« Torna alla legislazione

LEGGE 20 maggio 1975, n. 164

Provvedimenti per la garanzia del salario.

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.
                Interventi di integrazione salariale

  Agli operai dipendenti da imprese industriali che siano sospesi dal
lavoro  o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto e' dovuta
l'integrazione salariale nei seguenti casi:
    1)   integrazione   salariale   ordinaria  per  contrazione  -  o
sospensione dell'attivita' produttiva:
      a)  per  situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non
imputabili all'imprenditore o agli operai;
      b) ovvero determinate da situazioni temporanee di mercato;
    2) integrazione salariale straordinaria:
      a)((LETTERA ABROGATA DAL D.L. 21 MARZO 1988, N. 86, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI DALLA L.20 MAGGIO 1988, N. 160))
      b)   per   ristrutturazioni,   riorganizzazioni  o  conversioni
aziendali.
                               Art. 2.
                 Misure dell'integrazione salariale

  L'integrazione  salariale  e' dovuta nella misura dell'80 per cento
della  retribuzione  globale  che agli operai sarebbe spettata per le
ore  di  lavoro  non  prestate,  comprese  fra  le  ore 0 e il limite
dell'orario   contrattuale,   ma   comunque   non  oltre  le  40  ore
settimanali.
                               Art. 3.
  Trattamento previdenziale nei periodi dell'integrazione salariale

  I  periodi  di  sospensione  per  i quali e' ammessa l'integrazione
salariale sono riconosciuti utili d'ufficio per;
  il  conseguimento  del  diritto  alla  pensione  per l'invalidita',
vecchiaia e superstiti e per la determinazione della misura di questa
fino ad un massimo complessivo di trentasei mesi nell'intero rapporto
assicurativo del lavoratore.
  Per  detti  periodi  il contributo figurativo sara' calcolato sulla
base della retribuzione cui e' riferita l'integrazione salariale.
  Le  somme  occorrenti alla copertura della contribuzione figurativa
saranno versate, a carico della Cassa integrazione guadagni, al Fondo
pensioni lavoratori dipendenti.
                               Art. 4.
     Assistenza sanitaria nei periodi di integrazione salariale

  Ai   fini  del  diritto  all'assistenza  sanitaria,  i  periodi  di
integrazione   salariale   sono  equiparati  a  quelli  di  effettiva
prestazione lavorativa.
  7-6-1975  -  GAZZETTA  UFFICIALE  DELL'assistenza  sanitaria spetta
anche  nel  corso  della  istruttoria  delle  domande  d'integrazione
salariale  straordinaria e di disoccupazione speciale, ai sensi degli
articoli 3 e 4 della legge 8 agosto 1972, n. 464.
  Il  trattamento  speciale  di  disoccupazione di cui all'articolo 8
della legge 5 novembre 1968, n. 1115, ed all'articolo 4 della legge 8
agosto 1972, n. 464, sostituisce, in caso di malattia, l'indennita' a
carico degli enti gestori dell'assicurazione contro le malattie.
                               Art. 5.
                Procedure di consultazione sindacale

  Nei  casi  di  eventi  oggettivamente non evitabili che rendano non
differibile   la   contrazione   o   la   sospensione  dell'attivita'
produttiva, l'imprenditore e' tenuto a comunicare alle rappresentanze
sindacali  aziendali  o,  in  mancanza di queste, alle organizzazioni
sindacali  di  categoria dei lavoratori piu' rappresentative operanti
nella   provincia,   la   durata   prevedibile  della  contrazione  o
sospensione e il numero dei lavoratori interessati.
  Quando  vi  sia  sospensione  o  riduzione  dell'orario  di lavoro,
superiore  a  sedici  ore  settimanali,  si  procedera',  a richiesta
dell'imprenditore o degli organismi rappresentativi dei lavoratori di
cui al comma precedente, ad un esame congiunto in ordine alla ripresa
della  normale  attivita'  produttiva  e  ai criteri di distribuzione
degli orari di lavoro.
  La  richiesta di esame congiunto dovra' essere presentata entro tre
giorni  dalla  comunicazione  di  cui  al  primo  comma e la relativa
procedura  dovra' esaurirsi entro i cinque giorni successivi a quello
in cui e' stata avanzata la richiesta medesima.
  Negli  altri  casi  di  contrazione  o  sospensione  dell'attivita'
produttiva   di  cui  all'articolo  1,  l'imprenditore  e'  tenuto  a
comunicare  preventivamente  alle rappresentanze sindacali aziendali,
ove  esistenti, nonche' per il tramite dell'associazione territoriale
degli  industriali,  in  quanto  vi aderisca o le conferisca mandato,
alle  organizzazioni  sindacali  di  categoria  dei  lavoratori  piu'
rappresentative  operanti nella, provincia, le cause di sospensione o
di   riduzione   dell'orario   di   lavoro,  l'entita'  e  la  durata
prevedibile, il numero dei lavoratori interessati.
  A  tale comunicazione seguira', su richiesta di una delle parti, un
esame  congiunto  della  situazione  avente  ad  oggetto  i  problemi
relativi alla tutela degli interessi dei lavoratori in relazione alla
crisi dell'impresa.
  L'intera  procedura  di consultazione, ove attivata dalla richiesta
dell'esame  congiunto  di  cui  al precedente comma, dovra' esaurirsi
entro 25 giorni dalla data della richiesta medesima, ridotti a 10 per
le aziende fino a 50 dipendenti.
  All'atto   della  presentazione  delle  richieste  di  integrazione
salariale   ordinaria  o  straordinaria  dovra'  darsi  comunicazione
dell'esecuzione degli adempimenti di cui al presente articolo.
                               Art. 6.
            Durata dell'integrazione salariale ordinaria

  L'integrazione  salariale  prevista per i casi di cui al precedente
articolo  1 n. 1) e' corrisposta fino ad un periodo massimo di 3 mesi
continuativi; in casi eccezionali detto periodo puo' essere prorogato
trimestralmente fino ad un massimo complessivo di 12 mesi.
  Le   proroghe   sono  autorizzate  dal  Comitato  speciale  di  cui
all'articolo  7  del  decreto  legislativo luogotenenziale 9 novembre
1945, n. 788.
  Qualora   l'impresa   abbia   fruito  di  12  mesi  consecutivi  di
integrazione salariale, una nuova domanda puo' essere proposta per la
medesima  unita'  produttiva  per  la  quale  l'integrazione e' stata
concessa,  quando  sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di
normale attivita' lavorativa.
  L'integrazione  salariale  relativa  a piu' periodi non consecutivi
non  puo'  superare  complessivamente  la  durata  di  12  mesi in un
biennio.
  Le disposizioni di cui al terzo e quarto comma non si applicano nei
casi   di   intervento   determinato  da  eventi  oggettivamente  non
evitabili.
                               Art. 7.
           Procedimento d'integrazione salariale ordinaria

  Per   l'ammissione   al   trattamento   di  integrazione  salariale
l'imprenditore presenta alla sede provinciale dell'Istituto nazionale
della previdenza sociale apposita domanda nella quale dovranno essere
indicati la causa della sospensione o riduzione dell'orario di lavoro
e  la loro presumibile durata, il numero dei lavoratori interessati e
delle  ore  di  effettivo  lavoro.  La domanda deve essere presentata
entro il termine di 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso
al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la
riduzione dell'orario di lavoro.
  Qualora  la  domanda  venga presentata dopo il termine indicato nel
comma  precedente,  l'eventuale  trattamento d'integrazione salariale
non potra' aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto
alla data di presentazione.
  Qualora  dall'omessa o tardiva presentazione della domanda derivi a
danno  dei  lavoratori  dipendenti  la  perdita totale o parziale del
diritto   all'integrazione  salariale,  l'imprenditore  e'  tenuto  a
corrispondere  ai  lavoratori  stessi una somma d'importo equivalente
all'integrazione salariale non percepita.
                               Art. 8.
      Commissione provinciale della Cassa integrazione guadagni

  L'integrazione   salariale   e'  disposta  dalla  sede  provinciale
dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale,  competente per
territorio,   previa   conforme   deliberazione  di  una  commissione
provinciale,   nominata   con   decreto  del  direttore  dell'ufficio
regionale   del   lavoro   e   composta  dal  direttore  dell'ufficio
provinciale  del lavoro e della massima occupazione, che la presiede,
da  un  funzionario  dell'ispettorato  provinciale del lavoro, da tre
rappresentanti  dei  lavoratori e da tre rappresentanti dei datori di
lavoro dell'industria designati dalle rispettive organizzazioni
  sindacali   di   categoria   piu'  rappresentative  operanti  nella
  provincia.
Partecipa con voto consultivo alle sedute della commissione un
funzionario  della  sede  provinciale  dello Istituto nazionale della
previdenza sociale.
                               Art. 9.
    Ricorso contro il provvedimento della commissione provinciale

  Avverso  il  provvedimento della commissione provinciale e' ammesso
ricorso,  entro  trenta  giorni  dalla  notifica,  al comitato di cui
all'articolo  7  del  decreto  legislativo luogotenenziale 9 novembre
1945, n. 788.
  Il  ricorso  puo' essere proposto entro il termine di trenta giorni
dalla data della delibera anche da parte di ciascuno dei partecipanti
alle  sedute  della commissione che, nel corso della votazione, abbia
motivato il proprio dissenso chiedendone l'inserimento a verbale.
  Sui ricorsi di cui al presente articolo il comitato speciale decide
in via definitiva.
                              Art. 10.
         Procedimenti d'integrazione salariale straordinaria

  Per  quanto  non  disposto  dalla  presente  legge,  l'integrazione
salariale  straordinaria  e' regolata dalla legge 5 novembre 1968, n.
1115, modificata dalla legge 8 agosto 1972, n. 464.
                              Art. 11.
          Durata dell'integrazione salariale straordinaria

  Nei  casi  di  crisi  economiche  settoriali  o  locali  la proroga
trimestrale, di cui all'articolo 1 della legge 8 agosto 1972, n. 464,
e' ammessa nel limite massimo di sei mesi.
  La    proroga    dell'integrazione    salariale    nei    casi   di
ristrutturazione,  riorganizzazione  e conversione aziendale, dopo il
primo  anno,  e'  disposta,  per  periodi  non  superiori a sei mesi,
mediante  decreto  interministeriale  da  adottarsi nelle forme e nei
modi  previsti  dall'articolo 3 della legge 5 novembre 1968, n. 1115.
La  concessione  di  tale  proroga  e'  subordinata  all'accertamento
dell'attuazione dei programmi di ristrutturazione, riorganizzazione e
conversione aziendale.
                              Art. 12.
           Finanziamento della Cassa integrazione guadagni

  La Cassa integrazione guadagni e' alimentata dai seguenti proventi:
    1) contributo a carico delle imprese industriali nella misura
dell'1   per   cento   della   retribuzione,   determinata   a  norma
dell'articolo  12  della legge 30 aprile 1969, n. 153; per le imprese
fino  a 50 dipendenti il contributo e' determinato nella misura dello
0,75 per cento.
  Al  fine  di  assicurare l'equilibrio della gestione, al termine di
ciascun   esercizio,   sulla   base   delle  risultanze  di  bilancio
dell'esercizio  stesso,  le  aliquote  contributive  predette possono
essere  modificate,  mantenendo  lo  stesso  rapporto  proporzionale,
mediante  decreto  del  Presidente  della Repubblica, su proposta del
Ministro  per  il  lavoro e la previdenza sociale, di concerto con il
Ministro   per  il  tesoro,  sentito  il  Comitato  speciale  di  cui
all'articolo  7  del  decreto  legislativo luogotenenziale 9 novembre
1945,  n. 788; tale modifica e' obbligatoria quando la differenza fra
le  entrate  e  le  uscite  per  le  integrazioni salariali ordinarie
risulti superiore al 10 per cento;
  2)  contributo  addizionale a carico delle imprese che si avvalgono
degli  interventi  di  integrazione salariale nella misura dell'8 per
cento  dell'integrazione  salariale corrisposta ai propri dipendenti,
ridotta al 4 per cento per le imprese fino a 50 dipendenti, che sara'
versato,  in sede di conguaglio, alla Cassa integrazione guadagni. Il
contributo  addizionale non e' dovuto quando l'integrazione salariale
e'  corrisposta  per  sospensione  o  riduzione dell'orario di lavoro
determinate da eventi oggettivamente non evitabili;
  3)  contributo a carico dello Stato previsto dall'articolo 13 della
legge  5  novembre  1968,  n.  1115,  e dall'articolo 6 della legge 8
agosto  1972,  n. 464, che resta determinato nella misura annua di 20
miliardi di lire, per gli anni successivi al 1975.
                              Art. 13.
                       Computo dei dipendenti

  Ai  fini della determinazione del limite di dipendenti, indicato al
precedente articolo 12, si tiene conto, fino al 31 dicembre 1975, del
personale complessivamente in forza alla data del 1 gennaio 1975. Per
gli  anni successivi, il limite anzidetto e' determinato, con effetto
dal  1  gennaio  di  ciascun  anno,  sulla  base  del numero medio di
dipendenti in forza nell'anno precedente dichiarato dall'impresa.
  Per  le  aziende  costituite  nel  corso  dell'anno  solare  si  fa
riferimento  al  numero  di  dipendenti  alla  fine del primo mese di
attivita'. A tal fine l'impresa e' tenuta a fornire all'INPS apposita
dichiarazione al termine di ciascun anno.
  Agli  effetti  di cui al presente articolo sono da comprendersi nel
calcolo  tutti  i  lavoratori, compresi i lavoratori a domicilio, che
prestano   la   propria  opera  con  vincolo  di  subordinazione  sia
all'interno che all'esterno dell'azienda.
                              Art. 14.
Bilancio della Cassa per l'integrazione    guadagni    degli   operai
                           dell'industria

  Nel  bilancio  della Cassa per l'integrazione guadagni degli operai
dell'industria  devono essere esposti, in voci distinte, i contributi
degli   imprenditori   e   dello  Stato,  secondo  l'elencazione  del
precedente  articolo  12 e le diverse forme di integrazione salariale
di cui all'articolo 1 della presente legge.
  Tra  le  entrate o le uscite sono iscritti gli avanzi o i disavanzi
del precedente esercizio finanziario.
                              Art. 15.
                              Impiegati

  Il  limite dell'integrazione fissato dall'articolo 1, quarto comma,
della legge 8 agosto 1972, n. 464, e' elevato a L. 300.000.
  L'integrazione si calcola sulla base della retribuzione globale che
sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate.
                              Art. 16.
              Termine per il rimborso delle prestazioni

  Il  termine  di  tre  mesi  fissato  dall'articolo  9  del  decreto
legislativo  del Capo provvisorio dello Stato 12 agosto 1947, n. 869,
e' elevato a sei mesi.
                              Art. 17.
                      Formazione professionale

  Nei   casi   di  integrazione  salariale  straordinaria,  l'ufficio
regionale   del   lavoro,   sentite   le   organizzazioni   sindacali
interessate,  promuove  le opportune iniziative, formulando proposte,
per  l'istituzione  di  corsi  di  qualificazione  o riqualificazione
professionale.
  Il    lavoratore   sospeso   dal   lavoro   cessa   dal   beneficio
dell'integrazione  salariale quando rifiuti di frequentare i corsi di
qualificazione o riqualificazione professionale.
  Il  trattamento  d'integrazione salariale non e' cumulabile con gli
assegni,  le indennita', i compensi spettanti per i corsi nonche' con
l'indennita'  o con il sussidio straordinario di disoccupazione o con
altre provvidenze sostitutive o aggiuntive.
                              Art. 18.
          Disposizioni particolari per gli operai agricoli

  La  misura  del trattamento sostitutivo dovuto agli operai agricoli
ai  sensi  dell'articolo  8  della  legge  8  agosto 1972, n. 457, e'
elevata  all'80  per  cento  della  retribuzione,  calcolata ai sensi
dell'articolo 3 della legge medesima.
  La  relativa spesa e' posta a carico della gestione della Cassa per
l'integrazione   dei   salari  degli  operai  dipendenti  da  imprese
agricole.
  Allo  scopo  di  assicurare  l'equilibrio della gestione, la misura
dell'aliquota  contributiva  di  cui  all'articolo  20  della legge 8
agosto  1972,  n.  457,  puo' essere modificata al termine di ciascun
esercizio,  sulla  base  delle  risultanze di bilancio dell'esercizio
stesso  mediante  il  provvedimento  previsto  dall'articolo 21 della
legge  medesima;  tale  modifica e' obbligatoria quando la differenza
fra   le   entrate  e  le  uscite  della  gestione  della  Cassa  per
l'integrazione dei salari degli operai dipendenti da imprese agricole
risulti superiore al 10 per cento.
  Per  i ricorsi avverso i provvedimenti di cui all'articolo 14 della
legge  8  agosto 1972, n. 457, si applica quanto disposto dal secondo
comma dell'articolo 9 della presente legge.
                              Art. 19.
                         Disposizioni finali

  E'  abrogata  ogni norma contraria o incompatibile con quelle della
presente legge.
                              Art. 20.
                         Regime transitorio

  A decorrere dal primo periodo di paga iniziatosi successivamente al
31  gennaio  1975, i trattamenti corrisposti dalla Cassa integrazione
guadagni  per gli operai dell'industria sono integrati entro i limiti
e nella misura di cui all'articolo 2 della presente legge.
  Con  la  stessa  decorrenza  sono  dovuti  i  contributi  di cui al
precedente articolo 12 punto 1).
  I  limiti  temporali  degli  interventi  della  Cassa  integrazione
guadagni  previsti  dalla  presente  legge si applicano per i periodi
successivi  alla  data  della  sua  entrata  in  vigore,  anche  agli
interventi in corso.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 20 maggio 1975

                                LEONE

                                             MORO - TOROS - ANDREOTTI
- COLOMBO - MARCORA
- DONAT-CATTIN

Visto, il Guardasigilli: REALE
« Torna alla legislazione