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LEGGE 17 maggio 1999, n. 144

Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina l'INAIL, nonche' disposizioni per il riordino degli enti previdenziali.

CAPO I
DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI INVESTIMENTI
  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato;


                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


                              PROMULGA

la seguente legge
                               ART. 1.
  (Costituzione di unita' tecniche di supporto alla programmazione,
  alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici).

  1.  Al fine di migliorare e dare maggiore qualita' ed efficienza al
processo   di   programmazione   delle   politiche  di  sviluppo,  le
amministrazioni centrali e regionali, previa intesa con la Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome  di  Trento  e di Bolzano, istituiscono e rendono operativi,
entro  il  31  ottobre  1999, propri nuclei di valutazione e verifica
degli investimenti pubblici che, in raccordo fra loro e con il Nucleo
di  valutazione  e verifica degli investimenti pubblici del Ministero
del   tesoro,   del   bilancio   e  della  programmazione  economica,
garantiscono  il  supporto  tecnico  nelle  fasi  di  programmazione,
valutazione, attuazione e verifica di piani, programmi e politiche di
intervento  promossi  e  attuati  da ogni singola amministrazione. E'
assicurata  l'integrazione dei nuclei di valutazione e verifica degli
investimenti  pubblici  con  il Sistema statistico nazionale, secondo
quanto  previsto  dall'articolo  6  del  decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112.
  2.  I  nuclei  di  valutazione e verifica di cui al comma 1 operano
all'interno delle rispettive amministrazioni' in collegamento con gli
uffici  di  statistica  costituiti ai sensi del decreto legislativo 6
settembre  1989,  n. 322, ed esprimono adeguati livelli di competenza
tecnica  ed  operativa  al fine di poter svolgere funzioni tecniche a
forte contenuto di specializzazione, con particolare riferimento per:
    a) l'assistenza e il supporto tecnico per le fasi di
    programmazione,   formulazione  e  valutazione  di  documenti  di
programma,  per  le  analisi  di  opportunita'  e  fallibilita' degli
investimenti  e  per la valutazione ex ante di progetti e interventi,
tenendo  conto  in particolare di criteri di qualita' ambientale e di
sostenibilita'   dello   sviluppo   ovvero   dell'indicazione   della
compatibilita' ecologica degli investimenti pubblici;
    b)  la gestione del Sistema di monitoraggio di cui al comma 5, da
realizzare   congiuntamente   con  gli  uffici  di  statistica  delle
rispettive amministrazioni;
    c)  l'attivita'  volta  alla  graduale  estensione delle tecniche
proprie  dei  fondi  strutturali  all'insieme  dei  programmi  e  dei
progetti attuati a livello territoriale, con riferimento alle fasi di
programmazione, valutazione, monitoraggio e verifica.
  3. Le attivita' volte alla costituzione dei nuclei di valutazione e
verifica  di  cui  al  comma  I  sono  attuate autonomamente sotto il
profilo  amministrativo,  organizzativo  e  funzionale  dalle singole
amministrazioni tenendo conto delle strutture similari gia' esistenti
e  della  necessita'  di  evitare  duplicazioni.  Le  amministrazioni
provvedono  a  tal fine ad elaborare, anche sulla base di un'adeguata
analisi  organizzativa,  un programma di attuazione comprensivo delle
connesse  attivita'  di  formazione  e  aggiornamento necessarie alla
costituzione e all'avvio dei nuclei.
  4.  Entro  due  mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province   autonome   di  Trento  e  di  Bolzano,  sono  indicati  le
caratteristiche  organizzative  comuni  dei nuclei di cui al presente
articolo,  ivi  compresa  la  spettanza  di  compensi  agli eventuali
componenti   estranei   alla  pubblica  amministrazione,  nonche'  le
modalita'  e  i  criteri  per  la formulazione e la realizzazione dei
programmi di attuazione di cui al comma 3. ((4))
  5.  E'  istituito  presso  il  Comitato  interministeriale  per  la
programmazione  economica  (CIPE)  il  "Sistema di monitoraggio degli
investimenti   pubblici"   (MIP),   con   il   compito   di   fornire
tempestivamente   informazioni  sull'attuazione  delle  politiche  di
sviluppo,  con particolare riferimento ai programmi confinanziati con
i   fondi   strutturali   europei,   sulla   base  dell'attivita'  di
monitoraggio  svolta  dai  nuclei  di  cui al comma 1. Tale attivita'
concerne  le  modalita'  attuative  dei  programmi  di investimento e
l'avanzamento  tecnico-procedurale,  finanziario e fisico dei singoli
interventi. Il Sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici e'
funzionale  all'alimentazione  di  una  banca dati tenuta nell'ambito
dello  stesso CIPE, anche con l'utilizzazione del Sistema informativo
integrato   del   Ministero   del   tesoro,   del  bilancio  e  della
programmazione   economica.   Il  CIPE,  con  propria  deliberazione,
costituisce e definisce la strutturazione del Sistema di monitoraggio
degli  investimenti pubblici disciplina il suo funzionamento ed emana
indirizzi  per  la  sua  attivita',  previa  intesa con la Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano.
  6.  Il  Sistema  di  monitoraggio  degli investimenti pubblici deve
essere flessibile ed integrabile in modo tale da essere funzionale al
progetto  "Rete unitaria della pubblica amministrazione", di cui alla
direttiva  del  Presidente del Consiglio dei ministri del 5 settembre
1995,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  n. 272 del 21 novembre
1995.  Le  informazioni derivanti dall'attivita' di monitoraggio sono
trasmesse dal CIPE alla Cabina di regia nazionale di cui all'articolo
6   del  decreto-legge  23  giugno  1995,  n.  244,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  8  agosto  1995,  n.  341, alla sezione
centrale del l' osservatorio dei lavori pubblici e, in relazione alle
rispettive   competenze,   a  tutte  le  amministrazioni  centrali  e
regionali Il CIPE invia un rapporto semestrale al Parlamento.
  7.  Per  le  finalita' di cui al presente articolo, ivi compreso il
ruolo  di  coordinamento  svolto  dal  CIPE, e' istituito un fondo da
ripartire,  previa  deliberazione  del  CIPE,  sentita  la Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, con decreto del Ministro del tesoro,
del  bilancio  e della programmazione economica. Per la dotazione del
fondo e' autorizzata la spesa di lire 8 miliardi per l'anno 1999 e di
lire 10 miliardi annue a decorrere dall'anno 2000. (3)
  8.  All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari
a  8  miliardi  di  lire  per  l'anno  1999 e 10 miliardi di lire per
ciascuno degli anni 2000 e 2001, si provvede mediante riduzione dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 1999-2001,
nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base  di parte corrente "
Fondo  speciale " dello stato di previsione dei Ministero del tesoro,
dei  bilancio  e  della  programmazione  economica  per  l'anno 1999,
parzialmente   utilizzando   l'accantonamento  relativo  al  medesimo
Ministero.
  9.  Per  le  finalita'  di  cui  al  comma  1,  il CIPE, sentita la
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  e previo parere delle
competenti  Commissioni  parlamentari  permanenti,  entro dodici mesi
dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente legge, indica i
criteri ai quali dovranno attenersi le regioni e le province autonome
al fine di suddividere il rispettivo territorio in Sistemi locali del
lavoro,  individuando  tra  questi  i distretti economico- produttivi
sulla base di una metodologia e di indicatori elaborati dall'Istituto
nazionale di statistica (ISTAT), che ne curera' anche l'aggiornamento
periodico.   Tali  indicatori  considereranno  fenomeni  demografici,
sociali,  economici,  nonche'  la  dotazione  infrastrutturale  e  la
presenza  di  fattori  di  localizzazione,  situazione  orografica  e
condizione ambientale ai fini della programmazione delle politiche di
sviluppo di cui al comma 1. Sono fatte salve le competenze in materia
delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli
enti locali.
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AGGIORNAMENTO (3)
  La  L.  23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 145, comma
10)  che per fare fronte alle esigenze connesse all'avvio del sistema
di  monitoraggio  degli  investimenti  pubblici  di  cui  al presente
articolo  1,  ivi  comprese  le spese relative al funzionamento della
rete dei nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici
ed  al  ruolo  di coordinamento svolto dal CIPE, la dotazione annuale
del   fondo   previsto  dal  comma  7  del  predetto  articolo  1  e'
incrementata  di lire 30 miliardi, per una autorizzazione complessiva
di spesa di lire 40 miliardi annue a decorrere dall'anno 2001.
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AGGIORNAMENTO (4)
  La Corte Costituzionale, con sentenza 12-27 luglio 2001, n. 314 (in
G.U.   1a  s.s.  1/8/2001,  n.  30)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  del  comma  4 del presente art. 1 "nella parte in cui
ricomprende, fra i propri destinatari, la regione Trentino-Alto Adige
e le province autonome di Trento e di Bolzano".
                               ART. 2.
              (Partecipazione alle riunioni del CIPE).
  1. In attesa della riforma della composizione del CIPE, nell'ambito
  della   razionalizzazione  dell'ordinamento  della  Presidenza  del
  Consiglio  dei  ministri e del riordino, soppressione e fusione dei
  Ministeri  previsti  dall'articolo  11,  comma 1, lettera a), della
  legge  15  marzo 1997, n. 59, partecipano alle singole riunioni del
  CIPE,  con  diritto  di voto, anche i Ministri, non appartenenti al
  CIPE,  nelle  cui competenze sono comprese le materie oggetto delle
  deliberazioni.
                               ART. 3.
                         (Compiti del CIPE).
  1.  Il  comma  2 dell'articolo 1 del decreto legislativo 5 dicembre
  1997, n. 430, e' sostituito dal seguente:
  "  2.  I  compiti di gestione tecnica, amministrativa e finanziaria
  attualmente attribuiti al CIPE sono trasferiti alle amministrazioni
  competenti  per  materia,  tenuto  conto  dei  settori  ai quali si
  riferiscono  le  relative  funzioni.  Con deliberazione del CIPE da
  emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente  disposizione,  previo  parere della Conferenza permanente
  per  i  rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
  Trento   e   di  Bolzano  e  quindi  delle  competenti  Commissioni
  parlamentari  permanenti,  che si pronunciano entro quindici giorni
  dalla  richiesta,  sono  individuate le tipologie dei provvedimenti
  oggetto  del  trasferimento  e  le  amministrazioni rispettivamente
  competenti.   Con  la  stessa  deliberazione  sono  intividuate  le
  attribuzioni,   non   concernenti   compiti  ti  gestione  tecnica,
  amministrativa  e  finanziaria,  previste  da norme vigenti, che il
  CIPE  continua ad esercitare. A decorrere dalla data della predetta
  deliberazione  sono  abrogate  tutte  le norme che attribuiscono al
  CIPE poteri di autorizzazione, revoca, concessione di contributi e,
  in  genere,  competenze tecniche, amministrative o gestionali. Sono
  fatte  salve  le  ulteriori  modifiche derivanti dalle disposizioni
  eventualmente  emanate in attuazione dell a legge 15 marzo 1997, n.
  59".
  2.  Gli  assetti  finali  dei  piani  progettuali  dei contratti di
  programma  stipulati ai sensi della legge 1 marzo 1986, n. 64, sono
  sottoposti  al  CIPE, pena la revoca del finanziamento, entro il 31
  dicembre  2000.  I provvedimenti provvisori di concessione adottati
  entro  il  31 dicembre 1995 possono essere rimodulati dal Ministero
  del  tesoro,  del  bilancio  e della programmazione economica sulla
  base  delle determinazioni del CIPE; i provvedimenti di concessione
  definitiva  sono  adottati  dallo stesso Ministero con le modalita'
  previste  dall'articolo  4,  comma  4, del decreto-legge 8 febbraio
  1995,  n. 32, convertito dalla legge 7 aprile 1995, n. 104. Al fine
  di   garantire  il  raccordo  con  le  deliberazioni  del  CIPE  le
  commissioni incaricate degli accertamenti sulla realizzazione delle
  iniziative comprese nei contratti di programma sono assistite da un
  funzionario  del  Dipartimento  per  le  politiche di sviluppo e di
  coesione   del   Ministero   del   tesoro,  del  bilancio  e  della
  programmazione  economica  con compiti di segretario, al quale com-
  pete un compenso forfettario pari all'onorario base riconosciuto al
  singolo componente la commissione, ridotto del 60 per cento.
                               Art. 4
      (Studi di fattibilita' delle amministrazioni pubbliche e
 progettazione preliminare delle amministrazioni regionali e locali)

  1.  Lo  studio  di  fattibilita'  per  opere  di  costo complessivo
superiore a lire 20 miliardi e' lo strumento ordinario preliminare ai
fini  dell'assunzione  delle decisioni di investimento da parte delle
amministrazioni pubbliche.
  2.  Gli  studi  di  fattibilita'  approvati  dalle  amministrazioni
costituiscono  certificazione  di utilita' degli investimenti ai fini
dell'accesso  preferenziale ai fondi disponibili per la progettazione
preliminare  e  costituiscono  titolo  preferenziale  ai  fini  della
valutazione dei finanziamenti delle opere in base alle disponibilita'
finanziarie degli esercizi futuri.
  3.  Gli  studi  relativi  ad  opere  il  cui  costo  complessivo e'
superiore  a  100  miliardi  di  lire devono obbligatoriamente essere
sottoposti  a  valutazione  economica  interna  alle  amministrazioni
proponenti  o,  su  richiesta,  da  parte  di enti ed amministrazioni
pubblici esterni alle stesse.
  4.  Con  decreto  del  Ministro  del  tesoro,  del bilancio e della
programmazione  economica si provvedera' ad aggiornare periodicamente
i limiti di cui al comma 3, tenendo conto degli indici ISTAT.
  5.  Per  il  finanziamento  a  fondo  perduto  della  progettazione
preliminare  dei  soggetti  richiamati espressamente dall'articolo 1,
comma  54,  della  legge  28  dicembre  1995, n. 549, come modificato
dall'articolo  8  del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito,
con  modificazioni,  dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e' assegnata
alla  Cassa  depositi e prestiti la somma di 110 miliardi di lire per
il  triennio  1999-2001,  di cui 30 miliardi per il 1999, 40 miliardi
per  il  2000  e  40 miliardi per il 2001. A decorrere dall'anno 2000
alla  determinazione del fondo si provvede ai sensi dell'articolo 11,
comma  3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni.   I  finanziamenti  di  cui  al  presente  comma  sono
riservati per il 50 per cento alle regioni di cui all'obiettivo 1 del
regolamento  (CEE)  n.  2052/88  del Consiglio, del 24 giugno 1988, e
successive modificazioni. La ripartizione delle risorse e' effettuata
dal  CIPE  assegnando  il  70  per  cento  alle  di- verse regioni in
percentuale  corrispondente a quella attribuita in relazione ai fondi
comunitari  e il residuo 30 per cento secondo l'ordine cronologico di
presentazione  delle  domande  che  eccedano la quota attribuita alla
regione.
  6.  I  finanziamenti  previsti dal comma 5 sono erogati dalla Cassa
depositi  e  prestiti, con determinazione del direttore generale, non
oltre  trenta  giorni  dalla  presentazione  delle  domande,  secondo
l'ordine   cronologico   di   presentazione   delle  stesse  e  senza
istruttorie  tecniche,  in  misura  pari  a  quella  richiesta ma non
superiore  all'importo  della  tariffa  professionale prevista per la
redazione  del progetto preliminare dell'opera, che non puo' avere un
costo   inferiore   a   lire   3   miliardi,  entro  i  limiti  delle
disponibilita'  dei  fondi  assegnati  ai sensi del medesimo comma, a
sostegno  delle iniziative progettuali per le quali sia stato redatto
lo  studio di fattibilita i cui risultati sono valutati positivamente
e  come  tali certificati dalla struttura di valutazione regionale di
cui  all'articolo  1  e  giudicati,  con provvedimento del presidente
della  regione, compatibili con le previsioni dei rapporti interinali
di  cui  alla  deliberazione del CIPE del 22 dicembre l998 pubblicata
nella  Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 1998. L'assegnazione
e'  revocata  se  entro  novanta  giorni  dalla sua erogazione non e'
documentato l'avvenuto affidamento dell'incarico di progettazione.
  7.  All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari
a  lire  30  miliardi  per l'anno 1999, a lire 40 miliardi per l'anno
2000  ed  a  lire  40  miliardi per l'anno 2001, si provvede mediante
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1999-2001,  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base di conto
capitale  "" Fondo speciale " dello stato di previsione del Ministero
del  tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l anno
1999,  parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo
Ministero.
  8. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2002, N. 289)).
                               Art. 5. 
                 (Intese istituzionali di programma) 
 
  1. In ciascuno stato di previsione della  spesa  e'  istituita  una
unita' previsionale di base per  gli  interventi  di  conto  capitale
denominata a Intesa istituzionale di programma ", cui affluiscono  le
risorse  provenienti  dalle  autorizzazioni  di  spesa  iscritte  nel
medesimo stato di previsione da destinare  alla  realizzazione  degli
interventi  previsti  nelle  intese  istituzionali  di  programma  da
stipulare ai sensi  dell'articolo'  2,  comma  203,  della  legge  23
dicembre 1996, n. 662, e con la modalita' di cui alla  delibera  CIPE
del 21 marzo 1997, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 105  dell'8
maggio 1997. 
  2.  All'unita'  di  cui  al  comma  1  affluiscono  le   quote   di
finanziamento gia'  a  disposizione  dell'amministrazione  competente
idonee a consentire il perseguimento degli obiettivi rientranti nelle
intese istituzionali di programma da adottare , le quote  di  risorse
destinate alle  intese  su  fondi  ripartiti  dal  CIPE  e  la  guota
nazionale di  cofinanziamento  di  programmi  comunitari,  rientranti
nell' " Intesa ", iscritta all'unita' previsionale di  base  7.2.1.10
"Fondo di rotazione per le  politiche  comunitarie"  dello  stato  di
previsione  del  Ministero  del  tesoro,   del   bilancio   e   della
programmazione economica, previa  ripartizione  del  CIPE  a  seguito
dell'vvenuta approvazione dei programmi comunitari. 
  3. All'unita' previsionale di  base  di  cui  al  comma  1  possono
affluire inoltre le risorse provenienti da iniziative non  avviate  e
revocate dal CIPE. Tali  somme,  ove  necessario,  previo  versamento
all'entrata del bilancio dello Stato,  iscritte  in  apposita  unita'
previsionale di base dello stato  di  previsione  del  Ministero  del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sono destinate
dal CIPE alle intese istituzionali di programma che hanno in corso di
attuazione programmi, anche  con  valenza  ambientale,  con  un  piu'
elevato coefficiente di  realizzazione  e  necessitino  di  ulteriori
risorse. 
  4.  Nell'ambito  degli  accordi  di  programma-quadro  le   risorse
destinate  a  progetti  in  ritardo  di  attuazione  possono   essere
diversamente allocate in relazione all'effettivo stato di avanzamento
di altri progetti, prioritariamente nell'ambito del medesimo  accordo
o,  in  caso  di  impossibilita',  in  accordi  per  settori  diversi
((eventualmente anche tra diverse intese istituzionali di programma)). 
  5. Restano  ferme  le  procedure  di  rendicontazione  e  controllo
stabilite dalla normativa vigente  e  il  Ministro  del  tesoro,  del
bilancio e della programmazione economica informa ogni  due  mesi  il
Parlamento sulle operazioni effettuate sulle unita'  previsionali  di
base di cui al comma 1. 
  6. Il Ministro del tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione
economica e' autorizzato ad apportare  le  occorrenti  variazioni  di
bilancio  su  proposta  dell'Amministrazione  competente   anche   in
parziale deroga a quanto previsto  dall'articolo  10,  comma  2,  del
regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica  29
dicembre 1988, n. 568. 
  7. Le regioni sottoscrittrici di intese istituzionali di  programma
adeguano le strutture dei  rispettivi  bilanci  in  sintonia  con  le
previsioni del presente articolo. 
                               ART. 6.
              (Esecuzione diretta di lavori e servizi).
  1.  All'articolo 37-quinquies della legge 11 febbraio 1994, n. 109,
  e  successive  modificazioni,  e'  aggiunto,  in  fine, il seguente
  comma:
  "  1-bis.  I  lavori  da  eseguire e i servizi da prestare da parte
  delle  societa'  disciplinate dal comma 1 si intendono realizzati e
  prestati  in  proprio  anche  nel  caso siano affidati direttamente
  dalle  suddette  societa'  ai propri soci, sempre che essi siano in
  possesso  dei requisiti stabiliti dalle vigenti norme legislative e
  regolamentari.   Restano   ferme   le   disposizioni   legislative,
  regolamentari  e contrattuali che prevedano obblighl di affidamento
  dei lavori o dei servizi a soggetti terzi ".
                               ART. 7. 
      (Istituzione dell'Unita' tecnica - Finanza di progetto). 
  1. E istituita, nell'ambito del CIPE, l'Unita' tecnica - Finanza di
  progetto. di seguito denominata " Unita' ". 
  2.  L'Unita'  ha  il  compito  di  promuovere,  all'interno   delle
  pubbliche amministrazioni, l'utilizzo di tecniche di  finanziamento
  di infrastrutture con ricorso a capitali privati anche  nell'ambito
  dell'attivita' di verifica  prevista  all'articolo  14,  comma  11,
  della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, e
  di fornire supporto alle  commissioni  costituite  nell'ambito  del
  CIPE su materie inerenti al finanziamento delle infrastrutture. 
  3. L'Unita' fornisce supporto alle  amministrazioni  aggiudicatrici
  nella attivita' di individuazione delle necessita' suscettibili  di
  essere soddisfatte tramite la realizzazione  di  lavori  finanziati
  con capitali privati in quanto suscettibili di  gestione  economica
  di cui all'articolo 14, comma 2, della legge 11 febbraio 1 994,  n.
  109, e successive modificazioni. 
  4. L'unita' assiste le pubbliche amministrazioni  che  ne  facciano
  richiesta nello svolgimento delle attivita' di valutazione tecnico-
  economica delle proposte presentate dai soggetti promotori ai sensi
  dell'articolo 37-bis della  legge  11  febbraio  1994,  n.  109,  e
  successive modificazioni, e nelle attivita' di indizione della gara
  e della aggiudicazione delle offerte da essa risultanti secondo  le
  modalita' previste dall'articolo 37- quater della citata  legge  n.
  109 del 1994. 
  5.  L'Unita'  esercita  la  propria  attivita'  nel  quadro   degli
  interventi individuati dalla programmazione  triennale  dei  lavori
  pubblici. 
  6. Nel termine di trenta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore
  della presente legge, il CIPE stabilisce con  propria  delibera  le
  modalita' organizzative dell'unita. 
  7. L'organico dell'Unita' e' composto di 15 unita', scelte in parte
  tra professionalita' delle amministrazioni dello Stato in posizione
  di comando e in parte  a  seguito  di  un  processo  ti  selezione,
  fondato sulla concreta esperienza nel settore, tra professionalita'
  esterne che operano nei settori  tecnico-ingegneristico,  economico
  -finanziario e giuridico. Le modalita' di seleziona  sono  determi-
  nate con decreto del Ministro del  tesoro,  del  bilancio  e  della
  programmazione economica,  di  concerto  con  il  Ministro  per  la
  funzione pubblica. 
  8.  I  componenti  dell'Unita'  sono  nominati  con   decreto   del
  Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro  del
  tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di  concerto
  con i Mi.  nistri  dei  lavori  pubblici,  dei  trasporti  e  della
  navigazione e  dell'ambiente,  durano  in  carica  quattro  anni  e
  possono essere confermati per una sola volta. 
  9. Con decreto del  Ministro  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
  programmazione economica,  di  concerto  con  il  Ministro  per  la
  funzione  pubblica,  sono  determinati  il  trattamento   economico
  spettante ai componenti dell'Unita'  e  l'ammontare  delle  risorse
  destinate al suo funzionamento. 
  10. All'onere derivante dall'applicazione  del  presente  articolo,
  determinato in lire 2,5 miliardi annue a decorrere dall'anno  1999,
  si provvede mediante corrispondente  riduzione  dello  stanziamento
  iscritto, ai fini del  bilancio  triennale  1999-2001,  nell'ambito
  dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo  speciale
  " dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del  bilancio
  e della programmazione  economica  per  l'anno  1999,  parzialmente
  utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 
  11.  Il  CIPE  presenta  al  Parlamento   una   relazione   annuale
  sull'attivita' dell'unita' e sui risultati conseguiti. 
                               ART. 8.
             (Utilizzazione delle economie verificatesi
nella realizzazioni delle opere pubbliche.
  1.  Il  comma  1  dell'articolo 20 della legge 30 dicembre 1991, n.
  412, e' sostituito dal seguente:
  "1.   Le   economie   verificatesi  nella  realizzazione  di  opere
  pubbliche, finanziate con ricorso a mutui con ammortamento a carico
  del bilancio statale in base a specifiche disposizioni legislative,
  possono  essere utilizzate per il finanziamento di ulteriori lavori
  afferenti  al  progetto  originario  ovvero  a un nuovo progetto di
  opere  della  stessa  tipologia  di  quelle  previste  dalla  legge
  originaria  di  finanziamento,  previa autorizzazione del Ministero
  competente".
                               ART. 9.
            (Affidamento in concessione di costruzione e
         gestione dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria).
  1.  Al  fine  di valutare la sostenibilita' economica e finanziaria
  dell'affidamento  in  concessione  di  costruzione e gestione della
  tratta autostradale Salerno-Reggio Calabria, il Ministro dei lavori
  pubblici,  di  concerto  con il Ministro del tesoro, del bilancio e
  della  programmazione  economica, entro trenta giorni dalla data di
  entrata  in  vigore della presente legge, con le modalita' previste
  dal  decreto  legislativo  17  marzo  1995,  n.  157,  individua un
  consulente  tecnico,  un  consulente  finanziario  e un analista di
  traffico,  i  cui  compiti  sono determinati nel bando di gara, nel
  quale  deve  essere  previsto  il  coordinamento  con  il  progetto
  sicurezza del Ministero dell'interno.
  2.  Entro  centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente legge, l'Ente nazionale per le strade (ANAS) predispone la
  progettazione    definitiva    relativa    all'ammodernamento    ed
  all'adeguamento  delle  tratte  autostradali  e al loro inserimento
  paesaggistico,  nonche'  all'attuazione di opere per la mitigazione
  ambientale,  per  le  quali  tratte  ed  opere  non  sia gia' stato
  affidato owero sia in corso di affidamento, alla data di entrata in
  corso  della presente legge, l'incarico di progettazione esecutiva.
  3. Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro del
  tesoro,  del  bilancio e della programmazione economica, sentite le
  regioni   interessate,  valutata  positivamente  la  sostenibilita'
  economica, finanziaria e tecnica dell'affidamento in concessione di
  costruzione  e  gestione  dell'autostrada  Salerno-Reggio Calabria,
  impartisce  le  disposizioni  necessarie affinche' l'ANAS bandisca,
  entro  i  trenta giorni suc cessivi la gara per l'affidamento della
  concessione  di  costruzione  e  gestione  dell'autostrada Salerno-
  Reggio  Calabria,  ivi  comprese la realizzazione e la gestione dei
  servizi  ad  essa  connessi  stabilendo  requisii di qualificazione
  adeguati alla natura ed all'importanza della concessione. Nel bando
  di  gara  e'  altresi'  specificato  che  i  progetti dei lavori da
  appaltare  predisposti  a  cura  dell'ANAS formano parte integrante
  dell'oggetto  della concessione di costruzione e gestione e devono,
  di  conseguenza,  essere  fatti  propri dal soggetto aggiudicatario
  della gara.
                              ART. 10.
             (Affidamento in concessione di costruzione
           e gestione dell'autostrada Pedemontana Veneta).
  1.  Al  fine  di valutare la sostenibilita' economica e finanziaria
  dell'affidamento  in  concessione  di  costruzione e gestione della
  tratta  autostradale  Pedemontana  Veneta,  di cui all'articolo 50,
  comma  1,  lettera  g),  della  legge 23 dicembre 1998, n. 448, ivi
  comprese  la  realizzazione  e  la  gestione  dei  servizi  ad essa
  connessi,   con  priorita'  relativamente  al  tratto  che  collega
  l'autostrada  A31,  all'altezza  tra  Dueville  (Vicenza)  e Thiene
  (Vicenza), all'autostrada A27, tra Treviso e Spresiano, il Ministro
  de£  lavori  pubblici  di  concerto con il Ministro del tesoro, del
  bilancio  e  della  programmazione  economica,  sentita  la regione
  interessata,  entro  trenta  giorni dalla data di entrata in vigore
  della  presente  legge,  con  le  modalita'  previste  dal  decreto
  legislativo   17  marzo  1995,  n.  157  ,  individua  tecnico,  un
  consulente  finanziario  ed  un analista di traffico, i cui compiti
  sono determinati nel bando di gara.
  2.  Entro  centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente  legge,  l'ANAS  predispone  la  progettazione  definitiva
  relativa   all'ammodernamento   ed   all'adeguamento  delle  tratte
  autostradali   e   al   loro   inserimento  paesaggistico,  nonche'
  all'attuazione di opere per la mitigazione ambientale, per le quali
  tratte  ed opere non sia gia' stato affidato ovvero sia in corso di
  affidamento,  alla  data di entrata in vigore della presente legge,
  l'incarico di progettazione esecutiva.
  3. Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro del
  tesoro,  del  bilancio  e  della programmazione economica, valutata
  positivamente  la  sostenibilita'  economica, finanziaria e tecnica
  dell'affidamento   in   concessione   di   costruzione  e  gestione
  dell'autostrada  Pedemontana  Veneta,  impartisce  le  disposizioni
  necessarie   affinche'  l'ANAS  bandisca,  entro  i  trenta  giorni
  successivi,   la   gara  per  l'affidamento  della  concessione  di
  costruzione   e   gestione   dell'autostrada   Pedemontana  Veneta,
  stabilendo  requisiti  di  qualificazione  adeguati  alla natura ed
  all'importanza  della  concessione.  Nel bando di gara e', altresi,
  specificato  che  i  progetti dei lavori da appaltare predisposti a
  cura   dell'ANAS   formano   parte  integrante  dell'oggetto  della
  concessione  di  costruzione  e  gestione e devono, di conseguenza,
  essere fatti propri dal soggetto aggiudicatario della gara.
                              ART. 11.
          (Raddoppio della strada statale Ragusa-Catania).
  1.  Per  la realizzazione del raddoppio della strada statale n. 514
  tra  Ragusa e Catania e' autorizzato il limite di impegno decennale
  di lire 10 miliardi a decorrere dall'anno 2001.
  2.  All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari
  a  lire  10  miliardi  per 2001 2001 si prevede mediamente utilizzo
  lizzo  della  proiezione  per  il  medesimo anno dello stanziamento
  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 1999-2001, nell'ambito
  dell'unita' previsionale di base di conto capitale " Fondo speciale
  "" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio
  e  della  programmazione  economica  per  l'anno  1999,  allo scopo
  parzialmente  utilizzando l'accantonamento relativo alla Presidenza
  del Consiglio dei ministri.
                              ART. 12.
                            (Perenzione).
  1.  All'articolo  36,  terzo  comma,  del regio decreto 18 novembre
  1923,  n.  2440,  come  modificato  dall'articolo  39 della legge 7
  agosto  1982,  n.  526,  le  parole:  "  quinto  esercizio  "  sono
  sostituite dalle seguenti: " settimo esercizio ".
  2.  La disposizione di cui al comma 1 si applica in via transitoria
  anche ai residui in scadenza al 31 dicembre 1998.
                              ART. 13.
(Modifiche  alla  disciplina del Fondo per la progettazione istituito
              presso il Ministero dei lavori pubblici).

   1. I commi 2 e 2-bis dell'articolo 9 del decreto-legge 25 marzo
  1997,  n.  67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio
1997, n. 135, sono sostituiti dai seguenti:
    "  2.  Presso  il  Ministero  dei lavori pubblici e' istituito un
Fondo  per  il  finanziamento  a  fondo  perduto  della progettazione
preliminare  e  degli studi e indagini connessi per il potenziamento,
adeguamento   e   ammodernamento  delle  infrastrutture,  secondo  le
modalita'  previste  dal  presente  articolo.  Alla  concessione  dei
contributi   possono  accedere  amministrazioni  statali  ed  enti  a
carattere sovraregionale vigilati da amministrazioni statali.
  2-bis.  Le  agevolazioni  di  cui  al  presente  articolo  non sono
cumulabili   con  agevolazioni  a  valere  su  altri  fondi  pubblici
nazionali o su fondi comunitari.
  2-ter.  L'incarico  di  progettazione  deve  essere  affidato,  nel
rispetto  della  disciplina  comunitaria  e nazionale d£ recepimento,
entro  sei  mesi dalla data di assegnazione del contributo, a pena di
decadenza.
  2-quater.   Con   apposito   regolamento,   da   emanare  ai  sensi
dell'articolo  17,  comma 3, della legge 23 agosto l 988, n. 400, dal
Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro,
del  bilancio  e della programmazione cconomica, sono disciplinate le
modalita'  di  accesso  e  di  csercizio del Fondo di cui al presente
articolo.
  2-quinquies.  Il  Ministro dei lavori pubblici presenta annualmente
al  Parlamento una relazione sull'utilizzazione del Fondo, con i dati
specifici dei progetti e delle spese ".
  2.  All'onere  derivante  dal  presente  articolo,  pari  a lire 50
miliardi  per  l'anno  2000 ed a lire 50 miliardi per l'anno 2001, si
prowede  mediante  riduzione  dello  staziamento scritto, ai firi del
bilancio triennale 1999-2001, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base  di conto capitale "" Fondo speciale " dello stato di previsione
del  Ministero  del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione
economica  perl'anno  1999, parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al Ministero dei lavori pubblici.
  3. Le residue disponibilita' recate dall'autorizzazione di spesa di
cui  al  comma  2 dell'articolo 9 del decreto-legge 25 marzo 1997, n.
67,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 23 maggio 1997, n.
135, confluiscono nel Fondo di cui al comma 1 del presente articolo.
  4.  I  commi  1, 1-bis e 2 dell'articolo 18 della legge 11 febbraio
1994,  n.  109,  e  successive  modificazioni,  sono  sostituiti  dai
seguenti:
    "  1.  Una  somma  non  superiore all' l,5 per cento dell'importo
posto  a  base  di  gara  di  un'opera  o  di  un  lavoro,  a  valere
direttamente  sugli  stanziamenti di cui all'articolo 16, comma 7, e'
ripartita,  per  ogni  singola  opera o lavoro, con lc modalita' ed i
criteri  previsti  in sede di contrattazione decentrata ed assunti in
un  regolamento  adottato  dall'amministrazione,  tra il responsabile
unico del procedimento e gli Incaricati della redazione del progetto,
del  piano  della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo
nonche'  tra  i  loro  collaboratori.  La  percentuale effettiva, nel
limite  massimo  dell'l,5  per cento, e' stabilita dal regolamento in
rapporto all'entita' e alla complessita' dell'opera da realizzare. La
ripartizione  tiene  conto delle responsabilitaprofessionali connesse
alle specifiche prestazioni da svolgere Le quote parti della predetta
somma  corrispondenti  a prestazioni che non sono svolte dai predetti
dipendenti,  in  quanto  affidate  a  personale  esterno all'organico
dell'amministrazione  medesima,  costitui  scono  economie.  I  commi
quarto  e quinto dell'articolo 62 del regolamento approvato con regio
decreto  23  ottobre  1925, n. 2537, sono abrogati. I soggetti di cui
all'articolo  '2,  comma  2,  lettera b) possono adottare con proprio
provvedimento analoghi criteri.
  2.  Il  30  per  cento  della  tariffa  professionale relativa alla
redazione  di  un  atto  di  pianificazione  comunque  denominato  e'
ripartito,  con le modalita' ed i criteri previsti nel regolamento di
cui  al comma 1, tra i dipendenti dell'amministrazione aggiudicatrice
che lo abbiano redatto".
                              ART. 14. 
(Snellimento delle procedure di cui al decreto-legge 25 marzo 1997, n
          67, ed al decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244). 
 
   1. Gli oneri derivanti dall'affidamento disposto dai commissari 
  straordinari per  le  attivita'  relative  alla  progettazione  del
completamento delle opere incluse negli elenchi di  cui  all'articolo
13  del  decreto-  legge  25  marzo  1997,  n.  67,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 23 maggio  1997,  n.  135,  gravano  sulle
disponibilita' finanziarie autorizzate dal Fondo di cui  all'articolo
9 del medesimo decreto-legge. 
  2.  All'articolo  13  del  decreto-legge  25  marzo  1997,  n.  67,
convertito, con modificazioni, dalla legge e 23 maggio 1997, n.  135,
dopo il comma 4-ter, e' inserito il seguente: 
    "4-quater. Il commissario straordinario, al fine di consentire il
pronto  avvio  o  la  pronta   ripresa   dell'esecuzione   dell'opera
commissariata, puo' affidare le prestazioni relative  alla  revisione
del progetto preliminare, definitivo ed  esecutivo,  o  di  parti  di
esso, nonche'  lo  svolgimento  di  attivita'  tecnico-amministrative
connesse alla progettazione, ai soggetti di propria  fiducia  di  cui
all'articolo 17, comma 1, della legge 11 febbraio  1994,  n.  109,  e
successive modificazioni, anche in deroga alle disposizioni di cui ai
commi 4 e successivi dell'articolo 17 della medesima legge n. 109 del
1994. Resta comunque fermo quanto disposto  dall'ultimo  periodo  del
citato comma 4". 
  3. All'articolo 23, primo comma, numeri 1) e  2),  della  legge  18
ottobre 1942, n. 1460, e successive modificazioni, le parole: "100 
milioni di lire" sono sostituite dalle seguenti : "200.000 ECU" 
  4. All'articolo 3, secondo comma, numeri 1) e  2),  della  legge  5
gennaio 1953, n. 24, e successive modificazioni, le  parole:  "fra  i
100 milioni e i 200 milioni di lire" sono sostituite dalle  seguenti:
"fra 200.000 ECU e 500.000 ECU". 
  5. Il secondo comma dell'articolo 19  del  decreto-legge  15  marzo
1965, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla  legge  13  maggio
1965, n. 431, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
"Sugli appalti da eseguire a cura del Ministero dei  lavori  pubblici
ed il cui importo superi i 500.000 ECU e'  richiesto  il  parere  del
Consiglio superiore dei lavori pubblici". 
  6. I limiti di cui ai commi 3, 4 e S sono  aggiornati  con  cadenza
triennale dal Ministro  dei  lavori  pubblici,  di  concerto  con  il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. 
                              ART. 15.
             (Snellimento delle procedure concernenti il
           decreto- legge 1 aprile 1989, n. 120, la legge
        5 ottobre 1991, n. 317, la gestione degli interventi
        nei territori colpiti dagli eventi sismici del 1980,
                 e altre disposizioni agevolative).

  1.  Gli  oneri  derivanti  dalla  applicazione  del decreto-legge 1
aprile  1989,  n.  120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
maggio 1989, n. 181, gravano sulla ap posita sezione del fondo di cui
all'articolo  14  della  legge  17  febbraio  1982,  n.  46, prevista
dall'articolo  1,  comma 9, del decreto-legge 20 giugno 1994, n. 396,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 3 agosto 1994, n. 481,
sulla quale affluiscono le somme iscritte. anche in conto residui, al
capitolo 7063 dello stato di previsione del Ministero dell'industria,
del  commercio  e dell'artigianato, nonche' quelle che affluiscono al
predetto  capitolo ai sensi del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 410,
convertito dalla legge 10 dicembre 1993, n. 513.
  2.  All'articolo  11, comma 3, primo periodo, della legge 5 ottobre
1991,  n. 317, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le
parole:  "oppure  nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo
d'imposta successivo".
  3. Il Ministero dell'industria, tel commercio e dell'artigianato e'
autorizzato   a  trasferire  ai  consorzi  per  le  aree  industriali
competenti per territorio le eventuali economie sullo stanziamento di
cui  al  comma  1 dell'articolo 10 della legge 7 agosto 1997, n. 266,
nella misura massima di lire 10 miliardi per l'adeguamento funzionale
e  la  manutenzione  straordinaria degli impianti realizzati ai sensi
dell'articolo  32  della  legge  14  maggio 1981, n. 219. Il Ministro
dell'industria,   del   commercio   e  dell'artigianato  presenta  al
Parlamento,  entro  centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
della  presente  legge, una relazione contenente le indicazioni delle
azioni  e  delle  risorse finanziarie eventualmente necessarie per il
completamento   delle  opere  infrastrutturali  di  cui  al  predetto
articolo 10, comma 1, della legge 7 agosto 1997 n. 266. I1 termine di
cui all'articolo 10, comma 6, della medesima legge n. 266 del 1997 e'
ulteriormente differito al 31 dicembre 2001.
  4. Al comma 1 dell'articolo 5 del decreto-legge 23 ottobre 1996, n.
548,  convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 1996, n.
641,  come sostituito dall'articolo 10, comma 5, della legge 7 agosto
1997, n. 266, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
"salvi  i  diritti  gia'  maturati  a  qualsiasi titolo in favore o a
carico  dello Stato, o che maturassero successivamente alla consegna,
in  dipendenza  di annullamenti, revoche, dichiarazioni di nullita' o
decadenza   nel   quadro   delle   funzioni  amministrative  da  esso
esercitate".
  5. I1 comma 3 dell'articolo 21 del decreto-legge 23 giugno 1995, n.
244,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 8 agosto 1995, n.
341, e' sostituito dal seguente:
"  3.  Per le esigenze connesse con il recupero in via amministrativa
dei  lotti,  loro  accessioni e pertinenze, rimasti inutilizzati o la
cui assegnazione sia stata revocata ai sensi dell'articolo 2, commi 4
e  5,  del  decreto-legge  5  ottobre  1993,  n. 398, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  4  dicembre  1993, n. 493, il Ministero
dell'industria,  del  commercio  e dell'artigianato, o la regione nel
cui  territorio  i beni stessi si trovino ove ne sia gia' intervenuta
la consegna di cui all'articolo 10 della legge 7 agosto 1997, n. 266,
possono  procedere  d'ufficio  al  loro  sgombero  da persone e cose,
dandone  idoneo  preavviso  al  detentore  ed  all'eventuale curatore
fallimentare   o   commissario   giudiziale   ove  i  beni  risultino
assoggettati  a  procedura  concorsuale. L'amministrazione procedente
redige  indi  uno  stato di consistenza degli immobili e l'inventario
dei  beni mobili in essi rinvenuti, con adozione delle piu' opportune
cautele  a  salvaguardia  dei diritti di terzi su questi ultimi e con
assegnazione  di  un  congruo termine per il loro asporto da parte di
chi  ne  abbia  diritto.  In  caso  di  contestazioni o di non pronta
reperibilita'  dei  soggetti  interessati,  la stessa amministrazione
puo'  affidare  ad  un  custode  i  beni  che  non  le  appartengano,
stabilendo  le  modalita'  della custodia. Le spese del procedimento,
ove  promosso  dallo  Stato,  fanno carico alle disponibilita' di cui
alla legge 14 maggio 1981, n. 219".
  6.  Dopo  l'articolo  9  del  decreto-legge  30 gennaio 1998, n. 6,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 30 manzo 1998, n. 61, e
inerito il seguente:
"ART. 9-bis. (Destinazione delle risorse).
1.  Le  risorsa  di  cui  all'articolo  15  del presente decreto sono
destinabili  alla realizzazione di opere infrastrutturali programmate
congiuntamente  dallo  Stato e dalle regioni nell'ambito delle intese
istituzionali  di  programma,  riguardanti  le aree interessate dalla
crisi   sismica  e  funzionali  all'attuazione  del  complesso  degli
interventi ti ricostruzione e sviluppo".
  7.  Le  agevolazioni a valere sulle operazioni di cui alla legge 28
novembre 1965, n. 1329, e all'articolo 37 della legge 25 luglio 1952,
n.  949,  possono essere concesse anche nella forma del contributo in
conto capitale, con limiti e modalita' stabiliti nell'esercizio delle
funzioni conferite alle regioni ai sensi dell'articolo 19 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
  8.  Gli  indirizza  generali  di  gestione  del  Fondo  centrale di
garanzia,  istituito  dall'articolo 1 della legge 14 ottobre 1964, n.
1068,  sono  defini dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
                              ART. 16.
              (Disposizioni in materia di contabilita'
           dell'ufficio nazionale per il servizio civile).
  1.  Ai  fondi  di contabilita' speciale a disposizione dell'Ufficio
  nazionale  per  il servizio civile nonche' alle aperture di credito
  effettuate  dall'Ufficio  nazionale per il servizio civile a favore
  di  funzionari  delegati  degli  cuti  militari,  si  applicano  le
  disposizioni di cui all'articolo 1 del decretolegge 25 maggio 1994,
  n.  313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994,
  n.  460,  e  successive  modificazioni,  recante  la disciplina dei
  pignoramenti  sulla  contabilita'  speciale delle prefetture, delle
  direzioni  di amministrazione delle Forze armate e della Guardia di
  finanza.
                               Art. 17
                 (Interventi del Fondo di rotazione
                   per le politiche comunitarie).

  1.  Le  anticipazioni  delle  risorse  occorrenti per il Versamento
all'Unione europea dei contributi comunitari non utilizzati in ambito
nazionale,  comprensivi  degli  interessi  di  mora  maturati e delle
eventuali   differenze   di   cambio,   fanno   carico,   a   partire
dall'esercizio  1999,  ad  apposito capitolo da istituire per memoria
nello  stato  di  previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica, avente natura di " spese obbligatorie
",  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di base 7.1.2.12 "Risorse
proprie Unione europea" del medesimo stato di previsione.
  2.  Per  il versamento all'Unione europea dei contributi comunitari
di  cui al comma 1, richiesti al Ministero del tesoro, del bilancio e
della  programmazione  economica  dalla  Commissione  delle Comunita'
europee  a  tutto  il  31  dicembre  1 998, il Fondo di rotazione per
l'attuazione delle politiche comunitarie, di cui all'articolo 5 della
legge  16  aprile  1987,  n.  183,  e' autorizzato ad anticipare, nei
limiti   delle  proprie  disponibilita'  finanziarie,  le  necessarie
risorse.
  ((3. Le amministrazioni responsabili dell'attuazione degli interventi procedono al recupero, presso gli organismi responsabili, dei contributi comunitari loro trasferiti e non utilizzati nell'ambito dei programmi di rispettiva competenza, unitamente agli interessi legali maturati nel periodo intercorso tra la data di erogazione dei contributi stessi e la data di recupero, nonche' alle differenze di cambio come previsto dall'articolo 59 della legge 22 febbraio 1994, n. 146, versando il relativo importo al fondo di rotazione indicato al comma 2, a titolo di reintegro delle anticipazioni effettuate ai sensi del medesimo comma 2, ovvero ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per le anticipazioni di cui al comma 1)).
  4.  Al  fine  di  assicurare  la  chiusura  degli interventi socio-
strutturali   cofinanziati   dall'Unione   europea,   gestiti   dalle
amministrazioni  centrali  dello  Stato,  il  Fondo  di rotazione per
l'attuazione delle politiche comunitarie, di cui al comma 2, provvede
a  coprire,  nei  limiti delle proprie disponibilita' finanziarie, le
eventuali perdite ti cambio.
  5.  Al  fine  di  assicurare la compiuta realizzazione tel Progetto
pilota  per  la  predisposizione  dei  piani regolatori. inserito nel
programma  di  assistenza  tecnica del Quadro comunitario di sostegno
19941999  per  gli  interventi  strutturali  comunitari nelle regioni
italiane  interessate dall'obiettivo 1 ti cui al regolamento (CEE) n.
2052188 del Consiglio, del 24 giugno 1988 e successive modificazioni,
nonche' di garantire, per il periodo successivo al 31 dicembre 1999 e
nelle  more della definizione delle linee di programmazione congiunta
con la Commissione delle Comunita' europee per gli anni 2000-2006, la
copertura   finanziaria  eccedente  quella  assicurata  dal  suddetto
programma  di assistenza tecnica alle attivita' preliminari all'avvio
del  Progetto  pilota,  il  Fondo  di  rotazione di cui alla legge 16
aprile  1987,  n.  183,  e'  autorizzato  ad anticipare il contributo
comunitario  ed  il  relativo cofinanziamento nazionale in misura non
superiore   a  lire  18  miliardi  .Al  reintegro  dell'anticipazione
comunitaria  al  Fondo  di  rotazione  si  provirede  con  le risorse
dell'Unione   europea   destinate   all'Italia  in  attuazione  degli
interventi   di  cui  al  citato  obiettivo  1,  nell'  ambito  della
programmazione 2000-2006. Il corrispondente cofinanziamento nazionale
resta a carico delle disponibilita' tel Fondo di rotazione.
  6.  Al fine di assicurare il pieno utilizzo delle risorse dei fondi
strutturali,  nonche'  il  conseguimento  degli  obiettivi  di  spesa
nazionale,  il  Fondo di rotazione di cui al comma 2 e' autorizzato a
rendere  disponibili  in  favore  delle  Amministrazioni interessate,
compatibilmente  con  le  proprie disponibilita' finanziarie, risorse
aggiuntive  rispetto  al  limite  della  quota nazionale prevista nei
piani  finanziari  delle singole forme di intervento. La misura delle
complessive maggiori risorse e' stabilita con deliberazione del CIPE,
sulla base delle proposte delle Amministrazioni interessate. Le somme
derivanti  dal mancato o parziale utilizza della dotazione aggiuntiva
costituiscono  anticipazione del cofinanziamento statale per le forme
di intervento previste nella fase di programmazione successiva.
  7.  Il  Fondo di rotazione di cui alla citata legge n. 183 del 1987
Interviene,   secondo   le  procedure  vigenti  e  nei  limiti  delle
disponibilita'  finanziarie  esistenti,  anche  per  il  sostegno  di
iniziative di cooperazione nei Paesi in via di sviluppo, cofinanziate
dall'Unione europea.
  8.  Fermi  restando  i limiti e i divieti imposti dagli articoli 2,
comma  91,  della  legge  23 dicembre 1996, n. 662, e 5, comma 1, del
decreto-legge  28  marzo  1997, n. 79, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, sono fatte salve le anticipazioni
concesse  dall'ANAS  fino  al  31  dicembre  1997, per i contratti di
appalto  di  lavori  oggetto  di  cofinanziamento  europeo, in misura
superiore al limite attualmente previsto.
                              ART. 18.
             (Accesso delle universita' agli accordi di
                             programma).
  1.  L'articolo  6,  comma  1, del decreto- legge 21 aprile 1995, n.
  120,  convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1995, n.
  236, si interpreta nel senso che le universita' possono accedere ai
  finanziamenti   oggetto   degli   accordi   di   programma  di  cui
  all'articolo  5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e al decreto-
  legge  31 gennaio 1995, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla
  legge  29  marzo  1995,  n. 95, a condizione in ogni caso che siano
  entrati  in  vigore  gli  statuti di autonomia da adottare ai sensi
  della legge 9 maggio 1989, n. 168.
                              ART. 19.
        (Adeguamento dei sistemi informatici all'anno 2000).
  1.   Le  pubbliche  amministrazioni,  le  autorita'  amministrative
indipendenti,    l'Autorita'   per   l'informatica   nella   pubblica
amministrazione,  la  Banca d'Italia, la Commissione nazionale per le
societa'  e  la  borsa  (CONSOB),  le  imprese  e  le associazioni di
categoria  rappresentate  nel Consiglio nazionale dell'economia e del
lavoro,  le  imprese  ed  i soggetti privati sono tenuti a fornire al
Comitato  di  studio  ed  indirizzo  per  l'adeguamento  dei  sistemi
informatici  e  computerizzati  all'anno  2000  (Comitato anno 2000),
istituito  con  decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del
14  dicembre  1998,  e successive modificazioni, le informazioni ed i
dati  necessari  al  perseguimento  dei  compiti affidati al Comitato
medesimo  e  dallo  stesso  richiesti,  anche  in  via telematica. Il
Comitato  anno  2000  si  avvale  delle  strutture  di  comunicazione
predisposte   dal   Comitato   di   indirizzo   e  coordinamento  per
l'attuazione dell'euro del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica.
  2.  I  Comitati provinciali per l'euro (CEP), ridenominati Comitati
provinciali  per l'Euro e per l'anno 2000 (CEP 2000), svolgono, sulla
base delle indicazioni del Comitato anno 2000 e con il supporto delle
prefetture,  attivita'  di  sensibilizzazione  e di rilevazione dello
stato  di  adeguamento  dei  sistemi  informatici  e  computerizzati,
pubblici  e  privati, al cambio di data dell'anno 2000. A tale fine i
Comitati  medesimi  possono  essere integrati con esperti provenienti
dalle categorie gia' rappresentate nei Comitati stessi.
  3.  I  Comitati  di  cui ai precedenti commi, in collaborazione con
istituti universitari e centri di ricerca pubblici, procedono:
    a) alla scelta di interventi finalizzati e controllabili;
    b)  alla identificazione delle interconnessioni fra i sistemi, in
particolare dei rischi derivanti dalla complessita';
    c)  alla  elaborazione  di  piani  di  contingenza  per i diversi
livelli  delle  possibili  interruzioni  dei  servizi e dei possibili
rischi derivanti.
  4.  Il  Comitato  di  cui  al  comma  1 riferisce periodicamente, a
cadenza  bimestrale,  alle  competenti  Commissioni  della Camera dei
deputati  e  del  Senato  della  Repubblica  sui  dati  raccolti, gli
elementi acquisiti e le proposte di soluzione individuate.
  5.  E'  autorizzata la spesa di lire 5 miliardi per l'anno 1999 per
il  finanziamento  degli oneri relativi alle attivita' di rilevazione
di dati, informazione e comunicazione per l'adeguamento all'anno 2000
dei sistemi informatici, nonche' per il funzionamento del Comitato di
studio  ed  indirizzo  per  l'adeguamento  dei  sistemi informatici e
computerizzati   all'anno   2000,   ivi   compresi   i   compensi  da
corrispondere  al  personale  di  supporto tecnico ed amministrativo.
Agli oneri derivanti dal presente articol, pari a lire 5 miliardi per
l'anno  1999,  si  provvede  mediante  riduzione  dello  stanziamento
iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale  1999-2001, nell'ambito
dell'unita' previsionale di base di parte corrente " Fondo speciale "
dello  stato  di  previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della   programmazione   economica   per  l'anno  1999,  parzialmente
utilizzando  l'accantonamento  relativo alla Presidenza del Consiglio
dei ministri.
                               Art. 20
          (Relazioni sugli interventi nelle aree depresse).

  1.  E'  soppressa  la  previsione  di  relazioni relative alle aree
depresse contenuta nelle seguenti disposizioni:
    a) articolo 7, comma 1, del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341;
    b) articolo 5, comma l, del decreto-legge 12 maggio 1995, n. 163,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 1995, n. 273;
    c)  articolo  3,  comma  2,  e  articolo 16, comma 2, del decreto
legislativo 3 aprile 1993, n. 96.
  2.  ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 30 SETTEMBRE 2003, N. 269, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 24 NOVEMBRE 2003, N. 326)).
                              ART. 21.
          (Modifiche alla legge 27 dicembre 1997, n. 449).
  1. Al comma 2 dell'articolo 4 della legge 27 dicembre 1997. n. 449,
  sono  soppresse  la parola: " seguenti ", nell'alinea, e le lettere
  a),  b), c) e d). Al comma 3 del medesimo articolo 4 della legge n.
  449  del  1997, le parole: " Per le aree di cui alla lettera d) del
  comma  2  "  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "Per le isole, con
  esclusione   della   Sicilia  e  della  Sartegna,  appartenenti  ai
  territori di cui al comma 2 ".
                              ART. 22.
             (Ristrutturazione finanziaria dell'lstituto
                  poligrafico e zecca dello Stato).
  1.  All'Istituto  poligrafico  e  zecca  dello Stato e' concesso un
  contributo  ventennale  di  lire  80 miliardi annue a decorrere dal
  2000,   quale   concorso  dello  Stato  a  fronte  degli  oneri  di
  ammortamento, per capitale ed interessi, derivanti da mutui o altre
  operazioni  finanziarie  che  l'Istituto  stesso  e' autorizzato ad
  effettuare  al  fine  di  pervenire  alla  propria ristrutturazione
  finanziaria.   Tale   contributo   e'  concesso  a  condizione  che
  l'Istituto  abbia  predisposto  un  programma  di  ristrutturazione
  organizzativa  e  finanziaria  e tale programma sia stato approvato
  tal  Ministro  del  tesoro,  del  bilancio  e  della programmazione
  economica.  Il programma, comprensivo del piano di ristrutturazione
  delle  cartiere  delle  Marche  al  fine  del loro sviluppo e della
  tutela  dei  posti di lavoro, attraverso il reinserimento stabile e
  competitivo  nel  mercato, e' predisposto entro tre mesi dalla data
  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge  ed e' trasmesso al
  Parlamento.  Il  Governo  riferisce ogni sei mesi alle Camere sullo
  stato  di  attuazione  del programma medesimo. A1 relativo onere si
  provvede,  per  gli  anni  2000  e  2001,  mediante  utilizzo delle
  proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto, ai fini
  del   bilancio   triennale   1999-2001,   nell'ambito   dell'unita'
  previsionale  di  base  di  conto,  capitale "Fondo speciale" dello
  stato  di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
  programmazione  economica per l'anno 1999, utilizzando l'accantona"
  mento relativo al medesimo Ministero.
                              ART. 23.
              (Personale del Consorzio universitario a
                             distanza).
  1.  I1 personale dipendente dal Consorzio universitario a distanza,
  per  il  quale  e'  stato  dichiarato  il  fallimento  con sentenza
  depositata  il 30 aprile 1998, ancorche' in cassa integrazione alla
  medesima data, partecipa a domanda ad appositi concorsi che possono
  essere  banditi  dalle  universita' statali di Cosenza, Catanzaro e
  Reggio  Calabria ai fini dell'inquadramento nei ruoli del personale
  tecnico-amministrativo delle universita' stesse, nel rispetto delle
  professionalita'  acquisite,  senza  oneri  aggiuntivi a carico del
  bilancio dello Stato.
                              ART. 24.
         (Divieto di estensione di decisioni giurisdizionali
                nella materia del pubblico impiego).
  1.  Per il triennio 1999-2001 e' fatto divieto a tutte le pubbliche
  amministrazioni  di  cui  all'articolo  I,  comma  2,  del  decreto
  legislativo  3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, di
  adottare    provvedimenti    per    l'estensione    di    decisioni
  giurisdizionali  aventi  forza  di  giudicato,  o comunque divenute
  esecutive,  nella materia del pubblico impiego. La disposizione del
  presente  comma  non si applica alle controversie nelle quali siano
  parti  pubblici  impiegati  ricorrenti  o  resistenti  in  grado di
  appello,  qualora  questioni identiche a quelle dedotte in giudizio
  siano gia' state decise in sede giurisdizionale in senso favorevole
  ad  altri  soggetti versanti nella medesima posizione giuridica dei
  ricorrenti o resistenti.
                              ART. 25.
               (Fondo per lo sviluppo in agricoltura).
  1.  Al  fine  di promuovere il rafforzamento del sistema agricolo e
  agro-alimentare,  attraverso  l'ammodernamento  delle strutture, il
  rinnovo  del  capitale  agrario,  la  ricomposizione  fondiaria, il
  sostegno  e la promozione di settori innovativi quali l'agricoltura
  biologica,  il  riequilibrio  territoriale,  lo sviluppo delle zone
  montane  e  la crescita dell'occupazione, nonche' la qualificazione
  delle produzioni, le risorse finanziarie destinate al finanziamento
  dei  regimi  di aiuto previsti dagli articoli 1, commi 3 e 4, 2, 6,
  10, comma 4, e 13, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998,
  n.  173,  affluiscono  ad  un  apposito  Fondo  per  lo sviluppo in
  agricoltura,  istituito  nello  stato di previsione della spesa del
  Ministero per le politiche agricole.
  2.  Il  Fondo  di cui al comma 1 e' ripartito tra i regimi indicati
  nel  medesimo  comma  con  decreto  del  Ministro  per le politiche
  agricole,  previa  intesa  in  sede  di Conferenza permanente per i
  rapporti  tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
  e di Bolzano.
  3.   Allo   scopo   di  favorire,  semplificare  ed  accelerare  il
  procedimento  amministrativo  per il riordino fondiario, alle norme
  approvate  con  regio  decreto  13  febbraio  1933,  n.  215,  sono
  apportate le seguenti modificazioni:
  a)  all'articolo  22,  terzo comma, le parole: " non superare il 10
  per  cento  "  sono sostituite dalle seguenti: " non superare il 30
  per cento";
  b) all'articolo 29 e' aggiunto il seguente comma:
  "Il  provvedimento  di  approvazione  del  piano  di  riordino, che
  determina i trasferimenti di cui al primo comma, costituisce titolo
  per  l'apposita  trascrizione  dei  beni  immobili trasferiti. Alla
  trascrizione  si  applicano  le agevolazioni previste dalla legge 6
  agosto  1954,  n. 604, e successive modificazioni, nei limiti delle
  risorse  disponibili della Cassa per la formazione della proprieta'
  contadina,  alla  quale  fanno carico i relativi oneri. Con decreto
  del  Ministro  delle  finanze,  ti  concerto con il Ministro per le
  politiche agricole, sono regolate le modalita' di concessione delle
  agevolazioni  e  di versamento dalla suddetta Cassa all'entrata del
  bilancio  dello  Stato delle somme corrispondenti alle agevolazioni
  medesime ".
  4.  Tutti  i  piani  di  riordino  fondiario, ti cui al capo IV del
  titolo II delle norme approvate con regio decreto 13 febbraio 1933,
  n.  215,  adottati  entro il 31 dicembre del quinto anno precedente
  alla  data  di entrata in vigore della presente legge, gia' attuati
  dagli enti concessionari con l'immissione nel possesso dei soggetti
  interessati,  si  intendono  approvati  a tutti gli effetti, ove la
  regione  competente non provveda entro novanta giorni dalla data di
  entrata in vigore della presente legge. Trova applicazione anche in
  tale  ipotesi  la  norma  di  cui  alla  lettera b) del comma 3 del
  presente articolo.
  5.   Restano   ferme  le  disposizioni  relative  agli  adempimenti
  successivi  all'approvazione  dei  piani di cui al comma 4 a carico
  delle  regioni e degli enti concessionari. I conguagli, di cui agli
  articoli  26 e 32 delle citate norme approvate con regio decreto n.
  215  del  1933,  vengono  riscossi  mediante  l'emissione  di ruoli
  esattoriali.
                              ART. 26.
             (Disposizioni riguardanti i consorzi di mi
                       glioramento fondiario).
  1.  Il  secondo  comma  dell'articolo  71 delle norme approvate con
  regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, e' sostituito tal seguente:
  "Ai   consorzi  di  miglioramento  fondiario  sono  applicabili  le
  disposizioni  degli articoli 21, ultimo comma, 55, 57, 60, 62, 66 e
  67".
  2.  Ai  consorzi  di  miglioramento fondiario di secondo grado gia'
  operanti  si applicano le disposizioni dell'articolo 55 delle norme
  approvate  con  il  citato regio decreto n. 215 del 1933, e la loro
  costituzione viene riconosciuta dall'origine.
                              ART. 27.
                (Variazioni compensative tra risorse
                     destinate ad investimenti).
  1.  Al comma 4-quinquies dell'articolo 2 della legge 5 agosto 1978,
  n.  468,  e  successive  modificazioni,  dopo il quarto periodo, e'
  inserito   il   seguente:   "Al   fine  di  favorire  una  maggiore
  flessibilita'  nell'uso delle risorse destinate agli investimenti e
  di  consentire  la  determinazione  delle  dotazioni  di cassa e di
  competenza  in  misura tale da limitare la formazione di residui di
  stanziamento,  possono  essere  effettuate variazioni compensative,
  nell'ambito  della  stessa  unita'  previsionale  di base, di conto
  capitale,  anche  tra  stanziamenti  disposti  da  leggi diverse, a
  condizione  che  si  tratti di leggi che finanzino o rifinanzino lo
  stesso intervento".
                              ART. 28.
                   (Completamento del programma di
             metanizzazione del Mezzogiorno e dei comuni
                      montani del centro-nord).
  1.  All'articolo 9 della legge 7 agosto 1997, n. 266, il comma 1 e'
  sostituito dai seguenti:
  "1.  Al  fine di consentire il completamento del programma generale
  di  metanizzazione  del  Mezzogiorno  di  cui all'articolo 11 della
  legge  28  novembre  1  980, n. 784, e successive modificazioni, e'
  autorizzata la spesa massima ti lire 400 miliardi per l'anno 1997 e
  lire  300 miliardi per ciascuno degli anni 1998 e 1999, utilizzando
  le   somme   assegnate   per   gli   interventi  di  metanizzazione
  dall'articolo  1, comma 79, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e
  dall'articolo   1  del  decreto-legge  23  ottobre  1996,  n.  548,
  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 20 dicembre 1996, n.
  641,  nonche'  a  valere  sulle  disponibilita'  sui  mutui  di cui
  all'articolo  1 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito,
  con  modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135. A tale fine
  sono autorizzate:
  a)  la  concessione  ai  comuni e ai loro consorzi di contributi in
  conto  capitale  fino  ad  un  massimo  del  50 per cento del costo
  dell'investimento previsto;
  b)  la concessione ai comuni e ai loro consorzi di contributi sugli
  interessi  per  l'assunzione ti mutui ventennali al tasso del 3 per
  cento,  per  un  ulteriore ammontare fino al 25 per cento del costo
  dell'investimento previsto;
  c)   la   concessione  di  contributi  in  conto  capitale  per  la
  realizzazione  degli  adduttori secondari aventi caratteristiche di
  infrastrutture  pubbliche e che rivestono particolare importanza ai
  fini  dell'attuazione  del programma generale di metanizzazione del
  Mezzogiorno, secondo le modalita' previste dall'articolo 11, quarto
  comma,  numero  3),  della  legge 28 novembre 1980, n. 784, con una
  spesa massima di lire 100 miliardi.
  1-bis.   I   contributi   vengono   erogati  qualora  l'avanzamento
  dell'opera raggiunga un'entita' non inferiore al 25 per cento della
  spesa ammessa al finanziamento ".
  2.  All'articolo 9 della legge 7 agosto 1997, n. 266, dopo il comma
  5 sono aggiunti i seguenti:
  "5-bis.  E'  concesso un contributo decennale a decorrere dall'anno
  2000  fino  all'anno  2009 di lire 10 miliardi annue quale concorso
  dello  Stato  nell'ammortamento  dei  mutui che la Cassa depositi e
  prestiti  e' autorizzata a concedere, ai comuni montani del centro-
  nord o ai loro consorzi, anche non compresi nelle aree in cui opera
  la legislazione per le aree depresse di cui al regolamento (CEE) n.
  2052/88   del   Consiglio,   del   24  giugno  1988,  e  successive
  modificazioni,  per  con"  sentire  il  completamento della rete di
  metanizzazione   dei   comuni   montani  del  centro-nord,  di  cui
  all'articolo  1, comma 3, del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8 ,
  convertito,  con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, e
  l'approvigionamento,  anche  con  fonti  energetiche alternative al
  metano.  Il  relativo  riparto  e'  effettuato  tal CIPE sentita la
  Conferenza  permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
  province autonome di Trento e di Bolzano.
  5-ter.  All'onere derivante dall'attuazione del comma 5-bis, pari a
  lire  10  miliardi  per  gli anni 2000 e 2001, si provvede mediante
  utilizzo  delle  proiezioni  per i medesimi anni dello stanziamento
  iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale 19992001, nell'ambito
  dell'unita previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale "
  dello  stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
  della   programmazione   economica  per  l'anno  1999,  allo  scopo
  parzialmente utilizzando, l'accantonamento relativo al Ministero di
  grazia e giustizia.
  5-quater.  All'ulteriore finanziamento degli interventi previsti ai
  commi  1  e 5-bis si provvede, a decorrere dall'anno 2000, ai sensi
  dell'articolo  11,  comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978,
  n. 468, e successive modificazioni.
  5-quinquies.  Il  programma  di  metanizzazione  della  Sardegna e'
  attuato  anche  attraverso  la  realizzazione  di  reti comunali di
  distribuzione  del  gas  metano esercibili, in via transitoria, con
  fluidi diversi dal metano. Si applicano le disposizioni delle leggi
  concernenti il programma ti metanizzazione del Mezzogiorno ".
                              ART. 29.
                    (Trasporti rapidi di massa).
  1.  I  soggetti di cui agli articoli 9 e 10 della legge 26 febbraio
  1992,  n.  211,  e successive modificazioni, sono tenuti, a pena di
  revoca del contributo, a presentare i progetti definitivi, relativi
  agli  interventi di competenza gia' approvati dal CIPE prima del 31
  dicembre  1995,  entro  il  termine  del  31  luglio  1999, e per i
  progetti  approvati  entro  il  31  dicembre  1998  non oltre il 31
  ottobre  1999.  A  tal  fine  le  disponibilita'  finanziarie al 31
  dicembre 1998 di cui ai medesimi articoli 9 e 10 della legge n. 211
  del  1992  sono  mantenute  in bilancio per essere utilizzate negli
  esercizi successivi.
  2.  Al  fine  di  consentire  la  realizzazione  di un programma di
  interventi  concernenti  i sistemi di trasporto rapido di massa, il
  Ministro  dei  trasporti  e  della  navigazione,  d'intesa  con  il
  Ministro per i problemi delle aree urbane, formula proposte al CIPE
  per   l'allocazione  delle  risorse  disponibili  anche  a  seguito
  dell'abbassamento del tasso di sconto e dei ribassi d'asta.
                              ART. 30.
           (Fondo speciale per la ricerca nei settori dei
              trasporti aereo, marittimo e terrestre).
  1. E' istituito nell'ambito dello stato di previsione del Ministero
  dei trasporti e della navigazione un fondo per le attivita' di stu-
  dio, di consulenza e di ricerca ti base e tecnologica cui affluisce
  una  quota  pari  all'1  per cento degli stanziamenti relativi agli
  investimenti   nei   settori   dei  trasporti  aereo,  marittimo  e
  terrestre,  ad eccezione degli stanziamenti finalizzati al rimborso
  di rate di ammortamento di mutui o altre operazioni finanziarie, da
  ripartire  da  parte del Ministro dei trasporti c della navigazione
  tenuto conto della priorita' degli interventi.
  2.  Il  Ministro  del  tesoro,  del bilancio e della programmazione
  economica  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri decreti, le
  occorrenti variazioni di bilancio.
                              ART. 31.
           (Societa' di gestione dei servizi ferroviari).

  1.  Al  fine  di  accelerare  il  conferimento  alle  regioni delle
funzioni  previste  dall'articolo  2 della legge 23 dicembre 1996, n.
662,  e  dall'articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n.
422,  le  ferrovie in gestione commissariale governativa, attualmente
gestite   dalle  Ferrovie  dello  Stato  spa,  possono  costituire  o
partecipare  a  societa' con apporto di capitale non superiore a lire
duecento  milioni  ricorrendo  per  la  relativa  copertura  ai fondi
destinati alle spese di esercizio.
                               Art. 32
                   Attuazione del Piano nazionale
                      della sicurezza stradale

  1.  Al  fine  di  ridurre  il  numero e gli effetti degli incidenti
stradali ed in relazione al "" Piano di sicurezza stradale 19972001 "
della  Commissione  delle  Comunita' europee, il Ministero dei lavori
pubblici,  sentito  il  Ministero  dei trasporti e della navigazione,
definisce  il  Piano  nazionale  della  sicurezza  stradale che viene
approvato dal CIPE.
  2.  Il  Piano  consiste  in  un sistema articolato di indirizzi, di
misure  per la promozione c l'incentivazione di piani e strumenti per
migliorare  i  livelli di sicurezza da parte degli enti proprietari e
gestori,  di  interventi infrastrutturali, di misure di prevenzione e
controllo,  ti  dispositivi normativi e organizzativi, finalizzati al
miglioramento della sicurezza secondo gli obiettivi comunitari.
  3. Il Ministro dei lavori pubblici con proprio decreto, di concerto
con i Ministri dell'interno, dei trasporti e della navigazione, della
pubblica istruzione e della sanita', definisce gli indirizzi generali
del  Piano  e  le  linee  guida  per  l'attuazione  dello  stesso, da
sottoporre al parere delle competenti Commissioni parlamentari, anche
ai  fini della determinazione dei costi e della loro ripartizione. Il
Piano  viene  attuato  attraverso  programmi  annuali predisposti dal
Ministro  dei  lavori  pubblici,  approvati  dal CIPE. Il Piano viene
aggiornato  ogni tre anni o quando fattori particolari ne motivino la
revisione.
  4. Per il finanziamento delle attivita' connesse all'attuazione del
Piano  nazionale della sicurezza stradale, la misura del 5 per cento,
fissata  dall'articolo  2, comma 1, lettera x), della legge 13 giugno
1991,  n.  l90,  e' elevata al 15 per cento. I relativi, importi sono
inclusi,  a  titolo di anticipazione, nello stato di previsione della
spesa  del Ministero dei lavori pubblici, per la somma corrispondente
al  consuntivo  dell'esercizio  precedente,  commisurato all'aliquota
percentuale come sopra elevata.
  5.  Gli  interventi di sicurezza stradale sulla rete individuata ai
sensi del comma 2 dell'articolo 3 del decreto legislativo 26 febbraio
1994,  n.  143,  per  le finalita' previste dal Piano nazionale della
sicurezza  stradale,  sono  realizzati  con  i finanziamenti previsti
nell'ambito   degli   accordi   di   programma  di  cui  al  comma  3
dell'articolo  3  del  decreto  legislativo 26 febbraio 1994, n. 143.
All'onere   relativo  alla  redazione  ed  all'attuazione  del  Piano
nazionale  della sicurezza stradale, pari a lire 17.000 milioni annue
a  decorrere  dall'anno  1999,  si  provvede  mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1999-2001,  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base di conto
capitale  "  Fondo  speciale" dello stato di previsione del Ministero
del  tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno
l999,  allo  scopo  parzialmente  utilizzando  quanto  a  lire 12.200
milioni  l'accantonamento relativo al Ministero dei lavori pubblici e
quanto  a  lire  4.800 milioni l'accantonamento relativo al Ministero
dei  trasporti  e  della navigazione. ((Una quota pari al 5 per cento delle somme stanziate per l'attuazione del Piano e' destinata a interventi volti alla repressione dell'abusivismo pubblicitario e al miglioramento dell'impiantistica pubblicitaria sulle strade, di cui all'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285)).
  6.  Il  Ministero dei lavori pubblici verifica annualmente lo stato
di  attuazione  del  Piano  e  la  coerenza  degli  interventi per la
sicurezza  stradale  con  le  finalita'  e  gli  indirizzi  del Piano
nazionale  della  sicurezza  stradale.  I  risultati  della  verifica
vengono inseriti nella relazione al Parlamento prevista dall'articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
                              ART. 33. 
               (Comitato per l'intervento nella SIR). 
 
  1.  La  partecipazione  azionaria  acquisita   dal   Comitato   per
l'intervento nella SIR ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge  25
marzo 1993, n. 79, convertito dalla legge 22 maggio 1993, n. 157,  e'
trasferita, a titolo gratuito, al Ministero del tesoro, del  bilancio
e della programmazione economica - Dipartimento del tesoro. 
  2. Relativamente alla partecipazione di cui al comma l, il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica esercita  i
diritti dell'azionista, d'intesa con il Ministro dell'industria,  del
commercio e  dell'artigianato,  secondo  le  direttive  adottate  dal
Presidente del Consiglio dei ministri,  ai  sensi  dell'articolo  15,
comma 3, del decreto-legge 1 1 luglio 1992, n. 333,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359. 
  3. Il Comitato di cui al comma 1, entro sessanta giorni dalla  data
di entrata in vigore della presente legge, redige un programma per il
prosieguo delle operazioni di liquidazione in corso. Il programma  e'
approvato con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio  e  della
programmazione economica. 
  4. Tutti i proventi derivanti dalla dismissione dei cespiti in capo
al Comitato di cui al  comma  1  sono  destinati,  al  termine  delle
liquidazioni, al Fondo di ammortamento di cui  all'articolo  2  della
legge 27 ottobre 1993, n. 432. Agli  stessi  proventi  fanno  carico,
secondo modalita' stabilite con decreto del Ministro del tesoro,  del
bilancio  e  della  programmazione  economica,  gli  oneri  derivanti
dall'attuazione del presente articolo. 
  5. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 31 MAGGIO 2010, N. 78, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)). 
  6. Il Ministro delle finanze e' autorizzato ad avvalersi dei propri
poteri di  autotutela  per  definire,  nei  confronti  del  Comitato,
l'ammontare globale delle tasse e imposte dovute dalle  societa'  del
gruppo SIR a seguito degli avvisi di accertamento  impugnati  innanzi
agli organi della giustizia tributaria dalle  societa'  medesime.  Il
predetto ammontare complessivo  e'  versato  dal  Comitato  in  unica
soluzione. Si applica l'articolo 6-bis del decreto-legge 29 settembre
1997, n. 328, convertito, con modificazioni, dalla legge 29  novembre
1997, n. 410. 
  7. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 31 MAGGIO 2010, N. 78, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)). 
                              ART. 34.
                 (Fondo nazionale per la montagna).
  1.  Al comma 2 dell'articolo 25 della legge 31 gennaio 1994, n. 97,
  dopo  le  parole:  "regioni  a statuto ordinario", sono aggiunte le
  seguenti:   "alle   regioni  e  province  a  statuto  di  autonomia
  speciale".
  2.  Per  il  finanziamento della legge 31 gennaio 1994, n. 97, sono
  autorizzati limiti ti impegno quindicennali rispettivamente di lire
  20.000  milioni a decorrere dall'anno 2000 e di lire 10.000 milioni
  a  decorrere  dall'anno  2001. A tal fine le comunita' montane sono
  autorizzate  a  contrarre  mutui  secondo  criteri  e modalita' che
  verranno  stabiliti  con  decreto  del  Ministro  del  tesoro,  del
  bilancio e della programmazione economica.
  3.  All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari
  a lire 20.000 milioni per l'anno 2000 e a lire 30.000 milioni annue
  a  decorrere dall'anno 2001, si provvede, per gli anni 2000 e 2001,
  mediante  utilizzo  delle  proiezioni  per  i  medesimi  anni dello
  stanziamento  iscritto,  ai  fini del bilancio triennale 1999-2001,
  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di base di conto capitale a
  Fondo  speciale  "  dello  stato  di  previsione  del Ministero del
  tesoro,  del  bilancio  e della programmazione economica per l'anno
  1999, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
  al Ministero medesimo. ŒI Ministro del tesoro, del bilancio e della
  programmazione  economica  e'  autorizzato ad apportare, con propri
  decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
                              ART. 35.
            (Disposizioni sulla trasformazione dell'Ente
       nazionale di assistenza al volo in societa' per azioni
  1.  In  deroga  a  quanto previsto al comma 2 dell'articolo 1 della
  legge  21  dicembre 1996, n. 665, l'Ente nazionale di assistenza al
  volo  e'  trasformato  in  societa' per azioni entro il 31 dicembre
  2000,   previa   verifica  delle  condizioni  della  trasformazione
  medesima   e  acquisito  il  parere  delle  competenti  Commissioni
  parlamentari.  Le  azioni  della  societa' per azioni che derivera'
  dalla trasformazione dell'Ente nazionale di assistenza al volo sono
  attribuite   al   Ministro   del   tesoro,  del  bilancio  e  della
  programmazione  economica,  che  esercita  i diritti dell'azionista
  d'intesa con il Ministro dei trasporti e della navigazione.
                               Art. 36
            Continuita' territoriale per la Sardegna e le
       isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali

  1.  Il  Ministro  dei  trasporti  e  della  navigazione, al fine di
conseguire l'obiettivo della continuita' territoriale per la Sardegna
e  le  isole  minori  della  Sicilia dotate di scali aeroportuali, in
conformita'  alle disposizioni di cui al regolamento (CEE) n. 2408/92
del Consiglio, del 23 luglio 1992, dispone con proprio decreto:
    a)   gli   oneri   di  servizio  pubblico,  in  conformita'  alle
conclusioni   della   conferenza  di  servizi  di  cui  al  comma  2,
relativamente  ai  servizi  aerei  di  linea effettuati tra gli scali
aeroportuali  della  Sardegna  e delle isole minori della Sicilia e i
principali aeroporti nazionali individuati dalla stessa conferenza;
    b)  d'intesa  con  i  presidenti  delle  regioni  autonome  della
Sardegna   e   della   Sicilia,  una  gara  di  appalto  europea  per
l'assegnazione  delle rotte tra gli scali aeroportuali della Sardegna
e delle isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali e gli
aeroporti  nazionali,  qualora nessun vettore abbia istituito servizi
di linea con assunzione di oneri di servizio pubblico.
  2.  I  presidenti delle regioni interessate, su delega del Ministro
dei  trasporti e della navigazione, entro trenta giorni dalla data di
entrata  in  vigore  della  presente legge, indicono e presiedono una
conferenza di servizi con la partecipazione, oltre che delle regioni,
delle pubbliche amministrazioni competenti.
  3.  La  conferenza  di  servizi  ha  il  compito  I  di precisare i
contenuti  dell'onere  di  servizio  pubblico,  senza  oneri  per  il
bilancio dello Stato, indicando:
    a) le tipologie e i livelli tariffari;
    b) i soggetti che usufruiscono di sconti particolari;
    c) il numero dei voli;
    d) gli orari dei voli;
    e) i tipi di aeromobili;
    f) la capacita' di offerta.
  4.  Qualora  nessun  vettore  accetti  l'imposizione degli oneri di
servizio  pubblico  di  cui  al  comma 1, lettera a), il Ministro dei
trasporti e della navigazione d'intesa con i presidenti delle regioni
interessate  indice  la  gara di appalto europea secondo le procedure
previste  dall'articolo  4, comma 1, lettere d), e), p), g) e h), del
regolamento  (CEE)  n.  2408/92 del Consiglio, del 23 luglio 1992. Il
rimborso  al vettore o ai vettori aerei selezionati non puo' comunque
superare l'importo di 50 miliardi di lire per l'anno 2000 e l'importo
di  70  miliardi  di  lire  a decorrere dall'anno 2001. L'1 per cento
della  spesa  autorizzata  dal  presente comma e destinato alle isole
minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali.
  4-bis.  Al  fine  di contenere i costi di trasporto che gravano sui
prodotti  finiti  o  semilavorati  esportati  fuori  dalla regione da
aziende   artigianali,   agricole  e  di  pesca  ,  estrattive  e  di
trasformazione con sede di stabilimento in Sardegna, la conferenza di
servizi  di  cui  al  comma  3  definisce  uno schema di contratto di
servizio  di  cui all'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3577/92 del
Consiglio  del  7 dicembre 1992 da sottoporre ai vettori interessati.
In  tale schema, sono precisati le tariffe e i noli in relazione alle
Tipologie   merceologiche  da  trasportare.  Qualora  nessun  vettore
accetti  di  sottoscrivere  il  contratto  di  servizio conforme allo
schema  proposto  si  applica  la  procedura prevista dal comma 4. Il
rimborso ai vettori selezionati e le agevolazioni previste al comma 5
non  possono  superare a carico del bilancio dello Stato l'importo di
lire  20  miliardi  per l'anno 1999 e di lire 30 miliardi a decorrere
dall'anno  2000.  L'onere di compartecipazione a carico della regione
non puo' essere inferiore al 50 per cento del contributo statale. (9)
  5.  E'  concesso  alle  piccole  e  medie  imprese  estrattive e di
trasformazione,    come    definite    dal   decreto   del   Ministro
dell'industria,  del  commercio e dell'artigianato 18 settembre 1997,
pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 229 del 1 ottobre 1997, con
sede  legale  e  stabilimento  operativo in Sardegna, ad eccezione di
quelle  di  distillazione  dei  petroli, un contributo delle spese di
trasporto  ferroviario,  marittimo  e  aereo nei limiti del massimale
previsto  dal  vigente  regime  degli aiuti di Stato per la piccola e
media  impresa  nelle  regioni di cui all'obiettivo 1 del regolamento
(CE)   n.  1260/1999  del  Consiglio,  del  21  giugno  1999,  per  i
semilavorati   ed   i   prodotti  finiti  provenienti  dalle  imprese
industriali  sarde  e  destinati  al restante territorio comunitario,
secondo le procedure di cui al comma 6, a valere sulle risorse di cui
al comma 7.
  ((5-bis. Per l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40, in materia di riduzione compensata di pedaggi autostradali, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, limitatamente alle imprese di autotrasporto con sede legale e stabilimento operativo nelle aree interessate dalla continuita' territoriale, modifica le direttive ivi previste tenendo conto dei costi marittimi gravanti sulle imprese di autotrasporto, nonche' delle distanze chilometriche percorse in mare e per raggiungere i punti d'imbarco. Nelle medesime direttive il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti provvede ad introdurre il rimborso parziale dei costi marittimi, secondo criteri che garantiscano la parita' di condizioni di esercizio tra tutte le imprese del settore)).
  6.  Il  Ministro delle finanze, con proprio decreto, emana le norme
di  attuazione  delle  disposizioni  di cui al comma 5 entro sessanta
giorni  dalla  data di entrata in vigore della presente disposizione.
L'attuazione  delle  disposizioni  di cui al comma 5 e' affidata alla
Societa'  finanziaria  industriale rinascita Sardegna (SFIRS). A tale
fine  con  apposita  convenzione,  da  definire entro sessanta giorni
dalla  data  di  entrata  in vigore della presente disposizione, sono
stabilite  le  modalita'  per il trasferimento dei fondi dal bilancio
statale alla SFIRS.
  7.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
valutato  in  20  miliardi di lire per l'anno 1999, in 80 miliardi di
lire  per  l'anno  2000  e  in 100 miliardi di lire annue a decorrere
dall'anno  2001,  si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 1999-2001,
nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base  di parte corrente "
Fondo  speciale " dello stato di previsione del Ministero del tesoro,
del  bilancio  e  della  programmazione  economica  per  l'anno 1999,
parzialmente  utilizzando  l'accantonamento relativo al Ministero dei
trasporti e della navigazione.
  8.  Il  Ministro  del  tesoro,  del bilancio e della programmazione
economica  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le
occorrenti variazioni di bilancio.
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  24  dicembre  2003, n. 350 ha disposto (con l'art. 4, comma
235)  che  la modifica di cui al comma 4-bis del presente articolo ha
effetto  limitatamente alle somme gia' stanziate alla data di entrata
in vigore della sudetta legge n. 350/2003.
                              ART. 37.
              (Disposizioni in materia di censimenti).
  l.  L'ISTAT  provvede all'esecuzione del quinto Censimento generale
  dell'agricoltura,  che  avra'  luogo nel corso dell'anno 2000, allo
  scopo utilizzando le risorse gia' autorizzate dalla tabella C della
  legge 23 dicembre 1998, n. 449.
  2. Con appositi regolamenti da emanare, ai sensi dell'articolo l 7,
  comma  1,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  e  successive
  modificazioni,  con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica su
  proposta del Presidente del Consiglio del ministri, di concerto con
  i  Ministri  di  Volta  in  volta  competenti a seconda del tipo di
  rilevazione  censuaria,  sentita  la Conferenza unificata di cui ai
  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n. 281, sono definiti, nel
  rispetto  degli  obblighi  di rilevazione derivanti dalla normativa
  nazionale  e  comunitaria,  il campo di osservazione, i criteri per
  l'affidamento di fasi di rilevazioni censuarie ad enti ed organismi
  pubblici  e  privati, i soggetti tenuti all'obbligo di risposta, le
  modalita'  di  esecuzione per tutti i censimenti, di diffusione dei
  dati,  di fornitura agli organismi del Sistema statistico nazionale
  (SISTAN)  dei  dati  elementari non nominativi, le modalita' per il
  confronto  dei  dati  dei  censimenti  della popolazione con i dati
  delle anagrafi comunali. I regolamenti disciplinano altresi:
  a) l'attribuzione agli organismi del SISTAN, incaricati ti svolgere
  le  operazioni  di  censimento, di un contributo forfettario per le
  spese  di  rilevazione  e  per le spese generali e di coordinamento
  tecnico;
  b)  il conferimento da parte degli organismi del SISTAN, competenti
  a  svolgere attivita' di rilevazione, dell'incarico di rilevatore e
  di  coordinatore a personale dipendente o non dipendente nonche' le
  caratteristiche  ed  i contenuti minimi delle prestazioni richieste
  che  saranno  coperte da assicurazione e retribuite con un compenso
  determinato  in  base  al  numero  di  unita'  rilevate  e ad altri
  elementi  che  differenziano  le  prestazioni, quali la dispersione
  territoriale  e  la  complessita'  aziendale,  ed  erogato,  per il
  personale  dipendente,  secondo  i  rispettivi contratti collettivi
  nazionali di lavoro;
  c) le modalita' di assunzione da parte dell'ISTAT e delle camere di
  commercio,  industria,  artigianato  e agricoltura di personale con
  contratto  a  tempo determinato, anche in deroga ai limiti previsti
  dai  contratti  collettivi  nazionali  di  lavoro, ovvero con altre
  tipologie  contrattuali  previste per le amministrazioni pubbliche,
  ovvero  il  ricorso  alla  collaborazione professionale di soggetti
  esterni,  ai  sensi  dell'articolo  7  del  decreto  legislativo  3
  febbraio  1993,  n.  29, e successive modificazioni, per il periodo
  strettamente   necessario   allo   svolgimento   delle   operazioni
  censuarie;
  d)  l'utilizzazione,  da  parte  tegli  organismi  incaricati telle
  attivita'   di   rilevazione,  di  rilevatori  e  coordinatori  non
  dipendenti, secondo le tipologie delle collaborazioni professionali
  previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro, ovvero della
  collaborazione  coordinata  e  continuativa di cui all'articolo 49,
  comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato cori'
  decreto  del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
  ovvero del lavoro autonomo occasionale;
  e)  le  modalita'  di  diffusione  dei dati relativi alla struttura
  socio-demografica,   economica   ed   occupazionale  con  frequenza
  inferiore   alle   tre   unita',  ove  la  disaggregazione  risulti
  necessaria  al  fine  di  soddisfare  le  esigenze  conoscitive  di
  carattere internazionale, comunitario, nazionale i' e locale, fatto
  salvo quanto previsto dalla normativa a tutela tei dati sensibili.
  3.   Per  l'esecuzione  di  tutti  i  censimenti  resta  confermata
  l'estensione  dell'ISTAT  delle  disposizioni  di  cui  al  comma 1
  dell'articolo  2  ed  al terzo comma dell'articolo 5 della legge 13
  luglio 1966. n. 559, e successive modificazioni.
  4.  Gli  oneri  di  spesa  previsti dal presente articolo restano a
  carico delle risorse destinate ai censimenti.
                              ART. 38.
                     (Forestazione ambientale).
  1.   Per   il  conseguimento  di  specifici  Obiettivi  nell'ambito
  dell'attivita'  di  forestazione come definita dal Ministero per le
  politiche  agricole,  d'intesa  con  la Conferenza permanente per i
  rapporti  tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
  e  di  Bolzano,  nei  termini stabiliti dall'articolo 45, comma 26,
  della  legge  23  dicembre  1998,  n. 448, la gestione liquidatoria
  dell'Ente nazionale per la cellulosa e per la carta puo' costituire
  una  societa'  per  azioni.  Per  tale finalita' e per le ulteriori
  necessita'  della liquidazione, in attuazione delle disposizioni di
  cui  all'articolo  61,  comma  3,  della medesima legge 23 dicembre
  1998, n. 448, e' autorizzata la contrazione con la Cassa depositi e
  prestiti di un mutuo decennale integrativo nei limiti dell'onere di
  ammortamento   annuo  complessivo  stabilito  dall'articolo  6  del
  decreto-legge   17   giugno   1996,   n.   321,   convertito,   con
  modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 421.
                              ART. 39.
           (Modifiche agli articoli 8 e 31 della legge 23
                       dicembre 1998, n .448).
  1.  All'articolo  8  della  legge  23  dicembre  1998, n. 448, sono
  apportate le seguenti modificazioni:
  a)  al comma 10, alla lettera c), dopo le parole: "isole minori" la
  parola: "per" e' sostituita dalle seguenti: "nonche' a";
  b)  al  comma 12, al secondo periodo, la parola: "compensazioni" e'
  sostituita dalla seguente: "riduzioni".
  2. All'articolo 31, comma 29, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
  al  primo  periodo,  sono  soppresse  le  parole: "fino a tale data
  restano  in  vigore  le  tariffe deliberate per il 1998" e l'ultimo
  periodo   e   sostituito  dai  seguenti:  "Per  l'anno  1999  detta
  deliberazione  e'  adottata entro il 28 febbraio 1999 e fino a tale
  data  restano  in  vigore  le  tariffe  deliberate  per il 1998. Il
  termine  entro  il  quale  i comuni interessati possono assumere le
  delibere   per   adeguare   le  tariffe  dei  predetti  servizi  in
  conformita' ai parametri, ai criteri e limiti stabiliti dal CIPE e'
  fissato al 15 maggio 1999".
                              ART. 40.
                 (Sicurezza idraulica dei territori
                         del Bacino del Po).
  1.  Al solo fine della totale realizzazione dl interventi necessari
  alla   sicurezza   idraulica   dei  territori  del  Bacino  del  Po
  interessati  dal  rischio  di  eventi  alluvionali e calamitosi, e'
  autorizzata  l'esecuzione dei lotti di completamento da parte delle
  imprese    esecutrici   di   lotti   precedenti,   compresi   nella
  progettazione  generale  redatta  dalle  imprese stesse entro il 31
  dicembre 1994, approvata dal Magistrato del Po di Parma.
                              ART. 41.
              (Norme per il mercato del gas naturale).

  1. Al fine di promuovere la liberalizzazione del mercato del gas
  naturale,  con  particolare riferimento all'attivita' di trasporto,
stoccaggio  e distribuzione, il Governo e' delegato ad emanare, entro
un  anno  dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o
piu'  decreti  legislativi, sentita la Conferenza unificata di cui al
decreto  legislativo 28 agosto 1997, n. 281, per dare attuazione alla
direttiva  98/30/CE  del  Parlamento  europeo e del Consiglio, del 22
giugno  1998,  recante  norme  comuni  per il mercato interno del gas
naturale, e ridefinire conseguentemente tutte le componenti rilevanti
del  sistema  nazionale  del  gas,  ivi  incluse  quelle  relative al
servizio  di  pubblica utilita', nel rispetto dei seguenti principi e
criteri direttivi:
    a)  prevedere che l'apertura del mercato del gas naturale avvenga
  nel  quadro  di  regole  che  garantiscano, nel rispetto dei poteri
  dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, lo svolgimento del
  servizio  pubblico,  compresi i relativi obblighi, l'universalita',
  la  qualita'  e  la  sicurezza  del  medesimo, l'interconnessione e
  l'interoperabilita' dei sistemi;
    b)  prevedere che, in considerazione del crescente ricorso al gas
  naturale  e per conseguire un maggiore grado di interconnessione al
  sistema  europeo del gas, le opere infrastrutturali per lo sviluppo
  del  sistema  del gas siano dichiarate di pubblica utilita' nonche'
  urgenti  e  indifferibili a tutti gli effetti della legge 25 giugno
  1865, n. 2359;
    c)  eliminare  ogni  disparita' normativa tra i diversi operatori
  nel  sistema  del  gas,  garantendo, nei casi in cui siano previsti
  contributi,  concessioni,  autorizzazioni  o altra approvazione per
  costruire  o gestire impianti o infrastrutture del sistema del gas,
  uguali condizioni e trattamenti non discriminatori alle imprese;
    d)  prevedere misure affinche' nei piani e nei programmi relativi
  ad  opere  di trasporto, di importazione e di stoccaggio di gas sia
  salvaguardata  la  sicurezza  degli approvvigionamenti, promossa la
  realizzazione  di nuove infrastrutture di produzione, stoccaggio ed
  importazione, e favorito lo sviluppo della concorrenza e l'utilizzo
  razionale delle infrastrutture esistenti;
    e)  prevedere  che  le  imprese  integrate  nel  mercato  del gas
  costituiscano,  ove  funzionale allo sviluppo del mercato, societa'
  separate,  e  in  ogni caso tengano nella loro contabilita' interna
  conti   separati  per  le  attivita'  di  importazione,  trasporto,
  distribuzione  e  stoccaggio,  e conti consolidati per le attivita'
  non   rientranti   nel   settore   del  gas,  al  fine  di  evitare
  discriminazioni o distorsioni della concorrenza;
    f)  garantire  trasparenti  e  non discriminatorie condizioni per
  l'accesso regolato al sistema del gas;
    g)  stabilire misure perche' l'apertura del mercato nazionale del
  gas  avvenga  nel  quadro dell'integrazione europea dei mercati sia
  per quanto riguarda la definizione dei criteri per i clienti idonei
  su base di consumo per localita', sia per facilitare la transizione
  del  settore  italiano  del  gas  ai nuovi assetti europei, sia per
  assicurare   alle   imprese   italiane,   mediante   condizioni  ti
  reciprocita' con gli altri Stati membri dell'Unione europea, uguali
  condizioni di competizione sul mercato europeo del gas.
    2.  Gli  schemi  dei  decreti  legislativi  di  cui  al  comma 1,
  deliberati  dal  Consiglio dei ministri e corredati da una apposita
  relazione,  sono trasmessi alle Camere per l'espressione del parere
  da parte delle competenti commissioni parlamentari permanenti entro
  nove  mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. In
  caso  di  mancato  rispetto  del  termine  per  la trasmissione, il
  Governo   decade   dall'esercizio   della   delega.  Le  competenti
  Commissioni  parlamentari esprimono il parere entro sessanta giorni
  dalla  data  di  trasmissione. Qualora il termine per l'espressione
  del  parere  decorra  inutilmente,  i  decreti  legislativi possono
  essere comunque emanati.
                              ART. 42.
        (Disposizioni concernenti il titolo VIII della legge
                      14 maggio 1981, n. 219).
  1. Gli alloggi realizzati nei comuni contermini al comune di Napoli
  ai sensi del titolo VIII della legge 14 maggio 1981, n. 219, e suc-
  cessive  modificazioni,  ed  indicati  nel decreto del Ministro del
  bilancio   e   della  programmazione  economica  4  novembre  1994,
  pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 305
  del  31  dicembre 1994, sono acquisiti, all'atto del trasferimento,
  al  patrimonio disponibile dei comuni nel cui territorio sono stati
  realizzati.
  2.  Le  opere  di urbanizzazione primaria e secondaria comprese nei
  comparti  in  cui  ricadono  gli  alloggi  di  cui  al comma 1 sono
  acquisite,  all'atto  del trasferimento, al demanio o al patrimonio
  del comune destinatario degli alloggi. Con tali opere e' trasferita
  ai comuni l'eventuale residua dotazione finanziaria loro afferente.
  Le  chiese  ed  i  centri parrocchiali, con le relative pertinenze,
  sono trasferite alla curia vescovile competente per territorio.
  3.  Il  Commissario  straordinario di cui al decreto del Presidente
  della  Repubblica  7 agosto 1997, e successivi decreti, gestisce il
  contenzioso   di   competenza   dello  Stato  e  predispone,  entro
  centottanta  giorni  dall'entrata in vigore dei decreti legislativi
  di  cui  al  comma  6,  un  piano per la definizione e chiusura del
  programma di cui al titolo VIII della legge 14 maggio 1981, n. 219,
  e  successive modificazioni. Il piano, tenendo conto dello stato di
  attuazione,  individua  gli  interventi  di manutenzione ordinaria,
  straordinaria  e di compietamento necessari per l'ultimazione delle
  opere  acquedottistiche,  degli alloggi non trasferiti alla data di
  entrata  in  vigore  della presente legge e delle relative opere di
  urbanizzazione,   prevedendo   lo   stralcio   dal   programma   di
  ricostruzione  delle  opere non ancora iniziate 0 in avanzato stato
  di degrado o che, comunque, in relazione agli oneri previsti per la
  realizzazione,   non  risultino  piu'  compatibili  con  l'esigenza
  prioritaria  della  definitiva  chiusura  del  programma  di cui al
  citato  titolo  VIII;  le convenzioni con i concessionari aventi ad
  oggetto le opere stralciate sono risolte di diritto con gli effetti
  di  cui all'articolo 345 della legge 20 marzo 1865, n. 2248; il pi-
  ano  individua  altresi'  le relative esigenze finanziarie, inclusi
  gli  oneri del contenzioso, e l'ordine di priorita' da seguire. Gli
  oneri  del  contenzioso  sono  a  carico  dello  Stato per tutte le
  controversie  aventi titolo in eventi verificatisi anteriormente al
  trasferimento  delle opere e degli alloggi agli enti destinatari di
  cui  al  comma 6, lettera a). Il piano e' approvato con decreto del
  Presidente  del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro
  del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
  4.   Il  Commissario  straordinario,  nell'espletamento  delle  sue
  funzioni,  si  avvale  del  personale  gia'  in  servizio presso la
  struttura  del  Funzionario  incaricato  dal CIPE alla data del 3 1
  marzo  1996  e  di  personale  comandato  da  altre amministrazioni
  pubbliche;  si  avvale,  altresi,  della consulenza di un gruppo di
  supporto tecnico-giuridico, composto da un consigliere di Stato, da
  un  avocato  dello Stato e da un membro del Consiglio superiore dei
  lavori  pubblici,  il  cui parere e' sostitutivo di quello previsto
  dall'articolo  13  del  testo  unico approvato con regio decreto 30
  ottobre  1  933,  n.  1 6 11. Il gruppo di supporto e' nominato con
  decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con
  il  Ministro  del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione
  economica;  con  il  medesimo  decreto  e'  stabilito  il  relativo
  compenso   da   imputare  alle  disponibilita'  della  contabilita'
  speciale intestata al Commissario straordinario.
  5.  Ferma  restando l'utilizzazione delle risorse disponibili sulla
  contabilita' speciale intestata al Commissario straordinario di cui
  al  comma 3 per le finalita' di cui al decreto del Presidente della
  Repubblica  7  agosto  1997, e successivi decreti, per l'attuazione
  del  piano  di  cui al comma 3 e delle connesse spese relative alla
  gestione   commissariale   e'   autorizzato   il  limite  d'impegno
  ventennale di lire 60 miliardi, a decorrere dall'anno 2000, diretto
  alla  concessione da parte del Ministero del tesoro, del bilancio e
  della programmazione economica di contributi ai soggetti competenti
  che  provvedono  alla  contrazione  di  mutui o di altre operazioni
  finanziarie,  secondo un apposito progetto di riparto approvato con
  il  decreto  di  cui  al  comma  3.  Al  relativo onere si provvede
  mediante  corrispondente  utilizzo  delle  proiezioni  per gli anni
  2000-2001   dello  stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio
  triennale  1999-2001,  nell'ambito dell'unita' previsionale di base
  di  conto  capitale  "Fondo speciale" dello stato di previsione del
  Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
  per  l'anno  1999, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo
  al medesimo Ministero. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della
  programmazione  economica  e'  autorizzato ad apportare, con propri
  decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  6. Il Governo e' delegato ad emanare, entro centoventi giorni dalla
  data  di entrata in vigore della presente legge, uno o piu' decreti
  legislativi   per   la   definitiva   chiusura   del  programma  di
  ricostruzione  di cui al titolo VIII tella legge 14 maggio 1981, n.
  219,  e  successive  modificazioni;  entro  un  anno  dalla data di
  entrata  in  vigore dei decreti legislativi, il Governo e' delegato
  ad   emanare   un  decreto  integrativo  e  correttivo.  I  decreti
  legislativi  sono  adottati  secondo  i seguenti principi e criteri
  direttivi, fermo restando quanto previsto dal comma 3:
  a) definire, da parte del Commissario straordinario di cui al comma
  3,  il  trasferimento  delle  opere  e degli alloggi , ove gia' non
  avvenuto,  agli  enti e comuni destinatari, che dovra' avere luogo,
  comunque, entro e non oltre centoventi giorni dalla data di entrata
  in vigore dei decreti legislativi;
   b)  assicurare il completamento degli interventi di cui al comma 3
  da parte degli enti destinatari, provvedendo allo stralcio di opere
  secondo i criteri di cui al medesimo comma 3;
  c)   prevedere   idonei   strumenti   di   supporto  tecnico  e  di
  semplificazione  procedurale  e  amministrativa  per  l'ultimazione
  dell'intervento;
  d) disciplinare le modalita' di utilizzazione degli alloggi e delle
  opere da parte dei comuni, perseguendo i seguenti obiettivi:
  1) recuperare il patrimonio edilizio vandalizzato o danneggiato;
  2)  verificare  le  condizioni per la regolarizzazione del rapporto
  con gli assegnatari o gli occupanti gli alloggi, gestire i relativi
  rapporti   e   individuare   condizioni  agevolative  per  favorire
  l'attribuzione in proprieta' degli alloggi, mediante riscatto degli
  alloggi, da parte degli occupanti;
  3)   provvedere   alla   gestione  delle  opere  di  urbanizzazione
  secondaria  loro trasferite, anche mediante affidamento a terzi, in
  base  a  criteri  di  finalita'  sociale  dell'opera, privilegiando
  nell'affidamento  i  soggetti  istituzionalmente  operanti  per  il
  perseguimento  di  tali  finalita'  ovvero, quando cio' non risulti
  possibile, in base a criteri di economicita' della gestione;
  4)  prevedere la possibilita' per i comuni di stipulare convenzioni
  con l'Istituto autonomo per le case popolari (IACP) della provincia
  di  Napoli  al  fine di instaurare un rapporto di consulenza per la
  determinazione,  ove  necessaria,  dei  canoni e degli algoritmi di
  capitalizzazione  degli stessi al fine del riscatto degli alloggi e
  della  predisposizione  dei  capitolati  di gestione degli immobili
  trasferiti;
  5)  prevedere riduzioni del canone per l'assegnazione degli alloggi
  trasferiti ai comuni ai sensi del presente articolo per agevolare i
  nuclei familiari con basso reddito;
  6)  prevedere  la  detraibilita', ai fini del riscatto, delle spese
  documentate  sostenute  successivamente  alla  data  di  entrata in
  vigore  della  presente legge dai soggetti assegnatari ed occupanti
  per   la   manutenzione   straordinaria   del  patrimonio  edilizio
  vandalizzato o danneggiato;
  e)  disciplinare,  anche  attraverso  il  ricorso  a  conferenze di
  servizi,  la definizione possibilmente transattiva del contenzioso,
  eventualmente  congiunta  alla  ultimazione delle opere, nonche' le
  relative    modalita'   di   pagamento,   prevedendo   altresi   la
  possibilita',  per  l'amministrazione,  di ottenere, nelle more del
  procedimento  di  definizione,  la  temporanea rinuncia alle azioni
  esecutive   dei   titoli  giudiziari  e  lo  svincolo  delle  somme
  eventualmente  pignorate  previa corresponsione di un acconto sulle
  somme portate dal titolo;
  f)  dettare i criteri necessari al completamento delle procedure di
  espropriazione in corso;
  g)  garantire,  per  tutti i decreti legislativi emanati sulla base
  dei principi e criteri direttivi di cui alle precedenti lettere, la
  compatibilita' finanziaria con le risorse autorizzate dal comma 5 o
  da altre leggi di finanziamento.
  7. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 6, deliberati
  dal  Consiglio  dei ministri e corredati da una apposita relazione,
  sono  trasmessi  alle  Camere per l'espressione del parere da parte
  delle  competenti  Commissioni  parlamentari  permanenti  entro  il
  quarantacinquesimo  giorno  antecedente  la  scadenza  del  termine
  previsto  per l'esercizio della relativa delega. In caso di mancato
  rispetto  del  termine  per  la  trasmissione,  il  Governo  decade
  dall'esercizio della delega. Le competenti Commissioni parlamentari
  esprimono  il parere entro trenta giorni dalla data di trasmissione
  degli  schemi  stessi.  Qualora  il  termine  per l'espressione del
  parere  decorra  inutilmente,  i decreti legislativi possono essere
  comunque emanati.
  8. Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti
  salvi  gli  effetti  prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla
  base  dei  decreti-legge  2  aprile  1996,  n.  186,  limitatamente
  all'articolo  1,  3  giugno  1996, n. 306, 2 agosto 1996, n. 407, 1
  ottobre 1996, n 513, e 20 dicembre 1996, n. 643.
                               Art. 43
            Misure in materia di programmazione negoziata

  1.   In   occasione   della  prima  verifica  di  cui  al  comma  3
dell'articolo  10  dell'intesa di programma tra lo Stato e la regione
Lombardia   approvata   dal  CIPE  il  19  febbraio  1999,  ai  sensi
dell'articolo  2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, il
Comitato  istituzionale  di  gestione  sentiti i rappresentanti degli
enti  locali interessati provvedera' ad individuare, nel quadro delle
risorse   aggiuntive   destinate  all'intesa  medesima,  i  fondi  da
destinare  alla  delocalizzazione  dei  centri  abitati dei comuni, o
frazioni  di  essi, che insistono sul sedime aeroportuale di Malpensa
2000,  (nonche'  alla  realizzazione  di  attivita'  di  monitoraggio
ambientale  e  di  interventi  di delocalizzazione o finalizzati alla
compensazione e mitigazione ambientale degli effetti conseguenti alle
attivita'  di  Malpensa  2000)  nell'ambito  dell'apposito accordo di
programma   quadro   anche   mediante  l'approvazione  di  protocolli
aggiuntivi  al medesimo. La ripartizione delle risorse destinate allo
scopo,  da  erogare anche nella forma di un contributo ai proprietari
di immobili ad uso di residenza principale residenti da almeno cinque
anni  in tali centri abitati, ((ovvero di acquisizione di immobili ad uso residenziale purche' con titolo di edificazione anteriore al 17 aprile 1999 e ricadenti anche in zona A delle curve isofoniche, di cui alla legge regionale della regione Lombardia 12 aprile 1999, n. 10, nei limiti di metri 400 dal perimetro del sedime aeroportuale))
dovra'  essere effettuata sulla base dell'assetto finale dei piani di
volo  e  delle  richieste  dei  comuni  interessati  da  fenomeni  di
inquinamento  acustico  e  atmosferico  con  riferimento  ai  normali
livelli definiti dalla normativa vigente.
  2.  Al  comma  207  dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996 n.
662, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti:
"Le  somme da iscrivere su apposita unita' previsionale di base dello
stato  di  previsione  del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione  economica riservate dal CIPE ai contratti d'area e ai
patti  territoriali  sono  trasferite,  con  decreto del Ministro del
tesoro,  del bilancio e della programmazione economica, che ne dovra'
prevedere  criteri  e modalita' ti controllo e rendicontazione, sulla
base  dello  stato  di  avanzamento  delle  iniziative  previste  dal
contratto  o  dal  patto,  rispettivamente  al responsabile unico del
contratto  d'area  o  al soggetto responsabile del patto territoriale
che   provvedono  ai  relativi,  pagamenti  in  favore  dei  soggetti
beneficiari  delle agevolazioni anche avvalendosi, per la gestione di
dette  risorse,  di  istituti  bancari allo scopo convenzionati. Alle
medesime  risorse  fanno  carico  anche  le somme da corrispondere al
responsabile  unico  del  contratto d'area o al soggetto responsabile
del  patto  territoriale  per  lo  svolgimento  dei compiti di cui al
presente comma".
  3.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma  2 si applicano, in quanto
compatibili,  anche  ai contratti d'area e ai patti territoriali gia'
approvati alla data di entrata in vigore della presente legge.
  4.  All'articolo  17  della  legge  15 maggio 1997, n. 127, dopo il
comma 25 e' inserito il seguente:
"25-bis.  Le  disposizioni  della  lettera  c)  del  comma  25 non si
applicano alle fattispecie previste dall'articolo 2, comma 203, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662".
                              ART. 44.
                   (Disposizione interpretativa).
  1.  Il  comma 3 dell'articolo 2 della legge 12 agosto 1993, n. 317,
  va interpretato nel senso che per le concessioni di lavori relativi
  ai  lotti  di  piani  di  ricostruzione  gia'  affidati con atti ti
  concessione  annullati con decreto del Ministro dei lavori pubblici
  del  7 ottobre 1992, resta confermata la perdita di efficacia e che
  la  loro  definizione  contabile va effettuata con riferimento allo
  stato  di  avanzamento  alla  data  di  emanazione  del  decreto di
  annullamento, data di cessazione dei lavori.
Capo II
DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI OCCUPAZIONE E DI PREVIDENZA
                               Art. 45
             (Riforma degli incentivi all'occupazione e
degli ammortizzatori sociali nonche' norme
              in materia di lavori socialmente utili).

  1.  Allo  scopo  di  realizzare  un sistema efficace ed organico di
strumenti  intesi  a  favorire  l'inserimento  al  lavoro  ovvero  la
ricollocazione  di  soggetti rimasti privi di occupazione, il Governo
e'  delegato  ad  emanare,  previo  confronto  con  le organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale dei datori
di  lavoro  e  dei  lavoratori,  entro  il 30 aprile 2000, uno o piu'
decreti   legislativi  contenenti  norme  intese  a  ridefinire,  nel
rispetto  degli  indirizzi  dell'Unione  europea  e  delle competenze
previste dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, il sistema
degli   incentivi   all'occupazione   ivi  compresi  quelli  relativi
all'autoimprenditorialita'   e   all'autoimpiego,   con   particolare
riguardo  all'esigenza  di  migliorarne  l'efficacia  nelle  aree del
Mezzogiorno,  e  degli ammortizzatori sociali, con valorizzazione del
ruolo  della  formazione professionale, secondo i seguenti principi e
criteri direttivi:
    a)  razionalizzazione  delle tipologie delle diverse misure degli
interventi,  eliminando duplicazioni e sovrapposizioni, tenendo conto
delle   esperienze  e  dei  risultati  delle  varie  misure  ai  fini
dell'inserimento  lavorativo  con  rapporto  di  lavoro dipendente in
funzione  degli  specifici obiettivi occupazionali da perseguire, con
particolare riguardo:
       1)  alle diverse caratteristiche dei destinatari delle misure:
giovani,  disoccupati  e  inoccupati  di  lungo  periodo,  lavoratori
fruitori  del  trattamento straordinario di integrazione salariale da
consistente  lasso  di  tempo,  lavoratori di difficile inserimento o
reinserimento;
    2)  alla  revisione  dei criteri per l'accertamento dei requisiti
individuali di appartenenza dei soggetti alle diverse categorie, allo
scopo  di  renderli  piu'  adeguati  alla valutazione ed al controllo
della    effettiva    situazione   di   disagio   con   revisione   e
razionalizzazione  del collocamento ordinario, nel rispetto di quanto
previsto  dal  decreto  legislativo  23  dicembre  1997,  n.  469, in
funzione  del  miglioramento  dell'incontro  tra domanda e offerta di
lavoro e con valorizzazione degli strumenti di informatizzazione;
    3)  al  grado  dello  svantaggio occupazionale nelle diverse aree
territoriali  del  paese,  determinato  sulla base di quanto previsto
all'articolo 1, comma 9;
    4)  al  grado  dello  svantaggio  occupazionale  femminile  nelle
diverse areedel Paese;
    5)  alla  finalita'  di  favorire la stabilizzazione dei posti di
lavoro;
    6)  alla  maggiore intensita' della misura degli incentivi per le
piccole  e  medie  imprese,  qualora  le stesse abbiano rispettato le
prescrizioni  sulla  salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste
dal  decreto  legislativo  19  settembre  1994,  n. 626, e successive
modificazioni,  nonche' per le imprese che applicano nuove tecnologie
per il risparmio energetico e l'efficienza energetica e che prevedono
il ciclo integrato delle acque e dei rifiuti a valle degli impianti;
    b)  revisione  e  razionalizzazione  dei  rapporti  di lavoro con
contenuto  formativo  in  conformata'  con  le  direttive dell'Unione
europea  e  anche  in  relazione  a quanto previsto dall'articolo 16,
comma  5,  della  legge  24  giugno 1997, n. 196, e in funzione degli
obiettivi di cui alla lettera a);
    c)  previsione  di  misure per favorire forme di apprendistato di
impresa  e  il  subentro  del  tirocinante  nell'attivita' di impresa
nonche'  estensione,  per un triennio, delle disposizioni del decreto
legislativo  28 marzo 1996, n. 207, con conseguenti misure in materia
di finanziamento;
    d)   revisione   delle  misure  di  inserimento  al  lavoro,  non
costituenti  rapporto  di  lavoro, mirate alla conoscenza diretta del
mondo tel lavoro con valorizzazione dello strumento convenzionale fra
le  pubbliche  amministrazioni  di  cui  all'articolo 1, comma 2, del
decreto   legislativo   3   febbraio   1993,   n.  29,  e  successive
modificazioni,  il  sistema formativo e le imprese, secondo modalita'
coerenti  con  quanto  previsto dagli articoli 17 e 18 della legge 24
giugno  1997,  n. 196, prevedendo una durata variabile fra i 3 e i 12
mesi,  in  relazione  al  livello di istruzione, alle caratteristiche
dell'attivita'  lavorativa  e  al  territorio  di  appartenenza, e la
eventuale  corresponsione  di un sussidio, variabile fra le 400.000 e
le 800.000 lire mensili;
    e)  previsione che gli strumenti definiti ai sensi dei principi e
dei  criteri  direttivi  di cui alle lettere b), c) e d) del presente
comma  debbano tendere a valorizzare l'inserimento o il reinserimento
al   lavoro  delle  donne,  al  fine  di  superare  il  differenziale
occupazionale tra uomini e donne;
    f)  rafforzamento  delle  misure attive di gestione degli esuberi
strutturali, tramite ricorso ad istituti e strumenti, anche collegati
ad  iniziative  di  formazione professionale, intesi ad assicurare la
continuita'  ovvero nuove occasioni di impiego, con rafforzamento del
ruolo  attivo dei servizi per l'impiego a livello locale, per rendere
piu'  rapidi ed efficienti i processi di mobilita' nel rispetto delle
competenze  di  cui  alla  legge  15  marzo 1997, n. 59, e al decreto
legislativo 23 dicembre 1997, n. 469;
    g)   razionalizzazione   nonche'  estensione  degli  istituti  di
integrazione  salariale  a  tutte  le categorie escluse, da collegare
anche  ad  iniziative  di formazione professionale, superando la fase
sperimentale  prevista  dall'articolo  2,  comma  28,  della legge 23
dicembre  1996, n. 662, anche attraverso interventi di modifica degli
stessi  istituti  di  integrazione  salariale,  con  previsione della
costituzione  di  fondi  categoriali  o  Intercategoriali con apporti
finanziari   di  carattere  plurimo,  tenendo  altresi'  conto  delle
esperienze maturate in seno alla contrattazione collettiva;
    h)  previsione,  in via sperimentale e per la durata di due anni,
della  possibilita'  per  i coltivatori diretti iscritti agli elenchi
provinciali,  di  avvalersi,  in relazione alla raccolta di specifici
prodotti agricoli, di collaborazioni occasionali di parenti ed affini
entro  il terzo grado per un ridotto periodo di tempo complessivo nel
corso  dell'anno,  assicurando  il  rispetto delle normative relative
alla  sicurezza  e  all'igiene  nei luoghi di lavoro, la copertura da
rischi  da responsabilita' civile, infortunio o morte e il versamento
di  un  contributo  di  solidarieta'  a  favore  del  Fondo  pensioni
lavoratori dipendenti;
    i)  graduale armonizzazione dei sostegni previdenziali in caso di
disoccupazione, con un trattamento di base.da rafforzare ed estendere
con  gradualita'  a  tutte  le  categorie  di  lavoratori scarsamente
protette   o  prive  di  copertura,  fissando  criteri  rigorosi  per
l'individuazione dei beneficiari e prevedendo la obbligatorieta', per
i lavoratori interessati, di partecipare a corsi di orientamento e di
formazione,   anche   condizionando   l'erogazione   del  trattamento
all'effettiva frequenza;
    1)  previsione  di  norme,  anche  di  natura  previdenziale, che
agevolino  l'utilizzo  di  contratti  a  tempo  parziale da parte dei
lavoratori   anziani,   al   fine   di   contribuire   alla  crescita
dell'occupazione   giovanile  anche  attraverso  il  ricorso  a  tale
tipologia contrattuale;
    m)    semplificazione    e   snellimento   delle   procedure   di
riconoscimento  e  di attribuzione degli incentivi, tenendo conto del
tasso  di  occupazione femminile e privilegiando in ogni caso criteri
di  automaticita',  e  degli  ammortizzatori  sociali,  anche tramite
l'utilizzo   di   disposizioni   regolamentari   adottate   ai  sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, intese
al  superamento  della  frammentazione  delle procedure e a garantire
maggiore speditezza all'azione amministrativa;
    n)  riunione,  entro  24  mesi,  in  uno o piu' testi unici delle
normative    e   delle   disposizioni   in   materia   di   incentivi
all'occupazione e di ammortizzatori sociali, al fine di consentire la
piu' agevole conoscibilita' delle stesse;
    o)  previsione  di  meccanismi  e  strumenti di monitoraggio e di
valutazione  dei risultati conseguiti, anche in relazione all'impatto
sui livelli di occupazione femminile, per effetto della ridefinizione
degli   interventi  ti  cui  al  presente  articolo  da  parte  delle
amministrazioni  competenti  e  tenuto  conto dei criteri che saranno
determinati  dai provvedimenti attuativi dell'articolo 17 della legge
15 marzo 1997, n. 59;
    p)  razionalizzazione dei criteri di partecipazione delle imprese
al  finanziamento delle spese per ammortizzatori sociali dalle stesse
utilizzate;
    q)  previsione  che  tutte  le istanze di utilizzo di istituti di
integrazione  salariale  e  di  altri  ammortizzatori sociali vengano
esaminate nel rispetto dell'ordine cronologico di presentazione;
    r)    adeguamento   annuale,   a   decorrere   dal   1   gennaio,
dell'indennita'  di  mobilita'  di  cui all'articolo 7 della legge 23
luglio  1991,  n  223,  nella  misura  dell'80 per cento dell'aumento
derivante  dalla  variazione  annuale dell'indice ISTAT dei prezzi al
consumo  per  le famiglie ti operai e di impiegati, come previsto dal
secondo comma dell'articolo unico della legge 13 agosto 1980, n. 427,
come  sostituito  dal  comma  5  dell'articolo 1 del decreto-legge 16
maggio  1994,  n.  299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1994, n. 451;
    s)  previsione,  per  i  soggetti impegnati in lavori di pubblica
utilita' o in lavori socialmente utili finanziati dallo Stato o dalle
regioni, della copertura previdenziale attraverso forme di riscatto a
carico  dell'interessato,  commisurata  all'indennita' effettivamente
percepita durante l'attuazione dei progetti, relativamente ai periodi
non coperti da alcuna contribuzione.
  2. Entro il 28 febbraio 2000 il Governo e' delegato ad apportare le
necessarie modifiche o integrazioni al decreto legislativo 1 dicembre
1997, n. 468, secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
    a) adeguamento della disciplina in relazione al nuovo assetto
    istituzionale  di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1997, n.
    469;
b) ridefinizione della disciplina alla luce della legislazione
regionale  intervenuta in materia a seguito del decreto legislativo 1
dicembre 1997, n. 468;
    c)  adeguamento  della  disciplina  per  favorire  lo sviluppo di
iniziative volte alla creazione di occupazione stabile.
  3.  Nell'ambito della programmazione del fabbisogno di personale di
cui  all'articolo  39  della  legge  27  dicembre  1997, n. 449, come
modificato  dall'articolo 22 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le
disposizioni  previste  dalla legge 9 marzo 1971, n. 98, e successive
modificazioni,   sono   estese   ai   cittadini   italiani,   assunti
successivamente  al 30 giugno 1989, i quali abbiano prestato servizio
continuativo,  come  civili da almeno un anno alla data del 30 giugno
1997  nel territorio nazionale, alle dipendenze di organismi militari
operanti  nell'ambito  della  Alleanza  atlantica,  o  di  quelli dei
singoli  Stati esteri che ne fanno parte, e stati licenziati entro il
31 dicembre 1999, in conseguenza di provvedimenti di ristrutturazione
soppressione degli organismi medesimi.
  4.  Gli  schemi  dei  decreti  legislativi  di  cui ai commi 1 e 2,
deliberati  dal Consiglio dei corredati da una apposita relazione cui
e'  allegato  il  parere della Conferenza unificata di cui al decreto
legislativo  28  agosto  1997, n. 281, sono trasmessi alle Camere per
l'espressione  del  parere  da  parte  delle  competenti  Commissioni
parlamentari  permanenti  entro il sessantesimo giorno antecedente la
scadenza  del termine previsto per l'esercizio della relativa delega.
In  caso  di  mancato  rispetto  del  termine per la trasmissione, il
Governo decade dall'esercizio della delega. Le competenti Commissioni
parlamentari  esprimono  il  parere entro trenta giorni dalla data di
trasmissione. Qualora il termine per l'espressione del parere decorra
inutilmente, i decreti legislativi possono essere comunque emanati.
  5.  Entro  ((trenta mesi))  dalla  data  di  entrata in vigore dei
decreti  legislativi  di  cui ai commi 1 e 2, il Governo puo' emanare
eventuali  disposizioni  modificative  e  correttive  con le medesime
modalita'  di  cui  al  comma  4  attenendosi  ai principi ai criteri
direttivi indicati ai commi 1 e 2.
  6.    Fino    all'attuazione    della   riforma   degli   incentivi
all'occupazione   e   degli  ammortizzatori  sociali  possono  essere
approvati  o  prorogati  progetti  di  lavori  socialmente  utili che
utilizzano esclusivamente soggetti che abbiano maturato o che possano
maturare  dodici  mesi in tale tipo di attivita' nel periodo compreso
tra  il  1  gennaio  1998  ed il 31 dicembre 1999. A tali soggetti si
applicano   le  disposizioni  di  cui  all'articolo  12  del  decreto
legislativo  1  dicembre  1997,  n.  468.  Le  risorse  del Fondo per
l'occupazione  di  cui  all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20
maggio  1993,  n.  148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio  1993,  n. 236, destinate alle attivita' progettuali di lavori
socialmente  utili  e  non  utilizzate  per  tali finalita' rimangono
comunque  destinate  all'attuazione  di quanto espressamente previsto
nelle  disposizioni che riformano gli incentivi all'occupazione e gli
ammortizzatori   somali.  Fino  all'attuazione  della  riforma  degli
incentivi   all'occupazione   e   degli   ammortizzatori  sociali  le
Commissioni  regionali  per l'impiego potranno deliberare, sulla base
di  apposite  convenzioni  stipulate dal Ministero del lavoro e della
previdenza sociale con le singole regioni, di destinare eventualmente
le  risorse  non impegnabili per progetti di lavori socialmente utili
alla  realizzazione  di  misure  di  politica  attiva dell'impiego in
armonia con le previsioni della normativa comunitaria.
  7.  Ferme restando le disposizioni di cui al comma 6 possono essere
approvati  progetti  di lavori di pubblica utilita' promossi, secondo
la  normativa  vigente  per le cooperative sociali o loro consorzi ed
alle   stesse  condizioni,  dalle  organizzazioni  non  lucrative  di
utilita'  sociale,  come  definite  dall'articolo  10,  comma  1, del
decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.
  8. Ai lavoratori impegnati in lavori socialmente utili assoggettati
alla  disciplina  di  cui  all'articolo  12 del decreto legislativo 1
dicembre  1997,  n.  468, e' riservata una quota del 30 per cento dei
posti   da   ricoprire   mediante   avviamenti  a  selezione  di  cui
all'articolo  16  della  legge  28 febbraio 1987, n. 56, e successive
modificazioni.
  9.  Dal 1 gennaio 1999, l'assegno per i lavori socialmente utili e'
stabilito in lire 850.000 mensili.
  10.  In  attesa  della  riforma  degli  ammortizzatori sociali, per
consentire  la  prosecuzione dell'utilizzazione in lavori socialmente
utili  in  progetti approvati ai sensi delle presenti disposizioni, i
trattamenti previdenziali per i lavoratori impegnati in tali progetti
di  lavori  socialmente  utili  sono  prorogati fino alla conclusione
delle  relative attivita' progettuali, nel limite complessivo massimo
di  lire  90  miliardi  a  carico  del Fondo per l'occupazione di cui
all'articolo  1,  comma  7,  del decreto-legge 20 marzo 1993, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
  11.  E'  autorizzata,  per  l'anno  1999,  la  spesa di lire 26.600
milioni  a  favore  del Ministero per i beni e le attivita' culturali
per  prorogare i trattamenti previdenziali per i lavoratori impegnati
in  lavori  socialmente  utili  sino  alla conclusione delle relative
attivita'   progettuali.  Al  relativo  onere  si  provvede  mediante
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
19992001,  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base  di parte
corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del
tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione economica per l'anno
1999, parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero
per i beni e le attivita' culturali.
  12.  Ai fini dell'applicazione della legge 29 marzo 1 985, n. 11 3,
il Ministro del lavoro e della previdenza sociale con proprio decreto
individua   qualifiche   equipollenti   a  quella  del  centralinista
telefonico, idonee al collocamento dei lavoratori non vedenti.
  13. L'attuazione delle deleghe di cui al presente articolo non deve
comportare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.
  14. I termini del 30 giugno 1998, stabiliti dall'articolo 38, comma
1,  della  legge  8  maggio 1998, n. 146, sono prorogati al 31 maggio
1999.
  15.  All'articolo  2, comma 1, primo e secondo periodo, della legge
23 dicembre 1998, n. 448, le parole: "31 maggio 1999" sono sostituite
dalle seguenti: "31 marzo 2000".
  16. Al comma 6, lettera a), dell'articolo 3 della legge 23 dicembre
1998,  n.  448,  le  parole:  "a  tale  data"  sono  sostituite dalle
seguenti: "al 30 novembre 1998".
  17. In attesa della riforma degli incentivi all'occupazione e degli
ammortizzatori sociali ai sensi del comma 1:
    a) per le prestazioni dovute per l'anno 1998 nel settore agricolo
il  termine  di  presentazione  della  domanda  per  il conseguimento
dell'indennita'  di disoccupazione e' differito al 31 maggio 1999; da
tale  data  decorre  il  termine di cui all'articolo 7 della legge 11
agosto 1973, n. 533;
    b)  e'  incrementato  da  3.000  a  7.000  unita' il limite per i
trattamenti   di   mobilita'   di   cui  all'articolo  1-septies  del
decreto-legge  8  aprile  1998, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  5  giugno  1998,  n.  176, e successive modificazioni e
integrazioni;   la  predetta  disposizione,  nell'ambito  delle  7000
unita',  trova  applicazione  nei  confronti  dei  lavoratori  di cui
all'articolo  3,  comma  3, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1994, n. 451,
per  un numero massimo di 200 unita'. Limitatamente alle predette 200
unita'  le aziende interessate possono presentare domanda entro il 30
giugno 1999;
    c)  in  favore dei lavoratori titolari di indennita' di mobilita'
con scadenza entro il 28 febbraio 1999, licenziati da aziende ubicate
in zone interessate agli interventi di cui alla legge 14 maggio 1981,
n.  219, per le quali siano state avviate le procedure per la stipula
dei  contratti  d'area  di  cui all'articolo 2, comma 203, lettera f)
della  legge  23  dicembre 1996, n. 662, l'indennita' di mobilita' e'
prorogata  con  decreto  del  Ministero del lavoro e della previdenza
sociale  per  un  periodo  massimo di dodici mesi e comunque entro il
limite massimo di spesa di lire 12 miliardi. in favore dei lavoratori
di  cui all'articolo 1-nonies del decreto-legge 8 aprile 1998, n. 78,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 5 giugno 1998, n. 176,
l'indennita'  di  mobilita' e prorogata con decreto del Ministero del
lavoro  e  della  previdenza sociale per un periodo massimo di dodici
mesi e comunque entro il limite massimo di spesa di lire 12 miliardi.
Il  complessivo  onere  derivante  dalla  presente disposizione resta
determinato  nel  limite  di lire 24 miliardi di cui all'articolo 81,
comma  7,  della legge 23 dicembre 1998, n. 448. E' abrogato il primo
periodo  del  comma  7 dell'articolo 81 della citata legge n. 448 del
1998; (2)
    d)   le   disposizioni   di   cui  all'articolo  1-quinquies  del
decreto-legge  8  aprile  1998, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  5  giugno 1998, n. 176, trovano applicazione nel limite
massimo complessivo di lire 83 miliardi per gli anni 1998 e 1999;
    e)  sono prorogati fino al 31 dicembre 1999 e nei confronti di un
numero  di  lavoratori  non  superiore  a 2.500 unita', i trattamenti
straordinari   di  integrazione  salariale  e  di  mobilita'  di  cui
all'articolo 4, comma 21, terzo e quinto periodo, del decreto-legge 1
ottobre  1996,  n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, nel limite massimo
complessivo  di lire 45 miliardi a carico del Fondo per l'occupazione
di  cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.
148,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.
236;   la   proroga  dei  trattamenti  straordinari  di  integrazione
salariale  comporta  una pari riduzione del periodo di trattamento di
mobilita', ove spettante;
    f)  sono  prorogati  per  dodici  mesi, nel limite massimo di 350
unita',  i  trattamenti di mobilita' di cui all'articolo 7, commi 1 e
2,  della  legge 23 luglio 1991, n. 223, e il trattamento speciale di
disoccupazione di cui all'articolo 11, comma 2, della citata legge n.
223 del 1991, dei lavoratori individuati dalle imprese appaltatrici o
subappaltatrici  per  la  costruzione  delle  centrali elettriche del
Sulcis.  Il  relativo onere, valutato in lire 11 miliardi, e' posto a
carico  del  Fondo  per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7,
del   decreto-legge   20   maggio   1993,  n.  148,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236; (2)
    g)  al  fine  di  assicurare  l'erogazione  ai soggetti di cui al
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  19  luglio  1993,  n. 236, dell'indennita' di mobilita'
relativamente  al  periodo  dal  1  aprile  1998 al 31 dicembre 1998,
prorogata  per  il  1998  dall'articolo  59, comma 59, della legge 27
dicembre  1997, n. 449, e' stanziata la somma di lire 35 miliardi. Al
relativo  onere  si  provvede a carico del Fondo per l'occupazione di
cui  all'articolo  1,  comma  7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.
148,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.
236.
  18.  Al  comma 5 dell'articolo 29 del decreto-legge 23 giugno 1995,
n.  244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n.
341, la parola: "1996" e' sostituita dalle seguenti: "di ciascun anno
e  sino al 31 dicembre 2001" e dopo le parole: "o rideterminata" sono
inserite le seguenti: "per l'anno di riferimento".
  19.  Il  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  puo'
destinare  una  quota  fino  a  lire  250  miliardi  per l'anno 1999,
nell'ambito  delle  disponibilita' del Fondo per l'occupazione di cui
all'articolo  1,  comma  7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1993, n. 236,
agli interventi di promozione del lavoro autonomo di cui all'articolo
9-septies  del  decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 28 novembre 1996, n. 608. Restano validi
gli  atti  ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti
prodottisi  ed  i rapporti giuridici sorti sulla base dell'articolo 2
del decreto-legge 12 marzo 1999, n. 63.
  20.  All'articolo  5, comma 1, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n.
510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre ;1996, n.
608,  come modificato dall'articolo 23 della legge 24 giugno 1997, n.
196,  e  dall'articolo  75  della  legge 23 dicembre 1998, n. 448, le
parole:  "nazionali  di categoria firmatarie del contratto collettivo
nazionale   di   riferimento"   sono   sostituite   dalle   seguenti:
"comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale".
  21.  Il  terzo  comma dell'articolo 3 della legge 8 agosto 1972, n.
457,  si  interpreta  nel  senso  che  il termine ivi previsto del 30
ottobre  per  la  rilevazione  della media tra le retribuzioni per le
diverse  qualifiche  previste dai contratti collettivi provinciali di
lavoro ai fini della determinazione della retribuzione media da porre
a  base  per  la  liquidazione  delle  prestazioni temporanee per gli
operai agricoli a tempo determinato e' il medesimo di quello previsto
al  secondo  comma dell'articolo 3 della citata legge n. 457 del 1972
per gli operai a tempo indeterminato.
  22.  All'articolo  59, comma 7, lettera c), della legge 27 dicembre
1997  n. 449, dopo le parole: "per i quali l'accordo collettivo" sono
inserite le seguenti: "di individuazione del numero delle eccedenze".
  23.  Successivamente  alle  scadenze dei trattamenti a sostegno del
reddito  prorogati  ai  sensi del comma 17 troveranno applicazione le
disposizioni  in  materia  di  ammortizzatori  sociali  previste  dai
decreti legislativi emanati ai sensi del presente articolo.
  24. Il termine per l'esercizio della delega ad emanare disposizioni
integrative  e  correttive del decreto legislativo 14 agosto 1996, n.
494,  di  cui all'articolo 1, comma 6, della legge 24 aprile 1998, n.
128,  e' prorogato di sei mesi. All'articolo 17, comma 2, della legge
5  febbraio  1999,  n. 25, le parole "sei mesi" sono sostituite dalle
seguenti "nove mesi".
  25.  All'articolo  4,  comma 2, del decreto legislativo 23 dicembre
1997, n. 469, a aggiunto il seguente periodo: "L'articolo 3, comma 1,
della  legge  28 febbraio 1987, n. 56, si applica anche ai Centri per
l'impiego  istituiti  dalle  amministrazioni provinciali". Al fine di
assicurare   il  completamento  del  trasferimento  alle  regioni  di
funzioni  e  compiti  in  materia  di  mercato  del  lavoro  ai sensi
dell'articolo 7 del medesimo decreto legislativo n. 469 del 1997:
    a)  il  personale  di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 10
marzo  1987,  n.  100,  e  di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104,
qualora  non  abbia  presentato  domanda ai sensi dell'articolo 2 del
decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei ministri 9 ottobre 1998,
pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n. 3 del 5 gennaio 1999, puo'
permanere  nei  ruoli  del  Ministero  del  lavoro e della previdenza
sociale  e  non concorre alla determinazione del contingente numerico
su cui viene definita la ripartizione;
    b)  il personale appartenente ai ruoli del Ministero per i beni e
le attivita' culturali, comandato presso gli uffici del Ministero del
lavoro e della previdenza sociale, che ha presentato domanda ai sensi
dell'articolo  1,  comma  2,  del  citato  decreto del Presidente del
Consiglio  dei  ministri 9 ottobre 1998, e' trasferito alle regioni e
alle   province   anche   in   eccedenza   al   contingente  previsto
dall'articolo  1, comma 1, del medesimo decreto. Sono trasferite alle
regioni   e   alle   province   le   relative   risorse   finanziarie
corrispondenti  alle spese sostenute dallo Stato per emolumenti fissi
e  trattamenti  accessori determinati ai sensi del citato decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 9 ottobre 1998.
  26. Il recupero del contributo per il finanziamento del trattamento
ti  mobilita'  dovuto  ai  sensi  dell'articolo 4, commi 15 e 36, del
decreto-legge  1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  28  novembre 1996, n. 608, non versato dalle imprese di
spedizione  e  di  trasporto, che occupino piu' di 50 addetti, per il
periodo 1 gennaio 1995-31 gennaio 1996, e' effettuato in quattro rate
trimestrali di pari importo, senza aggravio di sanzioni, interessi od
altri  oneri.  Le  imprese  che  intendono  avvalersi della dilazione
devono   farne   richiesta   alla   sede  dell'INPS  territorialmente
competente  entro il trimestre solare successivo alla data di entrata
in  vigore della presente legge, allegando il pagamento relativo alla
prima rata. Alle imprese che hanno in corso il recupero rateizzato di
cui al presente comma, l'INPS e' tenuto a rilasciare i certificati di
regolarita'  contributiva,  anche  ai  fini  della  partecipazione ai
pubblici  appalti  ove non sussistano pendenze contributive dovute ad
altre cause.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La L. 23 dicembre 1999, n. 488 ha disposto (con l'art. 62, comma 1,
lettere  h  ed  i))  che in attesa della riforma degli ammortizzatori
sociali  e  comunque  non oltre il 31 dicembre 2000 sono prorogate le
indennita'  di  mobilita'  di  cui  alla  lettera  f),  comma 17, del
presente  articolo  45  nel  limite  di lire 10 miliardi, di cui alla
lettera  c), comma 17, del medesimo articolo 45 nel limite di lire 21
miliardi, di cui 10,5 miliardi per i soggetti di cui al primo periodo
della citata lettera c) e lire 10,5 miliardi per i soggetti di cui al
secondo periodo della medesima lettera c).
                               Art. 46
 (Interventi straordinari a sostegno delle difficolta' occupazionali
       derivanti dalla chiusura del traforo del Monte Bianco).

  1.  Ai  lavoratori  dipendenti da datori di lavoro privati operanti
nella regione Valle l'Aosta, non rientranti nel campo di applicazione
degli interventi ordinari di cassa integrazione, sospesi dal lavoro o
con  orario  ridotto  per effetto della crisi causata nelle attivita'
connesse  con  i  flussi internazionali di traffico interrotti per la
chiusura  del  traforo  del  Monte  Bianco,  sono corrisposti, per il
periodo  di  sospensione  o  ti riduzione dell'orario, e comunque non
oltre  il  ((31 dicembre 2000)), una indennita' pari al trattamento
straordinario   di  integrazione  salariale  previsto  dalle  vigenti
disposizioni  ovvero proporzionata alla predetta riduzione di orario,
nonche' gli assegni per il nucleo familiare, ove spettanti.
  2. Si considerano attivita' connesse con i flussi internazionali di
traffico  quelle  svolte  nei  settori  dei servizi, del turismo, del
commercio, dell'artigianato e dei trasporti caratterizzati da elevata
prevalenza  della  connessione  con attivita' indotte dal traforo del
Monte  Bianco.  Le  motivazioni  della  sospensione o della riduzione
dell'orario  di lavoro e la connessione con la chiusura straordinaria
del  traforo  del  Monte  Bianco,  indipendentemente dalle dimensioni
aziendali,  devono  risultare  in  apposito  verbale  redatto in sede
sindacale  o  presso gli uffici periferici del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale.
  3.  L'indennita'  di  cui  al comma 1 e' corrisposta, per un numero
massimo  di 150 unita', dall'INPS, su richiesta dei datori di lavoro,
da  produrre  entro  il  termine  di cui all'articolo 7, primo comma,
della  legge  20 maggio 1975, n. 164, e secondo la procedura prevista
dalla  medesima  legge.  Per  i  periodi  di  paga  gia'  scaduti, la
richiesta  deve  essere  prodotta  nel termine di trenta giorni dalla
data  di  entrata  in vigore della presente legge. Per la richiesta i
datori  tori  di  lavoro  si  attengono alla procedura prevista dalla
citata legge n. 164 del 1975.
  4.  Per  i  datori  di  lavoro privati operanti nella regione Valle
d'Aosta,   i   periodi   di  trattamento  ordinario  di  integrazione
salariale, compresi tra il 24 marzo l999 e il (( 31 dicembre 2000 )),
non  si  computano  ai fini del calcolo dei periodi massimi di durata
stabiliti dalle norme vigenti in materia.
  5.  Ai  fini  dell'erogazione dell'indennita' di cui al comma 1, si
applicano   le  disposizioni  in  materia  di  assorbimento  previste
dall'articolo 7, comma 3, del decreto-legge 24 novembre 1994, n. 646,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1995, n. 22.
  6.  Con  apposita ordinanza del Ministero dell'interno si provvede,
entro  quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge,  alla  sospensione  dei termini previdenziali e fiscali per le
imprese che ne avevano diritto.
  7.  All'onere  derivante  dal presente articolo, valutato in lire 4
miliardi,  si  provvede  a  carico del Fondo per l'occupazione di cui
all'articolo  1,  comma  7,  del decreto-legge 20 maggio 1993,n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge I 9 luglio 1993, n. 236.
                              ART. 47.
             (Delega al Governo in materia di revisione
dell'articolo 8 della legge 10 aprile 1991,
                              n. 125).
  1.   Al  fine  di  rafforzare  gli  strumenti  volti  a  promuovere
  l'occupazione    femminile,    a   prevenire   e   contrastare   le
  discriminazioni  ti  genere  nei  luoghi  di  lavoro, il Governo e'
  delegato  ad  emanare,  entro  dodici mesi dalla data di entrata in
  vigore della presente legge, uno o piu' decreti legislativi recanti
  norme  intese  a  ridefinire  e  potenziare  le funzioni, il regime
  giuridico  e  le  dotazioni strumentali dei consiglieri di parita',
  nonche' a migliorare l'efficienza delle azioni positive di cui alla
  legge  10  aprile  1991,  n.  125,  secondo  i  seguenti principi c
  principi e criteri direttivi
  a)  revisione e razionalizzazione delle funzioni dei consiglieri di
  parita',  anche  in relazione al nuovo assetto istituzionale di cui
  al decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e, in particolare,
  con:
  1)  valorizzazione  del  ruolo  nell'ambito  ed  in  relazione  con
  organismi,  sedi  e  strumenti  di  politica attiva del lavoro e di
  promozione  delle occasioni di impiego, con particolare riferimento
  alle   aree   di   svantaggio   occupazionale   e  ai  processi  di
  riqualificazione e formazione professionale
  2)  rafforzamento delle funzioni intese al rispetto della normativa
  antidiscriminatoria  nei  luoghi di lavoro, nonche' di quelle rela-
  tive al contenzioso in sede conciliativa e giudiziale ed in sede di
  giudizio   civile   o   amministrativo,   avente   at   oggetto  le
  discriminazioni per sesso;
  b)  incremento  delle  dotazioni per un efficace espletamento delle
  funzioni,  con,  in particolare: previsione di permessi retribuiti,
  ridefinizione  dei  compensi  e  dei rimborsi e potenziamento delle
  strumentazioni operative;
  c)  ridefinizione  dei  criteri  e  del  procedimento di nomina dei
  consiglieri  di  parita',  con  valorizzazione  delle competenze ed
  esperienze acquisite;
  d)  istituzione,  presso il Ministero del lavoro e della previdenza
  sociale,  di  un Fondo per le attivita' dei consiglieri di parita',
  finanziato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, con
  risorse  assegnate annualmente nell'ambito delle disponibilita' del
  Fondo  per  l'occupazione,  nel  limite  massimo  annuo  di lire 10
  miliardi,  nonche'  dal  Dipartimento  delle  pari  opportunita' in
  misura  di  lire  10  miliardi  annue  a decorrere dal 1999, cui si
  provvede   mediante  corrispondente  riduzione  dello  stanziamento
  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 1999-2001, nell'ambito
  dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale"
  dello  stato di previsione del Ministero dei tesoro, del bilancio e
  della    programmazione    economica,    allo   scopo   utilizzando
  l'accantonamento   relativo   alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
  ministri,   con   definizione   dei   criteri   di  assegnazione  e
  ripartizione  delle risorse e previsione dell'utilizzabilita' delle
  stesse  anche  per spese e onorari relativi alle azioni in giudizio
  promosse dai consiglieri di parita';
  e)   previsione   di  meccanismi  e  strumenti  di  monitoraggio  e
  valutazione    dei   risultati   conseguiti   per   effetto   della
  ridefinizione  degli  strumenti  di  cui  al  presente articolo: f)
  revisione della disciplina del finanziamento delle azioni positive,
  anche  con riferimento ai soggetti promotori ai criteri e alle pro-
  cedure di finanziamento di cui all'articolo 2 della citata legge n.
  125  del  1991, nonche' previsione di strumenti e di misure volti a
  favorire  il  rispetto e l'adeguamento alle normative in materia di
  parita'  e  di  non  discriminazione  tra  i  sessi, in particolare
  attraverso il ricorso a misure di carattere premiale.
  2. Gli schemi dei decreti legislativi ti cui al comma 1, deliberati
  dal  Consiglio  dei Ministri e corredati da una apposita relazione,
  sono  trasmessi  alle  Camere per l'espressione del parere da parte
  delle  competenti  Commissioni  parlamentari  permanenti  entro  il
  sessantesimo  giorno  antecedente  la scadenza del termine previsto
  per  l'esercizio della relativa delega. In caso di mancato rispetto
  del  termine  per la trasmissione, il Governo decade dall'esercizio
  della  delega.  Le competenti Commissioni parlamentari esprimono il
  parere  entro  trenta giorni dalla data di trasmissione. Qualora il
  termine per l'espressione del parere decorra inutilmente, i decreti
  legislativi possono essere comunque emanati.
  3.  Entro  ventiquattro  mesi  dalla  data di entrata in vigore dei
  decreti  legislativi  di  cui  al  comma 1, il Governo puo' emanare
  eventuali  disposizioni  modificative  e correttive con le medesime
  modalita'  di  cui al comma 2, attenendosi ai principi e ai criteri
  direttivi indicati al comma 1.
  4.  L'attuazione  della  delega  di  cui  al presente articolo deve
  essere  esercitata  nel  limite delle risorse disponibili nel Fondo
  per  le  attivita'  dei  consiglieri  di parita' di cui al comma 1,
  lettera d).
                              ART. 48.
              (Norme in materia di incompatibilita' del
                personale docente degli enti locali).
  1.   Al   fine   di   estendere   le  disposizioni  in  materia  di
  incompatibilita' previste per il personale docente dipendente dallo
  Stato  al  personale docente dipendente da enti locali, a questo si
  applica  l'articolo  508  del  testo  unico  approvato  con decreto
  legislativo  16  aprile  1994, n. 297, con esclusione dei commi 4 e
  16. I provvedimenti di cui ai commi 12 e 14 del citato articolo 508
  del  testo  unico approvato con decreto legislativo n. 297 del 1994
  sono  disposti  dall'ufficio individuato ai sensi dell'articolo 59,
  comma  4, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e succes-
  sive modificazioni.
  2.  Avverso  il provvedimento del direttore didattico o del preside
  di  cui  al comma 3 dell'articolo 508 del testo unico approvato con
  decreto  legislativo  16 aprile 1994, n. 297, e' ammesso ricorso al
  sindaco  o  al  presidente  della  provincia,  che  decide  in  via
  definitiva.
  3.  Avverso  il  diniego  di  autorizzazione  di  cui  al  comma 15
  dell'articolo 508 del testo unico approvato con decreto legislativo
  16  aprile  1994,  n.  297,  e'  ammesso  ricorso  al  sindaco o al
  presidente della provincia, che decide in ma definitiva.
                              ART. 49.
            (Disposizioni in materia del personale degli
                            Enti Parco).
  1.  Gli  Enti Parco, nell'ambito della programmazione triennale del
  fabbisogno  di personale, prevista dall'articolo 39, comma 1, della
  legge 27 dicembre 1997, n. 449, e nel pieno rispetto dei commi 18 e
  20  dell'articolo  39 della medesima legge, nei limiti delle piante
  organiche  esistenti  ed approvate e compatibilmente con le proprie
  disponibilita'  finanziarie e di bilancio qualora si siano avvalsi,
  in  fase  di  bilancio,  ti personale assunto a tempo determinato a
  seguito  di  pubblico  concorso,  per  titoli  ed  esami, espletato
  mediante  prove  selettive,  che  abbia  ricoperto  per  un periodo
  continuativo   di   almeno   dodici   mesi   profili  professionali
  contemplati  dalle  rispettive  piante  organiche, possono bandire,
  entro  il  31  dicembre  1999, concorsi riservati per titoli per la
  trasformazione  dei predetti rapporti di lavoro a tempo determinato
  in  rapporti  a  tempo indeterminato, secondo le procedure previste
  dall'articolo  4-bis  del  decretolegge  20  maggio  1993,  n. 148,
  convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
                              ART. 50.
           (Modifche agli articoli 65 e 66 della legge 23
            dicembre 1998, n. 448, in materia di assegno
          ai nuclei familiari e di assegno di maternita').
  1. All'articolo 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, il comma 2
  e' sostituito dal seguente:
  "2.  L'assegno  di  cui  al  comma 1 e' concesso dai comuni, che ne
  rendono  nota la disponibilita' attraverso pubbliche affissioni nei
  territori comunali, ed e' corrisposto a domanda. L'assegno medesimo
  e'  erogato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS)
  sulla  base  dei  dati  forniti  dai  comuni,  secondo modalita' da
  definire nell'ambito dei decreti di cui al comma 6. A tal fine sono
  trasferite  dal  bilancio dello Stato all'INPS le somme indicate al
  comma 5, con conguaglio, alla fine di ogni esercizio, sulla base di
  specifica rendicontazione".
  2.  All'articolo  66  della  legge  23  dicembre 1998, n. 448, sono
  apportate le seguenti modificazioni:
  a)  al  comma  1,  terzo  periodo,  le  parole:  "e'  erogato" sono
  sostituite dalle seguenti: "e' concesso";
  b) al comma 5, l'ultimo periodo e' soppresso;
  c) dopo il comma 5, e' inserito il seguente:
  "5-bis.  L'assegno di cui al comma 1, ferma restando la titolarita'
  concessiva  in  capo  ai  comuni, a erogato dall'Istituto nazionale
  della  previdenza  sociale  (INPS)  sulla base dei dati forniti dai
  comuni,  secondo  modalita'  da definire nell'ambito dei decreti di
  cui al comma 6. A tal fine sono trasferite dal bilancio dello Stato
  all'INPS le somme indicate al comma 5, con conguaglio, alla fine di
  ogni esercizio, sulla base di specifica rendicontazione".
                              ART. 51.
             (Associzione per lo sviluppo dell'industria
                 nel Mezzogiorno-SVIMEZ e Centro di
            specializzazione e ricerche economico-agrarie
                        per il Mezzogiorno).
  1.  Per  la  prosecuzione  delle  attivita' di studio e di ricerca,
  nonche' di collaborazione con le amministrazioni pubbliche operanti
  nelle  aree  economicamente  de. presse, e' conferito, a carico del
  Fondo  per  le  aree  depresse di cui all'articolo 19, comma 5, del
  decreto   legislativo   3   aprile   1993,   n.  96,  e  successive
  modificazioni,  per gli anni 1999, 2000 e 2001, un contributo dello
  Stato   all'associazione   per   lo  sviluoppo  dell'industria  nel
  Mezzogiorno-SVIMEZ,  di  cui  all'articolo  19 della legge 7 agosto
  1997, n. 266, nella misura massima annua di lire 3.700 milioni.
  2.  Allo stesso fine, per la prosecuzione delle attivita' di studio
  e di ricerche e per incrementare l'attivita' formativa avanzata, e'
  destinata  una  somma pari a 300 milioni di lire per ciascuno degli
  anni  1999,  2000  e  2001 al Centro di specializzazione e ricerche
  economico-agrarie per il Mezzogiorno a carico del Fondo per le aree
  depresse di cui all'articolo 19, comma 5, del decreto legislativo 3
  aprile 1993, n. 96, e successive modificazioni.
                              ART. 52.
              (Disposizioni in materia di indennita' di
                          accompagnamento).
  1.  All'articolo 2 della legge 30 marzo 1971, n. 1 18, e' aggiunto,
  in fine, il seguente comma:
  "I   soggetti   riconosciuti   invalidi   per   servizio  ai  sensi
  dell'articolo  74  della legge 13 maggio 1961, n. 469, e successive
  modificazioni,  possono  accedere  al  beneficio dell'indennita' di
  accompagnamento,   qualora  risultino  in  possesso  dei  requisiti
  sanitari  previsti  per  la  relativa  concessione  e  non  abbiano
  beneficiato,   per   il   medesimo  evento  invalidante,  di  altri
  trattamenti  pensionistici  per  invalidita' di servizio o di altra
  indennita' di accompagnamento".
  2.  Per  le  finalita'  di cui all'articolo 2, secondo comma, della
  legge  30  marzo  1971,  n.  118,  gli  accertamenti  relativi alla
  diagnosi di malattia di Alzheimer sono effettuati dalle commissioni
  mediche  di cui all'articolo 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295,
  integrate, a richiesta dell'interessato o dei suoi familiari ovvero
  del medico di famiglia, da un medico specialista in geriatria.
  3.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
  valutato in lire 500 milioni per l'anno 1999 e in lire 1 miliardo a
  decorrere  dall'anno  2000,  si  provvede  mediante  corrispondente
  riduzione   dello  stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio
  triennale  1999-2001,  nell'ambito dell'unita' previsionale di base
  di  parte corrente " Fondo speciale " dello stato di previsione del
  Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
  per    l'anno    finanziario    1999,    allo   scopo   utilizzando
  l'accantonamento   relativo   alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
  ministri.
  4.  Il  Ministro  del  tesoro,  del bilancio e della programmazione
  economica  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri decreti, le
  occorrenti variazioni di bilancio.
                              ART. 53.
                (Disposizioni in materia di attivita'
                          socio-sanitarie)
  1.  Le province, i comuni e loro consorzi, le istituzioni pubbliche
  di  assistenza  e  beneficienza e le istituzioni sanitarie operanti
  nel  Servizio sanitario nazionale possono stipulare per l'esercizio
  di  attivita'  sociosanitarie,  in  attesa delle disposizioni delle
  reIative  contrattazioni  collettive  in  materia  di  contratti  a
  termine  e  di  ricorso  a  lavoro  temporaneo di cui alla legge 24
  giugno  1997  n.  196,  contratti  di  lavoro  a tempo determinato,
  qualora  il  ricorso  agli  ordinari  procedimenti di assunzione di
  personale  o  le procedure per l'affidamento in appalto dei servizi
  medesimi  comportino  il  rischio  di  interruzione  delle relative
  attivita'  ritenute  di carattere essenziale. I contratti di cui al
  precedente  periodo,  non  ulteriormente  rinnovabili,  non possono
  avere durata superiore a dodici mesi e comunque a quella necessaria
  per  lo  svolgimento  dei  predetti procedimenti di assunzione o di
  espletamento  delle  procedure di affidamento delle gare di appalto
  che  devono  essere  avviati  entro  la  data di sottoscrizione dei
  contratti a tempo determinato.
  2.  Alle  prestazioni  lavorative, comunque effettuate alla data di
  entrata   in   vigore   della  presente  legge,  anche  erogate  da
  organizzazioni non lucrative di utilita' sociale per l'assolvimento
  delle  attivita'  socio-  sanitarie  di  cui al comma 1 non trovano
  applicazione le disposizioni della legge 23 ottobre 1960, n. 1369;
  i  giudizi  e  i  contenziosi  di  qualunque  natura  pendenti alla
  medesima  data  aventi  ad  oggetto questioni ad esse relative sono
  dichiarati  estinti  d'ufficio con compensazione delle spese tra le
  parti e i provvedimenti giudiziari non passati in giudicato restano
  privi di effetto.
                              ART. 54.
            (Fondi disponibili degli enti previdenziali).
  1. Ai fini dell'applicazione della disposizione di cui all'articolo
  1,  comma 7, della legge 7 agosto 1997, n. 270, l'importo dei fondi
  disponibili  degli  enti  previdenziali  relativo  all'anno 1996 da
  destinare  agli  interventi  rientranti nel piano di cui al comma 1
  dello  stesso  articolo  1 si intende riferito ai complessivi fondi
  disponibili per l'anno medesimo al netto di quelli finalizzati alle
  quote di cui all'articolo 2, comma 6, della legge 28 dicembre 1995,
  n.  549,  e  all'articolo  11 , comma 4, del decreto legislativo 16
  febbraio  1996,  n.  104,  ed e' utilizzabile per quote anche negli
  anni  successivi  secondo le effettive disponibilita' di tesoreria.
  Gli  interventi  sono  destinati  ad  investimenti  in immobili per
  finalita' di pubblico interesse tra le quali il recupero di edifici
  di   valore  storico-artistico  e  la  realizzazione  di  strutture
  sanitarie   e   di   servizio   sociale  e  assistenziale,  la  cui
  destinazione d'uso resta vincolata per almeno venti anni.
  Limitatamente  ai  predetti  interventi,  il termine del 31 ottobre
  1999  di  cui  all'articolo  1, comma 4, lettera d), della predetta
  legge n. 270 del 1997 e' prorogato al 31 dicembre 1999.
                               Art. 55 
Disposizioni in materia di assicurazione  contro  gli  infortuni  sul
                 lavoro e le malattie professionali 
 
  1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro nove mesi dalla data di
entrata  in  vigore  della  presente  legge,  uno  o   piu'   decreti
legislativi  al  fine  di  ridefinire  taluni  aspetti   dell'assetto
normativo in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
e le malattie professionali, nel rispetto  dei  seguenti  principi  e
criteri direttivi: 
    a) individuazione e separazione ai fini  tariffari,  a  decorrere
dal  1   gennaio   2000,   nell'ambito   della   gestione   industria
dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni  sul
lavoro (INAIL) di cui al titolo  I  del  testo  unico  approvato  con
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965,  n.  1124,  e
successive modificazioni, di seguito  denominato  "  testo  unico  ",
delle seguenti gestioni separate: 
    1) industria; 
    2) artigianato; 
    3) terziario, per le attivita' commerciali, ivi  comprese  quelle
turistiche, di produzione, intermediazione e prestazione dei  servizi
anche finanziari;  per  le  attivita'  professionali  ed  artistiche;
nonche' per le relative attivita' ausiliarie; 
    4)  altre   attivita'   di   diversa   natura,   quali   credito,
assicurazione, enti pubblici; 
    b) revisione, per effetto della disposizione di cui alla  lettera
a), dei criteri di  classificazione  dei  datori  di  lavoro  di  cui
all'articolo 9 del testo unico; 
    c) previsione di tariffe corrispondenti alle gestioni di cui alla
lettera a), anche tenuto conto dell'attuazione delle norme di cui  al
decreto  legislativo  19  settembre  1994,  n.  626,   e   successive
modificazioni, nonche' del tasso di infortuni sul lavoro; 
    d) previsione di distinti tassi di premio, determinati  ai  sensi
dell'articolo 40, terzo comma, del testo  unico,  per  i  settori  di
ciascuna delle gestioni di cui alla lettera a); 
    e) previsione dell'applicazione delle tariffe di cui alla lettera
c) anche per le attivita' svolte dai lavoratori italiani operanti nei
Paesi extracomunitari di cui al decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3  ottobre  1987,  n.  398
nonche' previsione della modifica dell'articolo 2, comma  6-bis,  del
decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, al fine della determinazione, con
decreto del Ministro del lavoro e della  previdenza  sociale,  d;  un
premio integrativo a copertura delle prestazioni a carico dell'INAIL; 
    f) individuazione di nuovi parametri per la determinazione  delle
retribuzioni  per  i  prestatori   d'opera   che   non   percepiscono
retribuzione fissa o accertabile, salvo quanto disposto dall'articolo
118 del  testo  unico,  fermo  restando  che  tali  retribuzioni  non
potranno comunque risultare inferiori al minimale di legge  stabilito
ai sensi degli articoli 116 e 234  del  citato  testo  unico  per  la
liquidazione delle rendite; 
    g) previsione del riordino, anche con  riferimento  a  situazioni
pregresse, dell'articolo 55, comma 5, della legge 9  marzo  1989,  n.
88, e degli articoli 80 e 146 del testo unico, al fine di  ricondurre
entro termini temporali certi e predefiniti il  potere  di  rettifica
dell'INAIL dei propri provvedimenti errati in materia di prestazioni,
precisando, tra l'altro, che il mutamento  della  diagnosi  medica  e
della   valutazione   da   parte   dell'INAIL   successivamente    al
riconoscimento delle prestazioni conseguente all'impiego di  nuove  e
piu' precise metodiche o  strumentazioni  di  indagine,  purche'  non
riconducibile a dolo o colpa grave e  fermo  restando  il  potere  ti
revisione dell'Istituto, ai sensi degli articoli 83, 137  e  146  del
testo unico entro i termini ultimi di revisionabilita' delle rendite,
non integra  gli  estremi  di  un  errore  rilevante  ai  fini  della
rettifica; 
    h) rideterminazione, per l'anno 2000,  dei  contributi  in  quota
capitaria dovuti dai lavoratori  autonomi  del  settore  agricoltura,
nonche'  dell'aliquota  contributiva  per   i   lavoratori   agricoli
dipendenti,  e  previsione,  per  gli  anni  successivi,  della  loro
rideterminazione  con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e   della
previdenza sociale, di concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  del
bilancio e della programmazione economica, su proposta del  consiglio
di  amministrazione  dell'INAIL,  finalizzata  ad   un   riequilibrio
compatibile con le specificita' che caratterizzano il  settore  e  ad
assicurare  il  risanamento,  l'efficacia  e   l'economicita'   della
gestione, in relazione agli obiettivi di cui al  decreto  legislativo
30 aprile 1998, n. 173; 
    i) previsione, fermo restando quanto disposto dagli articoli 1  e
4 del testo unico, dell'estensione dell'obbligo  assicurativo  contro
gli infortuni sul lavoro e le malattie  professionali,  ancorche'  vi
siano previsioni, contrattuali o di  legge,  di  tutela  con  polizze
privatistiche, ai lavoratori dell'area dirigenziale ed agli  sportivi
professionisti dipendenti dai soggetti  di  cui  all'articolo  9  del
testo unico, nonche' ai lavoratori parasubordinati soggetti a  rischi
lavorativi  specifici;  individuazione   dei   relativi   riferimenti
retributivi e classificativi ai fini tariffari; 
    l) previsione, in via sperimentale, per  il  triennio  1999-2001,
nell'ambito delle spese istituzionali dell'INAIL, della  destinazione
di congrue risorse economiche, la  cui  entita'  sara'  definita  con
decreto del Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  di
concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  del   bilancio   e   della
programmazione economica, dirette a sostenere e finanziare, in  tutto
o  in   parte,   programmi   di   adeguamento   delle   strutture   e
dell'organizzazione delle piccole  e  medie  imprese  e  dei  settori
agricolo e artigianale alle  normative  di  sicurezza  e  igiene  del
lavoro, in attuazione del decreto legislativo 19 settembre  1994,  n.
626,  e  successive  modificazioni,  ovvero  progetti  per   favorire
l'applicazione degli articoli 21 e 22 del citato decreto  legislativo
n. 626 del 1994 anche tramite la produzione di strumenti  e  prodotti
informatici, multimediali, grafico-visivi e banche dati,  da  rendere
disponibili per chiunque in forma gratuita o a costo di produzione; i
progetti  saranno  approvati   dal   consiglio   di   amministrazione
dell'Istituto secondo i criteri  di  priorita'  che  dovranno  essere
determinati attraverso una direttiva quadro da  approvare,  da  parte
del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,  entro  tre  mesi
dalla data di entrata in vigore dell'atto di esercizio  della  delega
di cui al presente comma; nella direttiva saranno  fissati  anche  le
modalita' di formulazione dei progetti ed i termini di invio, nonche'
l'entita' delle risorse  che  annualmente  l'Istituto  destinera'  al
finanziamento  ed  al  sostegno  dei  progetti   di   adeguamento   e
miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene; 
    m) previsione di  criteri  per  l'aggiornamento  e  la  revisione
periodica dell'elenco delle malattie  professionali,  fermo  restando
che  sono  considerate  malattie  professionali  anche  quelle,   non
comprese nell'elenco, delle quali il  lavoratore  dimostri  l'origine
lavorativa; 
    n) previsione  di  un  sistema  di  rivalutazione  delle  rendite
secondo uno schema misto che preveda annualmente la rivalutazione  ai
prezzi  con  assorbimento  di  tale  incremento  nell'anno   in   cui
scatterebbe, sulla base della vigente legislazione, la  rivalutazione
connessa alla variazione delle retribuzioni; 
    o) previsione della revisione del sistema di finanziamento e  del
livello della contribuzione riconsiderando gli aspetti  settoriali  e
gestionali anche al  fine  di  determinare  l'accollo  a  carico  del
bilancio  dello  Stato  del  disavanzo  della  gestione  agricoltura,
assicurando gli  equilibri  della  unitaria  gestione  INAIL  nonche'
quelli del comparto delle amministrazioni pubbliche, nei limiti delle
risorse rivenienti per tali finalita' dai decreti del Presidente  del
Consiglio dei ministri di cui all'articolo 8, comma 5, della legge 23
dicembre 1998, n. 448, emanati successivamente alla data  di  entrata
in vigore della presente legge; 
    p)  revisione  della  normativa  in  materia  di  cumulo  fra  il
trattamento di reversibilita' a  carico  dell'assicurazione  generale
obbligatoria per l'invalidita' la  vecchiaia  e  i  superstiti  e  la
rendita per i superstiti erogata  dall'INAIL  spettante  in  caso  di
decesso  del  lavoratore  conseguente  ad  infortunio  sul  lavoro  o
malattia professionale, ai sensi dell'articolo 85 del testo unico; 
    q) previsione, in via sperimentale, per il il triennio 1999-2001,
della destinazione, da parte dell'INAIL, sulla base  degli  indirizzi
emanati dal proprio organo di indirizzo e vigilanza, ed  in  raccordo
con le iniziative delle regioni,  di  una  quota  parte  delle  somme
annualmente incassate in attuazione dei piani di lotta  all'evasione,
per promuovere o finanziare progetti  formativi  di  riqualificazione
professionale degli invalidi del  lavoro,  nonche'  per  sostenere  o
finanziare, in tutto o in parte, sulla base di  criteri  e  modalita'
approvati dal consiglio di mministrazione, in forma analoga a  quanto
previsto  per  i  progetti  di  cui  alla  lettera  IA  progetti  per
l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle piccole  e  medie
imprese e nelle imprese  agricole  e  artigiane  che  sono  tenute  a
mantenere in servizio o che assumono invalidi del lavoro; 
    r) riordinamento  organico  dei  compiti  e  della  gestione  del
Casellario centrale infortuni, prevedendo: 
    1) l'obbligo, specificamente sanzionato, per i gestori pubblici e
privati di forme di  assicurazione  infortuni,  professionali  e  non
professionali, di comunicare al Casellario le informazioni necessarie
per  identificare  il   soggetto,   le   cause   e   le   circostanze
dell'infortunio, e i postumi, nei modi e nei termini disciplinati  da
apposito regolamento ministeriale; 
    2) l'obbligo per il Casellario di fornire ai soggetti di  cui  al
numero 1 informazioni aggregate ovvero sull'esistenza di  precedenti,
con modalita'  che  utilizzino  nella  misura  massima  possibile  le
moderne tecnologie comunicative; 
    3)  un  ordinamento  del  Casellario  che,  ferma   restando   la
utilizzazione  dei  servizi   tecnici   dell'INAIL,   ne   garantisca
l'autonomia con previsione di una separata gestione  nell'ambito  del
bilancio dell'INAIL e di un organo di governo e gestione  espressione
dei soggetti interessati; 
    s)  previsione,  nell'oggetto   dell'assicurazione   contro   gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali  e  nell'ambito  del
relativo sistema di indennizzo e di sostegno  sociale,  di  un'idonea
copertura  e  valutazione  indennitaria  del  danno  biologico,   con
conseguente adeguamento della tariffa dei premi; 
    t) semplificazione e snellimento delle procedure,  anche  tramite
l'utilizzo  di   disposizioni   regolamentari   adottate   ai   sensi
dell'articolo 17 della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  al  fine  di
garantire maggiore speditezza all'azione amministrativa; 
    u)  previsione  di  una  specifica  disposizione  per  la  tutela
dell'infortunio in itinere che recepisca i principi giurisprudenziali
consolidati in materia. 
  2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, deliberati
dal Consiglio dei ministri e corredati da una apposita relazione sono
trasmessi alle Camere per l'espressione del  parere  da  parte  delle
competenti Commissioni parlamentari permanenti entro il  sessantesimo
giorno antecedente la scadenza del termine previsto  per  l'esercizio
della relativa delega. In caso di mancato rispetto del termine per la
trasmissione, il  Governo  decade  dall'esercizio  della  delega.  Le
competenti Commissioni parlamentari esprimono il parere entro  trenta
giorni  dalla  data  di  trasmissione.   Qualora   il   termine   per
l'espressione del parere decorra inutilmente, i  decreti  legislativi
possono  essere   comunque   emanati.   Disposizioni   correttive   e
integrative dei decreti legislativi di cui al comma 1 possono  essere
emanate, con il rispetto dei medesimi principi e criteri direttivi  e
con le stesse procedure, entro due anni  dalla  data  di  entrata  in
vigore dei decreti legislativi medesimi. 
  3. L'attuazione delle deleghe di cui al presente articolo non  deve
comportare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica. 
  4 All'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 30 giugno  1994,
n. 479, il terzo periodo e' sostituito dai seguenti: "  Il  consiglio
dell'INPS e dell'INPDAP e' composto da ventiquattro membri, dei quali
la  meta'  in  rappresentanza  delle  confederazioni  sindacali   dei
lavoratori  dipendenti   maggiormente   rappresentative   sul   piano
nazionale  e  la  restante  meta'  ripartita  tra  le  organizzazioni
maggiormente rappresentative sul piano nazionale dei datori di lavoro
e, relativamente all'INPS, dei lavoratori autonomi,  secondo  criteri
che tengano  conto  delle  esigenze  di  rappresentativita'  e  degli
interessi   cui   le   funzioni   istituzionali   di   ciascun   ente
corrispondono. Il consiglio dell'INAIL  e'  composto  da  venticinque
membri, uno dei quali in rappresentanza  dell'Associazione  nazionale
mutilati ed invalidi del lavoro; i restanti ventiquattro membri  sono
nominati  in  rappresentanza  delle  confederazioni   sindacali   dei
lavoratori dipendenti e delle organizzazioni dei datori di  lavoro  e
dei  lavoratori  autonomi  maggiormente  rappresentative  sul   piano
nazionale, nelle medesime proporzioni e secondo  i  medesimi  criteri
previsti dal presente comma in relazione all'INPS ". 
  5. I termini di pagamento  previsti  dai  commi  secondo,  terzo  e
quarto dell'articolo 44 del testo unico, come integrato dal comma 19,
secondo periodo, dell'articolo 59 della legge 27  dicembre  1997,  n.
449, sono unificati al giorno 16 dei rispettivi mesi di scadenza.  La
rateizzazione di pagamento prevista dalle  citate  norme  si  applica
anche  alla  regolazione  del  premio  di   cui   al   quinto   comma
dell'articolo 28 del testo unico. La presente disposizione si applica
anche all'Istituto di previdenza per il settore  marittimo  (IPSEMA).
(15) (16) ((21)) 
  6. Il secondo periodo del comma 2 dell'articolo 9  della  legge  24
giugno 1997, n. 196, e' sostituito  dal  seguente:  "  I  premi  e  i
contributi  sono  determinati  in  base  al  tasso  medio,  o   medio
ponderato, stabilito per la  posizione  assicurativa,  gia'  in  atto
presso l'impresa utilizzatrice,  nella  quale  sono  inquadrabili  le
lavorazioni svolte dai lavoratori temporanei, ovvero sono determinati
in base al tasso medio, o medio  ponderato,  della  voce  di  tariffa
corrispondente   alla   lavorazione   effettivamente   prestata   dal
lavoratore temporaneo, ove presso l'impresa utilizzatrice  la  stessa
non sia gia' assicurata ". La presente disposizione non si applica ai
contratti di fornitura di lavoro temporaneo gia' in essere alla  data
di entrata in vigore della presente legge. 
  7. Al fine di attuare il trasferimento all'INAIL delle funzioni  in
materia  assicurativa  gia'  trasferite  all'INPS  a  seguito   della
soppressione dello SCAU, il decreto di cui all'articolo 19, comma  1,
della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e' emanato entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge. 
    
-------------
AGGIORNAMENTO (15)
Il  D.L.  30  dicembre  2009,  n. 194, convertito con modificazioni
dalla  L.  26  febbraio 2010, n. 25, ha disposto (con l'art. 5, comma
7-septies)  che  "Per  l'anno  2010,  il  termine  di  cui al comma 5
dell'articolo  55  della  legge  17  maggio  1999,  n.  144,  per  il
versamento   dei   premi  assicurativi  da  parte  delle  imprese  di
autotrasporto di merci in conto terzi, e' differito al 16 aprile".
-------------
AGGIORNAMENTO (16)
Il  D.L.  20 maggio 2010, n. 72, convertito con modificazioni dalla
L.  19  luglio  2010, n. 111, ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che
"Per  l'anno  2010, il termine di cui all'articolo 55, comma 5, della
legge  17  maggio  1999,  n.  144, e successive modificazioni, per il
versamento   dei   premi  assicurativi  da  parte  delle  imprese  di
autotrasporto di merci in conto terzi, e' fissato al 16 giugno".
-------------

    
AGGIORNAMENTO (21) 
  Il D.L. 29 dicembre 2010,  n.  225,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con  l'art.  2,  comma
4-duodecies) che "Per l'anno 2011, il termine di cui all'articolo 55,
comma  5,  della  legge  17  maggio  1999,  n.  144,   e   successive
modificazioni, per il versamento  dei  premi  assicurativi  da  parte
delle imprese di autotrasporto di merci in conto terzi, e' fissato al
16 giugno". 
                              ART. 56. 
               (Fondo per l'ammortamento dei titoli di 
                               Stato). 
  1. Il comma 3 dell'articolo 2 della legge 27 ottobre 1993, n.  432,
  e successive  modificazioni,  si  interpreta  nel  senso  che  alla
  gestione del " Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato" non si
  applicano le disposizioni della legge 25 novembre 1971, n. 1041,  e
  successive modificazioni. 
                              ART. 57.
    (Riordino degli enti pubblici di previdenza e di assistenza)

  1.  Il  Governo  e'  delegato ad emanare, sentite le organizzazioni
sindacali  comparativamente piu' rappresentative dei datori di lavoro
e  dei  lavoratori, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore
della  presente  legge,  uno  o  piu'  decreti  legislativi diretti a
riordinare   gli   enti  pubblici  di  previdenza  e  di  assistenza,
perseguendo  l'obiettivo  di  una  complessiva  riduzione  dei  costi
amministrativi   ed   attenendosi,  oltreche'  ai  principi  generali
desumibili   dalla   legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive
modificazioni,  dal  decreto  legislativo  3  febbraio 1993, n. 29, e
successive  modificazioni,  e  dalla legge 14 gennaio 1994, n. 20, ai
seguenti principi e criteri direttivi:
    a)  fusione  per  incorporazione di enti con finalita' o funzioni
identiche,  omologhe o complementari, tendenzialmente in un solo ente
per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie  professionali ed in due enti separati per le altre funzioni
previdenziali   ed   assistenziali   in   favore  dei  dipendenti  di
amministrazioni   pubbliche   e,   rispettivamente,   di  ogni  altro
beneficiario,  nonche' previsione di eventuale soppressione dei fondi
speciali  relativi  ai lavoratori dipendenti previsti pressl l'INPS e
loro   confluenza,   con   evidenza  contabile,  nel  Fondo  pensioni
lavoratori   dipendenti,   previa  predisposizione  di  un  piano  ti
risanamento dei fondi in deficit e con possibilita' di armonizzazione
al  regime  generale del complesso delle aliquote contributive dovute
al  relativo  settore  nel rispetto degli equilibri di bilancio della
finanza   pubblica;   rimodulazione,   nel  quadro  dei  principi  di
armonizzazione  riferiti  al  decreto  legislativo 24 aprile 1997, n.
164,  dei  contributi  e delle misure e modalita' di erogazione delle
prestazioni rivolte alla realizzazione di economie della contabilita'
separata di settore;
    b) trasformazione in associazioni o persone giuridiche di diritto
privato  degli  enti che non svolgono funzioni o servizi di rilevante
interesse pubblico nonche' degli enti, inclusi gli enti di previdenza
e  assistenza  dei  professionisti,  per  il cui funzionamento non e'
necessaria la personalita' di diritto pubblico;
    c)   distinzione   e   separazione  della  funzione  di  gestione
amministrativa  da quella di indirizzo e vigilanza, in coerenza con i
principi  di  cui  all'articolo  3 del decreto legislativo 3 febbraio
1993,  n.  29,  e  successive  modificazioni,  allo  scopo di evitare
sovrapposizioni  o  conflitti tra gli organi rispettivi nel rispetto,
comunque, dei poteri demandati alla dirigenza;
    d)  attribuzione  di  tutte  le  funzioni  di gestione ad un solo
organo  collegiale  ristretto,  nominato  dal  Governo  sulla base di
rigorosi  criteri  di professionalita', e previsione della nomina del
presidente,  in  coerenza  con  la normativa contenuta nella legge 24
gennaio  1978,  n.  14, e successive modificazioni, e nell'articolo 3
della legge 23 agosto 1988, n. 400;
    e)  adeguamento funzionale del numero di componenti degli attuali
organi di indirizzo e vigilanza;
    f)  omogeneita'  di  organizzazione per enti pubblici omologhi di
comparabile  rilevanza,  anche  sotto  il  profilo delle procedure di
nomina degli organi;
    g)  distinzione e separazione degli apparati serventi dell'organo
di  indirizzo  e  vigilanza  da  quelli  dell'organo  di gestione, in
analogia  a  quanto  previsto  dall'articolo  12,  comma  1,  lettera
o),della legge 15 marzo 1997, n. 59;
    h)  definizione  delle funzioni della dirigenza in coerenza con i
principi  di  cui  al  decreto  legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni;
    i)  decentramento  territoriale  degli  enti,  in sintonia con il
principio  di distinzione e separazione della funzione di indirizzo e
vigilanza  da  quella  di  gestione  amministrativa e di quest'ultima
dalla  gestione  operativa,  come  previsto  dall'articolo 27-bis del
decreto   legislativo   3   febbraio   1993,   n.  29,  e  successive
modificazioni;
    l)  razionalizzazione ed omogeneizzazione degli attuali poteri di
vigilanza ministeriali finalizzati anche alla verifica della coerenza
dell'attivita'  degli  enti  stessi  con  gli  indirizzi  di politica
generale e nuova disciplina del commissariamento degli enti;
    m)  razionalizzazione  del  controllo  della  Corte dei conti, in
coerenza con i principi di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20;
    n)   contenimento  delle  spese  di  funzionamento  e  dei  costi
organizzativi  e  gestionali,  anche attraverso il ricorso a forme di
concertazione  per  quanto  riguarda  l'acquisto  di beni e servizi e
l'utilizzo  in  comune  ti  contraenti  ovvero di strutture operative
specializzate nonche' di nuclei di valutazione;
    o)  promozione  delle  sinergie  tra  gli enti e, in particolare,
della    mobilita'   e   dell'utilizzo   ottimale   delle   strutture
impiantistiche.
  2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, deliberati
dal  Consiglio  dei  ministri  e corredati da una apposita relazione,
sono  trasmessi  alle  Camere  per  l'espressione del parere da parte
delle   competenti   Commissioni  parlamentari  permanenti  entro  il
sessantesimo  giorno antecedente la scadenza del termine previsto per
l'esercizio  della  relativa  delega. In caso di mancato rispetto del
termine  per  la trasmissione, il Governo decade dall'esercizio della
delega.  Le  competenti  Commissioni parlamentari esprimono il parere
entro  trenta  giorni  dalla data di trasmissione. Qualora il termine
per   l'espressione   del   parere  decorra  inutilmente,  i  decreti
legilativi possono essere comunque emanati. Disposizioni correttive e
integrative  dei decreti legislativi di cui al comma 1 possono essere
emanate,  con il rispetto dei medesimi principi e criteri direttivi e
con  le  stesse  procedure,  entro  un  anno dalla data di entrata in
vigore dei decreti legislativi medesimi.
  3.  L'attuazione delle deleghe di cui al presente articolo non deve
comportare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.
                              ART. 58.
              (Disposizioni in materia previdenziale).

  1. Al decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565, sono apportate
le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 2:
    1) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
    "1. A decorrere dal 1 gennaio 1999, l'importo della contribuzione
da versare al Fondo non puo' essere inferiore a lire 50.000 mensili".
2) il comma 2 e' abrogato;
    b) all'articolo 4, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
    "  2. Tenuto conto della peculiarita' della orma di assicurazione
di  cui  al  presente decreto i coefficienti di trasformazione per il
calcolo    del   trattamento   pensionistico   ;sono   specificamente
determinati  in apposite tabelle, approvate con decreto del Ministero
del  lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentito il
Nucleo  di  valutazione della spesa previdenziale di cui all'articolo
1,  comma  44,  della  legge  8  agosto 1995, n. 335. Con le medesime
modalita', i coefficienti cosi' determinati possono essere variati su
proposta  del comitato amministratore del Fondo, ogni qualvolta se ne
renda necessaria la modifica".
  2.  Per la gestione speciale di cui all'articolo 2, comma 26, della
legge 8 agosto 1995, n. 335, e all'articolo 59, comma 16, della legge
27  dicembre  1997,  n.  449,  e'  costituito  un Fondo gestito da un
comitato  amministratore,  composto  di ((dodici)) membri, di cui due
designati  dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, cinque
designati  dalle  associazioni  datoriali  e  del  lavoro autonomo in
rappresentanza     dell'industria,     della     piccola     impresa,
dell'artigianato,   del   commercio  e  dell'agricoltura  e  ((cinque designati dalle associazioni sindacali rappresentative degli iscritti al Fondo medesimo)).  Il  comitato amministratore opera avvalendosi
delle  strutture e di personale dell'INPS. Il comitato amministratore
opera  avvalendosi  delle  strutture  e  di  personale  dell'INPS.  I
icomponenti  del  comitato  amministratore  durano  in carica quattro
anni.
  ((3. Il comitato amministratore e' presieduto dal presidente dell'INPS o da un suo delegato scelto tra i componenti del consiglio di amministrazione dell'Istituto medesimo)).
  4.  Entro  centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente  legge,  il  Ministro  del lavoro e della previdenza sociale
emana  il regolamento attuativo delle disposizioni di istituzione del
Fondo  di  cui  al  comma 2 e provvede quindi alla convocazione delle
elezioni,  informando  tempestivamente  gli  iscritti  della scadenza
elettorale  e del relativo regolamento elettorale, nonche' istituendo
i seggi presso le sedi INPS.
  5.  Ai  componenti  del  comitato  amministratore e' corrisposto un
gettone di presenza nei limiti finanziari complessivi annui di cui al
comma 6.
  6.  All'onere  derivante dall'istituzione del Fondo di cui al comma
2,  valutato  in lire 50 milioni per ciascuno degli anni 1999, 2000 e
2001  e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 1999-2001,
nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base  di parte corrente "
Fondo  speciale " dello stato di previsione del Ministero del tesoro,
del   bilancio   e   della   programmazione  economica,  parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e della
previdenza sociale.
  7.  Il  Ministro  del  tesoro,  del bilancio e della programmazione
economica  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le
occorrenti variazioni di bilancio.
  8.  Al  decreto  legislativo  21  aprile 1993, n. 124, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 6, dopo il comma 1-bis e' aggiunto il seguente:
    "1-ter.  Gli  enti  gestori  di forme pensionistiche obbligatorie
possono  gestire il servizio di raccolta dei contributi da versare ai
Fondi  pensione  e  di erogazione delle prestazioni e delle attivita'
connesse  e  strumentali  anche  attraverso  la costituzione, sentita
l'Autorita'  garante  della concorrenza e del mercato, di societa' di
capitali  di  cui  debbono conservare in ogni caso la maggioranza del
capitale  sociale e la cui gestione dovra' essere organizzata secondo
le stesse modalita' e gli stessi criteri indicati nel comma 1- bis";
    b) all'articolo 7, il comma 4 e' sostituito dal seguente:
      "4.  L'iscritto  al  fondo  da almeno otto anni puo' conseguire
un'anticipazione   dei  contributi  accumulati  per  eventuali  spese
sanitarie  per  terapie ed interventi straordinari riconosciuti dalle
competenti  strutture  pubbliche,  ovvero  per l'acquisto della prima
casa  di  abitazione  per  se'  o  per  i figli, documentato con atto
notarile, o per la realizzazione degli interventi di cui alle lettere
a), b), c) e d) del primo comma dell'articolo 31 della legge 5 agosto
1978,   n.   457,   relativamente  alla  prima  casa  di  abitazione,
documentati   come   previsto  dalla  normativa  stabilita  ai  sensi
dell'articolo  1,  comma 3, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, con
facolta'  di  reintegrare  la  propria  posizione  nel  fondo secondo
modalita'   stabilite  dal  fondo  stesso.  Non  sono  ammessi  altre
anticipazioni  o  riscatti  diversi da quello di cui all'articolo 10,
comma  1,  lettera  c).  Ai fini della determinazione dell'anzianita'
necessaria per avvalersi della facolta' di cui al presente comma sono
considerati   utili   tutti   i  periodi  di  contribuzione  a  forme
pensionistiche  complementari  maturati  dall'iscritto  per  i  quali
l'interessato  non  abbia  esercitato  il  riscatto  della  posizione
individuale";
    c) all'articolo 10, comma 3-ter, dopo le parole: " In mancanza di
tali   soggetti   "  sono  inserite  le  seguenti:  "  o  di  diverse
disposizioni del lavoratore iscritto al Fondo ";
    d) all'articolo 18-bis e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
    "   5-bis.  Le  sanzioni  amministrative  previste  nel  presente
articolo  sono applicate con la procedura di cui al titolo VIII, capo
VI,  del  decreto  legislativo  1 settembre 1993, n. 385, fatta salva
l'attribuzione   delle   relative   competenze   esclusivamente  alla
Commissione  di vigilanza sui fondi pensione e al Ministro del lavoro
e  della previdenza sociale. Non si applica l'articolo 16 della legge
24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni".
  9.  Il  termine  di  sei  mesi  previsto dall'articolo 59, comma 3,
settimo  periodo,  della  legge 27 dicembre 1997, n. 449, relativo al
periodo  entro  il  quale  possono  essere  stipulati  accordi con le
rappresentanze  dei  lavoratori di cui all'articolo 19 della legge 20
maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, ovvero, in mancanza,
con  le  organizzazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative del
personale    dipendente,    per   la   trasformazione   delle   forme
pensionistiche  di  cui  al medesimo comma, e' prorogato di ulteriori
dodici mesi.
  10.   Il   personale  dipendente  dagli  enti  di  cui  al  decreto
legislativo  30  giugno  1994, n. 479, appartenente ai livelli VIII e
IX,  puo'  essere  comandato,  previo  assenso degli interessati, nel
limite massimo di 20 unita' e per la durata di un triennio, presso il
Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'espletamento di
attivita'  nel  settore  previdenziale.  I  relativi  oneri, compresi
quelli  accessori  al  trattamento  economico, restano a carico delle
amministrazioni di provenienza.
  11.  Il  contributo  di  solidarieta' previsto dall'articolo 9-bis,
comma  2,  del  decreto-legge  29 marzo 1991, n. 103, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 1 giugno 1991, n. 166, non e' dovuto per
le contribuzioni o somme versate al fondo di previdenza complementare
"Fiorenzo  Casella". Al relativo onere, valutato in lire 5,5 miliardi
annue  a  decorrere  dal  1999,  si  provvede mediante corrispondente
riduzione  dell'autorizzazione  di  spesa  di  cui all'articolo 3 del
decreto-legge  20  gennaio 1998, n. 4, convertito, con modificazioni,
dalla legge 20 marzo 1998, n. 52.
  12.   I  datori  di  lavoro  agricolo  sono  tenuti  a  versare  il
trattamento  di  fine  rapporto maturato dagli operai assunti a tempo
determinato  da essi dipendenti ad un fondo nazionale ovvero fondo di
previdenza complementare, nei termini e con le modalita' previste dai
contratti  collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei
datori   di   lavoro   e   dei   lavoratori   comparativamente   piu'
rappresentative  a  livello  nazionale e congiuntamente stipulanti. I
datori  di  lavoro che non ottemperano all'obbligo sono esclusi dalle
agevolazioni contributive previste dalle leggi vigenti.
  13. All'articolo 75, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Sono fatti, in ogni caso,
salvi  i  verbali  aziendali di recepimento sottoscritti tra le parti
entro la data di entrata in vigore della presente legge".
  14.  Il  termine  del  30  settembre 1998 previsto dall'articolo 3,
comma 2, del decreto legislativo 29 giugno 1998, n. 278, e' prorogato
al  sessantesimo  giorno  successivo  alla  data di entrata in vigore
della presente legge.
  15.  Il  recupero dei contributi previdenziali ed assistenziali non
versati  dalle aziende della provincia di Frosinone dal 1 luglio 1994
al  30  novembre  1996,  dovuti ai sensi del decreto del Ministro del
lavoro  e  della  previdenza  sociale 5 agosto 1994, pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  194  del 20 agosto 1994, e' effettuato in 40
rate  trimestrali  di  pari importo, e con la sola applicazione degli
interessi  di  dilazione in misura pari al tasso di interesse legale,
decorrenti  dalla  scadenza  del  secondo trimestre solare successivo
alla  data  di entrata in vigore della presente legge. Le imprese che
intendono   avvalersi   della   dilazione   debbono  farne  richiesta
all'ufficio  dell'INPS  territorialmente competente, entro il secondo
trimestre  solare  successivo  dalla  data di entrata in vigore della
presente legge, allegando il pagamento relativo alla prima rata. Alle
imprese  che  hanno  in  corso  il  recupero  rateizzato  di cui alla
presente disposizione, l'INPS e' tenuto a rilasciare i certificati di
regolarita'  contributiva  anche  ai  fini  della  partecipazione  ai
pubblici  appalti, ove non sussistano pendenze contributive dovute ad
altra causa.
  16. All'articolo l della legge 11 gennaio 1979, n. 12, e successive
modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
    "Per lo svolgimento delle operazioni di calcolo e stampa relative
agli  adempimenti  di  cui  al  primo comma, nonche' per l'esecuzione
delle  attivita'  strumentali  ed  accessorie,  le  imprese di cui al
quarto  comma  possono avvalersi anche di centri di elaborazione dati
costituiti  e  composti esclusivamente da soggetti iscritti agli albi
di  cui  alla  presente  legge con versamento, da parte degli stessi,
della  contribuzione  integrativa alle casse di previdenza sul volume
di  affari ai fini IVA, ovvero costituiti o promossi dalle rispettive
associazioni  di  categoria alle condizioni definite al citato quarto
comma.  I  criteri  di  attuazione  della  presente disposizione sono
stabiliti dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale sentiti
i  rappresentanti  delle  associazioni  di categoria e degli ordini e
collegi  professionali  interessati. Le imprese con oltre 250 addetti
che  non  si  avvalgono,  per  le  operazioni  suddette,  di  proprie
strutture  interne  possono demandarle a centri di elaborazione dati,
anche  di  diretta  costituzione od esterni, i quali devono essere in
ogni  caso  assistiti  da  uno o piu' soggetti di cui al primo comma.
Presso  il  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  e'
istituito un comitato di monitoraggio, composto dalle associazioni di
categoria,  dai  rappresentanti  degli  ordini  e collegi di cui alla
presente legge e delle organizzazioni sindacali comparativamente piu'
rappresentative  a  livello  nazionale,  allo  scopo  di  esaminare i
problemi  connessi  all'evoluzione professionale ed occupazionale del
settore".
  17.  All'articolo  12  del  decreto legislativo 1 dicembre 1997, n.
468, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) dopo il comma 5 e' inserito il seguente:
    "5-bis  I contributi previsti ai sensi della lettera c) del comma
5  possono  essere  concessi  nei  limiti  delle  risorse finanziarie
disponibili  anche  ai lavoratori di cui alla lettera a) del comma S,
in aggiunta al contributo a fondo perduto ivi previsto";
    b)  al  comma  7  e'  aggiunto,  in fine, il seguente periodo: "I
progetti  di  cui all'articolo 1, comma 2, lettere b) e c), destinati
ai   soggetti   di  cui  al  presente  articolo,  sono  ulteriormente
prorogabili   nei  limiti  dello  stanziamento  allo  scopo  previsto
nell'ambito  del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma
7,  del  decreto-legge  20  maggio  1993,  n.  148,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  19 luglio 1993, n. 236, fino a tutto il
1999".
  18.  Le  imposte  risultanti  dalle operazioni di conguaglio di cui
all'articolo 23, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica
29  settembre  1973  n.  600, e successive modificazioni, relative ai
redditi  percepiti  nell'anno  1998  dai soggetti impegnati in lavori
socialmente  utili in conformita' a specifiche disposizioni normative
e  da  quelli  impegnati  nei piani di inserimento professionale sono
trattenute  in  sei  rate  ovvero  nel  numero  piu'  elevato di rate
consentito  dalla  durata  del rapporto con il sostituto d'imposta se
questo  e'  inferiore  al periodo necessario a trattenere le predette
imposte in sei rate.
                               Art. 59
                 (Utilizzo dei proventi derivanti da
              sanzioni in materia di lavoro sommerso).

  1.  Il  comma  2  dell'articolo 79 della legge 23 dicembre 1998, n.
448, e' sostituito dal seguente:
    "2.  Al medesimo fine di cui al comma 1, una quota pari al 10 per
cento  dell'importo  proveniente  dalla  - riscossione delle sanzioni
penali  e  amministrative  comminate  dalle direzioni provinciali del
lavoro  - servizio ispezione del lavoro per le violazioni delle leggi
sul  lavoro e' destinata a corsi di formazione e di aggiornamento del
personale  da  assegnare  al  predetto servizio e per- l'acquisto dei
dispositivi  di  protezione  individuale,  delle  attrezzature, degli
strumenti  e  degli  apparecchi  indispensabili  per  lo  svolgimento
dell'attivita' ispettiva e delle relative procedure ad essa connesse.
Con  decreto  del Ministro del lavoro e della previdenza sociale sono
stabilite  le  modalita' di assegnazione e di utilizzo delle somme di
cui al presente comma".
  ((2. Ai complessivi oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, valutati in lire tre miliardi annui dall'anno 1999 al 2005 ed in tre milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2006, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236)).
                              ART. 60.
           (Regime contributivo delle erogazioni previste
                 dai contratti di secondo livello).
  1. Con  effetto  dalla  data  di  entrata in vigore dei decreti del
    Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  di cui all'articolo 8,
    comma   5,   della  legge  23  dicembre  1998,  n.  448,  emanati
    successivamente  alla  data  di  entrata in vigore della presente
    legge,  la  percentuale  del  2  per cento di cui all'articolo 2,
    comma  2, del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con
    modificazioni,  dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e' elevata al
    3  per  cento. All'onere, valutato in lire 250 miliardi annue, si
    provvede con una quota parte delle maggiori entrate derivanti dai
    predetti decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
    all'articolo  8  della citata legge n. 448 del 1998. All'articolo
    2,  comma  2,  del  citato decreto-legge n. 67 del 1997, l'ultimo
    periodo e' soppresso.
                              ART. 61.
    (Disposizioni organizzative per l'attuazione delle deleghe).
    l.  Ai  fini dell'attuazione dei provvedimenti delegati di cui al
presente   Capo,   ((nonche' per l'espletamento di funzioni di collaborazione e di studio))  il  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza   sociale,  in  deroga  ad  ogni  altra  disposizione,  e'
autorizzato ad utilizzare ((fino al 31 dicembre 2001:))
      a) esperti, anche estranei alle amministrazioni pubbliche, fino
ad un massimo di sei unita';
      b)  collaboratori  assunti a tempo determinato con contratto di
lavoro  ((. . .)) rinnovabile una sola volta, fino ad un massimo di
cinque  unita'; a tale personale si applicano le vigenti disposizioni
in materia;
      c)  un  contingente  non  superiore a otto unita' di dipendenti
delle  amministrazioni  pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto   legislativo   3   febbraio   1993,   n.  29,  e  successive
modificazioni, ivi compresi gli enti pubblici economici, di qualifica
non dirigenziale.
    2.  Il  personale  di cui al comma lettera a), se appartenente ad
una  amministrazione  pubblica,  e  lettera c), mantiene la posizione
giuridica,  anche  di  comando  o  di  fuori  ruolo, e il trattamento
economico fondamentale ed accessorio in godimento ed i relativi oneri
rimangono a carico delle amministrazioni presso le quali il personale
prestava  servizio  Agli esperti, anche estranei all'amministrazione,
e'  corrisposto  un compenso determinato con decreto del Ministro del
lavoro  e  della  previdenza sociale, di concerto con il Ministro del
tesoro,  del  bilancio  e della programmazione economica. aL relativo
onere,  valutato  in  lire  800 milioni per ciascuno degli anni 1999,
2000  e  2001,  si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di
spesa  di  cui  all'articolo  29-quater del decreto-legge 31 dicembre
1996,  n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio
1997, n. 30.
                               Art. 62
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
                              ART. 63.
            (Integrazione dell'articolo 66 della legge 23
                       dicembre 1998, n.448).
  1.  Dopo  il comma 1 dell'articolo 66 della legge 23 dicembre 1998,
  n. 448, e inserito il seguente:
  "1-bis. Con decreto da emanare entro il 30 maggio 1999, il Ministro
  del  lavoro  e  della  previdenza sociale provvede ad assicurare il
  coordinamento  tra  le  disposizioni di cui al comma 1 del presente
  articolo,  quelle  di cui all'articolo 59, comma 16, della legge 27
  dicembre  1997, n. 449, e quelle di cui al decreto del Ministro del
  lavoro  e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del
  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione  economica, del 27
  maggio  1998,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 171 del 24
  luglio  1998,  recante  estensione  della tutela della maternita' e
  dell'assegno al nucleo familiare".
                              ART. 64. 
(Disposizioni in materia di previdenza integrativa degli Enti di  cui
                             alla legge 
                            1975, n. 70). 
  1. Entro sei mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente
legge, con accordo contrattuale di  comparto  saranno  istituite,  ai
sensi del decreto legislativo 21 aprile 1993, n.  124,  e  successive
modificazioni, forme di previdenza complementare per il  personale  a
rapporto d'impiego degli enti disciplinati dalla legge 20 marzo 1975,
n. 70, ivi compresi  gli  enti  privatizzati  ai  sensi  del  decreto
legislativo  30  giugno  1994,  n.  509,  nel  rispetto  dei  criteri
finanziari stabiliti dal predetto decreto legislativo sulla  base  di
aggiornate valutazioni attuariali. 
  2. A decorrere dal  1  ottobre  1999  i  fondi  per  la  previdenza
integrativa dell'assicurazione generale obbligatoria per i dipendenti
dagli enti ti cui  al  comma  1  del  presente  articolo  nonche'  la
gestione speciale costituita presso 1'INPS ai sensi dell'articolo  75
del decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979  n.  761
sono  soppressi,  con  contestuale  cessazione  delle  corrispondenti
aliquote  contributive  previste  per  il  finanziamento  dei   fondi
medesimi. 
  3. In favore  degli  iscritti  ai  fondi  di  cui  al  comma  2  e'
riconosciuto il diritto  all'importo  del  trattamento  pensionistico
integrativo calcolato sulla base  delle  normative  regolamentari  in
vigore presso i predetti fondi che  restano  a  tal  fine  confermate
anche ai fini di quiescenza e delle anzianita' contributive  maturate
alla data del 1 ottobre 1999. Tali  importi,  rivalutati  annualmente
sulla base dell'indice dei prezzi  al  consumo  per  le  famiglie  di
operai e impiegati calcolato dall'ISTAT, saranno erogati in  aggiunta
ai  trattamenti  pensionistici  liquidati   a   carico   dei   regimi
obbligatori di base. 
  4. A decorrere dalla data di cui al comma 2, gli oneri relativi  ai
trattamenti pensionistici diretti e ai superstiti in essere,  e  agli
importi di pensione calcolati ai sensi del comma 3, restano a  carico
del bilancio  dei  rispettivi  enti,  presso  i  quali  e'  istituita
apposita evidenza contabile. A tale contabilita', alla quale  faranno
altresi' carico gli oneri di trattamenti pensionistici  erogati  fino
al 30 settembre 1999, vanno inoltre imputate le somme che a qualsiasi
titolo risulteranno a credito dei medesimi fondi, nonche' il  gettito
del contributo di cui al comma 5. 
  5. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 2  e'  applicato
un contributo di solidarieta' pari al 2 per cento  sulle  prestazioni
integrative  dell'assicurazione  generale  obbligatoria   erogate   o
maturate presso i fondi e la gestione speciale di  cui  al  comma  2.
((22)) 
  6. A decorrere dal 1 gennaio 1999 l'importo minimo individuale  dei
trattamenti pensionistici liquidati, a far tempo dal 1 gennaio  1995,
dalla  gestione  speciale   costituita   presso   l'INPS   ai   sensi
dell'articolo 75 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  20
dicembre 1979, n. 761, e' pari allo 0,50 per cento della retribuzione
imponibile nella gestione speciale per ogni anno  di  servizio  utile
fino ad un massimo del 20 per  cento  e  comunque  non  inferiore  al
trattamento   minimo   di   pensione   nell'assicurazione    generale
obbligatoria aumentato del 25 per cento per quarant'anni di  servizio
utile. Il trattamento pensionistico complessivo  annuo  non  puo'  in
ogni   caso   essere   superiore   all'importo   della   retribuzione
pensionabile annua presa in considerazione ai fini del calcolo  della
prestazione spettante secondo la normativa vigente nell'assicurazione
generale obbligatoria. 
  7. Le disposizioni di cui al comma 6 si  applicano  anche  agli  ex
dipendenti  provenienti  da  enti  interessati  a  provvedimenti   di
scorporo  delle  gestioni  sanitarie,  optanti  per  il  mantenimento
dell'iscrizione nell'assicurazione generale obbligatoria e nei  fondi
di previdenza integrativa costituiti presso gli enti stessi, ai quali
il trattamento continua ad essere assicurato dai fondi predetti. 
  8. A decorrere dalla medesima data di cui al  comma  2  cessano  le
contribuzioni dovute alla gestione di cui al comma 6. In aggiunta  ai
trattamenti pensionistici liquidati a carico del regime  obbligatorio
di base, agli iscritti  alla  gestione  e'  riconosciuto  il  diritto
all'erogazione della quota di pensione  integrativa  calcolata  sulla
base delle disposizioni  contenute  nel  predetto  comma  6  e  delle
anzianita' assicurative utili maturate alla data del 31 di 1998. 
  9. Con  uno  o  piu'  decreti  del  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale, di concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  del
bilancio  e  della  programmazione   economica,   sono   emanate   le
disposizioni regolamentari necessarie per l'attuazione  del  presente
articolo. 
    
-----------------

    
AGGIORNAMENTO (22) 
  Il D.L. 6 luglio 2011, n.98, convertito con modificazioni dalla  L.
15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 18, comma 19) che  le
disposizioni di cui al comma 5 del presente articolo si' interpretano
nel  senso  che  il  contributo  di  solidarieta'  sulle  prestazioni
integrative dell'assicurazione generale obbligatoria  e'  dovuto  sia
dagli ex-dipendenti gia' collocati a riposo che dai lavoratori ancora
in servizio. In questo ultimo caso il  contributo  e'  calcolato  sul
maturato di pensione integrativa alla data del 30 settembre  1999  ed
e' trattenuto sulla retribuzione percepita in costanza  di  attivita'
lavorativa. 
                              ART. 65.
             (Modifiche al decreto-legge 20 giugno 1996,
                              n. 323).
  1.  All'articolo  6,  comma 1, del decreto-legge 20 giugno 1996, n.
  323,  convertito  con  modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n.
  425,  le parole "1997 e 1998" sono sostituite dalle seguenti "1997,
  1998  e  1999"  e  le  parole  "1996  e 1997" sono sostituite dalle
  seguenti: "1996, 1997 e 1998".
                               Art. 66
             (Integrazione del Fondo per l'occupazione e
           interventi in materia di formazione continua).

  1.  Il  Fondo  di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20
maggio  1993,  n.  148  convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio  1993, n. 236, e' incrementato di lire 900 miliardi per l'anno
1999 e di lire 800 miliardi a decorrere dall'anno 2000. ((3))
  2. In attuazione dell'articolo 17, comma 1, lettera d), della legge
24  giugno  1997,  n. 196, e' stabilita a decorrere dall'anno 1999 in
lire  200  miliardi  la  quota  di  gettito  dei  contributi  di  cui
all'articolo  9,  comma  5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1993, n. 236,
destinata  agli  interventi  di cui al medesimo articolo 17, comma 1,
lettera  d).  Conseguentemente,  per  assicurare la continuita' degli
interventi di cui all'articolo 9 del citato decreto- legge n. 148 del
1993,  e'  autorizzata  la  spesa  di  lire  200 miliardi a decorrere
dall'anno 1999.
  3.  Entro  il  30  novembre di ciascun anno i Ministri del lavoro e
della  previdenza  sociale  e  della  pubblica istruzione verificano,
secondo  le  rispettive  competenze,  le  attivita'  di  formazione e
istruzione  professionale svolte dalle regioni e dagli altri soggetti
pubblici  e  trasmettono  al  Parlamento  una  relazione  dettagliata
contenente  l'elenco  delle  attivita'  svolte,  dei  soggetti che le
svolgono,  del  personale impiegato nello svolgimento, dei costi, con
la  specificazione  delle  parti  a  carico di soggetti pubblici, del
numero  delle  persone a cui e' stata impartita la formazione e degli
effetti  occupazionali  della  formazione con riferimento ai medesimi
soggetti.
  4.  Agli  oneri  derivanti dal presente articolo, pari a lire 1.100
miliardi per l'anno 1999 e a lire 1000 miliardi a decorrere dall'anno
2000,   si   provvede   mediante   corrispondente   riduzione   dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale 19992001,
nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base  di conto capitale "
Fondo  speciale " dello stato di previsione del Ministero del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, allo scopo utilizzando
l'accantonamento  relativo al Ministero del lavoro e della previdenza
sociale.
  5.  In attesa della riforma degli incentivi all'occupazione e degli
ammortizzatori   sociali,  le  disposizioni  relative  ai  piani  per
l'inserimento  professionale dei giovani privi di occupazione, di cui
all'articolo 15 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito,
con  modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, e successive
modificazioni,  sono  prorogate  per gli anni 1999 e 2000. I predetti
piani sono realizzati sulla base di una programmazione che ne preveda
la  conclusione  entro  il  31  dicembre  2000.  Al relativo onere si
provvede  nel  limite  massimo  di  lire  110 miliardi a carico degli
stanziamenti  del  Fondo  di  cui al comma 1 per l'anno 1999 e con le
risorse  finanziarie  residue allo scopo preordinate per gli esercizi
finanziari 1997 e 1998 nell'ambito del predetto Fondo.
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AGGIORNAMENTO (3)
  La  L.  23  dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 78, comma
21)  che  l'autorizzazione  di  spesa  di cui al comma 1 del presente
articolo,  e'  ridotta di lire 227 miliardi per l'anno 2001 e di lire
317 miliardi a decorrere dall'anno 2002.
                              ART. 67.
               (Modifiche all'articolo 17 della legge
                       24 giugno 1997 n. 196).

  1.  Al comma 1 dell'articolo 17 della legge 24 giugno 1997, n. 196,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all' alinea, dopo le parole: " con il sistema scolastico" sono
inserite le seguenti: " e universitario";
    b)   alla  lettera  d),  dopo  le  parole:  "agli  interventi  di
formazione dei lavoratori" sono inserite le seguenti: " e degli altri
soggetti di cui alla lettera a)";
    c)  alla  lettera  f,  le  parole: "d'intesa con le regioni" sono
sostituite dalle seguenti: "dalle regioni";
    d) la lettera g) e' sostituita dalla seguente:
"  g)  semplificazione  delle  procedure,  ivi  compresa la eventuale
sostituzione  della  garanzia  fideiussoria prevista dall'articolo 56
della legge 6 febbraio 1996, n. 52, per effetto delle disposizioni di
cui  ai  commi  3  e  seguenti,  definite  a  livello nazionale anche
attraverso   parametri   standart   con  deferimento  ad  atti  delle
amministrazioni competenti, adottati anche ai sensi dell'articolo 17,
comma 3, della legge agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni,
ed  a  strumenti convenzionali oltre che delle disposizioni di natura
integrativa,  esecutiva  e  organizzatoria  anche della disciplina di
specifici  aspetti nei casi previsti dalle disposizioni regolamentari
emanate  ai  sensi  del  comma  2,  con  particolare riferimento alla
possibilita'  di  stabilire requisiti minimi e criteri di valutazione
delle sedi operative ai fini dell'accreditamento".
                               Art. 68
           (Obbligo di frequenza di attivita' formative).

  1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 17 OTTOBRE 2005, N. 226)).
  2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 17 OTTOBRE 2005, N. 226)).
 3. I servizi per l'impiego decentrati organizzano, per le funzioni
di  propria  competenza,  l'anagrafe regionale dei soggetti che hanno
adempiuto  o  assolto  l'obbligo  scolastico e predispongono le rela-
tive iniziative di orientamento.
  4.  Agli  oneri  derivanti  dall'intervento  di  cui  al comma 1 si
provvede:
    a)  a  carico  del  Fondo  di  cui  all'articolo  1, comma 7, del
decreto- legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla  legge 19 luglio 1993, n. 236, per i seguenti importi: lire 200
miliardi  per  l'anno  1999, lire 430 miliardi per il 2000 , lire 562
miliardi per il 2001 e fino a lire 590 miliardi a decorrere dall'anno
2002, ;
    b)  a  carico  del  Fondo  di  cui  all'articolo 4 della legge 18
dicembre  1997,  n. 440, per i seguenti importi: lire 30 miliardi per
l'anno  2000,  lire  110  miliardi  per l'anno 2001 e fino a lire 190
miliardi  a decorrere dall'anno 2002. A decorrere dall'anno 2000, per
la  finalita' di cui alla legge 18 dicembre 1997, n. 440, si provvede
ai  sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni.
  5.  Con  regolamento  da  adottare,  entro  sei  mesi dalla data di
pubblicazione  della  presente  legge  nella  Gazzetta  Ufficiate, su
proposta  dei  Ministri  del lavoro e della previdenza sociale, della
pubblica istruzione e del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica,  previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e
della  Conferenza  unificata  di cui al decreto legislativo 28 agosto
1997,  n.  281,  sentite le organizzazioni sindacali comparativamente
piu' rappresentative a livello nazionale, sono stabiliti i tempi e le
modalita'  di attuazione del presente articolo, anche con riferimento
alle  funzioni  dei  servizi  per l'impiego di cui al comma 3, e sono
regolate  le  relazioni  tra  l'obbligo  di istruzione e l'obbligo di
formazione,   nonche'   i   criteri   coordinati   ed   integrati  di
riconoscimento   reciproco   dei   crediti  formativi  e  della  loro
certificazione  e di ripartizione delle risorse di cui al comma 4 tra
le  diverse  iniziative  attraverso  le  quali  puo'  essere  assolto
l'obbligo  di  cui al comma 1. In attesa dell'emanazione del predetto
regolamento,  il  Ministro  del lavoro e della previdenza sociale con
proprio  decreto destina nell'ambito delle risorse di cui al comma 4,
lettera  a), una quota fino a lire 200 miliardi, per l'anno 1999, per
le attivita' di formazione nell'esercizio dell'apprendistato anche se
svolte  oltre il compimento del diciottesimo anno di eta', secondo le
modalita'  di cui all'articolo 16 della legge 24 giugno 1997, n. 196.
Le predette risorse possono essere alt altresi' destinate al sostegno
ed   alla   valorizzazione  di  progetti  sperimentali  in  atto,  di
formazione   per   l'apprendistato,   dei  quali  sia  verificata  la
compatibilita'  con  le  disposizioni previste dall'articolo 16 della
citata legge n. 196 del 1997. Alle finalita' di cui ai commi 1 e 2 la
regione  Valle d'Aosta e le provincie autonome di Trento e di Bolzano
provvedono,  in  relazione  alle competenze ad esse attribuite e alle
funzioni  da  esse  esercitate  in  materia di istruzione, formazione
professionale e apprendistato, secondo quanto disposto dai rispettivi
statuti   speciali   e   dalle  relative  norme  di  attuazione.  Per
l'esercizio di tali competenze e funzioni le risorse dei fondi di cui
al  comma  4 sono assegnate direttamente alla regione Valle d'Aosta e
alle provincie autonome di Trento e di Bolzano.
                              ART. 69.
            (Istruzione e formazione tecnica superiore).
  1.  Per  riqualificare  e ampliare l'offerta formativa destinata ai
  giovani  e  agli  adulti,  occupati e non occupati, nell'ambito del
  sistema  di  formazione  integrata superiore (FIS), e' istituito il
  sistema  della istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), al
  quale  si  accede  di  norma  con il possesso del diploma di scuola
  secondaria superiore. Con decreto adottato di concerto dai Ministri
  della  pubblica istruzione, del lavoro e della previdenza sociale e
  dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica, sentita
  la  Conferenza  unificata  di  cui al decreto legislativo 28 agosto
  1997,  n.  281, sono definite le condizioni di accesso ai corsi per
  coloro  che  non  sono in possesso del diploma ti scuola secondaria
  superiore,   gli   standard  dei  diversi  percorsi  dell'IFTS,  le
  modalita' che favoriscono l'integrazione tra i sistemi formativi di
  cui  all'articolo 68 e determinano i criteri per l'equipollenza dei
  rispettivi percorsi e titoli; con il medesimo decreto sono altresi'
  definiti  i criteri formativi che vi si acquisiscono e le modalita'
  della  loro  certificazione  e utilizzazione, a norma dell'articolo
  142, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
  112.
  2.  Le  regioni  programmano l'istituzione dei corsi dell'IFTS, che
  sono  realizzati  con modalita' che garantiscono l'integrazione tra
  sistemi  formativi, sulla base di linee guida definite d'intesa tra
  i Ministri della pubblica istruzione, del lavoro e della previdenza
  sociale   e   dell'universita'   e   della  ricerca  scientifica  e
  tecnologica,  la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo
  28  agosto  1997, n. 281, e le parti sociali mediante l'istituzione
  di  un  apposito  comitato  nazionale. Alla progettazione dei corsi
  dell'IFTS  concorrono  universita',  scuole  medie  superiori, enti
  pubblici  di  ricerca, centri e agenzie di formazione professionale
  accreditati  ai  sensi dell'articolo 17 della legge 24 giugno 1997,
  n.  196, e imprese o loro associazioni, tra loro associati anche in
  forma consortile.
  3.  La  certificazione rilasciata in esito ai corsi di cui al comma
  l,  che  attesta  le  competenze  acquisite secondo un modello alle
  linee guida di cui al comma 2 e' valida in ambito nazionale.
  4.  Gli interventi di cui al presente articolo sono programmabili a
  valere  sul  Fondo  di  cui  all'articolo 4 della legge 18 dicembre
  1997,  n.  440, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo dal
  Ministero   della   pubblica   istruzione,  nonche'  sulle  risorse
  finalizzate  a  tale  scopo  dalle regioni nei limiti delle proprie
  disponibilita'  di  bilancio.  Possono  concorrere allo scopo anche
  altre  risorse  pubbliche  e  private.  Alle  finalita'  di  cui al
  presente  articolo  la regione Valle d'Aosta e le province autonome
  di  Trento  e di Bolzano provvedono, in relazione alle competenze e
  alle  funzioni  ad  esse  attribuite, secondo quanto disposto dagli
  statuti  speciali  e dalle relative norme di attuazione; a tal fine
  accedono  al  Fondo  di  cui  al presente comma e la certificazione
  rilasciata  in esito ai corsi da esse istituiti e' valida in ambito
  nazionale.
                              ART. 70.
         (Soppressione di fondi speciali di previdenza INA).

  1.  A  decorrere  dal 30 giugno 1999 i fondi speciali di previdenza
per  gli  impiegati gestiti dall'Istituto nazionale assicurazioni spa
(INA  spa),  per effetto di contratti collettivi nazionali di lavoro,
sono soppressi. Dalla stessa data cessa l'obbligo della contribuzione
e  le  disponibilita'  economiche  esistenti presso i fondi soppressi
sono  trasferite  al Fondo pensioni lavoratori dipendenti in apposita
evidenza  contabile.  Con  decreto  del  Ministro  del lavoro e della
previdenza  sociale,  di  concerto  con  il  Ministro del tesoro, del
bilancio   e   della  programmazione  economica  e  con  il  Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, da emanare ai sensi
dell'articolo  17,  comma  3,  della  legge  23 agosto 1988, n.400, e
successive  modificazioni, sono determinati le modalita' ed i criteri
per  l'attuazione  del  presente  articolo  e  in  particolare per la
regolamentazione delle posizioni maturate. ((9a))
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AGGIORNAMENTO (9a)
  Il  Decreto  28  settembre  2004, n. 285 ha disposto (con l'art. 1,
comma  1) che "1. Per fondi speciali di previdenza soppressi ai sensi
dell'articolo  70  della legge 17 maggio 1999, n. 144, si intendono i
seguenti:
    a) Fondo di previdenza per gli impiegati dell'industria;
    b)  Fondo  di previdenza per i viaggiatori e piazzisti dipendenti
da aziende industriali;
    c)   Fondo   di   previdenza  per  gli  impiegati  dipendenti  da
proprietari di fabbricati;
    d) Fondo di accantonamento dell'indennita' di licenziamento per i
dipendenti da studi professionali;
    e) Fondo di accantonamento dell'indennita' di licenziamento per i
dipendenti da farmacie;
    f) Fondo di accantonamento dell'indennita' di licenziamento per i
farmacisti collaboratori."
CAPO III
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TRATTAMENTO
DI FINE RAPPORTO
                              ART. 71. 
    (Trasformazione in titoli del trattamento di fine rapporto). 
  1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro tre mesi dalla data  di
entrata  in  vigore  della  presente  legge,  uno  o   piu'   decreti
legislativi aventi per oggetto l'utilizzo dell'accantonamento annuale
al trattamento di fine rapporto (TFR), di cui all'articolo  2120  del
codice civile, per sviluppare le forme pensionistiche integrative  di
cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, ed  alla  legge  8
agosto 1995, n. 335,  di  seguito  denominate  "  Fondi  pensione  ",
secondo i seguenti principi e criteri direttivi: 
    a)  previsione,  in  alternativa  al   versamento   in   contanti
dell'accantonamento annuale e previo accordo fra le fonti  istitutive
di Fondi pensione, e con il consenso espresso in forma esplicita  del
lavoratore  interessato,  dell'attribuzione  ai  Fondi  pensione   di
strumenti finanziari di cui all'articolo  1,  comma  2,  del  decreto
legislativo  24  febbraio  1998,  n.  58,  di  seguito  denominati  "
strumenti  finanziari  ",  di  congruo  valore  emessi   dall'impresa
debitrice del TFR ovvero da societa' controllate o controllanti della
stessa o controllate dallo stesso soggetto che  controlla  l'impresa,
di seguito denominate " societa' del gruppo ", ovvero da  qualificati
operatori finanziari; 
    b) definizione, nel rispetto dei diritti dei soci,  di  modalita'
semplificate di emissione e di conversione degli strumenti finanziari
in partecipazione al capitale di rischio dell'emittente,  nonche'  di
misure compensative idonee a consentire il fuzionamento  dell'ipotesi
prevista alla lettera a) nell'ambito di societa' del gruppo; 
    c) definizione della  tipologia  degli  strumenti  finanziari  da
emettere e delle  relative  modalita'  tecniche  di  emissione  e  di
eventuale conversione,  in  sede  di  contrattazione  aziendale.  Gli
strumenti finanziari sono affidati al gestore di cui  all'articolo  6
comma 1, lettere a), b) e c) del decreto legislativo 21 aprile  1993,
n. 124, previa attestazione di congruita' da  parte  dello  stesso  e
manifestazione della relativa disponibilita' a riceverli;  previsione
di meccanismi idonei  ad  attribuire  ai  gestori  le  opzioni  sugli
strumenti finanziari ed a semplificarne la negoziazione; 
    d) applicazione del regime  disciplinato  dalla  presente  legge,
limitatamente  alle  aziende  e  ai  lavoratori  che  concordano   di
devolvere ai Fondi pensione la quota non ancora impegnata, in base  a
disposizioni normative o contratti nazionali, del  TFR  dell'anno  in
corso alla data di entrata in vigore dei decreti legislativi previsti
dal presente articolo e  di  quello  dei  tre  anni  successivi,  con
possibile concentrazione di un importo corrispondente anche in una  0
piu' operazioni da porre in essere nello stesso  arco  temporale;  e)
applicazione  del  regime  tributario  previsto  per  il   versamento
dell'accantona. mento annuale del TFR alle operazioni  previste  alle
lettere da a) a d); applicazione dell'imposta di registro  in  misura
fissa per le operazioni medesime e rilevanza delle stesse, se  aventi
per oggetto  l'emissione  di  partecipazioni  al  capitale,  ai  fini
dell'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 18  dicembre  1997,
n. 466, con possibile estensione del regime previsto dall'articolo 6,
comma 1, dello stesso decreto, all'ingresso di qualificati  operatori
finanziari  nel  capitale  dell'impresa  emittente;  estensione   del
medesimo regime anche agli aumenti di capitale e, a  decorrere  dalla
conversione, alle emissioni di prestiti obbligazionari,  convertibili
in azioni, non finalizzati all'emissione di strumenti finanziari,  se
dedicati al versamento del TFR ai Fondi pensione; 
    f) previsione, nel  caso  di  mancato  ricorso  all'emissione  di
strumenti  finanziari,  della  messa  a   disposizione   dell'impresa
debitrice della garanzia che assiste il TFR, di  cui  all'articolo  2
della legge 29 maggio 1982, n. 297, per un importo corrispondente  al
TFR versato in contanti a Fondi pensione, a condizione che lo  stesso
venga sostenuto con l'accensione di  uno  specifico  finanziamento  a
cio' dedicato; trasferimento  di  tale  garanzia  al  Fondo  pensione
nell'ipotesi di emissione di strumenti finanziari in forma ti  titoli
ti debito; 
    g) per le imprese con numero di  dipendenti  inferiore  a  50  in
media  d'anno,  che  non   procedono   all'emissione   di   strumenti
finanziari,  elevazione  in  funzione   compensativa   della   misura
dell'accantonamento previsto nell'articolo 13 del decreto legislativo
21 aprile 1993. n. 124, e successive modificazioni, in relazione agli
oneri finanziari connessi con l'esborso derivante dal  versamento  in
contanti del TFR; 
    h) definizione degli incentivi di cui alle lettere e) e g)  entro
il limite massimo di lire 50 miliardi per l'anno 1999 e di  lire  100
miliardi annue a decorrere dall'anno 2000; 
    i) previsione di misure  di  coordina  mento  ed  armonizzazione,
nella salvaguardia  delle  quote  di  TFR  gia'  destinate  ai  Fondi
pensione, idonee a raccordare le disposizioni  della  presente  legge
con quelle del decreto legislativo 21 aprile 1993, n.  124,  c  della
legge  8  agosto  1995,  n.  335,  con  possibilita'   di   procedere
all'emanazione di disposizioni integrative  e  correttive  entro  due
anni dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui  al  presente
comma. 
  2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, deliberati
dal Consiglio dei ministri e corredati  da  una  apposita  relazione,
sono trasmessi alle Camere per  l'espressione  del  parere  da  parte
delle  competenti  Commissioni  parlamentari  permanenti   entro   il
sessantesimo giorno antecedente la scadenza del termine previsto  per
l'esercizio della relativa delega. In caso di  mancato  rispetto  del
termine per la trasmissione, il Governo decade  dall'esercizio  della
delega. Le competenti Commissioni parlamentari  esprimono  il  parere
entro trenta giorni dalla data di trasmissione.  Qualora  il  termine
per  l'espressione  del  parere   decorra   inutilmente   i   decreti
legislativi possono essere comunque emanati. 
  3. Al decreto legislativo 21 aprile  1993,  n.  124,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) al comma 4-bis, primo periodo, dell'articolo 6, le parole: "ad
almeno tre diversi" sono sostituite dalle  seguenti:  "attraverso  la
forma della pubblicita' notizia su almeno due quotidiani tra quelli a
maggiore diffusione nazionale o internazionale"; 
    b) al comma 4-bis,  secondo  periodo  dell'articolo  6,  dopo  le
parole: "alle diverse tipologie di  servizio  offerte",  e'  aggiunto
seguente periodo: "Il processo di selezione dei gestori  deve  essere
condotto secondo le istruzioni emanate dalla COVIP e comunque in modo
da garantire la  trasparenza  del  procedimento  e  la  coerenza  tra
obiettivi  e  modalita'  gestionali,  decisi  preventivamente   dagli
amministratori, e i criteri c scelta dei gestori"; 
    c) dopo l'articolo 6-bis, e' inserito il seguente: 
      "ART.  6-ter..  (Convenzioni)  -  1.  Per   l   stipula   delle
convenzioni  di  cui  All'articolo,  6,  commi  2,  2-bis  e   3,   e
all'articolo 6-bis nonche' per la stipula di  convenzioni  aventi  ad
oggetto  la  prestazione  di  servizi  amministrativi,  i  competenti
organismi   di   amministrazione   dei   fondi   richiedono   offerte
contrattuali, per ogni tipologia di servizi  offerto,  attraverso  la
forma della pubblicita'. notizia su almeno due quotidiani fra  quelli
a maggiore diffusione nazionale o internazionale, a soggetti che  non
appartengono ad identici gruppi societari e comunque non sono  legati
direttamente o indirettamente, da rapporti di controllo.  Le  offerte
contrattuali rivolte ai fondi sono formulate per singolo prodotto  in
maniera da con. sentire il raffronto dell'insieme delle con.  dizioni
contrattuali con  riferimento  alle  diverse  tipologie  di  servizio
offerte"; 
    d) al comma 4 dell'articolo  16,  dopo  il  terzo  periodo,  sono
inseriti i seguenti: "La COVIP delibera,  nei  limiti  delle  risorse
disponibili, in ordine  alla  propria  organizzazione  e  al  proprio
funzionamento, al trattamento giuridico ed economico  del  personate,
all'ordinamento delle carriere, nonche'  circa  la  disciplina  delle
spese e la composizione  dei  bilanci  preventivo  e  consuntivo  che
devono osservare i principi del regolamento di  cui  all'articolo  1,
settimo comma, del decreto-legge 8 aprile 1974,  n.  95,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216.  Tali  delibere
sono sottoposte alla  verifica  di  legittimita'  del  Ministero  del
lavoro e della previdenza sociale di concerto con  il  Ministero  del
tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione  economica  e   sono
esecutive decorsi venti  giorni  dal  ricevimento,  ove  nel  termine
suddetto non vengano formulati rilievi, da effettuare, in ogni  caso,
unitariamente e in un unico contesto, sulle singole disposizioni.  Il
trattamento  economico  complessivo  del  personale  delle   carriere
direttiva e  operativa  della  COVIP  viene  ridefinito,  nei  limiti
dell'ottanta per cento del trattamento economico complessivo previsto
per  il  livello  massimo  della  corrispondente  carriera  o  fascia
retributiva per il personale del l'Autorita' per  le  garanzie  nelle
comunicazioni. Al personale in posizione di  comando  o  distacco  e'
corrisposta una indennita' pari  alla  eventuale  differenza  tra  il
trattamento erogato dall'amministrazione o dall'ente di provenienza e
quello spettante al corrispondente personale di ruolo"; il  quarto  e
il quinto periodo del medesimo comma 4 sono abrogati; 
    e) al comma 5 dell'articolo 16,  sono  abrogati  il  terzo  e  il
quarto periodo; 
    f)  al  comma  5-bis  dell'articolo  16,  dopo  le   parole:   "I
regolamenti ",  sono  aggiunte  le  seguenti:  ",  le  istruzioni  di
vigilanza" e dopo le parole: "dalla  commissione"  sono  aggiunte  le
seguenti: "per assolvere i compiti di cui all'articolo 17". 
  4. Le  disposizioni  per  i  lavoratori  subordinati  di  cui  agli
articoli 8 e 13 del decreto legislativo 21 aprile  1993,  n.  124,  e
successive modificazioni,  si  applicano  ai  soci  lavoratori  delle
societa' cooperative qualora  siano  osservate  in  favore  dei  soci
lavoratori stessi le disposizioni contenute  nell'articolo  2120  del
codice civile in materia di trattamento di fine rapporto. 
  5.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
valutato in lire 50 miliardi per l'anno 1999 ed in lire 100  miliardi
annue a decorrere dall'anno 2000, si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1999-2001, nell'ambito dell'unita'  previsionale  di  base  di  conto
capitale e Fondo speciale dello stato ti previsione del Ministero del
tesoro, del bilancio e  della  programmazione  economica  per  l'anno
1999, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo 
alla Presidenza del Consiglio dei ministri 
  6. Il Governo e' tenuto a presentare al  Parlamento  una  relazione
sugli effetti derivanti dall'applicazione del presente articolo e dei
decreti legislativi che ne deriveranno, con periodicita' annuale  per
i primi due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge 
e con periodicita' triennale negli anni successivi 
CAPO IV
DISPOSIZIONI FINALI
                              ART. 72.
                       (Disposizioni finali).
  1.  Il  Ministro  del  tesoro,  del bilancio e della programmazione
economica  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le
variazioni  di  bilancio, anche nel conto dei residui, occorrenti per
l'attuazione della presente legge.
  2. Le disposizioni della presente legge entrano in vigore il giorno
successivo  a  quello  di  pubblicazione  della  legge  stessa  nella
Gazzetta  Ufficiale  salvi  i casi in cui sia espressamente stabilita
una diversa decorrenza.
La  presente  legge,  munita  del  sigillo dello Stato sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
  Data a Roma, addi' 17 maggio 1999
      Il Presidente del Senato della Repubblica nell'esercizio
      delle funzioni del Presidente della Repubblica, ai sensi
                 dell'articolo 86 della Costituzione
                               MANCINI
                                    D'ALEMA, Presidente del Consiglio
                                  dei Ministri
                                    AMATO,  Ministro  del tesoro, del
                                  bilancio   e  della  programmazione
                                  economica
                                    BASSOLINO,  Ministro del alvoro e
                                  della previdenza sociale
  Visto, il Guardasigilli: DILIBERTO
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