quadro delle politiche e delle misure stabilite dal contratto collettivo nazionale di lavoro delle imprese di somministrazione di lavoro, sottoscritto dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale ovvero, in mancanza, dai fondi di cui al comma 4)).
  4.  I  contributi  di  cui  ai  commi 1 e 2 sono rimessi a un fondo
bilaterale  appositamente  costituito,  anche  nell'ente  bilaterale,
dalle  parti  stipulanti  il  contratto  collettivo  nazionale  delle
imprese di somministrazione di lavoro:
a) come   soggetto   giuridico   di   natura   associativa  ai  sensi
   dell'articolo 36 del codice civile;
b) come   soggetto   dotato   di   personalita'  giuridica  ai  sensi
   dell'articolo  12  del  codice  civile  con  procedimento  per  il
   riconoscimento rientrante nelle competenze del Ministro del lavoro
   e delle politiche sociali ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della
   legge 12 gennaio 1991, n. 13.
  5.  I  fondi  di  cui  al  comma  4  sono  attivati  a  seguito  di
autorizzazione  del  Ministero  del lavoro e delle politiche sociali,
previa   verifica   della   congruita',   rispetto   alle   finalita'
istituzionali  previste  ai  commi  l  e 2, dei criteri di gestione e
delle  strutture  di  funzionamento del fondo stesso, con particolare
riferimento  alla sostenibilita' finanziaria complessiva del sistema.
Il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali  esercita la
vigilanza  sulla  gestione dei fondi ((e approva, entro il termine di sessanta giorni dalla presentazione, il documento contenente le regole stabilite dal fondo per il versamento dei contributi e per la gestione, il controllo, la rendicontazione e il finanziamento degli interventi di cui ai commi 1 e 2. Decorso inutilmente tale termine, il documento si intende approvato)).
  6.  Restano in ogni caso salve le clausole dei contratti collettivi
nazionali  di  lavoro  stipulate  ai  sensi dell'articolo 1, comma 3,
della legge 24 giugno 1997, n. 196.
  7.  I  contributi  versati  ai  sensi  dei commi 1 e 2 si intendono
soggetti  alla  disciplina  di cui all'articolo 26-bis della legge 24
giugno 1997, n. 196.
  ((8. In caso di omissione, anche parziale, dei contributi di cui ai commi 1 e 2, il datore di lavoro e' tenuto a corrispondere al fondo di cui al comma 4, oltre al contributo omesso, gli interessi nella misura prevista dal tasso indicato all'articolo 1 del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 26 settembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2005, piu' il 5 per cento, nonche' una sanzione amministrativa di importo pari al contributo omesso)).
  ((8-bis. In caso di mancato rispetto delle regole contenute nel documento di cui al comma 5, il fondo nega il finanziamento delle attivita' formative oppure procede al recupero totale o parziale dei finanziamenti gia' concessi. Le relative somme restano a disposizione dei soggetti autorizzati alla somministrazione per ulteriori iniziative formative. Nei casi piu' gravi, individuati dalla predetta disciplina e previa segnalazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si procede ad una definitiva riduzione delle somme a disposizione dei soggetti autorizzati alla somministrazione di lavoro in misura corrispondente al valore del progetto formativo inizialmente presentato o al valore del progetto formativo rendicontato e finanziato. Tali somme sono destinate al fondo di cui al comma 4)).
  9.  Trascorsi  dodici  mesi  dalla  entrata  in vigore del presente
decreto, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali con proprio
decreto,  sentite  le  associazioni  dei  datori  e dei prestatori di
lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale puo'
ridurre  i  contributi  di  cui ai commi 1 e 2 in relazione alla loro
congruita' con le finalita' dei relativi fondi.
  ((9-bis. Gli interventi di cui al presente articolo trovano applicazione con esclusivo riferimento ai lavoratori assunti per prestazioni di lavoro in somministrazione)).
                               Art. 13
      Misure di incentivazione del raccordo pubblico e privato

  1.  Al  fine  di  garantire  l'inserimento  o  il reinserimento nel
mercato  del lavoro dei lavoratori svantaggiati, attraverso politiche
attive  e di workfare, alle agenzie autorizzate alla somministrazione
di lavoro e' consentito:
a) operare  in  deroga  al  regime generale della somministrazione di
   lavoro, ai sensi del comma 2 dell'articolo 23, ma solo in presenza
   di un piano individuale di inserimento o reinserimento nel mercato
   del lavoro, con interventi formativi idonei e il coinvolgimento di
   un  tutore  con adeguate competenze e professionalita', e a fronte
   della   assunzione   del   lavoratore,   da  parte  delle  agenzie
   autorizzate  alla  somministrazione,  con  contratto di durata non
   inferiore a sei mesi;
b) determinare altresi', per un periodo massimo di dodici mesi e solo
   in  caso  di  contratti  di  durata  non inferiore a nove mesi, il
   trattamento  retributivo  del  lavoratore,  detraendo dal compenso
   dovuto  quanto  eventualmente  percepito dal lavoratore medesimo a
   titolo  di  indennita'  di mobilita', indennita' di disoccupazione
   ordinaria  o  speciale,  o  altra  indennita'  o  sussidio  la cui
   corresponsione   e'  collegata  allo  stato  di  disoccupazione  o
   inoccupazione,  e  detraendo dai contributi dovuti per l'attivita'
   lavorativa  l'ammontare  dei  contributi  figurativi  nel  caso di
   trattamenti   di  mobilita'  e  di  indennita'  di  disoccupazione
   ordinaria o speciale.
  2.  Il  lavoratore  destinatario  delle attivita' di cui al comma 1
decade  dai  trattamenti  di  mobilita',  qualora  l'iscrizione nelle
relative  liste  sia  finalizzata  esclusivamente  al  reimpiego,  di
disoccupazione ordinaria o speciale, o da altra indennita' o sussidio
la  cui corresponsione e' collegata allo stato di disoccupazione o in
occupazione, quando:
a) rifiuti   di   essere   avviato   a  un  progetto  individuale  di
   reinserimento  nel  mercato  del  lavoro  ovvero rifiuti di essere
   avviato  a  un corso di formazione professionale autorizzato dalla
   regione  o  non  lo  frequenti regolarmente, fatti salvi i casi di
   impossibilita' derivante da forza maggiore;
b) non  accetti  l'offerta  di  un  lavoro  inquadrato  in un livello
   retributivo non inferiore del 20 per cento rispetto a quello delle
   mansioni di provenienza;
c) non   abbia   provveduto  a  dare  preventiva  comunicazione  alla
   competente   sede   I.N.P.S.   del   lavoro   prestato   ai  sensi
   dell'articolo  8,  commi 4 e 5 del decreto-legge 21 marzo 1988, n.
   86,  convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n.
   160.
  3.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma  2  si applicano quando le
attivita'  lavorative  o  di  formazione  offerte al lavoratore siano
congrue  rispetto  alle  competenze  e alle qualifiche del lavoratore
stesso e si svolgano in un luogo raggiungibile in 80 minuti con mezzi
pubblici  da  quello  della  sua residenza. Le disposizioni di cui al
comma 2, lettere b) e c) non si applicano ai lavoratori inoccupati.
  4.  Nei  casi  di  cui  al  comma 2, i responsabili della attivita'
formativa  ovvero le agenzie di somministrazione di lavoro comunicano
direttamente    all'I.N.P.S.,    e    al   servizio   per   l'impiego
territorialmente  competente  ai fini della cancellazione dalle liste
di  mobilita',  i nominativi dei soggetti che possono essere ritenuti
decaduti   dai   trattamenti   previdenziali.   A  seguito  di  detta
comunicazione,  l'I.N.P.S. sospende cautelativamente l'erogazione del
trattamento medesimo, dandone comunicazione agli interessati.
  5.  Avverso  gli  atti  di  cui al comma 4 e' ammesso ricorso entro
trenta  giorni alle direzioni provinciali del lavoro territorialmente
competenti   che  decidono,  in  via  definitiva,  nei  venti  giorni
successivi  alla  data di presentazione del ricorso. La decisione del
ricorso  e'  comunicata  al  competente  servizio  per  l'impiego  ed
all'I.N.P.S.
  ((5-bis. La previsione di cui al comma 1, lettera a), trova applicazione solo in presenza di una convenzione stipulata tra una o piu' agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro con i comuni, le province, le regioni ovvero con le agenzie tecniche strumentali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali)).
  6.  COMMA  ABROGATO  DAL D.L. 14 MARZO 2005, N. 35, CONVERTITO, CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 14 MAGGIO 2005, N. 80.
  7.  Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 si applicano anche con
riferimento  ad appositi soggetti giuridici costituiti ai sensi delle
normative  regionali  in  convenzione con le agenzie autorizzate alla
somministrazione   di   lavoro,   previo   accreditamento   ai  sensi
dell'articolo 7.
  8.  Nella  ipotesi  di  cui al comma 7, le agenzie autorizzate alla
somministrazione  di  lavoro si assumono gli oneri delle spese per la
costituzione  e  il funzionamento della agenzia stessa. Le regioni, i
centri  per l'impiego e gli enti locali possono concorrere alle spese
di   costituzione   e   funzionamento   nei   limiti   delle  proprie
disponibilita' finanziarie.
                               Art. 14

     ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247. ((10))
------------------
AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 39, comma 11)
che  "Dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione  gli  articoli  14,  33,  34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto  legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche
e integrazioni".
Capo III
Borsa continua nazionale del lavoro e monitoraggio statistico
                              Art. 15.
                     Principi e criteri generali

  1. A garanzia dell'effettivo godimento del diritto al lavoro di cui
all'articolo 4 della Costituzione, e nel pieno rispetto dell'articolo
120  della  Costituzione  stessa,  viene costituita la borsa continua
nazionale  del lavoro, quale sistema aperto e trasparente di incontro
tra domanda e offerta di lavoro basato su una rete di nodi regionali.
Tale  sistema  e'  alimentato  da  tutte le informazioni utili a tale
scopo  immesse  liberamente  nel  sistema  stesso sia dagli operatori
pubblici  e  privati, autorizzati o accreditati, sia direttamente dai
lavoratori e dalle imprese.
  ((1-bis. Entro il termine di cinque giorni a decorrere dalla pubblicazione prevista dall'articolo 4, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, sono tenute a conferire le informazioni relative alle procedure comparative previste dall'articolo 7, comma 6-bis, del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, nonche' alle procedure selettive e di avviamento di cui agli articoli 35 e 36 del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive modificazioni, ai nodi regionali e interregionali della borsa continua nazionale del lavoro. Il conferimento dei dati previsto dal presente comma e' effettuato anche nel rispetto dei principi di trasparenza di cui all'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le informazioni da conferire nel rispetto dei principi di accessibilita' degli atti)).
  2.   La   borsa   continua  nazionale  del  lavoro  e'  liberamente
accessibile  da  parte  dei  lavoratori e delle imprese e deve essere
consultabile  da  un  qualunque  punto  della rete. I lavoratori e le
imprese  hanno  facolta' di inserire nuove candidature o richieste di
personale  direttamente  e senza rivolgersi ad alcun intermediario da
qualunque punto di rete attraverso gli accessi appositamente dedicati
da tutti i soggetti pubblici e privati, autorizzati o accreditati.
  3.  Gli  operatori  pubblici  e privati, accreditati o autorizzati,
hanno l'obbligo di conferire alla borsa continua nazionale del lavoro
i  dati  acquisiti,  in  base alle indicazioni rese dai lavoratori ai
sensi dell'articolo 8 e a quelle rese dalle imprese riguardo l'ambito
temporale e territoriale prescelto.
  4.  Gli  ambiti in cui si articolano i servizi della borsa continua
nazionale del lavoro sono:
    a) un livello nazionale finalizzato:
      1)  alla  definizione  degli  standard  tecnici nazionali e dei
flussi informativi di scambio;
      2) alla interoperabilita' dei sistemi regionali;
    3)  alla  definizione,  alla  raccolta, alla comunicazione e alla
diffusione   dei   dati   che  permettono  la  massima  efficienza  e
trasparenza del processo di incontro tra domanda e offerta di lavoro,
assicurando anche gli strumenti tecnologici necessari per la raccolta
e la diffusione delle informazioni presenti nei siti internet ai fini
dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro;
    b)  un livello regionale che, nel quadro delle competenze proprie
delle  regioni di programmazione e gestione delle politiche regionali
del lavoro:
      1)  realizza  l'integrazione  dei  sistemi  pubblici  e privati
presenti sul territorio;
      2) definisce e realizza il modello di servizi al lavoro;
      3)   coopera  alla  definizione  degli  standard  nazionali  di
intercomunicazione.
  5. Il coordinamento tra il livello nazionale e il livello regionale
deve  in  ogni  caso  garantire,  nel rispetto degli articoli 4 e 120
della  Costituzione,  la  piena  operativita'  della  borsa  continua
nazionale del lavoro in ambito nazionale e comunitario. A tal fine il
Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche sociali rende disponibile
l'offerta  degli  strumenti  tecnici  alle  regioni  e  alle province
autonome  che  ne facciano richiesta nell'ambito dell'esercizio delle
loro competenze.
                              Art. 16.
          Standard tecnici e flussi informativi di scambio

  1. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con decreto da
adottare  entro  trenta  giorni  dalla  data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo, stabilisce, di concerto con il Ministro
della  innovazione e della tecnologia, e d'intesa con le regioni e le
province  autonome,  gli  standard  tecnici e i flussi informativi di
scambio  tra  i  sistemi,  nonche'  le  sedi  tecniche finalizzate ad
assicurare  il  raccordo  e  il  coordinamento  del sistema a livello
nazionale.
  2.  La  definizione degli standard tecnici e dei flussi informativi
di  scambio  tra  i  sistemi  avviene  nel  rispetto delle competenze
definite  nell'Accordo  Stato-regioni-autonomie locali dell'11 luglio
2002  e  delle  disposizioni  di  cui all'articolo 31, comma 2, della
legge 31 dicembre 1996, n. 675.
                              Art. 17.
  Monitoraggio statistico e valutazione delle politiche del lavoro

  1.  Le basi informative costituite nell'ambito della borsa continua
nazionale  del  lavoro,  nonche' le registrazioni delle comunicazioni
dovute  dai datori di lavoro ai servizi competenti e la registrazione
delle  attivita' poste in essere da questi nei confronti degli utenti
per   come   riportate   nella  scheda  anagrafico-professionale  dei
lavoratori costituiscono una base statistica omogenea e condivisa per
le  azioni  di  monitoraggio dei servizi svolte ai sensi del presente
decreto  legislativo  e  poste  in  essere dal Ministero del lavoro e
delle  politiche  sociali,  le regioni e le province per i rispettivi
ambiti  territoriali di riferimento. Le relative indagini statistiche
sono effettuate in forma anonima.
  2.  A  tal fine, la definizione e la manutenzione applicativa delle
basi informative in questione, nonche' di quelle in essere presso gli
Enti  previdenziali  in tema di contribuzioni percepite e prestazioni
erogate,  tiene  conto  delle  esigenze conoscitive generali, incluse
quelle di ordine statistico complessivo rappresentate nell'ambito del
SISTAN  e  da  parte  dell'ISTAT,  nonche'  di  quesiti  specifici di
valutazione  di  singole politiche ed interventi formulati ai sensi e
con le modalita' dei commi successivi del presente articolo.
  3. I decreti ministeriali di cui agli articoli 1-bis e 4-bis, comma
7  del  decreto  legislativo  n.  181 del 2000, come modificati dagli
articoli 2 e 6 del decreto legislativo n. 297 del 2002, cosi' come la
definizione  di  tutti i flussi informativi che rientrano nell'ambito
della  borsa  continua  nazionale  del  lavoro, ivi inclusi quelli di
pertinenza  degli Enti previdenziali, sono adottati dal Ministero del
lavoro  e  delle  politiche  sociali,  tenuto  conto  delle  esigenze
definite  nei  commi 1 e 2, previo parere dell'ISTAT e dell'ISFOL. Il
Ministero  del  lavoro  e delle politiche sociali impartisce inoltre,
entro  tre  mesi dalla attuazione del presente decreto, le necessarie
direttive  agli  Enti  previdenziali,  avvalendosi a tale scopo delle
indicazioni  di  una  Commissione di esperti in politiche del lavoro,
statistiche  del  lavoro e monitoraggio e valutazione delle politiche
occupazionali,  da  costituire  presso  lo stesso Ministero ed in cui
siano  presenti  rappresentanti delle regioni e delle province, degli
Enti   previdenziali,   dell'ISTAT,   dell'ISFOL   e   del  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze oltre che del Ministero del lavoro e
delle politiche sociali.
  4.  La  medesima  Commissione  di  cui  al  comma  3, integrata con
rappresentanti   delle   parti  sociali,  e'  inoltre  incaricata  di
definire,  entro  sei mesi dalla attuazione del presente decreto, una
serie di indicatori di monitoraggio finanziario, fisico e procedurale
dei  diversi interventi di cui alla presente legge. Detti indicatori,
previo    esame   ed   approvazione   della   Conferenza   unificata,
costituiranno   linee  guida  per  le  attivita'  di  monitoraggio  e
valutazione  condotte  dal  Ministero  del  lavoro  e delle politiche
sociali,  dalle  regioni  e  dalle  province  per i rispettivi ambiti
territoriali  di  riferimento  e  in particolare per il contenuto del
Rapporto annuale di cui al comma 6.
  5.  In  attesa dell'entrata a regime della borsa continua nazionale
del  lavoro  il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali
predispone,  d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo
8  del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, uno o piu' modelli
di   rilevazione   da   somministrare   alle  agenzie  autorizzate  o
accreditate,  nonche'  agli  enti  di  cui all'articolo 6. La mancata
risposta  al  questionario  di cui al comma precedente e' valutata ai
fini del ritiro dell'autorizzazione o accreditamento.
  6.  Sulla  base  di  tali strumenti di informazione, e tenuto conto
delle linee guida definite con le modalita' di cui al comma 4 nonche'
della  formulazione  di  specifici  quesiti di valutazione di singole
politiche   ed  interventi  formulati  annualmente  dalla  Conferenza
unificata  o  derivanti  dall'implementazione di obblighi e programmi
comunitari,  il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche sociali,
avvalendosi  di proprie strutture tecniche e col supporto dell'ISFOL,
predispone  un  Rapporto  annuale,  al  Parlamento  e alla Conferenza
unificata, che presenti una rendicontazione dettagliata e complessiva
delle  politiche  esistenti,  e  al  loro interno dell'evoluzione dei
servizi  di cui al presente decreto legislativo, sulla base di schemi
statistico-contabili  oggettivi e internazionalmente comparabili e in
grado  di  fornire  elementi conoscitivi di supporto alla valutazione
delle  singole  politiche  che  lo  stesso  Ministero, le regioni, le
province  o altri attori responsabili della conduzione, del disegno o
del coordinamento delle singole politiche intendano esperire.
  7.  Le  attivita'  di  monitoraggio  devono  consentire di valutare
l'efficacia  delle  politiche  attive  per  il  lavoro, nonche' delle
misure  contenute nel presente decreto, anche nella prospettiva delle
pari  opportunita'  e, in particolare, della integrazione nel mercato
del lavoro dei lavoratori svantaggiati.
  8.  Con  specifico  riferimento  ai  contratti di apprendistato, e'
istituita  presso  il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
con  decreto  del  Ministro  del  lavoro e delle politiche sociali da
adottarsi  entro  novanta  giorni dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto,  una  Commissione  di  sorveglianza con compiti di
valutazione  in  itinere della riforma. Detta Commissione e' composta
da  rappresentanti  ed  esperti  designati dal Ministero del lavoro e
delle  politiche  sociali, nel cui ambito si individua il Presidente,
dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca dalle
regioni  e  province  autonome,  dalle parti sociali, dall'I.N.P.S. e
dall'ISFOL.   La  Commissione,  che  si  riunisce  almeno  tre  volte
all'anno,  definisce  in  via preventiva indicatori di risultato e di
impatto  e  formula  linee  guida  per  la valutazione, predisponendo
quesiti valutativi del cui soddisfacimento il Rapporto annuale di cui
al  comma  6  dovra'  farsi  carico  e puo' commissionare valutazioni
puntuali  su  singoli  aspetti  della riforma. Sulla base degli studi
valutativi  commissionati  nonche'  delle  informazioni contenute nel
Rapporto  annuale  di  cui al comma precedente, la Commissione potra'
annualmente  formulare  pareri e valutazioni. In ogni caso, trascorsi
tre  anni  dalla  approvazione  del  presente decreto, la Commissione
predisporra' una propria Relazione che, sempre sulla base degli studi
e  delle  evidenze  prima  richiamate,  evidenzi le realizzazioni e i
problemi esistenti, evidenziando altresi' le possibili modifiche alle
politiche  in oggetto. Le risorse per gli studi in questione derivano
dal  bilancio  del  Ministero  del lavoro e delle politiche sociali -
Ufficio   centrale   orientamento   e  formazione  professionale  dei
lavoratori.
Capo IV
Regime sanzionatorio
                               Art. 18
                           (( Sanzioni ))

  (( 1. L'esercizio non autorizzato delle attivita' di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), e' punito con la pena dell'ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro. Se vi e' sfruttamento dei minori, la pena e' dell'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda e' aumentata fino al sestuplo. L'esercizio non autorizzato delle attivita' di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), e' punito con la pena dell'arresto fino a sei mesi e dell'ammenda da euro 1500 a euro 7500. Se non vi e' scopo di lucro, la pena e' dell'ammenda da euro 500 a euro 2500. Se vi e' sfruttamento dei minori, la pena e' dell'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda e' aumentata fino al sestuplo. L'esercizio non autorizzato delle attivita' di cui all'articolo 4, comma 1, lettere d) ed e), e' punito con l'ammenda da euro 750 ad euro 3750. Se non vi e' scopo di lucro, la pena e' dell'ammenda da euro 250 a euro 1250. Nel caso di condanna, e' disposta, in ogni caso, la confisca del mezzo di trasporto eventualmente adoperato per l'esercizio delle attivita' di cui al presente comma. 2. Nei confronti dell'utilizzatore che ricorra alla somministrazione di prestatori di lavoro da parte di soggetti diversi da quelli di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), ovvero da parte di soggetti diversi da quelli di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), o comunque al di fuori dei limiti ivi previsti, si applica la pena dell'ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione. Se vi e' sfruttamento dei minori, la pena e' dell'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda e' aumentata fino al sestuplo. 3. La violazione degli obblighi e dei divieti di cui all'articolo 20, commi 3, 4 e 5, e articolo 21, commi 1 e 2, nonche', per il solo somministratore, la violazione del disposto di cui al comma 3 del medesimo articolo 21, e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1.250. ))
  4.  Fatte  salve  le  ipotesi  di cui all'articolo 11, comma 2, chi
esiga  o  comunque  percepisca  compensi  da parte del lavoratore per
avviarlo  a  prestazioni  di  lavoro  oggetto  di somministrazione e'
punito  con la pena alternativa dell'arresto non superiore ad un anno
o  dell'ammenda da Euro 2.500 a Euro 6.000. In aggiunta alla sanzione
penale e' disposta la cancellazione dall'albo.
  5.  In  caso di violazione dell'articolo 10 trovano applicazione le
disposizioni  di  cui  all'articolo 38 della legge 20 maggio 1970, n.
300, nonche' nei casi piu' gravi, l'autorita' competente procede alla
sospensione della autorizzazione di cui all'articolo 4. In ipotesi di
recidiva viene revocata l'autorizzazione.
  (( 5-bis. Nei casi di appalto privo dei requisiti di cui all'articolo 29, comma 1, e di distacco privo dei requisiti di cui all'articolo 30, comma 1, l'utilizzatore e il somministratore sono puniti con la pena della ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione. Se vi e' sfruttamento dei minori, la pena e' dell'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda e' aumentata fino al sestuplo. ))
  6.  Entro  sei  mesi  dalla  data di entrata in vigore del presente
decreto,  il  Ministro  del lavoro e delle politiche sociali dispone,
con  proprio decreto, criteri interpretativi certi per la definizione
delle varie forme di contenzioso in atto riferite al pregresso regime
in  materia  di  intermediazione  e  interposizione  nei  rapporti di
lavoro.
                               Art. 19
                       Sanzioni amministrative

  1.  Gli  editori,  i direttori responsabili e i gestori di siti sui
quali  siano  pubblicati  annunci in violazione delle disposizioni di
cui  all'articolo  9  sono  puniti  con  una  sanzione amministrativa
pecuniaria da 4.000 a 12.000 euro.
  2. La violazione degli obblighi di cui all'articolo 4-bis, comma 2,
del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, cosi' come modificato
dall'articolo 6, comma 1 del decreto legislativo 19 dicembre 2002, n.
297,  e'  punita  con  la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a
1.500 euro per ogni lavoratore interessato.
  3.  La violazione degli obblighi di cui all'articolo 4-bis, commi 5
e  7,  del  decreto  legislativo  21  aprile 2000, n. 181, cosi' come
modificato  dall'articolo  6,  comma  1,  del  decreto legislativo 19
dicembre  2002,  n.  297,  di  cui  all'articolo  9-bis, comma 2, del
decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni,
dalla   legge  28  novembre  1996,  n.  608,  cosi'  come  sostituito
dall'articolo  6,  comma 3, del citato decreto legislativo n. 297 del
2002,  e di cui all'articolo 21, comma 1, della legge 24 aprile 1949,
n.  264,  cosi' come sostituito dall'articolo 6, comma 2, del decreto
legislativo n. 297 del 2002, e' punita con la sanzione amministrativa
pecuniaria da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato.
  4. La violazione degli obblighi di cui all'articolo 4-bis, comma 4,
del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, cosi' come modificato
dall'articolo  6,  comma 1, del decreto legislativo 19 dicembre 2002,
n.  297,  e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a
250 euro per ogni lavoratore interessato.
  5. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296)).
Titolo III
SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO APPALTO DI SERVIZI, DISTACCO

Capo I
Somministrazione di lavoro
                               Art. 20
                       Condizioni di liceita'

  1.  Il contratto di somministrazione di lavoro puo' essere concluso
da  ogni soggetto, di seguito denominato utilizzatore, che si rivolga
ad  altro  soggetto,  di  seguito  denominato somministratore, a cio'
autorizzato ai sensi delle disposizioni di cui agli articoli 4 e 5.
  2. Per tutta la durata della somministrazione i lavoratori svolgono
la  propria  attivita' nell'interesse nonche' sotto la direzione e il
controllo dell'utilizzatore. Nell'ipotesi in cui i lavoratori vengano
assunti  con contratto di lavoro a tempo indeterminato essi rimangono
a  disposizione del somministratore per i periodi in cui non svolgono
la  prestazione  lavorativa  presso un utilizzatore, salvo che esista
una  giusta  causa  o  un  giustificato  motivo  di  risoluzione  del
contratto di lavoro.
  3.  Il contratto di somministrazione di lavoro puo' essere concluso
a  termine  o  a tempo indeterminato. La somministrazione di lavoro a
tempo indeterminato e' ammessa:
    a)   per   servizi   di   consulenza  e  assistenza  nel  settore
informatico,   compresa  la  progettazione  e  manutenzione  di  reti
intranet  e extranet, siti internet, sistemi informatici, sviluppo di
software applicativo, caricamento dati;
    b) per servizi di pulizia, custodia, portineria;
    c) per servizi, da e per lo stabilimento, di trasporto di persone
e di trasporto e movimentazione di macchinari e merci;
    d)  per  la  gestione  di  biblioteche,  parchi,  musei, archivi,
magazzini, nonche' servizi di economato;
    e)  per  attivita'  di  consulenza  direzionale,  assistenza alla
certificazione,  programmazione delle risorse, sviluppo organizzativo
e  cambiamento,  gestione  del  personale,  ricerca  e  selezione del
personale;
    f) per attivita' di marketing, analisi di mercato, organizzazione
della funzione commerciale;
    g)  per  la gestione di call-center, nonche' per l'avvio di nuove
iniziative   imprenditoriali   nelle  aree  Obiettivo  1  di  cui  al
regolamento  (CE)  n.  1260/1999  del  Consiglio, del 21 giugno 1999,
recante disposizioni generali sui Fondi strutturali;
    h)  per  costruzioni edilizie all'interno degli stabilimenti, per
installazioni  o smontaggio di impianti e macchinari, per particolari
attivita'  produttive,  con specifico riferimento all'edilizia e alla
cantieristica  navale,  le  quali  richiedano piu' fasi successive di
lavorazione,  l'impiego di manodopera diversa per specializzazione da
quella normalmente impiegata nell'impresa;
    i)  in  tutti gli altri casi previsti dai contratti collettivi di
lavoro   nazionali   ((, territoriali o aziendali))  stipulati  da
associazioni  dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu'
rappresentative.
  ((i-bis) in tutti i settori produttivi, pubblici e privati, per l'esecuzione di servizi di cura e assistenza alla persona e di sostegno alla famiglia)).
  4.  La  somministrazione di lavoro a tempo determinato e' ammessa a
fronte  di  ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o
sostitutivo,    anche    se    riferibili   all'ordinaria   attivita'
dell'utilizzatore.  La  individuazione, anche in misura non uniforme,
di  limiti  quantitativi  di  utilizzazione  della somministrazione a
tempo  determinato  e'  affidata ai contratti collettivi nazionali di
lavoro  stipulati  da sindacati comparativamente piu' rappresentativi
in  conformita'  alla  disciplina  di cui all'articolo 10 del decreto
legislativo 6 settembre 2001, n. 368.
  5. Il contratto di somministrazione di lavoro e' vietato:
    a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di
sciopero;
    b)  salva  diversa  disposizione  degli accordi sindacali, presso
unita'  produttive  nelle  quali  si  sia proceduto, entro i sei mesi
precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24
della legge 23 luglio 1991, n. 223, che abbiano riguardato lavoratori
adibiti  alle  stesse  mansioni  cui  si  riferisce  il  contratto di
somministrazione  ((, a meno che tale contratto sia stipulato per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti ovvero sia concluso ai sensi dell'articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi. Salva diversa disposizione degli accordi sindacali, il divieto opera altresi' presso unita' produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti)) o una riduzione dell'orario, con diritto
al  trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori
adibiti  alle  stesse  mansioni  cui  si  riferisce  il  contratto di
somministrazione;
    c)   da  parte  delle  imprese  che  non  abbiano  effettuato  la
valutazione   dei   rischi  ai  sensi  dell'articolo  4  del  decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche. (9)
  ((5-bis. Qualora il contratto di somministrazione preveda l'utilizzo di lavoratori assunti dal somministratore ai sensi dell'articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, non operano le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo. Ai contratti di lavoro stipulati con lavoratori in mobilita' ai sensi del presente comma si applica il citato articolo 8, comma 2, della legge n. 223 del 1991)).
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 247, ha disposto (con l'art. 1, comma
46)  che  "E'  abolito  il  contratto di somministrazione di lavoro a
tempo  indeterminato  di  cui  al  titolo  III,  capo  I, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni."
                               Art. 21
               Forma del contratto di somministrazione

  1.  Il  contratto di somministrazione di manodopera e' stipulato in
forma scritta e contiene i seguenti elementi:
a) gli estremi dell'autorizzazione rilasciata al somministratore;
b) il numero dei lavoratori da somministrare;
c) i   casi   e   le   ragioni   di  carattere  tecnico,  produttivo,
   organizzativo  o  sostitutivo  di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo
   20;
d) l'indicazione  della presenza di eventuali rischi per l'integrita'
   e la salute del lavoratore e delle misure di prevenzione adottate;
e) la   data  di  inizio  e  la  durata  prevista  del  contratto  di
   somministrazione;
f) le  mansioni  alle  quali  saranno  adibiti i lavoratori e il loro
   inquadramento;
g) il  luogo,  l'orario  e il trattamento economico e normativo delle
   prestazioni lavorative;
h) assunzione  da  parte  del  somministratore della obbligazione del
   pagamento diretto al lavoratore del trattamento economico, nonche'
   del versamento dei contributi previdenziali;
i) assunzione   dell'obbligo   dell'utilizzatore   di  rimborsare  al
   somministratore  gli  oneri  retributivi e previdenziali da questa
   effettivamente sostenuti in favore dei prestatori di lavoro;
j) assunzione   dell'obbligo   dell'utilizzatore   di  comunicare  al
   somministratore   i   trattamenti   retributivi   applicabili   ai
   lavoratori comparabili;
k) assunzione  da  parte  dell'utilizzatore, in caso di inadempimento
   del   somministratore,   dell'obbligo  del  pagamento  diretto  al
   lavoratore  del  trattamento  economico nonche' del versamento dei
   contributi  previdenziali, fatto salvo il diritto di rivalsa verso
   il somministratore.
  2.  Nell'indicare  gli  elementi di cui al comma 1, le parti devono
recepire le indicazioni contenute nei contratti collettivi.
  3.  Le  informazioni di cui al comma 1, nonche' la data di inizio e
la    durata    prevedibile    dell'attivita'    lavorativa    presso
l'utilizzatore,  devono  essere comunicate per iscritto al prestatore
di  lavoro  da  parte del somministratore all'atto della stipulazione
del   contratto   di   lavoro   ovvero   all'atto  dell'invio  presso
l'utilizzatore.
  4. In mancanza di forma scritta il contratto di somministrazione e'
nullo  e  i  lavoratori  sono  considerati  a  tutti gli effetti alle
dipendenze dell'utilizzatore.((9))
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 247, ha disposto (con l'art. 1, comma
46)  che  "E'  abolito  il  contratto di somministrazione di lavoro a
tempo  indeterminato  di  cui  al  titolo  III,  capo  I, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni."
                              Art. 22.
                  Disciplina dei rapporti di lavoro

  1.  In caso di somministrazione a tempo indeterminato i rapporti di
lavoro  tra somministratore e prestatori di lavoro sono soggetti alla
disciplina  generale dei rapporti di lavoro di cui al codice civile e
alle leggi speciali.
  2.  In  caso di somministrazione a tempo determinato il rapporto di
lavoro  tra  somministratore  e prestatore di lavoro e' soggetto alla
disciplina  di  cui  al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368,
per   quanto  compatibile,  e  in  ogni  caso  con  esclusione  delle
disposizioni  di  cui  (( all'articolo 5, commi 3 e seguenti )). Il
termine  inizialmente  posto al contratto di lavoro puo' in ogni caso
essere  prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto scritto,
nei  casi e per la durata prevista dal contratto collettivo applicato
dal somministratore.
  3.  Nel  caso  in  cui  il  prestatore  di  lavoro  sia assunto con
contratto  stipulato a tempo indeterminato, nel medesimo e' stabilita
la  misura  della indennita' mensile di disponibilita', divisibile in
quote  orarie,  corrisposta  dal  somministratore al lavoratore per i
periodi   nei   quali  il  lavoratore  stesso  rimane  in  attesa  di
assegnazione. La misura di tale indennita' e' stabilita dal contratto
collettivo applicabile al somministratore e comunque non e' inferiore
alla  misura  prevista, ovvero aggiornata periodicamente, con decreto
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. La predetta misura
e'  proporzionalmente  ridotta  in  caso di assegnazione ad attivita'
lavorativa   a   tempo  parziale  anche  presso  il  somministratore.
L'indennita'  di  disponibilita'  e'  esclusa  dal  computo  di  ogni
istituto di legge o di contratto collettivo.
  4.  Le  disposizioni  di  cui  all'articolo 4 della legge 23 luglio
1991,  n.  223,  non  trovano applicazione anche nel caso di fine dei
lavori  connessi  alla  somministrazione  a  tempo  indeterminato. In
questo  caso  trovano applicazione l'articolo 3 della legge 15 luglio
1966, n. 604, e le tutele del lavoratore di cui all'articolo 12.
  5.  In  caso  di  contratto  di  somministrazione, il prestatore di
lavoro non e' computato nell'organico dell'utilizzatore ai fini della
applicazione  di  normative di legge o di contratto collettivo, fatta
eccezione  per  quelle  relative  alla  materia  dell'igiene  e della
sicurezza sul lavoro.
  6. La disciplina in materia di assunzioni obbligatorie e la riserva
di  cui  all'articolo  4-bis, comma 3, del decreto legislativo n. 181
del 2000, non si applicano in caso di somministrazione. (3)((9))
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AGGIORNAMENTO (3)
  La  Corte  costituzionale  con sentenza 13 - 28 gennaio 2005, n. 50
(in  G.U.  1a  s.s. 02/02/2005, n. 5) ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art. 22, comma 6, del decreto legislativo n. 276
del 2003".
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 247, ha disposto (con l'art. 1, comma
46)  che  "E'  abolito  il  contratto di somministrazione di lavoro a
tempo  indeterminato  di  cui  al  titolo  III,  capo  I, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni."
                               Art. 23
 Tutela del prestatore di lavoro esercizio del potere disciplinare e
                      regime della solidarieta'

  1.  I  lavoratori dipendenti dal somministratore hanno diritto a un
trattamento  economico  e  normativo complessivamente non inferiore a
quello dei dipendenti di pari livello dell'utilizzatore, a parita' di
mansioni svolte. Restano in ogni caso salve le clausole dei contratti
collettivi  nazionali  di  lavoro stipulate ai sensi dell'articolo 1,
comma 3, della legge 24 giugno 1997, n. 196.
  2.  La  disposizione  di  cui al comma 1 non trova applicazione con
riferimento  ai  contratti  di  somministrazione conclusi da soggetti
privati autorizzati nell'ambito di specifici programmi di formazione,
inserimento  e  riqualificazione  professionale erogati, a favore dei
lavoratori  svantaggiati,  in  concorso con Regioni, Province ed enti
locali ai sensi e nei limiti di cui all'articolo 13.
  3.  L'utilizzatore  e' obbligato in solido con il somministratore a
corrispondere  ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi
previdenziali.
  4.  I contratti collettivi applicati dall'utilizzatore stabiliscono
modalita'  e  criteri  per  la  determinazione e corresponsione delle
erogazioni   economiche   correlate  ai  risultati  conseguiti  nella
realizzazione  di  programmi  concordati  tra  le  parti  o collegati
all'andamento  economico  dell'impresa.  I  lavoratori dipendenti dal
somministratore  hanno  altresi'  diritto a fruire di tutti i servizi
sociali  e assistenziali di cui godono i dipendenti dell'utilizzatore
addetti   alla  stessa  unita'  produttiva,  esclusi  quelli  il  cui
godimento sia condizionato alla iscrizione ad associazioni o societa'
cooperative  o  al  conseguimento  di  una  determinata anzianita' di
servizio.
  5.  Il  somministratore  informa  i  lavoratori  sui  rischi per la
sicurezza  e la salute connessi alle attivita' produttive in generale
e li forma e addestra all'uso delle attrezzature di lavoro necessarie
allo svolgimento della attivita' lavorativa per la quale essi vengono
assunti   in   conformita'   alle  disposizioni  recate  dal  decreto
legislativo  19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed
integrazioni.  Il  contratto  di  somministrazione puo' prevedere che
tale  obbligo  sia  adempiuto  dall'utilizzatore;  in tale caso ne va
fatta indicazione nel contratto con il lavoratore. Nel caso in cui le
mansioni  cui  e'  adibito  il  prestatore  di  lavoro richiedano una
sorveglianza   medica   speciale   o   comportino  rischi  specifici,
l'utilizzatore  ne  informa  il  lavoratore  conformemente  a  quanto
previsto  dal  decreto  legislativo  19  settembre  1994,  n.  626, e
successive  modificazioni  ed  integrazioni.  L'utilizzatore  osserva
altresi',  nei  confronti del medesimo prestatore, tutti gli obblighi
di  protezione  previsti  nei  confronti  dei propri dipendenti ed e'
responsabile   per   la   violazione   degli  obblighi  di  sicurezza
individuati dalla legge e dai contratti collettivi.
  6.  Nel  caso  in cui adibisca il lavoratore a mansioni superiori o
comunque  a  mansioni  non equivalenti a quelle dedotte in contratto,
l'utilizzatore   deve   darne   immediata  comunicazione  scritta  al
somministratore  consegnandone  copia al lavoratore medesimo. Ove non
abbia  adempiuto all'obbligo di informazione, l'utilizzatore risponde
in   via   esclusiva  per  le  differenze  retributive  spettanti  al
lavoratore   occupato   in   mansioni  superiori  e  per  l'eventuale
risarcimento  del  danno  derivante  dalla  assegnazione  a  mansioni
inferiori.
  7. Ai fini dell'esercizio del potere disciplinare, che e' riservato
al  somministratore,  l'utilizzatore  comunica al somministratore gli
elementi   che   formeranno  oggetto  della  contestazione  ai  sensi
dell'articolo 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
  8.  In  caso  di  somministrazione di lavoro a tempo determinato e'
nulla  ogni  clausola  diretta  a  limitare, anche indirettamente, la
facolta'  dell'utilizzatore  di assumere il lavoratore al termine del
contratto di somministrazione.
  9.  La  disposizione  di  cui al comma 8 non trova applicazione nel
caso  in  cui  al lavoratore sia corrisposta una adeguata indennita',
secondo  quanto  stabilito  dal  contratto  collettivo applicabile al
somministratore. ((9))
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 247, ha disposto (con l'art. 1, comma
46)  che  "E'  abolito  il  contratto di somministrazione di lavoro a
tempo  indeterminato  di  cui  al  titolo  III,  capo  I, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni."
                              Art. 24.
               Diritti sindacali e garanzie collettive

  1.  Ferme  restando  le  disposizioni  specifiche  per il lavoro in
cooperativa,    ai   lavoratori   delle   societa'   o   imprese   di
somministrazione e degli appaltatori si applicano i diritti sindacali
previsti   dalla   legge   20  maggio  1970,  n.  300,  e  successive
modificazioni.
  2.   Il  prestatore  di  lavoro  ha  diritto  a  esercitare  presso
l'utilizzatore, per tutta la durata della somministrazione, i diritti
di  liberta'  e  di  attivita'  sindacale  nonche' a partecipare alle
assemblee del personale dipendente delle imprese utilizzatrici.
  2.   Ai   prestatori   di   lavoro  che  dipendono  da  uno  stesso
somministratore e che operano presso diversi utilizzatori compete uno
specifico  diritto  di riunione secondo la normativa vigente e con le
modalita' specifiche determinate dalla contrattazione collettiva.
  4.  L'utilizzatore comunica alla rappresentanza sindacale unitaria,
ovvero   alle   rappresentanze   aziendali   e,   in  mancanza,  alle
associazioni  territoriali  di categoria aderenti alle confederazioni
dei   lavoratori  comparativamente  piu'  rappresentative  sul  piano
nazionale:
    a)  il  numero  e  i  motivi del ricorso alla somministrazione di
lavoro  prima  della  stipula  del contratto di somministrazione; ove
ricorrano  motivate  ragioni  di urgenza e necessita' di stipulare il
contratto,  l'utilizzatore fornisce le predette comunicazioni entro i
cinque giorni successivi;
    b)  ogni dodici mesi, anche per il tramite della associazione dei
datori  di lavoro alla quale aderisce o conferisce mandato, il numero
e  i  motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la
durata  degli  stessi,  il  numero  e  la  qualifica  dei  lavoratori
interessati.((9))
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 247, ha disposto (con l'art. 1, comma
46)  che  "E'  abolito  il  contratto di somministrazione di lavoro a
tempo  indeterminato  di  cui  al  titolo  III,  capo  I, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni."
                              Art. 25.
                         Norme previdenziali

  1.   Gli   oneri   contributivi,   previdenziali,  assicurativi  ed
assistenziali,  previsti dalle vigenti disposizioni legislative, sono
a  carico  del somministratore che, ai sensi e per gli effetti di cui
all'articolo  49  della  legge 9 marzo 1989, n. 88, e' inquadrato nel
settore   terziario.   Sulla  indennita'  di  disponibilita'  di  cui
all'articolo  22,  comma  3,  i  contributi  sono versati per il loro
effettivo  ammontare,  anche  in  deroga  alla  vigente  normativa in
materia di minimale contributivo.
  2.  Il  somministratore  non e' tenuto al versamento della aliquota
contributiva di cui all'articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre
1978, n. 845.
  3.  Gli  obblighi  per  l'assicurazione  contro  gli infortuni e le
malattie  professionali  previsti  dal  decreto  del Presidente della
Repubblica  30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni, sono
determinati  in  relazione  al  tipo  e  al rischio delle lavorazioni
svolte. I premi e i contributi sono determinati in relazione al tasso
medio,   o   medio  ponderato,  stabilito  per  la  attivita'  svolta
dall'impresa   utilizzatrice,   nella   quale  sono  inquadrabili  le
lavorazioni svolte dai lavoratori temporanei, ovvero sono determinati
in  base  al  tasso  medio,  o medio ponderato, della voce di tariffa
corrispondente   alla   lavorazione   effettivamente   prestata   dal
lavoratore  temporaneo,  ove presso l'impresa utilizzatrice la stessa
non sia gia' assicurata.
  4. Nel settore agricolo e in caso di somministrazione di lavoratori
domestici   trovano  applicazione  i  criteri  erogativi,  gli  oneri
previdenziali e assistenziali previsti dai relativi settori.((9))
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 247, ha disposto (con l'art. 1, comma
46)  che  "E'  abolito  il  contratto di somministrazione di lavoro a
tempo  indeterminato  di  cui  al  titolo  III,  capo  I, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni."
                              Art. 26.
                       Responsabilita' civile

  1.  Nel  caso di somministrazione di lavoro l'utilizzatore risponde
nei  confronti  dei terzi dei danni a essi arrecati dal prestatore di
lavoro nell'esercizio delle sue mansioni. ((9))
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 247, ha disposto (con l'art. 1, comma
46)  che  "E'  abolito  il  contratto di somministrazione di lavoro a
tempo  indeterminato  di  cui  al  titolo  III,  capo  I, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni."
                              Art. 27.
                     Somministrazione irregolare

  1.  Quando  la  somministrazione  di lavoro avvenga al di fuori dei
limiti  e  delle  condizioni  di  cui agli articoli 20 e 21, comma 1,
lettere  a),  b), c), d) ed e), il lavoratore puo' chiedere, mediante
ricorso  giudiziale a norma dell'articolo 414 del codice di procedura
civile, notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la
prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze
di quest'ultimo, con effetto dall'inizio della somministrazione.
  2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 tutti i pagamenti effettuati dal
somministratore,    a   titolo   retributivo   o   di   contribuzione
previdenziale,   valgono   a   liberare   il   soggetto   che  ne  ha
effettivamente  utilizzato  la  prestazione dal debito corrispondente
fino  a concorrenza della somma effettivamente pagata. Tutti gli atti
compiuti  dal  somministratore  per la costituzione o la gestione del
rapporto,  per  il  periodo  durante  il quale la somministrazione ha
avuto  luogo,  si  intendono  come  compiuti  dal  soggetto che ne ha
effettivamente utilizzato la prestazione.
  3.  Ai fini della valutazione delle ragioni di cui all'articolo 20,
commi  3  e  4,  che  consentono  la  somministrazione  di  lavoro il
controllo  giudiziale  e'  limitato esclusivamente, in conformita' ai
principi  generali dell'ordinamento, all'accertamento della esistenza
delle  ragioni  che  la giustificano e non puo' essere esteso fino al
punto   di  sindacare  nel  merito  valutazioni  e  scelte  tecniche,
organizzative o produttive che spettano all'utilizzatore.((9))
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 247, ha disposto (con l'art. 1, comma
46)  che  "E'  abolito  il  contratto di somministrazione di lavoro a
tempo  indeterminato  di  cui  al  titolo  III,  capo  I, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni."
                              Art. 28.
                    Somministrazione fraudolenta

  1.  Ferme  restando  le  sanzioni di cui all'articolo 18, quando la
somministrazione  di  lavoro  e'  posta  in  essere  con la specifica
finalita'  di  eludere  norme  inderogabili  di  legge o di contratto
collettivo  applicato  al  lavoratore, somministratore e utilizzatore
sono  puniti  con  una  ammenda  di  20  euro  per ciascun lavoratore
coinvolto e ciascun giorno di somministrazione.((9))
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 247, ha disposto (con l'art. 1, comma
46)  che  "E'  abolito  il  contratto di somministrazione di lavoro a
tempo  indeterminato  di  cui  al  titolo  III,  capo  I, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni."
Capo II
Appalto e distacco
                               Art. 29
                               Appalto

  1.  Ai  fini  della applicazione delle norme contenute nel presente
titolo,  il  contratto di appalto, stipulato e regolamentato ai sensi
dell'articolo   1655   del   codice   civile,   si   distingue  dalla
somministrazione  di lavoro per la organizzazione dei mezzi necessari
da  parte  dell'appaltatore,  che  puo' anche risultare, in relazione
alle  esigenze  dell'opera  o  del  servizio  dedotti  in  contratto,
dall'esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei
lavoratori  utilizzati  nell'appalto,  nonche'  per la assunzione, da
parte del medesimo appaltatore, del rischio d'impresa.
  (( 2. In caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro e' obbligato in solido con l'appaltatore, nonche' con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti. ))
  3.  L'acquisizione  del  personale  gia'  impiegato  nell'appalto a
seguito  di  subentro  di un nuovo appaltatore, in forza di legge, di
contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto
d'appalto,   non  costituisce  trasferimento  d'azienda  o  di  parte
d'azienda.
  3-bis.  Quando  il contratto di appalto sia stipulato in violazione
di  quanto  disposto  dal  comma  1,  il  lavoratore interessato puo'
chiedere,  mediante  ricorso giudiziale a norma dell'articolo 414 del
codice di procedura civile, notificato anche soltanto al soggetto che
ne  ha  utilizzato  la prestazione, la costituzione di un rapporto di
lavoro alle dipendenze di quest'ultimo. In tale ipotesi si applica il
disposto dell'articolo 27, comma 2.
  3-ter.  Fermo  restando  quando previsto dagli articoli 18 e 19, le
disposizioni  di  cui  al comma 2 non trovano applicazione qualora il
committente  sia  una  persona  fisica  che non esercita attivita' di
impresa o professionale.
                               Art. 30
                              Distacco

  1.  L'ipotesi del distacco si configura quando un datore di lavoro,
per  soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o piu'
lavoratori  a  disposizione di altro soggetto per l'esecuzione di una
determinata attivita' lavorativa.
  2.  In caso di distacco il datore di lavoro rimane responsabile del
trattamento economico e normativo a favore del lavoratore.
  3.  Il distacco che comporti un mutamento di mansioni deve avvenire
con  il  consenso  del  lavoratore  interessato.  Quando  comporti un
trasferimento  a una unita' produttiva sita a piu' di 50 km da quella
in  cui  il lavoratore e' adibito, il distacco puo' avvenire soltanto
per   comprovate   ragioni   tecniche,  organizzative,  produttive  o
sostitutive.
  4. Resta ferma la disciplina prevista dall'articolo 8, comma 3, del
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
  (( 4-bis. Quando il distacco avvenga in violazione di quanto disposto dal comma 1, il lavoratore interessato puo' chiedere, mediante ricorso giudiziale a norma dell'articolo 414 del codice di procedura civile, notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest'ultimo. In tale ipotesi si applica il disposto dell'articolo 27, comma 2. ))
Titolo IV
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GRUPPI DI IMPRESA E TRASFERIMENTO
D'AZIENDA
                               Art. 31
                          Gruppi di impresa

  1. I gruppi di impresa, individuati ai sensi dell'articolo 2359 del
codice civile e del decreto legislativo 2 aprile 2002, n. 74, possono
delegare lo svolgimento degli adempimenti di cui all'articolo 1 della
legge  11  gennaio 1979, n. 12, alla societa' capogruppo per tutte le
societa' controllate e collegate.
  (( 2. I consorzi di societa' cooperative, costituiti ai sensi dell'articolo 27 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, possono svolgere gli adempimenti di cui all'articolo 1 della legge 11 gennaio l979, n. 12, per conto delle societa' consorziate o delegarne l'esecuzione a una societa' consorziata. Tali servizi possono essere organizzati per il tramite dei consulenti del lavoro, anche se dipendenti dai predetti consorzi, cosi' come previsto dall'articolo 1, comma 4, della legge 11 gennaio 1979, n. 12. ))
  3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non rilevano ai fini della
individuazione  del soggetto titolare delle obbligazioni contrattuali
e legislative in capo alle singole societa' datrici di lavoro.
                               Art. 32
     Modifica all'articolo 2112 comma quinto, del Codice civile

  1.  Fermi  restando  i  diritti dei prestatori di lavoro in caso di
trasferimento  d'azienda  di  cui alla normativa di recepimento delle
direttive  europee in materia, il comma quinto dell'articolo 2112 del
codice  civile e' sostituito dal seguente: "Ai fini e per gli effetti
di  cui  al  presente articolo si intende per trasferimento d'azienda
qualsiasi  operazione  che,  in  seguito  a  cessione  contrattuale o
fusione,  comporti  il  mutamento  nella  titolarita' di un'attivita'
economica  organizzata,  con  o senza scopo di lucro, preesistente al
trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identita' a
prescindere  dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base
del  quale  il  trasferimento  e'  attuato ivi compresi l'usufrutto o
l'affitto  di  azienda.  Le  disposizioni  del  presente  articolo si
applicano  altresi'  al  trasferimento  di parte dell'azienda, intesa
come  articolazione funzionalmente autonoma di un'attivita' economica
organizzata,  identificata come tale dal cedente e dal cessionario al
momento del suo trasferimento".
  2.  All'articolo  2112  del  codice civile e' aggiunto, in fine, il
seguente comma: "Nel caso in cui l'alienante stipuli con l'acquirente
un contratto di appalto la cui esecuzione avviene utilizzando il ramo
d'azienda  oggetto di cessione, tra appaltante e appaltatore opera un
regime  di  solidarieta'  (( di cui all'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. ))".
Titolo V
TIPOLOGIE CONTRATTUALI A ORARIO RIDOTTO, MODULATO O FLESSIBILE

Capo I
Lavoro intermittente
                               Art. 33

     ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247. ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 39, comma 11)
che  "Dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione  gli  articoli  14,  33,  34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto  legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche
e integrazioni".
                               Art. 34

     ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247. ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 39, comma 11)
che  "Dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione  gli  articoli  14,  33,  34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto  legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche
e integrazioni".
                               Art. 35

     ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247. ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 39, comma 11)
che  "Dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione  gli  articoli  14,  33,  34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto  legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche
e integrazioni".
                              Art. 36.

     ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247. ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 39, comma 11)
che  "Dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione  gli  articoli  14,  33,  34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto  legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche
e integrazioni".
                              Art. 37.

     ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247. ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 39, comma 11)
che  "Dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione  gli  articoli  14,  33,  34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto  legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche
e integrazioni".
                               Art. 38

     ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247. ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 39, comma 11)
che  "Dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione  gli  articoli  14,  33,  34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto  legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche
e integrazioni".
                               Art. 39

     ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247. ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 39, comma 11)
che  "Dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione  gli  articoli  14,  33,  34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto  legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche
e integrazioni".
                               Art. 40

     ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247. ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 39, comma 11)
che  "Dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione  gli  articoli  14,  33,  34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto  legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche
e integrazioni".
Capo II
Lavoro ripartito
                              Art. 41.
                Definizione e vincolo di solidarieta'

  1.  Il  contratto  di lavoro ripartito e' uno speciale contratto di
lavoro   mediante   il   quale  due  lavoratori  assumono  in  solido
l'adempimento di una unica e identica obbligazione lavorativa.
  2.  Fermo  restando  il vincolo di solidarieta' di cui al comma 1 e
fatta  salva  una  diversa  intesa  tra  le  parti  contraenti,  ogni
lavoratore    resta   personalmente   e   direttamente   responsabile
dell'adempimento  della  intera obbligazione lavorativa nei limiti di
cui al presente capo.
  3.  Fatte salve diverse intese tra le parti contraenti o previsioni
dei contratti o accordi collettivi, i lavoratori hanno la facolta' di
determinare discrezionalmente e in qualsiasi momento sostituzioni tra
di  loro,  nonche'  di  modificare  consensualmente  la  collocazione
temporale  dell'orario  di  lavoro,  nel  qual  caso il rischio della
impossibilita'  della  prestazione  per  fatti  attinenti  a  uno dei
coobbligati e' posta in capo all'altro obbligato.
  4.   Eventuali   sostituzioni  da  parte  di  terzi,  nel  caso  di
impossibilita'  di  uno  o  entrambi  i  lavoratori coobbligati, sono
vietate  e  possono essere ammesse solo previo consenso del datore di
lavoro.
  5.   Salvo  diversa  intesa  tra  le  parti,  le  dimissioni  o  il
licenziamento   di   uno   dei   lavoratori   coobbligati  comportano
l'estinzione  dell'intero vincolo contrattuale. Tale disposizione non
trova  applicazione  se,  su  richiesta del datore di lavoro, l'altro
prestatore di lavoro si renda disponibile ad adempiere l'obbligazione
lavorativa,  integralmente o parzialmente, nel qual caso il contratto
di  lavoro  ripartito  si trasforma in un normale contratto di lavoro
subordinato di cui all'articolo 2094 del codice civile.
  6.  Salvo  diversa intesa tra le parti, l'impedimento di entrambi i
lavoratori  coobbligati  e'  disciplinato ai sensi dell'articolo 1256
del codice civile.
                              Art. 42.
                        Forma e comunicazioni

  1.  Il  contratto di lavoro ripartito e' stipulato in forma scritta
ai fini della prova dei seguenti elementi:
    a)  la  misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro
giornaliero,  settimanale,  mensile  o  annuale  che si prevede venga
svolto  da ciascuno dei lavoratori coobbligati, secondo le intese tra
loro  intercorse,  ferma  restando  la  possibilita'  per  gli stessi
lavoratori di determinare discrezionalmente, in qualsiasi momento, la
sostituzione  tra  di  loro ovvero la modificazione consensuale della
distribuzione dell'orario di lavoro;
    b)  il  luogo  di  lavoro,  nonche'  il  trattamento  economico e
normativo spettante a ciascun lavoratore;
    c)  le  eventuali  misure  di  sicurezza specifiche necessarie in
relazione al tipo di attivita' dedotta in contratto.
  2.  Ai  fini  della  possibilita'  di  certificare  le  assenze,  i
lavoratori  sono  tenuti  a  informare  preventivamente  il datore di
lavoro,  con  cadenza  almeno  settimanale,  in  merito all'orario di
lavoro di ciascuno dei soggetti coobbligati.
                              Art. 43.
                       Disciplina applicabile

  1.  La  regolamentazione  del  lavoro  ripartito  e' demandata alla
contrattazione collettiva nel rispetto delle previsioni contenute nel
presente capo.
  2.  In  assenza  di  contratti  collettivi,  e  fatto  salvo quanto
stabilito   nel  presente  capo,  trova  applicazione,  nel  caso  di
prestazioni  rese  a  favore  di  un  datore  di lavoro, la normativa
generale   del  lavoro  subordinato  in  quanto  compatibile  con  la
particolare natura del rapporto di lavoro ripartito.
                               Art. 44
                  Principio di non discriminazione

  1.  Fermi restando i divieti di discriminazione diretta e indiretta
previsti  dalla legislazione vigente, ((il lavoratore coobbligato non deve ricevere)),  per i periodi lavorati, un trattamento economico e
normativo  complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di
pari livello, a parita' di mansioni svolte.
  2.  Il trattamento economico e normativo dei lavoratori coobbligati
e'   riproporzionato,   in   ragione   della  prestazione  lavorativa
effettivamente eseguita, in particolare per quanto riguarda l'importo
della  retribuzione  globale  e  delle  singole  componenti  di essa,
nonche'  delle  ferie  e dei trattamenti per malattia, infortunio sul
lavoro, malattia professionale, congedi parentali.
  3.  Ciascuno  dei  lavoratori coobbligati ha diritto di partecipare
alle  riunioni  assembleari  di  cui all'articolo 20, legge 20 maggio
1970,  n.  300,  entro  il  previsto  limite complessivo di dieci ore
annue,   il   cui   trattamento  economico  verra'  ripartito  fra  i
coobbligati    proporzionalmente    alla    prestazione    lavorativa
effettivamente eseguita.
                              Art. 45.
                     Disposizioni previdenziali

  1.  Ai  fini  delle  prestazioni  della  assicurazione  generale  e
obbligatoria  per la invalidita', la vecchiaia ed i superstiti, della
indennita'  di  malattia  e di ogni altra prestazione previdenziale e
assistenziale  e  delle  relative  contribuzioni connesse alla durata
giornaliera,   settimanale,   mensile  o  annuale  della  prestazione
lavorativa i lavoratori contitolari del contratto di lavoro ripartito
sono  assimilati  ai  lavoratori  a  tempo parziale. Il calcolo delle
prestazioni   e   dei   contributi  andra'  tuttavia  effettuato  non
preventivamente  ma  mese  per  mese,  salvo conguaglio a fine anno a
seguito dell'effettivo svolgimento della prestazione lavorativa.
Capo III
Lavoro a tempo parziale
                              Art. 46.
 Norme di modifica al decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, e
                 successive modifiche e integrazioni

  1.  Al  decreto  legislativo  25  febbraio  2000, n. 61, cosi' come
modificato  dal  decreto  legislativo  26 febbraio 2001, n. 100, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a)  all'articolo  1,  comma  2, la lettera a) e' sostituita dalla
seguente:
    "a)   per  "tempo  pieno"  l'orario  normale  di  lavoro  di  cui
all'articolo  3,  comma  1, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n.
66,   o  l'eventuale  minor  orario  normale  fissato  dai  contratti
collettivi applicati;";
    b) all'articolo 1, il comma 3 e' sostituito dal seguente:
  "3.  I  contratti  collettivi nazionali o territoriali stipulati da
associazioni  dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu'
rappresentative   sul   piano  nazionale  e  i  contratti  collettivi
aziendali  stipulati  dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui
all'articolo  19  della  legge  20  maggio 1970, n. 300, e successive
modificazioni, ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie possono
determinare  condizioni  e modalita' della prestazione lavorativa del
rapporto  di  lavoro  di  cui  al  comma  2.  I  contratti collettivi
nazionali  possono,  altresi',  prevedere  per  specifiche  figure  o
livelli  professionali  modalita'  particolari  di  attuazione  delle
discipline  rimesse  alla  contrattazione  collettiva  ai  sensi  del
presente decreto.";
    c) all'articolo 1, il comma 4 e' sostituito dal seguente:
  "Le  assunzioni  a termine, di cui al decreto legislativo 9 ottobre
2001, n. 368, e successive modificazioni, di cui all'articolo 8 della
legge  23  luglio  1991,  n. 223, e di cui all'articolo 4 del decreto
legislativo  26  marzo  2001, n. 151, possono essere effettuate anche
con rapporto a tempo parziale, ai sensi dei commi 2 e 3.";
    d) all'articolo 3, il comma 1 e' sostituito dal seguente:
  "1.  Nelle  ipotesi di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale,
anche  a  tempo  determinato  ai  sensi  dell'articolo  1 del decreto
legislativo  9  ottobre 2001, n. 368, il datore di lavoro ha facolta'
di  richiedere lo svolgimento di prestazioni supplementari rispetto a
quelle  concordate  con il lavoratore ai sensi dell'articolo 2, comma
2, nel rispetto di quanto previsto dai commi 2, 3 e 4.";
    e) all'articolo 3, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
  "2.   I   contratti  collettivi  stipulati  dai  soggetti  indicati
nell'articolo 1, comma 3, stabiliscono il numero massimo delle ore di
lavoro  supplementare effettuabili e le relative causali in relazione
alle  quali  si  consente  di  richiedere  ad  un  lavoratore a tempo
parziale   lo   svolgimento   di  lavoro  supplementare,  nonche'  le
conseguenze   del  superamento  delle  ore  di  lavoro  supplementare
consentite dai contratti collettivi stessi.";
    f) all'articolo 3, il comma 3 e' sostituito dal seguente:
  "3. L'effettuazione di prestazioni di lavoro supplementare richiede
il   consenso   del   lavoratore   interessato  ove  non  prevista  e
regolamentata  dal  contratto  collettivo.  Il  rifiuto  da parte del
lavoratore  non  puo'  integrare  in  nessun  caso  gli  estremi  del
giustificato motivo di licenziamento.";
    g) all'articolo 3, il comma 4, ultimo periodo, e' soppresso;
    h) all'articolo 3, il comma 5 e' sostituito dal seguente:
  "5.  Nel  rapporto  di  lavoro  a tempo parziale verticale o misto,
anche   a   tempo   determinato,  e'  consentito  lo  svolgimento  di
prestazioni  lavorative  straordinarie. A tali prestazioni si applica
la  disciplina  legale e contrattuale vigente ed eventuali successive
modifiche  ed  integrazioni  in  materia  di lavoro straordinario nei
rapporti a tempo pieno.";
    i) all'articolo 3, il comma 6 e' abrogato;
    j) all'articolo 3, il comma 7 e' sostituito dal seguente:
  "7.  Fermo  restando  quanto  disposto dall'articolo 2, comma 2, le
parti  del contratto di lavoro a tempo parziale possono, nel rispetto
di  quanto  previsto dal presente comma e dai commi 8 e 9, concordare
clausole  flessibili  relative  alla  variazione  della  collocazione
temporale  della  prestazione  stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo
parziale  di  tipo  verticale  o misto possono essere stabilite anche
clausole  elastiche  relative alla variazione in aumento della durata
della  prestazione  lavorativa. I contratti collettivi, stipulati dai
soggetti indicati nell'articolo 1, comma 3, stabiliscono:
    1)  condizioni  e  modalita' in relazione alle quali il datore di
lavoro  puo'  modificare  la collocazione temporale della prestazione
lavorativa;
    2)  condizioni  e  modalita' in relazioni alle quali il datore di
lavoro   puo'   variare   in  aumento  la  durata  della  prestazione
lavorativa;
    3) i limiti massimi di variabilita' in aumento della durata della
prestazione lavorativa.";
    k) all'articolo 3, il comma 8 e' sostituito dal seguente:
  "8. L'esercizio da parte del datore di lavoro del potere di variare
in  aumento  la  durata  della  prestazione  lavorativa,  nonche'  di
modificare  la collocazione temporale della stessa comporta in favore
del  prestatore  di lavoro un preavviso, fatte salve le intese tra le
parti,  di  almeno  due  giorni  lavorativi,  nonche'  il  diritto  a
specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate dai
contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 3.";
    l) all'articolo 3, il comma 9 e' sostituito dal seguente:
  "9.  La  disponibilita'  allo  svolgimento del rapporto di lavoro a
tempo  parziale  ai  sensi  del  comma  7  richiede  il  consenso del
lavoratore formalizzato attraverso uno specifico patto scritto, anche
contestuale   al   contratto   di  lavoro,  reso,  su  richiesta  del
lavoratore,  con  l'assistenza  di un componente della rappresentanza
sindacale  aziendale  indicato  dal  lavoratore medesimo. L'eventuale
rifiuto  del  lavoratore  non  integra  gli  estremi del giustificato
motivo di licenziamento.";
    m) all'articolo 3, il comma 10 e' sostituito dal seguente:
  "10.  L'inserzione  nel  contratto  di  lavoro  a tempo parziale di
clausole  flessibili  o  elastiche  ai sensi del comma 7 e' possibile
anche nelle ipotesi di contratto di lavoro a termine.";
    n) i commi 11, 12, 13 e 15 dell'articolo 3 sono soppressi;
    o) l'articolo 5 e' sostituito dal seguente:
  "Art.  5  (Tutela ed incentivazione del lavoro a tempo parziale). -
1.  Il rifiuto di un lavoratore di trasformare il proprio rapporto di
lavoro  a  tempo  pieno  in  rapporto  a tempo parziale, o il proprio
rapporto  di  lavoro  a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, non
costituisce  giustificato  motivo  di licenziamento. Su accordo delle
parti   risultante  da  atto  scritto,  convalidato  dalla  direzione
provinciale  del  lavoro  competente  per  territorio,  e' ammessa la
trasformazione  del  rapporto  di  lavoro a tempo pieno in rapporto a
tempo  parziale.  Al  rapporto  di lavoro a tempo parziale risultante
dalla  trasformazione  si  applica  la  disciplina di cui al presente
decreto legislativo.
  2.  Il  contratto individuale puo' prevedere, in caso di assunzione
di  personale  a  tempo pieno, un diritto di precedenza in favore dei
lavoratori  assunti  a  tempo  parziale  in  attivita'  presso unita'
produttive  site  nello  stesso  ambito comunale, adibiti alle stesse
mansioni  od  a  mansioni  equivalenti rispetto a quelle con riguardo
alle quali e' prevista l'assunzione.
  3. In caso di assunzione di personale a tempo parziale il datore di
lavoro  e'  tenuto  a darne tempestiva informazione al personale gia'
dipendente  con  rapporto a tempo pieno occupato in unita' produttive
site  nello  stesso  ambito  comunale,  anche  mediante comunicazione
scritta  in  luogo  accessibile a tutti nei locali dell'impresa, ed a
prendere  in  considerazione le eventuali domande di trasformazione a
tempo parziale del rapporto dei dipendenti a tempo pieno. I contratti
collettivi  di  cui  all'articolo  1,  comma 3, possono provvedere ad
individuare criteri applicativi con riguardo a tale disposizione.
  4.   Gli  incentivi  economici  all'utilizzo  del  lavoro  a  tempo
parziale,    anche    a    tempo   determinato,   saranno   definiti,
compatibilmente  con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di
Stato,   nell'ambito   della  riforma  del  sistema  degli  incentivi
all'occupazione.";
    p) il comma 2 dell'articolo 6 e' soppresso;
    q) l'articolo 7 e' soppresso;
    r) all'articolo 8, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
  "L'eventuale  mancanza  o  indeterminatezza  nel  contratto scritto
delle  indicazioni  di  cui  all'articolo 2, comma 2, non comporta la
nullita'   del   contratto   di  lavoro  a  tempo  parziale.  Qualora
l'omissione  riguardi  la  durata  della  prestazione  lavorativa, su
richiesta del lavoratore puo' essere dichiarata la sussistenza fra le
parti di un rapporto di lavoro a tempo pieno a partire dalla data del
relativo accertamento giudiziale. Qualora invece l'omissione riguardi
la  sola  collocazione  temporale  dell'orario, il giudice provvede a
determinare  le  modalita' temporali di svolgimento della prestazione
lavorativa  a  tempo  parziale  con  riferimento  alle previsioni dei
contratti  collettivi di cui all'articolo 3, comma 7, o, in mancanza,
con  valutazione  equitativa,  tenendo  conto  in  particolare  delle
responsabilita'  familiari  del  lavoratore  interessato,  della  sua
necessita' di integrazione del reddito derivante dal rapporto a tempo
parziale  mediante  lo  svolgimento  di  altra  attivita' lavorativa,
nonche'   delle  esigenze  del  datore  di  lavoro.  Per  il  periodo
antecedente  la data della pronuncia della sentenza, il lavoratore ha
in  entrambi  i  casi  diritto, in aggiunta alla retribuzione dovuta,
alla   corresponsione   di   un  ulteriore  emolumento  a  titolo  di
risarcimento del danno, da liquidarsi con valutazione equitativa. Nel
corso  del  successivo  svolgimento  del  rapporto, e' fatta salva la
possibilita'   di   concordare  per  iscritto  clausole  elastiche  o
flessibili  ai  sensi  dell'articolo 3, comma 3. In luogo del ricorso
all'autorita'  giudiziaria,  le controversie di cui al presente comma
ed  al  comma  1  possono  essere,  risolte  mediante le procedure di
conciliazione  ed  eventualmente  di arbitrato previste dai contratti
collettivi nazionali di lavoro di cui all'articolo 1, comma 3.";
    s) all'articolo 8, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
  "2-bis. Lo svolgimento di prestazioni elastiche o flessibili di cui
all'articolo  3,  comma  7,  senza  il  rispetto  di quanto stabilito
dall'articolo  3,  commi  7, 8, 9 comporta a favore del prestatore di
lavoro  il  diritto,  in  aggiunta  alla  retribuzione  dovuta,  alla
corresponsione  di  un  ulteriore emolumento a titolo di risarcimento
del danno.
  2-ter.  In  assenza  di  contratti  collettivi  datore  di lavoro e
prestatore  di  lavoro  possono concordare direttamente l'adozione di
clausole  elastiche  o  flessibili  ai  sensi  delle disposizioni che
precedono.";
    t) dopo l'articolo 12 e' aggiunto, in fine, il seguente:
  "Art.  12-bis  (Ipotesi  di trasformazione del rapporto di lavoro a
tempo  pieno  in  rapporto  di  lavoro  a  tempo  parziale).  -  1. I
lavoratori  affetti da patologie oncologiche, per i quali residui una
ridotta capacita' lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti
di  terapie  salvavita, accertata da una commissione medica istituita
presso l'azienda unita' sanitaria locale territorialmente competente,
hanno  diritto  alla  trasformazione  del  rapporto di lavoro a tempo
pieno  in  lavoro  a  tempo  parziale  verticale  od  orizzontale. Il
rapporto   di   lavoro  a  tempo  parziale  deve  essere  trasformato
nuovamente  in  rapporto  di  lavoro  a  tempo  pieno a richiesta del
lavoratore.  Restano  in ogni caso salve disposizioni piu' favorevoli
per il prestatore di lavoro.".
Titolo VI
APPRENDISTATO E CONTRATTO DI INSERIMENTO

Capo I
Apprendistato
                              Art. 47.
            Definizione, tipologie e limiti quantitativi

  1.   Ferme   restando   le   disposizioni  vigenti  in  materia  di
diritto-dovere  di  istruzione  e  di  formazione,  il  contratto  di
apprendistato e' definito secondo le seguenti tipologie:
    a)    contratto   di   apprendistato   per   l'espletamento   del
diritto-dovere di istruzione e formazione;
    b)   contratto   di   apprendistato  professionalizzante  per  il
conseguimento  di  una  qualificazione  attraverso una formazione sul
lavoro e un apprendimento tecnico-professionale;
    c)  contratto di apprendistato per l'acquisizione di un diploma o
per percorsi di alta formazione.
  2.  Il  numero  complessivo  di apprendisti che un datore di lavoro
puo' assumere con contratto di apprendistato non puo' superare il 100
per  cento  delle  maestranze specializzate e qualificate in servizio
presso  il datore di lavoro stesso. Il datore di lavoro che non abbia
alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che
comunque   ne   abbia  in  numero  inferiore  a  tre,  puo'  assumere
apprendisti  in  numero non superiore a tre. La presente norma non si
applica  alle  imprese artigiane per le quali trovano applicazione le
disposizioni di cui all'articolo 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443.
  3.  In attesa della regolamentazione del contratto di apprendistato
ai  sensi  del  presente  decreto  continua  ad applicarsi la vigente
normativa in materia.
                              Art. 48.
 Apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e
                             formazione

  1.  Possono  essere  assunti,  in tutti i settori di attivita', con
contratto  di  apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di
istruzione  e  formazione  i  giovani  e  gli adolescenti che abbiano
compiuto quindici anni.
  2.   Il   contratto   di   apprendistato   per  l'espletamento  del
diritto-dovere  di istruzione e di formazione ha durata non superiore
a  tre  anni  ed  e'  finalizzato  al  conseguimento di una qualifica
professionale.   La   durata   del   contratto   e'   determinata  in
considerazione  della  qualifica da conseguire, del titolo di studio,
dei crediti professionali e formativi acquisiti, nonche' del bilancio
delle  competenze realizzato dai servizi pubblici per l'impiego o dai
soggetti  privati  accreditati,  mediante  l'accertamento dei crediti
formativi definiti ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53.
  3.   Il   contratto   di   apprendistato   per  l'espletamento  del
diritto-dovere  di istruzione e formazione e' disciplinato in base ai
seguenti principi:
    a)  forma  scritta  del  contratto,  contenente indicazione della
prestazione  lavorativa  oggetto  del  contratto, del piano formativo
individuale,  nonche'  della qualifica che potra' essere acquisita al
termine   del  rapporto  di  lavoro  sulla  base  degli  esiti  della
formazione aziendale od extra-aziendale;
    b)  divieto  di  stabilire  il  compenso dell'apprendista secondo
tariffe di cottimo;
    c)  possibilita' per il datore di lavoro di recedere dal rapporto
di  lavoro al termine del periodo di apprendistato ai sensi di quanto
disposto dall'articolo 2118 del codice civile;
    d)  divieto  per il datore di lavoro di recedere dal contratto di
apprendistato  in  assenza  di  una giusta causa o di un giustificato
motivo.
  4. La regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato per
l'espletamento  del  diritto-dovere  di  istruzione  e  formazione e'
rimessa  alle  regioni  e alle province autonome di Trento e Bolzano,
d'intesa  con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del
Ministero  dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sentite
le  associazioni  dei  datori  di  lavoro  e dei prestatori di lavoro
comparativamente   piu'  rappresentative  sul  piano  nazionale,  nel
rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi:
    a) definizione della qualifica professionale ai sensi della legge
28 marzo 2003, n. 53;
    b)  previsione  di un monte ore di formazione, esterna od interna
alla  azienda, congruo al conseguimento della qualifica professionale
in  funzione di quanto stabilito al comma 2 e secondo standard minimi
formativi definiti ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53;
    c)  rinvio  ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello
nazionale,  territoriale  o  aziendale  da  associazioni dei datori e
prestatori  di  lavoro  comparativamente  piu' rappresentative per la
determinazione,   anche  all'interno  degli  enti  bilaterali,  delle
modalita' di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli
standard generali fissati dalle regioni competenti;
    d) riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all'interno
del  percorso  di  formazione,  esterna e interna alla impresa, della
qualifica professionale ai fini contrattuali;
    e)   registrazione   della  formazione  effettuata  nel  libretto
formativo;
    f)  presenza  di  un tutore aziendale con formazione e competenze
adeguate.
                               Art. 49
                  Apprendistato professionalizzante

  1.  Possono  essere  assunti,  in tutti i settori di attivita', con
contratto  di apprendistato professionalizzante, per il conseguimento
di  una  qualificazione  attraverso  una  formazione  sul lavoro e la
acquisizione     di     competenze    di    base,    trasversali    e
tecnico-professionali,  i  soggetti  di  eta' compresa tra i diciotto
anni e i ventinove anni.
  2.  Per  soggetti  in  possesso  di  una  qualifica  professionale,
conseguita ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, il contratto di
apprendistato professionalizzante puo' essere stipulato a partire dal
diciassettesimo anno di eta'.
  3.  I  contratti  collettivi stipulati da associazioni dei datori e
prestatori  di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano
nazionale   o   regionale   stabiliscono,  in  ragione  del  tipo  di
qualificazione   da   conseguire,   la   durata   del   contratto  di
apprendistato   professionalizzante  che,  in  ogni  caso,  non  puo'
comunque essere (( superiore a sei anni )).
  4.   Il   contratto   di   apprendistato   professionalizzante   e'
disciplinato in base ai seguenti principi:
    a)  forma  scritta  del  contratto,  contenente indicazione della
prestazione  oggetto  del contratto, del piano formativo individuale,
nonche'  della  eventuale  qualifica  che  potra' essere acquisita al
termine   del  rapporto  di  lavoro  sulla  base  degli  esiti  della
formazione aziendale od extra-aziendale;
    b)  divieto  di  stabilire  il  compenso dell'apprendista secondo
tariffe di cottimo;
    c)  possibilita' per il datore di lavoro di recedere dal rapporto
di  lavoro al termine del periodo di apprendistato ai sensi di quanto
disposto dall'articolo 2118 del codice civile;
    d)  possibilita'  di  sommare  i  periodi di apprendistato svolti
nell'ambito  del diritto-dovere di istruzione e formazione con quelli
dell'apprendistato   professionalizzante   nel  rispetto  del  limite
massimo di durata di cui al comma 3.
    e)  divieto  per il datore di lavoro di recedere dal contratto di
apprendistato  in  assenza  di  una giusta causa o di un giustificato
motivo.
  5.  La  regolamentazione  dei  profili formativi dell'apprendistato
professionalizzante  e' rimessa alle regioni e alle province autonome
di  Trento  e  Bolzano,  d'intesa  con  le  associazioni dei datori e
prestatori  di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano
regionale e nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi:
    a)  previsione  di  un monte ore di formazione formale, interna o
esterna  alla  azienda,  di  almeno  centoventi  ore per anno, per la
acquisizione di competenze di base e tecnico-professionali;
    b)  rinvio  ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello
nazionale,  territoriale  o  aziendale  da  associazioni dei datori e
prestatori  di  lavoro  comparativamente  piu' rappresentative per la
determinazione,   anche  all'interno  degli  enti  bilaterali,  delle
modalita'  di  erogazione  e  della  articolazione  della formazione,
esterna  e  interna  alle  singole  aziende,  anche in relazione alla
capacita'  formativa  interna  rispetto a quella offerta dai soggetti
esterni;
    c) riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all'interno
del  percorso  di  formazione,  esterna e interna alla impresa, della
qualifica professionale ai fini contrattuali;
    d)   registrazione   della  formazione  effettuata  nel  libretto
formativo;
    e)  presenza  di  un tutore aziendale con formazione e competenze
adeguate.
  5-bis.  Fino  all'approvazione  della  legge regionale prevista dal
comma  5,  la  disciplina  dell'apprendistato  professionalizzante e'
rimessa  ai  contratti collettivi nazionali di categoria stipulati da
associazioni  dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu'
rappresentative sul piano nazionale.
  ((5-ter In caso di formazione esclusivamente aziendale non opera quanto previsto dal comma 5. In questa ipotesi i profili formativi dell'apprendistato professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale ovvero agli enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali definiscono la nozione di formazione aziendale e determinano, per ciascun profilo formativo, la durata e le modalita' di erogazione della formazione, le modalita' di riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto formativo. )) ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Successivamente  la Corte Costituzionale, 10-14 maggio 2010, n. 176
(in  G.U. 1a s.s. 19/05/2010, n. 20), ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  23,  comma  2, del decreto-legge 25 giugno
2008,  n.  112  (Disposizioni  urgenti  per lo sviluppo economico, la
semplificazione,  la competitivita', la stabilizzazione della finanza
pubblica  e  la  perequazione  tributaria),  convertito in legge, con
modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nella parte in cui
modifica  l'articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del
lavoro,  di  cui  alla  legge 14 febbraio 2003, n. 30), limitatamente
alle  parole  "non  opera  quanto  previsto  dal  comma  5. In questa
ipotesi",  "integralmente"  e  "definiscono  la nozione di formazione
aziendale e"".
                              Art. 50.
           Apprendistato per l'acquisizione di un diploma
                  o per percorsi di alta formazione

  1.  Possono  essere  assunti,  in tutti i settori di attivita', con
contratto  di  apprendistato per conseguimento di un titolo di studio
di  livello  secondario,  per  il  conseguimento  di titoli di studio
universitari  e  della  alta  formazione  ((, compresi i dottorati di ricerca)),  nonche'  per la specializzazione tecnica superiore di cui
all'articolo  69  della  legge  17 maggio 1999, n. 144, i soggetti di
eta' compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni.
  2.   Per  soggetti  in  possesso  di  una  qualifica  professionale
conseguita ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, il contratto di
apprendistato  di  cui al comma 1 puo' essere stipulato a partire dal
diciassettesimo anno di eta'.
  3.  Ferme  restando  le  intese  vigenti,  la regolamentazione e la
durata  dell'apprendistato  per  l'acquisizione  di  un diploma o per
percorsi  di  alta  formazione  e'  rimessa  alle regioni, per i soli
profili che attengono alla formazione, in accordo con le associazioni
territoriali  dei  datori  di  lavoro  e dei prestatori di lavoro, le
universita'   e  le  altre  istituzioni  formative  ((In assenza di regolamentazioni regionali l'attivazione dell'apprendistato di alta formazione e' rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai datori di lavoro con le Universita' e le altre istituzioni formative. Trovano applicazione, per quanto compatibili, i principi stabiliti all'articolo 49, comma 4, nonche' le disposizioni di cui all'articolo 53)).
                              Art. 51.
                          Crediti formativi

  1. La qualifica professionale conseguita attraverso il contratto di
apprendistato  costituisce credito formativo per il proseguimento nei
percorsi di istruzione e di istruzione e formazione professionale.
  2.  Entro dodici mesi dalla entrata in vigore del presente decreto,
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministero  dell'istruzione,  della  universita'  e  della  ricerca, e
previa  intesa  con  le  regioni  e le province autonome definisce le
modalita'  di riconoscimento dei crediti di cui al comma che precede,
nel  rispetto delle competenze delle regioni e province autonome e di
quanto     stabilito    nell'Accordo    in    Conferenza    unificata
Stato-regioni-autonomie locali del 18 febbraio 2000 e nel decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 31 maggio 2001.
                              Art. 52.
                    Repertorio delle professioni

  1. Allo scopo di armonizzare le diverse qualifiche professionali e'
istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il
repertorio  delle  professioni  predisposto  da un apposito organismo
tecnico  di  cui  fanno  parte  il  Ministero  dell'istruzione, della
universita'  e della ricerca, le associazioni dei datori e prestatori
di  lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale,
e i rappresentanti della Conferenza Stato-regioni.
                               Art. 53
    Incentivi economici e normativi e disposizioni previdenziali

  1.   Durante   il   rapporto  di  apprendistato,  la  categoria  di
inquadramento del lavoratore non potra' essere inferiore, per piu' di
due  livelli, alla categoria spettante, in applicazione del contratto
collettivo  nazionale  di  lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o
funzioni  che  richiedono  qualificazioni  corrispondenti a quelle al
conseguimento delle quali e' finalizzato il contratto.
  ((1-bis. I contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale possono stabilire la retribuzione dell'apprendista in misura percentuale della retribuzione spettante ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle per il conseguimento delle quali e' finalizzato il contratto. La retribuzione cosi' determinata deve essere graduale anche in rapporto all'anzianita' di servizio)).
  2.  Fatte  salve  specifiche  previsioni  di  legge  o di contratto
collettivo,  i lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono
esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti
collettivi per l'applicazione di particolari normative e istituti.
  3.  In  attesa  della  riforma  del  sistema  degli  incentivi alla
occupazione,  restano  fermi  gli  attuali  sistemi di incentivazione
economica  la  cui  erogazione sara' tuttavia soggetta alla effettiva
verifica  della  formazione  svolta secondo le modalita' definite con
decreto  del  Ministro del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa
con  la  Conferenza  Stato-regioni.  In  caso  di inadempimento nella
erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il
datore  di  lavoro  e che sia tale da impedire la realizzazione delle
finalita'  di cui agli articoli 48, comma 2, 49, comma 1, e 50, comma
1,  il  datore  di  lavoro  e'  tenuto a versare la differenza tra la
contribuzione  versata  e quella dovuta con riferimento al livello di
inquadramento  contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal
lavoratore  al  termine  del periodo di apprendistato, maggiorata del
100   per   cento.   La   maggiorazione   cosi'   stabilita   esclude
l'applicazione di qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa
contribuzione.
  4. Resta ferma la disciplina previdenziale e assistenziale prevista
dalla  legge  19  gennaio  1955,  n. 25, e successive modificazioni e
integrazioni.
Capo II
Contratto di inserimento
                              Art. 54. 
                 Definizione e campo di applicazione 
 
  1. Il contratto di inserimento e' un contratto di lavoro diretto  a
realizzare, mediante un progetto  individuale  di  adattamento  delle
competenze professionali del lavoratore  a  un  determinato  contesto
lavorativo, l'inserimento ovvero il  reinserimento  nel  mercato  del
lavoro delle seguenti categorie di persone: 
    a) soggetti di eta' compresa tra i diciotto e i ventinove anni; 
    b) disoccupati di lunga durata  da  ventinove  fino  a  trentadue
anni; 
    c) lavoratori con piu' di cinquanta anni di eta' che siano  privi
di un posto di lavoro; 
    d) lavoratori che desiderino riprendere una attivita'  lavorativa
e che non abbiano lavorato per almeno due anni; 
    e) donne di qualsiasi eta' ((prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi)) residenti in una area  geografica  in
cui il  tasso  di  occupazione  femminile  determinato  con  apposito
decreto del Ministro dei lavoro e delle politiche sociali di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze entro  sessanta  giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto,  sia  inferiore
almeno del 20 per cento di quello maschile  o  in  cui  il  tasso  di
disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile; 
    f)  persone  riconosciute  affette,  ai  sensi  della   normativa
vigente, da un grave handicap fisico, mentale o psichico. 
  2. I contratti di inserimento possono essere stipulati da: 
    a) enti pubblici economici, imprese e loro consorzi; 
    b) gruppi di imprese; 
    c) associazioni professionali, socio-culturali, sportive; 
    d) fondazioni; 
    e) enti di ricerca, pubblici e privati; 
    f) organizzazioni e associazioni di categoria. 
  3. Per poter assumere mediante contratti di inserimento i  soggetti
di cui al comma 2  devono  avere  mantenuto  in  servizio  almeno  il
sessanta per cento dei lavoratori il cui contratto di inserimento sia
venuto a scadere nei diciotto mesi precedenti. A  tale  fine  non  si
computano i lavoratori che si siano dimessi,  quelli  licenziati  per
giusta causa e quelli che, al termine del rapporto di lavoro, abbiano
rifiutato la proposta di rimanere in servizio con rapporto di  lavoro
a tempo indeterminato, i contratti risolti nel corso o al termine del
periodo di prova, nonche' i contratti non trasformati in rapporti  di
lavoro a tempo indeterminato in misura pari a quattro contratti. Agli
effetti della  presente  disposizione  si  considerano  mantenuti  in
servizio i soggetti per i quali il rapporto di lavoro, nel corso  del
suo svolgimento sia stato trasformato in rapporto di lavoro  a  tempo
indeterminato. 
  4. La disposizione di cui al comma 3 non trova applicazione quando,
nei diciotto mesi precedenti  alla  assunzione  del  lavoratore,  sia
venuto a scadere un solo contratto di inserimento. 
  5. Restano  in  ogni  caso  applicabili,  se  piu'  favorevoli,  le
disposizioni di cui all'articolo 20 della legge 23  luglio  1991,  n.
223,  in  materia  di  contratto  di  reinserimento  dei   lavoratori
disoccupati. 
                               Art. 55
                 Progetto individuale di inserimento

  1.  Condizione  per l'assunzione con contratto di inserimento e' la
definizione,   con   il  consenso  del  lavoratore,  di  un  progetto
individuale  di  inserimento,  finalizzato  a garantire l'adeguamento
delle  competenze  professionali  del  lavoratore  stesso al contesto
lavorativo.
  2.  I  contratti  collettivi  nazionali o territoriali stipulati da
associazioni  dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu'
rappresentative   sul   piano  nazionale  e  i  contratti  collettivi
aziendali  stipulati  dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui
all'articolo  19  della  legge  20  maggio 1970, n. 300, e successive
modificazioni,   ovvero   dalle   rappresentanze  sindacali  unitarie
determinano, anche all'interno degli enti bilaterali, le modalita' di
definizione  dei  piani  individuali  di  inserimento con particolare
riferimento  alla  realizzazione  del  progetto,  anche attraverso il
ricorso  ai  fondi  interprofessionali per la formazione continua, in
funzione   dell'adeguamento   delle   capacita'   professionali   del
lavoratore,  nonche' le modalita' di definizione e sperimentazione di
orientamenti,  linee-guida  e  codici  di  comportamento  diretti  ad
agevolare il conseguimento dell'obiettivo di cui al comma 1.
  3.  Qualora,  entro cinque mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo, non sia intervenuta, ai sensi del comma
2,  la  determinazione da parte del contratto collettivo nazionale di
lavoro  delle  modalita'  di  definizione  dei  piani  individuali di
inserimento, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali convoca
le  organizzazioni  sindacali  interessate dei datori di lavoro e dei
lavoratori  e  le assiste al fine di promuovere l'accordo. In caso di
mancata stipulazione dell'accordo entro i quattro mesi successivi, il
Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali  individua in via
provvisoria  e  con  proprio  decreto, tenuto conto delle indicazioni
contenute nell'eventuale accordo interconfederale di cui all'articolo
86, comma 13, e delle prevalenti posizioni espresse da ciascuna delle
due   parti  interessate,  le  modalita'  di  definizione  dei  piani
individuali di inserimento di cui al comma 2.
  4.  La formazione eventualmente effettuata durante l'esecuzione del
rapporto di lavoro dovra' essere registrata nel libretto formativo.
  (( 5. In caso di gravi inadempienze nella realizzazione del progetto individuale di inserimento di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che siano tali da impedire la realizzazione della finalita' di cui all'articolo 54, comma 1, il datore di lavoro e' tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di inserimento, maggiorata del 100 per cento. La maggiorazione cosi' stabilita esclude l'applicazione di qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa contribuzione. ))
                              Art. 56.
                                Forma

  1.  Il  contratto di inserimento e' stipulato in forma scritta e in
esso  deve  essere specificamente indicato il progetto individuale di
inserimento di cui all'articolo 55.
  2.  In  mancanza  di  forma  scritta  il  contratto  e'  nullo e il
lavoratore si intende assunto a tempo indeterminato.
                              Art. 57.
                               Durata

  1.  Il  contratto di inserimento ha una durata non inferiore a nove
mesi  e  non  puo'  essere  superiore  ai  diciotto  mesi. In caso di
assunzione di lavoratori di cui all'articolo 54, comma 1, lettera f),
la durata massima puo' essere estesa fino a trentasei mesi.
  2.  Nel  computo  del  limite  massimo di durata non si tiene conto
degli  eventuali  periodi  dedicati  allo  svolgimento  del  servizio
militare  o  di  quello civile, nonche' dei periodi di astensione per
maternita'.
  3.  Il  contratto  di  inserimento non e' rinnovabile tra le stesse
parti.  Eventuali proroghe del contratto sono ammesse entro il limite
massimo di durata indicato al comma 1.
                              Art. 58.
                  Disciplina del rapporto di lavoro

  1.  Salvo  diversa  previsione dei contratti collettivi nazionali o
territoriali  stipulati  da  associazioni  dei datori e prestatori di
lavoro  comparativamente  piu'  rappresentative sul piano nazionale e
dei  contratti  collettivi  aziendali  stipulati dalle rappresentanze
sindacali  aziendali  di  cui  all'articolo  19 della legge 20 maggio
1970, n. 300, e successive modificazioni, ovvero dalle rappresentanze
sindacali  unitarie,  ai  contratti  di inserimento si applicano, per
quanto  compatibili,  le disposizioni di cui al decreto legislativo 6
settembre 2001, n. 368.
  2.  I  contratti  collettivi di cui al comma 1 possono stabilire le
percentuali   massime   dei   lavoratori  assunti  con  contratto  di
inserimento.
                               Art. 59 
                   Incentivi economici e normativi 
 
  1.  Durante  il  rapporto   di   inserimento,   la   categoria   di
inquadramento del lavoratore non puo' essere inferiore, per  piu'  di
due livelli, alla categoria spettante, in applicazione del  contratto
collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti  a  mansioni  o
funzioni che richiedono qualificazioni  corrispondenti  a  quelle  al
conseguimento delle quali e' preordinato il progetto  di  inserimento
oggetto del contratto. Il sottoinquadramento non  trova  applicazione
per la categoria di lavoratori  di  cui  all'articolo  54,  comma  1,
lettera  e),  salvo  non  esista  diversa  previsione  da  parte  dei
contratti  collettivi  nazionali  o  territoriali   sottoscritti   da
associazioni  dei  datori  di  lavoro  e  dei  prestatori  di  lavoro
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale. 
  2. Fatte salve specifiche previsioni  di  contratto  collettivo,  i
lavoratori assunti con contratto  di  inserimento  sono  esclusi  dal
computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti  collettivi
per l'applicazione di particolari normative e istituti. 
  3. In  attesa  della  riforma  del  sistema  degli  incentivi  alla
occupazione,  gli  incentivi  economici  previsti  dalla   disciplina
vigente in materia  di  contratto  di  formazione  e  lavoro  trovano
applicazione  con  esclusivo  riferimento  ai   lavoratori   di   cui
all'articolo 54, comma, 1, lettere b), c), d), e) ed f), nel rispetto
del regolamento (CE) ((n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008)). 
                             Art. 59-bis
                   (( (Disciplina transitoria dei contratti di formazione e lavoro) ))

  ((1. Ai contratti di formazione e lavoro stipulati dal 24 ottobre 2003 e fino al 31 ottobre 2004, sulla base di progetti autorizzati entro il 23 ottobre 2003, si applica la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, ad eccezione dei benefici economici previsti in materia di contratti di formazione e lavoro, per i quali si applica la disciplina di cui al comma 2. 2. Per poter accedere ai benefici economici previsti dalla disciplina vigente prima della data del 24 ottobre 2003 in materia di contratti di formazione e lavoro, nel limite massimo complessivo di 16.000 lavoratori, i datori di lavoro, che abbiano stipulato i contratti di cui al comma 1, devono presentare, entro trenta giorni dalla stipula, domanda all'lNPS contenente l'indicazione del numero dei contratti stipulati. Alla domanda va allegata copia delle rispettive autorizzazioni. ((2)) 3. L'I.N.P.S. ammette, entro il 30 novembre 2004 e nel limite numerico di cui al comma 2, l'accesso ai benefici economici di cui allo stesso comma 2, secondo il criterio della priorita' della data della stipula del contratto di formazione e lavoro. L'accesso ai benefici e' comunque concesso in via prioritaria ai contratti di formazione e lavoro stipulati nell'ambito di contratti d'area o patti territoriali.))
---------------
AGGIORNAMENTO (2)
  Il  D.Lgs. 6 ottobre 2004, n. 251 ha disposto (con l'art. 14, comma
2)  che  "Per  i  contratti di formazione e lavoro gia' stipulati, il
termine  della  presentazione  delle  domande  di  cui  al  comma  2,
dell'articolo  59-bis  del  decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276,  decorre  dalla  data  di entrata in vigore del presente decreto
Legislativo".
                              Art. 60.
                   Tirocini estivi di orientamento

  1.  Si  definiscono  tirocini  estivi  di  orientamento  i tirocini
promossi durante le vacanze estive a favore di un adolescente o di un
giovane,   regolarmente   iscritto   a   un  ciclo  di  studi  presso
l'universita'  o  un  istituto scolastico di ogni ordine e grado, con
fini orientativi e di addestramento pratico.
  2 Il tirocinio estivo di orientamento ha una durata non superiore a
tre  mesi  e  si  svolge  nel  periodo compreso tra la fine dell'anno
accademico  e scolastico e l'inizio di quello successivo. Tale durata
e' quella massima in caso di pluralita' di tirocini.
  3.  Eventuali  borse  lavoro  erogate  a favore del tirocinante non
possono superare l'importo massimo mensile di 600 euro.
  4.  Salvo  diversa  previsione  dei  contratti collettivi, non sono
previsti  limiti  percentuali  massimi per l'impiego di adolescenti o
giovani al tirocinio estivo di orientamento.
  5.  Salvo quanto previsto ai commi precedenti ai tirocini estivi si
applicano  le  disposizioni di cui all'articolo 18 della legge n. 196
del  1997  e  al  decreto  del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale 25 marzo 1998, n. 142.((3))
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AGGIORNAMENTO (3)
  La Corte costituzionale, con sentenza 13-28 gennaio 2005, n. 50 (in
G.U.  1a  s.s.  02/02/2005,  n.  5)  ha  dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 60 del decreto legislativo n. 276 del 2003".
Titolo VII
TIPOLOGIE CONTRATTUALI A PROGETTO E OCCASIONALI

Capo I
Lavoro a progetto e lavoro occasionale
                              Art. 61.
                 Definizione e campo di applicazione

  1.  Ferma  restando la disciplina per gli agenti e i rappresentanti
di commercio, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa,
prevalentemente  personale  e senza vincolo di subordinazione, di cui
all'articolo  409, n. 3, del codice di procedura civile devono essere
riconducibili a uno o piu' progetti specifici o programmi di lavoro o
fasi  di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal
collaboratore   in   funzione   del   risultato,   nel  rispetto  del
coordinamento    con    la    organizzazione    del   committente   e
indipendentemente   dal   tempo   impiegato  per  l'esecuzione  della
attivita' lavorativa.
  2. Dalla disposizione di cui al comma 1 sono escluse le prestazioni
occasionali,  intendendosi  per tali i rapporti di durata complessiva
non  superiore  a  trenta giorni nel corso dell'anno solare ((ovvero, nell'ambito dei servizi di cura e assistenza alla persona, non superiore a 240 ore,))  con  lo  stesso  committente, salvo che il
compenso  complessivamente  percepito  nel  medesimo  anno solare sia
superiore  a  5  mila  euro,  nel  qual  caso trovano applicazione le
disposizioni contenute nel presente capo.
  3.  Sono  escluse  dal  campo  di applicazione del presente capo le
professioni  intellettuali  per l'esercizio delle quali e' necessaria
l'iscrizione  in  appositi albi professionali, esistenti alla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto  legislativo,  nonche'  i
rapporti  e  le attivita' di collaborazione coordinata e continuativa
comunque  rese  e  utilizzate  a  fini  istituzionali in favore delle
associazioni  e  societa'  sportive  dilettantistiche  affiliate alle
federazioni  sportive nazionali, alle discipline sportive associate e
agli  enti  di  promozione  sportiva  riconosciute dal C.O.N.I., come
individuate  e  disciplinate dall'articolo 90 della legge 27 dicembre
2002,  n.  289.  Sono  altresi' esclusi dal campo di applicazione del
presente   capo  i  componenti  degli  organi  di  amministrazione  e
controllo  delle  societa'  e i partecipanti a collegi e commissioni,
nonche' coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia.
  4.  Le  disposizioni  contenute  nel presente capo non pregiudicano
l'applicazione  di  clausole  di  contratto  individuale o di accordo
collettivo piu' favorevoli per il collaboratore a progetto.
                               Art. 62
                                Forma

  1.  Il contratto di lavoro a progetto e' stipulato in forma scritta
e deve contenere, ai fini della prova, i seguenti elementi:
a) indicazione  della  durata,  determinata  o  determinabile,  della
   prestazione di lavoro;
b) indicazione  del  progetto  o programma di lavoro, o fasi di esso,
   individuata  nel  suo contenuto caratterizzante, che viene dedotto
   in contratto;
c) il  corrispettivo e i criteri per la sua determinazione, nonche' i
   tempi  e  le  modalita'  di pagamento e la disciplina dei rimborsi
   spese;
d) le forme di coordinamento del lavoratore a progetto al committente
   sulla  esecuzione,  anche temporale, della prestazione lavorativa,
   che  in  ogni  caso  non  possono  essere  tali  da  pregiudicarne
   l'autonomia nella esecuzione dell'obbligazione lavorativa;
e) le  eventuali  misure  per  la tutela della salute e sicurezza del
   collaboratore   a   progetto,   fermo   restando  quanto  disposto
   dall'articolo 66, comma 4.
                              Art. 63.
                            Corrispettivo

  1.  Il compenso corrisposto ai collaboratori a progetto deve essere
proporzionato  alla  quantita' e qualita' del lavoro eseguito, e deve
tenere  conto  dei  compensi  normalmente  corrisposti  per  analoghe
prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto.
                              Art. 64.
                       Obbligo di riservatezza

  1.  Salvo  diverso accordo tra le parti il collaboratore a progetto
puo' svolgere la sua attivita' a favore di piu' committenti.
  2.  Il  collaboratore  a  progetto  non  deve svolgere attivita' in
concorrenza con i committenti ne', in ogni caso, diffondere notizie e
apprezzamenti  attinenti  ai programmi e alla organizzazione di essi,
ne'  compiere, in qualsiasi modo, atti in pregiudizio della attivita'
dei committenti medesimi.
                              Art. 65.
               Invenzioni del collaboratore a progetto

  1.  Il  lavoratore  a  progetto  ha  diritto di essere riconosciuto
autore della invenzione fatta nello svolgimento del rapporto.
  2.  I  diritti e gli obblighi delle parti sono regolati dalle leggi
speciali,  compreso  quanto previsto dall'articolo 12-bis della legge
22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni.
                              Art. 66.
             Altri diritti del collaboratore a progetto

  1.  La  gravidanza,  la malattia e l'infortunio del collaboratore a
progetto  non  comportano l'estinzione del rapporto contrattuale, che
rimane sospeso, senza erogazione del corrispettivo.
  2.  Salva  diversa previsione del contratto individuale, in caso di
malattia  e  infortunio  la sospensione del rapporto non comporta una
proroga della durata del contratto, che si estingue alla scadenza. Il
committente puo' comunque recedere dal contratto se la sospensione si
protrae  per  un  periodo superiore a un sesto della durata stabilita
nel contratto, quando essa sia determinata, ovvero superiore a trenta
giorni per i contratti di durata determinabile.
  3.  In  caso di gravidanza, la durata del rapporto e' prorogata per
un  periodo di centottanta giorni, salva piu' favorevole disposizione
del contratto individuale.
  4.  Oltre  alle  disposizioni  di cui alla legge 11 agosto 1973, n.
533,  e  successive  modificazioni  e  integrazioni, sul processo del
lavoro  e  di  cui  all'articolo  64 del decreto legislativo 26 marzo
2001,  n.  151, e successive modificazioni, ai rapporti che rientrano
nel  campo  di  applicazione  del presente capo si applicano le norme
sulla  sicurezza e igiene del lavoro di cui al decreto legislativo n.
626  del  1994  e  successive  modifiche  e  integrazioni,  quando la
prestazione   lavorativa   si   svolga   nei  luoghi  di  lavoro  del
committente,  nonche'  le  norme  di  tutela contro gli infortuni sul
lavoro  e le malattie professionali, le norme di cui all'articolo 51,
comma  1,  della  legge  23  dicembre 1999, n. 488, e del decreto del
Ministero  del  lavoro  e della previdenza sociale in data 12 gennaio
2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2001.
                              Art. 67.
                Estinzione del contratto e preavviso

  1.  I  contratti  di lavoro di cui al presente capo si risolvono al
momento della realizzazione del progetto o del programma o della fase
di esso che ne costituisce l'oggetto.
  2.  Le  parti possono recedere prima della scadenza del termine per
giusta  causa  ovvero secondo le diverse causali o modalita', incluso
il   preavviso,   stabilite  dalle  parti  nel  contratto  di  lavoro
individuale.
                               Art. 68
                   (( (Rinunzie e transazioni) ))

  ((1. Nella riconduzione a un progetto, programma di lavoro o fase di esso dei contratti di cui all'articolo 61, comma 1, i diritti derivanti da un rapporto di lavoro gia' in essere possono essere oggetto di rinunzie o transazioni tra le parti in sede di certificazione del rapporto di lavoro di cui al Titolo VIII secondo lo schema dell'articolo 2113 del codice civile.))
                              Art. 69.
   Divieto di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa
                 atipici e conversione del contratto

  1.   I   rapporti   di  collaborazione  coordinata  e  continuativa
instaurati   senza   l'individuazione   di  uno  specifico  progetto,
programma  di  lavoro o fase di esso ai sensi dell'articolo 61, comma
1,   sono   considerati   rapporti  di  lavoro  subordinato  a  tempo
indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto.
  2.  Qualora  venga accertato dal giudice che il rapporto instaurato
ai  sensi  dell'articolo  61  sia venuto a configurare un rapporto di
lavoro  subordinato,  esso  si  trasforma  in  un  rapporto di lavoro
subordinato   corrispondente   alla   tipologia  negoziale  di  fatto
realizzatasi tra le parti.
  3.  Ai fini del giudizio di cui al comma 2, il controllo giudiziale
e'  limitato  esclusivamente,  in  conformita'  ai  principi generali
dell'ordinamento,  all'accertamento  della  esistenza  del  progetto,
programma  di  lavoro o fase di esso e non puo' essere esteso fino al
punto   di  sindacare  nel  merito  valutazioni  e  scelte  tecniche,
organizzative o produttive che spettano al committente.
Capo II
Prestazioni occasionali di tipo accessorio rese da particolari
soggetti
                               Art. 70
                 Definizione e campo di applicazione

  1.  Per  prestazioni  di  lavoro  accessorio si intendono attivita'
lavorative di natura occasionale rese nell'ambito:
    a)  di  lavori domestici; b) di lavori di giardinaggio, pulizia e
manutenzione  di edifici, strade, parchi e monumenti , anche nel caso
in  cui  il  committente  sia  un  ente  locale; c) dell'insegnamento
privato  supplementare;  d)  di  manifestazioni  sportive, culturali,
fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarieta'
anche  in  caso  di  committente  pubblico;  e)  di qualsiasi settore
produttivo,  compresi gli enti locali, le scuole e le universita', il
sabato  e  la  domenica  e  durante  i periodi di vacanza da parte di
giovani con meno di venticinque anni di eta' se regolarmente iscritti
a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine
e  grado,  compatibilmente  con  gli  impegni  scolastici,  ovvero in
qualunque  periodo  dell'anno  se regolarmente iscritti a un ciclo di
studi  presso  l'universita';  f)  di attivita' agricole di carattere
stagionale  effettuate  da  pensionati, da casalinghe e da giovani di
cui  alla  lettera e) ovvero delle attivita' agricole svolte a favore
dei  soggetti  di  cui  all'articolo  34,  comma  6,  del decreto del
Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; g) dell'impresa
familiare  di  cui  all'articolo  230-bis del codice civile; h) della
consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana
e  periodica;  h-bis)  di  qualsiasi settore produttivo, compresi gli
enti  locali,  da  parte di pensionati. h-ter) di attivita' di lavoro
svolte  nei  maneggi e nelle scuderie. In via sperimentale per l'anno
2010,  per  prestazioni  di  lavoro  accessorio si intendono anche le
attivita'  lavorative  di  natura  occasionale  rese  nell'ambito  di
qualsiasi  settore  produttivo  da  parte  di  prestatori  di  lavoro
titolari  di  contratti  di  lavoro  a tempo parziale, con esclusione
della  possibilita'  di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di
lavoro titolare del contratto a tempo parziale. ((16))
  1-bis. In via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, prestazioni di
lavoro accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi,
compresi gli enti locali, e nel limite massimo di 3.000 euro per anno
solare,  da  percettori  di prestazioni integrative del salario o con
sostegno    al   reddito   compatibilmente   con   quanto   stabilito
dall'articolo  19,  comma  10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.
185,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.
2.   L'INPS  provvede  a  sottrarre  dalla  contribuzione  figurativa
relativa  alle  prestazioni  integrative del salario o di sostegno al
reddito  gli  accrediti  contributivi  derivanti dalle prestazioni di
lavoro accessorio. ((16))
  2.  Le  attivita'  lavorative  di cui al comma 1, anche se svolte a
favore  di piu' beneficiari, configurano rapporti di natura meramente
occasionale  e accessoria, intendendosi per tali le attivita' che non
danno   complessivamente   luogo,   con   riferimento   al   medesimo
committente,  a  compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno
solare.
  2-bis.  Le  imprese  familiari  possono  utilizzare  prestazioni di
lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso
di ciascun anno fiscale, a 10.000 euro.
  2-ter. Il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un
committente  pubblico  e degli enti locali e' consentito nel rispetto
dei   vincoli   previsti  dalla  vigente  disciplina  in  materia  di
contenimento  delle  spese  di  personale e ove previsto dal patto di
stabilita' interno.

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AGGIORNAMENTO (16)
  Il  D.L.  29  dicembre  2010,  n. 225, convertito con modificazioni
dalla  L.  26  febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con l'art. 1, comma
1),  in  relazione  ai  commi 1, 1-bis del presente articolo, che "E'
fissato  al  31  marzo  2011 il termine di scadenza dei termini e dei
regimi  giuridici  indicati  nella tabella 1 allegata con scadenza in
data anteriore al 15 marzo 2011."
                              Art. 71.

        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133))
                               Art. 72
                 (Disciplina del lavoro accessorio)

  1.  Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio, i beneficiari
acquistano presso le rivendite autorizzate uno o piu' carnet di buoni
per  prestazioni  di  lavoro  accessorio  il  cui  valore nominale e'
fissato  con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle politiche
sociali,   da   adottarsi   entro   trenta  giorni  e  periodicamente
aggiornato. (2)
  2.  Tale  valore  nominale  e'  stabilito tenendo conto della media
delle  retribuzioni  rilevate  per  le  attivita' lavorative affini a
quelle di cui all'articolo 70, comma 1, nonche' del costo di gestione
del servizio.
  3.  Il  prestatore  di  lavoro  accessorio  percepisce  il  proprio
compenso  presso il concessionario, di cui al comma 5, all'atto della
restituzione dei buoni ricevuti dal beneficiario della prestazione di
lavoro  accessorio.  Tale compenso e' esente da qualsiasi imposizione
fiscale  e  non  incide  sullo  stato di disoccupato o inoccupato del
prestatore di lavoro accessorio.
  4.   Fermo   restando   quanto   disposto   dal   comma  4-bis,  il
concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che
presenta  i  buoni,  registrandone  i  dati  anagrafici  e  il codice
fiscale, effettua il versamento per suo conto dei contributi per fini
previdenziali all'INPS, alla gestione separata di cui all'articolo 2,
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in misura pari al 13 per
cento  del  valore nominale del buono, e per fini assicurativi contro
gli  infortuni  all'INAIL,  in  misura pari al 7 per cento del valore
nominale  del buono, e trattiene l'importo autorizzato dal decreto di
cui al comma 1, a titolo di rimborso spese.
  4-bis.  Con  riferimento  all'impresa familiare di cui all'articolo
70,   comma  1,  ((lettera g) )),  trova  applicazione  la  normale
disciplina contributiva e assicurativa del lavoro subordinato.
  ((5. Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali individua con proprio decreto il concessionario del servizio e regolamenta i criteri e le modalita' per il versamento dei contributi di cui al comma 4 e delle relative coperture assicurative e previdenziali. In attesa del decreto ministeriale i concessionari del servizio sono individuati nell'I.N.P.S. e nelle agenzie per il lavoro di cui agli articoli 4, comma 1, lettere a) e c) e 6, commi 1, 2 e 3 del presente decreto)).
---------------
AGGIORNAMENTO (2)
  Il  D.Lgs. 6 ottobre 2004, n. 251 ha disposto (con l'art. 17, comma
2)  che  "Il  termine  per  l'adozione  del decreto di cui al comma 1
dell'articolo  72  del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
decorre  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto
legislativo".
                              Art. 73.
           Coordinamento informativo a fini previdenziali

  1. Al fine di verificare, mediante apposita banca dati informativa,
l'andamento  delle  prestazioni  di  carattere  previdenziale e delle
relative   entrate  contributive,  conseguenti  allo  sviluppo  delle
attivita'  di  lavoro  accessorio  disciplinate dalla presente legge,
anche  al  fine di formulare proposte per adeguamenti normativi delle
disposizioni  di contenuto economico di cui all'articolo che precede,
l'INPS  e l'INAIL stipulano apposita convenzione con il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali.
  2.  Decorsi  diciotto  mesi  dalla  entrata  in vigore del presente
provvedimento  il  Ministero  del  lavoro  e  delle politiche sociali
predispone,  d'intesa  con INPS e INAIL, una relazione sull'andamento
del   lavoro  occasionale  di  tipo  accessorio  e  ne  riferisce  al
Parlamento.
                               Art. 74
           Prestazioni che esulano dal mercato del lavoro

  1.  Con specifico riguardo alle attivita' agricole non integrano in
ogni caso un rapporto di lavoro autonomo o subordinato le prestazioni
svolte  (( parenti e affini sino al quarto grado )) in modo meramente
occasionale  o  ricorrente di breve periodo, a titolo di aiuto, mutuo
aiuto, obbligazione morale senza corresponsione di compensi, salvo le
spese di mantenimento e di esecuzione dei lavori.
Titolo VIII
PROCEDURE DI CERTIFICAZIONE

Capo I
Certificazione dei contratti di lavoro
                               Art. 75
                          (( (Finalita') ))

  ((1. Al fine di ridurre il contenzioso in materia di lavoro, le parti possono ottenere la certificazione dei contratti in cui sia dedotta, direttamente o indirettamente, una prestazione di lavoro secondo la procedura volontaria stabilita nel presente titolo.))
                               Art. 76
                      Organi di certificazione

  1.  Sono  organi  abilitati  alla  certificazione  dei contratti di
lavoro le commissioni di certificazione istituite presso:
    a)  gli  enti  bilaterali  costituiti nell'ambito territoriale di
riferimento  ovvero  a  livello  nazionale  quando  la commissione di
certificazione  sia  costituita nell'ambito di organismi bilaterali a
competenza nazionale;
    b)  le  Direzioni  provinciali  del lavoro e le province, secondo
quanto  stabilito da apposito decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche  sociali  entro sessanta giorni dalla entrata in vigore del
presente decreto;
    c)  le  universita'  pubbliche  e private, comprese le Fondazioni
universitarie, registrate nell'albo di cui al comma 2, esclusivamente
nell'ambito  di  rapporti di collaborazione e consulenza attivati con
docenti  di diritto del lavoro di ruolo ai sensi dell'articolo 66 del
decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
    c-bis)  il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche sociali -
Direzione   generale   della   tutela  delle  condizioni  di  lavoro,
esclusivamente  nei  casi in cui il datore di lavoro abbia le proprie
sedi di lavoro in almeno due province anche di regioni diverse ovvero
per  quei  datori  di  lavoro  con  unica sede di lavoro associati ad
organizzazioni  imprenditoriali  che  abbiano  predisposto  a livello
nazionale  schemi  di  convenzioni  certificati  dalla commissione di
certificazione  istituita  presso  il  Ministero  del  lavoro e delle
politiche sociali, nell'ambito delle risorse umane e strumentali gia'
operanti  presso  la Direzione generale della tutela delle condizioni
di lavoro;
    c-ter)  i  consigli  provinciali dei consulenti del lavoro di cui
alla  legge 11 gennaio 1979, n. 12, esclusivamente per i contratti di
lavoro instaurati nell'ambito territoriale di riferimento senza nuovi
o  maggiori  oneri  per  la  finanza pubblica ((e comunque unicamente nell'ambito di intese definite tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con l'attribuzione a quest'ultimo delle funzioni di coordinamento e vigilanza per gli aspetti organizzativi)).
  1-bis.  Nel  solo  caso  di  cui  al  comma  1,  lettera c-bis), le
commissioni   di   certificazione   istituite   presso  le  direzioni
provinciali  del  lavoro e le province limitano la loro funzione alla
ratifica  di  quanto  certificato dalla commissione di certificazione
istituita presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
  2.  Per  essere abilitate alla certificazione ai sensi del comma 1,
le  universita'  sono  tenute  a  registrarsi presso un apposito albo
istituito  presso  il  Ministero del lavoro e delle politiche sociali
con  apposito  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e delle politiche
sociali   di   concerto   con   il  Ministro  dell'istruzione,  della
universita'  e  della  ricerca.  Per  ottenere  la  registrazione  le
universita'  sono  tenute  a  inviare, all'atto della registrazione e
ogni  sei  mesi,  studi  ed  elaborati  contenenti  indici  e criteri
giurisprudenziali  di  qualificazione  dei  contratti  di  lavoro con
riferimento a tipologie di lavoro indicate dal Ministero del lavoro e
delle politiche sociali.
  3.  Le  commissioni  istituite  ai  sensi  dei  commi che precedono
possono concludere convenzioni con le quali prevedano la costituzione
di una commissione unitaria di certificazione.
                              Art. 77.
                             Competenza

  1. Nel caso in cui le parti intendano presentare l'istanza di avvio
della  procedura  di  certificazione  presso  le  commissioni  di cui
all'articolo  76,  comma  1,  lettera  b),  le  parti  stesse  devono
rivolgersi   alla  commissione  nella  cui  circoscrizione  si  trova
l'azienda   o   una  sua  dipendenza  alla  quale  sara'  addetto  il
lavoratore.  Nel  caso in cui le parti intendano presentare l'istanza
di avvio della procedura di certificazione alle commissioni istituite
a  iniziativa  degli  enti  bilaterali,  esse  devono rivolgersi alle
commissioni costituite dalle rispettive associazioni dei datori e dei
prestatori di lavoro.
                              Art. 78.
      Procedimento di certificazione e codici di buone pratiche

  1.   La  procedura  di  certificazione  e'  volontaria  e  consegue
obbligatoriamente  a  una  istanza  scritta  comune  delle  parti del
contratto di lavoro.
  2.  Le  procedure  di  certificazione  sono determinate all'atto di
costituzione  delle  commissioni  di certificazione e si svolgono nel
rispetto  dei codici di buone pratiche di cui al comma 4, nonche' dei
seguenti principi:
    a)   l'inizio   del  procedimento  deve  essere  comunicato  alla
Direzione   provinciale  del  lavoro  che  provvede  a  inoltrare  la
comunicazione  alle  autorita'  pubbliche  nei  confronti delle quali
l'atto   di  certificazione  e'  destinato  a  produrre  effetti.  Le
autorita'  pubbliche possono presentare osservazioni alle commissioni
di certificazione;
    b)  il  procedimento  di certificazione deve concludersi entro il
termine di trenta giorni dal ricevimento della istanza;
    c)  l'atto  di certificazione deve essere motivato e contenere il
termine e l'autorita' cui e' possibile ricorrere;
    d)  l'atto  di  certificazione  deve contenere esplicita menzione
degli  effetti,  civili,  amministrativi, previdenziali o fiscali, in
relazione ai quali le parti richiedono la certificazione.
  3.  I  contratti  di  lavoro  certificati, e la relativa pratica di
documentazione,   devono   essere   conservati   presso  le  sedi  di
certificazione, per un periodo di almeno cinque anni a far data dalla
loro  scadenza. Copia del contratto certificato puo' essere richiesta
dal  servizio  competente  di  cui  all'articolo  4-bis, comma 5, del
decreto  legislativo  21  aprile  2000,  n.  181,  oppure dalle altre
autorita'   pubbliche   nei   confronti   delle   quali   l'atto   di
certificazione e' destinato a produrre effetti.
  4.  Entro  sei  mesi  dalla  entrata in vigore del presente decreto
legislativo,  il Ministro del lavoro e delle politiche sociali adotta
con  proprio  decreto  codici  di buone pratiche per l'individuazione
delle  clausole  indisponibili in sede di certificazione dei rapporti
di  lavoro,  con  specifico  riferimento  ai diritti e ai trattamenti
economici  e  normativi.  Tali  codici  recepiscono, ove esistano, le
indicazioni  contenute  negli  accordi  interconfederali stipulati da
associazioni  dei  datori e dei prestatori di lavoro comparativamente
piu' rappresentative sul piano nazionale.
  5.  Con  decreto  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali
vengono   altresi'  definiti  appositi  moduli  e  formulari  per  la
certificazione  del contratto o del relativo programma negoziale, che
tengano  conto  degli  orientamenti  giurisprudenziali  prevalenti in
materia  di  qualificazione  del contratto di lavoro, come autonomo o
subordinato, in relazione alle diverse tipologie di lavoro.
                              Art. 79.
              Efficacia giuridica della certificazione
  Gli    effetti    dell'accertamento   dell'organo   preposto   alla
certificazione  del  contratto  di  lavoro  permangono, anche verso i
terzi,  fino  al  momento  in  cui sia stato accolto, con sentenza di
merito,   uno   dei   ricorsi  giurisdizionali  esperibili  ai  sensi
dell'articolo 80, fatti salvi i provvedimenti cautelari.
  ((Gli effetti dell'accertamento dell'organo preposto alla certificazione del contratto di lavoro, nel caso di contratti in corso di esecuzione, si producono dal momento di inizio del contratto, ove la commissione abbia appurato che l'attuazione del medesimo e' stata, anche nel periodo precedente alla propria attivita' istruttoria, coerente con quanto appurato in tale sede. In caso di contratti non ancora sottoscritti dalle parti, gli effetti si producono soltanto ove e nel momento in cui queste ultime provvedano a sottoscriverli, con le eventuali integrazioni e modifiche suggerite dalla commissione adita.))
                              Art. 80.
        Rimedi esperibili nei confronti della certificazione

  1.  Nei  confronti  dell'atto di certificazione, le parti e i terzi
nella  cui  sfera  giuridica  l'atto  stesso  e' destinato a produrre
effetti,  possono proporre ricorso, presso l'autorita' giudiziaria di
cui  all'articolo  413  del  codice  di procedura civile, per erronea
qualificazione  del  contratto  oppure  difformita'  tra il programma
negoziale  certificato  e la sua successiva attuazione. Sempre presso
la medesima autorita' giudiziaria, le parti del contratto certificato
potranno  impugnare  l'atto  di  certificazione  anche  per  vizi del
consenso.
  2.    L'accertamento    giurisdizionale    dell'erroneita'    della
qualificazione   ha   effetto   fin  dal  momento  della  conclusione
dell'accordo   contrattuale.   L'accertamento  giurisdizionale  della
difformita'  tra  il  programma  negoziale  e  quello  effettivamente
realizzato  ha  effetto  a  partire  dal  momento  in cui la sentenza
accerta che ha avuto inizio la difformita' stessa.
  3.  Il  comportamento  complessivo  tenuto  dalle  parti in sede di
certificazione   del  rapporto  di  lavoro  e  di  definizione  della
controversia davanti alla commissione di certificazione potra' essere
valutato  dal  giudice del lavoro, ai sensi degli articoli 9, 92 e 96
del codice di procedura civile.
  4.    Chiunque   presenti   ricorso   giurisdizionale   contro   la
certificazione  ai sensi dei precedenti commi 1 e 3, deve previamente
rivolgersi  obbligatoriamente  alla commissione di certificazione che
ha  adottato  l'atto  di certificazione per espletare un tentativo di
conciliazione  ai  sensi  dell'articolo  410  del codice di procedura
civile.((15))
  5.   Dinnanzi  al  tribunale  amministrativo  regionale  nella  cui
giurisdizione ha sede la commissione che ha certificato il contratto,
puo'  essere  presentato  ricorso  contro  l'atto  certificatorio per
violazione del procedimento o per eccesso di potere.
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AGGIORNAMENTO (15)
  La  L. 4 novembre 2010, n. 183 ha disposto (con l'art. 31, comma 2)
che  "Il  tentativo di conciliazione di cui all'articolo 80, comma 4,
del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e' obbligatorio".
                              Art. 81.
           Attivita' di consulenza e assistenza alle parti

  1.  Le sedi di certificazione di cui all'articolo 75 svolgono anche
funzioni   di   consulenza   e   assistenza   effettiva   alle  parti
contrattuali,  sia  in  relazione  alla stipulazione del contratto di
lavoro  e  del  relativo  programma  negoziale  sia in relazione alle
modifiche  del  programma  negoziale  medesimo  concordate in sede di
attuazione  del  rapporto di lavoro, con particolare riferimento alla
disponibilita' dei diritti e alla esatta qualificazione dei contratti
di lavoro.
Capo II
Altre ipotesi di certificazione
                              Art. 82.
                       Rinunzie e transazioni

  1.  Le  sedi  di  certificazione  ((di cui all'articolo 76)) del
presente  decreto  legislativo sono competenti altresi' a certificare
le  rinunzie e transazioni di cui all'articolo 2113 del codice civile
a  conferma  della  volonta'  abdicativa  o  transattiva  delle parti
stesse.
  ((1-bis. Si applicano, in quanto compatibili, le procedure previste dal capo I del presente titolo.))
                              Art. 83.
         Deposito del regolamento interno delle cooperative

  1.  La  procedura  di  certificazione  di  cui  al capo I e' estesa
all'atto  di  deposito  del  regolamento  interno  delle  cooperative
riguardante  la  tipologia  dei  rapporti  di lavoro attuati o che si
intendono  attuare,  in  forma alternativa, con i soci lavoratori, ai
sensi dell'articolo 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142, e successive
modificazioni.  La  procedura  di certificazione attiene al contenuto
del regolamento depositato.
  2. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 4 NOVEMBRE 2010, N. 183)).
                              Art. 84.
              Interposizione illecita e appalto genuino

  1.  Le  procedure  di  certificazione  di cui al capo primo possono
essere  utilizzate,  sia  in  sede  di stipulazione di appalto di cui
all'articolo  1655 del codice civile sia nelle fasi di attuazione del
relativo   programma  negoziale,  anche  ai  fini  della  distinzione
concreta  tra  somministrazione  di  lavoro  e appalto ai sensi delle
disposizioni di cui al Titolo III del presente decreto legislativo.
  2.  Entro sei mesi dalla entrata in vigore del presente decreto, il
Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche sociali adotta con proprio
decreto  codici  di  buone pratiche e indici presuntivi in materia di
interposizione  illecita  e  appalto genuino, che tengano conto della
rigorosa  verifica  della  reale  organizzazione  dei  mezzi  e della
assunzione   effettiva   del  rischio  tipico  di  impresa  da  parte
dell'appaltatore.  Tali  codici  e indici presuntivi recepiscono, ove
esistano,  le  indicazioni contenute negli accordi interconfederali o
di categoria stipulati da associazioni dei datori e dei prestatori di
lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale.
Titolo IX
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
                               Art. 85
                             Abrogazioni

  1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo
sono abrogati:
a) l'articolo 27 della legge 29 aprile 1949, n. 264;
(( b) l'articolo 2, comma 2, l'articolo 3 e l'articolo 11, lettera l), della legge 19 gennaio 1955, n. 25; ))
c) la legge 23 ottobre 1960, n. 1369;
d) l'articolo 21, comma 3 della legge 28 febbraio 1987, n. 56;
e) gli articoli 9-bis, comma 3 e 9-quater, commi 4 e 18, quest'ultimo
   limitatamente alla violazione degli obblighi di comunicazione, del
   decreto-legge   1   ottobre   1996,   n.   510,   convertito,  con
   modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608;
f) gli articoli da 1 a 11 della legge 24 giugno 1997, n. 196;
g) l'articolo  4,  comma 3, del decreto legislativo 25 febbraio 2000,
   n. 72;
h) l'articolo  3 del decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio
   2000, n. 442;
i) tutte  le  disposizioni  legislative e regolamentari incompatibili
   con il presente decreto.
  2.  All'articolo  2,  comma  1, del decreto legislativo 25 febbraio
2000,  n.  61,  le  parole  da:  "Il datore di lavoro" fino a: "dello
stesso" sono soppresse.
                               Art. 86
                     Norme transitorie e finali

  1.  Le  collaborazioni coordinate e continuative stipulate ai sensi
della  disciplina  vigente,  che  non  possono essere ricondotte a un
progetto  o  a  una fase di esso, mantengono efficacia fino alla loro
scadenza  e, in ogni caso, non oltre un anno dalla data di entrata in
vigore  del  presente  provvedimento.  Termini  diversi, comunque non
superiori  al  24  ottobre  2005,  di  efficacia delle collaborazioni
coordinate e continuative stipulate ai sensi della disciplina vigente
potranno   essere  stabiliti  nell'ambito  di  accordi  sindacali  di
transizione  al nuovo regime di cui al presente decreto, stipulati in
sede    aziendale    con   le   istanze   aziendali   dei   sindacati
comparativamente piu' rappresentativi sul piano nazionale. ((11))
  2.  Al fine di evitare fenomeni elusivi della disciplina di legge e
contratto   collettivo,  in  caso  di  rapporti  di  associazione  in
partecipazione  resi  senza  una  effettiva partecipazione e adeguate
erogazioni  a  chi  lavora,  il  lavoratore ha diritto ai trattamenti
contributivi,  economici  e  normativi  stabiliti  dalla  legge e dai
contratti collettivi per il lavoro subordinato svolto nella posizione
corrispondente  del  medesimo  settore di attivita', o in mancanza di
contratto  collettivo,  in  una  corrispondente  posizione secondo il
contratto  di  settore  analogo,  a  meno  che il datore di lavoro, o
committente,  o  altrimenti  utilizzatore  non  comprovi,  con idonee
attestazioni  o  documentazioni,  che  la  prestazione rientra in una
delle tipologie di lavoro disciplinate nel presente decreto ovvero in
un  contratto  di  lavoro  subordinato  speciale  o  con  particolare
disciplina, o in un contratto nominato di lavoro autonomo, o in altro
contratto espressamente previsto nell'ordinamento.
  3.  In  relazione  agli  effetti  derivanti dalla abrogazione delle
disposizioni  di  cui  agli  articoli da 1 a 11 della legge 24 giugno
1997,  n.  196,  le  clausole  dei  contratti collettivi nazionali di
lavoro stipulate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera a), della
medesima  legge e vigenti alla data di entrata in vigore del presente
decreto,  mantengono,  in  via transitoria e salve diverse intese, la
loro  efficacia  fino  alla data di scadenza dei contratti collettivi
nazionali  di  lavoro,  con esclusivo riferimento alla determinazione
per  via  contrattuale  delle  esigenze  di  carattere temporaneo che
consentono  la  somministrazione di lavoro a termine. Le clausole dei
contratti   collettivi   nazionali   di  lavoro  stipulate  ai  sensi
dell'articolo 1, comma 3, della legge 24 giugno 1997, n. 196, vigenti
alla  data  di  entrata in vigore del presente decreto, mantengono la
loro efficacia fino a diversa determinazione delle parti stipulanti o
recesso unilaterale.
  4. Le disposizioni di cui all'articolo 26-bis della legge 24 giugno
1997,  n. 196, e di cui al n. 5-ter dell'articolo 2751-bis del codice
civile  si  intendono riferiti alla disciplina della somministrazione
prevista dal presente decreto.
  5.  Ferma  restando  la disciplina di cui all'articolo 17, comma 1,
della  legge  28 gennaio 1994, n. 84, come sostituito dall'articolo 3
della  legge  30  giugno  2000,  n.  186, i riferimenti che lo stesso
articolo  17  fa  alla  legge  24  giugno  1997, n. 196, si intendono
riferiti  alla  disciplina  della somministrazione di cui al presente
decreto.
  6.  Per le societa' di somministrazione, intermediazione, ricerca e
selezione    del   personale,   ricollocamento   professionale   gia'
autorizzate  ai sensi della normativa previgente opera una disciplina
transitoria  e di raccordo definita con apposito decreto del Ministro
del  lavoro  e  delle  politiche  sociali  entro  trenta giorni dalla
entrata  in  vigore  del presente decreto. In attesa della disciplina
transitoria restano in vigore le norme di legge e regolamento vigenti
alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
  7. L'obbligo di comunicazione di cui al comma 4 dell'articolo 4-bis
del  decreto  legislativo n. 181 del 2000 si intende riferito a tutte
le imprese di somministrazione, sia a tempo indeterminato che a tempo
determinato.
  8.  Il  Ministro per la funzione pubblica convoca le organizzazioni
sindacali   maggiormente   rappresentative   dei   dipendenti   delle
amministrazioni  pubbliche  per esaminare i profili di armonizzazione
conseguenti  alla  entrata in vigore del presente decreto legislativo
entro  sei  mesi  anche  ai  fini  della eventuale predisposizione di
provvedimenti legislativi in materia.
  9. La previsione della trasformazione del rapporto di lavoro di cui
all'articolo  27, comma 1, non trova applicazione nei confronti delle
pubbliche  amministrazioni  cui  la disciplina della somministrazione
trova  applicazione  solo per quanto attiene alla somministrazione di
lavoro  a  tempo  determinato.  La  vigente  disciplina in materia di
contratti  di  formazione  e  lavoro,  fatto  salvo  quanto  previsto
dall'articolo  59,  comma  3,  trova  applicazione esclusivamente nei
confronti  della pubblica amministrazione. Le sanzioni amministrative
di  cui  all'articolo  19  si  applicano  anche  nei  confronti della
pubblica amministrazione.
  10.  All'articolo  3,  comma  8,  del decreto legislativo 14 agosto
1996, n. 494, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera b) e' sostituita dalla seguente:
   "b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico
   medio  annuo,  distinto  per  qualifica, nonche' una dichiarazione
   relativa  al  contratto  collettivo stipulato dalle organizzazioni
   sindacali  comparativamente  piu'  rappresentative,  applicato  ai
   lavoratori dipendenti;";
b) dopo la lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti:
   "b-bis)  chiede  un  certificato di regolarita' contributiva. Tale
   certificato   puo'   essere  rilasciato,  oltre  che  dall'INPS  e
   dall'INAIL, per quanto di rispettiva competenza, anche dalle casse
   edili  le  quali stipulano una apposita convenzione con i predetti
   istituti al fine del rilascio di un documento unico di regolarita'
   contributiva;
   b-ter)  trasmette all'amministrazione concedente prima dell'inizio
   dei  lavori, oggetto del permesso di costruire o della denuncia di
   inizio  di  attivita',  il nominativo delle imprese esecutrici dei
   lavori  unitamente  alla  documentazione  di cui alle lettere b) e
   b-bis).   In   assenza   della  certificazione  della  regolarita'
   contributiva,  anche in caso di variazione dell'impresa esecutrice
   dei lavori, e' sospesa l'efficacia del titolo abilitativo.".
  10-bis. Nei casi di instaurazione di rapporti di lavoro nel settore
edile,  i datori di lavoro sono tenuti a dare la comunicazione di cui
all'articolo  9-bis,  comma  2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n.
510,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n.
608,  e  successive  modificazioni, il giorno antecedente a quello di
instaurazione  dei  relativi rapporti, mediante documentazione avente
data certa.
  10-ter.  La  violazione  degli  obblighi  di cui al comma 10-bis e'
punita  con la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'articolo
19, comma 3.
  11.  L'abrogazione ad opera dell'articolo 8 del decreto legislativo
19  dicembre  2002,  n.  297,  della  disciplina  dei  compiti  della
commissione regionale per l'impiego di cui all'articolo 5 della legge
28  febbraio  1987,  n.  56,  non  si intende riferita alle regioni a
statuto  speciale  per  le  quali  non sia effettivamente avvenuto il
trasferimento  delle  funzioni  in  materia  di  lavoro  ai sensi del
decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469.
  12.  Le  disposizioni  di cui agli articoli 13, 14, 34, comma 2, di
cui  al Titolo III e di cui al Titolo VII, capo II, Titolo VIII hanno
carattere  sperimentale.  Decorsi diciotto mesi dalla data di entrata
in  vigore, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali procede,
sulla  base  delle informazioni raccolte ai sensi dell'articolo 17, a
una  verifica  con  le  organizzazioni  sindacali,  dei  datori e dei
prestatori  di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano
nazionale  degli  effetti  delle  disposizioni in esso contenute e ne
riferisce  al  Parlamento  entro  tre  mesi ai fini della valutazione
della sua ulteriore vigenza.
  13.  Entro  i  cinque  giorni successivi alla entrata in vigore del
presente  decreto,  il  Ministro del lavoro e delle politiche sociali
convoca  le  associazioni  dei  datori  di lavoro e dei prestatori di
lavoro  comparativamente  piu' rappresentative sul piano nazionale al
fine  di  verificare la possibilita' di affidare a uno o piu' accordi
interconfederali  la  gestione  della  messa  a  regime  del presente
decreto,   anche   con  riferimento  al  regime  transitorio  e  alla
attuazione dei rinvii contenuti alla contrattazione collettiva.
  14.  L'INPS  provvede al monitoraggio degli effetti derivanti dalle
misure del presente decreto, comunicando i risultati al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle
finanze, anche ai fini della adozione dei provvedimenti correttivi di
cui  all'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468,
e   successive  modificazioni,  ovvero  delle  misure  correttive  da
assumere  ai  sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera i-quater della
medesima legge. Limitatamente al periodo strettamente necessario alla
adozione   dei  predetti  provvedimenti  correttivi,  alle  eventuali
eccedenze di spesa rispetto alle previsioni a legislazione vigente si
provvede  mediante corrispondente rideterminazione, da effettuare con
decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali, di
concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  degli
interventi  posti  a carico del Fondo di cui all'articolo 1, comma 7,
del   decreto-legge   20   maggio   1993,  n.  148,  convertito,  con
modificazione, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
    Il  presente  decreto,  munito  del  sigillo  dello  Stato, sara'
inserito   nella   Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e farlo osservare.
    Dato a Roma, addi' 10 settembre 2003
                               CIAMPI

                    Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
                Maroni, Ministro del lavoro e delle politiche sociali
                     Prestigiacomo, Ministro per le pari opportunita'
                          Mazzella, Ministro per la funzione pubblica
  Moratti, Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
                         La Loggia, Ministro per gli affari regionali
                     Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Castelli
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AGGIORNAMENTO (11)
  La Corte costituzionale, con sentenza 1-5 dicembre 2008, n. 399 (in
G.U.  1a  s.s.  10/12/2008,  n.  51)  ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  86,  comma  1,  del decreto legislativo 10
settembre  2003,  n.  276  (Attuazione  delle  deleghe  in materia di
occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003,
n. 30)".
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