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DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 1992, n. 80

Attuazione della direttiva 80/987/CEE in materia di tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
   Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
   Visto l'art. 48 della legge 29  dicembre  1990,  n.  428,  recante
delega al Governo per l'attuazione  della  direttiva  80/987/CEE  del
Consiglio del 20 ottobre 1980, concernente  il  ravvicinamento  delle
legislazioni degli Stati membri relative alla tutela  dei  lavoratori
subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro; 
   Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata  nella
riunione del 27 gennaio 1992; 
   Sulla proposta del Ministro per il coordinamento  dello  politiche
comunitarie, di concerto con  i  Ministri  degli  affari  esteri,  di
grazia e giustizia, del  tesoro  e  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale; 
 
                              E M A N A 
                  il seguente decreto legislativo: 
                               Art. 1. 
                   Garanzia dei crediti di lavoro 
 
   1. Nel caso in cui il datore di lavoro sia assoggettato alle  pro-
cedure di  fallimento,  concordato  preventivo,  liquidazione  coatta
amministrativa    ovvero    alla    procedura    dell'amministrazione
straordinaria prevista dal decreto-legge  30  gennaio  1979,  n.  26,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 aprile 1979, n.  95,  il
lavoratore da  esso  dipendente  o  i  suoi  aventi  diritto  possono
ottenere a domanda il pagamento,  a  carico  del  Fondo  di  garanzia
istituito e funzionante ai sensi della legge 29 maggio 1982, n.  297,
dei crediti di lavoro non corrisposti di cui all'art. 2. 
   2. Nel caso di datore di lavoro non assoggettabile  ad  una  delle
procedure indicate nel comma 1, il lavoratore da esso dipendente o  i
suoi  aventi  diritto  possono  chiedere  al  Fondo  di  garanzia  il
pagamento dei crediti di lavoro non corrisposti di  cui  all'art.  2,
sempreche', a seguito dall'esperimento dell'esecuzione forzata per la
realizzazione  di  tali  crediti,  le  garanzie  patrimoniali   siano
risultate in tutto o in parte insufficienti. 
                               Art. 2. 
                  Intervento del Fondo di garanzia 
              di cui alla legge 29 maggio 1982, n. 297 
 
  1. Il pagamento effettuato dal Fondo di garanzia ai sensi dell'art.
1 e' relativo ai crediti di lavoro, diversi  da  quelli  spettanti  a
titolo di trattamento di fine rapporto, inerenti gli ultimi tre  mesi
del rapporto di lavoro rientranti nei dodici mesi che  precedono:  a)
la data del provvedimento che determina l'apertura di una delle  pro-
cedure  indicate  nell'art.  1,  comma  1;  b)  la  data  di   inizio
dell'esecuzione forzata; c) la data del  provvedimento  di  messa  in
liquidazione  o  di  cessazione  dell'esercizio  provvisorio   ovvero
dell'autorizzazione alla continuazione dell'esercizio di impresa  per
i lavoratori che abbiano continuato a prestare attivita'  lavorativa,
ovvero la data di cessazione del rapporto di  lavoro,  se  questa  e'
intervenuta durante la continuazione dell'attivita' dell'impresa. 
   2. Il pagamento effettuato dal Fondo ai sensi del comma 1 non puo'
essere superiore ad una somma pari a tre volte la misura massima  del
trattamento straordinario di integrazione salariale mensile al  netto
delle trattenute previdenziali e assistenziali. 
 ((2-bis. L'intervento del Fondo di garanzia opera anche nel caso in cui datore di lavoro sia un'impresa, avente attivita' sul territorio di almeno due Stati membri, costituita secondo il diritto di un altro Stato membro ed in tale Stato sottoposta ad una procedura concorsuale, a condizione che il dipendente abbia abitualmente svolto la sua attivita' in Italia. Agli eventuali maggiori oneri che gravano sul fondo di garanzia si provvede ai sensi dell'articolo 2, ottavo comma, quarto periodo, della legge 19 maggio 1982, n. 297.)) 
   3. Per il conseguimento delle somme dovute dal Fondo ai sensi  del
presente articolo si  applicano  le  disposizioni  di  cui  ai  commi
secondo, terzo, quarto,  quinto,  settimo,  primo  periodo  e  decimo
dell'art. 2 della  legge  29  maggio  1982,  n.  297.  Per  le  somme
corrisposte dal Fondo si applica il disposto di cui al comma settimo,
secondo periodo, dell'art. 2 della legge citata. 
   4. Il pagamento di cui  al  comma  1  non  e'  cumulabile  fino  a
concorrenza degli importi: a) con  il  trattamento  straordinario  di
integrazione salariale fruito nell'arco dei dodici  mesi  di  cui  al
comma 1; b) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 186));
c) con l'indennita' di mobilita' riconosciuta ai sensi della legge 23
luglio  1991,  n.  223,  nell'arco  dei  tre  mesi  successivi   alla
risoluzione di rapporto di lavoro. 
   5. Il diritto alla prestazione di cui al comma 1 si  prescrive  in
un anno. Gli interessi e la svalutazione monetaria sono dovuti  dalla
data di presentazione della domanda. 
   6. L'intervento del Fondo di garanzia previsto dalle  disposizioni
che procedono opera soltanto nei casi in cui  le  procedure  indicate
nell'art. 1 siano intervenute successivamente all'entrata  in  vigore
del presente decreto legislativo. 
   7. Per la determinazione dell'indennita' eventualmente  spettante,
in relazione alle proceduree di cui all'art. 1, comma 1, per il danno
derivante  dalla  mancata  attuazione  della  direttiva  CEE  80/987,
trovano applicazione i termini, le misure e le modalita'  di  cui  ai
commi 1, 2 e 4. L'azione va promossa entro  un  anno  dalla  data  di
entrata in vigore del presente decreto. 
                               Art. 3. 
         Disposizioni in materia di previdenza obbligatoria 
 
   1. Nel caso in cui il datore di lavoro  sottoposto  ad  una  delle
procedure di cui all'art. 1, comma 1, abbia omesso,  in  tutto  o  in
parte, di  versare  i  contributi  per  l'assicurazione  obbligatoria
invalidita', vecchiaia e superstiti e non  possa  piu'  versarli  per
sopravvenuta prescrizione, il lavoratore  interessato,  a  condizione
che non vi sia stata costituzione della rendita  vitalizia  ai  sensi
dell'art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, e  il  suo  credito
sia rimasto in tutto o in parte insoddisfatto in esito  a  una  delle
procedure  indicate,  puo'  richiedere  al  competente  istituto   di
previdenza e assistenza obbligatoria che ai fini del diritto e  della
misura  della  prestazione  vengano  considerati   come   versati   i
contributi omessi e prescritti. 
   2. Per poter conseguire la  prestazione  di  cui  al  comma  1  il
lavoratore e' tenuto a fornire all'istituto competente  documenti  di
data certa dai quali  possa  evincersi  l'effettiva  esistenza  e  la
durata del rapporto di lavoro, nonche' la misura  della  retribuzione
corrisposta al lavoratore medesimo qualora tale  misura  sia  assunta
come base per il calcolo della prestazione pensionistica. Quando  non
sia possibile fornire la prova della misura della retribuzione si  fa
riferimento  ai  minimi  salariali  previsti   dalla   contrattazione
collettiva nazionale di settore. 
   3. L'istituto ha azione di regresso nei confronti  del  datore  di
lavoro inadempiente per l'equivalente della riserva matematica che  a
norma dell'art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, sarebbe stata
necessaria per garantire la contribuzione omessa e prescritta. 
   4. La garanzia prevista dalle disposizioni che precedono opera nei
confronti degli obblighi  contributivi  inerenti  periodi  successivi
alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. 
                               Art. 4. 
Copertura degli oneri relativi alle disposizioni di cui agli articoli
                              1, 2 e 3 
 
   1. Agli oneri derivanti dall'applicazione degli articoli 1, 2 e 3,
valutati in lire 125 miliardi per il 1992, in lire 130  miliardi  per
il 1993 e in lire 135 miliardi per il 1994, posti a carico del  Fondo
di garanzia di cui alla legge n. 297 del 1982, si provvede  ai  sensi
dell'art. 2, ottavo comma, della  medesima  legge.  Per  l'anno  1992
l'aliquota contributiva prevista da detto comma  ottavo,  e'  elevata
dello 0,05% e per gli  anni  successivi  si  provvede  a  determinare
l'aliquota sulla base dell'andamento gestionale del Fondo. 
                               Art. 5. 
         Disposizioni in materia di previdenza complementare 
 
  1.  Contro  il  rischio  derivante  dall'omesso   o   insufficiente
versamento da parte dei datori  di  lavoro  sottoposti  a  una  delle
procedure di cui all'art.  1  dei  contributi  dovuti  per  forme  di
previdenza complementare di cui all'art. 9- bis del decreto-legge  29
marzo 1991, n. 103, convertito, con  modificazioni,  nella  legge  1›
giugno 1991, n. 166, per prestazioni di  vecchiaia,  comprese  quelle
per i superstiti, e'  istituito  presso  l'Istituto  nazionale  della
previdenza sociale un apposito Fondo di garanzia. 
  2. Nel caso in cui, a seguito dell'omesso o parziale versamento dei
contributi di cui al comma 1 ad opera del datore di lavoro, non possa
essere corrisposta la prestazione alla quale avrebbe  avuto  diritto,
il lavoratore, ove il suo credito sia rimasto in  tutto  o  in  parte
insoddisfatto in esito ad una delle procedure indicate  al  comma  1,
puo' richiedere al Fondo di garanzia di integrare presso la  gestione
di  previdenza  complementare  interessata  i  contributi  risultanti
omessi. 
  3. Il Fondo e' surrogato di diritto al lavoratore per l'equivalente
dei contributi omessi, versati a norma del comma 2. 
  4. La garanzia prevista dalle disposizioni che precedono opera  nei
confronti degli obblighi  contributivi  inerenti  periodi  successivi
alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. 
  5. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS 5 DICEMBRE 2005, N. 252)). ((3)) 
  6. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS 5 DICEMBRE 2005, N. 252)). ((3)) 
 
   Il  presente  decreto,  munito  del  sigillo  dello  Stato,  sara'
inserito  nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti   normativi   della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare. 
 
   Dato a Roma, addi' 27 gennaio 1992 
                               COSSIGA 
 
                                  ANDREOTTI, Presidente del Consiglio
                                  dei Ministri 
                                  ROMITA,     Ministro     per     il
                                  coordinamento    delle    politiche
                                  comunitarie 
                                  DE MICHELIS, Ministro degli  affari
                                  esteri 
                                  MARTELLI,  Ministro  di  grazia   e
                                  giustizia 
                                  CARLI, Ministro del tesoro 
                                  MARINI, Ministro del lavoro e della
                                  previdenza sociale 
Visto, il Guardasigilli: MARTELLI 
 
------------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252,  come  modificato  dalla  L.  27
dicembre 2006, n. 296, ha disposto  (con  l'art.  23,  comma  7)  che
l'abrogazione dei commi 5 e 6 del presente articolo  decorre  dal  1°
gennaio 2007.
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