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LEGGE 18 dicembre 1973, n. 877

Nuove norme per la tutela del lavoro a domicilio.

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.

  (( E' lavoratore a domicilio chiunque, con vincolo di subordinazione, esegue nel proprio domicilio o in locale di cui abbia disponibilita', anche con l'aiuto accessorio di membri della sua famiglia conviventi e a carico, ma con esclusione di manodopera salariata e di apprendisti, lavoro retribuito per conto di uno o piu' imprenditori, utilizzando materie prime o accessorie e attrezzature proprie o dello stesso imprenditore, anche se fornite per il tramite di terzi )).
  La  subordinazione, agli effetti della presente legge e in deroga a
quanto stabilito dall'articolo 2094 del codice civile, ricorre quando
il  lavoratore  a  domicilio  e'  tenuto  ad  osservare  le direttive
dell'imprenditore    circa    le    modalita'   di   esecuzione,   le
caratteristiche e i requisiti del lavoro da svolgere nella esecuzione
parziale,  nel  completamento  o  nell'intera lavorazione di prodotti
oggetto dell'attivita' dell'imprenditore committente.
  Non   e'  lavoratore  a  domicilio  e  deve  a  tutti  gli  effetti
considerarsi  dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato
chiunque  esegue, nelle condizioni di cui ai commi precedenti, lavori
in locali di pertinenza dello stesso imprenditore, anche se per l'uso
di tali locali e dei mezzi di lavoro in esso esistenti corrisponde al
datore di lavoro un compenso di qualsiasi natura.((1))
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AGGIORNAMENTO (1)
  La  L.  16  dicembre  1980, n. 858,ha disposto (con l'art. 1)che ai
sensi  del presente articolo "e' lavoratore a domicilio chiunque, con
vincolo  di  subordinazione, esegue nel proprio domicilio o in locale
di  cui  abbia disponibilita', anche con l'aiuto accessorio di membri
della  sua  famiglia  conviventi  e  a  carico,  ma con esclusione di
manodopera salariata e di apprendisti, lavoro retribuito per conto di
uno  o  piu'  imprenditori,  utilizzando materie prime o accessorie e
attrezzature  proprie  e  dello stesso imprenditore, anche se fornite
per il tramite di terzi".
La  L.  858/1980  entra  in  vigore  il  giorno  successivo  alla sua
pubblicazione  nella  Gazzetta Ufficiale ed ha effetto, limitatamente
all'articolo 1, dalla data di entrata in vigore della legge 877/1973.
                               Art. 2.

  Non  e' ammessa l'esecuzione di lavoro a domicilio per attivita' le
quali   comportino   l'impiego  di  sostanze  o  materiali  nocivi  o
pericolosi  per  la salute o la incolumita' del lavoratore e dei suoi
familiari.
  E'   fatto   divieto  alle  aziende  interessate  da  programmi  di
ristrutturazione,  riorganizzazione  e  di  conversione  che  abbiano
comportato licenziamenti o sospensioni dal lavoro, di affidare lavoro
a  domicilio  per  la  durata  di un anno rispettivamente dall'ultimo
provvedimento di licenziamento e dalla cessazione delle sospensioni.
  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
  E'  fatto  divieto  ai committenti di lavoro a domicilio di valersi
dell'opera  di  mediatori  o  di  intermediari  comunque denominati i
quali,  unitamente  alle  persone  alle quali hanno commesso lavoro a
domicilio, sono considerati, a tutti gli effetti, alle dipendenze del
datore di lavoro per conto e nell'interesse del quale hanno svolto la
loro attivita'.
                               Art. 3.

  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
  ((Il datore di lavoro che faccia eseguire lavoro al di fuori della propria azienda e' obbligato a trascrivere il nominativo ed il relativo domicilio dei lavoratori esterni alla unita' produttiva, nonche' la misura della retribuzione nel libro unico del lavoro)).
  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
                               Art. 4.

  Presso  ciascuna  sezione  comunale  dell'ufficio  provinciale  del
lavoro  e  della  massima  occupazione  e  istituito  un registro dei
lavoratori  a  domicilio  nel quale sono iscritti i lavoratori che ne
facciano  richiesta  o, d'ufficio, quelli di cui al secondo comma del
successivo articolo 5.
  Il  dirigente  la sezione comunale o la commissione comunale quando
sia  costituita  ai sensi del settimo comma del successivo articolo 5
curano  la  tenuta  e  l'aggiornamento  del registro, che puo' essere
liberamente consultato. Il dirigente la sezione trasmette mensilmente
l'elenco dei lavoratori iscritti nel registro all'ufficio provinciale
del lavoro e della massima occupazione.
  L'impiego  dei lavoratori a domicilio avviene esclusivamente per il
tramite delle sezioni comunali di collocamento.
  E' ammessa la richiesta nominativa.
                               Art. 5.

  Presso   ogni  ufficio  provinciale  del  lavoro  e  della  massima
occupazione  e' istituita una commissione per il controllo del lavoro
a domicilio.
  La  commissione  cura  la tenuta e l'aggiornamento del registro dei
committenti  il  lavoro a domicilio e, su proposta o segnalazione del
direttore   dell'ufficio  provinciale  del  lavoro  e  della  massima
occupazione  o del capo dell'ispettorato provinciale del lavoro, puo'
disporre  la iscrizione d'ufficio degli imprenditori inadempienti nel
registro  dei  committenti lavoro a domicilio. La commissione dispone
l'iscrizione  d'ufficio  nel registro di cui al precedente articolo 4
dei  lavoratori  che  non  vi  abbiano  provveduto, su proposta della
commissione  comunale  o su segnalazione dell'ispettorato provinciale
del lavoro.
  La  commissione  ha, inoltre, il compito di accertare e studiare le
condizioni  in  cui  si  svolge  il  lavoro  a  domicilio  e proporre
all'ufficio  o  all'ispettorato  del  lavoro competente gli opportuni
provvedimenti.
  La  commissione,  nominata  con  decreto del direttore dell'ufficio
provinciale  del  lavoro e della massima occupazione, e' dallo stesso
presieduta ed e' composta:
    a)  dal  capo dell'ispettorato provinciale del lavoro o da un suo
delegato;
    b)   da   due   rappresentanti  dei  datori  di  lavoro,  da  due
rappresentanti   degli  artigiani  e  da  cinque  rappresentanti  dei
lavoratori  designati  dalle  rispettive organizzazioni sindacali che
facciano  parte  del  Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro,
avendo riguardo all'effettiva rappresentativita' in sede provinciale;
    c) da due rappresentanti dell'amministrazione provinciale, eletti
dal consiglio provinciale, con rappresentanza della minoranza.
  Avverso  i  provvedimenti  di  iscrizione  e  di  cancellazione nel
registro  dei  committenti  il  lavoro  a  domicilio  e in quello dei
lavoratori a domicilio e' ammesso ricorso, entro il termine di trenta
giorni  dalla notifica della decisione, alla commissione regionale di
cui all'articolo 6, che decide in via definitiva.
  Le  decisioni  della  commissione  regionale  sono  notificate agli
interessati  entro  il  termine  di  sessanta  giorni  dalla data del
ricorso.
  Presso  le  sezioni  comunali dell'ufficio provinciale del lavoro e
della  massima  occupazione, sono costituite commissioni comunali per
il lavoro a domicilio, quando ne facciano richiesta le organizzazioni
sindacali dei lavoratori piu' rappresentative.
  La   commissione  comunale,  nominata  con  decreto  del  direttore
dell'ufficio  provinciale  del lavoro e della massima occupazione, e'
presieduta dal dirigente la sezione ed e' composta:
    a)   da   due   rappresentanti  dei  datori  di  lavoro,  da  due
rappresentanti  degli  artigiani,  e  da  cinque  rappresentanti  dei
lavoratori  designati  dalle  rispettive organizzazioni sindacali che
facciano  parte  del  Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro,
avendo riguardo alla effettiva rappresentativita' in sede comunale;
    b) dal sindaco o da un suo delegato.
  La  commissione  comunale  propone l'iscrizione d'ufficio di cui al
secondo  comma  del  presente  articolo  e  svolge sul piano locale i
compiti indicati al terzo comma del presente articolo.
  I  membri delle commissioni provinciali e comunali durano in carica
due anni.
                               Art. 6.

  Presso   ogni   ufficio   regionale  del  lavoro  e  della  massima
occupazione  e'  istituita  una commissione regionale per il lavoro a
domicilio.
  La  commissione  decide  i  ricorsi  di  cui  al  sesto  comma  del
precedente  articolo  5 e coordina a livello regionale le commissioni
provinciali per il controllo del lavoro a domicilio.
  La  commissione,  nominata  con  decreto del direttore dell'ufficio
regionale  del  lavoro  e  della massima occupazione, e' dallo stesso
presieduta ed e' composta:
    a) dal capo dell'ispettorato regionale del lavoro;
    b)   da   due   rappresentanti  dei  datori  di  lavoro,  da  due
rappresentanti degli artigiani e da sei rappresentanti dei lavoratori
designati  dalle  rispettive  organizzazioni  sindacali  che facciano
parte  del  Consiglio  nazionale  dell'economia  e del lavoro, avendo
riguardo alla effettiva rappresentativita' in sede regionale;
    c)  da  tre  rappresentanti  della  regione, eletti dal consiglio
regionale, con rappresentanza della minoranza.
  I membri della commissione durano in carica tre anni.
                               Art. 7.

  Presso  il  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza sociale e'
istituita  la  commissione  centrale per il lavoro a domicilio con il
compito   di   coordinare   a  livello  nazionale  l'attivita'  delle
commissioni  provinciali  per  il controllo del lavoro a domicilio in
ordine  agli  accertamenti  e  agli  studi sulle condizioni in cui si
svolge  detto  lavoro.  Al 31 dicembre di ciascun anno la commissione
svolge una relazione generale sull'evoluzione del fenomeno, indicando
gli aspetti meritevoli di attenzione e di eventuali interventi.
  La  commissione,  nominata con decreto del Ministro per il lavoro e
la  previdenza  sociale,  e'  presieduta  dallo  stesso  o  da un suo
rappresentante, ed e' composta:
    a) dal direttore generale del collocamento della manodopera;
    b)  dal  direttore  generale  dei  rapporti  di  lavoro  e da due
rappresentanti  dei  datori  di  lavoro,  da due rappresentanti degli
artigiani  e  da  sei  rappresentanti  dei lavoratori designati dalle
organizzazioni  sindacali  che facciano parte del Consiglio nazionale
dell'economia   e   del   lavoro,   avendo   riguardo   all'effettiva
rappresentativita' in sede nazionale.
  I membri della commissione durano in carica tre anni.
                               Art. 8.

  I  lavoratori  che  eseguono  lavoro  a  domicilio  debbono  essere
retribuiti  sulla  base  di  tariffe  di cottimo pieno risultanti dai
contratti collettivi della categoria.
  Qualora  i  contratti  collettivi  non  dispongano  in  ordine alla
tariffa di cottimo pieno, questa viene determinata da una commissione
a   livello   regionale  composta  di  8  membri,  in  rappresentanza
paritetica  dei  datori  di  lavoro  e  dei  lavoratori  nominati dal
direttore  dell'ufficio  regionale  del  lavoro su designazione delle
organizzazioni  sindacali  di categoria maggiormente rappresentative.
Presiede   la   commissione,   senza   diritto   di   voto,  il  capo
dell'ispettorato regionale del lavoro.
  Spetta   altresi'   alla  commissione  determinare  la  percentuale
sull'ammontare  della  retribuzione  dovuta al lavoratore a titolo di
rimborso  spese  per l'uso di macchine, locali, energia ed accessori,
nonche' le maggiorazioni retributive da valere a titolo di indennita'
per   il   lavoro   festivo,  le  ferie,  la  gratifica  natalizia  e
l'indennita' di anzianita'.
  Ove  la  tariffa  e  le  indennita' accessorie di cui ai precedenti
secondo  e terzo comma, non vengano determinate in un congruo termine
fissato  dal direttore dell'ufficio regionale del lavoro, le medesime
sono  stabilite  con  decreto  dello  stesso  direttore  dell'ufficio
regionale del lavoro in relazione alla qualita' del lavoro richiesto,
in  base  alle  retribuzioni  orarie fissate dai contratti collettivi
osservati  dall'imprenditore  committente  o dai contratti collettivi
riguardanti lavorazioni similari.
  Le  tariffe di cottimo pieno applicabili al lavoro a domicilio sono
adeguate  alle variazioni dell'indennita' di contingenza al 30 giugno
o al 31 dicembre di ogni anno, con decreto del direttore dell'ufficio
regionale del lavoro.
                               Art. 9.

  Ai  lavoratori  a  domicilio  si  applicano  le norme vigenti per i
lavoratori  subordinati  in  materia  di  assicurazioni  sociali e di
assegni   familiari,   fatta   eccezione  di  quelle  in  materia  di
integrazione salariale.
  A  decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e
fino  al  termine  di  due  anni dalla data medesima, con decreto del
Ministro  per  il  lavoro  e la previdenza sociale di concerto con il
Ministro  per  il  tesoro,  sentita la commissione centrale di cui al
precedente  articolo  7,  sono  stabilite,  anche  per  singole  zone
territoriali,  tabelle  di  retribuzioni  convenzionali  ai  fini del
calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali.
                              Art. 10.

  ((Per ciascun lavoratore a domicilio, il libro unico del lavoro deve contenere anche le date e le ore di consegna e riconsegna del lavoro, la descrizione del lavoro eseguito, la specificazione della quantita' e della qualita' di esso)).
  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
                              Art. 11.

  Il  lavoratore  a  domicilio  deve  prestare  la  sua attivita' con
diligenza,  custodire il segreto sui modelli del lavoro affidatogli e
attenersi  alle istruzioni ricevute dall'imprenditore nell'esecuzione
del lavoro.
  Il  lavoratore  a  domicilio  non  puo'  eseguire  lavoro per conto
proprio  o  di terzi in concorrenza con l'imprenditore, quando questi
gli affida una quantita' di lavoro atto a procurargli una prestazione
continuativa  corrispondente  all'orario normale di lavoro secondo le
disposizioni  vigenti  e quelle stabilite dal contratto collettivo di
lavoro di categoria.
                              Art. 12.

  La  vigilanza sull'applicazione della presente legge e' affidata al
Ministero  del  lavoro e della previdenza sociale, che l'esercita per
il tramite dell'ispettorato del lavoro, secondo le norme vigenti.
                              Art. 13.

  1.  Il  committente  lavoro  a domicilio il quale contravviene alla
disposizione  di cui all'art. 2, primo comma, e' punito con l'arresto
fino a sei mesi.
  2.  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
  3.   Il  committente  lavoro  a  domicilio  che  contravviene  alle
disposizioni  di  cui agli articoli 8, 9 ((. . . )), e' punito con la
sanzione amministrativa da lire un milione a lire cinque milioni.
  4.   Il  committente  lavoro  a  domicilio  che  contravviene  alle
disposizioni  di  cui all'art. 2, secondo comma, ((. . .)), e' punito
con  la  sanzione  amministrativa  da lire cinquecentomila a lire tre
milioni.
  5.  Per  le  violazioni alla disposizione di cui all'art. 2, quarto
comma,  si  applicano  al  committente  lavoro  a  domicilio  ed agli
intermediari  le  sanzioni previste dalle norme vigenti in materia di
collocamento,  intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di
lavoro.  Le  medesime  sanzioni  si applicano al committente lavoro a
domicilio  per  le  violazioni  alla  disposizione di cui all'art. 4,
terzo comma.
  6.  (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 )).
  7.  Restano  salve,  in  ogni  caso,  le  sanzioni  e  le penalita'
comminate  per  le  infrazioni alle norme in materia di assicurazioni
sociali,  di  collocamento,  di  tutela delle lavoratrici madri e, in
quanto applicabili, di tutela del lavoratore.
  8.  L'autorita' competente a ricevere il rapporto per le violazioni
amministrative   previste   dal   presente  articolo  e  ad  emettere
l'ordinanza di ingiunzione e' l'ispettorato del lavoro.
                              Art. 14.

  La  legge  13  marzo  1958,  n.  264,  per  la  tutela del lavoro a
domicilio, e' abrogata.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 18 dicembre 1973

                                LEONE

                                                   RUMOR - BERTOLDI -
                                                     ZAGARI - DE MITA

Visto, il Guardasigilli: ZAGARI
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