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DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2000, n. 81

Integrazioni e modifiche della disciplina dei lavori socialmente utili, a norma dell'articolo 45, comma 2, della legge 17 maggio 1999, n. 144.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visto l'articolo 45, comma 2, della legge 17 maggio 1999, n. 144;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 16 dicembre 1999;
  Visto  il parere della Conferenza unificata, istituita ai sensi del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
  Acquisito  il  parere delle competenti commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 25 febbraio 2000;
  Sulla  proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di  concerto  con  i  Ministri  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione  economica,  delle finanze, per la funzione pubblica e
per gli affari regionali;

                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1
                          Enti utilizzatori

  1.  I  soggetti  di  cui  all'articolo  3,  comma  1,  del  decreto
legislativo  1o dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni, di
seguito  denominati enti utilizzatori, che, alla data del 31 dicembre
1999  hanno  in  corso  attivita'  progettuali con oneri a carico del
fondo   per  l'occupazione  di  cui  all'articolo  1,  comma  7,  del
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla  legge 19 luglio 1993, n. 236, possono continuare ad utilizzare
i  soggetti  di  cui  all'articolo  2,  comma  1, anche attraverso il
trasferimento dei soggetti medesimi ad altri enti di cui all'articolo
3,  comma  1,  del  citato decreto legislativo n. 468 del 1997, sulla
base di apposite convenzioni stipulate tra enti interessati e secondo
le  procedure  di  cui all'articolo 5, comma 3. Fermo restando quanto
previsto dall'articolo 4, gli enti utilizzatori, secondo le procedure
di  cui  all'articolo  5, possono ricorrere all'utilizzo dei predetti
soggetti  anche  per  attivita'  diverse  da  quelle  originariamente
previste nei progetti, purche' rientranti nell'elenco delle attivita'
di cui all'articolo 3.
  2.  In  caso  di  progetti originariamente promossi in concorso tra
piu'  enti  in  base  alla  vigente  normativa,  la  possibilita'  di
continuare   l'utilizzazione   permane   in   capo   agli   enti  cui
istituzionalmente  l'attivita'  e' collegata ovvero a quelli presso i
quali viene effettivamente svolta l'attivita'.
                               Art. 2
                 Definizione dei soggetti utilizzati

  1.  Le disposizioni del presente decreto si applicano, salvo quanto
previsto dall'articolo 10, comma 1, ai soggetti impegnati in progetti
di  lavori  socialmente  utili  e che abbiano effettivamente maturato
dodici  mesi  di  permanenza  in  tali  attivita'  nel periodo dal 1o
gennaio 1998 al 31 dicembre 1999.
  2. Non rientrano tra i soggetti di cui il comma 1:
a) i  soggetti  in  possesso,  alla  data  del  31 dicembre 1999, dei
   requisiti   richiesti   per   fruire   dei   contributi   previsti
   dall'articolo   12,  comma  5,  lettera  a),  del  citato  decreto
   legislativo n. 468 del 1997, e successive modificazioni;
b) i soggetti fruitori del trattamento di cui all'articolo 7, commi 6
   e   7,   della   legge  23  luglio  1991,  n.  223,  e  successive
   modificazioni;
c) i  soggetti che abbiano conseguito, alla data di entrata in vigore
   del  presente  decreto,  la  ricollocazione  lavorativa  ai  sensi
   dell'articolo 12 del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e
   successive  modificazioni,  e del decreto interministeriale del 21
   maggio  1998,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale del 19 luglio
   1998, n. 141;
d) i  soggetti  che,  alla  data  di  entrata  in vigore del presente
   decreto,  siano  stati  dichiarati  decaduti o cancellati ai sensi
   dell'articolo  9 del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e
   successive modificazioni;
e) i soggetti avviati sulla base di progetti finanziati dagli enti di
   cui  all'articolo  11,  comma 4, del citato decreto legislativo n.
   468 del 1997, e successive modificazioni;
f) i  soggetti  che  non  abbiano prodotto la dichiarazione di cui al
   comma 3.
  3.  I  soggetti  di  cui  al  comma  1,  per  continuare  ad essere
utilizzati  in  attivita'  socialmente  utili,  devono  produrre  una
dichiarazione  resa  ai  sensi  della  legge 4 gennaio 1968, n. 15, e
successive    modificazioni,    all'ente    utilizzatore   attestante
l'indicazione  dei progetti di lavori socialmente utili o di pubblica
utilita'   in   cui   sono   stati   impegnati,  dell'ente  attuatore
responsabile  del relativo progetto, nonche' dei periodi di effettivo
impegno  in  ciascun  progetto,  qualora  promossi  da  enti  diversi
dall'attuale ente utilizzatore.
                               Art. 3
                     Attivita' socialmente utili

  1.   Le   attivita'  in  cui  sono  impegnati  i  soggetti  di  cui
all'articolo 2, comma 1, sono:
a) quelle  definite  dall'articolo  1,  commna  1, e dall'articolo 2,
   comma  1,  del  citato  decreto  legislativo  n.  468  del 1997, e
   successive modificazioni;
b) i servizi tecnici integrati della pubblica amministrazione;
c) i trasporti e la connessa logistica.
Le  predette  attivita', gia' oggetto di progetti da parte degli enti
utilizzatori,  costituiscono l'elenco generale. Gli enti utilizzatori
comunicano,  entro  un  mese  dalla  data  di  entrata  in vigore del
presente decreto, ai servizi per l'impiego competenti, l'elenco delle
attivita' in cui sono impegnati i soggetti utilizzati.
  2.  Le  regioni  possono  individuare attivita' aggiuntive a quelle
previste al comma 1 funzionali allo sbocco occupazionale territoriale
dei  soggetti  di  cui  all'articolo  2,  comma  1, in iniziative che
comportano  trasferimenti  di risorse finanziarie pubbliche per opere
infrastrutturali,   ovvero  siano  finanziate  da  fondi  strutturali
europei  ovvero siano oggetto di programmazione negoziata. A tal fine
istituiscono   ed   aggiornano   l'elenco  regionale  delle  predette
attivita'.
  3.   Le   province,  nell'ambito  di  propria  competenza,  possono
specificare  ed  integrare l'elenco delle attivita' di cui al comma 2
in rapporto alle esigenze del locale mercato del lavoro.
                               Art. 4
     Disciplina della prestazione in attivita' socialmente utili

  1.  L'utilizzo  nelle attivita' di cui all'articolo 3 non determina
l'instaurazione di un rapporto di lavoro. Per lo svolgimento di dette
attivita'  compete ai soggetti utilizzati, per un impegno settimanale
di  venti  ore  e  per  non  piu' di otto ore giornaliere, un importo
mensile di L. 850.000, denominato assegno di utilizzo per prestazioni
in attivita' socialmente utili.
  2. La durata della prestazione, a decorrere dal 1o maggio 2000, non
puo'  essere  superiore  a  sei  mesi,  rinnovabile  per un ulteriore
periodo  di  sei  mesi.  In  caso  di rinnovo e limitatamente a detto
periodo,  il 50 per cento dell'ammontare dell'assegno di cui al comma
1  e'  a  carico  del  Fondo  di  cui  all'articolo 1, comma 1, ed il
restante 50 per cento e' corrisposto dall'ente utilizzatore.
                               Art. 5
     Procedure di decisione, di comunicazione di trasformazione

  1.  Al fine di proseguire le attivita', secondo le modalita' di cui
all'articolo  4, gli organi competenti degli enti utilizzatori, preso
atto  delle  dichiarazioni  rese  dai  soggetti  impegnati  ai  sensi
dell'articolo 2, commna 3, deliberano:
a) l'elenco nominativo dei soggetti impegnati;
b) le  attivita'  espletate  dall'ente  utilizzatore  nell'ambito  di
   quelle indicate nell'articolo 3;
c) le  eventuali  qualifiche  professionali  di  ciascun  soggetto  e
   l'attivita' da svolgere;
d) la localita' e la sede di svolgimento delle attivita';
e) la  durata  dell'attivita' cosi' come disciplinata dall'articolo 4
   del presente decreto;
f) le modalita' organizzative delle attivita';
g) l'eventuale   quantita'  di  ore  aggiuntive  e  il  corrispettivo
   ammontare del trattamento economico;
h) le forme assicurative attivate;
i) il nome del dirigente responsabile della gestione della disciplina
   delle  attivita'  svolte  dai  soggetti di cui alla lettera a) del
   presente comma;
l) l'indicazione  espressa  dello  sbocco  occupazionale  nelle forme
   previste agli articoli 6 e 7;
m) l'impegno  alla comunicazione delle variazioni relative all'elenco
   dei soggetti di cui alla lettera a) del presente comma.
  2.  La  delibera  di  cui  al  comma  1  deve essere resa esecutiva
dall'ente  utilizzatore  entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore  del  presente  decreto  legislativo e copia della stessa deve
essere inviata, entro il predetto termine, al servizio per l'impiego,
alla  direzione provinciale del lavoro e all'Istituto nazionale della
previdenza  sociale  (I.N.P.S.)  territorialmente competenti, ed agli
altri  organismi  competenti  al  sensi  del  decreto  legislativo 23
dicembre 1997, n. 469.
  3. In caso di mutamento di attivita' ovvero di convenzioni ai sensi
dell'articolo  1,  comma  1,  l'ente  utilizzatore  adotta  specifica
delibera   da   inviare  entro  il  secondo  giorno  successivo  alla
commissione   tripartita   o   all'organo   competente   diversamente
individuato  dalle  regioni  ai  sensi  del  decreto  legislativo  23
dicembre  1997,  n. 469. I predetti organi sono tenuti a pronunciarsi
entro  venti  giorni  dal  ricevimento  della  delibera.  In  caso di
decorrenza del predetto termine la delibera acquista esecutivita'.
  4. Alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo,
a fronte dell'attivita' comunque svolta, l'I.N.P.S., nei limiti delle
risorse  disponibili  a carico del fondo di cui all'articolo 1, comma
1,  corrisponde, a seguito di dichiarazione resa ai sensi della legge
4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni dai soggetti di cui
all'articolo  2,  comma  1,  ai  soggetti  medesimi,  il 50 per cento
dell'ammontare  dell'assegno.  Il  predetto  Istituto  corrisponde il
restante  ammontare  al momento della comunicazione della delibera da
parte dell'ente utilizzatore.
  5.  Possono avvalersi delle disposizioni del presente articolo: gli
enti  utilizzatori; altri enti individuati dalle regioni; le province
nell'ambito di propria competenza.
                               Art. 6
      Misure volte alla creazione di opportunita' occupazionali

  1.  Le  disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3, dell'articolo 10 del
citato   decreto   legislativo   n.   468   del  1997,  e  successive
modificazioni, trovano applicazione fino al ((31 dicembre 2002)).
  2. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto   legislativo   3   febbraio   l993,   n.  29,  e  successive
modificazioni,  possono,  ove ne ricorrano le condizioni ed esigenze,
affidare  ai  soggetti  di  cui  all'articolo  2, comma 1, attraverso
incarichi  di  collaborazione  coordinata  e  continuativa,  e lavoro
autonomo,  le  attivita'  previste  al  comma 3 dell'articolo 10, del
citato   decreto   legislativo   n.   468   del  1997,  e  successive
modificazioni, per la stessa durata ivi prevista.
  3.  Per  agevolare la stabilizzazione dell'occupazione dei soggetti
di  cui  all'articolo 2, comma 1, le regioni, le province e i comuni,
singolarmente  ovvero  in  cooperazione  con  altri  comuni,  possono
utilizzare risorse proprie.
  4.   Le   disposizioni   dell'articolo   8   del   citato   decreto
interministeriale  21  maggio  1998  sono estese anche ai committenti
privati   che   utilizzano   finanziamenti   pubblici.   Le  predette
disposizioni  trovano  applicazione  sino  al  31  dicembre  2001. La
riserva  ivi prevista potra' esplicitarsi attraverso opzioni premiali
ai fini dell'aggiudicazione delle relative gare di appalto.
                               Art. 7
Incentivi alle iniziative volte alla creazione di occupazione stabile

  1.  Ai  datori  di  lavoro  privati e agli enti pubblici economici,
comprese le cooperative e loro consorzi, che assumono a tempo pieno e
indeterminato   i  soggetti  di  cui  all'articolo  2,  comma  1,  e'
riconosciuto  un  contributo  pari  a  lire  18  milioni  per ciascun
soggetto  assunto.  La presente disposizione trova applicazione anche
nei  confronti  delle  cooperative  o  dei  consorzi  tra cooperative
relativamente ai soggetti impegnati in qualita' di soci lavoratori.
  2.  Nel caso di assunzione a tempo parziale indeterminato inferiore
a  30  ore  settimanali  medie  calcolate  anche  su base annuale, il
contributo   di   cui   al   comma   1   e'   corrisposto  in  misura
proporzionalmente ridotta al numero delle ore.
  3. Nel caso in cui i soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, siano
assunti  con  contratto  a tempo determinato, trovano applicazione le
disposizioni  di  cui  all'articolo 8, comma 2, della legge 27 luglio
1991,   n.   223,   e  successive  modificazioni.  Nelle  ipotesi  di
trasformazione   del   contratto   da   tempo   determinato  a  tempo
indeterminato  e',  altresi',  riconosciuto  il  contributo di cui al
comma 1 che puo' essere concesso, a richiesta del datore di lavoro, a
conguaglio  degli  oneri  contributivi  dovuti  anche  per il periodo
antecedente alla predetta trasformazione.
  4.  Le  disposizioni  di  cui al comma 3 trovano applicazione nelle
ipotesi  di  contratti  di fornitura di lavoro temporaneo. In caso di
trasformazione  del  rapporto  di lavoro da tempo determinato a tempo
indeterminato,  il  contributo  di  cui al comma 1 spetta all'impresa
utilizzatrice  ed  e' riconosciuto alla societa' fornitrice di lavoro
temporaneo un incentivo di lire 3 milioni.
  5.  Il  contributo  di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 sono cumulabili con
altri   benefici   eventualmente   riconosciuti   in  caso  di  nuove
assunzioni, nel limite consentito dalla normativa comunitaria.
  6.  Il  contributo  di  cui  al  comma  1  e' riconosciuto anche ai
soggetti di cui all'articolo 6, comma 2, a fronte dell'onere relativo
alla   copertura   contributiva.   La   corresponsione  del  predetto
contributo   comporta  la  decadenza  da  qualunque  altro  beneficio
previsto  dal  presente decreto legislativo a carico del Fondo di cui
all'articolo 1, comma 1.
  7.  Nei  casi  di  assunzione  di  cui  ai commi 1, 2, 3 e 4, trova
applicazione  l'articolo  20,  comma 4, della citata legge n. 223 del
1991.
  8.  Costituiscono condizioni per l'erogazione del contributo di cui
ai  commi  1,  2,  3  e  4,  l'avvenuta  cancellazione  dei  soggetti
interessati  dagli elenchi delle attivita' socialmente utili, nonche'
la  regolarita'  dei  datori  di  lavoro nei confronti degli obblighi
contributivi.  Nei  casi di contratto di lavoro a tempo determinato o
di  contratto  di  fornitura  di  lavoro temporaneo, la cancellazione
dagli  elenchi  delle  attivita' socialmente utili non ha luogo nelle
ipotesi  in  cui  i contratti stessi, abbiano complessivamente durata
inferiore a dodici mesi.
  9.  Per  l'erogazione  del  contributo di cui ai commi 1, 2, 3 e 4,
fermi  restando  gli  adempimenti  previsti  dall'articolo  9-bis del
decreto-legge 1o ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  28 novembre 1996, n. 608, i datori di lavoro comunicano
all'I.N.P.S.  e ai competenti servizi per l'impiego il nominativo dei
soggetti  interessati, nonche' la sussistenza delle condizioni di cui
al  comma 8. L'I.N.P.S. provvede all'erogazione del contributo previa
verifica delle predette condizioni.
  10.  Gli  oneri  relativi  alla erogazione del contributo di cui ai
commi  l,  2,  3  e 4, sono a carico del Fondo di cui all'articolo 1,
comma  1.  Le  somme sono rimborsate, annualmente, all'I.N.P.S. sulla
base di apposita rendicontazione semestrale.
  11.  Fino  al  31  dicembre  2000,  entro  il  limite delle risorse
preordinate  allo  scopo nell'ambito del Fondo di cui all'articolo 1,
comma  1,  possono  essere riconosciuti contributi per spese notarili
relative alla costituzione di imprese o di cooperative fino al limite
massimo  di  lire  20  milioni  per  ciascun  atto  costitutivo delle
predette societa'.
  12.  Per eventuali esigenze formative funzionali all'inserimento in
attivita'  lavorative  dei  soggetti  di cui all'articolo 2, comma 1,
puo'  essere,  per  un  periodo non superiore a sei mesi, corrisposto
l'assegno di cui all'articolo 4, comma 1, nei casi:
a) di  assunzione  con  rapporto  di  lavoro a tempo indeterminato da
   parte  di  datori di lavoro privati che abbiano stipulato apposite
   convenzioni   con   l'ente  utilizzatore.  Tali  convenzioni  sono
   comunicate ai servizi per l'impiego e all'I.N.P.S.
   territorialmente competenti;
b) stages  formativi  seguiti  da assunzione con rapporto di lavoro a
   tempo indeterminato.
  13.  Alle  agenzie di promozione e di lavoro di cui all'articolo 2,
comma 4, del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e successive
modificazioni,  riconosciute  alla  data  del  31 dicembre 1999, puo'
essere   concesso,   nel  limite  delle  risorse  del  Fondo  di  cui
all'articolo 1, comma 1, ripartite ai sensi dell'articolo 8, comma 1,
un contributo di lire 3 milioni per ogni soggetto di cui all'articolo
2,  comma  1,  in  caso di assunzione con contratto di lavoro a tempo
pieno e indeterminato.
  14.   Alle  societa'  miste,  alle  cooperative  e  loro  consorzi,
costituiti  successivamente  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente  decreto legislativo, puo' essere concesso nell'ambito delle
risorse  del  fondo  di cui all'articolo 1, comma 1, preordinate allo
scopo,  un  contributo  straordinario  di  lire 5 milioni per ciascun
soggetto  di  cui  all'articolo 2, comma 1, in caso di assunzione con
contratto  a  tempo  pieno  e  indeterminato  da  parte  delle stesse
societa' miste ovvero delle cooperative o consorzi di cooperative. Il
predetto   incentivo  e'  incompatibile  con  il  contributo  di  cui
all'articolo 7, commi 1, 2, 3 e 4.
                               Art. 8
                       Fondo per l'occupazione

  1.  Le  risorse del fondo di cui all'articolo 1, comma 1, destinate
alle  attivita'  di  lavori  socialmente utili, per l'anno 2000, sono
ripartite  tra  le singole regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano  sulla  base  delle  somme  erogate  dall'I.N.P.S.  nel corso
dell'anno  1999  per assegni e sussidi a carico del predetto fondo ai
soggetti    impegnati    nelle   attivita'   progettuali   locali   e
interregionali  di  competenza  regionale.  Le  predette risorse, per
l'anno  2000,  sulla  base  di  apposite convenzioni da sottoscrivere
entro  il  31  luglio  2000  tra  il  Ministero  del  lavoro  e della
previdenza  sociale e le regioni interessate, sentiti gli enti locali
nelle  sedi  previste,  di  cui  all'articolo  4, comma 1, del citato
decreto  legislativo n. 469 del 1997, possono essere impiegate per lo
svolgimento  di  misure  politiche  attive  per  l'impiego  e  per la
stabilizzazione  occupazionale  dei  soggetti  di cui all'articolo 2,
comma 1.
  2. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le regioni e
gli enti utilizzatori interessati da situazioni straordinarie tali da
non  poter  garantire  un programma definitivo di stabilizzazione dei
soggetti  di  cui  all'articolo  2,  comma  1,  nell'ambito di quanto
previsto  dalle  convenzioni  di  cui  al  comma  1, possono definire
accordi  che prevedano misure particolari con oneri a carico di tutti
i  sottoscrittori.  Alla  copertura  degli  oneri relativi alla quota
parte  degli  oneri  a  carico  del  Ministero  del  lavoro  e  della
previdenza  sociale  si  provvede nell'ambito delle risorse impegnate
nelle   convenzioni  di  cui  al  comma  1,  ove  dovessero  rendersi
disponibili  in  sede  di  attuazione delle convenzioni medesime. Gli
enti  utilizzatori  potranno accedere a questa procedura a condizione
di  aver gia' deliberato i piani di stabilizzazione occupazionale, di
cui all'articolo 5, comma 1, lettera l).
  3.  Le  risorse  del fondo di cui al comma 1, qualora impegnate per
attivita'  socialmente utili, sono destinate al pagamento del 100 per
cento  degli assegni e dei sussidi per il periodo dal 1o gennaio 2000
al 31 ottobre 2000 e per l'ammontare del 50 per cento degli assegni e
dei sussidi per i periodi dal 1o novembre 2000 al 30 aprile 2001.
                               Art. 9
                      Disciplina sanzionatoria

  1.  I  soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, ivi compresi quelli
che  usufruiscono  dei  trattamenti previdenziali, vengono cancellati
dagli  elenchi  di cui all'articolo 3, comma 1, decadono dai benefici
previsti  dal  presente  decreto  legislativo  e  cessano  di trovare
applicazione nei loro confronti le disposizioni vigenti in materia di
attivita' socialmente utili qualora:
a) rifiutino  l'assunzione, in luogo distante fino a 50 chilometri da
   quello di residenza, di cui all'articolo 7, commi 1, 2, 3, 4 e 6;
b) rifiutino   di   partecipare   ai   corsi  di  formazione  di  cui
   all'articolo 7, comma 12, lettera a);
c) rifiutino  l'avviamento  a  selezione  effettuato  dai servizi per
   l'impiego  competenti  o  da  agenzie private convenzionate con il
   Ministero  del lavoro e della previdenza sociale, o con le regioni
   o con le province, su richiesta dei datori di lavoro.
  2. Le disposizioni di cui al comma 1 non trovano applicazione nelle
ipotesi  di  contratto  a  tempo  determinato, di fornitura di lavoro
temporaneo  e di incarico di collaborazione coordinata e continuativa
di durata inferiore a tre mesi.
  3. Nei casi di cui alle lettere b) e c) del comma 1, i responsabili
dell'attivita'  di  formazione  ovvero  i datori di lavoro comunicano
direttamente    all'I.N.P.S.    e    al    servizio   per   l'impiego
territorialmente   competente   i  nominativi  dei  soggetti  di  cui
all'articolo  2,  comma  1, che hanno rifiutato l'offerta di lavoro o
che non si siano presentati ai colloqui di selezione o alle attivita'
formative.  A  seguito  di  detta  comunicazione  l'I.N.P.S. sospende
cautelativamente  l'erogazione  dell'assegno  di  cui all'articolo 4,
comma 1, dandone comunicazione agli interessati.
  4.  Avverso  gli  atti relativi ai benefici e all'assegno di cui al
presente  decreto  legislativo e' ammesso ricorso entro trenta giorni
alle direzioni provinciali del lavoro territorialmente competenti che
decidono, in via definitiva, nei venti giorni successivi alla data di
presentazione  del ricorso. La decisione del ricorso e' comunicata al
competente servizio per l'impiego e all'I.N.P.S.
                               Art. 10
                  Disposizioni transitorie e finali

  ((1. Ai soggetti aventi titolo all'assegno di utilizzo per prestazioni in attivita' socialmente utili e relative prestazioni accessorie, con oneri a carico del fondo di cui all'articolo 1, comma 1, in possesso alla data del 31 dicembre 2003 dei requisiti di ammissione alla contribuzione volontaria di cui all'articolo 12, comma 5, lettera a), del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e successive modificazioni, determinati con riferimento ai requisiti pensionistici vigenti alla data del 1 gennaio 2003, e' riconosciuta una indennita' commisurata al trattamento pensionistico spettante in relazione all'anzianita' contributiva posseduta alla data della domanda di ammissione alla contribuzione volontaria, nel limite delle risorse preordinate allo scopo dal decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 21 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 19 giugno 1998. Tale indennita' non potra' comunque essere inferiore all'ammontare dell'assegno di cui all'articolo 4, comma 1, spettante alla data della suddetta domanda. Dalla data di decorrenza del predetto trattamento provvisorio ai beneficiari non spettano i benefici previsti dall'articolo 12 del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e successive modificazioni, con esclusione di quelli di cui al comma 5-bis del medesimo articolo. Al raggiungimento dei requisiti pensionistici richiesti dalla disciplina vigente alla data del 1 gennaio 2003, il trattamento provvisorio viene rideterminato sulla base delle disposizioni recate dalla disciplina medesima. Ai lavoratori destinatari delle disposizioni di cui al presente comma si applicano anche le disposizioni di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, del citato decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 21 maggio 1998.))
  ((1-bis. I lavoratori rientranti nelle fattispecie di cui al comma 1, per potersi avvalere delle disposizioni di cui al medesimo comma, devono presentare apposita domanda, a pena di decadenza, entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello nel corso del quale maturano i requisiti di ammissione alla contribuzione volontaria di cui all'articolo 12, comma 5, lettera a), del decreto legislativo 1 dicembre 1997 n. 468, determinati come indicato nel medesimo comma 1, ovvero, qualora abbiano gia' maturato detti requisiti anteriormente al 1 gennaio 2003, entro il termine di decadenza del 28 febbraio 2003. Nei loro confronti cessano di trovare applicazione le disposizioni in materia di attivita' socialmente utili a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello entro il quale possono presentare la relativa domanda.))
  2.   Con   appositi   decreti   interministerali,   possono  essere
individuate  misure,  nell'ambito di quelle previste dall'articolo 6,
che  prevedano  l'utilizzo  di  risorse, ove previste dalla normativa
vigente, delle amministrazioni statali di volta in volta interessate,
finalizzate  alla  stabilizzazione occupazionale esterna dei soggetti
di  cui  all'articolo  2,  comma 1, i quali hanno svolto attivita' di
lavori socialmente utili sulla base di apposite convenzioni stipulate
dal   Ministero   del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  con  le
amministrazioni  pubbliche aventi competenze interregionali, ai sensi
dell'articolo 5, comma 4, del decreto legislativo n. 468 del 1997.
  3.  Restano confermate le disposizioni vigenti in materia di lavori
socialmente  utili  di  cui al decreto legislativo n. 468 del 1997, e
successive  modifiche,  e al decreto interministeriale 21 maggio 1998
in  quanto  compatibili  con  le  disposizioni  del  presente decreto
legislativo.  In  particolare  sono abrogate le seguenti disposizioni
del decreto legislativo n. 468/1997:
a) articolo 1, comma 2, lettere a), b) e c), comma 3, comma 4 e comma
   6;
b) articolo 2, commi 2, 4, 6, 7 e 8;
c) articolo 3, commi 2 e 3;
d) articolo 4;
e) articolo 5;
f) articolo 6;
g) articolo 9;
h) articolo 11.

  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 28 febbraio 2000

                               CIAMPI

                              D'Alema,  Presidente  del Consiglio dei
                              Ministri
                              Salvi,  Ministro  del  lavoro  e  della
                              previdenza sociale
                              Amato,   Ministro   del   tesoro,   del
                              bilancio    e    della   programmazione
                              economica
                              Visco, Ministro delle finanze
                              Bassanini,  Ministro  per  la  funzione
                              pubblica
                              Bellillo,   Ministro   per  gli  affari
                              regionali

Visto, il Guardasigilli: Diliberto
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AGGIORNAMENTO (1)
  La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 78, comma 1)
che  "La  data  di  presentazione  della  domanda  di ammissione alla
contribuzione volontaria di cui all'articolo 10, comma 1, del decreto
legislativo  28 febbraio 2000, n. 81, e' differita al 30 aprile 2001,
fermo  restando  il  possesso,  alla  data  del 31 dicembre 1999, dei
relativi requisiti."
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