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LEGGE 18 ottobre 2001, n. 383

Primi interventi per il rilancio dell''''economia.

CAPO I
NORME PER INCENTIVARE L'EMERSIONE DALL'ECONOMIA SOMMERSA

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga

la seguente legge:

                               Art. 1
                     Dichiarazione di emersione

  1.  Gli  imprenditori  che hanno fatto ricorso a lavoro irregolare,
non  adempiendo  in  tutto  o  in  parte agli obblighi previsti dalla
normativa  vigente  in materia fiscale e previdenziale, possono farlo
emergere,  tramite apposita dichiarazione di emersione, da presentare
entro  il  30  novembre 2002, con indicazione, oltre al numero e alle
generalita'  dei  lavoratori emersi, del relativo costo del lavoro in
misura  non  inferiore  a  quanto  previsto  dai contratti collettivi
nazionali di lavoro di riferimento. Il Comitato interministeriale per
la   programmazione   economica  (CIPE),  sentite  le  organizzazioni
sindacali  e  di  categoria,  approva i programmi di emersione di cui
all'articolo 2, comma 4.
  2. Per il periodo di imposta successivo a quello in corso alla data
di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  e per i due periodi
successivi,  la  dichiarazione  di  emersione  costituisce  titolo di
accesso al seguente regime di incentivo fiscale e previdenziale:
a) gli  imprenditori  che, con la dichiarazione di cui al comma 1, si
   impegnano   nel   programma   di  emersione  e,  conseguentemente,
   incrementano  il  reddito  imponibile dichiarato rispetto a quello
   relativo  al  secondo periodo d'imposta precedente, hanno diritto,
   fino a concorrenza del triplo del costo del lavoro che hanno fatto
   emergere  con  la  dichiarazione, all'applicazione sull'incremento
   stesso  di  un'imposta  sostitutiva dell'imposta sul reddito delle
   persone  fisiche  (IRPEF) e dell'imposta sul reddito delle persone
   giuridiche  (IRPEG), con tassazione separata rispetto al rimanente
   imponibile,  dovuta in ragione di un'aliquota del 10 per cento per
   il  primo  periodo  di  imposta,  del  15 per cento per il secondo
   periodo  di  imposta  e  del  20  per cento per U terzo periodo di
   imposta. L'imposta regionale sulle attivita' produttive (IRAP) non
   e'   dovuta   fino   a  concorrenza  dell'incremento  del  reddito
   imponibile  dichiarato.  Per  il  secondo  ed  il terzo periodo di
   imposta, nel calcolo dell'incentivo si tiene conto delle eventuali
   variazioni  in  diminuzione  del  costo  del  lavoro  emerso.  Sul
   maggiore  imponibile  previdenziale  relativo ai redditi di lavoro
   emersi  dichiarati, e conseguente alla dichiarazione di emersione,
   si  applica  una  contribuzione  sostitutiva, dovuta in ragione di
   un'aliquota  del 7 per cento per il primo periodo, del 9 per cento
   per  il  secondo periodo e dell'11 per cento per il terzo periodo,
   e, ai fini dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le
   malattie  professionali,  si  applicano  tassi  di  premio ridotti
   rispettivamente  del  75  per  cento per il primo anno, del 70 per
   cento per il secondo anno e del 65 per cento per il terzo anno;
b) i  lavoratori  che,  parallelamente, si impegnano nel programma di
   emersione  sono esclusi da contribuzione previdenziale e, sui loro
   redditi  di  lavoro  emersi,  si  applica  una imposta sostitutiva
   dell'IRPEF,   con   tassazione   separata  rispetto  al  rimanente
   imponibile,  dovuta  in ragione di un'aliquota del 6 per cento per
   il  primo  anno, dell'8 per cento per il secondo anno e del 10 per
   cento per il terzo anno.
  2-bis. La contribuzione e l'imposta sostitutiva dovute per il primo
periodo   d'imposta   e   fino  al  termine  di  presentazione  della
dichiarazione  di  emersione, previste, rispettivamente, alle lettere
a) e b) del comma 2, sono trattenute e versate in un'unica soluzione,
entro  il  termine  di  presentazione  della  medesima  dichiarazione
ovvero,  a  partire  dal  predetto termine, in sessanta rate mensili,
senza interessi.
  2-ter.    Per   le   violazioni   concernenti   gli   obblighi   di
documentazione,  registrazione,  dichiarazione  di  inizio attivita',
commesse  nel  primo  periodo  d'imposta  agevolato fino alla data di
presentazione  della  dichiarazione di emersione, non si applicano le
sanzioni  previste  ai fini dell'imposta sul valore aggiunto (IVA), a
condizione  che  il  versamento  dell'imposta sia effettuato entro il
termine  previsto  per  il  versamento  dovuto  in base alla relativa
dichiarazione  annuale  IVA. Per il medesimo periodo non si applicano
le sanzioni previste per le analoghe violazioni in materia di imposte
sui  redditi  e  di  imposta regionale sulle attivita' produttive ne'
quelle  previste  per  l'omessa  effettuazione  delle  ritenute e dei
relativi  versamenti  dovuti  fino  alla  data di presentazione della
dichiarazione di emersione.
  3.  Per  gli imprenditori, su specifica richiesta, la dichiarazione
di  emersione  vale  anche  come  proposta di concordato tributario e
previdenziale,  se presentata prima dell'inizio di eventuali accessi,
ispezioni  e verifiche o della notifica dell'avviso di accertamento o
di rettifica. In questo caso, fino a concorrenza del costo del lavoro
oggetto  della  dichiarazione  di emersione, l'imprenditore dichiara,
per  ciascuno  dei periodi precedenti, il costo del lavoro irregolare
utilizzato.   Per   ciascuno  di  questi  periodi  il  concordato  si
perfeziona  con  il  pagamento  di un'imposta sostitutiva dell'IRPEF,
dell'IRPEG,  dell'IRAP,  dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e dei
contributi   previdenziali   e  premi  assicurativi,  con  tassazione
separata  rispetto  al  rimanente  imponibile,  dovuta  in ragione di
un'aliquota   dell'8  per  cento  del  costo  del  lavoro  irregolare
utilizzato  e dichiarato, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Per  ciascuno degli stessi periodi, sul presupposto della sussistenza
dei  requisiti  di  legge,  il  concordato produce effetti preclusivi
automatici  degli  accertamenti  fiscali  relativi  all'attivita'  di
impresa  e previdenziali, fino a concorrenza del triplo del costo del
lavoro  irregolare  utilizzato. Il pagamento dell'imposta sostitutiva
puo'  essere  effettuato  in  unica  soluzione,  entro  il termine di
presentazione della dichiarazione di emersione, con una riduzione del
25  per  cento,  ovvero  in  ventiquattro  rate mensili a partire dal
predetto  termine,  senza  applicazione di interessi. Con l'integrale
pagamento  sono  estinti  i  delitti  di  cui agli articoli 4 e 5 del
decreto  legislativo  10  marzo  2000,  n.  74,  il  delitto  di  cui
all'articolo 37 della legge 24 novembre 1981, n. 689, nonche' i reati
contravvenzionali  e  le  violazioni amministrative e civili connessi
alle  violazioni  fiscali  e previdenziali relative all'esistenza del
lavoro  sommerso.  In  caso  di rateazione, sono sospesi i termini di
prescrizione degli illeciti di cui al presente comma.
  4.  I  lavoratori  delle  imprese  che  aderiscono  ai programmi di
emersione possono, parallelamente, estinguere i loro debiti fiscali e
previdenziali,  connessi  alla  prestazione di lavoro irregolare, per
ciascuno   degli   anni  che  intendono  regolarizzare,  mediante  il
pagamento  di  una contribuzione sostitutiva, con tassazione separata
rispetto  al  rimanente imponibile, dovuta in ragione di lire 200.000
per  ogni anno pregresso, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Il  pagamento  e' effettuato nei termini e con le modalita' di cui al
comma  3.  E'  precluso ogni accertamento fiscale e previdenziale sui
redditi di lavoro per gli anni regolarizzati. I lavoratori possono, a
domanda, ricostruire la loro posizione pensionistica relativamente ai
periodi  di lavoro pregressi effettuati presso l'impresa che presenta
la  dichiarazione  di emersione alla quale appartengono alla data del
30  novembre  2002.  La  ricostruzione,  che  avviene  esclusivamente
mediante  contribuzione  volontaria, integrata fino ad un massimo del
66  per  cento della quota a carico del datore di lavoro dal fondo di
cui  all'articolo 5 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, consente di
coprire, fino ad un massimo di sessanta mesi, periodi contributivi di
venti  mesi  ogni  dodici  mesi  di  lavoro svolto presso la suddetta
impresa  a  far  data  dal 30 novembre 2002. La ricostruzione avviene
alla fine di ogni periodo lavorativo di dodici mesi.
  4-bis.  I lavoratori che aderiscono al programma di emersione e che
non  risultano gia' dipendenti dell'imprenditore sono esclusi, per il
periodo antecedente nonche' per il triennio di emersione, dal computo
dei  limiti  numerici  di  unita'  di  personale  previsti da leggi e
contratti   collettivi   di   lavoro  ai  fini  dell'applicazione  di
specifiche  normative ed istituti, ad eccezione delle disposizioni in
materia  di  licenziamenti  individuali  e  collettivi. L'adesione da
parte  del  lavoratore  al  programma di emersione di cui al presente
articolo,  tramite sottoscrizione di specifico atto di conciliazione,
(( nel quale sia indicato il livello di inquadramento attribuito al lavoratore, come specificato dal contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, sottoscritto dalle associazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative dei lavoratori e degli imprenditori o, in mancanza, dai contratti collettivi stipulati per le categorie affini, )) ha efficacia novativa del rapporto di lavoro
emerso con effetto dalla data di presentazione della dichiarazione di
emersione e produce, relativamente ai diritti di natura retributiva e
risarcitoria  per  il  periodo pregresso, gli effetti conciliativi ai
sensi  degli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile; dalla
stessa  data si applicano gli istituti economici e normativi previsti
dai  contratti  collettivi  nazionali  di  lavoro  di  riferimento (( sottoscritti dalle associazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative dei lavoratori e degli imprenditori. ))
  5.  Le  disposizioni  di cui ai commi da 1 a 4 non si applicano con
riferimento  al  lavoro  irregolare  prestato dai soggetti richiamati
all'articolo  62, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi,
di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917.
  6.  Restano  fermi,  in  alternativa, per gli interessati, i regimi
connessi  ai  piani  di riallineamento retributivo e di emersione del
lavoro  irregolare, di cui all'articolo 5 del decreto-legge 1 ottobre
1996,  n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre
1996,  n. 608, agli articoli 75 e 78 della legge 23 dicembre 1998, n.
448,  e  successive  modificazioni,  all'articolo  63  della legge 23
dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e all'articolo 116
della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
  7.  Per  intensificare l'azione di contrasto all'economia sommersa,
il  CIPE  definisce un piano straordinario di accertamento, operativo
dal  6  maggio  2002,  con  il quale sono individuate le priorita' di
intervento  coordinato  ed  integrato  degli  organi di vigilanza del
settore.  Al  fine  di  acquisire  elementi  utili all'attuazione del
piano, l'Agenzia delle entrate invia una richiesta di informazioni ai
soggetti  individuati  sulla  base  dei  dati in possesso del sistema
informativo  dell'anagrafe  tributaria  e previdenziale, dei soggetti
gestori  di  servizi  di  pubblica  utilita',  dei  registri dei beni
immobili  e dei beni mobili registrati e degli studi di settore. Tale
richiesta e' finalizzata anche all'acquisizione di ulteriori elementi
di  carattere generale correlabili alle irregolarita' del rapporto di
lavoro e non preclude l'adesione ai programmi di emersione.
  8.  Le  maggiori  entrate derivanti dal recupero di base imponibile
connessa   ai  programmi  di  emersione,  con  esclusione  di  quelle
contributive,  affluiscono al fondo di cui all'articolo 5 della legge
23  dicembre  2000,  n. 388. Con decreto del Ministro dell'economia e
delle  finanze,  di  concerto  con  il  Ministro  del  lavoro e delle
politiche  sociali,  e' determinata la quota destinata alla riduzione
della  pressione  contributiva,  al  netto  delle  risorse  destinate
all'integrazione  del  contributo previdenziale dei lavoratori che si
impegnano  nei  programmi  di emersione ai sensi del comma 2, lettera
b),  del  presente  articolo, in misura non superiore al 66 per cento
della   quota   residua  rispetto  alla  contribuzione  previdenziale
versata,  e  agli  oneri concernenti la eventuale ricostruzione della
loro  posizione  previdenziale  relativamente agli anni pregressi, ai
sensi  del  comma  4  del presente articolo, nei limiti delle risorse
all'uopo  disponibili  presso  il  fondo;  con  lo  stesso decreto e'
inoltre  determinata la misura del trattamento previdenziale relativa
ai  periodi  oggetto  della dichiarazione di emersione in proporzione
alle  quote  contributive  versate,  senza  oneri aggiuntivi a carico
della   finanza  pubblica.  Con  uno  o  piu'  decreti  del  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  e'  altresi'  determinata  la quota
residua  del  predetto  fondo  destinata  al  riequilibrio  dei conti
pubblici. I commi 2 e 3 dell'articolo 5 della citata legge n. 388 del
2000 sono abrogati.
  8-bis.   Il   Ministro   dell'economia   e  delle  finanze  procede
annualmente,  sentite  le organizzazioni sindacali e di categoria, ad
una  verifica  dei  risultati  del  processo  di emersione in base al
numero  degli imprenditori e dei lavoratori che si sono avvalsi delle
disposizioni per incentivare l'emersione dell'economia sommersa, alla
differenziazione   degli   stessi  per  il  settore  di  attivita'  e
ubicazione  dei relativi insediamenti produttivi e, per i lavoratori,
alla  rispettiva  anzianita'  contributiva, nonche' delle conseguenti
maggiori entrate derivanti dal recupero di base imponibile.
                             Art. 1-bis
                   (( (Emersione progressiva). ))

  (( 1. In ogni capoluogo di provincia sono istituiti presso le direzioni provinciali del lavoro i Comitati per il lavoro e l'emersione del sommerso (CLES). I Comitati sono composti da 16 membri nominati dal prefetto; otto dei quali sono designati rispettivamente dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dal Ministero dell'ambiente, dall'INPS, dall'INAIL, dalla ASL, dal comune, dalla regione e dalla Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, e otto designati in maniera paritetica dalle organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro. Il componente designato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali assume le funzioni di presidente. La regione e l'ANCI provvedono, rispettivamente, ad individuare, nell'ambito del territorio provinciale, l'ASL e il comune competente alla designazione. I Comitati sono nominati entro il 30 ottobre 2002. I Comitati possono operare qualora alla predetta data siano stati nominati la meta' piu' uno dei componenti. Le funzioni di segreteria dei CLES sono svolte dalle direzioni provinciali del lavoro. 1-bis. Per l'attivita' e il funzionamento dei CLES e' autorizzata la spesa massima di 500.000 euro per l'anno 2002 e di 2,6 milioni di euro a decorrere dall'anno 2003, cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2. In alternativa alla procedura prevista dall'articolo 1, gli imprenditori presentano al CLES di cui al comma 1, dove ha sede l'unita' produttiva, entro il 28 febbraio 2003 un piano individuale di emersione contenente: a) le proposte per la progressiva regolarizzazione ed adeguamento agli obblighi previsti dalla normativa vigente per l'esercizio dell'attivita', relativamente a materie diverse da quella fiscale e contributiva, in un periodo non superiore a diciotto mesi, eventualmente prorogabile a ventiquattro mesi in caso di motivate esigenze; b) le proposte per il progressivo adeguamento agli obblighi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro in materia di trattamento economico sottoscritti dalle associazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative dei lavoratori e degli e degli imprenditori, in un periodo comunque non superiore al triennio di emersione, mediante sottoscrizione con apposito verbale aziendale degli accordi sindacali collettivi a tale fine conclusi, a livello provinciale, tra le organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative e le associazioni di rappresentanza dei datori di lavoro con riferimento a ciascun settore economico; per i settori economici per i quali non operano organi di rappresentanza dei datori di lavoro o dei lavoratori in sede provinciale, i predetti accordi possono essere conclusi a livello nazionale o regionale; le proposte per il progressivo adeguamento agli obblighi in materia di trattamento economico, in assenza di contratti collettivi nazionali di lavoro propri del settore economico interessato, devono fare riferimento agli obblighi previsti nei contratti collettivi nazionali di lavoro di settori omogenei; c) il numero e la remunerazione dei lavoratori che si intende regolarizzare; d) l'impegno a presentare un'apposita dichiarazione di emersione successivamente alla approvazione del piano da parte del CLES. 3. I CLES operano in collaborazione con le commissioni provinciali istituite ai sensi dell'articolo 78, comma 4, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni. Di tali commissioni fanno parte, ove gia' non presenti, le organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro, nonche' le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro che hanno sottoscritto l'avviso comune, in materia di emersione dell'economia sommersa, in data 19 luglio 2002. 4. COMMA SOPPRESSO DALLA L. L. 22 NOVEMBRE 2002, N. 266. 5. I comitati di cui al comma 1 ricevono i piani di emersione individuale presentati dai datori di lavoro interessati all'emersione progressiva ed hanno i seguenti compiti: a) valutare le proposte di progressivo adeguamento agli obblighi di legge diversi da quelli fiscali e previdenziali formulando eventuali proposte di modifica; b) valutare la fattibilita' tecnica dei contenuti del piano di emersione; c) definire, nel rispetto degli obblighi di legge, temporanee modalita' di adeguamento per ciascuna materia da regolarizzare; d) verificare la conformita' del piano di emersione ai minimi contrattuali contenuti negli accordi sindacali di cui al comma 2. 5-bis. Qualora il piano individuale di emersione contenga proposte per il progressivo adeguamento che coinvolgono interessi urbanistici e ambientali, il CLES sottopone il piano al parere del comune competente per territorio, che esprime, in ordine a tali interessi, un parere vincolante entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta. Decorso tale termine il CLES valuta comunque il piano. 6. I componenti dei CLES non sono responsabili per i fatti connessi alla realizzazione del piano di emersione progressiva che si verificano durante il periodo di attuazione dello stesso, nonche' del mancato rilascio delle autorizzazioni allo svolgimento delle attivita' al termine del periodo di emersione. 7. Per la presentazione del piano individuale di emersione, gli imprenditori che intendono conservare l'anonimato possono avvalersi delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro o dei professionisti iscritti agli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro, che provvedono alla presentazione del programma al competente CLES, con l'osservanza di misure idonee ad assicurare la riservatezza dell'imprenditore stesso. 8. Il CLES approva il piano individuale di emersione nell'ambito delle linee generali definite dal CIPE, secondo quanto stabilito dal comma 1 dell'articolo 1. 9. Il CLES approva il piano di emersione entro sessanta giorni dalla sua presentazione, previe eventuali modifiche concordate con l'interessato o con i soggetti di cui al comma 7, ovvero respinge il piano stesso. 10. Le autorita' competenti, previa verifica della avvenuta attuazione del piano, rilasciano le relative autorizzazioni entro sessanta giorni dalla scadenza dei termini fissati nel piano. L'adeguamento o la regolarizzazione si considerano, a tutti gli effetti, come avvenuti tempestivamente e determinano l'estinzione dei reati contravvenzionali e delle sanzioni connesse alla violazione dei predetti obblighi. 11. La dichiarazione di emersione ai sensi del presente articolo e' presentata entro il 15 maggio 2003 e produce gli altri effetti previsti dall'articolo 1. 12. Le certificazioni di regolarita' rilasciate ai datori di lavoro, precedentemente alla presentazione dei piani individuali di emersione, conservano la loro efficacia. 13. I soggetti che hanno fatto ricorso ai contratti di riallineamento retributivo di cui al decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, che gia' in corso di applicazione di tali contratti non sono riusciti a rispettare gli obblighi assunti, ovvero che alla conclusione del periodo previsto per il riallineamento non sono riusciti a corrispondere i minimi contrattuali nazionali, possono accedere ai programmi di emersione progressiva secondo le modalita' stabilite nel presente articolo. 14. I soggetti che si avvalgono dei piani individuali di emersione sono esclusi dalle gare di appalto pubblico fino alla conclusione del periodo di emersione. 15. L'approvazione del piano individuale di emersione ai sensi del presente articolo comporta, esclusivamente per le violazioni oggetto di regolarizzazione, la sospensione, gia' nel corso dell'istruttoria finalizzata all'approvazione del piano stesso, di eventuali ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo e vigilanza nei confronti del datore di lavoro che ha presentato il piano. ))
                               ART. 2.
        (Ulteriori effetti della dichiarazione di emersione -
         Delega al Governo in materia di tutela ambientale).

   1.  Gli  imprenditori  che aderiscono ai programmi di emersione di
cui   all'articolo   1  possono  regolarizzare  i  loro  insediamenti
produttivi,  accedendo al regime di cui agli articoli 20, 21 e 24 del
decreto  legislativo  19  dicembre  1994,  n.  758, esteso anche alle
violazioni   amministrative   e  penali  in  materia  ambientale  che
determinano   solo   lesione   di  interessi  amministrativi  e  sono
caratterizzate  dalla  messa  in  pericolo  e  non  dal danno al bene
protetto.  Sono  sempre  esclusi  i  casi  di esecuzione di lavori di
qualsiasi   genere   su   beni   culturali   nonche'   ambientali   e
paesaggistici,  realizzati  senza  le autorizzazioni prescritte dagli
articoli  21  e 163 del testo unico delle disposizioni legislative in
materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo
29   ottobre   1999,   n.   490,  o  in  difformita'  dalle  medesime
autorizzazioni.
   2.  Il  Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data
di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  uno  o piu' decreti
legislativi  in  materia  di  tutela  ambientale  aventi  lo scopo di
introdurre:
   a)   una   causa  estintiva  speciale  dei  reati  ambientali,  in
connessione ad ordini di fare emanati dalla pubblica amministrazione,
consistente nel pagamento di una somma di denaro a titolo di sanzione
pecuniaria  amministrativa  non  inferiore  alla meta' del massimo di
quella  prevista per il reato commesso e nell'ottemperanza all'ordine
di  fare mirante a ricondurre il destinatario dell'ordine al rispetto
della normativa ambientale;
   b) una procedura di ravvedimento operoso, prima dell'accertamento,
per  tutte  le  violazioni  ambientali  di  carattere amministrativo,
consistente nel pagamento di una somma ridotta per chi regolarizza le
violazioni.
   3.  La  delega  e' esercitata nel rispetto dei seguenti principi e
criteri direttivi:
   a)  esclusione  dai  predetti  meccanismi  di  tutte le violazioni
connotate  da  danno  ambientale  cosi'  come  accertato da autorita'
pubblica competente;
   b)  semplicita'  e  rapidita'  delle procedure volte alla verifica
dell'adempimento agli ordini di fare;
   c)  automaticita'  dell'estinzione delle violazioni amministrative
in caso di ravvedimento operoso.
   4.  Al  fine di una compiuta ed efficiente attuazione dei piani di
emersione,  sentite la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del
decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281, e le organizzazioni
sindacali  e  di  categoria, su proposta del Ministro dell'ambiente e
della   tutela   del   territorio,   il   CIPE  adotta  programmi  di
coordinamento e incentivazione delle attivita' delle autonomie locali
finalizzati al risanamento ambientale, al recupero dei siti inquinati
ed alla riqualificazione urbana, anche ai fini della regolarizzazione
degli insediamenti produttivi esistenti.
                               Art. 3
                     Disposizioni di attuazione

  1. Con decreto interministeriale sono determinati forma e contenuto
della  dichiarazione  di  emersione  di cui agli articoli 1 e 1-bis e
degli   altri   modelli   di  dichiarazione,  in  modo  da  garantire
l'applicazione  dell'incentivo  fiscale a tassazione separata in caso
di  cumulo  tra  redditi  agevolati  ed  altri  redditi,  nonche'  le
modalita'   di   pagamento   delle   imposte  e  delle  contribuzioni
sostitutive  di  cui  all'articolo  1,  commi 2, 3 e 4. Con lo stesso
decreto sono approvate le istruzioni sulle modalita' di presentazione
delle  dichiarazioni predette e sulle attivita' amministrative idonee
a  garantire  adeguate  forme  di partecipazione delle organizzazioni
sindacali   e   di   categoria   al   fine  di  favorire  l'emersione
dell'economia sommersa.
  2. Le imposte e le contribuzioni sostitutive di cui all'articolo 1,
commi  2, 3 e 4, non sono comunque compensabili e non sono deducibili
ai  fini  della determinazione di alcuna imposta, tassa o contributo.
Per  l'accertamento,  la riscossione, il contenzioso e le sanzioni si
applicano,  in  quanto  compatibili,  le disposizioni previste per le
imposte sui redditi.
  3.  L'imposta  sostitutiva  di cui all'articolo 1, comma 2, lettera
a),  non  genera  credito  di  imposta  in favore del socio, ai sensi
dell'articolo 14 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto  del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni.
  4.  Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita
la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo
28  agosto  1997,  n.  281, sono determinate le regolazioni contabili
degli  effetti finanziari per lo Stato, le regioni e gli enti locali,
conseguenti all'attuazione del presente capo.
  5.  Le  disposizioni del presente capo concernenti gli imprenditori
si  applicano, in quanto compatibili, anche ai titolari di redditi di
lavoro autonomo (( e alle imprese che svolgono attivita' agricola non produttiva di reddito di impresa )).
CAPO II
INCENTIVI FISCALI PER GLI INVESTIMENTI E LO SVILUPPO

                               Art. 4
                 Detassazione del reddito di impresa
                  e di lavoro autonomo reinvestito

  1.  E'  escluso dall'imposizione del reddito di impresa e di lavoro
autonomo  il  50  per  cento  del  volume  degli investimenti in beni
strumentali  realizzati  nel  periodo d'imposta in corso alla data di
entrata in vigore della presente legge successivamente al 30 giugno e
nell'intero periodo di imposta successivo, in eccedenza rispetto alla
media  degli  investimenti  realizzati  nei cinque periodi di imposta
precedenti,  con  facolta'  di  escludere  dal calcolo della media il
periodo in cui l'investimento e' stato maggiore. (8) ((9))
  2.  L'incentivo  si applica anche alle spese sostenute per servizi,
utilizzabili dal personale, di assistenza negli asili nido ai bambini
di  eta'  inferiore  a  tre  anni,  e  alle  spese  sostenute  per la
formazione  e  l'aggiornamento  del  personale.  A  questo importo si
aggiunge  anche  il  costo  del personale impegnato nell'attivita' di
formazione  e  aggiornamento, fino a concorrenza del 20 per cento del
volume  delle  relative  retribuzioni complessivamente corrisposte in
ciascun  periodo  di  imposta.  L'attestazione  di effettivita' delle
spese  sostenute  e' rilasciata dal presidente del collegio sindacale
ovvero,  in mancanza, da un revisore dei conti o da un professionista
iscritto    nell'albo   dei   revisori   dei   conti,   dei   dottori
commercialisti,  dei  ragionieri e periti commerciali o in quello dei
consulenti  del  lavoro, nelle forme previste dall'articolo 13, comma
2,   del   decreto-legge  28  marzo  1997,  n.  79,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  28  maggio  1997,  n. 140, e successive
modificazioni,  ovvero  dal  responsabile  del  centro  di assistenza
fiscale.
  3.  L'incentivo fiscale di cui ai commi 1 e 2 si applica anche alle
imprese e ai lavoratori autonomi in attivita' alla data di entrata in
vigore della presente legge, anche se con un'attivita' d'impresa o di
lavoro  autonomo inferiore ai cinque anni. Per tali soggetti la media
degli   investimenti   da  considerare  e'  quella  risultante  dagli
investimenti  effettuati nei periodi d'imposta precedenti a quello in
corso  alla data di entrata in vigore della presente legge o a quello
successivo,  con  facolta'  di  escludere  dal calcolo della media il
periodo in cui l'investimento e' stato maggiore.
  4.  Per  investimento  si  intende  la realizzazione nel territorio
dello  Stato  di  nuovi  impianti, il completamento di opere sospese,
l'ampliamento,   la   riattivazione,   l'ammodernamento  di  impianti
esistenti  e  l'acquisto  di  beni  strumentali  nuovi anche mediante
contratti  di  locazione  finanziaria.  L'investimento immobiliare e'
limitato ai beni strumentali per natura.
  5.  I  fabbricanti  titolari  di attivita' industriali a rischio di
incidenti  rilevanti, individuate ai sensi del decreto legislativo 17
agosto  1999,  n. 334, possono usufruire degli incentivi tributari di
cui  ai  commi  1  e  2  solo  se  e' documentato l'adempimento degli
obblighi e delle prescrizioni di cui al citato decreto.
  6.   L'incentivo   fiscale  e'  revocato  se  l'imprenditore  o  il
lavoratore  autonomo  cedono a terzi o destinano i beni oggetto degli
investimenti   a   finalita'  estranee  all'esercizio  di  impresa  o
all'attivita'  di lavoro autonomo entro il secondo periodo di imposta
successivo  all'acquisto,  ovvero  entro il quinto periodo di imposta
successivo in caso di beni immobili.
  7.  Per  il secondo periodo di imposta successivo a quello in corso
alla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente legge, l'acconto
dell'IRPEF e dell'IRPEG e' calcolato, in base alle disposizioni della
legge  23  marzo  1977,  n.  97,  assumendo  come imposta del periodo
precedente   quella   che  si  sarebbe  applicata  in  assenza  delle
disposizioni di cui ai commi 1 e 2.
  8. Le modalita' di applicazione dell'incentivo fiscale sono, per il
resto,  le  stesse  disposte  con  l'articolo  3 del decreto-legge 10
giugno  1994,  n.  357,  convertito, con modificazioni, dalla legge 8
agosto 1994, n. 489.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L.  24  dicembre  2002,  n. 282, convertito con modificazioni
dalla  L.  21 febbraio 2003, n. 27, ha disposto (con l'art. 5-sexies,
comma  1)  che  "A  valere sulle maggiori entrate recate dal presente
decreto,  le disposizioni di cui all'articolo 4, comma 1, della legge
18  ottobre  2001,  n. 383, sono prorogate fino al secondo periodo di
imposta  successivo  a quello in corso alla data del 25 ottobre 2001,
limitatamente  agli investimenti realizzati fino al 31 luglio 2003 in
sedi operative ubicate nei comuni interessati dagli eventi calamitosi
dichiarati  con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri del
29  ottobre  2002, del 31 ottobre 2002, dell'8 novembre 2002 e del 29
novembre  2002  e  nei quali sono state emanate, entro il 31 dicembre
2002,   ordinanze   sindacali   di   sgombero   ovvero  ordinanze  di
interdizione   al   traffico  delle  principali  vie  di  accesso  al
territorio  comunale.  Per gli investimenti immobiliari la proroga di
cui al primo periodo riguarda quelli realizzati fino al terzo periodo
d'imposta successivo a quello in corso alla data del 25 ottobre 2001,
e, comunque, entro il 31 luglio 2004."
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AGGIORNAMENTO (9)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 147, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 200, ha disposto (con l'art. 5-ter, comma 1) che
"Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  4,  comma 1, della legge 18
ottobre  2001,  n.  383,  sono  prorogate  fino al secondo periodo di
imposta  successivo  a quello in corso alla data del 25 ottobre 2001,
limitatamente  agli  investimenti realizzati fino al 31 dicembre 2003
in sedi operative ubicate nei comuni interessati dagli eventi sismici
dell'11  aprile  2003,  come  individuati ai sensi dell'ordinanza del
Presidente  dei  Consiglio  dei  Ministri n. 3284 del 30 aprile 2003,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2003. Per gli
investimenti  immobiliari la proroga di cui al primo periodo riguarda
quelli  realizzati  fino  al  terzo  periodo  di imposta successivo a
quello  in  corso alla data del 25 ottobre 2001 e, comunque, entro il
31 luglio 2004."
                               Art. 5
           Sostituzione di precedenti agevolazioni fiscali

  1.  Le  agevolazioni  fiscali  di  cui  alla  tabella allegata alla
presente legge sono soppresse, salvo quanto segue:
a) i  soggetti  che  nel periodo di imposta in corso alla data del 30
   giugno  2001  abbiano  gia'  realizzato  investimenti  ed eseguito
   conferimenti  in  denaro  o  accantonamenti  di  utili  a  riserva
   assoggettati  alla  disciplina di cui all'articolo 2, commi da 8 a
   13,   della   legge   13   maggio   1999,  n.  133,  e  successive
   modificazioni,  possono continuare a fruire dei relativi benefici,
   ovvero, in alternativa, optare per l'incentivo di cui all'articolo
   4,  comma  1,  della  presente legge. Il cumulo degli incentivi e'
   comunque  consentito  per  le  spese  sostenute  per  formazione e
   aggiornamento del personale, ai sensi dell'articolo 4, comma 2;
b) i  soggetti che alla data del 30 giugno 2001 abbiano gia' eseguito
   operazioni  di  variazione  in  aumento  del capitale ai sensi del
   decreto  legislativo 18 dicembre 1997, n. 466, continuano a fruire
   dei  relativi  benefici.  Il  valore  del  patrimonio netto che si
   assume a questi fini da parte di persone fisiche, societa' in nome
   collettivo  e  societa'  in  accomandita  semplice  in  regime  di
   contabilita'  ordinaria,  anche per opzione irrevocabile, non puo'
   eccedere   quello  risultante  dal  bilancio  relativo  all'ultimo
   esercizio  anteriore  a  quello  in  corso alla data di entrata in
   vigore  della  presente  legge,  salvi  gli  eventuali  decrementi
   successivi.  Gli  stessi  soggetti  possono,  in alternativa e per
   ciascun  periodo  di  imposta,  rinunciare  ai  predetti  benefici
   optando  per  l'applicazione dell'incentivo di cui all'articolo 4,
   comma  1.  Il cumulo degli incentivi e' comunque consentito per le
   spese sostenute per la formazione e l'aggiornamento del personale,
   ai  sensi  dell'articolo  4,  comma  2,  e,  in  ogni caso, quando
   l'imponibile  assoggettato  ad  aliquota  agevolata  ai  sensi del
   decreto  legislativo  18 dicembre 1997, n. 466, e' inferiore al 10
   per cento dell'imponibile totale.
  2. (( COMMA ABROGATO DAL D.L. 8 LUGLIO 2002, N. 138, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 8 AGOSTO 2002, N. 178 )).
  3.  In  deroga all'articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000,
n.  212,  i  redditi  prodotti  a decorrere dal periodo di imposta in
corso  alla  data di entrata in vigore della presente legge e fruenti
delle  agevolazioni  contenute  nel  decreto  legislativo 18 dicembre
1997,  n.  466,  e  nell'articolo  2, commi da 8 a 13, della legge 13
maggio 1999, n. 133, e successive modificazioni, non rilevano ai fini
della  attribuzione  del  credito  di  imposta  limitato  sugli utili
distribuiti ai soci di cui all'articolo 105, comma 4, del testo unico
delle  imposte  sui  redditi,  di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.
CAPO III
INNOVAZIONE

                               ART. 6.
(Nuove disposizioni in materia di    sottoscrizione    del   capitale
                              sociale).

   1. La sottoscrizione del capitale delle societa' per azioni, delle
societa' in accomandita per azioni e delle societa' a responsabilita'
limitata  puo'  essere, in tutto o in parte, sostituita dalla stipula
di  una  polizza  di assicurazione o di una fideiussione bancaria. Le
forme  di equivalenza tra polizza o fideiussione stipulate e capitale
sottoscritto, in quanto fondo di garanzia e parametro operativo, sono
determinate  con  decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri.
Sono esclusi da questa facolta' le banche e gli altri enti e societa'
finanziari  indicati  nell'articolo  1  del  decreto  legislativo  27
gennaio  1992,  n. 87, e successive modificazioni, nonche' le imprese
di assicurazione.
                               Art. 7.

      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS 10 FEBBRAIO 2005, N. 30 ))
CAPO IV
SOPPRESSIONE DI ADEMPIMENTI INUTILI E SEMPLIFICAZIONE

                               ART. 8.
        (Soppressione dell'obbligo di numerazione e bollatura
               di alcuni libri contabili obbligatori).

  1. L'articolo 2215 del codice civile e' sostituito dal seguente:
   "ART. 2215. - (Modalita' di tenuta delle scritture contabili). - I
libri contabili, prima di essere messi in uso, devono essere numerati
progressivamente  in  ogni  pagina  e, qualora sia previsto l'obbligo
della  bollatura  o  della vidimazione, devono essere bollati in ogni
foglio dall'ufficio del registro delle imprese o da un notaio secondo
le  disposizioni  delle  leggi  speciali. L'ufficio del registro o il
notaio  deve  dichiarare  nell'ultima  pagina dei libri il numero dei
fogli che li compongono.
   Il  libro  giornale  e  il  libro  degli  inventari  devono essere
numerati  progressivamente  e  non  sono  soggetti  a bollatura ne' a
vidimazione".
   2.  Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633,  concernente  l'istituzione  e  la  disciplina  dell'imposta sul
valore  aggiunto (IVA), l'articolo 39, primo comma, e' sostituito dal
seguente:
   "I  registri  previsti dal presente decreto, compresi i bollettari
di  cui  all'articolo  32, devono essere tenuti a norma dell'articolo
2219 del codice civile e numerati progressivamente in ogni pagina, in
esenzione  dall'imposta  di bollo. E' ammesso l'impiego di schedari a
fogli   mobili   o  tabulati  di  macchine  elettrocontabili  secondo
modalita'  previamente  approvate dall'Amministrazione finanziaria su
richiesta del contribuente".
   3.  Al  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n.  600, recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle
imposte  sui  redditi,  l'articolo 22, primo comma, e' sostituito dal
seguente:
   "Fermo  restando  quanto  stabilito dal codice civile per il libro
giornale  e per il libro degli inventari e dalle leggi speciali per i
libri e registri da esse prescritti, le scritture contabili di cui ai
precedenti  articoli,  ad eccezione delle scritture ausiliarie di cui
alla  lettera  c) e alla lettera d) del primo comma dell'articolo 14,
devono  essere  tenute a norma dell'articolo 2219 del codice stesso e
numerate  progressivamente  in ogni pagina, in esenzione dall'imposta
di  bollo.  Le  registrazioni  nelle  scritture  cronologiche e nelle
scritture  ausiliarie  di  magazzino devono essere eseguite non oltre
sessanta giorni".
   4.  All'articolo 16 della Tariffa, parte prima, annessa al decreto
del  Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, concernente
la  disciplina dell'imposta di bollo, come sostituita dal decreto del
Ministro  delle  finanze  20  agosto 1992, pubblicato nel supplemento
ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  n. 196 del 21 agosto 1992, sono
apportate le seguenti modificazioni:
   a) nelle note, dopo il numero 2, e' aggiunto il seguente:
   "2-bis.  Se  i  libri  di  cui all'articolo 2214, primo comma, del
codice civile sono tenuti da soggetti diversi da quelli che assolvono
in  modo  forfettario  la  tassa  di  concessione  governativa per la
bollatura  e la numerazione di libri e registri a norma dell'articolo
23  della Tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica
26  ottobre  1972,  n.  641, come sostituita dal decreto del Ministro
delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
   n.  303  del  30  dicembre  1995,  l'imposta e' maggiorata di lire
   20.000";
b) nella colonna "Modo di pagamento", dopo le parole: "Marche o
bollo  a  punzone  da  applicarsi  sull'ultima pagina numerata", sono
aggiunte  le seguenti: "o nei modi di di cui al decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 237, e successive modificazioni".
                               ART. 9.
                   (Semplificazione di adempimenti
               in vista dell'introduzione dell'euro).

   1. All'articolo 17 del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213,
   e   successive   modificazioni,   sono   apportate   le   seguenti
   modificazioni:
a) al comma 5, il quarto periodo e' sostituito dal seguente: "Per
l'iscrizione  nel  registro  delle  imprese  le  delibere,  anche  se
risultano  da  verbale non ricevuto da notaio, non sono soggette alla
omologazione  di  cui  al secondo comma dell'articolo 2411 del codice
civile";
   b)  al  comma  10,  e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le
operazioni di conversione in euro del capitale sociale possono essere
deliberate  dall'organo amministrativo secondo le stesse modalita' di
cui al comma 5".
   2.  Per  le  societa' di persone, in conformita' alle disposizioni
recate  dai  regolamenti  (CE) n. 1103/97 del Consiglio del 17 giugno
1997  e  n.  974/98  del Consiglio del 3 maggio 1998, l'operazione di
conversione   degli   importi,  espressi  in  lire,  delle  quote  di
conferimento  indicate  nell'atto  costitutivo  costituisce mero atto
interno della societa' da adottare con semplice delibera dei soci.
                              ART. 10.
         (Rappresentanza dei contribuenti per la definizione
    dell'accertamento con adesione e modalita' di sottoscrizione
              di atti giudiziari trasmessi a distanza).

   1.  All'articolo 7 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218,
dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
   "1-bis. Il contribuente puo' farsi rappresentare da un procuratore
munito di procura speciale, nelle forme previste dall'articolo 63 del
decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
successive  modificazioni, ovvero, quando la procura e' rilasciata ad
un  funzionario  di un centro di assistenza fiscale, essa deve essere
autenticata dal responsabile del predetto centro".
   2.  A  decorrere  dal  20  maggio 2001, nel caso di trasmissione a
distanza  di  atti  giudiziari  mediante  mezzi di telecomunicazione,
fermo  restando  il disposto dell'articolo 7, comma 3, della legge 15
ottobre  1986,  n.  664,  l'obbligo di sottoscrizione ivi previsto e'
soddisfatto  anche con la firma del funzionario titolare dell'ufficio
ricevente   ovvero   di   un   suo  sostituto,  purche'  dalla  copia
fotoriprodotta    risultino   l'indicazione   e   la   sottoscrizione
dell'estensore dell'atto originale.
                              ART. 11.
    (Disposizioni concernenti l'addizionale comunale all'IRPEF).

   1.  L'articolo  1,  comma  3, del decreto legislativo 28 settembre
1998,  n.  360,  e  successive modificazioni, recante disposizioni in
materia   di   addizionale  comunale  all'IRPEF,  e'  sostituito  dal
seguente:
   "3.  I  comuni  possono  deliberare la variazione dell'aliquota di
compartecipazione  dell'addizionale  da applicare a partire dall'anno
successivo  con  deliberazione  da  pubblicare su un sito informatico
individuato  con  decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
emanato di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro
dell'interno,   che   stabilisce  altresi'  le  necessarie  modalita'
applicative.    L'efficacia   della   deliberazione   decorre   dalla
pubblicazione   sul   predetto   sito   informatico.   La  variazione
dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale non puo' eccedere
complessivamente  0,5  punti percentuali, con un incremento annuo non
superiore  a  0,2  punti  percentuali.  La  deliberazione puo' essere
adottata dai comuni anche in mancanza dei decreti di cui al comma 2".
CAPO V
RIORGANIZZAZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA

                               Art. 12
              Gestione unitaria delle funzioni statali
           in materia di giochi, formazione del personale
             e trasferimento ai comuni di beni immobili

  1.  Al  fine  di  ottimizzare  il  gettito  erariale  derivante dal
settore,  le funzioni statali in materia di organizzazione e gestione
dei  giochi,  delle  scommesse  e  dei concorsi a premi e le relative
risorse  sono  riordinate con uno o piu' decreti del Presidente della
Repubblica,  da  emanare  ai  sensi  dell'articolo 17, comma 2, della
legge  23  agosto  1988,  n.  400,  sulla  base  dei seguenti criteri
direttivi:
a) eliminazione  di duplicazioni e sovrapposizione di competenze, con
   attribuzione delle predette funzioni ad una struttura unitaria;
b) individuazione della predetta struttura in un organismo esistente,
   ovvero  da  istituire  ai  sensi  degli articoli 8 e 9 del decreto
   legislativo 30 luglio 1999, n. 300. (10)
  2.  I  giochi, le scommesse ed i concorsi a premi di cui al comma 1
sono disciplinati tenendo anche conto dell'esigenza di razionalizzare
i  sistemi informatici esistenti, con uno o piu' decreti del Ministro
dell'economia  e delle finanze, da emanare ai sensi dell'articolo 17,
comma  3,  della  legge  23  agosto  1988, n. 400. Resta fermo quanto
previsto  dall'articolo 16, comma 1, secondo, terzo e quarto periodo,
della   legge   13   maggio  1999,  n.  133.  La  posta  unitaria  di
partecipazione   a   scommesse,   giochi  e  concorsi  pronostici  e'
determinata  con  decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.
Le  modalita'  tecniche  dei giochi, delle scommesse e dei concorsi a
premi  sono  comunque  stabilite  con decreto dirigenziale. Sino alla
data  di  entrata in vigore dei decreti emanati ai sensi del presente
comma   continuano   ad   applicarsi   le  disposizioni  di  legge  e
regolamentari vigenti.
  3.   Il   personale   addetto   alla  gestione  dell'imposta  sulle
successioni  e  donazioni,  soppressa  ai  sensi  del  capo  VI della
presente  legge,  e'  prioritariamente addetto alla realizzazione del
piano  straordinario  di accertamento di cui all'articolo 1, comma 7,
previa  adeguata ed idonea formazione e riqualificazione a cura della
Scuola   superiore   dell'economia   e  delle  finanze,  senza  oneri
finanziari   per   l'Agenzia   delle  entrate.  La  Scuola  superiore
dell'economia e delle finanze puo' stipulare apposite convenzioni con
universita' degli studi, nonche' avvalersi, previa autorizzazione, (( per un periodo non superiore a due anni suscettibile di rinnovo, ))
di personale docente universitario, anche in posizione di aspettativa
o  fuori ruolo. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 24 SETTEMBRE 2002, N. 209,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 22 NOVEMBRE 2002, N. 265.
  4.  Con  le  modalita'  previste  dal  comma 4 dell'articolo 19 del
decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  dai  commi  2  e  3
dell'articolo  67  del  decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
dai   regolamenti  di  amministrazione  delle  agenzie  fiscali,  nei
confronti  dei  dirigenti  e  degli  altri soggetti appartenenti alle
strutture  interessate  dal  riordino  previsto dal presente articolo
puo'  essere disposto unilateralmente il passaggio ad altro incarico,
fermo  restando,  fino  alla  scadenza  del contratto, il trattamento
economico previsto.
  5.  L'articolo  2-quinquies  del decreto-legge 27 dicembre 2000, n.
392,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2001, n.
26, si interpreta nel senso che le relative disposizioni si applicano
a   tutti   i  beni  immobili  compresi  nelle  saline  gia'  in  uso
dell'Amministrazione  autonoma  dei  Monopoli  di  Stato  e dell'Ente
tabacchi  italiani,  non  destinati,  alla  data di entrata in vigore
della citata legge n. 26 del 2001, a riserva naturale.
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  30  settembre  2003, n. 269, convertito con modificazioni
dalla  L. 24 novembre 2003, n. 326, ha disposto (con l'art. 39, comma
13-ter)  che  "Ferme  restando  le  attribuzioni  del Ministero delle
attivita'  produttive  in materia di concorsi ed operazioni a premio,
le  disposizioni  in  tema  di  attribuzione  unitaria  al  Ministero
dell'economia  e  delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli
di  Stato  delle  funzioni  statali  in  materia  di organizzazione e
gestione  dei  giuochi,  ed  in particolare quelle introdotte con gli
articoli  12,  comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, 8, comma
1,  del  decreto-legge  24  dicembre  2002,  n.  282, convertito, con
modificazioni,  dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, 25, comma 2, del
decreto   legislativo   30  luglio  1999,  n.  300,  come  sostituito
dall'articolo  1  del  decreto  legislativo 3 luglio 2003, n. 173, si
intendono  nel senso che tra le predette funzioni rientrano quelle di
controllo sulle attivita' che costituiscono, per la mancanza di reali
scopi promozionali, elusione del monopolio statale dei giuochi."
CAPO VI
SOPPRESSIONE DELL'IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI

                              ART. 13.
(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 3 OTTOBRE 2006, n. 262, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 ))
                              ART. 14.
                 (Esenzioni e riduzioni di imposta).

   1. Le disposizioni concernenti esenzioni, agevolazioni, franchigie
e  determinazione  della  base imponibile, gia' vigenti in materia di
imposta   sulle   successioni  e  donazioni,  si  intendono  riferite
all'imposta  dovuta per gli atti di trasferimento di cui all'articolo
13, comma 2.
   2.  Il  totale  delle  imposte di registro, ipotecarie e catastali
applicate   in  misura  fissa  sugli  immobili  dell'asse  ereditario
costituiti  da  terreni agricoli o montani non puo' comunque eccedere
il  valore  fiscale  dei  terreni  medesimi.  All'onere derivante dal
presente  comma, valutato in lire 3.000 milioni a decorrere dall'anno
2001,   si   provvede   mediante   corrispondente   riduzione   dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 2001-2003,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale"  dello  stato  di  previsione del Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, allo scopo utilizzando per
ciascuno  degli  anni  2001, 2002 e 2003 l'accantonamento relativo al
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
                              ART. 15.
         (Disposizioni di attuazione e di semplificazione).

   1.  In  attesa della emanazione dei decreti previsti dall'articolo
69,  commi  8  e  11,  della  legge  21  novembre  2000,  n.  342, la
dichiarazione  di successione, con l'indicazione degli immobili e dei
diritti  immobiliari oggetto di successione, e' presentata secondo le
modalita'  stabilite  dagli  articoli  28  e seguenti del testo unico
delle   disposizioni   concernenti   l'imposta  sulle  successioni  e
donazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346.
   2.  Per  gli  immobili  inclusi nella dichiarazione di successione
l'erede   ed   i   legatari   non  sono  obbligati  a  presentare  la
dichiarazione  ai  fini  dell'imposta  comunale sugli immobili (ICI).
L'ufficio   presso   il  quale  e'  presentata  la  dichiarazione  di
successione   ne  trasmette  una  copia  a  ciascun  comune  nel  cui
territorio sono ubicati gli immobili.
   3.  Nel caso in cui il defunto era residente all'estero, l'ufficio
finanziario  competente a ricevere la dichiarazione di successione e'
quello  nella cui circoscrizione era stata fissata l'ultima residenza
italiana;  se quest'ultima non e' conosciuta, l'ufficio competente e'
quello di Roma.
                               ART. 16
                     (Disposizioni antielusive)

  1.  Il  beneficiario di un atto di donazione o di altra liberalita'
tra  vivi,  avente  ad  oggetto valori mobiliari inclusi nel campo di
applicazione  dell'imposta  sostitutiva  di  cui  all'articolo  5 del
decreto  legislativo  21  novembre 1997, n. 461, ovvero un suo avente
causa  a  titolo  gratuito,  qualora  ceda  i  valori  stessi entro i
successivi   cinque   anni,   e'  tenuto  al  pagamento  dell'imposta
sostitutiva  come  se la donazione non fosse stata fatta, con diritto
allo  scomputo  dall'imposta  sostitutiva delle imposte eventualmente
assolte ai sensi dell'articolo 13, comma 2.
  2. (( COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 18 NOVEMBRE 2005, N. 247 )). ((12))
  3. Le disposizioni antielusive di cui all'articolo 69, comma 7,
della  legge  21  novembre 2000, n. 342, si applicano con riferimento
alle  imposte  dovute  in  conseguenza  dei trasferimenti a titolo di
donazione o altra liberalita'.
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AGGIORNAMENTO (12)
  Il D.Lgs. 18 novembre 2005, n. 247 ha disposto (con l'art. 8, comma
5)  che  "L'abrogazione  dell'articolo  16,  comma  2, della legge 18
ottobre  2001, n. 383, ad opera del comma 4 del presente articolo, ha
effetto  per  i  periodi  d'imposta  che  iniziano a decorrere dal 1°
gennaio 2004."
                              ART. 17.
               (Applicazione delle nuove disposizioni
              e delega al Governo per il coordinamento
                di disposizioni in materia fiscale).

   1.  Le  disposizioni  di  cui  al  presente capo si applicano alle
successioni  per  causa  di  morte  aperte  e  alle  donazioni  fatte
successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.
   2. Il termine di cui all'articolo 56-bis, comma 3, del testo unico
delle   disposizioni   concernenti   l'imposta  sulle  successioni  e
donazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, per
effettuare  la registrazione volontaria delle liberalita' indirette e
delle   donazioni   fatte  all'estero  a  favore  di  residenti,  con
l'applicazione  dell'imposta di registro nella misura del 3 per cento
sull'importo che eccede la franchigia indicata all'articolo 13, comma
2, e' prorogato al 30 giugno 2002.
   3. Il Governo e' delegato ad adottare, entro un anno dalla data di
entrata   in   vigore  della  presente  legge,  previo  parere  delle
competenti  Commissioni  parlamentari, uno o piu' decreti legislativi
recanti  disposizioni  di  coordinamento tra la vigente disciplina in
materia  di  imposta di registro e di ogni altra forma di imposizione
fiscale sugli atti di successione e di donazione e le norme di cui al
presente   capo,  assumendo  tali  norme  quali  principi  e  criteri
direttivi,  senza  ulteriori  oneri  per  il  bilancio dello Stato. I
medesimi  decreti legislativi dovranno disporre inoltre l'abrogazione
espressa di tutte le disposizioni di legge incompatibili con le norme
recate dal presente capo.
   4.  Sono  abrogati i commi 13 e 14 dell'articolo 69 della legge 21
novembre 2000, n. 342.
CAPO VII
COPERTURA FINANZIARIA ED ENTRATA IN VIGORE

                              ART. 18.
                      (Copertura finanziaria).

   1. Agli oneri derivanti dal capo VI, ad eccezione di quelli di cui
al comma 2 dell'articolo 14, e dall'articolo 11 della presente legge,
valutati  in  lire 29 miliardi per l'anno 2001, lire 196 miliardi per
l'anno  2002  e  lire  310  miliardi  a  decorrere dall'anno 2003, si
provvede,  per gli anni 2001 e 2002, con quota delle maggiori entrate
recate  dal capo II della presente legge e, per l'anno 2003, mediante
corrispondente  riduzione  delle  proiezioni  per  l'anno  2003 dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 2001-2003,
nell'unita'  previsionale  di base di parte corrente "Fondo speciale"
dello  stato  di  previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della  programmazione economica per l'anno 2001, all'uopo utilizzando
i seguenti accantonamenti per gli importi indicati:
   a)  Ministero  del  tesoro,  del  bilancio  e della programmazione
economica: lire 173.235 milioni;
   b) Ministero delle finanze: lire 867 milioni;
   c) Ministero della giustizia: lire 663 milioni;
   d) Ministero della pubblica istruzione: lire 61.500 milioni;
   e) Ministero dell'interno: lire 19.524 milioni;
   f)  Ministero  dei  trasporti  e  della  navigazione:  lire 17.200
milioni;
   g) Ministero della difesa: lire 284 milioni;
   h)  Ministero  del  lavoro e della previdenza sociale: lire 13.340
milioni;
   i) Ministero della sanita': lire 2.865 milioni;
   l)  Ministero  per  i  beni  e le attivita' culturali: lire 11.870
milioni;
   m) Ministero dell'ambiente: lire 8.652 milioni.
   2.  Agli oneri recati dal capo II, valutati in lire 2.245 miliardi
per  l'anno  2003,  si  provvede  mediante  utilizzo  di  quote delle
maggiori  entrate  recate per gli anni 2001 e 2002 dal medesimo capo,
che  confluiscono, per un importo pari a lire 500 miliardi per l'anno
2001   e   a  lire  1.745  miliardi  per  l'anno  2002,  in  apposita
contabilita'    speciale    denominata   "Fondi   per   il   rilancio
dell'economia",  intestata al Ministero dell'economia e delle finanze
-  Dipartimento  per  le  politiche  fiscali,  per  essere  riversate
all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  nell'anno 2003. Le restanti
maggiori  entrate  recate  dal  capo  II per gli anni 2001 e 2002, al
netto  altresi'  di  quelle richiamate dal comma 1, sono destinate al
miglioramento dei saldi dei rispettivi esercizi.
   3.  Il  Ministro  dell'economia  e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
                              ART. 19.
                        (Entrata in vigore).

   1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
      Data a Roma, addi' 18 ottobre 2001

                               CIAMPI

                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
                              Tremonti,   Ministro   dell'economia  e
                              delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Castelli;

                                                              TABELLA
                                                (articolo 5, comma 1)

             1)   Decreto  legislativo  18  dicembre  1997,  n.  466,
          concernente  "Riordino  delle imposte personali sul reddito
          al  fine  di  favorire la capitalizzazione delle imprese, a
          norma dell'articolo 3, comma 162, lettere a), b), c), d) ed
          f), della legge 23 dicembre 1996, n. 662";
             2)   Legge   13   maggio   1999,   n.  133,  concernente
          "Disposizioni in materia di perequazione, razionalizzazione
          e federalismo fiscale": articolo 2, commi da 8 a 13;
             3)   Decreto  legislativo  23  dicembre  1999,  n.  505,
          concernente  modifiche  al  decreto legislativo 18 dicembre
          1997, n. 466: articolo 12;
             4)  Legge  21 novembre 2000, n. 342, concernente "Misure
          in materia fiscale": articolo 3, commi 1 e 2;
             5)   Legge   23   dicembre  2000,  n.  388,  concernente
          "Disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio annuale e
          pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)": articolo
          6, commi 4, 5 e 24;
             6)   Legge   23   dicembre  2000,  n.  388,  concernente
          "Disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio annuale e
          pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)": articolo
          9;
             7)   Legge   23   dicembre  2000,  n.  388,  concernente
          "Disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio annuale e
          pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)": articolo
          145, commi 74 e 95;
             8)   Decreto   legislativo   18   gennaio  2000,  n.  9,
          concernente  "Disposizioni  integrative  e  correttive  del
          decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, e del decreto
          legislativo   18   dicembre   1997,  n.  466,  in  materia,
          rispettivamente,  di utilizzazione di procedure telematiche
          per  la  semplificazione  degli  adempimenti  tributari  in
          materia  di  atti  immobiliari e di ulteriori interventi di
          riordino  delle  imposte  personali  sul reddito al fine di
          favorire la capitalizzazione delle imprese": articolo 2.
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