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DECRETO LEGISLATIVO 23 febbraio 2000, n. 38

Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144.

Capo I
Disposizioni in materia di premi dell'Istituto nazionale per
l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali (INAIL).
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visti  gli  articoli  55, comma 1, e 57, lettera o), della legge 17
maggio 1999, n. 144;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 dicembre 1999;
  Acquisito  il  parere  delle  competenti  Commissioni  parlamentari
permanenti della Camera del deputati e del Senato della Repubblica;
  Viste  le  deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni dell'11 e del 22 febbraio 2000;
  Sulla  proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di  concerto  con  i  Ministri  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione  economica, della sanita' e delle politiche agricole e
forestali;

                              E m a n a

                  il seguente decreto legislativo:
                               Art. 1.
                Ambito di applicazione delle gestioni
  1.  A decorrere dal 1 gennaio 2000, fermo restando quanto stabilito
dall'articolo  1 del testo unico approvato con decreto del Presidente
della  Repubblica  30 giugno 1965, n. 1124, e successive modifiche ed
integrazioni,  di seguito denominato "testo unico", nell'ambito della
gestione  industria di cui al titolo I del medesimo testo unico, sono
individuate,   ai   fini  tariffari,  le  seguenti  quattro  gestioni
separate:
    a)  industria,  per  le  attivita':  manifatturiere,  estrattive,
impiantistiche;  di  produzione  e distribuzione dell'energia, gas ed
acqua;  dell'edilizia;  dei  trasporti  e comunicazioni; della pesca;
dello spettacolo; per le relative attivita' ausiliarie;
    b) artigianato, per le attivita' di cui alla legge 8 agosto 1985,
n. 443, e successive modifiche ed integrazioni;
    c)  terziario, per le attivita': commerciali, ivi comprese quelle
turistiche;  di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi
anche  finanziari;  per le attivita' professionali ed artistiche: per
le relative attivita' ausiliarie;
    d) altre attivita', per le attivita' non rientranti fra quelle di
cui  alle  lettere a), b) e c), fra le quali quelle svolte dagli enti
pubblici,  compresi  lo  Stato  e  gli  enti  locali, e quelle di cui
all'articolo  49,  comma  1, lettera e), della legge 9 marzo 1989, n.
88.
  2.  A  ciascuna  delle  quattro  gestioni  di  cui  al comma 1 sono
riferite le attivita' protette di cui all'articolo 1 del testo unico.
                               Art. 2.
                Classificazione dei datori di lavoro
  1.  I datori di lavoro indicati all'articolo 9 del testo unico sono
classificati  nelle  gestioni  individuate  all'articolo  1  ai sensi
dell'articolo  49  della  legge  9  marzo  1989,  n. 88, e successive
modificazioni e integrazioni.
  2.  Per  i settori non ricadenti nell'ambito dell'articolo 49 della
legge  9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni e integrazioni
e  per  i  soggetti  non  classificabili  ai  sensi  del  comma 1, la
classificazione e' disposta dall'INAIL.
  3.  Avverso  i  provvedimenti adottati ai sensi del comma 2 e' dato
ricorso al consiglio di amministrazione dell'INAIL, che decide in via
definitiva,  con  la  procedura  indicata  nell'articolo 45 del testo
unico.
  4.  I  datori  di  lavoro  devono denunciare all'INAIL le modifiche
soggettive   ed   oggettive   che   comportino  la  variazione  della
classificazione prevista dal presente articolo ai sensi dell'articolo
12 del testo unico.
                               Art. 3.
                          Tariffe dei premi
  1.   Fermo  restando  l'equilibrio  finanziario  complessivo  della
gestione industria, per ciascuna delle gestioni di cui all'articolo 1
sono   approvate,  con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza  sociale,  di  concerto  con  il  Ministro del tesoro, del
bilancio  e della programmazione economica, su delibera del consiglio
di   amministrazione  dell'INAIL,  distinte  tariffe  dei  premi  per
l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie
professionali,  le  relative modalita' di applicazione, tenendo conto
dell'andamento infortunistico aziendale e dell'attuazione delle norme
di cui al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni e integrazioni, nonche' degli oneri che concorrono alla
determinazione dei tassi di premio.
  2. In sede di prima applicazione, le tariffe di cui al comma 1 sono
aggiornate  entro  il  triennio  successivo  alla  data di entrata in
vigore delle stesse.
  3.  Ogni tariffa stabilisce, per ciascuna delle lavorazioni in essa
comprese,  il tasso di premio nella misura corrispondente al relativo
rischio  medio  nazionale in modo da includere l'onere finanziario di
cui al secondo comma dell'articolo 39 del testo unico.
  4.  In  considerazione della peculiarita' dell'attivita' espletata,
sono  introdotte,  in  via  sperimentale,  per  i lavoratori autonomi
artigiani,  con  decreto  del  Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione    economica,    su    proposta   del   consiglio   di
amministrazione  dell'INAIL,  speciali forme e livelli tariffari che,
assicurando  un trattamento minimo di tutela obbligatoria, consentano
flessibilita'  nella  scelta  degli  stessi,  anche in considerazione
delle  iniziative intraprese per migliorare il livello di sicurezza e
salute sul lavoro.
  5.  Le  tariffe  dei  premi  relative  al  triennio  2000-2002,  si
applicano  a  decorrere  dal  1o  gennaio 2000. Fino all'adozione dei
provvedimenti  dell'INAIL in applicazione dei decreti ministeriali di
approvazione  delle  suddette  tariffe,  il  premio anticipato di cui
all'articolo  44  del  testo  unico  e  successive  modificazioni, e'
calcolato sulla base della tariffa dei premi in vigore al 31 dicembre
1999,  e'  versato  provvisoriamente  nella  misura  del 95 per cento
dell'importo cosi' determinato. Limitatamente all'anno 2000 i termini
stabiliti dall'articolo 28, quarto comma, e dall'articolo 44, secondo
comma, del testo unico, e successive modificazioni, sono prorogati al
16  marzo.  Il  decreto  ministeriale  di  approvazione delle tariffe
fissera',  nelle  relative  modalita'  di applicazione, i criteri per
eventuali conguagli.
  6.  Ferma  restando  la  possibilita'  di  modifica con decreto del
Ministro  del  lavoro  e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro  del  tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
su  delibera  del  consiglio di amministrazione dell'INAIL, la misura
massima dei tassi medi nazionali e' ridotta al 130 per mille.
  7.   Ai   fini  del  finanziamento  del  disavanzo  della  gestione
agricoltura  e' autorizzata per gli anni 2000 e 2001 la spesa di lire
700  miliardi  annui, ai sensi dell'articolo 55, comma 1, lettera o),
della   legge  17  maggio  1999,  n.  144,  e  relative  disposizioni
attuative.  Per  gli anni successivi, nei limiti di lire 700 miliardi
annui,  la  spesa  e'  autorizzata  subordinatamente all'adozione dei
decreti  del Presidente del Consiglio dei Ministri di cuiall'articolo
8  della legge 23 dicembre 1998, n. 448, emanati successivamente alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
                               Art. 4.
         Assicurazione dei lavoratori dell'area dirigenziale
  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo,  fermo restando quanto disposto dagli articoli 1 e 4 del
testo  unico,  sono  soggetti  all'obbligo  assicurativo  contro  gli
infortuni  sul  lavoro  e  le malattie professionali i dipendenti dai
soggetti di cui all'articolo 9 del testo unico, appartenenti all'area
dirigenziale  anche  qualora  vigano  previsioni,  contrattuali  o di
legge,  di tutela con polizze privatistiche. La retribuzione valevole
ai  fini  contributivi  e  risarcitivi  e'  pari  al massimale per la
liquidazione  delle  rendite,  di  cui all'articolo 116, comma 3, del
testo  unico.  Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione  economica,  da  emanarsi entro tre mesi dalla data di
entrata  in  vigore del presente decreto legislativo, su delibera del
consiglio   di  amministrazione  dell'INAIL,  vengono  individuati  i
riferimenti tariffari per la classificazione delle lavorazioni svolte
dai suddetti dipendenti.
  2.  I  premi versati anteriormente alla data dell'entrata in vigore
del  presente  decreto legislativo conservano la loro efficacia anche
ai   fini   delle  relative  prestazioni.  Per  l'anno  1999  e  fino
all'entrata   in   vigore   del   presente  decreto  legislativo,  la
retribuzione  valevole  ai  fini  della  determinazione del premio e'
quella  indicata  nel  comma  1.  Nel  caso di infortuni sul lavoro o
malattie  professionali  che  comportino  l'obbligo  per  l'INAIL  di
corrispondere  prestazioni  per  periodi  antecedenti  alla  data  di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto  legislativo, il relativo
rapporto assicurativo decorre dalla data dell'evento indennizzato.
  3.  Ferma  restando  la  decorrenza dell'obbligo assicurativo e del
diritto  alle  prestazioni  dalla  data di cui al comma 1, in sede di
prima  applicazione,  i termini per la presentazione delle denunce di
cui  all'articolo  12 del testo unico sono stabiliti in trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
                               Art. 5.
            Assicurazione dei lavoratori parasubordinati
  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo,  sono  soggetti  all'obbligo  assicurativo  i lavoratori
parasubordinati  indicati  all'articolo  49, comma 2, lettera a), del
decreto  del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive   modificazioni   e   integrazioni,  qualora  svolgano  le
attivita' previste dall'articolo 1 del testo unico o, per l'esercizio
delle  proprie  mansioni,  si  avvalgano,  non in via occasionale, di
veicoli a motore da essi personalmente condotti.
  2.  Ai  fini  dell'assicurazione  INAIL  il committente e' tenuto a
tutti gli adempimenti del datore di lavoro previsti dal testo unico.
  3.  Il  premio assicurativo e' ripartito nella misura di un terzo a
carico del lavoratore e di due terzi a carico del committente.
  4.  Ai fini del calcolo del premio la base imponibile e' costituita
dai   compensi   effettivamente  percepiti,  salvo  quanto  stabilito
dall'articolo  116,  comma  3,  del testo unico. Il tasso applicabile
all'attivita'  svolta  dal  lavoratore e' quello dell'azienda qualora
l'attivita'  stessa  sia  inserita  nel  ciclo  produttivo,  in  caso
contrario, dovra' essere quello dell'attivita' effettivamente svolta.
  5.  Ferma  restando  la  decorrenza dell'obbligo assicurativo e del
diritto  alle  prestazioni  dalla  data di cui al comma 1, in sede di
prima  applicazione,  i termini per la presentazione delle denunce di
cui  all'articolo  12 del testo unico sono stabiliti in trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
                               Art. 6.
             Assicurazione degli sportivi professionisti

  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo  sono  soggetti  all'obbligo  assicurativo  gli  sportivi
professionisti  dipendenti  dai  soggetti  di  cui all'articolo 9 del
testo  unico,  anche  qualora  vigano  previsioni,  contrattuali o di
legge,  di tutela con polizze privatistiche. Con decreto del Ministro
del  lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con il Ministro
del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione  economica,  da
emanarsi  entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto  legislativo,  su  delibera  del consiglio di amministrazione
dell'INAIL,   saranno   stabilite   le   retribuzioni  e  i  relativi
riferimenti   tariffari  ai  fini  della  determinazione  del  premio
assicurativo.
  ((1-bis. Dalla data di decorrenza dell'obbligo assicurativo, le retribuzioni stabilite ai fini della determinazione del premio valgono anche ai fini della liquidazione della indennita' giornaliera di inabilita' temporanea assoluta, di cui all'articolo 66, numero 1), del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.))
  2.  Ferma  restando  la  decorrenza dell'obbligo assicurativo e del
diritto  alle  prestazioni  dalla  data di cui al comma 1, in sede di
prima  applicazione,  i termini per la presentazione delle denunce di
cui  all'articolo  12 del testo unico sono stabiliti in trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
                               Art. 7.
       Lavoratori italiani operanti nei Paesi extracomunitari
  1.  Le  tariffe  di  cui  all'articolo  3 si applicano anche per le
attivita'   svolte   dai   lavoratori  italiani  operanti  nei  Paesi
extracomunitari,  di  cui  al  decreto-legge  31 luglio 1987, n. 317,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398.
  2.   In  caso  di  insussistenza  dell'ultima  condizione  indicata
nell'articolo 2, comma 6-bis, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, i
datori  di lavoro sono tenuti al pagamento, nei confronti dell'INAIL,
di  un premio integrativo, da applicarsi con decorrenza dalla data di
entrata  in  vigore  del  suddetto  decreto-legge,  a copertura delle
prestazioni  dovute dall'Istituto stesso ai sensi del testo unico. La
misura del premio integrativo e' determinata con decreto del Ministro
del  lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con il Ministro
del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione  economica,  da
emanarsi  entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto  legislativo,  su  delibera  del consiglio di amministrazione
dell'INAIL.  I  premi  versati  anteriormente alla data di entrata in
vigore   del   presente   decreto  legislativo  restano  acquisiti  e
conservano   la   loro   efficacia   anche  ai  fini  delle  relative
prestazioni.
                               Art. 8.
                     Retribuzioni di ragguaglio
  1.  All'articolo  30  il quarto comma del testo unico e' sostituito
dal  seguente: "Nei casi in cui i prestatori d'opera non percepiscano
retribuzione  fissa  o comunque la remunerazione non sia accettabile,
si assume, qualora non siano stabilite tabelle fisse di salari medi o
convenzionali,  la  retribuzione  valida ai fini della determinazione
del  minimale  di  legge  per  la  liquidazione  delle rendite di cui
all'articolo 116, comma 3.".
Capo II
Disposizioni in materia di prestazioni
                               Art. 9
                        Rettifica per errore

  1.   Le   prestazioni  a  qualunque  titolo  erogate  dall'istituto
assicuratore possono essere rettificate dallo stesso Istituto in caso
di  errore  di  qualsiasi  natura  commesso  in sede di attribuzione,
erogazione o riliquidazione delle prestazioni. Salvo i casi di dolo o
colpa  grave  dell'interessato  accertati  giudizialmente, l'istituto
assicuratore  puo'  esercitare  la  facolta' di rettifica entro dieci
anni   dalla  data  di  comunicazione  dell'originario  provvedimento
errato.
  2.  In  caso di mutamento della diagnosi medica e della valutazione
da parte dell'istituto assicuratore successivamente al riconoscimento
delle prestazioni, l'errore, purche' non riconducibile a dolo o colpa
grave  dell'interessato accertati giudizialmente, assume rilevanza ai
fini  della  rettifica  solo  se  accertato  con  i criteri, metodi e
strumenti   di   indagine   disponibili  all'atto  del  provvedimento
originario.
  3.  L'errore  non  rettificabile  comporta  il  mantenimento  delle
prestazioni economiche in godimento al momento in cui l'errore stesso
e' stato rilevato.
  4.  E' abrogato il primo periodo del comma 5 dell'articolo 55 della
legge 9 marzo 1989, n. 88.
  5.  I  soggetti nei cui confronti si e' proceduto a rettifica delle
prestazioni  sulla  base  della normativa precedente possono chiedere
all'istituto assicuratore il riesame del provvedimento. ((5))
  6.   Nei  casi  prescritti  o  definiti  con  sentenza  passata  in
giudicato,  la  domanda  deve essere presentata, a pena di decadenza,
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto  legislativo. In caso di accoglimento la riattribuzione della
prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda
e non da' diritto alla restituzione di somme arretrate. ((5))
  7.  Nei  casi non prescritti o non definiti con sentenza passata in
giudicato,  per  la  presentazione  della domanda si applica, se piu'
favorevole,  il  termine  di  cui al comma 6. In caso di accoglimento
della  domanda,  la  riattribuzione  della  prestazione  avverra' con
decorrenza  dalla  data  di annullamento o di riduzione della stessa.
((5))
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AGGIORNAMENTO (5)
  La  Corte costituzionale, con sentenza 5-10 maggio 2005, n. 191 (in
G.U.  1a  s.s.  18/5/2005,  n.  20)  ha  dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  9, commi 5, 6 e 7, del decreto legislativo
23  febbraio  2000,  n.  38 (Disposizioni in materia di assicurazione
contro  gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma
dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144)".
                              Art. 10.
                       Malattie professionali
  1.  Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente   decreto   legislativo,   e'   costituita  una  commissione
scientifica  per  l'elaborazione e la revisione periodica dell'elenco
delle  malattie  di  cui all'articolo 139 e delle tabelle di cui agli
articoli  3  e  211 del testo unico, composta da non piu' di quindici
componenti  in  rappresentanza  del  Ministero  del  lavoro  e  della
previdenza  sociale,  del  Ministero della sanita', del Ministero del
tesoro,  del bilancio e della programmazione economica, dell'Istituto
superiore  della  sanita',  del  Consiglio  nazionale  delle ricerche
(CNR),  dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del
lavoro   (ISPESL),   dell'Istituto   italiano  di  medicina  sociale,
dell'Istituto  nazionale della previdenza sociale (INPS), dell'INAIL,
dell'Istituto  di  previdenza  per  il  settore  marittimo  (IPSEMA),
nonche'  delle  Aziende  sanitarie locali (ASL) su designazione dalla
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province  autonome  di  Trento  e  Bolzano.  Con  il medesimo decreto
vengono  stabilite  la composizione e le norne di funzionamento della
commissione stessa.
  2.  Per  l'espletamento  della sua attivita' la commissione si puo'
avvalere della collaborazione di istituti ed enti di ricerca.
  3.  Alla  modifica  e  all'integrazione  delle  tabelle di cui agli
articoli  3  e  211  del  testo unico, si fa luogo, su proposta della
commissione  di cui al comma 1, con decreto del Ministro del lavoro e
della  previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanita',
sentite   le   organizzazioni   sindacali   nazionali   di  categoria
maggiormente rappresentative.
  4. Fermo restando che sono considerate malattie professionali anche
quelle  non  comprese  nelle tabelle di cui al comma 3 delle quali il
lavoratore  dimostri l'origine professionale, l'elenco delle malattie
di  cui  all'articolo  139  del  testo unico conterra' anche liste di
malattie  di  probabile  e di possibile origine lavorativa, da tenere
sotto  osservazione  ai  fini  della  revisione  delle  tabelle delle
malattie  professionali di cui agli articoli 3 e 211 del testo unico.
Gli aggiornamenti dell'elenco sono effettuati con cadenza annuale con
decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale su
proposta  della  commissione di cui al comma 1. La trasmissione della
copia  della  denuncia  di  cui  all'articolo 139, comma 2, del testo
unico e successive modificazioni e integrazioni, e' effettuata, oltre
che  alla  azienda  sanitaria  locale,  anche alla sede dell'istituto
assicuratore competente per territorio.
  5.  Ai  fini  del  presente articolo, e' istituito, presso la banca
dati  INAIL,  il registro nazionale delle malattie causate dal lavoro
ovvero  ad  esso  correlate. Al registro possono accedere, in ragione
della  specificita'  di  ruolo  e  competenza  e  nel  rispetto delle
disposizioni di cui alla legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive
modificazioni  ed  integrazioni, oltre la commissione di cui al comma
1,  le  strutture  del  Servizio  sanitario  nazionale,  le direzioni
provinciali del lavoro e gli altri soggetti pubblici cui, per legge o
regolamento,  sono  attribuiti compiti in materia di protezione della
salute e di sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro.
                              Art. 11.
                     Rivalutazione delle rendite
  1.  Con  effetto  dall'anno  2000  e  a  decorrere dal 1o luglio di
ciascun anno la retribuzione di riferimento per la liquidazione delle
rendite corrisposte dall'INAIL ai mutilati e agli invalidi del lavoro
relativamente  a  tutte  le gestioni di appartenenza dei medesimi, e'
rivalutata    annualmente,    ((su delibera del consiglio di amministrazione dell'INAIL, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, previa conferenza di servizi con il Ministero dell'economia e delle finanze e, nei casi previsti dalla legge, con il Ministero della salute)) sulla base della variazione
effettiva dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati
intervenuta  rispetto  all'anno  precedente.  Gli incrementi annuali,
come   sopra  determinati,  verranno  riassorbiti  nell'anno  in  cui
scattera'  la  variazione  retributiva minima non inferiore al 10 per
cento  fissata  all'articolo 20, commi 3 e 4, della legge 28 febbraio
1986,  n.  41,  rispetto  alla retribuzione presa a base per l'ultima
rivalutazione effettuata ai sensi del medesimo articolo 20.
  2.  I  principi  di  cui al comma 1 si applicano anche alle rendite
corrisposte  da  altri  enti  gestori dell'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro previsti dal testo unico.
                              Art. 12.
                        Infortunio in itinere
  1.  All'articolo  2 e all'articolo 210 del testo unico e' aggiunto,
in fine, il seguente comma:
  "Salvo  il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti
dal  lavoro  o,  comunque, non necessitate, l'assicurazione comprende
gli  infortuni  occorsi  alle  persone  assicurate durante il normale
percorso  di  andata  e  ritorno  dal luogo di abitazione a quello di
lavoro,  durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro
se  il  lavoratore  ha  piu'  rapporti  di  lavoro e, qualora non sia
presente  un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso
di  andata  e  ritorno  dal  luogo di lavoro a quello di consumazione
abituale  dei  pasti.  L'interruzione  e  la  deviazione si intendono
necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze
essenziali  ed improrogabili o all'adempimento di obblighi penalmente
rilevanti. L'assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo
di  trasporto  privato, purche' necessitato. Restano, in questo caso,
esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall'abuso di alcolici e
di  psicofarmaci  o  dall'uso  non  terapeutico  di  stupefacenti  ed
allucinogeni;  l'assicurazione,  inoltre, non opera nei confronti del
conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida.".
                               Art. 13
                           Danno biologico

  1.  In  attesa  della  definizione  di  carattere generale di danno
biologico   e   dei   criteri  per  la  determinazione  del  relativo
risarcimento, il presente articolo definisce, in via sperimentale, ai
fini della tutela dell'assicurazione obbligatoria conto gli infortuni
sul  lavoro  e  le  malattie professionali il danno biologico come la
lesione   all'integrita'  psicofisica,  suscettibile  di  valutazione
medico legale, della persona. Le prestazioni per il ristoro del danno
biologico  sono determinate in misura indipendente dalla capacita' di
produzione del reddito del danneggiato.
  2. In caso di danno biologico, i danni conseguenti ad infortuni sul
lavoro  verificatisi,  nonche'  a malattie professionali denunciate a
decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di
cui  al  comma  3,  l'INAIL  nell'ambito  del  sistema d'indennizzo e
sostegno  sociale, in luogo della prestazione di cui all'articolo 66,
primo  comma, numero 2), del testo unico, eroga l'indennizzo previsto
e regolato dalle seguenti disposizioni:
    a)   le  menomazioni  conseguenti  alle  lesioni  dell'integrita'
psicofisica  di  cui  al  comma  1  sono valutate in base a specifica
"tabella    delle    menomazioni",    comprensiva    degli    aspetti
dinamico-relazionali.  L'indennizzo delle menomazioni di grado pari o
superiore  al  6 per cento ed inferiore al 16 per cento e' erogato in
capitale,  dal  16  per  cento  e'  erogato  in rendita, nella misura
indicata  nell'apposita  "tabella  indennizzo  danno  biologico". Per
l'applicazione   di   tale   tabella   si   fa  riferimento  all'eta'
dell'assicurato  al  momento della guarigione clinica. Non si applica
il disposto dell'articolo 91 del testo unico;
    b) le menomazioni di grado pari o superiore al 16 per cento danno
diritto   all'erogazione   di   un'ulteriore  quota  di  rendita  per
l'indennizzo  delle  conseguenze  delle  stesse, commisurata al grado
della   menomazione,   alla   retribuzione   dell'assicurato   e   al
coefficiente  di  cui  all'apposita  "tabella  dei coefficienti", che
costituiscono   indici   di   determinazione   della  percentuale  di
retribuzione  da  prendere  in  riferimento  per  l'indennizzo  delle
conseguenze  patrimoniali,  in  relazione alla categoria di attivita'
lavorativa  di  appartenenza  dell'assicurato e alla ricollocabilita'
dello  stesso. (( Per la determinazione della corrispondente quota di rendita, la retribuzione, determinata con le modalita' e i criteri previsti dal testo unico, viene moltiplicata per il coefficiente di cui alla "tabella dei coefficienti" e per il grado percentuale di menomazione. )) ((2))
  3.  Le  tabelle  di  cui  alle  lettere a) e b), i relativi criteri
applicativi e i successivi adeguamenti sono approvati con decreto del
Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  su delibera del
consiglio  di amministrazione dell'INAIL. In sede di prima attuazione
il  decreto ministeriale e' emanato entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo.
  4.  Entro dieci anni dalla data dell'infortunio, o quindici anni se
trattasi   di   malattia   professionale,   qualora   le   condizioni
dell'assicurato,   dichiarato  guarito  senza  postumi  d'invalidita'
permanente   o   con  postumi  che  non  raggiungono  il  minimo  per
l'indennizzabilita' in capitale o per l'indennizzabilita' in rendita,
dovessero  aggravarsi in conseguenza dell'infortunio o della malattia
professionale   in   misura  da  raggiungere  l'indennizzabilita'  in
capitale o in rendita, l'assicurato stesso puo' chiedere all'istituto
assicuratore la liquidazione del capitale o della rendita, formulando
la  domanda  nei  modi e nei termini stabiliti per la revisione della
rendita in caso di aggravamento. L'importo della rendita e' decurtato
dell'importo  dell'eventuale indennizzo in capitale gia' corrisposto.
La  revisione  dell'indennizzo  in  capitale,  per aggravamento della
menomazione  sopravvenuto nei termini di cui sopra, puo' avvenire una
sola   volta.  Per  le  malattie  neoplastiche,  per  la  silicosi  e
l'asbestosi  e per le malattie infettive e parassitarie la domanda di
aggravamento,  ai  fini della liquidazione della rendita, puo' essere
presentata  anche oltre i limiti temporali di cui sopra, con scadenze
quinquennali dalla precedente revisione.
  5.  Nel caso in cui l'assicurato, gia' colpito da uno o piu' eventi
lesivi  rientranti  nella  disciplina  delle  presenti  disposizioni,
subisca   un   nuovo   evento  lesivo  si  procede  alla  valutazione
complessiva  dei  postumi  ed alla liquidazione di un'unica rendita o
dell'indennizzo in capitale corrispondente al grado complessivo della
menomazione   dell'integrita'   psicofisica.  L'importo  della  nuova
rendita  o del nuovo indennizzo in capitale e' decurtato dell'importo
dell'eventuale   indennizzo   in  capitale  gia'  corrisposto  e  non
recuperato.
  6.  Il  grado di menomazione dell'integrita' psicofisica causato da
infortunio  sul  lavoro  o  malattia  professionale,  quando  risulti
aggravato  da menomazioni preesistenti concorrenti derivanti da fatti
estranei   al   lavoro   o  da  infortuni  o  malattie  professionali
verificatisi  o  denunciate prima della data di entrata in vigore del
decreto ministeriale di cui al comma 3 e non indennizzati in rendita,
deve  essere rapportato non all'integrita' psicofisica completa, ma a
quella   ridotta  per  effetto  delle  preesistenti  menomazioni,  il
rapporto e' espresso da una frazione in cui il denominatore indica il
grado  d'integrita'  psicofisica  preesistente  e  il  numeratore  la
differenza  tra questa ed il grado d'integrita' psicofisica residuato
dopo   l'infortunio  o  la  malattia  professionale.  Quando  per  le
conseguenze   degli   infortuni   o   delle   malattie  professionali
verificatisi  o  denunciate prima della data di entrata in vigore del
decreto  ministeriale  di  cui al comma 3 l'assicurato percepisca una
rendita  o  sia stato liquidato in capitale ai sensi del testo unico,
il  grado di menomazione conseguente al nuovo infortunio o alla nuova
malattia  professionale  viene  valutato  senza  tenere  conto  delle
preesistenze.  In  tale  caso,  l'assicurato  continuera' a percepire
l'eventuale   rendita  corrisposta  in  conseguenza  di  infortuni  o
malattie  professionali  verificatisi  o  denunciate prima della data
sopra indicata.
  7.  La  misura  della  rendita puo' essere riveduta, nei modi e nei
termini  di  cui  agli  articoli  83,  137  e 146 del testo unico. La
rendita   puo'   anche   essere   soppressa   nel  caso  di  recupero
dell'integrita'  psicofisica  nei limiti del minimo indennizzabile in
rendita.  In tale caso, qualora il grado di menomazione accertato sia
compreso  nel  limite  indennizzabile  in capitale, viene corrisposto
l'indennizzo   in   capitale   calcolato   con  riferimento  all'eta'
dell'assicurato al momento della soppressione della rendita.
  8.   Quando   per  le  condizioni  della  lesione  non  sia  ancora
accertabile  il  grado  di  menomazione dell'integrita' psicofisica e
sia,   comunque,   presumibile   che   questa   rientri   nei  limiti
dell'indennizzo  in  capitale, l'istituto assicuratore puo' liquidare
un   indennizzo   in   capitale   in   misura   provvisoria,  dandone
comunicazione  all'interessato  entro  trenta  giorni  dalla  data di
ricevimento   del   certificato   medico  constatante  la  cessazione
dell'inabilita'  temporanea  assoluta,  con  riserva  di  procedere a
liquidazione  definitiva  non  prima  di sei mesi e non oltre un anno
dalla  data  di  ricevimento del predetto certificato medico. In ogni
caso  l'indennizzo  definitivo  non  puo'  essere  inferiore a quello
provvisoriamente liquidato.
  9.  In caso di morte dell'assicurato, avvenuta prima che l'istituto
assicuratore abbia corrisposto l'indennizzo in capitale, e' dovuto un
indennizzo  proporzionale  al  tempo  trascorso  tra  la  data  della
guarigione clinica e la morte.
  10.  Per  l'applicazione  dell'articolo  77  del  testo unico si fa
riferimento  esclusivamente  alla quota di rendita di cui al comma 2,
lettera b).
  11. Per quanto non previsto dalle presenti disposizioni, si applica
la normativa del testo unico, in quanto compatibile.
  12.  All'onere  derivante  dalla  prima  applicazione  del presente
articolo,  valutato  in  lire  340  miliardi  annui, si fa fronte con
un'addizionale sui premi e contributi assicurativi nella misura e con
le  modalita'  stabilite  con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale di cui al comma 3.

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AGGIORNAMENTO (2)
  Il  D.Lgs.  19 aprile 2001, n. 202 ha disposto (con l'art. 1, comma
1)  che  "La  disposizione  di  cui al presente periodo si applica ai
danni  conseguenti  ad  infortuni  sul lavoro verificatisi, nonche' a
malattie professionali denunciate a decorrere dal 25 luglio 2000".
                             Art. 13-bis
               (( (Disposizioni in tema di menomazione dell'integrita' psicofisica) ))

  ((1. All'articolo 178 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, al secondo comma, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, abbiano subito o subiscano una menomazione dell'integrita' psicofisica di grado pari o superiore al 60 per cento". 2. All'articolo 150, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: "purche' non superiore all'ottanta per cento" sono inserite le seguenti: "e, per le malattie denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, con menomazione dell'integrita' psicofisica di qualunque grado, purche' non superiore al 60 per cento". 3. All'articolo 220 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: "di grado non inferiore al 50 per cento" sono inserite le seguenti: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, ai titolari di rendita per menomazione dell'integrita' psicofisica di grado non inferiore al 35 per cento". 4. All'articolo 76, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: "invalidita' permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella tabella allegato n. 3" sono inserite le seguenti: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, nei casi di invalidita' conseguente a menomazioni elencate nella predetta tabella". 5. All'articolo 218, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: "invalidita' permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella tabella allegato n. 3" sono inserite le seguenti: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, nei casi di invalidita' conseguente a menomazioni elencate nella predetta tabella". 6. All'articolo 11 della legge 10 maggio 1982, n. 251, e' aggiunto il seguente comma: "Ferme restando tutte le altre condizioni, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, lo speciale assegno continuativo mensile di cui al primo comma spetta nel caso di morte, avvenuta per cause non dipendenti dall'infortunio o dalla malattia professionale, del titolare di rendita per menomazione dell'integrita' psicofisica di grado non inferiore al 48 per cento". 7. All'articolo 10, terzo comma, della legge 5 maggio 1976, n. 248, al numero 1) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, dell'integrita' psicofisica di grado superiore al 20 per cento")).
Capo III
Disposizioni in materia di semplificazione e snellimento delle
procedure
                              Art. 14.
             Norme in materia di procedure e speditezza
                     dell'azione amministrativa

  1.   Al   fine   di   garantire   maggiore   speditezza  all'azione
amministrativa,  il  consiglio  di  amministrazione  dell'INAIL  puo'
adottare   delibere  intese  a  semplificare  e  a  snellire  aspetti
procedurali  della  disciplina dell'assicurazione conto gli infortuni
sul  lavoro  e le malattie professionali. Tali delibere sono soggette
all'approvazione  del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di  concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  del  bilancio  e della
programmazione  economica. La presente disposizione non si applica ai
procedimenti aventi ad oggetto diritti soggettivi.
  2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo,  i datori di lavoro soggetti alle disposizioni del testo
unico debbono comunicare all'INAIL. ferme restando le disposizioni di
cui  all'articolo  12 del medesimo testo unico, il codice fiscale dei
lavoratori   assunti   o   cessati   dal   servizio   contestualmente
all'instaurazione  del  rapporto  di lavoro o alla sua cessazione. In
caso  di  omessa  o  errata  comunicazione  e' applicata una sanzione
amministrativa   di   lire  centomila  per  lavoratore.  Ai  proventi
derivanti  dalla  comminazione  di  detta  sanzione  si  applicano le
disposizioni  di  cui  all'articolo  197 del testo unico e successive
modificazioni e integrazioni. ((4))
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AGGIORNAMENTO (4)
  Il  D.Lgs.  21  aprile 2000, n. 181, come modificato dal D. Lgs. 19
dicembre  2002, n. 297 ha disposto (con l'art. 5, comma 2-bis) che "A
decorrere dalla medesima data il comma 2 dell'articolo 14 del decreto
legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, e' soppresso."
Capo IV
Disposizioni in materia di riordinamento dei compiti e della gestione
del Casellario centrale infortuni.
                              Art. 15.
         Natura e funzione del Casellario centrale infortuni
  1.   Il   Casellario  centrale  infortuni,  di  seguito  denominato
Casellario,  svolge  con  autonomia gestionale una funzione pubblica,
sotto  la  vigilanza  del  Ministero  del  lavoro  e della previdenza
sociale,  avvalendosi  della  struttura e delle risorse organizzative
poste  a  disposizione  dall'INAIL,  il  quale provvede alle relative
necessita', determinate secondo le indicazioni dell'organo di governo
del  Casellario, di cui all'articolo 19, comma 2, mediante previsione
di spesa su separato capitolo nell'ambito del bilancio dell'Istituto.
  2.  Il  Casellario  e'  titolare  della  banca  dati, relativa agli
infortuni   professionali   e  non  professionali  ed  alle  malattie
professionali,  la  quale  viene  alimentata  dai  soggetti  indicati
nell'articolo 17, in seguito denominati utenti.
                              Art. 16.
                       Compiti del Casellario
  1. Il Casellario svolge i seguenti compiti:
    a)  archiviare, conservare, comunicare agli utenti dati, relativi
a  casi  d'infortunio professionale e non professionale e di malattia
professionale,  i  quali  importino  invalidita'  permanente o morte,
anche a prescindere da uno specifico evento lesivo;
    b)   elaborare  i  dati,  mediante  procedure  informatiche,  che
consentano  l'ottimizzazione  della loro utilizzazione anche in forma
aggregata da parte dei soggetti autorizzati;
    c)  favorire  l'integrazione  ed  il raccordo della propria banca
dati con altre analoghe a livello nazionale e sovranazionale, nonche'
con quelle a carattere previdenziale.
  2.  Puo',  altresi',  fornire  dati in forma aggregata per indagini
conoscitive alle istituzioni pubbliche e private di studi e ricerche.
                              Art. 17.
                        Utenti del Casellario
  1.  Sono  autorizzati all'accesso alle informazioni contenute nella
banca dati:
    a)  gli  istituti  che  esercitano  l'assicurazione  obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro;
    b)  gli  enti  che  esercitano,  congiuntamente o disgiuntamente,
l'assicurazione contro i rischi di infortunio e l'assicurazione conto
i  rischi  derivanti  dalla  circolazione  di  automezzi, soggetti al
controllo  dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private
e di interesse collettivo (ISVAP).
                              Art. 18.
                   Obblighi e diritti degli utenti
  1.  Gli  utenti  sono  tenuti  a  comunicare  al  Casellario i casi
d'invalidita'  derivanti  da  infortunio  professionale  e  non  o da
malattia  professionale,  il relativo grado ed eventuali variazioni o
altri   casi   d'invalidita'   o   di   morte,   comunque   accertati
nell'esercizio delle loro funzioni istituzionali.
  2.  I soggetti di cui al comma 1, hanno diritto ad acquisire i dati
relativi  a  casi d'infortunio professionale e non professionale e di
malattia  professionale,  i  quali importino invalidita' permanente o
morte,  nonche'  dati  in  forma  aggregata  per indagini conoscitive
sull'esistenza di precedenti, anche indipendentemente dal verificarsi
di un evento lesivo.
  3.  Le  comunicazioni  relative  agli  eventi di cui ai commi 1 e 2
devono  essere effettuate nei termini e con le modalita' indicati nel
regolamento di esecuzione, di cui all'articolo 22.
  4.  Gli  utenti  rispondono  in  proprio,  ai  sensi della legge 31
dicembre  1996,  n. 675, e successive modifiche e integrazioni, della
utilizzazione dei dati acquisiti dal Casellario.
  5.  Per  consentire  l'adeguamento delle strutture organizzative ed
informative,  l'obbligo  di  cui  al  comma  1 relativo agli enti che
esercitano   l'assicurazione   contro   i   rischi   derivanti  dalla
circolazione di automezzi decorre a partire dall'anno successivo alla
data  di  entrata  in  vigore  del  regolamento  di esecuzione di cui
all'articolo 22.
                              Art. 19.
                        Organi del Casellario
  1. Gli organi del Casellario sono:
    a) comitato di gestione;
    b) presidente;
    c) il dirigente responsabile del casellario.
  2.  Il  comitato  di  gestione,  di seguito denominato comitato, e'
composto da:
    a)  un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, con funzioni di presidente;
    b) un rappresentante dell'INAIL;
    c)  un  rappresentante dell'Istituto di previdenza per il settore
marittimo (IPSEMA);
    d) un rappresentante dell'utenza pubblica diverso dall'INAIL;
    e)   un   rappresentante  dell'Ente  nazionale  di  previdenza  e
assistenza per gli impiegati dell'agricoltura (ENPAIA);
    f)  un  rappresentante  delle  imprese di assicurazione designato
dall'Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici (A.N.I.A.);
    g)   il   dirigente   responsabile   del   Casellario,  designato
dall'INAIL;
    h)  due esperti, uno in materia di assicurazione e uno in materia
di  discipline statistiche, designati dal Ministro del lavoro e della
previdenza sociale.
  Su  delibera  del  comitato  di  gestione approvata con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale puo' essere variata la
composizione   del  comitato  medesimo  in  funzione  delle  esigenze
emergenti.
  3.  I  membri, nominati con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza  sociale,  durano  in carica quattro anni e possono essere
confermati  per una sola volta. Il comitato e' validamente costituito
con la presenza della meta' piu' uno dei componenti. Le deliberazioni
sono  assunte  a  maggioranza assoluta. Il comitato svolge i seguenti
compiti:
    a)  stabilisce  le modalita' per l'acquisizione e la gestione dei
dati;
    b)  determina  le  linee  generali  e i criteri di massima per la
gestione del servizio;
    c) delibera il regolamento di esecuzione di cui all'articolo 22;
    d) determina i contributi dovuti dagli utenti, in base alla spesa
effettivamente sostenuta;
    e)  sovrintende  in  genere al funzionamento ed alla gestione del
Casellario, adottando i necessari provvedimenti;
    f)  delibera,  annualmente,  il bilancio di previsione e il conto
consuntivo   della   gestione   e   lo   sottopone  al  consiglio  di
amministrazione dell'INAIL.
  4. Il presidente:
    a) ha la rappresentanza legale del Casellario;
    b)   assume   i   provvedimenti   di  carattere  indilazionabile,
sottoponendoli a ratifica del comitato nella prima riunione utile.
  5. Il dirigente responsabile del Casellario:
    a) cura l'esecuzione delle deliberazioni del comitato;
    b)  dirige  i  servizi  e,  sulla  base  delle  deliberazioni del
comitato, organizza il funzionamento di essi;
    c)  segnala  al  comitato  i  casi di inadempienza da parte degli
utenti;
    d)  firma  gli atti di gestione in conformita' alla disciplina di
cui  al  decreto  legislativo  3  febbraio  1993, n. 29, e successive
modificazioni  e  integrazioni,  nonche' gli altri la cui firma sia a
lui delegata dal presidente;
    e)  esercita  in genere tutte le attribuzioni a lui demandate dal
comitato;
    f)   svolge   una  funzione  di  collegamento  con  le  strutture
competenti  dell'INAIL,  in  ordine all'acquisizione e gestione delle
risorse  ed  alla  regolazione  dei flussi finanziari nell'ambito del
bilancio dell'INAIL.
                              Art. 20.
                           S a n z i o n i
  1.  L'inosservanza  degli obblighi di cui all'articolo 18, comma 1,
comporta  l'applicazione di una sanzione amministrativa di L. 50.000,
maggiorata del 10 per cento in ogni caso di reiterazione. Ai proventi
derivanti  dalla  comminazione  di  detta  sanzione  si  applicano le
disposizioni  di  cui  all'articolo 197 del testo unico, e successive
modificazioni e integrazioni.
                              Art. 21.
                             Contributi
  1.  Le  spese  per  le modifiche strutturali, l'aggiornamento delle
tecnologie, il funzionamento in genere del Casellario sono anticipate
dall'INAIL  e,  successivamente,  ripartite  tra  gli  utenti  di cui
all'articolo 17.
  2.  Il  contributo viene determinato, annualmente, dal comitato, in
base   alla   spesa   effettivamente  sostenuta  per  il  servizio  e
commisurato   ad   una   percentuale   dei   premi  e  contributi  di
assicurazione,  ivi  compresi, nel limite del 10 per cento i premi di
assicurazione  relativi  alla  responsabilita' civile auto, incassati
nell'anno di riferimento.
                              Art. 22.
                      Regolamento di esecuzione
  1.  Le  norme di esecuzione del presente capo, nonche' le modalita'
di  individuazione  dei  responsabili  del trattamento dei dati ed il
sistema  di  sicurezza  degli  accessi  nel  rispetto  della legge 31
dicembre  1996,  n.  675, sono disciplinati con regolamento, adottato
dal  comitato  entro novanta giorni dal suo insediamento ed approvato
con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale.
  2.  Sono abrogate le disposizioni incompatibili con le norme di cui
al presente capo.
Capo V
Interventi per il miglioramento delle misure di prevenzione
                              Art. 23.
  Programmi e progetti in materia di sicurezza e igiene del lavoro
1. E' istituito, in via sperimentale, per il triennio 1999-2001, in
seno   alla   contabilita'  generale  dell'INAIL,  apposita  evidenza
finalizzata,  nel  limite  consentito dalla normativa comunitaria, ad
interventi di sostegno di:
    a) programmi di adeguamento delle strutture e dell'organizzazione
alle normative di sicurezza e igiene del lavoro delle piccole e medie
imprese  e  dei  settori  agricolo  e  artigianale, in attuazione del
decreto   legislativo   19  settembre  1994,  n.  626,  e  successive
modificazioni;
    b)  progetti  per  favorire l'applicazione degli articoli 21 e 22
del  decreto  legislativo  19  settembre  1994,  n. 626, e successive
modificazioni,  anche  tramite  la produzione di strumenti e prodotti
informatici,  multimediali,  grafico visivi e banche dati, da rendere
disponibili per chiunque in forma gratuita o a costo di produzione.
  2.  Per  il  finanziamento  degli interventi di cui al comma 1, con
decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza sociale, di
concerto   con   il   Ministro  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione  economica,  sono  determinate, in misura percentuale,
sulla  base  delle  risultanze del bilancio, le risorse economiche da
conferire nei limiti di complessivi 600 miliardi di lire.
  3. Nell'ambito dei poteri programmatori, l'INAIL determina:
    a)  i  criteri di priorita' per l'ammissione dei progetti, avendo
particolare  riguardo  all'ambito  lavorativo  in  cui  risulta  piu'
accentuato il fenomeno infortunistico;
    b) le modalita' per la formulazione dei progetti;
    c) i termini di presentazione dei progetti;
    d)   l'entita'   delle  risorse  da  destinare  annualmente  alle
finalita'  di cui al comma 1 con particolare riguardo ai programmi di
adeguamento  delle  strutture e dell'organizzazione alla normativa in
materia di sicurezza e di igiene sul lavoro.
  4.   La   determinazione   di   cui   al   comma  3  e'  sottoposta
all'approvazione del Ministro del lavoro e della previdenza sociale.
  5.  Il  consiglio  di  amministrazione  dell'INAIL,  sulla base dei
principi  e  dei criteri definiti dalle norme regolamentari di cui al
comma 3, provvede all'approvazione dei singoli progetti.
                              Art. 24.
Progetti formativi e per l'abbattimento         delle        barriere
                           architettoniche
  1.  Il  consiglio di indirizzo e vigilanza dell'INAIL definisce, in
via sperimentale, per il triennio 1999-2001, d'intesa con le regioni,
in  raccordo  con  quanto  stabilito  in materia dalla legge 12 marzo
1999, n. 68, indirizzi programmatici finalizzati alla promozione e al
finanziamento    dei    progetti    formativi   di   riqualificazione
professionale  degli  invalidi  del  lavoro,  nonche',  in tutto o in
parte, dei progetti per l'abbattimento delle barriere architettoniche
nelle  piccole  e  medie imprese e nelle imprese agricole e artigiane
che  sono  tenute a mantenere in servizio o che assumono invalidi del
lavoro,  determinandone  gli  stanziamenti  in  relazione ai maggiori
flussi   finanziari   derivanti   dai  piani  di  lotta  all'evasione
contributiva nel limite di 150 miliardi complessivi.
  2.  Sulla  base degli indirizzi programmatici di cui al comma 1, il
consiglio  di  amministrazione  dell'INAIL  definisce  i criteri e le
modalita'  per  l'approvazione  dei  singoli  progetti  in analogia a
quanto previsto dall'articolo 23, comma 3.
Capo VI
Primi interventi di riordino dell'assicurazione infortuni in
agricoltura
                              Art. 25.
                 Denuncia degli infortuni sul lavoro
  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo,  l'obbligo di denuncia degli infortuni sul lavoro di cui
agli  articoli 238 e 239 del testo unico e' posto a carico del datore
di  lavoro,  per  gli operai agricoli a tempo determinato, e a carico
del  titolare  del  nucleo  di  appartenenza  dell'infortunato, per i
lavoratori agricoli autonomi.
  2.  Le  modalita'  operative per la denuncia di cui al comma 1 sono
stabilite con delibera del consiglio di amministrazione dell'INAIL da
approvarsi  con  decreto  del  Ministro del lavoro e della previdenza
sociale.
                              Art. 26.
    Verifiche ispettive per l'evasione e l'elusione assicurativa
  1. Sulla base delle risultanze dell'istruttoria per la liquidazione
delle  prestazioni  per  infortuni  o malattia professionale, l'INAIL
provvede   ad   effettuare  adeguati  controlli  ispettivi  circa  la
regolarita' assicurativa delle aziende di riferimento, nell'ambito di
piani di attivita' concordati con IINPS.
                              Art. 27.
                             Banca dati
  1.  L'INAIL  provvede  a  realizzare,  in raccordo con l'INPS e con
l'Anagrafe  delle  aziende  agricole di cui all'articolo 14, comma 3,
del  decreto  legislativo 30 aprile 1998, n. 173, per quanto riguarda
le informazioni sulle aziende assicurate, una banca dati per i rischi
professionali  in  agricoltura  in  modo  da rilevare informazioni su
specifici andamenti infortunistici, distintamente per diverse realta'
produttive  e  per  diverse  zone  territoriali, nonche' informazioni
sulle  cause  e  circostanze dell'evento lesivo, al fine di valutarne
l'incidenza  economica per settore, e in modo da formulare ipotesi di
condizioni  di  equilibrio finanziario che tengano conto del rapporto
di equilibrio fra solidarieta' di categoria e solidarieta' generale.
  2.  Alla  banca  dati  di  cui  al  comma  1  possono  accedere  le
organizzazioni  sindacali  di  categoria maggiormente rappresentative
del settore.
                              Art. 28.
                   Rideterminazione dei contributi
  1.  Ai  fini  del  riequilibrio  e  del  risanamento della gestione
agricoltura,  compatibilmente  con la specificita' del settore, fermo
restando quanto disposto dagli articoli 257 e 262 del testo unico, e'
previsto,  per  glianni  2001-2005,  un  incremento dei contributi in
quota  capitaria dovuti dai lavoratori autonomi agricoli nella misura
massima complessiva del 50 per cento.
  2.  Per gli anni 2001 e 2002, l'incremento dei contributi di cui al
comma  1 e' fissato nella misura del 12,5 per cento per ciascun anno;
per  gli  anni successivi, la misura dell'incremento e' stabilita con
decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza sociale, di
concerto   con   il   Ministro  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione    economica,    su    delibera   del   consiglio   di
amministrazione dell'INAIL.
  3.  Con  effetto  dall'anno  2001  le  aliquote  contributive per i
lavoratori agricoli dipendenti sono incrementate del 12,5 per cento.
  4.  A decorrere dall'anno 2001, con decreto del Ministro del lavoro
e  della  previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro,
del   bilancio   e   della   programmazione  economica,  puo'  essere
determinata  la  quota parte dei proventi derivanti dalla dismissione
dei  beni  e dei diritti immobiliari dell'INAIL destinata a riduzione
dell'incremento  dei  contributi  del  settore  agricolo previsto dal
presente articolo.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

    Dato a Roma, addi' 23 febbraio 2000
                               CIAMPI
                              D'Alema,  Presidente  del Consiglio dei
                              Ministri
                              Salvi,  Ministro  del  lavoro  e  della
                              previdenza sociale
                              Amato,   Ministro   del   tesoro,   del
                              bilancio    e    della   programmazione
                              economica
                              Bindi, Ministro della sanita'
                              De  Castro,  Ministro  delle  politiche
                              agricole e forestali
  Visto, il Guardasigilli: Diliberto

          Avvertenza:   In   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
          Ufficiale   -  serie  generale  -  del  20  marzo  2000  si
          procedera'  alla  ripubblicazione  del  testo  del presente
          decreto legislativo corredato delle relative note, ai sensi
          dell'art.  8,  comma  3,  del regolamento di esecuzione del
          testo  unico  delle  disposizioni sulla promulgazione delle
          leggi,  sulla  emanazione  dei decreti del Presidente della
          Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
          italiana,   approvato  con  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 14 marzo 1986, n. 217.
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