Capo I
Disposizioni in materia di premi dell'Istituto nazionale per
l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali (INAIL).
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visti gli articoli 55, comma 1, e 57, lettera o), della legge 17
maggio 1999, n. 144;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 dicembre 1999;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari
permanenti della Camera del deputati e del Senato della Repubblica;
Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni dell'11 e del 22 febbraio 2000;
Sulla proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, della sanita' e delle politiche agricole e
forestali;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Ambito di applicazione delle gestioni
1. A decorrere dal 1 gennaio 2000, fermo restando quanto stabilito
dall'articolo 1 del testo unico approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modifiche ed
integrazioni, di seguito denominato "testo unico", nell'ambito della
gestione industria di cui al titolo I del medesimo testo unico, sono
individuate, ai fini tariffari, le seguenti quattro gestioni
separate:
a) industria, per le attivita': manifatturiere, estrattive,
impiantistiche; di produzione e distribuzione dell'energia, gas ed
acqua; dell'edilizia; dei trasporti e comunicazioni; della pesca;
dello spettacolo; per le relative attivita' ausiliarie;
b) artigianato, per le attivita' di cui alla legge 8 agosto 1985,
n. 443, e successive modifiche ed integrazioni;
c) terziario, per le attivita': commerciali, ivi comprese quelle
turistiche; di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi
anche finanziari; per le attivita' professionali ed artistiche: per
le relative attivita' ausiliarie;
d) altre attivita', per le attivita' non rientranti fra quelle di
cui alle lettere a), b) e c), fra le quali quelle svolte dagli enti
pubblici, compresi lo Stato e gli enti locali, e quelle di cui
all'articolo 49, comma 1, lettera e), della legge 9 marzo 1989, n.
88.
2. A ciascuna delle quattro gestioni di cui al comma 1 sono
riferite le attivita' protette di cui all'articolo 1 del testo unico.
Art. 2.
Classificazione dei datori di lavoro
1. I datori di lavoro indicati all'articolo 9 del testo unico sono
classificati nelle gestioni individuate all'articolo 1 ai sensi
dell'articolo 49 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive
modificazioni e integrazioni.
2. Per i settori non ricadenti nell'ambito dell'articolo 49 della
legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni e integrazioni
e per i soggetti non classificabili ai sensi del comma 1, la
classificazione e' disposta dall'INAIL.
3. Avverso i provvedimenti adottati ai sensi del comma 2 e' dato
ricorso al consiglio di amministrazione dell'INAIL, che decide in via
definitiva, con la procedura indicata nell'articolo 45 del testo
unico.
4. I datori di lavoro devono denunciare all'INAIL le modifiche
soggettive ed oggettive che comportino la variazione della
classificazione prevista dal presente articolo ai sensi dell'articolo
12 del testo unico.
Art. 3.
Tariffe dei premi
1. Fermo restando l'equilibrio finanziario complessivo della
gestione industria, per ciascuna delle gestioni di cui all'articolo 1
sono approvate, con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, su delibera del consiglio
di amministrazione dell'INAIL, distinte tariffe dei premi per
l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, le relative modalita' di applicazione, tenendo conto
dell'andamento infortunistico aziendale e dell'attuazione delle norme
di cui al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni e integrazioni, nonche' degli oneri che concorrono alla
determinazione dei tassi di premio.
2. In sede di prima applicazione, le tariffe di cui al comma 1 sono
aggiornate entro il triennio successivo alla data di entrata in
vigore delle stesse.
3. Ogni tariffa stabilisce, per ciascuna delle lavorazioni in essa
comprese, il tasso di premio nella misura corrispondente al relativo
rischio medio nazionale in modo da includere l'onere finanziario di
cui al secondo comma dell'articolo 39 del testo unico.
4. In considerazione della peculiarita' dell'attivita' espletata,
sono introdotte, in via sperimentale, per i lavoratori autonomi
artigiani, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, su proposta del consiglio di
amministrazione dell'INAIL, speciali forme e livelli tariffari che,
assicurando un trattamento minimo di tutela obbligatoria, consentano
flessibilita' nella scelta degli stessi, anche in considerazione
delle iniziative intraprese per migliorare il livello di sicurezza e
salute sul lavoro.
5. Le tariffe dei premi relative al triennio 2000-2002, si
applicano a decorrere dal 1o gennaio 2000. Fino all'adozione dei
provvedimenti dell'INAIL in applicazione dei decreti ministeriali di
approvazione delle suddette tariffe, il premio anticipato di cui
all'articolo 44 del testo unico e successive modificazioni, e'
calcolato sulla base della tariffa dei premi in vigore al 31 dicembre
1999, e' versato provvisoriamente nella misura del 95 per cento
dell'importo cosi' determinato. Limitatamente all'anno 2000 i termini
stabiliti dall'articolo 28, quarto comma, e dall'articolo 44, secondo
comma, del testo unico, e successive modificazioni, sono prorogati al
16 marzo. Il decreto ministeriale di approvazione delle tariffe
fissera', nelle relative modalita' di applicazione, i criteri per
eventuali conguagli.
6. Ferma restando la possibilita' di modifica con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
su delibera del consiglio di amministrazione dell'INAIL, la misura
massima dei tassi medi nazionali e' ridotta al 130 per mille.
7. Ai fini del finanziamento del disavanzo della gestione
agricoltura e' autorizzata per gli anni 2000 e 2001 la spesa di lire
700 miliardi annui, ai sensi dell'articolo 55, comma 1, lettera o),
della legge 17 maggio 1999, n. 144, e relative disposizioni
attuative. Per gli anni successivi, nei limiti di lire 700 miliardi
annui, la spesa e' autorizzata subordinatamente all'adozione dei
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri di cuiall'articolo
8 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, emanati successivamente alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 4.
Assicurazione dei lavoratori dell'area dirigenziale
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo, fermo restando quanto disposto dagli articoli 1 e 4 del
testo unico, sono soggetti all'obbligo assicurativo contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali i dipendenti dai
soggetti di cui all'articolo 9 del testo unico, appartenenti all'area
dirigenziale anche qualora vigano previsioni, contrattuali o di
legge, di tutela con polizze privatistiche. La retribuzione valevole
ai fini contributivi e risarcitivi e' pari al massimale per la
liquidazione delle rendite, di cui all'articolo 116, comma 3, del
testo unico. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, da emanarsi entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo, su delibera del
consiglio di amministrazione dell'INAIL, vengono individuati i
riferimenti tariffari per la classificazione delle lavorazioni svolte
dai suddetti dipendenti.
2. I premi versati anteriormente alla data dell'entrata in vigore
del presente decreto legislativo conservano la loro efficacia anche
ai fini delle relative prestazioni. Per l'anno 1999 e fino
all'entrata in vigore del presente decreto legislativo, la
retribuzione valevole ai fini della determinazione del premio e'
quella indicata nel comma 1. Nel caso di infortuni sul lavoro o
malattie professionali che comportino l'obbligo per l'INAIL di
corrispondere prestazioni per periodi antecedenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo, il relativo
rapporto assicurativo decorre dalla data dell'evento indennizzato.
3. Ferma restando la decorrenza dell'obbligo assicurativo e del
diritto alle prestazioni dalla data di cui al comma 1, in sede di
prima applicazione, i termini per la presentazione delle denunce di
cui all'articolo 12 del testo unico sono stabiliti in trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
Art. 5.
Assicurazione dei lavoratori parasubordinati
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo, sono soggetti all'obbligo assicurativo i lavoratori
parasubordinati indicati all'articolo 49, comma 2, lettera a), del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni e integrazioni, qualora svolgano le
attivita' previste dall'articolo 1 del testo unico o, per l'esercizio
delle proprie mansioni, si avvalgano, non in via occasionale, di
veicoli a motore da essi personalmente condotti.
2. Ai fini dell'assicurazione INAIL il committente e' tenuto a
tutti gli adempimenti del datore di lavoro previsti dal testo unico.
3. Il premio assicurativo e' ripartito nella misura di un terzo a
carico del lavoratore e di due terzi a carico del committente.
4. Ai fini del calcolo del premio la base imponibile e' costituita
dai compensi effettivamente percepiti, salvo quanto stabilito
dall'articolo 116, comma 3, del testo unico. Il tasso applicabile
all'attivita' svolta dal lavoratore e' quello dell'azienda qualora
l'attivita' stessa sia inserita nel ciclo produttivo, in caso
contrario, dovra' essere quello dell'attivita' effettivamente svolta.
5. Ferma restando la decorrenza dell'obbligo assicurativo e del
diritto alle prestazioni dalla data di cui al comma 1, in sede di
prima applicazione, i termini per la presentazione delle denunce di
cui all'articolo 12 del testo unico sono stabiliti in trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
Art. 6.
Assicurazione degli sportivi professionisti
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo sono soggetti all'obbligo assicurativo gli sportivi
professionisti dipendenti dai soggetti di cui all'articolo 9 del
testo unico, anche qualora vigano previsioni, contrattuali o di
legge, di tutela con polizze privatistiche. Con decreto del Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, da
emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, su delibera del consiglio di amministrazione
dell'INAIL, saranno stabilite le retribuzioni e i relativi
riferimenti tariffari ai fini della determinazione del premio
assicurativo.
((1-bis. Dalla data di decorrenza dell'obbligo assicurativo, le retribuzioni stabilite ai fini della determinazione del premio valgono anche ai fini della liquidazione della indennita' giornaliera di inabilita' temporanea assoluta, di cui all'articolo 66, numero 1), del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.))
2. Ferma restando la decorrenza dell'obbligo assicurativo e del
diritto alle prestazioni dalla data di cui al comma 1, in sede di
prima applicazione, i termini per la presentazione delle denunce di
cui all'articolo 12 del testo unico sono stabiliti in trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
Art. 7.
Lavoratori italiani operanti nei Paesi extracomunitari
1. Le tariffe di cui all'articolo 3 si applicano anche per le
attivita' svolte dai lavoratori italiani operanti nei Paesi
extracomunitari, di cui al decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398.
2. In caso di insussistenza dell'ultima condizione indicata
nell'articolo 2, comma 6-bis, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, i
datori di lavoro sono tenuti al pagamento, nei confronti dell'INAIL,
di un premio integrativo, da applicarsi con decorrenza dalla data di
entrata in vigore del suddetto decreto-legge, a copertura delle
prestazioni dovute dall'Istituto stesso ai sensi del testo unico. La
misura del premio integrativo e' determinata con decreto del Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, da
emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, su delibera del consiglio di amministrazione
dell'INAIL. I premi versati anteriormente alla data di entrata in
vigore del presente decreto legislativo restano acquisiti e
conservano la loro efficacia anche ai fini delle relative
prestazioni.
Art. 8.
Retribuzioni di ragguaglio
1. All'articolo 30 il quarto comma del testo unico e' sostituito
dal seguente: "Nei casi in cui i prestatori d'opera non percepiscano
retribuzione fissa o comunque la remunerazione non sia accettabile,
si assume, qualora non siano stabilite tabelle fisse di salari medi o
convenzionali, la retribuzione valida ai fini della determinazione
del minimale di legge per la liquidazione delle rendite di cui
all'articolo 116, comma 3.".
Capo II
Disposizioni in materia di prestazioni
Art. 9
Rettifica per errore
1. Le prestazioni a qualunque titolo erogate dall'istituto
assicuratore possono essere rettificate dallo stesso Istituto in caso
di errore di qualsiasi natura commesso in sede di attribuzione,
erogazione o riliquidazione delle prestazioni. Salvo i casi di dolo o
colpa grave dell'interessato accertati giudizialmente, l'istituto
assicuratore puo' esercitare la facolta' di rettifica entro dieci
anni dalla data di comunicazione dell'originario provvedimento
errato.
2. In caso di mutamento della diagnosi medica e della valutazione
da parte dell'istituto assicuratore successivamente al riconoscimento
delle prestazioni, l'errore, purche' non riconducibile a dolo o colpa
grave dell'interessato accertati giudizialmente, assume rilevanza ai
fini della rettifica solo se accertato con i criteri, metodi e
strumenti di indagine disponibili all'atto del provvedimento
originario.
3. L'errore non rettificabile comporta il mantenimento delle
prestazioni economiche in godimento al momento in cui l'errore stesso
e' stato rilevato.
4. E' abrogato il primo periodo del comma 5 dell'articolo 55 della
legge 9 marzo 1989, n. 88.
5. I soggetti nei cui confronti si e' proceduto a rettifica delle
prestazioni sulla base della normativa precedente possono chiedere
all'istituto assicuratore il riesame del provvedimento. ((5))
6. Nei casi prescritti o definiti con sentenza passata in
giudicato, la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza,
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo. In caso di accoglimento la riattribuzione della
prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda
e non da' diritto alla restituzione di somme arretrate. ((5))
7. Nei casi non prescritti o non definiti con sentenza passata in
giudicato, per la presentazione della domanda si applica, se piu'
favorevole, il termine di cui al comma 6. In caso di accoglimento
della domanda, la riattribuzione della prestazione avverra' con
decorrenza dalla data di annullamento o di riduzione della stessa.
((5))
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AGGIORNAMENTO (5)
La Corte costituzionale, con sentenza 5-10 maggio 2005, n. 191 (in
G.U. 1a s.s. 18/5/2005, n. 20) ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 9, commi 5, 6 e 7, del decreto legislativo
23 febbraio 2000, n. 38 (Disposizioni in materia di assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma
dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144)".
Art. 10.
Malattie professionali
1. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo, e' costituita una commissione
scientifica per l'elaborazione e la revisione periodica dell'elenco
delle malattie di cui all'articolo 139 e delle tabelle di cui agli
articoli 3 e 211 del testo unico, composta da non piu' di quindici
componenti in rappresentanza del Ministero del lavoro e della
previdenza sociale, del Ministero della sanita', del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dell'Istituto
superiore della sanita', del Consiglio nazionale delle ricerche
(CNR), dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del
lavoro (ISPESL), dell'Istituto italiano di medicina sociale,
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), dell'INAIL,
dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA),
nonche' delle Aziende sanitarie locali (ASL) su designazione dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano. Con il medesimo decreto
vengono stabilite la composizione e le norne di funzionamento della
commissione stessa.
2. Per l'espletamento della sua attivita' la commissione si puo'
avvalere della collaborazione di istituti ed enti di ricerca.
3. Alla modifica e all'integrazione delle tabelle di cui agli
articoli 3 e 211 del testo unico, si fa luogo, su proposta della
commissione di cui al comma 1, con decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanita',
sentite le organizzazioni sindacali nazionali di categoria
maggiormente rappresentative.
4. Fermo restando che sono considerate malattie professionali anche
quelle non comprese nelle tabelle di cui al comma 3 delle quali il
lavoratore dimostri l'origine professionale, l'elenco delle malattie
di cui all'articolo 139 del testo unico conterra' anche liste di
malattie di probabile e di possibile origine lavorativa, da tenere
sotto osservazione ai fini della revisione delle tabelle delle
malattie professionali di cui agli articoli 3 e 211 del testo unico.
Gli aggiornamenti dell'elenco sono effettuati con cadenza annuale con
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale su
proposta della commissione di cui al comma 1. La trasmissione della
copia della denuncia di cui all'articolo 139, comma 2, del testo
unico e successive modificazioni e integrazioni, e' effettuata, oltre
che alla azienda sanitaria locale, anche alla sede dell'istituto
assicuratore competente per territorio.
5. Ai fini del presente articolo, e' istituito, presso la banca
dati INAIL, il registro nazionale delle malattie causate dal lavoro
ovvero ad esso correlate. Al registro possono accedere, in ragione
della specificita' di ruolo e competenza e nel rispetto delle
disposizioni di cui alla legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive
modificazioni ed integrazioni, oltre la commissione di cui al comma
1, le strutture del Servizio sanitario nazionale, le direzioni
provinciali del lavoro e gli altri soggetti pubblici cui, per legge o
regolamento, sono attribuiti compiti in materia di protezione della
salute e di sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro.
Art. 11.
Rivalutazione delle rendite
1. Con effetto dall'anno 2000 e a decorrere dal 1o luglio di
ciascun anno la retribuzione di riferimento per la liquidazione delle
rendite corrisposte dall'INAIL ai mutilati e agli invalidi del lavoro
relativamente a tutte le gestioni di appartenenza dei medesimi, e'
rivalutata annualmente, ((su delibera del consiglio di amministrazione dell'INAIL, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, previa conferenza di servizi con il Ministero dell'economia e delle finanze e, nei casi previsti dalla legge, con il Ministero della salute)) sulla base della variazione
effettiva dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati
intervenuta rispetto all'anno precedente. Gli incrementi annuali,
come sopra determinati, verranno riassorbiti nell'anno in cui
scattera' la variazione retributiva minima non inferiore al 10 per
cento fissata all'articolo 20, commi 3 e 4, della legge 28 febbraio
1986, n. 41, rispetto alla retribuzione presa a base per l'ultima
rivalutazione effettuata ai sensi del medesimo articolo 20.
2. I principi di cui al comma 1 si applicano anche alle rendite
corrisposte da altri enti gestori dell'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro previsti dal testo unico.
Art. 12.
Infortunio in itinere
1. All'articolo 2 e all'articolo 210 del testo unico e' aggiunto,
in fine, il seguente comma:
"Salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti
dal lavoro o, comunque, non necessitate, l'assicurazione comprende
gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale
percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di
lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro
se il lavoratore ha piu' rapporti di lavoro e, qualora non sia
presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso
di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione
abituale dei pasti. L'interruzione e la deviazione si intendono
necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze
essenziali ed improrogabili o all'adempimento di obblighi penalmente
rilevanti. L'assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo
di trasporto privato, purche' necessitato. Restano, in questo caso,
esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall'abuso di alcolici e
di psicofarmaci o dall'uso non terapeutico di stupefacenti ed
allucinogeni; l'assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del
conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida.".
Art. 13
Danno biologico
1. In attesa della definizione di carattere generale di danno
biologico e dei criteri per la determinazione del relativo
risarcimento, il presente articolo definisce, in via sperimentale, ai
fini della tutela dell'assicurazione obbligatoria conto gli infortuni
sul lavoro e le malattie professionali il danno biologico come la
lesione all'integrita' psicofisica, suscettibile di valutazione
medico legale, della persona. Le prestazioni per il ristoro del danno
biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacita' di
produzione del reddito del danneggiato.
2. In caso di danno biologico, i danni conseguenti ad infortuni sul
lavoro verificatisi, nonche' a malattie professionali denunciate a
decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di
cui al comma 3, l'INAIL nell'ambito del sistema d'indennizzo e
sostegno sociale, in luogo della prestazione di cui all'articolo 66,
primo comma, numero 2), del testo unico, eroga l'indennizzo previsto
e regolato dalle seguenti disposizioni:
a) le menomazioni conseguenti alle lesioni dell'integrita'
psicofisica di cui al comma 1 sono valutate in base a specifica
"tabella delle menomazioni", comprensiva degli aspetti
dinamico-relazionali. L'indennizzo delle menomazioni di grado pari o
superiore al 6 per cento ed inferiore al 16 per cento e' erogato in
capitale, dal 16 per cento e' erogato in rendita, nella misura
indicata nell'apposita "tabella indennizzo danno biologico". Per
l'applicazione di tale tabella si fa riferimento all'eta'
dell'assicurato al momento della guarigione clinica. Non si applica
il disposto dell'articolo 91 del testo unico;
b) le menomazioni di grado pari o superiore al 16 per cento danno
diritto all'erogazione di un'ulteriore quota di rendita per
l'indennizzo delle conseguenze delle stesse, commisurata al grado
della menomazione, alla retribuzione dell'assicurato e al
coefficiente di cui all'apposita "tabella dei coefficienti", che
costituiscono indici di determinazione della percentuale di
retribuzione da prendere in riferimento per l'indennizzo delle
conseguenze patrimoniali, in relazione alla categoria di attivita'
lavorativa di appartenenza dell'assicurato e alla ricollocabilita'
dello stesso. (( Per la determinazione della corrispondente quota di rendita, la retribuzione, determinata con le modalita' e i criteri previsti dal testo unico, viene moltiplicata per il coefficiente di cui alla "tabella dei coefficienti" e per il grado percentuale di menomazione. )) ((2))
3. Le tabelle di cui alle lettere a) e b), i relativi criteri
applicativi e i successivi adeguamenti sono approvati con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale su delibera del
consiglio di amministrazione dell'INAIL. In sede di prima attuazione
il decreto ministeriale e' emanato entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo.
4. Entro dieci anni dalla data dell'infortunio, o quindici anni se
trattasi di malattia professionale, qualora le condizioni
dell'assicurato, dichiarato guarito senza postumi d'invalidita'
permanente o con postumi che non raggiungono il minimo per
l'indennizzabilita' in capitale o per l'indennizzabilita' in rendita,
dovessero aggravarsi in conseguenza dell'infortunio o della malattia
professionale in misura da raggiungere l'indennizzabilita' in
capitale o in rendita, l'assicurato stesso puo' chiedere all'istituto
assicuratore la liquidazione del capitale o della rendita, formulando
la domanda nei modi e nei termini stabiliti per la revisione della
rendita in caso di aggravamento. L'importo della rendita e' decurtato
dell'importo dell'eventuale indennizzo in capitale gia' corrisposto.
La revisione dell'indennizzo in capitale, per aggravamento della
menomazione sopravvenuto nei termini di cui sopra, puo' avvenire una
sola volta. Per le malattie neoplastiche, per la silicosi e
l'asbestosi e per le malattie infettive e parassitarie la domanda di
aggravamento, ai fini della liquidazione della rendita, puo' essere
presentata anche oltre i limiti temporali di cui sopra, con scadenze
quinquennali dalla precedente revisione.
5. Nel caso in cui l'assicurato, gia' colpito da uno o piu' eventi
lesivi rientranti nella disciplina delle presenti disposizioni,
subisca un nuovo evento lesivo si procede alla valutazione
complessiva dei postumi ed alla liquidazione di un'unica rendita o
dell'indennizzo in capitale corrispondente al grado complessivo della
menomazione dell'integrita' psicofisica. L'importo della nuova
rendita o del nuovo indennizzo in capitale e' decurtato dell'importo
dell'eventuale indennizzo in capitale gia' corrisposto e non
recuperato.
6. Il grado di menomazione dell'integrita' psicofisica causato da
infortunio sul lavoro o malattia professionale, quando risulti
aggravato da menomazioni preesistenti concorrenti derivanti da fatti
estranei al lavoro o da infortuni o malattie professionali
verificatisi o denunciate prima della data di entrata in vigore del
decreto ministeriale di cui al comma 3 e non indennizzati in rendita,
deve essere rapportato non all'integrita' psicofisica completa, ma a
quella ridotta per effetto delle preesistenti menomazioni, il
rapporto e' espresso da una frazione in cui il denominatore indica il
grado d'integrita' psicofisica preesistente e il numeratore la
differenza tra questa ed il grado d'integrita' psicofisica residuato
dopo l'infortunio o la malattia professionale. Quando per le
conseguenze degli infortuni o delle malattie professionali
verificatisi o denunciate prima della data di entrata in vigore del
decreto ministeriale di cui al comma 3 l'assicurato percepisca una
rendita o sia stato liquidato in capitale ai sensi del testo unico,
il grado di menomazione conseguente al nuovo infortunio o alla nuova
malattia professionale viene valutato senza tenere conto delle
preesistenze. In tale caso, l'assicurato continuera' a percepire
l'eventuale rendita corrisposta in conseguenza di infortuni o
malattie professionali verificatisi o denunciate prima della data
sopra indicata.
7. La misura della rendita puo' essere riveduta, nei modi e nei
termini di cui agli articoli 83, 137 e 146 del testo unico. La
rendita puo' anche essere soppressa nel caso di recupero
dell'integrita' psicofisica nei limiti del minimo indennizzabile in
rendita. In tale caso, qualora il grado di menomazione accertato sia
compreso nel limite indennizzabile in capitale, viene corrisposto
l'indennizzo in capitale calcolato con riferimento all'eta'
dell'assicurato al momento della soppressione della rendita.
8. Quando per le condizioni della lesione non sia ancora
accertabile il grado di menomazione dell'integrita' psicofisica e
sia, comunque, presumibile che questa rientri nei limiti
dell'indennizzo in capitale, l'istituto assicuratore puo' liquidare
un indennizzo in capitale in misura provvisoria, dandone
comunicazione all'interessato entro trenta giorni dalla data di
ricevimento del certificato medico constatante la cessazione
dell'inabilita' temporanea assoluta, con riserva di procedere a
liquidazione definitiva non prima di sei mesi e non oltre un anno
dalla data di ricevimento del predetto certificato medico. In ogni
caso l'indennizzo definitivo non puo' essere inferiore a quello
provvisoriamente liquidato.
9. In caso di morte dell'assicurato, avvenuta prima che l'istituto
assicuratore abbia corrisposto l'indennizzo in capitale, e' dovuto un
indennizzo proporzionale al tempo trascorso tra la data della
guarigione clinica e la morte.
10. Per l'applicazione dell'articolo 77 del testo unico si fa
riferimento esclusivamente alla quota di rendita di cui al comma 2,
lettera b).
11. Per quanto non previsto dalle presenti disposizioni, si applica
la normativa del testo unico, in quanto compatibile.
12. All'onere derivante dalla prima applicazione del presente
articolo, valutato in lire 340 miliardi annui, si fa fronte con
un'addizionale sui premi e contributi assicurativi nella misura e con
le modalita' stabilite con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale di cui al comma 3.
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AGGIORNAMENTO (2)
Il D.Lgs. 19 aprile 2001, n. 202 ha disposto (con l'art. 1, comma
1) che "La disposizione di cui al presente periodo si applica ai
danni conseguenti ad infortuni sul lavoro verificatisi, nonche' a
malattie professionali denunciate a decorrere dal 25 luglio 2000".
Art. 13-bis
(( (Disposizioni in tema di menomazione dell'integrita' psicofisica) ))
((1. All'articolo 178 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, al secondo comma, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, abbiano subito o subiscano una menomazione dell'integrita' psicofisica di grado pari o superiore al 60 per cento". 2. All'articolo 150, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: "purche' non superiore all'ottanta per cento" sono inserite le seguenti: "e, per le malattie denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, con menomazione dell'integrita' psicofisica di qualunque grado, purche' non superiore al 60 per cento". 3. All'articolo 220 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: "di grado non inferiore al 50 per cento" sono inserite le seguenti: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, ai titolari di rendita per menomazione dell'integrita' psicofisica di grado non inferiore al 35 per cento". 4. All'articolo 76, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: "invalidita' permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella tabella allegato n. 3" sono inserite le seguenti: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, nei casi di invalidita' conseguente a menomazioni elencate nella predetta tabella". 5. All'articolo 218, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: "invalidita' permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella tabella allegato n. 3" sono inserite le seguenti: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, nei casi di invalidita' conseguente a menomazioni elencate nella predetta tabella". 6. All'articolo 11 della legge 10 maggio 1982, n. 251, e' aggiunto il seguente comma: "Ferme restando tutte le altre condizioni, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, lo speciale assegno continuativo mensile di cui al primo comma spetta nel caso di morte, avvenuta per cause non dipendenti dall'infortunio o dalla malattia professionale, del titolare di rendita per menomazione dell'integrita' psicofisica di grado non inferiore al 48 per cento". 7. All'articolo 10, terzo comma, della legge 5 maggio 1976, n. 248, al numero 1) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, dell'integrita' psicofisica di grado superiore al 20 per cento")).
Capo III
Disposizioni in materia di semplificazione e snellimento delle
procedure
Art. 14.
Norme in materia di procedure e speditezza
dell'azione amministrativa
1. Al fine di garantire maggiore speditezza all'azione
amministrativa, il consiglio di amministrazione dell'INAIL puo'
adottare delibere intese a semplificare e a snellire aspetti
procedurali della disciplina dell'assicurazione conto gli infortuni
sul lavoro e le malattie professionali. Tali delibere sono soggette
all'approvazione del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica. La presente disposizione non si applica ai
procedimenti aventi ad oggetto diritti soggettivi.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo, i datori di lavoro soggetti alle disposizioni del testo
unico debbono comunicare all'INAIL. ferme restando le disposizioni di
cui all'articolo 12 del medesimo testo unico, il codice fiscale dei
lavoratori assunti o cessati dal servizio contestualmente
all'instaurazione del rapporto di lavoro o alla sua cessazione. In
caso di omessa o errata comunicazione e' applicata una sanzione
amministrativa di lire centomila per lavoratore. Ai proventi
derivanti dalla comminazione di detta sanzione si applicano le
disposizioni di cui all'articolo 197 del testo unico e successive
modificazioni e integrazioni. ((4))
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AGGIORNAMENTO (4)
Il D.Lgs. 21 aprile 2000, n. 181, come modificato dal D. Lgs. 19
dicembre 2002, n. 297 ha disposto (con l'art. 5, comma 2-bis) che "A
decorrere dalla medesima data il comma 2 dell'articolo 14 del decreto
legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, e' soppresso."
Capo IV
Disposizioni in materia di riordinamento dei compiti e della gestione
del Casellario centrale infortuni.
Art. 15.
Natura e funzione del Casellario centrale infortuni
1. Il Casellario centrale infortuni, di seguito denominato
Casellario, svolge con autonomia gestionale una funzione pubblica,
sotto la vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, avvalendosi della struttura e delle risorse organizzative
poste a disposizione dall'INAIL, il quale provvede alle relative
necessita', determinate secondo le indicazioni dell'organo di governo
del Casellario, di cui all'articolo 19, comma 2, mediante previsione
di spesa su separato capitolo nell'ambito del bilancio dell'Istituto.
2. Il Casellario e' titolare della banca dati, relativa agli
infortuni professionali e non professionali ed alle malattie
professionali, la quale viene alimentata dai soggetti indicati
nell'articolo 17, in seguito denominati utenti.
Art. 16.
Compiti del Casellario
1. Il Casellario svolge i seguenti compiti:
a) archiviare, conservare, comunicare agli utenti dati, relativi
a casi d'infortunio professionale e non professionale e di malattia
professionale, i quali importino invalidita' permanente o morte,
anche a prescindere da uno specifico evento lesivo;
b) elaborare i dati, mediante procedure informatiche, che
consentano l'ottimizzazione della loro utilizzazione anche in forma
aggregata da parte dei soggetti autorizzati;
c) favorire l'integrazione ed il raccordo della propria banca
dati con altre analoghe a livello nazionale e sovranazionale, nonche'
con quelle a carattere previdenziale.
2. Puo', altresi', fornire dati in forma aggregata per indagini
conoscitive alle istituzioni pubbliche e private di studi e ricerche.
Art. 17.
Utenti del Casellario
1. Sono autorizzati all'accesso alle informazioni contenute nella
banca dati:
a) gli istituti che esercitano l'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro;
b) gli enti che esercitano, congiuntamente o disgiuntamente,
l'assicurazione contro i rischi di infortunio e l'assicurazione conto
i rischi derivanti dalla circolazione di automezzi, soggetti al
controllo dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private
e di interesse collettivo (ISVAP).
Art. 18.
Obblighi e diritti degli utenti
1. Gli utenti sono tenuti a comunicare al Casellario i casi
d'invalidita' derivanti da infortunio professionale e non o da
malattia professionale, il relativo grado ed eventuali variazioni o
altri casi d'invalidita' o di morte, comunque accertati
nell'esercizio delle loro funzioni istituzionali.
2. I soggetti di cui al comma 1, hanno diritto ad acquisire i dati
relativi a casi d'infortunio professionale e non professionale e di
malattia professionale, i quali importino invalidita' permanente o
morte, nonche' dati in forma aggregata per indagini conoscitive
sull'esistenza di precedenti, anche indipendentemente dal verificarsi
di un evento lesivo.
3. Le comunicazioni relative agli eventi di cui ai commi 1 e 2
devono essere effettuate nei termini e con le modalita' indicati nel
regolamento di esecuzione, di cui all'articolo 22.
4. Gli utenti rispondono in proprio, ai sensi della legge 31
dicembre 1996, n. 675, e successive modifiche e integrazioni, della
utilizzazione dei dati acquisiti dal Casellario.
5. Per consentire l'adeguamento delle strutture organizzative ed
informative, l'obbligo di cui al comma 1 relativo agli enti che
esercitano l'assicurazione contro i rischi derivanti dalla
circolazione di automezzi decorre a partire dall'anno successivo alla
data di entrata in vigore del regolamento di esecuzione di cui
all'articolo 22.
Art. 19.
Organi del Casellario
1. Gli organi del Casellario sono:
a) comitato di gestione;
b) presidente;
c) il dirigente responsabile del casellario.
2. Il comitato di gestione, di seguito denominato comitato, e'
composto da:
a) un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, con funzioni di presidente;
b) un rappresentante dell'INAIL;
c) un rappresentante dell'Istituto di previdenza per il settore
marittimo (IPSEMA);
d) un rappresentante dell'utenza pubblica diverso dall'INAIL;
e) un rappresentante dell'Ente nazionale di previdenza e
assistenza per gli impiegati dell'agricoltura (ENPAIA);
f) un rappresentante delle imprese di assicurazione designato
dall'Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici (A.N.I.A.);
g) il dirigente responsabile del Casellario, designato
dall'INAIL;
h) due esperti, uno in materia di assicurazione e uno in materia
di discipline statistiche, designati dal Ministro del lavoro e della
previdenza sociale.
Su delibera del comitato di gestione approvata con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale puo' essere variata la
composizione del comitato medesimo in funzione delle esigenze
emergenti.
3. I membri, nominati con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, durano in carica quattro anni e possono essere
confermati per una sola volta. Il comitato e' validamente costituito
con la presenza della meta' piu' uno dei componenti. Le deliberazioni
sono assunte a maggioranza assoluta. Il comitato svolge i seguenti
compiti:
a) stabilisce le modalita' per l'acquisizione e la gestione dei
dati;
b) determina le linee generali e i criteri di massima per la
gestione del servizio;
c) delibera il regolamento di esecuzione di cui all'articolo 22;
d) determina i contributi dovuti dagli utenti, in base alla spesa
effettivamente sostenuta;
e) sovrintende in genere al funzionamento ed alla gestione del
Casellario, adottando i necessari provvedimenti;
f) delibera, annualmente, il bilancio di previsione e il conto
consuntivo della gestione e lo sottopone al consiglio di
amministrazione dell'INAIL.
4. Il presidente:
a) ha la rappresentanza legale del Casellario;
b) assume i provvedimenti di carattere indilazionabile,
sottoponendoli a ratifica del comitato nella prima riunione utile.
5. Il dirigente responsabile del Casellario:
a) cura l'esecuzione delle deliberazioni del comitato;
b) dirige i servizi e, sulla base delle deliberazioni del
comitato, organizza il funzionamento di essi;
c) segnala al comitato i casi di inadempienza da parte degli
utenti;
d) firma gli atti di gestione in conformita' alla disciplina di
cui al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni e integrazioni, nonche' gli altri la cui firma sia a
lui delegata dal presidente;
e) esercita in genere tutte le attribuzioni a lui demandate dal
comitato;
f) svolge una funzione di collegamento con le strutture
competenti dell'INAIL, in ordine all'acquisizione e gestione delle
risorse ed alla regolazione dei flussi finanziari nell'ambito del
bilancio dell'INAIL.
Art. 20.
S a n z i o n i
1. L'inosservanza degli obblighi di cui all'articolo 18, comma 1,
comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa di L. 50.000,
maggiorata del 10 per cento in ogni caso di reiterazione. Ai proventi
derivanti dalla comminazione di detta sanzione si applicano le
disposizioni di cui all'articolo 197 del testo unico, e successive
modificazioni e integrazioni.
Art. 21.
Contributi
1. Le spese per le modifiche strutturali, l'aggiornamento delle
tecnologie, il funzionamento in genere del Casellario sono anticipate
dall'INAIL e, successivamente, ripartite tra gli utenti di cui
all'articolo 17.
2. Il contributo viene determinato, annualmente, dal comitato, in
base alla spesa effettivamente sostenuta per il servizio e
commisurato ad una percentuale dei premi e contributi di
assicurazione, ivi compresi, nel limite del 10 per cento i premi di
assicurazione relativi alla responsabilita' civile auto, incassati
nell'anno di riferimento.
Art. 22.
Regolamento di esecuzione
1. Le norme di esecuzione del presente capo, nonche' le modalita'
di individuazione dei responsabili del trattamento dei dati ed il
sistema di sicurezza degli accessi nel rispetto della legge 31
dicembre 1996, n. 675, sono disciplinati con regolamento, adottato
dal comitato entro novanta giorni dal suo insediamento ed approvato
con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale.
2. Sono abrogate le disposizioni incompatibili con le norme di cui
al presente capo.
Capo V
Interventi per il miglioramento delle misure di prevenzione
Art. 23.
Programmi e progetti in materia di sicurezza e igiene del lavoro
1. E' istituito, in via sperimentale, per il triennio 1999-2001, in
seno alla contabilita' generale dell'INAIL, apposita evidenza
finalizzata, nel limite consentito dalla normativa comunitaria, ad
interventi di sostegno di:
a) programmi di adeguamento delle strutture e dell'organizzazione
alle normative di sicurezza e igiene del lavoro delle piccole e medie
imprese e dei settori agricolo e artigianale, in attuazione del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni;
b) progetti per favorire l'applicazione degli articoli 21 e 22
del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni, anche tramite la produzione di strumenti e prodotti
informatici, multimediali, grafico visivi e banche dati, da rendere
disponibili per chiunque in forma gratuita o a costo di produzione.
2. Per il finanziamento degli interventi di cui al comma 1, con
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di
concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, sono determinate, in misura percentuale,
sulla base delle risultanze del bilancio, le risorse economiche da
conferire nei limiti di complessivi 600 miliardi di lire.
3. Nell'ambito dei poteri programmatori, l'INAIL determina:
a) i criteri di priorita' per l'ammissione dei progetti, avendo
particolare riguardo all'ambito lavorativo in cui risulta piu'
accentuato il fenomeno infortunistico;
b) le modalita' per la formulazione dei progetti;
c) i termini di presentazione dei progetti;
d) l'entita' delle risorse da destinare annualmente alle
finalita' di cui al comma 1 con particolare riguardo ai programmi di
adeguamento delle strutture e dell'organizzazione alla normativa in
materia di sicurezza e di igiene sul lavoro.
4. La determinazione di cui al comma 3 e' sottoposta
all'approvazione del Ministro del lavoro e della previdenza sociale.
5. Il consiglio di amministrazione dell'INAIL, sulla base dei
principi e dei criteri definiti dalle norme regolamentari di cui al
comma 3, provvede all'approvazione dei singoli progetti.
Art. 24.
Progetti formativi e per l'abbattimento delle barriere
architettoniche
1. Il consiglio di indirizzo e vigilanza dell'INAIL definisce, in
via sperimentale, per il triennio 1999-2001, d'intesa con le regioni,
in raccordo con quanto stabilito in materia dalla legge 12 marzo
1999, n. 68, indirizzi programmatici finalizzati alla promozione e al
finanziamento dei progetti formativi di riqualificazione
professionale degli invalidi del lavoro, nonche', in tutto o in
parte, dei progetti per l'abbattimento delle barriere architettoniche
nelle piccole e medie imprese e nelle imprese agricole e artigiane
che sono tenute a mantenere in servizio o che assumono invalidi del
lavoro, determinandone gli stanziamenti in relazione ai maggiori
flussi finanziari derivanti dai piani di lotta all'evasione
contributiva nel limite di 150 miliardi complessivi.
2. Sulla base degli indirizzi programmatici di cui al comma 1, il
consiglio di amministrazione dell'INAIL definisce i criteri e le
modalita' per l'approvazione dei singoli progetti in analogia a
quanto previsto dall'articolo 23, comma 3.
Capo VI
Primi interventi di riordino dell'assicurazione infortuni in
agricoltura
Art. 25.
Denuncia degli infortuni sul lavoro
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo, l'obbligo di denuncia degli infortuni sul lavoro di cui
agli articoli 238 e 239 del testo unico e' posto a carico del datore
di lavoro, per gli operai agricoli a tempo determinato, e a carico
del titolare del nucleo di appartenenza dell'infortunato, per i
lavoratori agricoli autonomi.
2. Le modalita' operative per la denuncia di cui al comma 1 sono
stabilite con delibera del consiglio di amministrazione dell'INAIL da
approvarsi con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale.
Art. 26.
Verifiche ispettive per l'evasione e l'elusione assicurativa
1. Sulla base delle risultanze dell'istruttoria per la liquidazione
delle prestazioni per infortuni o malattia professionale, l'INAIL
provvede ad effettuare adeguati controlli ispettivi circa la
regolarita' assicurativa delle aziende di riferimento, nell'ambito di
piani di attivita' concordati con IINPS.
Art. 27.
Banca dati
1. L'INAIL provvede a realizzare, in raccordo con l'INPS e con
l'Anagrafe delle aziende agricole di cui all'articolo 14, comma 3,
del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, per quanto riguarda
le informazioni sulle aziende assicurate, una banca dati per i rischi
professionali in agricoltura in modo da rilevare informazioni su
specifici andamenti infortunistici, distintamente per diverse realta'
produttive e per diverse zone territoriali, nonche' informazioni
sulle cause e circostanze dell'evento lesivo, al fine di valutarne
l'incidenza economica per settore, e in modo da formulare ipotesi di
condizioni di equilibrio finanziario che tengano conto del rapporto
di equilibrio fra solidarieta' di categoria e solidarieta' generale.
2. Alla banca dati di cui al comma 1 possono accedere le
organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative
del settore.
Art. 28.
Rideterminazione dei contributi
1. Ai fini del riequilibrio e del risanamento della gestione
agricoltura, compatibilmente con la specificita' del settore, fermo
restando quanto disposto dagli articoli 257 e 262 del testo unico, e'
previsto, per glianni 2001-2005, un incremento dei contributi in
quota capitaria dovuti dai lavoratori autonomi agricoli nella misura
massima complessiva del 50 per cento.
2. Per gli anni 2001 e 2002, l'incremento dei contributi di cui al
comma 1 e' fissato nella misura del 12,5 per cento per ciascun anno;
per gli anni successivi, la misura dell'incremento e' stabilita con
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di
concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, su delibera del consiglio di
amministrazione dell'INAIL.
3. Con effetto dall'anno 2001 le aliquote contributive per i
lavoratori agricoli dipendenti sono incrementate del 12,5 per cento.
4. A decorrere dall'anno 2001, con decreto del Ministro del lavoro
e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, puo' essere
determinata la quota parte dei proventi derivanti dalla dismissione
dei beni e dei diritti immobiliari dell'INAIL destinata a riduzione
dell'incremento dei contributi del settore agricolo previsto dal
presente articolo.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 23 febbraio 2000
CIAMPI
D'Alema, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Salvi, Ministro del lavoro e della
previdenza sociale
Amato, Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione
economica
Bindi, Ministro della sanita'
De Castro, Ministro delle politiche
agricole e forestali
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
Avvertenza: In supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale - serie generale - del 20 marzo 2000 si
procedera' alla ripubblicazione del testo del presente
decreto legislativo corredato delle relative note, ai sensi
dell'art. 8, comma 3, del regolamento di esecuzione del
testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle
leggi, sulla emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 14 marzo 1986, n. 217.