« Torna alla legislazione

DECRETO LEGISLATIVO 17 agosto 1999, n. 299

Trasformazione in titoli del trattamento di fine rapporto a norma dell'articolo 71, commi 1 e 2, della legge 17 maggio 1999, n. 144.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visto il decreto  legislativo 21 aprile 1993, n.  124, e successive
modifiche ed integrazioni;
  Vista la  legge 8 agosto  1995, n.  335, e successive  modifiche ed
integrazioni;
  Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;
  Visto l'aricolo  71, commi 1  e 2, della  legge 17 maggio  1999, n.
144;
  Vista  la preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei  Ministri,
adottata nella riunione del 16 giugno 1999;
  Acquisito il  parere delle competenti commissioni  della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista la  deliberazione del  Consiglio dei Ministri  adottata nella
riunione 4 agosto 1999;
  Sulla  proposta  del Ministro  del  tesoro,  del bilancio  e  della
programmazione economica di  concerto con i Ministri  delle finanze e
del lavoro e della previdenza sociale;
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:
                               Art. 1.
                             Definizioni
  1. Nel presente decreto si intendono per:
  a) "TFR": il trattamento di  fine rapporto di cui all'articolo 2120
del codice civile;
  b) "Fondo pensione": le forme  pensionistiche integrative di cui al
decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e successive modifiche ed
integrazioni,  e alla  legge  8  agosto 1995,  n.  335, e  successive
modifiche ed integrazioni;
  c)  "Gestori": i  soggetti  indicati nelle  lettere a)  ,  b) e  c)
dell'articolo 6, comma  1, e dell'articolo 9  del decreto legislativo
n. 124 del 1993;
  d) "Fonti istitutive": le  fonti istitutive di forme pensionistiche
complementari di cui  agli articoli 3, commi  1 e 2, e  9 del decreto
legislativo 21 aprile 1993, n. 124;
  e) "Testo unico della finanza":  il decreto legislativo 24 febbraio
1998, n. 58, e successive modifiche ed integrazioni;
  f) "Consob": la Commissione nazionale per le societa' e la borsa;
  g) "Societa'  del gruppo":  le societa' controllate  o controllanti
dell'impresa debitrice  del TFR  o controllate dallo  stesso soggetto
che controlla l'impresa debitrice del TFR;
  h) "Fondo comune di investimento":  il fondo comune di investimento
individuato dall'articolo 37 del testo unico della Finanza;
  i) "Qualificati operatori finanziari":  le societa' di gestione del
risparmio,  le Sicav,  le compagnie  di assicurazione,  le banche,  i
soggetti domiciliati  in un  Paese dell'Unione europea  operanti come
societa' di gestione  come compagnie di assicurazione,  come banche o
come Sicav, i Fondi comuni di investimento;
  l) "Emittenti quotati": i soggetti, italiani o esteri, che emettono
titoli di partecipazione al capitale di rischio e di debito e diritti
connessi, quotati nei mercati regolamentati italiani od esteri di cui
all'articolo 67, commi 1 e 2, del testo unico della Finanza;
  m)  "Strumenti   finanziari":  gli  strumenti  finanziari   di  cui
all'articolo 1, comma 2, del testo unico della Finanza;
  n) "Attribuzione del TFR":  le operazioni contemplate nell'articolo
2, comma  1, del presente decreto,  di versamento di quote  del TFR a
Fondi pensione ovvero di trasformazione di quote del TFR in strumenti
finanziari attribuiti a Fondi pensione;
  o)  "decreto n.  124 del  1993": il  decreto legislativo  21 aprile
1993, n. 124.
          Avvertenza:
            Il   testo   delle   note   qui   pubblicato   e'   stato
          redatto  dall'amministrazione  competente   per materia, ai
          sensi   dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione  dei  decreti      del   Presidente   della
          Repubblica   e  sulle     pubblicazioni  ufficiali    della
          Repubblica   italiana, approvato con D.P.R.  28    dicembre
          1985, n. 1092, al solo  fine di facilitare la lettura delle
          disposizioni  di  legge    alle quali e' operato il rinvio.
          Restano invariati il  valore  e    l'efficacia  degli  atti
          legislativi qui trascritti.
           Nota al titolo:
            - Si  riporta il testo  dell'art. 71, commi 1  e 2, della
          legge  17  maggio  1999,   n. 144   (Misure in materia   di
          investimenti,  delega al Governo  per  il riordino    degli
          incentivi     all'occupazione  e    della  normativa    che
          disciplina   l'INAIL,    nonche'   disposizioni   per    il
          riordino degli enti previdenziali):
            "Art.  71  (Trasformazione  in   titoli  del  trattamento
          di    fine  rapporto).  -   1. Il Governo   e' delegato  ad
          emanare, entro  tre mesi dalla data  di entrata  in  vigore
          della  presente    legge,  uno   o piu' decreti legislativi
          aventi per oggetto l'utilizzo  dell'accantonamento  annuale
          al  trattamento    di fine rapporto (TFR), di  cui all'art.
          2120  del  codice   civile,   per   sviluppare   le   forme
          pensionistiche integrative di cui al decreto legislativo 21
          aprile  1993,  n.  124,  ed alla legge 8 agosto   1995,  n.
          335,  di seguito  denominate  ''Fondi  pensione'',  secondo
          i seguenti principi e criteri direttivi:
            a)    previsione,  in   alternativa   al   versamento  in
          contanti dell'accantonamento annuale e previo  accordo  fra
          le  fonti  istitutive di Fondi pensione, e con il  consenso
          espresso in forma esplicita del  lavoratore    interessato,
          dell'attribuzione      ai   Fondi   pensione   di strumenti
          finanziari  di  cui  all'art.  1,  comma  2,  del   decreto
          legislativo   24    febbraio  1998,   n.  58,  di   seguito
          denominati ''strumenti  finanziari'',  di  congruo   valore
          emessi    dall'impresa debitrice del TFR ovvero da societa'
          controllate o controllanti  della  stessa  o    controllate
          dallo  stesso soggetto  che controlla l'impresa, di seguito
          denominate ''societa'  del gruppo'', ovvero da  qualificati
          operatori finanziari;
            b) definizione,  nel rispetto  dei diritti  dei soci,  di
          modalita'  semplificate di emissione e di conversione degli
          strumenti finanziari in  partecipazione    al  capitale  di
          rischio    dell'emittente,  nonche'  di misure compensative
          idonee  a consentire il funzionamento dell'ipotesi prevista
          alla lettera a) nell'ambito di societa' del gruppo;
            c)   definizione   della   tipologia   degli    strumenti
          finanziari    da  emettere   e   delle relative   modalita'
          tecniche  di emissione  e  di eventuale   conversione,   in
          sede   di    contrattazione    aziendale.    Gli  strumenti
          finanziari sono  affidati al  gestore di  cui all'art.   6,
          comma  1,  lettere a)  , b)  e c), del  decreto legislativo
          21 aprile 1993, n. 124, previa attestazione  di  congruita'
          da  parte dello stesso e   manifestazione  della   relativa
          disponibilita'   a    riceverli; previsione  di  meccanismi
          idonei ad attribuire ai  gestori le opzioni sugli strumenti
          finanziari ed a semplificarne la negoziazione;
            d)    applicazione    del    regime  disciplinato   dalla
          presente   legge, limitatamente   alle   aziende   e     ai
          lavoratori  che  concordano  di devolvere ai Fondi pensione
          la  quota    non  ancora  impegnata, in base a disposizioni
          normative  o contratti  nazionali, del TFR    dell'anno  in
          corso   alla   data   di  entrata  in  vigore  dei  decreti
          legislativi previsti dal  presente articolo  e  di   quello
          dei  tre  anni successivi,  con possibile concentrazione di
          un  importo   corrispondente anche in una o piu' operazioni
          da porre in essere nello stesso arco temporale;
            e) applicazione  del regime  tributario previsto per   il
          versamento  dell'accantonamento    annuale  del    TFR alle
          operazioni previste  alle lettere da a)  a d); applicazione
          dell'imposta di  registro in misura fissa per le operazioni
          medesime  e rilevanza delle stesse, se aventi per   oggetto
          l'emissione    di   partecipazioni al   capitale,  ai  fini
          dell'art. 1,  comma 1, del  decreto legislativo 18 dicembre
          1997, n.    466,  con  possibile  estensione  del    regime
          previsto  dall'art.  6, comma 1,   dello   stesso  decreto,
          all'ingresso  di  qualificati   operatori finanziari    nel
          capitale      dell'impresa    emittente;   estensione   del
          medesimo regime anche   agli aumenti  di  capitale  e,    a
          decorrere  dalla  conversione, alle emissioni   di prestiti
          obbligazionari, convertibili  in  azioni,  non  finalizzati
          all'emissione  di  strumenti  finanziari,  se  dedicati  al
          versamento del TFR ai Fondi pensione;
            f)   previsione,   nel   caso    di    mancato    ricorso
          all'emissione   di strumenti  finanziari,   della  messa  a
          disposizione   dell'impresa debitrice  della  garanzia  che
          assiste  il   TFR, di cui all'art. 2 della legge 29  maggio
          1982, n. 297,   per  un  importo  corrispondente    al  TFR
          versato   in contanti  a Fondi  pensione, a  condizione che
          lo stesso venga   sostenuto  con    l'accensione  di    uno
          specifico    finanziamento a cio'  dedicato;  trasferimento
          di  tale   garanzia   al Fondo   pensione  nell'ipotesi  di
          emissione  di  strumenti   finanziari in forma di titoli di
          debito;
            g) per le imprese con numero  di dipendenti  inferiore  a
          50  in media d'anno,  che non  procedono  all'emissione  di
          strumenti  finanziari, elevazione in funzione  compensativa
          della misura dell'accantonamento previsto nell'art. 13  del
          decreto  legislativo  21 aprile 1993, n. 124, e  successive
          modificazioni,   in   relazione   agli   oneri   finanziari
          connessi con l'esborso derivante dal versamento in contanti
          del TFR;
            h)  definizione  degli incentivi di cui alle lettere e) e
          g) entro il limite massimo   di lire    50  miliardi    per
          l'anno  1999    e  di   lire 100 miliardi annue a decorrere
          dall'anno 2000;
            i)  previsione     di  misure  di   coordinamento      ed
          armonizzazione,  nella  salvaguardia delle   quote di   TFR
          gia'  destinate ai  Fondi pensione, idonee a raccordare  le
          disposizioni della presente  legge con quelle del   decreto
          legislativo    21 aprile   1993, n.  124, e  della legge  8
          agosto  1995,  n.  335,  con    possibilita'  di  procedere
          all'emanazione  di  disposizioni integrative   e correttive
          entro   due anni dalla   data  di  entrata  in  vigore  dei
          decreti di cui al presente comma.
            2.  Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1,
          deliberati dal Consiglio  dei ministri  e corredati  da una
          apposita relazione,  sono    trasmessi  alle    Camere  per
          l'espressione  del    parere  da   parte delle   competenti
          Commissioni    parlamentari    permanenti      entro     il
          sessantesimo  giorno  antecedente la   scadenza del termine
          previsto per l'esercizio della  relativa delega. In    caso
          di  mancato   rispetto del termine per  la trasmissione, il
          Governo  decade dall'esercizio della delega. Le  competenti
          Commissioni  parlamentari esprimono  il parere entro trenta
          giorni dalla data  di trasmissione. Qualora  il termine per
          l'espressione   del  parere    decorra   inutilmente,     i
          decreti legislativi possono essere comunque emanati".
           Note alle premesse:
            -   L'art.   76   della  Costituzione  regola  la  delega
          al  Governo dell'esercizio della   funzione  legislativa  e
          stabilisce    che  essa non puo'   avvenire   se   non  con
          determinazione   di   principi   e    criteri  direttivi  e
          soltanto  per    tempo limitato e  per oggetti  definiti. -
          L'art. 87, comma quinto,  della Costituzione conferisce  al
          Presidente della Repubblica potere di promulgare le leggi e
          di   emanare   i  decreti  aventi  valore  di  legge  ed  i
          regolamenti. - Il decreto legislativo 21  aprile  1993,  n.
          124,  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  recante:
          "Disciplina  delle   forme  pensionistiche   complementari,
          a    norma dell'art. 3,  comma 1, lettera  v), della  legge
          23 ottobre  1992, n.  421",  e' pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale   n.    97  del    27  aprile  1993,  supplemento
          ordinario. -   La legge   8  agosto    1995,  n.    335,  e
          successive  modifiche    ed integrazioni, recante: "Riforma
          del sistema pensionistico  obbligatorio  e  complementare",
          e'  pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale n.  190  del    16
          agosto   1995,  supplemento  ordinario.    -    Il  decreto
          legislativo  24   febbraio 1998,   n.   58, e    successive
          modifiche  ed  integrazioni  recante    "Testo  unico delle
          disposizioni in materia di intermediazione  finanziaria, ai
          sensi  degli   articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996,
          n. 52", e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.   71  del
          26  marzo    1998,  supplemento ordinario. -   Per il testo
          dell'art. 71, commi 1 e 2,  della legge 17 maggio 1999,  n.
          144, si veda in nota al titolo.
                               Art. 2.
                Attribuzione del TFR a Fondi pensione
  1. A decorrere dall'anno 1999, e  per i tre anni solari successivi,
le  fonti   istitutive  che,  nell'ambito  di   contratti  e  accordi
collettivi, aziendali, interaziendali o di regolamentazioni aziendali
di cui all'articolo  3, comma 1, lettera c),  del decreto legislativo
n.  124  del  1993,  stabiliscono l'attribuzione  ai  Fondi  pensione
dell'accantonamento annuale al TFR,  possono prevedere in alternativa
al versamento  del relativo importo l'attribuzione  ai Fondi pensione
di  strumenti   finanziari  aventi  valore  corrispondente,   con  le
modalita' disciplinate  dal presente  decreto. Nel caso  di esercizio
sociale non coincidente con l'anno  solare, le disposizioni operano a
decorrere dall'esercizio in corso alla  data di entrata in vigore del
presente decreto e per i tre successivi.
  2.  Le fonti  istitutive,  nel caso  di  attribuzione di  strumenti
finanziari ai  Fondi pensione  ai sensi del  comma 1,  determinano la
modalita'  ed   il  termine   di  manifestazione  del   consenso  del
lavoratore, ferma restando la forma  scritta e specifica del consenso
medesimo.
  3. L'attribuzione ai Fondi pensione  di strumenti finanziari di cui
al  comma 1  puo'  riguardare, in  alternativa  all'importo del  solo
accantonamento annuale,  un importo corrispondente  all'ammontare del
TFR gia' accantonato negli  esercizi precedenti, purche' compresi tra
quelli indicati al comma 1.
  4. La attribuzione del TFR non  opera con riferimento alle quote di
accantonamento annuale al TFR gia'  impegnate, in base a disposizioni
di  legge  e  delle  fonti   istitutive  delle  forme  di  previdenza
complementare.
                               Art. 3.
           Trasformazione del TFR in strumenti finanziari
                     emessi da emittente quotato
  1. Gli  emittenti quotati  possono deliberare aumenti  del capitale
sociale,  riservati  ai  Fondi  pensione  cui  aderiscano  lavoratori
dipendenti   dell'emittente  quotato   o  di   societa'  del   gruppo
dell'emittente quotato con l'applicazione  dell'articolo 134, commi 2
e  3, del  testo  unico della  Finanza. Il  conferimento  del TFR  si
considera  conferimento  in denaro  ai  fini  dell'articolo 2343  del
codice civile.
  2. I  Fondi pensione  chiusi di  cui all'articolo  3, comma  1, del
decreto n. 124 del 1993,  con delibera dell'organo di amministrazione
possono, con  il consenso dei  gestori che accettano di  ricevere gli
strumenti finanziari emessi a seguito delle deliberazioni previste al
comma 1,  sottoscrivere l'aumento  di capitale ivi  indicato mediante
conferimento del TFR di cui all'articolo 2, comma 1. I Fondi pensione
aperti di  cui all'articolo  9 del  decreto n.  124 del  1993 possono
sottoscrivere   l'aumento  di   capitale  medesimo   previa  delibera
dell'organo di amministrazione del soggetto istitutore.
  3. Nel  rispetto delle  previsioni stabilite dai  commi precedenti,
gli emittenti  quotati possono procedere, altresi',  all'emissione di
obbligazioni,  anche  convertibili,  od  altri  titoli  cum  warrant,
purche' gli stessi siano  negoziati in mercati regolamentati italiani
od esteri di cui all'articolo 67, commi  1 e 2, del testo unico della
Finanza. Si applicano  le previsioni del comma 1,  per quanto attiene
alle modalita' deliberative dei prestiti in obbligazioni convertibili
e, in ogni caso, quelle del comma 2 per quanto attiene alle modalita'
di perfezionamento dell'operazione.
  4. Gli strumenti finanziari  che derivano dalle operazioni indicate
nei commi precedenti sono attribuiti  ai Fondi pensione interessati e
da questi  affidati ai  gestori di  cui al comma  2. Si  applicano le
limitazioni previste all'articolo 6, comma 5, del decreto legislativo
n. 124 del 1993, e relative disposizioni di attuazione.
                               Art. 4.
            Trasformazione del TFR in strumenti finanziari
                    emessi da emittente quotando
  1. Le societa'  od enti residenti che  intendono presentare domanda
di ammissione  alla quotazione,  presso mercati regolamentati  di cui
all'articolo 67, commi  1 e 2 del testo unico  della Finanza, possono
deliberare  l'emissione   di  obbligazioni  convertibili   in  azioni
riservandole ai  Fondi pensione cui aderiscono  lavoratori dipendenti
dell'emittente  o  di societa'  del  gruppo  dell'emittente. I  Fondi
pensione  possono sottoscrivere  il prestito  obbligazionario con  le
modalita' previste all'articolo 3, commi 2 e 4.
  2. Ai  fini dell'esercizio  delle facolta' previste  al comma  1, i
soggetti  emittenti  devono  avere sottoposto  il  bilancio  relativo
all'ultimo  esercizio  precedente  a  quello  in  cui  le  operazioni
previste nel  presente articolo  sono deliberate, a  revisione, anche
volontaria, da  parte di societa' di  revisione iscritta all'apposito
albo tenuto presso la Consob.
  3. Il regolamento del prestito deve prevedere:
  a)   l'impegno  dell'emittente   a  richiedere   l'ammissione  alla
quotazione di cui al comma 1 entro il termine di due anni dal momento
di sottoscrizione  delle obbligazioni convertibili da  parte di Fondi
pensione;
  b)  la  facolta'  di  convertire  le  obbligazioni  contestualmente
all'ammissione a quotazione dell'emittente;
  c) nel caso  di mancata quotazione entro il  termine previsto dalla
lettera a), prorogabile una sola  volta, con l'assenso dei gestori di
cui all'articolo 3, comma 2, per  un periodo non superiore a diciotto
mesi:
  1)  la   trasformazione  delle  obbligazioni  da   convertibili  in
ordinarie;
  2) il rimborso ai Fondi  pensione delle medesime obbligazioni entro
l'anno  successivo   alla  trasformazione   in  ordinarie,   con  una
maggiorazione preconcordata tra le parti  e comunque non inferiore al
10 per  cento del  relativo valore  nominale, quale  liquidazione del
danno;
  3)  nel caso  di proroga  del  prestito concordata  con i  gestori,
l'elevazione  del tasso  di interesse  applicabile alle  obbligazioni
ordinarie  in misura  non inferiore  a 3  punti percentuali  oltre il
tasso ufficiale di sconto.
  4.  Le  obbligazioni  convertibili  di  cui al  comma  1  e  quelle
ordinarie eventualmente emesse ai sensi  del comma 3, sono assistite,
fino alla  data di  conversione o  rimborso, dalle  medesime garanzie
previste per gli  eventi di cui all'articolo 2 della  legge 29 maggio
1982, n. 297, con le  modalita' previste dall'articolo 6 del presente
decreto.
                               Art. 5.
            Trasformazione del TFR in strumenti finanziari
             emessi da qualificato operatore finanziario
  1. Le disposizioni previste nel presente articolo si applicano alle
societa'  od   enti  residenti,   che  si  impegnano,   con  delibera
dell'assemblea  straordinaria, a  consentire  l'ingresso nel  proprio
capitale sociale  di qualificati  operatori finanziari in  misura non
inferiore ad un  decimo delle partecipazioni al  capitale con diritto
di voto nell'assemblea ordinaria.
  2. Ai  fini dell'esercizio  delle facolta' previste  al comma  1, i
soggetti ivi contemplati devono avere sottoposto il bilancio relativo
all'ultimo  esercizio  precedente  a  quello  in  cui  le  operazioni
previste nel  presente articolo  sono deliberate, a  revisione, anche
volontaria, da  parte di societa' di  revisione iscritta all'apposito
albo tenuto presso la Consob.
  3. I soggetti  di cui al comma 1 possono  deliberare l'emissione di
obbligazioni,  anche  convertibili,  od   altro  titolo  cum  warrant
convertibile in  partecipazioni al capitale sociale  dell'emittente o
di  societa' del  gruppo con  le modalita'  previste all'articolo  4,
comma 1.
  4.   I   Fondi   pensione   possono   sottoscrivere   il   prestito
obbligazionario  o l'emissione  di altri  titoli cum  warrant con  le
modalita' e limiti previsti all'articolo 3, commi 2 e 4.
  5.  Il  regolamento  del  prestito  obbligazionario  ovvero  quello
relativo all'emissione di titoli cum warrant deve prevedere:
  a)  l'impegno a  far assumere  a uno  o piu'  qualificati operatori
finanziari, nei due  anni successivi a quello in  cui si perfezionano
le operazioni di  cui al comma 3, una partecipazione  non inferiore a
quella  garantita  dai diritti  di  conversione  attribuiti ai  Fondi
pensione e comunque non inferiore a quella contemplata nel comma 1;
  b)  l'impegno a  che  i qualificati  operatori finanziari  medesimi
acquisiscano   la    partecipazione   indicata   alla    lettera   a)
prioritariamente mediante  acquisto delle  obbligazioni o  dei titoli
cum  warrant posseduti  dai Fondi  pensione ad  un corrispettivo  non
inferiore  a quello  di emissione.  A detta  acquisizione puo'  farsi
luogo,  altresi', mediante  permuta dei  titoli  di cui  al comma  3,
assegnati  ai Fondi  pensione  con titoli  posseduti dal  qualificato
operatore  finanziario,   ivi  inclusi   i  propri  se   il  relativo
regolamento lo prevede;
  c) l'impegno a che i Fondi pensione cedano ai qualificati operatori
finanziari le obbligazioni o gli altri  titoli di cui al comma 3, con
le modalita' indicate alla lettera b);
  d) nell'ipotesi di mancato ingresso  nel capitale di un qualificato
operatore  finanziario,  nella  misura   prevista  alla  lettera  a),
l'impegno a rimborsare il prestito  ovvero i titoli cum warrant entro
un   anno  dal   verificarsi   dell'evento   con  una   maggiorazione
preconcordata dalle  parti e comunque  non inferiore al 10  per cento
del relativo valore nominale quale liquidazione del danno.
  6. Le obbligazioni  convertibili e gli altri titoli  cum warrant di
cui al  comma 3 sono  assistite, fino  alla data di  trasferimento al
qualificato  operatore   finanziario  o  rimborso   integrale,  dalle
medesime garanzie previste per gli eventi di cui all'articolo 2 della
legge 29 maggio 1982, n. 297, con le modalita' indicate dall'articolo
6 del presente decreto.
                               Art. 6.
           Versamento in contanti del TFR a Fondi pensione
  1. I finanziatori delle imprese,  le quali in luogo degli strumenti
finanziari previsti  negli articoli  precedenti reperiscano  presso i
medesimi  la relativa  liquidita'  e la  versino  ai Fondi  pensione,
succedono al  lavoratore o ai  suoi aventi  causa nei diritti  di cui
all'articolo  2 della  legge 29  maggio 1982,  n. 297,  relativamente
all'ammontare finanziato, fermi restando i  privilegi di cui al libro
VI, titolo III, capo II del codice civile.
  2.  Il  finanziamento previsto  al  comma  1  e' acceso  e  gestito
separatamente  da  ogni  altro rapporto  intrattenuto  con  l'impresa
finanziata ed  e' estinto,  per il  relativo importo,  all'atto della
cessazione del rapporto di lavoro con il soggetto il cui TFR e' stato
liquidato ai sensi del comma 1.
                               Art. 7.
                   Opzioni su strumenti finanziari
  1. In  luogo degli strumenti finanziari  derivanti dalle operazioni
previste negli  articoli 3, 4  e 5, ed  allo scopo di  facilitarne la
gestione,  le fonti  istitutive,  su richiesta  dei gestori,  possono
concordare l'attribuzione a  Fondi pensione degli stessi  in forma di
opzione.
  2. Le  opzioni di cui  al comma 1 possono  essere condizionatamente
negoziate dai gestori anche prima del perfezionamento dell'accordo di
cui all'articolo 2, comma 1.
                               Art. 8.
                       Disposizioni tributarie
  1.   Il    regime   tributario    previsto   per    il   versamento
dell'accantonamento annuale del TFR a Fondi pensione si applica anche
alle operazioni  previste negli  articoli 2  e seguenti  del presente
decreto,
  2. Alle  operazioni previste nei  precedenti articoli ed  a quelle,
diverse dalle  medesime, di  aumento del capitale  o di  emissione di
prestiti   in   obbligazioni,   anche   convertibili,   espressamente
finalizzate al procacciamento delle risorse finanziarie necessarie al
versamento in contanti del TFR a Fondi pensione, si applica l'imposta
di registro in misura fissa.
  3.  Il  conferimento  del  TFR al  capitale  dell'emittente,  anche
mediante la conversione  in azioni di obbligazioni  convertibili o di
obbligazioni cum warrant si considera conferimento in denaro anche ai
fini  dell'applicazione dell'articolo  1 del  decreto legislativo  18
dicembre 1997, n. 466.
  4. Per le  imprese che, unitamente alle altre  societa' del gruppo,
non superano, nel  corso dell'anno, un numero medio  di dipendenti di
50 unita',  la misura dell'accantonamento previsto  nell'articolo 13,
comma 6,  del decreto  legislativo n.  124 del  1993, e'  elevata, in
funzione  compensativa, in  relazione  ai  maggiori oneri  finanziari
connessi con l'esborso derivante dal  versamento in contanti del TFR.
La misura dell'elevazione e' stabilita entro il 31 marzo di ogni anno
con decreto del  Ministro delle finanze, di concerto  con il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, nei limiti
delle  risorse indicate  dall'articolo 71,  comma 5,  della legge  17
maggio 1999, n. 144.
                               Art. 9.
                  Disposizioni finali e transitorie
  1.  Con decreti  del  Ministro  del tesoro,  del  bilancio e  della
programmazione economica,  di concerto  con i  Ministri del  lavoro e
della previdenza  sociale e  delle finanze, possono  essere stabilite
modalita' tecniche di attuazione del presente decreto.
                              Art. 10.
                          Entrata in vigore
  1.  Il presente  decreto entra  in  vigore il  giorno successivo  a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi' 17 agosto 1999
                               CIAMPI
                                   D'Alema,  Presidente del Consiglio
                                  dei Ministri
                                    Amato,  Ministro del  tesoro, del
                                  bilancio e    della  programmazione
                                  economica
                                   Visco, Ministro delle finanze
                                   Salvi, Ministro del lavoro e della
                                  previdenza sociale
 Visto, il Guardasigilli: Diliberto
« Torna alla legislazione