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LEGGE 24 giugno 1997, n. 196

Norme in materia di promozione dell''''occupazione.

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
                              PROMULGA
la seguente legge:

                               Art. 1
  ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276)) ((12))
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AGGIORNAMENTO (12)
  Il  D.Lgs.  10  settembre  2003, n. 276 ha disposto (con l'art. 86,
comma  3)  che "In relazione agli effetti derivanti dalla abrogazione
delle  disposizioni  di  cui  agli  articoli da 1 a 11 della legge 24
giugno  1997,  n. 196, le clausole dei contratti collettivi nazionali
di  lavoro  stipulate  ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera a),
della  medesima  legge  e  vigenti alla data di entrata in vigore del
presente  decreto,  mantengono,  in  via  transitoria e salve diverse
intese,  la  loro  efficacia fino alla data di scadenza dei contratti
collettivi  nazionali  di  lavoro,  con  esclusivo  riferimento  alla
determinazione  per  via  contrattuale  delle  esigenze  di carattere
temporaneo che consentono la somministrazione di lavoro a termine. Le
clausole  dei  contratti  collettivi nazionali di lavoro stipulate ai
sensi  dell'articolo  1, comma 3, della legge 24 giugno 1997, n. 196,
vigenti  alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,
mantengono  la  loro  efficacia  fino  a diversa determinazione delle
parti stipulanti o recesso unilaterale."
                               Art. 2
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 3
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 4
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 5
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 6
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 7
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 8
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 9
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 10
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                               Art. 11
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
                              Art. 12.
    (Disciplina sanzionatoria del contratto a tempo determinato)
1. Il secondo comma dell'articolo 2 della legge 18 aprile 1962,
n. 230, e' sostituito dal seguente:
    "Se  il  rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine
inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro
e'  tenuto  a  corrispondere  al  lavoratore  una maggiorazione della
retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20
per  cento  fino  al  decimo  giorno  successivo, al 40 per cento per
ciascun  giorno ulteriore. Se il rapporto di lavoro continua oltre il
ventesimo  giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi
ovvero  oltre  il  trentesimo  negli  altri  casi,  il  contratto  si
considera  a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.
Qualora  il  lavoratore venga riassunto a termine entro un periodo di
dieci  giorni  ovvero  venti  giorni  dalla  data  di  scadenza di un
contratto  di  durata,  rispettivamente, inferiore o superiore ai sei
mesi, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato. Quando
si  tratti  di  due  assunzioni  successive a termine, il rapporto di
lavoro  si considera a tempo indeterminato dalla data di stipulazione
del primo contratto".
                              Art. 13.
              (Incentivi alla riduzione e rimodulazione
           degli orari di lavoro, lavoro a tempo parziale)
    1. L'orario normale di lavoro e' fissato in 40 ore settimanali. I
contratti  collettivi nazionali possono stabilire una durata minore e
riferire   l'orario  normale  alla  durata  media  delle  prestazioni
lavorative  in  un  periodo  non  superiore all'anno. In attesa della
nuova  normativa  in  materia di tempi di lavoro e comunque non oltre
dodici  mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le
disposizioni  di cui ai commi secondo e terzo dell'articolo 5-bis del
regio  decreto-legge 15 marzo 1923, n. 692, convertito dalla legge 17
aprile  1925,  n.  473,  e  successive  modificazioni e integrazioni,
continuano  a  trovare applicazione solo in caso di superamento delle
48 ore settimanali di lavoro.
    2.  Allo  scopo di favorire il ricorso a forme di orario ridotto,
anche  attraverso  processi  concordati  di  riduzione dell'orario di
lavoro,  con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e della previdenza
sociale, di concerto con i Ministri del tesoro e del bilancio e della
programmazione economica, da emanare entro sessanta giorni dalla data
di  entrata  in  vigore  della presente legge, sentite le Commissioni
parlamentari   competenti,  sono  stabilite  misure  di  riduzione  o
rimodulazione  delle  aliquote  contributive in funzione dell'entita'
della  riduzione  e  rimodulazione  dell'orario di lavoro determinate
contrattualmente.  Tali  misure  verranno  attuate  secondo criteri e
modalita' stabiliti nel medesimo decreto, con particolare riferimento
alla  rimodulazione  delle aliquote contributive per fasce di orario,
rispettivamente,  fino  a  ventiquattro,  oltre ventiquattro e fino a
trentadue, oltre trentadue e fino a trentasei, oltre trentasei e fino
a  quaranta ore settimanali. Le medesime aliquote si applicano quando
l'orario  medio  settimanale sia compreso nelle fasce suddette, anche
con riferimento ai casi di lavoro a tempo parziale verticale. In sede
di  prima  applicazione, per i primi due anni successivi alla data di
entrata in vigore della presente legge, gli interventi sono destinati
prioritariamente  ai casi in cui il contratto di cui al primo periodo
preveda  assunzioni  a  tempo  indeterminato  di  nuovo  personale ad
incremento  dell'organico  o la trasformazione di contratti di lavoro
da  tempo  pieno a tempo parziale nell'ambito di processi di gestione
di esuberi di personale.
    3.  I  benefici concessi ai sensi del comma 2 sono cumulabili con
quelli previsti dall'articolo 7 del decreto- legge 16 maggio 1994, n.
299,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n.
451,  per  i quali si provvede ad incrementare le risorse preordinate
allo  scopo.  Al comma 1 del citato articolo 7 le parole: "fino al 31
dicembre 1995" sono soppresse.
    4.  Con  il  decreto  di  cui al comma 2 e' stabilita la maggiore
misura  della riduzione delle aliquote contributive prevista al comma
2, nei seguenti contratti a tempo parziale:
    a)  contratti  di lavoro a tempo parziale stipulati dalle imprese
situate nelle aree di cui all'obiettivo n. 1 del regolamento (CEE) n.
2081/93 del Consiglio del 20 luglio 1993, e successive modificazioni,
ad incremento degli organici esistenti alla data di entrata in vigore
della  presente legge, con lavoratori inoccupati di eta' compresa tra
i diciotto e i venticinque anni e residenti nelle predette aree;
    b)  contratti di lavoro a tempo parziale in cui siano trasformati
i contratti di lavoro intercorrenti con lavoratori che conseguono nei
successivi   tre   anni   i   requisiti  di  accesso  al  trattamento
pensionistico,  a  condizione  che  il  datore  di lavoro assuma, con
contratti  di  lavoro  a tempo parziale e per un tempo lavorativo non
inferiore a quello ridotto ai lavoratori predetti, giovani inoccupati
o disoccupati di eta' inferiore a trentadue anni;
    c) contratti di lavoro a tempo parziale stipulati con lavoratrici
precedentemente  occupate  che  rientrano nel mercato del lavoro dopo
almeno due anni di inattivita';
    d)  contratti  di lavoro a tempo parziale stipulati per l'impiego
di  lavoratori  nei  settori  della  salvaguardia dell'ambiente e del
territorio,  del recupero e della riqualificazione degli spazi urbani
e dei beni culturali;
    e)  contratti di lavoro a tempo parziale stipulati da imprese che
abbiano   provveduto   ad   attuare  interventi  volti  al  risparmio
energetico  e  all'uso  di energie alternative ai sensi della legge 9
gennaio 1991, n. 10.
    5. Decorsi due anni dall'emanazione del decreto di cui al comma 2
il   Governo  procede  ad  una  valutazione,  con  le  organizzazioni
sindacali   dei  datori  di  lavoro  e  dei  lavoratori  maggiormente
rappresentative  sul  piano nazionale, degli effetti degli interventi
di   cui   al  presente  articolo  sui  comportamenti  delle  imprese
fruitrici, sui livelli occupazionali e sulla diffusione dei contratti
di  lavoro a tempo parziale, anche al fine di rideterminare l'impegno
finanziario   di   cui  al  presente  articolo,  e  ne  riferisce  al
Parlamento.
    6.  Le  misure  previste  nel  presente  articolo  possono essere
attuate  nei  limiti delle risorse preordinate allo scopo nell'ambito
del  Fondo  per  l'occupazione  di  cui  all'articolo 1, comma 7, del
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  19  luglio  1993,  n.  236,  come incrementato ai sensi
dell'articolo  29-quater  del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30,
nella  misura  di  lire  868  miliardi  per  l'anno 1997, di lire 494
miliardi  per  l'anno  1998  e di lire 739 miliardi annui a decorrere
dall'anno  1999,  nonche'  ai  sensi  dell'articolo 25 della presente
legge.  Per  il  primo anno successivo alla data di entrata in vigore
della presente legge, tale limite non potra' superare 400 miliardi di
lire.  Per i successivi anni il limite e' determinato con decreto del
Ministro  del  lavoro  e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro del tesoro, nell'ambito delle risorse disponibili del Fondo,
ripartendone  la  destinazione  tra  gli  incentivi  alla riduzione e
rimodulazione degli orari di lavoro e gli incentivi per i contratti a
tempo parziale.
    7. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 25 FEBBRAIO 2000, N. 61)).
                              Art. 14.
               (Occupazione nel settore della ricerca)
    1.  Con  uno o piu' decreti del Ministro dell'universita' e della
ricerca   scientifica  e  tecnologica,  una  quota,  da  determinarsi
annualmente,  delle  somme  disponibili, di competenza della medesima
amministrazione  e  a  valere  sulle  risorse  finanziarie  di cui ai
provvedimenti:   legge   17   febbraio  1982,  n.  46,  e  successive
modificazioni;   legge   lo   marzo   1986,   n.   64,  e  successive
modificazioni;  legge 5 agosto 1988, n. 346; decreto-legge 22 ottobre
1992,  n.  415,  e relativa legge di conversione 19 dicembre 1992, n.
488;  articolo 11, comma 5, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299,
e  relativa legge di conversione 19 luglio 1994, n. 451 decreto-legge
23  settembre  1994,  n.  547,  e  relativa  legge  di conversione 22
novembre  1994,  n.  644;  decreto-  legge  31 gennaio 1995, n. 26, e
relativa  legge di conversione 29 marzo 1995, n. 95; decreto- legge 8
febbraio  1995, n. 32, e relativa legge di conversione 7 aprile 1995,
n.  104;  decreto-legge  17  giugno 1996, n. 321, e relativa legge di
conversione  8 agosto 1996, n. 421; decreto-legge 23 ottobre 1996, n.
548,  e  relativa legge di conversione 20 dicembre 1996, n. 641; puo'
essere  assegnata  prioritariamente,  per  l'erogazione,  a piccole e
medie  imprese,  alle  imprese  artigiane  e  ai soggetti di cui agli
articoli  17  e  27 della legge 5 ottobre 1991, n. 317, di contributi
finalizzati  all'avviamento  di titolari di diploma universitario, di
laureati  e  di  dottori  di  ricerca ad attivita' di ricerca, con la
stipula  di  contratti a termine di lavoro subordinato, anche a tempo
parziale,    nell'ambito   di   progetti   di   ricerca   di   durata
predeterminata.
    2.  In  deroga alla normativa concernente il personale degli enti
pubblici  di  ricerca  e  delle  universita' e in attesa del riordino
generale del settore, e' consentito agli enti e agli atenei medesimi,
in  via  sperimentale,  nell'ambito di attivita' per il trasferimento
tecnologico,   di   assegnare  in  distacco  temporaneo  ricercatori,
tecnologi  e tecnici di ricerca di cui all'articolo 15 della legge 11
marzo  1988,  n. 67, presso piccole e medie imprese, nonche' presso i
soggetti  di cui agli articoli 17 e 27 della legge 5 ottobre 1991, n.
317.
    3.  L'assegnazione di cui al comma 2 comporta il mantenimento del
rapporto  di  lavoro  con  l'ente  o  con  l'ateneo  assegnante,  con
l'annesso  trattamento  economico  e  contributivo.  E'  disposta  su
richiesta  dell'impresa  o  del  soggetto  di  cui al comma 2, previo
assenso  dell'interessato  e  per  un periodo non superiore a quattro
anni,  rinnovabile una sola volta, sulla base di intese tra le parti,
che  regolano  le  funzioni,  nonche' le modalita' di inserimento dei
lavoratori  in  distacco  temporaneo  presso  l'impresa o il soggetto
assegnatario.  L'impresa  o  i  soggetti di cui agli articoli 17 e 27
della  legge  5  ottobre  1991,  n. 317, corrispondono un compenso, a
titolo di incentivo e aggiuntivo al trattamento corrisposto dall'ente
o  dall'ateneo  assegnante,  ai  ricercatori,  tecnologi e tecnici di
ricerca distaccati.
    4.  Con  i  decreti  di  cui  al comma 1, a valere sulle medesime
risorse  di cui alla predetta disposizione, nonche', dall'anno 1999 e
con  riferimento  agli  atenei, a valere sui trasferimenti statali ad
essi  destinati,  possono essere altresi' concesse agli enti pubblici
di ricerca e alle universita', i quali procedano alle assegnazioni in
distacco  temporaneo  di  cui  al comma 2, eventuali integrazioni dei
contributi   ordinari   finalizzate   alla  copertura,  nella  misura
determinata    dai    medesimi   decreti,   degli   oneri   derivanti
dall'assunzione,   in   sostituzione  del  personale  distaccato,  di
titolari  di  diploma  universitario,  di  laureati  o  di dottori di
ricerca  con  contratto a termine di lavoro subordinato anche a tempo
parziale,  di  durata  non  superiore a quattro anni, rinnovabile una
sola volta, per attivita' di ricerca.
    5.  I  decreti  di cui ai commi 1 e 4 determinano le procedure di
presentazione  e  di  selezione  delle  richieste  di contributo e di
integrazione,  gli importi massimi del contributo e dell'integrazione
per   ogni  soggetto  beneficiario,  anche  in  relazione  alle  aree
territoriali  interessate  nel rispetto delle finalita' stabilite dal
decreto   legge  22  ottobre  1992,  n.  415,  e  relativa  legge  di
conversione  19  dicembre  1992,  n.  488,  e  alla  possibilita'  di
cofinanziamento  comunitario,  la  differenziazione  del contributo e
dell'integrazione  in  relazione  al  livello  di  qualificazione del
personale  da assumere, l'eventuale ulteriore disciplina del distacco
temporaneo, nonche' apposite modalita' di monitoraggio e di verifica.
((7))
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AGGIORNAMENTO (7)
  Il  D.Lgs.  27 luglio 1999, n. 297 ha disposto (con l'art. 9, comma
4,  lettera  a))  che  il  presente articolo e' abrogato "A decorrere
dalla data di entrata in vigore del primo decreto di cui all'articolo
6, comma 2".
                              Art. 15.
                 (Contratto di formazione e lavoro)
    1.  All'articolo  16  del  decreto-legge  16 maggio 1994, n. 299,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1994, n. 451,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  1,  dopo le parole: "fondazioni," sono inserite le
seguenti: "enti pubblici di ricerca";
    b)  al comma 6 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Nelle
aree  di  cui all'obiettivo n. 1 del regolamento (CEE) n. 2081/93 del
Consiglio  del 20 luglio 1993, e successive modificazioni, in caso di
trasformazione, allo scadere del ventiquattresimo mese, dei contratti
di  formazione e lavoro di cui al comma 2, lettera a), in rapporto di
lavoro  a tempo indeterminato, continuano a trovare applicazione, per
i  successivi dodici mesi, le disposizioni di cui al comma 3 e quelle
di  cui  al  primo  periodo  del  presente  comma. Nel caso in cui il
lavoratore,   durante   i   suddetti  ulteriori  dodici  mesi,  venga
illegittimamente  licenziato,  il  datore  di  lavoro  e' tenuto alla
restituzione   dei   benefici  contributivi  percepiti  nel  predetto
periodo".
    2.  La  Commissione  regionale  per l'impiego puo' deliberare, ai
sensi  dell'articolo  9, comma 9, del decreto- legge lo ottobre 1996,
n.  510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996,
n. 608, l'inserimento mirato lavorativo con contratto di formazione e
lavoro  per  soggetti  portatori  di handicap, sulla base di progetti
previsti dai contratti collettivi nazionali.
    3. L'onere derivante dal presente articolo e' valutato in lire 60
miliardi per l'anno 1997 e in lire 120 miliardi a decorrere dall'anno
1998.
                               Art. 16
                            Apprendistato

  1.  Possono  essere  assunti,  in tutti i settori di attivita', con
contratto  di apprendistato, i giovani di eta' non inferiore a sedici
anni  e  non  superiore  a ventiquattro, ovvero a ventisei anni nelle
aree  di cui agli obiettivi n. 1 e 2 del regolamento (CEE) n. 2081/93
del  Consiglio  del  20 luglio 1993, e successive modificazioni. Sono
fatti  salvi  i  divieti  e le limitazioni previsti dalla legge sulla
tutela  del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti. L'apprendistato
non  puo' avere una durata superiore a quella stabilita per categorie
professionali dai contratti collettivi nazionali di lavoro e comunque
non  inferiore  a  diciotto  mesi e superiore a quattro anni. Qualora
l'apprendista  sia  portatore  di handicap i limiti di eta' di cui al
presente  comma  sono  elevati  di  due anni; i soggetti portatori di
handicap  impiegati  nell'apprendistato sono computati nelle quote di
cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive modificazioni.
  2.  Ai  contratti  di apprendistato conclusi a decorrere da un anno
dalla  data  di  entrata  in vigore della presente legge, le relative
agevolazioni  contributive  non  trovano  applicazione  nel  caso  di
mancata   partecipazione   degli   apprendisti   alle  iniziative  di
formazione  esterna  all'azienda  prevista  dai  contratti collettivi
nazionali   di  lavoro  proposte  formalmente  all'impresa  da  parte
dell'amministrazione  pubblica  competente.  Con decreto del Ministro
del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  su proposta del comitato
istituito  con  decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del
18  novembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 290 dell'11
dicembre  1996,  sentite  le  organizzazioni  sindacali  maggiormente
rappresentative sul piano nazionale, le associazioni di categoria dei
datori  di  lavoro  e  le regioni, sono definiti, entro trenta giorni
dalla  decisione  del  comitato, i contenuti formativi delle predette
iniziative  di  formazione  che,  nel primo anno, dovranno riguardare
anche  la  disciplina  del  rapporto  di lavoro, l'organizzazione del
lavoro  e le misure di prevenzione per la tutela della salute e della
sicurezza  sul  luogo  di  lavoro,  nonche'  l'impegno  formativo per
l'apprendista,  normalmente  pari  ad  almeno  120  ore  medie annue,
prevedendo un impegno ridotto per i soggetti in possesso di titolo di
studio  post-obbligo o di attestato di qualifica professionale idonei
rispetto  all'attivita'  da  svolgere.  Il predetto decreto definisce
altresi'   i   termini   e   le   modalita'   per  la  certificazione
dell'attivita'  formativa  svolta,  per  la dislocazione territoriale
della  stessa nonche' per le comunicazioni da parte delle imprese per
consentire     all'amministrazione     competente    l'organizzazione
dell'attivita' formativa esterna.
  3.  In  via  sperimentale,  possono  essere  concesse  agevolazioni
contributive  per  i lavoratori impegnati in qualita' di tutore nelle
iniziative formative di cui al comma 2, comprendendo fra questi anche
i titolari di imprese artigiane qualora svolgano attivita' di tutore.
Con  decreto  del  Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da
emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge,  sono determinati le esperienze professionali richieste per lo
svolgimento  delle  funzioni  di tutore, nonche' entita', modalita' e
termini di concessione di tali benefici nei limiti delle risorse ((da preordinare allo scopo, a valere sul Fondo di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236)).
  4.  Sono  fatte salve le condizioni di maggior favore in materia di
apprendistato  previste per il settore dell'artigianato dalla vigente
disciplina normativa e contrattuale.
  5. Il Governo emana entro nove mesi dalla data di entrata in vigore
della  presente  legge,  previo  parere  delle competenti Commissioni
parlamentari, norme regolamentari ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sulla proposta del Presidente del
Consiglio  dei  ministri e del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale  in  materia  di  speciali  rapporti  di lavoro con contenuti
formativi  quali  l'apprendistato  e  il  contratto  di  formazione e
lavoro,  allo  scopo  di  pervenire  ad una disciplina organica della
materia  secondo  criteri  di valorizzazione dei contenuti formativi,
con   efficiente  utilizzo  delle  risorse  finanziarie  vigenti,  di
ottimizzazione  ai fini della creazione di occasioni di impiego delle
specifiche   tipologie   contrattuali,  nonche'  di  semplificazione,
razionalizzazione  e  delegificazione,  con abrogazione, ove occorra,
delle  norme  vigenti.  Dovra'  altresi' essere definito, nell'ambito
delle  suddette norme regolamentari, un sistema organico di controlli
sulla  effettivita'  dell'addestramento  e  sul  re- ale rapporto tra
attivita'  lavorativa  e  attivita'  formativa,  con la previsione di
specifiche sanzioni amministrative per l'ipotesi in cui le condizioni
previste dalla legge non siano state assicurate.
  6.  Sono  abrogati  gli articoli 6, primo comma, e 7 della legge 19
gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni. Il secondo comma del
predetto  articolo  6 continua ad operare fino alla modificazione dei
limiti di eta' per l'adempimento degli obblighi scolastici.
  7.  L'onere derivante dal presente articolo e' valutato in lire 185
miliardi  per  l'anno 1997, in lire 370 miliardi per l'anno 1998 e in
lire 550 miliardi a decorrere dall'anno 1999.
                               Art. 17
              (Riordino della formazione professionale)
    1.  Allo  scopo di assicurare ai lavoratori adeguate opportunita'
di   formazione   ed   elevazione   professionale   anche  attraverso
l'integrazione del sistema di formazione professionale con il sistema
scolastico  ((e universitario))  e con il mondo del lavoro e un piu'
razionale   utilizzo   delle   risorse  vigenti,  anche  comunitarie,
destinate  alla  formazione  professionale e al fine di realizzare la
semplificazione  normativa  e di pervenire ad una disciplina organica
della materia, anche con riferimento ai profili formativi di speciali
rapporti di lavoro quali l'apprendistato e il contratto di formazione
e  lavoro,  il  presente  articolo  definisce  i  seguenti princlpi e
criteri  generali,  nel  rispetto  dei  quali  sono adottate norme di
natura  regolamentare  costituenti la prima fase di un piu' generale,
ampio processo di riforma della disciplina in materia:
    a)  valorizzazione della formazione professionale quale strumento
per  migliorare  la  qualita'  dell'offerta  di  lavoro,  elevare  le
capacita'  competitive  del  sistema  produttivo,  in particolare con
riferimento  alle  medie e piccole imprese e alle imprese artigiane e
incrementare   l'occupazione,   attraverso  attivita'  di  formazione
professionale  caratterizzate da moduli flessibili, adeguati alle di-
verse realta' produttive locali nonche' di promozione e aggiornamento
professionale  degli  imprenditori, dei lavoratori autonomi, dei soci
di  cooperative,  secondo  modalita'  adeguate  alle  loro rispettive
specifiche esigenze;
    b)  attuazione  dei diversi interventi formativi anche attraverso
il ricorso generalizzato a stages, in grado di realizzare il raccordo
tra  formazione  e  lavoro  e finalizzati a valorizzare pienamente il
momento  dell'orientamento  nonche'  a favorire un primo contatto dei
giovani con le imprese;
    c)  svolgimento  delle  attivita'  di formazione professionale da
parte  delle  regioni  e/o  delle  province  anche in convenzione con
istituti di istruzione secondaria e con enti privati aventi requisiti
predeterminati;
    d)  destinazione  progressiva  delle  risorse  di  cui al comma 5
dell'articolo 9 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito,
con   modificazioni,  dalla  legge  19  luglio  1993,  n.  236,  agli
interventi  di formazione dei lavoratori (( e degli altri soggetti di cui alla lettera a) )) nell'ambito di piani formativi aziendali o
territoriali   concordati   tra   le  parti  sociali,  con  specifico
riferimento  alla formazione di lavoratori in costanza di rapporto di
lavoro,   di   lavoratori   collocati  in  mobilita',  di  lavoratori
disoccupati   per  i  quali  l'attivita'  formativa  e'  propedeutica
all'assunzione;  le risorse di cui alla presente lettera confluiranno
in   uno   o   piu'   fondi  nazionali,  articolati  regionalmente  e
territorialmente aventi configurazione giuridica di tipo privatistico
e  gestiti  con partecipazione delle parti sociali; dovranno altresi'
essere definiti i meccanismi di integrazione del fondo di rotazione;
    e) attribuzione al Ministro del lavoro e della previdenza sociale
di  funzioni  propositive  ai  fini  della  definizione  da parte del
comitato  di  cui  all'articolo  5,  comma  5,  dei  criteri  e delle
modalita'   di  certificazione  delle  competenze  acquisite  con  la
formazione professionale;
    f)  adozione  di  misure  idonee  a  favorire,  secondo  piani di
intervento   predisposti   ((dalle regioni)),  la  formazione  e  la
mobilita'  interna o esterna al settore degli addetti alla formazione
professionale  nonche' la ristrutturazione degli enti di formazione e
la  trasformazione  dei  centri  in  agenzie  formative  al  fine  di
migliorare   l'offerta  formativa  e  facilitare  l'integrazione  dei
sistemi;  le  risorse  finanziarie  da  destinare  a  tali interventi
saranno  individuate  con  decreto  del  Ministro  del lavoro e della
previdenza  sociale nell'ambito delle disponibilita', da preordinarsi
allo  scopo,  esistenti nel Fondo di cui all'articolo 1, comma 7, del
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236;
    ((g) semplificazione delle procedure, ivi compresa la eventuale sostituzione della garanzia fideiussoria prevista dall'articolo 56 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, per effetto delle disposizioni di cui ai commi 3 e seguenti, definite a livello nazionale anche attraverso parametri standart con deferimento ad atti delle amministrazioni competenti, adottati anche ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, ed a strumenti convenzionali oltre che delle disposizioni di natura integrativa, esecutiva e organizzatoria anche della disciplina di specifici aspetti nei casi previsti dalle disposizioni regolamentari emanate ai sensi del comma 2, con particolare riferimento alla possibilita' di stabilire requisiti minimi e criteri di valutazione delle sedi operative ai fini dell'accreditamento));
    h) abrogazione, ove occorra, delle norme vigenti.
    2.  Le disposizioni regolamentari di cui al comma 1 sono emanate,
a  norma  dell'articolo  17,  comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400,  entro  sei  mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge,  con  uno  o  piu'  decreti, sulla proposta del Presidente del
Consiglio  dei  ministri e del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale,  di  concerto  con  i  Ministri  della  pubblica istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca scientifica e tecnologica, per le
pari  opportunita',  del  tesoro, del bilancio e della programmazione
economica,  per  la funzione pubblica e gli affari regionali, sentita
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  previo  parere delle
competenti Commissioni parlamentari.
    3.  A  garanzia  delle  somme  erogate  a titolo di anticipo o di
acconto  a  valere  sulle  risorse  del  Fondo  sociale europeo e dei
relativi  cofinanziamenti  nazionali e' istituito presso il Ministero
del  tesoro  - Ragioneria generale dello Stato - Ispettorato generale
per  l'amministrazione  del Fondo di rotazione per l'attuazione delle
politiche   comunitarie   (IGFOR),   un   fondo   di   rotazione  con
amministrazione   autonoma   e   gestione  fuori  bilancio  ai  sensi
dell'articolo 9 della legge 25 novembre 1971, n. 1041.
    4.  Il  fondo  di cui al comma 3 e' alimentato da un contributo a
carico  dei  soggetti  privati attuatori degli interventi finanziati,
nonche',  per  l'anno  1997, da un contributo di lire 30 miliardi che
gravera'  sulle  disponibilita' derivanti dal terzo del gettito della
maggiorazione  contributiva  prevista dall'articolo 25 della legge 21
dicembre 1978, n. 845, che affluisce, ai sensi dell'articolo 9, comma
5,  del  decreto-legge  20  maggio  1993,  n.  148,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  19  luglio  1993,  n.  236, al Fondo di
rotazione  per  la  formazione professionale e per l'accesso al Fondo
sociale  europeo previsto dal medesimo articolo 25 della citata legge
n. 845 del 1978.
    5.  Il  fondo  di cui al comma 3 utilizzera' le risorse di cui al
comma   4  per  rimborsare  gli  organismi  comunitari  e  nazionali,
erogatori   dei   finanziamenti,  nelle  ipotesi  di  responsabilita'
sussidiaria  dello  Stato  membro,  ai  sensi  dell'articolo  23  del
regolamento  (CEE)  n.  2082/93  del  Consiglio  del  20 luglio 1993,
accertate  anche precedentemente alla data di entrata in vigore della
presente legge.
    6.  Entro  sessanta  giorni dalla data di entrata in vigore della
presente  legge  il  Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, stabilisce con proprio decreto
le  norme  di amministrazione e di gestione del fondo di cui al comma
3. Con il medesimo decreto e' individuata l'aliquota del contributo a
carico  dei  soggetti  privati  di  cui  al  comma  4,  da  calcolare
sull'importo    del   finanziamento   concesso,   che   puo'   essere
rideterminata  con  successivo  decreto  per  assicurare l'equilibrio
finanziario  del predetto fondo. Il contributo non grava sull'importo
dell'aiuto finanziario al quale hanno diritto i beneficiari.
                              Art. 18.
               (Tirocini formativi e di orientamento)
    1.  Al  fine  di  realizzare  momenti  di alternanza tra studio e
lavoro  e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza
diretta  del  mondo  del  lavoro,  attraverso  iniziative di tirocini
pratici  e  stages  a  favore  di  soggetti  che  hanno  gia' assolto
l'obbligo  scolastico ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1859,
con  decreto  del  Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di
concerto  con il Ministro della pubblica istruzione, dell'universita'
e  della  ricerca  scientifica  e  tecnologica, da adottarsi ai sensi
dell'articolo  17  della  legge 23 agosto 1988, n. 400, sono emanate,
entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
disposizioni nel rispetto dei seguenti principi e criteri generali:
    a)  possibilita' di promozione delle iniziative, nei limiti delle
risorse   rese  disponibili  dalla  vigente  legislazione,  anche  su
proposta  degli  enti  bilaterali  e delle associazioni sindacali dei
datori  di lavoro e dei lavoratori, da parte di soggetti pubblici o a
partecipazione  pubblica  e  di  soggetti privati non aventi scopo di
lucro,   in   possesso   degli  specifici  requisiti  preventivamente
determinati  in  funzione  di  idonee garanzie all'espletamento delle
iniziative medesime e in particolare: agenzie regionali per l'impiego
e  uffici  periferici  del  Ministero  del  lavoro e della previdenza
sociale;   universita';   provveditorati   agli   studi;  istituzioni
scolastiche   statali  e  istituzioni  scolastiche  non  statali  che
rilascino  titoli  di  studio  con  valore legale; centri pubblici di
formazione  e/o  orientamento,  ovvero  a  partecipazione  pubblica o
operanti  in  regime  di  convenzione  ai sensi dell'articolo 5 della
legge   21  dicembre  1978,  n.  845;  comunita'  terapeutiche,  enti
ausiliari  e  cooperative  sociali,  purche' iscritti negli specifici
albi  regionali, ove esistenti; servizi di inserimento lavorativo per
disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla regione;
    b)   attuazione  delle  iniziative  nell'ambito  di  progetti  di
orientamento  e  di  formazione,  con  priorita'  per quelli definiti
all'interno  di programmi operativi quadro predisposti dalle regioni,
sentite  le  organizzazioni  sindacali maggiormente rappresentative a
livello nazionale;
    c)  svolgimento  dei  tirocini sulla base di apposite convenzioni
intervenute  tra  i  soggetti  di  cui  alla lettera a) e i datori di
lavoro pubblici e privati;
    d) previsione della durata dei rapporti, non costituenti rapporti
di   lavoro,  in  misura  non  superiore  a  dodici  mesi,  ovvero  a
ventiquattro  mesi  in  caso  di  soggetti  portatori di handicap, da
modulare in funzione della specificita' dei diversi tipi di utenti:
    e)  obbligo  da  parte  dei  soggetti  promotori  di assicurare i
tirocinanti  mediante  specifica convenzione con l'Istituto nazionale
per  l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e per la
responsabilita'  civile  e di garantire la presenza di un tutore come
responsabile didattico-organizzativo delle attivita'; nel caso in cui
i  soggetti  promotori siano le agenzie regionali per l'impiego e gli
uffici  periferici  del  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale,  il  datore  di  lavoro ospitante puo' stipulare la predetta
convenzione con l'INAIL direttamente e a proprio carico;
    f)  attribuzione  del  valore di crediti formativi alle attivita'
svolte nel corso degli stages e delle iniziative di tirocinio pratico
di  cui  al  comma  1 da utilizzare, ove debitamente certificati, per
l'accensione di un rapporto di lavoro;
    g)  possibilita'  di  ammissione,  secondo  modalita'  e  criteri
stabiliti  con  decreto  del  Ministro  del lavoro e della previdenza
sociale,  e  nei  limiti  delle  risorse finanziarie preordinate allo
scopo  nell'ambito  del Fondo di cui all'articolo 1 del decreto-legge
20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio  1993,  n.  236,  al  rimborso  totale  o parziale degli oneri
finanziari connessi all'attuazione di progetti di tirocinio di cui al
presente articolo a favore dei giovani del Mezzogiorno presso imprese
di  regioni  diverse  da  quelle  operanti  nella  predetta area, ivi
compresi, nel caso in cui i progetti lo prevedano, gli oneri relativi
alla  spesa  sostenuta  dall'impresa  per  il  vitto e l'alloggio del
tirocinante;
    h) abrogazione, ove occorra, delle norme vigenti;
    i)  computabilita'  dei  soggetti portatori di handicap impiegati
nei  tirocini ai fini della legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive
modificazioni,   purche'   gli   stessi  tirocini  siano  oggetto  di
convenzione  ai  sensi  degli articoli 5 e 17 della legge 28 febbraio
1987, n. 56, e siano finalizzati all'occupazione.
                              Art. 19.
               (Regioni a statuto speciale e province
                  autonome di Trento e di Bolzano)
    1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento
e  di  Bolzano esercitano nelle materie di cui agli articoli 16, 17 e
18  le competenze ad esse spettanti ai sensi dei rispettivi statuti e
delle relative norme di attuazione.
                              Art. 20.
        (Disposizioni in materia di lavori socialmente utili)
    1.  Per  la  prosecuzione  dei lavori socialmente utili presso il
Ministero  per  i beni culturali e ambientali e' autorizzata la spesa
per il 1997 di lire 26 miliardi.
    2. Le disposizioni vigenti in materia di lavori socialmente utili
trovano  applicazione  anche  per i progetti di ricerca predisposti e
realizzati  dagli  enti  pubblici  del  comparto, volti ad utilizzare
ricercatori  e tecnici di ricerca che beneficiano o hanno beneficiato
di  trattamenti di integrazione salariale o di mobilita'. Nel caso di
lavoratori i quali, all'atto dell'impiego in lavori socialmente utili
nel   campo   della  ricerca,  non  fruiscono  di  alcun  trattamento
previdenziale,  puo'  essere prevista una durata del progetto fino ad
un  massimo di ventiquattro mesi. L'onere relativo all'erogazione del
sussidio  di  cui  all'articolo  14,  comma  4, del decreto- legge 16
maggio  1994,  n.  299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio  1994,  n.  451, come sostituito dall'articolo 1, comma 3, del
decreto-legge lo ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e' posto a carico del Fondo per
l'occupazione  di  cui  all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20
maggio  1993,  n.  148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio   1993,   n.  236,  nei  limiti  delle  risorse  a  tale  fine
preordinate.
    3.  All'articolo 1, comma 21, primo periodo, del decreto-legge lo
ottobre  1996,  n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
novembre 1996, n. 608, dopo le parole: "dalla legge 29 marzo 1995, n.
95,"  sono  inserite  le  seguenti:  "anche  con capitale sociale non
inferiore a 500 milioni di lire".
    4.  Per  la  costituzione di societa' miste di cui all'articolo 4
del   decreto-legge   31   gennaio   1995,  n.  26,  convertito,  con
modificazioni,   dalla   legge  29  marzo  1995,  n.  95,  e  per  la
realizzazione  delle attivita' da affidare alle societa' medesime, e'
autorizzata  per  l'anno  1997 la spesa di lire 45 miliardi in favore
del  Ministero per i beni culturali e ambientali, di cui una quota di
lire  1,5 miliardi destinata alla partecipazione al capitale sociale.
Al  relativo onere si fa fronte con le risorse derivanti dai mutui di
cui  all'articolo  9  del  decreto-legge  23  febbraio  1995,  n. 41,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85.
                              Art. 21.
             (Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge
    n. 510 del 1996 e all'articolo 2 della legge n. 549 del 1995)
1. Al comma 4 dell'articolo 1 del decreto-legge lo ottobre 1996,
n.  510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996,
n.  608,  dopo  il primo periodo e' inserito il seguente: "Le risorse
del  Fondo  per l'occupazione di cui al periodo precedente, assegnate
al capitolo 1176 dello stato di previsione del Ministero del lavoro e
della  previdenza  sociale  per  l'attivazione dei progetti di lavori
socialmente   utili,  non  impegnate  nell'esercizio  finanziario  di
competenza potranno esserlo in quello successivo".
    2.  Dopo il comma 12 dell'articolo 1 del citato decreto- legge n.
510  del  1996, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 608 del
1996 e' inserito il seguente:
    "12-bis.   Durante   i   periodi   di  utilizzazione  nei  lavori
socialmente utili i lavoratori sono inseriti nelle liste regionali di
mobilita'  di  cui all'articolo 6 della legge 23 luglio 1991, n. 223,
senza  approvazione  delle  liste  medesime da parte delle competenti
Commissioni  regionali  per  l'impiego. L'inserimento e' disposto dal
responsabile  della  Direzione  regionale del lavoro, su segnalazione
delle  sezioni  circoscrizionali  per  l'impiego,  le  quali  inviano
tempestivamente  i  relativi  elenchi  comprendenti  i nominativi dei
lavoratori impegnati in lavori socialmente utili".
    3.  Al  comma  13 dell'articolo 1 del citato decreto-legge n. 510
del  1996, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 608 del 1996
e'  aggiunto,  in  fine,  il seguente periodo: "I predetti nominativi
vengono  altresi' comunicati dall'Istituto nazionale della previdenza
sociale alla Commissione regionale per l'impiego".
    4.  Al  comma 24 dell'articolo 2 della legge 28 dicembre 1995, n.
549,  dopo  il  primo  periodo  e'  inserito il seguente: "I predetti
nominativi vengono altresi' comunicati dalle imprese alla Commissione
regionale per l'impiego".
                              Art. 22.
              (Delega al Governo per la revisione della
disciplina sui lavori socialmente utili)
    1.  Per  provvedere  alla  revisione  della disciplina sui lavori
socialmente  utili  prevista  dall'articolo  1, comma 1, del decreto-
legge  lo  ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla
legge  28  novembre  1996,  n. 608, il Governo, sentita la Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  e' delegato ad emanare entro i
termini  di cui al predetto comma 1 un decreto legislativo che dovra'
essere informato ai seguenti principi e criteri direttivi:
    a)  individuazione,  previa intesa con le regioni, dei prevalenti
settori  ai  quali rivolgere progetti di lavori socialmente utili con
particolare riguardo:
    1)   ai   servizi   alla   persona:   soprattutto   con  riguardo
all'infanzia,  all'adolescenza,  agli  anziani, alla riabilitazione e
recupero   di  tossicodipendenti,  ai  portatori  di  handicap  e  ad
interventi mirati nei confronti delle devianze sociali;
    2) alla valorizzazione del patrimonio culturale;
    3) alla salvaguardia dell'ambiente e alla tutela del territorio;
    4)  alla raccolta differenziata, alla gestione di discariche e di
impianti per il trattamento di rifiuti solidi urbani;
    5) alla manutenzione del verde pubblico;
    6) alla tutela della salute nei luoghi pubblici e di lavoro;
    7) al miglioramento della rete idrica;
    8) all'adeguamento e perfezionamento del sistema dei trasporti;
    9)  alle  operazioni  di  recupero e bonifica di aree industriali
dismesse;
    10) al recupero e risanamento dei centri urbani;
    11) alla tutela degli assetti idrogeologici;
    12) alle aree protette e ai parchi naturali;
    b)  condizioni  di  accesso  ai lavori socialmente utili con cio'
intendendosi  le  categorie di lavoratori nonche' soggetti inoccupati
da utilizzare in progetti di lavori socialmente utili;
    c)  criteri per l'assegnazione dei lavoratori ai soggetti gestori
dei piani di lavori socialmente utili;
    d)   trattamento   economico  e  durata  dell'impiego  in  lavori
socialmente utili;
    e)  individuazione  di  criteri di armonizzazione dei trattamenti
previdenziali  tra  le diverse figure impegnate in progetti di lavori
socialmente utili;
    f)  armonizzazione  della  disciplina in materia di formazione di
societa' miste operanti nel settore dei lavori socialmente utili e di
durata  temporale  di  regime  di  appalti  o convenzioni protette in
materia  di  svolgimento  di lavori socialmente utili, da parte delle
stesse;
    g)  individuazione  di  forme  di  incentivazione da erogare alle
societa'   miste   di   cui  alla  lettera  f)  successivamente  alla
conclusione dei periodi di attivita' svolte dalle stesse in regime di
appalti o convenzioni protette.
    2.  Nel  decreto  legislativo  di  cui  al comma 1 viene altresi'
prevista  la  costituzione,  senza  oneri  aggiuntivi  a  carico  del
bilancio   dello   Stato,   di  una  idonea  struttura  organizzativa
finalizzata al coordinamento in materia di lavori socialmente utili.
    3.  Lo schema di decreto legislativo dovra' essere trasmesso alle
competenti  Commissioni  parlamentari  al  fine della espressione del
parere entro trenta giorni dalla data di assegnazione.
                              Art. 23.
                (Disposizioni in materia di contratti
                   di riallineamento retributivo)
  1.  All'articolo  5  del  decreto-legge  lo  ottobre  1996, n. 510,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma 1, il primo periodo e' sostituito dal seguente: "Al
fine  di  salvaguardare  i  livelli  occupazionali e di consentire la
regolarizzazione  retributiva  e contributiva per le imprese operanti
nei  territori individuati dall'articolo 1 della legge lo marzo 1986,
n.  64,  e'  sospesa  la  condizione di corresponsione dell'ammontare
retributivo  di cui all'articolo 6, comma 9, lettere a), b) e c), del
decreto-legge  9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389";
    b)   al   comma   3,   secondo   periodo,  dopo  le  parole:  "di
fiscalizzazione"  sono  inserite  le  seguenti: "di leggi speciali in
materia  e  di sanzioni a ciascuna di esse relative" e sono aggiunti,
in fine, i seguenti periodi: "I provvedimenti di esecuzione in corso,
in   qualsiasi  fase  e  grado,  sono  sospesi  fino  alla  data  del
riallineamento.  L'avvenuto  riallineamento estingue i reati previsti
da  leggi  speciali  in  materia  di  contributi  e  di  premi  e  le
obbligazioni  per  sanzioni  amministrative  e  per  ogni altro onere
accessorio.   Sono  fatti  salvi  i  giudizi  pendenti  promossi  dai
lavoratori  ai  fini  del riconoscimento della parita' di trattamento
retributivo";
    c) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti:
"3-bis.  Le  imprese  di  cui  al  comma  1 che abbiano stipulato gli
accordi  di  cui al comma 2, nella loro qualita' di soggetti indicati
nel  titolo  III  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 29
settembre   1973,   n.600,   e  successive  modificazioni,  obbligati
all'effettuazione  delle  ritenute alla fonte sulle somme o valori da
essi  corrisposti  ed alla presentazione della relativa dichiarazione
ai  sensi  dell'articolo  7  del  medesimo  decreto,  sono  ammesse a
versare,  entro  sessanta  giorni  dalla  scadenza del termine finale
concesso dal comma 2 per la stipula degli accordi, senza applicazione
di  sanzioni  e interessi, le maggiori ritenute relative ai compensi,
risultanti dai suddetti accordi, effettivamente corrisposti fino alla
data    di   entrata   in   vigore   della   presente   disposizione.
Conseguentemente,  entro  lo  stesso  termine,  detti  soggetti  sono
ammessi a presentare, per ciascun periodo di imposta cui si riferisce
il   versamento   delle   ritenute   relative  ai  compensi  e  senza
applicazione  di  sanzioni, dichiarazioni integrative per rettificare
quelle   gia'  presentate  utilizzando  i  modelli  di  dichiarazione
approvati  per gli stessi periodi di imposta con decreto del Ministro
delle finanze.
    3-ter. La presentazione delle dichiarazioni integrative di cui al
comma  3-bis  e  l'esecuzione  dei  connessi  versamenti  esclude  la
punibilita' per i reati previsti dal decreto-legge 10 luglio 1982, n.
429,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 7 agosto 1982, n.
516, nei limiti delle integrazioni.
3-quater. Per le ritenute indicate nella dichiarazione integrativa di
cui  al  comma  3-bis  non  puo'  essere  esercitata  la  rivalsa sui
percettori dei compensi non assoggettati in precedenza a ritenuta. Le
dichiarazioni   integrative   non   costituiscono   titolo   per   la
deducibilita' ai fini delle imposte sui redditi.
3-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi da 3-bis a 3-quater e al
presente  comma  si  applicano anche se le violazioni sono gia' state
rilevate;  tuttavia  restano ferme le somme pagate anteriormente alla
data  di  entrata  in vigore della presente disposizione, a titolo di
soprattasse,  pene pecuniarie e interessi. Le controversie pendenti e
quelle  che si instaurano sino al termine finale per la presentazione
delle  dichiarazioni  integrative,  concernenti  i compensi di cui al
comma  3-bis,  corrisposti  fino alla data di entrata in vigore della
presente    disposizione,    sono    estinte    mediante    ordinanza
subordinatamente  alla  presentazione,  da  parte  del  sostituto  di
imposta,  alla  segreteria  dell'organo  del  contenzioso  tributario
presso  il  quale pende la controversia, di copia, anche fotostatica,
della  dichiarazione  integrativa  e  della  ricevuta  comprovante la
consegna   all'ufficio   postale   della   lettera   raccomandata  di
trasmissione  della  dichiarazione  stessa, nonche' della ricevuta ed
attestato di versamento delle ritenute";
    d)  al comma 4, i primi due periodi sono sostituiti dai seguenti:
"La  retribuzione  da  prendere  a  riferimento  per  il  calcolo dei
contributi  di previdenza ed assistenza sociale, dovuti dalle imprese
di  cui  al  comma  1  e alle condizioni di cui al comma 2, e' quella
fissata  dagli  accordi  di  riallineamento e non inferiore al 25 per
cento  del  minimale e, per i periodi successivi, al 50 per cento, da
adeguare,   entro   36  mesi,  al  100  per  cento  dei  minimali  di
retribuzione  giornaliera,  di  cui  all'articolo  1,  comma  2,  del
decreto-legge  9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  7  dicembre 1989, n. 389. La presente disposizione deve
intendersi  come  interpretazione autentica delle norme relative alla
corresponsione retributiva ed alla determinazione contributiva di cui
al  combinato  disposto  dell'articolo 1, comma 1, e dell'articolo 6,
commi 9, lettere a), b) e c), e 11, del decreto-legge 9 ottobre 1989,
n.  338,  convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989,
n.  389.  Per la differenza tra la retribuzione di riferimento per il
versamento dei predetti contributi e l'intero importo del minimale di
cui   al  citato  decreto-legge  n.  338  del  1989,  possono  essere
accreditati contributi figurativi, ai fini del diritto e della misura
della  pensione,  con onere a carico del Fondo di cui all'articolo 1,
comma  7,  del decreto- legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, nel limite massimo
delle  risorse preordinate a tale scopo. Con decreto del Ministro del
lavoro  e della previdenza sociale sono stabiliti criteri e modalita'
per   il   riconoscimento   dei   predetti  accrediti  di  contributi
figurativi";
    e) dopo il comma 6, e' aggiunto il seguente:
"6-bis. All'atto del definitivo riallineamento retributivo ai livelli
previsti nei corrispondenti contratti collettivi nazionali di lavoro,
sottoscritti  dalle  organizzazioni  sindacali  comparativamente piu'
rappresentative,  alle  imprese  di cui al comma 1 sono riconosciuti,
per  i  lavoratori  interessati  dagli  accordi  di  recepimento, gli
incentivi  previsti  per  i  casi  di  nuova  occupazione dalle norme
vigenti   alla   data   della  completa  applicazione  dei  contratti
collettivi".
  2.  I  limiti temporali previsti dall'articolo 5 del decreto- legge
lo  ottobre  1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge
28  novembre  1996, n. 608, decorrono dalla data di entrata in vigore
della presente legge.
  3. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 1998, N. 448)).
                              Art. 24.
                   (Disposizioni riguardanti soci
                    delle cooperative di lavoro)
    1.  Per  i  crediti  dei soci delle cooperative di lavoro trovano
applicazione  le  disposizioni  di  cui all'articolo 2 della legge 29
maggio 1982, n. 297, e agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 27
gennaio  1992, n. 80; restano salvi e conservano la loro efficacia ai
fini delle relative prestazioni i contributi versati antecedentemente
alla  data  di  entrata  in vigore della presente legge. I contributi
rimborsati  saranno  restituiti  dagli organismi cooperativi all'ente
previdenziale  senza aggravio di oneri accessori entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
    2.  In  deroga  alla  disposizione  di cui all'articolo 40, primo
comma,  numero  7o,  del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 aprile 1936, n. 1155, e
successive  modificazioni, i lavoratori soci di cooperative di lavoro
sono  soggetti  all'assicurazione  obbligatoria per la disoccupazione
involontaria ai fini dell'erogazione, per i settori non agricoli, del
trattamento   ordinario  di  tale  assicurazione  e  del  trattamento
speciale  di disoccupazione edile di cui alla legge 6 agosto 1975, n.
427,  e successive modificazioni, e, per il settore agricolo, sia del
trattamento  ordinario che dei trattamenti speciali di cui alle leggi
8  agosto  1972,  n.  457,  e  16  febbraio 1977, n. 37. I contributi
relativi alla predetta assicurazione, versati anteriormente alla data
di entrata in vigore della presente legge, restano salvi e conservano
la loro efficacia anche ai fini della concessione delle prestazioni.
    3.   ((L'iscrizione nelle liste di collocamento, ai fini dell'erogazione delle prestazioni di cui al comma 2, non determina la perdita dello stato di socio della cooperativa)).
    4.  Le disposizioni in materia di indennita' di mobilita' nonche'
di   trattamento   speciale   di   disoccupazione   edile   ai  sensi
dell'articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito,
con  modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, si intendono
estese  ai  soci  lavoratori delle cooperative di lavoro svolgenti le
attivita'  comprese  nei  settori  produttivi rientranti nel campo di
applicazione  della  disciplina  relativa all'indennita' di mobilita'
stessa   soggette  agli  obblighi  della  correlativa  contribuzione.
L'espletamento   della   relativa   procedura  di  mobilita',  estesa
dall'articolo  8,  comma 2, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1993, n. 236,
deve essere preceduto dall'approvazione, da parte dell'assemblea, del
programma  di  mobilita'.  Conservano la loro efficacia ai fini delle
relative  prestazioni i contributi versati antecedentemente alla data
di entrata in vigore della presente legge.
    5.  E' confermata l'esclusione dall'assicurazione di cui al comma
2  dei  soci  delle cooperative rientranti nella disciplina di cui al
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  30  aprile 1970, n. 602,
nonche'  dei  soci  di categorie di cooperative espressamente escluse
dalla predetta assicurazione.
    6.  Le  disposizioni  del  presente articolo trovano applicazione
fino   all'emanazione   della   disciplina  sulla  definizione  degli
ammortizzatori sociali per i soci lavoratori di societa' cooperative.
                              Art. 25.
       (Mutui per la realizzazione di politiche per il lavoro)
    1.  Per  la  realizzazione  delle  politiche  per il lavoro ed in
particolare per gli interventi a carico del Fondo di cui all'articolo
1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e del Fondo di cui
all'articolo  1-ter  del  medesimo  decreto-legge  n.  148  del 1993,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge n. 236 del 1993, nonche'
per gli interventi previsti dall'articolo 9-septies del decreto-legge
1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
novembre  1996,  n.  608,  il  Ministro  del  tesoro e' autorizzato a
contrarre  mutui  quindicennali  con la Cassa depositi e prestiti, il
cui ammortamento e' a totale carico dello Stato a decorrere dal 1998.
Le  somme  derivanti  da  detti  mutui  sono  versate all'entrata del
bilancio  dello  Stato per essere assegnate, con decreto del Ministro
del tesoro, sulla base del riparto operato con deliberazione del CIPE
su  proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, agli
appositi  capitoli  dello  stato  di previsione delle Amministrazioni
interessate.
    2.   La   societa'  per  l'imprenditorialita'  giovanile  s.p.a.,
costituita   ai  sensi  del  decreto-legge  31  gennaio  1995,  n.26,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995, n. 95, puo'
istituire fondi di garanzia a favore dei beneficiari degli interventi
da  essa  effettuati,  per  l'attuazione  dei quali e' autorizzata la
spesa  di  lire  20  miliardi  per  l'anno 1997. Al relativo onere si
provvede  mediante  utilizzo delle risorse derivanti dai mutui di cui
all'articolo 9 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  22  marzo 1995, n. 85. La predetta
societa', per le medesime finalita', e' ammessa a costituire societa'
in  ambito  regionale aventi identica ragione sociale, conservando la
maggioranza  assoluta  del  capitale sociale per un periodo minimo di
due anni.
    3.  I  contratti  di  programma di cui all'articolo 2, comma 203,
lettera  e),  della  legge 23 dicembre 1996, n. 662, possono avere ad
oggetto anche interventi nel settore turistico.
                              Art. 26.
     (Interventi a favore di giovani inoccupati nel Mezzogiorno)
    1.  Il  Governo  della  Repubblica  e' delegato ad emanare, entro
novanta  giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
un  decreto  legislativo per la definizione di un piano straordinario
di lavori di pubblica utilita' e di borse di lavoro, da attuare entro
il  31  dicembre  1997 nei territori delle regioni Sardegna, Sicilia,
Calabria,  Campania,  Basilicata,  Puglia,  Abruzzo e Molise, nonche'
nelle  province  nelle  quali il tasso medio annuo di disoccupazione,
secondo  la  definizione  allargata  ISTAT,  rilevato per il 1996, e'
superiore alla media nazionale risultante dalla medesima rilevazione,
con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:
    a)  destinazione  del piano a favore di giovani, di eta' compresa
tra i 21 e i 32 anni, in cerca di prima occupazione, iscritti da piu'
di  trenta  mesi  nelle  liste  di  collocamento,  ferme  restando le
condizioni previste dalla normativa vigente per le ipotesi di rifiuto
ingiustificato di offerte di lavoro;
    b) ripartizione delle risorse per regioni tenendo conto del tasso
di  disoccupazione  giovanile  di  lunga  durata e suddivisione delle
risorse  stesse,  in  modo  equilibrato,  tra  progetti  di lavori di
pubblica  utilita'  e  di  borse  di lavoro entro il mese di novembre
1997;  possibilita'  di  revisione  di tale suddivisione, su proposta
delle  Commissioni regionali per l'impiego, sulla base della verifica
dell'andamento  del  piano  straordinario,  per garantire comunque il
raggiungimento degli obiettivi;
    c)  durata  dell'impegno  nei lavori di pubblica utilita' e nelle
borse di lavoro non superiore a dodici mesi;
    d)  definizione delle procedure attuative del piano straordinario
con  modalita'  e  tempi tali da realizzare l'avviamento al lavoro di
almeno  100.000  giovani inoccupati di cui al presente comma entro il
31 dicembre 1997.
    2.  Per quanto riguarda i lavori di pubblica utilita', il decreto
legislativo  di  cui  al comma 1 dovra' altresi' osservare i seguenti
principi e criteri direttivi:
    a)  attuazione dei nuovi progetti, temporalmente determinati, nei
settori  dei  servizi  alla  persona, della salvaguardia e della cura
dell'ambiente e del territorio, del recupero e della riqualificazione
degli  spazi  urbani  e  dei  beni  culturali,  mediante le modalita'
stabilite  nell'articolo 1 del decreto-legge lo ottobre 1996, n. 510,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608,
ivi  compresa la possibilita' di ricorso ad interventi sostitutivi in
caso  di  inerzia  nell'attivazione  dei  progetti  ovvero di mancata
esecuzione  degli  stessi;  ambiti  e  tipologia dei progetti saranno
definiti  con  decreto  del  Ministro  del  lavoro e della previdenza
sociale, sentita la Conferenza Stato-citta' e autonomie locali;
    b)  ammissibilita'  dei  soli progetti, presentati entro due mesi
dalla  data  di  entrata  in vigore del decreto legislativo di cui al
comma   1,  che  prevedano,  a  favore  dei  lavoratori  interessati,
l'impegno  a  realizzare nuove attivita' stabili nel tempo, anche nel
settore  del  lavoro  autonomo, nonche' i contenuti formativi ad esse
funzionali; a tal fine, individuazione delle agenzie di promozione di
lavoro  e di impresa incaricate dell'attivita' di assistenza tecnico-
progettuale  agli  enti  proponenti,  con  il rilascio di un'apposita
attestazione,   valida   come  requisito  per  la  presentazione  dei
progetti.
    3. Per quanto riguarda le borse di lavoro, il decreto legislativo
di  cui  al  comma  1 dovra' altresi' osservare i seguenti principi e
criteri direttivi:
    a)  possibilita'  di  svolgere  le borse di lavoro presso imprese
appartenenti  ai  settori di attivita' individuati dalle classi D, H,
I,  J e K della classificazione ISTAT 1991 delle attivita' economiche
che  non abbiano licenziato personale nei dodici mesi precedenti, con
almeno due dipendenti e non piu' di cento, in misura non superiore al
numero dei dipendenti e comunque a dieci e a condizione che i giovani
impegnati  nelle  borse  di  lavoro siano ad incremento del personale
occupato  mediamente  dall'impresa  nei  dodici  mesi  precedenti; la
medesima  possibilita'  e alle medesime condizioni e' consentita alle
imprese appartenenti ai settori di attivita' individuati dalla classe
G  della predetta classificazione, con almeno cinque dipendenti e non
piu' di cento;
    b)  determinazione  della  durata  delle  borse  di lavoro, fermo
restando  il  termine di cui alla lettera c) del comma 1, in rapporto
alle   caratteristiche  tipologiche  e  dimensionali  delle  imprese,
escludendo  le attivita' con carattere di stagionalita', e ai livelli
di scolarita' dei giovani;
    c)  corresponsione  del sussidio di cui all'articolo 14, comma 4,
del   decreto-legge   16   maggio   1994,  n.  299,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  19 luglio 1994, n. 451, come modificato
dal   decreto-legge   lo   ottobre  1996,  n.  510,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge 28 novembre 1996, n. 608; erogazione del
sussidio ai giovani da parte dell'Istituto nazionale della previdenza
sociale  (INPS),  subordinatamente  all'attestazione mensile da parte
dell'impresa  della effettiva partecipazione alle attivita' previste,
con  predisposizione di procedure automatiche di accesso ai benefici,
nei limiti delle risorse preordinate allo scopo nell'ambito del Fondo
di  cui  al  comma  7, da parte delle imprese ammesse, tra quelle che
abbiano  presentato apposita dichiarazione di disponibilita' all'INPS
entro  termini  prefissati, anche tramite le organizzazioni datoriali
di categoria;
    d) riconoscimento, in caso di assunzione a tempo indeterminato al
termine  della  borsa  di lavoro, degli incentivi previsti in casi di
nuova occupazione dalle norme vigenti alla data dell'assunzione.
    4.  Sullo  schema  di  decreto  legislativo  di cui al comma 1 le
competenti  Commissioni  parlamentari  esprimono il loro parere entro
quindici giorni dalla data di trasmissione.
    5.  Il  terzo  periodo  del comma 20 dell'articolo 1 del decreto-
legge  10  ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla
legge  28 novembre 1996, n. 608, non trova applicazione relativamente
agli interventi attuati nei territori di cui al comma 1.
    6. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale
sono  stabiliti modalita' e criteri per il rimborso, nei limiti delle
risorse  preordinate allo scopo nell'ambito del Fondo di cui al comma
7,  degli  oneri  sostenuti  a  titolo  di  assicurazione  contro gli
infortuni  sul  lavoro  dai  datori  di  lavoro  che abbiano attivato
tirocini  di  orientamento  o  formativi  ai sensi di disposizioni di
legge vigenti.
    7. Per l'attuazione dei commi da 1 a 5 del presente articolo sono
preordinate,  nell'ambito  del  Fondo di cui all'articolo 1, comma 7,
del   decreto-legge   20   maggio   1993,  n.  148,  convertito,  con
modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, lire 300 miliardi
per  il  1997 e lire 700 miliardi per il 1998. Le somme non impegnate
nell'esercizio  finanziario  di  competenza possono esserlo in quello
successivo.
                            Art. 26-bis.
                       (Disposizioni fiscali).
  1.  I  rimborsi  degli  oneri  retributivi  e  previdenziali che il
soggetto  utilizzatore di prestatori di lavoro temporaneo e' tenuto a
corrispondere   ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  5,  lettera  f),
all'impresa  fornitrice  degli stessi, da quest'ultima effettivamente
sostenuti  in  favore  del  prestatore  di  lavoro temporaneo, devono
intendersi  non  compresi  nella  base  imponibile  dell'IVA  di  cui
all'articolo  13  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 26
ottobre  1972,  n.  633.  Resta  fermo  il  trattamento  fiscale gia'
applicato e non si fa luogo al rimborso di imposte gia' pagate, ne e'
consentita la variazione di cui all'articolo 26 del citato decreto n.
633 del 1972.
((12))
------------------
AGGIORNAMENTO (12)
  Il  D.Lgs.  10  settembre  2003, n. 276 ha disposto (con l'art. 86,
comma 3) che le disposizioni di cui al presente articolo si intendono
riferite  alla  disciplina della somministrazione prevista dal citato
decreto.
                              Art. 27.
                       (Copertura finanziaria)
    1. Agli oneri derivanti dall'attuazione:
    a)  degli  articoli 15, 16 e 20 valutati complessivamente in lire
271  miliardi per l'anno 1997, in lire 490 miliardi per l'anno 1998 e
in  lire 670 miliardi per ciascun anno a decorrere dall'anno 1999, si
provvede   mediante   corrispondente   riduzione  dello  stanziamento
iscritto,  ai fini del bilancio triennale 1997-1999, al capitolo 6856
dello  stato  di  previsione  del  Ministero  del  tesoro  per l'anno
finanziario  1997, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri;
    b)  degli  articoli  23  e  24,  valutati in lire 50 miliardi per
l'anno  1997  e  in  lire  90 miliardi annui a decorrere dal 1998, si
provvede  mediante  corrispondente  utilizzo  dell'autorizzazione  di
spesa  di  cui  all'articolo  29-quater del decreto-legge 31 dicembre
1996,  n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio
1997, n. 30;
    c)  dall'articolo 25, pari a lire 105 miliardi per l'anno 1998 ed
a  lire  175  miliardi  annui  a  decorrere dal 1999 fino al 2013, si
provvede  per gli anni 1998 e 1999 mediante utilizzo delle proiezioni
per i medesimi anni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio
triennale  1997-1999,  al capitolo 9001 dello stato di previsione del
Ministero  del  tesoro per l'anno 1997, utilizzando, quanto a lire 70
miliardi  per  l'anno  1998  ed  a lire 140 miliardi per l'anno 1999,
l'accantonamento  relativo al Ministero del lavoro e della previdenza
sociale;  quanto  a  lire  35 miliardi per ciascuno degli anni 1998 e
1999 l'accantonamento relativo al Ministero del tesoro.
    2. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  La  presente  legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
   Data a Roma, addi' 24 giugno 1997
              Il Presidente del Senato della Repubblica
   nell'esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica,
            ai sensi dell'articolo 86 della Costituzione
                               MANCINO
                                  Prodi, Presidente del Consiglio dei
                                  Ministri
                                  Treu,  Ministro  del lavoro e della
                                  previdenza sociale
Visto, il Guardasigilli: Flick
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