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LEGGE 1 giugno 1977, n. 285

Provvedimenti per l''''occupazione giovanile.

Titolo I
NORME GENERALI
    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.

  Allo scopo di:
    1)  incentivare  l'impiego  straordinario di giovani in attivita'
agricole,  artigiane,  commerciali, industriali e di servizio, svolte
da  imprese  individuali  o associate, cooperative e loro consorzi ed
enti pubblici economici;
    2)  finanziare programmi regionali di lavoro produttivo per opere
e  servizi  socialmente  utili con particolare riferimento al settore
agricolo   e   programmi   di  servizi  ed  opere  predisposti  dalle
amministrazioni centrali;
    3)  incoraggiare  l'accesso  dei  giovani alla coltivazione della
terra;
  ((4) promuovere la costituzione di cooperative di produzione e lavoro in possesso dei requisiti di cui all'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.))
  ((5))  )  realizzare  piani di formazione professionale finalizzati
alle prospettive generali di sviluppo, per il 1977 e per i successivi
tre  anni e' stanziata la complessiva somma di lire 1.060 miliardi da
erogare secondo quanto disposto dall'articolo 29.
                               Art. 2.

  ((Le regioni, secondo i propri indirizzi programmatori, predispongono, entro e non oltre il 30 settembre, i programmi annuali regionali delle attivita' di formazione professionale, articolandoli per settori produttivi e in relazione alle esigenze dei piani di sviluppo.))
  I  programmi  devono essere rivolti ad orientare i giovani verso le
attivita'   che   presentano  concrete  prospettive  occupazionali  e
rispondono alle esigenze dei piani di sviluppo.
  Le  regioni provvedono a dare pubblicita' ai programmi con le forme
piu'  idonee  nei  comuni e nelle sedi di decentramento di quartiere,
negli  istituti  scolastici  e  di  formazione  professionale,  nelle
pubbliche amministrazioni e nelle imprese.
  I  programmi  regionali  devono essere predisposti in modo da poter
fruire del concorso finanziario del Fondo sociale europeo.
                               Art. 3.

  Per  i  fini  di cui al precedente articolo e' costituita presso la
regione,  per  il  periodo  di applicazione della presente legge, una
commissione  regionale  composta  da  rappresentanti  della  regione,
nonche'    da    rappresentanti   delle   organizzazioni   sindacali,
professionali,   imprenditoriali   maggiormente   rappresentative   e
presenti nel CNEL e da queste designati.
  La  commissione,  nominata  con decreto del presidente della giunta
regionale, e' presieduta da questi o da un suo delegato.
  Alle   riunioni   della   commissione   partecipa,   il   direttore
dell'ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione.
  La  commissione  acquisisce  dagli uffici regionali del lavoro, dai
provveditorati  agli  studi,  dalle  universita'  e  dalle  camere di
commercio,  industria, artigianato e agricoltura i dati relativi alle
prospettive di occupazione ed ai fabbisogni formativi dei lavoratori,
nei singoli distretti scolastici, per settori produttivi e per gruppi
di  professioni.  Le  pubbliche amministrazioni ed i datori di lavoro
sono tenuti a fornire le informazioni richieste.
                             Art. 3-bis

  (( La commissione centrale di cui all'articolo 26 della legge 12 agosto 1977, n. 675, assume la denominazione di commissione centrale per l'impiego e stabilisce a livello nazionale i criteri di attuazione della politica organica e attiva dell'impiego, secondo le linee di indirizzo della programmazione economica e le indicazioni della Comunita' economica europea. La commissione, in relazione alla dinamica quantitativa e qualitativa del mercato del lavoro, ed al quadro di riferimento economico per lo svolgimento dell'attivita' regionale in materia di formazione professionale, determina, entro il 30 luglio di ciascun anno, gli indirizzi di politica dell'occupazione e di sostegno del reddito dei lavoratori. A questo fine la commissione promuove ed organizza studi e rilevazioni sistematiche del mercato nazionale del lavoro e delle sue tendenze qualitative e quantitative anche in connessione con l'evoluzione dell'organizzazione del lavoro, nonche' alla conseguente dinamica della professionalita' e relativi riflessi sulla domanda di lavoro, avvalendosi pure della attivita' svolta da strutture di altri istituti ed enti pubblici. La commissione svolge, altresi', i compiti della commissione centrale per l'avviamento al lavoro di cui alla legge 29 aprile 1949, n. 264. La commissione, presieduta dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale o per sua delega da un Sottosegretario di Stato o da uno dei direttori generali di cui alla lettera b) e' composta: a) da otto rappresentanti dei lavoratori, da quattro rappresentanti dei datori di lavoro, da un rappresentante dei dirigenti di azienda, da uno dei coltivatori diretti, da uno degli artigiani, da uno dei commercianti e da uno del movimento cooperativo, designati, su richiesta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, dalle organizzazioni maggiormente rappresentative; b) dai direttori generali che presiedono ai servizi del collocamento, dei rapporti di lavoro e della previdenza sociale e degli affari generali e del personale; c) da cinque rappresentanti delle regioni, scelti dal Ministro del lavoro nell'ambito dei designati dalle regioni. A tal fine ciascuna regione e le due province autonome di Bolzano e di Trento hanno facolta' di designare un nominativo. In relazione alla materia trattata, sono chiamati di volta in volta a far parte della commissione i rappresentanti delle province autonome di Trento e Bolzano, nonche' i rappresentanti delle amministrazioni statali interessate. In corrispondenza di ogni rappresentante effettivo e' designato e nominato un membro supplente. Le funzioni di segretario e di vice-segretario sono disimpegnate da due dirigenti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. I componenti della commissione e della segreteria sono nominati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e durano in carica tre anni. Le commissioni regionali per la mobilita' di cui all'articolo 22 della legge 12 agosto 1977, n. 675, assumono la denominazione di commissioni regionali per l'impiego. Tali commissioni, oltre ai compiti previsti dalla legge 12 agosto 1977, n. 675, realizzano, nel proprio ambito territoriale, in armonia con gli indirizzi della programmazione regionale, i compiti della commissione centrale per l'impiego, di cui al primo ed al secondo comma del presente articolo, secondo le linee da questa indicate. Le commissioni regionali per l'impiego, anche in relazione alle previsioni della contrattazione collettiva in materia occupazionale ed alla situazione locale del mercato del lavoro, assumono, altresi', compiti di iniziativa e di coordinamento al fine di promuovere intese tra le parti sociali per favorire l'impiego dei giovani in attivita' formative e lavorative. Le commissioni regionali per l'impiego, attraverso competenti ispettorati provinciali del lavoro, assicurano con riferimento all'avviamento con richiesta nominativa, l'osservanza dei divieti di cui all'articolo 1 della legge 9 dicembre 1977, n. 903. Le commissioni regionali per l'impiego si riuniscono almeno una volta l'anno sotto la presidenza del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, o di un Sottosegretario di Stato da questo delegato, di intesa con il presidente della giunta regionale e con la partecipazione degli assessori competenti in materia di politica attiva del lavoro, per la impostazione del programma di attivita' e di iniziative, in relazione alle esperienze compiute, alla situazione occupazionale, con particolare riguardo a quella giovanile, ed ai problemi che ne derivano. I tre rappresentanti della regione, di cui all'articolo 22, secondo comma, della legge 12 agosto 1977, n. 675, debbono essere membri del consiglio regionale. Per la realizzazione dei loro compiti, la commissione centrale e le commissioni regionali per l'impiego si avvalgono di apposite segreterie tecniche costituite rispettivamente presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale e presso gli uffici regionali del lavoro. Puo' essere chiamato a far parte di dette segreterie, in posizione di comando, personale fornito di particolare preparazione tecnica dipendente da amministrazioni dello Stato, da amministrazioni locali e da enti pubblici. Il relativo contingente e' fissato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, sentita la commissione centrale. Per i compiti di studio e di ricerca necessari all'attuazione della presente legge, nonche' degli articoli 22 e seguenti della legge 12 agosto 1977, n. 675, sono istituiti, ai sensi dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, quattro posti di consigliere ministeriale nel ruolo dell'amministrazione centrale del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.))
                               Art. 4.

  ((Presso le sezioni di collocamento e' istituita una lista speciale nella quale si possono iscrivere i giovani non occupati, residenti nel comune, di eta' compresa fra i 15 e i 29 anni. Tale iscrizione conserva la propria efficacia per coloro che durante il periodo di applicazione della presente legge superino il ventinovesimo anno di eta'. I giovani possono essere iscritti contemporaneamente anche nella lista ordinaria. La commissione provinciale di cui all'articolo 25 della legge 29 aprile 1949, n. 264, puo' stabilire, su proposta del direttore dell'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione che alle offerte di assunzione presentate da privati datori di lavoro o da enti pubblici o da organismi da questi promossi, nonche' dalle amministrazioni statali e dalle regioni interessate all'attuazione dei progetti specifici di cui all'art. 26 della presente legge, possono concorrere, osservati opportuni criteri di proporzionalita', giovani iscritti nella lista speciale di sezioni diverse da quelle nella cui circoscrizione territoriale viene svolta l'attivita' lavorativa.))
  I  giovani immigrati o appartenenti a nuclei familiari di immigrati
possono  iscriversi  oltre  che  nella  lista  speciale del comune di
residenza  anche  in  quella  del  comune  di provenienza. In caso di
avviamento  straordinario  al lavoro ai sensi della presente legge il
loro nominativo viene cancellato da entrambe le liste speciali.
  E'  fatto  divieto  di  reiscrizione nella lista speciale di cui al
primo  comma  dei  giovani  avviati al lavoro ai sensi della presente
legge.
  I giovani che abbiano stipulato contratti ai sensi degli articoli 7
e  26  della  presente legge hanno diritto ad essere reiscritti nella
lista  speciale  se  il  periodo  di  lavoro  ha una durata inferiore
all'anno e possono stipulare nuovi contratti per un periodo di lavoro
che  cumulato  a quello precedentemente svolto non superi ((i termini massimi indicati agli articoli 7, 26)).
                               Art. 5.

  ((La commissione di collocamento di cui all'articolo 26 della legge 29 aprile 1949, n. 264, e successive modificazioni, provvede alla formulazione della graduatoria, dei giovani iscritti nella lista speciale, raggruppandoli per fasce professionali, da definirsi, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, secondo i sistemi di inquadramento stabiliti in sede contrattuale. In mancanza, i giovani, sulla base delle domande presentate, sono raggruppati per categorie professionali e in ciascuna categoria secondo la qualifica o la specializzazione posseduta, o, per il contratto di formazione, secondo quelle per le quali nella domanda sono state indicate le propensioni. Nella formazione delle graduatorie si terra' conto altresi' della condizione economica personale e familiare degli interessati. La graduatoria e' resa pubblica ed e' comunicata al comune, per l'affissione all'albo pretorio, ed alla regione. Il primo aggiornamento della graduatoria sulla base delle disposizioni previste dal presente articolo deve essere completato entro il 31 dicembre 1978. Gli aggiornamenti successivi hanno luogo alla fine di ciascun trimestre a partire dal 31 marzo 1979. Il giovane che senza giustificato motivo rifiuti l'avviamento, ai sensi degli articoli 7 e 26 della presente legge, ad un'attivita' corrispondente ai requisiti professionali d'iscrizione o alle propensioni manifestate, perde il proprio turno d'avviamento per un periodo di due mesi decorrente dalla data del rifiuto. Dopo la perdita del secondo turno il giovane e' cancellato dalla lista. Contro l'omessa, erronea o indebita inclusione ovvero cancellazione, dalla lista speciale e dalla graduatoria, nonche' contro gli atti di avviamento e' ammesso ricorso alla commissione di cui all'articolo 25 della legge 29 aprile 1949, n. 264, entro sette giorni dalla pubblicazione della graduatoria e dei relativi aggiornamenti ovvero dalla data del provvedimento. La commissione decide sui ricorsi con provvedimento definitivo, entro e non oltre quindici giorni dal loro deposito. Decorso tale termine, senza che il ricorrente abbia avuto comunicazione della decisione, il ricorso si intende respinto, ferma restando la possibilita' di adire l'autorita' competente. Il datore di lavoro che intende assumere giovani deve farne richiesta numerica o nominativa ai sensi del comma successivo alla sezione di collocamento competente per territorio, indicando il tipo di attivita' in cui prevede di inserire i giovani nonche' le condizioni delle prestazioni richieste. Quando la richiesta riguardi personale non qualificato o privo di titoli di studio specifici, l'avviamento al lavoro, a cura della sezione di collocamento, e' operato sulla base della graduatoria. Quando la richiesta sia relativa al personale qualificato o in possesso di titolo di studio specifico, l'avviamento e' operato secondo l'ordine di graduatoria sulla base della qualifica professionale richiesta. Il datore di lavoro ha in tal caso la facolta' di indicare i requisiti professionali che i giovani debbono possedere. Fino al 30 giugno 1980 i datori di lavoro che occupano stabilmente non piu' di dieci dipendenti possono effettuare assunzioni di giovani iscritti nella lista speciale con il contratto di formazione di cui all'articolo 7, mediante richiesta nominativa)).
                               Art. 6.

  Durante  il periodo di applicazione della presente legge, i giovani
di  eta'  tra  i 15 e i 29 anni, iscritti nella lista speciale, se in
possesso  della  qualifica  professionale  richiesta,  possono essere
assunti,  previa  effettuazione  di  un  periodo  di  prova di trenta
giorni,  con  contratto  di lavoro a tempo indeterminato e secondo le
modalita'  della presente legge, da datori di lavoro, fatta eccezione
per  quelli  indicati  nell'articolo  11, terzo comma, della legge 29
aprile  1949,  n.  264,  e  successive  modificazioni e integrazioni,
nonche' da enti pubblici economici.
                              Art.6-bis

  (( I giovani assunti ai sensi degli articoli 9, quarto comma, e 26 della presente legge o al termine del contratto a tempo parziale e determinato o del corso pratico di formazione sul lavoro di cui al successivo articolo 16-bis, non possono far valere il titolo di studio da essi posseduto che non sia indicato sulla richiesta del datore di lavoro per lo svolgimento delle mansioni proprie della fascia professionale o della qualifica per la quale sono stati assunti )).
                               Art. 7.

  ((Per il periodo di applicazione della presente legge, i giovani iscritti nella lista speciale possono essere assunti con contratto di formazione, secondo le modalita' della presente legge, dai datori di lavoro di cui all'articolo 6, nonche' da enti pubblici economici. Il contratto di formazione: 1) puo' essere stipulato per i giovani di eta' compresa fra i 15 ed i 26 anni, elevata a 29 per le donne o per i laureati; 2) non puo' avere durata superiore a ventiquattro mesi e non e' rinnovabile. I giovani assunti con contratto di formazione sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi o contratti collettivi per l'applicazione di particolari normative od istituti.))
                               Art. 8.

  ((Il contratto di formazione e' stipulato per iscritto e prevede la durata ed il trattamento giuridico ed economico. I cicli formativi, intesi ad assicurare al giovane il raggiungimento di adeguati livelli di formazione, in rapporto alle fasce professionali, sono promossi od autorizzati dalla regione, anche presso le aziende o loro consorzi. La durata, le modalita' di svolgimento dell'attivita' lavorativa e di formazione professionale in relazione alle disposizioni di cui al precedente comma, nonche' il rapporto tra attivita' lavorativa e formazione sono stabilite dalla commissione regionale per l'impiego di cui all'articolo 3 della presente legge, in coerenza con le intese raggiunte a livello locale tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro maggiormente rappresentative. Il numero minimo delle ore destinate alla formazione non puo' essere inferiore al 30 per cento delle ore complessive previste dal contratto di formazione. Copia del contratto e' rimessa all'ufficio provinciale del lavoro. Durante l'esecuzione del contratto il libretto di lavoro e' conservato dal datore di lavoro che deve annotare l'inizio e il termine del rapporto, l'attivita' formativa ed il livello di professionalita' conseguito. Il Ministro della difesa, con suo decreto, nei limiti numerici permessi dalle necessita' primarie della Difesa, puo' consentire, di anno in anno, ai giovani arruolati, assunti con contratto di formazione ai sensi della presente legge o impegnati in progetti specifici di cui all'articolo 26, il differimento - per la durata del contratto e per una sola volta - della prestazione del servizio alle armi purche' il predetto contratto abbia termine entro il compimento del 22° anno di eta')).
                               Art. 9.

  I  giovani  assunti a norma degli articoli 6 e 7 hanno diritto alla
retribuzione  contrattuale  prevista  per  il livello aziendale della
corrispondente  qualifica;  la  retribuzione  e' riferita alle ore di
lavoro effettivamente prestate.
  Al  datore di lavoro sono corrisposte agevolazioni commisurate come
appresso:
    a)  nel rapporto a tempo indeterminato lire trentaduemila mensili
elevate  a  lire  sessantaquattromila  mensili  nei  territori di cui
all'articolo  1  del testo unico approvato con decreto del Presidente
della   Repubblica   6   marzo   1978,   n.   218,   per  la  durata,
rispettivamente, di 18 e di 24 mesi;
    b)  nel  rapporto  di  formazione, lire duecento orarie elevate a
lire  600  nei  territori  di  cui  all'articolo  1  del  testo unico
approvato  con  decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978,
n. 218, per le ore lavorative effettivamente retribuite.
  I  datori di lavoro, che abbiano stipulato contratti di formazione,
possono,  al termine di ciascun anno, realizzare nuovi rapporti della
medesima   specie  con  altri  giovani,  purche'  abbiano  assunto  o
associato,  oppure  assumano o associno, a tempo indeterminato almeno
la meta' dei giovani occupati con contratto di formazione.
  In  ogni  caso  per tutti i giovani assunti a tempo indeterminato a
seguito  di  contratto di formazione sono corrisposte le agevolazioni
di  cui  al secondo comma, lettera a), del presente articolo per mesi
sei,  elevati  a  mesi dodici nei territori di cui all'articolo 1 del
testo  unico citato. Tale agevolazione e' concessa per altri sei mesi
per ogni giovane lavoratrice assunta.
  Nell'ipotesi  che  i  quattro  quinti  dei giovani con contratto di
formazione  siano  assunti  a  tempo  indeterminato  o  associati, le
agevolazioni  di  cui  al  secondo  comma,  lettera  a), del presente
articolo  sono  corrisposte per mesi nove elevati a mesi diciotto nei
territori di cui all'articolo 1 del testo unico citato.
  Le  disposizioni  di  cui  al  quarto  e  quinto comma del presente
articolo  si  applicano  anche  nei  confronti dei giovani assunti al
termine dei cicli formativi di cui all'articolo 16-quater.
  Per  i  giovani  assunti  con  contratto  di  formazione  ai  sensi
dell'articolo 7 si applicano le norme in materia di contributi per le
assicurazioni  sociali  di  cui  alla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e
successive modificazioni.
  Le  disposizioni di cui al precedente comma si applicano anche alle
cooperative di produzione e lavoro escluse quelle di cui all'articolo
18  costituite  tra  giovani iscritti nella lista speciale ovvero che
associno giovani iscritti nella lista speciale di eta' compresa tra i
18  e i 29 anni, in numero non inferiore al 40 per cento dei soci. La
riduzione contributiva non puo' eccedere la durata di dodici mesi per
ciascun socio giovane proveniente dalla lista speciale.
  Gli  oneri  a  carico  dello  Stato derivanti dall'applicazione del
presente  articolo gravano sugli stanziamenti previsti dagli articoli
29 e 29-bis della presente legge.((3))
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AGGIORNAMENTO (3)
Il  D.L.  21 giugno 1980, n.268, convertito senza modificazioni dalla
L. 8 agosto 1980, n. 439 (in G.U. 19/8/1980, n. 226) ha disposto (con
l'art. 2) che: "La durata della riduzione contributiva di cui abbiano
fruito  o fruiscano le cooperative indicate nell'art. 9 della legge 1
giugno   1977,   n.   285,   nel  testo  sostituito  all'art.  9  del
decreto-legge  6  luglio 1978, n. 351, convertito, con modificazioni,
nella  legge  4  agosto  1978,  479, non puo' eccedere i ventiquattro
mesi."
                              Art. 10.

  In  sede di versamento all'INPS dei contributi per le assicurazioni
sociali  obbligatorie,  il  datore  di  lavoro detrae l'importo delle
agevolazioni  previste  nel  precedente articolo, allegando copia dei
contratti di formazione stipulati.
  ((Nel caso in cui il datore di lavoro risulti creditore nei confronti dell'INPS dell'importo totale o parziale delle agevolazioni previste dal precedente articolo 9, il saldo della somma a credito e' effettuato dall'INPS medesimo con scadenza mensile. Ai fini del rimborso annuo - da effettuare dallo Stato sulla base degli importi risultanti dai rendiconti annuali dell'INPS - l'INPS tiene apposita evidenza contabile)).
                              Art. 11.

  Le  disposizioni  previste dai precedenti articoli non si applicano
alle   imprese   impegnate  in  progetti  di  ristrutturazione  e  di
riconversione industriale.
                              Art. 12.

  L'ente  o  il  datore di lavoro, presso cui il giovane frequenta il
corso  di  formazione  professionale, deve accertare la frequenza del
giovane al corso stesso.
  Fatta  eccezione  per  le  ipotesi  previste dall'articolo 2110 del
codice  civile,  se  il giovane assunto ai sensi della presente legge
non  frequenta  il  corso di formazione professionale o, comunque, si
assenta  per  un  numero  di  giornate  non inferiore ad un quinto di
quello  complessivo  che  e'  tenuto  a  frequentare, il contratto di
Formazione  si  risolve  a  tutti  gli  effetti  ed  il giovane viene
cancellato dalle liste speciali senza potervi piu' essere reiscritto.
                              Art. 13.

  I  datori di lavoro, all'atto della richiesta, devono dimostrare di
non  avere  proceduto,  nei  sei mesi precedenti, a licenziamenti per
riduzione  di  personale  assunto  con  contratto  di  lavoro a tempo
indeterminato.
  ((Nei confronti dei datori di lavoro che effettuano licenziamenti per riduzione di personale nel periodo in cui usufruiscono delle agevolazioni previste dalla presente legge, dette agevolazioni sono sospese)).
                             Art.13-bis

  (( Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, puo' prevedere, limitatamente alle imprese che si articolano in piu' unita' produttive site in ambiti territoriali diversi, deroghe alle disposizioni di cui agli articoli 11 e 13, primo comma, della presente legge.))
                              Art. 14.

  Il  datore  di  lavoro e' tenuto a comunicare, entro cinque giorni,
alla  sezione  di  collocamento competente per territorio e alla sede
provinciale  dell'INPS, il nominativo dei giovani che abbiano cessato
il rapporto di cui al contratto di formazione.
                              Art. 15.

  Durante  l'esecuzione  o alla scadenza del contratto di formazione,
il  datore  di lavoro piu' richiedere alla sezione di collocamento il
nulla  osta  all'assunzione  a  tempo  indeterminato con la procedura
prevista  per  i  passaggi diretti e immediati di cui all'articolo 33
della legge 20 maggio 1970, n. 300. Entro tre mesi dalla scadenza del
contratto  di formazione analoga facolta' spetta agli altri datori di
lavoro.
                              Art. 16.

  Le  qualifiche professionali acquisite durante il servizio militare
sono  riconosciute  a  tutti  gli effetti. Le certificazioni relative
sono fornite dal comando o dall'ente che ha concesso la qualifica.
  Con  decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di
concerto  con il Ministro per la pubblica istruzione, e' stabilita la
corrispondenza delle qualifiche professionali attribuite ai sensi del
presente  articolo  con  i  livelli di professionalita' richiesti per
l'avviamento al lavoro.
                             Art. 16-bis

  (( Le regioni, nel quadro dei programmi di cui all'articolo 2 ed in relazione a concrete prospettive occupazionali possono organizzare in intesa con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative, attivita' di formazione professionale che prevedono periodi di formazione sul lavoro presso imprese singole o associate dei settori agricolo, artigianale, industriale, commerciale, turistico e dei servizi. Tali intese indicano altresi' le quote, le modalita' e i tempi per l'assunzione dei giovani che conseguano o abbiano conseguito la qualifica, ai sensi dell'articolo 16-quater. I periodi di formazione non possono eccedere la durata di sei mesi e le imprese debbono impegnare i giovani solo nelle mansioni preventivamente concordate con la regione e per ruoli qualificati. L'orario di attivita' di formazione professionale non puo' eccedere le quaranta ore settimanali. I giovani non possono essere adibiti al lavoro con finalita' direttamente produttive salvo che per tempi limitati, da determinare nel programma di addestramento in relazione alle esigenze formative. Nell'arco dell'attivita' di formazione professionale di cui al primo comma debbono essere organizzati dalla regione, anche mediante convenzione e adeguati incentivi con le imprese, convenienti periodi di formazione teorica in materie il cui insegnamento sia strettamente collegato al conseguimento del ruolo professionale cui la formazione del giovane tende. Per il periodo di formazione sul lavoro sono estese ai giovani le prestazioni sanitarie dell'assicurazione contro le malattie e le prestazioni dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Per tali prestazioni le regioni stipulano apposite convenzioni con i competenti istituti previdenziali ed assistenziali, anticipando gli oneri relativi. Le imprese che intendono ammettere i giovani alla formazione sul lavoro debbono darne comunicazione alla regione, che ne accerta la necessaria idoneita' tecnica e ne tiene conto ai fini della predisposizione dei propri piani di attivita'. I giovani iscritti nelle liste di cui all'articolo 4, che richiedono di partecipare all'attivita' di formazione sul lavoro prevista dal presente articolo, sono avviati alla attivita' stessa, secondo la graduatoria, dalle competenti sezioni di collocamento. I giovani che rifiutano l'avviamento all'attivita' di formazione professionale prevista nel presente articolo mantengono la loro iscrizione nella lista)).
                             Art. 16-ter

  ((I giovani che hanno stipulato contratti di formazione ai sensi dell'articolo 7 o hanno frequentato i corsi di cui all'articolo 16-bis o i cicli formativi di cui all'articolo 26-bis della presente legge possono chiedere l'accertamento della qualifica professionale ai fini dell'iscrizione nelle liste di collocamento. L'accertamento e' effettuato da una commissione istituita presso ciascun ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione composta da quattro esperti rispettivamente in rappresentanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, della regione, dei datori di lavoro e dei lavoratori. Il presidente della commissione e' nominato con decreto del direttore dell'ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione, sentita la regione. La composizione della commissione e' determinate di volta in volta dal direttore dell'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, in relazione allo accertamento che essa e' chiamata ad effettuare, e i due esperti in rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori sono scelti fra gli iscritti in apposito albo istituito, per ciascuna categoria professionale, presso l'ufficio provinciale del lavoro. L'iscrizione a tale albo, che e' diviso in due sezioni, una per i datori di lavoro ed una per i lavoratori, e' disposta dal direttore dell'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione su designazione delle organizzazioni sindacali di categoria piu' rappresentative sul piano provinciale)).
                           Art. 16-quater

  (( La commissione di cui all'articolo precedente ha il compito di accertare, attraverso una prova tecnico-pratica, la qualifica professionale dei giovani, avvalendosi delle attrezzature dei centri di formazione professionale riconosciuti dalla regione e delle attrezzature messe eventualmente a disposizione dalle aziende. Per ogni prova tecnico-pratica viene corrisposto un compenso forfettario, comprensivo del premio di assicurazione contro gli infortuni, in favore del centro di formazione professionale o dell'azienda, da stabilirsi di anno in anno con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Le spese relative al funzionamento della commissione fanno carico all'apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. La commissione ha, altresi', il compito: di effettuare le prove di idoneita' previste dall'articolo 18 della legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni; di effettuare l'accertamento della professionalita' dei lavoratori per l'attribuzione della qualifica professionale ai fini dell'iscrizione nelle liste ordinarie di collocamento nei casi in cui i lavoratori stessi non siano in grado di documentare il possesso della qualifica dichiarata. Nelle province autonome di Trento e Bolzano le funzioni di cui al presente articolo sono esercitate dalle rispettive province nell'ambito delle proprie competenze)).
Titolo II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ARTIGIANATO
                              Art. 17.

  Per  il  periodo  di  applicazione della presente legge, i benefici
contributivi   previsti  dalla  legge  19  gennaio  1955,  n.  25,  e
successive modificazioni ed integrazioni, in materia di previdenza ed
assistenza  sociale,  sono estesi per un semestre elevato a mesi nove
nei  territori  di  cui  all'articolo 1 del testo unico approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523, dopo
il passaggio in qualifica degli apprendisti artigiani assunti a tempo
indeterminato.  Gli  apprendisti  artigiani  passati in qualifica non
vengono conteggiati per anni tre nei massimali occupativi previsti
  dall'articolo  2,  lettere  a) e b), della legge 25 luglio 1956, n.
  860.
I suddetti massimali non sono altresi' modificati per effetto delle
assunzioni  operate ai sensi dei precedenti articoli 6 e 7, per tutta
la  durata  in  cui i relativi contratti fruiscono delle agevolazioni
previste dalla presente legge.
Titolo III
DISPOSIZIONI IN MATERIA AGRARIA
                              Art. 18.

  Le  regioni  assumono  iniziative  dirette  a  favorire nel settore
agricolo la promozione e l'incremento della cooperazione a prevalente
presenza dei giovani:
    a) per la messa a coltura di terre incolte ai sensi della vigente
legislazione;
    b)  per  la  trasformazione di terreni demaniali o patrimoniali a
tal  fine  concessi  dai  comuni,  dalle  comunita'  montane  e dalle
regioni;
    ((c) per la conservazione, manipolazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e della pesca.))
    d) per la gestione di servizi tecnici per l'agricoltura.
    ((e) per l'allevamento del bestiame e per la piscicoltura )).
  Per  il raggiungimento di detto obiettivo lo stanziamento che sara'
operato  dal  CIPE  ai  sensi  dell'ultimo  comma dell'articolo 29 va
utilizzato per incentivi a favore di cooperative che associno giovani
di  eta' fra i 18 e i 29 anni in numero non inferiore al quaranta per
cento  e  non superiore al settanta per cento dei soci complessivi ed
operino nei territori dell'area meridionale o in quelli a particolare
depressione del centro-nord.
  La  ripartizione  tra le regioni dello stanziamento di cui al comma
precedente  e'  operata  sulla  base  dei piani specifici predisposti
dalle singole regioni ai sensi dell'articolo 13 della legge 16 maggio
1970, n. 281.
                              Art. 19.

  Le cooperative costituite ai sensi e per i fini di cui all'articolo
precedente devono presentare alla regione territorialmente competente
un  progetto  di sviluppo dell'area agricola interessata alla ripresa
della  coltivazione  con  l'indicazione  degli  obiettivi,  dei cicli
produttivi  programmati  e  del  numero  dei  soci  che dovra' essere
comunque  non  eccedente  rispetto alle esigenze di realizzazione del
progetto di sviluppo.
  ((I giovani di cui all'articolo 18 della presente legge possono essere soci anche se privi dei requisiti di cui agli ultimi due commi dell'articolo 23 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni, e senza alcun limite per i soci che esercitano mansioni tecniche e amministrative)).
  La   regione,   sentite   le   associazioni  nazionali  cooperative
giuridicamente riconosciute e territorialmente competenti, approva il
progetto  entro  sessanta giorni dalla sua presentazione ed indica il
numero massimo di soci o di dipendenti necessari per la realizzazione
del  progetto  stesso  ai  fini  della  ammissione  alle agevolazioni
previste dalla presente legge.
  Il  progetto,  approvato ai sensi del comma precedente, costituisce
il presupposto necessario per la concessione delle terre incolte.
  La concessione ha luogo ai sensi e secondo le modalita' delle leggi
vigenti.
  Il controllo sulle modalita' e sulla regolarita' di svolgimento dei
lavori,  collegati  alla  realizzazione  del progetto di sviluppo, e'
effettuato dalla regione territorialmente competente.
                              Art. 20.

  ((Entro il termine di tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le cooperative agricole, costituite ai sensi dell'articolo 18 e che hanno ottenuto la concessione o comunque acquisito la disponibilita' di terreni demaniali o patrimoniali incolti o da valorizzare attraverso progetti di miglioramento o che eseguono progetti di trasformazione di prodotti agricoli o gestiscono servizi tecnici per l'agricoltura, hanno diritto per ogni giovane socio proveniente dalle liste speciali ad un contributo pari a lire 100.000 mensili per la durata di mesi 24. Eguale contributo spetta alle cooperative di cui all'articolo 18, primo comma, lettera e), che abbiano ottenuto la concessione o acquisito la disponibilita' di aree limitate di acque interne o di terreni con strutture fisse atte all'allevamento del bestiame. Il contributo e' condizionato all'esito favorevole dei controlli predisposti dalla regione circa l'effettiva esecuzione dei piani di trasformazione di cui al primo comma dell'articolo 19. Le cooperative costituite ai sensi dell'articolo 18 possono ottenere un contributo in conto capitale per l'acquisto dei macchinari, l'installazione di impianti e in relazione all'esecuzione di opere di miglioramento fondiario nella misura del 50 per cento del valore documentato delle spese relative. L'istruttoria e l'erogazione dei fondi sono effettuate dalla regione competente per territorio. Gli oneri relativi gravano sui fondi messi a disposizione della regione ai sensi della legge 27 dicembre 1977, n. 984)).
                              Art. 21.

  ((Durante il periodo di applicazione della presente legge, le imprese agricole, singole o associate, che assumono con regolare contratto per tre anni, o associano un tecnico agricolo munito di laurea o di diploma in materie agrarie ricevono a valere sui fondi di cui ai successivi articoli 29 e 29-bis, dalla regione territorialmente competente un contributo di L. 100.000 mensili per la durata di ventiquattro mesi.))
  In caso di licenziamento effettuato anteriormente alla scadenza del
triennio  il  datore  di  lavoro e' tenuto a restituire il contributo
percepito  salvo  che la cessazione del rapporto contrattuale non sia
avvenuta per dimissioni o per giusta causa.
                              Art. 22.

  Al   fine   di   favorire  la  permanenza  di  forze  giovanili  in
agricoltura,  nella  concessione di provvidenze economiche o di altre
agevolazioni   intese   ad   incentivare   o,  comunque,  a  favorire
l'esercizio,  l'impianto  o  lo  sviluppo  di  aziende  agricole, ivi
comprese   le   pertinenze   rustiche,  le  attrezzature,  le  scorte
aziendali,  previste  dalle  leggi  dello Stato o delle regioni, deve
essere  riconosciuta  preferenza  a  favore dei giovani coltivatori o
coltivatrici,  singoli  od  associati,  di  eta'  dai  18 ai 29 anni,
sempreche' posseggano i requisiti di imprenditori a titolo principale
ai  sensi  dell'articolo  12  della legge 9 maggio 1975, n. 153. Pari
preferenza   va   assicurata   in  favore  dei  giovani  imprenditori
coltivatori   che   intendano  tornare  all'esercizio  dell'attivita'
agricola a tal uopo destinando adeguati finanziamenti sui fondi della
presente legge.
                              Art. 23.

  Per il periodo di applicazione della presente legge, le cooperative
che  operano  nel settore agricolo e della pesca, fruiscono, per ogni
dipendente  assunto  e  iscritto  nella lista prevista dal precedente
articolo  4,  del contributo di cui al precedente articolo 9, lettera
b).  Si  applicano inoltre le disposizioni, i controlli e le sanzioni
stabiliti  per  i  contratti  di  formazione  previsti dalla presente
legge.
  Il  contributo  e'  condizionato  alla  frequenza  obbligatoria dei
dipendenti  ai  corsi  di  formazione professionale organizzati dalla
regione.
                              Art. 24.

  Gli  incentivi  disposti  dalle  norme  di  cui  al presente titolo
spettano  alle  cooperative e loro consorzi in possesso dei requisiti
di cui all'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 601.
                             Art. 24-bis

  (( Le regioni predispongono programmi di assistenza finanziaria e tecnica, anche con specifiche attivita' formative, in favore delle cooperative che operano per gli scopi di cui all'articolo 18. Il Centro di formazione e studi (FORMEZ), ai sensi dell'articolo 40 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, e nell'ambito dei progetti specifici per l'agricoltura, organizza programmi di assistenza tecnica, anche con finalita' formative, per le cooperative che operano per gli scopi di cui all'articolo 18. I soggetti di cui all'articolo 26 predispongono programmi di assistenza tecnica, anche con specifiche attivita' normative per le cooperative di cui all'articolo 27. I relativi oneri gravano sui fondi previsti dai successivi articoli 29 e 29-bis. Le direttive in materia sono fissate dalla commissione centrale di cui al precedente articolo 3-bis.))
Titolo IV
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SERVIZI SOCIALMENTE UTILI
                              Art. 25.

  Il  Comitato  interministeriale  per  la  programmazione  economica
(CIPE),  sentita  la commissione interregionale di cui all'articolo 9
della  legge 27 febbraio 1967, n. 48, e sulla base dei progetti delle
amministrazioni,  determina  i  criteri  generali  di  intervento nei
settori di cui al successivo articolo e procede alla ripartizione dei
fondi  di cui all'articolo 29 tra le amministrazioni dello Stato e le
singole   regioni.   La  quota  relativa  ai  progetti  specifici  da
realizzarsi  nelle  regioni  meridionali  e' fissata nella misura del
settanta per cento.
  In  particolare  il  CIPE  stabilisce  la  durata di esecuzione dei
progetti  specifici  per i vari settori di cui al successivo articolo
26 per un massimo di 24 mesi.
                              Art. 26.

  Per    il   periodo   di   applicazione   della   presente   legge,
l'amministrazione  centrale  e  le regioni predispongono programmi di
servizi  ed  opere  intesi a sperimentare lo svolgimento di attivita'
alle  quali,  oltre  al  personale istituzionalmente addetto, possono
essere destinati giovani in eta' compresa tra i 18 e i 29 anni.
  ((I programmi si articolano in progetti specifici definiti d'intesa con i comuni o gli altri enti istituzionalmente preposti alla loro attuazione, o su proposta delle associazioni cooperative giuridicamente riconosciute o delle cooperative di cui all'articolo 27, e si possono, tra l'altro, riferire ai seguenti settori: beni culturali ed ambientali; patrimonio forestale, difesa del suolo e censimento delle terre incolte; prevenzione degli incendi nei boschi; servizi antincendi; aggiornamento del catasto; turismo e ricettivita'; ispezione del lavoro e servizi statali dell'impiego; servizi in materia di motorizzazione civile; servizi in materia di trattamenti pensionistici demandati alla competenza dell'amministrazione periferica del tesoro; carte geologiche, sismiche e delle acque; assistenza tecnica in agricoltura e nella pesca; sperimentazione agraria e della pesca, fitopatologia e servizio ausiliario ed esecutivo nella repressione delle frodi; attivita' e servizi di interesse generale o di rilevanza sociale. Gli enti pubblici non economici, cui si applicano le disposizioni contenute nella legge 20 marzo 1975, n. 70, fatta eccezione per quelli per i quali sono in corso processi di soppressione per effetto della legge stessa o di leggi successive, possono predisporre, per la durata massima di tre anni, progetti di rilevante prospettiva per i settori produttivi ed in particolare per la ricerca scientifica ed applicata e per l'informatica. I progetti di cui al precedente comma possono essere predisposti con le stesse modalita' e procedure da enti morali ad alta specializzazione scientifica su autorizzazione del Presidente del Consiglio dei Ministri. Tali progetti possono essere predisposti anche dalla Cassa per il Mezzogiorno e da organismi da questa promossi, alla cui realizzazione si provvede con specifici criteri, modalita' e procedure all'uopo fissate dal CIPE su proposta del Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno.))
  I  comuni  e  le  comunita' montane possono presentare alla regione
territorialmente  competente  progetti  specifici  di  intervento nei
settori indicati nel comma precedente.
  1  progetti riguardano la creazione, l'ammodernamento e lo sviluppo
dei  servizi  ed  opere  di  cui  al  presente articolo, prevedono le
connesse attivita' di formazione professionale, indicano i tempi e le
modalita'  di  attuazione,  il  numero  dei giovani da utilizzare, la
spesa per le attrezzature, per il personale e per il funzionamento.
  Le    amministrazioni    pubbliche    e   gli   enti   responsabili
dell'attuazione  dei progetti presentano alla sezione di collocamento
competente  per territorio la richiesta numerica dei giovani iscritti
nella lista di cui all'articolo 4 della presente legge, da utilizzare
nell'attuazione  dei  progetti  medesimi,  con  la  indicazione delle
qualifiche richieste.
  Il  contratto puo' avere durata compresa tra un minimo di quattro e
un  massimo  di dodici mesi, salva diversa determinazione del CIPE ai
sensi  del  secondo  comma dell'articolo precedente e non puo' essere
rinnovato.
  La durata delle prestazioni oggetto del contratto deve in ogni caso
non essere inferiore a venti ore settimanali.
  ((I giovani che hanno partecipato ai progetti previsti nel presente articolo, a parita' di condizioni, hanno titolo di preferenza nei concorsi della pubblica amministrazione. I giovani destinati ai progetti specifici predisposti dalle regioni fruiscono delle prestazioni assistenziali e previdenziali erogate dalla Cassa pensioni dipendenti enti locali e dall'Istituto nazionale assistenza dipendenti enti locali)).
                             Art. 26-bis

  (( I programmi di cui all'articolo precedente si attuano mediante contratti di formazione e lavoro ai sensi dell'articolo 7. I giovani destinati all'attuazione dei progetti specifici devono frequentare qualificati cicli formativi promossi o autorizzati dalla regione anche presso aziende o loro consorzi per consentire l'acquisizione di determinati livelli di professionalita' in relazione agli orientamenti del mercato del lavoro oltre alle attivita' formative proprie del progetto. Il numero delle ore destinate ai suddetti cicli formativi, che non sono retribuite, non puo' essere inferiore al trenta per cento delle ore di attivita' lavorativa prevista dal contratto. Per il perseguimento degli scopi di cui al presente articolo, nei territori indicati all'articolo 1 del testo unico approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, le regioni possono avvalersi dell'apporto tecnico del Centro di formazione e studi (FORMEZ). La quota dei finanziamenti del fondo per l'addestramento professionale dei lavoratori spettante alle regioni deve essere destinata in via primaria alle iniziative connesse a contratti di formazione ed ai cicli formativi di cui all'articolo 16-bis della presente legge.))
                              Art. 27.

  L'amministrazione  centrale  e  gli  altri  enti responsabili della
attuazione   dei  progetti  socialmente  utili  di  cui  all'articolo
precedente  possono  stipulare convenzioni con cooperative di giovani
iscritti nelle liste speciali di cui all'articolo 4.
  La convenzione, da stipularsi nell'ambito del programma triennale e
che  puo'  riguardare  anche  l'assolvimento  di  servizi socialmente
utili, comporta:
    a)  la  cancellazione  dei  giovani  soci della cooperativa dalle
liste speciali;
    b)  l'attribuzione  per ciascun socio di un contributo mensile di
L. 50.000 per la durata di mesi 12;
    c)   l'acquisizione   del   diritto  del  socio  alla  formazione
professionale   da   conseguire   mediante   la  frequenza  ai  corsi
organizzati  dalla  regione  o dagli stessi enti pubblici in rapporto
alla natura del servizio prestato;
    d) il rispetto delle norme previste dalla presente legge per cio'
che  concerne  le  modalita'  e  la  durata della prestazione e delle
attivita' formative;
    e)  la determinazione da parte della pubblica amministrazione del
numero   dei  soci  occorrenti  per  la  realizzazione  del  progetto
appositamente approvato dagli organi competenti.
  Gli incentivi di cui al presente articolo spettano alle cooperative
in  possesso  dei  requisiti  di  cui all'articolo 14 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.
Titolo V
DISPOSIZIONI COMUNI E FINALI
                              Art. 28.

  Il  mancato  o  irregolare  svolgimento  delle  attivita' formative
previste dalla presente legge determina la perdita delle agevolazioni
stabilite dal precedente articolo 9.
  Si  applica  inoltre la sanzione pecuniaria da L. 500.000 a lire 10
milioni da irrogarsi in via amministrativa.
                              Art. 29.

  L'onere    derivante    dall'attuazione    della   presente   legge
complessivamente  valutato  in lire 1.060 miliardi, sara' iscritto in
appositi capitoli dello stato di previsione della spesa del Ministero
del  tesoro  in  ragione  di  lire 90 miliardi per l'anno finanziario
1977,  lire  380  miliardi  per  l'anno  finanziario  1978,  lire 320
miliardi  per  l'anno finanziario 1979 e lire 270 miliardi per l'anno
finanziarie  1980.  Con  la  legge di approvazione del bilancio delle
Stato potranno essere modificate le indicate ripartizioni di spesa.
  All'indicato  complessivo  onere di lire 1.060 miliardi si provvede
annualmente  con  un'aliquota  delle  maggiori  entrate derivanti dal
decreto-legge  8  ottobre  1976,  n. 691 convertito con modificazioni
nella  legge  30  novembre 1976, n. 786, concernente modificazioni al
regime  fiscale  di  alcuni prodotti petroliferi e del gas metano per
autotrazione.
  ((Le amministrazioni interessate sono autorizzate ad assumere impegni fino alla concorrenza delle autorizzazioni di spesa, di cui al precedente comma, fermo restando che i relativi pagamenti debbono essere contenuti nei limiti annuali stabiliti.))
  Le  somme  non  impegnate in un anno finanziarie possono esserlo in
quello successivo.
  Il  Ministro  per il tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  Il  CIPE  e' autorizzato a ripartire per ciascun anno finanziario i
fondi   di   cui   al  primo  comma  del  presente  articolo  tra  le
amministrazioni  centrali  e  le singole regioni, nonche' tra settore
pubblico  e  privato e fra i diversi settori produttivi, nel rispetto
della  riserva spettante ai territori di cui all'articolo 1 del testo
unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1967, n. 1523.
                             Art. 29-bis

  (( Per i territori di cui all'articolo 1 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523, e successive modificazioni, e' autorizzata l'ulteriore spesa di lire 250 miliardi da inscrivere nello stato di previsione del Ministero del tesoro in ragione di lire 100 miliardi nell'anno finanziario 1978 e di lire 150 miliardi nell'anno finanziario 1979. All'onere di lire 100 miliardi relativo all'anno finanziario 1978 si provvede mediante corrispondente riduzione del capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno finanziario medesimo. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Le spese per gli studi e le rilevazioni indicate nell'articolo 3-bis della presente legge, quelle per il funzionamento della commissione centrale per l'impiego, delle commissioni regionali per la mobilita' e delle segreterie tecniche indicate nello stesso articolo gravano, in ragione di lire 1 miliardo annuo, sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 29 della legge 1 giugno 1977, n. 285 e, in ragione di lire 1 miliardo annuo, sui fondi di cui alla legge 12 agosto 1977, n. 675. Le spese relative ai programmi di assistenza tecnica organizzati dal FORMEZ ai sensi dei precedenti articoli 24-bis e 26-bis gravano nel limite annuo di lire 2 miliardi, sull'autorizzazione di spesa di cui al presente articolo. E' autorizzata l'assunzione di impegni fino alla concorrenza delle autorizzazioni di spesa, di cui al presente articolo, fermo restando che i relativi pagamenti debbono essere contenuti nei limiti annuali stabiliti.))
                              Art. 30.

  La  presente  legge  entra  in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 1 giugno 1977

                                LEONE

                                                ANDREOTTI - ANSELMI -
                                                   MORLINO - STAMMATI

Visto, il Guardasigilli: BONIFACIO
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