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DECRETO LEGISLATIVO 18 febbraio 2000, n. 47

Riforma della disciplina fiscale della previdenza complementare, a norma dell'articolo 3 della legge 13 maggio 1999, n. 133.

Capo I
Disciplina del risparmio previdenziale
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visto  l'articolo  3,  della legge 13 maggio 1999, n. 133, il quale
prevede  l'emanazione  di  uno  o  piu'  decreti  legislativi  per il
riordino   del   regime   fiscale   delle  forme  di  previdenza  per
l'erogazione  di  trattamenti pensionistici complementari del sistema
obbligatorio  pubblico,  per  la  disciplina  di  forme  di risparmio
individuali  vincolate a finalita' previdenziali, per la modifica del
trattamento  fiscale  dei  contratti di assicurazione sulla vita e di
capitalizzazione,  nonche'  per  il  riordino  del regime fiscale del
trattamento di fine rapporto e delle altre indennita';
  Visto  il  decreto  legislativo  21 aprile 1993, n. 124, recante la
disciplina delle forme pensionistiche complementari;
  Visto  il  testo  unico  delle  imposte  sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
  Visto  l'articolo  3,  comma  136, della legge 23 dicembre 1999, n.
662,  che  prevede l'emanazione di regolamenti ai sensi dell'articolo
17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per disciplinare gli
adempimenti  contabili  e  formali  dei  contribuenti  al  fine della
razionalizzazione  e della tempestiva semplificazione delle procedure
di attuazione delle norme tributarie;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 29 dicembre 1999;
  Acquisito  il  parere  delle  competenti  commissioni parlamentari;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione dell'11 febbraio 2000;
  Sulla  proposta  del  Ministro  delle  finanze,  di concerto con il
Ministro  del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e
con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale;
                              E m a n a

                  il seguente decreto legislativo:
                               Art. 1.
Disciplina fiscale   dei  contributi  e  dei  premi  versati  per  la
           previdenza sociale complementare e individuale

  1.  Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
del  Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n. 917, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) nell'articolo 10:
      1) al comma 1, la lettera e-bis) e' sostituita dalla seguente:
    "e-bis)   i   contributi   versati   alle   forme  pensionistiche
complementari   e   i   contributi   e   premi   versati  alle  forme
pensionistiche  individuali,  previste  dal  decreto  legislativo  21
aprile 1993, n. 124, per un importo complessivamente non superiore al
12  per cento del reddito complessivo e comunque non superiore a lire
10  milioni.  Se  alla  formazione del reddito complessivo concorrono
redditi  di  lavoro  dipendente,  relativamente  a  tali  redditi  la
deduzione  compete  per  un importo complessivamente non superiore al
doppio  della  quota  di  TFR  destinata  alle  forme  pensionistiche
collettive istituite ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 1993,
n.  124,  e,  comunque,  entro i predetti limiti del 12 per cento del
reddito  complessivo  e  di  10  milioni  di  lire.  La  disposizione
contenuta  nel  precedente  periodo non si applica nel caso in cui la
fonte istitutiva sia costituita unicamente da accordi tra lavoratori,
nonche'  ai  soggetti  iscritti  entro  il  28 aprile 1993 alle forme
pensionistiche  complementari  che  risultano  istituite alla data di
entrata  in  vigore  della legge 23 ottobre 1992, n. 421. Ai fini del
computo  del predetto limite di lire 10 milioni si tiene conto: delle
quote  accantonate dal datore di lavoro ai fondi di previdenza di cui
all'articolo   70,   comma   1;   dei  contributi  versati  ai  sensi
dell'articolo  2  della  legge  8  agosto  1995, n. 335, eccedenti il
massimale  contributivo stabilito dal decreto legislativo 14 dicembre
1995,  n.  579. Per le persone che sono fiscalmente a carico di altri
soggetti non si tiene conto del predetto limite percentuale, nonche',
nei  riguardi  del soggetto di cui sono a carico, della condizione di
destinazione   delle   quote   di   TFR   alle  forme  pensionistiche
complementari.";
      2)  al comma 2, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per
gli  oneri  di  cui  alla  lettera  e-bis)  del  comma  1,  sostenuti
nell'interesse delle persone indicate nell'articolo 12 che si trovino
nelle  condizioni  ivi  previste, spetta la deduzione per l'ammontare
non   dedotto   dalle   persone   stesse,  fermo  restando  l'importo
complessivamente stabilito.";
    b)  nell'articolo  17, comma 4, e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo:  "Non  si  considerano  anticipazioni  le  somme  e i valori
destinati  alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo 21
aprile 1993, n. 124.";
    c)  nell'articolo  48,  comma  2,  lettera  a), primo periodo, le
parole  da  "i  contributi  versati  dal  datore di lavoro alle forme
pensionistiche  complementari di cui al decreto legislativo 21 aprile
1993, n. 124", fino alla fine della lettera sono soppresse;
    e) nell'articolo 48-bis, comma 1, la lettera a) e' soppressa;
   f) nell'articolo 70, sono apportate le seguenti modificazioni:
      1) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
  "1.  Gli accantonamenti ai fondi per le indennita' di fine rapporto
e  ai fondi di previdenza del personale dipendente istituiti ai sensi
dell'articolo   2117  del  codice  civile,  se  costituiti  in  conti
individuali  dei singoli dipendenti, sono deducibili nei limiti delle
quote   maturate  nell'esercizio  in  conformita'  alle  disposizioni
legislative  e  contrattuali  che  regolano il rapporto di lavoro dei
dipendenti  stessi.  I  rendimenti attribuiti in ciascun esercizio ai
fondi  di  previdenza  sono  deducibili  nei  limiti  dei  rendimenti
finanziari   medi  dei  titoli  obbligazionari  pubblici  e  privati,
accertati  con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il
Ministro  del  tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
entro il 31 marzo di ciascun anno";
      2) dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente:
  "2-bis. E' deducibile un importo non superiore al 3 per cento delle
quote   di   accantonamento   annuale   del  TFR  destinate  a  forme
pensionistiche complementari, se accantonato in una speciale riserva,
designata  con  riferimento al decreto legislativo 21 aprile 1993, n.
124,  che concorre a formare il reddito nell'esercizio e nella misura
in  cui  sia  utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite
dell'esercizio  o  del  passaggio  a capitale; in tal caso si applica
l'articolo  44,  comma  2. Se l'esercizio e' in perdita, la deduzione
puo'  essere  effettuata  negli  esercizi  successivi ma non oltre il
quinto, fino a concorrenza dell'ammontare complessivamente maturato".
  2. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 5 DICEMBRE 2005, N. 252)). ((3))
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.Lgs.  5  dicembre  2005,  n. 252, come modificato dalla L. 27
dicembre  2006,  n.  296,  ha  disposto  (con  l'art. 23, comma 1) la
modifica  dell'entrata  in  vigore  dell'abrogazione  del comma 2 del
presente articolo dal 1° gennaio 2008 al 1° gennaio 2007.
                               Art. 2.
          Disciplina delle forme pensionistiche individuali

  1.  Dopo  l'articolo  9  del decreto legislativo 21 aprile 1993, n.
124, sono inseriti i seguenti:
  "Art.  9-bis  (Forme  pensionistiche  individuali  attuate mediante
fondi pensione aperti). - 1. Le forme pensionistiche individuali sono
attuate  mediante l'adesione ai fondi pensione di cui all'articolo 9.
L'adesione   avviene,  su  base  individuale,  anche  in  assenza  di
specifiche previsioni delle fonti istitutive.
  2.   I   regolamenti   dei   fondi  stabiliscono  le  modalita'  di
partecipazione alle forme di cui al comma 1.
  3.  L'ammontare  del  contributo,  definito  anche  in misura fissa
all'atto dell'adesione, puo' essere successivamente variato.
  4.  I regolamenti dei fondi definiscono i requisiti di accesso alle
prestazioni   pensionistiche,   prevedendo   che  le  prestazioni  di
vecchiaia  siano  consentite  al  compimento  dell'eta'  pensionabile
stabilita  nel  regime  obbligatorio di appartenenza con un minimo di
cinque  anni  di partecipazione alla forma e che quelle di anzianita'
siano  consentite,  in  caso di cessazione dell'attivita' lavorativa,
nel  concorso del requisito di partecipazione di almeno quindici anni
e  di  un'eta'  di non piu' di dieci anni inferiore a quella prevista
per   il  pensionamento  di  vecchiaia  nel  regime  obbligatorio  di
appartenenza.  Per  i  soggetti  non  titolari di reddito di lavoro o
d'impresa  si  considera  eta'  pensionabile  il compimento dell'eta'
prevista  dall'articolo  1,  comma  20, della legge 8 agosto 1995, n.
335. Non sono in ogni caso consentite anticipazioni.
  5.  I  regolamenti  dei  fondi possono disciplinare la prosecuzione
volontaria  della partecipazione alla forma pensionistica non oltre i
cinque anni dal raggiungimento del limite dell'eta' pensionabile.
  6.  La  liquidazione  della  prestazione  pensionistica in forma di
capitale secondo il valore attuale puo' essere chiesta per un importo
non  superiore  al  cinquanta per cento di quello maturato, salvo che
l'importo  annuo  della  prestazione pensionistica in forma periodica
risulti  di  ammontare inferiore al 50 per cento dell'assegno sociale
di  cui  all'articolo  3,  commi 6 e 7, della legge 8 agosto 1995, n.
335.
  Art.  9-ter  (Forme  pensionistiche  individuali  attuate  mediante
contratti  di assicurazione sulla vita). - 1. Le forme pensionistiche
individuali  sono  attuate  anche mediante contratti di assicurazione
sulla   vita  stipulati  con  imprese  di  assicurazioni  autorizzate
dall'Istituto  per  la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP),
ad  operare  nel territorio dello Stato o quivi operanti in regime di
stabilimento  o  di  prestazioni  di  servizi,  che  garantiscano  le
prestazioni  di cui all'articolo 9-bis, comma 4, secondo le modalita'
ivi  previste,  e  consentano  le  facolta' di cui ai commi 5 e 6 del
medesimo  articolo. L'adesione avviene anche in assenza di specifiche
previsioni delle fonti istitutive.
  2.  L'ammontare  dei premi, definito anche in misura fissa all'atto
della conclusione del contratto, puo' essere successivamente variato.
  3.  Le condizioni di polizza dei contratti di cui al comma 1 devono
essere comunicate dalle imprese assicuratrici alla commissione di cui
all'articolo 16, prima della loro applicazione.".
                               Art. 3.
Norme di coordinamento e di  adeguamento  del  decreto legislativo 21
                         aprile 1993, n. 124

  1. Al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, sono apportate 1e
seguenti modificazioni:
    a)  nell'articolo 7, comma 6, lettera a), sono aggiunte, in fine,
le  seguenti  parole:  ", salvo che l'importo annuo della prestazione
pensionistica in forma periodica risulti di ammontare inferiore al 50
per  cento  dell'assegno sociale di cui, all'articolo 3, commi 6 e 7,
della legge 8 agosto 1995, n. 335;
    b) nell'articolo 10:
      1)  la  rubrica  e'  sostituita dalla seguente: "Permanenza nel
fondo  pensione  o nella forma pensionistica individuale e cessazione
dei requisiti di partecipazione";
      2)  nel comma 1, lettera b), sono aggiunte in fine, le seguenti
parole:  "o  a una delle forme pensionistiche individuali di cui agli
articoli 9-bis e 9-ter;";
      3) dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
  "1-bis.  Il  riscatto  anche  parziale  della posizione individuale
maturata  nelle forme pensionistiche individuali di cui agli articoli
9-bis e 9-ter e' consentito soltanto nelle ipotesi previste dal comma
4 dell'articolo 7.";
      4)  nel  comma  2,  dopo  le  parole: "ai fondi pensione di cui
all'articolo  9";  sono  inserite  le  seguenti: "o a una delle forme
pensionistiche individuali di cui agli articoli 9-bis e 9-ter";
      5)  nel comma 3, dopo le parole: "a carico del fondo pensione",
sono  aggiunte  le seguenti: o delle forme pensionistiche individuali
di cui agli articoli 9-bis e 9-ter,";
      6) nel comma 3-bis, primo periodo, dopo le parole: "di cui agli
articoli   3   e  9"  sono  inserite  le  seguenti  "o  presso  forme
pensionistiche individuali di cui agli articoli 9-bis e 9-ter";
      7) dopo il comma 3-ter, sono aggiunti i seguenti:
  "3-quater.  In  caso  di  morte  dell'iscritto  ad  una delle forme
pensionistiche  individuali  di cui agli articoli 9-bis e 9-ter prima
dell'accesso alla prestazione, la posizione individuale e' riscattata
dagli eredi.
  3-quinquies. I regolamenti e i contratti di cui agli articoli 9-bis
e  9-ter prevedono la facolta' di trasferimento dell'intera posizione
individuale  dell'iscritto stesso presso altro fondo pensione, di cui
agli articoli 3 e 9, o presso forme pensionistiche individuali di cui
ai medesimi articoli 9-bis e 9-ter, non prima che siano trascorsi tre
anni dalla data di adesione o di conclusione del contratto.";
    c) nell'articolo 13:
      1) i commi 1, 2, 5, 6, 9, 10, 11 e 12 sono abrogati;
      2) il comma 13 e' sostituito con il seguente:
  "13.  Le operazioni di trasferimento delle posizioni pensionistiche
sono  esenti  da  ogni  onere  fiscale,  a condizione che avvengano a
favore  di  forme  pensionistiche  disciplinate dal presente decreto.
Sono  altresi'  esenti  da  ogni  onere fiscale i trasferimenti delle
risorse  o  delle  riserve  matematiche da un fondo pensione o da una
forma  pensionistica  individuale  ad altro fondo pensione o ad altra
forma pensionistica individuale.".
                               Art. 4.
                   Decorrenza e norme transitorie

  1.  Le  disposizioni  dell'articolo  1,  comma  1,  lettera  a), si
applicano con riferimento ai contributi e ai premi versati alle forme
pensionistiche  previste  dal  decreto legislativo 21 aprile 1993, n.
124, a decorrere (( dal 1° gennaio 2001 )).
  2.  Le  disposizioni dell'articolo 1, comma 1, lettera f), n. 1, si
applicano  con riferimento agli accantonamenti effettuati a decorrere
dal periodo d'imposta che inizia dalla predetta data.
  3.  Per  i  soggetti  iscritti  entro  il 28 aprile 1993 alle forme
pensionistiche  complementari  che  risultano  istituite alla data di
entrata  in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421, ai fini della
deducibilita'  prevista  dall'art.  10,  comma 1, lettera e-bis), del
testo  unico  delle  imposte  sui  redditi, approvato con decreto del
Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, fermo restando
il limite del 12 per cento del reddito complessivo, l'importo massimo
deducibile di dieci milioni di lire e' maggiorato, per per un periodo
transitorio  di  cinque  anni,  della  differenza  tra  i  contributi
effettivamente  versati nel 1999 alle suddette forme pensionistiche e
il  predetto  limite  di dieci milioni. Le modalita' per fruire della
predetta  maggiorazione sono stabilite con decreto del Ministro delle
finanze.
  (( 3-bis. Per i soggetti iscritti ai fondi di previdenza complementare che abbiano presentato istanza al Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'applicazione del periodo transitorio di cui al comma 8-bis dell'articolo 18 del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, nei termini ivi previsti, ai fini della deducibilita' di cui all'articolo 10, comma 1, lettera e-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, continua ad applicarsi, fino al termine del predetto periodo transitorio, il comma 8-quater dell'articolo 18 del citato decreto legislativo. ))
Capo II
Disciplina della gestione del risparmio previdenziale
                               Art. 5.
Regime tributario dei fondi pensione   in   regime  di  contribuzione
                              definita
  1. L'articolo 14 del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e'
sostituito dal seguente:
  "Art.  14  (Regime  tributario  dei  fondi  pensione  in  regime di
contribuzione   definita).  -  1.  I  fondi  pensione  in  regime  di
contribuzione  definita  sono  soggetti  ad imposta sostitutiva delle
imposte  sui  redditi  nella misura dell'11 per cento, che si applica
sul  risultato  netto  maturato  in  ciascun  periodo  d'imposta.  Il
risultato  si determina sottraendo dal valore del patrimonio netto al
termine  di  ciascun  anno solare, al lordo dell'imposta sostitutiva,
aumentato  delle erogazioni effettuate per il pagamento dei riscatti,
delle  prestazioni  previdenziali  e  delle somme trasferite ad altre
forme pensionistiche, e diminuito dei contributi versati, delle somme
ricevute da altre forme pensionistiche nonche' dei redditi soggetti a
ritenuta,  dei  redditi  esenti o comunque non soggetti ad imposta, i
proventi  maturati  derivanti  da  quote  o  azioni  di  organismi di
investimento collettivo del risparmio soggetti ad imposta sostitutiva
e il valore del patrimonio stesso all'inizio dell'anno. Il valore del
patrimonio  netto del fondo all'inizio e alla fine di ciascun anno e'
desunto  da un apposito prospetto di composizione del patrimonio. Nel
caso  di  fondi  avviati  o  cessati  in  corso  d'anno, in luogo del
patrimonio  all'inizio dell'anno si assume il patrimonio alla data di
avvio  del  fondo, ovvero in luogo del patrimonio alla fine dell'anno
si assume il patrimonio alla data di cessazione del fondo.
  2. Il risultato negativo maturato nel periodo d'imposta, risultante
dalla   relativa  dichiarazione,  e'  computato  in  diminuzione  del
risultato  della  gestione  dei  periodi  d'imposta  successivi,  per
l'intero importo che trova in essi capienza.
  3.  Le ritenute operate sui redditi di capitale percepiti dai fondi
sono  a  titolo  d'imposta. Non si applicano la ritenute previste dal
comma  2 dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600, sugli interessi e altri proventi dei conti
correnti  bancari  e  postali,  nonche'  la  ritenuta prevista, nella
misura  del  12,50  per  cento,  dal comma 3-bis dell'articolo 26 del
predetto  decreto  e  dal comma 1 dell'articolo 10-ter della legge 23
marzo 1983, n. 77.
  4.  I redditi di capitale che non concorrono a formare il risultato
della  gestione  e  sui  quali  non  e' stata applicata la ritenuta a
titolo  d'imposta  o  l'imposta  sostitutiva sono soggetti ad imposta
sostitutiva  delle  imposte  sui redditi con la stessa aliquota della
ritenuta o dell'imposta sostitutiva.
  5.  L'imposta sostitutiva di cui ai commi 1 e 4 e' versata entro il
16  febbraio  di  ciascun anno. Si applicano le disposizioni del capo
III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
  6.  La dichiarazione relativa all'imposta sostitutiva e' presentata
entro  un mese dall'approvazione del bilancio o rendiconto del fondo.
Se  il  bilancio  o  rendiconto  non  e'  stato approvato nel termine
stabilito,  la  dichiarazione  e'  presentata  entro  un  mese  dalla
scadenza  del termine stesso. Se non e' prevista l'approvazione di un
bilancio  o  rendiconto la dichiarazione e' presentata entro sei mesi
dalla  fine  del  periodo  d'imposta.  Nel  caso  di fondi costituiti
nell'ambito  del  patrimonio  di societa' ed enti la dichiarazione e'
presentata  contestualmente  alla  dichiarazione  dei  redditi propri
della societa' o dell'ente.
  7.  Le  operazioni  di  costituzione,  trasformazione,  scorporo  e
concentrazione  tra  fondi  pensione  sono  soggette  ad  imposta  di
registro  e  ad  imposta  catastale  e ipotecaria in misura fissa per
ciascuna di esse".
  2. Al decreto legislativo 1o aprile 1996, n. 239, sono apportate le
seguenti modificazioni:
    a) nell'articolo 2, comma 1, la lettera e) e' soppressa;
    b)  nell'articolo  2,  comma  1-quater,  dopo le parole: "decreto
legislativo  21  novembre  1997,  n. 461", sono aggiunte le seguenti:
"nonche' per i fondi pensione di cui al decreto legislativo 21 aprile
1993, n. 124";
    c) nell'articolo 3, comma 3, le parole: "all'articolo 2, comma 1,
lettere  d)  ed  e)" sono sostituite dalle seguenti: "all'articolo 2,
comma 1, lettera d)".
  3.  Nell'articolo  27,  comma  1,  del decreto del Presidente della
Repubblica  29  settembre  1973, n. 600, le parole "fondi pensione di
cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e" sono soppresse.
  4.  Le  disposizioni del comma 2 del presente articolo e quelle del
comma  3  dell'articolo 14 del decreto legislativo 21 aprile 1993, n.
124,  si  applicano ai redditi di capitale maturati a decorrere dalla
data da cui ha effetto il presente decreto. Le disposizioni del comma
3  del  presente  articolo  si  applicano  agli utili derivanti dalla
partecipazione  a  societa'  o  enti soggetti all'imposta sul reddito
delle   persone  giuridiche  divenuti  esigibili  a  decorrere  dalla
predetta data.
  5.  Per  gli  interessi e altri proventi soggetti alle disposizioni
dell'articolo  26,  comma  3-bis,  del  decreto  del Presidente della
Repubblica  29 settembre 1973, n. 600, l'imposta si applica su quelli
maturati  fino  al  giorno  precedente alla data da cui ha effetto il
presente  decreto. I relativi importi sono liquidati entro il mese da
cui  ha effetto il presente decreto e sono versati entro il giorno 16
del mese successivo.
  6.  Per  gli  interessi e altri proventi delle obbligazioni e degli
altri  titoli  di  cui  all'articolo  2, commi 1 e 1-bis, del decreto
legislativo  1o  aprile  1996,  n.  239, detenuti alla data da cui ha
effetto  il  presente  decreto,  le  operazioni  di  accreditamento e
addebitamento  del  conto  unico  sono  eseguite  limitatamente  agli
interessi  e  altri  proventi maturati fino al giorno precedente alla
predetta  data.  L'imposta  sostitutiva e' liquidata entro il mese da
cui  ha  effetto il presente decreto ed e' versata entro il giorno 16
del mese successivo.
  7.  Per  i  proventi  relativi  alle quote o azioni di organismi di
investimento  collettivo  soggetti  alle  disposizioni  dell'articolo
10-ter,  comma  1,  della  legge  23 marzo 1983, n. 77, l'imposta del
12,50  per  cento  si  applica  su  quelli  maturati  fino  al giorno
precedente  alla  data  da  cui  ha  effetto  il  presente decreto. I
relativi  importi  sono  liquidati entro il mese da cui ha effetto il
presente  decreto  e  sono  versati  entro  il  giorno  16  del  mese
successivo.
                               Art. 6. 
Regime tributario dei fondi pensione di prestazioni  definite  e  dei
contratti di assicurazione di  cui  all'articolo  9-ter  del  decreto
                 legislativo 21 aprile 1993, n. 124 
 
  1. Nel decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, dopo  l'articolo
14, e' inserito il seguente: 
    "Art. 14-bis (Regime tributario dei fondi pensione in  regime  di
prestazione  definite  e  dei  contratti  di  assicurazione  di   cui
all'articolo 9-ter). - 1. I fondi pensione in regime  di  prestazioni
definite sono soggetti  ad  imposta  sostitutiva  delle  imposte  sui
redditi nella misura dell'11 per cento applicata sul risultato  netto
maturato  in  ciascun  periodo  d'imposta.  Il  risultato  netto   si
determina sottraendo dal valore  attuale  della  rendita  in  via  di
costituzione, calcolato al termine di  ciascun  anno  solare,  ovvero
determinato alla data di  accesso  alla  prestazione,  diminuito  dei
premi versati nell'anno,  il  valore  attuale  della  rendita  stessa
all'inizio dell'anno. Il risultato negativo e' computato in riduzione
del risultato dei periodi d'imposta successivi, per l'intero  importo
che trova in essi capienza. Si applicano le disposizioni dei commi da
3 a 7 dell'articolo 14. 
    2. Per i contratti di assicurazione di cui all'articolo 9-ter, le
imprese di assicurazione  applicano  una  imposta  sostitutiva  delle
imposte sui redditi nella misura  dell'11  per  cento  sul  risultato
netto  maturato  in  ciascun  periodo  d'imposta.  Il  risultato   si
determina sottraendo dal valore  attuale  della  rendita  in  via  di
costituzione, calcolato al termine di  ciascun  anno  solare,  ovvero
alla data di accesso alla prestazione, diminuito  dei  premi  versati
nell'anno,  il  valore  attuale  della  rendita   stessa   all'inizio
dell'anno. Il  risultato  negativo  e'  computato  in  riduzione  del
risultato dei periodi d'imposta successivi, per l'intero importo  che
trova in essi capienza". 
  2. (( COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 APRILE 2001, N. 168 )). 
                               Art. 7. 
   Regime tributario dei fondi pensione che detengono gli immobili 
 1. Nel decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, dopo l'articolo 
14-bis, introdotto dall'articolo 6, comma 1, e' inserito il seguente: 
"Art. 14-ter (Regime tributario  dei  fondi  pensione  che  detengono
immobili).  -  1.  Fino  a  quando  non  si  saranno  adeguati   alle
disposizioni  di  cui  all'articolo  6,  i  fondi  pensione  il   cui
patrimonio, alla data del 28 aprile 1993, sia direttamente  investito
in beni immobili, sono soggetti ad imposta sostitutiva delle  imposte
sui  redditi  nella  misura  dello  0,50  per  cento  del  patrimonio
riferibile  agli  immobili,  determinato,   in   base   ad   apposita
contabilita' separata, secondo i criteri di valutazione previsti  dal
decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, per i  fondi  comuni  di
investimento immobiliare  chiusi,  calcolato  come  media  annua  dei
valori  risultanti  dai  prospetti  periodici  previsti  dal   citato
decreto. Sul patrimonio riferibile al valore  degli  immobili  per  i
quali il fondo pensione abbia optato per la libera determinazione dei
canoni di locazione ((ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431,))
l'imposta sostitutiva di  cui  al  periodo  precedente  e'  aumentata
all'1,50 per cento. 
  2. I fondi pensione di cui al comma 1  sono  altresi'  soggetti  ad
imposta sostitutiva delle imposte sui redditi  nella  misura  dell'11
per cento sul risultato netto maturato in ciascun  periodo  d'imposta
derivante   dal   restante   patrimonio,   determinato   ((ai sensi dell'articolo 14, commi 1 e 2.)) 
  3. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14, commi da 3 a 7". 
  2. Ai  fondi  pensioni  di  cui  all'articolo  14-ter  del  decreto
legislativo 21 aprile 1993, n.  124,  si  applicano  le  disposizioni
dell'articolo 5, commi da 4 a 7. 
  3. L'articolo 9 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e' abrogato. 
                               Art. 8. 
Regime tributario dei fondi pensione che risultavano  istituiti  alla
    data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421 
 
  1. Nel decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, dopo  l'articolo
14-ter, introdotto dall'articolo 7, comma 1, e' inserito il seguente: 
"Art. 14-quater (Regime tributario dei fondi pensione che risultavano
istituiti alla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992,
n.  421).  -  1.  Alle  forme  pensionistiche  complementari  di  cui
all'articolo 18, comma 1, in regime di contribuzione  definita  o  di
prestazione definita, gestite in via prevalente  secondo  il  sistema
tecnico-finanziario   della   capitalizzazione,   si   applicano   le
disposizioni dell'articolo 14. 
  2. Alle forme pensionistiche complementari di cui all'articolo  18,
comma 1, in regime di prestazioni definite, gestite in via prevalente
secondo il sistema tecnico-finanziario  della  ripartizione,  e  alle
forme indicate nel comma 1, gestite mediante convenzioni con  imprese
di assicurazione, si applicano le disposizioni dell'articolo  14-bis,
comma 2. Si applicano  altresi'  le  disposizioni  dell'articolo  14,
commi da 5 a 7. 
  3. Nel caso in cui le forme  pensionistiche  complementari  di  cui
all'articolo 18, comma 1, siano costituite nell'ambito del patrimonio
di societa' o enti, l'imposta sostitutiva di cui ai commi 1  e  2  e'
corrisposta dalla societa' o dall'ente nell'ambito del cui patrimonio
il fondo e' costituita". 
  (( 1-bis. Ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva di cui all'articolo 14-quater, comma 2-bis, del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, se il periodo intercorrente tra la data di versamento dei contributi e quella di accesso alla prestazione e' superiore a dodici mesi, l'imposta si determina applicando gli elementi di rettifica finalizzati a rendere equivalente la tassazione rispetto a quella per maturazione, calcolati tenendo conto del tempo intercorso, delle eventuali variazioni dell'aliquota dell'imposta sostitutiva e dei tassi di rendimento dei titoli di Stato. Con decreto del Ministro delle finanze tono stabiliti gli elementi di rettifica. )) 
  2. Ai fondi pensione di  cui  all'articolo  14-quater  del  decreto
legislativo 21 aprile 1993, n.  124,  si  applicano  le  disposizioni
dell'articolo 5, commi da 4 a 7. 
                               Art. 9.
                             Decorrenza

  1. Le disposizioni degli articoli da 5 a 8 si applicano dal periodo
d'imposta in corso (( al 1° gennaio 2001 )).
  (( 1-bis. Ai fondi pensione che abbiano presentato istanza al Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'applicazione del periodo transitorio di cui al comma 8-bis dell'articolo 18 del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, nei termini ivi previsti, continua ad applicarsi, fino al termine del predetto periodo transitorio, l'articolo 15, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, concernente l'addizionale all'imposta sostitutiva da essi dovuta. ))
Capo III
Disciplina delle prestazioni pensionistiche e del trattamento di fine
rapporto
                              Art. 10. 
Trattamento tributario delle prestazioni  pensionistiche  erogate  ai
        sensi del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124. 
  1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con  decreto
del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
   a) nell'articolo 16, comma 1, e' inserita la seguente lettera: 
    "a-bis) le prestazioni pensionistiche di cui alla lettera  h-bis)
del comma 1 dell'articolo 47, erogate in forma di capitale, anche  in
caso di riscatto di cui all'articolo 10,  comma  1-bis,  del  decreto
legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e a titolo di anticipazioni;"; 
    b) dopo l'articolo 17, e' inserito il seguente: 
  "Art. 17-bis. - ((1. Le prestazioni di cui alla lettera a-bis) del comma 1 dell'articolo 16 sono soggette ad imposta mediante l'applicazione dell'aliquota determinata con i criteri previsti al comma 1 dell'articolo 17, assumendo il numero degli anni e frazione di anno di effettiva contribuzione e l'importo imponibile della prestazione maturata, al netto delle quote del trattamento di fine rapporto e dei redditi gia' assoggettati ad imposta. Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l'imposta in base all'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui e' maturato il diritto alla percezione. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 17, comma 1-bis.)) 
  2. Se la prestazione e'  non  superiore  a  un  terzo  dell'importo
complessivamente maturato  alla  data  di  accesso  alla  prestazione
stessa, l'imposta si applica sull'importo al netto dei  redditi  gia'
assoggettati ad imposta. Tale disposizione si  applica  altresi'  nei
casi previsti dall'articolo 10, commi 3-ter e 3-quater,  del  decreto
legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e comunque quando l'importo annuo
della prestazione  pensionistica  spettante  in  forma  periodica  e'
inferiore al 50 per cento dell'assegno sociale di cui all'articolo 3,
commi 6 e 7, della legge 8 agosto 1995, n. 335. 
  3. Salvo conguaglio all'atto della  liquidazione  definitiva  della
prestazione,  le  prestazioni  pensionistiche  erogate  in  caso   di
riscatto parziale di cui all'articolo 10, comma  1-bis,  del  decreto
legislativo 21 aprile 1993, n. 124, o a titolo di anticipazione, sono
soggette ad imposta con l'aliquota determinata ai sensi del comma  1,
primo periodo, per il loro intero importo"; 
    c) nell'articolo 41, comma  1,  dopo  la  lettera  g-quater),  e'
inserita la seguente "g-quinquies) i redditi derivanti dai rendimenti
delle prestazioni pensionistiche di cui alla lettera h-bis) del comma
1, dell'articolo 47  erogate  in  forma  periodica  e  delle  rendite
vitalizie aventi funzione previdenziale;"; 
    d)  nell'articolo  42,  dopo  il  comma  4-bis,  e'  inserito  il
seguente: "4-ter. I proventi di cui  alla  lettera  g-quinquies)  del
comma 1, dell'articolo 41, sono costituiti  dai  rendimenti  maturati
nel periodo d'imposta riferibili al valore attuale delle  prestazioni
pensionistiche di cui  all'articolo  47,  comma  1,  lettera  h-bis),
erogate nel corso del  medesimo  periodo,  nonche',  per  le  rendite
vitalizie aventi funzione previdenziale, dai rendimenti maturati  nel
periodo d'imposta riferibili al valore attuale delle rendite  erogate
o in via di costituzione al termine di ciascun periodo d'imposta."; 
    e) nell'articolo 47, comma 1,  la  lettera  h-bis  e'  sostituita
dalla seguente: 
    "h-bis)  le  prestazioni  pensionistiche  di   cui   al   decreto
legislativo 21 aprile 1993, n. 124, comunque erogate;"; 
    f) nell'articolo 48-bis, comma 1, la  lettera  d)  e'  sostituita
dalle seguenti: "d) per le prestazioni  pensionistiche  di  cui  alla
lettera h-bis) del  comma  1,  dell'articolo  47,  erogate  in  forma
periodica non si applicano le disposizioni  del  richiamato  articolo
48. Le stesse si assumono al  netto  della  parte  corrispondente  ai
redditi gia' assoggettati ad imposta e di quelli di cui alla  lettera
g-quinquies) del comma 1, dell'articolo 41, se determinabili; 
    d-bis) per le prestazioni  pensionistiche  di  cui  alla  lettera
h-bis) del comma 1, dell'articolo 47, erogate  in  forma  capitale  a
seguito  di   riscatto   della   posizione   individuale   ai   sensi
dell'articolo 10, comma 1, lettera c),  del  decreto  legislativo  21
aprile 1993, n. 124, non si applicano le disposizioni del  richiamato
articolo  48.  Le  stesse  assumono  al  netto   dei   redditi   gia'
assoggettati ad imposta, se determinabili;". 
  2. Nell'articolo 23, secondo  comma,  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo la  lettera  d),  e'
inserita la seguente: 
  "d-bis)  sulla  parte   imponibile   delle   prestazioni   di   cui
all'articolo 16, comma 1, lettera a-bis), del citato testo unico, con
i criteri di cui all'articolo 17-bis, comma 1, primo  periodo,  dello
stesso testo unico;". 
  3. Per l'adempimento degli  obblighi  derivanti  dai  contratti  di
assicurazione di cui all'articolo 9-ter del  decreto  legislativo  21
aprile 1993,  n.  124,  le  imprese  di  assicurazione  operanti  nel
territorio dello Stato  in  regime  di  liberta'  di  prestazione  di
servizi devono  nominare  un  rappresentante  fiscale  residente  nel
territorio  dello  Stato,  ((il quale risponde in solido con l'impresa)). Il rappresentante fiscale  comunica  all'amministrazione
finanziaria i dati relativi ai  soggetti  che  stipulano  i  predetti
contratti. Con decreto del Ministro delle finanze sono  stabilite  le
modalita' per l'assolvimento dei predetti obblighi. 
                              Art. 11.
       Disciplina tributaria del trattamento di fine rapporto

  1.  Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
del  Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n. 917, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) nell'articolo 17:
      1) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
      "1.  Il trattamento di fine rapporto costituisce reddito per un
importo   che   si   determina   riducendo  il  suo  ammontare  delle
rivalutazioni  gia' assoggettate ad imposta sostitutiva. L'imposta e'
applicata  con l'aliquota determinata con riferimento all'anno in cui
e'  maturato  il  diritto alla percezione, corrispondente all'importo
che  risulta  dividendo  il  suo  ammontare,  aumentato  delle  somme
destinate  alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo 21
aprile  1993,  n.  124,  per  il numero degli anni e frazione di anno
preso  a  base  di  commisurazione,  e moltiplicando il risultato per
dodici.  Gli  uffici finanziari provvedono a riliquidare l'imposta in
base  all'aliquota  media  di tassazione dei cinque anni precedenti a
quello in cui e' maturato il diritto alla percezione.
      1-bis.  Se  in uno o piu' degli anni indicati al comma 1 non vi
e'   stato  reddito  imponibile,  l'aliquota  media  si  calcola  con
riferimento  agli  anni in cui vi e' stato reddito imponibile; se non
vi  e'  stato  reddito  imponibile in alcuno di tali anni, si applica
l'aliquota  stabilita  dall'articolo  11  per  il  primo scaglione di
reddito.
      1-ter.  Qualora  il trattamento di fine rapporto sia relativo a
rapporti  di  lavoro  a  tempo  determinato,  di durata effettiva non
superiore  a  due anni, l'imposta determinata ai sensi del comma 1 e'
diminuita  di un importo pari a lire 120 mila per ciascun anno; per i
periodi inferiori ad un anno, tale importo e' rapportato a mese.
      2.  Le  altre  indennita'  e somme indicate alla lettera a) del
comma  1  dell'articolo  16,  anche  se  commisurate  alla durata del
rapporto  di  lavoro  e  anche se corrisposte da soggetti diversi dal
datore  di lavoro, sono imponibili per il loro ammontare complessivo,
al  netto dei contributi obbligatori dovuti per legge, con l'aliquota
determinata  agli  effetti  del  comma 1. Tali indennita' e somme, se
corrisposte  a titolo definitivo e in relazione ad un presupposto non
connesso  alla  cessazione  del rapporto di lavoro che ha generato il
trattamento  di  fine rapporto, sono imponibili per il loro ammontare
netto con l'aliquota determinata con i criteri di cui al comma 1.
      2-bis.   Le   indennita'   equipollenti,  comunque  denominate,
commisurate alla durata dei rapporti di lavoro dipendente di cui alla
lettera  a),  del  comma  1, dell'articolo 16, sono imponibili per un
importo  che  si  determina  riducendo il loro ammontare netto di una
somma   pari   a  L.  600.000  per  ciascun  anno  preso  a  base  di
commisurazione,    con   esclusione   dei   periodi   di   anzianita'
convenzionale;  per  i  periodi  inferiori  all'anno  la riduzione e'
rapportata  a  mese.  Se  il  rapporto si svolge per un numero di ore
inferiore  a  quello  ordinario  previsto  dai  contratti  collettivi
nazionali di lavoro, la somma e' proporzionalmente ridotta. L'imposta
e'  applicata  con l'aliquota determinata con riferimento all'anno in
cui   e'   maturato   il   diritto  alla  percezione,  corrispondente
all'importo  che  risulta dividendo il suo ammontare netto, aumentato
delle  somme  destinate  alle  forme pensionistiche di cui al decreto
legislativo  21  aprile  1993,  n.  124,  per  il numero degli anni e
frazione  di  anno preso a base di commisurazione, e moltiplicando il
risultato  per  dodici.  L'ammontare netto delle indennita', alla cui
formazione  concorrono  contributi  previdenziali  posti a carico dei
lavoratori dipendenti e assimilati, e' computato previa detrazione di
una  somma pari alla percentuale di tali indennita' corrispondente al
rapporto,  alla  data del collocamento a riposo o alla data in cui e'
maturato  il  diritto  alla percezione, fra l'aliquota del contributo
previdenziale posto a carico dei lavoratori dipendenti e assimilati e
l'aliquota  complessiva del contributo stesso versato all'ente, cassa
o fondo di previdenza";
      2) il comma 4 e' sostituito dal seguente:
      "4.  Salvo  conguaglio  all'atto della liquidazione definitiva,
sulle  anticipazioni  e sugli acconti relativi al trattamento di fine
rapporto  e alle indennita' equipollenti, nonche' sulle anticipazioni
relative  alle  altre  indennita'  e  somme,  si  applica  l'aliquota
determinata,  rispettivamente,  a  norma  dei  commi  1,  2  e 2-bis,
considerando  l'importo  accantonato, aumentato dalle anticipazioni e
degli acconti complessivamente erogati e al netto delle rivalutazioni
gia' assoggettate ad imposta sostitutiva".
  2. (( COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 APRILE 2001, N. 168 )).
  3.  Sui  redditi  derivanti  dalle  rivalutazioni  dei fondi per il
trattamento  di  fine  rapporto  (( . . . )) e' applicata l'imposta
sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura dell'11 per cento.
  4.  I  soggetti  indicati  negli  articoli  23 e 29 del decreto del
Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973, n. 600, applicano
l'imposta  di  cui  al  comma 3 sulle rivalutazioni (( maturate )) in
ciascun  anno.  L'imposta  e'  versata entro il 16 febbraio dell'anno
successivo.  L'imposta  e'  imputata a riduzione del fondo. Nell'anno
solare  in cui maturano le rivalutazioni (( . . . )), compreso l'anno
2001,  e' dovuto l'acconto dell'imposta sostitutiva commisurato al 90
per cento delle rivalutazioni (( maturate )) nell'anno precedente. Se
il trattamento di fine rapporto e' corrisposto da soggetti diversi da
quelli  indicati  nei predetti articoli, l'imposta sostitutiva di cui
al  comma  3  e'  complessivamente  liquidata dal soggetto percettore
nella  dichiarazione  dei  redditi del periodo d'imposta in cui viene
corrisposto,  anche  a titolo di anticipazione, e versata nei termini
previsti  per  il  versamento  a  saldo delle imposte derivanti dalla
medesima   dichiarazione   dei  redditi.  (( L'acconto puo' essere commisurato al 90 per cento delle rivalutazioni che maturano nell'anno per il quale l'acconto stesso e' dovuto. L'acconto e' versato entro il giorno 16 del mese di dicembre. Si applicano le disposizioni del Capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 4-bis. Ai fini del versamento dell'imposta sostitutiva di cui al comma 3 e' utilizzabile anche il credito di imposta sui trattamenti di fine rapporto previsto dall'articolo 3, comma 213, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e successive modificazioni. ))
  5.   Dall'imposta   relativa   ai  trattamenti  di  fine  rapporto,
determinata ai sensi dell'articolo 17, comma 1, del testo unico delle
imposte  sui  redditi,  approvato  con  decreto  del Presidente della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  percepiti  a seguito della
cessazione  di  rapporti  di  lavoro  intervenuta  nel  periodo dal 1
gennaio  2001  e fino alla data di entrata in vigore della disciplina
concernente  la  riforma  del trattamento di fine rapporto e comunque
non  oltre  il  31  dicembre  2005,  si  detrae (( , anche in sede di applicazione delle ritenute d'acconto, ))  un  importo  pari a L.
120.000  per ciascuno degli anni compresi nel suddetto periodo; per i
periodi  inferiori  ad anno, tale importo e' rapportato a mese. (( Se il rapporto si svolge per un numero di ore inferiore a quello ordinario previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro, la somma e' proporzionalmente ridotta. ))
                              Art. 12.
                 Decorrenza e disciplina transitoria

  1.  Per  i  soggetti  che risultano iscritti a forme pensionistiche
complementari  alla  data  da  cui ha effetto il presente decreto, le
disposizioni   introdotte   dall'articolo   10   si   applicano  alle
prestazioni  riferibili  agli  importi maturati a decorrere (( dal 1° gennaio 2001 )).  (( Per i medesimi soggetti, relativamente alle prestazioni maturate fino a tale data, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente. 1-bis. Per i soggetti che risultano iscritti a forme pensionistiche di cui all'articolo 18, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, gestite mediante convenzioni con imprese di assicurazione, le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge 26 settembre 1985, n. 482, si applicano ai rendimenti maturati anteriormente al 1 gennaio 2001; la ritenuta prevista dal citato articolo 6 va applicata anche all'atto del trasferimento delle posizioni pensionistiche da una delle predette forme ad una forma pensionistica di altro tipo. ))
  2.  Le  disposizioni dell'articolo 17 del testo unico delle imposte
sui  redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, come modificato dall'articolo 11, si applicano
alle  quote di trattamento di fine rapporto (( , comprese le relative anticipazioni, e di altre indennita' e somme, maturate a decorrere dal 1 gennaio 2001. ))  Per  il trattamento di fine rapporto (( , comprese le relative anticipazioni, e per le altre indennita' e somme maturate )) fino a tale data continuano ad applicarsi le disposizioni
del menzionato articolo 17, nel testo vigente anteriormente alla data
stessa.
Capo IV
Contratti di assicurazione disposizioni varie e finali
                              Art. 13. 
Trattamento tributario dei contratti di assicurazione, dei contributi
versati  volontariamente  alla  gestione  della  forma  pensionistica
                    obbligatoria di appartenenza 
 
  1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con  decreto
del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) nell'articolo 10: 
      1) al comma 1, lettera e), dopo le parole: "in  ottemperanza  a
disposizioni di legge" sono aggiunte le seguenti: ",  nonche'  quelli
versati facoltativamente  alla  gestione  della  forma  pensionistica
obbligatoria  di   appartenenza,   ivi   compresi   quelli   per   la
ricongiunzione di periodi assicurativi. Sono  altresi'  deducibili  i
contributi versati  al  fondo  di  cui  all'articolo  1  del  decreto
legislativo 16 settembre 1996, n. 565"; 
      2) al comma 2, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Tale
disposizione si applica altresi' per gli oneri di cui alla lettera e)
del comma 1 relativamente alle persone indicate nel medesimo articolo
433 del codice civile se fiscalmente a carico."; 
    b)   nell'articolo   13-bis,   sono   apportate    le    seguenti
modificazioni: 
      1) la lettera f) e' sostituita dalla seguente: 
      "f) i premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio  di
morte o di  invalidita'  permanente  superiore  al  5  per  cento  da
qualsiasi  causa  derivante,  ovvero  di  non   autosufficienza   nel
compimento  degli  atti  della  vita  quotidiana,  se  l'impresa   di
assicurazione non ha  facolta'  di  recesso  dal  contratto,  per  un
importo complessivamente non superiore a lire 2 milioni e  500  mila.
Con decreto del Ministero delle finanze, sentito  l'Istituto  per  la
vigilanza sulle assicurazioni  private  (ISVAP),  sono  stabilite  le
caratteristiche  alle  quali  devono  rispondere  i   contratti   che
assicurano il rischio di non autosufficienza.  Per  i  percettori  di
redditi di lavoro dipendente e assimilato, si tiene  conto,  ai  fini
del predetto limite, anche dei premi di assicurazione in relazione ai
quali il datore di lavoro ha effettuato  la  detrazione  in  sede  di
ritenuta;"; 
    c) nell'articolo 42, comma 4, il primo periodo e' sostituito  dai
seguenti: 
      "4. I  capitali  corrisposti  in  dipendenza  di  contratti  di
assicurazione sulla vita e di capitalizzazione costituiscono  reddito
per la parte corrispondente alla differenza tra l'ammontare percepito
e quello dei premi pagati. Tale differenza si  assume  applicando  al
suo importo gli  elementi  di  rettifica  finalizzati  a  rendere  la
tassazione equivalente a quella che sarebbe derivata se tale  reddito
avesse subito la tassazione per maturazione, calcolati tenendo  conto
del  tempo  intercorso,  delle  eventuali  variazioni   dell'aliquota
dell'imposta sostitutiva,  nonche'  della  data  di  pagamento  della
stessa. Con i decreti del Ministro delle finanze, sentito un apposito
organo tecnico, sono stabiliti gli elementi di rettifica"; 
    d) nell'articolo 47, comma 1, la lettera h) e'  sostituita  dalla
seguente: 
      "h) le rendite vitalizie e  le  rendite  a  tempo  determinato,
costituite a  titolo  oneroso,  diverse  da  quelle  aventi  funzione
previdenziale. Le rendite aventi funzione previdenziale  sono  quelle
derivanti da contratti di  assicurazione  sulla  vita  stipulati  con
imprese   autorizzate   dall'Istituto   per   la   vigilanza    sulle
assicurazioni private (ISVAP) ad operare nel territorio dello  Stato,
o quivi operanti in  regime  di  stabilimento  o  di  prestazioni  di
servizi, che non consentano il riscatto della rendita successivamente
all'inizio dell'erogazione;"; 
    e) nell'articolo 48-bis, comma 1, lettera c), l'ultimo periodo e'
soppresso. 
  2. Ai fini dell'applicazione degli articoli 10,  comma  1,  lettera
e-bis) e 13-bis) comma 1, lettera f), del testo unico  delle  imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, per i contratti di assicurazione che prevedono
la copertura di piu' rischi aventi un regime  fiscale  differenziato,
nella polizza e' evidenziato l'importo del premio afferente a ciascun
rischio. 
  (( 2-bis. Per le rendite vitalizie aventi funzione previdenziale in corso di costituzione, le imprese di assicurazione applicano l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura prevista dall'articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, sul risultato netto maturato in ciascun periodo d'imposta. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14-bis, commi 2 e 2-bis, del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124. Se le predette rendite derivano da contratti stipulati con imprese di assicurazione operanti nel territorio dello Stato in regime di liberta' di prestazioni di servizi, l'imposta sostitutiva e' applicata dal contribuente nel periodo d'imposta in cui matura il diritto alla prestazione secondo le disposizioni previste per la tassazione dei redditi di cui all'articolo 41, comma 4, lettera g-quater), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed e' versata con le modalita' e nei termini previsti per il versamento a saldo delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi. )) 
  3. Alla legge 29 ottobre 1961, n. 1216, sono apportate le  seguenti
modificazioni: 
    a) gli articoli 13, 14 e 15 sono abrogati; 
    b) nell'articolo 21, secondo comma,  le  parole:  "e  di  rendita
vitalizia" sono soppresse; 
    (( c) nella tariffa allegato A, gli articoli 1 e 23 sono soppressi; c-bis) nella tariffa allegato A, l'articolo 14, e' sostituito dal seguente: "14 - Assicurazioni contro i rischi di impiego, diversi da quello di morte, connessi alla cessione del quinto dello stipendio"; )) 
    d) nella tariffa, allegato C, e' aggiunto  l'articolo  11,  cosi'
rubricato:    "Assicurazioni    sulla    vita    e    contratti    di
capitalizzazione",   in   corrispondenza    della    "natura    delle
assicurazioni", e "Assicurazione sulla vita di qualunque specie,  ivi
compresi  i  contratti  di  rendita  vitalizia  e  i   contratti   di
capitalizzazione",   in   corrispondenza   dell'"indicazione    delle
operazioni". 
  4. Nell'articolo 2 del decreto legislativo 16  settembre  1996,  n.
565, il comma 5 e' soppresso. 
                              Art. 14.
Applicazione dell'imposta sostitutiva sui redditi di cui all'articolo
41, comma 1, (( lettere g-quater) e g-quinquies) )), del testo unico
                      delle imposte sui redditi

  1.  Nel  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, dopo l'articolo 26-bis, e' inserito il seguente:
    "Art.  26-ter.  - 1. Sui redditi di cui all'articolo 41, comma 1,
lettera  g-quater),  del  testo  unico  delle  imposte  sui  redditi,
approvato  con  decreto  del  Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986,   n.  917,  l'impresa  di  assicurazione  applica  una  imposta
sostitutiva   delle   imposte   sui  redditi  nella  misura  prevista
dall'articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.
    2.   Sui  redditi  di  cui  all'articolo  41,  comma  1,  lettera
g-quinquies),  del  citato  testo  unico delle imposte sui redditi, i
soggetti  indicati  nel  primo  comma  dell'articolo 23 applicano una
imposta  sostitutiva  delle imposte sui redditi nella misura prevista
dall'articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.
    3.  Per i redditi indicati nei commi 1 e 2 dovuti da soggetti non
residenti si applicano le disposizioni dell'articolo 16-bis del testo
unico delle imposte sui redditi.".
  (( 1-bis. Ai fini dell'applicazione dell'imposta di cui all'articolo 26-ter, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, se il periodo intercorrente tra la data di versamento dei premi e quella in cui il capitale e' corrisposto e' superiore a dodici mesi, l'imposta si determina applicando gli elementi di rettifica finalizzati a rendere equivalente la tassazione rispetto a quella per maturazione, calcolati tenendo conto del tempo intercorso, delle eventuali variazioni dell'aliquota dell'imposta sostitutiva, dei tassi di rendimento dei titoli di Stato, nonche' della data di pagamento dell'imposta sostitutiva. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabiliti gli elementi di rettifica. L'imposta sostitutiva e' versata entro il sedicesimo giorno del secondo mese successivo a quello in cui e' stata applicata. ))
  2. (( COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 APRILE 2001, N. 168 )).
                              Art. 15.
         Regime tributario dei fondi pensione ai fini I.V.A.
  1.  Nell'articolo  10,  primo  comma,  numero  1),  del decreto del
Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo le parole:
"la  gestione  di  fondi  comuni  di  investimento"  sono inserite le
seguenti:  "e  di  fondi  pensione  di  cui al decreto legislativo 21
aprile 1993, n. 124".
                              Art. 16.
                             Decorrenza

  1.  Le  disposizioni  dell'articolo 13 si applicano per i contratti
stipulati  (( o rinnovati nonche' per i premi versati dalle forme pensionistiche complementari gestite mediante convenzioni assicurative a decorrere dal 1 gennaio 2001 )).
  2.  Le  disposizioni  dell'articolo  14  si applicano per i redditi
maturati a decorrere (( dal 1° gennaio 2001 )).
  (( 2-bis. Nell'articolo 6 della legge 26 settembre 1985, n. 482, il primo e il secondo comma sono abrogati relativamente ai contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1 gennaio 2001. Per i contratti rinnovati, tali disposizioni continuano ad applicarsi alle prestazioni erogate riferibili agli importi maturati fino alla data in cui il contratto e' rinnovato. ))
  3. Le disposizioni dell'articolo 15 si applicano a decorrere (( dal 1° gennaio 2001 )).
                              Art. 17.
   Allargamento delle forme di previdenza complementare di cui al
   decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, ai destinatari del
           decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565.

  1. Al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, sono apportate le
seguenti modificazioni:
    a)  nell'articolo  2,  al  comma  1,  dopo  la lettera b-bis), e'
aggiunta  la seguente: "b-ter) per i soggetti destinatari del decreto
legislativo 16 settembre 1996, n. 565, anche se non iscritti al fondo
ivi  previsto."  e  al  comma  2, lettera a), le parole: "lettere a e
b-bis)"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "lettere  a),  b-bis)  e
b-ter)";
    b)  nell'articolo 3, comma 1, dopo la lettera c-bis), e' aggiunta
la  seguente:  c-ter)  accordi  tra  soggetti destinatari del decreto
legislativo  16  settembre 1996, n. 565, promossi da loro sindacati o
associazioni di rilievo almeno regionale.";
    c)  nell'articolo  7,  comma 2, e' inserito, in fine, il seguente
periodo:  "Per  i  soggetti  di  cui all'articolo 2, comma 1, lettera
b-ter),  si  considera  eta'  pensionabile  il  compimento  dell'eta'
prevista  dall'articolo  1,  comma  20, della legge 8 agosto 1995, n.
335.";
    d)  nell'articolo  8,  dopo  il comma 1, e' aggiunto il seguente:
"1-bis.  Per  i  soggetti  di  cui  all'articolo  2, comma 1, lettera
b-ter),  sono  consentite  contribuzioni  saltuarie  e  non  fisse. I
medesimi  soggetti  possono  altresi'  delegare  il  centro servizi o
l'azienda emittente la carta di credito o di debito al versamento con
cadenza  trimestrale  al  fondo  pensione dell'importo corrispondente
agli  abbuoni  accantonati  a  seguito di acquisti effettuati tramite
moneta  elettronica  presso  i  centri  vendita convenzionati. Per la
regolarizzazione  di  dette operazioni deve ravvisarsi la coincidenza
tra  il soggetto che conferisce la delega al centro convenzionato con
il  titolare  della  moneta  elettronica  e  con  il  titolare  della
posizione aperta presso il fondo pensione medesimo.".
                              Art. 18.
                     Disposizioni di attuazione
  1.  Le disposizioni di attuazione del presente decreto sono emanate
con  decreto  del  Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri
del tesoro, del bilancio e dellaprogrammazione economica e del lavoro
e della previdenza sociale, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400.
  2. Per gli adempimenti contabili e formali di carattere tributario,
ivi  compresi  quelli  connessi alle scadenze temporali, previsti dal
presente  decreto,  si applica la disposizione di cui all'articolo 3,
comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
                              Art. 19.
                          Entrata in vigore

  1.  Il presente decreto entra in vigore il (( 1° gennaio 2001 )) ed
ha   effetto  relativamente  ai  contributi  versati,  ai  rendimenti
maturati,  ai  contratti  stipulati,  alle prestazioni maturate, alle
rendite erogate a decorrere dal 1 gennaio 2001.
  2. Per l'adeguamento delle disposizioni del presente decreto con la
riforma  della  disciplina prevista dal decreto legislativo 21 aprile
1993, n. 124, si provvede con i decreti legislativi correttivi di cui
all'articolo 3, comma 7, della legge 13 maggio 1999, n. 133.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 18 febbraio 2000
                               CIAMPI
                              D'Alema,  Presidente  del Consiglio dei
                              Ministri
                              Visco, Ministro delle finanze
                              Amato,   Ministro   del   tesoro,   del
                              bilancio    e    della   programmazione
                              economica
                              Salvi,  Ministro  del  lavoro  e  della
                              previdenza sociale
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
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