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LEGGE 16 gennaio 2003, n. 3

Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione.

Capo I
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
 La Camera dei deputati ed Senato della Repubblica hanno approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga

  la seguente legge:
                               Art. 1
         Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto
          della corruzione e delle altre forme di illecito
             all'interno della pubblica amministrazione

  1.  E'  istituito  l'Alto  Commissario  per  la  prevenzione  e  il
contrasto   della   corruzione   e  delle  altre  forme  di  illecito
all'interno  della  pubblica  amministrazione,  di seguito denominato
"Alto Commissario", alla diretta dipendenza funzionale del Presidente
del Consiglio dei ministri.
  2. Per le finalita' di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa annua
massima di 582.000 euro a decorrere dall'anno 2002.
  3.  Il  Governo  adotta,  su  proposta del Ministro per la funzione
pubblica,  entro  sei  mesi  dalla  data  di  entrata in vigore della
presente  legge,  un  regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 1,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, volto
a determinare la composizione e le funzioni dell'Alto Commissario, al
fine di garantirne l'autonomia e l'efficacia operativa.
  4. L'Alto Commissario, che si avvale di un vice Commissario vicario
scelto  dal  Presidente  del Consiglio dei ministri, su sua proposta,
tra  gli  appartenenti alle categorie di personale, nell'ambito delle
quali   e'   scelto   il  Commissario,  svolge  le  proprie  funzioni
nell'osservanza dei seguenti principi fondamentali:
    a)  principio di trasparenza e libero accesso alla documentazione
amministrativa, salvo i casi di legittima opposizione del segreto;
    b)    libero   accesso   alle   banche   dati   delle   pubbliche
amministrazioni;
    c)  facolta'  di  esercitare  le  proprie funzioni d'ufficio o su
istanza delle pubbliche amministrazioni;
    d)  obbligo  di  relazione semestrale al Presidente del Consiglio
dei  ministri,  che  riferisce  periodicamente  ai  Presidenti  delle
Camere;
    e)  supporto  di  un  vice  Commissario  aggiunto,  nominato  dal
Presidente  del Consiglio dei ministri su proposta del Commissario, e
cinque   esperti,   tutti   scelti   tra   i   magistrati   ordinari,
amministrativi  e  contabili  e  gli  avvocati dello Stato, collocati
obbligatoriamente  fuori  ruolo  o  in  aspettativa  retribuita dalle
rispettive amministrazioni di appartenenza anche in deroga alle norme
ed  ai criteri che disciplinano i rispettivi ordinamenti, ivi inclusi
quelli  del  personale  di  cui  all'articolo 2, comma 4, del decreto
legislativo  3  febbraio  1993, n. 29, se appartenenti ai ruoli degli
organi  costituzionali,  che abbiano prestato non meno di cinque anni
di  servizio  effettivo nell'amministrazione di appartenenza, nonche'
altri  dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo
1,  comma  2,  del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n. 165, e
successive   modificazioni,   in   posizione  di  comando  secondo  i
rispettivi  ordinamenti. Per tutto il personale destinato all'ufficio
del  Commissario  il  servizio e' equiparato ad ogni effetto a quello
prestato presso le amministrazioni di appartenenza;
    f) obbligo di rapporto all'autorita' giudiziaria e alla Corte dei
conti nei casi previsti dalla legge;
    g)  rispetto delle competenze regionali e delle province autonome
di Trento e di Bolzano.
  5.  All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari
a  582.000  euro  a  decorrere  dall'anno  2002, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo
parzialmente   utilizzando  l'accantonamento  relativo  al  Ministero
medesimo.
  6.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare,  con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
((13))
------------------
AGGIORNAMENTO (13)
  Il  D.L.  25  giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  L.  6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 68, comma 6,
lettera  a)) la soppressione dell'Alto Commissario per la prevenzione
ed  il  contrasto  della  corruzione  e delle altre forme di illecito
all'interno   della  pubblica  amministrazione  di  cui  al  presente
articolo.
                               Art. 2
             Commissione per le adozioni internazionali

  1.  All'articolo  38  della  legge  4  maggio  1983,  n.  184, come
sostituito dall'articolo 3 della legge 31 dicembre 1998, n. 476, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
   "2. La Commissione e' composta da:
   a)  un  presidente  nominato  dal  Presidente  del  Consiglio  dei
   ministri  nella  persona  di  un  magistrato avente esperienza nel
   settore minorile ovvero di un dirigente dello Stato avente analoga
   specifica esperienza;
   b) due rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri;
   c)  un  rappresentante  del Ministero del lavoro e delle politiche
   sociali;
   d) un rappresentante del Ministero degli affari esteri;
   e) un rappresentante del Ministero dell'interno;
   f) due rappresentanti del Ministero della giustizia;
   g) un rappresentante del Ministero della salute;
   h) un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze;
   i)    un    rappresentante    del    Ministero    dell'istruzione,
   dell'universita' e della ricerca;
   l)   tre   rappresentanti   della   Conferenza  unificata  di  cui
   all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
   m)  tre  rappresentanti  designati, sulla base di apposito decreto
   del   Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  da  associazioni
   familiari  a  carattere  nazionale, almeno uno dei quali designato
   dal Forum delle associazioni familiari";
b) al comma 4, il secondo e il terzo periodo sono soppressi.
  2. Dalle disposizioni di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o
maggiori  oneri a carico del bilancio dello Stato e, a tal fine, sono
corrispondentemente    rideterminati    i    trattamenti    economici
corrisposti,  a  qualsiasi  titolo,  ai componenti della Commissione,
previsti  dal medesimo articolo 38 della citata legge n. 184 del 1983
nel  testo vigente anteriormente alla data di entrata in vigore della
presente legge.
  3.  Le  spese  per l'esecuzione della Convenzione per la tutela dei
minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta
a  L'Aja  il  29 maggio 1993, previste dall'articolo 9 della legge 31
dicembre 1998, n. 476, pari a 6.817.231,07 euro, iscritte nell'unita'
previsionale  di  base 3.1.5.1 "Fondo per le politiche sociali" dello
stato  di  previsione  del  Ministero  del  lavoro  e delle politiche
sociali  sono  trasferite  all'unita'  previsionale  di  base 3.1.5.2
"Presidenza del Consiglio dei ministri" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze, con esclusione della quota
di  minori  entrate,  pari  a 1.549.370,70 euro, recate dall'articolo
39-quater della legge 4 maggio 1983, n. 184, introdotto dall'articolo
3  della  citata  legge  n.  476  del  1998,  e dall'articolo 4 della
medesima legge n. 476 del 1998.
                               Art. 3
          Soppressione dell'Agenzia per il servizio civile
        Modifica all'articolo 10 della legge n. 230 del 1998

  1.  I  commi  7,  8 e 9 dell'articolo 10 del decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 303, sono abrogati.
  2.  L'articolo  10,  comma 3, della legge 8 luglio 1998, n. 230, e'
sostituito dal seguente:
"3.  La  Consulta nazionale per il servizio civile e' composta da non
piu'  di  quindici  membri,  nominati  con decreto del Presidente del
Consiglio  dei  ministri  o  del  Ministro da lui delegato, scelti in
maggioranza  tra  rappresentanti  degli  enti e delle organizzazioni,
pubblici  e privati, che impiegano obiettori di coscienza e volontari
del   servizio   civile   nazionale   ovvero   dei   loro   organismi
rappresentativi,   nonche'  tra  rappresentanti  degli  obiettori  di
coscienza  e  dei  volontari,  delle  regioni e delle amministrazioni
pubbliche coinvolte".
  3. Dall'attuazione del comma 2 non devono derivare nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica.
                               Art. 4
 Modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia
     di formazione del personale delle pubbliche amministrazioni

  1. Dopo l'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
e' inserito il seguente:
"Art. 7-bis. - (Formazione del personale). - 1. Le amministrazioni di
cui all'articolo 1, comma 2, con esclusione delle universita' e degli
enti  di  ricerca,  nell'ambito  delle  attivita'  di  gestione delle
risorse  umane  e  finanziarie, predispongono annualmente un piano di
formazione  del  personale, compreso quello in posizione di comando o
fuori  ruolo, tenendo conto dei fabbisogni rilevati, delle competenze
necessarie  in relazione agli obiettivi, nonche' della programmazione
delle  assunzioni  e  delle  innovazioni normative e tecnologiche. Il
piano  di  formazione  indica  gli obiettivi e le risorse finanziarie
necessarie,   nei  limiti  di  quelle,  a  tale  scopo,  disponibili,
prevedendo  l'impiego  delle  risorse  interne,  di  quelle statali e
comunitarie,   nonche'   le  metodologie  formative  da  adottare  in
riferimento ai diversi destinatari.
2.  Le  amministrazioni  dello  Stato, anche ad ordinamento autonomo,
nonche'  gli  enti  pubblici non economici, predispongono entro il 30
gennaio  di  ogni  anno  il  piano  di  formazione del personale e lo
trasmettono,  a  fini  informativi, alla Presidenza del Consiglio dei
ministri  -  Dipartimento  della  funzione  pubblica  e  al Ministero
dell'economia  e delle finanze. Decorso tale termine e, comunque, non
oltre  il 30 settembre, ulteriori interventi in materia di formazione
del  personale,  dettati  da  esigenze  sopravvenute o straordinarie,
devono essere specificamente comunicati alla Presidenza del Consiglio
dei  ministri  -  Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero
dell'economia  e  delle  finanze indicando gli obiettivi e le risorse
utilizzabili,  interne, statali o comunitarie. Ai predetti interventi
formativi  si  da'  corso qualora, entro un mese dalla comunicazione,
non intervenga il diniego della Presidenza del Consiglio dei ministri
-  Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Ministero
dell'economia   e  delle  finanze.  Il  Dipartimento  della  funzione
pubblica assicura il raccordo con il Dipartimento per l'innovazione e
le  tecnologie  relativamente  agli interventi di formazione connessi
all'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione".
                               Art. 5
             Modifiche all'articolo 102 del testo unico
            di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000

  1.  All'articolo  102  del testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli  enti  locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267,  nel  comma 2, le parole: "da due esperti" sono sostituite dalle
seguenti: "da tre esperti".
  2. Dalle disposizioni di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o
maggiori  oneri a carico del bilancio dello Stato e, a tal fine, sono
corrispondentemente    rideterminati    i    trattamenti    economici
corrisposti,  a  qualsiasi  titolo,  ai  componenti  del consiglio di
amministrazione  dell'Agenzia  autonoma per la gestione dell'albo dei
segretari  comunali e provinciali, previsti dal medesimo articolo 102
del  testo  unico  di  cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 nel
testo  vigente  anteriormente  alla  data  di entrata in vigore della
presente legge.
                               Art. 6
                     Servizi dei beni culturali

  1.  All'articolo  10,  comma  1, del decreto legislativo 20 ottobre
1998,  n. 368, alla lettera b-bis), introdotta dall'articolo 33 della
legge  28  dicembre 2001, n. 448, le parole: ", i livelli retributivi
minimi per il personale, a prescindere dal contratto di impiego" sono
soppresse.
                               Art. 7
                Disposizioni in materia di mobilita'
            del personale delle pubbliche amministrazioni

  1.  Dopo  l'articolo  34  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, e' inserito il seguente:
"Art. 34-bis. - (Disposizioni in materia di mobilita' del personale).
- 1. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, con
esclusione  delle  amministrazioni previste dall'articolo 3, comma 1,
ivi  compreso  il  Corpo  nazionale  dei  vigili  del fuoco, prima di
avviare  le  procedure  di  assunzione  di  personale,  sono tenute a
comunicare  ai  soggetti di cui all'articolo 34, commi 2 e 3, l'area,
il  livello  e la sede di destinazione per i quali si intende bandire
il  concorso  nonche',  se  necessario,  le  funzioni  e le eventuali
specifiche idoneita' richieste.
2.  La  Presidenza  del  Consiglio  dei ministri - Dipartimento della
funzione pubblica, di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze  e  le  strutture regionali e provinciali di cui all'articolo
34,  comma  3, provvedono, entro quindici giorni dalla comunicazione,
ad  assegnare il personale collocato in disponibilita' ai sensi degli
articoli  33  e  34,  ovvero  interessato  ai  processi  di mobilita'
previsti   dalle  leggi  e  dai  contratti  collettivi.  Le  predette
strutture regionali e provinciali, accertata l'assenza negli appositi
elenchi  di personale da assegnare alle amministrazioni che intendono
bandire  il  concorso, comunicano tempestivamente alla Presidenza del
Consiglio  dei  ministri  -  Dipartimento della funzione pubblica, le
informazioni  inviate  dalle  stesse  amministrazioni. Entro quindici
giorni  dal  ricevimento  della predetta comunicazione, la Presidenza
del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, di
concerto  con il Ministero dell'economia e delle finanze, provvede ad
assegnare  alle  amministrazioni che intendono bandire il concorso il
personale  inserito  nell'elenco  previsto dall'articolo 34, comma 2,
nonche'   collocato   in   disponibilita'   in  forza  di  specifiche
disposizioni normative.
3.  Le  amministrazioni  possono provvedere a organizzare percorsi di
qualificazione del personale assegnato ai sensi del comma 2.
4. Le amministrazioni, decorsi due mesi dalla comunicazione di cui al
comma  1, possono procedere all'avvio della procedura concorsuale per
le  posizioni  per  le  quali  non  sia intervenuta l'assegnazione di
personale ai sensi del comma 2.
5.  Le assunzioni effettuate in violazione del presente articolo sono
nulle   di   diritto.   Restano   ferme   le   disposizioni  previste
dall'articolo  39  della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive
modificazioni".
  2.  All'articolo  17,  comma 1, della legge 28 luglio 1999, n. 266,
dopo  le  parole:  "legge  19  maggio 1986, n. 224," sono inserite le
seguenti: "nonche' del Corpo nazionale dei vigili del fuoco,".
  3.  All'articolo  18,  comma 9, secondo periodo, del regolamento di
cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n.
465,  dopo  le parole: "per le amministrazioni statali" sono inserite
le seguenti: "e per gli uffici territoriali del Governo".
  4. All'articolo 43, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "Si  applica quanto
disposto  dagli  articoli  33  e  34 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165".
                               Art. 8
           Contratti individuali dei dirigenti incaricati
          presso i collegi di revisione degli enti pubblici

  1.   Alla   stipula  dei  contratti  individuali  con  i  dirigenti
incaricati presso i collegi di revisione degli enti pubblici ai sensi
dell'articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,  e successive modificazioni, provvedono le amministrazioni dello
Stato nel cui interesse l'incarico viene svolto.
                               Art. 9
           Utilizzazione degli idonei di concorsi pubblici

  1.   A   decorrere   dal   2003,  fermo  restando  quanto  previsto
dall'articolo  39  della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive
modificazioni,  in  materia  di  programmazione delle assunzioni, con
regolamento  emanato  ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge
23  agosto  1988,  n.  400,  su proposta del Ministro per la funzione
pubblica,  di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sono   stabiliti   le   modalita'   e   i  criteri  con  i  quali  le
amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad ordinamento autonomo, e gli
enti  pubblici  non  economici possono ricoprire i posti disponibili,
nei  limiti  della propria dotazione organica, utilizzando gli idonei
delle   graduatorie   di   pubblici   concorsi   approvate  da  altre
amministrazioni del medesimo comparto di contrattazione.
  2.  Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di Bolzano
provvedono  alle  finalita'  del  presente capo secondo le rispettive
competenze previste dai relativi statuti e dalle norme di attuazione.
                               Art. 10
        Personale della Presidenza del Consiglio dei ministri

  1.  Al  fine di conseguire risparmi di spesa prevenendo contenzioso
giurisdizionale,  il  personale inquadrato nei ruoli della Presidenza
del  Consiglio  dei ministri in base alle procedure di cui alla legge
23  agosto  1988,  n.  400, che, alla data di entrata in vigore della
medesima  legge,  risulti  essere  in possesso dei requisiti indicati
all'articolo  38,  comma  4,  della  citata  legge,  previa  rinuncia
espressa ad ogni contenzioso giurisdizionale, puo' essere inquadrato,
a   domanda   e  qualora  superi  l'apposito  esame-colloquio,  nelle
posizioni   corrispondenti  a  quelle  conseguite,  a  seguito  della
definizione di ricorsi esperiti avverso gli atti di inquadramento, da
dipendenti  dei  medesimi  ruoli  in possesso degli stessi requisiti.
Tale  inquadramento decorre, ai fini giuridici, dalla data di entrata
in  vigore  della citata legge n. 400 del 1988, e, ai fini economici,
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  2.  All'onere derivante dal comma 1, pari a 427.000 euro per l'anno
2002  e 437.000 euro a decorrere dall'anno 2003, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo
parzialmente   utilizzando   l'accantonamento  relativo  al  medesimo
Ministero.
                               Art. 11
        Codice unico di progetto degli investimenti pubblici

  1.  A  decorrere  dal  1  gennaio  2003,  per  le  finalita' di cui
all'articolo 1, commi 5 e 6, della legge 17 maggio 1999, n. 144, e in
particolare  per  la  funzionalita'  della rete di monitoraggio degli
investimenti  pubblici, ogni nuovo progetto di investimento pubblico,
nonche'  ogni  progetto in corso di attuazione alla predetta data, e'
dotato   di   un  "Codice  unico  di  progetto",  che  le  competenti
amministrazioni   o   i  soggetti  aggiudicatori  richiedono  in  via
telematica secondo la procedura definita dal CIPE.
  2.  Entro  il 30 settembre 2002, il CIPE, acquisito il parere della
Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281,   disciplina   le   modalita'  e  le  procedure  necessarie  per
l'attuazione del comma 1.
                               Art. 12
         Personale dell'Ente nazionale di assistenza al volo

  1.  Entro  sei  mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, al personale dell'Ente nazionale di assistenza al volo gia' in
servizio alla data di entrata in vigore della legge 21 dicembre 1996,
n.  665, si applicano le disposizioni previste dagli articoli 30 e 33
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
                               Art. 13
                    Modifica all'articolo 10 del
                 decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8

  1.  All'articolo  10  del  decreto-legge  15  gennaio  1991,  n. 8,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e
successive  modificazioni,  dopo  il  comma  2-octies  e' aggiunto il
seguente:
"2-nonies.  Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il
Ministro   dell'economia   e  delle  finanze,  vengono  stabilite  le
modalita'  di  corresponsione  dei  gettoni di presenza ai componenti
della commissione centrale ed al personale chiamato a partecipare con
compiti  di  segreteria e di istruttoria alle riunioni della medesima
commissione.  All'onere derivante dall'attuazione del presente comma,
determinato  nella misura massima di 42.000 euro per l'anno 2002 e di
100.000  euro  annui a decorrere dall'anno 2003, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo
parzialmente   utilizzando   l'accantonamento  relativo  al  medesimo
Ministero".
                               Art. 14
        Disposizione correttiva concernente la compatibilita'
   della spesa in materia di contrattazione collettiva integrativa

  1.  All'articolo  40-bis  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,  introdotto  dall'articolo  17, comma 2, della legge 28 dicembre
2001, n. 448, il comma 3 e' sostituito dal seguente:
"3.  In  relazione  a  quanto  previsto  dai commi 1 e 2, qualora dai
contratti integrativi derivino costi non compatibili con i rispettivi
vincoli   di   bilancio   delle   amministazioni,   si  applicano  le
disposizioni di cui all'articolo 40, comma 3".
Capo II
NORME DI SEMPLIFICAZIONE
                               Art. 15
             Modifiche al testo unico di cui al decreto
      del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445

  1. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia  di  documentazione  amministrativa,  di  cui  al decreto del
Presidente  della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sono apportate
le seguenti modificazioni:
    a) dopo l'articolo 19 e' inserito il seguente:
"Art.   19-bis.(L).   (Disposizioni   concernenti   la  dichiarazione
sostitutiva)   -   1.   La  dichiarazione  sostitutiva  dell'atto  di
notorieta',  di  cui  all'articolo  19,  che  attesta  la conformita'
all'originale  di una copia di un atto o di un documento rilasciato o
conservato  da una pubblica amministrazione, di un titolo di studio o
di  servizio  e  di  un  documento fiscale che deve obbligatoriamente
essere  conservato  dai  privati,  puo'  essere apposta in calce alla
copia stessa";
    b) dopo l'articolo 77 e' inserito il seguente:
"Art.  77-bis.(L).  (Applicazione  di  norme) - 1. Le disposizioni in
materia  di documentazione amministrativa contenute nei capi II e III
si  applicano  a  tutte  le  fattispecie  in  cui  sia  prevista  una
certificazione  o altra attestazione, ivi comprese quelle concernenti
le  procedure di aggiudicazione e affidamento di opere pubbliche o di
pubblica  utilita',  di servizi e di forniture, ancorche' regolate da
norme  speciali,  salvo  che  queste  siano  espressamente richiamate
dall'articolo 78".
Capo III
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENTI LOCALI
                               Art. 16
              Modifica al testo unico di cui al decreto
           legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia
         di sanzioni amministrative per le violazioni delle
         disposizioni dei regolamenti comunali e provinciali

  1.  Dopo  l'articolo 7 del testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli  enti  locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, e' inserito il seguente:
"Art.   7-bis.   -  (Sanzioni  amministrative)  -  1.  Salvo  diversa
disposizione  di  legge,  per  le  violazioni  delle disposizioni dei
regolamenti   comunali   e   provinciali   si   applica  la  sanzione
amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro.
2.  L'organo  competente  a  irrogare  la  sanzione amministrativa e'
individuato  ai  sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981,
n. 689".
Capo IV
NORME IN MATERIA DI ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA
                               Art. 17
                          Gestione di fondi

  1.  Il  Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
affida  alla Cassa depositi e prestiti la gestione dei fondi relativi
alla  realizzazione  di alloggi e residenze per studenti universitari
di  cui  alla legge 14 novembre 2000, n. 338, corrispondendo a favore
della  stessa  una  commissione  sulle  somme  erogate,  a valere sui
medesimi   fondi,   nella  misura  definita  dalla  convenzione  tipo
approvata  con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita'
e  della  ricerca,  di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze.
                               Art. 18
       Modifiche al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297

  1. Al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all'articolo 3, comma 1, lettera a), dopo il numero 2) e' inserito
   il seguente:
   "2-bis)   le  attivita'  di  assistenza  a  soggetti  individuali,
   assimilati  e  associati ai fini della predisposizione di progetti
   da  presentare  nell'ambito degli interventi previsti da programmi
   dell'Unione europea;";
b) all'articolo  3,  comma  1, lettera c), numero 4), dopo le parole:
   "dottorato  di  ricerca"  sono inserite le seguenti: ", nonche' ad
   assegni di ricerca di cui all'articolo 51, comma 6, della legge 27
   dicembre 1997, n. 449,";
c) all'articolo 9, comma 2, dopo le parole: "Restano valide fino alla
   scadenza"  sono  inserite  le  seguenti:  ",  integrate per quanto
   necessario  ai  fini della gestione di tutti gli interventi di cui
   al presente decreto,";
d) all'articolo  9,  comma  3,  le  parole:  "fatto  salvo che per la
   gestione  dei  contratti  stipulati  entro  la medesima data" sono
   sostituite  dalle  seguenti:  "fatto salvo che per la gestione dei
   contratti  stipulati,  nonche'  per  le  attivita'  istruttorie  e
   gestionali  di natura economico-finanziaria, comprese la stipula e
   la   gestione   dei   contratti,  relativamente  alle  domande  di
   agevolazione  presentate  fino  alla  data del 31 dicembre 1999 ai
   sensi  degli  articoli 4, 5, 6, 7, 9 e 11 del decreto del Ministro
   dell'universita'  e  della  ricerca  scientifica  e  tecnologica 8
   agosto  1997,  pubblicato  nel supplemento ordinario alla Gazzetta
   Ufficiale  n.  270  del 19 novembre 1997, degli articoli da 8 a 13
   della  legge  17 febbraio 1982, n. 46, e successive modificazioni,
   dell'articolo  11  del  decreto-legge  16  maggio  1994,  n.  299,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451,
   e  successive modificazioni, limitatamente alle domande presentate
   nell'esercizio  1997, dell'articolo 14 della legge 24 giugno 1997,
   n.  196,  e  successive  modificazioni,  con esclusivo riferimento
   all'esercizio  1998,  nonche'  per  la  completa dismissione della
   propria  quota  di  partecipazione  al  capitale delle societa' di
   ricerca  istituite  ai sensi dell'articolo 2, primo comma, lettera
   d),   della   citata   legge   n.   46   del  1982,  e  successive
   modificazioni".
                               Art. 19
              Disposizioni in materia di enti pubblici
                 di ricerca, ENEA, ISS, ISPESL e ASI

  1.   Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  66  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e all'articolo 4,
comma  5, della legge 19 ottobre 1999, n. 370, si applicano anche nei
confronti  degli  enti di ricerca, dell'Ente per le nuove tecnologie,
l'energia  e  l'ambiente  (ENEA),  dell'Istituto superiore di sanita'
(ISS),  dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del
lavoro (ISPESL) e dell'Agenzia spaziale italiana (ASI).
  2.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma  1-bis dell'articolo 5 del
decreto-legge  28  marzo  1997, n. 79, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  28  maggio  1997,  n.  140, e successive modificazioni,
concernente  la  concessione  di anticipazioni da parte del Ministero
degli affari esteri sui finanziamenti erogati per la realizzazione di
progetti   di  cooperazione  allo  sviluppo  alle  universita',  sono
applicate  anche a favore degli enti di ricerca, dell'ENEA, dell'ISS,
dell'ISPESL e dell'ASI.
                               Art. 20
   Disposizioni concernenti il Consiglio nazionale delle ricerche

  1. In deroga alle disposizioni della legge 29 ottobre 1984, n. 720,
i  trasferimenti  disposti  dal Consiglio nazionale delle ricerche in
favore  dei propri istituti o di altre strutture fornite di autonomia
contabile e di bilancio sono accreditati su appositi conti bancari ad
essi intestati presso l'Istituto incaricato del servizio di cassa. Il
Consiglio  nazionale  delle ricerche provvede a tali trasferimenti in
relazione   all'oggettivo   fabbisogno  di  liquidita'  dei  suddetti
istituti o strutture.
                               Art. 21
           Disposizioni in materia di ricerca industriale

  1.  Al  fine  di  rendere  possibile  l'attivazione  di  tutti  gli
strumenti   di  intervento  nel  settore  della  ricerca  industriale
previsti dal decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, e successive
modificazioni,   e  di  garantire  altresi'  il  necessario  sostegno
finanziario  ai  progetti  di  ricerca  o  formazione  presentati  al
Ministero  dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica
ai  sensi  degli  articoli  4,  5,  6  e  11 del decreto del Ministro
dell'universita'  e  della ricerca scientifica e tecnologica 8 agosto
1997, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.
270  del  19  novembre  1997, in attuazione delle disposizioni di cui
agli  articoli  da  1  a  13  della  legge 17 febbraio 1982, n. 46, e
successive     modificazioni,     il     Ministro    dell'istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca e' autorizzato, nell'ambito delle
direttive  per  la  ripartizione  del  Fondo per le agevolazioni alla
ricerca   di   cui  all'articolo  6,  comma  4,  del  citato  decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297, a riservare annualmente una quota
non  inferiore  al  30 per cento delle complessive disponibilita' del
Fondo stesso alla copertura degli oneri derivanti dai progetti di cui
alla medesima legge n. 46 del 1982, e successive modificazioni.
                               Art. 22
                     Disposizione interpretativa

  1.  Il comma 10 dell'articolo 1 del decreto-legge 12 novembre 2001,
n. 402, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 gennaio 2002, n.
1, si interpreta nel senso che i diplomi di assistente sociale validi
ai  fini  dell'accesso ai corsi di laurea specialistica, ai master ed
agli  altri  corsi  di  formazione  post-base  di  cui al decreto del
Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3
novembre  1999,  n.  509,  sono  i diplomi universitari di assistente
sociale.
                               Art. 23
   Contributo per le iniziative del Comitato italiano per il 2002
  Anno Internazionale delle Montagne e collaborazione dell'Istituto
  nazionale per la ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna

  1.  Per  concorrere  al  finanziamento delle attivita' e iniziative
connesse  alla  celebrazione dell'Anno Internazionale delle Montagne,
e' attribuito un contributo speciale di 2 milioni di euro, per l'anno
2002,   in   favore  del  "Comitato  italiano  per  il  2002  -  Anno
Internazionale  delle  Montagne". Per lo svolgimento dei suoi compiti
il   Comitato   puo'  avvalersi  della  collaborazione  dell'Istituto
nazionale per la ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna.
  2.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
determinato  in  2  milioni  di  euro  per  l'anno  2002, si provvede
mediante  corrispondente  riduzione  dello  stanziamento iscritto, ai
fini   del  bilancio  triennale  2002-2004,  nell'ambito  dell'unita'
previsionale  di  base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato
di  previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
2002,  allo  scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
al medesimo Ministero.
  3.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.
Capo V
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AFFARI ESTERI
                               Art. 24
           Modifiche alla legge 21 novembre 1967, n. 1185,
                in materia di rilascio dei passaporti

  1.  La  lettera b) dell'articolo 3 della legge 21 novembre 1967, n.
1185, e' sostituita dalla seguente:
"b)   i   genitori   che,   avendo   prole   minore,   non  ottengano
l'autorizzazione   del  giudice  tutelare;  l'autorizzazione  non  e'
necessaria quando il richiedente abbia l'assenso dell'altro genitore,
o quando sia titolare esclusivo della potesta' sul figlio;".
  2.  All'articolo  17  della  legge  21  novembre  1967,  n. 1185, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il  primo  periodo del primo comma e' sostituito dal seguente: "Il
   passaporto ordinario e' valido per dieci anni";
b) il terzo comma e' sostituito dal seguente:
   "Il  passaporto  ordinario,  qualora  rilasciato  per  un  periodo
   inferiore  a  dieci anni, puo' essere rinnovato, anche prima della
   scadenza,  per periodi complessivamente non superiori a dieci anni
   dalla data del rilascio";
c) il quarto comma e' abrogato.
  3.  L'articolo  28  della  legge  21  novembre  1967,  n.  1185, e'
abrogato.
  4.  La  disposizione  di  cui  al  primo  periodo  del  primo comma
dell'articolo  17  della  legge  21  novembre  1967,  n.  1185,  come
sostituito  dalla  lettera  a)  del comma 2 del presente articolo, si
applica  ai passaporti ordinari rilasciati dopo la data di entrata in
vigore della presente legge.
                               Art. 25
       Funzionamento dell'Ufficio dell'Autorita' nazionale per
   l'attuazione della legge sulla proibizione delle armi chimiche

  1.  Gli  incarichi  di  cui all'articolo 9, comma 4, della legge 18
novembre  1995,  n.  496,  e successive modificazioni, conferiti agli
esperti nominati ai sensi della medesima disposizione, possono essere
rinnovati  anche dopo la scadenza del primo rinnovo, per la durata di
due anni, prorogabile per un periodo ulteriore di due anni.((11a))
--------------
AGGIORNAMENTO (11a)
  Il  D.L.  30  dicembre  2005,  n. 273, convertito con modificazioni
dalla  L.  23  febbraio  2006,  n. 51 ha disposto (Con l'art. 23-ter,
comma 1) che "Gli incarichi conferiti ai sensi dell'articolo 9, comma
4,  della  legge  18  novembre  1995,  n.  496,  e rinnovati ai sensi
dell'art.  25  della  legge  16  gennaio  2003,  n.  3,  si intendono
rinnovabili alle rispettive scadenze per ulteriori due anni".
                               Art. 26
              Costituzione e partecipazione italiana ad
          associazioni e fondazioni in Italia e all'estero

  1.  Il  Ministero  degli  affari  esteri puo', anche attraverso gli
istituti di cultura all'estero, acquisito il parere della Commissione
nazionale  per la promozione della cultura italiana all'estero di cui
all'articolo  4  della  legge  22 dicembre 1990, n. 401, costituire o
partecipare, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze,
nei  limiti  degli  ordinari  stanziamenti di bilancio destinati agli
interventi  di  promozione  culturale  all'estero,  ad associazioni o
fondazioni  in  Italia e all'estero, finanziate da soggetti privati o
enti pubblici con propri apporti di capitale, per la realizzazione di
grandi  progetti  di  promozione e cooperazione culturale, nonche' di
diffusione  e  promozione  della lingua italiana e delle tradizioni e
culture  locali. L'atto costitutivo e lo statuto delle associazioni e
fondazioni   devono   prevedere   che,   in   caso  di  estinzione  o
scioglimento,   il  Ministero  degli  affari  esteri  partecipa  alla
divisione   dell'attivo   patrimoniale   in   relazione   ai   propri
conferimenti. ((4))
  2.  Il  Governo  riferisce  sulle iniziative assunte in conformita'
alle  disposizioni  del  presente articolo nella relazione annuale al
Parlamento di cui all'articolo 3, comma 1, lettera g), della legge 22
dicembre 1990, n. 401.
---------------
AGGIORNAMENTO (4)
  La L. 24 dicembre 2003, n. 360 ha disposto (con l'art. 12, comma 1)
che  e' autorizzata la spesa complessiva di euro 1.000.000 per l'anno
2004  per  contribuire alla costituzione da parte del Ministero degli
affari  esteri,  nell'ambito  delle proprie competenze, di fondazioni
che  hanno  per  scopo  la  promozione  dell'immagine dell'Italia nel
Mondo,  anche  in  deroga  al  comma  1,  primo periodo, del presente
articolo.
Capo VI
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INNOVAZIONE
                               Art. 27
         Disposizioni in materia di innovazione tecnologica
                   nella pubblica amministrazione

  1. Nel perseguimento dei fini di maggior efficienza ed economicita'
dell'azione amministrativa, nonche' di modernizzazione e sviluppo del
Paese,  il Ministro per l'innovazione e le tecnologie, nell'attivita'
di  coordinamento  e di valutazione dei programmi, dei progetti e dei
piani  di  azione formulati dalle amministrazioni per lo sviluppo dei
sistemi   informativi,   sostiene   progetti   di   grande  contenuto
innovativo,   di   rilevanza   strategica,  di  preminente  interesse
nazionale,  con  particolare  attenzione  per i progetti di carattere
intersettoriale,  con  finanziamenti aggiuntivi a carico e nei limiti
del  Fondo  di  cui  al comma 2; puo' inoltre promuovere e finanziare
progetti  ((, anche di carattere internazionale,)) del Dipartimento
per l'innovazione e le tecnologie con le medesime caratteristiche.
  2.  Il  Ministro,  sentito il Comitato dei Ministri per la societa'
dell'informazione,  individua  i  progetti  di  cui  al  comma 1, con
l'indicazione  degli  stanziamenti  necessari per la realizzazione di
ciascuno  di  essi.  Per  il  finanziamento  relativo e' istituito il
"Fondo  di  finanziamento  per  i  progetti  strategici  nel  settore
informatico",  iscritto  in  una apposita unita' previsionale di base
dello  stato  di  previsione  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze.
  3.  Per il finanziamento del Fondo di cui al comma 2 e' autorizzata
la  spesa  di  25.823.000  euro  per l'anno 2002, 51.646.000 euro per
l'anno  2003  e 77.469.000 euro per l'anno 2004. Al relativo onere si
provvede   mediante   corrispondente   riduzione  dello  stanziamento
iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale  2002-2004, nell'ambito
dell'unita'  previsionale  di base di conto capitale "Fondo speciale"
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al medesimo Ministero.
  4.  Le risorse di cui all'articolo 29, comma 7, lettera b), secondo
periodo,   della  legge  28  dicembre  2001,  n.  448,  destinate  al
finanziamento   dei  progetti  innovativi  nel  settore  informatico,
confluiscono  nel  Fondo  di  cui  al  comma  2  e a tal fine vengono
mantenute  in bilancio per essere versate in entrata e riassegnate al
Fondo medesimo.
  5.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
  6.  A  decorrere  dall'anno  2005,  l'autorizzazione  di spesa puo'
essere  rifinanziata  ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera f),
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
  7.  Il  Ministro  per  l'innovazione  e  le  tecnologie assicura il
raccordo  con il Ministro per la funzione pubblica relativamente alle
innovazioni  che  riguardano l'ordinamento organizzativo e funzionale
delle pubbliche amministrazioni.
  8.  Entro  un  anno  dalla data di entrata in vigore della presente
legge  sono  emanati  uno  o piu' regolamenti, ai sensi dell'articolo
117,  sesto  comma,  della  Costituzione e dell'articolo 17, comma 2,
della  legge  23 agosto 1988, n. 400, per introdurre nella disciplina
vigente  le  norme  necessarie ai fini del conseguimento dei seguenti
obiettivi:
    a)  diffusione dei servizi erogati in via telematica ai cittadini
e  alle imprese, anche con l'intervento dei privati, nel rispetto dei
principi   di   cui   all'articolo   97   della  Costituzione  e  dei
provvedimenti gia' adottati;
    b) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 7 MARZO 2005, N. 82
    c) diffusione dell'uso delle firme elettroniche;
    d)  ricorso  a  procedure  telematiche  da  parte  della pubblica
amministrazione   per   l'approvvigionamento   di   beni  e  servizi,
potenziando  i  servizi  forniti  dal Ministero dell'economia e delle
finanze  attraverso la CONSIP Spa (concessionaria servizi informativi
pubblici);
    e)  estensione dell'uso della posta elettronica nell'ambito delle
pubbliche    amministrazioni    e    dei   rapporti   tra   pubbliche
amministrazioni e privati;
    f)  generalizzazione  del  ricorso  a procedure telematiche nella
contabilita' e nella tesoreria;
    g) alfabetizzazione informatica dei pubblici dipendenti;
    h)  impiego  della  telematica  nelle attivita' di formazione dei
dipendenti pubblici;
    i)  diritto  di accesso e di reclamo esperibile in via telematica
da    parte    dell'interessato   nei   confronti   delle   pubbliche
amministrazioni.
  9.  I  regolamenti  di  cui  al  comma  8 sono adottati su proposta
congiunta dei Ministri per la funzione pubblica e per l'innovazione e
le  tecnologie,  di  concerto  con  il Ministro dell'economia e delle
finanze.
  10.  All'articolo  29  della  legge  28 dicembre 2001, n. 448, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 6 e' sostituito dal seguente: "6. Con regolamento, da
emanare  ai  sensi  dell'articolo  17, comma 2, della legge 23 agosto
1988,  n.  400,  entro il 30 giugno 2003, il Governo, su proposta del
Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per la funzione
pubblica,  di  concerto  con  il  Ministro  per  l'innovazione  e  le
tecnologie, sentite le organizzazioni sindacali per quanto riguarda i
riflessi  sulla destinazione del personale, procede alla soppressione
dell'Autorita' per l'informatica nella pubblica amministrazione e del
Centro  tecnico  di  cui  all'articolo  17,  comma 19, della legge 15
maggio  1997,  n. 127, nonche' all'istituzione dell'Agenzia nazionale
per l'innovazione tecnologica. L'Agenzia subentra in tutti i rapporti
giuridici  attivi  e  passivi  dell'Autorita' per l'informatica nella
pubblica  amministrazione  e  del  Centro  tecnico; subentra altresi'
nelle funzioni gia' svolte dai predetti organismi, fatte salve quelle
attribuite   dalla   legge   al   Ministro  per  l'innovazione  e  le
tecnologie";
    b)   al   comma   7,   lettera  b),  dopo  le  parole:  "pubblica
amministrazione  (AIPA)" sono inserite le seguenti: ", fino alla data
di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 6".
Capo VII
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI DIFESA E DI PUBBLICA SICUREZZA
                               Art. 28
       Modifiche all'allegato D annesso al decreto legislativo
        28 novembre 1997, n. 464, e successive modificazioni,
concernente la riforma strutturale delle Forze armate

  1.  Al  numero  4 dell'allegato D annesso al decreto legislativo 28
novembre  1997,  n.  464, e successive modificazioni, e' aggiunto, in
fine,  il  seguente  periodo: "Le funzioni in materia di attribuzione
degli  stipendi agli ufficiali, di cui all'articolo 3, secondo comma,
del  testo  unico  di cui al regio decreto 31 dicembre 1928, n. 3458,
come  sostituito dalla legge 26 febbraio 1960, n. 165, nonche' quelle
in  materia  di  cessazione dal servizio, attribuzione e liquidazione
del  trattamento  normale  di  quiescenza del personale militare e di
collocamento a riposo per eta' e liquidazione del trattamento normale
di  quiescenza  del  personale  civile di cui all'articolo 2, secondo
comma,  del  decreto del Presidente della Repubblica 19 gennaio 1976,
pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 182 del 13 luglio 1976, gia'
conferite   ai   comandanti  di  regione  militare,  sono  attribuite
all'Ispettore  logistico  dell'Esercito, che le esplica anche a mezzo
delega".
                               Art. 29
           Disposizioni in materia di acquisti all'estero
di materiali per l'Amministrazione della difesa

  1.  Dopo  il comma 1-bis dell'articolo 5 del decreto-legge 28 marzo
1997,  n.  79,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 maggio
1997, n. 140, e successive modificazioni, e' inserito il seguente:
"1-ter.  Il divieto di cui al comma 1 non si applica per gli acquisti
eseguiti  all'estero  dall'Amministrazione  della  difesa, relativi a
macchinari,  strumenti  e  oggetti  di  precisione che possono essere
forniti,  con i requisiti tecnici e il grado di perfezione richiesti,
soltanto  da  ditte  straniere.  Per  tali  acquisti  possono  essere
concesse   anticipazioni   di  importo  non  superiore  ad  un  terzo
dell'importo complessivo del prezzo contrattuale, previa costituzione
di idonea garanzia".
                               Art. 30
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
                               Art. 31
                       Differimento di termine

  1.  Il  termine  previsto  dall'articolo 3, comma 4, della legge 14
novembre  2000,  n.  331,  per  l'emanazione  di  uno  o piu' decreti
legislativi recanti disposizioni integrative e correttive del decreto
legislativo  8  maggio  2001,  n. 215, e' differito fino al 31 luglio
2003.
                               Art. 32
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
                               Art. 33
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
                               Art. 34
           Beneficio a favore dei congiunti del personale
         delle Forze armate e delle Forze di polizia e spese
             sanitarie sostenute dal medesimo personale

  1.  Le  disposizioni previste dall'articolo 1, comma 2, della legge
23  novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni, sono estese al
coniuge  e  ai  figli  superstiti,  ovvero  ai genitori o ai fratelli
conviventi  e  a carico qualora unici superstiti, del personale delle
Forze   armate   e   delle  Forze  di  polizia  deceduto  o  divenuto
permanentemente  inabile  al servizio per effetto di ferite o lesioni
di natura violenta riportate nello svolgimento di attivita' operative
((ovvero)) a causa di atti delittuosi commessi da terzi.
  2.  Le spese sanitarie sostenute dal personale delle Forze armate e
delle Forze di polizia per cure relative a ferite e lesioni riportate
nello    svolgimento   di   attivita'   operative   sono   anticipate
dall'Amministrazione   di   competenza,   nei  limiti  delle  risorse
disponibili  destinate  a tali finalita', su richiesta del Comandante
di Corpo o del funzionario responsabile.
                               Art. 35
  Modifica all'articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313

  1.  All'articolo  1,  comma 1, del decreto-legge 25 maggio 1994, n.
313,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n.
460,  dopo  le  parole:  "Corpo nazionale dei vigili del fuoco," sono
inserite  le  seguenti:  "o  del Cassiere del Ministero dell'interno,
comunque".
                               Art. 36
                    Modifica all'articolo 12 del
             decreto legislativo 28 febbraio 2001, n. 53

  1.  Al comma 2 dell'articolo 12 del decreto legislativo 28 febbraio
2001,  n.  53,  le  parole:  "fatta  salva  la decorrenza a tutti gli
effetti"  sono  sostituite dalle seguenti: "fatta salva la decorrenza
economica".
                               Art. 37
          Disposizioni a favore dei congiunti del personale
         delle Forze di polizia e dell'Arma dei carabinieri

  1.  All'articolo  6,  comma  5,  del  decreto  del Presidente della
Repubblica  24 aprile 1982, n. 335, recante ordinamento del personale
della  Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia, e successive
modificazioni, ed all'articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente
della  Repubblica  24  aprile  1982,  n. 337, recante ordinamento del
personale    della   Polizia   di   Stato   che   espleta   attivita'
tecnico-scientifica  o  tecnica,  e successive modificazioni, dopo le
parole: "a causa di azioni criminose di cui all'articolo 82, comma 1,
della  legge  23  dicembre  2000, n. 388," sono inserite le seguenti:
"ovvero  per  effetto di ferite o lesioni riportate nell'espletamento
di servizi di polizia o di soccorso pubblico".
  2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66)).
                               Art. 38
               Disposizioni a favore dei congiunti del
         personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco

  1.  Possono  essere  assunti,  a  domanda,  nel Corpo nazionale dei
vigili  del fuoco, previo superamento del corso per vigile permanente
in  prova  e  nei  profili  professionali  del  settore  dei  servizi
amministrativi,  tecnici e informatici, fino alla posizione economica
B1,  il  coniuge  o  un figlio o un fratello convivente del personale
appartenente  al Corpo nazionale, deceduto o divenuto permanentemente
inabile  al  servizio,  per effetto di ferite o lesioni riportate nel
corso  di  eventi  verificatisi  a  decorrere  dal  1  gennaio  1999,
nell'espletamento  delle  attivita'  istituzionali,  purche' siano in
possesso  dei  requisiti  previsti  per  l'accesso e nel limite delle
vacanze organiche. Per l'accesso ai profili professionali del settore
dei   servizi   amministrativi,  tecnici  e  informatici,  fino  alla
posizione   economica   B1,   restano  comunque  ferme  le  ulteriori
disposizioni vigenti in materia.
                               Art. 39
                 Convenzioni in materia di sicurezza

 1. Nell'ambito delle direttive impartite dal Ministro dell'interno
  per il potenziamento dell'attivita' di prevenzione, il Dipartimento
della  pubblica  sicurezza  puo'  stipulare  convenzioni con soggetti
pubblici  e  privati  dirette  a  fornire, con la contribuzione degli
stessi  soggetti,  servizi specialistici, finalizzati ad incrementare
la sicurezza pubblica.
  2.  La  contribuzione  puo'  consistere  nella fornitura dei mezzi,
attrezzature,  locali,  nella  corresponsione  dei  costi  aggiuntivi
sostenuti   dal   Ministero  dell'interno,  nella  corresponsione  al
personale  impiegato  di  indennita' commisurate a quelle vigenti per
servizi analoghi o determinate con decreto del Ministro dell'interno,
di  concerto  con  il Ministro dell'economia e delle finanze e con il
Ministro   per   la  funzione  pubblica,  sentite  le  organizzazioni
sindacali del personale rappresentative sul piano nazionale.
  3. Per le convenzioni di cui al comma 1 continuano ad applicarsi le
disposizioni dell'articolo 27, comma 2, della legge 23 dicembre 1999,
n. 488.
  4.  L'articolo 18 della legge 7 agosto 1990, n. 232, non si applica
alle convenzioni stipulate in attuazione del presente articolo.
  ((4-bis. Nell'ambito delle direttive impartite dal Ministro dell'interno per la semplificazione delle procedure amministrative e per la riduzione degli oneri amministrativi negli uffici di pubblica sicurezza, il Ministero dell'interno puo' altresi', stipulare, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, convenzioni con concessionari di pubblici servizi o altri soggetti non pubblici per la raccolta e l'inoltro agli uffici dell'Amministrazione dell'interno delle domande, dichiarazioni o atti dei privati indirizzati ai medesimi uffici nonche' per lo svolgimento di altre operazioni preliminari all'adozione dei provvedimenti richiesti e per l'eventuale inoltro, ai privati interessati, dei provvedimenti o atti conseguentemente rilasciati. Con decreto del Ministro dell'interno, si determina l'importo dell'onere a carico dell'interessato al rilascio dei provvedimenti richiesti. 4-ter. Per le finalita' di cui al comma 4-bis, gli incaricati del pubblico servizio, addetti alle procedure definite dalle convenzioni, possono essere autorizzati a procedere all'identificazione degli interessati, con l'osservanza delle disposizioni di legge o di regolamento in vigore per gli addetti alla ricezione delle domande, dichiarazioni o atti destinati alle pubbliche amministrazioni.))
                               Art. 40
    Revisione delle sanzioni disciplinari per il personale della
Polizia di Stato e regolamentazione dei relativi procedimenti

  1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di
entrata   in   vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu'  decreti
legislativi per aggiornare le disposizioni del decreto del Presidente
della   Repubblica   25   ottobre  1981,  n.  737,  recante  sanzioni
disciplinari   per  il  personale  dell'Amministrazione  di  pubblica
sicurezza  e  la  regolamentazione  dei  relativi  procedimenti,  con
l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) esclusione del richiamo orale dal novero delle sanzioni;
b) esclusione   della  sanzione  della  deplorazione,  ripartendo  le
   fattispecie  fra  le  sanzioni della pena pecuniaria, aumentata in
   misura non superiore al doppio, e della sospensione dal servizio;
c) conseguente  rideterminazione  delle  fattispecie per le quali una
   sanzione  disciplinare  puo'  essere  inflitta, anche in relazione
   alla mutata articolazione del trattamento economico e tenuto conto
   delle specifiche esigenze disciplinari;
d) adeguamento   delle   disposizioni   concernenti   la  sospensione
   cautelare dal servizio e la destituzione con riguardo alle vigenti
   disposizioni  processuali  penali ed a quelle della legge 27 marzo
   2001, n. 97;
e) rideterminazione  degli organi competenti ad irrogare la sanzione,
   a  decidere  in  sede  di  riesame  ed a svolgere gli accertamenti
   necessari  in relazione alla mutata disciplina delle articolazioni
   dirigenziali della Polizia di Stato e delle rispettive competenze,
   nonche'  di quelle del Capo della polizia-direttore generale della
   pubblica sicurezza;
f) aggiornamento   delle  disposizioni  concernenti  il  procedimento
   disciplinare, con criteri di semplificazione e accelerazione delle
   procedure,  prevedendo,  per  le  sanzioni  piu'  gravi della pena
   pecuniaria,  un  procedimento  in  contraddittorio  davanti  ad un
   organo  collegiale,  con  distinzione  dei  ruoli fra l'organo che
   sostiene    la    contestazione    e   la   difesa,   nonche'   la
   rideterminazione,  con  le medesime finalita' di semplificazione e
   accelerazione  dei  procedimenti,  della composizione degli organi
   collegiali, anche relativamente alla partecipazione sindacale;
g) previsione  dei  casi,  delle  modalita'  e  degli  effetti  della
   riapertura    del   procedimento   disciplinare,   nonche'   della
   riabilitazione;
h) previsione  delle  occorrenti disposizioni transitorie anche per i
   procedimenti  pendenti  alla data di entrata in vigore dei decreti
   legislativi di cui al presente comma.
  2.  I decreti legislativi di cui al comma 1 possono anche prevedere
l'abrogazione  del  citato decreto del Presidente della Repubblica n.
737  del  1981,  previa riproduzione delle disposizioni ivi contenute
coerenti con i principi ed i criteri di cui al medesimo comma 1.
  3.  Gli  schemi  dei  decreti  legislativi  di  cui al comma 1 sono
trasmessi  alle  organizzazioni  sindacali  rappresentative a livello
nazionale  del  personale  della  Polizia  di Stato, che esprimono il
parere  nei  successivi venti giorni; gli schemi medesimi, unitamente
ai  predetti  pareri  pervenuti entro il termine, sono trasmessi alla
Camera  dei deputati e al Senato della Repubblica per il parere delle
Commissioni  parlamentari  competenti  per  materia, che si esprimono
entro trenta giorni dalla data di assegnazione.
  4.  Disposizioni correttive dei decreti legislativi di cui al comma
1,  nel  rispetto  dei principi, dei criteri direttivi, nonche' delle
procedure  stabiliti  dal presente articolo, possono essere adottate,
con uno o piu' decreti legislativi, entro il 31 dicembre 2003.
Capo VIII
DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI COMUNICAZIONI
                               Art. 41
                   Tecnologie delle comunicazioni

  1. Nell'ambito dell'attivita' del Ministero delle comunicazioni nel
campo   dello   sviluppo   delle  tecnologie  delle  comunicazioni  e
dell'informazione,  nonche' della sicurezza delle reti e della tutela
delle comunicazioni, l'Istituto superiore delle comunicazioni e delle
tecnologie    dell'informazione,   organo   tecnico-scientifico   del
Ministero  delle comunicazioni, continua a svolgere compiti di studio
e  ricerca  scientifica,  anche  mediante  convenzioni  con  enti  ed
istituti  di  ricerca  specializzati  nel settore delle poste e delle
comunicazioni,   di   predisposizione  della  normativa  tecnica,  di
certificazione  e  di  omologazione  di apparecchiature e sistemi, di
formazione  del  personale  del  Ministero  e di altre organizzazioni
pubbliche e private sulla base dell'articolo 12, comma 1, lettera b),
del   decreto-legge   1   dicembre  1993,  n.  487,  convertito,  con
modificazioni,  dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71. Presso l'Istituto
superiore  delle  comunicazioni  e delle tecnologie dell'informazione
opera la Scuola superiore di specializzazione in telecomunicazioni ai
sensi  del  regio  decreto  19  agosto  1923,  n.  2483, e successive
modificazioni.
  2.  Per un efficace ed efficiente svolgimento dei compiti di cui al
comma   1,   all'Istituto   superiore  delle  comunicazioni  e  delle
tecnologie  dell'informazione  e'  attribuita  autonomia scientifica,
organizzativa,  amministrativa e contabile nei limiti stabiliti dalla
legge. I finanziamenti che l'Istituto riceve per effettuare attivita'
di  ricerca  sono  versati  all'entrata  del bilancio dello Stato per
essere   successivamente   riassegnati,   con  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero
delle   comunicazioni  -  centro  di  responsabilita'  amministrativa
"Istituto   superiore   delle   comunicazioni   e   delle  tecnologie
dell'informazione"  e  destinati  all'espletamento delle attivita' di
ricerca. L'Istituto e' sottoposto al controllo della Corte dei conti,
ai  sensi  dell'articolo  3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994, n.
20,  e successive modificazioni, e al potere di indirizzo e vigilanza
del Ministero delle comunicazioni.
  3.  Dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge il
Consiglio  superiore  tecnico  delle  poste e delle telecomunicazioni
acquista  la denominazione di Consiglio superiore delle comunicazioni
ed  assume  tra  le  proprie attribuzioni quelle riconosciute in base
all'articolo  1,  comma  24,  della  legge 31 luglio 1997, n. 249, al
Forum  permanente  per  le  comunicazioni,  che  e'  conseguentemente
soppresso  e  nella  cui  dotazione finanziaria il Consiglio succede.
Trascorsi  trenta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore della
presente  legge,  i componenti del Consiglio cessano dalla carica. Il
Consiglio  superiore  delle  comunicazioni  e'  organo consultivo del
Ministero  delle comunicazioni con compiti di proposta nei settori di
competenza  del  Ministero.  Con regolamento da emanare entro quattro
mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente legge, su
proposta  del  Ministro  delle  comunicazioni,  di  concerto  con  il
Ministro  dell'economia  e  delle finanze, ai sensi dell'articolo 17,
comma  1,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  si  provvede al
riordinamento del Consiglio.
  4.  Il  Ministero  delle  comunicazioni,  anche attraverso i propri
organi  periferici, esercita la vigilanza sui tetti di radiofrequenze
compatibili  con  la  salute  umana  anche  a  supporto  degli organi
indicati  dall'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, ferme
restando le competenze del Ministero della salute.
  5. (( La Fondazione Ugo Bordoni e' riconosciuta istituzione di alta cultura e ricerca ed e' sottoposta alla vigilanza del Ministero dello sviluppo economico. La Fondazione elabora e propone, in piena autonomia scientifica, strategie di sviluppo del settore delle comunicazioni, da potere sostenere nelle sedi nazionali e internazionali competenti, e coadiuva operativamente il Ministero dello sviluppo economico e altre amministrazioni pubbliche nella soluzione organica ed interdisciplinare delle problematiche di carattere tecnico, economico, finanziario, gestionale, normativo e regolatorio connesse alle attivita' del Ministero e delle amministrazioni pubbliche. La Fondazione, su richiesta dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ovvero di altre Autorita' amministrative indipendenti, svolge attivita' di ricerca ed approfondimento su argomenti di carattere tecnico, economico e regolatorio. Le modalita' di collaborazione con il Ministero, con le altre amministrazioni pubbliche e con l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e altre Autorita' amministrative indipendenti sono stabilite, nei limiti delle disponibilita' delle amministrazioni, attraverso apposite convenzioni, predisposte sulla base di atti che stabiliscono le condizioni anche economiche cui la Fondazione Ugo Bordoni e' tenuta ad attenersi nell'assolvere agli incarichi ad essa affidati )). Al finanziamento della Fondazione lo
Stato  contribuisce  mediante  un contributo annuo per ciascuno degli
anni  2002,  2003  e 2004 di 5.165.000 euro per spese di investimento
relative  alle  attivita'  di  ricerca. Al relativo onere si provvede
mediante  corrispondente  riduzione  dello  stanziamento iscritto, ai
fini   del  bilancio  triennale  2002-2004,  nell'ambito  dell'unita'
previsionale  di  base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato
di  previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
2002,  allo  scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
al   Ministero  delle  comunicazioni.  Prosegue  senza  soluzione  di
continuita',  rimanendo  confermato,  il  regime convenzionale tra il
Ministero  delle  comunicazioni  e  la Fondazione Ugo Bordoni, di cui
all'atto  stipulato in data 7 marzo 2001, recante la disciplina delle
reciproche prestazioni relative alle attivita' di collaborazione e la
regolazione  dei  conseguenti  rapporti. Nell'interesse generale alla
tutela  dell'ambiente  e  della  salute  pubblica,  la Fondazione Ugo
Bordoni  realizza  altresi'  la  rete  di monitoraggio dei livelli di
campo elettromagnetico a livello nazionale, a valere sui fondi di cui
all'articolo  112  della  legge  23 dicembre 2000, n. 388, secondo le
modalita' stabilite da apposita convenzione. (8)
  6.  (( Lo statuto, l'organizzazione e i ruoli organici della Fondazione Ugo Bordoni sono ridefiniti in coerenza con le attivita' indicate al comma 5 e con la finalita', prevalente e dedicata, di ricerca e assistenza in favore del Ministero dello sviluppo economico, di altre amministrazioni pubbliche, nonche' delle Autorita' amministrative indipendenti )).  I  dipendenti  della
Fondazione risultanti in esubero in base alla nuova organizzazione, e
comunque  fino ad un massimo di 80 unita', possono chiedere di essere
immessi,  anche  in  soprannumero,  nel ruolo dell'Istituto superiore
delle  comunicazioni  e  delle  tecnologie  dell'informazione  e  del
Ministero  delle  comunicazioni,  al  quale  accedono  con  procedure
concorsuali,  secondo criteri e modalita' da definire con decreto del
Ministro  delle  comunicazioni,  di  concerto  con il Ministro per la
funzione  pubblica. Al loro inquadramento si provvede nei posti e con
le qualifiche professionali analoghe a quelle rivestite. Al personale
immesso  compete il trattamento economico spettante agli appartenenti
alla  qualifica in cui ciascun dipendente e' inquadrato, senza tenere
conto   dell'anzianita'   giuridica  ed  economica  maturata  con  il
precedente  rapporto.  Per  le finalita' di cui al presente comma, e'
autorizzata  la  spesa  annua  massima  di 4.648.000 euro a decorrere
dall'anno  2002,  cui  si  provvede mediante corrispondente riduzione
dello   stanziamento   iscritto,   ai  fini  del  bilancio  triennale
2002-2004,  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base di parte
corrente  "Fondo  speciale"  dello  stato di previsione del Ministero
dell'economia   e   delle   finanze   per  l'anno  2002,  allo  scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle
comunicazioni.   I   dipendenti   che  hanno  presentato  domanda  di
inquadramento   possono   essere  mantenuti  in  servizio  presso  la
Fondazione fino al completamento delle procedure concorsuali.
  7.  Al  fine  di  incentivare  lo  sviluppo  della  radiodiffusione
televisiva  in tecnica digitale su frequenze terrestri, in aggiunta a
quanto  gia'  previsto  dal  decreto-legge  23  gennaio  2001,  n. 5,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, il
Ministero  delle  comunicazioni promuove attivita' di sperimentazione
di   trasmissioni   televisive   digitali   terrestri  e  di  servizi
interattivi,  con particolare riguardo alle applicazioni di carattere
innovativo  nell'area  dei  servizi pubblici e dell'interazione tra i
cittadini e le amministrazioni dello Stato, avvalendosi della riserva
di  frequenze di cui all'articolo 2, comma 6, lettera d), della legge
31  luglio  1997,  n.  249.  Tali attivita' sono realizzate, sotto la
vigilanza  del  Ministero delle comunicazioni e dell'Autorita' per le
garanzie  nelle  comunicazioni,  con  la  supervisione  tecnica della
Fondazione  Ugo  Bordoni  attraverso  convenzioni da stipulare tra la
medesima  Fondazione  e  soggetti  abilitati  alla sperimentazione ai
sensi  del  citato  decreto-legge  n.  5  del  2001,  convertito, con
modificazioni,  dalla  legge n. 66 del 2001, e della deliberazione n.
435/01/CONS dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni del 15
novembre  2001,  pubblicata  nel  supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale  n.  284  del  6  dicembre  2001, sulla base di progetti da
questi   presentati.   Fino  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
provvedimento previsto dall'articolo 29 della citata deliberazione n.
435/01/CONS,  per  le  predette  attivita'  di  sperimentazione  sono
utilizzate,  su  base  non  interferenziale,  le  frequenze  libere o
disponibili.
  8. All'articolo 2-bis, comma 10, del decreto-legge 23 gennaio 2001,
n.  5,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n.
66,   dopo   le   parole:   "sono   rilasciate  dal  Ministero  delle
comunicazioni"  sono aggiunte le seguenti: "che esercita la vigilanza
e  il  controllo  sull'assolvimento degli obblighi derivanti anche da
quelle    rilasciate    dall'Autorita'    per   le   garanzie   nelle
comunicazioni".
  9.  Le  imprese  di  radiodiffusione  sonora e televisiva in ambito
locale  che  alla  data  di  entrata  in  vigore della presente legge
risultino  debitrici  per  canoni  di  concessione per l'esercizio di
attivita'  di radiodiffusione dovuti fino al 31 dicembre 1999 possono
definire  la  propria  posizione  debitoria,  senza  applicazione  di
interessi,  mediante pagamento di quanto dovuto, da effettuarsi entro
novanta  giorni  dalla  comunicazione  alle  interessate da parte del
Ministero  delle comunicazioni, in un'unica soluzione se l'importo e'
inferiore  ad  euro 5.000, ovvero in un numero massimo di cinque rate
mensili  di  ammontare  non  inferiore  ad euro 2.000, con scadenza a
partire  dal  trentesimo  giorno  successivo alla data di ricevimento
della comunicazione, se l'importo e' pari o superiore ad euro 5.000.
---------------
AGGIORNAMENTO (8)
  Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L.
14  maggio  2005,  n.  80, ha disposto (con l'art. 7, comma 2) che il
contributo dello Stato alla fondazione Ugo Bordoni previsto dal comma
5  del presente articolo, e' rinnovato, per il triennio 2005-2007 per
l'importo  di  5.165.000 euro annui. La fondazione invia, entro il 31
marzo  di  ogni  anno,  una  relazione  al  Governo e alle competenti
Commissioni parlamentari nella quale da' conto delle attivita' svolte
nell'anno precedente.
Capo IX
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE
                               Art. 42
             Delega per la trasformazione degli istituti
      di ricovero e cura a carattere scientifico in fondazioni

  1.  Il  Governo  e'  delegato ad adottare, su proposta del Ministro
della salute, d'intesa con il Ministro per la funzione pubblica e con
il Ministro dell'economia e delle finanze, entro nove mesi dalla data
di  entrata  in  vigore  della presente legge, un decreto legislativo
recante  norme  per  il  riordino  della disciplina degli istituti di
ricovero  e  cura a carattere scientifico di diritto pubblico, di cui
al   decreto  legislativo  30  giugno  1993,  n.  269,  e  successive
modificazioni, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:
    a)  prevedere  e  disciplinare,  nel  rispetto delle attribuzioni
delle  regioni  e  delle province autonome di Trento e di Bolzano, le
modalita'  e  le  condizioni  attraverso  le  quali il Ministro della
salute,  d'intesa  con  la regione interessata, possa trasformare gli
istituti  di  ricovero  e  cura  a  carattere  scientifico di diritto
pubblico,  esistenti  alla  data  di entrata in vigore della presente
legge, in fondazioni di rilievo nazionale, aperte alla partecipazione
di  soggetti  pubblici  e  privati  e  sottoposte  alla vigilanza del
Ministero della salute e del Ministero dell'economia e delle finanze,
ferma restando la natura pubblica degli istituti medesimi;
    b)  prevedere che i nuovi enti adeguino la propria organizzazione
al principio di separazione tra le funzioni di indirizzo e controllo,
da   un   lato,  e  gestione  e  attuazione  dall'altro,  garantendo,
nell'organo di indirizzo, composto dal consiglio di amministrazione e
dal  presidente  eletto dal consiglio di amministrazione, la presenza
maggioritaria   di  membri  designati  dalle  istituzioni  pubbliche,
Ministero   della   salute,  regioni  e  comuni,  con  rappresentanza
paritetica  del Ministero della salute e della regione interessata, e
assicurando  che  la  scelta  di tutti i componenti del consiglio sia
effettuata  sulla  base  di  idonei  requisiti  di professionalita' e
onorabilita',  periodicamente  verificati;  dell'organo  di  gestione
fanno  parte  il direttore generale-amministratore delegato, nominato
dal   consiglio   di  amministrazione,  e  il  direttore  scientifico
responsabile  della  ricerca,  nominato  dal  Ministero della salute,
sentita la regione interessata; ((10))
    c)  trasferire ai nuovi enti, in assenza di oneri, il patrimonio,
i   rapporti   attivi   e  passivi  e  il  personale  degli  istituti
trasformati.   Il   personale   gia'   in   servizio  all'atto  della
trasformazione  puo'  optare  per  un  contratto di lavoro di diritto
privato, fermi restando, in ogni caso, i diritti acquisiti;
    d)  individuare,  nel  rispetto  della  programmazione regionale,
misure  idonee  di  collegamento e sinergia con le altre strutture di
ricerca  e  di  assistenza  sanitaria,  pubbliche e private, e con le
universita',  al  fine  di  elaborare  e  attuare programmi comuni di
ricerca, assistenza e formazione;
    e)  prevedere  strumenti che valorizzino e tutelino la proprieta'
dei   risultati  scientifici,  ivi  comprese  la  costituzione  e  la
partecipazione  ad  organismi  ed enti privati, anche aventi scopo di
lucro, operanti nel settore della ricerca biomedica e dell'industria,
con   modalita'  atte  a  salvaguardare  la  natura  no-profit  delle
fondazioni;
    f)  prevedere  che  il  Ministro  della salute assegni a ciascuna
fondazione,  o  a  fondazioni  aggregate  a rete, diversi e specifici
progetti  finalizzati  di  ricerca,  anche  fra quelli proposti dalla
comunita'  scientifica,  sulla  base dei quali aggregare scienziati e
ricercatori considerando la necessita' di garantire la qualita' della
ricerca  e valorizzando le specificita' scientifiche gia' esistenti o
nelle singole fondazioni ovvero nelle singole realta' locali;
    g)  disciplinare  le  modalita'  attraverso  le quali applicare i
principi di cui al presente articolo agli istituti di ricovero e cura
a   carattere   scientifico   di  diritto  privato,  salvaguardandone
l'autonomia giuridico-amministrativa;
    h)  disciplinare  i  rapporti di collaborazione con ricercatori e
scienziati  su  progetti  specifici, anche di altri enti e strutture,
caratterizzati da flessibilita' e temporaneita' e prevedere modalita'
di incentivazione, anche attraverso la collaborazione con gli enti di
cui alla lettera e);
    i)  disciplinare  le modalita' attraverso le quali le fondazioni,
nel  rispetto degli scopi, dei programmi e degli indirizzi deliberati
dal   consiglio   di  amministrazione,  possono  concedere  ad  altri
soggetti,   pubblici   e  privati,  compiti  di  gestione,  anche  di
assistenza  sanitaria, in funzione della migliore qualita' e maggiore
efficienza del servizio reso;
    l)  prevedere  che  le  erogazioni  liberali da parte di soggetti
privati  verso i nuovi enti di diritto privato avvengano in regime di
esenzione fiscale;
    m)  regolamentare  i criteri generali per il riconoscimento delle
nuove  fondazioni e le ipotesi e i procedimenti per la revisione e la
eventuale  revoca dei riconoscimenti gia' concessi, sulla base di una
programmazione  nazionale  riferita  ad ambiti disciplinari specifici
secondo criteri di qualita' ed eccellenza;
    n)   prevedere,   in  caso  di  estinzione,  la  devoluzione  del
patrimonio in favore di altri enti pubblici disciplinati dal presente
articolo aventi analoghe finalita';
    o)  istituire, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
dello Stato, con contestuale soppressione di organi collegiali aventi
analoghe   funzioni  tecnico-consultive  nel  settore  della  ricerca
sanitaria,   presso   il   Ministero   della   salute   un  organismo
indipendente,  con il compito di sovrintendere alla ricerca biomedica
pubblica  e  privata,  composto  da  esperti altamente qualificati in
ambiti  disciplinari diversi, espressione della comunita' scientifica
nazionale  e  internazionale e delle istituzioni pubbliche centrali e
regionali, con compiti di consulenza e di supporto tecnico;
    p)  prevedere  che  gli  istituti  di ricovero e cura a carattere
scientifico  di  diritto  pubblico,  non  trasformati  ai sensi della
lettera   a),   adeguino  la  propria  organizzazione  e  il  proprio
funzionamento ai principi, in quanto applicabili, di cui alle lettere
d),  e), h) e n), nonche' al principio di separazione fra funzioni di
cui  alla  lettera  b),  garantendo  che  l'organo  di  indirizzo sia
composto da soggetti designati per la meta' dal Ministro della salute
e  per  l'altra meta' dal presidente della regione, scelti sulla base
di  requisiti  di  professionalita' e di onorabilita', periodicamente
verificati,  e  dal  presidente  dell'istituto, nominato dal Ministro
della  salute,  e  che  le funzioni di gestione siano attribuite a un
direttore   generale   nominato  dal  consiglio  di  amministrazione,
assicurando  comunque l'autonomia del direttore scientifico, nominato
dal  Ministro  della  salute,  sentito  il  presidente  della regione
interessata. ((10))
  2. Sullo schema di decreto legislativo di cui al comma 1 il Governo
acquisisce  il  parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo  Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
che  si  esprime  entro  quaranta  giorni dalla richiesta. Il Governo
acquisisce   altresi'   il   parere   delle   competenti  Commissioni
parlamentari,  che  deve  essere espresso entro quarantacinque giorni
dalla  trasmissione  dello  schema  di decreto. Decorsi inutilmente i
termini predetti, il decreto legislativo e' emanato anche in mancanza
dei pareri.
  3. L'attuazione della delega di cui al comma 1 non comporta nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
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AGGIORNAMENTO (10)
  La  Corte  costituzionale, con sentenza 23 giugno-7 luglio 2005, n.
270  (in  G.U. 1a s.s. 13/7/2005, n. 28) ha disposto l'illegittimita'
costituzionale   del   comma  1  del  presente  articolo  lettera  b)
"limitatamente  alle parole Ministero della salute, regioni e comuni,
con  rappresentanza  paritetica  del  Ministero  della salute e della
regione   interessata"   e  lettera  p)  "limitatamente  alle  parole
designati  per la meta' dal Ministro della salute e per l'altra meta'
dal  Presidente  della Regione" nonche' con riferimento al presidente
dell'istituto, alle parole "nominato dal Ministro della salute".
                               Art. 43
        Organizzazione a rete di istituti di ricovero e cura
      a carattere scientifico dedicati a particolari discipline

  1.  Al  fine  di  favorire  la ricerca nazionale e internazionale e
poter  acquisire  risorse  anche  a  livello comunitario, il Ministro
della  salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano,
individua,   con  proprio  decreto,  l'organizzazione  a  rete  degli
istituti  di  ricovero  e  cura  a  carattere  scientifico dedicati a
particolari discipline.
                               Art. 44
     Modifica all'articolo 1 della legge 8 febbraio 2001, n. 12

  1.  All'articolo 1, comma 1, della legge 8 febbraio 2001, n. 12, la
lettera  d)  e' abrogata. A decorrere dalla data di entrata in vigore
della  presente  legge,  riacquistano  efficacia le previsioni di cui
agli  articoli  46, 47 e 48 del testo unico delle leggi in materia di
disciplina  degli  stupefacenti  e  sostanze psicotrope, prevenzione,
cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui
al  decreto  del  Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,
nel  testo vigente prima della data di entrata in vigore della citata
legge n. 12 del 2001.
                               Art. 45
     Partecipazione finanziaria dei privati in materia sanitaria

  1.  Per  la  realizzazione  della  comunicazione  istituzionale  in
materia  sanitaria  il  Ministero  della  salute puo' avvalersi anche
della  partecipazione  finanziaria  di  qualificate  aziende  private
operanti  nei  settori  commerciali  ed economici nonche' nel settore
della  comunicazione  e  dell'informazione, assicurando alle medesime
gli  effetti  derivanti,  in termini di ritorno di immagine, dal loro
coinvolgimento  nelle peculiari tematiche di utilita' sociale dirette
alla promozione della salute.
  2.  Per  la  realizzazione  della  comunicazione  istituzionale  in
materia  sanitaria,  di  cui al comma 1, si applicano le disposizioni
della legge 7 giugno 2000, n. 150.
  3.  Con  decreto  del  Ministro  della  salute,  di concerto con il
Ministro   dell'economia  e  delle  finanze,  da  adottare  ai  sensi
dell'articolo  17,  comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
disciplinati  i criteri, le forme, le condizioni e le modalita' della
partecipazione  di  cui  al  comma  1,  assicurando  prioritariamente
l'inesistenza  di  situazioni  di  conflitto  di interessi, diretto o
indiretto,  tra  i  soggetti privati finanziatori e le finalita' e il
contenuto  della comunicazione istituzionale di cui al medesimo comma
1.
                               Art. 46
          Semplificazione in materia di sedi farmaceutiche

  1.  I  farmacisti  che  gestiscono  in  via  provvisoria  una  sede
farmaceutica  rurale  o  urbana, ai sensi dell'articolo 129 del testo
unico  delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934,
n.  1265,  e  successive modificazioni, nonche' i farmacisti a cui e'
stata  attribuita la gestione provvisoria, nel rispetto dell'articolo
1, comma 2, della legge 16 marzo 1990, n. 48, anche se hanno superato
il  limite  di  eta'  di  cui  all'articolo 4, comma 2, della legge 8
novembre  1991, n. 362, hanno diritto a conseguire per una sola volta
la titolarita' della farmacia, purche' alla data di entrata in vigore
della presente legge risultino assegnatari della gestione provvisoria
da  almeno  due  anni  e  non sia stata pubblicata la graduatoria del
concorso per l'assegnazione della relativa sede farmaceutica.
  2.  E'  escluso  dal beneficio di cui al comma 1 il farmacista che,
alla  data  di  entrata  in  vigore  della presente legge, abbia gia'
trasferito  la titolarita' di altra farmacia da meno di dieci anni ai
sensi del quarto comma dell'articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n.
475,  nonche' il farmacista che abbia gia' ottenuto, da meno di dieci
anni, altri benefici o sanatorie.
  3. Le domande devono pervenire, a pena di decadenza, alle regioni e
alle  province  autonome di Trento e di Bolzano entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  4.  L'accertamento  dei  requisiti  e delle condizioni previste dai
commi  1, 2 e 3 e' effettuato entro un mese dalla presentazione delle
domande. ((12))
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AGGIORNAMENTO (12)
  la  Corte  costituzionale,  con sentenza 6-10 marzo 2006, n. 87 (in
G.U.   1a   s.s.  15/3/2006,  n.  11)  ha  disposto  l'illegittimita'
costituzionale del presente art. 46.
                               Art. 47
                    Istituto superiore di sanita'

  1.  All'Istituto  superiore di sanita' e' estesa dal 1 gennaio 2003
la  disciplina  contenuta  nell'articolo  1, comma 93, della legge 23
dicembre  1996,  n. 662, e successive modificazioni, sostituendosi il
Ministro della salute al Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca nella effettuazione del concerto.
  2.  All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, determinato in
1.136.205  euro  annui,  si  provvede, a decorrere dal 2003, mediante
corrispondente  riduzione  delle  proiezioni per gli anni 2003 e 2004
dello   stanziamento   iscritto,   ai  fini  del  bilancio  triennale
2002-2004,  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base di parte
corrente  "Fondo  speciale"  dello  stato di previsione del Ministero
dell'economia   e   delle   finanze   per  l'anno  2002,  allo  scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della
salute.  Il  Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
                               Art. 48
               Centro di alta specializzazione per il
              trattamento e lo studio della talassemia

  1.  Per  l'attivazione di un centro di alta specializzazione per il
trattamento  e  lo  studio  della  talassemia, con connessa scuola di
specializzazione,  rispettivamente  destinati,  in via prioritaria, a
pazienti  e  medici  di altri Paesi del bacino del Mediterraneo e del
Medio  Oriente,  e'  autorizzata  la  spesa  di 4.000.000 di euro per
l'anno  2002  e  di 10.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2003 e
2004.
  2.  La  sede  del  centro  e  della  scuola  di  cui  al comma 1 e'
individuata  dal Ministero della salute, di concerto con il Ministero
dell'istruzione,  dell'universita'  e della ricerca e d'intesa con la
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  tenuto  conto  delle
esperienze di eccellenza maturate sul territorio nazionale nella cura
e nell'insegnamento riguardanti la talassemia.
  3.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
determinato  in  4.000.000 di euro per l'anno 2002 e in 10.000.000 di
euro  per  ciascuno  degli  anni  2003  e  2004, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo
parzialmente  utilizzando, quanto a 3.499.666 euro per l'anno 2002, a
3.787.248  euro  per  l'anno 2003 e a 7.472.168 euro per l'anno 2004,
l'accantonamento  relativo  al  Ministero  della  salute,  e quanto a
500.334  euro  per  l'anno 2002, a 6.212.752 euro per l'anno 2003 e a
2.527.832   euro   per  l'anno  2004,  l'accantonamento  relativo  al
Ministero  dell'economia e delle finanze. Il Ministro dell'economia e
delle  finanze  e'  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
                               Art. 49
                  Convenzione di Oviedo sui diritti
                    dell'uomo e sulla biomedicina

  1.  Il  termine per l'esercizio della delega previsto dall'articolo
3,  comma  1,  della  legge 28 marzo 2001, n. 145, e' differito al 31
luglio 2003.
                               Art. 50
                    Modifica all'articolo 27 del
             decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300

  1.  All'articolo  27,  comma  2,  del decreto legislativo 30 luglio
1999,  n.  300,  come sostituito dall'articolo 3 del decreto-legge 12
giugno  2001,  n.  217,  convertito, con modificazioni, dalla legge 3
agosto  2001,  n.  317,  le  parole: "acque minerali e termali," sono
soppresse.
                               Art. 51
                Tutela della salute dei non fumatori

  1. E' vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di:
    a) quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico;
    b) quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati.
  2. Gli esercizi e i luoghi di lavoro di cui al comma 1, lettera b),
devono  essere  dotati di impianti per la ventilazione ed il ricambio
di  aria  regolarmente  funzionanti.  Al  fine di garantire i livelli
essenziali del diritto alla salute, le caratteristiche tecniche degli
impianti  per  la  ventilazione ed il ricambio di aria sono definite,
entro  centottanta  giorni dalla data di pubblicazione della presente
legge  nella  Gazzetta  Ufficiale,  con  decreto  del  Presidente del
Consiglio  dei ministri di recepimento di un accordo tra lo Stato, le
regioni  e  le  province  autonome,  su  proposta  del Ministro della
salute.  Con lo stesso provvedimento sono definiti i locali riservati
ai  fumatori  nonche'  i modelli dei cartelli connessi all'attuazione
delle disposizioni di cui al presente articolo.
  3.  Negli  esercizi  di ristorazione, ai sensi del comma 1, lettera
b),  devono  essere  adibiti  ai  non  fumatori  uno o piu' locali di
superficie   prevalente   rispetto  alla  superficie  complessiva  di
somministrazione dell'esercizio.
  4.  Con  regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 1,
della  legge  23  agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su
proposta  del  Ministro  della  salute,  possono  essere  individuati
eventuali  ulteriori  luoghi  chiusi nei quali sia consentito fumare,
nel  rispetto  delle  disposizioni  di  cui  ai  commi 1, 2 e 3. Tale
regolamento  deve  prevedere  che  in  tutte  le  strutture in cui le
persone  sono  costrette  a  soggiornare  non  volontariamente devono
essere previsti locali adibiti ai fumatori.
  5.  Alle  infrazioni  al  divieto previsto dal presente articolo si
applicano  le  sanzioni di cui all'articolo 7 della legge 11 novembre
1975, n. 584, come sostituito dall'articolo 52, comma 20, della legge
28 dicembre 2001, n. 448.
  6. Al fine di consentire una adeguata attivita' di informazione, da
attivare   d'intesa   con   le   organizzazioni   di  categoria  piu'
rappresentative, le disposizioni di cui ai commi 1, 2, primo periodo,
3  e  5  entrano  in  vigore decorso un anno dalla data di entrata in
vigore del provvedimento di cui al comma 2.(6)
  7.  Entro  centoventi  giorni  dalla  data  di  pubblicazione della
presente  legge nella Gazzetta Ufficiale, con accordo sancito in sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province  autonome  di  Trento e di Bolzano, su proposta del Ministro
della   salute   di   concerto  con  i  Ministri  della  giustizia  e
dell'interno,  sono  ridefinite le procedure per l'accertamento delle
infrazioni,  la  relativa  modulistica  per il rilievo delle sanzioni
nonche'  l'individuazione  dei  soggetti  legittimati  ad  elevare  i
relativi  processi  verbali,  di  quelli  competenti  a  ricevere  il
rapporto  sulle  infrazioni accertate ai sensi dell'articolo 17 della
legge  24  novembre  1981, n. 689, e di quelli deputati a irrogare le
relative sanzioni.((7))
  8.  Le  disposizioni  di  cui  al  presente articolo non comportano
maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
  9.  Rimangono  in vigore, in quanto compatibili, le disposizioni di
cui  agli  articoli  3,  5,  6, 8, 9, 10 e 11 della legge 11 novembre
1975, n. 584.
  10.  Restano  ferme  le disposizioni che disciplinano il divieto di
fumo nei locali delle pubbliche amministrazioni.
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AGGIORNAMENTO (6)
  Il  D.L. 9 novembre 2004, n. 266 convertito con modificazioni dalla
L.  27 dicembre 2004, n. 306 ha disposto (con l'art. 19, comma 1) che
il  termine  previsto  dal comma 6 del presente articolo e' prorogato
fino al 10 gennaio 2005.
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AGGIORNAMENTO (7)
  La  L.  30  dicembre  2004, n. 311 ha disposto (con l'art. 1, comma
189)  che  le  sanzioni  amministrative  per infrazioni al divieto di
fumare, previste dal comma 7 del presente articolo sono aumentate del
10 per cento.
                               Art. 52
              Modalita' dell'accertamento medico-legale
                effettuato dal Ministero della salute

  1.  Al  decreto  legislativo 30 giugno 1993, n. 266, concernente il
riordinamento del Ministero della sanita', da intendersi ora riferito
al Ministero della salute, dopo l'articolo 4 e' inserito il seguente:
"Art.  4-bis. - (Modalita' dell'accertamento medico-legale effettuato
dal  Ministero  della  salute)  -  1.  Per la formulazione dei pareri
medico-legali  di  propria  competenza,  il Ministero della salute ha
facolta' di istituire, nel limite massimo di spesa di cui al comma 4,
collegi  medici  con  la  partecipazione  di  esperti universitari od
ospedalieri  specialisti nelle varie discipline mediche, nei seguenti
casi:
a) quando   sia   richiesto  un  parere  medico-legale  dagli  organi
   giudiziari  o  dalle  Amministrazioni  pubbliche, e sia necessario
   sottoporre l'interessato ad esame diretto;
b) quando  dagli  atti rimessi al Ministero risulti una disparita' di
   giudizio tra gli organi competenti;
c) quando  negli  atti  si  notino  discordanze tra i risultati degli
   accertamenti   medico-fiscali   ed   i   giudizi   diagnostico   e
   medico-legale espressi;
d) quando  il  giudizio diagnostico sia stato espresso in modo da non
   permettere  una  sicura  applicazione  delle tabelle A e B annesse
   alla legge 10 agosto 1950, n. 648, e successive modificazioni.
  2.  I  collegi medici di cui al comma 1 sono composti dal dirigente
dell'Ufficio medico-legale della Direzione generale delle professioni
sanitarie  e  medico-legali,  quale  presidente,  da  un  medico  del
predetto  Ufficio, quale relatore, e da uno o piu' esperti scelti tra
medici universitari od ospedalieri.
  3.  A  ciascun esperto, per ogni giornata di seduta, e' corrisposto
un  compenso  commisurato  alle  tariffe  minime degli onorari per le
prestazioni   medico-chirurgiche  stabilite  dall'Ordine  dei  medici
chirurghi e degli odontoiatri e vigenti al momento della prestazione.
  4. Per i compensi delle prestazioni degli esperti di cui al comma 3
e'  autorizzata  la  spesa  annua  massima  di 3.693 euro a decorrere
dall'anno 2002.
  5.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
determinato  nella  misura  massima  di  3.693 euro annui a decorrere
dall'anno  2002,  si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 2002-2004,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale"  dello  stato  di  previsione del Ministero dell'economia e
delle  finanze  per  l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero della salute.
  6.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio".
                               Art. 53
 Contributi straordinari a favore della provincia autonoma di Trento
per lo svolgimento di un servizio di assistenza domiciliare integrata

  1.  Alla  provincia  autonoma  di Trento e' assegnato un contributo
straordinario  di 2.000.000 di euro per l'anno 2002 e di 4.000.000 di
euro  per  ciascuno degli anni 2003 e 2004 per lo svolgimento, in via
sperimentale, di un servizio di assistenza domiciliare integrata.
  2.  All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari
a  2.000.000 di euro per l'anno 2002 e 4.000.000 di euro per ciascuno
degli anni 2003 e 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione
dello   stanziamento   iscritto,   ai  fini  del  bilancio  triennale
2002-2004,  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base di parte
corrente  "Fondo  speciale"  dello  stato di previsione del Ministero
dell'economia   e   delle   finanze   per  l'anno  2002,  allo  scopo
parzialmente   utilizzando   l'accantonamento  relativo  al  medesimo
Ministero.
  3.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Capo X
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TUTELA E SOSTEGNO
DELLA PATERNITA' E DELLA MATERNITA'
                               Art. 54
Differimento del termine per l'emanazione di disposizioni correttive
    del testo unico delle disposizioni legislative in materia di
       tutela e sostegno della maternita' e della paternita',
         di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151

  1.  Al comma 3 dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53, le
parole:  "Entro  un  anno" sono sostituite dalle seguenti: "Entro due
anni".
  La  presente  legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
         Data a Roma, addi' 16 gennaio 2003
                               CIAMPI
                    Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
                          Mazzella, Ministro per la funzione pubblica
  Visto, il Guardasigilli: Castelli
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