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DECRETO LEGISLATIVO 23 dicembre 1997, n. 469

Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell'articolo 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

Capo I
Conferimento di funzioni
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Vista  la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
il  conferimento  di  funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per   la   riforma   della   pubblica   amministrazione   e   per  la
semplificazione amministrativa;
  Vista  la  legge 15 maggio 1997, n. 127, recante misure urgenti per
lo  snellimento  dell'attivita'  amministrativa e dei procedimenti di
decisione e di controllo;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 1 ottobre 1997;
  Acquisito  il  parere  delle competenti commissioni parlamentari ai
sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59;
  Acquisito  il  parere della Conferenza unificata istituita ai sensi
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 19 dicembre 1997;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro  del  lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri per la funzione pubblica e gli affari regionali e del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica;
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:
                               Art. 1.
                            O g g e t t o
  1.  Il  presente  decreto disciplina ai sensi dell'articolo 1 della
legge  15  marzo  1997,  n. 59, come modificata dalla legge 15 maggio
1997,  n.  127, il conferimento alle regioni e agli enti locali delle
funzioni  e  compiti relativi al collocamento e alle politiche attive
del lavoro, nell'ambito di un ruolo generale di indirizzo, promozione
e coordinamento dello Stato.
  2.   Resta   salva  l'ulteriore  attuazione  della  delega  di  cui
all'articolo  1,  comma  1,  della  citata  legge  n.  59  del  1997,
relativamente  alle  materie di competenza del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale non interessate dal presente decreto.
  3.  In  riferimento  alle  materie di cui al comma 1, costituiscono
funzioni  e  compiti dello Stato ai sensi degli articoli 1, commi 3 e
4, e 3, comma 1, lettera a), della citata legge n. 59 del 1997:
  a)  vigilanza  in  materia  di  lavoro,  dei  flussi di entrata dei
lavoratori  non appartenenti all'Unione europea, nonche' procedimenti
di autorizzazione per attivita' lavorativa all'estero;
  b)   conciliazione  delle  controversie  di  lavoro  individuali  e
plurime;
  c)   risoluzione   delle   controversie   collettive  di  rilevanza
pluriregionale;
  d)  conduzione  coordinata  ed  integrata  del  Sistema informativo
lavoro secondo quanto previsto dall'articolo 11;
  e)  raccordo  con  gli organismi internazionali e coordinamento dei
rapporti con l'Unione europea.
          Avvertenza:
            Il  testo  delle  note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi   dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con decreto D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al
          solo  fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di
          legge alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
                               Art. 2.
                    Funzioni e compiti conferiti
  1. Sono conferiti alle regioni le funzioni ed i compiti relativi al
collocamento e in particolare:
    a) collocamento ordinario;
    b) collocamento agricolo;
  c)  collocamento  dello  spettacolo  sulla  base  di un'unica lista
nazionale;
    d) collocamento obbligatorio;
  f) collocamento dei lavoratori non appartenenti all'Unione europea;
    g) collocamento dei lavoratori a domicilio;
    h) collocamento dei lavoratori domestici;
  i)  avviamento  a  selezione  negli  enti pubblici e nella pubblica
amministrazione,    ad    eccezione    di   quello   riguardante   le
amministrazioni centrali dello Stato e gli uffici centrali degli enti
pubblici;
  l) preselezione ed incontro tra domanda ed offerta di lavoro;
  m)  iniziative volte ad incrementare l'occupazione e ad incentivare
l'incontro  tra  domanda  e  offerta  di lavoro anche con riferimento
all'occupazione femminile.
  2.  Sono conferiti alle regioni le funzioni ed i compiti in materia
di politica attiva del lavoro e in particolare:
  a)   programmazione   e   coordinamento   di  iniziative  volte  ad
incrementare  l'occupazione e ad incentivare l'incontro tra domanda e
offerta di lavoro anche con riferimento all'occupazione femminile;
  b)   collaborazione   alla   elaborazione   di   progetti  relativi
all'occupazione di soggetti tossicodipendenti ed ex detenuti;
  c)  programmazione  e  coordinamento di iniziative volte a favorire
l'occupazione   degli   iscritti   alle  liste  di  collocamento  con
particolare  riferimento  ai  soggetti  destinatari di riserva di cui
all'articolo 25 della legge 23 luglio 1991, n. 223;
  d)  programmazione  e coordinamento delle iniziative finalizzate al
reimpiego   dei  lavoratori  posti  in  mobilita'  e  all'inserimento
lavorativo di categorie svantaggiate;
  e) indirizzo, programmazione e verifica dei tirocini formativi e di
orientamento e borse di lavoro;
  f)  indirizzo,  programmazione  e  verifica  dei lavori socialmente
utili ai sensi delle normative in materia;
  g)  compilazione  e  tenuta della lista di mobilita' dei lavoratori
previa analisi tecnica.
  3.  Al  fine  di  garantire  l'omogeneita'  delle  procedure  e dei
relativi  provvedimenti,  l'esercizio delle funzioni e dei compiti di
cui   al   comma   2  del  presente  articolo  che  investono  ambiti
territoriali  pluriregionali  e' svolto d'intesa fra tutte le regioni
interessate.
  4.  Il  conferimento  di  cui  ai commi 1 e 2 comporta quello delle
funzioni e dei compiti connessi e strumentali all'esercizio di quelli
conferiti.
                               Art. 3.
           Attivita' in materia di eccedenze di personale
                      temporanee e strutturali
  1.  Ai  sensi  dell'articolo 1, comma 3, lettera o), della legge 15
marzo 1997, n. 59, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale
esercita  le  funzioni  ed  i  compiti  relativi  alle  eccedenze  di
personale temporanee e strutturali.
  2.  In attesa di un'organica revisione degli ammortizzatori sociali
ed al fine di armonizzare gli obiettivi di politica attiva del lavoro
rispetto  ai  processi  gestionali  delle  eccedenze, nel rispetto di
quanto  previsto  dall'articolo  3, comma 1, lettera c), della citata
legge  n.  59 del 1997, presso le regioni e' svolto l'esame congiunto
previsto  nelle  procedure  relative  agli interventi di integrazione
salariale  straordinaria  nonche' quello previsto nelle procedure per
la  dichiarazione  di  mobilita' del personale. Le regioni promuovono
altresi'   gli  accordi  e  i  contratti  collettivi  finalizzati  ai
contratti di solidarieta'.
  3.  Nell'ambito  delle  procedure  di  competenza del Ministero del
lavoro  e  della  previdenza  sociale  di  cui al comma 2, le regioni
esprimono motivato parere.
                               Art. 4.
                    Criteri per l'organizzazione
                 del sistema regionale per l'impiego

  1.  L'organizzazione  amministrativa  e  le  modalita' di esercizio
delle  funzioni e dei compiti conferiti ai sensi del presente decreto
sono  disciplinati,  anche al fine di assicurare l'integrazione tra i
servizi  per l'impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche
formative,  con legge regionale da emanarsi entro sei mesi dalla data
di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  secondo  i seguenti
principi e criteri direttivi:
    a)  ai sensi dell'articolo 4, comma 3, lettere f), g) e h), della
legge 15 marzo 1997, n. 59, attribuzione alle province delle funzioni
e  dei  compiti  di  cui  all'articolo  2,  comma  1,  ai  fini della
realizzazione dell'integrazione di cui al comma 1;
    b)   costituzione   di   una   commissione  regionale  permanente
tripartita   quale  sede  concertativa  di  progettazione,  proposta,
valutazione  e  verifica  rispetto  alle  linee programmatiche e alle
politiche del lavoro di competenza regionale; la composizione di tale
organo  collegiale  deve  prevedere  la  presenza  del rappresentante
regionale  competente per materia di cui alla lettera c), delle parti
sociali  sulla  base  della  rappresentativita' determinata secondo i
criteri previsti dall'ordinamento, rispettando la pariteticita' delle
posizioni  delle parti sociali stesse, nonche' quella del consigliere
di  parita'  nominato  ai  sensi  della legge 10 aprile 1991, n. 125;
((6))
    c)  costituzione  di  un  organismo  istituzionale  finalizzato a
rendere  effettiva,  sul  territorio,  l'integrazione  tra  i servizi
all'impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative,
composto   da   rappresentanti  istituzionali  della  regione,  delle
province e degli altri enti locali; ((6))
    d)   affidamento   delle   funzioni   di   assistenza  tecnica  e
monitoraggio  nelle  materie  di  cui  all'articolo  2,  comma  2, ad
apposita  struttura  regionale  dotata di personalita' giuridica, con
autonomia  patrimoniale  e contabile avente il compito di collaborare
al  raggiungimento  dell'integrazione  di cui al comma 1 nel rispetto
delle  attribuzioni  di  cui  alle  lettere  a)  e b). Tale struttura
garantisce  il  collegamento con il sistema informativo del lavoro di
cui all'articolo 11; ((6))
    e)  gestione  ed  erogazione  da parte delle province dei servizi
connessi  alle funzioni e ai compiti attribuiti ai sensi del comma 1,
lettera a), tramite strutture denominate "centri per l'impiego";
    f) distribuzione territoriale dei centri per l'impiego sulla base
di  bacini  provinciali  con utenza non inferiore a 100.000 abitanti,
fatte salve motivate esigenze socio geografiche;
    g)  possibilita'  di attribuzione alle province della gestione ed
erogazione  dei  servizi,  anche  tramite  i  centri  per  l'impiego,
connessi  alle  funzioni  e  compiti  conferiti alla regione ai sensi
dell'articolo 2, comma 2;
    h)  possibilita'  di  attribuzione  all'ente  di  cui al comma 1,
lettera  d),  funzioni  ed  attivita'  ulteriori  rispetto  a  quelle
conferite  ai  sensi  del  presente  decreto,  anche  prevedendo  che
l'erogazione  di  tali  ulteriori  servizi sia a titolo oneroso per i
privati che ne facciano richiesta.
  2.  Le  province individuano adeguati strumenti di raccordo con gli
altri  enti  locali,  prevedendo  la partecipazione degli stessi alla
individuazione  degli  obiettivi  e  all'organizzazione  dei  servizi
connessi  alle  funzioni e ai compiti di cui all'articolo 2, comma 1.
L'articolo  3,  comma  1,  della  legge  28  febbraio 1987, n. 56, si
applica anche ai Centri per l'impiego istituiti dalle amministrazioni
provinciali.
  3.  I  servizi  per  l'impiego  di  cui  al  comma  1 devono essere
organizzati entro il 31 dicembre 1998.

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AGGIORNAMENTO (6)
  La  Corte  Costituzionale, con sentenza 19-23 marzo 2001, n. 74 (in
G.U.  1a  s.s.  28/3/2001,  n.  13)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  del  comma  1,  lettere  b),  c)  e  d), del presente
articolo.
Capo II
Servizi regionali per l'impiego
                               Art. 5.
                 Commissione regionale per l'impiego
  1.  La commissione regionale per l'impiego e' soppressa con effetto
dalla  data  di costituzione della commissione di cui all'articolo 4,
lettera b). Salvo diversa determinazione della legge regionale di cui
all'articolo  4,  comma  1,  le  relative  funzioni e competenze sono
trasferite  alla commissione regionale di cui al medesimo articolo 4,
lettera b).
                               Art. 6.
                  Soppressione di organi collegiali
  1.  La provincia, entro i sei mesi successivi dalla data di entrata
in  vigore  della  legge  regionale  di  cui all'articolo 4, comma 1,
istituisce   un'unica   commissione  a  livello  provinciale  per  le
politiche   del   lavoro,   quale  organo  tripartito  permanente  di
concertazione  e  di  consultazione  delle parti sociali in relazione
alle  attivita'  e  alle  funzioni attribuite alla provincia ai sensi
dell'articolo  4,  comma  1,  lettera  a),  nonche' in relazione alle
attivita'  e  funzioni  gia' di competenza degli organi collegiali di
cui  al  comma  2 del presente articolo secondo i seguenti principi e
criteri:
  a) la composizione della commissione deve essere tale da permettere
la pariteticita' delle posizioni delle parti sociali;
  b)  presidenza della commissione al presidente dell'amministrazione
provinciale;
    c) inserimento del consigliere di parita';
  d)  possibilita' di costituzione di sottocomitati, nel rispetto dei
criteri di cui alla lettera a), anche a carattere tematico.
  2.  Con effetto dalla costituzione della commissione provinciale di
cui  al  comma  1,  i  seguenti organi collegiali sono soppressi e le
relative funzioni e competenze sono trasferite alla provincia:
    a) commissione provinciale per l'impiego;
    b) commissione circoscrizionale per l'impiego;
    c) commissione regionale per il lavoro a domicilio;
    d) commissione provinciale per il lavoro a domicilio;
    e) commissione comunale per il lavoro a domicilio;
    f) commissione provinciale per il lavoro domestico;
    g) commissione provinciale per la manodopera agricola;
  h) commissione circoscrizionale per la manodopera agricola;
  i) commissione provinciale per il collocamento obbligatorio.
  3.  La  provincia, nell'attribuire le funzioni e le competenze gia'
svolte  dalla  commissione  di cui al comma 2, lettera i), garantisce
all'interno  del  competente organismo, la presenza di rappresentanti
designati   dalle   categorie   interessate,  di  rappresentanti  dei
lavoratori  e  dei  datori di lavoro, designati rispettivamente dalle
organizzazioni  sindacali (( comparativamente piu' rappresentative ))
e  di un ispettore medico del lavoro. ((Nell'ambito di tale organismo e' previsto un comitato tecnico composto da funzionari ed esperti del settore sociale e medico-legale e degli organismi individuati dalle regioni ai sensi dell'articolo 4 del presente decreto, con particolare riferimento alla materia delle inabilita', con compiti relativi alla valutazione delle residue capacita' lavorative, alla definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all'inserimento e alla predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di inabilita'. Agli oneri per il funzionamento del comitato tecnico si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa per il funzionamento della commissione di cui al comma 1)).
                              Capo III
                 Trasferimento risorse alle regioni
                        e soppressione uffici
                               Art. 7.
                              Personale
  1.  Con  decreti  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, da
adottarsi ai sensi dell'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 15 marzo
1997,  n. 59, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
del   presente   decreto,  si  provvede,  sentite  le  organizzazioni
sindacali  maggiormente  rappresentative,  alla individuazione in via
generale dei beni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali da
trasferire,  ivi  compresa la cessione dei contratti ancora in corso,
nonche' delle modalita' e procedure di trasferimento; la ripartizione
del  personale  effettivo  appartenente  ai  ruoli  del Ministero del
lavoro  e  della  previdenza  sociale - Settore politiche del lavoro,
quale risultante al 30 giugno 1997, nonche' del personale in servizio
alla  medesima  data  presso  le  agenzie  per  l'impiego e' disposta
secondo i seguenti criteri:
  a)  trasferimento  alle  regioni  di tutto il personale in servizio
presso  le  agenzie  per  l'impiego  assunto con contratto di diritto
privato, fino alla scadenza del relativo contratto di lavoro;
  b)  trasferimento del personale appartenente ai ruoli del Ministero
del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  in  servizio  presso  le
direzioni  regionali e provinciali del lavoro - Settore politiche del
lavoro  e  presso  le sezioni circoscrizionali per l'impiego e per il
collocamento in agricoltura nella misura del 70 per cento.
  2.  Tenuto  conto  delle  esigenze funzionali dei nuovi servizi, la
percentuale  di  personale  di cui al comma 1, lettera b), che rimane
nei  ruoli  del  Ministero  del  lavoro e della previdenza sociale e'
stabilita  nel  30  per  cento. A tale contingente si accede mediante
richiesta   degli   interessati   da  avanzare  entro  trenta  giorni
dall'emanazione   del   provvedimento   contenente   le   tabelle  di
equiparazione  tra  il  personale  statale  trasferito  e  quello  in
servizio presso le regioni e gli enti locali.
  3.  Le  percentuali  di  cui  ai  commi  1,  lettera  b), e 2, sono
calcolate  su  base  regionale  e possono subire una oscillazione non
superiore al 5 per cento, anche operando compensazioni territoriali.
  4.  Nel caso che le richieste di cui al comma 2 risultino superiori
o  inferiori  alla  percentuale  di  cui al comma 2, il Ministero del
lavoro  e  della  previdenza  sociale provvede a predisporre, entro i
trenta giorni successivi alla scadenza del termine di cui al medesimo
comma   2,  una  graduatoria  regionale,  rispettando  i  criteri  di
priorita'  stabiliti  nel  decreto di cui al comma 1, d'intesa con le
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
  5.  Al  personale  statale  trasferito  e'  comunque  garantito  il
mantenimento  della posizione retributiva gia' maturata. Il personale
medesimo   puo'   optare   per   il   mantenimento   del  trattamento
previdenziale previgente.
  6.   Con  successivi  decreti  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri,  da  adottarsi ai sensi dell'articolo 7, commi 1 e 2, della
citata  legge n. 59 del 1997 entro sessanta giorni dalla scadenza del
termine   previsto   dall'articolo   4,   comma  1,  si  provvede  al
trasferimento dei beni e delle risorse individuate ai sensi del comma
1,  in  considerazione  e  per  effetto dei provvedimenti adottati da
ciascuna regione ai sensi dell'articolo 4.
  7. I contratti in corso, ad eccezione di quelli riferiti ai sistemi
informativi  lavoro  di cui all'articolo 11, sono ceduti alle regioni
previo consenso di tutte le parti contraenti.
  ((8.Le risorse finanziarie occorrenti per l'attuazione del presente decreto legislativo, valutate nel limite massimo delle spese effettivamente sostenute dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale nell'esercizio finanziario 1997 per le funzioni e compiti conferiti, sono trasferite alle regioni, limitatamente all'anno 1999, dal predetto Ministero per il tramite dei propri funzionari delegati, utilizzando gli stanziamenti iscritti nelle pertinenti unita' previsionali di base dello stato di previsione dello stesso Ministero ed in relazione ai mesi di effettivo esercizio delle funzioni. A decorrere dall'anno 2000 le risorse da trasferire, come sopra determinate, sono iscritte in apposito fondo da istituire nello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, previa riduzione dei relativi stanziamenti di competenza delle unita' previsionali di base dello stato di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.))
  ((8-bis. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica provvede con propri decreti alle ricorrenti variazioni di bilancio)).
Capo III
Trasferimento risorse alle regioni
e soppressione uffici
                               Art. 8.
                   Soppressione uffici periferici
  1.  A decorrere dalla data di costituzione dei centri per l'impiego
di  cui all'articolo 4, e comunque ((entro il 31 dicembre 1999 ovvero la diversa data di entrata in vigore dei singoli provvedimenti di trasferimento di cui all'art. 7 sempre all'interno di detto termine finale;))  sono  soppressi  le  strutture e gli uffici periferici del
Ministero  del  avoro  e  della  previdenza  sociale  i cui compiti e
funzioni  siano  stati  conferiti  ai  sensi del presente decreto; in
particolare  sono  soppressi i recapiti e le sezioni circoscrizionali
per l'impiego e per il collocamento in agricoltura.
                               Art. 9.
                     Regioni a statuto speciale
  1.  Per  le  regioni  a  statuto speciale e le province autonome di
Trento  e  di  Bolzano  il  conferimento  del  funzioni,  nonche'  il
trasferimento dei relativi beni e risorse, sono disposti nel rispetto
degli statuti e attraverso apposite norme di attuazione.
                               Capo IV
                 Attivita' di mediazione tra domanda
          e offerta di lavoro - Sistema informativo lavoro

                               Art. 10
                       Attivita' di mediazione

  1.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 1, lettera g), della legge 15
marzo  1997,  n.  59,  il  presente  articolo  definisce le modalita'
necessarie  per  l'autorizzazione  a svolgere attivita' di mediazione
tra  domanda  e offerta di lavoro a idonee strutture organizzative (( nonche' le modalita' di accreditamento dell'attivita' di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale)).
  ((1-bis. Per mediazione tra domanda ed offerta di lavoro si intende l'attivita', anche estesa all'inserimento lavorativo dei disabili e delle fasce svantaggiate, di: raccolta di curricula dei potenziali lavoratori, preselezione e costituzione di relativa banca dati; orientamento professionale dei lavoratori; ricerca e selezione dei lavoratori; promozione e gestione dell'incontro tra domanda ed offerta di lavoro anche nella ricollocazione professionale; effettuazione, su richiesta dell'azienda, di tutte le comunicazioni conseguenti alle assunzioni avvenute a seguito dell'iniziativa della stessa societa' di mediazione; gestione di attivita' dei servizi all'impiego a seguito di convenzioni con le pubbliche istituzioni preposte, per il cui svolgimento il possesso dell'autorizzazione alla mediazione costituisce criterio preferenziale. 1-ter. Per ricerca e selezione del personale si intende l'attivita' effettuata su specifico ed esclusivo incarico di consulenza ottenuto dal datore di lavoro cliente, consistente nel ricercare, selezionare e valutare i candidati sulla base del profilo professionale e con le modalita' concordate con il datore di lavoro cliente, approntando i mezzi ed i supporti idonei allo scopo. 1-quater. Per supporto alla ricollocazione professionale si intende l'attivita' effettuata su specifico ed esclusivo incarico del datore di lavoro cliente, ovvero in base ad accordi sindacali da soggetti surroganti il datore di lavoro, al fine di facilitare la rioccupazione nel mercato di prestatori di lavoro, singoli o collettivi, attraverso la preparazione, l'accompagnamento della persona e l'affiancamento della stessa nell'inserimento della nuova attivita'. ))
  2.  L'attivita' di mediazione tra domanda ed offerta di lavoro puo'
essere svolta, previa autorizzazione del Ministero del lavoro e della
previdenza  sociale,  da  imprese o gruppi di imprese, anche societa'
cooperative  con capitale versato non inferiore a 200 milioni di lire
nonche'  da  enti  non commerciali con patrimonio non inferiore a 200
milioni.  (( Fermo restando forme societarie anche non di capitali, per lo svolgimento di attivita' di ricerca e selezione nonche' di supporto alla ricollocazione professionale, il limite di capitale versato ammonta a lire 50 milioni. ))
  3. I soggetti di cui al comma 2 debbono avere quale oggetto sociale
esclusivo  l'attivita'  di mediazione tra domanda e offerta di lavoro
(( , ovvero l'attivita' di ricerca e selezione ovvero di supporto alla ricollocazione professionale, ciascuna attraverso la specifica procedura di cui al comma 4)).
  ((4. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale rilascia, entro novanta giorni dalla richiesta e previo accertamento della sussistenza dei requisiti di cui ai commi 2 e 7, l'autorizzazione all'esercizio dell'attivita' di mediazione nonche' l'accreditamento per le attivita' di ricerca e selezione e di supporto alla ricollocazione professionale, provvedendo contestualmente all'iscrizione delle societa' nei rispettivi elenchi. ))
  5. Le domande di autorizzazione (( ovvero di accreditamento )) e di
rinnovo  sono  presentate  al Ministero del lavoro e della previdenza
sociale  che  le  trasmette  entro (( quindici )) giorni alle regioni
territorialmente competenti per acquisirne un motivato parere entro i
(( quindici ))   giorni  successivi  alla  trasmissione.  Decorso
inutilmente  tale termine, il Ministero del lavoro e della previdenza
sociale,  ove  ne ricorrano i presupposti, puo' comunque procedere al
rilascio   dell'autorizzazione   o   al   suo   rinnovo   (( ovvero dell'accreditamento )).
  6.  Ai  fini dell'autorizzazione (( ovvero dell'accreditamento )) i
soggetti interessati si impegnano a:
a) (( con riferimento alle societa' di mediazione, )) fornire al
   servizio  pubblico, mediante collegamento in rete, i dati relativi
   alla domanda e all'offerta di lavoro che sono a loro disposizione;
b) comunicare  all'autorita'  concedente  gli  spostamenti  di  sede,
   l'apertura   delle  filiali  o  succursali,  la  cessazione  delle
   attivita';
c) (( con riferimento alle societa' di mediazione, ))  fornire
   all'autorita'   concedente   tutte   le   informazioni  da  questa
   richiesta.
  7. I soggetti di cui al comma 2 devono:
a) disporre  di  uffici  idonei  nonche'  di operatori con competenze
   professionali  idonee allo svolgimento dell'attivita' di selezione
   di  manodopera;  l'idoneita'  delle  competenze  professionali  e'
   comprovata   da  esperienze  lavorative  relative,  anche  in  via
   alternativa, alla gestione, all'orientamento alla selezione e alla
   formazione  del personale almeno biennale (( , ovvero da titoli di studio adeguati ));
b) avere  amministratori,  direttori  generali,  dirigenti  muniti di
   rappresentanza  e  soci  accomandatari,  in  possesso di titoli di
   studio  adeguati  ovvero  di comprovata esperienza nel campo della
   gestione,  selezione  e  formazione  del personale della durata di
   almeno tre anni. Tali soggetti non devono aver riportato condanne,
   anche  non definitive, ivi comprese le sanzioni sostitutive di cui
   alla  legge  24  novembre  1981,  n.  689,  per  delitti contro il
   patrimonio,   per   delitti  contro  la  fede  pubblica  o  contro
   l'economia pubblica, per il delitto previsto dall'articolo 416-bis
   del  codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge
   commini  la  pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre
   anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla
   prevenzione  degli  infortuni  sul lavoro o di previdenza sociale,
   ovvero   non   devono  essere  stati  sottoposti  alle  misure  di
   prevenzione  disposte  ai  sensi  della legge 27 dicembre 1956, n.
   1423,  o  della  legge  31  maggio  1965, n. 575, o della legge 13
   settembre   1982,   n.   646,   e   successive   modificazioni  ed
   integrazioni.
  8. Ai sensi delle disposizioni di cui alle leggi 20 maggio 1970, n.
300,  9 dicembre 1977, n. 903, e 10 aprile 1991, n. 125, e successive
modificazioni ed integrazioni, nello svolgimento dell'attivita' di (( cui ai commi da 1 a 1-ter )) e' vietata ogni pratica discriminatoria
basata  sul  sesso,  sulle  condizioni  familiari, sulla razza, sulla
cittadinanza, sull'origine territoriale, sull'opinione o affiliazione
politica, religiosa o sindacale dei lavoratori.
  9.   La   raccolta,   la   memorizzazione  e  la  diffusione  delle
informazioni  avviene sulla base dei principi della legge 31 dicembre
1996, n. 675.
  10. Nei confronti dei prestatori di lavoro l'attivita' di (( cui ai commi da 1 a 1-ter )) deve essere esercitata a titolo gratuito.
  11.  Il  soggetto  che svolge l'attivita' di (( cui ai commi da 1 a 1-ter ))   indica   gli   estremi   dell'autorizzazione  (( ovvero dell'accreditamento ))  nella  propria corrispondenza ed in tutte le
comunicazioni  a  terzi,  anche  a  carattere pubblicitario e a mezzo
stampa.
  12.  Entro  centoventi  giorni  dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto,  il Ministro del lavoro e della previdenza sociale
determina, con decreto, i criteri e le modalita':
a) di controllo sul corretto esercizio dell'attivita';
b) di  revoca  dell'autorizzazione  (( ovvero dell'accreditamento )),
   anche  su  richiesta  delle  regioni,  in  caso  di  non  corretto
   andamento  dell'attivita' svolta, con particolare riferimento alle
   ipotesi di violazione delle disposizioni di cui ai commi 8 e 10;
c) di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6;
d) (( con riferimento alle societa' di mediazione, ))di accesso ai
   dati complessivi sulle domande ed offerte di lavoro.
  13. Nei confronti dei soggetti autorizzati (( ovvero accreditati ))
ai   sensi   del  presente  articolo,  non  trovano  applicazione  le
disposizioni  contenute  nella  legge  29  aprile  1949,  n.  264,  e
successive modificazioni ed integrazioni.
  14.  In  fase  di  prima  applicazione delle disposizioni di cui al
presente  articolo,  la  domanda  di autorizzazione di cui al comma 2
puo' essere presentata successivamente alla data di entrata in vigore
del decreto di cui al comma 12.
Capo IV
Attivita' di mediazione tra domanda
e offerta di lavoro - Sistema informativo lavoro
                              Art. 11.
                     Sistema informativo lavoro
  1.  Il  sistema  informativo  lavoro,  di  seguito  denominato SIL,
risponde  alle  finalita' ed ai criteri stabiliti dall'articolo 1 del
decreto  legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, e la sua organizzazione
e' improntata ai principi di cui alla legge 31 dicembre 1996, n. 675.
  2. Il SIL e' costituito dall'insieme delle strutture organizzative,
delle  risorse hardware, software e di rete relative alle funzioni ed
ai compiti, di cui agli articoli 1, 2 e 3.
  3.  Il  SIL,  quale  strumento  per  l'esercizio  delle funzioni di
indirizzo  politicoamministrativo,  ha  caratteristiche nazionalmente
unitarie  ed integrate e si avvale dei servizi di interoperabilita' e
delle  architetture  di  cooperazione  previste  dal progetto di rete
unitaria  della  pubblica  amministrazione. Il Ministero del lavoro e
della  previdenza  sociale,  le  regioni,  gli enti locali, nonche' i
soggetti  autorizzati alla mediazione tra domanda e offerta di lavoro
ai  sensi  dell'articolo  10,  hanno  l'obbligo  di  connessione e di
scambio  dei  dati  tramite  il  SIL, le cui modalita' sono stabilite
sentita l'Autorita' per l'informatica nella pubblica amministrazione.
  4.  Le  imprese  di  fornitura  di  lavoro temporaneo ed i soggetti
autorizzati  alla  mediazione  tra domanda e offerta di lavoro, hanno
facolta'  di  accedere alle banche dati e di avvalersi dei servizi di
rete offerti dal SIL stipulando apposita convenzione con il Ministero
del  lavoro  e  della  previdenza  sociale.  I  prezzi,  i cambi e le
tariffe,  applicabili  alle  diverse tipologie di servizi erogati dal
Ministero  del  lavoro  e  della previdenza sociale, sono determinati
annualmente, sentito il parere dell'Autorita' per l'informatica nella
pubblica amministrazione, con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza  sociale,  di  concerto  con  il  Ministro del tesoro, del
bilancio  e  della programmazione economica. I proventi realizzati ai
sensi  del presente comma sono versati all'entrata del bilancio dello
Stato  per essere assegnati, con decreto del Ministro del tesoro, del
bilancio   e  della  programmazione  economica,  ad  apposita  unita'
previsionale  dello  stato  di  previsione del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale.
  5.  Le  regioni  e  gli  enti locali possono stipulare convenzioni,
anche  a  titolo  oneroso,  con  i  soggetti  di  cui  al comma 4 per
l'accesso  alle  banche  dati  dei  sistemi  informativi  regionali e
locali.  In  caso  di  accesso  diretto  o  indiretto ai dati ed alle
informazioni  del  SIL,  le regioni e gli enti locali sottopongono al
parere preventivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale
unoschema  di  convenzione tipo. Il sistema informativo in materia di
occupazione e formazione professionale della camera di commercio e di
altre  enti  funzionali  e' collegato con il SIL secondo modalita' da
definire  mediante  convenzioni, anche a titolo oneroso, da stipulare
con gli organismi rappresentativi nazionali. Le medesime modalita' si
applicano  ai  collegamenti  tra  il SIL ed il registro delle imprese
delle  camere  di  commercio  secondo quanto previsto dal decreto del
Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581.
  6.  Le attivita' di progettazione, sviluppo e gestione del SIL sono
esercitate  dal  Ministero  del lavoro e della previdenza sociale nel
rispetto  di quanto stabilito dal decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281.
  7.  Sono  attribuite  alle  regioni le attivita' di conduzione e di
manutenzione   degli  impianti  tecnologici  delle  unita'  operative
regionali  e  locali. Fatte salve l'omogeneita', l'interconnessione e
la  fruibilita'  da parte del livello nazionale del SIL, le regioni e
gli  enti  locali  possono provvedere allo sviluppo autonomo di parti
del  sistema.  La gestione e l'implementazione del SIL da parte delle
regioni   e   degli   enti  locali  sono  disciplinate  con  apposita
convenzione tra i medesimi soggetti e il Ministero del lavoro e della
previdenza sociale, previo parere dell'organo tecnico di cui al comma
8.
  8. Al fine di preservare l'omogeneita' logica e tecnologica del SIL
ed  al contempo consentire l'autonomia organizzativa e gestionale dei
sistemi   informativi  regionali  e  locali  ad  esso  collegati,  e'
istituito,  nel  rispetto  di  quanto  previsto  dal  citato  decreto
legislativo  n.  281  del  1997,  un  organo  tecnico  con compiti di
raccordo  tra  il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le
regioni e le amministrazioni locali in materia di SIL.
  9.  Nel  rispetto  di  quanto  stabilito dal decreto legislativo 28
agosto  1997, n. 281, la composizione ed il funzionamento dell'organo
tecnico di cui al comma 8 sono stabiliti con decreto del Ministro del
lavoro  e  della  previdenza sociale, di concerto con il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
  10. Le delibere dell'organo tecnico sono rese esecutive con decreto
del  Ministro  del  lavoro e della previdenza sociale ed hanno natura
obbligatoria e vincolante nei confronti dei destinatari.
                              Art. 12.
                          Entrata in vigore
  1.  Il  presente  decreto  entra  in  vigore il giorno successivo a
quello   della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi' 23 dicembre 1997
                              SCALFARO
                                   Prodi,  Presidente  del  Consiglio
                                  dei Ministri
                                   Treu,  Ministro del lavoro e della
                                  previdenza sociale
                                   Bassanini,    Ministro    per   la
                                  funzione   pubblica  e  gli  affari
                                  regionali
                                    Ciampi,  Ministro del tesoro, del
                                  bilancio   e  della  programmazione
                                  economica
 Visto, il Guardasigilli: Flick
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