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LEGGE 24 dicembre 2007, n. 247

Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitivita' per favorire l'equita' e la crescita sostenibili, nonche' ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale.

    La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno 
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
                              Promulga 
la seguente legge: 
                               Art. 1 
 
  1. La Tabella A allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e' 
sostituita dalle  Tabelle  A  e  B  contenute  nell'Allegato  1  alla
presente legge. 
  2. All'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 243, sono 
apportate le seguenti modifiche: 
a) il comma 6 e' cosi' modificato: 
   1) la lettera a) e' sostituita dalla seguente: 
     "a) il diritto per l'accesso al trattamento pensionistico di 
     anzianita' per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti 
     all'assicurazione generale obbligatoria e alle forme di essa 
     sostitutive ed esclusive si consegue, fermo restando il 
     requisito di anzianita' contributiva non inferiore a 
     trentacinque anni, al raggiungimento dei requisiti di eta' 
     anagrafica indicati, per il periodo dal 1° gennaio 2008 al 30 
     giugno 2009, nella Tabella A allegata alla presente legge e, per 
     il periodo successivo, fermo restando il requisito di anzianita' 
     contributiva non inferiore a trentacinque anni, dei requisiti 
     indicati nella Tabella B allegata alla presente legge. Il 
     diritto al pensionamento si consegue, indipendentemente 
     dall'eta', in presenza di un requisito di anzianita' 
     contributiva non inferiore a quaranta anni"; 
   2) alla lettera b), il numero 2 e' sostituito dal seguente: 
     "2) con un'anzianita' contributiva pari ad almeno trentacinque 
     anni, al raggiungimento dei requisiti di eta' anagrafica 
     indicati, per il periodo dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009, 
     nella Tabella A allegata alla presente legge e, per il periodo 
     successivo, fermo restando il requisito di anzianita' 
     contributiva non inferiore a trentacinque anni, dei requisiti 
     indicati nella Tabella B allegata alla presente legge"; 
   3) l'ultimo periodo della lettera c) e' sostituito dal seguente: 
   "Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini 
   dell'accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal 
   servizio ha effetto dalla data di inizio dell'anno scolastico e 
   accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo 
   trattamento economico nel caso di prevista maturazione dei 
   requisiti entro il 31 dicembre dell'anno avendo come riferimento 
   per l'anno 2009 i requisiti previsti per il primo semestre 
   dell'anno"; 
b) il comma 7 e' sostituito dal seguente: 
     "7. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza 
        sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle 
        finanze, da emanarsi entro il 31 dicembre dell'anno 2012, 
        puo' essere stabilito il differimento della decorrenza 
        dell'incremento dei requisiti di somma di eta' anagrafica e 
        anzianita' contributiva e di eta' anagrafica minima indicato 
        dal 2013 nella Tabella B allegata alla presente legge, 
        qualora, sulla base di specifica verifica da effettuarsi, 
        entro il 30 settembre 2012, sugli effetti finanziari 
        derivanti dalle modifiche dei requisiti di accesso al 
        pensionamento anticipato, risultasse che gli stessi effetti 
        finanziari conseguenti dall'applicazione della Tabella B 
        siano tali da assicurare quelli programmati con riferimento 
        ai requisiti di accesso al pensionamento indicati a regime 
        dal 2013 nella medesima Tabella B"; 
c) al comma 8, le parole:  "1°  marzo  2004"  sono  sostituite  dalle
   seguenti: "20 luglio 2007"; 
d) dopo il comma 18 e' inserito il seguente: 
   "18-bis. Le disposizioni in materia di pensionamenti di anzianita' 
   vigenti prima della data di entrata in vigore della presente legge 
   continuano ad applicarsi, nei limiti del numero di 5.000 
   lavoratori beneficiari, ai lavoratori collocati in mobilita' ai 
   sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e 
   successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali 
   stipulati anteriormente al 15 luglio 2007, che maturano i 
   requisiti per il pensionamento di anzianita' entro il periodo di 
   fruizione dell'indennita' di mobilita' di cui all'articolo 7, 
   commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223"; 
e) il comma 19 e' cosi' modificato: 
   1) le parole: "10.000 domande di pensione" sono sostituite dalle 
   seguenti: "15.000 domande di pensione"; 
   2) le parole: "di cui al comma 18" ove ricorrono sono sostituite 
   dalle seguenti: "di cui ai commi 18 e 18-bis". 
  3. Il Governo e' delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di 
entrata  in  vigore  della  presente  legge,  uno  o   piu'   decreti
legislativi, al  fine  di  concedere  ai  lavoratori  dipendenti  che
maturano i requisiti per l'accesso al pensionamento a  decorrere  dal
1° gennaio 2008  impegnati  in  particolari  lavori  o  attivita'  la
possibilita' di conseguire, su domanda, il diritto  al  pensionamento
anticipato  con  requisiti  inferiori  a  quelli  previsti   per   la
generalita' dei lavoratori dipendenti, secondo i seguenti principi  e
criteri direttivi: 
a) previsione di un requisito anagrafico minimo ridotto di  tre  anni
   e, in ogni caso, non inferiore a 57 anni di eta', fermi restando 
   il requisito minimo di anzianita' contributiva di 35 anni e il 
   regime di decorrenza del pensionamento secondo le modalita' di cui 
   all'articolo 1, comma 6, lettere c) e d), della legge 23 agosto 
   2004, n. 243; 
b) i lavoratori siano impegnati in mansioni particolarmente  usuranti
   di cui all'articolo 2 del decreto 19 maggio 1999 del Ministro del 
   lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri del 
   tesoro, del bilancio e della programmazione economica, della 
   sanita' e per la funzione pubblica; ovvero siano lavoratori 
   dipendenti notturni come definiti dal decreto legislativo 8 aprile 
   2003, n. 66, che, fermi restando i criteri di cui alla successiva 
   lettera c), possano far valere, nell'arco temporale ivi indicato, 
   una permanenza minima nel periodo notturno; ovvero siano 
   lavoratori addetti alla cosiddetta "linea catena" che, all'interno 
   di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo 
   collegato a lavorazioni o a misurazione di tempi di produzione con 
   mansioni organizzate in sequenze di postazioni, svolgano attivita' 
   caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo 
   lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si 
   spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi 
   determinate dall'organizzazione del lavoro o dalla tecnologia, con 
   esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di 
   produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali e al 
   controllo di qualita'; ovvero siano conducenti di veicoli pesanti 
   adibiti a servizi pubblici di trasporto di persone; 
c) i lavoratori che al momento del  pensionamento  di  anzianita'  si
   trovano nelle condizioni di cui alla lettera b) devono avere 
   svolto nelle attivita' di cui alla lettera medesima: 
   1) nel periodo transitorio, un periodo minimo di sette anni negli 
   ultimi dieci anni di attivita' lavorativa; 
   2) a regime, un periodo pari almeno alla meta' della vita 
   lavorativa; 
d) stabilire la documentazione e gli elementi di prova in data  certa
   attestanti l'esistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi, anche 
   con riferimento alla dimensione e all'assetto organizzativo 
   dell'azienda, richiesti dal presente comma, e disciplinare il 
   relativo procedimento accertativo, anche attraverso verifica 
   ispettiva; 
e) prevedere sanzioni amministrative in misura non  inferiore  a  500
   euro e non superiore a 2.000 euro e altre misure di carattere 
   sanzionatorio nel caso di omissione da parte del datore di lavoro 
   degli adempimenti relativi agli obblighi di comunicazione ai 
   competenti uffici dell'Amministrazione dell'articolazione 
   dell'attivita' produttiva ovvero dell'organizzazione dell'orario 
   di lavoro aventi le caratteristiche di cui alla lettera b), 
   relativamente, rispettivamente, alla cosiddetta "linea catena" e 
   al lavoro notturno; prevedere, altresi', fermo restando quanto 
   previsto dall'articolo 484 del codice penale e dalle altre ipotesi 
   di reato previste dall'ordinamento, in caso di comunicazioni non 
   veritiere, anche relativamente ai presupposti del conseguimento 
   dei benefici, una sanzione pari fino al 200 per cento delle somme 
   indebitamente corrisposte; 
f) assicurare, nella specificazione dei criteri  per  la  concessione
   dei benefici, la coerenza con il limite delle risorse finanziarie 
   di un apposito Fondo costituito, la cui dotazione finanziaria e' 
   di 83 milioni di euro per il 2009, 200 milioni per il 2010, 312 
   milioni per il 2011, 350 milioni per il 2012, 383 milioni a 
   decorrere dal 2013; 
g) prevedere che, qualora nell'ambito della funzione di  accertamento
   del diritto di cui alle lettere c) e d) emerga, dal monitoraggio 
   delle domande presentate e accolte, il verificarsi di scostamenti 
   rispetto alle risorse finanziarie di cui alla lettera f), il 
   Ministro del lavoro e della previdenza sociale ne dia notizia 
   tempestivamente al Ministro dell'economia e delle finanze ai fini 
   dell'adozione dei provvedimenti di cui all'articolo 11-ter, comma 
   7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. 
  4. Il Governo si impegna, previa verifica del rispetto del 
principio della compensazione finanziaria, a stabilire  entro  il  31
dicembre  2011,  per  i  soggetti  che  accedono   al   pensionamento
anticipato con  40  anni  di  contribuzione  e  al  pensionamento  di
vecchiaia con eta' pari o superiore a 65 anni per gli uomini e  a  60
per  le  donne,  la  disciplina  della  decorrenza  dei   trattamenti
pensionistici a regime. 
  5. In attesa della definizione del regime delle decorrenze di cui 
al comma 4, per i soggetti che accedono al  pensionamento  anticipato
con 40 anni di contribuzione e al pensionamento di  vecchiaia  con  i
requisiti previsti dagli specifici ordinamenti, i quali,  sulla  base
di quanto sotto disciplinato, conseguono il diritto  alla  decorrenza
del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2011, e' stabilito
quanto segue: 
a) coloro ai quali sono liquidate le pensioni a carico delle forme di
   previdenza dei lavoratori dipendenti, qualora risultino in 
   possesso dei previsti requisiti per l'accesso al pensionamento 
   anticipato con 40 anni di contribuzione, possono accedere al 
   pensionamento sulla base del regime delle decorrenze stabilito 
   dall'articolo 1, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335; 
b) coloro ai quali sono liquidate le pensioni a carico delle forme di
   previdenza dei lavoratori dipendenti, qualora risultino in 
   possesso dei previsti requisiti per l'accesso al pensionamento di 
   vecchiaia entro il primo trimestre dell'anno, possono accedere al 
   pensionamento dal 1° luglio dell'anno medesimo; qualora risultino 
   in possesso dei previsti requisiti entro il secondo trimestre, 
   possono accedere al pensionamento dal 1° ottobre dell'anno 
   medesimo; qualora risultino in possesso dei previsti requisiti 
   entro il terzo trimestre dell'anno, possono accedere al 
   pensionamento dal 1° gennaio dell'anno successivo; qualora 
   risultino in possesso dei previsti requisiti entro il quarto 
   trimestre dell'anno, possono accedere al pensionamento dal 1° 
   aprile dell'anno successivo; 
c) coloro i quali conseguono il  trattamento  di  pensione  a  carico
   delle gestioni per gli artigiani, i commercianti e i coltivatori 
   diretti, qualora risultino in possesso dei previsti requisiti 
   entro il primo trimestre dell'anno, possono accedere al 
   pensionamento dal 1° ottobre dell'anno medesimo; qualora risultino 
   in possesso dei previsti requisiti entro il secondo trimestre, 
   possono accedere al pensionamento dal 1° gennaio dell'anno 
   successivo; qualora risultino in possesso dei previsti requisiti 
   entro il terzo trimestre dell'anno, possono accedere al 
   pensionamento dal 1° aprile dell'anno successivo; qualora 
   risultino in possesso dei previsti requisiti entro il quarto 
   trimestre dell'anno, possono accedere al pensionamento dal 1° 
   luglio dell'anno successivo; 
d) per il personale del comparto scuola si applicano le  disposizioni
   di cui al comma 9 dell'articolo 59 della legge 27 dicembre 1997, 
   n. 449. 
  6. Il Governo, allo scopo di assicurare l'estensione dell'obiettivo 
dell'elevazione dell'eta' media di accesso al pensionamento anche  ai
regimi   pensionistici   armonizzati    secondo    quanto    previsto
dall'articolo 2, commi 22 e 23, della legge 8 agosto  1995,  n.  335,
nonche' agli altri regimi e  alle  gestioni  pensionistiche  per  cui
siano previsti, alla data di entrata in vigore della presente  legge,
requisiti  diversi  da  quelli  vigenti  nell'assicurazione  generale
obbligatoria, ivi compresi i lavoratori di cui all'articolo 78, comma
23, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e il personale  di  cui  al
decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195,  di  cui  alla  legge  27
dicembre 1941, n. 1570, nonche' dei rispettivi dirigenti, e' delegato
ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore  della
presente legge, uno o piu' decreti legislativi, tenendo  conto  delle
obiettive peculiarita' ed esigenze dei settori  di  attivita'  e,  in
particolare,  per  le  Forze  armate  e  per  quelle  di  polizia  ad
ordinamento  civile  e  militare,  della  specificita'  dei  relativi
comparti,  della   condizione   militare   e   della   trasformazione
ordinamentale in atto nelle Forze armate. 
  7. I criteri previsti dalla normativa vigente per il riordino e la 
riorganizzazione, in via  regolamentare,  degli  enti  pubblici  sono
integrati, limitatamente  agli  enti  previdenziali  pubblici,  dalla
possibilita' di prevedere, a tal fine, modelli organizzativi volti  a
realizzare sinergie e conseguire risparmi di spesa  anche  attraverso
gestioni unitarie, uniche o in comune di attivita' strumentali. 
  8. Ai fini di cui al comma 7, il Governo presenta, entro un mese 
dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge,  un  piano
industriale  volto   a   razionalizzare   il   sistema   degli   enti
previdenziali e assicurativi e a conseguire, nell'arco del  decennio,
risparmi finanziari per 3,5 miliardi di euro. 
  9. Fino all'emanazione dei regolamenti di cui al comma 7, i 
provvedimenti di carattere organizzatorio e di preposizione ad uffici
di livello dirigenziale  degli  enti  previdenziali  pubblici  resisi
vacanti sono condizionati al parere  positivo  delle  amministrazioni
vigilanti e del Dipartimento della funzione pubblica presso la 
Presidenza del Consiglio dei Ministri, finalizzato alla verifica 
  della coerenza dei provvedimenti con gli obiettivi di cui al  comma
7. 
  10. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 13 DICEMBRE 2010, N. 220)). 
  11. In funzione delle economie rivenienti dall'attuazione delle 
disposizioni di cui ai commi 7 e 8, da accertarsi con il procedimento
di cui  all'ultimo  periodo  del  presente  comma,  con  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con  il  Ministro
del lavoro  e  della  previdenza  sociale,  sono  corrispondentemente
rideterminati gli incrementi delle aliquote contributive  di  cui  al
comma 10, a decorrere dall'anno 2011. Con decreto  del  Ministro  del
lavoro e della  previdenza  sociale,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  sono  definite  le  modalita'  per
l'accertamento delle economie riscontrate in  seguito  all'attuazione
delle disposizioni di cui ai commi 7 e 8,  rispetto  alle  previsioni
della spesa a normativa vigente  degli  enti  previdenziali  pubblici
quali risultanti dai bilanci degli enti medesimi. 
  12. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, 
di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  e'
costituita una Commissione composta da  dieci  esperti,  di  cui  due
indicati dal Ministero del lavoro e  della  previdenza  sociale,  due
indicati dal Ministero dell'economia e delle  finanze,  sei  indicati
dalle organizzazioni dei  lavoratori  dipendenti  e  autonomi  e  dei
datori di lavoro  comparativamente  piu'  rappresentative  sul  piano
nazionale, con il compito di proporre, entro  il  31  dicembre  2008,
modifiche dei criteri di calcolo dei coefficienti  di  trasformazione
di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 8 agosto  1995,  n.  335,
nel  rispetto  degli  andamenti  e  degli   equilibri   della   spesa
pensionistica  di  lungo  periodo  e  nel  rispetto  delle  procedure
europee, che tengano conto: 
a) delle dinamiche delle grandezze  macroeconomiche,  demografiche  e
   migratorie che incidono sulla determinazione dei coefficienti 
   medesimi; 
b) dell'incidenza  dei  percorsi  lavorativi,  anche   al   fine   di
   verificare l'adeguatezza degli attuali meccanismi di tutela delle 
   pensioni piu' basse e di proporre meccanismi di solidarieta' e 
   garanzia per tutti i percorsi lavorativi, nonche' di proporre 
   politiche attive che possano favorire il raggiungimento di un 
   tasso di sostituzione al netto della fiscalita' non inferiore al 
   60 per cento, con riferimento all'aliquota prevista per i 
   lavoratori dipendenti; 
c) del rapporto intercorrente tra  l'eta'  media  attesa  di  vita  e
   quella dei singoli settori di attivita'. 
  13. La Commissione di cui al comma 12 inoltre valuta nuove 
possibili forme di  flessibilita'  in  uscita  collegate  al  sistema
contributivo,  nel  rispetto  delle  compatibilita'  di   medio-lungo
periodo  del  sistema  pensionistico.  Dalla   costituzione   e   dal
funzionamento della Commissione non devono derivare nuovi o  maggiori
oneri per la finanza pubblica. Ai componenti  della  Commissione  non
sono corrisposti indennita', emolumenti o rimborsi spese. 
  14. In fase di prima rideterminazione dei coefficienti di 
trasformazione di cui all'articolo 1, comma 6, della legge  8  agosto
1995, n. 335, in applicazione dei  criteri  di  cui  all'articolo  1,
comma 11, della medesima legge, la Tabella  A  allegata  alla  citata
legge n. 335 del 1995 e' sostituita, con effetto dal 1° gennaio 2010,
dalla Tabella A contenuta nell'Allegato 2 alla presente legge. 
  15. All'articolo 1, comma 11, della legge 8 agosto 1995, n. 335, le 
parole da: "il Ministro del lavoro" fino alla  fine  del  comma  sono
sostituite dalle seguenti: "con decreto del Ministero  del  lavoro  e
della previdenza sociale, di concerto con il Ministero  dell'economia
e delle finanze, e' rideterminato ogni tre anni  il  coefficiente  di
trasformazione previsto al comma 6". 
  16. Il Governo procede con cadenza decennale alla verifica della 
sostenibilita' ed equita' del  sistema  pensionistico  con  le  parti
sociali. 
  17. Il Governo e' delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla 
data di entrata in vigore della presente legge, uno  o  piu'  decreti
legislativi,  recanti  norme  finalizzate  all'introduzione   di   un
contributo di solidarieta' a carico degli iscritti e  dei  pensionati
delle gestioni previdenziali confluite nel Fondo pensioni  lavoratori
dipendenti e del  Fondo  di  previdenza  per  il  personale  di  volo
dipendente da aziende di navigazione aerea, allo scopo di determinare
in modo equo il concorso dei medesimi al  riequilibrio  del  predetto
Fondo. 
  18. Nell'esercizio della delega di cui al comma 17, il Governo si 
atterra' ai seguenti principi e criteri direttivi: 
a) previsione  di  un  contributo  limitato  nell'ammontare  e  nella
   durata; 
b) ammontare della misura del contributo in rapporto  al  periodo  di
   iscrizione antecedente l'armonizzazione conseguente alla legge 8 
   agosto 1995, n. 335, e alla quota di pensione calcolata in base ai 
   parametri piu' favorevoli rispetto al regime dell'assicurazione 
   generale obbligatoria. 
  19. Per l'anno 2008, ai trattamenti pensionistici superiori a otto 
volte il trattamento minimo INPS, la rivalutazione  automatica  delle
pensioni, secondo il meccanismo stabilito dall'articolo 34, comma  1,
della legge 23 dicembre  1998,  n.  448,  non  e'  concessa.  Per  le
pensioni di importo superiore a otto volte  il  predetto  trattamento
minimo  e  inferiore  a  tale  limite  incrementato  della  quota  di
rivalutazione automatica, l'aumento di rivalutazione per l'anno  2008
e'  comunque  attribuito  fino  a  concorrenza  del  predetto  limite
maggiorato. 
  20. Ai fini del conseguimento dei benefici previdenziali di cui 
all'articolo 13, comma 8, della  legge  27  marzo  1992,  n.  257,  e
successive modificazioni, sono valide  le  certificazioni  rilasciate
dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni  sul
lavoro (INAIL)  ai  lavoratori  che  abbiano  presentato  domanda  al
predetto Istituto entro il 15 giugno 2005, per periodi  di  attivita'
lavorativa  svolta  con  esposizione   all'amianto   fino   all'avvio
dell'azione di bonifica e, comunque, non oltre  il  2  ottobre  2003,
nelle aziende interessate dagli atti di  indirizzo  gia'  emanati  in
materia dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale.(4) 
  21. Il diritto ai benefici previdenziali previsti dall'articolo 13, 
comma 8, della legge  27  marzo  1992,  n.  257,  per  i  periodi  di
esposizione riconosciuti per effetto della  disposizione  di  cui  al
comma  20,  spetta  ai  lavoratori  non   titolari   di   trattamento
pensionistico avente decorrenza anteriore alla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge. 
  22. Le modalita' di attuazione dei commi 20 e 21 sono stabilite con 
decreto del Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,  da  emanarsi
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente
legge. 
  23. In attesa dell'introduzione di un meccanismo di rivalutazione 
automatica degli importi indicati  nella  "tabella  indennizzo  danno
biologico", di cui all'articolo 13, comma 2, lettera a), del  decreto
legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, una quota delle risorse  di  cui
all'articolo 1, comma 780, della legge  27  dicembre  2006,  n.  296,
accertate in sede di bilancio 2007 dall'INAIL, fino ad un massimo  di
50 milioni di euro, e' destinata  all'aumento  in  via  straordinaria
delle indennita' dovute dallo stesso INAIL a titolo di  recupero  del
valore dell'indennita' risarcitoria del danno  biologico  di  cui  al
citato articolo 13 del decreto legislativo n. 38  del  2000,  tenendo
conto della variazione dei prezzi  al  consumo  per  le  famiglie  di
impiegati ed  operai  accertati  dall'ISTAT,  delle  retribuzioni  di
riferimento per la liquidazione delle rendite,  intervenuta  per  gli
anni dal 2000 al 2007. 
  24. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, 
di concerto con il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono
determinati i criteri e le modalita' di attuazione del comma 23. 
  25. Per i trattamenti di disoccupazione in pagamento dal 1° gennaio 
2008  la  durata  dell'indennita'  ordinaria  di  disoccupazione  con
requisiti normali, di cui all'articolo 19,  primo  comma,  del  regio
decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, e  successive  modificazioni,  e'
elevata a otto mesi per i soggetti con eta'  anagrafica  inferiore  a
cinquanta anni e a dodici mesi per i  soggetti  con  eta'  anagrafica
pari o superiore a cinquanta anni. E' riconosciuta  la  contribuzione
figurativa per l'intero periodo di  percezione  del  trattamento  nel
limite massimo delle durate legali previste dal  presente  comma.  La
percentuale  di  commisurazione  alla  retribuzione  della   predetta
indennita' e' elevata al 60 per cento per i  primi  sei  mesi  ed  e'
fissata al 50 per cento per i successivi due mesi e al 40  per  cento
per gli ulteriori mesi. Gli incrementi di misura e di durata  di  cui
al presente comma non si applicano ai trattamenti  di  disoccupazione
agricoli, ordinari  e  speciali,  ne'  all'indennita'  ordinaria  con
requisiti ridotti di cui all'articolo 7, comma 3,  del  decreto-legge
21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla  legge  20
maggio 1988, n. 160. L'indennita' di disoccupazione non spetta  nelle
ipotesi di  perdita  e  sospensione  dello  stato  di  disoccupazione
disciplinate dalla normativa in materia di  incontro  tra  domanda  e
offerta di lavoro. (3) 
  26. Per i trattamenti di disoccupazione non agricola in pagamento 
dal  1°  gennaio  2008  la   percentuale   di   commisurazione   alla
retribuzione dell'indennita' ordinaria con requisiti ridotti  di  cui
all'articolo 7, comma 3, del decreto-legge  21  marzo  1988,  n.  86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e'
rideterminata al 35 per cento per i primi 120  giorni  e  al  40  per
cento per i successivi giorni fino a un massimo di 180 giorni. Per  i
medesimi trattamenti, il diritto all'indennita' spetta per un  numero
di giornate pari a quelle lavorate nell'anno stesso  e  comunque  non
superiore alla differenza tra il numero 360, diminuito delle giornate
di trattamento di disoccupazione eventualmente goduto, e quello delle
giornate di lavoro prestate. 
  27. Con effetto dal 1° gennaio di ciascun anno, a partire dal 2008, 
gli aumenti di cui all'ultimo periodo del secondo comma dell'articolo
1 della legge 13 agosto 1980, n. 427, e  successive  modificazioni  e
integrazioni,  sono  determinati  nella  misura  del  100  per  cento
dell'aumento derivante dalla variazione annuale dell'indice ISTAT dei
prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. 
  28. Il Governo e' delegato ad adottare, entro il termine di 
ventiquattro mesi dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
disposizione, su proposta del Ministro del lavoro e  delle  politiche
sociali, in conformita' all'articolo 117 della  Costituzione  e  agli
statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di
Trento  e  di  Bolzano,  e  alle  relative  norme  di  attuazione,  e
garantendo l'uniformita' della tutela dei lavoratori  sul  territorio
nazionale  attraverso  il  rispetto  dei  livelli  essenziali   delle
prestazioni  concernenti  i  diritti  civili  e  sociali,  anche  con
riguardo  alle  differenze  di  genere  e   alla   condizione   delle
lavoratrici  e  dei  lavoratori  immigrati,  uno   o   piu'   decreti
legislativi finalizzati a riformare la materia  degli  ammortizzatori
sociali per il riordino degli istituti a sostegno del reddito. 
  29. La delega di cui al comma 28 e' esercitata nel rispetto dei 
seguenti principi e criteri direttivi: 
a) graduale  armonizzazione  dei  trattamenti  di  disoccupazione   e
   creazione di uno strumento unico indirizzato al sostegno del 
   reddito e al reinserimento lavorativo dei soggetti disoccupati 
   senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, 
   dimensione di impresa e tipologia di contratti di lavoro; 
b) modulazione dei  trattamenti  collegata  all'eta'  anagrafica  dei
   lavoratori e alle condizioni occupazionali piu' difficili presenti 
   nelle regioni del Mezzogiorno, con particolare riguardo alla 
   condizione femminile; 
c) previsione, per i soggetti  che  beneficiano  dei  trattamenti  di
   disoccupazione, della copertura figurativa ai fini previdenziali 
   calcolata sulla base della retribuzione; 
d) progressiva estensione e armonizzazione della  cassa  integrazione
   ordinaria e straordinaria con la previsione di modalita' di 
   regolazione diverse a seconda degli interventi da attuare e di 
   applicazione anche in caso di interventi di prevenzione, 
   protezione e risanamento ambientale che determinino la sospensione 
   dell'attivita' lavorativa; 
e) coinvolgimento e partecipazione attiva delle aziende nel  processo
   di ricollocazione dei lavoratori; 
f) valorizzazione del ruolo degli  enti  bilaterali,  anche  al  fine
   dell'individuazione di eventuali prestazioni aggiuntive rispetto a 
   quelle assicurate dal sistema generale; 
g) connessione con politiche attive per  il  lavoro,  in  particolare
   favorendo la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, 
   l'occupazione, soprattutto giovanile e femminile, nonche' 
   l'inserimento lavorativo di soggetti appartenenti alle fasce 
   deboli del mercato, con particolare riferimento ai lavoratori 
   giovani e a quelli in eta' piu' matura al fine di potenziare le 
   politiche di invecchiamento attivo; 
h) potenziare i servizi per l'impiego, in connessione con l'esercizio
   della delega di cui al comma 30, lettera a), al fine di collegare 
   e coordinare l'erogazione delle prestazioni di disoccupazione a 
   percorsi di formazione e inserimento lavorativo, in coordinamento 
   con gli enti previdenziali preposti all'erogazione dei relativi 
   sussidi e benefici anche attraverso la previsione di forme di 
   comunicazione informatica da parte degli enti previdenziali al 
   Ministero del lavoro e della previdenza sociale dei dati relativi 
   ai lavoratori percettori di trattamento di sostegno al reddito. 
  30. Il Governo e' delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi 
dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  disposizione,  su
proposta del Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  in
conformita' all'articolo 117 della Costituzione e agli statuti  delle
regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento  e  di
Bolzano,  e  alle  relative  norme  di   attuazione,   e   garantendo
l'uniformita' della tutela dei lavoratori  sul  territorio  nazionale
attraverso il  rispetto  dei  livelli  essenziali  delle  prestazioni
concernenti i diritti civili  e  sociali,  anche  con  riguardo  alle
differenze di genere  e  alla  condizione  delle  lavoratrici  e  dei
lavoratori immigrati, uno o piu' decreti legislativi  finalizzati  al
riordino della normativa in materia di: 
    a) servizi per l'impiego; 
    b) incentivi all'occupazione; 
    c) apprendistato. 
  31. Nell'esercizio della delega di cui al comma 30, lettera a), il 
Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: 
a) potenziamento dei sistemi informativi e di  monitoraggio  per  una
   velocizzazione e semplificazione dei dati utili per la gestione 
   complessiva del mercato del lavoro; 
b) valorizzazione delle  sinergie  tra  servizi  pubblici  e  agenzie
   private, tenuto conto della centralita' dei servizi pubblici, al 
   fine di rafforzare le capacita' d'incontro tra domanda e offerta 
   di lavoro, prevedendo, a tal fine, la definizione dei criteri per 
   l'accreditamento e l'autorizzazione dei soggetti che operano sul 
   mercato del lavoro e la definizione dei livelli essenziali delle 
   prestazioni nei servizi pubblici per l'impiego; 
c) programmazione  e  pianificazione  delle  misure   relative   alla
   promozione dell'invecchiamento attivo verso i lavoratori e le 
   imprese, valorizzando il momento formativo; 
d) promozione del  patto  di  servizio  come  strumento  di  gestione
   adottato dai servizi per l'impiego per interventi di politica 
   attiva del lavoro; 
e) revisione e semplificazione delle procedure amministrative. 
  32. Nell'esercizio della delega di cui al comma 30, lettera b), il 
Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: 
a) incrementare i livelli di occupazione stabile; 
b) migliorare, in particolare, il tasso di occupazione stabile  delle
   donne, dei giovani e delle persone ultracinquantenni, con 
   riferimento, nell'ambito della Strategia di Lisbona, ai benchmark 
   europei in materia di occupazione, formazione e istruzione, cosi' 
   come stabiliti nei documenti della Commissione europea e del 
   Consiglio europeo; 
c) ridefinire, ai fini di cui alle lettere a) e b), la disciplina del
   contratto di inserimento nel rispetto dei divieti comunitari di 
   discriminazione diretta e indiretta, in particolare dei divieti di 
   discriminazione per ragione di sesso e di eta', per espressa 
   individuazione, nell'ambito dei soggetti di cui alla lettera b), 
   degli appartenenti a gruppi caratterizzati da maggiore rischio di 
   esclusione sociale; 
d) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO,  CON
   MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133; 
e) prevedere, nell'ambito del  complessivo  riordino  della  materia,
   incentivi per la stipula di contratti a tempo parziale con orario 
   giornaliero elevato e agevolazioni per le trasformazioni, anche 
   temporanee e reversibili, di rapporti a tempo pieno in rapporti a 
   tempo parziale avvenute su richiesta di lavoratrici o lavoratori e 
   giustificate da comprovati compiti di cura; 
f) prevedere specifiche misure volte all'inserimento  lavorativo  dei
   lavoratori socialmente utili. 
  33. In ordine alla delega di cui al comma 30, lettera c), da 
esercitare previa intesa con  le  regioni  e  le  parti  sociali,  il
Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: 
a) rafforzamento del ruolo della contrattazione collettiva nel quadro
   del perfezionamento della disciplina legale della materia; 
b) individuazione di standard nazionali di qualita' della  formazione
   in materia di profili professionali e percorsi formativi, 
   certificazione delle competenze, validazione dei progetti 
   formativi individuali e riconoscimento delle capacita' formative 
   delle imprese, anche al fine di agevolare la mobilita' 
   territoriale degli apprendisti mediante l'individuazione di 
   requisiti minimi per l'erogazione della formazione formale; 
c) con     riferimento     all'apprendistato     professionalizzante,
   individuazione di meccanismi in grado di garantire la 
   determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni e 
   l'attuazione uniforme e immediata su tutto il territorio nazionale 
   della relativa disciplina; 
d) adozione di misure volte ad assicurare il  corretto  utilizzo  dei
   contratti di apprendistato. 
  34. Per il finanziamento delle attivita' di formazione 
professionale di cui all'articolo 12 del  decreto-legge  22  dicembre
1981, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio
1982, n. 54, e' autorizzata, per ciascuno degli anni 2008 e 2009,  la
spesa di 10 milioni di euro. A tale onere si provvede  a  carico  del
Fondo  per  l'occupazione  di  cui  all'articolo  1,  comma  7,   del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, che viene  incrementato  mediante
corrispondente riduzione,  per  ciascuno  degli  anni  2008  e  2009,
dell'autorizzazione di spesa prevista dall'articolo  1,  comma  1161,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per  i  periodi  successivi  si
provvede ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera d), della  legge
5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. 
  35. L'articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, e' sostituito 
dal seguente: 
"Art. 13. - (Assegno mensile). - 1.  Agli  invalidi  civili  di  eta'
compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo  anno  nei  cui
confronti sia accertata una  riduzione  della  capacita'  lavorativa,
nella misura pari o superiore al  74  per  cento,  che  non  svolgono
attivita' lavorativa e per il tempo in cui tale condizione  sussiste,
e' concesso, a carico dello Stato ed erogato  dall'INPS,  un  assegno
mensile  di  euro  242,84  per  tredici  mensilita',  con  le  stesse
condizioni e modalita' previste per l'assegnazione della pensione  di
cui all'articolo 12. 
2. Attraverso dichiarazione sostitutiva, resa annualmente all'INPS ai
sensi dell'articolo 46 e seguenti del testo unico di cui  al  decreto
del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, il soggetto
di cui al comma 1 autocertifica di non svolgere attivita' lavorativa. 
Qualora tale condizione venga meno,  lo  stesso  e'  tenuto  a  darne
tempestiva comunicazione all'INPS". 
  36. Il comma 249 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 
662, e' abrogato. 
  37. La legge 12 marzo 1999, n. 68, e' cosi' modificata: 
a) l'articolo 12 e' sostituito dal seguente: 
   "Art. 12. - (Convenzioni di inserimento lavorativo temporaneo con 
   finalita' formative). - 1. Ferme restando le disposizioni di cui 
   agli articoli 9, 11 e 12-bis, gli uffici competenti possono 
   stipulare con i datori di lavoro privati soggetti agli obblighi di 
   cui all'articolo 3, le cooperative sociali di cui all'articolo 1, 
   comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, e 
   successive modificazioni, le imprese sociali di cui al decreto 
   legislativo 24 marzo 2006, n. 155, i disabili liberi 
   professionisti, anche se operanti con ditta individuale, nonche' 
   con i datori di lavoro privati non soggetti all'obbligo di 
   assunzione previsto dalla presente legge, di seguito denominati 
   soggetti ospitanti, apposite convenzioni finalizzate 
   all'inserimento temporaneo dei disabili appartenenti alle 
   categorie di cui all'articolo 1 presso i soggetti ospitanti, ai 
   quali i datori di lavoro si impegnano ad affidare commesse di 
   lavoro. Tali convenzioni, non ripetibili per lo stesso soggetto, 
   salvo diversa valutazione del comitato tecnico di cui al comma 3 
   dell'articolo 6 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, 
   come modificato dall'articolo 6 della presente legge, non possono 
   riguardare piu' di un lavoratore disabile, se il datore di lavoro 
   occupa meno di 50 dipendenti, ovvero piu' del 30 per cento dei 
   lavoratori disabili da assumere ai sensi dell'articolo 3, se il 
   datore di lavoro occupa piu' di 50 dipendenti. 
   2. La convenzione e' subordinata alla sussistenza dei seguenti 
   requisiti: 
     a) contestuale assunzione a tempo indeterminato del disabile da 
     parte del datore di lavoro; 
     b) computabilita' ai fini dell'adempimento dell'obbligo di cui 
     all'articolo 3 attraverso l'assunzione di cui alla lettera a); 
     c) impiego del disabile presso i soggetti ospitanti di cui al 
     comma 1 con oneri retributivi, previdenziali e assistenziali a 
     carico di questi ultimi, per tutta la durata della convenzione, 
     che non puo' eccedere i dodici mesi, prorogabili di ulteriori 
     dodici mesi da parte degli uffici competenti; 
     d) indicazione nella convenzione dei seguenti elementi: 
      1) l'ammontare delle commesse che il datore di lavoro si 
      impegna ad affidare ai soggetti ospitanti; tale ammontare non 
      deve essere inferiore a quello che consente ai soggetti 
      ospitanti di applicare la parte normativa e retributiva dei 
      contratti collettivi nazionali di lavoro, ivi compresi gli 
      oneri previdenziali e assistenziali, e di svolgere le funzioni 
      finalizzate all'inserimento lavorativo dei disabili; 
      2) i nominativi dei soggetti da inserire ai sensi del comma 1; 
      3) la descrizione del piano personalizzato di inserimento 
      lavorativo. 
   3. Alle convenzioni di cui al presente articolo si applicano, in 
   quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 11, comma 7. 
   4. Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro 
   privati soggetti agli obblighi di cui all'articolo 3 e con le 
   cooperative sociali di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), 
   della legge 8 novembre 1991, n. 381, e successive modificazioni, 
   apposite convenzioni finalizzate all'inserimento lavorativo 
   temporaneo dei detenuti disabili"; 
b) dopo l'articolo 12 e' inserito il seguente: 
   "Art. 12-bis. - (Convenzioni di inserimento lavorativo). - 1. 
   Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 9, 11 e 12 gli 
   uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro privati 
   tenuti all'obbligo di assunzione di cui all'articolo 3, comma 1, 
   lettera a), di seguito denominati soggetti conferenti, e i 
   soggetti di cui al comma 4 del presente articolo, di seguito 
   denominati soggetti destinatari, apposite convenzioni finalizzate 
   all'assunzione da parte dei soggetti destinatari medesimi di 
   persone disabili che presentino particolari caratteristiche e 
   difficolta' di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario, ai 
   quali i soggetti conferenti si impegnano ad affidare commesse di 
   lavoro. Sono fatte salve le convenzioni in essere ai sensi 
   dell'articolo 14 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 
   276. 
   2. La stipula della convenzione e' ammessa esclusivamente a 
   copertura dell'aliquota d'obbligo e, in ogni caso, nei limiti del 
   10 per cento della quota di riserva di cui all'articolo 3, comma 
   1, lettera a), con arrotondamento all'unita' piu' vicina. 
   3. Requisiti per la stipula della convenzione sono: 
     a) individuazione delle persone disabili da inserire con tale 
     tipologia di convenzione, previo loro consenso, effettuata dagli 
     uffici competenti, sentito l'organismo di cui all'articolo 6, 
     comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come 
     modificato dall'articolo 6 della presente legge, e definizione 
     di un piano personalizzato di inserimento lavorativo; 
     b) durata non inferiore a tre anni; 
     c) determinazione del valore della commessa di lavoro non 
     inferiore alla copertura, per ciascuna annualita' e per ogni 
     unita' di personale assunta, dei costi derivanti 
     dall'applicazione della parte normativa e retributiva dei 
     contratti collettivi nazionali di lavoro, nonche' dei costi 
     previsti nel piano personalizzato di inserimento lavorativo. E' 
     consentito il conferimento di piu' commesse di lavoro; 
     d) conferimento della commessa di lavoro e contestuale 
     assunzione delle persone disabili da parte del soggetto 
     destinatario. 
   4. Possono stipulare le convenzioni di cui al comma 1 le 
   cooperative sociali di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e 
   b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, e successive 
   modificazioni, e loro consorzi; le imprese sociali di cui 
   all'articolo 2, comma 2, lettere a) e b), del decreto legislativo 
   24 marzo 2006, n. 155; i datori di lavoro privati non soggetti 
   all'obbligo di assunzione di cui all'articolo 3, comma 1. Tali 
   soggetti devono essere in possesso dei seguenti requisiti: 
     a) non avere in corso procedure concorsuali; 
     b) essere in regola con gli adempimenti di cui al decreto 
     legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive 
     modificazioni; 
     c) essere dotati di locali idonei; 
     d) non avere proceduto nei dodici mesi precedenti l'avviamento 
     lavorativo del disabile a risoluzioni del rapporto di lavoro, 
     escluse quelle per giusta causa e giustificato motivo 
     soggettivo; 
     e) avere nell'organico almeno un lavoratore dipendente che possa 
     svolgere le funzioni di tutor. 
   5. Alla scadenza della convenzione, salvo il ricorso ad altri 
   istituti previsti dalla presente legge, il datore di lavoro 
   committente, previa valutazione degli uffici competenti, puo': 
     a) rinnovare la convenzione una sola volta per un periodo non 
     inferiore a due anni; 
     b) assumere il lavoratore disabile dedotto in convenzione con 
     contratto a tempo indeterminato mediante chiamata nominativa, 
     anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 7, comma 1, 
     lettera c); in tal caso il datore di lavoro potra' accedere al 
     Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili, di cui 
     all'articolo 13, comma 4, nei limiti delle disponibilita' ivi 
     previste, con diritto di prelazione nell'assegnazione delle 
     risorse. 
   6. La verifica degli adempimenti degli obblighi assunti in 
   convenzione viene effettuata dai servizi incaricati delle 
   attivita' di sorveglianza e controllo e irrogazione di sanzioni 
   amministrative in caso di inadempimento. 
   7. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, 
   da emanarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in 
   vigore della presente disposizione, sentita la Conferenza 
   unificata, saranno definiti modalita' e criteri di attuazione di 
   quanto previsto nel presente articolo"; 
c) l'articolo 13 e' sostituito dal seguente: 
   "Art. 13. - (Incentivi alle assunzioni). - 1. Nel rispetto delle 
   disposizioni del regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione, 
   del 5 dicembre 2002, e successive modifiche e integrazioni, 
   relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE 
   agli aiuti di Stato a favore dell'occupazione, pubblicato nella 
   Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee n. L 337 del 13 
   dicembre 2002, le regioni e le province autonome possono concedere 
   un contributo all'assunzione, a valere sulle risorse del Fondo di 
   cui al comma 4 e nei limiti delle disponibilita' ivi indicate: 
     a) nella misura non superiore al 60 per cento del costo 
     salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso 
     le convenzioni di cui all'articolo 11 con rapporto di lavoro a 
     tempo indeterminato, abbia una riduzione della capacita' 
     lavorativa superiore al 79 per cento o minorazioni ascritte 
     dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al 
     testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, 
     approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 
     dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni, ovvero con 
     handicap intellettivo e psichico, indipendentemente dalle 
     percentuali di invalidita'; 
     b) nella misura non superiore al 25 per cento del costo 
     salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso 
     le convenzioni di cui all'articolo 11 con rapporto di lavoro a 
     tempo indeterminato, abbia una riduzione della capacita' 
     lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento o 
     minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui 
     alle tabelle citate nella lettera a); 
     c) in ogni caso l'ammontare lordo del contributo all'assunzione 
     deve essere calcolato sul totale del costo salariale annuo da 
     corrispondere al lavoratore; 
     d) per il rimborso forfetario parziale delle spese necessarie 
     alla trasformazione del posto di lavoro per renderlo adeguato 
     alle possibilita' operative dei disabili con riduzione della 
     capacita' lavorativa superiore al 50 per cento o per 
     l'apprestamento di tecnologie di telelavoro ovvero per la 
     rimozione delle barriere architettoniche che limitano in 
     qualsiasi modo l'integrazione lavorativa del disabile. 
   2. Possono essere ammesse ai contributi di cui al comma 1 le 
   assunzioni a tempo indeterminato. Le assunzioni devono essere 
   realizzate nell'anno antecedente all'emanazione del provvedimento 
   di riparto di cui al comma 4. La concessione del contributo e' 
   subordinata alla verifica, da parte degli uffici competenti, della 
   permanenza del rapporto di lavoro o, qualora previsto, 
   dell'esperimento del periodo di prova con esito positivo. 
   3. Gli incentivi di cui al comma 1 sono estesi anche ai datori di 
   lavoro privati che, pur non essendo soggetti agli obblighi della 
   presente legge, hanno proceduto all'assunzione a tempo 
   indeterminato di lavoratori disabili con le modalita' di cui al 
   comma 2. 
   4. Per le finalita' di cui al presente articolo e' istituito 
   presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale il Fondo 
   per il diritto al lavoro dei disabili, per il cui finanziamento e' 
   autorizzata la spesa di lire 40 miliardi per l'anno 1999 e 
   seguenti, euro 37 milioni per l'anno 2007 ed euro 42 milioni a 
   decorrere dall'anno 2008, annualmente ripartito fra le regioni e 
   le province autonome proporzionalmente alle richieste presentate e 
   ritenute ammissibili secondo le modalita' e i criteri definiti nel 
   decreto di cui al comma 5. 
   5. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, 
   da emanarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in 
   vigore della presente disposizione, di concerto con il Ministro 
   dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, 
   sono definiti i criteri e le modalita' per la ripartizione delle 
   disponibilita' del Fondo di cui al comma 4. 
   6. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede mediante 
   corrispondente utilizzo dell'autorizzazione di spesa di cui 
   all'articolo 29-quater del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, 
   convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 
   30, e successive modifiche e integrazioni. Le somme non impegnate 
   nell'esercizio di competenza possono esserlo in quelli successivi. 
   7. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad 
   apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di 
   bilancio. 
   8. Le regioni e le province autonome disciplinano, nel rispetto 
   delle disposizioni introdotte con il decreto di cui al comma 5, i 
   procedimenti per la concessione dei contributi di cui al comma 1. 
   9. Le regioni e le province autonome, tenuto conto di quanto 
   previsto all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 2204/2002 della 
   Commissione, del 5 dicembre 2002, comunicano annualmente, con 
   relazione, al Ministero del lavoro e della previdenza sociale un 
   resoconto delle assunzioni finanziate con le risorse del Fondo di 
   cui al comma 4 e sulla durata della permanenza nel posto di 
   lavoro. 
   10. Il Governo, ogni due anni, procede ad una verifica degli 
   effetti delle disposizioni del presente articolo e ad una 
   valutazione dell'adeguatezza delle risorse finanziarie ivi 
   previste". 
 38. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON 
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
  39. All'articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 
368, e' premesso il seguente comma: 
"01. Il contratto di lavoro subordinato  e'  stipulato  di  regola  a
tempo indeterminato". 
  40. All'articolo 5 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 
368, sono apportate le seguenti modifiche: 
a) al comma 2, dopo le parole: "inferiore a sei mesi"  sono  inserite
   le seguenti: "nonche' decorso il periodo complessivo di cui al 
   comma 4-bis,"; 
b) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti: 
   "4-bis. Ferma restando la disciplina della successione di 
   contratti di cui ai commi precedenti, qualora per effetto di 
   successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni 
   equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e 
   lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei 
   mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai 
   periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e 
   l'altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato 
   ai sensi del comma 2. In deroga a quanto disposto dal primo 
   periodo del presente comma, un ulteriore successivo contratto a 
   termine fra gli stessi soggetti puo' essere stipulato per una sola 
   volta, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione 
   provinciale del lavoro competente per territorio e con 
   l'assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni 
   sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano 
   nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. Le 
   organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro 
   comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale 
   stabiliscono con avvisi comuni la durata del predetto ulteriore 
   contratto. In caso di mancato rispetto della descritta procedura, 
   nonche' nel caso di superamento del termine stabilito nel medesimo 
   contratto, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato. 
   4-ter. Le disposizioni di cui al comma 4-bis non trovano 
   applicazione nei confronti delle attivita' stagionali definite dal 
   decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525, e 
   successive modifiche e integrazioni, nonche' di quelle che saranno 
   individuate dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi 
   nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei 
   datori di lavoro comparativamente piu' rappresentative. 
   4-quater. Il lavoratore che, nell'esecuzione di uno o piu' 
   contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato 
   attivita' lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha 
   diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato 
   effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con 
   riferimento alle mansioni gia' espletate in esecuzione dei 
   rapporti a termine. 
   4-quinquies. Il lavoratore assunto a termine per lo svolgimento di 
   attivita' stagionali ha diritto di precedenza, rispetto a nuove 
   assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le 
   medesime attivita' stagionali. 
   4-sexies. Il diritto di precedenza di cui ai commi 4-quater e 
   4-quinquies puo' essere esercitato a condizione che il lavoratore 
   manifesti in tal senso la propria volonta' al datore di lavoro 
   entro rispettivamente sei mesi e tre mesi dalla data di cessazione 
   del rapporto stesso e si estingue entro un anno dalla data di 
   cessazione del rapporto di lavoro". 
  41. L'articolo 10 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, 
e' cosi' modificato: 
a) le lettere c) e d) del comma 7 sono sostituite dalle seguenti: 
   "c) per specifici spettacoli ovvero specifici programmi 
   radiofonici o televisivi; 
   d) con lavoratori di eta' superiore a 55 anni"; 
b) sono abrogati i commi 8, 9 e 10; 
c) al comma 4 sono premesse le seguenti parole: "In deroga  a  quanto
   previsto dall'articolo 5, comma 4-bis,". 
  42. All'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 
2003, n.  276,  le  parole:  "all'articolo  5,  commi  3  e  4"  sono
sostituite dalle seguenti: "all'articolo 5, commi 3 e seguenti". 
  43. In fase di prima applicazione delle disposizioni di cui ai 
commi da 40 a 42: 
a) i contratti a termine in corso alla  data  di  entrata  in  vigore
   della presente legge continuano fino al termine previsto dal 
   contratto, anche in deroga alle disposizioni di cui al comma 4-bis 
   dell'articolo 5 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, 
   introdotto dal presente articolo; 
b) il periodo di lavoro gia'  effettuato  alla  data  di  entrata  in
   vigore della presente legge si computa, insieme ai periodi 
   successivi di attivita' ai fini della determinazione del periodo 
   massimo di cui al citato comma 4-bis, decorsi quindici mesi dalla 
   medesima data. 
  44. Al decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, come da ultimo 
modificato dal decreto legislativo 10 settembre 2003,  n.  276,  sono
apportate le seguenti modifiche: 
a) all'articolo 3, comma 7: 
   1) nel primo periodo, le parole: "le parti del contratto di lavoro 
   a tempo parziale possono, nel rispetto di quanto previsto dal 
   presente comma e dai commi 8 e 9," sono sostituite dalle seguenti: 
   "i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali 
   comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale possono, 
   nel rispetto di quanto previsto dai commi 8 e 9," e la parola: 
   "concordare" e' sostituita dalla seguente: "stabilire"; 
   2) nel terzo periodo, le parole da: "I contratti collettivi" fino 
   alla parola: "stabiliscono:" sono sostituite dalle seguenti: "I 
   predetti contratti collettivi stabiliscono:"; 
b) all'articolo 3, il comma 8 e' sostituito dal seguente: 
   "8. L'esercizio, ove previsto dai contratti collettivi di cui al 
   comma 7 e nei termini, condizioni e modalita' ivi stabiliti, da 
   parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento la 
   durata della prestazione lavorativa, nonche' di modificare la 
   collocazione temporale della stessa, comporta in favore del 
   prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese fra le 
   parti, di almeno cinque giorni lavorativi, nonche' il diritto a 
   specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate 
   dai contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 3"; 
c) all'articolo 8, il comma 2-ter e' abrogato; 
d) l'articolo 12-bis e' sostituito dal seguente: 
   "Art. 12-bis. - 1. I lavoratori del settore pubblico e del settore 
   privato affetti da patologie oncologiche, per i quali residui una 
   ridotta capacita' lavorativa, anche a causa degli effetti 
   invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione 
   medica istituita presso l'azienda unita' sanitaria locale 
   territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del 
   rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale 
   verticale od orizzontale. Il rapporto di lavoro a tempo parziale 
   deve essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo 
   pieno a richiesta del lavoratore. Restano in ogni caso salve 
   disposizioni piu' favorevoli per il prestatore di lavoro. 
   2. In caso di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i 
   figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonche' nel 
   caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona 
   convivente con totale e permanente inabilita' lavorativa, che 
   assuma connotazione di gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, 
   della legge 5 febbraio 1992, n. 104, alla quale e' stata 
   riconosciuta una percentuale di invalidita' pari al 100 per cento, 
   con necessita' di assistenza continua in quanto non in grado di 
   compiere gli atti quotidiani della vita, ai sensi di quanto 
   previsto dalla tabella di cui al decreto del Ministro della 
   sanita' 5 febbraio 1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla 
   Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 1992, e' riconosciuta la 
   priorita' della trasformazione del contratto di lavoro da tempo 
   pieno a tempo parziale. 
   3. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con 
   figlio convivente di eta' non superiore agli anni tredici o con 
   figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 
   della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e' riconosciuta la priorita' 
   alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo 
   parziale"; 
e) dopo l'articolo 12-bis e' inserito il seguente: 
   "Art. 12-ter. - (Diritto di precedenza). - 1. Il lavoratore che 
   abbia trasformato il rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto 
   di lavoro a tempo parziale ha diritto di precedenza nelle 
   assunzioni con contratto a tempo pieno per l'espletamento delle 
   stesse mansioni o di quelle equivalenti a quelle oggetto del 
   rapporto di lavoro a tempo parziale". 
 45. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON 
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
  46. E' abolito il contratto di somministrazione di lavoro a tempo 
indeterminato di cui al titolo III, capo I, del  decreto  legislativo
10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. 
 47 COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON 
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
 48. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON 
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
 49. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON 
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
 50. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO, CON 
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 
  51. Il comma 5 dell'articolo 29 del decreto-legge 23 giugno 1995, 
n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995,  n.
341, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
  "5. Entro il 31 maggio di ciascun anno il Governo procede a 
verificare gli effetti determinati dalle disposizioni di cui al comma
1, al fine di valutare la possibilita' che, con decreto del Ministero
del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con  il  Ministero
dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro il 31 luglio  dello
stesso anno, sia confermata o rideterminata per l'anno di riferimento
la riduzione contributiva di cui al comma 2.  Decorsi  trenta  giorni
dalla predetta data del 31 luglio e sino all'adozione del  menzionato
decreto, si applica la riduzione determinata per  l'anno  precedente,
salvo conguaglio da parte degli istituti previdenziali  in  relazione
all'effettiva riduzione accordata ovvero nel caso di mancata adozione
del decreto stesso entro e non oltre  il  15  dicembre  dell'anno  di
riferimento". 
  52. In caso di rapporto di lavoro a tempo parziale, il datore di 
lavoro  nel  settore  edile  comunica  all'Istituto  nazionale  della
previdenza sociale l'orario di lavoro stabilito. 
  53. All'articolo 5, comma 2, della legge 12 marzo 1999, n. 68, dopo 
il primo periodo, e' inserito il seguente: "Non sono  inoltre  tenuti
all'osservanza dell'obbligo di cui all'articolo 3 i datori di  lavoro
del settore edile per quanto concerne il personale di cantiere e  gli
addetti al trasporto del settore". 
  54. All'articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, 
convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,  n.  248,
dopo il comma 7 e' inserito il seguente: 
"7-bis. L'adozione dei provvedimenti sanzionatori  amministrativi  di
cui all'articolo  3  del  decreto-legge  22  febbraio  2002,  n.  12,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23  aprile  2002,  n.  73,
relativi alle violazioni constatate prima della data  di  entrata  in
vigore del presente decreto, resta di competenza  dell'Agenzia  delle
entrate ed e' soggetta alle disposizioni del decreto  legislativo  18
dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni, ad  eccezione  del
comma 2 dell'articolo 16". 
  55. Per gli operai agricoli a tempo determinato e le figure 
equiparate,  l'importo  giornaliero  dell'indennita'   ordinaria   di
disoccupazione di cui all'articolo 7, comma 1, del  decreto-legge  21
marzo 1988, n. 86, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  20
maggio 1988, n. 160, e successive modifiche e  integrazioni,  nonche'
dei trattamenti speciali di cui all'articolo 25 della legge 8  agosto
1972, n. 457, e all'articolo 7 della legge 16 febbraio 1977,  n.  37,
e' fissato con riferimento ai trattamenti aventi  decorrenza  dal  1°
gennaio 2008  nella  misura  del  40  per  cento  della  retribuzione
indicata all'articolo 1 del decreto-legge 9  ottobre  1989,  n.  338,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989,  n.  389,
ed e' corrisposto per il  numero  di  giornate  di  iscrizione  negli
elenchi nominativi, entro il limite di  365  giornate  del  parametro
annuo di riferimento. 
  56. Ai fini dell'indennita' di cui al comma 55, sono valutati i 
periodi di lavoro dipendente svolti nel settore  agricolo  ovvero  in
altri  settori,  purche'  in  tal  caso  l'attivita'   agricola   sia
prevalente nell'anno ovvero nel biennio cui si riferisce la domanda. 
  57. Ai fini del raggiungimento del requisito annuo di 270 
contributi giornalieri, valido per  il  diritto  e  la  misura  delle
prestazioni pensionistiche,  l'Istituto  nazionale  della  previdenza
sociale (INPS) detrae dall'importo dell'indennita' di cui al comma 55
spettante al lavoratore, quale contributo di solidarieta', una  somma
pari al 9 per cento della medesima  per  ogni  giornata  indennizzata
sino ad un massimo di 150 giornate. Ai fini dell'accredito figurativo
utile per la pensione  di  anzianita'  restano  confermate  le  norme
vigenti. 
  58. In via sperimentale, per l'anno 2008, nel rispetto di quanto 
disposto dai regolamenti (CE) n. 1/2004  della  Commissione,  del  23
dicembre 2003, e n. 1857/2006  della  Commissione,  del  15  dicembre
2006, i datori  di  lavoro  agricolo  hanno  diritto  ad  un  credito
d'imposta complessivo  per  ciascuna  giornata  lavorativa  ulteriore
rispetto a quelle dichiarate  nell'anno  precedente  pari  a  1  euro
ovvero a 0,30 euro, rispettivamente nelle zone di  cui  all'obiettivo
"convergenza" e  nelle  zone  di  cui  all'obiettivo  "competitivita'
regionale e occupazionale", come individuate dal regolamento (CE)  n.
1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006. 
  59. Il Governo, all'esito della sperimentazione, sentite le 
associazioni datoriali e  le  organizzazioni  sindacali  maggiormente
rappresentative delle categorie interessate,  procede  alla  verifica
delle disposizioni di cui al comma 58, anche  al  fine  di  valutarne
l'eventuale estensione, compatibilmente con gli andamenti programmati
di finanza pubblica, alla restante parte del territorio nazionale. 
  60. Al fine di promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di 
lavoro, con effetto dal 1° gennaio  2008,  l'Istituto  nazionale  per
l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) applica, alle
condizioni di seguito elencate, una riduzione in misura non superiore
al 20  per  cento  dei  contributi  dovuti  per  l'assicurazione  dei
lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese con almeno due  anni  di
attivita' e comunque nei limiti di  20  milioni  di  euro  annui,  le
quali: 
a) siano in regola con tutti gli obblighi  in  tema  di  sicurezza  e
   igiene del lavoro previsti dal decreto legislativo 19 settembre 
   1994, n. 626, e successive modificazioni, e dalle specifiche 
   normative di settore, nonche' con gli adempimenti contributivi e 
   assicurativi; 
b) abbiano adottato, nell'ambito di piani pluriennali di prevenzione,
   misure per l'eliminazione delle fonti di rischio e per il 
   miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi 
   di lavoro; 
c) non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla  data
   della richiesta di ammissione al beneficio o siano state 
   destinatarie dei provvedimenti sanzionatori di cui all'articolo 5 
   della legge 3 agosto 2007, n. 123. 
  61. Al primo comma dell'articolo 3 della legge 15 giugno 1984, n. 
240, e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "Limitatamente
all'assicurazione contro gli infortuni sul  lavoro,  le  disposizioni
del primo periodo si applicano anche ai dipendenti con  contratto  di
lavoro a tempo determinato". 
  62. A decorrere dal 1° gennaio 2008, l'aliquota contributiva per 
l'assicurazione obbligatoria contro la  disoccupazione  involontaria,
di cui all'articolo 11, ultimo comma,  del  decreto-legge  29  luglio
1981, n. 402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre
1981,  n.  537,  e'  ridotta  di  0,3  punti  percentuali;  l'importo
derivante dalla riduzione di 0,3  punti  percentuali  della  predetta
aliquota contributiva e' destinato al finanziamento delle  iniziative
di formazione continua dirette ai lavoratori dipendenti  del  settore
agricolo. 
  63. I datori di lavoro che aderiscono ai Fondi paritetici 
interprofessionali nazionali per la formazione continua, istituiti ai
sensi del comma 1 dell'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000,  n.
388,  e  successive  modificazioni,  effettuano  l'intero  versamento
contributivo, pari al 2,75 per  cento  delle  retribuzioni,  all'INPS
che, dedotti i costi amministrativi e secondo le modalita'  operative
di cui al comma 3 dell'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000,  n.
388, provvede bimestralmente al trasferimento dello 0,30 per cento al
Fondo paritetico interprofessionale indicato dal datore di lavoro. 
  64. Resta fermo per i datori di lavoro che non aderiscono ai Fondi 
paritetici interprofessionali per la formazione continua l'obbligo di
versare all'INPS l'intero contributo di cui al comma 63. In tal caso,
la quota dello 0,30 per cento di cui al  comma  62  segue  la  stessa
destinazione del contributo integrativo  previsto  dall'articolo  25,
quarto comma, della legge 21 dicembre  1978,  n.  845,  e  successive
modificazioni. 
  65. Il comma 6 dell'articolo 21 della legge 23 luglio 1991, n. 223, 
e' sostituito dal seguente: 
"6. Ai lavoratori agricoli a tempo determinato che  siano  stati  per
almeno  cinque  giornate,  come  risultanti  dalle  iscrizioni  degli
elenchi anagrafici,  alle  dipendenze  di  imprese  agricole  di  cui
all'articolo 2135 del codice civile, ricadenti nelle zone  delimitate
ai sensi dell'articolo 1, comma 1079, della legge 27  dicembre  2006,
n.  296,  e  che  abbiano  beneficiato  degli   interventi   di   cui
all'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 29  marzo  2004,  n.
102, e' riconosciuto,  ai  fini  previdenziali  e  assistenziali,  in
aggiunta alle giornate di lavoro  prestate,  un  numero  di  giornate
necessarie al  raggiungimento  di  quelle  lavorative  effettivamente
svolte alle  dipendenze  dei  medesimi  datori  di  lavoro  nell'anno
precedente a quello di  fruizione  dei  benefici  di  cui  al  citato
articolo 1 del  decreto  legislativo  n.  102  del  2004.  Lo  stesso
beneficio si applica ai piccoli coloni  e  compartecipanti  familiari
delle  aziende  che  abbiano  beneficiato  degli  interventi  di  cui
all'articolo 1, comma 3, del citato decreto legislativo  n.  102  del
2004". 
  66. Il secondo e il terzo periodo del comma 16 dell'articolo 01 del 
decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, aggiunti  dall'articolo  4-bis  del
decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 aprile 2007, n. 46, sono sostituiti  dai  seguenti:  "A
tale fine, in sede di pagamento degli aiuti comunitari, gli organismi
pagatori sono autorizzati a compensare tali aiuti  con  i  contributi
previdenziali dovuti dall'impresa agricola beneficiaria, gia' scaduti
alla data del pagamento degli aiuti medesimi, compresi gli  interessi
di legge a qualsiasi titolo maturati e le somme dovute  a  titolo  di
sanzione. A  tale  fine  l'Istituto  previdenziale  comunica  in  via
informatica i  dati  relativi  ai  contributi  previdenziali  scaduti
contestualmente all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, a tutti
gli organismi pagatori e ai  diretti  interessati,  anche  tramite  i
Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA)  istituiti  ai  sensi
dell'articolo 3-bis del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, e
successive modificazioni. In caso di contestazioni, la legittimazione
processuale passiva compete all'Istituto previdenziale". 
  67. Con effetto dal 1° gennaio 2008 e' abrogato l'articolo 2 del 
decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 23 maggio 1997, n. 135.  E'  istituito,  nello  stato  di
previsione del Ministero del lavoro e della  previdenza  sociale,  un
Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare  la
contrattazione di secondo livello con dotazione  finanziaria  pari  a
650 milioni di  euro  per  ciascuno  degli  anni  2008-2010.  In  via
sperimentale, con riferimento al triennio 2008-2010, e'  concesso,  a
domanda da parte delle imprese, nel limite delle risorse del predetto
Fondo, uno sgravio contributivo relativo alla quota  di  retribuzione
imponibile di cui all'articolo 12, terzo comma, della legge 30 aprile
1969, n. 153, costituita  dalle  erogazioni  previste  dai  contratti
collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, delle
quali sono incerti la corresponsione o l'ammontare e la cui struttura
sia correlata dal contratto collettivo medesimo alla  misurazione  di
incrementi  di  produttivita',   qualita'   e   altri   elementi   di
competitivita'  assunti  come  indicatori  dell'andamento   economico
dell'impresa e dei suoi risultati. Il predetto  sgravio  e'  concesso
sulla base dei seguenti criteri: 
a) l'importo annuo complessivo delle erogazioni di  cui  al  presente
   comma ammesse allo sgravio e' stabilito entro il limite massimo 
   del 5 per cento della retribuzione contrattuale percepita; 
b) con riferimento alla quota di erogazioni di cui alla  lettera  a),
   lo sgravio sui contributi previdenziali dovuti dai datori di 
   lavoro e' fissato nella misura di 25 punti percentuali; 
c) con riferimento alla quota di erogazioni di cui alla  lettera  a),
   lo sgravio sui contributi previdenziali dovuti dai lavoratori e' 
   pari ai contributi previdenziali a loro carico sulla stessa quota 
   di erogazioni di cui alla lettera a). 
  68. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, 
di concerto con il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono
stabilite  le  modalita'  di  attuazione  del  comma  67,  anche  con
riferimento all'individuazione dei criteri di  priorita'  sulla  base
dei quali debba essere concessa, nel  rigoroso  rispetto  dei  limiti
finanziari previsti, l'ammissione al beneficio  contributivo,  e  con
particolare riguardo al monitoraggio  dell'attuazione,  al  controllo
del flusso di erogazioni e al rispetto dei tetti di  spesa.  Ai  fini
del monitoraggio e della verifica  di  coerenza  dell'attuazione  del
comma 67 con gli obiettivi definiti nel  "Protocollo  su  previdenza,
lavoro e competitivita' per l'equita' e la crescita sostenibili"  del
23 luglio  2007  e  delle  caratteristiche  della  contrattazione  di
secondo livello aziendale e territoriale, e' istituito, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica,  un  Osservatorio  presso  il
Ministero del lavoro e della previdenza sociale con la partecipazione
delle parti sociali. L'eventuale conferma dello sgravio  contributivo
per gli anni successivi al 2010 e' subordinata alla predetta verifica
ed effettuata,  in  ogni  caso,  compatibilmente  con  gli  andamenti
programmati di  finanza  pubblica.  A  tale  fine  e'  stabilito  uno
specifico incremento del Fondo per l'occupazione di cui  all'articolo
1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, per 650 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2011. 
  69. E' abrogata la disposizione di cui all'articolo 27, comma 4, 
lettera e), del testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 maggio 1955, n. 797. 
  70. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e del 
Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza   sociale,   sentite   le
organizzazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative  a   livello
nazionale, sono emanate disposizioni finalizzate  a  realizzare,  per
l'anno 2008, la deducibilita' ai fini fiscali  ovvero  l'introduzione
di opportune misure di detassazione per ridurre l'imposizione fiscale
sulle somme oggetto degli sgravi contributivi sulla  retribuzione  di
secondo livello di cui al comma 67, entro il  limite  complessivo  di
150 milioni di euro per il medesimo anno. 
  71. A decorrere dal 1° gennaio 2008 il contributo di cui 
all'articolo 2, comma 19, della legge 28 dicembre 1995,  n.  549,  e'
soppresso. 
  72. Al fine di consentire ai soggetti di eta' inferiore a 
trentacinque anni di accedere a finanziamenti agevolati per sopperire
alle esigenze derivanti dalla peculiare attivita' lavorativa  svolta,
ovvero per sviluppare  attivita'  innovative  e  imprenditoriali,  e'
istituito,  presso  la  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri   -
Dipartimento della gioventu', il Fondo di sostegno per  l'occupazione
e l'imprenditoria giovanile. 
  73. La complessiva dotazione iniziale del Fondo di cui al comma 72 
e' pari a 150 milioni di euro per l'anno 2008. 
  74. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero 
del Ministro con delega per la gioventu', di concerto con i  Ministri
dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico, da  emanare
entro centottanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente disposizione, sono disciplinate le  modalita'  operative  di
funzionamento del Fondo di cui al comma 72. 
  75. Allo scopo di provvedere all'integrazione degli emolumenti 
spettanti ai titolari degli assegni e dei contratti di ricerca di cui
all'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997,  n.  449,  in
servizio presso le universita' statali e gli enti pubblici di ricerca
vigilati dal Ministero dell'universita' e della  ricerca  e  iscritti
alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8
agosto 1995, n.  335,  il  fondo  di  finanziamento  ordinario  delle
predette  universita'  statali  ed  enti  pubblici  di   ricerca   e'
incrementato di 8 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008,  2009
e 2010. 
  76. In attesa di una complessiva riforma dell'istituto della 
totalizzazione dei contributi assicurativi che riassorba e superi  la
ricongiunzione dei  medesimi,  sono  adottate,  a  decorrere  dal  1°
gennaio 2008, le seguenti modifiche legislative: 
a) all'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio  2006,
   n. 42, le parole: "di durata non inferiore a sei anni" sono 
   sostituite dalle seguenti: "di durata non inferiore a tre anni"; 
b) all'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 30  aprile  1997,
   n. 184, sono soppresse le parole: "che non abbiano maturato in 
   alcuna delle predette forme il diritto al trattamento 
   previdenziale". 
  77. All'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, 
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) dopo il comma 4 e' inserito il seguente: 
   "4-bis. Gli oneri da riscatto per periodi in relazione ai quali 
   trova applicazione il sistema retributivo ovvero contributivo 
   possono essere versati ai regimi previdenziali di appartenenza in 
   unica soluzione ovvero in 120 rate mensili senza l'applicazione di 
   interessi per la rateizzazione. Tale disposizione si applica 
   esclusivamente alle domande presentate a decorrere dal 1° gennaio 
   2008"; 
b) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: 
   "5-bis. La facolta' di riscatto di cui al comma 5 e' ammessa anche 
   per i soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di 
   previdenza che non abbiano iniziato l'attivita' lavorativa. In 
   tale caso, il contributo e' versato all'INPS in apposita evidenza 
   contabile separata e viene rivalutato secondo le regole del 
   sistema contributivo, con riferimento alla data della domanda. Il 
   montante maturato e' trasferito, a domanda dell'interessato, 
   presso la gestione previdenziale nella quale sia o sia stato 
   iscritto. L'onere dei periodi di riscatto e' costituito dal 
   versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al 
   livello minimo imponibile annuo di cui all'articolo 1, comma 3, 
   della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l'aliquota di 
   computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione 
   generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti. Il contributo 
   e' fiscalmente deducibile dall'interessato; il contributo e' 
   altresi' detraibile dall'imposta dovuta dai soggetti di cui 
   l'interessato risulti fiscalmente a carico nella misura del 19 per 
   cento dell'importo stesso. 
   5-ter. In deroga a quanto previsto dall'articolo 1, comma 7, della 
   legge 8 agosto 1995, n. 335, i periodi riscattati ai sensi dei 
   commi da 5 a 5-bis sono utili ai fini del raggiungimento del 
   diritto a pensione". 
  78. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi 76 e 77, pari a 
200 milioni di euro a decorrere dal 2008, si provvede a valere  sulle
risorse del Fondo di cui all'articolo 5, comma 8, del decreto-legge 2
luglio 2007, n. 81, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  3
agosto 2007, n. 127. 
  79. Con riferimento agli iscritti alla gestione separata di cui 
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che  non
risultino assicurati  presso  altre  forme  obbligatorie,  l'aliquota
contributiva pensionistica e la relativa aliquota contributiva per il
computo delle prestazioni pensionistiche e' stabilita in misura  pari
al 24 per cento per l'anno 2008, in misura pari al 25 per  cento  per
l'anno 2009 e in misura pari al 26 per cento  a  decorrere  dall'anno
2010. Con effetto dal 1° gennaio 2008 per i rimanenti  iscritti  alla
predetta gestione l'aliquota contributiva pensionistica e la relativa
aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche
sono stabilite in misura pari al 17 per cento. 
  80. Nel rispetto dei principi di autonomia previsti dall'articolo 2 
del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, l'Istituto  nazionale
di previdenza dei giornalisti italiani provvede  all'approvazione  di
apposite delibere intese a: 
a) coordinare il regime della propria gestione separata previdenziale
   con quello della gestione separata di cui al comma 79, modificando 
   conformemente la struttura di contribuzione, il riparto della 
   stessa tra lavoratore e committente, nonche' l'entita' della 
   medesima, al fine di pervenire, secondo principi di gradualita', a 
   decorrere dal 1° gennaio 2011, ad aliquote non inferiori a quelle 
   dei collaboratori iscritti alla gestione separata di cui al comma 
   79; 
b) prevedere forme di incentivazione  per  la  stabilizzazione  degli
   iscritti alla propria gestione separata in analogia a quanto 
   disposto dall'articolo 1, commi 1202 e seguenti, della legge 27 
   dicembre 2006, n. 296, stabilendo le relative modalita'. 
  81. Il Governo e' delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi 
dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  disposizione,  su
proposta del Ministro del lavoro e  delle  politiche  sociali  e  del
Ministro per le pari opportunita', in  conformita'  all'articolo  117
della Costituzione e agli statuti delle regioni a statuto speciale  e
delle province autonome di Trento e di Bolzano, e alle relative norme
di attuazione, e garantendo l'uniformita' della tutela dei lavoratori
sul  territorio  nazionale  attraverso  il   rispetto   dei   livelli
essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e  sociali,
uno  o  piu'  decreti  legislativi  finalizzati  al  riordino   della
normativa in materia  di  occupazione  femminile,  nel  rispetto  dei
seguenti principi e criteri direttivi: 
    a) previsione, nell'ambito dell'esercizio della delega in tema di 
riordino degli incentivi di cui al comma 30, lettera b), di incentivi
e sgravi contributivi mirati a sostenere i regimi di orari flessibili
legati  alle  necessita'  della  conciliazione  tra  lavoro  e   vita
familiare, nonche' a favorire l'aumento dell'occupazione femminile; 
    b) revisione della vigente normativa in materia di congedi 
parentali, con particolare riferimento all'estensione della durata di
tali congedi e all'incremento della relativa indennita'  al  fine  di
incentivarne l'utilizzo; 
    c) rafforzamento degli istituti previsti dall'articolo 9 della 
legge 8 marzo 2000, n. 53, con particolare riferimento  al  lavoro  a
tempo parziale e al telelavoro; 
    d) rafforzamento dell'azione dei diversi livelli di governo e 
delle diverse amministrazioni competenti, con riferimento ai  servizi
per l'infanzia e agli anziani non  autosufficienti,  in  funzione  di
sostegno dell'esercizio della liberta' di scelta da parte delle donne
nel campo del lavoro; 
    e) orientamento dell'intervento legato alla programmazione dei 
Fondi comunitari, a partire dal Fondo sociale  europeo  (FSE)  e  dal
Programma  operativo  nazionale  (PON),  in   via   prioritaria   per
l'occupazione  femminile,  a  supporto  non  solo   delle   attivita'
formative, ma anche di quelle di  accompagnamento  e  inserimento  al
lavoro, con destinazione di  risorse  alla  formazione  di  programmi
mirati alle donne per il corso della relativa vita lavorativa; 
    f) rafforzamento delle garanzie per l'applicazione effettiva 
della parita' di  trattamento  tra  donne  e  uomini  in  materia  di
occupazione e di lavoro; 
    g) realizzazione, anche ai fini di cui alla lettera e), di 
sistemi di raccolta ed elaborazione di dati in grado di far  emergere
e rendere misurabili le  discriminazioni  di  genere  anche  di  tipo
retributivo; 
    h) potenziamento delle azioni intese a favorire lo sviluppo 
dell'imprenditoria femminile; 
    i) previsione di azioni e interventi che agevolino l'accesso e il 
rientro  nel  mercato  del  lavoro  delle  donne,  anche   attraverso
formazione  professionale  mirata  con   conseguente   certificazione
secondo le nuove strategie dell'Unione europea; 
    l) definizione degli adempimenti dei datori di lavoro in materia 
di attenzione al genere. 
  82. All'articolo 8, comma 12, del decreto legislativo 5 dicembre 
2005, n. 252, le parole: "Il finanziamento delle forme pensionistiche
complementari puo' essere altresi' attuato delegando" sono sostituite
dalle seguenti: "Per i soggetti destinatari del  decreto  legislativo
16 settembre 1996, n.  565,  anche  se  non  iscritti  al  fondo  ivi
previsto, sono consentite contribuzioni  saltuarie  e  non  fisse.  I
medesimi soggetti possono altresi' delegare". 
  83. All'articolo 1, comma 791, lettera b), della legge 27 dicembre 
2006, n. 296, le parole: "17 e 22" sono  sostituite  dalle  seguenti:
"7, 17 e 22". Con decreto del Ministro del lavoro e della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
sono rideterminate le aliquote contributive di cui al citato articolo
1, comma 791, lettera b), della legge n. 296 del 2006. 
  84. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali, per 
l'anno  2008,  le  indennita'  ordinarie  di  disoccupazione  di  cui
all'articolo 13, commi 7 e 8, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14  maggio  2005,  n.  80,
sono riconosciute, nel limite di 20 milioni di euro e anche in deroga
ai  primi  due  periodi  dell'articolo  13,  comma  10,  del   citato
decreto-legge n. 35  del  2005,  esclusivamente  in  base  ad  intese
stipulate in sede istituzionale territoriale tra  le  parti  sociali,
recepite entro il 31 marzo 2008 con decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze,  che  individua,  altresi',  l'ambito  territoriale  e
settoriale cui appartengono le imprese che sospendono i lavoratori  e
il numero dei beneficiari, anche al fine del rispetto del  limite  di
spesa di cui al presente comma. 
  85. Il comma 15 dell'articolo 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 
84, e' sostituito dal seguente: 
"15. Per l'anno 2008 ai lavoratori addetti alle prestazioni di lavoro
temporaneo occupati con contratto di  lavoro  a  tempo  indeterminato
nelle imprese e agenzie di cui ai commi 2 e  5  e  per  i  lavoratori
delle societa' derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali
ai sensi dell'articolo 21,  comma  1,  lettera  b),  e'  riconosciuta
un'indennita' pari a un ventiseiesimo del trattamento massimo mensile
d'integrazione  salariale  straordinaria   previsto   dalle   vigenti
disposizioni, nonche' la  relativa  contribuzione  figurativa  e  gli
assegni per  il  nucleo  familiare,  per  ogni  giornata  di  mancato
avviamento al lavoro, nonche' per le giornate di  mancato  avviamento
al lavoro che coincidano, in  base  al  programma,  con  le  giornate
definite festive,  durante  le  quali  il  lavoratore  sia  risultato
disponibile. Detta  indennita'  e'  riconosciuta  per  un  numero  di
giornate di mancato avviamento al lavoro pari alla differenza tra  il
numero massimo di 26 giornate mensili erogabili  e  il  numero  delle
giornate effettivamente lavorate in ciascun  mese,  incrementato  del
numero delle giornate di  ferie,  malattia,  infortunio,  permesso  e
indisponibilita'. L'erogazione dei trattamenti  di  cui  al  presente
comma da parte dell'Istituto nazionale della  previdenza  sociale  e'
subordinata  all'acquisizione  degli  elenchi  recanti   il   numero,
distinto per ciascuna impresa o agenzia, delle  giornate  di  mancato
avviamento al lavoro predisposti dal Ministero dei trasporti in  base
agli  accertamenti  effettuati  in  sede  locale   dalle   competenti
autorita'  portuali  o,  laddove  non  istituite,   dalle   autorita'
marittime". 
  86. Le disposizioni di cui al comma 85 hanno efficacia 
successivamente all'entrata in  vigore  delle  disposizioni  relative
alla  proroga  degli  strumenti  per  il  reddito  dei  lavoratori  -
ammortizzatori sociali, recate dalla  legge  finanziaria  per  l'anno
2008, a valere sulle risorse a tal fine nella stessa  stanziate,  nel
limite massimo di 12 milioni di euro per l'anno 2008. 
  87. All'articolo 21 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono 
apportate le seguenti modificazioni: 
a) al  comma  1,  la  parola:  "trasformarsi"  e'  sostituita   dalla
   seguente: "costituirsi"; 
b) ai commi 4, 7 e 8, la parola: "trasformazione",  ovunque  ricorre,
   e' sostituita dalla seguente: "costituzione"; 
c) dopo il comma 8 e' aggiunto il seguente: 
   "8-bis. Per favorire i processi di riconversione produttiva e per 
   contenere gli oneri a carico dello Stato derivanti dall'attuazione 
   del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con 
   modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, nei porti, con 
   l'esclusione di quelli indicati all'articolo 4, comma 1, lettere 
   b) e c), ove sussistano imprese costituite ai sensi del comma 1, 
   lettera b), e dell'articolo 17, il cui organico non superi le 
   quindici unita', le stesse possono svolgere, in deroga a quanto 
   previsto dall'articolo 17, altre tipologie di lavori in ambito 
   portuale e hanno titolo preferenziale ai fini del rilascio di 
   eventuali concessioni demaniali relative ad attivita' comunque 
   connesse ad un utilizzo del demanio marittimo, definite con 
   decreto del Ministro dei trasporti". 
  88. Il decreto di cui al comma 8-bis dell'articolo 21 della legge 
28 gennaio 1994, n. 84, introdotto dal comma  87,  e'  emanato  entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 
  89. Il comma 13 dell'articolo 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 
84, e' sostituito dal seguente: 
"13. Le autorita' portuali, o, laddove non  istituite,  le  autorita'
marittime,  inseriscono  negli  atti  di  autorizzazione  di  cui  al
presente articolo, nonche' in  quelli  previsti  dall'articolo  16  e
negli atti di concessione di cui all'articolo 18, disposizioni  volte
a garantire un trattamento normativo ed economico minimo inderogabile
ai lavoratori e ai soci lavoratori di cooperative dei soggetti di cui
al presente articolo e agli articoli 16, 18 e 21,  comma  1,  lettera
b). Detto trattamento minimo  non  puo'  essere  inferiore  a  quello
risultante dal vigente contratto collettivo nazionale dei  lavoratori
dei porti, e suoi successivi rinnovi, stipulato dalle  organizzazioni
sindacali dei lavoratori,  comparativamente  piu'  rappresentative  a
livello nazionale, dalle associazioni  nazionali  di  categoria  piu'
rappresentative delle imprese portuali di cui ai sopracitati articoli
e dall'Associazione porti italiani (Assoporti)". 
  90. Gli schemi dei decreti legislativi adottati ai sensi della 
presente legge,  ciascuno  dei  quali  deve  essere  corredato  della
relazione tecnica di cui all'articolo 11-ter, comma 2, della legge  5
agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, sono  deliberati  in
via preliminare dal Consiglio dei Ministri, sentiti le organizzazioni
sindacali  dei  lavoratori  e  dei  datori  di  lavoro   maggiormente
rappresentative a  livello  nazionale,  nonche',  relativamente  agli
schemi dei decreti legislativi adottati ai sensi  del  comma  6,  gli
organismi a livello nazionale rappresentativi del personale  militare
e delle forze  di  polizia  a  ordinamento  civile.  Su  di  essi  e'
acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulle
materie di competenza. Tali schemi sono trasmessi alle Camere ai fini
dell'espressione dei pareri da parte delle  Commissioni  parlamentari
competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario,
che sono resi entro trenta giorni  dalla  data  di  assegnazione  dei
medesimi schemi. Le Commissioni possono chiedere ai Presidenti  delle
Camere una proroga di venti  giorni  per  l'espressione  del  parere,
qualora cio' si renda necessario per la complessita' della materia  o
per il numero degli schemi trasmessi nello stesso  periodo  all'esame
delle Commissioni. Qualora i termini  per  l'espressione  del  parere
delle  Commissioni  parlamentari  scadano  nei  trenta   giorni   che
precedono la scadenza del termine per  l'esercizio  della  delega,  o
successivamente, quest'ultimo e' prorogato  di  sessanta  giorni.  Il
predetto termine e' invece prorogato di venti giorni nel caso in  cui
sia concessa la proroga del termine  per  l'espressione  del  parere.
Decorso il termine di cui al terzo periodo, ovvero  quello  prorogato
ai sensi  del  quarto  periodo,  senza  che  le  Commissioni  abbiano
espresso i pareri di rispettiva  competenza,  i  decreti  legislativi
possono essere comunque emanati. Entro  i  trenta  giorni  successivi
all'espressione dei pareri, il Governo, ove non  intenda  conformarsi
alle  condizioni  ivi   eventualmente   formulate   con   riferimento
all'esigenza di garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma,
della Costituzione, ritrasmette alle Camere i  testi,  corredati  dei
necessari  elementi  integrativi  di  informazione,  per   i   pareri
definitivi delle Commissioni  competenti,  che  sono  espressi  entro
trenta giorni dalla data di trasmissione. 
  91. Disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi 
di cui al comma 90 possono essere adottate entro diciotto mesi  dalla
data di entrata in vigore dei  decreti  medesimi,  nel  rispetto  dei
principi e dei criteri direttivi previsti dalla presente legge e  con
le stesse modalita' di cui al comma 90.  Entro  diciotto  mesi  dalla
data  di  entrata  in  vigore   delle   disposizioni   correttive   e
integrative, il Governo e' delegato ad adottare i decreti legislativi
recanti le norme eventualmente occorrenti per  il  coordinamento  dei
decreti emanati ai sensi della presente  legge  con  le  altre  leggi
dello Stato e l'abrogazione delle norme divenute incompatibili. 
  92. Le disposizioni di cui alla presente legge, le quali 
determinano nuovi o maggiori oneri per la  finanza  pubblica  pari  a
1.264 milioni di euro per l'anno 2008, a 1.520 milioni  di  euro  per
l'anno 2009, a 3.048 milioni di euro per ciascuno degli anni  2010  e
2011 e a 1.898 milioni di euro  a  decorrere  dall'anno  2012,  hanno
efficacia  solo   successivamente   all'entrata   in   vigore   delle
disposizioni relative all'istituzione del Fondo per il  finanziamento
del Protocollo del 23 luglio 2007 della presente legge, recate  dalla
legge finanziaria per l'anno 2008. Agli oneri di  cui  al  precedente
periodo si provvede a valere sulle risorse di  cui  al  citato  Fondo
entro i limiti delle medesime. 
  93. Dall'emanazione dei decreti legislativi attuativi delle deleghe 
previste dai commi 28 e 29, da 30 a 33 e 81 non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
  94. Fatto salvo quanto previsto ai commi 86 e 92, la presente legge 
entra in vigore il 1° gennaio 2008. 
 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita 
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. 
  E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla 
osservare come legge dello Stato. 
 
    Data a Roma, addi' 24 dicembre 2007 
 
                             NAPOLITANO 
 
                         Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri 
Damiano, Ministro del lavoro e della previdenza sociale 
Padoa Schioppa, Ministro dell'economia e delle finanze 
 
Visto, il Guardasigilli: Mastella 
 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.L. 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni dalla 
L. 24 giugno 2009, n. 77 ha disposto (con l'art. 8, comma 1) che  "Al
fine di sostenere l'economia delle  zone  colpite  dal  sisma  del  6
aprile 2009 ed il reddito delle famiglie, lavoratori ed imprese, sono
disposti: 
  a) la proroga dell'indennita' ordinaria di disoccupazione con 
requisiti normali di cui all'articolo 1, comma  25,  della  legge  24
dicembre  2007,  n.  247,  con  riconoscimento  della   contribuzione
figurativa". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni 
dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25 ha disposto  (con  l'art.  6,  comma
9-bis) che "E' consentita, fino al 30 giugno 2010,  la  presentazione
del curriculum professionale di cui all'articolo 2, comma 4,  lettera
c), del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12
marzo 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 110 del 12  maggio
2008. A tali fini, l'articolo 1, comma 20, della  legge  24  dicembre
2007, n. 247, si interpreta nel  senso  che  gli  atti  di  indirizzo
ministeriale  ivi   richiamati   si   intendono   quelli   attestanti
l'esposizione all'amianto protratta fino al 1992, limitatamente  alle
mansioni e ai reparti ed aree produttive specificamente indicati 
negli atti medesimi." 
                                                           Allegato 1 

              Parte di provvedimento in formato grafico
                                                           Allegato 2 

              Parte di provvedimento in formato grafico
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