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DECRETO LEGISLATIVO 19 dicembre 1994, n. 758

Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visto  l'articolo  1  della  legge 6 dicembre 1993, n. 499, recante
delega  al  Governo  per  la  riforma  dell'apparato sanzionatorio in
materia di lavoro;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 ottobre 1994;
  Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 15 dicembre 1994;
  Sulla  proposta del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con
il Ministro del lavoro e della previdenza sociale;
                              E M A N A
                  il seguente decreto legislativo:
                               Capo I
         TRASFORMAZIONE DI REATI IN ILLECITI AMMINISTRATIVI
                               Art. 1.
    Inosservanza degli obblighi derivanti da contratti collettivi
  1. L'art. 509 del codice penale e' cosi' modificato:
    a)  la  rubrica e' sostituita dalla seguente: "Inosservanza delle
norme disciplinanti i rapporti di lavoro";
    b) nel primo comma le parole: "e' punito con la multa fino a lire
un  milione"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "e'  punito  con la
sanzione amministrativa da lire duecentomila a lire un milione";
    c) il secondo comma e' abrogato.
          AVVERTENZA:
             Il  testo delle note qui' pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  commi  2  e 3, del testo unico delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate  o  alle  quali  e'  operato  il rinvio. Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui' trascritti.
Capo I
TRASFORMAZIONE DI REATI IN ILLECITI AMMINISTRATIVI
                               Art. 2.
        Inosservanza di disposizioni sul lavoro straordinario
  1. Il quinto comma dell'art. 5-bis del regio decreto-legge 15 marzo
1923,  n.  692,  convertito  dalla  legge  17 aprile 1925, n. 473, e'
sostituito dal seguente:
  "Le violazioni delle disposizioni del presente articolo sono punite
con   la   sanzione  amministrativa  da  lire  cinquantamila  a  lire
trecentomila.  Se  l'inosservanza  si  riferisce  a  piu'  di  cinque
lavoratori,  ovvero  si  e' verificata nel corso dell'anno solare per
piu'  di  cinquanta  giorni, si applica la sanzione amministrativa da
lire trecentomila a lire due milioni.".
  2.  Per  le violazioni di cui all'art. 5-bis, quinto comma, secondo
periodo,  del  regio  decreto-legge 15 marzo 1923, n. 692, convertito
dalla  legge  17 aprile 1925, n. 473, come modificato dal comma 1 del
presente  articolo,  non  e'  ammesso  il pagamento in misura ridotta
previsto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
                               Art. 3.
         Inosservanza di disposizioni sull'orario di lavoro
  1.  L'art.  9  del  regio  decreto-legge  15  marzo  1923,  n. 692,
convertito  dalla  legge  17  aprile  1925, n. 473, e' sostituito dal
seguente:
  "Art.  9  (Sanzioni  amministrative).  -  1.  Le  violazioni  delle
disposizioni del presente decreto da parte dei datori di lavoro e dei
loro  incaricati  sono  punite con la sanzione amministrativa da lire
cinquantamila  a  lire trecentomila. Se l'inosservanza si riferisce a
piu'  di  cinque  lavoratori,  ovvero  si  e'  verificata  nel  corso
dell'anno solare per piu' di cinquanta giorni, si applica la sanzione
amministrativa da lire trecentomila a lire due milioni.".
  2.  Per  le violazioni di cui all'art. 9, comma 1, secondo periodo,
del regio decreto-legge 15 marzo 1923, n. 692, convertito dalla legge
17  aprile  1925,  n.  473,  come modificato dal comma 1 del presente
articolo,  non  e'  ammesso  il  pagamento in misura ridotta previsto
dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
                               Art. 4.
             Orario di lavoro nelle aziende industriali
  1. L'art. 16 del regio decreto 10 settembre 1923, n. 1955, e' cosi'
modificato:
    a)  nel  primo  comma  la parola: "contravvenzioni" e' sostituita
dalla seguente: "violazioni";
    b) il quarto comma e' abrogato.
  2.  L'art.  17  del  regio  decreto  10 settembre 1923, n. 1955, e'
sostituito dal seguente:
  "Art.  17 - 1. Salvo che il fatto costituisca reato, i proprietari,
i gerenti e i direttori sono puniti con la sanzione amministrativa:
    a) da lire centomila a lire seicentomila per le violazioni di cui
all'art. 12;
    b)  da  lire  cinquantamila  a  lire  trecentomila  per  l'omessa
comunicazione di cui agli articoli 8, quinto comma, 9, terzo comma, e
11, secondo comma;
    c) da lire centomila a lire ottocentomila per le violazioni delle
altre disposizioni del presente regolamento.".
                               Art. 5.
               Orario di lavoro nelle aziende agricole
  1. L'art. 13 del regio decreto 10 settembre 1923, n. 1956, e' cosi'
modificato:
    a)  nel  primo  comma  la parola: "contravvenzioni" e' sostituita
dalla seguente: "violazioni";
    b) il quarto comma e' abrogato.
  2.  L'art.  14  del  regio  decreto  10 settembre 1923, n. 1956, e'
sostituito dal seguente:
  "Art.  14  -  1.  I  datori  di lavoro o i loro rappresentanti sono
puniti,  in  caso  di  violazione  delle  disposizioni  del  presente
regolamento,  con  la sanzione amministrativa da lire cinquantamila a
lire  trecentomila.  Se  l'inosservanza si riferisce a piu' di cinque
lavoratori,  ovvero  si  e' verificata nel corso dell'anno solare per
piu'  di  cinquanta  giorni, si applica la sanzione amministrativa da
lire trecentomila a lire due milioni.".
  3.  Per le violazioni di cui all'art. 14, comma 1, secondo periodo,
del  regio  decreto  10  settembre 1923, n. 1956, come modificato dal
comma  1 del presente articolo, non e' ammesso il pagamento in misura
ridotta previsto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
                               Art. 6.
                   Riposo domenicale e settimanale
  1.  L'art.  27  della legge 22 febbraio 1934, n. 370, e' sostituito
dal seguente:
  "Art. 27 (Sanzioni amministrative). - 1. Chiunque contravviene alle
disposizioni contenute negli articoli 1, 3, 6, 7, 10, 11, 12, 15, 16,
17,  18,  19,  20 e 21 della presente legge e' punito con la sanzione
amministrativa  da  lire  cinquantamila  a  lire  trecentomila. Se la
violazione  si  riferisce  a  piu' di cinque lavoratori si applica la
sanzione amministrativa da lire trecentomila a lire due milioni.".
                               Art. 7.
      Riposo settimanale degli addetti alla vendita di giornali
  1.  Il  primo  comma  dell'art. 28 della legge 22 febbraio 1934, n.
370,  come  modificato  dall'art.  2 della legge 11 dicembre 1952, n.
2466, e' sostituito dal seguente:
  "Chiunque  contravviene  alla  disposizione  di  cui all'art. 14 e'
punito con la sanzione amministrativa da lire trecentomila a lire due
milioni.".
                               Art. 8.
                         Libretto di lavoro
  1.  L'art.  12  della  legge  10  gennaio  1935,  n.  112, e' cosi'
modificato:
    a) il primo ed il secondo comma sono sostituiti dai seguenti:
  "L'assunzione  di persone non munite di regolare libretto di lavoro
e  la  mancata  consegna,  nel  termine  prescritto,  del libretto al
lavoratore  da parte del datore di lavoro sono punite con la sanzione
amministrativa   da   lire  cinquantamila  a  lire  trecentomila.  Se
l'inosservanza si riferisce a piu' di cinque lavoratori si applica la
sanzione amministrativa da lire trecentomila a lire due milioni.
  Ad  uguali  sanzioni  soggiace  il  datore  di  lavoro  in  caso di
registrazioni  inesatte od incomplete, salvo che il fatto costituisca
reato.";
    b) il quarto comma e' sostituito dal seguente:
  "Salvo   che   il   fatto  costituisca  reato,  chiunque  mette  in
circolazione  od  usa  libretti  od  altri documenti equipollenti non
autorizzati   a   norma  dell'art.  11  e'  punito  con  la  sanzione
amministrativa da lire duecentomila a lire un milione.".
  2. L'art. 15 della legge 10 gennaio 1935, n. 112, e' abrogato.
                             Art. 9
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
                              Art. 10.
                           Prospetti paga
  1.  L'art.  5  della  legge 5 gennaio 1953, n. 4, e' sostituito dal
seguente:
  "Art.  5  -  1.  Salvo  che  il fatto costituisca reato, in caso di
mancata  o ritardata consegna al lavoratore del prospetto di paga, di
omissione  o  di  inesattezza  nelle  registrazioni  apposte su detto
prospetto   paga,   si  applica  al  datore  di  lavoro  la  sanzione
amministrativa da lire cinquantamila a lire trecentomila.".
                              Art. 11.
       Inosservanza dei provvedimenti dell'organo di vigilanza
  1.  L'art.  11 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo
1955, n. 520, e' sostituito dal seguente:
  "Art.  11  -  1.  Le inosservanze delle disposizioni legittimamente
impartite  dagli  ispettori  nell'esercizio  delle loro funzioni sono
punite  con la sanzione amministrativa da lire duecentomila a lire un
milione  quando  per  tali  inosservanze  non siano previste sanzioni
diverse da altre leggi.
   2.  Si  applica la pena dell'arresto fino a un mese o dell'ammenda
fino  a  lire  ottocentomila  se l'inosservanza riguarda disposizioni
impartite dagli ispettori del lavoro in materia di sicurezza o igiene
del lavoro.".
                              Art. 12.
      Conservazione del posto di lavoro per richiamo alle armi
  1.  L'art.  6  della legge 3 maggio 1955, n. 370, e' sostituito dal
seguente:
  "Art. 6. - 1. Le violazioni delle disposizioni della presente legge
sono  punite  con  la  sanzione amministrativa da lire duecentomila a
lire  un  milione.  Se  la  violazione  si riferisce a piu' di cinque
lavoratori si applica la sanzione amministrativa da lire trecentomila
a lire due milioni.".
  2.  Per  le violazioni di cui all'art. 6 della legge 3 maggio 1955,
n.  370,  come  modificato  dal comma 1 del presente articolo, non e'
ammesso  il  pagamento  in misura ridotta previsto dall'art. 16 della
legge 24 novembre 1981, n. 689.
                              Art. 13.
             Minimi di trattamento economico e normativo
  1.  L'art.  8 della legge 14 luglio 1959, n. 741, e' sostituito dal
seguente:
  "Art.  8.  -  1.  Il datore di lavoro che non adempie agli obblighi
derivanti  dalle  norme  di  cui  all'art.  1 della presente legge e'
punito  con  la  sanzione amministrativa da lire cinquantamila a lire
trecentomila.  Se  l'inosservanza  si  riferisce  a  piu'  di  cinque
lavoratori si applica la sanzione amministrativa da lire trecentomila
a lire due milioni.".
                              Art. 14.
               Contratto di lavoro a tempo determinato
  1.  L'art.  7 della legge 18 aprile 1962, n. 230, e' sostituito dal
seguente:
  "Art.  7.  -  1.  Nei casi di inosservanza degli obblighi derivanti
dall'art.   5   il  datore  di  lavoro  e'  punito  con  la  sanzione
amministrativa   da   lire  cinquantamila  a  lire  trecentomila.  Se
l'inosservanza si riferisce a piu' di cinque lavoratori si applica la
sanzione amministrativa da lire trecentomila a lire due milioni.".
                              Art. 15.
     Assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro
  1.   L'art.   195   del   testo   unico   delle   disposizioni  per
l'assicurazione  obbligatoria  contro  gli  infortuni sul lavoro e le
malattie  professionali,  approvato  con decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e' sostituito dal seguente:
  "Art.  195.  -  1.  I  datori  di  lavoro  che  contravvengono alle
disposizioni   del  presente  titolo  sono  puniti  con  la  sanzione
amministrativa  da  lire  cinquantamila  a lire trecentomila, salvo i
casi  nei  quali  siano  stabilite  nel  titolo  medesimo  specifiche
sanzioni.".
                              Art. 16.
      Riposo settimanale degli addetti alla produzione di pane
  1.  L'art.  2 della legge 13 luglio 1966, n. 611, e' sostituito dal
seguente:
  "Art.  2.  -  1.  Chiunque  contravviene  alle  disposizioni di cui
all'art.   1  e'  punito  con  la  sanzione  amministrativa  da  lire
cinquantamila a lire trecentomila.".
                              Art. 17. 
                        Autorita' competente 
 
  1.  L'autorita'  competente  a  ricevere  il  rapporto   ((per le violazioni amministrative previste dal presente capo)) e ad  emettere
l'ordinanza di ingiunzione e' l'ispettorato del lavoro. 
                              Art. 18. 
                      Disposizioni transitorie 
 
  ((1. Le disposizioni del presente capo))  che  sostituiscono  le
sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano  anche  alle
violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore  del
presente  decreto,  quando  il  procedimento  penale  non  sia  stato
definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili. 
((2. Per quanto non espressamente previsto nel presente capo))  si
applicano le disposizioni della legge 24 novembre  1981,  n.  689,  e
successive modificazioni, in quanto compatibili. 
Capo II
ESTINZIONE DELLE CONTRAVVENZIONI
IN MATERIA DI SICUREZZA E DI IGIENE DEL LAVORO
                              Art. 19. 
                             Definizioni 
 
((1. Agli effetti delle disposizioni in cui al presente capo)),  si
intende per: 
    a) contravvenzioni, i reati in materia di sicurezza e  di  igiene
del lavoro puniti con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda
in base alle norme indicate nell'allegato I; 
    b) organo di vigilanza, il personale ispettivo  di  cui  all'art.
21, terzo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, fatte salve le
diverse competenze previste da altre norme. 
  2. La definizione di cui al comma 1, lettera  a),  non  si  applica
agli effetti previsti dall'art. 60, primo comma, e 127, in  relazione
all'art. 34, primo comma, lettera n), della legge 24  novembre  1981,
n. 689, nonche' degli articoli 589, comma secondo, e 590, commi terzo
e quinto, del codice penale. 
                              Art. 20.
                            Prescrizione
  1.  Allo  scopo di eliminare la contravvenzione accertata, l'organo
di vigilanza, nell'esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di
cui  all'art.  55  del  codice  di  procedura  penale,  impartisce al
contravventore    un'apposita    prescrizione,    fissando   per   la
regolarizzazione  un  termine  non  eccedente  il  periodo  di  tempo
tecnicamente  necessario. Tale termine e' prorogabile a richiesta del
contravventore,  per  la  particolare  complessita' o per l'oggettiva
difficolta' dell'adempimento. In nessun caso esso puo' superare i sei
mesi.  Tuttavia,  quando  specifiche  circostanze  non  imputabili al
contravventore  determinano  un  ritardo  nella  regolarizzazione, il
termine  di  sei  mesi  puo'  essere  prorogato per una sola volta, a
richiesta del contravventore, per un tempo non superiore ad ulteriori
sei mesi, con provvedimento motivato che e' comunicato immediatamente
al pubblico ministero.
  2.  Copia  della  prescrizione  e' notificata o comunicata anche al
rappresentante  legale  dell'ente nell'ambito o al servizio del quale
opera il contravventore.
  3.   Con   la  prescrizione  l'organo  di  vigilanza  puo'  imporre
specifiche  misure  atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o
per la salute dei lavoratori durante il lavoro.
  4.  Resta  fermo  l'obbligo dell'organo di vigilanza di riferire al
pubblico  ministero la notizia di reato inerente alla contravvenzione
ai sensi dell'art. 347 del codice di procedura penale.
                              Art. 20. (3) (4)
                            Prescrizione
  1.  Allo  scopo di eliminare la contravvenzione accertata, l'organo
di vigilanza, nell'esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di
cui all'art.  55  del  codice  di  procedura  penale,  impartisce  al
contravventore    un'apposita    prescrizione,    fissando   per   la
regolarizzazione  un  termine  non  eccedente  il  periodo  di  tempo
tecnicamente  necessario. Tale termine e' prorogabile a richiesta del
contravventore, per la particolare  complessita'  o  per  l'oggettiva
difficolta' dell'adempimento. In nessun caso esso puo' superare i sei
mesi.  Tuttavia,  quando  specifiche  circostanze  non  imputabili al
contravventore determinano  un  ritardo  nella  regolarizzazione,  il
termine  di  sei  mesi  puo'  essere  prorogato per una sola volta, a
richiesta del contravventore, per un tempo non superiore ad ulteriori
sei mesi, con provvedimento motivato che e' comunicato immediatamente
al pubblico ministero. (3) ((4))
  2. Copia della prescrizione e' notificata  o  comunicata  anche  al
rappresentante  legale  dell'ente nell'ambito o al servizio del quale
opera il contravventore.
  3.  Con  la  prescrizione  l'organo  di  vigilanza   puo'   imporre
specifiche  misure  atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o
per la salute dei lavoratori durante il lavoro.
  4. Resta fermo l'obbligo dell'organo di vigilanza  di  riferire  al
pubblico  ministero la notizia di reato inerente alla contravvenzione
ai sensi dell'art. 347 del codice di procedura penale.
------------------
AGGIORNAMENTO (3)
 Il D. Lgs. 19 marzo  1996, n.  242  ha  disposto  che  "sino  al  31
dicembre 1997,  per  le  contravvenzioni  di  cui  al  titolo  IX del
decreto legislativo n. 626/1994, come modificate  dagli  articoli 22,
23 e 24, relativamente alla  violazione  degli  obblighi  non  ancora
vigenti  alla  data  di  entrata  in   vigore  dello  stesso  decreto
n. 242/96, i termini    previsti   dal  presente art.  20,  comma  1,
sono raddoppiati".
-----------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Il d.l. 25 marzo 1997, n. 67 introdotto dalla legge di  conversione
23 maggio 1997, n. 135 ha disposto che "sino  al  31   dicembre 1997,
le  contravvenzioni  di  cui  al  d.lgvo n. 494/96, e' raddoppiato il
termine di cui al terzo  periodo   del  comma 1 del presente articolo
20".
                              Art. 21.
                      Verifica dell'adempimento
  1.  Entro  e  non  oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine
fissato  nella  prescrizione,  l'organo  di  vigilanza verifica se la
violazione  e'  stata  eliminata  secondo  le modalita' e nel termine
indicati dalla prescrizione.
  2.  Quando  risulta  l'adempimento  alla  prescrizione, l'organo di
vigilanza  ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa,
nel  termine  di  trenta giorni, una somma pari al quarto del massimo
dell'ammenda   stabilita   per  la  contravvenzione  commessa.  Entro
centoventi   giorni   dalla   scadenza   del  termine  fissato  nella
prescrizione,  l'organo  di  vigilanza comunica al pubblico ministero
l'adempimento  alla prescrizione, nonche' l'eventuale pagamento della
predetta somma.
  3.  Quando  risulta  l'inadempimento alla prescrizione, l'organo di
vigilanza   ne   da'   comunicazione   al  pubblico  ministero  e  al
contravventore  entro  novanta  giorni  dalla  scadenza  del  termine
fissato nella prescrizione.
                              Art. 21. (3) (4)
                      Verifica dell'adempimento
  1.  Entro  e  non  oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine
fissato nella prescrizione, l'organo  di  vigilanza  verifica  se  la
violazione  e'  stata  eliminata  secondo  le modalita' e nel termine
indicati dalla prescrizione.
  2. Quando risulta  l'adempimento  alla  prescrizione,  l'organo  di
vigilanza  ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa,
nel termine di trenta giorni, una somma pari al  quarto  del  massimo
dell'ammenda   stabilita   per  la  contravvenzione  commessa.  Entro
centoventi  giorni  dalla  scadenza   del   termine   fissato   nella
prescrizione,  l'organo  di  vigilanza comunica al pubblico ministero
l'adempimento alla prescrizione, nonche' l'eventuale pagamento  della
predetta somma. (3) ((4))
  3.  Quando  risulta  l'inadempimento alla prescrizione, l'organo di
vigilanza  ne  da'  comunicazione  al   pubblico   ministero   e   al
contravventore  entro  novanta  giorni  dalla  scadenza  del  termine
fissato nella prescrizione.
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AGGIORNAMENTO (3)
 Il D. Lgs. 19 marzo  1996, n.  242  ha  disposto  che  "sino  al  31
dicembre 1997,  per  le  contravvenzioni  di  cui  al  titolo  IX del
decreto legislativo n. 626/1994, come modificate  dagli  articoli 22,
23 e 24, relativamente alla  violazione  degli  obblighi  non  ancora
vigenti  alla  data  di  entrata  in   vigore  dello  stesso  decreto
n. 242/96, la somma di cui  al  presente  art. 21, comma 2,   ridotta
della meta'".
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AGGIORNAMENTO (4)
  Il d.l.25 marzo 1997,  n.  67  nel testo introdotto dalla legge  di
conversione   23   maggio   1997,  n.  135  ha  disposto  che "per le
contravvenzioni di cui al decreto n. 494/96 e' ridotta della meta' la
somma di cui all'articolo 21, comma 2 del presente decreto."
                              Art. 22.
       Notizie di reato non pervenute dall'organo di vigilanza
  1.  Se  il pubblico ministero prende notizia di una contravvenzione
di  propria  iniziativa  ovvero  la  riceve  da privati o da pubblici
ufficiali o incaricati di un pubblico servizio diversi dall'organo di
vigilanza, ne da' immediata comunicazione all'organo di vigilanza per
le  determinazioni inerenti alla prescrizione che si renda necessaria
allo scopo di eliminare la contravvenzione.
  2.  Nel caso previsto dal comma 1, l'organo di vigilanza informa il
pubblico ministero delle proprie determinazioni entro sessanta giorni
dalla  data  in  cui ha ricevuto comunicazione della notizia di reato
dal pubblico ministero.
                              Art. 23. 
                 Sospensione del procedimento penale 
 
  1. Il procedimento per la contravvenzione e'  sospeso  dal  momento
dell'iscrizione della notizia di reato nel registro di  cui  all'art.
335 del codice di procedura penale fino al momento in cui il pubblico
ministero riceve una delle comunicazioni di cui all'art. 21, commi  2
e 3. 
((2. Nel caso previsto dall'art. 22, comma 1, il procedimento riprende il suo corso))  quando  l'organo  di  vigilanza  informa  il
pubblico  ministero  che  non  ritiene   di   dover   impartire   una
prescrizione, e comunque alla scadenza del termine  di  cui  all'art.
22, comma 2, se l'organo di vigilanza omette di informare il pubblico
ministero delle proprie determinazioni  inerenti  alla  prescrizione.
Qualora  nel  predetto  termine  l'organo  di  vigilanza  informi  il
pubblico ministero d'aver impartito una prescrizione, il procedimento
rimane sospeso fino al termine indicato dal comma 1. 
  3. La sospensione del procedimento non  preclude  la  richiesta  di
archiviazione. Non impedisce, inoltre, l'assunzione delle  prove  con
incidente probatorio, ne' gli atti urgenti di  indagine  preliminare,
ne' il sequestro preventivo ai sensi degli articolo  321  e  seguenti
del codice di procedura penale. 
                              Art. 24.
                        Estinzione del reato
  1. La contravvenzione si estingue se il contravventore adempie alla
prescrizione  impartita  dall'organo  di  vigilanza  nel  termine ivi
fissato e provvede al pagamento previsto dall'art. 21, comma 2.
  2.   Il   pubblico   ministero   richiede   l'archiviazione  se  la
contravvenzione e' estinta ai sensi del comma 1.
  3.  L'adempimento  in  un  tempo  superiore a quello indicato nella
prescrizione,  ma  che comunque risulta congruo a norma dell'art. 20,
comma 1, ovvero l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose
della  contravvenzione  con  modalita'  diverse  da  quelle  indicate
dall'organo  di  vigilanza,  sono  valutate ai fini dell'applicazione
dell'art. 162-bis del codice penale. In tal caso, la somma da versare
e'  ridotta  al  quarto  del  massimo  dell'ammenda  stabilita per la
contravvenzione commessa.
                              Art. 25. 
                Norme di coordinamento e transitorie 
 
  1. Per le contravvenzioni non si applicano le norme vigenti in tema
di diffida e di disposizione. 
((2. Le norme di questo capo )) non si applicano ai  procedimenti  in
corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. 
Capo III
SANZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA
E DI IGIENE DEL LAVORO
                              Art. 26.
                           Sanzioni penali
  1.  L'art.  7  della  legge  22 marzo 1908, n. 105, come sostituito
dall'articolo  unico  della  legge 16 ottobre 1962, n. 1498, e' cosi'
modificato:
    a) il primo comma e' sostituito dal seguente:
  "L'esercente che contravviene alle norme della presente legge o del
regolamento  e'  punito con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda
da lire trecentomila a lire un milione.".
    b)  nel terzo comma le parole: "ai sensi dell'art. 162 del codice
penale"  sono  sostituite dalle seguenti: "ai sensi dell'art. 162-bis
del codice penale".
  2.  Nel primo comma dell'art. 8 del regio decreto-legge 23 dicembre
1920,  n.  1881,  convertito  dalla  legge 15 maggio 1924, n. 891, le
parole:  "con  la multa da lire duecentomila a lire quattrocentomila"
sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da due a quattro mesi
o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni".
  3.  Nel  primo comma dell'art. 69 del regio decreto 9 gennaio 1927,
n. 147, le parole: "a norma dell'art. 225 del testo unico delle leggi
di  pubblica  sicurezza,  approvato  con  il regio decreto 6 novembre
1926,  n. 1848" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  4.  Il  primo  comma dell'art. 389 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000
a lire 1.500.000" sono sostituite dalle parole: "con l'arresto da tre
a  sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni",
e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire 1.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da due
a  quattro  mesi  o  con  l'ammenda  da lire un milione a lire cinque
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire  500.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto sino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  5.  Nel  primo comma dell'art. 390 del decreto del Presidente della
Repubblica  27 aprile 1955, n. 547, le parole: "con l'ammenda da lire
250.000   a  lire  1.500.000"  sono  sostituite  dalle  parole:  "con
l'arresto  da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a
lire sei milioni".
  6.  Il  primo  comma dell'art. 391 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 50.000 a
lire  100.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni",
e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 25.000 a
lire  50.000"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
due mesi o con l'ammenda da lire trecentomila a lire un milione".
  7.  Il  primo  comma dell'art. 392 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 12.500 a
lire  25.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino ad
un   mese   o   con   l'ammenda   da  lire  trecentomila  a  lire  un
milionecinquecentomila", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera  b), le parole: "con l'ammenda da lire 5.000 a
lire  12.500"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
quindici   giorni  o  con  l'ammenda  da  lire  duecentomila  a  lire
ottocentomila".
  8.  Il  primo  comma  dell'art. 77 del decreto del Presidente della
Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000
a lire 1.500.000" sono sostituite dalle parole: "con l'arresto da tre
mesi  a  sei  mesi  o  con  l'ammenda da lire tre milioni a lire otto
milioni", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire 1.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da due
a  quattro  mesi  o  con  l'ammenda  da lire un milione a lire cinque
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire  500.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  9.  Il  primo  comma  dell'art. 78 del decreto del Presidente della
Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "da lire 50.000 a lire 100.000"
sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a due mesi o con
l'ammenda  da  lire  cinquecentomila  a lire due milioni", e l'ultimo
periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 25.000 a
lire  50.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino ad
un mese o con l'ammenda da lire trecentomila a lire un milione".
  10.  Il  primo  comma dell'art. 79 del decreto del Presidente della
Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 12.500 a
lire  25.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino ad
un   mese   o   con   l'ammenda   da  lire  trecentomila  a  lire  un
milionecinquecentomila", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera  b), le parole: "con l'ammenda da lire 5.000 a
lire  12.500"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
quindici   giorni  o  con  l'ammenda  da  lire  duecentomila  a  lire
ottocentomila".
  11.  Il  primo  comma dell'art. 53 del decreto del Presidente della
Repubblica 19 marzo 1956, n. 302, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000
a  lire  1.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da
tre  mesi  a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto
milioni", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire 1.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da due
a  quattro  mesi  o  con  l'ammenda  da lire un milione a lire cinque
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire  500.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  12.  Il  primo  comma dell'art. 54 del decreto del Presidente della
Repubblica 19 marzo 1956, n. 302, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000
a  lire  1.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da
tre  a  sei  mesi  o  con  l'ammenda  da lire tre milioni a lire otto
milioni", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire  1.000.000"  sono  sostituite con le seguenti: "con l'arresto da
due  a  quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire  500.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  13.  Il  primo  comma dell'art. 55 del decreto del Presidente della
Repubblica 19 marzo 1956, n. 302, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000
a  lire  1.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da
tre  a  sei  mesi  o  con  l'ammenda  da lire tre milioni a lire otto
milioni", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire  1.000.000"  sono  sostituite con le seguenti: "con l'arresto da
due  a  quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire  500.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  14.  Il  primo  comma dell'art. 56 del decreto del Presidente della
Repubblica 19 marzo 1956, n. 302, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 50.000 a
lire  100.000"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da un
mese  a  tre  mesi  o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro
milioni", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 25.000 a
lire  50.000"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  15.  Il  primo  comma dell'art. 57 del decreto del Presidente della
Repubblica 19 marzo 1956, n. 302, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 12.000 a
lire  25.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino ad
un  mese  o  con  l'ammenda  da  lire  trecentomila a lire un milione
cinquecentomila", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera  b), le parole: "con l'ammenda da lire 5.000 a
lire  12.500"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
quindici   giorni  o  con  l'ammenda  da  lire  duecentomila  a  lire
ottocentomila".
  16.  Il  primo  comma dell'art. 58 del decreto del Presidente della
Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000
a  lire  1.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da
tre  a  sei  mesi  o  con  l'ammenda  da lire tre milioni a lire otto
milioni", e il secondo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire  1.000.000"  sono  sostituite con le seguenti: "con l'arresto da
due  a  quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire 500.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
    tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire cinquecentomila a lire due
    milioni";
d) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: " d) con l'arresto
fino  a  due  mesi  o  con  l'ammenda  fino  a  lire  due milioni per
l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 26, 33, primo comma e
34.".
  17.  Il  primo  comma dell'art. 59 del decreto del Presidente della
Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 50.000 a
lire 100.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da uno a
tre  mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro milioni",
e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 25.000 a
lire  50.000"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
due mesi o con l'ammenda fino a lire due milioni".
  18.  Il  primo  comma dell'art. 60 del decreto del Presidente della
Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 12.500 a
lire  25.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino ad
un   mese   o   con   l'ammenda   da  lire  trecentomila  a  lire  un
milionecinquecentomila", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera  b), le parole: "con l'ammenda da lire 5.000 a
lire  12.500"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
quindici   giorni  o  con  l'ammenda  da  lire  duecentomila  a  lire
ottocentomila".
  19.  Il  primo comma dell'art. 105 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000
a  lire  1.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da
tre  a  sei  mesi  o  con  l'ammenda  da lire tre milioni a lire otto
milioni", e il secondo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire  1.000.000"  sono  sostituite con le seguenti: "con l'arresto da
due  a  quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire 500.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
    tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire cinquecentomila a lire due
    milioni";
d) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: " d) con l'arresto
fino  a  due  mesi  o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire un
milionecinquecentomila  per  l'inosservanza  delle  norme di cui agli
articoli 12, 38, terzo comma, e 67.".
  20.  Il  primo comma dell'art. 106 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 50.000 a
lire 100.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da uno a
tre  mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro milioni",
e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 25.000 a
lire  50.000"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  21.  Il  primo comma dell'art. 107 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 12.500 a
lire  25.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino ad
un   mese   o   con   l'ammenda   da  lire  trecentomila  a  lire  un
milionecinquecentomila", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera  b), le parole: "con l'ammenda da lire 5.000 a
lire  12.500"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
quindici   giorni  o  con  l'ammenda  da  lire  duecentomila  a  lire
ottocentomila".
  22.  Il  primo  comma dell'art. 41 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 321, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000
a  lire  1.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da
tre  a  sei  mesi  o  con  l'ammenda  da lire tre milioni a lire otto
milioni", e il secondo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire  1.000.000"  sono  sostituite con le seguenti: "con l'arresto da
due  a  quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire 500.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
    tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire cinquecentomila a lire due
    milioni";
d) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: " d) con l'arresto
fino  a  due  mesi  o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire un
milione  cinquecentomila  per  l'inosservanza delle norme di cui agli
articoli 17, primo comma, e 34.".
  23.  Il  primo  comma dell'art. 42 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 321, e' cos/' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 50.000 a
lire 100.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da uno a
tre  mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro milioni",
e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 25.000 a
lire  50.000"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  24.  Il  primo  comma dell'art. 43 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 321, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 12.500 a
lire  25.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino ad
un   mese   o   con   l'ammenda   da  lire  trecentomila  a  lire  un
milionecinquecentomila", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera  b), le parole: "con l'ammenda da lire 5.000 a
lire  12.500"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
quindici   giorni  o  con  l'ammenda  da  lire  duecentomila  a  lire
ottocentomila".
  25.  Nel  primo comma dell'art. 44 del decreto del Presidente della
Repubblica  20  marzo 1956, n. 321, le parole: "con l'ammenda da lire
25.000  a lire 50.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto
fino  a  due  mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due
milioni".
  26.  Il  primo  comma dell'art. 23 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 322, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000
a  lire  1.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da
tre  mesi  a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto
milioni", e il secondo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire  1.000.000" sono sostituite le seguenti: "con l'arresto da due a
quattro  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire  un  milione a lire cinque
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire 500.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
    tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire cinquecentomila a lire due
    milioni";
d) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: " d) con l'arresto
fino  a  due  mesi  o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire un
milione   cinquecentomila  per  l'inosservanza  delle  norme  di  cui
all'articolo 21, primo e secondo comma.".
  27.  Nell'art.  24  del  decreto del Presidente della Repubblica 20
marzo  1956, n. 322, le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a lire
1.500.000"  sono  sostituite  dalle seguenti: "con l'arresto da due a
sei mesi o con l'ammenda da lire due milioni a lire otto milioni".
  28.  Nell'art.  25  del  decreto del Presidente della Repubblica 20
marzo  1956,  n.  322,  le parole: "con l'ammenda da lire 1.000.000 a
lire 1.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da due
a sei mesi o con l'ammenda da lire due milioni a lire otto milioni".
  29.  Il  primo  comma dell'art. 26 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 322, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 50.000 a
lire  100.000"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da un
mese  a  tre  mesi  o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro
milioni", e il secondo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 25.000 a
lire 50.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
    due  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire cinquecentomila a lire due
    milioni";
c) la lettera c), e' sostituita dalla seguente: " c) con
l'arresto  fino a un mese o con l'ammenda da lire trecentomila a lire
un  milionecinquecentomila  per  l'inosservanza  delle  norme  di cui
all'articolo 21, secondo comma.".
  30.  Il  primo  comma dell'art. 27 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 322, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 12.500 a
lire  25.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino ad
un  mese  o  con  l'ammenda  da  lire  trecentomila a lire un milione
cinquecentomila", e il secondo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera  b), le parole: "con l'ammenda da lire 5.000 a
lire  12.500"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
quindici   giorni  o  con  l'ammenda  da  lire  duecentomila  a  lire
ottocentomila".
  31.  Il  primo  comma dell'art. 22 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1956, n. 323, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire  1.000.000"  sono  sostituite con le seguenti: "con l'arresto da
due  a  quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque
milioni";
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 250.000 a
lire  500.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  32.  Nell'art.  23  del  decreto del Presidente della Repubblica 20
marzo  1956,  n. 323, le parole: "con l'ammenda da lire 25.000 a lire
50.000"  sono  sostituite  dalle  seguenti: "con l'arresto fino a due
mesi  o  con  l'ammenda  da  lire  cinquecentomila  a lire un milione
cinquecentomila".
  33.  Nel  primo comma dell'art. 24 del decreto del Presidente della
Repubblica  20  marzo 1956, n. 323, le parole: "con l'ammenda da lire
5.000  a  lire 12.500" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto
fino  a  quindici  giorni  con  l'ammenda da lire duecentomila a lire
ottocentomila".
  34.  Nel primo comma dell'art. 681 del decreto del Presidente della
Repubblica  9  aprile 1959, n. 128, le parole: "con l'ammenda da lire
500.000  a  lire  5.000.000"  sono  sostituite  dalle  seguenti: "con
l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a
lire venti milioni".
  35.  Il  primo comma dell'art. 682 del decreto del Presidente della
Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'arresto fino a sei mesi o
con  l'ammenda  da  lire  1.500.000 a lire 7.500.000" sono sostituite
dalle  seguenti:  "con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da
lire  cinque  milioni  a  lire trenta milioni", e l'ultimo periodo e'
soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a
lire  2.500.000"  sono  sostituite con le seguenti: "con l'arresto da
due  a  quattro mesi o con l'ammenda da lire due milioni a lire dieci
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 150.000 a
lire  750.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire tre milioni".
  36.  Il  primo comma dell'art. 683 del decreto del Presidente della
Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'arresto fino a sei mesi o
con  l'ammenda  da lire 150.000 a lire 750.000" sono sostituite dalle
seguenti:  "con  l'arresto  da due a sei mesi o con l'ammenda da lire
tre milioni a lire otto milioni", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 50.000 a
lire 250.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da uno a
tre mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro milioni";
    c)  nella  lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 15.000 a
lire  75.000"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni".
  37.  Il  primo comma dell'art. 684 del decreto del Presidente della
Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 50.000 a
lire 150.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'ammenda da lire
    cinquecentomila  a  lire  tre  milioni",  e  l'ultimo  periodo e'
    soppresso;
b) nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 15.000 a
lire  50.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino ad
un  mese  o  con  l'ammenda  da  lire  trecentomila a lire un milione
cinquecentomila";
    c)  nella  lettera  c), le parole: "con l'ammenda da lire 5.000 a
lire  25.000"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
quindici   giorni  o  con  l'ammenda  da  lire  duecentomila  a  lire
ottocentomila".
  38.  Nell'art.  685  del  decreto del Presidente della Repubblica 9
aprile  1959, n. 128, le parole: "con l'ammenda da lire 25.000 a lire
250.000"  sono  sostituite  dalle seguenti: "con l'arresto fino a due
mesi o con l'ammenda da lire trecentomila a lire due milioni".
  39.  Nel primo comma dell'art. 686 del decreto del Presidente della
Repubblica  9  aprile 1959, n. 128, le parole: "con l'ammenda da lire
50.000  a  lire  5.000.000"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "con
l'arresto  da  uno  a  sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a
lire venti milioni".
  40.  Nel  primo  comma  dell'art. 13 della legge 19 luglio 1961, n.
706,  le  parole: "con l'ammenda da lire 150.000 a lire 900.000" sono
sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da due a quattro mesi o con
l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni".
  41.  Il  primo comma dell'art. 12 della legge 5 marzo 1963, n. 245,
e' cosi' modificato:
    a)  nel  numero  1),  le parole: "con l'ammenda da lire 900.000 a
lire 9.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da tre
a  sei  mesi  o  con  l'ammenda da lire otto milioni a lire trentasei
milioni";
    b)  nel  numero  2),  le parole: "con l'ammenda da lire 900.000 a
lire 9.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da tre
a  sei  mesi  o  con  l'ammenda da lire otto milioni a lire trentasei
milioni";
    c)  nella  lettera a) del numero 3), le parole: "con l'ammenda da
lire  900.000  a lire 9.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con
l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire due milioni a
lire dieci milioni";
    d)  nella  lettera b) del numero 3), le parole: "con l'ammenda da
lire  900.000  a lire 1.800.000" sono sostituite dalle seguenti: "con
l'arresto  fino  a tre mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire
cinque milioni".
  42.  Il  primo comma dell'art. 133 del decreto del Presidente della
Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 3.000.000
a  lire 15.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da
tre  a sei mesi o con l'ammenda da lire dieci milioni a lire sessanta
milioni", e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 2.400.000
a  lire 12.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da
due  a  sei  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire  otto  milioni  a lire
quarantotto milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 1.500.000
a  lire 6.000.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto da
due  a  quattro  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire  un milione a lire
ventiquattro milioni".
  43.  Il  primo comma dell'art. 134 del decreto del Presidente della
Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 600.000 a
lire 900.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da due a
quattro  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire  un milione a lire quattro
milioni", e il secondo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 300.000 a
lire  600.000"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto da un
mese  a  tre  mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire tre
milioni";
    c)  nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire 150.000 a
lire  300.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire trecentomila a lire due milioni".
  44.  Il  primo comma dell'art. 135 del decreto del Presidente della
Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185, e' cosi' modificato:
    a)  nella  lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire 60.000 a
lire  300.000"  sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni",
e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella  lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire 60.000 a
lire  150.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
un  mese  o  con  l'ammenda  da  lire  trecentomila a lire un milione
cinquecentomila".
  45.  L'art.  136  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 13
febbraio 1964, n. 185, e' cosi' modificato:
    a)  nel  primo comma, le parole: "con l'ammenda da lire 900.000 a
lire 6.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino a
sei  mesi o con l'ammenda da lire quattro milioni a lire ventiquattro
milioni";
    b) il secondo comma e' abrogato.
  46.   L'art.   139   del   testo   unico   delle  disposizioni  per
l'assicurazione  obbligatoria  contro  gli  infortuni sul lavoro e le
malattie  professionali,  approvato  con decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e' cosi' modificato:
    a)  nel  terzo  comma,  le parole: "con l'ammenda da lire 4.000 a
lire 12.000" sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto fino a
    tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire cinquecentomila a lire due
    milioni";
b) nel quarto comma, le parole: "l'ammenda e' da lire 24.000 a
lire   120.000"   sono   sostituite   dalle  seguenti:  "la  pena  e'
dell'arresto  da due a quattro mesi o dell'ammenda da lire un milione
a lire cinque milioni".
  47.   L'art.   175   del   testo   unico   delle  disposizioni  per
l'assicurazione  obbligatoria  contro  gli  infortuni sul lavoro e le
malattie  professionali,  approvato  con decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e' cosi' modificato:
    a)  nel  primo  comma, le parole: "con l'ammenda da lire 15.000 a
lire  60.000" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da tre a
sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni";
    b) il secondo comma e' abrogato.
  48.   Nel  secondo  comma  dell'art.  246  del  testo  unico  delle
disposizioni  per  l'assicurazione  obbligatoria contro gli infortuni
sul  lavoro  e  le  malattie professionali, approvato con decreto del
Presidente  della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, le parole: "con
un'ammenda  da  lire  10.000  a  lire  12.000"  sono sostituite dalle
seguenti:  "con  l'arresto  fino  a  tre mesi o con l'ammenda da lire
cinquecentomila a lire due milioni".
  49.  Il  secondo comma dell'art. 16 della legge 9 dicembre 1977, n.
903, e' sostituito dal seguente:
  "L'inosservanza  delle  disposizioni  contenute  nell'articolo 5 e'
punita con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire un
milione a lire cinque milioni.".
  50.  Nell'art.  90  del  decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio  1979, n. 886, le parole: "con l'arresto fino a sei mesi e con
l'ammenda  da  lire  10.000.000  a  lire 100.000.000" sono sostituite
dalle seguenti: "con l'arresto da tre mesi a sei mesi o con l'ammenda
da lire quarantamilioni a lire quattrocentomilioni".
  51.  Nell'art.  91  del  decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio  1979, n. 886, le parole: "con l'arresto fino a sei mesi e con
l'ammenda  da lire 1.000.000 a lire 25.000.000" sono sostituite dalle
seguenti:  "con  l'arresto da due mesi a quattro mesi o con l'ammenda
da lire quattromilioni a lire centomilioni".
  52.  Nell'art.  92  del  decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio  1979, n. 886, le parole: "con l'arresto fino a tre mesi o con
l'ammenda  da lire 1.000.000 a lire 10.000.000" sono sostituite dalle
seguenti:  "con  l'arresto  da  un mese a tre mesi o con l'ammenda da
lire quattromilioni a lire quarantamilioni".
  53.  Nell'art.  93  del  decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio  1979,  n. 886, le parole: "con l'arresto fino a un mese o con
l'ammenda  da  lire  200.000  a lire 2.000.000" sono sostituite dalle
seguenti:  "con  l'arresto  fino  a  tre mesi o con l'ammenda da lire
ottocentomila a lire ottomilioni".
  54.  Nell'art.  94  del  decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio 1979, n. 886, le parole: "con l'arresto fino a quindici giorni
o  con  l'ammenda  da  lire 100.000 a lire 1.000.000" sono sostituite
dalle  seguenti:  "con  l'arresto  fino a due mesi o con l'ammenda da
lire quattrocentomila a lire quattromilioni".
               b)   con  l'arresto  fino  a  quindici  giorni  o  con
          l'ammenda  da  lire  duecentomila  a lire ottocentomila per
          l'inosservanza  delle  norme di cui agli articoli 5 lettere
          a), b) e c), 38 quinto comma, 41 quarto comma".
             -  Il  D.P.R. 20 marzo 1956, n. 320, reca: "Norme per le
          prevenzioni  degli  infortuni  e  l'igiene  del  lavoro  in
          sotterraneo".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 105 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  320, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 105 (Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro
          e  dai  dirigenti). - I datori di lavoro e i dirigenti sono
          puniti:
               a)  con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da
          lire  tre  milioni  a  lire otto milioni per l'inosservanza
          delle norme di cui agli articoli 6, 13, 14, 15, 16, 17, 19,
          20,  21,  23,  29, 30, 33, 34, 35 primo e secondo comma, 38
          primo  e secondo comma, 39, 42 primo comma, 46 primo comma,
          47,  48,  49, 50, 51, 52, 54 secondo comma, 55, 72, 73, 74,
          75,  77, 78, 79, 80, 84 primo comma, 89, 95, 96, 97 primo e
          secondo  comma,  99,  100,  101, 102. Alle stesse penalita'
          soggiacciono  i  datori  di  lavoro  e  i dirigenti che non
          osservano  le  prescrizioni rilasciate dall'ispettorato del
          lavoro ai sensi dell'art. 30 ultimo comma;
               b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda
          da lire un milione a lire cinque milioni per l'inosservanza
          delle  norme  di  cui  agli  articoli 7, 11, 18, 22, 24, 26
          primo comma, 27 primo, terzo quarto e quinto comma, 28, 31,
          32  primo,  secondo  e  terzo comma, 36, 37, 40, 45 secondo
          comma,  53,  57,  61,  62,  63  primo e terzo comma, 64, 65
          lettere  a),  c)  e  d); 66, 68, 69, 81, 82, 83, 85, 86, 87
          primo  e  secondo comma, 88, primo, secondo, terzo, quarto,
          quinto,  ottavo e nono comma, 90, 91, 92, 94 primo, secondo
          e   quarto   comma,   103,   104.   Alle  stesse  penalita'
          soggiacciono  i  datori  di  lavoro  e  i dirigenti che non
          osservano  le  prescrizioni rilasciate dall'ispettorato del
          lavoro  ai  sensi  degli  articoli 88 sesto comma, 94 terzo
          comma;
               c)  con  l'arresto  fino a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila a lire due milioni per l'inosservanza
          delle  norme  di cui agli articoli 8, 9 e 25 primo e quinto
          comma,  26  secondo  comma, 44, 46 secondo comma, 54, primo
          comma, 56, 58, 59, 60, 63 secondo comma, 93;
               d)  con  l'arresto  fino a due mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila  a lire un milionecinquecentomila per
          l'inosservanza  delle  norme  di  cui agli articoli 12, 38,
          terzo comma e 67.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 106 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  320, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  106  (Contravvenzioni commesse dai preposti). - I
          preposti sono puniti:
               a)  con l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  un  milione a lire quattro milioni per l'inosservanza
          delle  norme di cui agli articoli 19, 45, 47, 48, 49 primo,
          secondo  e  terzo  comma,  50, 75 lettere a) e c), 77 terzo
          comma, 79, 80;
               b)  con  l'arresto  fino a due mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila a lire due milioni per l'inosservanza
          delle  norme  di  cui  agli  articoli 10, 25 terzo e quarto
          comma,  27 quarto comma, 28 secondo e terzo comma, 58 primo
          comma, 59, 65 lettere a), c) e d), 76, 85, quinto comma.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 107 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  320, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 107 (Contravvenzioni commesse dai lavoratori). - I
          lavoratori sono puniti:
               a)  con  l'arresto  fino ad un mese o con l'ammenda da
          lire  trecentomila  a  lire  un milione cinquecentomila per
          l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 28, secondo
          comma, 47 secondo comma, 75 lettera c) 100 terzo comma;
               b)   con  l'arresto  fino  a  quindici  giorni  o  con
          l'ammenda  da  lire  duecentomila  a lire ottocentomila per
          l'inosservanza  delle  norme  di  cui  agli articoli 10, 12
          primo comma, 25 secondo comma, 27 secondo comma, 58 secondo
          comma, 64 primo comma, 65 lettera b), 88 settimo comma".
             -  Il  D.P.R. 20 marzo 1956, n. 321, reca: "Norme per le
          prevenzioni  degli  infortuni  e  l'igiene  del  lavoro nei
          cassoni ad aria compressa".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  41 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  321, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  41 (Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro
          e  dirigenti).  -  I  datori  di lavoro ed i dirigenti sono
          puniti:
               a)  con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da
          lire  tre  milioni  a  lire otto milioni per l'inosservanza
          delle  norme  di  cui  agli  articoli 4, 5, 6 primo, terzo,
          quarto,  sesto, settimo e ottavo comma, 8, 11, 14, 21 primo
          e  terzo  comma, 22, 25, 28, 29, 30 lettere a), b), c), d),
          del  primo  comma,  terzo  comma,  31, 33, 36 primo e terzo
          comma.  Alle  stesse  penalita'  soggiacciono  i  datori di
          lavoro  e  i  dirigenti  che  non osservano le prescrizioni
          rilasciate  dall'ispettorato  del  lavoro  ai  sensi  degli
          articoli  12  quinto  comma,  21  secondo comma, 36 secondo
          comma;
               b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda
          da lire un milione a lire cinque milioni per l'inosservanza
          delle  norme  di  cui  agli articoli 7, 9, 12 primo e terzo
          comma,  13,  18, 23, 24, 26, 27 primo e terzo comma, 32, 37
          primo  e  terzo  comma,  38, 40 secondo e terzo comma. Alle
          stesse  penalita'  soggiacciono  i  datori  di  lavoro  e i
          dirigenti  che  non  osservano  le  prescrizioni rilasciate
          dall'ispettorato  del  lavoro  ai  sensi dell'art. 19 primo
          comma;
               c)  con  l'arresto  fino a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila a lire due milioni per l'inosservanza
          delle  norme  di cui agli articoli 6 secondo comma, 10, 12,
          quarto  comma,  15,  16,  20, 27 secondo e quarto comma, 35
          secondo comma, 39;
               d)  con  l'arresto  fino a due mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila  a lire un milionecinquecentomila per
          l'inosservanza  delle  norme di cui agli articoli 17, primo
          comma, e 34.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  42 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  321, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  42  (Contravvenzioni  commesse dai preposti). - I
          preposti sono puniti:
               a)  con l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  un  milione a lire quattro milioni per l'inosservanza
          delle  norme  di  cui  agli articoli 22 primo comma, 28, 31
          secondo comma, 40 primo e secondo comma;
               b)  con  l'arresto  fino a due mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila a lire due milioni per l'inosservanza
          della  norma  di  cui  all'art.  20,  nonche' per non avere
          esercitata   la   dovuta   vigilanza   sui  lavoratori  per
          l'osservanza da parte di questi delle norme di cui all'art.
          37 quarto e quinto comma.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  43 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  321, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  43 (Contravvenzioni commesse dai lavoratori). - I
          lavoratori sono puniti:
               a)  con  l'arresto  fino ad un mese o con l'ammenda da
          lire trecentomila a lire un milione cinquecentomila per
l'inosservanza delle norme di cui all'art. 40, primo comma;
b) con l'arresto fino a quindici giorni o con
          l'ammenda  da  lire  duecentomila  a lire ottocentomila per
          l'inosservanza  delle norme di cui agli articoli 17 secondo
          comma, 19 secondo comma, 37 quarto e quinto comma.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  44 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  321, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  44  (Contravvenzioni  commesse  dai  medici). - I
          medici  sono  puniti  con  l'arresto  fino a due mesi o con
          l'ammenda  da  lire  cinquecentomila a lire due milioni per
          l'inosservanza  delle norme di cui agli articoli 12 secondo
          comma, 35 primo comma.".
             -  Il  D.P.R. 20 marzo 1956, n. 322, reca: "Norme per la
          prevenzione   degli   infortuni   e   l'igiene  del  lavoro
          nell'industria della cinematografia e della televisione.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  23 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  322, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 23 - I datori di lavoro e i dirigenti sono puniti:
               a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da
          lire  tre  milioni  a  lire otto milioni per l'inosservanza
          delle  norme di cui agli articoli 2 secondo comma, 5, 6, 11
          primo comma, 12, 15, 17, 20;
               b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda
          da lire un milione a lire cinque milioni per l'inosservanza
          delle  norme  di  cui  agli articoli 7, 11, secondo e terzo
          comma, 14, 22;
               c)  con  l'arresto  fino a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila a lire due milioni per l'inosservanza
          delle norme di cui agli articoli 8, 9, 10, 13, 16, 18, 19;
               d)  con  l'arresto  fino a due mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila  a lire un milionecinquecentomila per
          l'inosservanza  delle  norme  di  cui  all'art. 21, primo e
          secondo comma.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  24 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  322, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 24 - I costruttori, i noleggiatori ed i concedenti
          sono puniti con l'arresto da due a sei mesi o con l'ammenda
          da  lire due milioni a lire otto milioni per l'inosservanza
          delle norme di cui all'art. 2 primo comma.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  25 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  322, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  25 - Gli esercenti l'attivita' di stampa di copie
          positive  di  film  sono  puniti con l'arresto da due a sei
          mesi  o  con  l'ammenda  da  lire  due  milioni a lire otto
          milioni  per  l'inosservanza  della norma di cui all'art. 2
          secondo comma.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  26 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  322, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 26 - I preposti sono puniti:
               a) con l'arresto da un mese a tre mesi o con l'ammenda
          da   lire   un   milione   a   lire   quattro  milioni  per
          l'inosservanza  delle norme di cui agli articoli 12 secondo
          e terzo comma, 13, 17;
               b)  con  l'arresto  fino a due mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila a lire due milioni per l'inosservanza
          delle norme di cui agli articoli 10, 14;
               c)  con  l'arresto  fino  a un mese o con l'ammenda da
          lire  trecentomila  a  lire  un  milionecinquecentomila per
          l'inosservanza  delle  norme  di  cui  all'art. 21, secondo
          comma.".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  27 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  322, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 27 - I lavoratori sono puniti:
               a)  con  l'arresto  fino ad un mese o con l'ammenda da
          lire  trecentomila  a  lire  un milione cinquecentomila per
          l'inosservanza delle norme di cui all'art. 13;
               b)   con  l'arresto  fino  a  quindici  giorni  o  con
          l'ammenda  da  lire  duecentomila  a lire ottocentomila per
          l'inosservanza  delle  norme  di  cui  agli articoli 10, 21
          terzo comma".
             -  Il  D.P.R. 20 marzo 1956, n. 323, reca: "Norme per la
          prevenzione  degli  infortuni  sul  lavoro  negli  impianti
          telefonici".
             -  Il  testo  dell'art.  22 del D.P.R. 20 marzo 1956, n.
          323,   come   modificato   dal   decreto   legislativo  qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  22 (Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro
          e  dai  dirigenti.  - I datori di lavoro e i dirigenti sono
          puniti:
               a) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda
          da lire un milione a lire cinque milioni per l'inosservanza
delle norme di cui agli articoli 6, 10 primo e terzo comma;
b) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila a lire due milioni per l'inosservanza
          delle norme di cui agli articoli 3, primo, secondo, quarto,
          quinto  e  sesto comma 4, 7, 8, 9, 11, 12, 13, 14, 16 primo
          comma, 17, 18, 19 secondo, terzo e quarto comma, 20, 21".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  23 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  323, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  23  (Contravvenzioni  commesse dai preposti). - I
          preposti  sono  puniti  con l'arresto fino a due mesi o con
          l'ammenda   da  lire  cinquecentomila  a  lire  un  milione
          cinquecentomila  per l'inosservanza delle norme di cui agli
          articoli 3 secondo, terzo, quarto e quinto comma, 6".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  24 del D.P.R. 20 marzo
          1956,  n.  323, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  24 (Contravvenzioni commesse dai lavoratori). - I
          lavoratori sono puniti con l'arresto fino a quindici giorni
          o  con  l'ammenda da lire duecentomila a lire ottocentomila
          per  l'inosservanza  delle norme di cui all'art. 3 secondo,
          quarto e quinto comma".
             -  Il  D.P.R.  9  aprile  1959,  n.  128 reca: "Norme di
          polizia delle miniere e delle cave".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 681 del D.P.R. 9 aprile
          1959,  n.  128, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  681.  -  E' punita con l'arresto da due a quattro
          mesi  o  con  l'ammenda  da  lire  tre milioni a lire venti
          milioni  la  violazione  delle norme di cui agli articoli 6
          primo comma, 24 primo comma, 28 primo comma e 133".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 682 del D.P.R. 9 aprile
          1959,  n.  128, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 682. - I direttori sono puniti:
              a)  con  l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da
          lire cinque milioni a lire trenta milioni, qualora il fatto
          non  costituisca  reato piu' grave, per la violazione delle
          norme di cui agli articoli 128 primo, terzo e quarto comma,
          374,  415,  417,  421  secondo  comma, 479 primo comma, 656
          primo e secondo comma;
              b)  con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda
          da  lire due milioni a lire dieci milioni per la violazione
          delle  norme di cui agli articoli 104, 108 primo comma, 125
          primo  comma,  155  primo  comma, 262 primo comma, 276, 279
          secondo  comma,  280,  294,  297,  324, 333 secondo e terzo
          comma,  429  primo  comma,  430  primo comma, 432, 454, 457
          primo  e  secondo  comma, 471 primo comma, 492, 507 primo e
          sesto comma, 508, 521 primo comma, 528, 541, 561, 589 primo
          comma;
              c)  con  l'arresto  fino  a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila  a lire tre milioni per la violazione
          delle norme di cui agli articoli 54, 66 secondo comma, 233,
          241, 253, 265 primo comma, 266, 408 primo comma lettera a),
409 primo comma, 506, 520, 534, 602 primo e secondo comma".
- Il testo vigente dell'art. 683 del D.P.R. 9 aprile
          1959,  n.  128, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 683. - I capi servizio, i sorveglianti e gli altri
          preposti sono puniti:
              a)  con  l'arresto da due a sei mesi o con l'ammenda da
          lire  tre milioni a lire otto milioni, qualora il fatto non
          costituisca reato piu' grave, per la violazione delle norme
          di  cui  agli articoli 421 secondo comma, 479 primo comma e
          576  secondo  comma,  nonche'  per  non  aver esercitato la
          dovuta vigilanza sui lavoratori dipendenti per l'osservanza
          da  parte  di  questi  ultimi  delle  norme  indicate nella
          lettera a) dell'articolo seguente;
              b)  con  l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  un  milione  a lire quattro milioni per la violazione
          delle norme di cui agli articoli 125 primo comma, 155 primo
          comma,  251  secondo comma, 276, 333 secondo e terzo comma,
          410, 414 secondo comma, 444 secondo comma, 445 primo comma,
          454,   471   terzo   comma,  514  esclusa  la  disposizione
          dell'ultimo  comma,  521 primo comma, 561, 589 primo comma,
          nonche'  per  non  aver  esercitato la dovuta vigilanza sui
          lavoratori  dipendenti  per l'osservanza da parte di questi
          ultimi  delle norme indicate nella lettera b) dell'articolo
          seguente;
              c)  con  l'arresto  fino  a due mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila  a lire due milioni per la violazione
          delle norme di cui agli articoli 241 primo comma, 248, 272,
          274 primo comma, 306, 332 primo comma, 335 primo, secondo e
          terzo  comma, 437, 447, 455 primo e secondo comma, 517, 523
          primo  comma,  nonche'  per  non avere esercitato da dovuta
          vigilanza  sui  lavoratori  dipendenti  per l'osservanza da
          parte  di  questi ultimi delle norme indicate nella lettera
          c) dell'articolo seguente".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 684 del D.P.R. 9 aprile
          1959,  n.  128, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 684. - I lavoratori sono puniti:
              a)  con arresto fino a due mesi o con l'ammenda da lire
          cinquecentomila  a  lire  tre milioni, qualora il fatto non
          costituisca reato piu' grave, per la violazione delle norme
          di cui agli articoli 479 primo comma e 576 primo comma;
              b)  con  l'arresto  fino  ad un mese o con l'ammenda da
          lire  trecentomila a lire un milione cinquecentomila per la
          violazione delle norme di cui agli articoli 9 lettere d) ed
          e), 207, 256 primo comma, 422 e 425 primo e secondo comma;
              c) con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda
          da lire duecentomila a lire ottocentomila per la violazione
          delle norme di cui agli articoli 248, 272 primo comma, 277,
          306,  332  primo  comma,  335 primo, secondo e terzo comma,
          337, 443, 455 primo comma, 513, 516".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 685 del D.P.R. 9 aprile
          1959,  n.  128, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 685. - Fuori delle ipotesi previste dagli articoli
          precedenti, chiunque violi le norme di cui agli articoli 94
          primo  comma,  140,  333  primo  comma, 335 secondo e terzo
          comma,  526 primo comma, e' punito con l'arresto fino a due
          mesi  o  con  l'ammenda  da  lire  trecentomila  a lire due
          milioni".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 686 del D.P.R. 9 aprile
          1959,  n.  128, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 686. - I direttori, i capi servizi, i sorveglianti
          e   gli  altri  preposti,  nonche'  i  lavoratori  che  non
          ottemperino   alla   diffida   o   ad  altro  provvedimento
          dell'ingegnere  capo  del  distretto  minerario  o del capo
          della  Sezione  dell'Ufficio  nazionale  minerario  per gli
          idrocarburi,  emanato in applicazione del presente decreto,
          sono puniti con l'arresto da uno a sei mesi o con l'ammenda
          da lire tre milioni a lire venti milioni. La stessa pena si
          applica  nel caso di inosservanza dei provvedimenti emanati
          dal prefetto in applicazione del presente decreto".
             -  Il  testo  vigente dell'art. 13 della legge 19 luglio
          1961, n. 706, recante "Impiego della biacca nella pittura",
          come  modificato dal decreto legislativo qui pubblicato, e'
          il seguente:
             "Art.  13.  -  Salve  le  maggiori sanzioni previste dal
          codice  penale,  sono puniti per l'inosservanza delle norme
          previste  nella  presente  legge,  con  l'arresto  da due a
          quattro  mesi  o  con  l'ammenda  da lire un milione a lire
          cinque   milioni,  i  datori  di  lavoro,  i  produttori  e
          commercianti".
             -  Il  testo  vigente  dell'art.  12 della legge 5 marzo
          1963,   n.  245,  recante:  "Limitazione  dell'impiego  del
          benzolo  e  suoi omologhi nelle attivita' lavorative", come
          modificato  dal  decreto  legislativo qui pubblicato, e' il
          seguente:
             "Art.  12.  -  Salve  le  maggiori sanzioni previste dal
          codice penale:
              1)  i  datori  di  lavoro e i dirigenti sono puniti con
          l'arresto  da  tre  a sei mesi o con l'ammenda da lire otto
          milioni  a  lire trentasei milioni per l'inosservanza delle
          norme di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 6 e 7;
              2)  i  fabbricanti  ed  i  commercianti sono puniti con
          l'arresto  da  tre  a  sei  mesi con l'ammenda da lire otto
          milioni  a  lire trentasei milioni per l'inosservanza delle
          norme di cui all'art. 8;
              3)  i  committenti  a domicilio ai sensi della legge 13
          marzo 1958, n. 264, sono puniti:
               a) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda
          da lire due milioni a lire dieci milioni per l'inosservanza
          della norma di cui all'art. 10, primo e terzo comma;
               b)  con  l'arresto  fino a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  un  milione  a lire cinque milioni per l'inosservanza
          delle norme di cui all'art. 10, secondo comma".
             -  Il  D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185, reca: "Sicurezza
          degli  impianti  e  protezione  sanitaria  dei lavoratori e
          delle   popolazioni  contro  i  pericoli  delle  radiazioni
          ionizzanti  derivanti  dall'impiego  pacifico  dell'energia
          nucleare"
             -  Il testo vigente dell'art. 133 del D.P.R. 13 febbraio
          1964,  n.  185, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art. 133 (Contravvenzioni commesse da datori di lavoro,
          dai dirigenti e dai direttori delle miniere). - I datori di
lavoro, i dirigenti, i direttori delle miniere sono puniti:
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da
          lire   dieci   milioni   a   lire   sessanta   milioni  per
          l'inosservanza  delle  norme di cui agli articoli 20, primo
          comma,  61,  lettera a), 62, quarto comma, 65, primo comma,
          66,  primo  comma,  67,  lettere a) e b), 68, 69, 70, primo
          comma, 75, primo comma, 77, settimo comma, 79, primo comma,
          80, primo e secondo comma;
              b)  con  l'arresto da due a sei mesi o con l'ammenda da
          lire   otto   milioni   a   lire  quarantotto  milioni  per
          l'inosservanza  delle norme di cui agli articoli 18, quarto
          comma,  19,  21,  primo comma, 22, 24, primo comma, 25, 61,
          lettera c), 62, secondo comma, 65, terzo comma, 67, lettera
          c) 72, ultimo comma, 74, 77, primo comma, 78, primo, quarto
          e quinto comma, 81, primo comma;
              c)  con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda
          da   lire  un  milione  a  lire  ventiquattro  milioni  per
          l'inosservanza  di  tutte le altre norme contenute nei capi
          IV e VIII della presente legge".
             -  Il testo vigente dell'art. 134 del D.P.R. 13 febbraio
          1964,  n.  185, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  134  (Contravvenzioni commesse dai preposti). - I
          preposti sono puniti:
              a)  con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda
          da   lire   un   milione   a   lire   quattro  milioni  per
          l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 61, lettere
          d) ed e), 62, primo e secondo comma, 67, lettere a) e b);
              b)  con l'arresto da un mese a tre mesi o con l'ammenda
          da   lire   cinquecentomila   a   lire   tre   milioni  per
          l'inosservanza  delle norme di cui all'art. 61, lettere a),
          b), c);
              c)  con  l'arresto  fino  a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  trecentomila a lire due milioni per l'inosservanza di
          tutte  le  altre  norme  di  cui  ai  capi  IV e VIII della
          presente legge".
             -  Il testo vigente dell'art. 135 del D.P.R. 13 febbraio
          1964,  n.  185, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  135 (Contravvenzioni commesse da lavoratori). - I
          lavoratori sono puniti:
              a)  con  l'arresto  fino  a tre mesi o con l'ammenda da
          lire  cinquecentomila a lire due milioni per l'inosservanza
          delle  norme  di  cui agli articoli 29, lettere b), d), e),
          64, lettere b), d), e);
              b) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da lire
          trecentomila   a   lire   un  milione  cinquecentomila  per
          l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 29, lettere
          a), c), 64, lettere a), c), 65, secondo comma".
             -  Il testo vigente dell'art. 136 del D.P.R. 13 febbraio
          1964,  n.  185, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.   136   (Contravvenzioni  commesse  dagli  esperti
          qualificati  e  dai  medici  autorizzati).  -  Gli  esperti
          qualificati  incaricati  della  sorveglianza  fisica  ed  i
          medici  autorizzati  incaricati  della sorveglianza medica,
          sono  puniti  con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda
          da  lire  quattro  milioni  a lire ventiquattro milioni per
          l'inosservanza  delle  norme  contenute  nei capi IV e VIII
          della presente legge".
             -  Il  testo vigente dell'art. 139 del testo unico delle
          disposizioni  per  l'assicurazione  obbligatoria contro gli
          infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato
          con  D.P.R.  30  giugno  1965, n. 1124, come modificato dal
          decreto legislativo qui pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  139.  -  E'  obbligatoria per ogni medico, che ne
          riconosca   la   esistenza,   la  denuncia  delle  malattie
          professionali,   che  saranno  indicate  in  un  elenco  da
          approvarsi  con  decreto  del  Ministro  per il lavoro e la
          previdenza  sociale  di concerto con quello per la sanita',
          sentito il Consiglio superiore di sanita'.
             La denuncia deve essere fatta all'ispettorato del lavoro
          competente  per  territorio,  il  quale  ne trasmette copia
          all'ufficio del medico provinciale.
             I  contravventori alle disposizioni dei commi precedenti
          sono  puniti  con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda
          da lire cinquecentomila a lire due milioni.
             Se  la  contravvenzione  e' stata commessa dal medico di
          fabbrica  previsto  dall'art. 33 del decreto del Presidente
          della  Repubblica  19  marzo 1956, n. 303, contenente norme
          generali  per  l'igiene del lavoro, la pena e' dell'arresto
          da  due  a quattro mesi o dell'ammenda da lire un milione a
          lire cinque milioni".
             -  Il  testo  vigente dell'art. 175 del D.P.R. 30 giugno
          1965,  n. 1124, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  175.  -  Il  datore  di lavoro, che ometta di far
          sottoporre i propri dipendenti, addetti alle lavorazioni di
          cui  all'art.  140,  agli  accertamenti  medici  prescritti
          dall'art.  157,  o che adibisca alle predette lavorazioni i
          lavoratori  riscontrati  affetti  da  silicosi  o asbestosi
          associate  a  tubercolosi polmonare in fase attiva anche se
          iniziale,  e'  punito con l'arresto da tre a sei mesi o con
          l'ammenda  da  lire  tre  milioni  a  lire otto milioni per
          ciascun  lavoratore  nei riguardi del quale sia avvenuta la
          predetta violazione".
             -  Il  testo  vigente dell'art. 246 del D.P.R. 30 giugno
          1965,  n. 1124, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  246.  -  La  spesa  per  i certificati-denuncia e
          quelli  per  i certificati di continuazione e termine della
          malattia  e'  a carico dell'Istituto assicuratore, il quale
          corrisponde  i relativi compensi nella misura stabilita con
          decreto  del  Presidente  della Repubblica, su proposta del
          Ministro  per  il lavoro e la previdenza sociale, sentiti i
          Ministri per il tesoro e per la sanita'.
             Il medico, che rifiuti di rilasciare i certificati o che
          li  rilasci  in  modo  incompleto  o  che  non  li consegni
          all'ufficio   postale   o   che,   trattandosi   del  primo
          certificato,  non  lo  spedisca  nei  termini  previsti dal
          quarto  comma  dell'art. 238, oppure che, nel caso previsto
          dall'art.  239,  non  ne  trasmette  copia all'autorita' di
          pubblica sicurezza, e' punito con l'arresto fino a tre mesi
          o   con  l'ammenda  da  lire  cinquecentomila  a  lire  due
          milioni".
             -  La  legge  9 dicembre 1977, n. 903, reca: "Parita' di
          trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro".
             -  Il  testo vigente dell'art. 16 della legge 9 dicembre
          1977,  n.  903, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  16. - L'inosservanza delle disposizioni contenute
          negli  articoli  1,  primo, secondo e terzo comma, 2, 3 e 4
          della  presente  legge,  e'  punita  con  l'ammenta da lire
          duecentomila a lire un milione.
             L'inosservanza  delle disposizioni contenute nell'art. 5
          e'  punita  con  l'arresto  da  due  a  quattro  mesi o con
          l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni.
             Per   l'inosservanza  delle  disposizioni  di  cui  agli
          articoli 6 e 7 si applicano le penalita' previste dall'art.
          31 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204".
             -  L'art. 5 della legge 9 dicembre 1977, n. 903, prevede
          il  divieto di adibire le donne (tranne quelle che svolgono
          mansioni  direttive  e  quelle  addette ai servizi sanitari
          aziendali)   al  lavoro,  nelle  aziende  manifatturiere  e
          artigianali, dalle ore 24 alle ore 6.
             -  Il D.P.R. 24 maggio 1979, n. 886, reca: "Integrazione
          ed adeguamento delle norme di polizia delle miniere e delle
          cave,  contenute  nel D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, al fine
          di  regolare  le  attivita' di prospezione, di ricerca e di
          coltivazione  degli  idrocarburi  nel  mare  territoriale e
          nella piattaforma continentale".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 90 del D.P.R. 24 maggio
          1979,  n.  886, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  90  (Sanzioni).  - E' punita con l'arresto da tre
          mesi  a  sei mesi o con l'ammenda da lire quarantamilioni a
          lire  quattrocentomilioni  la violazione degli articoli 53,
          54,  61  terzo  e  quarto  comma, 75 quinto comma, 78 sesto
          comma  e  79 sesto comma in caso di inizio della produzione
          senza  la  prescritta  autorizzazione;  75 ultimo comma, 78
          ultimo comma e 79 ultimo comma in caso di dichiarazione non
          veritiera, 80".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 91 del D.P.R. 24 maggio
          1979,  n.  886, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  91  (Sanzioni).  - E' punita con l'arresto da due
          mesi  a quattro mesi o con l'ammenda da lire quattromilioni
          a  lire centomilioni la violazione degli articoli 24, primo
          e  secondo  comma;  26,  terzo,  quarto e quinto comma; 27,
          primo,  terzo  e  quarto  comma; 35, primo, secondo e terzo
          comma;  36;  38;  45,  primo  comma; 46, 50, 51, 52, primo,
          terzo  e quarto comma; 61, primo e secondo comma; 62, primo
          e secondo comma; 63, secondo comma".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 92 del D.P.R. 24 maggio
          1979,  n.  886, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  92  (Sanzioni).  -  E' punita con l'arresto da un
          mese  a  tre  mesi o con l'ammenda da lire quattromilioni a
          lire   quarantamilioni  la  violazione  degli  articoli  8,
          secondo  comma;  15;  18, primo comma; 19, primo comma; 27,
          secondo  comma;  42,  primo  e  secondo  comma; 43; 48; 72,
          primo, secondo e terzo comma; 73".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 93 del D.P.R. 24 maggio
          1979,  n.  886, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  93  (Sanzioni).  - E' punita con l'arresto fino a
          tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire ottocentomila a lire
          ottomilioni la violazione degli articoli 5, terzo comma; 6,
          primo,  sesto  e  settimo  comma; 7, primo comma; 8, ottavo
          comma; 9, quarto, quinto e sesto comma; 10, ultimo comma;
          12;  13;  16,  secondo comma; 30; 31; 35, quarto comma; 42,
          terzo e quarto comma; 44; 55; 57; 58; 59; 62; terzo comma;
          68".
             -  Il  testo  vigente  dell'art. 94 del D.P.R. 24 maggio
          1979,  n.  886, come modificato dal decreto legislativo qui
          pubblicato, e' il seguente:
             "Art.  94  (Sanzioni).  - E' punita con l'arresto fino a
          due  mesi  o  con l'ammenda da lire quattrocentomila a lire
          quattromilionila violazione degli articoli 5, secondo
comma; 6, quarto, quinto, e ottavo comma; 7, quinto comma;
8, terzo comma; 9, ottavo e nono comma; 18, secondo comma;
41, primo comma; 42, quinto comma; 45, terzo comma; 56; 65;
          70;  71; 72, quarto comma; 74; 75, terzo comma; 78, secondo
          comma;  79,  secondo  comma  ed  ogni  altra  violazione di
          precetti  stabiliti  dal  presente  decreto  non altrimenti
          sanzionati".
                              Art. 27.
                        Altre sanzioni penali
  1. Nell'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno
1982,  n.  524,  le  parole:  "con  l'ammenda  da lire 100.000 a lire
500.000"  sono  sostituite  dalle seguenti: "con l'arresto fino a due
mesi o con l'ammenda da lire duecentomila a lire un milione".
  2.  L'art.  13  del  decreto  del  presidente  della  Repubblica 10
settembre 1982, n. 962, e cosi modificato:
    a)  nel  comma  1,  alla lettera a), le parole: "con l'ammenda da
lire 1.500.000 a lire 3.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "con
l'arresto  da  tre  a  sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a
lire otto milioni", e l'ultimo periodo e' soppresso;
   b) nel comma 1, alla lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire
1.000.000  a  lire  2.000.000",  sono sostituite dalle seguenti: "con
l'arresto  da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a
lire cinque milioni";
    c)  nel comma 2, le parole: "con l'ammenda da lire 500.000 a lire
1.200.000"  sono  sostituite  dalle seguenti: "con l'arresto da uno a
tre mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro milioni";
    d)  nel comma 3, le parole: "con l'ammenda da lire 100.000 a lire
500.000"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "con  l'arresto  fino a
quindici   giorni  o  con  l'ammenda  da  lire  duecentomila  a  lire
ottocentomila".
  3. Nel comma 4 dell'art. 125 del testo unico delle leggi in materia
di   stupefacenti   e   sostanze   psicotrope,  prevenzione,  cura  e
riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con
decreto  del  Presidente  della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, le
parole:  "con  l'ammenda  da  lire  dieci  milioni  a  lire cinquanta
milioni"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "con l'arresto da due a
quattro  mesi  o con l'ammenda da lire dieci milioni a lire cinquanta
milioni".
  4.  Il comma 1 dell'art. 50 del decreto legislativo 15 agosto 1991,
n. 277, e' cosi' modificato:
    a)   nella   lettera  a),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
quindicimilioni   a  lire  cinquantamilioni"  sono  sostituite  dalle
seguenti:  "con  l'arresto  da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire
dieci milioni a lire cinquanta milioni";
    b) nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire seimilioni
a  lire  quindicimilioni"  sono  sostituite  con  le  seguenti:  "con
l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a
lire quindici milioni";
    c)  nella lettera c), le parole "con l'ammenda da lire duemilioni
a  lire  seimilioni"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto
fino  a  tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire un milione a lire sei
milioni".
  5.  Il comma 1 dell'art. 51 del decreto legislativo 15 agosto 1991,
n. 277, e' cosi' modificato:
    a) nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire tremilioni
a  lire  diecimilioni" sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto
da  uno  a  tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire due milioni a lire
diecimilioni";
    b) nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire un milione
a  lire  tremilioni"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto
fino  a  due  mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire tre
milioni".
  6.  Il comma 1 dell'art. 52 del decreto legislativo 15 agosto 1991,
n. 277, e' cosi' modificato:
    a)   nella   lettera  a),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
seicentomila  a lire duemilioni" sono sostituite dalle seguenti: "con
l'arresto  fino  a un mese o con l'ammenda da lire quattrocentomila a
lire due milioni";
    b)   nella   lettera  b),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
trecentomila  a  lire  seicentomila" sono sostituite con le seguenti:
"con  l'arresto  fino  a  quindici  giorni  o  con  l'ammenda da lire
duecentomila a lire ottocentomila".
  7.  Il comma 1 dell'art. 53 del decreto legislativo 15 agosto 1991,
n. 277, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire unmilione
a  lire  seimilioni"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto
fino  a  due  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire un milione a lire sei
milioni";
    b)   nella   lettera  b),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
quattrocentocinquantamila  a  lire  unmilione"  sono sostituite dalle
seguenti:  "con  l'arresto  fino  a  un  mese o con l'ammenda da lire
cinquecentomila a lire tre milioni".
  8. Nel comma 1 dell'art. 54 del decreto legislativo 15 agosto 1991,
n.  277,  le  parole:  "con  l'ammenda da lire quindicimilioni a lire
quarantamilioni"  sono  sostituite  dalle seguenti: "con l'arresto da
uno  a  tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire  dieci  milioni a lire
quarantamilioni".
  9. Il comma 1 dell'art. 10 del decreto legislativo 25 gennaio 1992,
n. 77, e' cosi' modificato:
    a)   nella   lettera  a),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
ottomilioni  a  lire ventunomilioni o con l'arresto da tre mesi ad un
anno" sono sostituite dalle seguenti: "con
l'arresto  da  tre a sei mesi o con l'ammenda da lire cinquemilioni a
lire ventunomilioni", e il secondo periodo e' soppresso;
    b)   nella   lettera  b),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
cinquemilioni  a  lire  quindicimilioni  o con l'arresto da uno a sei
mesi"  sono  sostituite  con  le  seguenti:  "con  l'arresto da due a
quattro   mesi   o   con   l'ammenda  da  lire  tre  milioni  a  lire
quindicimilioni";
    c) nella lettera c), le parole: "con l'ammenda da lire duemilioni
a  lire  seimilioni"  sono sostituite con le seguenti: "con l'arresto
fino  a  tre  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire un milione a lire sei
milioni".
  10.  Il  comma  1  dell'art.  11 del decreto legislativo 25 gennaio
1992, n. 77, e' cosi' modificato:
    a)   nella   lettera  a),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
quattromilioni  a  lire  dodicimilioni  o con l'arresto da due mesi a
otto  mesi"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto da uno a
tre  mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire dodici milioni",
e l'ultimo periodo e' soppresso;
    b)  nella lettera b), le parole: "con l'ammenda da lire unmilione
a  lire tremilioni o con l'arresto da uno a sei mesi" sono sostituite
con  le  seguenti:  "con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da
lire unmilione a lire quattromilioni".
  11.  Il  comma  1  dell'art.  12 del decreto legislativo 25 gennaio
1992, n. 77, e' cosi' modificato:
    a)   nella   lettera  a),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
seicentomila  a lire duemilioni" sono sostituite dalle seguenti: "con
l'arresto  fino  a un mese o con l'ammenda da lire quattrocentomila a
lire due milioni";
    b)   nella   lettera  b),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
trecentomila  a  lire  seicentomila" sono sostituite con le seguenti:
"con  l'arresto  fino  a  quindici  giorni  o  con  l'ammenda da lire
duecentomila a lire ottocentomila".
  12. Il comma 1 dell'art. 13 del decreto legislativo
25 gennaio 1992, n. 77, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a), le parole: "con l'ammenda da lire unmilione
a  lire  seimilioni"  sono  sostituite dalle seguenti: "con l'arresto
fino  a  due  mesi  o  con  l'ammenda  da  lire un milione a lire sei
milioni";
    b)   nella   lettera  b),  le  parole:  "con  l'ammenda  da  lire
trecentomila  a  lire  seicentomila" sono sostituite con le seguenti:
"con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da lire cinquecentomila
a lire tre milioni";
  13.  Il  comma  1 dell'art. 93 del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e' cosi' modificato:
    a)  nella lettera a) sono inserite all'inizio le seguenti parole:
"con l'arresto fino a un mese o";
    b)  nella lettera b) sono inserite all'inizio le seguenti parole:
"con l'arresto fino a quindici giorni o".
                              Art. 28.
                     Rifiuto di fornire notizie
  1.  Nel  settimo  comma  dell'art. 4 della legge 22 luglio 1961, n.
628,  le  parole "sono puniti con l'ammenda da lire trentamila a lire
seicentomila"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "sono  puniti  con
l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda fino a lire un milione".
Capo IV
DISPOSIZIONI FINALI
                              Art. 29.
                          Entrata in vigore
  1.  Il  presente decreto entra in vigore novanta giorni dopo la sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi' 19 dicembre 1994
                              SCALFARO
                                  BERLUSCONI,      Presidente     del
                                  Consiglio dei Ministri
                                  BIONDI,   Ministro   di   grazia  e
                                  giustizia
                                  MASTELLA,  Ministro  del  lavoro  e
                                  della previdenza
                                    sociale
                                  Visto, il Guardasigilli: BIONDI
                                                           ALLEGATO I
    1)  Art.  7  della  legge  22  marzo 1908, n. 105 (abolizione del
lavoro notturno dei fornai);
    2) Art. 8 del regio decreto-legge  23  dicembre  1920,  n.  1881,
convertito dalla legge 15 maggio 1924, n. 891 (divieto di impiego del
fosforo bianco nella fabbricazione dei fiammiferi);
    3) Art. 69 del regio decreto 9 gennaio 1927, n. 147 (approvazione
del regolamento speciale per l'impiego di gas tossici);
    4)  Articoli 389, 390, 391 e 392 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547 (norme  per  la  prevenzione  degli
infortuni sul lavoro);
    5)  Articoli  77,  78  e  79  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164 (norme  per  la  prevenzione  degli
infortuni sul lavoro nelle costruzioni);
    6)  Articoli 53, 54, 55, 56 e 57 del decreto del Presidente della
Repubblica  19  marzo  1956,  n.  302  (norme  di  prevenzione  degli
infortuni  sul  lavoro  integrative  di  quelle  generali emanate con
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547);
    7) Articoli  58,  59  e  60  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  19  marzo  1956,  n. 303 (norme generali per l'igiene del
lavoro);
    8) Articoli 105, 106 e  107  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  20  marzo  1956,  n.  320 (norme per la prevenzione degli
infortuni e l'igiene del lavoro sotterraneo);
    9) Articoli 41, 42, 43 e 44  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  20  marzo  1956,  n.  321 (norme per la prevenzione degli
infortuni e l'igiene del lavoro nei cassoni ad aria compressa);
   10) Articoli 23, 24, 25, 26 e 27 del decreto del Presidente  della
Repubblica  20  marzo  1956,  n.  322 (norme per la prevenzione degli
infortuni e l'igiene del lavoro nell'industria della cinematografia e
della televisione);
   11) Articoli  22,  23  e  24  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  20  marzo  1956,  n.  323 (norme per la prevenzione degli
infortuni sul lavoro negli impianti telefonici);
   12) Articoli 681, 682,  683,  684,  685  e  686  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica 9 aprile 1959, n. 128 (norme di polizia
delle miniere e delle cave);
   13) Art. 13 della legge 19 luglio  1961,  n.  706  (impiego  della
biacca nella pittura);
   14)  Art.  12  della  legge  5  marzo  1963,  n.  245 (limitazione
dell'impiego del benzolo e suoi omologhi nelle attivita' lavorative);
   15) Articoli 133, 134, 135 e 136 del decreto del Presidente  della
Repubblica  13  febbraio  1964,  n.  185  (sicurezza degli impianti e
protezione sanitaria dei lavoratori  e  delle  popolazioni  contro  i
pericoli  delle radiazioni ionizzanti derivanti dall'impiego pacifico
dell'energia nucleare);
   16) Articoli 139, 175 e  246  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  30  giugno  1965, n. 1124 (testo unico delle disposizioni
per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali);
   17) Art. 26, commi 2 e 3, della legge  17  ottobre  1967,  n.  977
(tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti);
   18)  Art.  16  della  legge  9  dicembre  1977, n. 903 (parita' di
trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro);
   19)  Articoli 90, 91, 92, 93 e 94 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1979, n. 886 (integrazione ed adeguamento  delle
norme  di  polizia  delle miniere e delle cave, contenute nel decreto
del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n.  128,  al  fine  di
regolare  le  attivita'  di prospezione, di ricerca e di coltivazione
degli  idrocarburi  nel  mare  territoriale   e   nella   piattaforma
continentale);
   20)  Art.  7  del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno
1982, n. 524 (segnaletica di sicurezza sul posto di lavoro);
   21) Art.  13  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  10
settembre  1982,  n.  962  (attuazione  della direttiva CEE n. 78/610
relativa alla protezione sanitaria dei lavoratori esposti al  cloruro
di vinile monomero);
   22) Art. 125 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre
1990,  n. 309 (testo unico delle leggi in materia di disciplina degli
stupefacenti   e   sostanze   psicotrope,   prevenzione,    cura    e
riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza);
   23) Articoli 50, 51, 52, 53 e 54 del decreto legislativo 15 agosto
1991,   n.   277  (attuazione  delle  direttive  n.  80/1107/CEE,  n.
83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia  di  protezione
dei  lavoratori  contro  i  rischi derivanti da esposizione ad agenti
chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a  norma  dell'art.  7
della legge 30 luglio 1990, n. 212);
   24)  Articoli  10,  11, 12 e 13 del decreto legislativo 25 gennaio
1992, n. 77 (attuazione della direttiva n. 88/364/CEE, in materia  di
protezione  dei  lavoratori  contro i rischi di esposizione ad agenti
chimici, fisici e biologici durante il lavoro);
   25) Articoli 89, commi 1 e 2, 90, comma 1, lettere a) e b), 91, 92
e 93 del decreto legislativo 19 settembre 1994,  n.  626  (attuazione
delle   direttive  89/391/CEE,  89/654/CEE,  89/655/CEE,  89/656/CEE,
90/269/CEE,  90/270/CEE,  90/394/CEE  e  90/679/CEE  riguardanti   il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo
di lavoro).
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