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DECRETO LEGISLATIVO 21 aprile 2000, n. 181

Disposizioni per agevolare l'incontro fra domanda ed offerta di lavoro, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144, ed in particolare l'articolo
45,  comma  1, lettera a), numeri 1) e 2), che, al fine di realizzare
il  riordino  del  sistema  degli  incentivi  all'occupazione e degli
ammortizzatori  sociali,  prescrive  di  procedere alla revisione dei
criteri  per l'accertamento dei requisiti individuali di appartenenza
dei  soggetti  alle  diverse  categorie,  allo scopo di renderli piu'
adeguati  alla  valutazione ed al controllo dell'effettiva situazione
di disagio;
  Visto  il  decreto  legislativo  23  dicembre  1997,  n. 469, ed in
particolare l'articolo 1, comma 1, che riserva allo Stato l'esercizio
di  un  ruolo  generale  di  indirizzo, promozione e coordinamento in
materia di collocamento e politiche attive del lavoro;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 25 febbraio 2000;
  Visto  il  parere della Conferenza unificata istituita ai sensi del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
  Acquisiti  i  pareri  delle  competenti  Commissioni permanenti del
Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 aprile 2000;
  Sulla  proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di  concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  del  bilancio  e della
programmazione economica;
Emana
                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1.
                   (( (Finalita' e definizioni) ))

  ((1. Le disposizioni contenute nel presente decreto stabiliscono: a) i principi fondamentali per l'esercizio della potesta' legislativa delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di revisione e razionalizzazione delle procedure di collocamento, nel rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, in funzione del miglioramento dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro e con la valorizzazione degli strumenti di informatizzazione; b) i principi per l'individuazione dei soggetti potenziali destinatari di misure di promozione all'inserimento nel mercato del lavoro, definendone le condizioni di disoccupazione secondo gli indirizzi comunitari intesi a promuovere strategie preventive della disoccupazione giovanile e della disoccupazione di lunga durata. 2. Ad ogni effetto si intendono per: a) "adolescenti", i minori di eta' compresa fra i quindici e diciotto anni, che non siano piu' soggetti all'obbligo scolastico; b) "giovani", i soggetti di eta' superiore a diciotto anni e fino a venticinque anni compiuti o, se in possesso di un diploma universitario di laurea, fino a ventinove anni compiuti, ovvero la diversa superiore eta' definita in conformita' agli indirizzi dell'Unione europea; c) "stato di disoccupazione" , la condizione del soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attivita' lavorativa secondo modalita' definite con i servizi competenti; d) "disoccupati di lunga durata", coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un'attivita' di lavoro autonomo, siano alla ricerca di una nuova occupazione da piu' di dodici mesi o da piu' di sei mesi se giovani; e) "inoccupati di lunga durata", coloro che, senza aver precedentemente svolto un'attivita' lavorativa, siano alla ricerca di un'occupazione da piu' di dodici mesi o da piu' di sei mesi se giovani; f) "donne in reinserimento lavorativo", quelle che, gia' precedentemente occupate, intendano rientrare nel mercato del lavoro dopo almeno due anni di inattivita'; g) "servizi competenti", i centri per l'impiego di cui all'articolo 4, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e gli altri organismi autorizzati o accreditati a svolgere le previste funzioni, in conformita' delle norme regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano. ))
                             Art. 1-bis.
       ( ((Modelli dei dati contenuti nella scheda anagrafica e nella scheda professionale dei lavoratori e soppressione di liste di collocamento) ))

  ((1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie, d'intesa con la Conferenza Unificata, vengono definiti il modello di comunicazione, il formato di trasmissione ed il sistema di classificazione dei dati contenuti nella scheda anagrafica e nella scheda professionale dei lavoratori, che costituiscono la base dei dati del sistema informativo lavoro. 2. Fino alla adozione del decreto di cui al comma 1 si utilizzano i modelli dei dati ed i dizionari terminologici approvati con decreti ministeriali in data 30 maggio 2001, pubblicati, rispettivamente, nel supplemento ordinario n. 196 alla Gazzetta Ufficiale n. 168 del 21 luglio 2001, e nella Gazzetta Ufficiale n. 151 del 2 luglio 2001. 3. Sono soppresse le liste di collocamento ordinarie e speciali, ad eccezione di quelle previste dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 1963, n. 2053, dall'articolo 6 della legge 23 luglio 1991, n. 223, dall'articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68. 4. Con regolamento emanato su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e' disciplinato il collocamento della gente di mare, prevedendo, in applicazione dei principi stabiliti in materia dal presente decreto, il superamento dell'attuale sistema di collocamento obbligatorio.))
                               Art. 2.
                       Stato di disoccupazione

  ((1. La condizione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), dev'essere comprovata dalla presentazione dell'interessato presso il servizio competente nel cui ambito territoriale si trovi il domicilio del medesimo, accompagnata da una dichiarazione, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti l'eventuale attivita' lavorativa precedentemente svolta, nonche' l'immediata disponibilita' allo svolgimento di attivita' lavorativa. ))
  2.   In  sede  di  prima  applicazione  del  presente  decreto  gli
interessati  all'accertamento della condizione di cui all'articolo 1,
comma  2,  lettera  f),  sono tenuti a presentarsi presso il servizio
competente  per  territorio  entro  centottanta  giorni dalla data di
entrata in vigore del medesimo e a rendere la dichiarazione di cui al
comma 1.
  ((3. Le Regioni definiscono gli indirizzi operativi per l'accertamento e la verifica dello stato di disoccupazione da parte dei servizi competenti. 4. La verifica dell'effettiva permanenza nello stato di disoccupazione e' effettuata dai servizi competenti con le seguenti modalita': a) sulla base delle comunicazioni di cui all'articolo 4-bis o di altre informazioni fornite dagli organi di vigilanza; b) in relazione al rispetto delle misure concordate con il disoccupato.))
  5.   Nei   rapporti   con  la  pubblica  amministrazione  e  con  i
concessionari   e   i  gestori  di  pubblici  servizi,  lo  stato  di
disoccupazione  e'  comprovato  con  dichiarazioni, anche contestuali
all'istanza,  sottoscritte dall'interessato. In tali casi, nonche' in
quelli  di  cui  al  comma  1, si applica il ((decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.))
  6.  La  durata  dello  stato  di  disoccupazione si calcola in mesi
commerciali.  I periodi ((fino)) a giorni quindici, all'interno di un
unico  mese,  non  si  computano, mentre i periodi superiori a giorni
quindici si computano come un mese intero.
  7. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
                               Art. 3.
     (( (Indirizzi generali ai servizi competenti ai fini della prevenzione della disoccupazione di lunga durata) ))

  ((1. Le Regioni definiscono gli obiettivi e gli indirizzi operativi delle azioni che i servizi competenti, di cui all'articolo 1, comma 2, lettera g), effettuano al fine di favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e contrastare la disoccupazione di lunga durata, sottoponendo i soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, ad interviste periodiche e ad altre misure di politica attiva secondo le modalita' definite ed offrendo almeno i seguenti interventi: a) colloquio di orientamento entro tre mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione; b) proposta di adesione ad iniziative di inserimento lavorativo o di formazione o di riqualificazione professionale od altra misura che favorisca l'integrazione professionale: 1) nei confronti degli adolescenti, dei giovani e delle donne in cerca di reinserimento lavorativo, non oltre quattro mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione; 2) nei confronti degli altri soggetti a rischio di disoccupazione di lunga durata, non oltre sei mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione.))
                               Art. 4.
            (( (Perdita dello stato di disoccupazione) ))

  ((1. Le Regioni stabiliscono i criteri per l'adozione da parte dei servizi competenti di procedure uniformi in materia di accertamento dello stato di disoccupazione sulla base dei seguenti principi: a) conservazione dello stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attivita' lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione. Tale soglia di reddito non si applica ai soggetti di cui all'articolo 8, commi 2 e 3, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468; b) perdita dello stato di disoccupazione in caso di mancata presentazione senza giustificato motivo alla convocazione del servizio competente nell'ambito delle misure di prevenzione di cui all'articolo 3; c) perdita dello stato di disoccupazione in caso di rifiuto senza giustificato motivo di una congrua offerta di lavoro a tempo pieno ed indeterminato o determinato o di lavoro temporaneo ai sensi della legge 24 giugno 1997, n. 196, con durata del contratto a termine o, rispettivamente, della missione, in entrambi i casi superiore almeno a otto mesi, ovvero a quattro mesi se si tratta di giovani, nell'ambito dei bacini, distanza dal domicilio e tempi di trasporto con mezzi pubblici, stabiliti dalle Regioni; d) sospensione dello stato di disoccupazione in caso di accettazione di un'offerta di lavoro a tempo determinato o di lavoro temporaneo di durata inferiore a otto mesi, ovvero di quattro mesi se si tratta di giovani.))
                             Art. 4-bis
          Modalita' di assunzione e adempimenti successivi

  1.  I  datori  di  lavoro  privati  e  gli enti pubblici economici,
procedono  all'assunzione diretta di tutti i lavoratori per qualsiasi
tipologia  di  rapporto  di  lavoro,  salvo  l'obbligo  di assunzione
mediante  concorso  eventualmente  previsto  dagli statuti degli enti
pubblici  economici.  Restano ferme le disposizioni speciali previste
per  l'assunzione  di  lavoratori  non  comunitari  di cui al decreto
legislativo  25 luglio 1998, n. 286, quelle previste per l'assunzione
di lavoratori italiani da impiegare o trasferire all'estero di cui al
decreto-legge  31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  3  ottobre  1987, n. 398, nonche' quelle previste dalla
legge 12 marzo 1999, n. 68.
  2.  ((All'atto dell'instaurazione del rapporto di lavoro)), prima
dell'inizio della attivita' di lavoro, i datori di lavoro (( . . . ))
privati,  sono  tenuti  a  consegnare  ai  lavoratori una copia della
comunicazione   di  instaurazione  del  rapporto  di  lavoro  di  cui
all'articolo  9-bis  comma  2,  del decreto-legge 1° ottobre 1996, n.
510,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n.
608,  e  successive  modificazioni, adempiendo in tal modo anche alla
comunicazione  di  cui al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152.
L'obbligo  si  intende  assolto  nel  caso in cui il datore di lavoro
consegni al lavoratore, prima dell'inizio della attivita' lavorativa,
copia del contratto individuale di lavoro che contenga anche tutte le
informazioni previste dal decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152.
((Il datore di lavoro pubblico puo' assolvere all'obbligo di informazione di cui al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, con la consegna al lavoratore, entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di assunzione, della copia della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro ovvero con la consegna della copia del contratto individuale di lavoro. Tale obbligo non sussiste per il personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165)).
  3.  Fermo  restando  quanto  previsto  dai  commi 1 e 2, le Regioni
possono  prevedere  che  una  quota  delle  assunzioni effettuate dai
datori  di  lavoro  privati  e  dagli  enti  pubblici  economici  sia
riservata   a  particolari  categorie  di  lavoratori  a  rischio  di
esclusione sociale.
  4.  Le  imprese  fornitrici  di  lavoro  temporaneo  sono  tenute a
comunicare,  entro  il  giorno venti del mese successivo alla data di
assunzione,  al  servizio  competente  nel cui ambito territoriale e'
ubicata  la  loro  sede  operativa,  l'assunzione,  la  proroga  e la
cessazione  dei  lavoratori  temporanei  assunti  nel  corso del mese
precedente. (2)
  5.  ((I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici)),
per   quanto   di   competenza,   sono   tenuti,  anche  in  caso  di
trasformazione  da  rapporto  di  tirocinio  e  di  altra  esperienza
professionale  a  rapporto di lavoro subordinato, a comunicare, entro
cinque  giorni, al servizio competente nel cui ambito territoriale e'
ubicata  la  sede  di  lavoro  le seguenti variazioni del rapporto di
lavoro:
    a) proroga del termine inizialmente fissato;
    b) trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato;
    c) trasformazione da tempo parziale a tempo pieno;
    d)  trasformazione  da  contratto  di apprendistato a contratto a
tempo indeterminato;
    e) trasformazione da contratto di formazione e lavoro a contratto
a tempo indeterminato. (2)
    e-bis) trasferimento del lavoratore;
    e-ter) distacco del lavoratore;
   e-quater) modifica della ragione sociale del datore di lavoro;
    e-quinquies) trasferimento d'azienda o di ramo di essa.
  6.  Le  comunicazioni  di  assunzione, cessazione, trasformazione e
proroga  dei rapporti di lavoro autonomo, subordinato, associato, dei
tirocini   e   di  altre  esperienze  professionali,  previste  dalla
normativa  vigente,  inviate  al  Servizio  competente nel cui ambito
territoriale  e'  ubicata  la  sede di lavoro, con i moduli di cui al
comma  7,  sono  valide  ai  fini dell'assolvimento degli obblighi di
comunicazione  nei  confronti delle direzioni regionali e provinciali
del   lavoro,   dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale,
dell'Istituto  nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul
lavoro,  o  di  altre  forme  previdenziali  sostitutive o esclusive,
nonche'  nei  confronti  della  Prefettura - Ufficio territoriale del
Governo e delle province, ai fini delle assunzioni Obbligatorie.
  6-bis.  All'articolo  7, comma 1, del testo unico di cui al decreto
legislativo  25  luglio  1998,  n.  286,  le parole: "o lo assume per
qualsiasi causa alle proprie dipendenze" sono soppresse.
  6-ter.  Per  le comunicazioni di cui al presente articolo, i datori
di lavoro pubblici e privati devono avvalersi dei servizi informatici
resi  disponibili dai servizi competenti presso i quali e' ubicata la
sede  di  lavoro.  Il  decreto  di cui al comma 7 disciplina anche le
modalita'  e  i tempi di applicazione di quanto previsto dal presente
comma.
  7.  Al fine di assicurare l'unitarieta' e l'omogeneita' del sistema
informativo  lavoro,  i  moduli per le comunicazioni obbligatorie dei
datori  di  lavoro  e  delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo,
nonche'  le modalita' di trasferimento dei dati ai soggetti di cui al
comma 6 da parte dei servizi competenti sono definiti con decreto del
Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro   per   l'innovazione  e  le  tecnologie,  d'intesa  con  la
Conferenza Unificata. (2)
  8. I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici possono
adempiere agli obblighi di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo e
di  cui  al  comma  2 dell'articolo 9-bis del decreto-legge 1 ottobre
1996,  n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre
1996,  n.  608,  e del comma 1 dell'articolo 21 della legge 29 aprile
1949, n. 264, per il tramite dei soggetti di cui all'articolo 1 della
legge  11 gennaio 1979, n. 12, e degli altri soggetti abilitati dalle
vigenti  disposizioni  alla  gestione  ed  alla  amministrazione  del
personale  dipendente del settore agricolo, ovvero delle associazioni
sindacali   dei  datori  di  lavoro  alle  quali  essi  aderiscono  o
conferiscono  mandato. I datori di lavoro privati e gli enti pubblici
economici,  con  riferimento  all'assolvimento dei predetti obblighi,
possono  avvalersi della facolta' di cui all'articolo 5, primo comma,
della  legge  11  gennaio  1979,  n.  12,  anche  nei confronti delle
medesime  associazioni  sindacali  che  provvedono  alla  tenuta  dei
documenti con personale in possesso dei requisiti di cui all'articolo
1, primo comma, della citata legge n. 12 del 1979.

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AGGIORNAMENTO (2)
  Il  D.Lgs.  10  settembre  2003, n. 276 ha disposto (con l'art. 19,
comma  4)  che  "la  violazione  degli obblighi di cui al comma 4 del
presente   articolo,   e'   punita  con  la  sanzione  amministrativa
pecuniaria da 50 a 250 euro per ogni lavoratore interessato".
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art. 19, comma 3) che "la violazione
degli obblighi di cui ai commi 5 e 7 del presente articolo, e' punita
con  la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ogni
lavoratore interessato".
                               Art. 5.
                  Disposizioni transitorie e finali

  1. In attesa della (( . . . )) riforma degli ammortizzatori sociali
e  degli  incentivi all'occupazione continuano a trovare applicazione
le  disposizioni vigenti in tema di trattamenti previdenziali in caso
di  disoccupazione,  ivi  compresa  la  disciplina dell'indennita' di
mobilita', di cui all'articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223.
  2.  In  sede  di  attuazione  della  delega  di cui al comma 1 sono
individuati  criteri  e  modalita' di raccordo tra l'attivita' svolta
dai  servizi  competenti ai sensi del presente decreto e quella delle
strutture private autorizzate all'attivita' di mediazione tra domanda
e offerta di lavoro ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo
23 dicembre 1997, n. 469.
  (( 2-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 4-bis, commi 4, 5, 6, si applicano a decorrere dalla data stabilita dal decreto di cui al comma 7 del medesimo articolo 4-bis. A decorrere dalla medesima data il comma 2 dell'articolo 14 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, e' soppresso. ))

    Il  presente  decreto,  munito  del  sigillo  dello  Stato, sara'
inserito   nella   Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
    Dato a Roma, addi' 21 aprile 2000
                               CIAMPI
                              D'Alema,  Presidente  del Consiglio dei
                              Ministri
                              Salvi,  Ministro  del  lavoro  e  della
                              previdenza sociale
                              Amato,   Ministro   del   tesoro,   del
                              bilancio    e    della   programmazione
                              economica
Visto, il Guardasigilli: Fassino
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