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DECRETO LEGISLATIVO 25 febbraio 2000, n. 72

Attuazione della direttiva 96/71/CE in materia di distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Vista la direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito
di una prestazione di servizi;
  Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 25 febbraio 2000;
  Sulla  proposta  dei  Ministri  per  le politiche comunitarie e del
lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con i Ministri degli
affari  esteri,  della  giustizia,  del  tesoro, del bilancio e della
programmazione    economica,    dell'industria,   del   commercio   e
dell'artigianato e dei trasporti e della navigazione;

                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1
                        Campo d'applicazione

  1.  Il  presente  decreto  si applica alle imprese stabilite in uno
Stato  membro  dell'Unione  europea diverso dall'Italia, le quali, in
occasione di una prestazione di servizi transnazionale, distaccano un
lavoratore,   per  conto  proprio  e  sotto  la  loro  direzione,  in
territorio  nazionale  italiano, nell'ambito di un contratto concluso
con  il  destinatario  della  prestazione  di  servizi  che  opera in
territorio  italiano,  ovvero  distaccano un lavoratore in territorio
nazionale   italiano,  presso  un'unita'  produttiva  della  medesima
impresa  o  presso  altra  impresa  appartenente  allo stesso gruppo,
purche' in entrambi i casi durante il periodo di distacco continui ad
esistere  un  rapporto  di  lavoro  tra  il  lavoratore  distaccato e
l'impresa distaccante.
  2.  Il  presente  decreto  non si applica alle imprese della marina
mercantile con riguardo al personale navigante.
  3.  Le  disposizioni  del  presente decreto si applicano anche alle
imprese stabilite in uno Stato non membro che si trovano in una delle
situazioni indicate al comma 1.
                               Art. 2
                             Definizioni

  1.  Ai  fini  del  presente  decreto  si  intende  per  "lavoratore
distaccato"  il  lavoratore abitualmente occupato in uno Stato membro
dell'Unione europea diverso dall'Italia che, per un periodo limitato,
svolge il proprio lavoro in territorio nazionale italiano.
  2.  Il  periodo limitato di cui al comma 1 e' tale quando la durata
del  distacco del lavoratore in territorio nazionale italiano sia sin
dall'inizio  predeterminata  o predeterminabile con riferimento ad un
evento futuro e certo.
                               Art. 3
                        Condizioni di lavoro

  1.  Al  rapporto  di  lavoro  tra le imprese di cui all'articolo 1,
comma  1,  e i lavoratori distaccati si applicano, durante il periodo
del   distacco,   le   medesime  condizioni  di  lavoro  previste  da
disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, nonche' dai
contratti  collettivi  stipulati  dalle  organizzazioni sindacali dei
datori   di   lavoro   e   dei   lavoratori   comparativamente   piu'
rappresentative  a  livello  nazionale, applicabili ai lavoratori che
effettuano  prestazioni  lavorative subordinate analoghe nel luogo in
cui   i  lavoratori  distaccati  svolgono  la  propria  attivita'  in
posizione di distacco.
  2. Le disposizioni di legge e di contratto collettivo in materia di
durata  minima  delle  ferie  annuali  retribuite  e  di  trattamento
retributivo   minimo,   compreso   quello   maggiorato   per   lavoro
straordinario,  non  si  applicano nel caso di lavori di assemblaggio
iniziale  o  di  prima  installazione  di  un  bene,  previsti  in un
contratto  di  fornitura  di  beni,  indispensabili  per  mettere  in
funzione  il  bene  fornito  ed eseguiti dai lavoratori qualificati o
specializzati dell'impresa di fornitura, quando la durata dei lavori,
in relazione ai quali e' stato disposto il distacco, non e' superiore
ad  otto  giorni.  La  disposizione  di  cui al presente comma non si
applica alle attivita' del settore edilizio individuate nell'allegato
A del presente decreto legislativo.
  3. Gli imprenditori che appaltano servizi ai sensi dell'articolo 1,
comma 1, da eseguirsi nell'interno delle aziende con organizzazione e
gestione  propria  di  un  appaltatore transnazionale, sono tenuti in
solido  con  quest'ultimo  a  corrispondere  ai  lavoratori  da  esso
dipendenti  un  trattamento  minimo  inderogabile  retributivo  e  ad
assicurare  un trattamento normativo non inferiore a quelli spettanti
ai lavoratori da loro dipendenti.
  4.   I   diritti  spettanti  ai  prestatori  di  lavoro  dipendenti
dall'appaltatore   transnazionale   possono   essere  esercitati  nei
confronti    dell'imprenditore    appaltante   durante   l'esecuzione
dell'appalto  e  fino  ad  un  anno  dopo  la  data di cessazione del
medesimo.
                               Art. 4
          Applicabilita' alle imprese di lavoro temporaneo

  1.  Le  imprese  stabilite  in uno Stato membro dell'Unione europea
diverso  dall'Italia  che,  in  quanto  imprese  fornitrici di lavoro
temporaneo,  distaccano un lavoratore presso un'impresa utilizzatrice
avente la propria sede o un'unita' produttiva in territorio nazionale
italiano, sono soggette alle disposizioni della legge 24 giugno 1997,
n.  196, e successive modificazioni, purche' durante il periodo della
fornitura   continui  ad  esistere  un  rapporto  di  lavoro  fra  il
lavoratore distaccato e l'impresa fornitrice di lavoro temporaneo.
  2.  L'autorizzazione prevista dall'articolo 2 della citata legge n.
196  del  1997  non  e'  richiesta  alle imprese fornitrici di lavoro
temporaneo di cui al comma 1 che dimostrino di operare in forza di un
provvedimento  amministrativo  equivalente, rilasciato dall'autorita'
competente   di   uno   Stato   membro  dell'Unione  europea  diverso
dall'Italia.
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276)).
                               Art. 5
                    Collaborazione amministrativa
              e cooperazione in materia di informazione

  1.  Ai fini della collaborazione amministrativa in attuazione delle
disposizioni del presente decreto l'organismo nazionale competente e'
la  Direzione generale per l'impiego del Ministero del lavoro e della
previdenza sociale.
  2.  Le richieste motivate di informazioni da parte delle competenti
autorita'  degli altri Stati membri dell'Unione europea, in ordine ai
rapporti  di lavoro dei lavoratori distaccati ai sensi degli articoli
1, comma 1, e 4, sono evase dalle direzioni provinciali del lavoro.
                               Art. 6
                            Giurisdizione

  1.  Il  lavoratore  distaccato  che  presta o ha prestato attivita'
lavorativa  nel  territorio  dello  Stato  italiano puo' far valere i
diritti  e  reclamare  la tutela delle condizioni di lavoro garantiti
dagli  articoli 3 e 4 anche avanti all'autorita' giudiziaria di altro
Stato  con  il  quale  esista  convenzione  internazionale in tema di
giurisdizione in materia di rapporti di lavoro.
  2.  Qualora per la risoluzione delle controversie di cui al comma 1
venga   adita   l'autorita'  giudiziaria  italiana,  non  si  applica
l'articolo 410 del codice di procedura civile.
                               Art. 7
                              Verifica

  1.  Entro  il  31  dicembre  2000  il  Ministro  del lavoro e della
previdenza  sociale  procede  ad  una verifica, con le organizzazioni
sindacali  dei  datori  di  lavoro e dei lavoratori comparativamnente
piu'   rappresentative  sul  piano  nazionale,  degli  effetti  delle
disposizioni   dettate   dal   presente   decreto,   anche   ai  fini
dell'eventuale  esercizio  del  potere  legislativo  delegato  di cui
all'articolo 1, comma 4, della legge 5 febbraio 1999, n. 25.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 25 febbraio 2000
                               CIAMPI
                              D'Alema,  Presidente  del Consiglio dei
                              Ministri
                              Toia,   Ministro   per   le   politiche
                              comunitarie
                              Salvi,  Ministro  del  lavoro  e  della
                              previdenza sociale
                              Dini, Ministro degli affari esteri
                              Diliberto, Ministro della giustizia
                              Amato,   Ministro   del   tesoro,   del
                              bilancio    e    della   programmazione
                              economica
                              Letta,   Ministro  dell'industria,  del
                              commercio e dell'artigianato
                              Bersani, Ministro dei trasporti e della
                              navigazione
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
                                                           Allegato A
                                        (riferimento art. 3, comma 2)


  Le  attivita'  di  cui  all'articolo  3,  comma 2, secondo periodo,
comprendono   tutte   quelle  del  settore  edilizio  riguardanti  la
realizzazione,   il  riattamento,  la  manutenzione,  la  modifica  o
l'eliminazione di edifici e in particolare i lavori seguenti:
    1) scavo;
    2) sistemazione;
    3) costruzione;
    4) montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati;
    5) assetto o attrzzatura;
    6) trasformazione;
    7) rinnovo;
    8) riparazione;
    9) smantellamento;
   10) demolizione;
   11) manutenzione;
   12) manutenzione lavori di pittura e di pulitura;
   13) bonifica.
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