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LEGGE 23 aprile 1981, n. 155

Adeguamento delle strutture e delle procedure per la liquidazione urgente delle pensioni e per i trattamenti di disoccupazione, e misure urgenti in materia previdenziale e pensionistica.

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.
                             (Concorsi)

  L'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale,  entro 45 giorni
dalla  data  di  entrata in vigore della presente legge, procede alla
copertura  dei  posti  vacanti negli organici del personale, nonche',
nella  misura  del quarantacinque per cento dei posti di cui al primo
comma  dell'articolo  43  della  legge 20 marzo 1975, n. 70, mediante
assunzione  dei  concorrenti  risultati idonei nei concorsi in atto o
conclusi  da  non  oltre un anno alla data di entrata in vigore della
presente  legge  e  mediante  concorsi  pubblici da bandirsi entro il
predetto termine di 45 giorni.
  Ai   fini   dell'applicazione   del   primo   comma   dell'articolo
26-quinquies  del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito,
con  modificazioni, nella legge 29 febbraio 1980, n. 33, si considera
altresi'   disponibile,   previa   deliberazione   del  consiglio  di
amministrazione,  soggetta  al controllo di cui all'articolo 29 della
legge  20  marzo  1975,  n.  70,  per  la  revisione  delle dotazioni
organiche  di ciascuna qualifica in relazione alle effettive esigenze
funzionali, fino al quarantacinque per cento dei posti di cui al
  primo  comma  dell'articolo 43 della citata legge 20 marzo 1975, n.
  70.
I concorsi pubblici di cui al primo comma del presente articolo
sono  articolati  su base provinciale. Il personale assunto in base a
concorsi  su  base  provinciale puo' essere trasferito, nel corso del
primo  biennio  dalla  data  di  assunzione,  soltanto  per motivi di
servizio.
  Le  prove  di  esame  dei concorsi per le qualifiche di assistente,
archivista,  dattilografo  e  commesso  del ruolo amministrativo e di
assistente, operatore e agente del ruolo tecnico, possono consistere,
in deroga all'articolo 5, quarto comma, della legge 20 marzo 1975, n.
70,  nella  soluzione  in  tempo  predeterminato  di  appositi  tests
bilanciati  tendenti  ad  accertare  la  maturita'  dei  candidati in
relazione  alle mansioni che sono chiamati a svolgere ovvero in prove
pratiche attitudinali. Per lo svolgimento di tali concorsi l'Istituto
puo'  anche  avvalersi  di  strutture  privatistiche  particolarmente
idonee, con il procedimento di cui all'articolo 61, nn. 2 e 5, del
  decreto  del  Presidente  della Repubblica 18 dicembre 1979, numero
  696.
Le prove di esame dei concorsi per le qualifiche di collaboratore e
collaboratore  tecnico consistono in quelle previste nell'articolo 5,
quarto comma, della legge 20 marzo 1975, n. 70.
  I  concorsi  pubblici  indetti  dopo il 1 gennaio 1980, per i quali
alla  data  di entrata in vigore della presente legge siano scaduti i
termini  per  la  presentazione  delle  domande  e  non  siano ancora
iniziate  le  prove di esame, sono disciplinati dalle disposizioni di
cui al quarto e quinto comma del presente articolo.
                               Art. 2.
                       (Commissioni di esame)

  Le  commissioni esaminatrici dei concorsi banditi dagli enti di cui
alla  tabella  allegata  alla  legge  20  marzo  1975, n. 70, possono
articolarsi,   per   la   revisione   delle   prove   scritte  e  per
l'espletamento di quelle orali, in sottocommissioni.
                               Art. 3.
                  (Inserimento nel ruolo speciale)

  Il  personale  dei  disciolti  enti  mutualistici comunque operante
presso   l'INPS   alla   data  dei  30  settembre  1980  e'  inserito
nell'apposito  ruolo speciale costituito presso l'Istituto stesso con
decorrenza 1 luglio 1980.
                               Art. 4.
(Disposizioni particolari per  gli enti pubblici di cui alla legge 20
                         marzo 1975, n. 70)

  In  occasione  del  rinnovo  del  contratto  in  corso nel rispetto
dell'articolo  26  della  legge  20  marzo  1975, n. 70, saranno, tra
l'altro, definite le esigenze organizzative degli enti per specifiche
fasce   funzionali   di   elevata   responsabilita'  direttiva  e  di
professionalita'  tecnica;  anche  ai  fini  dell'attribuzione  delle
funzioni relative a tale assetto organizzativo sara' regolamentata la
posizione  giuridica  ed  economica  del  personale  qualificato gia'
appartenente  alla  categoria  direttiva  preesistente all'entrata in
vigore  della  legge  20  marzo  1975,  n.  70,  e  di quello addetto
istituzionalmente  alla  elaborazione automatica dei dati con compiti
di  analista o di specialista responsabile della gestione dei sistemi
e delle procedure.
  La delegazione della pubblica amministrazione per la contrattazione
del  trattamento  del personale degli enti di cui alla legge 20 marzo
1975,  n. 70, e' costituita dal Presidente del Consiglio dei ministri
o  dal Ministro della funzione pubblica da lui delegato, dal Ministro
del tesoro, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, o dai
Sottosegretari  di  Stato  rispettivamente  delegati,  nonche'  da  6
membri,   rappresentativi   delle   categorie  degli  enti  predetti,
designati  a  maggioranza  dai  rispettivi  presidenti,  a seguito di
richiesta del Presidente del Consiglio dei ministri o direttamente da
questi  in caso di mancata designazione entro il termine di 30 giorni
dalla richiesta.
  Le  trattative  per  il  rinnovo  contrattuale  per  il triennio 31
dicembre  1981-30  dicembre  1984  per il personale degli enti il cui
rapporto  di lavoro e' disciplinato dalla legge 20 marzo 1975, n. 70,
avranno inizio otto mesi prima della scadenza del triennio.
  Il  concorso  di  cui all'articolo 19 della legge 20 marzo 1975, n.
70,  consiste,  salvo  quanto sara' diversamente previsto dalla nuova
contrattazione circa le modalita' di espletamento, in un colloquio su
materie  professionali  e  in  una valutazione oggettiva di titoli di
servizio e di merito.
  I  trattamenti  economici  accessori  e integrativi attribuibili in
sede  di  applicazione delle norme contrattuali sulla programmazione,
sull'organizzazione  e  sull'orario di lavoro, sulle professionalita'
specifiche   e   sugli   indici  di  produttivita'  sono  determinati
uniformemente  per gli enti interessati, sulla base dei criteri e nei
limiti  di  spesa prefissati con la contrattazione generale di cui al
primo  comma  del  presente  articolo.  La prima applicazione di tali
disposizioni  -  ai  sensi  degli  articoli  3  e  4  del decreto del
Presidente  della Repubblica 16 ottobre 1979, n. 509 - e' finalizzata
alla   eliminazione,   sulla   base   di   indici  di  produttivita',
dell'arretrato formatosi a seguito di gravi carenze di personale e di
nuovi  adempimenti  conseguenti  a  norme di legge, al riconoscimento
delle   piu'   elevate  professionalita'  e  all'incentivazione  alla
mobilita'.  L'impegno di spesa per l'anno in corso, che non potra' in
nessun  caso  superare  il  5  per  cento  delle  spese  lorde per le
retribuzioni  del  personale, sara' determinato con deliberazione dei
competenti    organi    degli   enti   interessati,   da   sottoporre
all'approvazione  dei  Ministeri vigilanti, di concerto col Ministero
del  tesoro,  entro  15  giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
                               Art. 5.
                         (Beni strumentali)

  Dopo  il  penultimo  comma  dell'articolo  65 della legge 30 aprile
1969, n. 153, e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunti i
seguenti:
  "Su richiesta del Ministero del lavoro e della previdenza sociale o
dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale,  una  quota non
superiore  al  dieci per cento dei fondi disponibili e' destinata, in
aggiunta alle quote percentuali di cui al secondo comma, all'acquisto
e  alla  costruzione  di  immobili  per  uso  ufficio da assegnare in
locazione alle amministrazioni medesime.
  L'acquisto  e  la costruzione di immobili e strutture per uso degli
uffici  e  per alloggi di servizio non rientrano tra gli impieghi dei
fondi  disponibili  di  cui  al presente articolo. I piani relativi a
tali  investimenti sono sottoposti all'approvazione del Ministero del
lavoro  e  della previdenza sociale, di concerto con il Ministero del
tesoro, con l'estensione dell'esonero di cui al sesto comma".
  All'articolo  65  della  legge  23  dicembre  1978, n. 833, dopo il
quarto, e' aggiunto il seguente comma:
  "Le Regioni assegnano parte dei beni di cui ali precedente comma in
uso  all'Istituto  nazionale  della previdenza sociale, per la durata
del  primo  piano  sanitario nazionale, per le esigenze connesse allo
svolgimento  di  compiti  di cui agli articoli 74 e 76 della presente
legge, nonche' al Ministero del lavoro e della previdenza sociale per
le  esigenze  delle  sezioni  circoscrizionali  dell'impiego, secondo
piani  concordati con le Amministrazioni predette tenendo conto delle
loro esigenze di efficienza e funzionalita'".
  L'articolo   20   del  decreto-legge  30  dicembre  1979,  n.  663,
convertito,  con  modificazioni, nella legge 29 febbraio 1980, n. 33,
e' abrogato.
                               Art. 6.
              (Decorrenza delle pensioni di vecchiaia)

  La  pensione  di  vecchiaia  a carico del Fondo pensioni lavoratori
dipendenti  e delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi decorre
dal  primo giorno del mese successivo a quello nel quale l'assicurato
ha  compiuto l'eta' pensionabile, ovvero, nel caso in cui a tale data
non  risultino  soddisfatti  i requisiti di anzianita' assicurativa e
contributiva,  dal primo giorno del mese successivo a quello in cui i
requisiti suddetti vengono raggiunti.
  Su  richiesta  dell'interessato  la  pensione  di cui al precedente
comma decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale
e'  stata  presentata la domanda sempre che tale decorrenza sia stata
indicata contestualmente alla presentazione della domanda stessa.
                               Art. 7.
         (Pensioni supplementari e supplementi di pensione)

  Le  pensioni  supplementari  da  liquidare ai sensi dell'articolo 5
della  legge  12  agosto  1962,  n. 1338, nell'assicurazione generale
obbligatoria  per  l'invalidita',  la  vecchiaia  ed i superstiti dei
lavoratori  dipendenti  sono  calcolate  in  forma retributiva con le
stesse   norme   previste   per   le   pensioni   autonome  a  carico
dell'assicurazione  medesima,  fatta  eccezione per le norme relative
all'integrazione alla misura del trattamento minimo.
  La  disposizione  di  cui  al  primo  comma  si  applica  anche  ai
supplementi  di  pensione  da  liquidare  a carico dell'assicurazione
generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti
dei  lavoratori  dipendenti ai sensi dell'articolo 19 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488.
  Per  la  determinazione della misura del supplemento si prendono in
considerazione le retribuzioni ed i periodi ad esso relativi.
  La  liquidazione  del  supplemento  di  pensione  non  puo'  essere
richiesta  prima che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data di
decorrenza  della  pensione o dalla data di decorrenza del precedente
supplemento.
  In  deroga  a  quanto  previsto nel precedente comma il supplemento
puo'  essere  richiesto,  per  una sola volta, quando siano trascorsi
anche  solo  due  anni  a  condizione  che  sia stata superata l'eta'
pensionabile.
  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  quarto  e quinto del presente
articolo si applicano anche ai supplementi di pensione da liquidare a
carico delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi.
  Il   primo  supplemento  su  pensioni  dell'assicurazione  generale
obbligatoria  dei  lavoratori dipendenti per contributi versati nelle
gestioni  speciali  per  i  lavoratori autonomi non potra', peraltro,
venire  richiesto  prima  del  compimento  dell'eta' stabilita per il
pensionamento per vecchiaia nelle predette gestioni speciali.
  Il  supplemento  di  pensione  si  somma  alla  pensione autonoma e
diviene  parte  integrante  di essa a tutti gli effetti dalla data di
decorrenza del supplemento stesso.
  E' abrogato l'articolo 23-septiesdecies del decreto-legge 30 giugno
1972,  n.  267,  convertito, con modificazioni, nella legge 11 agosto
1972, n. 485.
                               Art. 8.
                       (Contributi figurativi)

  Ai  fini  del  calcolo  della  retribuzione  annua pensionabile, il
valore  retributivo  da  attribuire per ciascuna settimana ai periodi
riconosciuti   figurativamente   per   gli   eventi   previsti  dalle
disposizioni  in vigore e' determinato sulla media delle retribuzioni
settimanali  percepite  in costanza di lavoro nell'anno solare in cui
si  collocano  i  predetti  periodi  o, nell'anno di decorrenza della
pensione,  nel  periodo  compreso  sino alla data di decorrenza della
pensione  stessa.  Dal  calcolo suddetto sono escluse le retribuzioni
settimanali  percepite in misura ridotta per uno degli eventi che, in
base  alle  disposizioni  vigenti,  danno  diritto  all'accredito  di
contribuzione   figurativa   o  per  i  trattamenti  di  integrazione
salariale.
  Nei  casi  in  cui  nell'anno  solare  non  risultino  retribuzioni
effettive,   il   valore   retributivo   da   attribuire  ai  periodi
riconosciuti  figurativamente e' determinato con riferimento all'anno
solare   immediatamente  precedente  nel  quale  risultino  percepite
retribuzioni   in   costanza  di  lavoro.  Per  i  periodi  anteriori
all'iscrizione  nell'assicurazione  generale  obbligatoria  il valore
retributivo   da  attribuire  e'  determinato  con  riferimento  alla
retribuzione   percepita   nell'anno   solare   in   cui   ha  inizio
l'assicurazione.
  Qualora  in  corrispondenza  degli eventi di cui al primo comma sia
richiesto   il   riconoscimento   figurativo  ad  integrazione  della
retribuzione,  la  media  retributiva dell'anno solare e' determinata
escludendo le retribuzioni settimanali percepite in misura ridotta.
  In  tale  ipotesi  ciascuna  settimana  a  retribuzione  ridotta e'
integrata  figurativamente  fino a concorrenza del valore retributivo
riconoscibile,  in  caso di totale mancanza di retribuzione, ai sensi
dei precedenti commi. ((5))
  I  periodi  di  sospensione,  per i quali e' ammessa l'integrazione
salariale, sono riconosciuti utili d'ufficio per il conseguimento del
diritto  alla pensione per l'invalidita' la vecchiaia ed i superstiti
e  per  la  determinazione  della  sua  misura.  Per detti periodi il
contributo  figurativo e' calcolato sulla base della retribuzione cui
e' riferita l'integrazione salariale.
  Le  somme  occorrenti alla copertura della contribuzione figurativa
relativamente  ai periodi di sospensione e di riduzione d'orario, per
i  quali  e' ammessa l'integrazione salariale, sono versate, a carico
della  Cassa  integrazione  guadagni,  al  Fondo  pensioni lavoratori
dipendenti.
  Il  datore  di  lavoro  e' tenuto a fornire i dati necessari per il
calcolo  dei  valori  retributivi  di cui ai precedenti commi secondo
criteri  e  modalita'  stabiliti  dal  consiglio  di  amministrazione
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale.
  Per  gli  operai  agricoli dipendenti, ai fini della determinazione
dei requisiti contributivi per il diritto a pensione e per il calcolo
della   retribuzione   annua   pensionabile   ciascuna  settimana  di
contribuzione  figurativa  e' pari a sei giornate. La retribuzione da
calcolare  per  ciascuna  giornata  e'  quella  determinata  ai sensi
dell'articolo  28  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 27
aprile  1968, n. 488, per l'anno solare in cui si collocano i periodi
riconosciuti figurativamente.
  In  deroga  a quanto previsto dal primo comma del presente articolo
ai  lavoratori  collocati  in  aspettativa  ai sensi dell'articolo 31
della  legge  20  maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, le
retribuzioni  da  riconoscere ai fini del calcolo della pensione sono
commisurate   alla   retribuzione   della   categoria   e   qualifica
professionale  posseduta dall'interessato al momento del collocamento
in  aspettativa  e  di  volta  in  volta  adeguate  in relazione alla
dinamica  salariale e di carriera della stessa categoria e qualifica.
Per  i  lavoratori  collocati in aspettativa da partiti politici o da
organizzazioni   sindacali,   che   non   abbiano  regolato  mediante
specifiche  normative interne o contrattuali il trattamento economico
del  personale,  si  prendono  in  considerazione ai fini predetti le
retribuzioni fissate dai contratti nazionali collettivi di lavoro per
gli impiegati delle imprese metalmeccaniche.
  Restano  ferme  in  materia  le  disposizioni dell'articolo 1 della
legge  15  febbraio 1974 n. 36, e della legge 10 marzo 1955, n. 96, e
successive modificazioni e integrazioni.
  Le  disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche per
il   trasferimento   dei   contributi   figurativi   ad   altri  enti
previdenziali  per richieste presentate dai lavoratori dopo l'entrata
in vigore della presente legge.
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L.  12  settembre  1983,  n. 463 convertito con modificazioni
dalla  L.  11  novembre 1983, n. 638 ha disposto che "il quarto comma
dell'articolo  8  della  legge  23  aprile  1981, n. 155, deve essere
interpretato  nel  senso  che i periodi di sospensione e di lavoro ad
orario   ridotto   successivi   ai   6  settembre  1972,  ammessi  ad
integrazione salariale, sono riconosciuti utili d'ufficio ai fini del
diritto  e  della misura delle pensioni e dei supplementi di pensione
da  liquidare  a  carico dell'assicurazione generale obbligatoria per
l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti con decorrenza successiva
all'entrata  in  vigore  della  stessa  legge 23 aprile 1981, n. 155,
nonche'  ai  fini  dei  trasferimenti  contributivi di cui all'ultimo
comma  del  predetto  articolo  8.  Per  detti  periodi il contributo
figurativo e' calcolato sulla base della retribuzione cui e' riferita
l'integrazione  salariale,  dedotta  quella corrisposta dal datore di
lavoro per gli stessi periodi".
                               Art. 9.
                  (Dichiarazione di responsabilita)

  L'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale, con delibera del
consiglio  di  amministrazione  da  sottoporre  all'approvazione  del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, stabilisce per quali
fatti,   atti,   dati   e   qualita'  personali,  rilevanti  ai  fini
dell'erogazione  delle  prestazioni,  possa  essere ammessa, in luogo
della   prescritta   documentazione,  una  dichiarazione  sostitutiva
sottoscritta  dall'interessato  e autenticata con le modalita' di cui
all'articolo 20 della legge 4 gennaio 1968, n. 15.
  Nei  casi in cui risulti che la prestazione sia stata erogata sulla
base  di  una  dichiarazione  non conforme al vero, ferme restando le
sanzioni  previste  dalle  leggi vigenti, la prestazione stessa sara'
annullata  o rideterminata nella misura effettivamente spettante e la
somma  indebitamente  erogata  potra'  essere  recuperata senza tener
conto  dei  limiti  stabiliti  dall'articolo 69 della legge 30 aprile
1969, n. 153.
                              Art. 10.
(Fondo di  previdenza  per  gli  addetti  ai  servizi  di trasporto -
        Modalita' di adeguamento della aliquota contributiva)

  Il  quarto  comma  dell'articolo  6 della legge 29 ottobre 1971, n.
889, e' sostituito dal seguente:
  "La  misura dell'aliquota contributiva e' modificata annualmente in
relazione  alle  risultanze  ed  al  fabbisogno  della  gestione, con
decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del
lavoro  e  della  previdenza  sociale, di concerto con i Ministri dei
trasporti,   dell'interno  e  del  tesoro,  sentito  il  comitato  di
vigilanza del Fondo".
                              Art. 11.
                 (Pensioni in regime internazionale)

  L'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  puo'  effettuare
recuperi  in  deroga  ai limiti di cui all'articolo 69 della legge 30
aprile  1969,  n.  153, anche quando trattasi di somme corrisposte in
piu', nelle operazioni di adeguamento periodico di pensioni in regime
internazionale.
                              Art. 12.
        (Riscossione dei contributi dei lavoratori autonomi)

  A   decorrere  dal  1  gennaio  1981,  l'Istituto  nazionale  della
previdenza  sociale  provvede  alla riscossione dei contributi dovuti
dagli  artigiani,  ai  sensi  della  legge  4  luglio 1959, n. 463, e
successive modificazioni ed integrazioni, e dagli esercenti attivita'
commerciali,  ai  sensi  della  legge  22  luglio  1966,  n.  613,  e
successive  modificazioni  ed integrazioni, dei contributi sociali di
malattia  e  maternita' nonche' di quelli previsti all'articolo 4 del
decreto-legge  8  luglio 1974, n. 264, convertito, con modificazioni,
nella legge 17 agosto 1974, n. 386, a mezzo di appositi bollettini di
conto  corrente  postale,  predisposti  dall'Istituto nazionale della
previdenza sociale.
  I versamenti sono effettuati a scadenze trimestrali entro il giorno
25 del mese successivo alla scadenza del trimestre solare al quale si
riferiscono i contributi. ((4))
  Il  contributo  di cui al secondo comma dell'articolo 1 del decreto
del  Presidente  della Repubblica 8 luglio 1980, n. 538, e' riscosso,
con  apposito  bollettino,  in  unica  soluzione,  con scadenza al 31
luglio dell'anno cui si riferisce. (1)
  In fase di prima applicazione della presente legge il termine entro
il  quale  devono essere effettuati il primo ed il secondo versamento
trimestrale e' fissato al 25 luglio 1981. (1)
  Sono  estese ai contributi sociali di malattia e maternita' nonche'
a quelli previsti dall'articolo 4 del decreto-legge 8 luglio 1974, n.
264,  convertito,  con  modificazioni, nella legge 17 agosto 1974, n.
386,  le  norme  che  regolano  l'imposizione  delle somme accessorie
previste  dalla  normativa  in  vigore  per  l'assicurazione  per  la
invalidita',  la  vecchiaia  ed  i superstiti dei predetti lavoratori
autonomi, nonche' le norme che regolano il relativo contenzioso.
  I  contributi  afferenti  periodi  anteriori  all'iscrizione  negli
elenchi  degli  artigiani  e  degli  esercenti attivita' commerciali,
quelli afferenti il periodo compreso tra la predetta iscrizione ed il
trimestre  anteriore  a  quello nel corso del quale sono rilasciati i
bollettini   e   le  relative  somme  accessorie,  nonche'  eventuali
conguagli  dei  contributi  dovuti e non ancora imposti in ruoli gia'
emessi  alla  data  di  cui al primo comma, sono versati all'istituto
nazionale  della  previdenza  sociale  in quattro rate trimestrali, a
decorrere  dalla prima scadenza di versamento successiva alla data di
rilascio dei bollettini.
  In   caso  d'iscrizione  in  una  delle  gestioni  speciali  per  i
lavoratori   autonomi   amministrate  dall'Istituto  nazionale  della
previdenza  sociale,  diversa  da  quella  prevista  per  l'attivita'
svolta,  i  termini  prescrizionali per l'iscrizione ed il versamento
dei  contributi  relativi  all'assicurazione  per  l'invalidita',  la
vecchiaia  ed i superstiti, alla gestione speciale di pertinenza sono
sospesi per il periodo intercorrente tra la data del provvedimento di
cancellazione e la data di decorrenza della cancellazione stessa.
  La  prescrizione relativa ai contributi dovuti ai sensi delle leggi
4  luglio  1959,  n.  463,  e  22  luglio  1966, n. 613, e successive
modificazioni  ed  integrazioni,  e'  interrotta  anche dalle domande
d'iscrizione   negli  elenchi  di  categoria  avanzate  dai  titolari
d'impresa artigiana o commerciale alle Commissioni provinciali di cui
all'articolo 12 della legge 25 luglio 1956, n. 860, ed all'articolo 5
della legge 27 novembre 1960, n. 1397, e dai relativi ricorsi.
  Il  disposto di cui all'articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 1978,
n.  352, convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 1978, n.
467,  trova  applicazione,  fin  dalla  sua  entrata  in  vigore, nei
confronti degli artigiani, degli esercenti attivita' commerciali, dei
coltivatori   diretti,  mezzadri,  coloni  e  rispettivi  concedenti,
limitatamente  ai  casi in cui i soggetti indicati occupano personale
dipendente.
  I  contributi  di  cui  al  presente articolo si prescrivono con il
decorso  di  cinque  anni  dalla  data in cui avrebbero dovuto essere
versati;  la  disposizione  di cui al presente comma si applica anche
alle  prescrizioni  in  corso  alla  data  di entrata in vigore della
presente legge.
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AGGIORNAMENTO (1)
  Il  D.L.  28 luglio 1981, n. 395 convertito con modificazioni dalla
L.  25  settembre 1981, n.534, ha disposto (con l'art. 2 comma 1) che
"i  termini  previsti dall'art. 12, terzo e quarto comma, della legge
23  aprile  1981,  n.  155,  per il versamento all'Istituto nazionale
della  previdenza  sociale  dei contributi previdenziali dovuti dagli
artigiani  e  dagli esercenti attivita' commerciali sono prorogati al
25 settembre 1981".
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AGGIORNAMENTO (4)
  La  L.  26  aprile 1982, n. 181 ha disposto (con l'art. 14 comma 5)
che  "il  termine  per  il  versamento dei contributi previdenziali e
assistenziali  dovuti  dagli  artigiani  e  dagli esercenti attivita'
commerciali  per  il  primo  trimestre  1982, di cui al secondo comma
dell'articolo  12 della legge 23 aprile 1981, n. 155, e' prorogato al
31 maggio 1982".
                              Art. 13.
   (Modalita' di riscossione dei contributi nel settore agricolo)

  A  decorrere  dal 1 gennaio 1981 i contributi agricoli unificati di
cui  al  regio  decreto-legge 28 novembre 1938, n. 2138, e successive
modificazioni  ed integrazioni, nonche' i contributi previdenziali ed
assistenziali  dovuti dai coltivatori diretti e dai coloni e mezzadri
e  rispettivi  concedenti  sono  versati  in  quattro  rate di eguale
importo  con  scadenza  del giorno 10 dei mesi di luglio, settembre e
novembre dell'armo di competenza e di gennaio dell'anno successivo, a
mezzo  di  appositi  bollettini di conto corrente postale predisposti
dal Servizio per i contributi agricoli unificati. ((7))
  In fase di prima applicazione della presente legge il termine entro
il  quale  devono  essere effettuati il primo e il secondo versamento
trimestrale e' fissato al 10 settembre 1981.
  Le ditte, che non effettuano il versamento diretto della prima rata
contributiva   alla   scadenza  stabilita,  sono  iscritte  in  ruoli
esattoriali da porre in riscossione in un massimo di quattro rate per
l'intero  ammontare dei contributi dovuti, maggiorato degli interessi
per  ritardato pagamento calcolati per il periodo intercorrente dalla
predetta  data  di  scadenza  alla  data  di inizio della riscossione
esattoriale.
  Le  ditte,  che  dopo  aver  effettuato il versamento diretto della
prima rata omettono, in tutto o in parte, il versamento della seconda
rata contributiva, saranno iscritte in ruoli esattoriali, da porre in
riscossione in due rate con scadenza coincidente con quella delle due
ultime  rate  dei  ruoli  di  cui  al  comma precedente, per l'intero
importo  residuo dei contributi dovuti maggiorato degli interessi per
ritardato  pagamento,  calcolati  per  il periodo intercorrente dalla
data  prevista  per  il  versamento  diretto a quella di inizio della
riscossione esattoriale.
  Nei  ruoli  esattoriali  di cui al comma precedente saranno incluse
anche le ditte che omettono, in tutto o in parte, il versamento della
terza  o  quarta  rata  per l'importo dei contributi rimasto insoluto
maggiorato  degli  interessi per ritardato pagamento calcolato con le
modalita' indicate nel comma medesimo.
  Il  tasso di interesse per ritardato pagamento e' determinato nella
stessa misura prevista dall'articolo 23 della legge 21 dicembre 1978,
n. 843, e successive integrazioni e modificazioni.
  Per  la  riscossione dei ruoli di cui ai precedenti commi spettera'
agli  esattori  ed  ai  ricevitori  provinciali  l'aggio contrattuale
vigente aumentato del 50 per cento.
  L'articolo  2  del  decreto  legislativo del Capo provvisorio dello
Stato 13 maggio 1947, n. 493, e' abrogato.
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AGGIORNAMENTO (7)
  Il D.L. 29 marzo 1991, n. 103 convertito con modificazioni dalla L.
1  giugno  1991,  n.  166  ha  disposto  che  "per  il  primo anno di
applicazione  della  legge 2 agosto 1990, n. 233 , i termini indicati
dall'  articolo 13, comma primo, della legge 23 aprile 1981, n. 155 ,
per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti
dai   coltivatori  diretti  e  dai  coloni  e  dai  mezzadri  e  loro
concedenti, sono spostati al giorno 10 dei mesi di novembre dell'anno
di competenza e di gennaio, marzo e maggio dell'anno successivo".
                              Art. 14.
         (Contributo per l'indennita' economica di malattia)

  La  quota  parte dei contributi da devolvere all'Istituto nazionale
della  previdenza  sociale  ai  sensi dell'articolo 74 della legge 23
dicembre 1978, n. 833, per la erogazione delle prestazioni economiche
di  malattia  e'  determinata  nella  misura del 2,50 per cento della
retribuzione imponibile per gli aventi diritto di tutti i settori, ad
esclusione  di  quello agricolo, per il quale il contributo stesso e'
determinato  nella  misura  di un sesto del contributo giornaliero di
malattia.
  Per  gli  aventi diritto alle prestazioni economiche previste dalle
disciolte  Casse  di soccorso la quota di contributo e' fissata nella
misura del 3 per cento.
  Fino  all'emanazione  del  provvedimento  di  riordino  dell'intera
materia,  le  quote  di contributo di cui ai precedenti commi possono
essere  aumentate  in  relazione  alle  eventuali  maggiori  esigenze
finanziarie della gestione interessata, mediante decreto del Ministro
del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del
tesoro,  su  proposta  del consiglio di amministrazione dell'Istituto
nazionale della previdenza sociale.
  Le  eventuali  maggiorazioni  del  contributo di cui al primo comma
dovranno  essere  ripartite  fra  i  datori  di lavoro e i lavoratori
mantenendo   il  medesimo  rapporto  contributivo  riferito  al  solo
contributo  di malattia base esistente dopo l'entrata in vigore della
presente legge.
  Le  eventuali  maggiorazioni del contributo di cui al secondo comma
dovranno,  invece, essere ripartite fra datori di lavoro e lavoratori
secondo   le   norme   previste  dal  quarto  comma  dell'articolo  2
dell'accordo  nazionale  29  ottobre  1963,  relativo  alle  Casse di
soccorso  per  il personale dipendente da aziende esercenti ferrovie,
tramvie,  filovie,  autolinee,  linee di navigazione interna, funivie
assimilabili per atto di concessione alle ferrovie.
  La  misura dell'aliquota destinata al finanziamento dell'assistenza
sanitaria,  quale  risulta dopo l'applicazione del presente articolo,
non  e'  suscettibile  di  variazioni  in diminuzione a seguito della
rivalutazione    delle    aliquote    destinate    al   finanziamento
dell'erogazione  delle  prestazioni  economiche  di cui al precedente
terzo comma.
  Per  gli  anni  1980  e 1981, in deroga a quanto disposto nei commi
precedenti,  la  quota parte dei contributi da devolvere all'Istituto
nazionale  della  previdenza  sociale ai sensi dell'articolo 74 della
legge  23  dicembre  1978, n. 833, e' commisurata all'ammontare delle
prestazioni,  economiche  di  malattia  e  di maternita' erogate agli
aventi diritto di tutti i settori dall'apposita gestione prevista dal
citato articolo 74 nonche' all'ammontare delle spese di funzionamento
e degli altri oneri sostenuti dalla predetta gestione.
                              Art. 15.
                    (Certificazione di malattia)

  Con effetto dal 15 marzo 1980, nell'articolo 2 del decreto-legge 30
dicembre  1979, n. 663, convertito, con modificazioni, nella legge 29
febbraio 1980, n. 33, il secondo comma e' sostituito dal seguente:
  "Il  lavoratore e tenuto, entro due giorni dal relativo rilascio, a
recapitare  o  a  trasmettere,  a  mezzo  raccomandata  con avviso di
ricevimento,  il  certificato e l'attestazione di cui al primo comma,
rispettivamente,  all'Istituto  nazionale della previdenza sociale, o
alla  struttura  pubblica indicata dallo stesso Istituto d'intesa con
la Regione, e al datore di lavoro".
  Nell'articolo  2  del  decreto-legge  30  dicembre  1979,  n.  663,
convertito,  con  modificazioni, nella legge 29 febbraio 1980, n. 33,
l'ultimo comma e' sostituito dai seguenti:
  "Il  datore  di  lavoro  deve  tenere  a disposizione e produrre, a
richiesta,   all'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale,  la
documentazione  in suo possesso. Nella ipotesi di cui all'articolo 1,
sesto comma, devono essere trasmessi al predetto Istituto, a cura del
datore  di lavoro, entro tre giorni dal ricevimento dell'attestazione
di  malattia  i dati salariali necessari per il pagamento agli aventi
diritto delle prestazioni economiche di malattia e di maternita'.
  Qualora  l'evento  morboso  si  configuri  quale prosecuzione della
stessa  malattia,  ne  deve essere fatta menzione da parte del medico
curante nel certificato e nell'attestazione di cui al primo comma".
                              Art. 16.
                     (Pensionamento anticipato)

  Con  effetto  dal  14 febbraio 1980 e fino al 31 dicembre 1981 agli
operai e agli impiegati in caso di risoluzione del rapporto di lavoro
con  imprese  industriali,  diverse da quelle edili, per le quali sia
intervenuta  una  deliberazione  del  Comitato  dei  ministri  per il
coordinamento   della   politica   industriale   (CIPI),   ai   sensi
dell'articolo 2, quinto comma, lettere a) e c), della legge 12 agosto
1977,  n. 675, che abbiano compiuto 55 anni di eta', se uomini, e 50,
se   donne,   e   possano   far  valere  nell'assicurazione  generale
obbligatoria  per  l'invalidita',  la  vecchiaia  ed i superstiti 180
contributi   mensili   ovvero  780  contributi  settimanali  di  cui,
rispettivamente,   alle  tabelle  A  e  B  allegate  al  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  27  aprile  1968,  n.  488,  spetta, a
domanda,  a  decorrere  dal primo giorno del mese successivo a quello
stabilito  dai  decreti  adottati  dal  Ministro  del  lavoro e della
previdenza  sociale sulla base degli accertamenti del CIPI o a quello
della  risoluzione  del  rapporto,  se  posteriore, il trattamento di
pensione  sulla  base  dell'anzianita'  contributiva  aumentata di un
periodo  pari  a  quello  compreso  fra la data della risoluzione dei
rapporti  e  quella  di  compimento  di  60 anni, se uomini, o 55, se
donne. (3) (5)
  La  Cassa  per  l'integrazione guadagni degli operai dell'industria
corrisponde  alla  gestione  pensionistica una somma pari all'importo
risultante  dall'applicazione  dell'aliquota  contributiva in vigore,
per  la  gestione medesima, sull'importo che si ottiene moltiplicando
per  i  mesi  di  anticipazione  della pensione l'ultima retribuzione
percepita  da  ogni  lavoratore  interessato,  rapportata  a  mese. I
contributi  versati  dalla  Cassa per l'integrazione guadagni vengono
iscritti  per  due  terzi  nella  contabilita' separata relativa agli
interventi  straordinari  e per il rimanente terzo in quella relativa
agli interventi ordinari.
  I lavoratori interessati, che versino nella ipotesi di cui al primo
comma,  debbono  presentare  la  domanda  per  la  liquidazione della
pensione  prevista dal presente articolo entro 60 giorni dall'entrata
in  vigore della presente legge o dal verificarsi degli eventi di cui
al  comma medesimo. I lavoratori ammessi in Cassa per la integrazione
guadagni,   in   caso  di  risoluzione  del  contratto  di  lavoro  e
verificandosi le condizioni di cui al primo comma, debbono presentare
la  domanda  di pensione entro 60 giorni dall'entrata in vigore della
presente  legge  o  dalla  data  di  decorrenza  del  trattamento  di
integrazione salariale.
  Il  contributo  addizionale  a  carico  dei  datori di lavoro ed il
concorso  dello  Stato,  previsti  dall'articolo  12  della  legge  5
novembre  1968,  n. 1115, sono devoluti alla Cassa per l'integrazione
dei  guadagni degli operai dell'industria nella contabilita' relativa
agli interventi straordinari.
  Il  contributo addizionale, di cui al precedente comma, e' dovuto a
decorrere  dal periodo di paga successivo a quello in corso alla data
di  entrata  in vigore della presente legge fino al 31 dicembre 1981.
(3) (5)
  Agli  effetti  del  cumulo  del  trattamento  di pensione di cui al
presente  articolo con la retribuzione si applicano le norme relative
alla  pensione  di  anzianita'  di cui all'articolo 22 della legge 30
aprile 1969, n. 153.
  Il  trattamento  di  pensione  di  cui  al presente articolo non e'
compatibile  con le prestazioni a carico dell'assicurazione contro la
disoccupazione. ((6))
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il D.L. 22 dicembre 1981, n. 791 convertito con modificazioni dalla
L.  26  febbraio  1982, n. 54 ha disposto (con l'art. 15 comma 1) che
"il  termine del 31 dicembre 1981, stabilito" dall'articolo 16, primo
e  quinto  comma,  "della  legge 23 aprile 1981, n. 155, e' prorogato
fino al 31 dicembre 1982".
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L.  12  settembre  1983,  n. 463 convertito con modificazioni
dalla L. 11 novembre 1983, n. 638 ha disposto (con l'art. 4 comma 13)
che  il  termine  di cui all'articolo 16, primo e quinto comma "della
legge   23  aprile  1981,  n.  155,  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni, e' differito al 31 dicembre 1983".
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AGGIORNAMENTO (6)
  La  Corte  costituzionale, con sentenza 3-6 luglio 1989, n. 371 (in
G.U.  1a  s.s.  12/07/1989,  n.  28) ha dichiarato "la illegittimita'
costituzionale  del  combinato disposto degli artt. 16 della legge 23
aprile  1981,  n.  155 (Adeguamento delle strutture e delle procedure
per  la  liquidazione  urgente  delle pensioni e per i trattamenti di
disoccupazione,   e   misure   urgenti  in  materia  previdenziale  e
pensionistica), e 1 della legge 31 maggio 1984, n. 193 (Misure per la
razionalizzazione  del settore siderurgico e di intervento della GEPI
S.p.A.),  nella  parte  in  cui  non  riconosce  alla lavoratrice del
settore   siderurgico,   in   caso  di  pensionamento  anticipato  al
compimento  del cinquantesimo anno di eta', di conseguire la medesima
anzianita' contributiva fino a sessanta anni come per il lavoratore".
                              Art. 17.
                 (Dirigenti di aziende industriali)

  Nei  periodi  previsti  dalle  norme  vigenti  per  l'assicurazione
generale  obbligatoria in materia di pensionamento anticipato in caso
di  risoluzione  del  rapporto  di  lavoro,  ai  dirigenti di aziende
industriali,  diverse  da  quelle edili, per le quali sia intervenuta
una  deliberazione  del  CIPI ai sensi dell'articolo 2, quinto comma,
lettere  a)  e  c),  della  legge 12 agosto 1977, n. 675, che abbiano
compiuto  55  anni  di eta', se uomini, o 50, se donne, e possano far
valere  almeno  15  anni di anzianita' contributiva presso l'Istituto
nazionale  di  previdenza  per i dirigenti di aziende industriali, e'
dovuto  a  carico  dell'Istituto  stesso, su domanda, a decorrere dal
primo  giorno  del  mese  successivo  a  quello stabilito dai decreti
adottati  dal  Ministro  del  lavoro e della previdenza sociale sulla
base  degli  accertamenti  del  CIPI o a quello della risoluzione del
rapporto,  se  posteriore, un assegno in misura pari alla pensione di
vecchiaia  che  spetterebbe  al  compimento  del  60° anno di eta' se
uomini, o del 55° anno se donne.
  L'assegno  di  cui  al  comma  precedente  non e' cumulabile con la
retribuzione  percepita  in  costanza  di rapporto di lavoro, ne' con
altri trattamenti di pensione, ne' con l'indennita' di disoccupazione
ed  e'  corrisposto  fino  a  tutto  il  mese  nel quale i lavoratori
compiono  il  60°  anno  di  eta'  se  uomini ed il 55° se donne. Dal
divieto  di  cumulo  sono  escluse  le pensioni di guerra e gli altri
trattamenti a queste assimilabili per disposizioni di legge.
  Ai  titolari dell'assegno si applicano le disposizioni che regolano
il  riconoscimento  delle maggiorazioni per carichi familiari nonche'
quelle  che disciplinano i ricorsi, le controversie e le modalita' di
erogazione   delle  prestazioni  secondo  la  normativa  vigente  per
l'Istituto  nazionale  di  previdenza  per  i  dirigenti·  di aziende
industriali.
                              Art. 18.
                             (Minatori)

  Con  effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge e
sino  al  31  dicembre  1981 ai lavoratori in caso di risoluzione del
rapporto di lavoro con imprese esercenti miniere, cave e torbiere con
lavorazioni  ancorche'  parziali  in  sotterraneo,  per  le quali sia
intervenuta  una  deliberazione  del  CIPI  ai sensi dell'articolo 2,
quinto  comma,  lettere  a) e c), della legge 12 agosto 1977, n. 675,
che   abbiano   compiuto  52  anni  di  eta'  e  possano  far  valere
nell'assicurazione   generale   obbligatoria  per  l'invalidita',  la
vecchiaia   ed   i  superstiti  180  contributi  mensili  ovvero  780
contributi  settimanali  di  cui,  rispettivamente alle tabelle A e B
allegate  al  decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968,
n.  488,  e  siano  stati  addetti  complessivamente,  anche  se  con
discontinuita',  per almeno 15 anni, a lavori in sotterraneo, purche'
in  possesso  dei  requisiti  previsti  dall'articolo 1 della legge 3
febbraio  1963, n. 50, il trattamento di pensione di cui alla legge 3
gennaio  1960,  n. 5, viene erogato, a domanda, a decorrere dal primo
giorno  del  mese  successivo a quello stabilito dai decreti adottati
dal  Ministro  del lavoro e della previdenza sociale sulla base degli
accertamenti  del  CIPI o a quello della risoluzione del rapporto, se
posteriore.  Il  trattamento e' liquidato, sulla base dell'anzianita'
contributiva  aumentata  di  un periodo pari a quello compreso tra la
data  della  risoluzione  del  rapporto  e  quella  di compimento del
sessantesimo  anno  di  eta'.  Qualora  gli operai possano far valere
nell'assicurazione   generale   obbligatoria  per  l'invalidita',  la
vecchiaia   e  i  superstiti  almeno  27  anni  di  iscrizione  e  di
contribuzione   effettiva   in   costanza  di  lavoro,  volontaria  e
figurativa  accreditata  a  favore  degli  ex  combattenti militari e
categorie assimilate nonche' quella accreditata a norma dell'articolo
49,  quarto  comma, della legge 30 aprile 1969, n. 153, e siano stati
addetti  complessivamente, anche se con discontinuita', per almeno 15
anni,  a lavori in sotterraneo, la pensione e' determinata sulla base
dell'anzianita'  contributiva  prevista  per  la  liquidazione  della
pensione di anzianita'.
  La   Cassa   per   l'integrazione   dei   guadagni   degli   operai
dell'industria  corrisponde  alla  Gestione  speciale minatori di cui
alla  predetta legge 3 gennaio 1960, n. 5, una somma pari all'importo
risultante  dall'applicazione  delle aliquote contributive in vigore,
rispettivamente  per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti e per la
Gestione speciale predetta, sull'importo che si ottiene moltiplicando
l'ultima  retribuzione  percepita  da  ogni  lavoratore  interessato,
rapportata a mese, per i mesi di anticipazione della pensione sino al
compimento  dei  55 anni, o dei 30 anni di anzianita' assicurativa se
anteriore.  I  contributi  versati  dalla  Cassa  per la integrazione
guadagni  vengono  iscritti per due terzi nella contabilita' separata
relativa  agli  interventi  straordinari  e per il rimanente terzo in
quella relativa agli interventi ordinari.
  Relativamente   alle  pensioni  di  cui  al  presente  articolo  si
applicano  le disposizioni contenute nei commi terzo, sesto e settimo
del precedente articolo 16. (3) ((5))
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il D.L. 22 dicembre 1981, n. 791 convertito con modificazioni dalla
L.  26  febbraio  1982, n. 54 ha disposto (con l'art. 15 comma 1) che
"il termine del 31 dicembre 1981, stabilito" dall'articolo 18, "della
legge 23 aprile 1981, n. 155, e' prorogato fino al 31 dicembre 1982".
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L.  12  settembre  1983,  n. 463 convertito con modificazioni
dalla L. 11 novembre 1983, n. 638 ha disposto (con l'art. 4 comma 13)
che il termine di cui all'articolo 18 "della legge 23 aprile 1981, n.
155,  e  successive modificazioni ed integrazioni, e' differito al 31
dicembre 1983".
                              Art. 19.
              (Massimale di retribuzione pensionabile)

  Per  le  pensioni  a  carico  del  Fondo  pensioni  dei  lavoratori
dipendenti,  liquidate con decorrenza successiva al 31 dicembre 1980,
il  limite  massimo  di retribuzione annua pensionabile ai fini della
determinazione del relativo importo e' fissato in lire 18.500.000.
                              Art. 20.
        (Assegni familiari per i lavoratori dello spettacolo)

  Con effetto dal 1 gennaio 1974 gli assegni familiari corrisposti ai
titolari   delle   pensioni   dell'assicurazione   obbligatoria   per
l'invalidita',  la  vecchiaia  ed  i  superstiti dei lavoratori dello
spettacolo sono a carico della Cassa unica per gli assegni familiari.
                              Art. 21.
               (Contributi per i lavoratori marittimi)

  In   attesa   del   riordinamento  del  sistema  previdenziale  dei
lavoratori  marittimi, i contributi dovuti dalle aziende esercenti la
pesca  ai sensi del primo comma dell'articolo 17 del decreto-legge 30
dicembre  1979, n. 663, convertito, con modificazioni, nella legge 29
febbraio  1980,  n.  33,  sono determinati per l'anno 1981 sulla base
delle  retribuzioni  medie  mensili stabilite, nell'anno 1980, per le
predette  categorie, ulteriormente aumentate secondo il meccanismo di
rivalutazione previsto dall'articolo 15 della legge 22 febbraio 1973,
n. 27.
                              Art. 22.
                     (Prestazioni termalistiche)

  In  attesa  della  regolamentazione della materia e non oltre il 31
dicembre   1981,   l'Istituto   nazionale  della  previdenza  sociale
proseguira'  l'erogazione  delle prestazioni termalistiche secondo la
normativa  di cui agli articoli 45, 81 e 83 del regio decreto-legge 4
ottobre 1935, n. 1827, ed i relativi criteri di attuazione.
  Per  lo  stesso  periodo,  di  cui  al comma precedente, l'Istituto
nazionale   per  l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro
eroghera' le cure idrofangotermali ai propri assicurati, nei limiti e
secondo le modalita' previste dalla normativa in vigore.
  Per  il  finanziamento delle prestazioni di cui ai commi precedenti
si  applicano  anche  per  l'anno  1981  le disposizioni previste per
l'anno  1979  dall'articolo 52, quarto comma, della legge 23 dicembre
1978, n. 833.
                              Art. 23.
        (Trattamento straordinario di integrazione salariale)

  A  decorrere  dal  1 settembre 1980 il trattamento straordinario di
integrazione   salariale   previsto  per  i  lavoratori  del  settore
dell'industria  e'  esteso,  con le modalita' e procedure vigenti nel
settore  stesso,  ai dipendenti di aziende appaltatrici di servizi di
mensa  o  ristorazione,  addetti  in modo prevalente e continuativo a
tale  attivita',  sospesi  dal lavoro o che effettuano prestazioni di
lavoro  ad  orario ridotto in conseguenza di situazioni di crisi e di
difficolta'  anche  temporanee  dell'impresa  industriale, presso cui
vengono  svolti  i  servizi  di  mensa  o ristorazione, purche' dette
situazioni  diano  luogo  all'applicazione  del  trattamento a carico
della Cassa per l'integrazione guadagni ordinaria o straordinaria.
  Il trattamento straordinario di integrazione salariale previsto per
i lavoratori del settore dell'industria e' esteso, con le modalita' e
procedure  vigenti  nel  settore  stesso,  ai  dipendenti  di aziende
esercenti   attivita'   commerciale,   che  occupino  piu'  di  1.000
dipendenti,  qualora  questi  ultimi  risultino  sospesi dal lavoro o
effettuino  prestazioni di lavoro ad orario ridotto in conseguenza di
situazioni  di  crisi  dell'azienda  commerciale  accertata  ai sensi
dell'articolo  2,  quinto  comma,  lettera  c), della legge 12 agosto
1977, n. 675.
  Nell'ipotesi  di  cui  ai  commi precedenti trova applicazione, ove
siano adottati i provvedimenti di cui all'articolo 21, secondo comma,
della legge 12 agosto 1977, n. 675, l'articolo 25 della legge stessa,
e successive modificazioni e integrazioni, limitatamente alle aziende
operanti nello stesso settore produttivo. ((5))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L.  12  settembre  1983,  n. 463 convertito con modificazioni
dalla L. 11 novembre 1983, n. 638 ha disposto (con l'art. 4 comma 17)
che   "l'articolo   23  della  legge  23  aprile  1981,  n.  155,  va
interpretato  nel  senso che il requisito occupazionale, previsto per
la   concessione   del   trattamento  straordinario  di  integrazione
salariale  ai  lavoratori  dipendenti  da aziende esercenti attivita'
commerciali, deve sussistere esclusivamente alla data di accertamento
della   situazione   di  crisi  dell'azienda  commerciale,  ai  sensi
dell'articolo  2,  quinto  comma,  lettera  c), della legge 12 agosto
1977, n. 675".
                              Art. 24.
                         (Personale di volo)

  Nei  casi  in  cui  sia stata esercitata, ai sensi dell'articolo 16
della  legge  30  luglio  1973,  n.  484,  la facolta' di riscatto di
periodi   lavorativi  all'estero  coperti  da  assicurazione  sociale
riconosciuta  dalla legislazione italiana, l'importo della pensione a
carico  del  Fondo di previdenza per il personale di volo e' ridotto,
con  decorrenza dalla data di liquidazione, o di riliquidazione della
pensione per effetto del riscatto, in misura pari all'ammontare della
prestazione   della   gestione   assicurativa   straniera   spettante
all'interessato relativamente ai periodi lavorativi predetti.
                              Art. 25.
(Determinazione della misura     del    trattamento    speciale    di
                           disoccupazione)

  In  deroga  a quanto previsto dall'articolo 8, secondo comma, della
legge  5  novembre  1968,  n.  1115, e dall'articolo 10 della legge 6
agosto   1975,  n.  427;  per  i  lavoratori,  impiegati  ed  operai,
licenziati  successivamente al 1 febbraio 1980 da imprese industriali
e   da   imprese  edili  ed  affini,  anche  artigiane,  che  abbiano
beneficiato   precedentemente   al   licenziamento   del  trattamento
straordinario  di integrazione salariale, la retribuzione da prendere
a base per la determinazione dell'importo giornaliero del trattamento
speciale  di  disoccupazione  e'  quella su cui e' stato calcolato il
trattamento straordinario di integrazione salariale corrisposto nelle
ultime quattro settimane o per l'ultimo mese.
  L'articolo  8,  primo  comma, della legge 5 novembre 1968, n. 1115,
deve  essere  interpretato  nel  senso  che il diritto al trattamento
speciale  di  disoccupazione  e'  riconosciuto  anche  ai lavoratori,
impiegati  od operai, licenziati per cessazione totale dell'attivita'
da  parte  di  imprese industriali, per qualsiasi causa la stessa sia
intervenuta.
                              Art. 26.
                         (Norma transitoria)

  Nei confronti dei datori di lavoro che abbiano omesso di effettuare
la  denuncia  nominativa  di  cui  all'articolo  4,  primo comma, del
decreto-legge  6  luglio 1978, n. 352, convertito, con modificazioni,
nella  legge  4  agosto  1978,  n.  467,  relativamente ai lavoratori
occupati nel 1979, o abbiano omesso di consegnare al lavoratore copia
di  detta  denuncia nominativa non si fa lungo all'applicazione delle
sanzioni  amministrative e penali rispettivamente previste sempre che
la denuncia e la consegna al lavoratore della copia di detta denuncia
siano effettuate entro il 30 novembre 1980.
                              Art. 27.
                       (Condono contributivo)

  Il  termine di cui all'articolo 1, primo comma, del decreto-legge 1
luglio  1980,  n.  286, convertito, con modificazioni, nella legge 13
agosto  1980, n. 444, e' ulteriormente prorogato dal 30 novembre 1980
al 31 maggio 1981.
  Per  le  imprese,  che  alla data del 31 maggio 1971, si trovano in
stato   di   amministrazione   controllata,   il   termine   per   la
regolarizzazione  della  posizione debitoria e' fissato alla fine del
mese successivo a quello di cessazione della predetta amministrazione
controllata.
  Il  versamento  dei  contributi puo' essere effettuato in nove rate
mensili uguali e consecutive di cui la prima entro il 31 maggio 1981,
ovvero  il  termine  di  cui  al  precedente comma per le imprese ivi
considerate,  secondo  le  modalita'  previste  nel secondo comma del
predetto articolo 1 del decreto-legge 1 luglio 1980, n. 286.
  Le  norme  di  cui  all'articolo  23-quater  del  decreto-legge  30
dicembre  1979, n. 663, convertito, con modificazioni, nella legge 29
febbraio  1980,  n.  33,  e  successive modifiche ed integrazioni, si
applicano  anche  in  materia  di  assicurazione obbligatoria per gli
infortuni  sul  lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto
del  Presidente  della  Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. Qualora i
premi  e  gli  accessori  dovuti non siano stati ancora quantificati,
debbono essere versati entro la fine del mese successivo alla data di
richiesta  dell'Istituto  assicuratore. Nel caso di pagamento rateale
l'ultima rata deve essere versata entro il 31 dicembre 1981.
                              Art. 28.
         (Condono in materia di prestazioni pensionistiche)

  Il  termine  previsto dall'articolo 23, terzo comma, della legge 21
dicembre  1978,  n.  843, e riaperto per 120 giorni a decorrere dalla
data  di  entrata  in vigore della presente legge. Non si fa luogo al
recupero  delle  somme  corrisposte  o,  comunque, poste in pagamento
entro la data di scadenza del nuovo termine.
                              Art. 29.
                      (Gestioni commissariali)

  Le  gestioni  commissariali  dell'Ente  nazionale  di  previdenza e
assistenza   per   i   dipendenti  statali,  dell'Ente  nazionale  di
previdenza  e assistenza per i lavoratori dello spettacolo, dell'Ente
nazionale  di previdenza per i dipendenti da enti di diritto pubblico
e  dell'Istituto  nazionale  di assistenza ai dipendenti enti locali,
istituite  ai  sensi  delle leggi 17 agosto 1974, n. 386, e 29 giugno
1977,  n.  349,  sono  confermate  per  lo  svolgimento delle residue
funzioni economico-previdenziali tuttora demandate agli enti suddetti
fino  al  riordinamento  della  materia  e, comunque, non oltre il 30
novembre 1981. ((2))
  I  commissari sono coadiuvati da un Comitato composto da tre membri
designati,  in  rappresentanza  delle  categorie  interessate,  dalle
organizzazioni   sindacali  maggiormente  rappresentative  sul  piano
nazionale  presenti  nel  Consiglio  nazionale  dell'economia  e  del
lavoro.
  I  commissari  ed  i  Comitati,  di  cui al comma prece lente, sono
nominati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
  sociale,  entro  30  giorni  dall'entrata  in vigore della presente
  legge.
La prestazione economico-previdenziale di cui al punto 3)
dell'articolo  3 della legge 28 luglio 1939, n. 1436, rimane a carico
della  relativa  gestione,  al  cui  finanziamento si provvede con il
gettito  dell'aliquota  dello  0,12  per  cento  sulla  retribuzione,
scorporata  dal  contributo  complessivo  di cui all'articolo 5 della
citata legge e successive
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AGGIORNAMENTO (2)
  Il  D.L.  26  novemvbre  1981,  n. 681 convertito con modificazioni
dalla  L.  27  gennaio 1982, n. 14 ha disposto (con l'art. 1 comma 1)
che  "il  termine  del  30  novembre  1981  previsto  dal primo comma
dell'art.  29  della  legge  23  aprile 1981, n. 155, per le gestioni
commissariali  dell'Ente  nazionale  di previdenza e assistenza per i
dipendenti  statali  (ENPAS),  dell'Ente  nazionale  di  previdenza e
assistenza  per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS), dell'Istituto
nazionale   di  assistenza  ai  dipendenti  enti  locali  (INADEL)  e
dell'Ente nazionale di previdenza per i dipendenti da enti di diritto
pubblico (ENPDEDP) e' prorogato al 31 maggio 1982".
                              Art. 30.
(Adeguamento dei contributi  dovuti  all'Ente nazionale di previdenza
                 per i lavoratori dello spettacolo)

  A  decorrere  dal  periodo di paga in corso alla data del 1 gennaio
1981   le   misure   dei  contributi  a  percentuale  dovuti  per  il
finanziamento  del Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo, di
cui  all'articolo  3,  primo  comma, del decreto del Presidente della
Repubblica  31  dicembre 1971, n. 1420, e successive modificazioni ed
integrazioni,  sono  rispettivamente  elevate  dal 19,10 al 22,10 per
cento, di cui il 15,40 per cento a carico dei datori di lavoro, e dal
18,35  al  21,35  per  cento,  di cui il 14,90 per cento a carico dei
datori di lavoro.
  Resta  fermo  il  disposto  del  secondo  comma dell'articolo 3 del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  31 dicembre 1971, numero
1420.
  In  attesa  del  riordino  della  previdenza  dei  lavoratori dello
spettacolo   nell'ambito   della   riforma   generale   del   sistema
pensionistico, gli aumenti contributivi a carico del datore di lavoro
di  cui  al  primo  comma del presente articolo non si applicano alle
imprese di esercizio delle sale cinematografiche.
                              Art. 31.
  (Erogazione di pensioni ad ex dipendenti dell'ENAOLI e dell'ONPI)

  La  gestione  speciale  ad esaurimento, costituita presso l'INPS ai
sensi dell'articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica 20
dicembre  1979,  n.  761,  provvede all'erogazione dei trattamenti, a
carico   dell'assicurazione   generale   obbligatoria  e  secondo  le
disposizioni  regolamentari  dei  preesistenti  fondi  integrativi di
previdenza,  in  favore  del  personale  ex  ENAOLI  ed  ex  ONPI  in
quiescenza  alla  data  di  soppressione  dei  detti Enti e di quello
successivamente   collocato   a  riposo  ai  sensi  del  terzo  comma
dell'articolo  1-quindecies del decreto-legge 18 agosto 1978, n. 481,
convertito con modificazioni nella legge 21 ottobre 1978, n. 641, con
diritto al trattamento pensionistico a carico dei fondi medesimi.
  Al  fine  di garantire il funzionamento delle prestazioni di cui al
comma  precedente  mediante  versamento dei corrispettivi capitali di
copertura,  l'Ufficio  liquidazioni del Ministero del tesoro provvede
imputando la relativa spesa alle rispettive gestioni di liquidazioni.
                              Art. 32.
             (Assegni familiari ai lavoratori stranieri)

  L'ultimo  comma  dell'articolo  1 del testo unico delle norme sugli
assegni   familiari   approvato  con  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  30  maggio  1955,  n.  797, e successive modificazioni ed
integrazioni, e' sostituito dai seguenti:
  "Ai   cittadini  di  nazionalita'  straniera  che  prestano  lavoro
retribuito  alle dipendenze di altri sul territorio della Repubblica,
gli assegni familiari per le persone a carico che risiedono fuori del
territorio  della  Repubblica  spettano  se  dallo  Stato di cui sono
cittadini  e  riservato  un trattamento di reciprocita' nei confronti
dei cittadini italiani.
  Restano salve le particolari disposizioni previste in materia dalle
convenzioni internazionali stipulate tra l'Italia e gli altri Stati.
  Agli  effetti della corresponsione degli assegni familiari ai sensi
del  terzo comma del presente articolo il Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, sentito il Ministero degli affari esteri, accerta
gli Stati nei quali vige il trattamento di reciprocita'".
  La legge 31 luglio 1956, n. 1035, e' abrogata.
  Per i pensionati del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e dei
Fondi  speciali  di  previdenza gestiti dall'INPS e per i beneficiari
degli assegni di cui alla legge 5 novembre 1968, n. 1115, il presente
articolo ha effetto dal 1 gennaio 1974.
                              Art. 33.
               (Assunzione di personale da comandare)

  Per  gli  adempimenti  connessi all'attuazione della legge 20 marzo
1980, n. 75, l'INPS e' autorizzato ad assumere entro tre mesi, con le
procedure di cui al precedente articolo 1, n. 200 assistenti e n. 100
archivisti  dattilografi,  da  comandare  a tal fine presso l'ENPAS a
carico  del  quale resta ogni onere per il periodo del comando stesso
che  comunque  non potra' essere prorogato oltre il 30 novembre 1981.
In  attesa  dell'espletamento dei concorsi ed entro lo stesso termine
di  cui sopra, l'INPS deliberera' provvedimenti provvisori di comando
all'ENPAS  per  soddisfare  le  piu' immediate esigenze di tale ente.
((5))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L.  12  settembre  1983,  n. 463 convertito con modificazioni
dalla L. 11 novembre 1983, n. 638 ha disposto (con l'art. 25 comma 9)
che "il termine previsto dall'articolo 33 della legge 23 aprile 1981,
n. 155, e' differito al 31 dicembre 1983".
                              Art. 34.
                       (Copertura finanziaria)

  Agli   oneri  derivanti  dall'applicazione  dell'articolo  4  della
presente  legge,  valutati  in  lire 150 miliardi per l'anno 1981, si
fara'  fronte  mediante  corrispondente  riduzione  del capitolo 6856
dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per il
medesimo anno.
  Il  Ministro  del  tesoro  e'  autorizzato  ad apportare con propri
decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 23 aprile 1981


                               PERTINI

                                                     FORLANI - FOSCHI
                                                 LA MALFA - ANDREATTA
Visto, il Guardasigilli: SARTI
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