« Torna alla legislazione

LEGGE 14 luglio 1957 , n. 594

Norme sul collocamento obbligatorio dei centralinisti telefonici ciechi.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1. ((Le pubbliche Amministrazioni, gli enti pubblici e le aziende di Stato, anche in deroga all'articolo 6 del decreto-legge 5 febbraio 1948, n. 61 e all'articolo 12 del decreto-legge 7 aprile 1948, n. 262, nonche' alle disposizioni ministeriali che fanno divieto di assunzione di personale, sono tenuti ad assumere per ogni ufficio, sede, stabilimento alla sola condizione che questi siano dotati di centralino telefonico, un privo della vista abilitato alle funzioni di centralinista telefonico. Gli aventi diritto al collocamento obbligatorio sono assunti sino all'eta' di 50 anni, e, sempreche' siano in possesso dei requisiti richiesti dalle vigenti disposizioni per l'assunzione ai pubblici impieghi, debbono essere inquadrati direttamente nei posti iniziali del personale impiegatizio della carriera esecutiva o di carriera equipollente, indipendentemente dall'esistenza in organico del posto di centralinista telefonico o telefonista.)) Il possesso dell'abilitazione alle funzioni di centralinista telefonico conseguita ai sensi dell'art. 2 costituisce, anche in mancanza del prescritto titolo di studio, requisito valido per l'inquadramento di cui al comma precedente. L'obbligo dell'assunzione di centralinisti telefonici ciechi, in caso di nuove assunzioni di centralinisti, riguarda anche i privati datori di lavoro, i cui uffici, sedi o stabilimenti abbiano un centralino di smistamento a piu' di un posto di lavoro od un centralino ad un solo posto di lavoro con almeno cinque linee urbane. ((Ai fini dell'applicazione della presente legge, si intendono centralini telefonici quelli installati presso uffici, sedi e stabilimenti, che abbiano funzioni di smistamento e di collegamento. Sono esclusi dall'applicazione della presente legge: 1) le centrali e i centralini dell'Azienda telefonica di Stato e delle Societa' concessionarie destinati alla esclusiva ed indiscriminata fornitura al pubblico di un servizio telefonico immediato, continuativo e incondizionato; 2) i centralini affidati per l'esercizio all'Amministrazione della pubblica sicurezza o comunque destinati ai servizi di polizia; 3) i centralini telefonici dei servizi della Protezione civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco)). La fornitura degli speciali dispositivi, eventualmente occorrenti per le trasformazioni tecniche necessarie per consentire ai privi della vista il lavoro di centralinisti, e' a carico dell'Unione italiana dei ciechi.
                               Art. 2.

  Presso  il  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza sociale e'
istituito un albo professionale nazionale nel quale verranno iscritti
i  minorati  della  vista  abilitati  alla  funzione di centralinista
telefonico che siano stati sottoposti con esito positivo ad una prova
teorico-pratica da parte di apposita Commissione.
  La  Commissione  di  cui  al  precedente  comma  ha  sede presso il
Ministero  del  lavoro  e della previdenza sociale, e' presieduta dal
direttore     generale    dell'occupazione    e    dell'addestramento
professionale e composta da:
    un ingegnere dell'Ispettorato del lavoro;
    un   ingegnere  designato  dal  Ministero  delle  poste  e  delle
telecomunicazioni;
    un  ingegnere  designato  dall'Azienda  di  Stato  per  i servizi
telefonici;
    un sanitario dell'Ispettorato medico del lavoro;
    un  tecnico  scelto  tra  i  tecnici di una Azienda telefonica di
interesse nazionale, in rappresentanza dei datori di lavoro;
    un   esperto   designato  dall'Unione  italiana  dei  ciechi,  in
rappresentanza dei lavoratori.
  Espleta  le funzioni di segretario un funzionario del Ministero del
lavoro e della previdenza, sociale di grado non inferiore al 6°.
  La Commissione e' nominata con decreto del Ministro per il lavoro e
la previdenza sociale e dura in carica tre anni.
 
	        
	      
                               Art. 3.

  I  minorati  della  vista che aspirino ad essere iscritti nell'albo
professionale  di  cui  al  precedente  articolo  dovranno presentare
domanda al Ministero del lavoro e della previdenza sociale per essere
sottoposti   alla   prova   teorico-pratica,   allegando  i  seguenti
documenti:
    a) diploma di conseguita idoneita' alle funzioni di centralinista
telefonico  rilasciato da una scuola autorizzata o dalla direzione di
uno  dei  corsi direttamente promossi o autorizzati dal Ministero del
lavoro  e  della previdenza sociale, a norma dell'art. 45 della legge
29 aprile 1949, n. 264, modificato con legge 4 maggio 1951, n. 456;
    b) certificato di un ufficiale sanitario dal quale risulti che il
minorato  della  vista  e'  esente  da  altre minorazioni fisiche che
potrebbero impedire l'espletamento della funzione alla quale aspira.
 
	        
	      
                               Art. 4.

  ((Le pubbliche Amministrazioni; gli Enti pubblici, le Aziende statali e i privati datori di lavoro, di cui all'art. 1 della presente legge, debbono inviare al Ministero del lavoro e della previdenza sociale una dichiarazione dalla quale risulti l'ubicazione dei dipendenti uffici, sedi o stabilimenti dotati dei centralini contemplati dal predetto art. 1. La dichiarazione deve essere inviata entro sessanta; giorni dall'installazione dei centralini. Le pubbliche Amministrazioni, gli Enti pubblici, le Aziende statali e i privati datori di lavoro debbono altresi' comunicare, nel termine sopra indicato, il numero e le generalita' dei centralinisti vedenti addetti ai singoli centralini. Entro il 31 dicembre di ogni anno, dovranno, a cura dei pubblici e privati datori di lavoro interessati, essere comunicate al Ministero del lavoro e della previdenza sociale le variazioni ai dati di cui sopra. I privati datori di lavoro che trasgrediscono alle disposizioni del presente articolo sono puniti con una ammenda da lire 5000 a lire 50.000)).
 
	        
	      
                               Art. 5.

  Il  Ministero  del  lavoro e della previdenza sociale, sulla scorta
dei  dati  forniti  dalle  Amministrazioni ed Enti pubblici e privati
datori  di  lavoro  di  cui  al  precedente  art. 4, provvede, per il
tramite  degli  Uffici  regionali  e  provinciali  del lavoro e della
massima  occupazione, competenti per territorio, ad avviare al lavoro
i   minorati   della   vista  iscritti  nell'albo  professionale  dei
centralinisti telefonici.
  Ai  minorati  della vista assunti al lavoro in forza della presente
legge  dai  privati datori di lavoro deve essere applicato il normale
trattamento di lavoro e di previdenza in atto nelle aziende.
 
	        
	      
                               Art. 6.

  Le pubbliche Amministrazioni, gli Enti pubblici ed i privati datori
di lavoro di cui al precedente art. 1, possono conteggiare i minorati
della  vista  invalidi di guerra, del lavoro e per servizio, occupati
come centralinisti telefonici, nel numero dei minorati di guerra, del
lavoro  e  per  servizio  che siano tenuti ad assumere ai sensi della
legge  3  giugno  1950,  n.  375,  del  decreto  legislativo del Capo
provvisorio  dello  Stato  3  ottobre 1947, n. 1222, e della legge 24
febbraio 1953, n. 142.
 
	        
	      
                               Art. 7.

  I  privati  datori  di lavoro i quali, essendovi obbligati ai sensi
dei  precedenti  articoli,  rifiutino  di  assumere  i  centralinisti
minorati  della vista sono puniti con una ammenda da lire 1500 a lire
3000  per  ogni  giorno  lavorativo  e  per  ogni unita' minorata non
assunta.
 
	        
	      
                               Art. 8.

  La vigilanza per l'applicazione della presente legge e' affidata al
Ministero  del  lavoro e della previdenza sociale che la esercita per
mezzo dell'Ispettorato del lavoro.
  Le  contravvenzioni  previste  dagli  articoli 4 e 7 della presente
legge  possono essere definite amministrativamente dal prefetto della
Provincia  competente  per territorio al quale sono rimessi i verbali
relativi.
  Il   prefetto,   sentito   il   parere   del   competente   ufficio
dell'Ispettorato  del  lavoro,  determina  con  decisione  definitiva
l'ammontare  della  somma  dovuta  dal  contravventore entro i limiti
minimo  e  massimo  stabiliti  dagli  articoli  4  e  7 predetti, con
facolta' di ridurre l'importo sino alla meta'.
  Per i recidivi nelle contravvenzioni di cui all'art. 4, l'ammontare
della somma non puo' essere inferiore al doppio della pena pecuniaria
inflitta per la precedente contravvenzione e in tal caso non si tiene
conto del limite massimo stabilito dall'articolo medesimo.
  Le  ammende  stabilite  dalla  presente legge saranno versate dagli
Uffici  del  registro  direttamente  alla  sede  centrale dell'Unione
italiana  dei  ciechi  per  essere  destinate  al fondo avviamento al
lavoro istituito con legge 29 gennaio 1951, n. 37.
 
	        
	      
Disposizioni transitorie
                               Art. 9.

  ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 28 LUGLIO 1960, N. 778))

  Data a Roma, addi' 14 luglio 1957

                               GRONCHI

                                              ZOLI - GUI - MATTARELLA
- MEDICI - TAMBRONI -
GONELLA

Visto, il Guardasigilli: GONELLA
 
	        
	      
« Torna alla legislazione