« Torna alla legislazione

DECRETO LEGISLATIVO 26 maggio 1997, n. 152

Attuazione della direttiva 91/533/CEE concernente l'obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visto l'articolo  33 della  legge 22 febbraio  1994, n.  146, legge
comunitaria per il 1993, recante criteri  di delega al Governo per il
recepimento della direttiva 91/533/CEE,  del Consiglio del 14 ottobre
1991,  relativa   all'obbligo  di   informare  il   lavoratore  delle
condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro;
  Visto l'articolo  6, comma 1, della  legge 6 febbraio 1996,  n. 52,
legge comunitaria per il 1994;
  Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241;
  Visto l'articolo  9-bis del  decretolegge 1  ottobre 1996,  n. 510,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608;
  Vista  la preliminare  deliberazione  del  Consiglio del  Ministri,
adottata nella riunione del 30 gennaio 1997;
  Acquisiti i  pareri delle  competenti commissioni  permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista la  deliberazione del Consiglio dei  Ministri, adottata nella
riunione del 16 maggio 1997;
  Sulla  proposta del  Presidente del  Consiglio dei  Ministri e  dei
Ministri del  lavoro e  della previdenza sociale,  e per  la funzione
pubblica e  gli affari  regionali, di concerto  con i  Ministri degli
affari esteri, di grazia e giustizia e del tesoro;
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:
                               Art. 1.
                       Obbligo di informazione
  1. Il  datore di lavoro pubblico  e privato e' tenuto  a fornire al
lavoratore,  entro  trenta  giorni  dalla  data  dell'assunzione,  le
seguenti informazioni:
    a) l'identita' delle parti;
  b) il luogo  di lavoro; in mancanza  di un luogo di  lavoro fisso o
predominante, l'indicazione  che il lavoratore e'  occupato in luoghi
diversi, nonche' la sede o il domicilio del datore di lavoro;
    c) la data di inizio del rapporto di lavoro;
  d) la  durata del rapporto  di lavoro,  precisando se si  tratta di
rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato;
    e) la durata del periodo di prova se previsto;
  f)  l'inquadramento,  il  livello  e  la  qualifica  attribuiti  al
lavoratore, oppure  le caratteristiche o la  descrizione sommaria del
lavoro;
  g)  l'importo iniziale  della  retribuzione e  i relativi  elementi
costitutivi, con l'indicazione del periodo di pagamento;
  h) la durata delle ferie retribuite  cui ha diritto il lavoratore o
le modalita' di determinazione e di fruizione delle ferie;
    i) l'orario di lavoro;
    l) i termini del preavviso in caso di recesso.
  2. L'obbligo di cui al comma 1 puo' essere assolto:
  a)  nel  contratto  di  lavoro  scritto  ovvero  nella  lettera  di
assunzione  o in  ogni  altro documento  scritto,  da consegnarsi  al
lavoratore entro trenta giorni dalla data dell'assunzione;
  b)  nella dichiarazione  di cui  all'articolo 9-bis,  comma 3,  del
decreto-legge 1 ottobre 1996,  n. 510, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 ottobre 1996, n. 608, per i soggetti cui si applica la
predetta disposizione.
  3.  In  caso di  estinzione  del  rapporto  di lavoro  prima  della
scadenza del termine di trenta  giorni dalla data dell'assunzione, al
lavoratore deve  essere consegnata,  al momento della  cessazione del
rapporto stesso, una dichiarazione  scritta contenente le indicazioni
di cui al comma 1, ove tale obbligo non sia stato gia' adempiuto.
  4. L'informazione circa le indicazioni  di cui alle lettere e), g),
h), i) ed  l) del comma 1, puo' essere  effettuata mediante il rinvio
alle norme del contratto collettivo applicato al lavoratore.
                               Art. 2.
                   Prestazioni di lavoro all'estero
  1. Le informazioni di cui all'articolo  1, comma 1, sono fornite al
lavoratore  invitato   a  svolgere  la  sua   prestazione  lavorativa
all'estero  per un  periodo superiore  a trenta  giorni, prima  della
partenza  e comunque  non oltre  la scadenza  del termine  di cui  al
predetto comma, insieme alle seguenti ulteriori informazioni:
    a) la durata del lavoro da effettuare all'estero;
    b) la valuta in cui verra' corrisposta la retribuzione;
  c)  gli eventuali  vantaggi in  danaro o  in natura  collegati allo
svolgimento della prestazione lavorativa all'estero;
  d) le eventuali condizioni del rimpatrio del lavoratore.
  2.  L'informazione relativa  alle indicazioni  di cui  al comma  1,
lettere b)  e c), puo'  essere effettuata mediante rinvio  alle norme
del contratto collettivo applicato al lavoratore.
                               Art. 3.
             Modifica di elementi del contratto di lavoro
                          dopo l'assunzione
  1. Il datore  di lavoro comunica per iscritto  al lavoratore, entro
un mese dall'adozione, qualsiasi modifica  degli elementi di cui agli
articoli  1  e   2  che  non  deriva   direttamente  da  disposizioni
legislative  o regolamentari,  ovvero  dalle  clausole del  contratto
collettivo cui si fa riferimento ai  sensi degli articoli 1, comma 4,
e 2, comma 2.
                               Art. 4.
                           Misure di tutela
  1.  In  caso   di  mancato  o  ritardato,   incompleto  o  inesatto
assolvimento degli obblighi  di cui agli articoli 1, 2,  3 e 5, comma
2,  il  lavoratore puo'  rivolgersi  alla  direzione provinciale  del
lavoro affinche' intimi al datore di lavoro a fornire le informazioni
previste dal presente decreto entro il termine di quindici giorni.
  2.  In  caso  di  inottemperanza  alla  richiesta  della  direzione
provinciale del  lavoro si  applica al datore  di lavoro  la sanzione
amministrativa   prevista   dall'articolo   9-bis,   comma   3,   del
decreto-legge 1 ottobre 1996,  n. 510, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28  novembre 1996, n. 608. Le omissioni  o le inesattezze
relative alle indicazioni di cui agli articoli  1, 2, 3 e 5, comma 2,
sono punite  con la  sanzione amministrativa da  lire 100.000  a lire
500.000.
  3. L'importo  delle sanzioni  amministrative previste  dal presente
articolo e'  versato su apposito  capitolo dello stato  di previsione
della  entrata del  bilancio dello  Stato per  essere riassegnato  al
capitolo 1176  dello stato di  previsione del Ministero del  lavoro e
della previdenza  sociale, concernente il Fondo  per l'occupazione di
cui all'articolo  1, comma  7, del decreto-legge  20 maggio  1993, n.
148, convertito,  con modificazioni, dalla  legge 19 luglio  1993, n.
236.
  4.  In deroga  ai commi  1, 2  e 3,  nei confronti  delle pubbliche
amministrazioni  si applicano  le disposizioni  della legge  7 agosto
1990, n. 241.
                               Art. 5.
                  Disposizioni transitorie e finali
  1. Gli obblighi  di informazione previsti dal  presente decreto non
trovano applicazione:
  a) nei rapporti di lavoro di durata complessiva non superiore ad un
mese e il cui orario non superi le otto ore settimanali;
  b) nei confronti del coniuge, dei parenti e degli affini, non oltre
il terzo grado, del datore di lavoro con lui conviventi;
  c) nei confronti del personale  assegnato per i postifunzione delle
rappresentanze   diplomatiche   ed   uffici   dipendenti   all'estero
relativamente alla disposizione dell'articolo 2.
  2. Per i rapporti di lavoro in corso alla data di entrata in vigore
del presente decreto il lavoratore  puo' richiedere, per iscritto, le
informazioni  di cui  agli articoli  1, 2  e 3.  Il datore  di lavoro
fornisce  le  predette  informazioni  con  comunicazione  scritta  da
consegnarsi  entro  trenta giorni  dalla  data  di ricevimento  della
richiesta.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi' 26 maggio 1997
                              SCALFARO
                                   Prodi,  Presidente  del  Consiglio
                                  dei Ministri
                                   Treu, Ministro del lavoro e  della
                                  previdenza sociale
                                   Bassanini,    Ministro    per   la
                                  funzione  pubblica  e  gli   affari
                                  regionali
                                   Dini, Ministro degli affari esteri
                                   Flick,   Ministro   di   grazia  e
                                  giustizia
                                   Ciampi, Ministro del tesoro
 Visto, il Guardasigilli: Flick
« Torna alla legislazione