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LEGGE 12 agosto 1977, n. 675

Provvedimenti per il coordinamento della politica industriale, la ristrutturazione, la riconversione e lo sviluppo del settore.

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.

  E'  istituito,  in  seno  al  CIPE,  un Comitato di Ministri per il
coordinamento della politica industriale (CIPI).
  Ne  fanno  parte  il  Ministro  per il bilancio e la programmazione
economica, il Ministro per il tesoro, il Ministro per l'industria, il
commercio e l'artigianato, il Ministro per le partecipazioni statali,
il  Ministro  per il lavoro e la previdenza sociale e il Ministro per
gli   interventi   straordinari   nel  Mezzogiorno.  Il  Comitato  e'
presieduto  dal  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri o, per sua
delega,  dal  Ministro per il bilancio e la programmazione economica,
che ne e' vicepresidente.
  Per  il  funzionamento  del  CIPI  si  applicano le norme dei commi
quinto,  sesto  e nono dell'articolo 16 della legge 27 febbraio 1967,
n. 48.
  Il  CIPE  ed  il  CIPI possono con proprie delibere richiedere agli
istituti  ed  enti  previsti dall'articolo 15 della legge 27 febbraio
1967,  n.  48,  di  provvedere  al  compimento  di  indagini, studi o
rilevazioni  che  ritengano  utili  ai  fini  dell'adempimento  delle
proprie funzioni, determinandone l'oggetto.
  Salve  le  competenze del Consiglio dei Ministri e subordinatamente
ad  esse,  il  CIPI  esercita, in materia di politica industriale, le
funzioni  attribuite dalla legge al CIPE, nell'ambito delle direttive
che quest'ultimo intenda adottare nell'esercizio delle funzioni e dei
poteri  ad  esso  demandati  dalle  leggi  della Repubblica, compresi
quelli relativi ai programmi di sviluppo e di industrializzazione del
Mezzogiorno  a  norma  del  testo  unico  approvato  con  decreto del
Presidente  della  Repubblica  30 giugno 1967, n. 1523, della legge 6
ottobre 1971, n. 853, e della legge 2 maggio 1976, n. 183.
  Alle  riunioni  del  CIPI  assiste  il  segretario  generale  della
programmazione;  possono  esservi invitati il governatore della Banca
d'Italia e il presidente dell'Istituto centrale di statistica.
  Il  CIPE  ed il CIPI hanno un rapporto di consultazione, al fine di
garantirne la partecipazione alle scelte ad essi demandate:
    a)  con  le  regioni,  attraverso  la  commissione interregionale
prevista dall'articolo 13 della legge 16 maggio 1970, n. 281;
    b)  con  le  organizzazioni  dei  lavoratori e degli imprenditori
presenti  in  seno  al  CNEL  e con le organizzazioni imprenditoriali
delle aziende a prevalente partecipazione statale.
  Le direttive e le deliberazioni del CIPE e del CIPI sono pubblicate
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.((16))
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AGGIORNAMENTO (16)
  Il  D.P.R. 20 aprile 1994, n.373 ha disposto (con l'art.13 comma 4)
che  il  presente  articolo  cessa  di  avere efficacia dalla data di
entrata in vigore del D.P.R. 373/1994.
                               Art. 2.

  Il  CIPI  determina  gli indirizzi di politica industriale, i quali
devono  essere  diretti:  a  favorire la riduzione delle importazioni
nette,  mediante  lo  sviluppo  delle  esportazioni o la sostituzione
delle  importazioni  con  produzione  nazionale,  in  particolare nel
settore  agricolo-alimentare e nei settori legati all'agricoltura sia
per  la  fornitura  dei  mezzi  tecnici sia per la trasformazione dei
prodotti  agricoli; a stimolare la trasformazione, l'ammodernamento e
lo  sviluppo  del  sistema  industriale italiano, sia per elevarne il
livello  tecnologico, sia per adeguare la struttura dell'offerta alle
esigenze   poste   da   una   migliore   collocazione   nei   mercati
internazionali  e dallo sviluppo, all'interno, dei consumi collettivi
e sociali, sia per favorire il risanamento ecologico degli impianti e
dei   processi  produttivi;  ad  attuare  una  politica  organica  di
approvvigionamento  e  di  razionale  utilizzazione  di materie prime
minerarie ed energetiche; ad indirizzare le scelte degli imprenditori
verso   sistemi  e  settori  produttivi  a  basso  tasso  di  consumo
energetico.  Gli  indirizzi  di  politica industriale dovranno essere
subordinati al vincolo di concentrare nel Mezzogiorno la creazione di
occupazione aggiuntiva.
  Il CIPI provvede:
    a)  ad  accertare  periodicamente, almeno una volta l'anno, sulla
base  di  una  relazione del Ministro per l'industria, il commercio e
l'artigianato,   le   condizioni  dell'industria  e  dell'occupazione
industriale,  anche sotto l'aspetto territoriale, nonche' lo stato di
attuazione   e   le   disponibilita'   finanziarie   delle  leggi  di
incentivazione industriale;
    b) a fissare contestualmente le direttive per la riorganizzazione
e  lo  sviluppo  del  sistema  industriale  nel suo complesso, per la
crescita dell'occupazione nel Mezzogiorno e per la difesa dei livelli
di  occupazione  nelle  aree indicate dall'articolo 8 del decreto del
Presidente della Repubblica 9 novembre 1976, n. 902;
    c) a stabilire, entro due mesi, dal compimento degli accertamenti
e  dalla  determinazione  delle  direttive  anzidette, i settori e le
attivita'  il  cui  sviluppo assume interesse rilevante ai fini della
crescita  industriale  e  per  i  quali  si  ritiene  necessario  uno
specifico  quadro  programmato di interventi, nonche' i settori per i
quali   si   rendano   necessari   processi   di  ristrutturazione  e
riconversione  in  misura  tale  da  comportare  rilevanti  modifiche
dell'attuale assetto per cio' che attiene al numero e alla dimensione
degli  impianti,  alla loro ubicazione sul territorio nazionale, alle
loro caratteristiche tecnico-produttive, ai livelli occupazionali;
    d)  ad  indicare  i  fabbisogni  globali di finanziamento, con le
relative  scadenze, e gli impegni da assumere al fine di garantire la
operativita' delle leggi di incentivazione, nonche' un'allocazione di
risorse  tra  le  medesime  coerente con gli indirizzi della politica
industriale; a determinare i criteri di priorita', gli indirizzi e le
procedure  amministrative,  in  base alle direttive e ai programmi di
cui  alle  lettere  precedenti,  per  l'applicazione  delle  leggi di
incentivazione all'industria;
    e)  a  determinare  le direttive cui dovra' attenersi l'IMI nella
gestione del "Fondo speciale per la ricerca applicata", anche ai fini
dell'imputazione di finanziamenti alla quota riservata al Mezzogiorno
dall'articolo 3 della legge 14 ottobre 1974, n. 652;
    f)  a  determinare  i  limiti ed i criteri per la classificazione
delle  piccole  e  medie  imprese,  anche in rapporto al numero degli
occupati   e   all'ammontare   del   capitale   investito,   ai  fini
dell'applicazione della presente legge.
  Per  l'attuazione  degli  indirizzi  di  politica industriale sopra
indicati  il  CIPI,  su  proposta  del  Ministro  per l'industria, il
commercio   e   l'artigianato,   approva   un  programma  annuale  di
ripartizione  del fondo di cui al successivo articolo 3, distinguendo
fra  le  risorse finanziarie destinate ai progetti di riconversione e
quelle  destinate  ai  progetti  di ristrutturazione; emana direttive
concernenti  la  destinazione  settoriale  e  territoriale di tutti i
finanziamenti  agevolati  comunque  previsti a favore delle industrie
manifatturiere.
  Entro  quattro  mesi dalla scadenza del termine di cui alla lettera
c)  del  precedente  secondo  comma,  il Ministro per l'industria, il
commercio   e   l'artigianato,  d'intesa  con  il  Ministro  per  gli
interventi  straordinari  nel Mezzogiorno, sottopone all'approvazione
del  CIPI,  per  ciascuno  dei  settori  e  delle attivita' indicati,
programmi  finalizzati  agli  obiettivi previsti dalla presente legge
articolati  per  singoli  comparti e coordinati con i programmi degli
altri settori economici. Tali programmi devono contenere direttive in
ordine  alla localizzazione dei progetti di riconversione in rapporto
alle  esigenze  di  settore  e  coerenti  con l'indirizzo generale di
priorita'  dello  sviluppo  del  Mezzogiorno;  devono tenere altresi'
conto  della  necessita'  di  favorire  l'occupazione  di  manodopera
femminile  e  giovanile  nonche'  delle  esigenze  di  sviluppo delle
piccole   e  medie  imprese  industriali,  condotte  anche  in  forma
cooperativa,  in  rapporto  alla quota di finanziamenti da riservarsi
alle stesse.
  Il  CIPI,  su  proposta  del Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale:
    a)  accerta  la  sussistenza  delle  cause  di  intervento di cui
all'articolo  2  della  legge  5 novembre 1968, n. 1115, e successive
modificazioni;
    b)   accerta  lo  stato  di  crisi  occupazionale  determinandone
l'ambito territoriale ed i termini di durata;
    c)  accerta  la  sussistenza,  ai  fini  della corresponsione del
trattamento  previsto dall'articolo 2 della legge 5 novembre 1968, n.
1115,   e  successive  modificazioni,  di  specifici  casi  di  crisi
aziendale  che  presentino particolare rilevanza sociale in relazione
alla  situazione  occupazionale  locale ed alla situazione produttiva
del settore;
    d)  accerta,  anche  in  relazione  alle direttive previste dalla
lettera b) del secondo comma del presente articolo:
      1)  su  proposta  della commissione centrale costituita a norma
del  successivo  articolo 26, le esigenze di mobilita' interregionale
di  manodopera  e  i  relativi  fabbisogni di intervento a carico del
fondo istituito a norma del successivo articolo 28;
      2)  su  proposta della commissione regionale costituita a norma
del  successivo articolo 22, le esigenze di mobilita' regionale della
manodopera  ed i relativi fabbisogni di intervento a carico del fondo
istituito a norma del successivo articolo 28.
  Il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale adotta:
    1)  sulla base degli accertamenti previsti alle lettere a), b), e
c)   del   precedente   comma,  con  propri  decreti,  i  conseguenti
provvedimenti, indicandone l'ambito territoriale di applicazione ed i
limiti temporali di efficacia;
    2) sulla base delle esigenze determinate a norma della lettera d)
del precedente comma i conseguenti ordini di pagamento.
  Il  CIPI,  su proposta del Ministro per l'industria, il commercio e
l'artigianato,  determina  le  direttive  per  l'attivita' della Gepi
S.p.a., sia per la gestione delle partecipazioni acquisite, sia per i
nuovi  interventi  previsti  dal successivo articolo 15 nei territori
ivi  indicati  e  stabilisce  la  quota da riservarsi agli interventi
nelle regioni a statuto speciale del Mezzogiorno in concorso con enti
regionali di promozione industriale.
  In  sede  di  prima attuazione della presente legge il Ministro per
l'industria,  il  commercio  e l'artigianato presenta la relazione di
cui  alla  lettera  a) del secondo comma del presente articolo, entro
due mesi dalla entrata in vigore della presente legge.
  Sulle proposte di deliberazione di cui al presente articolo il CIPI
acquisisce   i   pareri   della  commissione  interregionale  di  cui
all'articolo  13  della  legge  16  maggio  1970,  n.  281,  e  delle
organizzazioni   dei  lavoratori  e  degli  imprenditori  di  cui  al
precedente  articolo 1, settimo comma, lettera b), che dovranno farli
pervenire  entro  il  termine  di 30 giorni dalla richiesta. Tutte le
deliberazioni   di  cui  al  presente  articolo  sono  immediatamente
trasmesse al Parlamento.
                               Art. 3.

  E'  costituito  presso il Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato  il  "Fondo  per la ristrutturazione e riconversione
industriale",  con amministrazione autonoma e gestione fuori bilancio
ai  sensi  dell'articolo  9  della  legge  25 novembre 1971, n. 1041.
L'attivita' del Fondo ha la durata di quattro anni.
  Il   "Fondo"   e'   destinato   alla  concessione  di  agevolazioni
finanziarie alle imprese manifatturiere ed estrattive, condotte anche
in   forma  cooperativa,  che  realizzino  sul  territorio  nazionale
progetti di ristrutturazione e di riconversione conformi ai programmi
finalizzati previsti dal quarto comma del precedente articolo 2.
  Ai fini della presente legge si intendono:
    a)  per  progetti  di  ristrutturazione,  i progetti diretti alla
riorganizzazione  delle  imprese  attraverso la razionalizzazione, il
rinnovo,   l'aggiornamento  tecnologico  degli  impianti  nell'ambito
dell'occupazione  aziendale  eventualmente,  ove richiesto da vincoli
urbanistici, anche modificandone l'ubicazione;
    b)  per  progetti  di  riconversione  sia  i  progetti diretti ad
introdurre  produzioni  appartenenti  a comparti merceologici diversi
attraverso  la  modificazione  dei  cicli  produttivi  degli impianti
esistenti  sia  i  progetti  diretti  a sostituire impianti esistenti
nelle  aree indicate nell'articolo 8 del decreto del Presidente della
Repubblica  9  novembre  1976,  n.  902, mediante la realizzazione di
nuovi  impianti  di  corrispondente  entita'  nei  territori  di  cui
all'articolo  1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1967, n. 1523.
  Una  quota  non  inferiore al 40 per cento delle disponibilita' del
"Fondo",  di  cui  al primo comma del presente articolo, e' riservata
annualmente  ai  territori  di  cui  all'articolo  1  del decreto del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523. La parte di tale
quota  riservata,  eventualmente  non  utilizzata,  e' destinata alla
concessione  dei  contributi  di  cui  all'articolo  10 della legge 2
maggio  1976,  n.  183;  l'importo relativo sara' versato ad apposito
capitolo  dello  stato  di previsione dell'entrata del bilancio dello
Stato  per essere reiscritto, con decreti del Ministro per il tesoro,
ad  incremento  del  capitolo  di  spesa relativo alle assegnazioni a
favore  della  Cassa per il Mezzogiorno previste dalla legge 2 maggio
1976, n. 183.
  Nel   rispetto   della   quota  di  cui  al  comma  precedente,  le
agevolazioni  finanziarie per i progetti di riconversione di cui alla
lettera b) del precedente terzo comma sono destinate nella misura del
65  per  cento  ai  territori  di  cui all'articolo 1 del decreto del
Presidente  della  Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523, e nella misura
del  35  per  cento  alle  restanti  aree  territoriali.  Le predette
percentuali  potranno  essere  modificate dal CIPI su conforme parere
della Commissione parlamentare di cui al successivo articolo 13.
  Le  agevolazioni finanziarie previste dalle lettere a), b) e c) del
primo  comma  del  successivo articolo 4 non possono complessivamente
superare  le  seguenti  percentuali  del costo globale preventivo del
progetto: 70 per cento per le iniziative localizzate nei territori di
cui  all'articolo  1  del  decreto del Presidente della Repubblica 30
giugno  1967,  n.  1523;  per le iniziative localizzate nel rimanente
territorio  nazionale 60 per cento per i progetti di ristrutturazione
fino  a  2  miliardi,  50  per  cento per tutti gli altri progetti di
ristrutturazione e 40 per cento per i progetti di riconversione.
  Per  le  iniziative  rientranti nei programmi finalizzati di cui al
quarto  comma del precedente articolo 2, localizzate nei territori di
cui  all'articolo  1  del  decreto del Presidente della Repubblica 30
giugno  1967,  n.  1523,  le  agevolazioni finanziarie della presente
legge  sono  cumulabili, a valere sulle disponibilita' del "Fondo" di
cui  al precedente primo comma, con il contributo di cui all'articolo
10 della legge 2 maggio 1976, n. 183, nei limiti del 70 per cento del
costo globale preventivo del progetto.
  Per  i  progetti  di riconversione localizzati nei territori di cui
all'articolo  1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1967,  n. 1523, ai fini dell'applicazione del precedente comma non si
applica   il   limite   relativo  agli  investimenti  fissi  previsto
dall'articolo  12  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 9
novembre  1976,  n.  902. Lo stesso limite non si applica per i nuovi
impianti  previsti  nell'ambito  dei programmi di cui all'articolo 2,
comma secondo, punto c).
  Le  agevolazioni  previste  dalla  presente  legge  possono  essere
concesse  anche  per  la  quota di progetti destinati alla creazione,
all'ampliamento  o  alla  ristrutturazione  di laboratori e centri di
ricerca  connessi  con  lo  sviluppo delle attivita' produttive delle
imprese,  nonche'  a centri di ricerca costituiti tra medie e piccole
imprese.
  Le  imprese  il cui capitale sociale sia pari o superiore a lire 30
miliardi,  per  accedere alle agevolazioni di cui alla presente legge
sono tenute a comunicare al CIPI, oltre quanto disposto dall'articolo
4   del  decreto-legge  30  aprile  1976,  n.  156,  convertito,  con
modificazioni,  nella  legge  24  maggio  1976,  n.  350, i programmi
complessivi  degli  investimenti  costituiti  dai  progetti  di nuovi
impianti,  di  ampliamento e di ammodernamento, nonche' i progetti di
ristrutturazione  e  di  riconversione  ammissibili ai benefici della
presente  legge,  di  cui  fondatamente  si  prevede  l'inizio  della
realizzazione  entro  l'anno  successivo a quello della presentazione
delle  richieste  di agevolazioni. Si dovra' indicare in particolare:
l'oggetto   delle   iniziative;  i  progetti  di  ristrutturazione  e
riconversione; il periodo di tempo di attuazione dei progetti stessi;
il   relativo   piano   di   finanziamento  e  l'entita'  finanziaria
complessiva;  la  manodopera per la quale sono richieste agevolazioni
alla  mobilita',  con  la  specificazione  delle  categorie  e  delle
qualifiche  nonche' delle quote di occupazione femminile e giovanile;
i  processi  di decentramento produttivo che prevedono di attuare; le
previsioni  di  integrazione  nell'ambito  aziendale  delle attivita'
decentrate;  i livelli complessivi di occupazione finale; la prevista
localizzazione delle iniziative contenute nei progetti; gli eventuali
fabbisogni  infrastrutturali.  Tali  programmi devono altresi' essere
comunicati  alla  presidenza della commissione parlamentare di cui al
successivo articolo 13.
  Le imprese predette non possono accedere alle agevolazioni previste
dalla  presente legge se il programma complessivo di ciascuna di esse
non  sia conforme ai programmi finalizzati di cui al quarto comma del
precedente  articolo  2  e non preveda progetti pari almeno al 40 per
cento del costo globale preventivo da realizzare nei territori di cui
all'articolo  1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1967, n. 1523. Ai progetti di nuovi impianti compresi negli anzidetti
programmi complessivi e localizzati nei territori di cui all'articolo
1  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 30 giugno 1967, n.
1523,  che  non  rientrino  tra  quelli previsti dalla lettera b) del
precedente  terzo  comma,  si applicano, in quanto compatibili con il
disposto  del  precedente  ottavo comma a valere sulle disponibilita'
del  Fondo  di  cui  al  precedente  primo  comma,  i  meccanismi  di
agevolazione  di  cui  all'articolo  10 della legge 2 maggio 1976, n.
183,  e all'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 9
novembre 1976, n. 902.
  Le  imprese  di  cui  al  precedente  decimo  comma  che realizzino
progetti di riconversione comportanti livelli occupazionali superiori
a quelli preesistenti sono ammesse a fruire delle agevolazioni di cui
al   successivo   articolo   4  a  condizione  che  sia  prevista  la
localizzazione degli impianti nei territori di cui all'articolo 1 del
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523.
  Ai  fini  di  quanto  previsto  dai precedenti decimo, undicesimo e
dodicesimo   comma  sono  considerate  congiuntamente  anche  imprese
giuridicamente  distinte  ma  con  collegamenti di carattere tecnico,
finanziario  ed  organizzativo  che configurino l'appartenenza ad uno
stesso gruppo.
  Il  limite  dimensionale  relativo  al  capitale  sociale di cui al
precedente  decimo  comma e' aggiornato al 30 aprile di ogni anno con
decreto  del  Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato,
di  concerto  con  i  Ministri  per  il  tesoro  e per gli interventi
straordinari   nel   Mezzogiorno,  utilizzando  il  deflattore  degli
investimenti   lordi,   riportato   nella  relazione  generale  sulla
situazione economica del Paese.
  Il  "Fondo"  e'  alimentato  da  versamenti  operati  a  carico del
bilancio dello Stato per apporti all'uopo autorizzati.
  Le  disponibilita' del "Fondo" affluiscono ad apposita contabilita'
speciale  istituita,  presso  la tesoreria provinciale dello Stato di
Roma,  ai  sensi  dell'articolo  585  del regolamento di contabilita'
dello  Stato  e  dell'articolo  1223,  lettera  b),  delle istruzioni
generali sui servizi del Tesoro.
  I relativi ordini di pagamento sono emessi a firma del Ministro per
l'industria, il commercio e l'artigianato o di un suo delegate.
  Entro  il  mese di maggio di ogni anno il rendiconto della gestione
dell'anno  precedente viene trasmesso alla Ragioneria centrale presso
il  Ministero  dell'industria,  del commercio e dell'artigianato che,
verificata   la   legalita'   della  spesa  e  la  regolarita'  della
documentazione,  lo  inoltra  alla  Corte  dei conti per l'esame e la
dichiarazione di regolarita'. ((6))
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AGGIORNAMENTO (6)
  La  L.  7  agosto  1982, n. 526 ha disposto (con l'art. 59) che "La
dotazione   del   fondo   per  la  ristrutturazione  e  riconversione
industriale,  costituito  ai  sensi  dell'articolo  3  della legge 12
agosto  1977,  n.  675,  e' incrementata, per l'esercizio 1982, della
somma di lire 100 miliardi per gli interventi previsti dalla medesima
legge a favore di imprese cooperative di produzione e lavoro, singole
o  riunite  in  associazioni  o  consorzi,  costituite  da lavoratori
collocati in cassa integrazione guadagni da imprese in crisi"
                               Art. 4

  Con  le  disponibilita'  del  "Fondo",  nel  quadro  dei  programmi
definiti  a  norma  dei  precedenti articoli 1, 2 e 3, possono essere
concesse   alle   iniziative  industriali  le  seguenti  agevolazioni
finanziarie:
    a) mutui agevolati;
    b)  contributi sugli interessi per finanziamenti deliberati dagli
istituti di credito a medio termine;
    c)   contributi   pluriennali   alle  imprese  sull'emissione  di
obbligazioni  ordinarie  o  convertibili.  Il contributo, nel caso di
obbligazioni   convertibili,  indipendentemente  dalla  loro  durata,
decade al momento della conversione;(7)
    d)  contributi  a  consorzi  o cooperative di garanzia collettiva
fidi, di cui all'articolo 19 della presente legge;
    e)  contributi alle imprese che attuino programmi di investimento
di cui alla presente legge e che mantengano la mano d'opera femminile
ai  livelli preesistenti, in corrispondenza con gli oneri che gravano
sulle  stesse  per  i  versamenti alla Cassa assegni familiari per la
mano d'opera femminile occupata e Comunque in misura non inferiore al
sessanta  per cento del relativo ammontare; la misura dei contributi,
per  un  periodo  non superiore a quattro anni, e' stabilita dal CIPI
nel  contesto dell'approvazione dei programmi in modo da mantenere la
differenziazione  proporzionale  a favore delle aziende collocate nei
territori  di  cui  all'articolo  1  del decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523.
  Al "Fondo" fanno carico gli oneri conseguenti alla riqualificazione
del  personale,  in  relazione  ad  iniziative  di ristrutturazione e
riconversione   ed   al  mantenimento  del  trattamento  economico  e
normativo  dei partecipanti ai corsi di formazione professionale, ivi
comprese   particolari  misure  per  le  lavoratrici  in  congedo  di
maternita'  obbligatorio  e  facoltativo. L'assunzione degli oneri di
cui   al  presente  comma  e'  assicurata  per  l'intero  periodo  di
attuazione dei processi di ristrutturazione o riconversione aziendale
risultanti dai progetti istruiti ed approvati ai sensi della presente
  legge,  secondo  i  tempi  e  le  modalita'  indicati  nei progetti
  medesimi.
Gli impegni sul "Fondo" di cui all'articolo 3 sono assunti con
provvedimenti   del   Ministro   per   l'industria,  il  commercio  e
l'artigianato.
  Sulle   domande  di  agevolazioni  per  le  iniziative  industriali
previste  dalla  presente  legge  delibera  il  CIPI, che provvede ad
accertare  la  rispondenza  dei progetti presentati dall'azienda agli
indirizzi   generali   della   politica   industriale,  ai  programmi
finalizzati,  alle direttive ed ai criteri di priorita' stabiliti dal
CIPI  sulla  base  delle  norme  dell'articolo 2. Nel caso di imprese
tassabili in base al bilancio, allorche' l'impresa richiedente abbia,
all'atto  della  domanda,  un'esposizione  debitoria nei confronti di
aziende  od istituti di credito ordinario e a medio termine superiore
a  cinque  volte  i  mezzi  propri, la concessione delle agevolazioni
previste  dal  primo  comma del presente articolo e' subordinata alla
realizzazione di un aumento di capitale sociale nella misura indicata
dal CIPI, tale da migliorare il rapporto preesistente tra esposizione
debitoria e mezzi propri.
  Tale deliberazione del CIPI e' emanata su proposta del Ministro per
l'industria,  il commercio e l'artigianato previo parere del comitato
tecnico di cui al successivo comma del presente articolo. La proposta
del  Ministro  per  l'industria,  il  commercio  e l'artigianato deve
essere presentata al CIPI entro sessanta giorni dal ricevimento della
deliberazione  dell'istituto  di  credito  a  medio  termine  di  cui
all'articolo 6, primo comma, della presente legge.
  ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 14 MAGGIO 2007, N. 78)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 14 MAGGIO 2007, N. 78)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 14 MAGGIO 2007, N. 78)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 14 MAGGIO 2007, N. 78)).
  Quando  le  domande  di  agevolazioni  riguardano  gli interventi a
favore  di  laboratori  e  di  centri di ricerca di cui al nono comma
dell'articolo 3, la deliberazione del CIPI e' emanata su proposta del
Ministro  per  l'industria,  il commercio e l'artigianato di concerto
con  il  Ministro  per  il  coordinamento della ricerca scientifica e
tecnologica.
  A  questo  fine,  il  Ministro  per  il coordinamento della ricerca
scientifica  e  tecnologica,  per quanto di sua competenza, si avvale
degli esperti di cui al successivo articolo 10.
  Il  Governo  e' delegato ad emanare, entro tre mesi dall'entrata in
vigore  della  presente legge, sentita la Commissione parlamentare di
cui  al  successivo  articolo 13, norme aventi valore di legge per il
controllo dell'attuazione dei programmi di investimento agevolati con
le  disponibilita' del "Fondo" di cui al precedente articolo 3, sulla
base dei seguenti criteri:
    a)  le  imprese  beneficiarie,  quotate  in  borsa o comunque con
capitale  investito  superiore a 10 miliardi di lire, presentano ogni
anno  al  CIPI bilanci certificati da societa' di revisione, all'uopo
autorizzate ai sensi dell'articolo 8 del decreto del Presidente della
Repubblica 31 marzo 1975, n. 136;
    b) i benefici previsti dal presente articolo vengono sospesi se i
bilanci  certificati comunque presentati dall'impresa mostrino che la
redditivita'  in valori correnti, al lordo degli ammortamenti e delle
imposte  sul  reddito,  riferita  al progetto per il quale sono state
concesse le agevolazioni di cui al primo comma del presente articolo,
sia   inferiore  a  quella  prevista  dal  progetto  di  investimento
approvato  dal  CIPI  di una percentuale e per un periodo di tempo da
stabilirsi nel decreto delegato;
    c)  i  contributi  vengono  ripristinati se la redditivita' lorda
torna a non essere inferiore a quella stabilita;
    d)   il   CIPI   puo',   in   caso  di  condizioni  congiunturali
particolarmente avverse dell'economia o di un settore, sospendere per
non  piu'  di  tre  anni, anche non consecutivi, l'applicazione delle
norme di cui alle due precedenti lettere.
  La  deliberazione  del  CIPI  deve  essere  comunicata entro trenta
giorni al Parlamento ed alle regioni.(17)
----------------
AGGIORNAMENTO (7)
  La  L.  31 maggio 1984, n. 193 ha disposto che " Le agevolazioni di
cui  alla  lettera  c) del primo comma dell'articolo 4 della legge 12
agosto  1977,  n.  675,  sono  concesse  anche  nel  caso  in  cui le
obbligazioni vengano emesse da societa' o enti pubblici economici che
controllano,   direttamente   o  indirettamente,  imprese  che  hanno
richiesto le agevolazioni stesse".
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AGGIORNAMENTO (17)
  Il  D.P.R.  9 maggio 1994, n. 608, ha disposto (con l'art.5 comma 2
lettera  f)  che il comitato tecnico concernente provvedimenti per il
coordinamento della politica industriale, per la ristrutturazione, la
conversione  e  lo  sviluppo del settore, di cui alla legge 12 agosto
1977, n. 675, art. 4 viene soppresso.
                               Art. 5.

  I  contributi  sugli  interessi,  di  cui alla lettera b) del primo
comma  dell'articolo  4 sono estesi ai finanziamenti che gli istituti
ed  aziende  di  credito di cui all'articolo 35 della legge 25 luglio
1952,  n.  949,  e  successive  modificazioni, accordano alle imprese
artigiane.
  Le  operazioni  di risconto agli istituti e alle aziende di credito
anzidetti  sono  effettuate a carico delle disponibilita' di cui alla
lettera a) del punto I) del successivo articolo 29. Tali agevolazioni
sono  accordate  alle  imprese  artigiane, che realizzino progetti di
ristrutturazione e di riconversione conformi ai programmi finalizzati
di cui al quarto comma del precedente articolo 2.
  Le  predette  agevolazioni sono concesse dalla Cassa per il credito
alle  imprese  artigiane nei limiti e con le modalita' previste dalla
legge  25  luglio  1952, n. 949, capo VI, e successive modificazioni,
fatta  eccezione  per  la  durata  massima  dei finanziamenti e delle
relative  operazioni  di  risconto  che  e' elevata a 15 anni, con un
periodo di utilizzo e pre-ammortamento non superiore a 5 anni.
  La  garanzia  prevista  dalla  legge  14  ottobre 1964, n. 1068, si
esplica,  per  i  finanziamenti  di cui al presente articolo, fino al
cento per cento della perdita finale.
  Qualora  i progetti delle imprese artigiane siano realizzati, anche
parzialmente,  mediante operazioni di locazione finanziaria, la Cassa
per  il  credito  alle imprese artigiane puo' concedere contributi in
conto  canoni  in misura equivalente, in valore attuale, a quella dei
contributi  sugli interessi previsti dalla lettera b) del primo comma
del  precedente  articolo  4 nelle medesime proporzioni stabilite dal
sesto comma del precedente articolo 3. Le modalita' e le procedure di
concessione  dei  contributi  in  conto  canoni saranno stabilite nel
decreto di cui al secondo comma dell'articolo 8.
  La  Cassa per il credito alle imprese artigiane e' tenuta a inviare
al  Ministro  per  l'industria,  il  commercio e l'artigianato e alla
regione interessata le motivate conclusioni dell'istruttoria per ogni
singola  domanda.  Il  comitato  di cui al sesto comma del precedente
articolo 4 e la regione interessata devono dare entro quaranta giorni
dalla  data  in  cui  ricevono le conclusioni di ciascuna istruttoria
l'autorizzazione  a  concedere  i  contributi  previsti; trascorso il
termine  prima  indicato senza che il comitato stesso o la regione si
siano  pronunciati,  i contributi possono essere concessi. In caso di
difformita' di pareri la concessione dei contributi e' deliberata dal
CIPI.
  La Cassa per il credito alle imprese artigiane invia annualmente al
CIPI  e alle regioni una relazione sulla dimensione delle iniziative,
l'entita'  degli  investimenti  e gli accertati effetti occupazionali
derivanti dall'applicazione della presente legge.
                               Art. 6.

  Ai  fini  dell'ottenimento  delle agevolazioni di cui al precedente
articolo  4,  l'impresa  che  abbia progetti di ristrutturazione e di
riconversione industriale conformi ai programmi finalizzati di cui al
quarto  comma  del  precedente  articolo  2  presenta  domanda  ad un
istituto  di  credito  a  medio termine. Nella domanda l'impresa deve
dichiarare  di  non  aver presentato domande ad altro istituto e deve
precisare:  i  livelli  complessivi di occupazione in atto al momento
della  presentazione  della  domanda  e  nei  dodici mesi precedenti,
nonche'  quelli prevedibili a seguito dell'attuazione del progetto; i
processi di decentramento produttivo; gli stadi e i relativi tempi di
avanzamento  dei  progetti. L'istituto di credito, dopo aver istruito
la domanda e aver deliberato la quota di finanziamento da realizzarsi
con  i  suoi  mezzi  finanziari,  trasmette, entro quattro mesi dalla
presentazione della domanda, l'estratto della deliberazione corredata
da  una  apposita relazione istruttoria al CIPI, tramite il Ministero
dell'industria,  del  commercio  e  dell'artigianato, specificando le
agevolazioni richieste. La relazione deve indicare: le prospettive di
mercato  e  gli  effetti  occupazionali  del  progetto; la situazione
patrimoniale  dell'impresa; i preventivi finanziari ed economici, con
particolare   riferimento   alla  prevista  redditivita'  lorda;  gli
obiettivi   da  realizzare  in  termini  di  produttivita';  i  mezzi
finanziari  messi  a  disposizione  dall'impresa;  l'ammontare  e  le
condizioni  dei finanziamenti ritenuti necessari per la realizzazione
dei progetti presentati.
  Gli  istituti  di  credito a medio termine dovranno trimestralmente
comunicare  al Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato
l'elenco  e  l'importo  delle  domande  non  accolte. Il Ministro per
l'industria,   il   commercio   e   l'artigianato   puo'   richiedere
all'istituto  di  credito  copie  delle  domande  non accolte e delle
relazioni conclusive dell'istruttoria.
  Per i progetti di investimento di importo superiore a 30 miliardi i
risultati  dell'istruttoria  contenuti  in  apposita  relazione  sono
altresi'  trasmessi dall'istituto di credito alla regione interessata
che  puo'  esprimere  al CIPI entro il termine perentorio di quaranta
giorni   il  proprio  motivato  parere  con  riferimento  all'assetto
territoriale e alla programmazione regionale.
  ((La gestione delle agevolazioni di cui alle lettere a), b) e c) del primo comma dell'articolo 4, nonche' dei contributi in conto capitale di cui al secondo comma dell'articolo 60 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, puo' essere affidata all'istituto di credito a medio termine di cui al primo comma del presente articolo, anche in deroga alle norme di legge e di statuto, in base ad apposita convenzione, da approvarsi con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro)).
  Il Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato, d'intesa
con il Ministro per il tesoro stabilisce, entro due mesi dall'entrata
in  vigore della presente legge, procedure, tempi e metodologie delle
istruttorie,  allo scopo di garantire omogeneita' di valutazione e di
comportamento degli istituti di credito.
  Il Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato deve dare
comunicazione delle domande al Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale,  al  quale compete accertare le esigenze di formazione della
mano  d'opera  necessaria,  nonche'  di  verificare  la coerenza e la
congruita'  dei  programmi  di  addestramento  e  di riqualificazione
predisposti  dall'impresa, tenendo conto delle condizioni del mercato
del lavoro.
  Nel  caso  in  cui  l'impresa  chieda la sola agevolazione prevista
nell'articolo  4,  primo comma, lettera c), la domanda, corredata del
progetto  da  attuare, e' presentata al Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, il quale provvede alla istruttoria.
                               Art. 7.

  I   mutui  agevolati  di  cui  alla  lettera  a)  del  primo  comma
dell'articolo   4  non  possono  essere  concessi  per  un  ammontare
superiore  al  trenta  per  cento  del  costo  globale preventivo del
progetto     accertato    dalla    istruttoria    tecnico-finanziaria
dell'istituto  di  credito a medio termine e sono concessi ed erogati
per  un  ammontare  non  superiore  alla  somma  tra il finanziamento
ottenuto  dall'istituto  di credito a medio termine piu' l'aumento di
capitale proprio dell'impresa effettuato a pagamento.
  La  quota  dei  finanziamenti  e  delle  emissioni  di obbligazioni
assistite  dai contributi di cui alle lettere b) e c) del primo comma
del precedente articolo 4, non puo' superare i limiti di cui al sesto
comma del precedente articolo 3.
  Il  contributo sugli interessi da corrispondere per i finanziamenti
di  cui  alle  lettere  b) e c) del primo comma dell'articolo 4 della
presente  legge  e'  calcolato  in  misura  che  il  tasso  annuo  di
interesse,  comprensivo  di  ogni  onere  accessorio  e spese posto a
carico  dell'operatore, risulti pari al trenta per cento del tasso di
riferimento  per  le  iniziative  localizzate  nei territori indicati
dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1967,  n. 1523, al quaranta per cento del tasso di riferimento per le
iniziative  localizzate  nelle aree di cui all'articolo 5 del decreto
del  Presidente della Repubblica 9 novembre 1976, n. 902, nonche' nei
territori  montani  del  centro-nord delimitati a norma della legge 3
dicembre   1971,  n.  1102;  al  sessanta  per  cento  nel  rimanente
territorio nazionale.
  Il  tasso  di  riferimento  e' determinato secondo i criteri di cui
all'articolo  20  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  9
novembre 1976, n. 902.
  Il tasso annuo di interesse da applicare sui mutui concessi a norma
della lettera a), primo comma, dell'articolo 4 e' pari alla meta' del
tasso  di interesse posto a carico dell'operatore per i finanziamenti
di cui al precedente terzo comma.
  La  durata  dei mutui agevolati e dei finanziamenti di cui al primo
comma  dell'articolo 4 - comunque non superiore a 15 anni, di cui non
piu'  di  5  anni  di  utilizzo  e  preammortamento per le iniziative
ubicate  nei  territori meridionali, e non superiore a 10 anni di cui
non  piu'  di  3  anni  di  utilizzo  e  preammortamento per le altre
iniziative   -   le  modalita'  di  ammortamento  e  altre  eventuali
condizioni  sono  stabilite  per  ciascuna  operazione all'atto della
concessione del beneficio. ((8))
  Nel  caso  di  emissione di obbligazioni i contributi sono concessi
per  la durata del piano di ammortamento delle obbligazioni, comunque
per non piu' di quindici anni.
  Sui  mutui  erogati  dal  "Fondo"  non sono richieste garanzie. Sui
finanziamenti  erogati  dagli  istituti di credito non possono essere
richieste garanzie reali extraziendali.
  Le  somme  derivanti  dai rimborsi al Ministero dell'industria, del
commercio  e  dell'artigianato,  per  capitali  e interessi sui mutui
agevolati  di  cui  alla  lettera a) del primo comma dell'articolo 4,
affluiranno   ad   apposito   capitolo   dello  stato  di  previsione
dell'entrata del bilancio dello Stato.
  Gli  istituti  di  credito  a  medio  termine  di cui al precedente
articolo   4,  primo  comma,  lettera  b),  dopo  aver  deliberato  i
finanziamenti  e  in  attesa  che gli stessi vengano erogati, possono
effettuare   operazioni   di  prefinanziamento  per  un  importo  non
eccedente il finanziamento deliberato e ad un tasso di interesse pari
a quello previsto dal terzo comma del presente articolo, a condizione
che  l'imprenditore  impieghi  mezzi propri in eguale misura. Il CIPI
concede,  con la stessa deliberazione con la quale viene approvato il
progetto  di  ristrutturazione  o  di riconversione, e con decorrenza
dalla   erogazione  del  prefinanziamento,  un  contributo  in  conto
interessi  pari  alla  differenza  tra  il  tasso di riferimento ed i
suddetti tassi agevolati.
  Qualora  il  progetto  di investimento non venga approvato dal CIPI
all'operazione   di  prefinanziamento  si  applichera'  il  tasso  di
interesse ordinario.
---------------
AGGIORNAMENTO (8)
  Il D.L. 21 febbraio 1985, n. 23, convertito con modificazioni dalla
L. 22 aprile 1985, n. 143, ha disposto (con l'art. 7 comma 2-bis) che
"In  deroga  a  quanto disposto dal sesto comma dell'articolo 7 della
legge  12  agosto  1977,  n.  675,  la  durata  massima di utilizzo e
preammortamento per i mutui agevolati e per i finanziamenti di cui al
primo  comma  dell'articolo  4  della  legge  stessa  e  relativi  ad
iniziative  nel  settore  aeronautico  ed automobilistico ubicate nel
centro-nord e' elevata a cinque anni".
                               Art. 8.

  Qualora  i progetti di cui al precedente articolo 3, secondo comma,
siano   realizzati,   anche   parzialmente,  mediante  operazioni  di
locazione  finanziaria  di  impianti  industriali,  anche da parte di
imprese  condotte  in  forma  cooperativa,  possono  essere  concessi
contributi  in conto canoni in misura equivalente, in valore attuale,
a  quella  dei contributi di cui all'articolo 4, primo comma, lettera
b), nelle stesse proporzioni stabilite dal sesto comma del precedente
articolo 3.
  Entro  tre  mesi  dall'entrata  in  vigore della presente legge, il
Ministro  per  l'industria, il commercio e l'artigianato, di concerto
con  il  Ministro per il tesoro, sentiti la Commissione parlamentare,
di  cui  al  successivo  articolo  13 e il CIPI, provvede con proprio
decreto  a determinare le modalita' e le procedure di concessione dei
contributi  di  cui  al  comma precedente, con riferimento anche alle
dimensioni  delle  singole operazioni relative alle imprese artigiane
di cui all'articolo 5.
  I tre istituti speciali meridionali per il credito a medio termine,
Isveimer,  Irfis e Cis, nonche' gli istituti regionali per il credito
a  medio  termine  previsti  dalla legge 22 giugno 1950, n. 445, sono
autorizzati  anche  in deroga alle vigenti disposizioni legislative e
statutarie, a partecipare alla costituzione della societa' per azioni
per  l'esercizio della locazione finanziaria di impianti industriali,
di  cui  all'articolo  17, primo comma, della legge 2 maggio 1976, n.
183, e a sottoscrivere i relativi aumenti di capitale.
                               Art. 9.

  ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 28 NOVEMBRE 1985, N. 710))
                              Art. 10.

  Sui progetti sottoposti al CIPI, con le modalita' e per le forme di
intervento  sul  "Fondo  speciale per la ricerca applicata", previste
dall'articolo  4  della  legge  25  ottobre 1968, n. 1089, modificato
dall'articolo  2  della legge 14 ottobre 1974, n. 652, possono essere
concessi   contributi   qualora   presentino   particolare  rilevanza
tecnologica ed elevato rischio industriale. E' abrogata la lettera d)
dell'articolo  4  della  legge  25  ottobre  1968, n. 1089, nel testo
sostituito dall'articolo 2 della legge 14 ottobre 1974, n. 652.
  I  contributi  di cui al presente articolo e le agevolazioni di cui
al  citato  articolo  4 della legge 25 ottobre 1968, n. 1089, possono
essere   concessi   anche   per   quei  progetti  che  riguardino  la
realizzazione  di impianti pilota o di impianti sperimentali su scala
semindustriale  derivanti  dalla  ricerca.  Il  carattere di impianto
pilota   o   impianto   sperimentale   su   scala  semindustriale  e'
riconosciuto  nella deliberazione del CIPI di cui al quinto comma del
presente articolo.
  La  misura  massima  dei  contributi  e' del 40 per cento del costo
complessivo  dei progetti di ricerca presentati all'IMI, elevabile al
60 per cento per progetti che presentino un carattere prioritario per
l'attuazione  dei  programmi  finalizzati  di cui al quarto comma del
precedente articolo 2.
  In  ogni  caso  le agevolazioni al progetto di ricerca ai sensi del
presente  articolo  e dell'articolo 4 della legge 25 ottobre 1968, n.
1089, e successive integrazioni e modificazioni, non possono superare
l'80  per  cento  del costo complessivo del progetto, elevabile al 90
per  cento  per  progetti  che  presentino  carattere prioritario per
l'attuazione  dei  programmi  finalizzati  di cui al quarto comma del
precedente articolo 2.
  Gli  interventi  di  cui  al presente articolo, in attuazione delle
finalita' di cui all'articolo 2 della presente legge, sono deliberati
dal  CIPI,  previa  istruttoria  dell'IMI  e su proposta del Ministro
incaricato   per   il   coordinamento  della  ricerca  scientifica  e
tecnologica il quale, a tali fini, partecipa alle riunioni del CIPI e
si avvale di esperti designati dagli enti nazionali di ricerca per la
motivazione delle proposte.
  Copia  delle  domande  e  delle relative relazioni conclusive delle
istruttorie  sono  trasmesse  dall'IMI  al Ministro incaricato per il
coordinamento  della  ricerca scientifica e tecnologica ai fini delle
proposte di cui al precedente comma.
  Il    presidente   del   CIPI   da'   comunicazione   dell'avvenuta
approvazione,  in relazione ai singoli progetti, all'IMI che provvede
direttamente agli adempimenti relativi all'erogazione.
  Almeno il 20 per cento delle disponibilita' finanziarie del "Fondo"
di   cui   al  primo  comma  del  presente  articolo,  nonche'  degli
stanziamenti  in cui al punto II) del primo comma dell'articolo 29 e'
destinato  alla  ricerca effettuata da piccole e medie imprese, anche
se  condotte in forma cooperativa, singole, consociate o consorziate,
nonche'  alle  iniziative  per  il  trasferimento  alle  stesse delle
conoscenze  e  delle  innovazioni  tecnologiche nazionali. Qualora le
domande  presentate  in  ciascun  anno  dalle  imprese  predette  non
esauriscano,  anche  se  integralmente  accolte, lo stanziamento loro
riservato,  la  quota  eccedente  puo'  essere utilizzata per domande
presentate da altre imprese.
  Le  procedure  abbreviate  di cui al presente articolo si applicano
anche  per gli interventi di cui all'articolo 10 della legge 7 giugno
1975, n. 227.
                              Art. 11.

  Entro  sei  mesi  dall'entrata  in  vigore  della presente legge il
Governo  della  Repubblica  e' autorizzato, sentita la Commissione di
cui  all'articolo  13  della  presente legge, ad emanare norme aventi
valore di legge al fine di disciplinare il ricorso allo strumento del
contratto  di ricerca con imprese industriali su temi individuati dal
CIPI  in  base  agli obiettivi previsti all'articolo 2 della presente
legge. Gli oneri relativi alla realizzazione dei contratti di ricerca
sono  posti a carico degli stanziamenti di cui al punto II) del primo
comma dell'articolo 29.
  Il  contratto  di  ricerca dovra', per quanto possibile, consentire
alla controparte industriale la scelta fra le soluzioni tecniche piu'
opportune per il conseguimento degli obiettivi prefissi.
                              Art. 12.

  Il  Ministro  per le partecipazioni statali, sentita la Commissione
parlamentare  di cui al successivo articolo, propone all'approvazione
del   CIPI  programmi  pluriennali  di  intervento  delle  imprese  a
partecipazione  statale  formulati  secondo  i  criteri stabiliti dal
decimo comma del precedente articolo 3.
  I  programmi  di  cui  al precedente comma devono altresi' indicare
partitamente  l'entita'  degli  oneri  gravanti a qualsiasi titolo su
ciascun   progetto   d'investimento,  che  non  risultino  altrimenti
compensati da agevolazioni finanziarie a carico dello Stato.
  Sulla  base  delle  finalita'  di  tali  programmi e delle esigenze
finanziarie  degli  enti  di  gestione  documentate in conformita' ai
criteri  stabiliti  nei precedenti commi, con leggi separate per ogni
singolo  ente viene stabilita la misura dei conferimenti da assegnare
agli enti di gestione, ripartendo per un periodo pluriennale le somme
di  cui al successivo articolo 29, punto III), relative agli esercizi
successivi  a  quello in corso alla data dell'entrata in vigore della
presente legge.
  I  programmi  di  cui  ai precedenti commi devono altresi' indicare
quali   mezzi   finanziari  sono  destinati  al  ripiano  di  perdite
adeguatamente verificate in bilancio.
  I   conferimenti   ai   fondi   di   dotazione  sono  destinati  al
finanziamento   dei   nuovi  investimenti,  nonche'  all'ampliamento,
all'ammodernamento  e  al  potenziamento di quelli gia' esistenti, da
realizzare nell'arco di tempo stabilito dai programmi di cui al primo
comma  del  presente  articolo,  ed alla copertura di eventuali oneri
indiretti.
  Se  i  programmi  pluriennali  degli  enti  di gestione comprendono
progetti di cui al secondo comma dell'articolo 3, da realizzare dalle
imprese  inquadrate dagli enti stessi, nella delibera di approvazione
di cui al primo comma del presente articolo devono essere indicate le
somme destinate alla realizzazione dei singoli progetti.
  In  sede  di approvazione dei programmi pluriennali il CIPI accerta
l'osservanza  della  riserva  di  investimenti  di cui all'articolo 7
della legge 6 ottobre 1971, n. 853.
  Nel  caso  di mancata osservanza della riserva di cui al precedente
comma,  la  erogazione  dei  conferimenti ai fondi di dotazione viene
sospesa  con  decreto  del Ministro per il tesoro, di concerto con il
Ministro  per il bilancio e la programmazione economica e il Ministro
per le partecipazioni statali, previa deliberazione del CIPI, sentita
la Commissione parlamentare di cui al successivo articolo.
  Il  Ministro per le partecipazioni statali sottopone annualmente al
CIPI   una  dettagliata  relazione  sullo  stato  di  attuazione  dei
programmi  approvati ed in corso di esecuzione, con indicazione delle
eventuali  perdite  di  gestione  e dell'ammontare degli investimenti
realizzati nel Mezzogiorno.
                              Art. 13.

  ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 30 DICEMBRE 1991, N. 412))
                              Art. 14.

  E'  fatto  obbligo  alle imprese controllate dagli enti di gestione
delle  partecipazioni statali, o da loro finanziarie, di sottoporre a
revisione  da  parte di societa' autorizzate ai sensi dell'articolo 8
del  decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136, i
bilanci  di  esercizio, secondo le norme di cui agli articoli 18 e 19
del citato decreto presidenziale.
                              Art. 15.

  Sulla  base  delle direttive formulate dal CIPI a norma del secondo
comma del precedente articolo 2 la GEPI S.p.a.:
    a)  prosegue le gestioni delle partecipazioni acquisite alla data
dell'entrata  in  vigore della presente legge in attuazione e per gli
scopi della legge 22 marzo 1971, n. 184;
    b)  effettua  i  nuovi interventi previsti dall'articolo 5, primo
comma,  numeri  1)  e  2),  della  legge  22  marzo 1971, n. 184, nei
territori  di  cui  all'articolo  1  del decreto del Presidente della
Repubblica  30 giugno 1967, n. 1523, nonche' nelle aree delimitate ai
sensi  dell'articolo  5 del decreto del Presidente della Repubblica 9
novembre 1976, n. 902.
  Il  25  per  cento degli incrementi di capitale della GEPI previsti
dal  successivo  articolo  29, per gli anni 1978 e 1979, e' riservato
per  gli  interventi  di  cui  alla  precedente lettera b) non ancora
decisi al momento dell'approvazione della presente legge.
  La  GEPI  S.p.a.  comunica preventivamente al CIPI le deliberazioni
relative agli interventi di cui al precedente comma.
                              Art. 16.

  Il  Ministro  per  l'industria,  il  commercio e l'artigianato puo'
avvalersi    dell'ISPE    per    la    formulazione   delle   analisi
tecnico-economiche  necessarie  alla  predisposizione  dei  programmi
finalizzati di cui al quarto comma del precedente articolo 2, nonche'
per  gli  altri  compiti previsti dalla presente legge. Puo' altresi'
richiedere  anche  nominativamente  alle amministrazioni dello Stato,
comprese  quelle ad ordinamento autonomo, nonche' agli enti pubblici,
il  comando  presso  il  Ministero  dell'industria,  del  commercio e
dell'artigianato  del  personale occorrente sino al numero massimo di
trentacinque  unita'. Le spese relative a detto personale rimangono a
carico dell'amministrazione di provenienza.
  Per  ciascuno  dei settori da determinare ai sensi dell'articolo 2,
il   Ministro  per  l'industria,  il  commercio  e  l'artigianato  e'
autorizzato  ad  avvalersi  di  non  piu'  di tre esperti, scelti tra
docenti  universitari  o  persone  competenti in materia di economia,
finanza  e  tecnologia  dei  settori  industriali e delle imprese. La
remunerazione  dei  predetti  esperti  e'  stabilita dal Ministro per
l'industria,  il  commercio  e  l'artigianato,  di  concerto  con  il
Ministro per il tesoro, con il decreto di conferimento dell'incarico,
conformemente  a quanto previsto dall'articolo 14, primo comma, della
legge 27 febbraio 1967, n. 48.
  ((Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato puo' inoltre affidare incarichi per studi e ricerche di particolare complessita' e specializzazione ad enti o istituti particolarmente qualificati mi attivita' di studio o di ricerca. La spesa relativa all'affidamento di tali incarichi non potra' superare lire 300 milioni annue. Per sopperire agli oneri di cui ai commi precedenti, compresi quelli per missioni degli esperti e funzionamento, e di cui ai commi ottavo e nono del precedente art. 4, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e' autorizzato ad utilizzare le disponibilita' del "Fondo per la ricostruzione e riconversione industriale", fino ad un ammontare massimo di lire 1.650 milioni per ciascuno degli anni dal 1978 al 1980)).
                              Art. 17.

  Sono  abrogati,  dalla  data  di  entrata  in vigore della presente
legge,  le leggi 18 dicembre 1961, n. 1470, 1 dicembre 1971, n. 1101,
il titolo I, articoli 1, 2, 3 e 4, della legge 22 marzo 1971, n. 184,
e  l'articolo  9  della  legge  8  agosto  1972, n. 464, e successive
modificazioni  e  integrazioni, ivi compreso l'articolo 4 della legge
18 maggio 1973, n. 274.
  Sono  trasferite  al "Fondo" di cui all'articolo 3 le somme che, al
quarantacinquesimo  giorno  dalla  data  di  entrata  in vigore della
presente legge, sono ancora disponibili sulle autorizzazioni di spesa
recate  dalle  leggi  18 dicembre 1961, n. 1470, 10 dicembre 1971, n.
1101,  8 agosto 1972, n. 464, dal titolo 1 della legge 22 marzo 1971,
n. 181, e successive modificazioni e integrazioni.
  La  disponibilita'  delle  somme da trasferire e' determinata sulla
base  dei  decreti  autorizzativi  dei  finanziamenti emanati a norma
dell'articolo  3  della  legge  18  dicembre  1961,  n.  1470;  delle
deliberazioni di interventi dell'IMI adottate a norma dell'articolo 3
della legge 22 marzo 1971, n. 184; delle deliberazioni dei rispettivi
comitati  interministeriali  relativamente  ai  piani  presentati per
l'applicazione delle leggi 1 dicembre 1971, n. 1101, e 8 agosto 1972,
n. 464. Le erogazioni derivanti da impegni assunti fino alla medesima
data  continuano  a  far  carico  ai rispettivi capitoli del bilancio
statale  a  valere  sulle leggi 10 dicembre 1971, n. 1101, e 8 agosto
1972, n. 464.
  Il  Ministro  per il tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti,   le   occorrenti   variazioni   di   bilancio  relative  ai
trasferimenti  di  somme autorizzate con le leggi 1 dicembre 1971, n.
1101, e 8 agosto 1972, n. 464.
  In  relazione ai versamenti che, entro trenta giorni dalla scadenza
del  termine  di  cui  al  secondo  comma, dovranno essere effettuati
dall'IMI  a  titolo  di  restituzione  delle  somme disponibili sulle
autorizzazioni  di spesa di cui alla legge 18 dicembre 1961, n. 1470,
e  al  titolo  I  della  legge  22  marzo  1971, n. 184, e successive
modificazioni  e  integrazioni, il Ministro per il tesoro e' altresi'
autorizzato  ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni
di bilancio.
  I  piani per i quali i comitati di cui all'articolo 5 della legge 1
dicembre  1971,  n.  1101, ed all'articolo 5 del decreto del Ministro
per  l'industria,  il  commercio  e  l'artigianato  28 dicembre 1972,
abbiano gia' espresso parere favorevole prima dell'entrata in, vigore
della  presente  legge,  sono  approvati, a modifica dell'articolo 14
della  predetta  legge  e  dell'articolo  5 del predetto decreto, con
decreto  del  Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato,
di concerto con il Ministro per il tesoro.
  La  garanzia  sussidiaria dello Stato sui finanziamenti concessi ai
sensi  delle leggi 1 dicembre 1971, n. 1101, e 8 agosto 1972, n. 464,
e  loro  successive  modificazioni  e integrazioni, e' accordata agli
istituti  abilitati  con lo stesso decreto di approvazione dei piani.
Con  decreto  del  Ministro  per il lavoro e la previdenza sociale le
provvidenze  gia' previste dall'articolo 9 della legge 8 agosto 1972,
n.  464, possono essere concesse alle imprese con piu' di cinquecento
dipendenti.
  Le  operazioni di finanziamento, effettuate ai sensi delle leggi di
cui  al precedente primo comma, gia' definite alla data di entrata in
vigore  della  presente legge o da definire ai sensi e nei limiti del
precedente  secondo  comma,  continuano  ad essere disciplinate dalle
norme  contenute  nelle  citate  leggi  18  dicembre 1961, n. 1470, 1
dicembre  1971,  n.  1101,  8  agosto  1972,  n.  464,  e  successive
modificazioni   ed   integrazioni,   esclusivamente  a  carico  delle
disponibilita' residue sui relativi stanziamenti.
                              Art. 18.

  La  detrazione prevista dall'articolo 19 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,
e'  maggiorata  di  un  importo  pari  al  4  per  cento  della  base
imponibile,  risultante  dalle  fatture  e  dalle  bollette  doganali
registrate  nei  dodici mesi successivi a partire dal mese successivo
alla  data  di  entrata  in vigore della presente legge e relative ad
ordinativi  emessi  nello stesso periodo di tempo, per gli acquisti e
per  le  importazioni  di  beni  materiali  ammortizzabili  di  nuova
produzione,  ad  esclusione  degli  immobili, afferenti all'esercizio
delle industrie manifatturiere ed estrattive di cui ai gruppi da IV a
((XV))  della  tabella  approvata  con  decreto  del  Ministro per le
finanze 29 ottobre 1974.
  La  maggiore  detrazione  di  cui  al comma precedente e' ammessa a
condizione   che   sia  indicata  distintamente  nelle  dichiarazioni
periodiche,  quando dovute o nelle annotazioni previste nell'articolo
12, comma ottavo, della legge 12 novembre 1976, n. 751, nonche' nella
dichiarazione   annuale,   e  che  alla  dichiarazione  stessa  siano
allegati;  in  originale  o  in copia fotostatica, gli ordinativi, le
fatture e le bollette doganali.
  L'onere,  derivante  dall'applicazione  del  presente articolo e' a
carico  del "Fondo" di cui all'articolo 3, che versera' all'erario la
relativa imposta secondo modalita' stabilite con decreto del Ministro
per  le  finanze,  di  concerto con i Ministri per il tesoro e per il
bilancio e la programmazione economica.
                              Art. 19.

  Ai  consorzi  e societa' consortili, anche in forma cooperativa fra
piccole e medie imprese industriali ed artigiane di cui alla legge 10
maggio  1976, n. 377, ed ai consorzi di cooperative di cui alla legge
17  febbraio  1971,  n.  127,  che  costituiscano  fondi  di garanzia
collettiva  fidi  per il credito sia a breve che a medio termine puo'
essere concesso un contributo sulle disponibilita' del "Fondo" di cui
al  precedente  articolo 3 secondo i criteri, le modalita' e i limiti
stabiliti  dal  CIPI  in relazione alle garanzie fornite alle imprese
che  realizzino  progetti  di  ristrutturazione  e  di  riconversione
conformi  ai  programmi  finalizzati  di  cui  al  quarto  comma  del
precedente articolo 2.
  Ai  consorzi  e alle cooperative di cui al precedente comma possono
partecipare o fornire assistenza finanziaria le regioni, le camere di
commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura  e gli altri enti
pubblici aventi fini di sviluppo economico locale.
  Per  accedere  ai contributi di cui al primo comma, gli statuti dei
consorzi devono essere conformi al modello definito dal CIPI, sentita
la  Commissione  parlamentare  di  cui  al  precedente  articolo 13 e
approvato  con  decreto  del Ministro per l'industria, il commercio e
l'artigianato, di concerto con il Ministro per il tesoro.
  L'attivita' di prestazione di garanzie mutualistiche esercitata dai
consorzi  e  dalle  cooperative  di  cui  al primo comma del presente
articolo,   non   costituisce   attivita'  commerciale  agli  effetti
dell'articolo  51  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29
settembre  1973, n. 597, e dell'articolo 4 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
  Il  CIPI  approva,  su  proposta  del  Ministro  per gli interventi
straordinari nel Mezzogiorno, un programma quadriennale straordinario
di  assistenza tecnica e formazione avente l'obiettivo di promuovere,
realizzare  e  sostenere,  nei  territori  di  cui all'articolo 1 del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  30 giugno 1967, n. 1523,
consorzi  e  societa' consortili e consorzi di cooperative rientranti
tra  quelli previsti dalla legge 30 aprile 1976, n. 374, che assumano
iniziative  volte  a  fornire servizi gestionali reali alle piccole e
medie  imprese meridionali, singole o associate, operanti nei settori
di  cui  ai  programmi  finalizzati  previsti  dal  quarto  comma del
precedente  articolo  2.  All'attuazione  del  programma  provvedono,
ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, gli enti specializzati
collegati alla Cassa per il Mezzogiorno.
  Detto programma determinera' i criteri, le modalita' e i limiti per
la  concessione di contributi a carico delle disponibilita' del Fondo
di  cui  al  precedente  articolo  3 nonche' le modalita' di apposite
convenzioni  da  stipularsi  tra  gli  enti  specializzati  di cui al
precedente comma ed i consorzi e le societa' consortili.
                              Art. 20.

  La  garanzia  del  fondo  di  cui  al  primo  comma  e'  di  natura
integrativa ed e' cumulabile con altre forme di garanzia, ivi incluse
quelle collettive o consortili.
  La  garanzia  del fondo puo' essere accordata fino all'80 per cento
del  finanziamento  concesso dagli istituti ed aziende di credito, su
richiesta dei medesimo e dei soggetti interessati.
  La  garanzia  si  esplica  nella  misura  massima  del 40 per cento
dell'insolvenza dopo che gli istituti e le aziende di credito abbiano
avviato  le procedure di esecuzione forzata ritenute utili, di intesa
con  il  Mediocredito  centrale,  nei  confronti del beneficiario del
finanziamento  e  di eventuali altri garanti: la restante parte della
garanzia  si  esplica  dopo  che  le  procedure  stesse  siano  state
esperite.
  La  garanzia  si  esplica sino a 30 milioni nella misura del 90 per
cento   della   perdita  subita  dall'Istituto  finanziatore  e  puo'
raggiungere  l'80  per  cento  dell'eccedenza, a fronte del capitale,
degli interessi di mora calcolati in misura comunque non superiore al
tasso  di riferimento determinato ai sensi del decreto del Presidente
della  Repubblica  9  novembre 1976, n. 902, vigente al momento della
stipula  del  contratto,  nonche'  a  fronte  degli accessori e delle
spese, dopo aver esperito tutte le procedure ritenute utili, d'intesa
con  il  Mediocredito  centrale,  nei  confronti del beneficiario del
finanziamento e di eventuali altri garanti.
  I  limiti  dei  finanziamenti  per  i quali puo' essere concessa la
garanzia  del  "Fondo"  sono  determinati  dal  CIPI  su proposta del
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentito il
Mediocredito  centrale,  ad  eccezione  dei finanziamenti concessi ai
sensi  della presente legge alle piccole e medie imprese industriali,
i  quali  possono  fruire  della garanzia del Fondo per l'intero loro
ammontare.
  La dotazione del "Fondo" e' costituita:
    a)  dalle  somme  che gli istituti ed aziende di credito dovranno
versare, in misura corrispondente alla trattenuta che gli istituti ed
aziende  di credito medesimi sono tenuti ad operare, una volta tanto,
all'atto  dell'erogazione,  sull'importo originario del finanziamento
concesso  alle  imprese  che  accedono ai benefici della garanzia. La
trattenuta  e'  dello  0,75  per cento per i finanziamenti fino a 500
milioni   e   dell'1,25  per  cento  per  i  finanziamenti  d'importo
superiore;
    b)  dai  contributi  degli  istituti  ed aziende di credito. Tali
contributi  sono  determinati  ogni anno dal CIPI sentito il Comitato
interministeriale  per  il  credito  e il risparmio proporzionalmente
all'ammontare complessivo dei finanziamenti ammessi alla garanzia del
Fondo e in essere alla fine dell'anno precedente;
    c) dagli interessi maturati sulle disponibilita' del fondo;
    d)  da  un contributo dello Stato di 15 miliardi di lire per ogni
esercizio  finanziario dal 1977 al 1980 a valere sulle disponibilita'
del "Fondo" di cui al precedente articolo 3.
  Al  "Fondo"  si  applicano  le disposizioni di cui al titolo IV del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.
601.((19))
---------------
AGGIORNAMENTO (19)
  La  L.  7 agosto 1997, n.266, ha disposto (con l'art.5 comma 5) che
"dalla   data   di   entrata  in  vigore  del  decreto  del  ministro
dell'Industria, del commercio e dell'artigianato, emanato di concerto
con  il  ministro  del  Tesoro,  di  cui  al  comma  3, sono abrogati
l'articolo 20 della legge 12 agosto 1977, n. 675".
                              Art. 21.

  Salvo  quanto  stabilito dal quinto comma del precedente articolo 2
resta  ferma,  in  quanto compatibile, la disciplina degli interventi
straordinari  della  Cassa  integrazione guadagni di cui alle leggi 5
novembre  1968,  n.  1115, 8 agosto 1972, n. 464 e 20 maggio 1975; n.
164.
  Il   trattamento  previsto  dalle  disposizioni  di  cui  al  comma
precedente  e'  assicurato  anche nei casi di cui alla lettera c) del
quinto  comma  del  precedente  articolo  2. In tali casi il relativo
decreto produce tutti gli effetti di cui al successivo articolo 25 ed
e'  emanato  dal  Ministro  per  il  lavoro  e la previdenza sociale,
sentite  le  organizzazioni  sindacali  di  categoria  operanti nella
provincia e la regione interessata.
  Il  periodo  di  godimento del trattamento di Cassa integrazione e'
considerato,   ai   fini   della  formazione  delle  graduatorie  del
collocamento, equivalente all'anzianita' di iscrizione nelle liste.
  La  dichiarazione  di crisi aziendale di cui al precedente articolo
2,  quinto  comma, lettera b) puo', per un anno dalla data di entrata
in  vigore  della  presente legge, essere riferita anche a situazioni
pregresse comunque successive al 1 luglio 1976.
  ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 21 MARZO 1988, N.86, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 20 MAGGIO 1988, N.160))
  ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 21 MARZO 1988, N.86, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 20 MAGGIO 1988, N.160))
                              Art. 22.

  E'  istituita  in  ogni  regione una commissione avente lo scopo di
favorire  la mobilita' della manodopera ai fini dell'attuazione della
presente legge.
  La  commissione  e'  nominata  dal  Ministro  per  il  lavoro  e la
previdenza sociale ed e' composta da tre rappresentanti della regione
designati  dal  presidente  della  giunta  regionale;  dal  direttore
dell'ufficio  regionale  del  lavoro  e  della massima occupazione in
rappresentanza del Ministero del lavoro; da cinque rappresentanti dei
lavoratori  e da tre rappresentanti dei datori di lavoro scelti tra i
designati,  su  richiesta  del  direttore  dell'ufficio regionale del
lavoro  e  della  massima occupazione, dalle organizzazioni sindacali
presenti in seno al CNEL.
  La  commissione  e' presieduta dal direttore dell'ufficio regionale
del  lavoro e della massima occupazione; per ogni membro effettivo e'
nominato un membro supplente.
  Le  funzioni  di  segreteria  sono svolte da un impiegato del ruolo
degli uffici del lavoro e della massima occupazione.
  Nelle  province  autonome di Trento e Bolzano le funzioni di cui al
presente  e  al  successivo articolo sono esercitate dalle rispettive
province ai sensi dell'articolo 8, punto 23) e dell'articolo 9, punti
4) e 5) ed in applicazione dell'articolo 16, terzo comma, del decreto
del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670.
 Sono fatte salve le attribuzioni delle regioni a statuto speciale.
                              Art. 23.

  La  commissione  di cui al precedente articolo puo' avvalersi della
collaborazione  degli  organismi  di collocamento e delle commissioni
comunali  previsti  dalle  leggi  vigenti  in  materia  di  lavoro  a
domicilio e assolve ai seguenti compiti:
    a)  accerta,  al  fine  di  attuare  la  mobilita' dei lavoratori
nell'ambito  della  regione,  i prevedibili fabbisogni quantitativi e
qualitativi  di  mano  d'opera,  tenendo  conto anche delle richieste
aziendali   di   assunzione  che  non  siano  state  soddisfatte  dai
competenti uffici di collocamento e di quelle eventualmente segnalate
specificamente dalle parti sociali;
    b)  propone  programmi  di  attivita'  e  di interventi a livello
regionale,  a  sostegno della mobilita', dei trasferimenti della mano
d'opera;  della  formazione  professionale conseguenti ai processi di
ristrutturazione  e  riconversione, in coerenza con i piani regionali
di sviluppo socio-economico;
    c)   esprime  il  proprio  parere  sugli  interventi  nell'ambito
regionale  del  Fondo  per  la  mobilita'  della  mano d'opera di cui
all'articolo 28.
                              Art. 24.

  ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 23 LUGLIO 1991, N.223))
                              Art. 25.

  ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 23 LUGLIO 1991, N. 223))
                              Art. 26.

  E'  costituita  presso  il  Ministero del lavoro e della previdenza
sociale  una  commissione  centrale per la mobilita' della manodopera
avente  lo  scopo  di dare attuazione alla mobilita' territoriale dei
lavoratori nell'ambito interregionale.
  Tale  commissione  e'  composta  dal  Ministro  per  il lavoro e la
previdenza  sociale,  o da un Sottosegretario da lui delegato, che la
presiede,  dal  direttore generale del collocamento della manodopera,
dal  direttore  generale dell'orientamento e formazione professionale
dal  direttore  generale  della previdenza e assistenza sociale e dal
direttore  generale  dei rapporti di lavoro o da loro rappresentanti,
nonche'  da tre rappresentanti dei lavoratori e da tre rappresentanti
dei  datori  di lavoro designati rispettivamente dalle organizzazioni
dei  lavoratori  e  degli  imprenditori  di  cui  alla lettera b) del
settimo comma del precedente articolo 1.
  Sono  chiamati,  di  volta  in volta, a far parte della commissione
rappresentanti  delle  regioni e delle province autonomie di Trento e
Bolzano  quando  siano  interessate  alla  compensazione  della  mano
d'opera nell'ambito interregionale.
  La  commissione centrale per la mobilita' della manodopera invia al
Parlamento  una  relazione  annuale  sulla  attivita' propria e delle
commissioni regionali.((18))
---------------
AGGIORNAMENTO (18)
  Il D.L. 1 settembre 1996, n.510, convertito con modificazioni dalla
L.  28  novembre  1996, n. 608, ha disposto (con l'art.9 comma 7) che
"la  Commissione  centrale per l'impiego di cui all'articolo 26 della
legge   12   agosto   1977,  n.  675,  e  successive  integrazioni  e
modificazioni,  e'  integrata  da  due  rappresentanti  dei datori di
lavoro e da due rapprestanti dei lavoratori."
                              Art. 27.

  I  lavoratori  che,  avendo  aderito  ad  un'offerta di occupazione
pervenuta  per  il  tramite dei servizi di compensazione territoriale
centrale  del  Ministero del lavoro e della previdenza sociale di cui
all'articolo 26 e regionale di cui all'articolo 22, lasciano il luogo
di residenza, beneficiano:
    a)  dell'assistenza  concessa  dal  Ministero  del lavoro e della
previdenza sociale ai fini del reclutamento, avviamento ed assistenza
dei  lavoratori e familiari migranti per motivi di lavoro all'interno
dello Stato ed all'estero;
    b)  dell'indennita'  di  nuova  sistemazione e del rimborso delle
spese  di  viaggio  dei  lavoratori e delle rispettive famiglie e del
rimborso  delle  spese di trasporto del mobilio, in conformita' della
disciplina  del  Fondo  sociale  europeo  di  cui  ai regolamenti del
Consiglio  dei Ministri delle Comunita' europee dell'8 novembre 1971,
numeri 2396, 2397 e 2398, e successive modifiche ed integrazioni.
  Ai  lavoratori  di  cui  al primo comma, che si sono trasferiti dal
proprio  comune  di  residenza  in  altra  localita'  del  territorio
nazionale  distante  dal  predetto  comune  oltre  50 chilometri, che
abbiano esplicato una attivita' lavorativa subordinata non stagionale
nella  nuova localita' per almeno sei mesi e che non si trovino nelle
condizioni   per   beneficiare   delle   provvidenze  previste  dalla
precedente  lettera  b), verra' corrisposta - oltre al rimborso delle
spese di viaggio per se e per i familiari a carico - un'indennita' di
nuova sistemazione.
                              Art. 28.

  E'  costituito  presso  il  Ministero del lavoro e della previdenza
sociale   un   "Fondo   per   la  mobilita'  della  manodopera",  con
amministrazione   autonoma   e   gestione  fuori  bilancio  ai  sensi
dell'articolo 9 della legge 25 novembre 1971, n. 1041, destinato alla
concessione  delle  provvidenze di cui all'articolo 27 della presente
legge.
  Il  Fondo  e' alimentato per il 50 per cento da versamenti a carico
del  Fondo per la ristrutturazione e riconversione industriale di cui
all'articolo  3  della  presente  legge  e  per  il  50  per cento da
versamenti   a   carico  della  Cassa  integrazione  guadagni  operai
dell'industria.
  Le  disponibilita'  del  Fondo affluiscono ad apposita contabilita'
speciale  istituita  presso  la  tesoreria provinciale dello Stato di
Roma,  ai  sensi  dell'articolo  585  del regolamento di contabilita'
dello  Stato  e  dell'articolo  1223,  lettera  b),  delle istruzioni
generali sui servizi del Tesoro.
  I relativi ordini di pagamento sono emessi a firma del Ministro per
il lavoro e la previdenza sociale o di un suo delegato.
  I  versamenti  di  cui  al  secondo  comma  sono effettuati in rate
trimestrali anticipate.
  Il  fabbisogno annuo e' determinato con decreto del Ministro per il
tesoro,  di  concerto  con  il Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale   e   con   il  Ministro  per  l'industria,  il  commercio  e
l'artigianato;  con  lo  stesso decreto viene autorizzato il prelievo
della   somma   a   carico  del  "Fondo  per  la  ristrutturazione  e
riconversione  industriale"  da  versare  al  "Fondo" di cui al primo
comma.
  Per   il   primo   anno   l'importo   delle   rate   e'   stabilito
complessivamente in lire 250 milioni ciascuna. ((11))
-----------------
AGGIORNAMENTO (11)
  Il  D.L. 12 luglio 1986, n. 345, convertito con modificazioni dalla
L.  8  agosto  1986,  n.  492  ha  disposto  (con  l'art.  1) che "Lo
stanziamento  del  Fondo  per  la  mobilita' della manodopera, di cui
all'articolo  28  della  legge  12  agosto 1977, n. 675, e successive
modificazioni  ed  integrazioni, e' incrementato, per l'anno 1986, di
10   miliardi  di  lire  per  il  finanziamento  delle  attivita'  di
formazione professionale all'estero, previsto dall'articolo 18, primo
comma, lettera d), della legge 21 dicembre 1978, n. 845".
                              Art. 29.

  Sono  autorizzate,  per le finalita' di cui alla presente legge, le
seguenti spese:
    I) conferimenti al "Fondo per la ristrutturazione e riconversione
    industriale",  per gli interventi di cui ai precedenti articoli 4
      e 5;
a) lire 2.180 miliardi per la concessione delle agevolazioni di
cui  all'articolo  4,  primo  comma,  lettere  a),  d) ed e) e per le
detrazioni  di  cui  all'articolo 18, in ragione di lire 475 miliardi
nell'anno  1977,  di lire 600 miliardi per ciascuno degli anni 1978 e
1979 e di lire 505 miliardi nell'anno 1980;
      b)  lire  450 miliardi quali limiti di spesa per la concessione
dei  contributi  di cui all'articolo 4, primo comma, lettere b) e c),
in  ragione  di lire 60 miliardi nell'anno 1977, di lire 100 miliardi
nell'anno  1978,  di  lire  140 miliardi nell'anno 1979 e di lire 150
miliardi nell'anno 1980.
  Su  proposta del CIPI, il Ministro per il tesoro, in relazione alle
esigenze   da   soddisfare,   provvede,  con  proprio  decreto,  alla
determinazione  della  quota  parte  dei  conferimenti  di  cui  alle
precedenti  lettere  a)  e  b)  da destinare agli interventi previsti
dall'articolo  5  e da versare alla Cassa per il credito alle imprese
artigiane per essere utilizzati:
    quanto  ai  conferimenti  di cui alla lettera a) per il riscontro
delle operazioni;
    quanto  ai conferimenti di cui alla lettera b) per la concessione
del contributo in conto interessi.
  La  quota  da  destinare  agli  interventi  a  favore delle imprese
artigiane  nonche'  delle  piccole  e  medie  industrie  e loro forme
associate,  societa'  cooperative  e  loro consorzi non potra' essere
inferiore,  rispettivamente, al 10 e al 20 per cento dei conferimenti
di cui alle precedenti lettere a) e b).
  Su   proposta   del   CIPI,   la   ripartizione   temporale   delle
autorizzazioni  di  spesa di cui alla lettera a) puo' essere variata,
con decreti del Ministro per il tesoro, in relazione alle esigenze da
soddisfare.
  Le  annualita'  relative  ai limiti di spesa di cui alla lettera b)
per  gli  esercizi  successivi  al  1980 saranno iscritte in apposito
capitolo del bilancio dello Stato in ragione di lire 150 miliardi per
ciascuno  degli anni dal 1981 al 1992, di lire 85 miliardi per l'anno
1993 e di lire 45 miliardi per l'anno 1994;
    II)  conferimento  al  "Fondo  speciale per la ricerca applicata"
istituito  ai  sensi  dell'articolo 4 della legge 25 ottobre 1968, n.
1089, e successive modificazioni ed integrazioni:
      a) lire 400 miliardi, da gestire con contabilita' separata, per
contributi  a fronte di progetti di ricerca applicata di cui al primo
comma  del  precedente  articolo  10,  in ragione di lire 70 miliardi
nell'anno  1977,  di  lire  165 miliardi nell'anno 1978 e di lire 165
miliardi nell'anno 1979;
      b)  lire 200 miliardi per le altre forme di intervento a carico
del  "Fondo  speciale  per  la  ricerca  applicata"  di cui al citato
articolo  4  della legge 25 ottobre 1968, n. 1089, in ragione di lire
30  miliardi  nell'anno 1977, di lire 70 miliardi nell'anno 1978 e di
lire 100 miliardi nell'anno 1979;
    III)  conferimenti  ai  fondi di dotazione degli enti di gestione
delle partecipazioni statali:
      lire  4.500  miliardi da ripartire negli anni dal 1977 al 1982.
La quota relativa al 1977 resta determinata in lire 750 miliardi.
  Il  CIPI,  su  proposta del Ministro per le partecipazioni statali,
sentita  la  Commissione  parlamentare  di  cui all'articolo 13 della
presente  legge,  ripartisce  per  l'anno  1977  la somma di lire 750
miliardi tra i vari enti di gestione quale conferimento ai rispettivi
fondi  di  dotazione  entro  due  mesi  dalla entrata in vigore della
presente legge.
  Il  Ministro per il tesoro, con propri decreti, sulla base di detta
ripartizione,  provvede  all'iscrizione  in  bilancio  delle quote di
fondo di dotazione attribuite a ciascun ente;
    IV) aumento del capitale sociale della Societa' per le gestioni a
partecipazioni industriali S.p.a. - GEPI.
  Il  punto  4)  dell'articolo 1 del decreto-legge 30 aprile 1976, n.
156,  convertito,  con  modificazioni, nella legge 24 maggio 1976, n.
350, e' sostituito dal seguente:
  "4)  l'Istituto  mobiliare  italiano (IMI), l'Ente partecipazione e
finanziamento   industrie  manifatturiere  (EFIM),  l'Ente  nazionale
idrocarburi (ENI) e l'Istituto per la ricostruzione industriale (IRI)
sono  autorizzati a concorrere: nell'anno 1976 rispettivamente fino a
lire  42.000  milioni il primo e gli altri sino a lire 14.000 milioni
ciascuno,  in  ciascuno degli anni 1977 e 1978 rispettivamente fino a
lire  72.000  milioni il primo e gli altri sino a lire 24.000 milioni
ciascuno,  nell'anno  1979 rispettivamente fino a lire 66.000 milioni
il primo e gli altri sino a lire 22.000 milioni ciascuno, all'aumento
per  lire  84  miliardi  nell'anno  1976,  per  lire  144 miliardi in
ciascuno  degli  anni  1977  e 1978 e per lire 132 miliardi nell'anno
1979,  del  capitale  della Societa' per le gestioni e partecipazioni
industriali  -  GEPI  -  societa'  per  azioni  costituita  ai  sensi
dell'articolo 5 della legge 22 marzo 1971, n. 184.
  Per  consentire  le  sottoscrizioni  di  cui al comma precedente, i
fondi  di  dotazione dell'EFIM, dell'ENI e dell'IRI sono aumentati di
lire  14.000  milioni  per  l'anno  1976,  di lire 24.000 milioni per
ciascuno  degli  anni 1977 e 1978 e di lire 22.000 milioni per l'anno
1979 e l'onere relativo di complessive lire 42.000 milioni per l'anno
1976,  lire 72.000 milioni per ciascuno degli anni 1977 e 1978 e lire
66.000  milioni  per  l'anno  1979  sara'  iscritto  nello  stato  di
previsione della spesa del Ministero delle partecipazioni statali.
  Il  Ministro  per  il tesoro e' autorizzato a conferire la somma di
lire  42.000  milioni  nell'anno  1976,  di  lire  72.000  milioni in
ciascuno  degli  anni  1977 e 1978 e di lire 66.000 milioni nell'anno
1979  al  patrimonio dell'IMI per consentire la sottoscrizione di cui
al precedente primo comma del presente punto 4)".
  A   norma   dell'articolo  15  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  31  agosto 1972, n. 670, vengono attribuite alle province
autonome di Trento e Bolzano quote degli stanziamenti di cui al punto
I)  del  presente  articolo,  da  determinarsi  secondo  i  parametri
indicati  nell'articolo  78  del  citato decreto del Presidente della
Repubblica.
                              Art. 30.

  Il  Ministro  per il tesoro e' autorizzato ad effettuare operazioni
di  ricorso al mercato finanziario fino alla concorrenza di un ricavo
netto  di  lire  7.371  miliardi,  di cui lire 750 miliardi nell'anno
finanziario  1977,  che  sara' accreditato ad apposito conto corrente
infruttifero presso la tesoreria centrale, denominato "Conto speciale
per    il    finanziamento    dei    provvedimenti   concernenti   la
ristrutturazione industriale".
  Le operazioni finanziarie di cui al precedente comma possono essere
effettuate, nel periodo 1977-1982, nella forma di assunzione di mutui
con  il  Consorzio  di  credito  per  le  opere pubbliche o con altri
istituti  di  credito a medio o lungo termine, a cio' autorizzati, in
deroga  anche  a  disposizioni  di  legge  e  di  statuto,  oppure di
emissioni  di  buoni  poliennali  del  Tesoro,  oppure di certificati
speciali   di   credito,   oppure,   in   deroga  a  quanto  previsto
dall'articolo  71  della legge per l'amministrazione del patrimonio e
per  la  contabilita'  generale  dello  Stato,  di emissioni di buoni
ordinari del Tesoro. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo
2, commi dal secondo al nono, della legge 4 agosto 1975, n. 394.
  Agli  oneri  relativi  agli  interessi, alle spese ed all'eventuale
rata  capitale  delle  operazioni  finanziarie  di  cui  al  presente
articolo  si  fara'  fronte,  nell'anno  1977, mediante riduzione dei
fondi  di cui ai capitoli 6802 e 9525 dello stato di previsione della
spesa del Ministero del tesoro per l'anno medesimo.
  All'onere  derivante  dalle  autorizzazioni  di  spesa  di  cui  al
precedente articolo 29:
    in  lire  3.566 miliardi, per il periodo 1977-1980 per i punti I,
II e IV;
    e  in lire 4.500 miliardi, per il periodo 1977-1982, per il punto
III;
    si  provvede, quanto a lire 695 miliardi, mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello stato di
previsione  del  Ministero  del tesoro per l'anno finanziario 1977 e,
quanto  a  lire  7.371  miliardi,  con  le  disponibilita' del "Conto
speciale"  di  cui  al  primo  comma  che,  a tal fine, saranno fatte
affluire  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato e correlativamente
iscritte  nella parte passiva del bilancio medesimo in relazione alle
singole autorizzazioni di spesa.
  Il  Ministro  per il tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 12 agosto 1977

                                LEONE

                                                ANDREOTTI - MORLINO -
STAMMATI - DONAT-CATTIN
- ANSELMI - BISAGLIA

Visto, il Guardasigilli: BONIFACIO
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