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DECRETO LEGISLATIVO 25 febbraio 2000, n. 61

Attuazione della direttiva 97/81/CE relativa all'accordo-quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Vista  la  direttiva  97/81/CE, del Consiglio del 15 dicembre 1997,
relativa  all'accordo  quadro  sul  lavoro  a tempo parziale concluso
dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES;
  Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25, ed in particolare l'articolo
2 e l'allegato A;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 28 gennaio 2000;
  Sulla  proposta  del  Ministro  per  le politiche comunitarie e del
Ministro  del  lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri  degli  affari  esteri,  della  giustizia,  del  tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, per le pari opportunita' e
per la funzione pubblica;
                              E m a n a
il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1
                             Definizioni

  1.  Nel rapporto di lavoro subordinato l'assunzione puo' avvenire a
tempo pieno o a tempo parziale.
  2. Ai fini del presente decreto legislativo si intende:
   ((a) per "tempo pieno" l'orario normale di lavoro di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, o l'eventuale minor orario normale fissato dai contratti collettivi applicati;))
   b)  per "tempo parziale" l'orario di lavoro, fissato dal contratto
individuale,  cui  sia  tenuto  un  lavoratore,  che risulti comunque
inferiore a quello indicato nella lettera a);
   c)  per  "rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale"
quello  in  cui  la  riduzione  di  orario rispetto al tempo pieno e'
prevista in relazione all'orario normale giornaliero di lavoro;
   d)  per  "rapporto  di  lavoro a tempo parziale di tipo verticale"
quello  in  relazione  al  quale  risulti  previsto  che  l'attivita'
lavorativa  sia  svolta  a  tempo  pieno,  ma limitatamente a periodi
predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell'anno;
   d-bis)  per  "rapporto  di  lavoro  a tempo parziale di tipo misto
quello  che  si  svolge  secondo una combinazione delle due modalita'
indicate nelle lettere c) e d);
   e)   per   "lavoro   supplementare"   quello  corrispondente  alle
prestazioni lavorative svolte oltre l'orario di lavoro concordato fra
le  parti  ai  sensi dell'articolo 2, comma 2, ed entro il limite del
tempo pieno.
  ((3. I contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie possono determinare condizioni e modalita' della prestazione lavorativa del rapporto di lavoro di cui al comma 2. I contratti collettivi nazionali possono, altresi', prevedere per specifiche figure o livelli professionali modalita' particolari di attuazione delle discipline rimesse alla contrattazione collettiva ai sensi del presente decreto.))
  ((4. Le assunzioni a termine, di cui al decreto legislativo 9 ottobre 2001, n. 368, e successive modificazioni, di cui all'articolo 8 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, possono essere effettuate anche con rapporto a tempo parziale, ai sensi dei commi 2 e 3.))
                               Art. 2
     Forma e contenuti del contratto di lavoro a tempo parziale

  1.  Il  contratto  di lavoro a tempo parziale e' stipulato in forma
scritta ai fini e per gli effetti di cui all'articolo 8, comma 1. ((. . .)) Fatte salve eventuali piu' favorevoli previsioni dei contratti
collettivi  di  cui  all'articolo  1, comma 3, il datore di lavoro e'
altresi'  tenuto  ad informare le rappresentanze sindacali aziendali,
ove esistenti, con cadenza annuale, sull'andamento delle assunzioni a
tempo  parziale,  la  relativa  tipologia  ed  il  ricorso  al lavoro
supplementare.
  2.  Nel  contratto di lavoro a tempo parziale e' contenuta puntuale
indicazione   della  durata  della  prestazione  lavorativa  e  della
collocazione  temporale  dell'orario  con riferimento al giorno, alla
settimana,  al  mese  e  all'anno. Clausole difformi sono ammissibili
solo nei termini di cui all'articolo 3, comma 7.
                               Art. 3
         Modalita' del rapporto di lavoro a tempo parziale.
   Lavoro supplementare, lavoro straordinario, clausole elastiche

  1.  Nelle  ipotesi  di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale,
anche  a  tempo  determinato  ai  sensi  dell'articolo  1 del decreto
legislativo  9  ottobre 2001, n. 368, il datore di lavoro ha facolta'
di  richiedere lo svolgimento di prestazioni supplementari rispetto a
quelle  concordate  con il lavoratore ai sensi dell'articolo 2, comma
2, nel rispetto di quanto previsto dai commi 2, 3 e 4.
  2.   I   contratti   collettivi  stipulati  dai  soggetti  indicati
nell'articolo 1, comma 3, stabiliscono il numero massimo delle ore di
lavoro  supplementare effettuabili e le relative causali in relazione
alle  quali  si  consente  di  richiedere  ad  un  lavoratore a tempo
parziale   lo   svolgimento   di  lavoro  supplementare,  nonche'  le
conseguenze   del  superamento  delle  ore  di  lavoro  supplementare
consentite dai contratti collettivi stessi.
  3.  L'effettuazione di prestazioni di lavoro supplementare richiede
il   consenso   del   lavoratore   interessato  ove  non  prevista  e
regolamentata  dal  contratto  collettivo.  Il  rifiuto  da parte del
lavoratore  non  puo'  integrare  in  nessun  caso  gli  estremi  del
giustificato motivo di licenziamento.
  4.  I  contratti collettivi di cui al comma 2 possono prevedere una
percentuale  di  maggiorazione sull'importo della retribuzione oraria
globale  di  fatto,  dovuta  in relazione al lavoro supplementare. In
alternativa  a quanto previsto in proposito dall'articolo 4, comma 2,
lettera  a),  i  contratti collettivi di cui al comma 2 possono anche
stabilire  che l'incidenza della retribuzione delle ore supplementari
sugli  istituti  retributivi  indiretti  e  differiti sia determinata
convenzionalmente   mediante   l'applicazione  di  una  maggiorazione
forfettaria  sulla  retribuzione  dovuta per la singola ora di lavoro
supplementare.  PERIODO  SOPPRESSO  DAL  D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N.
276.
  5. Nel rapporto di lavoro a tempo parziale verticale o misto, anche
a  tempo  determinato,  e'  consentito  lo svolgimento di prestazioni
lavorative straordinarie. A tali prestazioni si applica la disciplina
legale  e  contrattuale  vigente ed eventuali successive modifiche ed
integrazioni  in materia di lavoro straordinario nei rapporti a tempo
pieno.
  6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276.
  7.  Fermo  restando  quanto  disposto dall'articolo 2, comma 2, ((i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale possono, nel rispetto di quanto previsto dai commi 8 e 9,)) ((stabilire))
clausole  flessibili  relative  alla  variazione  della  collocazione
temporale  della  prestazione  stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo
parziale  di  tipo  verticale  o misto possono essere stabilite anche
clausole  elastiche  relative alla variazione in aumento della durata
della  prestazione  lavorativa.  ((I predetti contratti collettivi stabiliscono:))
   1)  condizioni  e  modalita'  in relazione alle quali il datore di
lavoro  puo'  modificare  la collocazione temporale della prestazione
lavorativa;
   2)  condizioni  e  modalita'  in relazioni alle quali il datore di
lavoro   puo'   variare   in  aumento  la  durata  della  prestazione
lavorativa;
   3)  i limiti massimi di variabilita' in aumento della durata della
prestazione lavorativa.
  ((8. L'esercizio, ove previsto dai contratti collettivi di cui al comma 7 e nei termini, condizioni e modalita' ivi stabiliti, da parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa, nonche' di modificare la collocazione temporale della stessa, comporta in favore del prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese fra le parti, di almeno cinque giorni lavorativi, nonche' il diritto a specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate dai contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 3)).
  9.  La  disponibilita'  allo  svolgimento  del rapporto di lavoro a
tempo  parziale  ai  sensi  del  comma  7  richiede  il  consenso del
lavoratore formalizzato attraverso uno specifico patto scritto, anche
contestuale   al   contratto   di  lavoro,  reso,  su  richiesta  del
lavoratore,  con  l'assistenza  di un componente della rappresentanza
sindacale  aziendale  indicato  dal  lavoratore medesimo. L'eventuale
rifiuto  del  lavoratore  non  integra  gli  estremi del giustificato
motivo di licenziamento.
  10.  L'inserzione  nel  contratto  di  lavoro  a  tempo parziale di
clausole  flessibili  o  elastiche  ai sensi del comma 7 e' possibile
anche nelle ipotesi di contratto di lavoro a termine.
  11. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276.
  12. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276.
  13. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276.
  14.  I  centri per l'impiego e i soggetti autorizzati all'attivita'
di   mediazione   fra   domanda   ed   offerta   di  lavoro,  di  cui
rispettivamente  agli  articoli  4  e  10  del decreto legislativo 23
dicembre  1997, n. 469, sono tenuti a dare, ai lavoratori interessati
ad  offerte  di  lavoro a tempo parziale, puntuale informazione della
disciplina  prevista  dai  commi  3,  7,  8,  9,  10,  11,  12  e 13,
preventivamente  alla  stipulazione  del  contratto  di lavoro. Per i
soggetti  di  cui all'articolo 10 del decreto legislativo 23 dicembre
1997,  n. 469, la mancata fornitura di detta informazione costituisce
comportamento valutabile ai fini dell'applicazione della norma di cui
al comma 12, lettera b), del medesimo articolo 10.
  15. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276.
                               Art. 4.
                  Principio di non discriminazione

  1. Fermi restando i divieti di discriminazione diretta ed indiretta
previsti  dalla  legislazione vigente, il lavoratore a tempo parziale
non   deve  ricevere  un  trattamento  meno  favorevole  rispetto  al
lavoratore  a  tempo  pieno comparabile, intendendosi per tale quello
inquadrato   nello   stesso   livello   in   forza   dei  criteri  di
classificazione   stabiliti   dai   contratti   collettivi   di   cui
all'articolo  1,  comma  3,  per  il  solo motivo di lavorare a tempo
parziale.
  2.  L'applicazione  del  principio  di non discriminazione comporta
che:
    a)  il  lavoratore a tempo parziale benefici dei medesimi diritti
di  un lavoratore a tempo pieno comparabile in particolare per quanto
riguarda  l'importo  della retribuzione oraria; la durata del periodo
di  prova  e delle ferie annuali; la durata del periodo di astensione
obbligatoria  e  facoltativa per maternita'; la durata del periodo di
conservazione del posto di lavoro a fronte di malattia; infortuni sul
lavoro,  malattie professionali; l'applicazione delle norme di tutela
della  salute  e  sicurezza  dei  lavoratori  nei  luoghi  di lavoro;
l'accesso  ad  iniziative di formazione professionale organizzate dal
datore  di  lavoro; l'accesso ai servizi sociali aziendali; i criteri
di  calcolo  delle  competenze  indirette  e  differite  previsti dai
contratti  collettivi  di  lavoro;  i diritti sindacali, ivi compresi
quelli  di  cui  al  titolo III della legge 20 maggio 1970, n. 300, e
successive  modificazioni. I contratti collettivi di cui all'articolo
1,  comma  3,  possono provvedere a modulare la durata del periodo di
prova  e  quella  del periodo di conservazione del posto di lavoro in
caso di malattia qualora l'assunzione avvenga con contratto di lavoro
a tempo parziale di tipo verticale;
    b)   il   trattamento   del   lavoratore  a  tempo  parziale  sia
riproporzionato  in  ragione  della ridotta entita' della prestazione
lavorativa   in  particolare  per  quanto  riguarda  l'importo  della
retribuzione  globale  e  delle singole componenti di essa; l'importo
della  retribuzione  feriale; l'importo dei trattamenti economici per
malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale e maternita'.
Resta  ferma la facolta' per il contratto individuale di lavoro e per
i  contratti collettivi, di cui all'articolo 1, comma 3, di prevedere
che  la  corresponsione  ai lavoratori a tempo parziale di emolumenti
retributivi,  in particolare a carattere variabile, sia effettuata in
misura piu' che proporzionale.
                               Art. 5
                    (( (Tutela ed incentivazione del lavoro a tempo parziale). 1. Il rifiuto di un lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o il proprio rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, non costituisce giustificato motivo di licenziamento. Su accordo delle parti risultante da atto scritto, convalidato dalla direzione provinciale del lavoro competente per territorio, e' ammessa la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale. Al rapporto di lavoro a tempo parziale risultante dalla trasformazione si applica la disciplina di cui al presente decreto legislativo. 2. Il contratto individuale puo' prevedere, in caso di assunzione di personale a tempo pieno, un diritto di precedenza in favore dei lavoratori assunti a tempo parziale in attivita' presso unita' produttive site nello stesso ambito comunale, adibiti alle stesse mansioni od a mansioni equivalenti rispetto a quelle con riguardo alle quali e' prevista l'assunzione. 3. In caso di assunzione di personale a tempo parziale il datore di lavoro e' tenuto a darne tempestiva informazione al personale gia' dipendente con rapporto a tempo pieno occupato in unita' produttive site nello stesso ambito comunale, anche mediante comunicazione scritta in luogo accessibile a tutti nei locali dell'impresa, ed a prendere in considerazione le eventuali domande di trasformazione a tempo parziale del rapporto dei dipendenti a tempo pieno. I contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 3, possono provvedere ad individuare criteri applicativi con riguardo a tale disposizione. 4. Gli incentivi economici all'utilizzo del lavoro a tempo parziale, anche a tempo determinato, saranno definiti, compatibilmente con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato, nell'ambito della riforma del sistema degli incentivi all'occupazione.))
                               Art. 6
                         Criteri di computo
                   dei lavoratori a tempo parziale

  1.  In  tutte  le  ipotesi  in  cui, per disposizione di legge o di
contratto   collettivo,  si  renda  necessario  l'accertamento  della
consistenza   dell'organico,  i  lavoratori  a  tempo  parziale  sono
computati  nel  complesso  del  numero  dei  lavoratori dipendenti in
proporzione  all'orario  svolto, rapportato al tempo pieno cosi' come
definito   ai   sensi   dell'articolo   1;   ai  fini  di  cui  sopra
l'arrotondamento  opera  per le frazioni di orario eccedenti la somma
degli  orari  individuati  a  tempo  parziale corrispondente a unita'
intere di orario a tempo pieno.
  2. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276)).
                               Art. 7
     ((ARTICOLO SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 8
                              Sanzioni

  1.  Nel  contratto  di  lavoro a tempo parziale la forma scritta e'
richiesta  a fini di prova. Qualora la scrittura risulti mancante, e'
ammessa  la  prova  per testimoni nei limiti di cui all'articolo 2725
del  codice civile. In difetto di prova in ordine alla stipulazione a
tempo  parziale  del contratto di lavoro, su richiesta del lavoratore
potra'  essere  dichiarata la sussistenza fra le parti di un rapporto
di lavoro a tempo pieno a partire dalla data in cui la mancanza della
scrittura  sia  giudizialmente accertata. Resta fermo il diritto alle
retribuzioni   dovute   per   le   prestazioni   effettivamente  rese
antecedentemente alla data suddetta.
  2.  L'eventuale  mancanza  o indeterminatezza nel contratto scritto
delle  indicazioni  di  cui  all'articolo 2, comma 2, non comporta la
nullita'   del   contratto   di  lavoro  a  tempo  parziale.  Qualora
l'omissione  riguardi  la  durata  della  prestazione  lavorativa, su
richiesta del lavoratore puo' essere dichiarata la sussistenza fra le
parti di un rapporto di lavoro a tempo pieno a partire dalla data del
relativo accertamento giudiziale. Qualora invece l'omissione riguardi
la  sola  collocazione  temporale  dell'orario, il giudice provvede a
determinare  le  modalita' temporali di svolgimento della prestazione
lavorativa  a  tempo  parziale  con  riferimento  alle previsioni dei
contratti  collettivi di cui all'articolo 3, comma 7, o, in mancanza,
con  valutazione  equitativa,  tenendo  conto  in  particolare  delle
responsabilita'  familiari  del  lavoratore  interessato,  della  sua
necessita' di integrazione del reddito derivante dal rapporto a tempo
parziale  mediante  lo  svolgimento  di  altra  attivita' lavorativa,
nonche'   delle  esigenze  del  datore  di  lavoro.  Per  il  periodo
antecedente  la data della pronuncia della sentenza, il lavoratore ha
in  entrambi  i  casi  diritto, in aggiunta alla retribuzione dovuta,
alla   corresponsione   di   un  ulteriore  emolumento  a  titolo  di
risarcimento del danno, da liquidarsi con valutazione equitativa. Nel
corso  del  successivo  svolgimento  del  rapporto, e' fatta salva la
possibilita'   di   concordare  per  iscritto  clausole  elastiche  o
flessibili  ai  sensi  dell'articolo 3, comma 3. In luogo del ricorso
all'autorita'  giudiziaria,  le controversie di cui al presente comma
ed  al  comma  1  possono  essere,  risolte  mediante le procedure di
conciliazione  ed  eventualmente  di arbitrato previste dai contratti
collettivi nazionali di lavoro di cui all'articolo 1, comma 3.
  2-bis.  Lo svolgimento di prestazioni elastiche o flessibili di cui
all'articolo  3,  comma  7,  senza  il  rispetto  di quanto stabilito
dall'articolo  3,  commi  7, 8, 9 comporta a favore del prestatore di
lavoro  il  diritto,  in  aggiunta  alla  retribuzione  dovuta,  alla
corresponsione  di  un  ulteriore emolumento a titolo di risarcimento
del danno.
  2-ter. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 247)).
 3. In caso di violazione da parte del datore di lavoro del diritto
di  precedenza  di  cui  all'articolo  5,  comma  2, il lavoratore ha
diritto  al  risarcimento  del  danno  in  misura corrispondente alla
differenza  fra  l'importo  della retribuzione percepita e quella che
gli  sarebbe stata corrisposta a seguito del passaggio al tempo pieno
nei sei mesi successivi a detto passaggio.
  4.  La mancata comunicazione alla direzione provinciale del lavoro,
di   cui   all'articolo   2,   comma  1,  secondo  periodo,  comporta
l'applicazione  di una sanzione amministrativa di lire trentamila per
ciascun   lavoratore   interessato  ed  ogni  giorno  di  ritardo.  I
corrispondenti importi sono versati a favore della gestione contro la
disoccupazione   dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale
(INPS).
                               Art. 9.
                      Disciplina previdenziale

  1.  La  retribuzione  minima  oraria, da assumere quale base per il
calcolo  dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a tempo
parziale,   si   determina   rapportando   alle  giornate  di  lavoro
settimanale   ad  orario  normale  il  minimale  giornaliero  di  cui
all'articolo   7   del  decreto-legge  12  settembre  1983,  n.  463,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638,
e  dividendo  l'importo  cosi'  ottenuto  per  il numero delle ore di
orario   normale   settimanale   previsto  dal  contratto  collettivo
nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno.
  2.  Gli  assegni  per  il nucleo familiare spettano ai lavoratori a
tempo  parziale  per  l'intera  misura settimanale in presenza di una
prestazione  lavorativa settimanale di durata non inferiore al minimo
di  ventiquattro  ore.  A  tal  fine sono cumulate le ore prestate in
diversi  rapporti di lavoro. In caso contrario spettano tanti assegni
giornalieri   quante   sono  le  giornate  di  lavoro  effettivamente
prestate,  qualunque sia il numero delle ore lavorate nella giornata.
Qualora  non  si  possa  individuare  l'attivita'  principale per gli
effetti  dell'articolo  20  del testo unico delle norme sugli assegni
familiari,  approvato  con decreto del Presidente della Repubblica 30
maggio  1955,  n. 797, e successive modificazioni, gli assegni per il
nucleo  familiare sono corrisposti direttamente dall'INPS. Il comma 2
dell'articolo  26  del citato testo unico e' sostituito dal seguente:
"Il  contributo  non  e' dovuto per i lavoratori cui non spettano gli
assegni a norma dell'articolo 2.".
  3.  La retribuzione da valere ai fini dell'assicurazione contro gli
infortuni  sul  lavoro  e  le malattie professionali dei lavoratori a
tempo  parziale  e' uguale alla retribuzione tabellare prevista dalla
contrattazione  collettiva per il corrispondente rapporto di lavoro a
tempo  pieno. La retribuzione tabellare e' determinata su base oraria
in  relazione  alla  durata normale annua della prestazione di lavoro
espressa in ore. La retribuzione minima oraria da assumere quale base
di  calcolo dei premi per l'assicurazione di cui al presente comma e'
stabilita con le modalita' di cui al comma 1.
  4.  Nel caso di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno
in  rapporto  di  lavoro  a tempo parziale e viceversa, ai fini della
determinazione  dell'ammontare del trattamento di pensione si computa
per intero l'anzianita' relativa ai periodi di lavoro a tempo pieno e
proporzionalmente   all'orario   effettivamente  svolto  l'anzianita'
inerente ai periodi di lavoro a tempo parziale.
                              Art. 10.
           Disciplina del part-time nei rapporti di lavoro
           alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche

  1.  Ai  sensi  dell'articolo  2, comma 2, del decreto legislativo 3
febbraio  1993,  n.  29,  le  disposizioni  del  presente  decreto si
applicano, ove non diversamente disposto, anche ai rapporti di lavoro
alle  dipendenze  delle  amministrazioni pubbliche, con esclusione di
quelle  contenute  negli  articoli 2, comma 1, 5, commi 2 e 4, e 8, e
comunque  fermo  restando quanto previsto da disposizioni speciali in
materia  ed,  in particolare, dall'articolo 1 della legge 23 dicembre
1996,  n. 662, dall'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
dall'articolo   22   della   legge   23  dicembre  1998,  n.  448,  e
dall'articolo 20 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
                              Art. 11.
                             Abrogazioni

  1. Sono abrogati:
    a)  l'articolo  5  del  decreto-legge  30  ottobre  1984, n. 726,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863;
    b) la lettera a) del comma 1 dell'articolo 7 del decreto-legge 16
maggio  1994,  n.  299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1994, n. 451, limitatamente alle parole: "alla data di entrata
in   vigore  del  presente  decreto  ovvero  sulla  base  di  accordi
collettivi  di  gestione di eccedenze di personale che contemplino la
trasformazione  di  contratti  di  lavoro  da  tempo  pieno  a  tempo
parziale",  nonche'  l'articolo  13,  comma  7, della legge 24 giugno
1997, n. 196.
                              Art. 12.
                              Verifica

  1.  Entro  il  31  dicembre  2000  il  Ministro  del lavoro e della
previdenza  sociale  procede  ad  una verifica, con le organizzazioni
sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu'
rappresentative sul piano nazionale, degli effetti delle disposizioni
dettate  dal  presente  decreto legislativo, con particolare riguardo
alle  previsioni  dell'articolo  3,  comma  2,  in  materia di lavoro
supplementare e all'esigenza di controllare le ricadute occupazionali
delle   misure   di   incentivazione   introdotte,   anche   ai  fini
dell'eventuale  esercizio  del  potere  legislativo  delegato  di cui
all'articolo 1, comma 4, della legge 5 febbraio 1999, n. 25.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 25 febbraio 2000
                               CIAMPI
                                  D'Alema,  Presidente  del Consiglio
                                  dei Ministri
                                  Toia,  Ministro  per  le  politiche
                                  comunitarie
                                  Salvi,  Ministro del lavoro e della
                                  previdenza sociale
                                  Dini, Ministro degli affari esteri
                                  Diliberto, Ministro della giustizia
                                  Amato,  Ministro  del  tesoro,  del
                                  bilancio   e  della  programmazione
                                  economica
                                  Balbo,   Ministro   per   le   pari
                                  opportunita'
                                  Bassanini, Ministro per la funzione
                                  pubblica
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
                             Art. 12-bis

  ((1. I lavoratori del settore pubblico e del settore privato affetti da patologie oncologiche, per i quali residui una ridotta capacita' lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso l'azienda unita' sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno a richiesta del lavoratore. Restano in ogni caso salve disposizioni piu' favorevoli per il prestatore di lavoro. 2. In caso di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonche' nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilita' lavorativa, che assuma connotazione di gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, alla quale e' stata riconosciuta una percentuale di invalidita' pari al 100 per cento, con necessita' di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ai sensi di quanto previsto dalla tabella di cui al decreto del Ministro della sanita' 5 febbraio 1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 1992, e' riconosciuta la priorita' della trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale. 3. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di eta' non superiore agli anni tredici o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e' riconosciuta la priorita' alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale)).
                             Art. 12-ter
                     (((Diritto di precedenza). 1. Il lavoratore che abbia trasformato il rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l'espletamento delle stesse mansioni o di quelle equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale)).
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