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LEGGE 27 dicembre 2002, n. 289

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003).

TITOLO I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE FINANZIARIO
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:


                               Art. 1.
                      (Risultati differenziali)

   1.  Per  l'anno  2003,  il  livello  massimo  del  saldo  netto da
finanziare  resta  determinato  in  termini  di  competenza in 48.200
milioni  di  euro,  al netto di 5.760 milioni di euro per regolazioni
debitorie.  Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il
livello   massimo   del   ricorso   al  mercato  finanziario  di  cui
all'articolo  11  della  legge  5  agosto  1978, n. 468, e successive
modificazioni, ivi compreso l'indebitamento all'estero per un importo
complessivo  non  superiore  a  2.000  milioni  di  euro  relativo ad
interventi  non  considerati  nel bilancio di previsione per il 2003,
resta  fissato,  in termini di competenza, in 281.000 milioni di euro
per l'anno finanziario 2003.
   2.  Per gli anni 2004 e 2005 il livello massimo del saldo netto da
finanziare  del  bilancio  pluriennale a legislazione vigente, tenuto
conto   degli   effetti   della   presente   legge,  e'  determinato,
rispettivamente,  in  42.500  milioni di euro ed in 37.500 milioni di
euro,  al  netto  di  4.210  milioni  di euro per l'anno 2004 e 4.210
milioni  di  euro  per  l'anno 2005, per le regolazioni debitorie; il
livello    massimo   del   ricorso   al   mercato   e'   determinato,
rispettivamente,  in 285.000 milioni di euro ed in 298.000 milioni di
euro.  Per  il  bilancio  programmatico  degli  anni  2004 e 2005, il
livello  massimo  del  saldo  netto  da  finanziare  e'  determinato,
rispettivamente, in 46.500 di euro ed in 42.000 di euro ed il livello
massimo  del  ricorso  al mercato e' determinato, rispettivamente, in
289.000 milioni di euro ed in 303.000 milioni di euro.
   3.  I  livelli  del  ricorso  al  mercato di cui ai commi 1 e 2 si
intendono  al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare
prima  della  scadenza  o  ristrutturare  passivita' preesistenti con
ammortamento a carico dello Stato.
   4.  Per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, le maggiori entrate
rispetto  alle  previsioni  derivanti  dalla  normativa  vigente sono
interamente   utilizzate   per   la  riduzione  del  saldo  netto  da
finanziare,   salvo   che   si  tratti  di  assicurare  la  copertura
finanziaria   di  interventi  urgenti  ed  imprevisti  necessari  per
fronteggiare  calamita' naturali, improrogabili esigenze connesse con
la   tutela  della  sicurezza  del  Paese,  situazioni  di  emergenza
economico-finanziaria   ovvero   riduzioni  della  pressione  fiscale
finalizzate  al  conseguimento degli obiettivi indicati nel Documento
di programmazione economico-finanziaria.
TITOLO II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENTRATA

CAPO I
PRIMO MODULO DELLA RIFORMA DEL SISTEMA FISCALE STATALE
                               Art. 2
      Riduzione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche

  1.  Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  all'articolo  3,  relativo alla base imponibile, nel comma 1,
dopo   le   parole:   "al   netto  degli  oneri  deducibili  indicati
nell'articolo  10"  sono  aggiunte  le  seguenti:  ",  nonche'  della
deduzione spettante ai sensi dell'articolo 10-bis";
    b)  dopo  l'articolo  10,  relativo  agli  oneri  deducibili,  e'
inserito il seguente:
"Art.   10-bis.   (Deduzione   per   assicurare   la   progressivita'
dell'imposizione) - 1. Dal reddito complessivo, aumentato del credito
d'imposta di cui all'articolo 14 e al netto degli oneri deducibili di
cui all'articolo 10, si deduce l'importo di 3.000 euro.
  2. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi  di  cui  agli articoli 46, con esclusione di quelli indicati
nel  comma  2, lettera a), e 47, comma 1, lettere a), b), c), c-bis),
d),  h-bis)  e  l), la deduzione di cui al comma 1 e' aumentata di un
importo  pari  a  4.500  euro, non cumulabile con quello previsto dai
commi 3 e 4, rapportato al periodo di lavoro nell'anno.
  3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi  di cui all'articolo 46, comma 2, lettera a), la deduzione di
cui  al  comma  1  e'  aumentata di un importo pari a 4.000 euro, non
cumulabile con quello previsto dai commi 2 e 4, rapportato al periodo
di pensione nell'anno.
  4. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi  di  lavoro  autonomo di cui al comma 1 dell'articolo 49 o di
impresa  di  cui  all'articolo  79, la deduzione di cui al comma 1 e'
aumentata  di un importo pari a 1.500 euro, non cumulabile con quello
previsto dai commi 2 e 3.
  5.  La  deduzione  di  cui  ai commi precedenti spetta per la parte
corrispondente  al rapporto tra l'ammontare di 26.000 euro, aumentato
delle  deduzioni indicate nei commi da 1 a 4 e degli oneri deducibili
di  cui  all'articolo  10  e  diminuito del reddito complessivo e del
credito d'imposta di cui all'articolo 14, e l'importo di 26.000 euro.
Se  il  predetto  rapporto  e'  maggiore  o  uguale a 1, la deduzione
compete per intero; se lo stesso ezero o minore di zero, la deduzione
non  compete;  negli  altri  casi,  ai fini del predetto rapporto, si
computano le prime quattro cifre decimali.";
    c) all'articolo 11, relativo alla determinazione dell'imposta:
      1) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
"1. L'imposta lorda e' determinata applicando al reddito complessivo,
al  netto  degli  oneri  deducibili indicati nell'articolo 10 e della
deduzione  per  assicurare  la progressivita' dell'imposizione di cui
all'articolo 10-bis, le seguenti aliquote per scaglioni di reddito:
    a) fino a 15.000 euro, 23 per cento;
    b) oltre 15.000 euro e fino a 29.000 euro, 29 per cento;
    c) oltre 29.000 euro e fino a 32.600 euro, 31 per cento;
    d) oltre 32.600 euro e fino a 70.000 euro, 39 per cento;
    e) oltre 70.000 euro, 45 per cento";
2) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
"1-bis.   Se  alla  formazione  del  reddito  complessivo  concorrono
soltanto  redditi  di pensione non superiori a 7.500 euro, redditi di
terreni  per  un  importo  non  superiore  a  185,92  euro  e  quello
dell'unita'  immobiliare  adibita  ad  abitazione  principale e delle
relative  pertinenze  l'imposta  non  e'  dovuta.  Se,  alle medesime
condizioni  previste  nel  periodo  precedente, i redditi di pensione
sono  superiori  a  7.500  euro ma non a 7.800 euro, non e' dovuta la
parte  d'imposta  netta  eventualmente eccedente la differenza tra il
reddito complessivo e 7.500 euro";
    d)  l'articolo  13, relativo alle altre detrazioni, e' sostituito
dal seguente:
"Art.  13.  (Altre  detrazioni)  -  1. Se alla formazione del reddito
concorrono uno o piu' redditi di cui agli articoli 46, con esclusione
di  quelli  indicati  nel comma 2, lettera a), e 47, comma 1, lettere
a),   b),  c),  c-bis),  d),  h-bis)  e  l),  spetta  una  detrazione
dall'imposta lorda pari a:
    a)  130 euro se il reddito complessivo e' superiore a 27.000 euro
ma non a 29.500 euro;
    b)  235 euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.500 euro
ma non a 36.500 euro;
    c)  180 euro se il reddito complessivo e' superiore a 36.500 euro
ma non a 41.500 euro;
    d)  130 euro se il reddito complessivo e' superiore a 41.500 euro
ma non a 46.700 euro;
    e)  25  euro se il reddito complessivo e' superiore a 46.700 euro
ma non a 52.000 euro.
  2. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi  di  cui  all'articolo  46,  comma  2, lettera a), spetta una
detrazione dall'imposta lorda pari a:
    a)  70  euro se il reddito complessivo e' superiore a 24.500 euro
ma non a 27.000 euro;
    b)  170 euro se il reddito complessivo e' superiore a 27.000 euro
ma non a 29.000 euro;
    c)  290 euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.000 euro
ma non a 31.000 euro;
    d)  230 euro se il reddito complessivo e' superiore a 31.000 euro
ma non a 36.500 euro;
    e)  180 euro se il reddito complessivo e' superiore a 36.500 euro
ma non a 41.500 euro;
    f)  130 euro se il reddito complessivo e' superiore a 41.500 euro
ma non a 46.700 euro;
    g)  25  euro se il reddito complessivo e' superiore a 46.700 euro
ma non a 52.000 euro.
  3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi  di  lavoro  autonomo di cui al comma 1 dell'articolo 49 o di
impresa  di  cui all'articolo 79, spetta una detrazione dall' imposta
lorda pari a:
    a)  80  euro se il reddito complessivo e' superiore a 25.500 euro
ma non a 29.400 euro;
    b)  126 euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.400 euro
ma non a 31.000 euro;
    c)  80  euro se il reddito complessivo e' superiore a 31.000 euro
ma non a 32.000 euro.
  4.  Le  detrazioni di cui ai commi da 1 a 3 non sono cumulabili tra
loro".
  2. All'articolo 23, comma 2, lettera a), del decreto del Presidente
della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,  dopo le parole: "i
corrispondenti scaglioni annui di reddito" sono inserite le seguenti:
"  , al netto della deduzione di cui all'articolo 10-bis del medesimo
testo unico,".
  3.  Ai  fini  della  determinazione  dell'imposta sui redditi delle
persone  fisiche dovuta sul reddito complessivo per l'anno 2003 e per
l'anno  2004,  i  contribuenti, in sede di dichiarazione dei redditi,
possono  applicare  le disposizioni del testo unico delle imposte sui
redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 22
dicembre  1986,  n.  917, e successive modificazioni, in vigore al 31
dicembre 2002, se piu' favorevoli.
  4.  La  deduzione  di cui all'articolo 10-bis del testo unico delle
imposte   sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  introdotto dal comma 1 del
presente articolo, non rileva ai fini della determinazione della base
imponibile  delle  addizionali  all'imposta sul reddito delle persone
fisiche,  fermo restando, comunque, quanto previsto dall'articolo 50,
comma  2,  secondo periodo, del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n.  446,  e  dall'articolo  1,  comma  4,  del decreto legislativo 28
settembre 1998, n. 360.
  5.  La  detrazione fiscale spettante per gli interventi di recupero
del patrimonio edilizio di cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre
1997, n. 449, e successive modificazioni, ivi compresi gli interventi
di  bonifica dall'amianto, compete, per le spese sostenute fino al 31
dicembre  2003,  per  un ammontare complessivo non superiore a 48.000
euro,  per  una  quota  pari  al 36 per cento degli importi rimasti a
carico  del contribuente, da ripartire in dieci quote annuali di pari
importo.  Nel  caso  in cui gli interventi di recupero del patrimonio
edilizio  realizzati  fino  al 31 dicembre 2003 consistano nella mera
prosecuzione  di  interventi  iniziati  successivamente  al 1 gennaio
1998,  ai  fini  del computo del limite massimo delle spese ammesse a
fruire  della  detrazione  si tiene conto anche delle spese sostenute
negli stessi anni. Resta fermo, in caso di trasferimento per atto tra
vivi dell'unita' immobiliare oggetto degli interventi di recupero del
patrimonio  edilizio  di  cui  all'articolo 1 della legge 27 dicembre
1997, n. 449, e successive modificazioni, che spettano all'acquirente
persona  fisica  dell'unita' immobiliare esclusivamente le detrazioni
non  utilizzate in tutto o in parte dal venditore. In caso di decesso
dell'avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette,
per  intero,  esclusivamente  all'erede  che  conservi  la detenzione
materiale  e diretta del bene. Per i soggetti, proprietari o titolari
di  un  diritto reale sull'immobile oggetto dell'intervento edilizio,
di  eta'  non  inferiore  a 75 e a 80 anni, la detrazione puo' essere
ripartita, rispettivamente, in cinque e tre quote annuali costanti di
pari importo. (12) (35) (41) (45) (50a) ((53))
  6.  All'articolo  9, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448,
le  parole:  "31  dicembre  2002" e: "30 giugno 2003" sono sostituite
rispettivamente  dalle  seguenti:  "31  dicembre  2003" e: "30 giugno
2004"; all'alinea del comma 1 dell'articolo 7 della legge 23 dicembre
1999,  n.  488,  e  successive modificazioni, le parole: "31 dicembre
2002" sono sostituite dalle seguenti: "30 settembre 2003". (8)
  7.   Con   decreto   di   natura  non  regolamentare  del  Ministro
dell'economia   e   delle   finanze,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sono determinati i
criteri  per  l'attribuzione  alle  persone fisiche di un contributo,
finalizzato  alla  riduzione  degli  oneri  effettivamente  rimasti a
carico  per  l'attivita'  educativa  di altri componenti del medesimo
nucleo  familiare  presso  scuole  paritarie,  nel limite complessivo
massimo  di  30  milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e
2005. .
  7-bis.  COMMA  ABROGATO  DAL D.L. 14 MARZO 2005, N. 35, CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 14 MAGGIO 2005, N. 80.
  7-ter.  In  attesa  della  regolamentazione  del  diritto-dovere di
istruzione  e formazione, da attuare con i decreti legislativi di cui
all'articolo 1, comma 1, della legge 28 marzo 2003, n. 53, gli alunni
iscritti  alla prima classe delle scuole secondarie superiori statali
continuano ad essere esentati dal pagamento delle tasse scolastiche.
  8.  Dopo  il comma 4 dell'articolo 14 della legge 24 dicembre 1993,
n. 537, e' inserito il seguente:
"4-bis. Nella determinazione dei redditi di cui all'articolo 6, comma
1,  del  testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917, non sono
ammessi in deduzione i costi o le spese riconducibili a fatti, atti o
attivita'  qualificabili  come  reato,  fatto  salvo  l'esercizio  di
diritti costituzionalmente riconosciuti".
  9.  Sono  indeducibili  ai  sensi dell'articolo 75 del citato testo
unico  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del
1986, e successive modificazioni, i costi sostenuti per l'acquisto di
beni  o servizi destinati, anche indirettamente, a medici, veterinari
o  farmacisti,  allo  scopo  di  agevolare,  in  qualsiasi  modo,  la
diffusione  di specialita' medicinali o di ogni altro prodotto ad uso
farmaceutico.
  10.  La  revisione  delle  aliquote  e  degli  scaglioni di reddito
prevista  nel  comma 1, lettera c), del presente articolo, ha effetto
per  i  periodi  di imposta che hanno inizio dopo il 31 dicembre 2004
per gli emolumenti arretrati di cui all'articolo 16, comma 1, lettera
b),  del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni.
  11.  Per gli anni 2003, 2004, 2005, 2006 e 2007 i redditi derivanti
da  lavoro  dipendente  prestato,  in via continuativa e come oggetto
esclusivo  del  rapporto, all'estero in zone di frontiera ed in altri
Paesi  limitrofi  da  soggetti  residenti  nel territorio dello Stato
concorrono  a  formare il reddito complessivo per l'importo eccedente
8.000 euro.
  12.  Il  primo  periodo  del  sesto  comma dell'articolo 25-bis del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e'
sostituito  dal  seguente:  "Per le prestazioni rese dagli incaricati
alte   vendite  a  domicilio  di  cui  all'articolo  19  del  decreto
legislativo  31 marzo 1998, n. 114, la ritenuta e' applicata a titolo
d'imposta ed e' commisurata all'ammontare delle provvigioni percepite
ridotto del 22 per cento a titolo di deduzione forfetaria delle spese
di produzione del reddito".
  13.  Al  comma  4 dell'articolo 30 della legge 23 dicembre 2000, n.
388,  concernente  l'indetraibilita' dell'IVA afferente le operazioni
aventi  ad oggetto ciclomotori, motocicli, autovetture ed autoveicoli
di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 19-bis 1 del decreto
del  Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole:
"31  dicembre  2002"  sono  sostituite  dalle  seguenti: "31 dicembre
2003".
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L.  30  settembre  2003, n. 269, convertito con modificazioni
dalla  L. 24 novembre 2003, n. 326, ha disposto (con l'art. 24, comma
1)   che   la   riduzione   dell'aliquota   IVA   per  interventi  di
ristrutturazione  edilizia,  di cui al comma 6 del presente articolo,
e' prorogato fino al 31 dicembre 2003.
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AGGIORNAMENTO (12)
  Il  D.L.  24  dicembre  2003,  n. 355, convertito con modificazioni
dalla  L.  27  febbraio  2004, n. 47, ha disposto (con l'art. 23-bis,
comma  1,  lettera  a))  che sono prorogate per gli anni 2004 e 2005,
nella   misura  e  alle  condizioni  ivi  previste,  le  agevolazioni
tributarie  in  materia  di recupero del patrimonio edilizio relative
agli interventi di cui al comma 5, del presente articolo per le spese
sostenute dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2005.
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AGGIORNAMENTO (35)
  La  L.  23  dicembre  2005, n. 266 ha disposto (con l'art. 1, comma
121,  lettera  a))  che sono prorogate per l'anno 2006, per una quota
pari al 41 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente,
fermi  restando  gli  ammontari complessivi e le altre condizioni ivi
previste,  le  agevolazioni  tributarie  in  materia  di recupero del
patrimonio  edilizio  relative agli interventi di cui al comma 5, del
presente  articolo  per  le spese sostenute dal 1° gennaio 2006 al 31
dicembre 2006.
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AGGIORNAMENTO (41)
  La  L.  27  dicembre  2006, n. 296 ha disposto (con l'art. 1, comma
387) che sono prorogate per l'anno 2007, per una quota pari al 36 per
cento  delle  spese  sostenute,  nel limite di 48.000 euro per unita'
immobiliare,  ferme  restando  le  altre  condizioni ivi previste, le
agevolazioni   tributarie  in  materia  di  recupero  del  patrimonio
edilizio  relative  agli  interventi  di cui al comma 5, del presente
articolo  per  le  spese sostenute dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre
2007.
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AGGIORNAMENTO (45)
  La  L.  24  dicembre 2007, n. 244, ha disposto (con l'art. 1, comma
17)  che sono prorogate per gli anni 2008, 2009 e 2010, per una quota
pari al 36 per cento delle spese sostenute, nei limiti di 48.000 euro
per  unita'  immobiliare,  ferme  restando  le  altre  condizioni ivi
previste,  le  agevolazioni  tributarie  in  materia  di recupero del
patrimonio  edilizio  relative agli interventi di cui al comma 5, del
presente  articolo  per  le spese sostenute dal 1° gennaio 2008 al 31
dicembre 2010.
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AGGIORNAMENTO (50a)
  La L. 24 dicembre 2007, n. 244 come modificata dalla L. 22 dicembre
2008,  n. 203 ha disposto (con l'art. 1, comma 17) che sono prorogate
per  gli  anni 2008, 2009 , 2010 e 2011, per una quota pari al 36 per
cento  delle  spese  sostenute,  nei limiti di 48.000 euro per unita'
immobiliare,  ferme  restando  le  altre  condizioni ivi previste, le
agevolazioni   tributarie  in  materia  di  recupero  del  patrimonio
edilizio  relative  agli  interventi  di cui al comma 5, del presente
articolo  per  le  spese sostenute dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre
2011.
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AGGIORNAMENTO (53)
  La L. 24 dicembre 2007, n. 244 come modificata dalla L. 23 dicembre
2009,  n. 191 ha disposto (con l'art. 1, comma 17) che sono prorogate
per  gli anni 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012, per una quota pari al 36
per cento delle spese sostenute, nei limiti di 48.000 euro per unita'
immobiliare,  ferme  restando  le  altre  condizioni ivi previste, le
agevolazioni   tributarie  in  materia  di  recupero  del  patrimonio
edilizio  relative  agli  interventi  di cui al comma 5, del presente
articolo  per  le  spese sostenute dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre
2012.
                               Art. 3
             Sospensione degli aumenti delle addizionali
            all'imposta sul reddito delle persone fisiche

  1.  In  funzione  dell'attuazione  del titolo V della parte seconda
della  Costituzione  e  in  attesa della legge quadro sul federalismo
fiscale:
a)  gli  aumenti  delle  addizionali  all'imposta  sul  reddito delle
persone  fisiche per ,i comuni e le regioni, nonche' la maggiorazione
dell'aliquota  dell'imposta  regionale  sulle attivita' produttive di
cui  all'articolo  16,  comma  3, del decreto legislativo 15 dicembre
1997,  n.  446, deliberati successivamente al 29 settembre 2002 e che
non siano confermativi delle aliquote in vigore per l'anno 2002, sono
sospesi  fino  a  quando  non  si  raggiunga  un accordo ai sensi del
decreto  legislativo  28  agosto  1997, n. 281, in sede di Conferenza
unificata   tra   Stato,   regioni  ed  enti  locali  sui  meccanismi
strutturali del federalismo fiscale;(11)(23)
b)  fermo  restando  quanto stabilito dall'accordo interistituzionale
tra  il  Governo,  le  regioni,  i comuni, le province e le comunita'
montane  stipulato il 20 giugno 2002, e' istituita l'Alta Commissione
di  studio  per  indicare  al Governo, sulla base dell'accordo di cui
alla  lettera a), i principi generali del coordinamento della finanza
pubblica e del sistema tributario, ai sensi degli articoli 117, terzo
comma,  118  e  119 della Costituzione. Per consentire l'applicazione
del principio della compartecipazione al gettito dei tributi erariali
riferibili  al territorio di comuni, province, citta' metropolitane e
regioni,   previsto  dall'articolo  119  della  Costituzione,  l'Alta
Commissione di cui al precedente periodo propone anche i parametri da
utilizzare  per  la  regionalizzazione  del reddito delle imprese che
hanno  la  sede  legale  e tutta o parte dell'attivita' produttiva in
regioni  diverse.  In  particolare,  ai  fini  dell'applicazione  del
disposto  dell'articolo  37 dello statuto della Regione siciliana, di
cui  al  regio  decreto  legislativo  15  maggio 1946, n. 455, l'Alta
Commissione  propone  le  modalita' mediante le quali, sulla base dei
criteri  stabiliti  dall'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo
15  dicembre  1997,  n.  446,  e successive modificazioni, i soggetti
passivi dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta
sul   reddito   delle  persone  giuridiche,  che  esercitano  imprese
industriali  e commerciali con sede legale fuori dal territorio della
Regione  siciliana,  ma  che  in  essa  dispongono  di stabilimenti o
impianti, assolvono la relativa obbligazione tributaria nei confronti
della  Regione  stessa.  Con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri,  su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di
concerto  con  il  Ministro per gli affari regionali, con il Ministro
dell'interno  e  con  il  Ministro  per le riforme istituzionali e la
devoluzione, e' definita la composizione dell'Alta Commissione, della
quale  fanno  parte  anche  rappresentanti delle regioni e degli enti
locali,  designati  dalla  Conferenza unificata di cui all'articolo 8
del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n. 281, sono emanate le
disposizioni  occorrenti  per il suo funzionamento ed e' stabilita la
data  di  inizio  delle  sue attivita'. Il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al precedente periodo eemanato entro il
31  gennaio 2003. L'Alta Commissione di studio presenta al Governo la
sua  relazione entro il ((30 settembre 2006)); il Governo presenta al
Parlamento entro i successivi trenta giorni una relazione nella quale
viene  dato  conto  degli interventi, anche di carattere legislativo,
necessari  per  dare  attuazione all'articolo 119 della Costituzione.
Per  l'espletamento  della sua attivita' l'Alta Commissione si avvale
della  struttura  di  supporto della Commissione tecnica per la spesa
pubblica,  la  quale  e'  soppressa  con  decorrenza  dalla  data  di
costituzione  dell'Alta  Commissione.  Il  Ministero  dell'economia e
delle  finanze  fornisce  i  mezzi  necessari  per  il  funzionamento
dell'Alta  Commissione.  A  tal  fine, le risorse, anche finanziarie,
previste per il funzionamento della soppressa Commissione tecnica per
la   spesa  pubblica  sono  destinate  al  funzionamento  dell'  Alta
Commissione,  ivi  compresi  gli  oneri  relativi  agli emolumenti da
corrispondere   ai  componenti,  fissati  con  decreto  del  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze.  Se  la scadenza del ((30 settembre 2006))  non  e'  rispettata,  la Commissione e' sciolta, tutti i suoi
membri  decadono  e  il Governo riferisce al Parlamento, non oltre il
((31 ottobre 2006)), i motivi per i quali non ha ritenuto di proporre
al  Parlamento  l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione con
particolare  riferimento  ai  principi  costituzionali dell'autonomia
finanziaria  di  entrata e di spese dei comuni, delle province, delle
citta'  metropolitane  e delle regioni e della loro compartecipazione
al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio.(11)
  2.  All'articolo  52  della  legge 10 febbraio 1953, n. 62, dopo il
terzo comma, e' aggiunto il seguente:
"Per  l'espletamento  dei  suoi  compiti  la  Commissione  fruisce di
personale,  ivi  comprese  eventuali collaborazioni esterne, locali e
strumenti  operativi,  messi  a  disposizione  dai  Presidenti  delle
Camere, d'intesa fra loro".
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AGGIORNAMENTO (11)
  La L. 24 dicembre 2003, n. 350 ha disposto (con l'art. 1, comma 21)
che  fino  al  31  dicembre  2004  restano  sospesi gli effetti degli
aumenti  delle  addizionali e delle maggiorazioni di cui alla lettera
a),  comma  1  del  presente  articolo  eventualmente deliberati; gli
effetti  decorrono,  in  ogni caso, a decorrere dal periodo d'imposta
successivo alla predetta data.
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art. 1, comma 22) che nelle more del
completamento  dei  lavori  dell'Alta  Commissione di cui al suddetto
articolo  3,  comma  1,  lettera  b), nelle regioni che hanno emanato
disposizioni  legislative  in tema di tassa automobilistica e di IRAP
in  modo  non  conforme ai poteri ad esse attribuiti in materia dalla
normativa  statale,  l'applicazione  della  tassa  opera, a decorrere
dalla  data  di  entrata in vigore di tali disposizioni legislative e
fino al periodo di imposta decorrente dal 1° gennaio 2007, sulla base
di    quanto   stabilito   dalle   medesime   disposizioni   nonche',
relativamente ai profili non interessati dalle predette disposizioni,
sulla base delle norme statali che disciplinano il tributo.
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AGGIORNAMENTO (23)
  La L. 30 dicembre 2004, n. 311 ha disposto (con l'art. 1, comma 61)
che  salvo  quanto  disposto  nel  comma  175  della  L. 311/2004, la
sospensione degli aumenti delle addizionali all'imposta sul reddito e
delle   maggiorazioni   dell'aliquota  dell'imposta  regionale  sulle
attivita'  produttive  di  cui  all'articolo  3, comma 1, lettera a),
della legge 289/2002, e' confermata sino al 31 dicembre 2005.
                               Art. 4.
    (Riduzione dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche)

   1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo  14, comma 1, in materia di credito d'imposta per gli
   utili  distribuiti  da  societa' ed enti, le parole: "al 53,85 per
   cento" sono sostituite dalle seguenti: "al 51,51 per cento";
b) all'articolo  91, comma 1, in materia di aliquota dell'imposta sul
   reddito  delle  persone  giuridiche, le parole: "del 35 per cento"
   sono sostituite dalle seguenti: "del 34 per cento";
c) all'articolo 105, comma 4, in materia di credito d'imposta ai soci
   o  partecipanti sugli utili distribuiti, le parole: "del 53,85 per
   cento"  sono  sostituite dalle seguenti: "del 51,51 per cento", e,
   al  comma 5, le parole: "al 53,85 per cento" sono sostituite dalle
   seguenti: "al 51,51 per cento".

   2.  Ai  fini  della determinazione dell'ammontare delle imposte di
cui  al  comma  4 dell'articolo 105 del testo unico delle imposte sui
redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, relativamente alle
plusvalenze  assoggettate  all'imposta  sostitutiva  in  applicazione
degli  articoli  1  e  4,  comma 2, del decreto legislativo 8 ottobre
1997, n. 358, la percentuale del 45,72 per cento indicata nel comma 2
dell'articolo  4 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 467, e'
ridotta al 44,12 per cento.
                               Art. 5.
    (Riduzioni dell'imposta regionale sulle attivita' produttive)

   1. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate
le seguenti modificazioni:

a) all'articolo  10, comma 1, secondo periodo, le parole: "attribuiti
   fino al 31 dicembre 1999" sono soppresse;
b) all'articolo   10-bis,   comma  1,  secondo  periodo,  le  parole:
   "attribuite fino al 31 dicembre 1999" sono soppresse.

   2.  All'articolo  11  del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.
446,  recante  disposizioni  comuni  per la determinazione del valore
della produzione netta, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1:
1) la lettera a) e' sostituita dalla seguente:

   "a)  sono  ammessi  in deduzione i contributi per le assicurazioni
obbligatorie  contro gli infortuni sul lavoro, le spese relative agli
apprendisti,  ai  disabili  e  le  spese per il personale assunto con
contratti di formazione lavoro";
   2) alla lettera b), il numero 2) e' sostituito dal seguente:
   "2)  i  compensi  per  attivita'  commerciali e per prestazioni di
lavoro  autonomo non esercitate abitualmente, di cui all'articolo 81,
comma  1, lettere i) e l), del testo unico delle imposte sui redditi,
di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917";
   b) dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
   "1-bis.  Per  le  imprese autorizzate all'auto-trasporto di merci,
sono  ammesse  in  deduzione  le  indennita'  di  trasferta  previste
contrattualmente,  per la parte che non concorre a formare il reddito
del  dipendente  ai  sensi dell'articolo 48, comma 5, del testo unico
delle  imposte  sui  redditi,  di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.";
   c) al comma 2, primo periodo, le parole:
   "alla   generalita'  dei  dipendenti  e  dei  collaboratori"  sono
sostituite  dalle  seguenti:  "alla  generalita'  o  a  categorie dei
dipendenti e dei collaboratori";
   d) il comma 4-bis e' sostituito dal seguente:
   "4-bis.  Per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da
a)  ad  e), sono ammessi in deduzione, fino a concorrenza, i seguenti
importi:

a) euro 7.500 se la base imponibile non supera euro 180.759,91;
b) euro  5.625  se  la  base imponibile supera euro 180.759,91 ma non
   euro 180.834,91;
c) euro  3.750  se  la  base imponibile supera euro 180.834,91 ma non
   euro 180.909,91;
d) euro  1.875  se  la  base imponibile supera euro 180.909,91 ma non
   euro 180.984,91.";
e) dopo il comma 4-bis sono inseriti i seguenti:

   "4-bis.1.  Ai  soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da
a)  ad e), con componenti positivi che concorrono alla formazione del
valore  della  produzione  non superiori nel periodo d'imposta a euro
400.000, spetta una deduzione dalla base imponibile pari a euro 2.000
per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d'imposta fino a
un  massimo  di  cinque;  la  deduzione  e' ragguagliata ai giorni di
durata  del  rapporto di lavoro nel corso del periodo d'imposta e nel
caso  di  contratti  di  lavoro a tempo parziale e' ridotta in misura
proporzionale. Per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera
e),  la  deduzione  spetta  solo in relazione ai dipendenti impiegati
nell'esercizio  di  attivita'  commerciali  e,  in caso di dipendenti
impiegati  anche  nelle  attivita' istituzionali, l'importo di cui al
primo  periodo e' ridotto in base al rapporto di cui all'articolo 10,
comma  2. Ai fini del computo del numero di lavoratori dipendenti per
i  quali  spetta  la  deduzione di cui al presente comma non si tiene
conto  degli  apprendisti,  dei  disabili e del personale assunto con
contratti di formazione lavoro.
   4-bis.2.  In  caso  di  periodo  d'imposta  di  durata inferiore o
superiore   a   dodici   mesi  e  in  caso  di  inizio  e  cessazione
dell'attivita'  in  corso d'anno, gli importi delle deduzioni e della
base  imponibile  di  cui al comma 4-bis e dei componenti positivi di
cui al comma 4-bis.1 sono ragguagliati all'anno solare.";

f) al comma 4-ter, le parole: "di cui al comma 4-bis" sono sostituite
   dalle seguenti: "di cui ai commi 4-bis e 4-bis.1".

   3.  Il  comma  2-quinquies  dell'articolo  3  del decreto-legge 24
settembre 2002, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
novembre 2002, n. 265, e' sostituito dal seguente:
   "2-quinquies. La disposizione contenuta nell'articolo 11, comma 3,
del  decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, secondo la quale i
contributi  erogati  a  norma di legge concorrono alla determinazione
della   base   imponibile   dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
produttive,   fatta  eccezione  per  quelli  correlati  a  componenti
negativi  non  ammessi in deduzione, deve interpretarsi nel senso che
tale concorso si verifica anche in relazione a contributi per i quali
sia  prevista  l'esclusione  dalla  base imponibile delle imposte sui
redditi,  sempre  che l'esclusione dalla base imponibile dell'imposta
regionale  sulle  attivita'  produttive  non sia prevista dalle leggi
istitutive  dei  singoli  contributi  ovvero da altre disposizioni di
carattere speciale".
CAPO II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONCORDATO
                               Art. 6.
                       (Concordato preventivo)

   1.  E' istituito il concordato triennale preventivo. Al concordato
possono  accedere  i contribuenti titolari di reddito di impresa e di
lavoro  autonomo  soggetti  all'imposta  sul  reddito  delle  persone
fisiche, nonche' all'imposta regionale sulle attivita' produttive che
hanno  realizzato,  nel periodo di imposta che immediatamente precede
quello  in corso alla data della definizione del concordato, ricavi o
compensi non superiori a cinque milioni di euro. Il concordato ha per
oggetto  la  definizione  per  tre  anni  della base imponibile delle
imposte   di   cui  a  periodo  precedente.  Gli  eventuali  maggiori
imponibili.  rispetto  a  quelli  oggetto  del  concordato,  non sono
soggetti  ad imposta e quest'ultima non e' ridotta per gli imponibili
eventualmente minori.
   2.  Con regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze, da
adottare  ai  sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988,  n.  400, sono individuate le singole categorie di contribuenti
nei cui riguardi progressivamente si applicano le disposizioni di cui
al  comma  1,  a  decorrere  dalle  date  stabilite  con  il medesimo
regolamento, e sono emanate le relative norme di attuazione.
                               Art. 7
      Definizione automatica di redditi di impresa e di lavoro
autonomo per gli anni pregressi mediante autoliquidazione

  1. I soggetti titolari di reddito di impresa e gli esercenti arti e
professioni, nonche' i soggetti di cui all'articolo 5 del testo unico
delle  imposte  sui  redditi,  di cui al decreto del Presidente della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917, e successive modificazioni,
possono  effettuare la definizione automatica dei redditi di impresa,
di  lavoro  autonomo  e  di  quelli  imputati  ai  sensi del predetto
articolo 5, relativi ad annualita' per le quali le dichiarazioni sono
state  presentate  entro  il 31 ottobre 2002, secondo le disposizioni
del presente articolo. La definizione automatica, relativamente a uno
o  piu'  periodi  d'imposta,  ha  effetto  ai  fini delle imposte sui
redditi  e  relative  addizionali, dell'imposta sul valore aggiunto e
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive e si perfeziona con
il  versamento,  mediante autoliquidazione, dei tributi derivanti dai
maggiori ricavi o compensi determinati sulla base dei criteri e delle
metodologie  stabiliti  con  il  decreto  di cui al comma 14, tenendo
conto, in alternativa:
a) dell'ammontare  dei  ricavi  o  compensi  determinabili sulla base
   degli   studi   di   settore   di   cui  all'articolo  62-bis  del
   decreto-legge   30   agosto   1993,   n.   331,   convertito,  con
   modificazioni,  dalla  legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive
   modificazioni,  per  i  contribuenti  cui  si applicano in ciascun
   periodo d'imposta i predetti studi;
b) dell'ammontare  dei ricavi o compensi determinabili sulla base dei
   parametri  di  cui all'articolo 3, commi da 181 a 189, della legge
   28  dicembre  1995,  n.  549,  e  successive  modificazioni, per i
   contribuenti  cui  si  applicano  in  ciascun  periodo d'imposta i
   predetti parametri;
c) della  distribuzione,  per  categorie  economiche  raggruppate  in
   classi   omogenee   sulla   base   dei  processi  produttivi,  dei
   contribuenti  per  fasce  di  ricavi  o di compensi di importo non
   superiore  a  5.164.569  euro  annui  e di redditivita' risultanti
   dalle  dichiarazioni,  qualora  non siano determinabili i ricavi o
   compensi con le modalita' di cui alle lettere a) e b).
  2.  La  definizione automatica puo' altresi' essere effettuata, con
riferimento  alle  medesime  annualita'  di  cui  al  comma  1, dagli
imprenditori  agricoli  titolari esclusivamente di reddito agrario ai
sensi  dell'articolo 29 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui  al  citato  decreto  del  Presidente della Repubblica n. 917 del
1986,   e   successive   modificazioni,   nonche'  dalle  imprese  di
allevamento  di  cui  all'articolo  78  del  medesimo  testo unico, e
successive  modificazioni,  ed  ha  effetto  ai fini dell'imposta sul
valore  aggiunto e dell'imposta regionale sulle attivita' produttive.
La  definizione  automatica  da  parte dei soggetti di cui al periodo
precedente  avviene mediante pagamento degli importi determinati, per
ciascuna  annualita',  sulla  base  di  una  specifica metodologia di
calcolo, approvata con il decreto di cui al comma 14, che tiene conto
del  volume  di  affari  dichiarato  ai  fini dell'imposta sul valore
aggiunto.
  3. La definizione automatica di cui ai commi 1 e 2 e' esclusa per i
soggetti:
a) che  hanno omesso di presentare la dichiarazione, ovvero non hanno
   indicato  nella  medesima reddito di impresa o di lavoro autonomo,
   ovvero  il reddito agrario di cui all'articolo 29 del citato testo
   unico  delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
   della Repubblica n. 917 del 1986;
b) che  hanno dichiarato ricavi o compensi di importo annuo superiore
   a 5.164.569 euro;
c) ai  quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, e'
   stato  notificato  processo  verbale  di  constatazione  con esito
   positivo,  ovvero avviso di accertamento ai fini delle imposte sui
   redditi,  dell'imposta  sul  valore  aggiunto  ovvero dell'imposta
   regionale   sulle   attivita'   produttive,   nonche'   invito  al
   contraddittorio  di  cui all'articolo 5 del decreto legislativo 19
   giugno   1997,  n.  218,  relativamente  ai  quali  non  e'  stata
   perfezionata la definizione ai sensi degli articoli 15 e 16;
d) nei  cui  riguardi e' stata esercitata l'azione penale per i reati
   previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, della quale
   il  contribuente  ha  avuto  formale  conoscenza  entro la data di
   definizione automatica.
  4.  In  caso di avvisi di accertamento parziale di cui all'articolo
41-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n.  600, e successive modificazioni, relativi a redditi oggetto della
definizione  automatica,  ovvero  di  avvisi  di  accertamento di cui
all'articolo  54,  quinto  e  sesto comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,
divenuti  definitivi  alla  data  di entrata in vigore della presente
legge,  la  definizione  e'  ammessa a condizione che il contribuente
versi,  entro  la  prima  data  di  pagamento  degli  importi  per la
definizione,  le  somme  derivanti  dall'accertamento  parziale,  con
esclusione  delle  sanzioni  e  degli  interessi.  Non  si fa luogo a
rimborso  di quanto gia' pagato. Per i periodi di imposta per i quali
sono  divenuti definitivi avvisi di accertamento diversi da quelli di
cui  ai  citati  articoli  41-bis  del  decreto  del Presidente della
Repubblica  n.  600  del  1973  e  54,  quinto  comma del decreto del
Presidente  della  Repubblica  n.  633  del  1972, il contribuente ha
comunque  la  facolta'  di  avvalersi delle disposizioni del presente
articolo, fermi restando gli effetti dei suddetti atti.
  5.  Per  il  periodo  di imposta 1997, i soggetti di cui al comma 1
possono  effettuare la definizione automatica con il versamento entro
il  20 giugno 2003 esclusivamente di una somma pari a 300 euro. Per i
periodi   di   imposta   successivi,  la  definizione  automatica  si
perfeziona  con  il  versamento  entro  il 20 giugno 2003 delle somme
determinate  secondo  la  metodologia  di  calcolo  di cui al comma 1
applicabile  al  contribuente.  Gli  importi  calcolati  a  titolo di
maggiore  ricavo  o  compenso non possono essere inferiori a 600 euro
per  le  persone fisiche e a 1.500 euro per gli altri soggetti. Sulle
relative  maggiori  imposte  non  sono  dovuti  gli  interessi  e  le
sanzioni.  Le  maggiori  imposte  complessivamente dovute a titolo di
definizione automatica sono ridotte nella misura del 50 per cento per
la  parte  eccedente l'importo di 5.000 euro per le persone fisiche e
l'importo di 10.000 euro per gli altri soggetti. Gli importi dovuti a
titolo  di  maggiore  imposta  sono aumentati di una somma pari a 300
euro  per  ciascuna annualita' oggetto di definizione aumentati a 600
euro  per  i  soggetti  cui  si applicano gli studi di settore di cui
all'articolo  62-bis  del  decreto-legge  30  agosto  1993,  n.  331,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e
successive   modificazioni,   e   nei   confronti   dei   quali  sono
riscontrabili anomalie negli indici di coerenza economica, escluso il
1997.  La  somma  di  cui  al  periodo  precedente  non e' dovuta dai
soggetti   di  cui  al  comma  2.  Qualora  gli  importi  da  versare
complessivamente  per  la  definizione  automatica  eccedano,  per le
persone fisiche, la somma di 3.000 euro e, per gli altri soggetti, la
somma  di 6.000 euro, gli importi eccedenti possono essere versati in
due  rate,  di pari importo, entro il 30 novembre 2003 ed entro il 20
giugno  2004,  maggiorati  degli  interessi legali a decorrere dal 21
giugno  2003.  L'omesso  versamento  nei termini indicati nel periodo
precedente  non determina l'inefficacia della definizione automatica;
per il recupero delle somme non corrisposte alle predette scadenze si
applicano le disposizioni dell'articolo 14 del decreto del Presidente
della   Repubblica   29   settembre   1973,   n.  602,  e  successive
modificazioni,  e  sono  altresi'  dovuti una sanzione amministrativa
pari  al  30 per cento delle somme non versate, ridotta alla meta' in
caso  di  versamento  eseguito  entro i trenta giorni successivi alle
rispettive scadenze, e gli interessi legali.
  6.  I  soggetti che hanno dichiarato ricavi e compensi di ammontare
non  inferiore  a  quelli  determinabili  sulla  base  degli studi di
settore  di cui all'articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993,
n.  331,  convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993,
n.  427,  e  successive  modificazioni, e nei confronti dei quali non
sono  riscontrabili  anomalie  negli  indici  di  coerenza economica,
nonche'  i  soggetti  che  hanno  dichiarato  ricavi  e  compensi  di
ammontare  non  inferiore  a  quelli  determinabili  sulla  base  dei
parametri  di  cui all'articolo 3, commi da 181 a 189, della legge 28
dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni, possono effettuare
la  definizione automatica di cui al comma 1 con il versamento di una
somma  pari  a 300 euro per ciascuna annualita'. I soggetti che hanno
dichiarato  ricavi  e  compensi  di  ammontare non inferiore a quelli
determinabili  sulla  base degli studi di settore di cui all'articolo
62-bis  del citato decreto-legge n. 331 del 1993, e nei confronti dei
quali sono riscontrabili anomalie negli indici di coerenza economica,
possono effettuare la definizione automatica con il versamento di una
somma pari a 600 euro per ciascuna annualita'.
  7.  La definizione automatica non si perfeziona se essa si fonda su
dati  non  corrispondenti  a  quelli  contenuti  nella  dichiarazione
originariamente  presentata, ovvero se la stessa viene effettuata dai
soggetti  che  versano  nelle  ipotesi di cui al comma 3 del presente
articolo;  non  si fa luogo al rimborso degli importi versati che, in
ogni  caso,  valgono  quali  acconti  sugli importi che, risulteranno
eventualmente dovuti in base agli accertamenti definitivi.
  8.  La  definizione  automatica  dei  redditi d'impresa o di lavoro
autonomo  esclude  la  rilevanza  a qualsiasi effetto delle eventuali
perdite   risultanti  dalla  dichiarazione.  E  pertanto  escluso  e,
comunque, inefficace il riporto a nuovo delle predette perdite. Se il
riporto  delle  perdite  di  impresa riguarda periodi d'imposta per i
quali la definizione automatica non e' intervenuta, il recupero della
differenza  di  imposta dovuta comporta l'applicazione delle sanzioni
nella   misura  di  un  ottavo  del  minimo,  senza  applicazione  di
interessi.
  9.  La  definizione  automatica  ai fini del calcolo dei contributi
previdenziali,  rileva  nella  misura  del  60 per cento per la parte
eccedente  il  minimale  reddituale  ovvero per la parte eccedente il
dichiarato  se  superiore  al  minimale  stesso,  e  non  sono dovuti
interessi e sanzioni.
  10.  Le  societa'  o  associazioni  di cui all'articolo 5 del testo
unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  citato decreto del
Presidente  della  Repubblica  n.  917  del  1986, nonche' i titolari
dell'azienda coniugale non gestita in forma societaria o dell'impresa
familiare,  che hanno effettuato la definizione automatica secondo le
modalita'  del  presente  articolo,  comunicano  alle persone fisiche
titolari   dei   redditi   prodotti  in  forma  associata  l'avvenuta
definizione,  entro  il  20 luglio 2003. La definizione automatica da
parte  delle  persone  fisiche titolari dei redditi prodotti in forma
associata si perfeziona con il versamento delle somme dovute entro il
16  settembre  2003,  secondo  le disposizioni del presente articolo,
esclusa la somma di 300 euro prevista dal comma 5, sesto periodo; gli
interessi  di  cui  al  comma  5,  ottavo  periodo,  decorrono dal 17
settembre  2003.  La definizione effettuata dai soggetti indicati dal
primo   periodo   del   presente   comma   costituisce   titolo   per
l'accertamento   ai   sensi  dell'articolo  41-bis  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni,  nei  confronti  delle  persone  fisiche che non hanno
definito  i  redditi  prodotti  in forma associata. Per il periodo di
imposta  1997,  la definizione automatica effettuata dalle societa' o
associazioni  nonche' dai titolari dell'azienda coniugale non gestita
in forma societaria o dell'impresa familiare rende definitivi anche i
redditi  prodotti  in  forma  associata.  La  disposizione  di cui al
periodo  precedente  si  applica,  altresi',  per  gli  altri periodi
d'imposta  definiti  a  norma  del  comma 6 dai predetti soggetti che
abbiano  dichiarato  ricavi  e  compensi di ammontare non inferiore a
quelli  determinabili  sulla  base  degli  studi  di  settore  di cui
all'articolo  62-bis  del  decreto-legge  30  agosto  1993,  n.  331,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e
successive modificazioni, nonche' qualora abbiano dichiarato ricavi e
compensi di ammontare non inferiore a quelli determinabili sulla base
dei  parametri di cui all'articolo 3, commi da 181 a 189, della legge
28 dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni.
  11.  La definizione automatica inibisce, a decorrere dalla data del
primo  versamento  e  con  riferimento a qualsiasi organo inquirente,
salve  le  disposizioni  del  codice penale e del codice di procedura
penale,  limitatamente all'attivita' di impresa e di lavoro autonomo,
l'esercizio  dei  poteri di cui agli articoli 32, 33, 38, 39 e 40 del
decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
successive modificazioni, e agli articoli 51, 52, 54 e 55 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni,  ed  esclude  l'applicabilita'  delle  presunzioni  di
cessioni  e  di  acquisto, previste dal regolamento di cui al decreto
del   Presidente   della   Repubblica   10  novembre  1997,  n.  441.
L'inibizione     dell'esercizio    dei    poteri    e    l'esclusione
dell'applicabilita' delle presunzioni previsti dal periodo precedente
sono  opponibili dal contribuente mediante esibizione degli attestati
di versamento e dell'atto di definizione in suo possesso.
  12.  La  definizione  automatica  non  e' revocabile ne' soggetta a
impugnazione  e  non  e'  integrabile  o  modificabile  da  parte del
competente  ufficio  dell'Agenzia delle entrate, e non rileva ai fini
penali ed extratributari, fatto salvo quanto previsto dal comma 9.
  13. La definizione automatica, limitatamente a ciascuna annualita',
rende  definitiva  la  liquidazione  delle  imposte  risultanti dalla
dichiarazione   con   riferimento   alla  spettanza  di  deduzioni  e
agevolazioni   indicate  dal  contribuente  o  all'applicabilita'  di
esclusioni.  Sono  fatti  salvi  gli effetti della liquidazione delle
imposte  e del controllo formale in base rispettivamente all'articolo
36-bis  ed  all'articolo  36-ter  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica  29  settembre  1973  n.  600, e successive modificazioni,
nonche'  gli  effetti derivanti dal controllo delle dichiarazioni IVA
ai  sensi  dell'articolo  54-bis  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; le variazioni dei dati dichiarati
non  rilevano  ai  fini  del calcolo delle maggiori imposte dovute ai
sensi  del  presente articolo. La definizione automatica non modifica
l'importo   degli   eventuali  rimborsi  e  crediti  derivanti  dalle
dichiarazioni  presentate  ai  fini delle imposte sui redditi e delle
relative  addizionali,  dell'imposta  sul  valore  aggiunto,  nonche'
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive.
  14.   Con   decreto   di  natura  non  regolamentare  del  Ministro
dell'economia  e delle finanze, tenuto anche conto delle informazioni
dell'Anagrafe  tributaria,  sono  definite  le  classi omogenee delle
categorie economiche, le metodologie di calcolo per la individuazione
degli   importi  previsti  al  comma  1  nonche'  i  criteri  per  la
determinazione    delle    relative    maggiori   imposte,   mediante
l'applicazione delle ordinarie aliquote vigenti in ciascun periodo di
imposta.
  15. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono
definite  le  modalita' tecniche per l'utilizzo esclusivo del sistema
telematico per la presentazione delle comunicazioni delle definizioni
da  parte dei contribuenti, da effettuare comunque entro il 31 luglio
2003,  ovvero entro il 31 ottobre 2003 per i soggetti di cui al comma
10,  secondo  periodo,  e  le modalita' di versamento, secondo quanto
previsto  dall'articolo  17  del  decreto legislativo 9 luglio 241, e
successive  modificazioni,  esclusa in ogni caso la compensazione ivi
prevista.
  15-bis.  All'articolo  12,  comma  1,  del  decreto  legislativo 23
gennaio  2002,  n.  10, sono premesse le parole: "Ferma la disciplina
riguardante   le   trasmissioni  telematiche  gestite  dal  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze," e le parole: "entro il 30 novembre
2002" sono soppresse.
  16.  I  contribuenti  che  hanno  presentato  successivamente al 30
settembre  2002  una dichiarazione integrativa ai sensi dell'articolo
2,  comma  8-bis,  dei  regolamento  di cui al decreto del Presidente
della  Repubblica  22  luglio  1998,  n. 322, possono avvalersi delle
disposizioni   di   cui   al   presente  articolo  sulla  base  delle
dichiarazioni  originarie  presentate.  L'esercizio della facolta' di
cui   al   periodo   precedente  costituisce  rinuncia  agli  effetti
favorevoli delle dichiarazioni integrative presentate. (5)(8)((10a))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1  agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che i
contribuenti  che  non  hanno  effettuato, anteriormente alla data di
entrata  in  vigore  del  decreto  143/2003,  versamenti utili per la
definizione  degli adempimenti e degli obblighi tributari di cui agli
articoli  7,  8,  9,  9-bis, 11, comma 4, 12, 14, 15 e 16 della legge
289/2002, possono provvedervi entro il 16 ottobre 2003. La proroga e'
efficace  anche  per  i  contribuenti che nei termini precedentemente
fissati  hanno  aderito  ad una sola o a piu' definizioni e intendono
avvalersi delle fattispecie previste dalla legge 289/2002.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n.  269,  convertito  con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.
326  ha  disposto  (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non
hanno  effettuato,  anteriormente  alla data di entrata in vigore del
decreto   143/2003,   versamenti   utili  per  la  definizione  degli
adempimenti  e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8, 9,
9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002, possono
provvedervi  entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche per
i  contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno aderito
ad  una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002.
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AGGIORNAMENTO (10a)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47
ha  disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non hanno
effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto
143/2003,  versamenti  utili  per  la definizione degli adempimenti e
degli  obblighi  tributari  di  cui agli articoli 7, 8, 9, 9-bis, 11,
comma  4,  12,  14,  15  e  16  della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
possono  provvedervi  entro il 16 aprile 2004. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle  fattispecie  previste  dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni.
                               Art. 8 
        Integrazione degli imponibili per gli anni pregressi 
 
  1. Le dichiarazioni relative ai periodi d'imposta  per  i  quali  i
termini per la loro presentazione sono scaduti entro  il  31  ottobre
2002, possono essere integrate secondo le disposizioni  del  presente
articolo. L'integrazione puo' avere effetto ai fini delle imposte sui
redditi  e   relative   addizionali,   delle   imposte   sostitutive,
dell'imposta sul patrimonio netto  delle  imprese,  dell'imposta  sul
valore aggiunto, dell'imposta regionale sulle  attivita'  produttive,
del contributo straordinario per l'Europa,  di  cui  all'articolo  3,
commi 194 e seguenti, della legge  23  dicembre  1996,  n.  662,  dei
contributi previdenziali e di quelli al Servizio sanitario nazionale. 
I soggetti indicati nel titolo III del decreto del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, obbligati ad  operare  ritenute
alla fonte, possono integrare, secondo le disposizioni  del  presente
articolo, le ritenute relative  ai  periodi  di  imposta  di  cui  al
presente comma. 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002,  N.  282,  CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27. (1) 
  3. L'integrazione si  perfeziona  con  il  pagamento  dei  maggiori
importi dovuti entro il 16 aprile 2003, mediante l'applicazione delle
disposizioni vigenti  in  ciascun  periodo  di  imposta  relative  ai
tributi indicati nel comma  1  nonche'  dell'intero  ammontare  delle
ritenute e contributi, sulla base di una dichiarazione integrativa da
presentare, entro la medesima data, in luogo di quella omessa  ovvero
per rettificare in aumento la  dichiarazione  gia'  presentata.  Agli
effetti dell'imposta sul  valore  aggiunto  per  l'omessa  osservanza
degli obblighi di cui agli articoli 17, terzo e quinto comma,  e  34,
comma 6, primo periodo, del decreto del Presidente  della  Repubblica
26  ottobre  1972,  n.  633,  e  all'articolo  47,   comma   1,   del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 29 ottobre 1993, n.  427,  l'integrazione  deve  operarsi
esclusivamente con riferimento all'imposta  che  non  avrebbe  potuto
essere computata in detrazione; la disposizione  opera  a  condizione
che il contribuente si avvalga della definizione di cui  all'articolo
9-bis. Nella dichiarazione integrativa devono essere indicati, a pena
di nullita', maggiori importi dovuti  almeno  pari  a  300  euro  per
ciascun periodo di imposta. La predetta dichiarazione integrativa  e'
presentata in via telematica direttamente  ovvero  avvalendosi  degli
intermediari abilitati indicati dall'articolo 3  del  regolamento  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica  22  luglio  1998,  n.
322, e successive  modificazioni.  Qualora  gli  importi  da  versare
eccedano, per le persone fisiche, la somma di 3.000 euro e,  per  gli
altri soggetti, la somma di 6.000 euro, gli importi eccedenti possono
essere versati in due rate, di pari importo,  entro  il  30  novembre
2003 ed il 20  giugno  2004,  maggiorati  degli  interessi  legali  a
decorrere dal 17 aprile  2003.  L'omesso  versamento  delle  predette
eccedenze entro le date indicate non  determina  l'inefficacia  della
integrazione; per il recupero delle  somme  non  corrisposte  a  tali
scadenze si applicano le disposizioni dell'articolo  14  del  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  602,  e
successive  modificazioni,  e  sono  altresi'  dovuti  una   sanzione
amministrativa di ammontare pari al 30 per cento  del  le  somme  non
versate, ridotta alla meta' in caso di versamento  eseguito  entro  i
trenta giorni successivi alla  scadenza  medesima,  e  gli  interessi
legali. La dichiarazione integrativa non costituisce  titolo  per  il
rimborso di ritenute, acconti e crediti d'imposta precedentemente non
dichiarati, ne' per il riconoscimento di esenzioni o agevolazioni non
richieste in precedenza, ovvero di detrazioni  d'imposta  diverse  da
quelle  originariamente  dichiarate;  la  differenza  tra   l'importo
dell'eventuale  maggior  credito   risultante   dalla   dichiarazione
originaria  e  quello  del  minor  credito  spettante  in  base  alla
dichiarazione integrativa, e' versata secondo le  modalita'  previste
dal presente articolo. E in ogni caso preclusa la deducibilita' delle
maggiori imposte e contributi versati. Per le ritenute indicate nelle
dichiarazioni integrative non puo' essere esercitata la  rivalsa  sui
percettori delle somme o dei valori non assoggettati  a  ritenuta.  I
versamenti delle somme  dovute  ai  sensi  del  presente  comma  sono
effettuati secondo le modalita' previste dall'articolo 17 del decreto
legislativo 9  luglio  1997,  n.  241,  e  successive  modificazioni,
esclusa la compensazione ivi prevista. 
  4. In alternativa alle modalita' di dichiarazione e  versamento  di
cui al comma 3, i soggetti di cui al comma 1, ad eccezione di  quelli
che hanno omesso la  presentazione  delle  dichiarazioni  relative  a
tutti  i  periodi  d'imposta  di  cui  al  medesimo  comma,   possono
presentare  la  dichiarazione  integrativa  in  forma  riservata   ai
soggetti convenzionati di cui all'articolo 19 del decreto legislativo
9 luglio 1997, n. 241.  Questi  ultimi  rilasciano  agli  interessati
copia della dichiarazione integrativa riservata, versano, entro il 24
aprile  2003,  le  maggiori  somme  dovute  secondo  le  disposizioni
contenute nel capo III del predetto decreto legislativo  n.  241  del
1997, esclusa la compensazione di cui all'articolo  17  dello  stesso
decreto  legislativo,  e   comunicano   all'Agenzia   delle   entrate
l'ammontare complessivo delle medesime somme  senza  indicazione  dei
nominativi  dei  soggetti  che  hanno  presentato  la   dichiarazione
integrativa riservata. E' esclusa la rateazione di cui  al  comma  3.
Gli  istituti  previdenziali   non   comunicano   all'amministrazione
finanziaria i dati indicati  nella  dichiarazione  riservata  di  cui
vengono a conoscenza. 
  5. Per  i  redditi  e  gli  imponibili  conseguiti  all'estero  con
qualunque modalita', anche tramite  soggetti  non  residenti  o  loro
strutture interposte, e'  dovuta  un'imposta  sostitutiva  di  quelle
indicate al comma 1, pari al 6 per cento. Per la dichiarazione  e  il
versamento  della  predetta  imposta  sostitutiva  si  applicano   le
disposizioni dei commi 3 e 4. 
  6. Salvo quanto stabilito al  comma  7,  il  perfezionamento  della
procedura  prevista  dal  presente  articolo  comporta  per  ciascuna
annualita' oggetto di integrazione  ai  sensi  dei  commi  3  e  4  e
limitatamente ai maggiori imponibili  o  alla  maggiore  imposta  sul
valore aggiunto risultanti dalle dichiarazioni integrative  aumentati
del 100 per cento, ovvero alle maggiori ritenute aumentate del 50 per
cento: 
    a) la preclusione, nei confronti del dichiarante e  dei  soggetti
coobbligati, di ogni accertamento tributario e contributivo; 
    b)  l'estinzione  delle  sanzioni  amministrative  tributarie   e
previdenziali, ivi comprese quelle  accessorie,  nonche',  ove  siano
stati integrati i redditi di cui al comma 5, e ove ricorra la ipotesi
di cui all'articolo  14,  comma  4,  delle  sanzioni  previste  dalle
disposizioni sul monitoraggio fiscale  di  cui  al  decreto-legge  28
giugno 1990, n. 167, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  4
agosto 1990, n. 227; 
    c) l'esclusione ad ogni effetto della  punibilita'  per  i  reati
tributari di  cui  agli  articoli  2,  3,  4,  5  e  10  del  decreto
legislativo 10 marzo 2000, n. 74, nonche' per i reati previsti  dagli
articoli 482, 483, 484, 485, 489,  490,  491-bis  e  492  del  codice
penale, nonche' degli articoli 2621, 2622 e 2623 del  codice  civile,
quando tali reati sono stati commessi per  eseguire  od  occultare  i
predetti reati tributari, ovvero per conseguire il profitto  e  siano
riferiti alla stessa pendenza o situazione  tributaria.  L'esclusione
di cui alla predetta lettera non si  applica  in  caso  di  esercizio
dell'azione penale della  quale  il  contribuente  ha  avuto  formale
conoscenza  entro  la  data  di  presentazione  della   dichiarazione
integrativa; (5) 
    d)LETTERA ABROGATA DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002, N. 282, CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27. 
  6-bis. In caso di accertamento relativo ad  annualita'  oggetto  di
integrazione, le maggiori imposte e le maggiori ritenute dovute  sono
comunque  limitate  all'eccedenza  rispetto  alle  maggiori   imposte
corrispondenti  agli  imponibili  integrati,  all'eccedenza  rispetto
all'imposta  sul  valore  aggiunto  e  all'eccedenza  rispetto   alle
ritenute aumentate ai sensi del comma 6. 
  7. Per i redditi di cui al comma 5 non opera l'aumento del 100  per
cento previsto dal comma 6 e gli effetti di cui alla lettera  c)  del
medesimo comma operano a condizione che, ricorrendo la ipotesi di cui
all'articolo 14, comma 4, si provveda alla regolarizzazione contabile
delle  attivita'  detenute  all'estero  secondo  le   modalita'   ivi
previste. 
  8. Gli effetti di cui ai  commi  6  e  7  si  estendono  anche  nei
confronti  dei  soggetti  diversi  dal  dichiarante  se   considerati
possessori effettivi dei maggiori imponibili. 
  9. In caso di  accesso,  ispezione  o  verifica,  ovvero  di  altra
attivita' di controllo fiscale, il  soggetto  che  ha  presentato  la
dichiarazione riservata di cui al comma 4 puo'  opporre  agli  organi
competenti gli effetti preclusivi, estintivi e  di  esclusione  della
punibilita' di cui ai commi  6  e  7  con  invito  a  controllare  la
congruita'  delle  somme  di  cui  ai  commi  3  e  5,  in  relazione
all'ammontare  dei  maggiori  redditi  e  imponibili  nonche'   delle
ritenute e dei contributi indicati nella dichiarazione integrativa. 
  10. Le disposizioni del presente articolo non si applicano qualora:
a) alla data di entrata in vigore della  presente  legge,  sia  stato
notificato processo verbale  di  constatazione  con  esito  positivo,
ovvero  di  accertamento  ai  fini   delle   imposte   sui   redditi,
dell'imposta sul valore aggiunto ovvero dell'imposta regionale  sulle
attivita'  produttive,  nonche'  invito  al  contradditorio  di   cui
all'articolo 5 del  decreto  legislativo  19  giugno  1997,  n.  218,
relativamente ai quali non e' stata perfezionata  la  definizione  ai
sensi degli articoli 15 e 16, in caso di avvisi  di  accertamento  di
cui all'articolo 41-bis del decreto del Presidente  della  Repubblica
29 settembre 1973, n. 600 e successive  modificazioni,  relativamente
ai redditi oggetto di integrazione ovvero di cui all'art. 54,  quinto
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26  ottobre  1972,
n. 633, e successive modificazioni, divenuti definitivi alla data  di
entrata in vigore della presente legge, la definizione e'  ammessa  a
condizione  che  il  contribuente  versi,  entro  la  prima  data  di
pagamento  degli  importi  per  l'integrazione,  le  somme  derivanti
dall'accertamento parziale, con l'esclusione delle sanzioni  e  degli
interessi. Non si fa' luogo al rimborso di quanto gia' pagato. Per  i
periodi di imposta per i quali sono  divenuti  definitivi  avvisi  di
accertamento diversi da quelli di cui ai citati articoli  41-bis  del
decreto del Presidente della Repubblica  n.  600,  del  1973,  e  54,
quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633  del
1972, il contribuente ha comunque  la  facolta'  di  avvalersi  delle
disposizioni del presente articolo, fermi restando  gli  effetti  dei
suddetti atti; 
b) e' stata esercitata l'azione penale per gli illeciti di  cui  alla
lettera c) del comma 6, della  quale  il  contribuente  ha  avuto  la
formale conoscenza entro la data di presentazione della dichiarazione
integrativa. 
  11. Le societa' o associazioni di  cui  all'articolo  5  del  testo
unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  22   dicembre   1986,   n.   917,   e   successive
modificazioni, nonche' i titolari dell'azienda coniugale non  gestita
in forma societaria e dell'impresa familiare, che hanno presentato la
dichiarazione integrativa secondo le modalita' del presente articolo,
comunicano, entro il 16 maggio 2003, alle  persone  fisiche  titolari
dei redditi prodotti  in  forma  associata  l'avvenuta  presentazione
della relativa dichiarazione. La integrazione da parte delle  persone
fisiche  titolari  dei  redditi  prodotti  in  forma   associata   si
perfeziona presentando, entro il 16 settembre 2003, la  dichiarazione
integrativa di cui al comma 3 e versando contestualmente le imposte e
i relativi contributi secondo le modalita' di cui al  medesimo  comma
3. La presentazione della  dichiarazione  integrativa  da  parte  dei
soggetti di cui al  primo  periodo  del  presente  comma  costituisce
titolo per l'accertamento, ai sensi dell'articolo 41-bis del  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,  e
successive modificazioni, nei confronti dei i soggetti che non  hanno
integrato redditi prodotti in forma associata. 
  12. La conoscenza dell'intervenuta integrazione dei redditi e degli
imponibili ai sensi  del  presente  articolo  non  genera  obbligo  o
facolta' della segnalazione di cui all'articolo  331  del  codice  di
procedura penale. L'integrazione effettuata  ai  sensi  del  presente
articolo non costituisce notizia di reato. 
  13. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate,  da
pubblicare  nella  Gazzetta  Ufficiale  sono  definite  le  modalita'
applicative del presente articolo. (5)(8)((10a)) 
    
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AGGIORNAMENTO (1)
Il  D.L.  24  dicembre  2002,  n. 282, convertito con modificazioni
dalla  L.  21  febbraio  2003,  n. 27, ha disposto (con l'art. 5-ter,
comma  1)  che "I versamenti effettuati sulla base della disposizione
di  cui al citato comma 2 prima della data di entrata in vigore della
disposizione   di  cui  al  precedente  periodo  sono  restituiti  ai
contribuenti  dell'Amministrazione  finanziaria  ovvero  dalla stessa
trattenuti,  anche  in  acconto, se i relativi importi sono dovuti ad
altro titolo".
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AGGIORNAMENTO (5)
Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1  agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che i
contribuenti  che,  nel  periodo  tra  il 17 aprile 2003 e la data di
entrata in vigore del decreto 143/2003, hanno effettuato i versamenti
utili per la definizione degli adempimenti e degli obblighi tributari
di  cui  agli articoli 8, 9, 9-bis e 14 della legge 289/2002, possono
inoltrare  in  via  telematica  all'Agenzia delle entrate, fino al 30
giugno 2003, le relative dichiarazioni.
Ha  inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che
non  hanno  effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore
del  suddetto  decreto  143/2003, versamenti utili per la definizione
degli  adempimenti e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7,
8,  9,  9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002,
possono  provvedervi entro il 16 ottobre 2003. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle fattispecie previste dalla legge 289/2002.
Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2-septies)  che  le
disposizioni di cui all' articolo 8, comma 6, lettera c) si intendono
nel  senso che la esclusione della punibilita' opera nei confronti di
tutti  coloro  che hanno commesso o concorso a commettere i reati ivi
indicati  anche  quando  le  procedure  di  sanatoria,  alle quali e'
riferibile  l'effetto  di  esclusione  della  punibilita', riguardano
contribuenti   diversi   dalle  persone  fisiche  e  da  questi  sono
perfezionate.
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AGGIORNAMENTO (8)
Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n.  269,  convertito  con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.
326  ha  disposto  (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non
hanno  effettuato,  anteriormente  alla data di entrata in vigore del
decreto   143/2003,   versamenti   utili  per  la  definizione  degli
adempimenti  e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8, 9,
9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002, possono
provvedervi  entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche per
i  contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno aderito
ad  una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002.
---------------

    
AGGIORNAMENTO (10a) 
  Il D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre  2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47
ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non  hanno
effettuato, anteriormente alla data di entrata in vigore del  decreto
143/2003, versamenti utili per la  definizione  degli  adempimenti  e
degli obblighi tributari di cui agli articoli 7,  8,  9,  9-bis,  11,
comma 4, 12, 14, 15 e 16  della  legge  27  dicembre  2002,  n.  289,
possono provvedervi entro il 16 aprile 2004. La proroga  e'  efficace
anche per i contribuenti  che  nei  termini  precedentemente  fissati
hanno aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono  avvalersi
delle fattispecie previste dalla legge 27 dicembre 2002,  n.  289,  e
successive modificazioni. 
                               Art. 9
            Definizione automatica per gli anni pregressi

  1. I contribuenti, al fine di beneficiare delle disposizioni di cui
al  presente  articolo, presentano una dichiarazione con le modalita'
previste  dai  commi  3  e  4 dell'articolo 8, concernente, a pena di
nullita',  tutti  i  periodi  d'imposta  per i quali i termini per la
presentazione  delle  relative dichiarazioni sono scaduti entro il 31
ottobre  2002,  chiedendo  la  definizione  automatica  per  tutte le
imposte  di cui al comma 2, lettera a), nonche', anche separatamente,
per l'imposta sul valore aggiunto.
  2.  La  definizione  automatica si perfeziona con il versamento per
ciascun periodo d'imposta:
    a)  ai  fini  delle  imposte  sui redditi e relative addizionali,
delle  imposte  sostitutive,  dell'imposta  regionale sulle attivita'
produttive, del contributo straordinario per l'Europa di cui all'art.
3,  commi  194  e  seguenti,  della  legge  23 dicembre 1996, n. 662,
nonche'  dell'imposta  sul  patrimonio  netto  delle  imprese,  fermi
restando  i  versamenti  minimi  di cui ai commi 3 e 4, di un importo
pari  all'8 per cento delle imposte lorde e delle imposte sostitutive
risultanti   dalla   dichiarazione   originariamente  presentata;  se
ciascuna  imposta  lorda  o  sostitutiva  e'  risultata  di ammontare
superiore  a  10.000 euro la percentuale applicabile all'eccedenza e'
pari  al 6 per cento, mentre se e' risultata di ammontare superiore a
20.000  euro,  la percentuale applicabile a quest'ultima eccedenza e'
pari al 4 per cento;
    b)  ai  fini  dell'imposta  sul valore aggiunto, fermi restando i
versamenti  minimi  di  cui al comma 6, di un importo pari alla somma
del  2  per  cento dell'imposta relativa alle cessioni di beni e alle
prestazioni  di  servizi  effettuate  dal  contribuente  per le quali
l'imposta  e'  divenuta  esigibile nel periodo d'imposta, e del 2 per
cento  dell'imposta  detratta  nel  medesimo  periodo;  se  l'imposta
esigibile  ovvero  l'imposta detratta superano gli importi di 200.000
euro,  le  percentuali  applicabili  a  ciascuna  eccedenza sono pari
all'1,5  per  cento,  e  se  i  predetti  importi di imposta superano
300.000  euro  le  percentuali  applicabili a ciascuna eccedenza sono
pari  all'1  per cento; le somme da versare complessivamente ai sensi
della  presente  lettera  sono ridotte nella misura dell'80 per cento
per la parte eccedente l'importo di 11.600.000 euro.
  3.  Il versamento delle maggiori imposte calcolate in base al comma
2,  lettera  a), deve comunque essere, per ciascun periodo d'imposta,
almeno pari:
    a)  a  100  euro,  per  le persone fisiche e le societa' semplici
titolari di redditi diversi da quelli d'impresa e da quelli derivanti
dall'esercizio di arti e professioni;
    b)  ai  seguenti  importi,  per  le  persone  titolari di reddito
d'impresa, per gli esercenti arti e professioni, per le societa' e le
associazioni  di cui all'articolo 5 del testo unico delle imposte sui
redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 22
dicembre  1986,  n.  917,  e  successive modificazioni, nonche' per i
soggetti di cui all'articolo 87 del medesimo testo unico:
      1)  400  euro,  se l'ammontare dei ricavi e dei compensi non e'
superiore a 50.000 euro;
      2)  500  euro,  se l'ammontare dei ricavi e dei compensi non e'
superiore a 180.000 euro;
      3)  600  euro,  se  l'ammontare  dei  ricavi  e dei compensi e'
superiore a 180.000 euro.
  3-bis.  I  soggetti  che  hanno  dichiarato  ricavi  e  compensi di
ammontare non inferiore a quelli determinabili sulla base degli studi
di  settore  di  cui  all'articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto
1993,  n.  331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre
1993,  n.  427, e successive modificazioni, e nei confronti dei quali
non  sono  riscontrabili anomalie negli indici di coerenza economica,
nonche'  i  soggetti  che  hanno  dichiarato  ricavi  e  compensi  di
ammontare  non  inferiore  a  quelli  determinabili  sulla  base  dei
parametri  di  cui  all'art.  3,  commi  da 181 a 189, della legge 28
dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni, possono effettuare
la definizione automatica ai fini di tutte le imposte di cui al comma
2  del  presente  articolo  con il versamento di una somma pari a 500
euro  per ciascuna annualita'. I soggetti che hanno dichiarato ricavi
e  compensi  di  ammontare non inferiore a quelli determinabili sulla
base  degli  studi  di  settore  di cui al citato articolo 62-bis del
decreto-legge  n.  331  del  1993,  e  nei  confronti  dei quali sono
riscontrabili  anomalie  negli  indici di coerenza economica, possono
effettuare  la  definizione automatica con il versamento di una somma
pari a 700 euro per ciascuna annualita'.
  4.  Ai  fini  della  definizione  automatica,  le  persone  fisiche
titolari   dei   redditi   prodotti   in  forma  associata  ai  sensi
dell'articolo  5 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto  del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive  modificazioni, il titolare e i collaboratori dell'impresa
familiare nonche' il titolare e il Coniuge dell'azienda coniugale non
gestita   in   forma   societaria,   indicano   nella   dichiarazione
integrativa,  per ciascun periodo d'imposta, l'ammontare dell'importo
minimo da versare determinato, con le modalita' indicate nel comma 3,
lettera  b),  in  ragione  della  propria quota di partecipazione. In
nessun  caso tale importo puo' risultare di ammontare inferiore a 200
euro.
  5.  In presenza di importi minimi di cui ai commi 3 e 4 deve essere
versato quello di ammontare maggiore.
  6.  Il versamento delle maggiori imposte calcolate in base al comma
2,  lettera  b),  deve  comunque essere, in ciascun periodo d'imposta
almeno pari a:
    a)  500 euro, se l'ammontare del volume d'affari non e' superiore
a 50.000 euro;
    b)  600 euro, se l'ammontare del volume d'affari non e' superiore
a 180.000 euro;
    c)  700  euro,  se l'ammontare del volume d'affari e' superiore a
180.000 euro.
  7.  Ai  fini della definizione automatica e' esclusa la rilevanza a
qualsiasi   effetto   delle   eventuali   perdite   risultanti  dalle
dichiarazioni  originarie,  fatta  eccezione  di  quelle  determinate
dall'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 4 della legge 18
ottobre  2001,  n.  383. Il riporto a nuovo delle predette perdite e'
consentito  con il versamento di una somma pari al 10 per cento delle
perdite stesse (fino ad un importo di 250.000.000 di euro, nonche' di
una  somma  pari  al  5 per cento delle perdite eccedenti il predetto
importo.)  Per la definizione automatica dei periodi d'imposta chiusi
in  perdita  o in pareggio e' versato un importo almeno pari a quello
minimo  di  cui  al  comma  3,  lettera  b), per ciascuno dei periodi
stessi.
  8. Nel caso di omessa presentazione delle dichiarazioni relative ai
tributi  di  cui  al  comma  1, e' dovuto, per ciascuna di esse e per
ciascuna  annualita',  un  importo  pari  a 1.500 euro per le persone
fisiche,  elevato  a  3.000 euro per le societa' e le associazioni di
cui  all'articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
e  successive  modificazioni, e per i soggetti di cui all'articolo 87
del medesimo testo unico.
  9.  La definizione automatica, limitatamente a ciascuna annualita',
rende  definitiva  la  liquidazione  delle  imposte  risultanti dalla
dichiarazione   con   riferimento   alla  spettanza  di  deduzioni  e
agevolazioni   indicate  dal  contribuente  o  all'applicabilita'  di
esclusioni.  Sono  fatti  salvi  gli effetti della liquidazione delle
imposte  e del controllo formale in base rispettivamente all'articolo
36-bis  ed  all'articolo  36-ter  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica  29  settembre  1973,  n. 600, e successive modificazioni,
nonche'  gli  effetti derivanti dal controllo delle dichiarazioni IVA
ai  sensi  dell'articolo  54-bis  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica  26  ottobre  1972, n. 633, e successive modificazioni; le
variazioni dei dati dichiarati non rilevano ai fini del calcolo delle
maggiori   imposte   dovute   ai  sensi  del  presente  articolo.  La
definizione   automatica   non  modifica  l'importo  degli  eventuali
rimborsi  e  crediti derivanti dalle dichiarazioni presentate ai fini
delle  imposte  sui  redditi e relative addizionali, dell'imposta sul
valore  aggiunto,  nonche'  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
produttive.  La  dichiarazione integrativa non costituisce titolo per
il  rimborso di ritenute, acconti e crediti d'imposta precedentemente
non dichiarati, ne' per il riconoscimento di esenzioni o agevolazioni
non  richieste  in precedenza, ovvero di detrazioni d'imposta diverse
da quelle originariamente dichiarate.
  10.  Il  perfezionamento  della  procedura  prevista  dal  presente
articolo comporta:
    a)  la  preclusione, nei confronti del dichiarante e dei soggetti
coobbligati, di ogni accertamento tributario;
    b)  l'estinzione  delle  sanzioni  amministrative tributarie, ivi
comprese quelle accessorie;
    c)  l'esclusione  della  punibilita' per i reati tributari di cui
agli  articoli 2, 3, 4, 5 e 10 del decreto legislativo 10 marzo 2000,
n.  74,  nonche'  per  i reati previsti dagli articoli 482, 483, 484,
485,  489,  490,  491-bis  e  492  del  codice  penale, nonche' dagli
articoli 2621, 2622 e 2623 del codice civile, quando tali reati siano
stati  commessi per eseguire od occultare i predetti reati tributari,
ovvero  per  conseguirne  il  profitto  e  siano riferiti alla stessa
pendenza  o  situazione tributaria; i predetti effetti, limitatamente
ai  reati  previsti  dal codice penale e dal codice civile, operano a
condizione  che,  ricorrendo le ipotesi di cui all'articolo 14, comma
5,  della  presente legge si provveda alla regolarizzazione contabile
delle  attivita', anche detenute all'estero, secondo le modalita' ivi
previste.  L'esclusione di cui alla presente lettera non si applca in
caso  di  esercizio dell'azione penale della quale il contribuente ha
avuto  formale  conoscenza  entro  la  data  di  presentazione  della
dichiarazione per la definizione automatica. (5)
  11.   Restano   ferme,   ad   ogni  effetto,  le  disposizioni  sul
monitoraggio  fiscale di cui al decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 4 agosto 1990, n. 227,
salvo  che,  ricorrendo  le  ipotesi di cui all'articolo 14, comma 5,
della  presente  legge si provveda alla regolarizzazione contabile di
tutte  le  attivita'  detenute  all'estero  secondo  le modalita' ivi
previste,  ferma  restando  la  decadenza  dal  beneficio  in caso di
parziale regolarizzazione delle attivita' medesime.
  12.  Qualora  gli importi da versare ai sensi del presente articolo
eccedano  complessivamente, per le persone fisiche, la somma di 3.000
euro  e,  per gli altri soggetti, la somma di 6.000 euro, gli importi
eccedenti  possono essere versati in due rate, di pari importo, entro
il  30 novembre 2003 ed il 20 giugno 2004, maggiorati degli interessi
legali  a  decorrere  dal  17  aprile 2003. L'omesso versamento delle
predette eccedenze entro le date indicate non determina l'inefficacia
della  integrazione;  per  il  recupero delle somme non corrisposte a
tali  scadenze  si  applicano  le  disposizioni  dell'articolo 14 del
decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e
successive   modificazioni,  e  sono  altresi'  dovuti  una  sanzione
amministrativa  pari al 30 per cento delle somme non versate, ridotta
alla  meta'  in  caso  di  versamento  eseguito entro i trenta giorni
successivi alla scadenza medesima, e gli interessi legali.
  13.  In  caso  di  accesso,  ispezione  o verifica, ovvero di altra
attivita'  di  controllo  fiscale,  il  soggetto che ha presentato la
dichiarazione  riservata  puo'  opporre  agli  organi  competenti gli
effetti  preclusivi,  estintivi  e di esclusione della punibilita' di
cui  al  comma 10, con invito a controllare la congruita' delle somme
versate   ai   fini  della  definizione  e  indicate  nella  medesima
dichiarazione.
  14. Le disposizioni del presente articolo non si applicano qualora:
a)  alla  data  di  entrata in vigore della presente legge, sia stato
notificato  processo  verbale  di  constatazione  con esito positivo,
ovvero  avviso  di  accertamento  ai  fini delle imposte sui redditi,
dell'imposta  sul valore aggiunto ovvero dell'imposta regionale sulle
attivita'  produttive,  nonche'  invito  al  contraddittorio  di  cui
all'articolo  5  del  decreto  legislativo  19  giugno  1997, n. 218,
relativamente  ai  quali  non e' stata perfezionata la definizione ai
sensi  degli articoli 15 e 16 della presente legge; in caso di avvisi
di  accertamento  parziale di cui all'articolo 41-bis del decreto del
Presidente  della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni,  ovvero  di avvisi di accertamento di cui all'articolo
54,  quinto  comma,  del  decreto  del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, divenuti definitivi
alla  data  di entrata in vigore della presente legge, la definizione
e'  ammessa  a  condizione  che il contribuente versi, entro la prima
data  di  pagamento  degli  importi  per  la  definizione,  le  somme
derivanti dall'accertamento parziale, con esecuzione delle sanzioni e
degli  interessi.  Non si fa luogo al rimborso di quanto gia' pagato.
Per  i  periodi d'imposta per i quali sono divenuti definitivi avvisi
di  accertamento  diversi  da quelli di cui ai citati articoli 41-bis
del  decreto  del  Presidente  della Repubblica n. 600 del 1973 e 54,
quinto  comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del
1972,  il  contribuente  ha  comunque  la facolta' di avvalersi delle
disposizioni  del  presente  articolo, fermi restando gli effetti dei
suddetti atti;
    b)  e'  stata  esercitare l'azione penale per gli illeciti di cui
alla  lettera  c)  del comma 10, della quale il contribuente ha avuto
formale conoscenza entro la data di presentazione della dichiarazione
per la definizione automatica;
    c)  il  contribuente  abbia  omesso  la presentazione di tutte le
dichiarazioni  relative  a  tutti  i  tributi di cui al comma 2 e per
tutti i periodi d'imposta di cui al comma 1.
  15.  Le  preclusioni  di  cui  alle lettere a) e b) del comma 14 si
applicano  con esclusivo riferimento ai periodi d'imposta ai quali si
riferiscono  gli  atti  e i procedimenti ivi indicati. La definizione
automatica   non   si  perfeziona  se  essa  si  fonda  su  dati  non
corrispondenti a quelli contenuti nella dichiarazione originariamente
presentata,  ovvero  se  la  stessa viene effettuata dai soggetti che
versano  nelle  ipotesi di cui al comma 14 del presente articolo; non
si  fa  luogo  al  rimborso  degli importi versati che, in ogni caso,
valgono  quali  acconti  sugli importi che risulteranno eventualmente
dovuti in base agli accertamenti definitivi.
  16.  I  contribuenti  che  hanno  presentato  successivamente al 30
settembre  2002  una dichiarazione integrativa ai sensi dell'articolo
2,  comma  8-bis,  del  regolamento  di cui al decreto del Presidente
della  Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni,
possono  avvalersi  delle  disposizioni  di  cui al presente articolo
sulla  base  delle  dichiarazioni  originarie presentate. L'esercizio
della facolta' di cui al periodo precedente costituisce rinuncia agli
effetti favorevoli delle dichiarazioni integrative presentate.
  17.  I soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, che ha
interessato le province di Catania, Ragusa e Siracusa, individuati ai
sensi   dell'articolo   3   dell'ordinanza   del   Ministro   per  il
coordinamento   della   protezione   civile  del  21  dicembre  1990,
pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  299 del 24 dicembre 1990,
destinatari  dei  provvedimenti  agevolativi in materia di versamento
delle somme dovute a titolo di tributi e contributi, possono definire
in  maniera  automatica la propria posizione relativa agli anni 1990,
1991  e  1992.  La  definizione  si  perfeziona versando, entro il 16
aprile  2003,  l'intero ammontare dovuto per ciascun tributo a titolo
di  capitale,  al  netto  dei  versamenti  gia'  eseguiti a titolo di
capitale  ed interessi, diminuito al 10 per cento; il perfezionamento
della  definizione  comporta  gli effetti di cui al comma 10. Qualora
gli  importi  da versare complessivamente ai sensi del presente comma
eccedano la somma di 5.000 euro, gli importi eccedenti possono essere
versati  in  un  massimo  di  otto rate semestrali con l'applicazione
degli  interessi  legali  a  decorrere  dal  17 aprile 2003. L'omesso
versamento  delle  predette  eccedenze  entro  le scadenze delle rate
semestrali  non determina l'inefficacia della definizione automatica;
per   il  recupero  delle  somme  non  corrisposte  si  applicano  le
disposizioni  dell'articolo  14  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  29  settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, e
sono altresi' dovuti una sanzione amministrativa pari al 30 per cento
delle  somme  non  versate,  ridotta alla meta' in caso di versamento
eseguito  entro  i trenta giorni successivi alla scadenza medesima, e
gli interessi legali. (35) (37) (42)((46))
  18.  Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da
pubblicare  nella  Gazzetta  Ufficiale,  sono  definite  le modalita'
applicative del presente articolo. (5)(8)(10a)
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1  agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che i
contribuenti  che,  nel  periodo  tra  il 17 aprile 2003 e la data di
entrata in vigore del decreto 143/2003, hanno effettuato i versamenti
utili per la definizione degli adempimenti e degli obblighi tributari
di  cui  agli articoli 8, 9, 9-bis e 14 della legge 289/2002, possono
inoltrare  in  via  telematica  all'Agenzia delle entrate, fino al 30
giugno 2003, le relative dichiarazioni.
  Ha  inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che
non  hanno  effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore
del  suddetto  decreto  143/2003, versamenti utili per la definizione
degli  adempimenti e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7,
8,  9,  9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002,
possono  provvedervi entro il 16 ottobre 2003. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle fattispecie previste dalla legge 289/2002.
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2-septies)  che  le
disposizioni  di  cui di cui al comma 10, lettera c) si intendono nel
senso  che  la  esclusione  della  punibilita' opera nei confronti di
tutti  coloro  che hanno commesso o concorso a commettere i reati ivi
indicati  anche  quando  le  procedure  di  sanatoria,  alle quali e'
riferibile  l'effetto  di  esclusione  della  punibilita', riguardano
contribuenti   diversi   dalle  persone  fisiche  e  da  questi  sono
perfezionate.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n.  269,  convertito  con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.
326  ha  disposto  (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non
hanno  effettuato,  anteriormente  alla data di entrata in vigore del
decreto   143/2003,   versamenti   utili  per  la  definizione  degli
adempimenti  e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8, 9,
9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002, possono
provvedervi  entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche per
i  contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno aderito
ad  una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002.
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AGGIORNAMENTO (10a)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre 2003,
n.  355,  convertito  con modificazioni dalla L. 27/02/2004, n. 47 ha
disposto  (con  l'art.  1,  comma 2) che i contribuenti che non hanno
effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto
143/2003,  versamenti  utili  per  la definizione degli adempimenti e
degli  obblighi  tributari  di  cui agli articoli 7, 8, 9, 9-bis, 11,
comma  4,  12,  14,  15  e  16  della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
possono  provvedervi  entro il 16 aprile 2004. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle  fattispecie  previste  dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni.
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AGGIORNAMENTO (35)
  La  L.  23  dicembre 2005, n. 266, ha disposto (con l'art. 1, comma
363)  che  per  i  contributi  previdenziali  e  i premi assicurativi
relativi  al  sisma del 1990 riguardanti le imprese delle province di
Catania,  Siracusa  e  Ragusa il cui termine e' stato prorogato al 30
giugno 2006 dall'articolo 1, comma 142, della legge 30 dicembre 2004,
n.  311, il termine di versamento di cui al secondo periodo del comma
17 del presente articolo e' fissato al 30 settembre 2006 e il termine
per la rateizzazione di cui al terzo periodo del medesimo comma 17 e'
fissato al 1° ottobre 2006.
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AGGIORNAMENTO (37)
  Il  D.L.  10 gennaio 2006, n. 2, convertito con modificazioni dalla
L.  11 marzo 2006, n. 81, ha disposto (con l'art. 1-ter, comma 1) che
con  decreto  del  Ministro  del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nei limiti di
52.000.000  di  euro,  per l'anno 2006 sono definiti i criteri per la
riduzione  dei  contributi  previdenziali  e  dei premi assicurativi,
relativi  agli  anni  1990;  1991  e  1992, dovuti dalle imprese, ivi
comprese quelle agricole e agroalimentari, colpite dal sisma del 13 e
16  dicembre  1990  e  ubicate  nelle province di Catania, Siracusa e
Ragusa.  Conseguentemente, nel rispetto del limite di spesa di cui al
precedente  periodo,  il  termine per il versamento di cui al secondo
periodo del comma 17 del suddetto articolo e' fissato al 30 settembre
2006  e  il  termine per la rateizzazione di cui al terzo periodo del
predetto comma 17 e' fissato al 1° ottobre 2006.
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AGGIORNAMENTO (42)
  Il  D.L.  28  dicembre  2006,  n. 300, convertito con modificazioni
dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17, ha disposto (con l'art. 3-quater,
comma  2)  che  i  termini  di  cui al comma 17, sono differiti al 31
dicembre 2007 al fine di consentire ai soggetti colpiti dal sisma del
13  e  16  dicembre  1990, che ha interessato le province di Catania,
Ragusa   e   Siracusa,   individuati   ai   sensi   dell'articolo   3
dell'ordinanza  del  Ministro  per  il coordinamento della protezione
civile  del  21 dicembre 1990, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
299  del  24 dicembre 1990, destinatari dei provvedimenti agevolativi
in  materia  di versamento delle somme dovute a titolo di tributi, di
definire  in  maniera  automatica  la propria posizione relativa agli
anni  1990, 1991 e 1992. La definizione si perfeziona versando, entro
il  31 dicembre 2007, l'intero ammontare dovuto per ciascun tributo a
titolo di capitale, al netto dei versamenti gia' eseguiti a titolo di
capitale ed interessi, diminuito al 30 per cento.
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AGGIORNAMENTO (46)
  Il  D.L.  28  dicembre  2006,  n. 300, convertito con modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2007, n. 17 come modificato dal D.L. 31 dicembre
2007, n. 248, convertito con modificazioni dalla L. 28/02/2008, n. 31
ha  disposto  (con  l'art.  3-quater,  comma 2) che la definizione si
perfeziona  versando,  entro  il  31  marzo  2008, l'intero ammontare
dovuto  per  ciascun  tributo  a  titolo  di  capitale,  al netto dei
versamenti gia' eseguiti a titolo di capitale ed interessi, diminuito
al 10 per cento.
                             Art. 9-bis
          (Definizione dei ritardati od omessi versamenti).

  1. Le sanzioni previste dall'articolo 13 del decreto legislativo 18
dicembre  1997,  n.  471,  non  si  applicano  ai  contribuenti  e ai
sostituti  d'imposta  che  alla data del 16 aprile 2003 provvedono ai
pagamenti   delle   imposte   o   delle   ritenute  risultanti  dalle
dichiarazioni  annuali  presentate  entro  il 31 ottobre 2003, per le
quali  il termine di versamento e' scaduto anteriormente a tale data.
Se  gli  importi  da versare per ciascun periodo di imposta eccedono,
per  le  persone  fisiche,  la  somma  di 3.000 euro e, per gli altri
soggetti,  la  somma di 6.000 euro, gli importi eccedenti, maggiorati
degli interessi legali a decorrere dal 17 aprile 2003, possono essere
versati  in  tre rate, di pari importo, entro il 30 novembre 2003, il
30 giugno 2004 e il 30 novembre 2004.
  2.  Se  le imposte e le ritenute non versate e le relative sanzioni
sono state iscritte in ruoli gia' emessi, le sanzioni di cui al comma
1  non  sono  dovute  limitatamente alle rate non ancora scadute alla
data  del  16  aprile 2003, a condizione che le imposte e le ritenute
non versate iscritte a ruolo siano state pagate o vengano pagate alle
relative  scadenze  del ruolo; le sanzioni di cui al comma 1 non sono
dovute  anche relativamente alla rate scadute alla predetta data se i
soggetti  interessati  dimostrano  che  il  versamento  non  e' stato
eseguito  per  fatto  doloso  di terzi denunciato, anteriormente alla
data del 31 dicembre 2002, all'autorita' giudiziaria.
  3.  Per  avvalersi  delle  disposizioni  dei commi 1 e 2 i soggetti
interessati  sono  tenuti a presentare una dichiarazione integrativa,
in via telematica, direttamente ovvero avvalendosi degli intermediari
abilitati  indicati dall'articolo 3 del regolamento di cui al decreto
del  Presidente  della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, indicato in
apposito  prospetto  le  imposte  o  le  ritenute  dovute per ciascun
periodo  di  imposta  e i dati del versamento effettuato, nonche' gli
estremi della cartella di pagamento nei casi di cui al comma 2.
  4.  Sulla  base  della  dichiarazione di cui al comma 3, gli uffici
provvedono allo sgravio delle sanzioni indicate al comma 1 iscritte a
ruolo,  o  al  loro annullamento se ne e' stato intimato il pagamento
con  ingiunzione,  non  ancora  versate alla data del 16 aprile 2003,
sempre  che  il mancato pagamento non dipenda da morosita', ovvero al
rimborso  di quelle pagate a partire dalla data medesima; il rimborso
compete  altresi' per le somme a tale titolo pagate anteriormente, se
i  soggetti  interessati  dimostrano  che  il versamento non e' stato
eseguito  tempestivamente  per  fatto  doloso  di  terzi  denunciato,
anteriormente   alla   data   del   31  dicembre  2002  all'autorita'
giudiziaria.  Restano fermi gli interessi iscritti in ruolo; le somme
da  versare,  diverse  da  quelle  iscritte  a  ruolo,  devono essere
maggiorata,   a   titolo   di   interessi  del  3  per  cento  annuo.
(5)(8)((10a))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1  agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che i
contribuenti  che,  nel  periodo  tra  il 17 aprile 2003 e la data di
entrata in vigore del decreto 143/2003, hanno effettuato i versamenti
utili per la definizione degli adempimenti e degli obblighi tributari
di  cui  agli articoli 8, 9, 9-bis e 14 della legge 289/2002, possono
inoltrare  in  via  telematica  all'Agenzia delle entrate, fino al 30
giugno 2003, le relative dichiarazioni.
  Ha  inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che
non  hanno  effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore
del  suddetto  decreto  143/2003, versamenti utili per la definizione
degli  adempimenti e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7,
8,  9,  9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002,
possono  provvedervi entro il 16 ottobre 2003. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle fattispecie previste dalla legge 289/2002.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n.  269,  convertito  con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.
326  ha  disposto  (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non
hanno  effettuato,  anteriormente  alla data di entrata in vigore del
decreto   143/2003,   versamenti   utili  per  la  definizione  degli
adempimenti  e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8, 9,
9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002, possono
provvedervi  entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche per
i  contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno aderito
ad  una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002.
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AGGIORNAMENTO (10a)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47
ha  disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non hanno
effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto
143/2003,  versamenti  utili  per  la definizione degli adempimenti e
degli  obblighi  tributari  di  cui agli articoli 7, 8, 9, 9-bis, 11,
comma  4,  12,  14,  15  e  16  della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
possono  provvedervi  entro il 16 aprile 2004. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle  fattispecie  previste  dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni.
                               Art. 10
                         Proroga di termini

  1.  Per  i  contribuenti  che  non  si avvalgono delle disposizioni
recate dagli articoli da 7 a 9 della presente legge, ((in deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212,))  i  termini  di cui all'articolo 43 del decreto del Presidente
della   Repubblica   29   settembre   1973.   n.  600,  e  successive
modificazioni,  e  all'articolo  57  del decreto del Presidente della
Repubblica  26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono
prorogati di ((due anni)).
                               Art. 11
      (Definizione agevolata ai fini delle imposte di registro,
        ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni
             e sull'incremento di valore degli immobili.
                         Proroga di termini)

  1.  Ai fini delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle
successioni  e  donazioni e sull'incremento di valore degli immobili,
per  gli atti pubblici formati, le scritture private autenticate e le
scritture  private  registrate  entro  la  data  del 30 novembre 2002
nonche'  per  le  denunce  e  le  dichiarazioni  presentate  entro la
medesima  data,  i valori dichiarati per i beni ovvero gli incrementi
di valore assoggettabili a procedimento di valutazione sono definiti,
ad  istanza  dei  contribuenti da presentare entro il 16 aprile 2003,
con  l'aumento  del  25  per  cento,  a  condizione che non sia stato
notificato  avviso di rettifica o liquidazione della maggiore imposta
alla  data  di entrata in vigore della presente legge. Per gli stessi
tributi,  qualora  l'istanza non sia stata presentata, o ai sensi del
comma  3  sia  priva  di  effetti, in deroga all'articolo 3, comma 3,
della  legge  27 luglio 2000, n. 212, i termini per la rettifica e la
liquidazione  della  maggiore  imposta  sono  prorogati  di due anni.
(5)(8)((10a))
  1-bis.  Le  violazioni  relative all'applicazione, con agevolazioni
tributarie, delle imposte su atti, scritture, denunce e dichiarazioni
di  cui  al  comma  1, possono essere definite con il pagamento delle
maggiori   imposte  a  condizione  che  il  contribuente  provveda  a
presentare   entro   il   16  aprile  2003  istanza  con  contestuale
dichiarazione    di    non   volere   beneficiare   dell'agevolazione
precedentemente  richiesta.  La  disposizione non si applica qualora,
alla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente legge, sia stato
notificato avviso di rettifica e liquidazione delle maggiori imposte.
(5)(8)((10a))
  2.  Alla  liquidazione  dei  tributi provvede il competente ufficio
dell'Agenzia delle entrate, tenuto conto di quanto corrisposto in via
principale, con esclusione di sanzioni e interessi.
  3.  Qualora  non  venga  eseguito  il  pagamento dell'imposta entro
sessanta  giorni  dalla notificazione dell'avviso di liquidazione, la
domanda di definizione e' priva di effetti.
  4.  Se  alla  data  di  entrata in vigore della presente legge sono
decorsi  i  termine  per la registrazione ovvero per la presentazione
delle denunce o dichiarazioni, ovvero per l'esecuzione dei versamenti
annuali  di  cui  al  comma  3 dell'articolo 17 del testo unico delle
disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, non sono dovuti
sanzioni  e  interessi qualora si provveda al pagamento dei tributi e
all'adempimento  delle  formalita'  omesse  entro  il 16 aprile 2003.
(5)(8)((10a))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1  agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che i
contribuenti  che  non  hanno  effettuato, anteriormente alla data di
entrata in vigore del suddetto decreto 143/2003, versamenti utili per
la  definizione  degli  adempimenti e degli obblighi tributari di cui
agli  articoli  7,  8,  9,  9-bis, 11, comma 4, 12, 14, 15 e 16 della
legge  289/2002,  possono  provvedervi  entro  il 16 ottobre 2003. La
proroga  e'  efficace  anche  per  i  contribuenti  che  nei  termini
precedentemente   fissati   hanno  aderito  ad  una  sola  o  a  piu'
definizioni  e  intendono  avvalersi delle fattispecie previste dalla
legge 289/2002.
  Ha  inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2-bis) che il termine per
la  presentazione  delle  istanze  previste  dai  commi 1 e 1-bis del
presente articolo, e' fissato al 16 ottobre 2003.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n.  269,  convertito  con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.
326  ha  disposto  (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non
hanno  effettuato,  anteriormente  alla data di entrata in vigore del
decreto   143/2003,   versamenti   utili  per  la  definizione  degli
adempimenti  e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8, 9,
9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002, possono
provvedervi  entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche per
i  contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno aderito
ad  una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002.
  Ha  inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2-bis) che il termine per
la  presentazione delle istanze previste dal presente articolo, commi
1  e  1-bis,  e'  fissato  al  16  marzo  2004; alla medesima data e'
altresi'  fissato il termine per la sottoscrizione dell'atto e per il
contestuale  versamento  previsto  dall'articolo  12,  comma 2, primo
periodo, della medesima legge n. 289 del 2002.
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AGGIORNAMENTO (10a)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47
ha  disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non hanno
effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto
143/2003,  versamenti  utili  per  la definizione degli adempimenti e
degli  obblighi  tributari  di  cui agli articoli 7, 8, 9, 9-bis, 11,
comma  4,  12,  14,  15  e  16  della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
possono  provvedervi  entro il 16 aprile 2004. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle  fattispecie  previste  dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni.
  Ha  inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2-bis) che il termine per
la  presentazione delle istanze previste dal presente articolo, commi
1  e  1-bis,  e'  fissato  al  16  aprile 2004; alla medesima data e'
altresi'  fissato il termine per la sottoscrizione dell'atto e per il
contestuale  versamento  previsto  dall'articolo  12,  comma 2, primo
periodo, della medesima legge n. 289 del 2002.
                               Art. 12
             Definizione dei carichi di ruolo pregressi

  1.  Relativamente  ai  carichi  inclusi  in  ruoli emessi da uffici
statali  e  affidati  ai  concessionari  del servizio nazionale della
riscossione  fino  al 31 dicembre 2000, i debitori possono estinguere
il  debito  senza  corrispondere  gli  interessi  di  mora  e  con il
pagamento;
    a)  di  una  somma  pari  al 25 per cento dell'importo iscritto a
ruolo;
    b)  delle somme dovute al concessionario a titolo di rimborso per
le   spese   sostenute   per  le  procedure  esecutive  eventualmente
effettuate dallo stesso.
  2.  Nei  sessanta  giorni successivi alla data di entrata in vigore
della presente disposizione, relativamente ai ruoli affidati tra il 1
gennaio  1997  e  il  31  dicembre  2000, i concessionari informano i
debitori  di  cui  al  comma  1 che, entro il 16 aprile 2003, possono
sottoscrivere  apposito  atto  con  il  quale dichiarano di avvalersi
della    facolta'   attribuita   dal   citato   comma   1,   versando
contestualmente  almeno l'80 per cento delle somme di cui al medesimo
comma 1. Il residuo importo e' versato entro il 16 aprile 2004. Sulle
somme riscosse, ai concessionari spetta un aggio pari al 4 per cento.
(5)
  2-bis. Restano comunque dovute per intero le somme relative ai dazi
costituenti risorse proprie dell'Unione europea.
  2-ter.  Relativamente  ai carichi inclusi in ruoli emessi da uffici
statali  e  affidati  ai  concessionari  del servizio nazionale della
riscossione dal 1° gennaio 2001 al 30 giugno 2001, i debitori possono
estinguere  il  debito  sottoscrivendo,  entro il ((16 aprile 2004)),
l'atto  di  cui al comma 2 e versando contestualmente almeno l'80 per
cento  delle  somme  di  cui  al  comma  1,  sulla  base  di apposita
comunicazione  che i concessionari inviano ai debitori entro il (( 16 marzo 2004)).  Resta  fermo  quanto  previsto dal comma 2, secondo e
terzo periodo.
  3.  Con  provvedimento  del direttore dell'Agenzia delle entrate e'
approvato  il modello dell'atto di cui al comma 2 e sono stabilite le
modalita'   di   versamento  delle  somme  pagate  dai  debitori,  di
riversamento   in   tesoreria   da   parte   dei   concessionari,  di
rendicontazione  delle  somme  riscosse, di invio dei relativi flussi
informativi   e   di  definizione  dei  rapporti  contabili  connessi
all'operazione. (5)(8)((10a))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1  agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che i
contribuenti  che  non  hanno  effettuato, anteriormente alla data di
entrata in vigore del suddetto decreto 143/2003, versamenti utili per
la  definizione  degli  adempimenti  e  degli obblighi tributari agli
articoli  7,  8,  9,  9-bis, 11, comma 4, 12, 14, 15 e 16 della legge
289/2002, possono provvedervi entro il 16 ottobre 2003. La proroga e'
efficace  anche  per  i  contribuenti che nei termini precedentemente
fissati  hanno  aderito  ad una sola o a piu' definizioni e intendono
avvalersi delle fattispecie previste dalla legge 289/2002.
Inoltre ha disposto (con l'art. 1, comma 2-bis) che il termine per la
sottoscrizione dell'atto e per il contestuale versamento previsto dal
presente  articolo,  comma 2, primo periodo, e' fissato al 16 ottobre
2003.
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  decies) che ai fini
dell'articolo  12  della  legge  289/2002  per ruoli emessi da uffici
statali  si  intendono  quelli  relativi  ad  entrate  sia  di natura
tributaria che non tributaria.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n.  269,  convertito  con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.
326  ha  disposto  (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non
hanno  effettuato,  anteriormente  alla data di entrata in vigore del
decreto   143/2003,   versamenti   utili  per  la  definizione  degli
adempimenti  e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8, 9,
9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002, possono
provvedervi  entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche per
i  contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno aderito
ad  una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002.
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AGGIORNAMENTO (10a)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47
ha  disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non hanno
effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto
143/2003,  versamenti  utili  per  la definizione degli adempimenti e
degli  obblighi  tributari  di  cui agli articoli 7, 8, 9, 9-bis, 11,
comma  4,  12,  14,  15  e  16  della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
possono  provvedervi  entro il 16 aprile 2004. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle  fattispecie  previste  dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni.
                               Art. 13
                   Definizione dei tributi locali

  1.  Con  riferimento ai tributi propri, le regioni, le province e i
comuni  possono  stabilire,  con le forme previste dalla legislazione
vigente  per  l'adozione  dei  propri atti destinati a disciplinare i
tributi  stessi,  la  riduzione  dell'ammontare delle imposte e tasse
loro  dovute,  nonche'  l'esclusione  o  la  riduzione  dei  relativi
interessi  e  sanzioni,  per  le  ipotesi  in  cui,  entro un termine
appositamente  fissato  da  ciascun  ente,  non  inferiore a sessanta
giorni   dalla   data  di  pubblicazione  dell'atto,  i  contribuenti
adempiano  ad  obblighi tributari precedentemente in tutto o in parte
non adempiuti.
  2.  Le  medesime  agevolazioni  di  cui  al  comma 1 possono essere
previste  anche  per  i  casi in cui siano gia' in corso procedure di
accertamento  o  procedimenti contenziosi in sede giurisdizionale. In
tali  casi, oltre agli eventuali altri effetti previsti dalla regione
o    dall'ente   locale   in   relazione   ai   propri   procedimenti
amministrativi,  la  richiesta  del  contribuente  di avvalersi delle
predette  agevolazioni  comporta la sospensione, su istanza di parte,
del  procedimento  giurisdizionale, in qualunque stato e grado questo
sia eventualmente pendente, sino al termine stabilito dalla regione o
dall'ente  locale,  mentre  il  completo  adempimento  degli obblighi
tributari, secondo quanto stabilito dalla regione o dall'ente locale,
determina l'estinzione del giudizio.
  3.  Ai  fini delle disposizioni del presente articolo, si intendono
tributi  propri  delle regioni, delle province e dei comuni i tributi
la  cui  titolarita'  giuridica ed il cui gettito siano integralmente
attribuiti  ai  predetti enti, con esclusione delle compartecipazioni
ed addizionali a tributi erariali, nonche' delle mere attribuzioni ad
enti   territoriali  del  gettito,  totale  o  parziale,  di  tributi
erariali.
  4.  Per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di
Trento  e  di  Bolzano  l'attuazione  delle disposizioni del presente
articolo  avviene  in  conformita'  e  compatibilmente con le forme e
condizioni di speciale autonomia previste dai rispettivi statuti.
                               Art. 14
             Regolarizzazione delle scritture contabili

  1.  Le  societa'  di capitali e gli enti equiparati, le societa' in
nome   collettivo   e  in  accomandita  semplice  e  quelle  ad  esse
equiparate,  nonche'  le  persone fisiche e gli enti non commerciali,
relativamente  ai redditi d'impresa posseduti, che si avvalgono delle
disposizioni  di  cui all'articolo 8, possono specificare in apposito
prospetto  i  nuovi  elementi  attivi  e  passivi  o le variazioni di
elementi attivi e passivi, da cui derivano gli imponibili, i maggiori
imponibili  o  le minori perdite indicati nelle dichiarazioni stesse;
con  riguardo  ai  predetti  imponibili, maggiori imponibili o minori
perdite non si applicano le disposizioni del comma 4 dell'articolo 75
del  testo  unico  delle  imposte  sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni,  e  del  terzo  comma dell'articolo 61 del decreto del
Presidente  della  Repubblica  29 settembre 1973, n 600, e successive
modificazioni.  Il  predetto  prospetto  e' conservato per il periodo
previsto  dall'articolo  43,  primo comma, del decreto del Presidente
della   Repubblica   29   settembre   1973,   n.  600,  e  successive
modificazioni,  e  deve  essere  esibito  o  trasmesso  su  richiesta
dell'ufficio competente.
  2.  Sulla  base  delle  quantita' e valori evidenziati ai sensi del
comma  1,  i  soggetti ivi indicati possono procedere ad ogni effetto
alla   regolarizzazione   delle  scritture  contabili  apportando  le
conseguenti  variazioni  nell'inventario,  nel  rendiconto ovvero nel
bilancio  chiuso al 31 dicembre 2002, ovvero in quelli del periodo di
imposta  in  corso  a  tale data nonche' negli altri libri e registri
relativi  ai medesimi periodi previsti dalle vigenti disposizioni. Le
quantita' e i valori cosi' evidenziati si considerano riconosciuti ai
fini  delle  imposte  sui  redditi  e  dell'imposta  regionale  sulle
attivita'  produttive  relative ai periodi di imposta successivi, con
esclusione  dei periodi d'imposta per i quali non e' stata presentata
la  dichiarazione integrativa ai sensi dell'articolo 8, salvo che non
siano oggetto di accertamento o rettifica d'ufficio.
  3.  I soggetti indicati nel comma 1 possono altresi' procedere, nei
medesimi  documenti  di  cui  al  comma  2,  alla  eliminazione delle
attivita'  o  delle  passivita'  fittizie, inesistenti o indicate per
valori  superiori a quelli effettivi. Dette variazioni non comportano
emergenza   di   componenti   positivi   o  negativi  ai  fini  della
determinazione del reddito d'impresa ne' la deducibilita' di quote di
ammortamento  o  accantonamento  corrispondenti  alla  riduzione  dei
relativi fondi.
  4.  I  soggetti  indicati  al  comma  1,  che si sono avvalsi delle
disposizioni  di  cui  al comma 5 dell'articolo 8, possono procedere,
nel rispetto dei principi civilistici di redazione del bilancio, alla
regolarizzazione  contabile,  ai  sensi  dei  commi  da  1 a 3, delle
attivita'  detenute all'estero alla data del 31 dicembre 2001, con le
modalita'  anche  dichiarative  di  cui  ai  commi 3 e 4 del medesimo
articolo 8. Dette attivita' si considerano riconosciute ai fini delle
imposte   sui   redditi  e  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
produttive  a  decorrere  dal  terzo  periodo di imposta successivo a
quello chiuso o in corso al 31 dicembre 2002.
  5.  I  soggetti  di  cui  al  comma  1  che  si  sono avvalsi delle
disposizioni   di   cui   all'articolo   9   possono  procedere  alla
regolarizzazione  delle scritture contabili di cui al comma 3 con gli
effetti  ivi previsti, nonche', nel rispetto dei principi civilistici
di  redazione  del  bilancio,  alle  iscrizioni  nell'inventario, nel
rendiconto  o  nel  bilancio  chiuso  al  31 dicembre 2002, ovvero in
quelli  del  periodo  di  imposta  in corso a tale data nonche' negli
altri  libri  e  registri relativi ai medesimi periodi previsti dalle
vigenti   disposizioni,   di   attivita'   in   precedenza  omesse  o
parzialmente  omesse;  in  tal caso, sui valori o maggiori valori dei
beni  iscritti  e'  dovuta,  entro  il  16  aprile  2003,  un'imposta
sostitutiva   del   6   per  cento  dei  predetti  valori.  L'imposta
sostitutiva  di  cui  al  periodo  precedente  e'  dovuta  anche  con
riferimento  alle  attivita'  detenute  all'estero  alla  data del 31
dicembre  2001  che  siano  oggetto  di regolarizzazione contabile ai
sensi  del periodo precedente. In tale ultima ipotesi si applicano le
modalita'  dichiarative  di  cui  ai  commi  3  e  4 dell'articolo 8.
L'imposta  sostitutiva del 6 per cento non e' dovuta se i soggetti si
sono  avvalsi anche della facolta' prevista dal comma 5 dell'articolo
8.  I  maggiori  valori  iscritti  ai  sensi  del  presente  comma si
considerano   riconosciuti  ai  fini  delle  imposte  sui  redditi  e
dell'imposta  regionale  sulle  attivita'  produttive a decorrere dal
terzo  periodo di imposta successivo a quello chiuso o in corso al 31
dicembre  2002,  a  condizione  che i soggetti si siano avvalsi delle
disposizioni  di  cui  all'articolo  9 relativamente alle imposte sui
redditi.  L'imposta sostitutiva e' indeducibile ai fini delle imposte
sui redditi e dell'imposta regionale sulle attivita' produttive.
  6. Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o
di  destinazione  a  finalita'  estranee  all'esercizio  dell'impresa
ovvero  al  consumo  personale  e  familiare  dell'imprenditore delle
attivita'  regolarizzate  e assoggettate ad imposta sostitutiva nella
misura  del  6  per  cento,  in data anteriore a quella di inizio del
terzo  periodo di imposta successivo a quello chiuso o in corso al 31
dicembre  2002, al soggetto che ha effettuato la regolarizzazione, e'
attribuito  un  credito  d'imposta,  ai fini dell'imposta sul reddito
delle  persone  fisiche  o  dell'imposta  sul  reddito  delle persone
giuridiche,   pari  all'ammontare  dell'imposta  sostitutiva  pagata.
(5)(8)((10a))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1  agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che i
contribuenti  che,  nel  periodo  tra  il 17 aprile 2003 e la data di
entrata in vigore del decreto 143/2003, hanno effettuato i versamenti
utili per la definizione degli adempimenti e degli obblighi tributari
di  cui  agli articoli 8, 9, 9-bis e 14 della legge 289/2002, possono
inoltrare  in  via  telematica  all'Agenzia delle entrate, fino al 30
giugno 2003, le relative dichiarazioni.
  Ha  inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che
non  hanno  effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore
del  suddetto  decreto  143/2003, versamenti utili per la definizione
degli  adempimenti e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7,
8,  9,  9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002,
possono  provvedervi entro il 16 ottobre 2003. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle fattispecie previste dalla legge 289/2002.
  Ha  inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2-bis) che il termine per
la  sottoscrizione dell'atto e per il contestuale versamento previsto
dal  presente  articolo,  comma  2,  primo  periodo, e' fissato al 16
ottobre 2003.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n.  269,  convertito  con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.
326  ha  disposto  (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non
hanno  effettuato,  anteriormente  alla data di entrata in vigore del
decreto   143/2003,   versamenti   utili  per  la  definizione  degli
adempimenti  e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8, 9,
9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002, possono
provvedervi  entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche per
i  contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno aderito
ad  una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002.
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AGGIORNAMENTO (10a)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47
ha  disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non hanno
effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto
143/2003,  versamenti  utili  per  la definizione degli adempimenti e
degli  obblighi  tributari  di  cui agli articoli 7, 8, 9, 9-bis, 11,
comma  4,  12,  14,  15  e  16  della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
possono  provvedervi  entro il 16 aprile 2004. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle  fattispecie  previste  dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni.
                               Art. 15
    (Definizione degli accertamenti, degli atti di contestazione,
     degli avvisi di irrogazione delle sanzioni, degli inviti al
      contraddittorio e dei processi verbali di constatazione)

  1.  Gli  avvisi di accertamento per i quali alla data di entrata in
vigore  della presente legge non sono ancora spirati i termini per la
proposizione  del  ricorso, gli inviti al contraddittorio di cui agli
articoli 5 e 11 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, per i
quali,  alla  data  di entrata in vigore della presente legge, non e'
ancora  intervenuta  la  definizione,  nonche'  i processi verbali di
constatazione  relativamente ai quali, alla data di entrata in vigore
della  presente legge, non e' stato notificato avviso di accertamento
ovvero  ricevuto  invito  al contraddittorio, possono essere definiti
secondo   le   modalita'   previste   dal  presente  articolo,  senza
applicazione di interessi, indennita' di mora e sanzioni salvo quanto
previsto  dal  comma 4, lettera b-bis). La definizione non e' ammessa
per  i soggetti nei cui confronti e' stata esercitata l'azione penale
per i reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, di
cui  il  contribuente  ha  avuto  formale conoscenza entro la data di
perfezionamento della definizione.
  2.  La  definizione  degli avvisi di accertamento e degli inviti al
contraddittorio  di  cui  al  comma  1,  si  perfeziona  mediante  il
pagamento,  entro  il  16  aprile  2003,  degli importi che risultano
dovuti  per  effetto  dell'applicazione  delle percentuali di seguito
indicate, con riferimento a ciascuno scaglione:
    a)  30  per  cento  delle maggiori imposte, ritenute e contributi
complessivamente   accertati   ovvero   indicati   negli   inviti  al
contraddittorio, non superiori a 15.000 euro;
    b)  32  per  cento  delle maggiori imposte, ritenute e contributi
complessivamente   accertati   ovvero   indicati   negli   inviti  al
contraddittorio,  superiori  a  15.000 euro ma non superiori a 50.000
euro;
    c)  35  per  cento  delle maggiori imposte, ritenute e contributi
complessivamente   accertati   ovvero   indicati   negli   inviti  al
contraddittorio, superiori a 50.000 euro.
  3.  La  definizione  di  cui  al  comma 2 e' altresi' ammessa nelle
ipotesi  di  rettifiche  relative a perdite dichiarate, qualora dagli
atti di cui al medesimo comma 2 emergano imposte o contributi dovuti.
In  tal  caso  la  sola  perdita  risultante dall'atto e' riportabile
nell'esercizio successivo nei limiti previsti dalla legge.
  3-bis.  Gli atti di contestazione e gli avvisi di irrogazione delle
sanzioni  per  i  quali alla data di entrata in vigore della presente
legge  non  sono  ancora  spirati  i  termini per la proposizione del
ricorso  possono  essere  definiti  mediante  il pagamento del 10 per
cento dell'importo contestato o irrogato a titolo di sanzione.
  4.  La  definizione dei processi verbali di constatazione di cui al
comma 1 si perfeziona mediante il pagamento, entro il 16 aprile 2003,
di un importo calcolato:
    a)  per  le  imposte sui redditi, relative addizionali ed imposte
sostitutive,  applicando  l'aliquota  del 18 per cento alla somma dei
maggiori   componenti   positivi   e   minori   componenti   negativi
complessivamente risultanti dal verbale medesimo;
    b)  per l'imposta regionale sulle attivita' produttive, l'imposta
sul  valore  aggiunto  e le altre imposte indirette, riducendo del 50
per cento la maggiore imposta dovuta sulla base dei rilievi formulati
nel verbale stesso;
    b-bis)  per le violazioni per le quali non risulta applicabile la
procedura  di  irrogazione  immediata  prevista  dall'articolo 17 del
decreto   legislativo   18   dicembre  1997,  n.  472,  e  successive
modificazioni,   riducendo  del  90  per  cento  le  sanzioni  minime
applicabili;
    b-ter)  per  le  violazioni concernenti l'omessa effettuazione di
ritenute  e  il  conseguente omesso veramente da parte del sostituito
d'imposta,  riducendo  del  65  per  cento l'ammontare delle maggiori
ritenute omesse risultante dal verbale stesso.
  4-bis.  Non sono definibili, in base alle disposizioni del presente
articolo,   le  violazioni  di  cui  all'articolo  3,  comma  3,  del
decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 aprile 2002, n. 19.
  4-ter. Restano comunque dovute per intero le somme relative ai dazi
costituenti risorse proprie dell'Unione europea.
  5.  I  pagamenti  delle somme dovute ai sensi del presente articolo
sono  effettuati  entro  il  16  aprile  2003,  secondo  le ordinarie
modalita'  previste  per  il versamento diretto dei relativi tributi,
esclusa  in  ogni caso la compensazione prevista dall'articolo 17 del
decreto   legislativo   9   luglio   1997,   n.   241,  e  successive
modificazioni. Qualora gli importi da versare complessivamente per la
definizione  eccedano, per le persone fisiche, la somma di 3.000 euro
e,  per  gli  altri  soggetti,  la  somma  di 6.000 euro, gli importi
eccedenti  possono essere versati in due rate, di pari importo, entro
il  30 novembre 2003 ed il 20 giugno 2004, maggiorati degli interessi
legali  a  decorrere  dal  17  aprile 2003. L'omesso versamento delle
predette eccedenze entro le date indicate non determina l'inefficacia
della definizione; per il recupero delle somme non corrisposte a tali
scadenze  si  applicano  le disposizioni dell'articolo 14 del decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  602,  e
successive   modificazioni,  e  sono  altresi'  dovuti  una  sanzione
amministrativa  pari al 30 per cento delle somme non versate, ridotta
alla  meta'  in  caso  di  versamento  eseguito entro i trenta giorni
successivi  alla  scadenza  medesima,  e  gli interessi legali. Entro
dieci  giorni  dal  versamento  dell'intero importo o di quello della
prima  rata  il  contribuente  fa pervenire all'ufficio competente la
quietanza   dell'avvenuto   pagamento   unitamente  ad  un  prospetto
esplicativo delle modalita' di calcolo seguite.
  6.  La  definizione  non si perfeziona se essa si fonda su dati non
corrispondenti  a  quelli  contenuti  negli atti indicati al comma 1,
ovvero  se  la stessa viene effettuata dai soggetti che versano nelle
ipotesi di cui all'ultimo periodo del medesimo comma; non si fa luogo
al  rimborso  degli  importi versati che, in ogni caso, valgono quali
acconti  sugli  importi che risulteranno eventualmente dovuti in base
agli accertamenti definitivi.
  7.  Il  perfezionamento della definizione comporta l'esclusione, ad
ogni  effetto,  della  punibilita'  per i reati tributari di cui agli
articoli  2,  3,  4, 5 e 10 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n.
74,  nonche'  per i reati previsti dagli articoli 482, 483, 484, 485,
489,  490,  491-bis  e  492 del codice penale, nonche' dagli articoli
2621,  2622  e  2623 del codice civile, quando tali reati siano stati
commessi  per  eseguire od occultare i citati reati tributari, ovvero
per  conseguirne  il profitto e siano riferiti alla stessa pendenza o
situazione  tributaria.  E'  altresi'  esclusa,  per  le  definizioni
perfezionate,   l'applicazione   delle  sanzioni  accessorie  di  cui
all'art.  12  del  decreto  legislativo  18  dicembre 1997, n. 471, e
all'art.  21  del  decreto  legislativo  18  dicembre  1997,  n. 472.
L'esclusione  di  cui  al  presente  comma  non si applica in caso di
esercizio  dell'azione  penale  della  quale il contribuente ha avuto
formale   conoscenza   entro   la   data   di  perfezionamento  della
definizione. (5)
  8.  Dalla  data di entrata in vigore della presente legge e fino al
18  aprile  2003  restano  sospesi  i termini per la proposizione del
ricorso  avverso  gli  avvisi  di accertamento di cui al comma 1, gli
atti  di  cui  al  comma 3-bis, nonche' quelli per il perfezionamento
della  definizione  di  cui  al citato decreto legislativo n. 218 del
1997, relativamente agli inviti al contraddittorio di cui al medesimo
comma 1. (5)(8)((10a))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1  agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che i
contribuenti  che  non  hanno  effettuato, anteriormente alla data di
entrata in vigore del suddetto decreto 143/2003, versamenti utili per
la  definizione  degli  adempimenti e degli obblighi tributari di cui
agli  articoli  7,  8,  9,  9-bis, 11, comma 4, 12, 14, 15 e 16 della
legge  289/2002,  possono  provvedervi  entro  il 16 ottobre 2003. La
proroga  e'  efficace  anche  per  i  contribuenti  che  nei  termini
precedentemente   fissati   hanno  aderito  ad  una  sola  o  a  piu'
definizioni  e  intendono  avvalersi delle fattispecie previste dalla
legge 289/2002.
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2-sexies) che per i
contribuenti che provvedono, ad effettuare, entro il 16 ottobre 2003,
versamenti  utili  per  la  definizione  di cui all'articolo 15 della
legge  289/2002,  il  termine per la proposizione del ricorso avverso
atti dell'amministrazione finanziaria, di cui al comma 8 dello stesso
articolo 15, e' fissato al 18 ottobre 2003.
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2-septies)  che  le
disposizioni  di  cui  all'art. 15, comma 7, della legge 289/2002, si
intendono  nel  senso  che  la esclusione della punibilita' opera nei
confronti  di tutti coloro che hanno commesso o concorso a commettere
i  reati  ivi  indicati  anche quando le procedure di sanatoria, alle
quali  e'  riferibile  l'effetto  di  esclusione  della  punibilita',
riguardano  contribuenti  diversi  dalle  persone fisiche e da questi
sono perfezionate.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n.  269,  convertito  con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.
326  ha  disposto  (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non
hanno  effettuato,  anteriormente  alla data di entrata in vigore del
decreto   143/2003,   versamenti   utili  per  la  definizione  degli
adempimenti  e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8, 9,
9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002, possono
provvedervi  entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche per
i  contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno aderito
ad  una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002.
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2-sexies) che per i
contribuenti  che non provvedono, in base alle disposizioni del comma
2  del  D.L.  143/2003,  ad  effettuare,  entro  il  16  marzo  2004,
versamenti  utili  per  la  definizione  di cui all'articolo 15 della
legge  27  dicembre  2002,  n.  289,  e  successive modificazioni, il
termine    per    la    proposizione   del   ricorso   avverso   atti
dell'amministrazione  finanziaria,  di  cui  al  comma 8 dello stesso
articolo 15, e' fissato al 18 marzo 2004. E' sospeso fino al 18 marzo
2004  il  termine  per il perfezionamento della definizione di cui al
decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, relativamente agli inviti
al  contraddittorio  di  cui  al comma 1 del citato articolo 15 della
legge n. 289 del 2002.
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AGGIORNAMENTO (10a)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47
ha  disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non hanno
effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto
143/2003,  versamenti  utili  per  la definizione degli adempimenti e
degli  obblighi  tributari  di  cui agli articoli 7, 8, 9, 9-bis, 11,
comma  4,  12,  14,  15  e  16  della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
possono  provvedervi  entro il 16 aprile 2004. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle  fattispecie  previste  dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni.
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2-sexies) che per i
contribuenti  che non provvedono, in base alle disposizioni del comma
2  del  D.L.  143/2003,  ad  effettuare,  entro  il  16  aprile 2004,
versamenti  utili  per  la  definizione di cui all' articolo 15 della
legge  289/2002,  il  termine per la proposizione del ricorso avverso
atti dell'amministrazione finanziaria, di cui al comma 8 dello stesso
articolo 15, e' fissato al 19 aprile 2004.
                               Art. 16
                Chiusura delle liti fiscali pendenti

  1.  Le  liti  fiscali  pendenti, ai sensi del comma 3, dinanzi alle
commissioni  tributarie  o  al  giudice  ordinario  in ogni grado del
giudizio  e  anche  a  seguito  di  rinvio possono essere definite, a
domanda   del  soggetto  che  ha  proposto  l'atto  introduttivo  del
giudizio, con il pagamento delle seguenti somme:
    a)  se  il valore della lite e' di importo fino a 2.000 euro: 150
euro;
    b) se il valore della lite e' di importo superiore a 2.000 euro:
1)  il  10  per  cento  del valore della lite, in caso di soccombenza
dell'amministrazione  finanziaria  dello  Stato  nell'ultima  o unica
pronuncia  giurisdizionale  non  cautelare  resa,  sul  merito ovvero
sull'ammissibilita'  dell'atto  introduttivo del giudizio, dalla data
di presentazione della domanda di definizione della lite;
2)  il 50 per cento del valore della lite, in caso di soccombenza del
contribuente   nell'ultima  o  unica  pronuncia  giurisdizionale  non
cautelare  resa,  sul  merito  ovvero  sull'ammissibilita'  dell'atto
introduttivo del giudizio, alla predetta data;
3)  il  30  per  cento  del  valore  della lite nel caso in cui, alla
medesima data, la lite penda ancora nel primo grado di giudizio e non
sia  stata  gia'  resa alcuna pronuncia giurisdizionale non cautelare
sul  merito  ovvero  sull'ammissibilita'  dell'atto  introduttivo del
giudizio.
  2.  Le  somme  dovute ai sensi del comma 1 sono versate entro il 16
aprile   2003,   secondo  le  ordinarie  modalita'  previste  per  il
versamento  diretto  dei tributi cui la lite si riferisce, esclusa in
ogni  caso  la  compensazione  prevista  dall'articolo 17 del decreto
legislativo  9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. Dette
somme  possono  essere versate anche ratealmente in un massimo di sei
rate  trimestrali  di  pari  importo  o  in un massimo di dodici rate
trimestrali  se le somme dovute superano 50.000 euro. L'importo della
prima  rata  e'  versato entro il termine indicato nel primo periodo.
Gli  interessi  legali sono calcolati dal 17 aprile 2003 sull'importo
delle rate successive. L'omesso versamento delle rate successive alla
prima  entro  le  date  indicate  non  determina  l'inefficacia della
definizione;  per  il  recupero  delle  somme  non corrisposte a tali
scadenze  si  applicano  le disposizioni dell'articolo 14 del decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  602,  e
successive   modificazioni,  e  sono  altresi'  dovuti  una  sanzione
amministrativa  pari al 30 per cento delle somme non versate, ridotta
alla  meta'  in  caso  di  versamento  eseguito entro i trenta giorni
successivi alla scadenza medesima, e gli interessi legali. (5)(8)
  3. Ai fini del presente articolo si intende:
    a) per lite pendente, quella in cui e' parte dell'amministrazione
finanziaria  dello  Stato  avente  ad oggetto avvisi di accertamento,
provvedimenti  di  irrogazione  delle  sanzioni  e ogni altro atto di
imposizione,  per  i  quali  alla  data  di  entrata  in vigore della
presente  legge,  e' stato proposto l'atto introduttivo del giudizio,
nonche'  quella per la quale l'atto introduttivo sia stato dichiarato
inammissibile  con  pronuncia  non  passata in giudicato. Si intende,
comunque,  pendente  la lite per la quale, alla data del 29 settembre
2002, non sia intervenuta sentenza passata in giudicato;
    b)  per  lite  autonoma,  quella  relativa  a ciascuno degli atti
indicati  alla  lettera  a)  e  comunque  quella relativa all'imposta
sull'incremento del valore degli immobili;
    c)  per  valore della lite, da assumere a base del calcolo per la
definizione,   l'importo  dell'imposta  che  ha  formato  oggetto  di
contestazione  in  primo  grado,  al  netto  degli  interessi,  delle
indennita'  di  mora e delle eventuali sanzioni collegate al tributo,
anche  se  irrogate  con  separato  provvedimento;  in  caso  di liti
relative alla irrogazione di sanzioni non collegate al tributo, delle
stesse  si tiene conto ai fini del valore della lite; il valore della
lite  e'  determinato con riferimento a ciascun atto introduttivo del
giudizio,  indipendentemente dal numero di soggetti interessati e dai
tributi in esso indicati.
  4.  Per  ciascuna  lite pendente e' effettuato, entro il termine di
cui  al  comma  2,  un  separato  versamento,  se dovuto ai sensi del
presente  articolo  ed  e'  presentata,  entro il 21 aprile 2003, una
distinta domanda di definizione in carta libera, secondo le modalita'
stabilite  con  provvedimento  del  direttore  del competente ufficio
dell'amministrazione finanziaria dello Stato parte nel giudizio.
  5.  Dalle somme dovute ai sensi del presente articolo si scomputano
quelle  gia'  versate  prima  della  presentazione  della  domanda di
definizione,  per  effetto  delle  disposizioni vigenti in materia di
riscossione  in  pendenza  di  lite.  Fuori  dai  casi di soccombenza
dell'amministrazione  finanziaria  dello  Stato  previsti al comma 1,
lettera  b),  la definizione non da' comunque luogo alla restituzione
delle somme gia' versate ancorche' eccedenti rispetto a quanto dovuto
per  il  perfezionamento  della  definizione stessa. Restano comunque
dovute  per  intero  le  somme  relative  ai dazi costituenti risorse
proprie dell'Unione europea.
  6.  Le  liti  fiscali  che  possono  essere  definite  ai sensi del
presente  articolo sono sospese fino al ((1° giugno 2004)), salvo che
il  contribuente  non  presenti  istanza  di trattazione; qualora sia
stata  gia' fissata la trattazione della lite nel suddetto periodo, i
giudizi  sono  sospesi  a  richiesta del contribuente che dichiari di
volersi  avvalere  delle  disposizioni  del presente articolo. Per le
liti  fiscali  che  possono  essere  definite  ai  sensi del presente
articolo sono altresi' sospesi, sino al ((1° giugno 2004)), i termini
per  la proposizione di ricorsi, appelli controdeduzioni, ricorsi per
cassazione,  controricorsi  e  ricorsi  in  riassunzione,  compresi i
termini per la costituzione in giudizio.
  7.  COMMA  ABROGATO  DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002, N. 282, CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27.
  8.  Gli  uffici competenti trasmettono alle commissioni tributarie,
ai   tribunali  e  alle  corti  di  appello  nonche'  alla  Corte  di
cassazione,  entro  il  ((15 giugno 2004)),  un  elenco  delle liti
pendenti  per  le  quali  e' stata presentata domanda di definizione.
Tali  liti  sono sospese fino al 31 dicembre 2004 ovvero al 30 aprile
2006  per  le  liti definite con il pagamento in un massimo di dodici
rate  trimestrali.  L'estinzione  del  giudizio  viene  dichiarata  a
seguito di comunicazione degli uffici di cui al comma 1 attestante la
regolarita' della domanda di definizione ed il pagamento integrale di
quanto dovuto. La predetta comunicazione deve essere depositata nella
segreteria   della  commissione  o  nella  cancelleria  degli  uffici
giudiziari  entro il 31 dicembre 2004 ovvero il 30 aprile 2006 per le
liti  definite  con  il  pagamento  in  un  massimo  di  dodici  rate
trimestrali.   Entro   la   stessa  data  l'eventuale  diniego  della
definizione,   oltre  ad  essere  comunicato  alla  segreteria  della
commissione   o  alla  cancelleria  degli  uffici  giudiziari,  viene
notificato,  con  le modalita' di cui all'articolo 60 del decreto del
Presidente    della   Repubblica   29   settembre   1973,   n.   600,
all'interessato,  il  quale  entro  sessanta giorni lo puo' impugnare
dinanzi all'organo giurisdizionale presso il quale pende la lite. Nel
caso  in  cui  la definizione della lite e' richiesta in pendenza del
termine  per  impugnare, la sentenza puo' essere impugnata unitamente
al   diniego  della  definizione  entro  sessanta  giorni  dalla  sua
notifica.
  9.  In  caso  di  pagamento  in  misura  inferiore a quella dovuta,
qualora  sia  riconosciuta la scusabilita' dell'errore, e' consentita
la  regolarizzazione del pagamento medesimo entro trenta giorni dalla
data di ricevimento della relativa comunicazione dell'ufficio.
  9-bis.   Per   l'estinzione   dei  giudizi  pendenti  innanzi  alla
Commissione  tributaria  centrale  all'esito  della definizione della
lite  trova  applicazione l'articolo 27, primo comma, secondo e terzo
periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 636; il Presidente della Commissione o il Presidente della sezione
alla  quale  e'  stato  assegnato  il ricorso puo' delegare un membro
della  Commissione  a  dichiarare  cessata la materia del contendere,
mediante  emissione  di  ordinanze  di  estinzione;  il  termine  per
comunicare  la  data dell'udienza alle parti e per il reclamo avverso
tali ordinanze e' di trenta giorni.
  10. La definizione di cui al comma 1 effettuata da parte di uno dei
coobbligati  esplica  efficacia  a favore degli altri, inclusi quelli
per   i  quali  la  lite  non  sia  piu'  pendente,  fatte  salve  le
disposizioni del comma 5. (5)(8)((10a))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1  agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che i
contribuenti  che  non  hanno  effettuato, anteriormente alla data di
entrata in vigore del suddetto decreto 143/2003, versamenti utili per
la  definizione  degli  adempimenti e degli obblighi tributari di cui
agli  articoli  7,  8,  9,  9-bis, 11, comma 4, 12, 14, 15 e 16 della
legge  289/2002,  possono  provvedervi  entro  il 16 ottobre 2003. La
proroga  e'  efficace  anche  per  i  contribuenti  che  nei  termini
precedentemente   fissati   hanno  aderito  ad  una  sola  o  a  piu'
definizioni  e  intendono  avvalersi delle fattispecie previste dalla
legge 289/2002.
  Inoltre  ha  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2 sexies) che per i
contribuenti che provvedono, ad effettuare, entro il 16 ottobre 2003,
versamenti  utili  per  la  definizione  di cui all'articolo 16 della
legge 289/2002 le rate trimestrali previste dal medesimo articolo 16,
comma    2,   decorrono   dal   16   maggio   2003;   contestualmente
all'effettuazione  del suddetto versamento utile, sono pagate le rate
scadute a tale data.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n.  269,  convertito  con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.
326  ha  disposto  (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non
hanno  effettuato,  anteriormente  alla data di entrata in vigore del
decreto   143/2003,   versamenti   utili  per  la  definizione  degli
adempimenti  e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8, 9,
9-bis,  11,  comma  4,  12, 14, 15 e 16 della legge 289/2002, possono
provvedervi  entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche per
i  contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno aderito
ad  una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002.
  Inoltre  ha  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2-sexies) che per i
contribuenti  che provvedono, in base alle disposizioni dell'articolo
1, comma 2, del D.L. 143/2003, ad effettuare, entro il 16 marzo 2004,
versamenti  utili  per  la definizione di cui al presente articolo le
rate   trimestrali  previste  dal  medesimo  articolo  16,  comma  2,
decorrono  dal  16 maggio 2003; contestualmente all'effettuazione del
suddetto versamento utile, sono pagate le rate scadute a tale data.
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AGGIORNAMENTO (10a)
  Il  D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni dalla
L.  1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47
ha  disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non hanno
effettuato,  anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto
143/2003,  versamenti  utili  per  la definizione degli adempimenti e
degli  obblighi  tributari  di  cui agli articoli 7, 8, 9, 9-bis, 11,
comma  4,  12,  14,  15  e  16  della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
possono  provvedervi  entro il 16 aprile 2004. La proroga e' efficace
anche  per  i  contribuenti  che  nei termini precedentemente fissati
hanno  aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono avvalersi
delle  fattispecie  previste  dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni.
                             Art. 16-bis
      (( (Potenziamento delleprocedure di riscossione coattiva in caso di omesso versamento delle somme dovute a seguito delle definizioni agevolate) ))

  ((1. Con riferimento ai debiti iscritti a ruolo ai sensi degli articoli 7, comma 5, 8, comma 3, 9, comma 12, 15, comma 5, e 16, comma 2, della presente legge: a) il limite di importo di cui all'articolo 76, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e' ridotto a cinquemila euro; b) non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 77, comma 2, dello stesso decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973; c) l'agente della riscossione, una volta decorso inutilmente il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, procede ai sensi dell'articolo 35, comma 25, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. 1-bis. Le disposizioni del comma 1 del presente articolo si applicano anche alle definizioni effettuate ai sensi dell'articolo 9-bis)).
                               Art. 17
         Regolarizzazione di inadempienze di natura fiscale

  1.   Le   violazioni   relative   al   canone  previsto  dal  regio
decreto-legge  21  febbraio  1938,  n.  246, convertito dalla legge 4
giugno  1938,  n. 880, e successive modificazioni, nonche' alla tassa
di  concessione  governativa  prevista,  da  ultimo, dall'articolo 17
della  tariffa  annessa  al  decreto  del  Ministro  delle finanze 28
dicembre  1995,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n. 30 del 30
dicembre  1995,  e  successive  modificazioni,  commesse  fino  al 31
dicembre  2002, possono essere definite, entro il ((16 aprile 2003)),
anche  nelle  ipotesi  in cui vi sia un procedimento amministrativo o
giurisdizionale  in  corso,  con il versamento di una somma pari a 10
euro  per  ogni  annualita'  dovuta. Il versamento eeffettuato con le
modalita'  di  cui  all'articolo  17 del decreto legislativo 9 luglio
1997,  n.  241,  e  successive modificazioni, esclusa in ogni caso la
compensazione  ivi  prevista. Non si fa comunque luogo a restituzione
di quanto gia' versato.
  2.  Le  violazioni  ripetute e continuate delle norme in materia di
affissioni  e  pubblicita' commesse fino al 30 novembre 2002 mediante
affissioni  di  manifesti politici possono essere sanate in qualunque
ordine e grado di giudizio nonche' in sede di riscossione delle somme
eventualmente   iscritte   a   titolo   sanzionatorio,   mediante  il
versamento,  a  carico  del  committente  responsabile, di un'imposta
pari,  per  il  complesso  delle violazioni commesse e ripetute a 750
euro per anno e per provincia. Tale versamento deve essere effettuato
a  favore  della  tesoreria  del  comune competente o della provincia
qualora le violazioni siano state compiute in piu' di un comune della
stessa  provincia;  in  tal caso la provincia provvede al ristoro dei
comuni  interessati.  La  sanatoria  di cui al presente comma non da'
luogo  ad  alcun  diritto  al  rimborso  di  somme eventualmente gia'
riscosse  a titolo di sanzioni per le predette violazioni. Il termine
per  il  versamento  e' fissato, a pena di decadenza dal beneficio di
cui  al  presente  comma,  al  31  marzo  2003.  Non  si applicano le
disposizioni  dell'articolo  15, commi 2 e 3, della legge 10 dicembre
1993, n. 515.
CAPO III
PROROGHE E ALTRE DISPOSIZIONI
                              Art. 18.
(Disposizioni in materia di reimmatricolazione dei veicoli e di tassa
               automobilistica su alcuni quadricicli)

   1.  Per  i  veicoli  storici  e  d'epoca  nonche'  per  i  veicoli
storici-d'epoca  in  deroga  alla normativa vigente, e' consentita la
reiscrizione  nei rispettivi registri pubblici previo pagamento delle
tasse  arretrate  maggiorate  del 50 per cento. Le predette tasse non
possono   superare   la  retroattivita'  triennale.  La  reiscrizione
consente  il  mantenimento delle targhe e dei documenti originari del
veicolo.
   2.  Fatto  salvo quanto previsto dall'articolo 17, comma 10, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449, a decorrere dal 1 gennaio 2003, per i
veicoli  a  motore  a  quattro ruote, di cui all'articolo 1, comma 4,
lettera   a),   del  decreto  del  Ministro  dei  trasporti  e  della
navigazione  5 aprile 1994, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta  Ufficiale  n. 99 del 30 aprile 1994, l'importo minimo della
tassa automobilistica e' pari a 50 euro.
                              Art. 19.
         (Proroghe di agevolazioni per il settore agricolo)

   1.  All'articolo  45, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre
1997,  n. 446, recante disposizioni transitorie in materia di imposta
regionale  sulle  attivita'' produttive, le parole da: "per i periodi
d'imposta  in  corso"  fino alla fine del comma sono sostituite dalle
seguenti:  "per il periodo d'imposta in corso al 1 gennaio 1998 e per
i  quattro  periodi  successivi  l'aliquota e' stabilita nella misura
dell'1,9  per  cento;  per il periodo d'imposta in corso al 1 gennaio
2003 l'aliquota e' stabilita nella misura del 3,75 per cento".
   2.  All'articolo  11  del decreto legislativo 2 settembre 1997, n.
313,  concernente  il  regime speciale per gli imprenditori agricoli,
come  modificato, da ultimo, dall'articolo 9, comma 8, della legge 28
dicembre 2001, n. 448, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  5, ovunque ricorrano, le parole: "anni dal 1998 al
2002" sono sostituite dalle seguenti: "anni dal 1998 al 2003";
    b)  al  comma  5-bis, le parole: "a decorrere dal 1 gennaio 2003"
sono sostituite dalle seguenti: "a decorrere dal 1 gennaio 2004".
   3.  Il  beneficio  fiscale  di  cui all'articolo 9, comma 6, della
legge 28 dicembre 2001, n. 448, previsto per la tutela e salvaguardia
dei   boschi,   e'  prorogato  fino  al  ((31 dicembre 2006))  fino
all'importo  complessivo di 100.000 euro di spese, per le esigenze di
tutela  ambientale  e di difesa del territorio e del suolo dai rischi
da dissesto idrogeologico.
   4.  Per l'anno 2003 il gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto
serra  e'  esente  da  accisa.  Per  le  modalita'  di erogazione del
beneficio  si  applicano le disposizioni contenute nel regolamento di
cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 14 dicembre
2001, n. 454.
   5.  Al  comma  6-bis  dell'articolo  23 del decreto legislativo 11
maggio  1999,  n.  152,  come  da ultimo modificato dall'articolo 52,
comma 73, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, le parole: "30 giugno
2002" sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2003".
   6.  Al  comma  2 dell'articolo 22 della legge 23 dicembre 2000, n.
388,  te  parole:  "dalla  data  di  entrata in vigore della presente
legge" sono sostituite dalle seguenti: "dal 1 gennaio 2003".
                               Art. 20
           (( (Norme in materia di redditi di fonte estera e di trasferimenti da e per l'estero) ))

  1.((COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002, N. 282, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27)).
  2.((COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002, N. 282, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27)).
  3.((COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002, N. 282, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27)).
  4.  ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002, N. 282, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27)).
  5.((COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002, N. 282, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27)).
  6.   La   definizione  degli  imponibili  secondo  le  disposizioni
dell'articolo  7  non  ha  effetto  relativamente ai redditi di fonte
estera  e  alle  violazioni  riguardanti  le  disposizioni  di cui al
decreto-legge  28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 1990, n. 227.
                               Art. 21
                  Disposizioni in materia di accise

  1.  Le  disposizioni  in materia di riduzione di aliquote di accisa
sulle  emulsioni  stabilizzate,  di  cui  all'articolo  24,  comma 1,
lettera  d),  della  legge  23  dicembre  2000, n. 388, prorogate, da
ultimo,  fino  al  31  dicembre  2002,  dall'articolo 1, comma 1, del
decreto-legge  8  luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla  legge 8 agosto 2002, n. 178, sono ulteriormente prorogate fino
al  30  giugno 2003. La disposizione contenuta nell'articolo 1, comma
1-bis,  del  decreto-legge  28 dicembre 2001, n. 452, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 27 febbraio 2002, n. 16, si applica fino
al 30 giugno 2003.
  2.  Le disposizioni in materia di aliquota di accisa sul gas metano
per  combustione  per  uso  industriale  di  cui  all'articolo  4 del
decreto-legge  1 ottobre 2001, n. 356, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  30  novembre  2001, n. 418, prorogate, da ultimo, al 31
dicembre  2002,  dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 8 luglio
2002,  n.  138,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 8 agosto
2002, n. 178, sono ulteriormente prorogate fino al 30 giugno 2003.
  3. Le disposizioni in materia di agevolazioni sul gasolio e sul GPL
impiegati   nelle  zone  montane  ed  in  altri  specifici  territori
nazionali, di cui all'articolo 5 del decreto-legge 1 ottobre 2001, n.
356,  convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2001, n.
418, prorogate, da ultimo, fino al 31 dicembre 2002, dall'articolo 1,
comma  3,  del  decreto-legge  8 luglio 2002, n. 138, convertito, con
modificazioni,  dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, sono ulteriormente
prorogate fino al 31 dicembre 2004.
  4.  Le  disposizioni  in  materia  di  agevolazione  per le reti di
teleriscaldamento   alimentate   con   biomassa  ovvero  con  energia
geotermica,  di  cui all'articolo 6 del decreto-legge 1 ottobre 2001,
n.  356, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2001,
n. 418, prorogate, da ultimo, fino al 31 dicembre 2002, dall'articolo
1,  comma 4, del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con
modificazioni,  dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, sono ulteriormente
prorogate fino al 30 giugno 2003.
  5.  Le disposizioni in materia di aliquote di accisa sul gas metano
per  combustione  per  usi  civili,  di cui all'articolo 27, comma 4,
della  legge  23  dicembre  2000, n. 388, sono prorogate al 30 giugno
2003.
  6.  Il  regime agevolato previsto dall'articolo 7, comma 1-ter, del
decreto-legge   30   dicembre   1991,   n.   417,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  6  febbraio 1992, n. 66, concernente il
gasolio  per  autotrazione destinato al fabbisogno della provincia di
Trieste  e  dei  comuni  della  provincia  di  Udine, individuati dal
decreto  del  Ministro delle finanze 30 luglio 1993, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 227 del 27 settembre 1993, e' prorogato fino al
31  dicembre  2004.  Il quantitativo e' stabilito in litri 23 milioni
per  la provincia di Trieste ed in litri 5 milioni per i comuni della
provincia di Udine.
  7.  Per  l'anno 2002 non si fa luogo all'emanazione del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri previsto dall'articolo 8, comma
5,  della legge 23 dicembre 1998, n. 448, con il quale sono stabiliti
gli aumenti intermedi delle aliquote delle accise sugli oli minerali,
sul  carbone,  sul coke di petrolio, sull'"orimulsion", nonche' sulle
emulsioni  stabilizzate  di cui all'articolo 24, comma 1, lettera d),
della   legge   23   dicembre   2000,   n.  388,  occorrenti  per  il
raggiungimento progressivo della misura delle aliquote decorrenti dal
1 gennaio 2005.
  8.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze puo' disporre con
propri  decreti,  entro il 31 dicembre 2003 , l'aumento dell'aliquota
di base dell'imposta di consumo sulle sigarette prevista dal comma 1,
lettera a) dell'articolo 28 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.
((10))
  9.   I   decreti  di  cui  al  comma  8,  tenuto  anche  conto  dei
provvedimenti  di  variazione  delle tariffe dei prezzi di vendita al
pubblico  dei  tabacchi  lavorati, eventualmente intervenuti ai sensi
dell'articolo  2  della  legge  13  luglio 1965, n. 825, e successive
modificazioni,  devono  assicurare  maggiori  entrate  in  misura non
inferiore a 435 milioni di euro a decorrere dall'anno 2003. ((10))
  10. I benefici di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 30
dicembre  1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
febbraio 1998, n. 30, per il periodo 2003-2005 sono estesi nei limite
del 25 per cento alle imprese armatoriali per le navi che esercitano,
anche   in  via  non  esclusiva,  per  l'intero  anno,  attivita'  di
cabotaggio,  ad  esclusione delle navi di proprieta' dello Stato o di
imprese  che  hanno  in  vigore  con  esso convenzioni o contratti di
servizio. (7)
  11.  Il  comma  1-quater  dell'articolo  62  del  testo unico delle
imposte   sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, a 917, e' sostituito dal seguente:
"1-quater.  Le  imprese  autorizzate  all'auto-trasporto di merci, in
luogo  della  deduzione,  anche  analitica,  delle spese sostenute in
relazione  alle trasferte effettuate dal proprio dipendente fuori del
territorio  comunale, possono dedurre un importo pari a euro 59,65 al
giorno,  elevate  a  euro 95,80 per le trasferte all'estero, al netto
delle spese di viaggio e di trasporto".
  12.  Le  disposizioni  del  comma  11  si applicano a decorrere dal
periodo d'imposta avente inizio successivamente al 31 dicembre 2001.
  13. All'articolo 61, comma 4, della legge 21 novembre 2000, n. 342,
le parole: "di lire 74 miliardi per l'anno 2002 e di lire 75 miliardi
a decorrere dall'arino 2003" sono sostituite dalle seguenti: "di euro
48.546.948,51  per  l'anno  2002  e di euro 49.063.405,41 a decorrere
dall'anno 2003".
  14. Fino al 31 dicembre 2003 e' sospeso l'adeguamento delle tariffe
applicabili  per  le operazioni in materia di motorizzazione ai sensi
dell'articolo 18 della legge 1 dicembre 1986, n. 870.
  15.  Il  numero 11) del primo comma dell'articolo 9 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e' abrogato.
---------------
AGGIORNAMENTO (7)
  La  L.  8  luglio 2003, n. 172 ha disposto (con l'art. 14, comma 1)
che  i  benefici  di  cui  al  comma 10 del presente articolo possono
essere  accordati  anche  in misura superiore al 25 per cento qualora
consentito dagli stanziamenti allo scopo previsti.
---------------
AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.L.  10  dicembre  2003,  n. 341, convertito con modificazioni
dalla  L. 9 febbraio 2004, n. 31, ha disposto (con l'art. 1, comma 7)
che  il  potere  di  cui  al  comma  8, del presente articolo rientra
nell'attivita'  gestionale  ai  sensi  dell'articolo  4  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e lo stesso puo' essere esercitato
dall'amministrazione  competente  entro il termine di cui al medesimo
comma 8, prorogato al 31 dicembre 2004.
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 8) che il potere di cui al
comma 8 e' sospeso per l'anno 2003; per il medesimo anno, gli effetti
finanziari di cui all'articolo 21, comma 9, dell legge 289/2002, sono
assicurati   dalle  disposizioni  di  cui  all'articolo  1  del  D.L.
341/2003.
                               Art. 22
         Misure di contrasto dell'uso illegale di apparecchi
            e congegni da divertimento e intrattenimento.
      Disposizioni concernenti le scommesse ippiche e sportive

  1.  Per  una  piu'  efficiente  ed efficace azione di prevenzione e
contrasto  dell'uso illegale di apparecchi e congegni da divertimento
e  intrattenimento  nonche'  per  favorire  il  recupero del fenomeno
dell'evasione  fiscale,  la  produzione, l'importazione e la gestione
degli  apparecchi  e congegni da divertimento e intrattenimento, come
tali   idonei  per  il  gioco  lecito,  sono  soggette  a  regime  di
autorizzazione da parte del Ministero dell'economia e delle finanze -
Amministrazione  autonoma  dei  Monopoli  di  Stato, sulla base delle
regole  tecniche  definite  d'intesa  con il Ministero dell'interno -
Dipartimento    della    pubblica   sicurezza.   Sulla   base   delle
autorizzazioni  rilasciate,  previa  verifica della conformita' degli
apparecchi  e dei congegni alle caratteristiche stabilite per la loro
idoneita' al gioco lecito, il Ministero dell'economia e delle finanze
-  Amministrazione  autonoma  dei  Monopoli  di  Stato, in attesa del
collegamento  in  rete  obbligatorio entro il 31 dicembre 2003 per la
gestione  telematica  degli  apparecchi  e  dei congegni per il gioco
lecito,  organizza  e  gestisce  un  apposito  archivio  elettronico,
costituente la banca dati della distribuzione e cessione dei predetti
apparecchi e congegni per il gioco lecito. (8)
  2.  L'articolo  38  della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  e'
sostituito dal seguente:
"Art.  38.  - (Nulla osta rilasciato dall'Amministrazione finanziaria
per  gli  apparecchi  da  divertimento  e  intrattenimento).  - 1. Il
Ministero  dell'economia  e  delle finanze - Amministrazione autonoma
dei  Monopoli  di  Stato  rilascia  nulla  osta  ai produttori e agli
importatori  degli  apparecchi  e  congegni  di cui all'articolo 110,
comma 7, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al
regio  decreto  18  giugno  1931, n. 773, e successive modificazioni,
nonche'  ai  loro  gestori.  A questo fine, con la richiesta di nulla
osta per la distribuzione di un numero predeterminato di apparecchi e
congegni,  ciascuno  identificato  con  un  apposito e proprio numero
progressivo,  i  produttori e gli importatori autocertificano che gli
apparecchi  e  i  congegni  sono conformi alle prescrizioni stabilite
dall'articolo  110,  comma  7,  del  predetto  testo unico, e che gli
stessi   sono   muniti   di   dispositivi   che  ne  garantiscono  la
immodificabilita' delle caratteristiche tecniche e delle modalita' di
funzionamento  e di distribuzione dei premi, con l'impiego di misure,
anche   in   forma   di  programmi  o  schede,  che  ne  bloccano  il
funzionamento   in  caso  di  manomissione  o,  in  alternativa,  con
l'impiego  di  dispositivi  che impediscono l'accesso alla memoria. I
produttori   e   gli  importatori  autocertificano  altresi'  che  la
manomissione  dei  dispositivi  ovvero  dei programmi o delle schede,
anche  solo  tentata,  risulta automaticamente indicata sullo schermo
video dell'apparecchio o del congegno ovvero che essa e' dagli stessi
comunque   altrimenti  segnalata.  I  produttori  e  gli  importatori
approntano,  per  ogni apparecchio e congegno oggetto della richiesta
di  nulla  osta, un'apposita scheda esplicativa delle caratteristiche
tecniche,   anche   relative   alla   memoria,   delle  modalita'  di
funzionamento  e  di  distribuzione  dei  premi,  dei  dispositivi di
sicurezza,  propri  di ciascun apparecchio e congegno. I produttori e
gli  importatori  consegnano  ai  cessionari  degli  apparecchi e dei
congegni  una  copia  del nulla osta e, sempre per ogni apparecchio e
congegno  ceduto,  la relativa scheda esplicativa. La copia del nulla
osta  e la scheda sono altresi' consegnate, insieme agli apparecchi e
congegni, in occasione di ogni loro ulteriore cessione.
2.  I  gestori  degli  apparecchi  e  dei  congegni di cui al comma 1
prodotti  o importati dopo il 1 gennaio 2003 richiedono il nulla osta
previsto  dal  medesimo  comma  1 per gli apparecchi e congegni dagli
stessi    gestiti,   precisando   per   ciascuno,   in   particolare,
l'appartenenza  ad una delle tipologie di cui all'articolo 110, comma
7, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni.
3.  Gli importatori e i produttori degli apparecchi e dei congegni di
cui  all'articolo  110,  comma  6,  del  testo  unico  delle leggi di
pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive  modificazioni, presentano un esemplare di ogni modello di
apparecchio  o  congegno  che  essi intendono produrre o importare al
Ministero  dell'economia  e  delle finanze - Amministrazione autonoma
dei  Monopoli di Stato per la verifica tecnica della loro conformita'
alle prescrizioni stabilite con l'articolo 110, comma 6, del predetto
testo   unico,   e   della  loro  dotazione  di  dispositivi  che  ne
garantiscono  la  immodificabilita'  delle caratteristiche tecniche e
delle  modalita'  di  funzionamento e di distribuzione dei premi, con
l'impiego  di  programmi o schede che ne bloccano il funzionamento in
caso  di manomissione o, in alternativa, con l'impiego di dispositivi
che  impediscono  l'accesso  alla  memoria.  La verifica tecnica vale
altresi'  a constatare che la manomissione dei dispositivi ovvero dei
programmi o delle schede, anche solo tentata, risulta automaticamente
indicata  sullo  schermo video dell'apparecchio o del congegno ovvero
che  essa  e' dagli stessi comunque altrimenti segnalata. La verifica
tecnica    vale   inoltre   a   constatare   la   rispondenza   delle
caratteristiche   tecniche,   anche   relative  alla  memoria,  delle
modalita'   di  funzionamento  e  di  distribuzione  dei  premi,  dei
dispositivi  di  sicurezza, propri di ciascun apparecchio e congegno,
ad   un'apposita   scheda   esplicativa   fornita  dal  produttore  o
dall'importatore   in   relazione   all'apparecchio   o  al  congegno
sottoposto ad esame. Dell'esito positivo della verifica e' rilasciata
apposita certificazione. Il Ministero dell'economia e delle finanze -
Amministrazione   autonoma  dei  Monopoli  di  Stato  puo'  stipulare
convenzioni per l'effettuazione della verifica tecnica.
4.  Il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze - Amministrazione
autonoma  dei  Monopoli  di Stato rilascia nulla osta ai produttori e
agli  impertatori degli apparecchi e dei congegni di cui all'articolo
110,  comma  6, del citato testo unico di cui al regio decreto n. 773
del 1931, nonche' ai loro gestori. A questo fine, con la richiesta di
nulla  osta  per  la  distribuzione  di  un  numero predeterminato di
apparecchi  e  congegni,  ciascuno  identificato  con  un  apposito e
proprio   numero   progressivo,   i   produttori  e  gli  importatori
autocertificano  che  gli  apparecchi  e  i congegni sono conformi al
modello  per il quale e' stata conseguita la certificazione di cui al
comma  3.  I  produttori  e gli importatori dotano ogni apparecchio e
congegno,  oggetto  della  richiesta  di  nulla  osta,  della  scheda
esplicativa  di  cui  al  comma  3.  I  produttori  e gli importatori
consegnano  ai  cessionari  degli apparecchi e dei congegni una copia
del  nulla  osta e, sempre per ogni apparecchio e congegno ceduto, la
relativa  scheda  esplicativa.  La  copia  del nulla osta e la scheda
esplicativa  sono  altresi'  consegnate,  insieme  agli  apparecchi e
congegni, in occasione di ogni loro ulteriore cessione.
5.  I  gestori  degli  apparecchi  e  dei  congegni di cui al comma 3
prodotti  o importati dopo il 1 gennaio 2003 richiedono il nulla osta
previsto  dal  medesimo  comma 3, precisando in particolare il numero
progressivo  di ogni apparecchio o congegno per il quale la richiesta
e'  effettuata  nonche'  gli  estremi del nulla osta del produttore o
dell'importatore ad essi relativo.
6.  Il  nulla  osta  previsto  dai commi 4 e 5 vale anche ai fini del
nulla  osta  di  cui  al terzo comma dell'articolo 86 del testo unico
delle  leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno
1931, n. 773, e successive modificazioni.
7.  Oli  ufficiali  e  gli  agenti  di pubblica sicurezza, secondo le
direttive  del  Ministero  dell'interno-Dipartimento  della  pubblica
sicurezza,  nonche'  il Ministero dell'economia e delle finanze e gli
ufficiali  ed  agenti  di  polizia tributaria effettuano il controllo
degli  apparecchi,  anche  a  campione  e  con  accesso alle sedi dei
produttori,  degli  importatori  e dei gestori degli apparecchi e dei
congegni  di  cui  ai  commi  1  e 3 ovvero di coloro che comunque li
detengono  anche  temporaneamente, verificando altresi' che, per ogni
apparecchio  e  congegno,  risulti  rilasciato il nulla osta, che gli
stessi  siano  contrassegnati  dal  numero progressivo e dotati della
relativa scheda esplicativa. In caso di irregolarita', e' revocato il
nulla  osta  al  produttore  o  all'importatore  ovvero  al  gestore,
relativamente  agli  apparecchi  e congegni irregolari, e il relativo
titolo   e'   ritirato,   ovvero   dallo   stesso  sono  espunti  gli
identificativi degli apparecchi e congegni irregolari.
8. Il Corpo della Guardia di finanza, in coordinamento con gli uffici
finanziari  competenti  per  l'attivita' finalizzata all'applicazione
delle  imposte  dovute  sui  giochi,  ai fini dell'acquisizione e del
reperimento  degli elementi utili per la repressione delle violazioni
alle  leggi  in  materia  di  lotto,  lotterie,  concorsi pronostici,
scommesse  e degli altri giochi amministrati dallo Stato, procede, di
propria  iniziativa  o  su  richiesta dei predetti uffici, secondo le
norme  e con le facolta' di cui agli articoli 32 e 33 del decreto del
Presidente  della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni,  ed  agli  articoli 51 e 52 del decreto del Presidente
della   Repubblica   26   ottobre   1972,   n.   633,   e  successive
modificazioni".
  3.   L'articolo  110  del  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica
sicurezza,  di  cui  al  regio  decreto  18  giugno  1931,  n. 773, e
successive modificazioni, e' sostituito dal seguente:
"Art. 110. - 1. In tutte le sale da biliardo o da gioco e negli altri
esercizi,  compresi  i  circoli privati, autorizzati alla pratica del
gioco  o  alla  installazione  di  apparecchi da gioco e' esposta una
tabella,  vidimata  dal questore, nella quale sono indicati, oltre ai
giochi  d'azzardo,  quelli che la stessa autorita' ritiene di vietare
nel pubblico interesse, nonche' le prescrizioni e i divieti specifici
che ritiene di dispone nel pubblico interesse.
2.  Nella  tabella  di  cui al comma 1 e' fatta espressa menzione del
divieto delle scommesse.
3.  L'installabilita' degli apparecchi automatici di cui ai commi 6 e
7,  lettera  b),  del  presente articolo e' consentita negli esercizi
assoggettati ad autorizzazione ai sensi degli articoli 86 o 88.
4.  L'installazione  e  l'uso  di  apparecchi  e congegni automatici,
semiautomatici  ed  elettronici  da  gioco d'azzardo sono vietati nei
luoghi pubblici o aperti al pubblico e nei circoli ed associazioni di
qualunque specie.
5. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed
elettronici  per  il  gioco  d'azzardo  quelli  che  hanno  insita la
scommessa   o  che  consentono  vincite  puramente  aleatorie  di  un
qualsiasi  premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore
ai  limiti  fissati al comma 6, escluse le macchine vidimatrici per i
giochi gestiti dallo Stato.
6. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed
elettronici da trattenimento o da gioco di abilita', come tali idonei
per  il  gioco lecito, quelli che si attivano solo con l'introduzione
di   moneta   metallica,   nei  quali  gli  elementi  di  abilita'  o
trattenimento  sono preponderanti rispetto all'elemento aleatorio, il
costo  della  partita  non  supera 50 centesimi di euro, la durata di
ciascuna   partita   non   e'   inferiore   a  dieci  secondi  e  che
distribuiscono  vincite  in  denaro,  ciascuna comunque di valore non
superiore a venti volte il costo della singola partita, erogate dalla
macchina  subito  dopo la sua conclusione ed esclusivamente in monete
metalliche.  In tal caso le vincite, computate dall'apparecchio e dal
congegno,  in  modo  non predeterminabile, su un ciclo complessivo di
7.000  partite,  devono risultare non inferiori al 90 per cento delle
somme giocate. In ogni caso tali apparecchi non possono riprodurre il
gioco del poker o comunque anche in parte le sue regole fondamentali.
7.  Si  considerano,  altresi',  apparecchi  e  congegni per il gioco
lecito:
a) quelli  elettromeccanici  privi  di  monitor attraverso i quali il
   giocatore  esprime  la  sua abilita' fisica, mentale o strategica,
   attivabili  unicamente con l'introduzione di monete metalliche, di
   valore complessivo non superiore, per ciascuna partita, a un euro,
   che   distribuiscono,   direttamente   e  immediatamente  dopo  la
   conclusione  della  partita,  premi  consistenti  in  prodotti  di
   piccola oggettistica, non convertibili in denaro o scambiabili con
   premi di diversa specie. In tal caso il valore complessivo di ogni
   premio non e' superiore a venti volte il costo della partita;
b) quelli  automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento
   o  da gioco di abilita' che si attivano solo con l'introduzione di
   moneta  metallica,  di valore non superiore per ciascuna partita a
   50  centesimi  di  euro,  nei  quali  gli  elementi  di abilita' o
   trattenimento  sono preponderanti rispetto all'elemento aleatorio,
   che  possono  consentire  per ciascuna partita, subito dopo la sua
   conclusione, il prolungamento o la ripetizione della partita, fino
   a un massimo di dieci volte. Dal 1 gennaio 2003, gli apparecchi di
   cui  alla  presente  lettera  possono  essere  impiegati  solo  se
   denunciati   ai   sensi   dell'articolo  14-bis  de]  decreto  del
   Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive
   modificazioni,  e  se  per  essi  sono  state  assolte le relative
   imposte.   Dal   1  gennaio  2004,  tali  apparecchi  non  possono
   consentire  il prolungamento o la ripetizione della partita e, ove
   non ne sia possibile la conversione in uno degli apparecchi per il
   gioco   lecito,  essi  sono  rimossi.  Per  la  conversione  degli
   apparecchi  restano  ferme  le disposizioni di cui all'articolo 38
   della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni;
c) quelli,  basati  sulla sola abilita' fisica, mentale o strategica,
   che  non distribuiscono premi, per i quali la durata della partita
   puo'  variare  in  relazione all'abilita' del giocatore e il costo
   della  singola  partita  puo'  essere  superiore a 50 centesimi di
   euro.
8.  L'utilizzo  degli  apparecchi  e  dei congegni di cui ai comma e'
vietato ai minori di anni 18.
9. Ferme restando le sanzioni previste dal codice penale per il gioco
d'azzardo,  chiunque  procede  all'installazione  o comunque consente
l'uso  in  luoghi  pubblici  o  aperti  al  pubblico  o in circoli ed
associazioni  di  qualunque specie degli apparecchi e congegni di cui
al  comma 4 ovvero di apparecchi e congegni, diversi da quelli di cui
al  comma  4,  non  rispondenti  alle  caratteristiche e prescrizioni
indicate  nei  commi 6 e 7, e' punito con l'ammenda da 4.000 a 40.000
euro.  E'  inoltre  sempre  disposta  la  confisca degli apparecchi e
congegni,  che  devono  essere  distrutti.  In  caso  di  recidiva la
sanzione  e' raddoppiata. Con l'ammenda da 500 a 1.000 euro e' punito
chiunque,  gestendo  apparecchi  e  congegni  di  cui  al comma 6, ne
consente  l'uso  in  violazione  del divieto posto dal comma 8. Fermo
quanto  previsto  dall'articolo 86, nei confronti di chiunque procede
alla  distribuzione  od  installazione  o  comunque consente l'uso in
luoghi  pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di
qualunque  specie  di apparecchi e congegni in assenza del nulla osta
previsto  dall'articolo  38  della  legge 23 dicembre 2000, n. 388, e
successive  modificazioni,  si  applica  la  sanzione  amministrativa
pecuniaria  da 1.000 a 5.000 euro e puo', inoltre, essere disposta la
confisca  degli  apparecchi  e  congegni.  In caso di sequestro degli
apparecchi,  l'autorita'  procedente  provvede  a darne comunicazione
all'amministrazione finanziaria.
10.  Se  l'autore  degli  illeciti  di  cui al comma 9 e' titolare di
licenza  per pubblico esercizio, la licenza e' sospesa per un periodo
da uno a sei mesi e, in caso di recidiva ovvero di reiterazione delle
violazioni ai sensi dell'articolo 8-bis della legge 24 novembre 1981,
n.  689, e' revocata dal sindaco competente, con ordinanza motivata e
con le modalita' previste dall'articolo 19 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e successive modificazioni.
11.  Oltre  a  quanto previsto dall'articolo 100, il questore, quando
sono   riscontrate   violazioni  alle  disposizioni  concernenti  gli
apparecchi  di  cui  al presente articolo, puo' sospendere la licenza
dell'autore  degli  illeciti,  informandone l'autorita' competente al
rilascio,  per  un  periodo  non  superiore a tre mesi. Il periodo di
sospensione   disposto  a  norma  del  presente  comma  e'  computato
nell'esecuzione della sanzione accessoria".
  4. L'articolo 14-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 640, e' sostituito dal seguente:
"Art.  14-bis. - (Apparecchi da divertimento e intrattenimento). - 1.
Per gli apparecchi e congegni per il gioco lecito di cui all'articolo
110  del  testo  unico  delle  leggi di pubblica sicurezza, di cui al
regio  decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, il
pagamento delle imposte, determinate sulla base dell'imponibile medio
forfetario  annuo  di  cui  ai  commi  2  e 3, e' effettuato in unica
soluzione,  con  le  modalita' stabilite dall'articolo 17 del decreto
legislativo  9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, entro
il  16  marzo  di  ogni  anno  ovvero  entro  il  giorno  16 del mese
successivo  a  quello  di  prima  installazione  per gli apparecchi e
congegni  installati  dopo  il 1 marzo. Entro il 15 febbraio 2003 gli
apparecchi  e  congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per
il  gioco  lecito, come definiti ai sensi dell'articolo 110, comma 7,
del predetto testo unico, installati prima del 1 gennaio 2003, devono
essere   denunciati,  con  apposito  modello  approvato  con  decreto
dirigenziale,   al   Ministero   dell'economia   e  delle  finanze  -
Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che rilascia apposito
nulla  osta,  per  ciascun  apparecchio, a condizione del contestuale
pagamento  delle  imposte dovute previa dimostrazione, nelle forme di
cui  all'articolo  38  della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  e
successive  modificazioni,  della  sussistenza  dei requisiti tecnici
previsti  dal  citato  articolo  110.  In  tal  caso, nell'ipotesi di
pagamento  entro  la predetta data del 15 febbraio 2003 degli importi
dovuti per l'anno 2003, nulla e' dovuto per gli anni precedenti e non
si fa luogo al rimborso di eventuali somme gia' pagate a tale titolo.
In caso di inadempimento delle prescrizioni di cui al secondo e terzo
periodo,  gli  apparecchi ivi indicati sono confiscati e, nel caso in
cui   i   proprietari   e   gestori   siano   soggetti  concessionari
dell'Amministrazione  autonoma  dei Monopoli di Stato ovvero titolari
di  autorizzazione  di  polizia  ai  sensi dell'articolo 88 del testo
unico  delle  leggi  di pubblica sicurezza, si provvede al ritiro del
relativo titolo.
2. Fino alla attivazione della rete per la gestione telematica di cui
al  comma 4, per gli apparecchi e congegni per il gioco lecito di cui
all'articolo  110,  comma  6, del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza,  di  cui  al  regio  decreto  18  giugno  1931,  n. 773, e
successive  modificazioni,  e'  stabilito, ai fini dell'imposta sugli
intrattenimenti,  un imponibile medio forfetario annuo di 10.000 euro
per l'anno 2003 e per ciascuno di quelli successivi.
3.  Per  gli  apparecchi e congegni di cui all'articolo 110, comma 7,
del  testo  unico  delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio
decreto  18  giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, ai fini
dell'imposta  sugli  intrattenimenti  la misura dell'imponibile medio
forfetario  annuo, per essi previsto alla data del 1 gennaio 2001, e'
per l'anno 2001 e per ciascuno di quelli successivi:
a) di  1.500  euro,  per  gli  apparecchi  di cui alla lettera a) del
   predetto comma 7 dell'articolo 110;
b) di  4.100  euro,  per  gli  apparecchi  di cui alla lettera b) del
   predetto comma 7 dell'articolo 110;
c) di  800  euro,  per  gli  apparecchi  di  cui  alla lettera c) del
   predetto comma 7 dell'articolo 110.
4.  Entro  il  31  dicembre  2003,  per  la gestione telematica degli
apparecchi  per il gioco lecito di cui all'articolo 110, comma 6, del
testo  unico  delle  leggi  di  pubblica  sicurezza,  di cui al regio
decreto   18   giugno  1931,  n.  773,  e  successive  modificazioni,
eistituita una o piu' reti dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli
di  Stato.  Per la gestione della rete o delle reti l'Amministrazione
autonoma  dei  Monopoli  di  Stato  puo'  avvalersi  di  uno  o  piu'
concessionari  individuati  con  procedure  ad evidenza pubblica, nel
rispetto  della  normativa  nazionale  e comunitaria. Con regolamento
adottato  ai  sensi  dell'articolo  17 della legge 23 agosto 1988, n.
400,  e  successive  modificazioni,  sono dettate disposizioni per la
attuazione del presente comma.
5.  Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, adottato
entro  il 31 gennaio dell'anno cui gli stessi si riferiscono, possono
essere stabilite variazioni degli imponibili medi forfetari di cui ai
commi 2 e 3, nonche' stabilita forfetariamente la base imponibile per
gli  apparecchi  meccanici  o  elettromeccanici,  in  relazione  alle
caratteristiche tecniche degli apparecchi medesimi".
  5.  Per  gli  apparecchi  per il gioco lecito impiegati nell'ambito
dello  spettacolo viaggiante continuano ad applicarsi le disposizioni
di cui agli articoli 86 e 110 del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza,  di  cui  al  regio  decreto  18  giugno  1931,  n. 773, e
successive  modificazioni,  e quelle dell'articolo 14-bis del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive
modificazioni.  Resta ferma la disciplina dello spettacolo viaggiante
in  relazione alle attrazioni gioco al gettone azionato a mano, gioco
al  gettone  azionato  a ruspe, pesca verticale di abilita', inseriti
nell'elenco  istituto  ai  sensi dell'articolo 4 della legge 18 marzo
1968,  n.  337,  di  cui  al  decreto interministeriale del Ministero
dell'interno  e  del  Ministero del turismo e dello spettacolo del 10
aprile 1991, e successive modificazioni che risultino gia' installati
al  31  dicembre 2002, nelle attivita' dello spettacolo viaggiante di
cui alla citata legge n. 337 del 1968.
  6.  Il  numero  massimo  di  apparecchi  da  intrattenimento di cui
all'articolo  110,  commi  6  e  7,  del  testo  unico delle leggi di
pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive   modificazioni,  che  possono  essere  installati  presso
pubblici  esercizi  o  punti  di raccolta di altri giochi autorizzati
nonche'  le prescrizioni da osservare ai fini dell'installazione sono
definiti con decreti direttoriali del Ministero dell'economia e delle
finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Per i punti
di  vendita  aventi  come attivita' accessoria la commercializzazione
dei  prodotti  di  gioco  pubblici,  i  decreti  sono  predisposti di
concerto   con  il  Ministero  dell'interno,  sentita  la  Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali. Costituiscono criteri direttivi per
la  determinazione  del  numero massimo di apparecchi installabili la
natura  dell'attivita'  prevalente  svolta  presso  l'esercizio  o il
locale e la superficie degli stessi.
  7.  Una  quota  pari  a  10  milioni di euro delle maggiori entrate
derivanti dalle disposizioni di cui al presente articolo e' assegnata
all'  Amministrazione  autonoma  dei  Monopoli  di  Stato  per essere
destinata  alla  copertura  delle spese connesse all'espletamento dei
compiti  ad essa affidati in materia di apparecchi da intrattenimento
e   divertimento.   Il   Ministero   dell'economia  e  delle  finanze
eautorizzato   ad   apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti
variazioni di bilancio.
  8.  Il trasferimento delle concessioni relative all'esercizio della
raccolta delle scommesse ippiche e sportive, previste dai regolamenti
emanati  sulla  base  degli articoli 3, commi 77 e 78, della legge 23
dicembre  1996,  n.  662, e successive modificazioni, e 3, commi 229,
230  e  231,  della  legge  28  dicembre  1995,  n. 549, e successive
modificazioni,   e'   consentito   previo   assenso   del   Ministero
dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei Monopoli
di  Stato  di  concerto  con  il Ministero delle politiche agricole e
forestali. L'assenso e' subordinato anche in caso di trasferimento in
altro  comune  della  stessa provincia, al riscontro, in particolare,
della  disponibilita'  da  parte  del  richiedente  di locali, idonei
all'uso,  in funzione anche dell'avvenuto rilascio di ogni altro atto
di   assenso,   comunque   denominato,   da   parte   delle   diverse
amministrazioni competenti, posti a distanza adeguata da quelli per i
quali,   al   momento  della  richiesta,  sono  gia'  in  atto  altre
concessioni, tenuto conto della possibile capacita' di raccolta delle
scommesse  in  rapporto alla densita' e alla composizione demografica
della zona.
  9.  Relativamente alle concessioni di cui al comma 8 e' consentita,
previo   assenso   del   Ministero   dell'economia  e  delle  finanze
-Amministrazione  autonoma  dei Monopoli di Stato, il cui rilascio e'
comunque  subordinato  alla  valutazione  del  non  decremento  della
complessiva  capacita'  di  raccolta,  definita in funzione di quella
gia'   riferibile   a   ciascuno   dei   concessionari   interessati,
l'accettazione di scommesse ippiche e sportive negli stessi locali da
parte  di  non  piu'  di  due  concessionari esercenti la raccolta di
scommesse diverse, purche' rappresentati da un unico soggetto fornito
di autorizzazione di pubblica sicurezza.
  10.  Ai  concessionari  per  la  raccolta delle scommesse di cui al
comma  8  e'  consentito  gestire  nei locali destinati alla raccolta
delle  scommesse,  nel  rispetto  delle  discipline derivanti da ogni
fonte   di   pianificazione  regionale  e  locale  vigente  e  previa
acquisizione di ogni occorrente atto di assenso, comunque denominato,
rilasciato   da   ogni  amministrazione  competente,  anche  statale,
attivita'  diverse  dalla  raccolta  ma ad essa comunque strettamente
connesse,  in  ogni  caso  finalizzate al migliore agio della pratica
della  scommessa,  non  escluse  quelle  di  cessione di alimenti, di
bevande e di oggettistica avente attinenza con le pratiche oggetto di
scommessa, nonche' di audio-video diffusione di programmi inerenti le
medesime   pratiche,  individuate  con  provvedimento  del  Ministero
dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei Monopoli
di Stato.
  11.  Alle procedure concorrenziali di affidamento delle concessioni
di  cui al comma 8, nonche' di quelle disciplinate dal regolamento di
cui  al  decreto  del  Ministro delle finanze 31 gennaio 2000, n. 29,
possono partecipare anche le societa' di capitali.
  12.  Il  divieto  di utilizzazione del sistema del riferimento alle
quote  del  totalizzatore,  previsto  dall'articolo  4,  comma 4, del
regolamento  di  cui  al  decreto  del  Presidente della Repubblica 8
aprile  1998,  n.  169, non si applica alle scommesse multiple libere
con piu' di due eventi.
  13.  L'effettuazione  delle  scommesse al totalizzatore ((e a quota fissa))   presso   gli   sportelli  all'interno  degli  ippodromi  e'
consentita  (( . . . )) anche per le corse che si svolgono su altri
campi.
  14.  Lo  scommettitore decade dal diritto al rimborso se non chiede
per   iscritto,  al  soggetto  che  ha  accettato  la  scommessa,  la
restituzione  della  somma scommessa entro sessanta giorni decorrenti
dalla  data  di effettuazione della corsa oggetto della scommessa. Lo
scommettitore  decade,  altresi',  dal diritto alla vincita se non ne
chiede il pagamento entro il termine indicato al periodo precedente.
  15.  Le  misure  massime  delle  percentuali di allibramento per le
scommesse previste dall'articolo 33 del regolamento di cui al decreto
del  Ministro  delle  finanze  2  giugno  1998,  n. 174, e successive
modificazioni,  su  avvenimenti  che  prevedono  fino a tre possibili
esiti,  per  quelle  su  avvenimenti  che prevedono da quattro a otto
possibili  esiti e per quelle su avvenimenti che prevedono oltre otto
possibili  esiti,  sono  elevate,  rispettivamente, a 116, 136 e 152,
ferma nel resto la disciplina vigente.
  16.  I  decreti ministeriali di attribuzione dei proventi, adottati
in  attuazione dei regolamenti di cui al decreto del Presidente della
Repubblica  8  aprile  1998,  n. 169, e al decreto del Ministro delle
finanze  2 giugno 1998, n. 174, possono essere modificati con decreto
del  Ministro  dell'economia e delle finanze, adottato nel primo caso
di  concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali, al
fine   di   ridefinire   il   rapporto   tra  la  determinazione  del
corrispettivo   spettante  al  concessionario  della  raccolta  delle
scommesse  ippiche  e  sportive  e  la misura della quota di prelievo
residualmente  destinata all'UNIRE e al CONI. Dal 1° gennaio 2003 con
decreto  del  Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con
il  Ministro  delle politiche agricole e forestali relativamente alle
scommesse   ippiche,   e'   disposta   la   riduzione   dell'aliquota
dell'imposta unica di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), numero
2),  del  decreto  legislativo  23  dicembre  1998, n. 504, in misura
necessaria per consentire un aumento medio di 4,58 punti, quanto alle
scommesse sportive a totalizzatore nazionale, e di 2,60 punti, quanto
alle  scommesse  sportive  a quota fissa, nonche' un aumento medio di
4,82  punti, quanto alle scommesse ippiche a totalizzatore nazionale,
e  di  5,26 punti, quanto alle scommesse ippiche a quota fissa, della
misura  percentuale  del corrispettivo spettante ai concessionari per
il  servizio  di  raccolta  delle scommesse. Con lo stesso decreto e'
ridotta  al  22,5  per  cento l'aliquota dell'imposta unica di cui al
citato  articolo  4,  comma  1,  lettera  b),  numero 1), del decreto
legislativo  n.  504 del 1998. Nell'adozione dei provvedimenti di cui
al  presente  comma  e'  comunque  garantito  il  mantenimento  della
percentuale  media complessiva destinata al CONI e all'UNIRE, vigente
al 1° gennaio 2003.
  17. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, secondo,
terzo e quarto periodo, della legge 13 maggio 1999, n. 133.
---------------
AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L.  30  settembre  2003, n. 269, convertito con modificazioni
dalla  L.  24 novembre 2003, n. 326 ha disposto (con l'art. 39, comma
5) che " Al comma 1 dell'articolo 22 della legge 27 dicembre 2003, n.
289,  le  parole:  "entro  il 31 dicembre 2003" sono sostituite dalle
seguenti: "entro il 31 ottobre 2004".
TITOLO III
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SPESA

CAPO I
SPESE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
                               Art. 23
    (Razionalizzazione delle spese e flessibilita' del bilancio)

  1.  Per  il  conseguimento  degli obiettivi di finanza pubblica, le
dotazioni  iniziali  delle unita' previsionali di base degli stati di
previsione  dei  Ministeri  per  l'anno  finanziario 2003 concernenti
spese  per  consumi  intermedi  non  aventi  natura obbligatoria sono
ridotte del 10 per cento. In ciascuno stato di previsione della spesa
e'  istituito  un  fondo  da  ripartire  nel corso della gestione per
provvedere  ad  eventuali sopravvenute maggiori esigenze di spese per
consumi intermedi, la cui dotazione iniziale e' costituita dal 10 per
cento  dei  rispettivi stanziamenti come risultanti dall'applicazione
del  periodo  precedente.  La  ripartizione del fondo e' disposta con
decreto  del  Ministro  competente,  comunicati,  anche  con evidenze
informatiche, al Ministero dell'economia e delle finanze, tramite gli
Uffici  centrali  del  bilancio,  nonche' alle competenti Commissioni
parlamentari e alla Corte dei conti.
  2.  Ai  fini  del conseguimento dell'obiettivo di cui al comma 1 le
dotazioni  relative  agli enti indicati nella Tabella C allegata alla
presente  legge  sono  rideterminate  nella medesima Tabella, con una
riduzione  complessiva  del  2,5 per cento rispetto alla legislazione
vigente;  analoga  riduzione  e'  disposta  per  gli  stanziamenti di
bilancio  destinati  al  finanziamento degli enti pubblici diversi da
quelli   indicati  nella  Tabella  C,  intendendosi  conseguentemente
modificate le relative autorizzazioni di spesa.
  3.((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244)).
  4.  Agli  enti  territoriali  si  applicano  le disposizioni di cui
all'articolo 29.
  5.  I  provvedimenti  di  riconoscimento  di debito posti in essere
dalle  amministrazioni  pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono trasmessi agli organi
di controllo ed alla competente procura della Corte dei conti.
                               Art. 24
                     Acquisto di beni e servizi

  1.  L.  24  DICEMBRE  2003,  N. 350 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE DEL
PRESENTE COMMA.
  2.  L.  24  DICEMBRE  2003,  N. 350 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE DEL
PRESENTE COMMA.
  3.  PERIODO  ABROGATO  DALLA  L.  24 DICEMBRE 2003, N. 350. PERIODO
ABROGATO  DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350. Al fine di consentire il
conseguimento   di  risparmi  di  spesa,  alle  predette  convenzioni
possono, altresi', aderire i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1,
della legge 3 giugno 1999, n. 157.
  3-bis. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350.
  4. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350.
  4-bis. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350.
  5. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350.
  6. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350.
  6-bis.  Entro  il mese di ottobre di ciascun anno, la Consip S.p.a.
pubblica  sul  proprio  sito  internet le categorie di prodotti per i
quali attivera' il marketplace nell'anno successivo.
  6-ter. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350.
  7.  Per  gli organismi di cui agli articoli 3, 4 e 6 della legge 24
ottobre  1977, n. 801, i casi e le modalita' differenziati di ricorso
alla  procedura ((di esecuzione di lavori e)) di acquisizione di beni
e  servizi  in  economia, ovvero a trattativa privata, sono stabiliti
con  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri, emanato su
proposta del Comitato di cui all'articolo 2 della citata legge n. 801
del  1977,  previe  intese  con  il  Ministro  dell'economia  e delle
finanze.
  8. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350.
  9. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350.
                              Art. 25.
       (Pagamento e riscossione di somme di modesto ammontare)

   1.  Con  uno  o  piu'  decreti  del Ministro dell'economia e delle
finanze,  sono  adottate  ai  sensi  dell'articolo 17, comma 2, della
legge  23  agosto 1988, n. 400, disposizioni relative alla disciplina
del  pagamento  e della riscossione di crediti di modesto ammontare e
di  qualsiasi  natura,  anche  tributaria,  applicabile  a  tutte  le
amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  compresi  gli  enti pubblici
economici.
   2.  Con  i  decreti  di  cui al comma 1 sono stabiliti gli importi
corrispondenti  alle somme considerate di modesto ammontare, le somme
onnicomprensive  di  interessi o sanzioni comunque denominate nonche'
norme  riguardanti  l'esclusione  di  qualsiasi  azione  cautelativa,
ingiuntiva ed esecutiva. Tali disposizioni si possono applicare anche
per periodi d'imposta precedenti e non devono in ogni caso intendersi
come franchigia.
   3.  Sono  esclusi i corrispettivi per servizi resi dalle pubbliche
amministrazioni a pagamento.
   4. Gli importi sono, in ogni caso, arrotondati all'unita' euro. In
sede  di  prima applicazione dei decreti di cui al comma 1, l'importo
minimo non puo' essere inferiore a 12 euro. ((25))
------------------
AGGIORNAMENTO (25)
  La  Corte costituzionale con sentenza 12-16 gennaio 2005, n. 30 (in
G.U.  1a  s.s.  02/02/2005,  n.  5)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del presente articolo, nella parte in cui prevede che,
con  uno  o  piu'  decreti, il Ministro dell'economia e delle finanze
adotti  disposizioni  relative  alla disciplina del pagamento e della
riscossione  di  crediti  di modesto ammontare e di qualsiasi natura,
anche tributaria, applicabili alle regioni.
                               Art. 26
         Disposizioni in materia di innovazione tecnologica

  1.  Per  l'attuazione  del  comma 7 dell'articolo 29 della legge 28
dicembre  2001, n. 448, e' istituito il Fondo per il finanziamento di
progetti di innovazione tecnologica nelle pubbliche amministrazioni e
nel  Paese  con una dotazione di 100 milioni di euro per l'anno 2003,
al  cui  finanziamento concorrono la riduzione dell'8 per cento degli
stanziamenti  per  l'informatica  iscritti nel bilancio dello Stato e
quota parte delle riduzioni per consumi intermedi di cui all'articolo
23,  comma  3.  Il  Ministro  per  l'innovazione  e le tecnologie, di
concerto  con  il  Ministro  per  la  funzione pubblica e il Ministro
dell'economia  e  delle finanze, con uno o piu' decreti di natura non
regolamentare,  stabilisce  le  modalita' di funzionamento del Fondo,
individua  i  progetti  da  finanziare e, ove necessario, la relativa
ripartizione tra le amministrazioni interessate.
  2.  Al  fine  di  assicurare  una  migliore  efficacia  della spesa
informatica  e  telematica sostenuta dalle pubbliche amministrazioni,
di   generare   significativi   risparmi  eliminando  duplicazioni  e
inefficienze,  promuovendo le migliori pratiche e favorendo il riuso,
nonche' di indirizzare gli investimenti nelle tecnologie informatiche
e  telematiche,  secondo  una  coordinata  e  integrata strategia, il
Ministro per l'innovazione e le tecnologie:
    a) ((LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 7 MARZO 2005, N. 82));
    b)  approva,  con  il  Ministro dell'economia e delle finanze, il
piano   triennale   ed   i  relativi  aggiornamenti  annuali  di  cui
all'articolo 7 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, entro
il 30 giugno di ogni anno;
    c)  valuta  la congruenza dei progetti di innovazione tecnologica
che  ritiene  di grande valenza strategica rispetto alle direttive di
cui alla lettera a) ed assicura il monitoraggio dell'esecuzione;
    d)   individua  i  progetti  intersettoriali  che  devono  essere
realizzati in collaborazione tra le varie amministrazioni interessate
assicurandone   il   coordinamento  e  definendone  le  modalita'  di
realizzazione;
    e) ((LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 7 MARZO 2005, N. 82));
    f)   stabilisce   le   modalita'   con   le  quali  le  pubbliche
amministrazioni  comunicano  le  informazioni  relative  ai programmi
informatici,  realizzati  su  loro  specifica  richiesta, di cui esse
dispongono,  al  fine  di consentirne il riuso previsto dall'articolo
25, comma 1, della legge 24 novembre 2000, n. 340;
    g)  individua  specifiche iniziative per i comuni con popolazione
inferiore a 5.000 abitanti e per le isole minori;
    h) ((LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 7 MARZO 2005, N. 82)).
  3.  Nei  casi  in  cui  i progetti di cui ai commi 1 e 2 riguardino
l'organizzazione  e  la  dotazione  tecnologica delle regioni e degli
enti   territoriali,   i   provvedimenti  sono  adottati  sentita  la
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281. (26)
  4.  Al  fine  di  accelerare la diffusione della carta di identita'
elettronica  e  della  carta  nazionale  dei  servizi,  le  pubbliche
amministrazioni  interessate,  nel  quadro  di un programma nazionale
approvato con decreto dei Ministri per l'innovazione e le tecnologie,
dell'economia  e  delle finanze, della salute e dell'interno, possono
procurarsi  i  necessari  finanziamenti  nelle  seguenti  forme anche
cumulabili tra loro:
    a) convenzioni con istituti di credito o finanziari;
    b) contributi di privati interessati a forme di promozione;
    c) ricorso alla finanza di progetto;
    d) operazioni di cartolarizzazione.
  5.  Con  decreto  del  Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca, adottato di concerto con il Ministro per l'innovazione
e  le  tecnologie,  sono  determinati  i  criteri  e  le procedure di
accreditamento  dei corsi universitari a distanza e delle istituzioni
universitarie  abilitate a rilasciare titoli accademici, ai sensi del
regolamento  di  cui al decreto del Ministro dell'universita' e della
ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, al termine
dei corsi stessi, senza oneri a carico del bilancio dello Stato fatto
salvo  quanto  previsto  dalla  legge  29  luglio  1991,  n.  243,  e
dall'articolo  2,  comma  5,  lettera  c), del decreto del Presidente
della  Repubblica  27  gennaio 1998, n. 25. Ai fini dell'acquisizione
dell'autorizzazione al rilascio dei titoli accademici, le istituzioni
devono  disporre  di  adeguate  risorse organizzative e gestionali in
grado di:
    a)  presentare  un'architettura di sistema flessibile e capace di
utilizzare  in  modo  mirato  le  diverse  tecnologie per la gestione
dell'interattivita',   salvaguardando   il   principio   della   loro
usabilita';
    b) favorire l'integrazione coerente e didatticamente valida della
gamma di servizi di supporto alla didattica distribuita;
    c)  garantire la selezione, progettazione e redazione di adeguate
risorse di apprendimento per ciascun courseware;
    d)   garantire   adeguati   contesti   di   interazione   per  la
somministrazione   e   la   gestione  del  flusso  dei  contenuti  di
apprendimento,  anche  attraverso l'offerta di un articolato servizio
di teletutoring;
    e)  garantire adeguate procedure di accertamento delle conoscenze
in   funzione   della   certificazione  delle  competenze  acquisite;
provvedere alla ricerca e allo sviluppo di architetture innovative di
sistemi   e-learning  in  grado  di  supportare  il  flusso  di  dati
multimediali   relativi  alla  gamma  di  prodotti  di  apprendimento
offerti.
  6.  Per  la  realizzazione  dell'anagrafe  degli italiani residenti
all'estero e per la informatizzazione delle prefetture e' autorizzata
la  spesa  di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e
2005.
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AGGIORNAMENTO (26)
  La  Corte costituzionale con sentenza 12-26 gennaio 2004, n. 31 (in
G.U.   1a  s.s.  02/02/2005  n.  5)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  dell'art. 26, comma 3, nella parte in cui prevede che
qualora i progetti cui si riferiscono i commi 1 e 2 dello stesso art.
26  riguardino  l'organizzazione  e  la  dotazione  tecnologica delle
Regioni  e  degli  enti  territoriali  "i provvedimenti sono adottati
sentita  la  Conferenza  unificata  di  cui  all'art.  8  del decreto
legislativo  28  agosto  1997,  n.  281", anziche' stabilire che tali
provvedimenti sono adottati previa intesa con la Conferenza stessa.
  N.B.   Il   comunicato   relativo   alla   sentenza   della   Corte
costituzionale 12-26 gennaio 2004, n. 31 (in G.U. 1a s.s. 09/02/2005,
n.  6)  ha  disposto  che  "L'anno  di emanazione e di deposito della
sentenza  n.  31,  indicato  erroneamente  come 2004, deve intendersi
correttamente  pubblicato  come 2005; pertanto, sia nel sommario alla
pagina  1, sia alla pagina 29 della sopraindicata Gazzetta Ufficiale,
dove e' scritto: "N. 31 Sentenza 12-26 gennaio 2004", leggasi: "N. 31
Sentenza 12-26 gennaio 2005".
                              Art. 27.
                     (Progetto "PC ai giovani")

   1.  Nello  stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze  e'  istituito  un Fondo speciale, denominato "PC ai giovani"
nel  quale  affluiscono le disponibilita', non impegnate alla data di
entrata  in  vigore  della  presente  legge, di cui all'articolo 103,
comma  4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, fermo restando quanto
disposto  dal decreto-legge 6 settembre 2002, n. 194, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  31  ottobre  2002,  n. 246. Il Fondo e'
destinato  alla  copertura  delle spese relative al progetto promosso
dal  Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie denominato "PC ai
giovani",  diretto  ad  incentivare l'acquisizione e l'utilizzo degli
strumenti  informatici  e  digitali tra i giovani che compiono sedici
anni  nel 2003. Con decreto di natura non regolamentare, adottato dai
Ministro  dell'economia  e delle finanze, di concerto con il Ministro
per  l'innovazione e le tecnologie, entro trenta giorni dalla data di
entrata  in  vigore della presente legge, sono stabilite le modalita'
di   presentazione   delle  istanze  degli  interessati,  nonche'  di
erogazione degli incentivi stessi prevedendo anche la possibilita' di
avvalersi  a  tal fine della collaborazione di organismi esterni alla
pubblica amministrazione.
   2.  Il  comma 4 dell'articolo 103 della legge 23 dicembre 2000, n.
388, e' abrogato.
                              Art. 28.
                   (Acquisizione di informazioni)

   1.  Allo  scopo  di assicurare il perseguimento degli obiettivi di
finanza  pubblica il Ministero dell'economia e delle finanze provvede
all'acquisizione  di  ogni utile informazione sul comportamento degli
enti  ed  organismi  pubblici  di  cui  all'articolo  1, comma 2, del
decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n. 165, anche con riferimento
all'obbligo  di  utilizzo  delle  convenzioni CONSIP, avvalendosi dei
propri  rappresentanti  nei collegi sindacali o di revisione presso i
suddetti  enti  ed  organismi  e  dei  servizi  ispettivi  di finanza
pubblica.
   2.   Qualora   non   sia   prevista  la  presenza  di  un  proprio
rappresentante  in  seno  al  collegio dei revisori o dei sindaci, il
Ministero  dell'economia  e  delle finanze puo' acquisire le suddette
informazioni  avvalendosi, in caso di mancato o tempestivo riscontro,
anche  del  collegio  dei revisori o dei sindaci ovvero dei nuclei di
valutazione  o  dei  servizi  di  controllo interno di cui al decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286.
   3.  Al  fine  di  garantire la rispondenza dei conti pubblici alle
condizioni  dell'articolo 104 del Trattato istitutivo della Comunita'
europea e delle norme conseguenti, tutti gli incassi e i pagamenti, e
i   dati  di  competenza  economica  rilevati  dalle  amministrazioni
pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo  2001, n. 165, devono essere codificati con criteri uniformi su
tutto il territorio nazionale.
   4.  Le banche incaricate dei servizi di tesoreria e di cassa e gli
uffici  postali  che  svolgono analoghi servizi non possono accettare
disposizioni  di  pagamento prive della codificazione di cui al comma
5.
   5.   Il   Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sentita  la
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto   1997,   n.   281,   stabilisce,   con   propri  decreti,  la
codificazione,   le  modalita'  e  i  tempi  per  l'attuazione  delle
disposizioni di cui ai commi 3 e 4; analogamente provvede, con propri
decreti,  ad  apportare  modifiche  e integrazioni alla codificazione
stabilita.
   6.  Il  comma  6  dell'articolo  227  del  testo unico delle leggi
sull'ordinamento  degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, e' sostituito dal seguente:
   "6.  Gli enti locali di cui all'articolo 2 inviano telematicamente
alle  Sezioni  enti  locali  il  rendiconto  completo di allegati, le
informazioni  relative  al  rispetto del patto di stabilita' interno,
nonche'  i  certificati  del  conto  preventivo  e consuntivo. Tempi,
modalita'   e   protocollo   di  comunicazione  per  la  trasmissione
telematica  dei  dati  sono  stabiliti  con  decreto  di  natura  non
regolamentare  del Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la
Conferenza Stato, citta' e autonomie locali e la Corte dei conti".
   7. Il decreto previsto dal comma 6 e' emanato entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge.
                               Art. 29
        Patto di stabilita' interno per gli enti territoriali

  1.  Ai  fini  della  tutela dell'unita' economica della Repubblica,
ciascuna  regione  a  statuto ordinario, ciascuna provincia e ciascun
comune  con  popolazione  superiore  a  5.000  abitanti concorre alla
realizzazione  degli  obiettivi  di  finanza pubblica per il triennio
2003-2005  adottati con l'adesione al patto di stabilita' e crescita,
nonche'  alla  condivisione  delle  relative  responsabilita', con il
rispetto   delle   disposizioni   di   cui  ai  seguenti  commi,  che
costituiscono  principi  fondamentali del coordinamento della finanza
pubblica  ai  sensi  degli  articoli  117 e 119, secondo comma, della
Costituzione.
  2.   Per   le  regioni  a  statuto  ordinario  sono  confermate  le
disposizioni  sul  patto di stabilita' interno di cui all'articolo 1,
commi  1,  2  e  3,  del  decreto-legge  18  settembre  2001, n. 347,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405.
Per   l'esercizio  2005  si  applica  un  incremento  pari  al  tasso
d'inflazione  programmato  indicato  nel  Documento di programmazione
economico-finanziaria.
  3.  Le  regioni a statuto ordinario possono estendere le regole del
patto   di   stabilita'   interno   nei  confronti  dei  propri  enti
strumentali.
  4.  Per  gli  stessi  fini  di  cui al comma 1, per l'anno 2003, il
disavanzo  finanziario  di ciascuna provincia, computato ai sensi del
comma  5,  deve essere almeno pari a quello dell'anno 2001 migliorato
del 7 per cento.
  5.  Il  disavanzo finanziario di cui al comma e' calcolato, sia per
la  gestione  di competenza sia per quella di cassa, quale differenza
tra  le entrate finali e le spese correnti. Nel disavanzo finanziario
non sono considerati:
    a)  i trasferimenti, sia di parte corrente sia in conto capitale,
dallo  Stato,  dall'Unione  europea  e  dagli enti che partecipano al
patto di stabilita' interno;
    b) le entrate derivanti dalla compartecipazione all'IRPEF;
    c)  le  entrate  derivanti  dalla  dismissione di beni immobili e
finanziari e dalla riscossione dei crediti;
    d) le spese per interessi passivi, quelle sostenute sulla base di
trasferimenti  con  vincolo  di  destinazione  dall'Unione  europea e
quelle  eccezionali  derivanti  esclusivamente da calamita' naturali,
nonche'   quelle   sostenute   per   lo  svolgimento  delle  elezioni
amministrative;
    e)   le  spese  connesse  all'esercizio  di  funzioni  statali  e
regionali   trasferite  o  delegate  nei  limiti  dei  corrispondenti
finanziamenti statali o regionali.
  6.  Per  gli  stessi  fini  di  cui al comma 1, per l'anno 2003, il
disavanzo  finanziario  di ciascun comune con popolazione superiore a
5.000  abitanti,  computato  ai  sensi  del  comma 7, non puo' essere
superiore a quello dell'anno 2001.
  6-bis.  I  comuni di nuova istituzione per i quali non e' possibile
operare  il  confronto  con l'anno 2001 sono considerati quali comuni
con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
  7. Il disavanzo finanziario di cui al comma 6 e' calcolato, sia per
la  gestione  di competenza che per quella di cassa, quale differenza
tra  le entrate finali e le spese correnti. Nel disavanzo finanziario
non sono considerati:
    a)  i trasferimenti, sia di parte corrente che in conto capitale,
dallo  Stato,  dall'Unione  europea  e  dagli enti che partecipano al
patto di stabilita' interno;
    b) le entrate derivanti dalla compartecipazione all'IRPEF;
    c)  le  entrate  derivanti  dalla  dismissione di beni immobili e
finanziari e dalla riscossione dei crediti;
    d) le spese per interessi passivi, quelle sostenute sulla base di
trasferimenti  con  vincolo  di  destinazione  dall'Unione  europea e
quelle  eccezionali  derivanti  esclusivamente da calamita' naturali,
nonche'   quelle   sostenute   per   lo  svolgimento  delle  elezioni
amministrative.
  8.  Il secondo periodo del comma 4-bis dell'articolo 24 della legge
28  dicembre  2001,  n. 448, introdotto dall'articolo 3, comma 2, del
decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 13, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2002, n. 75, e' soppresso.
  9.  Il  comma  5  dell'articolo 24 della legge 28 dicembre 2001, n.
448,  e'  abrogato.  Al comma 9 dello stesso articolo 24 della citata
legge  n.  448  del  2001,  le  parole  da: "Per l'anno 2002, qualora
l'ente" fino alla fine del comma sono soppresse.
  10.  Per  il  raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1, per
l'anno  2004,  il  disavanzo  finanziario  di ciascuna provincia e di
ciascun  comune  con  popolazione superiore a 5.000 abitanti non puo'
essere  superiore a quello dell'anno 2003, determinato secondo quanto
previsto  nei  precedenti  commi, incrementato del tasso d'inflazione
programmato     indicato     nel    Documento    di    programmazione
economico-finanziaria.
  11.  A  decorrere  dall'anno  2005,  per  ciascuna  provincia e per
ciascun  comune  con  popolazione  superiore  a  5.000  abitanti,  il
disavanzo  finanziario  utile  ai  fini del rispetto delle regole del
patto  di  stabilita'  interno  e'  calcolato, sia per la gestione di
competenza  che  per quella di cassa, quale differenza tra le entrate
finali  e  le  spese  finali.  Nel  disavanzo  finanziario  non  sono
considerati:
    a)  i trasferimenti, sia di parte corrente che in conto capitale,
provenienti  dallo  Stato,  dall'Unione  europea  e  dagli  enti  che
partecipano al patto di stabilita' interno;
    b)   i   trasferimenti   statali   attribuiti   sotto   forma  di
compartecipazione ai tributi erariali;
    c)  le  entrate  derivanti  dai  proventi  della  dismissione  di
attivita' finanziarie e dalla riscossione dei crediti;
    d)   le   spese  derivanti  dall'acquisizione  di  partecipazioni
azionarie  e  di  altre  attivita'  finanziarie,  dai conferimenti di
capitale e dalle concessioni di crediti.
  12.  Il  disavanzo  finanziario,  come  definito  dal  comma 11, di
ciascuna  provincia  e  di ciascun comune con popolazione superiore a
5.000  abitanti,  non  puo'  essere  superiore  a  quello  risultante
dall'applicazione,   al   corrispondente  disavanzo  finanziario  del
penultimo anno precedente, di una percentuale di variazione definita,
per ciascuno degli anni considerati, dalla legge finanziaria. In sede
di prima applicazione, per l'anno 2005, la percentuale e' fissata nel
7,8 per cento rispetto al 2003.
  13.  Al  fine  di  consentire  il  monitoraggio  degli  adempimenti
relativi  al  patto  di  stabilita'  interno  anche secondo i criteri
adottati  in  contabilita' nazionale, le regioni a statuto ordinario,
le  province  e  i comuni con popolazione superiore a 60.000 abitanti
trasmettono   trimestralmente  al  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze  -  Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro
trenta  giorni dalla fine del periodo di riferimento, le informazioni
riguardanti  sia  la  gestione  di  competenza  che  quella di cassa,
attraverso  un  prospetto e con le modalita' definiti con decreto del
predetto Ministero di concerto con il Ministero dell'interno, sentiti
la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, e l'istituto nazionale di statistica. Al fine
di  garantire  il  conseguimento  degli  obiettivi di cui al presente
articolo,  gli stessi enti possono costituire societa' consortili con
le  locali  strutture  specialistiche  universitarie, di ricerca e di
alta formazione europea per l'attuazione dei necessari controlli.
  14.  Per  le  regioni  a  statuto  ordinario che non conseguono gli
obiettivi  di  cui  al  comma  2  si applicano le disposizioni recate
dall'articolo  4 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito,
con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112.
  15.  in  caso  di  mancato  conseguimento degli obiettivi di cui ai
commi  4  e  6  da  parte delle province e dei comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti, risultante dalla verifica di cui al comma
16,  i predetti enti non possono procedere ad assunzioni di personale
a  qualsiasi  titolo  e non possono avvalersi di eventuali deroghe in
proposito  disposte  per  il  periodo  di riferimento e, inoltre, non
possono  ricorrere  all'indebitamento  per gli investimenti. Gli enti
sono,  altresi',  tenuti  a ridurre almeno del 10 per cento, rispetto
all'anno 2001, le spese per l'acquisto di beni e servizi. Tali misure
operano  per  ciascun  anno successivo a quello per il quale e' stato
accertato il mancato conseguimento degli obiettivi.
  16.  Per  le  province e i comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti,  il  collegio dei revisori dei conti verifica, per ciascuno
degli  anni  2003, 2004 e 2005, il rispetto degli obiettivi di cui ai
commi 4, 6, 10 e 11. Qualora l'obiettivo non sia stato rispettato, il
collegio  ne  da'  comunicazione  al  Ministero  dell'interno.  Della
mancata  comunicazione  rispondono  personalmente  i  componenti  del
collegio inadempiente.
  17.  Le  province  ed  i  comuni  con popolazione superiore a 5.000
abitanti  sono  tenuti  a  predisporre  entro il mese di febbraio una
previsione  cumulativa  articolata  per trimestri in termini di cassa
del  disavanzo  finanziario,  coerente  con  l'obiettivo annuale, che
comunicano  al  Ministero  dell'economia e delle finanze. Il collegio
dei  revisori  dei conti e' tenuto a verificare, entro e non oltre il
mese   successivo   al   trimestre   di   riferimento,   il  rispetto
dell'obiettivo  trimestrale e la sua coerenza con l'obiettivo annuale
e, in caso di inadempienza, ne da' comunicazione, oltre che all'ente,
al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  - Dipartimento della
Ragioneria  generale  dello  Stato.  A  seguito dell'accertamento del
mancato   rispetto  dell'obiettivo,  le  province  ed  i  comuni  con
popolazione  superiore  a  5.000  abitanti sono tenuti, nel trimestre
successivo,  a riassorbire lo scostamento registrato intervenendo sui
pagamenti  nella  misura  necessaria  al fine di garantire il rientro
nella   determinazione   del   saldo.   Per   il   mancato   rispetto
dell'obiettivo  annuale  si  applicano  le disposizioni del comma 15.
Attraverso   le  loro  associazioni,  le  province  e  i  comuni  con
popolazione  superiore  a  5.000  abitanti concorrono al monitoraggio
sull'andamento  delle spese, delle entrate e dei saldi dei rispettivi
bilanci.  Pertanto le comunicazioni previste dal presente comma e dai
commi 13 e 16 sono trasmesse anche all'ANCI, all'UNCEM e all'UPI.
  18.  Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento
e  di  Bolzano  concordano, entro il 31 marzo di ciascun anno, con il
Ministero  dell'economia e delle finanze, per gli esercizi 2003, 2004
e  2005,  il  livello  delle spese correnti e dei relativi pagamenti.
Fino  a  quando  non sia raggiunto l'accordo, i flussi di cassa verso
gli  enti  sono determinati, con decreto del Ministro dell'economia e
delle  finanze, in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica per
il  triennio  2003-2005.  Alle  finalita' di cui al presente articolo
provvedono,  per gli enti locali dei rispettivi territori, le regioni
a  statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai
sensi  delle competenze alle stesse attribuite dai rispettivi statuti
di  autonomia  e  dalle  relative  norme  di  attuazione.  Qualora le
predette regioni e province autonome non provvedano entro il 31 marzo
di  ciascun  anno  si  applicano,  per gli enti locali dei rispettivi
territori, le disposizioni di cui al presente articolo.((23))
-----------------
AGGIORNAMENTO (23)
  La L. 30 dicembre 2004, n. 311 ha disposto (con l'art. 1, comma 41)
che  sono  abrogate  le  disposizioni  recate  dal  presente articolo
limitatamente  alle  regole  del patto di stabilita' interno previsto
per gli enti territoriali per gli anni 2005 e successivi.
                              Art. 30.
                 (Disposizioni varie per le regioni)

   1.  Al  fine  di  avviare  l'attuazione  dell'articolo  119  della
Costituzione e in attesa di definire le modalita' per il passaggio al
sistema  di  finanziamento  attraverso  la fiscalita', entro sei mesi
dalla  data  di  entrata in vigore della presente legge, il Ministero
dell'economia  e  delle  finanze, di concerto con il Ministro per gli
affari  regionali e con il Ministro per le riforme istituzionali e la
devoluzione  e  con le amministrazioni statali interessate e d'intesa
con  la  Conferenza  unificata  di  cui  all'articolo  8  del decreto
legislativo  28  agosto  1997,  n.  281, procede alla ricognizione di
tutti  i  trasferimenti  erariali di parte corrente, non localizzati,
attualmente  attribuiti  alle regioni per farli confluire in un fondo
unico da istituire presso il Ministero dell'economia e delle finanze.
I  criteri  di  ripartizione del fondo sono stabiliti con decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su  proposta del Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  di concerto con il Ministro per gli
affari  regionali e con il Ministro per le riforme istituzionali e la
devoluzione  d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
   2.  All'articolo 6, comma 3, della legge 29 marzo 2001, n. 135, le
parole  da:  "attraverso bandi annuali" fino alla fine del comma sono
sostituite dalle seguenti: "con la medesima procedura di cui al comma
2.  La  suddetta  quota di risorse e' da finalizzare al miglioramento
della  qualita'  dell'offerta turistica, ivi compresa la promozione e
lo  sviluppo  dei sistemi turistici locali di cui all'articolo 5". Il
comma  4  dell'articolo  6  della  citata  legge  n.  135 del 2001 e'
abrogato.
   3.  All'articolo  5,  comma 3, del decreto legislativo 18 febbraio
2000,  n. 56, le parole: "a norma del comma 2 si provvede entro il 30
settembre  2002, sulla base dei dati consuntivi risultanti per l'anno
2001"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "a  norma  del  comma 2 si
provvede,  entro  il 30 novembre 2003, sulla base dei dati consuntivi
risultanti per l'anno 2002".
   4.  L'articolo  6 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56,
e' sostituito dal seguente:
   "Art.  6.  - (Rideterminazione delle aliquote per il finanziamento
delle  funzioni  conferite)  - 1. Il trasferimento dal bilancio dello
Stato  delle  risorse  individuate  dai  decreti  del  Presidente del
Consiglio  dei ministri, emanati ai sensi dell'articolo 7 della legge
15  marzo 1997, n. 59, ad esclusione di quelle relative all'esercizio
delle  funzioni  nel  settore  del trasporto pubblico locale, cessa a
decorrere dal 1 gennaio 2004.
   2.  Entro  il  30  giugno  2003,  con  decreto  del Presidente del
Consiglio  dei  ministri,  su  proposta  del Ministro dell'economia e
delle  finanze,  d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra  lo  Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di
Bolzano, vengono rideterminate le aliquote di cui agli articoli 2 e 3
e  la  quota  di  compartecipazione di cui all'articolo 4, al fine di
assicurare la necessaria copertura degli oneri connessi alle funzioni
attribuite alle regioni a statuto ordinario".
   5. Per gli anni 2001 e 2002 la perdita di gettito realizzata dalle
regioni  a  statuto  ordinario  derivante dalla riduzione dell'accisa
sulla benzina a lire 242 a litro, non compensata dal maggiore gettito
delle  tasse  automobilistiche,  come  determinato  dall'articolo 17,
comma  22,  della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e' assunta a carico
del  bilancio  dello  Stato  nella  misura  complessiva annua di euro
342,583  milioni da erogare, rispettivamente, negli anni 2003 e 2004.
Alla ripartizione tra le regioni del suddetto importo si provvede con
decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sentita la
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano.
   6.  In  attuazione  dell'articolo  38  dello statuto della Regione
siciliana,  di  cui  al  regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n.
455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, il
contributo   di   solidarieta'  nazionale  per  gli  anni  2001-2005,
quantificato  in  80 milioni di euro per ciascun anno, e' corrisposto
alla  regione Sicilia mediante limiti di impegno quindicennali pari a
23 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2004, a 8 milioni di euro a
decorrere dall'anno 2005 e ad ulteriori 8 milioni di euro a decorrere
dall'anno  2006. Utilizzando la proiezione pluriennale di tale somma,
la  regione e' autorizzata a contrarre mutui di durata quindicennale.
L'erogazione del contributo e' subordinata alla redazione di un piano
economico  degli  investimenti  che  la  regione  Sicilia e' tenuta a
realizzare,  finalizzato all'aumento del rapporto tra PIL regionale e
PIL nazionale.
   7.  Entro  novanta  giorni  dalla  data di entrata in vigore della
presente  legge,  e'  avviata  con  la  regione  Valle d'Aosta-Vallee
d'Aoste  in  apposita sede tecnica la procedura, secondo le modalita'
previste  dallo statuto della regione medesima, per la definizione di
un'intesa  volta  a  regolare i rapporti finanziari tra lo Stato e la
regione   compresi   quelli   connessi  alle  competenze  in  materia
sanitaria.
   8.  Per la copertura del maggiore fabbisogno della spesa sanitaria
di  cui  all'articolo  101 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come
modificato  dall'articolo  52, comma 3, della legge 28 dicembre 2001,
n.  448,  quantificato  in  196  milioni  di euro annui, alla regione
Friuli  Venezia  Giulia  e' riconosciuta, a decorrere dall'anno 2003,
una maggiore compartecipazione ai tributi statali di pari importo.
   9.  Al  fine  di  regolare i rapporti finanziari tra lo Stato e la
regione  Friuli  Venezia Giulia conseguenti al trasferimento a carico
dello  Stato degli oneri connessi al personale e alle funzioni ATA di
cui  all'articolo  8  della  legge  3  maggio  1999,  n. 124, nonche'
all'assegnazione  alle  province  dell'imposta  sulle  formalita'  di
trascrizione,  iscrizione  e  annotazione  dei  veicoli  al  pubblico
registro  automobilistico  (PRA)  di  cui all'articolo 56 del decreto
legislativo  15  dicembre  1997, n. 446, e all'assegnazione agli enti
locali  dell'aumento  dell'addizionale  provinciale  e  comunale  sul
consumo  di  energia  elettrica,  di cui all'articolo 6, comma 2, del
decreto-legge   28   novembre   1988,   n.   511,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  27 gennaio 1989, n. 20, come sostituito
dall'articolo  10,  comma  9,  della legge 13 maggio 1999, n. 133, la
compartecipazione  ai  tributi  statali  della regione Friuli Venezia
Giulia  e'  ridotta,  a  decorrere  dall'anno  2003,  per  un importo
complessivo di 49 milioni di euro annui.
   10.  All'articolo  49,  primo  comma,  numero  4),  dello  statuto
speciale  della  regione  Friuli  Venezia  Giulia,  di cui alla legge
costituzionale  31 gennaio 1963, n. 1, e successive modificazioni, le
parole: "sei decimi" sono sostituite dalle seguenti: "otto decimi" in
attuazione dei commi 8 e 9.
   11.  Restano  fermi  i  limiti  di impegno di 13 milioni di euro a
decorrere  dall'anno  2002  e  di  25,82  milioni di euro a decorrere
dall'anno  2003  stabiliti  dall'articolo 101 della legge 23 dicembre
2000,  n. 388, come modificato dall'articolo 52, comma 3, della legge
28  dicembre  2001, n. 448, limitatamente ai mutui gia' assunti dalla
regione.
   12.  Ai  fini  della definizione dei rapporti finanziari pregressi
tra  lo  Stato e la regione Friuli Venezia Giulia le devoluzioni alla
regione  sono  ridotte dell'importo di euro 54 milioni. Detto importo
e'  pari  alla  differenza  tra  i  crediti  dello Stato, di cui alla
normativa  richiamata  al  comma  9,  relativi  alle risorse connesse
all'attribuzione  alle  province  dell'imposta  sulle  formalita'  di
trascrizione,  iscrizione  e  annotazione dei veicoli al PRA relativa
agli    anni    1999-2002,    all'assegnazione   agli   enti   locali
dell'incremento  dell'addizionale  provinciale e comunale sul consumo
di  energia  elettrica  relativa  agli  anni  2000-2002, nonche' alle
risorse  relative  alle  funzioni  e  al  personale  ATA per gli anni
2000-2002,  e  i  debiti  dello  Stato  per la copertura del maggiore
fabbisogno  sanitario relativo all'anno 2000. La riduzione e' operata
in  misura  pari a euro 14 milioni nell'anno 2003 e a euro 20 milioni
in ciascuno degli anni 2004 e 2005.
   13.  La  regione  Friuli  Venezia  Giulia  puo'  destinare a spese
d'investimento  per lo sviluppo dei settori produttivi gli importi ad
essa  spettanti ai sensi dell'articolo 11 della legge 9 gennaio 1991,
n. 10, e dell'articolo 12, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 1993,
n. 537.
   14.   Nel  caso  in  cui  dovesse  verificarsi  una  significativa
modificazione  del  quadro  finanziario di riferimento, lo Stato e la
regione  Friuli Venezia Giulia provvedono alla revisione dei rapporti
regolati   dal  presente  articolo,  secondo  le  procedure  previste
dall'articolo  63, quinto comma, dello statuto speciale della regione
Friuli  Venezia  Giulia,  di cui alla legge costituzionale 31 gennaio
1963.
   15.  Qualora gli enti territoriali ricorrano all'indebitamento per
finanziare  spese  diverse  da  quelle di investimento, in violazione
dell'articolo  119  della  Costituzione,  i relativi atti e contratti
sono  nulli.  Le  sezioni  giurisdizionali  regionali della Corte dei
conti  possono  irrogare  agli  amministratori,  che hanno assunto la
relativa  delibera, la condanna ad una sanzione pecuniaria pari ad un
minimo  di cinque e fino ad un massimo di venti volte l'indennita' di
carica percepita al momento di commissione della violazione.
                               Art. 31
               Disposizioni varie per gli enti locali

  1.  I  trasferimenti  erariali per l'anno 2003 di ogni singolo ente
locale  sono  determinati  in  base  alle  disposizioni  recate dagli
articoli  24  e 27 della legge 28 dicembre 2001, n. 448. L'incremento
delle    risorse,   pari   a   151   milioni   di   euro,   derivante
dall'applicazione del tasso programmato di inflazione per l'anno 2003
alla  base di calcolo definita dall'articolo 49, comma 6, della legge
27  dicembre  1997, n. 449, e' distribuito secondo i criteri e per le
finalita'  di  cui all'articolo 31, comma 11, della legge 23 dicembre
1998,  n. 448. Sono definitivamente attribuiti al fondo ordinario gli
importi di cui all'articolo 49, comma 1, lettere a) e c), della legge
27  dicembre  1997  n. 449, e di cui all'articolo 1, comma 164, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662.
  2.  Per  l'anno  2003  e'  attribuito  un contributo statale di 300
milioni  di  euro che, previa attribuzione dell'importo di 20 milioni
di  euro  a  favore  delle  unioni di comuni e di 5 milioni di euro a
favore delle comunita' montane ad incremento del contributo di cui al
comma  6,  per  il  50 per cento e' destinato ad incremento del fondo
ordinario  e  per  il  restante 50 per cento e' distribuito secondo i
criteri  e  per  le finalita' di cui all'articolo 31, comma 11, della
legge   23   dicembre   1998,   n.  448.  Ai  fini  dell'applicazione
dell'articolo  9, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1997, n.
244,  nel  calcolo  delle risorse e' considerato il fondo perequativo
degli squilibri di fiscalita' locale.
  3.  Fino alla revisione del sistema dei trasferimenti erariali agli
enti  locali,  salvo quanto previsto dall'articolo 47, comma 1, della
legge  27  dicembre  1997  n. 449, e dall'articolo 66, comma 1, della
legge  23  dicembre  2000,  n.  388, le erogazioni di contributi e di
altre  assegnazioni  per  gli  enti  locali  sono disposte secondo le
modalita'  individuate  con  il  decreto del Ministro dell'interno 21
febbraio  2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 7 marzo
2002.
  4.  Per  l'anno 2003 la dotazione del fondo nazionale ordinario per
gli  investimenti,  di  cui  all'articolo  34,  comma  3, del decreto
legislativo  30 dicembre 1992, n. 504, e' incrementata di complessivi
60 milioni di euro.
  5.  Per  l'anno  2003  ai  comuni con popolazione inferiore a 3.000
abitanti e' concesso un contributo a carico del bilancio dello Stato,
entro  il  limite di 25.000 euro per ciascun ente, fino ad un importo
complessivo  di  112  milioni  di euro, per le medesime finalita' dei
contributi  attribuiti a valere sul fondo nazionale ordinario per gli
investimenti.
  6.  Per l'anno 2003 il contributo spettante alle unioni di comuni e
alle  comunita'  montane  svolgenti  esercizio  associato di funzioni
comunali e' incrementato di 25 milioni di euro. PERIODO SOPPRESSO DAL
D.L.  31 MARZO 2003, N. 50, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI DALLA L. 20
MAGGIO 2003, N. 116.
  7.  Allo  scopo  di  realizzare soluzioni integrate per lo sviluppo
delle   attivita'   di   controllo   del   territorio  finalizzate  a
incrementare la sicurezza dei cittadini secondo modelli di polizia di
prossimita':
a) l'incremento  del contributo destinato all'unione di comuni di cui
   al  comma  6  eaumentato  di  ulteriori  5  milioni  di  euro  per
   l'esercizio  in  forma  congiunta  dei servizi di 'polizia locale,
   destinati a finalita' di investimento;
b) gli  enti  locali, nell'ambito dei propri poteri pianificatori del
   territorio,  possono  prevedere  che le sedi di servizio e caserme
   occorrenti  per  la  realizzazione  dei  presidi  di polizia siano
   inserite tra le opere di urbanizzazione secondaria. A tal fine, il
   decreto  ministeriale di cui all'articolo 41-quinquies della legge
   17  agosto 1942, n. 1150, puo' prevedere, su proposta del Ministro
   dell'  interno,  la  quantita'  complessiva  di  spazi pubblici da
   destinare prioritariamente all'insediamento delle predette sedi di
   servizio o caserme;
c) l'Amministrazione     della     pubblica     sicurezza    provvede
   all'adeguamento   funzionale   ed   all'avvio   del  programma  di
   ridislocazione   dei  presidi  di  polizia,  contestualmente  alla
   progressiva  ridotazione  delle risorse occorrenti, determinate in
   25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.
  8.  Per  l'anno  2003 l'aliquota di compartecipazione dei comuni al
gettito  dell'IRPEF  di  cui all'articolo 67, comma 3, della legge 23
dicembre  2000,  n.  388,  come sostituito dall'articolo 25, comma 5,
della  legge  28 dicembre 2001, n. 448, e' stabilita nella misura del
6,5  per  cento. Per lo stesso anno 2003 e' istituita per le province
una  compartecipazione  al gettito dell'IRPEF nella misura dell'1 per
cento  del  riscosso  in  conto competenza affluito al bilancio dello
Stato  per  l'esercizio  2002, quali entrate derivanti dall'attivita'
ordinaria  di  gestione iscritte al capitolo 1023. Per le province si
applicano  le  modalita'  di riparto e di attribuzione previste per i
comuni dalla richiamata normativa. (11)(23)(35)(41)(45)(49)(55)((58))
  9.  Al  comma  6  dell'articolo 67 della legge 23 dicembre 2000, n.
388,  dopo le parole: "Per i comuni" sono inserite le seguenti: "e le
province"  e,  alla  fine  del  periodo,  le  parole: "e comuni" sono
sostituite dalle seguenti: ", province e comuni".
  10.  A  decorrere  dal  1  gennaio  2003,  le  basi  di calcolo dei
sovracanoni di cui all'articolo 27, comma 10, della legge 28 dicembre
2001, n. 448, sono fissate rispettivamente in 18 euro e 4,50 euro.
  11.  Fermo  restando  quanto  previsto per l'anno 2002 dal comma 11
dell'articolo   53  della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  come
sostituito  dall'articolo  26 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, a
decorrere dall'anno 2003, il fondo per lo sviluppo degli investimenti
degli  enti  locali  di cui all'articolo 28, comma 1, lettera c), del
decreto   legislativo  30  dicembre  1992,  n.  504,  e'  determinato
annualmente  nella  misura necessaria all'attribuzione dei contributi
sulle  rate  di  ammortamento  dei mutui ancora in essere e dei mutui
contratti  o concessi ai sensi dell'articolo 46-bis del decreto-legge
23  febbraio  1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge
22 marzo 1995, n. 85.
  12.  Nei  confronti  degli  enti  locali  per  i  quali,  a  motivo
dell'inesistenza o insufficienza dei trasferimenti erariali spettanti
per  gli  anni  1999  e seguenti, non si e' reso possibile operare in
tutto  o  in  parte  le  riduzioni  dei  trasferimenti previste dalle
disposizioni  di  cui  all'articolo  61  del  decreto  legislativo 15
dicembre  1997,  n. 446, all'articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n.
124, e all'articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133,
al completamento di tali riduzioni si provvede:
a) per  i comuni, per l'anno 2003, in sede di erogazione da parte del
   Ministero  dell'interno  della  compartecipazione al gettito IRPEF
   2003  di cui all'articolo 67 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
   nella  misura  stabilita  dal  comma 8 del presente articolo o, in
   caso di insufficienza della quota di compartecipazione, in sede di
   erogazione   delle  somme  eventualmente  spettanti  a  titolo  di
   addizionale all'IRPEF. Le somme cosi' recuperate sono portate, con
   apposito  decreto  del  Ministro  dell'interno,  in  aumento della
   dotazione  del  pertinente capitolo 1316 dello stato di previsione
   del proprio Ministero, ai sensi dell'articolo 2 comma 4-quinquies,
   della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni;
b) per  le  province,  a  decorrere  dall'anno  2003,  all'atto della
   devoluzione alle stesse del gettito d'imposta RC auto da parte dei
   concessionari  e  sulla base degli importi all'uopo comunicati per
   ciascuna provincia dal Ministero dell'interno. Le somme recuperate
   sono  annualmente versate all'entrata del bilancio dello Stato per
   essere  successivamente  riassegnate,  con  decreto  del  Ministro
   dell'economia  e  delle finanze, al pertinente capitolo 1316 dello
   stato di previsione del Ministero dell'interno. (53)
  13.  Con  decreto  del  Ministro  dell'interno,  di concerto con il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, da emanare entro sessanta
giorni  dalla  data  di  entrata in vigore della presente legge, sono
stabiliti   i   criteri  e  le  modalita'  per  l'applicazione  delle
disposizioni di cui al comma 12. (53)
  14.  Per  il recupero di somme a qualunque titolo dovute dagli enti
locali,  il  Ministero  dell'interno  e'  autorizzato  a  decurtare i
trasferimenti erariali spettanti nella misura degli importi dovuti o,
in  caso  di insufficienza dei trasferimenti, a prelevare gli importi
dalle  somme  spettanti  a  titolo  di  compartecipazione  al gettito
dell'IRPEF.  E  fatta  salva  la facolta', su richiesta dell'ente, di
procedere alla rateizzazione fino a tre anni degli importi dovuti, ai
sensi  dell'articolo  8, comma 3, del decreto-legge 1 luglio 1986, n.
318,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 9 agosto 1986, n.
488,  e  successive  modificazioni, ovvero, in caso di incapienza dei
trasferimenti   erariali   e   delle  somme  spettanti  a  titolo  di
compartecipazione   al   gettito   dell'IRPEF,   di   procedere  alla
rateizzazione   in   dieci   annualita'   decorrenti   dall'esercizio
successivo  a  quello della determinazione definitiva dell'importo da
recuperare.
  15.  In  attesa  che  venga data attuazione al titolo V della parte
seconda  della  Costituzione  e  che  venga  formulata la proposta al
Governo dall'Alta Commissione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera
b),  della  presente  legge,  in  ordine  ai  principi  generali  del
coordinamento  della  finanza  pubblica  e del sistema tributario, le
disposizioni  del  titolo  VIII  della parte II del testo unico delle
leggi   sull'ordinamento   degli  enti  locali,  di  cui  al  decreto
legislativo  18 agosto 2000, n. 267, che disciplinano l'assunzione di
mutui  per  il  risanamento  dell'ente  locale dissestato, nonche' la
contribuzione  statale sul relativo onere di ammortamento non trovano
applicazione  nei confronti degli enti locali che hanno deliberato lo
stato  di  dissesto  finanziario a decorrere dalla data di entrata in
vigore della legge costituzionale n. 3 del 2001. Resta ferma per tali
enti la facolta' di assumere mutui, senza oneri a carico dello Stato,
per il finanziamento di passivita' correlate a spese di investimento,
nonche'  per  il  ripiano  di  passivita'  correlate a spese correnti
purche'  queste  ultime  siano  maturate  entro la data di entrata in
vigore della legge costituzionale n. 3 del 2001. Al fine di agevolare
la  gestione  liquidatoria  degli  enti  locali  in stato di dissesto
finanziario,  dichiarato  a decorrere dalla data di entrata in vigore
della  legge costituzionale n. 3 del 2001 e fino al 31 dicembre 2003,
e'  stanziata  la  somma  annua  di  600.000  euro  per  il  triennio
2004-2006.  Il  contributo annuale spettante al singolo ente, erogato
dal  Ministero  dell'interno  in  base alla popolazione residente, e'
acquisito  ed utilizzato dall'organo straordinario della liquidazione
per il finanziamento della massa passiva rilevata.
  16.  In  deroga  alle  disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della
legge 27 luglio 2000. n. 212, concernente l'efficacia temporale delle
norme  tributarie,  i  termini  per  la liquidazione e l'accertamento
dell'imposta  comunale  sugli  immobili,  che  scadono il 31 dicembre
2002,   sono  prorogati  al  31  dicembre  2003,  limitatamente  alle
annualita' d'imposta 1998 e successive.
  17.  All'articolo  8,  comma  1,  lettera  d),  de decreto-legge 27
ottobre  1995,  n. 444, convertito, con modificazioni, dalla legge 20
dicembre  1995,  n.  539,  come modificato dall'articolo 53, comma 6,
della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388, i numeri 4) e 4-bis) sono
sostituiti  dai  seguenti: "4) anno 2003 per i comuni con popolazione
da  3.000  a  4.999  abitanti;  4-bis)  anno  2004  per  i comuni con
popolazione inferiore a 3.000 abitanti".
  18.  L'esenzione  degli immobili destinati ai compiti istituzionali
posseduti  dai  consorzi tra enti territoriali, prevista all'articolo
7,  comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
504,  ai fini dell'imposta comunale sugli immobili, si deve intendere
applicabile anche ai consorzi tra enti territoriali ed altri enti che
siano individualmente esenti ai sensi della stessa disposizione.
  19.  PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO,
CON  MODIFICAZIONI,  DALLA  L.  6  AGOSTO 2008, N. 133. L'INPS, sulla
scorta   dei   dati   delCasellario   delle   pensioni,  comunica  le
informazioni  ricevute  dai comuni agli enti erogatori di trattamenti
pensionistici  per gli adempimenti di competenza. Il Casellario delle
pensioni mette a disposizione dei comuni le proprie banche dati.
  20.  I comuni, quando attribuiscono ad un terreno la natura di area
fabbricabile,  ne  danno  comunicazione  al  proprietario a mezzo del
servizio  postale  con  modalita'  idonee  a  garantirne  l'effettiva
conoscenza da parte del contribuente.
  21.  All'articolo  11, comma 1, lettera a), del regolamento recante
norme  per  la  elaborazione  del metodo normalizzato per definire la
tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158, le
parole: "tre anni" sono sostituite dalle seguenti: "quattro anni".
  22. Le disposizioni previste dall'articolo 27, comma 2, della legge
29  aprile 1949, n. 264, e successive modificazioni, non si intendono
applicabili  per  le esigenze dirette a sopperire, per un periodo non
superiore a quindici giorni, alle necessita' di erogazione di servizi
pubblici essenziali da parte degli enti territoriali.
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AGGIORNAMENTO (11)
  La L. 24 dicembre 2003, n. 350 ha disposto (con l'art. 2, comma 18)
che  "Sono  confermate  per l'anno 2004 le disposizioni in materia di
compartecipazione provinciale e comunale al gettito dell'IRPEF di cui
all'articolo 31, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289".
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AGGIORNAMENTO (23)
  La L. 30 dicembre 2004, n. 311 ha disposto (con l'art. 1, comma 65)
che  le  disposizioni  in  materia di compartecipazione provinciale e
comunale al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di
cui al presente articolo comma 8, sono prorogate per l'anno 2005.
---------------
AGGIORNAMENTO (35)
  La  L.  23  dicembre 2005, n. 266, ha disposto (con l'art. 1, comma
152)  che le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale
e  comunale al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
di  cui  al  comma 8 del suddetto articolo, sono prorogate per l'anno
2006.
---------------
AGGIORNAMENTO (41)
  La  L.  27  dicembre 2006, n. 296, ha disposto (con l'art. 1, comma
697)  che le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale
al  gettito  dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui al
comma 8, del presente articolo sono prorogate per l'anno 2007.
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AGGIORNAMENTO (45)
  La  L. 24 dicembre 2007, n. 244 ha disposto (con l'art. 2, comma 3)
che  le  disposizioni  in materia di compartecipazione provinciale al
gettito  dell'imposta  sul  reddito  delle  persone fisiche di cui al
comma 8 sono prorogate per l'anno 2008.
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AGGIORNAMENTO (49)
  Il  D.L. 7 ottobre 2008, n. 154, convertito con modificazioni dalla
L.  4  dicembre 2008, n. 189, ha disposto (con l'art. 2-quater, comma
3) che le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale al
gettito  dell'imposta  sul  reddito  delle  persone fisiche di cui al
comma 8 del presente articolo sono prorogate per l'anno 2009.
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AGGIORNAMENTO (53)
  La  L.  23  dicembre 2009, n. 191, ha disposto (con l'art. 2, comma
231)  che le somme di cui al presente articolo, commi 12 e 13, ancora
dovute  al  31  dicembre  2009,  a far data dal 1° gennaio 2010, sono
versate  in venti annualita', con la maggiorazione degli interessi al
tasso  legale.  Il  Ministero  dell'interno fa pervenire, entro il 31
marzo  2010,  agli  enti interessati il nuovo piano di estinzione del
debito residuo.
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AGGIORNAMENTO (55)
  Il  D.L.  25 gennaio 2010, n. 2, convertito con modificazioni dalla
L. 26 marzo 2010, n. 42, ha disposto (con l'art. 4, comma 3) che sono
prorogate   per   l'anno   2010   le   disposizioni   in  materia  di
compartecipazione  provinciale  al  gettito  dell'imposta sul reddito
delle  persone  fisiche  di cui all'articolo 31, comma 8, della legge
289/2002.
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AGGIORNAMENTO (58)
  Il  D.L.  29  dicembre  2010,  n. 225, convertito con modificazioni
dalla  L.  26  febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con l'art. 2, comma
45)  che sono prorogate per l'anno 2011 le disposizioni in materia di
compartecipazione  provinciale  al  gettito  dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche di cui al presente articolo, comma 8.
                              Art. 32.
                (Flussi di tesoreria e dati di cassa)

   1.  Per il triennio 2003-2005 conservano validita' le disposizioni
di cui all'articolo 66, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 2000, n.
388.((23))
   2. In relazione all'esigenza di definire i risultati trimestrali e
annuali dei conti pubblici per la predisposizione del conto economico
delle pubbliche amministrazioni, a decorrere dalla data di entrata in
vigore  della  presente  legge, il termine di invio dei dati cumulati
della  gestione  di  cassa  che  le  regioni  e  gli enti del settore
pubblico  di cui all'articolo 25 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive    modificazioni,    devono   trasmettere   al   Ministero
dell'economia   e  delle  finanze  -  Dipartimento  della  Ragioneria
generale dello Stato, ai sensi dell'articolo 30 della citata legge n.
468  del 1978, e' fissato al 20 del mese successivo alla scadenza del
periodo di riferimento.
   3. Ai soli fini di consentire l'elaborazione dei conti consolidati
di  settore  e  definire  i risultati annuali e trimestrali dei conti
pubblici, gli obblighi informativi di cui al comma 2 sono estesi agli
enti previdenziali trasformati in associazioni o fondazioni, ai sensi
del  decreto  legislativo  30  giugno  1994,  n.  509,  e  successive
modificazioni,  e  agli enti previdenziali di categorie professionali
costituiti ai sensi del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103,
ferma restando la loro autonomia patrimoniale e gestionale.
   4.  Per  l'esercizio in corso alla data di entrata in vigore della
presente  legge,  le  imprese  individuali con volume di affari annuo
fino  a  75.000  euro  che  svolgono  attivita' nei piccoli comuni di
montagna  con  popolazione fino a 1.000 abitanti, non turistici o che
abbiano   avuto  una  riduzione  media  della  popolazione  residente
nell'ultimo  triennio,  possono dedurre dal reddito d'impresa, fino a
concorrenza dello stesso, l'importo di 3.000 euro.
   5.  Nel  primo periodo del comma 2 dell'articolo 14 della legge 28
dicembre   2001,  n.  448,  le  parole:  "117.797.672,84  euro"  sono
sostituite dalle seguenti: "159.114.224,77 euro".
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AGGIORNAMENTO (23)
  La L. 30 dicembre 2004, n. 311 ha disposto (con l'art. 1, comma 18)
che per il triennio 2005-2007 i soggetti titolari di conti correnti e
di  contabilita'  speciali  aperti  presso  la Tesoreria dello Stato,
inseriti  nell'elenco  1  allegato  alla  legge 311/2004, non possono
effettuare   prelevamenti  dai  rispettivi  conti  aperti  presso  la
Tesoreria dello Stato superiori all'importo cumulativamente prelevato
alla  fine  di  ciascun bimestre dell'anno precedente aumentato del 2
per cento.
CAPO II
ONERI DI PERSONALE
                              Art. 33.
      (Rinnovi contrattuali e disposizioni sul controllo della
                     contrattazione integrativa)

   1.  Ai  fini  di  quanto  disposto  dall'articolo 48, comma 1, del
decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  le  risorse  per la
contrattazione  collettiva nazionale previste dall'articolo 16, comma
1,  della  legge  28  dicembre  2001,  n.  448, a carico del bilancio
statale,  sono  incrementate,  a  decorrere  dall'anno  2003,  di 570
milioni   di   euro   da  destinare  anche  all'incentivazione  della
produttivita'.  All'articolo 16, comma 1, primo periodo, della citata
legge  n.  448  del  2001,  le  parole:  "per ciascuno degli anni del
biennio" sono sostituite dalle seguenti: "dall'anno 2003".
   2.  Le  risorse previste dall'articolo 16, comma 2, della legge 28
dicembre  2001, n. 448, per corrispondere i miglioramenti retributivi
al personale statale in regime di diritto pubblico sono incrementate,
a  decorrere  dall'anno  2003,  di  208  milioni  di euro, di cui 185
milioni  di  euro  da destinare ai trattamenti economici, finalizzati
anche  all'incentivazione  della  produttivita',  del personale delle
Forze  armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12
maggio   1995,   n.   195,   e   successive  modificazioni,  mediante
l'attivazione  delle apposite procedure previste dallo stesso decreto
legislativo  n. 195 del 1995. A decorrere dall'anno 2003 e' stanziata
una  ulteriore somma di 22 milioni di euro, di cui 15 milioni di euro
da  destinare  ai  dirigenti  delle  Forze  armate  e  delle Forze di
polizia,  osservate  le  procedure  di  cui all'articolo 19, comma 4,
della legge 28 luglio 1999, n. 266, 5 milioni di euro da destinare ai
funzionari  della  carriera  prefettizia  e  2  milioni  di  euro  da
destinare  al  personale  della  carriera  diplomatica. In aggiunta a
quanto  previsto  dall'articolo  16, comma 4, della legge 28 dicembre
2001,  n.  448,  per  la  progressiva  attuazione del disposto di cui
all'articolo  7  della  legge 29 marzo 2001, n. 86, sono stanziate le
ulteriori somme di 50 milioni di euro per l'anno 2003, di 150 milioni
di  euro  per  l'anno  2004  e  di  500  milioni  di euro a decorrere
dall'anno  2005.  Fino a quando non saranno approvate le norme per il
riordinamento della dirigenza del personale delle Forze di polizia ad
ordinamento  civile  e  degli ufficiali di grado corrispondente delle
Forze  di  polizia  ad  ordinamento militare e delle Forze armate, in
armonia con i trattamenti economici della dirigenza pubblica e tenuto
conto  delle  disposizioni  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,  sono stanziati 35 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003,
2004  e  2005,  al  fine  di  assicurare  una graduale valorizzazione
dirigenziale  dei  trattamenti economici dei funzionari del ruolo dei
commissari  e  qualifiche o gradi corrispondenti della stessa Polizia
di  Stato,  delle  altre Forze di polizia e delle Forze armate, anche
attraverso  l'attribuzione di trattamenti perequativi da disporre con
decreto  del  Ministro  per  la funzione pubblica, di concerto con il
Ministro  dell'economia  e  delle finanze, il Ministro dell'interno e
gli altri Ministri interessati.
   3.  Le  somme  di  cui  ai  commi  1  e 2, comprensive degli oneri
contributivi  ai  fini  previdenziali  e dell'imposta regionale sulle
attivita'  produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n.   446,   costituiscono   l'importo   complessivo  massimo  di  cui
all'articolo  11,  comma 3, lettera h), della legge 5 agosto 1978, n.
468, e successive modificazioni.
   4.  Ai sensi dell'articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo  2001, n. 165, gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per
il  biennio  2002-2003 del personale dei comparti degli enti pubblici
non  economici,  delle regioni e delle autonomie locali, del Servizio
sanitario  nazionale,  delle  istituzioni  e  degli enti di ricerca e
sperimentazione,   delle  universita',  nonche'  degli  enti  di  cui
all'articolo  70,  comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,  e  successive  modificazioni, e gli oneri per la corresponsione
dei miglioramenti economici al personale di cui all'articolo 3, comma
2,   del   predetto   decreto   legislativo,   sono  a  carico  delle
amministrazioni  di  competenza  nell'ambito delle disponibilita' dei
rispettivi  bilanci.  I comitati di settore, in sede di deliberazione
degli  atti  di  indirizzo  previsti  dall'articolo  47, comma 1, del
decreto  legislativo  30  marzo 2001, n. 165, si attengono ai criteri
previsti per il personale delle amministrazioni di cui al comma 1 del
presente  articolo  e  provvedono  alla quantificazione delle risorse
necessarie   per   l'attribuzione  dei  medesimi  benefici  economici
individuando   le   quote   da   destinare  all'incentivazione  della
produttivita'.
   5.  Al quarto periodo del comma 3-ter dell'articolo 39 della legge
27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, dopo le parole:
"per  gli  enti pubblici non economici" sono inserite le seguenti: "e
per gli enti e le istituzioni di ricerca".
   6.  A decorrere dal 1 gennaio 2003, in relazione alla peculiarita'
dell'attivita'  svolta nel soccorso tecnico urgente dal personale del
settore aeronavigante e dal personale specialista del Corpo nazionale
dei   vigili   del   fuoco,   che   richiede   elevati   livelli   di
specializzazione  in  rapporto alle accresciute esigenze di sicurezza
del  Paese, ed anche al fine di garantire il progressivo allineamento
alle  indennita'  corrisposte al personale specialista delle Forze di
polizia,  le  risorse di cui al comma 2, lettera d), dell'articolo 47
del  contratto  collettivo nazionale di lavoro del comparto aziende e
amministrazioni  autonome  dello Stato del 24 maggio 2000, pubblicato
nel  supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  n. 142 del 20
giugno 2000, sono incrementate di euro 1.640.000 e di euro 290.000 da
destinare,   con   modalita'   e  criteri  da  definire  in  sede  di
contrattazione  integrativa,  rispettivamente  ai profili del settore
aeronavigante  del  Corpo  nazionale  dei  vigili del fuoco istituiti
dall'articolo  28  dello  stesso contratto collettivo nazionale ed al
personale in possesso di specializzazione di sommozzatore in servizio
presso  le  sedi  di  nucleo. Per le medesime finalita' sono altresi'
incrementate le risorse di cui al comma 1 del presente articolo di un
importo  pari a euro 1.070.000 da destinare al trattamento accessorio
dei  padroni di barca, motoristi navali e dei comandanti di altura in
servizio  nei  distaccamenti  portuali del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco.
   7. A decorrere dal 1 gennaio 2003, le risorse da far confluire nel
fondo  unico di amministrazione, di cui all'articolo 31 del contratto
collettivo  nazionale  di  lavoro  del  16 febbraio 1999, relativo al
personale   del   comparto   ministeri,  pubblicato  nel  supplemento
ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  n.  46  del  25  febbraio 1999,
istituito presso il Ministero della giustizia, sono incrementate di 4
milioni  di  euro  per l'anno 2003 e di 6 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2004, da utilizzare per riconoscere al personale delle aree
funzionali dell'amministrazione penitenziaria preposto alla direzione
degli istituti penitenziari, degli ospedali psichiatrici giudiziari e
dei  centri  di  servizio sociale per adulti uno specifico emolumento
inteso   a   compensare   i  rischi  e  le  responsabilita'  connesse
all'espletamento delle attivita' stesse.
                                Art. 34
                  Organici, assunzioni di personale e
             razionalizzazione di enti e organismi pubblici

     1. Le amministrazioni pubbliche di cui agli articoli 1, comma 2,
   e  70,  comma  4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
   successive modificazioni, ad esclusione dei comuni con popolazione
   inferiore a 3.000 abitanti, provvedono alla rideterminazione delle
   dotazioni organiche sulla base dei principi di cui all'articolo 1,
   comma  1,  del  predetto  decreto  legislativo e, comunque, tenuto
   conto:
      a)  del  processo  di  riforma delle amministrazioni in atto ai
   sensi   della   legge   15   marzo   1997,  n.  59,  e  successive
   modificazioni,  della  legge  6 luglio 2002. n. 137, nonche' delle
   disposizioni  relative  al  riordino  e  alla razionalizzazione di
   specifici settori;
      b)  dei  processi  di  trasferimento di funzioni alle regioni e
   agli  enti  locali  derivanti dall'attuazione della legge 15 marzo
   1997,   n.   59,   e   successive  modificazioni,  e  dalla  legge
   costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
      c)  di  quanto previsto dal capo III del titolo III della legge
   28 dicembre 2001, n. 448.
     2.  In sede di applicazione delle disposizioni di cui al comma 1
   e'  assicurato  il  principio  dell'invarianza  della  spesa  e le
   dotazioni organiche rideterminate non possono comunque superare il
   numero  dei posti di organico complessivi vigenti alla data del 29
   settembre 2002.
     3. Sino al perfezionamento dei provvedimenti di rideterminazione
   di  cui  al  comma 1, le dotazioni organiche sono provvisoriamente
   individuate  in  misura pari ai posti coperti al 31 dicembre 2002,
   tenuto  anche  conto  dei  posti  per  i  quali  alla  stessa data
   risultino  in  corso di espletamento procedure di reclutamento, di
   mobilita'  o  di  riqualificazione del personale. Sono fatti salvi
   gli  effetti derivanti dall'applicazione dell'articolo 3, comma 7,
   ultimo  periodo,  della  legge 15 luglio 2002, n. 145, nonche' dai
   provvedimenti  di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
   previsti  dalla  legge  6  luglio  2002,  n. 137, gia' formalmente
   avviati  alla  data  del  31 dicembre 2002, e dai provvedimenti di
   indisponibilita' emanati in attuazione dell'articolo 52, comma 68,
   della  legge  28  dicembre  2001,  n.  448,  e  registrati  presso
   l'ufficio  centrale  del  bilancio  entro  la predetta data del 31
   dicembre 2002.
     4.  Per  l'anno 2003 alle amministrazioni di cui al comma 1, ivi
   comprese  le Forze armate, i Corpi di polizia e il Corpo nazionale
   dei  vigili del fuoco, e' fatto divieto di procedere ad assunzioni
   di  personale  a tempo indeterminato, fatte salve le assunzioni di
   personale  relative  a  figure  professionali non fungibili la cui
   consistenza  organica non sia superiore all'unita', nonche' quelle
   relative  alte categorie protette. Per le Forze armate, i Corpi di
   polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco sono fatte salve
   le  assunzioni  autorizzate  per  l'anno 2002 sulla base dei piani
   annuali  e  non  ancora  effettuate alla data di entrata in vigore
   della    presente   legge   nonche'   quelle   connesse   con   la
   professionalizzazione   delle  Forze  armate  di  cui  al  decreto
   legislativo 8 maggio 2001, n. 215, nel limite degli oneri indicati
   dalla legge 14 novembre 2000, n. 331.
     5.  In  deroga  al  divieto  di  cui  al comma 4, per effettive,
   motivate   e   indilazionabili   esigenze  di  servizio  e  previo
   esperimento delle procedure di mobilita', le amministrazioni dello
   Stato anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, gli enti pubblici
   non  economici,  le  universita'  e  gli  enti  di ricerca possono
   procedere  ad assunzioni nel limite di un contingente di personale
   complessivamente  corrispondente ad una spesa annua lorda a regime
   pari  a 220 milioni di euro. A tale fine e' costituito un apposito
   fondo   nello  stato  di  previsione  della  spesa  del  Ministero
   dell'economia  e  delle  finanze  con  uno  stanziamento pari a 80
   milioni  di  euro  per  l'anno  2003  e  a  220  milioni di euro a
   decorrere dall'anno 2004.
     6.  Le  deroghe  di  cui  al comma 5 sono autorizzate secondo la
   procedura  di  cui  all'articolo  39,  comma 3-ter, della legge 27
   dicembre  1997,  n.  449,  e successive modificazioni. Nell'ambito
   delle   procedure   di   autorizzazione   delle   assunzioni,   e'
   prioritariamente   considerata   l'immissione  in  servizio  degli
   addetti  a  compiti  connessi alla sicurezza pubblica, al rispetto
   degli  impegni  internazionali, alla difesa nazionale, al soccorso
   tecnico  urgente,  alla  prevenzione  e vigilanza antincendi, alla
   ricerca  scientifica  e  tecnologica, al settore della giustizia e
   alla  tutela dei beni culturali, nonche' dei vincitori di concorsi
   espletati  alla data del 29 settembre 2002 e di quelli in corso di
   svolgimento   alla   medesima   data   che  si  concluderanno  con
   l'approvazione  della  relativa  graduatoria di merito entro e non
   oltre il 31 dicembre 2002. Per le Forze armate, i Corpi di polizia
   e  il  Corpo  nazionale  dei  vigili  del  fuoco  le  richieste di
   assunzioni  sono  corredate  da  specifici programmi recanti anche
   l'indicazione  delle  esigenze piu' immediate e urgenti al fine di
   individuare,  ove  necessario, un primo contingente da autorizzare
   entro  il  31 gennaio 2003 a valere sulle disponibilita' del fondo
   di cui al comma 5.
     7.   Allo  scopo  di  conseguire  un  piu'  elevato  livello  di
   efficienza  ed  efficacia  nello  svolgimento  dei compiti e delle
   funzioni  istituzionali, la dotazione organica del Corpo nazionale
   dei  vigili  del  fuoco e' incrementata di 230 unita'. Con decreto
   del   Ministro   dell'interno,   di   concerto   con  il  Ministro
   dell'economia  e delle finanze, si provvede alla distribuzione per
   profili professionali delle predette unita' e contestualmente alla
   rideterminazione delle dotazioni organiche del Corpo nazionale dei
   vigili   del   fuoco  per  qualifiche  dirigenziali,  per  profili
   professionali, posizioni economiche e sedi di servizio, nel limite
   del  numero  dei posti dell'organico vigente come incrementato dal
   presente  comma  nonche' nel limite dei relativi oneri complessivi
   previsti  dal  presente  comma. Alla copertura dei posti derivanti
   dal  predetto  incremento  di  organico disponibili nel profilo di
   vigile  del  fuoco  si  provvede,  nella  misura del 75 per cento,
   mediante  l'assunzione degli idonei della graduatoria del concorso
   pubblico  a 184 posti di vigile del fuoco, indetto con decreto del
   Ministero dell'interno del 6 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta
   Ufficiale,  4^ serie speciale, n. 24 del 27 marzo 1998, che rimane
   valida  fino  al 31 dicembre 2005. Per il rimanente 25 per cento e
   per i posti eventualmente non coperti con la predetta graduatoria,
   si  provvede  con  gli  idonei  della graduatoria del concorso per
   titoli  a  173  posti di vigile del fuoco, indetto con decreto del
   Ministero  dell'interno  del  5  novembre  2001,  pubblicato nella
   Gazzetta Ufficiale, 4^ serie speciale, n. 92 del 20 novembre 2001.
   Gli  oneri derivanti dall'incremento della dotazione organica sono
   determinati   nel  limite  della  misura  massima  complessiva  di
   4.571.000  euro per l'anno 2003, di 7.044.000 euro per l'anno 2004
   e  di 7.421.000 euro a decorrere dall'anno 2005. Le assunzioni del
   personale   operativo   portato   in  aumento  vengono  effettuate
   nell'anno  2003  in  deroga  al  divieto di cui al comma 4 ed alle
   vigenti procedure di programmazione e di approvazione.
     8. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66)).
     9.  All'articolo  6,  comma 2, del decreto legislativo 12 maggio
   1995,  n.  199,  e  successive  modificazioni, dopo le parole: "in
   conseguenza  delle azioni criminose di cui all' articolo 82, comma
   1,  della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  ed alle leggi ivi
   richiamate"  sono  aggiunte  le  seguenti:  "ovvero per effetto di
   ferite o lesioni riportate nell'espletamento di servizi di polizia
   o di soccorso pubblico".
     10.  Le  disposizioni  di cui ai commi 1, 2 e 3 non si applicano
   alle  Forze  armate,  al  Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai
   Corpi  di  polizia  e  al  personale  della carriera diplomatica e
   prefettizia. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6 non
   si  applicano  ai magistrati ordinari, amministrativi e contabili,
   agli  avvocati  e  procuratori dello Stato e agli ordini e collegi
   professionali  e  alle  relative  federazioni  nonche' al compatto
   scuola,  per  il quale trovano applicazione le disposizioni di cui
   agli  articoli 22 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e 35 della
   presente  legge. Per le regioni e le autonomie locali, nonche' per
   gli   enti  del  Servizio  sanitario  nazionale  si  applicano  le
   disposizioni di cui al comma 11.
     11.  Ai  fini del concorso delle autonomie regionali e locali al
   rispetto  degli  obiettivi  di  finanza  pubblica, con decreti del
   Presidente  del  Consiglio  dei ministri da emanare entro sessanta
   giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore della presente legge,
   previo   accordo  tra  Governo;  regioni  e  autonomie  locali  da
   concludere  in  sede  di Conferenza unificata, sono fissati per le
   amministrazioni   regionali,  per  le  province  e  i  comuni  con
   popolazione  superiore  a 5.000 abitanti che abbiano rispettato le
   regole  del  patto  di stabilita' interno per l'anno 2002, per gli
   altri enti locali e per gli enti del Servizio sanitario nazionale,
   criteri  e  limiti  per  le  assunzioni  a tempo indeterminato per
   l'anno   2003.  Tali  assunzioni,  fatto  salvo  il  ricorso  alle
   procedure  di mobilita', devono, comunque, essere contenute, fatta
   eccezione  per il personale infermieristico del Servizio sanitario
   nazionale,  entro  percentuali non superiori al 50 per cento delle
   cessazioni  dal  servizio  verificatesi  nel  corso dell'anno 2002
   tenuto   conto,   in  relazione  alla  tipologia  di  enti,  della
   dimensione demografica, dei profili professionali del personale da
   assumere,   della   essenzialita'   dei  servizi  da  garantire  e
   dell'incidenza  delle  spese del personale sulle entrate correnti.
   Per  gli  enti  del  Servizio  sanitario  nazionale possono essere
   disposte  esclusivamente  assunzioni,  entro i predetti limiti, di
   personale   appartenente  al  ruolo  sanitario.  Non  puo'  essere
   stabilita, in ogni caso, una percentuale superiore al 20 per cento
   per  i  comuni  con  popolazione  superiore  a 5.000 abitanti e le
   province  che abbiano un rapporto dipendenti-popolazione superiore
   a   quello  previsto  dall'articolo  119,  comma  3,  del  decreto
   legislativo  25  febbraio 1995, n. 77, e successive modificazioni,
   maggiorato  del  30  per  cento  o la cui percentuale di spesa del
   personale  rispetto alle entrate correnti sia superiore alla media
   regionale per fasce demografiche. I singoli enti locali in caso di
   assunzioni  di  personale devono autocertificare il rispetto delle
   disposizioni  relative  al  patto di stabilita' interno per l'anno
   2002.  Fino  all'emanazione  dei  decreti di cui al presente comma
   trovano  applicazione  le  disposizioni  di  cui  al  comma 4. Nei
   confronti  delle province e dei comuni con popolazione superiore a
   5.000  abitanti  che non abbiano rispettato le regole del patto di
   stabilita' interno per l'anno 2002 rimane confermata la disciplina
   delle  assunzioni  a tempo indeterminato prevista dall'articolo 19
   della   legge  28  dicembre  2001,  n.  448.  In  ogni  caso  sono
   consentite,  previa  autocertificazione  degli enti, le assunzioni
   connesse al passaggio di funzioni e competenze alle regioni e agli
   enti  locali  il  cui onere sia coperto dai trasferimenti erariali
   compensativi della mancata assegnazione delle unita' di personale.
   Con  i  decreti di cui al presente comma e' altresi' definito, per
   le  regioni,  per  le autonomie locali e per gli enti del Servizio
   sanitario  nazionale,  l'ambito  applicativo delle disposizioni di
   cui  ai  commi  1,  2  e  3 del presente articolo. Con decreto del
   Ministero  delle  attivita'  produttive,  sono  individuati per le
   Camere  di  commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura  e
   l'Unioncamere  specifici indicatori volti a definire le condizioni
   di equilibrio economico-finanziario. (3) (22)
     12.  I  termini di validita' delle graduatorie per le assunzioni
   di  personale  presso  le amministrazioni pubbliche che per l'anno
   2003  sono  soggette  a  limitazioni delle assunzioni di personale
   sono  prorogati  di  un anno. La durata delle idoneita' conseguite
   nelle  procedure  di  valutazione  comparativa per la copertura di
   posti  di  professore  ordinario  e  associato di cui alla legge 3
   luglio 1998, n. 210, e' prorogata per l'anno 2003. All'articolo 16
   del  decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, dopo il comma 1
   e' aggiunto il seguente:
   "1-bis.  Per le categorie di personale di cui all'articolo 1 della
   legge  19  febbraio  1981, n. 27, la facolta' di cui al comma 1 e'
   estesa sino al compimento del settantacinquesimo anno di eta'".
     13. Per l'anno 2003 le amministrazioni di cui al comma 1 possono
   procedere  all'assunzione  di  personale  a  tempo determinato, ad
   eccezione  di  quanto previsto all'articolo 108 del testo unico di
   cui  al  decreto  legislativo  18  agosto  2000,  n.  267,  o  con
   convenzioni  ovvero  alla  stipula  di contratti di collaborazione
   coordinata  e continuativa nel limite del 90 per cento della spesa
   media  annua  sostenuta  per  le  stesse  finalita'  nel  triennio
   1999-2001.  Tale  limitazione non trova applicazione nei confronti
   delle  regioni  e  delle  autonomie locali, fatta eccezione per le
   province  e i comuni che per l'anno 2002 non abbiano rispettato le
   regole  del patto di stabilita' interno, nonche' nei confronti del
   personale infermieristico del Servizio sanitario nazionale. Per il
   comparto scuola trovano applicazione le specifiche disposizioni di
   settore.  PERIODO  SOPPRESSO  DAL  D.L.  9  MAGGIO  2003,  N. 105,
   CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 11 LUGLIO 2003, N. 170.
     13-bis.  Per  l'anno  2003,  per  gli enti di ricerca, IIstituto
   superiore di sanita', l'Istituto superiore per la prevenzione a la
   sicurezza  del lavoro, gli Istituti di ricovero e cura a carattere
   scientifico,  l'Agenzia  spaziale  italiana,  l'Ente  per le nuove
   tecnologie,  l'energia  e l'ambiente, nonche' per le universita' e
   le  scuole  superiori ad ordinamento speciale, sono fatti comunque
   salvi  le  assunzioni  di  personale  a tempo determinato ovvero i
   contratti di collaborazione coordinata e continuativa, i cui oneri
   ricadono  su  fondi  derivanti  da  contratti  con  le istituzioni
   comunitarie  e  internazionali  di  cui  all'articolo 5, comma 27,
   della  legge  24  dicembre  1993,  n.  537,  e da contratti con le
   imprese;  per  le  medesime  istituzioni  sono comunque consentite
   assunzioni  di personale a tempo determinato nonche' la stipula di
   contratti   di   collaborazione   coordinata  a  continuativa  per
   l'attuazione di progetti di ricerca ovvero di progetti finalizzati
   al  miglioramento  dei servizi anche didattici per gli studenti, i
   cui  oneri  non  risultino  a  carico dei bilanci di funzionamento
   degli  enti o del fondo di finanziamento degli enti o del fondo di
   finanziamento ordinario delle universita'.
     14.  E'  autorizzato  lo  stanziamento  di 4 milioni di euro per
   l'anno  2003  in  favore  dell'istituto  superiore  di sanita' per
   proseguire  l'assolvimento  dei  compiti  di  cui all'articolo 92,
   comma 7, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
     15.  Per  la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 2
   della legge 23 luglio 1991, n. 233, e' autorizzato lo stanziamento
   di  1  milione  di  euro  per  ciascuno  degli  anni  del triennio
   2003-2005.
     16.  E'  autorizzato  lo  stanziamento  di 5 milioni di euro per
   l'anno  2003 in favore dell'Istituto nazionale per la fisica della
   materia (INFM).
     17.  Sono escluse dalle limitazioni previste dal comma 13 per la
   pubblica amministrazione, le assunzioni di personale delle polizie
   municipali  nel  rispetto  del  patto  di stabilita' e dei bilanci
   comunali,  ferme  restando  le  piante  organiche  stabilite dalle
   regioni.
     18.  Le  procedure  di conversione in rapporti di lavoro a tempo
   indeterminato   dei  contratti  di  formazione  e  lavoro  scaduti
   nell'anno 2002 o che scadranno nell'anno 2003 sono sospese sino al
   31 dicembre 2003. I rapporti in essere instaurati con il personale
   interessato   alla  predetta  conversione  sono  prorogati  al  31
   dicembre 2003.
     19.  I  Ministeri della salute, della giustizia, per i beni e le
   attivita' culturali e l'Agenzia del territorio sono autorizzati ad
   avvalersi, sino al 31 dicembre 2003, del personale in servizio con
   contratti  di  lavoro  a  tempo  determinato,  prorogati  ai sensi
   dell'articolo  19,  comma  1,  dell'articolo 34 e dell'articolo 9,
   comma 24, della legge 28 dicembre 2001. n. 448.
     20.  I  comandi  in atto del personale della societa' per azioni
   Poste italiane e dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, di
   cui  all'articolo  19,  comma  9, della legge 28 dicembre 2001, n.
   448, sono prorogati sino al 31 dicembre 2003.(10)
     21.  In  relazione  a quanto previsto dal presente articolo, con
   decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei ministri, da emanare
   entro  sessanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore della
   presente legge, su proposta del Ministro per la funzione pubblica,
   di  concerto  con  il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
   stabilite,  anche  in  deroga  alla  normativa  vigente, procedure
   semplificate  per potenziare e accelerare i processi di mobilita',
   anche   intercompartimentale,   del   personale   delle  pubbliche
   amministrazioni.
     22.  Per  ciascuno  degli  anni  2004  e  2005,  a  seguito  del
   completamento  degli adempimenti previsti dai commi 1 e 2 e previo
   esperimento delle procedure di mobilita', le amministrazioni dello
   Stato  anche  ad  ordinamento  autonomo,  le  agenzie  e  gli enti
   pubblici  non  economici  con organico superiore a 200 unita' sono
   tenuti  a  realizzare  una  riduzione  del personale non inferiore
   all'1  per cento rispetto a quello in servizio al 31 dicembre 2003
   secondo  le  procedure  di  cui  all'articolo  39  della  legge 27
   dicembre  1997,  n.  449,  e  successive  modificazioni.  Le altre
   amministrazioni   pubbliche   adeguano  le  proprie  politiche  di
   reclutamento di personale al principio di contenimento della spesa
   in  coerenza  con  gli  obiettivi fissati dai documenti di finanza
   pubblica.  A  tale  fine, secondo modalita' indicate dal Ministero
   dell'economia  e  delle  finanze  d'intesa  con  la Presidenza del
   Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, gli
   organi  competenti  ad  adottare  gli  atti  di programmazione dei
   fabbisogni  di  personale  trasmettono  annualmente  alle predette
   amministrazioni  i  dati previsionali dei fabbisogni. Per le Forze
   armate,  i  Corpi  di  polizia e il Corpo nazionale dei vigili del
   fuoco trovano applicazione, per ciascuno degli anni 2004 e 2005, i
   piani  previsti dall'articolo 19, comma 4, della legge 28 dicembre
   2001, n. 448.
     23.  All'articolo  28 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono
   apportate le seguenti modificazioni:
      a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
      "1.  Al  fine  di  conseguire  gli  obiettivi  di  stabilita' e
   crescita,  di  ridurre  il  complesso della spesa di funzionamento
   delle amministrazioni pubbliche, di incrementare l'efficienza e di
   migliorare la qualita' dei servizi, con uno o piu' regolamenti, da
   emanare  ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
   1988, n. 400, entro il 30 giugno 2003, il Governo, su proposta del
   Ministro  per  la  funzione  pubblica, di concerto con il Ministro
   dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il Ministro interessato,
   sentite le organizzazioni sindacali per quanto riguarda i riflessi
   sulla  destinazione  del  personale,  individua  gli  enti  e  gli
   organismi  pubblici,  incluse  le  agenzie,  vigilati dallo Stato,
   ritenuti  indispensabili  in  quanto  le  rispettive  funzioni non
   possono  piu'  proficuamente  essere  svolte da altri soggetti sia
   pubblici   che   privati,  disponendone  se  necessario  anche  la
   trasformazione  in  societa' per azioni o in fondazioni di diritto
   privato,  ovvero  la fusione o l'accorpamento con enti o organismi
   che  svolgono  attivita'  analoghe  o  complementari.  Scaduto  il
   termine  di cui al presente comma senza che si sia provveduto agli
   adempimenti ivi previsti, gli enti, gli organismi e le agenzie per
   i  quali non sia stato adottato alcun provvedimento sono soppressi
   e posti in liquidazione";
      b)  al  comma  2,  dopo la lettera c), e' aggiunta la seguente:
   "c-bis)  svolgono  compiti  di  garanzia  di  diritti di rilevanza
   costituzionale".
     24.  Il  termine di cui all'articolo 18, comma 3, della legge 12
   marzo  1999,  n. 68, gia' differito di diciotto mesi dall'articolo
   19, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e' prorogato di
   ulteriori dodici mesi.
     25.  All'articolo  28  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
   165, sono apportate le seguenti modificazioni:
      a) al comma 4, il primo periodo e' sostituito dal seguente: "Il
   corso di cui al comma 3 ha la durata di dodici mesi ed e' seguito,
   previo superamento di esame, da un semestre di applicazione presso
   amministrazioni pubbliche o private.";
      b) il comma 7 e' sostituito dal seguente:
      "7.  In  coerenza  con  la  programmazione  del  fabbisogno  di
   personale  delle  amministrazioni pubbliche ai sensi dell'articolo
   39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le amministrazioni di cui
   al  comma  1  comunicano, entro il 30 giugno di ciascun anno, alla
   Presidenza   del  Consiglio  dei  ministri  -  Dipartimento  della
   funzione  pubblica,  il numero dei posti che si renderanno vacanti
   nei  propri  ruoli  dei  dirigenti. Il Dipartimento della funzione
   pubblica, entro il 31 luglio di ciascun anno, comunica alla Scuola
   superiore  della  pubblica  amministrazione  i  posti  da  coprire
   mediante  corso-concorso  di  cui al comma 3. Il corso-concorso e'
   bandito  dalla  Scuola  superiore  della  pubblica amministrazione
   entro il 31 dicembre di ciascun anno".
   ---------------
   AGGIORNAMENTO (3)
     Il D.L. 31 marzo 2003, n. 50, convertito con modificazioni dalla
   L. 20 maggio 2003, n. 116, ha disposto (con l'art. 1-sexies, comma
   1)  che si intendono esclusi dai vincoli previsti dal comma 11 del
   presente  articolo  i  comuni  con  popolazione inferiore ai 5.000
   abitanti in quanto esclusi dal patto di stabilita' interno.
   ---------------
   AGGIORNAMENTO (10)
     La  L. 24 dicembre 2003, n. 350 ha disposto (con l'art. 3, comma
   64)  che  i  comandi  del  personale  delle  Poste  italiane Spa e
   dell'Istituto  poligrafico e Zecca dello Stato, di cui al presente
   articolo 34, comma 20 sono prorogati al 31 dicembre 2004.
   -----------------
   AGGIORNAMENTO (22)
     La  Corte  Costituzionale con sentenza 13 - 17 dicembre 2004, n.
   390   (in   G.U.   1a   s.s.  22/12/2004,  n.  49)  ha  dichiarato
   l'illegittimita'    costituzionale   dell'art.   34,   comma   11,
   limitatamente  alla parte in cui dispone che le assunzioni a tempo
   indeterminato  "devono,  comunque,  essere  contenute  (...) entro
   percentuali  non  superiori  al  50 per cento delle cessazioni dal
   servizio verificatesi nel corso dell'anno 2002".
                               Art. 35
      (Misure di razionalizzazione in materia di organizzazione
                             scolastica)

  1.  Fermo  restando quanto previsto dall'articolo 22 della legge 28
dicembre  2001,  n.  448,  ed in particolare dal comma 4, le cattedre
costituite    con    orario    inferiore    all'orario   obbligatorio
d'insegnamento   dei   docenti,  definito  dal  contratto  collettivo
nazionale  di  lavoro,  sono  ricondotte  a 18 ore settimanali, anche
mediante  l'individuazione  di moduli organizzativi diversi da quelli
previsti  dai  decreti  costitutivi  delle  cattedre,  salvaguardando
l'unitarieta' d'insegnamento di ciascuna disciplina e con particolare
attenzione alle aree delle zone montane e delle isole minori. In sede
di  prima  attuazione  e  fino  all'entrata  in vigore delle norme di
riforma  in materia di istruzione e formazione, il disposto di cui al
presente  comma  trova  applicazione  ove,  nelle singole istituzioni
scolastiche,    non    vengano    a    determinarsi   situazioni   di
soprannumerarieta',  escluse quelle derivanti dall'utilizzazione, per
il  completamento  fino  a  18  ore  settimanali  di insegnamento, di
frazioni  di  orario  gia'  comprese  in cattedre costituite fra piu'
scuole. ((52))
  2.  Con  decreto  del  Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della  ricerca,  di  concerto  con  il Ministro dell'economia e delle
finanze,  sono  fissati  i  criteri  e i parametri per la definizione
delle  dotazioni  organiche  dei  collaboratori scolastici in modo da
conseguire nel triennio 2003-2005 una riduzione complessiva del 6 per
cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata
per l'anno scolastico 2002-2003. Per ciascuno degli anni considerati,
detta riduzione non deve essere inferiore al 2 per cento.
  3.   Rientrano   tra   le  funzioni  dei  collaboratori  scolastici
l'accoglienza  e la sorveglianza degli alunni e l'ordinaria vigilanza
e  assistenza  agli  alunni  durante  la consumazione del pasto nelle
mense scolastiche.
  4.  Dall'anno  scolastico  2003-2004  il  personale amministrativo,
tecnico   e  ausiliario  del  comparto  scuola  utilizzato  presso  i
distretti  scolastici  di  cui  alla  parte I, titolo I, capo II, del
testo  unico  di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e
successive modificazioni, e' restituito ai compiti d'istituto.
  5.  Il  personale docente dichiarato inidoneo alla propria funzione
per  motivi  di salute, ma idoneo ad altri compiti, dalla commissione
medica operante presso le aziende sanitarie locali, qualora chieda di
essere  collocato  fuori  ruolo  o  utilizzato  in  altri compiti, e'
sottoposto  ad accertamento medico da effettuare dalla commissione di
cui  all'articolo  2-bis,  comma 2, del decreto legislativo 30 aprile
1997, n. 157, come modificato dall'articolo 5 del decreto legislativo
29  giugno  1998,  n.  278,  competente  in  relazione  alla  sede di
servizio.  Tale  commissione  e' competente altresi' ad effettuare le
periodiche visite di controllo disposte dall'autorita' scolastica. Il
personale docente collocato fuori ruolo o utilizzato in altri compiti
per  inidoneita'  permanente  ai compiti di istituto puo' chiedere di
transitare  nei  ruoli  dell'amministrazione  scolastica  o  di altra
amministrazione  statale  o  ente  pubblico.  Il  predetto personale,
qualora  non transiti in altro ruolo, viene mantenuto in servizio per
un  periodo  massimo  di  cinque anni dalla data del provvedimento di
collocamento fuori ruolo o di utilizzazione in altri compiti. Decorso
tale  termine,  si  procede  alla  risoluzione del rapporto di lavoro
sulla   base  delle  disposizioni  vigenti.  Per  il  personale  gia'
collocato  fuori  ruolo  o utilizzato in altri compiti, il termine di
cinque  anni  decorre  dalla data di entrata in vigore della presente
legge. (41)
  6. Per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario dichiarato
inidoneo  a svolgere le mansioni previste dal profilo di appartenenza
non  si  procede  al  collocamento  fuori ruolo. I collocamenti fuori
ruolo  eventualmente  gia' disposti per detto personale cessano il 31
agosto 2003.
  7.  Ai  fini dell'integrazione scolastica dei soggetti portatori di
handicap  si  intendono  destinatari  delle  attivita' di sostegno ai
sensi  dell'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104,
gli   alunni  che  presentano  una  minorazione  fisica,  psichica  o
sensoriale,  stabilizzata  o  progressiva.  L'attivazione di posti di
sostegno  in  deroga  al  rapporto  insegnanti/alunni  in presenza di
handicap particolarmente gravi, di cui all'articolo 40 della legge 27
dicembre   1997,  n.  449,  e'  autorizzata  dal  dirigente  preposto
all'ufficio scolastico regionale assicurando comunque le garanzie per
gli  alunni  in  situazione di handicap di cui al predetto articolo 3
della  legge  5 febbraio 1992, n. 104. All'individuazione dell'alunno
come  soggetto  portatore di handicap provvedono le aziende sanitarie
locali sulla base di accertamenti collegiali, con modalita' e criteri
definiti  con  decreto  del  Presidente del Consiglio dei ministri da
emanare,  d'intesa  con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e previo parere delle
competenti   Commissioni   parlamentari,  su  proposta  dei  Ministri
dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca e della salute,
entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
  8.  Fermo  restando  il  disposto  di cui all'articolo 16, comma 3,
secondo periodo, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, le economie di
spesa  derivanti  dall'applicazione del comma 5 del presente articolo
sono  destinate  ad  incrementare le risorse annuali stanziate per le
iniziative  dirette  alla  valorizzazione professionale del personale
docente   della   scuola,  subordinatamente  al  conseguimento  delle
economie medesime. Gli importi di 39 milioni di euro per l'anno 2004,
di  58  milioni  di  euro  per  l'anno 2005 e di 70 milioni di euro a
decorrere  dall'anno  2006, sono destinati ad incrementare le risorse
per il trattamento accessorio del personale amministrativo, tecnico e
ausiliario,   previa   verifica  dell'effettivo  conseguimento  delle
economie derivanti dall'applicazione dei commi 2, 4 e 6.
  9.  Le  istituzioni scolastiche possono deliberare l'affidamento in
appalto  dei  servizi di pulizia, di igiene ambientale e di vigilanza
dei   locali  scolastici  e  delle  loro  pertinenze,  come  previsto
dall'articolo  40,  comma  5,  della  legge 27 dicembre 1997, n. 449,
aderendo   prioritariamente   alle  convenzioni  stipulate  ai  sensi
dell'articolo  26  della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive
modificazioni,  e  dell'articolo  59 della legge 23 dicembre 2000, n.
388.   La   terziarizzazione   dei   predetti   servizi  comporta  la
indisponibilita'   dei   posti   di  collaboratore  scolastico  della
dotazione  organica  dell'istituzione  scolastica  per la percentuale
stabilita    con    il    decreto   del   Ministro   dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, emanato di concerto con il Ministro
dell'economia  e  delle finanze, per la determinazione degli organici
del  personale  amministrativo,  tecnico  e  ausiliario  del comparto
scuola per l'anno scolastico 2002-2003 da ridefinire anche per tenere
conto  dell'affidamento  in  appalto  del  servizio  di vigilanza. La
indisponibilita'  dei posti permane per l'intera durata del contratto
e  non  deve determinare posizioni di soprannumerarieta'. Con decreto
del  Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro
dell'istruzione,    dell'universita'    e   della   ricerca,   previo
accertamento della riduzione delle spese di personale derivante dalla
predetta  indisponibilita'  di  posti,  sono effettuate le occorrenti
variazioni di bilancio per consentire l'attivazione dei contratti.
---------------
AGGIORNAMENTO (41)
  La  L.  27  dicembre 2006, n. 296, ha disposto (con l'art. 1, comma
608)  che  in  connessione  con  la realizzazione del piano di cui al
comma  608, dell'art. 1 della sopraindicata legge, il termine fissato
dalle disposizioni di cui al presente articolo, comma 5, e' prorogato
di un anno, ovvero fino al 31 dicembre 2008.
-------------
AGGIORNAMENTO (52)
  Il D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81 ha disposto (con l'art. 24, comma 1,
lettera  h)  che,  a  decorrere  dalla  data di entrata in vigore del
regolamento  di  cui all'articolo 1, comma 1 del medesimo decreto del
Presidente  della  Repubblica,  e'  abrogato  il comma 1 del presente
articolo.
                               Art. 36
          (Indennita' e compensi rivalutabili in relazione
                alla variazione del costo della vita)

  1.  Le  disposizioni dell'articolo 7, comma 5, del decreto-legge 19
settembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
novembre  1992, n. 438, come confermate e modificate dall'articolo 1,
commi  66  e  67,  della  legge 23 dicembre 1996, n. 662, e da ultimo
dall'articolo  22  della  legge  23  dicembre  1999,  n.  488, per le
amministrazioni  di  cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del
decreto   legislativo   30   marzo   2001,   n.   165,  e  successive
modificazioni,  contenenti  il divieto di procedere all'aggiornamento
delle  indennita', dei compensi, delle gratifiche, degli emolumenti e
dei   rimborsi   spesa  soggetti  ad  incremento  in  relazione  alla
variazione  del  costo della vita, continuano ad applicarsi anche nel
triennio  2003-2005.  Tale  divieto si applica anche agli emolumenti,
indennita', compensi e rimborsi spese erogati, anche ad estranei, per
l'espletamento   di   particolari  incarichi  e  per  l'esercizio  di
specifiche  funzioni  per  i  quali e' comunque previsto il periodico
aggiornamento  dei  relativi  importi  nonche', fino alla stipula del
contratto  annuale  di  formazione e lavoro previsto dall'articolo 37
del  decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, alle borse di studio
corrisposte  ai  medici  in  formazione  specialistica  ai  sensi del
decreto  legislativo 8 agosto 1991, n. 257, il cui ammontare a carico
del   Fondo   sanitario  nazionale  rimane  consolidato  nell'importo
previsto dall'articolo 32, comma 12, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, e successive modificazioni.
  2.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma  1 si applicano anche alle
amministrazioni  di  cui  ai decreti legislativi 12 febbraio 1993, n.
39, 21 aprile 1993, n. 124, ed alle leggi 10 ottobre 1990, n. 287, 31
luglio  1997,  n. 249, 14 novembre 1995, n. 481, 11 febbraio 1994, n.
109, 12 giugno 1990, n. 146, 31 dicembre 1996, n. 675, 4 giugno 1985,
n.  281,  e  12 agosto 1982, n. 576, e successive modificazioni. (11)
(35) (51) ((57))
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AGGIORNAMENTO (11)
  La L. 24 dicembre 2003, n. 350 ha disposto (con l'art. 3, comma 73)
che  le norme ivi richiamate si interpretano nel senso che il divieto
di  procedere all'aggiornamento delle indennita', dei compensi, delle
gratifiche,  degli  emolumenti  e dei rimborsi spesa si applica anche
alle  misure  dell'assegno  di  confine di cui alla legge 28 dicembre
1989, n. 425, e successive modificazioni.
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AGGIORNAMENTO (35)
  La  L.  23  dicembre 2005, n. 266, ha disposto (con l'art. 1, comma
212)  che  il presente articolo cosi' come interpretato dall'articolo
3,  comma  73,  della  legge  24  dicembre  2003, n. 350, continua ad
applicarsi anche nel triennio 2006-2008.
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AGGIORNAMENTO (51)
  Il  D.L.  30  dicembre  2008,  n. 207, convertito con modificazioni
dalla  L.  27 febbraio 2009, n. 14, ha disposto (con l'art. 41, comma
7)   che  le  disposizioni  del  presente  articolo  36,  cosi'  come
interpretate dall'articolo 3, comma 73, della legge 24 dicembre 2003,
n. 350, sono prorogate per gli anni 2009 e 2010.
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AGGIORNAMENTO (57)
  Il  D.L.  30  dicembre  2008,  n. 207, convertito con modificazioni
dalla  L. 27 febbraio 2009, n. 14, come modificato dal D.L. 31 maggio
2010,  n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010,
n.  122  ha  disposto  (con  l'art. 41, comma 7) che "Le disposizioni
dell'articolo  36  della  legge  27 dicembre 2002, n. 289, cosi' come
interpretate dall'articolo 3, comma 73, della legge 24 dicembre 2003,
n.  350,  sono  prorogate per gli anni 2009, 2010, 2011, 2012 e 2013.
Conseguentemente,  a  decorrere  dall'anno  2014  le  indennita'  e i
compensi  di  cui al primo periodo possono essere aggiornati, secondo
le modalita' stabilite dalle disposizioni istitutive, con riferimento
alle  variazioni  del  costo della vita intervenute rispetto all'anno
2013,  nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili in base alla
legislazione vigente e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica".
                                Art. 37.
         (Retribuzione dei giudici della Corte costituzionale)

      1.  Il  primo comma dell'articolo 12 della legge 11 marzo 1953,
   n. 87, e' sostituito dal seguente:
      "I  giudici  della  Corte costituzionale hanno tutti egualmente
   una  retribuzione corrispondente al piu' elevato livello tabellare
   che   sia  stato  raggiunto  dal  magistrato  della  giurisdizione
   ordinaria  investito  delle  piu'  alte  funzioni, aumentato della
   meta'.  Al  Presidente  e'  inoltre  attribuita  una indennita' di
   rappresentanza pari ad un quinto della retribuzione".
CAPO III
INTERVENTI IN MATERIA PREVIDENZIALE E SOCIALE
                                Art. 38.
                        (Gestioni previdenziali)

      1. L'adeguamento dei trasferimenti dovuti dallo Stato, ai sensi
   rispettivamente dell'articolo 37, comma 3, lettera c), della legge
   9  marzo  1989, n. 88, e successive modificazioni, e dell'articolo
   59,  comma  34, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive
   modificazioni, e' stabilito per l'anno 2003:
   a) in  426,75  milioni  di  euro  in  favore  del  Fondo  pensioni
      lavoratori  dipendenti, delle gestioni dei lavoratori autonomi,
      della  gestione  speciale minatori, nonche' in favore dell'Ente
      nazionale  di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello
      spettacolo (ENPALS);
   b) in  105,84  milioni  di  euro  in  favore  del  Fondo  pensioni
      lavoratori dipendenti, ad integrazione dei trasferimenti di cui
      alla lettera a), della gestione esercenti attivita' commerciali
      e della gestione artigiani.

      2.  Conseguentemente a quanto previsto dal comma 1, gli importi
   complessivamente  dovuti  dallo  Stato sono determinati per l'anno
   2003  in 14.651,01 milioni di euro per le gestioni di cui al comma
   1,  lettera  a),  e in 3.620,33 milioni di euro per le gestioni di
   cui al comma 1, lettera b).
      3.  I  medesimi  complessivi importi di cui ai commi 1 e 2 sono
   ripartiti  tra  le gestioni interessate con il procedimento di cui
   all'articolo  14  della  legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
   modificazioni,  al  netto,  per quanto attiene al trasferimento di
   cui  al  comma  1,  lettera a), della somma di 1.122,44 milioni di
   euro  attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri
   e  coloni a completamento dell'integrale assunzione a carico dello
   Stato  dell'onere  relativo ai trattamenti pensionistici liquidati
   anteriormente  al  1 gennaio 1989, nonche' al netto delle somme di
   2,20  milioni  di  euro  e di 50,99 milioni di euro di pertinenza,
   rispettivamente, della gestione speciale minatori e dell' ENPALS.
      4.  All'articolo  11,  comma  4,  del  decreto  legislativo  16
   febbraio  1996,  n. 104, recante attuazione della delega conferita
   dall'articolo  3,  comma 27, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in
   materia  di  dismissioni  del  patrimonio  immobiliare  degli enti
   previdenziali  pubblici  e  di  investimenti degli stessi in campo
   immobiliare, dopo il primo periodo e' inserito il seguente:
      "Nell'ambito della percentuale di cui al primo periodo, l'INAIL
   destina  specificamente  il  5  per  cento  dei fondi ad asili per
   l'infanzia e ad altre strutture a tutela della famiglia"
      5.    I    lavoratori    iscritti    al    Fondo    integrativo
   dell'assicurazione  generale  obbligatoria  per la invalidita', la
   vecchiaia  e i superstiti, a favore del personale dipendente dalle
   aziende  private  del  gas  di  cui alla legge 6 dicembre 1971, n.
   1084,   e   successive   modificazioni,  che,  per  effetto  delle
   operazioni di separazione societaria in conseguenza degli obblighi
   derivanti  dal  decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, ovvero
   per la messa in mobilita' a seguito di ristrutturazione aziendale,
   all'atto  della  cessazione del rapporto di lavoro con le predette
   aziende   non   abbiano   maturato  il  diritto  alle  prestazioni
   pensionistiche  del  Fondo  stesso, hanno facolta', in presenza di
   contestuale  contribuzione figurativa, volontaria od obbligatoria,
   nell'assicurazione    generale    obbligatoria,    di   proseguire
   volontariamente  il  versamento  dei  contributi previdenziali nel
   Fondo,  fino  al  conseguimento  dei  requisiti  per  le  predette
   prestazioni,  secondo modalita' stabilite con decreto del Ministro
   del  lavoro  e delle politiche sociali, emanato di concerto con il
   Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, e comunque senza oneri
   aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.
      6.  Gli  enti  erogatori  di  trattamenti pensionistici possono
   presentare  all'Anagrafe tributaria la domanda di attribuzione del
   numero  di  codice  fiscale  per  i beneficiari di prestazioni che
   risiedono all'estero.
      7.   Nell'ipotesi  di  periodi  non  coperti  da  contribuzione
   risultanti  dall'estratto  conto  di  cui all'articolo 1, comma 6,
   della  legge  8  agosto  1995, n. 335, e successive modificazioni,
   relativi   all'anno  1998,  il  termine  di  prescrizione  di  cui
   all'articolo 3, comma 9, lettera a), secondo periodo, della citata
   legge  n.  335  del  1995  e'  sospeso per un periodo di 18 mesi a
   decorrere dal 1 gennaio 2003.
      8.  Il  comma  6  dell'articolo  36  del decreto legislativo 26
   febbraio  1999,  n. 46, come modificato dal comma 24 dell'articolo
   78  della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  e' sostituito dal
   seguente:
      "6.  Le disposizioni contenute nell'articolo 25 si applicano ai
   contributi  e  premi  non  versati  e agli accertamenti notificati
   successivamente alla data del 1 gennaio 2003".
      9.  A  decorrere  dal  1  gennaio  2003,  previa verifica della
   condizione  reddituale  prevista  dall'articolo 49, comma 1, della
   presente  legge,  ai  cittadini  italiani  residenti all'estero in
   possesso  dei  requisiti  di  cui  all'articolo  38 della legge 28
   dicembre 2001, n. 448, l'incremento della maggiorazione sociale di
   cui  all'articolo  1  della  legge  29  dicembre  1988,  n. 544, e
   successive  modificazioni,  deve  garantire,  nel  rispetto  delle
   condizioni  di  cui  al  predetto articolo 38, un reddito proprio,
   comprensivo   della  predetta  maggiorazione  sociale  nonche'  di
   trattamenti   previdenziali   e  assistenziali  anche  corrisposti
   all'estero,  tale da raggiungere un potere di acquisto equivalente
   a  quello  conseguibile  in  Italia  con  516,46  euro mensili per
   tredici  mensilita',  tenendo  conto  del  costo  della  vita  nei
   rispettivi  Paesi  di  residenza.  Il  Ministro del lavoro e delle
   politiche  sociali,  di  concerto  con il Ministro dell'economia e
   delle  finanze  e  con  il  Ministro  per  gli italiani nel mondo,
   stabilisce,  con proprio decreto, da emanare entro sessanta giorni
   dalla  data  di entrata in vigore della presente legge, il livello
   di  reddito  equivalente,  per  ciascun  Paese,  al reddito di cui
   all'articolo  38,  comma  1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
   Con  la  medesima  procedura  puo'  essere  annualmente modificato
   l'importo  della maggiorazione sociale di cui al primo periodo del
   presente   comma,  che  non  puo',  in  ogni  caso,  concorrere  a
   determinare un reddito proprio superiore a 516,46 euro mensili per
   tredici  mensilita'  e,  nella  parametrazione  tra  i 516,46 euro
   mensili  con  il costo della vita nel Paese di residenza, non puo'
   comunque  essere  di  importo  inferiore a 123,77 euro mensili per
   tredici mensilita'. Il predetto incremento puo' essere superiore a
   123,77  euro  mensili  per  tredici mensilita' a condizione che il
   titolare  di  pensione  sia  in possesso del requisito di cui all'
   articolo  8,  secondo comma, della legge 30 aprile 1969, n. 153, e
   successive  modificazioni.  Per  le  finalita'  di cui al presente
   comma  e'  autorizzata  la spesa di 60 milioni di euro a decorrere
   dall'anno   2003.   Qualora  dalla  verifica  reddituale  prevista
   dall'articolo  49,  comma  1,  della  presente legge si accerti un
   numero  di  beneficiari  che  comporti un onere inferiore a quello
   della  predetta  autorizzazione di spesa, con decreto del Ministro
   del  lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
   dell'economia  e  delle finanze e con il Ministro per gli italiani
   nel  mondo,  sono  modificati  i requisiti di accesso previsti dal
   quarto  periodo del presente comma. Qualora, viceversa, si accerti
   un  maggiore  onere,  con  lo stesso decreto sono conseguentemente
   rideterminati i requisiti di accesso al beneficio.
      10. E' autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro per gli anni
   2003-2005 destinati alla corresponsione di un ulteriore indennizzo
   ai  cittadini italiani ed enti o societa' di nazionalita' italiana
   rimpatriati dalla Tunisia.
      11. E' autorizzata la spesa di 7,5 milioni di euro per gli anni
   2003-2005 destinati alla corresponsione di un ulteriore indennizzo
   ai  cittadini italiani ed enti o societa' di nazionalita' italiana
   rimpatriati  dalla Libia, per i quali la legge 6 dicembre 1971, n.
   1066,  ha  previsto  la  concessione per beni, diritti e interessi
   perduti  a  seguito  dei  provvedimenti  emanati  dalle  autorita'
   libiche  a  partire  dal  1  gennaio  1969,  e  che hanno altresi'
   beneficiato  delle disposizioni di cui alle leggi 26 gennaio 1980,
   n. 16, 5 aprile 1985, n. 135, e 29 gennaio 1994, n. 98.
                                Art. 39.
   (Spesa assistenziale e benefici  previdenziali  per  i  lavoratori
                           esposti all'amianto)

      1.   Al  fine  di  garantire  l'integrale  finanziamento  degli
   interventi  assistenziali  a  carico  del bilancio dello Stato, il
   complesso  dei  trasferimenti  agli enti previdenziali gestori dei
   medesimi,  determinato  rivalutando sulla base della sola dinamica
   dei  prezzi  l'importo per l'anno 2002, e' integrato tenendo conto
   di  tutti  i fattori di determinazione della spesa in applicazione
   della  normativa  vigente.  Il  predetto  importo  per l'anno 2002
   ingloba  anche  la  somma  dei  trasferimenti all'INPS a titolo di
   regolazioni    contabili    relative    ad   esercizi   pregressi.
   L'integrazione  e' pari a 353 milioni di euro per l'anno 2003, 799
   milioni  di  euro  per  l'anno  2004  e  1.323  milioni  di euro a
   decorrere dall'anno 2005.
      2.   Le   risorse   derivanti   dai   minori   oneri  accertati
   nell'attuazione dell' articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n.
   448,  pari  a  516  milioni  di  euro  annui a decorrere dal 2003,
   concorrono  al  finanziamento  degli  oneri  di cui al comma 3 del
   presente  articolo, nonche' al rifinanziamento del Fondo nazionale
   per le politiche sociali e del Fondo per l'occupazione.
      3.  E' autorizzato il trasferimento all'INPS della somma di 640
   milioni di euro per l'anno 2003, di 650 milioni di euro per l'anno
   2004  e  di  658 milioni di euro a decorrere dall'anno 2005, per i
   maggiori oneri derivanti dall'articolo 18, comma 8, della legge 31
   luglio  2002,  n.  179,  recante la regolarizzazione degli atti di
   indirizzo  emanati,  nel  corso  dell'anno  2000, dal Ministro del
   lavoro   e   della  previdenza  sociale  in  materia  di  benefici
   previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto.
      4. Il comma 1 dell'articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n.
   448,  si  interpreta  nel senso che l'incremento delle pensioni in
   favore   dei   soggetti  disagiati,  comprensivo  della  eventuale
   maggiorazione   sociale,   non  puo'  superare  l'importo  mensile
   determinato  dalla  differenza  fra  l'importo  di  516,46  euro e
   l'importo  del  trattamento minimo, ovvero della pensione sociale,
   ovvero dell'assegno sociale.
      5. Il comma 2 dell'articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n.
   448,  si  interpreta  nel  senso che l'incremento spetta ai ciechi
   civili titolari della relativa pensione.
      6.  A  decorrere  dal  1  gennaio  2004  l'indennita'  speciale
   istituita  dall'articolo 3, comma 1, della legge 21 novembre 1988,
   n.  508,  a  favore  dei cittadini riconosciuti ciechi con residuo
   visivo  non  superiore  ad  un ventesimo in entrambi gli occhi con
   eventuale   correzione,  e'  aumentata  dell'importo  di  41  euro
   mensili.
      7. Per la prosecuzione degli interventi di carattere sociale ed
   assistenziale   svolti  dall'Associazione  nazionale  famiglie  di
   disabili  intellettivi  e  relazionali  (ANFFAS),  e' assegnato un
   contributo di 5 milioni di euro per l'anno 2003.
      8.  La  lettera  d) del comma 5 dell'articolo 38 della legge 28
   dicembre  2001,  n. 448, si interpreta nel senso che, per gli anni
   successivi  al  2002, sono aumentati in misura pari all'incremento
   dell'importo  del  trattamento  minimo delle pensioni a carico del
   Fondo    pensioni   lavoratori   dipendenti,   rispetto   all'anno
   precedente,  il  limite  di  reddito  annuo  di  6.713,98  euro  e
   l'importo di 516,46 euro di cui al comma 1 del predetto articolo.
      9. L'abbandono dell'azione di recupero degli importi oggetto di
   ripetizione  di  indebito pensionistico disposto dall'articolo 80,
   comma  25, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e' esteso ai casi
   di  indebito  pensionistico  derivante da sentenze favorevoli agli
   interessati,  riformate nei successivi gradi di giudizio in favore
   dell'ente  previdenziale, con sentenze definitive. La disposizione
   non si applica ai recuperi gia' effettuati alla data di entrata in
   vigore della presente legge.
                              Art. 40.
     (Utilizzo degli obiettori di coscienza e dei volontari del
      servizio civile nazionale come accompagnatori dei ciechi
                               civili)

  1.  Gli  obiettori di coscienza di cui alla legge 8 luglio 1998, n.
230,  e i volontari del servizio civile nazionale di cui alla legge 6
marzo  2001,  n.  64, possono essere impiegati per lo svolgimento del
servizio  di  accompagnamento  ai ciechi civili, di cui alla legge 27
maggio 1970, n. 382, che ne facciano richiesta.
  2. Possono presentare a richiesta di cui al comma 1 i ciechi civili
che   svolgono   un'attivita'  lavorativa  o  sociale  o  abbiano  la
necessita' dell'accompagnamento per motivi sanitari.
  3.  La  sussistenza  delle  condizioni  previste  dal  comma  2  e'
certificata  dal  datore di lavoro per i lavoratori dipendenti, dagli
ordini  e  dagli  albi professionali per i lavoratori autonomi, dagli
enti  o dalle associazioni per coloro che svolgono attivita' sociale,
dal  medico  di  famiglia  quando l'accompagnamento e' necessario per
motivi sanitari e per periodi determinati.
  4.  L'indennita'  di  accompagnamento  ai  ciechi assoluti prevista
dagli  articoli  4  e  7  della  citata  legge  n.  382  del  1970  e
l'indennita'   speciale  dei  ciechi  civili  ventesimisti  istituita
dall'articolo 3 della legge 21 novembre 1988, n. 508, sono ridotte di
93  euro  mensili  nel periodo nel quale i beneficiari delle suddette
indennita'  usufruiscono  del  servizio  di accompagnamento di cui al
presente articolo.
  5.  Le  economie  derivanti dall'applicazione delle disposizioni di
cui al comma 4 sono utilizzate per incrementare in misura equivalente
il  Fondo  nazionale per le politiche sociali di cui all'articolo 59,
comma  44,  della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  e successive
modificazioni.
                               Art. 41
       Disposizioni in materia di cassa integrazione guadagni,
                mobilita' e contratti di solidarieta'

  1.  In  attesa  della  riforma  degli  ammortizzatori sociali e nel
limite  della complessiva spesa di 376.433.539 euro, per l'anno 2003,
a  carico del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7,
del   decreto-legge   20   maggio   1993,  n.  148,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  19  luglio  1993,  n.  236, nel caso di
programmi  finalizzati  alla  gestione  di crisi occupazionali ovvero
miranti  al  reimpiego di lavoratori coinvolti in detti programmi, il
Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche sociali di concerto con il
Ministero dell'economia e finanze puo' disporre, entro il 31 dicembre
2003,   proroghe   di  trattamenti  di  cassa  integrazione  guadagni
straordinaria,  di  mobilita'  e  di  disoccupazione  speciale,  gia'
previsti  da  disposizioni  di  legge, anche in deroga alla normativa
vigente  in  materia,  nonche'  concessioni, anche senza soluzione di
continuita',  dei  predetti  trattamenti,  che  devono  essere  stati
definiti  in  specifici accordi in sede governativa intervenuti entro
il  30  giugno  2003. La misura dei trattamenti e' ridotta del 20 per
cento.  La  riduzione  non  si applica nei casi di prima proroga o di
nuova  concessione.  Nel  limite  complessivo di 80 milioni di euro a
valere  sul  predetto  importo  di  376.433.539 euro, il Ministro del
lavoro   e  delle  politiche  sociali  e'  autorizzato  a  prorogare,
limitatamente  all'esercizio 2003, le convenzioni stipulate, anche in
deroga  alla  normativa vigente relativa ai lavori socialmente utili,
direttamente con i comuni, per lo svolgimento, durante l'esercizio in
corso,  di  attivita' straordinarie riferite a lavoratori socialmente
utili nella disponibilita' degli stessi comuni da almeno un triennio.
Italia  Lavoro  Spa  assiste  i comuni perche' predispongano piani di
reinserimento dei lavoratori socialmente utili nel mercato del lavoro
con azioni di politica attiva del lavoro.
  2.  All'articolo  1,  comma  1, primo periodo, del decreto-legge 20
gennaio  1998,  n.  4,  convertito, con modificazioni, dalla legge 20
marzo  1998,  n. 52, come da ultimo modificato dall'articolo 2, comma
1,  del  decreto-legge  11  giugno  2002,  n.  108,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  31  luglio 2002, n. 172, le parole: "31
dicembre  2002"  sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2003" e
dopo le parole: "nonche' di 60,4 milioni di euro per Panno 2002" sono
aggiunte le seguenti: "e di 45 milioni di euro per l'anno 2003".
  3.  All'articolo  1,  comma  2, primo periodo, del decreto-legge 20
gennaio  1998,  n.  4,  convertito, con modificazioni, dalla legge 20
marzo 1998, n. 52, come da ultimo modificato dall' articolo 52, comma
70,  della  legge  28  dicembre 2001, n. 448, le parole: "31 dicembre
2002"  sono  sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2003". All'onere
derivante  dall' attuazione del presente comma si provvede nei limiti
delle  risorse  preordinate per la medesima finalita' nell'ambito del
Fondo   per  l'occupazione  di  cui  all'articolo  1,  comma  7,  del
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e non utilizzate alla data del 31
dicembre 2002, neI limite di 20 milioni di euro.
  4.  All'articolo  3, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
come  da ultimo modificato dall'articolo 52, comma 47, della legge 28
dicembre 2001, n. 448, il secondo periodo e' sostituito dal seguente:
"Tale finalizzazione e' limitata a lire 10 miliardi per gli anni 2000
e 2001 e ad euro 5.164.569 per ciascuno degli anni dal 2002 al 2008".
  5.  Per  le finalita' di cui all'articolo 117, comma 5, della legge
23  dicembre  2000,  n. 388, e' stanziata la somma di euro 51.645.690
nell'esercizio  finanziario 2003 a carico del Fondo per l'occupazione
di  cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.
148,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.
236.
  6.  L'intervento di cui all'articolo 15 del decreto-legge 16 maggio
1994,  n.  299,  convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio
1994,  n.  451,  puo'  proseguire  per  l'anno  2003 nei limiti delle
risorse finanziarie preordinate per la medesima finalita' entro il 31
dicembre 2001 e non utilizzate, nel limite di 91 milioni di euro.
  7.  ((Per gli anni 2004-2011)) le disposizioni di cui all'articolo
1,  commi  6,  7  e  8,  del  decreto-legge  11  giugno 2002, n. 108,
convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2002, n. 172, si
applicano  anche  ai  lavoratori  licenziati  da enti non commerciali
operanti  nelle  aree  individuate ai sensi degli obiettivi 1 e 2 del
regolamento (CE) n. 1260/ 1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, con
un  organico  superiore alle ((1.800 unita')) lavorative, nel settore
della  sanita' privata ed in situazione di crisi aziendale in seguito
a   processi   di  riconversione  e  ristrutturazione  aziendale.  Il
trattamento  economico, comprensivo della contribuzione figurativa e,
ove  spettanti, degli assegni per il nucleo familiare, e' corrisposto
in misura pari al massimo dell'indennita' di mobilita' prevista dalle
leggi  vigenti, per la durata di 66 mesi dalla data di decorrenza del
licenziamento  e  nel  limite di 400 unita', calcolato come media del
periodo. Ai lavoratori di cui al presente comma si applicano, ai fini
del trattamento pensionistico, le disposizioni di cui all'articolo 11
della  legge  23 dicembre 1994, n. 724, e relativa tabella A, nonche'
le  disposizioni di cui all'articolo 59, commi 6, 7, lettere a) e b),
e 8 della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
  8.  All'onere  derivante  dal  comma  7,  determinato  nella misura
massima,  di  6.400.000  euro  per  gli anni 2004, 2005, 2006 e 2007,
nonche'  di 8 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, si
provvede  a  carico  del  Fondo  di  cui all'articolo I, comma 7, del
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  19  luglio  1993, n. 236, la cui dotazione per ciascuno
degli anni 2008 e 2009 e' incrementata di pari importo.
  9.  Fino al 31 dicembre 2003, alle imprese industriali che svolgono
attivita'  produttiva  di fornitura o sub-fornitura di componenti, di
supporto  o  di  servizio,  a  favore di imprese operanti nel settore
automobilistico,  il trattamento ordinario di integrazione salariale,
di cui alla legge 20 maggio 1975, n. 164, puo' essere concesso per un
periodo  non  superiore  a  ventiquattro mesi consecutivi, ovvero per
piu'  periodi  non  consecutivi  la  durata complessiva dei quali non
superi i ventiquattro mesi in un triennio.
  10.  Per  le  imprese indicate nel comma 9, ai fini del computo dei
periodi   massimi   di   godimento   del   trattamento  ordinario  di
integrazione  salariale,  una settimana si considera trascorsa quando
la  riduzione  di  orario  sia  stata  almeno  pari  al  10 per cento
dell'orario  settimanale  relativo ai lavoratori occupati nell'unita'
produttiva.  Le  riduzioni di ammontare inferiore si cumulano ai fini
del computo dei predetti periodi massimi.
  11.  Fino  al  10  agosto 2005, i periodi di integrazione salariale
ordinaria  concessi ai sensi dei commi 9 e 10, in deroga all'articolo
6  della  legge  20  maggio  1975,  n.  164, non si computano ai fini
dell'articolo 1, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223.
  12.  Per gli interventi di cui ai commi da 9 a 11 e' autorizzata la
spesa  di  64 milioni di euro per l'anno 2003 e 106,5 milioni di euro
per  l'anno  2004. All'onere per l'anno 2004 si provvede a carico del
Fondo   per  l'occupazione  di  cui  all'articolo  1,  comma  7,  del
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
                                Art. 42.
                   (Confluenza dell'INPDAI nell'INPS)

      1.  Con  effetto dalla data di entrata in vigore della presente
   legge,  l'Istituto  nazionale  di  previdenza  per  i dirigenti di
   aziende  industriali  (INPDAI),  costituito  con legge 27 dicembre
   1953, n. 967, e' soppresso e tutte le strutture e le funzioni sono
   trasferite  all'INPS,  che  succede nei relativi rapporti attivi e
   passivi.   Con   effetto   dalla   medesima   data  sono  iscritti
   all'assicurazione  generale  obbligatoria  per  l'invalidita',  la
   vecchiaia  e  i superstiti dei lavoratori dipendenti i titolari di
   posizioni  assicurative  e i titolari di trattamenti pensionistici
   diretti  e ai superstiti presso il predetto soppresso Istituto. La
   suddetta  iscrizione e' effettuata con evidenza contabile separata
   nell'ambito del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
      2.  Il  bilancio  consuntivo  per  l'esercizio  2002  dell'ente
   soppresso  di  cui al comma 1 e' deliberato dal Comitato di cui al
   comma  4.  Tutte le attivita' e le passivita', quali risultano dal
   predetto  bilancio  consuntivo, affluiscono all'evidenza contabile
   di   cui   al   comma   1,  per  quanto  riguarda  le  prestazioni
   pensionistiche,  e alle gestioni individuate dal predetto Comitato
   per quanto riguarda le prestazioni non pensionistiche.
      3. Il regime pensionistico dei dirigenti di aziende industriali
   e'  uniformato,  nel rispetto del principio del pro-rata, a quello
   degli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti con effetto
   dal  1  gennaio  2003. In particolare, per i lavoratori assicurati
   presso   il   soppresso   INPDAI,   l'importo  della  pensione  e'
   determinato dalla somma: a) delle quote di pensione corrispondenti
   alle  anzianita'  contributive acquisite fino al 31 dicembre 2002,
   applicando,   nel  calcolo  della  retribuzione  pensionabile,  il
   massimale  annuo  di  cui  all'articolo  3,  comma  7, del decreto
   legislativo  24  aprile  1997,  n. 181; b) della quota di pensione
   corrispondente  alle anzianita' contributive acquisite a decorrere
   dal  1 gennaio 2003, applicando, per il calcolo della retribuzione
   pensionabile,  le  norme  vigenti  nel  Fondo  pensioni lavoratori
   dipendenti.  Con  la  medesima  decorrenza  si  applicano,  per il
   calcolo  della  pensione,  le aliquote di rendimento e le fasce di
   retribuzione   secondo   le  norme  in  vigore  nell'assicurazione
   generale  obbligatoria  per  i  lavoratori  dipendenti. Per quanto
   riguarda   le   prestazioni   non  pensionistiche,  continuano  ad
   applicarsi  le  regole  previste dalla normativa vigente presso il
   soppresso Istituto.
      4.  Al fine di favorire una rapida ed efficace integrazione tra
   le  strutture  e  le  funzioni, e' costituito, per un triennio, un
   Comitato  di integrazione composto da quattro dirigenti incaricati
   di  funzioni  di  livello  dirigenziale  generale  dell'INPDAI, in
   carica  alla  data  del  31  dicembre  2002,  nonche'  da  quattro
   dirigenti  incaricati di funzioni di livello dirigenziale generale
   dell'INPS,  coordinati  dal  direttore  generale  di  tale  ultimo
   Istituto,  che  dovra' pervenire atta unificazione delle procedure
   operative  e  correnti  entro il 31 dicembre 2003. Dall'attuazione
   del  presente  comma  non  devono derivare oneri aggiuntivi per la
   finanza pubblica.
      5.  Il  personale  in  servizio  presso  l'INPDAI  alla data di
   soppressione  dello  stesso  e'  trasferito all'INPS e conserva il
   regime previdenziale vigente presso l'ente di provenienza, nonche'
   il  trattamento  giuridico  ed economico fruito, sino alla data di
   approvazione del nuovo contratto collettivo.
      6. Il comitato di cui all'articolo 22 della legge 9 marzo 1989,
   n.  88,  e' integrato, con decreto del Ministro del lavoro e delle
   politiche   sociali,   da  un  rappresentante  dell'organizzazione
   sindacale    maggiormente    rappresentativa    della   categoria,
   limitatamente  alle  adunanze  e  alle problematiche concernenti i
   dirigenti di aziende industriali.
      7.  E'  autorizzato  il trasferimento all'evidenza contabile di
   cui  al  comma  1  della somma di 1.041 milioni di euro per l'anno
   2003,  di 1.055 milioni di euro per l'anno 2004 e di 1.067 milioni
   di euro a decorrere dall'anno 2005, per l'attuazione dell'articolo
   3,  comma  12,  del  decreto-legge  25  settembre  2001,  n.  351,
   convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 23 novembre 2001, n.
   410.  Ai fini della determinazione dell'effettivo trasferimento si
   tiene  conto dell'ammontare complessivo di tutte le disponibilita'
   finanziarie della predetta evidenza contabile.
                               Art. 43
                    (Norme in materia di ENPALS)

  1.  Nell'ambito  del processo di armonizzazione dell'Ente nazionale
di  previdenza  e  di  assistenza  per  i lavoratori dello spettacolo
(ENPALS) al regime generale, con effetto dal 1 gennaio 2003:
    a) l'aliquota di finanziamento in vigore per tutti gli assicurati
di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 182,
e'   quella  in  vigore  nel  Fondo  pensioni  lavoratori  dipendenti
dell'INPS;
    b)  l'ENPALS  non  e' tenuto al contributo di cui all'articolo 25
della  legge  28  febbraio  1986,  n. 41 ((; gli effetti si estendono anche alle eventuali partite debitorie pregresse a carico dell'Ente. definite alla data di entrata in vigore della presente legge));
    c)  la disciplina prevista all'articolo 3 del decreto legislativo
30  giugno  1994,  n.  479,  e  successive  modificazioni,  e' estesa
all'ENPALS,  con applicazione, relativamente agli organi, dei criteri
di composizione e di nomina previsti per l'Istituto di previdenza per
il settore marittimo (IPSEMA), salvo che per il collegio dei revisori
dei conti, per il quale continua ad applicarsi la vigente disciplina,
senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
  2.  L'articolo  3,  secondo comma, de] decreto legislativo del Capo
provvisorio  dello  Stato  16  luglio 1947, n. 708, e' sostituito dal
seguente:
"Con  decreto  del  Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto  con  il  Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le
organizzazioni  sindacali  dei  datori  di  lavoro  e  dei lavoratori
maggiormente   rappresentative  a  livello  nazionale,  su  eventuale
proposta  dell'ENPALS,  che  provvede  periodicamente ai monitoraggio
delle  figure  professionali  operanti  nel  campo dello spettacolo e
dello  sport,  sono  adeguate le categorie dei soggetti assicurati di
cui  al  primo  comma.  Con  decreto  del Ministro del lavoro e delle
politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,  puo'  essere,  altresi',  integrata  o ridefinita, ai sensi
dell'articolo  2, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n.
181,  la  distinzione  in  tre gruppi dei lavoratori dello spettacolo
iscritti all'ENPALS. Dalle disposizioni del presente comma non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".
  3.  Al  fine  di  perseguire  l'obiettivo di ridurre il contenzioso
contributivo,  i compensi corrisposti ai lavoratori appartenenti alle
categorie  di  cui all'articolo 3, primo comma, numeri da 1 a 14, del
decreto  legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947,
n.  708,  e  successive  modificazioni,  a  titolo  di cessione dello
sfruttamento economico del diritto d'autore, d'immagine e di replica,
non  possono  eccedere  il  40  per  cento  dell'importo  complessivo
percepito per prestazioni riconducibili alla medesima attivita'. Tale
quota  rimane  esclusa  dalla  base  contributiva  e pensionabile. La
disposizione  si  applica  anche per le posizioni contributive per le
quali  il relativo contenzioso in essere non e' definito alla data di
entrata in vigore della presente legge.
  4.  All'articolo  1,  comma  15,  del decreto legislativo 30 aprile
1997, n. 182, i periodi terzo, quarto e quinto sono soppressi.
                                Art. 44.
   (Abolizione del divieto di  cumulo  tra  pensioni  di anzianita' e
                            redditi da lavoro)

      1.  A  decorrere  dal  1  gennaio  2003,  il  regime  di totale
   cumulabilita'  tra  redditi  da  lavoro  autonomo  e  dipendente e
   pensioni   di  anzianita'  a  carico  dell'assicurazione  generale
   obbligatoria  e  delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative
   della medesima, previsto dall'articolo 72, comma 1, della legge 23
   dicembre   2000,   n.   388,  e'  esteso  ai  casi  di  anzianita'
   contributiva  pari  o  superiore  ai  37  anni a condizione che il
   lavoratore  abbia  compiuto  58 anni di eta'. I predetti requisiti
   debbono sussistere all'atto del pensionamento.
      2.  Gli  iscritti  alle  forme di previdenza di cui al comma 1,
   gia'  pensionati di anzianita' alla data del 1 dicembre 2002 e nei
   cui  confronti trovino applicazione i regimi di divieto parziale o
   totale   di   cumulo,   possono   accedere  al  regime  di  totale
   cumulabilita'  di  cui  al  comma 1 a decorrere dal 1 gennaio 2003
   versando  un  importo  pari  al  30 per cento della pensione lorda
   relativa  al mese di gennaio 2003, ridotta di un ammontare pari al
   trattamento   minimo   mensile   del   Fondo  pensioni  lavoratori
   dipendenti,  moltiplicato per il numero risultante come differenza
   fra  la  somma  dei requisiti di anzianita' contributiva e di eta'
   anagrafica  di  cui al comma 1, pari a 95, e la somma dei predetti
   requisiti  in  possesso alla data del pensionamento di anzianita'.
   Le   annualita'   di   anzianita'  contributiva  e  di  eta'  sono
   arrotondate  al  primo  decimale  e  la  loro somma e' arrotondata
   all'intero piu' vicino. Se l'importo da versare e' inferiore al 20
   per  cento  della pensione di gennaio 2003 o se il predetto numero
   e'  nullo  o  negativo,  ma  alla data del pensionamento non erano
   stati  raggiunti  entrambi  i  requisiti  di cui al comma 1, viene
   comunque  versato  il 20 per cento della pensione di gennaio 2003.
   Il  versamento  massimo e' stabilito in misura pari a tre volte la
   predetta  pensione. La disposizione si applica anche agli iscritti
   che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di anzianita',
   hanno  interrotto  il  rapporto  di lavoro e presentato domanda di
   pensionamento   entro  il  30  novembre  2002;  qualora  essi  non
   percepiscano  nel  gennaio  2003  la  pensione  di  anzianita', e'
   considerata  come  base  di  calcolo  la  prima  rata  di pensione
   effettivamente  percepita.  Se  la  pensione  di  gennaio  2003 e'
   provvisoria,  si effettua un versamento provvisorio, procedendo al
   ricalcolo   entro   due   mesi   dall'erogazione   della  pensione
   definitiva.
      3. Per gli iscritti alle gestioni di cui al comma 1 titolari di
   reddito  da  pensione,  che  hanno  prodotto redditi sottoposti al
   divieto  parziale  o  totale di cumulo e che non hanno ottemperato
   agli  adempimenti  previsti  dalla  normativa  di  volta  in volta
   vigente,  le  penalita'  e  le trattenute previste, con i relativi
   interessi  e  sanzioni,  non  trovano applicazione, per il periodo
   fino al 31 marzo 2003, qualora l'interessato versi un importo pari
   al  70  per cento della pensione relativa al mese di gennaio 2003,
   moltiplicato  per ciascuno degli anni relativamente ai quali si e'
   verificato  l'inadempimento.  A  tal fine le frazioni di anno sono
   arrotondate  all'unita' superiore. Il versamento non puo' eccedere
   la  misura  pari  a  quattro volte la pensione di gennaio 2003. La
   quota  di versamento relativa ai mesi di gennaio, febbraio e marzo
   2003  viene  restituita  all'iscritto che abbia proceduto anche al
   versamento  di  cui  al comma 2. Se la pensione di gennaio 2003 e'
   provvisoria,  si  effettua un versamento provvisorio, e si procede
   al   ricalcolo  entro  due  mesi  dall'erogazione  della  pensione
   definitiva.
      4.  Gli  importi di cui ai commi 2 e 3 sono versati entro il 16
   marzo  2003, secondo modalita' definite dall'ente previdenziale di
   appartenenza. L'interessato puo' comunque optare per il versamento
   entro   tale   data  del  30  per  cento  di  quanto  dovuto,  con
   rateizzazione   in   cinque  rate  trimestrali  della  differenza,
   applicando  l'interesse  legale. Per i pensionati non in attivita'
   lavorativa  alla  data  del  30  novembre 2002, il versamento puo'
   avvenire  successivamente al 16 marzo 2003, purche' entro tre mesi
   dall'inizio  del  rapporto  lavorativo,  su  una  base  di calcolo
   costituita  dall'ultima mensilita' di pensione lorda erogata prima
   dell'inizio  della  attivita' lavorativa, con la maggiorazione del
   20  per  cento  rispetto  agli  importi  determinati applicando la
   procedura  di  cui  al comma 2. Per i soggetti di cui al penultimo
   periodo del comma 2, il versamento viene effettuato entro sessanta
   giorni  dalla  corresponsione  della prima rata di pensione. Per i
   soggetti  di  cui  all'ultimo  periodo  del  comma  2 e all'ultimo
   periodo del comma 3, il versamento di conguaglio avviene entro due
   mesi dall'erogazione della pensione definitiva.
      5.  Dalla  data  del  1  aprile  2003  i  comparti  interessati
   dell'amministrazione   pubblica,   ed  in  particolare  l'anagrafe
   tributaria  e  gli  enti  previdenziali  erogatori  di trattamenti
   pensionistici,   procedono   all'incrocio   dei   dati  fiscali  e
   previdenziali   da   essi   posseduti,  per  l'applicazione  delle
   trattenute  dovute  e  delle  relative  sanzioni  nei confronti di
   quanti  non  hanno regolarizzato la propria posizione ai sensi del
   comma 3.
      6. In attesa di un complessivo intervento di armonizzazione dei
   regimi  contributivi  delle  diverse  tipologie  di  attivita'  di
   lavoro, anche in relazione alla riforma delle relative discipline,
   l'aliquota   di   finanziamento  e  l'aliquota  di  computo  della
   pensione,  per  gli  iscritti  alla  gestione previdenziale di cui
   all'articolo 2, commi 26 e seguenti, della legge 8 agosto 1995, n.
   335,  e  successive  modificazioni,  che  percepiscono  redditi da
   pensione  previdenziale  diretta, sono incrementate di 2,5 punti a
   partire  dal 1 gennaio 2003 e di ulteriori 2,5 punti a partire dal
   1  gennaio 2004, ripartiti tra committente e lavoratore secondo le
   proporzioni  vigenti  nel  caso  di  lavoro  parasubordinato. Alla
   predetta  gestione  affluisce il 10 per cento delle entrate di cui
   al comma 4, vincolato al finanziamento di iniziative di formazione
   degli iscritti non pensionati; con decreto del Ministro del lavoro
   e   delle   politiche   sociali,   di  concerto  con  il  Ministro
   dell'economia e delle finanze, da emanare entro quattro mesi dalla
   data  di  entrata in vigore della presente legge, sono determinati
   criteri  e modalita' di finanziamento e di gestione delle relative
   risorse.
      7.  Gli  enti  previdenziali  privatizzati possono applicare le
   disposizioni di cui al presente articolo nel rispetto dei principi
   di  autonomia  previsti dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n.
   509, e dall'articolo 3, comma 12, della legge 8 agosto n. 335.
                                Art. 45.
    (Interventi per agevolare l'artigianato e i coltivatori diretti)

      1.   In   sede   di   sperimentazione,  per  l'anno  2003,  gli
   imprenditori  artigiani  iscritti  nei  relativi albi provinciali,
   qualora    impossibilitati    per    causa   di   forza   maggiore
   all'espletamento  dell'attivita' lavorativa, nonche' i coltivatori
   diretti iscritti negli elenchi provinciali, ai fini della raccolta
   di  prodotti agricoli, possono avvalersi, in deroga alla normativa
   previdenziale  vigente,  di  collaborazioni occasionali di parenti
   entro  il  secondo grado aventi anche il titolo di studente per un
   periodo  complessivo  nel  corso dell'anno non superiore a novanta
   giorni.     E'     fatto    comunque    obbligo    dell'iscrizione
   all'assicurazione  obbligatoria  contro gli infortuni sul lavoro e
   le malattie professionali.
      2.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e delle politiche
   sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze
   e  il Ministro delle politiche agricole e forestali, da emanare ai
   sensi  dell'articolo  17,  comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
   400,  entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
   presente  legge,  sono  definite  le  modalita'  di attuazione del
   presente  articolo,  con indicazione delle cause di forza maggiore
   in   relazione   alle   quali   e'   possibile   avvalersi   delle
   collaborazioni  di  cui  al  comma  1,  nonche'  le  modalita'  di
   comunicazione  agli  enti  previdenziali  interessati. Le suddette
   modalita'  di  attuazione  e cause di forza maggiore devono essere
   definite  in  modo  che l'onere conseguente a carico della finanza
   pubblica non sia superiore a 10 milioni di euro per l'anno 2003.
                              Art. 46.
   (Fondo nazionale per le politiche sociali. Finanziamento della
                   federazione maestri del lavoro)

  1.  Il Fondo nazionale per le politiche sociali di cui all'articolo
59,  comma  44,  della  legge  27 dicembre 1997, n. 449, e successive
modificazioni,  e'  determinato  dagli  stanziamenti previsti per gli
interventi   disciplinati  dalle  disposizioni  legislative  indicate
all'articolo  80,  comma  17, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e
successive  modificazioni,  e  dagli  stanziamenti  previsti  per gli
interventi,   comunque   finanziati  a  carico  del  Fondo  medesimo,
disciplinati  da  altre disposizioni. Gli stanziamenti affluiscono al
Fondo senza vincolo di destinazione.
  2.  Il  Ministro  del lavoro e delle politiche sociali, di concerto
con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  d'intesa con la
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto  1997,  n. 281, provvede annualmente, con propri decreti, alla
ripartizione  delle  risorse  del  Fondo  di  cui  al  comma 1 per le
finalita'   legislativamente  poste  a  carico  del  Fondo  medesimo,
assicurando    prioritariamente   l'integrale   finanziamento   degli
interventi  che  costituiscono diritti soggettivi e destinando almeno
il  10 per cento di tali risorse a sostegno delle politiche in favore
delle  famiglie  di nuova costituzione, in particolare per l'acquisto
della  prima  casa  di  abitazione  e per il sostegno alla natalita'.
((24))
  3.  Nei limiti delle risorse ripartibili del Fondo nazionale per le
politiche  sociali,  tenendo  conto delle risorse ordinarie destinate
alla  spesa  sociale dalle regioni e dagli enti locali e nel rispetto
delle  compatibilita'  finanziarie  definite  per l'intero sistema di
finanza      pubblica     dal     Documento     di     programmazione
economico-finanziaria,  con  decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri,  su  proposta  del  Ministro  del  lavoro e delle politiche
sociali,  di  concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
d'intesa  con  la  Conferenza  unificata  di  cui  all'articolo 8 del
decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  sono determinati i
livelli  essenziali  delle  prestazioni  da  garantire  su  tutto  il
territorio nazionale.
  4.  Le  modalita'  di  esercizio del monitoraggio, della verifica e
della  valutazione  dei  Costi,  dei  rendimenti  e dei risultati dei
livelli essenziali delle prestazioni di cui al comma 3 sono definite,
secondo  criteri  di semplificazione ed efficacia, con regolamento da
emanare  ai  sensi  dell'articolo  17, comma 2, della legge 23 agosto
1988,  n.  400, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
  5.  In  caso  di mancato utilizzo delle risorse da parte degli enti
destinatari  entro  il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui
sono  state  assegnate,  il  Ministro  del  lavoro  e delle politiche
sociali  provvede alla revoca dei finanziamenti, i quali sono versati
all'  entrata  del bilancio delloStato per la successiva assegnazione
al Fondo di cui al comma 1.
  6.  Per  far fronte alle spese derivanti dalle attivita' statutarie
della  federazione  dei  maestri  del  lavoro  d'Italia,  consistenti
nell'assistenza  ai  giovani al fine di facilitarne l'inserimento nel
mondo  del  lavoro e nella collaborazione volontaristica con gli enti
preposti  alla  difesa  civile,  alla  protezione delle opere d'arte,
all'azione ecologica, all'assistenza ai portatori di handicap ed agli
anziani  non autosufficienti, e' conferito alla federazione medesima,
per  il  triennio  2003-2005,  un  contributo  annuo di 260.000 euro.
All'onere  derivante dall'attuazione del presente comma si provvede a
carico  del  Fondo  per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7,
del   decrto-legge   20   maggio   1993,   n.  148,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. ((24))
--------------
AGGIORNAMENTO (24)
  La  Corte costituzionale con sentenza 16 - 29 dicembre 2004, n. 423
(in  G.U.  1a  s.s.  5/1/2005,  n.  1) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  del  presente  articolo  comma  2, limitatamente alle
parole  "destinando almeno il 10 per cento di tali risorse a sostegno
delle  politiche  in  favore delle famiglie di nuova costituzione, in
particolare  per  l'acquisto  della prima casa di abitazione e per il
sostegno  alla  natalita",  nonche'  dell'art.  46,  comma  6,  della
medesima legge.
                              Art. 47.
    (Finanziamento di interventi per la formazione professionale)

  1.   Nell'ambito   delle   risorse   preordinate   sul   Fondo  per
l'occupazione  di  cui  all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20
maggio  1993,  n.  148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio  1993,  n.  236,  con  decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,   sono   determinati   i  criteri  e  le  modalita'  per  la
destinazione  dell'importo  aggiuntivo  di  1 milione di euro, per il
finanziamento degli interventi di cui all'articolo 80, comma 4, della
legge 23 dicembre 1998, n. 448. ((27))
  2.  All'articolo  118,  comma  16, della legge 23 dicembre 2000, n.
388,  dopo le parole: "per l'anno 2001" sono aggiunte le seguenti: "e
di 100 milioni di euro per l'anno 2003".
------------------
AGGIORNAMENTO (27)
  La  Corte costituzionale con sentenza 13-28 gennaio 2005, n. 51 (in
G.U.  1a  s.s.  02/02/2005,  n.  5)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 47, comma 1.
                              Art. 48.
        (Fondi interprofessionali per la formazione continua)

  1.  All'articolo  118  della  legge  23 dicembre 2000, n. 388, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:
"1.  Al  fine  di  promuovere,  in  coerenza  con  la  programmazione
regionale  e  con  le  funzioni di indirizzo attribuite in materia al
Ministero  del  lavoro  e  delle politiche sociali, lo sviluppo della
formazione  professionale  continua,  in  un'ottica di competitivita'
delle  imprese e di garanzia di occupabilita' dei lavoratori, possono
essere  istituiti, per ciascuno dei settori economici dell'industria,
dell'agricoltura,  del  terziario  e dell'artigianato, nelle forme di
cui  al comma 6, fondi paritetici interprofessionali nazionali per la
formazione  continua,  nel  presente articolo denominati "fondi". Gli
accordi interconfederali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei
datori  di  lavoro  e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul
piano  nazionale  possono  prevedere l'istituzione di fondi anche per
settori  diversi,  nonche', all'interno degli stessi, la costituzione
di  un'apposita  sezione  relativa  ai dirigenti. I fondi relativi ai
dirigenti  possono essere costituiti mediante accordi stipulati dalle
organizzazioni  sindacali  dei  datori  di  lavoro  e  dei  dirigenti
comparativamente  piu'  rappresentative, oppure come apposita sezione
all'interno  dei  fondi interprofessionali nazionali. I fondi, previo
accordo   tra   le  parti,  si  possono  articolare  regionalmente  o
territorialmente.  I  fondi  possono  finanziare  in tutto o in parte
piani  formativi  aziendali,  territoriali,  settoriali o individuali
concordati   tra   le  parti  sociali,  nonche'  eventuali  ulteriori
iniziative  propedeutiche  e  comunque  direttamente connesse a detti
piani  concordate  tra  le parti. I progetti relativi a tali piani ed
iniziative  sono  trasmessi  alle  regioni  ed alle province autonome
territorialmente   interessate  affinche'  ne  possano  tenere  conto
nell'ambito  delle  rispettive  programmazioni. Ai fondi afferiscono,
progressivamente  e  secondo  le  disposizioni  di  cui  al  presente
articolo, le risorse derivanti dal gettito del contributo integrativo
stabilito  dall'articolo  25,  quarto  comma, della legge 21 dicembre
1978,  n.  845,  e  successive  modificazioni,  relative ai datori di
lavoro che aderiscono a ciascun fondo.
  2.   L'attivazione   dei   fondi  e'  subordinata  al  rilascio  di
autorizzazione  da  parte  del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali,  previa  verifica della conformita' alle finalita' di cui al
comma  1  dei  criteri di gestione, degli organi e delle strutture di
funzionamento   dei  fondi  medesimi  e  della  professionalita'  dei
gestori,  il  Ministero del lavoro e delle politiche sociali esercita
altresi' la vigilanza ed il monitoraggio sulla gestione dei fondi; in
caso  di  irregolarita' o di inadempimenti, il Ministero del lavoro e
delle    politiche    sociali    puo'    disporne    la   sospensione
dell'operativita'  o il commissariamento. Entro tre anni dall'entrata
a regime dei fondi, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
effettuera' una valutazione dei risultati conseguiti dagli stessi. Il
presidente  del  collegio  dei  sindaci e' nominato dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali.
Presso  lo  stesso  Ministero e' istituito, con decreto ministeriale,
senza   oneri   aggiuntivi   a   carico  del  bilancio  dello  Stato,
l'"Osservatorio  per  la  formazione  continua"  con  il  compito  di
elaborare  proposte  di  indirizzo  attraverso  la predisposizione di
linee-guida  e  di  esprimere  pareri  e  valutazioni  in ordine alle
attivita' svolte dai fondi, anche in relazione all'applicazione delle
suddette   linee-guida.   Tale   Osservatorio   e'  composto  da  due
rappresentanti  del  Ministero  del lavoro e delle politiche sociali,
dal  consigliere  di  parita'  componente la Commissione centrale per
l'impiego,  da  due  rappresentanti  delle  regioni  designati  dalla
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province   autonome   di   Trento   e   di  Bolzano,  nonche'  da  un
rappresentante  di ciascuna delle confederazioni delle organizzazioni
sindacali  dei  datori di lavoro e delle organizzazioni sindacali dei
lavoratori  maggiormente  rappresentative  sul  piano nazionale. Tale
Osservatorio  si  avvale dell'assistenza tecnica dell'Istituto per lo
sviluppo  della  formazione  professionale dei lavoratori (ISFOL). Ai
componenti  dell'Osservatorio non compete alcun compenso ne' rimborso
spese per l'attivita' espletata.
  3.  I  datori  di  lavoro  che  aderiscono  ai  fondi effettuano il
versamento  del  contributo  integrativo di cui all'articolo 25 della
legge  n.  845 del 1978 all'INPS, che provvede a trasferirlo al fondo
indicato  dal  datore  di  lavoro,  fermo  restando  quanto  disposto
dall'articolo  66,  comma  2,  della  legge  17  maggio 1999, n. 144.
L'adesione ai fondi e' fissata entro il 30 giugno 2003; le successive
adesioni  o  disdette  avranno effetto dal 30 giugno di ogni anno. Lo
stesso  Istituto  provvede a disciplinare le modalita' di adesione ai
fondi  e di trasferimento delle risorse agli stessi, mediante acconti
bimestrali,";
    b) il comma 6 e' sostituito dal seguente:
   "6.   Ciascun   fondo   e'   istituito,   sulla  base  di  accordi
interconfederali  stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori
di  lavoro  e  dei  lavoratori maggiormente rappresentative sul piano
nazionale, alternativamente:
    a)  come  soggetto  giuridico  di  natura  associativa  ai  sensi
dell'articolo 36 del codice civile;
    b)  come soggetto dotato di personalita' giuridica ai sensi degli
articoli 1 e 9 del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica  10  febbraio  2000,  n.  361,  concessa  con  decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali";
    c) il comma 7 e' abrogato;
    d)  il  comma  8  e'  sostituito  dal  seguente:  "8.  In caso di
omissione,   anche   parziale,  del  contributo  integrativo  di  cui
all'articolo  25  della legge n. 845 del 1978, il datore di lavoro e'
tenuto  a  corrispondere il contributo omesso e le relative sanzioni,
che vengono versate dall'INPS al fondo prescelto.";
    e)  il  comma  10  e'  sostituito  dal seguente: "10. A decorrere
dall'anno  2001  e'  stabilita  al  20 per cento la quota del gettito
complessivo  da  destinare  ai fondi a valere sul terzo delle risorse
derivanti  dal  contributo  integrativo  di cui all'articolo 25 della
legge   21   dicembre  1978,  n.  845,  destinato  al  Fondo  di  cui
all'articolo medesimo. Tale quota e' stabilita al 30 per cento per il
2002 e al 50 per cento per il 2003.";
    f)  il  comma  12  e'  sostituito  dal seguente: "12. Gli importi
previsti  per  gli  anni 1999 e 2000 dall'articolo 66, comma 2, della
legge 17 maggio 1999, n. 144, sono:
      a)  per  il  75  per  cento assegnati al Fondo di cui ai citato
articolo  25  della  legge  n.  845  del 1978, per finanziare, in via
prioritaria,  i  piani formativi aziendali, territoriali o settoriali
concordati tra le parti sociali;
      b)  per  il  restante  25  per  cento  accantonati  per  essere
destinati ai fondi, a seguito della loro istituzione. Con decreto del
Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sono determinati i termini ed
i  criteri  di attribuzione delle risorse di cui al presente comma ed
al comma 10".
  2. I fondi costituiti secondo le disposizioni previgenti adeguano i
propri  atti  costitutivi  alle  disposizioni dell'articolo 118 della
legge n. 388 del 2000, come modificato dal presente articolo. ((27))
------------------
AGGIORNAMENTO (27)
  La  Corte costituzionale con sentenza 13-28 gennaio 2005, n. 51 (in
G.U.  1a  s.s.  02/02/2005,  n.  5)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  del presente articolo, nella parte in cui non prevede
strumenti  idonei  a  garantire  una leale collaborazione fra Stato e
Regioni.
                                Art. 49.
   (Accertamenti sui redditi   prodotti  all'estero  e  finanziamento
                         indennizzi ex Jugoslavia)

      1.  I  redditi  prodotti all'estero che, se prodotti in Italia,
   sarebbero  considerati  rilevanti per l'accertamento dei requisiti
   reddituali,  da  valutare  ai  fini  dell'accesso alle prestazioni
   pensionistiche,    devono   essere   accertati   sulla   base   di
   certificazioni  rilasciate  dalla competente autorita' estera. Con
   decreto  del  Ministro  del  lavoro  e delle politiche sociali, di
   concerto  con  il  Ministro dell'economia e delle finanze e con il
   Ministro  per gli italiani nel mondo, sono definite le equivalenze
   dei  redditi,  le certificazioni e i casi in cui la certificazione
   puo'  essere  sostituita da autocertificazione. Per le prestazioni
   il   cui  diritto  e'  maturato  entro  il  31  dicembre  2002  la
   certificazione  dell'autorita' estera sara' acquisita in occasione
   di apposita verifica reddituale da effettuare entro il 31 dicembre
   2003.  2.  Le  economie  derivanti  dall'applicazione  del comma 1
   affluiscono  ad  uno  specifico  fondo  presso  l'INPS, per essere
   successivamente  versate  all'entrata  del  bilancio dello Stato e
   quindi  destinate  all'incremento  dell'autorizzazione di spesa di
   cui  all'articolo 5 della legge 29 marzo 2001, n. 137, concernente
   disposizioni  in  materia  di  indennizzi  a  cittadini  e imprese
   operanti  in  territori  della  ex  Jugoslavia, gia' soggetti alla
   sovranita' italiana.
                                Art. 50.
         (Disposizioni in materia di lavori socialmente utili)

      1.  Il  comma  1  dell'articolo  10  del decreto legislativo 28
   febbraio 2000, n. 81, e' sostituito dal seguente:
      "1.  Ai  soggetti  aventi  titolo  all'assegno  di utilizzo per
   prestazioni  in attivita' socialmente utili e relative prestazioni
   accessorie,  con  oneri  a carico del fondo di cui all'articolo 1,
   comma  1, in possesso alla data del 31 dicembre 2003 dei requisiti
   di  ammissione  alla  contribuzione volontaria di cui all'articolo
   12, comma 5, lettera a), del citato decreto legislativo n. 468 del
   1997,  e  successive modificazioni, determinati con riferimento ai
   requisiti  pensionistici  vigenti alla data del 1 gennaio 2003, e'
   riconosciuta    una    indennita'   commisurata   al   trattamento
   pensionistico  spettante  in relazione all'anzianita' contributiva
   posseduta alla data della domanda di ammissione alla contribuzione
   volontaria,  nel  limite  delle risorse preordinate allo scopo dal
   decreto  del  Ministro  del  lavoro  e della previdenza sociale 21
   maggio  1998,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 141 del 19
   giugno  1998. Tale indennita' non potra' comunque essere inferiore
   all'ammontare   dell'assegno  di  cui  all'articolo  4,  comma  1,
   spettante   alla  data  della  suddetta  domanda.  Dalla  data  di
   decorrenza del predetto trattamento provvisorio ai beneficiari non
   spettano  i  benefici previsti dall'articolo 12 del citato decreto
   legislativo  n.  468  del  1997,  e  successive modificazioni, con
   esclusione  di quelli di cui al comma 5-bis del medesimo articolo.
   Al  raggiungimento  dei  requisiti  pensionistici  richiesti dalla
   disciplina  vigente  alla  data del 1 gennaio 2003, il trattamento
   provvisorio  viene  rideterminato  sulla  base  delle disposizioni
   recate  dalla disciplina medesima. Ai lavoratori destinatari delle
   disposizioni  di  cui  al  presente  comma  si  applicano anche le
   disposizioni  di  cui  all'articolo  2,  commi  1  e 2, del citato
   decreto  del  Ministro  del  lavoro  e della previdenza sociale 21
   maggio 1998".
      2.  Dopo il comma 1 dell'articolo 10 del decreto legislativo 28
   febbraio 2000, n. 81, 'e inserito il seguente:
      "1-bis.  I  lavoratori  rientranti  nelle fattispecie di cui al
   comma  1,  per  potersi  avvalere  delle  disposizioni  di  cui al
   medesimo  comma,  devono  presentare  apposita  domanda, a pena di
   decadenza,  entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello nel
   corso   del   quale   maturano  i  requisiti  di  ammissione  alla
   contribuzione  volontaria di cui all'articolo 12, comma 5, lettera
   a),  del  decreto  legislativo 1 dicembre 1997 n. 468, determinati
   come  indicato  nel medesimo comma 1, ovvero, qualora abbiano gia'
   maturato detti requisiti anteriormente al 1 gennaio 2003, entro il
   termine  di  decadenza  del  28  febbraio 2003. Nei loro confronti
   cessano  di  trovare  applicazione  le  disposizioni in materia di
   attivita'  socialmente utili a decorrere dal primo giorno del mese
   successivo  a quello entro il quale possono presentare la relativa
   domanda".
      3. Per facilitare la stabilizzazione dei lavoratori socialmente
   utili  di cui all' articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28
   febbraio   2000,   n.  81,  con  onere  a  carico  del  Fondo  per
   l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20
   maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
   luglio  1993,  n.  236,  la  Cassa  depositi e prestiti concede ai
   comuni,  per  l'anno  2003,  mutui a tasso agevolato stabilito con
   decreto  del  Ministro  dell'economia e delle finanze, di concerto
   con   il  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali.  Il
   differenziale  tra  tasso  ordinario  e  tasso  agevolato non puo'
   comportare  un onere finanziario complessivo a carico del predetto
   Fondo  per  l'occupazione, superiore alla somma di 5,16 milioni di
   euro, che a tale fine e' preordinata nell' ambito del Fondo.
      4.  I  lavoratori aventi titolo, alla data di entrata in vigore
   della  presente  legge, all'assegno di utilizzo per prestazioni in
   attivita'  socialmente utili e relative prestazioni accessorie con
   oneri  a  carico  del  predetto  Fondo  per  l'occupazione, che ne
   facciano   richiesta  per  intraprendere  un'attivita'  lavorativa
   autonoma,    dipendente   o   di   collaborazione   coordinata   e
   continuativa,   ovvero  per  associarsi  in  cooperativa,  possono
   ottenere  la  corresponsione  anticipata  del predetto assegno che
   sarebbe  loro  spettato fino a tutto il 31 dicembre 2003, detratte
   le  mensilita'  gia'  riscosse  alla  data  della  domanda, con la
   conseguente  cancellazione  dal  bacino dei lavoratori socialmente
   utili.   La  domanda  dovra'  essere  corredata  da  una  apposita
   dichiarazione di responsabilita' con la quale l'interessato dovra'
   fornire  le  indicazioni sull'attivita' che intende intraprendere,
   precisando  la  data  di  inizio  della nuova attivita'. L'assegno
   anticipato  e'  cumulabile  con l'incentivo di cui all'articolo 3,
   comma  5,  del  decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
   sociale 21 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 141
   del  19  giugno  1998,  che,  a  decorrere  dal 1 gennaio 2003, e'
   concesso con le modalita' previste per l'assegno anticipato.
      5.  All'articolo  78, comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n.
   388,   come   modificato   dall'articolo   2-bis,   comma  1,  del
   decreto-legge   11   giugno   2002,   n.   108,   convertito,  con
   modificazioni,  dalla  legge 31 luglio 2002, n. 172, le parole: "e
   limitatamente  agli  anni  2001  e  2002"  sono  sostituite  dalle
   seguenti:  "e  limitatamente  agli  anni  2001,  2002 e 2003". Gli
   interventi  di cui al presente comma sono attivabili nei limiti di
   2.789.000  euro  per  l'anno  2003  e subordinatamente al rispetto
   delle  disposizioni  del  patto  di  stabilita' interno per l'anno
   2002.
      6.  Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi 1, 2, 3 e 5,
   pari  ad  euro  51,949 milioni per l'anno 2003, ad euro 53 milioni
   per  l'anno  2004,  ad euro 44 milioni per l'anno 2005, ad euro 36
   milioni  per  l'anno 2006, ad euro 23 milioni per l'anno 2007 e ad
   euro  10  milioni  per l'anno 2008, si provvede a carico del Fondo
   per   l'occupazione   di   cui   all'articolo   1,  comma  7,  del
   decreto-legge   20   maggio   1993,   n.   148.   convertito,  con
   modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
      7. Le istituzioni scolastiche proseguono nell'affidamento delle
   attivita'   in   base   alle   convenzioni   stipulate   ai  sensi
   dell'articolo  78, comma 31, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
   con oneri per l'anno 2003 pari a 297 milioni di euro.
                               Art. 51
       Disposizioni in materia di assicurazione degli sportivi

  1.  A  decorrere  dal  1  luglio  2003,  sono  soggetti all'obbligo
assicurativo gli sportivi dilettanti tesserati in qualita' di atleti,
dirigenti   e  tecnici  alle  Federazioni  sportive  nazionali,  alle
discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva.
  2.   L'obbligatorieta'   dell'assicurazione  comprende  i  casi  di
infortunio  avvenuti  in  occasione e a causa dello svolgimento delle
attivita'  sportive, dai quali sia derivata la morte o una inabilita'
permanente.
  ((2-bis. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti le federazioni sportive dilettantistiche e gli enti di promozione sportiva, da emanare a decorrere dal 1° agosto 2005 ed entro il 31 dicembre 2006, sono stabilite le nuove modalita' tecniche per l'iscrizione all'assicurazione obbligatoria degli sportivi dilettanti, nonche' la natura, l'entita' delle prestazioni e i relativi premi assicurativi. Nel rispetto delle norme comunitarie in materia di assicurazione antinfortunistica, le federazioni e gli enti di promozione sportiva potranno scegliere la compagnia assicuratrice con la quale stipulare le relative convenzioni. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono abrogate le disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria degli sportivi, di cui al decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali 17 dicembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile 2005)).
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AGGIORNAMENTO (11)
  La  L.  24  dicembre  2003, n. 350 ha disposto (con l'art. 4, comma
205)che il decreto di cui al prente articolo, comma 2-bis, e' emanato
entro  un  anno  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della presente
disposizione.
CAPO IV
INTERVENTI NEL SETTORE SANITARIO
                                Art. 52 
                Razionalizzazione della spesa sanitaria 
 
     1. A decorrere dal 1 gennaio 2003, i cittadini che usufruiscono 
   delle  cure  termali,  con  esclusione  dei  soggetti  individuati
   dall'articolo 8, comma 16, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e
   successive modificazioni, dei soggetti individuati dal regolamento
   di cui al decreto del Ministro della sanita' 28  maggio  1999,  n.
   329,  degli  invalidi  di  guerra  titolari  di  pensione  diretta
   vitalizia, dei grandi invalidi per servizio, degli invalidi civili
   al 100 per cento e dei grandi invalidi del lavoro, sono  tenuti  a
   partecipare alla spesa per un importo di 50 euro. 
     2. A decorrere dal 10 gennaio 2004, nell'ambito degli accordi di 
   cui all'articolo 4, comma 4, della legge 24 ottobre 2000, n.  323,
   sara' fissata la misura  dell'importo  massimo  di  partecipazione
   alla spesa per cure termali di cui all'articolo 8, comma 15, della
   legge 24  dicembre  1993,  n.  537,  e  successive  modificazioni,
   qualora le previsioni di spesa definite nell'ambito  degli  stessi
   accordi rendano necessaria l'adozione di  misure  di  contenimento
   della spesa predetta. 
     3. Al fine di consentire il pieno ed effettivo rilancio del 
   settore termale, il Governo, anche  nell'ambito  della  Conferenza
   permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province
   autonome di Trento e di Bolzano, assicura la  compiuta  attuazione
   delle disposizioni contenute nella legge 24 ottobre 2000, n. 323. 
     4. Tra gli adempimenti cui sono tenute le regioni, ai sensi 
   dell'articolo  4  del  decreto-legge  15  aprile  2002,   n.   63,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112,
   ai  fini  dell'accesso  all'adeguamento  del   finanziamento   del
   Servizio sanitario nazionale per gli anni 2003, 2004 e 2005,  sono
   ricompresi anche i seguenti: 
   a) l'attivazione nel proprio territorio del monitoraggio delle 
      prescrizioni   mediche,   farmaceutiche,    specialistiche    e
      ospedaliere,  di  cui  ai  commi  5-bis,   5-ter   e   5-quater
      dell'articolo 87 della legge  23  dicembre  2000,  n.  388;  la
      relativa verifica avviene secondo modalita' definite in sede di
      Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
      le province autonome di Trento e di Bolzano; 
   b) l'adozione dei criteri e delle modalita' per l'erogazione delle 
      prestazioni che non soddisfano il principio  di  appropriatezza
      organizzativa  e  di  economicita'  nella  utilizzazione  delle
      risorse, in attuazione del punto 4.3 dell'Accordo tra  Governo,
      regioni e province autonome del 22  novembre  2001,  pubblicato
      nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 19 del  23
      gennaio 2002; la relativa verifica  avviene  secondo  modalita'
      definite in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
      Stato, le regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
      Bolzano; 
   c) l'attuazione nel proprio territorio, nella prospettiva 
      dell'eliminazione o del significativo contenimento delle  liste
      di attesa, di  adeguate  iniziative,  senza  maggiori  oneri  a
      carico  del  bilancio  dello  Stato,  dirette  a  favorire   lo
      svolgimento, presso gli ospedali pubblici,  degli  accertamenti
      diagnostici in maniera  continuativa,  con  l'obiettivo  finale
      della copertura del servizio nei sette giorni della  settimana,
      in armonia con quanto previsto  dall'accordo  tra  il  Ministro
      della salute, le regioni e le province autonome di Trento e  di
      Bolzano del 14 febbraio 2002, sulle modalita' di  accesso  alle
      prestazioni diagnostiche e terapeutiche e indirizzi applicativi
      sulle  liste  di  attesa.  A  tale   fine,   la   flessibilita'
      organizzativa e gli istituti contrattuali della turnazione  del
      lavoro straordinario e della  pronta  disponibilita',  potranno
      essere  utilizzati,   unitamente   al   recupero   di   risorse
      attualmente  utilizzate  per  finalita'  non  prioritarie,  per
      ampliare notevolmente l'offerta dei  servizi,  con  diminuzione
      delle giornate complessive di degenza. Annualmente  le  regioni
      predispongono una relazione, da inviare  al  Parlamento,  circa
      l'attuazione dei presenti adempimenti e i risultati raggiunti; 
   d) l'adozione di provvedimenti diretti a prevedere, ai sensi 
      dell'articolo 3, comma 2, lettera c), del  decreto-legge  2001,
      n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16  novembre
      2001, n. 405, la decadenza automatica  dei  direttori  generali
      nell'ipotesi   di   mancato   raggiungimento    dell'equilibrio
      economico delle aziende sanitarie e ospedaliere, nonche'  delle
      aziende ospedaliere autonome. 
     5. Il comma 3 dell'articolo 85 della legge 23 dicembre 2000, n. 
   388, e successive modificazioni, e' abrogato. 
     6. Al secondo periodo del comma 40 dell'articolo 1 della legge 
   23 dicembre 1996, n. 662, le parole: "e al 12,5  per  cento"  sono
   sostituite dalle seguenti: ", al 12,5  per  cento"  e  le  parole:
   "pari o superiore a lire 200.000" sono sostituite dalle  seguenti:
   "compreso tra euro 103,29 e euro 154,94 e al 19 per cento  per  le
   specialita' medicinali il cui prezzo di  vendita  al  pubblico  e'
   superiore a euro 154,94. Il Ministero  della  salute,  sentite  le
   organizzazioni  sindacali   maggiormente   rappresentative   delle
   farmacie pubbliche e private, sottopone a  revisione  annuale  gli
   intervalli di prezzo e i limiti di fatturato, di cui  al  presente
   comma". 
     7. Il secondo periodo del comma 41 dell'articolo 1 della legge 
   23 dicembre 1996, n. 662,  e'  soppresso.  Conseguentemente,  sono
   rideterminati i prezzi  dei  medicinali  stabiliti  in  base  alla
   deliberazione del CIPE 1  febbraio  2001,  n.  3/2001,  pubblicata
   nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 28 marzo 2001. 
     8. La riduzione del prezzo delle specialita' medicinali di cui 
   al decreto del Ministro della salute 27 settembre 2002, pubblicato
   nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.  249  del  23
   ottobre 2002, e' rideterminata nella misura  massima  del  20  per
   cento. 
     9. Anche al fine di potenziare il processo di attivazione del 
   monitoraggio   delle    prescrizioni    mediche,    farmaceutiche,
   specialistiche e ospedaliere, di cui al comma 4,  lettera  a),  di
   contenere   la   spesa   sanitaria,    nonche'    di    accelerare
   l'informatizzazione del sistema sanitario e dei relativi  rapporti
   con i cittadini e le pubbliche amministrazioni  e  gli  incaricati
   dei  pubblici  servizi,  il  Ministro  per  l'innovazione   e   le
   tecnologie, di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
   finanze, il Ministro della salute,  il  Ministro  dell'interno,  e
   sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo  Stato,  le
   regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con  propri
   decreti di natura non regolamentare stabilisce  le  modalita'  per
   l'assorbimento, in via sperimentale e  senza  oneri  aggiuntivi  a
   carico del bilancio dello Stato, della tessera recante  il  codice
   fiscale nella carta nazionale dei servizi  e  per  la  progressiva
   utilizzazione della carta medesima ai fini sopra descritti. 
     10. All'articolo 3 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, 
   convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112,
   al comma  3,  le  parole:  "l'anno  2002"  sono  sostituite  dalle
   seguenti:  "gli  anni  2002  e  2003";  al  comma  4,  le  parole:
   "l'esercizio 2002" sono sostituite dalle seguenti:  "gli  esercizi
   2002 e 2003". 
     11. Dalla data di entrata in vigore del decreto di 
   riclassificazione dei medicinali adottato ai  sensi  dell'articolo
   9, commi  2  e  3,  del  decreto-legge  8  luglio  2002,  n.  138,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n.  178,
   e comunque entro e non oltre il 16 gennaio 2003  la  riduzione  di
   cui al comma 1 dell'articolo 3 del decreto-legge 15  aprile  2002,
   n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno  2002,
   n. 112, e' rideterminata nella misura del 7 per cento. 
     12. Il termine del 31 dicembre 2003 previsto dall'articolo 7, 
   comma 1, del decreto legislativo  17  marzo  1995,  n.  185,  come
   modificato dall'articolo 2, comma 2, della legge 8  ottobre  1997,
   n. 347, dall'articolo 5, comma 2, della legge 14 ottobre 1999,  n.
   362, e dall'articolo 85, comma 32, della legge 23  dicembre  2000,
   n. 388, e' prorogato al 31 dicembre 2008. ((42)) 
     13. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore 
   della presente legge, le imprese  produttrici  devono  versare,  a
   favore del Ministero della salute, per ogni medicinale  omeopatico
   per il quale sia stato gia'  corrisposto  il  contributo  di  lire
   40.000  previsto  dall'articolo  85,  comma  34,  della  legge  23
   dicembre 2000, n. 388, la somma di euro 25  a  titolo  di  acconto
   sulle tariffe dovute in sede di primo rinnovo delle autorizzazioni
   ai sensi dell'allegato 2,  lettera  A),  annesso  al  decreto  del
   Ministro della sanita' 22 dicembre 1997, pubblicato nella Gazzetta
   Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 1998. 
     14. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della 
   presente legge, a ciascuno dei medicinali  omeopatici  di  cui  al
   comma 13 sara' attribuito, da parte del Ministero della salute, un
   numero provvisorio di registrazione. 
     15. A tutti i medicinali omeopatici per i quali le aziende 
   produttrici hanno versato  la  somma  di  lire  40.000,  ai  sensi
   dell'articolo 85, comma 34, della legge 23 dicembre 2000, n.  388,
   e' consentita la notifica di variazioni limitatamente ai  seguenti
   casi: 
   a) variazioni del confezionamento primario; 
   b) quantita' del contenuto; 
   c) variazione di una o piu' diluizioni del o dei materiali di 
      partenza purche'  la  nuova  diluizione  sia  piu'  alta  della
      precedente; 
   d) sostituzione di un componente con uno analogo; 
   e) eliminazione di uno o piu' componenti; 
   f) variazione del titolare dell'autorizzazione alla 
      commercializzazione; 
   g) variazione del nome commerciale; 
   h) variazione del sito di produzione; 
   i) variazione del produttore. 
     16. Il richiedente deve allegare, per ogni variazione 
   notificata, la  ricevuta  dell'avvenuto  pagamento  della  tariffa
   prevista dal citato decreto del Ministro della sanita' 22 dicembre
   1997. La variazione si intende accordata trascorsi novanta  giorni
   dalla data di notifica. 
     17. Ai medicinali omeopatici non si applicano le disposizioni 
   previste dall'articolo 5-bis del decreto legislativo  30  dicembre
   1992, n. 540, introdotto dal comma 1 dell'articolo 40 della  legge
   1 marzo 2002, n. 39. 
     18. Per il solo anno 2002 sono posti a carico dello Stato, in 
   via  aggiuntiva  rispetto  a  quanto  stabilito  dall'Accordo  tra
   Governo, regioni e province autonome di Trento e di Bolzano dell'8
   agosto 2001, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  207  del  6
   settembre 2001, l'importo di 165 milioni di euro  a  compensazione
   della  minore  somma  definita  a  titolo  di  entrate  proprie  e
   l'importo di 50 milioni di euro per il finanziamento dell'ospedale
   "Bambino Gesu'" di Roma. 
     19. Alle imprese farmaceutiche titolari dell'autorizzazione 
   all'immissione  in  commercio   di   medicinali,   e'   consentito
   organizzare o  contribuire  a  realizzare  mediante  finanziamenti
   anche indiretti in Italia o all'estero per gli anni 2004,  2005  e
   2006 congressi, convegni o riunioni ai sensi dell'articolo 12  del
   decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  541,  e  successive
   modificazioni, nella misura massima del 50  per  cento  di  quelli
   notificati al Ministro della salute nell'anno 2003  o  autorizzati
   ai sensi del comma  7  del  citato  articolo.  Non  concorrono  al
   raggiungimento della percentuale di cui al periodo precedente  gli
   eventi espressamente autorizzati dalla Commissione  nazionale  per
   la formazione continua di  cui  all'articolo  16-ter  del  decreto
   legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. 
     20. A decorrere dal 1 gennaio 2003 l'importo del reddito annuo 
   netto indicato all'articolo 1, comma 1, lettera d), della legge 27
   ottobre 1993, n. 433, e' elevato a 10.717 euro. L'importo suddetto
   puo' essere elevato ogni due anni con decreto del  Ministro  della
   salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
   sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo  per
   le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall'ISTAT. 
     21. Al fine di potenziare le attivita' di ricerca, assistenza e 
   cura dei malati oncologici, e' assegnato al  Centro  nazionale  di
   adroterapia oncologica (CNAO) l'importo di 5 milioni di  euro  per
   l'anno 2003 e di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2004 e
   2005 per la realizzazione di un centro  nazionale  di  adroterapia
   oncologica integrato  con  strutture  di  ricerca  e  sviluppo  di
   tecnologie utilizzanti fasci di particelle ad alta energia. 
     22. Al comma 37 dell'articolo 52 della legge 28 dicembre 2001, 
   n. 448, sono apportate le seguenti modificazioni: 
   a) nel primo periodo, dopo le parole: "di alta formazione", sono 
      inserite le seguenti: "di cui al decreto legislativo 30  luglio
      1999, n. 287"; 
   b) nel secondo periodo, dopo le parole: "credito di imposta", sono 
      inserite le seguenti: ", riconosciuto  automaticamente  secondo
      l'ordine cronologico dei relativi atti di  convenzionamento,  e
      subordinatamente di  quelli  di  presentazione  delle  relative
      domande da presentare entro il 31  marzo  di  ciascun  anno  al
      Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento  per  le
      politiche fiscali, e' assegnato nel limite massimo di 1 milione
      di euro per ciascun istituto richiedente"; 
   c) nel terzo periodo, le parole: "sono individuati annualmente gli 
      istituti" sono sostituite  dalle  seguenti:  "sono  individuate
      annualmente le categorie degli istituti" e  le  parole:  "e  la
      misura massima dello stesso" sono soppresse. 
     23. La lettera e) dell'articolo 2 della legge 7 luglio 1901, n. 
   306, e successive modificazioni, e' sostituita dalla seguente: 
     "e) il contributo obbligatorio di tutti i sanitari iscritti agli 
   ordini professionali italiani dei  farmacisti,  medici  chirurghi,
   odontoiatri e veterinari, nella misura stabilita dal consiglio  di
   amministrazione della fondazione, che ne fissa misura e  modalita'
   di  versamento  con  regolamenti  soggetti  ad  approvazione   dei
   ministeri vigilanti ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto
   legislativo 30 giugno 1994, n. 509". 
     24. All'articolo 29 della legge 18 febbraio 1999, n. 28, sono 
   apportate le seguenti modificazioni: 
   a) il comma 3 e' abrogato; 
   b) al comma 4, primo periodo, le parole da: "e' autorizzato" fino 
      a: "per l'anno 1999 e" sono sostituite  dalle  seguenti:  "puo'
      assumere, secondo un piano approvato dal Ministro dell'economia
      e delle finanze, impegni pluriennali corrispondenti  alle  rate
      di ammortamento dei mutui contratti dai fornitori,  nei  limiti
      di impegno ventennali"; 
   c) al comma 4, dopo il primo periodo, einserito il seguente: "Le 
      rate di ammortamento dei mutui  contratti  dai  fornitori  sono
      corrisposte dal Corpo della  Guardia  di  finanza  direttamente
      agli   istituti   bancari   mutuanti,   salvo   il   caso    di
      autofinanziamento". 
     25. Gli ulteriori adeguamenti al prezzo medio europeo da 
   effettuarsi secondo criteri e modalita' stabilite dal CIPE,  sulla
   base dei dati di vendita e dei prezzi  nell'anno  2001  nei  paesi
   dell'Unione europea, avranno effetto a partire dal 10 luglio 2003.
   Fino a tale data e' comunque sospeso il processo di riallineamento
   al prezzo medio europeo calcolato secondo i criteri  di  cui  alla
   deliberazione del CIPE n. 10  del  26  febbraio  1998,  pubblicato
   nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 1998. 
     26. Il termine di cui al comma 25 e' ulteriormente prorogato nel 
   caso in cui l'incidenza della spesa per l'assistenza  farmaceutica
   risulti eccedere il tetto programmato previsto dall'articolo 5 del
   decreto-legge  18  settembre  2001,  n.   347,   convertito,   con
   modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405. 
     27. L'articolo 4, comma 9, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, 
   e' sostituito dal seguente: 
   "9. E'  istituita  la  struttura  tecnica  interregionale  per  la
   disciplina dei rapporti con  il  personale  convenzionato  con  il
   Servizio sanitario nazionale. Tale struttura, che  rappresenta  la
   delegazione  di  parte  pubblica  per  il  rinnovo  degli  accordi
   riguardanti il personale sanitario a  rapporto  convenzionale,  e'
   costituita da rappresentanti regionali nominati  dalla  Conferenza
   dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e
   di Bolzano. Della predetta delegazione fanno parte,  limitatamente
   alle  materie  di  rispettiva  competenza,  i  rappresentanti  dei
   Ministeri dell'economia  e  delle  finanze,  del  lavoro  e  delle
   politiche  sociali,  e  della  salute,  designati  dai  rispettivi
   Ministri. Con accordo in  sede  di  Conferenza  permanente  per  i
   rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
   e di Bolzano, e' disciplinato il  procedimento  di  contrattazione
   collettiva relativo ai predetti accordi tenendo  conto  di  quanto
   previsto dagli articoli 40, 41, 42, 46, 47, 48 e  49  del  decreto
   legislativo 30 marzo 2001, n. 165. A tale fine e'  autorizzata  la
   spesa annua nel limite massimo di 2 milioni di  euro  a  decorrere
   dall'anno 2003". 
    
   ---------------

    
   AGGIORNAMENTO (42) 
     Il D.L. 28 dicembre 2006, n. 300, convertito con modificazioni 
   dalla L. 26 febbraio 2007, n. 17, ha disposto (con l'art. 6, comma
   8-undecies) che il termine di cui al comma 12, e' prorogato al  31
   dicembre 2015. 
                              Art. 53.
               (Medici con titolo di specializzazione)

  1.  Ai  medici  che  conseguono  il  titolo  di specializzazione e'
riconosciuto,  ai  fini dei concorsi, l'identico punteggio attribuito
per il lavoro dipendente. ((21))
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AGGIORNAMENTO (21)
  La  Corte  Costtituzionale  con sentenza 1-14 dicembre 2004, n. 380
(in  G.U.  1a  s.s. 22/12/2004, n. 49) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  del  presente  articolo  nella  nella parte in cui si
applica ai concorsi banditi dalle Regioni o dagli enti regionali.
                                Art. 54.
                   (Livelli essenziali di assistenza)

      1.  Dal  1 gennaio 2001 sono confermati i livelli essenziali di
   assistenza   previsti   dall'articolo  1,  comma  6,  del  decreto
   legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.
      2.   Le   prestazioni  riconducibili  ai  suddetti  livelli  di
   assistenza  e  garantite  dal  Servizio  sanitario  nazionale sono
   quelle  individuate  all'allegato 1 del decreto del Presidente del
   Consiglio   dei   ministri   29   novembre  2001,  pubblicato  nel
   supplemento   ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  n.  33  dell'8
   febbraio 2002, con le esclusioni e i limiti di cui agli allegati 2
   e  3  del  citato decreto, con decorrenza dalla data di entrata in
   vigore dello stesso decreto.
      3.  La  individuazione  di  prestazioni  che  non  soddisfano i
   principi  e  le condizioni stabiliti dall'articolo 1, comma 7, del
   decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  502,  e  successive
   modificazioni,  nonche'  le  modifiche agli allegati richiamati al
   comma  2  del  presente  articolo  sono  definite  con decreto del
   Presidente del Consiglio dei ministri, di intesa con la Conferenza
   permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
   autonome di Trento e di Bolzano.
                                Art. 55.
   (Interventi di ristrutturazione    edilizia    e    ammodernamento
                    tecnologico del patrimonio sanitario pubblico)

      1.  All'articolo  5-bis,  comma  1,  del decreto legislativo 30
   dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, dopo le parole:
   "nei   limiti   delle  disponibilita'  finanziarie,  iscritte  nel
   bilancio  dello  Stato"  sono inserite le seguenti: "e nei bilanci
   regionali".
                                Art. 56
                    (Fondo per progetti di ricerca)

      1.  E'  istituito  un  fondo  finalizzato  al  finanziamento di
   progetti  di  ricerca,  di rilevante valore scientifico, anche con
   riguardo  alla  tutela della salute e all'innovazione tecnologica,
   con  una  dotazione  finanziaria di 225 milioni di euro per l'anno
   2003 e di ((100 milioni di euro per l'anno 2004, 92,758 milioni di euro per l'anno 2005, 97,934 milioni di euro per l'anno 2006 e 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007)). Alla ripartizione
   del  fondo,istituito  nello  stato  di  previsione  del  Ministero
   dell'economia  e  delle finanze, tra le diverse finalita' provvede
   il  Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, su
   proposta  del  Ministro  dell'istruzione, dell'universita' e della
   ricerca,  sentiti  i Ministri dell'economia e delle finanze, della
   salute e per l'innovazione tecnologica. Con lo stesso decreto sono
   stabiliti  procedure,  modalita'  e strumenti per l'utilizzo delle
   risorse,  assicurando  in  via  prioritaria  il  finanziamento dei
   progetti  presentati  da soggetti che abbiano ottenuto, negli anni
   precedenti,   un   eccellente   risultato  nell'utilizzo  e  nella
   capacita'  di  spesa  delle  risorse comunitarie assegnate e delle
   risorse  finanziarie  provenienti  dai programmi quadro di ricerca
   dell'Unione europea o dai fondi strutturali.
                                Art. 57
                Commissione unica sui dispositivi medici

     1.  Presso  il  Ministero della salute e' istituita, senza oneri
   aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, la Commissione unica
   sui  dispositivi  medici,  organo consultivo tecnico del Ministero
   della   salute,  con  il  compito  di  definire  e  aggiornare  il
   repertorio   dei  dispositivi  medici,  di  classificare  tutti  i
   prodotti  in classi e sottoclassi specifiche con l'indicazione del
   prezzo di riferimento.
     2. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 14 MAGGIO 2007, N. 86)).
     3. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 14 MAGGIO 2007, N. 86)).
     4.  La Commissione puo' invitare a partecipare alle sue riunioni
   esperti nazionali e stranieri.
     5.  Le  aziende  sanitarie  devono espone on line via Internet i
   costi  unitari  dei  dispositivi medici acquistati semestralmente,
   specificando  aziende  produttrici  e  modelli.  Tali informazioni
   devono  essere  disponibili entro il 31 marzo 2003 e devono essere
   aggiornate almeno ogni sei mesi.
                              Art. 58
                 (Incentivi per la ricerca farmaceutica)

      1. Nell'ambito della procedura negoziale del prezzo dei farmaci
    innovativi  registrati  con  procedura  centralizzata  o di mutuo
    riconoscimento  e'  riconosciuto un sistema di "premio di prezzo"
    (premium   price)   alle  aziende  farmaceutiche  che  effettuano
    investimenti  sul territorio nazionale finalizzati alla ricerca e
    allo  sviluppo del settore farmaceutico. Tale procedura negoziale
    si  applica  anche ai farmaci innovativi registrati con procedura
    nazionale  ove l'Italia sia designata Paese di riferimento per la
    procedura di mutuo riconoscimento in Europa.
      2.  Il  "premio di prezzo" previsto dal comma 1, la cui entita'
    e'  sottoposta  a verifica annuale, e' determinato sulla base dei
    seguenti  criteri  nell'ambito  delle  disponibilita' finanziarie
    prefissate per la spesa farmaceutica:
        a)  volume  annuale assoluto di investimenti produttivi ed in
    ricerca;
        b)  rapporto investimenti in officine di produzione dell'anno
    considerato  rispetto  alla media degli investimenti del triennio
    precedente;
        c) livelli annuali delle esportazioni;
        d)  rapporto incrementale delle esportazioni (prodotti finiti
    e semilavorati) rispetto all'anno precedente;
        e)  numero  degli occupati in ricerca e numero addetti per la
    ricerca, al netto del personale per il marketing, rapportato alla
    media degli addetti dei tre anni precedenti;
        f)  incremento  del  rapporto  tra  la  spesa  per la ricerca
    effettuata sul territorio nazionale ed il fatturato relativo agli
    anni  precedenti.  I  coefficienti dei criteri di cui al presente
    comma  e  l'entita' massima del "premio di prezzo" in rapporto al
    prezzo  negoziato  sono  definiti  (( . . . )) nei limiti di un
    importo  finanziario  pari  allo  0,1 per cento del finanziamento
    complessivo per la spesa farmaceutica.
      3.  I  criteri di cui al comma 2 si applicano anche ai prodotti
    in licenza.
                              Art. 59.
(Deducibilita' delle erogazioni liberali a favore della ricerca sulle
                       malattie neoplastiche)

   1.  Le erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore
a  500  euro,  effettuate  nei  primi  quattro mesi dell'anno 2003 da
persone  fisiche  a  favore  di  enti,  istituti, anche universitari,
pubblici e privati, e associazioni senza scopo di lucro che alla data
di  entrata  in  vigore  della presente legge svolgono direttamente o
indirettamente  attivita'  di  studio  e di ricerca scientifica sulle
malattie  neoplastiche,  presso  laboratori  universitari, ospedali e
istituti,  sono  deducibili  dal  reddito complessivo determinato per
l'anno  2003  ai  sensi del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917.
CAPO V
FINANZIAMENTI DEGLI INVESTIMENTI
                              Art. 60. 
         (Finanziamento degli investimenti per lo sviluppo) 
 
   1. Gli stanziamenti del Fondo per le aree sottoutilizzate  di  cui
all'articolo 61 della presente legge nonche'  le  risorse  del  Fondo
unico per gli incentivi alle imprese di  cui  all'articolo  52  della
legge  23  dicembre  1998,  n.  448,  limitatamente  agli  interventi
territorializzati rivolti alle aree  sottoutilizzate  e  segnatamente
alle autorizzazioni di spesa di cui al decreto-legge 22 ottobre 1992,
n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre  1992,
n.  488,  e  alle  disponibilita'   assegnate   agli   strumenti   di
programmazione  negoziata,  in  fase  di  regionalizzazione,  possono
essere diversamente allocati dal CIPE, presieduto dal Presidente  del
Consiglio  dei  ministri  in  maniera  non  delegabile.  La   diversa
allocazione, limitata esclusivamente agli interventi  finanziati  con
le risorse di cui sopra e ricadenti nelle aree sottoutilizzate di cui
all'articolo  61  della  presente  legge,  eeffettuata  in  relazione
rispettivamente allo stato di attuazione degli interventi finanziati,
alle esigenze espresse dal mercato in merito alle singole  misure  di
incentivazione e alla finalita' di accelerazione della spesa in conto
capitale.   Per   assicurare   l'accelerazione   della    spesa    le
amministrazioni centrali e le regioni presentano al CIPE, sulla  base
delle disponibilita' finanziarie che emergono ai sensi del  comma  2,
gli interventi candidati, indicando per ciascuno di essi i  risultati
economico-sociali attesi e il cronoprogramma  delle  attivita'  e  di
spesa. Gli interventi finanziabili sono attuati nell'ambito e secondo
le  procedure  previste  dagli  Accordi  di  programma  quadro.   Gli
interventi di accelerazione  da  realizzare  nel  2004  riguarderanno
prioritariamente i settori sicurezza,  trasporti,  ricerca,  acqua  e
rischio idrogeologico. 
   2. Il CIPE informa semestralmente il Parlamento  delle  operazioni
effettuate in base al comma 1. A tal fine i  soggetti  gestori  delle
diverse forme di intervento, con la medesima cadenza,  comunicano  al
CIPE i dati sugli  interventi  effettuati,  includenti  quelli  sulla
relativa localizzazione, e sullo stato complessivo di  impiego  delle
risorse assegnate. 
   3. Presso il Ministero delle attivita' produttive e' istituito  un
apposito Fondo in cui confluiscono le risorse del Fondo unico per gli
incentivi alle imprese di cui all'articolo 52 della legge 23 dicembre
1998, n. 448, con riferimento alle autorizzazioni di spesa di cui  al
decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 dicembre 1992, n.  488,  le  disponibilita'  assegnate
alla  programmazione  negoziata  per  patti  territoriali,  contratti
d'area e contratti di programma, nonche' le  risorse  che  gli  siano
allocate in attuazione del comma 1. Allo stesso Fondo confluiscono le
economie derivanti da provvedimenti di revoca totale o parziale degli
interventi citati, nonche' quelle di cui al comma 6  dell'articolo  8
della  legge  7  agosto  1997,  n.  266.  Gli   oneri   relativi   al
funzionamento dell'istituto per la  promozione  industriale,  di  cui
all'articolo  14,  comma  3,  della  legge  5  marzo  2001,  n.   57,
riguardanti le  iniziative  e  le  attivita'  di  assistenza  tecnica
afferenti le autorizzazioni di spesa di cui al  Fondo  istituito  dal
presente comma, gravano su detto Fondo.  A  tal  fine  provvede,  con
proprio decreto, il Ministro delle attivita' produttive. 
   4.  Il  3  per  cento   degli   stanziamenti   previsti   per   le
infrastrutture e' destinato alla spesa per la tutela e gli interventi
a favore dei beni e delle attivita' culturali.  Con  regolamento  del
Ministro per i beni e le attivita' culturali,  da  emanare  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,  sono
definiti i criteri e le modalita' per l'utilizzo  e  la  destinazione
della quota percentuale di cui al precedente periodo. ((61)) 
   5. Ai fini del riequilibrio socio-economico  e  del  completamento
delle dotazioni infrastrutturali del Paese, nell'ambito del programma
di infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001,  n.
443, puo' essere previsto il rifinanziamento degli interventi di  cui
all'articolo 145, comma 21, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. 
   6. Per le attivita' iniziate entro il 31  dicembre  2002  relative
alle istruttorie dei  patti  territoriali  e  dei  contratti  d'area,
nonche' per quelle di  assistenza  tecnico-amministrativa  dei  patti
territoriali, il Ministero delle attivita' produttive e'  autorizzato
a corrispondere i compensi previsti dalle  convenzioni  a  suo  tempo
stipulate dal Ministero dell'economia e delle finanze a valere  sulle
somme disponibili in relazione a quanto previsto dalle delibere  CIPE
17 marzo 2000,  n.  31,  e  21  dicembre  2001,  n.  123,  pubblicate
rispettivamente nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2000  e
n. 88 del 15 aprile 2002. Il Ministero delle attivita' produttive  e'
altresi' autorizzato, aggiornando le  condizioni  operative  per  gli
importi previsti  dalle  convenzioni,  a  stipulare  con  gli  stessi
soggetti contratti a trattativa privata per  il  completamento  delle
attivita' previste dalle stesse convenzioni. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (61) 
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 32,  comma  16)  che:
"Per l'anno 2011 non si applicano le disposizioni di cui all'articolo
60, comma 4, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Dall'anno 2012  il
3 per cento degli stanziamenti previsti per le infrastrutture, di cui
all'articolo 60, comma 4, della legge 27 dicembre 2002,  n.  289,  e'
definito esclusivamente nei termini di cui al presente comma". 
                               Art. 61 
 Fondo per le aree sottoutilizzate ed interventi nelle medesime aree 
 
  1. A decorrere dall'anno 2003 e' istituito il  Fondo  per  le  aree
sottoutilizzate, coincidenti con  l'ambito  territoriale  delle  aree
depresse di  cui  alla  legge  30  giugno  1998,  n.  208,  al  quale
confluiscono le risorse disponibili  autorizzate  dalle  disposizioni
legislative, comunque evidenziate contabilmente in modo autonomo, con
finalita' di riequilibrio economico e sociale di cui all'allegato  1,
nonche' la dotazione aggiuntiva di 400 milioni  di  euro  per  l'anno
2003, di 650 milioni di euro per l'anno 2004 e di  7.000  milioni  di
euro per l'anno 2005. (17) 
  2. A decorrere dall'anno 2004 si provvede  ai  sensi  dell'articolo
11, comma 3, lettera f),  della  legge  5  agosto  1978,  n.  468,  e
successive modificazioni. 
  3. Il Fondo e' ripartito esclusivamente tra gli interventi previsti
dalle disposizioni legislative  di  cui  al  comma  1,  con  apposite
delibere del CIPE  adottate  sulla  base  del  criterio  generale  di
destinazione territoriale delle risorse disponibili e  per  finalita'
di riequilibrio economico e sociale, nonche': 
a) per gli  investimenti  pubblici,  ai  quali  sono  finalizzate  le
   risorse stanziate a titolo di rifinanziamento degli interventi  di
   cui all'articolo 1 della citata legge n. 208 del 1998, e  comunque
   realizzabili anche attraverso le altre disposizioni legislative di
   cui all'allegato 1, sulla base, ove applicabili, dei criteri e dei
   metodi indicati all'articolo 73 della legge 28 dicembre  2001,  n.
   448; 
b) per gli incentivi, secondo criteri e metodi volti  a  massimizzare
   l'efficacia complessiva  dell'intervento  e  la  sua  rapidita'  e
   semplicita', sulla base dei risultati ottenuti e  degli  indirizzi
   annuali del Documento di programmazione economico-finanziaria, e a
   rispondere alle esigenze del mercato. 
  4. Le risorse finanziarie assegnate dal CIPE  costituiscono  limiti
massimi di spesa ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 11-ter  della
legge 5 agosto 1978, n. 468. 
  5. Il  CIPE,  con  proprie  delibere  da  sottoporre  al  controllo
preventivo della Corte dei conti, stabilisce i criteri e le modalita'
di  attuazione   degli   interventi   previsti   dalle   disposizioni
legislative di cui al comma  1,  anche  al  fine  di  dare  immediata
applicazione ai principi contenuti nel comma 2 dell'articolo 72. Sino
all'adozione  delle  delibere  di  cui  al  presente  comma,  ciascun
intervento  resta  disciplinato  dalle  disposizioni  di   attuazione
vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. 
  6. Al fine di dare attuazione al  comma  3,  il  CIPE  effettua  un
monitoraggio periodico della domanda rivolta ai diversi  strumenti  e
del loro stato di attuazione; a tale fine si avvale, oltre che  delle
azioni  di  monitoraggio  gia'  in  atto,  di  specifici   contributi
dell'ISTAT e delle Camere  di  commercio,  industria,  artigianato  e
agricoltura. Entro il 30 giugno di ogni  anno  il  CIPE  approva  una
relazione   sugli   interventi   effettuati   nell'anno   precedente,
contenente altresi' elementi  di  valutazione  sull'attivita'  svolta
nell'anno in corso e su quella da svolgere nell'anno  successivo.  Il
Ministro dell'economia e delle finanze trasmette  tale  relazione  al
Parlamento. 
  7. Partecipano in via ordinaria alle riunioni del CIPE, con diritto
di voto,  il  Ministro  per  gli  affari  regionali  in  qualita'  di
presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,
le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  e  il
presidente della Conferenza dei  presidenti  delle  regioni  e  delle
province autonome di Trento e di  Bolzano,  o  un  suo  delegato,  in
rappresentanza della Conferenza stessa. Copia delle deliberazioni del
CIPE relative all'utilizzo del Fondo di cui al presente articolo sono
trasmesse al Parlamento e di esse viene  data  formale  comunicazione
alle competenti Commissioni. 
  8. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, anche con riferimento all'articolo 60, con propri decreti,
le  occorrenti  variazioni  di  bilancio  in  termini   di   residui,
competenza e cassa tra le  pertinenti  unita'  previsionali  di  base
degli stati di previsione delle amministrazioni interessate. 
  9. Le economie  derivanti  da  provvedimenti  di  revoca  totale  o
parziale delle agevolazioni di cui all'articolo 1  del  decreto-legge
23 giugno 1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge  8
agosto 1995, n. 341, nonche' quelle di cui all'articolo 8,  comma  2,
della legge 7 agosto 1997, n.  266,  sono  utilizzate  dal  Ministero
delle attivita' produttive  per  la  copertura  degli  oneri  statali
relativi  alle  iniziative   imprenditoriali   comprese   nei   patti
territoriali e per il finanziamento di nuovi contratti di  programma.
Per il finanziamento di nuovi contratti di programma, una quota  pari
al 70 per cento delle economie e' riservata alle aree sottoutilizzate
del Centro-Nord,  ricomprese  nelle  aree  ammissibili  alle  deroghe
previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato  che
istituisce  la  Comunita'  europea,  nonche'  alle  aree   ricomprese
nell'obiettivo 2,  di  cui  al  regolamento  (CE)  n.  1260/1999  del
Consiglio, del 21 giugno 1999. 
  10. Le economie derivanti  da  provvedimenti  di  revoca  totale  o
parziale delle agevolazioni di  cui  all'articolo  1,  comma  2,  del
decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, sono utilizzate  dal  Ministero
delle attivita' produttive, oltre che per gli interventi previsti dal
citato decreto-legge n. 415 del 1992, anche, nel limite del  100  per
cento delle economie stesse, per il finanziamento di nuovi  contratti
di programma. Per il finanziamento di nuovi  contratti  di  programma
una quota pari all'85 per cento delle economie e' riservata alle aree
depresse del Mezzogiorno  ricomprese  nell'obiettivo  1,  di  cui  al
citato regolamento (CE) n. 1260/1999, e una  quota  pari  al  15  per
cento alle aree sottoutilizzate  del  Centro-Nord,  ricomprese  nelle
aree ammissibili  alle  deroghe  previste  dal  citato  articolo  87,
paragrafo 3, lettera c), del Trattato  che  istituisce  la  Comunita'
europea, nonche' alle aree ricomprese nell'obiettivo  2,  di  cui  al
predetto regolamento. 
  11. All'articolo 18 del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185,
dopo il comma 1, e' inserito il seguente: 
"1-bis. Sono esclusi dal finanziamento i progetti che si  riferiscono
a settori esclusi o sospesi dal CIPE, con propria  delibera,  sentita
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  o  da   disposizioni
comunitarie " 
  12. All'articolo 23 del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185,
dopo il comma 3, e' inserito il seguente: 
"3-bis. La societa' di cui al comma 1  puo'  essere  autorizzata  dal
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  ad  effettuare,  con  le
modalita' da esso stabilite ed a valere sulle risorse  del  fondo  di
cui all'articolo 27, comma 11, della legge 23 dicembre 1999, n.  488,
una o piu' operazioni di cartolarizzazione dei crediti maturati con i
mutui di  cui  al  presente  decreto.  Alle  predette  operazioni  di
cartolarizzazione si applicano le disposizioni di cui all'articolo 15
della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive  modificazioni.  I
ricavi rinvenienti dalle predette operazioni affluiscono al  medesimo
fondo per essere riutilizzati per gli interventi di cui  al  presente
decreto. Dell'entita' e della destinazione  dei  ricavi  suddetti  la
societa' informa quadrimestralmente il CIPE". 
  13. Nei limiti delle risorse di  cui  al  comma  3  possono  essere
concesse agevolazioni in favore delle  imprese  operanti  in  settori
ammissibili alle agevolazioni  ai  sensi  del  decreto-legge  del  22
ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla  legge  19
dicembre 1992, n. 488, ed aventi sede  nelle  aree  ammissibili  alle
deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e  c)  del
Trattato che istituisce la  Comunita'  europea,  nonche'  nelle  aree
ricadenti nell'obiettivo 2 di cui al regolamento  (CE)  n.  1260/1999
del Consiglio, del 21 giugno  1999,  che  investono,  nell'ambito  di
programmi di  penetrazione  commerciale,  in  campagne  pubblicitarie
localizzate in specifiche aree territoriali del Paese. L'agevolazione
e' riconosciuta sulle spese documentate dell'esercizio di riferimento
che eccedono  il  totale  delle  spese  pubblicitarie  dell'esercizio
precedente e nelle misure massime previste per gli aiuti a  finalita'
regionale, nel rispetto dei limiti della regola "de minimis"  di  cui
al regolamento (CE) n. 69/2001  della  Commissione,  del  12  gennaio
2001. Il CIPE,  con  propria  delibera  da  sottoporre  al  controllo
preventivo  della  Corte  dei  conti,  stabilisce   le   risorse   da
riassegnare all'unita' previsionale di base 6.1.2.7  "Devoluzione  di
proventi" dello stato di previsione  del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze, ed indica la  data  da  cui  decorre  la  facolta'  di
presentazione e le modalita' delle relative istanze. I  soggetti  che
intendano avvalersi dei contributi di cui al  presente  comma  devono
produrre istanza all'Agenzia delle entrate che provvede entro  trenta
giorni a comunicare il suo eventuale  accoglimento  secondo  l'ordine
cronologico delle  domande  pervenute.  Qualora  l'utilizzazione  del
contributo   esposta    nell'istanza    non    risulti    effettuata,
nell'esercizio di imposta cui si riferisce la  domanda,  il  soggetto
interessato decade dal diritto al contributo e  non  puo'  presentare
una  nuova  istanza  nei  dodici  mesi  successivi  alla  conclusione
dell'esercizio fiscale. (17) 
                                                               ((61)) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (17) 
  Il D.L. 21 luglio 2004, n. 168, convertito con modificazioni  dalla
L. 30 luglio 2004, n. 191, ha disposto (con l'art. 1,  comma  1)  che
l'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 del presente articolo, e'
ridotta di 150 milioni di euro per l'anno 2004. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che l'autorizzazione di
spesa di cui al comma 1  del  presente  articolo,  come  rifinanziata
dalla tabella D della legge 24 dicembre 2003, n. 350,  per  la  parte
relativa  agli  strumenti  di   programmazione   negoziata   di   cui
all'articolo 2, comma 203, della legge  23  dicembre  1996,  n.  662,
limitatamente ai contratti d'area e ai  contratti  di  programma,  e'
ridotta di 250 milioni di euro per l'anno 2004. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 3)che l'autorizzazione  di
spesa di cui al presente articolo, relativa  al  Fondo  per  le  aree
sottoutilizzate, come rideterminata ai sensi delle  tabelle  D  ed  F
della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e' ridotta di  100  milioni  di
euro per l'anno 2004. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (61) 
  Il D.Lgs. 31 maggio 2011, n. 88 ha disposto (con l'art. 4, comma 1)
che "Il Fondo per le aree sottoutilizzate,  di  cui  all'articolo  61
della legge 27 dicembre 2002, n.  289,  assume  la  denominazione  di
Fondo per lo sviluppo e la coesione". 
                               Art. 62
                    (Incentivi agli investimenti)

  1.   Al   fine   di  assicurare  una  corretta  applicazione  delle
disposizioni  in  materia  di agevolazioni per gli investimenti nelle
aree svantaggiate di cui all'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000,
n.   388,   e   successive  modificazioni,  nonche'  di  favorire  la
prevenzione     di     comportamenti     elusivi,     di    acquisire
all'amministrazione  i  dati  necessari  per  adeguati  monitoraggi e
pianificazioni  dei  flussi di spesa, occorrenti per assicurare pieni
utilizzi  dei  contributi,  attribuiti  nella  forma  di  crediti  di
imposta:
    a)  i  soggetti  che  hanno  conseguito  il diritto al contributo
anteriormente  alla  data  dell'8  luglio 2002 comunicano all'Agenzia
delle   entrate,  a  pena  di  decadenza  dal  contributo  conseguito
automaticamente,   i   dati  occorrenti  per  la  ricognizione  degli
investimenti  realizzati  e,  in  particolare,  quelli concernenti le
tipologie degli investimenti, gli identificativi dei contraenti con i
quali  i  soggetti interessati intrattengono i rapporti necessari per
la  realizzazione  degli  investimenti,  le  modalita' di regolazione
finanziaria delle spese relative agli investimenti, l'ammontare degli
investimenti, dei contributi fruiti e di quelli ancora da utilizzare,
nonche'  ogni  altro  dato  utile  ai  predetti  fini. Tali dati sono
stabiliti con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate,
emanato  entro  trenta  giorni  dalla data di entrata in vigore della
presente  legge,  con  il quale sono altresi' approvati il modello di
comunicazione  e  il  termine  per la sua effettuazione, comunque non
successivo  al  28  febbraio 2003. I soggetti di cui al primo periodo
sospendono  l'effettuazione degli ulteriori utilizzi del contributo a
decorrere  dalla  data di entrata in vigore della presente legge e la
riprendono   a  decorrere  dal  10  aprile  2003.  La  ripresa  della
utilizzazione dei contributi e' consentita nella misura non superiore
al  rapporto  tra  lo stanziamento in bilancio, pari a 450 milioni di
euro  per  l'anno  2003 e a 250 milioni di euro a decorrere dall'anno
2004,  e l'ammontare complessivo dei crediti d'imposta conseguenti ai
contributi  maturati e non utilizzati, risultante dalla analisi delle
comunicazioni  di  cui  al  primo  periodo.  L'entita'  massima della
predetta  misura  e'  determinata  con  provvedimento  del  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
entro  il  termine  stabilito  per la ripresa della utilizzazione dei
contributi;
    b)  i  soggetti  che,  a  decorrere  dall'8  luglio  2002,  hanno
conseguito  l'assenso  dell'Agenzia  delle entrate relativamente alla
istanza  presentata ai sensi del citato articolo 8 della legge n. 388
del  2000  effettuano  la  comunicazione  di  cui  alla  lettera  a),
sospendono  l'effettuazione degli ulteriori utilizzi del contributo a
decorrere  dalla  data di entrata in vigore della presente legge e la
riprendono   a  decorrere  dal  10  aprile  2003.  La  ripresa  della
utilizzazione  dei contributi e' consentita fino a concorrenza del 35
per   cento   del   suo   ammontare  complessivo  nell'anno  2003  e,
rispettivamente,  del  70  per cento e del 100 per cento nei due anni
successivi;
    c)  a decorrere dal 1 gennaio 2003 il contributo di cui al citato
articolo  8 della legge n. 388 del 2000 e' attribuito, nella forma di
credito di imposta, esclusivamente per gli investimenti da effettuare
nelle  aree  ammissibili  alle  deroghe  previste  dall'articolo  87,
paragrafo  3,  lettera  a),  del Trattato che istituisce la Comunita'
europea,   nonche'   nelle   aree  delle  regioni  Abruzzo  e  Molise
ammissibili  alle  deroghe  previste  dall'articolo  87, paragrafo 3,
lettera  c),  dello stesso Trattato, individuate dalla Carta italiana
degli  aiuti  a  finalita'  regionale per il periodo 2000-2006. Nelle
aree  ammissibili alla deroga ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3,
lettera  a),  del  predetto Trattato, il contributo spetta nel limite
dell'85  per  cento dell'intensita' fissata per tali aree dalla Carta
italiana  degli aiuti a finalita' regionale per il periodo 2000-2006;
nelle  aree  dell'Abruzzo  e del Molise ammesse alla deroga, ai sensi
dell'articolo   87,   paragrafo  3,  lettera  c),  del  Trattato,  il
contributo spetta nella misura della intensita' fissata per tali aree
dalla  predetta  Carta. Per gli investimenti da effettuare nelle aree
ammissibili  alle  deroghe  previste  dall'articolo  87, paragrafo 3,
lettera  c), dello stesso Trattato, diverse da quelle di cui al primo
e   al   secondo  periodo  della  presente  lettera,  eattribuito  un
contributo  nelle  forme  di  credito  d'imposta  secondo  le  stesse
modalita'  di  cui al primo periodo, nei limiti di 30 milioni di euro
annui fino al 2006.
    L'efficacia   delle   disposizioni   del  periodo  precedente  e'
subordinata,  ai  sensi  dell'articolo  88, paragrafo 3, del Trattato
istitutivo  della  Comunita' europea, alla preventiva approvazione da
parte della Commissione europea;
    d)   i   soggetti   che,  presentata  l'istanza  ai  sensi  delle
disposizioni   di  cui  alla  lettera  1,),  non  ne  hanno  ottenuto
l'accoglimento  per esaurimento delle risorse finanziarie disponibili
per l'anno 2002, e che comunque intendono conseguire il contributo di
cui  alla  lettera c), a decorrere dalla data prevista nella medesima
lettera,   rinnovano   l'istanza,   esponendo   un  importo  relativo
all'investimento  non  superiore  a  quello indicato nell'istanza non
accolta,  nonche'  gli  altri  dati  di  cui  alla  medesima istanza,
integrati  con  gli ulteriori elementi stabiliti con il provvedimento
del  direttore  dell'Agenzia delle entrate previsto dalla lettera a).
Rispettate  tali  condizioni, i soggetti di cui al periodo precedente
conservano l'ordine di priorita' conseguito con la precedente istanza
non  accolta,  ai  sensi  del comma 1-ter del citato articolo 8 della
legge n. 388 del 2000;
    e)  le  istanze  presentate  per  la prima volta dai soggetti che
intendono  effettuare  investimenti  a  decorrere  dal 1 gennaio 2003
contengono le indicazioni di cui al comma 1-bis del citato articolo 8
della  legge  n.  388  del 2000, come modificato dall'articolo 10 del
citato  decreto-legge  n.  138  del 2002, integrate con gli ulteriori
elementi  stabiliti  con  il provvedimento del direttore dell'Agenzia
delle entrate previsto dalla lettera a);
    f)  le  istanze rinnovate ovvero presentate per la prima volta ai
sensi  delle  lettere  d)  ed  e)  espongono  gli  investimenti e gli
utilizzi  del  contributo suddivisi, secondo la pianificazione scelta
dai   soggetti   interessati,  con  riferimento  all'anno  nel  quale
l'istanza  viene  presentata  e  ai due immediatamente successivi. In
ogni  caso,  l'utilizzo  del  contributo,  in  relazione  al  singolo
investimento,  e'  consentito  esclusivamente  entro  il secondo anno
successivo  a  quello  nel  quale  e' presentata l'istanza e, in ogni
caso,  nel rispetto di limiti di utilizzazione minimi e massimi pari,
in  progressione, al 20 e al 30 per cento, nell'anno di presentazione
dell'istanza, e al 60 e al 70 per cento, nell'anno successivo;(11)
    g) qualora le utilizzazioni del contributo pianificate ed esposte
nella  istanza,  ai  sensi della lettera f), non risultino effettuate
nei  limiti  previsti,  per  ciascun anno, dalla medesima lettera, il
soggetto  interessato  decade  dal  diritto  al contributo e non puo'
presentare  una  nuova  istanza  prima  dei  dodici mesi successivi a
quello nel quale la decadenza si e' verificata;
    h)   l'Agenzia   delle  entrate,  con  riferimento  alle  istanze
rinnovate ovvero presentate per la prima volta ai sensi delle lettere
d)  ed  e),  provvede  a  dare  attuazione  al comma 1-ter del citato
articolo 8 della legge n. 388 del 2000, come modificato dall'articolo
10  del  citato  decreto-legge  n.  138  del  2002,  nei limiti dello
stanziamento  di  bilancio  pari a 1.000 milioni di euro per ciascuno
degli anni dal 2003 al 2006;
    i)  i  soggetti  comunque  ammessi  ai  benefici di cui al citato
articolo  8 della legge n. 388 del 2000, indicano nella dichiarazione
annuale dei redditi relativa all'esercizio in cui sono effettuati gli
investimenti  il  settore  di  appartenenza,  l'ammontare  dei  nuovi
investimenti  effettuati  suddivisi  per  area regionale interessata,
l'ammontare  del contributo utilizzato in compensazione, il limite di
intensita'   di  aiuto  utilizzabile,  nonche'  ogni  altro  elemento
ritenuto  utile  indicato nelle istruzioni dei modelli della predetta
dichiarazione.
  ((1-bis. Le risorse derivanti da rinunce o da revoche di contributi di cui al comma 1, lettera c), sono utilizzate dall' Agenzia delle entrate per accogliere le richieste di ammissione all'agevolazione, secondo l'ordine cronologico di presentazione, non accolte per insufficienza di disponibilita')).
  2.  E'  abrogato  il  comma 1-quater dell'articolo 8 della legge 23
dicembre 2000, n. 388.
  3. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
come   modificato   dall'articolo   10,  comma  1,  lettera  b),  del
decreto-legge  8  luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, le parole:
  "pari  a  1.740 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2003 al
2006"  sono  sostituite dalle seguenti: "pari a 1.725 milioni di euro
per l'anno 2003, 1.740 milioni di euro per l'anno 2004, 1.511 milioni
di  euro  per l'anno 2005, 1.250 milioni di euro per l'anno 2006, 700
milioni  di  euro  per  l'anno  2007 e 300 milioni di euro per l'anno
2008".
  4.  L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 7, comma 1, della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, e' ridotta di 335 milioni di euro per
l'anno 2004 e 250 milioni di euro per l'anno 2005.
  5.  I  contribuenti  titolari  di  reddito  d'impresa  o  di lavoro
autonomo  che  hanno  dichiarato  ricavi  o compensi di ammontare non
superiore  a  5.164.569  euro  sospendono,  a decorrere dalla data di
entrata  in  vigore della presente legge e fino al 30 settembre 2003,
l'effettuazione  della  compensazione  di  cui  all'articolo  17  del
decreto  legislativo  9 luglio 1997, n. 241, limitatamente ai crediti
d'imposta derivanti dalla rettifica del reddito d'impresa o di lavoro
autonomo   risultante   da   dichiarazioni   integrative,  presentate
successivamente al 30 settembre 2002.
  6.  In  caso  di  effettuazione  della compensazione del credito in
violazione  di  quanto  stabilito  dal  comma  5  non si applicano le
riduzioni delle sanzioni previste dalle disposizioni dell'articolo 13
del  decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e dall'articolo 2,
comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462.
  7.  Sono  abrogati gli articoli 1 e 2 del decreto-legge 12 novembre
2002,  n.  253;  restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e
sono  fatti salvi gli effetti prodottosi e i rapporti giuridici sorti
sulla base delle predette disposizioni.
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AGGIORNAMENTO (11)
  La  L.  24  dicembre  2003, n. 350 ha disposto (con l'art. 4, comma
132,  lettera  b))  che  i  limiti  di utilizzazione minimi e massimi
previsti  dalla  lettera  f)  del  comma  1 del presente articolo per
l'anno  di  presentazione  dell'istanza  e per l'anno successivo sono
differiti di un anno.
                               Art. 63
                     (Incentivi alle assunzioni)

      1. L'incentivo per l'incremento dell'occupazione, costituito da
    un  contributo  attribuito  nella forma di credito di imposta, e'
    prorogato  fino  al  31 dicembre 2006 nel rispetto delle seguenti
    disposizioni:
        a)  gli  incrementi  occupazionali che rientrano nella misura
    massima  prevista  dall'articolo 2 del decreto-legge 24 settembre
    2002,  n.  209,  determinano  anche per l'anno 2003 il diritto al
    contributo negli importi stabiliti dall'articolo 7 della legge 23
    dicembre  2000, n. 388, relativamente ai datori di lavoro nei cui
    riguardi   trova   applicazione   il   citato   articolo   2  del
    decreto-legge  n.  209  del  2002.  Per lo stesso anno 2003, ogni
    assunzione   che   da'   luogo   ad   un  incremento  della  base
    occupazionale  ulteriore  rispetto  alla  misura  di cui al primo
    periodo  attribuisce  ai  datori  di lavoro indicati nello stesso
    periodo,  per l'intero territorio nazionale, un contributo di 100
    euro  ovvero  di  150  euro, se l'assunto e' di eta' superiore ai
    quarantacinque  anni,  nel  limite finanziario complessivo di 125
    milioni  di  euro.  Nei  casi  di  cui  al  secondo  periodo,  se
    l'assunzione  e'  effettuata  negli ambiti territoriali di cui al
    comma  10  dell'articolo 7 della citata legge n. 388 del 2000, e'
    attribuito  un  ulteriore  contributo  di  300  euro  nel  limite
    finanziario  complessivo  fissato  con  deliberazione del CIPE in
    attuazione  degli articoli 60 e 61 della presente legge, a valere
    sui fondi previsti dagli stessi articoli;
        b)  dal  1 gennaio 2003 al 31 dicembre 2006, relativamente ai
    datori  di lavoro diversi da quelli di cui alla lettera a), e dal
    1  gennaio  2004  al 31 dicembre 2006, relativamente ai datori di
    lavoro  di  cui alla lettera a) per ogni assunzione che da' luogo
    ad  un  incremento  della  base occupazionale, rispetto alla base
    occupazionale media riferita al periodo tra il 1 agosto 2001 e il
    31 luglio 2002, e' attribuito il contributo di 100 euro ovvero di
    150  euro  nonche'  quello  ulteriore  di  300 euro, ai sensi del
    secondo  e  terzo  periodo della lettera a), a valere, per l'anno
    2003,  sulle  stesse  dotazioni  finanziarie di cui alla medesima
    lettera  a)  e,  per  gli anni dal 2004 al 2006, relativamente ai
    contributi di cui al secondo periodo della lettera a), nei limiti
    finanziari   complessivi   di  125  milioni  di  euro  annui,  e,
    relativamente al contributo di cui al terzo periodo della lettera
    a),   nel   limite  finanziario  complessivo  annuo  fissato  con
    deliberazione del CIPE in attuazione degli articoli 60 e 61 della
    presente   legge,  a  valere  sui  fondi  previsti  dagli  stessi
    articoli;
        c)  per  le  assunzioni di cui alle lettere a) e b) rimangono
    ferme,  nel  resto,  le  disposizioni di cui al citato articolo 7
    della  legge n. 388 del 2000, in particolare quelle relative alle
    modalita'   e  ai  tempi  di  rilevazione  delle  assunzioni  che
    determinano incremento della base occupazionale.
      2.  Il contributo di cui al comma 1, lettera a), primo periodo,
    puo' essere attribuito comunque non oltre il 31 dicembre 2003;
    quelli  di cui al comma 1, lettera a), secondo e terzo periodo, e
    lettera  b),  possono  essere attribuiti comunque non oltre il 31
    dicembre  2006.  In entrambi i casi previsti dal primo periodo, i
    contributi  possono essere fruiti, solo mediante compensazione ai
    sensi  del  decreto  legislativo  9  luglio  1997,  n. 241, anche
    successivamente a tali date, in caso di incapienza.
      3.  Per  maturare  il  diritto ai contributi di cui al comma 1,
    lettera  a),  secondo  e terzo periodo, e lettera b), i datori di
    lavoro  devono,  in  ogni  caso, inoltrare al centro operativo di
    Pescara   dell'Agenzia   delle  entrate  una  istanza  preventiva
    contenente i dati stabiliti con provvedimento del direttore della
    medesima  Agenzia,  emanato  entro il 31 gennaio 2003, occorrenti
    per stabilire la base occupazionale di riferimento, il numero, la
    tipologia,  la  decorrenza e la durata dell'assunzione, l'entita'
    dell'incremento  occupazionale  nonche'  gli  identificativi  del
    datore  di  lavoro  e  dell'assunto.  ((Ove il datore di lavoro presenti l'istanza di accesso alle agevolazioni prima di aver disposto le relative assunzioni, le stesse sono effettuate entro trenta giorni dalla comunicazione dell'accoglimento dell'istanza da parte dell'Agenzia delle entrate. In tal caso l'istanza e' completata, a pena di decadenza, con la comunicazione dell'identificativo del lavoratore, entro i successivi trenta giorni)).  I  contributi  di  cui  al  periodo precedente possono
    essere  fruiti  ai  sensi del comma 2 solo dopo l'atto di assenso
    adottate  espressamente  dall'Agenzia  delle entrate entro trenta
    giorni  dal  ricevimento  dell'istanza.  Nel  rendere  l'atto  di
    assenso,  l'Agenzia  delle  entrate, d'intesa con il Dipartimento
    della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell'economia
    e  delle  finanze,  tiene  conto  altresi',  in funzione dei dati
    raccolti  ai  sensi  del  primo  periodo,  della proiezione degli
    effetti  finanziari  sugli anni successivi, in considerazione dei
    limiti di spesa progressivamente impegnati nel corso dell'anno in
    ragione  dei  contributi assentiti. Per la gestione delle istanze
    trovano  applicazione,  in  quanto  compatibili,  le disposizioni
    dell'articolo  6  del  regolamento di cui al decreto del Ministro
    delle finanze 3 agosto 1998, n. 311.
      4.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi 1 e 2 non incidono sui
    diritti   di   utilizzazione  dei  crediti  di  imposta  previsti
    dall'articolo  2,  comma  1,  terzo periodo, del decreto-legge 24
    settembre  2002,  n.  209,  relativamente  ai quali non operano i
    limiti  finanziari  di  cui  al  comma  1,  lettere  a) e b), del
    presente articolo.
      5.  Al  maggiore  onere  derivante dall'attuazione del presente
    articolo, pari a 725 milioni di euro per l'anno 2003, si provvede
    mediante  corrispondente utilizzo dell'autorizzazione di spesa di
    cui  all'articolo  8  della  legge 23 dicembre 2000, n. 388, come
    modificata   dall'articolo   10,   comma   1,   lettera  b),  del
    decreto-legge   8   luglio   2002,   n.   138,   convertito,  con
    modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178.
                              Art. 64.
       (Misure compensative per le regioni e gli enti locali)

   1.  A  valere e nei limiti delle risorse complessivamente previste
all'articolo  62,  comma  1,  lettera h), e' garantita alle regioni o
agli  enti  locali  cui  sono  attribuiti tributi erariali o quote di
compartecipazione  agli  stessi  l'invarianza  del gettito tributario
attraverso    misure    compensative   determinate   con   successivo
provvedimento   ministeriale   da   emanare  d'intesa  con  gli  enti
interessati  anche  sulla base delle risultanze prodotte dall'Agenzia
delle entrate - struttura di gestione.
   2.  Allo  scopo  di  quantificare  le minori entrate di tributi di
spettanza  delle  regioni  e degli enti locali conseguenti ai crediti
d'imposta  concessi  per  gli  esercizi  pregressi  e' istituito, con
decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, un apposito
Comitato tecnico, senza oneri a carico del bilancio dello Stato.
                               Art. 65
                  (Operazioni sui titoli di Stato)

   1.  Ai  fini  dell'articolo 8, ventinovesimo comma, della legge 22
dicembre  1984, n. 887, e successive modificazioni, i titoli di Stato
di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 26 novembre 1993, n. 483,
possono essere concambiati con effetto dal 30 dicembre 2002 con altri
titoli  di  Stato  per un ammontare di pari valore di mercato, previa
intesa  fra  il  Ministero  dell'economia  e delle finanze e la Banca
d'Italia.  Modalita'  e termini dell'operazione sono disciplinati con
apposita convenzione.
   ((2. A decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del concambio, la perdita conseguente alla minusvalenza patrimoniale di cui al predetto concambio, nonche' le perdite relative ai due periodi d'imposta successivi, sono computabili in diminuzione, anche in deroga al limite temporale previsto dal comma 1 dell'articolo 84 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, fino a concorrenza del 50 per cento dei redditi imponibili del periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2005 e di quelli successivi)).
   3.  A  copertura  della  minusvalenza  di cui al comma 2, la Banca
d'Italia  puo' utilizzare, in esenzione d'imposta, i fondi costituiti
con  la  rivalutazione  dell'oro, per le quote accertate al 1 gennaio
1999 e ancora esistenti alla data del concambio. Il costo fiscalmente
riconosciuto  dell'oro  e'  pari  al  valore iscritto in bilancio, al
netto del relativo conto rivalutazione che residua dopo il concambio.
   4.  E'  abrogata  la  lettera b) del comma 1 dell'articolo 104 del
citato testo unico.
                               Art. 66
                Sostegno della filiera agroalimentare

((1. Al fine di favorire l'integrazione di filiera del sistema agricolo e agroalimentare e il rafforzamento dei distretti agroalimentari, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nel rispetto della programmazione regionale, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, promuove, nel limite finanziario complessivo fissato con deliberazione del CIPE in attuazione degli articoli 60 e 61 della presente legge e nel rispetto dei criteri di riparto territoriale stabiliti dalla medesima deliberazione del CIPE, ovvero nei limiti finanziari fissati dall'articolo 1, comma 354, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, nonche' dagli eventuali altri stanziamenti previsti dalla legge, contratti di filiera e di distretto a rilevanza nazionale con gli operatori delle filiere, ivi comprese le forme associate di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, finalizzati alla realizzazione di programmi di investimenti aventi carattere interprofessionale, in coerenza con gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato in agricoltura)).
  2.  I  criteri,  le modalita' e le procedure per l'attuazione delle
iniziative  di  cui al comma 1 sono definiti con decreto del Ministro
delle   politiche   agricole   e  forestali,  sentita  la  Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome  di Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
  3. Al fine di facilitare l'accesso al mercato dei capitali da parte
delle  imprese  agricole  e  agroalimentari, con decreto del Ministro
delle  politiche  agricole  e  forestali, di concerto con il Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  e'  istituito  un  regime di aiuti
conformemente  a  quanto  disposto  dagli  orientamenti comunitari in
materia  di aiuti di Stato in agricoltura nonche' dalla comunicazione
della Commissione delle Comunita' europee 2001/C 235 03 del 23 maggio
2001,  recante aiuti di Stato e capitale di rischio, pubblicata nella
Gazzetta  Ufficiale delle Comunita' europee C/235 del 21 agosto 2001.
Per  le finalita' di cui al presente comma e' autorizzata la spesa di
5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.
                              Art. 67.
      (Disposizioni per l'insediamento nelle zone di montagna)

   1.  La normativa di cui al decreto-legge 30 dicembre 1985, n. 786,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44, e
successive  modificazioni,  concernente  misure  straordinarie per la
promozione   e  lo  sviluppo  dell'imprenditorialita'  giovanile  nel
Mezzogiorno,  e'  estesa, fino all'ammontare massimo di 10 milioni di
euro  annui,  anche  ai comuni montani con meno di 5.000 abitanti non
ricadenti  nelle  delimitazioni di cui all'articolo 1 del testo unico
delle  leggi  sugli interventi nel Mezzogiorno, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.
   2. I criteri e le procedure applicative per l'estensione di cui al
comma  1, ivi compresa la definizione della quota dei fondi in essere
di  cui  al  decreto-legge  30 dicembre 1985, n. 786, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  28  febbraio  1986, n. 44, e successive
modificazioni,  a  tale fine riservata, sono determinati dal CIPE, su
proposta  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, sentita la
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano.
                              Art. 68.
   (Interventi per fronteggiare la malattia vescicolare dei suini)

   1.  Al  fine  di assicurare la realizzazione di interventi urgenti
diretti  a  fronteggiare  l'emergenza  nel  settore  zootecnico  e in
particolare   nel   comparto   suinicolo,   causata   dalla  malattia
vescicolare  dei  suini,  nell'ambito  delle  disponibilita'  di  cui
all'autorizzazione di spesa prevista dall'articolo 15, comma 1, della
legge  27  marzo  2001,  n.  122,  e'  destinato, per l'anno 2003, un
importo  di  5  milioni  di  euro,  in  conformita'  all'articolo 87,
paragrafo  2,  lettera  b),  del  Trattato istitutivo della Comunita'
europea,   e  successive  modificazioni,  a  sostegno  delle  imprese
costrette  a misure di profilassi per l'eradicazione e la prevenzione
delle infezioni da virus della malattia vescicolare dei suini.
   2.  Il  Ministero delle politiche agricole e forestali trasferisce
alle  regioni  colpite dalla malattia vescicolare dei suini, entro il
limite  di  cui  al  comma  1,  gli  importi  per l'attivazione degli
interventi  di cui al comma 3, sulla base dei programmi di intervento
presentati dalle regioni entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge.
   3. Il programma regionale deve contenere:
a) per quanto concerne l'area di intervento: i territori regionali in
   cui sono state riscontrate le infezioni, individuati quali aree di
   protezione,   in   cui  sono  stati  effettuati  gli  abbattimenti
   obbligatori,  e  i  territori  limitrofi individuati quali aree di
   sorveglianza;
b) per quanto concerne gli interventi finanziabili:
1) le spese per controlli sanitari, test e altre indagini;
2) i  costi  imputabili  all'abbattimento  del bestiame e al relativo
   smaltimento;
3) gli  oneri relativi al fermo aziendale derivanti dalla difficolta'
   di  sostituzione del bestiame, dalla quarantena o da altri periodi
   di  attesa  imposti o raccomandaci dalle autorita' competenti, con
   priorita' per le imprese ricadenti in zona di protezione;
c) per  quanto  concerne  i beneficiari: le imprese i cui allevamenti
   ricadono  nelle  zone  indicate  alla  lettera  a)  e per le quali
   l'autorita'  sanitaria  abbia  previsto  un  idoneo  programma  di
   prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia, predisposto
   sulla base della normativa sanitaria in materia;
d) l'entita'  del  contributo,  fino  al  cento per cento delle spese
   sostenute  per  gli  interventi  indicati  alla lettera b) entro i
   limiti, comunque, dell'importo trasferito ai sensi del comma 2.

   4.  All'articolo  129,  comma  1, della legge 23 dicembre 2000, n.
388, dopo la lettera a), e' inserita la seguente:
   "a-bis)  interventi  strutturali e di sostegno per fronteggiare le
conseguenze  della  malattia  scrapie  negli  allevamenti  ovini: 2,5
milioni di euro;".
                               Art. 69
                     Misure in materia agricola

  1.  Al comma 1 dell'articolo 11 del decreto-legge 8 luglio 2002, n.
138,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 8 agosto 2002, n.
178, dopo le parole: "del 17 maggio 1999," sono inserite le seguenti:
"ovvero ai sensi di regimi di aiuto nazionali approvati con decisione
della Commissione delle Comunita' europee".
  2.  Al comma 3 dell'articolo 11 del decreto-legge 8 luglio 2002, n.
138,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 8 agosto 2002, n.
178,  dopo  le  parole:  "di  Trento  e  di Bolzano" sono inserite le
seguenti:  "nonche'  ai  sensi di regimi di aiuto nazionali approvati
con decisione della Commissione delle Comunita' europee".
  3.  Dopo  il  comma  3  dell'articolo 11 del decreto-legge 8 luglio
2002,  n.  138,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 8 agosto
2002, n. 178, e' inserito il seguente:
"3-bis.  Per  le domande di cui al comma 3 relative a regimi di aiuto
nazionali,  nel  caso  in  cui  esse  siano state presentate all'ente
incaricato,  ma non ancora istruite, la verifica della compatibilita'
dei  requisiti  dei richiedenti il credito d'imposta con la normativa
comunitaria puo' essere richiesta dai richiedenti stessi al Ministero
delle politiche agricole e forestali, che si esprime entro il termine
di quarantacinque giorni dalla data di ricevimento delle domande".
  4.  Al comma 5 dell'articolo 11 del decreto-legge 8 luglio 2002, n.
1  38,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n.
178,  dopo  le  parole:  "85  milioni  di  euro per l'anno 2002 e 175
milioni  di  euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004" e' inserito il
seguente  periodo:  "A decorrere dal 10 gennaio 2003, con decreto del
Ministro   delle   politiche  agricole  e  forestali  e'  determinato
l'ammontare  delle  risorse  destinate  agli  investimenti realizzati
nelle  aree  ammissibili  alle  deroghe  previste  dall'articolo  87,
paragrafo  3,  lettere  a)  e  c),  del  Trattato  che  istituisce la
Comunita' europea, e successive modificazioni".
  5.  Dopo  il  comma  5  dell'articolo 11 del decreto-legge 8 luglio
2002,  n.  138,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 8 agosto
2002, n. 178, e' inserito il seguente:
"5-bis.  La  richiesta  del contributo di cui al comma 1 ha validita'
annuale.  L'Agenzia  delle  entrate,  con  riferimento alle richieste
rinnovate  ovvero  presentate  per  la  prima  volta, provvede a dare
attuazione  al  comma  1-ter  dell'articolo 8 della legge 23 dicembre
2000,  n.  388,  introdotto dall'articolo 10 del presente decreto, in
base   all'ordine   cronologico  di  presentazione  delle  domande  a
decorrere dal 1 gennaio di ogni anno".
  6. Al fine di dare attuazione all'articolo 47, comma 6, della legge
28  dicembre 2001, n. 448, e nell'ambito dell'autorizzazione di spesa
di  2  milioni  di euro prevista al comma 7 del medesimo articolo, la
Cassa  depositi e prestiti e' autorizzata a concedere all'istituto di
servizi  per  il mercato agricolo alimentare (ISMEA) mutui ventennali
per   gli   incentivi   relativi   allo   sviluppo  della  proprieta'
coltivatrice  di  cui alla legge 14 agosto 1971, n. 817, e successive
modificazioni.
  7.  All'articolo  5, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 2001, n.
381,  convertito, con modificazioni, dalla legge 21 dicembre 2001, n.
441,  le  parole:  "e'  prorogato  di  un anno" sono sostituite dalle
seguenti: "e' prorogato di due anni".
  8.   Nell'ambito  delle  risorse  finanziarie  di  cui  ai  decreti
legislativi  18  maggio  2001  n.  227 e n. 228, un importo pari a 30
milioni  di  euro  per  l'anno  2003  e' destinato all'Agenzia per le
erogazioni  in  agricoltura per le esigenze connesse agli adempimenti
di  cui  al  regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio, del 21 aprile
1970,  ed  al  regolamento  (CE)  n. 1663/95 della Commissione, del 7
luglio 1995.
  9.   Per  l'attuazione  degli  interventi  autorizzati  dall'Unione
europea  nel  settore  bieticolo-saccarifero  e' destinata per l'anno
2003  la  somma di 10 milioni di euro. Al predetto onere si provvede,
quanto  a  5,165  milioni  di euro, mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 145, comma 36, della
legge  23  dicembre  2000, n. 388, e, quanto a 4,835 milioni di euro,
nell'ambito  delle  risorse finanziarie di cui ai decreti legislativi
18 maggio 2001, n. 227 e n. 228.
  10. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 29 MARZO 2004, N. 102)).
  11. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 29 MARZO 2004, N. 102)).
  12. Le disponibilita' finanziarie accertate al 31 dicembre 2002 sul
fondo  per  lo  sviluppo della meccanizzazione in agricoltura, di cui
all'articolo  12  della  legge  27 ottobre 1966, n. 910, sono versate
all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per  essere successivamente
riassegnate  alla  pertinente unita' previsionale di base dello stato
di  previsione  del Ministero delle politiche agricole e forestali ai
fini  di  trasferimento  al  fondo  di cui all'articolo 127, comma 3,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
  13. Al comma 1 dell'articolo 11 del decreto-legge 8 luglio 2002, n.
138, convertito con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178,
dopo    le   parole:   "e'   esteso"   e'   inserita   la   seguente:
"esclusivamente".
  14.  Per armonizzare e coordinare le misure nazionali in favore del
settore   ittico   con   le   misure   comunitarie  e  consentire  il
consolidamento  della  riforma  della politica comune della pesca, il
periodo   di   vigenza   del   VI   Piano  nazionale  della  pesca  e
dell'acquacoltura  2000-2002,  di cui alla legge 17 febbraio 1982, n.
41,  e  successive  modificazioni,  e'  prorogato sino al 31 dicembre
2003.
  15.  In  conseguenza  di  quanto previsto dal comma 14, le relative
dotazioni finanziarie per l'anno 2003 sono fmalizzate agli interventi
di cui alla proroga del medesimo comma 14.
  16.  Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali,
su proposta del Comitato nazionale per la conservazione e la gestione
delle  risorse  biologiche del mare di cui all'articolo 3 della legge
17  febbraio  1982,  n.  41,  e successive modificazioni, si provvede
all'aggiornamento del Piano di cui al comma 14.
  17.  All'articolo  67  della  legge  28  dicembre  2001, n. 448, e'
aggiunto il seguente comma:
"2-bis.  Agli  investimenti  finanziati  ai  sensi  del  comma  2  si
applicano  i  limiti previsti dalle decisioni comunitarie relative ai
regimi  di  aiuti  di  cui all'articolo 11 del decreto-legge 8 luglio
2002,  n.  138,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 8 agosto
2002, n. 178, e successive modificazioni".
  18.  All'articolo 129, comma 1, lettera c), della legge 23 dicembre
2000,   n.   388,  dopo  le  parole:  "interventi  strutturali  e  di
prevenzione" sono inserite le seguenti: "e di indennizzo".
                              Art. 70.
                (Fondo rotativo per la progettualita)

   1.  I  commi  54,  56 e 57 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre
1995,  n.  549,  come sostituiti dall'articolo 8 del decreto-legge 25
marzo  1997,  n.  67,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 23
maggio 1997, n. 135, sono sostituiti dai seguenti:
a) "54.   Al  fine  di  razionalizzare  e  accelerare  la  spesa  per
   investimenti pubblici, con particolare riguardo alla realizzazione
   degli   interventi  ammessi  al  cofinanziamento  comunitario,  di
   competenza  dello  Stato, delle regioni, degli enti locali e degli
   altri  enti  pubblici,  e'  istituito  presso  la Cassa depositi e
   prestiti  il  Fondo  rotativo  per  la  progettualita'.  Il  Fondo
   anticipa  le  spese  necessarie  per  la redazione degli studi per
   l'individuazione  del  quadro  dei bisogni e delle esigenze, degli
   studi  di  fattibilita',  delle valutazioni di impatto ambientale,
   dei  documenti  componenti  i  progetti preliminari, definitivi ed
   esecutivi previsti dalla normativa vigente. La dotazione del Fondo
   e'  stabilita  periodicamente dalla Cassa depositi e prestiti, che
   provvede  alla  sua  alimentazione, in relazione alle dinamiche di
   erogazione  e di rimborso delle somme concesse in anticipazione, e
   comunque  nel  rispetto  dei  limiti annuali di spesa sul bilancio
   dello  Stato  fissati  dal  comma  58.  La  dotazione del Fondo e'
   riservata,  per  un  biennio  ed entro il limite del 30 per cento,
   alle  esigenze  progettuali  degli  interventi  inseriti nel piano
   straordinario  di messa in sicurezza degli edifici scolastici, con
   particolare  riguardo  a quelli che insistono sul territorio delle
   zone  soggette  a  rischio  sismico. La quota residua del Fondo e'
   riservata,  per  almeno  il  60  per  cento,  in favore delle aree
   depresse  del  territorio  nazionale  nonche'  per l'attuazione di
   progetti   comunitari   da   parte   di  strutture  specialistiche
   universitarie  e  di  alta  formazione europea localizzati in tali
   aree,  ed  entro  il limite del 10 per cento per le opere comprese
   nel  programma  di infrastrutture strategiche di cui alla legge 21
   dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni, non localizzate
   nelle predette aree depresse";
b) "56.   I  criteri  di  valutazione,  i  documenti  istruttori,  la
   procedura,  i limiti e le condizioni per l'accesso, l'erogazione e
   il  rimborso  dei  finanziamenti  del  Fondo  sono  stabiliti  con
   deliberazione   del   consiglio  di  amministrazione  della  Cassa
   depositi e prestiti. Le anticipazioni, concesse con determinazione
   del direttore generale, non possono superare l'importo determinato
   sulla  base  delle  tariffe  professionali stabilite dalla vigente
   normativa  e  comunque  il  dieci  per  cento  del  costo presunto
   dell'opera.

   56-bis.   Nello  stabilire  le  modalita'  di  cui  al  comma  56,
relativamente alle opere di importo previsto superiore a 4 milioni di
euro, il consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti
e'  tenuto  ad  introdurre,  tra i presupposti istruttori, i seguenti
requisiti:
a) studio   di   fattibilita'   valutato  positivamente,  con  parere
   motivato,  dal  nucleo  di valutazione e verifica regionale di cui
   all'articolo  1  della  legge  17 maggio 1999, n. 144. Tale parere
   deve  essere  emesso  entro  il  termine massimo di quarantacinque
   giorni  dalla  data  di ricevimento dello studio, anche in caso di
   valutazione  negativa.  Scaduto  il termine, in mancanza di parere
   espresso, si da' per acquisita la valutazione positiva:
b) provvedimento  del  presidente  della  regione  che  certifichi la
   compatibilita'  dell'opera  con gli indirizzi della programmazione
   regionale.";
c) "57. La Cassa depositi e prestiti stabilisce con deliberazione del
   consiglio  di  amministrazione,  anche  per  le anticipazioni gia'
   concesse,  le cause, le modalita' e i tempi di revoca e riduzione,
   nel  rispetto  della natura rotativa del Fondo, per assicurarne il
   piu' efficace utilizzo".

   2.  Sono abrogati il comma 8 dell'articolo 4 della legge 17 maggio
1999, n. 144, e l'articolo 68 della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
   3.  Il  primo  periodo del comma 5 dell'articolo 54 della legge 28
dicembre 2001, n. 448, e' sostituito dai seguenti: "Le disponibilita'
del  Fondo  sono  ripartite  con decreto del Ministro dell'economia e
delle  finanze.  Entro  il  31  gennaio di ciascun anno, lo schema di
decreto  e'  trasmesso al Parlamento per l'acquisizione del parere da
parte  delle  competenti  Commissioni,  da  esprimere  entro quindici
giorni  dalla  data  di trasmissione, decorsi i quali il decreto puo'
essere emanato".
   4.  Il  primo  periodo del comma 3 dell'articolo 55 della legge 28
dicembre 2001, n. 448, e' sostituito dai seguenti: "Le disponibilita'
del  Fondo  sono  ripartite  con decreto del Ministro dell'economia e
delle  finanze.  Entro  il  31  gennaio di ciascun anno, lo schema di
decreto  e'  trasmesso al Parlamento per l'acquisizione del parere da
parte  delle  competenti  Commissioni,  da  esprimere  entro quindici
giorni  dalla  data  di trasmissione, decorsi i quali il decreto puo'
essere emanato".
                              Art. 71.
               (Fondo rotativo per le opere pubbliche)

  1. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244)).
  2. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244)).
  3. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244)).
  4. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244)).
  5. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244)).
  6. Il Governo procede annualmente ad una verifica, e riferisce alle
competenti  Commissioni parlamentari, sullo stato di attuazione degli
interventi  di  cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive
modificazioni,   con  l'obiettivo  di  consentire  al  Parlamento  di
valutare l'efficacia della strumentazione adottata, in funzione della
realizzazione  tempestiva,  a  perfetta  regola d'arte e nel rispetto
delle  vigenti disposizioni nazionali e comunitarie, degli interventi
di infrastrutturazione strategica di preminente interesse nazionale.
                              Art. 72.
                   (Fondi rotativi per le imprese)

   1.   Fatte   salve   le  risorse  destinate  all'attuazione  degli
interventi e dei programmi cofinanziati dall'Unione europea, le somme
iscritte  nei  capitoli  del  bilancio  dello  Stato aventi natura di
trasferimenti  alle  imprese  per  contributi  alla produzione e agli
investimenti affluiscono ad appositi fondi rotativi in ciascuno stato
di previsione della spesa.
   2.  I  contributi a carico dei fondi di cui al comma 1, concessi a
decorrere  dal  10  gennaio  2003,  sono attribuiti secondo criteri e
modalita'  stabiliti  dal  Ministro  dell'economia  e  delle finanze,
d'intesa   con  il  Ministro  competente,  sulla  base  dei  seguenti
principi:
a) l'ammontare della quota di contributo soggetta a rimborso non puo'
   essere inferiore al 50 per cento dell'importo contributivo;
b) la  decorrenza  del  rimborso  inizia  dal primo quinquennio dalla
   concessione  contributiva, secondo un piano pluriennale di rientro
   da ultimare comunque nel secondo quinquennio;
c) il  tasso  d'interesse  da  applicare  alle somme rimborsate viene
   determinato in misura non inferiore allo 0,50 per cento annuo.

   3.  Al  fine  di  assicurare  la  continuita' delle concessioni, i
decreti interministeriali di natura non regolamentare dovranno essere
emanati  entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente  legge. In caso di inadempienza provvede con proprio decreto
il Presidente del Consiglio dei ministri.
   4.  Ai  fini del concorso delle autonomie territoriali al rispetto
degli  obblighi  comunitari  per  la realizzazione degli obiettivi di
finanza  pubblica,  le  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo
costituiscono norme di principio e di coordinamento. Conseguentemente
gli  enti interessati provvedono ad adeguare i propri interventi alle
disposizioni di cui al presente articolo.
   5. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai
contributi  in  conto interessi nonche' alla concessione di incentivi
per  attivita'  produttive  disposti  con  le  procedure  di  cui  al
decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, inclusi i patti territoriali, i
contratti  d'area  e  i contratti di programma, e alla concessione di
incentivi per la ricerca industriale di cui al decreto legislativo 27
luglio 1999, n. 297((, nonche' alle agevolazioni previste dalla legge 25 febbraio 1992, n. 215, disposte in attuazione del 5° bando)). Al
fine  di  assicurare l'invarianza degli effetti finanziari, di cui al
presente   articolo,   con   decreto  del  Ministro  delle  attivita'
produttive,  sentito  il  Ministro dell'economia e delle finanze, per
quanto riguarda gli aspetti finanziari, e' definita la programmazione
temporale,    per    il   triennio   2003-2005,   degli   adempimenti
amministrativi di cui alla citata legge n. 488 del 1992.
                              Art. 73.
        (Estensione di interventi di promozione industriale)

   1.  Con  delibera  del  CIPE,  da emanare su proposta del Ministro
delle  attivita'  produttive, puo' essere disposto che gli interventi
di  promozione  industriale di cui all'articolo 5 del decreto-legge 1
aprile  1989,  n.  120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
maggio  1989,  n.  181, siano effettuati anche in aree interessate da
crisi   di  settore  nel  comparto  industriale,  diverse  da  quelle
individuate  ai  sensi del citato articolo 5 del decreto-legge n. 120
del 1989, nonche' nelle aree industriali ricomprese nei territori per
i  quali  con  decreti  del  Presidente del Consiglio dei ministri e'
stato  dichiarato  o  prorogato  lo  stato di emergenza. Le aree sono
individuate  dal  CIPE  su  proposta  del  Ministro  delle  attivita'
produttive  tenuto conto dello stato di crisi settoriale con notevoli
ripercussioni sull'economia locale.
   2.  Il programma di promozione imprenditoriale ed attrazione degli
investimenti  nel  settore  delle  industrie e dei servizi nelle aree
individuati  dal  CIPE  ai sensi del comma 1, predisposto da Sviluppo
Italia  Spa,  su  direttive del Ministero delle attivita' produttive,
approvato  dallo stesso Ministero, e' finalizzato in primo luogo alla
salvaguardia   dei  livelli  occupazionali  esistenti,  nonche'  allo
sviluppo  del  tessuto  economico  locale,  attraverso  il ricorso ad
attivita'  sostitutive,  nel  rispetto della normativa comunitaria in
materia di aiuti di Stato.
   3.  Al  fine  di  effettuare  il  monitoraggio  dell'efficienza  e
dell'efficacia  degli  interventi  agevolativi,  Sviluppo  Italia Spa
trasmette  annualmente  al  Ministero delle attivita' produttive, che
riferisce  al  CIPE,  un  rapporto  sullo  stato  di attuazione degli
interventi di cui al comma 1 redatto sulla base dei criteri stabiliti
dal Ministero delle attivita' produttive.
   4. L'applicazione dell'estensione di cui al comma 1 e' subordinata
all'approvazione   da  parte  della  Commissione  europea,  ai  sensi
dell'articolo   88,   paragrafo  3,  del  Trattato  istitutivo  della
Comunita' europea.
                              Art. 74.
(Incentivi  per la riqualificazione e il potenziamento degli apparati
       di sicurezza nelle piccole e medie imprese commerciali)

   1.  Per  l'anno  2003 e' attribuito un contributo di 10 milioni di
euro  per  il  cofinanziamento di programmi regionali di investimento
per  la  riqualificazione  e  il  potenziamento  dei  sistemi e degli
apparati di sicurezza nelle piccole e medie imprese commerciali.
   2.   Il   Ministro  dell'interno,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il Ministro delle attivita'
produttive,  sentita  la  Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano,
provvede  con apposito decreto alla ripartizione delle risorse di cui
al  comma  1,  nonche'  all'individuazione  delle aree del territorio
nazionale   a  maggiore  incidenza  di  fenomeni  di  criminalita'  e
microcriminalita'  urbana  a  danno  delle  piccole  e  medie imprese
commerciali sulla base dei seguenti criteri:
a) la  sussistenza  e  l'eventuale  natura ed entita' degli incentivi
   disposti  da  leggi  regionali  o  da  provvedimenti  adottati  da
   province,  comuni  e  citta'  metropolitane,  per il sostegno agli
   investimenti   in   sicurezza   delle   piccole  e  medie  imprese
   commerciali;
b) la densita' di popolazione delle aree interessate dagli incentivi;
c) gli indici di criminalita' locali.
                               Art. 75
                       (Interventi ferroviari)

  1.  Infrastrutture  Spa finanzia prioritariamente, anche attraverso
la  costituzione  di  uno o piu' patrimoni separati, gli investimenti
per la realizzazione della infrastruttura ferroviaria per il "Sistema
alta  velocita/alta  capacita'",  anche al fine di ridurre la quota a
carico  dello  Stato.  Le risorse necessarie per i finanziamenti sono
reperite  sul  mercato  bancario  e  su  quello  dei capitali secondo
criteri  di  trasparenza ed economicita'. ((PERIODO ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296)).
  2.  Nei  casi di decadenza e revoca della concessione relativa alla
gestione   dell'infrastruttura   ferroviaria   nazionale,  nella  sua
interezza  o  anche  solo  per la parte relativa alla realizzazione e
gestione   del  "Sistema  alta  velocita/alta  capacita'",  il  nuovo
concessionario  assume, senza liberazione del debitore originario, il
debito  residuo  nei  confronti  di Infrastrutture Spa e subentra nei
relativi  rapporti  contrattuali.  Le  somme eventualmente dovute dal
concedente  al  precedente  concessionario  per  l'utilizzo  dei beni
necessari  per  lo  svolgimento  del  servizio, per il riscatto degli
stessi  o a qualsiasi altro titolo sono destinate prioritariamente al
rimborso  del  debito  residuo  nei  confronti di Infrastrutture Spa.
((PERIODO ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296)).
  3. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti esercita anche
nell'interesse  di  Infrastrutture  Spa la funzione di vigilanza e di
controllo  sull'attuazione della concessione di cui al comma 2 per la
parte  relativa  alla  realizzazione  e  gestione  del  "Sistema alta
velocita/alta capacita'".
  4. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296)).
  5.   Il  gestore  dell'infrastruttura  ferroviaria  eautorizzato  a
compensare  l'onere  relativo  alla manutenzione dell' infrastruttura
medesima anche attraverso l'utilizzo del Fondo di ristrutturazione di
cui all'articolo 43, comma 5, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
  6.  All'articolo  48,  comma  4,  del testo unico delle imposte sui
redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera c) e' aggiunta la seguente:
   "c-bis) per i servizi di trasporto ferroviario di persone prestati
gratuitamente,  si  assume,  al  netto  degli ammontari eventualmente
trattenuti,   l'importo   corrispondente   all'introito   medio   per
passeggero/chilometro,  desunto  dal  Conto nazionale dei trasporti e
stabilito  con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti,   per   una   percorrenza  media  convenzionale,  riferita
complessivamente  ai soggetti di cui al comma 3, di 2.600 chilometri.
Il  decreto  dei  Ministro  delle  infrastrutture  e dei trasporti e'
emanato  entro  il 31 dicembre di ogni anno ed ha effetto dal periodo
di  imposta  successivo  a  quello  in  corso  alla  data  della  sua
emanazione".
                              Art. 76.
                        (Interventi stradali)

   1.  All'articolo  7  del  decreto-legge  8  luglio  2002,  n. 138,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 8 agosto 2002, n. 178,
recante  tra  l'altro  la  trasformazione  dell'ANAS  in societa' per
azioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
   "1-bis. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di
concerto  con  il  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti, e'
trasferita  all'ANAS societa' per azioni, di seguito denominata "ANAS
Spa",  in  conto  aumento del capitale sociale la rete autostradale e
stradale  nazionale,  individuata  con decreto legislativo 29 ottobre
1999,  n.  461,  e  successive  modificazioni. La pubblicazione nella
Gazzetta  Ufficiate  del  decreto di cui al primo periodo produce gli
effetti  previsti  dall'articolo  2644  del  codice  civile in favore
dell'ANAS  Spa,  nonche' effetti sostitutivi dell'iscrizione dei beni
in  catasto.  Gli  uffici  competenti provvedono, se necessario, alle
conseguenti  attivita'  di  trascrizione, intavolazione e voltura. Il
trasferimento  non  modifica  il  regime  giuridico,  previsto  dagli
articoli  823  e  829,  primo  comma,  del  codice  civile,  dei beni
demaniali  trasferiti.  Modalita'  e  valori  di  trasferimento  e di
iscrizione  dei  beni  nel  bilancio della societa' sono definiti con
decreto  del  Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con
il  Ministro  delle  infrastrutture  e dei trasporti, anche in deroga
agli articoli 2254 e da 2342 a 2345 del codice civile.
   1-ter.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  conferisce
all'ANAS  Spa,  con  proprio  decreto,  in conto aumento del capitale
sociale,  in tutto o in parte, l'ammontare dei residui passivi dovuto
all'ANAS  Spa  medesima  e in essere al 31 dicembre 2002. Con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze e' quantificato l'importo
   da  conferire  e  sono  definite  le modalita' di erogazione dello
   stesso.
1-quater. L'ANAS Spa e' autorizzata a costituire, a valere sul
proprio  netto  patrimoniale,  un fondo speciale di importo pari alla
somma  del  valore netto della rete autostradale e stradale nazionale
di  cui  al  comma  1-bis  e  del  valore  dei residui passivi dovuto
all'ANAS  Spa  di  cui al comma 1-ter. E' escluso dal fondo il valore
delle  relative  pertinenze  ed accessori, strumentali alle attivita'
della  stessa  societa'  e  gia'  trasferite  in  proprieta' all'Ente
dall'articolo  3,  commi da 1 a 119, della legge 23 dicembre 1996, n.
662,  della  rete  autostradale  e stradale nazionale. Detto fondo e'
finalizzato    principalmente   alla   copertura   degli   oneri   di
ammortamento,   anche  relativamente  ai  nuovi  investimenti,  e  al
mantenimento  della  rete  stradale e autostradale nazionale, nonche'
alla  copertura  degli  oneri  inerenti  l'eventuale ristrutturazione
societaria";
b) al comma 2, il primo periodo e' sostituito dal seguente:
"All'ANAS  Spa sono attribuiti con concessione ai sensi dell'articolo
   14  del  decreto-legge  11  luglio  1992,  n. 333, convertito, con
   modificazioni,  dalla  legge  8  agosto  1992,  n. 359, di seguito
   denominata  "concessione",  i compiti di cui all'articolo 2, comma
   1,  lettere  da  a)  a  g), nonche' l), del decreto legislativo 26
   febbraio 1994, n. 143";
c) al comma 2, l'ultimo periodo e' soppresso;
d) al comma 6, il primo periodo e' sostituito dal seguente:
"Le azioni sono inalienabili e attribuite al Ministro dell'economia e
   delle finanze, il quale esercita i diritti dell'azionista d'intesa
   con  il  Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le
   direttive del Presidente del Consiglio dei ministri";
e) il comma 10 e' sostituito dal seguente:
"10.  Agli  atti ed operazioni connesse alla trasformazione dell'ANAS
   in  societa' per azioni si applica la disciplina tributaria di cui
   all'articolo   19  del  decreto-legge  11  luglio  1992,  n.  333,
   convertito,  con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359,
   nell'interpretazione autentica di cui all'articolo 4, comma 4, del
   decreto-legge   23   gennaio   1993,   n.   16,   convertito,  con
   modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75";
f) e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente comma: "12-bis. I mutui e i
   prestiti  in  capo all'Ente nazionale per le strade in essere alla
   data  di  entrata  in  vigore  della presente disposizione sono da
   intendere  a tutti gli effetti debiti dello Stato. Con decreto del
   Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalita'
   per l'ammortamento del debito".

   2.   Per   il   completamento   degli  interventi  di  adeguamento
infrastrutturale  previsti  dall'articolo  19,  comma  1, lettera i),
della  legge  1  agosto  2002, n. 166, e' autorizzata la spesa di 5,5
milioni  di  euro  per  l'anno 2003 e di 6 milioni di euro per l'anno
2004.
                               Art. 77
                        Interventi ambientali

  1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152)).
  2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152)).
  3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 18 FEBBRAIO 2005, N. 59.
  4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 18 FEBBRAIO 2005, N. 59.
  5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 18 FEBBRAIO 2005, N. 59.
  6. Al fine della bonifica e del risanamento ambientale dell'area
individuata  alla lettera p-quater) del comma 4 dell'articolo 1 della
legge  9  dicembre 1998. n. 426, e' autorizzata la spesa di 2 milioni
di  euro per l'anno 2003, di 1 milione di euro per l'anno 2004 e di 1
milione di euro per l'anno 2005.
  7. All'articolo 15 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, dopo il comma
2, sono inseriti i seguenti:
"2-bis.  Il  pagamento del corrispettivo dei servizi di depurazione e
fognatura  deve  essere effettuato dal diverso gestore entro sessanta
giorni dal ricevimento delle fatture per effetto del riparto.
2-ter.  Previa  richiesta  del  gestore  del servizio di acquedotto e
contestuale  versamento degli interessi, calcolati con l'applicazione
del  tasso legale aumentato di due punti, il termine di pagamento, di
cui  al  comma  2-bis,  e' differito di un anno dal ricevimento delle
fatture.
2-quater.   Per   omesso   o   ritardato   pagamento   oltre   l'anno
dall'emissione  delle  fatture e' dovuta una penalita' pari al 10 per
cento dell'importo dovuto, oltre agli interessi.
2-quinquies.  Per  le  fatture  o  per  i corrispettivi dovuti per il
servizio di depurazione e fognatura maturati prima del 1 gennaio 2003
il termine di pagamento e' fissato al 31 dicembre 2003.
                              Art. 78.
                 (Fondo per lo sviluppo sostenibile)

   1.  La  dotazione  del  fondo  per  lo sviluppo sostenibile di cui
all'articolo  109 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e' riservata,
fino  ad  una  percentuale  pari  al  25  per  cento  della dotazione
complessiva,  alle aree ad elevato rischio di crisi ambientale di cui
all'articolo  74  del  decreto  legislativo  31  marzo  1998, n. 112,
istituite a decorrere dal 1 gennaio 2000.
                              Art. 79.
                         (Limiti di impegno)

   1.   Al   fine   di   agevolare   lo   sviluppo   dell'economia  e
dell'occupazione, sono autorizzati nel triennio 2003-2005 i limiti di
impegno  di  cui  alla  tabella 1 allegata alla presente legge con la
decorrenza e l'anno terminale ivi indicati.
CAPO VI
ALTRI INTERVENTI
                                Art. 80
                  Misure di razionalizzazione diverse

    1.  Alla legge 25 luglio 2000, n. 209, sono apportate le seguenti
  modificazioni:
      a)  all'articolo  2,  comma 1, lettera a), le parole: ", per un
  importo  non  inferiore  al  controvalore di 3.000 miliardi di lire
  italiane  e non superiore al controvalore di 4.000 miliardi di lire
  italiane" sono soppresse;
      b)  all'articolo  2,  comma 1, lettera b), le parole: ", per un
  importo  non  inferiore  al  controvalore di 5.000 miliardi di lire
  italiane  e non superiore al controvalore di 8.000 miliardi di lire
  italiane" sono soppresse;
      c) all'articolo 2, il comma 3 e' sostituito dal seguente: "3. I
  crediti    di    cui    al   presente   articolo   sono   annullati
  progressivamente".
    2.  Le  disponibilita'  finanziarie  esistenti sul conto corrente
  presso  la  Tesoreria  centrale  dello  Stato  intestato  al  Fondo
  rotativo di cui all'articolo 26 della legge 24 maggio 1977, n. 227,
  e  all'articolo  6  della  legge  26  febbraio  1987,  n.  49, sono
  destinate  fino  ad  un  massimo  del  20  per cento, nel corso del
  triennio  2003-2005, con decreto del Ministro dell'economia e delle
  finanze,  di  concerto con il Ministro degli affari esteri e con il
  Ministro   delle   attivita'   produttive,  a  fondi  rotativi  per
  l'internazionalizzazione finalizzati all'erogazione di prestiti per
  attivita'  di  investimento delle imprese italiane nei Paesi in via
  di sviluppo e nei Paesi in via di transizione.
    3.  Il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento del
  tesoro,  ai  fini  della  valorizzazione  dei  beni trasferiti alla
  societa'  costituita  ai sensi dell'articolo 7 del decreto-legge 15
  aprile  2002,  n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
  giugno  2002,  n.  112,  convoca una o piu' conferenze di servizi o
  promuove  accordi  di programma fissandone i termini per sottoporre
  all'approvazione iniziative per la valorizzazione degli stessi. Con
  decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabiliti i
  criteri  per  l'assegnazione agli enti territoriali interessati dal
  procedimento  di una quota del ricavato attribuibile alla rivendita
  degli  immobili  valorizzati  ovvero,  in  luogo  della  quota  del
  ricavato,  di uno o piu' beni immobili la cui valutazione, per tale
  finalita',  e'  effettuata  in  conformita'  ai criteri fissati nel
  citato decreto.
    4.  Al  fine della valorizzazione del patrimonio dello Stato, del
  recupero,  della  riqualificazione e della eventuale ridestinazione
  d'uso, entro il 30 aprile di ogni anno, gli enti locali interessati
  ad  acquisire  beni immobili del patrimonio dello Stato ubicati nel
  loro  territorio  possono  fare richiesta di detti beni all'Agenzia
  del demanio.
    5.  Entro  il  31  agosto di ogni anno, l'Agenzia del demanio, su
  conforme  parere  del Ministero dell'economia e delle finanze anche
  sulle  modalita'  e  sulle condizioni della cessione, comunica agli
  enti locali la propria disponibilita' all'eventuale cessione.
    6. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 13 SETTEMBRE 2005, N. 296.
    7.  Le  operazioni  di alienazione delle partecipazioni di cui al
  comma  1  dell'articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332,
  convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474,
  qualora   i   relativi  titoli  siano  gia'  negoziati  in  mercati
  finanziari  regolamentati, sono effettuate ad un prezzo determinato
  facendo  riferimento  al  valore  dei  titoli  riscontrato  su tali
  mercati   nel  periodo  dell'alienazione  stessa  e  tenendo  conto
  dell'esigenza  di  incentivare  la  domanda  di  titoli  al fine di
  assicurare il buon esito dell'operazione, anche qualora tale valore
  risulti  inferiore  al  prezzo  al quale si sono completate offerte
  precedenti  dei medesimi titoli. La congruita' del prezzo di cui al
  primo periodo e' attestata da un consulente finanziario terzo.
    8.  Per  la  piena  efficacia  degli  interventi  in  materia  di
  immigrazione  e di asilo, riguardanti tra l'altro le collaborazioni
  internazionali,  l'apertura  e  la  gestione  di  centri, la rapida
  attuazione  del  Programma  asilo, l'ammodernamento tecnologico, e'
  autorizzato  l'incremento della spesa per il Ministero dell'interno
  di 100 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.
  Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta
  del  Ministro dell'interno viene definito il riparto tra le singole
  unita'  previsionali  di  base.  Con  lo stesso stanziamento di 100
  milioni di euro, ai medesimi fini e nell'arco degli anni 2003, 2004
  e  2005,  e'  incrementato l'organico del personale dei ruoli della
  Polizia  di  Stato  di  1.000  agenti  ed  e'  altresi' autorizzata
  l'assunzione  di  personale  dei  ruoli dell'Amministrazione civile
  dell'interno nel limite di 1.000 unita' delle aree funzionali B e C
  nell'ambito delle vacanze di organico esistenti. Alla copertura dei
  relativi  posti di organico si provvede nei seguenti limiti massimi
  di  spesa:  per  il personale della Polizia di Stato 9,2 milioni di
  euro  nell'anno  2003.  32,7 milioni di euro per l'anno 2004 e 34,2
  milioni    di    euro   per   l'anno   2005;   per   il   personale
  dell'amministrazione  civile  dell'interno  6,3 milioni di euro per
  l'anno  2003, 19,3 milioni di euro per l'anno 2004, 25,3 milioni di
  euro  per l'anno 2005. Le assunzioni per il personale della Polizia
  di  Stato  e  dell'amministrazione  civile  dell'interno, di cui ai
  periodi  precedenti, sono disposte in deroga all'articolo 34, comma
  4, della presente legge.
    9.   Per   il  potenziamento  dei  mezzi  aeroportuali,  ai  fini
  dell'adeguamento del servizio antincendi negli aeroporti alle norme
  ICAO (International Civil Aviation Organization) e' autorizzata per
  il  Corpo  nazionale dei vigili del fuoco la spesa di 20 milioni di
  euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.
    10.  All'articolo 5, comma 3-quinquies, del testo unico di cui al
  decreto   legislativo   25   luglio   1998,   n.   286,  introdotto
  dall'articolo  5.  comma 1, lettera e), della legge 30 luglio 2002,
  n.  189,  dopo  le  parole:  "ne  da'  comunicazione  anche  in via
  telematica  al  Ministero dell'interno e all'INPS" sono inserite le
  seguenti: "nonche' all'INAIL".
    11.  All'articolo  22, comma 9, del testo unico di cui al decreto
  legislativo  25  luglio 1998, n. 286, come sostituito dall'articolo
  18, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189, dopo le parole:
  "Le  questure  forniscono  all'INPS"  sono inserite le seguenti: "e
  all'INAIL".
    12. All'articolo 33, comma 4, della legge 30 luglio 2002, n. 189,
  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "E' data facolta'
  all'INAIL di accedere al registro informatizzato".
    13.  All'articolo 145, comma 40, della legge 23 dicembre 2000, n.
  388,  come  modificato  dall'articolo  22, comma 14, della legge 28
  dicembre 2001, n. 448, sono apportate le seguenti modificazioni:
      a) le parole: "al 70 per cento" sono sostituite dalle seguenti:
  "all'80 per cento";
      b)  le  parole  da:  "incentivazione  per"  fino a: "istruzione
  universitaria"  sono sostituite dalle seguenti: "incentivazione per
  l'alta  formazione  professionale tramite l'istituzione di un forum
  permanente  realizzato  da una o piu' ONLUS per la professionalita'
  nautica  partecipate  da  istituti  di  istruzione  universitaria o
  convenzionate  con  gli stessi. Tali misure, in una percentuale non
  superiore al 50 per cento, possono essere destinate dai citati enti
  alla realizzazione, tramite il recupero di beni pubblici, di idonee
  infrastrutture".
    14.   Limitatamente  alle  misure  adottate  con  riferimento  ai
  disavanzi    dell'esercizio   2001,   ai   fini   dell'accesso   al
  finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale a carico
  dello  Stato,  sono  considerate idonee le misure che danno luogo a
  maggiori  entrate,  ancorche'  le  stesse,  pur  non manifestando i
  relativi  effetti  finanziari  interamente  nell'anno  2002,  siano
  indicate, per le finalita' di cui sopra, alla realizzazione di tali
  effetti complessivamente in un periodo pluriennale.
    15.  Per  l'organizzazione e la promozione degli eventi culturali
  del  programma  "Genova  capitale  europea della cultura 2004" sono
  assegnati  al comune di Genova 5 milioni di euro per ciascuno degli
  anni 2003 e 2004.
    16.  Gli  stanziamenti aggiuntivi per aiuto pubblico a favore dei
  Paesi in via di sviluppo di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49,
  sono  aumentati,  per  l'anno  2003,  di  10  milioni  di  euro per
  programmi  di  cooperazione  internazionale  nei  Paesi  in  via di
  sviluppo,   a   favore   della   promozione  dell'attuazione  delle
  Convenzioni  fondamentali  dell'OIL  e  delle linee guida dell'OCSE
  destinate   alle   imprese   multinazionali.   Quota   parte  degli
  stanziamenti  aggiuntivi,  per un importo pari a 5 milioni di euro,
  e'  destinata  al  finanziamento  di  iniziative  di sostegno delle
  istituzioni   rappresentative   nel   quadro   della   cooperazione
  interparlamentare.
    17. A decorrere dal 1 gennaio 2003, l'indennita' di comunicazione
  di  cui  all'articolo  4  della  legge  21  novembre  1988, n. 508,
  concessa  ai sordomuti come definiti al secondo comma dell'articolo
  1  della legge 26 maggio 1970, n. 381, e' aumentata dell'importo di
  41 euro per dodici mensilita'.
    18.  Al  fine  di  assicurare  l'integrale utilizzo delle risorse
  comunitarie  relative  al  Programma operativo assistenza tecnica e
  azioni  di  sistema  2000-2006,  a supporto dei programmi operativi
  delle  regioni  dell'obiettivo 1, nonche' al programma nazionale di
  iniziativa comunitaria Leader+ 'Creazione di una Rete nazionale per
  lo  sviluppo  rurale',  il fondo di rotazione di cui all'articolo 5
  della  legge  16 aprile 1987, n. 183, e' autorizzato ad anticipare,
  nei  limiti  delle  risorse disponibili, su richiesta del Ministero
  dell'economia  e  delle  finanze - Dipartimento per le politiche di
  sviluppo  e  di  coesione  -  Servizio  per  le politiche dei fondi
  strutturali  comunitari,  le  quote  dei  contributi  comunitari  e
  statali  previste  per  il  periodo  2004-2006.  Per  le annualita'
  successive  il fondo procede alle relative anticipazioni sulla base
  dello stato di avanzamento del Programma.
    19.  Per  il  reintegro delle somme anticipate dal fondo ai sensi
  del   comma   18,  si  provvede,  per  la  parte  comunitaria,  con
  imputazione agli accrediti disposti dall'Unione europea a titolo di
  rimborso  delle spese sostenute nell'ambito del Programma operativo
  assistenza  tecnica  e  azioni  di  sistema  2000-2006  nonche' del
  programma nazionale di iniziativa comunitaria Leader+ 'Creazione di
  una Rete nazionale per lo sviluppo rurale' e, per la parte statale,
  con   imputazione  agli  stanziamenti  autorizzati  in  favore  dei
  medesimi Programmi nell'ambito delle procedure di cui alla legge 16
  aprile 1987, n. 183.
    20. Al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, sono apportate
  le seguenti modificazioni:
      a) all'articolo 4, il comma 3 e' sostituito dal seguente: "3. I
  soggetti  che  svolgono  funzioni  di  indirizzo,  amministrazione,
  direzione  o  controllo  presso le fondazioni non possono ricoprire
  funzioni  di  amministrazione,  direzione  o  controllo  presso  la
  societa'  bancaria  conferitaria  o  altre  societa'  operanti  nel
  settore   bancario,  finanziario  o  assicurativo  in  rapporto  di
  partecipazione  azionaria  o  di controllo ai sensi dell'articolo 6
  con  tale  societa'  bancaria conferitaria, ad eccezione di quelle,
  non  operanti  nei  confronti  del  pubblico,  di  limitato rilievo
  economico o patrimoniale";
      b)  all'articolo  25, dopo il comma 3, e' aggiunto il seguente:
  "3-bis. Per le fondazioni con patrimonio netto contabile risultante
  dall'ultimo bilancio approvato non superiore a 200 milioni di euro,
  e  per  quelle  con  sedi  operative  prevalentemente  in regioni a
  statuto  speciale,  le  parole "quarto", "quattro" e "quadriennio",
  contenute negli articoli 12, 13 e nel comma 1 del presente articolo
  sono   sostituite,   rispettivamente,  dalle  seguenti:  "settimo",
  "sette" e "settennio".
    21.  Nell'ambito  del  programma di infrastrutture strategiche di
  cui  alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, possono essere ricompresi
  gli interventi straordinari di ricostruzione delle aree danneggiate
  da eventi calamitosi ed e' inserito un piano straordinario di messa
  in  sicurezza  degli  edifici scolastici con particolare riguardo a
  quelli  che  insistono sul territorio delle zone soggette a rischio
  sismico.  Il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, di
  concerto  con il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
  ricerca,  presenta  entro  novanta  giorni dalla data di entrata in
  vigore della presente legge il predetto piano straordinario al CIPE
  che,  sentita  la  Conferenza  unificata  di cui all'articolo 8 del
  decreto  legislativo  28  agosto 1997, n. 281, ripartisce una quota
  parte  delle risorse di cui all'articolo 13, comma 1, della legge 1
  agosto 2002, n. 166. tenuto conto di quanto stabilito dall'articolo
  3   della   legge  11  gennaio  1996,  n.  23.  Al  predetto  piano
  straordinario e' destinato un importo non inferiore al 10 per cento
  delle risorse di cui all'articolo 13, comma 1, della legge 1 agosto
  2002, n. 166, che risultano disponibili al 1 gennaio 2004.
    22.  Ai  fini  dell'applicazione  delle  disposizioni di cui alla
  legge 3 agosto 1949, n. 623, e successive modificazioni concernente
  l'immissione in consumo in Valle d'Aosta di determinati contingenti
  annui  di  merci in esenzione fiscale, l'utilizzazione nei processi
  produttivi,  nel  territorio della regione medesima, di generi e di
  merci  in  esenzione  fiscale  ai  sensi  della predetta legge deve
  essere  considerata,  a  tutti  gli effetti, consumo nel territorio
  regionale.  La  disposizione  di  cui al presente comma costituisce
  interpretazione  autentica ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della
  legge  27  luglio  2000, n. 212, recante disposizioni in materia di
  statuto dei diritti del contribuente.
    23. Dopo il comma 11 dell'articolo 176 del decreto legislativo 30
  aprile 1992, n. 285, e' inserito il seguente: "11-bis. Al pagamento
  del  pedaggio  di  cui  al comma 11, quando esso e' dovuto, e degli
  oneri  di accertamento dello stesso, sono obbligati solidamente sia
  il  conducente  sia  il  proprietario  del  veicolo, come stabilito
  dall'articolo 196".
    24.  Il  limite  d'impegno di cui all'articolo 73, comma 2, della
  legge  28  dicembre 2001, n. 448, deve intendersi come stanziamento
  annuo per quindici anni da erogare annualmente.
    25.  In deroga a quanto previsto dall'articolo 21, comma 2, della
  legge  6  dicembre 1991, n. 394, la sorveglianza sul territorio del
  Parco nazionale Gran Paradiso e' esercitata dal Corpo delle guardie
  alle  dipendenze  dell'Ente  Parco.  In  deroga  a  quanto previsto
  dall'articolo  9  della  legge  6  dicembre  1991, n. 394, il Parco
  nazionale  Gran  Paradiso  ha  sede  legale  in  Torino, e una sede
  amministrativa ad Aosta, come gia' previsto dal decreto legislativo
  del  Capo provvisorio dello Stato 5 agosto 1947, n. 871, ratificato
  dalla  legge 17 aprile 1956, n. 561. Possono essere previsti uffici
  operativi e di coordinamento all'interno del Parco.
    26.  All'articolo  55, comma 3, lettera b), del testo unico delle
  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente della
  Repubblica  22  dicembre  1986,  n. 917, sono aggiunte, in fine, le
  seguenti  parole: "nonche' quelli erogati alle cooperative edilizie
  a   proprieta'   indivisa  e  di  abitazione  per  la  costruzione,
  ristrutturazione   e  manutenzione  ordinaria  e  straordinaria  di
  immobili destinati all'assegnazione in godimento o locazione".
    27.  Per  il  rifinanziamento  delle iniziative per la promozione
  della cultura italiana all'estero e per le attivita' degli Istituti
  italiani  di  cultura  all'estero,  e'  autorizzata  la  spesa di 5
  milioni di euro per l'anno 2003.
    28. Una quota degli importi autorizzati ai sensi dell'articolo 13
  della  legge  1  agosto  2002,  n.  166,  puo'  essere destinata al
  finanziamento degli interventi previsti dall'articolo 6 della legge
  29 novembre 1984, n. 798, con le modalita' ivi previste, nonche' di
  quelli previsti dalle relative ordinanze di protezione civile. (12)
    29.  Per  il  completamento degli interventi urgenti per le opere
  pubbliche  e la loro messa in sicurezza e dei rimborsi ai privati a
  seguito degli eventi alluvionali verificatisi negli anni 1994, 2000
  e  2002,  e'  autorizzato  un limite di impegno quindicennale di 10
  milioni  di  euro a decorrere dall'anno 2004 in favore degli enti e
  con le procedure di cui al comma 51 dell'articolo 52 della legge 28
  dicembre  2001,  n.  448.  Per  la  prosecuzione  degli  interventi
  pubblici  conseguenti  a  calamita'  naturali  che  abbiano formato
  oggetto  di  disposizioni  legislative  o  per  le  quali sia stato
  deliberato lo stato di emergenza ai sensi dell'articolo 5, comma 1,
  della  legge  24  febbraio  1992,  n.  225,  il  Dipartimento della
  protezione  civile  e'  autorizzato  a  provvedere  con  contributi
  quindicennali  ai mutui che i soggetti competenti possono stipulare
  allo  scopo.  A  tale fine e' autorizzato un limite d'impegno di 10
  milioni  di  euro a decorrere dall'anno 2004. Alla ripartizione del
  predetto  limite  d'impegno  si  provvede con ordinanze adottate ai
  sensi  dell'articolo  5  della  citata legge n. 225 del 1992, sulla
  base  di  un  piano  predisposto  d'intesa  con il Presidente della
  Conferenza  dei  presidenti delle regioni e delle province autonome
  di  Trento  e  di  Bolzano,  tenendo  conto dell'effettivo stato di
  utilizzo,  da  parte degli enti erogatori finali, dei finanziamenti
  gia' autorizzati.
    30.  Al  fine  di  consentire  la  prosecuzione  del programma di
  adeguamento  della dotazione infrastrutturale del comune di Milano,
  nonche'  per l'ulteriore finanziamento degli interventi previsti ai
  sensi  dell'articolo  3,  comma 4, della legge 29 dicembre 2000, n.
  400,  e' autorizzata la spesa di 24 milioni di euro per l'anno 2003
  quale  contributo  agli  oneri  per  la realizzazione di interventi
  infrastrutturali  per la riqualificazione urbana e della rete della
  mobilita'.
    31.  Ai  fini  della  promozione  culturale  delle citta' e delle
  regioni   che  si  affacciano  sul  Mediterraneo,  con  particolare
  riferimento  al  patrimonio  storico e architettonico, per gli anni
  2003 e 2004 e' autorizzata, in favore del Ministero per i beni e le
  attivita'  culturali,  la  spesa  di  400.000 euro, per il sostegno
  dell'attivita'    dell'Agenzia    per   il   patrimonio   culturale
  euromediterraneo.   La   sede   del  coordinamento  delle  predette
  iniziative  di  promozione culturale e' individuata nella citta' di
  Lecce.
    32.  I benefici previsti dall'articolo 4-bis del decreto-legge 12
  ottobre 2000, n. 279, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
  dicembre  2000,  n.  365,  si  applicano,  nei limiti delle risorse
  individuate ai sensi del comma 6 del medesimo articolo 4-bis, anche
  alle  associazioni,  alle  fondazioni e agli enti, anche religiosi,
  nonche' alle istituzioni che perseguono scopi di natura sociale, le
  cui    strutture    siano   state   danneggiate   dalle   calamita'
  idrogeologiche verificatesi nei mesi di ottobre e novembre 2000.
    33.  All'articolo  52,  comma  51,  primo periodo, della legge 28
  dicembre  2001,  n.  448, le parole: "e 2000" sono sostituite dalle
  seguenti: ", 2000 e 2002".
    34. Al comma 1 dell'articolo 146 della legge 23 dicembre 2000, n.
  388, dopo le parole: "per il 2001" sono inserite le seguenti: "e di
  2 milioni di euro per l'anno 2003".
    35. Il finanziamento annuale previsto dall'articolo 52, comma 18,
  della  legge 28 dicembre 2001, n. 448, e' incrementato di 5 milioni
  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2003.  Limitatamente  al 2003 la
  predetta somma e' incrementata di ulteriori 5 milioni di euro.
    36.  Al fine di favorire il coordinamento delle attivita' e degli
  interventi   per   il   contrasto  dello  sfruttamento  sessuale  e
  dell'abuso  sessuale  dei  minori,  nonche'  il funzionamento della
  Commissione  per  le  adozioni  internazionali, e' autorizzata, per
  ciascuno  degli  anni  2003,  2004 e 2005, la spesa di 2 milioni di
  euro.  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  tali  autorizzazioni  di spesa nonche' le spese relative al
  coordinamento  delle  attivita'  di  contrasto  dello  sfruttamento
  sessuale  e  dell'abuso  sessuale dei minori di cui all'articolo 17
  della legge 3 agosto 1998, n. 269, e quelle relative all'esecuzione
  della  Convenzione  per  la  tutela dei minori e la cooperazione in
  materia  di  adozione  internazionale,  fatta  a L'Aia il 29 maggio
  1993,  di  cui all'articolo 9 della legge 31 dicembre 1998, n. 476,
  sono  iscritte  nel Fondo per il funzionamento della Presidenza del
  Consiglio  dei  ministri  dello  stato  di previsione del Ministero
  dell'economia e delle finanze.
    37. Le disposizioni recate dal regolamento per la semplificazione
  delle modalita' di certificazione dei corrispettivi per le societa'
  e  le associazioni sportive dilettantistiche, di cui al decreto del
  Presidente  della  Repubblica  13  marzo  2002, n. 69, si applicano
  anche alle associazioni pro-loco per le manifestazioni dalle stesse
  organizzate.
    38.  Il  contributo  previsto  dall'articolo 145, comma 17, della
  legge  23 dicembre 2000, n. 388, in favore del Club alpino italiano
  (CAI),  per  le  attivita'  del  Corpo  nazionale soccorso alpino e
  speleologico (CNSAS), eincrementato, a decorrere dall'anno 2003, di
  200.000 euro.
    39.  Il  soccorso  in  montagna,  in grotta, in ambienti ostili e
  impervi,   e'   di  norma,  attribuito  al  CNSAS  del  CAI  ed  al
  Bergrettungs  -  Dienst  (BRD)  dell'Alpenverein Südtirol (AVS). Al
  CNSAS  ed  al  BRD  spetta il coordinamento dei soccorsi in caso di
  presenza  di  altri  enti  o  organizzazioni,  con esclusione delle
  grandi emergenze o calamita'.
    40.  Il  requisito  della  distanza  tra le ricevitorie del lotto
  gestite  da  rivenditori  di  generi  di monopolio e le ricevitorie
  gestite  da  ex  dipendenti  del  lotto, introdotto dal decreto del
  Ministro  delle finanze 6 maggio 1987 e dalla legge 19 aprile 1990,
  n.  85,  distanza  successivamente  ridotta  dall'articolo 33 della
  legge  23  dicembre  1994,  n. 724, e' soppresso a decorrere dal 30
  giugno 2003.
    41. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con
  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  si  provvede  alla
  variazione  in  aumento  della  tariffa  di cui all'articolo 56 del
  decreto  del  Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200, e
  successive modificazioni, ed in particolare al riallineamento degli
  importi  da  percepire per il rilascio dei visti nazionali di lunga
  durata  alle  somme  riscosse,  per analoghe finalita', dagli altri
  Stati  che aderiscono alla Convenzione di applicazione dell'accordo
  di Schengen.
    42. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296)).
    43.  All'articolo 10, comma 7, della legge 11 gennaio 2001, n. 7,
  le  parole da: "ventiquattro" fino a: "legge" sono sostituite dalle
  seguenti: "il 30 marzo 2005".
    44.  All'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 30 dicembre 1997,
  n.  457,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 27 febbraio
  1998,  n.  30,  e successive modificazioni, la parola: "quattro" e'
  sostituita dalla seguente: "sei".
    45.  All'articolo  141 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, dopo
  il  comma  3 e' inserito il seguente: "3-bis. Al fine di assicurare
  il  corretto funzionamento degli enti di cui al comma 1 nonche' per
  la realizzazione di ulteriori investimenti e' autorizzato il limite
  d'impegno  quindicennale  di  5.270.000  euro a decorrere dall'anno
  2003.  Entro  il  30  giugno  2003  i  suddetti  enti presentano al
  Ministero  delle  politiche  agricole  e forestali propri programmi
  finalizzati  al loro corretto funzionamento e alla realizzazione di
  investimenti".
    46.  Al  terzo  comma  dell'articolo  490 del codice di procedura
  civile,  e'  aggiunto  il  seguente  periodo:  "Sono  equiparati ai
  quotidiani,  i  giornali di informazione locale, multisettimanali o
  settimanali  editi da soggetti iscritti al Registro operatori della
  comunicazione  (ROC) e aventi caratteristiche editoriali analoghe a
  quelle  dei quotidiani che garantiscono la maggior diffusione nella
  zona interessata".
    47. Per la prosecuzione degli interventi relativi alla biblioteca
  europea   di   Milano,   anche  attraverso  soggetti  a  tali  fini
  costituiti,  cui lo Stato puo' partecipare, e' autorizzata la spesa
  di  5.000.000  di  euro per l'anno 2004 e di 15.000.000 di euro per
  l'anno 2005.
    48.  E'  concesso  un  contributo straordinario di 516.000 euro a
  favore dell'UNICEF, per l'anno 2003.
    49.  I  trasferimenti  erariali  correnti di cui all'articolo 27,
  comma  3,  della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono aumentati: a)
  di 20 milioni di euro per l'anno 2003; b) di 20 milioni di euro per
  ciascuno   degli   anni   2004   e   2005.   Agli  oneri  derivanti
  dall'attuazione  della  lettera b) si provvede mediante quota parte
  delle maggiori entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 22.
    50.  Le  disposizioni  previste dall'articolo 44, comma 3, ultimo
  periodo,  della  legge  23  dicembre  1998,  n.  448,  e successive
  modificazioni,   si   intendono   applicabili   alle  procedure  di
  alienazione  di  cui  al  comma  1  del  medesimo  articolo 44, con
  esclusione delle permute.
    51.  E'  concessa  al  Ministro  dell'interno  la  facolta',  per
  l'esercizio  2003,  di  effettuare  variazioni  compensative tra le
  unita' previsionali di base, concernenti il funzionamento, 1.1.1.0.
  e  5.1.1.1. nella misura massima di euro 2.521.300, ed altresi' tra
  le  unita'  previsionali  di base, concernenti il funzionamento, le
  spese  generali  e  i  mezzi  operativi  e  strumentali, 1.1.1.0. e
  2.1.1.0,   3.1.1.1.,   5.1.1.1.,   5.1.1.3.  nella  misura  massima
  rispettivamente di euro 1.333.000, euro 841.825, euro 191.089, euro
  516.457 ed euro 816.543.
    52.  All'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 20 ottobre
  1998, n. 368, sono apportate le seguenti modificazioni:
      a)  all'alinea, le parole: "valorizzazione dei beni culturali e
  ambientali",  sono sostituite dalle seguenti: "gestione dei servizi
  relativi  ai  beni  culturali di interesse nazionale individuati ai
  sensi dell'articolo 2, comma 1, lettere b) e c), del regolamento di
  cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2000, n.
  283";
      b)  alla  lettera b-bis), primo periodo, le parole da: "servizi
  finalizzati" a: "numero 112," sono sostituite dalle seguenti:
  "servizi relativi ai beni culturali di interesse nazionale".
    53.  All'Istituto  per  la  contabilita' nazionale e' concesso un
  contributo  a  valere  sulle  risorse  di cui all'articolo 32 della
  legge  28 dicembre 2001, n. 448. A tale fine, a decorrere dall'anno
  2003,  l'Istituto  per  la  contabilita'  nazionale  viene inserito
  nell'elenco  degli  enti  indicati  nella  tabella  1 allegata alla
  citata  legge  n. 448 del 2001 per essere incluso nel riparto delle
  risorse   di   cui   al  predetto  articolo  32.  L'Istituto  invia
  annualmente  alle Camere, entro trenta giorni dalla data di entrata
  in  vigore  della  legge  di  bilancio, i rendiconti dell'attivita'
  svolta.
    54.  Le disponibilita' finanziarie di EFIM in liquidazione coatta
  amministrativa,    di    Alumix    Spa   in   liquidazione   coatta
  amministrativa,   di   Efimpianti   Spa   in   liquidazione  coatta
  amministrativa, depositate presso la tesoreria centrale dello Stato
  ai   sensi  e  per  gli  effetti  dell'articolo  5,  comma  7,  del
  decreto-legge   19   dicembre   1992,   n.   487,  convertito,  con
  modificazioni,  dalla  legge  17 febbraio 1993, n. 33, e successive
  modificazioni,  e  dell'articolo  156,  comma  3,  della  legge  23
  dicembre  2000,  n. 388, possono essere versate al Capo X, capitolo
  2368,  entrate  eventuali  e  diverse,  dello  stato  di previsione
  dell'entrata  per l'anno finanziario 2003 e corrispondente capitolo
  per  gli anni successivi. Con decreti del Ministero dell'economia e
  delle   finanze   Dipartimento   del   tesoro,   sulla  base  delle
  comunicazioni  fornite  dal  commissario  liquidatore  dell'EFIM in
  liquidazione  coatta  amministrativa,  tenuto  conto del fabbisogno
  finanziario  delle  suddette procedure liquidatorie, e' determinato
  l'ammontare  delle  somme  da  versare  al  Capo  X  dello stato di
  previsione dell'entrata e le modalita' di versamento.
    55.  La concessione di costruzione e gestione di appalti pubblici
  di  cui  all'articolo 19, comma 2, della legge 11 febbraio 1994, n.
  109,   e   successive  modificazioni,  non  costituisce  operazione
  permutativa.
    56.  Ai  sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge 23 dicembre
  1998,  n.  448,  alle  aziende  agricole  dei  comuni della Sicilia
  colpiti  dal sisma del 12 e 16 dicembre 1990 e da successivi eventi
  calamitosi,  per  tutti  i  debiti  contributivi  ed  alle  aziende
  industriali,  per i mutui agevolati di ricerca, di cui all'articolo
  4  del  decreto-legge  30  agosto  1968,  n.  918,  convertito, con
  modificazioni,  dalla  legge 25 ottobre 1968, n. 1089, per entrambe
  maturati  e  scaduti  fino  alla  data  di  entrata in vigore della
  presente legge, e' concessa una sospensione fino al 30 giugno 2003.
    57. All'articolo unico della legge 27 settembre 1963, n. 1316, e'
  aggiunto  il  seguente comma: "Il venditore ha tuttavia facolta' di
  produrre    al    competente    ufficio   del   Pubblico   registro
  automobilistico  gli  atti di cui al primo comma entro dieci giorni
  dalla  data  in  cui  e'  stata  effettuata la prima iscrizione del
  veicolo a seguito della presentazione di idonea autocertificazione,
  provvisoriamente   sostitutiva   degli   atti   predetti,  e  della
  contestuale  corresponsione di tutti gli importi a qualsiasi titolo
  dovuti;  l'iscrizione  e' cancellata d'ufficio se gli atti non sono
  prodotti nel termine".
    58.   Gli  effetti  economici  dei  decreti  legislativi  di  cui
  all'articolo  7 della legge 29 marzo 2001, n. 86, da adottare entro
  il  31  maggio  2003, sono determinati utilizzando anche le risorse
  stanziate  allo  scopo  dall'articolo  16,  comma 4, della legge 28
  dicembre 2001, n. 448.
    59.  Per  fronteggiare  le  esigenze  derivanti dalle eccezionali
  avversita'  atmosferiche  verificatesi nell'anno 2002, per le quali
  e'  intervenuta la dichiarazione dello stato di emergenza di cui ai
  decreti  del  Presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre
  2002,  pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 288, n. 289 e n. 290,
  rispettivamente del 9, 10 e 11 dicembre 2002, il Dipartimento della
  protezione   civile   provvede,  con  ordinanze  emanate  ai  sensi
  dell'articolo  5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, d'intesa con
  le  regioni interessate, ed e' autorizzato ad erogare contributi in
  favore  delle  regioni  medesime.  A  tale  fine,  in aggiunta alle
  risorse   gia'   a   disposizione  del  Dipartimento  medesimo,  e'
  autorizzata  la  spesa  di 50 milioni di euro per l'anno 2003 , che
  puo' essere utilizzata anche per fronteggiare ulteriori esigenze di
  protezione civile.
    60. Per l'anno 2003 e' autorizzata la spesa di 50 milioni di euro
  per le esigenze di prosecuzione del programma EFA (European Fighter
  Aircraft).
  ---------------
  AGGIORNAMENTO (12)
    Il  D.L.  24  dicembre 2003, n. 355, convertito con modificazioni
  dalla  L.  27  febbraio  2004,  n.  47,  ha  disposto  (con  l'art.
  23-quater,  comma  1)  che  la  disposizione di cui al comma 28, e'
  prorogata,  con  le medesime finalita', a valere sugli stanziamenti
  destinati  dalla  legge  24 dicembre 2003, n. 350, a finanziare gli
  interventi previsti dall'articolo 13 della legge 1° agosto 2002, n.
  166.
                                Art. 81
    Misure di contenimento dell'inflazione nel mercato assicurativo

    1.((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 7 SETTEMBRE 2005, N. 209)).
    2.   Il  Ministro  delle  attivita'  produttive  eautorizzato  ad
  adottare   i   provvedimenti   necessari   per  l'attuazione  delle
  disposizioni di cui al comma 1.
                               Art. 82.
                      (Continuita' territoriale)

     1.  Le disposizioni di cui all'articolo 36 della legge 17 maggio
  1999,  n.  144,  si  applicano anche alle citta' di Albenga, Cuneo,
  Taranto,  Trapani,  Crotone,  Bolzano,  Aosta,  e  per  le isole di
  Pantelleria  e  Lampedusa, ((nonche' relativamente ai servizi aerei di linea effettuati tra gli scali aeroportuali di Reggio Calabria e Messina e di Foggia ed i principali aeroporti nazionali,)) in
  conformita'  alle  disposizioni  di  cui  al  regolamento  (CEE) n.
  2408/92  del  Consiglio del 23 luglio 1992 nei limiti delle risorse
  gia' preordinate.
                               Art. 83.
                           (Mutui agevolati)

     1.  Al  fine  di  assicurare,  per l'anno 2003, il finanziamento
  degli  interventi  a titolo di mutuo agevolato di cui ai titoli I e
  II  del  decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e' concesso un
  contributo,  limitatamente al triennio 2003-2005, pari a 10 milioni
  di  euro  per l'anno 2003, a 20 milioni di euro per l'anno 2004 e a
  45  milioni  di  euro per l'anno 2005, quale concorso dello Stato a
  fronte  degli  oneri per interessi derivanti dai mutui che Sviluppo
  Italia  Spa  puo' contrarre sul mercato, o derivanti dall'emissione
  di prestiti obbligazionari emessi dalla medesima Sviluppo Italia.
     2.  Agli  oneri di cui al presente articolo si provvede mediante
  corrispondente riduzione della dotazione aggiuntiva di cui al comma
  1 dell'articolo 61.
     3.  Il  Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
  apportare,  anche  con  riferimento  all'articolo  61,  con  propri
  decreti,  le  occorrenti  variazioni  di bilancio tra le pertinenti
  unita'  previsionali  di  base  degli  stati  di  previsione  delle
  amministrazioni interessate.
                                Art 84.
  (Privatizzazione del  patrimonio  immobiliare  delle regioni, degli
                   enti locali e degli altri enti pubblici)

     1.  Le  regioni,  le  province, i comuni e gli altri enti locali
  sono autorizzati a costituire o a promuovere la costituzione, anche
  attraverso  soggetti  terzi,  di  piu'  societa'  a responsabilita'
  limitata  con  capitale  iniziale di 10.000 euro, aventi ad oggetto
  esclusivo   la   realizzazione   di   una   o  piu'  operazioni  di
  cartolarizzazione  dei  proventi  derivanti  dalla  dismissione dei
  rispettivi patrimoni immobiliari.
     2.  Si  applicano le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 4, 6 e 7
  dell'articolo  2  del  decreto-legge  25  settembre  2001,  n. 351,
  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 23 novembre 2001, n.
  410,  in  quanto compatibili. Ai fini delle imposte sui redditi, ai
  titoli  emessi  dalle  societa'  di  cui  al  comma 1 si applica il
  trattamento  stabilito  all'articolo  6,  comma  1,  della legge 30
  aprile 1999, n. 130.
     3.  I beni immobili individuati ai sensi dei commi 1 e 2 possono
  essere  trasferiti  a  titolo  oneroso  alle societa' costituite ai
  sensi   del   comma   1  con  atto  pubblico  o  scrittura  privata
  autenticata,  previa  delibera  dell'organo  competente  degli enti
  proprietari secondo il rispettivo ordinamento. La predetta delibera
  ha  il  contenuto  previsto  al  comma 1 dell'articolo 3 del citato
  decreto-legge  n.  351  del  2001. Gli onorari notarili relativi al
  trasferimento sono ridotti a un terzo.
     4.  L'inclusione  dei  beni nelle delibere di cui al comma 3 non
  modifica  il  regime  giuridico, previsto dagli articoli 823 e 829,
  primo comma, del codice civile, dei beni demaniali trasferiti.
     5.  Si  applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui
  ai   commi  2,  7,  9,  17,  18,  secondo  e  terzo  periodo  e  19
  dell'articolo 3 del citato decreto-legge n. 351 del 2001.
     6.  Le  disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 si applicano anche
  ai  beni  immobili  degli  enti  pubblici  strumentali  di regioni,
  province,  comuni  ed  altri  enti locali che ne facciano richiesta
  all'ente  territoriale  di  riferimento,  e  ai beni immobili delle
  aziende  sanitarie  locali  e delle aziende ospedaliere. I predetti
  beni   immobili   sono  trasferiti  a  titolo  oneroso  dagli  enti
  proprietari ai rispettivi enti territoriali di riferimento mediante
  atto pubblico o scrittura privata autenticata. Gli onorari notarili
  relativi al trasferimento sono ridotti a un terzo. Al trasferimento
  si  applica  la  disposizione di cui al comma 6 dell'articolo 2 del
  citato decreto-legge 25 settembre 2001 n. 351.
     7. Gli enti territoriali di riferimento ai quali sono trasferiti
  i  beni  immobili ai sensi del comma 6 procedono alla realizzazione
  delle   operazioni   di   cartolarizzazione   in  conformita'  alle
  disposizioni  del presente articolo. Il prezzo per il trasferimento
  dei beni immobili e' corrisposto agli enti i cui beni costituiscono
  oggetto delle operazioni di trasferimento.
     8.   Gli   enti   che   intendono   realizzare   operazioni   di
  cartolarizzazione   ai   sensi   del  presente  articolo  ne  danno
  comunicazione   preventiva   al  Ministero  dell'economia  e  delle
  finanze.
     9.  All'articolo  15,  comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n.
  448,  e  successive modificazioni, alla fine del primo periodo sono
  aggiunte le seguenti parole: "ovvero di altri crediti dello Stato e
  di altri enti pubblici".
     10.   La   destinazione   del   ricavo   delle   operazioni   di
  cartolarizzazione  effettuate ai sensi del comma 9 e' stabilita con
  le  modalita'  previste ai sensi del comma 5 del citato articolo 15
  della legge n. 448 del 1998.
                               Art. 85.
          (Tutela dei prodotti tipici delle zone di montagna)

     1.   Al   fine   di   tutelare   l'originalita'  del  patrimonio
  storico-culturale    dei    territori    montani,   attraverso   la
  valorizzazione  dei  loro  prodotti  protetti con "denominazione di
  origine"  o "indicazione geografica" ai sensi del regolamento (CEE)
  n.  2081/92  del  Consiglio, del 14 luglio 1992, ed in accoglimento
  della   raccomandazione   n.  1575/2002,  approvata  dal  Consiglio
  d'Europa  il  3  settembre  2002,  e' istituito presso il Ministero
  delle  politiche  agricole  e  forestali  l'Albo  dei  prodotti  di
  montagna,   autorizzati   a  fregiarsi  della  menzione  aggiuntiva
  "prodotto  nella  montagna" seguita dall'indicazione geografica del
  territorio interessato, da attribuire, sentite le comunita' montane
  interessate,  alle  sole  produzioni  agroalimentari  originate nei
  comuni  montani per quanto riguarda sia tutte le fasi di produzione
  e di trasformazione sia la provenienza della materia prima.
     2.  Le  produzioni  di  cui  al  comma 1 possono fregiarsi della
  menzione  aggiuntiva anche se aggregate a piu' vasti comprensori di
  consorzi di tutela.
     3.  L'iscrizione  all'Albo  di  cui  al  comma 1 per l'uso della
  menzione "prodotto nella montagna" e' esente dai diritti annuali di
  segreteria.
     4.  In  deroga ai requisiti previsti dall'articolo 2 della legge
  30   aprile  1962,  n.  283,  e  successive  modificazioni,  e  con
  riferimento  alle strutture artigianali destinate alla preparazione
  di  prodotti  alimentati  tipici  situate in comuni montani ad alta
  marginalita',   le   regioni   possono   individuare   i  requisiti
  strutturali   minimi  necessari  per  il  rilascio  della  relativa
  autorizzazione,  salva  comunque  l'esigenza di assicurare l'igiene
  completa degli alimenti da accertare con i controlli previsti dalla
  normativa vigente.
     5.  L'articolo  15  della  legge  31  gennaio  1994,  n.  97, e'
  abrogato.
                               Art. 86
        Interventi per la ricostruzione nei comuni colpiti da
       eventi sismici di cui alla legge 14 maggio 1981, n. 219

  1.   Al   fine   della   definitiva   chiusura   degli   interventi
infrastrutturali  di  cui all'articolo 32 della legge 14 maggio 1981,
n.  219, nelle aree della Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, e'
nominato,  con  decreto  del  Ministro delle attivita' produttive, un
commissario  ad  acta  che  provvede  alla realizzazione in regime di
concessione di ogni ulteriore intervento funzionalmente necessario al
completamento   del   programma,   le  cui  opere  siano  state  gia'
individuate  e  la  cui  progettazione gia' affidata alla data del 28
febbraio  1991.  Il  commissario provvede altresi' alla realizzazione
degli  interventi  resi  necessari  da  eventi naturali eccezionali e
riferiti  ad  opere  non  ancora  consegnate  in  via  definitiva  al
destinatario  finale,  nonche'  alla  consegna definitiva delle opere
collaudate agli enti destinatari preposti alla relativa gestione.
  2.  Sono  revocate  le concessioni per la realizzazione di opere di
viabilita', finanziate ai sensi della legge 14 maggio 1981, n. 219, i
cui  lavori  alla  data  del  31 dicembre 2001 non abbiano conseguito
significativi  avanzamenti  da almeno tre anni. Il commissario di cui
al  comma 1, con propria determinazione, affida, ((entro ventiquattro mesi)) dalla definizione degli stati di consistenza, il completamento
della  realizzazione  delle  opere suddette con le modalita' ritenute
piu'  vantaggiose  per  la  pubblica amministrazione sulla base della
medesima  disciplina  straordinaria di cui alla legge 14 maggio 1981,
n. 219, e ne cura l'esecuzione.
  3.  Il commissario, nel dare avvio alle attivita' di cui ai commi 1
e  2, valuta l'onere derivante dal loro completamento e ne informa il
CIPE  per l'individuazione delle risorse finanziarie, d'intesa con le
regioni destinatarie degli interventi e a valere sui trasferimenti ad
esse  assegnati.  All'onere  per il compenso del commissario e per il
funzionamento  della  struttura  di supporto composta da personale in
servizio  presso  il  Ministero  delle  attivita'  produttive, per un
massimo   di   300.000   euro  annui,  si  provvede  a  valere  sulle
disponibilita'  del  Ministero delle attivita' produttive di cui alla
contabilita'  speciale  1728,  che  saranno  versate  all'entrata del
bilancio  dello  Stato per la successiva riassegnazione allo stato di
previsione del predetto Ministero.
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AGGIORNAMENTO (6)
  Il  D.L.  24  giugno  2003,  n. 147, convertito, con modificazioni,
dalla  L.  1  agsto 2003, n. 200, ha disposto (con l'art. 5, comma 1)
che  il  termine  previsto dal comma 2, secondo periodo, del presente
articolo, e' prorogato di sei mesi.
                               Art. 87.
                         (Banconote e monete)

     1. Dopo il comma 1 dell'articolo 3 della legge 7 aprile 1997, n.
  96,  e'  inserito il seguente: "1-bis. Le banconote in lire possono
  essere  convertite  in  euro presso le filiali della Banca d'Italia
  non oltre il 28 febbraio 2012".
     2.  Dopo il comma 1 dell'articolo 52-ter del decreto legislativo
  24  giugno 1998, n. 213, e' aggiunto il seguente: "1-bis. Le monete
  in  lire  possono essere convertite in euro presso le filiali della
  Banca d'Italia non oltre il 28 febbraio 2012".
     3.  Restano  fermi  i  termini di prescrizione delle banconote e
  delle monete in lire, di cui all'articolo 3, comma 1, della legge 7
  aprile  1997,  n.  96,  e  all'articolo 52-ter, comma 1, del citato
  decreto  legislativo  24  giugno  1998, n. 213, anche ai fini della
  conversione in euro di cui ai commi 1 e 2.
     4.  Entro  il 31 gennaio 2003 il Ministero dell'economia e delle
  finanze e la Banca d'Italia effettueranno una stima delle banconote
  in lire che si prevede non saranno presentate per la conversione in
  euro  entro  il  28  febbraio  2012.  Il  65 per cento dell'importo
  risultante  dalla  stima  predetta  sara'  corrisposto  dalla Banca
  d'Italia all'erario entro il 28 febbraio 2003; fino al 25 per cento
  dell'importo  risultante  dalla stima sara' corrisposto dalla Banca
  d'Italia   all'erario  entro  il  31  gennaio  2008,  tenuto  conto
  dell'andamento  dei  rimborsi  effettuati.  L'importo residuo delle
  banconote  in  lire non presentate per la conversione in euro entro
  il   28  febbraio  2012  sara'  corrisposto  dalla  Banca  d'Italia
  all'erario  entro  il  31 marzo 2012. Nell'ipotesi in cui il valore
  delle  banconote  in  lire presentate per il rimborso eccedesse gli
  importi  versati  all'erario,  la  Banca  d'Italia provvedera' alla
  conversione  in euro utilizzando le disponibilita' del conto di cui
  all'articolo 4 della legge 26 novembre 1993, n. 483.
     5.  E'  autorizzata  la  coniazione  e l'emissione di monete per
  collezionisti  aventi  corso  legale solo in Italia nei tagli da 5,
  10,  20  e 50 euro. Con decreti del Ministero dell'economia e delle
  finanze sono determinate le caratteristiche tecniche ed artistiche,
  i  contingenti  e  la data dalla quale le monete di cui al presente
  comma avranno corso legale in Italia.
                               Art. 88.
             (Disposizioni concernenti i consorzi agrari)

     1.  All'articolo  4  della  legge  28  ottobre  1999,  n. 410, e
  successive  modificazioni,  il  comma 2 e' sostituito dal seguente:
  "2.  I  provvedimenti  di cui agli articoli 2540, 2543, 2544 e 2545
  del  codice  civile  sono  adottati  dal  Ministero delle attivita'
  produttive  di concerto con il Ministero delle politiche agricole e
  forestali,  che  assicura  il  monitoraggio economico e finanziario
  sull'attivita'    dei    consorzi   agrari,   anche   in   funzione
  dell'emanazione dei provvedimenti di cui al presente comma".
     2.  All'articolo  5  della  legge  28  ottobre  1999, n. 410, e'
  aggiunto,  in  fine, il seguente comma: "7-bis. Nel caso in cui per
  la  presentazione  del  concordato  ai  sensi dell'articolo 214 del
  regio  decreto  16 marzo 1942, n. 267, il Ministero delle attivita'
  produttive, di concerto con il Ministero delle politiche agricole e
  forestali,  abbia  disposto  la nomina di un commissario ad acta in
  sostituzione   di  organi  statutari  del  consorzio,  al  fine  di
  assicurare   l'efficiente   gestione  del  consorzio  stesso  e  la
  ricostituzione   ordinaria  degli  organi  sociali,  apportando  le
  opportune  modifiche  statutarie,  in  linea  con  gli  scopi anche
  pubblicistici  assegnati  ai consorzi agrari, puo' essere nominato,
  con  le  modalita'  di  cui all'articolo 4, comma 2, della presente
  legge e per una durata massima di dodici mesi, un commissario con i
  poteri di cui all'articolo 2543 del codice civile".
                               Art. 89.
  (Contributo per l'acquisto o il noleggio di ricevitori per la
  televisione digitale terrestre e  per  l'accesso  o  larga banda ad
                                Internet)

     1.   Per   l'anno  2003,  in  sostituzione  di  quanto  previsto
  dall'articolo  22  della  legge  5  marzo 2001, n. 57, alle persone
  fisiche,  ai  pubblici  esercizi  e  agli alberghi che acquistano o
  noleggiano un apparato idoneo a consentire la ricezione dei segnali
  televisivi  in  tecnica digitale terrestre (T-DVB) e la conseguente
  interattivita',  e'  riconosciuto  un contributo statale pari a 150
  euro.
     2. Un contributo statale pari a 75 euro e' altresi' riconosciuto
  alle  persone  fisiche  o  giuridiche che acquistano o noleggiano o
  de-tengono  in comodato un apparato di utente per la trasmissione o
  la  ricezione a larga banda dei dati via Internet. Il contributo e'
  corrisposto   mediante  uno  sconto  di  ammontare  corrispondente,
  praticato  sull'ammontare  previsto nei contratti di abbonamento al
  servizio  di accesso a larga banda ad Internet, stipulati dopo il 1
  dicembre 2002.
     3.   Nel  caso  dell'acquisto,  il  contributo  e'  riconosciuto
  immediatamente  sulle  prime  bollette  di  pagamento  e  fino alla
  concorrenza  dello sconto. Nel caso del noleggio o della detenzione
  in  comodato,  il  cui  contratto  deve  avere  durata  annuale, il
  contributo  e' riconosciuto ripartendo lo sconto sulle bollette del
  primo anno.
     4.  La  concessione  dei  contributi  previsti ai commi 1 e 2 e'
  disposta  entro il limite di spesa di 31 milioni di euro per l'anno
  2003  a  valere sulle disponibilita', utilizzabili sulla base della
  vigente normativa contabile, derivanti dall'autorizzazione di spesa
  di cui all'articolo 22, comma 1, della legge 5 marzo 2001, n. 57.
     5. Con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con
  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da  emanare  entro
  sessanta  giorni  dalla  data  di  entrata in vigore della presente
  legge,  sono  definiti i criteri e le modalita' di attribuzione del
  contributo.
     6.  Con  decreto  del  Ministro  delle comunicazioni, da emanare
  entro  trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  e'  stabilita  la  disciplina  dei contributi inerenti alle
  licenze individuali e alle autorizzazioni generali per i servizi di
  telecomunicazione  ad  uso  privato sulla base dei criteri indicati
  nei commi 20 e 21 dell'articolo 6 del regolamento di cui al decreto
  del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318.
     7. Fino all'emanazione del decreto di cui al comma 6 resta ferma
  la  disciplina  transitoria  di  cui  al decreto del Ministro delle
  comunicazioni  30 gennaio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
  n. 32 del 7 febbraio 2002.
                               Art. 90
        Disposizioni per l'attivita' sportiva dilettantistica

  1.  Le  disposizioni  della  legge  16  dicembre  1991,  n.  398, e
successive   modificazioni,   e   le  altre  disposizioni  tributarie
riguardanti  le  associazioni  sportive dilettantistiche si applicano
anche  alle societa' sportive dilettantistiche costituite in societa'
di capitali senza fine di lucro.
  2. A decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata
in  vigore  della  presente legge, l'importo fissato dall'articolo 1,
comma  1,  della  legge  16  dicembre  1991,  n. 398, come sostituito
dall'articolo  25  della  legge  13 maggio 1999, n. 133, e successive
modificazioni, e' elevato a 250.000 euro.
  3.  Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 81, comma 1, lettera m), e' aggiunto, in fine, il
seguente  periodo: "Tale disposizione si applica anche ai rapporti di
collaborazione     coordinata    e    continuativa    di    carattere
amministrativo-gestionale  di natura non professionale resi in favore
di societa' e associazioni sportive dilettantistiche.";
    b)  all'articolo 83, comma 2, le parole: "a lire 10.000.000" sono
sostituite dalle seguenti: "a 7.500 euro".
  4.  Il  CONI,  le  Federazioni  sportive  nazionali  e  gli enti di
promozione  sportiva  riconosciuti  dal  CONI  non  sono obbligati ad
operare  la  ritenuta  del  4  per  cento  a  titolo  di  acconto sui
contributi    erogati   alle   societa'   e   associazioni   sportive
dilettantistiche,  stabilita  dall'articolo  28,  secondo  comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
  5.  Gli  atti  costitutivi  e  di  trasformazione  delle societa' e
associazioni  sportive  dilettantistiche,  nonche'  delle Federazioni
sportive  e  degli  enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI
direttamente  connessi allo svolgimento dell'attivita' sportiva, sono
soggetti all'imposta di registro in misura fissa.
  6.  Al  n.  27-bis  della  tabella di cui all'allegato B annesso al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, sono
aggiunte,  in fine, le seguenti parole: "e dalle federazioni sportive
ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI".
  7.  All'articolo  13-bis, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica  26  ottobre 1972, n. 641, dopo le parole: "organizzazioni
non lucrative di utilita' sociale (ONLUS)" sono inserite le seguenti:
"e le societa' e associazioni sportive dilettantistiche".
  8.  Il  corrispettivo  in denaro o in natura in favore di societa',
associazioni  sportive  dilettantistiche  e  fondazioni costituite da
istituzioni scolastiche, nonche' di associazioni sportive scolastiche
che  svolgono  attivita'  nei  settori  giovanili  riconosciuta dalle
Federazioni  sportive  nazionali  o  da  enti  di promozione sportiva
costituisce,  per  il  soggetto  erogante,  fino  ad un importo annuo
complessivamente  non superiore a 200.000 euro, spesa di pubblicita',
volta  alla  promozione  dell'immagine  o  dei  prodotti del soggetto
erogante  mediante una specifica attivita' del beneficiario, ai sensi
dell'articolo 74, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi,
di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917.
  9.  Al  testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  all'articolo 13-bis, comma 1, la lettera i-ter) e' sostituita
dalla  seguente:  "i-ter)  le  erogazioni  liberali  in denaro per un
importo  complessivo  in  ciascun  periodo  d'imposta non superiore a
1.500   euro,  in  favore  delle  societa'  e  associazioni  sportive
dilettantistiche,  a  condizione che il versamento di tali erogazioni
sia  eseguito  tramite  banca  o ufficio postale ovvero secondo altre
modalita'  stabilite  con  decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze,  da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge
23 agosto 1988, n. 400";
    b) all'articolo 65, comma 2, la lettera c-octies) e' abrogata.
  10.  All'articolo  17, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre
1997,  n.  446,  le  parole:  "delle indennita' e dei rimborsi di cui
all'articolo  81,  comma  1, lettera m), del citato testo unico delle
imposte sui redditi" sono soppresse.
  11.  All'articolo  111-bis,  comma 4, del testo unico delle imposte
sui  redditi,  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre  1986,  n.  917, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
"ed alle associazioni sportive dilettantistiche".
  11-bis.  Per  i  soggetti  di  cui  al  comma  1 la pubblicita', in
qualunque    modo    realizzata   negli   impianti   utilizzati   per
manifestazioni  sportive  dilettantistiche  con capienza inferiore ai
tremila  posti,  e'  da considerarsi, ai fini dell'applicazione delle
disposizioni  del  decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972,  n.  640,  in  rapporto  di  occasionalita' rispetto all'evento
sportivo direttamente organizzato.((35))
  12. Presso l'istituto per il credito sportivo e' istituito il Fondo
di  garanzia  per  la  fornitura  di  garanzia  sussidiaria  a quella
ipotecaria  per  i  mutui relativi alla costruzione, all'ampliamento,
all'attrezzatura,   al   miglioramento  o  all'acquisto  di  impianti
sportivi, ivi compresa l'acquisizione delle relative aree da parte di
societa'  o  associazioni  sportive dilettantistiche con personalita'
giuridica.
  13.  Il Fondo e' disciplinato con apposito regolamento adottato, ai
sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
dal  Ministro per i beni e le attivita' culturali, di concerto con il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  previa deliberazione del
Consiglio   nazionale   del   CONI.  Il  regolamento  disciplina,  in
particolare,   le   forme   di  intervento  del  Fondo  in  relazione
all'entita' del finanziamento e al tipo di impianto.
  14.   Il   Fondo  e'  gestito  e  amministrato  a  titolo  gratuito
dall'istituto per il credito sportivo.
  15.  La  garanzia  prestata  dal Fondo e' di natura sussidiaria, si
esplica  nei  limiti  e con le modalita' stabiliti dal regolamento di
cui  al  comma  13  e  opera  entro i limiti delle disponibilita' del
Fondo.
  16.  La  dotazione finanziaria del Fondo e' costituita dall'importo
annuale  acquisito  dal  fondo  speciale di cui all' articolo 5 della
legge  24  dicembre  1957,  n.  1295, e successive modificazioni, dei
premi   riservati  al  CONI  a  norma  dell'articolo  6  del  decreto
legislativo 14 aprile 1948, n. 496, colpiti da decadenza.
  17.  Le  societa'  e  associazioni sportive dilettantistiche devono
indicare  nella  denominazione  sociale  la  finalita'  sportiva e la
ragione o la denominazione sociale dilettantistica e possono assumere
una delle seguenti forme:
    a)   associazione   sportiva   priva  di  personalita'  giuridica
disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del codice civile;
    b)  associazione  sportiva  con personalita' giuridica di diritto
privato  ai  sensi  del  regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361;
    c) societa' sportiva di capitali o cooperativa costituita secondo
le  disposizioni  vigenti,  ad  eccezione  di quelle che prevedono le
finalita' di lucro.
  18.  Le  societa'  e  le  associazioni sportive dilettantistiche si
costituiscono  con  atto  scritto  nel  quale deve tra l'altro essere
indicata  la  sede  legale. Nello statuto devono essere espressamente
previsti:
    a) la denominazione;
    b)   l'oggetto  sociale  con  riferimento  all'organizzazione  di
attivita' sportive dilettantistiche, compresa l'attivita' didattica;
    c) l' attribuzione della rappresentanza legale dell'associazione;
    d)  l'assenza  di  fini'  di lucro e la previsione che i proventi
delle  attivita'  non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli,
associati, anche in forme indirette;
    e)  le  norme  sull'ordinamento  interno  ispirato  a principi di
democrazia  e  di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con
la  previsione dell'elettivita' delle cariche sociali, fatte salve le
societa'  sportive dilettantistiche che assumono la forma di societa'
di  capitali  o cooperative per le quali si applicano le disposizioni
del codice civile;
    f)  l'obbligo  di  redazione  di rendiconti economico-finanziari,
nonche'  le  modalita'  di  approvazione  degli stessi da parte degli
organi statutari;
    g) le modalita' di scioglimento dell'associazione;
    h)  l'obbligo  di  devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in
caso di' scioglimento delle societa' e delle associazioni.
  18-bis. E' fatto divieto agli amministratori delle societa' e delle
associazioni  sportive  dilettantistiche  di  ricoprire  la  medesima
carica  in  altre  societa'  o associazioni sportive dilettantistiche
nell'ambito   della   medesima   federazione  sportiva  o  disciplina
associata se riconosciute dal CONI, ovvero nell'ambito della medesima
disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva.
  18-ter.  Le  societa'  e  le associazioni sportive dilettantistiche
che,  alla  data  di  entrata in vigore della presente legge, sono in
possesso  dei  requisiti  di  cui  al  comma  18,  possono provvedere
all'integrazione  della  denominazione  sociale  di  cui  al comma 17
attraverso   verbale  della  determinazione  assunta  in  tale  senso
dall'assemblea dei soci.
  19.  Sono  fatte  salve le disposizioni relative ai gruppi sportivi
delle  Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei
vigili  del  fuoco,  di  cui  all'articolo 6, comma 4, della legge 31
marzo 2000, n. 78, firmatari di apposite convenzioni con il CONI.
  20.  COMMA  ABROGATO DAL D.L. 22 MARZO 2004, N. 72, CONVERTITO, CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 MAGGIO 2004, N. 128.
  21.  COMMA  ABROGATO DAL D.L. 22 MARZO 2004, N. 72, CONVERTITO, CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 MAGGIO 2004, N. 128.
  22.  COMMA  ABROGATO DAL D.L. 22 MARZO 2004, N. 72, CONVERTITO, CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 MAGGIO 2004, N. 128.
  23.  I  dipendenti  pubblici possono prestare la propria attivita',
nell'ambito  delle societa' e associazioni sportive dilettantistiche,
fuori  dall'orario di lavoro, purche' a titolo gratuito e fatti salvi
gli obblighi di servizio, previa comunicazione all'amministrazione di
appartenenza.   Ai  medesimi  soggetti  possono  essere  riconosciuti
esclusivamente  le  indennita'  e  i rimborsi di cui all'articolo 81,
comma  1,  lettera  m), del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917.
  24.  L'uso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti
locali  territoriali  e'  aperto  a  tutti  i cittadini e deve essere
garantito,  sulla  base  di  criteri obiettivi, a tutte le societa' e
associazioni sportive.
  25. Ai fini del conseguimento degli obiettivi di cu all'articolo 29
della  presente  legge,  nei casi in cui l'ente pubblico territoriale
non  intenda  gestire direttamente gli impianti sportivi, la gestione
e'  affidata  in via preferenziale a societa' e associazioni sportive
dilettantistiche,  enti  di  promozione sportiva, discipline sportive
associate e Federazioni sportive nazionali, sulla base di convenzioni
che  ne  stabiliscono  i  criteri  d'uso  e  previa determinazione di
criteri  generali  e  obiettivi  per  l'individuazione  dei  soggetti
affidatari.  Le regioni disciplinano, con propria legge, le modalita'
di affidamento.
  26.  Le  palestre,  le  aree  di  gioco  e  gli  impianti  sportivi
scolastici,  compatibilmente con le esigenze dell'attivita' didattica
e   delle   attivita'   sportive   della   scuola,   comprese  quelle
extracurriculari  ai  sensi  del  regolamento  di  cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  10 ottobre 1996, n. 567, devono essere
posti   a   disposizione   di   societa'   e   associazioni  sportive
dilettantistiche  aventi  sede  nel  medesimo  comune  in cui ha sede
l'istituto scolastico o in comuni confinanti.
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AGGIORNAMENTO (35)
  La  L.  23  dicembre 2005, n. 266, ha disposto (con l'art. 1, comma
128) che la disposizione di cui al comma 11-bis del presente articolo
si  interpreta  nel  senso  che  la  pubblicita',  in  qualunque modo
realizzata  dai  soggetti di cui al comma 1 del medesimo articolo 90,
rivolta  all'interno  degli  impianti  dagli  stessi  utilizzati  per
manifestazioni  sportive  dilettantistiche  con capienza inferiore ai
tremila  posti,  e'  esente  dall'imposta sulla pubblicita' di cui al
capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507.
                              Art. 91.
                  (Asili nido nei luoghi di lavoro)

  1.  Al  fine  di  assicurare  un'adeguata assistenza familiare alle
lavoratrici  e  ai  lavoratori  dipendenti  con  prole,  e' istituito
dall'anno  2003 il Fondo di rotazione per il finanziamento dei datori
di lavoro che realizzano, nei luoghi di lavoro, servizi di asilo nido
e micro-nidi, di cui all'articolo 70 della legge 28 dicembre 2001, n.
448. ((20))
  2.  Ai  fini  dell'ammissione  al finanziamento, i datori di lavoro
presentano apposita domanda al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali contenente le seguenti indicazioni:
a) stima   dei   tempi   di  realizzazione  delle  opere  ammesse  al
   finanziamento;
b) entita'  del  finanziamento  richiesto,  in  valore  assoluto e in
   percentuale del costo di progettazione dell'opera;
c) stima del costo di esecuzione dell'opera. ((20))
  3.  Il  prospetto contenente le informazioni di cui al comma 2 e le
relative  modalita'  di  trasmissione  sono  definiti con decreto del
Ministro  del lavoro e delle politiche sociali da emanare entro il 31
marzo  2003.  In caso di ingiustificati ritardi o gravi irregolarita'
nell'impiego del contributo, il finanziamento e' revocato con decreto
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. ((20))
  4.  I criteri per la concessione dei finanziamenti sono determinati
con  decreto  del  Ministro  del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e con il
Ministro  per  le  pari opportunita', entro il 31 marzo 2003, tenendo
conto in ogni caso dei seguenti principi:
a) il  tasso  di  interesse  da  applicare  alle  somme rimborsate e'
   determinato in misura non inferiore allo 0,50 per cento annuo;
b) i  finanziamenti  devono  essere rimborsati al cinquanta per cento
   mediante  un piano di ammortamento di durata non superiore a sette
   anni,  articolato  in  rate  semestrali  posticipate corrisposte a
   decorrere   dal  terzo  anno  successivo  a  quello  di  effettiva
   erogazione delle risorse;
c) equa distribuzione territoriale dei finanziamenti. ((20))
  5.  Per  l'anno 2003, nell'ambito delle risorse stanziate sul Fondo
nazionale  per  le  politiche  sociali  a sostegno delle politiche in
favore  delle  famiglie di cui all'articolo 46, comma 2, e nel limite
massimo  di  10  milioni  di  euro,  sono  preordinate  le risorse da
destinare  per la costituzione del Fondo di rotazione di cui al comma
1.  Per  gli  anni  successivi, con decreto del Ministro del lavoro e
delle  politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle  finanze,  e'  determinata  la  quota da attribuire al predetto
Fondo  di rotazione nell'ambito del menzionato Fondo nazionale per le
politiche sociali. ((20))
  6.  Il  comma  6  dell'articolo 70 della legge 28 dicembre 2001, n.
448,  si interpreta nel senso che la deduzione relativa alle spese di
partecipazione  alla gestione dei nidi e dei micro-nidi nei luoghi di
lavoro,  prevista per i genitori e i datori di lavoro, si applica con
riferimento  ai  nidi  e ai micro-nidi gestiti sia dai comuni sia dai
datori di lavoro. Dalle disposizioni di cui al periodo precedente non
devono  derivare  nuovi  o maggiori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
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AGGIORNAMENTO (20)
  La  Corte Costituzionale con sentenza 28 ottobre - 5 novembre 2004,
n.   320   (in   G.U.  1a  s.s.  10/11/2004,  n.  44)  ha  dichiarato
l'illegittimita'  costituzionale  dell'art. 91, commi 1, 2, 3, 4 e 5,
della legge n. 289 del 2002.
                              Art. 92.
         (Esenzioni a favore dei centri sociali per anziani)

   1.  I  centri  sociali  per  anziani gestiti dai soggetti e per le
finalita'  di  cui  al  comma  2, nelle cui strutture ricettive siano
installati    apparecchi    radioriceventi    destinati   all'ascolto
collettivo,   sono   esentati  dal  pagamento  del  canone  annuo  di
abbonamento  alle  radiodiffusioni.  I  medesimi centri sono altresi'
esentati  dal  pagamento dell'imposta sugli intrattenimenti di cui al
decreto  del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, per
lo  svolgimento  delle  attivita'  indicate nella tariffa allegata al
citato  decreto  del  Presidente  della Repubblica n. 640 del 1972, e
successive  modificazioni,  svolte  occasionalmente  e  in attuazione
delle finalita' di cui al comma 2 del presente articolo.
   2. L'esenzione di cui al comma 1 e' concessa ai centri sociali per
anziani  gestiti  da  ONLUS,  da  associazioni  o  enti di promozione
sociale,  da  fondazioni  o  enti  di patronato, da organizzazioni di
volontariato  nonche'  da  altri soggetti, pubblici o privati, le cui
finalita'  rientrino  nei  principi generali del sistema integrato di
interventi e servizi sociali previsto dalla legge 8 novembre 2000, n.
328,   e   in   particolare   siano  volte  alla  socializzazione  ed
all'integrazione delle persone anziane.
   3.  La richiesta di esenzione ai sensi del comma 1, primo periodo,
e'  presentata  dai  soggetti  legalmente responsabili dei centri per
anziani  all'Ufficio  registro  abbonamento  radio  e TV (URAR-TV) di
Torino, e deve riportare la documentazione attestante il possesso dei
requisiti  di  cui al comma 2. La richiesta di esenzione ai sensi del
comma  1,  secondo  periodo,  e'  presentata,  prima  dell'inizio  di
ciascuna  manifestazione,  all'ufficio  accertatore  territorialmente
competente.
   4.  Per  l'attuazione del presente articolo eistituito un apposito
fondo  che  costituisce  limite  di  spesa. Tale fondo e' definito in
300.000 euro annui.
TITOLO IV
NORME FINALI
                               Art. 93
                      Fondi speciali e tabelle

  1.  Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui all'articolo
11-bis  della legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall'articolo 6
della  legge  23  agosto  1988,  n.  362,  per  il  finanziamento dei
provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel
triennio  2003-2005,  restano  determinati,  per  ciascuno degli anni
2003,  2004  e  2005,  nelle  misure  indicate  nelle  Tabelle A e B,
allegate  alla  presente legge, rispettivamente per il fondo speciale
destinato  alle spese correnti e per il fondo speciale destinato alle
spese in conto capitale.
  2.  Le  dotazioni  da iscrivere nei singoli stati di previsione del
bilancio  2003  e  triennio  2003-2005, in relazione a leggi di spesa
permanente la cui quantificazione e' rinviata alla legge finanziaria,
sono indicate nella Tabella C allegata alla presente legge.
  3.  Ai  sensi  dell'articolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5
agosto 1978, n. 468, come sostituito dall'articolo 2, comma 16, della
legge  25  giugno  1999,  n.  208,  gli  stanziamenti di spesa per il
rifinanziamento   di  norme  che  prevedono  interventi  di  sostegno
dell'economia  classificati  fra  le  spese di conto capitale restano
determinati,  per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, nelle misure
indicate nella Tabella D allegata alla presente legge.
  4.  Ai termini dell'articolo 11, comma 3, lettera e), della legge 5
agosto  1978,  n.  468, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi
indicate  nella  Tabella  E allegata alla presente legge sono ridotte
degli importi determinati nella medesima Tabella.
  5.   Gli  importi  da  iscrivere  in  bilancio  in  relazione  alle
autorizzazioni  di  spesa  recate  da  leggi  a carattere pluriennale
restano determinati, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, nelle
misure indicate nella Tabella F allegata alla presente legge.
  6.  A valere sulle autorizzazioni di spesa in conto capitale recate
da  leggi  a carattere pluriennale, riportate nella Tabella di cui al
comma  5,  le  amministrazioni  e  gli enti pubblici possono assumere
impegni  nell'anno  2003,  a  carico  di  esercizi  futuri nei limiti
massimi   di   impegnabilita'   indicati  per  ciascuna  disposizione
legislativa  in  apposita  colonna della stessa Tabella, ivi compresi
gli  impegni  gia'  assunti  nei  precedenti  esercizi a valere sulle
autorizzazioni medesime.
  7.  In  applicazione  dell'articolo  46,  comma  4,  della legge 28
dicembre  2001,  n.  448,  le  autorizzazioni  di  spesa e i relativi
stanziamenti  confluiti nei fondi per gli investimenti dello stato di
previsione   di   ciascun   Ministero   interessato   sono   indicati
nell'allegato  2. All'articolo 46, comma 1, della citata legge n. 448
del 2001, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", con autonoma
evidenziazione    contabile    in   allegato   delle   corrispondenti
autorizzazioni legislative".
  8.  Al  fine  di  ricondurre  all'unitario  bilancio dello Stato le
gestioni  che  comunque interessano la finanza statale, il Presidente
del  Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e
delle  finanze,  con  uno  o piu' decreti da emanare entro centoventi
giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,
individua  le  gestioni  fuori  bilancio  per  le quali permangono le
caratteristiche  proprie  dei  fondi  di rotazione. A decorrere dal 1
luglio  2003  le  altre  gestioni  fuori bilancio, fatto salvo quanto
previsto  dagli  articoli  da 1 a 20 della legge 23 dicembre 1993, n.
559,  e  successive  modificazioni, sono ricondotte al bilancio dello
Stato  alla  cui  entrata sono versate le relative disponibilita' per
essere  riassegnate  alle  pertinenti  unita'  previsionali  di base.
L'elenco   delle   gestioni   fuori  bilancio,  esistenti  presso  le
amministrazioni  dello Stato dopo le operazioni previste dal presente
comma,   e'   allegato   allo   stato  di  previsione  del  Ministero
dell'economia e delle finanze. ((6))
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AGGIORNAMENTO (6)
  Il  D.L.  24  giugno  2003,  n. 147, convertito, con modificazioni,
dalla  L.  1 agsto 2003, n. 200, ha disposto (con l'art. 11, comma 1)
che  il  termine del 1° luglio 2003 previsto dal comma 8 del presente
articolo, e' differito al 31 dicembre 2003.
                              Art. 94.

   1.  Nei  comuni  con  sede  di  tribunale e' mantenuta l'autonomia
dell'Ufficio  unico  delle  entrate.  Ove questa sia stata soppressa,
entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge,   essa  e'  ripristinata  con  i  fondi  gia'  assegnati  alle
competenti amministrazioni.
   2.  All'articolo  115, comma 1, del testo unico delle disposizioni
legislative  e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e'
aggiunto  il  seguente  periodo:  "Nel  caso  in cui il difensore sia
iscritto  nell'albo degli avvocati di un distretto di corte d'appello
diverso  da  quello  dell'autorita' giudiziaria procedente, in deroga
all'articolo  82,  comma 2, sono sempre dovute le spese documentate e
le indennita' di trasferta nella misura minima consentita".
   3.  In  considerazione  del  carattere specifico della disabilita'
intellettiva  solo  in  parte  stabile,  definita  ed  evidente, e in
particolare  al fine di contribuire a prevenire la grave riduzione di
autonomia di tali soggetti nella gestione delle necessita' della vita
quotidiana e i danni conseguenti, le persone con sindrome di Down, su
richiesta  corredata da presentazione del cariotipo, sono dichiarate,
dalle  competenti  commissioni  insediate presso le aziende sanitarie
locali  o  dal  proprio  medico di base, in situazione di gravita' ai
sensi  dell'articolo  3  della  legge  5  febbraio  1992,  n. 104, ed
esentate   da   ulteriori   successive   visite   e   controlli.  Per
l'accertamento  delle  condizioni  di  invalidita'  e  la conseguente
erogazione  di  indennita', secondo la legge in vigore, delle persone
affette  dal  morbo di Alzheimer, le commissioni deputate sono tenute
ad  accogliere  le diagnosi prodotte secondo i criteri del DSM-IV dai
medici specialisti del Servizio sanitario nazionale o dalle unita' di
valutazione Alzheimer.
   4.  Fra  le calamita' naturali, di cui all' articolo 80, comma 29,
si intendono comprese anche le ceneri vulcaniche.
   5.  Il  temine  per  l'installazione  degli  apparecchi misuratori
fiscali  o  delle biglietterie automatizzate idonei all'emissione dei
titoli  di  accesso,  di  cui all'articolo 11 del regolamento recante
norme  per  la  semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in
materia  di  imposta  sugli  intrattenimenti,  di  cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 dicembre 1999, n. 544, e' prorogato al
30 giugno 2003.
   6.  Al  fine  di  accrescere  la presenza e la professionalita' di
personale  italiano nell'ambito delle organizzazioni internazionali e
delle  istituzioni  europee,  le amministrazioni pubbliche e gli enti
territoriali,  per finalita' connesse alle attribuzioni istituzionali
delle   amministrazioni   interessate,   nell'ambito   dei  programmi
formativi  e  delle risorse allo scopo destinate, promuovono anche in
forma  consorziata  o  associata,  ovvero  mediante  convenzioni  con
soggetti terzi finanziatori, pubblici o privati, tramite le strutture
specialistiche  universitarie  e  di  alta  formazione europea, corsi
specialistici  e  di aggiornamento del proprio personale su tematiche
comunitarie ed internazionali.
   7.  All'articolo  13, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212,
il  primo  periodo  e' sostituito dal seguente: "L'incarico ha durata
quadriennale  ed  e'  rinnovabile  tenendo presenti professionalita',
produttivita' ed attivita' gia' svolta".
   8.  All'articolo  13  della  legge  27  luglio  2000,  n.  212, e'
aggiunto, in fine, il seguente comma: "13-bis. Con relazione annuale,
il  Garante fornisce al Governo ed al Parlamento dati e notizie sullo
stato  dei rapporti tra fisco e contribuenti nel campo della politica
fiscale".
   9. Le disposizioni dell'articolo 72, comma 5, primo periodo, della
presente  legge  riferite  al  decreto legislativo 27 luglio 1999, n.
297, si applicano a decorrere dal 1 gennaio 2006.
   10.  E' autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2003
a  favore  del  Policlinico "S. Matteo" di Pavia per la realizzazione
del Dipartimento di emergenza e accettazione (DEA).
   11.  I contributi erogati ai sensi dell' articolo 34, comma 3, del
decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  504,  ai  fini  di cui
all'articolo  162,  comma  6,  del  testo  unico  di  cui  al decreto
legislativo  18  agosto  2000,  n.  267, possono essere utilizzati in
compensazione  della parte capitale di precedenti finanziamenti per i
comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.
   12.  Per  fronteggiare  la crisi occupazionale del Parco nazionale
d'Abruzzo,  Lazio  e  Molise  e  del Parco del Gran Sasso e dei Monti
della  Laga  e' autorizzato a favore dei citati Parchi un contributo,
rispettivamente,  di  2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003,
2004 e 2005 e di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004
e 2005.
   13.   Le   disposizioni   relative   al   Fondo  rotativo  per  la
progettualita'  di  cui  all'articolo  1,  comma  54,  della legge 28
dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni, si applicano anche
per i documenti preparatori del concorso di idee e di progettazione.
   14. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 30 DICEMBRE 2004, N. 311)).
                               Art. 95
            (Copertura finanziaria ed entrata in vigore)

   1. La copertura della presente legge per le nuove o maggiori spese
correnti,  per  le riduzioni di entrata e per le nuove finalizzazioni
nette  da  iscrivere  nel  Fondo  speciale  di  parte  corrente viene
assicurata,  ai sensi dell'articolo 11, comma 5, della legge 5 agosto
1978,  n.  468,  e  successive  modificazioni,  secondo  il prospetto
allegato.
   2.  Le  disposizioni  della  presente legge sono applicabili nelle
regioni  a  statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di
Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti.
   3. La presente legge entra in vigore il 1 gennaio 2003.

   La  presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana.

   E'  fatto  obbligo  a  chiunque  spetti  di  osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 27 dicembre 2002

                               CIAMPI

                              BERLUSCONI,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
                              TREMONTI,   Ministro   dell'economia  e
                              delle finanze

                              Visto, il Guardasigilli: CASTELLI

                                                           ALLEGATO 1
                                                   (art. 61, comma 1)

            ELENCO DELLE LEGGI CHE CONFLUISCONO NEL FONDO
                     PER LE AREE SOTTOUTILIZZATE

   Legge n. 64 del 1986, Intervento straordinario nel Mezzogiorno
   Legge  n. 208 del 1998, art. 1, c. 1, come integrata dall'articolo
73 della legge n. 488 del 2001, Fondo aree depresse
   Legge  n.  488  del 1999, art. 27, c. 11, Autoimprenditorialita' e
autoimpiego
   Legge  n.  388  del 2000, art. 8, credito di imposta investimenti,
come  integrato  dall'articolo  10 del decreto-legge n. 138 del 2002,
convertito,   con   modificazioni,  dalla  legge  n.  178  del  2002:
Interventi  urgenti  in  materia  tributaria,  di privatizzazioni, di
contenimento della spesa farmaceutica e per il sostegno dell'economia
anche nelle aree svantaggiate.
   Legge  n.  388  del  2000,  art.  7, Credito di imposta incremento
occupazione.

                                                            TABELLA 1
                                               (Articolo 79, comma 1)


====================================================================
                              2003      2004      2005       Anno
                                                           terminale
                             ---------------------------------------
                                (in migliaia di euro)

MINISTERO DELL'ECONOMIA
   E DELLE FINANZE

Legge 30 novembre 1998,
n. 413, articolo 8:
Programma di interventi
per l'adeguamento della
componente aeronavale
della Guardia di finanza
(7.2.3.4 - cap. 7848)            -    15.000         -          2018

Legge 13 ottobre 1998,
n. 362, articolo 1,
comma 1:
Edilizia scolastica
(3.2.3.9 - cap. 7080)       10.000         -         -          2017

Legge 18 febbraio 1999,
n. 28:
Guardia di finanza:
costruzione di immobili
(7.2.3.1 - cap. 7822)            -    18.000         -          2023

Legge 9 ottobre 2000,
n. 285: Interventi
per i giochi olimpici
invernali "Torino 2006"
(3.2.3.44 - cap. 7366)      10.000         -         -          2017
                             -            10.000     -          2018


MINISTERO DELLE ATTIVITÀ
     PRODUTTIVE

Legge 7 agosto 1997,
n. 266, articolo 4,
comma 3: Interventi
per l'industria
aeronautica
(3.2.3.8 - cap. 7420)            -   100.000         -          2018


MINISTERO DELL'AMBIENTE
  E DELLA TUTELA DEL
     TERRITORIO

Legge 9 dicembre 1998,
n. 426: Bonifica e
ripristino
ambientale dei
siti inquinati
(1.2.3.6 - cap. 7090)          140         -         -          2017
TOTALE LIMITI DI            ---------------------------
IMPEGNO AUTORIZZATI         20.140   143.000         -
                            ---------------------------
SPESA COMPLESSIVA ANNUA     20.140   163.140   163.140
                            ===========================


                                                          ALLEGATO 2
                                                  (art. 93, comma 7)
====================================================================
AMMINISTRAZIONE                                    STANZIAMENTI 2003
                                                         (in euro)
--------------------------------------------------------------------
Ministero dell'economia e delle finanze

Calamità naturali                                        254.035.000
Legge 11 marzo 1988, n. 67, art. 17, c. 5                  2.582.000
Legge 28 dicembre 2001, n. 448, art. 45, c. 1              5.000.000
Legge 31 dicembre 1991, n. 433, art. 1, c. 1             180.760.000
Legge 2 maggio 1990, n. 102                               65.693.000

Incentivi alle imprese                                   204.001.000
Legge 27 dicembre 1983, n. 730, art. 18,
  c. ottavo e nono                                       103.292.000
Legge 7 agosto 1997, n. 266, art. 12, c. 2                25.823.000
Decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691,
   convertito, con modificazioni, dalla legge
16 febbraio 1995, n. 35                                   36.152.000
Legge 7 agosto 1997, n. 266, art. 12, c. 1                38.734.000

Difesa del suolo e tutela ambientale                      82.116.000
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 141, c. 1            23.757.000
Legge 18 maggio 1989, n. 183, art. 12                      5.165.000
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 144, c. 15            1.549.000
Legge 31 gennaio 1994, n. 97                              51.645.000


Totale Ministero dell'economia e delle finanze           540.152.000


Ministero della giustizia

Edilizia penitenziaria e giudiziaria                     137.367.207
Regio decreto 18 giugno 1931, n. 787                     116.708.931
Decreto-legge 11 settembre 2002, n. 201,
   convertito, con modificazioni dalla legge
   14 novembre 2002, n. 259                               20.658.276

Totale Ministero della giustizia                         137.367.207


Ministero dell'istruzione, dell'università
e della ricerca

Università e ricerca                                     348.337.743
Legge 7 agosto 1997, n. 266, art. 5                       28.405.000
Legge 10 gennaio 2000, n. 6                               10.329.138
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 108, c. 7            46.481.121
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art 104                  115.493.707
Decreto-legge 23 novembre 2001, n. 411,
   convertito, con modificazioni, dalla legge
   31 dicembre 2001, n. 463, art. 8-nonies,
   c. 1, lett. c)                                         20.658.000
Decreto-legge 23 novembre 2001, n. 411,
   convertito, con modificazioni,
   dalla legge 31 dicembre 2001, n. 463,
   art. 8-nonies, c. 1, lett. a)                          43.124.000
Legge 21 febbraio 1980, n. 28                             34.783.372
Decreto legislativo 30 gennaio 1999,
   n. 19, art. 13                                         49.063.405

Edilizia universitaria                                   201.447.393
Legge 22 dicembre 1986, n. 910, art. 7, c. 8             158.228.000
Legge 3 agosto 1998, n. 295, art. 3, c. 2                    820.393
Legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, c. 90             42.399.000

Totale Ministero dell'istruzione, dell'università
   e della ricerca                                       549.785.136


Ministero dell'Interno

Enti locali                                            2.271.052.527
Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,
   art. 28, c. 1                                       1.863.502.299
Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,
   art. 34, c. 3                                         105.874.000
Legge 7 dicembre 1999, n 472                             100.000.000
Decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito,
   con modificazioni, dalla legge
   23 maggio 1997, n. 135, art. 3                         98.127.000
Legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 27                  103.291.000
Legge 11 dicembre 2000, n. 381                               258.228

Totale Ministero dell'interno                          2.271.052.527


Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio

Difesa del suolo e tutela ambientale                     991.683.207
Legge 9 dicembre 1998, n. 426...                         141.856.827
Legge 28 dicembre 2001, n. 448..                          23.411.000
Legge 8 ottobre 1997, n. 344                              13.118.005
Legge 23 dicembre 2000, n. 388.                          118.785.087
Legge 22 febbraio 2001, n. 36                              6.713.940
Legge 23 marzo 2001. n. 93                                 2.065.828
Legge 5 marzo 1963, n. 366                                11.568.634
Decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180,
   convertito, con modificazioni, dalla legge
   3 agosto 1998, n. 267                                 154.937.000
Regio decreto 25 luglio 1904, n. 523                      41.316.552
Decreto legislativo 12 aprile 1948, n. 1010                2.006.705
Decreto del Presidente della Repubblica
   30 giugno 1955, n. 1534                                 2.220.764
Legge 18 maggio 1989, n. 183                             388.760.865
Legge 31 luglio 2002, n. 179                               7.453.000
Legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 49                   77.469.000

Totale Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio                            991.683.207


Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti

Opere strategiche
Legge 1° agosto 2002,n. 166, art. 13                     354.300.000

Totale Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti                                          354.300.000


Ministero della difesa

Ricerca scientifica                                      154.505.000
Decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 264,
   art. 9, 10 e 11                                       116.700.320
Decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 264, art. 12       37.804.680

Totale Ministero della difesa                            154.505.000


Ministero delle politiche agricole e forestali

Agricoltura, foresta e pesca                             474.933.156
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 123, c. 1, lett. b)   7.746.853
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 129, c. 1, lett. a)  10.329.138
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 129, c. 1, lett. b)  10.329.138
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 129, c. 1, lett. c)  15.493.707
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 129, c. 1, lett. d)  12.911.422
Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 129, c. 1, lett. e)  12.911.422
Legge 14 agosto 1971, n. 817                               5.164.569
Legge 23 dicembre 2000, n 388, art. 145, c. 36             5.164.569
Legge 15 dicembre 1998, n. 441 . . ..                      1.549.371
Legge 27 luglio 1999, n. 268                               1.549.371
Legge 25 febbraio 2000, n. 39                              2.582.285
Legge 2 dicembre 1998, n. 423                              2.582.284
Decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, art. 2          6.870.908
Legge 23 dicembre 1999, n. 499, art. 4                   232.276.000
Legge 27 marzo 2001, n. 122, art. 15, c. 1                18.323.000
Legge 8 agosto 1991, n. 267, art. 1, c. 1                 13.428.000
Legge 8 agosto 1991, n. 267, art. 2, c. 1                  2.066.000
Legge 8 novembre 1986, n. 752, art. 4, c. 3, lett. d)      5.164.568
Legge 30 aprile 1976, n. 386, art. 18, c. quarto             551.060
Decreto-legge 3 maggio 1995, n. 154, convertito,
   con modificazioni, dalla legge 30 giugno 1995,
n. 265, art. 6, c. 1                                      14.977.250
Decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, convertito,
   con modificazioni, dalla legge 7 aprile 1995,
   n. 104, art. 19                                        67.139.397
Decreto-legge 19 aprile 2002, n. 68, convertito,
   con modificazioni, dalla legge 18 giugno 2002,
   n. 118, art. 2, c. 1                                   25.822.844

Totale Ministero delle politiche agricole e forestali    474.933.156


Ministero per i beni e le attività culturali

Patrimonio culturale                                     348.931.050
Decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368              211.897.564
Legge 23 febbraio 2001, n. 29, art. 1, c. 1,
   art. 7, c. 1 e 2                                       25.306.389
Legge 23 febbraio 2001, n. 29, art. 3, c. 1                5.164.569
Legge 29 dicembre 2000, n. 400, art. 3, c. 1                 206.583
Legge 28 dicembre 1995, n. 549, art. 2, c. 32              2.582.285
Legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, c. 83             77.468.535
Decreto del Presidente della Repubblica
   29 dicembre 2000, n. 441                                  896.793
Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490               11.387.874
Decreto del Presidente della Repubblica
   30 settembre 1963, n. 1409                              6.504.001
Legge 1° agosto 2002, n. 166, art. 23, c. 1                5.000.000
Legge 1° agosto 2002, n. 166, art. 42, c. 6                2.000.000
Decreto legislativo 30 gennaio 1999, n. 19                   516.457

Totale Ministero per i beni e le attività culturali      348.931.050


                                              PROSPETTO DI COPERTURA
                                                  (art. 95, comma 1)


                  COPERTURA DEGLI ONERI DI NATURA CORRENTE
                      PREVISTI DALLA LEGGE FINANZIARIA
             (Articolo 11, comma 5, della legge n. 468 del 1978)
====================================================================
                                   2003           2004          2005
                                  ----------------------------------
                                      (importi in milioni di euro)

1) ONERI DI NATURA CORRENTE

Nuove o maggiori spese correnti:
Articolato                        5.814          6.225         6.824
Disposizioni per enti locali        838            417           417
Pubblico impiego                  1.147          1.334         1.711
Assistenza e previdenza (1)       2.757          3.167         3.711
Spesa sanitaria                     755          1.091           788
Altri interventi                    303            170           129
Effetti indotti                      14             47            68

Tabella "A"                         565          1.088         1.423
Tabella "C"                         878            606           718

Minori entrate correnti:
Articolato:                       4.291          9.009         5.144
Sgravi fiscali                    4.222          8.884         5.102
Altro                                69            125            42
                                 -----------------------------------
       Totale oneri da coprire   11.548         16.929        14.110


2) MEZZI DI COPERTURA

Nuove o maggiori entrate
Articolato:                       7.287          3.432         1.485
Interventi (condoni, ecc.)        7.148          3.286         1.307
Effetti indotti                     139            146           178
Altro                                 0              0             0

Riduzione spese correnti
Articolato                        2.398          4.241         4.823
Consumi intermedi                   725            700           700
Pubblico impiego                     37            130           192
Disposizioni per enti locali         63             95           121
Assistenza e previdenza             516            568           568
Spesa sanitaria                     501            153             0
Effetti indotti (effetto netto)     556          2.595         3.243
                                  ----------------------------------
       Totale mezzi di copertura  9.685          7.673         6.309
                                  ==================================

Utilizzo miglioramento
risparmio pubblico                1.863          9.256         7.801
                                  ----------------------------------
                       TOTALE    11.548         16.929        14.110

Miglioramento risparmio pubblico  4.301         15.731        29.843

Margine                           2.438          6.475        22.042

N.B.: La copertura è al netto di 2.000 milioni di euro relativi alle
maggiori entrate previste per  il rientro dei capitali dall'estero e
975  milioni  relativi  al  signoraggio  Banca  d'Italia  in  quanto
considerate secondo i criteri di  contabilità  nazionale  entrate in
conto capitale.

(1) Comprende:
           Disavanzo INPDAI                         1041  1055  1067
           Maggiori spese assistenza - DL 194/2002   353   799  1323
           Adeguamento ISTAT pensioni                533   533   533
già scontati nel tendenziale.

                               TABELLE


   TABELLA  A.  -  INDICAZIONE  DELLE  VOCI  DA  INCLUDERE  NEL FONDO
SPECIALE DI PARTE CORRENTE

   TABELLA  B.  -  INDICAZIONE  DELLE  VOCI  DA  INCLUDERE  NEL FONDO
SPECIALE DI CONTO CAPITALE

   TABELLA  C. - STANZIAMENTI AUTORIZZATI IN RELAZIONE A DISPOSIZIONI
DI  LEGGE  LA  CUI  QUANTIFICAZIONE  ANNUA  E'  DEMANDATA  ALLA LEGGE
FINANZIARIA

   TABELLA  D.  -  RIFINANZIAMENTO  DI  NORME  RECANTI  INTERVENTI DI
SOSTEGNO DELL'ECONOMIA CLASSIFICATI TRA LE SPESE IN CONTO CAPITALE

   TABELLA  E.  -  VARIAZIONI DA APPORTARE AL BILANCIO A LEGISLAZIONE
VIGENTE  A  SEGUITO  DELLA RIDUZIONE DI AUTORIZZAZIONI LEGISLATIVE DI
SPESA PRECEDENTEMENTE DISPOSTE

   TABELLA  F.  -  IMPORTI DA ISCRIVERE IN BILANCIO IN RELAZIONE ALLE
AUTORIZZAZIONI DI SPESA RECATE DA LEGGI PLURIENNALI


                              TABELLA A

                       INDICAZIONE DELLE VOCI
          DA INCLUDERE NEL FONDO SPECIALE DI PARTE CORRENTE

                                                            TABELLA A

       INDICAZIONE DELLE VOCI DA INCLUDERE NEL FONDO SPECIALE
                          DI PARTE CORRENTE


====================================================================
       MINISTERI                   2003           2004          2005
--------------------------------------------------------------------
                                           (migliaia di euro)

Ministero dell'economia
e delle finanze                 244.668        188.494       184.734

Di cui:
   regolazione debitoria
        2003: 100.000
        2004: 100.000
        2005: 100.000

Ministero delle attivita'
  produttive                      4.000          5.165         5.165
Ministero del lavoro e delle
  politiche sociali             287.354        782.000       785.000
Ministero della giustizia        33.005         39.643        39.643
Ministero degli affari esteri   191.167        201.065       162.065
Ministero dell'istruzione ,
  dell'universita'
  e della ricerca               286.527        241.951       248.951
Ministero dell'interno           15.429         12.956        12.579
Ministero dell'ambiente
  e della tutela del territorio   6.000          6.000         6.000
Ministero delle comunicazioni    19.648          4.648         4.648
Ministero della difesa            6.697          6.709       399.709
Ministero delle politiche
  agricole e forestali          517.058        519.911       519.911

Di cui:
   regolazione debitoria
        2003: 517.000
        2004: 517.000
        2005: 517.000

Ministero per i beni e
  le attivita' culturali         12.537          8.130           500
Ministero della salute          123.582        222.267       222.267
                              --------------------------------------
       TOTALE TABELLA  A      1.747.672      2.238.939     2.591.172
DI CUI REGOLAZIONE DEBITORIA    617.000        617.000       617.000
DI CUI LIMITE D'IMPEGNO            -              -             -
                              ======================================


                               TABELLA B

                        INDICAZIONE DELLE VOCI
          DA INCLUDERE NEL FONDO SPECIALE DI CONTO CAPITALE

====================================================================
       MINISTERI                   2003           2004          2005
--------------------------------------------------------------------
                                           (migliaia di euro)

Ministero dell'economia
  e delle finanze             1.011.732      1.057.919     1.302.434

Di cui:
   regolazione debitoria
        2003: 75.000
        2004: 75.000
        2005: 75.000

   limite di impegno
        2003:  41.862
        2004: 137.520
        2005: 137.520

Ministero delle attivita'
  produttive                     76.769        104.740       104.740
Ministero dell'istruzione,
  dell'universita'
  e della ricerca                 9.350          9.100         9.100
Ministero dell'interno            6.550         10.300         9.500
Ministero dell'ambiente
  e della tutela del territorio 101.550         201.050      201.050
Ministero delle infrastrutture
  e dei trasporti                95.200          76.550       72.600
Ministero delle comunicazioni     5.165           5.165        5.165
Ministero delle politiche
  agricole e forestali            7.388           7.388        7.388

Di cui:
   limite di impegno:
        2003: 5.058
        2004: 5.058
        2005: 5.058

Ministero per i beni e
  le attivita' culturali         52.029         50.279        52.279
Ministero della salute           83.200         83.400        82.900
                                ------------------------------------
          TOTALE TABELLA B    1.448.933      1.605.891     1.847.156
DI CUI REGOLAZIONE DEBITORIA     75.000         75.000        75.000
DI CUI LIMITE D'IMPEGNO          46.920        142.578       142.578
                              ======================================


                              TABELLA C

   STANZIAMENTI AUTORIZZATI IN RELAZIONE A DISPOSIZIONI DI LEGGE
  LA CUI QUANTIFICAZIONE ANNUA E' DEMANDATA ALLA LEGGE FINANZIARIA

N.B.  -  Le  autorizzazioni  di  spesa  di  cui alla presente tabella
riportano  il  riferimento  alla  unita' previsionale di base, con il
relativo codice, sotto la quale e' ricompreso il capitolo.

  STANZIAMENTI AUTORIZZATI IN RELAZIONE A DISPOSIZIONI DI LEGGE
 LA CUI QUANTIFICAZIONE ANNUA E' DEMANDATA ALLA LEGGE FINANZIARIA
====================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO          2003          2004           2005
--------------------------------------------------------------------
                                           (migliaia di euro)

MINISTERO DELL'ECONOMIA
   E DELLE FINANZE

Legge n. 195 del 1958 e legge
n. 1198 del 1967:
Norme sulla costituzione
e sul funzionamento del
Consiglio superiore della
magistratura (3.1.5.1
- Organi costituzionali
- cap. 2107)                     28.852        27.358         27.358

Legge n. 17 del 1973:
Aumento dell'assegnazione
annua a favore del Consiglio
nazionale dell'economia
e del lavoro (3.1.5.1 - Organi
costituzionali
- cap. 2106)                     14.646        14.742         14.742


Decreto-legge n. 95 del 1974,
convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 216 del 1974:
Disposizioni relative al
mercato mobiliare ed al
trattamento fiscale dei
titoli azionari (CONSOB)
(3.1.2.11 - CONSOB
- cap. 1560)                     23.299        22.768         22.768

Decreto del Presidente della
Repubblica n. 701 del 1977:
Approvazione del regolamento
di esecuzione del decreto
del Presidente della
Repubblica 21 aprile 1972,
n. 472, sul riordinamento
e potenziamento della
Scuola superiore della
pubblica amministrazione
(12.1.2.15 - Scuola
superiore della pubblica
amministrazione - cap. 5217)     11.248        11.026         11.026

Legge n. 385 del 1978:
Adeguamento della disciplina
dei compensi per lavoro
straordinario ai dipendenti
dello Stato (4.1.5.4 - Fondi
da ripartire per oneri di
personale - cap. 3026)           50.000        50.000         50.000

Legge n. 468 del 1978:
Riforma di alcune norme di
contabilita' generale dello
Stato in materia di bilancio:
- ART. 9-ter: Fondo di riserva
per le autorizzazioni di spesa
delle leggi permanenti di
natura corrente (4.1.5.2
- Altri fondi di riserva
- cap. 3003)                    448.733        449.676       561.256

Legge n. 16 del 1980
e legge n. 137 del 2001:
Disposizioni concernenti
la corresponsione di
indennizzi, incentivi ed
agevolazioni a cittadini
ed imprese italiane che
abbiano perduto beni,
diritti ed interessi in
territori gia' soggetti
alla sovranita' italiana
e all'estero (3.2.3.29
- Accordi ed organismi
internazionali - cap. 7256)      41.316         25.823        25.823

Legge n. 146 del 1980:
Disposizioni per la
formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello
Stato (legge finanziaria 1980):
- ART. 36: Assegnazione a
favore dell'istituto nazionale
di statistica (3.1.2.27
- Istituto nazionale di
statistica - cap. 1680)         114.062        111.415       111.415

Legge n. 67 del 1987:
Rinnovo della legge
5 agosto 1981, n 416,
recante disciplina delle
imprese editrici e
provvidenze per l'editoria
(3.1.5.14 - Presidenza del
Consiglio del ministri
- Editoria - cap. 2183;
3.2.10.2 - Presidenza del
Consiglio del ministri
- Editoria - cap. 7442)         490.664        480.119       480.119

Legge n. 440 del 1989:
Ratifica ed esecuzione
del protocollo tra il
Governo della Repubblica
italiana ed il Governo
della Repubblica popolare
ungherese sulla
utilizzazione del porto
franco di Trieste,
firmato a Trieste il
19 aprile 1988 (3.1.2.8
- Ferrovie dello Stato
- cap. 1539)                        286            286           286

Decreto-legge n. 142 del 1991,
convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 195 del 1991:
Provvedimenti in favore delle
popolazioni delle province di
Siracusa, Catania e Ragusa
colpite dal terremoto nel
dicembre 1990 ed altre
disposizioni in favore delle
zone danneggiate da
eccezionali avversita'
atmosferiche dal giugno 1990
al gennaio 1991:
- ART. 6, comma 1:
Reintegro fondo protezione
civile (3.2.10.3
- Presidenza del Consiglio
dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7446/p)                  154.937        154.937       154.937

- ART. 6, comma 1:
Provvedimenti in favore delle
popolazioni delle province di
Siracusa, Catania e Ragusa
colpite dal terremoto del 1990
(3.2.10.3 - Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7446/p)                   92.962         92.962        92.962

Legge n. 225 del 1992:
Istituzione del Servizio
nazionale della protezione
civile:
- ART. 1: Servizio nazionale
della protezione civile
(3.1.5.15 - Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 2184)                     47.273         46.198        46.198

- ART. 3: Attivita' e compiti
di protezione civile
(3.2.10.3 - Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7447)                    472.733        472.733       472.733

Decreto legislativo n. 39
del 1993: Norme in materia
di sistemi informativi
automatizzati delle
amministrazioni pubbliche:
- ART. 4: istituzione
dell'Autorita' per
l'informatica nella
pubblica amministrazione
(3.1.2.33 - Autorita' per
l'informatica nella pubblica
amministrazione - cap. 1707)     12.087         11.820        11.820

Legge n. 20 del 1994:
Disposizioni in materia
di giurisdizione e controllo
della Corte dei conti:
- ART. 4: Autonomia finanziaria
Corte dei conti (3.1.5.10
- Corte dei conti - cap. 2160)  213.563        213.141       213.141

Legge n. 109 del 1994:
Legge quadro in materia di
lavori pubblici:
- ART. 4: Autorita' per la
vigilanza sui lavori pubblici
(3.1.2.32 - Autorita' per la
vigilanza sui lavori pubblici
- cap. 1702)                     13.979         13.661        13.661

Legge n. 549 del 1995:
Misure di razionalizzazione
della finanza pubblica;
- ART. 1, comma 43:
Contributi ad enti, istituti,
associazioni, fondazioni ed
altri organismi (3.1.2.17
- Contributi ad enti ed altri
organismi - cap. 1613)            2.219          2.214         2.214

Legge n. 675 del 1996:
Tutela delle persone e di
altri soggetti rispetto al
trattamento del dati personali
(3.1.2.42 - Ufficio del garante
per la tutela della privacy
- cap. 1733)                     10.252         10.018        10.018

Legge n. 94 del 1997:
Modifiche alla legge n. 468
del 1978, e successive
modificazioni e integrazioni,
recante norme di contabilita'
generale dello Stato in materia
di bilancio. Delega al Governo
per l'individuazione delle
unita' previsionali di base
del bilancio dello Stato:
- ART. 7, comma 6:
Contributo in favore
dell'istituto di studi e
analisi economica (ISAE)
(2.1.2.4 -Istituti di
ricerche e studi economici
e congiunturali - cap. 1321)     10.200         10.173        10.173

Legge n. 249 del 1997:
Istituzione dell'Autorita'
per le garanzie nelle
comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunica-
zioni e radiotelevisivo
(3.12.14 - Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni
- cap. 1575)                     23.298         22.768        22.768

Decreto legislativo n. 446
del 1997: Imposta regionale
sulle attivita' produttive:
- ART. 39, comma 3
Integrazione FSN, minori
entrate IRAP, eccetera
(Regolazione debitoria)
(4.1.2.1 - Fondo sanitario
nazionale - cap. 2701)                -              -             -

Legge n. 128 del 1998:
Disposizioni per l'adempimento
di obblighi derivanti dalla
appartenenza dell'Italia
alle Comunita' europee:
- ART. 23: Istituzione
Agenzia nazionale per la
sicurezza del volo (3.1.2.37
- Agenzia nazionale per la
sicurezza deL volo
- cap. 1723)                      4.660          4.554         4.554

Legge n. 230 del 1998:
Nuove norme in materia di
obiezione di coscienza:
- ART. 19: Fondo nazionale
per il servizio civile
(3.1.5.16 - Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Servizio civile nazionale
- cap. 2185)                    119.475        119.239       119.239

Legge n. 144 del 1999:
Misure in materia di
investimenti, delega al
Governo per il riordino degli
incentivi all'occupazione e
della normativa che disciplina
l'INAIL, nonche' disposizioni
per il riordino degli enti
previdenziali:
- ART. 51: Contributo dello
Stato in favore dell'Asso-
ciazione per lo sviluppo
dell'industria nel Mezzo-
giorno (SVIMEZ) (3.2.3.38
- SVIMEZ - cap. 7330)             1.790          1.753         1.753

Decreto legislativo n. 165
del 1999 e decreto
legislativo n. 188 del 2000:
Agenzia per le erogazioni
in agricoltura (ACEA)
(3.1.2.7 - Agenzia per le
erogazioni in agricoltura
- cap. 1525/p)                  193.108        125.425       125.425

Decreto legislativo n. 285
del 1999: Riordino del centro
di formazione studi (FORMEZ),
a norma dell'articolo 11
della legge 15 marzo 1997,
n. 59 (12.1.2.12 - FORMEZ
- cap. 5200)                     14.026         13.706        13.706

Decreto legislativo n. 287
del 1999: Riordino della Scuola
superiore della pubblica
amministrazione e riqualifica-
zione del personale delle
amministrazioni pubbliche,
a norma dell'articolo 11
della legge 15 marzo 1997,
n. 59 (6.1.2.13 - Scuola
superiore dell'economia e
delle finanze - cap. 3935)        4.758          4.650         4.650

Decreto legislativo n. 300
del 1999: Riforma dell'orga-
nizzazione del Governo, a
norma dell'articolo 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59:
- ART. 70, comma 2:
Finanziamento agenzie
fiscali (Agenzia delle entrate)
(6.1.2.8 - Agenzia delle entrate
- capp. 3890, 3891; 6.2.3.4
- Agenzia delle entrate
- cap. 7775)                  2.316.310      2.316.310     2.316.310

- ART. 70, comma 2:
Finanziamento agenzie fiscali
(Agenzia del demanio)
(6.1.2.9 - Agenzia del demanio
- capp. 3901, 3902; 6.2.3.5
- Agenzia del demanio
- cap. 7777)                    211.970        211.970       211.970

- ART. 70, comma 2:
Finanziamento agenzie fiscali
(Agenzia del territorio)
(6.1.2.10 - Agenzia del
territorio - capp. 3911,
3912; 6.2.3.6 - Agenzia del
territorio - cap. 7779)         428.014        428.014       428.014

- ART. 70, comma 2:
Finanziamento agenzie fiscali
(Agenzia delle dogane) (6.1.2.11
- Agenzia delle dogane
- capp. 3920, 3921; 6.2.3.7
- Agenzia delle dogane
- cap. 7781)                    528.723        528.723       528.723

Decreto legislativo n. 303
del 1999: Ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei
ministri, a norma dell'articolo
11 della legge n. 59 del 1997
(3.1.5.2 - Presidenza del
Consiglio dei ministri
- cap. 2115)                    308.450        300.577       300.577

Legge n. 205 del 2000:
Disposizioni in materia di
giustizia amministrativa:
- ART. 20: Autonomia
finanziaria del Consiglio
di Stato e dei tribunali
amministrativi regionali
(3.1.5.11 - Consiglio di
Stato e tribunali ammini-
strativi regionali
- cap. 2170/p)                  137.922        134.783       134.783

Legge n. 353 del 2000:
Legge quadro in materia di
incendi boschivi (4.1.2.14
- Interventi diversi
- cap. 2820)                     10.329         10.329        10.329

Legge n 38 del 2001:
Norme a tutela della minoranza
linguistica slovena della
regione Friuli-Venezia Giulia:
- ART. 16, comma 2:
Contributo alla regione
Friuli-Venezia Giulia
(4.2.3.12 - Sviluppo
economico delle regioni
a statuto speciale e province
autonome - cap. 7513)             5.000          5.000         5.000

Decreto legislativo n. 165
del 2001: Norme generali
sull'ordinamento del lavoro
alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche:
- ART. 46: Agenzia per la
rappresentanza negoziale
delle pubbliche amministra-
zioni (12.1.2.16 - Agenzia
per la rappresentanza
negoziale delle pubbliche
amministrazioni - cap. 5223)      4.194          4.098         4.098
                              --------------------------------------
                              6.565.338      6.452.969     6.564.549
                              ======================================


MINISTERO DELLE ATTIVITA'
     PRODUTTIVE

Legge n. 287 del 1990: Norme
per la tutela della
concorrenza e del mercato:

- ART. 10, comma 7: Somme da
erogare per il finanziamento
dell'Autorita' garante della
concorrenza e del mercato
(3.1.2.3 - Autorita' garante
della Concorrenza e del
mercato - cap. 2275)             23.298         22.768        22.768

Legge n. 292 del 1990:
Ordinamento dell'Ente
nazionale italiano per il
turismo (3.1.2.2 - Ente
nazionale italiano per il
turismo - cap. 2270)             26.174         24.171        24.171

Legge n. 282 del 1991,
decreto-legge n. 496 del 1993,
convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 61 del 1994 e

decreto-legge n. 26 del 1995,
convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 95 del 1995:
Riforma dell'ENEA (4.2.3.4
- Ente nazionale energia e
ambiente - cap. 7630)           201.419        201.419       201.419

Legge n. 549 del 1995: Misure
di razionalizzazione della
finanza pubblica:

- ART. 1, comma 43:
Contributi ad enti, istituti,
associazioni, fondazioni ed
altri organismi (3.1.2.4 -
Contributi ad enti ed altri
organismi - cap. 2280).          29.021         28.968        28.968

Legge n. 68 del 1997:
Riforma dell'Istituto
nazionale per il commercio
estero:

- ART. 8, comma 1, lettera a):
Spese di funzionamento ICE
(5.1.2.2 - Istituto commercio
estero - cap. 5101)             109.639        106.784       106.784

- ART. 8, comma 1, lettera b):
Contributo di finanziamento
attivita' promozionale (5.1.2.2
- Istituto commercio estero -
cap. 5102)                       64.454         61.534        61.534
                                ------------------------------------
                                454.005        445.644       445.644
                                ====================================


MINISTERO DEL LAVORO E
DELLE POLITICHE SOCIALI

Legge n. 335 del 1995:
Riforma del sistema
pensionistico obbligatorio
e complementare:
- ART. 13: Vigilanza sui
fondi pensione (3.1.2.19
- Vigilanza sui fondi pensione
- cap. 1990)                      2.331          2.277         2.277

Legge n. 448 del 1998: Misure
di finanza pubblica per la
stabilizzazione e lo sviluppo:
- ART. 80, comma 4: Formazione
professionale (2.1.2.5
- Contributi ad enti ed altri
organismi - cap. 1395)            2.331          2.277         2.277

Legge n. 328 del 2000: Legge
quadro per la realizzazione
del sistema integrato di
interventi e servizi sociali:
- ART. 20 comma 8: Fondo da
ripartire per le politiche
sociali (3.1.5.1 - Fondo
per le politiche sociali
- cap. 1711)                  1.528.034      1.202.525     1.202.525
                              --------------------------------------
                              1.532.696      1.207.079     1.207.079
                              ======================================


MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Decreto del Presidente della
Repubblica n. 309 del 1990:
Testo unico delle leggi in
materia di disciplina degli
stupefacenti e sostanze
psicotrope, prevenzione, cura
e riabilitazione dei relativi
stati di tossicodipendenza:
- ART. 135: Programmi finaliz-
zati alla prevenzione e alla
cura dell'AIDS, al trattamento
socio-sanitario, al recupero e
al successivo reinserimento dei
tossicodipendenti detenuti
(4.1.2.1 - Mantenimento,
assistenza, rieducazione e
trasporto detenuti
- cap. 1768/p)                    9.956          9.936         9.936


Legge n. 549 del 1995: Misure
di razionalizzazione della
finanza pubblica:
- ART. 1, comma 43: Contributi
ad enti, istituti, associazioni,
fondazioni ed altri organismi
(1.1.2.1 - Contributi ad enti
ed altri organismi - cap. 1160).    138            137           137
                                 -----------------------------------
                                 10.094         10.073        10.073
                                 ===================================


MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

Legge n. 1612 del 1962:
Riordinamento dell'istituto
agronomico per l'oltremare,
con sede in Firenze:
- ART. 12: Mezzi finanziari
per il funzionamento
dell'Istituto (9.1.2.2
- Paesi in via di sviluppo
- cap. 2201)                       2.796          2.732        2.732

Legge n. 794 del 1966:
Ratifica ed esecuzione della
convenzione internazionale
per la costituzione
dell'istituto italo-latino-
americano firmata a Roma il
10 giugno 1966 (16.1.2.2
- Contributi ad enti ed altri
organismi - cap. 4131)            1.632          1.595         1.595

Legge n. 883 del 1977:
Approvazione ed esecuzione
dell'accordo relativo ad un
programma internazionale per
l'energia, firmato a Parigi
il 18 novembre 1974 (13.1.2.2
- Accordi ed organismi inter-
nazionali - cap. 3749)              946            944           944

Legge n. 140 del 1980:
Partecipazione italiana al
Fondo europeo per la gioventu'
(15.1.2.5 - Accordi ed
organismi internazionali
- cap. 4052)                        274            273           273

Legge n. 7 del 1981 e legge
n. 49 del 1987: Stanziamenti
aggiuntivi per l'aiuto
pubblico a favore dei Paesi
in via di sviluppo (9.1.1.0
- Funzionamento - capp. 2150,
2152, 2153, 2160, 2161, 2162,
2163, 2164, 2165, 2166, 2167,
2168, 2169, 2170; 9.1.2.2
- Paesi in via di sviluppo
- capp. 2180, 2181, 2182,
        2183, 2184, 2195)       617.813        546.516       546.516

Legge n. 960 del 1982:
Rifinanziamento della legge
14 marzo 1977, n. 73,
concernente la ratifica degli
accordi di Osimo tra l'Italia
e la Jugoslavia (15.1.2.2
- Collettivita' italiana
all'estero - capp. 4061, 4063)    2.738          2.733         2.733

Legge n. 549 del 1995: Misure
di razionalizzazione
della finanza pubblica:

- ART. 1, comma 43; Contributi
ad enti, istituti, associazioni,
fondazioni ed altri organismi
(2.1.2.2 - Contributi ad enti
ed altri organismi - cap. 1163)   9.981          9.960         9.960

Legge n. 299 del 1998:
Finanziamento italiano della
PESC (Politica estera e di
sicurezza comune dell'Unione
europea) relativo
all'applicazione dell'arti-
colo J. 11, comma 2, del Trat-
tato sull'Unione europea
(20.1.2.1 - Accordi ed
organismi internazionali
- cap. 4534)                      4.978          4.968         4.968
                                ------------------------------------
                                641.158        569.721       569.721
                                ====================================


  MINISTERO DELL'ISTRUZIONE,
DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

Legge n. 407 del 1974:
Ratifica ed esecuzione degli
accordi firmati a Bruxelles
il 23 novembre 1971 nell'ambito
del programma europeo di
cooperazione scientifica e
tecnologica, ed autorizzazione
alle spese connesse alla
partecipazione italiana ad
iniziative da attuarsi in
esecuzione del programma
medesimo (25.2.3.4 - Accordi
internazionali per la ricerca
scientifica - cap. 8973)          4.648          4.648         4.648

Legge n. 394 del 1977:
Potenziamento dell'attivita'
sportiva universitaria
(25.1.2.9 - Altri interventi
per le universita' statali
- cap. 5547)                      7.990          7.830         7.830

Legge n. 181 del 1990:
Ratifica ed esecuzione
dell'accordo, effettuato
mediante scambio di note,
tra il Governo italiano ed
il Consiglio superiore delle
Scuole europee che modifica
l'articolo 1 della convenzione
del 5 settembre 1963 relativa
al funzionamento della Scuola
europea di Ispra (Varese),
avvenuto a Bruxelles i giorni
29 febbraio e 5 luglio 1988
(7.1.2.3 - Interventi diversi
- cap. 2193)                        373            373           373

Legge n. 245 del 1990: Norme
sul piano triennale di
sviluppo dell'universita' e
per l'attuazione del piano
quadriennale 1986-1990
(25.1.2.3 - Piani e programmi
di sviluppo dell'universita'
- cap. 5496)                    121.964        121.724       121.724

Legge n. 243 del 1991:
Universita' non statali
legalmente riconosciute
(25.1.2.4 - Universita' ed
istituti non statali
- cap. 5502)                    104.355        104.149       104.149

Legge n. 147 del 1992:
Modifiche ed integrazioni
alla legge 2 dicembre 1991,
n. 390, recante norme sul
diritto agli studi
universitari (25.1.2.7
- Diritto allo studio
- cap. 5517)                    124.453        124.208       124.208

Legge n. 537 del 1993:
Interventi correttivi di
finanza pubblica:
- ART. 5, comma 1, lettera a):
Costituzione fondo finanzia-
mento ordinario delle
universita' (25.1.2.5
- Finanziamento ordinario
delle Universita' statali
- cap. 5507/p)                6.225.000      6.235.000     6.235.000

Legge n. 549 del 1995:
Misure di razionalizzazione
della finanza pubblica:
- ART. 1, comma 43:
Contributi ad enti, istituti,
associazioni, fondazioni ed
altri organismi (25.1.2.1
- Ricerca scientifica
- cap. 5483)                     18.537         18.500        18.500
                                                                ((9))

Legge n. 662 del 1996: Misure
di razionalizzazione
della finanza pubblica:
- ART. 1, comma 87: Costitu-
zione del Fondo per il
finanziamento ordinario degli
Osservatori (25.1.2.6
- Finanziamento ordinario degli
Osservatori - cap. 5512)         39.607         38.705        38.705

Legge n. 440 del 1997 e legge
n. 144 del 1999 (articolo 68,
comma 4, lettera b): Fondo per
l'ampliamento dell'offerta
formativa (4.1.5.1 - Fondo
per il funzionamento della
scuola - cap. 1722)             214.059        198.732       198.723

Decreto legislativo n. 204
del 1998: Disposizioni per
il coordinamento, la
programmazione e la
valutazione della politica
nazionale relativa alla
ricerca scientifica e
tecnologica (25.2.3.1
- Ricerca scientifica
- cap. 8922)                  1.550.000      1.600.000     1.600.000

Legge n. 338 del 2000:
Disposizioni in materia di
alloggi e residenze per
studenti universitari:
- ART. 1, comma 1: Interventi
per alloggi e residenze per
studenti universitari
(25.2.3.3 - Edilizia univer-
sitaria, grandi attrezzature
e ricerca scientifica
- cap. 8967)                     30.987         30.987        30.987
                              --------------------------------------
                              8.441.973      8.484.856     8.484.847
                              ======================================


MINISTERO DELL'INTERNO

Legge n. 451 del 1959:
Istituzione del capitolo
"Fondo scorta" per il perso-
nale della Polizia di Stato
(5.1.1.1 - Spese generali di
funzionamento - cap. 2674)       24.891         24.842        24.842

Legge n. 968 del 1969 e
decreto-legge n. 361 del 1995,
convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 437 del 1995
(articolo 4): "Fondo scorta"
del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco (3.1.1.1 - Spese
generali di funzionamento
- cap. 1916)                     19.913         19.873        19.873

Decreto del Presidente della
Repubblica n. 309 del 1990:
Testo unico delle leggi in
materia di disciplina degli
stupefacenti e sostanze
psicotrope, prevenzione, cura
e riabilitazione dei relativi
stati di tossicodipendenza:
- ART. 101: Potenziamento
delle attivita' di prevenzione
e repressione del traffico
illecito di sostanze
stupefacenti o psicotrope
(5.1.1.1 - Spese generali
di funzionamento - cap. 2668;
5.1.1.4 - Potenziamento
- cap. 2815)                      3.385          3.378         3.378

Legge n. 549 del 1995: Misure
di razionalizzazione della
finanza pubblica:
- ART. 1, comma 43: Contributi
ad enti, istituti, associazioni,
fondazioni ed altri organismi
(2.1.2.1 - Contributi ad enti
ed altri organismi
- cap. 1286)                        440            122           122
                                 -----------------------------------
                                 48.629         48.215        48.215
                                 ===================================


  MINISTERO DELL'AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

Legge n. 979 del 1982:
Disposizioni per la difesa
del mare (articolo 7)
(5.1.2.1 - Difesa del mare
- capp. 2754, 2756)              48.785         47.696        47.696

Decreto-legge n. 2 del 1993,
convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 59 del 1993:
Modifiche e integrazioni alla
legge 7 febbraio 1992, n. 150,
in materia di commercio e
detenzione di esemplari di
fauna e flora minacciati di
estinzione (4.1.1.0
- Funzionamento
- capp. 2068, 2O69/p)               249            248           248

Legge n. 549 del 1995: Misure
di razionalizzazione della
finanza pubblica:
- ART. 1, comma 43: Contributi
ad enti, istituti, associazioni,
fondazioni ed altri organismi
(4.1.2.4 - Contributi ad enti
ed altri organismi
- cap. 2251)                     53.779         53.672        53.672

Decreto legislativo n. 300
del 1999: Riforma dell'organiz-
zazione del Governo, a norma
dell'articolo 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59:
- ART. 38: Agenzia per la
protezione dell'ambiente e
per i servizi tecnici (2.1.2.1
- Agenzia per la protezione
dell'ambiente e per i servizi
tecnici - cap. 1550; 2.2.3.3
- Agenzia per la protezione
dell'ambiente e per i servizi
tecnici - cap. 7240)             57.747         56.516        56.516
                               -------------------------------------
                                160.560        158.132       158.132
                               =====================================


MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI

Legge n. 721 del 1954:
Istituzione del fondo scorta
per le Capitanerie di porto
(6.1.1.1 - Spese generali di
funzionamento - cap. 2661)        4.978          4.968         4.968

Legge n. 267 del 1991:
Attuazione del terzo piano
nazionale della pesca marittima
e misure in materia di credito
peschereccio, nonche' di
riconversione delle unita'
adibite alla pesca con reti
da posta derivante:
- ART. 1, comma 1: Attuazione
del piano nazionale della pesca
marittima (6.1. 1.5 - Mezzi
operativi e strumentali
- cap. 2719)                      1.529          1.495         1.495

Legge n. 549 del 1995: Misure
di razionalizzazione della
finanza pubblica:
- ART. 1, comma 43: Contributi
ad enti, istituti, associazioni
fondazioni ed altri organismi
(2.1.2.2 - Contributi ad enti
ed altri organismi - cap. 1336).    410            409           409

Decreto-legge n. 535 del 1996,
convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 647 del 1996
(articolo 3): Contributo al
"Centro internazionale
radio-medico CIRM" (4.1.2.7
- Centro internazionale
radio-medico - cap. 2098)           729            727           727

Decreto legislativo n. 250
del 1997: Istituzione
dell'Ente nazionale per
l'aviazione civile (ENAC)
(articolo 7) (4.1.2.13
- Ente nazionale per
l'aviazione civile
- cap. 2161)                     48.537         48.441        48.441

Legge n. 431 del 1998:
Disciplina delle locazioni e
del rilascio degli immobili
adibiti ad uso abitativo
(articolo 11, comma 1)
(3.1.2.1 - Sostegno
all'accesso alle locazioni
abitative
- cap. 1690)                    246.496        246.010       246.010
                                ------------------------------------
                                302.679        302.050       302.050
                                ====================================


MINISTERO DELLA DIFESA

Regio decreto n. 263 del 1928:
Testo unico delle disposizioni
legislative concernenti l'ammi-
nistrazione e la contabilita'
dei corpi, istituti e stabili-
menti militari:
- ART. 17, primo comma:
Esercito, Marina ed Aerona-
utica (27.1.1.1 - Spese
generali di funzionamento
- cap. 3908)                     45.550         45.460        45.460

- ART. 17, primo comma: Arma
dei carabinieri (23.1.1.1
- Spese generali di
funzionamento - cap. 2691)       16.179         16.147        16.147

Legge n. 549 del 1995:
Misure di razionalizzazione
della finanza pubblica:

- ART. 1, comma 43:
Contributi ad enti, istituti,
associazioni, fondazioni ed
altri organismi (27.1.2.2
- Contributi ad enti ed altri
organismi - cap. 4091).           6.224          4.339         4.339

Decreto legislativo n. 300 del
1999: Riforma dell'organizza-
zione del Governo, a norma
dell'articolo 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59:
- ART. 22, comma 1: Agenzia
industrie difesa (31.1.2.1
Agenzia industrie difesa
- cap. 4761)                      1.865          1.822         1.822
                                 -----------------------------------
                                 69.818         67.768        67.768
                                 ===================================


MINISTERO DELLE POLITICHE
  AGRICOLE E FORESTALI

Legge n. 267 del 1991:
Attuazione del terzo piano
nazionale della pesca
marittima e misure in materia
di credito peschereccio,
nonche' di riconversione delle
unita' adibite alla pesca con
reti da posta derivante:

- ART. 1, comma 1: Attuazione
del piano nazionale della
pesca marittima (2.1.1.0
- Funzionamento - capp. 1173,
1413, 1414, 1415; 2.1.2.1
- Enti e istituti di ricerca,
informazione, sperimentazione
e controllo - cap. 1467;
2.1.2.7 - Pesca - capp. 1476,
1477, 1482)                      22.402         22.358        22.358

Legge n. 549 del 1995: Misure
di razionalizzazione
della finanza pubblica:
- ART. 1, comma 43: Contributi
ad enti, istituti, associa-
zioni, fondazioni ed altri
organismi (3.1.2.8
- Contributi ad enti ed altri
organismi - cap. 2200).           5.653          5.641         5.641

Decreto legislativo n. 454
del 1999: Riorganizzazione del
settore della ricerca in
agricoltura, a norma
dell'articolo 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59 (3.1.2.1
- Enti e istituti di ricerca,
informazione, sperimentazione
e controllo - cap. 2083)         19.415         19.377        19.377
                                 -----------------------------------
                                 47.470         47.376        47.376
                                 ===================================


  MINISTERO PER I BENI
E LE ATTIVITA' CULTURALI

Legge n. 190 del 1975:
Norme relative al funziona-
mento della biblioteca
nazionale centrale "Vittorio
Emanuele II" di Roma (3.1.1.0
- Funzionamento - cap. 1941)      2.797          2.732         2.732

Decreto del Presidente della
Repubblica n. 805 del 1975:
Organizzazione del Ministero
per i beni culturali e
ambientali - Assegnazioni
per il funzionamento degli
istituti centrali (2.1.1.0
- Funzionamento
- capp. 1261, 1262; 3.1.1.0
- Funzionamento
- capp. 1942, 1943)               4.660          4.556         4.556

Legge n. 163 del 1985: Nuova
disciplina degli interventi
dello Stato a favore dello
spettacolo (2.1.2.1
- Fondo unico per lo spettacolo
- capp. 1381, 1382; 7.1.2.2
- Fondo unico per lo spettacolo
- capp. 3191, 3192, 3193,
        3194, 3195; 7.2.3.2
- Fondo unico per lo spettacolo
- capp. 8501,  8502; 8.1.2.1
- Fondo unico per lo spettacolo
- cap. 3460; 8.2.3.2
- Fondo unico per lo spettacolo
- capp. 8641, 8642, 8643, 8645) 506.629        500.000       500.000

Legge n. 118 del 1987:
Norme relative alla Scuola
archeologica italiana in
Atene (4.1.2.1 - Enti ed
attivita' culturali
- cap. 2363)                        986            967           967

Legge n. 466 del 1988:
Contributo all'Accademia
nazionale dei Lincei (3.1.2.1
- Enti ed attivita' culturali
- cap. 2052)                      3.262          3.188         3.188

Legge n. 549 del 1995:
Misure di razionalizzazione
della finanza pubblica:
- ART. 1, comma 43:
Contributi ad enti, istituti,
associazioni, fondazioni ed
altri organismi (3.1.2.3
- Contributi ad enti ed altri
organismi - cap. 2100)           32.336         33.248        33.248
                                ------------------------------------
                                550.670        544.691       544.691
                                ====================================


MINISTERO DELLA SALUTE

Decreto legislativo del
Capo provvisorio dello Stato
n. 1068 del 1947: Contributo
all'Organizzazione mondiale
della sanita' (3.1.2.14
- Organizzazione Mondiale
della Sanita' - cap. 3440)       18.668         18.631        18.631

Decreto del Presidente della
Repubblica n. 613 del 1980:
Contributo alla Croce rossa
italiana  (2.1.2.8
- Croce Rossa Italiana
- cap. 2380)                     34.476         34.408        34.408

Decreto legislativo n. 502
del 1992: Riordino della
disciplina in materia
sanitaria:
- ART. 12: Fondo da destinare
ad attivita' di ricerca e
sperimentazione (2.1.2.1
- Ricerca scientifica
- cap. 2300)                    191.160        186.809       186.809

Decreto legislativo n. 267
del 1993: Riordinamento
dell'istituto superiore di
sanita' (2.1.2.2 - Istituto
 superiore di sanita'
- cap. 2320)                     93.191         91.070        91.070

Decreto legislativo n. 268
del 1993: Riordinamento
dell'Istituto superiore di
prevenzione e sicurezza
del lavoro (2.1.2.3 - Istituto
superiore per la prevenzione
e la sicurezza del lavoro
- cap. 2330)                     69.893         68.302        68.302

Legge n. 549 del 1995:
Misure di razionalizzazione
della finanza pubblica:
- ART. 1, comma 43:
Contributi ad enti, istituti,
associazioni, fondazioni ed
altri organismi (2.1.2.9
- Contributi ad enti ed altri
organismi - cap. 2390)            6.413          6.400         6.400

Legge n. 434 del 1998:
Finanziamento degli interventi
in materia di animali di
affezione e per la preven-
zione del randagismo
(3.1.2.12 - Prevenzione
del randagismo - cap. 3420)       2.389          2.335         2.335

Decreto-legge n. 17 del 2001,
convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 129 del 2001:
Agenzia per i servizi sanitari
regionali (articolo 2, comma 4)
(2.1.2.10 - Agenzia per i
servizi sanitari regionali
- cap. 2391)                      5.966          5.829         5.829
                             ---------------------------------------
                                422.156        413.784       413.784
                             ---------------------------------------
          TOTALE GENERALE    19.247.246     18.752.358    	18.863.929
                             =======================================

                              TABELLA D
RIFINANZIAMENTO DI NORME RECANTI INTERVENTI DI SOSTEGNO DELL'ECONOMIA
             CLASSIFICATI TRA LE SPESE IN CONTO CAPITALE

   N.B.  Le  autorizzazioni  di  spesa  di  cui alla presente tabella
riportano  -  dopo  l'indicazione  del  settore  di  intervento  - il
riferimento alla unita' previsionale di base, con il relativo codice,
sotto la quale e' ricompreso il capitolo.

RIFINANZIAMENTO DI NORME RECANTI INTERVENTI DI SOSTEGNO DELL'ECONOMIA
             CLASSIFICATI TRA LE SPESE IN CONTO CAPITALE


===================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO              2003        2004        2005
-------------------------------------------------------------------
                                          (migliaia di euro)

MINISTERO DELL'ECONOMIA
   E DELLE FINANZE

Legge n. 7 del 1981 e legge n. 49
del 1987: Stanziamenti aggiuntivi
per l'aiuto pubblico a favore dei
Paesi in via di sviluppo.
(Settore n. 27) (3.2.4.4 - Fondo
rotativo per la cooperazione allo
sviluppo - cap. 7415).............     20.000     20.000     20.000

Decreto-legge  n. 251  del  1981,
convertito,  con   modificazioni,
dalla legge n. 394 del 1981:
Provvedimenti  per   il  sostegno
delle esportazioni italiane:
- Art. 2: Fondo rotativo
finanziamento imprese
esportatrici. (Settore n. 9)
(3.2.3.33 - Sostegno
finanziario del sistema
produttivo - cap. 7301)...........     46.000    123.000    102.000

Legge n. 26 del 1986:
Incentivi per il  rilancio
dell'economia delle  province
di  Trieste  e Gorizia:
- Art. 6,  primo comma, lettera
b): Fondo per  Trieste (Settore
n. 6) (4.2.3.7 - Fondo  per gli
interventi  nel  territorio  di
Trieste - cap. 7490).............          -        -         5.000

Legge n. 183 del 1987:
Coordinamento  delle  politiche
riguardanti  l'appartenenza
dell'Italia  alle  Comunita'
europee ed adeguamento
dell'ordinamento  interno  agli
atti normativi comunitari:
- Art. 5:  Fondo  destinato  al
coordinamento  delle  politiche
riguardanti l'appartenenza
dell'Italia alle Comunita'
europee. (Settore n. 27)
(4.2.3.8 - Fondo di rotazione
per le politiche  comunitarie
- cap 7493/p)..................    1.844.723        -    4.292.225

Legge n. 67 del 1988:
Disposizioni per la formazione
del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 1988):
- Art. 15, comma 43: Fondo per
il consorzio  statale nel
pagamento degli interessi
(Settore n. 10) (3.2.3.19 -
Artigiancassa - cap. 7165).......     10.500     59.500           -

- Art. 17, comma 35: Somme
occorrenti per sopperire ai
minori finanziamenti decisi
dalla Banca europea per gli
investimenti. (Settore n. 27)
(5.2.3.4 - Progetti
immediatamente eseguibili
- cap. 7646).....................     13.000     13.000     13.000

Legge n. 86 del 1989:
Norme generali sulla
partecipazione   dell'Italia
al processo normativo  comu-
nitario e sulle procedure di
esecuzione   degli  obblighi
comunitari (articolo 3).
(Settore n. 27)  ( 4.2.3.8 -
Fondo  di  rotazione  per le
politiche comunitarie
- cap. 7493/p)....................     50.000     50.000     50.000

Legge n. 321 del 1990:
Aumento  del  fondo  per il
concorso nel pagamento degli
interessi sulle operazioni
di credito a favore delle im-
prese artigiane, costituito
presso la Cassa per il credito
alle imprese artigiane
(Settore n. 10) (3.2.3.19
- Artigiancassa - cap. 7165).......      4.500     25.500          -

Decreto-legge n. 142
del 1991, convertito, con mo-
dificazioni, dalla legge n. 195
del 1991:
Provvedimenti  in favore delle
popolazioni delle province  di
Siracusa,  Catania  e   Ragusa
colpite  dal  terremoto  nel
dicembre 1990 ed altre  dispo-
sizioni  in  favore delle zone
danneggiate   da   eccezionali
avversita' atmosferiche dal
giugno 1990 al gennaio 1991:
- Art. 6, comma 1: Reintegro
fondo protezione civile.
(Settore n. 3)  (3.2.10.3
- Presidenza  del  Consiglio
dei ministri - Protezione
civile -  cap. 7446)..............     77.000     77.000     77.000

Legge n. 185 del 1992:
Nuova  disciplina del Fondo
di  solidarieta'  nazionale:
- Art. 1, comma 3: Fondo di
solidarieta' nazionale.
(Settore n. 21)  (3.2.4.3 -
Fondo di solidarieta' nazio-
nale - cap. 7411).................    100.000       -            -

Legge n. 97 del 1994:
Nuove  disposizioni   per le
zone montane. (Settore n. 19)
(1.2.3.6  -  Fondo  unico da
ripartire - Investimenti
difesa del suolo e tutela
ambientale - cap. 7003/p).........     10.000     15.000     20.000

Legge n. 662 del 1996:
Misure di  razionalizzazione
della finanza pubblica:
- Art. 2, comma 14:
Apporto al capitale  sociale
delle Ferrovie dello Stato
spa. (Settore n. 11)
(3.2.3.15 - Ferrovie dello
Stato - cap. 7122)................    500.000  1.000.000  2.442.000

Decreto legislativo n. 143
del 1998: Disposizioni  in
materia  di  commercio con
l'estero:
- Art. 8, comma 2:
Fondo di riserva e  inden-
nizzi SACE. (Settore n. 27)
(3.2.4.1 - SACE -  cap. 7400).....     50.000     50.000          -

Legge n. 84 del 2001:
Disposizioni per la parteci-
pazione italiana alla stabi-
lizzazione, alla ricostruzione
e allo sviluppo di Paesi
dell'area balcanica:
- Art. 3, comma 3:
Fondo stabilizzazione Balcani
(Settore n. 27) (4.2.3.13 -
Accordi ed organismi interna-
zionali - cap. 7521)..............     25.000       -             -

Legge n. 448 del 2001:
Disposizioni per la formazione
del biiancio annuale e
pluriennale dello
Stato (legge finanziaria 2002):
- Art. 54: Fondo nazionale per
il sostegno alla
progettazione delle opere
pubbliche delle regioni
e degli enti locali
(Settore n. 27) (5.2.3.17
- Fondo progettazione opere
pubbliche
- cap. 7719)....................        5.000     15.000     15.000

- Art. 55: Fondo nazionale
per la realizzazione di
infrastrutture di interesse
locale (Settore n. 27)
(5.2.3.18 - Province, comuni
e comunita' montane - cap.
7720)...........................       69.000     50.000     50.000

                                    -------------------------------
                                    2.824.723  1.498.000  7.086.225
                                    ===============================


MINISTERO DELLE ATTIVITA'
      PRODUTTIVE

===================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO              2003        2004        2005
-------------------------------------------------------------------
                                          (migliaia di euro)
Legge n. 26 del 1986:
Incentivi per il rilancio
dell'economia delle province
di Trieste e Gorizia:
- Art. 6, primo comma,
lettera c): Fondo per
Gorizia (Settore n. 6)
(3.2.3.6 - Aree depresse
- cap. 7380)....................       -            -         5.000

Decreto-legge n. 415 del 1992,
convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 488 del 1992:
Rifinanziamento della legge 1°
marzo 1986, n. 64, recante
disciplina organica
dell'intervento straordinario
nel Mezzogiorno:
- Art. 1, comma 3: interventi
di agevolazione alle attivita'
produttive. (Settore n. 4)
(3.2.3.8 - Fondo investimenti
- Incentivi alle imprese
-  cap. 7420)...................     100.000     100.000    750.000

                                     ------------------------------
                                     100.000     100.000    755.000
                                     ==============================


MINISTERO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI

===================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO             2003        2004         2005
-------------------------------------------------------------------
                                          (migliaia di euro)
Decreto-legge n. 791 del
1981, convertito, con
modificazioni, dalla legge
n. 54 del 1982:
Disposizioni in materia
previdenziale:
- Art. 12: Finanziamento
delle attivita' di
formazione professionale
(Settore n. 27) (2.2.3.2 -
Formazione professionale
- cap. 7111)....................      12.746     12.746      12.746

Decreto-legge n. 148 del
1993, convertito, con
modificazioni, dalla
legge n. 236 del 1993:
Interventi urgenti a
sostegno dell'occupazione:
- Art. 1, comma 7: Fondo
per l'occupazione.
(Settore n. 27) (2.2.3.3
- Occupazione
- cap.  7141)..................       44.667     11.467     520.999
                                      ------------------------------
                                      57.413     24.213     533.745
                                      ==============================


   MINISTERO DELL'ISTRUZIONE,
DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

===================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO              2003        2004        2005
-------------------------------------------------------------------
                                          (migliaia di euro)
Legge n. 448 del 2001:
Disposizioni per la
formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello
Stato (legge finanziaria
2002), art. 46, comma 3
- Fondo investimenti:
Legge n. 266 del
1997: Interventi urgenti per
l'economia:
- Art. 5, comma 3: Programma
nazionale di ricerche in
Antartide. (Settore n. 13)
(25.2.3.7 - Fondo unico da
ripartire - Investimenti
universita' e ricerca
- cap. 9000/p)..................         -          -       28.405

Decreto legislativo n. 297
del 1999: Riordino della
disciplina e snellimento
delle procedure per il
sostegno della ricerca
scientifica e tecnologica,
per la diffusione delle
tecnologie, per la mobilita'
dei ricercatori:
- Art. 5:
Fondo agevolazioni per la
ricerca. (Settore n. 4)
(25.2.3.7 - Fondo unico
da ripartire
- Investimenti universita'
e ricerca - cap. 8932/p)........       20.000     40.000     40.000

Legge n. 388 del 2000:
Disposizioni per la
formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello
Stato (legge finanziaria 2001):
- Art. 104: Ricerca di base.
(Settore n. 13) (25.2.3.7
- Fondo unico da ripartire
- Investimenti universita'
e ricerca
- cap. 9000/p)..................      100.000    100.000    100.000
                                     ------------------------------
                                      120.000    140.000    168.405
                                     ==============================


MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA
   TUTELA DEL TERRITORIO

Legge n. 448 del 2001:
Disposizioni per la
formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello
Stato (legge finanziaria
2002), art. 46, comma 3
- Fondo investimenti:
Legge n. 979 del 1982:
Disposizioni per la difesa
del mare (articolo 7).
(Settore n. 27) (1.2.3.6
- Fondo unico da ripartire
- Investimenti difesa del suolo
e tutela ambientale
- cap. 7090/p)................       10.500     10.500     10.500

Legge n. 426 del 1998:
Nuovi interventi in campo
ambientale:
- Art. 1, comma 1:
Interventi di bonifica e
ripristino ambientale dei
siti inquinati.
(Settore n. 19) (1.2.3.6.
- Fondo unico da ripartire
- Investimenti difesa del
suolo e tutela ambientale
- cap. 7090/p)..................       33.360     33.360     33.360
                                      -----------------------------
                                       43.860     43.860     43.860
                                      =============================


MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE
     E DEI TRASPORTI

===================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO              2003        2004        2005
-------------------------------------------------------------------
                                          (migliaia di euro)
Legge n. 979 del 1982:
Disposizioni per la difesa
del mare, art. 4 (Settore
n. 27) (6.2.3.4 - Mezzi
navali ed aerei - cap. 8344)....       2.500         -           -

Legge n. 396 del 1990:
Interventi per Roma,
capitale della Repubblica
(Settore n. 25) (3.2.3.20
- Fondo per Roma capitale
- cap. 7657)..................        30.000        -            -
                                      ----------------------------
                                      32.500        -            -
                                      ============================


MINISTERO DELLE POLITICHE
  AGRICOLE E FORESTALI

===================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO              2003        2004        2005
-------------------------------------------------------------------
                                          (migliaia di euro)
Legge n. 185 del 1992:
Nuova disciplina del Fondo
di solidarieta' nazionale:
- Art. 1, comma 3: Fondo di
solidarieta' nazionale.
(Settore n. 21) (3.2.3.3
- Bonifica, miglioramento e
sviluppo fondiario
- cap. 7439)...................      100.000    100.000    100.000
                                     ------------------------------
                                     100.000    100.000    100.000
                                     ==============================


MINISTERO PER I BENI E LE
  ATTIVITA' CULTURALI

===================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO              2003        2004        2005
-------------------------------------------------------------------
                                          (migliaia di euro)
Legge n. 400 del 2000:
Rifinanziamento della legge
21 dicembre 1999, n. 513, ed
altre disposizioni
in materia di beni e
attivita' culturali:
- Art. 3, comma 4:
Biblioteca europea di
Milano. (Settore n. 27)
(3.2.3.2
- Enti ed attivita'
culturali - cap. 7431)..........       2.000          -          -

Legge n. 29 del 2001: Nuove
disposizioni in materia di
interventi per i beni e le
attivita' culturali:
- Art. 4: Interventi per
Genova capitale europea della
cultura 2004. (Settore n. 27)
(6.2.3.4 - Patrimonio
culturale statale - cap. 8337)...        500          -          -
                                       ----------------------------
                                       2.500          -          -
                                       ============================


MINISTERO DELLA SALUTE

===================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO              2003        2004        2005
-------------------------------------------------------------------
                                          (migliaia di euro)
Legge n. 448 del 1998:
Misure di finanza pubblica
per la stabilizzazione e lo
sviluppo:
- Art. 71, comma 1:
Interventi sanitari nei
grandi centri urbani.
(Settore n. 27) (2.2.3.3
- Riqualificazione assistenza
sanitaria - cap. 7040)..........            -          -    100.000
                                    -------------------------------
                                            -          -    100.000
                                    ===============================
              TOTALE GENERALE...    3.280.996  1.906.073  8.787.235
                                    ===============================


                             TABELLA E

           VARIAZIONI DA APPORTARE AL BILANCIO A LEGISLAZIONE
           VIGENTE A SEGUITO DELLA RIDUZIONE DI AUTORIZZAZIONI
             LEGISLATIVE DI SPESA PRECEDENTEMENTE DISPOSTE

Nella colonna "definanziamento" il codice "0" indica che la
riduzione dell'autorizzazione di spesa viene operata per gli anni
relativi al triennio considerato e per gli importi previsti;
il codice "1" indica che la riduzione viene disposta in via
permanente per gli importi stessi, fino all'anno di scadenza
dell'autorizzazione di spesa.


N.B. - Le autorizzazioni di spesa di cui alla presente tabella
riportano - dopo l'indicazione della amministrazione -  il rife-
rimento alla unita' previsionale di base, con il relativo codice,
sotto la quale e' ricompreso il capitolo.

====================================================================
OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO     2003      2004      2005     Definan-
                                                           ziamento
--------------------------------------------------------------------
                                  (migliaia di euro)

Legge n. 183 del 1987:
Coordinamento delle
politiche riguardanti
l'appartenenza
dell'Italia alle
Comunita' europee ed
adeguamento
dell'ordinamento
interno agli atti
normativi
comunitari:
- Art. 5: Fondo
destinato al
coordinamento delle
politiche
riguardanti
l'appartenenza
dell'Italia alle
Comunita' europee
(Settore n. 27)
(Ministero dell'economia
e delle finanze:
4.2.3.8 - Fondo di
rotazione per le
politiche comunitarie
- cap. 7493/p).............      -   -103.950        -

Legge n. 144 del
1999: Misure in
materia di
investimenti,
delega al Governo
per il riordino
degli incentivi
all'occupazione e
della normativa che
disciplina l'INAIL,
nonche' disposizioni
per il riordino
degli enti
previdenziali:
Art. 22:
Ristrutturazione
finanziaria
dell'Istituto
poligrafico e zecca
dello Stato.
(Settore n. 27)
(Ministero
dell'economia e
delle Finanze:
3.2.3.39 - Servizi
del Poligrafico
dello Stato
- cap. 7335/p).........     -8.500     -8.500    -8.500            1

Legge n. 28 del
2000: Disposizioni
per la parita' di
accesso ai mezzi di
informazione
durante le campagne
elettorali e
referendarie e per
la comunicazione
politica (Ministero
delle comunicazioni:
4.1.2.5
- Radiodiffusione
televisiva locale
- cap. 3123)............   -5.000     -5.000    -5.000             1

Legge n. 122 del
2001: Disposizioni
modificative e
integrative alla
normativa che
disciplina il
settore agricolo e
forestale:
- Art. 15, comma 1:
Incremento
stanziamento
previsto
dall'articolo 2,
comma 2, della
legge n. 499 del
1999 (Settore n. 21)
(Ministero delle
politiche agricole
e forestali:
1.2.10.2 - Fondo
unico da ripartire
- Investimenti agricol-
tura foreste e  pesca
- cap. 7003/p) .........    -7.500          -         -

Legge n. 166 del
2002: Disposizioni
in materia di
infrastrutture
e trasporti:
- Art. 13, comma 1:
Realizzazione opere
strategiche (limite
impegno) (Settore
n. 27) (Ministero
delle infrastrutture
e dei trasporti:
1.2.10.2 - Fondo
opere strategiche
- cap. 7060/p)........         -    -18.000   -18.000
                         -----------------------------
  TOTALE GENERALE ...    -21.000   -135.450   -31.500

                              TABELLA F

IMPORTI  DA ISCRIVERE IN BILANCIO IN RELAZIONE ALLE AUTORIZZAZIONI DI
                  SPESA RECATE DA LEGGI PLURIENNALI

N.B.  -  Le  autorizzazioni  di  spesa  di  cui alla presente tabella
riportano - dopo l'indicazione della amministrazione - il riferimento
alla  unita'  previsionale  di  base, con il relativo codice, sono la
quale e' ricompreso il capitolo.

   Gli   importi  risultanti  dalla  presente  tabella  scontano  gli
   eventuali  effetti  delle precedenti tabelle "D" (Rifinanziamento)
   ed "E" (Definanziamento).
   Nelle   autorizzazioni   di   spesa  che  confluiscono  nei  Fondi
   investimenti  di  cui all'articolo 46 della legge finanziaria 2002
   (Allegato  2  -  Fondo  investimenti)  viene  indicato il capitolo
   relativo al fondo pertinente.
   I  limiti  di  impegno  figurano  nella  tabella  solo  se la loro
   decorrenza coincide con uno degli esercizi del bilancio triennale.
   La  natura  dei  limiti  stessi  consente  solo uno spostamento di
   decorrenza e non una loro rimodulazione, per cui non viene esposto
   l'importo complessivo residuale successivo al triennio, ne' l'anno
   terminale, elementi fissati dalla legge che autorizza il limite.
   Per  quanto  sopra  la  tabella  non  espone  piu'  i  limiti  con
   decorrenza  anteriore  al  primo  anno  del  bilancio triennale di
   riferimento.
   Nella  colonna  "Limite  impeg."  i  numeri  1,  2  e  3 stanno ad
   indicare:

      1)  non  impegnabili  le  quote  degli  anni  2004  ed esercizi
      successivi;
      2)  impegnabili  al  50  per  cento  le quote degli anni 2004 e

      successivi;
      3)   interamente   impegnabili  le  quote  degli  anni  2004  e
      successivi.

   Sono comunque fatti salvi gli impegni assunti entro il 31 dicembre
   2002 e quelli derivanti da spese di annualita'.

                  INDICE DEI SETTORI DI INTERVENTO

1. - Infrastrutture portuali e delle capitanerie di porto
2. - Interventi a favore delle imprese industriali
3. - Interventi per calamita' naturali
4. - Interventi nelle aree depresse
5. - Credito agevolato al commercio
6. - Interventi  a favore della regione Friuli-Venezia Giulia ed aree
     limitrofe - Interventi per Venezia
7. - Provvidenze per l'editoria
8. - Edilizia residenziale e agevolata
9. - Mediocredito centrale - SIMEST Spa
10. - Artigiancassa
11. - Interventi nel settore dei trasporti
12. - Costruzione  nuove  sedi  di servizio per gli appartenenti alle
      Forze dell'ordine
13. - Interventi nel settore della ricerca
14. - Interventi a favore dell'industria navalmeccanica
15. - Ristrutturazione dei sistemi aeroportuali di Roma e Milano
16. - Interventi  per  la  viabilita' ordinaria, speciale e di grande
      comunicazione
17. - Edilizia penitenziaria e giudiziaria
18. - Metropolitana di Napoli
19. - Difesa del suolo e tutela ambientale

20. - Realizzazione strutture turistiche
21. - Interventi in agricoltura
22. - Protezione dei territori dei comuni di Ravenna, Orvieto e Todi
23. - Universita' (compresa edilizia)
24. - Impiantistica sportiva
25. - Sistemazione aree urbane
26. - Ripiano disavanzi pregressi aziende sanitarie locali
27. - Interventi diversi

N.B.: I seguenti settori sono privi di autorizzazioni: nn. 5, 15, 18,
20, 22.


                                                         TABELLA F

 IMPORTI DA ISCRIVERE IN BILANCIO IN RELAZIONE ALLE AUTORIZZAZIONI
              DI SPESA RECATE DA LEGGI PLURIENNALI

====================================================================
ESTREMI  ED
OGGETTO DEI
PROVVEDIMENTI
RAGGRUPPATI
PER   SETTORI
DI INTERVENTO       2003     2004     2005     2006    Anno   Limite
                                              e succ.  term.  impeg.
--------------------------------------------------------------------
                                    (migliaia di euro)
1. Infrastrutture
   portuali e delle
   capitanerie di
   porto.

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni
in materia di
infrastrutture
e trasporti:
- Art. 36,
comma 2:
Ammodernamento
e riqualifi-
cazione delle
infrastrutture
portuali (limite
impegno)(Infra-
strutture e tra-
sporti: 4.2.3.3
- Opere marit-
time e portuali
- cap. 7849/p)... 34.000   34.000   34.000        -               3
- art. 36.
comma 2:
Ammodernamento
e riqualifica-
zione delle
infrastrutture
portuali (Limite
impegno) (Infra-
strutture e tra-
sporti: 4.2.3.3
- Opere marittime
e portuali
- cap. 7849/p)...      -   64.000   64.000         -              3
                  -------------------------------------------------
                  34.000   98.000   98.000         -
                  =================================================

2. Interventi a
   favore delle
   imprese
   industriali.

Legge n. 808
del 1985:
interventi  per
lo sviluppo  e
l'accrescimento
di competitivita'
delle  industrie
operanti nel
settore aeronau-
tico, articolo
3, primo comma,
lettera a);
decreto-legge
n. 547 del 1994,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 644 del 1994,
articolo 2, com-
ma 6 (limite
impegno)(Attivita'
produttive: 3.2.3.8
- Fondo investimenti
- incentivi alle imprese
- cap. 7421)........        42.349    42.349    42.349     -       3

Legge n. 448 del 1998:
Misure di finanza
pubblica per la
stabilizzazione
e lo sviluppo:
- Art. 52,
comma 1: Fondo
unico per gli
incentivi alle
imprese (Attivita'
produttive: 3.2.3.8
- Fondo investimenti
- Incentivi alle
imprese
- cap. 7420/p)....         393.925   358.228  100.000      -       3
                  --------------------------------------------------
                           436.274  400.577   142.349      -
                  ==================================================

3. Interventi
   per calamita'
   naturali

Legge n. 67
del 1988:
Disposizioni
per la formazione
del bilancio annuale
e pluriennale dello
Stato (legge finan-
ziaria 1988):
- Art. 17,
comma 5:
Completamento
degli interventi nelle
zone del Belice
terremotate nel 1968
(Economia e finanze:
1.2.3.3 - Fondo
unico da ripartire
- Investimenti calamita'
naturali
- cap. 7004/p).....          5.165     2.582       -       -       3

Legge n. 102
del 1990:
Disposizioni per
la ricostruzione
e la rinascita
della Valtellina
e delle adiacenti
zone delle province
di Bergamo, Brescia
e Como, nonche'
della provincia
di Novara, colpite
dalle eccezionali
avversita' atmosferiche
dei mesi di luglio
ed agosto 1987
(Economia e
finanze: 1.2.3.3
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
calamita' naturali
- cap. 7004/p)..........   65.693        -        -         -

Decreto-legge
n. 142 del 1991,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 195 del 1991:
Provvedimenti
in favore delle
popolazioni delle
province di Siracusa,
Catania e Ragusa
colpite dal terremoto
nel dicembre 1990 ed
altre disposizioni
in favore delle zone
danneggiate da ecce-
zionali avversita'
atmosferiche dal
giugno 1990 al
gennaio 1991:
- Art. 6,
comma 1: Reintegro
fondo protezione civile
(Economia e finanze:
3.2.10.3
- Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7446/p)....        335.228    391.811   227.000      -      3

Legge n. 433
del 1991:
Disposizioni per
la ricostruzione
e la rinascita
delle zone
colpite dagli
eventi sismici
del dicembre 1990
nelle province di
Siracusa, Catania
e Ragusa:
- Art. 1, comma 1:
Contributo
straordinario
alla Regione
siciliana per la
ricostruzione
dei comuni colpiti
da eventi sismici
(Economia e
finanze: 1.2.3.3
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
calamita' naturali
- cap. 7004/p) ...        180.760   168.558   100.000      -       3

Legge n. 32 del 1992:
Disposizioni in
ordine alla
ricostruzione
dei territori
di cui al testo
unico delle leggi
per gli interventi
nei territori della
Campania, Basilicata,
Puglia e Calabria
colpiti dagli
eventi sismici
del novembre 1980,
del febbraio 1981
e del marzo 1982,
approvato con
decreto legislativo
30 marzo 1990,
n. 76 (articolo 1
comma 4) (Economia e
Finanze: 3.2.10.3
- Presidenza del
Consiglio dei
ministri
- Protezione civile
- cap. 7444)....           2.582        -        -        -

Decreto-legge
n. 6 del 1998,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge n. 61
del 1998:
Ulteriori interventi
urgenti in favore
delle zone terremotate
delle regioni
Marche e Umbria
e di altre zone
colpite da eventi
calamitosi:
- ART. 15, comma 1:
Contributi straordinari
alle regioni Marche
e Umbria per la
ricostruzione delle zone
colpite dagli eventi
sismici (limite impegno)
(Economia e finanze:
3.2.10.3 - Presidenza
del Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7443/p)          170.430  201.417  201.417  738.533  2019   3

- Art. 21, comma 1:
Contributi straordinari
alla regione Emilia-
Romagna e alla provincia
di Crotone (Economia
e finanze: 3.2.10.3
- Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7443/p)        18.076   18.076   18.076  216.912    2017    3

Decreto-legge n. 180
del 1998, convertito,
con modificazioni,
dalla legge n. 267
del 1998:
Misure urgenti
per la prevenzione
del rischio
idrogeologico ed a
favore delle zone
colpite da disastri
franosi nella
regione Campania:
- ART. 1, comma 2:
Misure di prevenzi-
one per le aree a
rischio (Ambiente
e territorio:
1.2.3.6 - Fondo
unico da ripartire
- Investimenti
difesa del suolo
e tutela ambientale
- cap. 7090/P)             154.937   206.583     -      -          3

- ART. 4, comma 5:
Piani di insediamenti
produttivi e rilocaliz-
zazione delle attivita'
produttive (Economia
e finanze: 3.2.10.3
- Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7443/p)            2.066    2.066    2.066   4.131   2007   3

Legge n. 448 del 1998:
Misure di finanza
pubblica per la stabiliz-
zazione e lo sviluppo:
- ART. 50, comma 1,
lettera i):
Ricostruzione zone
terremotate
Basilicata e Campania
(limite impegno)
(Economia e finanze:
3.2.3.12 - Calamita'
naturali e danni bellici
- cap. 7095)             5.000    5.000    5.000        -

Decreto-legge
n. 132 del 1999,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge n. 226
del 1999:
Interventi urgenti
in materia di
protezione civile:
- ART. 4, comma 1:
Contributi in
favore delle
regioni Basilicata,
Calabria e Campania
colpite da eventi
calamitosi (Economia
e finanze: 3.2.10.3
- Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7443/p)     24.273  24.273   24.273  339.829    2019        3

- ART: 4, comma 2:
Contributi per il
recupero degli
edifici monumentali
privati (Economia
e finanze: 3.2.10.3
- Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7443/p)     1.549    1.549    1.549    22.108    2019       3

- ART. 7, comma 1:
Contributi
a favore delle
regioni Campania,
Emilia-Romagna,
Friuli-Venezia
Giulia e Toscana,
colpite da eventi
calamitosi (Economia
e finanze: 3.2.10.3
- Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7443/p)    17.043   17.043   17.043  238.603    2019        3

Legge n. 388
del 2000:
Disposizioni per
la formazione del
bilancio annuale e
pluriennale dello
Stato (legge finan-
ziaria 2001):
- ART. 144, comma 5:
Spese per fronteggiare
le esigenze derivanti
da eventi calamitosi e
avversita' atmosferiche
(limite impegno)
(Economia e finanze:
3.2.10.3
- Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7443/p)    38.734   38.734   38.734        -

Legge n. 448
del 2001:
Disposizioni per
la Formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato (legge
finanziaria 2002):
- ART. 52, comma 51:
Contributi
regione Piemonte
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 3.2.10.3
- Presidenza del
Consiglio dei ministri
- Protezione civile
- cap. 7443/p)    10.000   10.000   10.000        -

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni in
materia di
infrastrutture
e trasporti:
- ART. 42, comma 4:
Eventi sismici
1980-1981,
provincia di Foggia
(Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.4
- Risanamento e
ricostruzione
zone terremotate
- cap. 7417)       1.000     1.000       -        -                3

- ART. 42, comma 6:
Interventi nelle
aree colpite
dagli eventi
sismici del 1997
(Beni e attivita'
culturali: 2.2.10.3
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
patrimonio
culturale
- cap. 7370/p)    2.000      2.000       -          -              3
              ------------------------------------------------------
              1.034.536  1.090.692    645.158   1.560.216
              ======================================================

4. Interventi nelle
   aree depresse.

Legge n. 64
del 1986 e
articolo 6
del decreto-legge
n. 166 del 1989,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 246 del 1989:
Disciplina
organica
dell'intervento
straordinario
nel Mezzogiorno
(Economia e finanze:
4.2.3.27 - Aree
sottoutilizzate
- cap. 7576/p)   877.914   677.914   674.685   300.000    2006     3

Decreto-legge
n. 415 del 1992,
convertito, con
modificazioni
dalla legge
n. 488 del 1992:
Rifinanziamento
della legge
1° marzo 1986,
n. 64, recante
disciplina
organica
dell'intervento
straordinario nel
Mezzogiorno:
- ART. 1, comma 3:
Interventi di
agevolazione alle
attivita' produttive
(Attivita' produttive:
3.2.3.8
- Fondo investimenti
- Incentivi alle
imprese
- cap. 7420/p)  1.203.800   893.925   750.000       -              3

Legge n. 36
del 1994:
Disposizioni in
materia di
risorse idriche
(limite impegno)
(Ambiente e
territorio: 5.2.3.7
- Acquedotti,
fognature ed
opere igienico
sanitarie
- cap. 8614)       7.747     7.747     7.747         -             3

Decreto-legge
n. 548 del 1996,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 641 del 1996:
Interventi per
le aree depresse
e protette
(articolo 1)
(Attivita'
produttive: 3.2.3.8
- Fondo investimenti
- Incentivi
alle imprese
- cap. 7420/p)   258.228         -         -         -

Legge n. 208
del 1998:
Attivazione
delle risorse
preordinate
dalla legge
finanziaria
per l'anno 1998
al fine di
realizzare
interventi
nelle aree
depresse.
Istituzione
di un Fondo
rotativo per
il finanziamento
dei programmi
di promozione
imprenditoriale
nelle aree
depresse:
- ART. 1, comma 1:
Prosecuzione
degli interventi
per le aree
depresse:
Economia e finanze:
4.2.3.27 - Aree
sottoutilizzate
- cap. 7576/p;
4.2.3.16 - Intese
istituzionali
di programma
- cap. 7531; 5.2.3.8
- Aree depresse
- cap. 7669; 5.2.3.10
- Accordi di programma
- cap. 7685; 5.2.3.16
- Intese istituzionali
di programma
- capp.  7707,
7709, 7710     5.023.961   1.659.245       -         -             3

Attivita'
produttive:
3.2.3.8
- Fondo
  investimenti
- Incentivi
  alle imprese
- cap. 7420/p  1.167.193   1.032.914   2.375.702      -            3

Lavoro e
politiche
sociali: 2.2.3.3
- Occupazione
- cap. 7141       28.405          -            -      -            3

Istruzione,
universita' e
ricerca: 2.1.2.1
- Aree depresse
- cap. 1272;
25.2.3.2 - Ricerca
applicata
- cap. 8932/p    151.993         -             -      -            3

Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.11
- Aree depresse
- cap. 7546       46.481         -             -      -

Decreto
legislativo
n. 297 del 1999:
Riordino della
disciplina e
snellimento
delle procedure
per il sostegno
della ricerca
scientifica e
tecnologica,
per la diffusione
delle tecnologie,
per la mobilita'
dei ricercatori:
- ART. 5:
Fondo agevolazioni
per la ricerca
(istruzione,
universita' e
ricerca: 25.2.3.7
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
universita' e
ricerca
- cap. 8932/p)   200.760   246.583     40.000         -            3

Legge n. 488
del 1999:

Disposizioni
per la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge
finanziaria 2000):
- ART. 27,
comma 11:
Disposizioni

per la raziona-
lizzazione degli
interventi per
la imprendito-
rialita' giovanile
(Economia e
finanze: 4.2.3.27
- Aree sotto-
  utilizzate
- cap. 7576)     309.937   216.975         -         -             3

Legge n. 388
del 2000:
Disposizioni
per la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge
finanziaria 2001):
- ART. 8:
Agevolazione
per gli
investimenti
nelle aree
svantaggiate
(Economia e
finanze: 4.2.3.27
- Aree sotto-
  utilizzate
- cap. 7576/p)   557.000          -          -         -

- ART. 145,
comma 21:
Metanizzazione
del Mezzogiorno
(Economia e
finanze: 3.2.3.17
- Metanizzazione
- cap. 7150)      77.469     51.646          -        -            3
               -----------------------------------------------------
               9.910.888  4.786.949  3.848.134  300.000
               =====================================================

6. Interventi
   a favore della
   regione Friuli-
   Venezia Giulia
   ed aree limitrofe
 - Interventi
   per Venezia.

Legge n. 798
del 1984,
articolo 3,
primo comma;
legge n. 295
del 1998,
articolo 3,
comma 2;
legge n. 448
del 1998,
articolo 50,
comma 1,
lettera b):
Prosecuzione
degli interventi
per la
salvaguardia
di Venezia
(limite impegno):
Economia e
finanze: 3.2.3.30
- Interventi
per Venezia
- cap. 7270       12.237    21.244    21.244         -             3

- Istruzione,
universita' e
ricerca: 25.2.3.8
- Fondo unico
per l'edilizia
universitaria
- cap. 9005/p        821     1.182     1.182         -             3

- Infrastrutture
e trasporti:
2.2.3.7
- Interventi per
Venezia - capp. 7186,
7187, 7188, 7189, 7193,
7194, 7195; 4.2.3.3
- Opere marittime
e portuali
- capp. 7846, 7860;
4.2.3.12
- Ente nazionale per
l'aviazione civile
- cap. 7954/p     28.257    49.875    49.875         -             3

Legge n. 26
del 1986:
Incentivi per
il rilancio
dell'economia
delle province
di Trieste
e Gorizia:
- ART. 6,
primo comma,
lettera b):
Fondo per Trieste
(Economia e
finanze: 4.2.3.7
- Fondo per gli
interventi nel
territorio
di Trieste
- cap. 7490)      10.000    10.000     5.000         -             3

- ART. 6,
primo comma,
lettera c):
Fondo per Gorizia
(Attivita'
produttive: 3.2.3.6
- Aree depresse
- cap. 7380)      10.165     5.000     5.000         -             3

Legge n. 483
del 1998:
Finanziamenti
e interventi
per opere di
interesse locale:
- ART. 3, comma 1:
Progetto di
ampliamento della
base di Aviano
(Economia e
finanze: 4.2.3.12
- Sviluppo
economico delle
regioni a statuto
speciale e province
autonome
- cap. 7505)       2.066         -         -         -
                  -------------------------------------------------
                  63.546    87.301    82.301         -
                  =================================================

7. Provvidenze per
   l'editoria.

Legge n. 549
del 1995:
Misure di
razionalizzazione
della finanza
pubblica:
- ART. 2,
comma 32:
Mutui agevolati
per l'editoria
libraria
(Beni e attivita'
culturali: 2.2.10.3
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
patrimonio culturale
- cap. 7370/p)     2.582     2.582     2.582         -             3
                   -------------------------------------------------
                   2.582     2.582     2.582         -
                   =================================================

8. Edilizia
   residenziale
   e agevolata.

Decreto-legge
n. 9 del 1982,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 94 del 1982:
Norme per
l'edilizia
residenziale
e provvidenze
in materia
di sfratti
(Economia e
finanze: 3.2.3.8
- Edilizia
  abitativa
- cap. 7073)      51.646         -         -         -

Legge n. 662
del 1996:
Misure di
razionalizzazione
della finanza
pubblica:
- ART. 2, comma 63,
  lettera b):
Edilizia
residenziale
(Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.5
- Edilizia
  abitativa
- cap. 7437)      41.317    41.317         -         -             3
                  --------------------------------------------------
                  92.963    41.317         -         -
                  ==================================================

9. Mediocredito
   centrale
 - SIMEST Spa.

Decreto-legge
n. 251 del 1981,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 394 del 1981:
Provvedimenti
per il sostegno
delle esportazioni
italiane:
- ART. 2:
Fondo rotativo
finanziamento
imprese esportatrici
(Economia e
finanze: 3.2.3.33
- Sostegno
  finanziario
  del sistema
  produttivo
- cap. 7301)      46.000   123.000   102.000         -

Legge n. 730
del 1983:
Disposizioni per
la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato (legge
finanziaria 1984):
- ART. 18, commi
ottavo e nono:
Fondo per il
finanziamento
di esportazioni
a pagamento
differito
(Economia e
finanze: 1.2.3.4
- Fondo unico da
  ripartire
- Investimenti
  incentivi alle
  imprese
- cap. 7005/p)   103.292    25.823         -         -             3


Decreto-legge
n. 691 del 1994,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge n. 35
del 1995:
Misure urgenti
per la
ricostruzione
e la ripresa
delle attivita'
produttive
nelle zone
colpite dalle
eccezionali
avversita'
atmosferiche
e dagli eventi
alluvionali
nella prima
decade del mese
di novembre 1994:
- ART. 2, comma 1:
Fondo per
contributi
conto interessi
su finanziamenti
concessi
(Economia e
finanze: 1.2.3.3
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
incentivi
alle imprese
- cap. 7005/p)    36.152   281.985         -         -             3

Legge n. 266
del 1997:
Interventi
urgenti per
l'economia:
- ART: 12, comma 1:
Contributi per
l'acquisto di
nuove macchine
utensili
(Economia e
finanze: 1.2.3.4
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
incentivi
alle imprese
- cap. 7005/p)    38.734    38.734    38.734    77.469    2007     3

- ART. 12, comma 2:
Finanziamento
di esportazioni
a pagamento
differito
(Economia e
finanze: 1.2.3.4
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
incentivi
alle imprese
- cap. 7005/p)    25.823    25.823    25.823   232.405    2006     3
                 ---------------------------------------------------
                 250.001   495.365   166.557   309.874
                 ===================================================

10. Artigiancassa.

Legge n. 67
del 1988:
Disposizioni per
la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato (legge
finanziaria 1988):
- ART. 15, comma 43:
Fondo per il

concorso statale
nel pagamento
degli interessi
(Economia e
finanze: 3.2.3.19
- Artigiancassa
- cap. 7165)      10.500    59.500         -         -       -

Legge n. 321
del 1990:
Aumento del
fondo per il
concorso nel
pagamento degli
interessi sulle
operazioni di
credito a favore
delle imprese
artigiane,
costituito presso
la Cassa per il
credito alle
imprese artigiane
(Economia e
finanze: 3.2.3.19
- Artigiancassa
- cap. 7165)       4.500    25.500         -         -       -
                  --------------------------------------------------
                  15.000    85.000         -         -       -
                  ==================================================

11. Interventi
    nel settore
    dei trasporti.


Legge n. 211
del 1992:
Interventi nel
settore dei
sistemi di
trasporto
rapido di massa:
- ART. 9:
Contributi
per lo sviluppo
del trasporto
pubblico nelle
aree urbane
e per l'installa-
zione di sistemi
di trasporto
rapido di massa
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.9
- Trasporto rapido
  di massa
- cap. 8163)      25.307    25.307    25.307         -             3

Decreto-legge
n. 517 del 1996,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 611 del 1996:
Interventi nel
settore dei
trasporti:
- ART. 1, comma 3:
Oneri derivanti
dall'ammortamento
dei mutui contratti
dalle ferrovie in
regime di
concessione e
in gestione
commissariale
governativa
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.4

- Trasporti in
gestione diretta
ed in concessione
- cap. 8095)      20.658    20.658    20.658         -             3

Legge n. 662
del 1996:
Misure di
razionalizzazione
della finanza
pubblica:
- ART. 2, comma 14:
Apporto al
capitale sociale
delle Ferrovie
dello Stato Spa
(Economia e
finanze: 3.2.3.15
- Ferrovie
  dello Stato
- cap. 7122)   3.804.000  3.751.000 4.082.000 7.371.596            3

Decreto
legislativo
n. 250 del 1997:
Istituzione
dell'Ente
nazionale per
l'aviazione
civile (ENAC)
(articolo 7)
(Infrastrutture
e trasporti:
4.2.3.12
- Ente Nazionale
  per l'Aviazione
  civile
- cap. 7954/p):   53.502         -         -         -

Decreto-legge
n. 457 del 1997,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 30 del 1998:
Disposizioni
urgenti per lo
sviluppo del
settore dei
trasporti e
l'incremento
dell'occupazione:
- ART. 9-bis:
Piano triennale
per l'informatica
e sistema di
controllo del
traffico marittimo
(Vessel Traffic
Services - VTS)
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.3
- Informatica
  di servizio
- cap. 8019/p)     3.873     3.873     3.873         -

- ART. 10,
  comma 1:
Contributi
alle Ferrovie
dello Stato Spa
per il
completamento
della linea
ferroviaria
Genova-Ventimiglia
e per la proget-
tazione del nodo
ferroviario
di Genova (Economia
e finanze: 3.2.3.15
- Ferrovie dello
  Stato
- cap. 7123/p)     1.808     1.808     1.808     5.422    2008     3

Legge n. 194
del 1998:
Interventi
nel settore
dei trasporti:
- ART. 2, comma 5:
Parco autobus
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.8
- Trasporti
  pubblici locali
- cap. 8151/p)    15.494    15.494    15.494         -             3

- ART. 2,
  comma 5:
Acquisto di
autobus e di
altri mezzi
di trasporto
di persone
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.8
- Trasporti
pubblici locali
- cap. 8151/p)   100.709   100.709   100.709   604.255    2011     3

- ART. 2,
  comma 10:
Parco automo-
bilistico
regione Sicilia
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.8
- Trasporti
pubblici locali
- cap. 8151/p)       516       516       516     3.612    2012     3

- ART. 3, comma 1:
Contributi per
la realizzazione
dei passanti
ferroviari di
Milano e di Torino
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.9
- Trasporto
rapido di massa
- cap. 8164)      25.823    25.823    25.823    87.798    2009     3

Legge n. 354
del 1998:
Piano triennale
per la
soppressione
di passaggi
a livello
sulle linee
ferroviarie
dello Stato.
Misure per il
potenziamento
di itinerari
ferroviari di
particolare
rilevanza:
- ART. 1, comma 3:
Apporto al
capitale sociale
delle Ferrovie
dello Stato Spa
per il piano
triennale di
soppressione
di passaggi
a livello
(Economia e

finanze: 3.2.3.15
Ferrovie dello
Stato
- cap. 7123/p)    56.810    56.810    56.810   115.687    2007     3

- ART. 3:
Potenziamento
e ammodernamento
di itinerari
ferroviari
(Economia e
finanze: 3.2.3.15
- Ferrovie dello
  Stato
- cap. 7123/p)   129.114   129.114   129.114   258.229    2007     1

Legge n. 366
del 1998:
Norme per il
finanziamento
della mobilita'
ciclistica
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.11
- Mobilita'
  ciclistica
- cap. 8188)      10.829       500         -         -             3

Legge n. 413
del 1998:
Rifinanziamento
degli interventi
per l'industria
cantieristica
ed armatoriale
ed attuazione
della normativa
comunitaria
di settore:
- ART. 9: Opere
infrastrutturali
relative ai
porti e per la

realizzazione
delle autostrade
del mare
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti: 4.2.3.3
- Opere marittime
e portuali
- cap. 7849/p)    20.658    20.658    20.658         -             3

Legge n. 388
del 2000:
Disposizioni per
la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge finan-
 ziaria 2001):
- ART. 144,
  comma 12:
Raddoppio
galleria di
valico della
ferrovia
Parma-La Spezia
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.6
- Ferrovie dello
  Stato
- cap.  8128)      2.582         -         -         -

- ART. 144,
  comma 13:
Mutui per la
regione Sicilia
per il
completamento
della tratta
ferroviaria
Siracusa-Ragusa-Gela
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 4.2.3.12
- Sviluppo economico
delle regioni a
statuto speciale
e province autonome
- cap. 7511)         516       516       516         -             3

- ART. 145,
  comma 48:
Interventi
infrastrutturali
nel canale
navigabile
dei Navicelli
(Infrastrutture
e trasporti:
4.23.7
- Sistemi idroviari
- cap. 7901)       2.582         -         -         -

- ART. 145,
  comma 71:
Realizzazione di
infrastrutture
nuovo polo
fieristico Milano
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.9
- Trasporto rapido
  di massa
- cap. 8167/p)    25.823         -         -         -

Legge n. 448
del 2001:
Disposizioni per
la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge finan-
 ziaria 2002):
- ART. 45, comma 2:
Infrastrutture
per la mobilita'
nuovo polo fieri-

stico di Milano
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.9
- Trasporto rapido
  di massa
- cap. 8167/p)      4.000     9.000     9.000         -

- ART. 45,
  comma 3:
Infrastrutture
per la mobilita'
Fiere di Bari
e Verona
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.9
- Trasporto rapido
  di massa
- capp. 8168, 8169) 2.000    2.000     2.000         -

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni
in materia
di infrastrutture
e trasporti:
- ART. 13, comma 2:
Riduzioni emissioni
inquinanti
trasporti pubblici
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.8
- Trasporti
  pubblici locali
- cap. 8151/p)    30.000    30.000    30.000         -             3

- ART. 13,
comma 2:
Riduzioni emissioni
inquinanti
trasporti pubblici
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti
5.2.3.8
- Trasporti
  pubblici locali
- cap. 8151/p)         -    40.000    40.000         -             3

- ART. 17,
  comma 1:
Veicoli a
minimo impatto
ambientale
(Economia
e finanze: 3.2.3.35
- Prevenzione
  inquinamento
  atmosferico e
  acustico
- cap. 7320)      30.000    30.000         -         -             3

- ART. 38,
  comma 6:
Fondo per lo
sviluppo del
trasporto merci
per ferrovia
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.10
- Autotrasporto
  di cose per
  conto terzi
- cap. 8179/p)     5.000     5.000     5.000         -             3

- ART 38,
  comma 6:
Fondo per lo
sviluppo del
trasporto merci
per ferrovia
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.10
- Autotrasporto
  di cose per
  conto terzi
- cap. 8179/p)         -    13.000    13.000         -             3
               -----------------------------------------------------
               4.371.604 4.281.786 4.582.286 8.446.599
               =====================================================

12. Costruzione
    nuove sedi
    di servizio
    per gli
    appartenenti
    alle Forze
    dell'ordine.

Legge n. 28
del 1999:
Disposizioni
in materia
tributaria,
di funzionamento
dell'Amministrazione
finanziaria
e di revisione
generale del catasto:
- ART. 29:
Costruzione,
ammodernamento
e acquisto
immobili per
il Corpo della
guardia di finanza
(limite impegno)
(Economia e

finanze: 7.2.3.1
- Edilizia di
  servizio
- cap. 7822)      12.911    12.911    12.911         -             3

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni in
materia di
infrastrutture
e trasporti:
- ART. 30,
  comma 8:
Ammodernamento
infrastrutture
e impianti
Forze dell'ordine
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.1
- Edilizia di
  servizio
- cap. 7354/p)    10.000    10.000    10.000         -             3

- ART. 30,
  comma 8:
Ammodernamento
infrastrutture
e impianti
Forze dell'ordine
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.1
- Edilizia di
  servizio
- cap. 7354/p)         -    15.000    15.000         -             3
                  --------------------------------------------------
                  22.911    37.911    37.911         -
                  ==================================================

13. interventi nel
    settore della
    ricerca.

Legge n. 266
del 1997:
Interventi urgenti
per l'economia:
- ART. 5, comma 3:
Programma nazionale
di ricerche in
Antartide
(Istruzione,
universita' e
ricerca:
25.2.3.7
- Fondo unico
  da ripartire
- Investimenti
  universita' e
  ricerca
- cap. 9000/p)    28.405    28.405    28.405         -             3

Legge n. 388

del 2000:
Disposizioni per
la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge finan-
 ziaria 2001):
- ART. 104:
Ricerca di base
(Istruzione,
universita' e
ricerca: 25.2.3.7
- Fondo unico
  da ripartire
- Investimenti
  universita' e
  ricerca
- cap. 9000/p)   100.000   100.000   100.000         -

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni
in materia di
infrastrutture
e trasporti:
- ART. 35, comma 3:
Ricerca in
materia di
cabotaggio e
navigazione a
corto raggio
(Infrastrutture
e trasporti:
4.2.3.1
- Imprese naval-
  meccaniche e
  armatoriali
- cap. 1812)         300       300         -         -             3
                 --------------------------------------------------
                 128.705   128.705   128.405         -
                 ==================================================


14. Interventi
    a favore
    dell'industria
    navalmeccanica.

Legge n. 522
del 1999:
Misure di sostegno
all'industria
cantieristica
ed armatoriale
(articolo 2)
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
4.2.3.1 - Imprese
navalmeccaniche e
armatoriali
- cap. 7807)      11.620    11.620    11.620         -            3
                  -------------------------------------------------
                  11.620    11.620    11.620         -
                  =================================================

16. Interventi per
    la viabilita'
    ordinaria, speciale
    e di grande
    comunicazione.

Legge n. 662
del 1996:
Misure di razio-
nalizzazione
della finanza
pubblica:
- Art. 2,
comma 86:
Completamento
del raddoppio
dell'autostrada
A6 Torino-Savona
(Infrastrutture
e trasporti: 3.2.3.8
- Opere stradali
- cap. 7142)       10.329    10.329    10.329   113.621    2016    3

- Art. 2,
comma 87:
Avvio della
realizzazione
della variante
di valico
Firenze-Bologna
(Infrastrutture
e trasporti: 3.2.3.8
- Opere stradali
- cap. 7143)       10.329    10.329    10.329   113.621    2016    3

Decreto-legge
n. 67 del 1997,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 135 del 1997:
Disposizioni
urgenti per
favorire
l'occupazione:
- Art. 19-bis:
Realizzazione e
potenziamento tratte
autostradali
(Infrastrutture
e trasporti: 3.2.3.8
- Opere stradali
- cap. 1144)       38.734    38.734    38.734   529.370    2017    3

Legge n. 295
del 1998:
Disposizioni per
il finanziamento
di interventi e
opere di inte-
resse pubblico:
- Art. 3:
Autostrade
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti: 3.2.3.8
- Opere stradali
- cap. 7145)       12.911    12.911    12.911         -            3

Legge n. 388
del 2000:
Disposizioni per
la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale dello
Stato (legge finan-
ziaria 2001):
- Art. 144,
comma 8:
Completamento
dorsale
appenninica
Atina-Isernia
(Infrastrutture
e trasporti: 3.2.3.8
- Opere stradali
- cap. 1146)        2.582         -         -         -

Decreto-legge
n. 138 del 2002,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 178 del 2002:
Interventi
urgenti in ma-
teria tributaria,
di privatizza-
zioni, di conte-
nimento della
spesa farmaceutica
e per il sostegno
dell'economia
anche nelle aree
svantaggiate:
- Art. 7:
Apporto al capitale
sociale dell'ANAS Spa
(Economia e finanze:
3.2.3.48 - ANAS
- cap. 7372)      1.817.892  1.526.094   562.360        -          3

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni
in materia di
infrastrutture
e trasporti:
- Art. 19, comma 1:
Interventi per
la viabilita' di
interesse locale
- Province, comuni,
comunita' montane
(Infrastrutture
e trasporti: 3.2.3.8
- Opere stradali
- cap. 7493)        5.500     6.000          -         -           3
               ----------------------------------------------------
                1.898.277 1.604.397    634.663  756.612
               ====================================================

17. Edilizia
    penitenziaria
    e giudiziaria.

Legge n. 910
del 1986:
Disposizioni per
la formazione del
bilancio annuale
e pluriennale
dello Stato (legge
finanziaria 1987):
- Art. 7, comma 6:
Completamento
delle opere, di
cui al programma
costruttivo predisposto
d'intesa con il
Ministro di
grazia e giustizia
per gli immobili da
destinare agli
istituti di pre-
venzione e pena
(Infrastrutture
e trasporti: 3.2.3.1
- Edilizia giudiziaria
- cap. 7413)           51.646   327.950        -         -         3

Legge n. 448
del 1998: Misure
di finanza
pubblica per la
stabilizzazione
e lo sviluppo:

- Art. 50, comma 1,
lettera f):
Mutui per manutenzione
straordinaria
uffici giudiziari
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 4.2.3.15
- Edilizia giudiziaria
- cap. 7528)        12.911    12.911    12.911        -           3
                  -------------------------------------------------
                    64.557   340.861    12.911         -
                  =================================================

19. Difesa del
    suolo e tutela
    ambientale.

Legge n. 752 del 1986:
Legge pluriennale di
interventi
programmati in
agricoltura:
- Art. 4, comma 3,
lettera d): Opere
di bonifica idraulica
(Politiche agricole:
1.2.10.2
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
agricoltura foreste
e pesca
- cap. 7003/p)     5.165          -        -         -

Legge n. 183
del 1989 e
decreto-legge
n. 398 del 1993,
convertito, con
modificazioni, dalla
legge n. 493 del 1993
(articolo 12): Norme
per il riassetto
organizzativo e
funzionale della
difesa del suolo:
Economia e finanze:
1.2.3.6
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
difesa del suolo
e tutela ambientale
- cap. 7003/p       5.165   258.228         -         -            3

- Ambiente e
territorio:
1.2.3.6 - Fondo
unico da ripartire
- Investimenti
difesa del
suolo e tutela
ambientale
- cap. 7090/p     388.761   200.000         -         -            3

Legge n. 97
del 1994:
Nuove disposizioni
per le zone montane:
- Economia e
finanze: 1.2.3.6
- Fondo unico da
ripartire
- investimenti
difesa del suolo
e tutela ambientale
- cap. 7003/p      61.646   61.646    20.000         -            3

Legge n. 426
del 1998:
Nuovi interventi
in campo ambientale:
- Art. 1, comma 1:
Interventi di
bonifica e
ripristino
ambientale dei
siti inquinati
(Ambiente e
territorio:
1.2.3.6 - Fondo
unico da ripartire
- Investimenti
difesa del
suolo e tutela
ambientale
- cap. 7090/p)    33.360   33.360     33.360         -            3

- Art. 1,
comma 1:
Ripristino
ambientale dei
siti inquinati

(Ambiente e
territorio:
1.2.3.6 - Fondo
unico da ripartire
- Investimenti
difesa del suolo
e tutela
ambientale
- cap. 7090/p)    106.291   183.760         -         -         3

- Art. 4, comma 8:
Piano di risanamento
ambientale dell'area
portuale di Genova
(Ambiente e terri-
torio: 1.2.3.5
- Programmi di
tutela ambientale
- cap. 7082/p)     2.066         -         -         -

Legge n. 448
del 1998:
Misure di finanza
pubblica per la
stabilizzazione
e lo sviluppo:

- Art. 49:
Programmi di
tutela ambientale
(Ambiente e
territorio:
1.2.3.6
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
difesa del suolo
e tutela
ambientale
- cap. 7090/p)    77.469   206.583          -        -            3

Legge n. 388
del 2000:
Disposizioni per
la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge finan-
ziaria 2001):

- Art. 144,
comma 15:
Autorita' di
bacino del fiume
Arno e interventi
urgenti per la
difesa del suolo
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 1.2.3.6
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti del
suolo e tutela
ambientale
- cap. 7003/p)      1.549     1.549     1.549         -            3

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni in
materia di
infrastrutture e
trasporti:

- Art. 16,
comma 1: Fondo di
rotazione per gli
interventi di
compensazione
ambientale
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.8
- Opere stradali
- cap. 7495)      10.000    10.000    10.000         -            3
                 --------------------------------------------------
                 691.472   954.961    64.909         -
                 ==================================================

21. Interventi
    in agricoltura.

Legge n. 817
del 1971:
Disposizioni per il
rifinanziamento
delle provvidenze
per lo sviluppo
della proprieta'
coltivatrice:
(Politiche agricole:
1.2.10.2
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste e pesca
- cap. 7003/p)     5.165         -         -         -

Legge n. 185
del 1992: Nuova
disciplina del
Fondo di solida-
rieta' nazionale:
- Art. 1,
comma 3: Fondo di
solidarieta'
nazionale (Economia
e finanze: 3.2.4.3
- Fondo di solida-
rieta' nazionale
- cap. 7411)     100.000         -         -         -

- Art. 1,
comma 3: Fondo
di solidarieta'
nazionale
(Politiche
agricole: 3.2.3.3
- Bonifica, miglio-
ramento e sviluppo
fondiario
- cap. 7439)    100.000   100.000   100.000         -

Legge n. 499
del 1999: Raziona-
lizzazione degli
interventi nei
settori agricolo,
agroalimentare,
agroindustriale
e forestale:
- Art. 4:
Attivita' di
competenza del
Ministero delle
politiche agri-
cole e forestali.
(Politiche
agricole:
1.2.10.2 - Fondo
unico da ripartire
- Investimenti agri-
coltura foreste
e pesca
- cap. 7003/p)     232.276   103.291         -         -           3

Legge n. 388
del 2000:
Disposizioni per
la formazione del
bilancio annuale
e pluriennale
dello Stato
(legge finan-
ziaria 2001):
- Art. 129, comma 1,
lettera a):
Interventi
allevamenti ovini.
(Politiche
agricole:
1.2.10.2
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste  e pesca
- cap. 7003/p)    10.329         -         -         -

- Art. 129,
comma 1, lettera b):
Prevenzione BSE.
(Politiche
agricole: 1.2.10.2
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste e pesca
- cap. 7003/p)    10.329         -         -         -

- Art 129,
comma 1,  lettera c):
Influenza aviaria.
(Politiche agricole:
1.2.10.2
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste e pesca
- cap.  7003/p)   15.494         -         -         -

- Art. 129,
comma 1, lettera d):
Impianti viticoli.
(Politiche
agricole:
1.2.10.2
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste e pesca
- cap. 7003/p)    12.911         -         -         -

- Art. 129,
comma 1, lettera e):
Crisi mercato degli
agrumi. (Politiche
agricole: 1.2.10.2
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
agricoltura foreste
e pesca
- cap. 7003/p)    12.911         -         -         -

- Art. 141,
comma 3:
Recupero di
risorse idriche.
(limite impegno)
(Politiche
agricole: 1.2.10.2
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste e pesca
- cap. 7003/p)     5.165     5.165     5.165         -            3

- Art. 145,
comma 36:
Contributi per
l'acquisto di
macchine agricole.
(Politiche
agricole:
1.2.10.2
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste e pesca
- cap. 7003/p)     5.165         -         -         -

Legge n. 122
del 2001:
Disposizioni
modificative e
integrative alla
normativa che
disciplina il
settore agricolo
e forestale:
- Art. 15, comma 1:
Incremento
stanziamento
previsto
dall'articolo 2,
comma 2, della
legge n. 499
del 1999.
(Politiche
agricole:
1.2.10.2
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste e pesca
- cap. 7003/p)    18.323         -         -         -

Decreto-legge
n. 68 del 2002,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge n. 118
del 2002:
Disposizioni
urgenti per il
settore zootecnico
e per la lotta
agli incendi
boschivi:
- Art. 2,
comma 1: Lotta
agli incendi
boschivi.
(Politiche agricole:
1.2.10.2
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste e pesca
- cap. 7003/p)    25.823    25.823         -         -            3
                 --------------------------------------------------
                 553.891   234.279    105.165        -
                 ==================================================

23. Universita'
   (compresa edilizia).

Legge n. 910
del 1986:
Disposizioni
per la
formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge finan-
ziaria 1987):
- Art. 7,
comma 8: Edilizia
universitaria.
(Istruzione,
universita' e
ricerca: 25.2.3.8
- Fondo unico per
l'edilizia
universitaria
- cap. 9005/p)   158.228   153.773   300.000         -            3

Legge n. 662
del 1996: Misure
di razionaliz-
zazione della
finanza pubblica:
- Art. 1, commi
90, 91 e 92;
legge n. 331 del
1985, articolo 1;
legge n. 910 del
1986, articolo 7,
comma 8: Interventi
di decongestionamento
degli atenei
(limite impegno)
(Istruzione,
universita' e
ricerca: 25.2.3.8
- Fondo unico per
l'edilizia
universitaria
- cap. 9005/p)    73.386    73.386    42.399         -            3
                 --------------------------------------------------
                 231.614   227.159   342.399         -
                 ==================================================

24. Impiantistica
    sportiva.

Legge n. 285
del 2000:
Interventi per i
Giochi olimpici
invernali
"Torino 2006"
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 3.2.3.44
- Giochi olimpici
invernali
- cap. 7366)      14.323    14.323    14.323         -            3

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni in
materia di
infrastrutture
e trasporti:

- Art. 20,
comma 1:
Campionati
mondiali di sci
alpino del 2005
in Valtellina
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 4.2.3.21
- Regioni a statuto
ordinario
- cap. 7558/p)     5.165     5.165     5.165         -            3

- Art. 20,
comma 1:
Campionati
mondiali di sci
alpino del 2005
in Valtellina
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 4.2.3.21
- Regioni a
statuto ordinario
- cap. 7558/p)         -       165       165         -            3

- Art. 21,
comma 3:
Giochi olimpici
invernali
Torino 2006
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 3.2.3.44
- Giochi olimpici
invernali
- cap. 7366/p)    10.329    10.329    10.329         -            3

- Art. 21,
comma 3:
Giochi olimpici
invernali
Torino 2006
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 3.2.3.44
- Giochi olimpici
invernali
- cap. 7366/p)         -     5.165     5.165         -            3
                   ------------------------------------------------
                   29.817   35.147    35.147         -
                   ================================================

25. Sistemazione
    aree urbane.

Legge n. 396
del 1990:
Interventi per
Roma, capitale
della Repubblica
(Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.20
- Fondo per Roma
capitale
- cap. 7657)     184.937   103.291         -         -            3

Legge n. 662
del 1996: Misure
di razionalizzazione
della finanza
pubblica:
- Art. 2,
comma 63:
Programmi di
riqualificazione
urbana (Infrastrut-
ture e trasporti:
2.2.3.3
- Edilizia abitativa
- cap. 7131)     152.355         -         -         -

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni
in materia di
infrastrutture
e trasporti:
- Art. 19, comma 3:
Conservazione e
recupero dei rioni
Sassi di Matera
(Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.19
- Patrimonio
culturale non
statale
- cap. 7647)       1.500     1.500         -         -            3
                 --------------------------------------------------
                 338.792   104.791         -         -            3
                 ==================================================

26. Ripiano disavanzi
    pregressi aziende
    sanitarie locali.

Decreto-legge
n. 17 del 2001,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge n. 129
del 2001:
Agenzia per i
servizi sanitari
regionali
(articolo 2,
comma 4): (Economia
e finanze: 4.2.3.22
- Ripiano deficit
spesa sanitaria
- cap. 7563)   1.549.371         -         -         -
               ----------------------------------------------------
               1.549.371         -         -         -
               ====================================================

27. Interventi
    diversi.

Legge n. 7 del 1981
e legge n. 49
del 1987:
Stanziamenti
aggiuntivi per
l'aiuto pubblico
a favore dei
Paesi in via di
sviluppo (Economia e
finanze: 3.2.4.4.
- Fondo rotativo
per la cooperazione
allo sviluppo
- cap. 7415)      20.000    20.000    20.000         -

Decreto-legge
n. 791 del 1981,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge n. 54
del 1982:
Disposizioni in
materia
previdenziale
(articolo 12):
Finanziamento
delle attivita'
di formazione
professionale
(Lavoro e politiche
sociali: 2.2.3.2
- Formazione
professionale
- cap. 7111)      12.746    12.746    12.746         -

Legge n. 979
del 1982:
Disposizioni
per la difesa
del mare

- Art. 4
(Infrastrutture e
trasporti: 6.2.3.4
- Mezzi navali ed
aerei
- cap. 8344)       2.500         -         -         -

- Art. 7
(Ambiente e
territorio: 1.2.3.6
- Fondo unico da
ripartire
- Investimenti
difesa del suolo
e tutela ambientale
- cap. 7090/p)    10.500    10.500    10.500         -

Legge n. 183
del 1987:
Coordinamento
delle politiche
riguardanti
l'appartenenza
dell'Italia alle
Comunita' europee
ed adeguamento
dell'ordinamento
interno agli
atti nominativi
comunitari:
- Art. 5: Fondo
destinato al
coordinamento
delle politiche
riguardanti
l'appartenenza
dell'Italia alle
Comunita' europee
(Economia e
finanze: 4.2.3.8
- Fondo di rota-
zione per le
politiche
comunitarie
- cap. 7493/p) 3.772.100 3.946.050 10.189.300        -             3

Legge n. 67
del 1988:
Disposizioni per
la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge finan-
ziaria 1988):
- Art. 17, comma 35:
Somme occorrenti
per sopperire ai
minori finan-
ziamenti decisi
dalla Banca
europea per gli
investimenti
(Economia e
finanze:  5.2.3.4
- Progetti
immediatamente
eseguibili
-  cap. 7646)     13.000    13.000    13.000         -

Legge n. 86
del 1989: Norme
generali sulla
partecipazione
dell'Italia al
processo
normativo
comunitario e
sulle procedure
di esecuzione
degli obblighi
comunitari
(articolo 3)
(Economia e
finanze: 4.2.3.8
- Fondo di
rotazione per le
politiche
comunitarie
- cap. 7493)      50.000    50.000    50.000         -

Decreto-legge
n. 166 del 1989,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 246 del 1989:
Contributo
straordinario
al comune di
Reggio Calabria
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.3
- Interventi nelle
grandi citta'
- cap. 7374)       5.165     5.165     5.165         -

Legge n. 267
del 1991:
Attuazione del
terzo piano
nazionale della
pesca marittima
e misure in
materia di
credito
peschereccio,
nonche' di
riconversione
delle unita'
adibite alla
pesca con reti
da posta derivante:
- Art. 1,
comma 1:
Attuazione del
piano nazionale
della pesca marittima
(Politiche agricole:
1.2.10.2 - Fondo
unico da ripartire
- Investimenti
agricoltura
foreste e pesca
- cap. 7003/p)    15.495    10.329         -         -             3

Legge n. 212
del 1992:
Collaborazione
con i Paesi
dell'Europa
centrale ed
orientale
(Economia e
finanze: 4.2.3.13
- Accordi ed
organismi
internazionali
- cap. 7520)      15.495    15.494         -         -             3

Decreto legi-
slativo n. 502
del 1992:
Riordino della
disciplina in
materia sanitaria:
- Art. 12:
Fondo da destinare
ad attivita' di
ricerca e
sperimentazione
(Salute: 2.2.3.2
- Ricerca
scientifica
- cap. 7010)      77.469         -         -         -

Decreto
legislativo
n. 504 del 1992:
Riordino della
finanza degli
enti terri-
toriali, a norma
dell'articolo 4
della legge
23 ottobre 1992,
n. 421:
- Art. 34,
  comma 3:
Fondo nazionale
ordinario per gli
investimenti
(Interno: 2.2.10.2
 - Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
enti locali
- cap. 7272)     105.874   103.291         -         -             3

Decreto-legge
n. 148 del 1993,
convertito, con
modificazioni,
dalla legge
n. 236 del 1993:
Interventi urgenti
a sostegno
dell'occupazione:
- ART. 1, comma 7:
Fondo per
l'occupazione
(Lavoro e
politiche
sociali: 2.2.3.3
- Occupazione
- cap. 7141)     560.866   527.666   520.999                       3

- ART. 3,
  comma 9, e 8,
  comma 4-bis:
Contributo
speciale alla
regione Calabria
(Economia e
finanze: 4.2.3.10
- Interventi
straordinari
per la Calabria
- cap. 7499)     160.102   160.102         -         -             3

Decreto-legge
n. 67 del 1997,
convertito,
con modificazioni,
dalla legge
n. 135 del 1997:

Disposizioni
urgenti per
favorire
l'occupazione:
- ART. 3:
Contributi
per spese
pubbliche
nei comuni di
Napoli e Palermo
(Interno: 2.2.10.2
- Fondo unico
da ripartire
- Investimenti
enti locali
- cap. 7272)      98.127    98.127         -         -             3

Decreto
legislativo
n. 143 del 1998:
Disposizioni
in materia
di commercio
con l'estero:
- ART. 6, comma 1:
Fondo dotazione
SACE (Economia e
finanze: 3.2.4.1
- SACE
- capp. 7400,
        7401)     46.481         -         -         -             3

- ART. 8,
  comma 2:
Fondo di
riserva e
indennizzi SACE
(Economia e
finanze: 3.2.4.1
- SACE
- cap. 7400)      50.000    50.000         -         -

Legge n. 362
del 1998:
Edilizia
scolastica:
- ART. 1, comma 1:
Edilizia
scolastica
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 3.2.3.9
- Edilizia
  scolastica
- cap. 7080)           -    30.987    30.987         -             3

Legge n. 398
del 1998:
Disposizioni
finanziarie
a favore dell'Ente
autonomo acque-
dotto pugliese
- EAAP
(articolo 1)
(Infrastrutture
e trasporti:
2.2.3.5
- Opere varie
- cap. 7156)      15.494    15.494    15.494   201.418    2018     1

Legge n. 448
del 1998:
Misure di finanza
pubblica per la
stabilizzazione
e lo sviluppo:
- ART. 27:
Fornitura
gratuita libri
di testo
(Interno: 22.10.2
- Fondo unico
  da ripartire
- Investimenti
  enti locali
- cap. 7272)     103.291   103.291         -         -             3

- ART. 50,
  comma 1,
  lettera c):
Edilizia
sanitaria
pubblica
(Economia e
finanze: 4.2.3.3
- Edilizia
  sanitaria
- cap. 7464)     700.136   670.116   761.119  1.500.000   2006     3

- ART. 71,
  comma 1:
Interventi
sanitari nei
grandi centri
urbani
(Salute: 2.2.3.3
- Riqualificazione
  assistenza
  sanitaria
- cap. 7040)           -         -   100.000         -

Legge n. 477
del 1998:
Acquisto,
ristrutturazione
e costruzione
di immobili
da adibite
a sedi di
rappresentanze
diplomatiche
e di uffici
consolari,
nonche' di
alloggi per
il personale
(Affari esteri:
6.2.3.3
- Edilizia di
  servizio
- cap. 7245)      11.879    10.071         -         -             3

Legge n. 144
del 1999:
Misure in
materia di
investimenti,
delega al
Governo per
il riordino
degli incentivi
all'occupazione
e della normativa
che disciplina
l'INAIL, nonche'
disposizioni
per il riordino
degli enti
previdenziali:

- ART. 22:
Ristrutturazione
finanziaria
dell'Istituto
poligrafico
e zecca dello Stato
(Economia e

finanze: 3.2.3.39
- Servizi del
Poligrafico
dello Stato
- cap. 7335)      32.817    32.817    32.817   459.438    2019     3

- ART. 28:
Metanizzazione
comuni montani
centro-sud
(Economia e
finanze: 3.2.3.17
- Metanizzazione
- cap. 7151)       5.165     5.165     5.165    20.658    2009     3

Legge n. 388
del 2000:
Disposizioni
per la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge finan-
 ziaria 2001):
- ART. 141,
  comma 1:
Recupero di risorse
idriche nelle
aree di crisi
del territorio
nazionale
(limite impegno)
(Economia e
finanze: 1.2.3.6
- Fondo unico
  da ripartire
- Investimenti
  difesa del
  suolo e tutela
  ambientale
- cap. 7003/p)    23.757    23.757    23.757         -             3

- ART. 145,
  comma 4:
Finanziamento
programmi
interforze
ad elevato
contenuto
tecnologico
(autorizzazione
permanente)
(Difesa: 10.2.3.2
- Attrezzature
e impianti
- cap. 7127;
11.2.3.2
- Attrezzature
  e impianti
- cap. 7177;
26.2.3.2
- Attrezzature
  e impianti
- cap. 7510)     103.291   103.291   103.291   103.291             3

Legge n. 400
del 2000:
Rifinanziamento
della legge
n. 513 del 1999
e altre
disposizioni
in materia
di beni
e attivita'
culturali:
- ART. 3,
  comma 4:
Biblioteca
europea di
Milano
(Beni e attivita'
culturali: 3.2.3.2
- Enti ed attivita'
  culturali
- cap. 7431)       2.000                             -

Legge n. 29
del 2001: Nuove
disposizioni
in materia di
interventi
per i beni e
le attivita'
culturali:
- ART. 1,
  comma 1:
Interventi su
beni culturali
(Beni e attivita'
culturali: 2.2.10.3
- Fondo unico
  da ripartire
- Investimenti
  patrimonio
  culturale
- cap. 7370/p)    20.658         -         -         -

- ART. 4:
Interventi per
Genova capitale
europea della
cultura 2004
(Beni e attivita'
culturali: 6.2.3.4
- Patrimonio
  culturale
  statale
- cap. 8337)         500         -         -         -

- ART. 7,
  comma 1:
Interventi per
la citta' di Siena
(Beni e attivita'
culturali: 2.2.10.3
- Fondo unico
  da ripartire
- Investimenti
  patrimonio
  culturale
- cap. 7370/p)     2.066         -         -         -

- ART. 7,
  comma 2:
Auditorium del
Maggio musicale
fiorentino
(Beni e attivita'
culturali: 2.2.10.3
- Fondo unico
  da ripartire
- Investimenti
  patrimonio
  culturale
- cap. 7370/p)     2.582         -         -         -

Legge n. 57
del 2001:
Disposizioni
in materia
di apertura
e regolazione
dei mercati:
- ART. 22,
  comma 1:
Acquisto
ricevitori -
decodificatori
(Comunicazioni:
4.2.3.4
- Apparati di
  comunicazioni
- cap. 7590)      12.911         -         -         -

Legge n. 84
del 2001:
Disposizioni per
la partecipazione
italiana alla
stabilizzazione,
alla ricostruzione
e allo sviluppo
di Paesi dell'area
balcanica:
- ART. 3,
  comma 3: Fondo
stabilizzazione
Balcani (Economia
e finanze: 4.2.3.13
- Accordi ed
  organismi
  internazionali
- cap. 7521)      25.000         -         -         -

Legge n. 135
del 2001:
Riforma della
legislazione
nazionale
del turismo:
- ART. 12,
  comma 3:
Fondo di
cofinanziamento
dell'offerta
turistica
(Attivita'
produttive: 3.2.3.5
- Strutture
  turistiche
  e ricettive
- cap. 7359)      77.582    75.000         -         -             3

Legge n. 448
del 2001:
Disposizioni per
la formazione
del bilancio
annuale e
pluriennale
dello Stato
(legge finan-
 ziaria 2002):
- ART. 54: Fondo
nazionale per il
sostegno alla
progettazione
delle opere
pubbliche
delle regioni
e degli enti
locali (Economia
e finanze: 5.2.3.17
- Fondo
  progettazione
  opere pubbliche
- cap. 7719)       5.000    15.000    15.000

- ART. 55: Fondo
nazionale per la
realizzazione di
infrastrutture di
interesse locale
(Economia
e finanze: 5.2.3.18
- Province, comuni
  e comunita'
  montane
- cap. 7720)      69.000    50.000    50.000

Legge n. 166
del 2002:
Disposizioni
in materia di
infrastrutture
e trasporti:
- ART. 13,

  comma 1:
Infrastrutture
strategiche di
preminente
interesse
nazionale
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
1.2.10.2
- Fondo opere
  strategiche
- cap. 7060/p)   135.400   135.400   135.400         -             3

- ART. 13,
  comma 1:
Realizzazione
opere strategiche
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
1.2.10.2
- Fondo opere
  strategiche
- cap. 7060/p)         -    91.400    91.400         -             3

- ART. 13,
  comma 9:
Strutture
logistiche
dell'istituto
universitario
europeo di
Firenze
(Infrastrutture
e trasporti:
3.2.3.9
- Opere varie
- cap. 7508)       4.500     5.000         -         -             3

- ART. 23,
  comma 1:
Genova capitale
europea della
cultura (Beni
e attivita'
culturali: 2.2.10.3
- Fondo unico
  da ripartire
- Investimenti
  patrimonio
  culturale
- cap. 7370/p)     5.000     5.000         -         -             3

- ART. 39,
  comma 2:
Sistemi informativi
automatizzati
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.3
- informatica
  di servizio
- cap. 8079/p)     6.229     6.229     6.229         -             3

- ART. 39,
  comma 2:
Sistemi informativi
automatizzati
(limite impegno)
(Infrastrutture
e trasporti:
5.2.3.3
- Informatica
  di servizio
- cap. 8079/p)        -     18.228     18.228          -           3
             -------------------------------------------------------
              6.380.117  6.418.716 12.210.597  2.284.805
             -------------------------------------------------------
  TOTALE...  28.112.598 21.468.116 23.151.094 13.658.106
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  L.  23 ottobre 2003, n. 293 ha disposto (con l'art. 3, comma 2)
che i contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri
organismi,  quantificati  dalla  tabella C della legge 289/2002, alla
voce    "Ministero    dell'istruzione,   dell'universita'   e   della
ricerca-legge  n.  549  del  1995:  Misure di razionalizzazione della
finanza  pubblica:  -  Art.  1, comma 43" sono aumentati di 1.500.000
euro  a  decorrere dall'anno 2003, con riserva della predetta cifra a
favore dell'Istituto.
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