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LEGGE 24 dicembre 2007, n. 244

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)

  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
                              Promulga 
                         la seguente legge: 
 
                               Art. 1 
Disposizioni in materia di entrata, nonche' disposizioni  concernenti
le   seguenti   Missioni:   Organi   costituzionali,   a    rilevanza
costituzionale e Presidenza del  Consiglio  dei  ministri;  Relazioni
              finanziarie con le autonomie territoriali 
 
  1.  Per  l'anno  2008,  il  livello  massimo  del  saldo  netto  da
finanziare e' determinato in termini di competenza in 34.000  milioni
di euro, al netto di 7.905 milioni di euro per regolazioni debitorie.
Tenuto conto delle operazioni di rimborso  di  prestiti,  il  livello
massimo del ricorso al mercato finanziario  di  cui  all'articolo  11
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e  successive  modificazioni,  ivi
compreso l'indebitamento all'estero per un  importo  complessivo  non
superiore  a  4.000  milioni  di  euro  relativo  ad  interventi  non
considerati nel bilancio di previsione per il 2008,  e'  fissato,  in
termini  di  competenza,  in  245.000  milioni  di  euro  per  l'anno
finanziario 2008. 
 
  2. Per gli anni 2009 e 2010, il livello massimo del saldo netto  da
finanziare del bilancio pluriennale a  legislazione  vigente,  tenuto
conto  degli  effetti   della   presente   legge,   e'   determinato,
rispettivamente, in 31.000 milioni di euro ed in  11.000  milioni  di
euro, al netto di 7.050 milioni di  euro  per  l'anno  2009  e  3.150
milioni di euro per l'anno 2010, per  le  regolazioni  debitorie;  il
livello   massimo   del   ricorso   al   mercato   e'    determinato,
rispettivamente, in 230.000 milioni di euro ed in 215.000 milioni  di
euro. Per il bilancio  programmatico  degli  anni  2009  e  2010,  il
livello  massimo  del  saldo  netto  da  finanziare  e'  determinato,
rispettivamente, in 16.000 milioni di euro ed  in  8.000  milioni  di
euro ed il livello massimo del ricorso  al  mercato  e'  determinato,
rispettivamente, in 215.000 milioni di euro ed in 212.000 milioni  di
euro. 
 
  3. I livelli del ricorso al mercato di  cui  ai  commi  1  e  2  si
intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di  rimborsare
prima della scadenza  o  ristrutturare  passivita'  preesistenti  con
ammortamento a carico dello Stato. 
 
  4. Le maggiori entrate tributarie che  si  realizzassero  nel  2008
rispetto alle previsioni sono prioritariamente destinate a realizzare
gli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche  amministrazioni
e  sui  saldi  di  finanza  pubblica  definiti   dal   Documento   di
programmazione economico-finanziaria 2008-2011. In  quanto  eccedenti
rispetto a tali obiettivi, le maggiori entrate  sono  destinate  alla
riduzione  della  pressione  fiscale  nei  confronti  dei  lavoratori
dipendenti, da realizzare mediante l'incremento  della  misura  della
detrazione per i redditi di lavoro dipendente di cui all'articolo  13
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni.  A  tale  scopo,  le  maggiori  entrate  di  carattere
permanente, come risultanti nel provvedimento previsto  dall'articolo
17, primo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono iscritte  in
un apposito fondo istituito presso il Ministero dell'economia e delle
finanze, finalizzato al conseguimento dell'obiettivo  dell'incremento
della citata detrazione, da corrispondere, sulla base  delle  risorse
effettivamente disponibili, a decorrere dal periodo  d'imposta  2008,
salvo che si renda necessario assicurare la copertura finanziaria  di
interventi urgenti e imprevisti necessari per fronteggiare  calamita'
naturali ovvero indifferibili esigenze connesse con la  tutela  della
sicurezza del Paese. La misura  dell'incremento  di  cui  al  periodo
precedente, in ogni caso non inferiore al 20 per cento per  le  fasce
di reddito piu' basse, e' rideterminabile dalla legge finanziaria, ai
sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera b), della  citata  legge  n.
468 del 1978, e successive modificazioni. 
 
  5. All'articolo 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,
dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: 
  "2-bis. Dall'imposta dovuta per  l'unita'  immobiliare  adibita  ad
abitazione principale del soggetto passivo  si  detrae  un  ulteriore
importo  pari  all'1,33  per  mille  della  base  imponibile  di  cui
all'articolo 5. L'ulteriore detrazione, comunque non superiore a  200
euro, viene fruita  fino  a  concorrenza  del  suo  ammontare  ed  e'
rapportata al periodo  dell'anno  durante  il  quale  si  protrae  la
destinazione di abitazione principale.  Se  l'unita'  immobiliare  e'
adibita  ad  abitazione  principale  da  piu'  soggetti  passivi,  la
detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per
la quale la destinazione medesima si verifica. 
  2-ter. L'ulteriore detrazione di cui al comma 2-bis  si  applica  a
tutte le abitazioni ad eccezione di quelle di categoria catastale Al,
A8 e A9". 
 
  6. All'articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
     a) dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
  "2-bis. La  deliberazione  di  cui  al  comma  1  puo'  fissare,  a
decorrere  dall'anno   di   imposta   2009,   un'aliquota   agevolata
dell'imposta comunale sugli immobili inferiore al 4 per mille  per  i
soggetti passivi che installino impianti a fonte rinnovabile  per  la
produzione  di  energia  elettrica  o  termica  per  uso   domestico,
limitatamente alle unita' immobiliari oggetto di detti  interventi  e
per la durata massima di tre anni per gli impianti termici  solari  e
di cinque anni per tutte le altre tipologie di fonti rinnovabili. 
  Le modalita' per il  riconoscimento  dell'agevolazione  di  cui  al
presente comma sono disciplinate con regolamento  adottato  ai  sensi
dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,  e
successive modificazioni"; 
     b) dopo il comma 3 e' inserito il seguente: 
  "3-bis. Il soggetto passivo che,  a  seguito  di  provvedimento  di
separazione legale, annullamento,  scioglimento  o  cessazione  degli
effetti civili del matrimonio, non risulta  assegnatario  della  casa
coniugale,   determina   l'imposta   dovuta   applicando   l'aliquota
deliberata dal comune per l'abitazione principale e le detrazioni  di
cui all'articolo 8, commi 2 e 2-bis, calcolate  in  proporzione  alla
quota posseduta. Le disposizioni del presente comma  si  applicano  a
condizione che il soggetto passivo non sia titolare  del  diritto  di
proprieta' o di altro diritto  reale  su  un  immobile  destinato  ad
abitazione situato  nello  stesso  comune  ove  e'  ubicata  la  casa
coniugale". 
 
  7. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N.  93,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. 
 
  8. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N.  93,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. 
 
  9. All'articolo 16 del testo unico delle imposte  sui  redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
     a) al comma 1 e' premesso il seguente: 
  "01. Ai soggetti titolari  di  contratti  di  locazione  di  unita'
immobiliari adibite ad abitazione principale, stipulati  o  rinnovati
ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, spetta  una  detrazione
complessivamente pari a: 
  a) euro 300, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71; 
  b) euro 150, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non
euro 30.987,41"; 
     b) al comma 1, le parole: ",  rapportata  al  periodo  dell'anno
durante il quale sussiste tale destinazione, nei  seguenti  importi:"
sono sostituite dalle seguenti: "complessivamente pari a:"; 
     c)  al  comma  1-bis,  alinea,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
      1) le parole: "A favore dei" sono  sostituite  dalla  seguente:
"Ai"; 
      2) le parole: "qualunque tipo  di  contratto"  sono  sostituite
dalla seguente: "contratti"; 
      3) le parole: ", rapportata al  periodo  dell'anno  durante  il
quale  sussiste  tale  destinazione,  nei  seguenti  importi:"   sono
sostituite dalle seguenti: "complessivamente pari a:"; 
     d) dopo il comma 1-bis sono aggiunti i seguenti: 
     "1-ter. Ai giovani di eta' compresa fra i venti e i trenta anni,
che stipulano un contratto  di  locazione  ai  sensi  della  legge  9
dicembre 1998, n.  431,  per  l'unita'  immobiliare  da  destinare  a
propria abitazione principale,  sempre  che  la  stessa  sia  diversa
dall'abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati
dagli organi competenti ai sensi di legge, spetta  per  i  primi  tre
anni la detrazione di cui al comma 1-bis, lettera a), alle condizioni
ivi previste. 
     1-quater. Le detrazioni di cui  ai  commi  da  01  a  1-ter,  da
ripartire tra gli aventi diritto, non sono tra loro cumulabili  e  il
contribuente ha diritto, a sua scelta,  di  fruire  della  detrazione
piu' favorevole. 
     1-quinquies. Le detrazioni di cui ai commi da 01  a  1-ter  sono
rapportate al periodo dell'anno durante il quale l'unita' immobiliare
locata e' adibita ad abitazione principale. Per abitazione principale
si intende quella nella quale il soggetto titolare del  contratto  di
locazione o i suoi familiari dimorano abitualmente. 
     1-sexies. Qualora  la  detrazione  spettante  sia  di  ammontare
superiore all'imposta lorda diminuita, nell'ordine, delle  detrazioni
di cui agli articoli 12 e 13, e' riconosciuto un ammontare pari  alla
quota di detrazione  che  non  ha  trovato  capienza  nella  predetta
imposta. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze  sono
stabilite le modalita' per l'attribuzione del predetto ammontare". 
 
  10. Le disposizioni di cui all'articolo 16 del citato  testo  unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n. 917, come modificato dal comma 9 del presente articolo,  producono
effetto a decorrere dal periodo di imposta in corso  al  31  dicembre
2007. 
 
  11. All'articolo 13 del citato testo unico di cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono  apportate
le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 5, alinea, dopo le parole: "lettere e), f),  g),  h)  e
i)," sono inserite le seguenti: "ad esclusione  di  quelli  derivanti
dagli assegni periodici indicati nell'articolo 10, comma  1,  lettera
c), fra gli oneri deducibili,"; 
     b) dopo il comma 5 e' inserito il seguente: 
  "5-bis. Se  alla  formazione  del  reddito  complessivo  concorrono
redditi derivanti dagli assegni  periodici  indicati  fra  gli  oneri
deducibili  nell'articolo  10,  comma  1,  lettera  c),  spetta   una
detrazione dall'imposta lorda, non cumulabile con quelle previste dai
commi 1, 2, 3, 4 e 5, in misura pari a quelle di cui al comma 3,  non
rapportate ad alcun periodo nell'anno". 
 
  12. Le disposizioni di cui al comma 11 si applicano a decorrere dal
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007. 
 
  13. All'articolo 11 del citato testo unico di cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
  "2-bis. Se  alla  formazione  del  reddito  complessivo  concorrono
soltanto  redditi  fondiari  di  cui  all'articolo  25   di   importo
complessivo non superiore a 500 euro, l'imposta non e' dovuta". 
 
  14. La disposizione di cui al comma 13 si applica a  decorrere  dal
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007. 
 
  15. Al citato testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986,  n.  917,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) all'articolo 12 sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
  "1-bis. In presenza di almeno quattro figli a carico,  ai  genitori
e' riconosciuta un'ulteriore detrazione di importo pari a 1.200 euro. 
La detrazione e' ripartita nella  misura  del  50  per  cento  tra  i
genitori non  legalmente  ed  effettivamente  separati.  In  caso  di
separazione legale ed effettiva o  di  annullamento,  scioglimento  o
cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione  spetta
ai genitori in proporzione agli affidamenti  stabiliti  dal  giudice.
Nel caso di coniuge fiscalmente a carico  dell'altro,  la  detrazione
compete a quest'ultimo per l'intero importo"; 
  2) al comma 2, le  parole:  "al  comma  l"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "ai commi 1 e 1-bis"; 
  3) al comma 3 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:  "Qualora
la detrazione di cui  al  comma  1-bis  sia  di  ammontare  superiore
all'imposta lorda, diminuita delle detrazioni di cui al comma  1  del
presente articolo nonche' agli articoli 13, 15 e  16,  nonche'  delle
detrazioni previste da altre disposizioni normative, e'  riconosciuto
un credito di ammontare pari alla quota  di  detrazione  che  non  ha
trovato capienza nella predetta imposta.  Con  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze, di  concerto  con  il  Ministro  delle
politiche per la famiglia, sono definite le modalita'  di  erogazione
del predetto ammontare"; 
      4) dopo il comma 4 e' aggiunto il seguente: 
  "4-bis. Ai fini del comma 1 il reddito complessivo  e'  assunto  al
netto del  reddito  dell'unita'  immobiliare  adibita  ad  abitazione
principale e di quello delle relative pertinenze di cui  all'articolo
10, comma 3-bis"; 
    b) all'articolo 13, dopo il comma 6 e' aggiunto il seguente: 
  "6-bis. Ai fini del presente articolo  il  reddito  complessivo  e'
assunto al netto  del  reddito  dell'unita'  immobiliare  adibita  ad
abitazione principale e di quello delle relative  pertinenze  di  cui
all'articolo 10, comma 3-bis". 
 
  16. Le disposizioni di cui al comma 15 si applicano a decorrere dal
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007. 
 
  17. Sono prorogate per gli anni 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012,  per
una quota pari al 36 per cento delle spese sostenute, nei  limiti  di
48.000  euro  per  unita'  immobiliare,  ferme  restando   le   altre
condizioni ivi previste, le agevolazioni  tributarie  in  materia  di
recupero del patrimonio edilizio relative: 
  a) agli interventi di cui all'articolo 2, comma 5, della  legge  27
dicembre 2002, n. 289,  e  successive  modificazioni,  per  le  spese
sostenute dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2012; 
  b) agli interventi di cui all'articolo 9, comma 2, della  legge  28
dicembre 2001, n.448, nel testo vigente al 31 dicembre 2003, eseguiti
dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2012 dai soggetti ivi indicati che
provvedano alla successiva alienazione o  assegnazione  dell'immobile
entro il 30 giugno 2013. 
  18. E' prorogata per gli  anni  2008,  2009,  2010,  2011,  2012  e
successivi,  nella   misura   e   alle   condizioni   ivi   previste,
l'agevolazione tributaria  in  materia  di  recupero  del  patrimonio
edilizio relativa alle prestazioni di cui all'articolo  7,  comma  1,
lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488,  fatturate  dal  1°
gennaio 2008. 
 
  19. COMMA ABROGATO DAL D.L. 13 MAGGIO 2011, N. 70,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 12 LUGLIO 2011, N. 106. 
 
  20. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 344 a 347, 353,
358 e 359, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano,  nella
misura e alle condizioni ivi previste,  anche  alle  spese  sostenute
entro il 31 dicembre 2010. Le disposizioni di cui al citato comma 347
si applicano anche alle spese per la sostituzione intera  o  parziale
di  impianti  di  climatizzazione  invernale  non  a   condensazione,
sostenute entro il 31 dicembre  2009.  La  predetta  agevolazione  e'
riconosciuta entro il limite massimo di spesa di cui al comma 21. 
 
  21. Per le finalita' di cui al secondo  periodo  del  comma  20  e'
autorizzata la spesa di 2 milioni di  euro  annui.  Con  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze sono  stabilite  le  modalita'
per il riconoscimento dei benefici di cui  al  medesimo  periodo  del
comma 20. 
 
  22. Le disposizioni di cui all'articolo 1,  commi  da  344  a  347,
nonche' commi 353, 358 e 359, della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,
sono applicate secondo  quanto  disposto  dal  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze  19  febbraio  2007,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2007,  recante  disposizioni
in materia di detrazioni per le spese di riqualificazione  energetica
del patrimonio edilizio esistente. Sono  corrispondentemente  ridotte
le assegnazioni  per  il  2007  disposte  dal  CIPE  a  favore  degli
interventi di cui all'articolo  1,  comma  2,  del  decreto-legge  22
ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla  legge  19
dicembre 1992, n. 488, a valere sul Fondo per le aree sottoutilizzate
di cui all'articolo 61 della legge  27  dicembre  2002,  n.  289.  Il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad  apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  23. La tabella 3 allegata alla legge 27 dicembre 2006, n.  296,  e'
sostituita, con efficacia dal 1° gennaio 2007, dalla seguente: 
 
 
                                                           "Tabella 3 
                                                  (Art. 1, comma 345) 
    

--------------------------------------------------------------------
   Zona    | Strutture | Strutture opache orizzontali |  Finestre
 Climatica |  opache   |------------------------------| comprensive
           | verticali |   Coperture  |   Pavimenti   |  di infissi
--------------------------------------------------------------------
     A     |    0,72   |     0,42     |     0,74      |     5,0
     B     |    0,54   |     0,42     |     0,55      |     3,6
     C     |    0,46   |     0,42     |     0,49      |     3,0
     D     |    0,40   |     0,35     |     0,41      |     2,8
     E     |    0,37   |     0,32     |     0,38      |     2,5
     F     |    0,35   |     0,31     |     0,36      |     2,2"
--------------------------------------------------------------------

    
    24. Ai fini di quanto disposto al comma 20: 
  a) i valori limite di fabbisogno di energia primaria annuo  per  la
climatizzazione invernale ai fini  dell'applicazione  del  comma  344
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e i  valori  di
trasmittanza termica ai fini  dell'applicazione  del  comma  345  del
medesimo articolo 1 sono definiti  con  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico entro il 28 febbraio 2008; 
  b) per tutti gli interventi la detrazione puo' essere ripartita  in
un numero di quote annuali di pari importo non inferiore a tre e  non
superiore a dieci, a scelta irrevocabile  del  contribuente,  operata
all'atto della prima detrazione; 
  c) per gli interventi di cui al comma  345  dell'articolo  1  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, limitatamente  alla  sostituzione  di
finestre comprensive di infissi in singole unita' immobiliari,  e  ai
commi 346 e 347 del  medesimo  articolo  1  ,  non  e'  richiesta  la
documentazione di cui all'articolo 1, comma 348,  lettera  b),  della
medesima legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  25. Nel testo unico delle  disposizioni  concernenti  l'imposta  di
registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1986, n. 131, all'articolo 1 della Tariffa, parte I, e' aggiunto,  in
fine, il seguente  periodo:  "Se  il  trasferimento  ha  per  oggetto
immobili compresi  in  piani  urbanistici  particolareggiati  diretti
all'attuazione  dei  programmi  di  edilizia  residenziale   comunque
denominati, a condizione  che  l'intervento  cui  e'  finalizzato  il
trasferimento  venga  completato  entro  cinque  anni  dalla  stipula
dell'atto: 1 per cento". (44) 
 
  26. All'articolo 1-bis della Tariffa annessa al testo  unico  delle
disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, di cui al
decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, sono aggiunte, in  fine,
le seguenti parole: ",  ovvero  che  importano  il  trasferimento  di
proprieta', la costituzione o il trasferimento di diritti immobiliari
attinenti ad immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati
diretti  all'attuazione  dei  programmi  di   edilizia   residenziale
comunque denominati". 
 
  27. All'articolo 36  del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.  248,  e
successive modificazioni, il comma 15 e' abrogato. 
 
  28. Le disposizioni di cui ai commi 25, 26 e 27 si  applicano  agli
atti pubblici formati, agli atti  giudiziari  pubblicati  o  emanati,
alle scritture private autenticate poste in essere a decorrere  dalla
data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  nonche'  alle
scritture private non autenticate presentate per la  registrazione  a
decorrere dalla stessa data. (44) 
 
  29. L'articolo 8 del citato testo  unico  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,  e'  sostituito
dal seguente: 
  "Art. 8. -  (Determinazione  del  reddito  complessivo).  -  1.  Il
reddito complessivo si determina sommando i redditi di ogni categoria
che  concorrono  a  formarlo  e  sottraendo  le   perdite   derivanti
dall'esercizio di imprese commerciali di cui all'articolo 66 e quelle
derivanti dall'esercizio di arti  e  professioni.  Non  concorrono  a
formare il reddito complessivo dei percipienti i compensi non ammessi
in deduzione ai sensi dell'articolo 60. 
  2. Le perdite delle societa' in nome collettivo ed  in  accomandita
semplice  di  cui  all'articolo  5,  nonche'  quelle  delle  societa'
semplici e delle associazioni di cui allo stesso  articolo  derivanti
dall'esercizio di arti e  professioni,  si  sottraggono  per  ciascun
socio o associato nella proporzione stabilita dall'articolo 5. Per le
perdite  della  societa'  in  accomandita   semplice   che   eccedono
l'ammontare del capitale sociale la presente disposizione si  applica
nei soli confronti dei soci accomandatari. 
  3. Le perdite derivanti dall'esercizio  di  imprese  commerciali  e
quelle derivanti dalla partecipazione in societa' in nome  collettivo
e in accomandita semplice sono computate in diminuzione dai  relativi
redditi conseguiti nei periodi di imposta e  per  la  differenza  nei
successivi, ma non oltre il quinto, per l'intero  importo  che  trova
capienza in essi. La presente disposizione  non  si  applica  per  le
perdite  determinate  a  norma  dell'articolo  66.  Si  applicano  le
disposizioni  dell'articolo  84,  comma  2,  e,  limitatamente   alle
societa' in nome collettivo ed in accomandita semplice, quelle di cui
al comma 3 del medesimo articolo 84". 
 
  30. Le disposizioni di cui al comma 29 hanno effetto con decorrenza
dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2008. 
 
  31. All'articolo 3, comma 4-ter, del testo unico delle disposizioni
concernenti l'imposta  sulle  successioni  e  donazioni,  di  cui  al
decreto legislativo 31 ottobre 1990,  n.  346,  dopo  le  parole:  "a
favore dei discendenti" sono inserite le seguenti: "e del coniuge". 
 
  32. Al primo comma dell'articolo  15  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n.  601,  dopo  le  parole:  "che
esercitano, in conformita' a disposizioni legislative,  statutarie  o
amministrative, il credito a medio e lungo termine," sono inserite le
seguenti: "e quelle effettuate ai sensi  dell'articolo  5,  comma  7,
lettera b), del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,". 
 
  33. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono  apportate
le seguenti modificazioni: 
  a) all'articolo 56, comma 2, le parole: "non dedotti ai sensi degli
articoli 96 e 109, commi 5 e 6" sono sostituite dalle seguenti:  "non
dedotti ai sensi degli articoli 61 e 109, comma 5" ed e' aggiunto, in
fine,  il  seguente  periodo:  "Per  le   perdite   derivanti   dalla
partecipazione in  societa'  in  nome  collettivo  e  in  accomandita
semplice si applicano le disposizioni del comma 2 dell'articolo 8"; 
     b) l'articolo 61 e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 61.  -  (Interessi  passivi).  -  1.  Gli  interessi  passivi
inerenti  all'esercizio  d'impresa  sono  deducibili  per  la   parte
corrispondente  al  rapporto  tra  l'ammontare  dei  ricavi  e  altri
proventi che concorrono a formare il reddito d'impresa o che  non  vi
concorrono in quanto esclusi e l'ammontare  complessivo  di  tutti  i
ricavi e proventi. 
  2. La parte di interessi passivi non deducibile ai sensi del  comma
1 del presente articolo non da' diritto alla detrazione  dall'imposta
prevista alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 15"; 
     c) gli articoli 62 e 63 sono abrogati; 
     d) all'articolo 66, comma 3, la parola: "96," e' soppressa; 
  e) all'articolo 77,  comma  1,  le  parole:  "33  per  cento"  sono
sostituite dalle seguenti: "27,5 per cento"; 
  f) all'articolo 83, comma 1, e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: "In caso di attivita' che fruiscono di regimi di parziale  o
totale detassazione del reddito, le relative perdite fiscali assumono
rilevanza nella  stessa  misura  in  cui  assumerebbero  rilevanza  i
risultati positivi"; 
     g) all'articolo 84, comma 1: 
      1) il secondo periodo e' soppresso; 
  2) al quarto periodo,  le  parole:  "non  dedotti  ai  sensi  degli
articoli 96 e 109, commi 5 e 6" sono sostituite dalle seguenti: 
  "non dedotti ai sensi dell'articolo 109, comma 5"; 
  h) all'articolo 87, comma 1, alinea, le parole: "del 91 per  cento,
e dell'84 per cento a  decorrere  dal  2007"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "del 95 per cento"; 
     i) l'articolo 96 e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 96. - (Interessi passivi). - 1. Gli interessi passivi  e  gli
oneri assimilati, diversi da quelli compresi nel costo  dei  beni  ai
sensi del comma 1, lettera b), dell'articolo 110, sono deducibili  in
ciascun periodo d'imposta fino a concorrenza degli interessi attivi e
proventi assimilati. L'eccedenza e' deducibile nel limite del 30  per
cento del risultato operativo lordo della gestione caratteristica. La
quota del risultato operativo lordo  prodotto  a  partire  dal  terzo
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31  dicembre  2007,
non utilizzata per la deduzione degli interessi passivi e degli oneri
finanziari di competenza,  puo'  essere  portata  ad  incremento  del
risultato operativo lordo dei successivi periodi d'imposta. 
  2. Per risultato operativo lordo si intende la  differenza  tra  il
valore e i costi della  produzione  di  cui  alle  lettere  A)  e  B)
dell'articolo 2425 del codice civile, con esclusione  delle  voci  di
cui al numero 10), lettere  a)  e  b),  e  dei  canoni  di  locazione
finanziaria di beni strumentali,  cosi'  come  risultanti  dal  conto
economico dell'esercizio; per i soggetti che redigono il bilancio  in
base ai principi contabili internazionali  si  assumono  le  voci  di
conto economico corrispondenti. 
  3. Ai fini del presente articolo, assumono rilevanza gli  interessi
passivi e gli interessi  attivi,  nonche'  gli  oneri  e  i  proventi
assimilati,  derivanti  da  contratti  di  mutuo,  da  contratti   di
locazione  finanziaria,  dall'emissione  di  obbligazioni  e   titoli
similari e da ogni  altro  rapporto  avente  causa  finanziaria,  con
esclusione degli interessi impliciti derivanti da  debiti  di  natura
commerciale e con inclusione, tra gli attivi, di quelli derivanti  da
crediti della stessa natura. Nei confronti dei soggetti operanti  con
la  pubblica  amministrazione,  si   considerano   interessi   attivi
rilevanti  ai  soli  effetti  del  presente  articolo  anche   quelli
virtuali, calcolati al tasso ufficiale di riferimento aumentato di un
punto, ricollegabili al ritardato pagamento dei corrispettivi. 
  4.  Gli  interessi  passivi  e  gli  oneri  finanziari   assimilati
indeducibili in un determinato periodo  d'imposta  sono  dedotti  dal
reddito dei successivi periodi d'imposta, se e nei limiti in  cui  in
tali  periodi  l'importo  degli  interessi  passivi  e  degli   oneri
assimilati di competenza eccedenti gli interessi attivi e i  proventi
assimilati sia inferiore al 30  per  cento  del  risultato  operativo
lordo di competenza. 
  5. Le disposizioni dei  commi  precedenti  non  si  applicano  alle
banche e agli altri soggetti finanziari indicati nell'articolo 1  del
decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.  87,  con  l'eccezione  delle
societa' che esercitano in via esclusiva o prevalente l'attivita'  di
assunzione di partecipazioni in societa' esercenti attivita'  diversa
da quelle creditizia o finanziaria,  alle  imprese  di  assicurazione
nonche' alle societa' capogruppo di gruppi bancari e assicurativi. Le
disposizioni dei commi precedenti non  si  applicano,  inoltre,  alle
societa' consortili costituite per l'esecuzione  unitaria,  totale  o
parziale, dei lavori, ai sensi dell'articolo 96  del  regolamento  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre  1999,  n.
554, alle societa' di progetto costituite ai sensi dell'articolo  156
del codice dei  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,  servizi  e
forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.  163,  e
alle societa'  costituite  per  la  realizzazione  e  l'esercizio  di
interporti di cui alla legge 4 agosto  1990,  n.  240,  e  successive
modificazioni, nonche' alle  societa'  il  cui  capitale  sociale  e'
sottoscritto prevalentemente da enti  pubblici,  che  costruiscono  o
gestiscono  impianti  per  la   fornitura   di   acqua,   energia   e
teleriscaldamento,  nonche'  impianti  per  lo   smaltimento   e   la
depurazione. 
  6.  Resta  ferma  l'applicazione  prioritaria   delle   regole   di
indeducibilita' assoluta previste dall'articolo 90, comma  2,  e  dai
commi  7  e  10  dell'articolo  110   del   presente   testo   unico,
dall'articolo 3, comma 115, della legge 28 dicembre 1995, n. 549,  in
materia di interessi su titoli  obbligazionari,  e  dall'articolo  1,
comma 465, della legge 30  dicembre  2004,  n.  311,  in  materia  di
interessi sui prestiti dei soci delle societa' cooperative. 
  7. In caso di partecipazione al consolidato nazionale di  cui  alla
sezione H del  presente  capo,  l'eventuale  eccedenza  di  interessi
passivi ed oneri assimilati indeducibili  generatasi  in  capo  a  un
soggetto puo' essere portata in abbattimento del reddito  complessivo
di gruppo se e nei limiti  in  cui  altri  soggetti  partecipanti  al
consolidato presentino, per lo stesso periodo d'imposta, un risultato
operativo  lordo  capiente  non  integralmente   sfruttato   per   la
deduzione. Tale regola si applica anche  alle  eccedenze  oggetto  di
riporto in avanti, con esclusione di quelle generatesi  anteriormente
all'ingresso nel consolidato nazionale. 
  8. Ai soli effetti dell'applicazione del comma 7,  tra  i  soggetti
virtualmente partecipanti al  consolidato  nazionale  possono  essere
incluse anche le  societa'  estere  per  le  quali  ricorrerebbero  i
requisiti e le condizioni previsti dagli articoli 117, comma 1, 120 e
132, comma 2, lettere b) e c). Nella dichiarazione  dei  redditi  del
consolidato devono essere indicati i  dati  relativi  agli  interessi
passivi  e  al  risultato  operativo  lordo  della  societa'   estera
corrispondenti a quelli indicati nel comma 2"; 
     l) gli articoli 97 e 98 sono abrogati; 
     m) all'articolo 101, il comma 6 e' sostituito dal seguente: 
  "6. Le perdite attribuite per trasparenza dalle  societa'  in  nome
collettivo e  in  accomandita  semplice  sono  utilizzabili  solo  in
abbattimento degli utili attribuiti per  trasparenza  nei  successivi
cinque periodi d'imposta dalla stessa societa'  che  ha  generato  le
perdite"; 
     n) all'articolo 102: 
      1) il comma 3 e' abrogato; 
      2) il comma 7 e' sostituito dal seguente: 
  "7.  Per  i  beni  concessi  in  locazione  finanziaria   l'impresa
concedente che imputa a conto  economico  i  relativi  canoni  deduce
quote di ammortamento determinate in ciascun esercizio  nella  misura
risultante  dal  relativo  piano  di  ammortamento  finanziario.  Per
l'impresa utilizzatrice che imputa a  conto  economico  i  canoni  di
locazione finanziaria, la deduzione e' ammessa a  condizione  che  la
durata del contratto non sia inferiore ai due terzi  del  periodo  di
ammortamento corrispondente al coefficiente  stabilito  a  norma  del
comma 2, in relazione all'attivita' esercitata dall'impresa stessa; 
  in caso di beni immobili, qualora l'applicazione  della  regola  di
cui al periodo precedente determini un risultato inferiore  a  undici
anni ovvero superiore a diciotto anni, la deduzione e' ammessa se  la
durata del contratto non e', rispettivamente, inferiore a undici anni
ovvero pari almeno a diciotto anni. Per i beni  di  cui  all'articolo
164, comma 1, lettera b), la deducibilita' dei  canoni  di  locazione
finanziaria e' ammessa a condizione che la durata del  contratto  non
sia  inferiore  al  periodo   di   ammortamento   corrispondente   al
coefficiente stabilito a norma del comma 2.  La  quota  di  interessi
impliciti desunta dal contratto e' soggetta alle regole dell'articolo
96"; 
     o) all'articolo 102-bis, il comma 4 e' abrogato; 
  p) all'articolo 108, comma 2, i periodi dal secondo al quarto  sono
sostituiti dai seguenti: "Le spese di rappresentanza sono  deducibili
nel periodo d'imposta di sostenimento se rispondenti ai requisiti  di
inerenza  e   congruita'   stabiliti   con   decreto   del   Ministro
dell'economia e delle finanze, anche in funzione della natura e della
destinazione delle  stesse,  del  volume  dei  ricavi  dell'attivita'
caratteristica   dell'impresa   e    dell'attivita'    internazionale
dell'impresa. Sono comunque  deducibili  le  spese  relative  a  beni
distribuiti gratuitamente di valore unitario  non  superiore  a  euro
50"; 
     q) all'articolo 109: 
  1) al comma 4, lettera b), le parole da: "Gli ammortamenti dei beni
materiali"  fino  a:  ",  che  hanno  concorso  alla  formazione  del
reddito." sono soppresse; 
  2)  al  comma  5,  secondo  periodo,  le  parole:  "per  la   parte
corrispondente al rapporto di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 96"
sono sostituite dalle  seguenti:  "per  la  parte  corrispondente  al
rapporto tra l'ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a
formare il reddito d'impresa  o  che  non  vi  concorrono  in  quanto
esclusi e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi"; 
      3) il comma 6 e' abrogato; 
  r) all'articolo 119, comma 1, lettera d), la parola: "ventesimo" e'
sostituita dalla seguente: "sedicesimo"; 
     s) l'articolo 122 e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 122. - (Obblighi della societa' o ente controllante). - 1. La
societa' o ente controllante presenta la  dichiarazione  dei  redditi
del consolidato, calcolando il reddito complessivo globale risultante
dalla somma algebrica dei redditi  complessivi  netti  dichiarati  da
ciascuna delle societa' partecipanti  al  regime  del  consolidato  e
procedendo  alla  liquidazione  dell'imposta  di  gruppo  secondo  le
disposizioni attuative contenute  nel  decreto  ministeriale  di  cui
all'articolo 129 e in quello di approvazione del modello  annuale  di
dichiarazione dei redditi"; 
     t) all'articolo 134, comma 1, la lettera a) e' abrogata; 
  u) all'articolo 152, comma 2, e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: "Si applicano le disposizioni dell'articolo 101, comma 6"; 
     v) gli articoli 123 e 135 sono abrogati; 
     z) dopo l'articolo 139 e' inserito il seguente: 
  "Art.  139-bis.  -  (Recupero  delle  perdite  compensate).  -   1.
Nell'ipotesi di interruzione o di  mancato  rinnovo  del  consolidato
mondiale, i dividendi o le plusvalenze derivanti dal possesso  o  dal
realizzo delle partecipazioni nelle societa' consolidate, percepiti o
realizzate dall'ente o societa' consolidante  dal  periodo  d'imposta
successivo all'ultimo periodo di consolidamento, per la parte esclusa
o esente in base alle  ordinarie  regole,  concorrono  a  formare  il
reddito, fino a concorrenza della differenza  tra  le  perdite  della
societa' estera che si considerano dedotte e i redditi  della  stessa
societa' inclusi nel consolidato. La stessa regola si applica durante
il periodo di consolidamento in caso di riduzione  della  percentuale
di possesso senza il venir meno del rapporto di controllo. 
  2. Con il  decreto  di  cui  all'articolo  142  sono  stabilite  le
disposizioni attuative del comma 1 del presente articolo,  anche  per
il coordinamento con gli articoli 137 e 138"; 
  aa) all'articolo 172, comma 7, e' aggiunto, in  fine,  il  seguente
periodo: "Le disposizioni del presente comma si applicano anche  agli
interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4
dell'articolo 96". 
 
  34. Le disposizioni di cui al comma 33, lettere a), b), c), d), e),
g), numero 2), l), m), o), p), q), numeri 2)  e  3),  u)  e  aa),  si
applicano a decorrere dal periodo d'imposta successivo  a  quello  in
corso al 31 dicembre 2007.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma  33,
lettera i), si applicano dal periodo d'imposta successivo a quello in
corso al 31  dicembre  2007;  per  il  primo  e  il  secondo  periodo
d'imposta di applicazione, il limite di deducibilita' degli interessi
passivi e' aumentato di un importo pari, rispettivamente, a 10.000  e
a 5.000 euro. Le disposizioni di cui al comma 33, lettere  f)  e  g),
numero 1), si applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso al
31 dicembre 2007. La disposizione di cui al comma 33, lettera h),  ha
effetto  per  le  plusvalenze  realizzate  a  decorrere  dal  periodo
d'imposta successivo a quello in corso al  31  dicembre  2007;  resta
ferma l'esenzione in misura pari all'84 per cento per le  plusvalenze
realizzate dalla predetta data fino a concorrenza delle  svalutazioni
dedotte ai fini fiscali nei periodi d'imposta anteriori a  quello  in
corso al 1° gennaio 2004. La disposizione di cui al comma 33, lettera
n), numero  1),  si  applica  a  decorrere  dal  periodo  di  imposta
successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 e la disposizione di
cui al numero 2) della  stessa  lettera  n),  concernente  la  durata
minima dei contratti di locazione finanziaria, si applica a decorrere
dai contratti stipulati a partire dal  1°  gennaio  2008.  In  attesa
della revisione generale dei coefficienti di ammortamento  tabellare,
per il solo periodo d'imposta successivo a  quello  in  corso  al  31
dicembre 2007, per i beni nuovi  acquisiti  ed  entrati  in  funzione
nello stesso periodo, esclusi quelli indicati nella  lettera  b)  del
comma 1 dell'articolo 164 e nel comma 7, primo periodo, dell'articolo
102-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.  917,  non  si
applica la riduzione a meta' del coefficiente tabellare prevista  dal
comma 2 dell'articolo 102 del predetto  testo  unico,  e  l'eventuale
differenza non imputata a conto economico puo' essere  dedotta  nella
dichiarazione dei redditi. La disposizione del periodo precedente non
assume rilievo ai fini  del  versamento  degli  acconti  relativi  al
secondo periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre
2007. La disposizione di cui al comma 33, lettera q), numero  1),  ha
effetto dal periodo d'imposta successivo a  quello  in  corso  al  31
dicembre 2007, ferma restando l'applicazione in via transitoria delle
disposizioni dell'articolo 109, comma 4, lettera b), terzo, quarto  e
quinto periodo,  del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 917 del  1986,  nel  testo  previgente
alle modifiche apportate dalla presente legge, per il recupero  delle
eccedenze risultanti alla fine del periodo d'imposta in corso  al  31
dicembre 2007. Il contribuente ha tuttavia la facolta'  di  eliminare
il vincolo di disponibilita' gravante sulle riserve  in  sospensione,
ma senza alcun effetto sui valori fiscali  dei  beni  e  degli  altri
elementi, assoggettandole in tutto o in parte a  imposta  sostitutiva
con aliquota dell'1 per cento; 
  l'imposta sostitutiva deve essere versata in unica soluzione  entro
il termine di versamento dell'imposta sul reddito relativa al periodo
d'imposta in  corso  al  31  dicembre  2007.  Gli  ammortamenti,  gli
accantonamenti e le altre rettifiche  di  valore  imputati  al  conto
economico a partire dall'esercizio dal quale,  in  conseguenza  della
modifica  recata  dal  comma  33,  lettera  q),  numero  1),  decorre
l'eliminazione  delle  deduzioni   extracontabili,   possono   essere
disconosciuti dall'Amministrazione finanziaria se non coerenti con  i
comportamenti  contabili  sistematicamente  adottati  nei  precedenti
esercizi, salva  la  possibilita'  per  l'impresa  di  dimostrare  la
giustificazione economica di detti  componenti  in  base  a  corretti
principi contabili. L'eliminazione della rettifica di  consolidamento
concernente la  quota  imponibile  dei  dividendi  distribuiti  dalle
societa' controllate, conseguente alle modifiche recate dalle lettere
s) e t) del comma 33, ha  effetto  dalle  delibere  di  distribuzione
adottate a  partire  dal  1°  settembre  2007,  esclusa  la  delibera
riguardante  la  distribuzione  dell'utile   relativo   all'esercizio
anteriore a quello in corso al 31 dicembre 2007. L'eliminazione delle
rettifiche di consolidamento concernenti il regime di neutralita' per
i trasferimenti infragruppo, conseguente alle modifiche recate  dalla
lettera v) del comma 33, si applica  ai  trasferimenti  effettuati  a
partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla  data
del 31 dicembre 2007. Resta ferma l'applicazione degli articoli  124,
comma 1, 125, comma 1, e 138, comma 1, del citato testo unico di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986. 
 
  35. Tra le spese e gli altri componenti  negativi  indeducibili  di
cui al comma 2 dell'articolo 90 del testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917,  non  si  comprendono  gli  interessi  passivi
relativi a finanziamenti contratti per l'acquisizione degli  immobili
indicati al comma 1 dello stesso articolo  90.  La  disposizione  del
periodo precedente costituisce norma di interpretazione autentica. 
 
  36. Con decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'
istituita una  commissione  di  studio  sulla  fiscalita'  diretta  e
indiretta delle imprese immobiliari,  con  il  compito  di  proporre,
entro il 30 giugno  2008,  l'adozione  di  modifiche  normative,  con
effetto anche a partire dal periodo d'imposta successivo a quello  in
corso  al  31  dicembre  2007,  volte  alla  semplificazione  e  alla
razionalizzazione  del   sistema   vigente,   tenendo   conto   delle
differenziazioni esistenti tra attivita' di gestione e  attivita'  di
costruzione e della possibilita' di prevedere, compatibilmente con le
esigenze di  gettito,  disposizioni  agevolative  in  funzione  della
politica di sviluppo dell'edilizia abitativa,  ferma  restando,  fino
all'applicazione delle suddette modifiche normative, la non rilevanza
ai fini dell'articolo 96 del testo unico delle imposte  sui  redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n. 917, degli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da
ipoteca su immobili destinati alla locazione. 
 
  37. L'imprenditore individuale che alla data del 30  novembre  2007
possiede beni immobili strumentali di cui all'articolo 43,  comma  2,
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, puo', entro  il
30  aprile  2008,  optare  per  l'esclusione  dei  beni  stessi   dal
patrimonio dell'impresa, con effetto dal periodo di imposta in  corso
alla data del 1° gennaio 2008, mediante il pagamento di  una  imposta
sostitutiva  dell'imposta  sul   reddito   delle   persone   fisiche,
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive e dell'imposta  sul
valore aggiunto, nella misura del 10 per cento della  differenza  tra
il valore normale di tali beni  ed  il  relativo  valore  fiscalmente
riconosciuto.  Per  gli  immobili  la  cui   cessione   e'   soggetta
all'imposta sul valore aggiunto, l'imposta sostitutiva  e'  aumentata
di un importo pari al 30 per cento dell'imposta sul  valore  aggiunto
applicabile al valore normale con l'aliquota propria  del  bene.  Per
gli   immobili,   il   valore   normale    e'    quello    risultante
dall'applicazione dei moltiplicatori stabiliti dalle singole leggi di
imposta alla rendita catastale ovvero a  quella  stabilita  ai  sensi
dell'articolo 12 del decreto-legge 14 marzo 1988, n. 70,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 154, concernente la
procedura per l'attribuzione della rendita catastale.  L'imprenditore
che si avvale delle disposizioni di cui ai  periodi  precedenti  deve
versare il 40 per cento dell'imposta sostitutiva entro il termine  di
presentazione della dichiarazione relativa al periodo di  imposta  in
corso alla data del 1° gennaio 2007 e la restante parte in  due  rate
di pari importo entro il 16 dicembre 2008 e il 16 marzo 2009,  con  i
criteri di  cui  al  decreto  legislativo  9  luglio  1997,  n.  241.
Sull'importo delle rate successive alla prima sono  dovuti  interessi
nella misura del 3 per cento annuo,  da  versare  contestualmente  al
versamento di ciascuna rata. Per la riscossione,  i  rimborsi  ed  il
contenzioso si applicano le disposizioni previste per le imposte  sui
redditi. 
 
  38. Al fine di garantire l'invarianza del livello di tassazione dei
dividendi  e  delle  plusvalenze,   in   relazione   alla   riduzione
dell'aliquota dell'imposta sul reddito delle  societa'  disposta  dal
comma  33  del  presente   articolo,   con   decreto   del   Ministro
dell'economia e delle finanze sono proporzionalmente rideterminate le
percentuali di cui agli articoli 47, comma 1, 58, comma 2, 59  e  68,
comma 3, del citato testo unico di  cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 
 
  39. Con il medesimo decreto  di  cui  al  comma  38  sono  altresi'
determinate la normativa transitoria e le relative decorrenze. 
 
  40. A decorrere dal periodo  d'imposta  2008,  le  persone  fisiche
titolari di redditi d'impresa  e  di  redditi  da  partecipazione  in
societa' in nome collettivo e in accomandita semplice  residenti  nel
territorio dello Stato possono optare per l'assoggettamento  di  tali
redditi a tassazione separata con l'aliquota del 27,5  per  cento,  a
condizione che i redditi prodotti ovvero imputati per trasparenza non
siano prelevati o distribuiti.  In  caso  di  successivo  prelievo  o
distribuzione, i redditi soggetti a tassazione separata concorrono  a
formare il reddito complessivo imponibile e l'imposta gia' versata si
scomputa  dall'imposta  corrispondente   ai   redditi   prelevati   o
distribuiti. 
 
  41. L'opzione prevista dal comma  40  non  e'  esercitabile  se  le
imprese o le societa' sono in contabilita' semplificata. In  apposito
prospetto  della  dichiarazione  dei   redditi   deve   essere   data
indicazione  del  patrimonio  netto  formato  con   gli   utili   non
distribuiti dei periodi d'imposta nei quali e' applicato il regime di
cui al comma 40 e delle altre componenti del patrimonio netto. 
  Le somme trasferite dal patrimonio dell'impresa a quello  personale
dell'imprenditore o dei soci, al  netto  delle  somme  versate  nello
stesso  periodo  d'imposta,  costituiscono   prelievi   degli   utili
dell'esercizio in corso e, per l'eccedenza, di quelli degli  esercizi
precedenti. L'importo che supera il patrimonio si considera  prelievo
degli utili dei  periodi  d'imposta  successivi,  da  assoggettare  a
tassazione in tali  periodi.  In  caso  di  revoca  dell'opzione,  si
considerano prelevati o distribuiti gli  utili  ancora  esistenti  al
termine dell'ultimo periodo  d'imposta  di  applicazione  del  regime
opzionale. 
 
  42. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze  sono
dettate le disposizioni attuative del regime di cui ai commi 40 e 41,
con particolare riferimento, tra l'altro, ai termini e alle modalita'
dell'opzione, al regime di imputazione delle perdite, al  trattamento
delle riserve di utili, al versamento dell'imposta e al coordinamento
con le altre disposizioni del testo unico delle imposte sui redditi e
in materia di accertamento. 
 
  43. In attesa della completa  attuazione  dell'articolo  119  della
Costituzione, con particolare riferimento alla  individuazione  delle
regole fondamentali per assicurare  il  coordinamento  della  finanza
pubblica e del sistema tributario di livello  substatuale,  l'imposta
regionale sulle attivita'  produttive  (IRAP)  assume  la  natura  di
tributo proprio della regione e, a decorrere dal 1° gennaio 2009,  e'
istituita con legge regionale. Al  fine  di  assicurare  il  rispetto
delle regole derivanti dall'applicazione del patto  di  stabilita'  e
crescita   adottato   dall'Unione   europea   e   di   garantire   il
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica fissati a  livello
europeo, evitando  interferenze  tra  le  scelte  di  bilancio  delle
regioni e quelle dello Stato, resta comunque ferma  l'indeducibilita'
dell'IRAP dalle imposte statali. Le regioni non possono modificare le
basi imponibili; nei limiti stabiliti dalle  leggi  statali,  possono
modificare  l'aliquota,  le  detrazioni  e  le   deduzioni,   nonche'
introdurre speciali agevolazioni. Le regioni a statuto speciale e  le
province autonome di Trento e di  Bolzano  provvedono  all'attuazione
del presente comma in conformita' all'articolo 3, commi  158  e  159,
della legge 23 dicembre 1996, n. 662. (13) 
 
  44. Con accordo  concluso  a  norma  dell'articolo  4  del  decreto
legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  e'  approvato  lo  schema  di
regolamentotipo regionale recante la disciplina  della  liquidazione,
dell'accertamento e della riscossione dell'IRAP istituita  con  legge
regionale. Nell'ambito del regolamento di cui al  periodo  precedente
sono individuate le norme derogabili dalle regioni; in ogni  caso  il
regolamento, al fine di evitare incrementi di costi,  stabilisce  che
le funzioni di liquidazione, accertamento e riscossione sono affidate
all'Agenzia delle entrate. 
 
  45. Fino alla emanazione  dei  regolamenti  regionali  conformi  al
regolamento-tipo di cui al comma 44, lo svolgimento  delle  attivita'
di liquidazione, accertamento e riscossione dell'IRAP, nei  territori
delle singole regioni, prosegue nelle forme e nei modi previsti dalla
legislazione vigente alla data di entrata in  vigore  della  presente
legge. 
 
  46. Al fine di razionalizzare la  disciplina  delle  operazioni  di
riorganizzazione aziendale, al citato testo unico di cui  al  decreto
del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
     a) all'articolo 172, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
  "10-bis. Il regime dell'imposta sostitutiva di cui al  comma  2-ter
dell'articolo  176  puo'  essere  applicato,  con  le  modalita',  le
condizioni  e  i  termini  ivi  stabiliti,   anche   dalla   societa'
incorporante   o   risultante   dalla   fusione   per   ottenere   il
riconoscimento fiscale dei maggiori valori  iscritti  in  bilancio  a
seguito di tali operazioni"; 
     b) all'articolo 173, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
  "15-bis. Il regime dell'imposta sostitutiva di cui al  comma  2-ter
dell'articolo  176  puo'  essere  applicato,  con  le  modalita',  le
condizioni  e  i  termini  ivi  stabiliti,   anche   dalla   societa'
beneficiaria   dell'operazione   di   scissione   per   ottenere   il
riconoscimento fiscale dei maggiori valori  iscritti  in  bilancio  a
seguito di tali operazioni"; 
     c) all'articolo 175: 
  1) al comma 1, le parole: "di aziende e" e le parole:  "all'azienda
o" sono soppresse; 
      2) i commi 3 e 4 sono abrogati; 
  3) la  rubrica  e'  sostituita  dalla  seguente:  "Conferimenti  di
partecipazioni di controllo o di collegamento"; 
     d) all'articolo 176: 
  1)  al  comma  1,  le  parole:  "a  condizione  che   il   soggetto
conferitario rientri fra quelli di  cui  all'articolo  73,  comma  1,
lettere a) e b)" sono soppresse; 
      2) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
  "2. Le disposizioni di cui al comma 1  si  applicano  anche  se  il
conferente o il conferitario e' un soggetto non residente, qualora il
conferimento abbia ad oggetto aziende situate  nel  territorio  dello
Stato"; 
      3) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: 
  "2-bis.   In    caso    di    conferimento    dell'unica    azienda
dell'imprenditore   individuale,   la   successiva   cessione   delle
partecipazioni ricevute a seguito del  conferimento  e'  disciplinata
dagli articoli 67, comma 1, lettera c), e 68,  assumendo  come  costo
delle stesse l'ultimo valore fiscale dell'azienda conferita. 
  2-ter. In luogo dell'applicazione delle disposizioni dei commi 1, 2
e 2-bis, la societa' conferitaria puo'  optare,  nella  dichiarazione
dei redditi relativa all'esercizio nel corso del quale e' stata posta
in essere l'operazione o,  al  piu'  tardi,  in  quella  del  periodo
d'imposta successivo, per l'applicazione, in tutto o  in  parte,  sui
maggiori valori attribuiti  in  bilancio  agli  elementi  dell'attivo
costituenti  immobilizzazioni  materiali   e   immateriali   relativi
all'azienda ricevuta,  di  un'imposta  sostitutiva  dell'imposta  sul
reddito  delle  persone  fisiche,  dell'imposta  sul  reddito   delle
societa' e dell'imposta regionale  sulle  attivita'  produttive,  con
aliquota del 12 per cento sulla parte dei maggiori valori  ricompresi
nel limite di 5 milioni di euro, del 14 per  cento  sulla  parte  dei
maggiori valori che eccede 5 milioni di euro e fino a 10  milioni  di
euro e del 16 per cento sulla parte dei maggiori valori che eccede  i
10  milioni  di  euro.  I  maggiori  valori  assoggettati  a  imposta
sostitutiva si considerano riconosciuti ai fini  dell'ammortamento  a
partire dal periodo d'imposta  nel  corso  del  quale  e'  esercitata
l'opzione; in caso di  realizzo  dei  beni  anteriormente  al  quarto
periodo d'imposta successivo a quello dell'opzione, il costo  fiscale
e' ridotto dei maggiori valori assoggettati a imposta  sostitutiva  e
dell'eventuale maggior ammortamento dedotto e  l'imposta  sostitutiva
versata  e'  scomputata  dall'imposta  sui  redditi  ai  sensi  degli
articoli 22 e 79"; 
  4) al comma 3, le parole: "il  regime  di  continuita'  dei  valori
fiscali riconosciuti" sono sostituite dalle seguenti:  "i  regimi  di
continuita'  dei  valori  fiscali  riconosciuti  o   di   imposizione
sostitutiva" e le parole: "totale" e "parziale" sono soppresse; 
  5) al comma 5, sono premesse le seguenti parole: "Nelle ipotesi  di
cui ai commi 1, 2 e 2-bis,"; 
      6) il comma 6 e' abrogato. 
 
  47. Le disposizioni di cui al comma 46 si applicano alle operazioni
effettuate a partire dal periodo d'imposta  successivo  a  quello  in
corso al 31 dicembre 2007.  La  disciplina  dell'imposta  sostitutiva
introdotta dal comma 46, lettera d), numero 3), puo' essere richiesta
anche per ottenere il riallineamento dei valori fiscali  ai  maggiori
valori di bilancio iscritti in  occasione  di  operazioni  effettuate
entro il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007,  nei  limiti
dei disallineamenti ancora esistenti alla chiusura di detto periodo o
del periodo successivo. Con decreto di natura non  regolamentare  del
Ministro dell'economia e delle finanze sono adottate le  disposizioni
attuative  per  l'esercizio   e   gli   effetti   dell'opzione,   per
l'accertamento e la riscossione dell'imposta  sostitutiva  e  per  il
coordinamento con le disposizioni recate  dai  commi  da  242  a  249
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in  materia  di
agevolazioni alle operazioni di aggregazioni aziendali.  In  caso  di
applicazione   parziale   dell'imposta    sostitutiva,    l'esercizio
dell'opzione puo' essere subordinato al rispetto  di  limiti  minimi.
L'imposta sostitutiva deve essere versata in  tre  rate  annuali,  la
prima delle quali pari al 30 per cento, la seconda al 40 per cento  e
la terza al 30 per cento; sulla  seconda  e  sulla  terza  rata  sono
dovuti gli interessi nella misura del 2,5 per cento. 
 
  48. L'eccedenza  dedotta  ai  sensi  dell'articolo  109,  comma  4,
lettera b), del citato testo unico di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel testo previgente  alle
modifiche recate dalla  presente  legge,  puo'  essere  recuperata  a
tassazione  mediante  opzione  per   l'applicazione   di   un'imposta
sostitutiva  dell'imposta  sul   reddito   delle   persone   fisiche,
dell'imposta sul reddito  delle  societa'  e  dell'imposta  regionale
sulle attivita' produttive, con aliquota del 12 per cento sulla parte
dei maggiori valori ricompresi nel limite di 5 milioni di  euro,  del
14 per cento sulla parte dei maggiori valori che eccede 5 milioni  di
euro e fino a 10 milioni di euro e del 16 per cento sulla  parte  dei
maggiori valori che eccede i 10 milioni di euro. 
  L'applicazione dell'imposta sostitutiva puo' essere anche  parziale
e, in  tal  caso,  deve  essere  richiesta  per  classi  omogenee  di
deduzioni extracontabili. Con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze sono adottate le  disposizioni
attuative per la definizione delle modalita',  dei  termini  e  degli
effetti dell'esercizio dell'opzione. Si applicano le disposizioni del
comma 2-ter, secondo periodo,  dell'articolo  176  del  citato  testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  n.  917  del
1986. L'imposta sostitutiva deve essere versata in tre rate  annuali,
la prima delle quali pari al 30 per cento, la seconda al 40 per cento
e la terza al 30 per cento; sulla seconda e  sulla  terza  rata  sono
dovuti gli interessi nella misura del 2,5 per cento. 
 
  49. L'ammontare delle differenze tra valori civili e valori fiscali
degli elementi patrimoniali delle societa'  aderenti  al  consolidato
fiscale, risultanti dal bilancio relativo all'esercizio precedente  a
quello di esercizio dell'opzione per l'adesione al consolidato  o  di
rinnovo dell'opzione stessa, da riallineare ai sensi  degli  articoli
128 e 141 del citato testo unico di cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, al netto delle  rettifiche
gia' operate, puo'  essere  assoggettato  ad  un'imposta  sostitutiva
dell'imposta sul reddito delle societa' nella misura del 6 per cento.
La disposizione del  periodo  precedente  si  applica  anche  per  le
differenze da riallineare ai sensi  dell'articolo  115  del  predetto
testo unico. Con decreto di natura  non  regolamentare  del  Ministro
dell'economia e delle finanze sono adottate le relative  disposizioni
attuative. 
 
  50. Al fine di semplificare le regole di determinazione della  base
imponibile dell'imposta regionale sulle  attivita'  produttive  e  di
separarne  la  disciplina  applicativa  e  dichiarativa   da   quella
concernente  le  imposte  sul  reddito,  al  decreto  legislativo  15
dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni: 
     a) l'articolo 5 e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 5. - (Determinazione del valore della produzione netta  delle
societa' di capitali e degli enti commerciali). - 1. Per  i  soggetti
di cui  all'articolo  3,  comma  1,  lettera  a),  non  esercenti  le
attivita' di  cui  agli  articoli  6  e  7,  la  base  imponibile  e'
determinata dalla differenza tra il valore e i costi della produzione
di cui alle lettere A) e B) dell'articolo 2425 del codice civile, con
esclusione delle voci di cui ai numeri 9), 10), lettere c) e d),  12)
e 13), cosi' come risultanti dal conto economico dell'esercizio. 
  2. Per i soggetti che redigono il  bilancio  in  base  ai  principi
contabili internazionali, la base imponibile e' determinata assumendo
le voci del valore e dei  costi  della  produzione  corrispondenti  a
quelle indicate nel comma 1. 
  3. Tra  i  componenti  negativi  non  si  considerano  comunque  in
deduzione:  le  spese  per  il  personale  dipendente  e   assimilato
classificate in voci diverse dalla citata voce di  cui  alla  lettera
B), numero 9), dell'articolo 2425 del codice civile, nonche' i costi,
i compensi e gli utili indicati nel comma 1, lettera b), numeri da 2)
a 5), dell'articolo 11 del presente decreto; la quota  interessi  dei
canoni di locazione finanziaria, desunta dal contratto; le perdite su
crediti;  l'imposta  comunale  sugli  immobili  di  cui  al   decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504. I contributi erogati in base  a
norma  di  legge,  fatta  eccezione  per  quelli  correlati  a  costi
indeducibili, nonche' le  plusvalenze  e  le  minusvalenze  derivanti
dalla cessione di immobili che non costituiscono beni strumentali per
l'esercizio dell'impresa, ne' beni  alla  cui  produzione  o  al  cui
scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa, concorrono in ogni  caso
alla formazione del valore della produzione. Sono comunque ammesse in
deduzione   quote   di   ammortamento   del   costo   sostenuto   per
l'acquisizione di marchi d'impresa e a titolo di avviamento in misura
non  superiore  a  un  diciottesimo   del   costo   indipendentemente
dall'imputazione al conto economico. 
  4. I componenti positivi e  negativi  classificabili  in  voci  del
conto economico diverse da quelle indicate al comma 1 concorrono alla
formazione della base imponibile se correlati a componenti  rilevanti
della base imponibile di periodi d'imposta precedenti o successivi. 
  5.  Indipendentemente  dalla  effettiva  collocazione   nel   conto
economico,  i  componenti  positivi  e  negativi  del  valore   della
produzione   sono   accertati   secondo   i   criteri   di   corretta
qualificazione, imputazione temporale e classificazione previsti  dai
principi contabili adottati dall'impresa"; 
     b) dopo l'articolo 5 e' inserito il seguente: 
  "Art. 5-bis. - (Determinazione del valore  della  produzione  netta
delle societa' di persone e delle imprese individuali). -  1.  Per  i
soggetti di  cui  all'articolo  3,  comma  1,  lettera  b),  la  base
imponibile e' determinata dalla differenza tra l'ammontare dei ricavi
di cui all'articolo 85, comma 1, lettere a), b), f) e g),  del  testo
unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e delle  variazioni  delle
rimanenze finali di cui agli articoli 92  e  93  del  medesimo  testo
unico, e l'ammontare dei costi delle materie prime, sussidiarie e  di
consumo, delle merci, dei servizi, dell'ammortamento e dei canoni  di
locazione  anche  finanziaria  dei  beni  strumentali   materiali   e
immateriali.  Non  sono  deducibili:  le  spese  per   il   personale
dipendente e assimilato; i costi, i compensi e gli utili indicati nel
comma 1, lettera b), numeri da 2) a 5), dell'articolo 11 del presente
decreto; la quota interessi  dei  canoni  di  locazione  finanziaria,
desunta dal contratto; le  perdite  su  crediti;  l'imposta  comunale
sugli immobili di cui al decreto legislativo  30  dicembre  1992,  n.
504. I contributi  erogati  in  base  a  norma  di  legge  concorrono
comunque alla formazione del valore della produzione, fatta eccezione
per quelli correlati a costi indeducibili. I componenti rilevanti  si
assumono secondo le regole di qualificazione, imputazione temporale e
classificazione valevoli per la determinazione del reddito  d'impresa
ai fini dell'imposta personale. 
  2. I soggetti  di  cui  al  comma  1,  in  regime  di  contabilita'
ordinaria, possono optare per  la  determinazione  del  valore  della
produzione netta secondo le regole di cui all'articolo  5.  L'opzione
e' irrevocabile per tre periodi d'imposta e  deve  essere  comunicata
con le modalita'  e  nei  termini  stabiliti  con  provvedimento  del
direttore dell'Agenzia delle entrate da emanare  entro  il  31  marzo
2008. Al  termine  del  triennio  l'opzione  si  intende  tacitamente
rinnovata per un altro  triennio  a  meno  che  l'impresa  non  opti,
secondo le modalita' e i termini fissati dallo  stesso  provvedimento
direttoriale, per la determinazione del valore della produzione netta
secondo le regole del comma l; anche in  questo  caso,  l'opzione  e'
irrevocabile per un triennio e tacitamente rinnovabile"; 
     c) l'articolo 6 e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 6. - (Determinazione del valore della produzione netta  delle
banche e di altri enti e societa' finanziari). - 1. Per le  banche  e
gli altri enti e societa' finanziari  indicati  nell'articolo  1  del
decreto  legislativo  27  gennaio   1992,   n.   87,   e   successive
modificazioni, salvo quanto previsto nei successivi  commi,  la  base
imponibile e' determinata dalla somma algebrica delle  seguenti  voci
del conto economico redatto in conformita' agli schemi risultanti dai
provvedimenti emessi ai sensi dell'articolo 9, comma 1,  del  decreto
legislativo 28 febbraio 2005, n. 38: 
  a)  margine  d'intermediazione  ridotto  del  50  per   cento   dei
dividendi; 
  b) ammortamenti dei beni materiali e immateriali ad uso  funzionale
per un importo pari al 90 per cento; 
 c) altre spese amministrative per un importo pari al 90 per cento. 
  2. Per le societa' di intermediazione mobiliare e gli intermediari,
diversi dalle banche,  abilitati  allo  svolgimento  dei  servizi  di
investimento  indicati  nell'articolo  1  del   testo   unico   delle
disposizioni in materia di intermediazione  finanziaria,  di  cui  al
decreto legislativo 24  febbraio  1998,  n.  58,  iscritti  nell'albo
previsto dall'articolo 20 dello stesso  decreto,  assume  rilievo  la
differenza tra la somma degli interessi attivi e proventi  assimilati
relativi alle operazioni di riporto e di pronti contro termine  e  le
commissioni attive riferite ai servizi prestati dall'intermediario  e
la somma degli interessi passivi e  oneri  assimilati  relativi  alle
operazioni di riporto e di pronti contro  termine  e  le  commissioni
passive riferite ai servizi prestati dall'intermediario. 
  3. Per le societa' di gestione dei fondi comuni di investimento, di
cui al citato testo unico di cui al decreto legislativo  24  febbraio
1998, n. 58, e successive modificazioni, si assume la differenza  tra
le commissioni attive e passive. 
  4. Per le societa' di investimento a capitale variabile, si  assume
la differenza tra le commissioni di sottoscrizione e  le  commissioni
passive dovute a soggetti collocatori. 
  5. Per i soggetti indicati nei commi  2,  3  e  4,  si  deducono  i
componenti negativi di cui alle lettere b) e c)  del  comma  1  nella
misura ivi indicata. 
  6.  I  componenti  positivi  e  negativi  si  assumono  cosi'  come
risultanti dal  conto  economico  dell'esercizio  redatto  secondo  i
criteri contenuti nei provvedimenti della Banca d'Italia 22  dicembre
2005 e 14 febbraio  2006,  adottati  ai  sensi  dell'articolo  9  del
decreto  legislativo  28  febbraio  2005,   n.   38,   e   pubblicati
rispettivamente nei supplementi ordinari alla Gazzetta  Ufficiale  n.
11 del 14 gennaio 2006 e n. 58 del 10 marzo 2006. Si applica il comma
4 dell'articolo 5. 
  7. Per la Banca d'Italia e l'Ufficio  italiano  dei  cambi,  per  i
quali assumono  rilevanza  i  bilanci  compilati  in  conformita'  ai
criteri di rilevazione e di redazione adottati dalla  Banca  centrale
europea ai sensi dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali
(SEBC) e alle raccomandazioni dalla stessa formulate in  materia,  la
base imponibile e' determinata dalla somma algebrica  delle  seguenti
componenti: 
     a) interessi netti; 
     b) risultato netto da commissioni, provvigioni e tariffe; 
     c) costi per servizi di produzione di banconote; 
    d) risultato netto della redistribuzione del reddito monetario; 
  e) ammortamenti delle  immobilizzazioni  materiali  e  immateriali,
nella misura del 90 per cento; 
     f) spese di amministrazione, nella misura del 90 per cento. 
  8. Per i soggetti indicati nei commi  precedenti  non  e'  comunque
ammessa la deduzione: dei costi, dei compensi e degli utili  indicati
nel comma 1, lettera b), numeri da 2) a 5), dell'articolo  11;  della
quota interessi dei canoni  di  locazione  finanziaria,  desunta  dal
contratto; dell'imposta comunale sugli immobili  di  cui  al  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504. I contributi erogati in base  a
norma  di  legge,  fatta  eccezione  per  quelli  correlati  a  costi
indeducibili, nonche' le  plusvalenze  e  le  minusvalenze  derivanti
dalla cessione di immobili che non costituiscono beni strumentali per
l'esercizio dell'impresa, ne' beni  alla  cui  produzione  o  al  cui
scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa, concorrono in ogni  caso
alla formazione del valore della produzione. Sono comunque ammesse in
deduzione   quote   di   ammortamento   del   costo   sostenuto   per
l'acquisizione di marchi d'impresa e a titolo di avviamento in misura
non  superiore  a  un  diciottesimo   del   costo   indipendentemente
dall'imputazione al conto economico. 
  9. Per le societa' la cui attivita' consiste, in  via  esclusiva  o
prevalente, nella assunzione di partecipazioni in societa'  esercenti
attivita' diversa da quella creditizia o finanziaria,  per  le  quali
sussista l'obbligo dell'iscrizione, ai sensi  dell'articolo  113  del
testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di  cui  al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nell'apposita  sezione
dell'elenco generale dei soggetti operanti nel  settore  finanziario,
la base imponibile e' determinata aggiungendo al risultato  derivante
dall'applicazione dell'articolo 5 la  differenza  tra  gli  interessi
attivi  e  proventi  assimilati  e  gli  interessi  passivi  e  oneri
assimilati"; 
     d) l'articolo 7 e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 7. - (Determinazione del valore della produzione netta  delle
imprese di assicurazione). - 1. Per le imprese di  assicurazione,  la
base imponibile e' determinata apportando alla  somma  dei  risultati
del conto tecnico dei rami danni (voce 29) e del  conto  tecnico  dei
rami vita (voce 80) del conto economico le seguenti variazioni: 
  a) gli ammortamenti dei beni strumentali, ovunque  classificati,  e
le altre spese di amministrazione (voci 24  e  70),  sono  deducibili
nella misura del 90 per cento; 
  b) i dividendi (voce 33) sono  assunti  nella  misura  del  50  per
cento. 
  2. Dalla base imponibile non sono comunque ammessi in deduzione: le
spese per il personale dipendente e assimilato  ovunque  classificate
nonche' i costi, i compensi e gli utili indicati nel comma 1, lettera
b), numeri da 2) a 5), dell'articolo 11; le svalutazioni, le  perdite
e le riprese di valore dei crediti; la quota interessi dei canoni  di
locazione finanziaria,  desunta  dal  contratto;  l'imposta  comunale
sugli immobili di cui al decreto legislativo  30  dicembre  1992,  n.
504. 
  3. I contributi erogati in base a norma di legge,  fatta  eccezione
per quelli correlati a costi indeducibili, nonche' le  plusvalenze  e
le  minusvalenze  derivanti  dalla  cessione  di  immobili  che   non
costituiscono beni strumentali per l'esercizio dell'impresa, ne' beni
alla  cui  produzione  o  al  cui  scambio  e'  diretta   l'attivita'
dell'impresa, concorrono in ogni  caso  alla  formazione  del  valore
della  produzione.  Sono  comunque  ammesse  in  deduzione  quote  di
ammortamento  del  costo  sostenuto  per  l'acquisizione  di   marchi
d'impresa e a titolo di avviamento  in  misura  non  superiore  a  un
diciottesimo del costo indipendentemente  dall'imputazione  al  conto
economico. 
 
  4.  I  componenti  positivi  e  negativi  si  assumono  cosi'  come
risultanti dal conto economico dell'esercizio redatto in  conformita'
ai criteri contenuti nel decreto legislativo 26 maggio 1997, n.  173,
e alle istruzioni impartite dall'ISVAP con il  provvedimento  n.  735
del 1° dicembre  1997,  pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale n. 289 del 12 dicembre 1997"; 
  e) all'articolo 8, comma 1,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: "I compensi, i costi e  gli  altri  componenti  si  assumono
cosi' come rilevanti ai fini della dichiarazione dei redditi"; 
     f) all'articolo 11: 
  1) al comma 1, lettera a), numeri 2)  e  3),  le  parole:  "pari  a
5.000" e "fino a  10.000"  sono  sostituite,  rispettivamente,  dalle
seguenti: "pari a 4.600" e "fino a 9.200"; 
  2) al comma 1, lettera b), i numeri 1) e  6)  sono  abrogati  e  al
numero 2) le parole: "di cui all'articolo 81" sono  sostituite  dalle
seguenti: "nonche' i compensi attribuiti per obblighi  di  fare,  non
fare o permettere, di cui all'articolo 67"; 
      3) i commi 2, 3 e 4 sono abrogati; 
  4) al comma 4-bis, le parole: "euro  8.000",  "euro  6.000",  "euro
4.000"  e  "euro  2.000"  sono  sostituite,  rispettivamente,   dalle
seguenti: "euro 7.350", "euro, 5.500", "euro 3.700" e  "euro  1.850",
ed e' aggiunta, in fine, la seguente lettera: 
  "d-bis) per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere b) e
c), l'importo delle deduzioni indicate nelle  precedenti  lettere  e'
aumentato, rispettivamente, di euro 2.150, euro 1.625, euro 1.050  ed
euro 525"; 
  5) al  comma  4-bis.  1,  le  parole:  "pari  a  euro  2.000"  sono
sostituite dalle seguenti: "pari a euro 1.850"; 
     g) l'articolo 11-bis e' abrogato; 
  h) all'articolo 16, comma 1, le parole: "l'aliquota  del  4,25  per
cento" sono  sostituite  dalle  seguenti:  "l'aliquota  del  3,9  per
cento". 
 
  51. Le disposizioni di cui al comma 50 si applicano a decorrere dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31  dicembre  2007.
L'ammontare complessivo dei componenti negativi  dedotti  dalla  base
imponibile IRAP fino al periodo d'imposta in  corso  al  31  dicembre
2007 previa indicazione nell'apposito prospetto di  cui  all'articolo
109, comma 4, lettera b), del citato testo unico di  cui  al  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  e'
recuperato a tassazione in sei quote costanti a partire  dal  periodo
d'imposta successivo a quello in corso  alla  suddetta  data  del  31
dicembre 2007; in corrispondenza di tale recupero,  si  determina  lo
svincolo, per la quota IRAP, delle riserve  in  sospensione  indicate
nel suddetto prospetto. Per le quote residue dei componenti  negativi
la cui deduzione sia stata rinviata in applicazione della  precedente
disciplina dell'IRAP continuano ad applicarsi le  regole  precedenti,
ad eccezione delle  quote  residue  derivanti  dall'applicazione  del
comma 3 dell'articolo 111 del citato testo unico di  cui  al  decreto
del Presidente della Repubblica n. 917 del  1986,  il  cui  ammontare
complessivo e' deducibile in sei quote costanti a partire dal periodo
d'imposta successivo a quello in corso  alla  suddetta  data  del  31
dicembre 2007. Resta fermo il concorso  alla  formazione  della  base
imponibile delle  quote  residue  delle  plusvalenze  o  delle  altre
componenti positive conseguite fino al periodo d'imposta in corso  al
31 dicembre  2007  e  la  cui  tassazione  sia  stata  rateizzata  in
applicazione della precedente disciplina. 
 
  52.  Ferma  restando  la  disciplina  ordinaria   in   materia   di
accertamento e di riscossione prevista  dal  decreto  legislativo  15
dicembre 1997, n. 446, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a
quello in  corso  al  31  dicembre  2007,  la  dichiarazione  annuale
dell'imposta regionale sulle attivita'  produttive  non  deve  essere
piu'  presentata  in  forma  unificata  e  deve   essere   presentata
direttamente alla regione o  alla  provincia  autonoma  di  domicilio
fiscale del soggetto passivo. Con decreto di natura non regolamentare
del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare  entro  il  31
marzo 2008,  sono  stabiliti  i  nuovi  termini  e  le  modalita'  di
presentazione della dichiarazione IRAP e sono  dettate  le  opportune
disposizioni di coordinamento. 
 
  53.  A  partire  dal  1°  gennaio  2008,  anche  in   deroga   alle
disposizioni previste  dalle  singole  leggi  istitutive,  i  crediti
d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione  dei  redditi
possono  essere  utilizzati  nel  limite  annuale  di  250.000  euro.
L'ammontare eccedente e' riportato in avanti anche  oltre  il  limite
temporale eventualmente previsto dalle singole leggi istitutive ed e'
comunque compensabile per l'intero  importo  residuo  a  partire  dal
terzo anno successivo a quello in cui si genera l'eccedenza. Il tetto
previsto dal presente comma non si applica al  credito  d'imposta  di
cui all'articolo 1, comma 280, della legge 27 dicembre 2006, n.  296;
il tetto previsto dal  presente  comma  non  si  applica  al  credito
d'imposta di cui all'articolo 1, comma 271, della legge  27  dicembre
2006, n. 296, a partire dalla data del 1° gennaio 2010. (19) 
 
  54.  Nei  limiti  dello  stanziamento  di  cui  al  comma  56,   le
disposizioni del comma 53, primo e secondo periodo,  con  particolare
riferimento alle imprese impegnate in processi di ricerca e sviluppo,
non si applicano  alle  imprese  ubicate  nelle  aree  delle  regioni
Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo  e
Molise ammissibili alle deroghe previste dall'articolo 87,  paragrafo
3, lettere a) e c), del Trattato istitutivo della Comunita'  europea,
con un fatturato annuo non superiore a euro 5.000.000: 
  a) che beneficiano delle disposizioni di cui ai commi da 242 a  249
della legge 27 dicembre 2006, n. 296; 
  b) le cui  azioni  sono  ammesse  alla  quotazione  in  un  mercato
regolamentato a decorrere  dal  periodo  d'imposta  in  corso  al  1°
gennaio 2007. 
 
  55. L'applicazione delle disposizioni  di  cui  al  comma  54,  con
particolare riferimento alle imprese impegnate in processi di ricerca
e sviluppo,  e'  subordinata  alla  presentazione  all'Agenzia  delle
entrate di una istanza preventiva ai  sensi  dell'articolo  11  della
legge 27 luglio 2000, n. 212, al fine di  dimostrare  la  sussistenza
dei requisiti previsti dal medesimo comma 54. 
 
  56. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia  e  delle
finanze, e' istituito un Fondo destinato alle  finalita'  di  cui  al
comma 54, con dotazione nel limite di 10 milioni di euro, a decorrere
dall'anno 2008.  Con  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze sono emanate le disposizioni di applicazione dei commi  54  e
55, anche al  fine  di  stabilire  le  procedure  per  assicurare  il
rispetto del limite di stanziamento di cui al primo periodo. 
 
  57. L'efficacia  delle  disposizioni  dei  commi  da  54  a  56  e'
subordinata, ai sensi dell'articolo 88,  paragrafo  3,  del  Trattato
istitutivo  della   Comunita'   europea,   all'autorizzazione   della
Commissione europea. 
 
  58. In attesa del riordino della disciplina del reddito  d'impresa,
conseguente al completo recepimento delle  direttive  2001/65/CE  del
Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,  del  27  settembre  2001,  e
2003/51/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  18  giugno
2003, al  fine  di  razionalizzare  e  semplificare  il  processo  di
determinazione del  reddito  dei  soggetti  tenuti  all'adozione  dei
principi contabili internazionali  di  cui  al  regolamento  (CE)  n.
1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002,
tenendo conto delle specificita' delle imprese del settore bancario e
finanziario, al testo unico delle imposte  sui  redditi,  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) all'articolo 83, comma 1, le parole: "aumentato o diminuito  dei
componenti che per effetto dei principi contabili internazionali sono
imputati direttamente a patrimonio" sono soppresse ed e' aggiunto, in
fine, il seguente periodo: "Per i soggetti che redigono  il  bilancio
in base ai principi contabili internazionali di  cui  al  regolamento
(CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo  e  del  Consiglio,  del  19
luglio  2002,  valgono,  anche  in  deroga  alle   disposizioni   dei
successivi  articoli   della   presente   sezione,   i   criteri   di
qualificazione, imputazione temporale e classificazione  in  bilancio
previsti da detti principi contabili"; 
     b) all'articolo 85, il comma 3 e' sostituito dai seguenti: 
  "3. I  beni  di  cui  alle  lettere  c),  d)  ed  e)  del  comma  1
costituiscono immobilizzazioni finanziarie se sono iscritti come tali
nel bilancio. 
  3-bis. In deroga al  comma  3,  per  i  soggetti  che  redigono  il
bilancio in base ai  principi  contabili  internazionali  di  cui  al
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, 
del 19 luglio 2002, si considerano immobilizzazioni finanziarie gli 
  strumenti  finanziari   diversi   da   quelli   detenuti   per   la
negoziazione"; 
c) all'articolo 87, comma 1, lettera a), la parola: "diciottesimo" 
e' sostituita dalla seguente: "dodicesimo"; 
    d) all'articolo 89, dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
  "2-bis. In deroga al comma  2,  per  i  soggetti  che  redigono  il
bilancio in base ai  principi  contabili  internazionali  di  cui  al
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 19 luglio 2002, gli utili distribuiti relativi ad azioni, quote e
strumenti  finanziari  similari   alle   azioni   detenuti   per   la
negoziazione concorrono per il loro intero ammontare alla  formazione
del reddito nell'esercizio in cui sono percepiti"; 
    e) all'articolo 94, dopo il comma 4 e' inserito il seguente: 
  "4-bis. In deroga al comma  4,  per  i  soggetti  che  redigono  il
bilancio in base ai  principi  contabili  internazionali  di  cui  al
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 19 luglio 2002, la valutazione dei  beni  indicati  nell'articolo
85, comma 1, lettere c), d) ed e),  operata  in  base  alla  corretta
applicazione di tali principi assume rilievo anche ai fini fiscali"; 
     f) all'articolo 101: 
      1) il comma 1-bis e' abrogato; 
      2) dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
  "2-bis. In deroga al comma  2,  per  i  soggetti  che  redigono  il
bilancio in base ai  principi  contabili  internazionali  di  cui  al
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 19 luglio 2002, la valutazione dei  beni  indicati  nell'articolo
85,  comma  1,  lettere  c),   d)   ed   e),   che   si   considerano
immobilizzazioni finanziarie ai sensi dell'articolo 85, comma  3-bis,
rileva secondo le disposizioni dell'articolo 110, comma 1-bis"; 
     g) all'articolo 103, dopo il comma 3 e' inserito il seguente: 
  "3-bis. Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi
contabili internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, la  deduzione
del costo dei marchi d'impresa  e  dell'avviamento  e'  ammessa  alle
stesse condizioni e con gli stessi limiti annuali previsti dai  commi
1 e 3, a prescindere dall'imputazione al conto economico"; 
  h)  all'articolo  109,  dopo  il  comma  3-quater  e'  inserito  il
seguente: 
  "3-quinquies. I commi 3-bis, 3-ter e 3-quater non si  applicano  ai
soggetti che redigono il  bilancio  in  base  ai  principi  contabili
internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002"; 
     i) all'articolo 110, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: 
  "1-bis. In deroga alle disposizioni delle lettere c), d) ed e)  del
comma 1, per i soggetti che redigono il bilancio in base ai  principi
contabili internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002: 
  a) i maggiori o i minori valori dei beni indicati nell'articolo 85,
comma 1, lettera e), che si considerano immobilizzazioni  finanziarie
ai sensi del comma 3-bis dello  stesso  articolo,  imputati  a  conto
economico in  base  alla  corretta  applicazione  di  tali  principi,
assumono rilievo anche ai fini fiscali; 
  b) la lettera d) del comma 1 si applica  solo  per  le  azioni,  le
quote  e  gli  strumenti  finanziari  similari  alle  azioni  che  si
considerano immobilizzazioni finanziarie ai sensi  dell'articolo  85,
comma 3-bis; 
  c) per le azioni, le quote e gli strumenti finanziari similari alle
azioni,  posseduti  per  un  periodo  inferiore  a  quello   indicato
nell'articolo 87, comma 1, lettera a),  aventi  gli  altri  requisiti
previsti al comma 1 del medesimo articolo 87, il costo e' ridotto dei
relativi utili percepiti durante il periodo di possesso per la  quota
esclusa dalla formazione del reddito. 
  1-ter. Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai  principi
contabili  internazionali  di  cui  al  citato  regolamento  (CE)  n.
1606/2002, i  componenti  positivi  e  negativi  che  derivano  dalla
valutazione, operata in  base  alla  corretta  applicazione  di  tali
principi, delle passivita' assumono rilievo anche ai fini fiscali"; 
     l) all'articolo 112, dopo il comma 3 e' inserito il seguente: 
  "3-bis. In deroga al comma  3,  per  i  soggetti  che  redigono  il
bilancio in base ai  principi  contabili  internazionali  di  cui  al
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 19 luglio 2002, i componenti negativi imputati al conto economico
in base alla corretta applicazione di tali principi assumono  rilievo
anche ai fini fiscali". 
 
  59. Il comma 2 dell'articolo 11 del decreto legislativo 28 febbraio
2005,  n.  38,  e'  abrogato.  Resta   ferma   l'applicazione   delle
disposizioni dell'articolo 13 del predetto decreto legislativo. 
 
  60. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3,  della  legge  23  agosto
1988, n. 400, sono stabilite  le  disposizioni  di  attuazione  e  di
coordinamento  delle  norme  contenute  nei  commi  58   e   59.   In
particolare, il decreto deve prevedere: 
  a) i criteri per evitare che  la  valenza  ai  fini  fiscali  delle
qualificazioni, imputazioni temporali e classificazioni  adottate  in
base alla corretta applicazione dei principi contabili internazionali
di cui al citato  regolamento  (CE)  n.  1606/2002  determini  doppia
deduzione o nessuna deduzione di componenti  negativi  ovvero  doppia
tassazione o nessuna tassazione di componenti positivi; 
  b) i criteri per la rilevazione e il trattamento  ai  fini  fiscali
delle transazioni che  vedano  coinvolti  soggetti  che  redigono  il
bilancio di  esercizio  in  base  ai  richiamati  principi  contabili
internazionali e  soggetti  che  redigono  il  bilancio  in  base  ai
principi contabili nazionali; 
  c) i criteri di coordinamento dei principi contabili internazionali
in materia di aggregazioni aziendali con  la  disciplina  fiscale  in
materia di operazioni straordinarie, anche ai  fini  del  trattamento
dei costi di aggregazione; 
  d)  i  criteri  per  il  coordinamento   dei   principi   contabili
internazionali con le norme sul consolidato nazionale e mondiale; 
  e) i criteri di coordinamento dei principi contabili internazionali
in materia di cancellazione delle attivita' e passivita' dal bilancio
con la disciplina fiscale relativa alle perdite e alle svalutazioni; 
  f) i criteri di coordinamento con  le  disposizioni  contenute  nel
decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, con particolare riguardo
alle disposizioni  relative  alla  prima  applicazione  dei  principi
contabili internazionali; 
  g) i criteri di coordinamento per il trattamento  ai  fini  fiscali
dei costi imputabili, in base ai principi contabili internazionali, a
diretta riduzione del patrimonio netto; 
  h) i criteri di coordinamento per il  trattamento  delle  spese  di
ricerca e sviluppo; 
  i) i criteri per consentire la continuita' dei valori  da  assumere
ai sensi delle disposizioni di cui al comma 58 con quelli assunti nei
precedenti periodi di imposta. 
 
  61. Le disposizioni recate  dai  commi  58  e  59  si  applicano  a
decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in  corso  al  31
dicembre 2007. Per i periodi d'imposta precedenti, sono  fatti  salvi
gli  effetti   sulla   determinazione   dell'imposta   prodotti   dai
comportamenti adottati sulla base  della  corretta  applicazione  dei
principi contabili internazionali, purche' coerenti  con  quelli  che
sarebbero derivati dall'applicazione  delle  disposizioni  introdotte
dal comma 8. 
 
  62. Per i soggetti che redigono il bilancio  in  base  ai  principi
contabili  internazionali  di  cui  al  citato  regolamento  (CE)  n.
1606/2002, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a  quello  in
corso al 31 dicembre 2007, non si applicano le  disposizioni  di  cui
all'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 265. 
 
  63. All'articolo 73, ultimo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  dopo  il  primo  periodo  sono
inseriti  i  seguenti:  "Agli  effetti  delle  dichiarazioni  e   dei
versamenti di cui al precedente periodo  non  si  tiene  conto  delle
eccedenze detraibili, risultanti dalle dichiarazioni annuali relative
al periodo d'imposta precedente, degli enti  e  societa'  diversi  da
quelli per i quali anche in tale periodo d'imposta l'ente o  societa'
controllante si e' avvalso della facolta' di cui al  presente  comma.
Alle eccedenze detraibili degli enti e delle  societa'  per  i  quali
trova applicazione la disposizione di cui al  precedente  periodo  si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 30". 
 
  64. La disposizione di cui al comma 63 si applica a  partire  dalla
liquidazione IVA di gruppo relativa all'anno 2008. 
 
  65. Il quinto periodo del comma 1 dell'articolo 8  della  legge  23
dicembre 2000, n. 388, introdotto dal comma 4-bis dell'articolo 4 del
decreto-legge   28   dicembre   2006,   n.   300,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, e' soppresso. 
  In relazione a quanto previsto dal primo periodo del presente comma
e in considerazione dell'effettivo  utilizzo  dei  crediti  d'imposta
previsti dagli articoli 7 e 8 della legge 23 dicembre 2000,  n.  388,
le risorse finanziarie a tale fine preordinate, esistenti  presso  la
contabilita' speciale 1778 - Fondi di bilancio, sono ridotte di 1.500
milioni di euro. Le predette risorse sono versate al  bilancio  dello
Stato nella misura di 450 milioni di euro per l'anno 2008  e  di  525
milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010. 
 
  66. All'articolo 1 della legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 280, secondo periodo, la  parola:  "l5"  e'  sostituita
dalla seguente: "40"; 
  b) al comma 281, la parola:  "l5"  e'  sostituita  dalla  seguente:
"50"; 
     c) il comma 284 e' abrogato. 
 
  67. In attuazione  del  parere  motivato  della  Commissione  delle
Comunita' europee n. C(2006)2544 del 28 giugno 2006, al  decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate
le seguenti modifiche: 
     a) all'articolo 27: 
  1) al comma  3,  primo  periodo,  dopo  le  parole:  "soggetti  non
residenti nel territorio dello Stato" sono inserite le seguenti: 
  "diversi dalle societa' ed enti indicati nel comma 3-ter,"; 
  2) al comma  3,  terzo  periodo,  dopo  le  parole:  "azionisti  di
risparmio" sono inserite le  seguenti:  "e  dalle  societa'  ed  enti
indicati nel comma 3-ter; 
  3) al comma 3-bis, primo periodo, le parole: "di cui  al  comma  3"
sono sostituite dalle seguenti: "di cui ai commi 3 e 3-ter; 
      4) dopo il comma 3-bis e' inserito il seguente: 
  "3-ter. La ritenuta e' operata a titolo di imposta e con l'aliquota
dell'1,375 per cento sugli utili corrisposti  alle  societa'  e  agli
enti soggetti ad un'imposta sul reddito delle  societa'  negli  Stati
membri dell'Unione europea e negli Stati aderenti  all'Accordo  sullo
spazio economico europeo che sono  inclusi  nella  lista  di  cui  al
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze emanato  ai  sensi
dell'articolo 168-bis del testo unico delle imposte sui  redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917,  ed  ivi  residenti,  in  relazione  alle  partecipazioni,  agli
strumenti finanziari di cui all'articolo 44, comma 2, lettera a), del
predetto testo unico e ai contratti di associazione in partecipazione
di cui all'articolo 109, comma 9,  lettera  b),  del  medesimo  testo
unico, non relativi a stabili  organizzazioni  nel  territorio  dello
Stato"; 
 
  b) all'articolo 27-bis, commi 1, alinea, e 3, le parole: "al  terzo
comma" sono sostituite dalle seguenti: "ai commi 3, 3-bis e 3-ter"; 
  c) all'articolo 27-ter, comma 1, le parole:  "commi  1  e  3"  sono
sostituite dalle seguenti: "commi 1, 3 e 3-ter". 
 
  68. Le disposizioni di cui al comma  67  si  applicano  agli  utili
formatisi a partire dall'esercizio successivo a quello in corso al 31
dicembre 2007. A tal fine, le societa' ed enti che  distribuiscono  i
dividendi indicano in dichiarazione gli ammontari degli utili o delle
riserve di utili formatisi a partire dall'esercizio di cui al periodo
precedente e di quelli formati in altri esercizi. 
 
  69. Fino all'emanazione del decreto del  Ministro  dell'economia  e
delle finanze ai sensi dell'articolo 168-bis del citato  testo  unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n. 917, introdotto dal comma 83, lettera n), del  presente  articolo,
ai  fini  dell'applicazione  delle  disposizioni  del   comma   3-ter
dell'articolo 27 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, introdotto dal comma 67, lettera  a),  numero
4), del presente  articolo,  gli  Stati  aderenti  all'Accordo  sullo
spazio economico europeo sono quelli inclusi nella lista  di  cui  al
decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale  n.  220  del  19  settembre  1996,  e  successive
modificazioni, emanato  in  attuazione  dell'articolo  11,  comma  4,
lettera c), del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239. 
 
  70. Al fine di favorire la crescita dimensionale delle aggregazioni
professionali, funzionale al miglioramento della qualita' dei servizi
forniti alla collettivita' e  dell'organizzazione  del  lavoro,  agli
studi professionali associati o alle altre entita' giuridiche,  anche
in forma societaria, risultanti dall'aggregazione di  almeno  quattro
ma non  piu'  di  dieci  professionisti,  e'  attribuito  un  credito
d'imposta di importo pari al 15 per cento  dei  costi  sostenuti  per
l'acquisizione,  anche  mediante  locazione  finanziaria,  dei   beni
indicati al comma 73, nonche' per l'ammodernamento,  ristrutturazione
e  manutenzione  degli  immobili  utilizzati,   che   per   le   loro
caratteristiche sono imputabili ad incremento del costo dei  beni  ai
quali si riferiscono.  Nel  caso  dei  medici  convenzionati  con  il
Servizio  sanitario  nazionale,  per  le   specifiche   esigenze   di
organizzazione dei servizi di medicina primaria, i  limiti  minimo  e
massimo del numero di professionisti  interessati  all'operazione  di
aggregazione, di cui al precedente periodo,  possono  essere  elevati
con decreto del Ministro della salute, di concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze. 
 
  71. Il credito d'imposta di cui al comma 70 spetta, con riferimento
alle operazioni di aggregazione effettuate nel periodo  compreso  tra
il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2009, per  i  costi  sostenuti  a
partire dalla  data  in  cui  l'operazione  di  aggregazione  risulta
effettuata e nei successivi dodici mesi. 
 
  72. Il credito d'imposta di cui al comma 70, spettante a condizione
che tutti i soggetti partecipanti  alle  operazioni  di  aggregazione
esercitino l'attivita' professionale esclusivamente all'interno della
struttura risultante dall'aggregazione,  ovvero,  per  i  servizi  di
medicina primaria, a condizioni  diverse  specificatamente  stabilite
con il decreto di cui al comma 70, non si applica alle strutture  che
in forma  associata  si  limitano  ad  eseguire  attivita'  meramente
strumentali per l'esercizio dell'attivita' professionale. 
 
  73. Il  credito  d'imposta  di  cui  al  comma  70  e'  commisurato
all'ammontare complessivo dei costi sostenuti per l'acquisizione di: 
  a) beni mobili  ed  arredi  specifici,  attrezzature  informatiche,
macchine d'ufficio, impianti ed attrezzature varie; 
  b) programmi informatici e brevetti concernenti nuove tecnologie di
servizi. 
 
  74. Il credito  d'imposta  di  cui  al  comma  70,  indicato  nella
relativa dichiarazione dei redditi, e' utilizzabile in  compensazione
ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio  1997,  n.
241, e successive modificazioni. 
 
  75. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il
Ministro della giustizia, sono determinate le modalita' di attuazione
delle disposizioni di cui ai commi da 70 a 74  e  sono  stabilite  le
procedure di monitoraggio e di controllo, nonche' specifiche cause di
revoca, totale o parziale, del credito d'imposta  e  di  applicazione
delle sanzioni, anche nei  casi  in  cui,  nei  tre  anni  successivi
all'aggregazione, il numero dei professionisti associati si riduca in
modo significativo rispetto a quello esistente dopo l'aggregazione. 
 
  76. L'efficacia delle disposizioni di cui ai commi da 70  a  75  e'
subordinata, ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del Trattato che
istituisce la Comunita' europea, all'autorizzazione della Commissione
europea. 
 
  77. All'articolo 74-ter del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 8 e' inserito il seguente: 
  "8-bis. Le agenzie di viaggi e turismo possono, per le  prestazioni
di organizzazione di  convegni,  congressi  e  simili,  applicare  il
regime ordinario dell'imposta. In tali casi le agenzie  di  viaggi  e
turismo possono detrarre l'imposta dovuta o versata per i servizi  da
esse acquistati dai  loro  fornitori,  se  si  tratta  di  operazioni
effettuate  a  diretto  vantaggio  del  cliente.  Il   diritto   alla
detrazione sorge nel momento in cui diventa esigibile  l'imposta  per
la prestazione in relazione alla quale le agenzie di viaggi e turismo
optano per il regime ordinario dell'imposta. Qualora  applichino  sia
il regime ordinario dell'imposta sia il regime speciale d'imposizione
sul margine,  le  agenzie  di  viaggi  e  turismo  devono  registrare
separatamente nella propria contabilita' le operazioni che  rientrano
in ciascuno di tali regimi". 
 
  78.  L'efficacia  della  disposizione  di  cui  al  comma   77   e'
subordinata  alla  concessione  di  una  deroga,  ai  sensi  e   alle
condizioni  dell'articolo  395  della   direttiva   2006/112/CE   del
Consiglio, del 28 novembre  2006,  da  parte  dei  competenti  organi
comunitari. 
 
  79. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.
633,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
  a)  alla  tabella  A,  parte  III,  al  numero  123),  le   parole:
"spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti" sono sostituite
dalle seguenti: "spettacoli  di  burattini,  marionette  e  maschere,
compresi corsi mascherati e in costume, ovunque tenuti"; 
     b) alla tabella C: 
  1) al numero 3), le parole: "corsi mascherati e in  costume,"  sono
soppresse; 
  2) al numero 4), le parole: "spettacoli di burattini  e  marionette
ovunque tenuti" sono sostituite dalle seguenti: 
  "spettacoli di burattini, marionette  e  maschere,  compresi  corsi
mascherati e in costume, ovunque tenuti". 
 
  80.  Al  fine  di  armonizzare  la  legislazione  italiana  con  la
normativa comunitaria, le  prestazioni  professionali  specifiche  di
medicina legale sono assoggettate al  regime  ordinario  dell'imposta
sul valore aggiunto a decorrere dal periodo d'imposta 2005. 
 
  81. La  disposizione  contenuta  nel  terzo  periodo  del  comma  8
dell'articolo 36 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.  248,  e  successive
modificazioni, si interpreta  nel  senso  che  per  ciascun  immobile
strumentale le quote di ammortamento dedotte nei periodi  di  imposta
precedenti al periodo di imposta in corso al 4 luglio 2006  calcolate
sul  costo  complessivo  sono  riferite  proporzionalmente  al  costo
dell'area e al costo del fabbricato. 
 
  82. Sono fatti salvi gli effetti prodotti  dall'applicazione  delle
norme, oggetto di mancata conversione,  di  cui  all'articolo  1  del
decreto-legge 3 agosto 2007, n. 118. 
 
  83. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono  apportate
le seguenti modificazioni: 
     a) all'articolo 2, il comma 2-bis e' sostituito dal seguente: 
  "2-bis. Si considerano altresi' residenti, salvo prova contraria, i
cittadini  italiani  cancellati  dalle  anagrafi  della   popolazione
residente e  trasferiti  in  Stati  o  territori  diversi  da  quelli
individuati con decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze,
da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale"; 
  b) all'articolo 10, comma 1, lettera e-bis),  secondo  periodo,  le
parole: "e negli Stati aderenti all'Accordo  sullo  spazio  economico
europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto  del  Ministro
delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
n. 220 del 19 settembre 1996, e successive modificazioni, emanato  in
attuazione  dell'articolo  11,  comma  4,  lettera  c),  del  decreto
legislativo 1° aprile 1996, n. 239" sono sostituite dalle seguenti: 
  "e negli Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico  europeo
che  sono  inclusi  nella  lista  di  cui  al  decreto  del  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  emanato  ai   sensi   dell'articolo
168-bis"; 
  c) all'articolo 47, comma 4, il primo  periodo  e'  sostituito  dal
seguente:  "Nonostante  quanto   previsto   dai   commi   precedenti,
concorrono integralmente alla formazione del reddito  imponibile  gli
utili provenienti da societa' residenti in Stati o territori  diversi
da quelli di cui  al  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, salvo i casi  in  cui
gli stessi non siano gia' stati imputati al socio ai sensi del  comma
1 dell'articolo 167 e  dell'articolo  168  o  se  ivi  residenti  sia
avvenuta  dimostrazione,  a  seguito  dell'esercizio  dell'interpello
secondo le modalita' del comma 5, lettera b), dello  stesso  articolo
167, del rispetto delle condizioni  indicate  nella  lettera  c)  del
comma 1 dell'articolo 87"; 
  d) all'articolo 68, comma 4, nel primo periodo, le parole: "Paesi o
territori a  regime  fiscale  privilegiato  di  cui  al  decreto  del
Ministro  dell'economia   e   delle   finanze   adottato   ai   sensi
dell'articolo 167, comma 4" sono sostituite dalle seguenti: "Stati  o
territori  diversi  da  quelli  di  cui  al  decreto   del   Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  emanato  ai   sensi   dell'articolo
168-bis"; 
     e) all'articolo 73: 
  1) al comma 3, secondo periodo,  le  parole:  "istituiti  in  Paesi
diversi da quelli indicati nel decreto del Ministro delle  finanze  4
settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  220  del  19
settembre 1996, e successive modificazioni,"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "istituiti in Stati o territori diversi da quelli di cui al
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze emanato  ai  sensi
dell'articolo 168-bis,"; 
  2) al comma 3, terzo periodo, le parole: "istituiti  in  uno  Stato
diverso da quelli indicati nel  citato  decreto  del  Ministro  delle
finanze 4 settembre 1996," sono sostituite dalle seguenti: 
  "istituiti in uno Stato diverso da quelli di  cui  al  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze emanato ai sensi dell'articolo
168-bis,"; 
  f) all'articolo 87, comma 1, la  lettera  c)  e'  sostituita  dalla
seguente: 
  "c) residenza fiscale della societa' partecipata  in  uno  Stato  o
territorio di cui al  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, o,  alternativamente,
l'avvenuta dimostrazione, a  seguito  dell'esercizio  dell'interpello
secondo le modalita' di cui al comma  5,  lettera  b),  dell'articolo
167,  che  dalle  partecipazioni  non  sia  stato   conseguito,   sin
dall'inizio del periodo  di  possesso,  l'effetto  di  localizzare  i
redditi in Stati  o  territori  diversi  da  quelli  individuati  nel
medesimo decreto di cui all'articolo 168-bis"; 
  g) all'articolo 89, comma 3, il primo  periodo  e'  sostituito  dal
seguente: "Qualora si verifichi la condizione di cui all'articolo 44,
comma 2, lettera a), ultimo periodo, l'esclusione di cui al  comma  2
si applica agli utili provenienti dai soggetti  di  cui  all'articolo
73, comma 1, lettera d), e alle remunerazioni derivanti da  contratti
di cui all'articolo 109, comma 9,  lettera  b),  stipulati  con  tali
soggetti residenti negli Stati o territori  di  cui  al  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze emanato ai sensi dell'articolo
168-bis, o, se ivi non residenti, relativamente ai quali,  a  seguito
dell'esercizio dell'interpello secondo  le  modalita'  del  comma  5,
lettera b), dell'articolo 167, siano rispettate le condizioni di  cui
alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 87"; 
     h) all'articolo 110: 
      1) il comma 10 e' sostituito dal seguente: 
  "10. Non sono ammessi in deduzione le spese e gli altri  componenti
negativi derivanti da operazioni  intercorse  con  imprese  residenti
ovvero localizzate in Stati o territori diversi da quelli individuati
nella  lista  di  cui  al  decreto  ministeriale  emanato  ai   sensi
dell'articolo 168-bis. Tale deduzione e' ammessa  per  le  operazioni
intercorse con imprese residenti o localizzate in  Stati  dell'Unione
europea o dello Spazio economico europeo inclusi nella lista  di  cui
al citato decreto"; 
  2) al comma 12-bis, le parole: "Stati o territori non  appartenenti
all'Unione  europea  aventi   regimi   fiscali   privilegiati"   sono
sostituite dalle seguenti:  "Stati  o  territori  diversi  da  quelli
individuati nella lista di cui al  decreto  ministeriale  emanato  ai
sensi dell'articolo 168-bis. Tale  disposizione  non  si  applica  ai
professionisti domiciliati  in  Stati  dell'Unione  europea  o  dello
Spazio economico  europeo  inclusi  nella  lista  di  cui  al  citato
decreto"; 
  i)  all'articolo  132,  comma  4,  secondo  periodo,   le   parole:
"residenti in uno Stato  o  territori  diversi  da  quelli  a  regime
fiscale privilegiato di cui al decreto ministeriale emanato ai  sensi
dell'articolo 167, comma 4" sono sostituite dalle seguenti: 
  "residenti negli Stati o territori di cui al decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze emanato  ai  sensi  dell'articolo  168-
bis"; 
     l) all'articolo 167: 
  1) al comma 1, primo periodo, le parole:  "Stati  o  territori  con
regime fiscale privilegiato" sono sostituite dalle seguenti: "Stati o
territori  diversi  da  quelli  di  cui  al  decreto   del   Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  emanato  ai   sensi   dell'articolo
168-bis"; 
  2) al  comma  1,  secondo  periodo,  le  parole:  "assoggettati  ai
predetti regimi fiscali privilegiati" sono sostituite dalle seguenti: 
"situate in Stati o territori diversi da  quelli  di  cui  al  citato
decreto"; 
      3) il comma 4 e' abrogato; 
  4) al comma 5, lettera b), le  parole:  "dalle  partecipazioni  non
consegue l'effetto di localizzare i redditi in Stati o  territori  in
cui sono sottoposti a regimi fiscali privilegiati di cui al comma  4"
sono sostituite dalle seguenti: "dalle  partecipazioni  non  consegue
l'effetto di localizzare i redditi in Stati o  territori  diversi  da
quelli di cui al decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze
emanato ai sensi dell'articolo 168-bis"; 
     m) all'articolo 168: 
  1) al comma 1, primo periodo, le parole:  "Stati  o  territori  con
regime fiscale privilegiato" sono sostituite dalle seguenti: "Stati o
territori  diversi  da  quelli  di  cui  al  decreto   del   Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  emanato  ai   sensi   dell'articolo
168-bis"; 
  2) al comma 1, il secondo periodo e' sostituito dal  seguente:  "La
norma di cui al presente comma non si applica per  le  partecipazioni
in soggetti residenti negli  Stati  o  territori  di  cui  al  citato
decreto  relativamente  ai  redditi   derivanti   da   loro   stabili
organizzazioni situate in Stati o territori diversi da quelli di  cui
al medesimo decreto"; 
     n) dopo l'articolo 168 e' inserito il seguente: 
  "Art. 168-bis. - (Paesi e  territori  che  consentono  un  adeguato
scambio di informazioni). - 1. Con decreto del Ministro dell'economia
e delle finanze sono individuati gli Stati e territori che consentono
un adeguato scambio di informazioni, ai fini dell'applicazione  delle
disposizioni contenute negli articoli 10, comma  1,  lettera  e-bis),
73, comma 3, e 110, commi 10 e  12-bis,  del  presente  testo  unico,
nell'articolo 26, commi 1 e 5, nonche' nell'articolo 27, comma 3-ter,
del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.
600, e successive modificazioni, nell'articolo 10-ter, commi 1  e  9,
della legge 23 marzo 1983, n. 77, e successive  modificazioni,  negli
articoli 1, comma 1, e 6, comma 1, del decreto legislativo 1°  aprile
1996, n. 239, e successive modificazioni, nell'articolo 2,  comma  5,
del  decreto-legge  25  settembre  2001,  n.  351,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410. 
  2. Con lo stesso decreto di cui al comma  1  sono  individuati  gli
Stati e territori che consentono un adeguato scambio di  informazioni
e nei quali il livello di tassazione non e' sensibilmente inferiore a
quello  applicato  in  Italia,  ai   fini   dell'applicazione   delle
disposizioni contenute negli articoli 47, comma 4, 68, comma  4,  87,
comma 1, 89, comma 3, 132, comma 4, 167, commi 1 e 5, e 168, comma 1,
del presente testo unico, nonche'  negli  articoli  27,  comma  4,  e
37-bis, comma 3, del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni". 
 
  84. Al decreto del Presidente della Repubblica 29  settembre  1973,
n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni: 
     a) all'articolo 26: 
  1) nel comma 1,  il  terzo  periodo  e'  sostituito  dal  seguente:
"Tuttavia, se i titoli indicati nel precedente periodo sono emessi da
societa'  o  enti,  diversi  dalle  banche,  il   cui   capitale   e'
rappresentato da azioni non negoziate in mercati regolamentati  degli
Stati membri dell'Unione europea e degli Stati  aderenti  all'Accordo
sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al
decreto ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  ovvero  da   quote,
l'aliquota del 12,50 per  cento  si  applica  a  condizione  che,  al
momento di emissione,  il  tasso  di  rendimento  effettivo  non  sia
superiore: a) al doppio del tasso ufficiale di  riferimento,  per  le
obbligazioni ed i titoli similari negoziati in mercati  regolamentati
degli  Stati  membri  dell'Unione  europea  e  degli  Stati  aderenti
all'Accordo sullo spazio economico europeo  che  sono  inclusi  nella
lista di cui al citato  decreto,  o  collocati  mediante  offerta  al
pubblico ai sensi della disciplina vigente al momento  di  emissione;
b) al tasso ufficiale di riferimento aumentato di due terzi,  per  le
obbligazioni e i titoli similari diversi dai precedenti"; 
  2) al comma  5,  il  terzo  periodo  e'  sostituito  dal  seguente:
"L'aliquota della  ritenuta  e'  stabilita  al  27  per  cento  se  i
percipienti sono residenti negli Stati o territori diversi da  quelli
di cui al decreto ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917"; 
  b) all'articolo 27, comma 4, lettera b),  le  parole:  "sull'intero
importo   delle   remunerazioni   corrisposte,   in    relazione    a
partecipazioni, titoli, strumenti finanziari e contratti non relativi
all'impresa ai sensi dell'articolo 65, da societa' ed enti  residenti
in Paesi o territori a regime fiscale privilegiato di cui al  decreto
ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 167, comma 4, del  citato
testo unico" sono sostituite dalle seguenti: 
  "sull'intero importo delle remunerazioni corrisposte, in  relazione
a  partecipazioni,  titoli,  strumenti  finanziari  e  contratti  non
relativi all'impresa ai sensi dell'articolo 65, da societa'  ed  enti
residenti negli Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto
ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del citato  testo
unico"; 
  c) all'articolo 37-bis, comma 3, lettera f-quater), le parole:  "in
uno degli Stati  o  nei  territori  a  regime  fiscale  privilegiato,
individuati ai sensi dell'articolo 167,  comma  4,  del  testo  unico
delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917" sono sostituite dalle  seguenti:
"in uno Stato o territorio  diverso  da  quelli  di  cui  al  decreto
ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del  testo  unico
delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917". 
 
  85. All'articolo 10-ter della legge 23  marzo  1983,  n.  77,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, primo periodo, le parole: "e  negli  Stati  aderenti
all'Accordo sullo spazio economico europeo  che  sono  inclusi  nella
lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre  1996,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre  1996,  e
successive modificazioni, emanato  in  attuazione  dell'articolo  11,
comma 4, lettera c), del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239,"
sono sostituite dalle seguenti: "e negli Stati  aderenti  all'Accordo
sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al
decreto ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,"; 
  b) al comma 9, le parole: "e negli Stati aderenti all'Accordo sullo
spazio economico europeo che sono  inclusi  nella  lista  di  cui  al
decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale  n.  220  del  19  settembre  1996,  e  successive
modificazioni, emanato  in  attuazione  dell'articolo  11,  comma  4,
lettera c), del decreto legislativo 1° aprile  1996,  n.  239,"  sono
sostituite dalle seguenti: "e negli Stati aderenti all'Accordo  sullo
spazio economico europeo che sono  inclusi  nella  lista  di  cui  al
decreto ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,". 
 
  86. All'articolo 2, comma 5, secondo periodo, del decreto-legge  25
settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
novembre 2001,  n.  410,  le  parole:  "effettuati  da  soggetti  non
residenti, esclusi i soggetti residenti negli Stati o  nei  territori
aventi un regime fiscale privilegiato, individuati  dal  decreto  del
Ministro delle finanze  in  data  4  maggio  1999,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999" sono  sostituite  dalle
seguenti: "effettuati da soggetti  residenti  in  Stati  o  territori
individuati dal decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze
previsto dall'articolo 168-bis del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917". 
 
  87. Al decreto legislativo 1° aprile 1996,  n.  239,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) all'articolo 1, comma 1, le  parole:  "che  sono  inclusi  nella
lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre  1996,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre  1996,  e
successive modificazioni" sono sostituite dalle seguenti: 
  "inclusi nella lista di cui  al  decreto  ministeriale  emanato  ai
sensi  dell'articolo  168-bis  del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917"; 
  b)  all'articolo  6,  comma  1,  alinea,  le  parole:  "Paesi   che
consentono un adeguato scambio di informazioni" sono sostituite dalle
seguenti: "Stati o territori inclusi nella lista di  cui  al  decreto
ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del  testo  unico
delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917"; 
     c) all'articolo 11, comma 4, la lettera c) e' abrogata. 
 
  88. Le disposizioni di cui ai commi da 83 a 87 si applicano,  salvo
quanto previsto dal comma 89, a decorrere dal periodo di imposta  che
inizia successivamente alla  data  di  pubblicazione  nella  Gazzetta
Ufficiale del decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze
emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del citato testo unico di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917;
fino al periodo d'imposta  precedente  continuano  ad  applicarsi  le
disposizioni vigenti al 31 dicembre 2007. 
 
  89. La disposizione di cui al comma 83, lettera a),  si  applica  a
partire dal periodo di imposta successivo a quello  di  pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del decreto ivi previsto;  fino  al  periodo
d'imposta precedente continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti
al 31 dicembre 2007. 
 
  90. Nel decreto di cui all'articolo 168-bis del testo  unico  delle
imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dalla lettera n)  del
comma 83 del presente articolo, sono altresi' inclusi, per un periodo
di cinque  anni  dalla  data  di  pubblicazione  del  medesimo  nella
Gazzetta Ufficiale, gli Stati o territori che, prima  della  data  di
entrata in vigore della presente legge, non sono elencati nei decreti
del Ministro  delle  finanze  4  settembre  1996  e  4  maggio  1999,
pubblicati rispettivamente nella Gazzetta Ufficiale  n.  220  del  19
settembre  1996  e  n.  107  del  10  maggio   1999,   e   successive
modificazioni, nonche' nei  decreti  del  Ministero  dell'economia  e
delle  finanze  21  novembre  2001  e  23  gennaio  2002,  pubblicati
rispettivamente nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre  2001
e n. 29 del 4 febbraio 2002. Sono altresi' inclusi, per  il  medesimo
periodo, nel decreto di cui al citato articolo 168-bis, gli  Stati  o
territori di cui all'articolo  2  del  citato  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze  21  novembre  2001,  limitatamente  ai
soggetti  ivi  indicati,  nonche'  gli  Stati  o  territori  di   cui
all'articolo 3 del medesimo decreto, ad eccezione  dei  soggetti  ivi
indicati. 
 
  91. Al comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre  2002,
n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio  2003,
n.  27,  e  successive  modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
  a) al primo periodo, le parole: "1° gennaio 2005"  sono  sostituite
dalle seguenti: "1° gennaio 2008"; 
  b) al secondo periodo, le parole: "30 giugno 2006" sono  sostituite
dalle seguenti: "30 giugno 2008"; 
  c) al terzo periodo, le parole: "30 giugno  2006"  sono  sostituite
dalle seguenti: "30 giugno 2008". 
 
  92. All'articolo 9 del decreto legislativo  18  dicembre  1997,  n.
471, il comma 5 e' sostituito dal seguente: 
  "5. I soggetti tenuti alla sottoscrizione della  dichiarazione  dei
redditi e ai fini dell'imposta regionale sulle  attivita'  produttive
(IRAP), che nella relazione di  revisione  omettono,  ricorrendone  i
presupposti,  di  esprimere  i   giudizi   prescritti   dall'articolo
2409-ter, terzo comma, del codice civile,  sono  puniti,  qualora  da
tali omissioni derivino infedelta' nella dichiarazione dei redditi  o
ai fini dell'IRAP, con la sanzione  amministrativa  fino  al  30  per
cento del compenso contrattuale relativo all'attivita'  di  redazione
della relazione di revisione e, comunque, non  superiore  all'imposta
effettivamente accertata  a  carico  del  contribuente.  In  caso  di
mancata sottoscrizione della dichiarazione  dei  redditi  o  ai  fini
dell'IRAP si applica, oltre alla disposizione del precedente periodo,
la sanzione amministrativa da euro 258 a euro 2.065". 
 
  93. Le disposizioni  del  comma  92  si  applicano  a  partire  dal
bilancio relativo all'esercizio successivo a quello in  corso  al  31
dicembre 2007. 
 
  94. All'articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive  modificazioni,
il primo  periodo  del  comma  5  e'  sostituito  dal  seguente:  "La
dichiarazione delle societa' e degli enti  soggetti  all'imposta  sul
reddito delle societa' sottoposti al controllo contabile ai sensi del
codice civile o di leggi speciali e' sottoscritta anche dai  soggetti
che sottoscrivono la relazione di revisione". 
 
  95. L'autorizzazione di spesa di  cui  al  comma  12  dell'articolo
15-bis del decreto-legge  2  luglio  2007,  n.  81,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127,  e'  ridotta  di  2
miliardi di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. I  risparmi  in
termini di minori spese per interessi derivanti dal minor  fabbisogno
rispetto  a   quello   previsto   con   riferimento   alla   predetta
autorizzazione di spesa sono iscritti, per un importo non superiore a
90 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, nel Fondo per
interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo  10,
comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 
 
  96. Ai fini dell'applicazione del regime previsto dai commi da 96 a
117, si considerano contribuenti minimi le persone fisiche  esercenti
attivita' di impresa, arti o professioni che, al contempo: 
    a) nell'anno solare precedente: 
      1) hanno conseguito ricavi  ovvero  hanno  percepito  compensi,
ragguagliati ad anno, non superiori a 30.000 euro; 
      2) non hanno effettuato cessioni all'esportazione; 
      3) non  hanno  sostenuto  spese  per  lavoratori  dipendenti  o
collaboratori di cui all'articolo 50, comma 1, lettere c)  e  c-bis),
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,  anche  assunti
secondo la modalita' riconducibile a un progetto, programma di lavoro
o fase di esso, ai sensi degli articoli 61  e  seguenti  del  decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ne' erogato somme sotto  forma
di utili da partecipazione agli associati  di  cui  all'articolo  53,
comma 2, lettera c), dello stesso testo unico di cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 917 del 1986; 
    b) nel triennio solare precedente non hanno  effettuato  acquisti
di beni  strumentali,  anche  mediante  contratti  di  appalto  e  di
locazione, pure finanziaria, per un ammontare complessivo superiore a
15.000 euro. (50) 
 
  97. Agli effetti del comma 96 le cessioni  all'esportazione  e  gli
acquisti di beni strumentali si considerano effettuati sulla base dei
criteri di cui  all'articolo  6  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. (50) 
 
  98. Le persone fisiche che intraprendono  l'esercizio  di  imprese,
arti o professioni possono  avvalersi  del  regime  dei  contribuenti
minimi comunicando, nella dichiarazione di inizio di attivita' di cui
all'articolo 35  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, di presumere la sussistenza  dei  requisiti  di
cui ai commi 96 e 99. (50) 
 
    99. Non sono considerati contribuenti minimi: 
  a) le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali  ai  fini
dell'imposta sul valore aggiunto; 
    b) i soggetti non residenti; 
    c) i soggetti  che  in  via  esclusiva  o  prevalente  effettuano
cessioni  di  fabbricati  o  porzioni  di  fabbricato,   di   terreni
edificabili di cui  all'articolo  10,  numero  8),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e  di  mezzi  di
trasporto nuovi di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto-legge 30
agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  29
ottobre 1993, n. 427; 
    d) gli esercenti attivita' d'impresa  o  arti  e  professioni  in
forma individuale  che  contestualmente  partecipano  a  societa'  di
persone o associazioni di cui all'articolo 5 del citato  testo  unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica. 22 dicembre  1986,
n.  917,  ovvero  a  societa'  a  responsabilita'  limitata  di   cui
all'articolo 116 del medesimo testo unico. (50) 
 
  100. I contribuenti minimi  non  addebitano  l'imposta  sul  valore
aggiunto a titolo di rivalsa e  non  hanno  diritto  alla  detrazione
dell'imposta sul valore aggiunto assolta, dovuta o  addebitata  sugli
acquisti anche  intracomunitari  e  sulle  importazioni.  I  medesimi
contribuenti,  per  gli  acquisti  intracomunitari  e  per  le  altre
operazioni per le quali risultano debitori dell'imposta, integrano la
fattura con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta, che
versano  entro  il  giorno  16  del  mese  successivo  a  quello   di
effettuazione delle operazioni. (50) 
 
  101. L'applicazione del regime di cui ai commi da 96 a 117 comporta
la rettifica della detrazione di cui all'articolo 19-bis2 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633.  La  stessa
rettifica si applica se il contribuente transita, anche per  opzione,
al regime ordinario dell'imposta sul valore aggiunto.  Il  versamento
e' effettuato in un'unica soluzione, ovvero in cinque rate annuali di
pari importo senza applicazione degli interessi.  La  prima  o  unica
rata  e'  versata  entro  il  termine  per  il  versamento  a   saldo
dell'imposta sul  valore  aggiunto  relativa  all'anno  precedente  a
quello  di  applicazione  del  regime  dei  contribuenti  minimi;  le
successive rate sono versate entro il termine  per  il  versamento  a
saldo dell'imposta sostitutiva di  cui  al  comma  105  del  presente
articolo. Il debito puo' essere estinto anche mediante  compensazione
ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio  1997,  n.
241. (50) 
 
  102.  Nella  dichiarazione  relativa  all'ultimo  anno  in  cui  e'
applicata l'imposta sul valore aggiunto nei modi  ordinari  si  tiene
conto  anche   dell'imposta   relativa   alle   operazioni   indicate
nell'ultimo comma dell'articolo 6 del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per le quali  non  si  e'  ancora
verificata l'esigibilita'. (50) 
 
  103.  L'eccedenza   detraibile   emergente   dalla   dichiarazione,
presentata dai contribuenti minimi, relativa all'ultimo anno  in  cui
l'imposta sul valore aggiunto e' applicata  nei  modi  ordinari  puo'
essere chiesta a rimborso ai sensi dell'articolo 30, terzo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,
ovvero puo' essere utilizzata in compensazione ai sensi dell'articolo
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. (50) 
 
  104. I contribuenti minimi sono esenti dall'imposta regionale sulle
attivita' produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre  1997,
n. 446. Il reddito di impresa o  di  lavoro  autonomo  e'  costituito
dalla differenza tra l'ammontare dei ricavi o compensi percepiti  nel
periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo  stesso
nell'esercizio  dell'attivita'  di  impresa  o  dell'arte   o   della
professione; concorrono, altresi', alla  formazione  del  reddito  le
plusvalenze  e  le  minusvalenze  dei  beni  relativi  all'impresa  o
all'esercizio di  arti  o  professioni.  I  contributi  previdenziali
versati in ottemperanza a  disposizioni  di  legge,  compresi  quelli
corrisposti  per  conto  dei  collaboratori  dell'impresa   familiare
fiscalmente a carico, ai sensi  dell'articolo  12  del  citato  testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  22  dicembre
1986, n. 917, e successive modificazioni, ovvero, se non  fiscalmente
a carico, qualora il titolare non  abbia  esercitato  il  diritto  di
rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito determinato
ai sensi del presente comma. (50) 
 
  105. Sul reddito determinato ai sensi  del  comma  104  si  applica
un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e  delle  addizionali
regionali e comunali pari al  20  per  cento.  Nel  caso  di  imprese
familiari di cui all'articolo 5, comma 4, del citato testo  unico  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, l'imposta sostitutiva, calcolata  sul  reddito  al  lordo  delle
quote assegnate al coniuge e ai collaboratori  familiari,  e'  dovuta
dall'imprenditore.  Si  applicano  le  disposizioni  in  materia   di
versamento dell'imposta sui redditi delle persone fisiche. (50) 
 
  106. I  componenti  positivi  e  negativi  di  reddito  riferiti  a
esercizi precedenti  a  quello  da  cui  ha  effetto  il  regime  dei
contribuenti minimi, la cui tassazione o deduzione e' stata  rinviata
in conformita' alle disposizioni del citato testo  unico  di  cui  al
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.  917  del  1986   che
consentono o dispongono il rinvio, partecipano per le  quote  residue
alla formazione del reddito dell'esercizio  precedente  a  quello  di
efficacia  del  predetto  regime  solo  per  l'importo  della   somma
algebrica delle predette quote eccedente l'ammontare di 5.000 euro. 
  In caso di importo non eccedente il  predetto  ammontare  di  5.000
euro, le  quote  si  considerano  azzerate  e  non  partecipano  alla
formazione del reddito del suddetto esercizio.  In  caso  di  importo
negativo della somma algebrica, lo stesso concorre integralmente alla
formazione del predetto reddito. (50) 
 
  107. Le perdite fiscali generatesi nei periodi d'imposta  anteriori
a quello da cui decorre il regime  dei  contribuenti  minimi  possono
essere computate in diminuzione del reddito determinato ai sensi  dei
commi da 96 a 117 secondo le regole ordinarie  stabilite  dal  citato
testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917. (50) 
 
  108. Le perdite fiscali generatesi nel corso dell'applicazione  del
regime dei contribuenti minimi  sono  computate  in  diminuzione  del
reddito conseguito nell'esercizio d'impresa, arte o  professione  dei
periodi d'imposta successivi, ma non oltre il  quinto,  per  l'intero
importo che trova capienza in essi. Si applicano, ove ne ricorrano le
condizioni,  le  disposizioni  dell'ultimo  periodo   del   comma   3
dell'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917.
(50) 
 
  109. Ai fini delle imposte sui redditi, fermo restando l'obbligo di
conservare, ai sensi dell'articolo  22  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, i documenti  ricevuti  ed
emessi, i  contribuenti  minimi  sono  esonerati  dagli  obblighi  di
registrazione e di tenuta delle scritture contabili. La dichiarazione
dei redditi e' presentata nei termini e con le modalita' definiti nel
regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
luglio 1998, n. 322. Ai fini  dell'imposta  sul  valore  aggiunto,  i
contribuenti minimi sono esonerati dal versamento dell'imposta  e  da
tutti gli altri obblighi previsti dal decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ad eccezione  degli  obblighi  di
numerazione e di conservazione delle  fatture  di  acquisto  e  delle
bollette  doganali  e  di   certificazione   dei   corrispettivi.   I
contribuenti minimi sono,  altresi',  esonerati  dalla  presentazione
degli elenchi di cui all'articolo 8-bis, comma 4-bis, del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998,  n.
322, e successive modificazioni. (50) 
 
  110.  I  contribuenti  minimi  possono  optare  per  l'applicazione
dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sul reddito nei modi
ordinari. L'opzione, valida per almeno un triennio, e' comunicata con
la prima dichiarazione annuale  da  presentare  successivamente  alla
scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel  regime
normale, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo,  fino  a
quando permane la concreta  applicazione  della  scelta  operata.  In
deroga alle disposizioni del presente comma, l'opzione esercitata per
il periodo d'imposta  2008  puo'  essere  revocata  con  effetto  dal
successivo periodo d'imposta; la revoca e' comunicata  con  la  prima
dichiarazione  annuale  da  presentare  successivamente  alla  scelta
operata. (50) 
 
  111. Il regime dei contribuenti minimi cessa di avere  applicazione
dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle  condizioni
di cui al comma 96 ovvero si verifica una delle fattispecie  indicate
al comma 99. Il regime cessa di avere applicazione  dall'anno  stesso
in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di  cui  al
comma 96, lettera a), numero 1), di oltre il 50  per  cento.  In  tal
caso  sara'  dovuta  l'imposta  sul  valore  aggiunto   relativa   ai
corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell'intero anno
solare, determinata mediante  scorporo  ai  sensi  dell'ultimo  comma
dell'articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica  n.  633
del 1972 per  la  frazione  d'anno  antecedente  il  superamento  del
predetto limite o la corresponsione dei predetti compensi,  salvo  il
diritto alla  detrazione  dell'imposta  sugli  acquisti  relativi  al
medesimo periodo. La  cessazione  dall'applicazione  del  regime  dei
contribuenti minimi, a causa del superamento di oltre il 50 per cento
del limite di cui al  comma  96,  lettera  a),  numero  1),  comporta
l'applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni. (50) 
 
  112. Nel caso di passaggio da un periodo  di  imposta  soggetto  al
regime previsto dai commi da  96  a  117  a  un  periodo  di  imposta
soggetto a regime ordinario, al fine di evitare salti o  duplicazioni
di imposizione, i ricavi, i compensi e le  spese  sostenute  che,  in
base alle regole del regime di cui  ai  predetti  commi,  hanno  gia'
concorso  a  formare  il  reddito  non   assumono   rilevanza   nella
determinazione  del  reddito  dei  periodi  di   imposta   successivi
ancorche' di  competenza  di  tali  periodi;  viceversa  quelli  che,
ancorche' di competenza del periodo soggetto  al  regime  di  cui  ai
citati commi, non hanno concorso a formare il reddito imponibile  del
periodo assumono rilevanza nei  periodi  di  imposta  successivi  nel
corso dei quali si verificano i presupposti previsti  dal  regime  di
cui ai  medesimi  commi.  Corrispondenti  criteri  si  applicano  per
l'ipotesi inversa di passaggio dal regime ordinario di  tassazione  a
quello previsto dai commi da 96 a 117. Con i provvedimenti di cui  al
comma 115 possono essere dettate disposizioni attuative del  presente
comma. (50) 
 
  113. I contribuenti minimi  sono  esclusi  dall'applicazione  degli
studi di settore di cui  all'articolo  62-bis  del  decreto-legge  30
agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  29
ottobre 1993, n. 427. (50) 
 
  114.  Per  l'accertamento,  la  riscossione,  le  sanzioni   e   il
contenzioso,  si  applicano,  in  quanto  compatibili,  le  ordinarie
disposizioni in  materia  di  imposte  dirette,  imposta  sul  valore
aggiunto e imposta regionale sulle attivita' produttive. In  caso  di
infedele indicazione  da  parte  dei  contribuenti  minimi  dei  dati
attestanti i requisiti e le condizioni di cui ai commi 96  e  99  che
determinano la cessazione del regime previsto dai commi da 96 a  117,
le misure delle sanzioni  minime  e  massime  stabilite  dal  decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono aumentate del 10 per cento
se il maggior reddito  accertato  supera  del  10  per  cento  quello
dichiarato.  Il  regime  dei  contribuenti  minimi  cessa  di   avere
applicazione dall'anno successivo a  quello  in  cui,  a  seguito  di
accertamento divenuto definitivo, viene meno una delle condizioni  di
cui al comma 96 ovvero si verifica una delle fattispecie indicate  al
comma 99. Il regime cessa di avere applicazione dall'anno  stesso  in
cui l'accertamento e' divenuto definitivo, nel caso in cui i ricavi o
i compensi definitivamente accertati superino il  limite  di  cui  al
comma 96, lettera a), numero 1), di oltre il 50 per  cento.  In  tale
ultimo caso operano le disposizioni di cui al terzo periodo del comma
111. (50) 
 
  115. Con decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze  sono
dettate le disposizioni necessarie per l'attuazione dei commi da 96 a
114. Con uno o piu' provvedimenti del  direttore  dell'Agenzia  delle
entrate sono stabilite le modalita' applicative, anche in riferimento
a eventuali modalita' di presentazione della dichiarazione diverse da
quelle previste dal regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. (50) 
 
  116. Sono abrogati l'articolo 32-bis  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, l'articolo 14  della  legge
23 dicembre 2000, n. 388, e l'articolo 3, commi da 165 a  170,  della
legge 23 dicembre 1996, n. 662. I contribuenti che  hanno  esercitato
l'opzione di cui  all'articolo  32-bis,  comma  7,  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,   possono
applicare le disposizioni di cui ai commi da 96 a  117  del  presente
articolo, per il periodo d'imposta 2008, anche se non e' trascorso il
periodo minimo  di  permanenza  nel  regime  normale  previsto  dalla
predetta disposizione. In  tal  caso  la  revoca  di  cui  all'ultimo
periodo del predetto articolo 32-bis, comma 7, e' comunicata  con  la
prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta
operata e si applicano le  disposizioni  di  cui  al  comma  101  del
presente articolo. All'articolo 41, comma 2-bis, del decreto-legge 30
agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  29
ottobre 1993, n. 427, e successive  modificazioni,  le  parole:  "che
applicano il regime di franchigia  di  cui  all'articolo  32-bis  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633" sono
sostituite dalle seguenti: "che applicano, agli effetti  dell'imposta
sul valore aggiunto, il regime di franchigia". (50) 
 
  117. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 6 lUGLIO 2011,  N.  98,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 15 LUGLIO 2011, N. 111. PERIODO  SOPPRESSO
DAL D.L. 6 lUGLIO 2011, N. 98, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA  L.
15 LUGLIO 2011,  N.  111.  Nel  caso  di  imprese  familiari  di  cui
all'articolo 5, comma 4, del citato testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  l'acconto  e'
dovuto dal titolare anche per la quota  imputabile  ai  collaboratori
dell'impresa familiare. (50) 
 
  118. All'articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre  1997,  n.
471, al comma 2-quater, le parole: "ovvero con altro mezzo  idoneo  a
indicare il vincolo imposto a fini fiscali" sono soppresse. 
 
  119. Al fine di consentire  la  semplificazione  degli  adempimenti
degli operatori doganali e la riduzione dei costi gestionali a carico
dell'Amministrazione finanziaria, e' consentito  il  pagamento  o  il
deposito dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale. A
tale fine  e'  autorizzata  l'apertura  di  un'apposita  contabilita'
speciale, presso la Banca d'Italia, su cui far affluire  le  relative
somme. Le modalita' di riversamento  all'Erario  o  agli  altri  enti
beneficiari sono  stabilite  con  successivo  decreto  del  capo  del
Dipartimento per le politiche fiscali del Ministero  dell'economia  e
delle finanze. 
 
  120. Ai fini delle trasmissioni telematiche gestite  dal  Ministero
dell'economia e delle finanze, il termine  di  cui  all'articolo  64,
comma 3, del codice dell'amministrazione digitale, di cui al  decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e' prorogato al 31 dicembre 2009. 
 
  121. Dopo l'articolo 44 del decreto-legge  30  settembre  2003,  n.
269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,  n.
326, e' inserito il seguente: 
  "Art. 44-bis. - (Semplificazione della dichiarazione annuale). - 1.
Al fine di  semplificare  la  dichiarazione  annuale  presentata  dai
sostituti d'imposta tenuti al rilascio della  certificazione  di  cui
all'articolo 4, commi 6-ter e 6-quater, del  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio  1998,  n.  322,  e
successive modificazioni, a partire  dalle  retribuzioni  corrisposte
con riferimento al mese di gennaio 2009, i soggetti di cui al comma 9
dell'articolo  44   comunicano   mensilmente   in   via   telematica,
direttamente o tramite gli incaricati di cui  all'articolo  3,  commi
2-bis e 3, del citato decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
luglio 1998, n. 322, i dati retributivi e le informazioni  necessarie
per il calcolo delle ritenute fiscali e dei relativi  conguagli,  per
il calcolo dei  contributi,  per  l'implementazione  delle  posizioni
assicurative  individuali  e  per  l'erogazione  delle   prestazioni,
mediante una  dichiarazione  mensile  da  presentare  entro  l'ultimo
giorno del mese successivo a quello di riferimento". 
 
  122. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  di
concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale,  sono
definite le modalita' attuative della disposizione di  cui  al  comma
121, nonche' le modalita' di condivisione  dei  dati  tra  l'Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS),  l'Istituto  nazionale  di
previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica (INPDAP)  e
l'Agenzia delle entrate. 
 
  123. Con il medesimo decreto di cui al comma 122 si  provvede  alla
semplificazione  e  all'armonizzazione  degli  adempimenti   di   cui
all'articolo  4  del  citato  regolamento  di  cui  al  decreto   del
Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, nel rispetto  dei
seguenti criteri: 
     a) trasmissione mensile dei flussi telematici unificati; 
  b) previsione di un unico canale telematico per la trasmissione dei
dati; 
  c)  possibilita'  di   ampliamento   delle   nuove   modalita'   di
comunicazione dei dati fiscali e contributivi anche ad enti  e  casse
previdenziali diversi da quelli previsti nel comma 9 dell'articolo 44
del  decreto-legge  30  settembre  2003,  n.  269,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. 
 
  124. All'articolo 38-bis, primo comma, secondo periodo, del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni, le parole: "iscritti nell'apposita sezione dell'elenco
previsto dall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993,
n. 385, con le modalita' e  criteri  di  solvibilita'  stabiliti  con
decreto del Ministro delle finanze" sono sostituite  dalle  seguenti:
"iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106 e 107  del  testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni". 
 
  125. All'articolo 8, comma 2, del  decreto  legislativo  19  giugno
1997, n. 218, e successive modificazioni, dopo  le  parole:  "polizza
fideiussoria o fideiussione bancaria" sono inserite le seguenti: 
  "ovvero rilasciata dai consorzi di  garanzia  collettiva  dei  fidi
(Confidi) iscritti negli elenchi previsti dagli articoli  106  e  107
del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di  cui
al decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385,  e  successive
modificazioni". 
 
  126. All'articolo 19, comma 1, del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n.  602,  e  successive  modificazioni,
dopo le parole: "polizza fidejussoria o fidejussione  bancaria"  sono
aggiunte le seguenti: "ovvero rilasciata  dai  consorzi  di  garanzia
collettiva dei fidi (Confidi) iscritti negli elenchi  previsti  dagli
articoli 106 e 107 del testo unico delle leggi in materia bancaria  e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,
e successive modificazioni". 
 
  127. All'articolo 48, comma 3, del decreto legislativo 31  dicembre
1992, n. 546, e successive modificazioni, dopo le parole: 
  "polizza fideiussoria o fideiussione  bancaria"  sono  aggiunte  le
seguenti: "ovvero rilasciata dai consorzi di garanzia collettiva  dei
fidi (Confidi) iscritti negli elenchi previsti dagli articoli  106  e
107 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia,  di
cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,  e  successive
modificazioni". 
 
  128. All'articolo 30 della legge 23 dicembre  1994,  n.  724,  sono
apportate le seguenti modifiche: 
  a) al comma 1, primo periodo,  lettera  b),  dopo  le  parole:  "la
percentuale e' ulteriormente ridotta al 4 per cento;"  sono  aggiunte
le  seguenti:  "per  tutti  gli  immobili  situati  in   comuni   con
popolazione inferiore a 1.000 abitanti la percentuale e'  dell'1  per
cento;"; 
  b) al  comma  1,  secondo  periodo,  numero  6),  le  parole:  "non
inferiore a 100" sono sostituite dalle  seguenti:  "non  inferiore  a
50"; 
  c) al comma 1, secondo periodo, sono aggiunti, in fine, i  seguenti
numeri: 
  "6-bis) alle societa' che nei due esercizi precedenti  hanno  avuto
un numero di dipendenti mai inferiore alle dieci unita'; 
  6-ter)  alle  societa'  in  stato  di  fallimento,  assoggettate  a
procedure  di  liquidazione  giudiziaria,  di   liquidazione   coatta
amministrativa ed in concordato preventivo; 
  6-quater) alle societa' che presentano un ammontare complessivo del
valore  della  produzione  (raggruppamento  A  del  conto  economico)
superiore al totale attivo dello stato patrimoniale; 
  6-quinquies) alle societa'  partecipate  da  enti  pubblici  almeno
nella misura del 20 per cento del capitale sociale; 
  6-sexies) alle societa' che risultano congrue e  coerenti  ai  fini
degli studi di settore"; 
     d) al comma 1, l'ultimo periodo e' soppresso; 
  e) al comma 3, lettera b), dopo le parole: "la predetta percentuale
e' ridotta al 3 per cento;" sono aggiunte le seguenti: 
  "per gli immobili classificati nella categoria catastale  A/10,  la
predetta percentuale e' ulteriormente ridotta al  4  per  cento;  per
tutti gli immobili situati in  comuni  con  popolazione  inferiore  a
1.000 abitanti la percentuale e' dello 0,9 per cento;"; 
     f) dopo il comma 4-bis sono inseriti i seguenti: 
  "4-ter. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle  entrate
possono  essere  individuate  determinate  situazioni  oggettive,  in
presenza delle quali e' consentito disapplicare le  disposizioni  del
presente articolo, senza  dover  assolvere  all'onere  di  presentare
l'istanza di interpello di cui al comma 4-bis. 
  4-quater. I  provvedimenti  del  direttore  regionale  dell'Agenzia
delle entrate, adottati a seguito delle  istanze  di  disapplicazione
presentate  ai  sensi  del  comma  4-bis,  sono  comunicati  mediante
servizio postale, in plico raccomandato con  avviso  di  ricevimento,
ovvero a mezzo fax o posta elettronica". 
 
  129. Lo scioglimento ovvero la trasformazione in societa' semplice,
di cui all'articolo 1, commi da 111 a 117, della  legge  27  dicembre
2006, n. 296, puo' essere eseguito, dalle  societa'  considerate  non
operative nel periodo di  imposta  in  corso  al  31  dicembre  2007,
nonche' da quelle che a tale data si trovano  nel  primo  periodo  di
imposta, entro il quinto mese successivo alla chiusura  del  medesimo
periodo di imposta. La condizione  di  iscrizione  dei  soci  persone
fisiche nel libro dei  soci  deve  essere  verificata  alla  data  di
entrata in vigore della presente legge, ovvero  entro  trenta  giorni
dalla medesima data, in forza di un titolo  di  trasferimento  avente
data certa anteriore al 1° novembre 2007. Le aliquote  delle  imposte
sostitutive di  cui  all'articolo  1,  comma  112,  primo  e  secondo
periodo, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  sono  fissate  nella
misura rispettivamente del 10 e del 5 per cento. 
 
  130. All'articolo 13 del decreto legislativo 4  dicembre  1997,  n.
460, il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
  "3. I beni non di lusso alla cui produzione o  al  cui  scambio  e'
diretta l'attivita' dell'impresa, diversi da quelli di cui  al  comma
2, che presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che pur non
modificandone  l'idoneita'  di  utilizzo   non   ne   consentono   la
commercializzazione o la vendita, rendendone necessaria  l'esclusione
dal mercato o la distruzione, qualora siano ceduti gratuitamente alle
ONLUS, per un importo corrispondente al costo specifico sostenuto per
la produzione o l'acquisto complessivamente non superiore  al  5  per
cento del reddito d'impresa dichiarato, non si considerano  destinati
a   finalita'   estranee   all'esercizio   dell'impresa   ai    sensi
dell'articolo 85, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n. 917.  I  predetti  beni  si  considerano  distrutti  agli  effetti
dell'imposta sul valore aggiunto". 
 
  131.  A  decorrere  dall'anno  2009,  le   certificazioni   fiscali
rilasciate dal sostituto d'imposta al personale delle amministrazioni
di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 12  febbraio  1993,  n.
39, sono rese disponibili con le stesse  modalita'  previste  per  il
cedolino relativo alle competenze stipendiali e stabilite dal decreto
del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  12   gennaio   2006,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2006. 
 
  132. a decorrere dall'anno 2008, per i  soggetti  di  eta'  pari  o
superiore a settantacinque anni  e  con  un  reddito  proprio  e  del
coniuge non superiore complessivamente  a  euro  516,46  per  tredici
mensilita', senza conviventi, e' abolito il pagamento del  canone  di
abbonamento  alle  radioaudizioni  esclusivamente  per  l'apparecchio
televisivo ubicato nel luogo di residenza. Per  l'abuso  e'  irrogata
una sanzione amministrativa, in aggiunta  al  canone  dovuto  e  agli
interessi di mora, d'importo compreso tra euro 500 ed euro 2.000  per
ciascuna annualita' evasa. 
 
  133. All'articolo 1, comma 878, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "I   predetti
contributi sono assegnati alle societa'  finanziarie  costituitesi  a
norma del regolamento di cui al decreto del Ministro  dell'industria,
del commercio e dell'artigianato 30 marzo 2001, n. 400,  ed  operanti
alla data di  entrata  in  vigore  della  presente  disposizione,  in
ragione della medesima ripartizione percentuale dei fondi di garanzia
interconsortili ottenuta in fase di prima attuazione del  regolamento
di cui al citato decreto 30 marzo 2001, n. 400". 
 
  134. Al fine di accelerare lo  sviluppo  delle  cooperative  e  dei
consorzi di garanzia collettiva  fidi  di  cui  all'articolo  13  del
decreto-legge  30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,  n.  326,  e  successive
modificazioni, le banche di garanzia collettiva dei fidi ed i confidi
possono imputare al  fondo  consortile,  al  capitale  sociale  o  ad
apposita  riserva  i  fondi  rischi  e  gli  altri  fondi  o  riserve
patrimoniali costituiti da contributi dello Stato, delle regioni e di
altri enti pubblici esistenti alla data  del  30  giugno  2007.  Tali
risorse  sono  attribuite  unitariamente  al  patrimonio  a  fini  di
vigilanza dei relativi confidi, senza  vincoli  di  destinazione.  Le
eventuali azioni o quote corrispondenti costituiscono azioni o  quote
proprie delle banche o dei confidi e non attribuiscono alcun  diritto
patrimoniale o amministrativo ne' sono computate nel capitale sociale
o nel fondo consortile ai fini del calcolo delle quote richieste  per
la costituzione e per le deliberazioni  dell'assemblea.  La  relativa
delibera, da assumere entro centottanta giorni dall'approvazione  del
bilancio, e' di competenza dell'assemblea ordinaria. 
 
  135. All'articolo 13, comma  55,  del  decreto-legge  30  settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  novembre
2003, n. 326, e successive modificazioni, dopo le parole: 
  "consorziate o socie" sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: 
  "I contributi erogati da regioni o da altri enti  pubblici  per  la
costituzione e l'implementazione del fondo rischi, in quanto concessi
per  lo  svolgimento  della  propria  attivita'  istituzionale,   non
ricadono nell'ambito di applicazione dell'articolo 47 del testo unico
delle leggi in materia bancaria  e  creditizia,  di  cui  al  decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385. La gestione di fondi  pubblici
finalizzati all'abbattimento dei tassi di interesse o al contenimento
degli  oneri  finanziari   puo'   essere   svolta,   in   connessione
all'operativita' tipica, dai soggetti iscritti nella sezione  di  cui
all'articolo 155, comma 4, del citato testo unico di cui  al  decreto
legislativo  n.  385  del  1993,  nei  limiti  della   strumentalita'
all'oggetto sociale tipico, a condizione che: 
  a)  il  contributo  a  valere  sul  fondo  pubblico   sia   erogato
esclusivamente  a  favore  di  imprese  consorziate  o  socie  e   in
connessione a finanziamenti garantiti dal medesimo confidi; 
  b)  il  confidi  svolga  unicamente  la  funzione   di   mandatario
all'incasso e al pagamento per conto  dell'ente  pubblico  erogatore,
che permane titolare esclusivo dei fondi, limitandosi ad accertare la
sussistenza dei requisiti di legge per l'accesso all'agevolazione". 
 
  136. Nei confronti degli italiani residenti  all'estero  che  hanno
percepito  indebitamente  prestazioni  pensionistiche  o   quote   di
prestazioni  pensionistiche  o  trattamenti  di  famiglia,  a  carico
dell'INPS, per periodi anteriori  al  1°  gennaio  2007,  l'eventuale
recupero e' effettuato mediante trattenuta diretta sulla pensione  in
misura non superiore al quinto e senza interessi. 
 
  137. La disposizione di cui al comma 136 non si applica qualora sia
riconosciuto il dolo del soggetto che ha  indebitamente  percepito  i
trattamenti a carico dell'INPS. 
 
  138. Per le societa' titolari di concessioni in ambito  provinciale
del servizio nazionale di riscossione di cui al  decreto  legislativo
13 aprile 1999, n. 112, le  disposizioni  previste  dall'articolo  1,
comma 426, della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  e  successive
modificazioni, si applicano, nei limiti previsti dallo  stesso  comma
426, anche nei confronti delle  societa'  titolari  delle  precedenti
concessioni subprovinciali, partecipanti, anche  per  incorporazione,
al capitale sociale delle succedute nuove societa'. 
 
  139. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
 
  140. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
 
  140-bis.  COMMA  ABROGATO  DAL  D.L.  29  NOVEMBRE  2008,  N.  185,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
 
  141.  All'articolo  72-bis  del  decreto   del   Presidente   della
Repubblica 29 settembre 1973, n.  602,  e  successive  modificazioni,
dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
  "1-bis. L'atto di cui al comma  1  puo'  essere  redatto  anche  da
dipendenti dell'agente della  riscossione  procedente  non  abilitati
all'esercizio delle funzioni di ufficiale della riscossione e, in tal
caso,  reca  l'indicazione  a  stampa  dello  stesso   agente   della
riscossione e non e' soggetto all'annotazione di cui all'articolo 44,
comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112". 
 
  142. All'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, la parola: "Se" e' sostituita dalle seguenti: "Salvo
quanto previsto dal comma 1-bis, se"; 
     b) dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente: 
  "1-bis. Il pignoramento dei beni di cui al  comma  1  del  presente
articolo puo' essere effettuato dall'agente della  riscossione  anche
con le modalita' previste  dall'articolo  72-bis;  in  tal  caso,  lo
stesso agente della riscossione rivolge un ordine di consegna di tali
beni al terzo, che adempie entro  il  termine  di  trenta  giorni,  e
successivamente procede alla vendita". 
 
  143. Nei casi di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 8,  10-bis,  10-ter,
10-quater e 11 del decreto legislativo  10  marzo  2000,  n.  74,  si
osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui all'articolo
322-ter del codice penale. 
 
  144. Dopo l'articolo 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
462, e' inserito il seguente: 
  "Art. 3-bis. - (Rateazione delle  somme  dovute).  -  1.  Le  somme
dovute ai sensi dell'articolo 2, comma 2, e dell'articolo 3, comma 1,
se superiori a duemila euro, possono  essere  versate  in  un  numero
massime di sei rate trimestrali di pari importo, ovvero, se superiori
a cinquemila euro, in un numero massimo di venti rate trimestrali  di
pari importo. Se le somme dovute sono superiori a cinquantamila euro,
il contribuente e' tenuta a prestare idonea garanzia  commisurata  al
totale delle somme dovute, comprese quelle a titolo  di  sanzione  in
misura piena,  per  il  periodo  di  rateazione  dell'importo  dovuto
aumentato di un anno, mediante polizza  fideiussoria  o  fideiussione
bancaria, ovvero rilasciata da un consorzio  di  garanzia  collettiva
dei fidi iscritto negli elenchi di cui agli articoli 106  e  107  del
testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di  cui  al
decreto  legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385,   e   successive
modificazioni. In alternativa alle predette garanzie, l'ufficio  puo'
autorizzare che  sia  concessa  dal  contribuente,  ovvero  da  terzo
datore, ipoteca  volontaria  di  primo  grado  su  beni  immobili  di
esclusiva proprieta' del concedente, per un importo  pari  al  doppio
delle somme dovute, comprese quelle a titolo di  sanzione  in  misura
piena. A tal fine il valore dell'immobile  e'  determinato  ai  sensi
dell'articolo  52,  comma  4,  del  testo  unico  delle  disposizioni
concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. Il valore dell'immobile puo'
essere, in alternativa, determinato sulla base di una perizia giurata
di stima, cui si  applica  l'articolo  64  del  codice  di  procedura
civile, redatta da soggetti iscritti agli albi degli ingegneri, degli
architetti, dei geometri, dei dottori agronomi, dei periti  agrari  o
dei  periti  industriali  edili.  L'ipoteca   non   e'   assoggettata
all'azione revocatoria di cui all'articolo 67 del  regio  decreto  16
marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni.  Sono  a  carico  del
contribuente le spese di perizia, di iscrizione  e  di  cancellazione
dell'ipoteca. In tali casi, entro dieci giorni dal  versamento  della
prima  rata  il  contribuente  deve  far  pervenire  all'ufficio   la
documentazione relativa alla prestazione della garanzia. 
  2. Qualora le somme dovute non siano superiori a duemila  euro,  il
beneficio  della  dilazione  in  un  numero  massimo  di   sei   rate
trimestrali di pari importo e' concesso  dall'ufficio,  su  richiesta
del contribuente, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva
difficolta' dello stesso. La richiesta deve essere  presentata  entro
trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. 
  3. L'importo della prima rata deve essere versato entro il  termine
di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. 
  Sull'importo delle rate successive sono  dovuti  gli  interessi  al
tasso del 3,5 per cento annuo, calcolati dal primo giorno del secondo
mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione. Le rate
trimestrali nelle quali il pagamento e' dilazionato scadono  l'ultimo
giorno di ciascun trimestre. 
  4. Il  mancato  pagamento  anche  di  una  sola  rata  comporta  la
decadenza dalla rateazione e l'importo dovuto per imposte,  interessi
e sanzioni in misura piena, dedotto quanto  versato,  e'  iscritto  a
ruolo.   Se   e'   stata   prestata   garanzia,   l'ufficio   procede
all'iscrizione a ruolo dei suddetti importi a carico del contribuente
e dello stesso garante o del terzo datore d'ipoteca,  qualora  questi
ultimi  non  versino  l'importo  dovuto  entro  trenta  giorni  dalla
notificazione di apposito invito contenente l'indicazione delle somme
dovute e dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa. 
  5. La notificazione delle cartelle di  pagamento  conseguenti  alle
iscrizioni a ruolo previste dal comma  4  e'  eseguita  entro  il  31
dicembre del secondo anno successivo a quello di scadenza della  rata
non pagata. 
  6. Le disposizioni di cui ai commi 1, 3, 4 e 5 si  applicano  anche
alle somme da versare, superiori a cinquecento  euro,  a  seguito  di
ricevimento della comunicazione prevista dall'articolo 1, comma  412,
della legge 30  dicembre  2004,  n.  311,  relativamente  ai  redditi
soggetti a tassazione separata. Per gli importi  fino  a  cinquecento
euro, si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti. 
  7. Nei casi di decadenza dal beneficio di cui al presente  articolo
non e' ammessa la dilazione del  pagamento  delle  somme  iscritte  a
ruolo di  cui  all'articolo  19  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni". 
 
  145. All'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, nel secondo periodo, le parole:  "cinquanta  milioni
di lire" sono sostituite dalle seguenti: "cinquantamila euro" e  sono
aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "In alternativa alle  predette
garanzie,  il  credito  iscritto  a  ruolo  puo'   essere   garantito
dall'ipoteca iscritta ai sensi dell'articolo 77; 
  l'ufficio  puo'  altresi'  autorizzare   che   sia   concessa   dal
contribuente, ovvero da terzo datore,  ipoteca  volontaria  di  primo
grado su beni immobili di esclusiva proprieta' del concedente, per un
importo pari al doppio delle somme iscritte a ruolo. A  tal  fine  il
valore dell'immobile e' determinato ai sensi dell'articolo 52,  comma
4, del  testo  unico  delle  disposizioni  concernenti  l'imposta  di
registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1986, n. 131. Il valore dell'immobile puo'  essere,  in  alternativa,
determinato sulla base di  una  perizia  giurata  di  stima,  cui  si
applica l'articolo 64 del codice  di  procedura  civile,  redatta  da
soggetti iscritti agli albi degli ingegneri,  degli  architetti,  dei
geometri, dei dottori  agronomi,  dei  periti  agrari  o  dei  periti
industriali  edili.  L'ipoteca   non   e'   assoggettata   all'azione
revocatoria di cui all'articolo 67 del regio decreto 16  marzo  1942,
n. 267, e successive modificazioni. Sono a carico del contribuente le
spese di perizia, di iscrizione e cancellazione dell'ipoteca"; 
  b) al comma 4-bis, dopo le parole: "il fideiussore"  sono  inserite
le seguenti: "o il terzo datore d'ipoteca" e dopo la parola: "stesso"
sono inserite le seguenti: "ovvero del terzo datore d'ipoteca". 
 
  146. All'articolo 19, comma 2, lettera a), del decreto  legislativo
13 aprile 1999,  n.  112,  e  successive  modificazioni,  le  parole:
"l'undicesimo mese successivo alla consegna del ruolo ovvero,  per  i
ruoli straordinari, entro il sesto mese successivo"  sono  sostituite
dalle seguenti: "il quinto mese successivo alla consegna del ruolo". 
 
  147. Le disposizioni di cui al comma 144 si applicano  a  decorrere
dalle  dichiarazioni  relative  al  periodo   d'imposta   in   corso,
rispettivamente: 
  a) al 31 dicembre 2006, per le somme dovute ai sensi  dell'articolo
2, comma 2, del decreto legislativo  18  dicembre  1997,  n.  462,  e
successive modificazioni; 
  b) al 31 dicembre 2005, per le somme dovute ai sensi  dell'articolo
3, comma 1, del decreto legislativo  18  dicembre  1997,  n.  462,  e
successive modificazioni; 
  c) al 31 dicembre 2004, per le somme dovute ai sensi  dell'articolo
1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, a  seguito  della
liquidazione dell'imposta dovuta sui redditi di cui  all'articolo  17
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, salvo che per le somme dovute relativamente ai redditi
di cui all'articolo 21 del medesimo testo  unico,  per  le  quali  le
disposizioni si applicano a decorrere dalle dichiarazioni relative al
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2005. 
 
  148. COMMA ABROGATO DAL D.L. 1 LUGLIO 2009, N. 78,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 3 AGOSTO 2009, N. 102. 
 
  149. Con regolamenti emanati ai sensi dell'articolo  17,  comma  2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono dettate le disposizioni  per
il frazionamento dei debiti e le garanzie da concedere,  nonche'  per
le modalita' di computo degli interessi  e  la  determinazione  della
decorrenza iniziale e  del  termine  finale,  al  fine  di  garantire
l'organicita'  della  disciplina   relativa   al   versamento,   alla
riscossione e al rimborso di ogni tributo, nel rispetto dei  principi
del codice civile e dell'ordinamento tributario, tenuto  conto  della
specificita' dei singoli tributi. 
 
  150. Con  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
emanato ai sensi dell'articolo 13, comma 1,  della  legge  13  maggio
1999, n. 133, sono stabilite le misure,  anche  differenziate,  degli
interessi per il versamento, la riscossione  e  i  rimborsi  di  ogni
tributo, anche in ipotesi diverse da quelle previste dall'articolo 13
del  decreto-legge  30  dicembre  1993,  n.  557,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, nei limiti di un
punto percentuale  di  differenza  rispetto  al  tasso  di  interesse
fissato ai sensi dell'articolo  1284  del  codice  civile,  salva  la
determinazione degli interessi di mora ai sensi dell'articolo 30  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602,  e
successive modificazioni. 
 
  151. All'articolo 17 del decreto legislativo 26 febbraio  1999,  n.
46,  e  successive  modificazioni,   sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
    a) al comma 3-bis, le parole: "interamente partecipate dallo 
Stato" sono sostituite dalle seguenti: "a partecipazione pubblica"; 
b) al comma 3-ter, le parole da: "stipula" fino alla fine del 
  comma sono sostituite dalle  seguenti:  "procede  all'iscrizione  a
ruolo dopo aver emesso,  vidimato  e  reso  esecutiva  un'ingiunzione
conforme all'articolo 2, primo comma, del testo unico di cui al regio
decreto 14 aprile 1910, n. 639". 
 
  152. All'articolo 3, comma 7-bis, del  decreto-legge  30  settembre
2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge  2  dicembre
2005, n. 248, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) dopo la parola: "periodo," sono inserite le  seguenti:  "nonche'
delle operazioni di fusione, scissione, conferimento  e  cessione  di
aziende  o  di   rami   d'azienda   effettuate   tra   agenti   della
riscossione,"; 
  b) dopo la parola: "venditore" sono inserite le  seguenti:  "ovvero
della societa' incorporata, scissa, conferente o cedente"; 
  c) dopo la parola: "cessione" sono inserite le seguenti: ",  ovvero
facenti parte del patrimonio della  societa'  incorporata,  assegnati
per scissione, conferiti o ceduti,"; 
  d) dopo la parola: "acquirente" sono inserite le seguenti:  "ovvero
della   societa'   incorporante,   beneficiaria,    conferitaria    o
cessionaria". 
 
  153. All'articolo 3 del decreto-legge 30 settembre  2005,  n.  203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,  n.  248,
dopo il comma 35 e' inserito il seguente: 
  "35-bis.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  2008  gli  agenti   della
riscossione non possono svolgere attivita' finalizzate al recupero di
somme, di spettanza comunale, iscritte in ruoli relativi  a  sanzioni
amministrative per violazioni del  codice  della  strada  di  cui  al
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per i  quali,  alla  data
dell'acquisizione di cui al comma 7, la cartella di pagamento non era
stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo". 
 
  154. Per i tributi e le altre entrate di spettanza delle province e
dei comuni le disposizioni contenute nell'articolo  1,  commi  426  e
426-bis,  della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  e   successive
modificazioni, si interpretano nel senso  che  la  sanatoria  produce
esclusivamente effetti  sulle  responsabilita'  amministrative  delle
societa' concessionarie del servizio nazionale  della  riscossione  o
dei commissari governativi provvisoriamente delegati alla riscossione
ai fini dell'applicazione delle sanzioni previste dagli  articoli  da
47 a 53 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e  successive
modificazioni, costituendo comunque le violazioni di cui al  comma  2
dell'articolo 19 del medesimo decreto legislativo n. 112 del 1999,  e
successive modificazioni, causa di perdita del diritto al discarico. 
 
  155. All'articolo 6 del decreto legislativo 18  dicembre  1997,  n.
471, dopo il comma 9 e' aggiunto il seguente: 
  "9-bis. E' punito con la sanzione amministrativa  compresa  fra  il
100 e il 200 per cento dell'imposta, con un minimo di  258  euro,  il
cessionario o il committente che, nell'esercizio di imprese,  arti  o
professioni, non assolve l'imposta relativa agli acquisti di  beni  o
servizi mediante il meccanismo dell'inversione contabile di cui  agli
articoli 17 e 74, commi settimo e ottavo, del decreto del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. 
La medesima sanzione si  applica  al  cedente  o  prestatore  che  ha
irregolarmente  addebitato  l'imposta  in  fattura   omettendone   il
versamento.  Qualora   l'imposta   sia   stata   assolta,   ancorche'
irregolarmente, dal cessionario o committente ovvero  dal  cedente  o
prestatore, fermo  restando  il  diritto  alla  detrazione  ai  sensi
dell'articolo 19 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre  1972,  n.  633,  e  successive  modificazioni,  la  sanzione
amministrativa e' pari al 3  per  cento  dell'imposta  irregolarmente
assolta, con un minimo di 258 euro, e comunque non oltre 10.000  euro
per le irregolarita' commesse nei  primi  tre  anni  di  applicazione
delle disposizioni del presente periodo. Al pagamento delle  sanzioni
previste  nel  secondo  e  terzo  periodo,   nonche'   al   pagamento
dell'imposta, sono tenuti solidalmente entrambi i soggetti  obbligati
all'applicazione del meccanismo dell'inversione contabile. E'  punito
con la sanzione di cui al comma 2 il cedente  o  prestatore  che  non
emette  fattura,  fermo  restando  l'obbligo  per  il  cessionario  o
committente di  regolarizzare  l'omissione  ai  sensi  del  comma  8,
applicando, comunque, il meccanismo dell'inversione contabile". 
 
  156. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) all'articolo 17, sesto comma, dopo la lettera a) e' inserita  la
seguente: 
  "a-bis) alle cessioni di fabbricati o  di  porzioni  di  fabbricato
strumentali  di  cui  alle  lettere  b)  e  d)  del   numero   8-ter)
dell'articolo 10"; 
  b) all'articolo 30, secondo comma, lettera a), le parole: "articolo
17, quinto e sesto comma" sono sostituite dalle seguenti: 
  "articolo 17, quinto, sesto e settimo comma". 
 
  157. La disposizione di cui al comma 156, lettera  a),  si  applica
alle cessioni effettuate a partire dal 1°  marzo  2008.  Resta  fermo
quanto gia' stabilito dal decreto del Ministro dell'economia e  delle
finanze 25 maggio 2007, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  152
del 3 luglio 2007, per le cessioni di cui alla lettera d) del  numero
8-ter) dell'articolo 10 del decreto del Presidente  della  Repubblica
26 ottobre 1972, n.  633,  effettuate  dal  1°  ottobre  2007  al  29
febbraio 2008. La disposizione di cui al comma 156,  lettera  b),  si
applica ai rimborsi richiesti a partire dal 1° gennaio 2008. 
 
  158. All'articolo 74, primo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e  successive  modificazioni,  la
lettera d) e' sostituita dalla seguente: 
  "d) per le prestazioni dei gestori di telefoni posti a disposizione
del pubblico, nonche' per la vendita di qualsiasi mezzo tecnico,  ivi
compresa la fornitura di codici di accesso, per fruire dei servizi di
telecomunicazione, fissa o mobile,  e  di  telematica,  dal  titolare
della concessione o autorizzazione ad  esercitare  i  servizi,  sulla
base  del  corrispettivo  dovuto  dall'utente  o,   se   non   ancora
determinato, sulla  base  del  prezzo  mediamente  praticato  per  la
vendita  al  pubblico  in  relazione  alla  quantita'   di   traffico
telefonico messo a disposizione tramite il mezzo tecnico.  Le  stesse
disposizioni si applicano ai soggetti non  residenti  che  provvedono
alla vendita o alla distribuzione dei mezzi  tecnici  nel  territorio
dello Stato tramite proprie  stabili  organizzazioni  nel  territorio
dello Stato,  loro  rappresentanti  fiscali  nominati  ai  sensi  del
secondo  comma  dell'articolo  17,  ovvero  tramite   identificazione
diretta ai sensi dell'articolo 35-ter, nonche' ai commissionari, agli
altri intermediari e ai soggetti terzi che provvedono alla vendita  o
alla distribuzione nel  territorio  dello  Stato  dei  mezzi  tecnici
acquistati da soggetti non residenti. Per tutte le vendite dei  mezzi
tecnici nei confronti dei soggetti  che  agiscono  nell'esercizio  di
imprese, arti o professioni, anche successive alla prima cessione,  i
cedenti rilasciano un documento in cui devono essere  indicate  anche
la denominazione e la partita IVA del soggetto passivo che ha assolto
l'imposta.  La  medesima  indicazione  deve  essere  riportata  anche
sull'eventuale supporto fisico, atto a veicolare  il  mezzo  tecnico,
predisposto direttamente o tramite terzi dal soggetto che realizza  o
commercializza gli stessi". 
 
  159. Al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
     a) all'articolo 6: 
      1) dopo il comma 3 e' inserito il seguente: 
  "3-bis. Il cedente che  non  integra  il  documento  attestante  la
vendita dei mezzi  tecnici  di  cui  all'articolo  74,  primo  comma,
lettera d), del decreto del Presidente della  Repubblica  26  ottobre
1972, n. 633, e successive modificazioni, con la denominazione  e  la
partita IVA del soggetto passivo che ha assolto l'imposta  e'  punito
con la sanzione amministrativa pari al 20 per cento del corrispettivo
della cessione non documentato regolarmente. Il soggetto che realizza
o commercializza i mezzi tecnici e che, nel predisporre, direttamente
o tramite terzi, i supporti fisici atti a veicolare i  mezzi  stessi,
non indica, ai sensi  dell'articolo  74,  primo  comma,  lettera  d),
quarto periodo, del citato decreto del Presidente della Repubblica n.
633 del 1972, la denominazione e la partita IVA del soggetto  che  ha
assolto l'imposta e' punito con la sanzione amministrativa pari al 20
per cento del valore  riportato  sul  supporto  fisico  non  prodotto
regolarmente. Qualora le indicazioni di cui  all'articolo  74,  primo
comma, lettera d), terzo e quarto periodo,  del  citato  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 siano non  veritiere,  le
sanzioni di  cui  ai  periodi  precedenti  del  presente  comma  sono
aumentate al 40 per cento"; 
      2) al comma 4, le parole: "e 3, primo e secondo periodo,"  sono
sostituite dalle seguenti: ", 3, primo e secondo periodo, e 3-bis"; 
      3) dopo il comma 9-bis, introdotto dal comma 155  del  presente
articolo, e' aggiunto il seguente: 
  "9-ter. Il cessionario  che,  nell'esercizio  di  imprese,  arti  o
professioni, abbia acquistato mezzi tecnici di cui  all'articolo  74,
primo comma, lettera d), del decreto del Presidente della  Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, per i quali  gli  sia  stato  rilasciato  un
documento privo dell'indicazione della denominazione e  del  soggetto
passivo che ha assolto l'imposta o con indicazioni manifestamente non
veritiere, e' punito, salva la responsabilita' del  cedente,  con  la
sanzione amministrativa  pari  al  20  per  cento  del  corrispettivo
dell'acquisto non documentato regolarmente sempreche'  non  provveda,
entro  il  quindicesimo  giorno  successivo  all'acquisto  dei  mezzi
tecnici, a presentare all'ufficio competente nei  suoi  confronti  un
documento contenente i dati relativi all'operazione irregolare. Nelle
eventuali successive transazioni, ciascun cedente deve  indicare  nel
documento   attestante   la   vendita   gli   estremi   dell'avvenuta
regolarizzazione   come   risultanti   dal    documento    rilasciato
dall'ufficio competente"; 
  b)  all'articolo  12,  dopo  il  comma  2-quater,  e'  inserito  il
seguente: 
  "2-quinquies. La sospensione di cui al comma 2  e'  disposta  anche
nei confronti dei soggetti esercenti i posti e apparati  pubblici  di
telecomunicazione e nei confronti dei rivenditori agli utenti  finali
dei mezzi tecnici di cui all'articolo 74, primo  comma,  lettera  d),
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633,
ai quali, nel corso  di  dodici  mesi,  siano  state  contestate  tre
distinte violazioni dell'obbligo di regolarizzazione  dell'operazione
di acquisto di mezzi tecnici ai sensi del comma  9-ter  dell'articolo
6". 
 
  160. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,
n. 601,  e  successive  modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
  a) all'articolo 18, terzo comma, e' aggiunto, in fine, il  seguente
periodo: "La stessa aliquota si  applica  altresi'  ai  finanziamenti
erogati per l'acquisto,  la  costruzione  e  la  ristrutturazione  di
immobili ad uso abitativo, e relative pertinenze, per  i  quali,  pur
ricorrendo le condizioni di cui alla nota II-bis all'articolo 1 della
tariffa,  parte  I,  annessa  al  testo  unico   delle   disposizioni
concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive  modificazioni,
la sussistenza delle stesse non risulti da dichiarazione della  parte
mutuataria, resa nell'atto di finanziamento o allegata al medesimo"; 
  b) all'articolo 20, dopo il terzo comma e'  inserito  il  seguente:
"L'ufficio dell'Agenzia delle  entrate  competente  a  recuperare  le
maggiori imposte sull'atto di compravendita della casa di abitazione,
acquistata con i benefici di  cui  all'articolo  1,  quinto  periodo,
della tariffa, parte I, annessa al  testo  unico  delle  disposizioni
concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive  modificazioni,
in caso di decadenza dai benefici stessi per dichiarazione mendace  o
trasferimento per atto a titolo oneroso  o  gratuito  degli  immobili
acquistati con i benefici prima del decorso  del  termine  di  cinque
anni dalla data del loro acquisto, provvede, nel termine decadenziale
di tre anni dal verificarsi dell'evento che comporta  la  revoca  dei
benefici medesimi, a  recuperare  nei  confronti  del  mutuatario  la
differenza  tra  l'imposta  sostitutiva  di  cui   al   terzo   comma
dell'articolo 18  e  quella  di  cui  al  primo  comma  dello  stesso
articolo, nonche' a irrogare la sanzione amministrativa nella  misura
del 30 per cento della differenza medesima". 
 
  161. All'articolo 7, comma 4-ter, del decreto-legge 10 giugno 1994,
n. 357, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994,  n.
489, e successive modificazioni, le parole: "per il quale  non  siano
scaduti i termini per la presentazione delle  relative  dichiarazioni
annuali," sono sostituite dalle seguenti: "per il quale i termini  di
presentazione delle relative dichiarazioni annuali non siano  scaduti
da oltre tre mesi,". 
 
  162. All'articolo 17, sesto comma,  lettera  a),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo le  parole:
"altro subappaltatore" sono aggiunte le seguenti: ". La  disposizione
non si applica alle prestazioni di servizi rese nei confronti  di  un
contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalita'
dei lavori". 
 
  163. La disposizione di cui al comma 162 si applica dal 1° febbraio
2008. 
 
  164.  All'articolo  60-bis  del  decreto   del   Presidente   della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e' aggiunto, in fine, il seguente
comma: 
  "3-bis. Qualora l'importo del corrispettivo indicato  nell'atto  di
cessione avente ad oggetto un immobile e nella relativa  fattura  sia
diverso da quello effettivo, il  cessionario,  anche  se  non  agisce
nell'esercizio di imprese, arti o  professioni,  e'  responsabile  in
solido con il cedente per il  pagamento  dell'imposta  relativa  alla
differenza tra il corrispettivo effettivo e quello indicato,  nonche'
della relativa sanzione. Il cessionario che non agisce nell'esercizio
di imprese, arti  o  professioni  puo'  regolarizzare  la  violazione
versando la maggiore  imposta  dovuta  entro  sessanta  giorni  dalla
stipula dell'atto. Entro lo stesso termine,  il  cessionario  che  ha
regolarizzato la  violazione  presenta  all'ufficio  territorialmente
competente nei suoi confronti copia dell'attestazione del pagamento e
delle fatture oggetto della regolarizzazione". 
 
  165. All'articolo 62, quinto  comma,  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,
le parole: "ai sensi dell'articolo 41" sono soppresse. 
 
  166. All'articolo 1, comma 184, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) alla lettera a), dopo le parole: "anno 2007"  sono  aggiunte  le
seguenti: "e per l'anno 2008"; 
  b) alla lettera c), le parole: "31 dicembre 2007"  sono  sostituite
dalle seguenti: "31 dicembre 2008". 
 
  167. All'articolo 2, comma 22, della legge  24  dicembre  2003,  n.
350, le parole: "1° gennaio 2007" sono sostituite dalle seguenti: "1°
gennaio 2008". 
 
  168. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 21 della legge
23 dicembre 1998, n. 448,  in  materia  di  deduzione  forfetaria  in
favore degli esercenti impianti di distribuzione  di  carburante,  si
applicano per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2008. 
 
  169. Le disposizioni di cui al  comma  103  dell'articolo  1  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, nei limiti di spesa ivi indicati,  si
applicano anche alle somme versate nel periodo d'imposta 2007 ai fini
della compensazione dei versamenti effettuati dal 1° gennaio 2008  al
31 dicembre 2008. 
 
  170. Le disposizioni di cui al  comma  106  dell'articolo  1  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, nei limiti  di  spesa  ivi  indicati,
sono prorogate al  periodo  d'imposta  in  corso  alla  data  del  31
dicembre 2007. 
 
  171. All'articolo 45, comma 1, del decreto legislativo 15  dicembre
1997, n. 446, e successive modificazioni, le parole da: 
  "per gli otto periodi d'imposta  successivi"  fino  alla  fine  del
comma sono sostituite dalle seguenti: "per i nove  periodi  d'imposta
successivi l'aliquota e' stabilita nella misura dell'1,9 per cento; 
  per il periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2008 l'aliquota  e'
stabilita nella misura del 3,75 per cento". 
 
  172. Per la salvaguardia dell'occupazione della gente  di  mare,  i
benefici di cui agli articoli 4 e 6  del  decreto-legge  30  dicembre
1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27  febbraio
1998, n. 30, sono estesi, per l'anno 2008 e nel  limite  dell'80  per
cento, alle imprese che esercitano la pesca  costiera,  nonche'  alle
imprese che esercitano la pesca nelle acque interne e lagunari. 
 
  173. Il  termine  del  31  dicembre  2007,  di  cui  al  comma  392
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernente  le
agevolazioni tributarie per la formazione  e  l'arrotondamento  della
proprieta' contadina, e' prorogato al 31 dicembre 2008. (8) 
 
  174. All'articolo 4, comma 61, della legge  24  dicembre  2003,  n.
350,   e   successive   modificazioni,   le   parole:    "scientifico
particolarmente rivolte" sono sostituite dalle seguenti: 
  "scientifico   alle   attivita'   istituzionali    del    Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  anche  rivolte"  e  le  parole:  ",
collocata  presso  due  delle   sedi   periferiche   esistenti,   con
particolare attenzione alla naturale vocazione geografica di ciascuna
nell'ambito del territorio nazionale" sono soppresse. 
 
  175. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge e fino al 31 dicembre 2008  si  applicano  le  disposizioni  in
materia di accisa concernenti le agevolazioni sul gasolio  utilizzato
nelle coltivazioni sotto serra, di cui all'articolo 2, comma 4, della
legge 24 dicembre 2003, n. 350. 
 
  176. All'articolo 33 del citato testo unico di cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: "2-bis.  Sono
considerate produttive di  reddito  agrario  anche  le  attivita'  di
coltivazione di prodotti vegetali per conto terzi svolte  nei  limiti
di cui all'articolo 32, comma 2,  lettera  b)".  All'onere  derivante
dall'attuazione del presente comma, valutato in un  milione  di  euro
per l'anno 2009 ed in 600.000 euro a decorrere dal 2010, si  provvede
mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 5, comma 3-ter, del decreto-legge 1°  ottobre  2005,  n.
202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005,  n.
244. 
 
  177. All'articolo 1, comma 1094, della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: "In tale ipotesi,
le  societa'  possono  optare  per  la  determinazione  del   reddito
applicando all'ammontare dei ricavi il coefficiente  di  redditivita'
del 25 per cento". 
 
  178. All'articolo 1, comma 423, della legge 23  dicembre  2005,  n.
266, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le  seguenti
parole: ", fatta salva l'opzione per la  determinazione  del  reddito
nei  modi  ordinari,  previa  comunicazione  all'ufficio  secondo  le
modalita' previste dal regolamento di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442". 
 
  179. Al testo unico delle disposizioni legislative  concernenti  le
imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni  penali  e
amministrative, di cui al decreto legislativo  26  ottobre  1995,  n.
504, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) all'articolo 17, comma 1, la  lettera  c)  e'  sostituita  dalla
seguente: 
  "c) alle Forze armate di qualsiasi Stato che sia  parte  contraente
del  Trattato  del  Nord  Atlantico,  per  gli  usi  consentiti,  con
esclusione delle Forze armate nazionali"; 
  b) alla tabella A, dopo il punto 16, e' aggiunto il seguente: 
  "16-bis. Prodotti energetici impiegati dalle Forze armate nazionali
per gli usi consentiti: 
  Carburanti per motori: 
  Benzina euro 359,00 per 1.000 litri; 
  Gasolio euro 302,00 per 1.000 litri; 
  Gas di petrolio liquefatto; 
  (GPL) esenzione; 
  Gas naturale esenzione. 
  Combustibili per riscaldamento: 
  Gasolio euro 21,00 per 1.000 litri; GPL zero; 
  Gas naturale euro 11,66 per 1.000 metri cubi". 
 
  180. Al gas naturale impiegato dalle Forze  armate  nazionali  come
combustibile per riscaldamento, per il quale e' applicata  l'aliquota
di accisa di cui al punto 16-bis della tabella A allegata  al  citato
testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre  1995,  n.  504,
non si applicano l'addizionale regionale all'accisa sul gas  naturale
usato come combustibile e  l'imposta  regionale  sostitutiva  per  le
utenze esenti di  cui  all'articolo  9  del  decreto  legislativo  21
dicembre 1990, n. 398, e successive modificazioni. 
 
  181. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  182. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e  delle
finanze e' istituito un fondo con lo stanziamento di euro 7.845.000 a
decorrere dall'anno 2008,  destinato  al  pagamento  dell'accisa  sui
prodotti energetici impiegati dal Corpo della Guardia di finanza  per
gli usi consentiti. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle
finanze  da  comunicare,  anche  con  evidenze   informatiche,   alle
competenti Commissioni  parlamentari  e  alla  Corte  dei  conti,  si
provvede  alla  ripartizione  del  fondo  tra  le  pertinenti  unita'
previsionali  di  base  dello  stato  di  previsione   del   predetto
Ministero. (32) 
 
  183. Nello stato di  previsione  del  Ministero  dei  trasporti  e'
istituito un fondo, con lo stanziamento di euro 2.500.000 a decorrere
dall'anno 2008,  destinato  al  pagamento  dell'accisa  sui  prodotti
energetici impiegati dal Corpo delle capitanerie di porto  -  Guardia
costiera per  gli  usi  consentiti.  Con  decreto  del  Ministro  dei
trasporti, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata  in
vigore della presente legge, si provvede alla ripartizione del  fondo
tra  le  pertinenti  unita'  previsionali  di  base  dello  stato  di
previsione del predetto Ministero. (32) 
 
  184. All'onere derivante dai commi 181, 182 e  183,  pari  ad  euro
115.000.000 a decorrere dall'anno 2008, si provvede mediante utilizzo
delle maggiori entrate derivanti dall'applicazione delle disposizioni
di cui al comma 179. 
 
  185. A decorrere dal 1° gennaio 2008 il comma  16  dell'articolo  3
della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni,  e'
abrogato; resta comunque fermo l'obbligo di  comunicazione  stabilito
dal comma 2 dell'articolo 2 del regolamento di  cui  al  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze 16 dicembre 2004, n. 341. 
 
  186. A decorrere dal 1° gennaio  2009  il  regolamento  di  cui  al
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 16 dicembre  2004,
n. 341, e' abrogato. 
 
  187. All'articolo 49, primo comma,  dello  statuto  speciale  della
regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla  legge  costituzionale  31
gennaio 1963, n. 1, e successive modificazioni, dopo il numero 7)  e'
inserito il seguente: 
  "7-bis) il 29,75 per cento del gettito dell'accisa sulle benzine ed
il 30,34 per cento del  gettito  dell'accisa  sul  gasolio  consumati
nella regione per uso autotrazione;". 
 
  188. L'efficacia della disposizione di cui al comma 187 decorre dal
1° gennaio 2008. 
 
  189. Per gli anni successivi al 2010, con cadenza annuale, mediante
previsione nella legge finanziaria,  e'  eventualmente  rideterminata
l'entita'  delle  compartecipazioni  al  gettito  dell'accisa   sulle
benzine e sul  gasolio  che  competono  alla  regione  Friuli-Venezia
Giulia ai sensi dell'articolo 49, primo comma, numero  7-bis),  della
legge  costituzionale  31  gennaio   1963,   n.   1,   e   successive
modificazioni, al fine di garantire un effetto neutrale sui saldi  di
finanza pubblica e l'equilibrio finanziario nei rapporti tra lo Stato
e la regione. 
 
  190. Al comma 15 dell'articolo 3 della legge 28 dicembre  1995,  n.
549, e successive modificazioni,  le  parole:  "e  nell'ambito  della
quota dell'accisa a loro riservata" sono soppresse. 
 
  191. All'articolo 2, primo comma, della legge 1° dicembre 1948,  n.
1438, recante  disposizioni  relative  all'istituzione  di  una  zona
franca in una parte del territorio della  provincia  di  Gorizia,  al
numero 7), le parole: "combustibili liquidi  e"  sono  soppresse.  Il
potenziale valore globale delle agevolazioni di cui  all'articolo  3,
quarto comma, della legge 27  dicembre  1975,  n.  700,  relativo  ai
prodotti di cui alle tabelle A e B allegate alla  medesima  legge  e'
ridotto di euro 50.123.520. 
 
  192. Entro il 30 aprile 2008, la camera  di  commercio,  industria,
artigianato e agricoltura di Gorizia provvede,  ai  sensi  e  con  le
modalita' stabilite dall'articolo 3, quarto  comma,  della  legge  27
dicembre  1975,  n.  700,  a  modificare,  coerentemente  con  quanto
disposto al comma 191, le tabelle A e. B allegate alla medesima legge
vigenti alla data del 1° gennaio 2008.  A  decorrere  dal  1°  luglio
2008, in mancanza dell'emanazione del  predetto  provvedimento  della
camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Gorizia,
e' comunque soppresso dalle tabelle A  e  B  allegate  alla  predetta
legge n. 700 del 1975, nella formulazione in  vigore  al  1°  gennaio
2008, ogni  riferimento  a  prodotti  energetici  che,  in  relazione
all'uso cui sono destinati, risultino sottoposti ad accisa. 
 
  193. All'articolo 7 del decreto-legge 29  dicembre  1987,  n.  534,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988,  n.  47,
il comma 4 e' abrogato. 
 
  194. L'articolo 6 del  decreto-legge  22  novembre  1991,  n.  369,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1992, n. 17, e'
abrogato. 
 
  195. All'articolo 7 del decreto-legge 30  dicembre  1991,  n.  417,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1992, n. 66,  i
commi 1-ter, 1-quater e 1-quinquies sono abrogati. 
 
  196. L'articolo 8-bis del decreto-legge 22 novembre 1991,  n.  369,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1992, n. 17, e'
abrogato. 
 
  197. Al citato testo unico di cui al decreto del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986,  n.  917,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
  a) all'articolo 10, comma 1, la lettera e-ter) e' sostituita  dalla
seguente: 
  "e-ter) i contributi versati, fino ad un massimo di euro  3.615,20,
ai fondi integrativi del Servizio  sanitario  nazionale  istituiti  o
adeguati ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, e successive  modificazioni,  che  erogano  prestazioni
negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del  Ministro  della
salute da emanare entro sessanta giorni  dalla  data  di  entrata  in
vigore della presente disposizione. Ai fini del calcolo del  predetto
limite si tiene conto anche dei contributi  di  assistenza  sanitaria
versati ai sensi  dell'articolo  51,  comma  2,  lettera  a).  Per  i
contributi   versati   nell'interesse    delle    persone    indicate
nell'articolo 12, che si trovino nelle condizioni  ivi  previste,  la
deduzione spetta per l'ammontare non dedotto  dalle  persone  stesse,
fermo restando l'importo complessivamente stabilito"; 
  b) all'articolo 51, comma 2, la  lettera  a)  e'  sostituita  dalla
seguente: 
  "a) i contributi previdenziali e assistenziali versati  dal  datore
di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge; i
contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal
lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente  fine  assistenziale
in conformita'  a  disposizioni  di  contratto  o  di  accordo  o  di
regolamento  aziendale,  che  operino  negli  ambiti  di   intervento
stabiliti  con  il  decreto  del  Ministro  della   salute   di   cui
all'articolo  10,  comma  1,  lettera  e-ter),  per  un  importo  non
superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Ai fini del calcolo  del
predetto limite si tiene conto anche  dei  contributi  di  assistenza
sanitaria  versati  ai  sensi  dell'articolo  10,  comma  1,  lettera
e-ter)". 
 
  198. Sino alla data di entrata in vigore del decreto  del  Ministro
della salute di cui all'articolo ,10, comma 1,  lettera  e-ter),  del
citato testo unico di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
22  dicembre  1986,  n.  917,  e'  prorogata  l'efficacia  di  quanto
stabilito dal comma 399 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,
n. 296. 
 
  199. All'articolo 78, comma 25-bis, della legge 30  dicembre  1991,
n. 413,  dopo  le  parole:  "fine  assistenziale"  sono  inserite  le
seguenti: "e i fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale"  e
dopo le parole: "dell'articolo 51" sono inserite le seguenti:  "e  di
quelli di cui alla lettera e-ter) del comma 1 dell'articolo 10". 
 
  200. Nei limiti della maggiore spesa di 30 milioni di euro annui  a
decorrere dall'anno 2008, i livelli di reddito e  gli  importi  degli
assegni per i nuclei familiari con almeno un componente inabile e per
i nuclei orfanili  sono  rideterminati  secondo  criteri  analoghi  a
quelli indicati all'articolo 1, comma 11, lettera a), della legge  27
dicembre 2006, n. 296, con  decreto  interministeriale  del  Ministro
delle politiche per la famiglia e del Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale, di concerto con il  Ministro  della  solidarieta'
sociale e con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  anche  con
riferimento alla coerenza del sostegno dei redditi disponibili  delle
famiglie risultante dagli assegni per il  nucleo  familiare  e  dalle
detrazioni ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, da
emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge. 
 
  201. Le disposizioni dell'articolo 1, comma  335,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, si applicano anche  al  periodo  d'imposta  in
corso al 31 dicembre 2007. 
 
  202. All'articolo 15, comma 1, lettera b), del  testo  unico  delle
imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, le parole: "7  milioni  di  lire",  ovunque
ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: "4.000 euro". 
 
  203. All'articolo 21, nota  3,  della  tariffa  delle  tasse  sulle
concessioni governative; di cui al decreto del Ministro dell'economia
e delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 303 del 30 dicembre 1995, dopo le parole: 
  "nonche' a non vedenti" sono inserite le seguenti: "e a sordi". 
 
  204. Per gli anni 2008, 2009 , 2010 e 2011 i redditi  derivanti  da
lavoro dipendente  prestato,  in  via  continuativa  e  come  oggetto
esclusivo del rapporto, all'estero in zone di frontiera ed  in  altri
Paesi limitrofi da soggetti  residenti  nel  territorio  dello  Stato
concorrono a formare il reddito complessivo per  l'importo  eccedente
8.000 euro. 
 
  205.  All'articolo  1,  comma  1-ter,  lettera  a),  della  tariffa
dell'imposta di bollo, parte I, annessa  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, come sostituita dal decreto
del Ministro delle finanze 20 agosto 1992, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 1992,  e  come
modificata, da ultimo, dal  decreto  del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze 22 febbraio 2007, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
n.51 del 2 marzo 2007, le parole: "euro 42,00" sono sostituite  dalle
seguenti: "euro 17,50". 
 
  206. Tra le attivita' incluse nel programma  straordinario  di  cui
all'articolo 1, comma 373, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono
comprese le attivita' di formazione e di studio connesse alla riforma
del  catasto  nonche'  al  conferimento  ai  comuni  delle   funzioni
catastali. 
 
  207. Per l'anno 2008 ai docenti  delle  scuole  di  ogni  ordine  e
grado, anche non di ruolo con incarico annuale, ai fini  dell'imposta
sul reddito delle persone fisiche, spetta una detrazione dall'imposta
lorda e fino a capienza della stessa nella misura del  19  per  cento
delle spese documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico,
fino  ad  un  importo  massimo  delle  stesse  di   500   euro,   per
l'autoaggiornamento e per la formazione. 
 
  208. Alla lettera i-sexies) del comma 1 dell'articolo 15 del citato
testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, dopo le parole: "e successive  modificazioni,"
sono inserite  le  seguenti:  "i  canoni  relativi  ai  contratti  di
ospitalita',  nonche'  agli  atti  di  assegnazione  in  godimento  o
locazione,  stipulati  con  enti  per   il   diritto   allo   studio,
universita', collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza
fine di lucro e cooperative,". 
 
  209. Al fine di semplificare  il  procedimento  di  fatturazione  e
registrazione delle operazioni imponibili, a decorrere dalla data  di
entrata in vigore del regolamento di cui al comma  213,  l'emissione,
la trasmissione, la conservazione  e  l'archiviazione  delle  fatture
emesse nei rapporti con le  amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad
ordinamento autonomo, e con gli enti pubblici nazionali, anche  sotto
forma di nota, conto,  parcella  e  simili,  deve  essere  effettuata
esclusivamente in forma elettronica,  con  l'osservanza  del  decreto
legislativo   20   febbraio   2004,   n.    52,    e    del    codice
dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo
2005, n. 82. 
 
  210. A decorrere dal termine di tre mesi dalla data di  entrata  in
vigore del regolamento di cui al comma 213, le amministrazioni e  gli
enti di cui al comma 209 non possono accettare le  fatture  emesse  o
trasmesse in forma cartacea ne' possono procedere ad alcun pagamento,
nemmeno parziale, sino all'invio in forma elettronica. 
 
  211. La trasmissione delle fatture elettroniche avviene  attraverso
il Sistema di interscambio istituito dal  Ministero  dell'economia  e
delle finanze e da questo gestito  anche  avvalendosi  delle  proprie
strutture societarie. 
 
  212. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  da
emanare entro il 31 marzo 2008 e' individuato il gestore del  Sistema
di interscambio e ne sono definite  competenze  e  attribuzioni,  ivi
comprese quelle relative: 
  a) al presidio del processo di ricezione e successivo inoltro delle
fatture elettroniche alle amministrazioni destinatarie; 
  b)  alla  gestione  dei  dati  in  forma  aggregata  e  dei  flussi
informativi anche ai fini della  loro  integrazione  nei  sistemi  di
monitoraggio della finanza pubblica. 
 
  213. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  di
concerto con il Ministro  per  le  riforme  e  le  innovazioni  nella
pubblica amministrazione, sono  definite,  in  conformita'  a  quanto
previsto dagli standard del Sistema pubblico di connettivita' (SPC): 
  a) le regole di identificazione univoca  degli  uffici  centrali  e
periferici delle amministrazioni destinatari della fatturazione; 
  b) le regole  tecniche  relative  alle  soluzioni  informatiche  da
utilizzare  per  l'emissione  e   la   trasmissione   delle   fatture
elettroniche e  le  modalita'  di  integrazione  con  il  Sistema  di
interscambio; 
  c) le linee guida per l'adeguamento delle procedure  interne  delle
amministrazioni interessate alla ricezione  ed  alla  gestione  delle
fatture elettroniche; 
  d) le  eventuali  deroghe  agli  obblighi  di  cui  al  comma  209,
limitatamente a determinate tipologie di approvvigionamenti; 
  e) la disciplina dell'utilizzo,  tanto  da  parte  degli  operatori
economici, quanto da  parte  delle  amministrazioni  interessate,  di
intermediari abilitati, ivi compresi i certificatori  accreditati  ai
sensi dell'articolo 29 del codice  dell'amministrazione  digitale  di
cui al decreto legislativo 7 marzo  2005,  n.  82,  allo  svolgimento
delle  attivita'  informatiche  necessarie   all'assolvimento   degli
obblighi di cui ai commi da 209 al presente comma; 
  f) le eventuali misure di supporto, anche di natura economica,  per
le piccole e medie imprese; 
  g) la data a partire dalla quale decorrono gli obblighi di  cui  al
comma 209 e i divieti di  cui  al  comma  210,  con  possibilita'  di
introdurre gradualmente  il  passaggio  al  sistema  di  trasmissione
esclusiva in forma elettronica; 
  g-bis) le regole tecniche idonee a garantire  l'attestazione  della
data, l'autenticita' dell'origine e l'integrita' del contenuto  della
fattura elettronica, di cui all'articolo 21, comma 3, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e  successive
modificazioni, per ogni fine di legge. 
 
  214. Le disposizioni dei commi da 209 a 213  costituiscono  per  le
regioni  principi  fondamentali  in  materia  di  armonizzazione  dei
bilanci pubblici e di coordinamento  della  finanza  pubblica  e  del
sistema tributario, ai sensi dell'articolo 117,  terzo  comma,  della
Costituzione. 
 
  215.  All'articolo  8  del  regolamento  di  cui  al  decreto   del
Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999,  n.  542,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) nel comma 2, dopo le parole: "ufficio competente" sono  inserite
le seguenti: "in via telematica"; b) nel comma 3, primo periodo, dopo
le parole: "ufficio competente," sono inserite le seguenti:  "in  via
telematica"  e  le  parole:  "una  dichiarazione  contenente  i  dati
richiesti per" sono soppresse. 
 
  216. Con decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze  sono
definite le modalita' applicative ed il termine a decorrere dal quale
le disposizioni introdotte dal comma 215 si intendono obbligatorie. 
 
  217. All'articolo 4, comma 4-bis, del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e  successive
modificazioni, le parole: "entro il 31 marzo" sono  sostituite  dalle
seguenti: "entro il  31  luglio".  Limitatamente  all'anno  2008,  la
dichiarazione  prevista  dal  comma   3-bis   dell'articolo   4   del
regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, e'  trasmessa  entro
il 31 maggio 2008. 
 
  218. Le persone fisiche nonche' le societa' o  le  associazioni  di
cui all'articolo 6 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  29
settembre  1973,  n.  600,  e  successive  modificazioni,  presentano
all'Agenzia delle entrate le dichiarazioni in materia di imposta  sui
redditi  e  di   imposta   regionale   sulle   attivita'   produttive
esclusivamente  in  via  telematica  entro  il  31  luglio  dell'anno
successivo a quello di chiusura  del  periodo  d'imposta  secondo  le
modalita' stabilite dal regolamento di cui al decreto del  Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive  modificazioni.
Sono esonerati dall'obbligo di invio telematico di  cui  al  presente
comma i contribuenti che non hanno la possibilita' di  utilizzare  il
modello 730 perche' privi di datore  di  lavoro  o  non  titolari  di
pensione. 
 
  219. Le persone fisiche non titolari  di  redditi  d'impresa  o  di
lavoro autonomo  possono  presentare  la  dichiarazione  dei  redditi
all'Agenzia delle entrate mediante spedizione effettuata dall'estero,
entro il termine previsto per la trasmissione telematica  di  cui  al
comma 218, tramite raccomandata o altro mezzo equivalente  dal  quale
risulti con certezza la data di  spedizione  ovvero  avvalendosi  del
servizio  telematico.  I  contribuenti  esonerati   dall'obbligo   di
presentazione  della  dichiarazione  ai  sensi  dell'articolo  1  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e
successive modificazioni, ai fini  della  scelta  della  destinazione
dell'8 per mille  dell'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche
prevista dall'articolo 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222, e dalle
leggi che approvano le intese con le  confessioni  religiose  di  cui
all'articolo 8, terzo comma, della Costituzione, possono  presentare,
entro il termine di  cui  al  citato  comma  218,  apposito  modello,
approvato ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del regolamento  di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322,  e
successive   modificazioni,   ovvero   la   certificazione   di   cui
all'articolo 4, comma 6-ter,  del  medesimo  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica  n.  322  del  1998,  per  il
tramite di un  ufficio  della  societa'  Poste  italiane  Spa  ovvero
avvalendosi del servizio telematico o di un soggetto incaricato della
trasmissione in via telematica delle dichiarazioni, di cui al comma 3
dell'articolo  3  del  citato  regolamento  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 322 del 1998. 
 
  220. L'Agenzia delle entrate, entro il 1°  ottobre  di  ogni  anno,
rende accessibili ai contribuenti, in via telematica,  i  dati  delle
loro dichiarazioni presentate entro il 31 luglio.  Con  provvedimento
del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite le  modalita'
per rendere accessibili i dati delle dichiarazioni. 
 
  221. All'articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
  a) al comma 2, lettera a), secondo periodo, dopo le parole: "se  il
percipiente dichiara" e' inserita la seguente: "annualmente"  e  dopo
le parole: "indica le  condizioni  di  spettanza"  sono  inserite  le
seguenti: ", il codice fiscale dei soggetti per i quali si usufruisce
delle detrazioni"; 
  b) al comma 2, lettera a), il terzo periodo e' soppresso. 
 
  222. All'articolo 6, primo comma, lettera g-ter), del  decreto  del
Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.  605,  dopo  le
parole: "contratti di somministrazione di  energia  elettrica,"  sono
inserite le seguenti: "di  servizi  di  telefonia,  fissa,  mobile  e
satellitare,". 
 
  223. Al comma 137 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,  n.
266,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modifiche: 
  a) al primo periodo, dopo le parole: "non sono rimborsabili",  sono
inserite le seguenti: ", ne' utilizzabili in compensazione  ai  sensi
dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio  1997,  n.  241,  e
successive modificazioni,"; 
  b) il terzo periodo e' soppresso. 
 
  224. All'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre  1997,  n.
446, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 5, la lettera b) e' sostituita dalla seguente: 
  "b)  qualora  sia   deliberato   di   affidare   a   terzi,   anche
disgiuntamente, l'accertamento e la  riscossione  dei  tributi  e  di
tutte le entrate, le relative attivita' sono affidate,  nel  rispetto
della normativa dell'Unione europea  e  delle  procedure  vigenti  in
materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, a: 
  1) i soggetti iscritti nell'albo di cui all'articolo 53, comma 1; 
  2)  gli  operatori  degli  Stati  membri  stabiliti  in  un   Paese
dell'Unione europea che esercitano le menzionate attivita',  i  quali
devono presentare  una  certificazione  rilasciata  dalla  competente
autorita' del loro Stato di stabilimento dalla quale  deve  risultare
la sussistenza di  requisiti  equivalenti  a  quelli  previsti  dalla
normativa italiana di settore; 
  3) la societa' a capitale interamente pubblico, di cui all'articolo
113, comma  5,  lettera  c),  del  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo 18 agosto  2000,  n.  267,  e  successive  modificazioni,
mediante convenzione, a condizione: che l'ente titolare del  capitale
sociale  eserciti  sulla  societa'  un  controllo  analogo  a  quello
esercitato sui propri servizi; che la societa' realizzi la parte piu'
importante della propria attivita' con l'ente che la  controlla;  che
svolga  la  propria  attivita'  solo  nell'ambito   territoriale   di
pertinenza dell'ente che la controlla; 
  4) le societa' di cui all'articolo 113, comma 5,  lettera  b),  del
citato testo unico di cui al decreto legislativo  n.  267  del  2000,
iscritte nell'albo di cui all'articolo  53,  comma  1,  del  presente
decreto,  i  cui  soci  privati  siano  scelti,  nel  rispetto  della
disciplina e dei principi comunitari, tra i soggetti di cui ai numeri
1) e 2) della presente lettera, a condizione  che  l'affidamento  dei
servizi di accertamento e di riscossione dei tributi e delle  entrate
avvenga sulla base di procedure ad evidenza pubblica"; 
  b) il comma 6 e' abrogato. 
 
  225. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  da
adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
presente legge, sono individuati i casi e le modalita' attraverso  le
quali,  previa  autorizzazione  del  direttore   dell'Agenzia   delle
entrate, ai soli fini della riscossione delle  entrate  tributarie  o
patrimoniali delle regioni, delle province e dei comuni se effettuata
in forma diretta o mediante le societa' di cui all'articolo 52, comma
5, lettera b), numero 3), del decreto legislativo 15  dicembre  1997,
n. 446, e'  consentito  di  accedere  ai  dati  e  alle  informazioni
disponibili presso il sistema informativo dell'Agenzia delle  entrate
e prendere visione di atti riguardanti i  beni  dei  debitori  e  dei
coobbligati. 
 
  226. Le aliquote dell'imposta regionale sulle attivita'  produttive
vigenti alla data del 1°  gennaio  2008,  qualora  variate  ai  sensi
dell'articolo 16, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre  1997,
n. 446, sono riparametrate sulla  base  di  un  coefficiente  pari  a
0,9176. 
 
  227. Con  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano,  si  provvede
alle regolazioni debitorie necessarie ad assicurare alle regioni, per
gli esercizi finanziari 2008, 2009 e 2010, il  medesimo  gettito  che
sarebbe stato percepito in base alla legislazione vigente  alla  data
del 31 dicembre 2007, anche per tenere conto degli effetti finanziari
derivanti dai commi da 43 a 45 del presente articolo. 
 
  228. Per l'adozione di misure finalizzate a  prevenire  il  rischio
del  compimento  di  atti  illeciti  da  parte  di  terzi,   compresa
l'installazione di apparecchi di videosorveglianza, per ciascuno  dei
periodi  d'imposta  2008,  2009  e  2010,  e'  concesso  un   credito
d'imposta, determinato nella  misura  dell'80  per  cento  del  costo
sostenuto e, comunque, fino ad un importo massimo di 3.000  euro  per
ciascun  beneficiario,  in  favore  delle  piccole  e  medie  imprese
commerciali di vendita  al  dettaglio  e  all'ingrosso  e  quelle  di
somministrazione di alimenti e bevande. 
 
  229. Il credito d'imposta di cui al comma 228, non  cumulabile  con
altre agevolazioni, deve essere indicato, a pena di decadenza,  nella
relativa dichiarazione dei redditi. Esso puo' essere fatto valere  in
compensazione ai sensi dell'articolo 17  del  decreto  legislativo  9
luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni,  non  concorre  alla
formazione del reddito ai fini delle imposte  sui  redditi,  ne'  del
valore della produzione netta ai fini  dell'imposta  sulle  attivita'
produttive, e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61
e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive modificazioni. 
 
  230. La fruizione del credito d'imposta di cui al comma 228  spetta
nel limite complessivo di  10  milioni  di  euro  per  ciascun  anno,
secondo l'ordine cronologico di invio delle relative istanze. 
 
  231. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono fissate e modalita' di attuazione dei  commi  da
228 a 230. 
 
  232. L'agevolazione di cui ai commi da 228 a 230, fermo restando il
limite di cui al comma 228, puo'  essere  fruita  esclusivamente  nel
rispetto  dell'applicazione  della  regola  de  minimis  di  cui   al
regolamento (CE) n. 1998/2006  della  Commissione,  del  15  dicembre
2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88  del  Trattato
istitutivo della Comunita' europea agli aiuti di importanza minore. 
 
  233. Agli esercenti attivita' di rivendita di generi di  monopolio,
operanti in base  a  concessione  amministrativa,  per  ciascuno  dei
periodi d'imposta 2008, 2009 e 2010, e' concesso un credito d'imposta
per le  spese  sostenute  per  l'acquisizione  e  l'installazione  di
impianti e attrezzature di sicurezza e  per  favorire  la  diffusione
degli strumenti di pagamento  con  moneta  elettronica,  al  fine  di
prevenire il compimento di atti illeciti ai loro danni. 
 
  234. Il credito d'imposta di cui al comma  233,  determinato  nella
misura dell'80 per cento del costo sostenuto per  i  beni  e  servizi
indicati al medesimo comma e, comunque, fino ad un importo massimo di
1.000 euro per ciascun beneficiario, in riferimento a ciascun periodo
d'imposta, deve essere indicato, a pena di decadenza, nella  relativa
dichiarazione  dei  redditi.  Esso  puo'  essere  fatto   valere   in
compensazione ai sensi dell'articolo 17  del  decreto  legislativo  9
luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni,  non  concorre  alla
formazione del reddito ai fini delle imposte  sui  redditi,  ne'  del
valore della produzione netta ai fini  dell'imposta  regionale  sulle
attivita' produttive e non rileva ai fini del rapporto  di  cui  agli
articoli 61 e 109,  comma  5,  del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917. 
 
  235. La fruizione del credito d'imposta di cui al comma 233  spetta
nel limite di spesa complessivo di 5  milioni  di  euro  per  ciascun
anno, secondo l'ordine cronologico di invio delle relative istanze. 
 
  236. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono fissate le modalita' di attuazione dei commi  da
233 a 235. 
 
  237. L'agevolazione di cui ai commi da 233 a 235, fermo restando il
limite di cui al comma 234, puo'  essere  fruita  esclusivamente  nel
rispetto  dell'applicazione  della  regola  de  minimis  di  cui   al
regolamento (CE) n. 1998/2006  della  Commissione,  del  15  dicembre
2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88  del  Trattato
istitutivo della Comunita' europea agli aiuti di importanza minore. 
 
  238. Alle imprese di cui all'articolo 8 del decreto legislativo  18
maggio 2001, n. 227, si applica l'articolo 45, comma 1,  del  decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. 
 
  239. Gli aiuti comunitari di  cui  all'articolo  2,  comma  5,  del
decreto-legge 10 gennaio 2006, n.2,  convertito,  con  modificazioni,
dalla  legge  11  marzo  2006,  n.  81,  esclusi  dal  concorso  alla
formazione del  reddito  in  base  a  quanto  previsto  dalla  stessa
disposizione,  non  concorrono  alla  formazione  del  valore   della
produzione netta agli effetti dell'imposta regionale sulle  attivita'
produttive di cui al titolo I del  decreto  legislativo  15  dicembre
1997, n. 446. 
 
  240. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge e fino al 31 dicembre 2008 si applicano le disposizioni fiscali
sul gasolio e sul GPL impiegati in zone montane ed in altri specifici
territori nazionali  di  cui  all'articolo  5  del  decreto-legge  1°
ottobre 2001, n. 356, convertito, con modificazioni, dalla  legge  30
novembre  2001,  n.  418,  nonche'  le  disposizioni  in  materia  di
agevolazione per le reti di teleriscaldamento alimentate con biomassa
ovvero con energia geotermica, di cui  all'articolo  6  del  medesimo
decreto-legge. 
 
  241. E' istituito presso l'Istituto nazionale  per  l'assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), con contabilita' autonoma  e
separata, un Fondo per le vittime dell'amianto, in favore di tutte le
vittime  che  hanno   contratto   patologie   asbesto-correlate   per
esposizione all'amianto e  alla  fibra  "fiberfrax",  e  in  caso  di
premorte in favore degli eredi. 
 
  242. Le prestazioni del Fondo di cui al comma 241 non  escludono  e
si cumulano  ai  diritti  di  cui  alle  norme  generali  e  speciali
dell'ordinamento. 
 
  243. Il Fondo di cui al comma 241 eroga, nel rispetto della propria
dotazione finanziaria, una  prestazione  economica,  aggiuntiva  alla
rendita, diretta o in favore di superstiti, liquidata  ai  sensi  del
testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  30
giugno 1965, n. 1124, o dell'articolo 13, comma  7,  della  legge  27
marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, fissata in una misura
percentuale della rendita stessa definita dall'INAIL. 
 
  244. Il finanziamento del Fondo di cui al comma 241  e'  a  carico,
per un quarto, delle imprese e, per tre quarti,  del  bilancio  dello
Stato. L'onere a carico dello Stato e' determinato in 30  milioni  di
euro per gli anni 2008 e 2009 e in 22 milioni  di  euro  a  decorrere
dall'anno 2010. Agli oneri a carico delle imprese si provvede con una
addizionale  sui  premi  assicurativi  relativi  ai   settori   delle
attivita' lavorative comportanti esposizione all'amianto. 
 
  245. Per la gestione del Fondo di cui al comma  241  e'  istituito,
senza maggiori oneri a carico della  finanza  pubblica,  un  comitato
amministratore la cui composizione, la cui durata in carica e  i  cui
compiti sono determinati con decreto del Ministro del lavoro e  della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, da emanare entro novanta giorni dalla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge. 
 
  246. L'organizzazione e il finanziamento del Fondo di cui al  comma
241,  nonche'  le  procedure  e  le  modalita'  di  erogazione  delle
prestazioni, sono disciplinati con regolamento adottato  con  decreto
del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di  concerto  con
il Ministro dell'economia e delle finanze, entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge. 
 
  247. Per il finanziamento  di  investimenti  per  il  potenziamento
della  rete  infrastrutturale  e  dei  servizi  nei   porti   e   nei
collegamenti stradali e ferroviari nei porti,  con  priorita'  per  i
collegamenti tra i porti e la viabilita' stradale  e  ferroviaria  di
connessione, e' attribuito alle regioni e alle province  autonome  di
Trento e di Bolzano l'incremento delle riscossioni  dell'imposta  sul
valore aggiunto e delle accise relative alle operazioni nei  porti  e
negli interporti. 
 
  248. La quota spettante ai sensi del comma 247 alle regioni e  alle
province autonome di Trento e di Bolzano e'  computata,  a  decorrere
dall'anno 2008, a condizione che  il  gettito  complessivo  derivante
dall'imposta sul valore aggiunto e dalle accise sia stato almeno pari
a quanto previsto nella Relazione previsionale e  programmatica,  con
riferimento  all'incremento  delle  riscossioni  nei  porti  e  negli
interporti rispetto all'ammontare dei medesimi tributi risultante dal
consuntivo dell'anno precedente. 
 
  249. A tal  fine  e'  istituito,  nello  stato  di  previsione  del
Ministero dei trasporti, a  decorrere  dal  2008,  un  fondo  per  il
finanziamento di interventi e di servizi nei porti e nei collegamenti
stradali e ferroviari per i porti. Il fondo e' alimentato dalle somme
determinate ai sensi del comma 247 al netto di quanto attribuito allo
specifico fondo dal decreto del Ministro dei trasporti,  di  concerto
con il Ministro delle infrastrutture e con il Ministro  dell'economia
e delle finanze, di attuazione  dell'articolo  1,  comma  990,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
  Il fondo e' ripartito con decreto del Ministro  dei  trasporti,  di
concerto con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il
Ministro delle infrastrutture, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, al  netto  della  quota  di  gettito  eventualmente  gia'
spettante alla regione o provincia autonoma a  norma  dei  rispettivi
statuti.  A  ciascuna  regione  spetta  comunque   l'80   per   cento
dell'incremento delle riscossioni nei porti nel territorio regionale. 
 
  250. Con decreto del Ministro dei trasporti,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e  delle  finanze  e  con  il  Ministro  delle
infrastrutture, d'intesa con la Conferenza permanente per i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano e sentita l'Associazione dei porti italiani, sono definite le
modalita' attuative della partecipazione alle riscossioni dei tributi
erariali e del trasferimento del fondo di cui al comma 249, nonche' i
criteri per la destinazione delle risorse e per il monitoraggio degli
interventi. 
 
  251.  Al  comma  1  dell'articolo  3  del  decreto  del   Ministero
dell'economia e delle finanze  22  novembre  2005,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 13 del 17 gennaio 2006, le parole:  "dello  0,6
per mille" sono sostituite dalle seguenti: "dello 0,8 per mille". 
 
  252. All'articolo 1, comma 14, della legge  27  dicembre  2006,  n.
296, dopo il primo  periodo,  sono  inseriti  i  seguenti:  "Ai  fini
dell'accertamento l'Agenzia delle entrate ha l'onere  di  motivare  e
fornire elementi di prova per avvalorare l'attribuzione dei  maggiori
ricavi o compensi derivanti  dall'applicazione  degli  indicatori  di
normalita' economica di cui  al  presente  comma,  approvati  con  il
decreto del Ministro dell'economia e delle  finanze  20  marzo  2007,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta  Ufficiale  n.  76
del 31 marzo 2007, e successive modificazioni,  fino  all'entrata  in
vigore dei nuovi studi di settore varati secondo le procedure,  anche
di concertazione con le categorie, della  disciplina  richiamata  dal
presente comma. In ogni caso i contribuenti che dichiarano  ricavi  o
compensi inferiori a quelli  previsti  dagli  indicatori  di  cui  al
presente comma non sono soggetti ad accertamenti automatici". 
 
  253. Al primo comma dell'articolo 37  del  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  29  settembre   1973,   n.   600,   e   successive
modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "I  criteri
selettivi  per  l'attivita'  di  accertamento  di  cui   al   periodo
precedente, compresa quella a mezzo di studi di settore, sono rivolti
prioritariamente nei confronti dei  soggetti  diversi  dalle  imprese
manifatturiere che svolgono la loro  attivita'  in  conto  terzi  per
altre imprese in misura non inferiore al 90 per cento". 
 
  254. Al primo comma dell'articolo 51  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "I criteri  selettivi  per
l'attivita' di accertamento di cui al  periodo  precedente,  compresa
quella a mezzo di studi di settore, sono rivolti prioritariamente nei
confronti dei  soggetti  diversi  dalle  imprese  manifatturiere  che
svolgono la loro attivita' in conto terzi per altre imprese in misura
non inferiore al 90 per cento". 
 
  255. Nel fissare i criteri selettivi di  cui  all'articolo  51  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come
modificato, da ultimo, dal comma 254 del presente  articolo,  per  il
quinquennio 2008-2012 si stabilisce  la  misura  in  cui  gli  uffici
dovranno concentrare l'attivita' di controllo  sui  contribuenti  che
abbiano computato in detrazione in misura superiore al 50  per  cento
del  relativo  ammontare  l'imposta  afferente  agli  acquisti  delle
apparecchiature  terminali  per  il  servizio  radiomobile   pubblico
terrestre  di  telecomunicazioni  e  delle  relative  prestazioni  di
gestione. 
 
  256. Al comma 219 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  "A  tal  fine,  la
lettera d) del predetto comma 109 si  interpreta  nel  senso  che  le
conseguenti  attivita'  estimali,  incluse   quelle   gia'   affidate
all'Ufficio tecnico erariale, sono eseguite dall'Agenzia medesima". 
 
  257. All'articolo 2 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n.  270,
e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
  "1-bis. Le imprese confiscate ai sensi della legge 31 maggio  1965,
n.  575,  e  successive   modificazioni,   possono   essere   ammesse
all'amministrazione straordinaria,  alle  condizioni  e  nelle  forme
previste dal presente decreto, anche in mancanza dei requisiti di cui
alle lettere a) e b) del comma 1". 
 
  258. Fino alla definizione della riforma organica del  governo  del
territorio, in aggiunta alle aree necessarie per le superfici  minime
di spazi pubblici o riservati  alle  attivita'  collettive,  a  verde
pubblico o a parcheggi di cui al  decreto  del  Ministro  dei  lavori
pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e  alle  relative  leggi  regionali,
negli   strumenti   urbanistici   sono   definiti   ambiti   la   cui
trasformazione e' subordinata alla cessione  gratuita  da  parte  dei
proprietari, singoli o in forma consortile, di  aree  o  immobili  da
destinare a edilizia residenziale sociale, in rapporto al  fabbisogno
locale e in relazione all'entita' e al valore  della  trasformazione.
In tali ambiti e' possibile prevedere, inoltre, l'eventuale fornitura
di alloggi a canone calmierato, concordato e sociale. 
 
  259.  Ai  fini  dell'attuazione  di  interventi  finalizzati   alla
realizzazione  di   edilizia   residenziale   sociale,   di   rinnovo
urbanistico ed edilizio, di riqualificazione  e  miglioramento  della
qualita' ambientale degli insediamenti, il comune  puo',  nell'ambito
delle previsioni degli strumenti urbanistici, consentire  un  aumento
di  volumetria  premiale  nei  limiti  di  incremento  massimi  della
capacita' edificatoria prevista per gli ambiti di cui al comma 258. 
 
  260. Per il miglioramento e  la  sicurezza  delle  comunicazioni  e
delle  dotazioni  informatiche,  a  valere  sulle  maggiori   entrate
derivanti dalle disposizioni dei commi da  167  a  289  del  presente
articolo nonche' della presente legge, e' autorizzato in  favore  del
Corpo della guardia di finanza un contributo di 2 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2008 e 2009. 
 
  261. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
  a) all'articolo 3 e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
  "Le disposizioni del primo periodo del terzo comma non si applicano
in caso di uso personale  o  familiare  dell'imprenditore  ovvero  di
messa a disposizione a titolo gratuito nei confronti dei dipendenti: 
  a) di veicoli stradali a motore per il  cui  acquisto,  pure  sulla
base di contratti di locazione, anche finanziaria, e di noleggio,  la
detrazione  dell'imposta  e'  stata   operata   in   funzione   della
percentuale di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 19-bis1; 
  b) delle apparecchiature  terminali  per  il  servizio  radiomobile
pubblico terrestre di telecomunicazioni e delle relative  prestazioni
di gestione, qualora sia stata  computata  in  detrazione  una  quota
dell'imposta relativa all'acquisto  delle  predette  apparecchiature,
pure sulla base di contratti di locazione, anche  finanziaria,  e  di
noleggio, ovvero alle suddette prestazioni di gestione, non superiore
alla misura in cui tali beni  e  servizi  sono  utilizzati  per  fini
diversi da quelli di cui all'articolo 19, comma 4, secondo periodo"; 
  b) all'articolo 10 e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
  "Sono  altresi'  esenti  dall'imposta  le  prestazioni  di  servizi
effettuate nei confronti dei consorziati  o  soci  da  consorzi,  ivi
comprese  le  societa'  consortili  e  le  societa'  cooperative  con
funzioni  consortili,  costituiti  tra  soggetti  per  i  quali,  nel
triennio solare precedente,  la  percentuale  di  detrazione  di  cui
all'articolo  19-bis,  anche  per   effetto   dell'opzione   di   cui
all'articolo 36-bis, sia stata non  superiore  al  10  per  cento,  a
condizione che i corrispettivi  dovuti  dai  consorziati  o  soci  ai
predetti consorzi e societa' non superino  i  costi  imputabili  alle
prestazioni stesse"; 
  c) all'articolo 13, il terzo comma e' sostituito dai seguenti: 
  "In deroga al primo comma: 
  a) per le operazioni imponibili  effettuate  nei  confronti  di  un
soggetto per il quale l'esercizio  del  diritto  alla  detrazione  e'
limitato a norma del comma 5  dell'articolo  19,  anche  per  effetto
dell'opzione di  cui  all'articolo  36-bis,  la  base  imponibile  e'
costituita dal valore normale dei beni e dei servizi se e' dovuto  un
corrispettivo inferiore a tale valore e se l'operazione e' effettuata
da  societa'  che  direttamente  o  indirettamente  controllano  tale
soggetto,  ne  sono  controllate  o  sono  controllate  dalla  stessa
societa' che controlla il predetto soggetto; 
  b) per la messa a disposizione di veicoli stradali a motore nonche'
delle apparecchiature terminali per il servizio radiomobile  pubblico
terrestre  di  telecomunicazioni  e  delle  relative  prestazioni  di
gestione effettuata dal datore di lavoro nei  confronti  del  proprio
personale dipendente la base imponi-bile  e'  costituita  dal  valore
normale dei  beni  e  dei  servizi  se  e'  dovuto  un  corrispettivo
inferiore a tale valore. 
  Per le cessioni che hanno per oggetto beni per il  cui  acquisto  o
importazione la detrazione e' stata ridotta  ai  sensi  dell'articolo
19-bis1 o di altre disposizioni di indetraibilita' oggettiva, la base
imponibile e' determinata moltiplicando per la percentuale detraibile
ai sensi di tali disposizioni  l'importo  determinato  ai  sensi  dei
commi precedenti"; 
  d) all'articolo 14 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:  "Agli
effetti del terzo  comma  dell'articolo  13,  il  valore  normale  e'
determinato ai sensi del  terzo  e  del  quarto  comma  del  presente
articolo  se  i  beni  ceduti  o   i   servizi   prestati   rientrano
nell'attivita' propria dell'impresa; diversamente, il valore  normale
e' costituito per le cessioni di beni dal prezzo di acquisto dei beni
stessi e per le prestazioni di servizi dalle spese sostenute  per  la
prestazione dei servizi stessi. 
  Agli effetti della lettera b) del terzo comma dell'articolo 13, per
la messa a disposizione di veicoli stradali a motore si  assume  come
valore normale quello determinato a norma dell'articolo 51, comma  4,
lettera a), del testo unico delle imposte  sui  redditi,  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive  modificazioni,  comprensivo  delle  somme   eventualmente
trattenute al dipendente e al netto dell'imposta sul valore  aggiunto
compresa in detto importo"; 
  e) all'articolo 19-bis1: 
  1) le lettere a), b), c) e d) sono sostituite dalle seguenti: 
  "a)  l'imposta  relativa   all'acquisto   o   all'importazione   di
aeromobili  e  dei  relativi  componenti  e  ricambi  e'  ammessa  in
detrazione  se  i  beni  formano   oggetto   dell'attivita'   propria
dell'impresa o sono destinati  ad  essere  esclusivamente  utilizzati
come strumentali nell'attivita' propria dell'impresa ed  e'  in  ogni
caso esclusa per gli esercenti arti e professioni; 
  b) l'imposta relativa  all'acquisto  o  all'importazione  dei  beni
elencati nell'allegata tabella B  e  delle  navi  e  imbarcazioni  da
diporto nonche' dei relativi  componenti  e  ricambi  e'  ammessa  in
detrazione soltanto se i beni formano oggetto dell'attivita'  propria
dell'impresa ed e' in ogni caso esclusa  per  gli  esercenti  arti  e
professioni; 
  c) l'imposta relativa all'acquisto o  all'importazione  di  veicoli
stradali  a  motore,  diversi  da  quelli  di  cui  alla  lettera  f)
dell'allegata tabella B, e  dei  relativi  componenti  e  ricambi  e'
ammessa in detrazione nella misura del 40 per cento se  tali  veicoli
non  sono  utilizzati  esclusivamente  nell'esercizio   dell'impresa,
dell'arte o della professione. La disposizione  non  si  applica,  in
ogni caso, quando i predetti veicoli formano  oggetto  dell'attivita'
propria dell'impresa nonche'  per  gli  agenti  e  rappresentanti  di
commercio. Per veicoli stradali a motore si intendono tutti i veicoli
a motore, diversi dai  trattori  agricoli  o  forestali,  normalmente
adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa  massima
autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di  posti  a  sedere,
escluso quello del conducente, non e' superiore a otto; 
  d) l'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di carburanti
e lubrificanti destinati ad aeromobili, natanti da diporto e  veicoli
stradali a motore, nonche' alle prestazioni di  cui  al  terzo  comma
dell'articolo  16  e  alle  prestazioni  di  custodia,  manutenzione,
riparazione e  impiego,  compreso  il  transito  stradale,  dei  beni
stessi, e' ammessa in  detrazione  nella  stessa  misura  in  cui  e'
ammessa   in   detrazione   l'imposta   relativa    all'acquisto    o
all'importazione di detti aeromobili, natanti e  veicoli  stradali  a
motore"; 
  2) alla lettera e), le  parole:  "ed  al  transito  stradale  delle
autovetture e autoveicoli di cui all'articolo 54, lettere  a)  e  c),
del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285" sono soppresse; 
  3) la lettera g) e' abrogata; 
  f) nella tabella A, parte III, nel numero 7) la  parola:  "non"  e'
soppressa e il numero 1) e' sostituito dal seguente: 
  "1) Cavalli, asini, muli e  bardotti,  vivi,  destinati  ad  essere
utilizzati nella preparazione di prodotti alimentari"; 
  g) nella tabella B, le lettere e) e g) sono abrogate. 
 
  262.  All'articolo  6  della  legge  13  maggio  1999,  n.  133,  e
successive modificazioni, i commi da 1 a 3-bis sono abrogati. (4) 
 
  263. All'articolo 44, comma 1, della legge  21  novembre  2000,  n.
342, le parole: "con l'aliquota del 10  per  cento"  sono  sostituite
dalle seguenti: "con l'aliquota ordinaria". (1) 
 
  264. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212: 
  a) le disposizioni di cui al comma 261, lettera b), si applicano  a
decorrere dal 1° luglio 2008; 
  b) le disposizioni di cui  al  comma  261,  lettere  c)  e  d),  si
applicano a decorrere dal 1° marzo 2008; 
  c) le disposizioni di cui al comma 261, lettere a), e), f) e g),  e
al comma 263 si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2008. 
  Tuttavia, per le operazioni relative a veicoli stradali  a  motore,
le disposizioni di cui alle lettere a), e) e  g)  del  comma  261  si
applicano dal 28 giugno 2007. 
 
  265. In deroga all'articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000,
n. 212, per gli atti formati anteriormente  al  4  luglio  2006  deve
intendersi che le presunzioni di cui all'articolo 35, commi  2,  3  e
23-bis, del decreto-legge 4 luglio  2006,  n.  223,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,  n.  248,  valgano,  agli
effetti tributari, come presunzioni semplici. 
 
  266.  Sono  definiti  "gruppi  di  acquisto  solidale"  i  soggetti
associativi senza scopo di  lucro  costituiti  al  fine  di  svolgere
attivita'  di  acquisto  collettivo  di  beni  e  distribuzione   dei
medesimi, senza applicazione di alcun ricarico,  esclusivamente  agli
aderenti,  con  finalita'  etiche,  di  solidarieta'  sociale  e   di
sostenibilita'  ambientale,  in  diretta   attuazione   degli   scopi
istituzionali e con esclusione di attivita' di somministrazione e  di
vendita. 
 
  267. Le  attivita'  svolte  dai  soggetti  di  cui  al  comma  266,
limitatamente a quelle rivolte verso gli aderenti, non si considerano
commerciali ai fini dell'applicazione del regime di imposta di cui al
decreto del Presidente della Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,
ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 4, settimo  comma,
del medesimo decreto, e  ai  fini  dell'applicazione  del  regime  di
imposta del testo unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 
 
  268. All'onere derivante dalle disposizioni di cui ai commi  266  e
267, valutato in 200.000 euro annui a decorrere  dall'anno  2008,  si
provvede mediante  corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di
spesa di cui  all'articolo  5,  comma  3-ter,  del  decreto-legge  1°
ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla  legge  30
novembre 2005, n. 244. 
 
  269. All'articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre  1997,  n.
471, al comma 2, dopo le parole: "un quinquennio" la parola: "tre" e'
sostituita dalla seguente: "quattro" e dopo le parole: "lo  scontrino
fiscale" sono inserite le seguenti: "compiute in giorni diversi,". 
 
  270. Si  considerano  valide  le  trasmissioni  degli  elenchi  dei
clienti e fornitori, di  cui  all'articolo  37,  commi  8  e  9,  del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, relative all'anno 2006, effettuate
entro il termine del 15 novembre 2007. 
 
  271. Al comma 37-bis dell'articolo 37 del  decreto-legge  4  luglio
2006, n. 223, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4  agosto
2006, n. 248, le parole: "immessi sul  mercato  a  decorrere  dal  1°
gennaio 2008" sono sostituite dalle seguenti: "immessi sul mercato  a
decorrere dal 1° gennaio 2009". 
 
  272. Al comma 43 dell'articolo 37 del decreto-legge 4 luglio  2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "La disposizione  del
periodo precedente si applica anche ai redditi  di  cui  all'articolo
17, comma 1, lettere c)  e  c-bis),  del  citato  testo  unico  delle
imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   delle
Repubblica 22 dicembre 1986,  n.  917,  e  successive  modificazioni,
corrisposti a decorrere dal 1° gennaio 2004". 
 
  273. All'articolo 2, comma 33, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n.
262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,  n.
286, e successive modificazioni, dopo il quinto periodo  e'  inserito
il seguente: "Tali redditi producono effetto fiscale, in deroga  alle
vigenti disposizioni, a decorrere dal 1°  gennaio  dell'anno  in  cui
viene presentata la dichiarazione". 
 
  274. All'articolo 1, comma  57,  ultimo  periodo,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni,  dopo  le  parole:
"della fiscalita'" sono inserite le seguenti: ", delle cui banche  di
dati e' comunque contitolare,". 
 
  275. All'articolo 9, comma 3-bis,  del  decreto-legge  30  dicembre
1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio
1994, n. 133, e successive modificazioni, la lettera e) e' sostituita
dalla seguente: "e) all'agriturismo, in conformita' a quanto previsto
dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96". 
 
  276. Sono soggetti all'obbligo  della  voltura  catastale  previsto
dall'articolo 3  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 650, gli atti soggetti ad  iscrizione  nel  registro
delle imprese che comportino  qualsiasi  mutamento  nell'intestazione
catastale dei beni immobili di cui siano titolari persone giuridiche,
anche se non direttamente  conseguenti  a  modifica,  costituzione  o
trasferimento  di  diritti  reali.  Le  modalita'   attuative   delle
disposizioni del presente comma sono stabilite con provvedimento  del
direttore dell'Agenzia  del  territorio,  adottato  d'intesa  con  il
direttore generale per il commercio, le assicurazioni e i servizi del
Ministero dello sviluppo economico. 
 
  277. Fatto salvo quanto previsto  dal  comma  336  dell'articolo  1
della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  gli  uffici  provinciali
dell'Agenzia   del   territorio,   qualora   rilevino   la    mancata
presentazione degli atti di  aggiornamento  catastale  da  parte  dei
soggetti  obbligati,  ne  richiedono  la  presentazione  ai  soggetti
titolari. Nel caso in cui questi  ultimi  non  ottemperino  entro  il
termine di novanta giorni dalla data di  ricevimento  della  suddetta
richiesta,  gli  uffici  dell'Agenzia   del   territorio   provvedono
d'ufficio,   attraverso   la   redazione   dei   relativi   atti   di
aggiornamento, con applicazione, a carico dei soggetti  inadempienti,
degli oneri stabiliti in attuazione del  comma  339  dell'articolo  1
della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 
 
  278. L'articolo  23  della  legge  27  febbraio  1985,  n.  52,  e'
sostituito dal seguente: 
  "Art. 23. - 1. I conservatori dei registri immobiliari inviano ogni
quindici giorni al procuratore della Repubblica del  tribunale  nella
cui circoscrizione e' stabilito l'ufficio copia del registro generale
d'ordine su supporto informatico o con modalita' telematiche". 
 
  279. In deroga all'articolo 2680, primo comma, del  codice  civile,
fino  a  quando  non  sara'  data  attuazione  a   quanto   stabilito
dall'articolo 61 del codice dell'amministrazione digitale, di cui  al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, la vidimazione del  registro
generale d'ordine viene eseguita dal conservatore. 
 
  280. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo  1,  comma  14,  del
decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, all'Agenzia del  territorio  e'
assegnato uno specifico stanziamento di 12 milioni di euro, di cui  4
milioni di euro nell'anno 2008 e 8 milioni di  euro  nell'anno  2009,
per la corresponsione di incentivi alla mobilita' territoriale  e  di
indennita' di trasferta  al  personale  dipendente,  con  particolare
riguardo al processo di decentramento delle  funzioni  catastali.  Al
relativo onere si provvede con le maggiori  entrate  derivanti  dagli
interventi di cui ai commi 276 e 277, nonche' con  le  riduzioni  dei
costi  conseguenti  alle  misure  di   semplificazione   in   materia
ipotecaria previste dai commi 278 e 279. 
 
  281. Nell'ambito delle funzioni amministrative catastali  conferite
ai sensi dell'articolo 66 del decreto legislativo 31 marzo  1998,  n.
112, e successive modificazioni, per  le  riscossioni  erariali  sono
applicabili ai comuni le norme previste dagli articoli 178 e 179  del
regolamento di cui al regio  decreto  23  maggio  1924,  n.  827.  Le
disposizioni contenute nel citato articolo 179 si intendono  riferite
ai responsabili delle strutture comunali sovraordinate a  quelle  che
effettuano riscossioni erariali. 
 
  282. All'articolo 110, comma 6, del  testo  unico  delle  leggi  di
pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) alla lettera a): 
  1) dopo le parole: "quelli che," sono inserite le seguenti: "dotati
di attestato di conformita' alle disposizioni vigenti rilasciato  dal
Ministero dell'economia e delle finanze  -  Amministrazione  autonoma
dei Monopoli di Stato e"; 
  2) le parole: "gli elementi  di  abilita'  o  intrattenimento  sono
presenti  insieme  all'elemento  aleatorio"  sono  sostituite   dalle
seguenti: "insieme  con  l'elemento  aleatorio  sono  presenti  anche
elementi di abilita', che consentono al giocatore la possibilita'  di
scegliere, all'avvio o nel corso della partita, la propria strategia,
selezionando  appositamente  le  opzioni  di   gara   ritenute   piu'
favorevoli tra quelle proposte dal gioco"; 
  b) dopo la lettera a) e' inserita la seguente: 
  "a-bis) con  provvedimento  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze - Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato puo'  essere
prevista la verifica dei singoli apparecchi di cui alla lettera a)". 
 
  283. Le disposizioni di cui al comma 282 si applicano alle condotte
e agli apparecchi messi in esercizio a decorrere dal 1° gennaio 2008. 
 
  284. Al comma 271 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, le parole: "dal periodo d'imposta successivo a quello  in  corso
al 31 dicembre 2006" sono sostituite  dalle  seguenti:  "dal  periodo
d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007". 
 
  285. L'importo delle maggiori entrate derivanti dal comma 284, pari
a 350 milioni di euro per l'anno 2008 e a 280  milioni  di  euro  per
l'anno 2009, e' iscritto nel  Fondo  per  interventi  strutturali  di
politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge
29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla  legge
27 dicembre 2004, n. 307. 
 
  286. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 347, della  legge
27  dicembre  2006,  n.  296,  si  applicano,  nella  misura  e  alle
condizioni previste, anche alle spese relative alla  sostituzione  di
impianti di climatizzazione invernale con pompe  di  calore  ad  alta
efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia. 
 
  287. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. 
 
  288. A decorrere dall'anno  2009,  in  attesa  dell'emanazione  dei
provvedimenti attuativi di cui all'articolo 4, comma 1,  del  decreto
legislativo 19 agosto 2005, n.  192,  il  rilascio  del  permesso  di
costruire   e'    subordinato    alla    certificazione    energetica
dell'edificio, cosi' come previsto dall'articolo 6 del citato decreto
legislativo  n.  192  del   2005,   nonche'   delle   caratteristiche
strutturali  dell'immobile  finalizzate  al  risparmio  idrico  e  al
reimpiego delle acque meteoriche. 
 
  289. All'articolo 4 del testo unico delle disposizioni  legislative
e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e  successive  modificazioni,
il comma 1-bis e' sostituito dal seguente: 
  "1-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2009, nel regolamento di cui  al
comma 1, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve  essere
prevista, per gli edifici di nuova  costruzione,  l'installazione  di
impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili,
in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1
kW  per   ciascuna   unita'   abitativa,   compatibilmente   con   la
realizzabilita'   tecnica   dell'intervento.   Per    i    fabbricati
industriali, di estensione superficiale non  inferiore  a  100  metri
quadrati, la produzione energetica minima e' di 5 kW". 
 
  290. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge, ai fini della tutela del cittadino  consumatore,  con  decreto
del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  di  concerto  con  il
Ministro dello sviluppo economico, le misure delle aliquote di accisa
sui  prodotti  energetici   usati   come   carburanti   ovvero   come
combustibili per riscaldamento per usi civili,  stabilite  dal  testo
unico delle disposizioni legislative  concernenti  le  imposte  sulla
produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative,
di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,  e  successive
modificazioni, sono diminuite  al  fine  di  compensare  le  maggiori
entrate dell'imposta sul valore aggiunto derivanti  dalle  variazioni
del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio. 
 
  291. Il decreto di cui al  comma  290  e'  adottato  adottato,  con
cadenza trimestrale, se il prezzo di cui al medesimo comma aumenta in
misura pari o  superiore,  sulla  media  del  periodo,  a  due  punti
percentuali  rispetto  esclusivamente  al  valore   di   riferimento,
espresso  in  euro,  indicato   nel   Documento   di   programmazione
economico-finanziaria; il medesimo decreto non puo'  essere  adottato
ove,  nella  media  del  semestre  precedente,   si   verifichi   una
diminuzione del prezzo, determinato ai sensi del comma 290,  rispetto
a    quello    indicato    nel    Documento     di     programmazione
economico-finanziaria. Il decreto di cui al  comma  290  puo'  essere
adottato al fine di variare le aliquote di accisa, qualora il  prezzo
di cui al comma 290 abbia  una  diminuzione  rispetto  al  valore  di
riferimento,  espresso   in   euro,   indicato   nel   Documento   di
programmazione economico-finanziaria. (4) 
 
  292. Il decreto di cui al comma 290, da cui non devono in ogni caso
derivare nuovi o maggiori oneri a carico del  bilancio  dello  Stato,
assicura che le eventuali variazioni di aliquote siano effettuate nel
rispetto della normativa comunitaria in  materia  di  livelli  minimi
delle accise. 
 
  293. In sede di prima applicazione, il decreto di cui al comma  290
e' adottato qualora le condizioni di cui al comma 291 ricorrano entro
il 28 febbraio 2008. 
 
  294. Nel caso in cui la diminuzione della misura delle aliquote  di
accisa di cui al comma 290 determini economie sulle autorizzazioni di
spesa relative alle agevolazioni vigenti in favore  dei  soggetti  di
cui all'articolo 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 28 dicembre  2001,
n. 452, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio  2002,
n. 16, le somme corrispondenti a tali economie, accertate annualmente
con  decreto  del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  sono
prelevate dalla contabilita' speciale di tesoreria n.  1778  "Agenzia
delle Entrate - Fondi di bilancio" e versate all'entrata del bilancio
dello  Stato  per  essere  destinate,  a  decorrere  dal  2008,  agli
interventi previsti dall'articolo 2, comma 3,  del  decreto-legge  28
dicembre 1998, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge  26
febbraio 1999, n. 40,  come  prorogati  dall'articolo  45,  comma  1,
lettera c), della  legge  23  dicembre  1999,  n.  488.  Il  Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  295. Al fine di promuovere lo sviluppo dei  servizi  del  trasporto
pubblico locale, di attuare il processo di riforma del settore  e  di
garantire le risorse  necessarie  per  il  mantenimento  dell'attuale
livello dei servizi, incluso il recupero dell'inflazione  degli  anni
precedenti, alle regioni  a  statuto  ordinario  e'  riconosciuta  la
compartecipazione   al   gettito   dell'accisa   sul   gasolio    per
autotrazione. 
 
  296. La  compartecipazione  di  cui  al  comma  295  e'  attribuita
mensilmente a ciascuna regione, per gli anni 2008-2010, nella  misura
complessiva indicata nella tabella 1 allegata alla presente legge.  A
decorrere dall'anno 2011 le quote di  compartecipazione  di  ciascuna
regione  a  statuto  ordinario  restano  determinate   nella   misura
stabilita  per  lo  stesso  anno  2011  con  decreto   del   Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, in modo tale  che  le  stesse,  applicate  ai  volumi  di
gasolio impiegato come carburante per autotrazione erogati  nell'anno
2010 in  ciascuna  regione,  consentano  di  corrispondere  l'importo
complessivo come determinato nella citata  tabella  1  allegata  alla
presente legge. Con lo stesso decreto sono individuate  le  modalita'
di trasferimento delle somme spettanti alle  singole  regioni.  Nelle
more dell'emanazione del decreto continuano ad  essere  attribuite  a
ciascuna regione, a titolo di acconto, le quote  mensili  determinate
ai sensi del primo periodo del presente comma. 
 
  297. La compartecipazione di cui al  comma  296  sostituisce  e,  a
decorrere dall'anno 2011, integra le seguenti risorse: 
  a) compensazione della minore entrata registrata relativamente alla
compartecipazione dell'accisa sul  gasolio  di  cui  all'articolo  3,
comma 12-bis, della legge 28 dicembre 1995, n. 549,  per  un  importo
annuo pari a 254,9 milioni di euro; 
  b)  trasferimenti  di  cui  agli  articoli  8  e  20  del   decreto
legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni, per
un importo annuo pari a 670,5 milioni di euro; 
  c) compensazione della  riduzione  dell'accisa  sulla  benzina  non
compensata dal maggior gettito delle tasse  automobilistiche  di  cui
all'articolo 1, comma 58, della legge 30 dicembre  2004,  n.  311,  e
successive modificazioni, per un importo annuo pari a  342,5  milioni
di euro; 
  d) trasferimenti per i rinnovi dei contratti di lavoro relativi  al
settore del trasporto pubblico locale  di  cui  all'articolo  23  del
decreto-legge   24   dicembre   2003,   n.   355,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47,  all'articolo  1,
comma 2, del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 22 aprile 2005, n. 58, e  all'articolo  1,
comma 1230, della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  per  un  importo
annuo pari a 480,2 milioni di euro. 
 
  298. A decorrere dall'anno 2008, al fine  di  adeguare  le  risorse
destinate ai servizi di trasporto pubblico locale, comprese quelle di
cui all'articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n.  422,
e successive modificazioni, e'  attribuita  alle  regioni  a  statuto
ordinario una quota dell'accisa sul gasolio impiegato come carburante
per autotrazione, ulteriore rispetto a quella prevista ai  sensi  del
comma 296 del presente articolo, determinata nella misura di  0,00860
euro per l'anno 2008, di 0,00893 euro per l'anno 2009  e  di  0,00920
euro a partire dall'anno 2010 per ogni litro di gasolio  erogato  nei
rispettivi territori regionali. 
 
  299. L'ammontare della quota di compartecipazione di cui  al  comma
298 e' versato  direttamente  dai  soggetti  obbligati  al  pagamento
dell'accisa e riversato dalla struttura di gestione in apposito conto
corrente  aperto  presso  la  Tesoreria  centrale  dello  Stato.   La
ripartizione tra le regioni a statuto ordinario delle somme  ad  esse
spettanti ai sensi  del  comma  298  e'  effettuata  sulla  base  dei
quantitativi di gasolio erogati nell'anno precedente  dagli  impianti
di distribuzione di  carburanti,  come  risultanti  dai  registri  di
carico e scarico previsti dall'articolo 25, comma 4, del testo  unico
delle  disposizioni  legislative   concernenti   le   imposte   sulla
produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative,
di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.  504.  A  decorrere
dalla ripartizione relativa all'anno 2011, le  somme  spettanti  alle
regioni a statuto ordinario ai sensi del  comma  298  possono  essere
rideterminate sulla base dei criteri di commisurazione, da  stabilire
con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze  e  con  il  Ministro  per  gli  affari
regionali  e  le  autonomie  locali,  d'intesa  con   la   Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 8,  comma  6,
della legge 5 giugno 2003, n. 131, finalizzati a valutare lo stato di
adozione e  di  applicazione,  da  parte  delle  regioni,  di  quanto
stabilito dagli articoli 14, 16, 17, 18 e 19 del decreto  legislativo
19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni. Con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalita' di
applicazione delle disposizioni di cui  al  comma  298  e  di  quelle
contenute nel presente comma. 
 
  300. E' istituito presso il Ministero dei trasporti  l'Osservatorio
nazionale  sulle  politiche  del  trasporto  pubblico   locale,   cui
partecipano i rappresentanti dei Ministeri competenti, delle  regioni
e degli enti locali, al fine di creare una banca dati  e  un  sistema
informativo pubblico correlati a quelli regionali e di assicurare  la
verifica dell'andamento del settore e del completamento del  processo
di riforma. Per il funzionamento dell'Osservatorio e' autorizzata  la
spesa di 2 milioni di euro annui  a  decorrere  dall'anno  2008.  Con
decreto del Ministro dei  trasporti,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze  e  con  il  Ministro  per  gli  affari
regionali e le autonomie locali, sentita la Conferenza  unificata  di
cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  e
successive modificazioni, sono definiti i criteri e le  modalita'  di
monitoraggio delle  risorse  destinate  al  settore  e  dei  relativi
servizi, ivi comprese quelle relative agli enti  locali,  nonche'  le
modalita' di funzionamento dell'Osservatorio. L'Osservatorio presenta
annualmente  alle  Camere  un  rapporto  sullo  stato  del  trasporto
pubblico locale. 
 
  301. A decorrere dall'anno 2008  non  puo'  essere  previsto  alcun
trasferimento  aggiuntivo  a  carico   del   bilancio   dello   Stato
finalizzato al  finanziamento  delle  spese  correnti  del  trasporto
pubblico locale, ivi compresi gli oneri per  i  rinnovi  contrattuali
degli addetti al comparto successivi alla data di entrata  in  vigore
della presente legge. Le regioni a  statuto  ordinario  riversano  le
risorse destinate agli enti locali  entro  quattro  mesi  dalla  data
della loro acquisizione, ferma restando la possibilita'  di  adottare
una modalita' di versamento di maggior favore  per  gli  stessi  enti
locali. 
 
  302. COMMA ABROGATO DAL D.L. 31 MAGGIO 2010, N. 78, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122. 
 
  303.  Nelle  more  di  un'organica  riforma   del   sistema   degli
ammortizzatori sociali, e' esteso al settore del  trasporto  pubblico
locale il sistema previsto dall'articolo 2, comma 28, della legge  23
dicembre 1996, n. 662, senza oneri aggiuntivi a carico dello Stato. 
 
  304. Per promuovere lo sviluppo economico e rimuovere gli squilibri
economico-sociali  e'  istituito,  nello  stato  di  previsione   del
Ministero dei trasporti, il Fondo per la  promozione  e  il  sostegno
dello sviluppo del trasporto pubblico locale, con  una  dotazione  di
113 milioni di euro per l'anno 2008,  di  130  milioni  di  euro  per
l'anno 2009 e di 110 milioni di euro per l'anno 2010.  Per  gli  anni
successivi,  al  finanziamento  del  Fondo  si  provvede   ai   sensi
dell'articolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978,  n.
468, e successive modificazioni. Le risorse del Fondo sono  destinate
alle finalita' di cui all'articolo 1,  comma  1031,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, come  modificato  dal  comma  306,  e  di  cui
all'articolo 9 della legge 26 febbraio 1992, n. 211, con le procedure
e  le  modalita'  previste  da  tali  disposizioni.  Gli   interventi
finanziati, ai sensi e con le modalita' della legge 26 febbraio 1992,
n. 211, con le risorse di cui  al  presente  comma,  individuati  con
decreto del Ministro dei trasporti, sono destinati  al  completamento
delle opere in corso di realizzazione in misura non superiore  al  20
per cento.  Il  finanziamento  di  nuovi  interventi  e'  subordinato
all'esistenza  di  parcheggi  di  interscambio,  ovvero   alla   loro
realizzazione, che puo' essere finanziata con le risorse  di  cui  al
presente comma. 
 
  305. La ripartizione delle risorse di  cui  al  comma  304  tra  le
finalita' ivi previste e'  definita  con  decreto  del  Ministro  dei
trasporti, d'intesa con la Conferenza permanente per i  rapporti  tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 
  In fase di  prima  applicazione,  per  il  triennio  2008-2010,  le
risorse sono ripartite in pari misura tra le  finalita'  previste.  A
decorrere  dall'anno  2011  la  ripartizione  delle  risorse  tra  le
finalita' di cui al comma 304 e' effettuata con il medesimo  decreto,
tenendo  conto   di   principi   di   premialita'   che   incentivino
l'efficienza, l'efficacia e la qualita' nell'erogazione dei  servizi,
la mobilita' pubblica e la tutela ambientale. All'articolo  1,  comma
1032, della legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  la  lettera  d)  e'
abrogata. 
 
  306. All'articolo 1, comma 1031, della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, dopo la lettera c) sono aggiunte le seguenti: 
  "c-bis) per l'acquisto di elicotteri e di idrovolanti destinati  ad
un  servizio  minimo  di  trasporto  pubblico  locale  per  garantire
collegamenti con isole minori con le  quali  esiste  un  fenomeno  di
pendolarismo; 
  c-ter) all'acquisto dei veicoli di cui alle  lettere  a)  e  b)  e'
riservato almeno il 50 per cento della dotazione del fondo". 
 
  307. Al Ministero dei trasporti e'  altresi'  destinata  una  quota
pari a  12  milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2008  per  la
riattivazione, in via  d'urgenza,  dei  lavori  di  realizzazione  di
sistemi innovativi di  trasporto  in  ambito  urbano,  interrotti  in
relazione  all'apertura  di  procedimenti  tesi  a   riesaminare   le
procedure contrattuali  da  parte  della  Corte  di  giustizia  delle
Comunita' europee. 
 
  308. A decorrere dall'anno 2008  i  finanziamenti  statali  per  il
rinnovo del contratto relativo  al  settore  del  trasporto  pubblico
locale di  cui  alle  disposizioni  richiamate  nel  comma  297  sono
corrisposti  direttamente  alle  regioni  a  statuto  ordinario   dal
Ministero dell'economia e delle finanze con le modalita'  di  cui  al
comma 296. L'esclusione delle spese relative ai rinnovi  contrattuali
del settore del trasporto pubblico locale  dal  patto  di  stabilita'
interno si applica esclusivamente nei confronti delle regioni e delle
province autonome di Trento e di Bolzano. 
 
  309. Ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, per le
spese sostenute entro  il  31  dicembre  2008  per  l'acquisto  degli
abbonamenti ai servizi di  trasporto  pubblico  locale,  regionale  e
interregionale spetta una detrazione dall'imposta  lorda,  fino  alla
concorrenza del suo ammontare, nella misura del 19 per cento  per  un
importo delle spese stesse non superiore a 250  euro.  La  detrazione
spetta  sempreche'  le  spese  stesse  non  siano  deducibili   nella
determinazione dei  singoli  redditi  che  concorrono  a  formare  il
reddito complessivo. La detrazione spetta anche se la spesa e'  stata
sostenuta nell'interesse delle persone indicate nell'articolo 12  del
testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, che si trovino nelle condizioni indicate nel  comma  2
del medesimo articolo 12. (8) 
 
  310. L'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 9 dicembre  1986,  n.
833, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio  1987,  n.
18, si interpreta nel senso che le somme di cui  all'articolo  1  del
medesimo  decreto-legge,  nonche'  quelle   che   gli   enti   locali
proprietari o soci hanno versato  o  versano  per  il  ripiano  delle
perdite  di  esercizio  dell'azienda  o  del  consorzio  di  pubblico
trasporto, ancorche' riferite ad esercizi precedenti  al  1982,  come
pure quelle provenienti  dal  Fondo  nazionale  per  il  ripiano  dei
disavanzi di esercizio di cui all'articolo 9 della  legge  10  aprile
1981, n. 151, e successive modificazioni, non rilevano ai fini  degli
articoli 61 e 109, comma 5, nonche' dell'articolo 84, comma 1, quarto
periodo, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del  Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,   e
successive modificazioni. 
 
  311. I crediti  vantati  dalla  societa'  Ferrovie  della  Calabria
s.r.l. nei  confronti  della  regione  Calabria  e  rientranti  nella
regolazione delle partite debitorie di cui  all'articolo  145,  comma
30, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni,
sono destinati alla definitiva copertura dei  disavanzi  pregressi  a
tutto il 31 dicembre 2000 della ex gestione commissariale governativa
delle  Ferrovie  della  Calabria  e,  per  la   parte   residua,   ad
investimenti per il rinnovo e il potenziamento dei servizi ferroviari
gestiti dalla medesima societa'. 
 
  312. Sono abrogate le disposizioni recate  dall'articolo  3,  comma
12-bis, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, dall'articolo 20, comma
2, del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e  dall'articolo
1, comma 58, della legge 30  dicembre  2004,  n.  311,  e  successive
modificazioni. 
 
  313. Al fine di attivare significativi processi di sviluppo  locale
attraverso il recupero e il  riuso  di  beni  immobili  pubblici,  in
coerenza con gli indirizzi  di  sviluppo  territoriale,  economico  e
sociale e con gli obiettivi di sostenibilita' e qualita' territoriale
e urbana, il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto  con
il Ministro per i beni e le attivita'  culturali,  tramite  l'Agenzia
del demanio, nel rispetto  delle  attribuzioni  costituzionali  delle
regioni, d'intesa  con  gli  enti  territoriali  interessati,  e  nel
rispetto  dei  piani  urbanistici  comunali,  individua   ambiti   di
interesse  nazionale  nei  quali  sono  presenti  beni  immobili   di
proprieta' dello Stato e di altri soggetti pubblici  per  promuovere,
in ciascun ambito, un programma unitario  di  valorizzazione  di  cui
all'articolo 3, comma 15-bis, del decreto-legge 25 settembre 2001, n.
351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,  n.
410. Il complesso dei  programmi  di  valorizzazione  costituisce  il
Piano di valorizzazione dei beni pubblici  per  la  promozione  e  lo
sviluppo dei sistemi locali. 
 
  314. Il Piano  di  cui  al  comma  313  e'  proposto  dal  Ministro
dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per i beni
e le attivita'  culturali,  sentiti  i  Ministri  competenti,  ed  e'
approvato d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo  8
del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  e  successive
modificazioni, anche in applicazione delle previsioni del codice  dei
beni culturali e del paesaggio, di  cui  al  decreto  legislativo  22
gennaio 2004, n. 42. In tale Piano,  oltre  all'individuazione  degli
ambiti di intervento, sono determinati gli obiettivi  di  azione,  le
categorie tematiche, sociali, economiche e territoriali di interesse,
i criteri, i tempi e le modalita' di attuazione dei programmi unitari
di intervento, nonche'  ogni  altro  elemento  significativo  per  la
formazione dei suddetti programmi. 
 
  315. Sulla base delle indicazioni contenute nel  Piano  di  cui  al
comma 313, la regione e gli enti territoriali e  locali  interessati,
d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze  di  concerto
con il Ministero per i beni e le attivita' culturali,  promuovono  la
formazione dei programmi unitari di valorizzazione, individuando  gli
interventi, le modalita' di attuazione, le categorie di  destinazioni
d'uso compatibili, l'entita' e la modalita' di attribuzione agli enti
territoriali di quota parte del  plusvalore  da  realizzare,  nonche'
ogni altro elemento significativo per l'attuazione di quanto previsto
nei programmi medesimi. 
 
  316. Per la definizione  dei  contenuti,  finalita',  condizioni  e
limiti per  l'attuazione  dei  programmi  unitari  di  valorizzazione
concorrono le amministrazioni centrali  e  territoriali  interessate,
nonche' tutti i soggetti competenti, anche utilizzando la  conferenza
di servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della  legge  7  agosto
1990, n. 241, e successive modificazioni,  con  particolare  riguardo
all'identificazione delle modalita' di intervento  per  gli  immobili
soggetti  a   tutela   ambientale,   paesaggistica,   architettonica,
archeologica e storico-culturale, e ricompresi in aree demaniali, nel
pieno rispetto delle disposizioni contenute  nel  codice  di  cui  al
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, individuando gli elementi
necessari per la migliore definizione  progettuale  degli  interventi
compresi nei programmi unitari di valorizzazione. 
 
  317. Ciascun programma unitario di valorizzazione e' approvato  con
decreto del presidente della regione o della  provincia  interessata,
d'intesa con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il
Ministro per i beni e le attivita'  culturali.  I  consigli  comunali
provvedono alla ratifica del programma,  a  pena  di  decadenza,  nel
rispetto delle  forme  di  pubblicita'  e  di  partecipazione,  entro
novanta giorni dall'emanazione  del  predetto  decreto.  La  suddetta
approvazione produce gli effetti previsti dall'articolo 34 del  testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,  e  dalle
relative  leggi  regionali,  nonche',  ove  necessario,  la  relativa
dichiarazione di pubblica  utilita'  per  le  opere  pubbliche  o  di
interesse generale in esso comprese. 
 
  318. Ciascun programma unitario di valorizzazione o parti di  esso,
in relazione alla sua approvazione, puo' assumere, in  considerazione
della tipologia e dei contenuti degli interventi previsti, il  valore
e  gli  effetti  dei  piani,  programmi  e  strumenti  attuativi   di
iniziativa pubblica e  privata,  ai  sensi  della  vigente  normativa
nazionale e regionale. Al programma  unitario  di  valorizzazione  e'
applicabile, ove necessario, il comma 5 dell'articolo 27 della  legge
1° agosto 2002, n. 166. 
 
  319. Per  la  predisposizione  degli  studi  di  fattibilita',  dei
progetti e di eventuali ulteriori  misure  di  accompagnamento  e  di
supporto del Piano di cui al comma  313  si  provvede  a  valere  sul
capitolo relativo alle somme da attribuire  all'Agenzia  del  demanio
per  l'acquisto  dei  beni  immobili,   per   la   manutenzione,   la
ristrutturazione, il risanamento e la  valorizzazione  dei  beni  del
demanio  e  del  patrimonio  immobiliare  statale,  nonche'  per  gli
interventi sugli immobili confiscati alla criminalita',  fino  ad  un
importo massimo di 10 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  320. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  321. Per favorire i processi di mobilita'  alternativa  nei  centri
storici di citta' di particolare rilievo urbanistico e culturale gia'
riconosciuti dall'UNESCO come patrimonio dell'umanita', e'  istituito
un fondo nello stato di previsione del Ministero dei trasporti pari a
4 milioni di euro annui, per gli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  322.  Le  banche  appositamente  convenzionate  con  il   Ministero
dell'economia e  delle  finanze  sono  autorizzate  alla  stipula  di
contratti di mutuo ventennale fino a 300.000 euro con i  titolari  di
edifici  situati  nei  centri  storici  dei  comuni  con  popolazione
inferiore a 100.000 abitanti, per il restauro  e  per  il  ripristino
funzionale degli immobili, o di porzioni di essi, ponendo  il  totale
costo degli interessi a carico del bilancio dello Stato. 
 
  323. Gli enti locali sono autorizzati  a  contrarre  mutui  con  la
Cassa depositi e prestiti Spa, con onere per interessi a  carico  del
bilancio dello Stato,  per  il  recupero  e  la  conservazione  degli
edifici riconosciuti  dall'UNESCO  come  patrimonio  dell'umanita'  o
appartenenti al patrimonio culturale vincolato ai  sensi  del  codice
dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo  22
gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni. 
 
  324. Entro trenta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge,  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  con
proprio decreto, di  concerto  con  il  Ministro  per  i  beni  e  le
attivita' culturali, definisce modalita' e criteri  per  l'erogazione
del contributo in conto interessi di cui ai commi 322 e 323, al  fine
di garantire che all'attuazione dei medesimi commi  si  provveda  nel
limite di 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2008. 
 
  325. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) (44) 
 
  326. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) (44) 
 
  327. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) (44) 
 
  328. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) (44) 
 
  329. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) 
 
  330. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) (44) 
 
  331. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) (44) 
 
  332. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) (44) 
 
  333. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) (44) 
 
  334. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N. 93, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126. (4) (44) 
 
  335.  Alle  imprese  nazionali  di  produzione   esecutiva   e   di
postproduzione e' riconosciuto un credito d'imposta, per  il  periodo
d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007  e  per  i
due esercizi successivi, in relazione a film, o alle parti  di  film,
girati sul territorio nazionale, utilizzando mano  d'opera  italiana,
su commissione di produzioni estere, in misura pari al 25  per  cento
del costo di produzione della singola opera e comunque con un  limite
massimo, per ciascuna opera filmica, di euro 5.000.000. (44) 
 
  336. Le disposizioni applicative del comma  335  sono  dettate  con
decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali,  entro  tre
mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge.  Il
predetto  decreto  e'  adottato   di   concerto   con   il   Ministro
dell'economia e delle finanze, sentito  il  Ministro  dello  sviluppo
economico. (44) 
 
  337. Il credito d'imposta di cui al comma  335  non  concorre  alla
formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore
della produzione  ai  fini  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 96 e
109, comma 5, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente
della Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  ed  e'  utilizzabile
esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241. (44) 
 
  338. Non concorrono a formare il reddito imponibile ai  fini  delle
imposte dirette gli utili dichiarati dalle imprese di produzione e di
distribuzione cinematografica che li  impiegano  nella  produzione  o
nella distribuzione dei film di cui all'articolo 2, commi 2, 4,  5  e
6, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  28,  riconosciuti  di
nazionalita' italiana ai sensi dell'articolo  5  del  citato  decreto
legislativo  ed  espressione  di  lingua  originale  italiana.   Tale
beneficio e' concesso solo alle imprese che tengono  la  contabilita'
ordinaria ai sensi degli articoli 13 e 18, comma 6, del  decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e  successive
modificazioni. (44) 
 
  339. Non concorrono a formare il reddito imponibile ai  fini  delle
imposte dirette, nel limite massimo  del  30  per  cento,  gli  utili
dichiarati dalle imprese italiane  operanti  in  settori  diversi  da
quello cinematografico, le quali, da sole o per mezzo di accordi  con
societa'  di  produzione  e  di  distribuzione  cinematografica,   li
impiegano nella produzione o nella  distribuzione  dei  film  di  cui
all'articolo 2, commi 2, 4 e 5, del decreto  legislativo  22  gennaio
2004,  n.  28,  riconosciuti  di  nazionalita'  italiana   ai   sensi
dell'articolo 5 del citato decreto  legislativo.  Tale  beneficio  e'
concesso solo ai soggetti che tengono la  contabilita'  ordinaria  ai
sensi degli articoli 13 e 18, comma 6,  del  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  29  settembre   1973,   n.   600,   e   successive
modificazioni. (44) 
 
  340. Le disposizioni applicative dei commi 338 e 339  sono  dettate
con decreto del Ministro per i beni e le attivita'  culturali,  entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore  della  presente  legge.  Il
predetto  decreto  e'  adottato   di   concerto   con   il   Ministro
dell'economia e delle finanze, sentito  il  Ministro  dello  sviluppo
economico. (44) 
 
  341. Le agevolazioni previste dai commi 338 e 339 sono  usufruibili
entro il limite di spesa di 5 milioni di euro per il 2008, 10 milioni
di euro per il 2009 e 15 milioni di euro per il 2010. 
 
  342. Allo scopo di assicurare lo sviluppo e l'adeguamento tecnico e
tecnologico delle sale cinematografiche e, di conseguenza, una sempre
migliore fruizione del prodotto cinematografico  sul  territorio,  al
Fondo di cui all'articolo 12, comma 1,  del  decreto  legislativo  22
gennaio 2004, n. 28, e  successive  modificazioni,  e'  assegnato  un
contributo straordinario di 2 milioni di euro per l'anno 2008,  di  8
milioni di euro per l'anno 2009 e di 10 milioni di  euro  per  l'anno
2010. Tale contributo, in deroga al comma 4 del medesimo articolo  12
del  citato  decreto  legislativo,  e'  finalizzato  a  favore  degli
interventi di cui al comma 3, lettera c), del citato articolo 12. 
 
  343. L'efficacia dei commi da 335 a 339 e'  subordinata,  ai  sensi
dell'articolo  88,  paragrafo  3,  del  Trattato   istitutivo   della
Comunita' europea, all'autorizzazione della Commissione  europea.  Il
Ministero per i beni e le attivita' culturali provvede  a  richiedere
l'autorizzazione alla Commissione europea. L'agevolazione puo' essere
fruita esclusivamente in relazione al costo sostenuto successivamente
alla  data  della  decisione  di  autorizzazione  della   Commissione
europea. 
 
  344. Al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109,  sono  apportate
le seguenti modificazioni: 
  a)   all'articolo   1,   comma   3-bis,   le   parole:   "calcolato
dall'I.N.P.S." sono sostituite dalle seguenti: "risultante al Sistema
informativo dell'indicatore della  situazione  economica  equivalente
gestito dall'I.N.P.S."; 
  b) l'articolo 4 e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 4. - (Dichiarazione sostitutiva unica). - 1.  Il  richiedente
la prestazione presenta un'unica dichiarazione sostitutiva, ai  sensi
del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  28
dicembre  2000,  n.  445,  di  validita'  annuale,   concernente   le
informazioni necessarie per la determinazione  dell'indicatore  della
situazione economica equivalente di  cui  all'articolo  2,  ancorche'
l'ente si avvalga della  facolta'  riconosciutagli  dall'articolo  3,
comma 2. E' lasciata facolta' al cittadino di  presentare,  entro  il
periodo di validita' della dichiarazione sostitutiva unica, una nuova
dichiarazione,  qualora  intenda  far  rilevare  i  mutamenti   delle
condizioni   familiari   ed   economiche   ai   fini   del    calcolo
dell'indicatore della situazione economica  equivalente  del  proprio
nucleo  familiare.  Gli  enti  erogatori  possono  stabilire  per  le
prestazioni da essi erogate la decorrenza degli effetti di tali nuove
dichiarazioni. 
  2. La dichiarazione di cui al comma 1 e' presentata ai comuni o  ai
centri di assistenza  fiscale  previsti  dal  decreto  legislativo  9
luglio 1997, n. 241, o direttamente all'amministrazione pubblica alla
quale e' richiesta la prima prestazione  o  alla  sede  dell'Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS) competente per  territorio.
Tali soggetti trasmettono telematicamente all'Agenzia  delle  entrate
le relative informazioni. 
  3.  E'  comunque  consentita  la  presentazione  all'Agenzia  delle
entrate, in via telematica,  della  dichiarazione  sostitutiva  unica
direttamente  a  cura  del  soggetto   richiedente   la   prestazione
agevolata. 
  4. L'Agenzia delle entrate determina l'indicatore della  situazione
economica equivalente in relazione: 
  a) agli elementi in possesso del Sistema informativo  dell'anagrafe
tributaria; 
  b) ai dati autocertificati dal soggetto richiedente la  prestazione
agevolata. 
  5. In relazione ai dati autocertificati dal  soggetto  richiedente,
l'Agenzia delle entrate, sulla base di appositi controlli automatici,
individua altresi' l'esistenza di omissioni, ovvero difformita' degli
stessi rispetto agli elementi conoscitivi in  possesso  del  predetto
Sistema informativo. 
  6. Gli esiti delle attivita' effettuate ai sensi dei commi  4  e  5
sono  comunicati  dall'Agenzia  delle  entrate,  mediante   procedura
informatica, ai soggetti che hanno trasmesso le informazioni ai sensi
del comma 2, ovvero direttamente al soggetto  che  ha  presentato  la
dichiarazione sostitutiva unica ai sensi del comma 3, nonche' in ogni
caso all'INPS ai sensi dell'articolo 4-bis, comma 1. 
  7. Sulla base della comunicazione dell'Agenzia  delle  entrate,  di
cui al comma 6, i comuni, i centri di assistenza fiscale, l'INPS e le
amministrazioni pubbliche ai quali  e'  presentata  la  dichiarazione
sostitutiva rilasciano un'attestazione, riportante l'indicatore della
situazione  economica  equivalente,  nonche'   il   contenuto   della
dichiarazione e gli elementi informativi necessari  per  il  calcolo.
Analoga attestazione e' rilasciata  direttamente  dall'Agenzia  delle
entrate nei casi di cui al comma 3. 
  L'attestazione riporta anche le eventuali omissioni  e  difformita'
di  cui  al  comma  5.  La  dichiarazione,  munita  dell'attestazione
rilasciata, puo' essere utilizzata, nel periodo di validita', da ogni
componente  il  nucleo  familiare  per  l'accesso  alle   prestazioni
agevolate di cui al presente decreto. 
  8. In presenza delle omissioni o difformita' di cui al comma 5,  il
soggetto  richiedente  la  prestazione  puo'  presentare  una   nuova
dichiarazione sostitutiva unica, ovvero puo' comunque  richiedere  la
prestazione  mediante  l'attestazione  relativa  alla   dichiarazione
presentata  recante  le   omissioni   o   le   difformita'   rilevate
dall'Agenzia delle entrate. Tale  dichiarazione  e'  valida  ai  fini
dell'erogazione della prestazione, fatto salvo il diritto degli  enti
erogatori di richiedere idonea documentazione atta  a  dimostrare  la
completezza e veridicita' dei dati indicati nella dichiarazione.  Gli
enti  erogatori  eseguono,  singolarmente  o  mediante  un   apposito
servizio comune, tutti i controlli ulteriori necessari  e  provvedono
ace ogni  adempimento  conseguente  alla  non  veridicita'  dei  dati
dichiarati. 
  9. Ai fini dei successivi controlli  relativi  alla  determinazione
del patrimonio mobiliare gestito dagli operatori di cui  all'articolo
7 sesto  comma,  del  decreto  del  Presidente  delle  Repubblica  29
settembre 1973, n. 605,  l'Agenzia  delle  entrate,  in  presenza  di
specifiche omissioni o difformita' rilevate ai  sensi  del  comma  5,
effettua, sulla base di  criteri  selettivi,  apposite  richieste  di
informazioni  ai  suddetti  operatori,  avvalendosi  delle   relative
procedure automatizzate di colloquio. 
  10. Nell'ambito della programmazione dell'attivita' di accertamento
della Guardi, di finanza, una quota delle verifiche e'  riservata  al
controllo sostanziale della posizione reddituale e  patrimoniale  dei
nuclei familiari dei soggetti  beneficiari  di  prestazioni,  secondo
criteri selettivi. 
  11.  I  nominativi  dei  richiedenti  nei  cu.  confronti  emergono
divergenze nella consistenza del patrimonio mobiliare sono comunicati
alla Guardia di finanza al fine di assi. curare  il  coordinamento  e
l'efficacia dei controlli previsti dal comma 10. 
  12. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro della solidarieta' sociale, di concerto con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro  delle  politiche
per la famiglia  e  il  Ministro  della  salute,  da  adottare  entro
centoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
disposizione, sono individuate le  componenti  autocertificate  della
dichiarazione, di  cui  al  comma  4,  lettera  b),  e  le  modalita'
attuative delle disposizioni di cui  al  presente  articolo,  nonche'
stabilite specifiche attivita' di sperimentazione da condurre in sede
di prima applicazione. 
  13. Con apposita convenzione stipulata tra l'INPS e l'Agenzia delle
entrate, nel rispetto delle disposizioni del  codice  in  materia  di
protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196, sono disciplinate le modalita'  per  lo  scambio  delle
informazioni necessarie all'attuazione delle disposizioni di  cui  al
presente articolo"; 
  c) all'articolo 4-bis: 
  1) il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
  "1. L'Agenzia delle entrate trasmette le necessarie informazioni al
Sistema  informativo  dell'indicatore  della   situazione   economica
equivalente, gestito ai sensi  del  presente  articolo  dall'Istituto
nazionale della  previdenza  sociale  che,  per  l'alimentazione  del
Sistema, puo' stipulare apposite convezioni con  i  soggetti  di  cui
all'articolo 3, comma 3,  lettera  d),  del  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322"; 
  2) al comma 2, le parole: "comma 7" sono sostituite dalle seguenti:
"comma 8"; 
  d) all'articolo 6: 
  1) al comma 2, le parole: "comma 3" e "comma  6"  sono  sostituite,
rispettivamente, dalle seguenti: "comma 2" e "comma 12"; 
  2) al comma 3, le parole: "comma 7" sono sostituite dalle seguenti:
"commi 8 e 9" e dopo le parole: "gli enti erogatori" sono inserite le
seguenti: ", l'Agenzia delle entrate"; 
  3) al comma  4,  primo  e  quarto  periodo,  le  parole:  "Istituto
nazionale della previdenza sociale" sono sostituite  dalle  seguenti:
"Agenzia delle entrate"; 
  4) al comma 5,  ultimo  periodo,  dopo  le  parole:  "dall'Istituto
nazionale della previdenza sociale" sono  inserite  le  seguenti:  ",
dall'Agenzia delle entrate". 
 
  345. Entro il 15 gennaio 2008 l'Agenzia delle entrate definisce  un
piano  di  controlli  che  preveda  obiettivi  superiori   a   quelli
precedentemente  definiti,  ai  fini   del   contrasto   all'evasione
tributaria. Per raggiungere gli obiettivi del piano  e'  autorizzata,
anche in deroga ai limiti stabiliti  dalle  disposizioni  vigenti,  a
valere sulle maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui  ai
commi da 345 a 357, la spesa di 27,8 milioni di euro per l'anno 2008,
di 60,8 milioni di euro per l'anno 2009 e di 110,1  milioni  di  euro
annui a decorrere dall'anno 2010, per assunzioni di personale,  anche
di qualifica dirigenziale, da parte dell'Agenzia delle entrate. A tal
fine l'Agenzia, per la stipula di contratti di formazione  e  lavoro,
anche in deroga all'articolo 36  del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165,  come  sostituito  dall'articolo  3,  comma  79,  della
presente legge, utilizza prioritariamente le  graduatorie  formate  a
seguito di procedure selettive gia'  espletate  e  per  le  quali  il
limite di eta' anagrafica vigente per i  contratti  di  formazione  e
lavoro dei  soggetti  risultati  idonei  e'  riferito  alla  data  di
formazione della  graduatoria  stessa,  ovvero  puo'  ricorrere  alla
mobilita', anche ai sensi dell'articolo 1, comma 536, della legge  27
dicembre 2006, n. 296. L'utilizzo delle graduatorie di cui al periodo
precedente e' effettuato mediante la  stipula  di  750  contratti  di
formazione e lavoro  con  soggetti  risultati  idonei.  Ai  fini  del
conseguimento degli obiettivi di incremento delle entrate  fiscali  e
di potenziamento dell'azione  di  contrasto  all'evasione,  l'Agenzia
delle entrate puo'  altresi'  utilizzare,  a  valere  sulle  maggiori
entrate di cui al presente comma, la quota  di  cui  all'articolo  1,
comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, anche per  procedere
a nuove assunzioni. 
 
  346. Anche in deroga ai limiti stabiliti dalle disposizioni vigenti
e al fine di potenziare le attivita' di accertamento, ispettive e  di
contrasto alle frodi, di  soccorso  pubblico,  di  ispettorato  e  di
controllo di  altre  amministrazioni  statali,  nonche'  al  fine  di
ridurre gli oneri derivanti dall'applicazione della  legge  24  marzo
2001,  n.  89,  a  valere  sulle  maggiori  entrate  derivanti  dalle
disposizioni dei commi da 345 a 357 nonche' della presente legge,  e'
autorizzata la spesa per assunzioni di personale, anche di  qualifica
dirigenziale: 
  a) nella sola  qualifica  di  vigile  del  fuoco  e  attraverso  le
procedure selettive previste dai commi  519  e  526  dell'articolo  1
della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  per  7  milioni  di  euro  per
l'anno 2008, 16 milioni di euro per l'anno 2009 e 26 milioni di  euro
annui a decorrere dall'anno 2010; 
  b) nell'amministrazione penitenziaria, per 1,5 milioni di euro  per
l'anno 2008, 5 milioni di euro per l'anno 2009 e 10 milioni  di  euro
annui a decorrere dall'anno 2010; 
  c) nel Corpo forestale dello Stato,  per  1  milione  di  euro  per
l'anno 2008, 8 milioni di euro per l'anno 2009 e 16 milioni  di  euro
annui a decorrere dall'anno 2010, anche nei ruoli iniziali nel limite
delle vacanze dei ruoli superiori e con successivo riassorbimento  al
passaggio a tali ruoli, con possibilita' di utilizzare le graduatorie
di  idonei  dei  concorsi  gia'  banditi  o  conclusi,  nonche'   per
compensare gli effetti finanziari dell'eventuale deroga  all'articolo
5, comma 5, ultimo periodo, della legge 6 febbraio 2004, n. 36; 
  d) nel ruolo degli Ispettori del lavoro, per 1 milione di euro  per
l'anno 2008, 8 milioni di euro per l'anno 2009 e 16 milioni  di  euro
annui a decorrere dall'anno 2010; 
  e) nell'Agenzia delle  dogane,  che  utilizza  prioritariamente  le
graduatorie formate a seguito di procedure selettive gia' espletate e
per le quali il limite di eta' anagrafica vigente per i contratti  di
formazione e lavoro dei soggetti risultati idonei  e'  riferito  alla
data di formazione della  graduatoria  stessa,  ovvero  ricorre  alla
mobilita', anche ai sensi dell'articolo 1, comma 536, della legge  n.
296 del 2006, per 34 milioni di euro per l'anno 2008, 46  milioni  di
euro per l'anno 2009 e 62 milioni di euro annui a decorrere dall'anno
2010. L'Agenzia delle dogane e' autorizzata a stipulare contratti  di
formazione e lavoro, anche in  deroga  all'articolo  36  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come sostituito  dall'articolo  3,
comma  79,  della  presente  legge,  in  particolare,  con   soggetti
risultati idonei, con un punteggio minimo finale non inferiore a  46,
nelle  graduatorie  formate  a  seguito   delle   procedure   indette
dall'Agenzia  delle  entrate  con  bandi  pubblicati  nella  Gazzetta
Ufficiale, 4a serie speciale, n. 84 del 21 ottobre 2005 e n. 28 del 6
aprile 2007, per la selezione, con contratti di formazione e  lavoro,
rispettivamente di 1.500 e 500 funzionari, terza area funzionale, F1,
per attivita' amministrativo-tributarie,  e  con  soggetti  risultati
idonei nelle graduatorie formate a seguito delle procedure  selettive
indette dall'Agenzia  delle  dogane  in  data  non  anteriore  al  1°
settembre 2005,  rispettivamente,  per  150  posti  di  collaboratore
tributario, terza area funzionale, F1, per 25 posti di chimico, terza
area funzionale, F1, per 20 posti di collaboratore di sistema,  terza
area funzionale, F1, e per  10  posti  di  collaboratori  statistici,
terza area funzionale, F1. Nei limiti delle autorizzazioni  di  spesa
stabilite  dalla  presente  lettera,  l'Agenzia  delle  dogane   puo'
stipulare ulteriori  contratti  di  formazione  e  lavoro  anche  con
soggetti risultati idonei, nelle graduatorie formate a seguito  delle
procedure indette dall'Agenzia delle  entrate  con  bandi  pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n.  84  del  21  ottobre
2005 e n. 28 del 6 aprile 2007, con un punteggio finale  inferiore  a
46; in ogni caso l'utilizzo di tali graduatorie da parte dell'Agenzia
delle entrate, nei limiti di cui al quarto periodo del comma 345,  e'
prioritario rispetto all'utilizzo delle medesime graduatorie da parte
dell'Agenzia delle dogane. 
 
  347. L'Agenzia per la protezione  dell'ambiente  e  per  i  servizi
tecnici (APAT), per far fronte ai  propri  compiti  istituzionali  ed
alle esigenze connesse con la protezione civile, anche ai fini  della
stabilizzazione e' autorizzata a  bandire  concorsi,  per  titoli  ed
esami,  e  a  procedere   all'assunzione   di   personale   a   tempo
indeterminato nel  limite  della  dotazione  organica  approvata  con
decreto del direttore generale n. 122 del 2005. (14) (32) 
 
  348. Al fine di potenziare l'attivita' dell'Alto Commissario per la
prevenzione e il contrasto della corruzione e delle  altre  forme  di
illecito  all'interno  della   pubblica   amministrazione,   di   cui
all'articolo 1 della legge  16  gennaio  2003,  n.  3,  e  successive
modificazioni, e' autorizzata  la  spesa  di  1  milione  di  euro  a
decorrere dall'anno 2008. 
 
  349. Per le esigenze di rafforzamento dell'attivita'  di  contrasto
all'immigrazione clandestina, e' autorizzata, a favore del  Ministero
dell'interno, la spesa di 19,1 milioni di euro per l'anno 2008,  19,1
milioni di euro per l'anno 2009 e 17,5 milioni  di  euro  per  l'anno
2010. Agli oneri derivanti dal presente comma si provvede,  quanto  a
12 milioni di euro per l'anno 2009 e 16 milioni di  euro  per  l'anno
2010, a valere sulle maggiori entrate  derivanti  dalle  disposizioni
dei commi da 345 a  357  nonche'  della  presente  legge  e,  per  la
restante parte, pari a 19,1 milioni di  euro  per  l'anno  2008,  7,1
milioni di euro per l'anno 2009 e 1,5  milioni  di  euro  per  l'anno
2010,  mediante  riduzione  dell'autorizzazione   di   spesa   recata
dall'articolo 3, comma 151, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. 
 
  350. A valere sulle maggiori entrate derivanti  dalle  disposizioni
dei commi  da  345  a  357  nonche'  della  presente  legge,  per  il
mantenimento di un adeguato livello di efficienza ed efficacia  nello
svolgimento dei  compiti  istituzionali  attribuiti  al  Corpo  della
Guardia  di  finanza,  in  particolare  nella  lotta  all'evasione  e
all'elusione fiscale, all'economia sommersa ed  alle  frodi  fiscali,
nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
e' istituito un fondo di parte  corrente  con  una  dotazione  di  13
milioni di euro per l'anno 2008, 40 milioni di euro per l'anno 2009 e
80 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010 per  le  esigenze
di funzionamento del Corpo della Guardia di finanza  con  particolare
riguardo  alle  spese  per  prestazioni  di   lavoro   straordinario,
indennita' di missione, acquisto di carburante per gli autoveicoli  e
manutenzione degli stessi. Con decreto del Ministro  dell'economia  e
delle finanze, da comunicare alle competenti Commissioni parlamentari
e alla Corte dei conti, si provvede alla  ripartizione  del  predetto
fondo  tra  le  unita'   previsionali   di   base   del   centro   di
responsabilita'  "Guardia  di  finanza"   del   medesimo   stato   di
previsione. 
 
  351. Allo scopo di ridurre le spese a  carico  del  bilancio  dello
Stato e di giungere ad  una  rapida  definizione  delle  controversie
pendenti presso la Commissione tributaria centrale, a  decorrere  dal
1° maggio 2008, il numero delle sezioni della predetta Commissione e'
ridotto  a  21;  le  predette  sezioni  hanno  sede  presso  ciascuna
commissione tributaria regionale avente sede nel  capoluogo  di  ogni
regione e presso le commissioni tributarie di secondo grado di Trento
e di Bolzano. A tali  sezioni  sono  applicati  come  componenti,  su
domanda da presentare al  Consiglio  di  presidenza  della  giustizia
tributaria entro il 31 gennaio 2008, i presidenti di sezione, i  vice
presidenti di sezione e i  componenti  delle  commissioni  tributarie
regionali istituite nelle stesse sedi.  In  difetto  di  domande,  il
Consiglio  di  presidenza.  della   giustizia   tributaria   provvede
d'ufficio entro  il  31  marzo  2008.  Qualora  un  componente  della
Commissione tributaria centrale sia assegnato ad una delle sezioni di
cui al primo  periodo,  ne  assume  la  presidenza.  Le  funzioni  di
segreteria sono svolte dal personale di segreteria delle  commissioni
tributarie regionali e delle commissioni di secondo grado di Trento e
di Bolzano. I presidenti di sezione ed i componenti della Commissione
tributaria  centrale,  nonche'  il  personale  di  segreteria,   sono
assegnati,  anche  in  soprannumero  rispetto   a   quanto   previsto
dall'articolo 8  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 636, su domanda da presentare,  rispettivamente,  al
Consiglio di presidenza della giustizia tributaria ed al Dipartimento
per le politiche fiscali entro  il  31  gennaio  2008,  a  una  delle
sezioni di cui  al  primo  periodo.  Ai  presidenti  di  sezione,  ai
componenti e al personale di segreteria della Commissione  tributaria
centrale trasferiti di sede  ai  sensi  del  periodo  precedente  non
spetta il trattamento di missione. 
 
  352.  I  processi  pendenti  innanzi  alla  Commissione  tributaria
centrale alla data di insediamento delle sezioni di cui al comma 351,
ad eccezione di quelli per  i  quali  e'  stato  gia'  depositato  il
dispositivo,  sono  attribuiti  alla  sezione  regionale  nella   cui
circoscrizione aveva sede la commissione che ha emesso  la  decisione
impugnata. 
 
  353. Con uno  o  piu'  decreti  di  natura  non  regolamentare  del
Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 31 marzo
2008, sono determinati il numero delle  sezioni  e  gli  organici  di
ciascuna commissione tributaria provinciale e regionale, tenuto conto
delle rilevazioni statistiche del flusso medio dei processi  relativi
agli anni 2006 e 2007, effettuate ai sensi dell'articolo 1, comma  4,
del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, e sono stabilite le
altre modalita' per l'attuazione dei commi 351 e  352;  con  uno  dei
predetti decreti sono inoltre indette le elezioni per il rinnovo  del
Consiglio di presidenza  della  giustizia  tributaria.  I  componenti
eletti a seguito delle predette elezioni si insediano il 30  novembre
2008; in pari data decadono i  componenti  in  carica  alla  data  di
entrata in vigore della presente legge. A  decorrere  dalla  data  di
insediamento dei nuovi componenti, il Consiglio di  presidenza  della
giustizia tributaria stabilisce, con propria delibera, i  criteri  di
valutazione della professionalita' dei giudici tributari nei concorsi
interni; a decorrere dalla data di efficacia della predetta  delibera
cessano, nei concorsi interni, di avere effetto  le  tabelle  E  e  F
allegate al citato decreto legislativo n. 545 del 1992. 
 
  354. Per  l'attuazione  dei  commi  351,  352  e  353,  inclusa  la
rideterminazione  dei  compensi  dei  componenti  delle   commissioni
tributarie, e' autorizzata, a valere sulle maggiori entrate derivanti
dalle disposizioni dei commi da 345  a  357  nonche'  della  presente
legge, la spesa di 3 milioni di euro per l'anno 2008 e di 10  milioni
di euro annui a decorrere dall'anno 2009. A decorrere dal  1°  maggio
2008 i compensi dei presidenti di  sezione  e  dei  componenti  della
Commissione tributaria centrale  sono  determinati  esclusivamente  a
norma dell'articolo 13 del decreto legislativo 31 dicembre  1992,  n.
545, facendo riferimento  ai  compensi  spettanti  ai  presidenti  di
sezione ed ai componenti delle commissioni tributarie regionali. 
 
  355. A valere sulle maggiori entrate derivanti  dalle  disposizioni
dei commi da 345 a 357, e' autorizzata la spesa di  1,75  milioni  di
euro per l'anno 2008, di 4,5 milioni di euro per l'anno 2009 e  di  6
milioni di euro  a  decorrere  dall'anno  2010  per  l'assunzione  di
magistrati amministrativi, la spesa  di  1,75  milioni  di  euro  per
l'anno 2008, di 6,5 milioni di euro per l'anno 2009 e di 8 milioni di
euro a  decorrere  dall'anno  2010  per  l'assunzione  di  magistrati
contabili e la spesa di 0,5 milioni di euro per  l'anno  2008,  di  1
milione di euro per l'anno 2009 e di 1,5 milioni di euro a  decorrere
dall'anno 2010 per  l'assunzione  di  avvocati  e  procuratori  dello
Stato. 
 
  356. Le amministrazioni di  cui  ai  commi  345,  346,  349  e  355
trasmettono annualmente al Ministero dell'economia e delle finanze  -
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ed alla Presidenza
del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica  un
rapporto  informativo  sulle  assunzioni  effettuate  e  sugli  oneri
sostenuti in relazione alle disposizioni di cui ai  commi  da  345  a
357. 
 
  357. Il distacco  del  personale  dall'Agenzia  del  territorio  ai
comuni in attuazione dell'articolo  1,  comma  199,  della  legge  27
dicembre  2006,  n.  296,  e'  disposto  con  le  modalita'  di   cui
all'articolo 30, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre  2003,
n. 276. 
 
  358. Le entrate derivanti dal riversamento al bilancio dello  Stato
degli  avanzi  di  gestione  conseguiti  dalle  agenzie  fiscali,  ad
esclusione dell'Agenzia del demanio,  tranne  quelli  destinati  alla
incentivazione del personale, e dagli utili  conseguiti  a  decorrere
dall'anno 2007 dalle societa' di cui all'articolo 59,  comma  5,  del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono  utilizzate  per  il
potenziamento delle strutture dell'amministrazione  finanziaria,  con
particolare riguardo a progetti volti al miglioramento della qualita'
della  legislazione  e  alla  semplificazione  del  sistema  e  degli
adempimenti per i contribuenti. A tal fine, le somme versate  in  uno
specifico capitolo di  entrata  sono  riassegnate,  con  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze, ad  apposito  capitolo  dello
stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia  e  delle
finanze - Dipartimento per le politiche fiscali. 
 
  359. Al fine di potenziare l'azione di  contrasto  dell'evasione  e
dell'elusione  fiscale  e  le  funzioni  di  controllo,   analisi   e
monitoraggio  della  spesa  pubblica,   possono   essere   conferiti,
nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze, entro il  30
giugno 2008, incarichi di livello dirigenziale generale a persone  di
particolare  e  comprovata  qualificazione  professionale,  anche  in
deroga ai limiti percentuali previsti dall'articolo 19, comma 6,  del
decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165,   e   successive
modificazioni, e comunque per  un  numero  non  superiore  a  quattro
unita'. Ove tale facolta' venga esercitata, a  decorrere  dalla  data
dell'eventuale conferimento di ciascuno degli incarichi previsti  dal
presente comma, sono soppressi due posti di livello dirigenziale  non
generale effettivamente coperti per ciascun incarico  conferito.  (3)
((52)) 
 
  360. Al fine di rafforzare l'attivita'  di  controllo  dell'Agenzia
delle entrate  attraverso  l'impiego  ottimale  delle  risorse  e  di
facilitare il rapporto  dei  contribuenti  con  gli  uffici,  con  il
regolamento di amministrazione di cui  all'articolo  71  del  decreto
legislativo 30 luglio  1999,  n.  300,  e  successive  modificazioni,
possono essere  individuati  gli  uffici  competenti  a  svolgere  le
attivita' di controllo e di accertamento. Il  regolamento  si  ispira
anche ai seguenti criteri: 
  a) rafforzamento dell'attivita'  di  controllo  in  relazione  alla
peculiarita'  delle  tipologie  di  contribuenti   e   alle   diverse
fattispecie di accertamento; 
  b) impiego ottimale delle risorse, nel  rispetto  dei  principi  di
efficacia, efficienza  ed  economicita'  dell'azione  amministrativa,
nonche' facilitazione del rapporto dei contribuenti con  gli  uffici,
anche  attraverso  lo  sviluppo  delle  tecnologie   informatiche   e
telematiche; 
  c)  individuazione  dei   livelli   di   responsabilita'   relativi
all'adozione degli atti di accertamento sulla base della rilevanza  e
complessita' degli stessi. 
 
  361.  Per  analoghe  esigenze  di  economicita'  e  di   speditezza
dell'azione amministrativa, la pubblicazione  dei  provvedimenti  dei
direttori di agenzie fiscali sui rispettivi siti internet tiene luogo
della pubblicazione dei medesimi documenti, nella Gazzetta Ufficiale,
nei casi in cui questa sia prevista da altre disposizioni di legge. I
siti internet delle agenzie fiscali devono essere strutturati al fine
di  consentire  la  ricerca,   la   consultazione,   l'estrazione   e
l'utilizzazione di tutti i documenti ivi pubblicati. 
 
  362. Per il triennio 2008-2010, al fine di  assicurare  le  risorse
per il perseguimento degli  obiettivi  di  incremento  delle  entrate
tributarie e di contrasto all'evasione tributaria ed  extratributaria
contenuti nell'Atto di indirizzo 2008-2010 ai sensi dell'articolo  59
del  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  300,  e  successive
modificazioni, nonche' nelle convenzioni e nei contratti di  servizio
triennali tra il Ministro dell'economia e delle finanze e le  agenzie
fiscali, gli stanziamenti relativi agli oneri di funzionamento  delle
agenzie fiscali sono quantificati, per ciascun anno del triennio,  in
misura  non  inferiore  a  quella  stabilita  per  l'anno   2008   in
applicazione della normativa vigente. 
 
  363. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
 
  364. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
 
  365. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
 
  366. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
 
  367. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente legge, il Ministero della giustizia stipula con una societa'
interamente posseduta dalla societa' di cui all'articolo 3, comma  2,
del  decreto-legge  30  settembre  2005,  n.  203,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 2  dicembre  2005,  n.  248,  una  o  piu'
convenzioni in base alle quali la societa' stipulante con riferimento
alle spese e alle pene pecuniarie previste dal testo unico di cui  al
decreto del Presidente della  Repubblica  30  maggio  2002,  n.  115,
provvede alla gestione del credito, mediante le seguenti attivita': 
  a) acquisizione dei dati anagrafici del debitore e  quantificazione
del credito, nella misura stabilita dal decreto  del  Ministro  della
giustizia adottato a norma dell'articolo 205 (L) del testo  unico  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica  30  maggio  2002,  n.
115, e successive modificazioni; 
  b) iscrizione a  ruolo  del  credito;  a  tale  fine,  il  titolare
dell'ufficio competente delega uno o piu' dipendenti  della  societa'
stipulante alla sottoscrizione dei relativi ruoli; 
  c) LETTERA ABROGATA DALLA L. 18 GIUGNO 2009, N. 69. 
 
  368. Per assicurare lo svolgimento delle attivita'  affidatele,  la
societa' stipulante puo' assumere finanziamenti, compiere  operazioni
finanziarie,  rilasciare  garanzie,  costituire,  fermo  restando  il
rispetto delle  procedure  di  evidenza  pubblica,  societa'  con  la
partecipazione di privati  nonche'  stipulare  contratti,  accordi  e
convenzioni con societa' a prevalente partecipazione pubblica  ovvero
con societa' private iscritte nell'albo di cui agli articoli 52 e  53
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Le  convenzioni  di
cui al comma 367 individuano le linee guida delle predette operazioni
finanziarie. 
 
  369. Il Ministero della giustizia, con apposite  convenzioni,  puo'
incaricare  la  societa'  stipulante  di  svolgere  altre   attivita'
strumentali, ivi compresa la  gestione  di  eventuali  operazioni  di
cartolarizzazione del credito di cui al comma 367. 
 
  370. La remunerazione per lo svolgimento delle  attivita'  previste
dal comma 367 e' determinata, senza oneri aggiuntivi a  carico  della
finanza pubblica, dalle convenzioni stipulate ai sensi  del  medesimo
comma. 
 
  371. Lo statuto della  societa'  stipulante  riserva  al  Ministero
della giustizia  un'adeguata  rappresentanza  nei  propri  organi  di
amministrazione e di controllo. 
 
  372. COMMA ABROGATO DALLA L. 18 GIUGNO 2009, N. 69. 
 
  373. Le maggiori entrate derivanti dall'attuazione dei commi da 367
a 372, determinate  rispetto  alla  media  annua  delle  entrate  nel
quinquennio  precedente,  affluiscono,   al   netto   degli   importi
occorrenti per la gestione  del  servizio  da  parte  della  societa'
stipulante, ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello  Stato
per essere riassegnate alle unita' previsionali di base del Ministero
della giustizia e, in misura  non  superiore  al  20  per  cento,  ad
alimentare  il  fondo  unico  di   amministrazione   per   interventi
straordinari e senza carattere di continuita' a favore del  fondo  di
produttivita' del personale dell'amministrazione giudiziaria. 
 
  374. All'articolo 1 della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 119: 
  1) dopo le parole: "le societa' per azioni residenti" sono inserite
le seguenti: ", ai fini fiscali,"; 
  2) la parola: "italiani" e' sostituita dalle seguenti: "degli Stati
membri dell'Unione europea e degli Stati aderenti  all'Accordo  sullo
spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al comma
1 dell'articolo 168-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917,"; 
  3) dopo le parole: "non possiedano" sono inserite le seguenti:  "al
momento dell'opzione"; 
  4)  le  parole:  "dell'1  per  cento",  ovunque   ricorrano,   sono
sostituite dalle seguenti: "del 2 per cento"; 
  b) al comma 120, dopo il primo periodo  e'  inserito  il  seguente:
"Per il periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data  del
30 giugno 2007, in fase  di  prima  applicazione,  l'opzione  per  il
regime speciale e' esercitata entro il 30 aprile 2008  e  ha  effetto
dall'inizio del medesimo periodo d'imposta, anche nel caso in  cui  i
requisiti di cui al comma 119 siano posseduti nel predetto termine"; 
  c) al comma  134,  le  parole:  "Le  SIIQ"  sono  sostituite  dalle
seguenti:  "I  soggetti  residenti  presso  i  quali  i   titoli   di
partecipazione   detenuti   nelle   SIIQ   sono   stati   depositati,
direttamente  o  indirettamente,  aderenti  al  sistema  di  deposito
accentrato e gestito dalla Monte Titoli Spa ai sensi del  regolamento
CONSOB emanato in base all'articolo 10 della legge 19 giugno 1986, n.
289, nonche' i soggetti non residenti che aderiscono a sistemi esteri
di deposito accentrato aderenti al sistema Monte Titoli"; 
  d) dopo il comma 134 e' inserito il seguente: 
  "134-bis. Ai fini dell'applicazione della ritenuta disciplinata dal
comma 134 sugli utili distribuiti dalle SIIQ si applicano, in  quanto
compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 27-ter  del  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,  e
successive modificazioni, ad eccezione del comma 6". 
 
  375. Ai fini della determinazione delle quote di  cui  all'articolo
1, secondo comma, della legge 31 ottobre 1965, n.  1261,  per  cinque
anni dalla data di entrata in vigore  della  presente  legge  non  si
applica l'adeguamento retributivo previsto dall'articolo 24, corami 1
e 2, della legge 23 dicembre 1998, n. 448. 
 
  376. Il numero dei Ministeri e' stabilito  in  tredici.  Il  numero
totale dei componenti del Governo a qualsiasi  titolo,  ivi  compresi
Ministri senza portafoglio, vice Ministri e Sottosegretari, non  puo'
essere superiore a sessantacinque e la composizione del Governo  deve
essere coerente con il principio  sancito  nel  secondo  periodo  del
primo comma dell'articolo 51 della Costituzione. 
 
  377. A far data dall'applicazione, ai  sensi  del  comma  376,  del
decreto legislativo n. 300 del 1999 sono abrogate le disposizioni non
compatibili con la riduzione dei Ministeri di  cui  al  citato  comma
376, ivi comprese quelle di cui al decreto-legge 12 giugno  2001,  n.
217, convertito, con modificazioni, dalla legge  3  agosto  2001,  n.
317, e successive modificazioni, e al decreto-legge 18  maggio  2006,
n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n.
233, e successive modificazioni, fatte comunque salve le disposizioni
di cui all'articolo 1, commi 2, 2-bis, 2-ter, 2-quater,  2-quinquies,
10-bis, 10-ter, 12, 13-bis, 19, lettera a),  19-bis,  19-quater,  22,
lettera a), 22-bis, 22-ter e 25-bis, del  medesimo  decreto-legge  n.
181 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n.  233  del
2006, e successive modificazioni. 
 
  378. I compensi dei Commissari  straordinari  di  Governo,  di  cui
all'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono ridotti  del
20 per cento dal 1° gennaio 2008. 
 
  379. Per gli anni 2008-2010 le  disposizioni  che  disciplinano  il
patto di stabilita' interno degli enti locali di cui  all'articolo  1
della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  sono  modificate  e  integrate
come segue: 
  a) al comma 676,  le  parole:  "per  il  triennio  2007-2009"  sono
sostituite dalle seguenti: "per gli anni 2007-2010"; 
  b) al comma 677, le parole: "2007, 2008  e  2009"  sono  sostituite
dalle seguenti: "2007, 2008, 2009 e 2010"; 
  c) dopo il comma 678 e' inserito il seguente: 
  "678-bis. Per l'anno 2010 si applicano i coefficienti stabiliti per
l'anno 2009 ai sensi del comma 678, fermi restando i  dati  triennali
originariamente assunti ai fini della quantificazione della manovra"; 
  d) dopo il comma 679 e' inserito il seguente: 
  "679-bis. Per gli anni 2008-2010 il  concorso  alla  manovra  delle
province e dei comuni, determinato ai sensi dei commi 678 e 679,  che
presentano una media triennale positiva per il periodo 2003-2005  del
saldo di cassa, calcolata ai sensi del comma 680,  e'  pari  a  zero.
Conseguentemente, gli obiettivi programmatici di  cui  al  comma  681
sono pari al corrispondente  saldo  finanziario  medio  del  triennio
2003-2005 calcolato in termini di competenza mista, costituito  dalla
somma  algebrica  degli  importi  risultanti  dalla  differenza   tra
accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla differenza tra
incassi e pagamenti per la parte in conto capitale,  al  netto  delle
entrate  derivanti  dalla  riscossione  di  crediti  e  delle   spese
derivanti dalla concessione di crediti"; 
  e) il comma 681 e' sostituito dai seguenti: 
  "681. Per il rispetto  degli  obiettivi  del  patto  di  stabilita'
interno gli enti devono con-seguire un saldo finanziario  in  termini
di cassa e di competenza, per l'esercizio 2007, e di sola  competenza
mista, per gli esercizi 2008, 2009 e  2010,  pari  al  corrispondente
saldo  medio  del  triennio   2003-2005   migliorato   della   misura
annualmente determinata ai sensi del comma 678,  lettera  c),  ovvero
dei commi 679 e 679-bis. Per il solo  anno  2008  gli  enti  che  nel
triennio 2003-2005 hanno registrato  un  saldo  medio  di  competenza
mista positivo e maggiore del saldo medio di cassa possono conseguire
l'obiettivo di miglioramento  in  termini  di  saldo  finanziario  di
competenza mista  o,  in  alternativa,  in  termini  di  cassa  e  di
competenza. Le maggiori entrate derivanti dall'attuazione  dei  commi
142, 143 e 144 concorrono al conseguimento degli obiettivi del  patto
di stabilita' interno. 
  681-bis. Per gli enti di cui al comma 679-bis che  presentano,  nel
triennio 2003-2005, un valore medio delle entrate in conto  capi-tale
derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare  e  mobiliare,
non destinate nel medesimo  triennio  all'estinzione  anticipata  dei
prestiti, superiore al 15 per cento della media delle entrate finali,
al netto delle riscossioni di crediti,  gli  obiettivi  programmatici
per  gli  anni  2008-2010  sono  ridotti  di  un  importo  pari  alla
differenza tra l'ammontare dei proventi in eccesso al predetto limite
del 15 per cento e quello del contributo annuo determinato  ai  sensi
dei commi 678 e 679, a condizione che tale differenza  sia  positiva.
In  caso  di  differenza  pari  a  zero  o  negativa  gli   obiettivi
programmatici restano determinati in misura pari al saldo finanziario
medio del triennio  2003-2005  calcolato  in  termini  di  competenza
mista"; 
  f) al comma 683, primo periodo, le parole: "Ai fini del comma  686,
il saldo finanziario per ciascuno degli anni  2007,  2008  e  2009  e
quello medio del  triennio  2003-2005  sono  calcolati,  sia  per  la
gestione di competenza sia per  quella  di  cassa,"  sono  sostituite
dalle seguenti: "Ai fini del comma 686, il saldo finanziario e quello
medio del triennio 2003-2005 sono calcolati, per l'anno 2007, sia per
la gestione di competenza sia per quella di cassa  e,  per  gli  anni
2008, 2009 e 2010, per la sola gestione di competenza mista,"; 
  g) il comma 684 e' sostituito dal seguente: 
  "684. Il bilancio di previsione  degli  enti  locali  ai  quali  si
applicano le disposizioni del patto di stabilita' interno deve essere
approvato, a decorrere dall'anno 2008, iscrivendo  le  previsioni  di
entrata e di spesa di parte corrente in misura tale  che,  unitamente
alle previsioni dei flussi di cassa  di  entrate  e  spese  di  parte
capitale, al netto delle riscossioni e delle concessioni di  crediti,
sia garantito il rispetto delle regole che disciplinano il  patto.  A
tal fine, gli enti locali sono tenuti  ad  allegare  al  bilancio  di
previsione  un  apposito  prospetto  contenente  le   previsioni   di
competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del patto  di
stabilita' interno"; 
  h) il comma 685 e' sostituito dal seguente: 
  "685. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi  al  patto  di
stabilita' interno e per acquisire elementi informativi utili per  la
finanza pubblica, le province e i comuni con popolazione superiore  a
5.000 abitanti trasmettono trimestralmente al Ministero dell'economia
e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
entro  trenta  giorni  dalla  fine  del   periodo   di   riferimento,
utilizzando il sistema web appositamente previsto  per  il  patto  di
stabilita' interno nel  sito  "www.pattostabilita.rgs.tesoro.it",  le
informazioni riguardanti sia la gestione di competenza che quella  di
cassa, attraverso un  prospetto  e  con  le  modalita'  definiti  con
decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali. 
  Con  lo  stesso  decreto  e'  definito  il  prospetto  dimostrativo
dell'obiettivo determinato per ciascun ente ai sensi dei  commi  678,
679,  679-bis  e  681-bis.  La  mancata  trasmissione  del  prospetto
dimostrativo degli obiettivi pro-grammatici costituisce inadempimento
al patto di stabilita' interno. La mancata comunicazione  al  sistema
web della situazione di commissariamento  ai  sensi  del  comma  688,
secondo le indicazioni di cui  allo  stesso  decreto,  determina  per
l'ente  inadempiente  l'assoggettamento  alle  regole  del  patto  di
stabilita' interno"; 
  i) dopo il comma 685 e' inserito il seguente: 
  "685-bis.  Al  fine  di  attivare,  con  la  partecipazione   delle
associazioni degli enti locali, un nuovo sistema di  acquisizione  di
dati riguardanti la competenza finanziaria  dei  bilanci  degli  enti
locali che si affianca al Sistema informativo delle operazioni  degli
enti pubblici (SIOPE), con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro dell'interno e con  il  Ministro
per gli affari regionali e le autonomie locali, sentita la Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali, sono stabiliti  i  contenuti  e  le
modalita' per monitorare, in corso d'anno,  gli  accertamenti  e  gli
impegni assunti, secondo aggregazioni e scansioni temporali  adeguate
alle esigenze della finanza pubblica. La concreta  realizzazione  del
sistema  e'   effettuata   previa   quantificazione   dei   costi   e
individuazione della relativa copertura finanziaria"; 
  l) al comma 686, e' aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:  "La
mancata trasmissione della certificazione  costituisce  inadempimento
al patto di stabilita' interno"; 
  m) dopo il comma 686 e' inserito il seguente: 
  "686-bis. Qualora  si  registrino  preleva-menti  dai  conti  della
tesoreria statale degli enti locali non coerenti con gli obiettivi in
materia  di  debito  assunti  con  l'Unione  europea,   il   Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-citta'  ed
autonomie  locali,  adotta  adeguate  misure  di   contenimento   dei
prelevamenti". 
 
  380. La facolta' della  regione  autonoma  Valle  d'Aosta  e  della
provincia autonoma di Bolzano di applicare le  regole  del  patto  di
stabilita' interno nei confronti dei loro enti  strumentali,  nonche'
per  gli  enti  a  ordina-mento  regionale  o  provinciale,  prevista
all'articolo 1, comma 663, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  e'
estesa anche nei confronti  delle  universita'  non  statali  di  cui
all'articolo 17, comma 120, della legge 15 maggio 1997, n. 127. 
 
  381. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133, COME  MODIFICATO  DALLA
L. 22 DICEMBRE 2008, N. 203. 
 
  382. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133, COME  MODIFICATO  DALLA
L. 22 DICEMBRE 2008, N. 203. 
 
  383. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133, COME  MODIFICATO  DALLA
L. 22 DICEMBRE 2008, N. 203. 
 
  384. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133, COME  MODIFICATO  DALLA
L. 22 DICEMBRE 2008, N. 203. 
 
  385. A decorrere dall'anno 2008 con l'accordo di cui al  comma  660
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  puo'  essere
assunto a riferimento per il patto di  stabilita'  interno  il  saldo
finanziario,  anche  prima  della  conclusione  del  procedimento   e
dell'approvazione del decreto previsti dal  comma  656  del  medesimo
articolo 1, qualora la sperimentazione effettuata secondo  le  regole
di cui al secondo e al terzo  periodo  del  comma  665  dello  stesso
articolo abbia conseguito al proprio termine esiti  positivi  per  il
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. 
 
  386. E' prorogata per l'anno 2008 l'esclusione dal  rispetto  degli
obiettivi del patto di stabilita' interno, gia' prevista per gli anni
2006 e 2007 dall'articolo 1, comma 689, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, per gli enti locali per i quali negli anni 2004 e 2005, anche
per frazione di anno, l'organo consiliare e' stato  commissariato  ai
sensi  degli  articoli  141  e  143  del  testo  unico  delle   leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo  18
agosto 2000, n. 267. Relativamente alle spese per  il  personale,  si
applicano a questi enti le disposizioni previste per gli enti inclusi
negli obiettivi del patto di stabilita' interno. 
 
  387.  Gli  importi  da  iscrivere  nei  fondi   speciali   di   cui
all'articolo 11-bis della legge 5 agosto  1978,  n.  468,  introdotto
dall'articolo  6  della  legge  23  agosto  1988,  n.  362,  per   il
finanziamento dei provvedimenti legislativi che  si  prevede  possano
essere approvati nel triennio  2008-2010,  restano  determinati,  per
ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010, nelle  misure  indicate  nelle
Tabelle A e B allegate alla presente legge,  rispettivamente  per  il
fondo speciale destinato alle spese correnti e per il fondo  speciale
destinato alle spese in conto capitale. 
 
 
    

AGGIORNAMENTO (1)
  Il D.L. 31 dicembre 2007, n. 248,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 28 febbraio 2008, n. 31  ha  disposto  (con  l'art.  41-bis,
comma 1) che fino al 1° gennaio 2009 non si applica il comma 263  del
presente articolo.
-------------
AGGIORNAMENTO (3)
  Il D.L. 3 giugno 2008, n. 97, convertito con L. 2 agosto  2008,  n.
129, ha disposto (con l'art. 4, comma 1) che "al fine  di  consentire
da parte dell'amministrazione finanziaria l'efficace  utilizzo  delle
risorse umane previste ai sensi del comma 359 del presente  articolo,
da destinare, in misura omogenea,  ai  quattro  dipartimenti,  tenuto
conto che sono ancora in corso le attivita' di  verifica  conoscitiva
indispensabili per la allocazione delle predette risorse in  funzione
delle   finalita'   di   potenziamento   dell'azione   di   contrasto
dell'evasione e dell'elusione  fiscale,  nonche'  delle  funzioni  di
controllo, analisi e monitoraggio della spesa pubblica ivi  previste,
il termine del 30 giugno 2008, stabilito nel  citato  comma  359,  e'
prorogato al 31 ottobre 2008".
-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Il D.L. 25 giugno 2008,  n.  112,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 6 agosto 2008, n. 133, ha disposto (con l'art. 82, comma 16)
che "Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 262, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2009".
Il suddetto d.l., nell'abrogare la lettera a) dell'art. 5, comma 9
del d.l. 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni,  dalla
legge 24 luglio 2008,  n.  126,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 63, comma 13-ter) il venir meno dell'abrogazione dei commi  da
325 a 334 dell'art. 1.
-------------
AGGIORNAMENTO (8)
  Il D.L. 6 novembre 2008, n. 172, convertito con  modificazioni  con
L. 30 dicembre 2008, n. 210, ha disposto  che  "il  termine  del  312
dicembre  2008,  di  cui  al  comma  173  del  presente  articolo  1,
concernente  le  agevolazioni  tributarie   per   la   formazione   e
l'arrotondamento della  proprieta'  contadina,  e'  prorogato  al  31
dicembre 2009".
  Ha inoltre disposto che "il termine del 312 dicembre 2008,  di  cui
al comma 309 del presente articolo 1, concernente la detrazione delle
spese per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto  pubblico
locale, regionale e  interregionale,  e'  prorogato  al  31  dicembre
2009".
-------------
AGGIORNAMENTO (13)
  Il D.L. 30 dicembre 2008,  n.  207,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2009, n. 14, ha disposto (con l'art.  42,  comma
7) che in attesa della approvazione parlamentare del disegno di legge
recante delega al  Governo  in  materia  di  federalismo  fiscale  in
attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, il termine di cui al
comma 43 del presente articolo, e' prorogato al 1° gennaio 2010.
-------------
AGGIORNAMENTO (14)
  Il D.L. 30 dicembre 2008,  n.  208,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2009, n. 13, ha disposto (con l'art. 3, comma 1)
che il comma 347 del presente articolo "si interpreta nel  senso  che
l'autorizzazione  ad  assumere  ivi  prevista  spiega   effetto   nei
confronti dell'Istituto superiore per  la  protezione  e  la  ricerca
ambientale (ISPRA) fino al completamento delle relative procedure,  a
condizione che le stesse siano concluse entro il 31 dicembre 2009".
-------------
AGGIORNAMENTO (19)
  Il D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni  dalla
L. 9 aprile 2009, n. 33, ha disposto (con l'art. 1, comma 10) che  il
comma 53 del presente articolo, "si interpreta nel senso che il tetto
ivi previsto non si applica ai crediti d'imposta spettanti  a  titolo
di rimborso di contributi anticipati sotto forma di sconto sul prezzo
di vendita di un bene o servizio".
-------------
AGGIORNAMENTO (32)
  Il D.L. 30 dicembre 2009,  n.  194,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
23-sexies) che lo "stanziamento di cui  all'articolo  1,  comma  181,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e'  incrementato  di  4.100.000
euro per l'anno 2010 e di 5.000.000 di  euro  a  decorrere  dall'anno
2011".
  Ha inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  23-septies)  che  lo
"stanziamento di cui  all'articolo  1,  comma  182,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, e' incrementato di  340.000  euro  per  l'anno
2010 e di 400.000 euro a decorrere dall'anno 2011".
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  23-octies)  che  lo
"stanziamento di cui  all'articolo  1,  comma  183,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, e' incrementato di  160.000  euro  per  l'anno
2010 e di 200.000 euro a decorrere dall'anno 2011".
  Inoltre,  il  D.L.  30  dicembre  2008,  n.  208,  convertito   con
modificazioni con modificazioni dalla L. 27  febbraio  2009,  n.  13,
come modificato dal D.L. 30 dicembre 2009,  n.  194,  convertito  con
modificazioni dalla L. 26 febbraio 2010,  n.  25,  ha  disposto  (con
l'art. 3, comma 1) che "L'articolo  1,  comma  347,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, si interpreta nel senso  che  l'autorizzazione
ad assumere ivi prevista spiega effetto nei  confronti  dell'Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA)  fino  al
completamento delle relative procedure, a condizione  che  le  stesse
siano concluse entro il 31 dicembre 2010".
-------------
AGGIORNAMENTO (44)
  Il D.L. 29 dicembre 2010,  n.  225,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con l'art. 2, comma 4)
che "A  decorrere  dal  1°  gennaio  2011,  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 1, commi da 325 a 328 e da 330 a  340,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, e  successive  modificazioni,  sono  prorogate
fino al 31 dicembre 2013".
  Ha inoltre disposto (con l'art. 2, comma 23)  che  "Il  termine  di
cinque anni di cui all'articolo 1, comma 25, della legge 24  dicembre
2007, n. 244, e' prorogato di tre anni.  All'articolo  1,  comma  28,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il termine di riferimento degli
atti pubblici formati, degli atti giudiziari pubblicati o  emanati  e
delle  scritture  private  autenticate  a   cui   si   applicano   le
disposizioni di cui ai commi 25, 26 e 27 dell'articolo 1 della  legge
24 dicembre 2007, n. 244, decorre dall'anno 2005".
-------------
AGGIORNAMENTO (50)
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 27, comma 1)  che  "a
partire dal 1° gennaio 2012, il regime di cui all'articolo  1,  commi
da 96 a 117, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si applica, per il
periodo d'imposta in cui l'attivita' e'  iniziata  e  per  i  quattro
successivi, esclusivamente alle persone fisiche: a) che intraprendono
un'attivita' d'impresa, arte o professione; b) che l'hanno intrapresa
successivamente  al   31   dicembre   2007.   L'imposta   sostitutiva
dell'imposta sui redditi e delle  addizionali  regionali  e  comunali
prevista dal comma 105 dell'articolo 1 della  legge  n.  244  del  24
dicembre 2007 e' ridotta al 5 per cento".
-------------
AGGIORNAMENTO (52)
 Il D.P.R. 18 luglio 2011, n. 173 ha disposto (con l'art. 1, comma 3)
che "Sono soppressi i quattro posti di funzione dirigenziale generale
previsti dall'articolo 1, comma 359, della legge 24 dicembre 2007, n.
244".
  Ha inoltre disposto (con  l'art.  1,  comma 4) che "La soppressione
dei  posti  di  funzione  dirigenziale generale derivante dal comma 3
dell'articolo 1  del  presente  regolamento ha effetto dalla scadenza
degli  incarichi  attualmente  in  corso,  anche  per   effetto   del
collocamento a riposo".

    
                               Art. 2 
Disposizioni concernenti le seguenti Missioni: Relazioni  finanziarie
con le autonomie territoriali; L'Italia in Europa e nel mondo; Difesa
e sicurezza del territorio; Giustizia; Ordine pubblico  e  sicurezza;
Soccorso  civile;  Agricoltura,  politiche  agroalimentari  e  pesca;
Energia e diversificazione delle fonti energetiche; Competitivita'  e
sviluppo  delle  imprese;  Diritto  alla  mobilita';   Infrastrutture
pubbliche e logistica;  Comunicazioni;  Commercio  internazionale  ed
internazionalizzazione del sistema produttivo; Ricerca e innovazione; 
Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente;  Tutela
della salute; Tutela e valorizzazione dei beni e attivita'  culturali
e paesaggistici;  Istruzione  scolastica;  Istruzione  universitaria;
Diritti  sociali,  solidarieta'   sociale   e   famiglia;   Politiche
previdenziali; Politiche per il lavoro; Immigrazione,  accoglienza  e
garanzia dei diritti; Sviluppo e riequilibrio territoriale; Giovani e
sport;  Servizi  istituzionali  e  generali   delle   amministrazioni
                              pubbliche 
 
  1. Ai fini dell'approvazione del bilancio di previsione degli  enti
locali  e  della  verifica  della  salvaguardia  degli  equilibri  di
bilancio sono confermate, per l'anno 2008,  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre  2004,  n.
314, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° marzo 2005, n. 26. 
 
  2. I trasferimenti erariali per  l'anno  2008  in  favore  di  ogni
singolo ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate
dall'articolo 1, comma 696, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  3. Le disposizioni in materia di compartecipazione  provinciale  al
gettito  dell'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche  di  cui
all'articolo 31, comma 8, della  legge  27  dicembre  2002,  n.  289,
confermate per l'anno 2007 dall'articolo 1, comma 697, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, sono prorogate per l'anno 2008. 
 
  4. Non e' ammessa la restituzione di somme eventualmente versate  a
titolo di imposta comunale sugli immobili ai comuni, per  periodi  di
imposta  precedenti  al  2008,   dai   soggetti   destinatari   delle
disposizioni di cui alla lettera i) del comma 3-bis  dell'articolo  9
del  decreto-legge  30  dicembre  1993,  n.  557,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge  26  febbraio  1994,  n.  133,  introdotta
dall'articolo 42-bis del  decreto-legge  1°  ottobre  2007,  n.  159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.  222,
in relazione alle costruzioni di cui alla medesima lettera i). (22) 
 
  5. In sede di prima applicazione, i maggiori introiti a favore  del
bilancio  della  regione  autonoma  Friuli-Venezia  Giulia  derivanti
dall'applicazione del comma 4 dell'articolo 1 del decreto legislativo
31 luglio 2007, n. 137, non possono superare, per  gli  anni  2008  e
2009, rispettivamente gli importi di 20  milioni  di  euro  e  di  30
milioni di euro. PERIODO ABROGATO DAL D.L. 31 DICEMBRE 2007, N.  248,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 FEBBRAIO 2008,  N.  31.  (1)
(13) (16) 
 
  6. Il comma 10 dell'articolo 25 della legge 28  dicembre  2001,  n.
448, e' abrogato ed e' conseguentemente soppressa l'autorizzazione di
spesa prevista al comma 11 dello stesso articolo 25. 
 
  7. Dopo l'articolo 20.1 del decreto legislativo 15  novembre  1993,
n. 507, e' inserito il seguente: 
  "Art. 20.2. - (Spazi riservati ed esenzione dal diritto).  -  1.  I
comuni che hanno riservato il 10 per cento  degli  spazi  totali  per
l'affissione di manifesti ai  soggetti  di  cui  all'articolo  20,  o
quelli che intendono riservarli  per  motivi  attinenti  ai  principi
ispiratori dei  loro  piani  generali  degli  impianti  pubblicitari,
possono continuare a disporre  di  spazi  esenti  dal  diritto  sulle
pubbliche affissioni, comunque in misura non superiore alla  predetta
percentuale del 10 per cento. 
  2. Il termine per effettuare il versamento della somma di 100  euro
per anno e per provincia, gia' previsto dall'articolo  20-bis,  comma
2, e'  fissato  al  30  settembre  2008,  a  pena  di  decadenza  dal
beneficio". 
 
  8. Per gli anni dal 2008 al  2012,  i  proventi  delle  concessioni
edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, di  cui  al  decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, possono essere
utilizzati per una quota  non  superiore  al  50  per  cento  per  il
finanziamento di spese correnti e per una quota non superiore  ad  un
ulteriore 25 per  cento  esclusivamente  per  spese  di  manutenzione
ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale. 
 
  9. Il comma 3 dell'articolo 6 della legge 23 dicembre 1999, n. 488,
come modificato dall'articolo 1, comma 711, della legge  27  dicembre
2006, n. 296, trova applicazione dal 1° gennaio 2007 e pertanto dalla
certificazione che gli enti locali sono tenuti a presentare entro  il
31 marzo 2008,  ferma  restando  la  validita'  delle  certificazioni
prodotte in precedenza. 
 
  10. All'articolo 1, comma 703, lettera a), della legge 27  dicembre
2006, n. 296,  le  parole:  "30  per  cento"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "25 per cento". 
 
  11. Per ciascuno degli  anni  2008  e  2009,  a  valere  sul  fondo
ordinario di cui all'articolo 34, comma 1, lettera  a),  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e' disposto un intervento  fino
a un importo  di  10  milioni  di  euro  per  la  concessione  di  un
contributo a favore  dei  comuni  per  l'attuazione  della  direttiva
2004/38/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  29  aprile
2004, relativa al  diritto  dei  cittadini  dell'Unione  e  dei  loro
familiari di circolare e di soggiornare  liberamente  nel  territorio
degli Stati membri, di cui al decreto legislativo 6 febbraio 2007, n.
30.  Con  decreto  del  Ministro  dell'interno  sono  determinate  le
modalita' di riparto ed erogazione dei contributi. 
 
  12. Gli enti locali di cui all'articolo 2  del  testo  unico  delle
leggi  sull'ordinamento  degli  enti  locali,  di  cui   al   decreto
legislativo 18 agosto  2000,  n.  267,  possono  istituire,  mediante
apposite convenzioni, da stipulare  ai  sensi  dell'articolo  30  del
medesimo testo unico, uffici unici di avvocatura per  lo  svolgimento
di  attivita'  di  consulenza  legale,  difesa  e  rappresentanza  in
giudizio degli enti convenzionati. 
 
  13. All'articolo 187, comma 2, lettera b), del citato  testo  unico
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono  aggiunte,
in fine, le parole: "e per l'estinzione anticipata di prestiti". 
 
  14. Le somme che residuano ai comuni dalle assegnazioni operate  in
loro favore dal Ministero dell'interno ai sensi del decreto-legge  19
dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge  16
febbraio 1995, n. 35, e successive modificazioni, e del decreto-legge
28 agosto 1995, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
ottobre 1995, n.  438,  e  successive  modificazioni,  e  finalizzate
all'erogazione di contributi per danni subiti da soggetti privati  in
dipendenza dell'evento alluvionale dei giorni 5 e 6 novembre 1994  ad
intervenuta definizione delle pratiche di rimborso,  rimangono  nella
disponibilita'  degli  enti  locali  stessi  e  sono   destinate   al
finanziamento di spese di investimento. 
 
  15. Gli alloggi di cui all'articolo 4, commi 223 e 224, della legge
24 dicembre 2003, n. 350, sono trasferiti  in  proprieta',  a  titolo
gratuito e nello stato di fatto e di diritto in  cui  si  trovano  al
momento del loro trasferimento, ai  comuni  nel  cui  territorio  gli
stessi sono ubicati ai sensi dell'articolo 1, comma 441, della  legge
30 dicembre 2004, n. 311. I comuni procedono, entro centoventi giorni
dalla  data  della  volturazione,   all'accertamento   di   eventuali
difformita' urbanistico-edilizie. Il vincolo di destinazione  di  cui
al citato articolo 4, comma 224, della legge n. 350  del  2003  resta
fermo  esclusivamente  per  le  domande  di   acquisto   regolarmente
presentate dagli assegnatari entro il termine stabilito dall'articolo
45, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n.  388,  nonche'  per  le
assegnazioni in locazione sulla  base  di  un  bando  riservato  alla
categoria  dei  profughi,  il  cui  espletamento  deve  precedere  il
trasferimento ai comuni. 
 
  16. Il fondo ordinario di cui all'articolo 34, comma 1, lettera a),
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e' ridotto di  33,4
milioni di euro per l'anno 2008 e di 66,8 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2009. 
 
  17.  Le  regioni,  al  fine  di  concorrere   agli   obiettivi   di
contenimento della  spesa  pubblica,  entro  il  30  settembre  2008,
provvedono con proprie leggi,  sentiti  i  consigli  delle  autonomie
locali, al riordino della  disciplina  delle  comunita'  montane,  ad
integrazione di quanto previsto  dall'articolo  27  del  testo  unico
delle leggi sull'ordinamento degli enti locali,  di  cui  al  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in modo da ridurre  a  regime  la
spesa corrente per il funzionamento delle  comunita'  montane  stesse
per un importo  pari  almeno  ad  un  terzo  della  quota  del  fondo
ordinario di cui al comma 16, assegnata per l'anno  2007  all'insieme
delle comunita' montane presenti nella regione. 
 
  18. Le leggi regionali  di  cui  al  comma  17  tengono  conto  dei
seguenti principi fondamentali: 
  a) riduzione del numero complessivo delle comunita' montane,  sulla
base di indicatori fisico-geografici, demografici e socio-economici e
in  particolare:  della  dimensione  territoriale,  della  dimensione
demografica, dell'indice di vecchiaia, del reddito medio pro  capite,
dell'acclivita' dei terreni, dell'altimetria del territorio  comunale
con riferimento all'arco  alpino  e  alla  dorsale  appenninica,  del
livello dei servizi, della distanza  dal  capoluogo  di  provincia  e
delle attivita' produttive extra-agricole; 
  b) riduzione del numero dei componenti degli organi rappresentativi
delle comunita' montane; 
  c) riduzione delle indennita' spettanti ai componenti degli  organi
delle comunita' montane, in deroga a quanto previsto dall'articolo 82
del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto  2000,
n. 267, e successive modificazioni. 
 
  19. I criteri di cui al comma 18 valgono ai fini della costituzione
delle comunita' montane e non rilevano in ordine ai benefici  e  agli
interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione  europea  e
dalle leggi statali e regionali. 
 
  20. In caso di mancata attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al
comma 17 entro il termine  ivi  previsto,  si  producono  i  seguenti
effetti: 
  a) cessano di appartenere alle comunita' montane i comuni capoluogo
di provincia, i comuni costieri e quelli con popolazione superiore  a
20.000 abitanti; 
  b) sono soppresse le comunita' montane nelle quali piu' della meta'
dei comuni non sono situati per almeno  l'80  per  cento  della  loro
superficie al di sopra di 500 metri di altitudine  sopra  il  livello
del mare ovvero non sono comuni situati per almeno il  50  pei  cento
della loro superficie al di sopra di  500  metri  di  altitudine  sul
livello del mare e nei quali il dislivello tra la  quota  altimetrica
inferiore e la superiore non e' minore di 500  metri;  nelle  regioni
alpine il limite minimo di altitudine e  il  dislivello  della  quota
altimetrica, di cui al periodo precedente, sono di 600 metri; 
  c) sono altresi' soppresse  le  comunita'  montane  che,  anche  in
conseguenza di quanto disposto nella lettera a), risultano costituite
da meno  di  cinque  comuni,  fatti  salvi  i  casi  in  cui  per  la
conformazione e le caratteristiche del territorio non  sia  possibile
procedere alla costituzione delle stesse con  almeno  cinque  comuni,
fermi restando gli obiettivi di risparmio; 
  d) nelle rimanenti comunita' montane, gli  organi  consiliari  sono
composti in modo da garantire  la  presenza  delle  minoranze,  fermo
restando che ciascun comune non puo' indicare piu' di  un  membro.  A
tal fine la base elettiva e' costituita  dall'assemblea  di  tutti  i
consiglieri  dei  comuni,  che  elegge   i   componenti   dell'organo
consiliare con voto limitato. Gli organi esecutivi sono  composti  al
massimo da un terzo dei componenti l'organo consiliare. (24) 
 
  21. L'effettivo conseguimento delle riduzioni di spesa  di  cui  al
comma 17 e' accertato, entro il 31 ottobre  2008,  sulla  base  delle
leggi   regionali   promulgate    e    delle    relative    relazioni
tecnico-finanziarie, con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri, su proposta del Ministro dell'economia e  delle  finanze  e
del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali,  sentite
le singole regioni interessate. Gli effetti di cui  al  comma  20  si
producono dalla data di pubblicazione del predetto decreto.(24) 
 
  22. Le regioni provvedono a disciplinare  gli  effetti  conseguenti
all'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 17, 18 e 20 ed in
particolare alla soppressione  delle  comunita'  montane,  anche  con
riguardo  alla  ripartizione  delle  risorse  umane,  finanziarie   e
strumentali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato
esistenti alla data di entrata in vigore della presente  legge.  Sino
all'adozione  o  comunque  in  mancanza  delle  predette   discipline
regionali, i comuni succedono alla  comunita'  montana  soppressa  in
tutti  i  rapporti  giuridici  e  ad  ogni   altro   effetto,   anche
processuale,  ed  in  relazione  alle  obbligazioni  si  applicano  i
principi della solidarieta' attiva e passiva.(24) 
 
  23.  All'articolo  47,  comma  1,  del  testo  unico  delle   leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo  18
agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, la parola:  "sedici"
e' sostituita dalla  seguente:  "dodici".  La  presente  disposizione
entra in vigore a decorrere dalle  prossime  elezioni  amministrative
locali. 
 
  24. All'articolo 81, comma 1, del citato  testo  unico  di  cui  al
decreto legislativo n. 267  del  2000,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
  a) le parole: "Gli amministratori locali di  cui  all'articolo  77,
comma 2" sono sostituite dalle seguenti:  "I  sindaci,  i  presidenti
delle province, i presidenti dei consigli comunali e  provinciali,  i
presidenti  dei  consigli  circoscrizionali   dei   comuni   di   cui
all'articolo 22, comma 1, i  presidenti  delle  comunita'  montane  e
delle unioni di comuni, nonche' i membri delle  giunte  di  comuni  e
province"; 
  b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "I consiglieri di cui
all'articolo 77, comma 2, se a domanda collocati in  aspettativa  non
retribuita per il periodo di espletamento  del  mandato,  assumono  a
proprio  carico  l'intero  pagamento   degli   oneri   previdenziali,
assistenziali e di ogni altra natura previsti dall'articolo 86". 
 
  25. All'articolo 82 del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo  n.  267   del   2000,   sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
  a) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
  "2.  I   consiglieri   comunali,   provinciali,   circoscrizionali,
limitatamente ai comuni capoluogo di  provincia,  e  delle  comunita'
montane hanno diritto a percepire, nei limiti  fissati  dal  presente
capo, un gettone di presenza  per  la  partecipazione  a  consigli  e
commissioni. In nessun caso l'ammontare percepito nell'ambito  di  un
mese da un consigliere puo' superare  l'importo  pari  ad  un  quarto
dell'indennita'  massima  prevista  per  il  rispettivo   sindaco   o
presidente in base al decreto di cui al comma 8.  Nessuna  indennita'
e' dovuta ai consiglieri circoscrizionali"; 
  b) i commi 4 e 6 sono abrogati; 
  c) al comma 8, la lettera c) e' sostituita dalla seguente: 
  "c) articolazione dell'indennita' di funzione  dei  presidenti  dei
consigli, dei vice sindaci e  dei  vice  presidenti  delle  province,
degli assessori, in rapporto alla misura della stessa  stabilita  per
il sindaco e per il presidente della provincia. Al presidente e  agli
assessori delle unioni di comuni, dei  consorzi  fra  enti  locali  e
delle comunita' montane sono attribuite  le  indennita'  di  funzione
nella misura massima del 50 per cento dell'indennita' prevista per un
comune  avente  popolazione  pari  alla  popolazione  dell'unione  di
comuni, del consorzio fra enti  locali  o  alla  popolazione  montana
della comunita' montana"; 
  d) al comma 11, il primo periodo e' sostituito  dai  seguenti:  "Le
indennita' di funzione, determinate ai sensi  del  comma  8,  possono
essere incrementate con delibera di giunta, relativamente ai sindaci,
ai presidenti di provincia e agli assessori comunali e provinciali, e
con delibera di consiglio per  i  presidenti  delle  assemblee.  Sono
esclusi  dalla  possibilita'  di  incremento  gli  enti   locali   in
condizioni  di  dissesto  finanziario  fino  alla  conclusione  dello
stesso, nonche' gli enti  locali  che  non  rispettano  il  patto  di
stabilita' interno fino all'accertamento del rientro  dei  parametri.
Le delibere adottate in violazione del precedente periodo sono  nulle
di diritto. La corresponsione dei gettoni  di  presenza  e'  comunque
subordinata alla effettiva partecipazione del consigliere a  consigli
e commissioni; il regolamento ne stabilisce termini e modalita'" e il
terzo periodo e' soppresso. 
 
  26. L'articolo  83  del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo n. 267 del 2000 e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 83. - (Divieto di cumulo) - 1. I  parlamentari  nazionali  ed
europei, nonche' i consiglieri  regionali  non  possono  percepire  i
gettoni di presenza previsti dal presente capo. 
  2. Salve le disposizioni previste per le  forme  associative  degli
enti locali, gli amministratori locali di cui all'articolo 77,  comma
2, non percepiscono alcun compenso, tranne quello dovuto per spese di
indennita' di missione, per la partecipazione ad organi o commissioni
comunque denominate, se tale partecipazione e' connessa all'esercizio
delle proprie funzioni pubbliche. 
  3. In caso di cariche incompatibili, le indennita' di funzione  non
sono cumulabili; ai soggetti che si trovano in tale condizione,  fino
al momento dell'esercizio dell'opzione o comunque sino alla rimozione
della condizione di  incompatibilita',  l'indennita'  per  la  carica
sopraggiunta non viene corrisposta". 
 
  27. L'articolo  84  del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo n. 267 del 2000 e' sostituito dal seguente: 
  "Art.  84.  -  (Rimborso  delle  spese  di  viaggio)  -   1.   Agli
amministratori che, in ragione del loro mandato, si rechino fuori del
capoluogo  del  comune  ove  ha  sede  il  rispettivo  ente,   previa
autorizzazione del capo dell'amministrazione, nel caso di  componenti
degli organi esecutivi, ovvero del presidente del consiglio, nel caso
di consiglieri, sono dovuti esclusivamente il rimborso delle spese di
viaggio effettivamente  sostenute,  nonche'  un  rimborso  forfetario
onnicomprensivo per le altre spese, nella misura fissata con  decreto
del Ministro  dell'interno  e  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, d'intesa con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali. 
  2. La liquidazione del  rimborso  delle  spese  e'  effettuata  dal
dirigente competente, su richiesta dell'interessato, corredata  della
documentazione delle spese  di  viaggio  e  soggiorno  effettivamente
sostenute e di una dichiarazione sulla durata e sulle finalita' della
missione. 
  3. Agli amministratori che risiedono fuori del capoluogo del comune
ove ha sede il rispettivo ente spetta il rimborso per le  sole  spese
di viaggio effettivamente sostenute per la partecipazione  ad  ognuna
delle sedute dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi,  nonche'
per la presenza  necessaria  presso  la  sede  degli  uffici  per  lo
svolgimento delle funzioni proprie o delegate". 
 
  28. Ai fini della semplificazione della varieta' e della diversita'
delle forme associative comunali e del processo  di  riorganizzazione
sovracomunale dei servizi, delle funzioni e delle strutture, ad  ogni
amministrazione comunale e' consentita l'adesione ad una unica  forma
associativa per gestire il medesimo servizio per ciascuna  di  quelle
previste dagli articoli 31, 32 e 33 del citato testo unico di cui  al
decreto  legislativo  18  agosto  2000,  n.  267,  fatte   salve   le
disposizioni di legge in materia di  organizzazione  e  gestione  del
servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei  rifiuti.  A
partire dal 1° gennaio 2010, se permane l'adesione multipla ogni atto
adottato dall'associazione tra comuni e' nullo ed e', altresi', nullo
ogni atto attinente all'adesione o allo svolgimento di essa da  parte
dell'amministrazione comunale interessata. Il presente comma  non  si
applica per l'adesione delle  amministrazioni  comunali  ai  consorzi
istituiti o resi obbligatori da leggi nazionali e regionali. 
 
  29. All'articolo 17 del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo  n.  267   del   2000,   sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
  a) al comma 1, le parole: "100.000 abitanti" sono sostituite  dalle
seguenti: "250.000 abitanti"; 
  b) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
  "3. I comuni con popolazione tra i 100.000  e  i  250.000  abitanti
possono articolare il territorio per istituire le  circoscrizioni  di
decentramento ai sensi di quanto previsto dal comma 2. La popolazione
media  delle  circoscrizioni  non  puo'  essere  inferiore  a  30.000
abitanti". (1) 
 
  30. Le funzioni della commissione elettorale comunale previste  dal
testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  20
marzo 1967, n. 223, in materia di  tenuta  e  revisione  delle  liste
elettorali, sono attribuite al responsabile  dell'ufficio  elettorale
comunale, salvo quanto disposto  dagli  articoli  12,  13  e  14  del
medesimo  testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica n. 223 del 1967, e successive modificazioni. L'incarico di
componente delle commissioni elettorali comunali e delle  commissioni
e sottocommissioni elettorali circondariali e' gratuito, ad eccezione
delle spese di viaggio effettivamente sostenute. In tutte le leggi  o
decreti aventi ad oggetto la materia elettorale, ad  eccezione  degli
articoli 3, 4, 5 e 6 della legge 8 marzo 1989, n.  95,  e  successive
modificazioni, ogni riferimento alla commissione elettorale  comunale
deve intendersi effettuato al  responsabile  dell'ufficio  elettorale
comunale. 
 
  31. A decorrere dal 2008 il fondo ordinario di cui all'articolo 34,
comma 1, lettera a), del decreto legislativo  30  dicembre  1992,  n.
504, e' ridotto di 313 milioni di euro. In sede di ripartizione delle
risorse del fondo ordinario, come rideterminate ai sensi del presente
comma, si tiene conto, anche sulla base  di  certificazioni  prodotte
dagli enti interessati,  delle  riduzioni  di  spesa  derivanti,  per
ciascun ente territoriale, dall'attuazione delle disposizioni di  cui
ai commi da 23 a 31. Le risorse derivanti dalle riduzioni di spesa di
cui ai commi da 23 a 29, valutate in 313  milioni  di  euro  annui  a
decorrere dal 2008, sono destinate, per l'anno 2008, per 100  milioni
di euro, salvo quanto  disposto  dal  comma  32,  all'incremento  del
contributo ordinario di cui all'articolo 1, comma 703, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, in favore dei piccoli comuni  con  popolazione
fino a 5.000  abitanti,  non  rientranti  nei  parametri  di  cui  al
medesimo  comma,  da  ripartire  in  proporzione   alla   popolazione
residente, e per 213 milioni di euro a copertura di quota parte degli
oneri derivanti dai commi 383 e 384. 
 
  32. Entro il  30  giugno  2008,  sulla  base  delle  certificazioni
prodotte dagli enti interessati, il Ministero dell'economia  e  delle
finanze, d'intesa con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali,
quantifica   l'ammontare   effettivo   delle   riduzioni   di   spesa
conseguibili al 31 dicembre 2008. A seguito di tale accertamento,  il
Ministro dell'economia e delle finanze, in relazione alla  differenza
riscontrata tra l'ammontare delle economie di spesa  e  la  riduzione
dei trasferimenti, adegua con propri decreti la dotazione per  l'anno
2008 del fondo ordinario di cui all'articolo 34, comma 1, lettera a),
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, per i soli enti che
hanno dato piena attuazione alle disposizioni previste dai  commi  da
23 a 32, a valere e nei limiti dell'incremento del fondo ordinario di
cui al comma 31. 
 
  32-bis. Le regioni a statuto speciale  provvedono  ad  adottare  le
disposizioni idonee a perseguire le finalita' di cui ai commi da 23 a
29. In caso di mancata attuazione delle disposizioni di cui al  primo
periodo del presente comma entro la  data  del  30  giugno  2008,  la
riduzione del fondo ordinario prevista dal comma 31 si applica  anche
agli enti locali delle regioni a statuto speciale. 
 
  33. Anche ai fini del  coordinamento  della  finanza  pubblica,  in
attuazione dell'articolo  118  della  Costituzione,  lo  Stato  e  le
regioni, nell'ambito di rispettiva competenza legislativa, provvedono
all'accorpamento  o  alla  soppressione  degli   enti,   agenzie   od
organismi, comunque denominati, titolari di funzioni in  tutto  o  in
parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali ed alla
contestuale riallocazione delle stesse agli enti  locali,  secondo  i
principi di sussidiarieta', differenziazione e adeguatezza. 
 
  34. I comuni e le province provvedono alla soppressione degli enti,
agenzie ed organismi, comunque  denominati,  istituiti  dai  medesimi
enti locali nell'ambito della  rispettiva  potesta'  regolamentare  e
titolari di funzioni in tutto  o  in  parte  coincidenti  con  quelle
svolte dagli enti locali medesimi. 
 
  35. Entro un anno dalla data di entrata in  vigore  della  presente
legge, le regioni e le province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
provvedono alla riduzione del numero dei componenti dei  consigli  di
amministrazione e degli organi  esecutivi  dei  consorzi  tra  comuni
compresi  nei  bacini  imbriferi   montani,   costituiti   ai   sensi
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 1953,  n.  959,  nonche'  dei
consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario di cui  al  capo  I
del titolo V del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, e successive
modificazioni. La riduzione del numero dei componenti degli organi di
cui al presente comma deve essere conforme a quanto previsto  per  le
societa' partecipate  totalmente  anche  in  via  indiretta  da  enti
locali, ai sensi dell'articolo 1, comma 729, della legge 27  dicembre
2006, n. 296. 
 
  36. COMMA ABROGATO DAL D.L. 31 DICEMBRE 2007, N.  248,  CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 28 FEBBRAIO 2008, N. 31. 
 
  37. COMMA ABROGATO DAL D.L. 31 DICEMBRE 2007, N.  248,  CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 28 FEBBRAIO 2008, N. 31. 
 
  38. Per le finalita' di cui al comma 33, le regioni, nell'esercizio
delle   rispettive   prerogative   costituzionali   in   materia   di
organizzazione  e  gestione  del  servizio  idrico  integrato  e  del
servizio di gestione integrata dei rifiuti, fatte salve le competenze
del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
in ottemperanza agli  obblighi  comunitari,  procedono  entro  il  1°
luglio 2008, fatti salvi gli affidamenti e le convenzioni in  essere,
alla rideterminazione  degli  ambiti  territoriali  ottimali  per  la
gestione dei medesimi servizi secondo i  principi  dell'efficienza  e
della  riduzione  della  spesa  nel  rispetto  dei  seguenti  criteri
generali, quali indirizzi di coordinamento della finanza pubblica: 
  a) in sede di delimitazione degli ambiti  secondo  i  criteri  e  i
principi di cui agli articoli 147 e 200  del  decreto  legislativo  3
aprile  2006,  n.  152,   valutazione   prioritaria   dei   territori
provinciali   quali   ambiti   territoriali    ottimali    ai    fini
dell'attribuzione delle funzioni in materia di rifiuti alle  province
e delle funzioni in materia di servizio  idrico  integrato  di  norma
alla provincia corrispondente ovvero, in caso di bacini di dimensioni
piu' ampie del territorio provinciale, alle regioni o  alle  province
interessate,  sulla  base  di  appositi  accordi;   in   alternativa,
attribuzione delle medesime funzioni ad una delle  forme  associative
tra comuni di cui agli articoli 30 e seguenti del testo unico di  cui
al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, composte da sindaci  o
loro delegati che vi partecipano senza percepire alcun compenso; 
  b) destinazione delle economie  a  carattere  permanente  derivanti
dall'attuazione  del  presente  comma,  come  accertate  da  ciascuna
regione con provvedimento  comunicato  al  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, al  potenziamento  degli  interventi  di  miglioria  e
manutenzione  ordinaria  e   straordinaria   delle   reti   e   delle
infrastrutture  di  supporto  nei  rispettivi  ambiti   territoriali,
nonche' al  contenimento  delle  tariffe  per  gli  utenti  domestici
finali. 
 
  39.  All'articolo  5  (L)  del  testo  unico   delle   disposizioni
legislative e regolamentari in materia di debito pubblico, di cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 30  dicembre  2003,  n.  398,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 5, dopo il primo periodo sono inseriti i  seguenti:  "A
decorrere dall'entrata in  vigore  del  decreto  di  cui  al  periodo
successivo, tale remunerazione non si applica alle somme in eccedenza
rispetto al saldo previsto nell'ambito degli scambi  di  informazioni
sui flussi di cassa tra il Ministero e la  Banca  d'Italia.  Ai  fini
della  stabilizzazione  del  saldo  rispetto  alle  previsioni,   con
successivo  decreto  del  Ministro,  sulla   base   di   criteri   di
trasparenza, efficienza e competitivita', sono stabilite le modalita'
di movimentazione della liquidita' e di selezione delle controparti"; 
  b) al comma 6, il primo periodo e' sostituito  dal  seguente:  "Sul
predetto  conto,  nonche'  sul   conto   di   tesoreria   denominato:
"Dipartimento del Tesoro-Operazioni sui mercati finanziari", non sono
ammessi  sequestri,  pignoramenti,   opposizioni   o   altre   misure
cautelari"; 
  c) dopo il comma 6 e' inserito il seguente: 
  "6-bis. Ai conti  e  depositi  intestati  al  Ministero  presso  il
sistema bancario e utilizzati per la  gestione  della  liquidita'  si
applicano le disposizioni del comma 6. (L)"; 
  d) i commi 7 e 9 sono abrogati. 
 
  39-bis. Le disposizioni di cui al comma 39 si applicano a decorrere
dal parere della Banca centrale europea. 
 
  40. Per il finanziamento del Fondo nazionale per  la  montagna,  di
cui all'articolo 2 della legge 31 gennaio 1994, n. 97,  e  successive
modificazioni, e' autorizzata la spesa di  50  milioni  di  euro  per
l'anno 2008 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli  anni  2009  e
2010. 
 
  41. E' istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri -
Dipartimento per gli affari regionali, il  Fondo  di  sviluppo  delle
isole minori, con una dotazione finanziaria pari a 20 milioni di euro
a decorrere dall'anno 2008. Il Fondo  finanzia  interventi  specifici
nei settori dell'energia, dei trasporti e della concorrenza,  diretti
a migliorare le condizioni e la qualita' della  vita  nelle  suddette
zone, assegnando priorita' ai progetti realizzati nelle aree protette
e nella rete "Natura 2000", prevista dall'articolo 3 del  regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8  settembre  1997,
n.  357,  ovvero  improntati  alla  sostenibilita'  ambientale,   con
particolare riferimento all'utilizzo delle  energie  rinnovabili,  al
risparmio e all'efficienza energetica,  alla  gestione  dei  rifiuti,
alla gestione delle acque, alla mobilita' e alla nautica  da  diporto
ecosostenibili, al recupero e al riutilizzo del  patrimonio  edilizio
esistente,   al   contingentamento   dei   flussi   turistici,   alla
destagionalizzazione, alla  protezione  degli  habitat  prioritari  e
delle specie protette, alla valorizzazione dei prodotti tipici,  alla
certificazione ambientale dei  servizi,  oltre  a  misure  dirette  a
favorire le imprese insulari in modo che  le  stesse  possano  essere
ugualmente competitive. I  criteri  per  l'erogazione  del  Fondo  di
sviluppo delle isole minori sono stabiliti con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per  i  rapporti
con le regioni, di concerto con il Ministro  dell'interno  e  con  il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sentite   l'Associazione
nazionale dei comuni delle isole  minori  (ANDIVI)  e  la  Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, e successive modificazioni. Con  decreto  del  Ministro
per  i  rapporti  con  le  regioni,  di  concerto  con   i   Ministri
dell'interno e dell'economia e delle finanze,  sono  individuati  gli
interventi ammessi al relativo finanziamento, previa intesa  con  gli
enti locali interessati . 
 
  42. Al fine di assicurare il necessario coordinamento e la migliore
finalizzazione di tutti gli interventi a favore delle isole minori  e
ferme restando le contribuzioni per i progetti gia' approvati  con  i
decreti del Ministro dell'interno 13 dicembre 2004 e 8 novembre 2005,
pubblicati rispettivamente nel supplemento  ordinario  alla  Gazzetta
Ufficiale n. 304 del 29 dicembre 2004 e nella Gazzetta  Ufficiale  n.
284 del 6 dicembre 2005, le risorse iscritte sul Fondo per la  tutela
e  lo  sviluppo  economico-sociale  delle   isole   minori   di   cui
all'articolo 25, comma 7, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, dello
stato di previsione del Ministero dell'interno,  sono  trasferite  al
Fondo di cui al comma 41, presso  la  Presidenza  del  Consiglio  dei
ministri - Dipartimento per gli affari regionali. 
 
  43. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  44. Al fine di  sostenere  progetti  di  sviluppo  economico  e  di
integrazione  delle  aree  montane  negli   assi   di   comunicazione
interregionali, il Fondo per le aree svantaggiate confinanti  con  le
regioni a statuto speciale di cui al  comma  7  dell'articolo  6  del
decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2007, n. 127,  e  successive  modificazioni,  e'
integrato di 10 milioni di euro per l'anno 2008 e  di  5  milioni  di
euro per gli anni 2009 e 2010. 
 
  45. La disposizione di cui all'articolo 1, comma 1282, della  legge
27 dicembre 2006, n. 296, si interpreta nel senso che le  risorse  da
trasferire  all'Ente  italiano  montagna  (EIM)  sono  tutte   quelle
complessivamente  gia'  attribuite   all'Istituto   nazionale   della
montagna  (IMONT)  al  1°  gennaio  2007.  Tali  risorse  sono   rese
immediatamente disponibili per effetto dell'esclusione  disposta  dal
primo periodo del comma 507 dell'articolo 1 della citata legge n. 296
del 2006. 
 
  46. In attuazione degli accordi sottoscritti  tra  lo  Stato  e  le
regioni Lazio, Campania, Molise e Sicilia ai sensi  dell'articolo  1,
comma 180, della legge 30 dicembre 2004,  n.  311,  con  i  quali  le
regioni interessate  si  obbligano  al  risanamento  strutturale  dei
relativi   servizi   sanitari   regionali,   anche   attraverso    la
ristrutturazione dei debiti contratti, lo  Stato  e'  autorizzato  ad
anticipare  alle  predette  regioni,  nei  limiti  di  un   ammontare
complessivamente non superiore a 9.100 milioni di euro, la liquidita'
necessaria  per  l'estinzione  dei  debiti  contratti   sui   mercati
finanziari e dei debiti commerciali  cumulati  fino  al  31  dicembre
2005, determinata in base ai procedimenti indicati nei singoli  piani
e comunque al netto delle somme gia' erogate a titolo di ripiano  dei
disavanzi. 
 
  46-bis.  Nelle  more  dell'emanazione  del   regolamento   di   cui
all'articolo 62, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  le
regioni  di  cui  al  comma  46  sono  autorizzate,  ove   sussistano
eccezionali  condizioni  economiche  e  dei  mercati  finanziari,   a
ristrutturare  le  operazioni  derivate  in   essere.   La   predetta
ristrutturazione, finalizzata esclusivamente  alla  salvaguardia  del
beneficio e della  sostenibilita'  delle  posizioni  finanziarie,  si
svolge con il supporto dell'advisor finanziario previsto  nell'ambito
del piano di rientro di cui all'articolo 1, comma 180, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, previa autorizzazione e sotto la vigilanza del
Ministero dell'economia e delle finanze. 
 
  47. Le regioni interessate, in funzione  delle  risorse  trasferite
dallo Stato di cui al comma 46,  sono  tenute  a  restituire,  in  un
periodo non superiore a trenta anni, le risorse ricevute. Gli importi
cosi' determinati sono acquisiti in appositi  capitoli  del  bilancio
dello Stato. 
 
  48. All'erogazione delle  somme  di  cui  ai  commi  46  e  47,  da
accreditare  su  appositi  conti  correnti  intestati  alle   regioni
interessate, lo Stato procede, anche in tranche successive, a seguito
del riaccertamento definitivo e completo del debito  da  parte  delle
regioni interessate, con il  supporto  dell'advisor  contabile,  come
previsto nei singoli piani di  rientro,  e  della  sottoscrizione  di
appositi  contratti,   che   individuano   le   condizioni   per   la
restituzione, da stipulare fra il  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze e  ciascuna  regione.  All'atto  dell'erogazione  le  regioni
interessate provvedono all'immediata estinzione dei debiti  pregressi
per  l'importo  corrispondente  e  trasmettono   tempestivamente   la
relativa documentazione ai Ministeri dell'economia e delle finanze  e
della salute. 
 
  49. In presenza della sottoscrizione dell'accordo con lo Stato  per
il rientro dai deficit sanitari, ai sensi dell'articolo 1, comma 180,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, alle  regioni  interessate  che
non hanno rispettato il patto di stabilita' interno in uno degli anni
precedenti il 2007 spetta l'accesso al finanziamento integrativo  del
Servizio sanitario nazionale a carico dello Stato previsto per l'anno
di riferimento dalla legislazione vigente, nei termini stabiliti  dal
relativo piano. 
 
  50. All'articolo 1, comma 796, lettera b),  quarto  periodo,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono aggiunte, in fine,  le  seguenti
parole: ",  fatte  salve  le  aliquote  ridotte  disposte  con  leggi
regionali a  favore  degli  esercenti  un'attivita'  imprenditoriale,
commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte
o professione, che abbiano denunciato richieste  estorsive  e  per  i
quali ricorrano le condizioni di cui all'articolo 4  della  legge  23
febbraio 1999, n. 44". 
 
  51. Le agevolazioni di cui al comma  50  si  applicano  nel  limite
massimo di 5 milioni di euro annui a decorrere  dall'anno  2008.  Con
decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sentite  le
regioni interessate, sono  adottate  le  disposizioni  attuative  del
comma 50 e del presente comma. 
 
  52.  La  ripartizione  delle  risorse  rivenienti  dalle  riduzioni
annuali di cui all'articolo 1, comma 320,  della  legge  23  dicembre
2005, n. 266, puo' essere effettuata anche sulla base di  intese  tra
lo Stato e le regioni, concluse in sede di Conferenza permanente  per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di  Trento
e di Bolzano. 
 
  53. La disposizione  di  cui  al  comma  52  si  applica  anche  in
relazione alle ripartizioni di risorse concernenti gli  anni  2005  e
2006 e sono fatti salvi gli atti gia' compiuti in conformita' ad essa
presso la Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 
 
  54. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti
salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla  base
del decreto-legge 29 novembre 2007, n. 223. 
 
  55. In coerenza con il processo di revisione organizzativa  di  cui
all'articolo 1, comma 404, lettera g), della legge 27 dicembre  2006,
n. 296, con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze e con il  Ministro  per  le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione,  sentite  le
organizzazioni sindacali, da emanare entro il mese  di  giugno  2008,
sono individuate tutte le tipologie  professionali  connesse  con  lo
svolgiento dell'azione degli uffici all'estero,  con  l'obiettivo  di
razionalizzare la spesa destinata alle relative funzioni e di ridurre
quella relativa all'utilizzazione degli esperti di  cui  all'articolo
168 del decreto del Presidente della Repubblica 5  gennaio  1967,  n.
18, e successive modificazioni. 
 
  56.  Il  contingente  di  cui  all'articolo  152  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  n.   18   del   1967,   e   successive
modificazioni, viene conseguentemente, ove ne ricorrano i presupposti
nell'esercizio 2008, adeguato con decreto del Ministro  degli  affari
esteri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. 
 
  57. Quota parte delle risorse derivanti dalle iniziative di cui  ai
commi 55 e 56, previa  verifica  ed  accertamento,  e'  destinata  ad
alimentare, nel limite di 5 milioni di euro per  l'anno  2008  e  nel
limite di 7,5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009, il fondo di
cui all'articolo 3, comma 39, della legge 24 dicembre 2003,  n.  350,
che per l'anno 2008 e' integrato di 35 milioni di euro, e a decorrere
dall'anno 2009 e' integrato di 15 milioni di euro. 
 
  58. Nel medesimo fondo confluiscono, altresi', le entrate accertate
ai sensi dell'articolo 1, comma 568, della citata legge  n.  296  del
2006, nel maggior limite di 40 milioni di euro, nonche'  quota  parte
delle dotazioni delle unita' previsionali  di  base  dello  stato  di
previsione del Ministero degli affari esteri, da porre a disposizione
degli uffici all'estero. 
 
  59. A tal fine  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  su
proposta  del  Ministro  degli  affari  esteri,  e'  autorizzato   ad
effettuare,  con  proprio  decreto,  le  occorrenti   variazioni   di
bilancio. 
 
  60. Con riferimento alle politiche di sostegno  agli  italiani  nel
mondo  e  di  informazione,  promozione  culturale,   scientifica   e
dell'immagine del Paese all'estero, di cui ai programmi n. 4.8  e  n.
4.9, e' autorizzata per l'anno 2008 la spesa ulteriore di: 
  a) 9  milioni  di  euro,  per  le  spese  relative  alla  tutela  e
all'assistenza dei connazionali; 
  b) 4  milioni  di  euro,  per  il  finanziamento  delle  iniziative
scolastiche,   di   assistenza   scolastica   e   di   formazione   e
perfezionamento professionali, di cui alla legge  3  marzo  1971,  n.
153. 
 
  61. Per  la  razionalizzazione  di  iniziative  nel  settore  della
divulgazione della cultura italiana all'estero, da  realizzare  anche
in  connessione  con  eventi  internazionali  gia'  programmati,   e'
autorizzata per l'allestimento di una mostra itinerante la  spesa  di
500.000 euro per l'anno 2008. 
 
  62. Per il funzionamento dell'unita' di crisi del  Ministero  degli
affari esteri in relazione allo svolgimento di  interventi  a  tutela
dei cittadini italiani  in  situazioni  di  rischio  e  di  emergenza
all'estero, svolti anche in coordinamento con le unita' di crisi  dei
Paesi dell'Unione europea,  e'  autorizzata,  a  decorrere  dall'anno
2008, la spesa di 400.000 euro. 
 
  63.   Al   fine   di   assicurare   l'adempimento   degli   impegni
internazionali derivanti dalla partecipazione ai fori  internazionali
in particolare dall'esercizio della presidenza italiana del "G8",  il
Ministero degli affari esteri e' autorizzato  a  procedere,  per  gli
anni 2008 e 2009, nel limite di spesa di  1,5  milioni  di  euro  per
l'anno 2008 e di 3 milioni di euro a decorrere dal 2009, a valere sul
Fondo di cui all'articolo 1, comma 527, della legge n. 296 del  2006,
ad assunzioni di personale a tempo indeterminato. 
 
  64. Per l'organizzazione del vertice "G8" previsto per l'anno  2009
e' stanziata la somma di euro 30 milioni per l'anno 2008. 
 
  65. La somma di cui al comma 64 puo'  essere  in  parte  utilizzata
anche attraverso un programma, da definire di intesa con  la  Regione
autonoma della  Sardegna,  per  la  realizzazione  di  infrastrutture
sociali e servizi civili nel territorio dell'Isola,  con  particolare
riferimento al comune della Maddalena, in funzione contestuale  della
occupazione  stabile,   della   salvaguardia   ambientale   e   della
cooperazione euromediterranea. 
 
  66.  Piena  e  diretta  esecuzione  e'  data  alla   decisione   n.
2007/436/CE/Euratom del Consiglio, del 7  giugno  2007,  relativa  al
sistema delle risorse proprie delle Comunita'  europee,  a  decorrere
dalla data della sua entrata  in  vigore,  in  conformita'  a  quanto
disposto dall'articolo 11, terzo comma, della decisione stessa. 
 
  67. Il contributo  all'Accademia  delle  scienze  del  Terzo  Mondo
(TWAS), di cui alla legge 10 gennaio 2004, n. 17, e' incrementato  di
500.000  euro  annui  a  decorrere  dall'anno  2008   per   sostenere
l'attivita' dell'Inter Academy Medical Panel (IAMP). 
 
  68. Per consentire la  partecipazione  dell'Italia  all'Esposizione
universale di Shanghai del 2010 e' autorizzata la spesa di 2  milioni
di euro per l'anno 2008, di 5 milioni di euro per l'anno 2009 e di  6
milioni di euro per l'anno 2010. 
 
  69. Per ciascuno degli anni 2008, 2009 e  2010  e'  autorizzata  la
spesa di 2 milioni  di  euro  per  il  finanziamento  del  contributo
italiano al Trust Fund presso la Banca europea per la ricostruzione e
lo sviluppo (BERS) e di euro 67.000 per il contributo al Segretariato
esecutivo dell'Iniziativa centro-europea (INCE). 
 
  70. Per le politiche generali concernenti le collettivita' italiane
all'estero, la loro integrazione, l'informazione,  l'aggiornamento  e
le iniziative di promozione culturale ad esse rivolte,  ivi  comprese
la realizzazione, con decreto del Ministro degli affari esteri, della
Conferenza  dei  giovani  italiani  nel  mondo  e  del  Museo   della
emigrazione italiana,  nonche'  la  valorizzazione  del  ruolo  degli
imprenditori  italiani  all'estero  e   le   misure   necessarie   al
rafforzamento e  alla  razionalizzazione  della  rete  consolare,  e'
autorizzata la spesa di 14 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  71. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  72. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  73. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  74. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  75. Al fine di rafforzare la sicurezza e la  tutela  dell'ambiente,
con decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri,  su  proposta
del Ministro delle politiche agricole alimentari e  forestali  e  del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  e'
istituito presso  il  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare il Nucleo operativo del Corpo  forestale  dello
Stato di tutela ambientale.  Il  Nucleo  dipende  funzionalmente  dal
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare  e
concorre  nell'attivita'  di  prevenzione  e  repressione  dei  reati
ambientali e in materia di maltrattamento degli  animali  nelle  aree
naturali protette nazionali e internazionali.  Nello  svolgimento  di
tali  compiti,  il  Nucleo  puo'  effettuare  accessi   e   ispezioni
amministrative avvalendosi dei poteri previsti  dalle  norme  vigenti
per l'esercizio delle attivita' istituzionali del Corpo. Con  decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta  del  Ministro
delle politiche  agricole  alimentari  e  forestali  e  del  Ministro
dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e  del   mare,   e'
determinato il relativo contingente di personale.  Restano,  in  ogni
caso, ferme le competenze previste per il Comando dei carabinieri per
la tutela dell'ambiente. 
 
  76. All'istituzione del Nucleo di cui al comma 75 si  provvede  con
le  risorse  umane,   strumentali   e   finanziarie   disponibili   a
legislazione vigente. Dalle disposizioni di cui al medesimo comma non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico  del  bilancio  dello
Stato. 
 
  77. Gli arruolamenti autorizzati per l'anno 2007  dall'articolo  1,
comma 574, della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  possono  essere
effettuati anche nel 2008. 
 
  78. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  79. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  80. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  81. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  82. Il Ministero della giustizia provvede entro il 31 gennaio  2008
ad avviare la realizzazione di un sistema unico nazionale, articolato
su  base  distrettuale  di  corte  d'appello,  delle  intercettazioni
telefoniche, ambientali e altre forme di comunicazione informatica  o
telematica disposte o autorizzate dall'autorita'  giudiziaria,  anche
attraverso la razionalizzazione delle  attivita'  attualmente  svolte
dagli uffici dell'amministrazione della giustizia. Contestualmente si
procede all'adozione dei provvedimenti di  cui  all'articolo  96  del
codice  delle  comunicazioni  elettroniche,   di   cui   al   decreto
legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni. 
 
  83. Il Ministero della giustizia,  di  concerto  con  il  Ministero
dell'economia e delle finanze,  procede  al  monitoraggio  dei  costi
complessivi   delle    attivita'    di    intercettazione    disposte
dall'autorita' giudiziaria. 
 
  84. Al fine di garantire la continuita' dei servizi di assistenza e
di vigilanza nei confronti dei  minorenni  collocati,  a  seguito  di
provvedimento    dell'autorita'    giudiziaria,    nelle    comunita'
dell'amministrazione della giustizia minorile, previste dall'articolo
10 del decreto legislativo 28  luglio  1989,  n.  272,  al  personale
appartenente ai profili di operatore e di assistente di vigilanza  e'
corrisposta, in presenza di articolazioni di orario, l'indennita'  di
turnazione prevista dal contratto collettivo nazionale  del  comparto
Ministeri, con modalita' e criteri che  sono  stabiliti  in  sede  di
contrattazione integrativa. 
 
  85. Per le finalita' di cui al comma 84 e'  autorizzato  in  favore
del Ministero della giustizia  uno  specifico  stanziamento  di  euro
307.000 per l'anno 2008. 
 
  86. Al finanziamento dell'Organismo italiano di contabilita' (OIC),
fondazione di diritto  privato  avente  piena  autonomia  statutaria,
concorrono    le    imprese    attraverso    contributi     derivanti
dall'applicazione di una  maggiorazione  dei  diritti  di  segreteria
dovuti alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
con il deposito dei bilanci presso il registro delle imprese ai sensi
dell'articolo 18, comma 1, lettera e), della legge 29 dicembre  1993,
n. 580. 
 
  87. Il Collegio dei fondatori dell'OIC  stabilisce  annualmente  il
fabbisogno  di  finanziamento   dell'OIC   nonche'   le   quote   del
finanziamento di  cui  al  comma  86  da  destinare  all'Intemational
Accounting Standards Board (IASB) e all'European Financial  Reporting
Advisory Group (EFRAG). 
 
  88. Il Ministro  dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle  finanze,  provvede  con  decreto,  ai
sensi dell'articolo 18, comma 2, della legge  29  dicembre  1993,  n.
580, a definire la misura della maggiorazione  di  cui  al  comma  86
sulla base delle indicazioni di fabbisogno trasmesse dall'OIC. Con lo
stesso decreto sono individuate le modalita' di corresponsione  delle
relative somme all'OIC tramite il sistema camerale. 
 
  89. Al testo unico delle disposizioni legislative  e  regolamentari
in materia di espropriazione per pubblica utilita', di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) all'articolo 37 (L), i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: 
  "1.  L'indennita'  di  espropriazione  di  un'area  edificabile  e'
determinata nella misura pari  al  valore  venale  del  bene.  Quando
l'espropriazione e' finalizzata  ad  attuare  interventi  di  riforma
economico-sociale, l'indennita' e' ridotta del venticinque per cento.
(L) 
  2. Nei casi in cui e'  stato  concluso  l'accordo  di  cessione,  o
quando  esso  non  e'  stato  concluso  per  fatto   non   imputabile
all'espropriato  ovvero   perche'   a   questi   e'   stata   offerta
un'indennita' provvisoria che, attualizzata, risulta  inferiore  agli
otto decimi di quella determinata in via definitiva, l'indennita'  e'
aumentata del dieci per cento. (L)"; 
  b) all'articolo 45 (L), comma 2, lettera a), le parole:  "senza  la
riduzione del quaranta per cento"  sono  sostituite  dalle  seguenti:
"con l'aumento del dieci per cento di cui al  comma  2  dell'articolo
37"; 
  c) all'articolo 20 (L), comma 14, il secondo periodo e'  sostituito
dal seguente: "L'autorita' espropriante dispone  il  deposito,  entro
trenta giorni, presso la Cassa depositi e prestiti Spa,  della  somma
senza le maggiorazioni di cui all'articolo 45"; 
  d) all'articolo 22 (L), comma 3, le parole: ", senza  applicare  la
riduzione del quaranta per cento di cui  all'articolo  37,  comma  l"
sono soppresse; 
  e) all'articolo 55 (L), il comma 1 e' sostituito dal seguente:  "1.
Nel caso di utilizzazione  di  un  suolo  edificabile  per  scopi  di
pubblica utilita', in assenza del valido ed efficace provvedimento di
esproprio alla data del 30 settembre 1996, il risarcimento del  danno
e' liquidato in misura pari al valore venale del bene. (L)". 
 
  90. Le disposizioni di cui all'articolo 37, commi 1 e 2,  e  quelle
di cui all'articolo 45, comma 2, lettera a), del citato  testo  unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno  2001,  n.
327, come modificati dal comma 89 del presente articolo, si applicano
a  tutti  i  procedimenti  espropriativi  in  corso,  salvo  che   la
determinazione dell'indennita' di espropriazione sia stata condivisa,
ovvero accettata, o sia comunque divenuta irrevocabile. 
 
  91. Fermo quanto previsto dall'articolo  1,  comma  6-septies,  del
decreto-legge   28   dicembre   2006,   n.   300,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, a  decorrere  dal
1° febbraio 2008, il trattamento economico fondamentale ed accessorio
attinente alla posizione di comando del personale  appartenente  alle
Forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e' posto a
carico  delle  amministrazioni   utilizzatrici   dello   stesso.   La
disposizione di cui al  precedente  periodo  si  applica  anche  alle
assegnazioni di cui all'articolo 33 della legge 23  agosto  1988,  n.
400, che superano il contingente fissato dal decreto  del  Presidente
del Consiglio dei ministri ivi previsto. Resta fermo  il  divieto  di
cumulabilita' previsto dall'articolo 3,  comma  63,  della  legge  24
dicembre 1993, n. 537. 
 
  92. In relazione a quanto  previsto  dall'articolo  1,  comma  430,
della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  la  qualifica  di  dirigente
generale di pubblica  sicurezza  e  le  corrispondenti  posizioni  di
organico di livello B sono soppresse. I dirigenti che rivestivano  la
predetta qualifica alla data del 31 dicembre 2007 sono inquadrati,  a
decorrere dal  giorno  successivo,  nella  qualifica  di  prefetto  e
collocati in un ruolo ad esaurimento  soprannumerario,  riassorbibile
all'atto  del  collocamento  a  riposo.  Agli  stessi  e'   garantito
l'impiego sino alla cessazione del servizio, ai  sensi  dell'articolo
1, comma 433, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  93. Ai fini  dell'applicazione  dell'articolo  42  della  legge  1°
aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, i dirigenti generali
di pubblica sicurezza con almeno due anni di servizio nella qualifica
possono essere nominati prefetto, nel numero massimo di  17  previsto
dal comma 1 del predetto articolo 42, conservando a tutti gli effetti
l'anzianita' maturata  nella  qualifica  di  dirigente  generale.  Ai
dirigenti in possesso  di  almeno  quattro  anni  di  servizio  nella
qualifica  rivestita,   collocati   a   riposo   d'ufficio   per   il
raggiungimento del limite di eta' prima della nomina  a  prefetto  si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 42, comma 3-bis,  della
legge 1° aprile 1981, n. 121. 
 
  94.  In  corrispondenza  del  raggiungimento  del  limite  di  eta'
previsto per il collocamento a riposo d'ufficio del personale di  cui
al comma 92, il numero dei dirigenti generali di  pubblica  sicurezza
di cui alla tabella A del decreto del Presidente della Repubblica  24
aprile 1982, n. 335, e successive modificazioni, e' incrementato fino
a nove unita'. 
 
  95. In relazione alla soppressione  della  qualifica  di  dirigente
generale di pubblica sicurezza di livello B, al decreto legislativo 5
ottobre 2000, n. 334, e successive modificazioni, sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
  a) all'articolo 10, i commi 1 e 2 sono sostituiti dal seguente: "1.
Il  percorso  di  carriera  occorrente  per  la  partecipazione  allo
scrutinio per l'ammissione al corso di formazione per l'accesso  alla
qualifica di primo dirigente ed  al  concorso  per  titoli  ed  esami
previsti dall'articolo 7, comma  1,  nonche'  per  l'ammissione  allo
scrutinio per la promozione alla qualifica di dirigente superiore, e'
definito con decreto del  Ministro  dell'interno  su  proposta  della
commissione di cui all'articolo 59, secondo criteri di  funzionalita'
dell'Amministrazione della pubblica sicurezza.  Il  medesimo  decreto
determina altresi' i requisiti minimi di  servizio  in  ciascuno  dei
settori  d'impiego  e  presso  gli  uffici  centrali   e   periferici
dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, comunque non inferiori
ad un anno"; 
  b) all'articolo 1, comma  2,  le  parole:  "dirigente  generale  di
pubblica sicurezza di livello B" sono soppresse; all'articolo  2,  il
comma 8 e' abrogato; 
  c) all'articolo 11, comma 2, le parole: "e dai  dirigenti  generali
di pubblica sicurezza di livello B," sono sostituite dalle seguenti: 
  "e dai prefetti provenienti dai ruoli della  Polizia  di  Stato  in
servizio presso il Dipartimento della pubblica sicurezza"; 
  d) all'articolo 13, comma 1,  le  parole:  "dirigente  generale  di
pubblica sicurezza di livello B e" sono soppresse; 
  e) all'articolo 58, comma 3, le parole: "e ai dirigenti generali di
pubblica sicurezza di livello B" sono soppresse; 
  f) all'articolo 59, comma 1, le parole: "e dai  dirigenti  generali
di livello  B"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "e  dai  prefetti
provenienti dai ruoli della Polizia di Stato in  servizio  presso  il
Dipartimento della pubblica sicurezza"; 
  g) all'articolo 62, comma  3,  le  parole:  "un  apposito  comitato
composto da almeno tre dirigenti generali di  pubblica  sicurezza  di
livello B" sono sostituite dalle seguenti: "un comitato  composto  da
almeno tre prefetti provenienti dai ruoli della Polizia di  Stato  in
servizio presso il Dipartimento della pubblica sicurezza"; 
  h) all'articolo 64,  comma  2,  le  parole:  "di  livello  B"  sono
soppresse. 
 
  96. Dall'attuazione dei commi da 92 a 95 deve risultare  confermata
la previsione di un risparmio di  spesa  di  almeno  63.000  euro  in
ragione d'anno. Eventuali oneri  aggiuntivi  sono  compensati,  negli
anni  in  cui  si  dovessero  verificare,  attraverso  corrispondenti
riduzioni delle somme destinate a nuove  assunzioni  nella  qualifica
iniziale dei ruoli interessati e rendendo  indisponibili  i  relativi
posti. 
 
  97. Per l'anno 2008 e' istituito  nello  stato  di  previsione  del
Ministero dell'interno un fondo  per  le  esigenze  di  funzionamento
della  sicurezza  e  del  soccorso  pubblico,  per   il   rinnovo   e
l'ammodernamento degli automezzi e degli aeromobili  delle  Forze  di
polizia e del Corpo nazionale dei vigili  del  fuoco,  ad  esclusione
delle spese per il personale e di quelle  destinate  al  ripianamento
delle posizioni debitorie, con una dotazione di 190 milioni di  euro,
di cui 30 milioni di euro per  le  specifiche  necessita'  del  Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, da ripartire con uno o  piu'  decreti
del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro  dell'economia
e delle finanze, con il Ministro della difesa e con il Ministro della
giustizia, da comunicare alle competenti Commissioni  parlamentari  e
alla Corte dei conti. 
 
  98. Per l'anno 2008 e' autorizzata la spesa di 20 milioni  di  euro
da iscrivere nel Fondo di cui all'articolo 1, comma 1331, della legge
27  dicembre  2006,  n.  296,  da  ripartire,  per  le  esigenze   di
funzionamento e per l'esercizio dei compiti di vigilanza e  controllo
operativi in materia  di  sicurezza  delle  navi  e  delle  strutture
portuali svolti dal  Corpo  delle  capitanerie  di  porto  -  Guardia
costiera, con decreto del  Ministro  dei  trasporti,  da  comunicare,
anche con evidenze informatiche, al Ministero dell'economia  e  delle
finanze, tramite l'Ufficio centrale del bilancio. 
 
  99. Al fine di sviluppare e adeguare la componente aeronavale e dei
sistemi di comunicazione del  Corpo  delle  capitanerie  di  porto  -
Guardia costiera e' autorizzata la spesa di 5  milioni  di  euro  per
l'anno 2008, 10 milioni di euro per l'anno 2009 e 20 milioni di  euro
per ciascuno degli anni 2010 e 2011. 
 
  100.   Al   fine   di   favorire   l'assunzione   nelle   pubbliche
amministrazioni dei cittadini italiani di  cui  alla  legge  9  marzo
1971, n. 98, che, come personale civile,  abbiano  prestato  servizio
continuativo, per almeno un anno alla data del 31 dicembre 2006, alle
dipendenze di organismi militari  della  Comunita'  atlantica,  o  di
quelli dei singoli Stati esteri che  ne  fanno  parte,  operanti  sul
territorio nazionale, che siano stati licenziati  in  conseguenza  di
provvedimenti di soppressione o riorganizzazione delle basi  militari
degli organismi medesimi adottati  entro  il  31  dicembre  2006,  e'
istituito, presso il Ministero  del'economia  e  delle  finanze,  uno
specifico fondo  con  una  dotazione  di  7,250  milioni  di  euro  a
decorrere dall'anno 2008. ((Le assunzioni di cui al presente comma possono essere disposte nei limiti delle disponibilita' del predetto fondo)). (44) ((50)) 
 
  101. Con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro per le riforme e le innovazioni nella  pubblica
amministrazione,  da   adottare   di   concerto   con   il   Ministro
dell'economia e delle finanze entro tre mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono fissati i criteri  e  le  procedure
per l'assunzione del personale di  cui  al  comma  100,  nonche'  per
l'assegnazione  delle  risorse   finanziarie   alle   amministrazioni
interessate. 
 
  102. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
 
  103. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
 
  104. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
 
  105.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  2008,  alle   vittime   della
criminalita' organizzata,  di  cui  all'articolo  1  della  legge  20
ottobre 1990, n. 302, e successive modificazioni, e ai loro familiari
superstiti, alle vittime del dovere, di cui all'articolo 1, commi 563
e 564, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e  ai  loro  familiari
superstiti, nonche' ai sindaci vittime di atti criminali  nell'ambito
dell'espletamento delle loro funzioni e ai loro familiari superstiti,
sono erogati i benefici di cui all'articolo 5, commi  3  e  4,  della
legge 3 agosto 2004, n. 206, come modificato dal comma 106. 
 
  106. Alla legge 3 agosto 2004, n. 206, sono apportate  le  seguenti
modificazioni: 
  a)  all'articolo  4,  comma  2,  le  parole:  "calcolata  in   base
all'ultima retribuzione" sono sostituite dalle seguenti:  "in  misura
pari all'ultima retribuzione"; 
  b) all'articolo 5, comma 3,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: "Ai figli maggiorenni superstiti, ancorche'  non  conviventi
con la  vittima  alla  data  dell'evento  terroristico,  e'  altresi'
attribuito, a decorrere dal 26 agosto 2004, l'assegno  vitalizio  non
reversibile di cui all'articolo 2 della legge 23  novembre  1998,  n.
407, e successive modificazioni"; 
  c) all'articolo 9, comma 1,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo:  "Ai  medesimi  soggetti  e'  esteso  il  beneficio  di  cui
all'articolo 1 della legge 19 luglio 2000, n. 203"; 
  d) all'articolo 15, comma 2, e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: "I benefici di cui alla presente legge  si  applicano  anche
agli eventi verificatisi all'estero a decorrere dal 1° gennaio  1961,
dei quali sono stati vittime cittadini italiani residenti  in  Italia
al momento dell'evento"; 
  e) all'articolo 16, comma 1, dopo le parole: "dall'attuazione della
presente legge" sono inserite le seguenti: ", salvo  quanto  previsto
dall'articolo 15, comma 2, secondo periodo". 
 
  107.  Al  decreto-legge  30  gennaio  1998,  n.6,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61,  sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
  a) dopo il comma 7 dell'articolo 2 e' aggiunto il seguente: 
  "7-bis. Alla  cessazione  dello  stato  di  emergenza,  le  regioni
completano gli interventi di ricostruzione e sviluppo nei  rispettivi
territori secondo  le  disposizioni  del  presente  decreto  e  delle
ordinanze emanate, durante la vigenza dello stato di  emergenza,  dal
Presidente del Consiglio dei ministri, dal  Ministro  dell'interno  e
dai commissari delegati"; 
  b) al comma 7 dell'articolo 3, le parole: "alla fine dello stato di
emergenza" sono sostituite dalle seguenti: "al 31 dicembre 2012"; 
  c) dopo l'articolo 10 e' inserito il seguente: 
  "Art. 10-bis. - (Misure per i territori interessati dal  sisma  del
dicembre  2000)  -  1.  Alla  cessazione  dello  stato  di  emergenza
dichiarato  a  seguito  del  sisma  del  16  dicembre  2000,  che  ha
interessato  i  comuni  della  provincia  di  Terni,  continuano   ad
applicarsi l'articolo 1, commi 4 e 5, dell'ordinanza n. 3101  del  22
dicembre  2000   del   Ministro   dell'interno,   delegato   per   il
coordinamento della protezione civile, e l'articolo 6  dell'ordinanza
n. 3124 del 12 aprile 2001 del Ministro dell'interno, delegato per il
coordinamento della protezione civile"; 
  d) dopo il comma 5 dell'articolo 12 e' inserito il seguente: 
  "5-bis. Alla cessazione dello stato di emergenza, i  contributi  di
cui ai commi 2 e 3, determinati in 19,5 milioni di  euro  sulla  base
delle certificazioni analitiche del Ministero  dell'interno  relative
all'anno  2006,  sono  assegnati  annualmente  per  il   quinquiennio
2008-2012 negli importi progressivamente ridotti nella misura  di  un
quinto per ciascun anno del suddetto quinquiennio"; 
  e) dopo l'ultimo periodo del comma 14 dell'articolo 14 e'  aggiunto
il seguente: "Alla  cessazione  dello  stato  di  emergenza,  per  il
quinquennio 2008-2012, le spese necessarie per le attivita'  previste
dal presente comma, quantificate in 17  milioni  di  euro,  assumendo
come base di  calcolo  la  spesa  sostenuta  nel  2006  sono  erogate
annualmente negli importi progressivamente ridotti nella misura di un
quinto per ciascun anno del suddetto quinquennio"; 
  f) dopo il comma 5 dell'articolo 15 sono inseriti i seguenti: 
  "5-bis.  Alla  cessazione  dello  stato  di  emergenza  le  risorse
giacenti nelle contabilita' speciali istituite ai sensi del  comma  3
dell'articolo 17 dell'ordinanza del Ministro  dell'interno,  delegato
per  il  coordinamento  della  protezione  civile,  n.  2668  del  28
settembre 1997 sono versate nelle contabilita'  speciali  di  cui  al
comma 5 ed  utilizzate  per  il  completamento  degli  interventi  da
ultimare. 
  5-ter.  Alla  cessazione  dello  stato   di   emergenza,   per   la
prosecuzione e per  il  completamento  del  programma  di  interventi
urgenti di cui al capo I del presente decreto, le  regioni  Marche  e
Umbria sono autorizzate a contrarre  mutui  a  fronte  dei  quali  il
Dipartimento della protezione civile e' autorizzato a concorrere  con
contributi quindicennali di 5 milioni di euro a decorrere da ciascuno
degli esercizi 2008, 2009 e 2010". 
 
  108. Per l'attuazione delle  disposizioni  di  cui  al  comma  107,
lettere a), b) e c), si provvede nei limiti delle risorse di cui alla
lettera f) del medesimo comma 107. 
 
  109. I soggetti che hanno usufruito delle sospensioni  dei  termini
dei versamenti tributari, previste dall'articolo 14, commi 1, 2 e  3,
dell'ordinanza  n.  2668  del  28  settembre   1997,   del   Ministro
dell'interno, delegato per il coordinamento della protezione  civile,
dall'articolo 2, comma 1, dell'ordinanza  n.  2728  del  22  dicembre
1997, del Ministro dell'interno, delegato per il coordinamento  della
protezione civile, e dall'articolo 2, comma 2, dell'ordinanza n. 2908
del 30 dicembre 1998, del  Ministro  dell'interno,  delegato  per  il
coordinamento  della  protezione  civile,  e  della  sospensione  dei
pagamenti   dei   contributi    previdenziali,    assistenziali    ed
assicurativi, prevista dall'articolo 13 dell'ordinanza n. 2668 del 28
settembre  1997,  del  Ministro   dell'interno,   delegato   per   il
coordinamento della protezione civile,  e  successive  modificazioni,
possono definire la propria posizione relativa al periodo interessato
dalla sospensione,  corrispondendo  l'ammontare  dovuto  per  ciascun
tributo  e  contributo  oggetto  della  sospensione  al   netto   dei
versamenti gia' eseguiti nella misura e con le modalita' da stabilire
nei limiti di 50 milioni di  euro  a  decorrere  dall'anno  2008  con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  su  proposta  del
Ministro dell'economia e delle finanze. 
 
  110. I soggetti di cui all'articolo 1, comma 255,  della  legge  30
dicembre 2004, n. 311, destinatari dei provvedimenti  agevolativi  in
materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi  fiscali
e contributi previdenziali, possono definire in maniera automatica la
propria posizione relativa agli anni dal 2002 al 2006. La definizione
si perfeziona versando l'intera somma dovuta per ciascun contributo e
tributo a titolo di capitale, al netto dei versamenti gia' eseguiti a
titolo di capitale  e  interessi,  diminuita  al  30  per  cento,  in
un'unica soluzione entro il 30 novembre 2008. E mancato rispetto  dei
termini previsti  dal  secondo  periodo  comporta  la  decadenza  dal
beneficio di cui al presente comma. (13) 
 
  111. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale provvede al
monitoraggio  degli  oneri  di   cui   al   comma   110,   informando
tempestivamente il Ministero dell'economia e delle finanze, anche  ai
fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi di  cui  all'articolo
11-ter, comma 7, della legge 5 agosto  1978,  n.  468,  e  successive
modificazioni. Gli eventuali decreti emanati ai  sensi  dell'articolo
7, secondo comma, numero 2), della  legge  n.  468  del  1978,  prima
dell'entrata in vigore dei provvedimenti o delle  misure  di  cui  al
primo periodo, sono tempestivamente trasmessi alle Camere,  corredati
da apposite relazioni illustrative. 
 
  112. Allo scopo di potenziare  la  dotazione  dei  mezzi  aerei  di
soccorso civile nelle azioni di  contrasto  e  di  spegnimento  degli
incendi boschivi, e' autorizzata la spesa di 100 milioni di euro  per
l'anno 2008 per l'acquisizione, a cura della Presidenza del Consiglio
dei ministri - Dipartimento  della  protezione  civile,  di  velivoli
antincendio. 
 
  113.  Nell'ambito  delle   risorse   disponibili,   in   attuazione
dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 13 maggio 1999,  n.  132,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 luglio 1999, n. 226,  i
termini previsti dall'articolo 1, comma 510, della legge 27  dicembre
2006, n. 296, sono prorogati fino al 31 dicembre 2008. 
 
  114. Per l'attuazione degli interventi a sostegno delle popolazioni
e delle attivita' produttive dei comuni della regione Veneto  colpiti
da  eventi  alluvionali  nell'anno  2007  di  cui  all'ordinanza  del
Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2007,  n.  3621,  e'
autorizzato un contributo straordinario di 15  milioni  di  euro  per
l'anno 2008. 
 
  115. Ad integrazione di quanto  stabilito  dall'articolo  1,  comma
1013, della legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  per  il  definitivo
completamento degli interventi di ricostruzione nei  territori  delle
regioni Basilicata e Campania colpiti dagli eventi sismici del  1980,
del 1981 e del 1982, di cui alla legge 23  gennaio  1992,  n.  32,  e
successive modificazioni,  e'  autorizzato  un  ulteriore  contributo
decennale di 5  milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2008,  da
erogare, alle  medesime  regioni,  secondo  modalita'  e  criteri  di
ripartizione determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri. 
 
  116. Il recupero dei tributi e contributi di cui ai  commi  1008  e
1011 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  avviene
nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 2 del testo unico di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180. 
 
  117.  All'articolo  1,  comma   1,   del   decreto   del   Ministro
dell'economia e delle finanze  14  novembre  2002,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 270 del  18  novembre  2002,  dopo  le  parole:
"avevano  la  residenza"  sono  inserite  le  seguenti:  "o  la  sede
operativa". 
 
  118. Al fine di agevolare la ripresa e  il  rilancio  dell'economia
nelle zone colpite dall'eccezionale evento alluvionale e franoso  che
ha interessato la provincia di Teramo e, in particolare, i comuni  di
Alba Adriatica, di Tortoreto e di Martinsicuro, del 6 ottobre 2007, e
per la realizzazione indifferibile di opere infrastrutturali volte  a
prevenire  le  conseguenze  di  eccezionali  eventi  alluvionali,  e'
istituito presso  il  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare un fondo di 3  milioni  di  euro  per  ciascuno
degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  119. Con decreto del Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare sono individuate le categorie di beneficiari  e
le modalita' per accedere ai finanziamenti a carico del fondo di  cui
al comma 118. 
 
  120. Il Fondo  per  lo  sviluppo  dell'imprenditoria  giovanile  in
agricoltura, istituito dall'articolo 1, comma 1068,  della  legge  27
dicembre  2006,  n.  296,   e'   altresi'   destinato   al   ricambio
generazionale e allo sviluppo delle  imprese  giovanili  nel  settore
della pesca. 
 
  121. Al fine di favorire l'accesso al  credito  e  al  mercato  dei
capitali da parte delle imprese che operano nel settore della pesca e
dell'acquacoltura,  le  disponibilita'  del  Fondo  centrale  per  il
credito peschereccio, di cui all'articolo 13 del decreto  legislativo
26 maggio 2004, n. 154, istituito presso il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, sono destinate  agli  interventi  di
cui all'articolo 17, commi 3 e 4, del decreto  legislativo  29  marzo
2004, n. 102. 
 
  122. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,  comma  1063,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' rifinanziata  per  l'importo
di 50 milioni di euro per l'anno 2008, quale dotazione del fondo  per
la   razionalizzazione   e   la   riconversione   della    produzione
bieticolo-saccarifera in Italia per il  terzo  anno  del  quinquennio
previsto dalla normativa comunitaria. 
 
  123. Le disponibilita' gia' destinate al  fondo  per  le  crisi  di
mercato agricolo, di cui all'articolo 1, comma 1072, della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, sono versate all'entrata  del  bilancio  dello
Stato, nel limite di 30 milioni  di  euro,  per  essere  direttamente
riassegnate, per l'anno 2008, ad  integrazione  della  dotazione  del
fondo di cui al comma 122. 
 
  124. All'articolo 1, comma 1112, della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, e' aggiunta la seguente lettera: 
  "f-bis)  pratiche  di  gestione   forestale   sostenibile   attuate
attraverso interventi diretti a ridurre il depauperamento dello stock
di carbonio nei suoli forestali e nelle foreste". 
 
  125. Per l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 5  della
legge 24 dicembre 2004, n. 313, e' autorizzata la spesa di 2  milioni
di  euro  per  ciascuno  degli  anni  2008  e  2009  a  valere  sulle
disponibilita' di cui all'articolo 1,  comma  1084,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296. 
 
  126. Ai fini della ristrutturazione dei debiti  degli  imprenditori
agricoli della regione Sardegna verso gli istituti finanziari che, ai
sensi della legge regionale 13 dicembre 1988, n. 44,  hanno  concesso
agli  imprenditori  medesimi  finanziamenti   su   cui   sono   stati
autorizzati i concorsi  negli  interessi  dichiarati  illegittimi  ai
sensi della decisione 971612/CE  della  Commissione,  del  16  aprile
1997, con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  e'
istituita una commissione di tre esperti, di cui  uno  designato  dal
Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  uno  dal  Ministro  delle
politiche agricole  alimentari  e  forestali  ed  uno  dalla  regione
Sardegna. La commissione presenta al  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri le proposte per  la  ristrutturazione  dei  predetti  debiti
entro il 31 luglio 2009, nel rispetto delle disposizioni  comunitarie
in materia di aiuti di Stato. Fino a tale data sono sospesi i giudizi
pendenti,  le  procedure  di  riscossione  e  recupero,  nonche'   le
esecuzioni forzose relative ai suddetti mutui risultanti alla data di
entrata in vigore della presente legge. 
 
  127. Allo scopo di assicurare condizioni di trasparenza del mercato
e  di  contrastare  l'andamento  anomalo  dei  prezzi  nelle  filiere
agroalimentari in funzione della tutela del consumatore, della  leale
concorrenza tra gli operatori e  della  difesa  del  made  in  Italy,
l'Osservatorio del Ministero delle politiche  agricole  alimentari  e
forestali verifica la trasparenza dei prezzi dei prodotti  alimentari
integrando le rilevazioni  effettuate  ai  sensi  dell'articolo  127,
comma 3, della legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  con  particolare
riferimento a quelli al dettaglio. 
 
  128. I dati  aggregati  rilevati  sono  resi.pubblici,  almeno  con
cadenza settimanale, mediante la pubblicazione sul sito internet  del
Ministero delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali  e  la
stipula di convenzioni gratuite con testate giornalistiche, emittenti
radiotelevisive e gestori del servizio di telefonia. 
 
  129. L'Ispettorato centrale per il  controllo  della  qualita'  dei
prodotti  agroalimentari  del  Ministero  delle  politiche   agricole
alimentari e forestali, nell'ambito dei programmi di cui all'articolo
2, comma 1, lettera b), del decreto-legge 9 settembre 2005,  n.  182,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n.  231,
effettua i controlli nelle filiere  agroalimentari  in  cui  si  sono
manifestati, o sono in atto, andamenti anomali dei prezzi rilevati ai
sensi del comma 127. 
 
  130. Il Ministro delle politiche agricole  alimentari  e  forestali
riferisce sugli esiti delle attivita' di controllo di  cui  al  comma
129 al Presidente del Consiglio dei ministri, formulando le  proposte
per l'adozione da parte del Governo di adeguate misure correttive dei
fenomeni di andamento anomalo nelle filiere agroalimentari. 
 
  131. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e  forestali,
di intesa con gli enti locali, promuove l'organizzazione  di  panieri
di  prodotti  alimentari  di  generale  e  largo   consumo,   nonche'
l'attivazione di forme di comunicazione al pubblico, anche attraverso
strumenti telematici, degli elenchi degli esercizi commerciali presso
i quali sono disponibili, in tutto o in  parte,  tali  panieri  e  di
quelli meritevoli, in ragione dei prezzi praticati. 
 
  132. Per le finalita' di cui ai commi da 127 a 131  e'  autorizzata
la spesa di 100.000 euro a  decorrere  dall'anno  2008.  Al  relativo
onere    si    provvede     mediante     corrispondente     riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 3-ter,  del
decreto-legge 1° ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 novembre 2005, n. 244. 
 
  133.  Per  le  attivita'  di  progettazione  delle  opere  previste
nell'ambito del Piano irriguo nazionale di cui all'articolo 1,  comma
1058, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' autorizzata  la  spesa
di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008  e  2009  a  valere
sull'autorizzazione prevista dallo stesso comma 1058 per  i  medesimi
anni ed e' altresi' autorizzata la spesa di 5  milioni  di  euro  per
l'anno 2010 a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
1,  comma  1060,  lettera  c),  della  stessa   legge.   E'   inoltre
autorizzato, per la  prosecuzione  del  suddetto  Piano,  l'ulteriore
contributo di 100 milioni di euro per la durata di  quindici  anni  a
decorrere dall'anno 2011, cui  si  provvede  mediante  riduzione  dei
contributi annuali previsti dalle  autorizzazioni  di  spesa  di  cui
all'articolo 4, comma 31, della legge 24 dicembre  2003,  n.  350,  e
all'articolo 1, comma 78, lettera b), della legge 23  dicembre  2005,
n. 266, che conseguentemente vengono soppresse. 
 
  134. Le cooperative e i loro consorzi di  cui  all'articolo  8  del
decreto legislativo 18 maggio 2001,  n.  227,  che  abbiano  sede  ed
esercitino prevalentemente le loro attivita'  nei  comuni  montani  e
che, conformemente alle disposizioni del proprio statuto,  esercitino
attivita' di sistemazione e manutenzione  agraria,  forestale  e,  in
genere, del territorio e degli ambienti rurali, possono  ricevere  in
affidamento diretto, a condizione che l'importo dei lavori o  servizi
non sia superiore a 190.000 euro per anno, dagli enti locali e  dagli
altri enti di diritto pubblico, in deroga alle  vigenti  disposizioni
di legge e anche tramite apposite convenzioni: 
  a)  lavori  attinenti  alla  valorizzazione  e  alla   gestione   e
manutenzione dell'ambiente e del paesaggio, quali la forestazione, la
selvicoltura, il riassetto idrogeologico, le opere  di  difesa  e  di
consolidamento del suolo, la sistemazione idraulica,  le  opere  e  i
servizi di bonifica e a verde; 
  b) servizi tecnici attinenti alla realizzazione delle opere di  cui
alla lettera a). Possono inoltre essere affidati alle cooperative  di
produzione agricolo-forestale i servizi tecnici, la  realizzazione  e
la gestione di impianti di produzione di calore alimentati  da  fonti
rinnovabili di origine agricolo-forestale. 
 
  135. Dopo l'articolo 1 della legge 1° luglio 1997, n. 206,  recante
norme in favore delle produzioni agricole  danneggiate  da  organismi
nocivi, e' inserito il seguente: 
  "Art. 1-bis. - 1. Al fine di fare fronte  ai  danni  e  al  mancato
reddito  dovuti  agli  attacchi  della  malattia  fungina  plasmopara
viticola, nota altresi' con il nome di  "peronospora",  avvenuti  nel
2007 in Sicilia in conseguenza dell'anomalo  andamento  stagionale  e
del perdurare del caldo eccessivo, quali  condizioni  da  considerare
come avversita' atmosferiche assimilabili a una  calamita'  naturale,
ai sensi della definizione recata dal numero 8) dell'articolo  2  del
regolamento (CE) n. 1857/2006  della  Commissione,  del  15  dicembre
2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88  del  Trattato
agli aiuti di Stato a favore delle piccole  e  medie  imprese  attive
nella  produzione  di  prodotti  agricoli  e  recante  modifica   del
regolamento (CE) n. 701 2001 della Commissione, del 12 gennaio  2001,
e  in  tal  senso  da  poter  consentire  la  concessione  di   aiuti
compatibili  con  il  mercato  comune  ai  sensi  dell'articolo   87,
paragrafo 3, lettera c),  del  Trattato  istitutivo  della  Comunita'
europea  e  non  essere  soggetti  all'obbligo  di  notifica  di  cui
all'articolo 88, paragrafo 3, del medesimo Trattato,  secondo  quanto
previsto dall'articolo 11 del citato regolamento (CE)  n.  185712006,
e' autorizzata per l'anno 2008 la spesa  di  50  milioni  di  euro  a
valere sul Fondo per le aree sottoutilizzate di cui  all'articolo  61
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, che
viene ridotto per un importo di  150  milioni  di  euro  al  fine  di
compensare gli effetti, da trasferire entro un  mese  dalla  data  di
entrata in vigore della presente disposizione alla Regione siciliana,
che utilizza tale importo in favore delle aziende  danneggiate  dagli
attacchi della "peronospora", tramite provvedimenti  di  ripartizione
che siano conformi ai criteri di cui al presente articolo e al citato
regolamento (CE) n. 185712006". 
 
  136. Ai fini della piena attuazione della direttiva  2001n71CE  del
Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  27  settembre  2001,  con
particolare riferimento all'articolo 2 della  direttiva  medesima,  i
finanziamenti e gli incentivi di cui al  secondo  periodo  del  comma
1117 dell'articolo 1 della legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  sono
concessi ai soli impianti realizzati ed operativi. 
 
  137. La procedura del riconoscimento in  deroga  del  diritto  agli
incentivi di cui al comma 1118 dell'articolo 1 della citata legge  n.
296 del 2006, per gli impianti autorizzati e non ancora in esercizio,
e, in via  prioritaria,  per  quelli  in  costruzione  o  entrati  in
esercizio fino alla data del 31 dicembre 2008, con  riferimento  alla
parte organica dei rifiuti, e' completata dal Ministro dello sviluppo
economico,   sentite   le   Commissioni   parlamentari    competenti,
inderogabilmente entro il 31 dicembre 2009. Sono comunque fatti salvi
i finanziamenti e gli incentivi di cui al secondo periodo  del  comma
1117 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  per  gli
impianti, senza distinzione fra parte organica ed inorganica, ammessi
ad accedere agli  stessi  per  motivi  connessi  alla  situazione  di
emergenza rifiuti che sia stata,  prima  della  data  di  entrata  in
vigore  della  medesima  legge,  dichiarata  con  provvedimento   del
Presidente del Consiglio dei Ministri. 
 
  138. L'articolo 8, comma 10, lettera f), della  legge  23  dicembre
1998, n. 448, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che
la disciplina ivi prevista si applica anche alla fattispecie  in  cui
la  persona  giuridica  gestore  della  rete   di   teleriscaldamento
alimentata con biomassa o  ad  energia  geotermica  coincida  con  la
persona giuridica utilizzatore dell'energia. Tale  persona  giuridica
puo' utilizzare in compensazione il credito. 
 
  139. Per l'anno 2009, la quota minima di cui all'articolo 2-quater,
comma 1, del decreto-legge 10 gennaio 2006,  n.  2,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 11 marzo  2006,  n.  81,  come  sostituito
dall'articolo 1, comma 368, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  e'
fissata, senza oneri aggiuntivi a carico dello  Stato,  nella  misura
del 3 per cento di tutto il carburante, benzina e gasolio, immesso in
consumo nell'anno solare precedente, calcolata sulla base del  tenore
energetico. (47) 
 
  140.  Ai  fini  del  conseguimento   degli   obiettivi   indicativi
nazionali, per gli anni successivi al 2009, la quota di cui al  comma
139 puo' essere incrementata con decreto del Ministro dello  sviluppo
economico, di concerto  con  il  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali, con il Ministro dell'economia e delle finanze
e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
mare. 
 
  141. Ai sensi dell'articolo 3, comma 7,  della  legge  14  novembre
1995, n. 481, a far data dal 1° gennaio 2007,  il  valore  medio  del
prezzo del metano ai fini dell'aggiornamento  del  costo  evitato  di
combustibile  di  cui  al  titolo  II,  punto  7,  lettera  b),   del
provvedimento del Comitato interministeriale  dei  prezzi  29  aprile
1992, n. 6, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12  maggio
1992, e successive modificazioni, e' determinato  dall'Autorita'  per
l'energia elettrica e il gas, tenendo conto dell'effettiva  struttura
dei costi nel mercato del gas naturale. 
 
  142. All'articolo 11-bis, comma 1, del decreto-legge 14 marzo 2005,
n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005,  n.
80, le parole da: "iniziative a vantaggio dei consumatori" fino  alla
fine del comma sono sostituite dalle seguenti: "progetti a  vantaggio
dei consumatori di energia elettrica e gas,  approvati  dal  Ministro
dello sviluppo economico su  proposta  dell'Autorita'  per  l'energia
elettrica e il gas. Tali progetti possono beneficiare del sostegno di
altre istituzioni pubbliche nazionali e comunitarie". 
 
  143.  La  produzione  di  energia   elettrica   mediante   impianti
alimentati da fonti energetiche rinnovabili, entrati in esercizio  in
data successiva al 31 dicembre 2007, a seguito di nuova  costruzione,
rifacimento o potenziamento, e' incentivata con i meccanismi  di  cui
ai commi da 144 a 154. Con le medesime modalita'  e'  incentivata  la
sola quota di produzione di energia elettrica imputabile  alle  fonti
energetiche rinnovabili, realizzata in impianti che  impiegano  anche
altre fonti energetiche non rinnovabili. Le modalita' di  calcolo  di
tale quota sono definite, entro novanta giorni dalla data di  entrata
in vigore della  presente  legge,  con  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'ambiente e  della
tutela del territorio e del mare. Ai  fini  della  definizione  delle
modalita' di calcolo, il Gestore dei servizi elettrici (GSE), con  il
supporto tecnico  e  normativo  del  Comitato  termotecnico  italiano
(CTI), ogni tre anni a decorrere dalla data di emanazione del decreto
di cui al periodo precedente, sviluppa e  sottopone  all'approvazione
del Ministro dello sviluppo economico, di concerto  con  il  Ministro
dell'ambiente  e  della   tutela   del   territorio   e   del   mare,
l'aggiornamento delle procedure e dei metodi  per  la  determinazione
della quota di produzione di energia elettrica imputabile alle  fonti
energetiche rinnovabili, anche  quando  realizzata  in  impianti  che
impiegano contestualmente fonti energetiche non rinnovabili;  con  il
medesimo decreto, sono altresi' identificate le tipologie dei rifiuti
per le quali e'  predeterminata  la  quota  fissa  di  produzione  di
energia elettrica riconosciuta ai  fini  dell'accesso  ai  meccanismi
incentivanti. Nelle more della definizione delle modalita' di calcolo
di cui al periodo precedente,  la  quota  di  produzione  di  energia
elettrica  imputabile  a  fonti  rinnovabili  riconosciuta  ai   fini
dell'accesso ai meccanismi incentivanti e' pari al 51 per cento della
produzione complessiva  per  tutta  la  durata  degli  incentivi  nei
seguenti casi: 
  a) impiego di rifiuti urbani a valle della raccolta differenziata; 
  b) impiego di combustibile da rifiuti ai  sensi  dell'articolo  183
del  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e   successive
modificazioni, prodotto esclusivamente da rifiuti urbani. 
 
  144.  La  produzione  di  energia   elettrica   mediante   impianti
alimentati dalle fonti di cui alla tabella 2 allegata  alla  presente
legge e di potenza nominale media annua superiore a 1 megawatt  (MW),
e' incentivata mediante il rilascio  di  certificati  verdi,  per  un
periodo di quindici anni, tenuto conto dell'articolo  1,  comma  382,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296.  I  predetti  certificati  sono
utilizzabili per assolvere all'obbligo  della  quota  minima  di  cui
all'articolo 11  del  decreto  legislativo  16  marzo  1999,  n.  79.
L'immissione dell'energia elettrica prodotta nel sistema elettrico e'
regolata sulla base  dell'articolo  13  del  decreto  legislativo  29
dicembre 2003, n. 387. 
 
  145.  La  produzione  di  energia   elettrica   mediante   impianti
alimentati dalle fonti di cui alla tabella 3 allegata  alla  presente
legge e di potenza nominale media annua non superiore a 1 MW, immessa
nel sistema elettrico, ha  diritto,  in  alternativa  ai  certificati
verdi di cui al comma 144  e  su  richiesta  del  produttore,  a  una
tariffa fissa onnicomprensiva di entita' variabile  a  seconda  della
fonte utilizzata, come determinata dalla predetta tabella 3,  per  un
periodo  di  quindici  anni,  fermo  restando   quanto   disposto   a
legislazione vigente in materia di biomasse agricole, da  allevamento
e forestali ottenute nell'ambito di intese  di  filiera  o  contratti
quadro oppure di filiere corte. Al termine di tale periodo, l'energia
elettrica e' remunerata, con le medesime modalita',  alle  condizioni
economiche previste  dall'articolo  13  del  decreto  legislativo  29
dicembre 2003, n. 387. La tariffa onnicomprensiva di cui al  presente
comma puo' essere variata, ogni tre anni, con  decreto  del  Ministro
dello   sviluppo   economico,   assicurando   la   congruita'   della
remunerazione ai fini dell'incentivazione dello sviluppo delle  fonti
energetiche rinnovabili. (47) 
 
  146. All'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo  29  dicembre
2003, n. 387, le parole da: "Il Ministro delle attivita'  produttive"
fino alla fine del comma sono  sostituite  dalle  seguenti:  "Per  il
periodo 2007-2012 la medesima quota e'  incrementata  annualmente  di
0,75 punti percentuali.  Con  decreti  del  Ministro  dello  sviluppo
economico di concerto con il Ministro dell'ambiente  e  della  tutela
del territorio e del mare,  sentita  la  Conferenza  unificata,  sono
stabiliti gli ulteriori incrementi della stessa quota  per  gli  anni
successivi al 2012". 
 
  147.  A  partire  dal  2008,  i  certificati  verdi,  ai  fini  del
soddisfacimento della quota d'obbligo di cui all'articolo  11,  comma
1, del decreto legislativo 16 marzo 1999,  n.  79,  hanno  un  valore
unitario pari a 1 MWh  e  vengono  emessi  dal  Gestore  dei  servizi
elettrici (GSE) per ciascun impianto a produzione incentivata di  cui
al comma 143, in numero pari al prodotto della  produzione  netta  di
energia  elettrica  da  fonti   rinnovabili   moltiplicata   per   il
coefficiente, riferito  alla  tipologia  della  fonte,  di  cui  alla
tabella  2  allegata  alla  presente  legge,  fermo  restando  quanto
disposto a legislazione vigente in materia di biomasse  agricole,  da
allevamento e forestali ottenute nell'ambito di intese di  filiera  o
contratti quadro oppure di filiere corte. (47) 
 
  148. A partire dal 2008, i certificati  verdi  emessi  dal  GSE  ai
sensi dell'articolo 11, comma 3, del  decreto  legislativo  16  marzo
1999, n. 79, sono collocati sul mercato a un prezzo, riferito al  MWh
elettrico, pari alla differenza tra il valore di riferimento, fissato
in sede di prima applicazione in 180 euro per MWh, e il valore  medio
annuo  del  prezzo  di  cessione  dell'energia   elettrica   definito
dall'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e  il  gas  in  attuazione
dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre  2003,
n. 387, registrato nell'anno precedente  e  comunicato  dalla  stessa
Autorita' entro il 31 gennaio di ogni anno a decorrere  dal  2008.  E
valore di riferimento e i coefficienti, indicati alla tabella  2  per
le diverse fonti energetiche rinnovabili, possono essere  aggiornati,
ogni tre anni, con decreto del  Ministro  dello  sviluppo  economico,
assicurando   la   congruita'    della    remunerazione    ai    fini
dell'incentivazione   dello   sviluppo   delle   fonti    energetiche
rinnovabili. (47) 
 
  149. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 MARZO 2011, N. 28. 
 
  149-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 MARZO 2011, N. 28. 
 
  150. Con decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del
mare, sono stabilite le direttive per l'attuazione di quanto disposto
dai commi da 143 a 149. Con tali decreti, che per le lettere b) e  c)
del presente comma sono adottati di concerto con  il  Ministro  delle
politiche agricole alimentari e forestali, inoltre: 
  a) sono stabilite le modalita' per assicurare  la  transizione  dal
precedente meccanismo di incentivazione ai meccanismi di cui ai commi
da 143 a 157 nonche' le modalita' per l'estensione dello scambio  sul
posto a tutti  gli  impianti  alimentati  con  fonti  rinnovabili  di
potenza nominale media annua non superiore a 200 kW,  fatti  salvi  i
diritti di officina elettrica; 
  b) sono stabiliti i criteri  per  la  destinazione  delle  biomasse
combustibili, di cui all'allegato X  alla  parte  quinta,  parte  II,
sezione 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006,  n.  152,  a  scopi
alimentari, industriali ed energetici; 
  c) sono stabilite le modalita' con le  quali  gli  operatori  della
filiera di produzione e  distribuzione  di  biomasse  sono  tenuti  a
garantire la provenienza, la tracciabilita'  e  la  rintracciabilita'
della filiera, anche ai fini  dell'applicazione  dei  coefficienti  e
delle tariffe di cui alla tabella 2; 
  d) sono aggiornate le direttive di cui all'articolo  11,  comma  5,
del decreto legislativo 16 marzo 1999,  n.  79.  Nelle  more  trovano
applicazione, per quanto compatibili, gli  aggiornamenti  emanati  in
attuazione dell'articolo 20, comma  8,  del  decreto  legislativo  29
dicembre 2003, n. 387. 
 
  151. Il prolungamento del periodo di diritto ai certificati  verdi,
di cui all'articolo 267, comma 4, lettera d), del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, si applica  ai  soli  impianti  alimentati  da
fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo il 1° aprile 1999 fino al
31 dicembre 2007. 
 
  152. La produzione di energia elettrica da impianti  alimentati  da
fonti rinnovabili, entrati in esercizio  in  data  successiva  al  30
giugno 2009, termine non prorogabile , ha  diritto  di  accesso  agli
incentivi di cui ai commi da 143 a 157 a condizione  che  i  medesimi
impianti  non  beneficino  di  altri  incentivi  pubblici  di  natura
nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia, in conto
capitale  o  in  conto  interessi  con  capitalizzazione   anticipata
assegnati dopo il 31 dicembre 2007 . Per gli impianti, di  proprieta'
di aziende agricole o gestiti in connessione  con  aziende  agricole,
agro-alimentari, di allevamento e forestali, alimentati  dalle  fonti
di cui al numero 6 della tabella  3  allegata  alla  presente  legge,
l'accesso, a decorrere dall'entrata in  esercizio  commerciale,  alla
tariffa fissa  onnicomprensiva  e'  cumulabile  con  altri  incentivi
pubblici di natura nazionale,  regionale,  locale  o  comunitaria  in
conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione  anticipata,
non eccedenti il 40 per cento del costo dell'investimento. (47) 
 
  153. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas definisce: 
  a) le modalita' di erogazione delle tariffe di cui al comma 145; 
  b) le modalita' con le quali  le  risorse  per  l'erogazione  delle
tariffe di cui al comma 145, nonche' per il  ritiro  dei  certificati
verdi di cui al  comma  149,  trovano  copertura  nel  gettito  della
componente tariffaria A3 delle tariffe dell'energia elettrica. 
 
  154. A decorrere dal 1° gennaio 2008 sono abrogati: 
  a) il comma 6 dell'articolo 20 del decreto legislativo 29  dicembre
2003, n. 387; 
  b) il comma 383 e il primo periodo del comma 1118  dell'articolo  1
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  155.  Allo  scopo  di  assicurare  il  funzionamento  unitario  del
meccanismo dei certificati verdi, gli impianti diversi da  quelli  di
cui al comma 143, aventi diritto ai certificati verdi,  continuano  a
beneficiare  dei  medesimi  certificati,  fermo  restando  il  valore
unitario dei certificati verdi di 1 MWh,  di  cui  al  comma  147.  I
predetti certificati  sono  utilizzabili  per  assolvere  all'obbligo
della quota minima di cui all'articolo 11 del decreto legislativo  16
marzo 1999, n. 79, unitamente ai certificati di cui al comma 144. 
 
  156. Agli impianti aventi diritto ai certificati verdi e diversi da
quelli di cui al comma  143  continuano  ad  attribuirsi  i  predetti
certificati verdi in misura corrispondente alla produzione  netta  di
energia elettrica. 
 
  157. Il periodo di diritto ai certificati verdi di cui all'articolo
14 del decreto legislativo 8 febbraio 2007, n.  20,  resta  fermo  in
otto anni. 
 
  158. All'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre  2003,  n.
387, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 3, le parole: "o altro soggetto istituzionale delegato"
sono sostituite dalle seguenti: "o dalle province delegate"; 
  b) al comma 3, dopo le parole: "del  patrimonio  storico-artistico"
sono inserite le seguenti: ", che costituisce, ove occorra,  variante
allo strumento urbanistico"; 
  c) al comma 3, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per  gli
impianti offshore l'autorizzazione e' rilasciata  dal  Ministero  dei
trasporti,  sentiti  il  Ministero  dello  sviluppo  economico  e  il
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con
le modalita' di cui al comma 4 e previa concessione d'uso del demanio
marittimo da parte della competente autorita' marittima"; 
  d) dopo il primo periodo del comma 4 e' inserito il  seguente:  "In
caso  di  dissenso,  purche'  non  sia   quello   espresso   da   una
amministrazione   statale   preposta    alla    tutela    ambientale,
paesaggistico-territoriale, o del  patrimonio  storico-artistico,  la
decisione, ove non diversamente e specificamente  disciplinato  dalle
regioni, e' rimessa alla Giunta regionale ovvero  alle  Giunte  delle
province autonome di Trento e di Bolzano"; 
  e) al secondo periodo del comma 4, le parole:  ",  in  ogni  caso,"
sono soppresse e,  dopo  le  parole:  "a  seguito  della  dismissione
dell'impianto" sono  aggiunte  le  seguenti:  "o,  per  gli  impianti
idroelettrici, l'obbligo alla esecuzione di misure di reinserimento e
recupero ambientale"; 
  f) al comma 5, le parole: "di cui all'articolo 2, comma 2,  lettere
b) e c)" sono sostituite dalle  seguenti:  "di  cui  all'articolo  2,
comma 1, lettere b) e c)"; 
  g) al comma 5, sono aggiunti, in  fine,  i  seguenti  periodi:  "Ai
medesimi impianti, quando la capacita' di generazione  sia  inferiore
alle soglie individuate dalla tabella A allegata al presente decreto,
con riferimento alla specifica fonte, si applica la disciplina  della
denuncia di inizio attivita' di cui agli articoli 22 e 23  del  testo
unico di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  6  giugno
2001, n. 380, e successive modificazioni. Con  decreto  del  Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, d'intesa  con  la  Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, e successive modificazioni, possono essere  individuate
maggiori soglie di capacita' di  generazione  e  caratteristiche  dei
siti di  installazione  per  i  quali  si  procede  con  la  medesima
disciplina della denuncia di inizio attivita'"; 
  h) al comma 10 sono aggiunti, in  fine,  i  seguenti  periodi:  "Le
regioni adeguano le rispettive discipline entro novanta giorni  dalla
data di entrata in vigore delle  linee  guida.  In  caso  di  mancato
adeguamento entro il predetto termine, si applicano  le  linee  guida
nazionali". 
 
  159.  Per  gli  impianti  alimentati  da   fonti   rinnovabili   la
dimostrazione  di  avere  concretamente  avviato   la   realizzazione
dell'iniziativa ai fini del rispetto del termine di inizio dei lavori
e' fornita anche con la prova di avere svolto le  attivita'  previste
dal  terzo  periodo  del  comma  1  dell'articolo  15   del   decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, introdotto dall'articolo  1,  comma
75, della legge 23 agosto 2004, n. 239. 
 
  160. Quando la domanda di autorizzazione unica per le opere di  cui
all'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n.  387,  e
successive  modificazioni,  sia  presentata  da  una  amministrazione
aggiudicatrice, ai sensi del comma 25 dell'articolo 3 del codice  dei
contratti pubblici di cui al decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.
163, le conseguenti  attivita'  sono  soggette  alla  disciplina  del
medesimo decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 
 
  161. Al decreto legislativo n. 387 del 2003 e' allegata la seguente
tabella: 
    

 "Tabella A (Articolo 12)

                     Fonte Soglie

 1 Eolica ............................................ 60 kW

 2 Solare fotovoltaica ............................... 20 kW

 3 Idraulica ......................................... 100 kW

 4 Biomasse .......................................... 200 kW

 5 Gas di discarica, gas residuati dai processi di
   depurazione e biogas .............................. 250 kW".
 
    
  162. Al fine di incentivare il risparmio e l'efficienza  energetica
e' istituito, a decorrere dall'anno 2008, nello stato  di  previsione
del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  il  Fondo  per  il
risparmio e l'efficienza energetica con una dotazione di 1 milione di
euro.  Il  Fondo  e'  finalizzato  al   finanziamento   di   campagne
informative sulle misure che  consentono  la  riduzione  dei  consumi
energetici per migliorare l'efficienza  energetica,  con  particolare
riguardo all'avvio di  una  campagna  per  la  progressiva  e  totale
sostituzione delle lampadine  a  incandescenza  con  quelle  a  basso
consumo, per l'avvio di misure atte al miglioramento  dell'efficienza
della pubblica  illuminazione  e  per  sensibilizzare  gli  utenti  a
spegnere gli elettrodomestici dotati di funzione standby  quando  non
sono utilizzati. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L.  25  SETTEMBRE  2009,  N.
135, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 20 NOVEMBRE 2009, N.  166.
Il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  di  concerto  con  il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con
il  Ministro  dello  sviluppo  economico,  stabilisce,  con   proprio
decreto, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano,  i
principi  e  i  criteri  a  cui  si  devono  informare  le   campagne
informative di cui al presente comma. 
 
  163. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 SETTEMBRE 2009, N. 135,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 20 NOVEMBRE 2009, N. 166. 
 
  164. Il gestore di rete connette senza indugio  e  prioritariamente
alla rete gli  impianti  che  generano  energia  elettrica  da  fonti
rinnovabili che ne facciano richiesta, nel rispetto  delle  direttive
impartite dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. 
 
  165. Al  comma  2  dell'articolo  14  del  decreto  legislativo  29
dicembre 2003, n. 387, sono aggiunte le seguenti lettere: 
  "f-bis) sottopongono a  termini  perentori  le  attivita'  poste  a
carico  dei  gestori  di  rete,  individuando  sanzioni  e  procedure
sostitutive in caso di inerzia; 
  f-ter) prevedono, ai sensi del paragrafo 5 dell'articolo  23  della
direttiva 2003/541 CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del  26
giugno 2003, e dell'articolo 2, comma 24, lettera b), della legge  14
novembre 1995, n. 481, procedure di  risoluzione  delle  controversie
insorte fra produttori e gestori  di  rete  con  decisioni,  adottate
dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas,  vincolanti  fra  le
parti; 
  f-quater) prevedono l'obbligo di connessione prioritaria alla  rete
degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, anche nel caso in cui
la rete non sia tecnicamente in grado di ricevere l'energia  prodotta
ma possano essere adottati interventi di adeguamento congrui; 
  f-quinquies)  prevedono   che   gli   interventi   obbligatori   di
adeguamento della rete di cui alla lettera f-quater) includano  tutte
le infrastrutture tecniche necessarie per il funzionamento della rete
e tutte le installazioni di connessione, anche per gli  impianti  per
autoproduzione,  con  parziale  cessione   alla   rete   dell'energia
elettrica prodotta; 
  f-sexies) prevedono che i costi associati  alla  connessione  siano
ripartiti con le modalita' di cui alla  lettera  f)  e  che  i  costi
associati allo sviluppo della rete siano a carico del  gestore  della
rete; 
  f-septies) prevedono le condizioni tecnico-economiche per  favorire
la  diffusione,  presso  i  siti  di   consumo,   della   generazione
distribuita e della piccola cogenerazione mediante impianti  eserciti
tramite societa' terze, operanti nel settore dei servizi  energetici,
comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili". 
 
  166.  Il  Ministro  dello  sviluppo  economico  e'  autorizzato  ad
emanare, con proprio decreto, misure e  linee  di  indirizzo  tese  a
promuovere  e  realizzare  gli  adeguamenti  della   rete   elettrica
ulteriori  che  risultino  necessari  per  la   connessione   ed   il
dispacciamento   dell'energia   elettrica   generata   con   impianti
alimentati da fonti rinnovabili. 
 
  167. Il Ministro dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  il
Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare,
d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  emana,  entro
novanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente
disposizione, uno o piu' decreti per  definire  la  ripartizione  fra
regioni e province autonome di Trento e di Bolzano della quota minima
di incremento dell'energia prodotta con fonti rinnovabili  necessaria
per raggiungere l'obiettivo del 17  per  cento  del  consumo  interno
lordo  entro  il  2020  ed  i   successivi   aggiornamenti   proposti
dall'Unione europea. I decreti di cui al primo periodo sono emananati
tenendo conto: 
  a)  della  definizione  dei  potenziali  regionali  tenendo   conto
dell'attuale livello di produzione delle energie rinnovabili; 
  b) dell'introduzione di obiettivi intermedi al 2012, 2014,  2016  e
2018 calcolati coerentemente con gli  obiettivi  intermedi  nazionali
concordati a livello comunitario; 
  c) della determinazione delle modalita'  di  esercizio  del  potere
sostitutivo del Governo ai sensi dell'articolo 120 della Costituzione
nei casi di inadempienza delle regioni per  il  raggiungimento  degli
obiettivi individuati. 
 
  168. Entro i successivi novanta giorni, le regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano adeguano i propri piani  o  programmi
in materia di promozione delle fonti  rinnovabili  e  dell'efficienza
energetica negli usi finali o, in assenza di tali piani o  programmi,
provvedono  a  definirli,  e  adottano  le  iniziative   di   propria
competenza per concorrere  al  raggiungimento  dell'obiettivo  minimo
fissato di cui al comma 167. 
 
  169. Ogni due anni, dopo l'entrata in vigore delle disposizioni  di
cui ai commi da 167 a  172,  il  Ministro  dello  sviluppo  economico
verifica per ogni regione  le  misure  adottate,  gli  interventi  in
corso, quelli autorizzati, quelli proposti, i risultati  ottenuti  al
fine del raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 167, e ne da'
comunicazione con relazione al Parlamento. 
 
  170.  Nel  caso  di   inadempienza   dell'impegno   delle   regioni
relativamente a quanto previsto al comma  168,  ovvero  nel  caso  di
provvedimenti  delle  medesime  regioni  ostativi  al  raggiungimento
dell'obiettivo di pertinenza di cui al comma 167, il Governo invia un
motivato richiamo  a  provvedere  e  quindi,  in  caso  di  ulteriore
inadempienza nei sei mesi successivi all'invio del richiamo, provvede
entro gli ulteriori sei mesi con le modalita' di cui  all'articolo  8
della legge 5 giugno 2003, n. 131. 
 
  171. Le regioni promuovono il coinvolgimento delle province  e  dei
comuni nelle  iniziative  per  il  raggiungimento  dell'obiettivo  di
incremento  delle  fonti  energetiche  rinnovabili   nei   rispettivi
territori. 
 
  172.  Con  accordi  di  programma,  il  Ministero  dello   sviluppo
economico o altri Ministeri interessati e le  regioni  promuovono  lo
sviluppo delle  imprese  e  delle  attivita'  per  la  produzione  di
impianti, ed apparecchi, e interventi  per  le  fonti  rinnovabili  e
l'efficienza energetica, con particolare attenzione  alle  piccole  e
medie imprese, avvalendosi in particolare delle  risorse  del  Quadro
strategico nazionale per il periodo 2007-2013. 
 
  173. Nell'ambito delle disponibilita' di cui  all'articolo  12  del
decreto del Ministro  dello  sviluppo  economico  19  febbraio  2007,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2007, e  ai
fini dell'applicazione dell'articolo  6  del  medesimo  decreto,  gli
impianti fotovoltaici i cui soggetti responsabili sono enti locali  o
regioni sono considerati rientranti nella tipologia dell'impianto, di
cui all'articolo 2, comma 1, lettera b3), del medesimo decreto. 
 
  174. L'autorizzazione di  cui  al  comma  3  dell'articolo  12  del
decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, per la  costituzione  e
l'esercizio degli impianti fotovoltaici i cui  soggetti  responsabili
sono  enti  locali,  ove  necessaria  ai  sensi  della   legislazione
nazionale o regionale vigente e in relazione alle  caratteristiche  e
alla  ubicazione  dell'impianto,  e'  rilasciata  a  seguito  di   un
procedimento unico svolto ai sensi del comma 4 del medesimo  articolo
12 per il complesso degli impianti. 
 
  175. All'articolo 46-bis del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.  222,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
  "3. Al fine di incentivare le operazioni di aggregazione di cui  al
comma 2, la gara per l'affidamento del servizio di  distribuzione  di
gas e' bandita per ciascun bacino ottimale di utenza entro  due  anni
dall'individuazione  del  relativo  ambito  territoriale,  che   deve
avvenire entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto"; b) al comma 4, le  parole:  "nuove
scadenze" sono sostituite dalle seguenti: "nuove gare" e  le  parole:
"limitatamente al periodo di proroga" sono sostituite dalle seguenti:
"fino al nuovo affidamento"; 
  c) e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
  "4-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2008, alle gare di cui al  comma
1 del presente articolo si applicano, oltre alle disposizioni di  cui
all'articolo 15, comma 10, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.
164, anche le disposizioni di cui all'articolo 113, comma  15-quater,
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli  enti  locali,  di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che  si  intendono
estese a tutti i servizi pubblici locali a rete". 
 
  176. Al fine di  garantire  lo  sviluppo  e  la  continuita'  della
ricerca italiana sull'idrogeno e sulle tecnologie ad esso  collegate,
come le celle a combustibile, quali componenti ideali di  un  sistema
energetico sostenibile, in grado di soddisfare la  domanda  crescente
di energia riducendo gli effetti dannosi per  l'ambiente,  a  livello
locale e globale, e' istituito, presso il Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare, il Fondo per  la  Piattaforma
italiana per lo sviluppo dell'idrogeno e delle celle a  combustibile,
con una dotazione di 10 milioni di euro per  l'anno  2008.  Il  Fondo
incentiva lo sviluppo delle diverse fasi della filiera  che  consente
cicli energetici chiusi,  ossia  basati  sull'idrogeno  prodotto  con
l'impiego di fonti energetiche nuove e rinnovabili, il suo accumulo e
trasporto e la  sua  utilizzazione.  Sono  favorite  le  applicazioni
trasportistiche dell'idrogeno prodotto con le  modalita'  di  cui  al
presente  comma,  da  utilizzare  in  motori  a  combustione  interna
modificati, alimentati a idrogeno o a miscele metano/idrogeno, ovvero
in celle a combustibile per l' autotrazione. 
 
  177. A decorrere dall'anno 2008, al fine di  promuovere  a  livello
internazionale il modello italiano di  partecipazione  informata  del
pubblico  ai  processi  decisionali  sull'emissione   deliberata   di
organismi  geneticamente   modificati   (OGM)   e   allo   scopo   di
intraprendere  azioni  strutturali   che   favoriscano   le   filiere
produttive nella  dotazione  di  materia  prima  agricola  esente  da
contaminazioni da OGM, in coerenza con le richieste dei  consumatori,
e' istituito un apposito fondo, denominato "Fondo per  la  promozione
di azioni positive in favore di filiere produttive agricole esenti da
contaminazioni da  organismi  geneticamente  modificati",  presso  il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,  autorita'
nazionale competente in materia. Il Fondo puo' essere  gestito  anche
in convenzione con fondazioni e associazioni indipendenti che operano
in campo scientifico  per  lo  sviluppo  di  modelli  sperimentali  e
partecipati    di    govemance    e    government    dell'innovazione
biotecnologica. Per la gestione del Fondo e' prevista  una  dotazione
finanziaria di 2 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  178. A decorrere dall'anno 2008, al fine di favorire il dialogo tra
scienza e societa' e di promuovere lo sviluppo della ricerca e  della
formazione  avanzata,  nel  rispetto  del  principio  di  precauzione
applicato al campo delle  biotecnologie,  e'  istituito  un  apposito
fondo, denominato "Fondo per la  promozione  della  ricerca  e  della
formazione  avanzata  nel  campo  delle  biotecnologie",  presso   il
Ministero dell'universita' e della  ricerca.  Il  Fondo  puo'  essere
gestito anche in convenzione con fondazioni e istituti  indipendenti.
Per la gestione del Fondo e' prevista una dotazione finanziaria di  3
milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  179. Per le finalita' di cui all'articolo 5  del  decreto-legge  17
giugno 1996, n. 321, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  8
agosto 1996, n. 421, sono autorizzati contributi quindicennali di  20
milioni di euro per l'anno 2008, di 25 milioni  di  euro  per  l'anno
2009 e di 25 milioni di euro per l'anno 2010, da erogare alle imprese
nazionali ai sensi dell'articolo 5, comma 16-bis,  del  decreto-legge
14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla  legge  14
maggio 2005, n. 80. 
 
  180. Per le finalita' di cui all'articolo 4, comma 3, della legge 7
agosto 1997, n. 266, e' autorizzata la spesa di euro 318 milioni  per
l'anno 2008, di euro 468 milioni per l'anno 2009, di euro 918 milioni
per l'anno 2010 e di euro 1.100 milioni per ciascuno degli anni  2011
e 2012. 
 
  181. Per le finalita' di cui all'articolo 1, comma 95, della  legge
23 dicembre 2005, n. 266, sono autorizzati  contributi  quindicennali
di 20 milioni di euro per l'anno 2008, di  25  milioni  di  euro  per
l'anno 2009 e di 25 milioni di euro per l'anno 2010, da erogare  alle
imprese  nazionali  ai  sensi  dell'articolo  5,  comma  16-bis,  del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80. 
 
  182. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, al  comma
847, dopo le parole: "da piccole e medie imprese"  sono  aggiunte  le
seguenti: "e per sostenere la creazione di nuove imprese femminili ed
il consolidamento aziendale di piccole e medie imprese femminili". 
 
  183. Al fine di sostenere le iniziative di imprenditoria femminile,
le risorse derivanti da revoche a valere sugli incentivi concessi  ai
sensi  della  legge  25  febbraio  1992,   n.   215,   e   successive
modificazioni, sono iscritte all'entrata del bilancio dello Stato per
essere assegnate al capitolo  7445  "Fondo  per  la  competitivita'",
piano di gestione 18, e al  capitolo  7480  "Fondo  rotativo  per  le
imprese" piano di gestione 05, nell'ambito dello stato di  previsione
del Ministero dello sviluppo economico. 
 
  184. Al comma 842 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e turistiche". 
 
  185. Il Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito,
istituito dall'articolo 4-bis, comma 8, del decreto-legge 10  gennaio
2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006,
n. 81, ha personalita' giuridica di diritto  pubblico  e  continua  a
svolgere la propria attivita' presso la Presidenza del Consiglio  dei
ministri, anche per agevolare l'esecuzione tecnica  dei  progetti  di
cooperazione a favore dei Paesi in via di sviluppo, d'intesa  con  il
Ministero degli affari esteri. 
 
  186. Il Comitato di cui al comma 185 e' dotato di un fondo  comune,
unico ed indivisibile, attraverso cui esercita  autonomamente  ed  in
via  esclusiva  le  sue  attribuzioni  istituzionali.   La   gestione
patrimoniale  e  finanziaria  del  Comitato  e'  disciplinata  da  un
regolamento di contabilita' approvato con decreto del Presidente  del
Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del  Comitato.  Il
fondo comune e' costituito da contributi volontari degli  aderenti  o
di terzi, donazioni, lasciti, erogazioni conseguenti  a  stanziamenti
deliberati dallo Stato, dagli  enti  territoriali  e  da  altri  enti
pubblici o privati, da beni e da somme di danaro  o  crediti  che  il
Comitato ha il diritto di acquisire a  qualsiasi  titolo  secondo  le
vigenti disposizioni di legge. Rientrano anche nel  fondo  contributi
di qualunque natura erogati da organismi nazionali od internazionali,
governativi o non  governativi,  ed  ogni  altro  provento  derivante
dall'attivita' del Comitato. 
 
  187. In favore del Comitato di cui al comma 185 e' autorizzata  per
ciascuno degli anni 2008 e 2009 la spesa di  1  milione  di  euro  da
destinare al suo funzionamento. 
 
  188. L'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti  e  lo
sviluppo d'impresa Spa e' autorizzata a rinegoziare  i  mutui  accesi
entro il 31 dicembre 2008, nei limiti delle risorse disponibili  allo
scopo destinate, pari a 1 milione di euro per l'anno 2010,  ai  sensi
del  decreto-legge  30  dicembre  1985,  n.  786,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44,  dell'articolo  1
del  decreto-legge  31  gennaio  1995,   n.   26,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995, n. 95, dell'articolo  1-bis
del  decreto-legge  20  maggio  1993,   n.   148,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236,  dell'articolo  3,
comma 9, del decreto-legge 25 marzo  1997,  n.  67,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135,  dell'articolo  51
della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e  del  titolo  I  del  decreto
legislativo 21  aprile  2000,  n.  185,  rideterminandone  la  durata
complessiva del rimborso. Tale durata non puo'  comunque  superare  i
quindici anni a decorrere dalla data di scadenza  della  prima  rata,
comprensiva del capitale, del piano di rimborso originario. Al  mutuo
rinegoziato si applica il  tasso  di  riferimento  della  Commissione
europea vigente alla data della rinegoziazione. Gli eventuali aumenti
del  costo  degli  interessi  conseguenti  all'allungamento  e   alla
rinegoziazione del mutuo sono a carico dei singoli beneficiari  delle
agevolazioni di cui al predetto decreto-legge n. 786 del 1985. 
 
  189. Alle imprese ammesse alle agevolazioni di cui al comma 188  si
applicano, se piu' favorevoli, le disposizioni di cui al titolo I del
decreto  legislativo  21  aprile  2000,  n.  185,  ed   ai   relativi
regolamenti di attuazione. 
 
  190. Per l'attuazione dei commi 188 e 189 e' autorizzata  la  spesa
di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  191. Al comma 6, lettera b), dell'articolo 8-bis del  decreto-legge
2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  3
agosto 2007, n. 127, le parole:  "richieste  entro  quarantotto  mesi
dalla data di avvio dell'istruttoria" sono sostituite dalle seguenti:
". Per i patti ed i contratti in essere alla  data  del  31  dicembre
2007,  le  relative  richieste  di   rimodulazione   possono   essere
presentate entro il 31 dicembre 2008.". 
 
  192. All'articolo 23 del decreto-legge 1°  ottobre  2007,  n.  159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.  222,
le parole: "Per le opere di infrastrutturazione del polo di ricerca e
di attivita' industriali" sono sostituite  dalle  seguenti:  "Per  le
opere di insediamento di una sede universitaria  permanente  per  gli
studi di ingegneria nell'ambito del polo di ricerca  e  di  attivita'
industriali". 
 
  193. Allo scopo di favorire la  crescita  competitiva  dell'offerta
del  sistema  turistico  nazionale,  definendo  e  attuando  adeguate
strategie per la destagionalizzazione dei flussi turistici, anche  ai
fini della valorizzazione delle aree sottoutilizzate del  Paese,  con
appositi decreti, di natura non  regolamentare,  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, d'intesa con la Conferenza permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, sono definite: 
  a) le  tipologie  dei  servizi  forniti  dalle  imprese  turistiche
rispetto a  cui  vi  e'  necessita'  di  individuare  caratteristiche
similari e omogenee su tutto il  territorio  nazionale  tenuto  conto
delle specifiche esigenze connesse  alle  capacita'  ricettiva  e  di
fruizione dei contesti territoriali; 
  b) le modalita' di impiego delle risorse  di  cui  all'articolo  10
della  legge  29  marzo   2001,   n.   135,   per   l'erogazione   di
"buoni-vacanza" da destinare a interventi di solidarieta'  in  favore
delle fasce sociali piu' deboli, anche  per  la  soddisfazione  delle
esigenze di destagionalizzazione dei flussi turistici nei settori del
turismo balneare, montano e termale. 
 
  194. Al fine di incentivare lo sviluppo  strategico  integrato  del
prodotto turistico nazionale mediante la promozione  di  economie  di
scala e il contenimento dei  costi  di  gestione  delle  imprese  del
settore,  con  uno  o  piu'  regolamenti   da   adottare   ai   sensi
dell'articolo 17, comma 2,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,
sentita la Conferenza permanente per i  rapporti  tra  lo  Stato,  le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite,
nel rispetto delle competenze regionali, le procedure acceleratorie e
di  semplificazione  volte  a  favorire  sia  l'aumento  dei   flussi
turistici sia la nascita di nuove imprese del settore. Tali procedure
devono  privilegiare  le  azioni  finalizzate,  tra   l'altro,   alla
razionalizzazione e alla riduzione degli adempimenti a  carico  delle
imprese e dei termini di durata dei procedimenti, nonche' a  definire
specifici moduli procedimentali idonei a contestualizzare l'esercizio
dei poteri pubblici. (17) 
 
  195. Il Dipartimento  per  lo  sviluppo  e  la  competitivita'  del
turismo della Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri,  avvalendosi
delle  risorse  umane,  strutturali  e  finanziarie   disponibili   a
legislazione   vigente,   provvede   ad   assicurare   il    supporto
tecnico-specialistico   in   favore   dei   soggetti   nazionali    e
internazionali che  intendono  promuovere  progetti  di  investimento
volti  a  incrementare  e  a  riqualificare  il  prodotto   turistico
nazionale, attivando le procedure di cui al comma 194. 
 
  196.  Ciascuna  camera  di  commercio,  industria,  artigianato   e
agricoltura rende noto al pubblico il proprio "ufficio  prezzi",  che
riceve segnalazioni e verifica le dinamiche concernenti le variazioni
dei prezzi di beni e servizi praticati ai consumatori finali. 
 
  197. Lo svolgimento delle attivita' di verifica di cui al comma 196
puo' essere disciplinato da convenzioni non onerose stipulate fra  le
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, i comuni e
gli altri enti interessati e la prefettura - ufficio territoriale del
Governo, che individuano anche le modalita' di rilevazione e di messa
a disposizione dei  consumatori,  anche  in  forma  comparata,  delle
tariffe e dei prezzi rilevati. 
 
  198. E' istituito presso il Ministero dello sviluppo  economico  il
Garante per la sorveglianza dei prezzi  che  svolge  la  funzione  di
sovrintendere  alla  tenuta  ed  elaborazione  dei   dati   e   delle
informazioni  segnalate  agli  "uffici  prezzi"   delle   camere   di
commercio, industria, artigianato e agricoltura di cui al comma  196.
Esso verifica le  segnalazioni  delle  associazioni  dei  consumatori
riconosciute, analizza le ulteriori segnalazioni ritenute  meritevoli
di approfondimento e  decide,  se  necessario,  di  avviare  indagini
conoscitive  finalizzate  a  verificare  l'andamento  dei  prezzi  di
determinati prodotti e servizi.  I  risultati  dell'attivita'  svolta
sono messi a disposizione, su richiesta, dell'Autorita' garante della
concorrenza e del mercato. 
 
  199. Per l'esercizio della propria attivita' il Garante di  cui  al
comma  198  si   avvale   dei   dati   rilevati   dall'ISTAT,   della
collaborazione dei  Ministeri  competenti  per  materia,  dell'Ismea,
dell'Unioncamere, delle Camere di commercio industria, artigianato  e
agricoltura, nonche' del supporto operativo della Guardia di  finanza
per  lo  svolgimento  di  indagini  conoscitive.  Nell'ambito   delle
indagini conoscitive avviate  dal  Garante,  la  Guardia  di  finanza
agisce  con  i  poteri  di  indagine  ad  essa  attribuiti  ai   fini
dell'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto  e  delle  imposte
dirette, anche ai sensi del combinato disposto dei commi  2,  lettera
m), e 4 dell'articolo 2 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n.  68
. Il Garante puo' convocare le imprese e le associazioni di categoria
interessate al fine di verificare i livelli di prezzo dei beni e  dei
servizi  di  largo  consumo  corrispondenti  al  corretto  e  normale
andamento del mercato. 
  L'attivita' del Garante viene resa nota al pubblico  attraverso  il
sito  dell'Osservatorio  dei  prezzi  del  Ministero  dello  sviluppo
economico. Nel  sito  sono  altresi'  tempestivamente  pubblicati  ed
aggiornati quadri di confronto, elaborati a livello provinciale,  dei
prezzi dei principali beni di consumo  e  durevoli,  con  particolare
riguardo ai prodotti alimentari ed energetici, senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica. 
 
  200. Il Garante di cui al comma 198 e'  nominato  con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello
sviluppo economico, tra i dirigenti di  prima  fascia  del  Ministero
dello sviluppo economico, si  avvale  per  il  proprio  funzionamento
delle strutture del medesimo Ministero, svolge i compiti  di  cui  ai
commi da 196 a 203 senza compenso e mantenendo le  proprie  funzioni.
L'incarico ha la durata di tre anni. 
 
  201. Il Garante di cui al comma 198 riferisce  le  dinamiche  e  le
eventuali anomalie dei prezzi, rilevate ai sensi  delle  disposizioni
di cui ai commi da 196 a 203, al Ministro dello  sviluppo  economico,
che provvede,  ove  necessario,  alla  formulazione  di  segnalazioni
all'Autorita' garante della concorrenza e del mercato e  di  proposte
normative. 
 
  202.  Le  informazioni  riferite  ai  prezzi  al   consumo,   anche
nominative, sono in ogni caso sottratte alla disciplina di tutela  in
materia di riservatezza dei dati personali. 
 
  203. Alle attivita' svolte ai sensi dei commi da  196  al  presente
comma le camere di commercio, industria,  artigianato  e  agricoltura
fanno fronte con le risorse umane,  finanziarie  e  strumentali  gia'
disponibili a legislazione vigente. Dall'attuazione dei commi da  196
al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica. 
 
  204. Per il completamento degli interventi di cui agli articoli 2 e
4 della legge 28 dicembre 1999, n. 522, e' autorizzata la spesa di  6
milioni di euro per l'anno 2008 e di 14 milioni di  euro  per  l'anno
2009. 
 
  205. Per il completamento degli interventi di  cui  all'articolo  3
della legge 16 marzo 2001, n. 88, e'  autorizzata  la  spesa  di  8,8
milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  206. Per il completamento degli interventi  previsti  dall'articolo
4, comma 153, della legge 24 dicembre  2003,  n.  350,  e  successive
modificazioni, in applicazione del regolamento (CE) n. 1177/2002  del
Consiglio, del 27 giugno  2002,  relativo  al  meccanismo  di  difesa
temporaneo  della  cantieristica  europea  dal  dumping   dei   Paesi
asiatici, e' autorizzata una spesa di 10 milioni di euro  per  l'anno
2008. Le modalita' di concessione del contributo sono quelle previste
dal decreto del Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  2
febbraio 2004, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  93  del  21
aprile 2004. 
 
  207. Ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 65911999  del
Consiglio,  del  22  marzo  1999,  l'efficacia  del  comma   206   e'
subordinata alla preventiva approvazione da parte  della  Commissione
europea, nonche' alle condizioni o limitazioni eventualmente  imposte
dalla stessa nella relativa decisione di autorizzazione. 
 
  208. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4 della legge  9
gennaio 2006, n. 13, e successive modificazioni,  e'  ridotta  di  15
milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  209. E fondo di cui all'articolo 3, comma 2, della legge 9  gennaio
2006, n. 13, e' integrato di 4 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  210. A decorrere dal 1°  gennaio  2008,  e'  istituito,  presso  il
Ministero dei trasporti, un fondo  destinato  a  interventi  volti  a
migliorare  l'efficienza  energetica  e  ridurre  le   emissioni   in
atmosfera delle navi passeggeri  in  navigazione  e  in  porto  oltre
quanto previsto dalla normativa vigente.  La  dotazione  iniziale  di
tale fondo e' pari a 1 milione di euro per l'anno 2008 ed a 5 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010. 
 
  211. Il fondo di cui al comma 210  ha  la  funzione  di  provvedere
all'erogazione  di  un  contributo  per  attivita'   di   ricerca   e
definizione degli  opportuni  standard  di  efficienza  energetica  e
ambientale alla luce delle  tecnologie  innovative  disponibili,  per
l'individuazione   degli   impedimenti   burocratici,   logistici   e
organizzativi che riducono l'efficienza energetica e incrementano  le
emissioni del  trasporto  marittimo,  per  campagne  informative  sul
trasporto  marittimo  sostenibile,  sulle  opportunita'  tecnologiche
praticabili e sulle  migliori  pratiche  riguardanti  soluzioni  gia'
attuate,  nonche'  per  favorire  gli  investimenti  e  compensare  i
maggiori  oneri  operativi  derivanti  da  interventi  strutturali  e
impiantistici,  componenti  e  sistemi,  ivi  inclusi  i  sistemi  di
gestione e controllo, i trattamenti autoleviganti e antivegetativi di
carena che consentono una maggior efficienza energetica della nave in
rapporto alla  sua  capacita'  di  trasporto  o  la  riduzione  delle
emissioni in atmosfera, in  navigazione  e  in  porto,  oltre  quanto
previsto dalla vigente normativa internazionale e comunitaria. 
 
  212. Il  Ministro  dei  trasporti,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  stabilisce,
con proprio decreto, entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in
vigore della presente legge, gli indici e gli standard  energetici  e
ambientali necessari per conseguire le finalita' di cui ai commi  210
e 211, ivi incluse le modalita' di verifica e certificazione da parte
dell'ente  tecnico,  da  definire  in  coerenza  con   la   normativa
internazionale e comunitaria, graduando la decorrenza del beneficio e
l'entita' del medesimo in funzione dei  miglioramenti  di  efficienza
energetica e ambientale ottenuti con gli interventi adottati. 
 
  213. Il  Ministro  dei  trasporti,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, determina, con proprio decreto,  entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,
in conformita' con la normativa comunitaria in materia, i criteri  di
attribuzione dei benefici di cui ai commi da 210 a  212,  nei  limiti
delle disponibilita' di cui al  comma  210.  H  contributo  non  puo'
superare il 30  per  cento  degli  investimenti  ammissibili  per  il
raggiungimento degli standard ambientali ed il  40  per  cento  degli
investimenti  ammissibili  per  il  raggiungimento   degli   standard
energetici, con l'eccezione delle attivita'  per  studi,  ricerche  e
campagne informative, nonche' per  gli  impianti  terranave  dedicati
alla fornitura e all'utilizzo della corrente di terra, per  le  quali
viene riconosciuto fino al 100 per cento dei costi di investimento  e
dei costi operativi. 
 
  214. L'efficacia dei decreti  previsti  dai  commi  212  e  213  e'
subordinata, ai sensi dell'articolo 88,  paragrafo  3,  del  Trattato
istitutivo della Comunita' europea,  alla  preventiva  autorizzazione
della Commissione europea. 
 
  215. 11  Ministero  dei  trasporti  promuove  la  realizzazione  di
accordi con le autorita' portuali e i fornitori di energia  elettrica
per  l'approvvigionamento  di  elettricita'  alle   navi   a   prezzi
convenzionati   e   compatibili   con   le   attuali   modalita'   di
approvvigionamento in porto. 
 
  216. All'articolo 155, comma 1,  primo  periodo,  del  testo  unico
delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  le  parole:  "in  traffico
internazionale" sono soppresse. 
 
  217. All'articolo 56, comma 1, secondo periodo,  del  citato  testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  22  dicembre
1986, n. 917,  dopo  le  parole:  "della  predetta  sezione  I"  sono
inserite le seguenti: "e del capo VI del titolo II". 
 
  218. Le disposizioni di cui all'articolo 102, commi 1, 2,  3  e  7,
del citato testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  n.  917  del  1986,  non  si  applicano  ai  beni  mobili
registrati con costo ammortizzabile ai fini fiscali in un periodo non
inferiore a dieci anni, la cui utilizzazione richieda  un  equipaggio
di  almeno  sei  persone,  qualora  siano   concessi   in   locazione
finanziaria  con  obbligo  di  acquisto,  da  un  Gruppo  europeo  di
interesse  economico  (GEIE)  o  da  una  societa'  per  azioni  o  a
responsabilita' limitata per le quali sia stata esercitata  l'opzione
prevista dall'articolo 115, comma 4, del  predetto  testo  unico,  ad
un'impresa che  li  destini  all'esercizio  della  propria  attivita'
abituale. 
 
  219. Le quote di  ammortamento  sono  deducibili  dal  reddito  del
concedente in misura non superiore al  35  per  cento  del  costo  in
ciascun periodo di imposta e, anteriormente alla entrata in  funzione
del  bene,  in  misura  comunque  non  superiore  all'ammontare   dei
corrispettivi pagati in ciascun esercizio al costruttore. Con decreto
di natura non  regolamentare  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze sono adottate le disposizioni applicative del comma 218 anche
al fine di assicurare che la riduzione delle entrate per il  bilancio
dello Stato non superi complessivamente la somma di  2,7  milioni  di
euro a decorrere dall'anno 2008. 
 
  220.  L'efficacia  del  comma  218   e'   subordinata,   ai   sensi
dell'articolo  88,  paragrafo  3,  del  Trattato   istitutivo   della
Comunita' europea, all'autorizzazione della Commissione  europea.  Il
Ministero dei trasporti provvede a richiedere  l'autorizzazione  alla
Commissione europea. 
 
  221.  Per  la  salvaguardia  dei  livelli  occupazionali  e   della
competitivita' delle navi italiane, i  benefici  per  le  imprese  di
cabotaggio marittimo di cui all'articolo 34-sexies del  decreto-legge
10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla  legge  9
marzo 2006, n. 80, sono prorogati per l'anno 2008. 
 
  222. Le somme  rese  disponibili  per  pagamenti  non  piu'  dovuti
relativi all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 65, comma 1,
della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e di cui all'articolo 4,  comma
1, della legge 9 gennaio 2006, n.  13,  e  successive  modificazioni,
sono mantenute nel conto residui per essere versate  all'entrata  del
bilancio dello Stato per l'ammontare di 25 milioni di euro per l'anno
2008. 
 
  223. Per le finalita' di cui all'articolo 1, comma 998, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, e' autorizzata la spesa  di  5  milioni  di
euro per l'anno 2008 e di 15 milioni di euro per l'anno 2009. 
 
  224. Ai fini della realizzazione delle  tratte  del  Sistema  "Alta
Velocita/Alta  Capacita'"  ricompreso  nella  Rete  transeuropea   di
trasporto (TEN-T), come definita dalla decisione n.  884/2004/CE  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, con  delibera
del CIPE, su proposta del Ministro delle infrastrutture, di  concerto
con i Ministri dei trasporti e  dell'economia  e  delle  finanze,  e'
determinato  l'ammontare  della  quota   del   canone   di   utilizzo
dell'infrastruttura ferroviaria, di cui al decreto del  Ministro  dei
trasporti  e  della  navigazione  21  marzo  2000,  pubblicato  nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  94  del  21  aprile   2000,   e   successive
modificazioni, che concorre alla copertura dei  costi  d'investimento
del  suddetto  Sistema  fino  alla  copertura  completa   del   costo
dell'opera; con lo stesso provvedimento sono definiti i criteri e  le
modalita' attuativi. 
 
  225. Per gli interventi previsti  dall'articolo  2,  comma  3,  del
decreto-legge   28   dicembre   1998,   n.   451,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n.  40,  come  prorogati
dall'articolo 45, comma 1, lettera c), della legge 23 dicembre  1999,
n. 488, relativi all'anno 2007, e' autorizzata un'ulteriore spesa  di
30 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  226. Al fondo istituito dall'articolo 1, comma 108, della legge  23
dicembre 2005, n. 266, e' assegnata la somma di 20  milioni  di  euro
per ciascuno degli anni 2009 e 2010. 
 
  227.  Le  imprese  che  intendono  esercitare  la  professione   di
autotrasportatore di  cose  per  conto  di  terzi,  in  possesso  dei
requisiti di onorabilita', capacita' finanziaria e professionale,  ed
iscritte all'albo degli autotrasportatori per conto  di  terzi,  sono
tenute a dimostrare di aver acquisito, per cessione di azienda, altra
impresa  di  autotrasporto,  o  l'intero  parco  veicolare,   purche'
composto di veicoli di categoria non inferiore a  Euro  3,  di  altra
impresa che cessa l'attivita' di autotrasporto per  conto  di  terzi,
oppure di aver acquisito ed immatricolato, singolarmente o  in  forma
associata, veicoli adibiti al trasporto  di  cose  di  categoria  non
inferiore a Euro 3 e aventi massa  complessiva  a  pieno  carico  non
inferiore a 80 tonnellate. (25) 
 
  228. Le annualita' relative  all'autorizzazione  di  spesa  di  cui
all'articolo 10 della legge 23 dicembre 1997, n. 454, sono ridotte di
56.368.535 euro per ciascuno degli  anni  dal  2008  al  2012,  e  di
4.722.845 euro per il 2013. 
 
  229. Le somme  rese  disponibili  per  pagamenti  non  piu'  dovuti
relativi all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 1,
della legge 23 dicembre 1997, n.  454,  e  successive  modificazioni,
sono mantenute nel conto dei residui per essere  versate  all'entrata
del  bilancio  dello  Stato  per  l'ammontare  di  euro   452.311.525
nell'anno 2008. 
 
  230. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  231. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6 della legge  7
marzo 2001, n. 51, e' ridotta della somma di 713.000 euro a decorrere
dal 2008. 
 
  232. Al fine di consentire la piena  operativita'  degli  incentivi
alle imprese di autotrasporto, di cui al decreto-legge  24  settembre
2002, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  novembre
2002, n. 265, e al relativo  regolamento  di  attuazione  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 11 aprile 2006, n. 205, volti
a spostare  quote  rilevanti  di  traffico  pesante  dalla  modalita'
stradale a quella marittima, e' autorizzata la spesa di 77 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  233. L'autorizzazione  di  spesa  relativa  al  limite  di  impegno
quindicennale   disposto   dall'articolo   3,   comma   2-ter,    del
decreto-legge  24   settembre   2002,   n.   209,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 265, e' soppressa. 
 
  234.  Per  interventi  necessari  a  fronteggiare  i  problemi   di
mobilita'  e  sicurezza   derivanti   dai   programmati   lavori   di
ammodernamento dell'autostrada A3 nel tratto  Gioia  Tauro  -  Reggio
Calabria e per migliorare la qualita' del servizio di trasporto e  di
sicurezza nello Stretto di Messina e'  autorizzata  la  spesa  di  20
milioni di euro per l'anno 2008, di 22 milioni  di  euro  per  l'anno
2009 e di 7 milioni di euro per  l'anno  2010,  da  destinare  ad  in
terventi infrastrutturali nella misura del 50 per cento. 
 
  235. La programmazione degli interventi di cui al comma  234  e  la
ripartizione delle relative risorse sono approvate  con  uno  o  piu'
decreti  del  Ministro  dei   trasporti   e,   per   gli   interventi
infrastrutturali, del Ministro delle infrastrutture. 
 
  236. A valere sulle risorse assegnate dal Ministero  dei  trasporti
all'Ente nazionale  per  l'aviazione  civile  (ENAC),  ai  sensi  del
decreto legislativo 25 luglio 1997, n.  250,  sono  individuati,  con
decreto del Ministro dei trasporti, gli interventi necessari: 
  a) per il potenziamento e la  sicurezza  dell'aeroporto  di  Reggio
Calabria, per assicurare la continuita' territoriale da  e  per  tale
aeroporto nonche' per la continuita' territoriale dell'Isola  d'Elba,
per un importo massimo di 1,5 milioni di euro per l'anno 2008; 
  b) per incentivare il trasporto delle merci per via aerea da e  per
gli aeroporti siciliani, per un importo massimo di 2 milioni di  euro
per ciascuno degli anni 2008 e 2009. 
 
  237.  L'attuazione  delle  disposizioni   di   cui   al   comma   5
dell'articolo 38 della legge 1° agosto 2002,  n.  166,  e  successive
modificazioni,  prosegue  per  un  ulteriore  biennio,   secondo   le
disposizioni di cui all'articolo  9  del  decreto-legge  30  dicembre
2004, n. 315, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  febbraio
2005, n. 21, nonche' al regolamento di cui al decreto del  Presidente
della Repubblica 22 dicembre 2004, n. 340, e al decreto del  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti 20 maggio 2005, pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  167  del  20  luglio  2005,   e   successive
modificazioni, nell'ambito delle risorse finanziarie stanziate per il
triennio  2004-2006  effettivamente  disponibili   rivenienti   dalle
operazioni effettuate ai sensi dell'articolo 38 della citata legge n.
166 del 2002. 
 
  238. L'attuazione delle disposizioni di  cui  all'articolo  13  del
regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 2004, n. 340, prosegue per un  ulteriore  triennio,  secondo
quanto disposto dal comma 239. 
 
  239. Il Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro per  le
politiche europee,  definisce,  con  proprio  decreto,  condizioni  e
modalita' operative per l'attuazione di quanto previsto ai commi  237
e 238. Dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente
comma decorre il  periodo  di  attuazione  delle  misure  di  cui  ai
medesimi commi 237 e 238. 
 
  240. Le somme del fondo istituito  dal  comma  6  dell'articolo  38
della legge n. 166  del  2002,  che  residuano  dall'attuazione,  nel
triennio 2004-2006, delle misure di cui  al  medesimo  articolo  sono
utilizzate ai fini di quanto disposto dal comma 237. 
 
  241. L'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 38,  comma
7, della legge n. 166 del 2002 prosegue per  un  ulteriore  triennio,
secondo le disposizioni di cui all'articolo 9  del  decreto-legge  30
dicembre 2004, n. 315, convertito, con modificazioni, dalla legge  28
febbraio 2005, n. 21, nonche' agli articoli 14 e 15  del  regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  2004,
n. 340, per quanto compatibili con le disposizioni di cui ai commi da
228 a 242. 
 
  242. Il triennio  di  cui  al  comma  241  decorre  dalla  data  di
sottoscrizione degli accordi di programma  di  cui  all'articolo  38,
comma 7, della legge n. 166 del 2002. 
 
  243. Per l'attuazione di quanto disposto ai commi 238  e  241,  sul
Fondo per la contribuzione agli  investimenti  per  lo  sviluppo  del
trasporto  merci  per  ferrovia,  con  particolare   riferimento   al
trasporto combinato e di merci pericolose ed agli investimenti per le
autostrade viaggianti di cui al comma 6 dell'articolo 38 della  legge
n. 166 del 2002, istituito nello stato di  previsione  del  Ministero
dei trasporti, e' autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per  gli
anni 2008, 2009 e 2010. A valere sulle risorse  di  cui  al  presente
comma, l'importo di 7 milioni di euro per ciascuno degli  anni  2008,
2009 e 2010 e' destinato all' attuazione di quanto disposto al  comma
238. Le  risorse  restanti  sono  destinate  in  via  prioritaria  al
finanziamento di accordi di programma di cui all'articolo  38,  comma
7, della legge 1° agosto 2002, n. 166,  e  successive  modificazioni,
aventi ad oggetto lo sviluppo del  trasporto  combinato  sulla  linea
storica Torino-Lione, ai fini del riequilibrio modale. 
 
  244.  Per  il  completamento   e   l'implementazione   della   rete
immateriale degli interporti finalizzata al potenziamento del livello
di  servizio  sulla  rete  logistica  nazionale,  e'  autorizzato  un
contributo di 5 milioni di euro per il 2009 e di 10 milioni  di  euro
per il 2010. 
 
  245. Al fine di ottimizzare i flussi nei nodi del sistema logistico
nazionale, gli interventi previsti dal  comma  1044  dell'articolo  1
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono rifinanziati nella  misura
di 2 milioni di euro per l'anno 2009 e 2 milioni di euro  per  l'anno
2010. 
 
  246. Il contributo, previsto  all'articolo  1,  comma  1044,  della
legge  27  dicembre  2006,  n.   296,   dovra'   essere   utilizzato,
prioritariamente, ai fini della  riduzione  del  cofinanziamento  nel
limite del 35 per cento del contributo statale previsto  dal  decreto
del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti  n.  18T  del  20
giugno  2005  e  dalla  conseguente  convenzione  in  essere  tra  il
Ministero dei trasporti e la UIRnet  S.p.A.,  stipulata  in  data  21
dicembre 2006. 
 
  247. Al fine di  implementare  le  azioni  tese  ad  accrescere  la
sicurezza stradale e dare attuazione alle azioni previste  dal  Piano
nazionale  della  sicurezza  stradale  mediante   azioni   mirate   e
sinergiche volte a rafforzare i controlli su strada anche  attraverso
l'implementazione  di   idonee   attrezzature   tecniche   funzionali
all'aumento  dei  controlli   stradali,   intensificare   l'attivita'
ispettiva e le verifiche previste dal codice della strada, dotare gli
uffici ed il personale preposto ad attivita'  di  sicurezza  stradale
degli   opportuni   strumenti   per   l'esercizio   delle   attivita'
istituzionali, ivi compresa la formazione, e' autorizzata la spesa di
17,5 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  248. Per il proseguimento degli interventi  previsti  dall'articolo
1, comma 1038, della citata legge n. 296 del 2006, e' autorizzata  la
spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e  di
15 milioni di euro per l'anno 2010. 
 
  249. E capitale sociale delle Ferrovie della Calabria S.r.l., delle
ferrovie Apulo Lucane S.r.l., delle ferrovie del  Sud-Est  S.r.l.  e'
aumentato nel 2008 rispettivamente di 10  milioni  di  euro  per  una
spesa complessiva di 30 milioni di euro. 
 
  250. Al fine di contribuire alla realizzazione degli  obiettivi  di
risparmio energetico e di riduzione  delle  emissioni  inquinanti  e'
autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2009  e  di  10
milioni di euro per l'anno 2010, in favore di Trenitalia s.p.a. e  di
societa' del gruppo, per l'avvio di  un  programma  finalizzato  alla
realizzazione  di  interventi   volti   alla   rimotorizzazione,   in
conformita' alla direttiva 2004126/CE del Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 21 aprile 2004, delle automotrici  con  motori  diesel
ancora  utilizzate  per  il  trasporto   regionale   su   linee   non
elettrificate,  in  modo  da  conseguire,  a  regime,  un   risparmio
energetico netto quantificabile in 233 milioni di euro,  nonche'  una
riduzione delle emissioni inquinanti di oltre 40.000 tonnellate. 
 
  251. E' istituito presso il Ministero dei trasporti un fondo per l'
ammodernamento dei collegamenti ferroviari tra  Pescara  e  Roma,  al
fine  di  determinare  la  migliore  efficacia  ed  efficienza  delle
comunicazioni ferroviarie tra l'Abruzzo e la citta' di Roma,  per  il
quale e' autorizzata la spesa di 56  milioni  di  euro  per  ciascuno
degli anni 2008, 2009 e 2010, con  vincolo  di  destinazione  per  la
tratta Avezzano-Roma. 
 
  252.  Per  consentire  il  finanziamento   dei   servizi   pubblici
ferroviari di viaggiatori e merci sulla media e lunga percorrenza  e'
autorizzata la  spesa  di  104  milioni  di  euro  per  l'anno  2008.
Conseguentemente: 
  a)  l'autorizzazione  di  spesa  di   cui   all'articolo   23   del
decreto-legge   24   dicembre   2003,   n.   355,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47,  e'  ridotta  per
l'anno 2008 di 14 milioni di euro; 
  b) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,  comma  2,  del
decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 aprile 2005, n. 58, e' ridotta per l'anno 2008  di  13
milioni di euro; 
  c) l'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  1,  comma  1230,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' ridotta per l'anno 2008 di 7
milioni di euro. 
 
  253. Il  Ministero  dei  trasporti,  entro  il  15  dicembre  2008,
conclude  un'indagine  conoscitiva  sul  trasporto   ferroviario   di
viaggiatori  e  merci  sulla  media  e  lunga  percorrenza,  volta  a
determinare la possibilita' di assicurare l'equilibrio  tra  costi  e
ricavi dei servizi, nonche'  le  eventuali  azioni  di  miglioramento
dell'efficienza. Il servizio sulle relazioni che presentano o sono in
grado di raggiungere l'equilibrio economico e' assicurato  in  regime
di liberalizzazione. Il CIPE, nei limiti delle  risorse  disponibili,
sulla proposta  del  Ministro  dei  trasporti,  di  concerto  con  il
Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro  dell'economia  e
delle finanze, individua, nell'ambito delle relazioni  per  le  quali
non e' possibile raggiungere l'equilibrio  economico,  i  servizi  di
utilita' sociale, in termini di  frequenza,  copertura  territoriale,
qualita' e tariffazione, e che sono mantenuti  in  esercizio  tramite
l'affidamento di contratti di servizio pubblico. (13) 
 
  254. Nelle more  della  stipula  di  nuovi  contratti  di  servizio
pubblico tra il Ministero dei  trasporti  e  la  societa'  Trenitalia
s.p.a., il Ministero dell'economia e delle finanze e'  autorizzato  a
corrispondere alla societa' le somme previste, per l'anno  2008,  dal
bilancio di previsione dello Stato, in  relazione  agli  obblighi  di
servizio pubblico nel settore dei trasporti per ferrovia, di cui alla
vigente normativa comunitaria. 
 
  255. Per la progettazione  e  l'avvio,  ai  sensi  della  legge  21
dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni, delle tratte delle
linee  metropolitane  delle  citta'  di  Bologna  e  di  Torino,   e'
autorizzato per ciascuna delle predette tratte  un  contributo  di  5
milioni di euro per l'anno 2010. 
 
  256.  Per  la  progettazione  e  l'avvio  della  realizzazione  del
passante grande di Bologna, ai sensi della legge 21 dicembre 2001, n.
443, e successive modificazioni, e' autorizzato un  contributo  di  5
milioni di euro per l'anno 2008 e di 4 milioni  di  euro  per  l'anno
2009. 
 
  257. Per la prosecuzione degli interventi  di  realizzazione  delle
opere strategiche di cui alla legge 21  dicembre  2001,  n.  443,  e'
autorizzata  la  concessione  di  contributi  quindicennali  di  99,6
milioni di euro a decorrere da ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010.
A valere sulle  risorse  stanziate  dai  commi  257  e  258,  per  la
prosecuzione degli interventi di  cui  all'articolo  1,  comma  1008,
della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  sono  autorizzati  contributi
quindicennali di  5  milioni  di  euro  a  decorrere  rispettivamente
dall'anno 2008 e dall'anno 2009, e si procede ai sensi degli articoli
163 e seguenti del codice di cui al  decreto  legislativo  12  aprile
2006, n. 163. A valere sulle risorse stanziate dai commi 257  e  258,
per la realizzazione delle opere accessorie agli  interventi  di  cui
all'articolo 1, comma 981, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  e'
autorizzato un contributo di 3 milioni di euro per l'anno 2008 e di 2
milioni di euro per l'anno 2009, e si procede ai sensi degli articoli
163 e seguenti del codice di cui al  decreto  legislativo  12  aprile
2006, n. 163. 
 
  258. Nell'ambito delle risorse disponibili a  legislazione  vigente
per il programma straordinario di edilizia residenziale pubblica, una
quota fino a 50 milioni di euro e' destinata alla prosecuzione  degli
interventi di cui all'articolo 1, comma 1010, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, da realizzare con le modalita' di cui  al  primo  comma
dell'articolo 18 della legge 7 marzo 1981, n. 64,  anche  rimodulando
gli interventi in base alle esigenze accertate  dal  Ministero  delle
infrastrutture. 
 
  259. L'Autostrada  Nogara-Mare  Adriatico  e  il  collegamento  dei
sistemi  tangenziali  nelle  tratte  Peschiera  del  Garda/Verona   e
Verona/Padova,  opere  di  competenza  della  regione  Veneto,   sono
inseriti, ai soli fini dell'approvazione,  nelle  procedure  previste
dall'articolo 161 del codice di cui al decreto legislativo 12  aprile
2006, n. 163, e successive modificazioni. 
 
  260. Per il completamento degli interventi relativi alla strada  di
grande comunicazione E 78 "due  mari"  Grosseto-Fano,  prevista  come
opera strategica di cui alla legge  21  dicembre  2001,  n.  443,  e'
autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  261. Per il finanziamento degli interventi di cui  all'articolo  1,
comma 92, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e'  autorizzata  la
spesa di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. 
 
  262. Le quote dei limiti d'impegno, autorizzati  dall'articolo  13,
comma  1,  della  legge  1°  agosto  2002,  n.  166,   e   successivi
rifinanziamenti,  decorrenti  dall'anno  2006  non  impegnate  al  31
dicembre 2007, costituiscono economie di bilancio e  sono  reiscritte
nella competenza degli esercizi successivi  a  quelli  terminali  dei
rispettivi limiti. 
 
  263.  In  aggiunta   agli   stanziamenti   previsti   dall'articolo
11-quaterdecies  del  decreto-legge  30  settembre  2005,   n.   203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,  n.  248,
e' autorizzata la spesa di 0,4 milioni di euro per l'anno 2008  e  di
0,7 milioni di euro per quattordici anni a decorrere  dal  2009,  per
l'organizzazione,   l'impiantistica   sportiva   e   gli   interventi
infrastrutturali dei  Giochi  del  Mediterraneo  che  si  terranno  a
Pescara nel 2009. 
 
  264.  La  Cassa  depositi  e  prestiti  s.p.a.  e'  autorizzata   a
costituire,  presso  la  gestione  separata,   un   apposito   fondo,
denominato Fondo di garanzia per le opere pubbliche (FGOP). 
 
  265. La dotazione iniziale del Fondo di  cui  al  comma  264  e  le
successive variazioni sono stabilite dalla Cassa depositi e  prestiti
s.p.a. a valere sulle risorse previste  ai  sensi  dell'articolo  71,
comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. 
 
  266. Il Fondo di cui  al  comma  264  e'  finalizzato  al  sostegno
finanziario  dei  lavori,  di  competenza   dei   soggetti   di   cui
all'articolo 5, comma 7, lettera a), del decreto-legge  30  settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  novembre
2003, n. 326, da realizzare mediante: 
  a) contratti di concessione di cui all'articolo 53,  comma  1,  del
codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163; 
  b) contratti di concessione di costruzione e gestione o affidamento
unitario a contraente generale di cui all'articolo 173 del codice  di
cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 
 
  267. Il  Fondo  di  cui  al  comma  264,  al  fine  di  ridurre  le
contribuzioni pubbliche a fondo perduto, presta garanzie,  in  favore
dei soggetti pubblici o privati coinvolti nella realizzazione o nella
gestione  delle  opere,  volte  ad  assicurare  il  mantenimento  del
relativo equilibrio economico-finanziario. 
 
  268. La Cassa  depositi  e  prestiti  s.p.a.,  nel  rispetto  degli
indirizzi  fissati  dal  Ministro  dell'economia  e   delle   finanze
nell'esercizio dei  poteri  di  cui  all'articolo  5,  comma  9,  del
decreto-legge  30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge  24  novembre  2003,  n.  326,  fissa  con
proprio regolamento limiti, condizioni, modalita'  e  caratteristiche
della prestazione delle garanzie e  dei  relativi  rimborsi,  tenendo
conto della redditivita' potenziale dell'opera e della  decorrenza  e
durata della concessione o della gestione. 
 
  269. Dalle disposizioni di cui ai commi da 264  a  268  non  devono
derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
 
  270. Sono abrogati i commi da 1 a 5 dell'articolo 71 della legge 27
dicembre 2002, n. 289. 
 
  271.  In  aggiunta   agli   stanziamenti   previsti   dall'articolo
11-quaterdecies  del  decreto-legge  30  settembre  2005,   n.   203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,  n.  248,
e' autorizzata la spesa annua di 0,4 milioni di euro per  quattordici
anni a  decorrere  dal  2008  per  l'organizzazione,  l'impiantistica
sportiva e gli interventi infrastrutturali dei Campionati  del  mondo
di nuoto di Roma nel 2009. 
 
  272. Per la realizzazione degli impianti  sportivi  e  di  servizio
funzionali allo svolgimento dei campionati del mondo di  ciclismo  su
pista del 2012 in provincia di Treviso e' autorizzato  un  contributo
quindicennale di 2  milioni  di  euro  a  decorrere  dal  2008  quale
concorso dello Stato agli oneri derivanti dalla contrazione di  mutui
o altre operazioni finanziarie che l'Associazione Ciclismo  di  Marca
e' autorizzata ad effettuare. 
 
  273. L'80 per cento del contributo quindicennale di  cui  al  comma
272 e' destinato alla realizzazione di un  velodromo  nel  territorio
della  provincia  di  Treviso,  diretto  a  consentire  un   adeguato
allenamento degli atleti italiani sul territorio nazionale.  Ai  fini
della definizione delle modalita' di finanziamento e di realizzazione
del  velodromo  e  delle  restanti  infrastrutture  funzionali   allo
svolgimento della manifestazione sportiva, l'Associazione Ciclismo di
Marca stipula un apposito  accordo  di  programma  quadro,  ai  sensi
dell'articolo 2, comma 203, lettera c), della legge 23 dicembre 1996,
n. 662, con il Ministro per le politiche  giovanili  e  le  attivita'
sportive, il Ministro dell'economia e delle finanze e gli enti locali
interessati. 
 
  274. Le somme  relative  ad  eventuali  economie,  derivanti  dalle
risorse attivate mediante la contrazione di mutui o altre  operazioni
finanziarie effettuate dall'Associazione Ciclismo  di  Marca  per  la
realizzazione degli interventi a valere sul contributo  quindicennale
di cui al comma 272, possono essere destinate alla copertura di altre
spese preventivamente autorizzate dall'Associazione medesima  per  la
realizzazione dell'evento. 
 
  275. L'autorizzazione di spesa di cui alla legge 3 giugno 1999,  n.
157, e' ridotta di 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2008. 
 
  276. Il fondo di  cui  all'articolo  32-bis  del  decreto-legge  30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, e' incrementato  di  20  milioni  di  euro,  a
decorrere dall'anno 2008, da destinare ad interventi  di  adeguamento
strutturale ed antisismico  degli  edifici  del  sistema  scolastico,
nonche' alla costruzione di nuovi immobili sostitutivi degli  edifici
esistenti, laddove  indispensabili  a  sostituire  quelli  a  rischio
sismico,  secondo   programmi   basati   su   aggiornati   gradi   di
rischiosita'. 
 
  277. Per l'utilizzazione delle risorse di  cui  al  comma  276,  il
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al  comma  2
dell'articolo 32-bis del decreto-legge 30  settembre  2003,  n.  269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,
e' emanato sentiti i Ministri delle  infrastrutture,  della  pubblica
istruzione e dell'economia e delle finanze. 
 
  278.  Al  fine  di  fronteggiare  l'emergenza   penitenziaria   con
l'adeguamento  infrastrutturale  degli  edifici  esistenti,  in   via
prioritaria, o la realizzazione di nuovi edifici, e'  autorizzata  la
spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e  2010
per l'avvio di un programma straordinario di edilizia  penitenziaria,
approvato  con   decreto   interministeriale   dal   Ministro   delle
infrastrutture e  dal  Ministro  della  giustizia.  Con  il  predetto
decreto sono individuati gli  interventi  da  realizzare  in  ciascun
anno, avvalendosi dei competenti provveditorati  interregionali  alle
opere pubbliche. 
 
  279. All'articolo 1, comma 796, lettera n),  primo  periodo,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: "20 miliardi di euro" sono
sostituite dalle seguenti: "23 miliardi di euro". 
 
  280. All'articolo 1, comma 796, lettera n), della legge 27 dicembre
2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) nel secondo periodo, dopo le parole: "Il maggior importo di  cui
alla presente lettera e' vincolato" sono inserite le seguenti: 
  "per  100  milioni  di  euro  per  l'esecuzione  di  un   programma
pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione  edilizia  e
di ammodernamento  tecnologico  del  patrimonio  sanitario  pubblico,
finalizzato al potenziamento delle "unita' di  risveglio  dal  coma";
per 7 milioni di euro per l'esecuzione di un programma pluriennale di
interventi   in   materia   di   ristrutturazione   edilizia   e   di
ammodernamento  tecnologico  del   patrimonio   sanitario   pubblico,
destinati al potenziamento e alla  creazione  di  unita'  di  terapia
intensiva neonatale (TIN); per 3 milioni di euro per l'esecuzione  di
un programma pluriennale di interventi in materia  di  ammodernamento
tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, destinati all'acquisto
di nuove metodiche analitiche, basate sulla spettrometria  di  "massa
tandem", per effettuare screening neonatali allargati, per  patologie
metaboliche  ereditarie,  per  la  cui  terapia   esistono   evidenze
scientifiche efficaci;"; (18) 
  b) nel  secondo  periodo,  le  parole:  "100  milioni  di  euro  ad
interventi per la realizzazione di  strutture  residenziali  dedicate
alle cure palliative" sono sostituite dalle seguenti: "150 milioni di
euro ad interventi per la realizzazione di strutture  residenziali  e
l'acquisizione di tecnologie per gli interventi territoriali dedicati
alle cure palliative, ivi comprese  quelle  relative  alle  patologie
degenerative neurologiche croniche invalidanti"; (18) 
  c) dopo  il  secondo  periodo  sono  inseriti  i  seguenti:  "Nella
sottoscrizione di accordi di  programma  con  le  regioni,  e'  data,
inoltre, priorita'  agli  interventi  relativi  ai  seguenti  settori
assistenziali,  tenuto  conto  delle  esigenze  della  programmazione
sanitaria nazionale e regionale: realizzazione di strutture sanitarie
territoriali, residenziali e  semiresidenziali.  Il  Ministero  della
salute,  attraverso  la  valutazione  preventiva  dei  programmi   di
investimento e il monitoraggio della  loro  attuazione,  assicura  il
raggiungimento dei predetti obiettivi prioritari,  verificando  nella
programmazione regionale la copertura del fabbisogno  relativo  anche
attraverso i precedenti programmi di investimento". 
 
  281. Per gli interventi  di  cui  ai  commi  276,  279  e  280  gli
stanziamenti previsti sono subordinati a verifiche  energetiche,  sia
che vengano inseriti in accordi di programma, sia in altri  programmi
per l'ottenimento di finanziamenti pubblici; tali  interventi  devono
prevedere  misure  significative  di  efficienza  energetica   e   di
produzione di energia da  fonti  rinnovabili,  nonche'  di  risparmio
idrico. 
 
  282. Per le nuove costruzioni che rientrane fra gli edifici di  cui
al  decreto  legislativo  19  agosto  2005,  n.  192,  e   successive
modificazioni, il rilascio del certificato di agibilita' al  permesso
di costruire e' subordinato alla presentazione  della  certificazione
energetica dell'edificio. 
 
  283. Al fine di dare completa attuazione al riordino della medicina
penitenziaria di cui al decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230, e
successive modificazioni, comprensivo dell'assistenza sanitaria negli
istituti penali minorili, nei  centri  di  prima  accoglienza,  nelle
comunita' e negli ospedali psichiatrici giudiziari, con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri  da  adottare  entro  tre  mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del
Ministro della salute e del Ministro della giustizia, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze e con il  Ministro  per  le
riforme e le innovazioni nella pubblica  amministrazione,  di  intesa
con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni
e le province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  sono  definiti,
nell'ambito dei  livelli  essenziali  di  assistenza  previsti  dalla
legislazione vigente e delle risorse finanziarie di cui alla  lettera
c): 
  a) il trasferimento al Servizio sanitario  nazionale  di  tutte  le
funzioni  sanitarie  svolte  dal  Dipartimento   dell'amministrazione
penitenziaria  e  dal  Dipartimento  della  giustizia  minorile   del
Ministero  della  giustizia,  ivi  comprese  quelle  concernenti   il
rimborso alle comunita' terapeutiche delle  spese  sostenute  per  il
mantenimento, la cura e  l'assistenza  medica  dei  detenuti  di  cui
all'articolo 96, commi 6 e 6-bis, del testo unico di cui  al  decreto
del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e  successive
modificazioni, e per il collocamento  nelle  medesime  comunita'  dei
minorenni  e  dei  giovani  di  cui  all'articolo  24   del   decreto
legislativo  28  luglio  1989,  n.   272,   disposto   dall'autorita'
giudiziaria; 
  b) le modalita' e le procedure, secondo le disposizioni vigenti  in
materia,  previa  concertazione  con  le   organizzazioni   sindacali
maggiormente  rappresentative,  per  il  trasferimento  al   Servizio
sanitario nazionale dei rapporti di lavoro  in  essere,  anche  sulla
base della legislazione speciale vigente, relativi  all'esercizio  di
funzioni sanitarie nell'ambito del Dipartimento  dell'amministrazione
penitenziaria  e  del  Dipartimento  della  giustizia  minorile   del
Ministero della giustizia, con contestuale riduzione delle  dotazioni
organiche dei predetti Dipartimenti  in  misura  corrispondente  alle
unita'  di  personale  di  ruolo  trasferite  al  Servizio  sanitario
nazionale; 
  c) il trasferimento al Fondo sanitario nazionale per il  successivo
riparto tra le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano
delle risorse finanziarie, valutate complessivamente in 157,8 milioni
di euro per l'anno 2008, in 162,8 milioni di euro per l'anno  2009  e
in 167,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010, di cui quanto  a
147,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008 a valere sullo stato
di previsione del Ministero della giustizia e quanto a 10 milioni  di
euro per l'anno 2008, 15 milioni di euro per l'anno 2009 e 20 milioni
di euro a decorrere dall'anno 2010 a valere sullo stato di previsione
del Ministero della salute; 
  d) il trasferimento delle attrezzature, degli  arredi  e  dei  beni
strumentali  di  proprieta'  del  Dipartimento   dell'amministrazione
penitenziaria  e  del  Dipartimento  della  giustizia  minorile   del
Ministero della giustizia afferenti alle attivita' sanitarie; 
  e) i criteri per la ripartizione  tra  le  regioni  e  le  province
autonome  di  Trento  e  di   Bolzano   delle   risorse   finanziarie
complessive, come individuate alla lettera c), destinate alla sanita'
penitenziaria. 
 
  284. Nelle more del definitivo trasferimento al Servizio  sanitario
nazionale delle funzioni sanitarie, del personale e delle risorse  in
materia    di     medicina     penitenziaria,     il     Dipartimento
dell'amministrazione penitenziaria e il Dipartimento della  giustizia
minorile del Ministero  della  giustizia  continuano  a  svolgere  la
funzione di uffici erogatori per quanto di  rispettiva  competenza  e
sono  prorogati  i  rapporti  di  incarico,   di   collaborazione   o
convenzionali  del  personale  sanitario  addetto  agli  istituti  di
prevenzione   e   pena,   non   appartenente   ai   ruoli    organici
dell'amministrazione  penitenziaria,  in  corso  alla  data  del   28
settembre 2007. 
 
  285. Al fine di incrementare il  patrimonio  immobiliare  destinato
alla  locazione  di  edilizia  abitativa  a  canone  sostenibile,  si
considerano "residenze d'interesse generale destinate alla locazione"
i fabbricati situati nei comuni ad alta  tensione  abitativa  di  cui
all'articolo  1  del  decreto-legge  30  dicembre   1988,   n.   551,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989,  n.  61,
composti da case di abitazione non di  lusso  sulle  quali  grava  un
vincolo di locazione ad uso abitativo per un periodo non inferiore  a
25 anni. 
 
  286. Le residenze  di  cui  al  comma  285  costituiscono  servizio
economico  di   interesse   generale,   ai   fini   dell'applicazione
dell'articolo  86,  paragrafo  2,  del  Trattato   istitutivo   della
Comunita' europea, e sono ricomprese nella  definizione  di  alloggio
sociale di cui all'articolo 5 della legge 8 febbraio 2007, n. 9. 
 
  287. Per i fini previsti dai  commi  285  e  286  e'  istituito,  a
decorrere dall'anno 2008, un fondo con una dotazione di 10 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  288. L'articolo 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, il
quale prevede che i  comuni,  per  favorire  la  realizzazione  degli
accordi tra le organizzazioni della proprieta' edilizia e quelle  dei
conduttori,  possono  deliberare,  nel  rispetto  dell'equilibrio  di
bilancio,  aliquote  dell'imposta  comunale   sugli   immobili   piu'
favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a  titolo  di
abitazione principale immobili alle condizioni definite negli accordi
stessi, con possibilita' di deroga al  limite  minimo  dell'aliquota,
deve essere interpretato nel senso che tali aliquote possono arrivare
fino all'esenzione dall'imposta. 
 
  289. Al fine della realizzazione di infrastrutture autostradali, di
esclusivo interesse regionale, interamente ricadenti  nel  territorio
di competenza di una singola regione e previste  dagli  strumenti  di
programmazione vigenti, le funzioni e i poteri di soggetto concedente
e aggiudicatore possono essere trasferiti con  decreto  del  Ministro
delle infrastrutture e  dei  trasporti  ad  un  soggetto  di  diritto
pubblico appositamente costituito in forma societaria  e  partecipata
dall'ANAS S.p.a. e dalle regioni interessate o da  soggetto  da  esse
interamente partecipato, che esercita esclusivamente i sopra indicati
poteri e funzioni . (27) 
 
  289-bis. Fino al 31 marzo  2017,  l'ANAS  Spa  continua  ad  essere
titolare delle  funzioni  e  dei  poteri  di  soggetto  concedente  e
aggiudicatore,  relativamente  all'infrastruttura   autostradale   in
concessione  ad  Autovie  Venete   Spa   (A4   Venezia-Trieste,   A28
Portogruaro-Pordenone-Conegliano   e   il    raccordo    autostradale
Villesse-Gorizia). A partire dal 1° aprile 2017, le medesime funzioni
e i medesimi poteri sono trasferiti, con decreto del  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti, da ANAS Spa ad un soggetto di diritto
pubblico che subentra in tutti i diritti attivi  e  passivi  inerenti
alle funzioni e ai poteri di soggetto concedente  e  aggiudicatore  e
che viene appositamente costituito in forma societaria e  partecipato
dalla stessa ANAS Spa e dalle regioni Veneto e Friuli-Venezia  Giulia
o da soggetti da esse interamente partecipati. 
 
  290. Le attivita' di  gestione,  comprese  quelle  di  manutenzione
ordinaria e straordinaria, del raccordo autostradale di  collegamento
tra l'Autostrada A4 - tronco Venezia-Trieste, delle  opere  a  questo
complementari, nonche' della tratta autostradale Venezia-Padova, sono
trasferite, una volta completati  i  lavori  di  costruzione,  ovvero
scaduta  la  concessione  assentita   all'Autostrada   Padova-Venezia
S.p.a., ad una societa' per  azioni  costituita  pariteticamente  tra
l'ANAS S.p.a. e la regione Veneto  o  soggetto  da  essa  interamente
partecipato.  La  societa',  quale  organismo  di  diritto  pubblico,
esercita l'attivita' di gestione nel rispetto delle norme in  materia
di appalti pubblici di lavori,  di  forniture  e  di  servizi  ed  e'
sottoposta al controllo diretto dei soggetti che  la  partecipano.  I
rapporti tra la societa' ed i soggetti pubblici soci  sono  regolati,
oltre che dagli atti deliberativi di  trasferimento  delle  funzioni,
sulla base di apposita convenzione. La societa'  assume  direttamente
gli oneri finanziari connessi al reperimento delle risorse necessarie
per la realizzazione del raccordo autostradale  di  collegamento  tra
l'Autostrada A4  -  tronco  Venezia-Trieste,  anche  subentrando  nei
contratti stipulati direttamente dall'ANAS S.p.a.. Alla  societa'  e'
fatto  divieto  di  partecipare,  sia  singolarmente  sia  con  altri
operatori economici, ad iniziative diverse che non siano strettamente
necessarie per l'espletamento delle funzioni di  cui  al  comma  289,
ovvero ad esse direttamente connesse.(27) 
 
  291. Per le finalita' di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 139,  e
successive modificazioni, e' autorizzato un contributo  quindicennale
di 4 milioni di euro a decorrere dal 2008. 
 
  292. Al fine di assicurare la realizzazione  del  secondo  stralcio
del  sistema   ferroviario   metropolitano   regionale   veneto,   e'
autorizzato un contributo decennale di 10 milioni  di  euro  annui  a
decorrere dall'anno 2008. 
 
  293. A decorrere dai contributi relativi  all'anno  2007,  ai  fini
della quantificazione dei contributi previsti dall'articolo 3,  commi
2, 2-bis, 2-ter, 2-quater, 8, 10 e 11, della legge 7 agosto 1990,  n.
250, le imprese editrici sono tenute  a  presentare  il  modello  dei
costi di testata, come definito con circolare  dal  Dipartimento  per
l'informazione  e  l'editoria  della  Presidenza  del  Consiglio  dei
ministri e reso  noto  sul  sito  intemet  del  Dipartimento  stesso,
debitamente compilato  e  certificato  dalla  societa'  di  revisione
incaricata della certificazione del bilancio. 
 
  294. In applicazione dell'articolo 1, comma 1246,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, la somma disponibile per la  liquidazione  dei
contributi di cui agli articoli 3 e 4 della legge 7 agosto  1990,  n.
250, e successive modificazioni,  all'articolo  23,  comma  3,  della
legge  6  agosto  1990,  n.  223,  e  successive   modificazioni,   e
all'articolo 7, comma 13, della legge  3  maggio  2004,  n.  112,  e'
attribuita ai soggetti per i quali sia stata accertata la sussistenza
dei requisiti necessari per  l'erogazione  dei  contributi  in  quote
proporzionali  all'ammontare  del  contributo  spettante  a  ciascuna
impresa. 
 
  295.  A  decorrere  dalle  domande  relative  all'anno   2007,   le
compensazioni  finanziarie  derivanti  dalle   riduzioni   tariffarie
applicate ai consumi di energia elettrica e ai canoni di  noleggio  e
di abbonamento ai servizi di telecomunicazione di qualsiasi tipo, ivi
compresi i sistemi via satellite,  previsti  dall'articolo  11  della
legge 25 febbraio 1987, n. 67, e dagli articoli 4 e 8 della  legge  7
agosto 1990, n. 250, sono rimborsate direttamente all'impresa,  nella
misura del 40 per cento dell'importo totale delle bollette, al  netto
dell'IVA. Con successivo decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri, avente natura non regolamentare, sono indicate le modalita'
e la documentazione relative alle richieste dei rimborsi  di  cui  al
comma 293. 
 
  296.  Il  finanziamento  annuale  previsto   per   le   TV   locali
dall'articolo 52, comma 18, della legge 28  dicembre  2001,  n.  448,
come rideterminato dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, dalla  legge
24 dicembre 2003, n. 350, dalla legge 30 dicembre 2004, n. 311, dalla
legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dalla legge 27  dicembre  2006,  n.
296, e'  incrementato  di  10  milioni  di  euro  annui  a  decorrere
dall'anno 2008 e di ulteriori 5 milioni di euro per l'anno  2009.  La
ripartizione secondo bacini di  utenza  costituiti  dalle  regioni  e
dalle province autonome di Trento e  di  Bolzano  dello  stanziamento
annuo e' effettuata entro il 30 maggio di ogni anno.  Allo  scopo  si
procede imputando, automaticamente e in via provvisoria, alle regioni
e alle province autonome il 90 per cento della somma  gia'  assegnata
nell'anno  precedente,  fatta  salva  la  rideterminazione   in   via
definitiva all'esito dei conteggi ufficiali. 
 
  297. All'articolo 145, comma 19, della legge 23 dicembre  2000,  n.
388, e successive modificazioni, al primo e  al  secondo  periodo  le
parole: "30 settembre" sono sostituite dalle seguenti: "31 luglio". 
 
  298. All'articolo 10, comma 1, secondo periodo,  del  decreto-legge
1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni,  dalla  legge
29 novembre  2007,  n.  222,  alle  parole:  "Tale  contributo"  sono
premesse le seguenti: "Fermi  restando  i  limiti  all'ammontare  dei
contributi, quali indicati nell'articolo 3 della legge 7 agosto 1990,
n. 250, e successive modificazioni,". 
 
  299. Al fine di sostenere nuovi  processi  di  realizzazione  delle
infrastrutture per  la  larga  banda  sul  territorio  nazionale,  le
risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo  61
della legge 27 dicembre 2002,  n.  289,  destinate  al  finanziamento
degli interventi attuativi del Programma per lo sviluppo della  larga
banda nel Mezzogiorno da parte del Ministero delle comunicazioni  per
il tramite della  Societa'  infrastrutture  e  telecomunicazioni  per
l'Italia  S.p.A.  (Infratel  Italia),  di  cui  all'articolo  7   del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono incrementate di 50 milioni di
euro per l'anno 2008. 
 
  300. Il Fondo per il passaggio al digitale di cui  all'articolo  1,
commi 927, 928 e 929, della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e'
incrementato di 20 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  301. All'articolo 44 del testo unico della radiotelevisione, di cui
al decreto legislativo 31 luglio 2005,  n.  177,  sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, le parole: "e deve  riguardare  opere  prodotte  per
almeno la meta' negli ultimi cinque anni" sono soppresse; 
  b) al comma 2, e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "I
criteri per la qualificazione delle opere  di  espressione  originale
italiana, ai fini del presente articolo, sono stabiliti  con  decreto
del Ministro delle comunicazioni e del  Ministro  per  i  beni  e  le
attivita' culturali da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente disposizione."; 
  c) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
  "3. Le emittenti televisive, i fornitori di contenuti televisivi  e
i fornitori di programmi  in  pay-per-view,  indipendentemente  dalla
codifica delle trasmissioni, riservano ogni anno  almeno  il  10  per
cento del tempo di diffusione, in particolare nelle fasce  orarie  di
maggiore ascolto, alle opere europee degli ultimi cinque anni, di cui
il 20 per  cento  opere  cinematografiche  di  espressione  originale
italiana ovunque prodotte. La concessionaria  del  servizio  pubblico
generale  radiotelevisivo,  su  tutte  le  reti  e   le   piattaforme
distributive, indipendentemente dalla  codifica  delle  trasmissioni,
riserva alle opere europee degli ultimi cinque anni una quota  minima
del 20 per cento del tempo di trasmissione, di cui il  10  per  cento
alle opere cinematografiche di espressione originale italiana ovunque
prodotte.  Le  emittenti  televisive,  i   fornitori   di   contenuti
televisivi e i fornitori di programmi in pay per-view  soggetti  alla
giurisdizione  italiana,  indipendentemente  dalla   codifica   delle
trasmissioni, riservano una quota non inferiore al 10 per  cento  dei
propri introiti netti annui, cosi' come indicati nel conto  economico
dell'ultimo bilancio di esercizio disponibile,  alla  produzione,  al
finanziamento,  al  preacquisto  e  all'acquisto  di  opere   europee
realizzate da produttori indipendenti negli ultimi cinque anni. 
  Tali introiti sono quelli  che  il  soggetto  obbligatori  cava  da
pubblicita', da televendite,  da  sponsorizzazioni,  da  contratti  e
convenzioni con soggetti pubblici e privati, da provvidenze pubbliche
e da offerte televisive a pagamento di  programmi  di  carattere  non
sportivo di cui esso ha la responsabilita' editoriale, inclusi quelli
diffusi o distribuiti attraverso piattaforme diffusive o distributive
di soggetti terzi. 
  All'interno di tale quota del 10 per cento  dei  suddetti  introiti
destinata alle opere europee, le emittenti e i fornitori di contenuti
e di programmi in chiaro destinano almeno il 30 per cento alle  opere
cinematografiche di espressione originale italiana ovunque  prodotte,
e le emittenti e i fornitori di contenuti e di programmi a  pagamento
destinano almeno il 35 per cento alle opere di espressione  originale
italiana  ovunque  prodotte  appartenenti  al  genere  di  prevalente
emissione da parte del  soggetto  obbligato.  La  concessionaria  del
servizio pubblico generale radiotelevisivo destina alle opere europee
realizzate da produttori indipendenti negli ultimi  cinque  anni  una
quota non inferiore al 15 per  cento  dei  ricavi  complessivi  annui
derivanti  dagli  abbonamenti  relativi  all'offerta  radiotelevisiva
nonche' i ricavi pubblicitari connessi alla stessa,  al  netto  degli
introiti derivanti da convenzioni con la pubblica  amministrazione  e
dalla vendita di beni e servizi; all'interno  di  questa  quota,  nel
contratto di servizio e' stabilita una riserva non  inferiore  al  20
per  cento  da  destinare  alla  produzione,  al  finanziamento,   al
preacquisto o all'acquisto di opere cinematografiche  di  espressione
originale italiana ovunque prodotte e una riserva non inferiore al  5
per cento da destinare a opere di animazione  appositamente  prodotte
per la formazione dell'infanzia. Per i servizi televisivi prestati su
richiesta   del   consumatore,   gli   operatori   di   comunicazioni
elettroniche su reti fisse e mobili  contribuiscono,  gradualmente  e
tenuto conto delle condizioni  del  mercato,  alla  promozione  e  al
sostegno finanziario delle opere audiovisive europee, destinando  una
quota dei ricavi derivanti  dal  traffico  di  contenuti  audiovisivi
offerti al pubblico a pagamento indipendentemente dalla tecnologia di
trasmissione, secondo criteri e  modalita'  stabiliti  dall'Autorita'
con apposito regolamento da adottare entro sei  mesi  dalla  data  di
entrata  in  vigore  della  presente  disposizione.  Con  particolare
riferimento ai programmi  in  pay  per-view  a  prevalente  contenuto
cinematografico di prima visione, gli obblighi  di  cui  al  presente
comma  devono  essere  in   ogni   caso   commisurati   all'effettiva
disponibilita' di opere rilevanti, ai sensi del presente  comma,  nei
sei mesi precedenti la diffusione nell'anno di riferimento e al  loro
successo nelle sale  cinematografiche  italiane,  secondo  criteri  e
modalita'  stabiliti  dall'Autorita'  con  apposito  regolamento   da
adottare entro sei  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente disposizione. In merito all'obbligo di programmazione  della
sottoquota del 20 per cento  di  opere  cinematografiche  di  cui  al
presente comma, e' previsto un periodo transitorio di dodici mesi per
consentire ai fornitori di contenuti e ai fornitori di  programmi  in
pay-per-view l'adeguamento graduale al suddetto obbligo"; 
  d) il comma 5 e' sostituito dal seguente: 
  "5. L'Autorita' adotta entro tre mesi  dalla  data  di  entrata  in
vigore della presente disposizione un regolamento  che  definisce  le
modalita' di comunicazione dell'adempimento degli obblighi di cui  al
presente articolo nel rispetto dei principi di riservatezza  previsti
dal codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e le
sanzioni in caso di inadempienza". 
 
  302. All'articolo 51, comma 3, lettera d), del  testo  unico  della
radiotelevisione di cui al decreto legislativo  31  luglio  2005,  n.
177, sono apportate le seguenti modifiche: 
  a) le parole: "da 1.040 euro a 5.200 euro"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "da 5.165 euro a 51.646 euro"; 
  b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", anche nel caso in
cui la pubblicita' di amministrazioni ed enti pubblici  sia  gestita,
su incarico degli stessi, da agenzie pubblicitarie o centri media". 
 
  303. Dopo il comma 5 dell'articolo 4  del  decreto  legislativo  22
luglio 1999, n. 261, e' aggiunto il seguente: 
  "5-bis. Nell'ottica di favorire un ulteriore sviluppo  del  mercato
postale, migliorando la qualita' dei servizi offerti e preservando il
livello occupazionale delle imprese del  settore,  il  fornitore  del
servizio  universale  puo'  prorogare  gli  accordi  in  essere   con
operatori privati gia' titolari di concessione  del  Ministero  delle
comunicazioni ai sensi dell'articolo 29, primo comma, del testo unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo  1973,  n.
156". 
 
  304. Le  somme  disponibili  al  31  dicembre  2007  relative  alle
autorizzazioni di spesa di cui agli articoli 1 e  3  della  legge  31
marzo 2005, n. 56, nel limite  massimo  rispettivamente  di  euro  12
milioni e di euro 2 milioni, sono mantenute nel conto dei residui per
essere versate all'entrata del  bilancio  statale  nell'anno  2008  e
successivamente riassegnate nello stato di previsione  del  Ministero
del commercio internazionale per essere destinate alle  finalita'  di
cui all'articolo 4, comma 61, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. 
 
  305. Per l'anno 2008, una quota pari a 50  milioni  di  euro  delle
disponibilita' del fondo di cui all'articolo 2 del  decreto-legge  28
maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  29
luglio 1981, n. 394, e' versata all'entrata del bilancio dello  Stato
per essere riassegnata al fondo di cui all'articolo 3 della legge  28
maggio  1973,  n.  295,  quale  disponibilita'  impegnabile  per   le
finalita' connesse alle attivita' di credito all'esportazione. 
 
  306. Il fondo di cui all'articolo 3 della legge 28 maggio 1973,  n.
295, per le attivita'  connesse  al  pagamento  dei  contributi  agli
interessi previsti in favore dei soggetti  di  cui  all'articolo  15,
comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, e'  integrato
di 20 milioni di euro per l'anno 2008 e di 130 milioni  di  euro  per
l'anno 2009. 
 
  307. Per consentire ai centri regionali  per  i  trapianti  di  cui
all'articolo 10 della legge 1° aprile 1999, n. 91, l'effettuazione di
controlli e interventi finalizzati alla promozione  e  alla  verifica
della sicurezza della rete trapiantologica, e' autorizzata, a partire
dal 2008, la spesa di euro 700.000. Le risorse  di  cui  al  presente
comma sono ripartite tra le regioni con decreto  del  Ministro  della
salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Al
relativo onere  si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione,  a
decorrere dal 2008, dell'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo
1, comma 1, lettera a), del  decreto-legge  29  marzo  2004,  n.  81,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2004, n. 138. 
 
  308. Al fine di razionalizzare i costi e ottimizzare l'impiego  dei
fondi di funzionamento, nonche' di organizzare  le  risorse  umane  e
logistiche necessarie al conseguimento  degli  obiettivi  di  sanita'
pubblica  attribuitigli  dalla  legge,  il  Centro  nazionale  per  i
trapianti, istituito con  legge  1°  aprile  1999,  n.  91,  ai  fini
dell'esercizio delle funzioni  di  coordinamento  e  controllo  delle
attivita' di donazione, prelievo e trapianto  di  organi,  tessuti  e
cellule, fatta salva la disciplina prevista dalla  legge  21  ottobre
2005, n. 219, puo': 
  a)  stipulare  accordi  di   collaborazione   e   convenzioni   con
amministrazioni pubbliche,  enti,  istituti,  associazioni  ed  altre
persone giuridiche pubbliche  o  private,  nazionali,  comunitarie  o
internazionali; 
  b) stipulare, nei limiti del  finanziamento  costituito  dai  fondi
istituzionali  e  da  quelli  provenienti  da  programmi  di  ricerca
nazionali ed internazionali, contratti di lavoro secondo le modalita'
previste dalle norme  vigenti  nella  pubblica  amministrazione,  ivi
compresa  quella  di  cui   all'articolo   15-septies   del   decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni,  in
quanto compatibile. 
 
  309. Al fine di promuovere la ricerca e la formazione in materia di
trasporti anche mediante il ricorso alla ricerca  e  alla  formazione
interuniversitaria,  prevedendo  anche   degli   aiuti   volti   alla
formazione in materia trasportistica in ambito internazionale, in una
prospettiva multidisciplinare  e  multilaterale,  e'  autorizzata  la
spesa di 1,9 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  310. Per le finalita' di cui all'articolo 5, comma 1, della legge 9
gennaio 2006, n. 13, e con le  modalita'  previste  dall'articolo  1,
comma 1042, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e'  autorizzata  la
spesa di 100 mila euro per l'anno 2008. 
 
  311. Per  realizzare  un  sistema  informativo  del  Ministero  dei
trasporti finalizzato anche ad attuare il trasferimento modale  delle
merci dalle strade verso le Autostrade del mare,  e'  autorizzata  la
spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  312. Il contributo annuo dello Stato alle  spese  di  gestione  del
Programma nazionale di ricerche aerospaziali  (PRORA),  di  cui  alla
legge 14 febbraio 1991, n. 46, e' incrementato di 3,5 milioni di euro
annui a decorrere dall'anno 2008. 
 
  313. A decorrere dall'anno 2008, una quota, non inferiore al 10 per
cento, dello stanziamento complessivo del Fondo per gli  investimenti
nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST) di  cui  all'articolo
1, comma 870, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e'  destinata  ai
progetti di  ricerca  di  base  presentati  da  ricercatori  di  eta'
inferiore ai quaranta anni operanti a qualunque titolo  in  attivita'
di  ricerca  e  previamente  valutati,  secondo   il   metodo   della
valutazione tra pari, da un comitato. Detto comitato e'  composto  da
ricercatori, di nazionalita' italiana o straniera, in maggioranza  di
eta' inferiore ai quaranta anni e riconosciuti di livello  eccellente
sulla base di indici bibliometrici, quali  l'  impact  factor  ed  il
citation index, e operanti presso istituzioni  ed  enti  di  ricerca,
almeno per la meta' non italiani, che svolgono attivita' nei  settori
disciplinari relativi alla ricerca scientifica e tecnologica. 
 
  314. L'attuazione del comma 313 e' demandata  ad  apposito  decreto
del Ministro dell'universita' e  della  ricerca,  da  adottare  entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
nel  rispetto  dei  criteri  stabiliti   dal   regolamento   di   cui
all'articolo 1, comma 873, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  315. All'onere derivante dall'istituzione e dal  funzionamento  del
comitato di cui al comma 313,  quantificato  nel  limite  massimo  di
100.000 euro annui, si provvede mediante incremento, con decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze, delle aliquote di base di cui
all'articolo 5 della legge 7  marzo  1985,  n.  76,  per  il  calcolo
dell'imposta sui tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico
nel territorio soggetto a monopolio. 
 
  316. All'articolo 1, comma 814, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296, nel primo periodo, le parole: "Per gli anni 2007  e  2008"  sono
sostituite dalle seguenti: "A decorrere dall'anno 2007" e le  parole:
"non inferiore al 5 per cento e'  destinata,  in  via  sperimentale,"
dalle seguenti: "non inferiore al 5 per cento relativamente al 2007 e
al 10 per cento a partire dal 2008 e' destinata". 
 
  317. All'articolo 1, comma 815, della legge n.  296  del  2006,  le
parole: "per ciascuno degli anni 2007 e 2008" sono  sostituite  dalla
seguente: "annui". 
 
  318. E' istituito, in via sperimentale, per l'anno 2008,  un  Fondo
di 10 milioni di euro per promuovere la ricerca di base. Il Fondo  e'
attivato con decreto del Ministro dell'universita' e  della  ricerca,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. 
 
  319. Le fondazioni bancarie che impegnano risorse per la ricerca di
base possono chiedere, a valere sul Fondo  di  cui  al  comma  318  e
previa conferma  della  disponibilita'  finanziaria,  contributi  non
superiori al 20 per cento delle  risorse  impiegate,  per  la  durata
effettiva del finanziamento e comunque non oltre tre anni. 
 
  320. Con decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca,  da
emanare entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono stabiliti gli obiettivi di ricerca di base per i
quali i relativi finanziamenti possono essere ammessi  ai  contributi
di cui al comma  319  e  le  modalita'  per  la  presentazione  delle
richieste delle fondazioni volte a ottenere  i  contributi  medesimi,
nonche' per la valutazione dei piani di ricerca e per  l'assegnazione
dei  contributi  stessi  al  fine  di  rispettare  i   limiti   della
disponibilita' del Fondo di cui al comma 318. 
 
  321. Per le finalita' della difesa del suolo e della pianificazione
di bacino nonche' per la realizzazione degli interventi nelle aree  a
rischio idrogeologico di cui al decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267,  il
Ministro dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare
adotta piani strategici nazionali e di intervento per la  mitigazione
del rischio idrogeologico e per favorire  forme  di  adattamento  dei
territori,  da  attuare  d'intesa  con   le   autorita'   di   bacino
territorialmente competenti, con le regioni e  con  gli  enti  locali
interessati, tenuto conto dei  piani  di  bacino.  A  tal  fine  sono
utilizzate le risorse iscritte sulle autorizzazioni di spesa  di  cui
alla legge 18 maggio 1989, n. 183, e al decreto-legge 5 ottobre 1993,
n. 398, convertito, con modificazioni, dalla legge 4  dicembre  1993,
n. 493, come determinate dalla Tabella  F  della  legge  27  dicembre
2006, n. 296. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al  presente
comma nonche' delle disposizioni di cui ai commi 322, 323, 325,  326,
331 e 332 e' autorizzata la spesa di euro 265  milioni  per  ciascuno
degli anni 2008 e 2009 a valere sulle risorse di cui  alla  legge  18
maggio 1989, n. 183. 
 
  322.  E'  istituito  nello  stato  di  previsione   del   Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un  fondo  per
la promozione delle energie rinnovabili e dell'efficienza  energetica
attraverso il controllo e la riduzione delle emissioni  inquinanti  e
climalteranti, nonche' per la promozione della produzione di  energia
elettrica da solare termodinamico. A decorrere  dall'anno  2008  sono
destinate al fondo di cui al presente comma risorse  per  un  importo
annuale di 40 milioni di euro a valere sulle risorse di cui al  comma
321. Entro cinque mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
mare, con proprio decreto, individua le  modalita'  di  utilizzazione
del fondo, anche prevedendo iniziative di cofinanziamento con regioni
ed enti locali o con altri  soggetti,  pubblici  o  privati,  nonche'
mediante l'attivazione di fondi di rotazione. 
 
  323.  E'  istituito  nello  stato  di  previsione   del   Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un  fondo  per
la  promozione  di  interventi  di  riduzione  e  prevenzione   della
produzione di rifiuti e  per  lo  sviluppo  di  nuove  tecnologie  di
riciclaggio, con dotazione di 20 milioni di euro per anno a decorrere
dal 2008, a valere sulle risorse di cui al comma  321.  Il  fondo  e'
finalizzato alla  sottoscrizione  di  accordi  di  programma  e  alla
formulazione di bandi pubblici da parte del Ministro dell'ambiente  e
della tutela del territorio  e  del  mare  per  la  promozione  degli
interventi  di  cui  al  primo  periodo.  Con  decreto  del  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  da  adottare
nel termine di cinque mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono definite le modalita' di utilizzo del  fondo  di
cui al presente comma. 
 
  324.  Per  il  potenziamento  della  ricerca  e  lo  studio   sulle
interazioni tra i fattori ambientali e la salute, sugli  effetti  che
gli agenti inquinanti hanno sugli organismi  viventi,  e  in  special
modo sull'uomo, e al fine di accrescere le conoscenze scientifiche in
materia e di favorire lo studio  di  progetti  volti  ad  un'efficace
riduzione e al controllo delle emissioni inquinanti, e' istituito  un
fondo,  presso  il  Ministero  dell'ambiente  e  della   tutela   del
territorio e del mare, con una dotazione di 500.000 euro per ciascuno
degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  325. Al fine di potenziare le attivita' di vigilanza e controllo in
materia di ambiente marino e costiero,  anche  attraverso  azioni  di
sicurezza operativa e di informazione, il Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare e' autorizzato ad avvalersi di
strutture specialistiche del  Reparto  ambientale  marino  del  Corpo
delle capitanerie di porto - Guardia  costiera.  Sono  a  carico  del
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare  gli
oneri connessi all'acquisto dei beni  strumentali  necessari  per  lo
svolgimento delle attivita' di cui al presente comma. A tal  fine  e'
autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a valere sulle  risorse  di
cui al comma 321. 
 
  326. Al fine di prevenire situazioni di  emergenza  ambientale  con
particolare  riferimento   al   mare   nonche'   di   assicurare   il
funzionamento  ordinario  dell'Istituto  centrale  per   la   ricerca
scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM) e' assegnata, per
ciascuno degli anni 2008 e 2009, la somma di 10  milioni  di  euro  a
valere sulle risorse di cui al comma 321. 
 
  327. Per consentire la verifica ed il monitoraggio  delle  aree  ad
elevato rischio idrogeologico e la raccolta dei dati  ambientali,  il
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  e'
autorizzato  alla  stipula  di  accordi  di   programma   con   altre
amministrazioni centrali e periferiche  per  l'estensione  del  Piano
straordinario di  telerilevamento,  gia'  previsto  dall'articolo  27
della legge 31 luglio 2002, n. 179, al  fine  di  renderlo  punto  di
riferimento e  di  accesso  per  le  cartografie  e  le  informazioni
ambientali di  altre  amministrazioni  centrali  e  periferiche.  Per
l'attuazione del presente comma e' autorizzata la spesa di 10 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. 
  All'onere derivante dall'attuazione del presente comma, determinato
nella misura massima di 10 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni
2008, 2009 e 2010,  si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  1,  comma  1,  del
decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 aprile 2005, n. 58. 
 
  328. Per l'istituzione e il  finanziamento  di  nuove  aree  marine
protette, e' autorizzata la spesa di 5 milioni  di  euro  per  l'anno
2008. 
 
  329. Allo scopo di garantire la  prosecuzione  delle  attivita'  di
monitoraggio del rischio sismico attraverso l'utilizzo di  tecnologie
scientifiche  innovative  integrate  dei  fattori  di  rischio  nelle
diverse aree del territorio, ai sensi  dell'articolo  1,  comma  247,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e' autorizzata la spesa di  1,5
milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  330. Ai fini della riqualificazione e valorizzazione economica  del
territorio della regione fluviale del fiume Po e della  crescita  del
turismo,  le  regioni  interessate  attuano  interventi   finalizzati
all'aumento  della  sicurezza  idraulica   ed   idrogeologica,   alla
riqualificazione ambientale e alla estensione delle reti  ecologiche,
alla tutela delle risorse idriche, al recupero e alla tutela dei beni
culturali,  architettonici  ed  archeologici.  Tali  interventi  sono
programmati dalla Autorita' di bacino  di  cui  all'articolo  63  del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, anche  su  proposta  delle
regioni  ed  in  coerenza  con   la   pianificazione   vigente.   Per
l'attuazione degli interventi di cui al presente comma e' autorizzata
la spesa di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  331. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e  del
mare definisce e attiva un programma  di  interventi  di  difesa  del
suolo nei piccoli comuni il  cui  territorio  presenta  significativi
fenomeni di  dissesto  e  che  risultano  caratterizzati  da  estrema
perifericita' rispetto ai centri abitati di maggiori dimensioni. 
  Per l'attuazione del presente comma e' autorizzata la  spesa  di  5
milioni di euro per l'anno 2008 a valere  sulle  risorse  di  cui  al
comma 321. 
 
  332. Per le finalita' di mitigazione del rischio idrogeologico,  di
tutela  e  di  riqualificazione  dell'assetto  del  territorio  e  di
incentivazione  alla  permanenza  delle  popolazioni  nelle  aree  di
montagna e di collina, il Ministro dell'ambiente e della  tutela  del
territorio e del mare definisce e attiva, sulla base delle  richieste
dei comuni e delle comunita' montane, un programma di  interventi  di
manutenzione  del  reticolo  idrografico  minore  e   dei   versanti,
privilegiando la  realizzazione  di  opere  tradizionali  e  a  basso
impatto ambientale. Per l'attuazione del presente comma  e'  previsto
l'utilizzo del 10 per cento delle risorse destinate, per l'anno 2008,
alla difesa del suolo ai sensi del comma 321. 
 
  333. A decorrere dall'anno 2008, e' istituito presso  il  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il  Fondo  per
la  ristrutturazione  e  l'ammodernamento  della  rete   idrica   sul
territorio nazionale, con una dotazione di 30  milioni  di  euro  per
l'anno 2008 e di 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. 
  Entro tre mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente
legge, con decreto del Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio  e  del  mare,  di  concerto   con   il   Ministro   delle
infrastrutture,  sentito  il  parere  delle  competenti   Commissioni
parlamentari e della Conferenza unificata di cui all'articolo  8  del
decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive
modificazioni, sono stabilite le  modalita'  di  funzionamento  e  di
erogazione delle risorse del Fondo medesimo. 
 
  334. Il comma 1284 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.
296, e' sostituito dai seguenti: 
  "1284. E' istituito un fondo di solidarieta', presso la  Presidenza
del Consiglio dei ministri, finalizzato a promuovere il finanziamento
esclusivo  di  progetti  e  interventi,   in   ambito   nazionale   e
internazionale, atti a garantire il maggior  accesso  possibile  alle
risorse idriche secondo  il  principio  della  garanzia  dell'accesso
all'acqua a livello universale. Il fondo e' alimentato dalle  risorse
di cui al comma 1284-ter. Con decreto del  Ministro  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare, di concerto con  il  Ministro
degli affari esteri, sentito il parere delle  competenti  Commissioni
parlamentari e della Conferenza unificata di cui all'articolo  8  del
decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive
modificazioni, sono indicate  le  modalita'  di  funzionamento  e  di
erogazione delle risorse del fondo. 
  1284-bis. Al fine di tutelare le acque di falda,  di  favorire  una
migliore fruizione dell'acqua del rubinetto, di ridurre il consumo di
acqua potabile e la produzione di rifiuti, nonche'  le  emissioni  di
anidride carbonica,  e'  istituito  nello  stato  di  previsione  del
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  un
fondo   a   favore   della   potabilizzazione,   microfiltrazione   e
dolcificazione delle acque di rubinetto,  del  recupero  delle  acque
meteoriche e della permeabilita' dei suoli urbanizzati.  E  fondo  e'
alimentato, nel limite di 5 milioni di euro, per ciascuno degli  anni
2008, 2009 e 2010, dalle maggiori entrate di cui al  comma  1284-ter.
Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare sono disciplinate le modalita' di funzionamento del  fondo
e  sono  individuati  gli  interventi  ai  quali  sono  destinati   i
contributi a valere sul fondo medesimo. 
  1284-ter. E' istituito un contributo di 0,5 centesimi di  euro  per
ogni bottiglia di acqua minerale o da tavola  in  materiale  plastico
venduta al pubblico. Per materiale plastico si  intende  il  composto
macromolecolare    organico    ottenuto     per     polimerizzazione,
policondensazione,  poliaddizione  o  qualsiasi  altro   procedimento
simile da molecole di peso molecolare inferiore, ovvero per  modifica
chimica di macromolecole simili. Le entrate derivanti dal  contributo
di cui al presente comma sono destinate per un decimo  ad  alimentare
il fondo di cui al comma 1284 e per  nove  decimi  ad  alimentare  il
fondo di cui al comma 1284-bis". 
 
  335. E' istituito presso il Ministero dell'ambiente e della  tutela
del territorio e del mare un fondo di 50 milioni di  euro  annui  per
ciascuno degli anni 2008, 2009  e  2010  per  la  forestazione  e  la
riforestazione al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica,
per la realizzazione di aree verdi in zone  urbane  e  periurbane  al
fine di migliorare la qualita' dell'aria nei comuni a maggiore  crisi
ambientale, e di tutelare la biodiversita'. 
 
  336. Al fine di sostenere le  azioni  e  le  politiche  finalizzate
all'attuazione del Protocollo di Kyoto,  ratificato  ai  sensi  della
legge 1 ° giugno 2002, n. 120, nonche' ai fini di cui  alla  delibera
CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002, la somma di 2 milioni di euro annui
a valere sul fondo di cui al comma 335 e' destinata all'istituzione e
alla gestione del Registro nazionale dei serbatoi di carbonio e  alla
gestione dell'Inventario nazionale delle foreste di carbonio. 
 
  337.  Gli  Enti  parco  nazionali   che   hanno   provveduto   alla
rideterminazione  della  propria  dotazione  organica  in  attuazione
dell'articolo 1, comma 93, della legge  30  dicembre  2004,  n.  311,
possono incrementare le proprie  piante  organiche  entro  il  limite
massimo complessivo di 120 unita'  di  personale,  da  ripartire  tra
tutti gli Enti parco, nell'ambito del contributo dello Stato ai sensi
dell'articolo 32, comma 2, della legge  28  dicembre  2001,  n.  448,
delle ulteriori risorse attribuite ai sensi del  comma  338  e  delle
altre entrate di cui all'articolo 16 della legge 6 dicembre 1991,  n.
394. Per le finalita' di cui al presente comma, a decorrere dall'anno
2008  gli  Enti  parco  nazionali  sono  autorizzati   a   effettuare
assunzioni di personale  anche  in  deroga  alla  normativa  vigente,
previo esperimento delle procedure di mobilita'. 
 
  338. Per le finalita'  di  cui  al  comma  337  e'  autorizzato  un
contributo straordinario dello Stato di 2 milioni di euro a decorrere
dall'anno  2008.  Al  riparto  del  contributo  tra  gli  Enti  parco
nazionali di cui al comma 337 si provvede con  decreto  del  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  da  adottare
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 
 
  339. La commissione di riserva di cui all'articolo 28, terzo comma,
della legge 31 dicembre 1982, n.  979,  e  successive  modificazioni,
nominata dal Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e
del mare e istituita  presso  l'ente  cui  e'  delegata  la  gestione
dell'area  marina  protetta,  e'  composta:  da   un   rappresentante
designato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e
del mare, con funzioni di presidente; da un esperto  designato  dalla
regione  territorialmente   interessata,   con   funzioni   di   vice
presidente; da un esperto designato d'intesa tra i comuni rivieraschi
territorialmente   interessati;   da   un   esperto   del   Ministero
dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare;  da  un
rappresentante della Capitaneria di porto nominato  su  proposta  del
reparto ambientale marino presso il Ministero dell'ambiente  e  della
tutela  del  territorio  e  del  mare;  da   un   esperto   designato
dall'Istituto centrale  per  la  ricerca  scientifica  e  tecnologica
applicata al mare (ICRAM); da un esperto designato dalle associazioni
naturalistiche   maggiormente   rappresentative   riconosciute    dal
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.  In
attuazione  di  quanto  disposto  dal  presente  comma,  il  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare  procede  alla
ricostituzione di tutte le commissioni di riserva delle  aree  marine
protette entro centoventi giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore
della presente legge. 
 
  340. Al fine di potenziare le attivita' di sorveglianza e di tutela
del territorio e  di  disincentivare  l'esecuzione  di  lavori  senza
titolo o in difformita' dalle norme e  dagli  strumenti  urbanistici,
nonche' di sostenere gli oneri a carico dei  comuni  per  l'immediata
demolizione delle opere abusive, il Fondo per  le  demolizioni  delle
opere abusive, di cui all'articolo 32, comma 12, del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, e' incrementato di  ulteriori  10  milioni  di
euro per l'anno 2008. 
 
  341. All'articolo 27, comma 3, del testo unico  delle  disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, di  cui  al  decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,  e'  aggiunto,
in fine, il seguente periodo: "Entro  i  successivi  quindici  giorni
dalla notifica  il  dirigente  o  il  responsabile  dell'ufficio,  su
ordinanza del sindaco, puo' procedere al sequestro del cantiere". 
 
  342. E' istituito presso il Ministero dell'ambiente e della  tutela
del territorio e del mare un fondo di 2 milioni di  euro  per  l'anno
2008, per l'avvio di un programma di  valorizzazione  e  di  recupero
delle ferrovie dismesse. 
 
  343. Per l'attuazione  del  programma  di  cui  al  comma  342,  il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  di
concerto con il Ministro per i beni e le attivita' culturali e con il
Ministro  dei  trasporti,  individua  criteri  e  modalita'  per   la
realizzazione  di  una  rete  di  percorsi  ferroviari  dismessi   da
destinare  a  itinerari   ciclo-turistici   e   avvia   progetti   di
fattibilita'  per  la  conversione  a  uso  ciclabile  delle   tratte
ferroviarie dismesse di cui alla  tabella  4  annessa  alla  presente
legge. 
 
  344. E' istituito, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare, il Fondo denominato "un centesimo  per  il
clima" nel quale affluiscono le entrate derivanti dalla contribuzione
volontaria di un centesimo di  euro  per  ogni  litro  di  carburante
acquistato alla pompa per l' autotrazione, nonche' per ogni 6 kW/h di
energia elettrica consumata. 
 
  345. A decorrere dal 1° gennaio 2008, per ogni litro di  carburante
acquistato e per ogni 6 kW/h di energia elettrica erogati per i quali
sia stata effettuata  la  contribuzione  volontaria  e'  previsto  un
corrispondente contributo aggiuntivo di un centesimo di euro da parte
delle societa' di distribuzione di carburante e di energia elettrica.
Il Fondo di cui al comma 344 e' finalizzato  al  finanziamento  delle
politiche  della  mobilita'  sostenibile,  delle  fonti   energetiche
rinnovabili per ridurre le  emissioni  di  anidride  carbonica  e  al
sostegno delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. 
 
  346. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della  presente
legge il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
mare, con proprio decreto, sentite le organizzazioni  rappresentative
di categoria, le associazioni ambientaliste di  cui  all'articolo  13
della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni,  e  le
associazioni dei consumatori, definisce le  modalita'  di  attuazione
della contribuzione volontaria di cui al comma 344 e  del  contributo
di cui al comma 345 nonche' le modalita' di gestione del  Fondo.  Con
il medesimo decreto e' istituito un comitato di  esperti  che  ha  il
compito di verificare l'attuazione delle finalita' del Fondo  di  cui
al comma 344. Le spese  di  funzionamento  del  comitato  di  cui  al
periodo precedente sono poste a carico delle dotazioni del Fondo  "un
centesimo per il clima". 
 
  347. Per l'anno 2008, al Fondo di cui al comma 344 e' assegnata una
dotazione di 1 milione di euro ai fini dell'avvio della  campagna  di
comunicazione del medesimo Fondo. 
 
  348. In nessun caso il medico  curante  puo'  prescrivere,  per  il
trattamento di una determinata patologia, un medicinale di cui non e'
autorizzato il commercio quando sul proposto impiego  del  medicinale
non siano  disponibili  almeno  dati  favorevoli  di  sperimentazioni
cliniche di fase seconda.  Parimenti,  e'  fatto  divieto  al  medico
curante  di  impiegare,  ai  sensi  dell'articolo  3,  comma  2,  del
decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con modificazioni,
dalla legge 8 aprile 1998,  n.  94,  un  medicinale  industriale  per
un'indicazione  terapeutica  diversa  da  quella  autorizzata  ovvero
riconosciuta agli effetti dell'applicazione dell'articolo 1, comma 4,
del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge  23
dicembre 1996,  n.  648,  qualora  per  tale  indicazione  non  siano
disponibili almeno dati favorevoli di sperimentazione clinica di fase
seconda. 
 
  349. Ai fini delle decisioni da assumere ai sensi dell'articolo  1,
comma 4, del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito  dalla
legge 23 dicembre 1996, n. 648, e dell'articolo 2,  comma  1,  ultimo
periodo, del decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 8  aprile  1998,  n.  94,  la  Commissione
tecnico-scientifica dell'Agenzia  italiana  del  farmaco,  subentrata
nelle competenze della Commissione unica del farmaco,  valuta,  oltre
ai profili di sicurezza, la  presumibile  efficacia  del  medicinale,
sulla base dei dati disponibili delle sperimentazioni  cliniche  gia'
concluse, almeno di fase seconda. 
 
  350. Le confezioni di medicinali  in  corso  di  validita',  ancora
integre e correttamente conservate,  legittimamente  in  possesso  di
ospiti  delle  Residenze  sanitarie  assistenziali  (RSA)  ovvero  in
possesso di famiglie che hanno ricevuto assistenza  domiciliare,  per
un loro congiunto, dall'azienda  sanitaria  locale  (ASL)  o  da  una
organizzazione  non  lucrativa   avente   finalita'   di   assistenza
sanitaria, possono essere riutilizzate nell'ambito della stessa RSA o
della  stessa  ASL  o  della  stessa  organizzazione  non  lucrativa,
qualora, rispettivamente, non siano reclamate dal detentore  all'atto
della dimissione dalla RSA o, in caso  di  suo  decesso,  dall'erede,
ovvero siano restituite dalla famiglia che ha  ricevuto  l'assistenza
domiciliare alla ASL o all'organizzazione non lucrativa. 
 
  351. Al di fuori dei casi previsti dal comma 350, le confezioni  di
medicinali in corso di  validita',  ancora  integre  e  correttamente
conservate, ad esclusione di quelle  per  le  quali  e'  prevista  la
conservazione  in  frigorifero  a  temperature  controllate,  possono
essere consegnate dal detentore che  non  abbia  piu'  necessita'  di
utilizzarle ad organizzazioni senza fini di lucro, riconosciute dalle
regioni  e  province  autonome,  aventi  finalita'  umanitarie  o  di
assistenza sanitaria. 
 
  352. Ai fini del loro riutilizzo, le confezioni  di  medicinali  di
cui ai commi 350 e 351 sono  prese  in  carico  da  un  medico  della
struttura od  organizzazione  interessata,  che  provvede  alla  loro
verifica, registrazione e custodia. Le disposizioni di cui  ai  commi
da 350 al presente comma si applicano anche a  medicinali  contenenti
sostanze stupefacenti o psicotrope. 
 
  353.  L'adempimento  ai  fini  dell'accesso  agli  importi  di  cui
all'articolo 1, comma 181, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,  con
riferimento alla spesa farmaceutica registrata  nell'esercizio  2007,
s'intende rispettato alle seguenti condizioni: 
  a) con riferimento al superamento del tetto del 13 per cento per la
spesa farmaceutica convenzionata,  alla  verifica  del  conseguimento
degli effetti finanziari delle misure  di  contenimento  della  spesa
farmaceutica  adottate  nell'anno  2007,  negli  importi  definiti  e
comunicati alle regioni dal Tavolo  tecnico  per  la  verifica  degli
adempimenti, ai sensi dell'articolo 1, comma 796, lettera  l),  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296,  per  l'anno  2005,  ovvero,  per  le
regioni che hanno sottoscritto un  accordo  con  lo  Stato  ai  sensi
dell'articolo 1, comma 180, della legge 30  dicembre  2004,  n.  311,
negli importi programmati nei piani di rientro  di  riorganizzazione,
di riqualificazione e  di  individuazione  degli  interventi  per  il
perseguimento   dell'equilibrio   economico.    La    verifica    del
conseguimento degli effetti finanziari delle  misure  adottate  dalle
regioni  e'  effettuata  dal  predetto  Tavolo  di   verifica   degli
adempimenti, che si avvale del supporto tecnico dell'Agenzia italiana
del farmaco; 
  b) con riferimento al superamento della soglia del 3 per cento  per
la spesa farmaceutica non convenzionata, alla verifica dell'idoneita'
e della congruita' del processo attuativo dei Piani  di  contenimento
della spesa  farmaceutica  ospedaliera  adottati  dalle  regioni.  La
predetta  verifica  e'   effettuata   congiuntamente   dal   Comitato
paritetico permanente per la  verifica  dell'erogazione  dei  livelli
essenziali di assistenza e dal Tavolo tecnico per la  verifica  degli
adempimenti, che  si  avvalgono  del  supporto  tecnico  dell'Agenzia
italiana del farmaco. 
 
  354. Per il consolidamento e il  rafforzamento  delle  strutture  e
dell'attivita'  dell'assistenza  domiciliare  oncologica   effettuata
dalla Lega italiana per la  lotta  contro  i  tumori  e'  autorizzata
l'erogazione di un  ulteriore  contributo  straordinario  pari  ad  1
milione di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  355. E' istituito presso il Ministero della salute, senza oneri per
la  finanza  pubblica,  un  registro  dei  dottori  in  chiropratica.
L'iscrizione al suddetto registro e' consentita a coloro che sono  in
possesso di diploma di laurea magistrale  in  chiropratica  o  titolo
equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di  dottore  in
chiropratica  ed  esercita   le   sue   mansioni   liberamente   come
professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla
salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico puo' essere
inserito o convenzionato  nelle  o  con  le  strutture  del  Servizio
sanitario nazionale nei modi e nelle forme previsti dall'ordinamento.
Il regolamento di attuazione del presente comma e' emanato, entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,  n.  400,  dal
Ministro della salute. 
 
  356. Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, di  cui  al
decreto interministeriale 26 luglio 2007, pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 231 del 4  ottobre  2007,  assume  la  denominazione  di
"Autorita' nazionale per la sicurezza alimentare" e, a decorrere  dal
15 gennaio 2008, si trasforma in "Agenzia nazionale per la  sicurezza
alimentare", con sede in Foggia, che e' posta sotto la vigilanza  del
Ministero della salute. Con decreto del Presidente del Consiglio  dei
ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto  con  il
Ministro  delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali,  sono
stabilite  le  norme  per  l'organizzazione,   il   funzionamento   e
l'amministrazione dell'Agenzia. Per lo svolgimento delle attivita'  e
il funzionamento dell'Agenzia e' autorizzato  un  contributo  di  2,5
milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 1,5  milioni
di euro per l'anno 2010. 
 
  357. Il sistema nazionale di educazione continua in medicina  (ECM)
e' disciplinato secondo le disposizioni di cui all'accordo  stipulato
in sede di Conferenza permanente per i  rapporti  tra  lo  Stato,  le
regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano  in  data  1°
agosto 2007, recante il riordino del sistema di  formazione  continua
in medicina. In particolare, la gestione amministrativa del programma
di ECM e il supporto alla Commissione  nazionale  per  la  formazione
continua di  cui  all'articolo  16-ter  del  decreto  legislativo  30
dicembre 1992, n. 502, e successive  modificazioni,  sono  trasferiti
all'Agenzia per i servizi sanitari regionali, istituita dall'articolo
5 del decreto legislativo  30  giugno  1993,  n.  266,  e  successive
modificazioni, che, a decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, assume la denominazione di Agenzia  nazionale  per  i
servizi sanitari regionali, organo tecnico-scientifico  del  Servizio
sanitario nazionale, che svolge attivita' di ricerca  e  di  supporto
nei confronti del  Ministro  della  salute,  delle  regioni  e  delle
province autonome di Trento e di Bolzano.  La  Commissione  nazionale
per la formazione continua,  che  svolge  le  funzioni  e  i  compiti
indicati nel citato accordo del l° agosto  2007,  e'  costituita  con
decreto del Ministro della salute nella composizione individuata  nel
predetto accordo. 
  Concorrono, altresi', alla piena realizzazione del nuovo sistema di
ECM gli ulteriori organismi previsti dal citato accordo,  secondo  le
competenze da esso attribuite. 
 
  358. Per favorire l'attivazione dei nuovi servizi, l'Agenzia di cui
al comma 357 puo' avvalersi, ai sensi  dell'articolo  17,  comma  14,
della legge 15 maggio 1997, n. 127, di personale non dirigenziale  di
ruolo in posizione di comando dipendente dal Ministero della salute e
dalle altre pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2,
del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e   successive
modificazioni, per un contingente  massimo  di  quindici  unita'.  Il
Ministro della salute puo' altresi' disporre  presso  l'Agenzia,  per
periodi massimi di due anni e con le modalita' previste  all'articolo
1, comma 308, della legge 23 dicembre 2005,  n.  266,  distacchi  non
rinnovabili fino  a  un  massimo  di  quindici  unita'  di  personale
dipendente dal  Ministero  della  salute.  I  contributi  alle  spese
previsti all'articolo 92, comma 5, della legge 23 dicembre  2000,  n.
388, affluiscono direttamente al bilancio dell'Agenzia ai fini  della
copertura degli oneri dalla stessa sostenuti, ivi incluse le spese di
funzionamento della Commissione nazionale per la formazione  continua
e degli ulteriori organismi previsti dal citato accordo del 1° agosto
2007 nonche' le spese per il personale derivanti dall'attuazione  dei
commi da 357 a 360. 
 
  359. Per consentire all'Agenzia di cui al comma 357 di fare  fronte
tempestivamente   e   con   completezza   agli   ulteriori    compiti
istituzionali,  la  dotazione  organica  del  relativo  personale  e'
determinata  in  sessanta  unita'  di  personale  di  ruolo,  di  cui
quarantotto unita' di personale non  dirigente  e  dodici  dirigenti.
L'Agenzia e' autorizzata a procedere  alla  copertura  dei  posti  di
nuova istituzione, nei limiti della dotazione organica  rideterminata
dal  presente  comma  e  del   finanziamento   complessivo   di   cui
all'articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno  1993,  n.
266, come sostituito dall'articolo 2, comma 4, del  decreto-legge  19
febbraio 2001, n. 17, convertito, con modificazioni, dalla  legge  28
marzo 2001, n. 129, integrato dai contributi di cui al comma 358. 
 
  360. Sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo  16-ter  del
decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.   502,   e   successive
modificazioni, incompatibili con i commi da 357 al presente  comma  e
le disposizioni di cui al primo periodo del comma 4  dell'articolo  5
del  decreto  legislativo  30  giugno  1993,  n.  266,  e  successive
modificazioni. 
 
  361. Per le transazioni  da  stipulare  con  soggetti  talassemici,
affetti da altre emoglobinopatie o da anemie ereditarie, emofilici ed
emotrasfusi occasionali danneggiati da trasfusione con sangue infetto
o  da  somministrazione  di  emoderivati  infetti  e   con   soggetti
danneggiati da vaccinazioni obbligatorie che hanno instaurato  azioni
di risarcimento danni tuttora pendenti, e' autorizzata  la  spesa  di
180 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2008. 
 
  362. Con decreto del Ministro della  salute,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, sono  fissati  i  criteri  in
base ai quali sono definite, nell'ambito di un piano pluriennale,  le
transazioni di cui  al  comma  361  e,  comunque,  nell'ambito  della
predetta  autorizzazione,  in  analogia  e  coerenza  con  i  criteri
transattivi gia' fissati per i soggetti  emofilici  dal  decreto  del
Ministro della salute 3  novembre  2003,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 280 del 2 dicembre 2003, sulla  base  delle  conclusioni
rassegnate dal gruppo tecnico  istituito  con  decreto  del  Ministro
della salute in data 13 marzo  2002,  con  priorita',  a  parita'  di
gravita' dell'infermita', per i soggetti  in  condizioni  di  disagio
economico  accertate  mediante   l'utilizzo   dell'indicatore   della
situazione economica equivalente (ISEE) di cui al decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 109, e successive modificazioni. 
 
  363. L'indennizzo di cui all'articolo  1  della  legge  29  ottobre
2005, n. 229, e'  riconosciuto,  altresi',  ai  soggetti  affetti  da
sindrome   da   talidomide,   determinata   dalla    somministrazione
dell'omonimo farmaco, nelle forme dell'amelia,  dell'emimelia,  della
focomelia e della macromelia. (13) 
 
  364. Per la copertura degli oneri di cui al con una 361, nonche' al
fine di assicurare ulteriori maggiori entrate pari a 140  milioni  di
euro per l'anno 2008 e a 280 milioni di euro  a  decorrere  dall'anno
2009, si provvede, tenuto conto delle modifiche dei prezzi di vendita
al pubblico dei tabacchi lavorati eventualmente intervenute ai  sensi
dell'articolo 2 della legge 13 luglio  1965,  n.  825,  e  successive
modificazioni, alle occorrenti variazioni dell'aliquota di base della
tassazione dei tabacchi lavorati di cui all'articolo 5 della legge  7
marzo 1985, n. 76, e  successive  modificazioni,  adottate  ai  sensi
dell'articolo 1, comma 485, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 
 
  365. Una quota delle maggiori entrate derivanti dal comma 364, pari
a 140 milioni di euro per l'anno 2008 e  a  280  milioni  di  euro  a
decorrere dall'anno  2009,  e'  iscritta  nel  Fondo  per  interventi
strutturali di politica economica di cui all'articolo  10,  comma  5,
del  decreto-legge  29  novembre  2004,  n.  282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 
 
  366. Al fine di assicurare l'espletamento delle  attivita'  che  la
associazione  italiana   della   Croce   rossa   svolge   in   regime
convenzionale nel settore dei servizi  sociali  e  socio-sanitari,  i
contratti di lavoro a tempo determinato stipulati  sulla  base  delle
convenzioni sono confermati per la durata delle convenzioni medesime.
In tutti gli altri casi restano ferme le limitazioni  previste  dalla
presente legge in materia di lavoro flessibile. 
  Alla copertura dell'onere relativo la associazione  italiana  della
Croce rossa provvede nell'ambito delle risorse  finanziarie  previste
dalle convenzioni e in ogni caso  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a
carico della finanza pubblica. 
 
  367. Nei confronti del  personale  di  cui  al  comma  366  trovano
applicazione le disposizioni dei commi 90, 92 e  94  dell'articolo  3
della presente legge. Per  i  soggetti  in  possesso  dei  prescritti
requisiti  che  non  possono  essere  stabilizzati  per  mancanza  di
disponibilita' di  posti  vacanti  nell'organico  della  associazione
italiana della Croce rossa, nel rispetto della vigente  normativa  in
materia di assunzioni, si procede ad  un  graduale  assorbimento  del
personale presso gli enti del Servizio sanitario nazionale  e  presso
le regioni, tenuto conto delle qualifiche e dei profili professionali
e nel rispetto  delle  procedure  previste  per  le  altre  pubbliche
amministrazioni  e  dei  vincoli  di  contenimento  delle  spese   di
personale cui sono sottoposti i  predetti  enti,  sulla  base  di  un
protocollo  da  stipulare  con  le  regioni  nelle  competenti   sedi
istituzionali, su proposta del Ministero della salute di concerto con
la  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  -  Dipartimento  della
funzione pubblica e con il Ministero dell'economia e  delle  finanze.
Con tale protocollo sono  anche  definiti  gli  aspetti  relativi  al
rinnovo delle  convenzioni  di  cui  al  comma  366,  allo  scopo  di
assicurare la continuita' del  servizio  attraverso  la  proroga  dei
contratti di lavoro in essere. 
 
  368. All'articolo 1, comma 527, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "Al  fine  di
assicurare il rispetto della disciplina vigente sul bilinguismo e  la
riserva proporzionale di  posti  nel  pubblico  impiego,  gli  uffici
periferici  delle  amministrazioni  dello  Stato,  inclusi  gli  enti
previdenziali situati sul  territorio  della  provincia  autonoma  di
Bolzano, sono autorizzati per  gli  anni  2008  e  2009  ad  assumere
personale  risultato  vincitore  o  idoneo  a  seguito  di  procedure
concorsuali pubbliche nel limite di spesa pari a 2 milioni di euro  a
valere sul fondo di cui al presente articolo". 
 
  369. Al fine di  riconoscere  i  particolari  oneri  connessi  allo
svolgimento bilingue del servizio, la misura mensile  dell'indennita'
speciale di seconda lingua prevista per il personale di  magistratura
ordinaria, amministrativa e contabile ai sensi dell'articolo 1  della
legge 13 agosto 1980, n. 454, e' riderminata in 400 euro, fino  a  un
limite massimo di spesa pari a 150.000 euro annui. 
 
  370.  All'articolo  4  della  legge  14  agosto  1991,  n.  281,  e
successive modificazioni, al  comma  1,  primo  periodo,  la  parola:
"incruenti" e' soppressa. 
 
  371. All'articolo 4, comma 1, della legge 14 agosto 1991, n. 281, e
successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:
"I comuni, singoli o associati, e le comunita' montane  provvedono  a
gestire  i  canili  e  gattili  sanitari   direttamente   o   tramite
convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile o  con  soggetti
privati che garantiscano la presenza  nella  struttura  di  volontari
delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione  delle
adozioni e degli affidamenti dei cani e dei gatti". 
 
  372. A  valere  sulle  risorse  dell'apposito  fondo  da  ripartire
istituito presso lo stato di previsione del Ministero della salute ai
sensi del comma 616, una quota delle medesime risorse pari al 50  per
cento per l'anno 2008 e' destinata alla concessione, con decreto  del
Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, di un contributo finanziario alle regioni e alle province
autonome finalizzato ad agevolare  la  diffusione  tra  le  dodicenni
della vaccinazione HPV basata sull'offerta attiva del vaccino. 
 
  373. E' autorizzata la complessiva spesa di euro 2.074 milioni,  di
cui 40 milioni per l'anno 2008, 50 milioni per  ciascuno  degli  anni
dal 2009 al 2048  e  34  milioni  per  l'anno  2049,  finalizzata  al
sostegno dell'Italia al raggiungimento degli  obiettivi  di  Sviluppo
del millennio,  attraverso  la  partecipazione  ai  nuovi  Meccanismi
innovativi di finanziamento dello sviluppo, e alla cancellazione  del
debito dei Paesi poveri nei confronti delle  istituzioni  finanziarie
internazionali. 
 
  374. Per gli anni 2008 e 2009, l'importo di 60,5  milioni  di  euro
previsto dall'articolo 1, comma 806, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, da assegnare alle regioni e alle province autonome di  Trento  e
di Bolzano, con decreto del Ministro della salute, previa intesa  con
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano,  per  l'integrazione  e  il
cofinanziamento dei progetti regionali attuativi del Piano  sanitario
nazionale e prioritariamente finalizzato: 
  a) alla  sperimentazione  del  modello  assistenziale  "case  della
salute"; 
  b) alle malattie rare; 
  c) all'implementazione della rete delle unita' spinali unipolari  e
delle strutture per pazienti gravi cerebrolesi; 
  d) all'attuazione del Patto per la salute e la sicurezza sui luoghi
di lavoro; 
  e) alla promozione di attivita' di integrazione tra dipartimenti di
salute mentale e ospedali psichiatrici giudiziari; 
  f) all'attuazione del documento programmatico "Guadagnare salute  -
rendere facili le scelte salutari", di cui al decreto del  Presidente
del Consiglio dei ministri 4 maggio 2007, pubblicato nel  supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2007. 
 
  375. Al comma 566 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, le parole: "purche' abbia superato o superi prove  selettive  di
natura concorsuale. A far data dal 2007 lo stanziamento  annuo  della
legge 19 gennaio 2001, n. 3, e'  rideterminato  in  euro  30.300.000"
sono sostituite dalle seguenti: ", ed accertati i requisiti specifici
professionali e generali di idoneita'.  Lo  stanziamento  di  cui  al
decreto-legge   21   novembre   2000,   n.   335,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 19 gennaio 2001, n. 3, e' rideterminato, a
decorrere dall'anno 2008, in euro 35.300.000". 
 
  376. Per l'anno 2008, la quota di partecipazione al  costo  per  le
prestazioni  di  assistenza  specialistica  ambulatoriale   per   gli
assistiti non esentati, di cui all'articolo 1, comma 796, lettera p),
primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' abolita. 
 
  377.  Per  le  finalita'  di  cui  al  comma  376  il  livello  del
finanziamento  del  Servizio   sanitario   nazionale   cui   concorre
ordinariamente lo Stato e' incrementato di 834 milioni  di  euro  per
l'anno 2008. Il predetto incremento e' ripartito tra le regioni con i
medesimi criteri adottati per lo stesso anno. 
 
  378. A tal fine  il  fondo  di  rotazione  per  l'attuazione  delle
politiche comunitarie di cui all'articolo 5  della  legge  16  aprile
1987, n. 183, e' ridotto di 326 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  379. Il Ministero della salute promuove l'adozione da  parte  delle
regioni  di  programmi  finalizzati   ad   assicurare   qualita'   ed
appropriatezza nel campo dell'assistenza  protesica,  sulla  base  di
linee guida adottate con accordo  stipulato  in  sede  di  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano. 
 
  380. Nell'anno 2008, a livello nazionale e in ogni singola regione,
la spesa per l'erogazione  di  prestazioni  di  assistenza  protesica
relativa ai dispositivi su misura di cui  all'elenco  1  allegato  al
regolamento di cui al decreto del Ministro della  sanita'  27  agosto
1999, n. 332, non  puo'  superare  il  livello  di  spesa  registrato
nell'anno 2007 incrementato del tasso di inflazione  programmata.  Al
fine di omogeneizzare sul territorio nazionale la remunerazione delle
medesime prestazioni, gli importi  delle  relative  tariffe,  fissate
quali tariffe massime dall'articolo 4 del decreto del Ministro  della
salute 12 settembre 2006, pubblicato nel supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2006, sono incrementati del
9 per cento. 
 
  381. Dall'applicazione dell'articolo  1,  comma  409,  lettera  c),
della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e  successive  modificazioni,
sono escluse le attivita' di informazione ed  aggiornamento  relative
alla assistenza protesica su misura  realizzate  in  coerenza  con  i
programmi regionali di  cui  al  comma  379  ovvero  accreditate  nei
programmi di educazione continua in medicina. 
 
  382. E' istituito presso il Ministero dell'ambiente e della  tutela
del territorio e del mare il Fondo nazionale per la fauna  selvatica,
destinato agli enti morali che, per  conto  delle  province  e  delle
regioni, ivi comprese le province autonome e  le  regioni  a  statuto
speciale, gestiscono i centri per la cura e il recupero  della  fauna
selvatica, con particolare riferimento  alle  specie  faunistiche  di
interesse  comunitario.  La  gestione  del  Fondo  e'  regolata   con
successivo decreto del Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare, di concerto con il  Ministro  delle  politiche
agricole alimentari e forestali e con il Ministro della salute. 
 
  383. E' istituito presso  il  Ministero  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali un fondo per la repressione dei reati in danno
agli animali. Le risorse del fondo sono  destinate  al  finanziamento
degli interventi sostenuti dal Nucleo investigativo per  i  reati  in
danno agli animali del Corpo forestale dello Stato. 
 
  384. Ad ognuno dei fondi di cui ai commi 382 e  383  e'  attribuita
una somma pari a 1 milione di euro per gli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  385. All'articolo 17, comma 29, della legge 27  dicembre  1997,  n.
449, le parole: "nella misura di lire 103.000 per tonnellata/anno  di
anidride solforosa e di lire 203.000" sono sostituite dalle seguenti:
"nella misura di euro 106 per tonnellata/anno di anidride solforosa e
di euro 209". 
 
  386. Il quarto ed il quinto periodo del comma 8 dell'articolo 3 del
decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, introdotti dall'articolo 1, comma
1143, della legge 27 dicembre  2006,  n.  296,  sono  sostituiti  dai
seguenti: "Gli interventi relativi a programmi approvati dal Ministro
per i beni e le attivita' culturali per i quali non risultino avviate
le procedure di gara ovvero definiti gli affidamenti diretti entro il
termine del 31 dicembre dell'anno successivo a quello di approvazione
sono riprogrammati con decreto del Ministro per i beni e le attivita'
culturali    nell'ambito    dell'aggiornamento    del     piano     e
dell'assegnazione dei fondi di cui al penultimo periodo del  comma  1
dell'articolo 7 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 149, convertito,
con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993,  n.  237.  Le  risorse
finanziarie relative agli  interventi  riprogrammati  possono  essere
trasferite, con le modalita' di cui alla legge 3 marzo 1960, n.  169,
da una contabilita' speciale ad un'altra ai fini dell'attuazione  dei
nuovi interventi individuati con la riprogrammazione, ove  possibile,
nell'ambito della stessa regione. Entro e non oltre il 31 gennaio  di
ciascun  anno  i  capi  degli  Istituti  centrali  e  periferici  del
Ministero per  i  beni  e  le  attivita'  culturali,  titolari  delle
predette  contabilita'  speciali,  sono  tenuti  a  comunicare   alla
Direzione generale centrale competente gli interventi per i quali non
siano  state  avviate  le  procedure  di  gara  ovvero  definiti  gli
affidamenti diretti ai fini della riprogrammazione degli stessi". 
 
  387. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  388. Per la valorizzazione, finalizzata alla fruizione, dei  parchi
archeologici siciliani inseriti nella "Lista del patrimonio mondiale"
dell'UNESCO e' autorizzata la spesa di 1 milione di euro annui per un
piano triennale di manutenzione straordinaria. La Regione  siciliana,
a cui sono trasferite le risorse di cui al presente comma, predispone
entro tre mesi il predetto piano di manutenzione straordinaria. 
 
  389. Al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, sono  apportate
le seguenti modificazioni: 
  a) all'articolo 12, comma 5, sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti
parole: "una sola volta"; 
  b) all'articolo 21, al comma 1, la lettera b) e' abrogata e dopo il
comma 1 e' inserito il seguente: 
  "1-bis. L'autorita' di cui al comma  1  dispone  in  ogni  caso  lo
scioglimento del consiglio di amministrazione della fondazione quando
i conti economici  di  due  esercizi  consecutivi  chiudono  con  una
perdita del periodo complessivamente superiore al 30  per  cento  del
patrimonio disponibile, ovvero sono previste perdite  del  patrimonio
disponibile di analoga gravita'"; c) all'articolo  21,  comma  2,  le
parole: "comunque non superiore a sei  mesi"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "non superiore a sei mesi, rinnovabile una sola volta". 
 
  390. Le modifiche di cui al comma 389, lettere a) e c), entrano  in
vigore a decorrere dal 1° gennaio 2008. I commissari ed i consiglieri
di amministrazione che abbiano gia' superato il  limite  del  mandato
decadono con l'approvazione del bilancio dell'anno 2007. 
 
  391. Le modifiche di cui al  comma  389,  lettera  b),  entrano  in
vigore dal 1° gennaio 2009 e prendono in considerazione, in  sede  di
prima applicazione, gli esercizi degli anni 2008-2009. 
 
  392. COMMA ABROGATO DAL D.L. 30 APRILE 2010, N. 64, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 29 GIUGNO 2010, N. 100. 
 
  393. E' istituito presso il Ministero per i  beni  e  le  attivita'
culturali un fondo di 20 milioni di  euro  per  ciascuno  degli  anni
2008, 2009 e 2010 al fine di: 
  a)   contribuire   alla   ricapitalizzazione    delle    fondazioni
lirico-sinfoniche soggette ad amministrazione straordinaria ai  sensi
dell'articolo 21 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367; 
  b)   contribuire   alla   ricapitalizzazione    delle    fondazioni
lirico-sinfoniche che abbiano chiuso  almeno  in  pareggio  il  conto
economico  degli  ultimi  due  esercizi,  ma  presentino  nell'ultimo
bilancio  approvato  un   patrimonio   netto   inferiore   a   quello
indisponibile e propongano adeguati piani di risanamento al Ministero
per  i  beni  e  le  attivita'  culturali,  nonche'  di  quelle  gia'
sottoposte ad amministrazione straordinaria nel  corso  degli  ultimi
due esercizi che non abbiano ancora terminato la ricapitalizzazione. 
 
  394. Con decreto del Ministro per i beni e le  attivita'  culturali
non avente natura regolamentare il fondo  di  cui  al  comma  393  e'
ripartito  fra  tutti  gli  aventi  diritto  in   proporzione   delle
differenze negative fra patrimonio netto e patrimonio  indisponibile,
calcolate nella loro totalita', e delle altre perdite del  patrimonio
netto, calcolate nella meta' del loro valore. Il predetto decreto  e'
adottato entro il 30 giugno di ogni anno a seguito  dell'approvazione
da parte delle fondazioni lirico-sinfoniche  dei  bilanci  consuntivi
dell'esercizio precedente e della presentazione di adeguati piani  di
risanamento di cui al comma 393. Decorso tale termine, il decreto  e'
comunque adottato  escludendo  dal  riparto  le  fondazioni  che  non
abbiano presentato il bilancio consuntivo e il  prescritto  piano  di
risanamento. 
 
  395.   Al   fine   di   incentivare    il    buon    andamento    e
l'imprenditorialita' delle fondazioni lirico-sinfoniche, all'articolo
24, comma 1, del decreto  legislativo  29  giugno  1996,  n.  367,  e
successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:
"Gli  interventi  di  riduzione  delle  spese  sono  individuati  nel
rapporto tra entita'  della  attivita'  consuntivata  e  costi  della
produzione   nell'anno   precedente    la    ripartizione,    nonche'
nell'andamento positivo dei rapporti tra ricavi della biglietteria  e
costi  della  produzione  consuntivati  negli  ultimi  due   esercizi
precedenti la ripartizione". 
 
  396. A decorrere dal 1° gennaio 2008, gli  importi  dei  contributi
statali erogati alle istituzioni culturali ai sensi degli articoli 1,
7 e 8 della legge 17 ottobre  1996,  n.  534,  sono  iscritti  in  un
apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero per i  beni
e  le  attivita'  culturali,  la  cui   dotazione   e'   quantificata
annualmente ai sensi dell'articolo 11, comma  3,  lettera  d),  della
legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. A  decorrere
dalla medesima data, alle istituzioni culturali di cui alla legge  17
ottobre 1996, n.  534,  non  si  applicano  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 32, commi 2 e 3, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. 
 
  397. Per l'anno 2008 la spesa autorizzata  dagli  articoli  7  e  8
della legge 17 ottobre 1996, n. 534, e' incrementata di  3,4  milioni
di euro. 
 
  398.  Sono  legittimati  a  richiedere   a   titolo   gratuito   la
concessione,  ovvero  la  locazione,  dei  beni   immobili   di   cui
all'articolo 9 del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 13 settembre 2005, n. 296,  con  l'onere  di  ordinaria  e
straordinaria manutenzione a loro totale carico, le  accademie  e  le
istituzioni culturali non aventi scopo di lucro  per  lo  svolgimento
continuativo di attivita' culturali di interesse pubblico. 
 
  399. Le disposizioni di cui al comma 398 si applicano ai  contratti
in corso, ovvero alle utilizzazioni in corso, alla data di entrata in
vigore del citato regolamento di cui al decreto del Presidente  della
Repubblica n. 296 del 2005, anche per le ipotesi in cui  alla  stessa
data non siano stati posti in essere i relativi atti di concessione o
locazione. 
 
  400. La stipula degli atti di concessione o  locazione  di  cui  al
comma  398  e'  subordinata  alla  previa  regolazione  dei  rapporti
pendenti, con la corresponsione di una somma determinata nella misura
annua ricognitoria di euro 150, ferme restando  acquisite  all'erario
le somme gia' corrisposte per importi superiori. 
 
  401. All'onere derivante dai commi 396 e  da  398  a  400,  pari  a
complessivi euro 100.000 a decorrere dal 2008, si  provvede  mediante
utilizzo delle risorse di cui all'articolo 1, comma 1142, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, allo scopo intendendosi corrispondentemente
ridotta l'autorizzazione di spesa recata dalla medesima disposizione. 
 
  402. Per le celebrazioni del 150°  anniversario  della  nascita  di
Giacomo Puccini  e'  autorizzato,  per  l'anno  2008,  un  contributo
straordinario di 1,5 milioni  di  euro  in  favore  della  Fondazione
festival pucciniano, con sede in Torre del Lago Puccini. 
 
  403. Al fine di  consentire  interventi  di  restauro  archeologico
delle strutture  degli  edifici  antichi  di  spettacolo,  teatri  ed
anfiteatri e' stanziata per l'anno 2008 a favore del Ministero per  i
beni e le attivita' culturali la somma di 1 milione di euro. 
 
  404. Al fine di consentire interventi di demolizione di immobili  e
infrastrutture,  la  cui  realizzazione  ha  prodotto  un  danno   al
paesaggio in aree di particolare valenza culturale,  paesaggistica  e
naturale incluse nel perimetro di riconoscimento  dei  siti  italiani
UNESCO, di cui alla legge 20 febbraio 2006, n. 77, e' istituito nello
stato di previsione del Ministero per i beni e le attivita' culturali
il "Fondo per il ripristino del paesaggio", con una dotazione  di  15
milioni  di  euro  per  ciascuno  degli  anni  2008,  2009  e   2010,
finalizzato  alla  demolizione  di  immobili  e  infrastrutture,   al
risanamento e ripristino dei luoghi nonche' a provvedere a  eventuali
azioni risarcitorie per l'acquisizione di immobili da demolire. 
 
  405. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita'  culturali,
di  concerto  con  il  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare, sono individuati gli interventi e le modalita'
attuative delle disposizioni di cui al comma 404. 
 
  406.  Le  regioni  possono  concorrere  con  risorse   proprie   al
finanziamento degli interventi ai quali sono destinati i contributi a
valere sul Fondo di cui ai commi da 404 al presente comma. 
 
  407. Il comma 102 dell'articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006,
n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre  2006,
n. 286, e' sostituito dal seguente: 
  "102. Per l'anno 2007 e fino  al  30  giugno  2008,  continuano  ad
applicarsi le disposizioni  di  cui  all'articolo  3,  comma  1,  del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 31 marzo 2005, n. 43.  Per  l'anno  2007,  continuano  ad
applicarsi le disposizioni  di  cui  all'articolo  3,  comma  2,  del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n.7,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 31 marzo 2005, n. 43". 
 
  408. Per la realizzazione delle opere,  degli  interventi  e  delle
iniziative  connessi  alle  celebrazioni  per  il  150°  anniversario
dell'Unita' d'Italia e' autorizzata l'ulteriore spesa di  10  milioni
di euro per l'anno 2008. 
 
  409. Per l'esercizio finanziario 2008 e' autorizzata  la  spesa  di
1,5 milioni di euro per le spese  di  funzionamento  nonche'  per  le
attivita' istituzionali  del  Centro  per  il  libro  e  la  lettura,
istituito presso il Ministero per i beni e le attivita' culturali con
il compito di promuovere e  di  realizzare.  campagne  di  promozione
della lettura, di organizzare manifestazioni ed eventi  in  Italia  e
all'estero per la diffusione del  libro  italiano,  di  sostenere  le
attivita' di diffusione del libro e della lettura promosse  da  altri
soggetti pubblici e privati, nonche' di assicurare  il  coordinamento
delle attivita' delle altre istituzioni statali operanti in materia e
di istituire l'Osservatorio del libro  e  della  lettura.  Il  Centro
collabora con le istituzioni territoriali e locali competenti e con i
soggetti privati che operano in  tutta  la  filiera  del  libro.  Con
decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali, di concerto
con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,  sono  stabilite  le
modalita' organizzative e di funzionamento del Centro. 
 
  410. All'onere derivante dall'attuazione del comma 409, pari a  1,5
milioni di euro per l'anno 2008, si provvede mediante utilizzo  delle
risorse di cui all'articolo 1, comma 1142, della  legge  27  dicembre
2006, n. 296, allo scopo  intendendosi  cor  ispondentemente  ridotta
l'autorizzazione di spesa recata dalla medesima disposizione. 
 
  411. Per una maggiore qualificazione  dei  servizi  scolastici,  da
realizzare anche attraverso misure  di  carattere  strutturale,  sono
adottati i seguenti interventi: 
  a) a  partire  dall'anno  scolastico  2008/2009,  per  l'istruzione
liceale, l'attivazione delle  classi  prime  dei  corsi  sperimentali
passati ad ordinamento, ai sensi del regolamento di  cui  al  decreto
del Ministro della pubblica istruzione 26 giugno  2000,  n.  234,  e'
subordinata alla valutazione della congruenza dei quadri orari e  dei
piani di studio con i vigenti ordinamenti nazionali; 
  b) il numero delle classi prime  e  di  quelle  iniziali  di  ciclo
dell'istruzione secondaria di  secondo  grado  si  determina  tenendo
conto del numero complessivo degli alunni iscritti, indipendentemente
dai diversi indirizzi, corsi di studio e sperimentazioni  passate  ad
ordinamento. Negli istituti in cui sono presenti ordini o sezioni  di
diverso tipo, le classi prime si determinano separatamente  per  ogni
ordine e tipo di sezione; 
  c) il secondo periodo del comma 1 dell'articolo 3 del decreto-legge
3 luglio 2001, n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge  20
agosto 2001, n. 333, e'  sostituito  dal  seguente:  "Incrementi  del
numero delle classi, ove  necessario,  sono  disposti  dal  dirigente
scolastico interessato previa autorizzazione del competente direttore
generale regionale,  secondo  i  parametri  di  cui  al  decreto  del
Ministro della pubblica istruzione 24  luglio  1998,  pubblicato  nel
supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  n.  264  dell'  11
novembre 1998"; 
  d) l'assorbimento del personale di cui all'articolo 1,  comma  609,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' completato entro il  termine
dell'anno scolastico  2009/2010,  e  la  riconversione  del  suddetto
personale e' attuata anche prescindendo dal possesso dello  specifico
titolo di studio richiesto per il reclutamento del personale, tramite
corsi di specializzazione intensivi, compresi quelli di sostegno, cui
e' obbligatorio partecipare. 
 
  412. Le economie di spesa di cui all'articolo 1, comma  620,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, da conseguire ai sensi dei  commi  da
605 a 619 del  medesimo  articolo,  nonche'  quelle  derivanti  dagli
interventi di cui al comma  411,  lettere  a),  b),  c)  e  d),  sono
complessivamente determinate come segue: euro 535 milioni per  l'anno
2008, euro 897 milioni per l'anno 2009, euro 1.218 milioni per l'anno
2010 ed euro 1.432 milioni a decorrere dall'anno  2011.  Al  fine  di
garantire l'effettivo  conseguimento  degli  obiettivi  di  risparmio
relativi agli interventi di cui al comma 411, lettere da a) a d),  si
applica la procedura prevista dall'articolo 1, comma 621, lettera b),
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  413. Fermo restando quanto previsto  dall'articolo  1,  comma  605,
lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il numero dei posti
degli  insegnanti  di  sostegno,  a  decorrere  dall'anno  scolastico
2008/2009, non puo' superare complessivamente il  25  per  cento  del
numero delle sezioni e delle classi previste nell'organico di diritto
dell'anno scolastico 2006/2007. D Ministro della pubblica istruzione,
con decreto adottato di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, definisce modalita' e  criteri  per  il  conseguimento
dell'obiettivo di cui al precedente periodo. Tali criteri e modalita'
devono  essere  definiti  con  riferimento  alle  effettive  esigenze
rilevate, assicurando lo sviluppo dei processi di integrazione  degli
alunni diversamente abili anche  attraverso  opportune  compensazioni
tra province diverse ed in modo da non  superare  un  rapporto  medio
nazionale di un insegnante ogni due alunni diversamente abili. (35) 
 
  414. La dotazione  organica  di  diritto  relativa  ai  docenti  di
sostegno e' progressivamente rideterminata, nel  triennio  2008-2010,
fino  al  raggiungimento,  nell'anno  scolastico  2010/2011,  di  una
consistenza organica pari al 70 per cento del  numero  dei  posti  di
sostegno complessivamente attivati  nell'anno  scolastico  2006/2007,
fermo restando il regime  autorizzatorio  in  materia  di  assunzioni
previsto dall'articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449. Conseguentemente, anche al fine di evitare la  formazione  di
nuovo personale precario, all'articolo 40, comma 1, settimo  periodo,
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, sono soppresse  le  parole  da:
"nonche' la possibilita'" fino  a:  "particolarmente  gravi,",  fermo
restando il rispetto  dei  principi  sull'integrazione  degli  alunni
diversamente abili fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104.  Sono
abrogate  tutte  le  disposizioni  vigenti  non  compatibili  con  le
disposizioni previste dal comma 413 e dal presente comma. (35) 
 
  415. All'articolo 1, comma 605, lettera c), secondo periodo,  della
legge 27 dicembre 2006, n.  296,  le  parole:  "20.000  unita'"  sono
sostituite dalle seguenti: "30.000 unita'". 
 
  416.  Nelle  more  del  complessivo  processo  di   riforma   della
formazione iniziale e del reclutamento dei docenti, anche al fine  di
assicurare regolarita' alle assunzioni  di  personale  docente  sulla
base del  numero  dei  posti  vacanti  e  disponibili  effettivamente
rilevati e di eliminare le cause che  determinano  la  formazione  di
precariato, con regolamento  adottato  dal  Ministro  della  pubblica
istruzione e dal Ministro dell'universita' e della ricerca  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 3,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,
sentiti il Ministro dell'economia e delle finanze e il  Ministro  per
le riforme e le innovazioni nella  pubblica  amministrazione,  previo
parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le
conseguenze di carattere finanziario da rendere entro il  termine  di
quarantacinque giorni, decorso il quale il provvedimento puo'  essere
comunque adottato, e' definita la disciplina dei  requisiti  e  delle
modalita' della formazione iniziale e dell'attivita' procedurale  per
il reclutamento del personale docente, attraverso concorsi  ordinari,
con  cadenza  biennale,  nei  limiti  delle  risorse  disponibili   a
legislazione vigente per il reclutamento del personale docente, senza
maggiori oneri a carico della finanza pubblica e  fermo  restando  il
vigente regime autorizzatorio delle  assunzioni.  E'  comunque  fatta
salva la validita' delle graduatorie di  cui  all'articolo  1,  comma
605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Sono  abrogati
l'articolo 5  della  legge  28  marzo  2003,  n.  53,  e  il  decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 227. 
 
  417. Con atto di indirizzo del Ministro della pubblica  istruzione,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  adottato
entro il 31 marzo 2008, d'intesa con la Conferenza unificata  di  cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281,  sono
stabiliti finalita', criteri e metodi  della  sperimentazione  di  un
modello organizzativo volto a innalzare la qualita' del  servizio  di
istruzione e ad accrescere efficienza ed efficacia  della  spesa.  La
sperimentazione riguarda gli anni scolastici 2008/2009,  2009/2010  e
2010/2011  e  gli  ambiti   territoriali,   di   norma   provinciali,
individuati nel medesimo atto di indirizzo. 
 
  418. L'atto di indirizzo di cui al comma 417  contiene  riferimenti
relativi a: 
  a)  tipologie   degli   interventi   possibili   per   attuare   il
miglioramento  della  programmazione  dell'offerta  formativa,  della
distribuzione territoriale della rete scolastica, dell'organizzazione
del servizio delle singole istituzioni scolastiche, ivi compresi  gli
eventuali  interventi  infrastrutturali  e   quelli   relativi   alla
formazione e alla organizzazione delle classi,  anche  in  deroga  ai
parametri previsti dal decreto del Ministro della pubblica istruzione
24 luglio 1998, pubblicato nel supplemento  ordinario  alla  Gazzetta
Ufficiale n. 264 dell' 11 novembre 1998; 
  b) modalita' con cui realizzare il coordinamento  con  le  regioni,
gli enti  locali  e  le  istituzioni  scolastiche  competenti  per  i
suddetti interventi; 
  c) obiettivi di miglioramento della  qualita'  del  servizio  e  di
maggiore efficienza in termini di rapporto insegnanti-studenti; 
  d)  elementi  informativi  dettagliati  relativi  alle   previsioni
demografiche e alla popolazione scolastica effettiva,  necessari  per
predisporre, attuare e monitorare gli obiettivi e gli  interventi  di
cui sopra; 
  e) modalita' di verifica e monitoraggio dei risultati conseguiti al
fine della quantificazione delle relative economie di  spesa  tenendo
conto della dinamica effettiva della popolazione scolastica; 
  f)  possibili  finalizzazioni  delle  risorse  finanziarie  che  si
rendano disponibili grazie  all'aumento  complessivo  dell'efficienza
del servizio di istruzione nell'ambito territoriale di riferimento; 
  g) modalita' con cui realizzare una valutazione dell'effetto  degli
interventi e base informativa necessaria a tale valutazione. 
 
  419. In ciascuno degli ambiti territoriali individuati ai sensi del
comma 417, opera un organismo paritetico di coordinamento  costituito
da rappresentanti regionali e provinciali dell'Amministrazione  della
pubblica  istruzione,  delle  regioni,  degli  enti  locali  e  delle
istituzioni scolastiche statali, con il compito di: 
  a) predisporre un piano triennale  territoriale  che,  anche  sulla
base degli elementi informativi previsti dall'atto  di  indirizzo  di
cui al comma 417, definisca in termini qualitativi e quantitativi gli
obiettivi da raggiungere; 
  b) supportare le azioni necessarie all'attuazione del piano di  cui
alla lettera a), nonche' proporre gli opportuni  adeguamenti  annuali
al piano triennale  stesso  anche  alla  luce  di  scostamenti  dalle
previsioni, previa ricognizione degli  interventi  necessari  per  il
raggiungimento degli obiettivi. 
 
  420.   Le   proposte   avanzate   dall'organismo   paritetico    di
coordinamento  sono  adottate,  con   propri   provvedimenti,   dalle
amministrazioni competenti. L'organismo paritetico  di  coordinamento
opera senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica. 
 
  421. I piani di cui al comma 419 sono adottati fermo restando,  per
la parte di competenza, quanto disposto dall'articolo 1,  comma  620,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. 
 
  422. L'ufficio scolastico regionale effettua il monitoraggio  circa
il raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano di cui  al  comma
419,  ne  riferisce  all'organismo  paritetico  di  coordinamento   e
predispone una relazione contenente tutti gli elementi  necessari  da
inviare al Ministero della pubblica istruzione al fine di effettuare,
di concerto con  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  la
verifica delle economie aggiuntive effettivamente conseguite, per  la
riassegnazione delle stesse allo stato di  previsione  del  Ministero
della pubblica istruzione. 
 
  423. Nel triennio di sperimentazione, le economie di cui  al  comma
422 confluiscono in un fondo iscritto nello stato di  previsione  del
Ministero  della  pubblica  istruzione,  per  essere  destinate  alle
istituzioni pubbliche che  hanno  concorso  al  raggiungimento  degli
obiettivi, per le  finalita'  di  miglioramento  della  qualita'  del
settore della pubblica istruzione. 
 
  424. Entro la fine dell'anno scolastico 2010/2011, sulla  base  del
monitoraggio condotto ai sensi del  comma  422  e  della  valutazione
degli effetti di tale sperimentazione di cui al  comma  418,  lettera
g), il  Ministro  della  pubblica  istruzione,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, adotta, previa intesa con  la
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, un atto di indirizzo finalizzato  all'estensione
all'intero territorio nazionale del  modello  organizzativo  adottato
negli ambiti territoriali individuati ai sensi del comma 417, tenendo
conto degli elementi emersi dalla sperimentazione. 
 
  425. Al fine di pervenire a una gestione  integrata  delle  risorse
afferenti il settore dell'istruzione, per gli interventi a carico del
fondo di cui al comma 423 puo' trovare applicazione l'articolo 8  del
regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  20
aprile 1994, n. 367. 
 
  426. Allo scopo di  contribuire  all'equilibrio  finanziario  degli
enti locali, e' istituito nello stato  di  previsione  del  Ministero
della pubblica istruzione un fondo per il concorso dello  Stato  agli
oneri di  funzionamento  e  per  il  personale  di  ruolo  dei  licei
linguistici ricadenti sui bilanci dei comuni  e  delle  province.  La
dotazione del fondo e'  stabilita  in  5  milioni  di  euro  annui  a
decorrere dal 2008. 
 
  427. Nell'ambito dell'autorizzazione di spesa di  cui  all'articolo
1, comma 634, della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  a  decorrere
dall'anno 2008, un importo fino ad un massimo del 15 per cento  della
predetta  autorizzazione  di  spesa  e'   finalizzato:   ai   servizi
istituzionali  e   generali   dell'Amministrazione   della   pubblica
istruzione; all'attivita' di ricerca e  innovazione  con  particolare
riferimento alla valutazione del sistema scolastico  nazionale;  alla
promozione  della  cooperazione  in  materia  culturale   dell'Italia
nell'Europa e nel mondo. 
 
  428. Ai fini del concorso dello Stato  agli  oneri  lordi  per  gli
adeguamenti retributivi per il personale  docente  e  per  i  rinnovi
contrattuali del restante personale  delle  universita',  nonche'  in
vista degli interventi da adottare in materia di diritto allo studio,
di edilizia universitaria e per altre iniziative necessarie  inerenti
il sistema delle universita', nello stato di previsione del Ministero
dell'universita' e della  ricerca  e'  istituito  un  fondo  con  una
dotazione finanziaria di 550 milioni di euro per l'anno 2008, di  550
milioni di euro per l'anno 2009 e di 550 milioni di euro  per  l'anno
2010, comprensiva degli importi indicati all'articolo 3, commi 140  e
146, della presente legge. Tale somma e' destinata  ad  aumentare  il
Fondo di finanziamento ordinario per le universita'  (FFO),  per  far
fronte alle prevalenti  spese  per  il  personale  e,  per  la  parte
residua,  ad  altre  esigenze  di  spesa  corrente  e  d'investimento
individuate autonomamente dagli atenei. 
 
  429.  L'assegnazione  delle  risorse  di  cui  al  comma   428   e'
subordinata   all'adozione   entro   gennaio   2008   di   un   piano
programmatico, approvato con decreto del Ministro dell'universita'  e
della ricerca, di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, sentita la Conferenza dei rettori delle universita' italiane
(CRUI). Tale piano e' volto a: 
  a) elevare la qualita'  globale  del  sistema  universitario  e  il
livello di efficienza degli atenei; 
  b) rafforzare i meccanismi di incentivazione per un uso appropriato
ed efficace delle risorse, con contenimento dei costi di personale  a
vantaggio della ricerca e della didattica; 
  c) accelerare il riequilibrio finanziario tra gli atenei sulla base
di parametri vincolanti, di valutazioni realistiche  e  uniformi  dei
costi futuri e, in caso di superamento del limite del  90  per  cento
della spesa  di  personale  sul  FFO,  di  disposizioni  che  rendano
effettivo il vincolo delle assunzioni di ruolo limitate rispetto alle
cessazioni; 
  c-bis)  definire,  previa  intesa  tra  la  regione  Basilicata   e
l'universita' degli studi della Basilicata, le modalita' di  utilizzo
di  eventuali  trasferimenti  regionali  da  parte   dell'universita'
medesima, fermo restando il calcolo del limite del 90  per  cento  di
cui  alla  lettera  c),  al  netto  dei  predetti  trasferimenti,   e
assicurando l'assenza  di  effetti  negativi  sui  saldi  di  finanza
pubblica. 
  d)  ridefinire   il   vincolo   dell'indebitamento   degli   atenei
considerando, a tal fine, anche quello delle societa' ed enti da essi
controllati; 
  e) consentire una rapida  adozione  di  un  sistema  programmatorio
degli  interventi  che  preveda  adeguati  strumenti  di  verifica  e
monitoraggio da attivare a  cura  del  Ministero  dell'universita'  e
della ricerca,  d'intesa  con  il  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze, sentita la CRUI, e  che  condizioni  l'effettiva  erogazione
delle maggiori risorse all'adesione  formale  da  parte  dei  singoli
atenei agli obiettivi del piano. 
 
  430. Al fine di incrementare l'assegno di dottorato di  ricerca  il
FFO e' aumentato di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni  2008,
2009 e 2010. 
 
  431. Nell'ambito del fondo di cui al  comma  428  e'  riservata  la
somma complessiva annua di  11  milioni  di  euro,  per  il  triennio
2008-2010, alle istituzioni universitarie  di  cui  all'articolo  56,
comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, costituite per  legge,
nonche' all'istituto con ordinamento speciale di cui al  decreto  del
Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della   ricerca   18
novembre 2005, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  279  del  30
novembre 2005. 
 
  432. Al fine di sostenere l'attivita' di ricerca, il fondo  di  cui
all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n.
537, e' incrementato di 5 milioni di euro per l'anno 2008  destinati,
a titolo di contributo  straordinario,  alle  universita'  che  hanno
avviato la procedura di statalizzazione a seguito di apposito decreto
ministeriale emanato nell'ultimo triennio. 
 
  433.  Al  concorso  per  l'accesso  alle  scuole  universitarie  di
specializzazione  in  medicina  e  chirurgia,  di  cui   al   decreto
legislativo 17 agosto  1999,  n.  368,  e  successive  modificazioni,
possono partecipare tutti i  laureati  in  medicina  e  chirurgia.  I
laureati di cui al  primo  periodo,  che  superano  il  concorso  ivi
previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione  a  condizione
che  conseguano   l'abilitazione   per   l'esercizio   dell'attivita'
professionale, ove non ancora posseduta,  entro  la  data  di  inizio
delle attivita' didattiche di dette scuole immediatamente  successiva
al concorso espletato. 
 
  434. A decorrere dal 1° gennaio 2008, il periodo di fuori ruolo dei
professori universitari precedente la quiescenza  e'  ridotto  a  due
anni accademici e coloro che alla medesima data sono in servizio come
professori nel terzo  anno  accademico  fuori  ruolo  sono  posti  in
quiescenza al  termine  dell'anno  accademico.  A  decorrere  dal  1°
gennaio 2009, il periodo di fuori ruolo dei  professori  universitari
precedente la quiescenza e' ridotto a un anno accademico e coloro che
alla medesima data sono in servizio come professori nel secondo  anno
accademico fuori ruolo sono posti in quiescenza al termine  dell'anno
accademico. A decorrere dal 1° gennaio  2010,  il  periodo  di  fuori
ruolo  dei  professori  universitari  precedente  la  quiescenza   e'
definitivamente abolito e coloro  che  alla  medesima  data  sono  in
servizio come professori nel primo anno accademico fuori  ruolo  sono
posti in quiescenza al termine dell'anno accademico.(23) 
 
  435. Per il triennio 2008-2010, e' autorizzata la spesa annua di 10
milioni di euro a favore  delle  istituzioni  di  alta  formazione  e
specializzazione artistica e musicale, di cui alla legge 21  dicembre
1999, n. 508, e successive modificazioni. 
 
  436. E' autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per gli anni 2008
e 2009 quale contributo per il funzionamento del  centro  di  ricerca
CEINGE - Biotecnologie  avanzate  Scarl  di  Napoli,  a  sostegno  di
attivita' infrastrutturali di trasferimento tecnologico e di  ricerca
e formazione, da destinare secondo le indicazioni del Ministro  dello
sviluppo economico, anche attraverso accordi di programma  con  altri
Ministeri interessati. 
 
  437. L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,  comma  8,
della legge 8 novembre 2000, n. 328, relativa al fondo nazionale  per
le politiche sociali e' ridotta di 1,25 milioni di euro per  ciascuno
degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  438. Nell'ambito delle disponibilita' del Fondo  di  cui  al  comma
437, e' finanziato il contributo alla Fondazione  per  la  diffusione
della responsabilita' sociale delle imprese, istituita  dall'articolo
1, comma 160, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Il contributo, di
cui all'articolo 1, comma 1269, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
e'  determinato  annualmente   con   decreto   del   Ministro   della
solidarieta' sociale, visto il piano annuale di attivita'  presentato
dalla Fondazione. 
 
  439. Col medesimo Fondo di cui al comma 437,  sono  finanziate  una
Conferenza nazionale annuale sulla responsabilita' sociale d'impresa,
nonche'  le  attivita'  di  informazione,  promozione,   innovazione,
sostegno e monitoraggio delle politiche  di  responsabilita'  sociale
attraverso la implementazione di ricerche ed indagini, e la raccolta,
l'organizzazione in banche dati e la diffusione della documentazione,
con particolare riferimento alle buone prassi in materia. 
 
  440. Per l'anno 2008 presso  il  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze e' istituito un fondo, denominato  "Fondo  nazionale  per  il
risanamento degli  edifici  pubblici",  per  il  finanziamento  degli
interventi finalizzati ad eliminare i rischi per la  salute  pubblica
derivanti dalla presenza di amianto negli edifici pubblici. 
 
  441. I procedimenti di rimozione  o  inertizzazione  relativi  agli
interventi di  cui  al  comma  440  avvengono  secondo  le  procedure
individuate con i decreti del Ministro della sanita' 14 maggio  1996,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  178
del 25 ottobre 1996, e 20  agosto  1999,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 249 del 22 ottobre 1999. 
 
  442. Con decreto del Ministro della  salute,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle  finanze,  da  emanare  entro  novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa
con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni
e le province autonome di  Trento  e  di  Bolzano,  e'  approvato  un
programma decennale per il risanamento di cui ai commi da 440 a  443,
prevedendo prioritariamente  la  messa  in  sicurezza  degli  edifici
scolastici  ed  universitari,  delle  strutture  ospedaliere,   delle
caserme, degli uffici aperti al pubblico.  Con  il  medesimo  decreto
sono ripartite le risorse  finanziarie  a  favore  di  interventi  di
competenza dello Stato e per il cofinanziamento degli  interventi  di
competenza delle regioni in relazione ai programmi delle regioni. 
 
  443. Per le finalita' di cui ai commi da 440 al presente comma,  il
Fondo di cui al comma 440 e' dotato di risorse finanziarie pari  a  5
milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  444. All'articolo 21-bis, comma 1,  del  decreto-legge  1°  ottobre
2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29  novembre
2007, n. 222,  le  parole:  "non  impegnate"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "non assegnate a seguito di mancata ratifica degli  accordi
di programma". 
 
  445. Le disposizioni di cui ai commi da 446 a  449  istituiscono  e
disciplinano  l'azione   collettiva   risarcitoria   a   tutela   dei
consumatori, quale nuovo strumento  generale  di  tutela  nel  quadro
delle  misure  nazionali  volte  alla  disciplina  dei  diritti   dei
consumatori e degli utenti, conformemente ai principi stabiliti dalla
normativa comunitaria volti ad innalzare i livelli di tutela. 
 
  446. Dopo l'articolo 140 del codice del consumo, di cui al  decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e' inserito il seguente: 
  "Art.  140-bis.  -  (Azione  collettiva  risarcitoria).  -  1.   Le
associazioni di cui al comma 1 dell'articolo 139 e gli altri soggetti
di cui al comma 2 del presente articolo sono legittimati ad  agire  a
tutela degli interessi collettivi  dei  consumatori  e  degli  utenti
richiedendo  al  tribunale  del  luogo  in  cui  ha  sede   l'impresa
l'accertamento  del  diritto  al  risarcimento  del  danno   e   alla
restituzione delle somme spettanti ai singoli  consumatori  o  utenti
nell'ambito di rapporti giuridici relativi a contratti  stipulati  ai
sensi dell'articolo 1342 del codice civile, ovvero in conseguenza  di
atti illeciti extracontrattuali, di pratiche commerciali scorrette  o
di comportamenti anticoncorrenziali, quando sono lesi  i  diritti  di
una pluralita' di consumatori o di utenti. 
  2.  Sono  legittimati  ad  agire  ai  sensi  del  comma   1   anche
associazioni e comitati che sono adeguatamente rappresentativi  degli
interessi  collettivi  fatti  valere.  I  consumatori  o  utenti  che
intendono avvalersi  della  tutela  prevista  dal  presente  articolo
devono comunicare per iscritto  al  proponente  la  propria  adesione
all'azione collettiva. L'adesione puo' essere comunicata,  anche  nel
giudizio  di  appello,  fino  all'udienza   di   precisazione   delle
conclusioni. Nel giudizio promosso ai sensi del  comma  1  e'  sempre
ammesso l'intervento dei singoli consumatori o  utenti  per  proporre
domande  aventi  il   medesimo   oggetto.   L'esercizio   dell'azione
collettiva di cui al comma 1 o, se successiva, l'adesione  all'azione
collettiva, produce gli effetti interruttivi  della  prescrizione  ai
sensi dell'articolo 2945 del codice civile. 
  3. Alla prima udienza il tribunale, sentite  le  parti,  e  assunte
quando occorre sommarie informazioni,  pronuncia  sull'ammissibilita'
della domanda,  con  ordinanza  reclamabile  davanti  alla  corte  di
appello,  che  pronuncia  in  camera  di  consiglio.  La  domanda  e'
dichiarata inammissibile quando e' manifestamente  infondata,  quando
sussiste un conflitto di interessi,  ovvero  quando  il  giudice  non
ravvisa  l'esistenza  di  un  interesse  collettivo  suscettibile  di
adeguata tutela ai sensi  del  presente  articolo.  Il  giudice  puo'
differire la pronuncia sull'ammissibilita' della domanda  quando  sul
medesimo oggetto e' in corso un'istruttoria davanti  ad  un'autorita'
indipendente. Se ritiene ammissibile la domanda il giudice dispone, a
cura di chi ha proposto l'azione collettiva, che  venga  data  idonea
pubblicita' dei contenuti dell'azione proposta e da' i  provvedimenti
per la prosecuzione del giudizio. 
  4. Se accoglie la domanda, il giudice determina i criteri  in  base
ai quali liquidare la somma  da  corrispondere  o  da  restituire  ai
singoli consumatori o utenti che hanno aderito all'azione  collettiva
o che sono intervenuti nel giudizio. Se possibile  allo  stato  degli
atti, il giudice determina la somma minima da corrispondere a ciascun
consumatore  o  utente.   Nei   sessanta   giorni   successivi   alla
notificazione della sentenza, l'impresa propone il pagamento  di  una
somma, con atto sottoscritto, comunicato a ciascun avente  diritto  e
depositato in cancelleria. La proposta in qualsiasi  forma  accettata
dal consumatore o utente costituisce titolo esecutivo. 
  5. La sentenza che definisce il  giudizio  promosso  ai  sensi  del
comma 1 fa stato anche nei confronti dei  consumatori  e  utenti  che
hanno  aderito  all'azione  collettiva.  E'  fatta   salva   l'azione
individuale dei consumatori o utenti che  non  aderiscono  all'azione
collettiva, o non intervengono nel giudizio  promosso  ai  sensi  del
comma 1. 
  6. Se l'impresa non comunica la proposta entro il termine di cui al
comma 4 o non vi e' stata accettazione nel termine di sessanta giorni
dalla  comunicazione  della  stessa,  il  presidente  del   tribunale
competente ai sensi  del  comma  1  costituisce  un'unica  camera  di
conciliazione per la determinazione delle somme da corrispondere o da
restituire ai consumatori  o  utenti  che  hanno  aderito  all'azione
collettiva o sono intervenuti ai sensi del comma 2  e  che  ne  fanno
domanda. La camera  di  conciliazione  e'  composta  da  un  avvocato
indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva e da  un
avvocato indicato dall'impresa  convenuta  ed  e'  presieduta  da  un
avvocato nominato dal  presidente  del  tribunale  tra  gli  iscritti
all'albo speciale  per  le  giurisdizioni  superiori.  La  camera  di
conciliazione quantifica, con verbale sottoscritto dal presidente,  i
modi, i termini e l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori
o utenti. Il verbale di conciliazione costituisce  titolo  esecutivo.
In alternativa,  su  concorde  richiesta  del  promotore  dell'azione
collettiva e dell'impresa  convenuta,  il  presidente  del  tribunale
dispone che la composizione non contenziosa abbia  luogo  presso  uno
degli organismi di conciliazione di cui all'articolo 38  del  decreto
legislativo 17  gennaio  2003,  n.  5,  e  successive  modificazioni,
operante presso il comune in cui ha sede il tribunale. Si  applicano,
in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli  39  e  40  del
citato decreto legislativo  17  gennaio  2003,  n.  5,  e  successive
modificazioni". 
 
  447. Le disposizioni di  cui  ai  commi  da  445  a  449  diventano
efficaci decorsi ventiquattro mesi dalla data di  entrata  in  vigore
della presente legge. 
 
  448. All'articolo 50-bis, primo  comma,  del  codice  di  procedura
civile, dopo il numero 7) e' aggiunto il seguente: 
  "7-bis) nelle cause di cui  all'articolo  140-bis  del  codice  del
consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206". 
 
  449. Al codice  del  consumo,  di  cui  al  decreto  legislativo  6
settembre 2005, n. 206, la rubrica del titolo II  della  parte  V  e'
sostituita dalla seguente: "Accesso alla giustizia". 
 
  450. Al fine di  favorire  lo  sviluppo  e  la  competitivita'  del
mercato finanziario, dei  beni  e  dei  servizi,  anche  mediante  la
facilitazione della circolazione  giuridica  dei  mutui  ipotecari  e
degli  immobili  su  cui  gravano  le  relative   ipoteche,   ed   in
considerazione delle rilevanti conseguenze per le entrate finanziarie
dello Stato e per l'ampliamento  delle  possibilita'  di  scelta  dei
consumatori, al decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40,  sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
  a) all'articolo 7, comma 1, dopo le parole: "un contratto di mutuo"
sono inserite le  seguenti:  "stipulato  o  accollato  a  seguito  di
frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005,
n. 122,"; 
  b) all'articolo 8, comma 3,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: "Resta salva la possibilita' del creditore originario e  del
debitore di pattuire la variazione, senza spese, delle condizioni del
contratto di mutuo in essere, mediante scrittura  privata  anche  non
autenticata"; 
  c) all'articolo 8, dopo il comma 3 e' inserito il seguente: 
  "3-bis. La surrogazione di cui al comma 1 comporta il trasferimento
del contratto di mutuo esistente, alle condizioni  stipulate  tra  il
cliente e la banca subentrante, con l'esclusione di  penali  o  altri
oneri di qualsiasi natura. Non  possono  essere  imposte  al  cliente
spese  o  commissioni  per  la  concessione  del  nuovo  mutuo,   per
l'istruttoria e per  gli  accertamenti  catastali,  che  si  svolgono
secondo  procedure  di  collaborazione  interbancaria  improntate   a
criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi
connessi"; 
  d) all'articolo 8, comma 4, le parole: "di cui al presente articolo
non comporta" sono sostituite dalle seguenti: "e la  ricontrattazione
di cui al presente articolo non comportano"; 
  e) all'articolo 13, comma 8-sexies, dopo le parole:  "da  contratto
di mutuo" sono inserite le seguenti: "stipulato o accollato a seguito
di frazionamento, anche ai sensi del decreto  legislativo  20  giugno
2005, n. 122, anche se annotata su titoli cambiari,"; 
  f) all'articolo 13, comma 8-novies, le parole: "alla scadenza" sono
sostituite dalle seguenti: "all'estinzione". 
 
  451. All'articolo 118, comma 4, del  testo  unico  delle  leggi  in
materia bancaria e creditizia,  di  cui  al  decreto  legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, come sostituito dall'articolo  10,  comma  1,
del  decreto-legge  4  luglio   2006,   n.   223,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  4  agosto  2006,  n.  248,  le  parole:
"conseguenti  a"  sono  sostituite  dalle  seguenti:   "adottate   in
previsione o in conseguenza di". 
 
  452. L'articolo 26 del testo unico delle  disposizioni  legislative
in materia di tutela e sostegno della maternita' e della  paternita',
di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.  151,  e'  sostituito
dal seguente: 
  "Art. 26. - (Adozioni e affidamenti). - 1. Il congedo di maternita'
come regolato dal presente Capo spetta, per  un  periodo  massimo  di
cinque mesi, anche alle lavoratrici che abbiano adottato un minore. 
  2. In caso di adozione nazionale, il  congedo  deve  essere  fruito
durante i primi cinque mesi  successivi  all'effettivo  ingresso  del
minore nella famiglia della lavoratrice. 
  3. In caso di  adozione  internazionale,  il  congedo  puo'  essere
fruito prima dell'ingresso del minore in Italia, durante  il  periodo
di permanenza all'estero richiesto per l'incontro con il minore e gli
adempimenti relativi  alla  procedura  adottiva.  Ferma  restando  la
durata complessiva del congedo, questo puo'  essere  fruito  entro  i
cinque mesi successivi all'ingresso del minore in Italia. 
  4. La lavoratrice che, per il periodo di permanenza  all'estero  di
cui al comma 3, non richieda o richieda solo in parte il  congedo  di
maternita', puo' fruire di un congedo non retribuito,  senza  diritto
ad indennita'. 
  5. L'ente autorizzato che  ha  ricevuto  l'incarico  di  curare  la
procedura di adozione certifica la durata del periodo  di  permanenza
all'estero della lavoratrice. 
  6. Nel caso di affidamento di minore, il congedo puo' essere fruito
entro cinque mesi dall'affidamento, per un  periodo  massimo  di  tre
mesi". 
 
  453. L'articolo 27 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, e' abrogato. 
 
  454. L'articolo 31 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 31. - (Adozioni e  affidamenti).  -  1.  Il  congedo  di  cui
all'articolo 26, commi 1, 2 e 3, che  non  sia  stato  chiesto  dalla
lavoratrice spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore. 
  2. Il congedo  di  cui  all'articolo  26,  comma  4,  spetta,  alle
medesime  condizioni,  al  lavoratore.  L'ente  autorizzato  che   ha
ricevuto l'incarico di curare la procedura di adozione  certifica  la
durata del periodo di permanenza all'estero del lavoratore". 
 
  455. L'articolo 36 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 36. - (Adozioni e affidamenti). - 1. Il congedo parentale  di
cui al presente Capo spetta anche nel caso di adozione,  nazionale  e
internazionale, e di affidamento. 
  2. Il congedo parentale puo' essere fruito dai genitori adottivi  e
affidatari,  qualunque  sia  l'eta'  del  minore,  entro  otto   anni
dall'ingresso del  minore  in  famiglia,  e  comunque  non  oltre  il
raggiungimento della maggiore eta'. 
  3. L'indennita' di cui all'articolo 34, comma 1, e' dovuta, per  il
periodo  massimo  complessivo  ivi  previsto,  nei  primi  tre   anni
dall'ingresso del minore in famiglia". 
 
  456. L'articolo 37 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, e' abrogato. 
 
  457. All'articolo 1, comma 1259, della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al primo periodo, le parole: "100 milioni di euro  per  ciascuno
degli anni 2007, 2008 e 2009" sono sostituite  dalle  seguenti:  "100
milioni di euro per l'anno 2007, 170 milioni di euro per l'anno  2008
e 100 milioni di euro per l'anno 2009"; 
  b) l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: "Per  le  finalita'
del piano e' autorizzata una spesa di 100 milioni di euro per  l'anno
2007, di 170 milioni di euro per l'anno 2008 e di 100 milioni di euro
per l'anno 2009". 
 
  458. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  459. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  460. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  461. Al fine di tutelare i diritti dei consumatori e  degli  utenti
dei  servizi  pubblici   locali   e   di   garantire   la   qualita',
l'universalita' e l'economicita' delle relative prestazioni, in  sede
di stipula dei contratti di servizio gli enti locali sono  tenuti  ad
applicare le seguenti disposizioni: 
  a) previsione dell'obbligo per il soggetto gestore di  emanare  una
"Carta della qualita' dei servizi", da redigere  e  pubblicizzare  in
conformita' ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e
con le associazioni imprenditoriali interessate, recante gli standard
di qualita' e di quantita' relativi alle  prestazioni  erogate  cosi'
come determinati nel contratto di servizio, nonche' le  modalita'  di
accesso alle informazioni garantite, quelle per  proporre  reclamo  e
quelle per  adire  le  vie  conciliative  e  giudiziarie  nonche'  le
modalita' di ristoro  dell'utenza,  in  forma  specifica  o  mediante
restituzione totale o parziale del corrispettivo versato, in caso  di
inottemperanza; 
  b) consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori; 
  c)  previsione  che   sia   periodicamente   verificata,   con   la
partecipazione delle associazioni dei consumatori, l'adeguatezza  dei
parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato fissati nel
contratto di servizio  alle  esigenze  dell'utenza  cui  il  servizio
stesso si rivolge, ferma restando la possibilita'  per  ogni  singolo
cittadino di presentare osservazioni e proposte in merito; 
  d) previsione di un sistema di monitoraggio permanente del rispetto
dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito
nelle Carte della qualita'  dei  servizi,  svolto  sotto  la  diretta
responsabilita' dell'ente locale o dell'ambito territoriale ottimale,
con la partecipazione delle associazioni dei  consumatori  ed  aperto
alla ricezione di osservazioni e proposte da parte  di  ogni  singolo
cittadino che puo' rivolgersi, allo scopo, sia all'ente  locale,  sia
ai gestori dei servizi, sia alle associazioni dei consumatori; 
  e)  istituzione  di  una   sessione   annuale   di   verifica   del
funzionamento dei servizi tra ente locale,  gestori  dei  servizi  ed
associazioni dei consumatori nella quale si dia  conto  dei  reclami,
nonche' delle proposte  ed  osservazioni  pervenute  a  ciascuno  dei
soggetti partecipanti da parte dei cittadini; 
  f) previsione che le attivita' di cui alle  lettere  b),  c)  e  d)
siano finanziate con un prelievo a carico dei  soggetti  gestori  del
servizio, predeterminato  nel  contratto  di  servizio  per  l'intera
durata del contratto stesso. 
 
  462. All'articolo 1, comma 1251, della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, sono aggiunte le seguenti lettere: 
  "c-bis) favorire  la  permanenza  od  il  ritorno  nella  comunita'
familiare di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti in
alternativa al ricovero in strutture residenziali socio-sanitarie.  A
tal fine il Ministro delle politiche per la famiglia, di concerto con
i Ministri della solidarieta' sociale e della  salute,  promuove,  ai
sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno  2003,  n.  131,
una intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8  del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281,  avente  ad  oggetto  la
definizione dei criteri e delle modalita' sulla  base  dei  quali  le
regioni, in concorso con gli enti locali, definiscono ed  attuano  un
programma sperimentale di interventi al quale  concorrono  i  sistemi
regionali integrati dei servizi alla persona; 
  c-ter) finanziare iniziative di carattere informativo ed  educativo
volte alla prevenzione di ogni forma di abuso sessuale nei  confronti
di  minori,  promosse  dall'Osservatorio  per  il   contrasto   della
pedofilia e della pornografia minorile di cui all'articolo 17,  comma
1-bis, della legge 3 agosto 1998, n. 269". 
 
  463. Per l'anno 2008 e' istituito un fondo con una dotazione di  20
milioni di euro, destinato a un Piano contro la violenza alle donne. 
 
  464. Per l'anno 2008 e' autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro
per il finanziamento,  da  parte  del  Ministero  della  solidarieta'
sociale, di iniziative volte alla tutela dei minori, anche  disabili,
in situazioni di disagio, abuso o  maltrattamento,  ivi  compreso  il
sostegno all'attivita' dell'ente  morale  "SOS  Il  Telefono  Azzurro
ONLUS". 
 
  465. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,  comma  1264,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e'  incrementata  di  euro  100
milioni per l'anno 2008 e di euro 200 milioni per l'anno 2009. 
 
  466. Il comma 318 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,  n.
266, e' abrogato. 
 
  467. L'importo dell'indennita' speciale istituita dall'articolo  3,
comma 1, della legge 21 novembre 1988, n.  508,  e'  stabilito  nella
misura di euro 176 a decorrere dal 1° gennaio 2008. 
 
  468. Alla concessione e all'erogazione dell'indennita' speciale  di
cui al comma 467 si applicano le disposizioni dell'articolo  130  del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. 
 
  469. Salvo quanto stabilito dai commi precedenti, restano ferme  le
disposizioni di cui all'articolo 3 della legge 21 novembre  1988,  n.
508, ivi compresi gli adeguamenti  perequativi  automatici  calcolati
annualmente. 
 
  470. Al comma 1258 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.
296, dopo le parole: "e' determinata" sono inserite le  seguenti:  ",
limitatamente alle risorse destinate ai comuni di  cui  al  comma  2,
secondo periodo, dello stesso articolo 1". 
 
  471. Ai fini  di  migliorare  la  qualita'  della  spesa  pubblica,
rendendo possibile una  piu'  tempestiva  e  puntuale  programmazione
degli interventi e della  spesa,  previa  intesa  con  la  Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, e successive modificazioni,  annualmente,  con  decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del  Ministro
della solidarieta' sociale, si provvede ad un  anticipo  sulle  somme
destinate al Ministero della solidarieta' sociale e  alle  regioni  e
province autonome di Trento  e  di  Bolzano  nel  riparto  del  Fondo
nazionale per le politiche sociali di cui all'articolo 20,  comma  8,
della legge 8 novembre 2000, n. 328, nella misura massima del 50  per
cento degli stanziamenti complessivamente disponibili per  l'anno  in
corso, al netto della parte destinata al  finanziamento  dei  diritti
soggettivi. Con lo stesso  decreto  vengono  disposte  le  occorrenti
variazioni di bilancio. 
 
  472. L'anticipo di cui al comma 471 e'  assegnato  a  ciascun  ente
sulla base della quota proporzionale ad esso  assegnata  nel  riparto
dell'anno precedente sul complesso delle risorse assegnate agli  enti
cui si applica l'anticipo. 
 
  473. Al decreto annuale di  riparto  del  Fondo  nazionale  per  le
politiche sociali continua ad  applicarsi  l'articolo  20,  comma  7,
della legge 8 novembre 2000, n. 328. 
 
  474. E' istituito presso il Ministero dei trasporti il  "Fondo  per
la mobilita' dei disabili", con una dotazione annua pari a 5  milioni
di euro per l'anno 2008 e a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni
2009 e 2010. Il Fondo finanzia interventi  specifici  destinati  alla
realizzazione di un parco ferroviario per il trasporto  in  Italia  e
all'estero dei disabili assistiti dalle associazioni di  volontariato
operanti sul territorio italiano. Al Fondo possono affluire le  somme
derivanti da atti di donazione e di liberalita', nonche' gli  importi
derivanti da contratti di sponsorizzazione con  soggetti  pubblici  e
privati. Con decreto del Ministro dei trasporti, di  concerto  con  i
Ministri  dell'economia  e  delle  finanze,  della  salute  e   della
solidarieta' sociale, sentite le rappresentanze delle associazioni di
volontariato operanti sul territorio, sono stabilite le modalita' per
il funzionamento del Fondo di cui al presente comma. (20) 
 
  475. E' istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze
il Fondo di solidarieta' per i mutui per l'acquisto della prima casa,
con una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni  2008
e 2009. 
 
  476. Per i contratti  di  mutuo  riferiti  all'acquisto  di  unita'
immobiliari da  adibire  ad  abitazione  principale  del  mutuatario,
questi puo' chiedere la sospensione del pagamento delle rate per  non
piu' di due volte e per un periodo massimo complessivo non  superiore
a diciotto mesi nel corso dell'esecuzione del contratto. In tal caso,
la durata del contratto di mutuo e quella  delle  garanzie  per  esso
prestate  e'  prorogata  di  un  periodo  eguale  alla  durata  della
sospensione. Al termine della sospensione, il  pagamento  delle  rate
riprende secondo gli importi e con  la  periodicita'  originariamente
previsti dal contratto, salvo diverso patto eventualmente intervenuto
fra le parti per la rinegoziazione  delle  condizioni  del  contratto
medesimo. 
 
  477.  La  sospensione  prevista  dal  comma  476  non  puo'  essere
richiesta  dopo  che  sia  iniziato  il  procedimento  esecutivo  per
l'escussione delle garanzie. 
 
  478.  Nel  caso  di  mutui  concessi  da  intermediari  bancari   o
finanziari, il Fondo  istituito  dal  comma  475,  su  richiesta  del
mutuatario che intende avvalersi della facolta'  prevista  dal  comma
476, presentata per il tramite dell'intermediario medesimo,  provvede
al pagamento dei costi  delle  procedure  bancarie  e  degli  onorari
notarili necessari per la sospensione del pagamento  delle  rate  del
mutuo. 
 
  479. Per conseguire il beneficio di cui al comma 476, il mutuatario
deve dimostrare, nelle forme stabilite dal regolamento di  attuazione
previsto dal comma 480, di non  essere  in  grado  di  provvedere  al
pagamento delle rate del mutuo, per le quali chiede la sospensione, e
degli oneri indicati al comma 478. 
 
  480. Con regolamento adottato dal Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, di concerto con il Ministro della solidarieta' sociale, sono
stabilite le norme di attuazione del Fondo di cui ai commi da  475  a
479. 
 
  481. Anche al fine di valutare i risultati delle missioni  affidate
ai singoli Ministeri con il bilancio di previsione  dello  Stato  per
l'anno finanziario 2008, e allo scopo di introdurre  il  bilancio  di
genere per le amministrazioni statali, per l'anno 2008 e'  effettuata
una sperimentazione presso i Ministeri della salute,  della  pubblica
istruzione, del lavoro e della previdenza sociale e  dell'universita'
e della ricerca. 
 
  482. Il Ministro per i diritti e le  pari  opportunita'  stabilisce
con proprio decreto, di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, i criteri e le metodologie  utili  alla  realizzazione
della sperimentazione di cui al comma 481. 
 
  483. Il Ministro per i diritti e le  pari  opportunita'  predispone
corsi di formazione e di aggiornamento per i dirigenti dei  Ministeri
di cui al comma 481 al fine della stesura sperimentale  del  bilancio
di genere. Per l'attuazione di tali corsi e' autorizzata la spesa  di
2 milioni di euro per il 2008. 
 
  484. Entro il 31 marzo 2009 il Ministro per i  diritti  e  le  pari
opportunita' presenta alle Camere una relazione sui  risultati  della
sperimentazione di cui al comma 481. 
 
  485.  E'  istituito  un  fondo  per  l'inserimento  nel   programma
statistico nazionale delle  rilevazioni  statistiche  di  genere,  da
effettuare disaggregando e dando pari visibilita' ai dati relativi  a
donne e uomini e utilizzando indicatori sensibili al genere. 
 
  486.  L'Istituto   nazionale   di   statistica   (ISTAT)   assicura
l'attuazione del comma 485  da  parte  dei  soggetti  costituenti  il
Sistema statistico nazionale (SISTAN) anche  mediante  direttive  del
comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica. 
 
  487. All'onere derivante dalle disposizioni di cui ai commi da  485
a 486 si provvede nel limite di 1 milione di euro per l'anno 2008. 
 
  488.  A  decorrere  dall'anno  2008,  al  fine  di  assicurare   il
conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica stabiliti  in  sede
europea,     indicati     nel     Documento     di     programmazione
economico-finanziaria e nelle relative  note  di  aggiornamento,  gli
enti   previdenziali   pubblici   possono   effettuare   investimenti
immobiliari, esclusivamente in forma indiretta e nel limite del 7 per
cento dei fondi disponibili. Nel rispetto del limite del 7 per  cento
dei  fondi  disponibili,  l'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e' autorizzato a procedere in
forma diretta alla realizzazione dell'investimento relativo al Centro
polifunzionale della polizia di Stato di Napoli secondo le  modalita'
di cui all'articolo 1, comma 438, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296. 
 
  489. Sono comunque fatti salvi i procedimenti in corso  relativi  a
somme accantonate per i piani  di  impiego  approvati  dai  Ministeri
vigilanti, a fronte dei quali non  sono  state  assunte  obbligazioni
giuridicamente perfezionate; le medesime somme sono  investite  entro
il limite di  cui  al  comma  488.  Sono,  altresi',  fatti  salvi  i
procedimenti per opere per le quali siano  stati  gia'  consegnati  i
lavori ai sensi dell'articolo 130 del regolamento di cui  al  decreto
del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554,  o  per  le
quali si sia positivamente concluso il procedimento di valutazione di
congruita'   tecnico-economica   con   riferimento   all'investimento
immobiliare da realizzare da parte degli organismi deputati. 
 
  490. Al fine di consentire  agli  enti  previdenziali  pubblici  di
realizzare gli investimenti in forma indiretta,  le  quote  di  fondi
immobiliari o le  partecipazioni  in  societa'  immobiliari  da  essi
acquisite, ai sensi  dell'articolo  11  del  decreto  legislativo  16
febbraio 1996, n. 104, e di altre norme speciali in materia,  nonche'
del  comma  488,  non  costituiscono  disponibilita'   depositate   a
qualunque titolo presso le aziende di credito ai fini del calcolo del
limite del 3 per cento di cui al primo comma dell'articolo  40  della
legge 30 marzo 1981, n. 119, e successive modificazioni, e di  quello
eventualmente stabilito con il decreto di cui all'ottavo comma  dello
stesso articolo 40. 
 
  491. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  su
proposta del Ministro del lavoro e della previdenza  sociale,  previa
valutazione della compatibilita' con gli obiettivi di  cui  al  comma
488, puo' essere autorizzato il superamento  del  limite  di  cui  al
medesimo comma 488. 
 
  492.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  2008  non  si  applicano   le
percentuali fissate da precedenti disposizioni per gli impieghi delle
risorse disponibili. 
 
  493. L'adeguamento dei trasferimenti dovuti dallo Stato,  ai  sensi
rispettivamente dell'articolo 37, comma 3, lettera c), della legge  9
marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni,  e  dell'articolo  59,
comma 34,  della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  e  successive
modificazioni, e' stabilito per l'anno 2008: 
  a)  in  416,42  milioni  di  euro  in  favore  del  Fondo  pensioni
lavoratori dipendenti, delle gestioni dei lavoratori autonomi,  della
gestione speciale minatori, nonche' in favore dell'Ente nazionale  di
previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo e  dello
sport professionistico (ENPALS); 
  b)  in  102,89  milioni  di  euro  in  favore  del  Fondo  pensioni
lavoratori dipendenti, ad integrazione dei trasferimenti di cui  alla
lettera a), della gestione esercenti attivita'  commerciali  e  della
gestione artigiani. 
 
  494. Conseguentemente a quanto previsto dal comma 493, gli  importi
complessivamente dovuti dallo Stato sono determinati per l'anno  2008
in 17.066,81 milioni di euro per le gestioni di  cui  al  comma  493,
lettera a), e in 4.217,28 milioni di euro per le gestioni di  cui  al
comma 493, lettera b). 
 
  495. I medesimi complessivi importi di cui ai commi 493 e 494  sono
ripartiti tra le gestioni interessate  con  il  procedimento  di  cui
all'articolo 14 della legge 7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive
modificazioni, al netto, per quanto attiene al trasferimento  di  cui
al comma 493, lettera a), della  somma  di  910,22  milioni  di  euro
attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni
a  completamento  dell'integrale  assunzione  a  carico  dello  Stato
dell'onere   relativo   ai   trattamenti   pensionistici    liquidati
anteriormente al 1° gennaio 1989, nonche' al  netto  delle  somme  di
2,56 milioni di euro e  di  59,39  milioni  di  euro  di  pertinenza,
rispettivamente, della gestione speciale minatori e dell'ENPALS. 
 
  496. Per fronteggiare l'onere delle maggiori prestazioni  a  carico
della Gestione  unitaria  delle  prestazioni  creditizie  e  sociali,
conseguenti all'emanazione del regolamento  di  cui  al  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze 7 marzo 2007,  n.  45,  e  per
consentire il superamento del  momentaneo  squilibrio  di  cassa,  la
predetta  gestione  puo'  ricorrere  ad  anticipazioni  dalle   altre
gestioni dell'Istituto  nazionale  di  previdenza  per  i  dipendenti
dell'amministrazione pubblica (INPDAP). 
 
  497. Le anticipazioni di cui al comma 496 possono essere  richieste
entro i limiti di 400 milioni di euro, di 250 milioni di  euro  e  di
150 milioni di euro, rispettivamente, per gli anni 2008, 2009 e 2010,
ed esclusivamente se necessarie per garantire l'erogazione di piccoli
prestiti e prestiti pluriennali. Per gli anni successivi FINPDAP deve
ispirare l'attivita' riguardante la gestione del  credito  a  criteri
che assicurino l'equilibrio finanziario della stessa. 
 
  498. Per consentire il ricorso alle anticipazioni di cui  al  comma
496, e' abrogato il comma 3 dell'articolo 23 della legge 27  dicembre
2002, n. 289. 
 
  499. Per  realizzare  l'unificazione  dei  risultati  di  tutte  le
gestioni nell'ambito del bilancio unitario dell'INPDAP, previsto  dal
comma 14 dell'articolo 69 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e per
consentire la corretta applicazione dell'articolo 35 della  legge  23
dicembre 1998, n. 448, e' soppresso il penultimo periodo del comma  3
dell'articolo 2 della legge 8  agosto  1995,  n.  335,  e  successive
modificazioni. 
 
  500. Ai fini del finanziamento dei maggiori oneri  a  carico  della
Gestione per l'erogazione delle pensioni, assegni e  indennita'  agli
invalidi civili, ciechi e  sordomuti  di  cui  all'articolo  130  del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, valutati in 667,60 milioni
di euro per l'esercizio 2006, sono utilizzate: 
  a) le somme che  risultano,  sulla  base  del  bilancio  consuntivo
dell'INPS  per  l'anno  2006,  trasferite  alla   gestione   di   cui
all'articolo 37 della  legge  9  marzo  1989,  n.  88,  in  eccedenza
rispetto agli oneri per  prestazioni  e  provvidenze  varie,  per  un
ammontare complessivo pari a 559,77 milioni di euro; 
  b) le risorse trasferite all'INPS ed accantonate presso la medesima
gestione, come risultanti dal bilancio consuntivo dell'anno 2006  del
predetto Istituto, per un ammontare complessivo di 107,83 milioni  di
euro, in quanto non utilizzate per i rispettivi scopi. 
 
  501. Le risorse di cui all'articolo 74, comma  1,  della  legge  23
dicembre 2000,  n.  388,  limitatamente  allo  stanziamento  relativo
all'anno  2008,  possono  essere  utilizzate  anche   ai   fini   del
finanziamento  delle  spese  di  avvio  dei   Fondi   di   previdenza
complementare dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. 
 
  502. A decorrere dall'anno 2008, le quote aggiuntive del contributo
a carico del datore di lavoro per  la  previdenza  complementare  del
personale del comparto scuola, come annualmente determinate ai  sensi
dell'articolo 74, comma 1, ultimo periodo, della  legge  23  dicembre
2000, n. 388, e gia' iscritte, per l'anno  2007,  nel  capitolo  2156
dello  stato  di  previsione  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze, sono iscritte in un  apposito  capitolo  di  bilancio  dello
stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione. La quota
aggiuntiva del  contributo  del  datore  di  lavoro  e'  versata,  al
relativo fondo di previdenza complementare, con le  stesse  modalita'
previste dalla normativa vigente per il versamento della quota  parte
a carico del lavoratore. 
 
  503. Ai fini della determinazione del valore capitale  della  quota
di pensione spettante agli iscritti al Fondo  di  previdenza  per  il
personale  di  volo  dipendente  da  aziende  di  navigazione  aerea,
antecedentemente all'entrata in vigore  dell'articolo  11,  comma  2,
della legge 31 ottobre 1988, n. 480, devono intendersi applicabili  i
coefficienti di capitalizzazione determinati sulla base  dei  criteri
attuariali specifici per il predetto Fondo, deliberati dal  consiglio
di  amministrazione  dell'INPS  su  conforme  parere   del   comitato
amministratore del Fondo di  previdenza  per  il  personale  di  volo
dipendente da aziende di navigazione aerea. 
 
  504. Le disposizioni degli articoli 25 e 35 del citato testo  unico
di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001,  n.  151,  si  applicano
agli iscritti in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo
decreto legislativo. Sono fatti  salvi  i  trattamenti  pensionistici
piu' favorevoli gia' liquidati alla data di entrata in  vigore  della
presente legge. 
 
  505. L'articolo 6, comma 3, della legge 15 aprile 1985, n. 140,  si
interpreta nel senso che la maggiorazione prevista dal  comma  1  del
medesimo articolo si perequa a partire dal momento della  concessione
della maggiorazione medesima agli aventi diritto. 
 
  506. Al fine di consentire la chiusura  dei  contenziosi  derivanti
dall'applicazione dell'articolo 44, comma  1,  del  decreto-legge  30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, l'INPS e' autorizzato a  definire  i  predetti
contenziosi in  via  stragiudiziale,  a  condizione  che  i  soggetti
opponenti  si  impegnino  al  pagamento  dei  contributi  oggetto  di
contenzioso nella misura del 100 per cento, senza il pagamento  delle
eventuali sanzioni, con possibilita' di rateizzazione  fino  a  venti
rate annuali con versamento degli interessi legali.  Per  i  soggetti
opponenti che, in pendenza di giudizio, abbiano  gia'  anticipato  il
pagamento  all'INPS  dei  contributi  oggetto  di   contenzioso,   e'
riconosciuto un credito previdenziale pari  al  40  per  cento  delle
somme versate all'INPS maggiorato degli interessi legali maturati dal
momento del pagamento all'INPS fino alla data di  entrata  in  vigore
della presente legge. (7) 
 
  507. Le disposizioni di cui al  comma  506  si  applicano,  con  le
medesime modalita', anche  alle  cooperative  sociali  che  hanno  un
numero non superiore alle  quindici  unita'  tra  soci  e  lavoratori
dipendenti. 
 
  508. Ai fini dell'attuazione di quanto previsto dal "Protocollo  su
previdenza, lavoro e  competitivita'  per  l'equita'  e  la  crescita
sostenibili"  del  23  luglio  2007  e'  istituito,  nello  stato  di
previsione del Ministero del lavoro e della  previdenza  sociale,  un
Fondo  per  il  finanziamento  del  Protocollo  medesimo  nel  limite
complessivo di 1.264 milioni  di  euro  per  l'anno  2008,  di  1.520
milioni di euro per l'anno 2009, di 3.048 milioni  di  euro  per  gli
anni 2010 e 2011 e di 1.898 milioni di  euro  a  decorrere  dall'anno
2012. A valere sulle risorse del Fondo di cui al  presente  comma  e'
assicurata  la  copertura  finanziaria  di  specifico   provvedimento
collegato alla manovra di finanza pubblica per il triennio  2008-2010
e recante le disposizioni attuative del predetto Protocollo. 
 
  509. Per l'anno 2008, nel limite complessivo di 20 milioni di euro,
ai soggetti in cerca di prima occupazione e' riconosciuto un bonus da
spendere per la propria formazione professionale  in  relazione  alle
esigenze del mercato del lavoro locale o da spendere  per  la  stessa
finalita' presso l'impresa che procede all'assunzione con contratto a
tempo indeterminato. 
 
  510. La disposizione di cui al comma 509 e' attuata con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di  concerto  con  il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sentita  la   Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281. Al relativo onere si provvede a  valere  sulle  risorse
del Fondo di cui all'articolo 25 della legge  21  dicembre  1978,  n.
845, come modificato dall'articolo 9, comma 5, del  decreto-legge  20
maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  19
luglio 1993, n. 236. 
 
  511. Nell'ambito delle risorse preordinate allo scopo nel Fondo  di
cui all'articolo 25 della  legge  21  dicembre  1978,  n.  845,  come
modificato dall'articolo 9, comma  5,  del  decreto-legge  20  maggio
1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla  legge  19  luglio
1993, n. 236, per le finalita' di cui alla legge 14 febbraio 1987, n.
40, e' autorizzata  la  spesa  di  13  milioni  di  euro,  a  partire
dall'anno  2009,  fermo  restando   per   l'anno   2009   il   limite
dell'ammontare complessivo dei pagamenti a carico del predetto  Fondo
come stabilito dall'articolo 2, comma 36, ultimo periodo, della legge
22 dicembre 2008, n. 203, e successive modificazioni. Il Ministro del
lavoro, della salute  e  delle  politiche  sociali,  con  decreto  da
emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, definisce modalita', termini e condizioni  per
il finanziamento degli enti di cui all'articolo  1,  comma  1,  della
legge 14 febbraio 1987, n. 40, come modificato dall'articolo  20-bis,
comma 1, lettera a), del decreto-legge  30  dicembre  2005,  n.  273,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51. 
 
  512. Con decreto  del  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale sono determinati,  entro  centoventi  giorni  dalla  data  di
entrata  in  vigore  della  presente  legge,  modalita',  termini   e
condizioni  per  il  concorso  al  finanziamento   di   progetti   di
ristrutturazione elaborati dagli enti di formazione di cui alla legge
14 febbraio 1987, n. 40, entro il limite massimo  di  30  milioni  di
euro per l'anno 2008,  nell'ambito  delle  risorse  preordinate  allo
scopo nel Fondo di cui all'articolo 25 della legge 21 dicembre  1978,
n. 845, come modificato dall'articolo 9, comma 5,  del  decreto-legge
20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1993, n. 236. 
 
  513. Al comma 298 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, e' aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:  "A  valere  sulle
risorse del Fondo non  impegnate  entro  la  chiusura  dell'esercizio
2007, i contributi di cui al primo periodo del  presente  comma  sono
erogati  ai  collaboratori  coordinati  e  continuativi,  compresi  i
collaboratori  a  progetto  e  i   titolari   di   assegni   per   la
collaborazione  ad  attivita'  di  ricerca,  di  cui   al   comma   6
dell'articolo 51 della legge 27 dicembre 1997, n. 449,  e  successive
modificazioni, per le spese documentate relative all'acquisto  di  un
computer nuovo di fabbrica, sostenute entro il 31 dicembre 2008". 
 
  514. Il prelievo fiscale sui trattamenti di  fine  rapporto,  sulle
indennita' equipollenti e sulle altre  indennita'  e  somme  connesse
alla cessazione del rapporto di lavoro, di cui all'articolo 17, comma
1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive modificazioni, il cui  diritto  alla  percezione  sorge  a
partire dal 1° aprile 2008, e'  ridotto  in  funzione  di  una  spesa
complessiva pari a 135 milioni di  euro  per  l'anno  2008  e  a  180
milioni di euro annui a decorrere  dall'anno  2009.  Con  decreto  di
natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle  finanze,
da emanare entro il 31 marzo  2008,  sono  stabiliti  i  criteri  per
attuare  la  riduzione  del  prelievo.  La  tassazione  operata   dai
sostituti d'imposta anteriormente all'emanazione del decreto  di  cui
al precedente periodo si considera effettuata a  titolo  di  acconto.
Resta ferma l'applicazione della  clausola  di  salvaguardia  di  cui
all'articolo 1, comma 9, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  515. Dopo il comma 7 dell'articolo 23  del  decreto  legislativo  5
dicembre 2005, n. 252, e successive  modificazioni,  e'  inserito  il
seguente: 
  "7-bis.  Nel  caso  di  conferimento   alla   forma   pensionistica
complementare di quote di TFR maturate  entro  il  31  dicembre  2006
resta  ferma,  in  occasione   dell'erogazione   delle   prestazioni,
l'applicazione delle disposizioni del comma 5. A tal  fine  le  somme
versate concorrono  a  incrementare  convenzionalmente  la  posizione
individuale in corrispondenza  dei  periodi  di  formazione  del  TFR
conferito. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate
sono stabiliti  i  criteri  e  le  modalita'  per  lo  scambio  delle
informazioni tra le forme pensionistiche e i datori di lavoro  presso
i quali sono maturate le quote di TFR. Le disposizioni  del  presente
comma si applicano per i conferimenti effettuati  a  partire  dal  1°
gennaio 2007". 
 
  516. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'
istituita una commissione di studio sulla  disciplina  di  tassazione
delle indennita' di cui all'articolo 17, comma  1,  lettera  a),  del
testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, con il compito di  proporre  l'adozione  di  modifiche
normative volte alla semplificazione  e  alla  razionalizzazione  del
sistema vigente, a un migliore coordinamento con la disciplina  della
previdenza complementare e all'attenuazione del prelievo fiscale. 
 
  517. Per l'anno 2008, il Ministero del lavoro  e  della  previdenza
sociale assegna a Italia Lavoro  S.p.A.  14  milioni  di  euro  quale
contributo agli oneri  di  funzionamento  ed  ai  costi  generali  di
struttura.  A  tale  onere  si  provvede  a  carico  del  Fondo   per
l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7,  del  decreto-legge  20
maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  19
luglio 1993, n. 236. 
 
  518. All'articolo 118, comma 16, della legge 23 dicembre  2000,  n.
388, le parole: "e di 100 milioni di euro  per  ciascuno  degli  anni
2003, 2004, 2005, 2006 e 2007" sono sostituite dalle seguenti: ",  di
100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004, 2005, 2006  e
2007 e di 80 milioni di euro per l'anno 2008". 
 
  519. Per consentire all'Istituto per lo sviluppo  della  formazione
professionale dei lavoratori (ISFOL) di completare, in via graduale e
in coerenza con le esigenze dell'ente, il processo di stabilizzazione
previsto  dalla  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  il  contributo
ordinario annuale per il funzionamento e le  attivita'  dell'Istituto
medesimo e' incrementato di ulteriori 10 milioni di euro  per  l'anno
2008, di 20 milioni di euro per l'anno 2009 e di 25 milioni  di  euro
annui a decorrere dall'anno  2010.  Fino  all'inserimento  nei  ruoli
organici del predetto ente e' in ogni caso garantita  la  continuita'
del   servizio   del   personale   interessato   dal   processo    di
stabilizzazione. L'autorizzazione di spesa  di  cui  all'articolo  1,
comma 1209, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e'  ridotta  di  35
milioni di euro per l'anno 2008 e di 50 milioni di  euro  per  l'anno
2009. Le risorse del Fondo per l'occupazione di cui  all'articolo  1,
comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.  148,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, sono ridotte di 35
milioni di euro per l'anno 2008, di 20 milioni  di  euro  per  l'anno
2009 e di 55 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010. 
 
  520. Le risorse stanziate per l'applicazione dell'articolo 1, comma
571, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per l'anno 2008 sono cosi'
utilizzate: 
  a)  euro  1.734.650,70,  per  il  finanziamento  delle   necessita'
strumentali, di supporto e di formazione del  personale  del  Comando
dei carabinieri per la tutela del lavoro; 
  b) euro 1.015.000, per l'incremento di  organico  del  Comando  dei
carabinieri per la tutela del lavoro, pari a sessanta unita'. 
 
  521. In attesa della riforma degli  ammortizzatori  sociali  e  nel
limite complessivo di spesa di 470 milioni di euro, di cui 20 milioni
per il settore agricolo e 10 milioni per il comparto della  pesca,  a
carico del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo  1,  comma  7,
del  decreto-legge  20  maggio  1993,   n.   148,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236,  il  Ministro  del
lavoro e della  previdenza  sociale,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, puo' disporre, entro  il  31  dicembre
2008, in deroga alla  vigente  normativa,  concessioni,  anche  senza
soluzione di  continuita',  dei  trattamenti  di  cassa  integrazione
guadagni straordinaria, di mobilita' e  di  disoccupazione  speciale,
nel  caso  di  programmi   finalizzati   alla   gestione   di   crisi
occupazionale, anche con riferimento a settori produttivi e  ad  aree
regionali, ovvero miranti al reimpiego  di  lavoratori  coinvolti  in
detti programmi definiti in specifici  accordi  in  sede  governativa
intervenuti entro il 15 giugno 2008 che recepiscono  le  intese  gia'
stipulate in sede territoriale ed inviate al Ministero del  lavoro  e
della previdenza sociale entro il 20 maggio 2008.  Nell'ambito  delle
risorse finanziarie di cui al primo periodo, i  trattamenti  concessi
ai sensi dell'articolo 1, comma 1190, della legge 27  dicembre  2006,
n. 296, possono essere prorogati, con decreto del Ministro del lavoro
e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia
e delle finanze, qualora i piani di  gestione  delle  eccedenze  gia'
definiti in specifici accordi in sede governativa abbiano  comportato
una riduzione nella misura almeno del 10 per  cento  del  numero  dei
destinatari dei trattamenti scaduti il 31 dicembre 2007. (3) 
 
  522. La misura dei trattamenti di cui al secondo periodo del  comma
521 e' ridotta del 10 per cento nel caso di prima proroga, del 30 per
cento nel caso di seconda proroga e del 40  per  cento  nel  caso  di
proroghe successive. 
 
  523.  In  attesa  della  riforma  degli  ammortizzatori  sociali  e
comunque non oltre il  31  dicembre  2008,  possono  essere  concessi
trattamenti  di  cassa  integrazione  guadagni  straordinaria  e   di
mobilita' ai dipendenti delle imprese esercenti attivita' commerciali
con piu' di cinquanta dipendenti, delle agenzie di viaggio e turismo,
compresi gli operatori turistici, con piu' di cinquanta dipendenti, e
delle imprese di vigilanza  con  piu'  di  quindici  dipendenti,  nel
limite massimo di spesa di 45 milioni di euro, a carico del Fondo per
l'occupazione  di  cui  all'articolo   1,   comma   7,   del   citato
decreto-legge n. 148 del 1993, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge n. 236 del 1993. 
 
  524. Per il rifinanziamento  delle  proroghe  a  ventiquattro  mesi
delle crisi aziendali per cessazione di attivita', sono destinati  30
milioni di euro per l'anno 2008 alla finalita' di cui all'articolo 1,
comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n.  249,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 3 dicembre  2004,  n.  291,  e  successive
modificazioni,  a  carico  del  Fondo  per   l'occupazione   di   cui
all'articolo 1, comma 7, del citato decreto-legge n.  148  del  1993,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 236 del 1993. 
 
  525. Per l'iscrizione  nelle  liste  di  mobilita'  dei  lavoratori
licenziati per  giustificato  motivo  oggettivo  da  aziende  fino  a
quindici dipendenti, all'articolo 1, comma 1,  del  decreto-legge  20
gennaio 1998, n. 4, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  20
marzo 1998,  n.  52,  e  successive  modificazioni,  le  parole:  "31
dicembre 2007" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre  2008"  e
dopo le parole: "nonche' di 37 milioni di  euro  per  il  2007"  sono
inserite le seguenti: "e di 45 milioni di euro per il 2008". 
 
  526. Al fine di consentire il reinserimento lavorativo  per  alcune
categorie di lavoratori  iscritti  nella  Gestione  separata  di  cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che  non
risultino assicurati presso forme di  previdenza  obbligatoria,  sono
attivati, in via sperimentale, per l'anno 2008, appositi percorsi  di
formazione e riqualificazione professionale,  nell'ambito  dei  quali
prevedere anche  l'erogazione  in  favore  dei  partecipanti  di  una
prestazione sottoforma di voucher. Tale prestazione  puo',  altresi',
essere  erogata  a  copertura  di  altre  attivita'  finalizzate   al
reinserimento   lavorativo   del   lavoratore   e   collegate    alla
strumentazione di politica attiva del lavoro di cui  si  avvalgono  i
servizi  per  l'impiego  e  deve  in  ogni  caso   essere   vincolata
all'effettiva partecipazione a programmi di formazione o reimpiego. 
 
  527. Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
da emanare entro tre mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono definiti le modalita' di fruizione, le categorie
di  soggetti  beneficiari  nonche'  la  durata  e   l'importo   della
prestazione di cui al comma 526, nei limiti della  spesa  complessiva
di 40 milioni di euro per l'anno 2008, a valere, per  20  milioni  di
euro,  sulle  risorse  derivanti  dalla  programmazione   dei   fondi
comunitari del Fondo sociale  europeo,  intestato  al  Ministero  del
lavoro e della  previdenza  sociale,  nel  rispetto  delle  finalita'
stabilite dai citati strumenti. 
 
  528. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della  presente
legge, il Governo presenta alla Conferenza permanente per i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano   un'intesa   volta   a    prevedere    l'estensione    della
sperimentazione di cui al comma 526 e le modalita' di coordinamento e
di utilizzo a tal fine delle risorse derivanti  dalla  programmazione
regionale del Fondo sociale europeo. 
 
  529. Il Ministro del lavoro e della  previdenza  sociale  riferisce
alle  competenti  Commissioni  parlamentari   sull'attuazione   delle
disposizioni del comma 526, anche al fine di valutare,  nel  rispetto
degli equilibri programmati di finanza pubblica, l'eventuale messa  a
regime di strumenti per il reinserimento lavorativo dei lavoratori di
cui al comma 526. 
 
  530. All'attuazione di quanto previsto dai commi da 526  a  529  si
provvede a valere sulle risorse derivanti  dalla  programmazione  dei
fondi comunitari 2007-2013, tenuto conto di quanto previsto dal comma
527, prioritariamente nell'ambito dei Programmi  operativi  nazionali
del Fondo sociale europeo, intestato al Ministero del lavoro e  della
previdenza sociale, nel rispetto delle finalita' stabilite dai citati
strumenti. 
 
  531. All'articolo 1, comma 2, primo periodo, del  decreto-legge  20
gennaio 1998, n.4, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  20
marzo 1998,  n.  52,  e  successive  modificazioni,  le  parole:  "31
dicembre 2007" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2008". Ai
fini dell'attuazione del presente comma, e'  autorizzata  per  l'anno
2008 la  spesa  di  20  milioni  di  euro  a  valere  sul  Fondo  per
l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7,  del  decreto-legge  20
maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  19
luglio 1993, n. 236. 
 
  532. All'articolo 1, comma 2, lettera p),  alinea,  della  legge  3
agosto 2007, n.  123,  le  parole:  ",  da  finanziare,  a  decorrere
dall'anno 2008, per le attivita' di cui  ai  numeri  1)  e  2)  della
presente lettera, a valere, previo atto di accertamento, su una quota
delle risorse di cui  all'articolo  1,  comma  780,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, accertate in sede di bilancio  consuntivo  per
l'anno 2007 dell'INAIL," sono soppresse. 
 
  533. All'articolo 1 della citata legge 3 agosto 2007, n. 123,  dopo
il comma 7 e' aggiunto, in fine, il seguente: 
  "7-bis. Per l'attuazione del principio di delega di cui al comma 2,
lettera p), e' previsto uno stanziamento di  50  milioni  di  euro  a
decorrere dal 1° gennaio 2008". 
 
  534. La dotazione del fondo di  cui  all'articolo  1,  comma  1187,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' incrementata di 2,5  milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 10 milioni di euro a
decorrere dal 2010. 
 
  535. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  3,  comma  151,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e' ridotta di  1,5  milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  536. Il Fondo per l'inclusione sociale degli  immigrati,  istituito
presso il Ministero della solidarieta' sociale dall'articolo 1, comma
1267, della legge 27 dicembre  2006,  n.  296,  e'  integrato  di  50
milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  537. All'articolo 1 della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 863, le parole: "di cui 100 milioni per ciascuno  degli
anni 2007 e 2008, 5.000 milioni per  l'anno  2009  e  59.179  milioni
entro il 2015" sono sostituite dalle seguenti: "di  cui  100  milioni
per l'anno 2007, 1.100 milioni per l'anno  2008,  4.400  milioni  per
l'anno 2009, 9.166 milioni per l'anno 2010, 9.500 milioni per  l'anno
2011, 11.000 milioni per l'anno 2012, 11.000 milioni per l'anno 2013,
9.400 milioni per l'anno 2014 e 8.713 milioni per l'anno 2015"; 
  b) al comma 866, il primo periodo e' sostituito dal  seguente:  "Le
somme  di  cui  al  comma  863  sono  interamente  ed  immediatamente
impegnabili". 
 
  538. Il comma 1152 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.
296, e' sostituito dai seguenti: 
  "1152. Per interventi di ammodernamento e  di  potenziamento  della
viabilita' secondaria  esistente  nella  Regione  siciliana  e  nella
regione Calabria, non compresa nelle strade  gestite  dalla  societa'
ANAS Spa, una quota rispettivamente pari a 350 milioni di  euro  e  a
150 milioni di euro per l'anno 2007 e' assegnata in sede  di  riparto
delle somme stanziate sul fondo  per  le  aree  sottoutilizzate.  Con
decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture,  di  concerto  con  il
Ministro dello sviluppo economico, si provvede alla  ripartizione  di
tali risorse tra le province della Regione siciliana  e  le  province
della regione Calabria, in proporzione alla  viabilita'  presente  in
ciascuna di esse, e sono stabiliti criteri e  modalita'  di  gestione
per l'utilizzo delle predette risorse. 
  1152-bis. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  61,  comma
1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e' ridotta di 500 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009". 
 
  539. Ai datori di lavoro  che,  nel  periodo  compreso  tra  il  1°
gennaio 2008 e  il  31  dicembre  2008,  incrementano  il  numero  di
lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo  indeterminato,
nelle  aree  delle  regioni  Calabria,  Campania,  Puglia,   Sicilia,
Basilicata, Sardegna,  Abruzzo  e  Molise  ammissibili  alle  deroghe
previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato
che istituisce la Comunita' europea, e' concesso, per gli anni  2008,
2009 e 2010, un credito d'imposta  d'importo  pari  a  euro  333  per
ciascun lavoratore assunto e per ciascun mese. In caso di lavoratrici
donne rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato di  cui
all'articolo 2,  lettera  f),  punto  XI,  del  regolamento  (CE)  n.
2204/2002  della  Commissione,  del  5  dicembre  2002,  il   credito
d'imposta  e'  concesso  nella  misura  di  euro  416  per   ciascuna
lavoratrice e per ciascun  mese.  Sono  esclusi  i  soggetti  di  cui
all'articolo 74 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.  Il
credito d'imposta e' concesso nel rispetto  delle  condizioni  e  dei
limiti previsti dal citato regolamento (CE) n. 2204/2002. 
 
  540. Il credito d'imposta di cui  al  comma  539  spetta  per  ogni
unita' lavorativa risultante  dalla  differenza  tra  il  numero  dei
lavoratori con contratto a tempo indeterminato  rilevato  in  ciascun
mese e il numero dei lavoratori con contratto a  tempo  indeterminato
mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e  il
31 dicembre 2007. Per le assunzioni di dipendenti  con  contratto  di
lavoro a tempo  parziale,  il  credito  d'imposta  spetta  in  misura
proporzionale alle ore  prestate  rispetto  a  quelle  del  contratto
nazionale. 
 
  541. L'incremento della base occupazionale va considerato al  netto
delle diminuzioni occupazionali verificatesi in societa'  controllate
o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile  o  facenti
capo, anche per interposta  persona,  allo  stesso  soggetto.  Per  i
soggetti che assumono la qualifica di datori di  lavoro  a  decorrere
dal 1° gennaio 2008, ogni lavoratore dipendente  assunto  costituisce
incremento della base  occupazionale.  I  lavoratori  dipendenti  con
contratto  di  lavoro  a  tempo  parziale  si  assumono  nella   base
occupazionale in misura proporzionale alle ore  prestate  rispetto  a
quelle del contratto nazionale. 
 
  542. Il credito  d'imposta  va  indicato  nella  dichiarazione  dei
redditi relativa al periodo d'imposta per il quale e' concesso ed  e'
utilizzabile esclusivamente in compensazione  ai  sensi  del  decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Esso non concorre alla  formazione
del reddito e  del  valore  della  produzione  ai  fini  dell'imposta
regionale sulle  attivita'  produttive  e  non  rileva  ai  fini  del
rapporto di cui agli articoli 61 e 109,  comma  5,  del  testo  unico
delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 
 
  543. Il credito d'imposta spetta a condizione che: 
  a) i lavoratori assunti per coprire i nuovi posti di lavoro  creati
non abbiano mai lavorato prima o abbiano perso o siano in procinto di
perdere l'impiego precedente o siano portatori di handicap  ai  sensi
della legge 5 febbraio  1992,  n.  104,  o  siano  lavoratrici  donne
rientranti  nella  definizione  di  lavoratore  svantaggiato  di  cui
all'articolo 2, lettera  f),  punto  XI),  del  regolamento  (CE)  n.
2204/2002 della Commissione; 
  b)  siano  rispettate  le  prescrizioni  dei  contratti  collettivi
nazionali anche con riferimento alle unita' lavorative che non  danno
diritto al credito d'imposta; 
  c) siano rispettate le norme in materia di salute e  sicurezza  dei
lavoratori previste dalle vigenti disposizioni; 
  d) il datore di lavoro non abbia ridotto la base occupazionale  nel
periodo dal 1° novembre 2007 al 31 dicembre 2007, per motivi  diversi
da quelli del collocamento a riposo. 
 
  544. Nel caso di impresa subentrante ad altra nella gestione di  un
servizio pubblico, anche gestito da privati, comunque  assegnata,  il
credito  d'imposta  spetta  limitatamente  al  numero  di  lavoratori
assunti in piu' rispetto a quello dell'impresa sostituita. 
 
  545. Il diritto a fruire del credito d'imposta decade: 
  a) se, su  base  annuale,  il  numero  complessivo  dei  lavoratori
dipendenti, a tempo indeterminato e a tempo determinato,  compresi  i
lavoratori con contratti di lavoro con contenuto  formativo,  risulta
inferiore o pari al  numero  complessivo  dei  lavoratori  dipendenti
mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il
31 dicembre 2007; 
  b) se i posti di lavoro creati non sono conservati per  un  periodo
minimo di tre anni, ovvero di due anni nel caso delle piccole e medie
imprese; 
  c)  qualora  vengano  definitivamente  accertate   violazioni   non
formali, e per le quali sono state irrogate sanzioni di  importo  non
inferiore a euro 5.000, alla  normativa  fiscale  e  contributiva  in
materia di lavoro dipendente, ovvero violazioni alla normativa  sulla
salute e  sulla  sicurezza  dei  lavoratori  previste  dalle  vigenti
disposizioni, commesse nel periodo di applicazione delle disposizioni
dei commi da  539  a  548,  e  qualora  siano  emanati  provvedimenti
definitivi della magistratura contro il datore di lavoro per condotta
antisindacale ai sensi dell'articolo 28 della legge 20  maggio  1970,
n. 300. Dalla  data  del  definitivo  accertamento  delle  violazioni
decorrono i termini per far luogo  al  recupero  delle  minori  somme
versate o del maggior credito riportato e  per  l'applicazione  delle
relative sanzioni. 
 
  546. Ai fini delle agevolazioni previste dai commi da 539 a  548  i
soci lavoratori di societa' cooperative sono equiparati ai lavoratori
dipendenti. 
 
  547.  Nello  stato  di  previsione  del  Ministero  dello  sviluppo
economico, ai fini di cui ai commi da 539 a 548 e' istituito un Fondo
con dotazione di 200 milioni di euro, per ciascuno degli  anni  2008,
2009  e  2010,  a  valere  sulle  risorse  del  Fondo  per  le   aree
sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre  2002,
n. 289. Con decreto del Ministro dell'economia e delle  finanze  sono
stabilite disposizioni di attuazione dei commi da 539 a 548 anche  al
fine del controllo del rispetto del limite di stanziamento di cui  al
periodo precedente. Entro il 31 luglio 2008 il  Governo  provvede  ad
effettuare  la  verifica  ed  il  monitoraggio  degli  effetti  delle
disposizioni di cui ai commi da 539 a  548,  identificando  la  nuova
occupazione  generata  per   area   territoriale,   sesso,   eta'   e
professionalita'. 
 
  548. COMMA ABROGATO DAL D.L. 31 DICEMBRE 2007, N. 248,  CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 28 FEBBRAIO 2008, N. 31. 
 
  549. All'articolo 1, comma 1156, della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, e successive modificazioni, dopo la lettera g)  e'  aggiunta  la
seguente: 
  "g-bis) a decorrere dall'esercizio finanziario 2008, e' disposto lo
stanziamento di un ulteriore contributo di 50 milioni di  euro  annui
per la stabilizzazione dei lavoratori  socialmente  utili  e  per  le
iniziative connesse alle politiche attive per  il  lavoro  in  favore
delle regioni che rientrano negli obiettivi di convergenza dei  fondi
strutturali dell'Unione europea attraverso la stipula di  un'apposita
convenzione con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale  a
valere sul Fondo di cui al presente comma". 
 
  550. Nel limite di spesa di 55 milioni di euro  annui  a  decorrere
dall'anno 2008, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale  e'
autorizzato a stipulare apposite convenzioni con i comuni destinatari
degli interventi di cui all'articolo 1, comma 1166,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, previa intesa con le regioni competenti, anche
in deroga alla normativa vigente relativa ai  lavoratori  socialmente
utili, per lo svolgimento di attivita' socialmente utili  (ASU),  per
l'attuazione di misure di politiche  attive  del  lavoro  finalizzate
alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori impiegati  in  ASU,
nella disponibilita' degli  stessi  comuni  da  almeno  un  triennio,
nonche'  dei  soggetti  utilizzati  da   questi   ultimi   attraverso
convenzioni stipulate ai sensi dell'articolo 10, comma 3, del decreto
legislativo 1° dicembre 1997, n.  468,  e  successive  modificazioni,
estendendo a quest'ultima tipologia di lavoratori i  benefici  e  gli
incentivi previsti per i lavoratori socialmente utili. 
 
  551. Per le finalita' di cui al comma 550,  gli  enti  utilizzatori
possono avvalersi, in deroga ai vincoli  legislativi  in  materia  di
assunzioni e di spesa annuale di cui all'articolo 1, comma 557, della
citata legge  n.  296  del  2006,  della  facolta'  di  procedere  ad
assunzioni in pianta organica a tempo indeterminato nelle categorie A
e B dei soggetti di cui al comma 550, nonche' ad assunzioni  a  tempo
determinato, con inquadramento nelle  categorie  C  e  D,  secondo  i
profili professionali previsti dai rispettivi  ordinamenti,  in  ogni
caso attraverso procedure selettive. Il Ministro del lavoro  e  della
previdenza sociale dispone annualmente con  proprio  decreto,  a  far
data dall'esercizio 2008, a beneficio dei comuni di cui al comma 550,
la copertura integrale degli oneri relativi alla  prosecuzione  delle
ASU e alla  gestione  a  regime  delle  unita'  stabilizzate  tramite
assunzioni in pianta organica o assunzione a tempo determinato. 
 
  552. Il Ministero del lavoro e  della  previdenza  sociale,  previa
intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo  Stato,  le
regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di   Bolzano,   e'
autorizzato, nel limite di spesa di 1 milione di  euro  per  ciascuno
degli anni 2008, 2009 e 2010, a concedere un contributo ai comuni con
meno  di  50.000  abitanti  per  la  stabilizzazione  dei  lavoratori
socialmente utili con oneri a carico del bilancio comunale da  almeno
otto anni, utilizzando quota  parte  delle  risorse  trasferite  alle
regioni in attuazione della legge 17 maggio 1999, n. 144. 
 
  553.  La  Regione  siciliana,   in   deroga   ai   limiti   imposti
dall'articolo 20, comma 1, della legge 28 dicembre 2001,  n.  448,  e
con  oneri  a  carico  del  proprio  bilancio,  e'  autorizzata  alla
trasformazione a tempo indeterminato dei contratti stipulati  con  il
personale di protezione civile proveniente da  organismi  di  diritto
pubblico individuato dall'articolo 76  della  legge  regionale  della
Regione  siciliana  1°  settembre   1993,   n.   25,   e   successive
modificazioni, gia' equiparato, ai sensi dell'articolo 7 della  legge
regionale  della  Regione  siciliana  10  ottobre  1994,  n.  38,   e
dell'articolo 48 della legge regionale  della  Regione  siciliana  10
dicembre 2001, n. 21, a quello dalla stessa amministrato. 
 
  554. Le economie derivanti dai provvedimenti  di  revoca  totale  o
parziale delle agevolazioni di  cui  all'articolo  1,  comma  2,  del
decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, nel limite  dell'85  per  cento
delle economie accertate annualmente con decreto del  Ministro  dello
sviluppo economico, da adottare entro il 30 ottobre,  sono  destinate
alla realizzazione di interventi destinati a finanziare: 
  a) un programma nazionale destinato ai giovani  laureati  residenti
nelle  regioni  Abruzzo,  Basilicata,  Calabria,  Campania,   Molise,
Puglia, Sardegna e Sicilia, al fine di favorire il  loro  inserimento
lavorativo,  dando  priorita'  ai  contratti  di   lavoro   a   tempo
indeterminato. La definizione di tale programma e'  disciplinata  con
decreto del Ministero del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  di
concerto con il Ministero dello sviluppo economico e d'intesa con  le
regioni interessate, da emanare entro sessanta giorni dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge; 
  b) la costituzione, con decreto del Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale,  di  concerto  con  il  Ministro  dello  sviluppo
economico, senza oneri per la finanza pubblica, presso  il  Ministero
del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  dell'Osservatorio   sulla
migrazione interna nell'ambito del territorio nazionale, al  fine  di
monitorare il fenomeno e di individuare  tutte  le  iniziative  e  le
scelte utili a governare il processo di mobilita' dal  sud  verso  il
nord del Paese e a favorire i percorsi di rientro; 
  c) agevolazioni alle imprese  innovatrici  in  fase  di  start  up,
definite ai sensi di quanto previsto nella Disciplina comunitaria  in
materia  di  aiuti  di  Stato  a  favore  di  ricerca,   sviluppo   e
innovazione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione  europea
n. C 323 del 30 dicembre 2006, attraverso la  riduzione  degli  oneri
sociali per tutti i ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario
impiegati a decorrere dal periodo d'imposta dell'anno 2007. I criteri
e le modalita' per il riconoscimento delle predette agevolazioni, che
saranno autorizzate entro i limiti fissati  alla  sezione  5.4  della
predetta Disciplina, saranno disciplinati con  apposito  decreto  del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di  concerto  con  il
Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro  sessanta  giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge; 
  d) interventi per lo sviluppo delle attivita' produttive inclusi in
accordi di programma in vigore e costruzione di  centri  destinati  a
Poli  di  innovazione  situati  nei  territori  delle   regioni   del
Mezzogiorno non ricompresi nell'obiettivo Convergenza  ai  sensi  del
regolamento (CE) n. 1083/2006 del  Consiglio,  dell'11  luglio  2006,
nonche'  programmi  di  sviluppo  regionale  riferiti  alle  medesime
regioni.  I  rapporti  tra  Governo  e  regione  e  le  modalita'  di
erogazione delle predette risorse  finanziarie  sono  regolate  dalle
delibere del CIPE di assegnazione delle risorse e da appositi accordi
di programma quadro; 
  e) la creazione di un fondo denominato "Fondo per la gestione delle
quote di emissione di gas serra di cui alla direttiva  2003/  87/CE",
da destinare alla "riserva nuovi entranti"  dei  Piani  nazionali  di
assegnazione delle quote di cui al decreto legislativo 4 aprile 2006,
n.  216,  secondo  modalita'  stabilite  con  decreto  del   Ministro
dell'economia e delle finanze, di  concerto  con  il  Ministro  dello
sviluppo economico e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, da emanare entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge; 
  f) la proroga per gli  anni  2008,  2009  e  2010  della  deduzione
forfetaria dal reddito d'impresa in favore degli  esercenti  impianti
di distribuzione di carburanti di cui all'articolo 21, comma 1, della
legge 23 dicembre 1998, n. 448; 
  g) interventi a sostegno  dell'attivita'  di  ricerca  nel  sistema
energetico e di riutilizzo di aree industriali,  in  particolare  nel
Mezzogiorno. 
 
  555. In sede di prima applicazione delle  disposizioni  di  cui  ai
commi da 554 a 557, il decreto del Ministro dello sviluppo  economico
di cui al comma 554 e' adottato entro il mese di febbraio 2008. 
 
  556. Il Ministro dell'economia e delle  finanze,  su  proposta  del
Ministro dello sviluppo economico, e' autorizzato ad  iscrivere,  nei
limiti degli effetti positivi stimati per ciascun anno in termini  di
indebitamento netto, le risorse  derivanti  dalle  economie  connesse
alle revoche di cui al comma 554 in un apposito fondo dello stato  di
previsione del  Ministero  dello  sviluppo  economico,  ai  fini  del
finanziamento delle iniziative di cui al medesimo comma 554. 
 
  557. Il finanziamento previsto all'articolo  1,  comma  278,  della
legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  e'  ripristinato  a   decorrere
dall'esercizio finanziario 2008 per l'importo di 1.500.000 euro. 
 
  558. A decorrere dal 1° gennaio 2008, i soggetti titolari, ai sensi
dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.  164,  di
concessioni  per  l'attivita'  di  stoccaggio  del  gas  naturale  in
giacimenti o  unita'  geologiche  profonde,  o  comunque  autorizzati
all'installazione e all'esercizio di nuovi stabilimenti di stoccaggio
di gas naturale, corrispondono alle regioni nelle quali hanno sede  i
relativi  stabilimenti  di  stoccaggio,  a   titolo   di   contributo
compensativo per  il  mancato  uso  alternativo  del  territorio,  un
importo annuo  pari  all'1  per  cento  del  valore  della  capacita'
complessiva autorizzata di stoccaggio di gas naturale. (42) 
 
  559. La regione  sede  degli  stabilimenti  di  cui  al  comma  558
provvede alla ripartizione del contributo compensativo  ivi  previsto
tra i seguenti soggetti: 
  a) il comune nel quale hanno sede gli stabilimenti, per un  importo
non inferiore al 60 per cento del totale; 
  b) i comuni contermini, in misura proporzionale per il 50 per cento
all'estensione del confine e per il 50 per  cento  alla  popolazione,
per un importo non inferiore al 40 per cento del totale. 
 
  560. Al comma 1-bis dell'articolo 4 del decreto-legge  14  novembre
2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  dicembre
2003, n. 368, sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:  "nonche'
dei comuni confinanti, qualora situati  in  province  diverse  e  nel
raggio massimo di 10 chilometri dall'impianto medesimo". 
 
  561. Il comma 340 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, e' sostituito dal seguente: 
  "340. Al fine di contrastare i fenomeni di esclusione sociale negli
spazi urbani e favorire  l'integrazione  sociale  e  culturale  delle
popolazioni abitanti  in  circoscrizioni  o  quartieri  delle  citta'
caratterizzati da degrado urbano e sociale, sono  istituite,  con  le
modalita' di cui al comma 342, zone franche urbane con un  numero  di
abitanti non superiore a 30.000. Per le finalita' di cui  al  periodo
precedente, e' istituito nello  stato  di  previsione  del  Ministero
dello sviluppo economico un apposito Fondo con una  dotazione  di  50
milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, che provvede  al
finanziamento di programmi di intervento, ai sensi del comma 342". 
 
  562. Il comma 341 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, e' sostituito dai seguenti: 
  "341.  Le  piccole  e  micro  imprese,   come   individuate   dalla
raccomandazione 20031 361/CE della Commissione, del  6  maggio  2003,
che iniziano, nel periodo compreso tra il 1° gennaio  2008  e  il  31
dicembre 2012, una  nuova  attivita'  economica  nelle  zone  franche
urbane individuate secondo le modalita' di cui al comma 342,  possono
fruire delle seguenti agevolazioni,  nei  limiti  delle  risorse  del
Fondo di cui al comma 340 a tal fine vincolate: 
  a) esenzione dalle imposte sui redditi per i primi  cinque  periodi
di imposta. Per i  periodi  di  imposta  successivi,  l'esenzione  e'
limitata, per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e  settimo
al 40 per cento e per l'ottavo e nono al 20 per cento. L'esenzione di
cui alla presente lettera spetta fino a concorrenza  dell'importo  di
euro 100.000 del reddito derivante dall'attivita' svolta  nella  zona
franca urbana, maggiorato, a decorrere  dal  periodo  di  imposta  in
corso al 1° gennaio 2009 e per ciascun  periodo  di  imposta,  di  un
importo pari a euro 5.000,  ragguagliato  ad  anno,  per  ogni  nuovo
assunto a tempo  indeterminato,  residente  all'interno  del  sistema
locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana; 
  b) esenzione dall'imposta regionale sulle attivita' produttive, per
i primi cinque  periodi  di  imposta,  fino  a  concorrenza  di  euro
300.000, per ciascun periodo di imposta, del valore della  produzione
netta; 
  c) esenzione dall'imposta  comunale  sugli  immobili,  a  decorrere
dall'anno 2008 e fino all'anno 2012, per i soli immobili  siti  nelle
zone franche urbane dalle stesse imprese posseduti ed utilizzati  per
l'esercizio delle nuove attivita' economiche; 
  d) esonero dal versamento  dei  contributi  sulle  retribuzioni  da
lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attivita',  nei  limiti
di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a  tempo
indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici
mesi, e a condizione che  almeno  il  30  per  cento  degli  occupati
risieda nel sistema locale di lavoro in cui  ricade  la  zona  franca
urbana. Per gli anni successivi l'esonero e'  limitato  per  i  primi
cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e  per
l'ottavo e nono al 20 per  cento.  L'esonero  di  cui  alla  presente
lettera spetta,  alle  medesime  condizioni,  anche  ai  titolari  di
reddito di lavoro autonomo che svolgono l'attivita' all'interno della
zona franca urbana. 
  341-bis. Le piccole e le micro imprese che hanno avviato la propria
attivita' in una zona franca urbana antecedentemente  al  1°  gennaio
2008 possono fruire delle agevolazioni  di  cui  al  comma  341,  nel
rispetto del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del  15
dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e  88  del
Trattato agli aiuti di importanza minore, pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale dell'Unione europea n. L 379 del 28 dicembre 2006. 
  341-ter. Sono, in ogni caso,  escluse  dal  regime  agevolativo  le
imprese operanti nei settori della costruzione di  automobili,  della
costruzione navale, della fabbricazione di fibre tessili  artificiali
o sintetiche, della siderurgia e del trasporto su strada. 
  341-quater. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente disposizione, saranno determinati le condizioni, i limiti  e
le modalita' di applicazione delle esenzioni fiscali di cui ai  commi
da 341 a 341-ter". 
 
  563. Il comma 342 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, e' sostituito dal seguente: 
  "342. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE),  su  proposta  del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  di
concerto con il Ministro della solidarieta'  sociale,  provvede  alla
definizione dei criteri per l'allocazione  delle  risorse  e  per  la
individuazione e la selezione delle zone franche urbane,  sulla  base
di parametri socio-economici, rappresentativi dei fenomeni di degrado
di cui al  comma  340.  Provvede  successivamente,  su  proposta  del
Ministro dello sviluppo economico, alla perimetrazione delle  singole
zone franche urbane ed alla concessione del finanziamento  in  favore
dei programmi di intervento di cui al comma 340. 
  L'efficacia  delle  disposizioni  dei  commi  da  341  a   342   e'
subordinata, ai sensi dell'articolo 88,  paragrafo  3,  del  Trattato
istitutivo  della   Comunita'   europea,   all'autorizzazione   della
Commissione europea". 
 
  564. Al fine di promuovere il diritto di  tutti  allo  sport,  come
strumento per la formazione della  persona  e  per  la  tutela  della
salute,  e  per  la  costituzione  e  il  funzionamento,  presso   la
Presidenza del Consiglio dei  ministri,  dell'Osservatorio  nazionale
per l'impiantistica sportiva, e' istituito, presso la Presidenza  del
Consiglio dei ministri, un fondo denominato "Fondo per  lo  sport  di
cittadinanza", al quale e' assegnata la somma di 20 milioni  di  euro
per l'anno 2008, di 35 milioni di  euro  per  l'anno  2009  e  di  40
milioni di euro per l'anno 2010. 
 
  565. Gli atti e i  provvedimenti  concernenti  l'utilizzazione  sul
territorio delle risorse del Fondo di cui al comma 564 sono  adottati
dal Ministro per le politiche  giovanili  e  le  attivita'  sportive,
previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui  all'articolo  8
del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  e  successive
modificazioni. 
 
  566. Il Fondo per gli eventi sportivi di rilevanza  internazionale,
istituito con l'articolo 1, comma 1291, della legge 27 dicembre 2006,
n.  296,  presso  la  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri,   e'
incrementato di 10 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  567. Per la promozione e la realizzazione  di  interventi  per  gli
eventi sportivi di rilevanza internazionale,  fra  cui  i  Campionati
mondiali maschili di pallavolo, che si terranno in Italia  nel  2010,
la  dotazione  del  Fondo  per  gli  eventi  sportivi  di   rilevanza
internazionale, istituito con l'articolo 1, comma 1291,  della  legge
27 dicembre 2006, n. 296, e' incrementata di ulteriori 3  milioni  di
euro per gli anni 2008, 2009 e 2010. 
 
  568. Il contributo al Comitato italiano paraolimpico (CIP)  di  cui
all'articolo 1, comma 580, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e'
incrementato di 2 ulteriori milioni di euro per l'anno 2008  e  di  1
ulteriore milione di euro per gli anni 2009 e 2010. 
 
  569.  Le  amministrazioni  statali  centrali  e   periferiche,   ad
esclusione degli istituti e scuole di  ogni  ordine  e  grado,  delle
istituzioni educative e  delle  istituzioni  universitarie,  inviano,
entro il 28 febbraio per l'anno 2008 ed entro il 31 dicembre per  gli
anni successivi,  al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  un
prospetto contenente i dati  relativi  alla  previsione  annuale  dei
propri fabbisogni di beni e servizi, per il cui acquisto  si  applica
il codice di cui al decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.  163,
conformemente alle modalita' e allo  schema  pubblicati  sul  portale
degli acquisti in rete del Ministero dell'economia e delle finanze  e
di Consip Spa. 
 
  570. Il Ministero dell'economia e  delle  finanze,  avvalendosi  di
Consip Spa, individua, sulla base delle informazioni di cui al  comma
569 e dei dati degli acquisti delle amministrazioni di cui  al  comma
569,  per  gli  anni  2005-2007,  acquisiti  tramite  il  sistema  di
contabilita' gestionale ed elaborati attraverso l'utilizzo di sistemi
informativi integrati realizzati ai sensi dell'articolo 1, comma 454,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, indicatori di spesa sostenibile
per il soddisfacimento dei fabbisogni collegati  funzionalmente  alle
attivita' da svolgere, tenendo conto delle caratteristiche di consumo
delle specifiche categorie merceologiche e dei parametri dimensionali
della singola amministrazione, nonche' dei dati di consuntivo. 
 
  571. Gli indicatori ed i parametri di spesa sostenibile definiti ai
sensi del comma 570 sono messi a disposizione  delle  amministrazioni
di cui al comma 569, anche attraverso la  pubblicazione  sul  portale
degli acquisti in rete del Ministero dell'economia e delle finanze  e
di Consip Spa,  quali  utili  strumenti  di  supporto  e  modelli  di
comportamento  secondo  canoni  di  efficienza,   nell'attivita'   di
programmazione degli acquisti di beni e servizi e  nell'attivita'  di
controllo di cui all'articolo 4 del  decreto  legislativo  30  luglio
1999, n. 286. 
 
  572. In relazione ai parametri di prezzo-qualita' di cui al comma 3
dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488,  il  Ministero
dell'economia e delle finanze, attraverso Consip Spa, entro tre  mesi
dalla data di entrata in vigore della presente  legge,  predispone  e
mette a disposizione delle amministrazioni pubbliche gli strumenti di
supporto per la valutazione  della  comparabilita'  del  bene  e  del
servizio e per l'utilizzo dei detti parametri, anche con  indicazione
di una misura minima e massima degli stessi. 
 
  573.  Per  raggiungere  gli  obiettivi   di   contenimento   e   di
razionalizzazione  della  spesa  pubblica,  fermo   restando   quanto
previsto dagli articoli 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e 58
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e dall'articolo 1,  comma  449,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, i soggetti aggiudicatori di cui
all'articolo 3, comma 25, del codice dei contratti pubblici  relativi
a lavori, servizi e forniture,  di  cui  al  decreto  legislativo  12
aprile 2006, n. 163, possono  ricorrere  per  l'acquisto  di  beni  e
servizi  alle  convenzioni  stipulate  da   Consip   Spa   ai   sensi
dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488,  nel  rispetto
dei principi di tutela della concorrenza. 
 
  574. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 26  della  legge
23 dicembre 1999, n. 488, e 58 della legge 23 dicembre 2000, n.  388,
e dall'articolo 1, commi 449 e 450, della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, il Ministero dell'economia  e  delle  finanze,  sulla  base  dei
prospetti contenenti i dati di previsione annuale dei  fabbisogni  di
beni e servizi di cui al comma 569, individua, entro il mese di marzo
di ogni anno, con decreto, segnatamente in  relazione  agli  acquisti
d'importo superiore alla soglia comunitaria, secondo la rilevanza del
valore complessivo stimato, il grado di standardizzazione dei beni  e
dei servizi ed il livello di  aggregazione  della  relativa  domanda,
nonche'  le  tipologie  dei  beni  e  dei  servizi  non  oggetto   di
convenzioni stipulate da Consip Spa per le quali  le  amministrazioni
statali centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole
di  ogni  ordine  e  grado,  delle  istituzioni  educative  e   delle
istituzioni universitarie, sono tenute a ricorrere alla  Consip  Spa,
in  qualita'  di  stazione  appaltante  ai   fini   dell'espletamento
dell'appalto e dell'accordo quadro, anche con l'utilizzo dei  sistemi
telematici. 
 
  575. Le dotazioni delle unita' previsionali di base degli stati  di
previsione dei Ministeri, concernenti spese  per  consumi  intermedi,
non aventi natura obbligatoria, sono rideterminate in maniera lineare
in misura tale da realizzare complessivamente una  riduzione  di  545
milioni di euro per l'anno 2008, 700 milioni di euro per l'anno  2009
e 900 milioni di euro a decorrere dal 2010. Dalla predetta  riduzione
sono esclusi i fondi di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27
dicembre 2006, n. 296. 
 
  576. Il Ministro dell'economia e delle finanze allega al  Documento
di     programmazione     economico-finanziaria     una     relazione
sull'applicazione delle misure di  cui  ai  commi  da  569  a  575  e
sull'entita' dei risparmi conseguiti. 
 
  577. Al fine di garantire una piu'  incisiva  azione  di  gestione,
controllo e supervisione delle infrastrutture nazionali  del  Sistema
pubblico  di   connettivita'   (SPC),   il   Centro   nazionale   per
l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA) sostiene i costi
di cui all'articolo 86,  comma  2,  del  codice  dell'amministrazione
digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo  2005,  n.  82,  fino
alla  scadenza  dei  contratti-quadro  stipulati  con  gli  operatori
vincitori delle gare, a valere sulle risorse disponibili previste dal
comma 585. 
 
  578. Al fine di  promuovere  e  sostenere  la  realizzazione  delle
infrastrutture centrali e regionali idonee allo sviluppo di tutte  le
componenti del SPC, ivi inclusa quella relativa allo  sviluppo  delle
infrastrutture applicative, le regioni e  gli  enti  locali,  per  la
parte di rispettiva  competenza,  definiscono,  di  concerto  con  il
CNIPA, le componenti progettuali tecniche  e  organizzative  del  SPC
nell'ambito di un programma organico contenente la determinazione dei
livelli  di  responsabilita',  dei  tempi  e   delle   modalita'   di
attuazione, nonche' dell'ammontare del  relativo  onere  finanziario.
Qualora la realizzazione  del  programma  comporti  l'ampliamento  di
infrastrutture nazionali gia'  disponibili,  i  relativi  costi  sono
individuati nello stesso programma. 
 
  579. Nell'ambito del programma sono altresi' individuati i  servizi
di  cooperazione  applicativa   di   interesse   nazionale   che   le
amministrazioni si impegnano a realizzare. 
 
  580. Il programma, sentita la Commissione di  cui  all'articolo  80
del citato codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82,
e' approvato con decreto del Ministro per le riforme e le innovazioni
nella pubblica amministrazione. 
 
  581. Il CNIPA sviluppa il progetto esecutivo  del  programma  sulla
base delle indicazioni della Commissione di cui all'articolo  80  del
citato codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  che
lo approva in via definitiva. 
 
  582. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 30 DICEMBRE 2010, N. 235. 
 
  583. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 30 DICEMBRE 2010, N. 235. 
 
  584. COMMA ABROGATO DAL D.L. 22 DICEMBRE 2008, N.  200,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 18 FEBBRAIO 2009, N. 9. 
 
  585. Per l'attuazione dei commi da 577 a  584  e'  autorizzata  una
spesa pari a 10,5 milioni di euro per l'anno 2008,  10,5  milioni  di
euro per l'anno 2009 e 10,5 milioni di euro per  l'anno  2010.  Fermo
restando quanto previsto dal  comma  584  per  l'utilizzazione  degli
importi da esso stanziati, con decreto del Ministro per le riforme  e
le innovazioni nella pubblica amministrazione,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti le modalita'  e
i tempi per l'utilizzazione delle predette risorse. 
 
  586. Al fine di  migliorare  l'utilizzazione  delle  risorse  e  di
recare maggiori benefici ai cittadini ed agli operatori  di  settore,
e' istituito, presso il Ministero dell'economia e delle  finanze,  un
fondo per il finanziamento di progetti finalizzati alla realizzazione
di un Polo finanziario e di un Polo giudiziario a Bolzano, avente una
dotazione di  6  milioni  di  euro  per  ciascun  anno  del  triennio
2008-2010. Il fondo e' finalizzato alla  realizzazione  dei  seguenti
interventi: 
  a) acquisizione da parte dell'Agenzia  delle  entrate  di  immobili
adiacenti  ad  uffici  delle  entrate  gia'  esistenti,  al  fine  di
concentrare  tutti  gli  uffici  finanziari  in  un  unico  complesso
immobiliare per dare vita al Polo finanziario; 
  b) trasferimento degli uffici giudiziari  nell'edificio  di  Piazza
del tribunale, prospiciente al Palazzo di giustizia, per dare vita al
Polo giudiziario. 
 
  587. Il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con  il
Ministro della giustizia, individua, con decreto, previa  intesa  con
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, i criteri, le  modalita'  e
le procedure di utilizzo del fondo di cui al comma 586. 
 
  588.  A  decorrere  dall'anno  2008  la  cilindrata   media   delle
autovetture di servizio assegnate in uso esclusivo  e  non  esclusivo
nell'ambito delle magistrature e di ciascuna  amministrazione  civile
dello Stato non puo' superare i 1.600 centimetri  cubici,  escludendo
dal computo le autovetture utilizzate dal Corpo nazionale dei  vigili
del fuoco e per i servizi istituzionali di tutela dell'ordine,  della
sicurezza pubblica e della protezione civile. 
 
  589.  Il  Centro  nazionale  per   l'informatica   nella   pubblica
amministrazione  (CNIPA)  effettua,  anche  a  campione,  azioni   di
monitoraggio e  verifica  del  rispetto  delle  disposizioni  di  cui
all'articolo 47 del codice dell'amministrazione digitale, di  cui  al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive  modificazioni,
nonche'  delle  disposizioni  in   materia   di   posta   elettronica
certificata. Il mancato adeguamento  alle  predette  disposizioni  in
misura superiore al 50 per  cento  del  totale  della  corrispondenza
inviata,  certificato  dal  CNIPA,   comporta,   per   le   pubbliche
amministrazioni dello Stato, comprese le aziende  ed  amministrazioni
dello Stato ad ordinamento autonomo, e  per  gli  enti  pubblici  non
economici  nazionali,  la   riduzione,   nell'esercizio   finanziario
successivo, del 30 per cento delle  risorse  stanziate  nell'anno  in
corso per spese di invio della corrispondenza cartacea. 
 
  590. Con decreto del Ministro per le riforme e le innovazioni nella
pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze e con il  Ministro  delle  comunicazioni,  da  adottare
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente
legge, sono stabilite le modalita' attuative del comma 589. 
 
  591. All'articolo 78 del codice dell'amministrazione  digitale,  di
cui al citato decreto legislativo n. 82 del 2005, sono  aggiunti,  in
fine, i seguenti commi: 
  "2-bis. Le pubbliche amministrazioni centrali e periferiche di  cui
all'articolo 1, comma 1, lettera z), del presente codice, inclusi gli
istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative
e le istituzioni universitarie, nei limiti  di  cui  all'articolo  1,
comma 449, secondo periodo, della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,
sono tenute, a decorrere dal 1° gennaio 2008  e  comunque  a  partire
dalla scadenza dei contratti relativi ai servizi di  fonia  in  corso
alla data predetta ad utilizzare i servizi "Voce  tramite  protocollo
Internet" (VoIP) previsti dal Sistema pubblico di connettivita' o  da
analoghe convenzioni stipulate da CONSIP. 
  2-ter. Il CNIPA effettua azioni  di  monitoraggio  e  verifica  del
rispetto delle disposizioni di cui al comma 2-bis. 
  2-quater. Il mancato adeguamento alle disposizioni di cui al  comma
2-bis comporta la riduzione, nell'esercizio  finanziario  successivo,
del 30 per cento delle risorse stanziate nell'anno in corso per spese
di telefonia". 
 
  592. Con decreto del Ministro per le riforme e le innovazioni nella
pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze e con il  Ministro  delle  comunicazioni,  da  adottare
entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
sono stabilite le  modalita'  attuative  dei  commi  2-bis,  2-ter  e
2-quater dell'articolo  78  del  citato  codice  di  cui  al  decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, introdotti dal comma 591. 
 
  593. In relazione a  quanto  previsto  dai  commi  591  e  592,  le
dotazioni delle unita' previsionali di base degli stati di previsione
dei  Ministeri  concernenti  spese   postali   e   telefoniche   sono
rideterminate  in  maniera  lineare  in  misura  tale  da  realizzare
complessivamente una riduzione di 7 milioni di euro per l'anno  2008,
12 milioni di euro per l'anno 2009 e 14 milioni di euro  a  decorrere
dal  2010.  Le  altre  pubbliche  amministrazioni  dovranno  altresi'
adottare misure di contenimento  delle  suddette  spese  al  fine  di
realizzare risparmi in termini di indebitamento netto non inferiori a
18 milioni di euro per l'anno 2008, a 128 milioni di euro per  l'anno
2009 e a 272 milioni di euro per l'anno 2010. Al  fine  di  garantire
l'effettivo conseguimento di tali obiettivi di risparmio, in caso  di
accertamento di minori  economie,  si  provvede  alle  corrispondenti
riduzioni dei trasferimenti statali  nei  confronti  delle  pubbliche
amministrazioni inadempienti. 
 
  594. Ai fini del contenimento delle spese  di  funzionamento  delle
proprie strutture, le amministrazioni pubbliche di  cui  all'articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  adottano
piani triennali  per  l'individuazione  di  misure  finalizzate  alla
razionalizzazione dell'utilizzo: 
  a) delle dotazioni strumentali, anche informatiche,  che  corredano
le stazioni di lavoro nell'automazione d'ufficio; 
  b) delle autovetture di servizio,  attraverso  il  ricorso,  previa
verifica di fattibilita', a mezzi  alternativi  di  trasporto,  anche
cumulativo; 
  c) dei beni immobili ad uso abitativo o di servizio, con esclusione
dei beni infrastrutturali. 
 
  595. Nei piani di cui alla lettera a) del comma 594  sono  altresi'
indicate  le  misure  dirette  a  circoscrivere   l'assegnazione   di
apparecchiature di telefonia mobile ai soli casi in cui il  personale
debba  assicurare,  per  esigenze  di  servizio,  pronta  e  costante
reperibilita' e limitatamente al periodo necessario allo  svolgimento
delle particolari attivita' che ne  richiedono  l'uso,  individuando,
nel rispetto della normativa sulla tutela della riservatezza dei dati
personali, forme di verifica, anche a  campione,  circa  il  corretto
utilizzo delle relative utenze. 
 
  596. Qualora gli interventi di  cui  al  comma  594  implichino  la
dismissione di dotazioni strumentali, il  piano  e'  corredato  della
documentazione necessaria a dimostrare la congruenza  dell'operazione
in termini di costi e benefici. 
 
  597. A  consuntivo  annuale,  le  amministrazioni  trasmettono  una
relazione agli organi di controllo interno e alla  sezione  regionale
della Corte dei conti competente. 
 
  598. I piani triennali di cui al comma 594 sono resi  pubblici  con
le modalita' previste dall'articolo 11  del  decreto  legislativo  30
marzo   2001,   n.   165,   e    dall'articolo    54    del    codice
dell'amministrazione digitale, di cui al citato  decreto  legislativo
n. 82 del 2005. 
 
  599. Le amministrazioni di cui al comma 594, sulla base di  criteri
e modalita' definiti con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri da adottare, sentita l'Agenzia del  demanio,  entro  novanta
giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,
all'esito della ricognizione propedeutica  alla  adozione  dei  piani
triennali  di  cui  alla  lettera  c)  del  comma  594  provvedono  a
comunicare al Ministero dell'economia e delle finanze i dati relativi
a: 
  a) i beni immobili ad uso abitativo o di servizio,  con  esclusione
dei beni infrastrutturali,  sui  quali  vantino  a  qualunque  titolo
diritti  reali,  distinguendoli   in   base   al   relativo   titolo,
determinandone la consistenza complessiva ed indicando gli  eventuali
proventi annualmente ritratti dalla cessione in locazione o  in  ogni
caso dalla costituzione in relazione agli stessi di diritti in favore
di terzi; 
  b) i beni immobili ad uso abitativo o di servizio,  con  esclusione
dei beni infrastrutturali, dei quali abbiano a  qualunque  titolo  la
disponibilita',  distinguendoli  in  base  al   relativo   titolo   e
determinandone la consistenza complessiva, nonche' quantificando  gli
oneri  annui  complessivamente  sostenuti  a  qualunque  titolo   per
assicurarne la disponibilita'. 
 
  600. Le regioni, le province  autonome  e  gli  enti  del  Servizio
sanitario nazionale, entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in
vigore della presente legge, adottano, secondo i propri  ordinamenti,
gli atti di rispettiva competenza  al  fine  di  attuare  i  principi
fondamentali di coordinamento della finanza pubblica  desumibili  dai
commi da 588 a 602. (28) 
 
  601. All'articolo 4 del decreto legislativo 12  febbraio  1993,  n.
39, le parole: "quattro membri", ovunque ricorrano,  sono  sostituite
dalle seguenti: "due membri". 
 
  602. COMMA ABROGATO DAL D.L. 1 LUGLIO 2009, N. 78,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 3 AGOSTO 2009, N. 102. 
 
  603. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  604. IL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE DEL
PRESENTE COMMA. 
 
  605. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  606. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  607. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  608. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  609. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  610. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  611. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  612. All'articolo 262 del codice di procedura penale, dopo il comma
3 e' inserito il seguente: 
  "3-bis. Trascorsi cinque anni dalla data della  sentenza  non  piu'
soggetta ad impugnazione, le somme di denaro sequestrate, se  non  ne
e'  stata  disposta  la  confisca  e  nessuno  ne   ha   chiesto   la
restituzione,  reclamando  di  averne  diritto,  sono  devolute  allo
Stato". 
 
  613. All'articolo 676 del codice di procedura penale, al  comma  1,
dopo le  parole:  "alla  confisca  o  alla  restituzione  delle  cose
sequestrate" sono inserite le  seguenti:  "o  alla  devoluzione  allo
Stato delle somme di denaro sequestrate  ai  sensi  del  comma  3-bis
dell'articolo 262". 
 
  614. Le risorse rivenienti dall'applicazione delle disposizioni  di
cui ai commi 612 e 613 sono destinate agli investimenti per l'avvio e
la  diffusione  del  processo  telematico  nell'ambito  degli  uffici
giudiziari. 
 
  615. A decorrere dall'anno 2008, non si da' luogo  alle  iscrizioni
di  stanziamenti  negli  stati  di  previsione   dei   Ministeri   in
correlazione a versamenti di somme  all'entrata  del  bilancio  dello
Stato autorizzate dai provvedimenti legislativi di cui all'elenco  n.
1 allegato alla  presente  legge,  ad  eccezione  degli  stanziamenti
destinati a finanziare le spese della categoria 1 "redditi da  lavoro
dipendente". 
 
  616. In relazione a quanto disposto dal comma 615, negli  stati  di
previsione dei Ministeri di cui  al  medesimo  comma  sono  istituiti
appositi fondi da ripartire, con decreti del Ministro competente, nel
rispetto  delle  finalita'  stabilite   dalle   stesse   disposizioni
legislative. ((50))) 
 
  617. A decorrere dall'anno 2008, la dotazione dei fondi di  cui  al
comma 616 e' determinata nella misura del 50 per cento dei versamenti
riassegnabili nell'anno 2006 ai pertinenti capitoli dell'entrata  del
bilancio dello Stato. L'utilizzazione dei  fondi  e'  effettuata  dal
Ministro competente, di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e
delle  finanze,  in  considerazione  dell'andamento   delle   entrate
versate. La dotazione dei fondi e' annualmente rideterminata in  base
all'andamento dei versamenti riassegnabili  effettuati  entro  il  31
dicembre dei due esercizi precedenti in modo da assicurare in ciascun
anno un risparmio in termini di indebitamento pari a 300  milioni  di
euro. 
 
  618. Le spese annue di manutenzione ordinaria e straordinaria degli
immobili utilizzati  dalle  amministrazioni  centrali  e  periferiche
dello Stato non possono superare, per l'anno 2008, la misura dell'1,5
per cento e, a decorrere dal 2009, la misura  del  3  per  cento  del
valore dell'immobile utilizzato. Detto limite  di  spesa  e'  ridotto
all'1 per  cento  nel  caso  di  esecuzione  di  interventi  di  sola
manutenzione ordinaria. Per gli immobili  in  locazione  passiva,  e'
ammessa la sola manutenzione ordinaria nella  misura  massima  dell'1
per cento del valore dell'immobile utilizzato. 
  Dall'attuazione del presente comma devono  conseguire  economie  di
spesa, in termini di indebitamento netto, non inferiori  a  euro  650
milioni per l'anno 2008, 465 milioni per l'anno 2009 e 475 milioni  a
decorrere dall'anno 2010. (39) 
 
  619. Le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria di  cui  al
comma 618 devono essere effettuate esclusivamente con  imputazione  a
specifico  capitolo,  anche  di  nuova   istituzione,   appositamente
denominato, rispettivamente di parte corrente e  di  conto  capitale,
iscritto  nella  pertinente  unita'  previsionale   di   base   della
amministrazione in cui confluiscono tutti gli stanziamenti  destinati
alle predette finalita'. Il Ministro competente e' autorizzato, a tal
fine, ad effettuare le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  620. L'Agenzia del demanio entro il mese di febbraio 2008  provvede
a determinare il valore degli immobili a cui devono fare  riferimento
le amministrazioni ai  fini  dell'applicazione  del  comma  618  e  a
renderlo pubblico anche mediante inserimento in apposita  pagina  del
sito web dell'Agenzia stessa. 
 
  621. Il Ministro competente puo' richiedere una deroga ai limiti di
cui al comma 618 al Ministro dell'economia e delle finanze in caso di
sopravvenute ed eccezionali esigenze. 
 
  622. I commi da 618 a 621 non si applicano agli immobili trasferiti
ai  fondi  immobiliari  costituiti  ai  sensi  dell'articolo  9   del
decreto-legge  25   settembre   2001,   n.   351,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410. 
 
  623. A decorrere dall'anno 2008  gli  enti  ed  organismi  pubblici
inseriti   nel   conto   economico   consolidato    della    pubblica
amministrazione individuati  dall'ISTAT  ai  sensi  dell'articolo  1,
comma 5, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, con  esclusione  degli
enti territoriali e locali e  degli  enti  da  essi  vigilati,  delle
aziende sanitarie ed ospedaliere, nonche' degli istituti di  ricovero
e cura a carattere scientifico, si adeguano ai  principi  di  cui  ai
commi da 615 a  626,  riducendo  le  proprie  spese  di  manutenzione
ordinaria e  straordinaria  in  modo  tale  da  rispettare  i  limiti
previsti ai commi da 615 a 626. L'eventuale differenza tra  l'importo
delle predette spese relative all'anno 2007 e l'importo delle  stesse
rideterminato a partire dal 2008 secondo i criteri di cui ai commi da
615 a 626, e' versata  annualmente  all'entrata  del  bilancio  dello
Stato entro il 30 giugno.  Gli  organi  interni  di  revisione  e  di
controllo vigilano sull'applicazione del presente comma. 
 
  624. Il fabbisogno di personale e le  relative  risorse  economiche
del CNIPA sono determinate nell'ambito di un piano triennale  recante
obiettivi, attivita' e risultati attesi aggiornato annualmente e  nei
limiti della dotazione  organica  stabilita  con  il  regolamento  di
organizzazione dello stesso CNIPA. Il piano e' approvato con  decreto
del  Ministro  per  le  riforme  e  le  innovazioni  nella   pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, previa consultazione delle organizzazioni sindacali. 
 
  625. Il comma 2 dell'articolo 22 del decreto-legge 4  luglio  2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248, e' abrogato. 
 
  626. Il comma 7 dell'articolo 1 della legge 23  dicembre  2005,  n.
266, e' abrogato. 
 
  627. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  628. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  629. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  630. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  631. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  632. All'articolo 4, comma 4,  del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, e' aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:  "A  tali
amministrazioni e' fatto  divieto  di  istituire  uffici  di  diretta
collaborazione, posti alle dirette dipendenze dell'organo di  vertice
dell'ente". 
 
  633. Alla scadenza del rispettivo incarico, i vertici degli  uffici
di diretta collaborazione istituiti alla data di  entrata  in  vigore
della presente legge presso le amministrazioni di cui all'articolo 4,
comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, decadono e il
personale  appartenente  ai  ruoli  della  pubblica  amministrazione,
compresi i dirigenti, e' riassegnato secondo le procedure ordinarie. 
 
  634. Al fine di conseguire gli obiettivi di stabilita' e  crescita,
di  ridurre  il  complesso  della  spesa   di   funzionamento   delle
amministrazioni  pubbliche,  di  incrementare   l'efficienza   e   di
migliorare la qualita' dei servizi, con uno o  piu'  regolamenti,  da
emanare entro il 31 ottobre 2009, ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del  Ministro  o  dei
Ministri interessati, di concerto con il  Ministro  per  la  pubblica
amministrazione e l'innovazione, il Ministro per  la  semplificazione
normativa, il Ministro per l'attuazione del programma di Governo e il
Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentite  le  organizzazioni
sindacali  in  relazione  alla  destinazione  del   personale,   sono
riordinati, trasformati o soppressi e messi in liquidazione, enti  ed
organismi pubblici statali, nonche'  strutture  pubbliche  statali  o
partecipate dallo Stato, anche in forma associativa, nel rispetto dei
seguenti principi e criteri direttivi: 
  a) fusione  di  enti,  organismi  e  strutture  pubbliche  comunque
denominate che  svolgono  attivita'  analoghe  o  complementari,  con
conseguente  riduzione  della  spesa  complessiva  e   corrispondente
riduzione del contributo statale di funzionamento; 
  b) trasformazione degli enti ed organismi pubblici che non svolgono
funzioni e servizi di rilevante interesse  pubblico  in  soggetti  di
diritto privato, ovvero soppressione e messa  in  liquidazione  degli
stessi secondo le modalita' previste dalla legge 4 dicembre 1956,  n.
1404, e successive  modificazioni,  fermo  restando  quanto  previsto
dalla lettera e) del presente comma, nonche' dall'articolo  9,  comma
1-bis,  lettera  c),  del  decreto-legge  15  aprile  2002,  n.   63,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112; 
  c) fusione, trasformazione o soppressione degli enti  che  svolgono
attivita' in materie devolute alla competenza  legislativa  regionale
ovvero attivita' relative a funzioni  amministrative  conferite  alle
regioni o agli enti locali; 
  d) razionalizzazione degli organi di indirizzo  amministrativo,  di
gestione e consultivi e riduzione del  numero  dei  componenti  degli
organi collegiali  almeno  del  30  per  cento,  con  salvezza  della
funzionalita' dei predetti organi; 
  e) previsione che, per gli enti soppressi e messi in  liquidazione,
lo Stato risponde  delle  passivita'  nei  limiti  dell'attivo  della
singola liquidazione in conformita'  alle  norme  sulla  liquidazione
coatta amministrativa; 
  f) abrogazione delle disposizioni legislative  che  prescrivono  il
finanziamento, diretto o indiretto, a carico del bilancio dello Stato
o  di  altre  amministrazioni  pubbliche,  degli  enti  ed  organismi
pubblici soppressi e posti in liquidazione o trasformati in  soggetti
di diritto privato ai sensi della lettera b); 
  g)  trasferimento,  all'amministrazione  che   riveste   preminente
competenza  nella  materia,  delle  funzioni  di  enti,  organismi  e
strutture soppressi. (3) 
  h) la riduzione del  numero  degli  uffici  dirigenziali  esistenti
presso gli enti  con  corrispondente  riduzione  degli  organici  del
personale dirigenziale e non dirigenziale ed  il  contenimento  delle
spese relative alla logistica ed al funzionamento; 
  i) la riduzione da parte delle amministrazioni vigilanti del numero
dei propri uffici dirigenziali  con  corrispondente  riduzione  delle
dotazioni organiche del personale  dirigenziale  e  non  dirigenziale
nonche'  il  contenimento  della  spesa  per  la  logistica   ed   il
funzionamento. 
 
  635. Gli schemi dei regolamenti di cui al comma 634 sono  trasmessi
al Parlamento per l'acquisizione del parere della Commissione di  cui
all'articolo 14, comma 19, della legge 28 novembre 2005, n.  246.  Il
parere e' espresso entro trenta giorni  dalla  data  di  trasmissione
degli schemi di regolamento, salva la richiesta di proroga  ai  sensi
del comma 23 del medesimo articolo 14. 
 
  636. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N.112, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
 
  637. Con decreti del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  da
adottare entro sei mesi  dalla  data  di  scadenza  dei  termini  per
l'emanazione dei regolamenti ai sensi del comma 634, su proposta  del
Ministro  per  le   riforme   e   le   innovazioni   nella   pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze e con i Ministri interessati, e' disciplinata la destinazione
delle risorse finanziarie, strumentali  e  di  personale  degli  enti
soppressi ai sensi dello stesso comma 634. 
 
  638. Sugli schemi di decreto di cui al comma 637  e'  acquisito  il
parere delle competenti Commissioni parlamentari,  che  si  esprimono
entro trenta  giorni  dalla  data  di  trasmissione.  Trascorso  tale
termine, i decreti possono comunque essere adottati. 
 
  639. Tutti gli atti connessi alle operazioni di trasformazione  non
rilevano ai fini fiscali. 
 
  640. A decorrere dal 1° gennaio 2008,  e'  abrogato  l'articolo  28
della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive modificazioni,  ad
eccezione dei commi 7, 9, 10  e  11.  Sono  comunque  fatti  salvi  i
regolamenti emanati in applicazione del citato articolo 28. 
 
  641. A decorrere dalla data di cui al  comma  640,  dall'attuazione
delle norme previste  dai  commi  da  634  a  642  deve  derivare  il
miglioramento dell'indebitamento netto di cui all'articolo  1,  comma
483, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, tenuto conto  anche  degli
effetti in termini di risparmio di spesa  derivanti  dai  regolamenti
emanati in applicazione dell'articolo  28  della  legge  28  dicembre
2001, n. 448. In caso di accertamento di minori economie, rispetto ai
predetti obiettivi  di  miglioramento  dell'indebitamento  netto,  si
applica il comma 621, lettera a), dell'articolo 1 della citata  legge
n. 296 del 2006. 
 
  642. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  di
concerto con il Ministro della pubblica istruzione, sono  individuati
e posti in liquidazione i convitti nazionali e gli istituti  pubblici
di educazione femminile di cui al regio decreto 23 dicembre 1929,  n.
2392, e di cui alle tabelle annesse al regio decreto 1° ottobre 1931,
n. 1312, e successive modificazioni, che abbiano esaurito il  proprio
scopo o fine statutario o che non risultino piu' idonei ad  assolvere
la funzione educativa e culturale cui sono destinati. 
 
 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.L. 31 dicembre 2007, n. 248,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 28 febbraio 2008, n. 31  ha  disposto  (con  l'art.  42-bis,
comma 1) che le disposizioni di cui al comma 29 del presente articolo
si applicano a decorrere  dalle  elezioni  successive  alla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione  dello  stesso  D.L.  n.
248/2007. 
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  47-ter,  comma  1)   che   "Le
disposizioni di cui al primo periodo  del  comma  5  dell'articolo  2
della legge 27 dicembre 2007, n. 244, sono prorogate per l'anno  2010
nella misura di 30 milioni di euro". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.L. 3 giugno 2008, n. 97, convertito con L. 2 agosto  2008,  n.
129, ha disposto che "i termini del 20 maggio  2008  e  del15  giugno
2008 di cui al comma 521 del presente articolo, sono differiti per il
comparto della pesca rispettivamente al 15 settembre 2008  ed  al  30
settembre 2008". 
  Ha  inoltre  disposto  che  "il  termine   per   l'emanazione   dei
regolamenti di cui al comma 634 del presente articolo,  e'  prorogato
al  30  settembre  2008  per  la  Fondazione  'Il  Vittoriale   degli
italiani'". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.L. 3 novembre 2008, n. 171, convertito con modificazioni dalla
L. 30 dicembre 2008, n. 205, ha disposto (con l'art. 4-septiesdecies,
comma 1) che il comma 506 del presente articolo, "si  interpreta  nel
senso che il termine "contenzioso" e' da intendersi riferito non solo
ai contenziosi per i quali i giudizi di merito siano ancora pendenti,
ma anche a quelli per i quali le procedure di  recupero  siano  state
avviate o siano ancora da avviare da  parte  dell'Istituto  nazionale
della previdenza sociale a seguito di procedimenti iniziati entro  il
31 dicembre 2007 e conclusi con sentenza passata in giudicato". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (13) 
  Il D.L. 30 dicembre 2008,  n.  207,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2009, n. 14, ha disposto (con l'art.  13,  comma
1) che il termine per l'emanazione del regolamento di cui al comma 79
del presente articolo, e' prorogato al 31 marzo 2009. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 27, comma  1)  che  ai  fini  della
prosecuzione dei contratti di servizio e degli accordi in essere,  il
termine di cui al comma 253 del presente articolo, e' differito al 30
giugno 2009. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 31, comma 1-bis)  che  l'indennizzo
di cui al comma 363 del presente articolo, si intende riconosciuto ai
soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle  forme  dell'amelia,
dell'emimelia, della focomelia e della micromelia nati negli anni dal
1959 al 1965. 
  Ha inoltre disposto (con l'art.  41,  comma  11)  che  al  fine  di
assicurare alla regione Friuli-Venezia Giulia  previsioni  finanziare
certe per il bilancio di previsione relativo al  triennio  2009-2011,
le disposizioni di  cui  al  comma  5  del  presente  articolo,  sono
prorogate per l'anno 2011 nella misura di 30 milioni di euro. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 42, comma 7-bis) che il termine  di
cui al comma 110 del presente articolo, e' prorogato al  30  novembre
2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (16) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 9-13 marzo 2009,  n.  74  (in
G.U.  1a  s.s.  18/3/2009,  n.  11)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del comma 5, primo periodo, del presente articolo. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (17) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 11-20 marzo 2009, n.  76  (in
G.U.  1a  s.s.  25/3/2009,  n.  12)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del comma 194 del presente articolo,  nella  parte  in
cui stabilisce che "i regolamenti da  esso  previsti  siano  adottati
"sentita la Conferenza permanente per i rapporti  tra  lo  Stato,  le
Regioni e le Province autonome di Trento e di  Bolzano",  invece  che
"d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,
le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano"". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (18) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 1-2 aprile 2009,  n.  99  (in
G.U.  1a  s.s.  8/4/2009,  n.  14)  ha  dichiarato   l'illegittimita'
costituzionale del comma 280, lettere a) e b), del presente articolo. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (20) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 22-30 aprile 2009, n. 124 (in
G.U.  1a  s.s.  6/5/2009,  n.  18)  ha  dichiarato   l'illegittimita'
costituzionale del comma 474 del presente articolo  "nella  parte  in
cui non prevede che il decreto del Ministro dei trasporti, emanato di
concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, della salute e
della  solidarieta'  sociale,  sia  adottato  previa  intesa  con  la
Conferenza permanente Stato-Regioni". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (22) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 14 - 22 luglio 2009,  n.  227
(in G.U. 1a s.s. 29/07/2009, n. 30) ha dichiarato  la  illegittimita'
costituzionale del comma 4 del presente articolo. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (23) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 16 - 24 luglio 2009,  n.  236
(in G.U. 1a s.s. 29/07/2009, n. 30)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del comma 434, del presente articolo, "nella parte  in
cui si applica ai professori  universitari  per  i  quali  sia  stato
disposto  il  collocamento  fuori  ruolo  con  formale  provvedimento
amministrativo e che hanno iniziato il corso del relativo periodo". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (24) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 16 - 24 luglio 2009,  n.  237
(in G.U. 1a s.s. 29/07/2009, n. 30) ha dichiarato  la  illegittimita'
costituzionale del presente articolo, commi 20,  21  ultimo  periodo,
che prevede "gli effetti di cui al comma 20 si producono  dalla  data
di pubblicazione del predetto decreto" e 22. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  La L. 23 luglio 2009, n. 99, ha disposto (con l'art. 55,  comma  1)
che "L'espressione "in forma associata" di cui all'articolo 2,  comma
227, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si  interpreta  nel  senso
che le imprese, in possesso dei requisiti di onorabilita',  capacita'
finanziaria   e   professionale   ed    iscritte    all'albo    degli
autotrasportatori per conto di terzi,  che  intendono  esercitare  la
professione  di  autotrasportatore  di  cose  per  conto   di   terzi
attraverso tale tipologia di  accesso  al  mercato,  devono  aderire,
ferme le condizioni di  dettaglio  stabilite  con  provvedimento  del
Dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto  intermodale  -
Direzione generale per il  trasporto  stradale  del  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti, a un consorzio o a una cooperativa  a
proprieta' divisa, esistente o di nuova costituzione, che: 
    a) sia iscritto o venga iscritto alla sezione speciale,  prevista
dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica  19
aprile 1990, n. 155, dell'albo degli autotrasportatori per  conto  di
terzi; 
    b) gestisca e coordini effettivamente a livello  centralizzato  e
in tutte le sue fasi l'esercizio dell'autotrasporto  da  parte  delle
imprese aderenti." 
------------- 
AGGIORNAMENTO (27) 
  Il D.L. 25 settembre 2009, n.  135,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 20 novembre 2009, n. 166 , ha disposto  (con  l'art.  3-ter,
comma 2) che "Sono fatti salvi i poteri e le  funzioni  conferiti  ai
soggetti pubblici gia' costituiti alla  data  di  entrata  in  vigore
della  legge  di  conversione   del   presente   decreto   ai   sensi
dell'articolo 1, comma 979, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  e
successive modificazioni, e dell'articolo 2, commi 289 e  290,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, nel testo vigente prima della data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (28) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 16 - 20 novembre 2009, n. 297
(in G.U. 1a s.s. 25/11/2009 n. 47 )  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del comma 600 del presente articolo,  nella  parte  in
cui impone alle  Regioni  di  "attuare  i  principi  fondamentali  di
coordinamento della finanza pubblica" desumibili dai commi da  588  a
593 dello stesso art. 2. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (35) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 22 - 26 febbraio 2010,  n.  80
(in G.U. 1a s.s. 3/3/2010,  n.  9)  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 2, comma 413, della legge 24 dicembre  2007,
n. 244  (Disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio  annuale  e
pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008), nella parte in cui
fissa un limite massimo al  numero  dei  posti  degli  insegnanti  di
sostegno" e "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 2, comma  414,
della  legge  n.  244  del  2007,  nella  parte  in  cui  esclude  la
possibilita', gia' contemplata dalla legge 27 dicembre 1997, n.  449,
di assumere insegnanti di  sostegno  in  deroga,  in  presenza  nelle
classi di studenti con disabilita'  grave,  una  volta  esperiti  gli
strumenti di tutela previsti dalla normativa vigente". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (39) 
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con  modificazioni  dalla
L. 30 luglio 2010, n. 122, ha disposto (con l'art. 8,  comma  1)  che
"Il limite previsto  dall'articolo  2,  comma  618,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244 per le spese annue di manutenzione ordinaria  e
straordinaria  degli  immobili   utilizzati   dalle   amministrazioni
centrali  e  periferiche  dello  Stato  a  decorrere  dal   2011   e'
determinato nella misura del 2 per  cento  del  valore  dell'immobile
utilizzato". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (42) 
  Il D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 130 ha disposto (con l'art.  8,  comma
4) che "Ai fini di  favorire  la  realizzazione  dei  progetti  delle
infrastrutture  di  stoccaggio  di  cui  al  presente   decreto,   il
contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio
di cui all'articolo 2, comma 558, della legge 24  dicembre  2007,  n.
244, e' stabilito  pari  all'1  per  cento  del  valore  della  nuova
capacita' di stoccaggio di gas  naturale  effettivamente  entrata  in
operativita' ed e' corrisposto unicamente ai Comuni dove hanno sede i
relativi stabilimenti che lo destinano, per almeno il 60 per cento, a
favore delle persone residenti e delle imprese aventi sedi  operative
nei medesimi Comuni". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (44) 
  Il D.L. 29 dicembre 2010,  n.  225,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
1), in relazione all'art. 2, comma 100, che "E' fissato al  31  marzo
2011 il termine di  scadenza  dei  termini  e  dei  regimi  giuridici
indicati nella tabella 1 allegata con scadenza in data  anteriore  al
15 marzo 2011". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (47) 
  Il D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 ha disposto: 
  - (con l'art. 33, comma 2) che "La quota minima di  cui  al  citato
comma 139 dell'articolo 2 della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,
calcolata sulla base  del  tenore  energetico,  da  conseguire  entro
l'anno 2014, e' fissata nella misura del 5%". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (50) 
  Il D.L. 12 luglio 2011, n. 107, convertito con modificazioni  dalla
L. 2 agosto 2011, n. 130, ha disposto (con l'art. 4-bis, comma 1) che
"La dotazione del fondo da ripartire di  cui  all'articolo  2,  comma
616, della legge 24  dicembre  2007,  n.  244,  per  la  quota  parte
relativa ai  proventi  per  l'anno  2011  delle  addizionali  di  cui
all'articolo 2, comma 11, lettera a), della legge 24  dicembre  2003,
n. 350, e successive modificazioni, e comunque nel limite di euro  10
milioni, e'  destinata  all'adozione  di  misure  di  sostegno  e  di
rilancio dei settori  dell'economia  delle  province  interessate  da
ingenti danni a seguito delle  limitazioni  imposte  dalle  attivita'
operative militari ex Risoluzione ONU n. 1973 che hanno inciso  sulla
operativita' degli scali aeroportuali civili". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 6, comma 4-ter) che "I  termini  di
cui all'articolo 2, comma 100, della legge 24 dicembre 2007, n.  244,
come  prorogati  dall'articolo  1,  comma  1,  del  decreto-legge  29
dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge  26
febbraio 2011, n. 10, sono ulteriormente  prorogati  al  31  dicembre
2011". 
                               Art. 3 
           Disposizioni in materia di: Fondi da ripartire; 
Contenimento e razionalizzazione delle  spese  valide  per  tutte  le
              missioni; Pubblico impiego. Norme finali 
 
  1. All'articolo 1 della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
   a) il comma 204 e' sostituito dal seguente: 
  "204.  Al  fine  di  razionalizzare  gli  spazi   complessivi   per
l'utilizzo degli immobili in uso governativo e di  ridurre  la  spesa
relativa agli immobili condotti in locazione dallo Stato, il Ministro
dell'economia e delle finanze, con propri decreti, determina i  piani
di razionalizzazione degli spazi e di riduzione  della  spesa,  anche
differenziandoli per ambiti territoriali e per patrimonio utilizzato,
elaborati per  il  triennio  2008-2010  d'intesa  tra  l'Agenzia  del
demanio e  le  amministrazioni  centrali  e  periferiche,  usuarie  e
conduttrici. Tali piani sono finalizzati a conseguire  una  riduzione
complessiva non inferiore al 10 per cento del valore dei  canoni  per
locazioni passive  e  del  costo  d'uso  equivalente  degli  immobili
utilizzati per l'anno 2008 e ulteriori riduzioni non inferiori  al  7
per cento e 6 per cento per gli anni successivi"; 
   b) il comma 206 e' sostituito dal seguente: 
  "206. In sede di prima applicazione, il  costo  d'uso  dei  singoli
immobili di proprieta' statale  in  uso  alle  amministrazioni  dello
Stato e' determinato in misura  pari  al  50  per  cento  del  valore
corrente di mercato, secondo i parametri di comune commercio  forniti
dall'Osservatorio del mercato immobiliare, praticati nella  zona  per
analoghe attivita'; a decorrere dal 2009, la predetta percentuale  e'
incrementata annualmente  di  un  ulteriore  10  per  cento  fino  al
raggiungimento del 100 per cento del valore corrente di mercato"; 
   c)  al  comma  207,  la  parola:  "possono"  e'  sostituita  dalla
seguente: "devono"; 
   d) al comma 208, le parole: "nell'atto di indirizzo di  cui"  sono
soppresse. 
 
  2. Dall'attuazione del comma 1 devono conseguire economie di spesa,
in termini di indebitamento netto, non inferiori  a  140  milioni  di
euro per l'anno 2008, 80 milioni di euro per l'anno 2009 e 70 milioni
di euro a decorrere dall'anno 2010. 
 
  3. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47, secondo comma,
della legge 20 maggio  1985,  n.  222,  e  successive  modificazioni,
relativamente alla quota destinata allo  Stato  dell'otto  per  mille
dell'imposta  sul  reddito  delle   persone   fisiche   (IRPEF),   e'
incrementata di 60 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  4. Al comma 1237 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, le parole: "250 milioni di euro" sono sostituite dalle seguenti: 
"400 milioni di euro". 
 
  5. Per l'anno  finanziario  2008,  fermo  quanto  gia'  dovuto  dai
contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle  persone  fisiche,
una quota pari al cinque per mille dell'imposta netta, diminuita  del
credito d'imposta per  redditi  prodotti  all'estero  e  degli  altri
crediti d'imposta spettanti, e' destinata, nel limite dell'importo di
cui al comma 8, in base alla scelta del contribuente,  alle  seguenti
finalita': 
   a) sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita' sociale
di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4  dicembre  1997,  n.
460,  e  successive  modificazioni,  nonche'  delle  associazioni  di
promozione sociale  iscritte  nei  registri  nazionale,  regionali  e
provinciali previsti dall'articolo 7, commi 1, 2, 3 e 4, della  legge
7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni riconosciute che  senza
scopo di lucro operano in via esclusiva o prevalente nei  settori  di
cui all'articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto  legislativo  4
dicembre  1997,  n.  460,  nonche'  delle  fondazioni  nazionali   di
carattere culturale e delle altre fondazioni riconosciute  che  senza
scopo di lucro operano in via esclusiva o prevalente nei  settori  di
cui all'articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto  legislativo  4
dicembre 1997, n. 460; 
   b)  finanziamento  agli   enti   della   ricerca   scientifica   e
dell'universita'; 
   c) finanziamento agli enti della ricerca sanitaria. 
   c-bis) sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche 
riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge. 
 
  6. I soggetti di cui al comma 5 ammessi al riparto devono redigere,
entro un anno dalla ricezione  delle  somme  ad  essi  destinate,  un
apposito e separato rendiconto dal quale risulti, anche  a  mezzo  di
una  relazione  illustrativa,  in  modo  chiaro  e   trasparente   la
destinazione delle somme ad essi attribuite. 
 
  7. Con decreto di  natura  non  regolamentare  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro  della  solidarieta'
sociale, del Ministro dell'universita' e della ricerca e del Ministro
della salute, di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, sono stabilite le  modalita'  di  richiesta,  le  liste  dei
soggetti ammessi al riparto e le modalita' del  riparto  delle  somme
stesse nonche' le modalita' e i termini del recupero delle somme  non
rendicontate ai sensi del comma 6. 
 
  8. Per le finalita' di cui ai commi da 5  a  7  e'  autorizzata  la
spesa nel limite massimo di 380 milioni di euro per l'anno 2009.  (1)
(4) 
 
  9. Al fine di consentire  un'efficace  e  tempestiva  gestione  del
processo finalizzato all'erogazione  da  parte  del  Ministero  della
solidarieta' sociale dei contributi del  cinque  per  mille  relativi
agli anni finanziari 2006 e  2007,  sono  stanziati  500.000  euro  a
valere sulle risorse di cui al comma 1235 dell'articolo 1 della legge
27 dicembre 2006, n. 296, come modificato dal comma 10. 
 
  10. Al comma 1235 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.
296, dopo le parole: "parti sociali" sono aggiunte  le  seguenti:  "e
alla copertura degli oneri necessari alla  liquidazione  agli  aventi
diritto  delle  quote  del  cinque  per  mille  relative  agli   anni
finanziari 2006 e 2007". 
 
  11. Per lo svolgimento dell'attivita' di erogazione dei  contributi
di cui al comma  9  il  Ministero  della  solidarieta'  sociale  puo'
stipulare apposite convenzioni con un intermediario finanziario. 
 
  12. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 1,  commi  459,  460,
461, 462 e 463, della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  ovvero  da
eventuali  disposizioni  speciali  nonche'   dai   provvedimenti   di
attuazione dell'articolo 5, comma 4, del decreto-legge  30  settembre
2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla  legge  24  novembre
2003, n. 326, gli statuti delle societa' non quotate, direttamente  o
indirettamente controllate dallo Stato ai sensi  dell'articolo  2359,
primo comma, numero 1), del codice civile, si adeguano alle  seguenti
disposizioni: 
    a) ridurre il numero  massimo  dei  componenti  degli  organi  di
amministrazione  a  cinque  se  le  disposizioni  statutarie  vigenti
prevedono un numero massimo di componenti superiore  a  cinque,  e  a
sette se  le  citate  disposizioni  statutarie  prevedono  un  numero
massimo di componenti superiore a sette.  I  compensi  deliberati  ai
sensi  dell'articolo  2389,  primo  comma,  del  codice  civile  sono
ridotti, in sede di prima applicazione delle  presenti  disposizioni,
del 25 per cento rispetto ai compensi precedentemente deliberati  per
ciascun componente dell'organo di amministrazione; 
    b) prevedere che previa delibera dell'assemblea dei  soci,  sulle
materie delegabili, al presidente possano essere  attribuite  deleghe
operative da parte dell'organo  di  amministrazione  che  provvede  a
determinarne in  concreto  il  contenuto  ed  il  compenso  ai  sensi
dell'articolo 2389, terzo comma, del codice civile; (24a) 
    c)  sopprimere  la   carica   di   vicepresidente   eventualmente
contemplata dagli statuti, ovvero prevedere che la carica stessa  sia
mantenuta  esclusivamente  quale  modalita'  di  individuazione   del
sostituto del presidente in caso di assenza o impedimento, senza dare
titolo a compensi aggiuntivi; 
    d)  prevedere  che  l'organo  di  amministrazione,  fermo  quanto
previsto  ai  sensi  della  lettera  b),   possa   delegare   proprie
attribuzioni  a  un  solo  componente,  al   quale   possono   essere
riconosciuti compensi ai sensi dell'articolo 2389, terzo  comma,  del
codice civile unitamente al Presidente nel caso  di  attribuzione  di
deleghe operative di cui alla lettera b); (24a) 
    e) prevedere, in deroga a quanto previsto dalla lettera d), fermo
quanto previsto ai  sensi  della  lettera  b),  la  possibilita'  che
l'organo di amministrazione conferisca deleghe per singoli atti anche
ad altri membri  dell'organo  stesso,  a  condizione  che  non  siano
previsti compensi aggiuntivi; 
    f) prevedere che  la  funzione  di  controllo  interno  riferisca
all'organo di amministrazione o, fermo restando quanto  previsto  dal
comma  12-bis,  a  un  apposito  comitato  eventualmente   costituito
all'interno dell'organo di amministrazione; 
    g) prevedere il divieto di corrispondere gettoni di  presenza  ai
componenti degli organi sociali. 
 
  12-bis. Le societa' di cui al comma 12  provvedono  a  limitare  ai
casi strettamente necessari la costituzione di comitati con  funzioni
consultive o di proposta. Per il caso di loro costituzione, in deroga
a quanto previsto dal comma 12, lettera d), puo' essere  riconosciuta
a  ciascuno  dei  componenti  di  tali  comitati  una   remunerazione
complessivamente  non  superiore  al  30  per  cento   del   compenso
deliberato per la carica di componente dell'organo amministrativo. 
 
  13. Le modifiche statutarie, ad eccezione di  quelle  di  cui  alle
lettere b) e d) del comma 12, hanno effetto  a  decorrere  dal  primo
rinnovo degli organi societari successivo alle modifiche stesse. 
 
  14. Nelle societa' di cui al comma 12  in  cui  le  amministrazioni
statali detengono il controllo indiretto, non e' consentito nominare,
nei consigli di amministrazione o di gestione,  amministratori  della
societa' controllante, a meno che non siano  attribuite  ai  medesimi
deleghe gestionali a carattere permanente e continuativo  ovvero  che
la nomina risponda all'esigenza di rendere disponibili alla  societa'
controllata  particolari  e  comprovate  competenze  tecniche   degli
amministratori della  societa'  controllante.  Nei  casi  di  cui  al
presente comma gli emolumenti rivenienti  dalla  partecipazione  agli
organi  della  societa'  controllata  sono  comunque  riversati  alla
societa' controllante. 
 
  15. Le societa' di cui ai  commi  da  12  a  18  adottano,  per  la
fornitura di beni e  servizi,  parametri  di  qualita'  e  di  prezzo
rapportati  a   quelli   messi   a   disposizione   delle   pubbliche
amministrazioni dalla Consip Spa, motivando espressamente le  ragioni
dell'eventuale  scostamento  da  tali  parametri,   con   particolare
riguardo ai casi in  cui  le  societa'  stesse  siano  soggette  alla
normativa comunitaria sugli appalti pubblici. 
 
  16. Le disposizioni dei commi da 12 a  18  non  si  applicano  alle
societa' quotate in mercati regolamentati, nonche', relativamente  al
comma 12, lettera b), alle societa' di cui all'articolo 1, commi  459
e 461, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  17. Ai fini di quanto disciplinato dai  commi  da  12  a  18,  alle
societa' di cui all'articolo 1, comma 729, della  legge  27  dicembre
2006, n. 296, continuano ad applicarsi le disposizioni  del  predetto
comma 729, nonche' le altre ad esse relative contenute nella medesima
legge n. 296 del 2006. 
 
  18. I contratti relativi a rapporti di consulenza con le  pubbliche
amministrazioni  di  cui  all'articolo  1,  comma  2,   del   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono efficaci  a  decorrere  dalla
data di pubblicazione del  nominativo  del  consulente,  dell'oggetto
dell'incarico  e  del  relativo  compenso  sul   sito   istituzionale
dell'amministrazione stipulante. 
 
  19. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 MARZO 2010, N. 53. 
 
  20. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 MARZO 2010, N. 53. 
 
  21. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 MARZO 2010, N. 53. 
 
  22. Il Presidente del  Consiglio  dei  ministri,  su  proposta  del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con  il  Ministro
per le riforme e le innovazioni nella  pubblica  amministrazione,  il
Ministro  delle  infrastrutture  ed  il  Ministro  della   giustizia,
provvede annualmente a determinare con decreto i risparmi  conseguiti
per effetto dell'applicazione delle disposizioni dei commi da 19 a 23
affinche' siano  corrispondentemente  ridotti  gli  stanziamenti,  le
assegnazioni ed i trasferimenti a carico del bilancio dello  Stato  e
le relative risorse siano riassegnate al  Ministero  della  giustizia
per  il  miglioramento  del  relativo  servizio.  E  Presidente   del
Consiglio dei ministri trasmette annualmente al  Parlamento  ed  alla
Corte dei  conti  una  relazione  sullo  stato  di  attuazione  delle
disposizioni dei commi da 19 a 23. (1) 
 
  23. All'articolo 240 del codice dei contratti pubblici, di  cui  al
decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  dopo  il  comma  15  e'
inserito il seguente: 
"15-bis. Qualora i termini di cui al comma 5 e al comma 13 non  siano
rispettati a causa di ritardi negli adempimenti del responsabile  del
procedimento ovvero della commissione,  il  primo  risponde  sia  sul
piano disciplinare, sia a titolo di  danno  erariale,  e  la  seconda
perde qualsivoglia diritto al compenso di cui al comma 10". 
 
  24. 1 commi 28 e 29 dell'articolo 1 della legge 30  dicembre  2004,
n. 311, e successive modificazioni, sono abrogati a decorrere dal  1°
agosto 2008 e, conseguentemente, sono corrisposti i  soli  contributi
per i quali, entro il 31 luglio 2008, siano stati assunti i  relativi
impegni di spesa da parte dei soggetti pubblici beneficiari  e  siano
state adottate le dichiarazioni di assunzione di  responsabilita'  di
cui al comma 29 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
da parte dei soggetti beneficiari non di  diritto  pubblico.  PERIODO
SOPPRESSO  DAL  D.L.  31  DICEMBRE  2007,  N.  248,  CONVERTITO   CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 28 FEBBRAIO 2008, N. 31. 
 
  25.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  2008,  le  residue   attivita'
dell'Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici Torino 2006  sono
svolte, entro il termine di tre anni, da un  commissario  liquidatore
nominato con decreto di natura non regolamentare del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, sentito il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze. Con  il  medesimo  decreto  sono  precisati  i  compiti  del
commissario, nonche' le dotazioni di mezzi e di  personale  necessari
al suo funzionamento, nei limiti delle risorse residue a disposizione
dell'Agenzia Torino 2006. Le disponibilita' che residuano  alla  fine
della gestione liquidatoria sono  versate  all'entrata  del  bilancio
dello Stato. (44) 
 
  26.  La  destinazione  finale  degli  impianti  sportivi  e   delle
infrastrutture olimpiche e viarie comprese nel piano degli interventi
di cui all'articolo 3, comma 1, della legge 9 ottobre 2000,  n.  285,
e' stabilita secondo quanto previsto nelle convenzioni attuative  del
piano stesso, a norma dell'articolo 13,  comma  1-bis,  della  citata
legge n. 285 del 2000. 
 
  27.  Al  fine  di  tutelare  la  concorrenza  e  il   mercato,   le
amministrazioni  di  cui  all'articolo  1,  comma  2,   del   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non  possono  costituire  societa'
aventi per oggetto attivita' di produzione di beni e di  servizi  non
strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie  finalita'
istituzionali, ne' assumere o mantenere direttamente  partecipazioni,
anche  di  minoranza,  in  tali  societa'.  E'  sempre   ammessa   la
costituzione di societa' che producono servizi di interesse  generale
e che forniscono servizi di committenza o di centrali di  committenza
a livello regionale a supporto di enti senza  scopo  di  lucro  e  di
amministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 3, comma  25,  del
codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture,
di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e  l'assunzione
di partecipazioni in tali societa' da parte delle amministrazioni  di
cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001,
n. 165, nell'ambito dei rispettivi livelli di competenza. 
 
  27-bis.  Per  le  amministrazioni  dello  Stato  restano  ferme  le
competenze del Ministero dell'economia e delle finanze gia'  previste
dalle disposizioni vigenti alla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge. In caso di costituzione  di  societa'  che  producono
servizi di interesse generale e di assunzione  di  partecipazioni  in
tali  societa',  le  relative  partecipazioni  sono   attribuite   al
Ministero dell'economia e  delle  finanze,  che  esercita  i  diritti
dell'azionista di concerto con i Ministeri competenti per materia. 
 
  28. L'assunzione di nuove partecipazioni e  il  mantenimento  delle
attuali devono essere autorizzati dall'organo competente con delibera
motivata in ordine alla sussistenza dei presupposti di cui  al  comma
27. La delibera di cui al presente comma e'  trasmessa  alla  sezione
competente della Corte dei conti. 
 
  28-bis. Per le amministrazioni dello Stato, l'autorizzazione di cui
al comma 28 e' data con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri,  su  proposta  del  Ministro  competente  per  materia,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze . 
 
  29. Entro trentasei mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, le amministrazioni di cui all'articolo  1,  comma  2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  nel  rispetto  delle
procedure ad evidenza pubblica, cedono  a  terzi  le  societa'  e  le
partecipazioni vietate  ai  sensi  del  comma  27.  Per  le  societa'
partecipate dallo Stato, restano ferme le disposizioni  di  legge  in
materia di alienazione di partecipazioni. 
 
  30.  Le  amministrazioni  che,   nel   rispetto   del   comma   27,
costituiscono  societa'  o  enti,  comunque  denominati,  o  assumono
partecipazioni in societa',  consorzi  o  altri  organismi,  anche  a
seguito   di   processi   di   riorganizzazione,   trasformazione   o
decentramento, adottano, sentite le organizzazioni sindacali per  gli
effetti derivanti sul personale, provvedimenti di trasferimento delle
risorse umane, finanziarie e  strumentali  in  misura  adeguata  alle
funzioni esercitate mediante i soggetti di cui al  presente  comma  e
provvedono  alla  corrispondente   rideterminazione   della   propria
dotazione organica. 
 
  31. Fino al perfezionamento dei provvedimenti  di  rideterminazione
di cui al comma 30,  le  dotazioni  organiche  sono  provvisoriamente
individuate in misura pari al numero dei posti coperti al 31 dicembre
dell'anno   precedente   all'istituzione    o    all'assunzione    di
partecipazioni di cui al comma 30, tenuto anche conto dei posti per i
quali alla stessa data risultino in corso di  espletamento  procedure
di reclutamento, di mobilita' o di  riqualificazione  del  personale,
diminuito delle unita' di personale effettivamente trasferito. 
 
  32. I collegi dei revisori e gli organi di controllo interno  delle
amministrazioni e dei soggetti interessati dai  processi  di  cui  ai
commi 30 e 31 asseverano  il  trasferimento  delle  risorse  umane  e
finanziarie e trasmettono una relazione alla Presidenza del Consiglio
dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica  e  al  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
generale dello Stato, segnalando eventuali inadempimenti  anche  alle
sezioni competenti della Corte dei conti. 
 
  32-bis. Il comma 734 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre  2006,
n. 296,  si  interpreta  nel  senso  che  non  puo'  essere  nominato
amministratore di ente, istituzione,  azienda  pubblica,  societa'  a
totale o parziale capitale pubblico chi, avendo ricoperto nei  cinque
anni  precedenti  incarichi  analoghi,  abbia  registrato,  per   tre
esercizi consecutivi, un  progressivo  peggioramento  dei  conti  per
ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali. 
 
  32-ter. Le disposizioni dei commi da 27 a 31 non si  applicano  per
le partecipazioni in societa' emittenti strumenti finanziari  quotati
nei mercati regolamentati. 
 
  33. A decorrere dall'anno 2008,  il  Fondo  per  gli  investimenti,
istituito nello stato di previsione della spesa di ciascun  Ministero
ai sensi dell'articolo 46 della legge 28 dicembre 2001,  n.  448,  e'
assegnato alle corrispondenti  autorizzazioni  legislative  confluite
nel Fondo medesimo. L'articolo 46 della citata legge n. 448 del  2001
cessa di avere efficacia a decorrere dall'anno 2008. 
 
  34. A decorrere dall'esercizio 2008 i commi 15 e 16 dell'articolo 1
della legge 23 dicembre 2005, n. 266, cessano di avere efficacia.  Le
disponibilita' dei fondi da ripartire per  i  trasferimenti  correnti
per le imprese,  di  cui  ai  predetti  commi,  sono  destinate  alle
finalita' di cui alle disposizioni normative indicate  nell'elenco  3
della medesima legge n. 266 del 2005. 
 
  35. Il comma 862 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, e' sostituito dal seguente: 
  "862. Le iniziative agevolate finanziate a valere  sugli  strumenti
della programmazione negoziata, non ancora completate  alla  data  di
scadenza delle proroghe concesse ai sensi della vigente  normativa  e
che, alla medesima data, risultino realizzate in misura non inferiore
al 40 per cento degli investimenti ammessi, possono essere completate
entro il 31 dicembre 2008. La relativa rendicontazione e'  completata
entro i sei mesi successivi". 
 
  36. All'articolo 36, terzo comma, del  regio  decreto  18  novembre
1923,  n.  2440,  le  parole:  "settimo  esercizio  successivo"  sono
sostituite dalle seguenti: "terzo esercizio successivo". 
 
  37. Con cadenza triennale, a  partire  dall'anno  2008,  e  con  le
modalita' di cui  al  comma  38;  si  provvede  all'analisi  ed  alla
valutazione dei residui passivi  propri  di  conto  capitale  di  cui
all'articolo 275, secondo comma, lettera c), del regolamento  di  cui
al regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, ai fini della verifica della
permanenza dei presupposti indicati dall'articolo  20,  terzo  comma,
della legge 5 agosto 1978, n. 468. 
 
  38. Per le finalita' di cui al comma 37, il Ministro  dell'economia
e  delle  finanze,  d'intesa  con  le  amministrazioni   interessate,
promuove un programma di ricognizione dei residui passivi di  cui  al
comma 37, da  attuare  in  sede  di  Conferenza  permanente  prevista
dall'articolo 9 del regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 20 febbraio 1998, n. 38, e da concludere entro il 30
aprile, con l'individuazione di quelli per i  quali,  non  ricorrendo
piu' i presupposti di cui al medesimo comma 37, si  dovra'  procedere
alla eliminazione. 
 
  ((39. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati, e' quantificato l'ammontare delle somme iscritte nel conto dei residui da eliminare ai sensi del comma 38, che sono conseguentemente versate dalle amministrazioni interessate all'entrata del bilancio dello Stato, nonche' l'ammontare degli stanziamenti da iscrivere, nel limite massimo del 50 per cento dei versamenti, compatibilmente con gli obiettivi programmati di finanza pubblica e comunque nei limiti degli effetti positivi stimati in ciascun anno in termini di indebitamento netto conseguenti alla eliminazione dei residui, in apposito fondo da istituire nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per il finanziamento di nuovi programmi di spesa o di quelli gia' esistenti. L'utilizzazione del fondo e' disposta con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro interessato, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.)) 
 
  40. Per il triennio 2008-2010 i soggetti titolari di conti correnti
e di contabilita' speciali aperti presso la  Tesoreria  dello  Stato,
inseriti  nell'elenco   del   conto   economico   consolidato   delle
amministrazioni pubbliche, non possono  effettuare  prelevamenti  dai
rispettivi conti aperti presso la  Tesoreria  dello  Stato  superiori
all'importo cumulativamente prelevato alla fine di  ciascun  bimestre
dell'anno precedente aumentato del 2 per cento. Sono esclusi da  tale
limite le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  gli
enti locali di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, del testo unico delle
leggi  sull'ordinamento  degli  enti  locali  di   cui   al   decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, gli enti previdenziali, gli  enti
del   Servizio   sanitario   nazionale,   il   Consiglio    nazionale
dell'economia e del lavoro, gli enti del sistema camerale,  gli  enti
gestori delle aree naturali  protette,  l'Istituto  centrale  per  la
ricerca  scientifica  e  tecnologica  applicata  al   mare   (ICRAM),
l'Istituto nazionale per la  fauna  selvatica  (INFS),  le  autorita'
portuali, il Ministero dell'economia e  delle  finanze  per  i  conti
relativi alle funzioni  trasferite  a  seguito  della  trasformazione
della Cassa depositi e prestiti in societa' per  azioni,  le  agenzie
fiscali di cui all'articolo 57  del  decreto  legislativo  30  luglio
1999, n. 300, ed i  conti  accesi  ai  sensi  dell'articolo  576  del
regolamento di cui al  regio  decreto  23  maggio  1924,  n.  827,  e
successive modificazioni. Sono, inoltre, esclusi i conti  riguardanti
interventi di politica comunitaria, i conti  intestati  ai  fondi  di
rotazione individuati ai sensi dell'articolo 93, comma 8, della legge
27 dicembre 2002, n. 289, o ai loro  gestori,  i  conti  relativi  ad
interventi di emergenza, il conto  finalizzato  alla  ripetizione  di
titoli di spesa non andati a buon fine,  nonche'  i  conti  istituiti
nell'anno precedente  a  quello  di  riferimento  e  la  contabilita'
speciale intestata al comitato centrale per  l'Albo  nazionale  degli
autotrasportatori per le spese di funzionamento del comitato centrale
e dei comitati provinciali. 
 
  41.  I  soggetti  interessati  possono  richiedere   al   Ministero
dell'economia e delle finanze deroghe al vincolo di cui al  comma  40
per effettive e motivate  esigenze.  L'accoglimento  della  richiesta
ovvero l'eventuale  diniego,  totale  o  parziale,  e'  disposto  con
determinazione dirigenziale. Le eccedenze di  spesa  riconosciute  in
deroga  devono  essere  riassorbite  entro  la  fine   dell'anno   di
riferimento, fatta eccezione per quelle correlate al pagamento  degli
oneri contrattuali a titolo di competenze arretrate per il personale. 
 
  42. Il mancato riassorbimento delle eccedenze di spesa  di  cui  al
comma  41  comporta  che,  nell'anno   successivo,   possono   essere
effettuate solo le spese previste per legge o derivanti da  contratti
perfezionati,  nonche'  le  spese  indifferibili   la   cui   mancata
effettuazione comporta un danno.  I  prelievi  delle  amministrazioni
periferiche dello Stato sono regolati con provvedimenti del  Ministro
dell'economia e delle finanze. 
 
  43. Il comma 593 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, e' abrogato. 
 
  44. Il trattamento economico onnicomprensivo di chiunque  riceva  a
carico delle pubbliche finanze emolumenti o retribuzioni  nell'ambito
di  rapporti  di  lavoro  dipendente   o   autonomo   con   pubbliche
amministrazioni statali di cui all'articolo 1, comma 2,  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  agenzie,  enti  pubblici  anche
economici, enti di  ricerca,  universita',  societa'  non  quotate  a
totale  o  prevalente  partecipazione  pubblica   nonche'   le   loro
controllate, ovvero sia titolare di incarichi o mandati di  qualsiasi
natura nel territorio metropolitano, non  puo'  superare  quello  del
primo presidente della Corte di  cassazione.  Il  limite  si  applica
anche  ai  magistrati  ordinari,  amministrativi  e   contabili,   ai
presidenti e componenti di collegi e organi di governo e di controllo
di societa' non quotate, ai dirigenti. Il limite non si applica  alle
attivita' di natura professionale e ai  contratti  d'opera,  che  non
possono in alcun caso  essere  stipulati  con  chi  ad  altro  titolo
percepisce emolumenti o retribuzioni ai sensi dei precedenti periodi,
aventi ad oggetto  una  prestazione  artistica  o  professionale  che
consenta  di  competere  sul  mercato  in  condizioni  di   effettiva
concorrenza. Nessun atto comportante spesa ai  sensi  dei  precedenti
periodi puo' ricevere attuazione, se non sia stato  previamente  reso
noto, con l'indicazione nominativa dei destinatari  e  dell'ammontare
del   compenso,   attraverso   la   pubblicazione   sul   sito    web
dell'amministrazione o del soggetto interessato,  nonche'  comunicato
al Governo e al Parlamento. In caso di  violazione,  l'amministratore
che abbia disposto il pagamento e il destinatario del  medesimo  sono
tenuti al rimborso, a titolo di danno erariale, di una somma  pari  a
dieci  volte  l'ammontare   eccedente   la   cifra   consentita.   Le
disposizioni di cui al primo e al secondo periodo del presente  comma
non possono essere derogate se non per motivate esigenze di carattere
eccezionale e per un periodo di tempo non superiore a tre anni, fermo
restando quanto disposto dal periodo precedente. Le  amministrazioni,
gli enti e le societa' di cui al primo e secondo periodo del presente
comma per i quali il  limite  trova  applicazione  sono  tenuti  alla
preventiva comunicazione dei relativi atti alla Corte dei conti.  Per
le amministrazioni dello Stato possono essere autorizzate deroghe con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  su  proposta  del
Ministro  per  le   riforme   e   le   innovazioni   nella   pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze,  nel  limite  massimo  di  25  unita',  corrispondenti  alle
posizioni di piu' elevato livello di responsabilita'. Coloro che sono
legati  da  un  rapporto  di  lavoro  con  organismi  pubblici  anche
economici ovvero  con  societa'  a  partecipazione  pubblica  o  loro
partecipate, collegate e controllate, e  che  sono  al  tempo  stesso
componenti degli organi di governo o di  controllo  dell'organismo  o
societa' con cui e' instaurato un rapporto di lavoro, sono  collocati
di diritto in aspettativa senza assegni e con sospensione della  loro
iscrizione ai competenti istituti di previdenza e di  assistenza.  Ai
fini dell'applicazione del presente  comma  sono  computate  in  modo
cumulativo le somme comunque erogate  all'interessato  a  carico  del
medesimo o di  piu'  organismi,  anche  nel  caso  di  pluralita'  di
incarichi da uno stesso organismo conferiti nel corso dell'anno. Alla
Banca d'Italia e alle altre autorita' indipendenti il presente  comma
si applica limitatamente alle previsioni di pubblicita' e trasparenza
per le retribuzioni e gli emolumenti comunque superiori al limite  di
cui al primo periodo del presente comma. 
 
  45. Per la Banca d'Italia e  le  altre  autorita'  indipendenti  la
legge di riforma delle stesse autorita' disciplina in via generale  i
modi di finanziamento, i controlli sulla spesa,  nel  rispetto  degli
adempimenti  previsti  dalla  normativa   comunitaria,   nonche'   le
retribuzioni e gli emolumenti, perseguendo gli obiettivi di riduzione
di costi e contenimento di retribuzioni ed emolumenti di cui al comma
44. 
 
  46. Per le amministrazioni dello Stato, per la Banca d'Italia e  le
autorita' indipendenti, ai soggetti cui non si applica il  limite  di
cui al comma 44, il trattamento economico complessivo, secondo quanto
disposto dallo stesso comma, non puo' comunque superare il doppio  di
quello del primo presidente della Corte di cassazione. 
 
  47. Le disposizioni  di  cui  al  comma  44  non  si  applicano  ai
contratti di diritto privato in corso  alla  data  del  28  settembre
2007. Se il superamento dei limiti di cui ai commi  44  e  46  deriva
dalla titolarita' di uno o  piu'  incarichi,  mandati  e  cariche  di
natura non privatistica, o  da  rapporti  di  lavoro  di  natura  non
privatistica con i soggetti di cui al primo  e  secondo  periodo  del
comma 44,  si  procede  alla  decurtazione  annuale  del  trattamento
economico complessivo di una cifra pari al 25 per cento  della  parte
eccedente il limite di cui al comma 44, primo periodo, e al comma 46. 
La decurtazione annuale cessa al raggiungimento del limite  medesimo.
Alla medesima decurtazione si  procede  anche  nel  caso  in  cui  il
superamento del limite sia  determinato  dal  cumulo  con  emolumenti
derivanti dai contratti di cui al primo periodo. In caso di cumulo di
piu' incarichi, cariche o mandati la decurtazione di cui al  presente
comma opera a partire  dall'incarico,  carica  o  mandato  da  ultimo
conferito. 
 
  48. Le disposizioni di cui al comma 44 si applicano  comunque  alla
stipula di tutti i nuovi contratti e al rinnovo per scadenza di tutti
i contratti in essere che non possono in alcun caso essere  prorogati
oltre la scadenza prevista. 
 
  49. A tutte le situazioni e rapporti contemplati dai commi 47 e  48
si  applicano  senza  eccezione  le  prescrizioni  di  pubblicita'  e
trasparenza di cui al comma 44. 
 
  50.  Tutte  le  retribuzioni  dirigenziali  e  i  compensi  per  la
conduzione  di  trasmissioni  di  qualunque  genere  presso  la  RAI-
Radiotelevisione  italiana  Spa  sono  rese  note  alla   Commissione
parlamentare per l'indirizzo generale  e  la  vigilanza  dei  servizi
radiotelevisivi. 
 
  51. Il primo, il secondo e il terzo periodo dell'articolo 1,  comma
466, della legge 27 dicembre  2006,  n.  296,  sono  soppressi.  Alle
fattispecie gia' disciplinate dai periodi soppressi  si  applicano  i
commi 44 e 45. 
 
  52. Il Presidente del Consiglio dei  ministri,  sulla  base  di  un
rapporto di analisi e classificazione  dell'insieme  delle  posizioni
interessate, predisposto dal Ministro per le riforme e le innovazioni
nella pubblica amministrazione, presenta  alle  Camere  entro  il  30
settembre 2008 una relazione sull'applicazione delle disposizioni  di
cui ai commi da 44 a 51. 
 
  52-bis. Le disposizioni dei  commi  da  44  a  52  si  applicano  a
decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del  Presidente
della Repubblica da emanare  entro  il  31  ottobre  2008,  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  su
proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  nel
rispetto dell'invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica,
sulla base dei seguenti criteri: 
   a) esclusione, dal  computo  che  concorre  alla  definizione  del
limite, della retribuzione percepita dal dipendente  pubblico  presso
l'amministrazione  di  appartenenza  nonche'   del   trattamento   di
pensione; 
   b) non applicabilita' della disciplina agli emolumenti correlati a
prestazioni  professionali  o  a  contratti  d'opera  di  natura  non
continuativa   nonche'   agli   emolumenti   determinati   ai   sensi
dell'articolo 2389, terzo comma, del codice civile; 
   c)  obbligo,  per  la  singola  amministrazione  o  societa'   che
conferisca nel medesimo  anno  allo  stesso  soggetto  incarichi  che
superino il limite massimo, di assegnare l'incarico medesimo  secondo
i principi del merito e della trasparenza, dando adeguatamente conto,
nella  motivazione  dell'atto  di  conferimento,  dei  requisiti   di
professionalita' e di  esperienza  del  soggetto  in  relazione  alla
tipologia  di  prestazione  richiesta  e  alla  misura  del  compenso
attribuito ; 
   d) obbligo per il soggetto che riceve un incarico  di  comunicare,
all'amministrazione  che  conferisce  l'incarico,  tutti  gli   altri
incarichi in corso, ai quali dare adeguata pubblicita'; 
   e) individuazione di specifiche forme  di  vigilanza  e  controllo
sulle modalita' applicative della presente disciplina. (21) 
 
  53. La Corte dei conti verifica l'attuazione delle disposizioni  di
cui al comma 44 in sede di controllo successivo  sulla  gestione  del
bilancio ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della  legge  14  gennaio
1994, n. 20, e successive modificazioni. 
 
  54. All'articolo 1, comma 127, della legge  23  dicembre  1996,  n.
662, le parole da: "pubblicano" fino  a:  "erogato"  sono  sostituite
dalle seguenti: "sono tenute a pubblicare  sul  proprio  sito  web  i
relativi  provvedimenti  completi   di   indicazione   dei   soggetti
percettori, della ragione dell'incarico e dell'ammontare erogato.  In
caso di omessa pubblicazione, la liquidazione del  corrispettivo  per
gli incarichi di collaborazione o consulenza di cui al presente comma
costituisce  illecito  disciplinare   e   determina   responsabilita'
erariale del dirigente preposto". 
 
  55. Gli enti locali possono stipulare contratti  di  collaborazione
autonoma, indipendentemente dall'oggetto della prestazione, solo  con
riferimento alle attivita'  istituzionali  stabilite  dalla  legge  o
previste nel programma approvato dal Consiglio ai sensi dell'articolo
42, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 
 
  56.  Con  il  regolamento  di  cui  all'articolo  89  del   decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono fissati,  in  conformita'  a
quanto stabilito dalle disposizioni vigenti, i limiti, i criteri e le
modalita' per l'affidamento di incarichi di collaborazione  autonoma,
che si applicano a tutte le tipologie di prestazioni.  La  violazione
delle  disposizioni  regolamentari  richiamate  costituisce  illecito
disciplinare e determina responsabilita' erariale. Il limite  massimo
della spesa annua per incarichi  di  collaborazione  e'  fissato  nel
bilancio preventivo degli enti territoriali. 
 
  57.  Le  disposizioni  regolamentari  di  cui  al  comma  56   sono
trasmesse, per estratto, alla sezione regionale  di  controllo  della
Corte dei conti entro trenta giorni dalla loro adozione. 
 
  58. Dalla  data  di  emanazione  del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri di cui al quarto periodo  del  presente  comma
sono soppressi tutti i contratti di consulenza di durata continuativa
riferibili al personale facente parte di speciali uffici o strutture,
comunque denominati, istituiti presso le amministrazioni dello Stato,
fatta  eccezione  per  quelle  preposte   alla   tutela   ambientale,
paesaggistico-territoriale,  del   patrimonio   e   delle   attivita'
culturali e storico-artistiche e alla tutela  della  salute  e  della
pubblica  incolumita'.  Le  relative  funzioni  sono  demandate  alle
direzioni generali competenti per materia  ovvero  per  vicinanza  di
materia.  Il  personale  di  ruolo  dipendente   dall'amministrazione
statale e' restituito a quella di  appartenenza  ovvero  puo'  essere
inquadrato, con le procedure  e  le  modalita'  previste  dal  citato
decreto legislativo  n.  165  del  2001,  in  uno  degli  uffici  del
Ministero presso cui presta servizio. Con decreto del Presidente  del
Consiglio dei ministri da emanare entro il  30  giugno  2008,  previo
parere delle competenti Commissioni parlamentari,  sono  individuati,
tra gli uffici e le strutture di cui al primo periodo, quelli  per  i
quali sussistono contratti di consulenza  e  di  durata  continuativa
indispensabili  per  assicurare  il  perseguimento  delle   finalita'
istituzionali. 
 
  59. E' nullo il contratto di assicurazione con  il  quale  un  ente
pubblico  assicuri  propri  amministratori  per  i  rischi  derivanti
dall'espletamento dei compiti istituzionali connessi con la carica  e
riguardanti la responsabilita' per danni cagionati allo  Stato  o  ad
enti  pubblici  e  la  responsabilita'  contabile.  I  contratti   di
assicurazione in corso alla data di entrata in vigore della  presente
legge cessano di avere efficacia alla data del  30  giugno  2008.  In
caso di violazione della presente disposizione, l'amministratore  che
pone in essere o che proroga  il  contratto  di  assicurazione  e  il
beneficiario della copertura assicurativa sono tenuti al rimborso,  a
titolo di danno erariale, di una somma pari a dieci volte l'ammontare
dei premi complessivamente stabiliti nel contratto medesimo. 
 
  60. All'articolo 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131,  al
secondo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ",  salvo
quanto disposto dal terzo periodo del presente comma. Nelle relazioni
al Parlamento di cui all'articolo 3, comma 6, della legge 14  gennaio
1994, n. 20,  e  successive  modificazioni,  e  all'articolo  13  del
decreto-legge   22   dicembre   1981,   n.   786,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio  1982,  n.  51,  e  successive
modificazioni, la Corte dei conti riferisce anche sulla base dei dati
e delle informazioni raccolti dalle sezioni regionali di controllo". 
 
  61. COMMA ABROGATO DALLA L. 4 MARZO 2009, N. 15. 
 
  62.  Per  il  coordinamento  delle  nuove  funzioni   istituzionali
conseguenti all'applicazione dei commi dal 43 al  66  con  quelle  in
atto  e  per  il  potenziamento  delle  attivita'  finalizzate   alla
relazione annuale al Parlamento sul rendiconto generale dello Stato e
dei controlli sulla gestione,  nonche'  per  il  perseguimento  delle
priorita' indicate dal Parlamento ai sensi dell'articolo 3, comma  4,
della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e  successive  modificazioni,  il
Consiglio di presidenza della Corte dei conti adotta, su proposta del
presidente della medesima Corte, i regolamenti di cui all'articolo  4
della legge 14 gennaio 1994, n. 20,  e  all'articolo  3  del  decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286, necessari per  riorganizzare  gli
uffici e i servizi della Corte. Il presidente della Corte  dei  conti
formula le proposte regolamentari, sentito  il  segretario  generale,
nell'esercizio delle funzioni di indirizzo politico-istituzionale  di
cui agli articoli 4, comma 1, e 15, comma 5, del decreto  legislativo
30 marzo 2001, n. 165, definendo  gli  obiettivi  e  i  programmi  da
attuare e adottando i conseguenti provvedimenti applicativi. 
 
  63. Per il triennio 2008-2010, il Presidente della Corte dei conti,
entro il 30 giugno  di  ciascun  anno,  presenta  al  Parlamento  una
relazione sulle procedure in corso per l'attuazione del  comma  62  e
sugli strumenti necessari per garantire piena autonomia ed  effettiva
indipendenza nello svolgimento delle funzioni  di  organo  ausiliario
del Parlamento in attuazione dell'articolo 100 della Costituzione. 
 
  64. A fini di razionalizzazione della spesa pubblica, di  vigilanza
sulle entrate e di potenziamento del controllo svolto dalla Corte dei
conti, l'amministrazione che ritenga di non  ottemperare  ai  rilievi
formulati dalla Corte a conclusione di controlli su gestioni di spesa
o di entrata svolti a norma dell'articolo 3 della  legge  14  gennaio
1994, n. 20, adotta, entro trenta giorni dalla ricezione dei rilievi,
un provvedimento motivato da comunicare alle Presidenze delle Camere,
alla Presidenza del Consiglio dei ministri e  alla  Presidenza  della
Corte dei conti. 
 
  65. Al comma 4 dell'articolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n.  20,
e successive modificazioni,  sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti
parole:  ",  anche  tenendo  conto,  ai  fini  di  referto   per   il
coordinamento  del  sistema  di  finanza  pubblica,  delle  relazioni
redatte  dagli  organi,  collegiali  o  monocratici,  che  esercitano
funzioni di controllo o vigilanza su amministrazioni, enti  pubblici,
autorita'  amministrative  indipendenti  o  societa'   a   prevalente
capitale pubblico". 
 
  66. All'articolo 1, comma 576, della legge  27  dicembre  2006,  n.
296, sono apportate le seguenti modificazioni: 
   a) le parole: "per gli anni 2007 e  2008"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "per l'anno 2007"; 
   b) le parole: "nell'anno 2009"  sono  sostituite  dalle  seguenti:
"nell'anno 2008". 
 
  67.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  con  atto  di
indirizzo  adottato,  sentito  il  Ministro  per  le  riforme  e   le
innovazioni nella pubblica amministrazione, entro il  31  gennaio  di
ciascun  anno,  prosegue  e  aggiorna  il  programma  di  analisi   e
valutazione  della  spesa  delle  amministrazioni  centrali  di   cui
all'articolo 1, comma 480, primo periodo,  della  legge  27  dicembre
2006, n. 296, con riferimento alle missioni e ai programmi in cui  si
articola il bilancio dello Stato e ai temi  indicati  nel  comma  68.
PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 31 DICEMBRE 2009, N. 196. 
 
  68. Entro il 15 giugno di ciascun  anno,  ogni  Ministro  trasmette
alle Camere, per l'esame  da  parte  delle  Commissioni  parlamentari
competenti per materia e per i profili di  coerenza  ordinamentale  e
finanziaria, una relazione sullo stato  della  spesa,  sull'efficacia
nell'allocazione delle risorse nelle  amministrazioni  di  rispettiva
competenza e  sul  grado  di  efficienza  dell'azione  amministrativa
svolta, con riferimento alle  missioni  e  ai  programmi  in  cui  si
articola il bilancio dello Stato.  Le  relazioni,  predisposte  sulla
base di un'istruttoria svolta dai servizi per il  controllo  interno,
danno  conto,  con  riferimento  all'anno  solare  precedente,  degli
elementi  informativi  e  di  valutazione  individuati  con  apposita
direttiva emanata dal Ministro  per  l'attuazione  del  programma  di
Governo,  su  proposta  del  Comitato  tecnico-scientifico   per   il
controllo strategico nelle amministrazioni dello  Stato,  di  cui  al
regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  12
dicembre 2006, n. 315, con particolare riguardo ai seguenti aspetti: 
   a) lo stato di attuazione delle direttive di  cui  all'articolo  8
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, con riguardo  sia  ai
risultati conseguiti  dall'amministrazione  nel  perseguimento  delle
priorita'  politiche  individuate  dal  Ministro,  sia  al  grado  di
realizzazione degli obiettivi di  miglioramento,  in  relazione  alle
risorse assegnate e secondo gli indicatori stabiliti, in  conformita'
con la documentazione di bilancio, anche alla luce delle attivita' di
controllo interno, nonche'  le  linee  di  intervento  individuate  e
perseguite al fine di migliorare  l'efficienza,  la  produttivita'  e
l'economicita' delle strutture amministrative e  i  casi  di  maggior
successo registrati; 
   b) gli adeguamenti normativi e amministrativi ritenuti  opportuni,
con particolare riguardo alla soppressione o  all'accorpamento  delle
strutture svolgenti funzioni coincidenti, analoghe,  complementari  o
divenute obsolete; 
   c) le misure ritenute necessarie ai fini dell'adeguamento e  della
progressiva  razionalizzazione  delle  strutture  e  delle   funzioni
amministrative nonche' della base normativa in relazione  alla  nuova
struttura del bilancio per missioni e per programmi. (2) (4) 
 
  69. Il Comitato tecnico-scientifico  per  il  controllo  strategico
nelle amministrazioni dello Stato, entro il mese di  gennaio,  indica
ai servizi di controllo interno le linee  guida  per  lo  svolgimento
dell'attivita' istruttoria di cui al comma 68 e ne riassume gli esiti
complessivi  ai  fini  della  relazione  trasmessa  alle  Camere  dal
Ministro per l'attuazione del  programma  di  Governo  ai  sensi  del
medesimo  comma  68.  Allo  scopo  di  consolidare  il  processo   di
ristrutturazione del bilancio dello Stato per missioni e programmi  e
di accrescere le  complessive  capacita'  di  analisi  conoscitiva  e
valutativa,  il  Comitato  tecnico-scientifico   per   il   controllo
strategico nelle amministrazioni dello  Stato  e  i  servizi  per  il
controllo interno cooperano con la Commissione tecnica per la finanza
pubblica, con il Servizio studi  del  Dipartimento  della  Ragioneria
generale dello Stato del Ministero dell'economia e  delle  finanze  e
con il Dipartimento della  funzione  pubblica  della  Presidenza  del
Consiglio dei ministri nello svolgimento del programma di  analisi  e
valutazione della spesa di cui al comma 67,  per  le  amministrazioni
che partecipano a tale programma. 
 
  70. La Corte dei conti, nell'elaborazione della  relazione  annuale
al  Parlamento  sul  rendiconto  generale  dello  Stato,  esprime  le
valutazioni di sua competenza anche tenendo conto dei temi di cui  al
comma 68, della classificazione del bilancio dello Stato per missioni
e programmi e  delle  priorita'  indicate  dal  Parlamento  ai  sensi
dell'articolo 3, comma 4, della legge  14  gennaio  1994,  n.  20,  e
successive modificazioni. 
 
  71. In attuazione degli articoli 117, secondo comma, lettera r),  e
118,  primo  comma,  della  Costituzione  nonche'   degli   indirizzi
approvati dal Parlamento in sede di  approvazione  del  Documento  di
programmazione economico-finanziaria, anche ai fini degli adempimenti
di cui ai commi da 33 a 38 e da  634  a  642  dell'articolo  2  della
presente legge, il Governo promuove, in sede di Conferenza  unificata
di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
e  successive  modificazioni,   l'adozione   di   intese   ai   sensi
dell'articolo 8, comma 6, della legge 5  giugno  2003,  n.  131,  per
individuare metodi  di  reciproca  informazione  volti  a  verificare
l'esistenza  di  duplicazioni  e  sovrapposizioni  di   attivita'   e
competenze tra le amministrazioni  appartenenti  ai  diversi  livelli
territoriali e per sviluppare procedure di revisione sugli  andamenti
della spesa pubblica per gli obiettivi di cui al  comma  68,  nonche'
metodi  per  lo  scambio  delle  informazioni  concernenti  i  flussi
finanziari e i dati statistici. A tal fine, partecipa ai lavori della
Conferenza  unificata  un   rappresentante   della   Conferenza   dei
Presidenti delle Assemblee legislative delle regioni e delle province
autonome. 
 
  72. All'articolo 13 del decreto legislativo 6  settembre  1989,  n.
322, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
"4-bis.  E  programma  statistico  nazionale  comprende   un'apposita
sezione concernente le statistiche sulle pubbliche amministrazioni  e
sulle societa' pubbliche o controllate da soggetti pubblici,  nonche'
sui servizi pubblici. Tale sezione e'  finalizzata  alla  raccolta  e
all'organizzazione dei dati inerenti  al  numero,  natura  giuridica,
settore di attivita', dotazione di  risorse  umane  e  finanziarie  e
spesa dei soggetti di cui al primo periodo, nonche' ai beni e servizi
prodotti e ai relativi costi  e  risultati,  anche  alla  luce  della
comparazione   tra   amministrazioni   in    ambito    nazionale    e
internazionale. Il programma statistico nazionale  comprende  i  dati
utili per la rilevazione del grado di soddisfazione e della  qualita'
percepita dai cittadini e dalle imprese con riferimento a  settori  e
servizi pubblici individuati a rotazione". 
 
  73. Ai fini dell'attuazione del comma 4-bis  dell'articolo  13  del
decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322,  introdotto  dal  comma
72, l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT)  emana  una  circolare
sul  coordinamento  dell'informazione  statistica   nelle   pubbliche
amministrazioni e sulla  definizione  di  metodi  per  lo  scambio  e
l'utilizzo  in  via   telematica   dell'informazione   statistica   e
finanziaria, anche con riferimento ai dati rilevanti per  i  temi  di
cui al comma 68. Al fine di unificare i metodi  e  gli  strumenti  di
monitoraggio, il Comitato di cui all'articolo 17 del medesimo decreto
legislativo n. 322 del  1989  definisce,  in  collaborazione  con  il
Centro nazionale per  l'informatica  nella  pubblica  amministrazione
(CNIPA), appositi standard per il rispetto dei principi  di  unicita'
del sistema informativo, raccolta condivisa delle informazioni e  dei
dati e accesso differenziato in base alle competenze istituzionali di
ciascuna amministrazione. Per l'adeguamento del  sistema  informativo
dell'ISTAT e il suo collegamento con  altri  sistemi  informativi  si
provvede a valere sulle maggiori risorse  assegnate  all'articolo  36
della legge 24 aprile 1980, n. 146, ai sensi della Tabella C allegata
alla presente legge. All'articolo 10-bis, comma  5,  quinto  periodo,
del  decreto-legge  30  settembre  2005,  n.  203,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,  le  parole:  "31
dicembre 2007" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2008". 
 
  74. All'articolo 7 del decreto legislativo  6  settembre  1989,  n.
322, e  successive  modificazioni,  il  comma  1  e'  sostituito  dal
seguente: 
"1. E' fatto obbligo a tutte le  amministrazioni,  enti  e  organismi
pubblici di fornire tutti i dati che vengano loro  richiesti  per  le
rilevazioni  previste  dal  programma  statistico   nazionale.   Sono
sottoposti al medesimo obbligo i soggetti privati per le rilevazioni,
rientranti nel programma stesso, espressamente indicate con  delibera
del Consiglio dei ministri. Su proposta  del  presidente  dell'ISTAT,
sentito  il  Comitato  di  cui  all'articolo  17,  con  delibera  del
Consiglio  dei  ministri  e'  annualmente  definita,   in   relazione
all'oggetto, ampiezza, finalita', destinatari e tecnica  di  indagine
utilizzata per ciascuna rilevazione statistica, la tipologia di  dati
la   cui   mancata   fornitura,   per   rilevanza,    dimensione    o
significativita' ai  fini  della  rilevazione  statistica,  configura
violazione dell'obbligo di cui al presente comma.  I  proventi  delle
sanzioni  amministrative   irrogate   ai   sensi   dell'articolo   11
confluiscono in apposito capitolo  del  bilancio  dell'ISTAT  e  sono
destinati alla copertura degli oneri per le rilevazioni previste  dal
programma statistico nazionale". 
 
  75. La somma di 94.237.000 euro, versata all'entrata  del  bilancio
dello Stato per l'anno 2007 in esecuzione della sentenza  n.  1545/07
del 2007 emessa dal  tribunale  di  Milano  il  28  giugno  2007,  e'
iscritta nell'anno medesimo nel Fondo per interventi  strutturali  di
politica  economica,  di  cui   all'articolo   10,   comma   5,   del
decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.  307;  a  valere  sul
suddetto Fondo, la medesima somma e' versata all'entrata del bilancio
dello Stato nell'anno 2008. La presente disposizione entra in  vigore
dalla data di  pubblicazione  della  presente  legge  nella  Gazzetta
Ufficiale. 
 
  76. Al comma 6 dell'articolo 7 del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, le parole:  "di  provata  competenza"  sono  sostituite
dalle  seguenti:  "di  particolare  e   comprovata   specializzazione
universitaria". 
 
  77. All'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
"6-quater. Le disposizioni di cui ai commi 6, 6-bis e  6-ter  non  si
applicano ai componenti degli organismi di controllo  interno  e  dei
nuclei di  valutazione,  nonche'  degli  organismi  operanti  per  le
finalita' di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 17 maggio 1999,
n. 144". 
 
  78. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 1, commi 529  e  560,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  79. L'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e'
sostituito dal seguente: 
"Art. 36 (Utilizzo di  contratti  di  lavoro  flessibile).  -  1.  Le
pubbliche amministrazioni assumono esclusivamente  con  contratti  di
lavoro subordinato a tempo  indeterminato  e  non  possono  avvalersi
delle forme contrattuali di lavoro  flessibile  previste  dal  codice
civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato  nell'impresa
se non per esigenze stagionali o per  periodi  non  superiori  a  tre
mesi, fatte salve le sostituzioni per maternita'  relativamente  alle
autonomie territoriali. Il provvedimento di assunzione deve contenere
l'indicazione del nominativo della persona da sostituire. 
 
  2. In nessun caso e' ammesso il rinnovo del contratto o  l'utilizzo
del medesimo lavoratore con altra tipologia contrattuale. 
 
  3. Le  amministrazioni  fanno  fronte  ad  esigenze  temporanee  ed
eccezionali attraverso  l'assegnazione  temporanea  di  personale  di
altre amministrazioni per un periodo non superiore a  sei  mesi,  non
rinnovabile. 
 
  4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2  e  3  non  possono  essere
derogate dalla contrattazione collettiva. 
 
  5. Le amministrazioni pubbliche  trasmettono  alla  Presidenza  del
Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione  pubblica  e  al
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
Ragioneria generale dello Stato le convenzioni concernenti l'utilizzo
dei lavoratori socialmente utili. 
 
  6.  In  ogni  caso,  la  violazione  di   disposizioni   imperative
riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori,  da  parte  delle
pubbliche amministrazioni, non puo'  comportare  la  costituzione  di
rapporti di lavoro a tempo indeterminato con  le  medesime  pubbliche
amministrazioni, ferma restando ogni responsabilita' e  sanzione.  Il
lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante
dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative. 
Le amministrazioni hanno l'obbligo di recuperare le  somme  pagate  a
tale titolo nei confronti  dei  dirigenti  responsabili,  qualora  la
violazione sia dovuta  a  dolo  o  colpa  grave.  Le  amministrazioni
pubbliche che operano in violazione  delle  disposizioni  di  cui  al
presente articolo non possono effettuare assunzioni ad  alcun  titolo
per il triennio successivo alla suddetta violazione. 
 
  7. Le disposizioni di cui al presente  articolo  non  si  applicano
agli uffici di cui all'articolo 14, comma 2,  del  presente  decreto,
nonche' agli uffici di cui all'articolo 90 del testo unico di cui  al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Sono altresi'  esclusi  i
contratti relativi agli incarichi dirigenziali ed  alla  preposizione
ad  organi  di   direzione,   consultivi   e   di   controllo   delle
amministrazioni pubbliche, ivi inclusi gli organismi operanti per  le
finalita' di cui all'articolo 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144. 
 
  8.  Per  l'attuazione  di  programmi  e  progetti   di   tutela   e
valorizzazione delle aree  marine  protette  di  cui  alle  leggi  31
dicembre 1982, n. 979, e 6 dicembre 1991, n. 394, il parco  nazionale
dell'arcipelago della Maddalena, di cui alla legge 4 gennaio 1994, n. 
10, e gli enti cui e' delegata la gestione ai sensi dell'articolo  2,
comma  37,  della  legge  9  dicembre  1998,  n.  426,  e  successive
modificazioni,  sono  autorizzati,  in   deroga   ad   ogni   diversa
disposizione, ad assumere personale con contratto di lavoro  a  tempo
determinato,  della  durata  massima  di   due   anni   eventualmente
rinnovabili, nel contingente complessivo stabilito  con  disposizione
legislativa e ripartito tra gli  enti  interessati  con  decreto  del
Ministro  per  le   riforme   e   le   innovazioni   nella   pubblica
amministrazione, su  proposta  del  Ministro  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio  e  del  mare,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze. In  prima  applicazione,  il  predetto
contingente e' fissato in  centocinquanta  unita'  di  personale  non
dirigenziale alla cui  copertura  si  provvede  prioritariamente  con
trasformazione del rapporto di  lavoro  degli  operatori  attualmente
utilizzati con contratti di lavoro flessibile. 
 
  9. Gli enti locali non sottoposti al patto di stabilita' interno  e
che comunque  abbiano  una  dotazione  organica  non  superiore  alle
quindici unita' possono avvalersi di  forme  contrattuali  di  lavoro
flessibile, oltre che per le finalita' di cui  al  comma  1,  per  la
sostituzione di lavoratori assenti e per i quali sussiste il  diritto
alla conservazione del posto, sempreche' nel contratto  di  lavoro  a
termine sia indicato il nome del lavoratore  sostituito  e  la  causa
della sua sostituzione. 
 
  10. Gli enti del Servizio  sanitario  nazionale,  in  relazione  al
personale medico, con esclusivo riferimento alle figure  infungibili,
al  personale  infermieristico  ed  al  personale  di  supporto  alle
attivita' infermieristiche, possono avvalersi di  forme  contrattuali
di lavoro flessibile, oltre che per le finalita' di cui al  comma  1,
per la sostituzione di lavoratori  assenti  o  cessati  dal  servizio
limitatamente ai  casi  in  cui  ricorrano  urgenti  e  indifferibili
esigenze  correlate  alla  erogazione  dei  livelli   essenziali   di
assistenza, compatibilmente con i  vincoli  previsti  in  materia  di
contenimento della spesa di personale  dall'articolo  1,  comma  565,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
 
  11. Le pubbliche amministrazioni possono avvalersi di contratti  di
lavoro flessibile per lo svolgimento di programmi o attivita'  i  cui
oneri sono finanziati con fondi dell'Unione europea e del  Fondo  per
le aree sottoutilizzate. Le universita' e gli enti di ricerca possono
avvalersi di contratti di lavoro flessibile  per  lo  svolgimento  di
progetti di ricerca e di innovazione  tecnologica  i  cui  oneri  non
risultino a carico dei bilanci di  funzionamento  degli  enti  o  del
Fondo di finanziamento  degli  enti  o  del  Fondo  di  finanziamento
ordinario  delle  universita'.  Gli  enti  del   Servizio   sanitario
nazionale possono avvalersi di contratti di lavoro flessibile per  lo
svolgimento di  progetti  di  ricerca  finanziati  con  le  modalita'
indicate nell'articolo 1, comma 565,  lettera  b),  secondo  periodo,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L'utilizzazione dei lavoratori,
con i quali si sono stipulati i contratti di cui al  presente  comma,
per  fini  diversi  determina  responsabilita'   amministrativa   del
dirigente e  del  responsabile  del  progetto.  La  violazione  delle
presenti disposizioni e' causa di nullita' del provvedimento". 
 
  80. Con effetto dall'anno 2008 il limite  di  cui  all'articolo  1,
comma 187, della legge 23 dicembre  2005,  n.  266,  come  modificato
dall'articolo 1, comma 538, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  e'
ridotto al 35 per cento. 
 
  81. In coerenza con i processi di razionalizzazione  amministrativa
e di riallocazione delle risorse umane avviati ai sensi  della  legge
27 dicembre 2006, n. 296, le amministrazioni  statali,  ivi  comprese
quelle ad ordinamento autonomo e  la  Presidenza  del  Consiglio  dei
ministri,  provvedono,  sulla  base  delle  specifiche  esigenze,  da
valutare  in  sede  di  contrattazione   integrativa   e   finanziate
nell'ambito dei fondi unici di amministrazione, all'attuazione  delle
tipologie  di  orario  di  lavoro  previste   dalle   vigenti   norme
contrattuali, comprese le forme di lavoro  a  distanza,  al  fine  di
contenere il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario. 
 
  82.  In  ogni  caso,   a   decorrere   dall'anno   2008,   per   le
amministrazioni di cui al comma 81 la spesa per prestazioni di lavoro
straordinario va contenuta entro il limite del  90  per  cento  delle
risorse finanziarie allo scopo assegnate per l'anno finanziario 2007. 
 
  83. Le pubbliche amministrazioni non possono erogare  compensi  per
lavoro  straordinario  se  non  previa  attivazione  dei  sistemi  di
rilevazione automatica delle presenze. (13) 
 
  84. Le disposizioni di cui ai commi 81 e 82 si applicano  anche,  a
decorrere dall'anno 2009, ai Corpi di polizia ad ordinamento civile e
militare, alle Forze armate e  al  Corpo  nazionale  dei  vigili  del
fuoco. Le eventuali ed  indilazionabili  esigenze  di  servizio,  non
fronteggiabili sulla base delle risorse  disponibili  per  il  lavoro
straordinario o attraverso una diversa articolazione  dei  servizi  e
del regime orario e delle turnazioni, vanno fronteggiate  nell'ambito
delle risorse assegnate agli appositi fondi per l'incentivazione  del
personale, previsti dai provvedimenti di  recepimento  degli  accordi
sindacali o  di  concertazione.  Ai  predetti  fini  si  provvede  al
maggiore  utilizzo  e  all'apposita  finalizzazione  degli   istituti
retributivi  gia'  stabiliti  dalla  contrattazione  decentrata   per
fronteggiare esigenze che  richiedono  il  prolungato  impegno  nelle
attivita' istituzionali. Sono fatte salve le risorse di cui al  comma
134. 
 
  85. All'articolo 17 del decreto legislativo 8 aprile 2003,  n.  66,
e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
"6-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 7  non  si  applicano  al
personale del ruolo sanitario del Servizio sanitario  nazionale,  per
il quale si fa riferimento alle vigenti disposizioni contrattuali  in
materia di orario di lavoro, nel rispetto dei principi generali della
protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori". 
 
  86. Le assunzioni autorizzate per l'anno 2007 ai sensi del comma 96
dell'articolo 1 della legge 30 dicembre  2004,  n.  311,  nonche'  ai
sensi dei commi 518,  520  e  528  dell'articolo  1  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, possono essere effettuate entro il  31  maggio
2008. 
 
  87. All'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,
dopo il comma 5-bis e' inserito il seguente: 
"5-ter. Le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale
presso le amministrazioni pubbliche rimangono vigenti per un  termine
di tre anni dalla data di pubblicazione. Sono fatti salvi  i  periodi
di vigenza inferiori previsti da leggi regionali". 
 
  88. All'articolo 1, comma 527, della legge  27  dicembre  2006,  n.
296, le parole:  "non  interessate  al  processo  di  stabilizzazione
previsto dai commi da 513 a 543," sono soppresse  e,  dopo  il  primo
periodo, e' inserito il seguente: "A valere sulle disponibilita'  del
fondo di cui al presente comma, il Consiglio nazionale  dell'economia
e del lavoro e' autorizzato a procedere all'assunzione  straordinaria
di complessive quindici unita' di personale, di cui tre dirigenti  di
seconda fascia". 
 
  89.  Per  l'anno  2008,  per  le  esigenze  connesse  alla   tutela
dell'ordine pubblico, alla prevenzione ed al contrasto  del  crimine,
alla repressione  delle  frodi  e  delle  violazioni  degli  obblighi
fiscali ed alla tutela del patrimonio agroforestale,  la  Polizia  di
Stato, l'Arma dei carabinieri, il Corpo della Guardia di finanza,  il
Corpo di polizia penitenziaria ed il Corpo forestale dello Stato sono
autorizzati ad effettuare assunzioni in deroga alla normativa vigente
entro un limite di spesa pari a 80 milioni di euro per l'anno 2008  e
a 140 milioni di  euro  a  decorrere  dall'anno  2009.  Tali  risorse
possono  essere  destinate  anche  al  reclutamento   del   personale
proveniente dalle Forze armate. Al fine di cui al presente  comma  e'
istituito, nello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze, un apposito fondo  con  uno  stanziamento  pari  a  80
milioni di euro per l'anno 2008 e a 140 milioni di euro  a  decorrere
dall'anno 2009. Alla ripartizione del predetto fondo si provvede  con
decreto del Presidente della Repubblica da emanare entro il 31  marzo
2008, secondo le modalita' di cui all'articolo 39, comma 3-ter, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni. (13) 
 
  90.  Fermo  restando  che  l'accesso  ai   ruoli   della   pubblica
amministrazione e' comunque subordinato all'espletamento di procedure
selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge e  fatte
salve le procedure di stabilizzazione di cui  all'articolo  1,  comma
519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per gli anni 2008 e 2009: 
   a) le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento  autonomo,
le agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63  e
64 del decreto legislativo 30  luglio  1999,  n.  300,  e  successive
modificazioni, gli enti pubblici non economici e gli enti pubblici di
cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo  2001,
n. 165, e successive modificazioni, possono ammettere alla  procedura
di stabilizzazione di cui all'articolo 1, comma 526, della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, anche il personale che consegua i requisiti di
anzianita' di servizio ivi previsti in virtu' di contratti  stipulati
anteriormente alla data del 28 settembre 2007; 
   b) le amministrazioni regionali e locali  possono  ammettere  alla
procedura di stabilizzazione di cui all'articolo 1, comma 558,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, anche il  personale  che  consegua  i
requisiti di  anzianita'  di  servizio  ivi  previsti  in  virtu'  di
contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007. 
 
  91. Il limite  massimo  del  quinquennio  previsto  dal  comma  519
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, al  fine  della
possibilita' di accesso alle forme di  stabilizzazione  di  personale
precario, costituisce principio  generale  e  produce  effetti  anche
nella stabilizzazione del personale volontario  del  Corpo  nazionale
dei vigili del fuoco nelle forme disciplinate dalla  medesima  legge.
Conseguentemente   la   disposizione   che   prevede   il   requisito
dell'effettuazione di non meno  di  centoventi  giorni  di  servizio,
richiesto ai fini delle procedure di stabilizzazione,  si  interpreta
nel  senso  che  tale  requisito   deve   sussistere   nel   predetto
quinquennio. 
 
  92. Le amministrazioni di cui al comma 90 continuano  ad  avvalersi
del personale di cui al medesimo comma nelle more delle procedure  di
stabilizzazione. 
 
  93. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  94. Fatte comunque salve le intese stipulate, ai  sensi  dei  commi
558 e 560 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, prima
della data di entrata in vigore della presente  legge,  entro  il  30
aprile 2008, le amministrazioni  pubbliche  di  cui  all'articolo  1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  successive
modificazioni, predispongono, sentite  le  organizzazioni  sindacali,
nell'ambito della programmazione triennale  dei  fabbisogni  per  gli
anni 2008, 2009 e 2010, piani per la progressiva stabilizzazione  del
seguente personale non  dirigenziale,  tenuto  conto  dei  differenti
tempi di maturazione dei presenti requisiti: 
   a) in servizio con contratto a tempo  determinato,  ai  sensi  dei
commi 90 e 92, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1, commi
519 e 558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; 
   b) gia' utilizzato con contratti di  collaborazione  coordinata  e
continuativa, in essere alla data di entrata in vigore della presente
legge,  e  che  alla  stessa  data  abbia  gia'  espletato  attivita'
lavorativa  per  almeno  tre  anni,  anche  non   continuativi,   nel
quinquennio antecedente  al  28  settembre  2007,  presso  la  stessa
amministrazione, fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  1,
commi 529 e 560, della legge 27 dicembre 2006, n.  296.  E'  comunque
escluso dalle procedure  di  stabilizzazione  di  cui  alla  presente
lettera il personale di diretta collaborazione degli organi  politici
presso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1,  comma  2,
del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e   successive
modificazioni, nonche' il personale a contratto che svolge compiti di
insegnamento e di ricerca nelle universita' e negli enti di ricerca. 
 
  95.  Anche  per  le   finalita'   indicate   dal   comma   94,   le
amministrazioni pubbliche di  cui  al  comma  90,  nel  rispetto  dei
vincoli finanziari e di bilancio previsti dalla legislazione vigente,
possono continuare ad avvalersi del personale assunto con contratto a
tempo determinato  sulla  base  delle  procedure  selettive  previste
dall'articolo 1, commi 529 e 560, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296. 
 
  96. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
all'articolo 1, comma 418, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  da
adottare inderogabilmente entro il mese di marzo 2008,  in  relazione
alle tipologie contrattuali di lavoro flessibile diverse da quelle di
cui al comma 94, ed ai fini dei piani di stabilizzazione previsti dal
medesimo comma 94, vengono disciplinati i requisiti professionali, la
durata minima  delle  esperienze  professionali  maturate  presso  la
stessa pubblica amministrazione, non inferiori ai tre anni, anche non
continuativi, alla data di entrata in vigore  della  presente  legge,
nonche' le modalita' di valutazione da applicare in sede di procedure
selettive, al cui positivo esito viene garantita  l'assimilazione  ai
soggetti di cui al comma 94, lettera b). (1) 
 
  97. Per le finalita' di cui ai commi da 90 a 96, il  Fondo  di  cui
all'articolo 1, comma 417, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  e'
incrementato della somma di 20 milioni di euro a decorrere  dall'anno
2008. 
 
  98. Per le  assunzioni  nelle  carriere  iniziali  delle  Forze  di
polizia  di  cui  al  comma  89,   le   amministrazioni   interessate
provvedono, prioritariamente,  mediante  l'assunzione  dei  volontari
delle Forze armate utilmente collocati nelle  rispettive  graduatorie
dei concorsi banditi ai sensi del regolamento di cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica 2 settembre 1997,  n.  332,  che  abbiano
ultimato la  ferma  e,  per  i  rimanenti  posti,  mediante  concorsi
riservati ai volontari in ferma prefissata  di  un  anno,  ovvero  in
rafferma annuale, di cui alla  legge  23  agosto  2004,  n.  226,  in
servizio o  in  congedo,  in  possesso  dei  requisiti  previsti  dai
rispettivi ordinamenti. In deroga a quanto previsto dall'articolo 16,
comma 4, della legge n. 226 del 2004, i vincitori dei  concorsi  sono
immessi direttamente nelle carriere iniziali delle Forze  di  polizia
di cui al comma 89. 
 
  99. L'Agenzia per la  protezione  dell'ambiente  e  per  i  servizi
tecnici (APAT), per sopperire alle carenze  di  organico  e  per  far
fronte ai propri compiti istituzionali ed alle esigenze connesse alla
protezione civile, fino al 31 dicembre 2008 continua ad avvalersi del
personale in servizio,  con  contratto  a  tempo  determinato  o  con
contratti di collaborazione, alla data del  28  settembre  2007,  nel
limite massimo di spesa complessivamente stanziata nell'anno 2007 per
lo  stesso  personale  della  predetta  Agenzia.  I  relativi   oneri
continuano a far carico sul bilancio della stessa Agenzia. 
 
  100. I contratti di  formazione  e  lavoro  di  cui  al  comma  528
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non  convertiti
entro il 31 dicembre 2007 sono prorogati al 31 dicembre 2008. 
 
  101. Per il personale assunto  con  contratto  di  lavoro  a  tempo
parziale la trasformazione del rapporto a tempo pieno  puo'  avvenire
nel rispetto delle modalita' e dei limiti previsti dalle disposizioni
vigenti in materia di assunzioni. In caso di assunzione di  personale
a tempo pieno e' data precedenza alla trasformazione del rapporto  di
lavoro per i dipendenti assunti a tempo parziale che ne abbiano fatto
richiesta. 
 
  102. Per  il  quadriennio  2010-2013,  le  amministrazioni  di  cui
all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  ad
eccezione dei Corpi di polizia e del Corpo nazionale dei  vigili  del
fuoco,  possono  procedere,  per  ciascun  anno,   previo   effettivo
svolgimento delle procedure di mobilita', ad assunzioni di  personale
a tempo indeterminato nel  limite  di  un  contingente  di  personale
complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento  di
quella relativa al personale cessato nell'anno  precedente.  In  ogni
caso il numero  delle  unita'  di  personale  da  assumere  non  puo'
eccedere, per ciascun anno, il 20  per  cento  delle  unita'  cessate
nell'anno precedente. (44) 
 
  103. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
 
  104. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
 
  105. All'articolo 1, comma 103, della legge 30  dicembre  2004,  n.
311, e successive modificazioni, le parole: "A decorrere  dal  l'anno
2010" sono sostituite dalle seguenti: "A decorrere dall'anno 2011". 
 
  106. Fermo restando quanto previsto  dall'articolo  1,  comma  519,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  nell'anno  2008,  i  bandi  di
concorso per le assunzioni  a  tempo  indeterminato  nelle  pubbliche
amministrazioni possono prevedere una riserva di posti non  superiore
al 20 per cento dei posti messi  a  concorso  per  il  personale  non
dirigenziale che abbia maturato almeno  tre  anni  di  esperienze  di
lavoro   subordinato   a   tempo   determinato    presso    pubbliche
amministrazioni in virtu' di contratti stipulati  anteriormente  alla
data del 28 settembre 2007, nonche' il riconoscimento, in termini  di
punteggio, del servizio prestato presso le pubbliche  amministrazioni
per  almeno  tre  anni,  anche  non  continuativi,  nel   quinquennio
antecedente  al  28  settembre  2007,  in  virtu'  di  contratti   di
collaborazione coordinata e continuativa  stipulati  anteriormente  a
tale data. 
 
  107. Al fine di incrementare la fruizione degli istituti  e  luoghi
di cultura anche attraverso l'estensione degli orari di apertura,  il
Ministero per i beni  e  le  attivita'  culturali  e'  autorizzato  a
bandire concorsi e  procedere  all'assunzione  straordinaria  di  400
assistenti alla vigilanza, sicurezza,  accoglienza,  comunicazione  e
servizi al pubblico, calcografi, di posizione economica B3, in deroga
alle vigenti disposizioni limitative delle assunzioni. 
 
  108. Al fine  di  rafforzare  le  strutture  tecnico-amministrative
preposte  alla  tutela  del  paesaggio  e  dei  beni  architettonici,
archeologici, storico-artistici, archivistici e librari, il Ministero
per i beni e le attivita' culturali e' autorizzato a bandire concorsi
e procedere all'assunzione straordinaria di complessive 100 unita' di
personale  di  posizione  economica  Cl,   scelte   tra   architetti,
archeologi,   storici   dell'arte,   archivisti,   bibliotecari    ed
amministrativi, in deroga alle vigenti disposizioni limitative  delle
assunzioni. 
 
  109. La definizione della pianta organica del Ministero per i  beni
e le attivita' culturali, ai sensi dell'articolo 1, comma 404,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, tiene conto delle assunzioni  di  cui
ai commi 107 e 108 nei limiti  della  dotazione  organica  risultante
dalla riorganizzazione  operata  ai  sensi  del  medesimo  comma  404
dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006. 
 
  110. All'onere derivante dall'attuazione dei commi da  107  a  109,
pari a euro 14.621.242 annui,  si  provvede,  a  decorrere  dall'anno
2008, mediante utilizzo delle risorse di cui  all'articolo  1,  comma
1142, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, allo  scopo  intendendosi
corrispondentemente ridotta  l'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al
medesimo comma. 
 
  111. Il Ministero delle politiche agricole alimentari  e  forestali
e' autorizzato a utilizzare le disponibilita' del Fondo per le  crisi
di mercato, di  cui  all'articolo  1,  comma  1072,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, nel limite della somma di 2  milioni  di  euro
per l'anno 2008, per  assicurare  la  regolare  gestione  delle  aree
naturali protette attraverso l'impiego  del  personale  di  cui  alla
legge 5 aprile 1985,  n.  124,  non  rientrante  nelle  procedure  di
stabilizzazione di cui all'articolo 1, commi  da  247  a  251,  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266. La predetta somma  di  2  milioni  di
euro e' versata, nell'anno 2008, all'entrata del bilancio dello Stato
per  essere  riassegnata  al  Ministero  delle   politiche   agricole
alimentari e forestali per le finalita' di cui al presente comma.  Il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad  apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  112. Per l'anno 2010, il personale appartenente  a  Poste  italiane
Spa, gia' dipendente  dall'Amministrazione  autonoma  delle  poste  e
delle telecomunicazioni, ed il personale dell'Istituto poligrafico  e
Zecca dello Stato Spa, gia' dipendente  dall'Istituto  poligrafico  e
Zecca dello Stato, il  cui  comando  presso  uffici  delle  pubbliche
amministrazioni e' stato gia' prorogato per  l'anno  2007  ai  sensi,
rispettivamente, dell'articolo 1, comma 534, della legge 27  dicembre
2006, n. 296, e dell'articolo 1, comma 6-quater, del decreto-legge 28
dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge  26
febbraio 2007,  n.  17,  puo'  essere  inquadrato,  nei  ruoli  delle
amministrazioni presso cui presta servizio in posizione di comando  o
presso le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  e  successive  modificazioni,  ai
sensi degli articoli 30, 33 e 34-bis del predetto decreto, nei limiti
dei posti di organico.  I  relativi  provvedimenti  di  comando  sono
prorogati fino alla conclusione delle procedure di  inquadramento,  e
comunque non oltre il 31 dicembre 2010. (44) 
 
  113. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge, gli enti di cui all'articolo 1,  comma  557,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, nonche' le Agenzie  regionali  per  l'ambiente
(ARPA),  fermo  restando  il  rispetto  delle  regole  del  patto  di
stabilita'  interno,  possono  procedere,  nei   limiti   dei   posti
disponibili in  organico,  alla  stabilizzazione  del  personale  non
dirigenziale in possesso  dei  requisiti  previsti  dall'articolo  1,
comma 519, della medesima legge  n.  296  del  2006  selezionato  dal
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  ai
sensi dell'articolo 118, comma 14, della legge 23 dicembre  2000,  n.
388, e presso gli stessi  funzionalmente  utilizzato  per  supportare
l'attuazione  del  Progetto  operativo  "Ambiente"  e  del   Progetto
operativo "Difesa del suolo",  nell'ambito  del  Programma  operativo
nazionale di assistenza tecnica e azioni di sistema (PON ATAS) per il
Quadro comunitario di sostegno 2000-2006. 
 
  114. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto  con
il Ministro dell'economia e delle finanze e con il  Ministro  per  le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione,  da  emanare
entro il 30 giugno 2008, si provvede a  disciplinare  l'utilizzazione
di personale delle categorie di cui all'articolo 168 del decreto  del
Presidente della Repubblica 5  gennaio  1967,  n.  18,  e  successive
modificazioni, il quale, sulla base di motivate esigenze  manifestate
da  parte  di  amministrazioni  pubbliche,  puo'  essere  inviato  in
missione temporanea presso le rappresentanze diplomatiche e consolari
con oneri, diretti e indiretti, a carico della stessa amministrazione
proponente, per l'espletamento di compiti che richiedono  particolare
competenza tecnica e che non  possono  essere  svolti  dal  personale
inviato all'estero ai sensi del medesimo decreto del Presidente della
Repubblica n. 18 del 1967, e successive  modificazioni,  e  di  altre
specifiche discipline  di  settore  concernenti  il  Ministero  degli
affari esteri. 
 
  115. All'articolo 1, comma 565, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296, sono apportate le seguenti modificazioni: 
   a) al  numero  3)  della  lettera  c),  le  parole:  "puo'  essere
valutata" sono sostituite dalle seguenti: "e' verificata"; 
   b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nelle procedure  di
reclutamento della dirigenza sanitaria, svolte  in  attuazione  della
presente legge, il  servizio  prestato  nelle  forme  previste  dalla
lettera a) del  presente  comma  presso  l'azienda  che  bandisce  il
concorso e' valutato ai sensi degli articoli 27, 35, 39, 43, 47 e  55
del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica  10
dicembre 1997, n. 483". 
 
  116. Ai fini del concorso  al  raggiungimento  degli  obiettivi  di
finanza pubblica, per ciascuno degli anni 2008 e 2009, le  camere  di
commercio, industria, artigianato e agricoltura possono procedere  ad
assunzioni di  personale  a  tempo  indeterminato,  previo  effettivo
svolgimento delle procedure di mobilita',  secondo  le  modalita'  di
seguito indicate: 
   a) nel limite di  un  contingente  di  personale  complessivamente
corrispondente ad una spesa pari al 70 per cento di  quella  relativa
alle  cessazioni  avvenute  nell'anno  precedente,  ove  l'indice  di
equilibrio economico-finanziario risulti inferiore a 35; 
   b) nel limite di  un  contingente  di  personale  complessivamente
corrispondente ad una spesa pari al 35 per cento di  quella  relativa
alle  cessazioni  avvenute  nell'anno  precedente,  ove  l'indice  di
equilibrio economico-finanziario risulti compreso tra 36 e 45; 
   c) nel limite di  un  contingente  di  personale  complessivamente
corrispondente ad una spesa pari al 25 per cento di  quella  relativa
alle  cessazioni  avvenute  nell'anno  precedente,  ove  l'indice  di
equilibrio economico-finanziario risulti superiore a 45. 
 
  117. L'indice di equilibrio economico-finanziario indicato al comma
116 e' determinato secondo le  modalita'  ed  i  criteri  di  cui  al
decreto del Ministro delle  attivita'  produttive  8  febbraio  2006,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11 marzo 2006. 
 
  118.  Per  le  assunzioni  di  personale  a  tempo   indeterminato,
1'Unioncamere fa riferimento alle  modalita'  individuate  nel  comma
116, lettera a). 
 
  119. Al fine di fronteggiare  le  carenze  di  personale  educativo
all'interno degli istituti penitenziari, il Ministero della giustizia
e' autorizzato all'immissione in servizio fino ad un  massimo  di  22
unita' di personale risultato idoneo in seguito allo svolgimento  dei
concorsi pubblici di educatore professionale di  posizione  economica
Cl, a tempo determinato, da destinare  all'area  penitenziaria  della
regione Piemonte. A tal fine, e' autorizzata la spesa di 0,5  milioni
di euro, a decorrere dal 2008, a favore del Ministero della giustizia
che  provvede  all'immissione  di  detto  personale  nei   ruoli   di
destinazione   finale   dell'amministrazione   penitenziaria   e   al
conseguente adeguamento delle competenze economiche del personale  in
servizio risultato vincitore ovvero idoneo nel concorso richiamato. 
 
  120. All'articolo 1, comma 557, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Eventuali deroghe ai
sensi dell'articolo 19, comma 8, della legge  28  dicembre  2001,  n.
448, fermi restando i vincoli fissati dal  patto  di  stabilita'  per
l'esercizio in corso, devono comunque assicurare  il  rispetto  delle
seguenti ulteriori condizioni: 
   a) che l'ente abbia rispettato il patto di stabilita'  nell'ultimo
triennio; 
   b) che il volume complessivo  della  spesa  per  il  personale  in
servizio non sia superiore al  parametro  obiettivo  valido  ai  fini
dell'accertamento   della   condizione   di   ente    strutturalmente
deficitario; 
   c) che il rapporto medio tra dipendenti in servizio e  popolazione
residente non superi quello determinato per gli enti in condizioni di
dissesto". 
 
  121. All'articolo 1, comma 562, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Eventuali deroghe ai
sensi dell'articolo 19, comma 8, della legge  28  dicembre  2001,  n.
448,  devono  comunque  assicurare   il   rispetto   delle   seguenti
condizioni: 
   a) che il volume complessivo  della  spesa  per  il  personale  in
servizio non sia superiore al  parametro  obiettivo  valido  ai  fini
dell'accertamento   della   condizione   di   ente    strutturalmente
deficitario, ridotto del 15 per cento; 
   b) che il rapporto medio tra dipendenti in servizio e  popolazione
residente non superi quello determinato per gli enti in condizioni di
dissesto, ridotto del 20 per cento". (4) 
 
  122. All'ultimo periodo del comma 94 dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2006, n. 296, dopo le parole: "Le rivendite assegnate"  sono
inserite le  seguenti:  "sono  ubicate  esclusivamente  nello  stesso
ambito provinciale nel quale insisteva il deposito dismesso e". 
 
  123.  Le  disposizioni  relative   al   diritto   al   collocamento
obbligatorio di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 23  novembre
1998, n. 407, e successive modificazioni, sono estese agli orfani  o,
in alternativa, al coniuge superstite di coloro che siano  morti  per
fatto di lavoro, ovvero siano deceduti a causa dell'aggravarsi  delle
mutilazioni o infermita'  che  hanno  dato  luogo  a  trattamento  di
rendita da infortunio sul lavoro. 
 
  124.  Al  fine  di  rispondere  alle  esigenze  di   garantire   la
ricollocazione di dipendenti pubblici in situazioni di esubero  e  la
funzionalita' degli uffici delle amministrazioni dello  Stato,  anche
ad ordinamento autonomo, delle agenzie, incluse le  agenzie  fiscali,
degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca e degli enti
di cui all'articolo 70, comma 4, del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento
della funzione pubblica ed il Ministero dell'economia e delle finanze
-  Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello   Stato   possono
autorizzare, per il biennio 2008-2009, in base  alla  verifica  della
compatibilita' e coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica delle
richieste di  autorizzazione  a  nuove  assunzioni  presentate  dalle
amministrazioni,  corredate  dai  documenti  di  programmazione   dei
fabbisogni,  la  stipulazione  di   accordi   di   mobilita',   anche
intercompartimentale, intesi alla ricollocazione del personale presso
uffici che presentino consistenti vacanze di organico. 
 
  125. Gli accordi di  cui  al  comma  124  definiscono  modalita'  e
criteri dei trasferimenti, nonche' eventuali percorsi di  formazione,
da  attuare  nei  limiti  delle  risorse  finanziarie  disponibili  a
legislazione vigente, nel rispetto  delle  vigenti  normative,  anche
contrattuali. 
 
  126. Per le medesime finalita' e con i medesimi strumenti di cui al
comma 124, possono essere disposti trasferimenti anche temporanei  di
contingenti   di   marescialli   dell'Esercito,   della   Marina    e
dell'Aeronautica in situazioni di  esubero,  da  ricollocare,  previa
selezione in relazione alle effettive esigenze,  prioritariamente  in
un ruolo speciale ad esaurimento del personale delle Forze di polizia
ad ordinamento civile e militare di cui  al  decreto  legislativo  12
maggio 1995, n. 195. Con gli strumenti di cui al  comma  124  vengono
definiti gli aspetti relativi al trattamento giuridico  ed  economico
del  personale  interessato,  nonche'  i  profili  finanziari,  senza
maggiori oneri per la finanza pubblica. 
 
  127. Per le medesime finalita' e con i medesimi strumenti di cui al
comma 124, puo' essere disposta la mobilita', anche  temporanea,  del
personale docente dichiarato permanentemente inidoneo ai  compiti  di
insegnamento. A tali fini detto personale e'  iscritto  in  un  ruolo
speciale ad esaurimento. Nelle more della definizione  del  contratto
collettivo  nazionale  quadro  per  la  equiparazione   dei   profili
professionali, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
su proposta del Ministro della pubblica istruzione, di  concerto  con
il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sono  definiti,  in  via
provvisoria,  i  criteri  di  raccordo  ed  armonizzazione   con   la
disciplina  contrattuale  ai  fini  dell'inquadramento   in   profili
professionali amministrativi, nonche', con le  modalita'  di  cui  al
comma  125,  gli  appositi  percorsi   formativi   finalizzati   alla
riconversione  professionale  del  personale  interessato.  Con   gli
strumenti di cui  al  comma  124  vengono  disciplinati  gli  aspetti
relativi  al  trattamento  giuridico  ed  economico   del   personale
interessato, nonche' i profili finanziari, senza maggiori  oneri  per
la finanza pubblica. 
 
  128. Per sopperire alle gravi carenze  di  personale  degli  uffici
giudiziari, il Ministero della giustizia e'  autorizzato  a  coprire,
fino al 31 dicembre 2012, i posti vacanti mediante  il  ricorso  alle
procedure di  mobilita',  anche  intercompartimentale,  di  personale
appartenente  ad  amministrazioni  sottoposte   ad   una   disciplina
limitativa delle assunzioni. Le procedure di mobilita' sono attivate,
ove possibile, a seguito degli  accordi  di  cui  al  comma  124.  La
sottoscrizione dell'accordo costituisce espressione del  consenso  al
trasferimento del proprio personale ai sensi del secondo periodo  del
comma 1 dell'articolo 30 del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
165, e successive modificazioni. Parimenti  lo  stesso  Ministero  e'
autorizzato a coprire temporaneamente i posti  vacanti  negli  uffici
giudiziari  mediante  l'utilizzazione  in  posizione  di  comando  di
personale  di  altre  pubbliche  amministrazioni,  anche  di  diverso
comparto, secondo le vigenti disposizioni contrattuali. 
 
  129. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento
della funzione  pubblica  e'  istituita  la  banca  dati  informatica
finalizzata all'incontro tra la domanda  e  l'offerta  di  mobilita',
prevista dall'articolo 9 del decreto-legge 10  gennaio  2006,  n.  4,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80. 
 
  130. La banca dati di cui al comma 129  costituisce  base  dati  di
interesse  nazionale   ai   sensi   dell'articolo   60   del   codice
dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo
2005, n. 82. 
 
  131. Ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, e al fine di dare completa attuazione alle intese
ed accordi intervenuti fra  Governo  e  organizzazioni  sindacali  in
materia  di  pubblico  impiego,  le  risorse  per  la  contrattazione
collettiva nazionale previste per il biennio 2006-2007  dall'articolo
1, comma 546, della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  a  carico  del
bilancio statale sono incrementate per l'anno 2008 di  1.081  milioni
di euro, di cui 564 milioni di euro immediatamente disponibili per il
personale del comparto Scuola ai fini del completo riconoscimento dei
benefici  stipendiali  previsti  dall'articolo  15,  comma   2,   del
decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e a decorrere dall'anno 2009 di
220 milioni di euro. 
 
  132. In aggiunta a quanto previsto al comma 131, per  il  personale
docente del comparto Scuola, in attuazione dell'Accordo  sottoscritto
dal Governo e dalle organizzazioni sindacali  il  6  aprile  2007  e'
stanziata, a decorrere dall'anno 2008, la somma  di  210  milioni  di
euro da utilizzare per la valorizzazione e lo sviluppo  professionale
della carriera docente. 
 
  133. Per le finalita' indicate al comma 131,  le  risorse  previste
dall'articolo 1, comma 549, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per
corrispondere i miglioramenti retributivi  al  personale  statale  in
regime di diritto pubblico per il biennio 2006-2007 sono incrementate
per l'anno 2008 di 338 milioni di euro e a decorrere  dall'anno  2009
di 105 milioni di euro, con specifica destinazione,  rispettivamente,
di 181 milioni di euro e di 80 milioni di euro per il personale delle
Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo  12
maggio 1995, n. 195. 
 
  134. In aggiunta a quanto previsto dal comma 133 sono stanziati,  a
decorrere dall'anno  2008,  200  milioni  di  euro  da  destinare  al
personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto
legislativo 12 maggio 1995, n. 195,  per  valorizzare  le  specifiche
funzioni svolte per la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica,
anche con riferimento alle attivita' di tutela economico-finanziaria,
e della difesa nazionale,  da  utilizzare  anche  per  interventi  in
materia di buoni pasto e per l'adeguamento delle tariffe  orarie  del
lavoro straordinario, mediante l'attivazione delle apposite procedure
previste dallo stesso decreto legislativo n. 195 del 1995. 
 
  135. In aggiunta a quanto  previsto  dal  comma  133,  al  fine  di
migliorare l'operativita' e la funzionalita' del  soccorso  pubblico,
sono stanziati, a decorrere dall'anno 2008, 6,5 milioni  di  euro  da
destinare al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 
 
  136. Al fine di dare attuazione al patto per il  soccorso  pubblico
intervenuto tra il Governo e le organizzazioni  sindacali  del  Corpo
nazionale dei vigili del fuoco sono stanziati, per  l'anno  2008,  10
milioni di euro. 
 
  137. In relazione a quanto previsto dalle intese ed accordi di  cui
al comma 131, per le regioni e gli enti locali sottoposti al patto di
stabilita' interno i corrispondenti maggiori oneri di personale  sono
esclusi, per l'anno 2008, dal computo delle spese rilevanti  ai  fini
del rispetto delle disposizioni del patto di stabilita'. 
 
  138. In sede di  rinnovo  contrattuale  del  biennio  2006-2007  si
provvede alla valorizzazione del ruolo e della funzione dei segretari
comunali e  provinciali  e  alla  razionalizzazione  della  struttura
retributiva della categoria attraverso strumenti  che  assicurino  la
rigorosa  attuazione  del  principio  dell'onnicomprensivita'   della
retribuzione,   con   particolare   riguardo   alla    contrattazione
integrativa e agli  istituti  ivi  disciplinati.  Ai  predetti  fini,
nell'ambito del  fondo  di  mobilita'  di  cui  all'articolo  20  del
regolamento di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  4
dicembre 1997, n. 465, una quota di 5 milioni  di  euro  e'  altresi'
destinata, a decorrere dall'anno 2008, con  finalita'  perequative  e
solidaristiche, agli enti  non  sottoposti  al  patto  di  stabilita'
interno. Per gli  enti  locali  sottoposti  al  patto  di  stabilita'
interno sono definite, in sede contrattuale, puntuali misure volte ad
assicurare il raggiungimento degli obiettivi  indicati  dal  presente
comma  anche  con  il  concorso   delle   risorse   derivanti   dalla
razionalizzazione delle singole voci retributive alla copertura degli
oneri del rinnovo contrattuale e fermo restando il rispetto del patto
di stabilita' interno. 
 
  139. In relazione a quanto previsto dalle intese ed accordi di  cui
al comma 131, il concorso dello Stato al  finanziamento  della  spesa
sanitaria e' incrementato, in via aggiuntiva, di 661 milioni di  euro
per l'anno 2008 e di 398 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. 
 
  140. Per le amministrazioni pubbliche non statali diverse da quelle
indicate ai commi 137 e 139, in deroga all'articolo 48, comma 2,  del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed in relazione  a  quanto
previsto  dalle  intese  ed  accordi  di  cui   al   comma   131,   i
corrispondenti maggiori oneri di personale del  biennio  contrattuale
2006-2007 sono posti a  carico  del  bilancio  dello  Stato,  per  un
importo complessivo di 272 milioni di euro per l'anno 2008  e  di  58
milioni di euro a decorrere dal 2009, di  cui,  rispettivamente,  205
milioni di euro e 39 milioni di euro per le  universita',  ricompresi
nel fondo di cui all'articolo 2, comma 428. 
 
  141. Le somme indicate ai commi 131,  132,  133,  134,  135  e  140
comprensive degli oneri contributivi e dell'IRAP di  cui  al  decreto
legislativo  15  dicembre  1997,  n.  446,  concorrono  a  costituire
l'importo complessivo  massimo  di  cui  all'articolo  11,  comma  3,
lettera  h),  della  legge  5  agosto  1978,  n.  468,  e  successive
modificazioni. 
 
  142. Al fine  di  contenere  la  dinamica  dei  redditi  da  lavoro
dipendente nei limiti delle compatibilita' finanziarie fissate per il
conseguimento  degli  obiettivi  di  finanza  pubblica,  in  sede  di
deliberazione degli atti  di  indirizzo  previsti  dall'articolo  47,
comma 1, del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e  di
quantificazione delle risorse contrattuali, i comitati di settore  si
attengono, quale limite massimo di crescita retributiva  complessiva,
ai criteri e parametri, anche metodologici, previsti per il personale
delle amministrazioni dello Stato di cui al comma 131. A tal fine,  i
comitati di settore si  avvalgono  dei  dati  disponibili  presso  il
Ministero dell'economia e delle finanze comunicati  dalle  rispettive
amministrazioni in sede di rilevazione annuale dei  dati  concernenti
il personale dipendente. 
 
  143. Per il biennio 2008-2009, in  applicazione  dell'articolo  48,
comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  gli  oneri
posti a carico del bilancio statale per la contrattazione  collettiva
nazionale sono quantificati complessivamente in 240 milioni  di  euro
per l'anno 2008 e in 355 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. 
 
  144. Per il biennio  2008-2009,  le  risorse  per  i  miglioramenti
economici del  rimanente  personale  statale  in  regime  di  diritto
pubblico sono determinate complessivamente in 117 milioni di euro per
l'anno 2008 e in 229 milioni di euro a decorrere dall'anno  2009  con
specifica destinazione, rispettivamente, di 78 milioni di euro e  116
milioni di euro per il personale delle Forze armate e  dei  Corpi  di
polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195. 
 
  145. Le somme di cui ai commi 143 e 144,  comprensive  degli  oneri
contributivi e dell'IRAP di cui al decreto  legislativo  15  dicembre
1997, n. 446, concorrono a costituire l'importo  complessivo  massimo
di cui all'articolo 11, comma 3, lettera h),  della  legge  5  agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni. 
 
  146. Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed
enti  pubblici  diversi  dall'amministrazione  statale,   gli   oneri
derivanti dai rinnovi contrattuali  per  il  biennio  2008-2009  sono
posti a carico dei rispettivi  bilanci  ai  sensi  dell'articolo  48,
comma 2, del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.  165.  Per  il
personale delle universita', incluso quello di  cui  all'articolo  3,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  i  maggiori
oneri di cui  al  presente  comma  sono  inclusi  nel  fondo  di  cui
all'articolo 2, comma 428. In sede di  deliberazione  degli  atti  di
indirizzo previsti dall'articolo 47, comma 1, del decreto legislativo
30 marzo  2001,  n.  165,  i  comitati  di  settore  provvedono  alla
quantificazione delle relative risorse, attenendosi ai criteri ed  ai
parametri,  anche  metodologici,  di  determinazione   degli   oneri,
previsti per il personale delle amministrazioni dello Stato di cui al
comma 131. A tal fine, i comitati di settore si  avvalgono  dei  dati
disponibili  presso  il  Ministero  dell'economia  e  delle   finanze
comunicati dalle rispettive amministrazioni in  sede  di  rilevazione
annuale dei dati concernenti il personale dipendente. 
 
  147. In sede di rinnovo contrattuale  del  personale  della  scuola
relativo al biennio economico  2008-2009  viene  esaminata  anche  la
posizione giuridico-economica del  personale  ausiliario,  tecnico  e
amministrativo trasferito dagli enti locali allo Stato in  attuazione
della legge 3 maggio 1999, n. 124. 
 
  148. Per fare fronte alla notevole  complessita'  dei  compiti  del
personale dell'Amministrazione civile dell'interno derivanti, in  via
prioritaria,  dalle  norme  in  materia  di  depenalizzazione  e   di
immigrazione, il Fondo unico di amministrazione per il  miglioramento
dell'efficacia  e  dell'efficienza  dei  servizi   istituzionali   e'
incrementato di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008. 
 
  149. E' stanziata, a decorrere dall'anno 2008, l'ulteriore somma di
9 milioni  di  euro  per  il  contratto  della  carriera  prefettizia
relativo al biennio 2008-2009 a integrazione di quanto previsto dalla
presente legge. 
 
  150. Agli oneri derivanti dai commi 148 e 149 si provvede  mediante
corrispondente  riduzione   dell'autorizzazione   di   spesa   recata
dall'articolo 3, comma 151, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. 
 
  151. Le dotazioni da iscrivere nei singoli stati di previsione  del
bilancio 2008 e del triennio 2008-2010, in relazione a leggi di spesa
permanente la cui quantificazione e' rinviata alla legge finanziaria,
sono indicate nella  Tabella  C  allegata  alla  presente  legge  ivi
comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni  di
parte corrente relative alle autorizzazioni  di  spesa  di  cui  alla
predetta Tabella sono ridotte in maniera lineare per un importo  pari
a euro 190 milioni per gli anni 2008 e 2009 e a euro 320 milioni  per
l'anno 2010. 
 
  152. Ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera f), della legge  5
agosto 1978, n. 468, come sostituita dall'articolo 2, comma 16, della
legge 25 giugno 1999, n.  208,  gli  stanziamenti  di  spesa  per  il
rifinanziamento  di  norme  che  prevedono  interventi  di   sostegno
dell'economia classificati fra le spese  di  conto  capitale  restano
determinati, per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010, nelle  misure
indicate nella Tabella D allegata alla presente legge. 
 
  153. Ai termini dell'articolo 11, comma 3, lettera e), della  legge
5 agosto 1978, n. 468, le autorizzazioni di spesa recate dalle  leggi
indicate nella Tabella E allegata alla presente  legge  sono  ridotte
degli importi determinati nella medesima Tabella. 
 
  154. Gli  importi  da  iscrivere  in  bilancio  in  relazione  alle
autorizzazioni di spesa  recate  da  leggi  a  carattere  pluriennale
restano determinati, per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010, nelle
misure indicate nella Tabella F allegata alla presente legge. 
 
  155. A valere sulle  autorizzazioni  di  spesa  in  conto  capitale
recate da leggi a carattere pluriennale, riportate nella  Tabella  di
cui al comma 154, le amministrazioni  e  gli  enti  pubblici  possono
assumere impegni nell'anno 2008, a carico  di  esercizi  futuri,  nei
limiti massimi di impegnabilita' indicati per  ciascuna  disposizione
legislativa in apposita colonna della stessa  Tabella,  ivi  compresi
gli impegni gia' assunti  nei  precedenti  esercizi  a  valere  sulle
autorizzazioni medesime. 
 
  156. In applicazione dell'articolo 11, comma 3, lettera  i-quater),
della legge 5 agosto 1978, n. 468, le misure correttive degli effetti
finanziari di leggi di  spesa  sono  indicate  nell'allegato  1  alla
presente legge. 
 
  157. La dotazione del Fondo per interventi strutturali di  politica
economica, di cui all'articolo 10,  comma  5,  del  decreto-legge  29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge  27
dicembre 2004, n. 307, e' ridotta  di  487.309.000  euro  per  l'anno
2008, di 556 milioni di euro per l'anno 2009 e di 280 milioni di euro
a decorrere dall'anno 2010. 
 
  158. L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  61,  comma  1,
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e' ridotta di  150  milioni  di
euro per l'anno 2008. 
 
  159. All'onere derivante dall'articolo 2, comma 550,  limitatamente
a 15 milioni di euro per l'anno 2008 e a decorrere dall'anno 2010, si
provvede  mediante  utilizzo  delle  disponibilita'  del   fondo   di
rotazione  per  l'attuazione  delle  politiche  comunitarie,  di  cui
all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, come rideterminato
dalla Tabella D allegata alla presente legge. 
 
  160. L'assegnazione in favore del Consiglio nazionale dell'economia
e del  lavoro,  di  cui  alla  legge  8  febbraio  1973,  n.  17,  e'
incrementata di 2 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  161. La copertura della presente legge  per  le  nuove  o  maggiori
spese  correnti,  per  le  riduzioni  di  entrata  e  per  le   nuove
finalizzazioni  nette  da  iscrivere  nel  fondo  speciale  di  parte
corrente e' assicurata, ai sensi dell'articolo  11,  comma  5,  della
legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni,  secondo  il
prospetto allegato. 
 
  162. Le disposizioni della presente legge  costituiscono  norme  di
coordinamento della finanza pubblica per gli enti territoriali. 
 
  163. Le disposizioni della presente legge  sono  applicabili  nelle
regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento  e  di
Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti  e  delle
relative norme d'attuazione. 
 
  164. La presente legge entra in  vigore  il  1°  gennaio  2008,  ad
eccezione delle disposizioni di cui al comma 13 dell'articolo 2 e  al
comma 36 del presente articolo, che entrano in vigore dalla  data  di
pubblicazione della presente legge. 
 
 
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
 
Data a Roma, addi' 24 dicembre 2007 
                             NAPOLITANO 
                                  Prodi, Presidente del Consiglio dei 
                                                             Ministri 
Padoa Schioppa, 
Ministro dell'economia e delle finanze 
 
Visto, il Guardasigilli: Mastella 
 
 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.L. 31 dicembre 2007, n. 248,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 28 febbraio 2008, n. 31 ha stabilito che "le disposizioni di
cui ai commi 19, 20, 21 e 22, del presente articolo si applicano  dal
1° luglio 2008". 
  Ha inoltre disposto che "il termine del 30 settembre 2007  previsto
dal comma 21, primo periodo, del presente articolo, e'  differito  al
30 giugno 2008". 
  Ha inoltre disposto che "il  termine  previsto  dal  comma  96  del
presente articolo, ai fini dell'adozione del decreto  del  Presidente
del Consiglio dei ministri per la disciplina dei  requisiti  e  delle
modalita' di avvio  delle  procedure  di  concorso  pubblico  per  la
stabilizzazione,   oltre   che   degli   aspetti   gia'   individuati
dall'articolo 1, comma 418, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  e'
prorogato al 30 giugno 2008". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.L. 27 maggio 2008, n. 93, convertito con  modificazioni  dalla
L. 24 luglio 2008, n. 126, ha disposto (con l'art. 5, comma 3) che il
termine previsto dal comma 68 del presente  articolo,  e'  differito,
per l'anno 2008, al 30 settembre 2008. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni  dalla
L. 6 agosto 2008, n. 133, ha disposto (con l'art. 60, comma 4) che il
termine previsto dal comma 68 del presente  articolo,  e'  differito,
per l'anno 2008, al 30 settembre 2008. 
  Ha  inoltre   disposto   (con   l'art.   63-bis,   comma   5)   che
l'autorizzazione di spesa di cui al comma 8 del presente articolo  e'
integrata di 20 milioni di euro per l'anno 2010. 
  Ha inoltre disposto  (con  l'art.  76,  comma  2)  che  "In  attesa
dell'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
di cui al comma 6, le deroghe previste dall'articolo  3,  comma  121,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono sospese, ad eccezione  dei
comuni con  un  numero  massimo  di  dipendenti  a  tempo  pieno  non
superiore a dieci". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (13) 
  Il D.L. 30 dicembre 2008,  n.  207,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2009, n. 14, ha disposto (con l'art.  14,  comma
7) che per le  strutture  periferiche  del  Ministero  della  difesa,
l'applicazione del comma 83 del presente articolo, e' differita al 31
dicembre 2009. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 41, comma 4)  che  il  termine  per
effettuare le assunzioni di personale  gia'  autorizzate  per  l'anno
2008 ai sensi del comma 89 del presente articolo, e' prorogato al  30
giugno 2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (21) 
  La L. 18 giugno 2009, n. 69, ha disposto (con l'art. 21,  comma  3)
che "Il termine di cui all'alinea del comma  52-bis  dell'articolo  3
della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  e'  differito  fino   al
sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in  vigore  della
presente legge". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (44) 
  Il D.L. 29 dicembre 2010,  n.  225,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
1), in relazione all'art. 3, commi 102 e 112, che "E' fissato  al  31
marzo 2011 il termine di scadenza dei termini e dei regimi  giuridici
indicati nella tabella 1 allegata con scadenza in data  anteriore  al
15 marzo 2011". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 2, comma 5-octies) che "Il  termine
di cui all'articolo 3, comma 25, della legge  24  dicembre  2007,  n.
244, e' prorogato fino  alla  completa  definizione  delle  attivita'
residue affidate al commissario liquidatore e comunque non  oltre  il
31 dicembre 2014". 
                                                            Tabella 1 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
 
                                                            Tabella 2 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

                                                                 (25) 
 
 
                                                            Tabella 3 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

                                                     (25) (41) ((47)) 
 
 
                                                            Tabella 4 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  La L. 23 luglio 2009, n. 99 ha disposto (con l'art.  42,  comma  4)
che "Nella tabella 2 allegata alla legge 24 dicembre  2007,  n.  244,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al numero 1-bis, fonte eolica  off-  shore,  il  coefficiente:
"1,10" e' sostituito dal seguente: "1,50"; 
    b) al numero  6,  rifiuti  biodegradabili,  biomasse  diverse  da
quelle di  cui  al  punto  successivo,  il  coefficiente:  "1,10"  e'
sostituito dal seguente: "1,30"". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 42, comma 6) che  "Alla  tabella  3
allegata alla legge 24 dicembre  2007,  n.  244,  sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
    a) il numero 6 e' sostituito dal seguente: 
"6. Biogas e biomasse, esclusi i biocombustibili liquidi ad eccezione
degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il  sistema  integrato
di gestione e di controllo previsto dal regolamento (CE)  n.  73/2009
del Consiglio, del 19 gennaio 2009: 28"; 
    b) il numero 7 e' abrogato; 
    c) il numero 8 e' sostituito dal seguente: 
"8. Gas di discarica, gas residuati dai  processi  di  depurazione  e
biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri traccia-
bili attraverso il sistema  integrato  di  gestione  e  di  controllo
previsto dal regolamento  (CE)  n.  73/2009  del  Consiglio,  del  19
gennaio 2009: 18"". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (41) 
  Il D.L. 8 luglio 2010, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla
L. 13 agosto 2010, n. 129, nel  modificare  l'art.  42  della  L.  23
luglio 2009, n. 99, ha conseguentemente disposto (con  l'art.  1-ter)
che esso si interpreta nel senso che: a) la  tariffa  onnicomprensiva
introdotta dal comma 6, lettera a), si applica agli impianti  entrati
in esercizio dopo il 31 dicembre 2007, fermo restando quanto previsto
al comma 8 per gli impianti  di  proprieta'  di  aziende  agricole  o
gestiti in connessione  con  aziende  agricole,  agro-alimentari,  di
allevamento e forestali, entrati in esercizio commerciale dopo il  31
dicembre 2007; b) la tariffa onnicomprensiva introdotta dal comma  6,
lettera c), si  applica  agli  impianti  entrati  in  esercizio  dopo
l'entrata in vigore della medesima legge 23 luglio 2009, n. 99. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (47) 
  Il D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 ha disposto (con l'art. 25, comma  5)
che "Ai soli fini del riconoscimento della tariffa di cui alla riga 6
della tabella 3 allegata alla  legge  24  dicembre  2007,  n.  244  i
residui di macellazione,  nonche'  i  sottoprodotti  delle  attivita'
agricole, agroalimentari e forestali, non  sono  considerati  liquidi
anche qualora subiscano, nel sito di produzione dei medesimi  residui
e sottoprodotti o dell'impianto di conversione in energia  elettrica,
un trattamento di liquefazione o estrazione meccanica". 
                                                             Elenco 1 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

                                                           (1) ((13)) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (13) 
  Il D.L. 30 dicembre 2008,  n.  207,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2009, n. 14, ha disposto (con l'art.  44,  comma
1) che "All'elenco n. 1, paragrafo 2, allegato alla legge 24 dicembre
2007, n. 244, le parole: "Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
articolo 166" sono soppresse". 
                                                           Allegato A 
 
        ((ALLEGATO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133)) 
                                                           Allegato 1 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico
                       Prospetto di copertura 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico
                                                            Tabella A 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
 
                                                            Tabella B 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
 
                                                            Tabella C 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
 
                                                            Tabella D 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
 
                                                            Tabella E 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
 
                                                            Tabella F 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico
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