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LEGGE 27 dicembre 2006, n. 296

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007).

  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
                              Promulga 
                         la seguente legge: 
 
                               Art. 1 
 
  1.  Per  l'anno  2007,  il  livello  massimo  del  saldo  netto  da
finanziare e' determinato in termini di competenza in 29.000  milioni
di  euro,  al  netto  di  12.520  milioni  di  euro  per  regolazioni
debitorie. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti,  il
livello  massimo  del  ricorso  al   mercato   finanziario   di   cui
all'articolo 11 della legge 5  agosto  1978,  n.  468,  e  successive
modificazioni, ivi compreso l'indebitamento all'estero per un importo
complessivo non  superiore  a  4.000  milioni  di  euro  relativo  ad
interventi non considerati nel bilancio di previsione per il 2007, e'
fissato, in termini di competenza, in 240.500  milioni  di  euro  per
l'anno finanziario 2007. 
 
  2. Per gli anni 2008 e 2009, il livello massimo del saldo netto  da
finanziare del bilancio pluriennale a  legislazione  vigente,  tenuto
conto  degli  effetti   della   presente   legge,   e'   determinato,
rispettivamente, in 26.000 milioni di euro ed in  18.000  milioni  di
euro, al netto di 8.850 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009, per
le regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso  al  mercato
e' determinato, rispettivamente, in 214.000 milioni  di  euro  ed  in
208.000 milioni di euro. Per il  bilancio  programmatico  degli  anni
2008 e 2009, il livello massimo del  saldo  netto  da  finanziare  e'
determinato, rispettivamente, in 19.500 milioni di euro ed in  10.500
milioni di euro ed il livello  massimo  del  ricorso  al  mercato  e'
determinato, rispettivamente,  in  208.000  milioni  di  euro  ed  in
200.000 milioni di euro. 
 
  3. I livelli del ricorso al mercato di  cui  ai  commi  1  e  2  si
intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di  rimborsare
prima della scadenza  o  ristrutturare  passivita'  preesistenti  con
ammortamento a carico dello Stato. 
 
  4. Le maggiori entrate tributarie che  si  realizzassero  nel  2007
rispetto alle previsioni sono prioritariamente destinate a realizzare
gli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche  amministrazioni
e  sui  saldi  di  finanza  pubblica  definiti   dal   Documento   di
programmazione economico-finanziaria 2007-2011. In  quanto  eccedenti
rispetto a tali obiettivi, le eventuali  maggiori  entrate  derivanti
dalla lotta all'evasione fiscale sono destinate, qualora  permanenti,
a riduzioni della  pressione  fiscale  finalizzata  al  conseguimento
degli obiettivi di sviluppo ed equita'  sociale,  dando  priorita'  a
misure  di  sostegno  del  reddito  di  soggetti  incapienti   ovvero
appartenenti alle fasce di reddito piu' basse,  salvo  che  si  renda
necessario assicurare la copertura finanziaria di interventi  urgenti
ed imprevisti necessari per fronteggiare  calamita'  naturali  ovvero
improrogabili esigenze connesse con la  tutela  della  sicurezza  del
Paese. 
 
  5. Entro il 30 settembre di ogni anno, il Ministro dell'economia  e
delle finanze presenta al Parlamento una relazione  che  definisce  i
risultati  derivanti  dalla  lotta  all'evasione,  quantificando   le
maggiori entrate permanenti da destinare a riduzioni della  pressione
fiscale ai sensi del comma 4. 
 
  6. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) all'articolo 3, relativo alla base  imponibile,  al  comma  1,  le
   parole: ", nonche' delle  deduzioni  effettivamente  spettanti  ai
   sensi degli articoli 11 e 12," sono soppresse; 
b) l'articolo 11 e' sostituito dal seguente: 
   "Art. 11. - (Determinazione dell'imposta). - 1. L'imposta lorda e' 
   determinata applicando al reddito complessivo, al netto degli 
   oneri deducibili indicati nell'articolo 10, le  seguenti  aliquote
per scaglioni di reddito: 
     a) fino a 15.000 euro, 23 per cento; 
     b) oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 27 per cento; 
     c) oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 38 per cento; 
     d) oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro, 41 per cento; 
     e) oltre 75.000 euro, 43 per cento. 
   2. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto 
   redditi di pensione non superiori a 7.500 euro, goduti per 
   l'intero anno, redditi di terreni per un importo non superiore a 
   185,92 euro e il reddito dell'unita' immobiliare adibita ad 
   abitazione principale e delle relative pertinenze,  l'imposta  non
e' dovuta. 
   3. L'imposta netta e' determinata operando sull'imposta lorda, 
   fino alla concorrenza del suo ammontare, le detrazioni previste 
   negli articoli 12, 13, 15 e 16 nonche' in  altre  disposizioni  di
legge. 
   4. Dall'imposta netta si detrae l'ammontare dei crediti d'imposta 
   spettanti al contribuente a norma dell'articolo 165. Se 
   l'ammontare dei crediti d'imposta e' superiore a quello 
   dell'imposta netta il contribuente ha diritto, a sua scelta, di 
   computare l'eccedenza in diminuzione dell'imposta relativa al 
   periodo d'imposta successivo o di chiederne il rimborso in sede di
dichiarazione dei redditi"; 
c) l'articolo 12 e' sostituito dal seguente: 
   "Art. 12. - (Detrazioni per carichi di famiglia). - 1. 
   Dall'imposta lorda si detraggono per carichi di famiglia i 
   seguenti  importi:  a)  per   il   coniuge   non   legalmente   ed
effettivamente separato: 
      1) 800 euro, diminuiti del prodotto tra 110 euro e l'importo 
      corrispondente al rapporto fra  reddito  complessivo  e  15.000
euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro; 
      2) 690 euro, se il reddito complessivo e'  superiore  a  15.000
euro ma non a 40.000 euro; 
      3) 690 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 40.000 
      euro ma non a 80.000 euro. La detrazione spetta per la parte 
      corrispondente  al  rapporto  tra  l'importo  di  80.000  euro,
diminuito del reddito complessivo, e 40.000 euro; 
     b)  la  detrazione  spettante  ai  sensi  della  lettera  a)  e'
aumentata di un importo pari a: 
      1) 10 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  29.000
euro ma non a 29.200 euro; 
      2) 20 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  29.200
euro ma non a 34.700 euro; 
      3) 30 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  34.700
euro ma non a 35.000 euro; 
      4) 20 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  35.000
euro ma non a 35.100 euro; 
      5) 10 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  35.100
euro ma non a 35.200 euro; 
     c) 800 euro per ciascun figlio, compresi i figli naturali 
     riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati. La 
     detrazione e' aumentata a 900 euro per ciascun figlio di eta' 
     inferiore a tre anni. Le predette detrazioni sono aumentate di 
     un importo pari a 220 euro per ogni figlio portatore di handicap 
     ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. 
     Per i contribuenti con piu' di tre figli a carico la detrazione 
     e' aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. 
     La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra 
     l'importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 
     95.000 euro. In presenza di piu' figli, l'importo di 95.000 euro 
     e' aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo 
     al primo. La detrazione e' ripartita nella misura del 50 per 
     cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati 
     ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che 
     possiede un reddito complessivo di ammontare piu' elevato. In 
     caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, 
     scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, 
     la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore 
     affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la 
     detrazione e' ripartita, in mancanza di accordo, nella misura 
     del 50 per cento tra i genitori. Ove il genitore affidatario 
     ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori 
     affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della 
     detrazione, per limiti di reddito, la detrazione e' assegnata 
     per intero al secondo genitore. Quest'ultimo, salvo diverso 
     accordo tra le parti, e' tenuto a riversare all'altro genitore 
     affidatario un importo pari all'intera detrazione ovvero, in 
     caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della 
     detrazione stessa. In caso di coniuge fiscalmente a carico 
     dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero 
     importo. Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli 
     naturali e il contribuente non e' coniugato o, se coniugato, si 
     e' successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero 
     se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo 
     contribuente e questi non e' coniugato o, se coniugato, si e' 
     successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il 
     primo figlio si applicano, se piu'  convenienti,  le  detrazioni
previste alla lettera a); 
     d) 750 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto 
     alla detrazione, per ogni altra persona indicata nell'articolo 
     433 del codice civile che conviva con il contribuente o 
     percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti 
     dell'autorita' giudiziaria. La detrazione spetta per la parte 
     corrispondente  al  rapporto  tra  l'importo  di  80.000   euro,
diminuito del reddito complessivo, e 80.000 euro. 
   2. Le detrazioni di cui al comma 1 spettano a condizione che le 
   persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito 
   complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti 
   e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e 
   consolari e missioni, nonche' quelle corrisposte dalla Santa Sede, 
   dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali 
   della Chiesa cattolica, non superiore a 2.840,51  euro,  al  lordo
degli oneri deducibili. 
   3. Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e 
   competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui  sono
cessate le condizioni richieste. 
   4. Se il rapporto di cui al comma 1, lettera a), numero 1), e' 
   uguale a uno, la detrazione compete nella misura di 690 euro. Se i 
   rapporti di cui al comma 1, lettera a), numeri 1) e 3), sono 
   uguali a zero, la detrazione non compete. Se i rapporti di cui al 
   comma 1, lettere c) e d), sono pari a zero, minori di zero o 
   uguali a uno, le detrazioni non competono. Negli altri casi, il 
   risultato dei predetti rapporti  si  assume  nelle  prime  quattro
cifre decimali"; 
d) l'articolo 13 e' sostituito dal seguente: 
   "Art. 13. - (Altre detrazioni). - 1. Se alla formazione del 
   reddito complessivo concorrono uno o piu' redditi di cui agli 
   articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, 
   lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) 
   e l), spetta una  detrazione  dall'imposta  lorda,  rapportata  al
periodo di lavoro nell'anno, pari a: 
     a) 1.840 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. 
     L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non puo' 
     essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo 
     determinato,   l'ammontare   della   detrazione   effettivamente
spettante non puo' essere inferiore a 1.380 euro; 
     b) 1.338 euro, aumentata del prodotto tra 502 euro e l'importo 
     corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del 
     reddito complessivo, e 7.000 euro, se  l'ammontare  del  reddito
complessivo e' superiore a 8.000 euro ma non a 15.000 euro; 
     c) 1.338 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 15.000 
     euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte 
     corrispondente  al  rapporto  tra  l'importo  di  55.000   euro,
diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 40.000 euro. 
   2. La detrazione spettante ai sensi del comma 1,  lettera  c),  e'
aumentata di un importo pari a: 
     a) 10 euro, se l'ammontare del reddito complessivo e'  superiore
a 23.000 euro ma non a 24.000 euro; 
     b) 20 euro, se l'ammontare del reddito complessivo e'  superiore
a 24.000 euro ma non a 25.000 euro; 
     c) 30 euro, se l'ammontare del reddito complessivo e'  superiore
a 25.000 euro ma non a 26.000 euro; 
     d) 40 euro, se l'ammontare del reddito complessivo e'  superiore
a 26.000 euro ma non a 27.700 euro; 
     e) 25 euro, se l'ammontare del reddito complessivo e'  superiore
a 27.700 euro ma non a 28.000 euro. 
   3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o 
   piu' redditi di pensione di cui all'articolo 49, comma 2, lettera 
   a), spetta una detrazione dall'imposta lorda, non cumulabile con 
   quella di cui al comma 1  del  presente  articolo,  rapportata  al
periodo di pensione nell'anno, pari a: 
     a) 1.725 euro, se il reddito complessivo non supera 7.500 euro. 
     L'ammontare della detrazione effettivamente spettante  non  puo'
essere inferiore a 690 euro; 
     b) 1.255 euro, aumentata del prodotto tra 470 euro e l'importo 
     corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del 
     reddito complessivo, e 7.500 euro, se  l'ammontare  del  reddito
complessivo e' superiore a 7.500 euro ma non a 15.000 euro; 
     c) 1.255 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 15.000 
     euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte 
     corrispondente  al  rapporto  tra  l'importo  di  55.000   euro,
diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 40.000 euro. 
   4. Se alla formazione del reddito complessivo dei soggetti di eta' 
   non inferiore a 75 anni concorrono uno o piu' redditi di pensione 
   di cui all'articolo 49, comma 2, lettera a), spetta una detrazione 
   dall'imposta lorda, in luogo di quella di cui al comma 3 del 
   presente articolo, rapportata al periodo di pensione  nell'anno  e
non cumulabile con quella prevista al comma 1, pari a: 
     a) 1.783 euro, se il reddito complessivo non supera 7.750 euro. 
     L'ammontare della detrazione effettivamente spettante  non  puo'
essere inferiore a 713 euro; 
     b) 1.297 euro, aumentata del prodotto tra 486 euro e l'importo 
     corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del 
     reddito complessivo, e 7.250 euro, se  l'ammontare  del  reddito
complessivo e' superiore a 7.750 euro ma non a 15.000 euro; 
     c) 1.297 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 15.000 
     euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte 
     corrispondente  al  rapporto  tra  l'importo  di  55.000   euro,
diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 40.000 euro. 
   5. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o 
   piu' redditi di cui agli articoli 50, comma 1, lettere e), f), g), 
   h) e i), 53, 66 e 67, comma 1, lettere i) e l), spetta una 
   detrazione dall'imposta lorda, non cumulabile con quelle  previste
ai commi 1, 2, 3 e 4 del presente articolo, pari a: 
     a) 1.104 euro, se il reddito complessivo non supera 4.800 euro; 
     b) 1.104 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 4.800 
     euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte 
     corrispondente  al  rapporto  tra  l'importo  di  55.000   euro,
diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 50.200 euro. 
   6. Se il risultato dei rapporti indicati nei commi 1, 3, 4 e 5 e' 
   maggiore di zero, lo stesso si assume nelle  prime  quattro  cifre
decimali."; 
e) all'articolo 24, il  comma  3  e'  sostituito  dal  seguente:  "3.
   Dall'imposta lorda si scomputano le detrazioni di cui all'articolo
   13 nonche' quelle di cui all'articolo 15, comma 1, lettere a), b),
   g), h), h-bis) e i). Le detrazioni per  carichi  di  famiglia  non
   competono". 
 
  7. All'articolo 23 del decreto del Presidente della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
a) al comma 2, lettera a), al primo periodo,  le  parole  da:  ",  al
   netto delle deduzioni di cui agli articoli 11 e 12, commi i  e  2,
   del medesimo testo  unico,  rapportate  al  periodo  stesso"  sono
   sostituite dalle seguenti: "ed effettuando le detrazioni  previste
   negli articoli 12 e 13  del  citato  testo  unico,  rapportate  al
   periodo stesso" e, al secondo periodo, le parole: "Le deduzioni di
   cui all'articolo 12, commi 1 e 2," sono sostituite dalle seguenti:
   "Le detrazioni di cui agli articoli 12 e 13"; 
b) al comma 2, lettera c), le parole: "al netto  delle  deduzioni  di
   cui agli articoli 11 e 12, commi 1 e  2,"  sono  sostituite  dalle
   seguenti: "effettuando le detrazioni previste negli articoli 12  e
   13"; 
c) al comma 3, primo periodo, le parole: "delle deduzioni di cui agli
   articoli 11 e 12, commi 1 e 2," sono  sostituite  dalle  seguenti:
   "delle detrazioni eventualmente spettanti a norma  degli  articoli
   12 e 13". 
 
  8. Il comma 350 dell'articolo 1 della legge 30  dicembre  2004,  n.
311, e' abrogato. 
 
  9. Ai fini della  determinazione  dell'imposta  sul  reddito  delle
persone fisiche  dovuta  sui  trattamenti  di  fine  rapporto,  sulle
indennita' equipollenti e sulle altre  indennita'  e  somme  connesse
alla cessazione del rapporto di lavoro, di cui all'articolo 17, comma
1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive  modificazioni,  si  applicano,  se  piu'  favorevoli,  le
aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006. 
 
  10. I trasferimenti erariali in favore delle regioni e  degli  enti
locali sono ridotti in misura pari al maggior gettito loro  derivante
dalle disposizioni dei commi da 6 a 9, secondo le modalita'  indicate
nel comma 322, da definire con decreto del Ministro  dell'economia  e
delle  finanze,  di  intesa  con  la  Conferenza  unificata  di   cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 
 
  11. Alla disciplina vigente dell'assegno per  il  nucleo  familiare
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) i livelli di reddito e gli importi  annuali  dell'assegno  per  il
   nucleo familiare, con riferimento ai nuclei familiari con entrambi
   i genitori e almeno un figlio minore in  cui  non  siano  presenti
   componenti  inabili  nonche'  ai  nuclei  familiari  con  un  solo
   genitore e almeno un figlio  minore  in  cui  non  siano  presenti
   componenti inabili, sono rideterminati a decorrere dal 1°  gennaio
   2007 secondo la Tabella 1 allegata alla presente legge. Sulla base
   di detti importi annuali,  sono  elaborate  a  cura  dell'Istituto
   nazionale della previdenza sociale (INPS)  le  tabelle  contenenti
   gli importi mensili, giornalieri, settimanali,  quattordicinali  e
   quindicinali della prestazione; 
b) a decorrere dal 1° gennaio 2007  gli  importi  degli  assegni  per
   tutte le altre  tipologie  di  nuclei  familiari  con  figli  sono
   rivalutati del 15 per cento; 
c) i livelli di reddito e gli importi degli assegni per i nuclei  con
   figli di cui alle lettere a) e b)  nonche'  quelli  per  i  nuclei
   senza  figli  possono  essere  ulteriormente  rimodulati   secondo
   criteri analoghi a quelli indicati alla lettera  a),  con  decreto
   interministeriale del Ministro delle politiche per la  famiglia  e
   del Ministro del lavoro e della previdenza  sociale,  di  concerto
   con il Ministro della  solidarieta'  sociale  e  con  il  Ministro
   dell'economia e delle finanze, anche con riferimento alla coerenza
   del sostegno dei redditi  disponibili  delle  famiglie  risultante
   dagli assegni per il nucleo familiare e dalle detrazioni  ai  fini
   dell'imposta sul reddito delle persone fisiche; 
d) nel caso di nuclei familiari con piu' di tre figli o equiparati di
   eta' inferiore a 26 anni compiuti, ai  fini  della  determinazione
   dell'assegno rilevano al pari dei figli minori anche  i  figli  di
   eta' superiore a 18 anni compiuti e inferiore a 21  anni  compiuti
   purche' studenti o apprendisti; 
e) restano fermi i criteri di rivalutazione dei  livelli  di  reddito
   familiare di cui all'articolo 2, comma 12,  del  decreto-legge  13
   marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla  legge  13
   maggio  1988,  n.  153,  che  trovano  applicazione  a   decorrere
   dall'anno 2008. 
 
  12. All'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n.  549,  dopo  il
comma 12 e' inserito il seguente: 
"12-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2007 una  quota  dell'accisa  sul
gasolio per autotrazione (codici NC da 2710 19 41 a 2710  19  49)  e'
attribuita alla  regione  a  statuto  ordinario  nel  cui  territorio
avviene il consumo. Per gli anni 2007, 2008 e 2009, la predetta quota
e' fissata, rispettivamente, nella misura di 0,00266 euro  al  litro,
nella misura di 0,00288 euro al litro e nella misura di 0,00307  euro
al litro. Con la legge finanziaria per l'anno 2010 la suddetta  quota
e' rideterminata, ove necessario e compatibilmente  con  il  rispetto
degli equilibri della finanza pubblica,  al  fine  di  completare  la
compensazione, a favore delle  regioni  a  statuto  ordinario,  della
minore entrata  registrata  nell'anno  2005  rispetto  all'anno  2004
relativamente alla compartecipazione all'accisa sulla benzina di  cui
al comma 12. L'ammontare  della  predetta  quota  viene  versato  dai
soggetti  obbligati  al  pagamento  dell'accisa  e  riversato   dalla
struttura di gestione in apposito conto  corrente  aperto  presso  la
Tesoreria centrale dello Stato. La  ripartizione  delle  somme  viene
effettuata sulla base dei quantitativi erogati  nell'anno  precedente
dagli impianti di  distribuzione  di  carburante  che  risultano  dal
registro di carico e scarico previsto dall'articolo 25, comma 4,  del
testo unico delle disposizioni  legislative  concernenti  le  imposte
sulla  produzione  e  sui  consumi  e  relative  sanzioni  penali   e
amministrative, di cui al decreto legislativo  26  ottobre  1995,  n.
504. Con decreto del Ministero dell'economia  e  delle  finanze  sono
stabilite  le  modalita'  di  applicazione  delle  disposizioni   del
presente comma". 
 
  13. Dopo l'articolo 10 della  legge  8  maggio  1998,  n.  146,  e'
inserito il seguente: 
"Art. 10-bis. - (Modalita' di revisione ed aggiornamento degli  studi
di settore). - 1. Gli studi di settore previsti  all'articolo  62-bis
del  decreto-legge  30  agosto  1993,   n.   331,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre  1993,  n.  427,  e  successive
modificazioni, sono soggetti a revisione, al massimo, ogni  tre  anni
dalla data di entrata in vigore dello studio  di  settore  ovvero  da
quella dell'ultima revisione, sentito il parere della commissione  di
esperti di cui all'articolo 10, comma  7.  Nella  fase  di  revisione
degli studi di  settore  si  tiene  anche  conto  dei  dati  e  delle
statistiche ufficiali, quali quelli  di  contabilita'  nazionale,  al
fine di mantenere, nel medio  periodo,  la  rappresentativita'  degli
stessi  rispetto  alla  realta'  economica  cui  si  riferiscono.  La
revisione degli studi di settore e' programmata con provvedimento del
direttore dell'Agenzia delle entrate da  emanare  entro  il  mese  di
febbraio di ciascun anno. 
2. Ai fini dell'elaborazione e della revisione degli studi di settore
si tiene anche conto di valori di coerenza, risultanti  da  specifici
indicatori definiti da  ciascuno  studio,  rispetto  a  comportamenti
considerati normali per il relativo settore economico". 
 
  14. Fino alla elaborazione  e  revisione  degli  studi  di  settore
previsti dall'articolo 62-bis del decreto-legge 30  agosto  1993,  n.
331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre  1993,  n.
427, e successive modificazioni, che tengono conto  degli  indicatori
di coerenza di cui al comma 2  dell'articolo  10-bis  della  legge  8
maggio 1998, n. 146, introdotto dal comma 13, con effetto dal periodo
d'imposta in corso al 31 dicembre 2006, ai sensi dell'articolo 1  del
regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  31
maggio 1999, n. 195, si tiene altresi' conto di specifici  indicatori
di normalita' economica,  di  significativa  rilevanza,  idonei  alla
individuazione  di  ricavi,  compensi  e  corrispettivi  fondatamente
attribuibili al contribuente in relazione alle caratteristiche e alle
condizioni di esercizio della specifica  attivita'  svolta.  Ai  fini
dell'accertamento l'Agenzia delle entrate ha l'onere  di  motivare  e
fornire elementi di prova per avvalorare l'attribuzione dei  maggiori
ricavi o compensi derivanti  dall'applicazione  degli  indicatori  di
normalita' economica di cui  al  presente  comma,  approvati  con  il
decreto del Ministro dell'economia e delle  finanze  20  marzo  2007,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta  Ufficiale  n.  76
del 31 marzo 2007, e successive modificazioni,  fino  all'entrata  in
vigore dei nuovi studi di settore varati secondo le procedure,  anche
di concertazione con le categorie, della  disciplina  richiamata  dal
presente comma. In ogni caso i contribuenti che dichiarano  ricavi  o
compensi inferiori a quelli  previsti  dagli  indicatori  di  cui  al
presente comma non sono soggetti ad accertamenti automatici. Ai  fini
della relativa approvazione non si applica  la  disposizione  di  cui
all'articolo 10, comma 7, secondo periodo, della legge 8 maggio 1998,
n.  146.  Si  applicano  le  disposizioni  di  cui  al  comma   4-bis
dell'articolo 10 della medesima legge. 
 
  14-bis. Gli indicatori di normalita' economica di cui al comma  14,
approvati con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
hanno  natura  sperimentale  e  i   maggiori   ricavi,   compensi   o
corrispettivi da essi desumibili costituiscono presunzioni semplici. 
 
  14-ter. I contribuenti  che  dichiarano  un  ammontare  di  ricavi,
compensi o corrispettivi inferiori rispetto a quelli desumibili dagli
indicatori di cui al comma 14-bis non sono soggetti  ad  accertamenti
automatici e in caso di accertamento spetta  all'ufficio  accertatore
motivare e fornire elementi di prova per gli scostamenti riscontrati. 
 
  15. Il comma 399 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre  2004,  n.
311, e' abrogato. 
 
  16. Il comma 4 dell'articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n.  146,
e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
"4. La disposizione del comma 1 del presente articolo non si  applica
nei confronti dei contribuenti: 
a) che hanno dichiarato ricavi  di  cui  all'articolo  85,  comma  1,
   esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), o compensi di cui
   all'articolo 54, comma  1,  del  testo  unico  delle  imposte  sui
   redditi, di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
   dicembre 1986, n. 917, e successive  modificazioni,  di  ammontare
   superiore al limite stabilito per ciascuno studio di  settore  dal
   relativo decreto di  approvazione  del  Ministro  dell'economia  e
   delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Tale limite
   non puo', comunque, essere superiore a 7,5 milioni di euro; 
b) che hanno iniziato o cessato l'attivita' nel periodo d'imposta. La
   disposizione di cui al comma 1 si  applica  comunque  in  caso  di
   cessazione  e  inizio  dell'attivita',  da  parte   dello   stesso
   soggetto, entro sei mesi dalla data di cessazione, nonche'  quando
   l'attivita' costituisce mera prosecuzione di attivita'  svolte  da
   altri soggetti; 
c)  che  si  trovano  in  un  periodo  di  non  normale   svolgimento
dell'attivita'". 
 
  17. All'articolo 10 della legge 8 maggio  1998,  n.  146,  dopo  il
comma 4, e' inserito il seguente: 
"4-bis. Le rettifiche sulla  base  di  presunzioni  semplici  di  cui
all'articolo 39,  primo  comma,  lettera  d),  secondo  periodo,  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e
all'articolo 54, secondo  comma,  ultimo  periodo,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre  1972,  n.  633,  non  possono
essere effettuate nei  confronti  dei  contribuenti  che  dichiarino,
anche  per  effetto  dell'adeguamento,  ricavi  o  compensi  pari   o
superiori al livello  della  congruita',  ai  fini  dell'applicazione
degli studi di settore di cui all'articolo 62-bis  del  decreto-legge
30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
ottobre 1993, n. 427, tenuto altresi' conto dei  valori  di  coerenza
risultanti dagli specifici indicatori, di  cui  all'articolo  10-bis,
comma 2, della presente legge, qualora  l'ammontare  delle  attivita'
non dichiarate, con un massimo di 50.000 euro, sia pari  o  inferiore
al  40  per  cento  dei  ricavi  o  compensi  dichiarati.   Ai   fini
dell'applicazione della presente disposizione, per attivita',  ricavi
o compensi si intendono quelli indicati al comma 4,  lettera  a).  In
caso  di  rettifica,  nella  motivazione  dell'atto   devono   essere
evidenziate le ragioni  che  inducono  l'ufficio  a  disattendere  le
risultanze degli studi di settore  in  quanto  inadeguate  a  stimare
correttamente  il  volume  di  ricavi   o   compensi   potenzialmente
ascrivibili al contribuente. La presente disposizione  si  applica  a
condizione che non siano irrogabili le sanzioni di cui ai commi 2-bis
e 4-bis rispettivamente degli articoli 1 e 5 del decreto  legislativo
18 dicembre 1997, n. 471, nonche' al comma 2-bis dell'articolo 32 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446". 
 
  18. Le disposizioni di cui ai commi  4  e  4-bis  dell'articolo  10
della legge 8 maggio 1998,  n.  146,  come  modificate  e  introdotte
rispettivamente dai commi  16  e  17  del  presente  articolo,  hanno
effetto a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data  del  1°
gennaio 2007, ad esclusione di quelle previste alla  lettera  b)  del
comma 4  del  citato  articolo  10  che  hanno  effetto  dal  periodo
d'imposta in corso al 31 dicembre 2006. 
 
  19. Nei confronti dei contribuenti titolari di reddito d'impresa  o
di lavoro autonomo, per i quali non si rendono applicabili gli  studi
di settore,  sono  individuati  specifici  indicatori  di  normalita'
economica, idonei a rilevare la presenza di  ricavi  o  compensi  non
dichiarati ovvero di rapporti di lavoro irregolare. Ai medesimi fini,
nelle ipotesi di cessazione dell'attivita', di liquidazione ordinaria
ovvero di  non  normale  svolgimento  dell'attivita',  puo'  altresi'
essere  richiesta  la  compilazione  del   modello,   allegato   alla
dichiarazione, previsto per i soggetti cui si applicano gli studi  di
settore. 
 
  20. Per i soggetti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera a), del
testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni,  con  riferimento  al  primo  periodo   d'imposta   di
esercizio  dell'attivita',  sono  definiti  appositi  indicatori   di
coerenza per la individuazione dei requisiti  minimi  di  continuita'
della stessa, tenuto conto delle caratteristiche e delle modalita' di
svolgimento della attivita' medesima. 
 
  21. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate,  da
adottare entro il 28 febbraio 2007, sono approvati gli indicatori  di
cui al comma  20,  anche  per  settori  economicamente  omogenei,  da
applicare a decorrere dal periodo d'imposta in corso al  31  dicembre
2006. 
 
  22. Sulla base di appositi criteri  selettivi  e'  programmata  una
specifica attivita' di  controllo  nei  confronti  dei  soggetti  che
risultano incoerenti per effetto dell'applicazione  degli  indicatori
di cui al comma 20. 
 
  23. All'articolo 10, comma 1, della legge 8 maggio  1998,  n.  146,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) le parole: "con periodo d'imposta  pari  a  dodici  mesi  e"  sono
soppresse; 
b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  "qualora  l'ammontare
   dei ricavi o compensi dichiarati risulta  inferiore  all'ammontare
   dei  ricavi  o  compensi  determinabili  sulla  base  degli  studi
   stessi". 
 
  24. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 10 della  legge
8 maggio 1998, n. 146, come modificate dal  comma  23,  limitatamente
alla lettera a), hanno effetto a decorrere dal periodo  d'imposta  in
corso al 1° gennaio 2007. 
 
  25. All'articolo 1 del decreto legislativo  18  dicembre  1997,  n.
471, dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
"2-bis. La misura della sanzione minima e massima di cui al  comma  2
e' elevata del 10 per  cento  nelle  ipotesi  di  omessa  o  infedele
indicazione dei dati previsti nei modelli per  la  comunicazione  dei
dati rilevanti ai fini  dell'applicazione  degli  studi  di  settore,
nonche'  nei  casi  di  indicazione  di  cause  di  esclusione  o  di
inapplicabilita' degli studi di settore non sussistenti. La  presente
disposizione non si applica se il maggior reddito d'impresa ovvero di
arte o professione, accertato a seguito della  corretta  applicazione
degli studi di settore, non e' superiore al 10 per cento del  reddito
d'impresa o di lavoro autonomo dichiarato". 
 
  26. All'articolo 5 del decreto legislativo  18  dicembre  1997,  n.
471, dopo il comma 4 e' inserito il seguente: 
"4-bis. La misura della sanzione minima e massima di cui al  comma  4
e' elevata del 10 per  cento  nelle  ipotesi  di  omessa  o  infedele
indicazione dei dati previsti nei modelli per  la  comunicazione  dei
dati rilevanti ai fini  dell'applicazione  degli  studi  di  settore,
nonche'  nei  casi  di  indicazione  di  cause  di  esclusione  o  di
inapplicabilita' degli studi di settore non sussistenti. La  presente
disposizione non si applica se la maggiore  imposta  accertata  o  la
minore imposta detraibile o rimborsabile, a  seguito  della  corretta
applicazione degli studi di settore, non e' superiore al 10 per cento
di quella dichiarata". 
 
  27. All'articolo 32 del decreto legislativo 15  dicembre  1997,  n.
446, dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
"2-bis. La misura della sanzione minima e massima di cui al  comma  2
e' elevata del 10 per  cento  nelle  ipotesi  di  omessa  o  infedele
indicazione dei dati previsti nei modelli per  la  comunicazione  dei
dati rilevanti ai fini  dell'applicazione  degli  studi  di  settore,
nonche'  nei  casi  di  indicazione  di  cause  di  esclusione  o  di
inapplicabilita' degli studi di settore non sussistenti. La  presente
disposizione non si applica se il  maggior  imponibile,  accertato  a
seguito della corretta applicazione degli studi di  settore,  non  e'
superiore al 10 per cento di quello dichiarato". 
 
  28. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) all'articolo 10, comma 1, lettera b), dopo  il  primo  periodo  e'
   inserito il seguente: "Ai fini della deduzione la spesa  sanitaria
   relativa all'acquisto di medicinali  deve  essere  certificata  da
   fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione  della
   natura, qualita' e quantita' dei beni e l'indicazione  del  codice
   fiscale del destinatario"; 
b) all'articolo 15, comma 1, lettera c), dopo il secondo  periodo  e'
   inserito il seguente: "Ai fini della detrazione la spesa sanitaria
   relativa all'acquisto di medicinali  deve  essere  certificata  da
   fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione  della
   natura, qualita' e quantita' dei beni e l'indicazione  del  codice
   fiscale del destinatario". 
 
  29. Le disposizioni introdotte dalle lettere a) e b) del  comma  28
hanno effetto a decorrere dal 1° luglio 2007.  Fino  al  31  dicembre
2007, nel caso in  cui  l'acquirente  non  sia  il  destinatario  del
farmaco, non ne conosca il codice fiscale o  non  abbia  con  se'  la
tessera sanitaria,  l'indicazione  del  codice  fiscale  puo'  essere
riportata  a  mano   sullo   scontrino   fiscale   direttamente   dal
destinatario, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 50  del
decreto-legge  30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,  n.  326,  e  successive
modificazioni, in  materia  di  obbligo  di  rilevazione  del  codice
fiscale da parte del farmacista. 
 
  30. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTITO 
CON MODIFICAZIONI CON L. 28 GENNAIO 2009, N. 2 
 
  31. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTITO 
CON MODIFICAZIONI CON L. 28 GENNAIO 2009, N. 2 
 
  32. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTITO 
CON MODIFICAZIONI CON L. 28 GENNAIO 2009, N. 2 
 
  33. All'articolo 39 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.  241,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al comma 1, lettera a), nel primo periodo,  le  parole:  "da  lire
   cinquecentomila a  lire  cinque  milioni"  sono  sostituite  dalle
   seguenti: "da euro 258 ad euro 2.582"  e  il  secondo  periodo  e'
   sostituito dai seguenti: "La violazione e'  punibile  in  caso  di
   liquidazione delle  imposte,  dei  contributi,  dei  premi  e  dei
   rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni,  di  cui  all'articolo
   36-bis del decreto del Presidente della  Repubblica  29  settembre
   1973, n. 600, e in caso  di  controllo  ai  sensi  degli  articoli
   36-ter e  seguenti  del  medesimo  decreto,  nonche'  in  caso  di
   liquidazione dell'imposta dovuta in base alle dichiarazioni  e  di
   controllo di cui agli articoli  54  e  seguenti  del  decreto  del
   Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. La violazione
   e' punibile a condizione che  non  trovi  applicazione  l'articolo
   12-bis del decreto del Presidente della  Repubblica  29  settembre
   1973, n. 602. In caso di ripetute violazioni, ovvero di violazioni
   particolarmente gravi, e' disposta a carico dei predetti  soggetti
   la  sospensione  dalla  facolta'  di  rilasciare   il   visto   di
   conformita' e l'asseverazione, per un periodo da uno a tre anni. 
   In caso di ripetute violazioni commesse successivamente al periodo 
   di sospensione, e' disposta l'inibizione dalla facolta' di 
   rilasciare il visto di conformita' e l'asseverazione. Si considera 
   violazione  particolarmente  grave  il  mancato  pagamento   della
suddetta sanzione"; 
b) al comma 1, lettera b), primo periodo,  le  parole:  "da  lire  un
   milione a lire dieci milioni" sono sostituite dalle seguenti:  "da
   euro 516 ad euro 5.165"; 
c) dopo il comma 1, e' inserito il  seguente:  "1-bis.  Nei  casi  di
   violazioni commesse ai sensi dei commi 1 e 3 del presente articolo
   e dell'articolo 7-bis, si applicano,  in  quanto  compatibili,  le
   disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.  Il
   centro di  assistenza  fiscale  per  il  quale  abbia  operato  il
   trasgressore e' obbligato solidalmente con il trasgressore  stesso
   al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata"; 
d) il comma 2 e' sostituito dal seguente: "2. Le violazioni dei commi
   1 e 3 del presente articolo e dell'articolo 7-bis sono  contestate
   e le relative sanzioni sono  irrogate  dalla  direzione  regionale
   dell'Agenzia delle entrate competente  in  ragione  del  domicilio
   fiscale del  trasgressore  anche  sulla  base  delle  segnalazioni
   inviate dagli uffici locali  della  medesima  Agenzia.  L'atto  di
   contestazione e' unico per ciascun anno solare di  riferimento  e,
   fino al compimento dei termini di decadenza, puo' essere integrato
   o modificato dalla medesima direzione regionale.  I  provvedimenti
   ivi previsti  sono  trasmessi  agli  ordini  di  appartenenza  dei
   soggetti che hanno commesso la violazione per l'eventuale adozione
   di ulteriori provvedimenti"; 
e) al comma 3, le parole: "da  lire  cinquecentomila  a  lire  cinque
   milioni" sono sostituite dalle  seguenti:  "da  euro  258  a  euro
   2.582". 
 
  34. Per le violazioni di cui all'articolo 7-bis e ai commi  1  e  3
dell'articolo 39 del decreto legislativo 9 luglio  1997,  n.  241,  e
successive  modificazioni,  ferma   restando   l'applicazione   dell'
articolo 3, comma 3, del decreto legislativo  18  dicembre  1997,  n.
472, nelle ipotesi in cui la violazione  sia  stata  gia'  contestata
alla data di entrata in vigore della presente legge, non si da' luogo
a restituzione di quanto eventualmente pagato. 
 
  35.  I  commi  7   e   8   dell'articolo   11-quinquiesdecies   del
decreto-legge  30   settembre   2005,   n.   203,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono abrogati. 
 
  36. Le agevolazioni tributarie e  di  altra  natura  relative  agli
autoveicoli  utilizzati  per  la  locomozione  dei  soggetti  di  cui
all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n.  104,  con  ridotte  o
impedite capacita' motorie, sono riconosciute a  condizione  che  gli
autoveicoli  siano  utilizzati  in  via  esclusiva  o  prevalente   a
beneficio dei predetti soggetti. 
 
  37. In caso di trasferimento a  titolo  oneroso  o  gratuito  delle
autovetture per le  quali  l'acquirente  ha  usufruito  dei  benefici
fiscali prima del decorso del termine di due anni  dall'acquisto,  e'
dovuta la differenza fra l'imposta dovuta in assenza di  agevolazioni
e quella risultante dall'applicazione delle agevolazioni  stesse.  La
disposizione non si applica per i disabili che, in seguito  a  mutate
necessita' dovute al proprio handicap, cedano il proprio veicolo  per
acquistarne un altro su cui realizzare nuovi e diversi adattamenti. 
 
  38. La riscossione dei compensi  dovuti  per  attivita'  di  lavoro
autonomo, mediche e paramediche, svolte nell'ambito  delle  strutture
sanitarie  private  e'  effettuata  in  modo  unitario  dalle  stesse
strutture sanitarie, le quali provvedono a: 
a) incassare il compenso in nome e per conto del prestatore di lavoro
autonomo e a riversarlo contestualmente al medesimo; 
b) registrare  nelle  scritture  contabili  obbligatorie,  ovvero  in
   apposito registro, il compenso incassato per ciascuna  prestazione
   di lavoro autonomo resa nell'ambito della struttura. 
 
  39.  Le  strutture  sanitarie  di  cui  al  comma   38   comunicano
telematicamente all'Agenzia delle entrate  l'ammontare  dei  compensi
complessivamente riscossi per ciascun percipiente. 
 
  40. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono
definiti i termini e le modalita' per la comunicazione  prevista  dal
comma  39   nonche'   ogni   altra   disposizione   utile   ai   fini
dell'attuazione dei commi 38 e 39. 
 
  41. Le disposizioni di cui ai commi da  38  a  40  si  applicano  a
decorrere dal 1° marzo 2007. 
 
  42. Per le violazioni delle disposizioni di cui ai commi 38 e 39 si
applicano rispettivamente gli articoli 9 e 11 del decreto legislativo
18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni.  Restano  fermi
in capo ai singoli prestatori di lavoro autonomo tutti  gli  obblighi
formali e sostanziali previsti per lo svolgimento dell'attivita'. 
 
  43.  Dopo  l'articolo  25-bis  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni,  e'
inserito il seguente: 
"Art. 25-ter. - (Ritenute sui  corrispettivi  dovuti  dal  condominio
all'appaltatore). - 1. Il condominio quale sostituto di imposta opera
all'atto del pagamento una ritenuta del  4  per  cento  a  titolo  di
acconto dell'imposta sul reddito dovuta dal percipiente, con  obbligo
di rivalsa, sui  corrispettivi  dovuti  per  prestazioni  relative  a
contratti di appalto di opere o servizi, anche  se  rese  a  terzi  o
nell'interesse di terzi, effettuate nell'esercizio di impresa. 
2. La ritenuta di cui al comma 1 e' operata anche se i  corrispettivi
sono qualificabili come redditi diversi ai  sensi  dell'articolo  67,
comma 1, lettera i), del testo unico delle imposte  sui  redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917". 
 
  44. All'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
a) il sesto comma e' sostituito dal seguente: "Le disposizioni di cui
al quinto comma si applicano anche: 
   a) alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione di 
   manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei 
   confronti delle imprese che svolgono l'attivita' di costruzione o 
   ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore
principale o di un altro subappaltatore; 
   b) alle cessioni di apparecchiature terminali per il servizio 
   pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette alla 
   tassa sulle concessioni governative di cui all'articolo 21 della 
   tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 
   ottobre 1972, n. 641, come sostituita, da ultimo, dal decreto del 
   Ministro delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta 
   Ufficiale  n.  303  del  30  dicembre  1995,  nonche'   dei   loro
'componenti ed accessori; 
   c) alle cessioni di personal computer e  dei  loro  componenti  ed
accessori; 
   d) alle cessioni di materiali  e  prodotti  lapidei,  direttamente
provenienti da cave e miniere"; 
b) e' aggiunto, in fine, il seguente comma: "Le disposizioni  di  cui
   al quinto comma si applicano alle ulteriori operazioni individuate
   dal Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti, in
   base alla direttiva 2006/69/CE del Consiglio, del 24 luglio  2006,
   ovvero individuate con decreto emanato ai sensi dell'articolo  17,
   comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nelle ipotesi in  cui
   necessita la preventiva autorizzazione comunitaria prevista  dalla
   direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977". 
 
  45. Le disposizioni di cui alle lettere b), c) e d) del sesto comma
dell'articolo 17 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, 11.633, come  modificato  dal  comma  44  del  presente
articolo, si applicano alle cessioni effettuate successivamente  alla
data di autorizzazione della misura ai sensi dell'articolo  27  della
direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977. 
 
  46. Al testo unico  delle  disposizioni  concernenti  l'imposta  di
registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) all'articolo 10, comma 1,  dopo  la  lettera  d)  e'  inserita  la
   seguente: "d-bis) gli agenti  di  affari  in  mediazione  iscritti
   nella  sezione  degli  agenti  immobiliari  del   ruolo   di   cui
   all'articolo 2  della  legge  3  febbraio  1989,  n.  39,  per  le
   scritture private non autenticate di natura negoziale stipulate  a
   seguito della loro attivita' per la conclusione degli affari"; 
 
b) all'articolo 57, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:  "1-bis.
Gli agenti immobiliari di  cui  all'articolo  10,  comma  1,  lettera
d-bis), sono solidalmente tenuti al  pagamento  dell'imposta  per  le
scritture private non autenticate di  natura  negoziale  stipulate  a
seguito della loro attivita' per la conclusione degli affari". 
 
  47. All'articolo 8, comma 1, della legge 3 febbraio 1989, n. 39, le
parole: "una somma compresa  tra  lire  un  milione  e  lire  quattro
milioni" sono sostituite dalle seguenti: "una somma compresa fra euro
7.500 e euro 15.000". 
 
  48. Il comma 22 dell'articolo 35 del decreto-legge 4  luglio  2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248, e' sostituito dai seguenti: 
"22. All'atto della cessione dell'immobile, anche se assoggettata  ad
IVA, le parti  hanno  l'obbligo  di  rendere  apposita  dichiarazione
sostitutiva di atto di  notorieta'  recante  l'indicazione  analitica
delle modalita' di  pagamento  del  corrispettivo.  Con  le  medesime
modalita', ciascuna delle parti ha l'obbligo di dichiarare: 
a) se si e' avvalsa di un mediatore e, nell'ipotesi  affermativa,  di
   fornire i dati identificativi del titolare, se persona  fisica,  o
   la denominazione, la ragione sociale ed i dati identificativi  del
   legale rappresentante, se  soggetto  diverso  da  persona  fisica,
   ovvero del mediatore non legale rappresentante che ha operato  per
   la stessa societa'; 
b) il codice fiscale o la partita I.V.A.; 
c) il numero di  iscrizione  al  ruolo  degli  agenti  di  affari  in
   mediazione e della camera di commercio, industria,  artigianato  e
   agricoltura di riferimento per il titolare ovvero  per  il  legale
   rappresentante o mediatore che ha operato per la stessa societa'; 
d)  l'ammontare  della  spesa  sostenuta  per  tale  attivita'  e  le
analitiche modalita' di pagamento della stessa. 
 
  22.1. In caso di assenza dell'iscrizione  al  ruolo  di  agenti  di
affari in mediazione ai sensi della legge 3 febbraio 1989, n.  39,  e
successive  modificazioni,  il  notaio  e'  obbligato  ad  effettuare
specifica segnalazione all'Agenzia delle entrate  di  competenza.  In
caso di omessa, incompleta o mendace indicazione dei dati di  cui  al
comma 22, si applica la sanzione amministrativa da 500 euro a  10.000
euro e, ai fini dell'imposta di  registro,  i  beni  trasferiti  sono
assoggettati a rettifica di valore ai sensi dell'articolo  52,  comma
1, del  testo  unico  delle  disposizioni  concernenti  l'imposta  di
registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1986, n. 131, e successive modificazioni". 
 
  49. Le disposizioni  di  cui  al  comma  22  dell'articolo  35  del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, nel testo vigente prima della data
di entrata in vigore della presente legge, trovano  applicazione  con
riferimento ai pagamenti effettuati a decorrere dal 4 luglio 2006. 
 
  50.  In  coerenza  ai  principi   recati   dall'articolo   38   del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,  ed  al  fine  di  contrastare  la
diffusione del gioco irregolare ed illegale, l'evasione e  l'elusione
fiscale  nel  settore  del  gioco,  nonche'  di  assicurare  l'ordine
pubblico e la tutela del giocatore, con uno o piu' provvedimenti  del
Ministero dell'economia e delle finanze  -  Amministrazione  autonoma
dei monopoli di Stato sono stabilite le modalita' per procedere  alla
rimozione  dell'offerta,  attraverso  le  reti   telematiche   o   di
telecomunicazione, di giochi, scommesse  o  concorsi  pronostici  con
vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione,  licenza
od  altro  titolo  autorizzatorio  o  abilitativo  o,  comunque,   in
violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni
definite dalla stessa Amministrazione.  I  provvedimenti  di  cui  al
presente comma sono adottati nel rispetto degli obblighi comunitari. 
L'inosservanza  dei  provvedimenti  adottati  in   attuazione   della
presente    disposizione    comporta    l'irrogazione,    da    parte
dell'Amministrazione autonoma dei  monopoli  di  Stato,  di  sanzioni
amministrative pecuniarie da 30.000 euro a 180.000 euro per  ciascuna
violazione accertata. 
 
  51. Dalla data di entrata in vigore della presente legge,  i  commi
da 535 a 538 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre  2005,  n.  266,
sono abrogati e cessano di avere effetto tutti gli atti adottati. 
 
  52. E' autorizzata la spesa di 100.000 euro per  ciascun  anno  del
triennio 2007-2009, a favore del Ministero della pubblica istruzione,
per la realizzazione di campagne di informazione e di educazione  dei
giovani,  da  effettuare  in  collaborazione   con   le   istituzioni
scolastiche, finalizzate alla realizzazione  di  programmi  educativi
dei ragazzi in modo da permettere loro di conoscere  la  realta'  dei
rischi derivanti dal vizio del gioco  e  a  sviluppare  un  approccio
responsabile  al  gioco.  Il  Ministro  della   pubblica   istruzione
provvede, con proprio decreto, da emanare entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente  legge,  a  disciplinare  le
modalita' e i criteri per lo svolgimento delle  campagne  informative
di cui al presente comma. 
 
  53. Entro il 31 gennaio di ciascun anno sono trasmessi alle regioni
i dati relativi all'import/export  del  sistema  doganale;  entro  il
medesimo termine sono trasmessi alle regioni, alle province  autonome
e ai  comuni  i  dati  delle  dichiarazioni  dei  redditi  presentate
nell'anno precedente dai contribuenti residenti. 
 
  54. Con provvedimento del  direttore  dell'Agenzia  delle  entrate,
emanato d'intesa con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie  locali,
sono  stabilite  le  modalita'  tecniche  di  trasmissione   in   via
telematica  dei  dati  delle   dichiarazioni   nel   rispetto   delle
disposizioni e nel quadro delle regole tecniche previste  dal  codice
dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo
2005, n. 82, e successive modificazioni. 
 
  55. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane  sono
stabilite le modalita' tecniche di trasmissione in via telematica dei
dati dell'import/export alle regioni. 
 
  56. Dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge  e'
istituito  il  sistema  integrato  delle  banche  dati   in   materia
tributaria e finanziaria finalizzato alla condivisione , al  costante
scambio ed alla gestione coordinata  delle  informazioni  dell'intero
settore pubblico per l'analisi ed  il  monitoraggio  della  pressione
fiscale e dell'andamento dei flussi finanziari. 
 
  57. Ai fini di cui  al  comma  56,  con  uno  o  piu'  decreti  del
Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato per  le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, di  concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Commissione
parlamentare di vigilanza sull'anagrafe  tributaria  che  esprime  il
proprio giudizio tassativamente entro quindici  giorni,  da  adottare
entro il 31 marzo  2007  ai  sensi  del  codice  dell'amministrazione
digitale, di cui al decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e
successive  modificazioni,  sono  individuate  le  basi  di  dati  di
interesse nazionale  che  compongono  il  sistema  integrato  e  sono
definiti le regole tecniche per l'accesso e la consultazione da parte
delle pubbliche amministrazioni abilitate nonche' i servizi di natura
amministrativa e tecnica  che  il  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze eroga alle amministrazioni che ne facciano richiesta  per  la
utilizzazione  e  la  valorizzazione   del   sistema.   Il   Ministro
dell'economia e delle finanze  svolge,  nei  confronti  di  tutte  le
strutture dell'Amministrazione finanziaria, l'attivita' di  indirizzo
necessaria a garantire la razionalizzazione ed omogenee modalita'  di
gestione del sistema informativo della fiscalita, delle cui banche di
dati e' comunque contitolare, funzionali ad un'effettiva ed  efficace
realizzazione del sistema integrato di cui al comma 56. 
 
  58. Alla legge 27 marzo 1976, n. 60, dopo l'articolo 2, e' inserito
il seguente: 
"Art. 2-bis. - 1. Ferme restando le attribuzioni di cui  all'articolo
2, la Commissione: 
a) effettua indagini e ricerche, tramite consultazioni e audizioni di
   organismi nazionali e internazionali, per valutare l'impatto delle
   soluzioni  tecniche  sugli  intermediari  incaricati  di  svolgere
   servizi fiscali tra contribuenti e amministrazioni; 
b) esprime  un  parere  sulle  attivita'  svolte  annualmente   dall'
   anagrafe tributaria e sugli obbiettivi raggiunti nel  corso  dell'
   anno". 
 
  59. Il secondo comma dell'articolo 15 del  decreto  del  Presidente
della Repubblica  29  settembre  1973,  n.  605,  e'  sostituito  dal
seguente: 
"Il Ministero dell'economia e delle finanze ha  facolta'  di  rendere
pubblici, senza riferimenti nominativi, statistiche  ed  elaborazioni
relative ai dati di  cui  al  primo  comma,  nonche',  per  esclusive
finalita' di studio e di ricerca, i medesimi  dati,  sotto  forma  di
collezioni campionarie, privi di ogni riferimento che ne permetta  il
collegamento con gli interessati e  comunque  secondo  modalita'  che
rendano questi ultimi non identificabili". 
 
  60. Dall'attuazione dei commi 56, 57 e 59 non derivano oneri per il
bilancio dello Stato. 
 
  61. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore  della  presente
legge, con provvedimento del Ministero dell'economia e delle finanze,
acquisito il parere delle competenti Commissioni  parlamentari,  sono
stabilite, a fini di monitoraggio, le  modalita'  per  introdurre  in
tutte le amministrazioni pubbliche criteri di contabilita' economica,
nonche' i tempi,  le  modalita'  e  le  specifiche  tecniche  per  la
trasmissione telematica da parte degli enti pubblici, delle regioni e
degli enti locali dei bilanci standard e dei dati di contabilita'. 
 
  62. Al decreto-legge 30 settembre 2005,  n.  203,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, l'articolo  2-bis
e' sostituito dal seguente: 
"Art. 2-bis. - (Comunicazione degli esiti  della  liquidazione  delle
dichiarazioni). - 1. A partire dalle dichiarazioni presentate dal  1°
gennaio 2006, l'invito previsto dall'articolo 6, comma 5, della legge
27 luglio 2000, n. 212, e' effettuato: 
a) con mezzi telematici ai soggetti di cui all'articolo 3,  comma  3,
   del regolamento di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
   22 luglio 1998, n. 322, che portano a conoscenza dei  contribuenti
   interessati,  tempestivamente  e  comunque  nei  termini  di   cui
   all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
   n. 462, e successive modificazioni, gli esiti  della  liquidazione
   delle dichiarazioni contenuti nell'invito; 
b) mediante raccomandata in ogni altro caso. 
 
  2. L'Agenzia delle entrate puo', su istanza motivata, derogare all'
obbligo  previsto  dalla  lettera  a)  del  comma  1,  qualora  siano
riconosciute    difficolta'    da    parte     degli     intermediari
nell'espletamento delle attivita' di cui alla medesima lettera a). 
 
  3.  Il  termine  di  cui  all'articolo  2,  comma  2,  del  decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n.  462,  e  successive  modificazioni,
decorre dal sessantesimo giorno successivo a quello  di  trasmissione
telematica dell'invito di  cui  alla  lettera  a)  del  comma  1  del
presente articolo. 
 
  4. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate  sono
definiti il contenuto e la modalita' della risposta telematica". 
 
  63. I soggetti di cui all'articolo 2 del testo unico delle  imposte
sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, che  deducono  dal
reddito  complessivo  somme  per  assegni  periodici  corrisposti  al
coniuge di cui alla lettera c)  del  comma  1  dell'articolo  10  del
citato testo unico di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
n. 917 del 1986,  devono  indicare  nella  dichiarazione  annuale  il
codice fiscale del soggetto beneficiario delle somme. 
 
  64. All'articolo 78 della legge 30 dicembre 1991, n. 413,  dopo  il
comma 25 sono inseriti i seguenti: 
"25-bis. Ai fini dei controlli sugli oneri  detraibili  di  cui  alla
lettera c) del comma 1 dell'articolo 15 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive  modificazioni,  gli  enti  e  le
casse aventi esclusivamente fine assistenziale devono  comunicare  in
via telematica all'Anagrafe tributaria gli elenchi  dei  soggetti  ai
quali  sono  state  rimborsate  spese  sanitarie  per   effetto   dei
contributi versati di cui alla lettera a) del comma  2  dell'articolo
51 del citato testo unico di cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. 
 
  25-ter. Il contenuto, i termini e le modalita'  delle  trasmissioni
sono definiti con  provvedimento  del  direttore  dell'Agenzia  delle
entrate". 
 
  65. All'articolo 37-bis, comma 3, del decreto del Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n.  600,  dopo  la  lettera  f-ter)  e'
aggiunta la seguente: 
"f-quater)  pattuizioni  intercorse  tra   societa'   controllate   e
collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice  civile,  una  delle
quali avente sede legale in uno degli Stati o nei territori a  regime
fiscale privilegiato, individuati ai sensi dell'articolo  167,  comma
4, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917,  aventi  ad
oggetto il pagamento di somme a titolo  di  clausola  penale,  multa,
caparra confirmatoria o penitenziale". 
 
  66. Le disposizioni di cui al comma 65 si applicano a decorrere dal
periodo d'imposta in corso alla data del 1° gennaio 2007. 
 
  67.  Al  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, all'articolo 2, dopo il  comma  3,
e' inserito il seguente: 
"3-bis. I modelli di  dichiarazione,  le  relative  istruzioni  e  le
specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati sono resi
disponibili in formato elettronico dall'Agenzia delle  entrate  entro
il 15 febbraio". 
 
  68. All'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 4  luglio  2006,  n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  agosto  2006,  n.
248, dopo le parole: "titolari"  sono  inserite  le  seguenti:  ",  o
dipendenti da loro delegati,". 
 
  69. All'articolo 35  del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,  il
comma 12-bis e' sostituito dal seguente: 
"12-bis. Il limite di 100 euro di cui al quarto  comma  dell'articolo
19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n.
600, introdotto dal comma 12 del  presente  articolo,  si  applica  a
decorrere dal 1° luglio 2009. Dalla data di entrata in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto e sino al 30 giugno 2008 il
limite e' stabilito in 1.000 euro. Dal 1° luglio 2008  al  30  giugno
2009 il limite e' stabilito in 500 euro. Entro il 31 gennaio 2008  il
Ministro dell'economia e delle finanze  presenta  al  Parlamento  una
relazione  sull'applicazione  del   presente   comma.   Il   Ministro
dell'economia e delle finanze  e'  autorizzato  ad  emanare  apposito
decreto che individua le condizioni impeditive del soggetto tenuto al
pagamento, che consentono di derogare ai limiti indicati nel presente
comma". 
 
  70. All'articolo 93 del testo unico delle imposte sui  redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917,  e  successive  modificazioni,  il  comma  5  e'  abrogato.   La
disposizione del periodo precedente si applica alle opere,  forniture
e servizi di  durata  ultrannuale  la  cui  esecuzione  ha  inizio  a
decorrere dal periodo d'imposta successivo a  quello  in  corso  alla
data del 31 dicembre 2006. 
 
  71. All'articolo 107, comma 2, del testo unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, al terzo  periodo,
le parole: "nell'esercizio stesso e nei successivi ma  non  oltre  il
quinto" sono sostituite dalle  seguenti:  "in  quote  costanti  nell'
esercizio stesso e nei cinque successivi". 
 
  72. All'articolo 84, comma 1, del testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e  successive  modificazioni,  dopo  il  primo
periodo sono inseriti i seguenti: "Per i soggetti che fruiscono di un
regime  di  esenzione  totale  o  parziale  del  reddito  la  perdita
riportabile e' diminuita in misura  proporzionalmente  corrispondente
alla quota  di  esenzione  applicabile  in  presenza  di  un  reddito
imponibile. Per i soggetti che fruiscono di un  regime  di  esenzione
dell'utile la perdita  e'  riportabile  per  l'ammontare  che  eccede
l'utile che  non  ha  concorso  alla  formazione  del  reddito  negli
esercizi precedenti". 
 
  73. Le disposizioni del secondo e del terzo  periodo  del  comma  1
dell'articolo 84 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917,
introdotti dal comma  72  del  presente  articolo,  si  applicano  ai
redditi prodotti e agli utili  realizzati  a  decorrere  dal  periodo
d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2006. 
 
  74. All'articolo 73 del testo unico delle imposte sui  redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al comma 1: 
   1) alle lettere b) e c), dopo le parole:  "dalle  societa',"  sono
inserite le seguenti: "nonche' i trust,"; 
   2) alla lettera d), dopo le parole: "di ogni tipo," sono  inserite
le seguenti: "compresi i trust,"; 
b) al comma 2, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  "Nei  casi
   in cui i  beneficiari  del  trust  siano  individuati,  i  redditi
   conseguiti dal trust sono imputati in ogni caso ai beneficiari  in
   proporzione alla quota di partecipazione individuata nell'atto  di
   costituzione del trust o in altri documenti successivi ovvero,  in
   mancanza, in parti uguali"; 
c) al comma 3, sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti  periodi:  "Si
   considerano altresi' residenti nel territorio dello  Stato,  salvo
   prova contraria, i trust e gli istituti aventi  analogo  contenuto
   istituiti in Paesi diversi da  quelli  indicati  nel  decreto  del
   Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta
   Ufficiale  n.  220   del   19   settembre   1996,   e   successive
   modificazioni, in cui almeno uno dei disponenti ed almeno uno  dei
   beneficiari del trust siano fiscalmente residenti  nel  territorio
   dello Stato. Si considerano,  inoltre,  residenti  nel  territorio
   dello Stato i trust istituiti  in  uno  Stato  diverso  da  quelli
   indicati nel citato decreto del Ministro delle finanze 4 settembre
   1996, quando, successivamente alla loro costituzione, un  soggetto
   residente nel territorio dello Stato effettui in favore del  trust
   un'attribuzione che importi il trasferimento di proprieta' di beni
   immobili o la costituzione o il  trasferimento  di  diritti  reali
   immobiliari, anche per  quote,  nonche'  vincoli  di  destinazione
   sugli stessi". 
 
  75. All'articolo 44, comma 1, del testo  unico  delle  imposte  sui
redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, dopo la lettera g-quinquies) e' inserita la seguente: 
"g-sexies) i redditi imputati  al  beneficiario  di  trust  ai  sensi
dell'articolo 73, comma 2, anche se non residenti;". 
 
  76. All'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al primo comma, lettera b), dopo le parole: "persone  giuridiche,"
sono inserite le seguenti: "nonche' i trust,"; 
b)  al  secondo  comma,  lettera  g),  dopo   le   parole:   "persone
giuridiche," sono inserite le seguenti: "nonche' i trust,". 
 
  77. All'articolo 2  del  decreto-legge  3  ottobre  2006,  n.  262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) nel comma 48, dopo la lettera a), e' inserita la seguente: "a-bis)
   devoluti  a  favore  dei  fratelli  e  delle  sorelle  sul  valore
   complessivo netto eccedente,  per  ciascun  beneficiario,  100.000
   euro: 6 per cento"; 
b) nel comma 49, dopo la lettera a), e' inserita la seguente: "a-bis)
   a favore dei fratelli e delle sorelle sul valore complessivo netto
   eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro: 6 per cento"; 
c) dopo  il  comma  49  e'  inserito  il  seguente:  "49-bis.  Se  il
   beneficiario dei trasferimenti di cui ai commi  48  e  49  e'  una
   persona portatrice di handicap riconosciuto grave ai  sensi  della
   legge 5 febbraio 1992, n. 104, l'imposta si applica esclusivamente
   sulla parte del  valore  della  quota  o  del  legato  che  supera
   l'ammontare di 1.500.000 euro". 
 
  78. Al testo unico delle disposizioni concernenti  l'imposta  sulle
successioni e donazioni, di cui al  decreto  legislativo  31  ottobre
1990, n. 346, e successive modificazioni, sono apportate le  seguenti
modificazioni: 
a) all'articolo 3, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: "4-ter. I
   trasferimenti, effettuati anche tramite i patti di famiglia di cui
   agli articoli 768-bis e seguenti del codice civile  a  favore  dei
   discendenti, di aziende o rami di esse,  di  quote  sociali  e  di
   azioni non sono soggetti all'imposta. In caso di quote  sociali  e
   azioni di soggetti di cui all'articolo 73, comma  1,  lettera  a),
   del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del
   Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il beneficio
   spetta limitatamente alle  partecipazioni  mediante  le  quali  e'
   acquisito o integrato il controllo ai  sensi  dell'articolo  2359,
   primo comma, numero 1), del codice civile. Il beneficio si applica
   a  condizione  che  gli  aventi   causa   proseguano   l'esercizio
   dell'attivita' d'impresa o detengano il controllo per  un  periodo
   non  inferiore  a  cinque  anni  dalla  data  del   trasferimento,
   rendendo, contestualmente alla presentazione  della  dichiarazione
   di successione o all'atto di donazione, apposita dichiarazione  in
   tal senso. Il mancato rispetto della condizione di cui al  periodo
   precedente comporta  la  decadenza  dal  beneficio,  il  pagamento
   dell'imposta in misura ordinaria,  della  sanzione  amministrativa
   prevista dall'articolo 13  del  decreto  legislativo  18  dicembre
   1997, n. 471, e degli interessi di mora decorrenti dalla  data  in
   cui l'imposta medesima avrebbe dovuto essere pagata"; 
b) all'articolo 8, dopo il comma 1, e' inserito il seguente: 
"1-bis.  Resta  comunque  ferma  l'esclusione  dell'avviamento  nella
   determinazione della base imponibile delle aziende, delle  azioni,
   delle quote sociali"; 
c) all'articolo 31, comma 1, le parole: "sei  mesi"  sono  sostituite
dalle seguenti: "dodici mesi". 
 
  79. Le disposizioni di cui ai commi  77  e  78  si  applicano  alle
successioni apertesi a decorrere dal 3  ottobre  2006,  nonche'  agli
atti pubblici formati,  agli  atti  a  titolo  gratuito  fatti,  alle
scritture  private  autenticate  e   alle   scritture   private   non
autenticate presentate per la registrazione a decorrere dalla data di
entrata in vigore della presente legge. 
 
  80. L'articolo 3 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 642, e' sostituito dal seguente: 
"Art.  3.  -  (Modi  di  pagamento).  -  1.  L'imposta  di  bollo  si
corrisponde secondo le indicazioni della tariffa allegata: 
a) mediante pagamento dell'imposta ad intermediario convenzionato con
   l'Agenzia  delle  entrate,  il  quale  rilascia,   con   modalita'
   telematiche, apposito contrassegno; 
b) in modo  virtuale,  mediante  pagamento  dell'imposta  all'ufficio
   dell'Agenzia  delle  entrate  o  ad  altri  uffici  autorizzati  o
   mediante versamento in conto corrente postale. 
2. Le frazioni degli importi dell'imposta di bollo dovuta  in  misura
proporzionale sono arrotondate ad euro 0,10 per difetto o per eccesso
a seconda che si tratti rispettivamente di frazioni fino ad euro 0,05
o superiori ad euro 0,05. 
3. In ogni caso l'imposta e' dovuta nella misura minima di euro 1,00,
ad  eccezione  delle  cambiali  e  dei  vaglia   cambiari   di   cui,
rispettivamente, all'articolo 6, numero 1, lettere a) e b), e  numero
2, della tariffa - Allegato A - annessa al presente  decreto,  per  i
quali l'imposta minima e' stabilita in euro 0,50". 
 
  81.  All'articolo  39,  comma  13,  alinea,  primo   periodo,   del
decreto-legge  30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, dopo le  parole:
"somme giocate" sono inserite le seguenti: ", dovuto dal soggetto  al
quale l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha  rilasciato
il nulla osta di  cui  all'articolo  38,  comma  5,  della  legge  23
dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni. A decorrere dal 26
luglio 2004 il  soggetto  passivo  d'imposta  e'  identificato  nell'
ambito dei concessionari individuati ai sensi  dell'articolo  14-bis,
comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 640, e successive modificazioni, ove in  possesso  di  tale  nulla
osta rilasciato dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di  Stato.
I titolari di nulla osta rilasciati  antecedentemente  al  26  luglio
2004 sono soggetti passivi d'imposta fino alla data di  rilascio  dei
nulla osta sostitutivi a favore dei concessionari di rete o fino alla
data della revoca del nulla osta stesso". 
 
  82. All'articolo 39 del decreto-legge 30 settembre  2003,  n.  269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,
il comma 13-bis e' sostituito dal seguente: 
"13-bis. Il prelievo erariale unico e' assolto dai  soggetti  passivi
d'imposta, con riferimento a ciascun anno solare, mediante versamenti
periodici  relativi  ai  singoli  periodi  contabili  e  mediante  un
versamento  annuale  a  saldo.  Con   provvedimenti   del   Ministero
dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato, sono individuati: 
a) i periodi contabili in cui e' suddiviso l'anno solare; 
b) le modalita' di calcolo del prelievo  erariale  unico  dovuto  per
ciascun periodo contabile e per ciascun anno solare; 
c) i termini e le modalita' con  cui  i  soggetti  passivi  d'imposta
   effettuano i versamenti periodici e il versamento annuale a saldo;
   d) le  modalita'  per  l'utilizzo  in  compensazione  del  credito
   derivante  dall'eventuale  eccedenza  dei   versamenti   periodici
   rispetto al prelievo  erariale  unico  dovuto  per  l'intero  anno
   solare; 
e) i termini  e  le  modalita'  con  cui  i  concessionari  di  rete,
   individuati ai sensi dell'articolo 14-bis, comma  4,  del  decreto
   del Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  640,  e
   successive modificazioni, comunicano, tramite la  rete  telematica
   prevista  dallo  stesso  comma  4  dell'articolo  14-bis,  i  dati
   relativi alle somme giocate nonche' gli altri dati  relativi  agli
   apparecchi da intrattenimento di cui all'articolo  110,  comma  6,
   del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio
   decreto 18 giugno 1931, n. 773,  e  successive  modificazioni,  da
   utilizzare per  la  determinazione  del  prelievo  erariale  unico
   dovuto; 
f) le modalita' con cui l'Amministrazione autonoma  dei  monopoli  di
   Stato puo' concedere su istanza dei soggetti passivi d'imposta  la
   rateizzazione delle somme  dovute  nelle  ipotesi  in  cui  questi
   ultimi si trovino in temporanea situazione di difficolta'". 
 
  83. Fino alla  emanazione  dei  provvedimenti  indicati  nel  comma
13-bis dell'articolo 39 del decreto-legge 30 settembre 2003, n.  269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,
come sostituito dal comma  82  del  presente  articolo,  il  prelievo
erariale unico e' assolto  dai  soggetti  passivi  d'imposta  con  le
modalita' e nei termini stabiliti nei decreti del direttore  generale
dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato  8  aprile  2004,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile  2004,  e  14
luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26 luglio
2004, e successive modificazioni. 
 
  84. Dopo l'articolo 39 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,
sono inseriti i seguenti: 
"Art. 39-bis. - (Liquidazione del prelievo erariale unico e controllo
dei versamenti). - 1. Per gli apparecchi previsti  all'articolo  110,
comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al
regio decreto 18 giugno 1931, n.  773,  e  successive  modificazioni,
l'Amministrazione autonoma dei  monopoli  di  Stato,  avvalendosi  di
procedure automatizzate, procede, entro il 31  dicembre  del  secondo
anno successivo a quello per il quale e' dovuto il prelievo  erariale
unico, alla liquidazione dell'imposta dovuta per i periodi  contabili
e per l'anno solare sulla base dei dati correttamente  trasmessi  dai
concessionari in applicazione dell'articolo 39, comma 13-bis, lettera
e), ed al controllo della tempestivita' e della rispondenza  rispetto
al prelievo erariale  unico  dovuto  dei  versamenti  effettuati  dai
concessionari stessi. 
2. Nel caso  in  cui  risultino  omessi,  carenti  o  intempestivi  i
versamenti dovuti, l'esito del controllo automatizzato e'  comunicato
al concessionario di rete per evitare la reiterazione di  errori.  Il
concessionario di rete che  rilevi  eventuali  dati  o  elementi  non
considerati o valutati erroneamente  nel  controllo  dei  versamenti,
puo' fornire i chiarimenti necessari all'Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato entro i trenta  giorni  successivi  al  ricevimento
della comunicazione. 
3.  Con  decreti  del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -
Amministrazione autonoma dei monopoli  di  Stato,  sono  definite  le
modalita' di effettuazione della liquidazione del  prelievo  erariale
unico e del controllo dei relativi versamenti, di cui al comma 1. 
Art. 39-ter. - (Riscossione delle somme dovute a titolo  di  prelievo
erariale unico a seguito dei controlli automatici). - 1. 
Le somme che, a seguito dei controlli automatici effettuati ai  sensi
del comma 1  dell'articolo  39-bis,  risultano  dovute  a  titolo  di
prelievo erariale unico, nonche'  di  interessi  e  di  sanzioni  per
ritardato od omesso versamento, sono iscritte direttamente nei ruoli,
resi esecutivi a titolo definitivo nel termine di  decadenza  fissato
al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello  per  il  quale  e'
dovuto  il  prelievo  erariale  unico.  Per  la  determinazione   del
contenuto del ruolo,  delle  procedure,  delle  modalita'  della  sua
formazione e dei tempi di consegna, si applica il regolamento di  cui
al decreto del Ministro delle finanze 3 settembre 1999, n. 321. 
2. Le cartelle di pagamento recanti i ruoli di cui al  comma  1  sono
notificate, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno
successivo a quello per il  quale  e'  dovuto  il  prelievo  erariale
unico. 
3. L'iscrizione a ruolo non e' eseguita, in tutto o in parte,  se  il
concessionario di rete provvede a pagare, con le  modalita'  indicate
nell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio  1997,  n.  241,  e
successive modificazioni, le somme dovute  entro  trenta  giorni  dal
ricevimento della comunicazione prevista dal  comma  2  dell'articolo
39-bis  ovvero   della   comunicazione   definitiva   contenente   la
rideterminazione, in  sede  di  autotutela,  delle  somme  dovute,  a
seguito dei chiarimenti forniti dallo stesso concessionario di  rete.
In questi casi, l'ammontare della sanzione amministrativa per tardivo
od omesso versamento e' ridotto ad un  sesto  e  gli  interessi  sono
dovuti  fino  all'ultimo  giorno  del  mese  antecedente   a   quello
dell'elaborazione della comunicazione. 
4. Qualora il concessionario di rete non provveda a pagare,  entro  i
termini di scadenza, i ruoli di cui  al  comma  1,  l'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato procede alla riscossione  delle  somme
dovute  anche  tramite  escussione  delle  garanzie  presentate   dal
concessionario di rete ai sensi della convenzione di concessione.  In
tal caso l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato comunica al
concessionario della riscossione l'importo del credito  per  imposta,
sanzioni e interessi che e' stato estinto tramite l'escussione  delle
garanzie  e  il  concessionario  della   riscossione   procede   alla
riscossione  coattiva  dell'eventuale  credito  residuo  secondo   le
disposizioni di cui al titolo II del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni. 
Art. 39-quater. - (Accertamento e controlli in  materia  di  prelievo
erariale unico). - 1. Gli uffici  dell'Amministrazione  autonoma  dei
monopoli di Stato nell'adempimento  dei  loro  compiti  si  avvalgono
delle attribuzioni e dei poteri indicati nell'articolo 51 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni. Per l'esecuzione di accessi, ispezioni e verifiche  si
applicano le disposizioni dell'articolo 52 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. 
2. Il prelievo erariale unico e' dovuto  anche  sulle  somme  giocate
tramite apparecchi e congegni che erogano vincite in denaro o le  cui
caratteristiche consentono il gioco d'azzardo, privi del  nulla  osta
di cui all'articolo 38, comma 5, della legge  23  dicembre  2000,  n.
388,  e  successive  modificazioni,  nonche'  tramite  apparecchi   e
congegni muniti del nulla osta di cui al predetto articolo 38,  comma
5, il cui esercizio sia qualificabile come illecito civile, penale  o
amministrativo. Per gli apparecchi e congegni privi del nulla osta il
prelievo erariale unico, gli interessi e le  sanzioni  amministrative
sono dovuti dal soggetto che ha provveduto alla  loro  installazione.
E' responsabile in solido per le somme dovute a  titolo  di  prelievo
erariale unico, interessi e sanzioni amministrative il possessore dei
locali in cui sono installati gli apparecchi  e  congegni  privi  del
nulla osta. Per gli apparecchi e congegni muniti del  nulla  osta  di
cui all'articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e
successive modificazioni, il cui  esercizio  sia  qualificabile  come
illecito  civile,  penale  o  amministrativo,  il  maggiore  prelievo
erariale unico accertato rispetto a quello calcolato sulla  base  dei
dati di funzionamento trasmessi tramite la rete  telematica  prevista
dal comma 4 dell'articolo 14-bis del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive  modificazioni,  gli
interessi e le sanzioni amministrative sono dovuti dai  soggetti  che
hanno commesso l'illecito o, nel caso in cui  non  sia  possibile  la
loro identificazione, dal concessionario  di  rete  a  cui  e'  stato
rilasciato il nulla osta. Sono responsabili in solido  per  le  somme
dovute a titolo di prelievo  erariale  unico,  interessi  e  sanzioni
amministrative relativi agli apparecchi e congegni di cui  al  quarto
periodo, il soggetto che ha provveduto alla  loro  installazione,  il
possessore dei locali in cui sono installati e il  concessionario  di
rete titolare  del  relativo  nulla  osta,  qualora  non  siano  gia'
debitori di tali somme a titolo principale. 
3. Gli uffici dell'Amministrazione autonoma  dei  monopoli  di  Stato
procedono  alIaccertamento  della  base  imponibile  e  del  prelievo
erariale unico dovuto per gli apparecchi e congegni di cui al comma 2
mediante la lettura dei dati relativi alle somme giocate  memorizzati
dagli stessi apparecchi e  congegni.  In  presenza  di  apparecchi  e
congegni per i quali i dati relativi alle  somme  giocate  non  siano
memorizzati o leggibili, risultino memorizzati in modo non corretto o
siano stati alterati, gli uffici  dell'Amministrazione  autonoma  dei
monopoli di Stato determinano induttivamente l'ammontare delle  somme
giocate sulla base dell'importo forfetario giornaliero  definito  con
decreti del Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato. 
4. Gli avvisi relativi agli accertamenti di cui ai commi 2 e  3  sono
notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno
successivo a quello in cui sono state giocate, tramite gli apparecchi
e congegni indicati negli stessi commi 2 e 3,  le  somme  su  cui  e'
calcolato il prelievo erariale unico. 
Art. 39-quinquies.  -  (Sanzioni  in  materia  di  prelievo  erariale
unico). - 1. La sanzione prevista  nell'articolo  11,  comma  1,  del
decreto  legislativo  18  dicembre  1997,  n.   471,   e   successive
modificazioni, si  applica  anche  alle  violazioni,  indicate  nello
stesso comma 1, relative al prelievo erariale unico. 
2. Nelle ipotesi di apparecchi che erogano vincite in denaro o le cui
caratteristiche consentono il gioco d'azzardo, privi del  nulla  osta
di cui all'articolo 38, comma 5, della legge  23  dicembre  2000,  n.
388, e successive modificazioni, e  nelle  ipotesi  di  apparecchi  e
congegni muniti del nulla osta di cui al predetto articolo 38,  comma
5, il cui esercizio sia qualificabile come illecito civile, penale  o
amministrativo, si applica la sanzione amministrativa dal 120 al  240
per cento dell'ammontare del prelievo erariale unico dovuto,  con  un
minimo di euro 1.000. 
3. Se sono omesse  o  sono  effettuate  con  dati  incompleti  o  non
veritieri le comunicazioni cui sono tenuti i concessionari di rete ai
sensi del comma 13-bis, lettera e),  dell'articolo  39  del  presente
decreto, si applica la sanzione amministrativa da euro  500  ad  euro
8.000. 
Art. 39-sexies. -  (Responsabilita'  solidale  dei  terzi  incaricati
della raccolta delle somme giocate). - 1. I  terzi  incaricati  della
raccolta di cui all'articolo 1, comma 533, della  legge  23  dicembre
2005, n. 266, sono solidalmente responsabili con i  concessionari  di
rete per  il  versamento  del  prelievo  erariale  unico  dovuto  con
riferimento alle somme giocate che i suddetti terzi  hanno  raccolto,
nonche' per i relativi interessi e sanzioni. 
2.  Con  decreto  del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -
Amministrazione autonoma dei monopoli  di  Stato,  sono  definite  le
modalita' di accertamento e di  contestazione  della  responsabilita'
solidale di cui al comma 1. 
Art. 39-septies. - (Disposizioni transitorie). - 1. Per le somme che,
a seguito dei controlli automatici effettuati ai sensi  del  comma  1
dell'articolo 39-bis, risultano dovute per gli anni  2004  e  2005  a
titolo  di  prelievo  erariale  unico,  nonche'  di  interessi  e  di
sanzioni, i termini di cui ai  commi  1  e  2  dell'articolo  39-ter,
previsti a pena di decadenza per rendere esecutivi i ruoli e  per  la
notifica delle relative cartelle di pagamento,  sono  rispettivamente
fissati al 31 dicembre 2009 e al 31 dicembre 2010. 
2.  Con  decreto  del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -
Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, sono definiti i  dati
relativi alle annualita' di cui al comma 1  che  i  concessionari  di
rete devono comunicare all'Amministrazione autonoma dei  monopoli  di
Stato, nonche' i relativi termini e modalita' di trasmissione". 
 
  85. All'articolo 110, comma 5, del testo  unico  di  cui  al  regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni,  dopo  le
parole: "escluse le macchine vidimatrici per i giochi  gestiti  dallo
Stato" sono aggiunte le seguenti: "e gli apparecchi di cui  al  comma
6". 
 
  86. All'articolo 110 del testo unico di cui  al  regio  decreto  18
giugno 1931, n. 773,  e  successive  modificazioni,  il  comma  9  e'
sostituito dal seguente: 
"9. In materia di apparecchi e congegni da intrattenimento di cui  ai
commi 6 e 7, si applicano le seguenti sanzioni: 
a) chiunque produce od importa, per destinarli all'uso sul territorio
   nazionale, apparecchi e congegni  di  cui  ai  commi  6  e  7  non
   rispondenti alle caratteristiche ed alle prescrizioni indicate nei
   commi 6 o 7  e  nelle  disposizioni  di  legge  ed  amministrative
   attuative di detti commi, e' punito con la sanzione amministrativa
   pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro per ciascun apparecchio; 
b) chiunque produce od importa, per destinarli all'uso sul territorio
   nazionale, apparecchi e congegni di cui ai commi 6 e 7  sprovvisti
   dei titoli autorizzatori previsti dalle disposizioni  vigenti,  e'
   punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da  500  a  3.000
   euro per ciascun apparecchio; 
c) chiunque sul  territorio  nazionale  distribuisce  od  installa  o
   comunque consente l'uso in luoghi pubblici od aperti  al  pubblico
   od in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi  o
   congegni non rispondenti alle caratteristiche ed alle prescrizioni
   indicate nei commi  6  o  7  e  nelle  disposizioni  di  legge  ed
   amministrative attuative di detti commi, e' punito con la sanzione
   amministrativa pecuniaria  da  1.000  a  6.000  euro  per  ciascun
   apparecchio. La  stessa  sanzione  si  applica  nei  confronti  di
   chiunque, consentendo  l'uso  in  luoghi  pubblici  od  aperti  al
   pubblico o in circoli  ed  associazioni  di  qualunque  specie  di
   apparecchi e congegni conformi alle caratteristiche e prescrizioni
   indicate nei commi  6  o  7  e  nelle  disposizioni  di  legge  ed
   amministrative attuative di  detti  commi,  corrisponde  a  fronte
   delle vincite premi in danaro o di altra specie, diversi da quelli
   ammessi; 
d) chiunque, sul territorio nazionale,  distribuisce  od  installa  o
   comunque consente l'uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico  o
   in circoli ed associazioni di qualunque  specie  di  apparecchi  e
   congegni  per  i  quali  non  siano  stati  rilasciati  i   titoli
   autorizzatori previsti dalle disposizioni vigenti, e'  punito  con
   la sanzione amministrativa pecuniaria da  500  a  3.000  euro  per
   ciascun apparecchio; 
e) nei casi di reiterazione di  una  delle  violazioni  di  cui  alle
   lettere a), b), c) e d), e' preclusa all'Amministrazione  autonoma
   dei monopoli di Stato la  possibilita'  di  rilasciare  all'autore
   delle violazioni titoli autorizzatori concernenti la distribuzione
   e l'installazione di apparecchi  di  cui  al  comma  6  ovvero  la
   distribuzione e l'installazione di apparecchi di cui al  comma  7,
   per un periodo di cinque anni; 
f) nei casi in cui i titoli autorizzatori  per  gli  apparecchi  o  i
   congegni non siano apposti su  ogni  apparecchio,  si  applica  la
   sanzione  amministrativa  da  500  a  3.000   euro   per   ciascun
   apparecchio". 
 
  87. E' istituito, entro sei mesi dalla data di  entrata  in  vigore
della presente legge, con provvedimento del Ministero dell'economia e
delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli  di  Stato,  un
nuovo concorso pronostici su base ippica, nel rispetto  dei  seguenti
criteri: 
a) formula di gioco caratterizzata dalla  possibilita'  di  garantire
elevati premi ai giocatori; 
b) assegnazione del 50 per cento della posta di gioco  a  montepremi,
   del 5,71 per cento alle attivita' di gestione,  dell'8  per  cento
   come compenso per l'attivita' dei punti di  vendita,  del  25  per
   cento come entrate erariali sotto forma di imposta unica  e  dell'
   11,29 per cento a favore dell'UNIRE; 
c) raccolta del concorso pronostici da parte dei concessionari di cui
   all'articolo 38, commi 2 e 4, del decreto-legge 4 luglio 2006,  n.
   223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
   248, delle agenzie di scommessa, nonche' negli ippodromi. 
 
  88. Il Ministero dell'economia e delle  finanze  -  Amministrazione
autonoma  dei  monopoli  di  Stato  disciplina   con   uno   o   piu'
provvedimenti  scommesse  a  quota  fissa  e   a   totalizzatore   su
simulazioni di eventi, nel rispetto dei seguenti criteri: 
a) raccolta  delle  scommesse  da  parte  dei  concessionari  di  cui
   all'articolo 38, commi 2 e 4, del decreto-legge 4 luglio 2006,  n.
   223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
   248, e delle agenzie di scommessa; 
b) proposizione delle scommesse da parte  dei  concessionari  di  cui
   alla lettera a) all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato
   che  valuta  l'aderenza  della  scommessa  proposta  ai   principi
   definiti dai provvedimenti che disciplinano la materia ; 
c)  esiti  delle  simulazioni  sugli  eventi  determinati   in   modo
principale dal caso; 
d) per le  scommesse  a  quota  fissa,  applicazione  delle  aliquote
   d'imposta previste all'articolo 38, comma 3, del  decreto-legge  4
   luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4
   agosto 2006, n. 248; 
e) per le scommesse a totalizzatore, applicazione di una imposta  del
   12 per cento e di un montepremi non  inferiore  al  75  per  cento
   della posta di gioco. 
 
  89. Il Ministero dell'economia e delle  finanze  -  Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato stabilisce con  propri  provvedimenti,
ogni  qual  volta  ritenuto  necessario   ai   fini   dell'equilibrio
complessivo dell'offerta, le innovazioni da apportare  al  gioco  del
Lotto aventi ad oggetto, in particolare: 
a) la rimodulazione delle sorti del Lotto e dei premi delle  relative
combinazioni; 
b) la  rimodulazione  o  la  sostituzione  dei  giochi  opzionali   e
   complementari     al     Lotto,      introdotti      dall'articolo
   11-quinquiesdecies, comma 4, del decreto-legge 30 settembre  2005,
   n. 203, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  2  dicembre
   2005, n. 248; 
c) l'introduzione di ulteriori forme di gioco ispirate ai  meccanismi
   di gioco  del  Lotto,  anche  prevedendo  modalita'  di  fruizione
   distinte da quelle attuali,  al  fine  di  ampliare  l'offerta  di
   giochi numerici a quota fissa. 
 
  90. Con provvedimenti del Ministero dell'economia e delle finanze -
Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, sono stabilite, entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
le modalita' di affidamento in concessione della gestione dei  giochi
numerici  a  totalizzatore  nazionale,  nel  rispetto  dei   seguenti
criteri: 
a) aggiudicazione, in base al  criterio  dell'offerta  economicamente
   piu' conveniente, della concessione ad un soggetto da  individuare
   a seguito di procedura di selezione  aperta  ai  piu'  qualificati
   operatori italiani ed esteri,  secondo  i  principi  e  le  regole
   previste in  materia  dalla  normativa  nazionale  e  comunitaria,
   evitando comunque  il  determinarsi  di  posizioni  dominanti  sul
   mercato nazionale del gioco; 
b) inclusione, tra i giochi numerici  a  totalizzatore  nazionale  da
   affidare con  procedura  di  selezione,  dell'Enalotto,  dei  suoi
   giochi complementari  ed  opzionali  e  delle  relative  forme  di
   partecipazione a  distanza,  non  che'  di  ogni  ulteriore  gioco
   numerico basato su un unico totalizzatore a livello nazionale; 
c) revisione del regolamento e della formula di gioco dell'Enalotto e
   previsione di nuovi giochi  numerici  a  totalizzatore  nazionale,
   anche al fine di assicurare il costante allineamento  dell'offerta
   del gioco all'evoluzione della domanda dei consumatori; 
d) assicurazione del costante miglioramento degli attuali livelli  di
   servizio al pubblico dei giochi a totalizzatore nazionale, al fine
   di preservare i preminenti interessi  pubblici  connessi  al  loro
   regolare ed ininterrotto  svolgimento,  anche  con  l'apporto  dei
   punti di vendita titolari di contratti con  concessionari  per  la
   commercializzazione di tali giochi; 
e) coerenza della soluzione concessoria individuata con la  finalita'
   di  progressiva  costituzione  della  rete  unitaria  dei   giochi
   pubblici,  anche  attraverso  la  devoluzione  allo  Stato,   alla
   scadenza della concessione, di una rete di almeno 15.000 punti  di
   vendita  non  coincidenti  con  quelli  dei  concessionari   della
   raccolta del gioco del Lotto. 
 
  91. Al fine di garantire la  continuita'  di  esercizio  del  gioco
Enalotto e del suo gioco opzionale, nonche' la tutela dei  preminenti
interessi pubblici connessi, nelle more dell'operativita' della nuova
concessione, da  affidare  a  seguito  della  prevista  procedura  di
selezione, la  gestione  del  gioco  continua  ad  essere  assicurata
dall'attuale  concessionario,   fino   al   30   giugno   2007.   Con
provvedimento  del  Ministero  dell'economia  e   delle   finanze   -
Amministrazione autonoma dei  monopoli  di  Stato,  il  termine  puo'
essere  prorogato  una   sola   volta,   per   un   uguale   periodo,
esclusivamente nel caso in cui tale misura  si  renda  necessaria  in
relazione agli esiti della procedura di selezione. 
 
  92. I proventi  derivanti  dalle  procedure  di  selezione  di  cui
all'articolo 38, commi 2 e 4, del decreto-legge  4  luglio  2006,  n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  agosto  2006,  n.
248, sono versati all'entrata del bilancio dello Stato comunque entro
il 28 febbraio 2007. 
 
  93. Al comma 1, lettera b), dell'articolo 38  del  decreto-legge  4
luglio 2006, n. 223, convertito,  con  modificazioni  dalla  legge  4
agosto 2006, n. 248, dopo le parole: "somma giocata;"  sono  aggiunte
le seguenti: "i giochi di carte  di  qualsiasi  tipo,  qualora  siano
organizzati sotto forma di torneo e nel caso in cui la posta di gioco
sia costituita esclusivamente dalla sola quota  di  iscrizione,  sono
considerati giochi di abilita';". 
 
  94. In deroga a quanto previsto  dall'articolo  1  della  legge  23
luglio 1980, n. 384, e successive modificazioni,  ai  delegati  della
gestione  dimessi,  salvo  che  per  inadempienza  contrattuale,   in
conseguenza del processo di privatizzazione  e  ristrutturazione  dei
servizi di  distribuzione  dei  generi  di  monopolio  e'  consentito
ottenere la diretta  assegnazione  di  una  rivendita  di  generi  di
monopolio   su   istanza   da   presentare   all'ufficio    regionale
dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di  Stato  competente  per
territorio,  con  l'osservanza  delle  disposizioni   relative   alle
distanze e ai parametri di redditivita' previsti per  le  istituzioni
di rivendite ordinarie e previo versamento forfetario della somma  di
12.000 euro rateizzabili in tre anni. 
Le rivendite  assegnate  sono  ubicate  esclusivamente  nello  stesso
ambito provinciale nel quale insisteva il  deposito  dismesso  e  non
sono soggette al triennio di esperimento previsto  dal  quinto  comma
dell'articolo 21 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293. 
 
  95. Le disposizioni di cui al comma 94 hanno effetto per la  durata
di due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 
 
  96. I soggetti che, ai sensi del regolamento di cui al decreto  del
Ministro  delle  finanze  22  febbraio  1999,  n.  67,   sono   stati
autorizzati o richiedono l'autorizzazione all'istituzione e  gestione
di  depositi  fiscali  di  tabacchi  lavorati  devono  dimostrare  il
possesso dei locali adibiti a deposito per un periodo di almeno  nove
anni dalla data di entrata in vigore della presente legge o,  per  le
nuove autorizzazioni, dalla data della  richiesta.  Con  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze da  emanare  entro  centoventi
giorni dalla data di entrata in  vigore  della  presente  legge  sono
stabilite le modalita' di attuazione del presente comma. 
 
  97. I  delegati  alla  gestione  dei  depositi  fiscali  locali  di
tabacchi, se in possesso dei requisiti previsti  dal  regolamento  di
cui al decreto del Ministro delle finanze 22 febbraio  1999,  n.  67,
possono  esercitare,  anche  in  forma   societaria   o   consortile,
l'attivita' di depositi fiscali nelle superfici dei  locali  in  loro
possesso e ospitanti i depositi di cui sono delegati alla gestione  a
prescindere dall'effettiva disponibilita', al momento della  domanda,
dei tabacchi che intendono distribuire, con  autorizzazioni  concesse
con la stessa planimetria e con un distinto codice di accisa rispetto
alle  autorizzazioni  in  essere,  considerando   le   capacita'   di
stoccaggio  dei  nuovi  depositi  come  aggiuntive  a   quelle   gia'
determinate   e   disponendo    l'obbligo    di    contraddistinguere
opportunamente i tabacchi detenuti al fine  di  evitare  commistioni,
secondo modalita' da stabilire entro novanta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente  legge  con  decreto  del  direttore
generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. 
 
  98. All'articolo 4, comma 4, primo periodo, del decreto legislativo
9 luglio 1998, n. 283, le parole: "nei sette  anni  successivi"  sono
sostituite dalle seguenti: "nei nove anni successivi". 
 
  99. I termini di cui all'articolo  14-quater,  commi  1  e  2,  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sono
fissati, rispettivamente, al 31 dicembre 2008 e al 31  dicembre  2009
per l'anno 2004 e al 31 dicembre 2009  e  al  31  dicembre  2010  per
l'anno 2005. 
 
  100. All'articolo 1, comma 485, della legge 30  dicembre  2004,  n.
311, le parole:  "e  a  1.000  milioni  di  euro  annui  a  decorrere
dall'anno 2006" sono sostituite dalle seguenti: ", a 1.000 milioni di
euro per l'anno 2006 ed a 1.100 milioni di  euro  annui  a  decorrere
dall'anno 2007". 
 
  101. COMMA ABROGATO DAL D.L. 1 OTTOBRE 2007, N. 159 CONVERTITO, CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 29 NOVEMBRE 2007, N. 222. 
 
  102. COMMA ABROGATO DAL D.L. 1 OTTOBRE 2007, N. 159 CONVERTITO, CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 29 NOVEMBRE 2007, N. 222. 
 
  103. In sede di controllo delle dichiarazioni effettuato  ai  sensi
dell'articolo 36-bis del decreto del Presidente della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni,  si  verifica  il
versamento dell'imposta comunale sugli immobili  relativo  a  ciascun
fabbricato, nell'anno precedente. L'esito del controllo e'  trasmesso
ai comuni competenti. 
 
  104.  Nelle  dichiarazioni  dei  redditi  presentate  a   decorrere
dall'anno 2007 , nel quadro relativo ai fabbricati, per ogni immobile
deve essere indicato l'importo dell'imposta comunale  sugli  immobili
dovuta per l'anno precedente. 
 
  105. I comuni trasmettono annualmente all'Agenzia  del  territorio,
per via telematica, i dati risultanti dalla esecuzione dei  controlli
previsti  dal  decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  504,  e
successive  modificazioni,  in  materia  di  imposta  comunale  sugli
immobili, ove discordanti da quelli catastali,  secondo  modalita'  e
nei termini stabiliti con decreto del Ministro dell'economia e  delle
finanze, sentita l'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI). 
 
  106. I soggetti che gestiscono, anche in regime di concessione,  il
servizio di smaltimento dei rifiuti urbani comunicano annualmente per
via telematica all'Agenzia delle entrate, relativamente agli immobili
insistenti sul  territorio  comunale  per  i  quali  il  servizio  e'
istituito, i dati acquisiti nell'ambito  dell'attivita'  di  gestione
che abbiano rilevanza ai fini delle imposte sui redditi. 
 
  107. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono  approvati  il  modello  di
comunicazione  dei  dati  e  le  relative  specifiche   tecniche   di
trasmissione. 
 
  108. Per l'omessa, incompleta o infedele comunicazione  di  cui  al
comma 106 si applicano le disposizioni previste dall'articolo 11  del
decreto  legislativo  18  dicembre  1997,  n.   471,   e   successive
modificazioni. 
 
  109. All'articolo 30 della legge 23 dicembre  1994,  n.  724,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
a) al comma 1, primo periodo, le parole: ", salvo  prova  contraria,"
sono soppresse; 
b) al comma 1, lettera a), le parole:  "beni  indicati  nell'articolo
   85, comma 1,  lettera  c),  del  testo  unico  delle  imposte  sui
   redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica  22
   dicembre 1986, n. 917,  anche  se  costituiscono  immobilizzazioni
   finanziarie" sono sostituite dalle seguenti: "beni indicati  nell'
   articolo 85, comma 1, lettere c), d) ed e), del testo unico  delle
   imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
   Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,   e   delle   quote   di
   partecipazione nelle societa' commerciali di  cui  all'articolo  5
   del  medesimo  testo  unico,  anche   se   i   predetti   beni   e
   partecipazioni costituiscono immobilizzazioni finanziarie"; 
c) al comma 1, lettera b), dopo le parole:  "locazione  finanziaria;"
   sono aggiunte le seguenti: "per gli  immobili  classificati  nella
   categoria catastale A/10, la predetta percentuale e' ridotta al  5
   per cento; per gli immobili a destinazione abitativa  acquisiti  o
   rivalutati nell'esercizio e nei due precedenti, la percentuale  e'
   ulteriormente ridotta al 4 per cento;"; 
d) al medesimo comma 1, ultimo periodo, le parole: "4) alle  societa'
   ed enti i cui  titoli  sono  negoziati  in  mercati  regolamentati
   italiani" sono sostituite dalle seguenti:  "4)  alle  societa'  ed
   enti che controllano societa' ed enti i cui titoli sono  negoziati
   in mercati regolamentati italiani ed esteri, nonche'  alle  stesse
   societa' ed enti quotati ed alle  societa'  da  essi  controllate,
   anche indirettamente"; 
e) al comma 2, secondo  periodo,  le  parole:  "l'articolo  76"  sono
sostituite dalle seguenti: "l'articolo 110"; 
f) al comma 3, lettera b), dopo le parole:  "locazione  finanziaria;"
   sono aggiunte le seguenti: "per le immobilizzazioni costituite  da
   beni immobili a  destinazione  abitativa  acquisiti  o  rivalutati
   nell'esercizio e nei due precedenti  la  predetta  percentuale  e'
   ridotta al 3 per cento;"; 
g) dopo il comma 3 e' inserito il seguente: "3-bis. Fermo l'ordinario
   potere di  accertamento,  ai  fini  dell'imposta  regionale  sulle
   attivita' produttive per le societa' e per gli enti non  operativi
   indicati nel comma 1 si presume che  il  valore  della  produzione
   netta non sia inferiore al reddito minimo determinato ai sensi del
   comma 3 aumentato delle retribuzioni sostenute  per  il  personale
   dipendente, dei compensi spettanti ai collaboratori  coordinati  e
   continuativi, di quelli per prestazioni  di  lavoro  autonomo  non
   esercitate abitualmente e degli interessi passivi"; 
h) al comma 4-bis,  le  parole:  "di  carattere  straordinario"  sono
soppresse. 
 
  110. Le disposizioni di cui al  comma  109,  lettera  b),  se  piu'
favorevoli ai contribuenti, e quelle di cui alle lettere c), d) e  f)
si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di
entrata  in  vigore  del  decreto-legge  4  luglio  2006,   n.   223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.  248.  I
trasferimenti erariali alle regioni sono ridotti in  misura  pari  al
gettito derivante dalla disposizione di cui al comma 109, lettera g). 
 
  111. Le societa' considerate non operative nel periodo  di  imposta
in corso alla data del 4 luglio 2006, nonche' quelle che a tale  data
si trovavano nel primo periodo di imposta e che, entro il  31  maggio
2007, deliberano lo scioglimento ovvero la trasformazione in societa'
semplice e richiedono la cancellazione dal registro delle  imprese  a
norma degli articoli 2312 e 2495 del  codice  civile  entro  un  anno
dalla delibera di scioglimento o  trasformazione,  sono  assoggettate
alla disciplina prevista dai commi da 112  a  118  a  condizione  che
tutti i soci siano persone fisiche e che risultino iscritti nel libro
dei soci, ove previsto, alla data di entrata in vigore della presente
legge ovvero che vengano iscritti entro trenta giorni dalla  medesima
data, in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore
al 1° novembre 2006. 
 
  112. Sul reddito di impresa del periodo compreso tra l'inizio e  la
chiusura della liquidazione, determinato ai sensi  dell'articolo  182
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o, nel caso  di
trasformazione, sulla differenza  tra  il  valore  normale  dei  beni
posseduti all'atto della trasformazione ed il loro valore fiscalmente
riconosciuto, si applica un'imposta  sostitutiva  delle  imposte  sui
redditi e dell'imposta regionale  sulle  attivita'  produttive  nella
misura del 25 per cento; le perdite di esercizi precedenti  non  sono
ammesse in deduzione. Le riserve e i fondi in sospensione di  imposta
sono assoggettati alla medesima  imposta  sostitutiva;  per  i  saldi
attivi di rivalutazione, l'imposta  sostitutiva  e'  stabilita  nella
misura del 10 per cento e non spetta il credito di imposta,  previsto
dalle rispettive leggi di rivalutazione, nell'ipotesi di attribuzione
ai soci del saldo attivo di rivalutazione. (12) 
 
  113. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 47, comma 7, del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  22  dicembre  1986,   n.   917,   riguardante   la
qualificazione come utili delle somme e dei beni ricevuti dai soci in
caso  di  recesso,  di  riduzione  di  capitale   esuberante   e   di
liquidazione, le somme o il valore normale dei beni assegnati ai soci
sono diminuiti degli importi assoggettati all'imposta sostitutiva  di
cui al comma 112 da  parte  della  societa',  al  netto  dell'imposta
sostitutiva stessa. Detti importi non  costituiscono  redditi  per  i
soci.  Il  costo  fiscalmente  riconosciuto  delle  azioni  o   quote
possedute dai soci delle  societa'  trasformate  va  aumentato  della
differenza assoggettata ad imposta sostitutiva. 
 
  114. Ai fini delle  imposte  sui  redditi,  le  cessioni  a  titolo
oneroso e gli atti di assegnazione ai soci, anche  di  singoli  beni,
anche se di diversa natura, posti in essere dalle societa' di cui  al
comma  111  successivamente  alla  delibera   di   scioglimento,   si
considerano effettuati ad un valore non inferiore al  valore  normale
dei beni ceduti o assegnati.  Per  gli  immobili,  su  richiesta  del
contribuente e nel rispetto delle condizioni  prescritte,  il  valore
normale e' quello  risultante  dall'applicazione  dei  moltiplicatori
stabiliti dalle singole  leggi  di  imposta  alle  rendite  catastali
ovvero a quella stabilita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge
14 marzo 1988, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla  legge  13
maggio 1988, n. 154,  riguardante  la  procedura  per  l'attribuzione
della rendita catastale. 
 
  115. L'applicazione della disciplina prevista dai commi  da  111  a
114 deve essere richiesta, a pena di decadenza,  nella  dichiarazione
dei redditi del periodo di imposta anteriore allo scioglimento o alla
trasformazione; per il medesimo periodo di imposta, alle societa' che
si  avvalgono  della  predetta  disciplina  non   si   applicano   le
disposizioni dell'articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e
successive modificazioni. 
 
  116. Le assegnazioni ai soci sono soggette all'imposta di  registro
nella misura dell'l per cento e non sono  considerate  cessioni  agli
effetti  dell'imposta  sul  valore  aggiunto.  Nel  caso  in  cui  le
assegnazioni abbiano ad oggetto beni immobili, le imposte  ipotecaria
e catastale sono applicabili in misura fissa per ciascun tributo;  in
tali ipotesi la base imponibile non puo' essere  inferiore  a  quella
risultante  dall'applicazione  dei  moltiplicatori  stabiliti   dalle
singole leggi di imposta  alle  rendite  catastali  ovvero  a  quella
stabilita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 14 marzo  1988,
n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988,  n.
154, su richiesta del contribuente e nel  rispetto  delle  condizioni
prescritte. Per le assegnazioni di beni la cui base imponibile non e'
determinabile con i predetti criteri, si  applicano  le  disposizioni
contenute  negli  articoli  50,  51  e  52  del  testo  unico   delle
disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n.  131,  riguardanti  la
determinazione della base imponibile di atti e operazioni concernenti
societa',  enti,  consorzi,  associazioni  e   altre   organizzazioni
commerciali e  agricole,  e  le  imposte  sono  dovute  nelle  misure
precedentemente indicate.  L'applicazione  del  presente  comma  deve
essere richiesta, a pena di decadenza, nell'atto di  assegnazione  ai
soci. 
 
  117.  Per  la  liquidazione,  l'accertamento,  la  riscossione,  le
sanzioni e il contenzioso si applicano le disposizioni  previste  per
le imposte sui redditi. 
 
  118. Entro trenta giorni dall'avvenuta assegnazione degli immobili,
gli assegnatari sono obbligati  a  presentare  apposita  denuncia  di
accatastamento  o  di  revisione  dello  stesso,  conformemente  alla
procedura docfa, contenente eventuali atti di  aggiornamento  redatti
ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze
19 aprile 1994, n. 701. 
 
  119. A partire dal periodo d'imposta successivo a quello  in  corso
alla data del 30 giugno 2007, le societa' per  azioni  residenti,  ai
fini fiscali, nel territorio dello Stato svolgenti in via  prevalente
l'attivita' di locazione immobiliare, i cui titoli di  partecipazione
siano  negoziati  in  mercati  regolamentati   degli   Stati   membri
dell'Unione europea e degli Stati aderenti all'Accordo  sullo  spazio
economico europeo che sono inclusi nella lista  di  cui  al  comma  1
dell'articolo 168-bis del testo unico delle imposte sui  redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, nelle quali nessun socio possieda direttamente o  indirettamente
piu' del 51 per cento dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria  e
piu' del 51 per cento dei diritti di  partecipazione  agli  utili  ed
almeno il 35 per cento delle azioni sia  detenuto  da  soci  che  non
possiedano al momento dell'opzione direttamente o indirettamente piu'
del 2 per cento dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria  e  piu'
del 2 per cento dei diritti di  partecipazione  agli  utili,  possono
avvalersi del regime speciale opzionale civile e fiscale disciplinato
dalle disposizioni del presente comma e dei commi  da  120  a  141  e
dalle relative nonne di attuazione che saranno stabilite con  decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare ai  sensi  del
comma 141 entro il 30 aprile 2007. 
 
  120. L'opzione per  il  regime  speciale  e'  esercitata  entro  il
termine del  periodo  d'imposta  anteriore  a  quello  dal  quale  il
contribuente  intende  avvalersene,  con  le  modalita'  che  saranno
stabilite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate. 
Per il periodo d'imposta successivo a quello in corso alla  data  del
31 dicembre 2009 l'opzione per il regime speciale e' esercitata entro
il 30 aprile 2010 e  ha  effetto  dall'inizio  del  medesimo  periodo
d'imposta, anche nel caso in cui i requisiti  di  cui  al  comma  119
siano posseduti nel predetto termine.  L'opzione  e'  irrevocabile  e
comporta per la societa' l'assunzione della qualifica di "Societa' di
investimento immobiliare quotata" (SIIQ)  che  deve  essere  indicata
nella denominazione sociale, anche nella forma abbreviata, nonche' in
tutti i documenti della societa' stessa. 
 
  121. L'attivita' di locazione immobiliare si  considera  svolta  in
via prevalente se gli immobili posseduti a titolo di proprieta' o  di
altro diritto reale ad essa destinati rappresentano almeno  1'80  per
cento dell'attivo patrimoniale e se, in ciascun esercizio,  i  ricavi
da  essa  provenienti  rappresentano  almeno  1'80  per   cento   dei
componenti positivi del conto economico. Agli effetti della  verifica
di  detti  parametri,  assumono  rilevanza  anche  le  partecipazioni
costituenti immobilizzazioni finanziarie ai sensi  dell'articolo  11,
comma 2, del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, detenute in
altre SIIQ nonche' quelle  detenute  nelle  societa'  che  esercitino
l'opzione di cui al comma 125 e i relativi dividendi formati, a  loro
volta, con utili derivanti dall'attivita'  di  locazione  immobiliare
svolta da tali societa'. In caso di alienazione degli immobili e  dei
diritti reali su immobili, anche nel caso di loro classificazione tra
le  attivita'  correnti,  ai  fini  della  verifica   del   parametro
reddituale, concorrono a  formare  i  componenti  positivi  derivanti
dallo svolgimento di attivita' diverse  dalla  locazione  immobiliare
soltanto le eventuali plusvalenze realizzate. La societa'  che  abbia
optato per il regime speciale deve tenere contabilita'  separate  per
rilevare i fatti di gestione dell'attivita' di locazione  immobiliare
e delle altre  attivita',  dando  indicazione,  tra  le  informazioni
integrative al bilancio, dei criteri adottati per la ripartizione dei
costi e degli altri componenti comuni. 
 
  122. Fermo restando quanto  disposto  dal  comma  127,  la  mancata
osservanza per due esercizi consecutivi di una  delle  condizioni  di
prevalenza indicate nel comma 121 determina la definitiva  cessazione
dal regime speciale e l'applicazione delle ordinarie  regole  gia'  a
partire dal secondo dei due esercizi considerati. 
 
  123. L'opzione  per  il  regime  speciale  comporta  l'obbligo,  in
ciascun esercizio, di distribuire  ai  soci  almeno  1'85  per  cento
dell'utile netto derivante dall'attivita' di locazione immobiliare  e
dal possesso delle partecipazioni indicate al comma 121;  se  l'utile
complessivo di esercizio  disponibile  per  la  distribuzione  e'  di
importo inferiore a  quello  derivante  dall'attivita'  di  locazione
immobiliare e dal possesso di dette  partecipazioni,  la  percentuale
suddetta si applica su tale minore importo. 
 
  124. Fermo restando quanto  disposto  dal  comma  127,  la  mancata
osservanza dell'obbligo di cui al comma 123  comporta  la  definitiva
cessazione dal regime speciale a decorrere dallo stesso esercizio  di
formazione degli utili non distribuiti. 
 
  125. Il regime speciale puo' essere esteso, in presenza di  opzione
congiunta, alle societa' per azioni residenti  nel  territorio  dello
Stato  non  quotate,  svolgenti  anch'esse  attivita'  di   locazione
immobiliare in via prevalente, secondo la  definizione  stabilita  al
comma 121, e in cui una SIIQ, anche  congiuntamente  ad  altre  SIIQ,
possieda almeno il 95 per cento dei diritti  di  voto  nell'assemblea
ordinaria e il 95 per cento dei diritti di partecipazione agli utili. 
L'adesione al regime speciale di gruppo  comporta,  per  la  societa'
controllata, oltre al rispetto delle disposizioni recate dai commi da
119 a  141,  l'obbligo  di  redigere  il  bilancio  di  esercizio  in
conformita' ai principi contabili internazionali. 
 
  126. L'ingresso nel regime speciale comporta il realizzo  a  valore
normale  degli  immobili  nonche'  dei  diritti  reali  su   immobili
destinati alla  locazione  posseduti  dalla  societa'  alla  data  di
chiusura  dell'ultimo  esercizio  in  regime   ordinario.   L'importo
complessivo  delle  plusvalenze  cosi'  realizzate,  al  netto  delle
eventuali  minusvalenze,  e'  assoggettato  a   imposta   sostitutiva
dell'imposta sul reddito  delle  societa'  e  dell'imposta  regionale
sulle attivita' produttive con l'aliquota del 20 per cento. 
 
  127. Il valore normale  costituisce  il  nuovo  valore  fiscalmente
riconosciuto degli immobili e dei diritti reali su immobili di cui al
comma 126, rilevando anche agli effetti della verifica del  parametro
patrimoniale di cui al comma 121,  a  decorrere  dal  quarto  periodo
d'imposta successivo  a  quello  anteriore  all'ingresso  nel  regime
speciale. In caso di alienazione degli immobili o dei  diritti  reali
anteriormente a  tale  termine,  ai  fini  della  determinazione  del
reddito d'impresa  e  del  valore  della  produzione  assoggettati  a
imposizione  ordinaria,  si  assume   come   costo   fiscale   quello
riconosciuto prima dell'ingresso nel regime speciale, al netto  delle
quote di ammortamento calcolate su tale costo e l'imposta sostitutiva
proporzionalmente  imputabile  agli  immobili  o  ai  diritti   reali
alienati costituisce credito d'imposta. 
 
  128. L'imposta sostitutiva deve essere versata  in  un  massimo  di
cinque rate annuali di pari importo: la prima con scadenza  entro  il
termine previsto per il versamento a saldo dell'imposta  sul  reddito
delle societa' relativa al periodo d'imposta anteriore a  quello  dal
quale viene acquisita la qualifica di SIIQ;  le  altre  con  scadenza
entro il termine rispettivamente previsto per il versamento  a  saldo
dell'imposta sul reddito delle societa' relativa ai periodi d'imposta
successivi. Gli importi da versare possono essere compensati ai sensi
del  decreto  legislativo  9  luglio  1997,  n.  241.  In   caso   di
rateizzazione, sull'importo  delle  rate  successive  alla  prima  si
applicano gli interessi, nella misura del tasso di  sconto  aumentato
di un punto percentuale, da versare contestualmente al versamento  di
ciascuna delle predette rate. 
 
  129. Possono essere assoggettati ad imposta sostitutiva  anche  gli
immobili  destinati  alla  vendita,  ferma  restando,  in  tal  caso,
l'applicazione del comma 127. 
 
  130.  A  scelta  della   societa',   in   luogo   dell'applicazione
dell'imposta sostitutiva, l'importo complessivo delle plusvalenze, al
netto delle eventuali  minusvalenze,  calcolate  in  base  al  valore
normale, puo'  essere  incluso  nel  reddito  d'impresa  del  periodo
anteriore a quello di decorrenza  del  regime  speciale  ovvero,  per
quote costanti, nel reddito di detto periodo e in quello dei  periodi
successivi, ma non oltre il  quarto,  qualificandosi,  in  tal  caso,
interamente come reddito derivante da  attivita'  diverse  da  quella
esente. 
 
  131. Dal periodo d'imposta da  cui  ha  effetto  l'opzione  per  il
regime speciale, il reddito  d'impresa  derivante  dall'attivita'  di
locazione  immobiliare  e'  esente  dall'imposta  sul  reddito  delle
societa' e la parte di utile civilistico ad  esso  corrispondente  e'
assoggettata ad imposizione in capo ai partecipanti secondo le regole
stabilite nei commi da 134 a 136. Si comprendono nel reddito esente i
dividendi percepiti, provenienti dalle societa'  indicate  nel  comma
121,  formati  con  utili  derivanti  dall'attivita'   di   locazione
immobiliare svolta da tali societa'.  Analoga  esenzione  si  applica
anche agli effetti dell'imposta regionale sulle attivita' produttive,
tenendo conto, a tal fine, della parte del  valore  della  produzione
attribuibile all'attivita' di locazione immobiliare. Con  il  decreto
di attuazione  previsto  dal  comma  119,  possono  essere  stabiliti
criteri anche  forfetari  per  la  determinazione  del  valore  della
produzione esente. 
 
  132. Le quote dei componenti positivi e negativi di  reddito  sorti
in  periodi  precedenti  a  quello  da  cui  decorrono  gli   effetti
dell'opzione e delle quali sia stata  rinviata  la  tassazione  o  la
deduzione in conformita' alle norme del testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 si imputano,  per  la
parte ad esso riferibile,  al  reddito  derivante  dall'attivita'  di
locazione immobiliare e, per la residua parte, al  reddito  derivante
dalle  altre  attivita'  eventualmente  esercitate.  Con  il  decreto
attuativo di cui al comma 119, possono essere previsti criteri  anche
forfetari per la ripartizione delle suddette quote. 
 
  133. Le perdite fiscali generatesi nei periodi d'imposta  anteriori
a quello da cui decorre il regime speciale possono essere utilizzate,
secondo le ordinarie regole, in abbattimento  della  base  imponibile
dell'imposta sostitutiva d'ingresso di cui ai commi da 126 a 133 e  a
compensazione  dei  redditi  imponibili  derivanti  dalle   eventuali
attivita' diverse da quella esente. 
 
  134. I soggetti residenti presso i quali i titoli di partecipazione
detenuti  nelle  SIIQ   sono   stati   depositati,   direttamente   o
indirettamente, aderenti al sistema di deposito accentrato e  gestito
dalla Monte Titoli Spa ai sensi del  regolamento  CONSOB  emanato  in
base all'articolo 10 della legge 19 giugno 1986, n.  289,  nonche'  i
soggetti non residenti che aderiscono a sistemi  esteri  di  deposito
accentrato aderenti al sistema Monte Titoli operano, con  obbligo  di
rivalsa, una ritenuta del 20 per cento sugli utili in qualunque forma
corrisposti   a   soggetti   diversi   da   altre   SIIQ,   derivanti
dall'attivita' di locazione immobiliare nonche'  dal  possesso  delle
partecipazioni indicate nel comma 121. La misura  della  ritenuta  e'
ridotta al 15  per  cento  in  relazione  alla  parte  dell'utile  di
esercizio riferibile a contratti di  locazione  di  immobili  ad  uso
abitativo stipulati ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge  9
dicembre 1998, n. 431. La ritenuta e' applicata a  titolo  d'acconto,
con conseguente concorso dell'intero importo dei dividendi  percepiti
alla  formazione  del  reddito  imponibile,  nei  confronti  di:   a)
imprenditori  individuali,  se  le   partecipazioni   sono   relative
all'impresa  commerciale;  b)  societa'  in   nome   collettivo,   in
accomandita semplice ed equiparate, societa' ed enti  indicati  nelle
lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 73 del  testo  unico  delle
imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, e  stabili  organizzazioni  nel  territorio
dello Stato delle societa' e degli enti di cui alla  lettera  d)  del
predetto articolo 73, comma 1. La  ritenuta  e'  applicata  a  titolo
d'imposta in tutti gli altri casi. La ritenuta non e'  operata  sugli
utili corrisposti alle forme di previdenza complementare  di  cui  al
decreto legislativo  5  dicembre  2005,  n.  252,  e  agli  organismi
d'investimento  collettivo  del  risparmio  istituiti  in  Italia   e
disciplinati dal  testo  unico  di  cui  al  decreto  legislativo  24
febbraio 1998, n. 58, nonche' su quelli che concorrono a  formare  il
risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio  di  cui
all'articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n.  461.  Le
societa' che abbiano esercitato l'opzione  congiunta  per  il  regime
speciale di cui al comma 125 operano la ritenuta  secondo  le  regole
indicate nei precedenti periodi solo nei confronti dei  soci  diversi
dalla SIIQ controllante e da altre SIIQ. 
 
  134-bis. Ai fini dell'applicazione della ritenuta disciplinata  dal
comma 134 sugli utili distribuiti dalle SIIQ si applicano, in  quanto
compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 27-ter  del  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,  e
successive modificazioni, ad eccezione del comma 6. 
 
  135. Le partecipazioni detenute nelle societa' che  abbiano  optato
per il  regime  speciale  non  beneficiano  comunque  dei  regimi  di
esenzione previsti dagli articoli 58, 68, comma 3, e  87  del  citato
testo unico delle imposte sui redditi. 
 
  136. Per le  riserve  di  utili  formatesi  nei  periodi  d'imposta
anteriori a quello da cui decorre l'applicazione del regime speciale,
continuano a trovare applicazione, anche agli effetti delle ritenute,
le ordinarie regole. 
 
  137.  Le  plusvalenze  realizzate  all'atto  del  conferimento   di
immobili e di diritti reali  su  immobili  in  societa'  che  abbiano
optato o che, entro la chiusura del periodo d'imposta del  conferente
nel corso del quale e' effettuato  il  conferimento,  optino  per  il
regime speciale, ivi  incluse  quelle  di  cui  al  comma  125,  sono
assoggettabili, a scelta del contribuente, alle ordinarie  regole  di
tassazione ovvero ad un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi
e dell'imposta regionale sulle attivita' produttive con aliquota  del
20 per cento; tuttavia, l'applicazione  dell'imposta  sostitutiva  e'
subordinata al mantenimento, da parte  della  societa'  conferitaria,
della proprieta' o di altro diritto reale sugli immobili  per  almeno
tre anni. L'imposta sostitutiva deve essere versata in un massimo  di
cinque rate annuali di pari importo, la prima delle  quali  entro  il
termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui  redditi
relative al periodo d'imposta nel quale avviene il  conferimento;  si
applicano per il resto le disposizioni del comma 128. 
 
  138. Agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto, i  conferimenti
alle societa' che abbiano optato per il regime speciale, ivi  incluse
quelle di cui al comma 125, costituiti da una pluralita' di  immobili
prevalentemente locati si considerano compresi tra le  operazioni  di
cui  all'articolo  2,  terzo  comma,  lettera  b),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e  successive
modificazioni. Gli stessi conferimenti, da chiunque effettuati,  sono
soggetti, agli  effetti  delle  imposte  di  registro,  ipotecaria  e
catastale, ad imposta in misura fissa. 
 
  139. Ai fini delle imposte ipotecaria e catastale per le cessioni e
i conferimenti alle predette societa', diversi da  quelli  del  comma
138, trova applicazione la riduzione alla meta' di  cui  all'articolo
35,  comma  10-ter,  del  decreto-legge  4  luglio  2006,   n.   223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. 
 
  140. Le disposizioni del comma 137 si  applicano  agli  apporti  ai
fondi  comuni  di  investimento  immobiliare   istituiti   ai   sensi
dell'articolo 37 del testo unico di cui  al  decreto  legislativo  24
febbraio 1998, n.  58.  Le  disposizioni  dei  commi  137  e  138  si
applicano anche ai conferimenti di immobili e  di  diritti  reali  su
immobili in societa' per azioni residenti nel territorio dello  Stato
svolgenti in via prevalente l'attivita' di locazione  immobiliare,  i
cui titoli di  partecipazione  siano  ammessi  alla  negoziazione  in
mercati regolamentati italiani entro la data di chiusura del  periodo
d'imposta del  conferente  nel  corso  del  quale  e'  effettuato  il
conferimento e sempre che, entro la stessa data, le medesime societa'
optino per il regime speciale. 
 
  141. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3,  della  legge  23  agosto
1988, n. 400, sono stabilite  le  disposizioni  di  attuazione  della
disciplina recata dai commi da 119 a 140. In particolare, il  decreto
dovra' definire: 
a)  le  regole  e  le  modalita'  per  l'esercizio  della   vigilanza
prudenziale sulle SIIQ da parte delle competenti autorita'; 
b) i criteri e le modalita' di determinazione del valore  normale  di
cui al comma 126; 
c) le condizioni, le modalita' ed i criteri di utilizzo delle perdite
   riportabili a nuovo ai sensi  dell'articolo  84  del  testo  unico
   delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente  della
   Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  formatesi  nei  periodi
   d'imposta di vigenza del regime speciale; 
d) i criteri di determinazione  del  costo  fiscalmente  riconosciuto
   delle partecipazioni in SIIQ e nelle societa' controllate  di  cui
   al comma 125; 
e) il regime di consolidamento fiscale della SIIQ con le societa'  da
essa controllate di cui al comma 125; 
f) i criteri di individuazione dei valori fiscali dell'attivo  e  del
   passivo in caso di fuoriuscita, per qualsiasi motivo,  dal  regime
   fiscale speciale; 
g) le  conseguenze  derivanti  da  operazioni   di   ristrutturazione
   aziendale  che  interessano  le  SIIQ  e  le  societa'  da  queste
   controllate; 
h) le modalita' ed i criteri  di  utilizzo  dei  crediti  di  imposta
preesistenti all'opzione; 
i) gli effetti della decadenza dal regime speciale non  espressamente
   disciplinati dai commi da  119  a  140  o  dai  principi  generali
   valevoli ai fini delle imposte dirette; 
l) gli obblighi contabili e gli adempimenti formali necessari ai fini
   dell'applicazione della ritenuta in misura ridotta al 15 per cento
   di cui al secondo periodo del comma 134. 
 
141-bis. Le disposizioni dei commi da 119 a 141 si applicano altresi'
alle societa' residenti negli  Stati  membri  dell'Unione  europea  e
degli Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico  europeo  che
sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro dell'economia
e delle finanze adottato ai sensi del comma 1  dell'articolo  168-bis
del testo unico delle imposte sui redditi approvato  con  il  decreto
del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  con
riferimento alle stabili organizzazioni svolgenti in  via  prevalente
l'attivita' di locazione immobiliare. Dal periodo d'imposta da cui ha
effetto l'opzione  per  il  regime  speciale,  il  reddito  d'impresa
derivante  dall'attivita'  di  locazione  immobiliare  svolta   dalle
stabili organizzazioni  e'  assoggettato  ad  un'imposta  sostitutiva
delle imposte sui redditi e dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
produttive con aliquota del 20 per cento da versare entro il  termine
previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi. 
 
  142. All'articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre  1998,  n.
360, recante istituzione di una  addizionale  comunale  all'IRPEF,  a
norma dell'articolo 48, comma 10, della legge 27  dicembre  1997,  n.
449, come modificato dall'articolo 1, comma 10, della legge 16 giugno
1998, n. 191, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) il  comma  3  e'  sostituito  dal  seguente:  "3.  I  comuni,  con
   regolamento  adottato  ai  sensi  dell'articolo  52  del   decreto
   legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive  modificazioni,
   possono disporre la variazione dell'aliquota di  compartecipazione
   dell'addizionale di cui al comma 2 con deliberazione da pubblicare
   nel sito individuato con decreto del capo del Dipartimento per  le
   politiche fiscali del Ministero dell'economia e delle  finanze  31
   maggio 2002, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  130  del  5
   giugno 2002. L'efficacia della deliberazione decorre dalla data di
   pubblicazione  nel  predetto  sito  informatico.   La   variazione
   dell'aliquota  di  compartecipazione  dell'addizionale  non   puo'
   eccedere complessivamente 0,8 punti percentuali. La  deliberazione
   puo' essere adottata dai comuni anche in mancanza dei  decreti  di
   cui al comma 2"; 
b) dopo il comma 3 e' inserito il seguente: "3-bis. Con  il  medesimo
   regolamento di cui al comma 3 puo' essere stabilita una soglia  di
   esenzione  in  ragione  del  possesso   di   specifici   requisiti
   reddituali."; 
c) al comma 4: 
   1) le parole: "dei crediti di cui agli  articoli  14  e  15"  sono
sostituite dalle seguenti: "del credito di cui all'articolo 165"; 
   2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "L'addizionale e' 
   dovuta alla provincia e al comune nel quale il contribuente ha il 
   domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell'anno cui si 
   riferisce l'addizionale stessa, per le parti spettanti. Il 
   versamento dell'addizionale medesima e' effettuato in acconto e a 
   saldo unitamente al saldo dell'imposta sul reddito delle persone 
   fisiche. L'acconto e' stabilito nella misura del 30 per cento 
   dell'addizionale ottenuta applicando le aliquote di cui ai commi 2 
   e 3 al reddito imponibile dell'anno precedente determinato ai 
   sensi del primo periodo del presente comma. Ai fini della 
   determinazione dell'acconto, l'aliquota di cui al comma 3 e' 
   assunta nella misura deliberata per l'anno di riferimento qualora 
   la pubblicazione della delibera sia effettuata non oltre il 15 
   febbraio del medesimo anno ovvero nella misura vigente nell'anno 
   precedente  in  caso  di  pubblicazione  successiva  al   predetto
termine"; 
d) il comma 5  e'  sostituito  dal  seguente:  "5.  Relativamente  ai
   redditi di lavoro dipendente e ai redditi assimilati a  quelli  di
   lavoro dipendente di cui agli articoli 49 e  50  del  testo  unico
   delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente  della
   Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e  successive  modificazioni,
   l'acconto dell'addizionale dovuta  e'  determinato  dai  sostituti
   d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del  Presidente
   della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,   e   successive
   modificazioni, e il relativo importo e' trattenuto  in  un  numero
   massimo di nove rate mensili, effettuate a  partire  dal  mese  di
   marzo. Il saldo dell'addizionale dovuta  e'  determinato  all'atto
   delle operazioni di conguaglio e il relativo importo e' trattenuto
   in un numero massimo di undici rate, a partire dal periodo di paga
   successivo a quello in cui le stesse sono effettuate e  non  oltre
   quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di
   dicembre.  In  caso  di  cessazione   del   rapporto   di   lavoro
   l'addizionale residua dovuta e' prelevata in unica soluzione. 
   L'importo da trattenere e quello trattenuto sono indicati nella 
   certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati 
   di cui all'articolo 4, comma 6-ter,  del  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322"; 
e) il comma 6 e' abrogato. 
 
  143.  A  decorrere  dall'anno   d'imposta   2007,   il   versamento
dell'addizionale comunale all'IRPEF  e'  effettuato  direttamente  ai
comuni di riferimento, attraverso apposito codice tributo assegnato a
ciascun comune. A tal fine, con decreto del Ministro dell'economia  e
delle finanze, da adottare entro centottanta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalita' di
attuazione del presente comma. 
 
  144. All'articolo 1,  comma  51,  primo  periodo,  della  legge  30
dicembre 2004, n. 311, le parole: "e 2007" sono soppresse. 
 
  145. A decorrere dal 1° gennaio 2007, i comuni possono  deliberare,
con regolamento  adottato  ai  sensi  dell'articolo  52  del  decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n.  446,  e  successive  modificazioni,
l'istituzione di un'imposta di scopo  destinata  esclusivamente  alla
parziale  copertura  delle  spese  per  la  realizzazione  di   opere
pubbliche individuate dai comuni nello stesso regolamento tra  quelle
indicate nel comma 149. 
 
  146. Il regolamento che istituisce l'imposta determina: 
a) l'opera pubblica da realizzare; 
b) l'ammontare della spesa da finanziare; 
c) l'aliquota di imposta; 
d) l'applicazione di esenzioni, riduzioni o detrazioni in  favore  di
   determinate categorie di soggetti, in relazione  all'esistenza  di
   particolari  situazioni  sociali  o  reddituali,  con  particolare
   riferimento  ai  soggetti  che  gia'  godono  di  esenzioni  o  di
   riduzioni ai  fini  del  versamento  dell'imposta  comunale  sugli
   immobili sulla prima casa e ai soggetti con  reddito  inferiore  a
   20.000 euro; 
e) le modalita' di versamento degli importi dovuti. 
 
  147. L'imposta e' dovuta, in relazione alla stessa opera  pubblica,
per un periodo massimo di cinque anni ed  e'  determinata  applicando
alla base imponibile dell'imposta comunale sugli immobili un'aliquota
nella misura massima dello 0,5 per mille. 
 
  148. Per la disciplina dell'imposta si  applicano  le  disposizioni
vigenti in materia di imposta comunale sugli immobili. 
 
  149.  L'imposta  puo'  essere  istituita  per  le  seguenti   opere
pubbliche: 
a) opere per il trasporto pubblico urbano; 
b) opere viarie, con l'esclusione della manutenzione straordinaria ed
ordinaria delle opere esistenti; 
c)opere particolarmente significative di arredo urbano e  di  maggior
decoro dei luoghi; 
d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini; 
e) opere di realizzazione di parcheggi pubblici; 
f) opere di restauro; 
g) opere di conservazione dei beni artistici e architettonici; 
h) opere relative a nuovi spazi per  eventi  e  attivita'  culturali,
allestimenti museali e biblioteche; 
i) opere di realizzazione e manutenzione straordinaria  dell'edilizia
scolastica. 
 
  150. Il gettito complessivo dell'imposta non puo' essere  superiore
al 30 per cento dell'ammontare della  spesa  dell'opera  pubblica  da
realizzare. 
 
  151. Nel caso di mancato inizio dell'opera pubblica entro due  anni
dalla data prevista dal progetto esecutivo i comuni  sono  tenuti  al
rimborso dei versamenti effettuati dai contribuenti entro i due  anni
successivi. 
 
  152. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane,  da
adottare entro due  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono  stabilite,  sentite  l'ANCI  e  l'Unione  delle
province d'Italia (UPI), le modalita' ed i termini  di  trasmissione,
agli enti  locali  interessati  che  ne  fanno  richiesta,  dei  dati
inerenti   l'addizionale   comunale   e   provinciale    sull'imposta
sull'energia elettrica di cui all'articolo  6  del  decreto-legge  28
novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge  27
gennaio 1989, n. 20, e  successive  modificazioni,  desumibili  dalla
dichiarazione di consumo di cui all'articolo 55 del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte  sulla  produzione  e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative,  di  cui  al
decreto  legislativo  26  ottobre  1995,   n.   504,   e   successive
modificazioni, presentata dai soggetti tenuti  a  detto  adempimento,
nonche' le informazioni concernenti le procedure di liquidazione e di
accertamento delle suddette addizionali. 
 
  153. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono individuate le province alle quali  puo'  essere
assegnata, nel limite di spesa di 8  milioni  di  euro  per  ciascuno
degli anni 2007, 2008 e 2009, la diretta riscossione dell'addizionale
sul consumo di energia elettrica concernente  i  consumi  relativi  a
forniture con potenza impegnata superiore a 200 kW,  in  deroga  alle
disposizioni di cui all'articolo  6  del  decreto-legge  28  novembre
1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge  27  gennaio
1989, n. 20, e successive modificazioni, per le  province  confinanti
con  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  per  quelle
confinanti con la Confederazione elvetica e per  quelle  nelle  quali
oltre il sessanta per cento dei comuni ricade nella zona climatica  F
prevista dal regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e  successive  modificazioni,  con
priorita' per le province  in  possesso  di  almeno  2  dei  predetti
parametri. (43) 
 
  154. All'articolo 56, comma 2, del decreto legislativo 15  dicembre
1997, n. 446, e  successive  modificazioni,  la  parola:  "venti"  e'
sostituita dalla seguente: "trenta". 
 
  155.  Gli  enti  locali  possono  presentare  istanza  motivata  al
Ministero dell'economia e delle finanze per ottenere un  differimento
della data di rientro dei debiti contratti  in  relazione  ad  eventi
straordinari anche mediante rinegoziazione dei mutui  in  essere.  Il
Ministero si pronuncia sull'istanza entro i successivi trenta giorni. 
Dal differimento ovvero  dalla  rinegoziazione  non  devono  derivare
aggravi delle passivita'  totali  o,  comunque,  oneri  aggiuntivi  a
carico della finanza pubblica. 
 
  156.  All'articolo  6,  comma  1,  primo   periodo,   del   decreto
legislativo  30  dicembre  1992,  n.  504,  la  parola:  "comune"  e'
sostituita dalle seguenti: "consiglio comunale". 
 
  157. Dopo l'articolo 20 del decreto legislativo 15  novembre  1993,
n. 507, e successive modificazioni, e' inserito il seguente: 
"Art. 20.1. - (Oneri  per  la  rimozione  dei  manifesti  affissi  in
violazione  delle  disposizioni  vigenti).  -  1.   Ai   fini   della
salvaguardia degli enti locali, a decorrere dal 1° gennaio 2007,  gli
oneri derivanti dalla rimozione dei manifesti affissi  in  violazione
delle disposizioni vigenti sono a carico dei soggetti per  conto  dei
quali gli stessi sono stati affissi, salvo prova contraria". 
 
  158. Per la notifica degli atti di accertamento dei tributi  locali
e di quelli afferenti le procedure esecutive di cui  al  testo  unico
delle disposizioni di legge relative alla riscossione  delle  entrate
patrimoniali dello Stato, di cui al regio decreto 14 aprile 1910,  n.
639, e successive modificazioni, nonche'  degli  atti  di  invito  al
pagamento delle entrate extratributarie dei comuni e delle  province,
ferme restando le disposizioni  vigenti,  il  dirigente  dell'ufficio
competente, con provvedimento formale, puo' nominare uno o piu' messi
notificatori. 
 
  159. I messi notificatori possono essere nominati tra i  dipendenti
dell'amministrazione comunale o provinciale,  tra  i  dipendenti  dei
soggetti ai quali l'ente locale ha affidato, anche disgiuntamente, la
liquidazione, l'accertamento e la riscossione  dei  tributi  e  delle
altre entrate ai sensi dell'articolo 52, comma  5,  lettera  b),  del
decreto  legislativo  15  dicembre  1997,  n.   446,   e   successive
modificazioni, nonche' tra soggetti che, per qualifica professionale,
esperienza, capacita' ed affidabilita',  forniscono  idonea  garanzia
del corretto svolgimento delle funzioni assegnate,  previa,  in  ogni
caso,  la  partecipazione  ad  apposito   corso   di   formazione   e
qualificazione,  organizzato  a  cura   dell'ente   locale,   ed   il
superamento di un esame di idoneita'. 
 
  160. Il messo notificatore esercita le sue funzioni nel  territorio
dell'ente locale che lo ha nominato, sulla base della direzione e del
coordinamento diretto dell'ente ovvero degli affidatari del  servizio
di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre
entrate ai sensi dell'articolo 52, comma 5, lettera b),  del  decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni.  Il
messo notificatore non puo' farsi  sostituire  ne'  rappresentare  da
altri soggetti. 
 
  161.  Gli  enti  locali,  relativamente  ai  tributi   di   propria
competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o
infedeli   o   dei   parziali   o   ritardati   versamenti,   nonche'
all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli  omessi
versamenti, notificando al contribuente,  anche  a  mezzo  posta  con
raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso  motivato.
Gli avvisi di accertamento in rettifica  e  d'ufficio  devono  essere
notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno
successivo a quello in cui la  dichiarazione  o  il  versamento  sono
stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi  termini
devono  essere  contestate  o  irrogate  le  sanzioni  amministrative
tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni. 
 
  162. Gli avvisi di accertamento in  rettifica  e  d'ufficio  devono
essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle  ragioni
giuridiche che li hanno determinati; se la motivazione fa riferimento
ad un altro atto non conosciuto ne' ricevuto dal contribuente, questo
deve essere allegato all'atto che lo richiama, salvo che quest'ultimo
non  ne  riproduca  il  contenuto  essenziale.  Gli   avvisi   devono
contenere, altresi', l'indicazione dell'ufficio presso  il  quale  e'
possibile  ottenere  informazioni   complete   in   merito   all'atto
notificato, del responsabile del procedimento,  dell'organo  o  dell'
autorita' amministrativa presso i quali e'  possibile  promuovere  un
riesame anche nel merito  dell'atto  in  sede  di  autotutela,  delle
modalita', del termine e dell'organo giurisdizionale cui e' possibile
ricorrere, nonche' il termine di sessanta giorni entro cui effettuare
il relativo pagamento. Gli avvisi sono sottoscritti  dal  funzionario
designato dall'ente locale per la gestione del tributo. 
 
  163. Nel  caso  di  riscossione  coattiva  dei  tributi  locali  il
relativo titolo esecutivo deve essere notificato al  contribuente,  a
pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno  successivo  a
quello in cui l'accertamento e' divenuto definitivo. 
 
  164. Il rimborso delle somme  versate  e  non  dovute  deve  essere
richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno
del versamento, ovvero da quello in cui e' stato accertato il diritto
alla restituzione. L'ente locale provvede ad effettuare  il  rimborso
entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell'istanza. 
 
  165. La misura annua degli interessi  e'  determinata,  da  ciascun
ente impositore, nei limiti di tre punti  percentuali  di  differenza
rispetto al tasso di interesse legale. Gli interessi  sono  calcolati
con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal  giorno  in  cui
sono divenuti esigibili. Interessi nella stessa  misura  spettano  al
contribuente per le somme ad  esso  dovute  a  decorrere  dalla  data
dell'eseguito versamento. 
 
  166. Il pagamento dei tributi locali  deve  essere  effettuato  con
arrotondamento all'euro per difetto se la frazione e' inferiore a  49
centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo. 
 
  167. Gli enti locali disciplinano  le  modalita'  con  le  quali  i
contribuenti possono compensare le somme a credito con quelle  dovute
al comune a titolo di tributi locali. 
 
  168. Gli  enti  locali,  nel  rispetto  dei  principi  posti  dall'
articolo 25 della legge 27 dicembre 2002, n.  289,  stabiliscono  per
ciascun tributo di propria competenza gli importi fino a  concorrenza
dei quali i versamenti non  sono  dovuti  o  non  sono  effettuati  i
rimborsi.  In  caso  di  inottemperanza,  si  applica  la  disciplina
prevista dal medesimo articolo 25 della legge n. 289 del 2002. 
 
  169. Gli enti locali deliberano le tariffe e le  aliquote  relative
ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme  statali
per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni,
anche se approvate successivamente all'inizio dell'esercizio  purche'
entro il termine innanzi  indicato,  hanno  effetto  dal  1°  gennaio
dell'anno di riferimento. In caso di mancata  approvazione  entro  il
suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate  di
anno in anno. 
 
  170. Ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema
tributario ed in attuazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera
r), della Costituzione, gli enti locali  e  regionali  comunicano  al
Ministero dell'economia e delle finanze i dati  relativi  al  gettito
delle entrate tributarie e patrimoniali,  di  rispettiva  competenza.
Per l'inosservanza di detti adempimenti si applicano le  disposizioni
di cui all'articolo  161,  comma  3,  del  testo  unico  delle  leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo  18
agosto 2000, n. 267, e  successive  modificazioni.  Con  decreto  del
Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero
dell'interno,  sono  stabiliti  il  sistema  di   comunicazione,   le
modalita' ed i termini per  l'effettuazione  della  trasmissione  dei
dati. 
 
  171. Le norme di cui ai commi da 161 a 170 si  applicano  anche  ai
rapporti di imposta pendenti alla data di  entrata  in  vigore  della
presente legge. 
 
  172. Al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al comma 5 dell'articolo 9, le parole da: ";  il  relativo  ruolo"
fino a: "periodo di sospensione" sono soppresse; 
b) sono abrogati: il comma 6 dell'articolo 9; l'articolo 10; il comma
   4 dell'articolo 23; l'articolo 51, ad eccezione del  comma  5;  il
   comma 4 dell'articolo 53; l'articolo 71, ad eccezione del comma 4;
   l'articolo 75; il comma 5 dell'articolo 76. 
 
  173. Al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) il comma 4 dell'articolo 5 e' abrogato; 
b) al comma 2 dell'articolo 8, dopo le parole: "adibita ad abitazione
   principale del soggetto passivo" sono  inserite  le  seguenti:  ",
   intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di  residenza
   anagrafica,"; 
c) all'articolo 10, il comma 6 e' sostituito dal  seguente:  "6.  Per
   gli immobili compresi nel fallimento o nella  liquidazione  coatta
   amministrativa il curatore o  il  commissario  liquidatore,  entro
   novanta giorni dalla data della loro nomina, devono presentare  al
   comune di ubicazione degli immobili una  dichiarazione  attestante
   l'avvio della procedura. Detti soggetti sono, altresi', tenuti  al
   versamento  dell'imposta  dovuta  per   il   periodo   di   durata
   dell'intera procedura concorsuale entro il  termine  di  tre  mesi
   dalla data del decreto di trasferimento degli immobili"; 
d) i commi 1, 2, 2-bis e 6 dell'articolo 11 sono abrogati; 
e) all'articolo 12, comma 1, le parole: "90 giorni"  sono  sostituite
   dalle seguenti: "sessanta giorni" e le parole da: "; il ruolo deve
   essere formato" fino alla fine del comma sono soppresse; 
f) l'articolo 13 e' abrogato; 
g) il comma 6 dell'articolo 14 e' abrogato. 
 
  174. Al comma 53 dell'articolo 37 del decreto-legge 4 luglio  2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "Resta  fermo
l'obbligo di presentazione della dichiarazione nei casi  in  cui  gli
elementi rilevanti ai fini dell'imposta dipendano da atti per i quali
non sono applicabili le procedure telematiche previste  dall'articolo
3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.  463,  concernente
la disciplina del modello unico informatico". 
 
  175. Le lettere l) e n) del comma 1 e i commi 2 e  3  dell'articolo
59 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono abrogati. 
 
  176. Al fine di contrastare il fenomeno delle  affissioni  abusive,
sono abrogate le seguenti disposizioni: 
a) il comma 2-bis dell'articolo 6, il comma 1-bis  dell'articolo  20,
   l'articolo 20-bis, il comma 4-bis  dell'articolo  23  e  il  comma
   5-ter dell'articolo 24 del decreto legislativo 15  novembre  1993,
   n. 507, e successive modificazioni; 
b) il comma 13-quinquies dell'articolo 23 del decreto legislativo  30
aprile 1992, n. 285; 
c) iI terzo comma dell'articolo 6 ed il quarto comma dell'articolo  8
   della legge 4 aprile 1956, n. 212, e successive modificazioni. 
 
  177. Sono fatti salvi gli effetti  prodotti  dall'articolo  20-bis,
comma 2, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507. 
 
  178. All'articolo 15 della  legge  10  dicembre  1993,  n.  515,  e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al  comma  3,  le  parole  da:  "sono  a  carico"  fino  a:   "del
   committente" sono sostituite dalle seguenti: "sono  a  carico,  in
   solido, dell'esecutore materiale e del committente responsabile"; 
b) al comma 19, il terzo periodo e' soppresso. 
 
  179. I  comuni  e  le  province,  con  provvedimento  adottato  dal
dirigente dell'ufficio competente,  possono  conferire  i  poteri  di
accertamento, di contestazione immediata, nonche' di redazione  e  di
sottoscrizione del processo verbale di accertamento per le violazioni
relative alle proprie entrate e per  quelle  che  si  verificano  sul
proprio territorio, a dipendenti  dell'ente  locale  o  dei  soggetti
affidatari,  anche  in  maniera   disgiunta,   delle   attivita'   di
liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e di riscossione
delle altre entrate, ai sensi dell'articolo 52, comma 5, lettera  b),
del decreto legislativo  15  dicembre  1997,  n.  446,  e  successive
modificazioni. Si applicano le disposizioni dell'articolo  68,  comma
1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, relative  all'efficacia  del
verbale di accertamento. 
 
  180. I poteri di cui al  comma  179  non  includono,  comunque,  la
contestazione  delle  violazioni  delle  disposizioni   del   decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e  successive  modificazioni.  La
procedura sanzionatoria amministrativa e' di competenza degli  uffici
degli enti locali. 
 
  181. Le funzioni di cui al comma 179 sono conferite  ai  dipendenti
degli enti locali e dei soggetti affidatari  che  siano  in  possesso
almeno di titolo di studio  di  scuola  media  superiore  di  secondo
grado, previa frequenza  di  un  apposito  corso  di  preparazione  e
qualificazione, organizzato a cura dell'ente  locale  stesso,  ed  il
superamento di un esame di idoneita'. 
 
  182. I soggetti prescelti non devono avere  precedenti  e  pendenze
penali in  corso  ne'  essere  sottoposti  a  misure  di  prevenzione
disposte dall'autorita' giudiziaria, ai sensi della legge 27 dicembre
1956, n. 1423, e successive modificazioni, o della  legge  31  maggio
1965, n. 575, e successive modificazioni,  salvi  gli  effetti  della
riabilitazione. 
 
  183. I criteri indicati nel secondo e nel terzo periodo del comma 3
dell'articolo 70 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507,  e
successive modificazioni, in materia di tassa per lo smaltimento  dei
rifiuti  solidi  urbani,  sono  applicabili  anche  ai   fini   della
determinazione delle superfici per il calcolo della  tariffa  per  la
gestione dei rifiuti urbani di  cui  all'allegato  1,  punto  4,  del
regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  27
aprile 1999, n. 158. 
 
  184. Nelle more della completa attuazione delle disposizioni recate
dal  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e   successive
modificazioni: 
a) il  regime  di  prelievo  relativo  al  servizio  di  raccolta   e
   smaltimento dei rifiuti adottato in ciascun comune per l'anno 2006
   resta invariato anche per l'anno 2007 e per gli anni 2008 e 2009; 
b) in materia  di  assimilazione  dei  rifiuti  speciali  ai  rifiuti
   urbani, continuano ad applicarsi le  disposizioni  degli  articoli
   18, comma 2, lettera d), e 57, comma 1, del decreto legislativo  5
   febbraio 1997, n. 22; 
c) il termine di cui all'articolo 17, commi 1,  2  e  6  del  decreto
   legislativo 13 gennaio 2003, n. 36,  e'  fissato  al  31  dicembre
   2008. Tale proroga non si applica alle discariche di II categoria,
   tipo A, ex "2A", e alle discariche  per  rifiuti  inerti,  cui  si
   conferiscono materiali di matrice cementizia contenenti amianto. 
 
  185. A decorrere dal 1° gennaio 2007, le associazioni  che  operano
per  la  realizzazione  o  che  partecipano   a   manifestazioni   di
particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi
ed  alle  tradizioni  delle  comunita'  locali,  sono  equiparate  ai
soggetti esenti dall'imposta sul  reddito  delle  societa',  indicati
dall'articolo 74, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n. 917, e successive  modificazioni.  I  soggetti,  persone  fisiche,
incaricati  di  gestire  le   attivita'   connesse   alle   finalita'
istituzionali delle predette associazioni, non assumono la  qualifica
di sostituti d'imposta e sono esenti  dagli  obblighi  stabiliti  dal
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e
successive modificazioni. Le prestazioni  e  le  dazioni  offerte  da
persone fisiche in favore dei soggetti di cui al  primo  periodo  del
presente comma hanno, ai fini delle imposte sui redditi, carattere di
liberalita'. 
 
  186. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono individuati i soggetti a  cui  si  applicano  le
disposizioni di cui al comma 185, in termini tali da  determinare  un
onere complessivo non superiore a 5 milioni di euro annui. 
 
  187. In ogni caso, nei confronti dei soggetti di cui ai commi 185 e
186 non si fa luogo al rimborso delle imposte versate. 
 
  188. Per le  esibizioni  musicali  dal  vivo  in  spettacoli  o  in
manifestazioni di intrattenimento o  in  celebrazioni  di  tradizioni
popolari e folkloristiche effettuate da giovani fino a diciotto anni,
da studenti fino a venticinque anni, da soggetti titolari di pensione
di eta' superiore a sessantacinque anni e da coloro che svolgono  una
attivita' lavorativa per la quale sono gia' tenuti al versamento  dei
contributi ai fini della  previdenza  obbligatoria  ad  una  gestione
diversa da quella per i lavoratori dello spettacolo, gli  adempimenti
di cui agli articoli 3, 4, 5, 6, 9 e 10 del decreto  legislativo  del
Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, ratificato,  con
modificazioni, dalla legge 29 novembre 1952, n.  2388,  e  successive
modificazioni, sono richiesti solo per la  parte  della  retribuzione
annua lorda percepita per tali esibizioni  che  supera  l'importo  di
5.000 euro. Le minori entrate  contributive  per  1'ENPALS  derivanti
dall'applicazione del presente comma sono valutate in 15  milioni  di
euro annui. 
 
  189. In attesa del riassetto organico del sistema di  finanziamento
delle amministrazioni locali in attuazione del federalismo fiscale di
cui al titolo V della parte seconda della Costituzione, e' istituita,
in favore dei comuni, una compartecipazione dello 0,69 per  cento  al
gettito  dell'imposta  sul  reddito   delle   persone   fisiche.   La
compartecipazione sull'imposta e' efficace a decorrere dal 1° gennaio
2007 con corrispondente riduzione annua costante, di pari  ammontare,
a decorrere  dalla  stessa  data,  del  complesso  dei  trasferimenti
operati a valere sul fondo ordinario di cui all'articolo 34, comma 1,
lettera a),  del  decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  504.
L'aliquota di compartecipazione e' applicata al gettito del penultimo
anno precedente l'esercizio di riferimento. 
 
  190. Dall'anno 2007, per ciascun comune e'  operata  e  consolidata
una riduzione dei trasferimenti ordinari in misura proporzionale alla
riduzione complessiva,  di  cui  al  comma  189,  operata  sul  fondo
ordinario ed e' attribuita una quota di compartecipazione  in  eguale
misura, tale da garantire l'invarianza delle risorse. 
 
  191. A decorrere dall'esercizio finanziario 2008, l'incremento  del
gettito  compartecipato,  rispetto  all'anno  2007,  derivante  dalla
dinamica dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, e' ripartito
fra i singoli comuni secondo criteri definiti con decreto emanato dal
Ministro dell'interno, di concerto con il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze e con  il  Ministro  per  gli  affari  regionali  e  le
autonomie locali, previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali. I criteri di riparto  devono  tenere  primariamente
conto di  fmalita'  perequative  e  dell'esigenza  di  promuovere  lo
sviluppo economico. 
 
  192. A decorrere dall'anno 2009 l'aliquota di compartecipazione  e'
determinata in misura pari allo 0,75 per cento. 
 
  193. Per i comuni delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Trento e di Bolzano, le stesse provvedono  all'attuazione
dei commi da 189 a 192 in conformita' alle disposizioni contenute nei
rispettivi statuti, anche al  fine  della  regolazione  dei  rapporti
finanziari tra Stato, regioni, province e comuni e per  mantenere  il
necessario equilibrio finanziario. 
 
  194. Al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,  sono  apportate
le seguenti modificazioni: 
a) al comma 1 dell'articolo 65: 
   1) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: "d) alla tenuta dei 
   registri immobiliari, con esecuzione delle formalita' di 
   trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione,  nonche'  di
visure e certificati ipotecari"; 
   2) la lettera g) e' sostituita dalla seguente: "g) al controllo di 
   qualita' delle informazioni e dei processi di aggiornamento  degli
atti"; 
   3) la lettera h) e' sostituita dalla seguente: "h) alla gestione 
   unitaria e certificata della base dei dati catastali e dei flussi 
   di aggiornamento delle informazioni di cui alla lettera g), 
   assicurando il coordinamento operativo per la loro utilizzazione a 
   fini istituzionali attraverso il sistema pubblico di connettivita'
e garantendo l'accesso ai dati a tutti i soggetti interessati"; 
b) la lettera a) del comma 1 dell'articolo  66  e'  sostituita  dalla
   seguente:  "a)   alla   conservazione,   alla   utilizzazione   ed
   all'aggiornamento degli atti catastali, partecipando  al  processo
   di determinazione degli estimi  catastali  fermo  restando  quanto
   previsto dall'articolo 65, comma 1, lettera h)". 
 
  195.  A  decorrere  dal  1°  novembre  2007,  i  comuni  esercitano
direttamente, anche in forma associata,  o  attraverso  le  comunita'
montane, le funzioni catastali loro attribuite dall'articolo  66  del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, come da ultimo  modificato
dal comma 194 del presente articolo, fatto salvo quanto stabilito dal
comma 196 per la funzione di conservazione degli atti  catastali.  Al
fine di evitare maggiori oneri a carico della finanza pubblica, resta
in ogni caso  esclusa  la  possibilita'  di  esercitare  le  funzioni
catastali  affidandole  a  societa'  private,   pubbliche   o   miste
pubblico-private. 
 
  196.  L'efficacia  dell'attribuzione  della  funzione  comunale  di
conservazione degli atti del catasto terreni e del  catasto  edilizio
urbano decorre dalla data di emanazione del  decreto  del  Presidente
del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia  e
delle finanze, adottato previa intesa tra l'Agenzia del territorio  e
l'ANCI, recante l'individuazione dei termini e delle modalita' per il
graduale trasferimento delle funzioni, tenendo. conto dello stato  di
attuazione  dell'informatizzazione  del  sistema   di   banche   dati
catastali e della capacita' organizzativa e tecnica, in relazione  al
potenziale bacino di utenza, dei comuni interessati. La previsione di
cui al precedente periodo non  si  applica  ai  poli  catastali  gia'
costituiti. 
 
  197. Fatto salvo quanto previsto dal comma 196, e' in facolta'  dei
comuni di stipulare convenzioni soltanto con l'Agenzia del territorio
per l'esercizio di tutte o di parte delle funzioni catastali  di  cui
all'articolo 66 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.  112,  come
da  ultimo  modificato  dal  comma  194  del  presente  articolo.  Le
convenzioni  non  sono  onerose,  hanno  durata  decennale   e   sono
tacitamente rinnovabili. Con uno o piu' decreti  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, su  proposta  del  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, attraverso criteri definiti previa  consultazione  con
le  organizzazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative,  tenuto
conto delle indicazioni contenute nel protocollo di  intesa  concluso
dall'Agenzia del territorio e dall'ANCI, sono determinati i requisiti
e gli elementi necessari al convenzionamento e al completo  esercizio
delle funzioni  catastali  decentrate,  ivi  compresi  i  livelli  di
qualita' che  i  comuni  devono  assicurare  nell'esercizio  diretto,
nonche' i controlli e  le  conseguenti  misure  in  caso  di  mancato
raggiungimento degli stessi,  e,  in  particolare,  le  procedure  di
attuazione, gli ambiti territoriali di competenza, la  determinazione
delle risorse umane strumentali e finanziarie, tra le quali una quota
parte dei tributi speciali catastali, da trasferire agli enti  locali
nonche' i termini di comunicazione da parte  dei  comuni  o  di  loro
associazioni dell'avvio della gestione delle funzioni catastali. 
 
  198. L'Agenzia del territorio,  con  provvedimento  del  Direttore,
sentita la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, nel  rispetto
delle disposizioni e nel quadro  delle  regole  tecniche  di  cui  al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive  modificazioni,
predispone  entro  il  1°   settembre   2007   specifiche   modalita'
d'interscambio  in  grado  di   garantire   l'accessibilita'   e   la
interoperabilita'  applicativa  delle  banche  dati,  unitamente   ai
criteri per la gestione della  banca  dati  catastale.  Le  modalita'
d'interscambio devono assicurare la  piena  cooperazione  applicativa
tra gli enti interessati e l'unitarieta' del  servizio  su  tutto  il
territorio   nazionale   nell'ambito   del   sistema   pubblico    di
connettivita'. 
 
  199.  L'Agenzia   del   territorio   salvaguarda   il   contestuale
mantenimento degli attuali livelli di servizio all'utenza in tutte le
fasi del processo, garantendo in ogni caso  su  tutto  il  territorio
nazionale la circolazione e la fruizione dei dati catastali; fornisce
inoltre assistenza e supporto ai comuni nelle attivita' di  specifica
formazione del personale comunale. L'assegnazione di  personale  puo'
avere luogo anche mediante distacco. 
 
  200. Al fine di compiere un costante monitoraggio del  processo  di
attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 195 a 199, l'Agenzia
del territorio, con la collaborazione dei comuni, elabora annualmente
l'esito della attivita' realizzata, dandone informazione al  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  ed  alle   competenti   Commissioni
parlamentari. 
 
  201. Alla lettera a) del comma  2  dell'articolo  2-undecies  della
legge 31 maggio 1965, n. 575, e  successive  modificazioni,  dopo  le
parole: "protezione  civile"  sono  inserite  le  seguenti:  "e,  ove
idonei, anche per altri usi  governativi  o  pubblici  connessi  allo
svolgimento delle attivita' istituzionali di amministrazioni statali,
agenzie fiscali, universita' statali,  enti  pubblici  e  istituzioni
culturali di rilevante interesse,". 
 
  202. La lettera b) del comma 2 dell'articolo 2-undecies della legge
31 maggio 1965, n. 575, e' sostituita dalla seguente: 
"b)  trasferiti  per  finalita'  istituzionali  o  sociali,  in   via
prioritaria, al patrimonio del comune ove l'immobile e' sito,  ovvero
al patrimonio della provincia o della regione. Gli enti  territoriali
possono amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione
a titolo gratuito a comunita', ad enti, ad associazioni  maggiormente
rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di  volontariato
di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e successive modificazioni,
a cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991,  n.  381,  e
successive modificazioni, o a  comunita'  terapeutiche  e  centri  di
recupero e cura di tossicodipendenti di  cui  al  testo  unico  delle
leggi  in  materia  di  disciplina  degli  stupefacenti  o   sostanze
psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati  di
tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
9 ottobre 1990, n. 309,  e  successive  modificazioni,  nonche'  alle
associazioni ambientaliste riconosciute  ai  sensi  dell'articolo  13
della legge 8 luglio 1986, n. 349,  e  successive  modificazioni.  Se
entro un anno dal trasferimento l'ente territoriale non ha provveduto
alla destinazione del bene, il prefetto  nomina  un  commissario  con
poteri sostitutivi". 
 
  203. All'articolo 2, comma 1, della legge 2 aprile 2001, n. 136, e'
aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Entro la data del 30  giugno
2007, con regolamento da adottare  con  decreto  del  Ministro  dell'
economia   e   delle   finanze,   di   concerto   con   il   Ministro
dell'universita' e della ricerca, ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono individuati  i  criteri,  le
modalita' e i termini del trasferimento in favore  delle  universita'
statali di cui al presente comma". 
 
  204. Al fine di razionalizzare gli spazi complessivi per l'utilizzo
degli immobili in uso governativo e di ridurre la spesa relativa agli
immobili condotti in locazione dallo Stato, il Ministro dell'economia
e  delle  finanze,  con  propri  decreti,  determina   i   piani   di
razionalizzazione degli spazi  e  di  riduzione  della  spesa,  anche
differenziandoli per ambiti territoriali e per patrimonio utilizzato,
elaborati per  il  triennio  2008-2010  d'intesa  tra  l'Agenzia  del
demanio e  le  amministrazioni  centrali  e  periferiche,  usuarie  e
conduttrici. Tali piani sono finalizzati a conseguire  una  riduzione
complessiva non inferiore al 10 per cento del valore dei  canoni  per
locazioni passive  e  del  costo  d'uso  equivalente  degli  immobili
utilizzati per l'anno 2008 e ulteriori riduzioni non inferiori  al  7
per cento e 6 per cento per gli anni successivi. 
 
  205. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e  delle
finanze e' istituito un Fondo unico nel quale confluiscono  le  poste
corrispondenti al costo d'uso degli immobili in uso governativo e dal
quale vengono ripartite le quote di  costo  da  imputare  a  ciascuna
amministrazione. 
 
  206. In sede di prima applicazione,  il  costo  d'uso  dei  singoli
immobili di proprieta' statale  in  uso  alle  amministrazioni  dello
Stato e' determinato in misura  pari  al  50  per  cento  del  valore
corrente di mercato, secondo i parametri di comune commercio  forniti
dall'Osservatorio del mercato immobiliare, praticati nella  zona  per
analoghe attivita'; a decorrere dal 2009, la predetta percentuale  e'
incrementata annualmente  di  un  ulteriore  10  per  cento  fino  al
raggiungimento del 100 per cento del valore corrente di mercato. 
 
  207. Gli obiettivi di cui al comma 204 devono essere conseguiti  da
parte  delle  amministrazioni  centrali  e  periferiche,  usuarie   e
conduttrici, sia attraverso la riduzione del costo d'uso  di  cui  al
comma  205  derivante  dalla  razionalizzazione  degli   spazi,   sia
attraverso  la  riduzione  della  spesa  corrente  per  le  locazioni
passive, ovvero con la combinazione delle due misure. 
 
  208. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  di
natura non regolamentare sono stabiliti i criteri, le modalita'  e  i
termini per la razionalizzazione e la riduzione degli oneri,  nonche'
i contenuti e le modalita'  di  trasmissione  delle  informazioni  da
parte delle amministrazioni usuarie  e  conduttrici  all'Agenzia  del
demanio, la quale, in base agli obiettivi  contenuti  al  comma  204,
definisce annualmente le relative modalita' attuative,  comunicandole
alle predette amministrazioni. 
 
  209. Dalla data di entrata in vigore del decreto di  cui  al  comma
208, sono abrogati  il  comma  9  dell'articolo  55  della  legge  27
dicembre 1997, n. 449, l'articolo 24 della legge 23 dicembre 1999, n. 
488, e successive modificazioni, nonche' il comma 4 dell'articolo  62
della legge 23 dicembre 2000, n. 388. 
 
  210. Al fine di favorire la razionalizzazione e  la  valorizzazione
dell'impiego dei beni  immobili  dello  Stato,  nonche'  al  fine  di
completare lo sviluppo del sistema informativo sui beni immobili  del
demanio  e  del  patrimonio  di  cui  all'articolo  65  del   decreto
legislativo 30 luglio  1999,  n.  300,  e  successive  modificazioni,
l'Agenzia del demanio, ferme restando le competenze del Ministero per
i beni e le attivita' culturali, individua i beni di proprieta' dello
Stato per i quali si rende necessario l'accertamento  di  conformita'
delle destinazioni d'uso esistenti per funzioni di interesse statale,
oppure una dichiarazione di legittimita' per le costruzioni eseguite,
ovvero  realizzate  in  tutto  o  in   parte   in   difformita'   dal
provvedimento di localizzazione. Tale elenco e' inviato al  Ministero
delle infrastrutture. 
 
  211. Il Ministero delle infrastrutture trasmette l'elenco di cui al
comma 210 alla regione o alle  regioni  competenti,  che  provvedono,
entro il termine di cui all'articolo 2  del  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383,  alle
verifiche di conformita' e di compatibilita' urbanistica con i comuni
interessati. In caso di presenza di vincoli,  l'elenco  e'  trasmesso
contestualmente   alle   amministrazioni   competenti   alle   tutele
differenziate, le quali esprimono il proprio parere entro il  termine
predetto. Nel caso di espressione  positiva  da  parte  dei  soggetti
predetti, il Ministero delle infrastrutture emette  un'  attestazione
di  conformita'  alle  prescrizioni  urbanistico-edilizie  la  quale,
qualora riguardi situazioni di  locazione  passiva,  ha  valore  solo
transitorio e obbliga, una volta terminato il periodo  di  locazione,
al  ripristino  della   destinazione   d'uso   preesistente,   previa
comunicazione all'amministrazione comunale ed  alle  eventuali  altre
amministrazioni competenti in materia di tutela differenziata. 
 
  212. In caso di espressione negativa, ovvero  in  caso  di  mancata
risposta da parte della regione, oppure delle autorita' preposte alla
tutela entro i  termini  di  cui  al  comma  211,  e'  convocata  una
conferenza dei servizi anche per ambiti comunali  complessivi  o  per
uno o piu' immobili, in base a quanto previsto dal regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383. 
 
  213. Per le esigenze connesse  alla  gestione  delle  attivita'  di
liquidazione delle aziende confiscate ai sensi della legge 31  maggio
1965, n. 575, e successive  modificazioni,  in  deroga  alle  vigenti
disposizioni  di  legge,   fermi   restando   i   principi   generali
dell'ordinamento giuridico  contabile,  l'Agenzia  del  demanio  puo'
conferire apposito incarico a societa' a totale o prevalente capitale
pubblico. I rapporti con l'Agenzia del demanio sono disciplinati  con
apposita  convenzione  che  definisce  le  modalita'  di  svolgimento
dell'attivita' affidata ed ogni aspetto relativo alla rendicontazione
e al controllo. 
 
  214. Laddove  disposizioni  normative  stabiliscano  l'assegnazione
gratuita ovvero l'attribuzione ad amministrazioni pubbliche,  enti  e
societa' a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta di beni
immobili di proprieta' dello Stato per  consentire  il  perseguimento
delle  finalita'  istituzionali  ovvero  strumentali  alle  attivita'
svolte, la funzionalita' dei  beni  allo  scopo  dell'assegnazione  o
attribuzione  e'  da  intendersi  concreta,   attuale,   strettamente
connessa e necessaria al funzionamento del servizio  e  all'esercizio
delle funzioni attribuite, nonche' al loro proseguimento. 
 
  215. E' attribuita all'Agenzia del  demanio  la  verifica,  con  il
supporto dei soggetti interessati,  della  sussistenza  dei  suddetti
requisiti all'atto dell'assegnazione o attribuzione e successivamente
l'accertamento periodico della permanenza di tali condizioni o  della
suscettibilita' del bene a  rientrare  in  tutto  o  in  parte  nella
disponibilita' dello Stato, e per esso dell'Agenzia del demanio  come
stabilito dalle norme vigenti.  A  tal  fine  l'Agenzia  del  demanio
esercita la vigilanza e il controllo secondo  le  modalita'  previste
dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica  13
luglio 1998, n. 367. 
 
  216. Per i beni immobili statali assegnati  in  uso  gratuito  alle
amministrazioni pubbliche e' vietata  la  dismissione  temporanea.  I
beni immobili per i quali, prima della  data  di  entrata  in  vigore
della presente legge, sia stata operata la dismissione temporanea  si
intendono dismessi definitivamente per rientrare nella disponibilita'
del Ministero dell'economia e delle finanze e per  esso  dell'Agenzia
del demanio. PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  217. Il comma 109 dell'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996,  n.
662, e successive  modificazioni,  si  interpreta  nel  senso  che  i
requisiti necessari per essere ammessi  alle  garanzie  di  cui  alle
lettere a) e b) del citato  comma  devono  sussistere  in  capo  agli
aventi diritto al momento del ricevimento della proposta  di  vendita
da parte dell'amministrazione alienante, ovvero alla data  stabilita,
con propri atti, dalla medesima amministrazione in funzione dei piani
di dismissione programmati. 
 
  218. Dopo il comma 3 dell'articolo 214-bis del decreto  legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e' aggiunto il seguente: 
  "3-bis. Tutte le trascrizioni ed annotazioni nei pubblici  registri
relative agli atti posti in essere  in  attuazione  delle  operazioni
previste dal presente articolo  e  dagli  articoli  213  e  214  sono
esenti, per le amministrazioni dello Stato, da qualsiasi  tributo  ed
emolumento". 
 
  219. Le unita' immobiliari appartenenti al patrimonio dello  Stato,
destinate ad  uso  abitativo  e  gestite  dall'Agenzia  del  demanio,
possono essere alienate dall'Agenzia medesima, ai sensi dell'articolo
3, comma 109, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. A  tal  fine,  la
lettera d) del predetto comma 109 si  interpreta  nel  senso  che  le
conseguenti  attivita'  estimali,  incluse   quelle   gia'   affidate
all'Ufficio tecnico erariale, sono eseguite dall'Agenzia medesima. 
 
  220. All'articolo 12-sexies del decreto-legge  8  giugno  1992,  n.
306, convertito, con modificazioni, dalla legge  7  agosto  1992,  n.
356,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
a) al comma 1, dopo le  parole:  "codice  di  procedura  penale,  per
   taluno dei delitti  previsti  dagli  articoli"  sono  inserite  le
   seguenti: "314, 316, 316-bis, 316-ter,  317,  318,  319,  319-ter,
   320, 322, 322-bis, 325,"; 
b) dopo il comma 2 e'  inserito  il  seguente:  "2-bis.  In  caso  di
   confisca di beni per uno dei delitti previsti dagli articoli  314,
   316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 320, 322, 322-bis e
   325 del codice penale, si applicano le disposizioni degli articoli
   2-novies, 2-decies e 2-undecies della legge  31  maggio  1965,  n.
   575, e successive modificazioni". 
 
  221. Il comma 5 dell'articolo  2-undecies  della  legge  31  maggio
1965, n. 575, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
"5. Le somme ricavate ai sensi del comma 1, lettere b) e c),  nonche'
i proventi derivanti dall'affitto, dalla vendita o dalla liquidazione
dei beni, di cui al comma 3, sono versati  all'entrata  del  bilancio
dello Stato per essere riassegnati in egual misura  al  finanziamento
degli interventi per l'edilizia scolastica e per  l'informatizzazione
del processo". 
 
  222. A decorrere dal 1° gennaio 2007 e per un periodo di tre  anni,
sul trattamento di fine rapporto, di cui all'articolo 2120 del codice
civile, sull'indennita' premio di fine servizio, di cui  all'articolo
2 e seguenti della legge 8 marzo 1968, n. 152, e  sull'indennita'  di
buonuscita, di cui all'articolo 3 e seguenti del testo unico  di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032,
e  successive  modificazioni,  nonche'  sui  trattamenti  integrativi
percepiti dai soggetti nei  cui  confronti  trovano  applicazione  le
forme  pensionistiche  che  garantiscono  prestazioni   definite   in
aggiunta o ad  integrazione  dei  suddetti  trattamenti,  erogati  ai
lavoratori dipendenti  pubblici  e  privati  e  corrisposti  da  enti
gestori di forme di previdenza obbligatorie, i cui  importi  superino
complessivamente un importo pari a 1,5 milioni  di  euro,  rivalutato
annualmente secondo l'indice ISTAT  dei  prezzi  al  consumo  per  le
famiglie di operai e di impiegati, e' dovuto  sull'importo  eccedente
il predetto limite un contributo di solidarieta' nella misura del  15
per cento. Con decreto del Ministro del  lavoro  e  della  previdenza
sociale di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze
sono stabilite le modalita' di attuazione delle disposizioni  di  cui
al presente comma. 
 
  223. Il 90 per cento delle risorse  derivanti  dall'attuazione  del
comma 222 affluiscono  allo  stato  di  previsione  dell'entrata  per
essere successivamente riassegnate al Fondo di cui al  comma  1261  e
destinate ad iniziative volte a favorire  l'istruzione  e  la  tutela
delle donne immigrate. 
 
  224. In attuazione del principio di salvaguardia ambientale  ed  al
fine di incentivare la riduzione  di  autoveicoli  per  il  trasporto
promiscuo, immatricolati come "euro 0" o "euro  1",  per  i  predetti
autoveicoli consegnati ad un demolitore dal 1°  gennaio  2007  al  31
dicembre  2007,  e'  disposta  la   concessione,   a   fronte   della
presentazione del certificato di avvenuta rottamazione rilasciato  da
centri autorizzati, di un contributo pari  al  costo  di  demolizione
disciplinato ai sensi dell'articolo  5  del  decreto  legislativo  24
giugno 2003, n. 209,  e  successive  modificazioni,  e  comunque  nei
limiti di 80 euro per ciascun veicolo. Tale contributo e'  anticipato
dal centro autorizzato che ha effettuato la rottamazione che recupera
il corrispondente importo come credito  d'imposta  da  utilizzare  in
compensazione secondo le disposizioni previste dai periodi secondo  e
quarto del comma 231. (3) (14) 
 
  225. Coloro che effettuano la rottamazione  senza  sostituzione  ai
sensi  del  comma  224  possono  richiedere,  qualora  non  risultino
intestatari di veicoli registrati, quale agevolazione  ulteriore,  il
totale  rimborso  dell'abbonamento  al  trasporto   pubblico   locale
nell'ambito del comune di residenza e di domicilio, ovvero del comune
dove e' ubicata la sede di lavoro, di durata pari ad una  annualita'.
Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,  di  concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del
mare, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8  del
decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  sono  definite  le
modalita' di erogazione del rimborso di cui al  presente  comma.  (3)
(14) 
 
  226. In attuazione del principio di salvaguardia ambientale  ed  al
fine  di  incentivare  la  sostituzione,  realizzata  attraverso   la
demolizione con le modalita' indicate al comma 233, di autovetture ed
autoveicoli per il trasporto promiscuo immatricolati come "euro 0"  o
"euro 1", con autovetture nuove immatricolate come "euro 4"  o  "euro
5", che emettono non oltre  140  grammi  di  CO2  al  chilometro,  e'
concesso  un  contributo  di  euro  800  per  l'acquisto   di   detti
autoveicoli   nonche'   l'esenzione   dal   pagamento   delle   tasse
automobilistiche  per  detti  autoveicoli,  per  un  periodo  di  due
annualita'. La predetta esenzione e' estesa per  un'altra  annualita'
per l'acquisto di autoveicoli che hanno una  cilindrata  inferiore  a
1300 cc. Tali limiti di cilindrata non si applicano alle  autovetture
e autoveicoli acquistati da persone fisiche il cui nucleo  familiare,
certificato da idoneo stato di famiglia, sia formato  da  almeno  sei
componenti, i quali non risultino intestatari di altra autovettura  o
autoveicolo. 
 
  227.  Allo  scopo  di  favorire  il  rinnovo  del  parco  autocarri
circolante  mediante  la  sostituzione,  realizzata   attraverso   la
demolizione con le  modalita'  indicate  al  comma  233,  di  veicoli
immatricolati come "euro 0" o "euro 1" con  veicoli  nuovi  a  minore
impatto ambientale, e' concesso un contributo di euro 2.000 per  ogni
veicolo di cui all'articolo 54, comma  1,  lettera  d),  del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, di peso complessivo non superiore
a 3,5  tonnellate,  immatricolato  come  "euro  4"  o  "euro  5".  Il
beneficio e' accordato a fronte  della  sostituzione  di  un  veicolo
avente sin dalla prima immatricolazione da parte del  costruttore  la
medesima categoria e peso complessivo non superiore a 3,5  tonnellate
ed immatricolato come "euro 0" o "euro 1". 
 
  228. Per l'acquisto di autovetture e di veicoli  di  cui  al  comma
227, nuovi ed omologati dal costruttore per la circolazione  mediante
alimentazione, esclusiva o doppia, del motore con gas metano  o  GPL,
nonche'  mediante  alimentazione  elettrica  ovvero  ad  idrogeno  e'
concesso un contributo pari ad euro 1.500, incrementato di  ulteriori
euro 500 nel caso in cui il  veicolo  acquistato,  nell'alimentazione
ivi considerata, abbia emissioni di CO2 inferiori a  120  grammi  per
chilometro. Le agevolazioni di cui al presente comma sono cumulabili,
ove se ne presentino le condizioni, con quelle di cui ai commi 226  o
227. (35) 
 
  229. Le disposizioni di cui ai commi 226, 227 e 228 possono  essere
fruite nel rispetto della regola degli aiuti "de minimis" di  cui  al
regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12  gennaio  2001.
Le disposizioni di cui ai commi 226  e  227  hanno  validita'  per  i
veicoli nuovi acquistati e  risultanti  da  contratto  stipulato  dal
venditore e acquirente a decorrere dal 3 ottobre 2006 e  fino  al  31
dicembre 2007; i suddetti veicoli non  possono  essere  immatricolati
oltre il 31 marzo 2008; le disposizioni di cui  al  comma  228  hanno
validita' per i veicoli nuovi ivi previsti per i  quali  il  predetto
contratto e' stipulato a decorrere dal 3 ottobre 2006 e  fino  al  31
dicembre 2009, con possibilita' di immatricolazione dei veicoli  fino
al 31 marzo 2010. (35) 
 
  230. Al fine di consentire agli enti impositori  di  verificare  la
sussistenza dei requisiti richiesti per beneficiare dell'esenzione  e
del contributo di cui ai commi 226, 227,  228  e  236,  il  venditore
integra  la  documentazione  da  consegnare  al   pubblico   registro
automobilistico, per la trascrizione del titolo di acquisto del nuovo
veicolo, con una dichiarazione resa ai  sensi  dell'articolo  47  del
testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28
dicembre  2000,  n.  445,  in  cui  devono  essere  indicati:  a)  la
conformita' del veicolo acquistato ai requisiti prescritti dai  commi
226, 227, 228 e 236; b) la targa del veicolo ritirato per la consegna
ai centri autorizzati di cui all'articolo 3, comma 1, lettera p), del
decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e  la  conformita'  dello
stesso ai requisiti stabiliti dai commi 226, 227, 228 e 236; c) copia
del documento di presa in carico da parte del centro autorizzato  per
la demolizione. L'ente gestore del pubblico registro  automobilistico
acquisisce le informazioni  relative  all'acquisto  del  veicolo  che
fruisce dell'esenzione dal pagamento della  tassa  automobilistica  e
del veicolo avviato alla demolizione in via telematica, le  trasmette
in tempo reale all'archivio nazionale delle tasse automobilistiche ed
al Ministero dei trasporti, Dipartimento per i trasporti terrestri, i
quali provvedono al necessario scambio dei dati. 
 
  231. Ai fini dell'applicazione dei commi 224, 226, 227  e  228,  i.
centri autorizzati che hanno effettuato la  rottamazione,  ovvero  le
imprese costruttrici o importatrici del veicolo nuovo  rimborsano  al
venditore l'importo del contributo e recuperano detto  importo  quale
credito di imposta solo ai fini della compensazione di cui al decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere  dal  momento  in  cui
viene richiesto al pubblico registro automobilistico l'originale  del
certificato di proprieta'. Il credito di imposta non e' rimborsabile,
non concorre alla formazione del valore della produzione netta di cui
al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, ne'  dell'imponibile
agli effetti delle imposte sui redditi  e  non  rileva  ai  fini  del
rapporto di cui agli articoli 96 e 109,  comma  5,  del  testo  unico
delle imposte sui redditi di cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Il contributo di  cui  ai  commi
226, 227 e 228 non spetta per gli acquisti dei  veicoli  per  la  cui
produzione o al cui scambio e' diretta l'attivita'  dell'impresa.  Il
contributo di cui ai commi 226, 227 e 228 spetta anche  nel  caso  in
cui il veicolo demolito sia intestato  ad  un  familiare  convivente,
risultante dallo stato di famiglia. 
 
  232. Fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui
e' stata emessa la fattura di  vendita,  le  imprese  costruttrici  o
importatrici conservano, anche su supporto elettronico,  la  seguente
documentazione, che deve essere ad esse trasmessa dal venditore: 
a) copia della fattura di vendita, del contratto di acquisto e  della
   domanda  di  immatricolazione  o  della   carta   provvisoria   di
   circolazione; 
b) copia del libretto o della carta  di  circolazione  e  del  foglio
complementare o del certificato di proprieta' del veicolo usato; 
   in caso di mancanza, copia dell'estratto cronologico; 
c) copia della domanda di cancellazione per demolizione e  copia  del
   documento di presa in carico da parte del centro  autorizzato  per
   la demolizione; 
d) copia dello stato di famiglia nel caso in cui il veicolo  demolito
sia intestato a familiare convivente. 
 
  233. Entro quindici giorni  dalla  data  di  consegna  del  veicolo
nuovo, il venditore ha l'obbligo di consegnare ad  un  demolitore  il
veicolo ritirato per la demolizione e di  provvedere  direttamente  o
tramite delega alla richiesta di  cancellazione  per  demolizione  al
pubblico  registro  automobilistico.  I  veicoli  ritirati   per   la
demolizione non  possono  essere  rimessi  in  circolazione  e  vanno
avviati  o  alle  case  costruttrici  o   ai   centri   appositamente
autorizzati, anche convenzionati con le stesse, al fine  della  messa
in sicurezza, della demolizione, del recupero di  materiali  e  della
rottamazione. Entro il 31  dicembre  2007  il  Governo  presenta  una
relazione al Parlamento sull'efficacia della  presente  disposizione,
sulla base  dei  dati  rilevati  dal  Ministero  dei  trasporti,  con
valutazione degli  effetti  di  gettito  derivati  dalla  stessa.  Le
eventuali maggiori entrate possono essere utilizzate dal Governo  con
specifica  previsione  di  legge  per  alimentare  il  Fondo  per  la
mobilita' sostenibile, di cui  al  comma  1121,  subordinatamente  al
rispetto del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. 
 
  234. Con decreto del Ministero dell'economia e  delle  finanze,  di
concerto con il Ministero dei trasporti, sentiti il soggetto  gestore
del pubblico registro automobilistico ed il  Comitato  interregionale
di gestione di cui all'articolo 5 del protocollo  di  intesa  tra  le
regioni e le province autonome ed il Ministero dell'economia e  delle
finanze per la costituzione, gestione ed aggiornamento degli  archivi
regionali e nazionale delle tasse automobilistiche, da adottare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono stabiliti i criteri di collegamento tra gli archivi  informatici
relativi ai veicoli, al fine di rendere uniformi le  informazioni  in
essi contenute e di consentire l'aggiornamento  in  tempo  reale  dei
dati in essi presenti. 
 
  235. Con decreto del Ministero dell'economia e  delle  finanze,  di
concerto con il Ministero dei trasporti e il Ministero per le riforme
e le innovazioni nella pubblica amministrazione,  da  adottare  entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  sono
effettuate le regolazioni  finanziarie  delle  minori  entrate  nette
derivanti dall'attuazione delle norme dei commi da 224 a 234  e  sono
stabiliti i criteri e le modalita' per la corrispondente  definizione
dei trasferimenti dello Stato alle regioni ed alle province autonome. 
 
  236. A decorrere dal 1° dicembre 2006 e fino al 31  dicembre  2007,
in caso di acquisto di un motociclo nuovo di categoria "euro 3",  con
contestuale sostituzione di un motociclo appartenente alla  categoria
"euro 0", realizzata  attraverso  la  demolizione  con  le  modalita'
indicate al comma 233, e' concessa l'esenzione  dal  pagamento  delle
tasse  automobilistiche  per   cinque   annualita'.   Il   costo   di
rottamazione e' a carico del bilancio dello Stato, nei limiti  di  80
euro per ciascun  motociclo,  ed  e'  anticipato  dal  venditore  che
recupera detto importo  quale  credito  d'imposta  da  utilizzare  in
compensazione secondo le disposizioni del comma  231.  Si  applicano,
per il resto, in quanto compatibili, le disposizioni dei commi da 230
a 235, con il rispetto della regola degli aiuti "de minimis" di'  cui
al regolamento (CE) n. 69/2001  della  Commissione,  del  12  gennaio
2001. Le disposizioni di cui al presente comma hanno validita' per  i
motocicli nuovi acquistati e risultanti da  contratto  stipulato  dal
venditore e acquirente.  I  suddetti  motocicli  non  possono  essere
immatricolati oltre il 31 marzo 2008. Per i motocicli acquistati  dal
1° dicembre 2006 al 31 dicembre 2006, gli  adempimenti  previsti  dai
commi 230 e 233 possono essere effettuati entro il 31  gennaio  2007.
(14) 
 
  237. Al comma 63 dell'articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre  2006,
n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre  2006,
n. 286, e' aggiunto il seguente periodo: "Gli incrementi  percentuali
approvati dalle regioni o dalle province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano prima  della  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto vengono  ricalcolati  sugli  importi
della citata tabella 1". 
 
  238. Il comma 59 dell'articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre  2006,
n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre  2006,
n.  286,  e'  sostituito  dal  seguente:  "59.  Per  gli   interventi
finalizzati   ad   incentivare   l'installazione    su    autoveicoli
immatricolati come "euro 0" o "euro 1" di impianti a GPL o  a  metano
per autotrazione, e' autorizzata la spesa di 50 milioni di  euro  per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009". Resta fermo  quanto  previsto
dall'articolo  1,  comma  2,  terzo  periodo,  del  decreto-legge  25
settembre 1997, n. 324, convertito, con modificazioni, dalla legge 25
novembre 1997, n. 403. 
 
  239. Fatte salve le agevolazioni gia' in vigore,  le  misure  della
tassa automobilistica previste per le autovetture ed i veicoli per il
trasporto promiscuo immatricolati come "euro 0", "euro 1", "euro  2",
"euro 3" e "euro 4", di cui al comma 321,  non  si  applicano  per  i
veicoli  omologati  dal  costruttore  per  la  circolazione  mediante
alimentazione, esclusiva o doppia, elettrica, a gas metano, a GPL,  a
idrogeno. Tale agevolazione si applica anche ai veicoli sui quali  il
sistema di doppia alimentazione venga installato successivamente alla
immatricolazione. 
 
  240. All'articolo 2, primo comma, lettera d), del testo unico delle
leggi sulle tasse automobilistiche, di cui al decreto del  Presidente
della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, dopo  le  parole:  "per  gli
autoveicoli di  peso  complessivo  a  pieno  carico  inferiore  a  12
tonnellate" sono aggiunte le seguenti: "ad eccezione dei veicoli che,
pur immatricolati o reimmatricolati come  Ni,  presentino  codice  di
carrozzeria FO (Effe zero) con quattro o piu'  posti  ed  abbiano  un
rapporto tra la potenza espressa in  kw  e  la  portata  del  veicolo
espressa in tonnellate maggiore o  uguale  a  180,  per  i  quali  la
tassazione  continua  ad  essere  effettuata  in  base  alla  potenza
effettiva dei Motori". 
 
  241. Le disposizioni del comma 240 hanno effetto a decorrere dal  3
ottobre  2006.  E  abrogato  il  comma   55   dell'articolo   2   del
decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. 
 
  242. Per i soggetti indicati nell'articolo 73, comma 1, lettera a),
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,  che  risultano
da operazioni di aggregazione aziendale realizzate attraverso fusione
o  scissione,  effettuate  negli  anni  2007  e  2008,  si  considera
riconosciuto, ai fini fiscali,  il  valore  di  avviamento  e  quello
attribuito ai beni strumentali materiali e immateriali,  per  effetto
della imputazione in bilancio del  disavanzo  da  concambio,  per  un
ammontare complessivo non eccedente l'importo di 5 milioni di euro. 
 
  243. Nel caso di operazioni di conferimento di  azienda  effettuate
ai sensi dell'articolo 176 del testo unico delle imposte sui  redditi
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n. 917, negli anni 2007 e 2008, si considerano riconosciuti, ai  fini
fiscali, i maggiori valori iscritti dal soggetto conferitario di  cui
al comma 242 a titolo di avviamento o beni  strumentali  materiali  e
immateriali, per un ammontare complessivo non eccedente l'importo  di
5 milioni di euro. 
 
  244. Le disposizioni dei commi 242 e 243 si applicano qualora  alle
operazioni  di  aggregazione  aziendale  partecipino   esclusivamente
imprese operative da almeno due anni. Le medesime disposizioni non si
applicano qualora le imprese che partecipano alle predette operazioni
facciano parte dello stesso gruppo  societario.  Sono  in  ogni  caso
esclusi i soggetti legati tra loro da un rapporto  di  partecipazione
ovvero controllati anche  indirettamente  dallo  stesso  soggetto  ai
sensi dell'articolo 2359 del codice civile. 
 
  245. Le disposizioni dei commi 242, 243 e 244 si applicano  qualora
le imprese interessate dalle operazioni di aggregazione aziendale  si
trovino o si siano trovate ininterrottamente, nei due anni precedenti
l'operazione,  nelle  condizioni  che  consentono  il  riconoscimento
fiscale di cui ai commi 242 e 243. 
 
  246. L'applicazione delle disposizioni di cui ai commi da 242 a 245
e' subordinata alla presentazione all'Agenzia delle  entrate  di  una
istanza preventiva ai sensi dell'articolo 11 della  legge  27  agosto
2000, n. 212, al fine di  dimostrare  la  sussistenza  dei  requisiti
previsti dai commi da 242 a 249. 
 
  247.  Per  la  liquidazione,  l'accertamento,  la  riscossione,   i
rimborsi, le sanzioni e il contenzioso si applicano  le  disposizioni
previste per le imposte sui redditi. 
 
  248. La societa' risultante dall'aggregazione che nei primi quattro
periodi d'imposta dalla effettuazione dell'operazione pone in  essere
ulteriori operazioni straordinarie, di cui al titolo III, capi III  e
IV, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero  cede  i
beni iscritti o rivalutati ai sensi dei commi da 242  a  249,  decade
dall'agevolazione, fatta salva l'attivazione della procedura  di  cui
all'articolo 37-bis,  comma  8,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 
 
  249. Nella dichiarazione dei redditi del periodo d'imposta  in  cui
si verifica la decadenza prevista al comma 248, la societa' e' tenuta
a  liquidare  e  versare  l'imposta  sul  reddito  delle  societa'  e
l'imposta regionale sulle attivita'  produttive  dovute  sul  maggior
reddito, relativo anche ai periodi di imposta precedenti, determinato
senza tenere conto dei maggiori valori  riconosciuti  fiscalmente  ai
sensi dei commi 242 e 243. Sulle maggiori imposte liquidate non  sono
dovute sanzioni e interessi. 
 
  250. Dopo il comma  2-bis  dell'articolo  01  del  decreto-legge  5
ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4
dicembre  1993,  n.  494,  e'  aggiunto  il  seguente:   "2-ter.   Le
concessioni di cui al comma 1 sono revocate qualora il concessionario
si  renda,  dalla  data  di  entrata   in   vigore   della   presente
disposizione,  responsabile  di  gravi   violazioni   edilizie,   che
costituiscono inadempimento agli obblighi derivanti dalla concessione
ai sensi dell'articolo 5  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296". 
 
  251. Il comma 1 dell'articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre  1993,
n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4  dicembre  1993,
n.  494,  e'  sostituito  dal  seguente:  "1.  I  canoni  annui   per
concessioni rilasciate o rinnovate con finalita' turistico-ricreative
di aree, pertinenze demaniali marittime e specchi acquei per i  quali
si applicano le disposizioni relative alle utilizzazioni del  demanio
marittimo sono determinati nel rispetto dei seguenti criteri: 
a) classificazione, a decorrere dal  1°  gennaio  2007,  delle  aree,
manufatti, pertinenze e specchi acquei nelle seguenti categorie: 
   1) categoria A: aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei, o 
   parti di essi, concessi per utilizzazioni ad uso pubblico ad  alta
valenza turistica; 
   2) categoria B: aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei, o 
   parti di essi, concessi per utilizzazione ad uso pubblico a 
   normale valenza turistica. L'accertamento dei requisiti di alta e 
   normale valenza turistica e' riservato alle regioni competenti per 
   territorio con proprio provvedimento. Nelle more dell'emanazione 
   di detto provvedimento la categoria di riferimento e' da 
   intendersi la B. Una quota pari al 10 per cento delle maggiori 
   entrate annue rispetto alle previsioni di bilancio derivanti 
   dall'utilizzo delle aree, pertinenze e specchi acquei inseriti 
   nella  categoria  A  e'  devoluta  alle  regioni  competenti   per
territorio; 
b) misura del canone annuo determinata come segue: 
   1) per le concessioni demaniali marittime aventi ad oggetto aree e 
   specchi acquei, per gli anni 2004, 2005 e 2006 si applicano le 
   misure unitarie vigenti alla data di entrata in vigore della 
   presente legge e non operano lo disposizioni maggiorative di cui 
   ai commi 21, 22 e 23 dell'articolo 32 del decreto-legge 30 
   settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 
   24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni; a decorrere 
   dal 1° gennaio 2007, si applicano i  seguenti  importi  aggiornati
degli indici ISTAT maturati alla stessa data: 
     1.1) area scoperta: euro 1,86 al metro quadrato per la categoria
A; euro 0,93 al metro quadrato per la categoria B; 
     1.2) area occupata con impianti di facile rimozione: euro 3,10 
     al metro quadrato  per  la  categoria  A;  euro  1,55  al  metro
quadrato per la categoria B; 
     1.3) area occupata con impianti di difficile rimozione: euro 
     4,13 al metro quadrato per la categoria A; euro  2,65  al  metro
quadrato per la categoria B; 
     1.4) euro 0,72 per ogni metro quadrato di mare territoriale per 
     specchi acquei o delimitati da opere che riguardano i porti 
     cosi' come definite dall'articolo 5 del testo unico di cui al 
     regio decreto 2 aprile 1885, n. 3095, e comunque entro 100 metri
dalla costa; 
     1.5) euro 0,52 per gli specchi acquei compresi  tra  100  e  300
metri dalla costa; 
     1.6) euro 0,41 per gli specchi  acquei  oltre  300  metri  dalla
costa; 
     1.7) euro 0,21 per gli specchi acquei utilizzati per il 
     posizionamento di campi boa per l'ancoraggio delle  navi  al  di
fuori degli specchi acquei di cui al numero 1.3); 
   2) per le concessioni comprensive di pertinenze demaniali 
   marittime si  applicano,  a  decorrere  dal  1°  gennaio  2007,  i
seguenti criteri: 
2.1)  per  le  pertinenze   destinate   ad   attivita'   commerciali,
     terziario-direzionali e di produzione di beni e servizi, il 
     canone e' determinato moltiplicando la superficie complessiva 
     del manufatto per la media dei valori mensili unitari minimi e 
     massimi indicati dall'Osservatorio del mercato immobiliare per 
     la zona di riferimento. L'importo ottenuto e' moltiplicato per 
     un coefficiente pari a 6,5. Il canone annuo cosi' determinato e' 
     ulteriormente ridotto delle seguenti percentuali, da applicare 
     per scaglioni progressivi di superficie del manufatto: fino a 
     200 metri quadrati, O per cento; oltre 200 metri quadrati e fino 
     a 500 metri quadrati, 20 per cento; oltre 500 metri quadrati e 
     fino a 1.000 metri quadrati, 40 per cento; oltre 1.000 metri 
     quadrati, 60 per cento. Qualora i valori dell'Osservatorio del 
     mercato immobiliare non siano disponibili, si fa riferimento a 
     quelli del piu' vicino comune  costiero  rispetto  al  manufatto
nell'ambito territoriale della medesima regione; 
     2.2) per le aree ricomprese nella concessione, per gli anni 
     2004, 2005 e 2006 si applicano le misure vigenti alla data di 
     entrata in vigore della presente legge e non operano le 
     disposizioni maggiorative di cui ai commi 21, 22 e 23 
     dell'articolo 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, 
     convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 
     326, e successive modificazioni;  a  decorrere  dal  1°  gennaio
2007, si applicano quelle di cui alla lettera b), numero 1); 
c) riduzione dei canoni di cui alla lettera b) nella  misura  del  50
per cento: 
   1) in presenza di eventi dannosi di eccezionale gravita' che 
   comportino una minore utilizzazione dei beni oggetto della 
   concessione,  previo  accertamento  da  parte   delle   competenti
autorita' marittime di zona; 
   2) nel caso di concessioni demaniali marittime assentite alle 
   societa' sportive dilettantistiche senza scopo di lucro affiliate 
   alle Federazioni sportive nazionali con l'esclusione dei manufatti
pertinenziali adibiti ad attivita' commerciali; 
d) riduzione dei canoni di cui alla lettera b) nella  misura  del  90
   per  cento  per  le  concessioni   indicate   al   secondo   comma
   dell'articolo 39 del codice della navigazione  e  all'articolo  37
   del regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione,  di
   cui al decreto del Presidente della Repubblica 15  febbraio  1952,
   n. 328; 
e) obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e
   gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della  battigia
   antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al  fine  di
   balneazione; 
f) riduzione, per le imprese turistico-ricettive all'aria aperta, dei
valori inerenti le superfici del 25 per cento". 
 
  252. 11 comma 3 dell'articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre  1993,
n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4  dicembre  1993,
n. 494, e' sostituito dal seguente: "3. Le misure dei canoni  di  cui
al comma 1, lettera b), si applicano,  a  decorrere  dal  1°  gennaio
2007, anche alle concessioni dei beni del demanio marittimo e di zone
del mare  territoriale  aventi  ad  oggetto  la  realizzazione  e  la
gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto". 
 
  253. All'articolo 03 del decreto-legge  5  ottobre  1993,  n.  400,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993,  n.  494,
e' aggiunto, in fine, il seguente comma: "4-bis.  Ferme  restando  le
disposizioni di cui all'articolo 01, comma 2, le concessioni  di  cui
al presente articolo possono avere durata  superiore  a  sei  anni  e
comunque non superiore a venti anni in ragione dell'entita'  e  della
rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei  piani
di utilizzazione delle aree del demanio marittimo  predisposti  dalle
regioni". 
 
  254. Le regioni, nel predisporre i  piani  di  utilizzazione  delle
aree del demanio marittimo  di  cui  all'articolo  6,  comma  3,  del
decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, sentiti  i  comuni  interessati,
devono altresi'  individuare  un  corretto  equilibrio  tra  le  aree
concesse a soggetti  privati  e  gli  arenili  liberamente  fruibili;
devono inoltre individuare le modalita' e la collocazione dei  varchi
necessari al fine di  consentire  il  libero  e  gratuito  accesso  e
transito, per il  raggiungimento  della  battigia  antistante  l'area
ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione. 
 
  255. All'articolo 5 del  decreto-legge  5  ottobre  1993,  n.  400,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993,  n.  494,
e' aggiunto, in fine, il seguente comma: "1-bis. Le somme per  canoni
relative  a  concessioni   demaniali   marittime   aventi   finalita'
turistico-ricreative versate in eccedenza rispetto a quelle dovute  a
decorrere dal 1° gennaio 2004 ai sensi  dell'articolo  03,  comma  1,
sono compensate con quelle da versare allo  stesso  titolo,  in  base
alla medesima disposizione". 
 
  256. I commi 21, 22 e 23 dell'articolo 32 del decreto-legge 30 
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 
 
  24 novembre 2003, n. 326, e il comma 4 dell'articolo 10 della legge
17 dicembre 1997, n. 449, sono abrogati. 
 
  257. Le disposizioni di cui  all'articolo  8  del  decreto-legge  5
ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4
dicembre 1993, n. 494, e successive  modificazioni,  si  interpretano
nel senso che le utilizzazioni ivi contemplate fanno riferimento alla
mera occupazione di beni demaniali marittimi e  relative  pertinenze.
Qualora, invece, l'occupazione consista nella realizzazione sui  beni
demaniali marittimi di  opere  inamovibili  in  difetto  assoluto  di
titolo abilitativo o in presenza di titolo abilitativo che per il suo
contenuto e' incompatibile con la destinazione e disciplina del  bene
demaniale, l'indennizzo dovuto e' commisurato ai valori  di  mercato,
ferma restando l'applicazione delle misure sanzionatone vigenti,  ivi
compreso il ripristino dello stato dei luoghi. 
 
  258. Con decreto del Ministro dei trasporti,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, il canone annuo per l'uso dei
beni del demanio dovuto dalle societa'  di  gestione  che  provvedono
alla  gestione  aeroportuale  totale  o  parziale,  anche  in  regime
precario, e' proporzionalmente  incrementato  nella  misura  utile  a
determinare un introito diretto per l'erario pari a 3 milioni di euro
nel 2007, 9,5 milioni di euro nel 2008 e 10 milioni di euro nel 2009. 
 
  259. Dopo l'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n.  410,
e' inserito il seguente: 
"Art. 3-bis. - (Valorizzazione e utilizzazione a fini  economici  dei
beni immobili tramite concessione o locazione). - 1. I beni  immobili
di proprieta'  dello  Stato  individuati  ai  sensi  dell'articolo  1
possono essere concessi o locati a privati, a titolo oneroso, per  un
periodo   non   superiore   a   cinquanta   anni,   ai   fini   della
riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi
di recupero, restauro, ristrutturazione anche con  l'introduzione  di
nuove destinazioni d'uso finalizzate allo  svolgimento  di  attivita'
economiche o attivita' di servizio per i cittadini, ferme restando le
disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio,
di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42,  e  successive
modificazioni. 
2. Il Ministero dell'economia e delle finanze puo'  convocare  una  o
piu' conferenze di servizi o  promuovere  accordi  di  programma  per
sottoporre all'approvazione iniziative per  la  valorizzazione  degli
immobili di cui al presente articolo. 
3. Agli enti territoriali interessati  dal  procedimento  di  cui  al
comma 2 e' riconosciuta una somma non inferiore al 50 per cento e non
superiore al 100 per cento del contributo di  costruzione  dovuto  ai
sensi dell'articolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e  successive  modificazioni,
per l'esecuzione  delle  opere  necessarie  alla  riqualificazione  e
riconversione.  Tale  importo  e'  corrisposto   dal   concessionario
all'atto  del  rilascio  o  dell'efficacia  del  titolo   abilitativo
edilizio. 
4. Le concessioni e le locazioni di cui  al  presente  articolo  sono
assegnate con procedure ad evidenza pubblica, per un periodo di tempo
commisurato al raggiungimento  dell'equilibrio  economico-finanziario
dell'iniziativa e comunque non eccedente i cinquanta anni. 
5. I criteri di assegnazione e  le  condizioni  delle  concessioni  o
delle locazioni di cui al presente articolo sono contenuti nei  bandi
predisposti dall'Agenzia del demanio, prevedendo, in particolare, nel
caso di revoca della  concessione  o  di  recesso  dal  contratto  di
locazione il riconoscimento all'affidatario di un indennizzo valutato
sulla base del piano economico-finanziario. 
6.  Per  il  perseguimento  delle  finalita'  di   valorizzazione   e
utilizzazione a fini economici dei beni di cui al presente  articolo,
i  beni  medesimi  possono  essere  affidati   a   terzi   ai   sensi
dell'articolo 143  del  codice  dei  contratti  pubblici  relativi  a
lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12  aprile
2006, n. 163, in quanto compatibile". 
 
  260. Allo scopo di devolvere allo Stato i beni vacanti o  derivanti
da eredita' giacenti, il Ministro della giustizia, di concerto con il
Ministro dell'interno ed il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
determina, con decreto da  emanare  entro  sei  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, i criteri per  l'acquisizione
dei dati e  delle  informazioni  rilevanti  per  individuare  i  beni
giacenti o vacanti nel territorio dello Stato. Al possesso esercitato
sugli immobili vacanti o derivanti da eredita' giacenti si applica la
disposizione dell'articolo 1163 del codice civile sino  a  quando  il
terzo esercente attivita' corrispondente al diritto di  proprieta'  o
ad altro diritto reale  non  notifichi  all'Agenzia  del  demanio  di
essere in possesso del bene vacante o derivante da eredita' giacenti. 
Nella comunicazione inoltrata all'Agenzia del  demanio  gli  immobili
sui quali e' esercitato il  possesso  corrispondente  al  diritto  di
proprieta' o  ad  altro  diritto  reale  devono  essere  identificati
descrivendone  la  consistenza  mediante  la  indicazione  dei   dati
catastali. 
 
  261.  All'articolo  14  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296, dopo il  comma
2 e' aggiunto il seguente: "2-bis. Per i soggetti di cui alla lettera
a) del comma 1 dell'articolo 11, qualora ricorrano le  condizioni  di
cui al comma 2, secondo periodo, del  presente  articolo,  la  durata
delle  concessioni  o  locazioni  puo'  essere  stabilita   in   anni
cinquanta". 
 
  262. All'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre  2001,  n.  351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n.  410,
e  successive  modificazioni,  dopo  il  comma  15  sono  inseriti  i
seguenti: 
"15-bis. Per la valorizzazione di cui  al  comma  15,  l'Agenzia  del
demanio  puo'  individuare,  d'intesa  con  gli   enti   territoriali
interessati, una pluralita' di beni immobili pubblici per i quali  e'
attivato un processo di valorizzazione unico,  in  coerenza  con  gli
indirizzi di sviluppo territoriale, che possa costituire, nell'ambito
del contesto economico e sociale di riferimento, elemento di  stimolo
ed attrazione di interventi di sviluppo locale. Per il  finanziamento
degli studi di fattibilita' dei programmi facenti capo  ai  programmi
unitari di valorizzazione dei beni demaniali per la promozione  e  lo
sviluppo dei  sistemi  locali  si  provvede  a  valere  sul  capitolo
relativo  alle  somme  da  attribuire  all'Agenzia  del  demanio  per
l'acquisto   dei   beni   immobili,   per   la    manutenzione,    la
ristrutturazione, il risanamento e la  valorizzazione  dei  beni  del
demanio  e  del  patrimonio  immobiliare  statale,  nonche'  per  gli
interventi sugli immobili confiscati alla  criminalita'  organizzata.
E' elemento prioritario di individuazione, nell'ambito  dei  predetti
programmi  unitari,  la  suscettivita'  di  valorizzazione  dei  beni
immobili pubblici mediante concessione  d'uso  o  locazione,  nonche'
l'allocazione di funzioni di interesse sociale, culturale,  sportivo,
ricreativo,  per  l'istruzione,  la  promozione  delle  attivita'  di
solidarieta' e per il sostegno alle politiche per i giovani, nonche' 
per le pari opportunita'." 
 
  263. All'articolo 27 del decreto-legge 30 settembre 2003,  n.  269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
b) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66; 
c) i commi 13-quinquies e 13-sexies sono abrogati. 
 
  264. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  265. All'articolo 1 del decreto-legge 25 settembre  2001,  n.  351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n.  410,
dopo il comma 6-ter e' inserito  il  seguente:  "6-quater.  Sui  beni
immobili  non   piu'   strumentali   alla   gestione   caratteristica
dell'impresa ferroviaria, di proprieta' di Ferrovie dello Stato spa o
delle   societa'   dalla   stessa   direttamente   o   indirettamente
controllate, che  siano  ubicati  in  aree  naturali  protette  e  in
territori sottoposti a vincolo paesaggistico, in caso di  alienazione
degli stessi e' riconosciuto il  diritto  di  prelazione  degli  enti
locali e degli altri soggetti pubblici gestori delle aree protette. I
vincoli di destinazione urbanistica degli immobili e quelli peculiari
relativi alla loro finalita' di utilita' pubblica sono  parametri  di
valutazione per la stima del valore di vendita". 
 
  266. All'articolo 11 del decreto legislativo 15 dicembre  1997,  n.
446,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
a) al comma 1, la lettera a) e' sostituita' dalla seguente: 
   "a) sono ammessi in deduzione: 
     1) i contributi per le  assicurazioni  obbligatorie  contro  gli
infortuni sul lavoro; 
     2) per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) 
     a e), esclusi le banche, gli altri enti finanziari, le imprese 
     di assicurazione e le imprese operanti in concessione e a 
     tariffa nei settori dell'energia, dell'acqua, dei trasporti, 
delle infrastrutture, delle  poste,  delle  telecomunicazioni,  della
        raccolta e depurazione delle acque di scarico e della 
     raccolta e smaltimento rifiuti, un importo pari a 5.000 euro, su 
     base annua, per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato
impiegato nel periodo di imposta; 
     3) per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) 
     a e), esclusi le banche, gli altri enti finanziari, le imprese 
     di assicurazione e le imprese operanti in concessione e a 
     tariffa nei settori dell'energia, dell'acqua, dei trasporti, 
delle infrastrutture, delle  poste,  delle  telecomunicazioni,  della
        raccolta e depurazione delle acque di scarico e della 
     raccolta e smaltimento rifiuti, un importo fino a 10.000 euro, 
     su base annua, per ogni lavoratore dipendente a tempo 
     indeterminato impiegato nel periodo d'imposta nelle regioni 
     Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, 
     Sardegna e Sicilia; tale deduzione e' alternativa a quella di 
     cui al numero 2), e puo' essere fruita nel rispetto dei limiti 
     derivanti dall'applicazione della regola de minimis di cui al 
     regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione,  del  12  gennaio
2001, e successive modificazioni; 
     4) per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) 
     a e), esclusi le banche, gli altri enti finanziari, le imprese 
     di assicurazione e le imprese operanti in concessione e a 
     tariffa nei settori dell'energia, dell'acqua, dei trasporti, 
delle infrastrutture, delle  poste,  delle  telecomunicazioni,  della
        raccolta e depurazione delle acque di scarico e della 
     raccolta e smaltimento rifiuti, i contributi assistenziali e 
     previdenziali  relativi  ai  lavoratori   dipendenti   a   tempo
indeterminato; 
     5) le spese relative agli apprendisti, ai disabili e le spese 
     per il personale assunto con contratti di formazione e lavoro, 
     nonche', per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere 
     da a) a e), i costi sostenuti per il personale addetto alla 
     ricerca e sviluppo, ivi compresi quelli per il predetto 
     personale sostenuti da consorzi tra imprese costituiti per la 
     realizzazione di programmi comuni di ricerca e sviluppo, a 
     condizione che l'attestazione di effettivita' degli stessi sia 
     rilasciata dal presidente del collegio sindacale ovvero, in 
     mancanza, da un revisore dei conti o da un professionista 
     iscritto negli albi dei revisori dei conti, dei dottori 
     commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali o dei 
     consulenti del lavoro, nelle forme previste dall'articolo 13, 
     comma 2, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con 
     modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive 
     modificazioni, ovvero dal responsabile del centro di  assistenza
fiscale"; 
b) al comma 4-bis.1,  dopo  le  parole:  "pari  a  euro  2.000"  sono
   inserite le seguenti: ", su base annua," e le  parole  da:  ";  la
   deduzione"  fino  a:  "di  cui  all'articolo  10,  comma  2"  sono
   soppresse; 
c) al comma 4-bis.2 e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  "Le
   deduzioni di cui ai commi 1, lettera a), numeri 2) e 3), e 4-bis.1
   sono ragguagliate ai giorni di durata del rapporto di  lavoro  nel
   corso del periodo d'imposta nel caso  di  contratti  di  lavoro  a
   tempo indeterminato e parziale, nei diversi tipi  e  modalita'  di
   cui all'articolo 1 del decreto legislativo 25  febbraio  2000,  n.
   61, e successive modificazioni, ivi compreso  il  lavoro  a  tempo
   parziale di tipo verticale e di tipo misto, sono ridotte in misura
   proporzionale; per i soggetti di  cui  all'articolo  3,  comma  1,
   lettera e), le medesime deduzioni spettano solo  in  relazione  ai
   dipendenti impiegati nell'esercizio di attivita' commerciali e, in
   caso di dipendenti impiegati anche nelle attivita'  istituzionali,
   l'importo e' ridotto in base al rapporto di cui  all'articolo  10,
   comma 2"; 
d) al comma 4-ter, le parole: "la deduzione di cui ai commi  4-bis  e
   4-bis.1" sono sostituite dalle seguenti:  "le  deduzioni  indicate
   nel presente articolo"; 
e) dopo il comma 4-quinquies sono aggiunti i seguenti: 
   "4-sexies. In caso di lavoratrici donne rientranti nella 
   definizione di lavoratore svantaggiato di cui al regolamento (CE) 
   n. 2204/2002 della Commissione, del 5 dicembre 2002, in materia di 
   aiuti di Stato a favore dell'occupazione, in alternativa a quanto 
   previsto dal comma 4-quinquies, l'importo deducibile e', 
   rispettivamente, moltiplicato per sette e per cinque nelle 
   suddette aree, ma in questo caso l'intera maggiorazione spetta nei 
   limiti di intensita' nonche' alle condizioni previsti dal predetto 
   regolamento sui  regimi  di  aiuto  a  favore  dell'assunzione  di
lavoratori svantaggiati. 
   4-septies. Per ciascun dipendente l'importo delle deduzioni 
   ammesse dai precedenti commi 1, 4-bis.1 e 4-quater, non puo' 
   comunque eccedere il limite massimo rappresentato dalla 
retribuzione e dagli altri oneri e  spese  a  carico  del  datore  di
   lavoro e 1' applicazione delle disposizioni di cui al comma 1, 
   lettera a), numeri 2), 3) e 4), e' alternativa alla fruizione 
   delle disposizioni di cui ai  commi  1,  lettera  a),  numero  5),
4-bis.1, 4-quater, 4-quinquies e 4-sexies". 
 
  267. Le deduzioni di cui all'articolo  11,  comma  1,  lettera  a),
numeri 2) e 4), del decreto legislativo 15  dicembre  1997,  n.  446,
come da ultimo modificato dal comma 266,  spettano  a  decorrere  dal
mese di febbraio 2007 nella misura del 50 per cento  e  per  il  loro
intero ammontare a decorrere  dal  successivo  mese  di  luglio,  con
conseguente ragguaglio ad anno di quella prevista dal  citato  numero
2). 
 
  268. La deduzione di cui all'articolo  11,  comma  1,  lettera  a),
numero 3), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, come  da
ultimo modificato dal comma 266, spetta in misura ridotta alla  meta'
a decorrere dal mese di febbraio 2007  e  per  l'intero  ammontare  a
decorrere dal successivo mese di luglio, con  conseguente  ragguaglio
ad anno. 
 
  269. Nella determinazione dell'acconto dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive relativa al periodo d'imposta  in  corso  al  1°
febbraio 2007, puo' assumersi, come imposta del  periodo  precedente,
la minore imposta che  si  sarebbe  determinata  applicando  in  tale
periodo le disposizioni  dei  commi  266,  267  e  268.  Agli  stessi
effetti, per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al  1°
febbraio 2007, puo' assumersi, come imposta del  periodo  precedente,
la  minore  imposta  che  si  sarebbe   determinata   applicando   le
disposizioni del comma  266  senza  tenere  conto  delle  limitazioni
previste dai commi 267 e 268. 
 
  270. Al fine  di  garantire  alle  regioni  che  sottoscrivono  gli
accordi di cui al comma 796, lettera  b),  un  ammontare  di  risorse
equivalente  a  quello  che  deriverebbe  dall'incremento  automatico
dell'aliquota  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'  produttive,
applicata alla base imponibile che si sarebbe determinata in  assenza
delle disposizioni introdotte dai commi da 266  a  269,  e'  ad  esse
riconosciuto,  con  riferimento  alle  esigenze   finanziarie   degli
esercizi 2007, 2008 e 2009, un trasferimento pari a 89,81 milioni  di
euro per l'anno 2007, a 179 milioni di  euro  per  l'anno  2008  e  a
191,94 milioni di euro per l'anno  2009.  Con  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze, le somme di cui al periodo  precedente
sono ripartite in proporzione al minor gettito dell'imposta regionale
sulle attivita' produttive di ciascuna regione. 
 
  271.  Alle  imprese  che   effettuano   l'acquisizione   dei   beni
strumentali nuovi indicati  nel  comma  273,  destinati  a  strutture
produttive ubicate  nelle  aree  delle  regioni  Calabria,  Campania,
Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e  Molise  ammissibili
alle deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c),
del Trattato istitutivo della  Comunita'  europea,  a  decorrere  dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2006  e
fino alla chiusura del periodo d'imposta in corso alla  data  del  31
dicembre 2013, e' attribuito un credito d'imposta automatico  secondo
le modalita' di cui ai commi da 272 a 279. E' fatta salva la  diversa
decorrenza  del  credito  d'imposta  di  cui  al  precedente  periodo
eventualmente prevista dall'autorizzazione di cui al comma 279. 
 
  272. Il credito d'imposta  e'  riconosciuto  nella  misura  massima
consentita in applicazione delle intensita' di aiuto  previste  dalla
Carta italiana degli aiuti  a  finalita'  regionale  per  il  periodo
2007-2013 e non e' cumulabile con il  sostegno  de  minimis  ne'  con
altri aiuti  di  Stato  che  abbiano  ad  oggetto  i  medesimi  costi
ammissibili. 
 
  273.  Ai  fini  del  comma  271,  si  considerano  agevolabili   le
acquisizioni, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di: 
a) macchinari, impianti, diversi  da  quelli  infissi  al  suolo,  ed
   attrezzature  varie,  classificabili   nell'attivo   dello   stato
   patrimoniale  di  cui  al  primo  comma,  voci  B.II.2  e  B.II.3,
   dell'articolo  2424  del  codice  civile,  destinati  a  strutture
   produttive gia' esistenti o  che  vengono  impiantate  nelle  aree
   territoriali di cui al comma 271; 
b) programmi  informatici  commisurati  alle  esigenze  produttive  e
   gestionali  dell'impresa,  limitatamente  alle  piccole  e   medie
   imprese; 
c) brevetti concernenti  nuove  tecnologie  di  prodotti  e  processi
   produttivi, per la parte in cui sono  utilizzati  per  l'attivita'
   svolta  nell'unita'  produttiva;  per  le  grandi  imprese,   come
   definite ai sensi della normativa comunitaria, gli investimenti in
   tali beni sono  agevolabili  nel  limite  del  50  per  cento  del
   complesso degli investimenti agevolati  per  il  medesimo  periodo
   d'imposta. 
 
  274. Il credito d'imposta  e'  commisurato  alla  quota  del  costo
complessivo  dei  beni  indicati  nel   comma   273   eccedente   gli
ammortamenti dedotti nel periodo d'imposta,  relativi  alle  medesime
categorie dei beni d'investimento della stessa struttura  produttiva,
ad  esclusione  degli  ammortamenti  dei  beni  che  formano  oggetto
dell'investimento agevolato effettuati nel  periodo  d'imposta  della
loro entrata in funzione. Per gli  investimenti  effettuati  mediante
contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto  dal
locatore per l'acquisto dei beni; detto costo non comprende le  spese
di manutenzione. 
 
  275. L'agevolazione di cui al comma 271 non si applica ai  soggetti
che operano nei settori  dell'industria  siderurgica  e  delle  fibre
sintetiche, come definiti rispettivamente agli allegati I e  II  agli
Orientamenti in materia di  aiuti  di  Stato  a  finalita'  regionale
2007-2013, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea  C
54 del 4  marzo  2006,  nonche'  ai  settori  .  .  .  dell'industria
carbonifera,  creditizio,  finanziario  e  assicurativo.  Il  credito
d'imposta a favore di imprese o attivita' che riguardano  prodotti  o
appartengono ai settori soggetti a discipline comunitarie specifiche,
ivi inclusa la disciplina multisettoriale  dei  grandi  progetti,  e'
riconosciuto nel rispetto delle condizioni sostanziali e  procedurali
definite dalle  predette  discipline  dell'Unione  europea  e  previa
autorizzazione, ove prescritta, della Commissione europea. 
 
  276. Il credito d'imposta e'  determinato  con  riguardo  ai  nuovi
investimenti eseguiti in ciascun  periodo  d'imposta  e  deve  essere
indicato nella relativa dichiarazione dei redditi. Esso non  concorre
alla formazione del reddito ne' della  base  imponibile  dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive, non rileva ai fini del rapporto
di cui agli articoli 96 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ed e' utilizzabile
ai  fini  dei  versamenti  delle  imposte  sui  redditi;  l'eventuale
eccedenza e' utilizzabile in compensazione ai sensi dell'articolo  17
del  decreto  legislativo  9  luglio  1997,  n.  241,  e   successive
modificazioni, a decorrere dal sesto mese successivo al  termine  per
la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al  periodo
d'imposta con riferimento al quale il credito e' concesso. 
 
  277. Se i beni oggetto dell'agevolazione non  entrano  in  funzione
entro il secondo periodo d'imposta successivo  a  quello  della  loro
acquisizione o ultimazione, il  credito  d'imposta  e'  rideterminato
escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati
in funzione. Se entro il quinto periodo d'imposta successivo a quello
nel quale sono entrati in funzione i beni  sono  dismessi,  ceduti  a
terzi, destinati  a  finalita'  estranee  all'esercizio  dell'impresa
ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle  che  hanno
dato diritto all'agevolazione, il credito d'imposta e'  rideterminato
escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni  anzidetti;
se nel periodo d'imposta  in  cui  si  verifica  una  delle  predette
ipotesi vengono acquisiti  beni  della  stessa  categoria  di  quelli
agevolati, il credito d'imposta e' rideterminato escludendo il  costo
non ammortizzato degli investimenti agevolati per la parte che eccede
i costi delle nuove acquisizioni. Per i beni acquisiti  in  locazione
finanziaria le disposizioni di cui al  presente  comma  si  applicano
anche se non viene  esercitato  il  riscatto.  Il  credito  d'imposta
indebitamente utilizzato che deriva  dall'applicazione  del  presente
comma  e'  versato  entro  il  termine  per  il  versamento  a  saldo
dell'imposta sui redditi dovuta per il periodo d'imposta  in  cui  si
verificano le ipotesi ivi indicate. 
 
  278. Con uno o piu' decreti  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo  economico,  sono
adottate  le  disposizioni  per   l'effettuazione   delle   verifiche
necessarie a garantire la corretta applicazione dei commi  da  271  a
277.  Tali  verifiche,  da  effettuare  dopo   almeno   dodici   mesi
dall'attribuzione del credito d'imposta, sono, altresi',  finalizzate
alla valutazione della qualita' degli investimenti effettuati,  anche
al fine di valutare l'opportunita' di effettuare un riequilibrio  con
altri strumenti aventi analoga finalita'. 
 
  279. L'efficacia dei commi da 271 a 278 e'  subordinata,  ai  sensi
dell'articolo  88,  paragrafo  3,  del  Trattato   istitutivo   della
Comunita' europea, all'autorizzazione della Commissione europea. 
 
  280. A decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso
al 31 dicembre 2006 e fino alla chiusura  del  periodo  d'imposta  in
corso alla data del 31 dicembre 2009, alle imprese e'  attribuito  un
credito d'imposta nella misura del 10 per cento dei  costi  sostenuti
per attivita' di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo, in
conformita' alla vigente disciplina comunitaria degli aiuti di  Stato
in materia, secondo le modalita' dei commi da 281 a  285.  La  misura
del 10 per cento e' elevata al  40  per  cento  qualora  i  costi  di
ricerca  e  sviluppo  siano  riferiti  a  contratti   stipulati   con
universita' ed enti pubblici di ricerca. (31) 
 
  281. Ai fini della determinazione del credito d'imposta i costi non
possono, in ogni caso, superare l'importo di 50 milioni di  euro  per
ciascun periodo d'imposta. (31) 
 
  282. Il credito  d'imposta  deve  essere  indicato  nella  relativa
dichiarazione dei redditi. Esso  non  concorre  alla  formazione  del
reddito  ne'  della  base  imponibile  dell'imposta  regionale  sulle
attivita' produttive, non rileva ai fini del  rapporto  di  cui  agli
articoli 96 e 109,  comma  5,  del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ed e' utilizzabile
ai fini dei versamenti  delle  imposte  sui  redditi  e  dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive dovute per il periodo  d'imposta
in cui le spese di cui al comma 280 sono state sostenute; l'eventuale
eccedenza e' utilizzabile in compensazione ai sensi dell'articolo  17
del  decreto  legislativo  9  luglio  1997,  n.  241,  e   successive
modificazioni, a decorrere dal mese  successivo  al  termine  per  la
presentazione della dichiarazione dei  redditi  relativa  al  periodo
d'imposta con riferimento al quale il credito e' concesso. (31) 
 
  283. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare  entro  il
31 marzo 2008, sono  individuati  gli  obblighi  di  comunicazione  a
carico delle  imprese  per  quanto  attiene  alla  definizione  delle
attivita' di  ricerca  e  sviluppo  agevolabili  e  le  modalita'  di
verifica ed accertamento della effettivita' delle spese  sostenute  e
coerenza delle stesse con la disciplina comunitaria di cui  al  comma
280. (31) 
 
  284. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244 
 
  285. Entro il 31 dicembre 2007 il Ministero dell'economia  e  delle
finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha  facolta'
di bandire, nei limiti di una corretta ed  equilibrata  distribuzione
territoriale, una o piu' nuove gare,  per  un  massimo  di  ulteriori
1.000 agenzie, alle medesime condizioni previste dai  bandi  di  gara
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, parte II, n. 199 del  28  agosto
2006. 
 
  286. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze  il  20
per cento delle maggiori entrate derivanti dalla disposizione di  cui
al  comma  precedente  e'  destinato  ad  un  Fondo  finalizzato   ad
interventi a favore del  personale  dell'amministrazione  finanziaria
impegnato nel contrasto dell'evasione fiscale. Con lo stesso  decreto
il medesimo Fondo e' ripartito tra le competenti unita'  previsionali
di base dello stato di previsione del predetto Ministero. 
 
  287. Le piccole e medie  imprese  di  produzioni  musicali  possono
beneficiare di un credito d'imposta a titolo di spesa di  produzione,
di sviluppo, di digitalizzazione e  di  promozione  di  registrazioni
fonografiche o videografiche musicali per opere prime  o  seconde  di
artisti emergenti. 
 
  288. Possono accedere al credito d'imposta  di  cui  al  comma  287
fermo restando il rispetto dei limiti della regola de minimis di  cui
al regolamento (CE) n. 69/2001  della  Commissione,  del  12  gennaio
2001, solo le imprese che abbiano un fatturato annuo o un  totale  di
bilancio annuo non superiore a 15 milioni di euro  e  che  non  siano
possedute, direttamente o indirettamente, da un  editore  di  servizi
radiotelevisivi. 
 
  289. Per gli anni  2007,  2008  e  2009  alle  imprese  agricole  e
agroalimentari soggette al regime obbligatorio  di  certificazione  e
controllo della qualita' ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/1991,
del Consiglio, del 24 giugno 1991, e del regolamento (CE) n. 510/2006
del Consiglio, del 20 marzo 2006, anche  se  riunite  in  consorzi  o
costituite in forma cooperativa, e'  concesso  un  credito  d'imposta
pari al 50 per  cento  del  totale  delle  spese  sostenute  ai  fini
dell'ottenimento  dei   previsti   certificati   e   delle   relative
attestazioni di conformita'. Con decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di  entrata
in vigore della presente legge, di concerto  con  il  Ministro  delle
politiche  agricole  alimentari  e  forestali,  sono  stabilite,  nel
rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato,
le modalita' per l'accesso all'agevolazione di cui al presente comma,
entro un limite di spesa pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli
anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  290.  Nelle  more  degli  accordi   internazionali   in   sede   di
Organizzazione mondiale del commercio, sono  ammessi  al  credito  di
imposta di cui al comma precedente gli oneri sostenuti dalle  imprese
agricole ed agroalimentari, anche se riunite in consorzi o costituite
in forma cooperativa, per la registrazione nei Paesi  extracomunitari
delle  denominazioni  protette  ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.
510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006. 
 
  291. Nell'articolo 32-bis, comma  8,  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,
le parole: "La prima rata e' versata entro il 27 dicembre 2006." sono
soppresse. 
 
  292. Sono fatti salvi gli effetti prodotti dall'applicazione  delle
norme, oggetto di mancata conversione, di cui all'articolo 35,  commi
8, lettera a), e  10,  del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,
concernenti  l'applicazione  dell'imposta  sul  valore   aggiunto   e
dell'imposta di  registro  alle  cessioni  e  alle  locazioni,  anche
finanziarie, di immobili. Tuttavia, il cedente o locatore puo' optare
per  l'applicazione  dell'imposta  sul  valore  aggiunto,  ai   sensi
dell'articolo 10, numeri 8) ed 8-ter),  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in presenza dei presupposti
ivi previsti. In caso di opzione l'imposta di registro e  le  imposte
ipotecarie e catastali sono dovute sulla base  delle  regole  di  cui
all'articolo 35, commi 10 e 10-bis, del decreto-legge 4  luglio  2006
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248. Il cedente o  locatore  che  intende  esercitare  l'opzione  per
ipotesi  diverse  da  quelle  disciplinate  dall'articolo  35,  comma
10-quinquies, del citato decreto-legge, ne  da'  comunicazione  nella
dichiarazione annuale relativa all'imposta sul valore aggiunto dovuta
per l'anno 2006. Per le cessioni l'eventuale  eccedenza  dell'imposta
di registro conseguente all'effettuazione dell'opzione e'  compensata
con i maggiori importi dovuti ai  fini  delle  imposte  ipotecarie  e
catastali, fermo restando la possibilita' di chiedere il rimborso per
gli importi che non trovano capienza in tale compensazione. 
 
  293. All'articolo 37 del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,  n.  248,
dopo il comma 14 e' inserito il seguente:  "14-bis.  Resta  ferma  la
disposizione di cui all'articolo 40 del decreto legislativo 9  luglio
1997, n. 241, concernente la  adozione  di  regolamenti  ministeriali
nella  materia  ivi  indicata.  I  regolamenti  previsti  dal  citato
articolo 40 del decreto legislativo n. 241 del 1997 possono  comunque
essere adottati qualora disposizioni legislative successive a  quelle
contenute dal presente decreto regolino la materia,  a  meno  che  la
legge successiva non lo escluda espressamente". 
 
  294. All'articolo 3 del decreto-legge 30 settembre  2005,  n.  203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,  n.  248,
dopo il comma 23, e' inserito il seguente: "23-bis. Agli agenti della
riscossione non si applicano l'articolo 2, comma 4,  del  regolamento
approvato con decreto del Ministro delle fmanze 11 settembre 2000, n. 
289, e le disposizioni di tale regolamento relative all'esercizio  di
influenza dominante su altri agenti  della  riscossione,  nonche'  al
divieto, per i legali rappresentanti, gli amministratori e i sindaci,
di essere pubblici dipendenti ovvero coniugi, parenti ed affini entro
il secondo grado di pubblici dipendenti". 
 
  295. Alle Agenzie fiscali continuano ad applicarsi le  disposizioni
riguardanti le amministrazioni dello Stato  di  cui  ai  decreti  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, 26 ottobre 1972,
n. 642 e 26 aprile 1986, n. 131. 
 
  296. Per l'anno 2007, ai docenti delle  scuole  pubbliche  di  ogni
ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale,  nonche'  al
personale docente presso le universita' statali ai fini  dell'imposta
sul reddito delle persone fisiche, spetta una detrazione dall'imposta
lorda e fino a capienza della stessa nella misura del  19  per  cento
delle spese documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico,
fino ad un importo massimo delle stesse di 1.000 euro, per l'acquisto
di un solo personal computer nuovo di fabbrica. 
 
  297. Con decreto di natura non regolamentare, adottato dal Ministro
della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro  dell'economia
e delle finanze e con il Ministro dell'universita' e  della  ricerca,
sono stabilite le modalita' di attuazione delle disposizioni  di  cui
al comma 296. 
 
  298. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e  delle
finanze e' istituito un Fondo con dotazione di 10  milioni  di  euro,
per  l'anno  2007,  destinato   all'erogazione   di   contributi   ai
collaboratori coordinati e continuativi, compresi i  collaboratori  a
progetto, per le spese documentate sostenute  entro  il  31  dicembre
2007 per l'acquisto di un personal computer nuovo di fabbrica.  Entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge
il Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  con  proprio  decreto,
definisce  modalita',  limiti  e  criteri  per   l'attribuzione   dei
contributi di cui al presente comma, ivi comprese  le  procedure  per
assicurare il rispetto dei limiti di stanziamento di cui  al  periodo
precedente. A valere sulle risorse del Fondo non impegnate  entro  la
chiusura dell'esercizio 2007, i contributi di cui  al  primo  periodo
del  presente  comma  sono  erogati  ai  collaboratori  coordinati  e
continuativi, compresi i collaboratori a progetto  e  i  titolari  di
assegni per la collaborazione ad attivita'  di  ricerca,  di  cui  al
comma 6 dell'articolo 51 della legge 27  dicembre  1997,  n.  449,  e
successive  modificazioni,  per   le   spese   documentate   relative
all'acquisto di un computer nuovo di fabbrica, sostenute entro il  31
dicembre 2008. 
 
  299. All'articolo 67  del  testo'  unico  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  al  comma  1,
lettera m), sono apportate le seguenti modifiche: 
a) al primo periodo, dopo le parole: "compensi erogati" sono inserite
   le seguenti: "ai direttori artistici ed ai  collaboratori  tecnici
   per prestazioni di natura non  professionale  da  parte  di  cori,
   bande  musicali  e  filo-drammatiche  che   perseguono   finalita'
   dilettantistiche, e quelli erogati"; 
b) al secondo periodo sono soppresse le seguenti parole: "e di  cori,
   bande e filodrammatiche da parte del direttore e dei collaboratori
   tecnici". 
 
  300.  Per  contratti  di  scrittura  connessi  con  gli  spettacoli
teatrali di cui al n. 119) della Tabella A, parte  III,  allegata  al
decreto del Presidente della Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,
devono  intendersi  i  contratti  di  scrittura  connessi   con   gli
spettacoli individuati al n. 123) della stessa Tabella A, parte  III,
allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. 
 
  301. All'articolo 110, comma 11, del testo unico delle imposte  sui
redditi, 'di cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modifiche: 
a) dopo il primo periodo e' inserito il seguente:  "Le  spese  e  gli
   altri componenti negativi deducibili ai sensi  del  primo  periodo
   sono separatamente indicati nella dichiarazione dei redditi."; 
b) l'ultimo periodo e' soppresso. 
 
  302. All'articolo 8 del decreto legislativo 18  dicembre  1997,  n.
471, dopo  il  comma  3  e'  aggiunto  il  seguente:  "3-bis.  Quando
l'omissione o incompletezza  riguarda  l'indicazione  delle  spese  e
degli altri componenti negativi di cui all'articolo  110,  comma  11,
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si applica  una
sanzione amministrativa pari al 10 per cento dell'importo complessivo
delle  spese  e  dei   componenti   negativi   non   indicati   nella
dichiarazione dei redditi, con un minimo di euro 500 ed un massimo di
euro 50.000". 
 
  303. La  disposizione  del  comma  302  si  applica  anche  per  le
violazioni commesse prima della  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sempre che il contribuente fornisca la prova  di  cui
all'articolo 110, comma 11, primo periodo,  del  citato  testo  unico
delle imposte sui redditi. Resta ferma  in  tal  caso  l'applicazione
della  sanzione  di  cui  all'articolo  8,  comma  1,   del   decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. 
 
  304. All'articolo 19-bis1, comma 1, lettera  e),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole: ",  a
somministrazioni  di  alimenti  e  bevande,  con   esclusione"   sono
sostituite dalle  seguenti:  "e  a  somministrazioni  di  alimenti  e
bevande, con esclusione di  quelle  inerenti  alla  partecipazione  a
convegni, congressi e simili, erogate nei giorni di svolgimento degli
stessi,". 
 
  305. Per l'anno 2007 le detrazioni di cui  al  comma  304  spettano
nella misura del 50 per cento. 
 
  306. Nell'articolo 36, comma 15, del decreto-legge 4  luglio  2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248, le parole: "edilizia residenziale convenzionata  pubblica"  sono
sostituite dalle seguenti: "edilizia residenziale convenzionata".  La
disposizione recata dal periodo precedente ha effetto  per  gli  atti
pubblici formati e le scritture private autenticate a decorrere dalla
data di entrata in vigore della presente legge. 
 
  307. Per la uniforme e corretta applicazione  delle  norme  di  cui
all'articolo 54,  terzo  comma,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, all'articolo 39, primo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e
all'articolo  52  del  testo  unico  delle  disposizioni  concernenti
l'imposta di  registro,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, con  provvedimento  del  direttore
dell'Agenzia delle entrate sono individuati periodicamente i  criteri
utili per la determinazione del  valore  normale  dei  fabbricati  ai
sensi  dell'articolo  14  del  citato  decreto  n.  633   del   1972,
dell'articolo 9, comma 3, del testo unico delle imposte  sui  redditi
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n. 917, e dell'articolo 51, comma 3, del citato decreto  n.  131  del
1986. 
 
  308.  Nell'articolo  38-bis  del  decreto  del   Presidente   della
Repubblica 26 ottobre  1972,  n.  633,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
a) al secondo comma, le parole: "di cui alle lettere a)  e  b)"  sono
sostituite dalle seguenti: "di cui alle lettere a), b) ed e)"; 
b) dopo l'ultimo comma, e' aggiunto il  seguente:  "Con  decreti  del
   Ministro dell'economia e delle  finanze  sono  individuate,  anche
   progressivamente, in relazione all'attivita'  esercitata  ed  alle
   tipologie di operazioni effettuate, le categorie  di  contribuenti
   per i quali i rimborsi di cui al primo e  al  secondo  comma  sono
   eseguiti in via prioritaria entro tre mesi dalla richiesta". 
 
  309. All'articolo 1, comma  497,  primo  periodo,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, le parole: "per le
sole cessioni fra persone fisiche" sono sostituite dalle seguenti: "e
fatta salva l'applicazione dell'articolo 39, primo comma, lettera d),
ultimo periodo,  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, per le sole cessioni nei confronti di persone
fisiche". 
 
  310. Nell'articolo 1, comma 496,  primo  periodo,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, le parole:  "e  di
terreni  suscettibili  di  utilizzazione  edificatoria  secondo   gli
strumenti  urbanistici  vigenti  al  momento  della  cessione,"  sono
soppresse. 
 
  311. Al comma 1-bis dell'articolo 17  del  decreto  legislativo  15
novembre 1993, n. 507, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) dopo il primo periodo e' inserito il  seguente:  "Con  regolamento
   del Ministro dell'economia e delle finanze,  di  concerto  con  il
   Ministro dello sviluppo economico, da  emanare,  d'intesa  con  la
   Conferenza Stato-citta' e autonomie  locali,  entro  il  31  marzo
   2007,  possono  essere  individuate  le  attivita'  per  le  quali
   l'imposta e' dovuta per la sola superficie  eccedente  i  5  metri
   quadrati."; 
b) nel secondo periodo, le parole: "di cui  al  periodo  precedente",
   sono sostituite dalle seguenti:  "di  cui  al  primo  periodo  del
   presente comma". 
 
  312. All'articolo 10, primo comma, numero 27-ter), del decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e  successive
modificazioni, dopo la parola: "devianza," sono inserite le seguenti: 
"di persone migranti,  senza  fissa  dimora,  richiedenti  asilo,  di
persone detenute, di donne vittime  di  tratta  a  scopo  sessuale  e
lavorativo,". 
 
  313. Nell'articolo 10, comma 1, lettera e-bis), primo periodo,  del
testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, dopo le parole: "previste dal decreto  legislativo  21
aprile 1993, n. 124" sono aggiunte le  seguenti:  ",  nonche'  quelli
versati alle forme pensionistiche complementari istituite negli Stati
membri dell'Unione europea e negli Stati aderenti  all'Accordo  sullo
spazio economico europeo che sono  inclusi  nella  lista  di  cui  al
decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale  n.  220  del  19  settembre  1996,  e  successive
modificazioni, emanato  in  attuazione  dell'articolo  11,  comma  4,
lettera c), del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239". 
 
  314. Il comma 2 dell'articolo 21 del decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252, e' sostituito dal seguente: "2. La lettera  e-bis)  del
comma 1 dell'articolo 10 del testo unico delle imposte  sui  redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n. 917, e' sostituita dalla seguente: "e-bis)  i  contributi  versati
alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo
5 dicembre 2005, n.  252,  alle  condizioni  e  nei  limiti  previsti
dall'articolo 8 del medesimo decreto.  Alle  medesime  condizioni  ed
entro gli stessi limiti sono deducibili  i  contributi  versati  alle
forme  pensionistiche  complementari  istituite  negli  Stati  membri
dell'Unione europea e negli Stati aderenti all'Accordo  sullo  spazio
economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto  del
Ministro delle finanze 4 settembre 1996,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, e  successive  modificazioni,
emanato in attuazione dell'articolo 11,  comma  4,  lettera  c),  del
decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239"". 
 
  315.  All'articolo  10-ter  della  legge  23  marzo  1983,  n.  77,
sull'istituzione  e  disciplina  dei  fondi   comuni   d'investimento
mobiliare, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) nel primo periodo del comma 1, le  parole:  "situati  negli  Stati
   membri dell'Unione europea, conformi alle direttive comunitarie  e
   le cui quote sono collocate nel territorio dello  Stato  ai  sensi
   dell'articolo 10-bis," sono sostituite dalle  seguenti:  "conformi
   alle direttive comunitarie situati negli Stati membri  dell'Unione
   europea e negli Stati aderenti all'Accordo sullo spazio  economico
   europeo che sono  inclusi  nella  lista  di  cui  al  decreto  del
   Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta
   Ufficiale  n.  220   del   19   settembre   1996,   e   successive
   modificazioni, emanato in attuazione dell'articolo  11,  comma  4,
   lettera c), del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239,  e  le
   cui quote sono collocate  nel  territorio  dello  Stato  ai  sensi
   dell'articolo 42 del testo unico delle disposizioni in materia  di
   intermediazione finanziaria, di  cui  al  decreto  legislativo  24
   febbraio 1998, n. 58,"; 
b) al comma 9, le parole: "situati negli Stati membri della Comunita'
   economica europea e  conformi  alle  direttive  comunitarie"  sono
   sostituite dalle seguenti: "conformi  alle  direttive  comunitarie
   situati negli Stati  membri  dell'Unione  europea  e  negli  Stati
   aderenti all'Accordo  sullo  spazio  economico  europeo  che  sono
   inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4
   settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del  19
   settembre 1996, e successive modificazioni, emanato in  attuazione
   dell'articolo 11, comma 4, lettera c), del decreto legislativo  1°
   aprile 1996, n. 239". 
 
  316. Il terzo periodo del comma 1 dell'articolo 26 del decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e'  sostituito
dal seguente: "Tuttavia, se i titoli indicati nel precedente  periodo
sono emessi da societa' o enti, diversi dalle banche, il cui capitale
e' rappresentato da azioni non  negoziate  in  mercati  regolamentati
degli  Stati  membri  dell'Unione  europea  e  degli  Stati  aderenti
all'Accordo sullo spazio economico europeo  che  sono  inclusi  nella
lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre  1996,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre  1996,  e
successive modificazioni, emanato  in  attuazione  dell'articolo  11,
comma 4, lettera c), del decreto legislativo 1° aprile 1996, n.  239,
ovvero da  quote,  l'aliquota  del  12,50  per  cento  si  applica  a
condizione che, al momento  di  emissione,  il  tasso  di  rendimento
effettivo non sia superiore: a) al  doppio  del  tasso  ufficiale  di
riferimento, per le obbligazioni ed i titoli  similari  negoziati  in
mercati regolamentati degli Stati membri dell'Unione europea e  degli
Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico  europeo  che  sono
inclusi nella lista di cui  al  citato  decreto  del  Ministro  delle
finanze 4 settembre 1996, e  successive  modificazioni,  o  collegati
mediante offerta al pubblico ai sensi  della  disciplina  vigente  al
momento di emissione; b) al tasso ufficiale di riferimento  aumentato
di due terzi, per le  obbligazioni  e  titoli  similari  diversi  dai
precedenti". 
 
  317. All'articolo 1, comma 1, del  decreto  legislativo  1°  aprile
1996, n. 239, e successive  modificazioni,  le  parole:  "in  mercati
regolamentati italiani" sono sostituite dalle seguenti:  "in  mercati
regolamentati degli Stati membri dell'Unione europea  e  degli  Stati
aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo che sono  inclusi
nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4  settembre
1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  220  del  19  settembre
1996, e successive modificazioni". 
 
  318. All'articolo 54, comma 8, del testo unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni,  dopo  le  parole:
"ridotto del 25 per cento a titolo  di  deduzione  forfettaria  delle
spese" sono inserite le seguenti: ", ovvero del 40  per  cento  se  i
relativi compensi sono percepiti da soggetti di eta' inferiore  a  35
anni". 
 
  319. All'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al comma 1, dopo la lettera i-quater) sono aggiunte le seguenti: 
   "i-quinquies) le spese, per un importo non superiore a 210 euro, 
   sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi 
   di eta' compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, 
   palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi 
   destinati alla pratica sportiva dilettantistica rispondenti alle 
   caratteristiche individuate con decreto del Presidente del 
   Consiglio dei ministri, o Ministro delegato, di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, e le attivita' sportive; 
   i-sexies) i canoni di locazione derivanti dai contratti di 
   locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 
   1998, n. 431, e successive modificazioni, dagli studenti iscritti 
   ad un corso di laurea presso una universita' ubicata in un comune 
   diverso da quello di residenza, distante da quest'ultimo almeno 
   100 chilometri e comunque in una provincia diversa, per unita' 
   immobiliari situate nello stesso comune in cui ha sede 1' 
   universita' o in comuni limitrofi, per un importo non superiore  a
2.633 euro; 
   i-septies) le spese, per un importo non superiore a 2.100 euro, 
   sostenute per gli addetti all'assistenza personale nei casi di non 
   autosufficienza nel compimento degli atti della  vita  quotidiana,
se il reddito complessivo non supera 40.000 euro"; 
b) al comma 2, primo periodo, le parole: "e) e  f)"  sono  sostituite
   dalle seguenti: "e), f), i-quinquies) e  i-sexies)";  nel  secondo
   periodo  del  medesimo  comma  le  parole:  "dal  comma  3"   sono
   sostituite dalle seguenti: "dal comma 2" ed e' aggiunto, in  fine,
   il seguente periodo: "Per le spese di cui alla lettera  i-septies)
   del citato comma 1, la  detrazione  spetta,  alle  condizioni  ivi
   stabilite, anche se sono state sostenute per le  persone  indicate
   nell'articolo  12  ancorche'  non  si  trovino  nelle   condizioni
   previste dal comma 2 del medesimo articolo". 
 
  320. All'articolo 1-bis, comma 1, della legge 29 ottobre  1961,  n.
1216, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: "Tale misura  si
applica anche alle assicurazioni di altri rischi inerenti al  veicolo
o al natante o ai danni causati dalla loro circolazione". 
 
  321. A decorrere dai pagamenti successivi al 1°  gennaio  2007,  la
tabella di cui all'articolo 1, comma  2,  del  decreto  del  Ministro
delle finanze 27 dicembre 1997, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
n. 303 del 31 dicembre 1997, e' sostituita dalla  Tabella  2  annessa
alla presente  legge.  Gli  incrementi  percentuali  approvati  dalle
regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano prima  della
data di entrata in vigore della presente  legge  vengono  ricalcolati
sugli importi della citata Tabella 2.  I  trasferimenti  erariali  in
favore delle regioni o delle province  autonome  di  cui  al  periodo
precedente sono ridotti in misura pari al maggior  gettito  derivante
ad esse dal presente comma. 
 
  322. Con decreto del Ministero dell'economia e  delle  finanze,  da
adottare entro tre  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, d'intesa con la Conferenza permanente per i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano, sono effettuate le regolazioni  finanziarie  delle  maggiori
entrate nette derivanti dall'attuazione delle norme del comma  321  e
sono  definiti  i  criteri  e  le  modalita'  per  la  corrispondente
riduzione dei trasferimenti dello Stato alle regioni e alle  province
autonome di Trento e di Bolzano. 
 
  323. Le disposizioni dell'articolo 2  del  decreto-legge  8  luglio
2002, n. 138, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  8  agosto
2002, n. 178, nonche' quelle dell'articolo  1  del  decreto-legge  13
gennaio 2003, n. 2, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  14
marzo 2003, n. 39, si interpretano nel senso  che  le  esenzioni  ivi
previste  si  applicano  esclusivamente  agli  atti  di  acquisto  di
autoveicoli le cui  richieste  di  iscrizione  al  pubblico  registro
automobilistico  siano  state  presentate  entro  i  sessanta  giorni
successivi alla data di acquisto, ai sensi degli articoli 93 e 94 del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. 
 
  324. Al comma 72 dell'articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre  2006,
n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre  2006,
n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) il primo periodo e'  sostituito  dai  seguenti:  "Le  disposizioni
   della lettera a) del comma 71 hanno effetto a partire dal  periodo
   di imposta successivo a quello di entrata in vigore  del  presente
   decreto. Le altre disposizioni del medesimo comma  71,  in  deroga
   all'articolo 3  della  legge  27  luglio  2000,  n.  212,  recante
   disposizioni in materia di statuto dei diritti  del  contribuente,
   hanno effetto a partire dal periodo d'imposta in corso  alla  data
   di entrata in vigore del presente decreto."; 
b) nel terzo periodo, dopo le  parole:  "legge  23  agosto  1988,  n.
   400,",  sono  inserite  le  seguenti:  "sentite   le   Commissioni
   parlamentari competenti"; 
c) nel quarto periodo, dopo le parole: "La modifica  e'  effettuata,"
   sono inserite le seguenti: "prioritariamente con riferimento  alle
   disposizioni in materia di reddito di  lavoro  dipendente  di  cui
   alla lettera a) del comma 71,". 
 
  325. All'articolo 7, comma 4,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,  dopo  la  lettera  f-quater)  e'
aggiunta   la   seguente:    "f-quinquies)    le    prestazioni    di
intermediazione, relative ad operazioni diverse da quelle di cui alla
lettera d) del presente comma e da quelle  di  cui  all'articolo  40,
commi 5 e 6, del decreto-legge 30 agosto 1993,  n.  331,  convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  29  ottobre  1993,  n.   427,   si
considerano  effettuate  nel  territorio  dello   Stato   quando   le
operazioni   oggetto   dell'intermediazione   si   considerano    ivi
effettuate, a meno che non siano commesse da soggetto passivo  in  un
altro Stato membro dell'Unione europea; le  suddette  prestazioni  si
considerano in ogni caso effettuate nel territorio dello Stato se  il
committente delle stesse e' ivi soggetto passivo d'imposta". 
 
  326. All'articolo 30, comma 1, della legge  23  dicembre  1994,  n.
724, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  "Le  percentuali  di
cui alle lettere a) e c) sono ridotte rispettivamente all'1 per cento
e al 10 per cento per  i  beni  situati  in  comuni  con  popolazione
inferiore ai 1.000 abitanti". 
 
  327. Il comma 37 dell'articolo 37 del decreto-legge 4 luglio  2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248, e' sostituito dal seguente: "37. L'efficacia delle  disposizioni
di cui ai commi 33, 34  e  35  decorre  dalla  data  progressivamente
individuata, per singole categorie di contribuenti, con provvedimento
del Direttore dell'Agenzia delle entrate  da  adottare  entro  il  1°
giugno 2008". 
 
  328. All'articolo 37 del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,  n.  248,
dopo il comma 37 sono inseriti i seguenti: 
"37-bis. Gli apparecchi misuratori di cui all'articolo 1 della  legge
26 gennaio 1983, n. 18,  immessi  sul  mercato  a  decorrere  dal  1°
gennaio  2008  devono  essere  idonei  alla  trasmissione  telematica
prevista dai commi 33 e seguenti. Per detti apparecchi e'  consentita
la deduzione integrale delle spese di acquisizione nell'esercizio  in
cui  sono  state  sostenute,  anche  in  deroga  a  quanto  stabilito
dall'articolo 102,  comma  5,  del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e  successive  modificazioni.  Gli  apparecchi
misuratori  di  cui  al  presente  comma  non  sono   soggetti   alla
verificazione  periodica  di  cui  al  provvedimento  del   Direttore
dell'Agenzia delle entrate  del  28  luglio  2003,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 221 del  23  settembre  2003.  I  soggetti  che
effettuano la trasmissione telematica emettono scontrino  non  avente
valenza fiscale, secondo le modalita' stabilite con il regolamento di
cui al comma 37-ter. 
37-ter. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17,  comma  2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro  centottanta  giorni  dalla
data di entrata in vigore della presente  disposizione  sono  emanate
disposizioni atte a  disciplinare  le  modalita'  di  rilascio  delle
certificazioni dei  corrispettivi,  non  aventi  valore  fiscale,  in
correlazione alla trasmissione, in via telematica, dei  corrispettivi
medesimi". 
 
  329. L'aliquota di accisa sul metano usato per autotrazione di  cui
all'allegato  I  del  testo  unico  delle  disposizioni   legislative
concernenti le imposte sulla produzione  e  sui  consumi  e  relative
sanzioni penali e amministrative, di cui al  decreto  legislativo  26
ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, e' ridotta  a  euro
0,00291 per metro cubo di prodotto. 
 
  330. All'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
a) al numero 8) dopo  le  parole:  "escluse  le  locazioni  di"  sono
   inserite  le  seguenti:  "fabbricati   abitativi   effettuate   in
   attuazione di piani  di  edilizia  abitativa  convenzionata  dalle
   imprese che li hanno costruiti o che hanno realizzato sugli stessi
   interventi di cui all'articolo 31, primo comma, lettere c), d)  ed
   e), della legge 5 agosto 1978, n. 457, entro  quattro  anni  dalla
   data di  ultimazione  della  costruzione  o  dell'intervento  e  a
   condizione che il contratto abbia durata non inferiore  a  quattro
   anni, e le locazioni di"; 
b) al numero 8-bis), le parole da: ", entro quattro anni"  fino  alla
   fine del numero sono sostituite  dalle  seguenti:  "dalle  imprese
   costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi  hanno  eseguito,
   anche  tramite  imprese  appaltatrici,  gli  interventi   di   cui
   all'articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e), della legge  5
   agosto 1978, n. 457, entro quattro anni dalla data di  ultimazione
   della costruzione o dell'intervento o  anche  successivamente  nel
   caso in cui entro tale termine i fabbricati siano stati locati per
   un periodo non inferiore a quattro anni in attuazione di programmi
   di edilizia residenziale convenzionata". 
 
  331. Il numero 41-bis) della  tabella  A,  parte  II,  allegata  al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e
successive modificazioni, si interpreta nel senso che sono ricomprese
anche le prestazioni di cui ai numeri 18), 19), 20),  21)  e  27-ter)
dell'articolo 10 del predetto decreto rese  in  favore  dei  soggetti
indicati nel medesimo numero 41-bis) da cooperative e  loro  consorzi
sia direttamente sia in esecuzione  di  contratti  di  appalto  e  di
convenzioni in genere. Resta salva la  facolta'  per  le  cooperative
sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, di optare  per  la
previsione di cui all'articolo 10, comma 8, del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460. Nella tabella A, parte III, allegata al citato
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e
successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il  seguente  numero:
"127-duodevicies)  locazioni  di  immobili   di   civile   abitazione
effettuate  in  esecuzione  di  programmi   di   edilizia   abitativa
convenzionata dalle imprese  che  li  hanno  costruiti  o  che  hanno
realizzato sugli stessi interventi  di  cui  all'articolo  31,  primo
comma, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457". 
 
  332. All'articolo 6, comma 3, della legge 13 maggio 1999,  n.  133,
dopo la lettera c) e' aggiunta la seguente: "c-bis)  a  societa'  che
svolgono operazioni relative alla riscossione dei  tributi  da  altra
societa'  controllata,  controllante  o  controllata   dalla   stessa
controllante, ai sensi dell'articolo 2359, commi primo e secondo, del
codice civile". 
 
  333. All'articolo 38, comma 1, del  decreto  legislativo  9  luglio
1997, n. 241, dopo le parole: "ai centri" sono inserite le  seguenti:
"e, a decorrere dall'anno 2006, agli iscritti nell'Albo  dei  dottori
commercialisti e degli esperti contabili di cui all'articolo 1, comma
4, e all'articolo 78 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n.  139,
e nell'albo dei consulenti del lavoro di cui alla  legge  11  gennaio
1979, n. 12," 
 
  334. All'articolo 54 del testo unico delle imposte sui redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
a) al comma 1-bis, alinea, le parole:  "e  le  minusvalenze"  e  "gli
   immobili e" sono soppresse e, dopo le parole: "o  da  collezione",
   sono inserite le seguenti: "di cui al comma 5"; 
b) dopo  il  comma  1-bis  e'  inserito  il  seguente:  "1-bis.l.  Le
   minusvalenze dei beni strumentali  di  cui  al  comma  1-bis  sono
   deducibili se sono realizzate ai sensi delle lettere a) e  b)  del
   medesimo comma 1-bis"; 
c) il comma 2 e' sostituito dal seguente: "2. Per i beni  strumentali
   per l'esercizio dell'arte o della professione, esclusi gli oggetti
   d'arte, di antiquariato o da collezione di cui al  comma  5,  sono
   ammesse in deduzione quote annuali di ammortamento non superiori a
   quelle  risultanti  dall'applicazione  al  costo  dei   beni   dei
   coefficienti  stabiliti,  per  categorie  di  beni  omogenei,  con
   decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze.  E  tuttavia
   consentita la deduzione integrale, nel periodo  d'imposta  in  cui
   sono  state  sostenute,  delle  spese  di  acquisizione  di   beni
   strumentali il cui costo unitario non sia superiore a euro  516,4.
   La  deduzione  dei  canoni  di  locazione  finanziaria   di   beni
   strumentali e' ammessa a condizione che la  durata  del  contratto
   non  sia  inferiore  alla  meta'  del  periodo   di   ammortamento
   corrispondente al coefficiente stabilito nel  predetto  decreto  e
   comunque con un minimo di otto anni e un massimo di quindici se lo
   stesso ha per oggetto beni immobili. Ai  fini  del  calcolo  delle
   quote di ammortamento deducibili dei beni immobili strumentali, si
   applica l'articolo 36, commi 7 e 7-bis, del decreto-legge 4 luglio
   2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto
   2006, n. 248. Per i beni di cui all'articolo 164, comma 1, lettera
   b), la  deducibilita'  dei  canoni  di  locazione  finanziaria  e'
   ammessa a condizione che la durata del contratto non sia inferiore
   al  periodo  di  ammortamento   corrispondente   al   coefficiente
   stabilito a  norma  del  primo  periodo.  I  canoni  di  locazione
   finanziaria dei  beni  strumentali  sono  deducibili  nel  periodo
   d'imposta in cui maturano. Le spese  relative  all'ammodernamento,
   alla ristrutturazione e alla manutenzione di  immobili  utilizzati
   nell'esercizio  di  arti  e   professioni,   che   per   le   loro
   caratteristiche non sono imputabili ad incremento  del  costo  dei
   beni  ai  quali  si  riferiscono,  sono  deducibili,  nel  periodo
   d'imposta di sostenimento, nel limite del 5 per  cento  del  costo
   complessivo  di  tutti  i  beni  materiali  ammortizzabili,  quale
   risulta all'inizio del  periodo  d'imposta  dal  registro  di  cui
   all'articolo 19 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  29
   settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni; l'eccedenza e'
   deducibile  in  quote  costanti  nei  cinque   periodi   d'imposta
   successivi"; 
d) al comma  3,  i  periodi  secondo  e  terzo  sono  sostituiti  dai
   seguenti:  "Per  gli   immobili   utilizzati   promiscuamente,   a
   condizione che il contribuente non disponga nel medesimo comune di
   altro immobile adibito esclusivamente  all'esercizio  dell'arte  o
   professione, e' deducibile una somma pari al 50  per  cento  della
   rendita ovvero, in caso di immobili acquisiti mediante  locazione,
   anche finanziaria, un importo pari al 50 per  cento  del  relativo
   canone. Nella stessa misura sono deducibili le spese per i servizi
   relativi    a    tali    immobili    nonche'    quelle    relative
   all'ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione degli immobili
   utilizzati, che per le loro caratteristiche non sono imputabili ad
   incremento del costo dei beni ai quali si riferiscono". 
 
  335. Le  disposizioni  introdotte  dal  comma  334  in  materia  di
deduzione dell'ammortamento o dei  canoni  di  locazione  finanziaria
degli  immobili  strumentali  per  l'esercizio  dell'arte   o   della
professione si applicano agli immobili acquistati nel periodo dal  1°
gennaio 2007  al  31  dicembre  2009  e  ai  contratti  di  locazione
finanziaria stipulati nel medesimo periodo; tuttavia, per  i  periodi
d'imposta 2007, 2008 e 2009, gli importi deducibili sono ridotti a un
terzo. 
 
  336. All'articolo 3, comma 3, del testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni,  dopo  la  lettera
d-bis) e' aggiunta la seguente: "d-ter) le somme corrisposte a titolo
di borsa di studio dal Governo  italiano  a  cittadini  stranieri  in
forza di accordi e intese internazionali". 
 
  337. Fino al 31  dicembre  2006  le  comunicazioni  previste  dall'
articolo 8, comma 4-bis,  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322,  come  modificato
dall'articolo 37, comma 8, del decreto-legge 4 luglio 2006,  n.  223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,  si
considerano validamente effettuate anche se il  contribuente,  invece
di indicare il codice fiscale dei soggetti titolari di partita IVA da
cui   sono   stati   effettuati   acquisti    rilevanti    ai    fini
dell'applicazione dell'IVA, abbia indicato il numero di  partita  IVA
dei predetti soggetti. 
 
  338. All'articolo 4, comma 4,  del  decreto  legislativo  4  maggio
2001, n. 207, e successive modificazioni,  le  parole:  "31  dicembre
2006" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2007". 
 
  339. All'articolo 2 del  decreto-legge  3  ottobre  2006,  n.  262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) il comma 34 e' sostituito dal seguente:  "34.  In  sede  di  prima
   applicazione  del  comma  33,  l'aggiornamento  della  banca  dati
   catastale  avviene   sulla   base   dei   dati   contenuti   nelle
   dichiarazioni  di  cui  al  comma  33,  presentate  dai   soggetti
   interessati nell'anno 2006 e messe a  disposizione  della  Agenzia
   del territorio dall'AGEA. L'Agenzia  del  territorio  provvede  ad
   inserire in atti i nuovi redditi relativi  agli  immobili  oggetto
   delle variazioni colturali, anche sulla scorta delle  informazioni
   contenute nelle suddette dichiarazioni.  In  deroga  alle  vigenti
   disposizioni ed in particolare all'articolo  74,  comma  1,  della
   legge 21 novembre 2000, n.  342,  l'Agenzia  del  territorio,  con
   apposito comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale,  rende
   noto, per ciascun comune,  il  completamento  delle  operazioni  e
   provvede a pubblicizzare, per i sessanta  giorni  successivi  alla
   pubblicazione del comunicato, presso i Comuni interessati, tramite
   gli uffici provinciali e sul proprio sito  internet,  i  risultati
   delle relative operazioni catastali di aggiornamento; i ricorsi di
   cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo  31  dicembre
   1992, n. 546, e successive modificazioni,  avverso  la  variazione
   dei redditi possono essere proposti entro il termine  di  sessanta
   giorni decorrenti  dalla  data  di  pubblicazione  nella  Gazzetta
   Ufficiale  del  comunicato   relativo   al   completamento   delle
   operazioni   di   aggiornamento   catastale   per   gli   immobili
   interessati; i nuovi redditi cosi'  attribuiti  producono  effetti
   fiscali dal 10 gennaio 2006. In  tale  caso  non  sono  dovute  le
   sanzioni previste  dall'articolo  3  del  decreto  legislativo  18
   dicembre 1997, n. 471."; 
b) il comma  36  e'  sostituito  dal  seguente:  "36.  L'Agenzia  del
   territorio, anche sulla base delle informazioni fornite  dall'AGEA
   e  delle  verifiche,  amministrative,  da  telerilevamento  e   da
   sopralluogo sul terreno, dalla stessa effettuate  nell'ambito  dei
   propri compiti istituzionali, individua i fabbricati  iscritti  al
   catasto terreni per i quali siano venuti meno i requisiti  per  il
   riconoscimento della ruralita' ai fini fiscali, nonche' quelli che
   non risultano dichiarati al catasto. L'Agenzia del territorio, con
   apposito comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale,  rende
   nota la disponibilita',  per  ciascun  comune,  dell'elenco  degli
   immobili individuati ai sensi del periodo precedente, comprensivo,
   qualora  accertata,   della   data   cui   riferire   la   mancata
   presentazione  della  dichiarazione  al  catasto,  e  provvede   a
   pubblicizzare, per i sessanta giorni successivi alla pubblicazione
   del comunicato, presso i comuni interessati e tramite  gli  uffici
   provinciali e sul proprio sito internet, il predetto  elenco,  con
   valore  di  richiesta,  per  i  titolari  dei  diritti  reali,  di
   presentazione degli atti di  aggiornamento  catastale  redatti  ai
   sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze
   19 aprile 1994, n. 701. Se  questi  ultimi  non  ottemperano  alla
   richiesta entro novanta giorni dalla  data  di  pubblicazione  del
   comunicato di cui al periodo precedente,  gli  uffici  provinciali
   dell'Agenzia  del  territorio  provvedono  con  oneri   a   carico
   dell'interessato,  alla  iscrizione  in  catasto   attraverso   la
   predisposizione   delle   relative   dichiarazioni   redatte    in
   conformita' al regolamento di cui al decreto  del  Ministro  delle
   finanze 19 aprile 1994, n. 701, e a notificarne i relativi  esiti.
   Le rendite catastali dichiarate  o  attribuite  producono  effetto
   fiscale, in deroga alle vigenti disposizioni, a decorrere  dal  1°
   gennaio dell'anno successivo alla data  cui  riferire  la  mancata
   presentazione della denuncia catastale, ovvero, in assenza di tale
   indicazione,  dal  1°  gennaio  dell'anno  di  pubblicazione   del
   comunicato di  cui  al  secondo  periodo.  Con  provvedimento  del
   Direttore dell'Agenzia del territorio, da adottare  entro  novanta
   giorni  dalla  data  di   entrata   in   vigore   della   presente
   disposizione, sono stabilite modalita' tecniche ed  operative  per
   l'attuazione del presente comma. Si applicano le sanzioni  per  le
   violazioni previste dall'articolo 28 del  regio  decreto-legge  13
   aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
   agosto 1939, n. 1249, e successive modificazioni". 
 
  340. Al fine di contrastare i fenomeni di esclusione sociale  negli
spazi urbani e favorire  l'integrazione  sociale  e  culturale  delle
popolazioni abitanti  in  circoscrizioni  o  quartieri  delle  citta'
caratterizzati da degrado urbano e sociale, sono  istituite,  con  le
modalita' di cui al comma 342, zone franche urbane con un  numero  di
abitanti non superiore a 30.000. Per le finalita' di cui  al  periodo
precedente, e' istituito nello  stato  di  previsione  del  Ministero
dello sviluppo economico un apposito Fondo con una  dotazione  di  50
milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, che provvede  al
finanziamento di programmi di intervento, ai  sensi  del  comma  342.
L'importo di cui al periodo precedente costituisce tetto  massimo  di
spesa. 
 
  341.  Le  piccole  e  micro   imprese,   come   individuate   dalla
raccomandazione 20031 361/CE della Commissione, del  6  maggio  2003,
che iniziano, nel periodo compreso tra il  6  aprile  2009  e  il  31
dicembre 2012, una  nuova  attivita'  economica  nelle  zone  franche
urbane individuate secondo le modalita' di cui al comma 342,  possono
fruire delle seguenti agevolazioni,  nei  limiti  delle  risorse  del
Fondo di cui al comma 340 a tal fine vincolate: 
a) esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque periodi  di
   imposta. Per i  periodi  di  imposta  successivi,  l'esenzione  e'
   limitata, per i primi cinque al 60  per  cento,  per  il  sesto  e
   settimo al 40 per cento e per l'ottavo e nono  al  20  per  cento.
   L'esenzione di cui alla presente lettera spetta fino a concorrenza
   dell'importo di euro 100.000 del reddito derivante  dall'attivita'
   svolta nella zona  franca  urbana,  maggiorato,  a  decorrere  dal
   periodo di imposta in corso al  1°  gennaio  2009  e  per  ciascun
   periodo di imposta, di un importo pari a euro 5.000,  ragguagliato
   ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo  indeterminato,  residente
   all'interno del sistema locale di lavoro in  cui  ricade  la  zona
   franca urbana; 
b) esenzione dall'imposta regionale sulle attivita' produttive, per i
   primi cinque periodi  di  imposta,  fino  a  concorrenza  di  euro
   300.000,  per  ciascun  periodo  di  imposta,  del  valore   della
   produzione netta; 
c) esenzione  dall'imposta  comunale  sugli  immobili,  a   decorrere
   dall'anno 2009 e fino all'anno 2012,  per  i  soli  immobili  siti
   nelle zone  franche  urbane  dalle  stesse  imprese  posseduti  ed
   utilizzati per l'esercizio delle nuove attivita' economiche; 
d) esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro
   dipendente, per i primi cinque anni di attivita', nei limiti di un
   massimale di retribuzione definito con decreto  del  Ministro  del
   lavoro e della previdenza sociale, solo in  caso  di  contratti  a
   tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore
   a dodici mesi, e a condizione che almeno il  30  per  cento  degli
   occupati risieda nel sistema locale di lavoro  in  cui  ricade  la
   zona franca urbana. Per gli anni successivi l'esonero e'  limitato
   per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo  al  40
   per cento e per l'ottavo e nono al 20 per cento. L'esonero di  cui
   alla presente lettera spetta, alle medesime condizioni,  anche  ai
   titolari di reddito di lavoro autonomo  che  svolgono  l'attivita'
   all'interno della zona franca urbana. 
 
  341-bis. Le piccole e le micro imprese che hanno avviato la propria
attivita' in una zona franca urbana antecedentemente al 6 aprile 2009
possono fruire delle agevolazioni di cui al comma 341,  nel  rispetto
del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15  dicembre
2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88  del  Trattato
agli aiuti di importanza minore, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
dell'Unione europea n. L 379 del 28 dicembre 2006. 
 
  341-ter. Sono, in ogni caso,  escluse  dal  regime  agevolativo  le
imprese operanti nei settori della costruzione di  automobili,  della
costruzione navale, della fabbricazione di fibre tessili  artificiali
o sintetiche, della siderurgia e del trasporto su strada. 
 
  341-quater. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente disposizione, saranno determinati le condizioni, i limiti  e
le modalita' di applicazione delle esenzioni fiscali di cui ai  commi
da 341 a 341-ter. 
 
  342. Il Comitato interministeriale per la programmazione  economica
(CIPE),  su  proposta  del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  di
concerto con il Ministro della solidarieta'  sociale,  provvede  alla
definizione dei criteri per l'allocazione  delle  risorse  e  per  la
individuazione e la selezione delle zone franche urbane,  sulla  base
di parametri socio-economici, rappresentativi dei fenomeni di degrado
di cui al  comma  340.  Provvede  successivamente,  su  proposta  del
Ministro dello sviluppo economico, alla perimetrazione delle  singole
zone franche urbane ed alla concessione del finanziamento  in  favore
dei programmi di intervento di cui al comma  340.  L'efficacia  delle
disposizioni dei  commi  da  341  a  342  e'  subordinata,  ai  sensi
dell'articolo  88,  paragrafo  3,  del  Trattato   istitutivo   della
Comunita' europea, all'autorizzazione della Commissione europea. 
 
  343. Il Nucleo  di  valutazione  e  verifica  del  Ministero  dello
sviluppo  economico,  anche  in  coordinamento  con   i   nuclei   di
valutazione delle regioni interessate, provvede  al  monitoraggio  ed
alla valutazione di efficacia degli interventi e presenta a tal  fine
al CIPE una relazione annuale sugli esiti delle predette attivita'. 
 
  344. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007,
relative ad interventi  di  riqualificazione  energetica  di  edifici
esistenti, che conseguono un valore limite di fabbisogno  di  energia
primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore  di  almeno
il 20 per cento rispetto ai valori riportati nell'allegato C,  numero
1), tabella 1, annesso al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192,
spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per
cento degli importi rimasti a carico  del  contribuente,  fino  a  un
valore massimo della detrazione di 100.000 euro, da ripartire in  tre
quote annuali di pari importo. 
 
  345. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007,
relative  ad  interventi  su  edifici  esistenti,  parti  di  edifici
esistenti  o  unita'  immobiliari,   riguardanti   strutture   opache
verticali, strutture  opache  orizzontali  (coperture  e  pavimenti),
finestre comprensive di infissi, spetta una  detrazione  dall'imposta
lorda per una quota pari al 55 per  cento  degli  importi  rimasti  a
carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di
60.000 euro, da ripartire in tre quote annuali  di  pari  importo,  a
condizione che siano rispettati i requisiti di  trasmittanza  termica
U, espressa in W/m2K, della Tabella 3 allegata alla presente legge. 
 
  346. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007,
relative all'installazione di pannelli solari per  la  produzione  di
acqua calda per usi domestici o industriali e per  la  copertura  del
fabbisogno di acqua calda in piscine,  strutture  sportive,  case  di
ricovero e  cura,  istituti  scolastici  e  universita',  spetta  una
detrazione dall'imposta lorda per una quota  pari  al  55  per  cento
degli importi rimasti a carico del contribuente,  fino  a  un  valore
massimo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire  in  tre  quote
annuali di pari importo. 
 
  347. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007,
per  interventi  di  sostituzione  di  impianti  di   climatizzazione
invernale  con  impianti  dotati  di  caldaie   a   condensazione   e
contestuale messa a punto del sistema di  distribuzione,  spetta  una
detrazione dall'imposta lorda per una quota  pari  al  55  per  cento
degli importi rimasti a carico del  contribuente,  fmo  a  un  valore
massimo della detrazione di 30.000 euro, da ripartire  in  tre  quote
annuali di pari importo. 
 
  348. La detrazione fiscale di cui ai commi 344, 345, 346 e  347  e'
concessa con le modalita'  di  cui  all'articolo  1  della  legge  27
dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni,  e  alle  relative
norme di attuazione previste dal regolamento di cui  al  decreto  del
Ministro  delle  finanze  18  febbraio  1998,  n.  41,  e  successive
modificazioni, sempreche'  siano  rispettate  le  seguenti  ulteriori
condizioni: 
a) la rispondenza dell'intervento ai previsti requisiti e' asseverata
   da un tecnico abilitato,  che  risponde  civilmente  e  penalmente
   dell'asseverazione; 
b) il   contribuente   acquisisce   la   certificazione    energetica
   dell'edificio, di cui all'articolo 6 del  decreto  legislativo  19
   agosto 2005, n. 192, qualora introdotta dalla regione o  dall'ente
   locale, ovvero, negli altri casi, un "attestato di  qualificazione
   energetica",  predisposto  ed  asseverato  da  un   professionista
   abilitato, nel  quale  sono  riportati  i  fabbisogni  di  energia
   primaria di calcolo, o dell'unita' immobiliare ed i corrispondenti
   valori massimi ammissibili fissati dalla normativa in  vigore  per
   il caso specifico o, ove non siano fissati  tali  limiti,  per  un
   identico   edificio   di   nuova   costruzione.   L'attestato   di
   qualificazione  energetica  comprende   anche   l'indicazione   di
   possibili interventi migliorativi  delle  prestazioni  energetiche
   dell'edificio o dell'unita'  immobiliare,  a  seguito  della  loro
   eventuale  realizzazione.   Le   spese   per   la   certificazione
   energetica, ovvero per l'attestato di  qualificazione  energetica,
   rientrano negli importi detraibili. 
 
  349. Ai fini di quanto disposto dai commi da 344 a 350 si applicano
le definizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n.  192.
Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,  di  concerto
con il Ministro dello sviluppo economico, da  adottare  entro  il  28
febbraio 2007, sono  dettate  le  disposizioni  attuative  di  quanto
disposto ai commi 344, 345, 346 e 347. 
 
  350. All'articolo 4 del testo unico delle disposizioni  legislative
e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, dopo il comma 1  e'  inserito
il seguente: "1-bis. Nel regolamento di cui al comma 1, ai  fini  del
rilascio  del   permesso   di   costruire,   deve   essere   prevista
l'installazione  dei  pannelli  fotovoltaici  per  la  produzione  di
energia elettrica per gli edifici di nuova costruzione, in modo  tale
da garantire una produzione energetica non inferiore  a  0,2  kW  per
ciascuna unita' abitativa". 
 
  351. Gli interventi di  realizzazione  di  nuovi  edifici  o  nuovi
complessi di edifici, di volumetria complessiva  superiore  a  10.000
metri cubi, con data di inizio lavori entro il  31  dicembre  2007  e
termine entro i tre anni successivi, che conseguono un valore  limite
di fabbisogno  di  energia  primaria  annuo  per  metro  quadrato  di
superficie utile dell'edificio inferiore di almeno il  50  per  cento
rispetto ai valori riportati nell'allegato C, numero 1),  tabella  1,
annesso al decreto legislativo 19 agosto 2005, n.  192,  nonche'  del
fabbisogno   di   energia   per   il   condizionamento    estivo    e
l'illuminazione, hanno diritto a un contributo pari al 55  per  cento
degli extra costi sostenuti per conseguire il predetto valore  limite
di fabbisogno di energia, incluse le maggiori spese di progettazione. 
(24) 
 
  352. Per l'attuazione del comma 351 e' costituito un  Fondo  di  15
milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio  2007-2009.  Con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di  concerto  con
il Ministro dello sviluppo economico, sono fissate le condizioni e le
modalita' per l'accesso  e  l'erogazione  dell'incentivo,  nonche'  i
valori  limite   relativi   al   fabbisogno   di   energia   per   il
condizionamento estivo e l'illuminazione. 
 
  353. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007,
per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e  loro  combinazioni
con analoghi apparecchi di classe energetica non inferiore ad Aspetta
una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 20 per  cento
degli importi rimasti a carico del contribuente,  fino  a  un  valore
massimo della detrazione di 200  euro  per  ciascun  apparecchio,  in
un'unica rata. 
 
  354. Ai  soggetti  esercenti  attivita'  d'impresa  rientrante  nel
settore  del  commercio  che  effettuano  interventi  di   efficienza
energetica per l'illuminazione nei due periodi d'imposta successivi a
quello in corso al 31 dicembre 2006, spetta una  ulteriore  deduzione
dal reddito d'impresa pari al 36 per cento dei  costi  sostenuti  nei
seguenti casi: 
a) sostituzione, negli ambienti interni,  di  apparecchi  illuminanti
   con altri ad alta efficienza energetica, maggiore o uguale  al  60
   per cento; 
b) sostituzione, negli ambienti interni, di lampade ad  incandescenza
   con  lampade  fluorescenti  di  classe  A  purche'  alloggiate  in
   apparecchi illuminanti  ad  alto  rendimento  ottico,  maggiore  o
   uguale al 60 per cento; 
c) sostituzione, negli ambienti esterni,  di  apparecchi  illuminanti
   dotati di lampade a vapori di mercurio con apparecchi  illuminanti
   ad alto rendimento ottico, maggiore o  uguale  all'80  per  cento,
   dotati di lampade a vapori di sodio ad alta o bassa pressione o di
   lampade a ioduri metallici; 
d)  azione  o  integrazione,  in  ambienti  interni  o  esterni,   di
regolatori del flusso luminoso. 
 
  355. Nella determinazione dell'acconto dovuto ai fini delle imposte
sul reddito per il secondo e il terzo periodo d'imposta successivi  a
quello in corso al 31 dicembre 2006, si  assume,  quale  imposta  del
periodo precedente, quella che si sarebbe  determinata  senza  tenere
conto delle disposizioni del comma 354. 
 
  356. All'onere di cui ai commi 354 e 355, pari a 11 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2008 e  2009,  si  provvede  a  valere  sulle
risorse del Fondo di cui al comma 362.(22) 
 
  357. Allo  scopo  di  favorire  il  rinnovo  del  parco  apparecchi
televisivi in vista della migrazione della televisione analogica alla
televisione digitale, agli utenti del servizio di radiodiffusione che
dimostrino di essere in regola, per l'anno 2007, con il pagamento del
canone di abbonamento di cui al regio decreto-legge 21 febbraio 1938,
n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, spetta, ai fini
dell'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche,  una  detrazione
dall'imposta lorda per una quota pari al 20  per  cento  delle  spese
sostenute entro il 31  dicembre  2007  ed  effettivamente  rimaste  a
carico, fino ad un importo massimo delle stesse di  1.000  euro,  per
l'acquisto   di   un   apparecchio   televisivo   dotato   anche   di
sintonizzatore digitale integrato. In  deroga  all'articolo  3  della
legge 27 luglio  2000,  n.  212,  nella  determinazione  dell'acconto
dovuto ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche per  il
periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data  di  entrata
in vigore della presente legge, si assume, quale imposta del  periodo
d'imposta precedente, quella che si sarebbe determinata senza  tenere
conto delle disposizioni del primo periodo del presente comma. 
 
  358. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007,
per l'acquisto e l'installazione di motori ad elevata  efficienza  di
potenza  elettrica,  compresa  tra  5  e  90  kW,  nonche'   per   la
sostituzione di motori esistenti con motori ad elevata efficienza  di
potenza elettrica, compresa tra 5 e  90  kW,  spetta  una  detrazione
dall'imposta lorda per una quota pari al 20 per cento  degli  importi
rimasti a carico del contribuente, fino a  un  valore  massimo  della
detrazione di 1.500 euro per motore, in un'unica rata. 
 
  359. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007,
per l'acquisto e  356.  l'installazione  di  variatori  di  velocita'
(inverter) su impianti con potenza elettrica compresa tra 7,5 e 90 kW
spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 20 per
cento degli importi rimasti a carico  del  contribuente,  fino  a  un
valore massimo della detrazione di  1.500  euro  per  intervento,  in
un'unica rata. 
 
  360. Entro il 28 febbraio 2007,  con  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, sono definite le caratteristiche  cui  devono  rispondere  i
motori ad elevata efficienza e i variatori di velocita' (inverter) di
cui ai commi 358 e 359, i tetti di spesa massima  in  funzione  della
potenza dei motori e dei variatori di velocita' (inverter) di cui  ai
medesimi commi, nonche' le modalita'  per  l'applicazione  di  quanto
disposto ai commi 357, 358 e 359 e per la verifica del rispetto delle
disposizioni in materia di ritiro delle apparecchiature sostituite. 
 
  361. Entro il 28 febbraio 2007,  con  decreto  del  Ministro  delle
comunicazioni, di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, sono definite le caratteristiche a cui devono rispondere gli
apparecchi televisivi di cui al comma 357 al  fine  di  garantire  il
rispetto del principio di neutralita' tecnologica e la compatibilita'
con le piattaforme trasmissive esistenti, nonche'  le  modalita'  per
l'applicazione di quanto disposto al medesimo comma 357. 
 
  362.  Il  maggiore   gettito   fiscale   derivante   dall'incidenza
dell'imposta  sul  valore  aggiunto  sui  prezzi  di   carburanti   e
combustibili di origine petrolifera,  in  relazione  ad  aumenti  del
prezzo internazionale del petrolio greggio,  rispetto  al  valore  di
riferimento    previsto    nel    Documento     di     programmazione
economico-finanziaria per  gli  anni  2007-2011,  e'  destinato,  nel
limite di 100 milioni di euro annui, alla costituzione di un apposito
Fondo  da  utilizzare  a  copertura  di  interventi   di   efficienza
energetica e di riduzione dei costi della  fornitura  energetica  per
finalita' sociali. (22) 
 
  363.  Nello  stato  di  previsione  del  Ministero  dello  sviluppo
economico e' istituito il Fondo di cui  al  comma  362  che,  per  il
triennio 2007-2009, ha una dotazione iniziale di 50 milioni  di  euro
annui. (22) 
 
  364. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare  entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente  legge,  sono
stabiliti le condizioni, le modalita'  e  i  termini  per  l'utilizzo
della dotazione del Fondo di  cui  al  comma  362,  da  destinare  al
finanziamento di  interventi  di  carattere  sociale,  da  parte  dei
comuni, per la riduzione dei costi delle forniture di energia per usi
civili a  favore  di  clienti  economicamente  disagiati,  anziani  e
disabili e, per una somma di 11 milioni di euro annui per il  biennio
2008-2009, agli interventi di efficienza energetica di cui  ai  commi
da 353 a 361. (22) 
 
  365. Per dare efficace attuazione a quanto previsto al  comma  364,
sono stipulati accordi tra il Governo, le regioni e gli  enti  locali
che garantiscano la individuazione o la creazione, ove non siano gia'
esistenti, di strutture amministrative, almeno presso ciascun  comune
capoluogo di provincia, per la gestione degli interventi  di  cui  al
comma 364, i cui costi possono in parte essere coperti dalle  risorse
del Fondo di cui al comma 362. 
 
  366. All'articolo 20,  comma  1-bis,  del  decreto  legislativo  25
novembre  1996,  n.  625,  e  successive  modificazioni,  le  parole:
"incluse nell'obiettivo n. l di cui al regolamento (CEE)  n.  2052/88
del Consiglio, del 24 giugno 1988, e successive  modificazioni"  sono
sostituite dalle seguenti: "del Mezzogiorno". 
 
  367. Nel decreto legislativo 30 maggio 2005,  n.  128,  recante  le
disposizioni di attuazione della direttiva 2003/301CE  relativa  alla
promozione  dell'uso  dei  biocarburanti  o   di   altri   carburanti
rinnovabili nei trasporti, l'articolo 3 e' sostituito dal seguente: 
"Art. 3. - (Obiettivi indicativi nazionali).  -  1.  Sono  fissati  i
seguenti obiettivi indicativi nazionali,  calcolati  sulla  base  del
tenore energetico, di immissione in consumo di biocarburanti e  altri
carburanti rinnovabili, espressi  come  percentuale  del  totale  del
carburante diesel e di benzina nei trasporti immessi al  consumo  nel
mercato nazionale: 
a) entro il 31 dicembre 2005: 1,0 per cento; 
b) entro il 31 dicembre 2008: 2,5 per cento; 
c) entro il 31 dicembre 2010: 5,75 per cento. 
2. Ai fini del rispetto degli obiettivi indicativi di cui al comma 1,
concorrono, nell'ambito dei rispettivi programmi di  agevolazione  di
cui ai commi 1  e  5  dell'articolo  22-bis  del  testo  unico  delle
disposizioni legislative concernenti le imposte  sulla  produzione  e
sui consumi e relative sanzioni penali e  amministrative  di  cui  al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le immissioni in consumo
di biodiesel e dei prodotti di cui al predetto comma 5". 
 
  368. Nel decreto-legge 10  gennaio  2006,  n.  2,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, recante disposizioni
in materia  di  interventi  nel  settore  agroenergetico,  l'articolo
2-quater e' sostituito dal seguente: 
"Art. 2-quater. - (Interventi nel settore  agroenergetico).  -  1.  A
decorrere dal 1° gennaio 2007 i soggetti  che  immettono  in  consumo
benzina  e  gasolio,  prodotti  a  partire  da  fonti  primarie   non
rinnovabili e destinati ad essere impiegati per  autotrazione,  hanno
l'obbligo di immettere in consumo nel territorio nazionale una  quota
minima di biocarburanti e degli altri carburanti rinnovabili indicati
al comma 4, con le modalita' di cui al comma 3. I  medesimi  soggetti
possono assolvere al predetto obbligo anche acquistando, in  tutto  o
in parte, l'equivalente quota o i relativi diritti da altri soggetti. 
2. Per l'anno 2007 la quota minima di cui al comma 1 e' fissata nella
misura dell'1,0 per cento di tutto il carburante, benzina e  gasolio,
immesso in consumo nell'anno solare precedente, calcolata sulla  base
del tenore energetico; a partire dall'anno 2008, tale quota minima e'
fissata nella misura del 2,0 per  cento.  Con  decreto  del  Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle  finanze,  il  Ministro  dell'ambiente  e  della   tutela   del
territorio  e  del  mare  e  il  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali, da emanare  entro  tre  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore della presente  disposizione,  vengono  fissate  le
sanzioni amministrative pecuniarie, proporzionali e  dissuasive,  per
il mancato raggiungimento dell'obbligo previsto per i singoli anni di
attuazione della presente disposizione successivi  al  2007,  tenendo
conto  dei  progressi   compiuti   nello   sviluppo   delle   filiere
agroenergetiche di cui  al  comma  3.  Gli  importi  derivanti  dalla
comminazione delle eventuali sanzioni sono versati al  Fondo  di  cui
all'articolo 1, comma 422, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,  per
essere riassegnati quale maggiorazione del quantitativo di  biodiesel
che annualmente puo'  godere  della  riduzione  dell'accisa  o  quale
aumento  allo  stanziamento   previsto   per   l'incentivazione   del
bioetanolo e suoi derivati o quale sostegno  della  defiscalizzazione
di programmi sperimentali di nuovi biocarburanti. 
3. Con decreto del Ministro delle  politiche  agricole  alimentari  e
forestali, di concerto con il Ministro dello sviluppo  economico,  il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e  il
Ministro dell'economia e delle finanze, da  emanare  entro  tre  mesi
dalla data di entrata in vigore  della  presente  disposizione,  sono
dettati criteri, condizioni e modalita' per l'attuazione dell'obbligo
di  cui  al  comma  1,  secondo  obiettivi  di  sviluppo  di  filiere
agroenergetiche e in base a criteri che in  via  prioritaria  tengono
conto della quantita' di prodotto proveniente da intese  di  filiera,
da contratti quadro o contratti ad essi equiparati. 
4. I biocarburanti e gli altri carburanti rinnovabili da immettere in
consumo ai sensi dei commi 1, 2 e 3 sono il biodiesel, il  bioetanolo
e suoi derivati, l'ETBE e il bioidrogeno. 
5. La sottoscrizione di un contratto di filiera o contratto quadro, o
contratti ad essi equiparati, costituisce titolo preferenziale: 
a) nei bandi pubblici per i  finanziamenti  delle  iniziative  e  dei
   progetti nel settore della promozione delle energie rinnovabili  e
   dell'impiego dei biocarburanti; 
b) nei contratti di fornitura dei' biocarburanti per il trasporto  ed
il riscaldamento pubblici. 
6. Le pubbliche amministrazioni  stipulano  contratti  o  accordi  di
programma con  i  soggetti  interessati  al  fine  di  promuovere  la
produzione e l'impiego di biomasse  e  di  biocarburanti  di  origine
agricola, la ricerca e lo sviluppo di specie e varieta'  vegetali  da
destinare ad utilizzazioni energetiche. 
7. Ai fini dell'articolo 21, comma 5,  del  testo  unico  di  cui  al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, il biogas e'  equiparato
al gas naturale. 
8. Gli operatori della filiera  di  produzione  e  distribuzione  dei
biocarburanti di origine agricola devono garantire la  tracciabilita'
e la rintracciabilita'  della  filiera.  A  tal  fine  realizzano  un
sistema di identificazioni e registrazioni di tutte  le  informazioni
necessarie a ricostruire il  percorso  del  biocarburante  attraverso
tutte le fasi della produzione, trasformazione e  distribuzione,  con
particolare riferimento alle informazioni relative alla  biomassa  ed
alla materia prima agricola, specificando i fornitori e  l'ubicazione
dei siti di produzione". 
 
  369. Nella legge 23 dicembre 2005, n. 266, all'articolo 1, il comma
423 e' sostituito dal seguente: 
"423. Ferme restando le disposizioni tributarie in materia di accisa,
la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da  fonti
rinnovabili  agroforestali  e  fotovoltaiche  nonche'  di  carburanti
ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo
e di prodotti chimici  derivanti  da  prodotti  agricoli  provenienti
prevalentemente dal fondo  effettuate  dagli  imprenditori  agricoli,
costituiscono attivita' connesse ai sensi dell'articolo  2135,  terzo
comma, del codice civile  e  si  considerano  produttive  di  reddito
agrario". 
 
  370. All'onere derivante dall'attuazione del comma 369, pari  a  un
milione di euro a decorrere  dall'anno  2007,  si  provvede  mediante
corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui
all'articolo 5, comma 3-ter, del decreto-legge 1°  ottobre  2005,  n.
202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005,  n.
244. 
 
  371. Nel testo unico delle disposizioni legislative concernenti  le
imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni  penali  e
amministrative di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) all'articolo 21: 
   1) il comma 6 e' sostituito dal seguente: "6. Le disposizioni del 
   comma 2 si applicano anche al biodiesel (codice NC 3824 90 99) 
   usato come carburante, come combustibile, come additivo ovvero per 
   accrescere il volume finale dei carburanti e dei combustibili. La 
   fabbricazione o la miscelazione con oli minerali del biodiesel e' 
   effettuata in regime di deposito fiscale. Per il trattamento 
   fiscale del biodiesel destinato ad essere usato come combustibile 
   per riscaldamento valgono, in quanto applicabili, le  disposizioni
di cui all'articolo 61."; 
   2) i commi 6.1, 6.2, 6-bis e 6-ter sono abrogati; 
b) dopo l'articolo 22 e' inserito il seguente: 
   "Art. 22-bis. - (Disposizioni particolari in materia di biodiesel 
   ed alcuni prodotti derivati dalla biomassa). - 1. Nell'ambito di 
   un programma pluriennale con decorrenza dal 1° gennaio 2007 al 31 
   dicembre 2010 e nel limite di un contingente annuo di 250.000 
   tonnellate, al biodiesel, destinato ad essere impiegato in 
   autotrazione in miscela con il gasolio, e' applicata una aliquota 
   di accisa pari al 20 per cento di quella applicata al gasolio 
   usato come carburante di cui all'allegato 1. Con decreto del 
   Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri 
   dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del 
   territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari e 
   forestali, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in 
   vigore della presente disposizione, sono determinati i requisiti 
   che gli operatori e i rispettivi impianti di produzione, nazionali 
   e comunitari, devono possedere per partecipare al programma 
   pluriennale nonche' le caratteristiche fiscali del prodotto con i 
   relativi metodi di prova, le percentuali di miscelazione 
   consentite, i criteri per l'assegnazione dei quantitativi 
   agevolati agli operatori su base pluriennale  dando  priorita'  al
prodotto proveniente da intese di filiera o da contratti quadro. 
   Con lo stesso decreto sono stabilite le forme di garanzia che i 
   soggetti che partecipano al programma pluriennale devono fornire 
   per il versamento del 5 per cento della accisa che graverebbe sui 
   quantitativi assegnati e non immessi in consumo. Per ogni anno di 
   validita' del programma i quantitativi del contingente che 
   risultassero, al termine di ciascun anno, non immessi in consumo 
   sono ripartiti tra gli operatori proporzionalmente alle quote loro 
   assegnate dal nuovo programma pluriennale purche' vengano immessi 
   in consumo entro il successivo 30 giugno. In caso di rinuncia, 
   totale o parziale, alle quote risultanti dalla predetta 
   ripartizione da parte di un beneficiario, le stesse sono 
   ridistribuite, proporzionalmente alle relative assegnazioni, fra 
   gli altri beneficiari. Nelle more dell'entrata in vigore del 
   predetto decreto trovano applicazione, in quanto compatibili, le 
   disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro 
   dell'economia e delle finanze 25 luglio 2003, n. 256. L'efficacia 
   della disposizione di cui al presente comma e' subordinata, ai 
   sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della 
   Comunita' europea, alla preventiva autorizzazione da  parte  della
Commissione europea. 
   2. Nelle more dell'autorizzazione comunitaria di cui al comma 1 e 
   dell'entrata in vigore del decreto di cui al medesimo comma 1, per 
   l'anno 2007, una parte del contingente pari a 180.000 tonnellate 
   e' assegnata, con i criteri di cui al predetto regolamento n. 256 
   del 2003, dall'Agenzia delle dogane agli operatori che devono 
   garantire il pagamento della maggiore accisa gravante sui 
quantitativi di  biodiesel  rispettivamente  assegnati.  In  caso  di
   mancata autorizzazione comunitaria di cui al comma 1 i soggetti 
   assegnatari del predetto quantitativo di 180.000 tonnellate sono 
   tenuti al versamento dell'accisa gravante sul biodiesel 
   rispettivamente immesso in consumo. La parte restante del 
   contingente e' assegnata, dall'Agenzia delle dogane, previa 
   comunicazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e 
   forestali relativa ai produttori di biodiesel che hanno stipulato 
   contratti di coltivazione realizzati nell'ambito di contratti 
   quadro o intese di filiera e delle relative quantita' di biodiesel 
   ottenibili dalle materie prime oggetto dei contratti sottoscritti, 
   proporzionalmente a tali quantita'. L'eventuale mancata 
   realizzazione delle produzioni previste dai contratti quadro e 
   intese di filiera, nonche' dai relativi contratti di coltivazione 
   con gli agricoltori, comporta la decadenza dall'accesso al 
   contingente agevolato per i volumi non realizzati e determina la 
   riduzione di pari volume del quantitativo assegnato  all'operatore
nell'ambito del programma pluriennale per i due anni successivi. 
   3. Entro il 1° marzo di ogni anno di validita' del programma di 
   cui al comma 1, i Ministeri dello sviluppo economico e delle 
   politiche agricole alimentari e forestali comunicano al Ministero 
   dell'economia e delle finanze i costi industriali medi del 
   gasolio, del biodiesel e delle materie prime necessarie alla sua 
   produzione, rilevati nell'anno solare precedente. Sulla base delle 
   suddette rilevazioni, al fine di evitare la sovracompensazione dei 
   costi addizionali legati alla produzione, con decreto del Ministro 
   dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dello 
   sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e 
   del mare e delle politiche agricole alimentari e forestali, da 
   emanare entro il 30 aprile di ogni anno di validita' del programma 
   di cui al comma 1, e' rideterminata la misura dell'agevolazione di
cui al medesimo comma 1. 
   4. A seguito della eventuale rideterminazione della misura 
   dell'agevolazione di cui al comma 3, il contingente di cui al 
   comma 1 e' conseguentemente aumentato, senza costi aggiuntivi per 
   l'erario, a partire dall'anno successivo a quello della 
   rideterminazione. Qualora la misura dell'aumento del contingente 
   risultante dalle disposizioni di cui al presente comma richieda la 
   preventiva autorizzazione ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, 
   del Trattato istitutivo della Comunita' europea, l'efficacia delle 
   disposizioni   di   cui   al   presente   comma   e'   subordinata
all'autorizzazione stessa. 
   5. Per l'anno 2007 continuano ad applicarsi le disposizioni 
   relative al programma triennale di cui all'articolo 21, commi 
   6-bis e 6-ter, del presente decreto nella formulazione in vigore 
   al 31 dicembre 2006; nell'ambito del predetto programma, a partire 
   dal 1° gennaio 2007, l'aliquota di accisa ridotta relativa 
   all'etere etilterbutilico (ETBE), derivato da  alcole  di  origine
agricola e' rideterminata in euro 298,92 per 1.000 litri". 
 
  372. Con  effetto  dal  1°  gennaio  2008  nel  testo  unico  delle
disposizioni legislative concernenti le imposte  sulla  produzione  e
sui consumi e relative sanzioni penali e  amministrative  di  cui  al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, all'articolo 22-bis sono
apportate le seguenti modificazioni: 
a) il  comma  5  e'  sostituito  dal  seguente:  "5.  Allo  scopo  di
   incrementare l'utilizzo di fonti energetiche  che  determinino  un
   ridotto  impatto  ambientale  e'  stabilita,  nell'ambito  di   un
   programma triennale a decorrere dal 1° gennaio  2008,  una  accisa
   ridotta, secondo le aliquote di seguito indicate, applicabile  sui
   seguenti prodotti impiegati come carburanti da soli o  in  miscela
   con oli minerali: 
    a) bioetanolo derivato da  prodotti  di  origine  agricola:  euro
289,22 per 1.000 litri; 
    b) etere etilterbutilico (ETBE), derivato da  alcole  di  origine
agricola: euro 298,92 per 1.000 litri; 
    c) additivi e riformulanti prodotti da biomasse: 
     1) per benzina senza piombo: euro 289,22 per 1.000 litri; 
     2) per gasolio, escluso il  biodiesel:  euro  245,32  per  1.000
litri."; 
b) dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti: 
   "5-bis. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di 
   concerto con i Ministri dello sviluppo economico, dell'ambiente e 
   della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole 
   alimentari e forestali, sono fissati, entro il limite complessivo 
   di spesa di 73 milioni di euro annui, comprensivo dell'imposta sul 
   valore aggiunto, i criteri di ripartizione dell'agevolazione 
   prevista dal comma 5, tra le varie tipologie di prodotti e tra gli 
   operatori, le caratteristiche tecniche dei prodotti singoli e 
   delle relative miscele ai fini dell'impiego nella carburazione, 
   nonche' le modalita' di verifica della loro idoneita' ad abbattere 
   i principali agenti inquinanti, valutata sull'intero ciclo di 
   vita. Con cadenza semestrale dall'inizio del programma triennale 
   di cui al comma 5, i Ministeri dello sviluppo economico e delle 
   politiche agricole alimentari e forestali comunicano al Ministero 
   dell'economia e delle finanze i costi industriali medi dei 
   prodotti agevolati di cui al comma 5, rilevati nei sei mesi 
   immediatamente precedenti. Sulla base delle suddette rilevazioni, 
   al fine di evitare la sovracompensazione dei costi addizionali 
   legati alla produzione, con decreto del Ministro dell'economia e 
   delle finanze, di concerto con i Ministri dello sviluppo 
   economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 
   e delle politiche agricole alimentari e forestali, da emanare 
   entro sessanta giorni dalla fine del semestre, e' eventualmente 
   rideterminata la misura dell'agevolazione di cui al medesimo comma
5. 
   5-ter. In caso di aumento dell'aliquota di accisa sulle benzine 
   di cui all'allegato I, l'aliquota di accisa relativa all'ETBE, di 
cui al comma 5,  lettera  b),  e'  conseguentemente  aumentata  nella
misura del 53 per cento  della  aliquota  di  accisa  sulle  benzine,
coerentemente con  quanto  previsto  dall'articolo  2,  paragrafo  2,
   lettera f), della direttiva 2003/30/CE del Parlamento europeo e 
   del Consiglio, dell'8 maggio 2003, relativa alla promozione 
   dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti  rinnovabili  nei
trasporti". 
 
  373.  L'efficacia  delle  disposizioni  di  cui  al  comma  372  e'
subordinata, ai sensi dell'articolo 88,  paragrafo  3,  del  Trattato
istitutivo della Comunita' europea, alla preventiva autorizzazione da
parte della Commissione europea. 
 
  374. Per l'anno 2007 la quota di contingente di  biodiesel  di  cui
all'articolo 22-bis, comma 1, del  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, assegnato secondo  le  modalita'
di cui all'articolo 22-bis, comma 2, primo periodo,  e'  incrementata
in misura corrispondente alla somma di euro 16.726.523.  Al  relativo
onere si provvede mediante corrispondente versamento all'entrata  del
bilancio dello Stato della somma di euro 16.726.523  a  valere  sulle
disponibilita'  del  Fondo  per  le  iniziative   a   vantaggio   dei
consumatori di cui all'articolo 148 della legge 23 dicembre 2000,  n.
388, iscritto nello stato di previsione del Ministero dello  sviluppo
economico,  relativamente  alle  disponibilita'   recate   ai   sensi
dell'articolo 4, comma 1, del decreto del  Ministro  delle  attivita'
produttive 28  ottobre  2005.  Il  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze e' autorizzato  ad  apportare  le  occorrenti  variazioni  di
bilancio. 
 
  375. Per l'anno 2007 gli importi corrispondenti al quantitativo  di
biodiesel di cui all'articolo 22-bis, comma 2, del testo unico di cui
al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, da assegnare  secondo
le modalita' dettate dall'articolo 1, comma 421,  lettera  a),  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, che  risultassero  non  assegnati  al
termine dell'anno, sono trasferiti al fondo per la  promozione  e  lo
sviluppo delle filiere agroenergetiche di cui all'articolo  1,  comma
422, della medesima legge n. 266 del 2005. 
 
  376. Gli importi annui previsti dall'articolo 21, comma 6-ter,  del
testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre  1995,  n.  504,
come modificato dal comma 520 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre
2004, n. 311, eventualmente non utilizzati negli anni  2005  e  2006,
sono destinati per il 50 per cento dei medesimi importi, con  decreto
del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  all'incremento  del
contingente di biodiesel di cui all'articolo  22-bis,  comma  1,  del
testo unico di cui al decreto legislativo n. 504  del  1995  per  gli
anni 2007-2010. Il restante 50 per cento e' assegnato al Fondo di cui
all'articolo 1, comma 422, della legge  23  dicembre  2005,  n.  266,
destinando l'importo di 15 milioni di euro a programmi di  ricerca  e
sperimentazione del Ministero delle politiche agricole  alimentari  e
forestali nel campo bioenergetico. 
 
  377. In caso di mancato impiego del contingente di biodiesel di cui
all'articolo 22-bis, comma 1, del  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo 26 ottobre  1995,  n.  504,  le  corrispondenti  maggiori
entrate per lo  Stato  possono  essere  destinate,  con  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto  con  i  Ministri
dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare e delle politiche agricole alimentari e forestali, per  le
finalita' di sostegno ai biocarburanti, tra cui il bioetanolo, di cui
all'articolo 22-bis, comma 5, del testo  unico  di  cui  al  medesimo
decreto legislativo n. 504 del 1995. 
 
  378. All'articolo 1, comma 422, della legge 23  dicembre  2005,  n.
266, le  parole:  ",  da  utilizzare  tenuto  conto  delle  linee  di
indirizzo definite dalla Commissione  biocombustibili,  di  cui  all'
articolo 5 del decreto legislativo 29 dicembre  2003,  n.  387"  sono
soppresse. 
 
  379. Senza comportare restrizioni  alla  concorrenza,  ai  fini  di
quanto disposto dai commi da 367 a 378, per  "intesa  di  filiera"  e
"contratto  quadro"  si  intende   quanto   stabilito   dal   decreto
legislativo 27 maggio 2005, n. 102. 
 
  380. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 NOVEMBRE 2008,  N.  171,  CONVERTITO
CON L. 30 DICEMBRE 2008, N. 205. 
 
  381. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 NOVEMBRE 2008,  N.  171,  CONVERTITO
CON L. 30 DICEMBRE 2008, N. 205. 
 
  382.  La  produzione  di  energia   elettrica   mediante   impianti
alimentati da biomasse e biogas derivanti da  prodotti  agricoli,  di
allevamento  e  forestali,  ivi  inclusi  i  sottoprodotti,  ottenuti
nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro  ai  sensi  degli
articoli 9 e 10 del decreto  legislativo  27  maggio  2005,  n.  102,
oppure di filiere  corte,  cioe'  ottenuti  entro  un  raggio  di  70
chilometri  dall'impianto  che  li  utilizza  per  produrre   energia
elettrica, autorizzata in data successiva al  31  dicembre  2007,  e'
incentivata con i meccanismi di  cui  ai  successivi  commi.  Con  le
medesime modalita' e' incentivata la  sola  quota  di  produzione  di
energia elettrica imputabile alle fonti  energetiche  di  cui  sopra,
realizzata in impianti che impiegano anche  altre  fonti  energetiche
non rinnovabili. (59) 
 
  382-bis. La  produzione  di  energia  elettrica  mediante  impianti
alimentati dalle fonti di cui al comma 382  e  di  potenza  elettrica
superiore ad 1 megawatt (Mw), e' incentivata mediante il rilascio  di
certificati verdi, per un periodo di quindici anni. Sono fatti  salvi
i piu' favorevoli diritti acquisiti ai sensi del comma 382-quinquies. 
I predetti certificati sono utilizzabili  per  assolvere  all'obbligo
della quota minima di cui all'articolo 11 del decreto legislativo  16
marzo 1999, n. 79. L'immissione dell'energia elettrica  prodotta  nel
sistema elettrico e' regolata sulla base dell'articolo 13 del decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. (59) 
 
  382-ter. COMMA ABROGATO DALLA L. 23 LUGLIO 2009, N. 99. (59) 
 
  382-quater. A partire dall'anno 2008, i certificati verdi, ai  fini
del soddisfacimento della quota dell'obbligo di cui all'articolo  11,
comma 1, del decreto legislativo 16  marzo  1999,  n.  79,  hanno  un
valore unitario pari ad 1  Mwh  e  vengono  emessi  dal  Gestore  del
sistema  elettrico  (GSE)   per   ciascun   impianto   a   produzione
incentivata, in numero pari al prodotto della produzione  di  energia
elettrica dalle fonti di  cui  al  comma  382  dell'anno  precedente,
moltiplicata per il  coefficiente  di  1,8.  Tale  coefficiente  puo'
essere aggiornato, ogni tre anni,  con  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico, di  concerto  con  il  Ministro  delle  politiche
agricole alimentari e  forestali,  assicurando  la  congruita'  della
remunerazione  ai  fini  dell'incentivazione  dello  sviluppo   delle
suddette fonti. (59) 
 
  382-quinquies. Per gli impianti alimentati dalle fonti  di  cui  al
comma 382, l'elevazione del periodo di riconoscimento dei certificati
verdi eventualmente acquisita ai sensi dell'articolo 20, comma 6, del
decreto  legislativo  29  dicembre  2003,  n.   387,   e   successive
modificazioni, e'  da  intendersi  aggiuntiva  al  prolungamento  del
periodo di diritto ai certificati verdi, di cui al medesimo  articolo
20, comma 5, ottenuto dagli impianti entrati in esercizio dopo il  29
aprile 2006 e fino al 31  dicembre  2007.  Per  i  medesimi  impianti
l'accesso agli incentivi di cui ai commi da 382  a  382-quinquies  e'
cumulabile  con  altri  incentivi  pubblici  di   natura   nazionale,
regionale, locale o comunitaria in conto capitale o  conto  interessi
con capitalizzazione anticipata, non eccedenti il 40  per  cento  del
costo dell'investimento. (59) 
 
  382-sexies. In caso di sostituzione  del  combustibile  di  origine
agricola di cui al comma 382, in data successiva  all'autorizzazione,
con altre biomasse agricole, viene acquisito il diritto alle  diverse
e specifiche forme di incentivazione eventualmente previste per  tali
combustibili in sostituzione di quelle previste dai commi  382-ter  e
382-quater. In caso di sostituzione con  altri  combustibili  non  di
origine  agricola,  tale  quota  di   energia   non   avra'   diritto
all'emissione di certificati verdi. 
 
  382-septies. Con decreto  del  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali di concerto con  il  Ministro  dello  sviluppo
economico, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata  in
vigore della presente disposizione, sono stabilite le  modalita'  con
le quali gli operatori della filiera di produzione e distribuzione di
biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli,  di  allevamento  e
forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, sono tenuti  a  garantire  la
tracciabilita' e la  rintracciabilita'  della  filiera,  al  fine  di
accedere agli incentivi di cui ai commi da 382 a 382-quinquies. 
 
  383. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244. 
 
  384. Il numero 122) della tabella A, parte III, allegata al decreto
del  Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,   e'
sostituito dal seguente: "122) prestazioni di servizi e forniture  di
apparecchiature  e  materiali  relativi  alla  fornitura  di  energia
termica   per   uso   domestico   attraverso   reti   pubbliche    di
teleriscaldamento o nell'ambito del contratto servizio energia,  come
definito nel decreto interministeriale di cui all'articolo 11,  comma
1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
26 agosto 1993, n. 412, e successive modificazioni; sono  incluse  le
forniture di energia prodotta da fonti rinnovabili o da  impianti  di
cogenerazione ad alto rendimento; alle forniture di energia da  altre
fonti, sotto qualsiasi forma, si applica l'aliquota ordinaria". 
 
  385. Il secondo periodo del comma 369 dell'articolo 1  della  legge
30 dicembre 2004, n. 311, e' soppresso. 
 
  386. I commi 370, 371 e 372 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre
2004, n. 311, sono sostituiti dai seguenti: "370. I documenti, i dati
e  le  informazioni  catastali  ed  ipotecarie  sono   riutilizzabili
commercialmente,  nel  rispetto  della  normativa   in   materia   di
protezione dei  dati  personali;  per  l'acquisizione  originaria  di
documenti,  dati  ed   informazioni   catastali,   i   riutilizzatori
commerciali autorizzati devono corrispondere un importo fisso annuale
determinato con decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze;
per l'acquisizione originaria  di  documenti,  dati  ed  informazioni
ipotecarie,   i   riutilizzatori   commerciali   autorizzati   devono
corrispondere i tributi previsti maggiorati nella misura del  20  per
cento. L'importo fisso annuale e la percentuale  di  aumento  possono
comunque essere rideterminati annualmente con  decreto  del  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  anche  tenendo  conto   dei   costi
complessivi di raccolta, produzione e diffusione di dati e  documenti
sostenuti dall'Agenzia del  territorio,  maggiorati  di  un  adeguato
rendimento  degli  investimenti  e  dell'andamento   delle   relative
riscossioni. Con decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze
sono individuate le categorie di  ulteriori  servizi  telematici  che
possono essere forniti dall'Agenzia del territorio esclusivamente  ai
riutilizzatori commerciali autorizzati a fronte del pagamento  di  un
corrispettivo da determinare con lo stesso decreto. 
 
  371. Per ciascun atto di riutilizzazione commerciale non consentito
sono dovuti i tributi nella misura prevista per l'acquisizione, anche
telematica, dei documenti, dei dati o delle informazioni direttamente
dagli uffici dell'Agenzia del territorio. 
 
  372. Chi pone in essere atti  di  riutilizzazione  commerciale  non
consentiti, oltre a dover corrispondere i tributi  di  cui  al  comma
371, e' soggetto altresi' ad una sanzione  amministrativa  tributaria
di ammontare compreso fra il  triplo  ed  il  quintuplo  dei  tributi
dovuti ai sensi  del  comma  370  e,  nell'ipotesi  di  dati  la  cui
acquisizione non e' soggetta al pagamento di  tributi,  una  sanzione
amministrativa tributaria da euro 10.000 a euro 50.000. Si  applicano
le disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.  472,  e
successive modificazioni". 
 
  387. Sono prorogate per l'anno 2007, per una quota pari al  36  per
cento delle spese sostenute, nel limite di  48.000  euro  per  unita'
immobiliare, ferme restando le  altre  condizioni  ivi  previste,  le
agevolazioni  tributarie  in  materia  di  recupero  del   patrimonio
edilizio relative: 
a) agli interventi di cui all'articolo 2, comma  5,  della  legge  27
   dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni,  per  le  spese
   sostenute dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2007; 
b) alle prestazioni di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), della
   legge 23 dicembre 1999, n. 488, fatturate dal l° gennaio 2007. 
 
  388. Le agevolazioni di cui al comma 387 spettano a condizione  che
il costo della relativa manodopera sia evidenziato in fattura. 
 
  389.  Al  fine  di  incentivare   l'abbattimento   delle   barriere
architettoniche negli esercizi commerciali, presso il Ministero dello
sviluppo economico e' istituito un  fondo  con  una  dotazione  di  5
milioni di euro destinato all'erogazione di contributi ai gestori  di
attivita'  commerciali  per  le  spese  documentate  e  documentabili
sostenute ( entro il 31 dicembre  2008  )  per  l'eliminazione  delle
barriere  architettoniche  nei  locali  aperti  al  pubblico.   Entro
settanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge
il Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  con  proprio  decreto,
adottato d'intesa con i Ministri dello  sviluppo  economico  e  della
solidarieta' sociale,  definisce  modalita',  limiti  e  criteri  per
l'attribuzione dei contributi di cui al presente comma.(14b) 
 
  390. All'articolo 45, comma 1, del decreto legislativo 15  dicembre
1997, n. 446, e successive modificazioni, le parole da: "per i  sette
periodi  d'imposta  successivi"  fino  alla  fine  del   comma   sono
sostituite dalle seguenti: "per gli otto periodi d'imposta successivi
l'aliquota e' stabilita nella  misura  dell'1,9  per  cento;  per  il
periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2007 l'aliquota e' stabilita
nella misura del 3,75 per cento". 
 
  391.  Per  l'anno  2007  sono  prorogate  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 11 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. 
 
  392. Il  termine  del  31  dicembre  2006,  di  cui  al  comma  120
dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, concernente  le
agevolazioni tributarie per la formazione  e  l'arrotondamento  della
proprieta' contadina, e' prorogato al 31 dicembre 2007.(12) 
 
  393. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 21 della legge
23 dicembre 1998, n. 448,  in  materia  di  deduzione  forfetaria  in
favore degli esercenti impianti di distribuzione  di  carburante,  si
applicano per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007. 
 
  394. A decorrere stalla data di entrata in  vigore  della  presente
legge e fino al 31 dicembre 2007 si applicano: 
a) le disposizioni in materia di  riduzione  di  aliquote  di  accisa
   sulle emulsioni stabilizzate, di cui  all'articolo  24,  comma  1,
   lettera d), della legge 23  dicembre  2000,  n.  388,  nonche'  la
   disposizione  contenuta  nell'articolo   1,   comma   1-bis,   del
   decreto-legge  28  dicembre  2001,   n.   452,   convertito,   con
   modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002,  n.  16,  e,  per  il
   medesimo periodo, l'aliquota di cui al numero  1)  della  predetta
   lettera d) e' stabilita in euro 256,70 per mille litri; 
b) le disposizioni in materia di aliquota di accisa  sul  gas  metano
   per combustione per uso industriale, di  cui  all'articolo  4  del
   decreto-legge  1°  ottobre   2001,   n.   356,   convertito,   con
   modificazioni, dalla legge 30 novembre 2001, n. 418; 
c) le disposizioni in materia di accisa concernenti  le  agevolazioni
   sul gasolio e sul GPL impiegati nelle  zone  montane  e  in  altri
   specifici  territori  nazionali,  di  cui   all'articolo   5   del
   decreto-legge  1°  ottobre   2001,   n.   356,   convertito,   con
   modificazioni, dalla legge 30 novembre 2001, n. 418; 
d) le  disposizioni  in  materia  di  agevolazione  per  le  reti  di
   teleriscaldamento  alimentate  con  biomassa  ovvero  con  energia
   geotermica, di cui all'articolo 6  del  decreto-legge  1°  ottobre
   2001, n.  356,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  30
   novembre 2001, n. 418; 
e) le disposizioni in materia di aliquote di accisa  sul  gas  metano
   per combustione per usi civili, di cui all'articolo 27,  comma  4,
   della legge 23 dicembre 2000, n. 388; 
f) le disposizioni in materia di accisa concernenti  le  agevolazioni
   sul gasolio e sul GPL impiegati nelle  frazioni  parzialmente  non
   metanizzate di comuni ricadenti nella zona  climatica  E,  di  cui
   all'articolo 13, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448; 
g) le  disposizioni  in  materia  di  accisa  concernenti  il  regime
   agevolato per il gasolio per autotrazione destinato al  fabbisogno
   della provincia di Trieste e dei comuni della provincia di  Udine,
   di cui all'articolo 21, comma 6, della legge 27 dicembre 2002,  n.
   289, e successive modificazioni; 
 
h) le disposizioni in materia di accisa concernenti  le  agevolazioni
sul  gasolio  utilizzato  nelle  coltivazioni  sotto  serra,  di  cui
all'articolo 2, comma 4, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. 
 
  395. L'efficacia delle disposizioni di cui al  comma  394,  lettera
a), e' subordinata alla preventiva approvazione da  parte  della  Com
missione europea ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del Trattato
istitutivo della Comunita' europea. 
 
  396. Le disposizioni dell'articolo 1, comma  103,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, nei limiti di spesa ivi indicati, si applicano
anche alle somme versate nel periodo d'imposta  2006  ai  fini  della
compensazione dei versamenti effettuati dal 1°  gennaio  2007  al  31
dicembre 2007. 
 
  397. Le disposizioni dell'articolo 1, comma  106,  della  legge  23
dicembre 2005, n.  266,  nei  limiti  di  spesa  ivi  indicati,  sono
prorogate al periodo d'imposta in corso alla  data  del  31  dicembre
2006. 
 
  398. All'articolo 2, comma 11, della legge  27  dicembre  2002,  n.
289, e successive modificazioni, le parole: "Per gli anni 2003, 2004,
2005 e 2006" sono sostituite dalle  seguenti:  "Per  gli  anni  2003,
2004, 2005, 2006 e 2007". 
 
  399. Per l'anno 2007, il limite di non concorrenza alla  formazione
del reddito di lavoro  dipendente,  relativamente  ai  contributi  di
assistenza sanitaria, di cui all'articolo 51, comma  2,  lettera  a),
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, e' fissato in euro 3.615,20.(12) 
 
  400. Le disposizioni dell'articolo 1, comma  335,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, si applicano anche  relativamente  al  periodo
d'imposta 2006. 
 
  401. Il comma 9 dell'articolo 102 del testo unico delle imposte sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e' sostituito  dal
seguente: "9. Le quote d'ammortamento, i canoni  di  locazione  anche
finanziaria o di noleggio  e  le  spese  di  impiego  e  manutenzione
relativi ad apparecchiature terminali per  servizi  di  comunicazione
elettronica ad uso pubblico di cui  alla  lettera  gg)  del  comma  1
dell'articolo 1 del codice delle comunicazioni elettroniche,  di  cui
al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono deducibili  nella
misura dell'80 per cento. La percentuale di cui al precedente periodo
e' elevata al 100 per cento per gli oneri  relativi  ad  impianti  di
telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci  da  parte
di imprese di autotrasporto limitatamente ad  un  solo  impianto  per
ciascun veicolo". 
 
  402. 11 comma 3-bis dell'articolo 54 del testo unico delle  imposte
sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e' sostituito dal seguente: "3-bis.  Le  quote
d'ammortamento, i canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio
e le spese di impiego  e  manutenzione  relativi  ad  apparecchiature
terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di
cui alla lettera gg) del comma 1 dell'articolo  1  del  codice  delle
comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo  1°  agosto
2003, n. 259, sono deducibili nella misura dell'80 per cento". 
 
  403. Le disposizioni introdotte dai commi 401 e 402 si applicano  a
decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in  corso  al  31
dicembre   2006;   per   il   medesimo   periodo   d'imposta,   nella
determinazione dell'acconto dovuto ai fini delle imposte sul  reddito
e dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, si assume  quale
imposta del periodo precedente  quella  che  si  sarebbe  determinata
tenendo conto delle disposizioni dei predetti commi 401 e 402. 
 
  404. Al fine di razionalizzare e ottimizzare l'organizzazione delle
spese e dei costi di funzionamento dei Ministeri, con regolamenti  da
emanare, entro il 30 aprile 2007, ai sensi  dell'articolo  17,  comma
4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede: 
a) alla  riorganizzazione  degli  uffici  di   livello   dirigenziale
   generale e non generale, procedendo alla riduzione in  misura  non
   inferiore al 10  per  cento  di  quelli  di  livello  dirigenziale
   generale ed al 5 per cento di quelli di livello  dirigenziale  non
   generale   nonche'   alla    eliminazione    delle    duplicazioni
   organizzative esistenti,  garantendo  comunque  nell'ambito  delle
   procedure  sull'autorizzazione  alle  assunzioni  la  possibilita'
   della immissione, nel quinquennio 2007-2011,  di  nuovi  dirigenti
   assunti ai sensi dell'articolo 28, commi 2, 3  e  4,  del  decreto
   legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni,  in
   misura non inferiore al 10 per cento degli uffici dirigenziali; 
b) alla gestione unitaria del personale e dei  servizi  comuni  anche
mediante strumenti di innovazione amministrativa e tecnologica; 
c) alla rideterminazione delle strutture periferiche,  prevedendo  la
   loro  riduzione  e,  ove  possibile,  la  costituzione  di  uffici
   regionali  o  la  riorganizzazione  presso  le   prefetture-uffici
   territoriali del Governo, ove risulti sostenibile  e  maggiormente
   funzionale sulla base dei principi di efficienza ed economicita' a
   seguito di valutazione congiunta tra il  Ministro  competente,  il
   Ministro dell'interno, il Ministro dell'economia e delle  finanze,
   il Ministro  per  i  rapporti  con  il  Parlamento  e  le  riforme
   istituzionali ed il Ministro per le riforme e le innovazioni nella
   pubblica    amministrazione,    attraverso    la     realizzazione
   dell'esercizio unitario delle funzioni logistiche  e  strumentali,
   l'istituzione  dei  servizi  comuni  e  l'utilizzazione   in   via
   prioritaria dei beni immobili di proprieta' pubblica; 
d) alla riorganizzazione degli uffici con  funzioni  ispettive  e  di
controllo; 
e) alla riduzione degli organismi di analisi, consulenza e studio  di
elevata specializzazione; 
f) alla riduzione delle dotazioni organi che in  modo  da  assicurare
   che il personale utilizzato per  funzioni  di  supporto  (gestione
   delle risorse umane, sistemi informativi,  servizi  manutentivi  e
   logistici, affari  generali,  provveditorati  e  contabilita)  non
   ecceda  comunque   il   15   per   cento   delle   risorse   umane
   complessivamente  utilizzate  da  ogni  amministrazione,  mediante
   processi di riorganizzazione e di formazione e  riconversione  del
   personale addetto alle predette funzioni che consentano di ridurne
   il numero in misura non inferiore all'8 per cento all'anno fino al
   raggiungimento del limite predetto; 
g) all'avvio della ristrutturazione, da  parte  del  Ministero  degli
   affari esteri, della rete diplomatica, consolare e degli  istituti
   di cultura in  considerazione  del  mutato  contesto  geopolitico,
   soprattutto in Europa,  ed  in  particolare  all'unificazione  dei
   servizi contabili degli uffici della rete diplomatica aventi  sede
   nella stessa citta' estera, prevedendo che le  funzioni  delineate
   dagli articoli 3, 4 e 6 del regolamento  di  cui  al  decreto  del
   Presidente della Repubblica 22 marzo 2000, n.  120,  siano  svolte
   dal responsabile dell'ufficio unificato  per  conto  di  tutte  le
   rappresentanze medesime. 
 
  405. I regolamenti di  cui  al  comma  404  prevedono  la  completa
attuazione dei processi di riorganizzazione entro diciotto mesi dalla
data della loro emanazione. 
 
  406. Dalla data di emanazione dei regolamenti di cui al  comma  404
sono abrogate le previgenti disposizioni  regolatrici  delle  materie
ivi disciplinate. Con i medesimi regolamenti si  provvede  alla  loro
puntuale ricognizione. 
 
  407. Le amministrazioni, entro due mesi dalla data  di  entrata  in
vigore  della  presente  legge,  trasmettono  al  Dipartimento  della
funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei  ministri  e  al
Ministero dell'economia e delle finanze gli schemi di regolamento  di
cui al comma 404, il cui esame deve concludersi entro un  mese  dalla
loro ricezione, corredati: 
a) da una dettagliata relazione tecnica asseverata, ai  fini  di  cui
   all'articolo 9, comma 3, del regolamento di  cui  al  decreto  del
   Presidente  della  Repubblica  20  febbraio  1998,  n.   38,   dai
   competenti uffici  centrali  del  bilancio,  che  specifichi,  per
   ciascuna modifica organizzativa, le riduzioni  di  spesa  previste
   nel triennio; 
 
b) da un  analitico  piano  operativo  asseverato,  ai  fini  di  cui
   all'articolo 9, comma 3, del regolamento di  cui  al  decreto  del
   Presidente  della  Repubblica  20  febbraio  1998,  n.   38,   dai
   competenti uffici centrali del bilancio, con indicazione  puntuale
   degli obiettivi da raggiungere, delle azioni da porre in essere  e
   dei relativi tempi e termini. 
 
  408. In coerenza con le disposizioni di cui al comma  404,  lettera
f), e tenuto conto del regime limitativo delle assunzioni di cui alla
normativa  vigente,   le   amministrazioni   statali   attivano   con
immediatezza, previa consultazione  delle  organizzazioni  sindacali,
piani  di  riallocazione  del  personale  in  servizio,   idonei   ad
assicurare che le risorse umane impegnate  in  funzioni  di  supporto
siano effettivamente ridotte nella  misura  indicata  al  comma  404,
lettera f). I predetti piani, da predispone entro il 31  marzo  2007,
sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
su proposta del Ministro  per  le  riforme  e  le  innovazioni  nella
pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze. Nelle more dell'approvazione  dei  piani  non  possono
essere disposte nuove assunzioni. La disposizione di cui al  presente
comma si applica anche alle Forze amiate, ai Corpi di  polizia  e  al
Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 
 
  409. Il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro per le
riforme e le innovazioni nella  pubblica  amministrazione  verificano
semestralmente lo stato di attuazione delle disposizioni  di  cui  ai
commi da 404 a 416  e  trasmettono  alle  Camere  una  relazione  sui
risultati di tale verifica. 
 
  410. Alle amministrazioni che  non  abbiano  provveduto  nei  tempi
previsti alla predisposizione degli schemi di regolamento di  cui  al
comma 404 e' fatto divieto, per gli armi 2007 e 2008, di procedere ad
assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con  qualsiasi  tipo  di
contratto. 
 
  411.  I  competenti  organi  di  controllo  delle  amministrazioni,
nell'esercizio    delle    rispettive    attribuzioni,     effettuano
semestralmente il monitoraggio sull'osservanza delle disposizioni  di
cui ai commi da 404 a 416 e ne trasmettono i risultati  ai  Ministeri
vigilanti e alla Corte dei conti. Successivamente al  primo  biennio,
verificano il rispetto del parametro di cui al comma 404, lettera f),
relativamente  al  personale  utilizzato  per  lo  svolgimento  delle
funzioni di supporto. 
 
  412. Il Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il  Ministro
per le riforme e le innovazioni nella  pubblica  amministrazione,  il
Ministro dell'economia e delle finanze e  il  Ministro  dell'interno,
emana linee guida per l'attuazione delle disposizioni di cui ai commi
da 404 a 416. 
 
  413. Le direttive generali per l'attivita' amministrativa e per  la
gestione,  emanate  annualmente  dai  Ministri,  contengono  piani  e
programmi  specifici  sui   processi   di   riorganizzazione   e   di
riallocazione delle risorse necessari per il rispetto  del  parametro
di cui al comma 404, lettera f), e di quanto disposto dal comma 408. 
 
  414. Il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti  nel  piano
operativo di cui al comma 407, lettera b), e nei piani e programmi di
cui al comma 413  sono  valutati  ai  fini  della  corresponsione  ai
dirigenti della retribuzione di  risultato  e  della  responsabilita'
dirigenziale. 
 
  415. L'attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 404  a  414
e'  coordinata  anche  al  fine  del  conseguimento   dei   risultati
finanziari di cui al comma 416 dall'"Unita' per la  riorganizzazione"
composta dai Ministri per le riforme e le innovazioni nella  pubblica
amministrazione, dell'economia e delle finanze  e  dell'interno,  che
opera anche come centro di monitoraggio delle  attivita'  conseguenti
alla predetta  attuazione.  Nell'esercizio  delle  relative  funzioni
l'Unita'  per  la  riorganizzazione  si  avvale,  nell'ambito   delle
attivita' istituzionali, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio
dello Stato, delle strutture  gia'  esistenti  presso  le  competenti
amministrazioni. 
 
  416. Dall'attuazione delle disposizioni di cui ai commi  da  404  a
415 e da 425 a 429 devono conseguire risparmi di spesa non  inferiori
a 7 milioni di euro per l'anno 2007, 14 milioni di  euro  per  l'anno
2008 e 20 milioni di euro per l'anno 2009. 
 
  417. Al fine di concorrere alla  stabilizzazione  dei  rapporti  di
lavoro nelle pubbliche amministrazioni, oltre alle specifiche  misure
di stabilizzazione previste dai commi 418  e  419,  e'  istituito  un
"Fondo per  la  stabilizzazione  dei  rapporti  di  lavoro  pubblici"
finalizzato alla realizzazione di piani straordinari per l'assunzione
a  tempo  indeterminato  di  personale  gia'  assunto  o   utilizzato
attraverso tipologie contrattuali non a tempo indeterminato. (12) 
 
  418. Con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro per le riforme e le innovazioni nella  pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze e con il Ministro del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,
previo confronto con le organizzazioni sindacali, da  adottare  entro
il 30 aprile  2007,  sono  fissati  i  criteri  e  le  procedure  per
l'assegnazione  delle  risorse   disponibili   alle   amministrazioni
pubbliche che ne facciano richiesta. Nella  definizione  dei  criteri
sono, altresi', fissati i requisiti  dei  soggetti  interessati  alla
stabilizzazione e le relative modalita' di selezione. 
 
  419. E'  fatto  divieto  alle  Amministrazioni  destinatarie  delle
risorse di ricorrere a nuovi rapporti di lavoro precario  nei  cinque
mini successivi all'attribuzione delle stesse. L'inosservanza di tale
divieto  comporta  responsabilita'  patrimoniale  dell'autore   della
violazione. 
 
  420. Per il  finanziamento  del  Fondo  di  cui  al  comma  417  e'
autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. 
Il medesimo Fondo puo' essere, altresi', alimentato da: 
a) una somma pari al risparmio di interessi derivante dalla riduzione
   del debito pubblico, conseguente al versamento, al  Fondo  di  cui
   all'articolo 2 della legge 27 ottobre 1993, n. 432,  e  successive
   modificazioni, di una quota fino al venti per  cento  delle  somme
   giacenti sui conti di cui all'articolo 1, comma 345,  della  legge
   23  dicembre  2005,  n.  266,  a  seguito  della  definizione  del
   regolamento prevista dal medesimo comma; 
b) una somma pari al risparmio di interessi derivante dalla riduzione
   del debito pubblico, conseguente al versamento, al  Fondo  di  cui
   all'articolo 2 della legge 27 ottobre 1993, n. 432,  e  successive
   modificazioni, di una quota fino al 5 per cento dei  versamenti  a
   titolo di dividendi derivanti  da  societa'  pubbliche,  eccedenti
   rispetto alle previsioni ed alla realizzazione degli obiettivi  di
   indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, definiti  nel
   documento di programmazione economico finanziaria. 
 
  421. Al comma 7 dell'articolo 29 del decreto-legge 4  luglio  2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248, dopo le parole: "non si applicano" sono  inserite  le  seguenti:
"ai commissari straordinari del Governo di cui all'articolo 11  della
legge 23 agosto 1988, n. 400, e". 
 
  422. All'articolo 8, comma 1, del  decreto  legislativo  30  luglio
1999, n. 303, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  "Con  detti
decreti  si  provvede   altresi'   all'attuazione   di   disposizioni
legislative recanti limiti per specifiche categorie di spesa in  modo
da assicurare, nel sistema dell'autonomia  contabile  e  di  bilancio
della Presidenza e dandone adeguata evidenza, l'invarianza in termini
di fabbisogno e di indebitamento netto dei risultati  previsti  dalle
disposizioni legislative medesime". 
 
  423. Fino  al  completo  riordino  del  Consiglio  superiore  delle
comunicazioni, ai sensi dell'articolo 29 del decreto-legge  4  luglio
2006, n. 223, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4  agosto
2006, n. 248, l'efficacia dell'articolo 1, comma 2, lettera  b),  del
regolamento di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  9
novembre 2005, n. 243, e' sospesa. 
 
  424. All'articolo 1, comma  22-bis,  del  decreto-legge  18  maggio
2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17  luglio
2006, n. 233, sono apportate le seguenti modifiche: 
a) al secondo periodo, dopo  le  parole:  "segreteria  tecnica"  sono
   aggiunte le seguenti: "che costituisce struttura  di  missione  ai
   sensi dell'articolo 7, comma 4, del decreto legislativo 30  luglio
   1999, n. 303"; 
b) dopo il quarto periodo, e' inserito il seguente: "Non si applicano
   l'articolo 1, comma 9, della  legge  23  dicembre  2005,  n.  266,
   nonche' l'articolo 29 del decreto-legge 4  luglio  2006,  n.  223,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.  248,
   fermo restando il vincolo di spesa di cui al presente comma"; 
c) in  fine,  sono  aggiunti  i  seguenti  periodi:  "Allo  scopo  di
   assicurare  la  funzionalita'  del   CIPE,   l'articolo   29   del
   decreto-legge   4   luglio   2006,   n.   223,   convertito,   con
   modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, non si  applica,
   altresi',  all'Unita'  tecnica  -  finanza  di  progetto  di   cui
   all'articolo 7  della  legge  17  maggio  1999,  n.  144,  e  alla
   segreteria  tecnica  della  cabina  di  regia  nazionale  di   cui
   all'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 5 dicembre  1997,
   n. 430, e all'articolo 6 del regolamento di  cui  al  decreto  del
   Presidente della Repubblica 9 febbraio 1999, n. 61. La  segreteria
   tecnico-operativa istituita ai sensi dell'articolo  22,  comma  2,
   della legge 9 gennaio 1991, n.  10,  e  successive  modificazioni,
   costituisce organo  di  direzione  ricadente  tra  quelli  di  cui
   all'articolo 29, comma 7, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248". 
 
  425. In coerenza  con  la  revisione  dell'ordinamento  degli  enti
locali prevista dal titolo V della parte seconda della Costituzione e
con il conferimento di nuove funzioni  agli  stessi  ai  sensi  dell'
articolo 118 della Costituzione, con regolamento da adottare ai sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  e
successive modificazioni, su  proposta  del  Ministero  dell'interno,
sono individuati gli ambiti territoriali determinati per  l'esercizio
delle   funzioni    di    competenza    degli    uffici    periferici
dell'Amministrazione dell'interno, di cui all'articolo 15 del decreto
legislativo 30 luglio  1999,  n.  300,  tenendo  conto  dei  seguenti
criteri e indirizzi: 
  a) semplificazione delle procedure amministrative e  riduzione  dei
tempi dei procedimenti e contenimento dei relativi costi; 
  b)  realizzazione  di  economie  di  scala,  evitando  duplicazioni
funzionali; 
  c) ottimale impiego delle risorse; 
  d) determinazione della  dimensione  territoriale,  correlata  alle
attivita' economiche, ai servizi essenziali alla vita  sociale,  alla
tutela  dell'ordine  e  della  sicurezza   pubblica,   alle   realta'
etnico-linguistiche; 
  e)  ponderazione  dei  precedenti  criteri,   con   riguardo   alle
specificita' dell'ambito territoriale di riferimento e alla  esigenza
di garantire  principalmente  la  prossimita'  dei  servizi  resi  al
cittadino. 
 
  426.  Ai  fini  di  quanto  previsto  dai  commi  da  404   a   416
l'articolazione  periferica  del  Ministero  dell'economia  e   delle
finanze e'  ridefinita  su  base  regionale  e,  ove  se  ne  ravvisi
l'opportunita', interregionale e interprovinciale, in relazione  alle
esigenze di conseguimento di economie di gestione e del miglioramento
dei servizi resi all'utenza. 
 
  427. Con le modalita', i tempi e i criteri previsti  dai  commi  da
404 a 416 si provvede: 
a) al   riordino   dell'articolazione   periferica   del    Ministero
   dell'economia e delle finanze e alla soppressione dei Dipartimenti
   provinciali  del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione
   economica, nonche' delle  Ragionerie  provinciali  dello  Stato  e
   delle Direzioni provinciali dei servizi vari; 
b)  alla  ridefinizione  delle  competenze  e  delle  strutture   dei
Dipartimenti centrali. 
 
  428. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di
cui al comma 404 gli uffici di cui al comma 427, lettera a), assumono
le seguenti denominazioni: "Direzioni  territoriali  dell'economia  e
delle finanze" e "Ragionerie territoriali dello Stato". 
 
  429.  Previa  stipula   di   apposite   convenzioni,   gli   uffici
territoriali dell'economia e  delle  finanze  possono  delegare  alle
aziende sanitarie locali lo svolgimento, in tutto o in  parte,  delle
residue funzioni attribuite alle commissioni mediche di verifica. 
 
  430. Al fine di conseguire economie, garantendo comunque  la  piena
funzionalita'  dell'Amministrazione  della  pubblica  sicurezza,   le
Direzioni interregionali della Polizia  di  Stato  sono  soppresse  a
decorrere dal 1° dicembre 2007 e le relative funzioni sono  ripartite
tra le strutture centrali e periferiche della stessa Amministrazione,
assicurando  il  decentramento  di  quelle  attinenti   al   supporto
tecnico-logistico. (12) 
 
  431. Al medesimo fine di cui al comma 430, l'Amministrazione  della
pubblica sicurezza  provvede  alla  razionalizzazione  del  complesso
delle strutture preposte  alla  formazione  e  all'aggiornamento  del
proprio  personale,  nonche'  dei  presidi  esistenti   nei   settori
specialistici della Polizia di Stato. 
 
  432. I provvedimenti  di  organizzazione  occorrenti,  comprese  le
modificazioni ai regolamenti previsti dall'articolo 6 della legge  31
marzo 2000, n. 78, e successive modificazioni,  e  dall'articolo  17,
comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono adottati  entro
sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 
 
  433. Con successivi provvedimenti si provvede alla revisione  delle
norme concernenti i  dirigenti  generali  di  pubblica  sicurezza  di
livello B, garantendo ai funzionari che rivestono tale qualifica alla
data di entrata in vigore della  presente  legge,  l'applicazione  ad
esaurimento dell'articolo 42, comma 3, della legge 1° aprile 1981, n. 
121, e successive modificazioni, nonche' il loro  successivo  impiego
sino alla cessazione del servizio. Con gli stessi  provvedimenti,  si
provvede altresi' ad adeguare l'organico dei  dirigenti  generali  di
pubblica sicurezza, nonche' la disciplina relativa  all'inquadramento
nella qualifica di  prefetto  degli  stessi  dirigenti,  assicurando,
comunque, l'invarianza della spesa. (12) 
 
  434. Dall'attuazione delle disposizioni di cui ai commi  da  430  a
433 devono derivare risparmi di spesa non inferiori a  3  milioni  di
euro per l'anno 2007, a 8,1 milioni di euro per l'anno 2008  e  a  13
milioni di euro per l'anno 2009. 
 
  435. Al fine di conseguire il piu' razionale impiego delle  risorse
umane, logistiche, tecnologiche e dei mezzi delle  forze  di  polizia
nell'espletamento dei compiti di ordine e di sicurezza pubblica, e di
conseguire gli obiettivi  di  sicurezza  pubblica  nell'ambito  delle
risorse disponibili, il Ministro dell'interno,  sentito  il  Comitato
nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica,  predispone,  entro
il  30  giugno  2007,  appositi  piani  pluriennali,   di   carattere
interforze,  di  riarticolazione   e   ridislocazione   dei   presidi
territoriali delle Forze di polizia, con  l'obiettivo  di  realizzare
una riduzione della spesa  corrente  per  locazioni,  manutenzioni  e
canoni di servizio, almeno pari al 5 per cento entro l'anno 2007 e ad
un ulteriore 5  per  cento  entro  l'anno  2008,  anche  mediante  le
convenzioni di cui al comma 439. 
 
  436. Le disposizioni di cui all'articolo 3 della legge 23  dicembre
1992, n. 498,  si  applicano  agli  enti  previdenziali  fino  al  31
dicembre 2009. 
 
  437. Al fine di assicurare la migliore utilizzazione delle  risorse
disponibili, i mezzi, gli immobili e gli  altri  beni  sequestrati  o
confiscati ed affidati in uso alle Forze di polizia sulla base  delle
disposizioni di legge o  di  regolamento  in  vigore  possono  essere
utilizzati per tutti i compiti di pubblica  sicurezza  e  di  polizia
giudiziaria definiti dall'amministrazione assegnataria. 
 
  438. Le disposizioni di cui all'articolo 3 della legge 23  dicembre
1992, n. 498,  si  applicano  agli  enti  previdenziali  fino  al  31
dicembre 2009. L'Istituto nazionale per le assicurazioni  contro  gli
infortuni  sul  lavoro  (INAIL)  procede  alla  realizzazione   degli
investimenti di  cui  all'articolo  1,  comma  301,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, con priorita' per  il  "Centro  polifunzionale
della Polizia di Stato" di Napoli,  rientrante  tra  quelli  previsti
dall'articolo 1, comma 1, lettera g), del decreto  del  Ministro  del
lavoro e delle politiche sociali  24  marzo  2005,  pubblicato  nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  169  del  22  luglio  2005,   nonche'   alla
realizzazione degli investimenti di cui al primo periodo del presente
comma. 
 
  439. Per la realizzazione di programmi straordinari  di  incremento
dei servizi  di  polizia,  di  soccorso  tecnico  urgente  e  per  la
sicurezza dei cittadini, il Ministro dell'interno e, per sua  delega,
i prefetti, possono stipulare convenzioni con le regioni e  gli  enti
locali  che  prevedano  la  contribuzione  logistica,  strumentale  o
finanziaria  delle  stesse  regioni  e  degli  enti  locali.  Per  le
contribuzioni del presente comma non si applica l'articolo  1,  comma
46, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. 
 
  440. Il personale utilizzato dalle agenzie e  dagli  enti  pubblici
non  economici  nazionali  per  lo  svolgimento  delle  funzioni   di
supporto, ivi incluse quelle relative  alla  gestione  delle  risorse
umane, dei servizi manutentivi e logistici,  degli  affari  generali,
dei provveditorati e della contabilita', non puo' eccedere il 15  per
cento  delle  risorse   umane   complessivamente   utilizzate   dalle
amministrazioni stesse. Tale misura deve  essere  raggiunta  mediante
processi di riorganizzazione e  di  formazione  e  riconversione  del
personale addetto alle predette funzioni che consentano di ridurne il
numero in misura non inferiore  all'8  per  cento  all'anno  fino  al
raggiungimento del limite  predetto.  Le  disposizioni  del  presente
comma non si applicano all'Agenzia nazionale  per  la  sicurezza  del
volo ed alle Agenzie fiscali. 
 
  441. Le agenzie e gli enti di cui al comma 440 adottano, entro  tre
mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  i
provvedimenti di riorganizzazione e di  riallocazione  delle  risorse
necessari per rispettare il  parametro  di  cui  al  medesimo  comma,
riducendo contestualmente le dotazioni organiche. 
 
  442. I provvedimenti di riorganizzazione e di  riallocazione  delle
risorse di cui al  comma  441  sono  trasmessi  alla  Presidenza  del
Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione  pubblica  e  al
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
Ragioneria generale dello Stato. 
 
  443. I processi riorganizzativi di cui ai commi da 440 a 442 devono
essere portati a compimento entro il termine massimo di un anno dalla
data di entrata in vigore della presente legge salvo quanto  previsto
dall'ultimo periodo del comma 440. 
 
  444.  I  competenti  organi  di  controllo  delle   amministrazioni
effettuano il monitoraggio sull'osservanza delle disposizioni di  cui
ai commi da 440 a 445 e ne  trasmettono  i  risultati,  entro  il  29
febbraio  2008,  ai  Ministri  vigilanti  e  alla  Corte  dei  conti.
Successivamente verificano ogni anno il rispetto del parametro di cui
al comma 440 relativamente al personale utilizzato per lo svolgimento
delle funzioni di supporto. 
 
  445. In caso di mancata adozione  entro  il  termine  previsto  dei
provvedimenti di cui al comma 441, o di mancato rispetto,  a  partire
dal 1° gennaio 2008, del parametro di cui al comma 440, gli organi di
governo dell'ente o  dell'agenzia  sono  revocati  o  sciolti  ed  e'
nominato in loro vece, con decreto del Presidente del  Consiglio  dei
ministri,  su  proposta  dei  Ministri  vigilanti,   un   commissario
straordinario,  con  il  compito  di   assicurare   la   prosecuzione
dell'attivita' istituzionale e di procedere, entro il termine massimo
di un anno, all'attuazione di quanto previsto dai commi da 440 a 444. 
 
  446. Allo  scopo  di  razionalizzare,  omogeneizzare  ed  eliminare
duplicazioni e sovrapposizioni degli adempimenti e dei servizi  della
pubblica  amministrazione  per  il  personale  e  per   favorire   il
monitoraggio della spesa  del  personale,  tutte  le  amministrazioni
dello Stato, ad eccezione delle  Forze  armate  compresa  l'Arma  dei
carabinieri, per il  pagamento  degli  stipendi  si  avvalgono  delle
procedure informatiche e dei servizi del  Ministero  dell'economia  e
delle  finanze  -  Dipartimento  dell'amministrazione  generale,  del
personale e dei servizi del tesoro. 
 
  447. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della  presente
legge, sono stipulate apposite  convenzioni  per  stabilire  tempi  e
modalita' di erogazione del pagamento degli stipendi  e  degli  altri
assegni fissi e  continuativi  a  carico  del  bilancio  dello  Stato
mediante   ordini   collettivi   di   pagamento   emessi   in   forma
dematerializzata,   come   previsto   dal   decreto   del    Ministro
dell'economia e delle  finanze  31  ottobre  2002,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2002.  Il  Ministero  della
difesa assicura, per le Forze armate compresa l'Arma dei carabinieri,
l'invio dei dati mensili di pagamento relativi alle competenze  fisse
e accessorie al Dipartimento della ragioneria  generale  dello  Stato
mediante protocolli di colloquio tra sistemi informativi da  definire
ai sensi  e  per  le  finalita'  di  cui  al  Titolo  V  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 
 
  448. I dati aggregati della spesa per gli  stipendi  sono  posti  a
disposizione  del  Dipartimento   della   funzione   pubblica   della
Presidenza del Consiglio dei ministri  ai  fini  di  quanto  previsto
dall'articolo 58 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 
 
  449. Nel  rispetto  del  sistema  delle  convenzioni  di  cui  agli
articoli 26 della legge  23  dicembre  1999,  n.  488,  e  successive
modificazioni, e 58 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze sono individuati, entro il
mese di gennaio di ogni anno, tenuto conto delle caratteristiche  del
mercato e del grado di standardizzazione dei prodotti,  le  tipologie
di beni e servizi per  le  quali  tutte  le  amministrazioni  statali
centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole di ogni
ordine e grado,  delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni
universitarie,  sono  tenute  ad  approvvigionarsi   utilizzando   le
convenzioni-quadro. Le  restanti  amministrazioni  pubbliche  di  cui
all'articolo 1 del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e
successive modificazioni, possono ricorrere alle convenzioni  di  cui
al presente comma e al comma 456 del  presente  articolo,  ovvero  ne
utilizzano i parametri di prezzo-qualita' come limiti massimi per  la
stipulazione dei contratti. Gli enti del Servizio sanitario nazionale
sono  in  ogni  caso  tenuti  ad  approvvigionarsi   utilizzando   le
convenzioni stipulate dalle centrali regionali di riferimento. 
 
  450. Dal 1° luglio 2007,  le  amministrazioni  statali  centrali  e
periferiche, ad esclusione degli istituti  e  delle  scuole  di  ogni
ordine e grado,  delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni
universitarie, per gli acquisti di beni e servizi al di  sotto  della
soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al  mercato
elettronico della pubblica amministrazione di  cui  all'articolo  11,
comma 5, del regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 4 aprile 2002, n. 101. 
 
  451. Il Ministero dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato,
anche in deroga alla normativa vigente, a sperimentare l'introduzione
della carta di acquisto  elettronica  per  i  pagamenti  di  limitato
importo relativi agli acquisti di beni  e  servizi.  Successivamente,
con regole tecniche da emanare ai sensi degli articoli 38  e  71  del
codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7
marzo 2005,  n.  82,  e  successive  modificazioni,  e'  disciplinata
l'introduzione dei predetti sistemi  di  pagamento  per  la  pubblica
amministrazione. 
 
  452. Le transazioni compiute dalle amministrazioni statali centrali
e periferiche, ad esclusione degli istituti e delle  scuole  di  ogni
ordine e grado,  delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni
universitarie, avvengono, per le  convenzioni  che  hanno  attivo  il
negozio elettronico, attraverso la  rete  telematica,  salvo  che  la
stessa  rete  sia  temporaneamente  inutilizzabile  per   cause   non
imputabili all'amministrazione procedente  e  sussistano  ragioni  di
imprevedibile  necessita'  e  urgenza  certificata  dal  responsabile
dell'ufficio. 
 
  453. Con successivo decreto del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze possono essere previsti, previa verifica della  insussistenza
di effetti finanziari negativi, anche indiretti, sui saldi di finanza
pubblica, meccanismi di remunerazione sugli  acquisti  da  imporre  a
carico dell'aggiudicatario delle convenzioni di cui all'articolo  26,
comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, dell'aggiudicatario di
gare su delega bandite da Consip S.p.A. anche ai sensi  dell'articolo
2,   comma   574,   della   legge   24   dicembre   2007,   n.   244,
dell'aggiudicatario degli appalti basati su accordi  quadro  conclusi
da Consip S.p.A. anche ai sensi dell'articolo  2,  comma  574,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244. 
 
  454. Il Ministro per le riforme e  le  innovazioni  nella  pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze e  con  il  supporto  della  CONSIP  Spa,  realizza,  sentita
l'Autorita' per  la  vigilanza  sui  contratti  pubblici  di  lavori,
servizi  e  forniture,  un  programma  per  l'adozione   di   sistemi
informativi comuni alle amministrazioni dello Stato a supporto  della
definizione dei fabbisogni di beni e servizi e definisce  un  insieme
di indicatori sui livelli di spesa sostenibili, per le  categorie  di
spesa comune, che vengono utilizzati nel processo di  formazione  dei
relativi capitoli di bilancio. Dall'attuazione del presente comma non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico  del  bilancio  dello
Stato. 
 
  455. Ai fini del contenimento e della razionalizzazione della spesa
per l'acquisto di beni  e  servizi,  le  regioni  possono  costituire
centrali di acquisto anche unitamente ad altre regioni,  che  operano
quali centrali di committenza ai sensi dell'articolo  33  del  codice
dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui
al decreto legislativo 12  aprile  2006,  n.  163,  in  favore  delle
amministrazioni ed enti regionali, degli enti locali, degli enti  del
Servizio sanitario nazionale e delle altre pubbliche  amministrazioni
aventi sede nel medesimo territorio. 
 
  456. Le centrali di cui al comma  455  stipulano,  per  gli  ambiti
territoriali di competenza, convenzioni di cui all'articolo 26, comma
1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni. 
 
  457. Le centrali regionali e la CONSIP Spa costituiscono un sistema
a rete, perseguendo l'armonizzazione dei piani  di  razionalizzazione
della spesa e  realizzando  sinergie  nell'utilizzo  degli  strumenti
informatici per l'acquisto di beni e servizi. Nel quadro del patto di
stabilita' interno, la Conferenza permanente per i  rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
approva annualmente i programmi per  lo  sviluppo  della  rete  delle
centrali  di  acquisto  della  pubblica  amministrazione  e  per   la
razionalizzazione delle forniture di beni  e  servizi,  definisce  le
modalita' e monitora il raggiungimento dei  risultati  rispetto  agli
obiettivi. Dall'attuazione del presente  comma  non  devono  derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
 
  458. E' abrogato l'articolo 59 della legge  23  dicembre  2000,  n.
388,  e  successive  modificazioni,  ad  eccezione   del   comma   3.
All'articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000,  n.  388,  le
parole: "Per le finalita' di cui al presente articolo, nonche'" e  le
parole: ", in luogo delle aggregazioni di cui  alla  lettera  c)  del
comma 2," sono soppresse. 
 
  459. COMMA SOPPRESSO DAL D.L. 1 LUGLIO 2009, N. 78, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 3 AGOSTO 2009, N. 102. 
 
  460. La Societa' Sviluppo Italia Spa  assume  la  denominazione  di
"Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo  sviluppo
d'impresa Spa" ed e' societa' a  capitale  interamente  pubblico.  Il
Ministro dello sviluppo economico definisce, con apposite  direttive,
le priorita' e gli  obiettivi  della  Societa'  e  approva  le  linee
generali di organizzazione  interna,  il  documento  previsionale  di
gestione ed  i  suoi  eventuali  aggiornamenti  e,  d'intesa  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, lo statuto. Con  decreto  del
Ministro dello  sviluppo  economico  sono  individuati  gli  atti  di
gestione  ordinaria  e  straordinaria  della  Societa'  e  delle  sue
controllate dirette ed indirette che, ai fini della loro efficacia  e
validita', necessitano della preventiva approvazione ministeriale. 
 
  461. Sulla base dei contenuti e dei termini fissati  con  direttiva
del Ministro dello sviluppo economico, la Societa' di  cui  al  comma
460 predispone entro il 31 marzo 2007  un  piano  di  riordino  e  di
dismissione delle proprie partecipazioni societarie, nei settori  non
strategici  di  attivita'.  Il  predetto  piano  di  riordino  e   di
dismissione dovra' prevedere che entro il 30 giugno  2007  il  numero
delle societa' controllate sia ridotto a non  piu'  di  tre,  nonche'
entro lo stesso termine  la  cessione,  anche  tramite  una  societa'
veicolo, delle partecipazioni di minoranza acquisite; per le societa'
regionali si procedera' d'intesa con  le  regioni  interessate  anche
tramite la cessione a titolo gratuito alle  stesse  Regioni  o  altre
amministrazioni   pubbliche   delle   relative   partecipazioni.   Le
conseguenti   operazioni   di   riorganizzazione,   nonche'    quelle
complementari  e  strumentali  sono  esenti  da  imposte  dirette   e
indirette e da tasse. (14) (25) (31a) (39) (49) 
 
  462. All'articolo 8, comma 1, della legge 1° agosto 2002,  n.  166,
sono soppresse le parole: ", regionali e locali". 
 
  463. Al decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
a) all'articolo 2, comma 5, le parole: ", regionali  e  locali"  sono
soppresse; 
b) all'articolo 2, il comma 6  e'  sostituito  dal  seguente:  "6.  I
   diritti  dell'azionista  in  riferimento  alla  societa'  Sviluppo
   Italia  sono  esercitati  dal  Ministero  dell'economia  e   delle
   finanze, d'intesa con il Ministero dello  sviluppo  economico.  Il
   Ministro  dello  sviluppo  economico,  d'intesa  con  il  Ministro
   dell'economia e delle finanze, nomina gli organi della societa'  e
   ne riferisce al Parlamento"; 
c) all'articolo 2, dopo il comma 6 e' aggiunto il  seguente:  "6-bis.
   Un magistrato della Corte dei conti, nominato dal Presidente della
   Corte stessa, assiste alle sedute degli organi di  amministrazione
   e di revisione della Societa'."; 
d) l'articolo 4 e' sostituito dal seguente: "Art. 4. - 1. La societa'
   presenta annualmente al Ministero  dello  sviluppo  economico  una
   relazione sulle attivita' svolte  ai  fini  della  valutazione  di
   coerenza, efficacia ed economicita' e ne riferisce alle Camere". 
 
  464. All'articolo 2, comma 6, del  decreto  legislativo  9  gennaio
1999, n. 1, le parole: "e con il Ministro per le politiche  agricole"
sono soppresse. 
 
  465. Il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con gli
altri Ministri competenti, entro quarantacinque giorni dalla data  di
entrata in vigore della presente legge, emana un  atto  di  indirizzo
volto, ove necessario, al contenimento del numero dei componenti  dei
consigli di amministrazione delle societa'  non  quotate  partecipate
dal Ministero dell'economia e delle  finanze  e  rispettive  societa'
controllate e collegate, al  fine  di  rendere  la  composizione  dei
predetti consigli coerente con l'oggetto sociale delle societa'. 
 
  466. Nella regolamentazione del  rapporto  di  amministrazione,  le
societa' non potranno inserire clausole contrattuali che, al  momento
della cessazione dell'incarico, prevedano per i soggetti di cui sopra
benefici economici superiori ad una annualita' di indennita'. (12) 
 
  467. L'articolo 1, comma 9, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e
l'articolo 1, comma 11, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non  si
applicano agli incarichi di consulenza conferiti per  lo  svolgimento
di attivita' propedeutiche ai processi  di  dismissione  di  societa'
partecipate dal Ministero dell'economia e delle  finanze,  ovvero  di
analisi funzionali alla verifica della  sussistenza  dei  presupposti
normativi e di mercato per l'attivazione di detti processi. 
 
  468. Le disposizioni di cui al  comma  216  dell'articolo  1  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, non si applicano (( . . . )) ai  voli
transcontinentali superiori alle cinque ore. 
 
  469. Al fine di conseguire gli obiettivi di stabilita' e  crescita,
di  ridurre  il  complesso  della  spesa   di   funzionamento   delle
Amministrazioni pubbliche, nonche' di  incrementarne  l'efficienza  e
migliorare la qualita' dei servizi, con uno o  piu'  regolamenti,  da
emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2,  della  legge  23  agosto
1988, n. 400, entro il 30 giugno 2007, il Governo,  su  proposta  del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentite  le  organizzazioni
sindacali, procede, senza oneri diretti o indiretti  a  carico  delle
amministrazioni pubbliche, al riordino, alla semplificazione  e  alla
razionalizzazione  degli  organismi  preposti  alla  definizione  dei
ricorsi in materia pensionistica. 
 
  470.  Gli  uffici  centrali  del  bilancio  valutano,  in  sede  di
applicazione delle norme di spesa e  minore  entrata,  la  congruenza
delle clausole di copertura. 
 
  471. All'articolo 7, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157,
le  parole:  "e'  sottoposto  alla  vigilanza  della  Presidenza  del
Consiglio  dei  ministri"  sono  sostituite   dalle   seguenti:   "e'
sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'ambiente e della  tutela
del territorio e del mare". 
 
  472. All'articolo 7, comma 4, della legge 11 febbraio 1992, n. 157,
e' aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:  "Con  regolamento,  da
adottare con decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  su
proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e
del mare, di  concerto  con  il  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari  e  forestali,   sono   disposte   tutte   le   successive
modificazioni statutarie che si  rendano  necessarie  per  rimodulare
l'assetto organizzativo e strutturale dell'Istituto nazionale per  la
fauna selvatica, onde consentire ad esso l'ottimale  svolgimento  dei
propri compiti, in modo da realizzare una piu' efficiente e razionale
gestione delle risorse finanziarie disponibili". 
 
  473. Il terzo periodo del comma 4 dell'articolo 3  della  legge  14
gennaio 1994, n. 20, e' sostituito dal seguente: "La Corte  definisce
annualmente i programmi e i  criteri  di  riferimento  del  controllo
sulla base delle priorita' previamente  deliberate  dalle  competenti
Commissioni parlamentari a norma dei rispettivi regolamenti". 
 
  474. Presso il Ministero dell'economia e delle finanze e' istituita
la Commissione tecnica per la finanza  pubblica,  composta  di  dieci
membri, per le seguenti finalita' di studio e di analisi: 
a) formulare  proposte  finalizzate  ad  accelerare  il  processo  di
   armonizzazione e di coordinamento  della  finanza  pubblica  e  di
   riforma  dei  bilanci  delle  amministrazioni  pubbliche  che  sia
   diretto a: 
   1) per quanto concerne specificamente il bilancio dello Stato, 
   disegnare una diversa classificazione della spesa, anche mediante 
   ridefinizione delle unita' elementari ai fini dell'approvazione 
   parlamentare, finalizzata al miglioramento della scelta allocativa 
   e ad una efficiente gestione delle risorse, rafforzando i processi 
   di misurazione delle attivita' pubbliche e la responsabilizzazione
delle competenti amministrazioni; 
   2) migliorare la trasparenza dei dati conoscitivi della finanza 
   pubblica, con evidenziazione nel bilancio dello Stato della quota 
   di stanziamenti afferenti alle autorizzazioni legislative di 
   spesa, nonche' con una prospettazione delle decisioni  in  termini
di classificazione funzionale, economica e per macrosettori; 
   3) armonizzare i criteri di classificazione dei bilanci delle 
   pubbliche amministrazioni, per un piu' agevole consolidamento  dei
conti di cassa e di contabilita' nazionale; 
b) elaborare studi preliminari e proposte tecniche per la definizione
   dei principi generali e degli  strumenti  di  coordinamento  della
   finanza  pubblica  e  del  sistema  tributario,  con   particolare
   attenzione al coordinamento dei rapporti finanziari tra  lo  Stato
   ed il sistema delle autonomie territoriali, nonche'  all'efficacia
   dei  meccanismi  di  controllo  della  finanza   territoriale   in
   relazione al rispetto del Patto di stabilita' europeo; 
c) elaborare studi e analisi concernenti l'attivita' di monitoraggio'
   sui flussi di spesa del  Dipartimento  della  Ragioneria  generale
   dello Stato del Ministero dell'economia e delle finanze; 
d) valutare, in collaborazione con l'ISTAT e con gli altri  enti  del
   sistema statistico nazionale, 1' affidabilita', la  trasparenza  e
   la  completezza   dell'informazione   statistica   relativa   agli
   andamenti della finanza pubblica; 
e) svolgere, su richiesta delle competenti Commissioni  parlamentari,
   ricerche, studi e rilevazioni e cooperare alle attivita' poste  in
   essere dal Parlamento in attuazione del comma 480. (27) 
 
  475. La Commissione di cui  al  comma  474  opera  sulla  base  dei
programmi predisposti dal Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
sentiti i Ministri competenti in relazione alle diverse  finalita'  e
la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281. Entro  il  31  gennaio  di  ciascun  anno  il
Ministro dell'economia e delle finanze  presenta  al  Parlamento  una
relazione sull'attivita' svolta dalla Commissione e sul programma  di
lavoro per l'anno in corso. Per l'anno 2007 la Commissione  avvia  la
propria attivita' sulla base delle disposizioni di cui  ai  commi  da
474 a 481, con priorita' per le attivita' di supporto  del  programma
di cui al comma 480. 
 
  476. Ai fini del raccordo operativo con la Commissione  di  cui  al
comma 474, e' istituito un apposito Servizio  studi  nell'ambito  del
Dipartimento della Ragioneria  generale  dello  Stato  del  Ministero
dell'economia e delle finanze, cui e' preposto un dirigente di  prima
fascia del medesimo Dipartimento composto di  personale  appartenente
al Dipartimento stesso. 
 
  477. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  478. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  479. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  480. Per l'anno 2007 il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
avvalendosi anche della Commissione di cui al comma 474, promuove  la
realizzazione di un programma straordinario di analisi e  valutazione
della spesa delle amministrazioini centrali, anche in relazione  alla
applicazione  delle  disposizioni  del  comma  507,  individuando  le
criticita', le opzioni di riallocazione delle risorse,  le  possibili
strategie di miglioramento dei risultati ottenibili  con  le  risorse
stanziate, sul piano della  qualita'  e  dell'economicita'.  Ai  fini
dell'attuazione  del  programma  di  cui  al   presente   comma,   le
amministrazioni dello Stato trasmettono, entro il 31 marzo  2007,  al
Ministero dell'economia e delle finanze un rapporto sullo stato della
spesa  nei  rispettivi  settori  di  competenza,  anche   alla   luce
dell'applicazione delle disposizioni del  comma  507  e  delle  altre
disposizioni di cui ai commi da 404 a 512, indicando  le  difficolta'
emerse e formulando proposte di intervento in ordine alla allocazione
delle risorse e alle  azioni  che  possono  incrementare  l'efficacia
della spesa. Il Governo riferisce sull'attuazione  del  programma  di
cui al presente comma nell'ambito  del  Documento  di  programmazione
economico-finanziaria  presentato   nell'anno   2007.   Il   Ministro
dell'economia e delle finanze, entro il 30 settembre  2007,  presenta
al Parlamento una relazione sui risultati del programma straordinario
di analisi e valutazione della spesa delle  amministrazioni  centrali
di  cui  al  presente  comma  e  sulle  conseguenti   iniziative   di
intervento. In allegato alla  relazione  un  apposito  documento  da'
conto  dei  provvedimenti  adottati  ai  sensi   delle   disposizioni
introdotte dal comma 482. 
 
  481. Per il potenziamento delle  attivita'  e  degli  strumenti  di
analisi  e  monitoraggio  degli  andamenti  di  finanza  pubblica,  a
decorrere dall'anno 2007, e' autorizzata la spesa  di  5  milioni  di
euro annui di cui una quota parte non inferiore a 3 milioni  di  euro
da destinare al Dipartimento della Ragioneria  generale  dello  Stato
del Ministero dell'economia e delle finanze. Con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze lo stanziamento  e'  ripartito  tra  le
amministrazioni interessate per gli scopi di cui al presente comma. A
decorrere dal medesimo anno 2007 e' altresi' autorizzata la spesa  di
600.000 euro in favore di ciascuna Camera per il potenziamento  e  il
collegamento  delle  strutture  di  supporto  del  Parlamento,  anche
avvalendosi della cooperazione di altre istituzioni e di istituti  di
ricerca. In relazione alle finalita' di cui al  presente  comma,  una
quota, stabilita con  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, delle risorse attribuite al  Dipartimento  della  Ragioneria
generale dello Stato e' destinata ad un  programma  straordinario  di
reclutamento di personale con elevata professionalita'.  Le  relative
modalita' di reclutamento sono definite, anche in deroga alle vigenti
disposizioni in materia, ai sensi dell'articolo 2, comma  2,  secondo
periodo, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. 
 
  482. All'articolo 28 della  legge  28  dicembre  2001,  n.  448,  e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
   "1. Al fine di conseguire gli obiettivi di stabilita' e crescita, 
   di ridurre il complesso della spesa di funzionamento delle 
   amministrazioni pubbliche, di incrementare l'efficienza e di 
   migliorare la qualita' dei servizi, con uno o piu' regolamenti, da 
   emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 
   1988, n. 400, entro il 30 giugno 2007, il Governo, su proposta del 
   Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica 
   amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle 
   finanze e con il Ministro interessato, sentite le organizzazioni 
   sindacali per quanto riguarda i riflessi sulla destinazione del 
   personale, procede al riordino, alla trasformazione o alla 
   soppressione e messa in liquidazione degli enti ed organismi 
   pubblici,  nonche'  di  strutture  amministrative  pubbliche   nel
rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: 
     a) fusione degli enti, organismi e strutture pubbliche comunque 
     denominate che svolgono attivita' analoghe o complementari, con 
     conseguente riduzione della spesa complessiva  e  corrispondente
riduzione del contributo statale di funzionamento; 
     b) trasformazione degli enti ed organismi pubblici che non 
     svolgono funzioni e servizi di rilevante interesse pubblico in 
     soggetti di diritto privato ovvero soppressione e messa in 
     liquidazione degli stessi secondo le modalita' previste dalla 
     legge 4 dicembre 1956, n. 1404, e successive modificazioni, 
     fermo restando quanto previsto dalla lettera d) del presente 
     comma, nonche' dall'articolo 9, comma 1-bis, lettera c), del 
     decreto-legge  15  aprile   2002,   n.   63,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112; 
     c) razionalizzazione  e  riduzione  degli  organi  di  indirizzo
amministrativo, gestione e consultivi; 
     d) per gli enti soppressi e messi in liquidazione lo Stato 
     risponde delle passivita' nei limiti dell'attivo  della  singola
liquidazione; 
     e) abrogazione delle disposizioni legislative che prescrivono il 
     finanziamento, diretto o indiretto, a carico del bilancio dello 
     Stato o di altre amministrazioni pubbliche, degli enti ed 
     organismi pubblici soppressi e posti in liquidazione o 
     trasformati in  soggetti  di  diritto  privato  ai  sensi  della
lettera b)"; 
b) i commi 2, 2-bis, 5 e 6 sono abrogati. 
 
  483. Dall'attuazione del comma 482 deve derivare  un  miglioramento
dell'indebitamento netto non inferiore a  205  milioni  di  euro  per
l'anno 2007, a 310 milioni di euro per l'anno 2008 e a 415 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2009. A tal fine, entro  il  30  settembre
2007, il Governo da' conto dei  provvedimenti  adottati  in  apposito
documento allegato alla relazione di cui al comma 480. 
 
  484. La societa' di cui all'articolo 9, comma  1-bis,  lettera  c),
del  decreto-legge  15  aprile   2002,   n.   63,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 15  giugno  2002,  n.  112,  e  successive
modificazioni, ovvero una delle societa'  dalla  stessa  controllate,
acquista nell'anno 2007 gli immobili delle gestioni  liquidatorie  di
cui alla legge 4 dicembre 1956, n. 1404, e successive  modificazioni,
per un controvalore non inferiore a  180  milioni  di  euro.  A  tale
compravendita si applicano le disposizioni  di  cui  all'articolo  2,
comma 59, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. La determinazione del
prezzo di vendita di ciascun bene immobile e unita'  immobiliare,  da
effettuare, in ogni caso, con riguardo alla situazione di fatto sulla
base delle valutazioni correnti di mercato,  nonche'  l'espletamento,
ove necessario, delle attivita' inerenti all'accatastamento dei  beni
immobili suscettibili  di  trasferimento  e  la  ricostruzione  della
documentazione catastale ad essi relativa sono  affidati  all'Agenzia
del territorio. Gli oneri derivanti dall'attivita' di  valutazione  e
di accatastamento sono posti a  carico  delle  gestioni  liquidatorie
interessate sulla base  di  apposita  convenzione  da  stipulare  con
l'Agenzia  del  territorio.   La   convenzione   provvede   anche   a
disciplinare modalita', flussi  informativi  e  tempi  necessari  per
l'espletamento dei servizi affidati alla medesima Agenzia. (32) 
 
  485. La lettera e) dell'articolo 2 della legge 7  luglio  1901,  n.
306, come sostituita dal comma 23 dell'articolo  52  della  legge  27
dicembre  2002,  n.  289,  e'  sostituita  dalla  seguente:  "e)   il
contributo obbligatorio di  tutti  i  sanitari  dipendenti  pubblici,
iscritti ai  rispettivi  ordini  professionali  italiani  dei  medici
chirurghi, odontoiatri, veterinari e farmacisti, nella misura  e  con
modalita' di versamento  fissate  dal  Consiglio  di  amministrazione
della  fondazione  con  regolamenti  soggetti  ad  approvazione   dei
Ministeri vigilanti ai sensi dell'articolo 3, comma  2,  del  decreto
legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e successive modificazioni". 
 
  486. I commi 89, 90 e 91 dell'articolo 1 della  legge  23  dicembre
2005, n. 266, sono sostituiti dai seguenti: 
"89. L'Ispettorato generale per la liquidazione degli enti  disciolti
del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del  Ministero
dell'economia e delle finanze e' soppresso. Con decreto del  Ministro
dell'economia e delle finanze  le  competenze  dell'Ispettorato  sono
attribuite ad uno o piu' Ispettorati generali del Dipartimento  della
Ragioneria generale dello Stato. 
90. Il personale adibito,  alla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente disposizione, alle procedure di liquidazione previste  dalla
legge 4 dicembre  1956,  n.  1404,  e  successive  modificazioni,  e'
destinato alle altre attivita' istituzionali del citato  Dipartimento
della ragioneria generale dello Stato. 
91. Alla definizione  delle  pregresse  posizioni  previdenziali  del
personale degli enti soppressi, per il quale  non  sia  stata  ancora
effettuata, ai sensi degli articoli 74,  75  e  76  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, e  della  legge
27 ottobre 1988, n.  482,  la  ricongiunzione  dei  servizi  ai  fini
dell'indennita'  di  anzianita'  e  del  trattamento  integrativo  di
previdenza, provvede la gestione  previdenziale  di  destinazione  di
detto personale. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, l'INPS, l'INPDAP e l'INAIL,  limitatamente  ai
trattamenti  pensionistici  integrativi   relativi   alla   soppressa
gestione sanitaria, concordano con il Dipartimento  della  Ragioneria
generale dello Stato del Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,
anche in via presuntiva  e  a  completa  definizione  delle  predette
posizioni  previdenziali,  l'ammontare  dei  capitali  di   copertura
necessari. L'INPS e l'INPDAP subentrano, a decorrere  dalla  data  di
perfezionamento dell'accordo con  il  Dipartimento  della  Ragioneria
generale dello Stato, al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze
nelle  vertenze   innanzi   al   giudice   ordinario   e   a   quello
amministrativo, concernenti le pregresse posizioni previdenziali  del
personale degli enti soppressi". 
 
  487. L'ammontare della remunerazione di cui al capitolo 2835  dello
stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia  e  delle
finanze per l'anno  finanziario  2006  e  successivi  e'  annualmente
determinato con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze
con riferimento ai servizi resi nell'anno precedente  dalla  societa'
di cui all'articolo 9, comma 1-bis, lettera c), del decreto-legge  15
aprile 2002, n. 63, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  15
giugno 2002, n.  112,  per  la  gestione  della  liquidazione  e  del
contenzioso degli enti pubblici, nel  limite  dello  stanziamento  di
bilancio a legislazione vigente. 
 
  488. Sono trasferiti alla societa' FINTECNA o a  societa'  da  essa
interamente controllata, con ogni loro componente attiva  e  passiva,
ivi compresi i rapporti in corso e le cause pendenti, i patrimoni  di
EFIM in  liquidazione  coatta  amministrativa  e  delle  societa'  in
liquidazione coatta amministrativa interamente controllate  da  EFIM.
Detti patrimoni costituiscono tra loro un unico patrimonio,  separato
dal residuo patrimonio della societa' trasferitaria.  Alla  data  del
trasferimento sono chiuse le liquidazioni  coatte  amministrative  di
EFIM e delle predette  societa',  con  conseguente  estinzione  delle
stesse e con contestuale cessazione dalla carica dei loro  commissari
liquidatori. La societa' trasferitaria procede alla cancellazione  di
tali societa' dal registro delle imprese. 
 
  489. Il trasferimento di cui al comma 488 decorre dal  quindicesimo
giorno  successivo  alla   data   di   presentazione   al   Ministero
dell'economia  e  delle   finanze   del   rendiconto   finale   delle
liquidazioni coatte amministrative, che e' presentato dal commissario
liquidatore di  EFIM  in  liquidazione  coatta  amministrativa  entro
centottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge. Al  predetto  commissario  devono  essere  comunicati,  almeno
centoventi giorni prima, i rendiconti finali  delle  procedure  delle
societa' di cui al comma 488. 
 
  490. Per il trasferimento dei patrimoni di cui  al  comma  488,  il
commissario   liquidatore   di   EFIM   predispone   una   situazione
patrimoniale di riferimento tenendo conto del  rendiconto  finale  di
cui al comma 489. Un collegio di tre periti verifica,  entro  novanta
giorni dalla nomina, tale situazione patrimoniale e predispone, sulla
base della stessa, una valutazione estimativa dell'esito finale della
liquidazione dei patrimoni trasferiti.  Tale  valutazione  deve,  tra
l'altro, tenere conto delle garanzie di cui al comma 491, nonche'  di
tutti i costi e  gli  oneri  necessari  per  il  completamento  della
liquidazione di detti patrimoni, individuando altresi' il  fabbisogno
finanziario stimato per la chiusura della  liquidazione  medesima.  I
componenti del collegio sono designati, uno ciascuno, da EFIM e dalla
societa' trasferitaria  e  il  presidente  e'  scelto  dal  Ministero
dell'economia e delle finanze. L'importo massimo del compenso  per  i
periti e' determinato dal Ministero dell'economia e delle finanze con
il decreto di cui al comma 497 ed e' ad esclusivo carico delle parti. 
Il valore stimato dell'esito finale della liquidazione costituisce il
corrispettivo per il trasferimento stesso, che e'  corrisposto  dalla
societa' trasferitaria al Ministero dell'economia  e  delle  finanze,
fermo restando quanto previsto al comma 494. 
 
  491. Effettuato il trasferimento, la societa' trasferitaria procede
alla liquidazione dei  patrimoni  trasferiti,  avendo  per  scopo  la
finale monetizzazione degli attivi, la piu'  celere  definizione  dei
rapporti creditori e  debitori  e  dei  contenziosi  in  corso  e  il
pagamento dei creditori  dei  patrimoni  trasferiti,  assicurando  il
rigoroso rispetto del principio della separatezza di  tali  patrimoni
dal proprio. La societa' trasferitaria non risponde  con  il  proprio
patrimonio dei debiti e degli oneri dei patrimoni ad essa  trasferiti
in base alla presente legge, ivi compresi  quelli  sostenuti  per  la
liquidazione di tali patrimoni. Ai creditori dei patrimoni trasferiti
continua ad applicarsi la garanzia dello Stato prevista dall'articolo
5 del  decreto-legge  19  dicembre  1992,  n.  487,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 17 febbraio  1993,  n.  33,  e  successive
modificazioni. Le disponibilita' finanziarie rivenienti e conseguenti
ai trasferimenti di cui ai commi da 488 a 497 devono affluire  su  un
apposito conto corrente infruttifero da aprire  presso  la  Tesoreria
centrale   per   conto   dello   Stato,   intestato   alla   societa'
trasferitaria.  Con  decreto  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze e' fissato, tenendo conto del  fabbisogno  finanziario,  come
individuato  ai  sensi  del  comma  490,  l'ammontare  delle  risorse
finanziarie  tratte  dal  predetto  conto  corrente  infruttifero   e
depositate presso il sistema bancario  per  le  esigenze  urgenti  ed
improcrastinabili   relative   alla   liquidazione   dei    patrimoni
trasferiti. 
 
  492.  Dalla  data  del  trasferimento,  la  societa'  trasferitaria
subentra automaticamente nei processi attivi e passivi  pendenti  nei
quali sono parti EFIM in  liquidazione  coatta  amministrativa  e  le
societa' di cui al comma 488, in luogo di essi, senza che  si  faccia
luogo all'interruzione  dei  processi  e  senza  mutamento  del  rito
applicabile. Le spese legali e di consulenza tecnica relative a  tali
processi o alle eventuali transazioni non possono comunque  superare,
per ciascuna  vertenza  comprensiva  di  tutti  i  diversi  gradi  di
giudizio, l'ammontare di 300.000 euro. 
 
  493. Al termine della liquidazione  dei  patrimoni  trasferiti,  il
collegio dei periti  di  cui  al  comma  490,  determina  l'eventuale
maggiore importo risultante dalla differenza  tra  l'esito  economico
effettivo  consuntivato  alla  chiusura  della  liquidazione   e   il
corrispettivo versato di cui al medesimo comma 490. Di tale eventuale
maggiore importo, detratto il costo  della  valutazione,  il  70  per
cento e' attribuito al Ministero dell'economia e delle finanze  e  la
residua quota del 30  per  cento  e'  di  competenza  della  societa'
trasferitaria in ragione  del  migliore  risultato  conseguito  nella
liquidazione. 
 
  494. Allo scopo di  accelerare  e  razionalizzare  la  prosecuzione
delle  liquidazioni  coatte   amministrative   delle   societa'   non
interamente controllate, direttamente o  indirettamente  da  EFIM  in
liquidazione coatta amministrativa, nella stessa data di cui al comma
489  i  commissari  liquidatori  delle  stesse  decadono  dalle  loro
funzioni e la funzione di commissario liquidatore  e'  assunta  dalla
societa'  trasferitaria.   Il   trasferimento   delle   funzioni   e'
disciplinato dalle vigenti norme in materia  di  liquidazione  coatta
amministrativa. 
 
  495. Tutti gli atti compiuti in attuazione  delle  disposizioni  di
cui ai commi da 488 a 494 sono esenti da qualunque imposta, diretta o
indiretta, tassa,  obbligo  e  onere  tributario  comunque  inteso  o
denominato. 
 
  496. Le disposizioni di cui ai commi da 488 a 495 si applicano,  in
quanto compatibili, alla societa' ITALTRADE Spa in liquidazione. 
 
  497. Il Ministero dell'economia e delle finanze stabilisce con  uno
o piu' decreti i criteri e le modalita' di attuazione  dei  commi  da
488 a 496. 
 
  498. I commissari liquidatori, nominati a  norma  dell'articolo  7,
comma 3, della legge 12 dicembre 2002, n.  273,  nelle  procedure  di
amministrazione  straordinaria  disciplinate  dal  decreto-legge   30
gennaio 1979, n. 26, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  3
aprile 1979, n.  95,  e  successive  modificazioni,  e  i  commissari
straordinari   nominati   nelle    procedure    di    amministrazione
straordinaria disciplinate dal decreto legislativo 8 luglio 1999,  n.
270, e dal decreto-legge 23 dicembre 2003, n.  347,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, decadono  se  non
confermati entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge. A tal fine, il Ministro dello sviluppo economico, con
proprio decreto, puo'  disporre  l'attribuzione  al  medesimo  organo
commissariale, se del caso con composizione collegiale, dell'incarico
relativo a piu' procedure che si  trovano  nella  fase  liquidatoria,
dando mandato ai commissari di realizzare una gestione unificata  dei
servizi generali e degli affari comuni,  al  fine  di  assicurare  le
massime sinergie organizzative e conseguenti economie gestionali. Con
il medesimo decreto l'incarico di commissario puo' essere  attribuito
a studi professionali associati o a societa' tra  professionisti,  in
conformita' a quanto disposto all'articolo 28, primo  comma,  lettera
b),  del  regio  decreto  16  marzo  1942,  n.  267,   e   successive
modificazioni. 
 
  499. Il numero dei commissari nominati o confermati  ai  sensi  del
comma 498 non puo' superare la meta' del  numero  dei  commissari  in
carica alla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge.  Gli
stessi stipulano convenzioni con i professionisti  la  cui  opera  si
rende necessaria nell'interesse della procedura, al fine di ridurre i
costi a carico dei creditori. 
 
  500. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare
nel termine di centottanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore
della presente legge, sono definiti i criteri per la determinazione e
la  liquidazione  dei  compensi  dovuti  ai  commissari   liquidatori
nominati   nelle   procedure   di    amministrazione    straordinaria
disciplinate dal decreto-legge 30 gennaio 1979,  n.  26,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 aprile 1979,  n.  95,  e  successive
modificazioni, tenuto conto dei criteri previsti dal  regolamento  di
cui al decreto del Ministro di grazia e giustizia 28 luglio 1992,  n.
570, nonche' delle modifiche  e  degli  adattamenti  suggeriti  dalla
diversita' delle procedure. 
 
  501. Il compenso dei commissari di cui al comma 498 e'  determinato
nella misura spettante in relazione al numero delle procedure ad essi
assegnate ridotto del 30 per cento. 
 
  502. All'articolo 8 del decreto-legge 23  dicembre  2003,  n.  347,
convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004,  n.  39,
dopo il comma  1,  e'  aggiunto  il  seguente:  "1-bis.  La  facolta'
prevista  dall'articolo  97  del  decreto  legislativo  n.   270   e'
esercitata  dal   Commissario   straordinario   nominato   ai   sensi
dell'articolo 2, comma 2 del presente decreto. Nel caso di concordato
con assunzione, la medesima facolta' e' esercitata, dopo la  chiusura
della procedura a norma dell'articolo 4-bis, comma 11,  del  presente
decreto dall'assuntore del concordato. Se, al momento della  chiusura
della procedura, il commissario  straordinario  e'  costituito  parte
civile nel processo penale, l'assuntore subentra nell'azione anche se
e' scaduto  il  termine  previsto  dall'articolo  79  del  codice  di
procedura penale". 
 
  503. Il Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il
Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del  mare,
sentito  il  Ministero  delle  infrastrutture,   e'   autorizzato   a
procedere, entro centottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore
della presente legge, alla trasformazione della SOGESID Spa, al  fine
di renderla strumentale  alle  esigenze  e  finalita'  del  Ministero
dell'ambiente e  della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  anche
procedendo a tale scopo alla fusione  per  incorporazione  con  altri
soggetti, societa' e  organismi  di  diritto  pubblico  che  svolgono
attivita' nel medesimo settore della SOGESID Spa. 
 
  504. Per la realizzazione delle finalita' di cui al comma 503, alla
data di entrata in vigore della  presente  legge,  gli  organismi  di
amministrazione della SOGESID Spa sono sciolti  e  sono  nominati  un
Commissario  straordinario  e  un  subcommissario,  con  decreto  del
Ministro dell'economia e delle  finanze,  su  proposta  del  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  sentito  il
Ministro delle infrastrutture. 
 
  505.  A  decorrere  dall'anno  2007,   le   disposizioni   di   cui
all'articolo 1, commi 9, 10, 11, 56, 58 e 61, della legge 23 dicembre
2005,  n.  266,  e  successive  modificazioni,  si   applicano   alle
amministrazioni pubbliche inserite nel  conto  economico  consolidato
della pubblica amministrazione, di cui all'elenco ISTAT pubblicato in
attuazione del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre  2004,
n. 311. Restano salve le esclusioni previste dai commi  9,  12  e  64
dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e  successive
modificazioni. Per quanto riguarda le spese di personale, le predette
amministrazioni  adeguano  le  proprie  politiche  ai   principi   di
contenimento e razionalizzazione  di  cui  alla  presente  legge.  Il
presente comma non si applica agli organi costituzionali. 
 
  506. Agli enti  pubblici  di  ricerca,  all'Istituto  nazionale  di
economia agraria, all'Istituto nazionale di ricerca per gli  alimenti
e la nutrizione, al Consiglio per la ricerca e la sperimentazione  in
agricoltura, all'Agenzia per la  protezione  dell'ambiente  e  per  i
servizi tecnici e alle  agenzie  regionali  per  l'ambiente,  non  si
applica l'articolo 22, comma 2, del decreto-legge 4 luglio  2006,  n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  agosto  2006,  n.
248. 
 
  507. Per gli esercizi 2007, 2008 e  2009,  e'  accantonata  e  resa
indisponibile, in  maniera  lineare,  con  esclusione  degli  effetti
finanziari  derivanti  dalla  presente   legge,   una   quota,   pari
rispettivamente a 4.572 milioni di euro, a 5.031 milioni di euro e  a
4.922 milioni di euro, delle dotazioni delle unita'  previsionali  di
base iscritte nel bilancio dello Stato, anche  con  riferimento  alle
autorizzazioni  di   spesa   predeterminate   legislativamente,   con
esclusione del  comparto  della  radiodiffusione  televisiva  locale,
relative a consumi intermedi (categoria 2), a trasferimenti  correnti
ad  amministrazioni  pubbliche  (categoria  4),  con  esclusione  dei
trasferimenti a favore della protezione civile, del  Fondo  ordinario
delle  universita'  statali,  degli  enti  territoriali,  degli  enti
previdenziali e degli organi costituzionali, ad  altri  trasferimenti
correnti (categorie 5, 6  e  7),  con  esclusione  dei  trasferimenti
all'estero aventi natura obbligatoria, delle  pensioni  di  guerra  e
altri assegni vitalizi, delle erogazioni agli istituti di patronato e
di assistenza sociale, nonche' alle confessioni religiose di cui alla
legge 20 maggio 1985, n. 222, e successive  modificazioni,  ad  altre
uscite correnti (categoria 12) e alle spese in  conto  capitale,  con
esclusione dei trasferimenti a favore della protezione civile, di una
quota pari al 50 per cento dello stanziamento del Fondo per  le  aree
sottoutilizzate, dei limiti di impegno gia' attivati, delle  rate  di
ammortamento mutui, dei trasferimenti agli enti territoriali e  delle
acquisizioni di attivita' finanziarie. Ai fini  degli  accantonamenti
complessivi indicati, le dotazioni iscritte nelle unita' previsionali
di base dello  stato  di  previsione  del  Ministero  della  pubblica
istruzione sono accantonate e rese indisponibili, in maniera lineare,
per un importo complessivo di 40 milioni di euro per ciascun anno del
triennio 2007-2009. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, da adottare, su proposta dei Ministri competenti,  entro  il
31 marzo di ciascun  anno  del  triennio  2007-2009,  possono  essere
disposte variazioni degli accantonamenti di  cui  al  primo  periodo,
anche interessando diverse unita' previsionali relative alle suddette
categorie   con   invarianza   degli   effetti   sul   fabbisogno   e
sull'indebitamento netto  della  pubblica  amministrazione,  restando
preclusa la possibilita' di utilizzo di risorse di conto capitale per
disaccantonare risorse di parte corrente. Lo  schema  di  decreto  e'
trasmesso  al  Parlamento  per  l'acquisizione   del   parere   delle
Commissioni competenti per le conseguenze di  carattere  finanziario.
(27) 
 
  508.  Il  Ministro  competente,  di  concerto   con   il   Ministro
dell'economia e delle finanze, puo' comunicare  all'Ufficio  centrale
del bilancio  ulteriori  accantonamenti  aggiuntivi  delle  dotazioni
delle unita' previsionali di parte  corrente  del  proprio  stato  di
previsione, fatta eccezione per le spese obbligatorie  e  per  quelle
predeterminate legislativamente, da destinare a consuntivo,  per  una
quota  non  superiore  al  30  per  cento,  ad  appositi  fondi   per
l'incentivazione, mediante contrattazione integrativa, del  personale
dirigente e non  dirigente  che  abbia  contribuito  direttamente  al
conseguimento degli obiettivi di efficienza  e  di  razionalizzazione
dei processi di spesa. (27) 
 
  509. Le dotazioni relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla
Tabella C allegata alla  presente  legge  sono  ridotte,  in  maniera
lineare, per un importo complessivo pari a  euro  126,4  milioni  per
l'anno 2007, a euro 335,4 milioni per  l'anno  2008  e  a  euro  11,4
milioni per l'anno 2009. 
 
  510. Nell'ambito delle risorse  disponibili,  in  attuazione  dell'
articolo 3, comma 1,  del  decreto-legge  13  maggio  1999,  n.  132,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 luglio 1999, n. 226,  i
termini previsti dall'articolo 4, comma 92, della legge  24  dicembre
2003, n. 350, sono prorogati fino al 31 dicembre 2007. (12) 
 
  511. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e  delle
finanze e' istituito, con una dotazione, in termini di sola cassa, di
520 milioni di euro per l'anno 2007, un Fondo  per  la  compensazione
degli  effetti  finanziari  non  previsti  a   legislazione   vigente
conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali,  ai  sensi
del comma 177-bis dell'articolo 4 della legge 24  dicembre  2003,  n.
350, introdotto dal comma 512 del presente articolo. All'utilizzo del
Fondo per le finalita' di  cui  al  primo  periodo  si  provvede  con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da trasmettere al
Parlamento, per il parere delle Commissioni  parlamentari  competenti
per materia e per i profili finanziari, e alla Corte dei conti. 
 
  512. Dopo il comma 177 dell'articolo  4  della  legge  24  dicembre
2003,  n.  350,  e'  inserito  il  seguente:  "177-bis.  In  sede  di
attuazione di disposizioni  legislative  che  autorizzano  contributi
pluriennali, il relativo utilizzo, anche mediante attualizzazione, e'
disposto con decreto del Ministro  competente,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, previa verifica  dell'assenza
di effetti peggiorativi sul  fabbisogno  e  sull'indebitamento  netto
rispetto a quelli previsti dalla legislazione  vigente.  In  caso  si
riscontrino effetti finanziari non previsti  a  legislazione  vigente
gli stessi possono essere compensati a  valere  sulle  disponibilita'
del  Fondo   per   la   compensazione   degli   effetti   conseguenti
all'attualizzazione dei contributi pluriennali. Le  disposizioni  del
presente comma si applicano anche alle operazioni  finanziarie  poste
in essere dalle pubbliche  amministrazioni  di  cui  all'articolo  1,
comma 5, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, a valere sui  predetti
contributi pluriennali, il cui onere sia posto a totale carico  dello
Stato.  Le  amministrazioni  interessate  sono,  inoltre,  tenute   a
comunicare preventivamente al Ministero dell'economia e delle finanze
- Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato  e  Dipartimento
del tesoro, all'ISTAT e alla Banca d'Italia la  data  di  attivazione
delle operazioni di cui al presente comma ed il relativo ammontare". 
 
  513. Per l'anno 2007, a  valere  sul  fondo  di  cui  al  comma  96
dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n.  311,  appositamente
incrementato, per gli anni 2007, 2008 e  2009,  di  31,1  milioni  di
euro, i Corpi di polizia sono autorizzati,  entro  il  30  marzo,  ad
effettuare assunzioni per un contingente complessivo di personale non
superiore a 2.000 unita'. In questo contingente sono  compresi  1.316
agenti della Polizia di Stato trattenuti in servizio, da  ultimo,  ai
sensi del decreto-legge 27 settembre 2006, n.  260,  convertito,  con
modificazioni dalla legge 10 novembre 2006, n. 280, che sono  assunti
a tempo  indeterminato  a  decorrere  dal  l°  gennaio  2007  con  le
modalita' previste all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 2005,
n. 272, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio  2006,
n. 49. 
 
  514. Per l'anno 2007 e' autorizzata,  a  decorrere  dal  1°  luglio
2007, l'assunzione di un contingente di 600 vigili del fuoco. 
 
  515. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  516. Per l'anno  2007,  al  fine  di  garantire  il  consolidamento
dell'azione di contrasto  all'economia  sommersa,  nonche'  la  piena
efficacia  degli  interventi  in  materia  di  polizia  economica   e
finanziaria, il Corpo della guardia di  finanza  e'  autorizzato,  in
deroga all'articolo 1, comma 95, della legge  30  dicembre  2004,  n.
311, ad effettuare reclutamenti  straordinari,  entro  un  limite  di
spesa di 5 milioni di euro per l'anno 2007 e di 10 milioni di euro  a
decorrere dall'anno 2008. Con decreto del  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, adottato di concerto con il Ministro per le riforme  e
le innovazioni nella pubblica amministrazione, si provvede, entro  il
predetto limite di spesa,  alla  distribuzione  nei  vari  gradi  dei
relativi reclutamenti. 
 
  517. Per l'anno 2007, e' autorizzato,  in  deroga  all'articolo  1,
comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,  il  reclutamento  di
magistrati ordinari entro il limite di spesa di 3 milioni di euro per
l'anno 2007 e di 15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008. 
 
  518. Per l'anno 2007, e' autorizzato,  in  deroga  all'articolo  1,
comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,  il  reclutamento  di
magistrati amministrativi e  contabili,  di  avvocati  e  procuratori
dello Stato, entro il limite di spesa di 1,370 milioni  di  euro  per
l'anno 2007 e di 5,671 milioni di euro a  decorrere  dall'anno  2008.
Alla ripartizione delle predette  assunzioni,  si  provvede  mediante
decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  adottato  su
proposta del Ministro per le riforme e le innovazioni nella  pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze. (26) 
 
  519. Per l'anno 2007 una quota pari al 20 per cento  del  fondo  di
cui al comma 513 e' destinata  alla  stabilizzazione  a  domanda  del
personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da  almeno
tre anni, anche non continuativi, o che consegua  tale  requisito  in
virtu'  di  contratti  stipulati  anteriormente  alla  data  del   29
settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche
non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di  entrata  in
vigore della presente legge, che ne faccia istanza, purche' sia stato
assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste
da norme di legge. Alle iniziative di stabilizzazione  del  personale
assunto a tempo determinato mediante procedure  diverse  si  provvede
previo espletamento di prove selettive. Le amministrazioni continuano
ad  avvalersi  del  personale   di   cui   al   presente   comma,   e
prioritariamente del personale di cui all'articolo 23, comma  1,  del
decreto  legislativo  8   maggio   2001,   n.   215,   e   successive
modificazioni, in servizio al 31  dicembre  2006,  nelle  more  della
conclusione  delle  procedure  di  stabilizzazione.  Nei  limiti  del
presente comma, la stabilizzazione del personale volontario del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco e' consentita al personale che risulti
iscritto negli appositi elenchi, di cui all'articolo  6  del  decreto
legislativo 8 marzo 2006,  n.  139,  da  almeno  tre  anni  ed  abbia
effettuato non meno di centoventi giorni di servizio. Con decreto del
Ministro dell'interno,  fermo  restando  il  possesso  dei  requisiti
ordinari per l'accesso alla qualifica di vigile  del  fuoco  previsti
dalle vigenti disposizioni, sono stabiliti i criteri, il  sistema  di
selezione, nonche' modalita' abbreviate per il corso  di  formazione.
Le assunzioni di cui al presente comma sono  autorizzate  secondo  le
modalita' di  cui  all'articolo  39,  comma  3-ter,  della  legge  27
dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni. 
 
  520. Per l'anno 2007, per le  specifiche  esigenze  degli  enti  di
ricerca, e' costituito,  nello  stato  di  previsione  del  Ministero
dell'economia e delle finanze,  un  apposito  fondo,  destinato  alla
stabilizzazione  di  ricercatori,  tecnologi,  tecnici  e   personale
impiegato in attivita' di ricerca in possesso dei requisiti temporali
e di selezione di  cui  al  comma  519,  nonche'  all'assunzione  dei
vincitori di concorso con uno stanziamento pari a 20 milioni di  euro
per l'anno 2007 e a 30 milioni di euro, a decorrere  dall'anno  2008.
All'utilizzo  del  predetto  fondo  si  provvede  con   decreto   del
Presidente  del  Consiglio  dei   ministri,   da   adottare,   previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, sentite le  amministrazioni
vigilanti, su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri  -
Dipartimento della funzione pubblica, di concerto  con  il  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
generale dello Stato. 
 
  521. Le modalita'  di  assunzione  di  cui  al  comma  519  trovano
applicazione anche nei confronti del personale di cui all'articolo 1,
commi da 237 a 242, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in possesso
dei requisiti previsti  dal  citato  comma  519,  fermo  restando  il
relativo onere a carico del fondo  previsto  dall'articolo  1,  comma
251, della legge 23  dicembre  2005,  n.  266,  fatto  salvo  per  il
restante personale quanto disposto dall'articolo 1, comma 249,  della
stessa legge n. 266 del 2005. 
 
  522. Al fine di potenziare l'attivita' di sorveglianza  nelle  aree
naturali protette di rilievo internazionale  e  nazionale,  ai  sensi
dell'articolo 19 della legge  6  dicembre  1991,  n.  394,  il  Corpo
forestale dello Stato e' autorizzato ad assumere, a decorrere dal  1°
gennaio 2007, in deroga all'articolo 1,  comma  95,  della  legge  30
dicembre 2004, n. 311, 166 idonei non vincitori del concorso pubblico
per 500 allievi agenti forestali svolto in  attuazione  dell'articolo
1, comma 2, della legge 27 marzo 2004, n. 77. Al relativo onere, pari
a 2,2 milioni di euro per l'anno 2007 e a  5,24  milioni  di  euro  a
decorrere  dall'anno  2008,  si  provvede   mediante   corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  4,  comma
7, della legge 6 febbraio 2004, n. 36, relativamente ai fondi di  cui
al  decreto  legislativo  18  maggio  2001,  n.  227.   11   Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  523. Per l'anno 2008  le  amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad
ordinamento autonomo, ivi compresi i Corpi di  polizia  ed  il  Corpo
nazionale dei vigili  del  fuoco,  le  agenzie,  incluse  le  agenzie
fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto  legislativo  30
luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni,  gli  enti  pubblici
non economici e gli enti pubblici di cui all'articolo  70,  comma  4,
del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e   successive
modificazioni, possono procedere, per il medesimo anno, ad assunzioni
di personale a tempo indeterminato nel limite di  un  contingente  di
personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per
cento  di  quella  relativa  alle   cessazioni   avvenute   nell'anno
precedente. Il limite di cui al presente comma si applica anche  alle
assunzioni  del  personale  di  cui  all'articolo   3   del   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  e  successive  modificazioni.  Le
limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni
di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse
con la professionalizzazione delle Forze armate di cui alla legge  14
novembre 2000, n. 331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n.  215,
ed alla legge 23 agosto 2004, n. 226,  fatto  salvo  quanto  previsto
dall'articolo 25 della medesima legge n. 226 del 2004. (26) (32) 
 
  524. L'Agenzia autonoma per la  gestione  dell'albo  dei  segretari
comunali e  provinciali  procede  a  bandire  il  corso-concorso  per
l'accesso in carriera dei segretari comunali e provinciali secondo le
vigenti disposizioni normative. Il corso-concorso, fermo restando per
il resto quanto previsto dalle norme vigenti, ha una durata  di  nove
mesi ed e' seguito da un tirocinio pratico di tre mesi presso  uno  o
piu' comuni. Durante il corso  e'  prevista  una  verifica  volta  ad
accertare l'apprendimento. 
 
  525.  Per  l'anno  2007,  le  vacanze  organiche  nei   ruoli   dei
sovrintendenti e degli ispettori del Corpo di  polizia  penitenziaria
di cui alla tabella A allegata  al  decreto  legislativo  30  ottobre
1992, n. 443, come sostituita dalla tabella  F  allegata  al  decreto
legislativo 21 maggio 2000, n. 146, possono essere utilizzate per  le
assunzioni di agenti anche in eccedenza alla dotazione  organica  del
ruolo degli agenti ed assistenti della predetta tabella  F,  mediante
assunzione, a domanda, degli agenti ausiliari del  Corpo  di  polizia
penitenziaria, reclutati ai sensi  dell'articolo  6  della  legge  30
novembre 2000, n. 356, e dell'articolo 50  della  legge  23  dicembre
2000, n. 388, anche se cessati dal servizio nel limite di 500  unita'
e comunque, entro un limite di spesa annua di 15 milioni  di  euro  a
decorrere dall'anno 2007. Le conseguenti  posizioni  di  soprannumero
nel ruolo degli agenti ed assistenti sono riassorbite per effetto dei
passaggi per qualunque causa  del  personale  del  predetto  ruolo  a
quelli dei  sovrintendenti  e  degli  ispettori.  Ferme  restando  le
procedure di autorizzazione di cui al  comma  536,  con  decreto  del
Ministro della giustizia sono definiti i requisiti e le modalita' per
le predette assunzioni, nonche' i criteri  per  la  formazione  della
relativa  graduatoria  e  le  modalita'  abbreviate  del   corso   di
formazione,  anche  in  deroga  agli  articoli  6  e  7  del  decreto
legislativo 30 ottobre 1992, n. 443. 
 
  526. Le amministrazioni  di  cui  al  comma  523  possono  altresi'
procedere, per l'anno 2008, nel limite di un contingente di personale
non dirigenziale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al
40 per cento di quella relativa alle  cessazioni  avvenute  nell'anno
precedente,  alla  stabilizzazione  del  rapporto   di   lavoro   del
personale, in possesso dei requisiti di cui al comma 519. Nel  limite
del predetto contingente, per avviare anche per  il  Corpo  nazionale
dei  vigili  del  fuoco  la  trasformazione  in  rapporti   a   tempo
indeterminato delle forme di organizzazione precaria del  lavoro,  e'
autorizzata una stabilizzazione del personale volontario, di cui agli
articoli 6, 8 e 9 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139,  che,
alla data del  1°  gennaio  2007,  risulti  iscritto  negli  appositi
elenchi di cui al predetto articolo 6 del decreto legislativo 8 marzo
2006, n. 139, da almeno tre anni ed  abbia  effettuato  non  meno  di
centoventi giorni di servizio. Con decreto del Ministro dell'interno,
fermo restando il possesso dei requisiti ordinari per l'accesso  alla
qualifica di vigile del fuoco previsti  dalle  vigenti  disposizioni,
sono stabiliti i criteri, il sistema di selezione, nonche'  modalita'
abbreviate per il corso di formazione. (32)(40) 
 
  527. Per l'anno 2008 le amministrazioni di cui al comma 523 possono
procedere ad ulteriori assunzioni di personale a tempo indeterminato,
previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilita', nel limite
di un contingente complessivo  di  personale  corrispondente  ad  una
spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tal  fine  e'
istituito un apposito fondo nello stato di previsione  del  Ministero
dell'economia e delle finanze pari a 25 milioni di  euro  per  l'anno
2008 ed  a  75  milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2009.  Le
autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le modalita' di  cui
all'articolo 39, comma 3-ter della legge 27 dicembre 1997, n. 449,  e
successive modificazioni. (32) (40) 
 
  528. Le procedure di conversione in  rapporti  di  lavoro  a  tempo
indeterminato dei contratti di formazione e lavoro prorogati ai sensi
dell'articolo 1, comma 243, della legge 23  dicembre  2005,  n.  266,
ovvero in essere alla data del  30  settembre  2006,  possono  essere
attuate a decorrere dalla data di entrata in  vigore  della  presente
legge, nel limite dei  posti  disponibili  in  organico.  Nell'attesa
delle procedure di conversione di cui al presente comma  i  contratti
di formazione e lavoro sono prorogati al 31 dicembre 2007. (12) 
 
  529.  Per  il  triennio  2007-2009  le  pubbliche   amministrazioni
indicate al comma 523, che procedono all'assunzione  di  personale  a
tempo determinato, nei limiti ed alle condizioni previsti  dal  comma
1-bis dell'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
nonche' dal comma 538 del presente articolo, nel bandire le  relative
prove selettive riservano una quota del 60 per cento del  totale  dei
posti programmati ai soggetti con i quali hanno stipulato uno o  piu'
contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per la  durata
complessiva di almeno un anno raggiunta alla data  del  29  settembre
2006, attraverso i quali le medesime  abbiano  fronteggiato  esigenze
attinenti alle ordinarie attivita' di servizio. 
 
  530. Al fine di potenziare l'azione di  contrasto  dell'evasione  e
dell'elusione  fiscale,  nonche'  l'attivita'   di   monitoraggio   e
contenimento della spesa, una quota parte, stabilita con decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze, delle risorse previste per il
finanziamento di specifici  programmi  di  assunzione  del  personale
dell'amministrazione economico-finanziaria, e' destinata alle agenzie
fiscali.    Le    modalita'    di    reclutamento    del    personale
dell'amministrazione  economicofinanziaria,  incluso   quello   delle
agenzie fiscali, sono definite, anche in deroga  ai  limiti  previsti
dalle vigenti disposizioni, sentite le organizzazioni  sindacali,  ai
sensi dell'articolo 2, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 30
settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 20
dicembre 2005, n. 248. 
 
  531. All'articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 1997,  n.
79, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  maggio  1997,  n.
140,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
a) dopo le parole: "attivita' di controllo fiscale," sono inserite le
   seguenti: "dei risparmi  di  spesa  conseguenti  a  controlli  che
   abbiano  determinato  il  disconoscimento  in  via  definitiva  di
   richieste di rimborsi o di crediti d'imposta,"; 
b) dopo le parole: "di tali risorse" sono inserite  le  seguenti:  ",
   per  l'amministrazione  economica  e  per  quella  finanziaria  in
   relazione a quelle di rispettiva competenza,"; 
c) le parole: "con effetto  dall'anno  2004"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "per gli anni 2004 e 2005"; 
d) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Con effetto  dall'anno
   2006, le predette percentuali sono determinate ogni anno in misura
   tale da destinare alle medesime finalita' un  livello  di  risorse
   non superiore a quello assegnato per il 2004, ridotto del  10  per
   cento". 
 
  532. Al comma 213-bis dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, e  successive  modificazioni,  sono  aggiunte,  in  fine,  le
seguenti parole: ", nonche' al personale delle agenzie fiscali". 
 
  533. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 4,  del
decreto-legge 17 giugno 2005, n. 106, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 31 luglio 2005, n. 156, e' ridotta di  500.000  euro  per
l'anno 2007. 
 
  534. Sono  prorogati  fino  al  31  dicembre  2007  i  comandi  del
personale appartenente a Poste italiane Spa. 
 
  535.  All'articolo   10-bis,   comma   5,   quinto   periodo,   del
decreto-legge  30   settembre   2005,   n.   203,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,  le  parole:  "31
dicembre 2006" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2007". 
 
  536. Le assunzioni di cui  ai  commi  523,  526,  528  e  530  sono
autorizzate secondo le modalita' di cui all'articolo 35, comma 4, del
decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165,   e   successive
modificazioni, previa richiesta  delle  amministrazioni  interessate,
corredata  da  analitica  dimostrazione  delle  cessazioni   avvenute
nell'anno precedente e dei relativi oneri. Il termine di validita' di
cui all'articolo 1, comma 100, della legge 30 dicembre 2004, n.  311,
e' prorogato al 31 dicembre 2008. 
 
  537. All'articolo 1, comma 103, della legge 30  dicembre  2004,  n.
311, le parole: "A decorrere dall'anno 2008"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "A decorrere dall'anno 2010". 
 
  538. Con effetto dall'anno 2007, all'articolo 1, comma  187,  della
legge 23 dicembre 2005, n.  266,  le  parole:  "60  per  cento"  sono
sostituite dalle seguenti: "40 per cento". 
 
  539. I commi 228 e 229 dell'articolo  1  della  legge  23  dicembre
2005, n. 266, sono abrogati. 
 
  540. All'articolo 1, comma 97, della legge  30  dicembre  2004,  n.
311, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le  seguenti
lettere: 
"h-bis)  per  la  copertura  delle   posizioni   dirigenziali   della
Presidenza del Consiglio dei ministri; 
h-ter) del personale del Ministero degli affari esteri; 
h-quater) del personale dell'Ente nazionale per l'aviazione civile; 
h-quinquies)  del   personale   di   magistratura   della   giustizia
amministrativa". 
 
  541. Le assunzioni autorizzate per  l'anno  2006  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 28 aprile 2006, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2006, possono essere effettuate  entro
il 30 aprile 2007. 
 
  542. Al fine di perseguire  il  migliore  espletamento  dei  propri
compiti istituzionali e, in particolare, di quelli di vigilanza e  di
controllo, il  Garante  per  la  protezione  dei  dati  personali  e'
autorizzato ad incrementare la propria dotazione organica  in  misura
non superiore al 25 per cento della consistenza attualmente  prevista
dall'articolo 156, comma 2, del codice in materia di  protezione  dei
dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
nei limiti della dotazione prevista nella  Tabella  C  allegata  alla
presente legge. 
 
  543. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni,  al  fine  di
perseguire il migliore espletamento dei propri compiti istituzionali,
puo' proporre una  graduale  ridefinizione  della  propria  dotazione
organica in misura non superiore al 25 per  cento  della  consistenza
attuale, mediante le risorse ad essa assicurate in  via  continuativa
dall'articolo 1, commi 65 e 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
senza aumenti del finanziamento a carico  del  bilancio  statale.  La
delibera dell'Autorita'  recante  la  proposta  motivata  di  cui  al
periodo precedente e' sottoposta  al  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri per l'approvazione, sentiti il Ministro delle  comunicazioni
e il Ministro dell'economia e delle  finanze,  entro  il  termine  di
trenta giorni dal ricevimento, trascorso il quale la delibera diventa
esecutiva. 
 
  544. Al fine di  fronteggiare  le  esigenze  scaturenti  dai  nuovi
compiti recati dalla presente legge, con particolare riferimento alle
politiche di contrasto del lavoro sommerso  e  di  prevenzione  degli
incidenti sul lavoro e del fenomeno delle morti bianche, il Ministero
del lavoro e della previdenza sociale e' autorizzato: 
a) all'immissione in servizio fino a  trecento  unita'  di  personale
   risultato  idoneo  in  seguito  allo  svolgimento   dei   concorsi
   pubblici, per esami, a complessivi  795  posti  di  ispettore  del
   lavoro, area funzionale C, posizione economica C2, per gli  uffici
   del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, ubicati nelle
   regioni    Abruzzo,    Basilicata,    Calabria,    Emilia-Romagna,
   Friuli-Venezia  Giulia,   Lazio,   Liguria,   Lombardia,   Marche,
   Piemonte, Puglia, Sardegna,  Toscana,  Umbria,  Veneto,  Campania,
   Molise e Sicilia; 
b) all'immissione nei ruoli di destinazione finale e  al  conseguente
   adeguamento delle competenze economiche, del personale in servizio
   risultato  vincitore  ovvero  idoneo  nei  relativi  percorsi   di
   riqualificazione. 
 
  545. Per l'attuazione del comma 544, a decorrere dall'anno 2007  e'
autorizzata la spesa annua di 8,5 milioni di euro con riferimento  al
comma 544, lettera a), e di 5 milioni  di  euro  con  riferimento  al
comma 544, lettera b). 
 
  546. Ai fini di quanto disposto  dall'articolo  48,  comma  1,  del
decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  le  risorse  per  la
contrattazione collettiva nazionale previste per il biennio 2006-2007
dall'articolo 1, comma 183, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  a
carico del bilancio statale sono incrementate per l'anno 2007 di  807
milioni di euro e a decorrere dall'anno  2008  di  2.193  milioni  di
euro. 
 
  547. In sede di definizione delle linee generali di  indirizzo  per
la  contrattazione  collettiva  del  biennio  2006-2007,   ai   sensi
dell'articolo 41 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  e
successive modificazioni, in applicazione delle disposizioni  di  cui
al comma 546, e' reso esigibile interamente, per il medesimo biennio,
il complesso delle risorse di cui al medesimo comma 546. 
 
  548. All'articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
il  comma  7  e'  sostituito  dal  seguente:  "7.  La  procedura   di
certificazione  dei  contratti  collettivi  deve  concludersi   entro
quaranta giorni dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, decorsi
i quali i contratti  sono  efficaci,  fermo  restando  che,  ai  fini
dell'esame  dell'ipotesi  di  accordo  da  parte  del  Consiglio  dei
ministri, il predetto termine puo' essere sospeso una  sola  volta  e
per non piu' di quindici giorni, per  motivate  esigenze  istruttorie
dei comitati di settore o del Presidente del Consiglio dei  ministri.
L'ARAN provvede a fornire i chiarimenti richiesti entro i  successivi
sette giorni.  La  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri  deve
comunque essere  adottata  entro  otto  giorni  dalla  ricezione  dei
chiarimenti  richiesti,  o  dalla  scadenza  del  termine   assegnato
all'ARAN, fatta salva l'autonomia negoziale delle parti in ordine  ad
un'eventuale modifica delle clausole contrattuali.  In  ogni  caso  i
contratti divengono efficaci trascorso il cinquantacinquesimo  giorno
dalla  sottoscrizione  dell'ipotesi  di  accordo,  che  e'  trasmesso
dall'ARAN, corredato della prescritta relazione tecnica, al  comitato
di settore entro tre  giorni  dalla  predetta  sottoscrizione.  Resta
escluso comunque dall'applicazione del presente articolo  ogni  onere
aggiuntivo a carico del bilancio dello Stato  anche  nell'ipotesi  in
cui i comitati di settore delle amministrazioni di  cui  all'articolo
41, comma 3, non si esprimano entro il termine di cui al comma 3  del
presente articolo". 
 
  549. Le risorse previste dall'articolo 1, comma 184, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, per corrispondere i miglioramenti  retributivi
al personale statale in regime di diritto  pubblico  per  il  biennio
2006-2007 sono incrementate per l'anno 2007 di 374 milioni di euro  e
a decorrere dall'anno 2008 di 1.032 milioni di  euro,  con  specifica
destinazione, rispettivamente, di  304  milioni  di  euro  e  di  805
milioni di euro per il personale delle Forze armate e  dei  Corpi  di
polizia di cui al decreto legislativo 12  maggio  1995,  n.  195.  In
aggiunta a quanto previsto dal primo periodo e' stanziata, per l'anno
2007, la somma di 40 milioni di euro e a decorrere dall'anno 2008  la
somma di 80 milioni di euro da destinare  al  trattamento  accessorio
del personale delle Forze armate e dei Corpi di  polizia  di  cui  al
decreto legislativo  12  maggio  1995,  n.  195,  in  relazione  alle
speciali  esigenze  connesse  con  la  tutela  dell'ordine  e   della
sicurezza pubblica, con la prevenzione e la  repressione  dei  reati,
nonche' alle speciali  esigenze  della  difesa  nazionale,  anche  in
relazione agli accresciuti impegni in campo internazionale. 
 
  550.  Il  Fondo  unico  di  amministrazione  per  il  miglioramento
dell'efficacia  e  dell'efficienza  dei  servizi  istituzionali   del
Ministero dell'interno e' incrementato, a decorrere dal  2007,  di  6
milioni di euro. 
 
  551. Allo scopo del miglioramento dell'efficacia e  dell'efficienza
delle funzioni di competenza statale  in  campo  infrastrutturale,  a
decorrere dal 2007 e' autorizzata la spesa di 6 milioni  di  euro  da
destinare, con criteri fissati in sede di contrattazione integrativa,
al personale applicato alle attivita' di  programmazione,  indirizzo,
vigilanza tecnica  ed  operativa  e  controllo  su  ANAS  Spa  e  sui
concessionari   autostradali,   nonche'   alle   attivita'   di   cui
all'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri
5 luglio 2006, pubblicato nella  Gazzetta  ufficiale  n.  179  del  3
agosto 2006. 
 
  552. A decorrere dal 1° gennaio 2007,  in  sede  di  contrattazione
integrativa, un importo non superiore a un  milione  di  euro  annui,
viene  destinato  a  garantire  il  funzionamento  della   Cassa   di
previdenza ed assistenza per i  dipendenti  dell'ex  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti,  con  modalita'  stabilite  ai  sensi
dell'articolo 5, lettera a), del decreto-legge 21 dicembre  1966,  n.
1090, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1967, n. 
14, e successive modificazioni. 
 
  553. Nell'ambito dell'autorizzazione di spesa di cui al comma  634,
a decorrere dall'anno 2007 e' stanziata la somma  di  euro  7.000.000
annui per le finalita' di cui all'articolo 2-octies del decreto-legge
26 aprile 2005, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge  25
giugno 2005, n. 109, da destinare ai dipendenti del  Ministero  della
pubblica  istruzione.  Con  decreto  del  Ministro   della   pubblica
istruzione sono stabiliti i criteri di riparto della citata somma. 
 
  554. Le somme di cui ai commi 546 e 549,  comprensive  degli  oneri
contributivi e dell'IRAP di cui al decreto  legislativo  15  dicembre
1997, n. 446, concorrono a costituire l'importo  complessivo  massimo
di cui all'articolo 11, comma 3, lettera h),  della  legge  5  agosto
1978, n. 468. 
 
  555. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 219, 220  e  221,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266, non si applicano,  a  decorrere
dalla data di entrata in vigore della medesima legge, alle  spese  di
cura, comprese  quelle  per  ricoveri  in  istituti  sanitari  e  per
protesi, con esclusione  delle  cure  balneo-termali,  idropiniche  e
inalatorie, sostenute dal personale del Corpo  nazionale  dei  vigili
del fuoco, delle Forze armate e di polizia e conseguenti a  ferite  o
lesioni riportate  nell'espletamento  di  servizi  di  polizia  o  di
soccorso pubblico, ovvero nello svolgimento di attivita' operative  o
addestrative, riconosciute dipendenti da  causa  di  servizio.  Resta
ferma  la  vigente  disciplina  in  materia  prevista  dai  contratti
collettivi nazionali o da provvedimenti  di  recepimento  di  accordi
sindacali. 
 
  556. Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed
enti  pubblici  diversi  dall'amministrazione  statale,   gli   oneri
derivanti dai rinnovi contrattuali per il biennio 2006-2007,  nonche'
quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici  al
personale di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo  30
marzo 2001, n. 165, sono posti a carico  dei  rispettivi  bilanci  ai
sensi dell'articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo  n.
165 del 2001. In  sede  di  deliberazione  degli  atti  di  indirizzo
previsti dall'articolo 47, comma 1, del decreto legislativo 30  marzo
2001, n. 165, i comitati di settore provvedono  alla  quantificazione
delle relative risorse, attenendosi, quale tetto massimo di  crescita
delle retribuzioni,  ai  criteri  previsti  per  il  personale  delle
amministrazioni dello Stato di cui al  comma  546.  A  tale  fine,  i
comitati di settore si  avvalgono  dei  dati  disponibili  presso  il
Ministero dell'economia e delle finanze comunicati  dalle  rispettive
amministrazioni in sede di rilevazione annuale dei  dati  concernenti
il personale dipendente. 
 
  557. Ai fini del concorso delle autonomie  regionali  e  locali  al
rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, gli enti sottoposti  al
patto di stabilita' interno assicurano la riduzione  delle  spese  di
personale,  al  lordo   degli   oneri   riflessi   a   carico   delle
amministrazioni e dell'IRAP, con esclusione degli oneri  relativi  ai
rinnovi  contrattuali,  garantendo  il  contenimento  della  dinamica
retributiva e occupazionale, con azioni da modulare nell'ambito della
propria autonomia e rivolte, in termini  di  principio,  ai  seguenti
ambiti prioritari di intervento: 
    a) riduzione dell'incidenza percentuale delle spese di  personale
rispetto al  complesso  delle  spese  correnti,  attraverso  parziale
reintegrazione dei cessati e contenimento della spesa per  il  lavoro
flessibile; 
    b)    razionalizzazione    e    snellimento    delle    strutture
burocratico-amministrative, anche attraverso accorpamenti  di  uffici
con l'obiettivo di ridurre l'incidenza  percentuale  delle  posizioni
dirigenziali in organici; 
    c) contenimento delle dinamiche di crescita della  contrattazione
integrativa, tenuto anche  conto  delle  corrispondenti  disposizioni
dettate per le amministrazioni statali. 
 
  557-bis. Ai fini dell'applicazione  del  comma  557,  costituiscono
spese  di  personale  anche  quelle  sostenute  per  i  rapporti   di
collaborazione coordinata e continuativa, per la somministrazione  di
lavoro,  per  il  personale  di  cui  all'articolo  110  del  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonche' per tutti  i  soggetti  a
vario titolo utilizzati, senza estinzione del  rapporto  di  pubblico
impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o
comunque facenti capo all'ente. 
 
  557-ter. In caso di mancato rispetto del comma 557, si  applica  il
divieto di cui all'art. 76, comma  4,  del  decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008, n.133. 
 
  558. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge, gli enti di cui al comma 557 fermo restando il rispetto  delle
regole del patto di stabilita' interno, possono procedere, nei limiti
dei posti disponibili in organico, alla stabilizzazione del personale
non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre  anni,
anche non continuativi, o che consegua tale requisito  in  virtu'  di
contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre  2006  o
che  sia  stato  in  servizio  per  almeno  tre   anni,   anche   non
continuativi, nel quinquennio  anteriore  alla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge, nonche' del personale di  cui  al  comma
1156, lettera  f),  purche'  sia  stato  assunto  mediante  procedure
selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge  .  Alle
iniziative  di  stabilizzazione  del  personale   assunto   a   tempo
determinato   mediante   procedure   diverse   si   provvede   previo
espletamento di prove selettive. 
 
  559. Il personale proveniente dai  consorzi  agrari  ai  sensi  dei
commi 6 e 7 dell'articolo 5 della legge 28 ottobre 1999,  n.  410,  e
collocato in mobilita' collettiva alla data  del  29  settembre  2006
puo' essere inquadrato a domanda presso le regioni e gli enti  locali
nei limiti delle dotazioni organiche vigenti alla data di entrata  in
vigore della presente legge. (14) 
 
  560. Per il triennio 2007-2009 le amministrazioni di cui  al  comma
557, che procedono all'assunzione di personale a  tempo  determinato,
nei limiti e alle condizioni previste dal comma  1-bis  dell'articolo
36 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  nel  bandire  le
relative prove selettive riservano una quota non inferiore al 60  per
cento del totale dei posti programmati ai soggetti con i quali  hanno
stipulato  uno  o  piu'  contratti  di  collaborazione  coordinata  e
continuativa, esclusi gli incarichi di nomina politica, per la durata
complessiva di almeno un anno raggiunta alla data  del  29  settembre
2006. (17) 
 
  561. Gli enti che non abbiano rispettato per l'anno 2006 le  regole
del patto di stabilita' interno non possono procedere  ad  assunzioni
di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipo di contratto. 
 
  562.  Per  gli  enti  non  sottoposti  alle  regole  del  patto  di
stabilita' interno, le spese  di  personale,  al  lordo  degli  oneri
riflessi a carico delle amministrazioni e dell'IRAP,  con  esclusione
degli oneri relativi ai rinnovi contrattuali, non devono superare  il
corrispondente ammontare dell'anno 2004. Gli enti  di  cui  al  primo
periodo possono procedere  all'assunzione  di  personale  nel  limite
delle  cessazioni  di  rapporti  di  lavoro  a  tempo   indeterminato
complessivamente intervenute nel precedente  anno,  ivi  compreso  il
personale di cui al comma 558. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L.  31  MAGGIO
2010, N. 78, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 
122 
 
  563. Il personale, gia' appartenente  all'Amministrazione  autonoma
dei monopoli di Stato distaccato  presso  l'Ente  tabacchi  italiani,
dichiarato in esubero  a  seguito  di  ristrutturazioni  aziendali  e
ricollocato presso uffici delle pubbliche amministrazioni,  ai  sensi
dell'articolo 4 del  decreto  legislativo  9  luglio  1998,  n.  283,
attualmente  inquadrato  nel  ruolo  fino  ad  esaurimento,  previsto
dall'articolo 4, comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 283 del
1998 e inserito nella specifica sezione 1/G prevista dal decreto  del
Ministro delle finanze n. 1390 del 28 dicembre 2000, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio  2001,  che  ne  fa  esplicita
richiesta, viene assegnato anche in posizione di soprannumero,  salvo
riassorbimento al verificarsi delle relative vacanze in organico, nei
ruoli degli enti presso  i  quali  presta  al  momento  servizio.  Su
dichiarazione  dei  relativi   enti   e'   riconosciuta   l'eventuale
professionalita'  acquisita  con  l'assegnazione  della  qualifica  o
profili corrispondenti. Il Ministero dell'economia  e  delle  finanze
provvede, senza aggravio di spesa, ad assegnare agli enti le relative
risorse finanziarie, attualmente attestate in un  unico  capitolo  di
spesa di bilancio gestito dal Dipartimento per le politiche fiscali. 
 
  564. All'articolo 208 del decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.
285, e successive modificazioni, dopo il  comma  4,  e'  aggiunto  il
seguente: 4-bis. "La quota dei proventi delle sanzioni amministrative
pecuniarie per violazioni previste dal presente  codice,  annualmente
destinata con delibera di Giunta al miglioramento della  circolazione
sulle strade,  puo'  essere  destinata  ad  assunzioni  stagionali  a
progetto nelle forme di contratti  a  tempo  determinato  e  a  forme
flessibili di lavoro". 
 
  565. Per garantire il  rispetto  degli  obblighi  comunitari  e  la
realizzazione degli obiettivi di finanza  pubblica  per  il  triennio
2007-2009, in attuazione del protocollo d'intesa tra il  Governo,  le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per  un  patto
nazionale per la salute, sul quale  la  Conferenza  delle  regioni  e
delle province autonome, in data 28 settembre 2006,  ha  espresso  la
propria condivisione: 
a) gli enti del Servizio sanitario nazionale, fermo  restando  quanto
   previsto per gli anni 2005 e 2006 dall'articolo 1, commi 98 e 107,
   della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e, per  l'anno  2006,  dall'
   articolo 1, comma 198, della  legge  23  dicembre  2005,  n.  266,
   concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza  pubblica
   adottando  misure  necessarie  a  garantire  che  le   spese   del
   personale,  al  lordo  degli  oneri  riflessi   a   carico   delle
   amministrazioni e dell'IRAP, non superino per ciascuno degli  anni
   2007, 2008 e  2009  il  corrispondente  ammontare  dell'anno  2004
   diminuito dell'1,4 per cento. A tale fine si considerano anche  le
   spese per il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato,
   con contratto di collaborazione coordinata e continuativa,  o  che
   presta servizio con altre forme di rapporto di lavoro flessibile o
   con convenzioni; 
b) ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui  alla  lettera
   a), le spese di personale sono considerate al netto: 1) per l'anno
   2004, delle spese per arretrati relativi ad  anni  precedenti  per
   rinnovo dei contratti  collettivi  nazionali  di  lavoro;  2)  per
   ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, delle spese  derivanti  dai
   rinnovi dei contratti collettivi nazionali di  lavoro  intervenuti
   successivamente  all'anno  2004.  Sono  comunque  fatte  salve,  e
   pertanto devono  essere  escluse  sia  per  l'anno  2004  sia  per
   ciascuno degli anni 2007, 2008  e  2009,  le  spese  di  personale
   totalmente a carico di finanziamenti comunitari o privati  nonche'
   le spese  relative  alle  assunzioni  a  tempo  determinato  e  ai
   contratti  di  collaborazione  coordinata   e   continuativa   per
   l'attuazione  di  progetti  di   ricerca   finanziati   ai   sensi
   dell'articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992,  n.
   502, e successive modificazioni; 
c) gli enti destinatari delle disposizioni di cui  alla  lettera  a),
   nell'ambito degli  indirizzi  fissati  dalle  regioni  nella  loro
   autonomia, per il conseguimento degli  obiettivi  di  contenimento
   della spesa previsti dalla medesima lettera: 
   1) individuano la consistenza organica del personale dipendente a 
   tempo indeterminato in servizio alla data del 31 dicembre  2006  e
la relativa spesa; 
   2) individuano la consistenza del personale che alla medesima data 
   del 31 dicembre 2006 presta servizio con rapporto di lavoro a 
   tempo determinato, con contratto di collaborazione coordinata e 
   continuativa  o  con  altre  forme  di  lavoro  flessibile  o  con
convenzioni e la relativa spesa; 
   3) predispongono un programma annuale di revisione delle predette 
   consistenze finalizzato alla riduzione della spesa complessiva di 
   personale. In tale ambito e nel rispetto dell'obiettivo di cui 
   alla lettera a), e' verificata la possibilita' di trasformare le 
   posizioni di lavoro gia' ricoperte da personale precario in 
   posizioni di lavoro dipendente a tempo indeterminato. A tale fine 
   le regioni nella definizione degli indirizzi di cui alla presente 
   lettera possono nella loro autonomia far riferimento  ai  principi
desumibili dalle disposizioni di cui ai commi da 513 a 543; 
   4) fanno riferimento, per la determinazione dei fondi per il 
   finanziamento della contrattazione integrativa, alle disposizioni 
   recate dall'articolo 1, commi 189, 191 e 194, della legge 23 
   dicembre 2005, n. 266, al fine di rendere coerente la consistenza 
   dei fondi stessi con gli obiettivi di riduzione della spesa 
   complessiva di personale e di rideterminazione  della  consistenza
organica; 
d) a decorrere dalla data di entrata in vigore della  presente  legge
   per gli enti del Servizio sanitario nazionale le  misure  previste
   per gli anni 2007 e 2008 dall'articolo 1, comma 98, della legge 30
   dicembre 2004, n. 311, e dall'articolo 1,  commi  da  198  a  206,
   della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono  sostituite  da  quelle
   indicate nel presente comma; 
e) alla  verifica  dell'effettivo  conseguimento   degli   obiettivi.
   previsti dalle disposizioni di cui alla lettera a)  per  gli  anni
   2007, 2008 e 2009, nonche' di quelli previsti per i medesimi  enti
   del Servizio sanitario nazionale dall'articolo 1, commi 98 e  107,
   della legge 30 dicembre 2004, n. 311, per gli anni 2005 e  2006  e
   dall'articolo 1, comma 198, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,
   per l'anno 2006, si provvede nell'ambito del Tavolo tecnico per la
   verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12  dell'intesa  23
   marzo 2005, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra
   lo Stato, le regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
   Bolzano, pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla  Gazzetta
   Ufficiale n. 105 del  7  maggio  2005.  La  regione  e'  giudicata
   adempiente accertato  l'effettivo  conseguimento  degli  obiettivi
   previsti. In caso contrario la regione e'  considerata  adempiente
   solo ove abbia comunque assicurato l'equilibrio  economico.  Nelle
   procedure di reclutamento della  dirigenza  sanitaria,  svolte  in
   attuazione della presente legge, il servizio prestato nelle  forme
   previste dalla lettera a) del presente comma presso l'azienda  che
   bandisce il concorso e' valutato ai sensi degli articoli  27,  35,
   39, 43, 47 e 55 del regolamento di cui al decreto  del  Presidente
   della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 483. 
 
  566. Al fine di dare continuita'  alle  attivita'  di  sorveglianza
epidemiologica, prevenzione e sperimentazione di cui  alla  legge  19
gennaio 2001, n. 3, gli Istituti  zooprofilattici  sperimentali  sono
autorizzati  a  procedere  all'assunzione  di   personale   a   tempo
indeterminato,  nei  limiti   della   dotazione   organica   all'uopo
rideterminata e del finanziamento complessivo deliberato  annualmente
dal CIPE, integrato dalla quota parte della somma  di  cui  al  terzo
periodo del presente comma. Nelle procedure di assunzione si provvede
prioritariamente alla stabilizzazione del personale precario, che sia
in servizio da  almeno  tre  anni,  anche  non  continuativi,  o  che
consegua  tale   requisito   in   virtu'   di   contratti   stipulati
anteriormente alla data del 29 settembre 2006 ovvero che sia stato in
servizio per almeno tre anni anche non continuativi, nel  quinquennio
anteriore alla data di entrata in vigore  della  presente  legge,  ed
accertati  i  requisiti  specifici  professionali   e   generali   di
idoneita'. Lo stanziamento di cui al decreto-legge 21 novembre  2000,
n. 335, convertito, con modificazioni, dalla legge 19  gennaio  2001,
n.  3,  e'  rideterminato,  a  decorrere  dall'anno  2008,  in   euro
35.300.000. Il Ministero della salute di concerto  con  il  Ministero
dell'economia e delle finanze, sentiti gli  Istituti  zooprofilattici
sperimentali, definisce con apposito programma annuale  le  attivita'
da svolgere nonche' i criteri e i  parametri  di  distribuzione  agli
stessi di quota parte del predetto stanziamento. 
 
  567. E' autorizzata, a decorrere dal  2007,  la  spesa  di  euro  6
milioni  da  destinare,  attraverso  la   contrattazione   collettiva
nazionale integrativa,  all'incentivazione  della  produttivita'  del
personale delle aree funzionali in servizio presso il Ministero degli
affari  esteri  in  relazione  all'incremento  dei  compiti  ad  esso
assegnati e  connessi  al  supporto  delle  missioni  umanitarie,  di
stabilizzazione e di ricostruzione in  atto,  di  cui  alla  legge  4
agosto 2006, n. 247, e al  decreto-legge  28  agosto  2006,  n.  253,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 ottobre 2006,  n.  270,
ivi incluse la gestione e l'amministrazione degli interventi. 
 
  568. Una quota delle maggiori entrate di ciascun  anno  provenienti
dalla applicazione della tariffa consolare di cui all'articolo 56 del
decreto del Presidente della  Repubblica  5  gennaio  1967,  n.  200,
certificate con decreto del Ministro degli affari esteri, nel  limite
di 10 milioni di euro annui, e' destinata  al  funzionamento  e  alla
razionalizzazione delle sedi all'estero. 
 
  569. L'articolo 80, comma 42, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
e successive modificazioni, e' abrogato. 
 
  570. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  571. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  572. Per le finalita' di  cui  al  comma  571,  e'  autorizzato  il
ricorso ad arruolamenti straordinari, per un numero corrispondente di
unita' di personale, in deroga a  quanto  previsto  dall'articolo  39
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni. 
 
  573. Nel nuovo contingente di cui al comma 571 deve essere previsto
almeno il 50 per cento di unita' gia' in  possesso  di  esperienza  e
capacita' operativa nella materia giuslavoristica. 
 
  574. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  575. Il  trattamento  economico  complessivo  dei  Ministri  e  dei
Sottosegretari di Stato membri  del  Parlamento  nazionale,  previsto
dall'articolo 2, primo comma, della legge 8 aprile 1952, n.  212,  e'
ridotto del 30 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2007. 
 
  576. Per il personale non contrattualizzato di cui  all'articolo  3
del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e   successive
modificazioni, l'adeguamento retributivo previsto  dall'articolo  24,
commi 1 e 4, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, fermo restando  il
procedimento di determinazione ivi disciplinato, e'  corrisposto  per
l'anno 2007 nella  misura  del  70  per  cento,  con  riferimento  al
personale con retribuzioni complessivamente superiori a  53.000  euro
annui, senza dare  luogo  a  successivi  recuperi,  con  applicazione
nell'anno 2008  nella  misura  piena  dell'indice  di  adeguamento  e
reintegrazione della base retributiva cui applicarlo. 
 
  577. Con il decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri  di
cui all'articolo 24, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo  2001,
n. 165, come modificato dall'articolo 34, comma 1, del  decreto-legge
4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla  legge  4
agosto 2006, n. 248, sono anche disciplinati  i  criteri  applicativi
dell'articolo 22-bis, comma 1, dello stesso decreto-legge, sulla base
dei medesimi principi e modalita'.  Il  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri di cui al primo  periodo  del  presente  comma
trova  applicazione  anche  nei  confronti  del  personale   di   cui
all'articolo 5, terzo comma, della legge 1° aprile 1981,  n.  121,  e
successive modificazioni, nonche' del personale di  cui  all'articolo
65, comma 4, del decreto legislativo 30  dicembre  1997,  n.  490,  e
successive modificazioni, in  relazione  ai  trattamenti  indennitari
comunque denominati in godimento. 
 
  578. L'articolo 23-bis, comma 1, del decreto legislativo  30  marzo
2001, n.  165,  si  interpreta  nel  senso  che  ai  dirigenti  delle
pubbliche   amministrazioni,   agli   appartenenti   alla    carriera
diplomatica   e   prefettizia   nonche'   ai   magistrati   ordinari,
amministrativi e contabili, agli avvocati e procuratori dello  Stato,
collocati in aspettativa senza assegni presso  soggetti  e  organismi
pubblici, e' riconosciuta l'anzianita' di servizio.  E'  fatta  salva
l'esecuzione dei giudicati formatisi alla data di entrata  in  vigore
della presente legge. 
 
  579. Sui provvedimenti di attuazione delle disposizioni di  cui  ai
commi da 404 a  577,  aventi  riflessi  sull'organizzazione  e  sulla
gestione dei rapporti di lavoro o sullo stato giuridico dei  pubblici
dipendenti, sono sentite  le  organizzazioni  sindacali  maggiormente
rappresentative. 
 
  580. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  581. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  582. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  583. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  584. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  585. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  586. Dalla attuazione dei regolamenti di cui al  comma  585  dovra'
derivare una riduzione di spesa non inferiore a 3 milioni di euro nel
2007 e a 6 milioni di euro negli anni 2008 e seguenti. 
 
  587.  Entro  il  30  aprile  di  ciascun  anno  le  amministrazioni
pubbliche statali, regionali e locali sono tenute  a  comunicare,  in
via telematica o su  apposito  supporto  magnetico,  al  Dipartimento
della funzione pubblica l'elenco dei consorzi di cui  fanno  parte  e
delle societa' a totale o  parziale  partecipazione  da  parte  delle
amministrazioni medesime, indicando la  ragione  sociale,  la  misura
della partecipazione, la durata dell'impegno, l'onere  complessivo  a
qualsiasi    titolo    gravante    per    l'anno     sul     bilancio
dell'amministrazione,     il      numero      dei      rappresentanti
dell'amministrazione  negli  organi  di   governo,   il   trattamento
economico complessivo a ciascuno di essi spettante. 
 
  588. Nel caso di mancata o incompleta comunicazione dei dati di cui
al comma 587, e' vietata l'erogazione di somme a qualsivoglia  titolo
da parte dell'amministrazione interessata a favore  del  consorzio  o
della societa', o a favore dei propri rappresentanti negli organi  di
governo degli stessi. (23) 
 
  589. Nel caso di inosservanza delle disposizioni di  cui  ai  commi
587 e 588 una cifra  pari  alle  spese  da  ciascuna  amministrazione
sostenuta nell'anno viene  detratta  dai  fondi  a  qualsiasi  titolo
trasferiti a quella amministrazione dallo Stato  nel  medesimo  anno.
(23) 
 
  590. Le disposizioni di cui ai commi 587, 588 e  589  costituiscono
per le regioni principio fondamentale di coordinamento della  finanza
pubblica, ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal  patto  di
stabilita' e crescita dell'Unione europea. (23) 
 
  591. I dati raccolti ai sensi del comma 587 sono pubblici,  e  sono
esposti nel sito web del  Dipartimento  della  funzione  publica.  Il
Ministro  per  le   riforme   e   le   innovazioni   nella   pubblica
amministrazione riferisce annualmente alle Camere. 
 
  592. All'articolo 43, comma 1, lettera b), della legge 27  dicembre
2002, n. 289, dopo le parole: "legge 28 febbraio 1986,  n.  41"  sono
aggiunte  le  seguenti:  ";  gli  effetti  si  estendono  anche  alle
eventuali partite debitorie pregresse a  carico  dell'Ente.  definite
alla data di entrata in vigore della presente legge". 
 
  593. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244 
 
  594. Fatti salvi gli uffici di rappresentanza delle regioni  presso
gli organi dell'Unione europea, non possono essere coperte con  fondi
derivanti da trasferimenti, a qualunque titolo da parte  dello  Stato
le spese sostenute dalle regioni per l'acquisto o la gestione di sedi
di rappresentanza in Paesi esteri, o per la istituzione di  uffici  o
di  strutture  comunque  denominate  per  la  promozione   economica,
commerciale, turistica. 
 
  595.  Qualora  le  regioni   sostengano   spese   ricadenti   nelle
fattispecie di cui al comma precedente, una cifra pari alle spese  da
ciascuna regione sostenute  nell'anno  viene  detratta  dai  fondi  a
qualsiasi titolo complessivamente trasferiti a quella  regione  dallo
Stato nel medesimo anno. 
 
  596. Le disposizioni di  cui  ai  commi  594  e  595  costituiscono
principio fondamentale di coordinamento della  finanza  pubblica,  ai
fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di  stabilita'  e
crescita dell'Unione europea. 
 
  597. Fatti salvi gli uffici di  rappresentanza  delle  associazioni
nazionali degli enti locali presso gli  organi  dell'Unione  europea,
non e' consentito a comuni e  province,  anche  in  forma  associata,
acquistare o gestire  sedi  di  rappresentanza  in  Paesi  esteri,  o
l'istituzione di uffici o di strutture  comunque  denominate  per  la
promozione economica, commerciale, turistica. 
 
  598. E fatto altresi' divieto a comuni e province di  coprire,  con
fondi derivanti da trasferimenti a qualunque titolo  da  parte  dello
Stato, le spese sostenute,  anche  in  forma  associata,  nell'ambito
delle fattispecie di cui al comma 596. 
 
  599. Qualora gli enti locali sostengano, anche in forma  associata,
spese ricadenti nelle fattispecie di cui al comma 596, una cifra pari
alle spese da ciascun ente sostenute  nell'anno  viene  detratta  dai
fondi a qualsiasi titolo  complessivamente  trasferiti  a  quell'ente
dallo Stato nel medesimo anno. 
 
  600. All'articolo 1, comma 213-bis della legge 23 dicembre 2005, n.
266,  dopo  le  parole:  "dell'Istituto  nazionale  della  previdenza
sociale (INPS)" sono inserite le seguenti: ", dell'Ente nazionale  di
previdenza e assistenza per i lavoratori dello  spettacolo  (ENPALS),
dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA)". 
 
  601. A decorrere dall'anno 2007, al fine di aumentare  l'efficienza
e la celerita' dei processi di finanziamento a  favore  delle  scuole
statali, sono istituiti nello stato di previsione del Ministero della
pubblica istruzione, in  apposita  unita'  previsionale  di  base,  i
seguenti fondi: "Fondo per le competenze dovute  al  personale  delle
istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese per stipendi  del
personale a tempo  indeterminato  e  determinato"  e  "Fondo  per  il
funzionamento  delle  istituzioni  scolastiche".  Ai  predetti  fondi
affluiscono gli  stanziamenti  dei  capitoli  iscritti  nelle  unita'
previsionali di base dello stato di previsione  del  Ministero  della
pubblica istruzione "Strutture scolastiche" e "Interventi integrativi
disabili",  nonche'  gli  stanziamenti   iscritti   nel   centro   di
responsabilita' "Programmazione ministeriale e gestione  ministeriale
del bilancio" destinati ad integrare i fondi stessi. Con decreto  del
Ministro della pubblica istruzione  sono  stabiliti  i  criteri  e  i
parametri per l'assegnazione  diretta  alle  istituzioni  scolastiche
delle risorse di cui al presente comma. Al fine di avere la  completa
conoscenza  delle  spese  effettuate  da  parte   delle   istituzioni
scolastiche  a  valere  sulle  risorse  finanziarie  derivanti  dalla
costituzione  dei  predetti  fondi,  il  Ministero   della   pubblica
istruzione procede a una specifica attivita'  di  monitoraggio.  (27)
(48) 
 
  602. Le disponibilita' iscritte nel fondo  di  cui  alla  legge  18
dicembre  1997,  n.  440,  non  utilizzate  nel  corso  dell'anno  di
competenza, sono utilizzate nell'esercizio successivo. La  quota  del
predetto fondo non ripartita nell'anno 2006  e'  assegnata  nell'anno
2007, alle istituzioni scolastiche  autonome,  per  il  miglioramento
dell'offerta formativa e per la formazione del personale, sulla  base
di quanto previsto  dalla  direttiva  del  Ministro  dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca n. 33 del 3 aprile 2006. (41) 
 
  603. Tutti i  collegi  universitari  gestiti  da  fondazioni,  enti
morali, nonche' enti ecclesiastici che abbiano le  finalita'  di  cui
all'articolo 1, comma 4, primo periodo della legge 14 novembre  2000,
n. 338, ed iscritti ai registri delle prefetture, sono equiparati  ai
collegi universitari legalmente riconosciuti. 
 
  604. Ai collegi universitari di  cui  al  comma  603  e'  applicata
l'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto  prevista  dall'articolo
10, primo  comma,  numero  20),  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. 
 
  605.   Per   meglio   qualificare   il    ruolo    e    l'attivita'
dell'amministrazione scolastica  attraverso  misure  e  investimenti,
anche di carattere strutturale, che consentano il razionale  utilizzo
della spesa e diano  maggiore  efficacia  ed  efficienza  al  sistema
dell'istruzione, con uno o piu' decreti del Ministro  della  pubblica
istruzione sono adottati interventi concernenti: 
a) nel rispetto della normativa vigente, la  revisione,  a  decorrere
   dall'anno scolastico 2007/2008, dei criteri e dei parametri per la
   formazione delle classi al fine di valorizzare la  responsabilita'
   dell'amministrazione e delle istituzioni scolastiche, individuando
   obiettivi, da attribuire ai dirigenti responsabili, articolati per
   i  diversi  ordini  e  gradi  di  scuola  e  le  diverse   realta'
   territoriali, in modo da incrementare il  valore  medio  nazionale
   del rapporto alunni/classe dello 0,4. Si procede,  altresi',  alla
   revisione dei criteri e parametri di  riferimento  ai  fini  della
   riduzione della dotazione organica del  personale  amministrativo,
   tecnico ed ausiliario (ATA). L'adozione di interventi  finalizzati
   alla  prevenzione  e  al  contrasto  degli  insuccessi  scolastici
   attraverso  la   flessibilita'   e   l'individualizzazione   della
   didattica, anche al fine di ridurre il fenomeno delle ripetenze; 
b) il  perseguimento  della  sostituzione   del   criterio   previsto
   dall'articolo 40, comma 3, della legge 27 dicembre 1997,  n.  449,
   con l'individuazione di  organici  corrispondenti  alle  effettive
   esigenze rilevate, tramite una stretta collaborazione tra regioni,
   uffici  scolastici   regionali,   aziende   sanitarie   locali   e
   istituzioni  scolastiche,  attraverso  certificazioni   idonee   a
   definire appropriati interventi formativi; 
c) la definizione di un piano  triennale  per  l'assunzione  a  tempo
   indeterminato di personale docente  per  gli  anni  2007-2009,  da
   verificare annualmente, d'intesa con il Ministero dell'economia  e
   delle finanze e con la Presidenza del  Consiglio  dei  ministri  -
   Dipartimento  della   funzione   pubblica,   circa   la   concreta
   fattibilita' dello stesso, per complessive 150.000 unita', al fine
   di dare adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico e di
   evitarne  la  ricostituzione,  di  stabilizzare  e  rendere   piu'
   funzionali gli assetti scolastici,  di  attivare  azioni  tese  ad
   abbassare l'eta' media del personale  docente.  Analogo  piano  di
   assunzioni a tempo indeterminato e' predisposto per  il  personale
   amministrativo,  tecnico  ed  ausiliario  (ATA),  per  complessive
   30.000 unita. Le nomine disposte in attuazione dei  piani  di  cui
   alla presente lettera  sono  conferite  nel  rispetto  del  regime
   autorizzatorio in materia di assunzioni di  cui  all'articolo  39,
   comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Contestualmente
   all'applicazione del piano triennale, il Ministro  della  pubblica
   istruzione  realizza  un'attivita'   di   monitoraggio   sui   cui
   risultati, entro diciotto mesi dalla data  di  entrata  in  vigore
   della  presente  legge,  riferisce  alle  competenti   Commissioni
   parlamentari, anche al fine  di  individuare  nuove  modalita'  di
   formazione e abilitazione e di innovare e aggiornare  gli  attuali
   sistemi  di  reclutamento  del  personale  docente,   nonche'   di
   verificare,  al  fine  della  gestione  della  fase   transitoria,
   l'opportunita' di procedere a eventuali adattamenti in relazione a
   quanto previsto nei periodi successivi. Con effetto dalla data  di
   entrata in vigore della presente legge le  graduatorie  permanenti
   di cui all'articolo 1 del decreto-legge  7  aprile  2004,  n.  97,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n.  143,
   sono trasformate in graduatorie ad esaurimento. Sono  fatti  salvi
   gli inserimenti nelle stesse  graduatorie  da  effettuare  per  il
   biennio 2007-2008 per i docenti gia' in possesso di  abilitazione,
   e con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, per  i
   docenti che frequentano, alla data  di  entrata  in  vigore  della
   presente legge, i corsi abilitanti speciali indetti ai  sensi  del
   predetto decreto-legge n. 97 del 2004, i corsi presso le scuole di
   specializzazione  all'insegnamento  secondario  (SISS),  i   corsi
   biennali accademici di  secondo  livello  ad  indirizzo  didattico
   (COBASLID),  i  corsi  di  didattica   della   musica   presso   i
   Conservatori di musica e il  corso  di  laurea  in  Scienza  della
   formazione primaria. La predetta riserva si intende sciolta con il
   conseguimento del titolo di abilitazione. Con decreto del Ministro
   della pubblica istruzione, sentito il  Consiglio  nazionale  della
   pubblica istruzione (CNPI),  e'  successivamente  disciplinata  la
   valutazione dei titoli e dei servizi  dei  docenti  inclusi  nelle
   predette  graduatorie  ai  fini  della  partecipazione  ai  futuri
   concorsi per esami e titoli. In correlazione alla  predisposizione
   del piano per l'assunzione a tempo indeterminato per il  personale
   docente previsto dalla presente lettera, e' abrogata  con  effetto
   dal 1° settembre 2007  la  disposizione  di  cui  al  punto  B.3),
   lettera h), della tabella di valutazione dei  titoli  allegata  al
   decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni,
   dalla legge 4 giugno 2004, n. 143. E fatta salva la valutazione in
   misura doppia dei servizi  prestati  anteriormente  alla  predetta
   data. Ai  docenti  in  possesso  dell'abilitazione  in  educazione
   musicale, conseguita entro la data di  scadenza  dei  termini  per
   l'inclusione nelle graduatorie permanenti  per  il  biennio  2005/
   2006-2006/2007, privi del requisito di  servizio  di  insegnamento
   che, alla data di entrata in vigore della legge 3 maggio 1999,  n.
   124, erano inseriti negli elenchi compilati ai sensi  del  decreto
   del  Ministro  della  pubblica  istruzione   13   febbraio   1996,
   pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 3 maggio  1996,  e'
   riconosciuto il diritto all'iscrizione nel secondo scaglione delle
   graduatorie permanenti di strumento musicale  nella  scuola  media
   previsto dall'articolo 1, comma 2-bis, del decreto-legge 3  luglio
   2001, n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto
   2001, n. 333. Sono comunque fatte  salve  le  assunzioni  a  tempo
   indeterminato gia' effettuate su posti della  medesima  classe  di
   concorso. Sui posti  vacanti  e  disponibili  relativi  agli  anni
   scolastici 2007/2008, 2008/2009 e 2009/2010, una volta  completate
   le nomine di  cui  al  comma  619,  si  procede  alla  nomina  dei
   candidati che abbiano partecipato  alle  prove  concorsuali  della
   procedura  riservata  bandita  con  decreto  del  Ministro   della
   pubblica istruzione 3  ottobre  2006,  pubblicato  nella  Gazzetta
   Ufficiale, 4ª serie speciale,  n.  76  del  6  ottobre  2006,  che
   abbiano completato la relativa  procedura  concorsuale  riservata,
   alla  quale  siano  stati  ammessi   per   effetto   dell'aliquota
   aggiuntiva del 10  per  cento  e  siano  risultati  idonei  e  non
   nominati in relazione al numero dei posti previsti dal bando. 
   Successivamente si procede alla nomina dei candidati che abbiano 
   partecipato alle prove concorsuali delle procedure riservate 
   bandite con decreto dirigenziale 17 dicembre 2002, pubblicato 
   nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 100 del 20 
   dicembre 2002 e con il predetto decreto ministeriale 3 ottobre 
   2006, che abbiano superato il colloquio di ammissione ai corsi di 
   formazione previsti dalle medesime procedure, ma non si siano 
   utilmente collocati nelle rispettive graduatorie per la 
   partecipazione agli stessi corsi di formazione. Detti candidati 
   possono partecipare a domanda ad un apposito periodo di formazione 
    e sono ammessi a completare l'iter concorsuale sostenendo gli 
   esami finali previsti nei citati bandi, inserendosi nelle 
   rispettive graduatorie dopo gli ultimi graduati. L'onere relativo 
   al corso di formazione previsto dal precedente periodo deve essere 
   sostenuto nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. Le 
   nomine, fermo restando il regime autorizzatorio in materia di 
   assunzioni di cui all'articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 
   dicembre 1997, n. 449, sono conferite secondo l'ordine di 
   indizione delle medesime procedure concorsuali. Nella graduatoria 
   del concorso riservato indetto con il decreto dirigenziale 17 
   dicembre 2002 sono, altresi', inseriti, ulteriormente in coda, 
   coloro che hanno frequentato nell'ambito della medesima procedura 
   il corso di formazione, superando il successivo esame finale, ma 
   che risultano privi del requisito di almeno un anno di incarico di
presidenza; (41) 
d) l'attivazione,  presso  gli  uffici  scolastici  provinciali,   di
   attivita'   di   monitoraggio   a   sostegno   delle    competenze
   dell'autonomia scolastica relativamente alle supplenze brevi,  con
   l'obiettivo di ricondurre gli scostamenti piu' significativi delle
   assenze ai valori medi nazionali; 
e) ai fini della compiuta attuazione di quanto previsto dall'articolo
   1, comma 128, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, l'adozione  di
   un piano  biennale  di  formazione  per  i  docenti  della  scuola
   primaria,  da  realizzare  negli  anni  scolastici   2007/2008   e
   2008/2009,   finalizzato   al   conseguimento   delle   competenze
   necessarie per l'insegnamento della lingua inglese. A  tale  fine,
   per un rapido conseguimento dell'obiettivo, sono attivati corsi di
   formazione anche a distanza, integrati  da  momenti  intensivi  in
   presenza; 
f) il  miglioramento  dell'efficienza  ed  efficacia  degli   attuali
   ordinamenti  dell'istruzione  professionale  anche  attraverso  la
   riduzione, a decorrere dall'anno scolastico 2007/2008, dei carichi
   orari settimanali  delle  lezioni,  secondo  criteri  di  maggiore
   flessibilita',  di  piu'  elevata   professionalizzazione   e   di
   funzionale collegamento con il territorio. 
 
  606. Il decreto concernente la materia di cui alla lettera  a)  del
comma 605 e' adottato di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze. Il decreto concernente la materia di cui alla  lettera
b) del comma 605 e' adottato d'intesa con il Ministro  della  salute.
Il decreto concernente la materia di cui alla lettera  c)  del  comma
605 e' adottato di concerto con il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze e con il Ministro per  le  riforme  e  le  innovazioni  nella
pubblica amministrazione. 
 
  607. La tabella di valutazione dei titoli allegata al decreto-legge
7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4
giugno 2004, n. 143, e successive modificazioni,  e'  ridefinita  con
decreto del Ministro della pubblica istruzione, sentito il  CNPI.  Il
decreto e' adottato, a decorrere dal biennio 2007/2008-2008/2009,  in
occasione degli aggiornamenti biennali delle  graduatorie  permanenti
di cui all'articolo 401 del testo unico di cui al decreto legislativo
16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni. Sono fatte  salve
le  valutazioni  dei   titoli   conseguiti   anteriormente   e   gia'
riconosciuti  nelle  graduatorie  permanenti  relative   al   biennio
2005/2006-2006/2007. Sono ridefinite, in particolare, le disposizioni
riguardanti la valutazione dei titoli previsti dal punto C.11)  della
predetta tabella, e  successive  modificazioni.  Ai  fini  di  quanto
previsto dal precedente periodo, con il decreto di  cui  al  presente
comma sono definiti criteri e requisiti per 1'  accreditamento  delle
strutture formative e dei corsi. 
 
  608. Ai fini di quanto previsto dall'articolo 35,  comma  5,  terzo
periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,  il  Ministro  per  le
riforme e le innovazioni nella pubblica  amministrazione  predispone,
di concerto con il  Ministro  della  pubblica  istruzione,  un  piano
organico   di   mobilita',   relativamente   al   personale   docente
permanentemente inidoneo ai compiti di insegnamento e collocato fuori
ruolo. Tale piano, da definire entro il 30 giugno 2007,  tiene  conto
prioritariamente   dei   posti    vacanti,    presso    gli    uffici
dell'amministrazione scolastica, nonche'  presso  le  amministrazioni
pubbliche in cui possono essere meglio utilizzate le professionalita'
del predetto personale.  In  connessione  con  la  realizzazione  del
piano, il  termine  fissato  dalle  disposizioni  di  cui  al  citato
articolo 35, comma 5, della  legge  27  dicembre  2002,  n.  289,  e'
prorogato di un anno, ovvero fino al 31 dicembre 2008. 
 
  609. Il Ministro della pubblica istruzione predispone uno specifico
piano  di  riconversione  professionale  del  personale  docente   in
soprannumero sull'organico provinciale, finalizzato  all'assorbimento
del medesimo personale. La riconversione, obbligatoria per i  docenti
interessati, e' finalizzata alla copertura dei posti di  insegnamento
per materie  affini  e  dei  posti  di  laboratorio  compatibili  con
l'esperienza professionale  maturata,  nonche'  all'acquisizione  del
titolo di specializzazione per l'insegnamento sui posti di  sostegno.
L'assorbimento del personale di cui al presente comma trova  completa
attuazione entro l'anno scolastico 2007/2008. 
 
  610. COMMA ABROGATO DAL D.L 6 LUGLIO 2011, N.  98,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 15 LUGLIO 2011, N. 111. 
 
  611. COMMA ABROGATO DAL D.L 6 LUGLIO 2011, N.  98,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 15 LUGLIO 2011, N. 111. 
 
  612. Al fine di potenziare la  qualificazione  scientifica  nonche'
l'autonomia amministrativa dell'Istituto nazionale per la valutazione
del sistema educativo di istruzione e  di  formazione  (INVALSI),  al
decreto legislativo 19 novembre  2004,  n.  286,  sono  apportate  le
seguenti modificazioni, che non devono comportare oneri aggiuntivi  a
carico del bilancio dello Stato: 
a)  le  parole:  "Comitato  direttivo"   sono   sostituite,   ovunque
ricorrano, dalle seguenti: "Comitato di indirizzo"; 
b) l'articolo 4 e' sostituito dal seguente: 
   "Art. 4. - (Organi). - 1. Gli organi dell'Istituto sono: 
     a) il Presidente; 
     b) il Comitato di indirizzo; 
     c) il Collegio dei revisori dei conti"; 
c) all'articolo 5, il comma i e'  sostituito  dal  seguente:  "1.  Il
   Presidente  e'  scelto  tra   persone   di   alta   qualificazione
   scientifica e con adeguata conoscenza dei sistemi di istruzione  e
   formazione e dei sistemi di valutazione in Italia  ed  all'estero.
   E' nominato con decreto del Presidente  della  Repubblica,  previa
   deliberazione del Consiglio  dei  ministri,  su  designazione  del
   Ministro, tra una tema di  nominativi  proposti  dal  Comitato  di
   indirizzo dell'Istituto fra i  propri  componenti.  L'incarico  ha
   durata triennale ed e' rinnovabile, con le medesime modalita', per
   un ulteriore triennio"; 
d) all'articolo 6, il comma 1 e'  sostituito  dal  seguente:  "1.  Il
   Comitato di indirizzo e' composto dal Presidente e da otto membri,
   nel rispetto del principio di pari  opportunita',  dei  quali  non
   piu' di quattro provenienti dal mondo della scuola.  I  componenti
   del Comitato sono scelti dal Ministro tra esperti nei  settori  di
   competenza  dell'Istituto,  sulla  base  di  una  indicazione   di
   candidati effettuata da un'apposita commissione, previo avviso  da
   pubblicare nella Gazzetta Ufficiale  finalizzato  all'acquisizione
   dei curricula. La commissione esaminatrice, nominata dal Ministro,
   e' composta da tre membri compreso  il  Presidente,  dotati  delle
   necessarie competenze amministrative e scientifiche". 
 
  613. L'INVALSI, fermo restando quando previsto dall'articolo 20 del
contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro  relativo  al  personale
dell'area V della dirigenza per il quadriennio normativo 2002-2005 ed
il primo biennio  economico  2002-2003,  pubblicato  nel  supplemento
ordinario n. 113 alla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio  2006  e
nel rispetto delle prerogative del  dirigente  generale  dell'ufficio
scolastico regionale, sulla base delle indicazioni del Ministro della
pubblica istruzione, assume i seguenti compiti: 
a) formula al Ministro della  pubblica  istruzione  proposte  per  la
   piena  attuazione  del  sistema  di  valutazione   dei   dirigenti
   scolastici; 
b) definisce le procedure da seguire per la valutazione dei dirigenti
scolastici; 
c) formula proposte per la formazione  dei  componenti  del  team  di
valutazione; 
d) realizza il monitoraggio sullo sviluppo e sugli esiti del  sistema
di valutazione. 
 
  614. Le procedure concorsuali di reclutamento del personale, di cui
alla dotazione organica definita dalla tabella A allegata al  decreto
legislativo 19 novembre 2004, n. 286, devono essere  espletate  entro
sei  mesi  dalla  indizione  dei  relativi  bandi,  con   conseguente
assunzione  con  contratto  a  tempo  indeterminato  dei   rispettivi
vincitori. 
 
  615. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge,  il  Presidente  e  i  componenti   del   Comitato   direttivo
dell'INVALSI cessano dall'incarico. In attesa della costituzione  dei
nuovi organi, il Presidente del Consiglio dei ministri,  su  proposta
del Ministro della pubblica istruzione, nomina uno o piu'  commissari
straordinari. 
 
  616. Il riscontro di regolarita' amministrativa e contabile  presso
le istituzioni scolastiche statali e' effettuato da due revisori  dei
conti, nominati dal Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  dal
Ministro della  pubblica  istruzione,  con  riferimento  agli  ambiti
territoriali scolastici. La minore  spesa  derivante  dall'attuazione
del presente comma resta a disposizione delle istituzioni scolastiche
interessate. 
 
  617.  I  revisori  dei  conti,  in  rappresentanza  del   Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  e  del  Ministero  della   pubblica
istruzione,  gia'  nominati   dal   competente   ufficio   scolastico
regionale, sono confermati fino all'emanazione del decreto di  nomina
dei rispettivi Ministeri e comunque non oltre l'entrata in vigore del
provvedimento di modifica al regolamento concernente  le  "Istruzioni
generali sulla gestione  amministrativo-contabile  delle  istituzioni
scolastiche"  di  cui  al  decreto  del  Ministero   della   pubblica
istruzione 1° febbraio 2001, n. 44. 
 
  618. Con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definite le modalita'  delle
procedure concorsuali per il reclutamento  dei  dirigenti  scolastici
secondo i seguenti principi: cadenza triennale del concorso su  tutti
i posti  vacanti  nel  triennio;  unificazione  dei  tre  settori  di
dirigenza  scolastica;  accesso  aperto  al  personale   docente   ed
educativo delle istituzioni  scolastiche  ed  educative  statali,  in
possesso di laurea, che abbia maturato dopo la  nomina  in  ruolo  un
servizio effettivamente prestato di almeno cinque anni; previsione di
una preselezione mediante prove oggettive di  carattere  culturale  e
professionale, in sostituzione dell'attuale preselezione per  titoli;
svolgimento di una o piu'  prove  scritte,  cui  sono  ammessi  tutti
coloro che superano  la  preselezione;  effettuazione  di  una  prova
orale; valutazione dei  titoli;  formulazione  della  graduatoria  di
merito; periodo di formazione e tirocinio, di durata non superiore  a
quattro mesi, nei limiti dei posti messi a concorso, con  conseguente
soppressione dell'aliquota aggiuntiva del 10 per cento.  Con  effetto
dalla data di entrata in vigore del regolamento previsto dal presente
comma sono abrogate le disposizioni vigenti con  esso  incompatibili,
la cui ricognizione e' affidata al regolamento medesimo. 
 
  619. Il regolamento di cui al comma 618  e'  emanato  entro  il  31
dicembre 2007. In attesa della sua emanazione si procede alla  nomina
sui posti previsti  dal  bando  di  concorso  ordinario  a  dirigente
scolastico   indetto   con   decreto   direttoriale   del   Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 22  novembre  2004,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - 4° serie speciale - n.  94  del
26 novembre 2004,  e,  ove  non  sufficienti,  sui  posti  vacanti  e
disponibili relativi agli anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009,  dei
candidati del citato concorso, compresi, successivamente alla  nomina
dei candidati  ammessi  pleno  jure,  i  candidati  in  possesso  dei
prescritti requisiti ammessi con riserva a seguito  di  provvedimento
cautelare in  sede  giurisdizionale  o  amministrativa,  che  abbiano
superato le prove di esame propedeutiche alla fase  della  formazione
con la produzione da parte degli stessi di una relazione finale e  il
rilascio di un attestato positivo da parte del direttore  del  corso,
senza effettuazione dell'esame finale previsto dal bando medesimo. Si
procede,  altresi',  sui  posti  vacanti  e  disponibili  a   livello
regionale relativi al  medesimo  periodo,  alla  nomina  degli  altri
candidati che abbiano superato le prove  di  esame  propedeutiche  al
corso  di  formazione  del  predetto  concorso  ma  non  vi   abbiano
partecipato  perche'   non   utilmente   collocati   nelle   relative
graduatorie; questi ultimi devono partecipare con esito  positivo  ad
un    apposito    corso    intensivo    di    formazione,     indetto
dall'amministrazione con le medesime modalita' di cui sopra,  che  si
conclude nell'anno scolastico 2006/2007; le nomine di cui al presente
comma,  fermo  restando  il  regime  autorizzatorio  in  materia   di
assunzioni di cui  all'articolo  39,  comma  3-bis,  della  legge  27
dicembre  1997,  n.  449,  sono  conferite  secondo  l'ordine   della
graduatoria di merito. 
 
  620. Dall'attuazione dei commi  da  605  a  619  devono  conseguire
economie di spesa per un importo complessivo  non  inferiore  a  euro
448,20 milioni per l'anno 2007, a euro 1.324,50  milioni  per  l'anno
2008 e a euro 1.402,20 milioni a decorrere dall'anno 2009. 
 
  621. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi
di risparmio di cui ai commi 483 e 620, in caso  di  accertamento  di
minori economie, si provvede: 
a) relativamente al comma 483,  alla  riduzione  delle  dotazioni  di
   bilancio,  relative  ai  trasferimenti  agli  enti  pubblici,  ivi
   comprese quelle determinate ai sensi dell'articolo  11,  comma  3,
   lettera d), della legge  5  agosto  1978,  n.  468,  e  successive
   modificazioni,  in  maniera  lineare,  fino  a  concorrenza  degli
   importi indicati dal medesimo comma 483; 
b) relativamente al comma 620, a ridurre le dotazioni complessive  di
   bilancio del Ministero della pubblica istruzione, ad eccezione  di
   quelle relative  alle  competenze  spettanti  al  personale  della
   scuola e dell'amministrazione centrale e periferica della pubblica
   istruzione, in maniera lineare, fino a concorrenza  degli  importi
   indicati dal medesimo comma 620. (10) (27) 
 
  622. L'istruzione impartita per almeno dieci anni  e'  obbligatoria
ed e' finalizzata a consentire  il  conseguimento  di  un  titolo  di
studio  di  scuola  secondaria   superiore   o   di   una   qualifica
professionale di durata almeno triennale entro il  diciottesimo  anno
di eta'. L'eta' per l'accesso al lavoro e'  conseguentemente  elevata
da quindici a sedici anni. Resta fermo  il  regime  di  gratuita'  ai
sensi degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2, secondo periodo, del
decreto  legislativo  17  ottobre   2005,   n.   226.   L'adempimento
dell'obbligo di istruzione deve consentire, una volta  conseguito  il
titolo di studio  conclusivo  del  primo  ciclo,  l'acquisizione  dei
saperi e delle competenze previste dai curricula  relativi  ai  primi
due anni degli istituti di  istruzione  secondaria  superiore,  sulla
base di un apposito regolamento adottato dal Ministro della  pubblica
istruzione ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23  agosto
1988, n. 400. L'obbligo di istruzione si assolve anche  nei  percorsi
di istruzione e formazione professionale  di  cui  al  Capo  III  del
decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e,  sino  alla  completa
messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche  nei  percorsi
sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui al comma
624 del presente articolo.  Sono  fatte  salve  le  competenze  delle
regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento  e  di
Bolzano, in conformita' ai rispettivi statuti e alle  relative  norme
di attuazione, nonche' alla legge costituzionale 18 ottobre 2001,  n.
3.  L'innalzamento  dell'obbligo  di  istruzione  decorre   dall'anno
scolastico 2007/ 2008. 
 
  623. Nella  provincia  autonoma  di  Bolzano,  considerato  il  suo
particolare sistema della  formazione  professionale,  l'ultimo  anno
dell'obbligo scolastico di cui al precedente comma puo' essere  speso
anche nelle  scuole  professionali  provinciali  in  abbinamento  con
adeguate forme di apprendistato. 
 
  624. Fino alla messa a regime di quanto  previsto  dal  comma  622,
proseguono  i  percorsi  sperimentali  di  istruzione  e   formazione
professionale di cui  all'articolo  28  del  decreto  legislativo  17
ottobre 2005, n. 226. Restano, pertanto, confermati  i  finanziamenti
destinati dalla normativa vigente  alla  realizzazione  dei  predetti
percorsi. Dette risorse per una quota non superiore al  3  per  cento
sono destinate alle misure  nazionali  di  sistema  ivi  compreso  il
monitoraggio e la  valutazione.  Le  strutture  che  realizzano  tali
percorsi sono  accreditate  dalle  regioni  sulla  base  dei  criteri
generali definiti con decreto adottato dal  Ministro  della  pubblica
istruzione di concerto con il Ministro del lavoro e della  previdenza
sociale,  previa  intesa  con  la   Conferenza   unificata   di   cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 
 
  625. Per l'attivazione dei piani  di  edilizia  scolastica  di  cui
all'articolo 4 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, e' autorizzata  la
spesa di 50 milioni di euro per l'anno 2007 e di 100 milioni di  euro
per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Il 50 per  cento  delle  risorse
assegnate annualmente ai sensi del precedente periodo e' destinato al
completamento delle attivita' di messa in sicurezza e di  adeguamento
a norma degli edifici scolastici da parte dei competenti enti locali. 
Per le finalita' di cui al precedente periodo, lo Stato, la regione e
l'ente locale interessato concorrono, nell'ambito dei  piani  di  cui
all'articolo 4 della medesima legge n. 23 del 1996, in  parti  uguali
per l'ammontare come sopra determinato, ai fini del finanziamento dei
singoli interventi. Per il completamento  delle  opere  di  messa  in
sicurezza e di adeguamento a norma, le  regioni  possono  fissare  un
nuovo termine di scadenza al riguardo, comunque - non  successivo  al
31  dicembre  2009,   decorrente   dalla   data   di   sottoscrizione
dell'accordo denominato "patto per la sicurezza" tra Ministero  della
pubblica istruzione, regione ed enti locali della medesima regione. 
 
  626. Nella logica  degli  interventi  per  il  miglioramento  delle
misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 23 febbraio 2000,
n. 38, e successive modificazioni, il consiglio  di  indirizzo  e  di
vigilanza dell'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione  contro  gli
infortuni sul lavoro (INAIL) definisce, in via  sperimentale  per  il
triennio 2007-2009, d'intesa con  il  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale, con il Ministro della pubblica istruzione  e  con
gli enti locali competenti, indirizzi programmatici per la promozione
ed  il  finanziamento  di  progetti  degli  istituti  di   istruzione
secondaria di  primo  grado  e  superiore  per  l'abbattimento  delle
barriere architettoniche o l'adeguamento delle strutture alle vigenti
disposizioni in tema di sicurezza e igiene del lavoro.  Il  consiglio
di indirizzo e di vigilanza dell'INAIL determina  altresi'  l'entita'
delle risorse da destinare  annualmente  alle  finalita'  di  cui  al
presente comma, utilizzando a tale  fine  anche  le  risorse  che  si
rendessero disponibili a conclusione delle iniziative  di  attuazione
dell'articolo 24 del citato decreto legislativo n. 38 del 2000. Sulla
base  degli  indirizzi  definiti,  il  consiglio  di  amministrazione
dell'INAIL definisce i criteri e le modalita' per l'approvazione  dei
singoli progetti e provvede all'approvazione  dei  finanziamenti  dei
singoli progetti. 
 
  627. Al fine di favorire ampliamenti dell'offerta formativa  e  una
piena fruizione degli  ambienti  e  delle  attrezzature  scolastiche,
anche in orario diverso da quello  delle  lezioni,  in  favore  degli
alunni, dei loro genitori e,  piu'  in  generale,  della  popolazione
giovanile e degli  adulti,  il  Ministro  della  pubblica  istruzione
definisce, secondo quanto previsto dall'articolo 9 del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.  275,
criteri e parametri sulla base dei quali sono attribuite le  relative
risorse alle istituzioni scolastiche. 
 
  628. La gratuita' parziale dei libri di testo di  cui  all'articolo
27, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n.  448,  e'  estesa  agli
studenti del primo e  del  secondo  anno  dell'istruzione  secondaria
superiore. Il disposto del  comma  3  del  medesimo  articolo  27  si
applica anche per il primo e  per  il  secondo  anno  dell'istruzione
secondaria  superiore   e   si   applica,   altresi',   limitatamente
all'individuazione dei  criteri  per  la  determinazione  del  prezzo
massimo complessivo della dotazione libraria, agli anni successivi al
secondo.  Le  istituzioni  scolastiche,  le  reti  di  scuole  e   le
associazioni dei genitori  sono  autorizzate  al  noleggio  di  libri
scolastici agli studenti e ai loro genitori. 
 
  629.  Le  amministrazioni  interessate   possono,   a   fronte   di
particolari  esigenze,  disporre  che  il  beneficio  previsto  dall'
articolo 27, comma  1,  della  citata  legge  n.  448  del  1998  sia
utilizzato per l'assegnazione, anche in comodato, dei libri di  testo
agli alunni,  in  possesso  dei  requisiti  richiesti  che  adempiono
l'obbligo scolastico. 
 
  630. Per fare fronte alla crescente domanda  di  servizi  educativi
per i bambini al di sotto dei tre anni di eta', sono attivati, previo
accordo in sede di Conferenza unificata di  cui  all'articolo  8  del
decreto  legislativo  28  agosto  1997,   n.   281,   progetti   tesi
all'ampliamento qualificato dell'offerta formativa rivolta a  bambini
dai 24 ai 36  mesi  di  eta',  anche  mediante  la  realizzazione  di
iniziative sperimentali improntate a criteri di qualita'  pedagogica,
flessibilita',  rispondenza  alle  caratteristiche  della   specifica
fascia di eta'. I nuovi servizi possono articolarsi  secondo  diverse
tipologie, con priorita' per quelle modalita' che si qualificano come
sezioni  sperimentali  aggregate  alla  scuola   dell'infanzia,   per
favorire un'effettiva continuita' del percorso formativo lungo l'asse
cronologico 0-6 anni di eta'. Il Ministero della pubblica  istruzione
concorre alla realizzazione delle sezioni sperimentali attraverso  un
progetto   nazionale   di   innovazione   ordinamentale   ai    sensi
dell'articolo 11 del regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  8  marzo  1999,  n.  275,  e  assicura   specifici
interventi formativi per il  personale  docente  e  non  docente  che
chiede di essere utilizzato nei nuovi servizi. PERIODO  ABROGATO  DAL
D.P.R. 20 MARZO 2009, N. 89. L'articolo 2 del decreto legislativo  19
febbraio 2004, n. 59, e' abrogato. 
 
  631. A decorrere  dall'anno  2007,  il  sistema  dell'istruzione  e
formazione tecnica superiore (IFTS), di  cui  all'articolo  69  della
legge 17 maggio  1999,  n.  144,  e'  riorganizzato  nel  quadro  del
potenziamento dell'alta formazione professionale e delle  misure  per
valorizzare la filiera tecnico-scientifica, secondo  le  linee  guida
adottate con decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro della pubblica istruzione formulata di concerto
con il Ministro del lavoro  e  della  previdenza  sociale  e  con  il
Ministro  dello  sviluppo  economico,  previa  intesa  in   sede   di
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, ai sensi del medesimo decreto legislativo. 
 
  632. Ferme restando le competenze delle regioni e degli enti locali
in materia, in relazione agli obiettivi fissati dall'Unione  europea,
allo scopo di far conseguire piu' elevati livelli di istruzione  alla
popolazione adulta, anche immigrata con particolare riferimento  alla
conoscenza della lingua italiana, i  centri  territoriali  permanenti
per l'educazione degli adulti e i corsi serali, funzionanti presso le
istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, sono riorganizzati su
base provinciale e articolati in  reti  territoriali  e  ridenominati
"Centri provinciali  per  l'istruzione  degli  adulti".  Ad  essi  e'
attribuita autonomia amministrativa, organizzativa e  didattica,  con
il riconoscimento di un proprio organico  distinto  da  quello  degli
ordinari   percorsi   scolastici,   da   determinare   in   sede   di
contrattazione collettiva nazionale,  nei  limiti  del  numero  delle
autonomie scolastiche istituite in ciascuna regione e  delle  attuali
disponibilita' complessive di organico. Alla riorganizzazione di  cui
al presente  comma,  si  provvede  con  decreto  del  Ministro  della
pubblica  istruzione,  sentita  la  Conferenza   unificata   di   cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  ai
sensi del medesimo decreto legislativo. 
 
  633. Per gli anni 2007, 2008 e 2009, e' autorizzata la spesa di  30
milioni di euro, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero
della pubblica istruzione, con lo scopo di dotare le scuole  di  ogni
ordine e grado delle innovazioni tecnologiche necessarie al  migliore
supporto delle attivita' didattiche. 
 
  634. Per gli interventi previsti  dai  commi  da  622  a  633,  con
esclusione del comma 625, e' autorizzata la spesa di euro 220 milioni
a decorrere dall'anno 2007. Su proposta del Ministro  della  pubblica
istruzione sono disposte, con decreto del  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, le variazioni di  bilancio  per  l'assegnazione  delle
risorse agli interventi previsti dai commi da 622 a 633. (41) 
 
  635. Al fine di dare il necessario sostegno alla funzione  pubblica
svolta dalle scuole paritarie nell'ambito del  sistema  nazionale  di
istruzione, a decorrere dall'anno 2007,  gli  stanziamenti,  iscritti
nelle unita' previsionali di base "Scuole non statali" dello stato di
previsione del Ministero della pubblica istruzione, sono incrementati
complessivamente   di   100   milioni   di   euro,    da    destinare
prioritariamente alle scuole dell'infanzia.(14b) 
 
  636. Il Ministro della pubblica istruzione  definisce  annualmente,
con apposito decreto, i criteri e i parametri per l'assegnazione  dei
contributi alle scuole paritarie e, in via prioritaria, a quelle  che
svolgono il servizio scolastico senza fini di lucro  e  che  comunque
non siano legate con societa'  aventi  fini  di  lucro  o  da  queste
controllate. In tale ambito i contributi sono  assegnati  secondo  il
seguente ordine di priorita': scuole dell'infanzia, scuole primarie e
scuole secondarie di primo e secondo grado. 
 
   637. Il sistema universitario concorre  alla  realizzazione  degli
obiettivi di finanza pubblica per il triennio  2007-2009,  garantendo
che il fabbisogno finanziario, riferito alle universita' statali,  ai
dipartimenti e a tutti gli altri centri con autonomia  finanziaria  e
contabile, da esso complessivamente generato in ciascun anno non  sia
superiore  al  fabbisogno  determinato  a  consuntivo  nell'esercizio
precedente,   incrementato   del   3   per   cento.    Il    Ministro
dell'universita'   e   della   ricerca   procede   annualmente   alla
determinazione del fabbisogno  finanziario  programmato  per  ciascun
ateneo, sentita la Conferenza dei rettori delle universita'  italiane
(CRUI),  tenendo  conto  degli  obiettivi   di   riequilibrio   nella
distribuzione delle risorse e delle esigenze di razionalizzazione del
sistema universitario, garantendo l'equilibrata  distribuzione  delle
opportunita' formative. 
 
  638. Il Consiglio  nazionale  delle  ricerche,  l'Agenzia  spaziale
italiana, l'Istituto nazionale di  fisica  nucleare,  l'Ente  per  le
nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, il Consorzio per l'area  di
ricerca scientifica e tecnologica di Trieste e  l'Istituto  nazionale
di geofisica  e  vulcanologia  concorrono  alla  realizzazione  degli
obiettivi di finanza pubblica per il triennio  2007-2009,  garantendo
che il fabbisogno finanziario complessivamente  generato  in  ciascun
anno  non  sia  superiore  al  fabbisogno  determinato  a  consuntivo
nell'esercizio precedente incrementato del 4 per cento annuo. 
 
  639. Il fabbisogno di ciascuno degli enti  di  ricerca  di  cui  al
comma 638 e' determinato annualmente nella misura  inferiore  tra  il
fabbisogno  programmato  e  quello  realizzato  nell'anno  precedente
incrementato del tasso di crescita previsto dal medesimo  comma  638.
Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,  su  proposta
del Ministro dell'universita' e della ricerca e  del  Ministro  dello
sviluppo economico, possono essere introdotte modifiche al fabbisogno
annuale spettante a ciascun ente di ricerca  ai  sensi  del  presente
comma, previa compensazione con il  fabbisogno  annuale  degli  altri
enti di ricerca e comunque  nei  limiti  del  fabbisogno  complessivo
programmato e possono essere altresi' determinati i pagamenti annuali
che non concorrono al consolidamento del fabbisogno  programmato  per
ciascun  ente  di  ricerca,  derivanti  da  accordi  di  programma  e
convenzioni per effetto dei quali gli enti medesimi agiscono in veste
di attuatori dei programmi ed attivita' per  conto  e  nell'interesse
dei Ministeri che li finanziano. 
 
  640. Per il triennio 2007-2009 continua ad applicarsi la disciplina
di cui all'articolo 3, comma 5, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. 
 
  641. Per le finalita' di cui al decreto legislativo 5 giugno  1998,
n. 204, recante disposizioni per il coordinamento, la  programmazione
e la valutazione  della  politica  nazionale  relativa  alla  ricerca
scientifica e tecnologica, e' autorizzata la spesa di 20  milioni  di
euro per gli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  642. Il fabbisogno finanziario annuale determinato per  il  sistema
universitario statale dal comma 637 e per i principali enti  pubblici
di ricerca dal comma 638 e' incrementato degli oneri contrattuali del
personale limitatamente  a  quanto  dovuto  a  titolo  di  competenze
arretrate. 
 
  643. Per gli anni 2008 e 2009 gli enti di ricerca pubblici  possono
procedere ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro  a  tempo
indeterminato entro il limite dell'80 per cento delle proprie entrate
correnti  complessive,  come  risultanti  dal   bilancio   consuntivo
dell'anno precedente, purche' entro il limite delle risorse  relative
alla  cessazione  dei  rapporti  di  lavoro  a  tempo   indeterminato
complessivamente intervenute nel precedente anno. (32) 
 
  644. Sono fatti salvi i principi di cui ai commi 526 e 529. 
 
  645. Nell'anno 2007, gli enti di cui al comma 643  possono  avviare
procedure concorsuali volte alla costituzione di rapporti di lavoro a
tempo indeterminato, la cui costituzione effettiva non puo'  comunque
intervenire in data antecedente al 1° gennaio 2008, fermi i limiti di
cui al medesimo comma 643 riferiti all'anno 2006. 
 
  646. Ai fini dell'applicazione dei commi  643  e  645,  sono  fatte
salve le assunzioni conseguenti a bandi di concorso  gia'  pubblicati
ovvero a procedure gia' avviate alla data del 30 settembre 2006  e  i
rapporti di lavoro costituiti all'esito dei medesimi  sono  computati
ai fini dell'applicazione dei predetti commi. 
 
  647. In attesa della riforma dello stato giuridico dei  ricercatori
universitari, il  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca,  con
proprio decreto da  emanare  entro  il  31  marzo  2007,  sentiti  il
Consiglio universitario nazionale (CUN)  e  la  CRUI,  disciplina  le
modalita' di svolgimento dei concorsi per ricercatore, banditi  dalle
universita' successivamente alla  data  di  emanazione  del  predetto
decreto  ministeriale,  con  particolare  riguardo   alle   modalita'
procedurali ed ai criteri  di  valutazione  dei  titoli  didattici  e
dell'attivita'  di  ricerca,  garantendo  celerita',  trasparenza   e
allineamento agli standard internazionali. 
 
  648.  Al  fine  di  consentire  il  reclutamento  straordinario  di
ricercatori, il decreto di cui  al  comma  647  definisce  un  numero
aggiuntivo di posti di ricercatore da assegnare alle universita' e da
coprire con concorsi banditi entro il 30 giugno 2008. 
 
  649. Per l'anno 2007, il personale  in  servizio  con  contratto  a
tempo determinato presso gli  enti  e  le  istituzioni  pubbliche  di
ricerca, che risulti  vincitore  di  concorso  per  l'assunzione  con
contratto a tempo indeterminato, gia' espletato ovvero con  procedure
in corso alla data del 30 settembre 2006, la cui  assunzione  risulti
dal 2008 compatibile con i limiti posti dal comma  523,  puo'  essere
mantenuto in servizio a tempo determinato per l'anno 2007, qualora  i
relativi oneri non siano posti a carico dei bilanci di  funzionamento
o del Fondo di finanziamento ordinario degli enti stessi. 
 
  650. All'onere derivante dal comma 648 si provvede nel limite di 20
milioni di euro per l'anno 2007, di 40 milioni  di  euro  per  l'anno
2008 e di 80 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. 
 
  651. Fermo quanto previsto dai commi 643, 644 e 645,  entro  il  30
aprile 2007 il Ministro dell'universita' e della ricerca,  sentiti  i
presidenti degli enti interessati, bandisce un piano straordinario di
assunzioni di ricercatori nell'ambito degli enti pubblici di  ricerca
vigilati dal Ministero dell'universita' e della ricerca,  definendone
il numero complessivo e le modalita' procedimentali  con  particolare
riferimento ai criteri  di  valutazione  dei  pregressi  rapporti  di
lavoro, dei titoli scientifici e dell'attivita' di ricerca svolta. 
 
  652. Per l'attuazione del piano di cui al comma 651, e' autorizzata
la spesa di 7,5 milioni di euro per l'anno 2007 e di  30  milioni  di
euro a decorrere dall'anno 2008. 
 
  653. Per gli anni dal 2007 al 2009 incluso, e' fatto  divieto  alle
universita' statali e non statali, autorizzate  a  rilasciare  titoli
accademici aventi valore legale, di istituire e attivare  facolta'  o
corsi di studio in comuni diversi da quello ove l'ateneo ha  la  sede
legale e amministrativa, salvo che si tratti di comune  confinante  o
di razionalizzazione dell'offerta didattica mediante accorpamento  di
sedi decentrate gia' esistenti nella regione Valle  d'Aosta  e  nelle
province autonome di Trento e di Bolzano, o di istituzione di  centri
di ricerca funzionali alle attivita' produttive della regione. 
 
  654. In favore della "Fondazione  Collegio  europeo"  di  Parma  e'
autorizzata per ciascuno degli anni 2007-2008, la  somma  di  500.000
euro da destinare al funzionamento. 
 
  655. Ai fini della tutela dell'unita' economica  della  Repubblica,
le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano  concorrono
alla  realizzazione  degli  obiettivi  di  finanza  pubblica  per  il
triennio 2007-2009 con il rispetto delle disposizioni di cui ai commi
da  656  a  672,  che   costituiscono   principi   fondamentali   del
coordinamento della finanza pubblica ai  sensi  degli  articoli  117,
terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione. 
 
  656. A decorrere dall'anno 2007, e'  avviata  una  sperimentazione,
con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano indicate
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, finalizzata ad assumere,
quale base di riferimento per il  patto  di  stabilita'  interno,  il
saldo finanziario. I criteri di definizione del saldo e le  modalita'
di  sperimentazione  sono   definiti   con   decreto   del   Ministro
dell'economia e delle fmanze, di concerto con  il  Ministro  per  gli
affari  regionali  e  le  autonomie  locali,  sentita   la   predetta
Conferenza. 
 
  657. In attesa dei risultati della sperimentazione di cui al  comma
656, per il triennio 2007-2009, il complesso delle  spese  finali  di
ciascuna regione a statuto ordinario, determinato ai sensi del  comma
658, non puo' essere superiore, per l'anno  2007,  al  corrispondente
complesso di spese finali dell'anno 2005 diminuito dell'1,8 per cento
e, per gli anni 2008 e 2009, non puo' essere superiore  al  complesso
delle corrispondenti spese  finali  dell'anno  precedente,  calcolato
assumendo  il  pieno  rispetto  del  patto  di  stabilita'   interno,
aumentato, rispettivamente, del 2,5 per cento e del 2,4 per cento. 
 
  658. Il complesso delle spese finali  e'  determinato  dalla  somma
delle spese correnti ed in conto capitale, al netto delle: 
a) spese per la sanita', cui si applica la  specifica  disciplina  di
settore; 
b) spese per la concessione di crediti. 
 
  658-bis. Nei casi in cui la regione o  la  provincia  autonoma  non
consegua  per  l'anno  2007  l'obiettivo  di  spesa  determinato   in
applicazione  del  patto  di  stabilita'  interno  e  lo  scostamento
registrato rispetto all'obiettivo non sia  superiore  alle  spese  in
conto capitale per interventi cofinanziati correlati ai finanziamenti
dell'Unione europea, con  esclusione  delle  quote  di  finanziamento
nazionale, non si applicano  le  sanzioni  previste  per  il  mancato
rispetto del patto di stabilita'. 
 
  659. Le spese finali sono determinate sia in termini di  competenza
sia in termini di cassa. 
 
  660. Per gli esercizi 2007, 2008  e  2009,  le  regioni  a  statuto
speciale e le province autonome di Trento e  di  Bolzano  concordano,
entro il 31 marzo di ciascun anno, con il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze il livello complessivo delle spese correnti e in  conto
capitale,  nonche'  dei  relativi  pagamenti,  in  coerenza  con  gli
obiettivi di finanza pubblica per il periodo 2007-2009; a tale  fine,
entro  il  31  gennaio  di  ciascun  anno,  il  presidente  dell'ente
trasmette la proposta di accordo al Ministro  dell'economia  e  delle
finanze. In caso di mancato  accordo  si  applicano  le  disposizioni
stabilite per le regioni a statuto ordinario. Per gli enti locali dei
rispettivi territori provvedono alle finalita' di cui ai commi da 676
a 695 le regioni a statuto speciale e le province autonome di  Trento
e di Bolzano, ai sensi delle competenze alle  stesse  attribuite  dai
rispettivi statuti di autonomia e dalle relative norme di attuazione.
Qualora le predette regioni e province autonome non provvedano, entro
il 31 marzo di ciascun anno, si applicano, per gli  enti  locali  dei
rispettivi territori, le disposizioni previste  per  gli  altri  enti
locali dai commi da 676 a 695. 
 
  661. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento
e di Bolzano concorrono al riequilibrio della finanza pubblica, oltre
che nei modi stabiliti dal comma 660, anche con misure finalizzate  a
produrre  un  risparmio  per  il  bilancio  dello  Stato,  in  misura
proporzionale all'incidenza  della  finanza  di  ciascuna  regione  a
statuto speciale o  provincia  autonoma  sulla  finanza  regionale  e
locale complessiva, anche  mediante  l'assunzione  dell'esercizio  di
funzioni statali, attraverso l'emanazione, entro il 31 marzo  2007  e
con le modalita' stabilite  dai  rispettivi  statuti,  di  specifiche
norme di attuazione statutaria; tali norme di attuazione precisano le
modalita' e l'entita' dei risparmi per il  bilancio  dello  Stato  da
ottenere in modo permanente o comunque per annualita' definite. 
 
  662. Sulla base degli esiti della sperimentazione di cui  al  comma
656, le norme di attuazione devono altresi' prevedere le disposizioni
per assicurare in via permanente il coordinamento tra  le  misure  di
finanza  pubblica  previste  dalle  leggi  costituenti   la   manovra
finanziaria dello  Stato  e  l'ordinamento  della  finanza  regionale
previsto da ciascuno statuto  speciale  e  dalle  relative  norme  di
attuazione, nonche'  le  modalita'  per  il  versamento  dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive e dell'addizionale  dell'imposta
sul reddito delle persone fisiche. 
 
  663. Resta  ferma  la  facolta'  delle  regioni  e  delle  province
autonome di Trento e di Bolzano di estendere le regole del  patto  di
stabilita'  interno  nei  confronti  dei  loro  enti   ed   organismi
strumentali,  nonche'  per  gli  enti  ad  ordinamento  regionale   o
provinciale. 
 
  664. Ai fini del rispetto del  principio  del  coordinamento  della
finanza pubblica, le regioni e le province autonome di  Trento  e  di
Bolzano autorizzano le proprie strutture sanitarie  alla  contrazione
di mutui e al ricorso ad altre forme di indebitamento, secondo quanto
stabilito dall'articolo 3, commi da 16 a 21, della legge 24  dicembre
2003, n. 350, fmo ad un ammontare complessivo  delle  relative  rate,
per capitale ed interessi,  non  superiore  al  15  per  cento  delle
entrate proprie correnti di tali strutture. Le regioni e le  province
autonome sono tenute ad adeguare i rispettivi ordinamenti;  e'  fatta
comunque  salva  la  facolta'  di  prevedere  un   limite   inferiore
all'indebitamento. 
 
  665. Sulla base degli esiti della sperimentazione di cui  al  comma
656, si procede, anche nei confronti di una sola  o  piu'  regioni  o
province autonome, a ridefinire legislativamente le regole del  patto
di stabilita' interno e l'anno di prima applicazione delle regole. Le
nuove regole devono comunque tenere conto del  saldo  in  termini  di
competenza e di cassa. Il saldo  di  competenza  e'  calcolato  quale
somma  algebrica  degli  importi  risultanti  dalla  differenza   tra
accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla differenza tra
incassi e pagamenti, per la parte in conto capitale. 
 
  666. Per il monitoraggio degli adempimenti  relativi  al  patto  di
stabilita' interno, le regioni e le province autonome di Trento e  di
Bolzano trasmettono  trimestralmente  al  Ministero  dell'economia  e
delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale  dello  Stato,
entro  trenta  giorni  dalla  fine  del   periodo   di   riferimento,
utilizzando il sistema web appositamente previsto  per  il  patto  di
stabilita' interno nel  sito  "www.pattostabilita.rgs.tesoro.it",  le
informazioni riguardanti sia la gestione di competenza sia quella  di
cassa, attraverso un  prospetto  e  con  le  modalita'  definiti  con
decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza permanente  per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di  Trento
e di Bolzano. 
 
  667. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del  patto
di stabilita' interno,  ciascuna  regione  e  provincia  autonoma  e'
tenuta ad inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell'anno
successivo a quello di  riferimento,  al  Ministero  dell'economia  e
delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale  dello  Stato,
una certificazione, sottoscritta dal rappresentante legale  dell'ente
e dal responsabile del servizio finanziario secondo  un  prospetto  e
con le modalita' definite dal decreto di cui al  comma  666.  Per  il
patto relativo all'anno 2007 la certificazione e' prodotta  entro  il
termine perentorio del 31 maggio 2008. (35) 
 
  668. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del  patto
di  stabilita'  interno,  ciascuna  regione  a  statuto  speciale   e
provincia autonoma e' tenuta ad osservare quanto previsto dalle norme
di attuazione statutaria emanate in relazione a quanto stabilito  nel
comma 662. Fino alla emanazione delle predette  norme  di  attuazione
statutaria si provvede secondo quanto disposto dall'accordo  concluso
ai sensi del comma 660. 
 
  669. In caso di mancato rispetto del patto  di  stabilita'  interno
relativo agli anni 2007-2009, accertato con le procedure  di  cui  ai
commi 667 e 668, il Presidente del Consiglio dei ministri,  ai  sensi
dell'articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131,  diffida
la regione o provincia autonoma ad adottare i necessari provvedimenti
entro il 31 maggio dell'anno  successivo  a  quello  di  riferimento.
Detti   provvedimenti   devono   essere   comunicati   al   Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
generale dello Stato,  entro  la  medesima  data,  con  le  modalita'
definite dal decreto di cui al comma 666. Qualora l'ente non adempia,
il presidente della regione, in  qualita'  di  commissario  ad  acta,
adotta entro il 30 giugno i necessari provvedimenti che devono essere
comunicati, entro la medesima data, con  le  stesse  modalita'.  Allo
scopo di assicurare al contribuente l'informazione necessaria per  il
corretto  adempimento  degli   obblighi   tributari,   il   Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
generale dello Stato, cura la pubblicazione sul sito  informatico  di
cui al comma 666 degli elenchi contenenti le regioni  e  le  province
autonome che non hanno rispettato il patto di stabilita' interno,  di
quelle che hanno adottato opportuni provvedimenti e di quelle per  le
quali  i  commissari  ad  acta  non  hanno  inviato   la   prescritta
comunicazione. (14) 
 
  670. Decorso inutilmente il termine  del  30  giugno  previsto  dal
comma 669, nella regione o nella provincia autonoma interessata,  con
riferimento all'anno in corso, si applica automaticamente: 
a) l'imposta  regionale  sulla  benzina  per  autotrazione,  di   cui
   all'articolo 17 del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n.  398,
   nella misura di euro 0,0258, con efficacia dal 15 luglio; 
b) la tassa automobilistica, di  cui  al  titolo  III,  capo  I,  del
   decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, con l'aumento  di  5
   punti percentuali delle tariffe vigenti. (14) 
 
  671. Nelle regioni e  nelle  province  autonome  in  cui  l'imposta
regionale sulla benzina  e'  gia'  in  vigore  nella  misura  massima
prevista dalla legge si applica l'ulteriore aumento di euro 0,0129. 
 
  672.  Scaduto  il  termine  del  30  giugno  i  provvedimenti   del
commissario ad acta non possono avere ad oggetto i tributi di cui  ai
commi 670 e 671. 
 
  673. L'ultimo periodo del comma 1  dell'articolo  34-quinquies  del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e' soppresso. 
 
  674. Il primo periodo del comma 323 dell'articolo 1 della legge  23
dicembre 2005, n. 266 e' soppresso. 
 
  675. All'articolo 6 del decreto legislativo 18  febbraio  2000,  n.
56, e' aggiunto il seguente comma: 
  "1-bis. Le  aliquote  e  le  compartecipazioni  definitive  di  cui
all'articolo 5, comma 3,  sono  rideterminate,  a  decorrere  dal  1°
gennaio del secondo anno successivo all'adozione dei provvedimenti di
attuazione dell'articolo 119 della Costituzione al fine di assicurare
la copertura degli  oneri  connessi  alle  funzioni  attribuite  alle
regioni a statuto ordinario di cui al comma 1". 
 
  676. Ai fini della tutela dell'unita' economica  della  Repubblica,
le province e i comuni con popolazione  superiore  a  5.000  abitanti
concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per
gli anni 2007-2010 con il rispetto delle disposizioni di cui ai commi
da  677  a  695,  che   costituiscono   principi   fondamentali   del
coordinamento della finanza pubblica ai  sensi  degli  articoli  117,
terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione. 
 
  677. La manovra finanziaria e' fissata in termini di riduzione 'del
saldo tendenziale di comparto per ciascuno  degli  anni  2007,  2008,
2009 e 2010. 
 
  678. Per la  determinazione  del  proprio  obiettivo  specifico  di
miglioramento del saldo, gli enti di cui al comma 676 devono  seguire
la seguente procedura: 
a) calcolare la media triennale per il periodo 2003-2005 dei saldi di
   cassa, come definiti al comma 680 e risultanti  dai  propri  conti
   consuntivi, ed applicare ad essa, solo  se  negativa,  i  seguenti
   coefficienti: 
   1) province: 0,400 per l'anno 2007, 0,210 per l'anno 2008 e  0,117
per l'anno 2009; 
   2) comuni con popolazione superiore a 5.000  abitanti:  0,330  per
l'anno 2007, 0,205 per l'anno 2008 e 0,155 per l'anno 2009; 
b) calcolare la media triennale della  spesa  corrente  sostenuta  in
   termini di cassa in ciascuno degli anni 2003, 2004  e  2005,  come
   risultante dai propri conti consuntivi, ed  applicare  ad  essa  i
   seguenti coefficienti: 
   1) province: 0,041 per l'anno 2007, 0,022 per l'anno 2008 e  0,012
per l'anno 2009; 
   2) comuni con popolazione superiore a 5.000  abitanti:  0,029  per
l'anno 2007, 0,017 per l'anno 2008 e 0,013 per l'anno 2009; 
c) determinare l'importo annuo della manovra mediante la somma  degli
   importi, considerati in valore assoluto, di cui alle lettere a)  e
   b). Gli enti che presentano una media triennale  positiva  per  il
   periodo 2003-2005 dei saldi di  cassa  determinano  l'importo  del
   concorso alla manovra applicando solo i coefficienti relativi alla
   spesa di cui alla lettera b). 
 
  678-bis. Per l'anno 2010 si applicano i coefficienti stabiliti  per
l'anno 2009 ai sensi del comma 678, fermi restando i  dati  triennali
originariamente assunti ai fini della quantificazione della manovra. 
 
  679. Nel caso in cui l'incidenza percentuale dell'importo di cui al
comma 678, lettera c), sull'importo della media  triennale  2003-2005
delle spese finali al netto delle concessioni di crediti risulti, per
i comuni di cui al comma 676, superiore all'8 per  cento,  il  comune
deve considerare come  obiettivo  del  patto  di  stabilita'  interno
l'importo  corrispondente  all'8  per  cento  della  suddetta   media
triennale. 
 
  679-bis. Per gli anni 2008-2010  il  concorso  alla  manovra  delle
province e dei comuni, determinato ai sensi dei commi 678 e 679,  che
presentano una media triennale positiva per il periodo 2003-2005  del
saldo di cassa, calcolata ai sensi del comma 680,  e'  pari  a  zero.
Conseguentemente, gli obiettivi programmatici di  cui  al  comma  681
sono pari al corrispondente  saldo  finanziario  medio  del  triennio
2003-2005 calcolato in termini di competenza mista, costituito  dalla
somma  algebrica  degli  importi  risultanti  dalla  differenza   tra
accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla differenza tra
incassi e pagamenti per la parte in conto capitale,  al  netto  delle
entrate  derivanti  dalla  riscossione  di  crediti  e  delle   spese
derivanti dalla concessione di crediti. 
 
  680. Il saldo finanziario e' calcolato in termini  di  cassa  quale
differenza tra entrate finali, correnti e in conto capitale, e  spese
finali, correnti e in  conto  capitale,  quali  risultano  dai  conti
consuntivi. Nel saldo finanziario non  sono  considerate  le  entrate
derivanti dalla riscossione di crediti e  le  spese  derivanti  dalla
concessione di crediti. 
 
  681. Per il  rispetto  degli  obiettivi  del  patto  di  stabilita'
interno gli enti devono con-seguire un saldo finanziario  in  termini
di cassa e di competenza, per l'esercizio 2007, e di sola  competenza
mista, per gli esercizi 2008, 2009 e  2010,  pari  al  corrispondente
saldo  medio  del  triennio   2003-2005   migliorato   della   misura
annualmente determinata ai sensi del comma 678,  lettera  c),  ovvero
dei commi 679 e 679-bis. Per il solo  anno  2008  gli  enti  che  nel
triennio 2003-2005 hanno registrato  un  saldo  medio  di  competenza
mista positivo e maggiore del saldo medio di cassa possono conseguire
l'obiettivo di miglioramento  in  termini  di  saldo  finanziario  di
competenza mista  o,  in  alternativa,  in  termini  di  cassa  e  di
competenza. Le maggiori entrate derivanti dall'attuazione  dei  commi
142, 143 e 144 concorrono al conseguimento degli obiettivi del  patto
di stabilita' interno. 
 
  681-bis. Per gli enti di cui al comma 679-bis che  presentano,  nel
triennio 2003-2005, un valore medio delle entrate in conto  capi-tale
derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare  e  mobiliare,
non destinate nel medesimo  triennio  all'estinzione  anticipata  dei
prestiti, superiore al 15 per cento della media delle entrate finali,
al netto delle riscossioni di crediti,  gli  obiettivi  programmatici
per  gli  anni  2008-2010  sono  ridotti  di  un  importo  pari  alla
differenza tra l'ammontare dei proventi in eccesso al predetto limite
del 15 per cento e quello del contributo annuo determinato  ai  sensi
dei commi 678 e 679, a condizione che tale differenza  sia  positiva.
In  caso  di  differenza  pari  a  zero  o  negativa  gli   obiettivi
programmatici restano determinati in misura pari al saldo finanziario
medio del triennio  2003-2005  calcolato  in  termini  di  competenza
mista. 
 
  682. Ai  fini  dei  saldi  utili  per  il  rispetto  del  patto  di
stabilita' interno  i  trasferimenti  statali  sono  conteggiati,  in
termini di  competenza  e  di  cassa,  nella  misura  a  tale  titolo
comunicata dall'amministrazione statale interessata. 
 
  683. Ai fini del comma 686, il saldo finanziario e quello medio del
triennio 2003-2005 sono  calcolati,  per  l'anno  2007,  sia  per  la
gestione di competenza sia per quella di cassa e, per gli anni  2008,
2009 e  2010,  per  la  sola  gestione  di  competenza  mista,  quale
differenza tra le entrate finali e le spese  finali  al  netto  delle
entrate  derivanti  dalla  riscossione  di  crediti  e  delle   spese
derivanti dalla concessione di crediti.  Nel  saldo  finanziario  non
sono considerate le entrate in conto capitale riscosse  nel  triennio
2003-2005, derivanti dalla dismissione del patrimonio  immobiliare  e
mobiliare destinate, nel medesimo triennio, all'estinzione anticipata
di prestiti. Per i comuni con popolazione superiore a 5.000  abitanti
nel saldo finanziario non sono considerate le spese in conto capitale
e di  parte  corrente,  autorizzate  dal  Ministero,  necessarie  per
l'attivazione di nuove sedi di uffici giudiziari, ivi incluse  quelle
relative al trasloco. 
 
  683-bis. Limitatamente all'anno 2007, nel saldo  finanziario  utile
per il rispetto del patto di stabilita' interno non sono  considerate
le spese in conto capitale e di parte corrente sostenute  dai  comuni
per il completamento  dell'attuazione  delle  ordinanze  emanate  dal
Presidente del Consiglio dei  ministri  a  seguito  di  dichiarazione
dello stato di emergenza. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio
dei ministri sono individuati le spese di cui al periodo  precedente,
i comuni interessati e  la  misura  riconosciuta  a  favore  di  ogni
singolo comune entro l'importo complessivo di 5 milioni di  euro  per
l'anno 2007. 
 
  684. Il bilancio di  previsione  degli  enti  locali  ai  quali  si
applicano le disposizioni del patto di stabilita' interno deve essere
approvato, a decorrere dall'anno 2008, iscrivendo  le  previsioni  di
entrata e di spesa di parte corrente in misura tale  che,  unitamente
alle previsioni dei flussi di cassa  di  entrate  e  spese  di  parte
capitale, al netto delle riscossioni e delle concessioni di  crediti,
sia garantito il rispetto delle regole che disciplinano il  patto.  A
tal fine, gli enti locali sono tenuti  ad  allegare  al  bilancio  di
previsione  un  apposito  prospetto  contenente  le   previsioni   di
competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del patto  di
stabilita' interno. 
 
  685. Per il monitoraggio degli adempimenti  relativi  al  patto  di
stabilita' interno e per acquisire elementi informativi utili per  la
finanza pubblica, le province e i comuni con popolazione superiore  a
5.000 abitanti trasmettono trimestralmente al Ministero dell'economia
e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
entro  trenta  giorni  dalla  fine  del   periodo   di   riferimento,
utilizzando il sistema web appositamente previsto  per  il  patto  di
stabilita' interno nel  sito  "www.pattostabilita.rgs.tesoro.it",  le
informazioni riguardanti sia la gestione di competenza che quella  di
cassa, attraverso un  prospetto  e  con  le  modalita'  definiti  con
decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali. Con lo stesso  decreto  e'  definito  il  prospetto
dimostrativo dell'obiettivo determinato per ciascun ente ai sensi dei
commi 678, 679,  679-bis  e  681-bis.  La  mancata  trasmissione  del
prospetto dimostrativo  degli  obiettivi  pro-grammatici  costituisce
inadempimento  al   patto   di   stabilita'   interno.   La   mancata
comunicazione al sistema web della situazione di commissariamento  ai
sensi del comma 688,  secondo  le  indicazioni  di  cui  allo  stesso
decreto, determina per  l'ente  inadempiente  l'assoggettamento  alle
regole del patto di stabilita' interno. 
 
  685-bis.  Al  fine  di  attivare,  con  la   partecipazione   delle
associazioni degli enti locali, un nuovo sistema di  acquisizione  di
dati riguardanti la competenza finanziaria  dei  bilanci  degli  enti
locali che si affianca al Sistema informativo delle operazioni  degli
enti pubblici (SIOPE), con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro dell'interno e con  il  Ministro
per gli affari regionali e le autonomie locali, sentita la Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali, sono stabiliti  i  contenuti  e  le
modalita' per monitorare, in corso d'anno,  gli  accertamenti  e  gli
impegni assunti, secondo aggregazioni e scansioni temporali  adeguate
alle esigenze della finanza pubblica. La concreta  realizzazione  del
sistema  e'   effettuata   previa   quantificazione   dei   costi   e
individuazione della relativa copertura finanziaria. 
 
  686. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del  patto
di stabilita' interno, ciascuno degli enti di cui  al  comma  676  e'
tenuto a inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo  dell'anno
successivo a quello di  riferimento,  al  Ministero  dell'economia  e
delle finanze - Dipartimento della Ragioneria  generale  dello  Stato
una certificazione, sottoscritta  dal  rappresentante  legale  e  dal
responsabile del servizio finanziario, secondo un prospetto e con  le
modalita' definiti dal decreto  di  cui  al  comma  685.  La  mancata
trasmissione della certificazione costituisce inadempimento al  patto
di stabilita'  interno.  Per  il  patto  relativo  all'anno  2007  la
certificazione e' prodotta entro il termine perentorio del 31  maggio
2008. (35) 
 
  686-bis.  Qualora  si  registrino  preleva-menti  dai  conti  della
tesoreria statale degli enti locali non coerenti con gli obiettivi in
materia  di  debito  assunti  con  l'Unione  europea,   il   Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-citta'  ed
autonomie  locali,  adotta  adeguate  misure  di   contenimento   dei
prelevamenti. 
 
  687.  Per  gli  enti  istituiti  nel  periodo  2003-2005,   si   fa
riferimento alla media degli anni, compresi nello stesso periodo, per
i quali sono disponibili i bilanci  consuntivi;  se  si  dispone  del
bilancio di un solo anno, quest'ultimo costituisce la base annuale di
calcolo su cui applicare le regole del patto di  stabilita'  interno.
Il termine per l'applicazione delle regole del  patto  di  stabilita'
interno agli enti istituiti nell'anno 2006  ed  alle  province  della
regione autonoma  della  Sardegna  istituite  ai  sensi  della  legge
regionale 2 gennaio 1997, n. 4, e i cui organi sono  stati  eletti  a
seguito delle consultazioni amministrative dell'8 e 9 maggio 2005, e'
prorogato al 1° gennaio 2009, assumendo, quale base di calcolo su cui
applicare le regole, le risultanze dell'esercizio 2007. 
 
  688. Gli enti locali commissariati ai sensi dell'articolo  143  del
testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono soggetti alle regole
del patto di stabilita' interno dall'anno successivo a  quello  della
rielezione degli organi istituzionali. 
 
  689. Si intendono esclusi per gli anni 2006  e  2007  dal  rispetto
degli obiettivi del patto di stabilita' interno, gli enti locali  per
i quali negli anni 2004 e 2005, anche per frazione di anno,  l'organo
consiliare e' stato commissariato ai sensi degli articoli 141  e  143
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli  enti  locali,  di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 
 
  690. Le informazioni previste dai commi 685  e  686  sono  messe  a
disposizione  dell'UPI   e   dell'ANCI   da   parte   del   Ministero
dell'economia e delle  finanze  secondo  modalita'  e  con  contenuti
individuati tramite apposite convenzioni. 
 
  691. In caso di mancato rispetto del patto di  stabilita'  interno,
accertato con la procedura di cui al comma 686 del presente articolo,
il Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi  dell'articolo  8,
comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, diffida gli  enti  locali
ad adottare i necessari provvedimenti entro il  31  maggio  dell'anno
successivo a quello di riferimento. Detti provvedimenti devono essere
comunicati al Ministero dell'economia e delle finanze -  Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato, entro la medesima data, con le
modalita' definite dal  decreto  di  cui  al  comma  685.  Qualora  i
suddetti enti  non  adempiano,  il  sindaco  o  il  presidente  della
provincia, in qualita' di commissari ad acta, adottano  entro  il  30
giugno i necessari provvedimenti, che devono essere comunicati, entro
la medesima data, con le modalita' indicate dal  decreto  di  cui  al
comma 685. Allo scopo di assicurare  al  contribuente  l'informazione
necessaria per il corretto adempimento degli obblighi  tributari,  il
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
Ragioneria generale  dello  Stato  cura  la  pubblicazione  sul  sito
informatico di cui al comma 685 degli  elenchi  contenenti  gli  enti
locali che non hanno rispettato il patto di  stabilita'  interno,  di
quelli che hanno adottato opportuni provvedimenti nonche'  di  quelli
per i quali i commissari ad acta  non  hanno  inviato  la  prescritta
comunicazione. (14) 
 
  692. Decorso inutilmente il termine  del  30  giugno  previsto  dal
comma 691: 
a) nei comuni interessati, con riferimento al periodo di  imposta  in
   corso,  i  contribuenti  tenuti  al  versamento   dell'addizionale
   comunale all'imposta sul reddito delle persone  fisiche  calcolano
   l'imposta maggiorando l'aliquota vigente nei comuni  stessi  dello
   0,3 per cento; 
b) nelle province interessate, con riferimento al periodo di  imposta
   in corso, l'imposta provinciale di trascrizione, per  i  pagamenti
   effettuati a decorrere dal 1° luglio, e' calcolata  applicando  un
   aumento del 5 per  cento  sulla  tariffa  vigente  nelle  province
   stesse. (14) 
 
  693.  Scaduto  il  termine  del  30  giugno  i  provvedimenti   del
commissario ad acta non possono avere ad oggetto i tributi di cui  al
comma 692. 
 
  694. I commi 23, 24,  25  e  26  dell'articolo  1  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, sono abrogati. 
 
  695. All'articolo 1, comma 6, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
dopo le parole: "per il Consiglio superiore della magistratura," sono
inserite le seguenti: "per  gli  enti  gestori  delle  aree  naturali
protette,". 
 
  696. I trasferimenti erariali per l'anno 2007  in  favore  di  ogni
singolo ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate
dall'articolo 1, commi 153 e 154, della legge 23  dicembre  2005,  n.
266. 
 
  697. Le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale al
gettito  dell'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche  di  cui
all'articolo 31, comma 8, della  legge  27  dicembre  2002,  n.  289,
confermate, da ultimo, per l'anno 2006, dall'articolo 1,  comma  152,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono prorogate per l'anno 2007. 
 
  698. All'articolo  204,  comma  1,  del  testo  unico  delle  leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo  18
agosto 2000, n. 267, e  successive  modificazioni,  le  parole:  "non
supera il 12 per cento" sono sostituite dalle seguenti:  "non  supera
il 15 per cento". All'articolo 1, comma 45, della legge  30  dicembre
2004, n. 311, alla lettera b), le parole: "non superiore  al  16  per
cento" sono sostituite dalle  seguenti:  "non  superiore  al  15  per
cento" e la lettera c) e' abrogata. 
 
  699. Al comma 3 dell'articolo 28 della legge 23 dicembre  1998,  n.
448, il secondo periodo e' soppresso con decorrenza  dal  1°  gennaio
2007. 
 
  700. Sono abrogati i commi 38, 39, 40 e 41  dell'articolo  4  della
legge 24 dicembre 2003, n. 350. 
 
  701. Il primo periodo del comma 150 dell'articolo 1 della legge  23
dicembre 2005, n. 266, e' sostituito  dal  seguente:  "Continuano  ad
applicarsi le disposizioni recate dall'articolo 1, commi 30, 32 e 37,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311". 
 
  702. In ragione del contributo apportato nel 2006 al  conseguimento
degli obiettivi di finanza pubblica, la ripartizione  dell'incremento
del gettito compartecipato di cui al comma 191, sara' effettuata  nel
2008 esclusivamente a favore dei comuni che hanno rispettato nel 2006
il patto di stabilita' interno. 
 
  703. Per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, a valere sul  fondo
ordinario di cui all'articolo 34, comma 1, lettera  a),  del  decreto
legislativo 30 dicembre  1992,  n.  504,  sono  disposti  i  seguenti
interventi di cui 37,5 milioni di euro  destinati  a  compensare  gli
effetti sul fabbisogno e  sull'indebitamento  netto  derivanti  dalle
disposizioni recate dal comma 562 del presente articolo: 
a) fino  ad  un  importo  complessivo  di  45  milioni  di  euro,  il
   contributo  ordinario,  al  lordo   della   detrazione   derivante
   dall'attribuzione di una quota  di  compartecipazione  al  gettito
   dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, e' incrementato in
   misura pari al 30 per cento per i comuni con  popolazione  fino  a
   5.000 abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione residente
   ultrasessantacinquenne e la popolazione residente  complessiva  e'
   superiore  al  25  per  cento,  secondo  gli  ultimi  dati   ISTAT
   disponibili. Almeno il 50 per cento della maggiore assegnazione e'
   finalizzato ad interventi di natura sociale e socio-assistenziale.
   In caso di insufficienza del predetto importo,  il  contributo  e'
   proporzionalmente ridotto; 
b) fino  ad  un  importo  complessivo  di  81  milioni  di  euro,  il
   contributo  ordinario,  al  lordo   della   detrazione   derivante
   dall'attribuzione di una quota  di  compartecipazione  al  gettito
   dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, e' incrementato in
   misura pari al 30 per cento per i comuni con  popolazione  fino  a
   5.000 abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione residente
   di eta'  inferiore  a  cinque  anni  e  la  popolazione  residente
   complessiva e' superiore al 4,5 per cento, secondo gli ultimi dati
   ISTAT  disponibili.  Almeno  il  50  per  cento   della   maggiore
   assegnazione e' finalizzato ad interventi di  natura  sociale.  In
   caso di insufficienza  del  predetto  importo,  il  contributo  e'
   proporzionalmente ridotto; 
c) ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, e'  concesso
   un ulteriore contributo, fino ad  un  importo  complessivo  di  42
   milioni  di  euro,  per  le  medesime  finalita'  dei   contributi
   attribuiti  a  valere  sul  fondo  nazionale  ordinario  per   gli
   investimenti; 
d) alle comunita' montane e' attribuito un contributo complessivo  di
   20 milioni di euro, da ripartire in proporzione  alla  popolazione
   residente nelle zone montane. (43) 
 
  704. A decorrere dall'anno 2007 gli oneri relativi alle commissioni
straordinarie di cui all'articolo 144  del  testo  unico  di  cui  al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono posti a carico dello
Stato, che provvede al rimborso a favore  degli  enti  locali  previa
presentazione della relativa richiesta. Gli enti locali destinano gli
importi rimborsati a spese di investimento. 
 
  705. In deroga alla normativa vigente, a favore degli enti locali i
cui organi consiliari sono stati sciolti ai sensi  dell'articolo  143
del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
il Ministero dell'interno provvede, su  richiesta  della  commissione
straordinaria, ad  erogare  in  un'unica  soluzione  i  trasferimenti
erariali e  la  quota  di  compartecipazione  al  gettito  dell'IRPEF
spettanti per l'intero esercizio. 
 
  706. Per la copertura degli oneri di cui all'articolo 145 del testo
unico di cui al decreto  legislativo  18  agosto  2000,  n.  267,  e'
autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. 
 
  707. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 a favore degli enti locali  che
si  trovano,  alla  data  del  1°  gennaio  di  ciascun  anno,  nella
condizione di cui all'articolo 143 del testo unico di cui al  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n.  267,  e'  corrisposto  dal  Ministero
dell'interno   un   contributo   destinato   alla   realizzazione   o
manutenzione di opere pubbliche nella misura massima  annuale  di  30
milioni di euro, ripartiti in base alla  popolazione  residente  come
risultante al 31 dicembre del penultimo anno precedente. Ai fini  del
riparto, gli enti con popolazione superiore  a  5.000  abitanti  sono
considerati come enti di 5.000 abitanti. 
 
  708. Agli oneri derivanti dall'applicazione dei commi da 704 a  707
si provvede a valere sul fondo  ordinario  di  cui  all'articolo  34,
comma 1, lettera a), del decreto legislativo  30  dicembre  1992,  n.
504. 
 
  709. All'articolo 1, comma 494, della legge 23  dicembre  2005,  n.
266,  dopo  il  secondo  periodo,  e'  aggiunto  il   seguente:   "La
ripartizione  e'  effettuata  per  il  90  per  cento  in  base  alla
popolazione e per il 10 per cento in base al territorio,  assicurando
il 40 per cento del fondo complessivo ai soli comuni  confinanti  con
il territorio delle province autonome di Trento e di Bolzano". 
 
  710. Ai fini dell'approvazione del  bilancio  di  previsione  degli
enti locali e della verifica della salvaguardia  degli  equilibri  di
bilancio sono confermate, per l'anno 2007,  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre  2004,  n.
314, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° marzo 2005, n. 26. 
 
  711. Al comma 3 dell'articolo 6 della legge 23  dicembre  1999,  n.
488, dopo le parole:  "servizi  non  commerciali"  sono  inserite  le
seguenti: ", per i quali e' previsto il pagamento di una  tariffa  da
parte degli utenti,". 
 
  712.  A  decorrere  dall'anno  2007,  la   dichiarazione   di   cui
all'articolo 2, comma 4, del regolamento recante determinazione delle
rendite catastali e conseguenti trasferimenti erariali ai comuni,  di
cui al decreto del Ministro dell'interno  1°  luglio  2002,  n.  197,
attestante il minor  gettito  dell'imposta  comunale  sugli  immobili
derivante da fabbricati del gruppo catastale D, deve  essere  inviata
al Ministero dell'interno entro il  termine  perentorio,  a  pena  di
decadenza, del 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui  si  e'
verificata la minore entrata. 
 
  713. Per l'anno 2007 i proventi delle concessioni edilizie e  delle
sanzioni previste dal testo unico delle  disposizioni  legislative  e
regolamentari in materia edilizia di cui al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, possono essere utilizzati per
una quota non superiore al 50 per cento per il finanziamento di spese
correnti e per una quota non superiore ad un ulteriore 25  per  cento
esclusivamente per spese di  manutenzione  ordinaria  del  patrimonio
comunale. 
 
  714. All'articolo 242, comma 2, del testo unico di cui  al  decreto
legislativo 18 agosto  2000,  n.  267,  concernente  l'individuazione
degli enti locali strutturalmente deficitari e relativi controlli, e'
aggiunto, in fine, il seguente  periodo:  "Fino  alla  fissazione  di
nuovi parametri triennali si applicano quelli vigenti per il triennio
precedente". 
 
  715. Nei casi di scioglimento dei consigli comunali  e  provinciali
ai sensi  dell'articolo  143  del  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, gli incarichi di cui all'articolo
110 del medesimo testo unico nonche' l'incarico di revisore dei conti
e  i  rapporti  di  consulenza  e  di  collaborazione  coordinata   e
continuativa  sono  risolti  di  diritto  se  non   rinnovati   entro
quarantacinque    giorni    dall'insediamento    della    commissione
straordinaria per la gestione dell'ente. 
 
  716. Ai fini dell'invarianza delle disposizioni recate dai commi da
703 a 707 sul fabbisogno e sull'indebitamento netto  delle  pubbliche
amministrazioni,  il  fondo  per  le  aree  sottoutilizzate,  di  cui
all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n.  289,  e  successive
modificazioni, e' ridotto di 195 milioni di euro per l'anno 2007,  di
130 milioni di euro per l'anno 2008 e  di  65  milioni  di  euro  per
l'anno 2009. 
 
  717. Il comma 2-ter dell'articolo 3 della legge 7 agosto  1990,  n.
250, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
"2-ter. I contributi previsti dalla presente legge, con esclusione di
quelli previsti dal comma 11, e in misura, comunque, non superiore al
50 per  cento  dei  costi  complessivi,  compresi  gli  ammortamenti,
risultanti dal  bilancio  dell'impresa  stessa,  sono  concessi  alle
imprese  editrici  e   alle   emittenti   radiotelevisive,   comunque
costituite, che editino giornali quotidiani o  trasmettano  programmi
in lingua francese, ladina, slovena e tedesca nelle regioni  autonome
Valle  d'Aosta,  Friuli-Venezia  Giulia  e  Trentino-Alto  Adige,   a
condizione che le imprese beneficiarie  non  editino  altri  giornali
quotidiani o che non possiedano  altre  emittenti  radiotelevisive  e
possiedano i requisiti di cui alle lettere b), c), d), e), , f) e  g)
del comma 2 del presente articolo. Alle emittenti radiotelevisive  di
cui al periodo precedente  i  contributi  sono  concessi  nel  limite
complessivo di due milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008
e 2009. A decorrere dal 1° gennaio 2002 i contributi di cui ai  commi
8 e 11 e in misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi
complessivi,  compresi  gli  ammortamenti,  risultanti  dal  bilancio
dell'impresa stessa, sono concessi ai  giornali  quotidiani  italiani
editi e diffusi all'estero  a  condizione  che  le  imprese  editrici
beneficiarie possiedano i requisiti di cui alle lettere b), c), d)  e
g) del comma 2 del presente articolo. Tali  imprese  devono  allegare
alla domanda i bilanci corredati da una relazione  di  certificazione
da parte di societa' abilitate secondo la normativa  dello  Stato  in
cui ha sede l'impresa". 
 
  718. Fermo restando quanto disposto dagli  articoli  60  e  63  del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.  267,  e
successive modificazioni, l'assunzione, da parte  dell'amministratore
di un ente  locale,  della  carica  di  componente  degli  organi  di
amministrazione di societa' di capitali partecipate dallo stesso ente
non da' titolo alla corresponsione di alcun emolumento a carico della
societa'. 
 
  719. L'indennita' di fine mandato  prevista  dall'articolo  10  del
regolamento di cui al decreto  del  Ministro  dell'interno  4  aprile
2000, n. 119, spetta nel caso in cui il mandato elettivo abbia  avuto
una durata superiore a trenta mesi. 
 
  720. All'articolo 13 del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,  n.  248,
sono apportate le seguenti modifiche: 
a) al comma 3, primo periodo, le parole "dodici mesi" sono sostituite
dalle seguenti "ventiquattro mesi"; 
b) al comma 3, secondo periodo, sono soppresse  le  seguenti  parole:
   "da collocare sul mercato, secondo le procedure del  decreto-legge
   31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge
   30 luglio 1994, n. 474, entro ulteriori diciotto mesi"; 
c)  al  comma  4,  secondo  periodo,  la  parola:  "perfezionate"  e'
sostituita dalla seguente: "bandite". 
 
  721. Ai fini del contenimento della  spesa  pubblica,  le  regioni,
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
adottano disposizioni, normative  o  amministrative,  finalizzate  ad
assicurare la riduzione degli oneri degli organismi politici e  degli
apparati amministrativi, con particolare riferimento alla diminuzione
dell'ammontare dei compensi e delle indennita' dei  componenti  degli
organi  rappresentativi  e  del  numero  di   questi   ultimi,   alla
soppressione  degli  enti  inutili,  alla  fusione   delle   societa'
partecipate e al ridimensionamento delle strutture organizzative. 
 
  722. La disposizione di cui  al  comma  721  costituisce  principio
fondamentale di coordinamento della finanza  pubblica,  ai  fini  del
rispetto dei parametri stabiliti dal patto di stabilita'  e  crescita
dell'Unione europea. 
 
  723. I risparmi di spesa derivanti dall'attuazione  del  comma  721
devono garantire un miglioramento dei saldi  finanziari  dei  bilanci
regionali  pari  al  10  per  cento  rispetto  ai   saldi   dell'anno
precedente. 
 
  724. Al fine di assicurare un controllo indipendente e continuativo
della qualita' dell'azione di governo degli enti locali, e' istituita
un'Unita'  per  il  monitoraggio  con  il  compito  di  accertare  la
ricorrenza  dei  presupposti  per  il  riconoscimento  delle   misure
premiali previste  dalla  normativa  vigente  e  di  provvedere  alla
verifica delle dimensioni organizzative ottimali  degli  enti  locali
anche mediante la valutazione delle loro  attivita',  la  misurazione
dei livelli delle prestazioni e  dei  servizi  resi  ai  cittadini  e
l'apprezzamento dei risultati conseguiti, tenendo altresi' conto  dei
dati relativi al patto di stabilita' interno. Con successivo  decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta  del  Ministro
per gli affari regionali e le autonomie locali, di  concerto  con  il
Ministro dell'interno e con il Ministro dell'economia e delle finanze
e sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8  del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n.  281,  sono  emanate  le  disposizioni
relative alla composizione dell'Unita', alla sua organizzazione ed al
suo  funzionamento.  Al  Ministro  per  gli  affari  regionali  e  le
autonomie  locali  sono   attribuite   le   funzioni   di   vigilanza
sull'Unita'. Per il funzionamento dell'Unita' e' istituito un  fondo,
nell'ambito del bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri,
con una dotazione finanziaria pari a 2 milioni di  euro  a  decorrere
dal 2007. Restano ferme le competenze istituzionali della  Ragioneria
generale dello Stato e della Corte dei conti. (27) (44) 
 
  725. Nelle societa' a totale partecipazione di comuni  o  province,
il compenso lordo annuale, onnicomprensivo, attribuito al  presidente
e ai componenti del consiglio di  amministrazione,  non  puo'  essere
superiore per il presidente al 70 per cento e per i componenti al  60
per cento delle indennita' spettanti, rispettivamente, al  sindaco  e
al presidente della provincia ai sensi  dell'articolo  82  del  testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.  267.  Resta
ferma la possibilita' di prevedere indennita' di risultato  solo  nel
caso di produzione di utili e in misura  comunque  non  superiore  al
doppio del compenso onnicomprensivo  di  cui  al  primo  periodo.  Le
disposizioni del presente comma  si  applicano  anche  alle  societa'
controllate, ai sensi dell'articolo 2359  del  codice  civile,  dalle
societa' indicate nel primo periodo del presente comma. (21)(27) 
 
  726.  Nelle  societa'  a  totale  partecipazione  pubblica  di  una
pluralita' di enti locali, il compenso di cui  al  comma  725,  nella
misura ivi prevista, va calcolato  in  percentuale  della  indennita'
spettante al rappresentante del socio pubblico con la maggiore  quota
di partecipazione e, in  caso  di  parita'  di  quote,  a  quella  di
maggiore importo tra le indennita' spettanti  ai  rappresentanti  dei
soci pubblici. (21) 
 
  727. Al Presidente e ai componenti del consiglio di amministrazione
sono dovuti gli emolumenti di cui all'articolo 84 del testo unico  di
cui al decreto legislativo 18  agosto  2000,  n.  267,  e  successive
modificazioni, alle condizioni e nella misura ivi stabilite. (21) 
 
  728. Nelle societa' a partecipazione mista di enti locali  e  altri
soggetti pubblici o privati, i compensi di cui ai  commi  725  e  726
possono essere elevati in proporzione alla partecipazione di soggetti
diversi dagli enti locali, nella misura di un punto percentuale  ogni
cinque punti percentuali di partecipazione di soggetti diversi  dagli
enti locali nelle societa' in cui la partecipazione degli enti locali
e' pari o superiore al 50 per cento del  capitale,  e  di  due  punti
percentuali  ogni  cinque  punti  percentuali  di  partecipazione  di
soggetti  diversi  dagli  enti  locali  nelle  societa'  in  cui   la
partecipazione degli enti locali e' inferiore al  50  per  cento  del
capitale. (21) 
 
  729.  11  numero  complessivo  di  componenti  del   consiglio   di
amministrazione delle societa' partecipate totalmente  anche  in  via
indiretta da enti locali, non puo' essere superiore a tre,  ovvero  a
cinque per le societa' con  capitale,  interamente  versato,  pari  o
superiore  all'importo  che  sara'  determinato   con   decreto   del
Presidente del Consiglio dei ministri su proposta  del  Ministro  per
gli affari regionali e  le  autonomie  locali,  di  concerto  con  il
Ministro  dell'interno  e  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, sentita la Conferenza Stato-citta' e autonomie locali, entro
sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.  Nelle
societa' miste il numero  massimo  di  componenti  del  consiglio  di
amministrazione designati dai soci pubblici locali  comprendendo  nel
numero anche quelli eventualmente designati dalle  regioni  non  puo'
essere superiore a cinque. Le societa' adeguano i  propri  statuti  e
gli eventuali patti parasociali entro tre mesi dall'entrata in vigore
del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 
 
  730. Le regioni e le province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
adeguano ai principi di cui ai commi da 725 a 735 la  disciplina  dei
compensi degli amministratori delle societa' da esse  partecipate,  e
del numero massimo dei componenti del consiglio di amministrazione di
dette societa'. L'obbligo di cui al periodo che  precede  costituisce
principio di coordinamento della finanza pubblica. (21) 
 
  731. Nell'articolo 82 del testo unico di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modifiche: 
a) al comma 1,  dopo  le  parole:  "consigli  circoscrizionali"  sono
inserite le seguenti: "dei soli comuni capoluogo di provincia"; 
b) al comma 2, dopo la parola: "circoscrizionali"  sono  inserite  le
   seguenti: ", limitatamente ai comuni capoluogo di provincia,". 
 
  732. Nel comma 3 dell'articolo  234  del  testo  unico  di  cui  al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,  il  numero:  "5.000"  e'
sostituito dal seguente: "15.000". 
 
  733. Le disposizioni di cui ai commi da 725 a 730 non si  applicano
alle societa' quotate in borsa. 
 
  734. Non puo' essere nominato amministratore di ente,  istituzione,
azienda pubblica, societa' a totale o parziale capitale pubblico chi,
avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia
chiuso in perdita tre esercizi consecutivi. (21) (36) (37) 
 
  735. Gli incarichi di amministratore delle societa' di cui ai commi
da 725 a 734 conferiti da soci pubblici e i  relativi  compensi  sono
pubblicati nell'albo e nel sito informatico dei soci pubblici a  cura
del responsabile individuato  da  ciascun  ente.  La  pubblicita'  e'
soggetta ad aggiornamento semestrale. La violazione  dell'obbligo  di
pubblicazione e' punita con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria
fino a 10.000 euro, irrogata dal prefetto nella cui circoscrizione ha
sede la societa'. La stessa sanzione si applica  agli  amministratori
societari che non comunicano ai soci pubblici il proprio incarico  ed
il relativo compenso entro trenta giorni dal conferimento ovvero, per
le indennita' di risultato di cui al comma 725, entro  trenta  giorni
dal percepimento. 
 
  736.  Le  norme   del   presente   comma   costituiscono   principi
fondamentali per il coordinamento della finanza pubblica di cui  agli
articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della  Costituzione.
Le operazioni di gestione del debito tramite  utilizzo  di  strumenti
derivati, da parte delle regioni e degli enti di cui al  testo  unico
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,  devono  essere
improntate  alla  riduzione  del  costo  finale  del  debito  e  alla
riduzione dell'esposizione ai rischi di  mercato.  Gli  enti  possono
concludere tali  operazioni  solo  in  corrispondenza  di  passivita'
effettivamente dovute, avendo riguardo al contenimento dei rischi  di
credito assunti. 
 
  737. All'articolo 41 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, dopo  il
comma 2, sono inseriti i seguenti: 
"2-bis. A partire dal 1° gennaio 2007, nel  quadro  di  coordinamento
della finanza pubblica di cui all'articolo 119 della Costituzione,  i
contratti con cui le regioni e gli enti di cui al testo unico di  cui
al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, pongono in  essere  le
operazioni di ammortamento del debito con rimborso unico a scadenza e
le operazioni in strumenti derivati devono essere trasmessi,  a  cura
degli enti contraenti, al Ministero dell'economia e delle  finanze  -
Dipartimento del tesoro. Tale trasmissione, che deve  avvenire  prima
della sottoscrizione dei contratti medesimi, e' elemento  costitutivo
dell'efficacia degli  stessi.  Restano  valide  le  disposizioni  del
decreto di cui al comma  1  del  presente  articolo,  in  materia  di
monitoraggio. 
2-ter. Delle operazioni di cui al comma precedente che  risultino  in
violazione alla vigente  normativa,  viene  data  comunicazione  alla
Corte dei conti per l'adozione dei provvedimenti di sua competenza". 
 
  738. Gli enti tenuti alle comunicazioni previste  dall'articolo  41
della legge n. 448 del  2001  conservano,  per  almeno  cinque  anni,
appositi elenchi aggiornati contenenti i dati di tutte le  operazioni
finanziarie e di indebitamento effettuate ai  sensi  della  normativa
sopra citata. L'organo di revisione dell'ente territoriale vigila sul
corretto e tempestivo adempimento da parte degli enti stessi. 
 
  739. Dal 1° gennaio 2007 alle operazioni di indebitamento di cui al
comma 17 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre  2003,  n.  350,  si
aggiungono le operazioni di cessione o cartolarizzazione dei  crediti
vantati dai fornitori di beni e servizi per i  cui  pagamenti  l'ente
assume, ancorche' indirettamente, nuove obbligazioni, anche  mediante
la ristrutturazione  dei  piani  di  ammortamento.  Sono  escluse  le
operazioni di tale natura per  le  quali  la  delibera  della  Giunta
regionale sia stata adottata prima  del  4  settembre  2006,  purche'
completate entro e non oltre il 31 marzo 2007. 
 
  740. Al comma 17, primo periodo, dell'articolo  3  della  legge  24
dicembre 2003, n. 350, sono soppresse le  parole:  "non  collegati  a
un'attivita' patrimoniale preesistente". 
 
  741. All'articolo 255 del testo unico delle leggi  sull'ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.
267, il comma 10 e' sostituito dal seguente: 
"l0.   Non   compete   all'organo   straordinario   di   liquidazione
l'amministrazione dei residui attivi e passivi relativi  ai  fondi  a
gestione vincolata, ai mutui passivi gia' attivati per  investimenti,
ivi   compreso   il   pagamento   delle   relative   spese,   nonche'
l'amministrazione  dei  debiti   assistiti   dalla   garanzia   della
delegazione di pagamento di cui all'articolo 206". 
 
  742. L'adeguamento dei trasferimenti dovuti dallo Stato,  ai  sensi
rispettivamente dell'articolo 37, comma 3, lettera c), della legge  9
marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni,  e  dell'articolo  59,
comma 34, della legge 27  dicembre  1997,  n.  449,  come  da  ultimo
modificato dal comma 746, e' stabilito per l'anno 2007: 
a) in 469,16 milioni di euro in favore del Fondo pensioni  lavoratori
   dipendenti, delle gestioni dei lavoratori autonomi, della gestione
   speciale  minatori,  nonche'  in  favore  dell'Ente  nazionale  di
   previdenza e di  assistenza  per  i  lavoratori  dello  spettacolo
   (ENPALS); 
b) in 115,93 milioni di euro in favore del Fondo pensioni  lavoratori
   dipendenti, ad integrazione dei trasferimenti di cui alla  lettera
   a),  della  gestione  esercenti  attivita'  commerciali  e   della
   gestione artigiani. 
 
  743. Conseguentemente a quanto previsto dal comma 742, gli  importi
complessivamente dovuti dallo Stato sono determinati per l'anno  2007
in 16.650,39 milioni di euro per le gestioni di  cui  al  comma  742,
lettera a), e in 4.114,39 milioni di euro per le gestioni di  cui  al
comma 742, lettera b). 
 
  744. Gli importi complessivi  di  cui  ai  commi  742  e  743  sono
ripartiti tra le gestioni interessate  con  il  procedimento  di  cui
all'articolo 14 della legge 7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive
modificazioni, al netto, per quanto attiene al trasferimento  di  cui
al comma 742, lettera a), della  somma  di  945,10  milioni  di  euro
attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni
a  completamento  dell'integrale  assunzione  a  carico  dello  Stato
dell'onere   relativo   ai   trattamenti   pensionistici    liquidati
anteriormente al 1° gennaio 1989, nonche' al  netto  delle  somme  di
2,50 milioni di euro e  di  57,94  milioni  di  euro  di  pertinenza,
rispettivamente, della gestione speciale minatori e dell'ENPALS. 
 
  745. All'articolo 3, comma 2, della legge 8 agosto 1995, n. 335, le
parole da: "secondo i seguenti criteri" fino alla fine del comma sono
sostituite dalle seguenti: "secondo  il  criterio  del  rapporto  tra
contribuzione  e   prestazioni   con   l'applicazione   di   aliquote
contributive non inferiori alla media, ponderata agli iscritti, delle
aliquote vigenti nei regimi interessati". 
 
  746. All'articolo 59, comma 34, della legge 27  dicembre  1997,  n.
449, e successive modificazioni, il quinto periodo e' sostituito  dal
seguente: "Sono altresi' escluse dal predetto procedimento  le  quote
assegnate alle gestioni di cui agli articoli 21, 28, 31  e  34  della
legge 9 marzo 1989, n. 88, per un importo pari al  50  per  cento  di
quello definito con legge 23 dicembre  1996,  n.  663,  e  successive
modificazioni, rivalutato, a  decorrere  dall'anno  1997,  in  misura
proporzionale al complessivo incremento dei  trasferimenti  stabiliti
annualmente con legge finanziaria, ai sensi dell'articolo  37,  comma
5, della legge 9 marzo 1989, n. 88,  e  successive  modificazioni,  e
annualmente adeguato secondo i medesimi criteri". 
 
  747. Al fine di pervenire alla sistemazione  del  debito  di  Poste
italiane Spa verso la tesoreria statale per sovvenzioni ricevute  per
pagamenti di pensioni effettuati fino alla fine  dell'anno  2000,  le
anticipazioni di tesoreria ricevute da Poste italiane Spa,  ai  sensi
dell'articolo 16 della legge 12 agosto 1974, n. 370, per il pagamento
delle  pensioni  a  carico  dell'INPS  fino  alla  predetta  data  si
intendono concesse direttamente all'INPS  e,  conseguentemente,  sono
apportate le necessarie variazioni nelle scritturazioni del conto del
patrimonio dello Stato. 
 
  748. Ai fini della copertura dei  maggiori  oneri  a  carico  della
gestione per l'erogazione delle pensioni, assegni e  indennita'  agli
invalidi civili, ciechi e sordi di cui all'articolo 130  del  decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, valutati in 534  milioni  di  euro
per l'esercizio 2005 e in 400 milioni di euro per l'anno 2006: 
a) per l'anno 2005, sono utilizzate le  somme  che  risultano,  sulla
   base del bilancio consuntivo dell'INPS per l'anno 2005, trasferite
   alla gestione di cui all'articolo 37 della legge 9 marzo 1989,  n.
   88, e successive modificazioni, in eccedenza rispetto  agli  oneri
   per prestazioni e provvidenze varie, per un ammontare  complessivo
   pari a 534 milioni di euro; 
b) per l'anno 2006, sono utilizzate le seguenti risorse: 
   1) le somme che risultano, sulla base del bilancio consuntivo 
   dell'INPS per l'anno 2005, trasferite alla gestione di cui 
   all'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive 
   modificazioni, in eccedenza rispetto agli oneri per prestazioni e 
   provvidenze varie, per  un  ammontare  complessivo  pari  a  87,48
milioni di euro; 
   2) le risorse trasferite all'INPS ed accantonate presso la 
   medesima gestione, come risultanti dal bilancio consuntivo 
   dell'anno 2005 del medesimo Istituto, per un ammontare complessivo 
   di 312,52  milioni  di  euro,  in  quanto  non  utilizzate  per  i
rispettivi scopi. 
 
  749. All'articolo 23 del decreto legislativo 5  dicembre  2005,  n.
252,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modifiche: 
a) le parole:  "1°  gennaio  2008"  e  "31  dicembre  2007",  ovunque
   ricorrano, con  esclusione  dei  commi  3  e  4,  sono  sostituite
   rispettivamente dalle seguenti: "1° gennaio 2007" e  "31  dicembre
   2006"; 
b) al comma 5: 
   1) nel primo periodo, la parola: "erogate" e' soppressa; 
   2) nel secondo periodo, le parole: "alle prestazioni maturate" 
   sono sostituite dalle seguenti:  "ai  montanti  delle  prestazioni
accumulate"; 
c) al comma 7, nelle lettere b) e c), le  parole:  "alle  prestazioni
   pensionistiche  maturate"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "ai
   montanti delle prestazioni"; 
d) al comma 3, le parole da: "Entro il 31 dicembre" fino a:  "lettera
   b), n. 1):" sono sostituite dalle seguenti:  "Per  ricevere  nuove
   adesioni,  anche  con   riferimento   al   finanziamento   tramite
   conferimento del TFR:"; 
e) al comma 3, lettera b), n. 1), dopo le parole: "alla costituzione"
sono inserite le seguenti: ", entro il 31 marzo 2007,"; 
f) il comma 3-bis e' sostituito dal seguente: "3-bis.  Per  le  forme
   pensionistiche complementari di cui agli  articoli  12  e  13,  le
   disposizioni  previste  agli  articoli  4  e  5  in   materia   di
   responsabile  della  forma  pensionistica  e   dell'organismo   di
   sorveglianza si applicano a decorrere dal 1° luglio 2007."; 
 
g) il comma 4 e' sostituito dal seguente:  "4.  A  decorrere  dal  l°
gennaio  2007,  le  forme  pensionistiche  complementari  che   hanno
provveduto agli adeguamenti di cui alle lettere a) e b), n.  2),  del
comma 3, dandone  comunicazione  alla  COVIP  secondo  le  istruzioni
impartite dalla stessa, possono ricevere  nuove  adesioni  anche  con
riferimento  al   finanziamento   tramite   conferimento   del   TFR.
Relativamente a tali adesioni, le forme pensionistiche  complementari
che entro il 30 giugno 2007 abbiano ricevuto da  parte  della  COVIP,
anche tramite procedura di silenzio-assenso  ai  sensi  dell'articolo
19, comma 2, lettera b), l'autorizzazione o l'approvazione in  ordine
ai predetti adeguamenti ed abbiano altresi' provveduto, per quanto di
competenza, agli ulteriori adeguamenti di cui al comma 3, lettera b),
n. l), ricevono, a decorrere dal 1° luglio 2007,  il  versamento  del
TFR e dei contributi eventualmente previsti, anche con riferimento al
periodo compreso tra il l° gennaio 2007 e  il  30  giugno  2007.  Con
riguardo ai lavoratori di cui all'articolo 8, comma 7, lettera c), n.
1), il predetto differimento si applica relativamente  al  versamento
del residuo TFR. Qualora la  forma  pensionistica  complementare  non
abbia ricevuto entro il 30 giugno 2007 la predetta  autorizzazione  o
approvazione,  all'aderente   e'   consentito   trasferire   l'intera
posizione  individuale  maturata   ad   altra   forma   pensionistica
complementare, anche in mancanza del periodo minimo di partecipazione
di due anni di cui all'articolo 14, comma 6". 
 
  750. Per le disposizioni di cui al comma 749 sono  fatte  salve  le
competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome
di Trento e di Bolzano, previste dai relativi statuti, dalle norme di
attuazione e dal titolo V della parte II della Costituzione. 
 
  751. All'articolo 1, comma 3, lettera c), del decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 252, le parole:  "Commissione  di  vigilanza  sulle
forme pensionistiche complementari" sono sostituite  dalle  seguenti:
"Commissione di vigilanza sui fondi pensione". 
 
  752. Restano validi gli atti ed i  provvedimenti  adottati  e  sono
fatti salvi gli effetti prodottisi  ed  i  rapporti  giuridici  sorti
sulla base del decreto-legge 13 novembre 2006, n. 279. 
 
  753. All'articolo 23 del decreto legislativo 5  dicembre  2005,  n.
252, e. successive modificazioni, dopo il comma  4,  e'  inserito  il
seguente: 
"4-bis. Le forme pensionistiche complementari istituite alla data  di
entrata in vigore della  legge  23  ottobre  1992,  n.  421,  possono
ricevere  nuove  adesioni  anche  con  riferimento  al  finanziamento
tramite conferimento del TFR a far data dal  1°  gennaio  2007.  Tali
forme, ai  fini  del  conferimento  del  TFR,  devono  adeguarsi,  in
conformita' delle disposizioni emanate  in  attuazione  dell'articolo
20, comma 2, del presente decreto legislativo,  entro  il  31  maggio
2007". 
 
  754. Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
sono disciplinate le modalita' di regolazione  di  debito  e  credito
delle  imprese  nei  confronti  dell'INPS,   relativi   agli   sgravi
contributivi di cui ai  decreti  del  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale 5 agosto  1994  e  24  dicembre  1997,  pubblicati
rispettivamente nella Gazzetta Ufficiale n. 184 del 20 agosto 1994  e
n. 57 del 10 marzo 1998. Nelle more dell'emanazione del decreto  sono
sospese  le  procedure  esecutive  e  le  imprese  stesse  non   sono
considerate morose ai  fini  del  rilascio  del  documento  unico  di
regolarita' contributiva (DURC). 
 
  755. Con effetto dal 1° gennaio 2007, e' istituito  il  "Fondo  per
l'erogazione  ai  lavoratori  dipendenti  del  settore  privato   dei
trattamenti di fine rapporto di  cui  all'articolo  2120  del  codice
civile", le cui modalita' di finanziamento  rispondono  al  principio
della ripartizione, ed e' gestito, per conto dello  Stato,  dall'INPS
su un apposito conto corrente aperto presso la tesoreria dello Stato. 
Il predetto Fondo garantisce ai  lavoratori  dipendenti  del  settore
privato  l'erogazione  dei  trattamenti  di  fine  rapporto  di   cui
all'articolo 2120 del codice civile, per la quota  corrispondente  ai
versamenti di cui al comma 756, secondo quanto  previsto  dal  codice
civile medesimo. 
 
  756. Con effetto sui periodi di  paga  decorrenti  dal  1°  gennaio
2007, al fine del finanziamento del Fondo di cui  al  comma  755,  al
medesimo Fondo  affluisce  un  contributo  pari  alla  quota  di  cui
all'articolo 2120 del codice civile, al netto del contributo  di  cui
all'articolo 3, ultimo comma, della legge 29  maggio  1982,  n.  297,
maturata a decorrere dalla predetta data e non destinata  alle  forme
pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252. Il  predetto  contributo  e'  versato  mensilmente  dai
datori di lavoro al Fondo di cui al comma 755, secondo  le  modalita'
stabilite con il decreto di cui al comma  757.  Non  sono  tenuti  al
versamento del predetto contributo i datori  di  lavoro  che  abbiano
alle proprie dipendenze meno  di  50  addetti.  La  liquidazione  del
trattamento di  fine  rapporto  e  delle  relative  anticipazioni  al
lavoratore  viene  effettuata,  sulla  base  di   un'unica   domanda,
presentata dal lavoratore al proprio datore  di  lavoro,  secondo  le
modalita' stabilite con il decreto di cui al comma 757, dal Fondo  di
cui  al  comma  755,  limitatamente  alla  quota  corrispondente   ai
versamenti  effettuati  al  Fondo  medesimo,  mentre  per  la   parte
rimanente resta a carico del datore di lavoro. Al contributo  di  cui
al  presente  comma  si  applicano  le  disposizioni  in  materia  di
accertamento e riscossione dei contributi previdenziali  obbligatori,
con esclusione di qualsiasi forma di agevolazione contributiva. 
 
  757. Le modalita' di attuazione delle disposizioni dei commi 755  e
756 sono stabilite con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, da emanare entro un mese dalla data  di  entrata  in  vigore
della presente legge. 
 
  758. Le risorse del Fondo di cui  al  comma  755,  al  netto  delle
prestazioni erogate, della valutazione dei maggiori  oneri  derivanti
dall'esonero dal versamento del contributo di  cui  all'articolo  10,
comma 2, del decreto  legislativo  5  dicembre  2005,  n.  252,  come
modificato dal comma 764, e degli  oneri  conseguenti  alle  maggiori
adesioni   alle   forme   pensionistiche   complementari    derivanti
dall'applicazione    della     presente     disposizione,     nonche'
dall'applicazione  delle  disposizioni  di  cui  all'articolo  8  del
decreto-legge  30   settembre   2005,   n.   203,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,  come  da  ultimo
sostituito dal comma 766, nonche' degli oneri di cui  al  comma  765,
sono destinate, nei limiti degli importi di cui all'elenco 1  annesso
alla presente legge, al finanziamento dei relativi interventi,  e  in
ogni caso nei limiti delle risorse accertate con il  procedimento  di
cui al comma 759. Al fine di garantire la tempestiva attivazione  del
finanziamento in corso d'anno degli interventi previsti nel  predetto
elenco 1, e' consentito, per l'anno 2007,  l'utilizzo  di  una  parte
delle quote accantonate per ciascun intervento, nel limite di importi
corrispondenti a effetti  in  termini  di  indebitamento  netto  pari
all'ottanta per cento di quelli determinati nel  medesimo  elenco  1.
Per gli anni 2008 e 2009 e' consentito l'utilizzo di una parte  delle
quote accantonate per  ciascun  intervento,  nel  limite  di  importi
corrispondenti a effetti in termini di indebitamento  netto  pari  al
settanta per cento di quelli determinati nel medesimo elenco 1. 
 
  759. Con il procedimento di  cui  all'articolo  14  della  legge  7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni,  sono  accertate  le
risorse del Fondo di cui al comma 755, al netto delle  prestazioni  e
degli oneri di cui al comma 758. 
 
  760. Entro il 30 settembre di ogni anno, il Ministro del  lavoro  e
della previdenza sociale di concerto con il Ministro dell'economia  e
delle finanze, presenta al Parlamento una relazione contenente i dati
relativi alla costituzione e ai rendimenti delle forme pensionistiche
complementari  di  cui  all'articolo  3  del  decreto  legislativo  5
dicembre 2005, n. 252, quantificando altresi' le adesioni alle  forme
pensionistiche complementari derivanti  dall'applicazione  dei  commi
749 e seguenti del presente articolo,  specificando  dettagliatamente
la consistenza finanziaria e le modalita' di utilizzo  del  Fondo  di
cui al  comma  755.  Nella  prima  relazione  il  Ministro  riferisce
altresi'  sulle  condizioni  tecnico-finanziarie  necessarie  per  la
costituzione di una eventuale apposita gestione INPS, alimentata  con
il  TFR,  dei  trattamenti  aggiuntivi  a   quelli   della   pensione
obbligatoria definendo un apposito Fondo di riserva. 
 
  761. Lo schema di ripartizione delle risorse del Fondo  di  cui  al
comma 755 e la relativa assegnazione ai  singoli  interventi  di  cui
all'elenco 1 annesso alla presente legge e' altresi'  trasmesso  alle
Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni
parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere
finanziario, che sono resi entro trenta giorni. 
 
  762. Gli stanziamenti relativi agli interventi di cui al comma 758,
nei limiti degli importi di cui all'elenco 1  annesso  alla  presente
legge, sono accantonati e possono essere  utilizzati  secondo  quanto
previsto dai commi 758 e 759, con appositi decreti del Presidente del
Consiglio dei ministri, su  proposta  del  Ministro  dell'economia  e
delle  finanze,  subordinatamente  alla  decisione  delle   autorita'
statistiche comunitarie in merito al trattamento contabile del  Fondo
di cui al comma 755 e alla conseguente compatibilita'  degli  effetti
complessivi del comma 758 con gli impegni comunitari assunti in  sede
di valutazione del programma di stabilita' dell'Italia. 
 
  763. All'articolo 3, comma 12, della legge 8 agosto 1995,  n.  335,
il primo e il secondo periodo  sono  sostituiti  dai  seguenti:  "Nel
rispetto dei principi di autonomia affermati dal decreto  legislativo
30 giugno 1994, n. 509, e dal decreto legislativo 10  febbraio  1996,
n. 103, e  con  esclusione  delle  forme  di  previdenza  sostitutive
dell'assicurazione generale obbligatoria, allo  scopo  di  assicurare
l'equilibrio  di  bilancio   in   attuazione   di   quanto   previsto
dall'articolo 2, comma 2, del suddetto decreto legislativo n. 509 del
1994, la stabilita' delle gestioni previdenziali di cui  ai  predetti
decreti legislativi  e'  da  ricondursi  ad  un  arco  temporale  non
inferiore ai trenta anni. Il bilancio  tecnico  di  cui  al  predetto
articolo 2, comma 2,  e'  redatto  secondo  criteri  determinati  con
decreto del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentite  le
associazioni  e  le  fondazioni   interessate,   sulla   base   delle
indicazioni elaborate dal Consiglio nazionale degli  attuari  nonche'
dal Nucleo di valutazione della spesa previdenziale.  In  esito  alle
risultanze e in attuazione di quanto disposto dal  suddetto  articolo
2, comma 2,  sono  adottati  dagli  enti  medesimi,  i  provvedimenti
necessari per la salvaguardia dell'equilibrio  finanziario  di  lungo
termine, avendo presente il principio del pro rata in relazione  alle
anzianita' gia' maturate rispetto alla introduzione  delle  modifiche
derivanti dai provvedimenti suddetti  e  comunque  tenuto  conto  dei
criteri di gradualita' e  di  equita'  fra  generazioni.  Qualora  le
esigenze di riequilibrio non vengano affrontate,  dopo  aver  sentito
l'ente interessato e la valutazione del Nucleo di  valutazione  della
spesa  previdenziale,  possono  essere  adottate  le  misure  di  cui
all'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 30 giugno  1994,  n.
509". Sono fatti  salvi  gli  atti  e  le  deliberazioni  in  materia
previdenziale adottati  dagli  enti  di  cui  al  presente  comma  ed
approvati dai Ministeri vigilanti prima  della  data  di  entrata  in
vigore della presente legge. 
 
  764. All'articolo 10 del decreto legislativo 5  dicembre  2005,  n.
252, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) i commi da 1 a 3 sono sostituiti dai seguenti: 
   "1. Dal reddito d'impresa e' deducibile un importo pari al 4 per 
   cento dell'ammontare del TFR annualmente destinato a forme 
   pensionistiche complementari e al Fondo per l'erogazione ai 
   lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine 
   rapporto di cui all'articolo 2120 del codice civile; per le 
   imprese con meno di 50 addetti tale importo e' elevato  al  6  per
cento. 
   2. Il datore di lavoro e' esonerato dal versamento del contributo 
   al Fondo di garanzia previsto dall'articolo 2 della legge 29 
   maggio 1982, n. 297, e successive modificazioni, nella stessa 
   percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche 
   complementari e al Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti 
   del settore privato  dei  trattamenti  di  fine  rapporto  di  cui
all'articolo 2120 del codice civile. 
   3. Un'ulteriore compensazione dei costi per le imprese, 
   conseguenti al conferimento del TFR alle forme pensionistiche 
   complementari e al Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti 
   del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui 
   all'articolo 2120 del codice civile, e' assicurata anche mediante 
   una riduzione del costo del lavoro, attraverso una riduzione degli 
   oneri impropri, correlata al flusso di TFR maturando conferito, 
   nei limiti e secondo quanto stabilito dall'articolo 8 del 
   decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con 
   modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,  e  successive
modificazioni"; 
b) il comma 4 e' abrogato; 
c) al comma 5, le parole:  "al  presente  articolo"  sono  sostituite
dalle seguenti: "al comma 1". 
 
  765. Ai fini della realizzazione di  campagne  informative  a  cura
della Presidenza del Consiglio dei ministri, d'intesa con il Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, volte  a  promuovere  adesioni
consapevoli alle forme pensionistiche complementari nonche' per  fare
fronte agli oneri derivanti dall'attuazione delle connesse  procedure
di espressione delle volonta' dei lavoratori di  cui  all'articolo  8
del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e' autorizzata,  per
l'anno 2007, la spesa di 17 milioni di euro. Alla ripartizione  delle
predette somme si provvede con decreto del Presidente  del  Consiglio
dei ministri,  di  concerto  con  il  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale e con il Ministro dell'economia e  delle  finanze.
Con decreto del Ministro del lavoro e della  previdenza  sociale,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentita  la
Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP), da emanare entro
un mese dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,  sono
definite le modalita' di attuazione di quanto previsto  dal  predetto
articolo 8 del decreto legislativo n. 252 del 2005,  con  particolare
riferimento  alle  procedure  di  espressione  della   volonta'   del
lavoratore circa la destinazione del  trattamento  di  fine  rapporto
maturando, e dall'articolo 9 del medesimo decreto legislativo n.  252
del 2005. 
 
  766. Al decreto-legge 30 settembre 2005, n.  203,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre  2005,  n.  248,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) l'articolo 8 e' sostituito dal seguente: "Art. 8. - (Compensazioni
   alle imprese  che  conferiscono  il  TFR  a  forme  pensionistiche
   complementari e al Fondo  per  l'erogazione  del  TFR).  -  1.  In
   relazione ai maggiori oneri finanziari  sostenuti  dai  datori  di
   lavoro per il versamento di quote di trattamento di fine  rapporto
   (TFR) alle forme pensionistiche complementari ovvero al "Fondo per
   l'erogazione ai lavoratori  dipendenti  del  settore  privato  dei
   trattamenti di fine rapporto di cui all'articolo 2120  del  codice
   civile" istituito presso la tesoreria dello Stato, a decorrere dal
   1°  gennaio  2008,  e'  riconosciuto,  in  funzione  compensativa,
   l'esonero dal versamento dei contributi  sociali  da  parte  degli
   stessi datori di lavoro dovuti alla gestione di  cui  all'articolo
   24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, per ciascun lavoratore,  nella
   misura dei punti percentuali  indicati  nell'allegata  tabella  A,
   applicati nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle
   forme pensionistiche complementari e al predetto Fondo  presso  la
   tesoreria dello Stato. L'esonero contributivo di cui  al  presente
   comma si applica  prioritariamente  considerando,  nell'ordine,  i
   contributi dovuti per assegni  familiari,  per  maternita'  e  per
   disoccupazione e in ogni caso escludendo il contributo al Fondo di
   garanzia di cui all'articolo 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297,
   nonche' il contributo di cui all'articolo 25, quarto comma,  della
   legge 21 dicembre 1978,  n.  845.  Qualora  l'esonero  di  cui  al
   presente comma non trovi capienza, con riferimento  ai  contributi
   effettivamente  dovuti  dal  datore  di  lavoro,  per  il  singolo
   lavoratore, alla gestione di cui al citato articolo 24 della legge
   9 marzo 1989, n. 88,  l'importo  differenziale  e'  trattenuto,  a
   titolo   di   esonero   contributivo,   dal   datore   di   lavoro
   sull'ammontare  complessivo   dei   contributi   dovuti   all'INPS
   medesimo. L'onere derivante dal presente comma e' valutato in  414
   milioni di euro per l'anno  2008  e  in  460  milioni  di  euro  a
   decorrere dall'anno 2009"; 
b) alla tabella A, le parole: "prevista  dall'articolo  8,  comma  2"
   sono sostituite dalle seguenti: "prevista dall'articolo  8,  comma
   1". 
 
  767. Le risorse di cui all'articolo 74, comma  1,  della  legge  23
dicembre 2000,  n.  388,  limitatamente  allo  stanziamento  relativo
all'anno  2007  possono  essere  utilizzate   anche   ai   fini   del
finanziamento  delle  spese  di  avvio  dei   Fondi   di   previdenza
complementare dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. 
 
  768. Con effetto dal l° gennaio 2007, le aliquote contributive  per
il  finanziamento  delle  gestioni  pensionistiche   dei   lavoratori
artigiani e commercianti iscritti alle  gestioni  autonome  dell'INPS
sono stabilite in misura pari al 19,5 per cento. A decorrere  dal  l°
gennaio 2008, le predette aliquote sono elevate al 20 per cento. 
 
  769. Con effetto dal 1° gennaio 2007,  l'aliquota  contributiva  di
finanziamento   per   gli   iscritti    all'assicurazione    generale
obbligatoria ed alle forme sostitutive ed esclusive  della  medesima,
e' elevata dello 0,3 per cento, per la quota a carico del lavoratore. 
In conseguenza  del  predetto  incremento,  le  aliquote  di  cui  al
presente comma non possono comunque superare, nella somma delle quote
dovute dal lavoratore e dal datore di lavoro, il 33 per cento. 
 
  770. Con effetto  dal  1°  gennaio  2007,  l'aliquota  contributiva
pensionistica  per  gli  iscritti  alla  gestione  separata  di   cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che  non
risultino assicurati presso altre forme obbligatorie, e  la  relativa
aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche
sono stabilite in misura pari al 23  per  cento.  Con  effetto  dalla
medesima  data  per  i  rimanenti  iscritti  alla  predetta  gestione
l'aliquota  contributiva  pensionistica  e   la   relativa   aliquota
contributiva per il computo  delle  prestazioni  pensionistiche  sono
stabilite in misura pari al 16 per cento. 
 
  771. All'articolo 58 della legge  17  maggio  1999,  n.  144,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
a) al comma 2: 
   1) la parola "dodici" e' sostituita dalla seguente: "tredici"; 
   2) le parole: "cinque designati dalle associazioni sindacali 
   rappresentative degli iscritti al Fondo medesimo" sono  sostituite
dalle seguenti: "sei eletti dagli iscritti al Fondo"; 
b) il comma 3 e' sostituito  dal  seguente:  "3.  Il  presidente  del
   comitato amministratore e' eletto tra i  componenti  eletti  dagli
   iscritti al Fondo". 
 
  772. L'incremento contributivo di cui al comma 770 non puo' in ogni
caso determinare una  riduzione  del  compenso  netto  percepito  dal
lavoratore superiore ad un terzo dell'aumento  dell'aliquota.  A  tal
fine,  si  assume  a  riferimento  il  compenso  netto  mensile  gia'
riconosciuto alla data di entrata in vigore della presente legge,  in
caso di rapporti in essere alla medesima  data,  ovvero  il  compenso
netto mensile riconosciuto sulla base dell'ultimo contratto stipulato
dal lavoratore con il medesimo committente. In ogni caso, i  compensi
corrisposti ai lavoratori a progetto devono essere proporzionati alla
quantita' e qualita' del lavoro eseguito e devono  tenere  conto  dei
compensi  normalmente  corrisposti   per   prestazioni   di   analoga
professionalita', anche sulla base dei contratti collettivi nazionali
di riferimento. 
 
  773. Con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere  dal
1° gennaio 2007 la contribuzione dovuta dai datori di lavoro per  gli
apprendisti   artigiani   e   non   artigiani   e'   complessivamente
rideterminata nel 10 per cento della retribuzione imponibile ai  fini
previdenziali. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
da emanare entro due mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, e' stabilita la ripartizione del predetto  contributo
tra le gestioni previdenziali interessate. Le disposizioni di cui  al
presente comma si  applicano  anche  con  riferimento  agli  obblighi
contributivi previsti dalla legislazione vigente  in  misura  pari  a
quella degli apprendisti. Con riferimento ai periodi contributivi  di
cui al presente  comma  viene  meno  per  le  regioni  l'obbligo  del
pagamento delle somme occorrenti per le assicurazioni in favore degli
apprendisti artigiani di cui all'articolo 16 della legge 21  dicembre
1978, n. 845. Per i datori di lavoro che occupano alle dipendenze  un
numero di addetti pari o inferiore a  nove  la  predetta  complessiva
aliquota del 10 per cento a carico dei medesimi datori di  lavoro  e'
ridotta in ragione dell'anno di vigenza del contratto e limitatamente
ai soli contratti di apprendistato di 8,5  punti  percentuali  per  i
periodi contributivi maturati nel primo anno  di  contratto  e  di  7
punti percentuali per i periodi  contributivi  maturati  nel  secondo
anno di contratto, restando fermo il livello di aliquota del  10  per
cento per i periodi contributivi maturati  negli  anni  di  contratto
successivi al secondo. A decorrere dal l° gennaio 2007 ai  lavoratori
assunti con contratto di apprendistato ai sensi del capo I del titolo
VI del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.  276,  e  successive
modificazioni, sono estese le disposizioni in materia  di  indennita'
giomaliera di malattia secondo la disciplina generale prevista per  i
lavoratori subordinati e la relativa contribuzione e'  stabilita  con
il decreto di cui al secondo periodo del presente comma. 
 
  774. L'estensione della disciplina del trattamento pensionistico  a
favore dei superstiti di assicurato e pensionato vigente  nell'ambito
del regime dell'assicurazione generale obbligatoria a tutte le  forme
esclusive e sostitutive di detto  regime  prevista  dall'articolo  1,
comma 41, della legge 8 agosto 1995, n. 335, si interpreta nel  senso
che per le pensioni di reversibilita' sorte a decorrere  dall'entrata
in vigore della legge 8 agosto 1995, n. 335, indipendentemente  dalla
data di decorrenza della pensione diretta,  l'indennita'  integrativa
speciale gia' in godimento da parte del dante causa, parte integrante
del complessivo trattamento pensionistico  percepito,  e'  attribuita
nella   misura   percentuale   prevista   per   il   trattamento   di
reversibilita'. 
 
  775. Sono fatti salvi i trattamenti pensionistici  piu'  favorevoli
in godimento alla data di entrata in  vigore  della  presente  legge,
gia' definiti in sede di contenzioso, con riassorbimento  sui  futuri
miglioramenti pensionistici. 
 
  776. E abrogato l'articolo 15, comma 5,  della  legge  23  dicembre
1994, n. 724. 
 
  777. L'articolo 5, secondo comma, del decreto del Presidente  della
Repubblica 27 aprile 1968, n. 488,  e  successive  modificazioni,  si
interpreta  nel  senso  che,  in   caso   di   trasferimento   presso
l'assicurazione generale obbligatoria italiana dei contributi versati
ad enti previdenziali di Paesi esteri in conseguenza  di  convenzioni
ed accordi  internazionali  di  sicurezza  sociale,  la  retribuzione
pensionabile relativa ai periodi di lavoro svolto nei Paesi esteri e'
determinata moltiplicando l'importo  dei  contributi  trasferiti  per
cento e  dividendo  il  risultato  per  l'aliquota  contributiva  per
invalidita', vecchiaia e superstiti  in  vigore  nel  periodo  cui  i
contributi  si  riferiscono.   Sono   fatti   salvi   i   trattamenti
pensionistici piu' favorevoli gia' liquidati alla data di entrata  in
vigore della presente legge. 
 
  778. Con effetto dall'anno 2006,  a  decorrere  dal  1°  luglio  di
ciascun  anno,  alle   prestazioni   economiche   erogate   a   norma
dell'articolo 14-viciesquater del decreto-legge 30  giugno  2005,  n.
115, convertito, con modificazioni, dalla legge 17  agosto  2005,  n.
168, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 11 del  decreto
legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, e successive  modificazioni.  E'
abrogato il comma 2 dell'articolo 14-viciesquater  del  decreto-legge
30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
agosto 2005, n. 168. 
 
  779. Con riferimento alla gestione di cui all'articolo 1, comma  1,
lettera b), del decreto legislativo 23 febbraio  2000,  n.  38,  sono
ridotti con decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
su delibera del consiglio di amministrazione dell'INAIL, i premi  per
l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie
professionali, nel limite  complessivo  di  un  importo  pari  a  100
milioni di euro per l'anno 2007. 
 
  780. Con effetto dal 1° gennaio 2008, con decreto del Ministro  del
lavoro e della  previdenza  sociale,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  su  delibera  del   consiglio   di
amministrazione  dell'INAIL,  e'  stabilita  con   riferimento   alla
gestione di cui all'articolo 1, comma  1,  lettera  b),  del  decreto
legislativo 23 febbraio 2000, n.  38,  la  riduzione  dei  premi  per
l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie
professionali, nel limite complessivo di un importo pari alle risorse
originate  da  un  tasso  di  incremento  del  gettito   contributivo
complessivo relativo alla gestione unitaria  dell'ente  accertato  in
sede di bilancio consuntivo per l'anno 2007  superiore  al  tasso  di
variazione nominale  del  prodotto  interno  lordo  indicato  per  il
medesimo anno nella Relazione previsionale e programmatica per l'anno
2007 e, comunque, per un importo non superiore a 300 milioni di euro. 
 
  781. La riduzione dei premi di cui al comma 780 e' prioritariamente
riconosciuta alle imprese in regola con tutti gli  obblighi  previsti
dal decreto legislativo 19  settembre  1994,  n.  626,  e  successive
modificazioni, e dalle specifiche normative di settore, le quali: 
a) abbiano   adottato   piani   pluriennali   di   prevenzione    per
   l'eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle
   condizioni  di  sicurezza  e  di  igiene  nei  luoghi  di  lavoro,
   concordati da associazioni  dei  datori  e  prestatori  di  lavoro
   comparativamente  piu'  rappresentative  sul  piano  nazionale   e
   territoriale, anche all'interno di enti  bilaterali,  e  trasmessi
   agli Ispettorati del lavoro; 
b) non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla  data
della richiesta di ammissione al beneficio. 
 
  782. Dopo l'articolo 13 del decreto legislativo 23  febbraio  2000,
n. 38, e' inserito il seguente: 
"Art. 13-bis. - (Disposizioni in tema di menomazione  dell'integrita'
psicofisica) - 1. All'articolo 178 del testo unico di cui al  decreto
del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124,  al  secondo
comma, sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti  parole:  "e,  per  gli
infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le  malattie  professionali
denunciate  a  decorrere  dal  1°  gennaio  2007,  abbiano  subito  o
subiscano una menomazione dell'integrita' psicofisica di grado pari o
superiore al 60 per cento". 
2. All'articolo 150, primo comma, del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124,  dopo  le  parole:  "purche'  non
superiore all'ottanta per cento" sono inserite le seguenti:  "e,  per
le  malattie  denunciate  a  decorrere  dal  1°  gennaio  2007,   con
menomazione dell'integrita' psicofisica di qualunque  grado,  purche'
non superiore al 60 per cento". 
3. All'articolo 220 del decreto del Presidente  della  Repubblica  30
giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: "di grado non inferiore  al  50
per cento" sono inserite le  seguenti:  "e,  per  gli  infortuni  sul
lavoro verificatisi nonche' le malattie  professionali  denunciate  a
decorrere dal 1° gennaio 2007, ai titolari di rendita per menomazione
dell'integrita' psicofisica di grado non inferiore al 35 per cento". 
4. All'articolo 76, primo comma, del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 giugno 1965, n.  1124,  dopo  le  parole:  "invalidita'
permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella  tabella
allegato n. 3" sono inserite le seguenti: "e, per gli  infortuni  sul
lavoro verificatisi nonche' le malattie  professionali  denunciate  a
decorrere dal 1° gennaio 2007, nei casi di invalidita' conseguente  a
menomazioni elencate nella predetta tabella". 
5. All'articolo 218, primo comma, del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 giugno 1965, n.  1124,  dopo  le  parole:  "invalidita'
permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella  tabella
allegato n. 3" sono inserite le seguenti: "e, per gli  infortuni  sul
lavoro verificatisi nonche' le malattie  professionali  denunciate  a
decorrere dal 1° gennaio 2007, nei casi di invalidita' conseguente  a
menomazioni elencate nella predetta tabella". 
6. All'articolo 11 della legge 10 maggio 1982, n. 251, e' aggiunto il
seguente comma: "Ferme restando tutte le altre  condizioni,  per  gli
infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le  malattie  professionali
denunciate a decorrere dal  1°  gennaio  2007,  lo  speciale  assegno
continuativo mensile di cui al primo comma spetta nel caso di  morte,
avvenuta per cause non dipendenti dall'infortunio  o  dalla  malattia
professionale,   del   titolare   di    rendita    per    menomazione
dell'integrita' psicofisica di grado non inferiore al 48 per cento". 
7. All'articolo 10, terzo comma, della legge 5 maggio 1976,  n.  248,
al numero 1) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e, per  gli
infortuni sul lavoro verificatisi nonche' le  malattie  professionali
denunciate  a  decorrere  dal  1°   gennaio   2007,   dell'integrita'
psicofisica di grado superiore al 20 per cento"". 
 
  783. All'articolo 16 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, al comma
6, primo periodo, dopo le parole: "sulla domanda"  sono  inserite  le
seguenti: ", laddove quest'ultima risulti completa di tutti gli atti,
documenti ed altri elementi necessari per l'avvio  del  procedimento,
salvi  i  documenti  attestanti  atti,  fatti,   qualita'   e   stati
soggettivi,  gia'  in   possesso   della   pubblica   amministrazione
procedente o di altre pubbliche amministrazioni acquisibili d'ufficio
ai sensi e per gli effetti dell'articolo 18, comma 2, della  legge  7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Nel caso in  cui  la
domanda risulti incompleta,  gli  interessi  legali  ed  altri  oneri
accessori decorrono dalla data  del  suo  perfezionamento.  Gli  enti
indicano preventivamente attraverso idonei strumenti  di  pubblicita'
l'elenco completo della documentazione necessaria al fine  dell'esame
della domanda". 
 
  784. A decorrere dal 1° gennaio 2007, gli interessi legali  di  cui
all'articolo 16, comma 6, della legge 30 dicembre 1991, n. 412,  come
modificato dal comma 783, sulle  prestazioni  di  disoccupazione  con
requisiti normali e con requisiti ridotti in  agricoltura,  decorrono
dal termine per la pubblicazione  degli  elenchi  nominativi  annuali
degli operai agricoli di cui all'articolo 9-quinquies, comma  3,  del
decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni. 
 
  785. Il comma 4 dell'articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio 2006,
n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  marzo  2006,  n.
81, si interpreta nel senso che per i soggetti di cui all'articolo  8
della legge 12 marzo 1968, n. 334, e per gli iscritti  alla  gestione
dei coltivatori diretti,  coloni  e  mezzadri  continuano  a  trovare
applicazione le disposizioni recate dall'articolo 28 del decreto  del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, e dall'articolo 7
della legge 2 agosto 1990, n. 233. 
 
  786. Al comma 5 dell'articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio 2006,
n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  marzo  2006,  n.
81, le parole: "e assimilati" sono soppresse. 
 
  787. Per la categoria dei lavoratori soci di cooperative sociali di
cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 8 novembre 1991,
n. 381, e di  cooperative  che  esplicano  l'attivita'  nell'area  di
servizi socio-assistenziali, sanitari e socio educativi,  nonche'  di
altre cooperative, operanti in settori e ambiti  territoriali  per  i
quali sono stati adottati, ai sensi dell'articolo 35 del testo  unico
delle norme concernenti gli assegni familiari, di cui al decreto  del
Presidente  della  Repubblica  30  maggio  1955,  n.   797,   decreti
ministeriali ai fini del versamento dei contributi di  previdenza  ed
assistenza sociale, la retribuzione  giornaliera  imponibile  fissata
dai  suddetti  decreti,  ai  fini  dei  contributi  previdenziali  ed
assistenziali  e'   aumentata   secondo   le   seguenti   decorrenze,
percentuali e modalita' di calcolo: del 30 per cento per l'anno 2007; 
del 60 per cento per l'anno 2008; del 100 per cento per l'anno  2009.
Il calcolo e' effettuato sulla differenza retributiva  esistente  tra
la  predetta  retribuzione  imponibile  e  il  corrispondente  minimo
contrattuale  giornaliero,  di  cui  all'articolo  1,  comma  1,  del
decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389. Le contribuzioni  versate  sulle
retribuzioni superiori a quelle convenzionali restano acquisite  alle
gestioni previdenziali. E fatta salva, nei periodi indicati al  primo
periodo, la  facolta'  di  versamento  dei  contributi  dovuti  sulle
retribuzioni  effettivamente  corrisposte,  purche'   non   inferiori
all'imponibile convenzionale come sopra determinato. La contribuzione
di cui al terzo e quarto periodo ha  efficacia  in  proporzione  alla
misura del versamento effettuato. 
 
  788. A decorrere dal 1° gennaio 2007, ai lavoratori  a  progetto  e
categorie  assimilate  iscritti  alla  gestione   separata   di   cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8  agosto  1995,  n.  335,  non
titolari di pensione e non  iscritti  ad  altre  forme  previdenziali
obbligatorie, e' corrisposta un'indennita' giornaliera di malattia  a
carico dell'INPS entro il limite massimo di giorni pari  a  un  sesto
della durata complessiva  del  rapporto  di  lavoro  e  comunque  non
inferiore a venti giorni nell'arco dell'anno solare,  con  esclusione
degli eventi morbosi di durata inferiore a  quattro  giorni.  Per  la
predetta  prestazione  si  applicano  i  requisiti   contributivi   e
reddituali previsti per la corresponsione dell'indennita' di  degenza
ospedaliera a favore dei lavoratori iscritti alla gestione  separata.
La misura  della  predetta  prestazione  e'  pari  al  50  per  cento
dell'importo  corrisposto  a  titolo  di   indennita'   per   degenza
ospedaliera previsto dalla normativa vigente per  tale  categoria  di
lavoratori. Resta fermo, in caso di degenza  ospedaliera,  il  limite
massimo indennizzabile  di  centottanta  giorni  nell'arco  dell'anno
solare.  Per  la  certificazione  e  l'attestazione  dello  stato  di
malattia che dia diritto alla predetta  indennita'  si  applicano  le
disposizioni di cui all'articolo  2  del  decreto-legge  30  dicembre
1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29  febbraio
1980, n. 33, e successive modificazioni.  Ai  lavoratori  di  cui  al
presente comma si applicano  le  disposizioni  in  materia  di  fasce
orarie di reperibilita' e di controllo dello stato di malattia di cui
all'articolo 5, comma 14, del decreto-legge  12  settembre  1983,  n.
463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983,  n.
638, e successive modificazioni. Ai lavoratori  di  cui  al  presente
comma,  che  abbiano  titolo   all'indennita'   di   maternita',   e'
corrisposto per gli eventi di parto verificatisi a decorrere  dal  l°
gennaio  2007  un  trattamento  economico  per   congedo   parentale,
limitatamente ad un periodo di tre mesi entro il primo anno  di  vita
del bambino, la cui misura e' pari al 30 per cento del reddito  preso
a riferimento per la corresponsione dell'indennita' di maternita'. Le
disposizioni di cui al precedente periodo si applicano anche nei casi
di adozione o affidamento per ingressi in famiglia con decorrenza dal
1° gennaio 2007.  Le  prestazioni  di  cui  al  presente  comma  sono
finanziate a valere sul  contributo  previsto  dall'articolo  84  del
testo unico delle disposizioni legislative in  materia  di  tutela  e
sostegno della maternita' e  della  paternita',  di  cui  al  decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151. 
 
  789. La facolta' di riscatto dei periodi di aspettativa per  motivi
di famiglia di cui all'articolo 4, comma 2, della legge 8 marzo 2000,
n. 53, e' estesa anche ai periodi antecedenti al 31 dicembre 1996. 
 
  790. Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro delle politiche per la  famiglia
e con il Ministro dell'economia e delle finanze,  da  adottare  entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono stabilite le modalita' di attuazione della disposizione  di  cui
al comma 789. Con  il  medesimo  decreto  sono  adeguate  le  tabelle
emanate per l'applicazione dell'articolo 13  della  legge  12  agosto
1962, n. 1338. 
 
  791. All'articolo 64, comma 2, del testo unico di  cui  al  decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive  modificazioni,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
a) le parole da: "con  decreto  del  Ministro  del  lavoro"  fino  a:
"provvedimento," sono soppresse; 
b) e' aggiunto, in  fine,  il  seguente  periodo:  "Con  decreto  del
   Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il
   Ministro  dell'economia   e   delle   finanze,   e'   disciplinata
   l'applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 7, 17 e  22
   nei limiti  delle  risorse  rinvenienti  dallo  specifico  gettito
   contributivo, da determinare con il medesimo decreto". 
 
  792. All'articolo 4 della legge 3 agosto  2004,  n.  206,  dopo  il
comma 2 e' inserito il seguente: 
"2-bis. Per i soggetti che abbiano proseguito l'attivita'  lavorativa
ancorche' l'evento dannoso sia avvenuto anteriormente  alla  data  di
entrata in vigore della presente legge, inclusi i casi di revisione o
prima valutazione, purche' l'invalidita' permanente riconosciuta  non
risulti inferiore ad un quarto della  capacita'  lavorativa  o  della
rivalutazione dell'invalidita' con percentuale onnicomprensiva  anche
del danno biologico e morale come indicato all'articolo 6,  comma  1,
al raggiungimento del periodo  massimo  pensionabile,  anche  con  il
concorso degli anni di contribuzione previsti dall'articolo 3,  comma
1, la  misura  del  trattamento  di  quiescenza  e'  pari  all'ultima
retribuzione annua integralmente percepita e maturata,  rideterminata
secondo le previsioni di cui all'articolo 2, comma 1". 
 
  793. Per gli assistenti  domiciliari  all'infanzia,  qualificati  o
accreditati presso la provincia autonoma  di  Bolzano,  i  contributi
previdenziali ed assicurativi sono dovuti secondo le misure  previste
dall'articolo 5  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  31
dicembre 1971, n. 1403, e successive modificazioni, anche nel caso in
cui le prestazioni di lavoro siano rese  presso  il  domicilio  delle
lavoratrici  e  dei  lavoratori  interessati,   sia   che   dipendano
direttamente da persone fisiche o nuclei familiari, sia che dipendano
da imprese individuali o  persone  giuridiche.  L'INPS  determina  le
modalita' ed i termini di versamento. 
 
  794. All'articolo 3 della legge 3 agosto 2004, n. 206, al comma  1,
le  parole:  "inferiore  all'80  per  cento"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "di qualsiasi entita' e grado". 
 
  795. All'articolo 3 della legge 3 agosto 2004, n. 206, al comma  1,
dopo le parole: "dalle stragi di  tale  matrice,"  sono  aggiunte  le
seguenti: "e ai loro familiari, anche  superstiti,  limitatamente  al
coniuge ed ai figli anche maggiorenni, ed in mancanza,  ai  genitori,
siano essi dipendenti pubblici o privati o autonomi, anche  sui  loro
trattamenti diretti". 
 
  796. Per garantire il  rispetto  degli  obblighi  comunitari  e  la
realizzazione degli obiettivi di finanza  pubblica  per  il  triennio
2007-2009, in attuazione del protocollo di intesa tra il Governo,  le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano  per  un  patto
nazionale per la salute sul quale la Conferenza delle regioni e delle
province autonome, nella riunione del 28 settembre 2006, ha  espresso
la propria condivisione: 
a) il finanziamento del Servizio sanitario  nazionale,  cui  concorre
   ordinariamente lo Stato, e' determinato in 96.040 milioni di  euro
   per l'anno 2007, in 99.082 milioni di euro per l'anno  2008  e  in
   102.285 milioni di euro per l'anno 2009, comprensivi  dell'importo
   di 50 milioni di euro, per ciascuno degli anni indicati, a  titolo
   di ulteriore finanziamento a carico  dello  Stato  per  l'ospedale
   "Bambino   Gesu'",   preventivamente   accantonati   ed    erogati
   direttamente allo stesso ospedale  dallo  Stato.  All'articolo  1,
   comma 278, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  le  parole:  "a
   decorrere dall'anno 2006" sono sostituite dalle seguenti: 
   "limitatamente all'anno 2006"; 
b) e' istituito per il triennio 2007-2009, un  Fondo  transitorio  di
   1.000 milioni di euro per l'anno 2007, di 850 milioni di euro  per
   l'anno 2008 e di 700 milioni di  euro  per  l'anno  2009,  la  cui
   ripartizione tra le regioni interessate da  elevati  disavanzi  e'
   disposta con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
   Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza
   permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province
   autonome di Trento e di Bolzano. L'accesso alle risorse del  Fondo
   di cui alla presente lettera e' subordinato alla sottoscrizione di
   apposito accordo ai sensi dell'articolo 1, comma 180, della  legge
   30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni,  comprensivo
   di un piano di rientro dai disavanzi. Il  piano  di  rientro  deve
   contenere sia le misure di riequilibrio del profilo erogativo  dei
   livelli essenziali di assistenza, per renderlo conforme  a  quello
   desumibile dal vigente Piano sanitario  nazionale  e  dal  vigente
   decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri  di  fissazione
   dei medesimi livelli  essenziali  di  assistenza,  sia  le  misure
   necessarie all'azzeramento del disavanzo entro il  2010,  sia  gli
   obblighi e le procedure previsti dall'articolo  8  dell'intesa  23
   marzo 2005 sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti  tra
   lo Stato, le regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
   Bolzano, pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla  Gazzetta
   Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005. Tale  accesso  presuppone  che
   sia scattata formalmente  in  modo  automatico  o  che  sia  stato
   attivato  l'innalzamento  ai  livelli   massimi   dell'addizionale
   regionale  all'imposta  sul  reddito  delle  persone   fisiche   e
   dell'aliquota dell'imposta regionale sulle  attivita'  produttive,
   fatte salve le aliquote ridotte disposte  con  leggi  regionali  a
   favore degli esercenti un'attivita' imprenditoriale,  commerciale,
   artigianale  o  comunque  economica,  ovvero  una  libera  arte  o
   professione, che abbiano denunciato richieste estorsive  e  per  i
   quali ricorrano le condizioni di cui all'articolo 4 della legge 23
   febbraio 1999, n. 44. Qualora nel procedimento di verifica annuale
   del  piano  si  prefiguri  il  mancato  rispetto  di  parte  degli
   obiettivi intermedi di riduzione del disavanzo contenuti nel piano
   di  rientro,  la  regione   interessata   puo'   proporre   misure
   equivalenti che devono essere approvate dai Ministeri della salute
   e  dell'economia  e  delle  finanze.  In  ogni  caso   l'accertato
   verificarsi del mancato raggiungimento degli  obiettivi  intermedi
   comporta che, con riferimento  all'anno  d'imposta  dell'esercizio
   successivo, l'addizionale all'imposta sul  reddito  delle  persone
   fisiche  e  l'aliquota  dell'imposta  regionale  sulle   attivita'
   produttive si applicano oltre i  livelli  massimi  previsti  dalla
   legislazione vigente  fino  all'integrale  copertura  dei  mancati
   obiettivi. La  maggiorazione  ha  carattere  generalizzato  e  non
   settoriale e non e' suscettibile di differenziazioni  per  settori
   di attivita' e per categorie di soggetti passivi.  Qualora  invece
   sia verificato che il rispetto degli obiettivi intermedi e'  stato
   conseguito con risultati ottenuti quantitativamente  migliori,  la
   regione  interessata  puo'  ridurre,  con   riferimento   all'anno
   d'imposta dell'esercizio successivo, l'addizionale all'imposta sul
   reddito delle persone fisiche e l'aliquota dell'imposta  regionale
   sulle attivita' produttive per la quota corrispondente al  miglior
   risultato  ottenuto.  Gli  interventi  individuati  dai  programmi
   operativi di riorganizzazione, qualificazione o potenziamento  del
   servizio  sanitario  regionale,  necessari  per  il  perseguimento
   dell'equilibrio economico, nel rispetto dei livelli essenziali  di
   assistenza, oggetto degli accordi di  cui  all'articolo  1,  comma
   180,  della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,   e   successive
   modificazioni, come integrati dagli accordi di cui all'articolo 1,
   commi 278 e 281, della  legge  23  dicembre  2005,  n.  266,  sono
   vincolanti per la regione  che  ha  sottoscritto  l'accordo  e  le
   determinazioni in esso  previste  possono  comportare  effetti  di
   variazione dei  provvedimenti  normativi  ed  amministrativi  gia'
   adottati dalla  medesima  regione  in  materia  di  programmazione
   sanitaria. Il Ministero della salute, di concerto con il Ministero
   dell'economia   e   delle   finanze,   assicura   l'attivita'   di
   affiancamento delle regioni che hanno  sottoscritto  l'accordo  di
   cui all'articolo 1, comma 180, della legge 30  dicembre  2004,  n.
   311, comprensivo di un Piano di rientro dai disavanzi, sia ai fini
   del monitoraggio dello stesso, sia per i  provvedimenti  regionali
   da sottoporre a preventiva approvazione  da  parte  del  Ministero
   della salute e del Ministero dell'economia e  delle  finanze,  sia
   per i Nuclei da realizzarsi nelle  singole  regioni  con  funzioni
   consultive di supporto tecnico, nell'ambito del Sistema  nazionale
   di  verifica  e  controllo  sull'assistenza   sanitaria   di   cui
   all'articolo 1, comma 288, della legge 23 dicembre 2005,  n.  266;
   (14) 
c) all'articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e
   successive modificazioni, le  parole:  "all'anno  d'imposta  2006"
   sono sostituite dalle seguenti:  "agli  anni  di  imposta  2006  e
   successivi". Il procedimento per l'accertamento  delle  risultanze
   contabili regionali, ai fini dell'avvio delle procedure di cui  al
   citato articolo 1, comma 174, della legge  30  dicembre  2004,  n.
   311, e successive modificazioni, e' svolto dal Tavolo tecnico  per
   la verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12 della  citata
   intesa 23 marzo 2005; 
d)  al  fine  di  consentire  in  via  anticipata  l'erogazione   del
finanziamento a carico dello Stato: 
   1) in deroga a quanto stabilito dall'articolo 13, comma 6, del 
   decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, il Ministero 
   dell'economia e delle finanze, per gli anni 2007, 2008 e 2009, e' 
   autorizzato a concedere alle regioni a statuto ordinario 
   anticipazioni con riferimento alle somme indicate alla lettera a) 
   del presente comma da accreditare sulle contabilita' speciali di 
   cui al comma 6 dell'articolo 66 della legge 23 dicembre 2000, n. 
   388, in essere presso le tesorerie provinciali dello Stato, nella 
   misura pari al 97 per cento delle somme dovute alle regioni a 
   statuto ordinario a titolo di finanziamento della quota indistinta 
   del fabbisogno sanitario, quale risulta dall'intesa espressa, ai 
   sensi delle norme vigenti, dalla Conferenza permanente per i 
   rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento 
   e di Bolzano sulla ripartizione delle disponibilita' finanziarie 
   complessive destinate  al  finanziamento  del  Servizio  sanitario
nazionale per i medesimi anni; 
   2) per gli anni 2007, 2008 e 2009, il Ministero dell'economia e 
   delle finanze e' autorizzato a concedere alla Regione siciliana 
   anticipazioni nella misura pari al 97 per cento delle somme dovute 
   a tale regione a titolo di finanziamento della quota indistinta, 
   quale risulta dall'intesa espressa, ai sensi delle norme vigenti, 
   dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le 
   regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla 
   ripartizione delle disponibilita' finanziarie complessive 
   destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale per i 
   medesimi  anni,  al  netto   delle   entrate   proprie   e   delle
partecipazioni della medesima regione; 
   3) alle regioni che abbiano superato tutti gli adempimenti 
   dell'ultima verifica effettuata dal Tavolo tecnico per la verifica 
   degli adempimenti di cui all'articolo 12 della citata intesa 23 
   marzo 2005, si riconosce la possibilita' di un incremento di detta
percentuale compatibilmente con gli obblighi di finanza pubblica; 
   4) all'erogazione dell'ulteriore 3 per cento nei confronti delle 
   singole regioni si provvede a seguito dell'esito positivo della 
   verifica degli adempimenti  previsti  dalla  vigente  normativa  e
dalla presente legge; 
   5) nelle more dell'intesa espressa, ai sensi delle norme vigenti, 
   dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le 
   regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla 
   ripartizione delle disponibilita' finanziarie complessive 
   destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, le 
   anticipazioni sono commisurate al livello del finanziamento 
   corrispondente a quello previsto dal riparto per l'anno 2006, 
   quale risulta dall'intesa espressa dalla Conferenza permanente per 
   i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di 
   Trento e di Bolzano, e incrementato, a decorrere dall'anno 2008, 
   sulla base del  tasso  di  crescita  del  prodotto  interno  lordo
nominale programmato; 
   6) sono autorizzati, in sede di conguaglio, eventuali recuperi 
   necessari anche a carico delle somme a qualsiasi titolo  spettanti
alle regioni per gli esercizi successivi; 
   7) sono autorizzate, a carico di somme a qualsiasi titolo 
   spettanti, le compensazioni degli importi a credito e a debito di 
   ciascuna regione e provincia autonoma, connessi alla mobilita' 
   sanitaria interregionale di cui all'articolo 12, comma 3, lettera 
   b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive 
   modificazioni, nonche' alla mobilita' sanitaria internazionale di 
   cui all'articolo 18, comma 7, dello stesso decreto legislativo n. 
   502 del 1992, e successive modificazioni. I predetti importi sono 
   definiti dal Ministero della salute di intesa con la Conferenza 
   permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano; 
e) ai fini  della  copertura  dei  disavanzi  pregressi  nel  settore
   sanitario, cumulativamente registrati e certificati fino  all'anno
   2005,  al  netto  per  l'anno  2005  della   copertura   derivante
   dall'incremento automatico delle aliquote, di cui all'articolo  1,
   comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,  come  da  ultimo
   modificato dalla lettera c) del presente  comma,  per  le  regioni
   che,  al  fine  della   riduzione   strutturale   del   disavanzo,
   sottoscrivono l'accordo richiamato alla lettera  b)  del  presente
   comma,  risultano  idonei  criteri  di   copertura   a   carattere
   pluriennale derivanti da specifiche entrate certe e vincolate,  in
   sede di verifica degli  adempimenti  del  Tavolo  tecnico  per  la
   verifica degli adempimenti di cui  all'articolo  12  della  citata
   intesa 23 marzo 2005; 
f) per gli  anni  2007  e  seguenti  sono  confermate  le  misure  di
   contenimento  della  spesa   farmaceutica   assunte   dall'Agenzia
   italiana del  farmaco  (AIFA)  ai  fini  del  rispetto  dei  tetti
   stabiliti  dall'articolo  48,  comma  1,  del   decreto-legge   30
   settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge
   24 novembre 2003, n. 326, con le deliberazioni  del  consiglio  di
   amministrazione n. 34 del 22 dicembre 2005, n.  18  dell'8  giugno
   2006, n. 21 del 21 giugno 2006, n. 25 del 20 settembre 2006  e  n.
   26 del 27 settembre 2006, salvo rideterminazioni delle medesime da
   parte dell'AIFA stessa sulla base del monitoraggio degli andamenti
   effettivi della spesa; 
g) in riferimento alla  disposizione  di  cui  alla  lettera  f)  del
   presente comma, per il periodo 1° marzo 2007-29  febbraio  2008  e
   limitatamente ad un importo di manovra pari a 807 milioni di  euro
   di cui 583,7 milioni a carico delle aziende  farmaceutiche,  178,7
   milioni a carico dei  farmacisti  e  44,6  milioni  a  carico  dei
   grossisti, sulla base di  tabelle  di  equivalenza  degli  effetti
   economico-finanziari  per   il   Servizio   sanitario   nazionale,
   approvate  dall'AIFA  e  definite  per  regione  e   per   azienda
   farmaceutica, le singole aziende farmaceutiche, entro  il  termine
   perentorio del 30 gennaio 2007,  possono  chiedere  alla  medesima
   AIFA la sospensione, nei confronti  di  tutti  i  propri  farmaci,
   della misura della ulteriore riduzione del 5 per cento dei  prezzi
   di  cui  alla  deliberazione  del  consiglio  di   amministrazione
   dell'AIFA n. 26 del 27 settembre 2006. La  richiesta  deve  essere
   corredata  dalla   contestuale   dichiarazione   di   impegno   al
   versamento, a favore  delle  regioni  interessate,  degli  importi
   indicati nelle tabelle di equivalenza approvate dall'AlFA, secondo
   le modalita' indicate nella presente disposizione normativa e  nei
   provvedimenti attuativi  dell'AIFA,  per  un  importo  complessivo
   equivalente  a  quello  derivante,  a  livello  nazionale,   dalla
   riduzione del 5 per cento dei prezzi dei  propri  farmaci.  L'AIFA
   delibera,  entro  il  10  febbraio  2007,   l'approvazione   della
   richiesta delle  singole  aziende  farmaceutiche  e  dispone,  con
   decorrenza 1° marzo 2007, il ripristino dei  prezzi  dei  relativi
   farmaci  in  vigore  il  30  settembre  2006,  subordinando   tale
   ripristino al  versamento,  da  parte  dell'azienda  farmaceutica,
   degli importi dovuti alle singole regioni in base alle tabelle  di
   equivalenza, in tre rate di pari importo da corrispondersi entro i
   termini improrogabili del 20 febbraio 2007, 20 giugno  2007  e  20
   settembre 2007. Gli atti che attestano il versamento alle  singole
   regioni devono essere inviati  da  ciascuna  azienda  farmaceutica
   contestualmente  all'AIFA,  al  Ministero  dell'economia  e  delle
   finanze e al Ministero della salute rispettivamente  entro  il  22
   febbraio 2007, 22 giugno 2007 e  22  settembre  2007.  La  mancata
   corresponsione, nei termini previsti, a ciascuna  regione  di  una
   rata   comporta,   per   i   farmaci   dell'azienda   farmaceutica
   inadempiente, l'automatico ripristino, dal primo giorno  del  mese
   successivo, del prezzo dei farmaci in vigore il 1° ottobre 2006; 
   (14) 
h) in  coerenza  con  quanto  previsto  dalla   lettera   g)   l'AIFA
   ridetermina, in via temporanea, le quote di  spettanza  dovute  al
   farmacista e al grossista  per  i  farmaci  oggetto  delle  misure
   indicate nella medesima disposizione, in modo tale da  assicurare,
   attraverso la riduzione delle predette quote e  il  corrispondente
   incremento della percentuale  di  sconto  a  favore  del  Servizio
   sanitario nazionale, una minore spesa  dello  stesso  Servizio  di
   entita' pari a 223,3 milioni di  euro,  di  cui  178,7  milioni  a
   carico dei farmacisti e 44,6 milioni a carico dei grossisti; 
i) in caso di rideterminazione delle  misure  di  contenimento  della
   spesa farmaceutica  ai  sensi  di  quanto  stabilito  nella  parte
   conclusiva della lettera  f),  1'AIFA  provvede  alla  conseguente
   rimodulazione delle  disposizioni  attuative  di  quanto  previsto
   dalle norme di cui alle lettere g) e h); 
l) nei confronti delle regioni  che  abbiano  comunque  garantito  la
   copertura  degli  eventuali  relativi  disavanzi,  e'   consentito
   l'accesso agli importi di cui all'articolo  1,  comma  181,  della
   legge 30  dicembre  2004,  n.  311,  con  riferimento  alla  spesa
   farmaceutica registrata negli esercizi  2005  e  2006  anche  alle
   seguenti condizioni: 
   1) con riferimento al superamento del tetto del 13 per cento, per 
   la spesa farmaceutica convenzionata, in assenza del rispetto 
   dell'obbligo regionale di contenimento della spesa per la quota a 
   proprio carico, con le misure di cui all'articolo 5 del 
   decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con 
   modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, l'avvenuta 
   applicazione, entro la data del 28 febbraio 2007, nell'ambito 
   della procedura di cui all'articolo 1, comma 174, della legge 30 
   dicembre 2004, n. 311, come da ultimo modificato dalla lettera c) 
   del presente comma, di una quota fissa per confezione di importo 
   idoneo a garantire l'integrale contenimento del 40 per cento. Le 
   regioni interessate, in alternativa alla predetta applicazione di 
   una quota fissa per confezione, possono adottare anche diverse 
   misure regionali di contenimento della spesa farmaceutica 
   convenzionata, purche' di importo adeguato a garantire l'integrale 
   contenimento del 40 per cento, la cui adozione e congruita' e' 
   verificata entro il 28 febbraio 2007 dal Tavolo tecnico di 
   verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12 della citata 
   intesa  del  23  marzo  2005,  avvalendosi  del  supporto  tecnico
dell'AIFA; 
   2) con riferimento al superamento della soglia del 3 per cento, 
   per la spesa farmaceutica non convenzionata, in assenza del 
   rispetto dell'obbligo regionale di contenimento della spesa per la 
   quota a proprio carico, l'avvenuta presentazione, da parte della 
   regione interessata, entro la data del 28 febbraio 2007, ai 
   Ministeri della salute e dell'economia e delle finanze di un Piano 
   di contenimento della spesa farmaceutica ospedaliera, che contenga 
   interventi diretti al controllo dei farmaci innovativi, al 
   monitoraggio dell'uso appropriato degli stessi e degli appalti per 
   l'acquisto dei farmaci, la cui idoneita' deve essere verificata 
   congiuntamente nell'ambito del Comitato paritetico permanente per 
   la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e 
   del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti di  cui  alla
citata intesa 23 marzo 2005; 
m) all'articolo 1, comma 28, della legge 23 dicembre  1996,  n.  662,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
   1) il secondo periodo e' sostituito dal seguente: "I percorsi 
   diagnostico-terapeutici sono costituiti dalle linee-guida di cui 
   all'articolo 1, comma 283, terzo periodo, della legge 23 dicembre 
   2005, n. 266, nonche' da percorsi definiti ed adeguati 
   periodicamente con decreto del Ministro della salute, previa 
   intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, 
   le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su 
   proposta del Comitato strategico del Sistema nazionale 
   linee-guida, di cui al decreto del Ministro della salute 30 giugno 
   2004, integrato da un rappresentante della  Federazione  nazionale
degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri"; 
   2) al terzo periodo, le parole: "Il Ministro della sanita'" sono 
   sostituite dalle seguenti: "Il Ministro della salute, di  concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze," e dopo le parole: 
   "di Trento e di Bolzano," sono inserite le seguenti: "entro il  31
marzo 2007,"; 
n) ai fini del programma pluriennale  di  interventi  in  materia  di
   ristrutturazione  edilizia  e   di   ammodernamento   tecnologico,
   l'importo fissato dall'articolo 20 della legge 11 marzo  1988,  n.
   67, e successive modificazioni, come  rideterminato  dall'articolo
   83, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e' elevato a 23
   miliardi di euro, fermo restando, per la sottoscrizione di accordi
   di programma con le regioni e l'assegnazione di risorse agli altri
   enti del settore  sanitario  interessati,  il  limite  annualmente
   definito in base alle effettive  disponibilita'  di  bilancio.  Il
   maggior importo di cui alla presente lettera e' vincolato per  100
   milioni di euro per l'esecuzione di un  programma  pluriennale  di
   interventi  in  materia  di   ristrutturazione   edilizia   e   di
   ammodernamento  tecnologico  del  patrimonio  sanitario  pubblico,
   finalizzato al potenziamento delle "unita' di risveglio dal coma";
   per 7 milioni di euro per l'esecuzione di un programma pluriennale
   di  interventi  in  materia  di  ristrutturazione  edilizia  e  di
   ammodernamento  tecnologico  del  patrimonio  sanitario  pubblico,
   destinati al potenziamento e alla creazione di unita'  di  terapia
   intensiva neonatale (TIN); per 3 milioni di euro per  l'esecuzione
   di  un  programma  pluriennale  di  interventi   in   materia   di
   ammodernamento  tecnologico  del  patrimonio  sanitario  pubblico,
   destinati all'acquisto di nuove metodiche analitiche, basate sulla
   spettrometria  di  "massa  tandem",   per   effettuare   screening
   neonatali allargati, per patologie metaboliche ereditarie, per  la
   cui terapia  esistono  evidenze  scientifiche  efficaci;  per  500
   milioni di euro alla riqualificazione  strutturale  e  tecnologica
   dei servizi di radiodiagnostica e  di  radioterapia  di  interesse
   oncologico con prioritario riferimento alle regioni meridionali ed
   insulari,  per  150  milioni  di  euro  ad   interventi   per   la
   realizzazione  di  strutture  residenziali  e  l'acquisizione   di
   tecnologie per gli  interventi  territoriali  dedicati  alle  cure
   palliative,  ivi   comprese   quelle   relative   alle   patologie
   degenerative neurologiche  croniche  invalidanti  con  prioritario
   riferimento alle  regioni  che  abbiano  completato  il  programma
   realizzativo di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge  28
   dicembre 1998, n. 450, convertito, con modificazioni, dalla  legge
   26 febbraio 1999, n.  39,  e  che  abbiano  avviato  programmi  di
   assistenza domiciliare nel campo delle cure  palliative,  per  100
   milioni  di  euro  all'implementazione  e  all'ammodernamento  dei
   sistemi informatici  delle  aziende  sanitarie  ed  ospedaliere  e
   all'integrazione dei medesimi con i sistemi  informativi  sanitari
   delle  regioni  e  per  100  milioni  di  euro  per  strutture  di
   assistenza  odontoiatrica.  Nella  sottoscrizione  di  accordi  di
   programma  con  le  regioni,  e'  data,  inoltre,  priorita'  agli
   interventi relativi  ai  seguenti  settori  assistenziali,  tenuto
   conto delle esigenze della programmazione  sanitaria  nazionale  e
   regionale:  realizzazione  di  strutture  sanitarie  territoriali,
   residenziali  e  semiresidenziali.  Il  Ministero  della   salute,
   attraverso la valutazione preventiva dei programmi di investimento
   e   il   monitoraggio   della   loro   attuazione,   assicura   il
   raggiungimento  dei  predetti  obiettivi  prioritari,  verificando
   nella  programmazione  regionale  la  copertura   del   fabbisogno
   relativo anche attraverso i precedenti programmi di investimento. 
   Il riparto fra le regioni del maggiore importo di cui alla 
   presente lettera e' effettuato con  riferimento  alla  valutazione
dei bisogni relativi ai seguenti criteri e linee prioritarie: 
   1) innovazione tecnologica delle strutture del Servizio sanitario 
   nazionale, con particolare riferimento alla diagnosi e terapia nel
campo dell'oncologia e delle malattie rare; 
   2) superamento del divario Nord-Sud; 
   3) possibilita' per le regioni che abbiano gia' realizzato la 
   programmazione  pluriennale,  di   attivare   una   programmazione
aggiuntiva; 
   4) messa a norma delle strutture pubbliche ai sensi dell'atto di 
   indirizzo e coordinamento di cui al decreto del Presidente della 
   Repubblica 14 gennaio 1997, pubblicato nel  supplemento  ordinario
n. 37 alla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 1997; 
   5) premialita' per le regioni sulla base della tempestivita' e 
   della qualita' di interventi di ristrutturazione edilizia e 
   ammodernamento tecnologico gia' eseguiti per una quota pari al  10
per cento; (14a) 
o) fatto salvo  quanto  previsto  in  materia  di  aggiornamento  dei
   tariffari delle prestazioni sanitarie dall'articolo 1, comma  170,
   quarto periodo,  della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  come
   modificato dalla presente lettera, a partire dalla data di entrata
   in vigore della presente legge le strutture  private  accreditate,
   ai fini della remunerazione delle prestazioni rese per  conto  del
   Servizio sanitario nazionale, praticano uno sconto pari al  2  per
   cento degli importi indicati per le prestazioni specialistiche dal
   decreto del Ministro della sanita' 22 luglio 1996, pubblicato  nel
   supplemento ordinario n. 150 alla Gazzetta Ufficiale n. 216 del 14
   settembre 1996, e pari al 20 per cento degli importi indicati  per
   le prestazioni di diagnostica di laboratorio dal medesimo decreto.
   Fermo restando il predetto sconto, le regioni provvedono, entro il
   28 febbraio 2007, ad approvare un piano di riorganizzazione  della
   rete delle strutture  pubbliche  e  private  accreditate  eroganti
   prestazioni specialistiche e di  diagnostica  di  laboratorio,  al
   fine dell'adeguamento degli standard organizzativi e di  personale
   coerenti  con  i  processi  di  incremento  dell'efficienza   resi
   possibili dal ricorso a metodiche automatizzate.  All'articolo  1,
   comma 170, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono aggiunte, in
   fine, le seguenti parole: ", sentite le societa' scientifiche e le
   associazioni di categoria interessate"; 
p) a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le prestazioni di  assistenza
   specialistica ambulatoriale gli assistiti non esentati dalla quota
   di partecipazione al costo sono tenuti al pagamento di  una  quota
   fissa sulla ricetta pari a 10 euro. Per le prestazioni erogate  in
   regime di pronto soccorso ospedaliero non seguite da ricovero,  la
   cui  condizione  e'  stata  codificata  come  codice  bianco,   ad
   eccezione di quelli afferenti al  pronto  soccorso  a  seguito  di
   traumatismi ed avvelenamenti acuti, gli assistiti non esenti  sono
   tenuti al pagamento di una quota fissa pari a 25  euro.  La  quota
   fissa per le prestazioni erogate in regime di pronto soccorso  non
   e', comunque; dovuta dagli assistiti non esenti di eta'  inferiore
   a 14 anni. Sono fatte salve le disposizioni eventualmente  assunte
   dalle regioni che, per l'accesso al pronto  soccorso  ospedaliero,
   pongono a carico degli assistiti oneri piu' elevati; (5) (12) (27)
   (61) 
p-bis) per le prestazioni di assistenza specialistica  ambulatoriale,
   di cui al primo periodo della lettera p), fermo restando l'importo
   di manovra pari a 811 milioni di euro per l'anno 2007, 834 milioni
   di euro per l'anno 2008 e 834 milioni di euro per l'anno 2009,  le
   regioni, sulla base della stima degli  effetti  della  complessiva
   manovra nelle singole regioni, definita dal Ministero della salute
   di concerto  con  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,
   anziche' applicare la quota fissa sulla ricetta pari  a  10  euro,
   possono alternativamente: 
   1)  adottare  altre  misure  di  partecipazione  al  costo   delle
prestazioni  sanitarie,  la  cui  entrata  in  vigore  nella  regione
interessata e' subordinata alla certificazione del  loro  effetto  di
equivalenza per il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario
e per il controllo dell'appropriatezza, da parte del  Tavolo  tecnico
per la verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12  dell'intesa
Stato-Regioni del 23 marzo 2005; 
   2)  stipulare  con  il  Ministero  della  salute  e  il  Ministero
dell'economia e delle finanze un accordo per la definizione di  altre
misure  di  partecipazione  al  costo  delle  prestazioni  sanitarie,
equivalenti  sotto  il  profilo  del   mantenimento   dell'equilibrio
economico-finanziario e del controllo dell'appropriatezza. Le  misure
individuate dall'accordo si applicano, nella regione  interessata,  a
decorrere  dal  giorno  successivo  alla   data   di   sottoscrizione
dell'accordo medesimo; (61) 
q) all'articolo 1, comma 292, della legge 23 dicembre 2005,  n.  266,
   la lettera a)e' sostituita dalla seguente: "a) con le procedure di
   cui all'articolo 54 della legge  27  dicembre  2002,  n.  289,  si
   provvede, entro il 28  febbraio  2007,  alla  modificazione  degli
   allegati al  citato  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
   ministri  29  novembre  2001,  e  successive   modificazioni,   di
   definizione dei  livelli  essenziali  di  assistenza,  finalizzata
   all'inserimento, nell'elenco delle  prestazioni  di  specialistica
   ambulatoriale, di prestazioni gia' erogate in regime  di  ricovero
   ospedaliero,  nonche'  alla  integrazione  e  modificazione  delle
   soglie  di  appropriatezza  per   le   prestazioni   di   ricovero
   ospedaliero in regime di ricovero ordinario diurno"; 
r) a decorrere dal 1° gennaio 2007,  i  cittadini,  anche  se  esenti
   dalla  partecipazione  alla  spesa  sanitaria,  che  non   abbiano
   ritirato  i  risultati  di  visite  o  esami  diagnostici   e   di
   laboratorio sono tenuti al pagamento per intero della  prestazione
   usufruita, con le modalita' piu' idonee al  recupero  delle  somme
   dovute stabilite dai provvedimenti regionali; 
s) a  decorrere  dal  l°   gennaio   2008,   cessano   i   transitori
   accreditamenti delle  strutture  private  gia'  convenzionate,  ai
   sensi dell'articolo 6, comma 6, della legge 23 dicembre  1994,  n.
   724, non confermati  da  accreditamenti  provvisori  o  definitivi
   disposti ai sensi dell'articolo 8-quater del  decreto  legislativo
   30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni; 
t) le regioni provvedono  ad  adottare  provvedimenti  finalizzati  a
   garantire che dal (1° gennaio  2011)  cessino  gli  accreditamenti
   provvisori delle strutture private ospedaliere e ambulatoriali, di
   cui all'articolo 8-quater, comma 7,  del  decreto  legislativo  30
   dicembre  1992,  n.  502,  non  confermati  dagli   accreditamenti
   definitivi di cui all'articolo 8-quater,  comma  1,  del  medesimo
   decreto legislativo n. 502 del  1992;  le  regioni  provvedono  ad
   adottare provvedimenti finalizzati a garantire che dal 1°  gennaio
   2013 cessino gli  accreditamenti  provvisori  di  tutte  le  altre
   strutture  sanitarie  e  socio-sanitarie  private,  nonche'  degli
   stabilimenti termali come individuati dalla legge 24 ottobre 2000,
   n. 323, non confermati  dagli  accreditamenti  definitivi  di  cui
   all'articolo 8-quater, comma 1, del decreto legislativo n. 502 del
   1992; 
u) le regioni provvedono  ad  adottare  provvedimenti  finalizzati  a
   garantire che, a decorrere dal 1° gennaio 2008, non possano essere
   concessi nuovi accreditamenti, ai sensi dell'articolo 8-quater del
   decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  502,  e  successive
   modificazioni,  in  assenza  di  un  provvedimento  regionale   di
   ricognizione e conseguente determinazione, ai sensi  del  comma  8
   del medesimo articolo 8-quater del decreto legislativo n. 502  del
   1992. Il provvedimento di ricognizione e'  trasmesso  al  Comitato
   paritetico permanente per la verifica dell'erogazione dei  livelli
   essenziali di assistenza di cui all'articolo 9 della citata intesa
   23 marzo 2005. Per le  regioni  impegnate  nei  piani  di  rientro
   previsti dall'accordo di cui alla  lettera  b),  le  date  del  1°
   gennaio 2008 di cui alla presente lettera e alla lettera  s)  sono
   anticipate al 1° luglio  2007  limitatamente  alle  regioni  nelle
   quali entro il 31 maggio 2007 non si sia provveduto ad adottare  o
   ad aggiornare, adeguandoli alle esigenze di riduzione  strutturale
   dei disavanzi, i provvedimenti di  cui  all'articolo  8-quinquies,
   commi 1 e 2, del citato decreto legislativo 30 dicembre  1992,  n.
   502, e successive modificazioni; 
v) il Ministero della salute, avvalendosi della Commissione unica sui
   dispositivi   medici   e   della   collaborazione    istituzionale
   dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali, individua, entro il
   31 gennaio 2007, tipologie di dispositivi per il cui  acquisto  la
   corrispondente  spesa  superi  il  50  per   cento   della   spesa
   complessiva dei dispositivi  medici  registrata  per  il  Servizio
   sanitario nazionale. Fermo restando quanto previsto  dal  comma  5
   dell'articolo 57 della legge 27  dicembre  2002,  n.  289,  e  dal
   numero 2) della lettera a) del comma  409  dell'articolo  1  della
   legge 23 dicembre 2005, n. 266,  entro  il  30  aprile  2007,  con
   decreto del Ministro della salute, di  concerto  con  il  Ministro
   dell'economia  e  delle  finanze,  di  intesa  con  la  Conferenza
   permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province
   autonome di Trento e di  Bolzano,  sono  stabiliti  i  prezzi  dei
   dispositivi  individuati  ai  sensi  della  presente  lettera,  da
   assumere, con decorrenza dal 1° maggio 2007, come base d'asta  per
   le forniture del  Servizio  sanitario  nazionale.  I  prezzi  sono
   stabiliti tenendo conto dei piu' bassi prezzi unitari di  acquisto
   da  parte  del  Servizio  sanitario  nazionale  risultanti   dalle
   informazioni in possesso degli osservatori esistenti e  di  quelle
   rese disponibili  dall'ottemperanza  al  disposto  del  successivo
   periodo della presente lettera. Entro il 15 marzo 2007 le  regioni
   trasmettono al Ministero della salute  -  Direzione  generale  dei
   farmaci  e  dei  dispositivi  medici,   anche   per   il   tramite
   dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali,  i  prezzi  unitari
   corrisposti  dalle  aziende  sanitarie  nel  corso   del   biennio
   2005-2006; entro  la  stessa  data  le  aziende  che  producono  o
   commercializzano in Italia  dispositivi  medici  trasmettono  alla
   predetta Direzione generale, sulla base di criteri  stabiliti  con
   decreto del Ministro della salute, i prezzi unitari relativi  alle
   forniture effettuate alle aziende sanitarie nel corso del medesimo
   biennio. Nelle gare in cui la fornitura di dispositivi  medici  e'
   parte di una piu' ampia fornitura di beni e  servizi,  l'offerente
   deve indicare in modo specifico  il  prezzo  unitario  di  ciascun
   dispositivo e i dati identificativi  dello  stesso.  Il  Ministero
   della salute, avvalendosi della Commissione unica sui  dispositivi
   medici  e   della   collaborazione   istituzionale   dell'Istituto
   superiore  di  sanita'  e  dell'Agenzia  per  i  servizi  sanitari
   regionali,  promuove  la  realizzazione,   sulla   base   di   una
   programmazione annuale, di studi sull'appropriatezza  dell'impiego
   di specifiche tipologie  di  dispositivi  medici,  anche  mediante
   comparazione  dei  costi  rispetto  ad  ipotesi   alternative.   I
   risultati degli  studi  sono  pubblicati  sul  sito  INTERNET  del
   Ministero della salute; 
z) la disposizione di cui all'articolo 3, comma 2, del  decreto-legge
   17 febbraio 1998, n.  23,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
   legge 8 aprile 1998, n.  94,  non  e'  applicabile  al  ricorso  a
   terapie farmacologiche a carico del Servizio sanitario  nazionale,
   che, nell'ambito dei presidi ospedalieri o di  altre  strutture  e
   interventi sanitari, assuma carattere diffuso e sistematico  e  si
   configuri,  al  di  fuori  delle  condizioni   di   autorizzazione
   all'immissione in commercio, quale alternativa terapeutica rivolta
   a  pazienti  portatori  di  patologie  per  le   quali   risultino
   autorizzati farmaci recanti specifica indicazione al  trattamento.
   Il ricorso a tali terapie e'  consentito  solo  nell'ambito  delle
   sperimentazioni  cliniche  dei  medicinali  di  cui   al   decreto
   legislativo 24 giugno 2003, n. 211, e successive modificazioni. In
   caso di ricorso improprio si  applicano  le  disposizioni  di  cui
   all'articolo 3, commi 4 e 5, del citato decreto-legge 17  febbraio
   1998, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge  8  aprile
   1998, n. 94.  Le  regioni  provvedono  ad  adottare  entro  il  28
   febbraio 2007 disposizioni per le aziende sanitarie locali, per le
   aziende ospedaliere, per le aziende  ospedaliere  universitarie  e
   per gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico  volte
   alla individuazione dei responsabili dei procedimenti  applicativi
   delle disposizioni di cui alla presente lettera,  anche  sotto  il
   profilo della responsabilita' amministrativa per  danno  erariale.
   Fino alla data di entrata in vigore delle  disposizioni  regionali
   di cui alla presente lettera, tale responsabilita'  e'  attribuita
   al direttore  sanitario  delle  aziende  sanitarie  locali,  delle
   aziende ospedaliere, delle  aziende  ospedaliere  universitarie  e
   degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. 
 
  797. Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale cui concorre
lo Stato e' incrementato per l'anno 2006 di 2.000  milioni  di  euro.
Tale importo e' ripartito fra  le  regioni  con  i  medesimi  criteri
adottati per lo  stesso  anno,  salvo  diversa  proposta  di  riparto
elaborata dalle regioni da trasmettere al Ministero della salute e al
Ministero dell'economia e delle finanze entro il 15 gennaio 2007. 
 
  798. Al secondo periodo del comma 289 dell'articolo 1  della  legge
23 dicembre 2005, n. 266, le parole: "per ciascuno degli  anni  2006,
2007 e 2008" sono sostituite dalle seguenti: "per l'anno 2006 e di  8
milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. Con le risorse di cui  al
presente comma si provvede anche alla copertura delle spese sostenute
dal Ministero della salute e  dal  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze per l'attivita' di affiancamento alle regioni  impegnate  nei
Piani di rientro dai disavanzi di  cui  all'articolo  1,  comma  180,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, comprese le spese  di  missione
del personale dei predetti Ministeri incaricato di tali attivita'". 
 
  799. Con le modalita' di cui all'articolo 1, comma 9,  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni,  su
proposta del Ministro della salute, sentita la Conferenza  permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di
Trento e di Bolzano,  e'  modificato  il  Piano  sanitario  nazionale
2006-2008, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile
2006, pubblicato nel  supplemento  ordinario  n.  149  alla  Gazzetta
Ufficiale n. 139 del  17  giugno  2006,  al  fine  di  armonizzame  i
contenuti e la tempistica al finanziamento complessivo  del  Servizio
sanitario nazionale per il triennio 2007-2009. 
 
  800.  I  consiglieri  e  referendari  medici  in  servizio   presso
t'Ufficio medico della Presidenza del Consiglio dei ministri  possono
svolgere attivita' professionali sanitarie esterne, secondo modalita'
definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 
 
  801.  Il  prezzo  al  pubblico  dei  medicinali  non   soggetti   a
prescrizione  medica  disciplinati  dall'articolo  96   del   decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e' stabilito da ciascun  titolare
di farmacia o di esercizio di vendita previsto  dall'articolo  5  del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. Il prezzo deve essere  chiaramente
reso noto al pubblico nel punto di vendita, mediante listini o  altre
equivalenti modalita'. Nei confronti dei medicinali predetti  cessano
di applicarsi le  disposizioni  di  cui  all'articolo  73,  comma  1,
lettera  r),  del  decreto  legislativo  24  aprile  2006,  n.   219,
all'articolo 85, comma 25, della legge 23 dicembre 2000,  n.  388,  e
all'articolo 1, comma 3, secondo periodo, del decreto-legge 27 maggio
2005, n. 87, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  26  luglio
2005, n. 149. 
 
  802. Fino al 31 dicembre 2007, le farmacie e gli altri esercizi  al
dettaglio non possono vendere i medicinali di cui al comma 801  a  un
prezzo superiore al  prezzo  massimo  di  vendita  in  vigore  al  31
dicembre 2006, pubblicato sul sito INTERNET dell'AIFA. Per lo  stesso
periodo, fino al 31 dicembre 2007 le aziende  farmaceutiche  titolari
dell'autorizzazione all'immissione in commercio  nella  cessione  dei
prodotti al dettagliante devono assicurare un margine  non  inferiore
al 25 per cento calcolato sul prezzo massimo di  vendita  di  cui  al
periodo precedente. 
 
  803. Sul  prezzo  massimo  di  vendita  di  cui  al  comma  802  e'
calcolato, fino al 31 dicembre  2007,  lo  sconto  minimo  cui  hanno
diritto, ai sensi della normativa vigente, gli ospedali, e  le  altre
strutture  del  Servizio  sanitario  nazionale   che   acquistano   i
medicinali di  cui  al  comma  801  dai  produttori  e  dai  titolari
dell'autorizzazione all'immissione in commercio. 
 
  804. Il prezzo di vendita al pubblico  dei  medicinali  soggetti  a
prescrizione medica appartenenti alla classe di cui alla  lettera  c)
del comma 10 dell'articolo 8 della legge 24 dicembre 1993, n. 537,  e
successive modificazioni, stabilito dai titolari  dell'autorizzazione
all'immissione in commercio ai sensi dell'articolo 1,  comma  3,  del
decreto-legge 27 maggio 2005, n. 87, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 26 luglio 2005, n. 149, non puo'  essere  superiore,  per
l'anno 2007, al prezzo in vigore nel 2006, aumentato sulla base delle
variazioni dell'indice ISTAT sul costo della vita relative al periodo
dicembre 2005-dicembre 2006. 
 
  805. Al fine di rimuovere  gli  squilibri  sanitari  connessi  alla
disomogenea distribuzione registrabile tra le varie realta' regionali
nelle attivita' realizzative del Piano sanitario  nazionale,  per  il
triennio  2007,  2008  e  2009  e'  istituito   un   Fondo   per   il
cofinanziamento dei progetti attuativi del Piano sanitario  nazionale
nonche' per il cofinanziamento di analoghi progetti  da  parte  delle
regioni Valle  d'Aosta  e  Friuli-Venezia  Giulia  e  delle  province
autonome di Trento e di Bolzano. 
 
  806. L'importo annuale del Fondo di cui al comma 805  e'  stabilito
in 65,5 milioni di euro, di cui 5 milioni  per  iniziative  nazionali
realizzate dal Ministero della salute e  60,5  milioni  da  assegnare
alle regioni ed alle province autonome di Trento e  di  Bolzano,  con
decreto del Ministro della salute, previa intesa  con  la  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  per   l'integrazione   ed   il
cofmanziamento dei progetti regionali in materia di: 
a) sperimentazione del modello assistenziale case della  salute,  per
10 milioni di euro; 
b) iniziative per la salute della donna ed iniziative a favore  delle
gestanti, della partoriente e del neonato, per 10 milioni di euro; 
c) malattie rare, per 30 milioni di euro; 
d) implementazione della rete delle  unita'  spinali  unipolari,  per
10,5 milioni di euro. 
 
  807. L'importo di 60,5 milioni di euro  di  cui  al  comma  806  e'
assegnato con decreto del Ministro  della  salute,  su  proposta  del
Comitato  permanente  per  la  verifica  dei  livelli  essenziali  di
assistenza, di cui all'articolo 9 dell'intesa 23 marzo  2005  sancita
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  pubblicata   nel
supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta  Ufficiale  n.  105  del  7
maggio 2005, alle regioni che abbiano presentato i progetti attuativi
del Piano sanitario nazionale contenenti linee di intervento relative
alle materie di cui al comma  806,  coerenti  con  linee  progettuali
previamente indicate con decreto del Ministro della salute. 
 
  808.  Per  il  proseguimento  dell'intervento   speciale   per   la
diffusione degli screening oncologici di cui all'articolo  2-bis  del
decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 26 maggio 2004, n. 138, e' autorizzata  la  spesa  di  20
milioni di euro per l'anno 2007 e 18 milioni  di  euro  per  ciascuno
degli anni 2008 e 2009, per la concessione  da  parte  del  Ministero
della salute di finanziamenti finalizzati alle regioni meridionali ed
insulari. 
 
  809. A decorrere dal 2007 e' autorizzato il  finanziamento  per  un
importo di 500.000 euro annui per il funzionamento della Consulta del
volontariato per la lotta contro 1'Aids istituita presso il Ministero
della salute. La Consulta e' convocata e  sentita  almeno  tre  volte
l'anno, al fine di raccogliere  contributi  e  pareri  riguardo  alla
ideazione, realizzazione e verifica, dei programmi di informazione  e
prevenzione nella lotta contro la  diffusione  dell'epidemia  da  HIV
(AIDS). La Consulta puo' dare incarico ad esperti di redigere  pareti
e studi sui predetti programmi. 
 
  810. All'articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003,  n.  269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, 
  e   successive   modificazioni,   sono   apportate   le    seguenti
modificazioni: a) al comma 3, terzo periodo, dopo le parole: 
  "accertamenti 
  specialistici prescritti" sono aggiunte le seguenti: "ovvero dei 
   dispositivi di assistenza protesica e di assistenza integrativa"; 
  b) al comma 5, primo periodo, dopo le parole: "presidi di 
   specialistica ambulatoriale" sono inserite le seguenti: ", delle 
   strutture  per  l'erogazione  delle  prestazioni   di   assistenza
protesica e di assistenza integrativa"; 
  c) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: 
     "5-bis. Per le finalita' di cui al comma 1, a partire dal 1° 
   luglio 2007, il Ministero dell'economia e delle finanze rende 
   disponibile il collegamento in rete dei medici del SSN di cui al 
   comma 2, in conformita' alle regole tecniche concernenti il 
   Sistema pubblico di connettivita' ed avvalendosi, ove possibile, 
   delle infrastrutture regionali esistenti, per la trasmissione 
   telematica dei dati delle ricette al Ministero dell'economia e 
   delle finanze e delle certificazioni di malattia all'INPS, secondo 
   quanto previsto all'articolo 1, comma 149, della legge 30 dicembre 
   2004, n. 311. Con decreto del Presidente del Consiglio dei 
   ministri o del Ministro delegato per le riforme e le innovazioni 
   nella pubblica amministrazione, da emanare, entro il 30 aprile 
   2007, ai sensi del codice dell'amministrazione digitale, di cui al 
   decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive 
   modificazioni, su proposta del Ministro dell'economia e delle 
   finanze, di concerto con i Ministri della salute e del lavoro e 
   della previdenza sociale, previo parere del Garante per la 
   protezione dei dati personali, sentita la Conferenza permanente 
   per i rapporti tra Io Stato, le regioni e le province autonome di 
   Trento e di Bolzano, sono definite le regole tecniche concernenti 
   i dati di cui al presente comma e le modalita' di trasmissione. Ai 
   fini predetti, il parere del Centro nazionale per l'informatica 
   nella pubblica amministrazione e' reso entro il 31 marzo 2007; in 
   mancanza, il predetto decreto puo' essere comunione emanato. Con 
   uno o piu' decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, di 
   concerto con il Ministro della salute, sono emanate  le  ulteriori
disposizioni attuatine del presente comma. 
     5-ter. Per la trasmissione telematica dei dati delle ricette di 
   cui al comma 5-bis, con decreto del Ministero dell'economia e 
   delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, e' 
   definito un contributo da riconoscere ai medici convenzionati con 
   il SSN, per l'anno 2008, nei limiti di 10 milioni di euro. Al 
   relativo onere si provvede utilizzando le risorse di cui al  comma
12"; 
  d) al comma 7, secondo periodo, dopo le parole: "All'atto della 
   utilizzazione di una ricetta medica recante la prescrizione di 
   prestazioni specialistiche" sono inserite le seguenti: "ovvero dei 
   dispositivi di assistenza protesica e di assistenza integrativa" e 
   dopo le parole: "codici del nomenclatore delle prestazioni 
specialistiche" sono aggiunte  le  seguenti:  "ovvero  i  codici  del
   nomenclatore delle prestazioni di assistenza protesica ovvero i 
   codici   del   repertorio   dei   prodotti   erogati   nell'ambito
dell'assistenza integrativa"; 
  e) al comma 8, primo periodo, e successive modificazioni, dopo le 
   parole: "pubbliche e private" sono aggiunte le seguenti: "e per le 
   strutture di erogazione dei servizi sanitari  non  autorizzate  al
trattamento del codice fiscale dell'assistito"; 
  f) al comma 9, primo periodo, dopo le parole: "Al momento della 
   ricezione dei dati trasmessi telematicamente ai sensi" sono 
   inserite le seguenti: "del comma 5-bis e"; al medesimo comma, 
   ultimo periodo, dopo le parole: "e al nomenclatore ambulatoriale" 
   sono aggiunte le seguenti: "nonche' al nomenclatore delle 
   prestazioni di assistenza protesica e al repertorio  dei  prodotti
erogati nell'ambito dell'assistenza integrativa"; 
  g) al comma 10, dopo il secondo periodo e' inserito il seguente: 
   "Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di 
   concerto con il Ministero della salute, da emanare entro il 31 
   marzo 2007, sono definiti i dati, relativi alla liquidazione 
   periodica dei rimborsi erogati alle strutture di erogazione di 
   servizi sanitari, che le aziende sanitarie locali di ogni regione 
   trasmettono al Ministero dell'economia e delle finanze, nonche' le
modalita' di trasmissione". 
 
  811. Qualora il farmacista titolare di farmacia privata o direttore
di una farmacia gestita  da  una  societa'  di  farmacisti  ai  sensi
dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991,  n.  362,  e  successive
modificazioni, sia condannato con sentenza passata in giudicato,  per
il reato  di  truffa  ai  danni  del  Servizio  sanitario  nazionale,
l'autorita'    competente    puo'     dichiarare     la     decadenza
dall'autorizzazione all'esercizio della farmacia, anche  in  mancanza
delle condizioni previste dall'articolo 113, primo comma, lettera e),
del testo unico delle leggi sanitarie, di cui  al  regio  decreto  27
luglio 1934, n. 1265. La decadenza e' comunque dichiarata  quando  la
sentenza abbia accertato un danno  superiore  a  50.000  euro,  anche
nell'ipotesi di mancata costituzione in giudizio della parte civile. 
 
  812. Quando la truffa ai danni del  Servizio  sanitario  nazionale,
accertata con sentenza passata in giudicato,  e'  commessa  da  altro
sanitario che, personalmente o per il tramite di una societa' di  cui
e' responsabile, eroga prestazioni per conto del  Servizio  sanitario
nazionale, e' subito avviata, sulla  base  delle  norme  vigenti,  la
procedura di risoluzione del  rapporto  instaurato  con  il  Servizio
sanitario nazionale; il rapporto e'  risolto  di  diritto  quando  la
sentenza abbia accertato un danno  superiore  a  50.000  euro,  anche
nell'ipotesi di mancata costituzione in giudizio della parte civile. 
 
  813. Per gli anni  2007,  2008  e  2009,  nell'utilizzazione  delle
risorse previste nella Tabella  C  allegata  alla  presente  legge  e
destinate al finanziamento di progetti di ricerca  sanitaria  di  cui
all'articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,
e successive modificazioni, un importo pari a 10 milioni di  euro  e'
vincolato  al  finanziamento  di  progetti  proposti  dagli  Istituti
zooprofilattici sperimentali in materia di sicurezza degli alimenti e
tre importi pari a 3 milioni  di  euro  ciascuno  sono  vincolati  al
finanziamento di progetti per il miglioramento  degli  interventi  di
diagnosi e  cura  delle  malattie  rare  anche  in  riferimento  alla
facilitazione della erogazione ai pazienti  dei  farmaci  orfani,  al
finanziamento di progetti per l'utilizzazione di cellule staminali  e
al  finanziamento  di  progetti   per   la   qualificazione   ed   il
potenziamento delle attivita' di tutela della salute  nei  luoghi  di
lavoro. 
 
  814. A decorrere dall'anno 2007, nell'ambito delle risorse  di  cui
all'autorizzazione di  spesa  recata  dall'articolo  12  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come determinata dalla  Tabella
C allegata alla presente legge, una quota  non  inferiore  al  5  per
cento relativamente al 2007 e al 10 per cento a partire dal  2008  e'
destinata ai progetti di ricerca sanitaria svolta dai soggetti di cui
all'articolo 12-bis, comma 6, del citato decreto legislativo  n.  502
del 1992, presentati da ricercatori di  eta'  inferiore  ai  quaranta
anni e previamente valutati, secondo la tecnica  di  valutazione  tra
pari, da un comitato. Detto comitato e' composto da  ricercatori,  di
nazionalita' italiana o straniera,  di  eta'  inferiore  ai  quaranta
anni, operanti, almeno per la meta', presso istituzioni  ed  enti  di
ricerca non italiani e riconosciuti di livello eccellente sulla  base
di indici bibliometrici, quali l'impact factor ed il citation index. 
L'attuazione del presente comma e' demandata ad apposito decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi di  concerto  con
il Ministro della salute ed  il  Ministro  dell'universita'  e  della
ricerca entro sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
presente legge. 
 
  815. L'onere derivante dall'istituzione  e  dal  funzionamento  del
comitato di cui al comma 814 e' quantificato nel  limite  massimo  di
100.000 euro annui. 
 
  816. Ai fini del completamento delle attivita' di cui  all'articolo
92, comma 7, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all'articolo  4,
comma 170, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,  e'  autorizzato  lo
stanziamento di 8 milioni di euro per gli anni 2007, 2008  e  2009  a
favore dell'Istituto superiore di sanita'. 
 
  817. Per il consolidamento e rafforzamento degli  scopi  perseguiti
dalla Lega italiana per la  lotta  contro  i  tumori  e'  autorizzata
l'erogazione di un ulteriore contributo straordinario annuo  pari  ad
euro 2 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  818. La natura esclusiva degli incarichi  del  direttore  generale,
del  direttore  scientifico,  del  direttore  amministrativo  e   del
direttore sanitario degli Istituti di ricovero  e  cura  a  carattere
scientifico  di  cui  al  comma  3  dell'articolo  11   del   decreto
legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, comporta l'incompatibilita'  con
qualsiasi  altro  rapporto  di  lavoro  pubblico  e  privato  e   con
l'esercizio di qualsiasi attivita' professionale. 
 
  819. Con accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, concluso ai sensi dell'articolo  4  del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, su proposta  del  Ministro  della
salute, sono definiti  gli  indirizzi  per  la  realizzazione  di  un
programma  di  farmacovigilanza  attiva,  attraverso  la  stipula  di
convenzioni tra l'ATEA e le singole regioni per l'utilizzazione delle
risorse di cui all'articolo 36, comma 14,  della  legge  27  dicembre
1997, n. 449, pari a 25 milioni di euro,  confluite  nelle  fonti  di
finanziamento del bilancio ordinario dell'AlFA. 
 
  820. Al  fine  di  evitare  sprechi  di  confezioni  di  medicinali
correlati alla non chiara leggibilita' della data di  scadenza  posta
con modalita' "a secco", la data di scadenza e  il  numero  di  lotto
riportati sulle confezioni dei medicinali per uso umano devono essere
stampati, con caratteri non inferiori al corpo 8, a inchiostro o  con
altra  modalita'  che  assicuri  il  contrasto  cromatico  fra   tali
indicazioni e lo sfondo del materiale di confezionamento. 
 
  821. All'articolo 15 della legge 21 ottobre 2005, n. 219, al  comma
2, dopo le parole: "oggetto delle convenzioni ubicati sul  territorio
dell'Unione europea" sono inserite le seguenti:  "nei  Paesi  la  cui
normativa consenta la lavorazione del plasma  nazionale,  proveniente
da donazioni volontarie e non retribuite, all'estero,  in  regime  di
reciprocita', da parte di aziende parimenti  ubicate  sul  territorio
dell'Unione europea". 
 
  822. All'articolo 15 della legge n. 219 del 2005,  il  comma  6  e'
sostituito dal seguente:  "6.  Le  convenzioni  di  cui  al  presente
articolo sono stipulate decorso un anno  dalla  data  di  entrata  in
vigore del decreto previsto dal comma 5 del presente articolo". 
 
  823. All'articolo 16, comma 1, della legge n.  219  del  2005  alla
fine del secondo periodo sono aggiunte le seguenti parole:  "ed  alla
esportazione di emoderivati pronti per l'impiego ottenuti  da  plasma
regolarmente  importato,  a  condizione  che  gli  stessi   risultino
autorizzati alla commercializzazione nei Paesi destinatari". 
 
  824. L'articolo 27 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.  191,
e' sostituito dal seguente: 
"Art. 27. - (Produzione di  medicinali  derivati  dal  sangue  o  dal
plasma). - 1. Alla raccolta e al controllo del sangue  e  del  plasma
umani da utilizzare per  la  produzione  di  medicinali,  si  applica
quanto disposto dal presente decreto. Il  plasma  raccolto  in  Paesi
esteri ed i relativi intermedi, destinati alla produzione di prodotti
finiti emoderivati, devono invece rispondere  ai  requisiti  previsti
dalla Farmacopea europea, versione vigente, ed alle direttive europee
applicabili,  anche  in  considerazione  di  quanto  previsto   dall'
articolo 135, comma 2, del decreto legislativo  24  aprile  2006,  n.
219". 
 
  825. All'articolo 1, comma 409, della legge 23  dicembre  2005,  n.
266, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) alla lettera c), le parole: "le aziende che producono o  immettono
   in commercio in Italia dispositivi medici" sono  sostituite  dalle
   seguenti: "le aziende che producono o commercializzano  in  Italia
   dispositivi medici, compresi i dispositivi  medico-diagnostici  in
   vitro e i dispositivi su misura"; 
b) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: 
   "d) entro il 30 aprile di ogni anno, le aziende di cui alla 
   lettera c) versano, in conto entrate del bilancio dello Stato, un 
   contributo pari al 5 per cento delle spese autocertificate, 
   calcolate al netto delle spese per il personale addetto. L'importo 
   dovuto e' maggiorato del 5 per cento per ciascun mese di ritardo 
   rispetto alla scadenza prevista. Il mancato pagamento entro l'anno 
   di riferimento comporta una sanzione da 7.500 a 45.000 euro, oltre 
   al versamento di quanto dovuto. I proventi derivanti dai 
   versamenti sono riassegnati, con uno o piu' decreti del Ministro 
   dell'economia e delle finanze, sulle corrispondenti imita 
   previsionali di base dello stato di previsione del Ministero della 
   salute e utilizzati dalla Direzione generale dei farmaci e 
   dispositivi medici per il miglioramento e il potenziamento della 
   attivita' del settore dei dispositivi medici, con particolare 
   riguardo alle attivita' di sorveglianza del mercato, anche 
   attraverso l'aggiornamento e la manutenzione della classificazione 
   nazionale dei dispositivi e la manutenzione del repertorio 
   generale di cui alla lettera a), alla attivita' di vigilanza sugli 
   incidenti, alla formazione del personale ispettivo, all'attivita' 
   di informazione nei riguardi degli operatori professionali e del 
   pubblico, alla effettuazione di studi in materia di valutazione 
   tecnologica, alla istituzione di registri di patologie che 
   implichino l'utilizzazione di dispositivi medici, nonche' per la 
   stipula di convenzioni con universita' e istituti di ricerca o con
esperti del settore"; 
c) la lettera e) e' sostituita dalla seguente: 
   "e) i produttori e i commercianti di dispositivi medici che 
   omettono di comunicare al Ministero della salute i dati e le 
   documentazioni previste dal comma 3-bis dell'articolo 13 del 
   decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, e successive 
   modificazioni, applicabile anche ai dispositivi impiantabili 
   attivi, e dall'articolo 10 del decreto legislativo 8 settembre 
   2000, n. 332, sono soggetti, quando non siano previste e non 
   risultino applicabili altre sanzioni, alla sanzione amministrativa 
   pecuniaria di cui al comma 4 dell'articolo 23 del decreto 
   legislativo n. 46 del 1997 e  al  comma  3  dell'articolo  19  del
decreto legislativo n. 332 del 2000. 
   Per l'inserimento delle informazioni nella banca dati necessaria 
alla istituzione e  alla  gestione  del  repertorio  dei  dispositivi
   medici, i produttori e i distributori tenuti alla comunicazione 
   sono soggetti al pagamento, a favore del Ministero della salute, 
   di una tariffa di euro 100 per ogni dispositivo. Sono considerati 
   un unico dispositivo, ai fini del pagamento della tariffa, i 
   dispositivi che abbiano uno stesso file tecnico, secondo criteri 
   individuati dalla Commissione unica sui dispositivi medici e 
   approvati con decreto del Ministro della salute. La tariffa e' 
   dovuta anche per l'inserimento di informazioni relative a 
   modifiche dei dispositivi gia' inclusi nella banca dati. I 
   proventi derivanti dalle tariffe sono versati all'entrata del 
   bilancio dello Stato per essere riassegnati, con decreto del 
   Ministro dell'economia e delle finanze, alle competenti unita' 
   previsionali di base dello stato di previsione del Ministero della 
   salute ed utilizzati dalla Direzione generale dei farmaci e 
   dispositivi medici per la manutenzione del repertorio generale  di
cui alla lettera a)". 
 
  826. Al fine di favorire il mantenimento di un'efficiente  rete  di
assistenza farmaceutica  territoriale  anche  nelle  zone  disagiate,
l'ulteriore riduzione delle percentuali  di  sconto  a  carico  delle
farmacie con un fatturato  annuo  in  regime  di  Servizio  sanitario
nazionale al netto dell'imposta sul valore aggiunto non superiore  ad
euro 258.228,45 rispetto alla riduzione prevista dal  quinto  periodo
del comma 40 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662,  e
successive modificazioni, disposta, limitatamente all'arco  temporale
decorrente dal 1° marzo al 31 dicembre 2006, ii  1l'articolo  38  del
decreto-legge   30   dicembre   2005,   n.   273,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, e' prorogata  per
il  triennio  2007-2009.  La  misura  dell'ulteriore   riduzione   e'
annualmente stabilita con  decreto  del  Ministro  della  salute,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentita  la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di  Bolzano,  per  una  maggiore  spesa
complessiva, a carico del Servizio sanitario nazionale, non superiore
a 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.  Per
la copertura dei relativi  oneri  e'  autorizzata  la  spesa  di  2,5
milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  827. E' autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l'anno 2007 e
di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni  2008  e  2009  per  la
promozione da parte del Ministero della salute ed il finanziamento di
un progetto di sperimentazione  gestionale,  ai  sensi  dell'articolo
9-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e  successive
modificazioni, da autorizzare da parte della  regione  Lazio  con  la
partecipazione della regione Puglia, della  Regione  siciliana  e  di
altre regioni  interessate,  finalizzato  alla  realizzazione,  nella
citta' di Roma, di un Istituto  nazionale  per  la  promozione  della
salute delle popolazioni migranti  ed  il  contrasto  delle  malattie
della poverta',  con  compiti  di  prevenzione,  cura,  formazione  e
ricerca sanitaria, in cui far  confluire  il  Centro  di  riferimento
della regione Lazio per la promozione della salute delle  popolazioni
migranti, senza fissa dimora, nomadi e a  rischio  di  emarginazione,
gia' operante presso l'Istituto dermosifilopatico Santa Maria  e  San
Gallicano-IFO. (61) 
 
  828. Per consentire il potenziamento delle attivita' affidate  alla
Commissione per la vigilanza e il  controllo  sul  doping  e  per  la
tutela della salute nelle attivita' sportive e ai laboratori  per  il
controllo sanitario sulle attivita' sportive di cui agli articoli 3 e
4 della legge 14 dicembre 2000, n. 376, e' autorizzata  per  ciascuno
degli anni 2007, 2008, 2009 una spesa ulteriore di 2 milioni di euro. 
 
  829. All'articolo 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281, il comma  1
e' sostituito dal seguente: 
"1. I comuni, singoli o associati, e le comunita' montane  provvedono
prioritariamente  ad  attuare  piani  di  controllo   delle   nascite
incruenti attraverso la sterilizzazione. A tali  piani  e'  destinata
una quota non  inferiore  al  60  per  cento  delle  risorse  di  cui
all'articolo  3,  comma  6.  I  comuni   provvedono,   altresi',   al
risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i
cani, nel rispetto  dei  criteri  stabiliti  con  legge  regionale  e
avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6". 
 
  830. Al fine di addivenire al completo  trasferimento  della  spesa
sanitaria a carico del bilancio della Regione  siciliana,  la  misura
del concorso della Regione a tale spesa e' pari al  44,85  per  cento
per l'anno 2007, al 47,05 per cento per l'anno 2008 e  al  49,11  per
cento per l'amo 2009. 
 
  831. L'applicazione delle disposizioni di cui al  comma  830  resta
sospesa fino al  30  aprile  2007.  Entro  tale  data  dovra'  essere
raggiunta l'intesa preliminare all'emanazione delle  nuove  norme  di
attuazione  dello  Statuto  della  Regione   siciliana   in   materia
sanitaria,  gia'  disciplinate  dal  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 9 agosto 1956, n. 1111,  e  successive  modificazioni.  In
caso di  mancato  raggiungimento  dell'intesa  entro  tale  data,  il
concorso della Regione siciliana di cui al comma 830 e'  determinato,
per l'anno 2007, in misura pari al 44,09 per cento. 
 
  832. Nelle norme di attuazione di cui al comma 831, e' riconosciuta
la retrocessione  alla  Regione  siciliana  di  una  percentuale  non
inferiore al 20 e non superiore al 50 per  cento  del  gettito  delle
accise sui prodotti petroliferi immessi  in  consumo  nel  territorio
regionale;  tale  retrocessione  aumenta  simmetricamente,   fino   a
concorrenza, la misura percentuale del concorso  della  Regione  alla
spesa sanitaria, come disposto dal  comma  830.  Alla  determinazione
dell'importo  annuo  della  quota  da  retrocedere  alla  Regione  si
provvede con decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro dell'economia e delle  finanze,  previo  parere
della Commissione paritetica prevista dall'articolo 43 dello  Statuto
della Regione siciliana, approvato con decreto legislativo 15  maggio
1946,  n.  455,  convertito  in  legge  costituzionale  dalla   legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2.(20) 
 
  833. A valere sul gettito delle  accise  sui  prodotti  petroliferi
immessi  in  consumo  nel  territorio  della  Regione  siciliana   e'
retrocesso alla Regione un importo pari a  60  milioni  di  euro  per
ciascuno  degli  anni  2008  e  2009  a  titolo  di   contributo   di
solidarieta'  nazionale,  di  cui  all'articolo  38   dello   Statuto
regionale, dovuto per gli stessi anni 2008 e 2009 e ad  integrazione,
per l'anno 2008, dei finanziamenti attribuiti ai sensi  dell'articolo
5,  comma  3-ter,  del  decreto-legge  30  settembre  2005,  n.  203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,  n.  248.
L'erogazione dei contributi e' subordinata alla redazione di un piano
economico finalizzato prevalentemente al risanamento  ambientale  dei
luoghi di insediamento degli  stabilimenti  petroliferi,  nonche'  ad
investimenti infrastrutturali. 
 
  834. L'articolo 8 dello Statuto speciale per la  Sardegna,  di  cui
alla legge costituzionale  26  febbraio  1948,  n.  3,  e  successive
modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
"Art. 8. - Le entrate della regione sono costituite: 
a) dai sette decimi del  gettito  delle  imposte  sul  reddito  delle
   persone fisiche e sul reddito delle  persone  giuridiche  riscosse
   nel territorio della regione; 
b) dai nove decimi del gettito delle imposte sul bollo, di  registro,
   ipotecarie, sul consumo dell'energia elettrica e delle tasse sulle
   concessioni governative percette nel territorio della regione; 
c) dai cinque decimi delle  imposte  sulle  successioni  e  donazioni
riscosse nel territorio della regione; 
d) dai nove decimi dell'imposta di fabbricazione su tutti i  prodotti
che ne siano gravati, percetta nel territorio della regione; 
e) dai nove decimi  della  quota  fiscale  dell'imposta  erariale  di
   consumo relativa ai prodotti dei monopoli dei  tabacchi  consumati
   nella regione; 
f) dai nove decimi  del  gettito  dell'imposta  sul  valore  aggiunto
   generata sul territorio regionale da determinare  sulla  base  dei
   consumi regionali delle famiglie rilevati annualmente dall'ISTAT; 
g) dai canoni per le concessioni idroelettriche; 
h) da imposte e tasse sul turismo e da altri tributi  propri  che  la
   regione ha facolta' di  istituire  con  legge  in  armonia  con  i
   principi del sistema tributario dello Stato; 
i) dai  redditi  derivanti  dal  proprio  patrimonio  e  dal  proprio
demanio; 
l) da contributi straordinari dello Stato per  particolari  piani  di
opere pubbliche e di trasformazione fondiaria; 
m) dai  sette  decimi  di  tutte  le  entrate  erariali,  dirette   o
   indirette,  comunque  denominate,.  ad  eccezione  di  quelle   di
   spettanza di altri enti pubblici.  Nelle  entrate  spettanti  alla
   regione  sono  comprese  anche  quelle  che,  sebbene  relative  a
   fattispecie    tributarie    maturate    nell'ambito    regionale,
   affluiscono, in  attuazione  di  disposizioni  legislative  o  per
   esigenze amministrative, ad uffici finanziari  situati  fuori  del
   territorio della regione". 
 
  835. Ad integrazione delle somme stanziate negli anni 2004, 2005  e
2006 e' autorizzata la spesa di euro 25 milioni  per  ciascuno  degli
anni dal 2007 al 2026 per la devoluzione alla regione Sardegna  delle
quote di compartecipazione all'imposta sul valore  aggiunto  riscossa
nel territorio regionale, concordate, ai sensi dell'articolo  38  del
decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n.  250,  per
gli anni 2004, 2005 e 2006. 
 
  836. Dall'anno 2007 la regione Sardegna provvede  al  finanziamento
del fabbisogno  complessivo  del  Servizio  sanitario  nazionale  sul
proprio territorio senza alcun apporto a carico  del  bilancio  dello
Stato. 
 
  837. Alla regione Sardegna sono trasferite le funzioni relative  al
trasporto pubblico locale (Ferrovie Sardegna e  Ferrovie  Meridionali
Sarde) e le funzioni relative alla continuita' territoriale. Al  fine
di disciplinare  gli  aspetti  operativi  del  trasporto  di  persone
relativi alle Ferrovie della Sardegna ed  alle  Ferrovie  Meridionali
Sarde, il  Ministero  dei  trasporti  e  la  Regione  Autonoma  della
Sardegna, entro il 31 marzo 2007, sentito il Ministero  dell'economia
e delle finanze, sottoscrivono un  accordo  attuativo  relativo  agli
aspetti finanziari, demaniali ed agli investimenti in corso. 
 
  838. L'attuazione delle previsioni relative alla  compartecipazione
al gettito delle imposte di cui alle lettere a) e m) del primo  comma
dell'articolo  8  dello  Statuto   speciale   di   cui   alla   legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, come da ultimo sostituito  dal
comma  834  del  presente  articolo,  non  puo'   determinare   oneri
aggiuntivi   a   carico   del   bilancio   dello   Stato    superiori
rispettivamente a 344 milioni di euro per l'anno 2007, a 371  milioni
di euro per l'anno 2008 e a 482 milioni di euro per l'anno  2009.  La
nuova compartecipazione della regione Sardegna  al  gettito  erariale
entra a regime dall'anno 2010. 
 
  839. Dall'attuazione del combinato disposto della lettera  f),  del
primo comma, dell'articolo 8 del citato Statuto speciale di cui  alla
legge  costituzionale  26  febbraio  1948,  n.  3,  come  da   ultimo
sostituito dal comma 834 del presente articolo, e del comma  836  del
presente articolo, per gli anni 2007, 2008 e 2009 non  puo'  derivare
alcun onere aggiuntivo per il bilancio  dello  Stato.  Per  gli  anni
2007-2009 la quota dei nove decimi dell'imposta sul  valore  aggiunto
sui  consumi  e'  attribuita  sino  alla   concorrenza   dell'importo
risultante a carico  della  regione  per  la  spesa  sanitaria  dalle
delibere  del  CIPE  per  gli  stessi   anni   2007-2009,   aumentato
dell'importo di 300 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni  2007,
2008 e 2009. 
 
  840. Per gli anni  2007,  2008  e  2009  gli  oneri  relativi  alle
funzioni trasferite di cui al comma  837  rimangono  a  carico  dello
Stato. 
 
  841. Al fine di perseguire la maggiore efficacia  delle  misure  di
sostegno  all'innovazione  industriale,  presso  il  Ministero  dello
sviluppo economico e' istituito, ferme restando le vigenti competenze
del CIPE, il Fondo per la competitivita' e lo sviluppo, al quale sono
conferite le risorse assegnate ai Fondi di cui all'articolo 60, comma
3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,  ed  all'articolo  52  della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, che sono  contestualmente  soppressi.
Al Fondo e' altresi' conferita la somma di 300 milioni di euro per il
2007 e di 360 milioni di euro per ciascuno degli anni  2008  e  2009,
assicurando, unitamente al finanziamento dei progetti di cui al comma
842,  la  continuita'  degli  interventi  previsti  dalla   normativa
vigente. Per la programmazione delle risorse  nell'ambito  del  Fondo
per la competitivita' e lo sviluppo si applicano le  disposizioni  di
cui all'articolo 60 della legge 27 dicembre 2002, n.  289,  e  quelle
dettate per il funzionamento del Fondo di cui all'articolo  52  della
legge 23 dicembre 1998, n. 448. Il Fondo e' altresi' alimentato,  per
quanto   riguarda   gli   interventi   da   realizzare   nelle   aree
sottoutilizzate,  in   coerenza   con   i   relativi   documenti   di
programmazione, dalle risorse assegnate dal CIPE al  Ministero  dello
sviluppo economico nell'ambito del riparto  del  Fondo  per  le  aree
sottoutilizzate, di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, e successive modificazioni, e, per gli esercizi successivi al
2009, dalle risorse stanziate ai sensi  dell'articolo  11,  comma  3,
lettera  f),  della  legge  5  agosto  1978,  n.  468,  e  successive
modificazioni. 
 
  842. A valere sulla quota di risorse del Fondo di cui al comma  841
individuata con decreto del Ministro  dello  sviluppo  economico,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze nonche' con il
Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, di  concerto
con il Ministro per i diritti e le pari opportunita', di  intesa  con
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, ai  sensi  dell'articolo  3
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 , sono finanziati, nel
rispetto degli obiettivi della Strategia  di  Lisbona  stabiliti  dal
Consiglio europeo dei Capi di Stato e di Governo del 16 e  17  giugno
2005, i progetti di innovazione industriale  individuati  nell'ambito
delle aree tecnologiche dell'efficienza energetica,  della  mobilita'
sostenibile,  delle  nuove  tecnologie  della   vita,   delle   nuove
tecnologie per il made in Italy e delle tecnologie innovative  per  i
beni e le attivita' culturali e turistiche. 
 
  843. Per l'individuazione dei contenuti di ciascuno dei progetti di
cui al comma 842, il Ministro dello  sviluppo  economico,  sentiti  i
Ministri dell'universita' e  della  ricerca,  per  le  riforme  e  le
innovazioni nella pubblica amministrazione, per gli affari  regionali
e le autonomie locali e per i diritti e le pari opportunita'  nonche'
gli altri Ministri interessati relativamente ai progetti in  cui  gli
stessi concorrono, nomina un responsabile  di  progetto,  scelto,  in
relazione alla complessita' dei compiti, tra i soggetti  in  possesso
di comprovati requisiti di  capacita'  ed  esperienza  rispetto  agli
obiettivi tecnologico-produttivi da perseguire.  Il  responsabile  di
progetto, nella fase di elaborazione, avvalendosi eventualmente della
collaborazione di strutture  ed  enti  specializzati,  provvede,  con
onere a carico delle risorse stanziate per i singoli  progetti,  alla
definizione delle modalita' e dei criteri per l'individuazione  degli
enti  e  delle  imprese  da  coinvolgere   nel   progetto   ed   alla
individuazione  delle  azioni  e   delle   relative   responsabilita'
attuative. 
 
  844. Il Ministro dello sviluppo economico,  con  decreti  adottati,
previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano,  ai
sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
di concerto con i Ministri dell'universita' e della ricerca,  per  le
riforme e le innovazioni  nella  pubblica  amministrazione,  per  gli
affari regionali  e  le  autonomie  locali,  nonche'  con  gli  altri
Ministri  interessati  relativamente  ai  progetti  cui  gli   stessi
concorrono, adotta i progetti di cui al comma 842  sulla  base  delle
proposte del responsabile, e ne definisce  le  mortalita'  attuative,
anche  prevedendo   che   dell'esecuzione   siano   incaricati   enti
strumentali all'amministrazione, ovvero altri soggetti esterni scelti
nel rispetto delle  disposizioni  nazionali  e  comunitarie,  ove  le
risorse di personale interno non risultino sufficienti  ed  adeguate,
con onere a carico delle risorse stanziate per i singoli progetti.  I
progetti finanziati con le risorse per le aree  sottoutilizzate  sono
trasmessi per l'approvazione, previa istruttoria,  al  CIPE,  che  si
pronuncia in una specifica seduta, sotto la presidenza del Presidente
del Consiglio dei ministri e alla presenza  dei  Ministri  componenti
senza possibilita' di delega. Ove il CIPE non provveda nel termine di
trenta giorni, il Ministro dello  sviluppo  economico  puo'  comunque
procedere all'attuazione del progetto. Il CIPE, con propria delibera,
adotta, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le norme procedurali relative  al  proprio  funzionamento  per
l'attuazione del presente comma. 
 
  845. Il Ministro dello sviluppo  economico,  con  proprio  decreto,
istituisce appositi regimi di aiuto  in  conformita'  alla  normativa
comunitaria. Lo stesso Ministro riferisce annualmente al Parlamento e
alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni  e
le province autonome di Trento e di Bolzano  sui  criteri  utilizzati
per l'individuazione dei progetti e delle azioni, sullo  stato  degli
interventi finanziati e sul grado di raggiungimento degli  obiettivi,
allegando il prospetto inerente le spese sostenute per  la  gestione,
che sono poste a carico dei singoli progetti nel limite massimo del 5
per cento di ciascuno stanziamento. 
 
  846. I progetti di cui al  comma  842  possono  essere  oggetto  di
cofinanziamento deciso da parte di altre  amministrazioni  statali  e
regionali. A tal  fine,  e'  istituita,  presso  il  Ministero  dello
sviluppo economico, senza oneri  aggiuntivi  per  il  bilancio  dello
Stato, una sede stabile di concertazione composta dai  rappresentanti
delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano  e  delle
amministrazioni centrali  dello  Stato,  di  cui  uno  designato  dal
Ministro per gli affari regionali e  le  autonomie  locali.  Essa  si
pronuncia: 
a) sul  monitoraggio  dello  stato  di  attuazione  dei  progetti  di
innovazione industriale; 
b) sulla formulazione delle proposte  per  il  riordino  del  sistema
degli incentivi; 
c) sulla formulazione di proposte per gli interventi per  la  finanza
di impresa. 
 
  847. In attesa della riforma delle misure a favore dell'innovazione
industriale, e' istituito il Fondo per la finanza d'impresa, al quale
sono conferite le risorse del Fondo di cui all'articolo 4, comma 106,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350, che viene soppresso, nonche' le
risorse destinate all'attuazione dell'articolo  106  della  legge  23
dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, e dell'articolo 1,
comma 222, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Al Fondo e' altresi'
conferita la somma di 50 milioni di euro  per  l'anno  2007,  di  100
milioni di euro per l'anno 2008 e di 150 milioni di euro  per  l'anno
2009. Il Fondo opera con interventi mirati a facilitare operazioni di
finanziamento, di concessione  di  garanzie  su  finanziamenti  e  di
partecipazione al capitale di rischio  delle  imprese  anche  tramite
banche o societa' finanziarie sottoposte alla vigilanza  della  Banca
d'Italia e la partecipazione a  operazioni  di  finanza  strutturata,
anche  tramite  sottoscrizione  di  fondi  di  investimento   chiusi,
privilegiando  gli  interventi  di  sistema  in  grado  di   attivare
ulteriori risorse finanziarie pubbliche e private in coerenza con  la
normativa nazionale in materia di  intermediazione  finanziaria.  Con
riferimento alle operazioni di partecipazione al capitale di  rischio
gli  interventi  del  Fondo  per   la   finanza   di   impresa   sono
prioritariamente  destinati  al   finanziamento   di   programmi   di
investimento per  la  nascita  ed  il  consolidamento  delle  imprese
operanti in comparti di attivita' ad elevato  contenuto  tecnologico,
al  rafforzamento  patrimoniale  delle  piccole   e   medie   imprese
localizzate nelle aree dell'obiettivo 1 e dell'obiettivo 2 di cui  al
regolamento (CE) n. 1260/1999 del  Consiglio,  del  21  giugno  1999,
nonche' a programmi di sviluppo posti in essere da  piccole  e  medie
imprese e per sostenere la creazione di nuove imprese femminili ed il
consolidamento aziendale di piccole e medie imprese femminili. 
 
  848. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico adottato  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentita  la
Banca d'Italia, previa intesa in sede di Conferenza permanente per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, ai sensi  dell'articolo  3  del  decreto  legislativo  28
agosto 1997, n. 281, entro due mesi dalla data di entrata  in  vigore
della presente legge vengono stabiliti le modalita' di  funzionamento
del Fondo di cui al comma 847, anche attraverso l'affidamento diretto
ad  enti  strumentali  all'amministrazione  ovvero   altri   soggetti
esterni, con eventuale onere a carico delle risorse stanziate  per  i
singoli progetti, scelti nel rispetto delle disposizioni nazionali  e
comunitarie, nonche' i criteri per la realizzazione degli  interventi
di cui al medesimo  comma  847,  le  priorita'  di  intervento  e  le
condizioni per la eventuale cessione a terzi degli impegni assunti  a
carico dei fondi le cui rinvenienze confluiscono al Fondo di  cui  al
comma 847. Nel caso in  cui  si  adottino  misure  per  sostenere  la
creazione di nuove imprese femminili e il consolidamento aziendale di
piccole e medie imprese femminili, il decreto che fissa i criteri  di
intervento e' adottato  dal  Ministro  dello  sviluppo  economico  di
concerto con il Ministro per i diritti e le pari opportunita'. 
 
  849.  Fino  all'emanazione  del  decreto  di  cui  al  comma   848,
l'attuazione dei regimi di aiuto gia'  ritenuti  compatibili  con  il
mercato  comune  dalla  Commissione  europea  prosegue   secondo   le
modalita' gia' comunicate alla Commissione stessa. 
 
  850. Con decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  sono
conferite al Fondo di cui al comma 847  le  ulteriori  disponibilita'
degli altri fondi di amministrazioni e  soggetti  pubblici  nazionali
per la finanza di imprese individuate dal medesimo decreto. 
 
  851. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, da  emanare  entro  un
mese dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge,  sono
istituiti i diritti sui brevetti per invenzione industriale e  per  i
modelli di utilita'  e  sulla  registrazione  di  disegni  e  modelli
nonche' i  diritti  di  opposizione  alla  registrazione  dei  marchi
d'impresa. Sono esonerate dal pagamento dei diritti di deposito e  di
trascrizione, relativamente ai brevetti per invenzione e  ai  modelli
di utilita', le universita', le amministrazioni pubbliche aventi  fra
i loro scopi istituzionali finalita' di ricerca e le  amministrazioni
della difesa e delle politiche agricole  alimentari  e  forestali.  I
diritti per il mantenimento  in  vita  dei  brevetti  per  invenzione
industriale e per i modelli di utilita' e  per  la  registrazione  di
disegni e  modelli,  previsti  dall'articolo  227  del  codice  della
proprieta' industriale, di cui al  decreto  legislativo  10  febbraio
2005, n. 30, sono dovuti secondo i seguenti criteri: a) dalla  quinta
annualita' per il brevetto per invenzione industriale; b) dal secondo
quinquennio per il brevetto per modello di utilita'; c)  dal  secondo
quinquennio per la registrazione  di  disegni  e  modelli.  Le  somme
derivanti dal pagamento dei diritti di cui  al  presente  comma  sono
versate all'entrata del bilancio dello Stato per  essere  riassegnate
allo stato di previsione  del  Ministero  dello  sviluppo  economico,
anche al fine di potenziare le attivita' del  medesimo  Ministero  di
promozione,  di  regolazione  e  di  tutela  del  sistema  produttivo
nazionale, di permettere  alle  piccole  e  medie  imprese  la  piena
partecipazione al sistema di proprieta' industriale, di rafforzare il
brevetto  italiano,  anche  con  l'introduzione  della   ricerca   di
anteriorita' per le domande di brevetto per invenzione industriale. 
 
  852. Il Ministero dello sviluppo economico, al fine di  contrastare
il declino dell'apparato produttivo  anche  mediante  salvaguardia  e
consolidamento di attivita' e livelli occupazionali delle imprese  di
rilevanti dimensioni di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a),  del
decreto legislativo 8 luglio 1999,  n.  270,  che  versino  in  crisi
economico-finanziaria, istituisce,  d'intesa  con  il  Ministero  del
lavoro e della previdenza sociale, un'apposita  struttura  e  prevede
forme di  cooperazione  interorganica  fra  i  due  Ministeri,  anche
modificando il proprio regolamento di organizzazione  e  avvalendosi,
per le attivita' ricognitive  e  di  monitoraggio,  delle  camere  di
commercio, industria, artigianato e agricoltura. Tale struttura opera
in collaborazione con le regioni nel  cui  ambito  si  verificano  le
situazioni di crisi d'impresa oggetto d'intervento.  A  tal  fine  e'
autorizzata la spesa di 300.000 euro a decorrere dall'anno 2007,  cui
si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di  spesa  di  cui
all'articolo 3 della legge 11 maggio 1999, n. 140.  Con  il  medesimo
provvedimento si provvede, anche mediante soppressione,  al  riordino
degli  organismi  esistenti  presso  il  Ministero   dello   sviluppo
economico, finalizzati al monitoraggio delle attivita' industriali  e
delle crisi di impresa. 
 
  853. Gli interventi del Fondo di cui all'articolo 11, comma 3,  del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005,  n.  80,  sono  disposti  sulla  base  di
criteri e modalita'  fissati  con  delibera  del  CIPE,  adottata  su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con  la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano, con la quale si provvede in
particolare  a  determinare,   in   conformita'   agli   orientamenti
comunitari  in  materia,  le  tipologie  di  aiuto  concedibile,   le
priorita' di natura produttiva, i requisiti  economici  e  finanziari
delle  imprese  da  ammettere   ai   benefici   e   per   l'eventuale
coordinamento   delle   altre   amministrazioni   interessate.    Per
l'attuazione degli interventi di cui al presente comma  il  Ministero
dello sviluppo economico puo' avvalersi, senza oneri  aggiuntivi  per
il bilancio dello Stato, di Sviluppo  Italia  Spa.  I  commi  5  e  6
dell'articolo 11 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono  abrogati.
(14c) 
 
  854. Entro il 30 giugno di ogni anno il Governo presenta al 
Parlamento una relazione concernente l'operativita' delle  misure  di
sostegno previste dai commi da 841 a 853, con particolare riferimento
ai risultati ottenuti e alle somme erogate. 
 
  855. Nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 
354 e commi da 358 a 361, della legge 30 dicembre  2004,  n.  311,  e
successive modificazioni, l'ambito di operativita' del Fondo rotativo
per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca  (FR1)  e'
esteso agli interventi previsti da leggi  regionali  di  agevolazione
ovvero conferiti alle regioni ai sensi  del  decreto  legislativo  31
marzo 1998, n. 112, per gli investimenti produttivi e per la ricerca. 
 
  856. Per le finalita' di cui al comma  855,  la  Cassa  depositi  e
prestiti Spa e' autorizzata ad apportare alla dotazione iniziale  del
Fondo di cui al medesimo comma 855 un incremento nell'importo massimo
fino a 2 miliardi di euro, nel rispetto dei limiti annuali  di  spesa
sul bilancio dello Stato fissati ai sensi dell'articolo 1, comma 361,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, che
allo scopo possono essere integrati: 
a) a valere sul Fondo per la competitivita' e lo sviluppo di  cui  al
   comma 841, secondo la procedura  di  cui  al  comma  844,  per  il
   finanziamento di interventi regionali complementari o  integrativi
   dei progetti di innovazione industriale, approvati  ai  sensi  del
   medesimo comma 844; 
b) a valere sulle risorse delle regioni e delle province autonome  di
Trento e di Bolzano ai sensi del comma 858. 
 
  857.   Ai   fini   dell'attuazione   degli   interventi   regionali
complementari o integrativi dei progetti di  innovazione  industriale
ai sensi del comma 856, le regioni e le province autonome di Trento e
di  Bolzano  stipulano  apposite  convenzioni,  in  conformita'  agli
indirizzi fissati dai Ministri dell'economia e delle finanze e  dello
sviluppo economico, con la Cassa depositi  e  prestiti  Spa,  per  la
regolamentazione delle modalita' di intervento, prevedendo  anche  la
misura minima del tasso di interesse da applicare e la durata massima
del piano di rientro. 
 
  858. Ai fini  dell'attuazione  del  comma  856  relativamente  agli
interventi agevolativi alle imprese e alla ricerca previsti  in  atti
di legislazione regionale o di programmazione comunitaria diversi  da
quelli di cui al comma 857, le regioni  e  le  province  autonome  di
Trento e  di  Bolzano  possono  stipulare  apposite  convenzioni,  in
conformita' agli indirizzi fissati dai Ministri dell'economia e delle
finanze e dello sviluppo economico, con la Cassa depositi e  prestiti
Spa, per il finanziamento degli  interventi  di  interesse,  mediante
l'impegno dei relativi  limiti  annuali  di  spesa,  nonche'  per  la
regolamentazione delle modalita' di intervento, prevedendo  anche  la
misura minima del tasso di interesse da applicare e la durata massima
del piano di rientro. I relativi oneri per  interessi  sono  posti  a
carico delle regioni e delle province autonome. 
 
  859. Le risorse non  utilizzate  dalle  regioni  e  dalle  province
autonome ai sensi del comma 858 integrano la dotazione del  Fondo  di
cui al comma 855 dell'anno successivo. 
 
  860. Nell'ambito dei progetti elaborati dai soggetti  convenzionati
con il Ministero dello  sviluppo  economico  per  l'attuazione  degli
interventi di promozione e assistenza tecnica per l'avvio di  imprese
innovative operanti in  comparti  di  attivita'  ad  elevato  impatto
tecnologico, di cui agli articoli 103 e 106 della legge  23  dicembre
2000, n. 388, e successive  modificazioni,  possono  essere  previsti
anche programmi di ricerca e sviluppo svolti dalle imprese innovative
di nuova costituzione  ai  sensi  dell'articolo  14  della  legge  17
febbraio 1982, n. 46, e successive modificazioni, e  della  direttiva
del Ministro dell'industria,  del  commercio  e  dell'artigianato  16
gennaio 2001, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4  aprile
2001, recante le direttive per la concessione delle agevolazioni  del
Fondo speciale rotativo  per  l'innovazione  tecnologica  di  cui  al
citato articolo 14 della legge n. 46 del 1982. 
 
  861. Ai soggetti convenzionati  con  il  Ministero  dello  sviluppo
economico  per  le  azioni  di  sostegno  alla  nascita  di   imprese
innovative puo' essere affidata l'istruttoria dei programmi di cui al
comma 860, secondo  modalita'  anche  semplificate,  determinate  con
decreto del Ministro dello sviluppo economico,  sentito  il  Ministro
dell'economia e delle finanze. 
 
  862. Le iniziative agevolate finanziate a  valere  sugli  strumenti
della programmazione negoziata, non ancora completate  alla  data  di
scadenza delle proroghe concesse ai sensi della vigente  normativa  e
che, alla medesima data, risultino realizzate in misura non inferiore
al 40 per cento degli investimenti ammessi, possono essere completate
entro il 31 dicembre 2008. La relativa rendicontazione e'  completata
entro i sei mesi successivi. (27) (58) 
 
  863.  In  attuazione  dell'articolo  119,   quinto   comma,   della
Costituzione e in coerenza con l'indirizzo assunto nelle Linee  guida
per l'elaborazione del Quadro strategico nazionale per la politica di
coesione 2007-2013, approvate con l'intesa sancita  dalla  Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281,  in  data  3  febbraio  2005,  il  Fondo  per  le  aree
sottoutilizzate, di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002,
n.  289,  e  successive  modificazioni,  iscritto  nello   stato   di
previsione del Ministero dello sviluppo economico, e' incrementato di
64.379 milioni di euro, di cui 100 milioni  per  l'anno  2007,  1.100
milioni per l'anno 2008, 4.400 milioni per l'anno 2009, 9.166 milioni
per l'anno 2010, 9.500 milioni per l'anno 2011,  11.000  milioni  per
l'anno 2012, 11.000 milioni per l'anno 2013, 9.400 milioni per l'anno
2014 e 8.713 milioni per l'anno  2015,  per  la  realizzazione  degli
interventi di politica regionale nazionale  relativi  al  periodo  di
programmazione 2007-2013. Non meno del 30 per cento delle risorse  di
cui  al  periodo  precedente  e'  destinato   al   finanziamento   di
infrastrutture e servizi di trasporto  di  rilievo  strategico  nelle
regioni  meridionali.  La  dotazione  aggiuntiva  complessiva  ed  il
periodo finanziario di riferimento, di cui  al  presente  comma,  non
possono essere variati, salvo approvazione da parte del CIPE, sentita
la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281. 
 
  864. Il Quadro strategico nazionale, in  coerenza  con  l'indirizzo
assunto nelle Linee guida di cui al comma 863,  costituisce  la  sede
della programmazione unitaria delle risorse aggiuntive,  nazionali  e
comunitarie, e rappresenta, per le priorita' individuate,  il  quadro
di riferimento della programmazione delle risorse ordinarie in  conto
capitale,  fatte  salve  le  competenze  regionali  in  materia.  Per
garantire  l'unitarieta'  dell'impianto  programmatico   del   Quadro
strategico nazionale e per favorire l'ottimale e coordinato  utilizzo
delle relative risorse finanziarie, tenuto anche conto delle  risorse
ordinarie disponibili per la copertura degli  interventi,  presso  il
Ministero dello sviluppo economico e'  istituita,  avvalendosi  delle
risorse umane, strumentali e finanziarie gia' esistenti, senza  nuovi
o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, una cabina di regia per
gli interventi nel settore  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,
composta dai rappresentanti  delle  regioni  del  Mezzogiorno  e  dei
Ministeri competenti. 
 
  865. Per il periodo di  programmazione  2007-2013  e  comunque  non
oltre l'esercizio 2015, ai sensi dell'articolo  11,  comma  3,  della
legge 5 agosto 1978, n. 468, e  successive  modificazioni,  la  legge
finanziaria determina la quota delle risorse di cui al comma  863  da
iscrivere  nel  bilancio  di  ciascuno  degli  anni  considerati  dal
bilancio pluriennale. 
 
  866.  Le  somme  di  cui  al  comma   863   sono   interamente   ed
immediatamente impegnabili. Le somme non impegnate nell'esercizio  di
assegnazione possono essere mantenute  in  bilancio,  quali  residui,
fino alla chiusura dell'esercizio 2013. 
 
867. Ai fini della realizzazione delle opere e  degli  interventi  di
cui all'accordo di programma quadro sottoscritto il 7 aprile 2006 tra
Ministero dell'economia e delle finanze,  Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio, Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti, Magistrato alle acque di Venezia e il Commissario delegato
per l'emergenza  socio-economico  e  ambientale  relativa  ai  canali
portuali  di  grande  navigazione  della  Laguna   di   Venezia-Porto
Marghera, nonche' per gli interventi di risanamento del Polo  chimico
Laghi di Mantova e' autorizzata la  spesa  complessiva  di  euro  209
milioni, di cui euro 52 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008  e
2009 e euro 53 milioni per l'anno 2010. L'utilizzo delle  risorse  e'
disposto con decreto interministeriale del  Ministro  dello  sviluppo
economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 
e del mare. 
 
  868. Entro il 31 gennaio 2007, il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze e il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e
del mare, formulano un  piano  per  la  riassegnazione  al  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare delle somme da
versare allo Stato a titolo di risarcimento del  danno  ambientale  a
seguito della sottoscrizione di accordi transattivi negli anni  2001,
2005 e 2006 e non riassegnabili per effetto dell'articolo 1, comma 9,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e dell'articolo  1,  comma  46,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266. 
 
  869. Le risorse individuate con delibere CIPE n.  19/2004,  del  29
settembre 2004, n. 34/05, del 27 maggio 2005, e n. 2/06, del 22 marzo
2006, per gli anni 2006 e 2007 e destinate a Sviluppo Italia Spa  per
contributi a fondo perduto  a  favore  dell'autoimprenditorialita'  e
dell'autoimpiego sono versate all'entrata del  bilancio  dello  Stato
per una quota di 225 milioni di euro nell'anno 2007 e di  75  milioni
di euro nell'anno 2008. 
 
  870. Al fine di garantire la massima efficacia degli interventi nel
settore della ricerca, e' istituito, nello stato  di  previsione  del
Ministero  dell'universita'  e  della  ricerca,  il  Fondo  per   gli
investimenti nella ricerca  scientifica  e  tecnologica  (FIRST).  Al
Fondo confluiscono le risorse annuali per i progetti  di  ricerca  di
interesse nazionale delle universita', nonche' le risorse  del  Fondo
per le agevolazioni alla ricerca, di cui all'articolo 5  del  decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297, del Fondo  per  gli  investimenti
della ricerca di  base,  di  cui  all'articolo  104  della  legge  23
dicembre 2000, n. 388, e, per  quanto  di  competenza  del  Ministero
dell'universita'  e  della   ricerca,   del   Fondo   per   le   aree
sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre  2002,
n. 289, e successive modificazioni. 
 
  871. Il Fondo di cui al primo periodo del comma 870  e'  alimentato
in via ordinaria dai conferimenti, annualmente disposti  dalla  legge
finanziaria, dai rientri  dei  contributi  concessi  sotto  forma  di
credito agevolato e, per quanto  riguarda  le  aree  sottoutilizzate,
delle  risorse  assegnate   dal   CIPE,   nell'ambito   del   riparto
dell'apposito Fondo. 
 
  872.  In  attuazione  delle  indicazioni  contenute  nel  Programma
nazionale della ricerca di cui al decreto legislativo 5 giugno 1998, 
n. 204, e successive modificazioni, il  Ministro  dell'universita'  e
della ricerca, con proprio  decreto,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze e sentita la Conferenza permanente  per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento
e di Bolzano, provvede alla ripartizione  delle  complessive  risorse
del Fondo, garantendo  comunque  il  finanziamento  di  un  programma
nazionale di investimento  nelle  ricerche  liberamente  proposte  in
tutte le discipline da  universita'  ed  enti  pubblici  di  ricerca,
valutate mediante  procedure  diffuse  e  condivise  nelle  comunita'
disciplinari internazionali interessate. 
 
  873. Il Ministro dell'universita' e della ricerca, con  regolamento
adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della  legge  23  agosto
1988, n. 400, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo
Stato, le regioni e le province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
definisce i criteri di accesso e le modalita' di utilizzo e  gestione
del Fondo di cui al comma 870 per la concessione  delle  agevolazioni
al fine di  garantire  la  massima  efficacia  ed  omogeneita'  degli
interventi.  Fino  alla  data  di  entrata  in  vigore  del  predetto
regolamento trovano applicazione le disposizioni attualmente  vigenti
per l'utilizzo delle  risorse  di  cui  al  comma  870.  Al  fine  di
potenziare e rendere immediatamente operativo il sostegno ai progetti
di ricerca, si provvede all'attuazione del  presente  comma,  per  il
triennio 2008-2010, con decreto del Ministro dell'universita' e della
ricerca, di natura  non  regolamentare,  da  adottarsi  entro  il  30
novembre 2007. 
 
  874. E' autorizzata la spesa di 300 milioni di  euro  per  ciascuno
degli anni 2007 e 2008 e di 360 milioni di euro per  l'anno  2009  da
destinare ad integrazione del Fondo di cui al comma 870. 
 
  875. Al fine di assicurare una piu'  efficace  utilizzazione  delle
risorse finanziarie destinate all'attuazione degli interventi di  cui
al comma 631, e' istituito, nello stato di previsione  del  Ministero
della pubblica istruzione, il Fondo  per  l'istruzione  e  formazione
tecnica superiore.  Al  Fondo  confluiscono  le  risorse  annualmente
stanziate a valere sull'autorizzazione di spesa di cui al comma  634,
sul fondo iscritto nella legge 18 dicembre 1997, n. 440,  nonche'  le
risorse  assegnate  dal   CIPE,   per   quanto   riguarda   le   aree
sottoutilizzate,  per   progetti   finalizzati   alla   realizzazione
dell'istruzione e formazione tecnica superiore,  con  l'obiettivo  di
migliorare l'occupabilita' dei giovani che hanno concluso il  secondo
ciclo di istruzione e formazione. 
 
  876. Il Fondo di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 7 agosto
1997, n. 266, e successive modificazioni, e' integrato di 30  milioni
di euro per l'anno 2007 e di 40 milioni di euro  per  ciascuno  degli
anni 2008 e 2009. Il CIPE, su proposta del  Ministro  dello  sviluppo
economico, sentita la Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
definisce le modalita' per una semplificazione dei criteri di riparto
e di gestione del cofinanziamento nazionale dei progetti  strategici.
Le disponibilita' rivenienti dal mancato trasferimento  alle  regioni
degli stanziamenti di cui all'articolo 2, comma 42,  della  legge  28
dicembre 1995, n. 549, per gli interventi nel settore del commercio e
del turismo delle regioni e province autonome, affluiscono  al  Fondo
di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 7 agosto 1997, n. 266, e
successive modificazioni, per il trasferimento alle regioni stesse ai
fini del cofinanziamento dei programmi attuativi di cui  al  medesimo
articolo  16  della  legge  7  agosto  1997,  n.  266,  e  successive
modificazioni. Con la delibera del CIPE di cui al presente comma sono
definite le modalita' di assegnazione delle predette risorse. 
 
  877. All'articolo 24, comma 4, lettera a), del decreto  legislativo
31 marzo 1998, n. 114, dopo la parola: "controgaranzie" sono inserite
le seguenti: "e cogaranzie". 
 
  878. Per le finalita' previste dall'articolo 24, comma  4,  lettera
a), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.  114,  come  modificato
dal comma 877 del presente articolo, e' attribuito un  contributo  di
30 milioni di euro per l'anno 2007  e  di  20  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2008 e 2009. I predetti contributi sono assegnati
alle societa' finanziarie costituitesi a norma del regolamento di cui
al   decreto   del   Ministro   dell'industria,   del   commercio   e
dell'artigianato 30 marzo 2001, n. 400,  ed  operanti  alla  data  di
entrata in vigore  della  presente  disposizione,  in  ragione  della
medesima   ripartizione   percentuale   dei   fondi    di    garanzia
interconsortili ottenuta in fase di prima attuazione del  regolamento
di cui al citato decreto 30 marzo 2001, n. 400. 
 
  879.  Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  13,  comma  33,  del
decreto-legge  30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,  n.  326,  si  applicano
anche alle societa' finanziarie di cui all'articolo  24  del  decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 114,  come  da  ultimo  modificato  dal
comma 877 del presente articolo. 
 
  880. All'articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003,  n.  269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,
sono apportate. le seguenti modificazioni: 
a) i commi 25, 26, 27 e 61-ter sono abrogati; 
b) al comma 1, il secondo periodo e' soppresso; 
c) al comma 23, secondo periodo, le parole:  "ai  Fondi  di  garanzia
   indicati dai commi 25 e 28" sono sostituite  dalle  seguenti:  "al
   fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma  100,  lettera  a),
   della legge 23 dicembre 1996, n. 662"; 
d) al comma 24, le parole: "ai Fondi di garanzia previsti  dai  commi
   25 e 28" sono sostituite dalle seguenti: "al fondo di garanzia  di
   cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre
   1996, n. 662". 
 
  881. Al fine di accelerare lo sviluppo  dei  consorzi  di  garanzia
collettiva fidi di cui all'articolo 13 del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  novembre
2003, n. 326,  e  successive  modificazioni,  di  seguito  denominati
"confidi", anche mediante fusioni o  trasformazioni  in  intermediari
finanziari   vigilati,   iscritti   nell'elenco   speciale   di   cui
all'articolo 107 del testo unico di cui  al  decreto  legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, o in banche di credito cooperativo  ai  sensi
dei commi 29, 30, 31 e  32  dell'articolo  13  del  decreto-legge  30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, entro il 30 giugno 2007 i  confidi  provvedono
ad imputare al fondo consortile o  al  capitale  sociale  le  risorse
proprie costituite da  fondi  rischi  o  da  altri  fondi  o  riserve
patrimoniali derivanti da contributi dello Stato, degli enti locali o
territoriali o di altri enti pubblici. Tali risorse  sono  attribuite
unitariamente al patrimonio a fini di vigilanza dei relativi confidi,
senza vincoli di destinazione. 
 
  882. Al fine di favorire il rafforzamento patrimoniale dei confidi,
i fondi di garanzia interconsortile di cui al comma 20  dell'articolo
13 del decreto-legge 30  settembre  2003,  n.  269,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,  possono  essere
destinati anche alla prestazione di servizi ai confidi soci  ai  fini
dell'iscrizione nell'elenco speciale  di  cui  all'articolo  107  del
testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,
nonche', in generale, ai fini della riorganizzazione, integrazione  e
sviluppo operativo dei confidi stessi. PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 21
NOVEMBRE 2007, N. 231. 
 
  883. Per le finalita' di cui all'articolo 3, primo  comma,  lettera
a), della legge 24 dicembre 1985, n. 808, sono autorizzati contributi
quindicennali di 40 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni  2007,
2008  e  2009,  da  erogare  alle  imprese  nazionali   del   settore
aeronautico,  ai   sensi   dell'articolo   5,   comma   16-bis,   del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80. 
 
  884. Per le finalita' di cui all'articolo 1, comma 1,  lettera  a),
della legge 11 maggio  1999,  n.  140,  sono  autorizzati  contributi
quindicennali di 10 milioni di euro per l'anno 2007 e di  30  milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, da erogare alle  imprese
nazionali ai sensi dell'articolo 5, comma 16-bis,  del  decreto-legge
14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla  legge  14
maggio 2005, n. 80. 
 
  885. Per le finalita' di cui all'articolo 4, comma 3, della legge 7
agosto  1997,  n.  266,  sono  autorizzati  contributi  quindicennali
rispettivamente di 50 milioni di euro per l'anno 2007, di 40  milioni
di euro per l'anno 2008 e di 30 milioni di euro per l'anno  2009,  da
erogare alle  imprese  nazionali  ai  sensi  dell'articolo  5,  comma
16-bis, del decreto-legge 14  marzo  2005,  n.  35,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80. 
 
  886. Gli  incentivi  alla  ricerca  applicata  e  alla  innovazione
tecnologica, relativi ai Fondi  di  competenza  dei  Ministeri  dello
sviluppo  economico  e  dell'universita'  e  della  ricerca   e   del
Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie della  Presidenza  del
Consiglio dei ministri sono gestiti dalle medesime amministrazioni in
modo  coordinato  anche  in  conformita'  alle   direttive   adottate
congiuntamente dai tre Ministri. 
 
  887. Le amministrazioni di cui al comma 886 conformano  la  propria
attivita' a quanto disposto dal medesimo comma, in modo da assicurare
criteri coordinati di selezione e valutazione  delle  domande,  anche
tramite l'emanazione di bandi unitari e l'acquisizione delle  domande
di agevolazione presso un unico ufficio, individuando idonee forme di
coordinamento per la valutazione integrata delle domande stesse. 
 
  888. Per il finanziamento degli interventi di cui  all'articolo  1,
comma 92, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e a favore del  Fondo
per la mobilita' al servizio delle  fiere  previsto  dalla  legge  27
febbraio 2006, n. 105, e' autorizzato un contributo quindicennale  di
3 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. 
 
  889. All'articolo 1, comma 366, della legge 23  dicembre  2005,  n.
266, la parola: "372" e' sostituita dalla seguente: "371". 
 
  890. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266,  dopo  il
comma 371 sono inseriti i seguenti: 
"371-bis.  In  attesa  dell'adozione   del   decreto   del   Ministro
dell'economia e delle finanze  di  cui  al  comma  366,  puo'  essere
riconosciuto un contributo statale a progetti in favore dei distretti
produttivi adottati dalle regioni, per un ammontare  massimo  del  50
per cento  delle  risorse  pubbliche  complessivamente  impiegate  in
ciascun progetto. 
371-ter. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  adottato
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati i progetti
regionali ammessi al beneficio di cui al comma 371-bis ed i  relativi
oneri per il bilancio dello Stato ed eventuali ulteriori progetti  di
carattere nazionale, fermo restando il limite massimo di cui al comma
372". 
 
  891. All'articolo 1, comma 372, della legge 23  dicembre  2005,  n.
266, la parola: "371" e' sostituita dalla seguente: "371-ter". 
 
  892. Al fine di  estendere  e  sostenere  in  tutto  il  territorio
nazionale   la   realizzazione   di   progetti   per   la    societa'
dell'informazione, e' autorizzata una spesa di 10 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.  Con  decreto  di  natura  non
regolamentare, entro quattro mesi dalla data  di  entrata  in  vigore
della presente legge, il Ministro per le  riforme  e  le  innovazioni
nella pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro  per  gli
affari regionali e le autonomie locali per  gli  interventi  relativi
alle regioni e agli enti locali, individua le  azioni  da  realizzare
sul territorio nazionale, le aree destinatarie della  sperimentazione
e le modalita' operative e di gestione di tali progetti. 
 
  893. E istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei  ministri,
un  apposito  fondo,  denominato  "Fondo   per   il   sostegno   agli
investimenti per l'innovazione negli enti locali", con una  dotazione
finanziaria pari a 15 milioni di euro per ciascuno degli  anni  2007,
2008 e 2009. Il Fondo finanzia progetti degli  enti  locali  relativi
agli interventi di digitalizzazione dell'attivita' amministrativa, in
particolare per quanto riguarda i procedimenti di  diretto  interesse
dei cittadini e delle imprese. 
 
  894. Con successivo decreto  dei  Ministri  per  le  riforme  e  le
innovazioni nella pubblica amministrazione e per gli affari regionali
e le autonomie locali, di concerto con il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo  8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, previo  parere  della
Commissione permanente per l'innovazione tecnologica nelle regioni  e
negli enti locali di cui all'articolo 14, comma  3-bis,  del  decreto
legislativo 7 marzo 2005, n.  82,  vengono  stabiliti  i  criteri  di
distribuzione ed erogazione del Fondo di cui al comma 893. 
 
  895. Nella valutazione dei progetti da finanziare, di cui al  comma
892,  e'  data  priorita'  a  quelli  che  utilizzano  o   sviluppano
applicazioni  software  a  codice  aperto.  I  codici  sorgente,  gli
eseguibili e la documentazione dei software sviluppati sono mantenuti
in un ambiente di sviluppo cooperativo, situato in un web individuato
dal  Ministero  per  le  riforme  e  le  innovazioni  nella  pubblica
amministrazione al fine di poter essere visibili e riutilizzabili. 
 
  896. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  897. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  898. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  899. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  900. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  901. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  902. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  903.  Per  il  finanziamento  degli  interventi  consentiti   dagli
Orientamenti  dell'Unione   europea   per   il   salvataggio   e   la
ristrutturazione delle imprese in difficolta' sugli  aiuti  di  Stato
del Fondo di cui all'articolo 11, comma 3, del decreto-legge 14 marzo
2005, n. 35, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  14  maggio
2005, n. 80, e' autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l'anno
2007 e di 35 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. 
 
  904. Per ciascuno degli anni 2007, 2008  e  2009,  nello  stato  di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, la  dotazione
del fondo da ripartire di cui all'articolo 1, comma 15,  della  legge
23 dicembre 2005, n. 266, nel quale confluiscono  gli  importi  delle
dotazioni  di  bilancio  relative  ai  trasferimenti  correnti   alle
imprese, e' integrata di 565 milioni di euro per ciascuno degli  anni
2007 e 2008 e di 170 milioni a  decorrere  dall'anno  2009,  ai  fini
della corresponsione dei corrispettivi per le  imprese  pubbliche  in
relazione agli oneri di servizio pubblico sostenuti  in  applicazione
dei rispettivi contratti di programma. 
 
  905. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  in
attuazione dell'articolo 2 del decreto-legge 31 maggio 1994, n.  332,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474,  e
dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 novembre 1995, n. 481,  sono
emanate,  tenendo  conto  dei  principi  del   diritto   comunitario,
disposizioni   in   merito   all'attuazione   di   quanto    previsto
dall'articolo 1-ter, comma 4, del decreto-legge 29  agosto  2003,  n.
239, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre  2003,  n.
290, come modificato dall'articolo  1,  comma  373,  della  legge  23
dicembre 2005,  n.  266,  relativamente  alla  cessione  delle  quote
superiori al 20 per  cento  del  capitale  delle  societa'  che  sono
proprietarie e che gestiscono reti nazionali  di  trasporto  del  gas
naturale controllate direttamente o indirettamente dallo Stato. 
 
  906. Il termine del 31 dicembre 2008 stabilito dall'articolo 1-ter,
comma 4, del decreto-legge 29 agosto 2003, n.  239,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2003, n.  290,  come  prorogato
dall'articolo 1, comma 373, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nei
soli confronti delle societa'  di  cui  al  comma  905  del  presente
articolo, e' rideterminato in ventiquattro  mesi  a  decorrere  dalla
data di entrata in vigore del decreto del  Presidente  del  Consiglio
dei ministri di cui al medesimo comma 905. 
 
  907. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 31 LUGLIO 2007, N. 113. 
 
  908. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 31 LUGLIO 2007, N. 113. 
 
  909.  Al  codice  dei  contratti  pubblici,  di  cui   al   decreto
legislativo 12 aprile  2006,  n.  163,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
a) all'articolo 86, dopo il comma 3, e' inserito il seguente: "3-bis. 
   Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione, 
   nei casi previsti dalla normativa vigente, dell'anomalia delle 
   offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori 
   pubblici, di servizio e di forniture, gli enti aggiudicatori sono 
   tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e 
   sufficiente rispetto al costo del lavoro come determinato 
   periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e 
   della previdenza sociale, sulla base dei valori economici previsti 
   dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati 
   comparativamente piu rappresentativi, delle norme in materia 
   previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e 
   delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto 
   collettivo applicabile, il costo del lavoro e' determinato in 
   relazione al contratto collettivo del  settore  merceologico  piu'
vicino a quello preso in considerazione"; 
b) all'articolo 87, al comma 2, la lettera e) e' abrogata; 
c) all'articolo 87, al comma 4, le parole: "In relazione a servizi  e
forniture," sono soppresse; 
d) all'articolo 87, dopo il comma 4, e' inserito il seguente: "4-bis. 
   Nell'ambito dei requisiti per la qualificazione di cui 
all'articolo 40 del presente decreto, devono essere considerate anche
      le informazioni fornite dallo stesso soggetto interessato 
   relativamente all'avvenuto adempimento, all'interno della propria 
   azienda,  degli  obblighi  di  sicurezza  previsti  dalla  vigente
normativa". 
 
  910. All'articolo 7 del decreto legislativo 19 settembre  1994,  n.
626, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al comma 1, l'alinea e' sostituito dal  seguente:  "Il  datore  di
   lavoro, in caso di affidamento dei lavori ad imprese  appaltatrici
   o a lavoratori autonomi all'interno della propria  azienda,  o  di
   una singola unita' produttiva della  stessa,  nonche'  nell'ambito
   dell'intero ciclo produttivo dell'azienda medesima:"; 
 
b) e' aggiunto, in fine, il seguente  comma:  "3-bis.  L'imprenditore
committente  risponde  in  solido  con  l'appaltatore,  nonche'   con
ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori, per tutti i  danni
per  i  quali  il  lavoratore,  dipendente  dall'appaltatore  o   dal
subappaltatore,  non  risulti  indennizzato  ad  opera  dell'Istituto
nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro". 
 
  911. L'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo  10  settembre
2003, n. 276, e' sostituito dal seguente: "2. In caso di  appalto  di
opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro  e'
obbligato in solido con l'appaltatore,  nonche'  con  ciascuno  degli
eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni  dalla
cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i  trattamenti
retributivi e i contributi previdenziali dovuti". 
 
  912. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 31 LUGLIO 2007, N. 113. 
 
  913. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 31 LUGLIO 2007, N. 113. 
 
  914. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 31 LUGLIO 2007, N. 113. 
 
  915. Per gli interventi previsti  dall'articolo  2,  comma  3,  del
decreto-legge   28   dicembre   1998,   n.   451,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n.  40,  come  prorogati
dall'articolo 45, comma 1, lettera c), della legge 23 dicembre  1999,
n. 488, relativi all'anno 2006, e' autorizzata un'ulteriore spesa  di
50 milioni di euro per l'anno 2007. 
 
  916. Il 40 per cento delle  disponibilita'  finanziarie  del  Fondo
istituito dall'articolo 1, comma 108, della legge 23  dicembre  2005,
n. 266, deve essere destinato per la realizzazione e il completamento
di strutture logistiche intermodali di  I  livello  le  cui  opere  e
servizi sono gia' previsti dai piani regionali trasporti. 
 
  917. Per gli interventi previsti  dall'articolo  2,  comma  2,  del
decreto-legge   28   dicembre   1998,   n.   451,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n.  4°,  come  prorogati
dall'articolo 45, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre  1999,
n. 488, relativi all'anno 2006, e' autorizzata un'ulteriore spesa di 
54 milioni di euro per l'anno 2007 
 
  918.   Per   il   proseguimento   degli   interventi    a    favore
dell'autotrasporto di  merci,  nonche',  ove  si  individuino  misure
compatibili con il mercato  comune  ai  sensi  dell'articolo  87  del
Trattato  istitutivo  della  Comunita'  europea,  per  interventi  di
riduzione del costo del lavoro  delle  imprese  di  autotrasporto  di
merci relativo all'anno 2006, al  fondo  istituito  dall'articolo  1,
comma 108, della legge 23 dicembre 2005,  n.  266,  e'  assegnata  la
somma di euro 186 milioni per l'anno 2007. Con regolamento emanato ai
sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 4, su
proposta del Ministro dei trasporti,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze e il Ministro per le politiche europee,
sono disciplinate le modalita' di utilizzazione del fondo di  cui  al
primo periodo. L'efficacia delle modalita' di utilizzazione  di  tale
fondo e' comunque subordinata, ai sensi dell'articolo  88,  paragrafo
3,  del   Trattato   istitutivo   della   Comunita'   europea,   alla
autorizzazione della Commissione europea. 
 
  919. A carico del fondo di cui al comma 918 e' prelevato  l'importo
di 70 milioni di euro, da destinare a misure agevolative a favore dei
soggetti che  acquisiscano,  anche  mediante  locazione  finanziaria,
autoveicoli adibiti al trasporto di merci, di massa complessiva  pari
o superiore a 11,5 tonnellate. Con il regolamento di cui al comma 918
sono determinati criteri  e  modalita'  per  la  fruizione  di  dette
agevolazioni. 
 
  920. Dalla somma di 80 milioni  di  euro  autorizzata,  per  l'anno
2006, ai sensi del comma 108 dell'articolo 1 della legge 23  dicembre
2005, n. 266, e' prelevato l'importo di 42 milioni di euro,  mediante
riduzione dell'autorizzazione di spesa,  per  essere  destinato  alla
misura prevista all'articolo 1, comma 105, della  legge  23  dicembre
2005,  n.  266.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle   finanze   e'
autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le   occorrenti
variazioni di bilancio. Le disposizioni del presente comma entrano in
vigore il giorno stesso  della  pubblicazione  della  presente  legge
nella Gazzetta Ufficiale. 
 
  921. A decorrere dal 1° gennaio 2007, con decreto del Ministro  dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
da emanare entro il 31 marzo 2007, e' stabilito un  incremento  delle
tariffe applicabili per le operazioni in materia di motorizzazione di
cui all'articolo 18 della legge 1° dicembre 1986, n. 870, in modo  da
assicurare, su base annua, maggiori entrate pari ad almeno 50 milioni
di euro. Di conseguenza e' autorizzata,  a  decorrere  dal  2007,  la
spesa di 25 milioni di euro, in aggiunta alle  somme  gia'  stanziate
sul pertinente capitolo di bilancio, per il funzionamento del  Centro
elaborazione  dati  del  Dipartimento  per  i  trasporti   terrestri,
personale, affari generali e la pianificazione generale dei trasporti
del Ministero dei trasporti e la spesa di 10 milioni di euro  per  la
predisposizione  del  piano  generale   di   mobilita',   i   sistemi
informativi  di  supporto,  il  monitoraggio  e  la  valutazione   di
efficacia degli interventi. 
 
  922. Per la copertura degli oneri connessi alla prosecuzione  e  al
completamento di progetti informatici  di  competenza  del  Ministero
delle infrastrutture, gia' previsti nell'ambito del  Piano  triennale
per l'informatica 2007-2009 e' autorizzata la spesa di euro 8.500.000
per l'anno 2007 e di euro 4.200.000 per ciascuno degli  anni  2008  e
2009, da iscrivere nello stato di previsione del medesimo Ministero. 
 
  923. Con decreto del Ministro dei trasporti,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e  delle  finanze,  da  emanare  entro  il  31
gennaio 2007, ai sensi del comma 12 dell'articolo 80 del codice della
strada, di cui al decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.  285,  e'
stabilito un incremento delle tariffe applicabili per  le  operazioni
di revisione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi in cifra uguale
per le operazioni eseguite dagli uffici della  Motorizzazione  e  per
quelle eseguite dai centri privati concessionari di dette  operazioni
ai sensi dello stesso articolo 80, comma 8. 
 
  924. E autorizzata la spesa  di  5  milioni  di  euro  a  decorrere
dall'anno 2007 a favore  dell'Agenzia  nazionale  per  la  diffusione
delle tecnologie per l'innovazione. 
 
  925. Al fine di sostenere nuovi  processi  di  realizzazione  delle
infrastrutture per la larga banda e di completare il  "Programma  per
lo sviluppo della larga banda nel Mezzogiorno", le risorse del  Fondo
per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo  61  della  legge  27
dicembre 2002, n. 289, destinate al  finanziamento  degli  interventi
attuativi  del  suddetto  Programma  da  parte  del  Ministero  delle
comunicazioni  per  il  tramite  della  Societa'   infrastrutture   e
telecomunicazioni  per  l'Italia  Spa  (Infratel   Italia)   di   cui
all'articolo 7 del decreto-legge 14 marzo 2005,  n.  35,  convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  14  maggio  2005,  n.   80,   sono
incrementate di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008
e 2009. 
 
  926. Nell'ambito del riparto del Fondo per le aree  sottoutilizzate
di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, il CIPE,
con propria delibera ai sensi del comma 5 del medesimo  articolo  61,
assegna ulteriori 50 milioni di euro per  l'anno  2009  al  Ministero
delle comunicazioni per la realizzazione delle finalita'  di  cui  al
comma 925. Conseguentemente, le risorse del medesimo Fondo  destinate
al Ministero dello sviluppo economico per l'anno 2009 sono  diminuite
di 50 milioni di euro. 
 
  927. Al fine di diffondere la tecnologia della televisione digitale
sul territorio nazionale, e'  istituito  presso  il  Ministero  delle
comunicazioni  il  "Fondo  per  il  passaggio  al  digitale"  per  la
realizzazione dei seguenti interventi: 
a) incentivare la produzione di contenuti di  particolare  valore  in
tecnica digitale; 
b) incentivare il  passaggio  al  digitale  terrestre  da  parte  del
titolare dell'obbligo di copertura del servizio universale; 
c) favorire la  progettazione,  realizzazione  e  messa  in  onda  di
   servizi interattivi di pubblica utilita'  diffusi  su  piattaforma
   televisiva digitale; 
d)  favorire  la  transizione  al  digitale  da  parte  di   famiglie
economicamente o socialmente disagiate; 
e) incentivare la sensibilizzazione della popolazione alla tecnologia
del digitale. (12) (58) 
 
  928.  Il  Ministro  delle  comunicazioni,  con   proprio   decreto,
individua gli interventi di cui al comma 927 e le concrete  modalita'
di realizzazione dei  medesimi,  i  requisiti  e  le  condizioni  per
accedere agli interventi, le  categorie  di  destinatari,  la  durata
delle sperimentazioni, nonche' le  modalita'  di  monitoraggio  e  di
verifica degli interventi. (12) (58) 
 
  929. Per la realizzazione degli interventi di cui al comma  927  e'
autorizzata la spesa di 40 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni
2007, 2008 e 2009. (12) (58) 
 
  930.  Nei  confronti  dei  soggetti  esercenti  la  radiodiffusione
sonora, nonche' la radiodiffusione televisiva in  ambito  locale,  le
sanzioni amministrative previste dall'articolo 98  del  codice  delle
comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo  1°  agosto
2003, n. 259, e successive modificazioni, sono ridotte a un decimo. 
 
  931. Le disposizioni di cui  all'articolo  1,  comma  57,  primo  e
secondo periodo, della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  non  si
applicano alle spese relative  a  progetti  cofinanziati  dall'Unione
europea, ivi comprese le corrispondenti quote di parte nazionale. 
 
  932. Tutti i fondi rotativi gestiti dalla SIMEST Spa  destinati  ad
operazioni di  venture  capital  in  Paesi  non  aderenti  all'Unione
europea nonche' il fondo di cui all'articolo 5, comma 2, lettera  c),
della legge 21 marzo 2001, n. 84, sono unificati in un unico fondo. 
 
  933. Dopo l'articolo 2 del decreto-legge 28 maggio  1981,  n.  251,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394,  e
successive modificazioni, e' inserito il seguente: "Art. 2-bis. -  1.
Il fondo rotativo di cui all'articolo 2 puo' essere, a cura dell'ente
gestore, garantito contro i rischi di mancato  rimborso,  presso  una
compagnia di assicurazione o  istituti  di  credito.  I  costi  della
garanzia o  assicurazione  sono  dall'ente  gestore  addebitati  agli
operatori beneficiari dei finanziamenti. Le condizioni e le modalita'
del  contratto  di   assicurazione   o   garanzia   sono   sottoposte
all'approvazione del comitato di gestione  del  fondo  e  non  devono
comportare oneri a carico del fondo". 
 
  934. All'articolo 3, comma 5, della legge 24 aprile 1990, n. 100, e
successive modificazioni, le parole: "per le finalita'  di  cui  alla
presente legge" sono sostituite dalle seguenti: "per interventi volti
a   sostenere   l'internazionalizzazione   del   sistema   produttivo
italiano". 
 
  935. All'articolo 10 del decreto-legge  28  maggio  1981,  n.  251,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394,  e
successive modificazioni, e' aggiunto, in fine,  il  seguente  comma:
"Per favorire una promozione  sinergica  del  prodotto  italiano,  ai
sensi dell'articolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143,
e  successive  modificazioni,  possono  essere  concessi   contributi
d'intesa con i Ministri  competenti  a  progetti  promozionali  e  di
internazionalizzazione realizzati da consorzi  misti  tra  piccole  e
medie    imprese     dei     settori     agro-ittico-alimentare     e
turistico-alberghiero,  aventi  lo  scopo  esclusivo  dell'attrazione
della domanda estera". 
 
  936. Per le finalita' di cui al  comma  61  dell'articolo  4  della
legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, anche  al
fine di favorire la penetrazione commerciale dei  mercati  esteri  da
parte delle imprese attraverso l'adozione  di  strumenti  di  marchio
consortili, aventi natura privatistica, il  fondo  istituito  per  le
azioni a sostegno del "made in Italy" e' incrementato di ulteriori 20
milioni di euro per l'anno 2007 e 26 milioni  di  euro  per  ciascuno
degli anni  2008  e  2009.  Quota  parte  delle  risorse  di  cui  al
precedente periodo, per un ammontare pari a 1  milione  di  euro  per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, e' destinata all'erogazione di
contributi per la realizzazione di  studi  e  ricerche  diretti  alla
certificazione di qualita'  e  di  salubrita'  dei  prodotti  tessili
cardati, realizzati con materie prime secondarie, che valorizzano  la
tipicita' delle  lavorazioni  e  le  caratteristiche  ecologiche  dei
relativi  manufatti.  Con  decreto  del   Ministro   dello   sviluppo
economico, di concerto con il Ministro del commercio  internazionale,
sono individuate le modalita' per accedere ai contributi  di  cui  al
precedente periodo. 
 
  937. Al fine di promuovere la tutela e lo sviluppo delle produzioni
di ceramiche artistiche e di qualita',  in  linea  con  le  finalita'
fissate dalla legge 9 luglio 1990, n. 188, e' autorizzata la spesa di
1  milione  di  euro  per  gli   anni   2007   e   2008.   A   valere
sull'autorizzazione di spesa di cui al presente comma, una somma pari
a 50.000 euro per ciascun anno del triennio 2007-2009,  e'  destinata
al finanziamento del Museo internazionale delle ceramiche  di  Faenza
di cui alla legge 17 febbraio 1968, n. 97. 
 
  938. L'utilizzo delle risorse di cui al comma 937 avviene secondo i
criteri e le modalita' di utilizzo di cui  al  decreto  del  Ministro
delle attivita' produttive 16 maggio 2003, pubblicato nella  Gazzetta
Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2003. 
 
  939. All'articolo 2, comma 85, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n.
262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,  n.
286,  e'  aggiunto,  in  fine,   il   seguente   capoverso:   "5-ter.
L'affidamento dei servizi di distribuzione carbolubrificanti e  delle
attivita' commerciali e ristorative nelle aree di servizio delle reti
autostradali, in deroga rispetto a quanto previsto nelle  lettere  c)
ed f) del comma 5, avviene secondo i seguenti principi: 
a) verifica   preventiva   della    sussistenza    delle    capacita'
   tecnico-organizzative ed economiche dei concorrenti allo scopo  di
   garantire un adeguato  livello  e  la  regolarita'  del  servizio,
   secondo quanto disciplinato dalla normativa di settore; 
b) valutazione  delle  offerte  dei   concorrenti   che   valorizzino
   l'efficienza,  la  qualita'  e  la  varieta'  dei   servizi,   gli
   investimenti in coerenza con la  durata  degli  affidamenti  e  la
   pluralita' dei marchi. I processi di selezione  devono  assicurare
   una prevalente importanza al progetto tecnico-commerciale rispetto
   alle condizioni economiche proposte; 
c) modelli  contrattuali  idonei  ad  assicurare  la   competitivita'
   dell'offerta in termini di qualita' e disponibilita'  dei  servizi
   nonche' dei prezzi dei prodotti oil e non oil". 
 
  940. Al  fine  di  garantire  i  livelli  occupazionali  del  Parco
nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e del Parco nazionale
della Maiella e' erogata a favore dell'ente Parco Nazionale del  Gran
Sasso e dei Monti  della  Laga  e  dell'ente  Parco  nazionale  della
Maiella la somma di euro 2.000.000, a decorrere dall'anno  2007,  per
consentire la stabilizzazione  del  personale  fuori  ruolo  operante
presso tali enti. Le relative  stabilizzazioni  sono  effettuate  nei
limiti delle risorse assegnate con il presente comma e  nel  rispetto
delle  normative  vigenti  in  materia  di   assunzioni,   anche   in
soprannumero. I rapporti di lavoro in essere  con  il  personale  che
presta attivita' professionale e collaborazione presso gli enti Parco
sono regolati, sulla base di nuovi contratti che verranno  stipulati,
a decorrere dal 1° gennaio 2007 fino alla definitiva  stabilizzazione
del suddetto personale e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2008. Al
relativo onere si provvede attraverso riduzione del fondo di  cui  al
comma 96 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 
 
  941. In relazione a quanto previsto dal comma  61  dell'articolo  4
della legge 24 dicembre 2003, n. 350, al secondo periodo del comma 49
del medesimo articolo 4, sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:
"incluso l'uso fallace o fuorviante  di  marchi  aziendali  ai  sensi
della disciplina sulle pratiche commerciali ingannevoli". 
 
  942. Allo scopo di potenziare l'attivita' di promozione e  sviluppo
del  "made  in  Italy",  anche  attraverso  l'acquisizione  di   beni
strumentali ad elevato contenuto tecnologico e l'ammodernamento degli
impianti gia' esistenti, e' concesso, a favore degli enti fieristici,
un contributo nel limite massimo complessivo di 10  milioni  di  euro
per l'anno 2007 a valere sulle  disponibilita'  di  cui  all'articolo
14-vicies semel del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115; convertito,
con modificazioni, dalla  legge  17  agosto  2005,  n.  168,  che  e'
contestualmente abrogato. Le modalita', i criteri  ed  i  limiti  del
contributo sono definiti con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
economico entro due mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge. 
 
  943.  Per  le  politiche  generali  concernenti  le   collettivita'
italiane   all'estero,   la   loro   integrazione,    l'informazione,
l'aggiornamento  e  la  promozione  culturale  a  loro   favore,   la
valorizzazione  del  ruolo  degli  imprenditori  italiani  all'estero
nonche' il coordinamento delle iniziative relative al rafforzamento e
alla razionalizzazione della rete consolare, e' autorizzata la  spesa
di 24 milioni di euro per l'anno  2007  e  14  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2008 e 2009. 
 
  944. Per la prosecuzione degli interventi per  la  salvaguardia  di
Venezia di cui alla legge 5  febbraio  1992,  n.  139,  e  successive
modificazioni, e' autorizzata la spesa di  85  milioni  di  euro  per
l'anno 2007 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009,
da ripartire secondo le modalita' di cui al comma 2  dell'articolo  3
della legge 3 agosto 1998, n. 295. 
 
  945. Per  l'attuazione  del  Protocollo  d'intesa  tra  il  Governo
italiano e la regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, e'  autorizzata
la spesa di 40 milioni  di  euro  per  l'anno  2007,  finalizzata  al
completamento   del   terzo   lotto,   secondo    stralcio,    tratto
Gattinara-Padriciano, della grande viabilita' triestina. 
 
  946. All'articolo 49, primo comma,  dello  Statuto  speciale  della
regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla  legge  costituzionale  31
gennaio  1963,  n.  1,  e  successive  modificazioni,   l'alinea   e'
sostituito dal seguente: "Spettano alla  Regione  le  seguenti  quote
fisse delle sottoindicate entrate tributarie  erariali  riscosse  nel
territorio della Regione stessa:". 
 
  947. In applicazione dell'articolo 15 del  decreto  legislativo  1°
aprile 2004, n. 111, ed al fine di rendere efficaci  le  disposizioni
ivi contenute, ad eccezione di quelle di cui all'articolo 9, comma 7,
del medesimo decreto relative ai  servizi  di  trasporto  ferroviario
interregionale, da  definire  previa  intesa  fra  il  Ministero  dei
trasporti e le regioni Friuli-Venezia Giulia e Veneto,  i  cui  oneri
saranno quantificati con successivo provvedimento, al numero  4)  del
primo comma dell'articolo 49 dello  Statuto  speciale  della  regione
Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge  costituzionale  31  gennaio
1963, n. 1, e successive modificazioni, le parole: "otto decimi" sono
sostituite dalle seguenti: "9,1 decimi". 
 
  948. L'efficacia delle disposizioni di  cui  ai  commi  946  e  947
decorre dal  1°  gennaio  2008;  conseguentemente,  sono  ridotte  le
seguenti autorizzazioni di spesa per gli importi sotto indicati: 
a) stato di previsione del Ministero dei trasporti: legge 23 dicembre
   2005, n.  266,  articolo  1,  comma  15,  per  l'importo  di  euro
   1.875.000; 
b) stato di previsione del Ministero dell'economia e  delle  finanze:
   legge 23  dicembre  2005,  n.  266,  articolo  1,  comma  15,  per
   l'importo di euro 68.408.000. 
 
  949. Per la prosecuzione degli interventi per  Roma-capitale  della
Repubblica, di cui alla legge 15 dicembre 1990, n. 396, e  successive
modificazioni, e' autorizzata la spesa di 212,5 milioni di  euro  per
ciascuno degli anni 2007 e 2008 e di 170 milioni di euro  per  l'anno
2009. 
 
  950.  Per  il  finanziamento  della  promozione  della  candidatura
italiana  all'Esposizione  universale  del  2015   da   parte   della
Presidenza del Consiglio dei  ministri,  d'intesa  con  il  Ministero
degli affari esteri, e' autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per
l'anno 2007 e di 1 milione di euro per l'anno 2008. 
 
  951.   Per   la    partecipazione    dell'Italia    all'Esposizione
internazionale di Saragozza del 2008 e' autorizzata  la  spesa  di  2
milioni di euro per l'anno 2007, di 3,8 milioni di  euro  per  l'anno
2008 e di 450.000 euro per l'anno 2009. 
 
  952. Per la partecipazione dell'Italia  all'Esposizione  universale
di Shanghai 2010 e' autorizzata la spesa di 800.000 euro  per  l'anno
2007, di 1,25 milioni di euro per l'anno 2008 e di 7 milioni di  euro
per l'anno 2009. 
 
  953.  Per  la  partecipazione  dell'Italia  alle   Esposizioni   di
Saragozza 2008 e Shanghai 2010 sono  istituiti,  rispettivamente,  un
Commissariato per l'Esposizione di Saragozza 2008 e un  Commissariato
generale per l'Esposizione di Shanghai 2010. Essi cessano di  operare
entro nove mesi dalla chiusura delle relative  Esposizioni,  dopo  la
presentazione   dei   rendiconti   finali   delle   spese   di   cui,
rispettivamente, ai commi 951 e 952. 
 
  954. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto  con
il Ministro dell'economia e delle  finanze  e  con  il  Ministro  del
commercio internazionale, sono nominati il  Commissario  del  Governo
per l'Esposizione di Saragozza 2008 ed il  Commissario  generale  del
Governo per l'Esposizione di Shanghai 2010. 
 
  955. Con decreto del Ministro degli affari  esteri,  sono  altresi'
nominati i Segretari generali del Commissariato e  del  Commissariato
generale, scelti tra i funzionari della carriera diplomatica  con  il
grado di  ministro  plenipotenziario,  i  quali  esercitano  le  loro
funzioni in raccordo con i rispettivi  Commissari,  sostituendoli  in
caso di assenza o di impedimento. 
 
  956. Il Commissario e il Commissario generale gestiscono i fondi di
cui, rispettivamente, ai commi 951 e  952  e  ordinano  le  spese  da
effettuare in Italia e all'estero per la partecipazione  dell'Italia,
nonche' le spese  per  le  manifestazioni  a  carattere  scientifico,
culturale ed artistico collegate alle finalita' delle esposizioni. Il
Commissario e il Commissario generale,  nello  svolgimento  dei  loro
compiti, sono autorizzati a derogare  alle  vigenti  disposizioni  di
contabilita'  generale  dello  Stato  in  materia  di  contratti.  Il
Commissario e il Commissario generale presentano al  Ministero  degli
affari esteri il preventivo delle spese e, entro nove mesi dalla data
di chiusura delle rispettive esposizioni, i rendiconti  finali  delle
spese sostenute. 
 
  957. Nello svolgimento delle proprie funzioni, il Commissario e  il
Commissario  generale  si  avvalgono  ciascuno  del  supporto  di  un
dirigente di prima  fascia  ovvero  di  un  dirigente  incaricato  di
funzioni dirigenziali generali ai sensi dell'articolo  19,  comma  4,
del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e   successive
modificazioni, anche in deroga all'articolo 3, comma 147, della legge
24 dicembre 2003, n. 350, nominato dal Ministero degli affari  esteri
tra gli appartenenti al proprio ruolo dirigenziale, con  funzioni  di
direttore amministrativo, e di cinque unita' di personale  dipendente
dal medesimo Ministero ovvero dalle amministrazioni pubbliche di  cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
165, e successive modificazioni, in posizione di comando o  in  altre
posizioni analoghe, secondo i rispettivi ordinamenti. Le strutture di
supporto  al  Commissario  e  al  Commissario  generale   comprendono
altresi' personale assunto con contratto a tempo determinato, che  ha
diritto a un trattamento onnicomprensivo a carico del Commissariato o
del Commissariato generale commisurato a quello stabilito dalle norme
dello Stato ospitante nell'ambito delle Esposizioni. Tale  personale,
ove assunto in Italia, ha diritto altresi' al rimborso delle spese di
viaggio ed alloggio nelle sedi espositive, esclusa ogni indennita' di
missione. Il Commissario e il Commissario generale possono  avvalersi
di consulenti in possesso di specifiche professionalita'. 
 
  958. Il Commissario e il Commissario generale, se dipendenti  dalle
pubbliche  amministrazioni,  i  Segretari  generali  e  i   direttori
amministrativi sono collocati per tutta la durata dell'incarico nella
posizione di fuori ruolo o in posizione analoga secondo i  rispettivi
ordinamenti, in  eccedenza  alle  quote  stabilite  dal  decreto  del
Presidente della Repubblica 30 aprile  1958,  n.  571,  e  successive
modificazioni,  o  da  qualsiasi  altra  disposizione  legislativa  o
regolamentare. 
 
  959. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto  con
il Ministro dell'economia e delle finanze, e' stabilita  l'indennita'
spettante al  Commissario,  al  Commissario  generale,  ai  Segretari
generali, ai direttori amministrativi ed al restante personale di cui
al comma 957, per l'intero periodo  di  svolgimento  delle  funzioni,
dovunque svolte,  dalla  data  di  conferimento  dell'incarico.  Tale
indennita' non ha natura retributiva e tiene conto della  delicatezza
dell'incarico, dei  relativi  oneri  e  dell'intensita'  dell'impegno
lavorativo. Essa non puo' essere  superiore  a  quelle  spettanti  ai
corrispondenti  gradi  del  personale  appartenente  ai  ruoli  della
carriera diplomatica, di quella dirigenziale e delle  altre  carriere
del Ministero degli affari esteri e si  aggiunge,  per  il  personale
dipendente da pubbliche amministrazioni, alle competenze  stipendiali
di base metropolitane. 
 
  960. Per i periodi di servizio prestati fuori sede  e'  corrisposto
ai soggetti di cui ai commi 954, 955 e 957  il  rimborso  delle  sole
spese di viaggio, in conformita' alle disposizioni vigenti. 
 
  961. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto  con
il Ministro dell'economia e delle finanze, e' nominato un collegio di
tre revisori  dei  conti,  scelti  tra  i  dirigenti  dei  rispettivi
Ministeri, dei quali uno designato dal Ministro dell'economia e delle
finanze, con funzioni di presidente, e due designati  rispettivamente
dal Ministro  degli  affari  esteri  e  dal  Ministro  del  commercio
internazionale. 
 
  962. Agli oneri derivanti dai commi da 953 a 961 si provvede  nell'
ambito delle autorizzazioni di spesa di cui ai commi 951 e 952. 
 
  963. A decorrere dall'anno 2007 e fino alla revisione  del  sistema
dei trasferimenti erariali agli enti locali, il  contributo  previsto
dall'articolo 1 della legge 25 novembre  1964,  n.  1280,  da  ultimo
rideterminato dall'articolo 9, comma 1, della legge 16 dicembre 1999,
n. 494, e confluito nel fondo consolidato  di  cui  all'articolo  39,
comma 1, del  decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  504,  e'
incrementato di 175 milioni di euro annui. 
 
  964. Per la prosecuzione degli interventi relativi al Sistema "Alta
Velocita/Alta  Capacita'"   della   linea   Torino-Milano-Napoli   e'
autorizzata la spesa complessiva di 8.100 milioni di euro nel periodo
2007-2021, di cui 400 milioni per  l'anno  2007,  1.300  milioni  per
l'anno 2008, 1.600 milioni per l'anno 2009 e  4.800  milioni  per  il
periodo 2010-2021, in ragione di 400 milioni di euro annui. Le  somme
di cui al precedente periodo sono interamente impegnabili a decorrere
dal primo anno di iscrizione. 
 
  965. Per la prosecuzione degli interventi alle linee trasversali e,
in  particolare,  per  la  progettazione  definitiva  del   raddoppio
dell'intero  tracciato  della  linea  ferroviaria   Parma-La   Spezia
(Pontremolese), funzionale al rafforzamento del corridoio plurimodale
Tirreno-Brennero, e' autorizzata la spesa di 24 milioni di  euro  per
ciascuno degli anni 2007 e 2008. 
 
  966. Gli oneri per capitale ed interessi dei titoli  emessi  e  dei
mutui contratti da Infrastrutture Spa fino alla data del 31  dicembre
2005 per il finanziamento degli  investimenti  per  la  realizzazione
della   infrastruttura   ferroviaria   ad   alta   velocita'   "Linea
Torino-Milano-Napoli", nonche' gli oneri delle relative operazioni di
copertura, sono assunti direttamente  a  carico  del  bilancio  dello
Stato. Fatti salvi i diritti dei creditori  del  patrimonio  separato
costituito da Infrastrutture Spa sono abrogati  il  comma  1,  ultimo
periodo, il comma 2, ultimo periodo, e il comma  4  dell'articolo  75
della legge 27 dicembre 2002, n. 289. 
 
  967. La Cassa depositi e  prestiti  Spa,  in  quanto  succeduta  ad
Infrastrutture Spa ai sensi dell'articolo 1, comma 79, della legge 23
dicembre 2005, n. 266,  promuove  le  iniziative  necessarie  per  la
liquidazione del patrimonio  separato  costituito  da  Infrastrutture
Spa. A seguito della predetta liquidazione cessa la destinazione  dei
crediti e proventi di cui al comma 4 dell'articolo 75 della legge  27
dicembre 2002, n. 289, e sono estinti  i  debiti  di  Ferrovie  dello
Stato Spa e di societa' del  Gruppo  relativi  al  citato  patrimonio
separato sia nei confronti del patrimonio  separato  stesso  sia  nei
confronti dello Stato. 
 
  968. L'assunzione degli oneri a carico del bilancio dello Stato  di
cui al comma 966 nonche' l'estinzione dei debiti  di  Ferrovie  dello
Stato Spa e di societa' del gruppo di cui al comma 967 si considerano
fiscalmente irrilevanti. 
 
  969. I criteri e le modalita' di assunzione da  parte  dello  Stato
degli oneri di cui al  comma  966,  di  liquidazione  del  patrimonio
separato di cui al comma 967, nonche' i  criteri  di  attuazione  del
comma 964, sono determinati con uno o  piu'  decreti  di  natura  non
regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze. 
 
  970. Al comma 8 dell'articolo 17 del decreto legislativo  8  luglio
2003, n. 188,  dopo  il  primo  periodo,  e'  inserito  il  seguente:
"L'incremento   annuo    del    canone    dovuto    per    l'utilizzo
dell'infrastruttura  ferroviaria  Alta  Velocita/Alta  Capacita'  non
dovra' comunque essere inferiore al 2 per cento". 
 
  971. E autorizzata la spesa di euro 400 milioni per l'anno 2007  da
riconoscere  a  Trenitalia  Spa,  a  titolo  di  contributo  per   la
remunerazione degli  obblighi  di  servizio  pubblico  con  lo  Stato
forniti, ai sensi del regolamento (CEE) n. 1191/69 del Consiglio, del
26 giugno 1969, ed in  conformita'  all'articolo  5  della  direttiva
91/440/CEE del Consiglio, del 29 luglio 1991, fino al 2003. 
 
  972. Ai fini del rimborso  degli  interessi  e  della  restituzione
delle  quote  capitale  dei  mutui   accesi   in   applicazione   del
decreto-legge 7 dicembre 1993, n. 505,  convertito,  dalla  legge  29
gennaio 1994, n. 78, per il triennio 2007-2009,  e'  posto  a  carico
dello Stato, per l'importo annuo di 27 milioni di euro,  l'onere  per
il servizio del debito gia' contratto nei confronti di Infrastrutture
Spa, per il periodo dal  1°  agosto  2006  al  31  dicembre  2007  in
relazione  alla  realizzazione  del   "Sistema   alta   velocita/alta
capacita'". 
 
  973. E' autorizzata la spesa complessiva di euro  311  milioni  per
l'anno 2007, in relazione all'adeguamento dei corrispettivi  per  gli
oneri di servizio pubblico sostenuti in attuazione dei  contratti  di
servizio con le regioni di cui all'articolo 9 del decreto legislativo
19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni, e  al  relativo
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16  novembre  2000,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  303
del 30 dicembre 2000, ed all'articolo  52  della  legge  23  dicembre
2000, n. 388, ivi  compreso  il  recupero  del  tasso  di  inflazione
programmata degli anni precedenti. 
 
  974. A copertura degli investimenti relativi alla rete tradizionale
dell'infrastruttura ferroviaria nazionale e' autorizzata  l'ulteriore
spesa di 1.600 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007  e  2008;
tale maggiore spesa e' destinata, in misura non inferiore al  50  per
cento, agli investimenti nella rete regionale e locale. 
 
  975. Il comma 84 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre  2005,  n.
266, e' sostituto dal seguente: 
"84. Sono concessi, ai sensi dell'articolo 4, comma 177, della  legge
24 dicembre 2003, n. 350,  e  successive  modificazioni,  a  Ferrovie
dello Stato Spa o a societa' del gruppo contributi  quindicennali  di
100 milioni di euro annui a decorrere dal 2006  per  la  prosecuzione
degli interventi relativi al  sistema  alta  velocita/alta  capacita'
Torino-Milano-Napoli e di 100 milioni di euro annui a  decorrere  dal
2007 a copertura degli investimenti relativi alla  rete  tradizionale
dell'infrastruttura ferroviaria nazionale". 
 
  976. A valere sulle risorse di cui al comma 974,  la  somma  di  20
milioni di euro per ciascuno degli anni  2007  e  2008  e'  destinata
specificamente   all'ammodernamento    della    tratta    ferroviaria
Aosta-Chivasso. 
 
  977. Per la prosecuzione degli interventi  di  realizzazione  delle
opere strategiche di preminente interesse nazionale di cui alla legge
21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni, e'  autorizzata
la concessione di contributi quindicennali di 100 milioni di  euro  a
decorrere da ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, di cui 5  milioni
di euro a decorrere dall'anno 2007 per le  esigenze  infrastrutturali
delle capitanerie di porto. 
 
  978. Per  ciascuno  degli  anni  2007,  2008  e  2009  e'  altresi'
autorizzato un contributo di 3 milioni  di  euro  per  consentire  lo
sviluppo  del  programma  di  potenziamento  ed   adeguamento   delle
infrastrutture  del  Corpo  delle  capitanerie  di  porto  -  guardia
costiera. 
 
  979. Per assicurare il concorso dello Stato al completamento  della
realizzazione  delle   opere   infrastrutturali   della   Pedemontana
lombarda, a valere sulle risorse di cui al comma 977, e'  autorizzato
un contributo  quindicennale  di  10  milioni  di  euro  a  decorrere
dall'anno 2007, di 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008 e di
40 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. A tal fine le funzioni
ed i poteri di soggetto concedente e aggiudicatore attribuiti ad ANAS
Spa  per  la  realizzazione  dell'autostrada  Pedemontana   Lombarda,
dell'autostrada  diretta  Brescia-Bergamo-Milano,  delle  tangenziali
esterne di Milano,  sono  trasferiti  da  ANAS  Spa  medesima  ad  un
soggetto di diritto pubblico che subentra in tutti i diritti attivi e
passivi inerenti alla realizzazione delle infrastrutture autostradali
e  che  viene  appositamente  costituito  in   forma   societaria   e
partecipato dalla stessa ANAS Spa e  dalla  regione  Lombardia  o  da
soggetto da essa  interamente  partecipato.  Sempre  a  valere  sugli
importi di cui al comma 977, e' altresi'  autorizzato  un  contributo
quindicennale di 3 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007,  di  6
milioni di euro a decorrere dall'anno 2008 e di 6 milioni di  euro  a
decorrere dall'anno  2009  per  la  realizzazione  del  tratto  della
metropolitana di Milano M4 Lorenteggio-Linate e  delle  altre  tratte
della metropolitana di Milano. A valere sul medesimo stanziamento una
quota e' destinata al potenziamento  della  rete  ferroviaria  locale
lombarda con priorita' per le tratte ad alta  frequentazione  adibite
al trasporto dei pendolari. 
 
  980. Le quote dei limiti di impegno, autorizzati dall'articolo  13,
comma  1,  della  legge  1°  agosto  2002,  n.  166,   e   successivo
finanziamento a carico dell'articolo 4, comma  176,  della  legge  24
dicembre 2003, n. 350, decorrenti dagli anni 2003, 2004 e  2005,  non
impegnate al 31 dicembre 2006, costituiscono economie di  bilancio  e
sono reiscritte nella competenza degli esercizi successivi  a  quelli
terminali dei rispettivi limiti. 
 
  981. Per assicurare il concorso dello Stato al completamento  della
realizzazione  delle  opere  infrastrutturali  della  Pedemontana  di
Formia di cui alla delibera CIPE n. 98/06 del 29 marzo 2006, a valere
sulle risorse di cui all'articolo 2, comma 92,  del  decreto-legge  3
ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla  legge  24
novembre 2006, n.  286,  che  sono  corrispondentemente  ridotte,  e'
autorizzato un contributo  quindicennale  di  5  milioni  di  euro  a
decorrere dal 2007. A tal fine, il completamento della  progettazione
e   della   relativa   attivita'   esecutiva,   relativamente    alla
realizzazione dell'opera, puo' avvenire anche attraverso  affidamento
di ANAS Spa ad un organismo di diritto pubblico, costituito in  forma
societaria e partecipato dalla stessa societa' e dalla  provincia  di
Latina. Con  atto  convenzionale  e'  disciplinato  il  subentro  nei
rapporti attivi e passivi inerenti alla realizzazione delle  predette
opere infrastrutturali. 
 
  982. Per assicurare l'autonomia finanziaria alle autorita' portuali
nazionali e promuovere 1'  autofinanziamento  delle  attivita'  e  la
razionalizzazione della  spesa,  anche  al  fine  di  finanziare  gli
interventi di manutenzioni  ordinaria  e  straordinaria  delle  parti
comuni nell'ambito portuale, con priorita' per  quelli  previsti  nei
piani  triennali  gia'  approvati,  ivi  compresa   quella   per   il
mantenimento  dei  fondali,  sono  attribuiti  a  ciascuna  autorita'
portuale,  a  decorrere  dall'anno  2007,   per   la   circoscrizione
territoriale di competenza: 
a) il gettito della tassa  erariale  di  cui  all'articolo  2,  primo
   comma, del decreto-legge 28 febbraio 1974, n. 47, convertito,  con
   modificazioni, dalla legge 16 aprile 1974, n.  117,  e  successive
   modificazioni; 
b) il gettito della tassa di ancoraggio di cui al capo I del titolo I
   della legge 9 febbraio 1963, n. 82, e successive modificazioni. 
 
  983. E' istituito  presso  il  Ministero  dei  trasporti  un  fondo
perequativo dell'ammontare di 50 milioni di euro per l'anno 2007,  di
10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, di 23 milioni
di euro per l'anno 2010 e di 50 milioni di euro a decorrere dall'anno
2011, la cui dotazione e'  ripartita  annualmente  tra  le  autorita'
portuali  secondo  criteri  fissati  con  decreto  del  Ministro  dei
trasporti, al  quale  compete  altresi'  il  potere  di  indirizzo  e
verifica dell'attivita' programmatica  delle  autorita'  portuali.  A
decorrere  dall'anno  2007  sono   conseguentemente   soppressi   gli
stanziamenti destinati alle autorita' portuali per  manutenzioni  dei
porti. 
 
  984. Le autorita' portuali sono autorizzate all'applicazione di una
addizionale su tasse, canoni e diritti per l'espletamento dei compiti
di vigilanza e per la fornitura di servizi di sicurezza previsti  nei
piani di sicurezza portuali. 
 
  985. Resta ferma l'attribuzione a ciascuna autorita'  portuale  del
gettito della tassa sulle merci sbarcate e imbarcate di cui  al  capo
III del titolo II della legge 9 febbraio 1963, n.  82,  e  successive
modificazioni, e all'articolo 1 della legge 5 maggio 1976, n. 355. 
 
  986. Le disposizioni di cui alle lettere a) e  b)  del  comma  982,
nonche' quelle di cui al comma 985 si interpretano nel senso  che  le
navi che compiono operazioni  commerciali  e  le  merci  imbarcate  e
sbarcate nell'ambito di porti, rade o spiagge dello Stato, in zone  o
presso  strutture  di  ormeggio,  quali  banchine,   moli,   pontili,
piattaforme, boe, torri  e  punti  di  attracco,  in  qualsiasi  modo
realizzati, sono soggette alla tassa di ancoraggio e alle tasse sulle
merci. 
 
  987. Gli uffici doganali provvedono alla riscossione delle tasse di
cui ai commi 982, 984 e 985 senza alcun onere per  gli  enti  cui  e'
devoluto il relativo gettito. 
 
  988. In conseguenza  del  regime  di  autonomia  finanziaria  delle
autorita' portuali ad esse non si applica il  disposto  dell'articolo
1, comma 57, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e  si  applica  il
sistema  di  tesoreria  mista  di  cui  all'articolo  7  del  decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 279. Le somme giacenti al  31  dicembre
2006 nei  sottoconti  fruttiferi  possono  essere  prelevate  in  due
annualita' nel mese di giugno negli anni 2007 e 2008. 
 
  989. Il Governo e' autorizzato ad adottare,  entro  il  30  ottobre
2007 un regolamento, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della  legge
23 agosto 1988, n. 400, volto a rivedere la disciplina delle tasse  e
dei diritti marittimi tenendo conto dei seguenti criteri direttivi: 
a) semplificazione, con accorpamento delle tasse e delle procedure di
riscossione; 
b) accorpamento della tassa e della sovrattassa  di  ancoraggio,  con
attribuzione alle Autorita' portuali; 
c) adeguamento graduale dell'ammontare  delle  tasse  e  dei  diritti
   sulla base del tasso d'inflazione a  decorrere  dalla  data  della
   loro  ultima  determinazione,  con  decreto   del   Ministro   dei
   trasporti, di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
   finanze; (44) 
d) abrogazione espressa delle norme ritenute incompatibili. (7) 
 
  989-bis. Il Ministro dei  trasporti  e'  autorizzato  ad  adottare,
entro il 30 ottobre 2007, un regolamento, ai sensi dell'articolo  17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988,  n.  400,  volto  a  rivedere  i
criteri per l'istituzione delle autorita' portuali e la verifica  del
possesso dei requisiti previsti per la conferma o la  loro  eventuale
soppressione,  tenendo  conto  della   rilevanza   dei   porti,   del
collegamento con le reti strategiche, del volume dei traffici e della
capacita' di autofinanziamento. (7) 
 
  990.  Al  fine  del  completamento  del   processo   di   autonomia
finanziaria  delle  autorita'  portuali,  con  decreto  adottato   di
concerto tra il Ministero dei trasporti, il Ministero dell'economia e
delle finanze e il Ministero delle  infrastrutture,  e'  determinata,
per  i  porti  rientranti  nelle  circoscrizioni  territoriali  delle
autorita' portuali, la  quota  dei  tributi  diversi  dalle  tasse  e
diritti portuali da devolvere a ciascuna autorita' portuale, al  fine
della realizzazione di opere e servizi previsti nei rispettivi  piani
regolatori portuali  e  piani  operativi  triennali  con  contestuale
soppressione dei trasferimenti dello Stato a tal fine. 
 
  991. E' autorizzato  un  contributo  di  10  milioni  di  euro  per
quindici anni a decorrere dall'anno 2007, a valere sulle risorse  per
la realizzazione delle  opere  strategiche  di  preminente  interesse
nazionale di cui alla legge 21 dicembre 2001, n.  443,  e  successive
modificazioni, per la realizzazione di grandi infrastrutture portuali
che risultino immediatamente cantierabili. Con il decreto di  cui  al
comma 990, previa acquisizione dei  corrispondenti  piani  finanziari
presentati dalle competenti autorita' portuali e garantiti con idonee
forme fideiussorie dai soggetti gestori che si impegnano  altresi'  a
farsi carico di una congrua parte dell'investimento,  sono  stabilite
le modalita' di attribuzione del contributo. 
 
  992. Ai sensi e per gli effetti  dell'articolo  3,  comma  13,  del
decreto-legge 27 aprile 1990, n. 90, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 26 giugno 1990, n. 165, la realizzazione  in  porti  gia'
esistenti di opere previste nel piano  regolatore  portuale  e  nelle
relative    varianti    ovvero    qualificate    come     adeguamenti
tecnico-funzionali sono da intendersi quali attivita' di ampliamento,
ammodernamento e riqualificazione degli stessi. 
 
  993. Gli atti di concessione demaniale rilasciati  dalle  autorita'
portuali, in ragione della natura  giuridica  di  enti  pubblici  non
economici delle autorita' medesime, restano  assoggettati  alla  sola
imposta  proporzionale  di  registro  ed  i   relativi   canoni   non
costituiscono  corrispettivi  imponibili  ai  fini  dell'imposta  sul
valore  aggiunto.  Gli  atti  impositivi   o   sanzionatori   fondati
sull'applicazione  dell'imposta  sul  valore   aggiunto   ai   canoni
demaniali  marittimi  introitati  dalle  autorita'  portuali  perdono
efficacia ed i relativi procedimenti tributari si estinguono. 
 
  994. E' autorizzato un contributo di 15 milioni di euro  annui  per
quindici anni a decorrere dall'anno 2007, a valere sulle risorse  per
la realizzazione delle  opere  strategiche  di  preminente  interesse
nazionale, di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443,  e  successive
modificazioni; quale contributo per i mutui contratti nell'anno  2007
per la realizzazione di grandi infrastrutture portuali che  risultino
immediatamente cantierabili. 
 
  995. Con decreto del Ministro dei trasporti, da  adottare  d'intesa
con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,  sono  stabilite  le
disposizioni attuative  del  comma  994  al  fine  di  assicurare  il
rispetto del limite di spesa di cui al medesimo comma 994. 
 
  996. All'articolo 5 della legge 28 gennaio 1994,  n.  84,  dopo  il
comma 11 sono aggiunti i seguenti: 
"11-bis. Nei siti oggetto di  interventi  di  bonifica  di  interesse
nazionale ai sensi dell'articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, il cui perimetro comprende  in  tutto  o  in  parte  la
circoscrizione dell'Autorita' portuale, le  operazioni  di  dragaggio
possono essere svolte anche contestualmente alla predisposizione  del
progetto relativo alle attivita' di bonifica. Al fine di evitare  che
tali operazioni possano pregiudicare la futura bonifica del sito,  il
progetto di dragaggio,  basato  su  tecniche  idonee  ad  evitare  la
dispersione del materiale, e' presentato dall'Autorita'  portuale,  o
laddove non  istituita,  dall'ente  competente,  al  Ministero  delle
infrastrutture, che lo approva entro trenta giorni sotto  il  profilo
tecnico-economico e lo trasmette al Ministero dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e del mare per  l'approvazione  definitiva.  Il
decreto di approvazione del Ministero dell'ambiente  e  della  tutela
del territorio e del mare deve intervenire entro trenta giorni  dalla
suddetta trasmissione.  Il  decreto  di  autorizzazione  produce  gli
effetti previsti dal comma 6 del  citato  articolo  252  del  decreto
legislativo 3  aprile  2006,  n.  152,  nonche',  limitatamente  alle
attivita' di dragaggio inerenti al progetto, gli effetti previsti dal
comma 7 dello stesso articolo. 
11-ter. I materiali  derivanti  dalle  attivita'  di  dragaggio,  che
presentano  caratteristiche  chimiche,  fisiche  e   microbiologiche,
analoghe al fondo naturale con riferimento  al  sito  di  prelievo  e
idonee  con  riferimento  al  sito  di  destinazione,   nonche'   non
esibiscono  positivita'  a  test  ecotossicologici,  possono   essere
immessi o refluiti in  mare  ovvero  impiegati  per  formare  terreni
costieri, su  autorizzazione  del  Ministero  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio  e  del  mare,  che  provvede  nell'ambito  del
procedimento di cui al  comma  11-bis.  Restano  salve  le  eventuali
competenze della regione territorialmente interessata. I materiali di
dragaggio aventi le  caratteristiche  di  cui  sopra  possono  essere
utilizzati anche per il ripascimento degli arenili, su autorizzazione
della regione territorialmente competente. 
11-quater. I materiali derivanti dalle attivita' di  dragaggio  e  di
bonifica, se non pericolosi all'origine o a  seguito  di  trattamenti
finalizzati  esclusivamente  alla  rimozione  degli  inquinanti,   ad
esclusione quindi dei processi finalizzati all'immobilizzazione degli
inquinanti stessi, come  quelli  di  solidificazione/stabilizzazione,
possono   essere   refluiti,   su   autorizzazione   della    regione
territorialmente competente, all'interno  di  casse  di  colmata,  di
vasche di raccolta, o comunque di strutture di contenimento poste  in
ambito costiero, il cui progetto e'  approvato  dal  Ministero  delle
infrastrutture, d'intesa  con  il  Ministero  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e del mare.  Le  stesse  devono  presentare  un
sistema di impermeabilizzazione naturale o completato artificialmente
al perimetro e  sul  fondo,  in  grado  di  assicurare  requisiti  di
permeabilita' almeno equivalenti a: 
K minore o uguale 1,0 x 10-9 m/s e spessore maggiore o uguale a 1  m.
Nel caso  in  cui  al  termine  delle  attivita'  di  refluimento,  i
materiali di cui sopra presentino livelli di  inquinamento  superiori
ai valori limite di cui alla tabella 1,  allegato  5,  parte  quarta,
titolo V, del  decreto  legislativo  n.  152  del  2006  deve  essere
attivata la procedura di bonifica dell'area derivante  dall'attivita'
di colmata in relazione alla destinazione d'uso. 
11-quinquies. L'idoneita' del materiale  dragato  ad  essere  gestito
secondo quanto previsto ai commi 11-ter e 11-quater viene  verificata
mediante apposite analisi da effettuare nel sito prima del  dragaggio
sulla base di metodologie e criteri stabiliti  con  apposito  decreto
del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
da adottare entro quarantacinque giorni  dalla  data  di  entrata  in
vigore  della  presente  disposizione.  In  caso  di   realizzazione,
nell'ambito dell'intervento di dragaggio,  di  strutture  adibite  al
deposito  temporaneo  di  materiali  derivanti  dalle  attivita'   di
dragaggio nonche' dalle operazioni  di  bonifica,  prima  della  loro
messa a dimora definitiva, il termine massimo di deposito e'  fissato
in trenta mesi senza limitazione di quantitativi, assicurando il  non
trasferimento degli inquinanti agli ambienti circostanti. Sono  fatte
salve le disposizioni adottate per la salvaguardia  della  Laguna  di
Venezia. 
11-sexies.  Si  applicano  le  previsioni  della  vigente   normativa
ambientale nell'eventualita' di una diversa destinazione e gestione a
terra dei materiali derivanti dall'attivita' di dragaggio". 
 
  997. All'articolo 8, comma 3, della legge 28 gennaio 1994,  n.  84,
la  lettera  m)  e'  sostituita  dalla  seguente:  "m)  assicura   la
navigabilita' nell'ambito portuale  e  provvede  al  mantenimento  ed
approfondimento  dei  fondali,   fermo   restando   quanto   disposto
dall'articolo 5, commi 8 e 9. Ai fini degli interventi di escavazione
e manutenzione dei fondali puo' indire,  assumendone  la  presidenza,
una conferenza di  servizi  con  le  amministrazioni  interessate  da
concludersi nel termine di sessanta giorni. Nei casi indifferibili di
necessita'  ed  urgenza  puo'  adottare  provvedimenti  di  carattere
coattivo. Resta fermo quanto previsto all'articolo 5, commi 11-bis  e
seguenti, ove applicabili". 
 
  998. Ai fini di completare  il  processo  di  liberalizzazione  del
settore del  cabotaggio  marittimo  e  di  privatizzare  le  societa'
esercenti  i  servizi  di  collegamento  ritenuti   essenziali   peri
finalita' di cui all'articolo 8 della legge 20 dicembre 1974, n. 684,
e agli articoli 1  e  8  della  legge  19  maggio  1975,  n.  169,  e
successive modificazioni, nuove convenzioni, con scadenza in data non
anteriore al 31 dicembre  2012,  sono  stipulate,  nei  limiti  degli
stanziamenti di bilancio a legislazione vigente, con  dette  societa'
entro il 30 giugno 2007. A tal fine e' autorizzata  la  spesa  di  50
milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. 
 
  999. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 SETTEMBRE 2009,  N.135,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 20 NOVEMBRE 2009, N. 166. 
 
  1000. Sono abrogati: 
a) gli articoli 11 e 12 della legge 5 dicembre 1986, n. 856; 
b) i commi 1, 2 e 3 dell'articolo 9 del decreto-legge 4  marzo  1989,
   n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 5  maggio  1989,
   n. 160; 
c) il secondo comma dell'articolo 8 e l'articolo  9  della  legge  20
dicembre 1974, n. 684; 
d) l'articolo 1 della legge 20 dicembre 1974, n. 684. 
 
  1001. All'articolo 1, primo comma, della legge 19 maggio  1975,  n.
169, dopo le parole: "partecipa in misura non inferiore al 51%"  sono
aggiunte  le  seguenti:  "fino   all'attuazione   del   processo   di
privatizzazione del gruppo Tirrenia e delle singole societa'  che  ne
fanno parte". 
 
  1002. Al fine di garantire gli interventi infrastrutturali volti ad
assicurare il necessario adeguamento strutturale,  per  l'ampliamento
del porto di Taranto il  Ministro  delle  infrastrutture  procede  ai
sensi dell'articolo 163 del codice dei contratti pubblici di  cui  al
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 
 
  1003. Per lo sviluppo  delle  filiere  logistiche  dei  servizi  ed
interventi concernenti porti con  connotazioni  di  hub  portuali  di
interesse  nazionale,  nonche'  per  il  potenziamento  dei   servizi
mediante interventi finalizzati allo sviluppo  dell'intermodalita'  e
delle attivita' di transhipment, e' autorizzato un contributo di  100
milioni  di  euro  per  l'anno  2008  da  iscrivere  nello  stato  di
previsione della spesa del Ministero dei trasporti. Il  Ministro  dei
trasporti, sentita la Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
definisce con proprio decreto, adottato ai  sensi  dell'articolo  17,
comma 3, della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  i  criteri  e  le
caratteristiche per la individuazione degli hub portuali di interesse
nazionale. 
 
  1004. Le risorse di cui al comma 1003 sono finalizzate,  fino  alla
concorrenza del 50 per cento, ad assicurare lo sviluppo del porto  di
Gioia Tauro, quale piattaforma logistica del Mediterraneo in aggiunta
ai porti gia' individuati, tra i quali quello di Augusta e  il  porto
canale di Cagliari, nonche' al fine di incentivare la  localizzazione
nella relativa area portuale di attivita' produttive anche in  regime
di zona franca in conformita' con la legislazione comunitaria vigente
in materia. 
 
  1005. Per l'adozione del piano di sviluppo e di  potenziamento  dei
sistemi portuali di  interesse  nazionale  e  per  la  determinazione
dell'importo di spesa destinato a ciascuno di essi, e'  istituito  un
apposito Comitato composto dal Ministro dei trasporti,  dal  Ministro
dell'interno,  dal  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,   dal
Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro delle infrastrutture,
dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,
dal Ministro dell'universita' e della ricerca nonche' dai  presidenti
delle regioni interessate. Il Comitato, presieduto dal Presidente del
Consiglio dei ministri o, per sua delega, dal Ministro dei trasporti,
approva il piano di sviluppo, su proposta del Ministro dei trasporti. 
 
  1006. Le somme di cui al comma 1003  non  utilizzate  dai  soggetti
attuatori al termine della realizzazione delle opere, comprese quelle
provenienti dai ribassi d'asta, sono versate all'entrata del bilancio
dello  Stato  per  essere  riassegnate,  con  decreto  del   Ministro
dell'economia e delle finanze,  ad  apposito  capitolo  da  istituire
nello stato  di  previsione  del  Ministero  dei  trasporti  per  gli
interventi di cui ai commi 1003, 1004 e 1005. 
 
  1007. Agli interventi realizzati ai sensi dei commi  1003,  1004  e
1005 si applicano le disposizioni della parte II, titolo I,  capo  N,
sezione II, del codice dei  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,
servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 
163. 
 
  1008. Al fine di garantire la prosecuzione degli interventi e delle
opere di ricostruzione nelle zone colpite dagli  eventi  sismici  nel
territorio del Molise e nel territorio della provincia di Foggia,  e,
in particolare,  delle  esigenze  ricostruttive  del  comune  di  San
Giuliano di Puglia,  si  provvede  alla  ripartizione  delle  risorse
finanziarie destinando il 50 per cento delle risorse stesse al comune
di San Giuliano di Puglia e il restante 50  per  cento  ai  rimanenti
comuni con precedenza ai comuni del cratere  mediante  ordinanze  del
Presidente del Consiglio dei ministri adottate ai sensi dell'articolo
5, comma 2, della  legge  24  febbraio  1992,  n.  225,  in  modo  da
garantire ai comuni colpiti dal predetto sisma risorse nel limite  di
85 milioni di euro per l'anno 2007  e  di  35  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2008 e  2009,  a  valere  sull'autorizzazione  di
spesa di cui al decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, che e' a  tal  fine
integrata di 80 milioni di euro per l'anno 2007 e di  30  milioni  di
euro  per  ciascuno  degli  anni  2008  e  2009.  Gli  interventi  di
ricostruzione finanziati a valere sulle predette risorse  finanziarie
sono adottati in coerenza con i  programmi  gia'  previsti  da  altri
interventi infrastrutturali statali. 
 
  1009.  Ai  fini  della  prosecuzione  degli   interventi   previsti
dall'articolo 2 della legge 31 dicembre 1991, n.  433,  e  successive
modificazioni, e' autorizzata la spesa  di  3  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, a favore dei comuni della  Val
di   Noto   riconosciuti   dall'UNESCO   come   patrimonio   mondiale
dell'umanita', titolari di programmi comunitari  URBAN,  che  abbiano
una popolazione superiore a 30.000 abitanti e non siano capoluoghi di
provincia. 
 
  1010. Per le finalita' di cui all'articolo 17, comma 5, della legge
11 marzo 1988, n. 67, e' autorizzata la spesa di 20 milioni  di  euro
per l'anno 2007, di 30 milioni di  euro  per  l'anno  2008  e  di  50
milioni di euro per l'anno 2009. Le risorse di cui al presente  comma
possono  essere  utilizzate  dai  comuni  beneficiari  anche  per  le
finalita' di cui al primo comma dell'articolo 18 della legge 7  marzo
1981, n. 64; in tal caso i rapporti  tra  il  provveditorato  per  le
opere pubbliche ed  i  comuni  interessati  saranno  disciplinati  da
apposita convenzione. Dalla data di entrata in vigore della  presente
legge non sono piu' ammesse domande di  contributo  finalizzate  alla
ricostruzione post terremoto. 
 
  1011. Ai soggetti destinatari  dell'ordinanza  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri 10 giugno  2005,  n.  3442,  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale n. 139  del  17  giugno  2005,  interessati  dalla
proroga  dello  stato  di  emergenza  nella  provincia  di   Catania,
stabilita per l'anno 2006 con decreto del  Presidente  del  Consiglio
dei ministri 22 dicembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
304 del 31 dicembre 2005, e' consentita la definizione della  propria
posizione entro il 30 giugno 2008,  relativamente  ad  adempimenti  e
versamenti, corrispondendo l'ammontare dovuto per ciascun  tributo  e
contributo a  titolo  di  capitale,  al  netto  dei  versamenti  gia'
eseguiti a titolo di capitale  ed  interessi,  diminuito  al  50  per
cento, ferme  restando  le  vigenti  modalita'  di  rateizzazione.  I
contribuenti hanno la facolta' di definire la  propria  posizione  di
cui  al   periodo   precedente   attraverso   un   unico   versamento
attualizzando il debito alla data del  versamento  medesimo.  Per  il
ritardato versamento dei tributi e  contributi  di  cui  al  presente
comma  si  applica  l'istituto  del  ravvedimento  operoso   di   cui
all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.  472,  e
successive  modificazioni,  ancorche'  siano  state   notificate   le
cartelle esattoriali. 
 
  1012. Per la prosecuzione  degli  interventi  nei  territori  delle
regioni Umbria e Marche colpiti dagli eventi  sismici  del  settembre
1997, le risorse di cui al  decreto-legge  30  gennaio  1998,  n.  6,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, sono
integrate di un contributo annuo di 52 milioni  di  euro  per  l'anno
2007 e di 55 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009,  da
erogare alle medesime regioni secondo la ripartizione  da  effettuare
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Una quota pari
a 17 milioni di euro per  l'anno  2007  e'  riservata,  quanto  a  12
milioni di euro per la copertura degli oneri di cui all'articolo  14,
comma 14, e quanto a 5 milioni di euro per la copertura  degli  oneri
di cui all'articolo 12, comma 3, del citato decreto-legge. I  termini
di recupero dei tributi e contributi sospesi di cui agli articoli  13
e 14, commi 1, 2 e 3, dell'ordinanza  28  settembre  1997,  n.  2668,
all'articolo 2, comma 1, dell'ordinanza 22 dicembre 1997, n. 2728,  e
all'articolo 2, comma 2, dell'ordinanza 30 dicembre  1998,  n.  2908,
del  Ministro  dell'interno,  delegato  per  il  coordinamento  della
protezione civile, e successive modificazioni, sono prorogati  al  31
dicembre 2007. Ai relativi oneri, quantificati in 4 milioni di  euro,
si provvede a valere sul contributo previsto per l'anno 2007. 
 
  1013.  A  valere  sulle  risorse  di  cui  al  comma  977,  per  la
prosecuzione degli interventi di ricostruzione  nei  territori  delle
regioni Basilicata  e  Campania  colpiti  dagli  eventi  sismici  del
1980-81, di cui alla legge 23  gennaio  1992,  n.  32,  e  successive
modificazioni, e' autorizzato  un  contributo  quindicennale  di  3,5
milioni di euro a decorrere da ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009,
da erogare, alle medesime regioni, secondo  modalita'  e  criteri  di
ripartizione, determinati con decreto del  Presidente  del  Consiglio
dei ministri. (12) 
 
  1014.  Per  l'attuazione  degli   interventi   a   sostegno   delle
popolazioni dei comuni della regione  Marche,  colpiti  dagli  eventi
alluvionali nell'anno 2006, a valere sulle risorse di  cui  al  comma
977, e' autorizzato un contributo quindicennale  di  1,5  milioni  di
euro, a decorrere da ciascuno  degli  anni  2007,  2008  e  2009,  da
erogare secondo modalita'  e  criteri  determinati  con  decreto  del
Presidente  del  Consiglio  dei  ministri.  Per  il  sostegno   degli
interventi a favore delle popolazioni delle regioni Liguria e Veneto,
nonche' della provincia di Vibo Valentia e del comune  di  Marigliano
in  Campania  colpite  dagli  eventi  alluvionali   e   meteorologici
dell'anno 2006, e' autorizzata altresi' la spesa, per ciascuno  degli
anni 2007, 2008  e  2009,  di  10  milioni  di  euro  complessivi.  E
autorizzata inoltre la spesa di 5 milioni di euro per l'anno  2007  e
di 35 milioni di euro per gli anni 2007 e 2008 per la regione  Umbria
colpita dagli eventi meteorologici nel novembre 2005 e per il ristoro
dei danni causati dall'esplosione verificatasi nell'oleificio  "Umbra
olii", nel comune di Campello sul Clitumno in provincia di Perugia. 
 
  1015. Per  la  prosecuzione  degli  interventi  e  delle  opere  di
ricostruzione nelle zone colpite dagli eventi alluvionali del  luglio
2006 nel territorio della provincia di Vibo Valentia, e'  autorizzato
un contributo di 8 milioni di euro per l'anno  2007,  da  erogare  ai
comuni interessati secondo la ripartizione da effettuare con  decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri. 
 
  1016. I fondi di cui  alla  legge  26  febbraio  1992,  n.  211,  e
successive modificazioni, destinati al cofinanziamento delle opere di
cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive  modificazioni,
possono essere utilizzati per il  finanziamento  parziale  dell'opera
intera, con  le  stesse  modalita'  contabili  e  di  rendicontazione
previste per i fondi stanziati ai sensi della citata legge n. 443 del
2001. Per il completamento del  programma  degli  interventi  di  cui
all'articolo 9 della legge 26 febbraio 1992, n. 211,  e'  autorizzata
una spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008  e
2009, destinata alla realizzazione di completamenti  delle  opere  in
corso di realizzazione. Il Ministero dei trasporti provvede,  sentita
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, ad un piano di  riparto  di
tali risorse, valutando le esigenze piu' valide ed urgenti in tema di
trasporto. 
 
  1017. Nelle more dell'organico recepimento  nell'ordinamento  delle
disposizioni di cui alla direttiva 2006/38/CE del Parlamento  europeo
e del Consiglio, del  17  maggio  2006,  che  modifica  la  direttiva
1999/62/CE relativa alla tassazione a carico di  autoveicoli  pesanti
adibiti  al  trasporto  di  merci  su  strada  per  l'uso  di  alcune
infrastrutture,  con  decreto  del  Presidente  del   Consiglio   dei
ministri, da emanare su proposta del Ministro  delle  infrastrutture,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze  e  con  il
Ministro  dei  trasporti,  sentito  il  parere  del  Ministero  dell'
ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle  competenti
Commissioni parlamentari,  sono  individuate  le  tratte  della  rete
stradale di rilievo nazionale e autostradale nelle quali sono attuate
le disposizioni  recate  dalla  citata  direttiva  2006/  38/CE.  Gli
introiti derivati dall'applicazione della direttiva  2006/38/CE  sono
utilizzati per investimenti ferroviari. 
 
  1018. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge ANAS  Spa  predispone  un  nuovo  piano  economico-finanziario,
riferito all'intera durata della sua  concessione,  nonche'  l'elenco
delle  opere  infrastrutturali  di  nuova  realizzazione  ovvero   di
integrazione e manutenzione  di  quelle  esistenti,  che  costituisce
parte integrante del piano. 
Il piano e' approvato con decreto del Ministro delle  infrastrutture,
di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  il
Ministro dei trasporti e il Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio  e   del   mare,   sentite   le   competenti   Commissioni
parlamentari; con analogo decreto e'  approvato  l'aggiornamento  del
piano e dell'elenco delle opere che ANAS Spa predispone  ogni  cinque
anni. In occasione di tali approvazioni e' altresi' sottoscritta  una
convenzione unica di cui il nuovo piano ed i successivi aggiornamenti
costituiscono parte integrante, avente valore ricognitivo  per  tutto
quanto non deriva dal nuovo piano ovvero dai suoi aggiornamenti. 
 
  1019. Ferma l'attuale durata della concessione  di  ANAS  Spa  fino
alla data di perfezionamento della convenzione  unica  ai  sensi  del
comma 1018, all'articolo 7, comma 3, lettera d), del decreto-legge  8
luglio 2002, n. 138, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  8
agosto 2002, n. 178, le parole: "trenta anni" sono  sostituite  dalle
seguenti: "cinquanta anni". In occasione  del  perfezionamento  della
convenzione unica, il Ministro delle infrastrutture, di concerto  con
il Ministro dell'economia e delle finanze, puo'  adeguare  la  durata
della concessione di ANAS Spa. 
 
  1020. A decorrere dal l° gennaio 2007 la misura del canone annuo di
cui all'articolo 10, comma 3, della legge 24 dicembre 1993,  n.  537,
e' fissata nel 2,4 per  cento  dei  proventi  netti  dei  pedaggi  di
competenza dei concessionari. Il 42 per cento del predetto canone  e'
corrisposto direttamente ad ANAS Spa che provvede  a  darne  distinta
evidenza nel piano economico-finanziario di cui al comma 1018  e  che
lo  destina  prioritariamente  alle  sue  attivita'  di  vigilanza  e
controllo  sui  predetti  concessionari  fino  alla  concorrenza  dei
relativi costi, ivi compresa la  corresponsione  di  contributi  alle
concessionarie,  secondo  direttive  impartite  dal  Ministro   delle
infrastrutture, volte anche  al  conseguimento  della  loro  maggiore
efficienza ed efficacia. Il Ministero delle infrastrutture  provvede,
nei limiti degli ordinari  stanziamenti  di  bilancio,  all'esercizio
delle sue funzioni di indirizzo, controllo  e  vigilanza  tecnica  ed
operativa  nei  riguardi  di  ANAS  Spa,  nonche'  dei  concessionari
autostradali, anche attraverso misure organizzative analoghe a quelle
previste  dall'articolo  163,  comma  3,  del  codice  dei  contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di  cui  al  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163; all'alinea del medesimo  comma  3
dell'articolo  163,  le  parole:  ",  ove  non  vi  siano  specifiche
professionalita' interne," sono soppresse. Le  convenzioni  accessive
alle concessioni in essere tra ANAS Spa ed i suoi concessionari  sono
corrispondentemente modificate al  fine  di  assicurare  l'attuazione
delle disposizioni del presente comma. (48) 
 
  1021. COMMA ABROGATO DAL D.L. 1 LUGLIO 2009, N. 78, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 3 AGOSTO 2009, N. 102. (31) (40) 
 
  1022. Nello stato di previsione del Ministero delle  infrastrutture
e' istituito un nuovo  fondo  per  contribuire  al  finanziamento  di
investimenti in infrastrutture ferroviarie. Al  fondo,  confluiscono,
previo versamento all'entrata del bilancio dello Stato, gli  introiti
derivanti da ulteriori  sovrapprezzi  sui  pedaggi  autostradali,  da
istituire per specifiche tratte della rete. Le concrete modalita'  di
attuazione della misura di cui al presente comma  sono  definite  con
decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture,  di  concerto  con  il
Ministro dei trasporti e  sentita  la  Conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge. Nei  contratti  di  servizio  con  le
imprese ferroviarie e' stabilito che una  quota  corrispondente  alle
risorse di  cui  al  presente  comma  e'  destinata  all'acquisto  di
materiale rotabile per i servizi ferroviari regionali e metropolitani
ed alla copertura dei costi di gestione dei servizi stessi. 
 
  1023. COMMA ABROGATO DAL D.L. 6 LUGLIO 2011, N. 98, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 15 LUGLIO 2011, N. 111. 
 
  1024. All'articolo 7, comma 5-bis, del decreto-legge 8 luglio 2002,
n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002,  n.
178, e successive modificazioni, al primo periodo le parole da: ", in
conformita'" fino a:  "da  essa  costituite"  sono  sostituite  dalla
seguente: "svolge" ed il secondo periodo e' soppresso.  Nell'articolo
6-ter del decreto-legge 30 settembre 2005, n.  203,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, i  commi  4  e  5
sono abrogati. 
 
  1025. Il Fondo centrale di garanzia per le  autostrade  e  ferrovie
metropolitane, di cui all'articolo 6 della legge 28  marzo  1968,  n.
382, e successive modificazioni,  e'  soppresso.  ANAS  Spa  subentra
nella mera gestione dell'intero  patrimonio  del  citato  Fondo,  nei
crediti  e  nei  residui  impegni  nei  confronti  dei  concessionari
autostradali, nonche' nei rapporti con il  personale  dipendente.  Il
subentro non e' soggetto ad imposizioni tributarie. Le disponibilita'
nette  presenti  nel  patrimonio  del  Fondo  alla  data  della   sua
soppressione e derivanti altresi' dalla riscossione dei  crediti  nei
confronti dei concessionari autostradali sono impiegate da ANAS  Spa,
secondo le direttive impartite dal Ministro delle infrastrutture,  di
concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e   delle   finanze,   ad
integrazione delle risorse gia'  stanziate  a  tale  scopo,  per  gli
interventi di completamento dell'autostrada  Salerno-Reggio  Calabria
attuativi delle deliberazioni  adottate  dal  CIPE,  ai  sensi  della
legislazione vigente, compatibilmente con gli  obiettivi  programmati
di finanza  pubblica.  Le  predette  disponibilita',  alle  quali  si
applicano le disposizioni di cui al comma 1026 nonche' quelle di  cui
all'articolo 9 della predetta legge n. 382 del 1968, sono evidenziate
in apposita posta di bilancio di ANAS Spa;  del  loro  impiego  viene
reso   altresi'    conto,    in    modo    analitico,    nel    piano
economico-finanziario di cui al comma 1018. 
 
  1026. A decorrere dal 1° gennaio 2007,  ai  finanziamenti  pubblici
erogati ad ANAS Spa a  copertura  degli  investimenti  funzionali  ai
compiti di cui essa e' concessionaria ed all'ammortamento  del  costo
complessivo di tali investimenti si applicano le disposizioni  valide
per il  Gestore  dell'infrastruttura  ferroviaria  nazionale  di  cui
all'articolo 1, commi 86 e 87, della legge 23 dicembre 2005, n.  266.
A tal fine e' autorizzata la spesa  di  1.560  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2008 e 2009 comprensiva, per gli  anni  medesimi,
dell'importo di 60 milioni di euro, da destinare  al  rimborso  delle
rate di ammortamento dei mutui  contratti  da  ANAS  Spa  di  cui  al
contratto di programma 2003-2005. 
 
  1027. E' autorizzata la spesa complessiva di  23.400.000  euro  per
l'anno 2008 per il ripristino della quota, relativa allo stesso anno,
dei contributi annuali  concessi  per  l'ammortamento  dei  mutui  in
essere contratti ai sensi dell'articolo 2, commi 86 e 87, della legge
23 dicembre 1996, n. 662, rispettivamente per l'importo di 4  milioni
di euro ciascuno, nonche' dell'articolo 19-bis del  decreto-legge  25
marzo 1997, n. 67,  convertito,  con  modificazioni,  alla  legge  23
maggio 1997, n. 135, per l'importo di 15.400.000 euro. 
 
  1028. All'articolo 7, comma 1-ter, del decreto-legge 8 luglio 2002,
n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002,  n.
178, e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "Per  gli  anni
successivi si provvede ai sensi dell'articolo 11,  comma  3,  lettera
f), della legge 5 agosto 1978, n. 468". 
 
  1029. Nell'elenco di cui  al  comma  1018,  assumono  priorita'  la
costruzione di tunnel di sicurezza su galleria monotubo  a  carattere
internazionale e la messa in  sicurezza  delle  vie  di  accesso,  in
ottemperanza alla direttiva 20O4/54/CE del Parlamento europeo  e  del
Consiglio, del 29  aprile  2004,  relativa  ai  requisiti  minimi  di
sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea. 
 
  1030. All'articolo 2 del decreto-legge  3  ottobre  2006,  n.  262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al comma 82 le parole da: "; in fase di prima  applicazione"  sino
alla fine del comma sono soppresse; 
b) al comma 83: 
   1) sono premesse le seguenti parole: "Al fine di garantire una 
   maggiore trasparenza del rapporto concessorio, di adeguare la sua 
   regolamentazione al perseguimento degli interessi generali 
   connessi all'approntamento delle infrastrutture e alla gestione 
   del servizio secondo adeguati livelli di sicurezza, di efficienza 
   e di qualita' e in condizioni di economicita' e di redditivita', e 
   nel rispetto dei principi comunitari e delle  eventuali  direttive
del CIPE,"; 
   2) alla lettera g) le parole: "in particolare" sono soppresse; 
   c) il comma 84 e' sostituito dal seguente: "84. Gli schemi di 
      convenzione unica di cui al comma 82, concordati tra le parti e 
      redatti conformemente a quanto stabilito dal comma 83, sentito 
      il Nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida 
      sulla regolazione dei servizi di pubblica utilita' (NARS), sono 
      sottoposti all'esame del Comitato interministeriale per la 
      programmazione economica (CIPE), anche al fine di verificare 
      l'attuazione degli obiettivi di cui al comma 83. Tale esame si 
      intende assolto positivamente in caso di mancata deliberazione 
      entro quarantacinque giorni dalla richiesta di iscrizione 
      all'ordine del giorno. Gli schemi di convenzione, unitamente 
      alle eventuali osservazioni del CIPE, sono successivamente 
      trasmessi alle Camere per il parere delle Commissioni 
      parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di 
      carattere finanziario. Il parere e' reso entro trenta giorni 
      dalla trasmissione. Decorso il predetto termine senza che le 
      Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, 
      le convenzioni possono essere comunque adottate. Qualora non si 
      addivenga ad uno schema di convenzione concordato tra le parti 
      entro quattro mesi dal verificarsi delle condizioni di cui al 
      comma 82, il concessionario formula entro trenta giorni una 
      propria proposta. Qualora il concedente ritenga di non 
      accettare la proposta, si applica quanto previsto dai commi  87
e 88."; 
   d) al comma 85, capoverso 5: 
   1) la lettera c) e' sostituita dalla seguente: "c) agire a tutti 
   gli effetti come amministrazione aggiudicatrice negli affidamenti 
   di forniture e servizi di importo superiore alla soglia di 
   rilevanza comunitaria nonche' di lavori, ancorche' misti con 
   forniture o servizi e in tale veste attuare gli affidamenti nel 
   rispetto del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, 
   servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163, e successive modificazioni"; 
   2) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: "d) sottoporre gli 
   schemi dei bandi di gara delle procedure di aggiudicazione 
   all'approvazione di ANAS Spa, che deve pronunciarsi entro trenta 
   giorni dal loro ricevimento: in caso di inutile decorso del 
   termine si applica l'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 
   241; vietare la partecipazione alle gare per l'affidamento di 
   lavori alle imprese comunque collegate ai concessionari, che siano 
   realizzatrici della relativa progettazione. Di conseguenza, cessa 
   di avere applicazione, a decorrere dal 3 ottobre 2006, la 
   deliberazione del Consiglio dei ministri in data 16 maggio 1997, 
   relativa al divieto di partecipazione all'azionariato stabile di 
   Autostrade Spa di soggetti che operano in prevalenza  nei  settori
delle costruzioni e della mobilita'"; 
   3) la lettera e) e' sostituita dalla seguente: "e) prevedere nel 
   proprio statuto idonee misure atte a prevenire i conflitti di 
   interesse degli amministratori, e, per gli stessi, speciali 
   requisiti di onorabilita' e professionalita', nonche', per  almeno
alcuni di essi, di indipendenza"; 
e) al comma 87, il primo periodo e'  sostituito  dal  seguente:  "Nel
   caso in cui il concessionario, in occasione dell'aggiornamento del
   piano finanziario ovvero della revisione della convenzione di  cui
   al comma 82, non  convenga  sulla  convenzione  unica,  ovvero  si
   verifichi quanto previsto dal comma 88, il rapporto concessorio si
   estingue, salvo l'eventuale diritto di indennizzo."; 
f) il comma 88 e' sostituito dal  seguente:  "88.  Qualora  ANAS  Spa
   ritenga motivatamente di non accettare la proposta alternativa che
   il concessionario formuli nei 30 giorni successivi al  ricevimento
   della  proposta  di  convenzione,  il  rapporto   concessorio   si
   estingue, salvo l'eventuale diritto di indennizzo."; 
g) al comma  89,  lettera  a),  il  capoverso  5  e'  sostituito  dal
   seguente: "5. Il concessionario comunica al concedente,  entro  il
   30 settembre di ogni anno, le variazioni  tariffarie  che  intende
   applicare. Il concedente, nei  successivi  quarantacinque  giorni,
   previa verifica della  correttezza  delle  variazioni  tariffarie,
   trasmette la comunicazione, nonche' una sua proposta, ai  Ministri
   delle infrastrutture e dell'economia e delle finanze, i quali,  di
   concerto,  approvano  o  rigettano  le  variazioni  proposte   con
   provvedimento motivato nei trenta giorni successivi al ricevimento
   della comunicazione. Fermo quanto stabilito nel  primo  e  secondo
   periodo, in presenza di un nuovo piano di  interventi  aggiuntivi,
   comportante rilevanti investimenti, il concessionario comunica  al
   concedente, entro il  31  ottobre  di  ogni  anno,  la  componente
   investimenti  del  parametro  X  relativo  a  ciascuno  dei  nuovi
   interventi  aggiuntivi,  che  va  ad   integrare   le   variazioni
   tariffarie comunicate dal concessionario entro il 30 settembre. Il
   concedente, nei successivi trenta giorni,  previa  verifica  della
   correttezza   delle   integrazioni   tariffarie,   trasmette    la
   comunicazione,  nonche'  una  sua  proposta,  ai  Ministri   delle
   infrastrutture e  dell'economia  e  delle  finanze,  i  quali,  di
   concerto, approvano o  rigettano  con  provvedimento  motivato  le
   integrazioni  tariffarie   nei   trenta   giorni   successivi   al
   ricevimento della comunicazione". (2) 
 
  1031. Al fine  di  realizzare  una  migliore  correlazione  tra  lo
sviluppo economico, l'assetto  territoriale  e  l'organizzazione  dei
trasporti  e  favorire  il  riequilibrio  modale  degli   spostamenti
quotidiani in favore del  trasporto  pubblico  locale  attraverso  il
miglioramento dei servizi offerti, e' istituito presso  il  Ministero
dei trasporti un fondo per gli investimenti destinato all'acquisto di
veicoli  adibiti  a  tali  servizi.  Tale  fondo,  per  il  quale  e'
autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per ciascuno  degli  anni
2007, 2008 e 2009, e' destinato a contributi nella misura massima del
75 per cento: 
a) per l'acquisto di veicoli ferroviari da destinare  ai  servizi  di
   competenza regionale di cui  agli  articoli  8  e  9  del  decreto
   legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni; 
b)  per  l'acquisto  di  veicoli  destinati  a   servizi   su   linee
metropolitane, tranviarie e filoviarie; 
c) per  l'acquisto  di  autobus  a  minor  impatto  ambientale  o  ad
alimentazione non convenzionale. 
c-bis) per l'acquisto di elicotteri e di idrovolanti destinati ad  un
   servizio  minimo  di  trasporto  pubblico  locale  per   garantire
   collegamenti con isole minori con le quali esiste un  fenomeno  di
   pendolarismo; 
c-ter) all'acquisto dei veicoli di  cui  alle  lettere  a)  e  b)  e'
riservato almeno il 50 per cento della dotazione del fondo. 
 
  1032. Il  Ministero  dei  trasporti,  d'intesa  con  la  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano, approva con proprio decreto un piano
di riparto tra le regioni e le province autonome, in  conformita'  ai
seguenti criteri: 
a) priorita' al completamento dei programmi finanziati con  la  legge
   18 giugno 1998, n. 194, e successive modificazioni, e con la legge
   26 febbraio 1992, n. 211, e successive modificazioni; 
b) condizioni di vetusta' degli attuali parchi veicolari; 
c) congruenza con le effettive esigenze di domanda di trasporto; 
d) LETTERA ABROGATA DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244 (27) 
 
  1033. Al fine di razionalizzare la spesa e conseguire  economie  di
scala, relativamente agli acquisti dei veicoli stradali e  ferroviari
di cui al comma 1031, le regioni, le regioni a Statuto speciale e  le
province autonome possono coordinarsi attraverso centri  di  acquisto
comuni  per  modalita'  di  trasporto,  anche  con  il  supporto  del
Ministero dei trasporti. 
 
  1034. Nel 2007 il Fondo istituito dall'articolo 1, comma 15,  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, presso il Ministero dei trasporti  e'
incrementato di 15 milioni di euro. 
 
  1035. Il Ministero dei trasporti provvede,  entro  sei  mesi  dalla
data di entrata in vigore della presente legge, all'aggiornamento del
Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all'articolo 32 della
legge 17 maggio 1999, n. 144,  e  successive  modificazioni.  Per  il
finanziamento   delle   attivita'   connesse   all'attuazione,   alla
valutazione  di  efficacia  ed   all'aggiornamento   del   Piano   e'
autorizzata la spesa di 53 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni
2007, 2008 e 2009. 
 
  1036.  Al  fine  di  consolidare  ed  accrescere  l'attivita'   del
Ministero dei trasporti per la prevenzione in materia di circolazione
ed antinfortunistica stradale, e' autorizzata la spesa di 15  milioni
di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009,  finalizzata  alla
realizzazione di azioni volte a diffondere i valori  della  sicurezza
stradale e ad assicurare una adeguata informazione  agli  utenti,  ad
aggiornare le conoscenze e le capacita' dei conducenti, a  rafforzare
i controlli su strada anche attraverso 1' implementazione  di  idonee
attrezzature tecniche, a migliorare gli  standard  di  sicurezza  dei
veicoli. 
 
  1037. Nel  2007  per  la  razionalizzazione  di  servizi  resi  dal
Ministero dei trasporti a  favore  dei  cittadini  a  sostegno  della
sicurezza stradale, e' autorizzata la spesa di 15  milioni  di  euro,
finalizzati  alla  conduzione  della   centrale   di   infomobilita',
all'implementazione dei controlli del circolante, delle  ispezioni  e
delle verifiche previste dal codice  della  strada,  al  servizio  di
stampa ed invio delle patenti card, ivi comprese le relative spese di
funzionamento. 
 
  1038. Per la realizzazione di interventi  volti  all'ammodernamento
tecnologico  dei  sistemi  di  sicurezza,   sia   dell'infrastruttura
ferroviaria  sia  installati  a   bordo   dei   materiali   rotabili,
finalizzati al conseguimento di un maggior  livello  della  sicurezza
della circolazione, per le gestioni commissariali governative  e  per
le ferrovie di proprieta' del Ministero dei trasporti, e' autorizzata
la spesa di 15 milioni di euro annui per ciascuno  degli  anni  2007,
2008 e 2009. 
 
  1039. Per il potenziamento della componente  aeronavale  del  Corpo
delle capitanerie di porto e' autorizzata la spesa di  7  milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  1040. Nei limiti e per le finalita'  di  cui  alla  sezione  3.3.1,
paragrafo 15, della "Disciplina degli aiuti di Stato alla costruzione
navale" del 30 dicembre 2003,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale
dell'Unione europea C 317 del 30  dicembre  2003,  il  Ministero  dei
trasporti e' autorizzato a concedere alle imprese iscritte agli  albi
speciali delle imprese navalmeccaniche di cui all'articolo  19  della
legge 14 giugno 1989, n. 234, un contributo non superiore al  20  per
cento  delle  spese  sostenute  per  la  realizzazione  dei  seguenti
progetti innovativi: 
a) connessi  all'applicazione  industriale  di  prodotti  e  processi
   innovativi,  prodotti  o   processi   tecnologicamente   nuovi   o
   sensibilmente  migliorativi  rispetto  allo  stato  dell'arte  del
   settore  nell'Unione  europea,  che  comportano  un   rischio   di
   insuccesso tecnologico o industriale; 
b) limitati al sostegno  delle  spese  di  investimento,  concezione,
   ingegneria industriale e collaudo direttamente  ed  esclusivamente
   collegate alla parte innovativa del progetto. 
 
  1041. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Ministro dei trasporti, con proprio decreto, stabilisce  le
modalita'  ed  i  criteri  per   l'ammissione,   la   concessione   e
l'erogazione dei benefici di  cui  al  comma  1040.  A  tal  fine  e'
autorizzato un contributo di 25 milioni di euro  annui  per  ciascuno
degli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  1042. Per le finalita' di cui all'articolo 5, comma 1, della  legge
9 gennaio 2006, n. 13, il Ministero dei trasporti  e'  autorizzato  a
concedere 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009
all'Istituto nazionale per studi ed esperienze di architettura navale
(INSEAN) di Roma. 
 
  1043. Al  fine  di  razionalizzare  la  spesa  e  di  garantire  il
raggiungimento delle finalita' di cui all'articolo 5, comma 1,  della
legge 9 gennaio 2006, n. 13, il Ministro dei trasporti,  di  concerto
con il Ministro della difesa ed il Ministro dell'universita' e  della
ricerca, provvede alla riorganizzazione, anche attraverso fusione  ed
accorpamento  con  altri  enti  pubblici  di  ricerca,  dell'Istituto
nazionale per studi ed esperienze di architettura navale (INSEAN)  di
Roma con regolamento adottato ai sensi  dell'articolo  17,  comma  3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400. 
 
  1044.  Al  fine  del  completamento  della  rete  nazionale   degli
interporti,  con   particolare   riferimento   al   Mezzogiorno,   e'
autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per il 2008.  Il  Ministro
dei  trasporti  con  proprio   decreto   definisce   gli   interventi
immediatamente  cantierabili,  tendenti  ad  eliminare  i  "colli  di
bottiglia"  del  sistema  logistico  nazionale  ed  a  realizzare  le
interconnessioni  stradali  e  ferroviarie   fra   hub   portuali   e
interporti. E' autorizzato altresi' un contributo  di  5  milioni  di
euro per il 2008 per il completamento della  rete  immateriale  degli
interporti al fine di potenziare il livello di  servizio  sulla  rete
logistica nazionale. 
 
  1045. Al fine di promuovere una intesa tra lo Stato  e  la  regione
Veneto per la costruzione ed  il  completamento  della  realizzazione
delle opere infrastrutturali nella regione medesima, a  valere  sulle
risorse  di  cui  al  comma  977,  e'   autorizzato   un   contributo
quindicennale di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007,  di  5
milioni di euro a decorrere dall'anno 2008 e di  5  milioni  di  euro
dall'anno 2009. 
 
  1046. L'articolo 4 della legge 9 gennaio 2006, n. 13, e' sostituito
dal seguente: 
"Art. 4. - (Fondo per favorire il potenziamento,  la  sostituzione  e
l'ammodernamento  delle  unita'  navali  destinate  al  servizio   di
trasporto pubblico locale effettuato per via  marittima,  fluviale  e
lacuale). -1. Al fine di favorire la demolizione delle unita'  navali
destinate, in via esclusiva, al servizio di trasporto pubblico locale
effettuato per via marittima, fluviale e lacuale, non  piu'  conformi
ai piu' avanzati standard in materia di sicurezza della navigazione e
di tutela dell'ambiente marino e la cui eta' e' di oltre venti anni e
che, alla data del 1° gennaio 2006, risultino iscritte  nei  registri
tenuti dalle Autorita' nazionali,  e'  autorizzata  la  spesa  di  24
milioni di euro per  ciascuno  degli  anni  2007,  2008  e  2009.  Il
Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro  dell'ambiente  e
della tutela  del  territorio  e  del  mare,  sentita  la  Conferenza
unificata, di cui all'articolo 8 del decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, determina con decreto, in conformita' con la  normativa
comunitaria e internazionale vigente in materia  di  sicurezza  e  di
tutela ambientale, e con  le  linee  guida  dell'IMO  in  materia  di
demolizione delle navi A.  962  (23)  e  di  sviluppo  del  Piano  di
demolizione delle navi (MEPC Circ.  419  del  12  novembre  2004),  i
criteri e le  modalita'  di  attribuzione  dei  benefici  di  cui  al
presente comma". 
 
  1047. Le funzioni statali di vigilanza sull'attivita' di  controllo
degli  organismi  pubblici  e  privati  nell'ambito  dei  regimi   di
produzioni  agroalimentari  di  qualita'  registrata  sono  demandate
all'Ispettorato centrale repressione frodi di  cui  all'articolo  10,
comma 1, del decreto-legge 18 giugno 1986, n.  282,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 7 agosto  1986,  n.  462,  che  assume  la
denominazione  di  "Ispettorato  centrale  per  il  controllo   della
qualita'  dei  prodotti  agroalimentari"  e   costituisce   struttura
dipartimentale del Ministero delle politiche  agricole  alimentari  e
forestali. 
 
  1048. I controlli di cui all'articolo 4, comma 4, del decreto-legge
10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge  11
marzo 2006, n. 81, e i compiti di cui all'articolo 11 del regolamento
(CEE) n. 4045/89, a decorrere dal  1°  luglio  2007,  sono  demandati
all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA),  senza  maggiori
oneri a carico della finanza pubblica. 
 
  1049. All'articolo 14, comma 8, della legge 20  febbraio  2006,  n.
82, le  parole:  "la  prova  preliminare  di  fermentazione  e"  sono
soppresse. 
 
  1050. Per l'effettuazione dei controlli affidati ad Agecontrol Spa,
anche ai sensi  dell'articolo  18,  commi  1-bis  e  6,  del  decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 99, come  modificato  dall'articolo  1,
commi 4 e 5, del decreto-legge 28 febbraio 2005, n.  22,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2005, n. 71, e'  autorizzata
la spesa di 48 milioni di euro per l'anno 2007. 
 
  1051. In  attuazione  dell'articolo  18  del  regolamento  (CE)  n.
510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo  alla  protezione
delle indicazioni geografiche e  delle  denominazioni  d'origine  dei
prodotti agricoli alimentari, e' istituito un contributo destinato  a
coprire le spese, comprese quelle sostenute in  occasione  dell'esame
delle domande di registrazione delle  dichiarazioni  di  opposizione,
delle  domande  di  modifica  e  delle  richieste  di   cancellazione
presentate a norma del citato regolamento. L'importo e  le  modalita'
di versamento del predetto contributo sono fissati  con  decreto  del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze.  I  relativi  proventi
sono  versati  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per   essere
riassegnati allo stato di previsione del  Ministero  delle  politiche
agricole alimentari e forestali  per  le  finalita'  di  salvaguardia
dell'immagine e  di  tutela  in  campo  internazionale  dei  prodotti
agroalimentari ad indicazione geografica. Il Ministro dell'economia e
delle finanze e' autorizzato ad apportare,  con  propri  decreti,  le
occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  1052. All'articolo 3 del decreto-legge 9 settembre  2005,  n.  182,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n.  231,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) il comma 5-ter e' abrogato; 
 
b) il comma 5-quater  e'  sostituito  dal  seguente:  "5-quater.  Gli
accrediti disposti ai sensi del comma 5-bis hanno per  gli  organismi
pagatori effetto liberatorio  dalla  data  di  messa  a  disposizione
dell'istituto tesoriere delle somme ivi indicate". 
 
  1053. All'articolo 51, comma 6, della legge 27  dicembre  1997,  n.
449, dopo le parole: "l'ENEA e l'ASI", sono aggiunte le seguenti:  ",
nonche' il Corpo forestale dello Stato". 
 
  1054. All'articolo 2 del  decreto-legge  10  gennaio  2006,  n.  2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, sono
apportate le seguenti modificazioni: 
a) il comma 4 e' abrogato; 
b) al comma 4-bis, le parole: "Al Fondo di cui al comma 4 e' altresi'
   attribuita"  sono  sostituite   dalle   seguenti:   "All'AGEA   e'
   attribuita". 
 
  1055. Entro il  30  novembre  2007,  il  Commissario  straordinario
dell'Ente per lo sviluppo  dell'irrigazione  e  della  trasformazione
fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia (EIPLI), di  cui  al  decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 18 marzo 1947,  n.  281,
ratificato, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 1952,  n.  1005,
effettua  una  puntuale  ricognizione  della   situazione   debitoria
dell'EIPLI e definisce, con i creditori,  un  piano  di  rientro  che
trasmette  al  Ministero  delle  politiche  agricole   alimentari   e
forestali che stabilisce le procedure  amministrative  e  finanziarie
per il risanamento dell'EIPLI. Fino alla predetta data  sono  sospese
le procedure esecutive e giudiziarie nei confronti  dell'EIPLI.  Dopo
aver proceduto al  risanamento  finanziario  dell'Ente,  il  Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali emana,  d'intesa  con
le  regioni  Puglia,  Basilicata  e  Campania,  un  decreto  per   la
trasformazione dell'EIPLI  in  societa'  per  azioni,  compartecipata
dallo Stato e dalle regioni interessate. Al fine di  concorrere  alle
esigenze piu' immediate dell'EIPLI  e'  assegnato,  allo  stesso,  un
contributo straordinario di 5 milioni di euro per l'anno 2007. (14) 
 
  1056. All'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 22  ottobre  2001,
n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 dicembre  2001,
n. 441, e successive  modificazioni,  le  parole:  "e'  prorogato  di
cinque anni" sono sostituite dalle seguenti: "e' prorogato  di  sette
anni". L'onere per l'attuazione del presente comma per l'anno 2007 e'
pari a 271.240 euro. 
 
  1057. Le disposizioni dell'articolo 22 del decreto-legge  4  luglio
2006, n. 223, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4  agosto
2006, n. 248, non si applicano alle spese  per  l'energia  utilizzata
per il sollevamento dell'acqua ai fini della sua distribuzione. 
 
  1058. Al fine di garantire l'avvio della realizzazione delle  opere
previste dal Piano irriguo nazionale di cui alla delibera CIPE n.  74
del 27 maggio 2005, per l'esercizio 2007 e' stanziata la somma di 100
milioni di euro  e  per  ciascuno  degli  esercizi  2008  e  2009  e'
stanziata la somma di 150 milioni di euro annui. 
 
  1059.  Per  le  finalita'  di  cui  al  comma  1058  sono   inoltre
autorizzate le seguenti spese: 
a) per l'anno 2007: 
   1) 46.958.020,22 euro quale terza annualita' del contributo 
   quindicennale previsto dall'articolo 4, comma 31, della  legge  24
dicembre 2003, n. 350; 
   2) 45.730.000 euro quale prima annualita' della quota parte del 
   contributo quindicennale di cui all'articolo 1,  comma  78,  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266; 
b) per l'anno 2008: 
   1) 46.958.020,22 euro quale quarta annualita' del contributo 
   quindicennale previsto dall'articolo 4, comma 31, della  legge  24
dicembre 2003, n. 350; 
   2) 45.730.000 euro quale seconda annualita' della quota parte del 
   contributo quindicennale di cui al comma 78 dell'articolo 1  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266; 
   3) 50.000.000 di euro quale prima annualita' del secondo 
   contributo quindicennale previsto dal  comma  31  dell'articolo  4
della legge 24 dicembre 2003, n. 350; in; 
c) per l'anno 2009: 
   1) 46.958.020,22 euro quale quinta annualita' del contributo 
   quindicennale previsto dal comma 31, dell'articolo 4  della  legge
24 dicembre 2003, n. 350; 
   2) 45.730.000 euro quale terza annualita' della quota parte del 
   contributo quindicennale di cui al comma 78 dell'articolo 1  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266; 
   3) 50.000.000 di euro quale seconda annualita' del secondo 
   contributo quindicennale previsto dal  comma  31  dell'articolo  4
della legge 24 dicembre 2003, n. 350. 
 
  1060. Per la prosecuzione delle opere previste dal comma  1059  per
l'anno 2010 sono inoltre autorizzate le seguenti spese: 
a) 46.958.020,22  euro  quale   sesta   annualita'   del   contributo
   quindicennale previsto dal comma 31, dell'articolo 4  della  legge
   24 dicembre 2003, n. 350; 
b) 45.730.000 euro quale quarta  annualita'  della  quota  parte  del
   contributo quindicennale di cui al comma 78 dell'articolo 1  della
   legge 23 dicembre 2005, n. 266; 
c) 50.000.000 di euro quale terza annualita' del  secondo  contributo
   quindicennale previsto dal comma 31 dell'articolo 4 della legge 24
   dicembre 2003, n. 350. 
 
  1061.  Le  somme  di  cui  ai  commi  1058,  1059   e   1060   sono
immediatamente impegnabili anche a carico degli esercizi futuri. 
 
  1062. Le autorizzazioni di spesa previste  dall'articolo  4,  comma
31, della legge 23 dicembre 2003, n. 350,  nonche'  dall'articolo  1,
comma 78, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono ridotte per  gli
importi di cui ai commi 1059 e 1060. 
 
  1063. Al Fondo per la razionalizzazione e  la  riconversione  della
produzione bieticolosaccarifera, costituito presso l'Agenzia  per  le
erogazioni in agricoltura (AGEA) ai sensi dell'articolo 2,  comma  4,
del  decreto-legge  10  gennaio   2006,   n.   2,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  11  marzo  2006,  n.  81,  e'  altresi'
attribuita, per l'anno 2007, una  dotazione  finanziaria  annuale  di
65,8  milioni  di  euro,  quale  competenza  del  secondo  anno   del
quinquennio previsto dalla normativa comunitaria. 
 
  1064. All'articolo 4, comma 8, del decreto  legislativo  18  maggio
2001, n. 228, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) le parole: "lire  80  milioni"  sono  sostituite  dalle  seguenti:
"160.000 euro"; 
b) le parole: "lire 2 miliardi" sono sostituite  dalle  seguenti:  "4
milioni di euro". 
 
  1065.  Al  fine  di  promuovere  lo  sviluppo  dei  mercati   degli
imprenditori agricoli a vendita diretta,  con  decreto  del  Ministro
delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali  di  natura  non
regolamentare, d'intesa con la Conferenza permanente per  i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata  in  vigore
della presente legge, sono  stabiliti  i  requisiti  uniformi  e  gli
standard per la realizzazione di detti mercati, anche in  riferimento
alla partecipazione degli imprenditori agricoli,  alle  modalita'  di
vendita e alla trasparenza dei  prezzi,  nonche'  le  condizioni  per
poter beneficiare degli interventi  previsti  dalla  legislazione  in
materia. 
 
  1066. Ai fini dell'incentivazione  della  pratica  dell'allevamento
apistico e del nomadismo di cui all'articolo 5, comma 1, lettera  l),
della  legge  24  dicembre  2004,  n.  313,  agli  apicoltori,   agli
imprenditori  apistici  ed  agli  apicoltori  professionisti  di  cui
all'articolo 3 della medesima legge n. 313 del 2004  che  attuano  la
pratica del nomadismo e' riconosciuta l'aliquota  ridotta  di  accisa
prevista al punto 5 della tabella A allegata  al  testo  unico  delle
disposizioni legislative concernenti le imposte  sulla  produzione  e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative,  di  cui  al
decreto  legislativo  26  ottobre  1995,   n.   504,   e   successive
modificazioni. Con decreto  del  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali, d'intesa  con  il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, da  adottare  entro  sessanta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, sono  definite  le  modalita'
per l'accesso all'agevolazione di cui al presente comma. 
 
  1067. All'articolo 15, comma 2, del decreto legislativo  18  maggio
2001, n. 228, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) le parole: "50 milioni di lire" sono  sostituite  dalle  seguenti:
"50.000 euro"; 
b) le parole: "300 milioni di lire" sono sostituite  dalle  seguenti:
"a 300.000 euro". 
 
  1068. Al fine di favorire il ricambio generazionale e  lo  sviluppo
delle imprese giovanili nel settore agricolo ed  agro-alimentare,  e'
istituito presso il Ministero delle politiche agricole  alimentari  e
forestali il Fondo per lo sviluppo  dell'imprenditoria  giovanile  in
agricoltura, avente una disponibilita' finanziaria di 10  milioni  di
euro all'anno per il quinquennio 2007-2011. 
 
  1069. Con decreto di natura non regolamentare  del  Ministro  delle
politiche  agricole  alimentari  e  forestali  sono  disciplinati   i
criteri, le modalita' e le procedure di attuazione del Fondo  di  cui
al comma 1068, in coerenza con la normativa comunitaria in materia di
aiuti di Stato nel settore agricolo. 
 
  1070. L'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 29 marzo 2004,
n. 99, e successive modificazioni, e' abrogato. 
 
  1071. All'onere di cui al comma 1068, pari a  10  milioni  di  euro
annui  per   il   quinquennio   2007-2011,   si   provvede   mediante
corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui
all'articolo 36 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.  228,  per
le finalita' di cui all'articolo 1, comma  2,  del  medesimo  decreto
legislativo. 11 Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato
ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti  variazioni  di
bilancio. 
 
  1072. Al fine di favorire la ripresa economica e  produttiva  delle
imprese agricole colpite da gravi crisi di mercato e di limitarne  le
conseguenze economiche e sociali nei settori e nelle aree geografiche
colpiti, e' istituito presso il Ministero  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali il Fondo per le crisi  di  mercato.  Al  Fondo
confluiscono le risorse di cui all'articolo 1-bis, commi 13 e 14, del
decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, non  impegnate  alla  data  del  31
dicembre 2006, che sono versate all'entrata del bilancio dello  Stato
per  la  successiva  riassegnazione  allo  stato  di  previsione  del
Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali.   Il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad  apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  1073. Ai sensi e per gli effetti del combinato disposto di cui alla
legge 27 dicembre 2002, n. 292, e alla legge regionale della Campania
1° febbraio 2005, n. 3, la giunta regionale della Campania,  d'intesa
con il Ministero della salute e con i competenti  uffici  dell'Unione
europea, entro il 15 gennaio 2007 provvede a sviluppare una  campagna
informativa  e  ad  adottare  un  nuovo  piano   triennale   per   il
contenimento e l'eradicazione della brucellosi, adeguato alle attuali
esigenze,  secondo  principi  di  tutela  previsti   dalla   speciale
normativa di riferimento e seguendo le specifiche procedure stabilite
dal consiglio  regionale  della  Campania  il  29  novembre  2006,  a
salvaguardia del  patrimonio  genetico  della  specie  allevata,  del
livello    occupazionale    del    comparto,     delle     produzioni
agrozootecniche-alimentari di filiera e del consumatore. 
 
  1074. Con decreto del Ministro delle politiche agricole  alimentari
e forestali, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano,
da emanare entro tre mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente  legge,  sono  disciplinate  le   modalita'   operative   di
funzionamento del Fondo di cui al  comma  1068,  nel  rispetto  degli
orientamenti comunitari in materia. 
 
  1075. Per gli imprenditori  agricoli  di  cui  all'articolo  1  del
decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, il credito  d'imposta  di
cui al comma 271 si applica con le modalita' di cui  all'articolo  11
del  decreto-legge  8  luglio   2002,   n.   138,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, nonche' in  base  a
quanto definito dalla Commissione europea con decisione C/220 del  25
luglio 2002, e dagli  articoli  26  e  28  del  regolamento  (CE)  n.
1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005. Il credito  d'imposta
per  gli  imprenditori  agricoli  si   applica,   nell'ambito   delle
disponibilita' complessive del credito d'imposta di cui al comma 271,
nei limiti della somma di 10 milioni di euro per  l'anno  2007  e  30
milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2008 e 2009. 
 
  1076. All'articolo 1 del decreto-legge  18  maggio  2006,  n.  181,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, il
quinto  periodo  del  comma  9-bis  deve  intendersi  nel  senso  che
l'autorita'  di  vigilanza  nomina  un  nuovo  commissario  unico  in
sostituzione di tutti i commissari,  monocratici  o  collegiali,  dei
consorzi agrari in stato di liquidazione  coatta  amministrativa,  in
carica alla data di entrata in  vigore  della  legge  di  conversione
suddetta. Nel medesimo periodo del comma 9-bis le  parole:  ",  salvo
che entro  detto  termine  sia  stata  autorizzata  una  proposta  di
concordato ai sensi dell'articolo 214 del citato regio decreto"  sono
sostituite dalle seguenti: "la medesima disposizione si applica anche
ai consorzi agrari in stato di concordato, limitatamente alla  nomina
di un nuovo commissario unico". Al medesimo comma 9-bis,  le  parole:
"entro il 30 giugno 2007", sono sostituite dalle seguenti: "entro  il
31 dicembre 2007". (34) 
 
  1077. Al  fine  di  assicurare  la  regolare  gestione  delle  aree
naturali  protette,  per  il  personale  operaio  forestale  di   cui
all'articolo 1, comma 242, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  le
procedure di stabilizzazione,  di  cui  al  comma  521  del  presente
articolo, si applicano, nell'ambito delle  disponibilita'  del  fondo
ivi previsto, anche in deroga alle disposizioni della legge 5  aprile
1985, n. 124. 
 
  1078. All'articolo 1, comma  9-bis,  del  decreto-legge  18  maggio
2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17  luglio
2006, n. 233, le parole: "commi 2,  3  e  5"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "commi 2, 3, 5 e 6". 
 
  1079. Per l'attuazione dell'articolo 21 della legge 23 luglio 1991,
n. 223, ai fini del trattamento di integrazione salariale  in  favore
dei lavoratori agricoli nelle aree  agricole  colpite  da  avversita'
atmosferiche eccezionali, compresi nel  Piano  assicurativo  agricolo
annuale di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 29 marzo  2004,
n. 102, alla delimitazione delle aree colpite provvedono le regioni. 
 
  1080.  A  decorrere  dall'anno   2007,   il   contributo   previsto
dall'articolo 1-quinquies, comma 2,  del  decreto-legge  9  settembre
2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  novembre
2005, 11.231, e' incrementato di 3 milioni di euro. 
 
  1081. La Cassa depositi  e  prestiti  e'  autorizzata  a  concedere
all'Istituto di servizi per il mercato  agricolo  alimentare  (ISMEA)
mutui ventennali per  gli  incentivi  relativi  allo  sviluppo  della
proprieta' coltivatrice di cui alla legge 14 agosto 1971, n.  817,  e
successive modificazioni.  Gli  oneri  connessi  al  pagamento  degli
interessi relativi ai predetti finanziamenti restano a  carico  dello
Stato fino al limite di 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2007. 
 
  1082.  Al  fine  di  armonizzare  l'attuazione  delle  disposizioni
sovranazionali in materia forestale, in aderenza  al  Piano  d'azione
per le foreste dell'Unione europea e nel  rispetto  delle  competenze
istituzionali, il Ministero delle  politiche  agricole  alimentari  e
forestali e il Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare, sulla base degli strumenti  di  pianificazione  regionale
esistenti e delle linee guida  definite  ai  sensi  dell'articolo  3,
comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.  227,  propongono
alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni  e
le province autonome di Trento e di Bolzano, ai fini di un accordo ai
sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
un programma quadro per il settore forestale finalizzato  a  favorire
la   gestione   forestale   sostenibile   e    a    valorizzare    la
multifunzionalita' degli ecosistemi forestali. Le azioni previste dal
programma quadro possono accedere alle risorse di cui all'articolo 61
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nei limiti  definiti  dal  CIPE
nella deliberazione di cui allo stesso articolo 61,  comma  3,  della
citata legge n. 289 del 2002. 
 
  1083. L'intesa di  filiera  o  il  contratto  quadro  di  cui  agli
articoli 9 e 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, hanno
per scopo,  altresi',  l'integrazione  della  filiera  forestale  con
quella  agroenergetica,  la   valorizzazione,   la   produzione,   la
distribuzione e la trasformazione di biomasse derivanti da  attivita'
forestali, nonche' lo sviluppo della filiera del legno. Gli organismi
che operano la gestione forestale in forma associata e le imprese  di
lavorazione e  distribuzione  del  legno  e  di  utilizzazione  della
biomassa forestale a fini energetici nonche' i soggetti  interessati,
pubblici o privati, stipulano contratti di coltivazione  e  fornitura
in  attuazione  degli  articoli  11,  12  e  13  del  citato  decreto
legislativo n. 102 del 2005. 
 
  1084. Per l'attuazione dei piani  nazionali  di  settore,  compreso
quello forestale, di competenza del Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, e' autorizzata la spesa di 10 milioni di euro
per l'anno 2007 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni  2008
e 2009. 
 
  1085. L'autorizzazione di spesa per l'attuazione del Piano d'azione
nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici  di  cui
all'articolo 1, comma 87, della legge 30 dicembre 2004,  n.  311,  e'
incrementata di 10 milioni di euro  per  ciascuno  degli  anni  2007,
2008, 2009. 
 
  1086. All'articolo 4, comma 24, della legge 24  dicembre  2003,  n.
350, le parole: "al 31 marzo 2005" sono  sostituite  dalle  seguenti:
"al 31 dicembre 2005". In relazione alle minori entrate che  derivano
all'INPS, sono trasferiti allo stesso Istituto gli  importi  di  15,3
milioni di euro per l'anno 2007 e 10,3 milioni di euro per  gli  anni
dal 2008 al 2011. 
 
  1087. All'articolo 9, comma 3, lettera c-bis), del decreto-legge 28
marzo 2003, n. 49, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  30
maggio 2003, n. 119, dopo il primo periodo e' aggiunto  il  seguente:
"In caso di superamento di tale limite, la restituzione del  prelievo
supplementare non opera per la parte eccedente il 20 per cento". 
 
  1088. Alle imprese che producono prodotti di cui all'Allegato I del
Trattato istitutivo della Comunita' europea e alle  piccole  e  medie
imprese,  come  definite  dal  regolamento  (CE)  n.  800/2008  della
Commissione, del 6 agosto 2008, che producono prodotti agroalimentari
non ricompresi nel predetto Allegato I, anche se costituite in  forma
cooperativa o riunite in consorzi,  nonche'  ai  consorzi  di  tutela
riconosciuti ai sensi dell'articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 
128, e successive modificazioni, e dell'articolo 19  della  legge  10
febbraio 1992, n. 164, e' riconosciuto, nei limiti delle  risorse  di
cui al comma 1090 per gli anni 2008 e 2009,  un  credito  di  imposta
nella misura del 50  per  cento  del  valore  degli  investimenti  in
attivita' dirette in altri Stati  membri  o  Paesi  terzi  intese  ad
indurre gli operatori economici o i consumatori  all'acquisto  di  un
determinato prodotto agricolo o agroalimentare di qualita', ai  sensi
dell'articolo 32 del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del
20 settembre 2005, anche se non compreso nell'Allegato I, purche' non
rivolto al singolo marchio commerciale  o  riferito  direttamente  ad
un'impresa,  in  eccedenza  rispetto  alla   media   degli   analoghi
investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti. 
 
  1089. Alle imprese diverse dalle piccole e medie imprese di cui  al
comma 1088  che  producono  prodotti  agroalimentari  non  ricompresi
nell'Allegato I del Trattato istitutivo della Comunita'  europea,  il
credito di imposta previsto dal medesimo comma 1088  e'  riconosciuto
nei limiti delle risorse di cui  al  comma  1090  e  nei  limiti  del
regolamento (CE) n. 1998/2006  della  Commissione,  del  15  dicembre
2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88  del  trattato
agli aiuti  di  importanza  minore  (de  minimis),  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L379 del 28 dicembre 2006. 
 
  1090. Il beneficio fiscale di cui ai commi 1088 e 1089  si  applica
anche alle imprese in attivita' alla data di entrata in vigore  della
presente legge, anche se con un'attivita' di impresa inferiore a  tre
anni. Per tali imprese la media degli investimenti da considerare  e'
quella  risultante  dagli  investimenti  effettuati  nei  periodi  di
imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata  in  vigore
della presente legge o a quello  successivo.  PERIODO  SOPPRESSO  DAL
D.L. 3 NOVEMBRE 2008, N. 171, CONVERTITO CON L. 30 DICEMBRE 2008,  N.
205. Con decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  di
concerto con  il  Ministro  delle  politiche  agricole  alimentari  e
forestali, sono dettate le modalita' applicative dei commi da 1088  a
1090, nei limiti della somma di 25 milioni di euro per l'anno 2007 40
milioni di euro per l'anno 2008 e 41 milioni di euro per l'anno 2009. 
 
  1091. L'attestazione  di  effettivita'  delle  spese  sostenute  e'
rilasciata dal presidente del collegio sindacale ovvero, in mancanza,
da un revisore dei conti o da un professionista iscritto all'albo dei
revisori dei conti, dei  dottori  commercialisti,  dei  ragionieri  e
periti commerciali o a quello dei consulenti del lavoro, nelle  forme
previste dall'articolo 13, comma 2, del decreto-legge 28 marzo  1997,
n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997,  n.
140, e successive modificazioni, ovvero dal responsabile  del  centro
di assistenza fiscale. 
 
  1092. Le modalita' di applicazione dell'incentivo fiscale sono, per
quanto non previsto dai commi da 1088 a 1091 del  presente  articolo,
le stesse disposte dall'articolo 3 del decreto-legge 10 giugno  1994,
n. 357, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994,  n.
489. 
 
  1093.  Le  societa'  di  persone,  le  societa'  a  responsabilita'
limitata e le societa' cooperative, che  rivestono  la  qualifica  di
societa' agricola ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 99, come da  ultimo  modificato  dal  comma  1096  del
presente articolo, possono optare per l'imposizione  dei  redditi  ai
sensi dell'articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, e successive modificazioni. 
 
  1094. Si considerano imprenditori agricoli le societa' di persone e
le societa' a responsabilita' limitata,  costituite  da  imprenditori
agricoli, che esercitano esclusivamente  le  attivita'  dirette  alla
manipolazione, conservazione, trasformazione,  commercializzazione  e
valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci. In tale ipotesi,
le  societa'  possono  optare  per  la  determinazione  del   reddito
applicando all'ammontare dei ricavi il coefficiente  di  redditivita'
del 25 per cento. 
 
  1095. Con decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze,  di
concerto con  il  Ministro  delle  politiche  agricole  alimentari  e
forestali, sono dettate le modalita' applicative del comma 1093. 
 
  1096. All'articolo 2, comma 4-bis, del decreto legislativo 29 marzo
2004, n. 99, il secondo periodo e' soppresso. 
 
  1097. I fondi provenienti da raccolta effettuata da Poste  Italiane
Spa per attivita' di bancoposta presso la clientela privata ai  sensi
dell'articolo 2, comma 1, lettera  a),  del  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n.  144,  sono
investiti in titoli governativi dell'area euro (e, per una quota  non
superiore al 5 per cento dei fondi, in altri titoli  assistiti  dalla
garanzia dello Stato italiano) a cura di Poste Italiane Spa. 
 
  1098. E' abrogato, limitatamente ai fondi di cui al comma 1097  del
presente articolo, il vincolo di  cui  all'articolo  14  del  decreto
luogotenenziale   6   settembre   1917,   n.   1451,   e   successive
modificazioni, ivi comprese le disposizioni in materia contenute  nel
decreto-legge  30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,  n.  326,  e  successive
modificazioni. 
 
  1099. L'attuazione progressiva del nuovo assetto di  cui  al  comma
1097, da completare entro il  31  dicembre  2007,  e'  effettuata  in
coordinamento con il Ministero dell'economia e delle finanze. 
 
  1100. Per l'attuazione di programmi annuali di  interventi  per  la
difesa del mare previsti dalla legge 31  dicembre  1982,  n.  979,  e
successive  modificazioni,   e   dei   protocolli   attuativi   della
Convenzione    sulla    salvaguardia     del     mar     Mediterraneo
dall'inquinamento,  adottata  a  Barcellona  il  16  febbraio   1976,
ratificata  ai  sensi  della  legge  25  gennaio  1979,  n.  30,   e'
autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni
2007, 2008 e 2009. 
 
  1101.  Per  la  quantificazione  delle  spese  sostenute  per   gli
interventi  a  tutela  dell'ambiente  marino  conseguenti   a   danni
provocati dai soggetti di cui al primo comma dell'articolo  12  della
legge 31 dicembre 1982, n. 979, il Ministero  dell'ambiente  e  della
tutela  del   territorio   e   del   mare   applica   il   tariffario
internazionalmente  riconosciuto  dalle  compagnie  di  assicurazioni
degli armatori (SCOPIC). 
 
  1102. Il secondo comma dell'articolo 14  della  legge  31  dicembre
1982, n. 979, e' sostituito dal seguente: 
"Le somme recuperate a carico dei privati per le spese sostenute  per
gli interventi di cui all'articolo 12 sono  versate  all'entrata  del
bilancio dello Stato e sono riassegnate nella misura del 50 per cento
con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze allo stato  di
previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare per le attivita' di difesa del mare dagli inquinamenti". 
 
  1103. Per l'attuazione di un programma triennale  straordinario  di
interventi  di  demolizione  delle  opere  abusive  site  nelle  aree
naturali protette nazionali e' autorizzata la spesa di 3  milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  1104. Nelle aree naturali protette  1'acquisizione  gratuita  delle
opere abusive di cui all'articolo 7,  sesto  comma,  della  legge  28
febbraio 1985, n. 47, e  successive  modificazioni,  si  verifica  di
diritto a favore degli organismi di gestione ovvero,  in  assenza  di
questi, a favore dei  comuni.  Restano  confermati  gli  obblighi  di
notifica al Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio  e
del mare degli accertamenti, delle  ingiunzioni  alla  demolizione  e
degli eventuali abbattimenti direttamente effettuati, come  anche  le
procedure e le modalita' di demolizione vigenti alla data di  entrata
in vigore della presente legge. 
 
  1105. Restano altresi' confermate le  competenze  delle  regioni  a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano che
disciplinano la materia di  cui  ai  commi  1103  e  1104  secondo  i
rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. 
 
  1106. Al fine  di  salvaguardare  gli  equilibri  ambientali  e  di
scongiurare il prodursi  di  gravi  alterazioni  dell'ecosistema  nei
territori di cui all'articolo 1 della legge 2 maggio  1990,  n.  102,
limitatamente alla provincia di Sondrio, a decorrere  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge e per un periodo di due  anni,
le nuove concessioni per grandi e piccole derivazioni di acque ad uso
idroelettrico   sono   rilasciate   previo   parere   del   Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare,  che  allo
scopo si avvale dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per  i
servizi tecnici. 
 
  1107. L'applicazione delle  disposizioni  di  cui  all'articolo  1,
comma 94, della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  e'  estesa  al
personale degli Enti parco  nazionali  funzionalmente  equiparato  al
Corpo forestale dello Stato, ai  sensi  dell'articolo  2,  comma  36,
della legge 9 dicembre 1998, n. 426.  Per  il  personale  di  cui  al
periodo precedente, nei  limiti  del  territorio  di  competenza,  e'
riconosciuta la qualifica  di  agente  di  pubblica  sicurezza  e  si
applicano le disposizioni previste dall'articolo 29, comma  1,  della
legge 11 febbraio 1992, n. 157. 
 
  1108. Al fine di realizzare rilevanti risparmi di spesa ed una piu'
efficace  utilizzazione  delle  risorse  finanziarie  destinate  alla
gestione dei rifiuti  solidi  urbani,  la  regione,  previa  diffida,
provvede tramite un commissario ad acta a garantire il governo  della
gestione dei rifiuti a livello di ambito  territoriale  ottimale  con
riferimento a quegli ambiti  territoriali  ottimali  all'interno  dei
quali non sia  assicurata  una  raccolta  differenziata  dei  rifiuti
urbani pari alle seguenti percentuali minime: 
a) almeno il quaranta per cento entro il 31 dicembre 2007; 
b) almeno il cinquanta per cento entro il 31 dicembre 2009; 
c) almeno il sessanta per cento entro il 31 dicembre 2011. 
 
  1109. Per gli anni successivi al 2011,  la  percentuale  minima  di
raccolta differenziata da assicurare per i fini di cui al comma  1108
e' stabilita con decreto del Ministero dell'ambiente e  della  tutela
del territorio e del mare, sentita la  Conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, in vista di una progressiva riduzione della quantita'  di
rifiuti  inviati  in  discarica  e  nella  prospettiva   di   rendere
concretamente realizzabile l'obiettivo "Rifiuti zero". 
 
  1110. Per il finanziamento delle misure finalizzate  all'attuazione
del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle  Nazioni  Unite
sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto  1'11  dicembre  1997,  reso
esecutivo dalla legge 1° giugno 2002, n. 120, previste dalla delibera
CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 68 del 22 marzo 2003, e successivi aggiornamenti, e' istituito  un
Fondo rotativo. 
 
  1111. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo  economico,  sentita
la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, individua le modalita'  per  l'erogazione  di
finanziamenti  a  tasso  agevolato  della  durata  non  superiore   a
settantadue mesi a soggetti pubblici o privati. Nello stesso termine,
con  decreto  del  Ministro  dell'economia  e   delle   finanze,   e'
individuato il tasso di interesse da applicare. (24) (59) 
 
  1112. Per il triennio 2007-2009 sono finanziate prioritariamente le
misure di seguito elencate: 
a) installazione di impianti di microcogenerazione  diffusa  ad  alto
rendimento elettrico e termico; 
b) installazione di impianti di piccola  taglia  per  l'utilizzazione
   delle fonti rinnovabili  per  la  generazione  di  elettricita'  e
   calore; 
c)  sostituzione  dei  motori  elettrici  industriali   con   potenza
superiore a 45 kW con motori ad alta efficienza; 
d) incremento  dell'efficienza  negli  usi  finali  dell'energia  nei
settori civile e terziario; 
e) eliminazione delle emissioni di protossido di azoto  dai  processi
industriali; 
f) progetti pilota di ricerca e sviluppo di  nuove  tecnologie  e  di
nuove fonti di energia a basse emissioni o ad emissioni zero. 
f-bis) pratiche di gestione forestale sostenibile attuate  attraverso
   interventi diretti a ridurre  il  depauperamento  dello  stock  di
   carbonio nei suoli forestali e nelle foreste. 
 
  1113. Nel triennio 2007-2009 le risorse destinate al Fondo  di  cui
al comma 1110 ammontano a 200 milioni di euro all'anno.  In  sede  di
prima applicazione, al Fondo possono essere riversate,  in  aggiunta,
le risorse di cui all'articolo 2, comma  3,  della  legge  l°  giugno
2002, n. 120. 
 
  1114. Le rate di rimborso dei finanziamenti concessi sono destinate
all'incremento delle risorse a disposizione del Fondo di cui al comma
1110. 
 
  1115. Il Fondo di cui al comma 1110 e' istituito  presso  la  Cassa
depositi e prestiti Spa e con apposita convenzione ne  sono  definite
le modalita' di gestione. La  Cassa  depositi  e  prestiti  Spa  puo'
avvalersi per  l'istruttoria,  l'erogazione  e  per  tutti  gli  atti
connessi alla gestione dei  finanziamenti  concessi  di  uno  o  piu'
istituti di credito scelti sulla base di gare pubbliche  in  modo  da
assicurare una omogenea e diffusa copertura territoriale. 
 
  1116. Per l'anno 2007 una quota non inferiore a 5 milioni  di  euro
delle risorse del Fondo unico investimenti per la difesa del suolo  e
tutela ambientale del Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare, iscritte a bilancio ai sensi dell'articolo  1,
comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, e' riservata in sede di
riparto alla realizzazione di un sistema integrato per il controllo e
la tracciabilita' dei rifiuti, in funzione della sicurezza  nazionale
ed in rapporto all'esigenza di prevenzione e  repressione  dei  gravi
fenomeni di criminalita' organizzata  nell'ambito  dello  smaltimento
illecito dei rifiuti. 
 
  1117. Dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente  legge  i
finanziamenti  e  gli  incentivi  pubblici  di   competenza   statale
finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili per la produzione
di  energia  elettrica  sono  concedibili   esclusivamente   per   la
produzione  di  energia  elettrica  prodotta  da  fonti   energetiche
rinnovabili, cosi' come  definite  dall'articolo  2  della  direttiva
2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del  27  settembre
2001, sulla  promozione  dell'energia  elettrica  prodotta  da  fonti
energetiche rinnovabili. Sono  fatti  salvi  i  finanziamenti  e  gli
incentivi concessi, ai sensi  della  previgente  normativa,  ai  soli
impianti gia' autorizzati e di cui sia stata avviata concretamente la
realizzazione anteriormente  all'entrata  in  vigore  della  presente
legge, ivi comprese le convenzioni adottate con delibera del Comitato
interministeriale prezzi il 12 aprile 1992 e  destinate  al  sostegno
alle fonti energetiche  assimilate,  per  i  quali  si  applicano  le
disposizioni di cui al comma 1118. 
 
  1118. Il Ministro dello  sviluppo  economico  provvede  con  propri
decreti ai sensi dell'articolo 17, comma 3,  della  legge  23  agosto
1988, n. 400, a definire le condizioni e le modalita' per l'eventuale
riconoscimento in deroga  del  diritto  agli  incentivi  a  specifici
impianti gia' autorizzati all'entrata in vigore della presente  legge
e non ancora in esercizio, non rientranti nella tipologia di  cui  al
periodo precedente, nonche' a ridefinire l'entita' e  la  durata  dei
sostegni alle fonti energetiche non rinnovabili assimilate alle fonti
energetiche rinnovabili utilizzate da  impianti  gia'  realizzati  ed
operativi alla data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,
tenendo conto dei diritti  pregressi  e  nel  rispetto  dei  principi
generali dell'ordinamento giuridico, allo scopo di ridurre gli  oneri
che gravano sui prezzi dell'energia elettrica  e  eliminare  vantaggi
economici che non risultino specificamente motivati e coerenti con le
direttive europee in materia di energia elettrica. 
 
  1119. E' fatta salva la normativa previgente per la  produzione  di
energia elettrica di cui all'articolo 11, comma 14, del decreto-legge
14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla  legge  14
maggio 2005, n. 80. 
 
  1120. Alla normativa in materia di produzione di energia  da  fonti
rinnovabili sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, all'articolo  17,
   i commi 1, 3 e 4 sono  abrogati;  all'articolo  20,  comma  6  del
   medesimo decreto, le parole: "e da rifiuti" sono soppresse; 
b) alla legge 9 gennaio 1991, n. 9, all'articolo 22, al comma 1, sono
   soppresse le parole: "o  assimilate";  al  comma  5  e'  soppresso
   l'ultimo periodo;  al  comma  7  sono  soppresse  le  parole:  "ed
   assimilate"; 
c) alla legge 9 gennaio 1991, n. 9, nella rubrica degli articoli 22 e
23, le parole: "e assimilate" sono soppresse; 
d) alla legge 10 gennaio 1991, n. 10, all'articolo 1,  nel  comma  3,
   primo  periodo,  le  parole  "o  assimilate"  e  le  parole:   "ed
   inorganici" sono soppresse ed il secondo periodo e' soppresso; 
   all'articolo 11 della medesima legge, nella rubrica, le parole: "o 
   assimilate"  sono  soppresse;  all'articolo  26,  comma  7,  della
medesima legge le parole: "o assimilate" sono soppresse; 
e) al decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, all'articolo 2, comma
15, le parole: "e inorganici" sono soppresse; 
f) alla legge 1° marzo 2002, n. 39,  all'articolo  43,  comma  1,  la
lettera e) e' abrogata; 
g) alla legge 23 agosto 2004, n. 239, all'articolo 1, il comma 71  e'
abrogato; 
h) al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, all'articolo 229, il
comma 6 e' abrogato; 
i) al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,  all'articolo  52,
   comma 3, lettera a), sono soppresse le parole "ed assimilate". 
 
  1121.  Allo  scopo  di   finanziare   interventi   finalizzati   al
miglioramento della qualita' dell'aria nelle aree urbane  nonche'  al
potenziamento del trasporto pubblico, e' istituito,  nello  stato  di
previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio
e  del  mare,  il  Fondo  per  la  mobilita'  sostenibile,  con   uno
stanziamento di 90 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008
e 2009. 
 
  1122. Il Fondo di cui al comma 1121 destina le proprie risorse, con
decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e
del mare, di concerto con il Ministro dei trasporti, prioritariamente
all'adozione delle seguenti misure: 
a) potenziamento ed aumento dell'efficienza dei mezzi  pubblici,  con
   particolare riguardo a quelli  meno  inquinanti  e  a  favore  dei
   comuni a maggiore crisi ambientale; 
b) incentivazione dell'intermodalita'; 
c) introduzione  di  un  sistema  di  incentivi  e  disincentivi  per
privilegiare la mobilita' sostenibile; 
d) valorizzazione degli strumenti del mobility management e  del  car
sharing; 
e) realizzazione di percorsi vigilati protetti casa-scuola; 
f) riorganizzazione e razionalizzazione del settore  di  trasporto  e
   consegna  delle  merci,  attraverso  la  realizzazione  di  centri
   direzionali   di   smistamento   che   permetta    una    migliore
   organizzazione  logistica,  nonche'  il  progressivo  obbligo   di
   utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale; 
g) realizzazione e potenziamento della rete di distribuzione del  gas
metano, gpl, elettrica e idrogeno; 
h) promozione di reti urbane di  percorsi  destinati  alla  mobilita'
ciclistica.(19) 
 
  1123. Una quota non inferiore al 5 per cento del Fondo  di  cui  al
comma 1121, e' destinata agli interventi di cui alla legge 19 ottobre
1998, n. 366.(19) 
 
  1124.  E'  istituito,  nello  stato  di  previsione  del  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Fondo  per
lo sviluppo sostenibile, allo scopo di  finanziare  progetti  per  la
sostenibilita' ambientale  di  settori  economico-produttivi  o  aree
geografiche, l'educazione  e  l'informazione  ambientale  e  progetti
internazionali per la cooperazione ambientale sostenibile. 
 
  1125. Per il triennio 2007-2009 sono destinate al finanziamento del
Fondo di cui al comma 1124 risorse per un importo annuo di 25 milioni
di euro. Con decreto del Ministro dell'ambiente e  della  tutela  del
territorio e del mare, di concerto con il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze e, limitatamente  ai  progetti  internazionali  per  la
cooperazione ambientale sostenibile, d'intesa con il  Ministro  degli
affari esteri sentita la Conferenza unificata di cui  all'articolo  8
del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  sono  individuate
annualmente le misure  prioritarie  da  finanziare  con  il  predetto
Fondo. 
 
  1126. E'  autorizzata  la  spesa  di  50.000  euro  per  finanziare
l'attuazione  e  il  monitoraggio  di  un  "Piano  d'azione  per   la
sostenibilita' ambientale dei  consumi  nel  settore  della  pubblica
amministrazione", predisposto dal  Ministero  dell'ambiente  e  della
tutela del  territorio  e  del  mare,  di  concerto  con  i  Ministri
dell'economia e delle finanze e dello  sviluppo  economico,  d'intesa
con le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  e
sottoposto  alla  approvazione  dalla  CONSIP  Spa,   costituita   in
attuazione del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 414. Il Piano
prevede l'adozione di misure volte all'integrazione delle esigenze di
sostenibilita' ambientale nelle  procedure  di  acquisto  di  beni  e
servizi delle amministrazioni competenti,  sulla  base  dei  seguenti
criteri: 
a) riduzione dell'uso delle risorse naturali; 
b) sostituzione delle fonti energetiche  non  rinnovabili  con  fonti
rinnovabili; 
c) riduzione della produzione di rifiuti; 
d) riduzione delle emissioni inquinanti; 
e) riduzione dei rischi ambientali. 
 
  1127. Il piano di  cui  al  comma  1126  indica  gli  obiettivi  di
sostenibilita' ambientale  da  raggiungere  per  gli  acquisti  nelle
seguenti categorie merceologiche: 
a) arredi; 
b) materiali da costruzione; 
c) manutenzione delle strade; 
d) gestione del verde pubblico; 
e) illuminazione e riscaldamento; 
j) elettronica; 
g) tessile; 
h) cancelleria; 
i) ristorazione; 
l) materiali per l'igiene; 
m) trasporti. 
 
  1128. Per il monitoraggio degli obiettivi di cui al comma  1127  e'
istituito un apposito Comitato composto dal Ministro dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare, dal Ministro dell'economia  e
delle finanze, dal Ministro  dello  sviluppo  economico  nonche'  dai
presidenti delle regioni interessate. 
 
  1129. Ai fini della riduzione delle emissioni di anidride carbonica
in atmosfera, del rafforzamento della  protezione  ambientale  e  del
sostegno alle filiere agro-industriali nel campo dei biomateriali, e'
avviato, a  partire  dall'anno  2007,  un  programma  sperimentale  a
livello   nazionale    per    la    progressiva    riduzione    della
commercializzazione di sacchi per l'asporto delle merci che,  secondo
i criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle nonne  tecniche
approvate a livello comunitario, non risultino biodegradabili. 
 
  1130. Il programma di cui al comma 1129, definito con  decreto  del
Ministro dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare  e  con  il
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare
entro centoventi  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente   legge   previo   parere   delle   competenti   Commissioni
parlamentari, e' finalizzato ad individuare le misure  da  introdurre
progressivamente nell'ordinamento interno  al  fine  di  giungere  al
definitivo  divieto,  a  decorrere  dal  1°   gennaio   2011,   della
commercializzazione di sacchi non biodegradabili per 1'asporto  delle
merci che non rispondano entro tale data, ai  criteri  fissati  dalla
normativa comunitaria e dalle  norme  tecniche  approvate  a  livello
comunitario. 
 
  1131. Per l'avvio del programma di cui ai  commi  1129  e  1130  e'
destinata una quota non inferiore a 1 milione di euro  a  valere  sul
"Fondo unico investimenti  per  la  difesa  del  suolo  e  la  tutela
ambientale" del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare. 
 
  1132. Al fine di assicurare il monitoraggio delle attivita'  e  dei
dati relativi alla difesa del suolo e la piena  integrazione  con  il
sistema  informativo  unico  e  la  rete   nazionale   integrati   di
rilevamento e' autorizzata la spesa  di  750.000  euro  per  ciascuno
degli anni 2007, 2008 e 2009. Ferme restando le disposizioni  di  cui
agli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonche'  le
amministrazioni e gli enti territoriali  trasmettono  trimestralmente
al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e
all'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i  servizi  tecnici
(APAT),  le  informazioni  riguardanti  le   attivita'   di   propria
competenza  in  materia  di   difesa   del   suolo   e   lotta   alla
desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di 
gestione delle risorse idriche e prevenzione del dissesto 
idrogeologico.  Il  Ministro  dell'ambiente  e   della   tutela   del
territorio e del mare con proprio decreto istituisce un  Osservatorio
per la raccolta, l'aggiornamento, l'elaborazione e la diffusione  dei
dati oggetto di monitoraggio. 
 
  1133.  I  rapporti  di  lavoro   a   tempo   determinato   previsti
dall'articolo 1, comma 596, della legge 23  dicembre  2005,  n.  266,
sono prorogati fino al 31 dicembre 2007. Ai fini di cui al comma 404,
lettera  a),  del  presente  articolo  per  gli  uffici  di   livello
dirigenziale generale  del  Ministero  per  i  beni  e  le  attivita'
culturali si tiene conto di quanto  gia'  disposto  dall'articolo  2,
comma 94, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. 
 
  1134. All'articolo 2, comma 98, lettere b) e c), del  decreto-legge
3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre  2006,  n.   286,   dopo   le   parole:   "spesa   derivante
dall'attuazione  del   comma   1",   sono   inserite   le   seguenti:
"dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  300,  e
successive modificazioni". 
 
  1135. Per l'anno 2007, continuano ad applicarsi le disposizioni  di
cui all'articolo 3, commi 1 e 2, del decreto-legge 31  gennaio  2005,
n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31  marzo  2005,  n.
43, e successive modificazioni. 
 
  1136. Al fine di  sostenere  interventi  in  materia  di  attivita'
culturali svolte sul territorio  italiano,  e'  istituito  presso  il
Ministero  per  i  beni  e  le  attivita'  culturali  un  Fondo   per
l'attuazione  di  accordi  di  cofinanziamento  tra  lo  Stato  e  le
autonomie. Con decreti  del  Ministro  per  i  beni  e  le  attivita'
culturali si provvede al finanziamento degli interventi a valere  sul
predetto Fondo. 
 
  1137. Per le finalita' di  cui  al  comma  1136,  e'  assegnato  al
Ministero per i beni e le attivita' culturali  un  contributo  di  20
milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  1138. A favore di specifiche finalita' relative  ad  interventi  di
tutela e valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio nonche' di
progetti per la loro gestione e' assegnato al Ministero per i beni  e
le attivita' culturali un contributo di  31,5  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Gli interventi sono  stabiliti
annualmente con decreto del  Ministro  per  i  beni  e  le  attivita'
culturali, sentito il Consiglio superiore  per  i  beni  culturali  e
paesaggistici. 
 
  1139. Per la prosecuzione degli interventi di cui  all'articolo  5,
comma 2, della legge 11 dicembre 2000,  n.  381,  e'  autorizzata  la
spesa di 50.000 euro per gli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  1140. Al Fondo  di  cui  all'articolo  12,  comma  1,  del  decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e  successive  modificazioni,  e'
assegnato un contributo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni
2007, 2008 e  2009.  Tale  contributo  e'  finalizzato  a  favore  di
interventi di sostegno a  istituzioni,  grandi  eventi  di  carattere
culturale, nonche' ulteriori esigenze del settore  dello  spettacolo.
In deroga al comma 4 del citato  articolo  12,  gli  interventi  sono
stabiliti annualmente con decreto  del  Ministro  per  i  beni  e  le
attivita' culturali. 
 
  1141.  I  contributi  per  il  restauro,  la  conservazione  e   la
valorizzazione dei beni  culturali,  nonche'  per  l'istituzione  del
fondo in favore dell'editoria per ipovedenti e  non  vedenti  di  cui
alla tabella A, n. 86, allegata alla legge 16 ottobre 2003,  n.  291,
da destinare anche in favore di case editrici o  altri  soggetti  che
forniscono servizi volti alla trasformazione dei  prodotti  esistenti
in formati idonei alla fruizione da  parte  degli  ipovedenti  e  non
vedenti, alla creazione di prodotti  editoriali  nuovi  e  specifici,
nonche'  alla  catalogazione,  conservazione  e   distribuzione   dei
prodotti trasformati e creati, sono aumentati di un importo pari a 10
milioni di euro per l'anno 2007. 
 
  1142. Per consentire  al  Ministero  per  i  beni  e  le  attivita'
culturali di far fronte con  interventi  urgenti  al  verificarsi  di
emergenze che possano pregiudicare la salvaguardia dei beni culturali
e paesaggistici e di procedere  alla  realizzazione  di  progetti  di
gestione di modelli  museali,  archivistici  e  librari,  nonche'  di
progetti di tutela  paesaggistica  e  archeologico-monumentale  e  di
progetti per la manutenzione, il restauro e la valorizzazione di beni
culturali e paesaggistici, e' autorizzata la spesa di 79  milioni  di
euro per l'anno 2007 e di  87  milioni  di  euro  annui  a  decorrere
dall'anno 2008. Con decreto del Ministro per i beni  e  le  attivita'
culturali sono stabiliti annualmente gli interventi e i progetti  cui
destinare le somme. 
 
  1143. Al comma 8 dell'articolo 3 del decreto-legge 25  marzo  1997,
n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997,  n.
135,  sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti  periodi:  "Le  risorse
finanziarie giacenti  nelle  contabilita'  speciali  dei  capi  degli
Istituti centrali  e  periferici  del  Ministero  per  i  beni  e  le
attivita' culturali, ai sensi delle disposizioni di cui  al  presente
comma e all'articolo 7 del decreto-legge  20  maggio  1993,  n.  149,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio  1993,  n.  237,
ove non impegnate con obbligazioni giuridicamente perfezionate  entro
il termine del 30 novembre 2006, sono riprogrammate con  decreto  del
Ministro  per  i  beni   e   le   attivita'   culturali   nell'ambito
dell'aggiornamento del piano e dell'assegnazione dei fondi di cui  al
penultimo  periodo  del  comma   1   dell'articolo   7   del   citato
decreto-legge n. 149 del 1993, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge n. 237 del 1993, e, con le modalita' di cui alla legge 3  marzo
1960, n. 169, possono essere trasferite da una contabilita'  speciale
ad un'altra ai fini dell'attuazione dei nuovi interventi  individuati
con la  riprogrammazione  ove  possibile,  nell'ambito  della  stessa
regione. Entro e non oltre il 30 gennaio 2007 i capi  degli  Istituti
centrali e periferici  del  Ministero  per  i  beni  e  le  attivita'
culturali titolari delle predette contabilita' speciali sono tenuti a
comunicare  all'ufficio  di  gabinetto  e  all'ufficio  centrale   di
bilancio del medesimo Ministero l'ammontare delle risorse finanziarie
non  impegnate  con  obbligazioni  giuridicamente   perfezionate   da
riprogrammate". 
 
  1144. Alla legge 17 aprile 2003, n. 91, sono apportate le  seguenti
modificazioni: 
a) il titolo e'  sostituito  dal  seguente:  "Istituzione  del  Museo
Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah"; 
b) all'articolo 1, il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
   "1. E' istituito  in  Ferrara  il  Museo  Nazionale  dell'Ebraismo
Italiano  e  della  Shoah,  di  seguito  denominato  "Museo",   quale
testimonianza delle vicende che hanno caratterizzato la  bimillenaria
presenza ebraica in Italia"; 
c) all'articolo 1, il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
   "2. ll Museo ha i seguenti compiti: a) far conoscere la storia, il
pensiero e la cultura dell'ebraismo  italiano;  in  esso  un  reparto
dovra' essere dedicato alle testimonianze delle persecuzioni razziali
ed alla Shoah in Italia; b) promuovere attivita'  didattiche  nonche'
organizzare manifestazioni,  incontri  nazionali  ed  internazionali,
convegni, mostre permanenti e temporanee, proiezioni  di  film  e  di
spettacoli sui temi della pace e della fratellanza  tra  i  popoli  e
dell'incontro tra culture e religioni diverse"; 
d) all'articolo 1, al comma 3, dopo le parole: "della collaborazione"
   aggiungere le  seguenti:  "dell'Unione  delle  Comunita'  Ebraiche
   Italiane (UCEI) e". 
 
  1145. E' autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2007
a favore delle istituzioni  di  alta  formazione  e  specializzazione
artistica e musicale, di cui alla legge 21 dicembre 1999, n.  508,  e
successive modificazioni, destinata, quanto a  10  milioni  di  euro,
all'ampliamento,  alla   ristrutturazione,   al   restauro   e   alla
manutenzione straordinaria degli immobili utilizzati da tali soggetti
per  la  propria  attivita'  con  priorita'  verso  gli  immobili  di
proprieta' pubblica e demaniale e, quanto a 10 milioni  di  euro,  al
loro funzionamento amministrativo e didattico. 
 
  1146. Per le finalita' di cui alla legge 14 aprile 2004, n. 98,  e'
disposta l'ulteriore erogazione di euro 1.500.000 annui per  ciascuno
degli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  1147.  Al  fine  di  razionalizzare  gli  interventi  e  conseguire
economie di spesa, sono abrogati: gli articoli 37 e 40 della legge 14
agosto 1967, n. 800; l'articolo 8 del regolamento di cui  al  decreto
del Presidente della Repubblica 21 aprile 1994, n. 394; i titoli  III
e IV del decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali  21
dicembre 2005,  pubblicato  nel  supplemento  ordinario  n.  28  alla
Gazzetta Ufficiale n. 29 del  4  febbraio  2006,  recante  criteri  e
modalita' di erogazione di contributi in favore  delle  attivita'  di
spettacolo viaggiante, in corrispondenza agli stanziamenti del  Fondo
unico per lo spettacolo, di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, ed
in  materia   di   autorizzazione   all'esercizio   dei   parchi   di
divertimento.  Sono  fatte  salve   le   competenze   del   Ministero
dell'interno in materia di sicurezza. 
 
  1148. L'articolo 24 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367,
e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
"Art. 24. - (Contributi dello Stato). - 1. I criteri di  ripartizione
della  quota  del  Fondo  unico  per  lo  spettacolo  destinata  alle
fondazioni liricosinfoniche sono determinati con decreto del Ministro
per i beni e le attivita' culturali. Tali  criteri  sono  determinati
sulla base degli elementi quantitativi e qualitativi della produzione
offerta e tengono conto degli interventi di riduzione delle spese". 
 
  1149. Le risorse stanziate con apposita delibera CIPE, ai sensi del
comma 219 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004,  n.  311,  si
intendono prorogate per il biennio 2008-2009. 
 
  1150. Al fine di conseguire  i  massimi  risultati  in  termini  di
recupero delle somme a suo tempo erogate dallo Stato a sostegno delle
attivita' di produzione nel settore cinematografico, all'articolo 18,
comma 2, del decreto-legge 10 gennaio 2006,  n.  4,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, e' aggiunto, in fine,
il seguente periodo: "In tale convenzione sono  stabilite,  altresi',
per  tutte  le  deliberazioni   di   risorse   statali   ad   imprese
cinematografiche  di  produzione,   distribuzione   ed   esportazione
avvenute entro il 31 dicembre 2006, per le quali  non  vi  sia  stata
completa restituzione, in base a quanto accertato e  comunicato  alla
Direzione generale per il cinema  del  Ministero  per  i  beni  e  le
attivita'  culturali  dall'istituto  gestore   del   Fondo   di   cui
all'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.
28, le modalita' per pervenire all'estinzione  del  debito  maturato,
per le singole opere finanziate secondo un  meccanismo  che  preveda,
tra l'altro, l'attribuzione della totalita' dei diritti del  film  in
capo, alternativamente, all'impresa ovvero al Ministero per i beni  e
le attivita' culturali, per conto dello Stato". 
 
  1151.  Al  fine  di  razionalizzare  e  rendere   piu'   efficiente
l'erogazione e l'utilizzo  delle  risorse  destinate  dallo  Stato  a
sostegno delle attivita' di produzione nel  settore  cinematografico,
al  decreto  legislativo  22  gennaio  2004,  n.  28,  e   successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) all'articolo 12, comma 3, lettera a), la parola: "finanziamento" 
   e' sostituita dalla seguente: "sostegno"; 
b) all'articolo 12, comma 5, le parole: "erogazione dei finanziamenti
   e dei contributi" sono sostituite dalle seguenti: "erogazione  dei
   contributi" e le parole: "finanziamenti concessi" sono  sostituite
   dalle seguenti: "contributi concessi"; 
c) l'articolo 13 e' sostituito dal seguente: 
   "Art. 13. - (Disposizioni per le attivita' di produzione). - 1.  A
valere sul Fondo di cui all'articolo 12, comma  1,  sono  concessi  i
contributi indicati nei commi 2, 3 e 6. 
   2. Per i lungometraggi riconosciuti  di  interesse  culturale,  e'
concesso un contributo, a valere sul Fondo di  cui  all'articolo  12,
comma 1, in misura non superiore al 50 per cento del costo del  film,
per un costo industriale massimo definito con il decreto ministeriale
di cui all'articolo 12, comma 5. Per le opere  prime  e  seconde,  la
misura di cui al periodo precedente e' elevata fino al 90 per cento. 
   3. Per i cortometraggi riconosciuti  di  interesse  culturale,  e'
concesso un contributo, a valere sul Fondo di  cui  all'articolo  12,
comma 1, fino al 100 per cento del  costo  del  film,  per  un  costo
industriale massimo definito  con  il  decreto  ministeriale  di  cui
all'articolo 12, comma 5. 
   4. Nel decreto ministeriale di cui all'articolo 12, comma 5,  sono
stabilite  le  modalita'  con   le   quali,   decorsi   cinque   anni
dall'erogazione del contributo, e nel caso in  cui  quest'ultimo  non
sia stato interamente restituito, e' attribuita al  Ministero  per  i
beni  e  le  attivita'  culturali,  per  conto  dello  Stato,  o,  in
alternativa,  all'impresa  di  produzione   interessata,   la   piena
titolarita' dei diritti di sfruttamento e di utilizzazione  economica
dell'opera. 
   5.   Variazioni   sostanziali   nel   trattamento   e   nel   cast
tecnico-artistico del film realizzato, rispetto al progetto  valutato
dalla sottocommissione di cui all'articolo 8, comma  1,  lettera  a),
idonee a fare venire meno i requisiti per la concessione dei benefici
di legge, e  che  non  siano  state  comunicate  ed  approvate  dalla
predetta  sottocommissione,  comportano  la  revoca  del   contributo
concesso, la sua intera restituzione, nonche'  la  cancellazione  per
cinque anni dagli elenchi di  cui  all'articolo  3.  Per  un  analogo
periodo di tempo, non possono essere  iscritte  ai  medesimi  elenchi
imprese di produzione che comprendono soci, amministratori  e  legali
rappresentanti dell'impresa esclusa. 
   6.  Sono  corrisposti  annualmente  contributi  alle  imprese   di
produzione, iscritte negli elenchi di  cui  all'articolo  3,  per  lo
sviluppo di sceneggiature originali, di particolare rilievo culturale
o sociale. Il contributo e' revocato in caso di mancata presentazione
del corrispondente progetto filmico entro  due  anni  dalla  data  di
erogazione.  Esso  viene  restituito  in  caso  di  concessione   dei
contributi previsti ai commi 2  e  3.  Una  quota  percentuale  della
somma, definita con il decreto ministeriale di cui  all'articolo  12,
comma 5, e' destinata all'autore della sceneggiatura. 
   7. Un'apposita giuria, composta da  cinque  eminenti  personalita'
della cultura, designate dal Ministro, provvede all'attribuzione  dei
premi di qualita' di cui all'articolo 17."; 
d) all'articolo 8, al  comma  1,  lettera  a),  le  parole:  "nonche'
   all'ammissione al finanziamento di cui all'articolo 13,  comma  6,
   del presente decreto, ed alla valutazione delle  sceneggiature  di
   cui all'articolo 13, comma 8" sono sostituite dalle seguenti: 
   "nonche' alla valutazione delle sceneggiature di cui  all'articolo
13, comma 6" e, al comma 2, lettera d), le  parole:  "comma  8"  sono
sostituite dalle seguenti: "comma 6"; 
e) all'articolo 17, comma 1, le parole:  "comma  9"  sono  sostituite
dalle seguenti: "comma 7"; 
f) all'articolo 20, comma 1, secondo periodo, le  parole:  "comma  8"
sono sostituite dalle seguenti: "comma 6". 
 
  1152. Per interventi di ammodernamento  e  di  potenziamento  della
viabilita' secondaria  esistente  nella  Regione  siciliana  e  nella
regione Calabria, non compresa nelle strade  gestite  dalla  societa'
ANAS Spa, una quota rispettivamente pari a 350 milioni di  euro  e  a
150 milioni di euro per l'anno 2007 e' assegnata in sede  di  riparto
delle somme stanziate sul fondo  per  le  aree  sottoutilizzate.  Con
decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture,  di  concerto  con  il
Ministro dello sviluppo economico, si provvede alla  ripartizione  di
tali risorse tra le province della Regione siciliana  e  le  province
della regione Calabria, in proporzione alla  viabilita'  presente  in
ciascuna di esse, e sono stabiliti criteri e  modalita'  di  gestione
per l'utilizzo delle predette risorse. 
 
  1152-bis. Per le stesse finalita' e nelle  medesime  proporzioni  e
modalita' stabilite ai sensi del  comma  1152,  alle  province  della
Regione  siciliana  e  alle  province  della  regione  Calabria  sono
assegnate rispettivamente le somme di 350 milioni di euro  e  di  150
milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.  Agli  oneri  di
cui al presente comma si provvede mediante corrispondente  riduzione,
per i medesimi anni 2008 e 2009, dell'autorizzazione di spesa di  cui
all'articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. 
 
  1153.  Per  la  realizzazione  di  opere  viarie  del   Veneto   e'
autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2007. 
 
  1154. Per la realizzazione di un piano  straordinario  di  edilizia
residenziale pubblica sovvenzionata e' autorizzata  la  spesa  di  30
milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Con decreto  del
Ministro delle infrastrutture, previa intesa in  sede  di  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e  di  Bolzano,  sono  definite  le  modalita'  di
applicazione e di erogazione dei finanziamenti. 
 
  1155. All'articolo 2 del decreto-legge  3  ottobre  2006,  n.  262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al comma 92, le parole: "in apposito capitolo di spesa dello stato
   di previsione del Ministero delle infrastrutture  "Interventi  per
   la  realizzazione  di   opere   infrastrutturali   e   di   tutela
   dell'ambiente e difesa del suolo in Sicilia e in  Calabria""  sono
   sostituite dalle seguenti: "in due distinti capitoli di spesa  del
   Ministero delle infrastrutture e  del  Ministero  dell'ambiente  e
   della tutela del territorio e del mare denominati  rispettivamente
   "Interventi per la  realizzazione  di  opere  infrastrutturali  in
   Sicilia e in Calabria" e "Interventi  di  tutela  dell'ambiente  e
   difesa del suolo in Sicilia e in Calabria""; 
b) al  comma  93,  le  parole:  "Ministro  delle  infrastrutture,  di
   concerto  con  il  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela   del
   territorio e del mare e" sono sostituite dalle seguenti: "Ministro
   dell'ambiente e  della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  di
   concerto". 
 
  1156. A carico del Fondo per l'occupazione di cui  all'articolo  1,
comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.  148,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.  236,  si  provvede  ai
seguenti  interventi,  nei  limiti  degli   importi   rispettivamente
indicati, da stabilire in via definitiva con il  decreto  di  cui  al
comma 1159 del presente articolo: 
a) entro tre mesi dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
   legge, il Ministro del lavoro  e  della  previdenza  sociale,  con
   proprio  decreto,  sentite  la   Conferenza   unificata   di   cui
   all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281,  e
   le organizzazioni nazionali comparativamente piu'  rappresentative
   dei lavoratori  e  dei  datori  di  lavoro,  adotta  un  programma
   speciale di interventi e costituisce una cabina di regia nazionale
   di coordinamento che concorre allo sviluppo dei piani territoriali
   di emersione e di promozione di occupazione regolare nonche'  alla
   valorizzazione dei  comitati  per  il  lavoro  e  l'emersione  del
   sommerso (CLES). Entro sei mesi dalla data di  entrata  in  vigore
   della presente legge, e' istituito, con decreto del  Ministro  del
   lavoro e della previdenza sociale, di  concerto  con  il  Ministro
   dell'economia e delle finanze, un apposito Fondo  per  l'emersione
   del lavoro irregolare (FELI), destinato al finanziamento, d'intesa
   con le regioni e  gli  enti  locali  interessati,  di  servizi  di
   supporto allo sviluppo delle imprese che attivino  i  processi  di
   emersione di cui ai commi da 1192 a 1201. Ai fini  della  presente
   lettera si provvede, per ciascuno degli  anni  2007  e  2008,  nei
   limiti di 10 milioni di euro annui; 
b) sono destinati 25 milioni di euro per l'anno 2007  alla  finalita'
   di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre  2004,
   n. 249, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  3  dicembre
   2004, n. 291, e successive modificazioni; 
c) in attesa della riforma degli ammortizzatori  sociali  e  comunque
   non oltre il 31 dicembre 2007, possono essere concessi trattamenti
   di cassa integrazione guadagni straordinaria  e  di  mobilita'  ai
   dipendenti delle imprese esercenti attivita' commerciali con  piu'
   di cinquanta dipendenti,  delle  agenzie  di  viaggio  e  turismo,
   compresi gli operatori turistici, con piu' di cinquanta dipendenti
   e delle imprese di vigilanza con piu' di quindici  dipendenti  nel
   limite massimo di spesa di 45 milioni di euro; 
d) in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali, al  fine  di
   sostenere programmi per la riqualificazione  professionale  ed  il
   reinserimento occupazionale di collaboratori a progetto, che hanno
   prestato la propria opera presso aziende interessate da situazioni
   di crisi, con decreto del Ministro del lavoro e  della  previdenza
   sociale, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore
   della presente legge,  sentita  la  Conferenza  unificata  di  cui
   all'articolo 8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,  n.  281,
   sono definiti criteri e modalita' inerenti  alle  disposizioni  di
   cui alla presente lettera. Agli oneri di cui alla presente lettera
   si provvede nel limite di 15 milioni di euro  per  ciascuno  degli
   anni 2007 e 2008; 
e) il Ministero del lavoro e della previdenza sociale e'  autorizzato
   a stipulare con i comuni, nel  limite  massimo  complessivo  di  1
   milione di  euro  per  l'anno  2007,  previa  intesa  in  sede  di
   Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
   province autonome di Trento e di Bolzano, nuove convenzioni per lo
   svolgimento di attivita' socialmente utili e per  l'attuazione  di
   misure  di  politica  attiva  del  lavoro  riferite  a  lavoratori
   impegnati in attivita' socialmente utili, nella disponibilita'  da
   almeno sette anni di comuni con  popolazione  inferiore  a  50.000
   abitanti; 
f) in deroga a quanto disposto dall'articolo 12, comma 4, del decreto
   legislativo 1° dicembre 1997, n.  468,  e  limitatamente  all'anno
   2007, i comuni con meno di  5.000  abitanti  che  hanno  vuoti  in
   organico   possono,   relativamente   alle   qualifiche   di   cui
   all'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e  successive
   modificazioni, procedere ad assunzioni di  soggetti  collocati  in
   attivita' socialmente utili  nel  limite  massimo  complessivo  di
   2.450 unita'. Alle misure di cui alla presente lettera  e'  esteso
   l'incentivo  di  cui  all'articolo  7,  comma   6,   del   decreto
   legislativo 28 febbraio 2000, n.  81.  Agli  oneri  relativi,  nel
   limite di 23 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2007,  si
   provvede a valere sul Fondo per l'occupazione di cui  all'articolo
   1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,  convertito,
   con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, che  a  tal
   fine e' integrato del predetto importo; 
f-bis) al fine di favorire la stabilizzazione dei lavoratori  di  cui
   all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000,
   n. 81, e di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 7
   agosto 1997, n. 280, in favore  della  regione  Calabria  e  della
   regione  Campania  e'  concesso  un  contributo  per  l'anno  2007
   rispettivamente di 60 e 10  milioni  di  euro,  da  ripartire  con
   decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, previa stipula
   di apposita convenzione  con  il  Ministero  del  lavoro  e  della
   previdenza sociale, a valere sul Fondo per  l'occupazione  di  cui
   all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236,
   che a tale fine e' integrato del predetto importo per l'anno 2007.
   Ai soli  fini  della  presente  lettera  e  della  lettera  f),  i
   lavoratori impegnati nelle attivita' di cui all'articolo 3,  comma
   1, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n.  280,  nella  regione
   Calabria sono equiparati ai  lavoratori  di  cui  all'articolo  2,
   comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81. 
g) il Ministro del lavoro e della  previdenza  sociale,  con  proprio
   decreto,  dispone  annualmente  di  una  quota   del   Fondo   per
   l'occupazione, nei limiti  delle  risorse  disponibili  del  Fondo
   medesimo,  per  interventi  strutturali  ed  innovativi  volti   a
   migliorare e riqualificare la capacita' di azione istituzionale  e
   l'informazione dei lavoratori e delle lavoratrici  in  materia  di
   lotta al  lavoro  sommerso  ed  irregolare,  promozione  di  nuova
   occupazione, tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori,
   iniziative in materia di  protezione  sociale  ed  in  ogni  altro
   settore di competenza del Ministero del lavoro e della  previdenza
   sociale. 
g-bis) a decorrere dall'esercizio finanziario 2008,  e'  disposto  lo
   stanziamento di un ulteriore contributo  di  50  milioni  di  euro
   annui per la stabilizzazione dei lavoratori  socialmente  utili  e
   per le iniziative connesse alle politiche attive per il lavoro  in
   favore delle regioni che rientrano negli obiettivi di  convergenza
   dei fondi strutturali dell'Unione europea attraverso la stipula di
   un'apposita convenzione  con  il  Ministero  del  lavoro  e  della
   previdenza sociale a valere sul Fondo di cui al presente comma. 
 
  1157. In via sperimentale  per  l'anno  2007  ed  in  attesa  della
riforma degli ammortizzatori sociali, al fine di evitare il ricorso a
licenziamenti collettivi da parte di imprese interessate da  processi
di  cessione  nell'ambito  di  procedure  concorsuali  in  corso,  e'
concessa, nel limite massimo complessivo di spesa di  10  milioni  di
euro, ai datori di lavoro cessionari che si trovino nelle  condizioni
di esercizio delle facolta' di cui al comma 4  dell'articolo  63  del
decreto  legislativo  8  luglio   1999,   n.   270,   a   titolo   di
sperimentazione per la durata di un anno dalla  data  di  entrata  in
vigore della presente  legge  ed  in  riferimento  all'assunzione  di
lavoratori in esubero dipendenti dalle predette  imprese  beneficiari
di trattamenti di integrazione salariale, l'applicazione degli sgravi
contributivi  previsti  dall'articolo  8,  commi   4   e   4-bis,   e
dall'articolo 25, comma 9,  della  legge  23  luglio  1991,  n.  223,
secondo le procedure ivi previste come integrate dalle previsioni  di
cui al comma 1158. Alla fine  del  periodo  di  sperimentazione,  con
decreto del Ministro dello sviluppo  economico  di  concerto  con  il
Ministro del lavoro e della previdenza  sociale  e  con  il  Ministro
dell'economia   e   delle   finanze,   attesi   gli    esiti    della
sperimentazione, si puo' disporre la prosecuzione  degli  interventi,
compatibilmente con la disponibilita' delle predette risorse. 
 
  1158. Per le vendite intervenute nell'anno 2007 dopo  l'entrata  in
vigore della presente legge, con decreto del Ministro  del  lavoro  e
della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, e' disposta, sulla base di apposito accordo  sindacale
stipulato in sede governativa e di  apposita  relazione  tecnica  del
Ministero  dello  sviluppo  economico  che  attesti   la   necessita'
dell'intervento  per  evitare   il   licenziamento   dei   lavoratori
dipendenti, la concessione delle  agevolazioni  contributive  che  si
applicano  a  decorrere   dalla   data   della   effettiva   cessione
dell'azienda o del ramo di azienda. 
 
  1159. All'assegnazione delle risorse finanziarie per gli interventi
di cui al comma 1156 si provvede con decreto del Ministro del  lavoro
e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia
e delle finanze. 
 
  1160. Al fine di promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e 
ridurre   le   uscite   dal   sistema   produttivo   dei   lavoratori
ultracinquantacinquenni, e' istituito l'accordo di  solidarieta'  tra
generazioni, con  il  quale  e'  prevista,  su  base  volontaria,  la
trasformazione  a  tempo  parziale  dei  contratti  di   lavoro   dei
dipendenti che abbiano compiuto i 55 anni di eta'  e  la  correlativa
assunzione con contratto di lavoro a tempo parziale,  per  un  orario
pari a quello ridotto, di giovani inoccupati o  disoccupati  di  eta'
inferiore ai 25 anni, oppure ai 29 anni se in possesso di diploma di 
 
laurea. 
 
  1161. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza 
sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 3,  della  legge  23
agosto  1988,  n.  400,  sentite  la  Conferenza  unificata  di   cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  e  le
organizzazioni   sindacali   e   datoriali   comparativamente    piu'
rappresentative a livello  nazionale,  sono  stabiliti  le  modalita'
della stipula e i contenuti degli accordi di solidarieta' di  cui  al
comma 1160, i requisiti di accesso al finanziamento e le modalita' di
ripartizione delle risorse per l'attuazione degli accordi nel limite 
massimo complessivo di spesa di 3 milioni di euro per l'anno 2007 e 
82,2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. 
 
  1162. All'articolo 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68, 
le parole: "e lire 60  miliardi  a  decorrere  dall'anno  2000"  sono
sostituite dalle seguenti: ", euro 37 milioni per l'anno 2007 ed euro 
42 milioni a decorrere dall'anno 2008". 
 
  1163. Per il finanziamento delle attivita' di formazione 
professionale di cui all'articolo 12 del  decreto-legge  22  dicembre
1981, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio
1982, n. 54, e' autorizzata la spesa di 23 milioni di euro per l'anno
2007. Per i periodi successivi si provvede ai sensi dell'articolo 11,
comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive 
 
modificazioni. 
 
  1164. A decorrere dall'anno 2008, i cittadini italiani rimpatriati 
dall'Albania possono ottenere a domanda, dall'INPS, la ricostruzione,
nell'assicurazione  generale  obbligatoria  per   l'invalidita',   la
vecchiaia ed i superstiti, delle posizioni  assicurative  relative  a
periodi di lavoro dipendente ed autonomo  effettivamente  svolti  nel
predetto Paese dal l° gennaio 1955 al 31 dicembre 1997. Con  decreto,
di  natura  non  regolamentare,  del  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in
vigore della  presente  legge,  sono  disciplinate  le  modalita'  di
attuazione del presente comma.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze   provvede   al   monitoraggio    degli    oneri    derivanti
dall'attuazione del presente comma, anche ai  fini  dell'applicazione
dell'articolo 11, comma 3, lettera i-quater), e dell'articolo 11-ter,
comma  7,  della  legge  5  agosto  1978,  n.   468,   e   successive
modificazioni, e trasmette alle Camere, corredati da apposite 
relazioni, gli eventuali decreti emanati ai sensi dell'articolo 7, 
secondo comma, numero 2), della citata legge n. 468 del 1978. Il 
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, 
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  1165. Per le finalita' di cui all'articolo 117, comma 5, della 
legge 23 dicembre 2000, n. 388, e' autorizzata la  spesa  nel  limite
massimo di euro 27.000.000 per l'anno 2007 e di euro  51.645.690  per
l'anno 2008 a valere sul Fondo per l'occupazione di cui  all'articolo
1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, che a tal fine e' 
integrato dei predetti importi, rispettivamente, per l'anno 2007 e 
per l'anno 2008. 
 
  1166. Nel limite complessivo di 35 milioni di euro, il Ministro del 
lavoro e della previdenza sociale e' autorizzato a prorogare,  previa
intesa con la regione interessata, limitatamente all'esercizio  2007,
le convenzioni stipulate, anche  in  deroga  alla  normativa  vigente
relativa ai lavori  socialmente  utili,  direttamente  con  gli  enti
locali, per lo svolgimento di attivita' socialmente utili (ASU) e per
l'attuazione, nel limite complessivo di 15 milioni di euro, di misure
di politica attiva del lavoro riferite a lavoratori impiegati in  ASU
nella disponibilita' degli stessi enti da almeno un triennio, nonche'
ai soggetti, provenienti dal medesimo bacino,  utilizzati  attraverso
convenzioni gia' stipulate in vigenza dell'articolo 10, comma 3,  del
decreto  legislativo  l°  dicembre  1997,  n.   468,   e   successive
modificazioni,   e   prorogate   nelle   more   di   una   definitiva
stabilizzazione occupazionale di tali  soggetti.  In  presenza  delle
suddette convenzioni, il termine di cui  all'articolo  78,  comma  2,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e'  prorogato  al  31  dicembre
2007. Ai fini di cui al presente comma, il Fondo  per  l'occupazione,
di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 
148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 
236, e' rifinanziato di 50 milioni di euro per l'anno 2007. 
 
  1167. Le disposizioni di cui all'articolo 13, comma 2, lettera a), 
del  decreto-legge  14   marzo   2005,   n.   35,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, si applicano anche 
ai trattamenti di disoccupazione in pagamento dal 1° gennaio 2007. 
 
  1168. Al fine di coordinare specifici interventi di contrasto al 
lavoro sommerso ed alla evasione contributiva, l'obbligo di fornitura
dei dati gravante sulle societa' e sugli enti di cui all'articolo 44,
comma 5, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con 
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e' esteso alle 
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. 
 
  1169. I dati di cui al comma 1168 sono messi a disposizione, con 
modalita' definite da apposite convenzioni, del Ministero del lavoro 
e della previdenza sociale anche mediante collegamenti telematici. 
 
  1170. Per l'attuazione di quanto previsto dai commi 1168 e 1169, 
nonche' per la realizzazione  della  banca  dati  telematica  di  cui
all'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 
124, e successive modificazioni, il Ministero del lavoro e della 
previdenza sociale puo' avvalersi, sulla base di apposite 
convenzioni, delle risorse umane e strumentali dell'INPS e 
 
dell'INAIL. 
 
  1171. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, in 
possesso dei dati personali e identificativi acquisiti per effetto 
delle predette convenzioni, e' titolare del trattamento ai sensi 
dell'articolo 28 del codice in materia di protezione dei dati 
personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 
 
  1172. Nel settore agricolo, l'omesso versamento, nelle forme e nei 
termini  di  legge,  delle  ritenute  previdenziali  e  assistenziali
operate dal  datore  di  lavoro  sulle  retribuzioni  dei  lavoratori
dipendenti configura le ipotesi  di  cui  ai  commi  1-bis,  1-ter  e
1-quater dell'articolo 2 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. 
All'articolo 2 del citato decreto-legge n. 463 del 1983, il comma 3 
e' abrogato. 
 
  1173. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  1174. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  1175. A decorrere dal 1° luglio 2007, i benefici normativi e 
contributivi  previsti  dalla  normativa  in  materia  di  lavoro   e
legislazione sociale sono  subordinati  al  possesso,  da  parte  dei
datori di lavoro, del documento unico  di  regolarita'  contributiva,
fermi restando gli altri obblighi  di  legge  ed  il  rispetto  degli
accordi e contratti collettivi nazionali nonche' di quelli regionali, 
territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle 
organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori 
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale. 
 
  1176. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza 
sociale, sentiti gli istituti previdenziali interessati  e  le  parti
sociali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale, da
emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono definite le modalita' di rilascio, i contenuti  analitici
del documento unico di regolarita' contributiva di cui al comma 1175,
nonche'  le  tipologie   di   pregresse   irregolarita'   di   natura
previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di  lavoro  da
non considerare ostative  al  rilascio  del  documento  medesimo.  In
attesa dell'entrata in vigore del decreto di cui  al  presente  comma
sono fatte salve le  vigenti  disposizioni  speciali  in  materia  di
certificazione di regolarita' contributiva nei settori dell'edilizia 
e dell'agricoltura. 
 
  1177. Gli importi delle sanzioni amministrative previste per la 
violazione di norme in materia di lavoro, legislazione sociale, 
previdenza e tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro 
entrate in vigore prima del 1° gennaio 1999 sono quintuplicati, ad 
eccezione delle ipotesi di cui al comma 1178. 
 
  1178. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO 
DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 
 
  1179. Le maggiori entrate derivanti dall'applicazione dei commi 
1177 e 1178 integrano, a decorrere dall'anno 2007, la  dotazione  del
Fondo  per  l'occupazione  di  cui  all'articolo  1,  comma  7,   del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, 
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. 
 
  1180. All'articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, 
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, 
il comma 2 e' sostituito dai seguenti: 
"2. In caso di instaurazione del rapporto di lavoro subordinato e  di
lavoro autonomo in  forma  coordinata  e  continuativa,  anche  nella
modalita' a  progetto,  di  socio  lavoratore  di  cooperativa  e  di
associato in partecipazione  con  apporto  lavorativo,  i  datori  di
lavoro privati, ivi  compresi  quelli  agricoli,  gli  enti  pubblici
economici  e  le  pubbliche  amministrazioni  sono  tenuti   a   dame
comunicazione al Servizio competente nel cui ambito  territoriale  e'
ubicata la sede di lavoro entro il giorno  antecedente  a  quello  di
instaurazione dei relativi rapporti, mediante  documentazione  avente
data certa di trasmissione. La comunicazione  deve  indicare  i  dati
anagrafici  del  lavoratore,  la  data  di  assunzione,  la  data  di
cessazione qualora il rapporto non  sia  a  tempo  indeterminato,  la
tipologia contrattuale, la qualifica professionale e  il  trattamento
economico e normativo applicato. La medesima procedura si applica  ai
tirocini di formazione e di orientamento e  ad  ogni  altro  tipo  di
esperienza lavorativa  ad  essi  assimilata.  Le  Agenzie  di  lavoro
autorizzate dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale sono 
tenute a comunicare, entro il ventesimo giorno del mese successivo 
alla data di assunzione, al Servizio competente nel cui ambito 
territoriale e' ubicata la loro sede operativa, l'assunzione, la 
proroga e la cessazione dei lavoratori temporanei assunti nel mese 
 
precedente.  2-bis.  In  caso  di  urgenza   connessa   ad   esigenze
produttive, la comunicazione di cui al comma 2 puo' essere effettuata
entro cinque giorni dall'instaurazione del rapporto di lavoro,  fermo
restando l'obbligo di  comunicare  entro  il  giorno  antecedente  al
Servizio competente, mediante  comunicazione  avente  data  certa  di
trasmissione, la data di inizio della prestazione, le generalita' del 
lavoratore e del datore di lavoro". 
 
  1181. L'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 19 dicembre 
2002, n. 297, e' abrogato. 
 
  1182. Fino alla effettiva operativita' delle modalita' di 
trasferimento dei dati contenuti  nei  moduli  per  le  comunicazioni
obbligatorie di cui al decreto previsto dall'articolo 4-bis, comma 7,
del decreto legislativo 21 aprile  2000,  n.  181,  resta  in  vigore
l'obbligo di comunicazione all'INAIL di cui all'articolo 14, comma 2, 
del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, da effettuarsi 
esclusivamente attraverso strumenti informatici. La medesima 
comunicazione deve essere effettuata all'IPSEMA per gli assicurati 
del settore marittimo. 
 
  1183. Al comma 5 dell'articolo 4-bis del decreto legislativo 21 
aprile 2000, n. 181, sono aggiunte le seguenti lettere: 
"e-bis) trasferimento del lavoratore; 
e-ter) distacco del lavoratore; 
e-quater) modifica della ragione sociale del datore di lavoro; 
e-quinquies) trasferimento d'azienda o di ramo di essa". 
 
  1184. All'articolo 4-bis del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 
181, il comma 6 e' sostituito dai seguenti: 
"6. Le comunicazioni  di  assunzione,  cessazione,  trasformazione  e
proroga dei rapporti di lavoro autonomo, subordinato, associato,  dei
tirocini  e  di  altre  esperienze  professionali,   previste   dalla
normativa vigente, inviate al  Servizio  competente  nel  cui  ambito
territoriale e' ubicata la sede di lavoro, con i  moduli  di  cui  al
comma 7, sono valide ai  fini  dell'assolvimento  degli  obblighi  di
comunicazione nei confronti delle direzioni regionali  e  provinciali
del  lavoro,  dell'Istituto  nazionale  della   previdenza   sociale,
dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul 
lavoro, o di altre forme previdenziali sostitutive o esclusive, 
nonche' nei confronti della Prefettura - Ufficio territoriale del 
 
Governo. 6-bis. All'articolo 7, comma 1, del testo unico di cui al 
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, le parole: "o lo assume 
per qualsiasi causa alle proprie dipendenze" sono soppresse. 
6-ter. Per le comunicazioni di cui al presente articolo, i datori  di
lavoro pubblici e privati devono avvalersi  dei  servizi  informatici
resi disponibili dai servizi competenti presso i quali e' ubicata la 
sede di lavoro. Il decreto di cui al comma 7 disciplina anche le 
modalita' e i tempi di applicazione di quanto previsto dal presente 
 
comma". 
 
  1185. E' abrogato l'articolo 19, comma 5, del decreto legislativo 
10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. 
 
  1186. Alla lettera c) del secondo comma dell'articolo 197 del testo 
unico di cui al decreto del Presidente  della  Repubblica  30  giugno
1965, n. 1124, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: "e per il finanziamento di attivita' promozionali ed
eventi in materia di salute e sicurezza del lavoro,  con  particolare
riferimento ai settori a piu'  elevato  rischio  infortunistico,  nel
rispetto della legge 7 giugno 2000, n. 150, del relativo  regolamento
di attuazione, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica  21
settembre 2001, n. 422, e dei criteri e delle  procedure  individuati
ogni due anni con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza 
 
sociale". 
 
  1187. Al fine di assicurare un adeguato e tempestivo sostegno ai 
familiari delle vittime di gravi incidenti sul lavoro,  anche  per  i
casi in cui le  vittime  medesime  risultino  prive  della  copertura
assicurativa obbligatoria  contro  gli  infortuni  sul  lavoro  e  le
malattie professionali di cui al testo unico di cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1965,  n.  1124,  e'  istituito
presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale il Fondo di
sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro,
di seguito denominato Fondo. Al Fondo e' conferita la  somma  di  2,5
milioni di euro per ciascuno  degli  anni  2007,  2008  e  2009.  Con
decreto del Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  da
adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente legge, sono definite le tipologie dei benefici concessi, ivi
comprese anticipazioni sulle prestazioni erogate dall'INAIL, nonche' 
i requisiti e le modalita' di accesso agli stessi. (12) 
 
  1188. All'articolo 118, comma 16, della legge 23 dicembre 2000, n. 
388, e successive modificazioni, le parole: "e di 100 milioni di euro 
per ciascuno degli anni 2003, 2004, 2005 e 2006" sono sostituite 
dalle seguenti: "e di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 
2003, 2004, 2005, 2006 e 2007". 
 
  1189. Ai fini della collocazione in mobilita', entro il 31 dicembre 
2007, ai sensi dell'articolo 4 della legge 23 luglio 1991, n. 223,  e
successive modificazioni, le disposizioni di cui  all'articolo  1-bis
del  decreto-legge  14  febbraio  2003,  n.   23,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 17 aprile 2003, n. 81, si applicano, avuto
anche riguardo ai  processi  di  riorganizzazione,  ristrutturazione,
conversione, crisi o  modifica  degli  assetti  societari  aziendali,
anche al fine di evitare il ricorso alla cassa integrazione  guadagni
straordinaria, nel limite complessivo di 6.000 unita',  a  favore  di
imprese o gruppi di imprese i cui piani di gestione  delle  eccedenze
occupazionali siano stati oggetto di esame presso  il  Ministero  del
lavoro e della previdenza sociale nel periodo dal 1" gennaio 2007  al
28 febbraio 2007. Alle imprese sottoposte alle procedure  di  cui  al
decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270,  ed  al  decreto-legge  23
dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge  18
febbraio  2004,   n.   39,   nonche'   alle   imprese   del   settore
dell'elettronica sottoposte a procedure concorsuali e  ubicate  nelle
regioni Abruzzo,  Basilicata,  Calabria,  Campania,  Molise,  Puglia,
Sardegna e Sicilia sono riservate rispettivamente 1.000 e  500  delle
unita' indicate nel  periodo  precedente.  Gli  oneri  relativi  alla
permanenza  in  mobilita',  ivi   compresi   quelli   relativi   alla
contribuzione figurativa, sono posti a carico  delle  imprese  per  i
periodi che eccedono la mobilita' ordinaria.  Ai  lavoratori  ammessi
alla mobilita' in base al presente comma si applicano,  ai  fini  del
trattamento pensionistico, le disposizioni  di  cui  all'articolo  11
della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e alla tabella  A  allegata  al
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, come  sostituita  dalla
citata legge  n.  724  del  1994,  nonche'  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 59, commi 6, 7, lettere a) e b), e  8,  della  legge  27
dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.  Le  imprese  o  i
gruppi di imprese che intendono avvalersi della presente disposizione
devono presentare domanda al Ministero del lavoro e della  previdenza
sociale entro il 31 marzo 2007. Per l'attuazione del  presente  comma
e' autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2007,  di  59
milioni di euro per l'anno 2008 e di 140 milioni di euro a decorrere 
dall'anno 2009. 
 
  1190. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e nel 
limite complessivo di spesa di 460 milioni di euro a carico del Fondo
per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7,  del  decreto-legge
20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1993, n. 236,  il  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
puo' disporre, entro il 31 dicembre  2007,  in  deroga  alla  vigente
normativa, concessioni, anche senza  soluzione  di  continuita',  dei
trattamenti  di  cassa  integrazione   guadagni   straordinaria,   di
mobilita'  e  di  disoccupazione  speciale,  nel  caso  di  programmi
finalizzati  alla  gestione  di  crisi   occupazionali,   anche   con
riferimento a settori produttivi e ad aree regionali, ovvero  miranti
al reimpiego di lavoratori coinvolti in detti programmi  definiti  in
specifici accordi in sede governativa intervenuti entro il 15  giugno
2007 che recepiscono le intese gia' stipulate in  sede  istituzionale
territoriale ed inviate al Ministero del lavoro  e  della  previdenza
sociale  entro  il  20  maggio  2007.   Nell'ambito   delle   risorse
finanziarie di cui al primo periodo, i trattamenti concessi ai  sensi
dell'articolo 1, comma 410, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e
successive modificazioni, possono essere prorogati, con  decreto  del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, qualora i piani  di  gestione
delle  eccedenze  gia'  definiti  in  specifici   accordi   in   sede
governativa abbiano comportato una riduzione nella misura almeno  del
10 per cento del numero dei destinatari dei trattamenti scaduti il 31
dicembre 2006. La misura dei trattamenti di cui al secondo periodo e'
ridotta del 10 per cento nel caso di prima proroga, del 30 per  cento
nel caso di seconda proroga e del 40 per cento nel caso  di  proroghe
successive. All'articolo 1, comma 155, primo periodo, della legge 30 
dicembre 2004, n. 311, come modificato dall'articolo 13, comma 2, 
lettera b), del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertite, con 
modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, le parole: "31 
dicembre 2006" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2007". 
 
  1191. Nell'ambito del limite complessivo di spesa di cui al comma 
1190, sono destinati 12 milioni di  euro,  a  valere  sul  Fondo  per
l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7,  del  decreto-legge  20
maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  19
luglio 1993, n. 236,  alla  concessione,  per  l'anno  2007,  di  una
indennita' pari al  trattamento  massimo  di  integrazione  salariale
straordinaria, nonche' alla relativa contribuzione figurativa ed agli
assegni al nucleo familiare,  ai  lavoratori  portuali  che  prestano
lavoro temporaneo nei porti ai sensi della legge 28 gennaio 1994, n. 
84, previa determinazione dei criteri da stabilirsi con decreto del 
Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro del lavoro e 
della previdenza sociale. 
 
  1192. Al fine di procedere alla regolarizzazione e al 
riallineamento retributivo e contributivo di rapporti di lavoro non 
risultanti da scritture o da altra documentazione obbligatoria, i 
datori di lavoro possono presentare, nelle sedi dell'INPS 
territorialmente competenti, entro il 30 settembre 2008, apposita 
istanza ai sensi del comma 1193. 
 
  1193. L'istanza di cui al comma 1192 puo' essere presentata 
esclusivamente dai  datori  di  lavoro  che  abbiano  proceduto  alla
stipula di un accordo aziendale ovvero territoriale, nei casi in  cui
nelle aziende  non  siano  presenti  le  rappresentanze  sindacali  o
unitarie, con le organizzazioni sindacali aderenti alle  associazioni
nazionali  comparativamente  piu'  rappresentative  finalizzato  alla
regolarizzazione dei  rapporti  di  lavoro  di  cui  al  comma  1192.
Nell'istanza il datore di lavoro indica le generalita' dei lavoratori 
che intende regolarizzare ed i rispettivi periodi oggetto di 
regolarizzazione, comunque non anteriori ai cinque anni precedenti 
alla data di presentazione dell'istanza medesima. 
 
  1194. L'accordo sindacale di cui al comma 1193, da allegare 
all'istanza, disciplina la regolarizzazione dei  rapporti  di  lavoro
mediante la stipula di contratti di lavoro subordinato e promuove  la
sottoscrizione di atti di conciliazione  individuale  che  producono,
nel  rispetto  della  procedura  dettata  dalla  normativa   vigente,
l'effetto conciliativo di cui agli articoli 410 e 411 del  codice  di
procedura civile con riferimento ai diritti di natura retributiva,  e
a quelli ad essi connessi e conseguenti derivanti dai fatti descritti 
nella istanza di regolarizzazione e per i periodi in essa indicati, 
nonche' ai diritti di natura risarcitoria per i periodi medesimi. 
 
  1195. Ai fini del comma 1192 si applica il termine di prescrizione 
quinquennale per i periodi di  mancata  contribuzione  precedenti  al
periodo oggetto di regolarizzazione di cui al comma  1193.  L'accesso
alla procedura di cui ai commi da 1192 a 1201 e' consentito anche  ai
datori di lavoro che non siano  stati  destinatari  di  provvedimenti
amministrativi o giurisdizionali definitivi concernenti il  pagamento
dell'onere contributivo ed assicurativo evaso o le connesse  sanzioni
amministrative. Gli  effetti  di  tali  provvedimenti  sono  comunque
sospesi fino al completo assolvimento degli obblighi di cui al  comma
1196. In ogni caso l'accordo sindacale di cui al comma 1194 comprende
la regolarizzazione delle posizioni di tutti i lavoratori per i quali 
sussistano le stesse condizioni dei lavoratori la cui posizione sia 
stata oggetto di accertamenti ispettivi. 
 
  1196. All'adempimento degli obblighi contributivi e assicurativi a 
carico del datore di lavoro relativi ai rapporti  di  lavoro  oggetto
della  procedura  di  regolarizzazione  si   provvede   mediante   il
versamento di una somma pari a due terzi di quanto dovuto  tempo  per
tempo alle  diverse  gestioni  assicurative  relative  ai  lavoratori
dipendenti secondo le  seguenti  modalita':  a)  versamento  all'atto
dell'istanza di una somma pari ad un quinto del totale dovuto; b) per
la parte restante, pagamento in sessanta rate mensili di pari importo
senza interessi. I lavoratori sono comunque esclusi dal pagamento 
della parte di contribuzione a proprio carico. La misura del 
trattamento previdenziale relativa ai periodi oggetto di 
regolarizzazione e' determinata in proporzione alle quote 
contributive effettivamente versate. 
 
  1197. Il versamento della somma di cui al comma 1196 comporta 
l'estinzione dei reati previsti  da  leggi  speciali  in  materia  di
versamenti  di  contributi  e  premi,  nonche'  di  obbligazioni  per
sanzioni amministrative e per ogni altro  onere  accessorio  connesso
alla denuncia e  il  versamento  dei  contributi  e  dei  premi,  ivi
compresi  quelli  di  cui  all'articolo  51  del  testo  unico  delle
disposizioni per 1' assicurazione obbligatoria contro  gli  infortuni
sul lavoro e  le  malattie  professionali,  di  cui  al  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  30  giugno  1965,  n.  1124,   nonche'
all'articolo 18 del decreto-legge 30 agosto 1968, n. 918, convertito, 
con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 1968, n. 1089, in materia 
di sgravi degli oneri sociali. 
 
  1198. Nei confronti dei datori di lavoro che hanno presentato 
l'istanza di regolarizzazione di cui al comma 1192, per la durata  di
un anno a decorrere dalla data  di  presentazione,  sono  sospese  le
eventuali ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo  e
vigilanza nelle materie oggetto della regolarizzazione, ad esclusione
di quelle concernenti la tutela  della  salute  e  la  sicurezza  dei
lavoratori.  Resta  ferma  la  facolta'  dell'organo   ispettivo   di
verificare la fondatezza di eventuali elementi  nuovi  che  dovessero
emergere  nelle  materie  oggetto  della  regolarizzazione,  al  fine
dell'integrazione della regolarizzazione medesima da parte del datore 
di lavoro. L'efficacia estintiva di cui al comma 1197 resta 
condizionata al completo adempimento degli obblighi in materia di 
salute e sicurezza dei lavoratori. 
 
  1199. Le agevolazioni contributive di cui al comma 1196 sono 
temporaneamente sospese nella misura del 50 per cento e 
definitivamente concesse al termine di ogni anno di lavoro prestato 
regolarmente da parte dei lavoratori di cui al comma 1194. 
 
  1200. La concessione delle agevolazioni di cui al comma 1196 resta 
condizionata al  mantenimento  in  servizio  del  lavoratore  per  un
periodo non inferiore a ventiquattro mesi dalla regolarizzazione  del
rapporto di lavoro, salve le ipotesi di dimissioni o di licenziamento 
per giusta causa. 
 
  1201. Ferma restando l'attivita' di natura istruttoria di spettanza 
dell'INPS, il  direttore  della  direzione  provinciale  del  lavoro,
congiuntamente ai direttori provinciali delIINPS, dell'INAIL e  degli
altri enti previdenziali, nell'ambito del coordinamento di  cui  all'
articolo 5 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, adottano i 
provvedimenti di accoglimento delle istanze di cui al comma 1192, 
previa, ove necessario, richiesta di integrazione della 
documentazione prodotta. 
 
  1202. In attesa di una revisione della disciplina della 
totalizzazione  e  della  ricongiunzione  dei  periodi   contributivi
afferenti alle diverse gestioni previdenziali, al fine di  promuovere
la stabilizzazione dell'occupazione mediante il ricorso  a  contratti
di lavoro subordinato nonche' di garantire il corretto  utilizzo  dei
rapporti  di  collaborazione  coordinata  e  continuativa   anche   a
progetto, i committenti datori di lavoro, entro e  non  oltre  il  30
settembre  2008  ,  possono  stipulare   accordi   aziendali   ovvero
territoriali, nei casi in cui nelle aziende  non  siano  presenti  le
rappresentanze sindacali unitarie o aziendali, con le  organizzazioni
sindacali aderenti alle associazioni nazionali comparativamente piu' 
rappresentative conformemente alle previsioni dei commi da 1203 a 
 
1208. 
 
  1203. Gli accordi sindacali di cui al comma 1202 promuovono la 
trasformazione  dei   rapporti   di   collaborazione   coordinata   e
continuativa, anche a progetto, mediante la stipula di  contratti  di
lavoro subordinato. A seguito dell'accordo i  lavoratori  interessati
alla trasformazione sottoscrivono atti di  conciliazione  individuale
conformi alla disciplina di cui agli articoli 410 e 411 del codice di 
procedura civile. I contratti di lavoro stipulati a tempo 
indeterminato godono dei benefici previsti dalla legislazione 
 
vigente. 
 
  1204. Per i lavoratori che continuano ad essere titolari di 
rapporti di collaborazione coordinata a progetto, le  parti  sociali,
ai sensi del comma 4 dell'articolo 61 e dell'articolo 63 del  decreto
legislativo 10 settembre  2003,  n.  276,  possono  stabilire,  anche
attraverso accordi interconfederali, misure  atte  a  contribuire  al
corretto  utilizzo  delle  predette  tipologie  di   lavoro   nonche'
stabilire  condizioni  piu'  favorevoli  per  i   collaboratori.   Il
Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale   provvede   ad
effettuare azioni di monitoraggio relative all'evoluzione della media
dei corrispettivi effettivamente versati ai collaboratori  coordinati
a progetto,  al  netto  delle  ritenute  previdenziali,  al  fine  di
effettuare un raffronto con la media dei  corrispettivi  versati  nei
tre anni precedenti a quello di entrata in vigore delle disposizioni 
di cui alla presente legge. 
 
  1205. La validita' degli atti di conciliazione di cui al comma 1203 
rimane condizionata all'adempimento dell'obbligo, per il solo  datore
di lavoro, del versamento alla gestione separata di cui  all'articolo
2, comma 26,  della  legge  8  agosto  1995,  n.  335,  a  titolo  di
contributo straordinario integrativo finalizzato al miglioramento del
trattamento previdenziale, di una somma pari alla meta'  della  quota
di contribuzione a carico dei committenti per i  periodi  di  vigenza
dei contratti di collaborazione coordinata  e  continuativa  anche  a
progetto, per ciascun lavoratore interessato alla trasformazione del 
rapporto di lavoro. 
 
  1206. I datori di lavoro depositano presso le competenti sedi 
dell'INPS gli atti di conciliazione di cui al comma 1203,  unitamente
ai contratti stipulati  con  ciascun  lavoratore  e  all'attestazione
dell'avvenuto versamento di una somma pari ad  un  terzo  del  totale
dovuto ai sensi del comma 1205. I datori di lavoro sono autorizzati a
provvedere per la  parte  restante  del  dovuto  in  trentasei  ratei
mensili successivi.  Il  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministero dell'economia e delle  finanze,
approva i relativi  accordi  con  riferimento  alla  possibilita'  di
integrare  presso  la  gestione  separata  dell'INPS   la   posizione
contributiva  del  lavoratore  interessato   nella   misura   massima
occorrente per il raggiungimento del livello contributivo previsto 
nel fondo pensioni lavoratori dipendenti nei limiti delle risorse 
finanziarie di cui al comma 1209. Qualora il datore di lavoro non 
proceda ai versamenti di cui al presente comma, si applicano le 
sanzioni previste dalla normativa vigente in caso di omissione 
 
contributiva. 
 
  1207. Gli atti di conciliazione di cui al comma 1203 producono 
l'effetto di cui agli articoli 410 e  411  del  codice  di  procedura
civile con riferimento ai diritti di natura retributiva, contributiva
e risarcitoria per il periodo pregresso. Il versamento della somma di
cui al comma 1205 comporta l'estinzione dei reati previsti  da  leggi
speciali in materia di versamenti di contributi o premi e di  imposte
sui redditi, nonche' di obbligazioni per  sanzioni  amministrative  e
per  ogni  altro  onere  accessorio  connesso  alla  denuncia  e   il
versamento dei contributi e dei premi, ivi  compresi  quelli  di  cui
all'articolo   51   del   testo   unico   delle   disposizioni    per
l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni  sul  lavoro  e  le
malattie professionali,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 giugno 1965,  n.  1124,  nonche'  all'articolo  18  del
decreto-legge 30 agosto 1968, n. 918, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 25 ottobre 1968, n. 1089, in materia di sgravi degli 
oneri sociali. Per effetto degli atti di conciliazione, e' precluso 
ogni accertamento di natura fiscale e contributiva per i pregressi 
periodi di lavoro prestato dai lavoratori interessati dalle 
trasformazioni di cui ai commi da 1202 a 1208. 
 
  1208. L'accesso alla procedura di cui al comma 1202 e' consentito 
anche  ai  datori  di  lavoro  che   siano   stati   destinatari   di
provvedimenti  amministrativi  o   giurisdizionali   non   definitivi
concernenti la qualificazione del rapporto di lavoro.  In  ogni  caso
l'accordo sindacale di cui al comma 1202 comprende la stabilizzazione
delle posizioni di tutti i  lavoratori  per  i  quali  sussistano  le
stesse condizioni dei lavoratori la cui posizione sia  stata  oggetto
di accertamenti ispettivi. Gli effetti  di  tali  provvedimenti  sono
sospesi fino al completo assolvimento degli obblighi di cui ai commi 
1205 e 1206. 
 
  1209. Per le finalita' dei commi da 1202 a 1208 e' autorizzata la 
spesa di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. 
 
  1210. I contratti di lavoro subordinato di cui al comma 1203 
prevedono una durata del rapporto di lavoro non inferiore a 
ventiquattro mesi. 
 
  1211. All'articolo 1, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 20 
gennaio 1998, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 
marzo 1998, n. 52, e successive modificazioni, le parole: "31 
dicembre 2006" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2007" e 
dopo le parole: "e di 45 milioni di euro per il 2006" sono inserite 
le seguenti: "nonche' di 37 milioni di euro per il 2007". 
 
  1212. All'articolo 1, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 20 
gennaio 1998, n. 4, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  20
marzo 1998,  n.  52,  e  successive  modificazioni,  le  parole:  "31
dicembre 2006" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2007". Ai
fini dell'attuazione del presente comma, e' autorizzata per l'anno 
2007 la spesa di 25 milioni di euro a valere sul Fondo per 
l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 
maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 
luglio 1993, n. 236. 
 
  1213. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1214. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1215. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1216. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1217. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1218. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1219. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1220. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1221. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1222. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1223. COMMA ABROGATO DALLA L. 25 FEBBRAIO 2008, N.34. 
 
  1224. All'articolo 3, comma 3, della legge 24 marzo 2001, n. 89, le 
parole:  ",  del  Ministro  delle  finanze  quando   si   tratta   di
procedimenti del giudice tributario. Negli altri casi e' proposto nei
confronti del Presidente del Consiglio dei ministri" sono sostituite 
dalle seguenti: ". Negli altri casi e' proposto nei confronti del 
Ministro dell'economia e delle finanze". 
 
  1225. Le disposizioni di cui al comma 1224, si applicano ai 
procedimenti iniziati  dopo  la  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge. Al fine di razionalizzare le procedure  di  spesa  ed
evitare maggiori oneri  finanziari  conseguenti  alla  violazione  di
obblighi  internazionali,  ai  pagamenti  degli  indennizzi  procede,
comunque, il Ministero dell'economia e delle finanze. I pagamenti  di
somme di denaro conseguenti alle pronunce  di  condanna  della  Corte
europea dei diritti  dell'uomo  emanate  nei  confronti  dello  Stato
italiano sono effettuati dal Ministero dell'economia e delle finanze. 
Con successivo decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,
d'intesa  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,   sono
individuate le risorse umane, strumentali e finanziarie da trasferire 
per lo svolgimento delle funzioni di cui al comma 1224, ed al 
presente comma. 
 
  1226. Al fine di prevenire ulteriori procedure di infrazione, le 
regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  devono
provvedere agli  adempimenti  previsti  dagli  articoli  4  e  6  del
regolamento di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  8
settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni, o al loro 
completamento, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della 
presente legge, sulla base di criteri minimi uniformi definiti con 
apposito decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del 
territorio e del mare.(18) 
 
  1227. Per il sostegno del settore turistico e' autorizzata la spesa 
di 10 milioni di euro annui per ciascuno  degli  anni  2007,  2008  e
2009. Con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma  2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta della Presidenza del 
Consiglio dei ministri - Dipartimento per lo sviluppo e la 
competitivita' del turismo, si provvede all'attuazione del presente 
comma. (16) 
 
  1228. Per le finalita' di sviluppo del settore del turismo e per il 
suo posizionamento competitivo quale fattore produttivo di  interesse
nazionale, onde consentire la realizzazione di progetti di eccellenza
per lo sviluppo e la  promozione  del  sistema  turistico  nazionale,
nonche'   il   recupero   della   sua   competitivita'   sul    piano
internazionale, il Dipartimento per lo sviluppo e  la  competitivita'
del  turismo  della  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri   puo'
stipulare appositi protocolli di intesa con le  regioni  e  gli  enti
locali, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano.
Per il cofinanziamento delle iniziative e dei progetti presentati  ai
sensi del periodo precedente, e' autorizzata la spesa di  48  milioni
di europer ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Il Dipartimento per 
lo sviluppo e la competitivita' del turismo provvede a cofinanziare 
le iniziative e i progetti di cui al presente comma attraverso 
accordi di programma con le regioni territorialmente interessate. 
 
  1229. E' autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno 
degli anni 2007, 2008 e 2009, da assegnare all'Osservatorio nazionale
del turismo di cui all'articolo 12, comma  7,  del  decreto-legge  14
marzo 2005, n. 35, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  14
maggio 2005, n. 80, da destinare specificamente per le  attivita'  di
monitoraggio della domanda e dei flussi turistici ed identificazione 
di strategie di interesse nazionale per lo sviluppo e la 
competitivita' del settore. 
 
  1230. Al fine di garantire il cofinanziamento dello Stato agli 
oneri a carico delle regioni e delle province autonome di Trento e di
Bolzano per il rinnovo del secondo biennio  economico  del  contratto
collettivo 2004-2007  relativo  al  settore  del  trasporto  pubblico
locale, a decorrere dall'anno 2007 e' autorizzata  la  spesa  di  190
milioni di euro. Le risorse di cui al presente comma  sono  assegnate
alle regioni e alle province autonome di  Trento  e  di  Bolzano  con
decreto del Ministro dei  trasporti,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, d'intesa con la  Conferenza  unificata
di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 
Le risorse sono  attribuite  con  riferimento  alla  consistenza  del
personale in servizio alla data del 30 ottobre 2006 presso le aziende
di  trasporto  pubblico  locale  e  presso  le  aziende  ferroviarie,
limitatamente a quelle che applicano il contratto  autoferrotranvieri
di cui all'articolo 23 del decreto-legge 24 dicembre  2003,  n.  355,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004,  n.  47.
Le spese sostenute dalle regioni e dalle province autonome di Trento 
e di Bolzano per la corresponsione alle aziende degli importi 
assegnati sono escluse dal patto di stabilita' interno. 
 
  1231. All'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 21 febbraio 2005, 
n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 2005,  n.
58, al secondo  periodo,  dopo  le  parole:  "presso  le  aziende  di
trasporto pubblico locale" sono aggiunte le seguenti:  "e  presso  le
aziende  ferroviarie,  limitatamente  a  quelle  che   applicano   il
contratto autoferrotranvieri di cui all'articolo 23 del decreto-legge
24 dicembre 2003, n. 355, convertito, con modificazioni, dalla legge 
27 febbraio 2004, n. 47". 
 
  1232. Alle lettere a), b) e c) del comma 74 dell'articolo 1 della 
legge 23 dicembre 2005, n. 266, le parole:  "Agenzia  delle  entrate:
0,71 per cento", "Agenzia del territorio: 0,13 per cento" e  "Agenzia
delle dogane: 0,15 per cento" sono sostituite, rispettivamente, dalle 
seguenti: "Agenzia delle entrate: 0,7201 per cento", "Agenzia del 
territorio: 0,1592 per cento" e "Agenzia delle dogane: 0,1668 per 
 
cento". 
 
  1233. II comma 69 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2003, n. 
350, e' sostituito dal seguente: 
"69. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47, secondo comma, 
della legge 20 maggio 1985, n. 222, relativamente alla quota 
destinata allo Stato dell'otto per mille dell'imposta sul reddito 
delle persone fisiche (IRPEF), e' ridotta di 35 milioni di euro per 
l'anno 2007 e di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 
 
2009". 
 
  1234. Per l'anno finanziario 2007, fermo quanto gia' dovuto dai 
contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche, 
una quota pari al 5 per mille dell'imposta stessa e' destinata in 
base alla scelta del contribuente alle seguenti finalita': 
 
a) sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita' sociale di
cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n.  460,
e successive modificazioni, nonche' delle associazioni di  promozione
sociale iscritte nei registri  nazionale,  regionali  e  provinciali,
previsti dall'articolo 7, commi 1, 2, 3 e 4, della legge  7  dicembre
2000, n. 383, e  delle  associazioni  riconosciute  che  operano  nei
settori di cui all'articolo 10, comma  1,  lettera  a),  del  decreto
legislativo 4 dicembre  1997,  n.  460  ,  nonche'  delle  fondazioni
nazionali di carattere culturale e delle fondazioni riconosciute  che
operano nei settori di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a), del 
decreto legislativo 4 
   dicembre 1997, n. 460; 
b) finanziamento agli enti della ricerca scientifica e 
   dell'universita'; 
c) finanziamento agli enti della ricerca sanitaria. 
 
  1235. Una quota pari allo 0,5 per cento del totale determinato 
dalle scelte dei contribuenti ai sensi del comma  1234  del  presente
articolo e' destinata all'Agenzia per le organizzazioni non lucrative
di utilita' sociale ed alle organizzazioni nazionali rappresentative 
degli enti di cui alla lettera a) del comma 1234 riconosciute come 
parti sociali e alla copertura degli oneri necessari alla 
liquidazione agli aventi diritto delle quote del cinque per mille 
relative agli anni finanziari 2006 e 2007. 
 
  1236. Con decreto di natura non regolamentare del Presidente del 
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della solidarieta' 
sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, 
sono stabilite l'individuazione dei soggetti e le modalita' di 
riparto delle somme di cui al comma 1235. 
 
  1237. Per le finalita' di cui ai commi da 1234 a 1236 e' 
autorizzata la spesa nel limite massimo di 400 milioni di euro per 
l'anno 2008. 
 
  1238. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  1239. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  1240. E' autorizzata, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, la 
spesa di euro 1 miliardo per il finanziamento della partecipazione 
italiana alle missioni internazionali di pace. A tal fine e' 
istituito un apposito fondo nell'ambito dello stato di previsione 
della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze. (27) (48) 
 
(51) 
 
  1241. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  1242. E' autorizzata la spesa di 10 milioni di euro, per ciascuno 
degli anni 2007, 2008 e 2009, per la proroga della convenzione tra il 
Ministero delle comunicazioni e il Centro di produzione Spa, 
stipulata ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 11 luglio 
1998, n. 224. 
 
  1243. L'autorizzazione di spesa correlata alla costituzione della 
Fondazione per la promozione dello sviluppo  della  ricerca  avanzata
nel campo delle biotecnologie, di  cui  all'articolo  1,  comma  341,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' ridotta  di  10  milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008 e di 50 milioni di euro per 
l'anno 2009. 
 
  1244. Il finanziamento annuale previsto dall'articolo 52, comma 18, 
della legge 28 dicembre 2001, n. 448, come rideterminato dalla  legge
27 dicembre 2002, n. 289, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 350, dalla 
legge 30 dicembre 2004, n. 311, e dalla legge 23 dicembre 2005, n. 
266, e' incrementato di 30 milioni di euro per l'anno 2007, di 45 
milioni di euro per l'anno 2008 e di 35 milioni di euro per l'anno 
 
2009. 
 
  1245. In attuazione del principio costituzionale del pluralismo 
dell'informazione e al fine di tutelare e promuovere lo sviluppo  del
settore dell'editoria, il Governo elabora, entro sei mesi dalla  data
di entrata in vigore della presente legge, una  proposta  di  riforma
della disciplina dello  stesso  settore.  La  riforma  dovra'  essere
riferita tanto al  prodotto  quanto  al  mercato  editoriale  e  alle
provvidenze  pubbliche  ed  essere   indirizzata   a   sostenere   le
possibilita' di crescita e di innovazione tecnologica delle imprese e
la creazione di nuovi posti di lavoro, in coerenza con gli  obiettivi
di finanza pubblica e con la normativa  europea.  In  particolare  la
riforma dovra' tenere conto della normativa  europea  in  materia  di
servizi postali, privilegiando, quali destinatarie delle agevolazioni
tariffarie, le imprese editoriali di  minori  dimensioni,  l'editoria
destinata alle comunita' italiane all'estero e le imprese no profit. 
 
  1246. Con riferimento ai contributi di cui agli articoli 3, 4, 7 e 
8 della legge 7 agosto 1990,  n.  250,  e  successive  modificazioni,
nonche' all'articolo 23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n.  223,
e successive modificazioni, e all'articolo 7, comma 13, della legge 3 
maggio 2004, n. 112, le erogazioni si effettuano, ove necessario, 
mediante il riparto percentuale dei contributi tra gli aventi 
diritto. PERIODO ABROGATO DAL D.P.R. 25 NOVEMBRE 2010, N. 223. (52) 
 
  1247. I contributi previsti dall'articolo 4 della legge 7 agosto 
1990,  n.  250,  sono   corrisposti   esclusivamente   alle   imprese
radiofoniche che, oltre che attraverso esplicita  menzione  riportata
in testata, risultino essere organi di partiti politici  che  abbiano
il  proprio  gruppo  parlamentare  in  una   delle   Camere   o   due
rappresentanti  nel  Parlamento  europeo,  eletti  nelle   liste   di
movimento, nonche' alle  imprese  radiofoniche  private  che  abbiano
svolto attivita' di informazione di interesse generale ai sensi della
legge 7 agosto 1990, n. 250.  Le  altre  imprese  radiofoniche  ed  i
canali telematici satellitari di cui all'articolo 7, comma 13,  della
legge 3 maggio 2004, n. 112, che  alla  data  del  31  dicembre  2005
abbiano maturato il diritto ai contributi di cui all'articolo 4 della
legge  7  agosto  1990,  n.  250,  continuano  a  percepire  in   via
transitoria con le medesime procedure i contributi stessi, fino  alla
ridefinizione dei requisiti di accesso. A decorrere  dall'anno  2007,
il finanziamento annuale di cui al comma 1244  spetta,  nella  misura
del 15 per cento dell'ammontare  globale  dei  contributi  stanziati,
alle emittenti radiofoniche locali legittimamente esercenti alla data 
di entrata in vigore della presente legge. (14) (43a) 
 
  1248. Le convenzioni aggiuntive di cui agli articoli 19 e 20 della 
legge 14 aprile 1975, n. 103, approvate fino al 31 dicembre 2005, 
sono prorogate fino al 31 dicembre 2006. 
 
  1249. Gli adempimenti e gli oneri finanziari relativi alle 
pubblicazioni di atti, di cui all'articolo 26 della legge 10  ottobre
1990, n. 287, all'articolo 2, comma 26, della legge 14 novembre 1995, 
n. 481, e all'articolo 1, comma 21, della legge 31 luglio 1997, n. 
249, sono posti a carico delle Autorita' interessate. 
 
  1250. Il Fondo per le politiche della famiglia di cui all'articolo 
19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e' incrementato  di
210 milioni di euro per l'anno 2007 e di  180  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2008 e 2009. Il Ministro delle politiche  per  la
famiglia utilizza il Fondo: per istituire e finanziare l'Osservatorio
nazionale sulla  famiglia  prevedendo  la  rappresentanza  paritetica
delle amministrazioni statali da  un  lato  e  delle  regioni,  delle
province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  e  degli  enti  locali
dall'altro, nonche'  la  partecipazione  dell'associazionismo  e  del
terzo settore; per finanziare  le  iniziative  di  conciliazione  del
tempo di vita e di lavoro di cui all'articolo 9 della legge  8  marzo
2000, n. 53; per sperimentare iniziative di  abbattimento  dei  costi
dei servizi per le famiglie con numero di figli pari  o  superiore  a
quattro; per sostenere l'attivita' dell'Osservatorio per il contrasto
della pedofilia e della pornografia minorile di cui  all'articolo  17
della legge 3  agosto  1998,  n.  269,  e  successive  modificazioni,
dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e del Centro nazionale  di
documentazione e di analisi per  l'infanzia  di  cui  alla  legge  23
dicembre 1997, n. 451; per sviluppare  iniziative  che  diffondano  e
valorizzino le migliori iniziative in materia di politiche  familiari
adottate  da  enti  pubblici  e  privati,  enti  locali,  imprese   e
associazioni; per sostenere le adozioni internazionali e garantire il
pieno funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali. 
 
  1251. Il Ministro delle politiche per la famiglia si avvale 
altresi' del Fondo per le politiche della famiglia al fine di: 
 
a)  finanziare  l'elaborazione,  realizzata  d'intesa  con  le  altre
amministrazioni statali competenti e con la Conferenza  unificata  di
cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di
un  piano  nazionale  per  la  famiglia  che  costituisca  il  quadro
conoscitivo, promozionale e  orientativo  degli  interventi  relativi
all'attuazione dei diritti della famiglia, nonche' acquisire proposte
e indicazioni  utili  per  il  Piano  e  verificarne  successivamente
l'efficacia, attraverso la promozione e l'organizzazione con cadenza 
biennale di una Conferenza nazionale 
   sulla famiglia; 
 
b) realizzare, unitamente al Ministro della  salute,  una  intesa  in
sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della 
legge 5 giugno 2003, n. 131, avente ad oggetto criteri e modalita' 
per la riorganizzazione dei consultori familiari, finalizzata a 
potenziarne gli interventi sociali in favore delle 
   famiglie; 
 
c) promuovere e attuare  in  sede  di  Conferenza  unificata  di  cui
all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,
d'intesa con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e con 
il Ministro della pubblica istruzione, un accordo tra lo Stato, le 
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano 
   per la qualificazione del lavoro delle assistenti familiari. 
 
c-bis) favorire la permanenza od il ritorno nella comunita' familiare
di  persone  parzialmente  o  totalmente   non   autosufficienti   in
alternativa al ricovero in strutture residenziali socio-sanitarie.  A
tal fine il Ministro delle politiche per la famiglia, di concerto con
i Ministri della solidarieta' sociale e della  salute,  promuove,  ai
sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno  2003,  n.  131,
una intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8  del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, avente ad oggetto la 
definizione dei criteri e delle modalita' sulla base dei quali le 
regioni, in concorso con gli enti locali, definiscono ed attuano un 
programma sperimentale di interventi al quale concorrono i sistemi 
regionali integrati dei servizi alla 
   persona; 
 
c-ter) finanziare iniziative di carattere  informativo  ed  educativo
volte alla prevenzione di ogni forma di abuso sessuale nei confronti 
di minori, promosse dall'Osservatorio per il contrasto della 
pedofilia e della pornografia minorile di cui all'articolo 
   17, comma 1-bis, della legge 3 agosto 1998, n. 269. 
 
  1252. Il Ministro delle politiche per la famiglia, con proprio 
decreto, ripartisce gli stanziamenti del Fondo delle politiche per la 
famiglia tra gli interventi di cui ai commi 1250 e 1251.(14b) 
 
  1253. Il Ministro delle politiche per la famiglia, entro tre mesi 
dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento 
adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 
1988, n. 400, disciplina l'organizzazione amministrativa e 
scientifica dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia di cui al 
comma 1250. 
 
  1254. L'articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e' sostituito 
dal seguente: 
"Art. 9. - (Misure a sostegno della flessibilita' di orario) - 1.  Al
fine di promuovere e incentivare azioni volte a conciliare  tempi  di
vita e tempi di lavoro, nell'ambito del Fondo delle politiche per  la
famiglia di cui all'articolo 19 del decreto-legge 4 luglio  2006,  n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  agosto  2006,  n.
248, e' destinata annualmente una quota individuata con  decreto  del
Ministro  delle  politiche  per  la  famiglia,  al  fine  di  erogare
contributi, di cui almeno il 50 per cento destinati ad imprese fino a
cinquanta dipendenti, in favore di aziende, aziende sanitarie  locali
e  aziende  ospedaliere  che  applichino  accordi  contrattuali   che
prevedano azioni positive per le finalita' di cui al presente comma, 
ed in particolare: 
 
a) progetti articolati per consentire alla  lavoratrice  madre  o  al
lavoratore padre, anche quando uno dei due sia  lavoratore  autonomo,
ovvero quando abbiano in affidamento o  in  adozione  un  minore,  di
usufruire  di  particolari  forme  di  flessibilita'  degli  orari  e
dell'organizzazione del lavoro,  tra  cui  part  time,  telelavoro  e
lavoro a domicilio, orario flessibile in entrata o in  uscita,  banca
delle ore, flessibilita' sui turni, orario concentrato, con priorita'
per i genitori che abbiano bambini fino a dodici anni di eta' o fino 
a quindici anni, in caso di 
   affidamento o di adozione, ovvero figli disabili a carico; 
b) programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo 
   il periodo di congedo; 
 
c) progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o 
del lavoratore autonomo, che benefici del periodo di astensione 
obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o 
   lavoratore autonomo; 
 
d) interventi ed azioni comunque volti a favorire la sostituzione, il 
reinserimento, l'articolazione della prestazione lavorativa e la 
formazione dei lavoratori con figli minori o disabili a carico 
   ovvero con anziani non autosufficienti a carico". 
 
  1255. COMMA ABROGATO DALLA L. 18 GIUGNO 2009, N. 69. 
 
  1256. COMMA ABROGATO DALLA L. 18 GIUGNO 2009, N. 69. 
 
  1257. All'articolo 7, comma 4, primo periodo, della legge 3 
dicembre 1999, n. 493, le parole: "33 per cento" sono sostituite 
dalle seguenti: "27 per cento". 
 
  1258. La dotazione del Fondo nazionale per l'infanzia e 
l'adolescenza, di cui all'articolo 1 della legge 28 agosto  1997,  n.
285, a decorrere dall'anno 2007, e' determinata,  limitatamente  alle
risorse destinate ai comuni di cui al comma 2, secondo periodo, dello
stesso  articolo  1  annualmente  dalla  legge  finanziaria,  con  le
modalita' di cui all'articolo 11, comma 3, della legge 5 agosto 1978,
n. 468,  e  successive  modificazioni.  Le  somme  impegnate  ma  non
liquidate entro la chiusura dell'esercizio finanziario in  attuazione
dell'articolo 1, comma 2, della legge 28  agosto  1997,  n.  285,  in
favore dei comuni ivi indicati sono conservate nella dotazione dello 
stato di previsione del Ministero della solidarieta' sociale per 
cinque anni. 
 
  1259. Fatte salve le competenze delle regioni, delle province 
autonome di Trento e di Bolzano  e  degli  enti  locali,  nelle  more
dell'attuazione dell'articolo 119  della  Costituzione,  il  Ministro
delle politiche per la famiglia, di concerto  con  i  Ministri  della
pubblica istruzione, della solidarieta' sociale e per i diritti e  le
pari opportunita', promuove, ai sensi dell'articolo 8, comma 6  della
legge 5 giugno 2003,  n.  131,  una  intesa  in  sede  di  Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, avente ad oggetto  il  riparto  di  una  somma  di  100
milioni di euro per l'anno 2007, 170 milioni di euro per l'anno  2008
e 100 milioni di euro per l'anno 2009.  Nell'intesa  sono  stabiliti,
sulla base dei principi  fondamentali  contenuti  nella  legislazione
statale, i livelli essenziali delle prestazioni  e  i  criteri  e  le
modalita' sulla cui base le regioni attuano un piano straordinario di
intervento per lo  sviluppo  del  sistema  territoriale  dei  servizi
socioeducativi,  al  quale  concorrono  gli  asili  nido,  i  servizi
integrativi, diversificati per modalita' strutturali, di accesso,  di
frequenza e di funzionamento, e i servizi innovativi  nei  luoghi  di
lavoro, presso le famiglie e presso i caseggiati, al fine di favorire
il conseguimento entro il 2010, dell'obiettivo comune della copertura
territoriale del 33  per  cento  fissato  dal  Consiglio  europeo  di
Lisbona del 23-24 marzo 2000 e di attenuare gli  squilibri  esistenti
tra le diverse  aree  del  Paese.  Per  le  finalita'  del  piano  e'
autorizzata una spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2007, di  170
milioni di euro per l'anno 2008 e di 100 milioni di euro per l'anno 
2009. (10) 
 
  1260. Per le finalita' di cui al comma 1259 puo' essere utilizzata 
parte delle risorse stanziate per il Fondo per le politiche della 
famiglia di cui al comma 1250. 
 
  1261. 11 Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari 
opportunita', di cui all'articolo 19, comma 3,  del  decreto-legge  4
luglio 2006, n. 223, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  4
agosto 2006, n. 248, e'  incrementato  di  40  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, di cui una quota per  ciascuno
degli anni 2007, 2008 e 2009 da destinare al Fondo  nazionale  contro
la violenza sessuale e di genere. Il Ministro per i diritti e le pari
opportunita', con decreto emanato di concerto con  i  Ministri  della
solidarieta' sociale, del lavoro e della  previdenza  sociale,  della
salute e delle politiche per la famiglia,  stabilisce  i  criteri  di
ripartizione del Fondo, che  dovra'  prevedere  una  quota  parte  da
destinare all'istituzione di  un  Osservatorio  nazionale  contro  la
violenza sessuale e di genere e una quota parte da destinare al piano 
d'azione nazionale contro la violenza sessuale e di genere.(14b) 
 
  1262. Nello stato di previsione del Ministero dell'interno e' 
istituito un Fondo da ripartire per fare fronte alle  spese,  escluse
quelle per il personale,  connesse  agli  interventi  in  materia  di
immigrazione ed asilo ed al funzionamento dei servizi  connessi  alla
gestione  delle  emergenze  derivanti  dai  flussi   migratori,   con
dotazione di 3 milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2007.  Con
decreti del Ministro dell'interno, da comunicare, anche con  evidenze
informatiche, al Ministero dell'economia  e  delle  finanze,  tramite
l'ufficio centrale del bilancio, nonche' alle competenti Commissioni 
parlamentari e alla Corte dei conti, si provvede alla ripartizione 
del Fondo tra le unita' previsionali di base del centro di 
responsabilita' "Dipartimento per le liberta' civili e 
l'immigrazione" del medesimo stato di previsione. 
 
  1263. Per le attivita' di prevenzione di cui all'articolo 2 della 
legge 9 gennaio 2006, n. 7, e' autorizzata l'ulteriore spesa di 
500.000 euro annui. 
 
  1264. Al fine di garantire l'attuazione dei livelli essenziali 
delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto  il  territorio
nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti, e' istituito
presso il Ministero della solidarieta' sociale  un  fondo  denominato
"Fondo per le non autosufficienze", al quale e' assegnata la somma di 
100 milioni di euro per l'anno 2007 e di 200 milioni di euro per 
ciascuno degli anni 2008 e 2009. (12) (43) 
 
  1265. Gli atti e i provvedimenti concernenti l'utilizzazione del 
Fondo  di  cui  al  comma  1264  sono  adottati  dal  Ministro  della
solidarieta' sociale, di concerto con il Ministro della salute, con 
il Ministro delle politiche per la famiglia e con il Ministro 
dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza 
unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 
1997, n. 281. 
 
  1266. All'articolo 42, comma 5, del testo unico delle disposizioni 
legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e  della
paternita', di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001,  n.  151,  e
successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:
"I soggetti che usufruiscono dei permessi di cui  al  presente  comma
per un periodo continuativo non superiore a sei rgesi  hanno  diritto
ad usufruire di permessi non retribuiti in misura pari al numero  dei
giorni di congedo ordinario che avrebbero maturato nello stesso  arco
di tempo lavorativo, senza riconoscimento del diritto a contribuzione 
figurativa". 
 
  1267. Al fine di favorire l'inclusione sociale dei migranti e dei 
loro familiari, e' istituito presso il Ministero  della  solidarieta'
sociale un fondo denominato "Fondo  per  l'inclusione  sociale  degli
immigrati", al quale e' assegnata la somma di 50 milioni di euro  per
l'anno 2007 e 5,1 milioni di  euro  per  l'anno  2008.  Il  Fondo  e'
altresi' finalizzato alla realizzazione di un piano per l'accoglienza
degli   alunni   stranieri,   anche   per   favorire   il    rapporto
scuolafamiglia,  mediante  l'utilizzo  per  fini  non  didattici   di
apposite figure professionali madrelingua quali mediatori culturali. 
(12) (14b) 
 
  1268. Gli atti e i provvedimenti concernenti l'utilizzazione del 
Fondo  di  cui  al  comma  1267  sono  adottati  dal  Ministro  della
solidarieta' sociale, di concerto con il Ministro per i diritti e le 
pari opportunita'. 
 
  1269. All'articolo 1, comma 429, della legge 23 dicembre 2005, n. 
266, le parole: "3 milioni di euro  annui  per  ciascuno  degli  anni
2006, 2007 e 2008" sono sostituite dalle seguenti: "3 milioni di euro
per l'anno 2006 e di 750.000 euro per  ciascuno  degli  anni  2007  e
2008" e, in fine, e' aggiunto il seguente periodo: "Le risorse pari a
2,25 milioni di euro per gli anni 2007 e 2008 confluiscono nel Fondo 
nazionale per le politiche sociali di cui all'articolo 20, comma 8, 
della legge 8 novembre 2000, n. 328". 
 
  1270. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  1271. La Repubblica italiana riconosce a titolo di risarcimento 
soprattutto morale il sacrificio dei propri cittadini deportati ed 
internati nei lager nazisti nell'ultimo conflitto mondiale. 
 
  1272. E' autorizzata la concessione di una medaglia d'onore ai 
cittadini italiani militari e civili deportati ed internati nei lager
nazisti e destinati al lavoro coatto per  l'economia  di  guerra,  ai
quali, se militari, e' stato  negato  lo  status  di  prigionieri  di
guerra,  secondo  la  Convenzione   relativa   al   trattamento   dei
prigionieri di guerra fatta a Ginevra il 27 luglio  1929  dall'allora
governo nazista, e ai familiari dei deceduti, che abbiano titolo per 
presentare l'istanza di riconoscimento dello status di lavoratore 
coatto. 
 
  1273. Le domande di riconoscimento dello status di lavoratore 
coatto,  eventualmente  gia'  presentate   dagli   interessati   alla
Organizzazione  internazionale  per   le   migrazioni   (OIM),   sono
riconosciute valide a tutti gli effetti della presente legge.  A  tal
fine l'OIM, tramite la sua missione di Roma, trasmette al comitato di 
cui al comma 1274 le istanze di riconoscimento sinora pervenute in 
uno alla documentazione eventualmente allegata. 
 
  1274. E istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri 
un comitato, presieduto dal Presidente del Consiglio dei  ministri  o
da un suo delegato, costituito da  un  rappresentante  dei  Ministeri
della difesa, degli affari esteri,  dell'interno  e  dell'economia  e
delle finanze, nominati dai rispettivi Ministri, nonche' da un 
rappresentante dell'Associazione nazionale reduci dalla prigionia, 
dall'internamento e dalla guerra di liberazione (ANRP) e da un 
rappresentante dell'Associazione nazionale ex internati (ANSI), 
nonche' da un rappresentante dell'OIM. 
 
  1275. Il comitato provvede alla individuazione degli aventi 
diritto. 
 
  1276. All'onere complessivo di 250.000 euro derivante 
dall'attuazione del presente articolo, ivi comprese le spese  per  il
funzionamento del comitato di cui al comma 1274,  stabilite  in  euro
50.000 per ciascuno  degli  anni  2007,  2008  e  2009,  si  provvede
mediante l'utilizzazione di quota parte degli importi del fondo di 
cui al comma 343 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 
266". 
 
  1277. Il fondo costituito presso la Presidenza del Consiglio dei 
ministri ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 440, e'  incrementato
di 250.000 euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. A tal fine 
per gli anni 2007, 2008 e 2009 e' corrispondentemente ridotta 
l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20, comma 8, della 
legge 8 novembre 2000, n. 328. 
 
  1278. Per il finanziamento del Fondo nazionale per la montagna, di 
cui all'articolo 2 della legge 31 gennaio 1994, n. 97, e successive 
modificazioni, e' autorizzata la spesa di 25 milioni di euro per 
l'anno 2007. 
 
  1279. E' istituito, sotto la vigilanza della Presidenza del 
Consiglio dei ministri, l'Ente italiano montagna (EIM) finalizzato al 
supporto alle politiche ed allo sviluppo socioeconomico e culturale 
dei territori montani. (48) 
 
  1280. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della 
presente legge  e'  soppresso  l'Istituto  nazionale  della  montagna
(IMONT). I suoi impegni e funzioni, il patrimonio, i beni mobili, le 
attrezzature in dotazione e l'attuale dotazione organica sono 
trasferiti all'EIM. 
 
  1281. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei 
ministri   sono   determinati,   in   coerenza   con   obiettivi   di
funzionalita',   efficienza   ed   economicita',   gli   organi    di
amministrazione e controllo, la sede, le modalita' di costituzione  e
di funzionamento, le procedure per la definizione e l'attuazione dei 
programmi per l'assunzione e l'utilizzo del personale, per 
l'erogazione delle risorse. 
 
  1282. Al funzionamento dell'EIM si provvedera' in parte con le 
risorse disponibili che verranno trasferite su apposito capitolo alla 
Presidenza del Consiglio dei ministri, nella misura assegnata 
all'IMONT, e in parte con il concorso finanziario dei soggetti che 
aderiranno alle attivita' del medesimo. (12) 
 
  1283. Per garantire l'ordinaria amministrazione e lo svolgimento 
delle attivita' istituzionali fino all'avvio dell'EIM, il Presidente 
del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, da emanarsi entro 
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, 
nomina un commissario. 
 
  1284. E' istituito un fondo di solidarieta', presso la Presidenza 
del   Consiglio   dei   ministri,   finalizzato   a   promuovere   il
finanzia-mento  esclusivo  di  progetti  e  interventi,   in   ambito
nazionale e internazionale,  atti  a  garantire  il  maggior  accesso
possibile alle risorse idriche secondo il  principio  della  garanzia
dell'accesso all'acqua a livello universale. Il fondo  e'  alimentato
dalle risorse di cui al comma  1284-ter.  Con  decreto  del  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  di  concerto
con  il  Ministro  degli  affari  esteri,  sentito  il  parere  delle
competenti Commissioni parlamentari e della Conferenza  unificata  di
cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  e
successive modificazioni, sono indicate le modalita' di funzionamento 
e di erogazione delle risorse del fondo. (22) 
 
  1284-bis. Al fine di tutelare le acque di falda, di favorire una 
migliore fruizione dell'acqua del rubinetto, di ridurre il consumo di
acqua potabile e la produzione di rifiuti, nonche'  le  emissioni  di
anidride carbonica,  e'  istituito  nello  stato  di  previsione  del
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  un
fondo    a    favore    della    potabilizzazione,    naturizzazione,
microfiltrazione e  dolcificazione  delle  acque  di  rubinetto,  del
recupero delle acque  meteoriche  e  della  permeabilita'  dei  suoli
urbanizzati. E fondo e' alimentato, nel limite di 5 milioni di  euro,
per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010, dalle maggiori entrate  di
cui al comma 1284-ter. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della 
tutela del territorio e del mare sono disciplinate le modalita' di 
funzionamento del fondo e sono individuati gli interventi ai quali 
sono destinati i contributi a valere sul fondo medesimo. 
 
  1284-ter. E' istituito un contributo di 0,5 centesimi di euro per 
ogni bottiglia di acqua minerale o da tavola  in  materiale  plastico
venduta al pubblico. Per materiale plastico si  intende  il  composto
macromolecolare    organico    ottenuto     per     polimerizzazione,
policondensazione,  poliaddizione  o  qualsiasi  altro   procedimento
simile da molecole di peso molecolare inferiore, ovvero per  modifica
chimica di macromolecole simili. Le entrate derivanti dal contributo 
di cui al presente comma sono destinate per un decimo ad alimentare 
il fondo di cui al comma 1284 e per nove decimi ad alimentare il 
fondo di cui al comma 1284-bis. 
 
  1285. All'articolo 80, comma 1, alinea, della legge 23 dicembre 
2000, n. 388, e successive modificazioni, le parole: "30 aprile 2006" 
sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2007". 
 
  1286. Le somme non spese da parte dei comuni entro il 30 giugno 
2007 devono essere versate  dai  medesimi  all'entrata  del  bilancio
dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo  nazionale  per
le politiche sociali di cui all'articolo 59, comma 44, della legge 27 
dicembre 1997, n. 449. 
 
  1287. Le somme di cui all'articolo 1, comma 333, della legge 23 
dicembre 2005, n. 266, erogate in favore di soggetti sprovvisti del 
requisito di cittadinanza italiana, ovvero comunitaria, non sono 
ripetibili. 
 
  1288. Le ordinanze-ingiunzioni emesse a norma dell'articolo 18 
della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, in 
applicazione dell'articolo 1, comma 333, della legge 23 dicembre 
2005, n. 266, sono inefficaci. 
 
  1289. I procedimenti di opposizione instaurati dai soggetti di cui 
al comma 1287 sono estinti. 
 
  1290. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 2 dell'articolo 19 
del  decreto-legge  4  luglio   2006,   n.   223,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e' integrata di 120 
milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  1291. Al fine del potenziamento degli impianti sportivi e per la 
promozione e la realizzazione di interventi per gli  eventi  sportivi
di rilevanza internazionale, tra cui la partecipazione dell'Italia ai
Giochi Olimpici di Pechino 2008, e' istituito  presso  la  Presidenza
del Consiglio dei ministri un fondo denominato "Fondo per gli  eventi
sportivi di rilevanza internazionale", al quale e' assegnata la somma 
di 33 milioni di euro per l'anno 2007. (12)(40) 
 
  1292. In aggiunta agli stanziamenti previsti dall'articolo 
11-quaterdecies,  del  decreto-legge  30  settembre  2005,  n.   203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,  n.  248,
e' autorizzata la spesa annua di 0,5 milioni  di  euro  per  quindici
anni a decorrere dal 2007, nonche' quella annua  di  0,5  milioni  di
euro  per   quindici   anni   a   decorrere   dall'anno   2008,   per
l'organizzazione,   l'impiantistica   sportiva   e   gli   interventi
infrastrutturali dei Campionati mondiali di nuoto che si  terranno  a
Roma nel 2009, e la spesa annua di 1 milione  di  euro  per  quindici
anni a decorrere dal 2007, nonche' quella annua di 1 milione di  euro
per quindici  anni  a  decorrere  dall'anno  2008,  per  le  medesime
finalita' per i Giochi del Mediterraneo che si terranno a Pescara nel 
medesimo anno, a valere su quota parte dei contributi quindicennali 
di cui al comma 977. 
 
  1293. L'articolo 1, comma 556, della legge 23 dicembre 2005, n. 
266, e' sostituito dal seguente: 
"556. Al fine di  prevenire  fenomeni  di  disagio  giovanile  legato
all'uso di sostanze stupefacenti, e' istituito  presso  il  Ministero
della solidarieta' sociale l'Osservatorio per  il  disagio  giovanile
legato alle dipendenze". Con decreto del Ministro della  solidarieta'
sociale, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano,  e'
disciplinata la composizione  e  l'organizzazione  dell'Osservatorio.
Presso il Ministero di cui al presente comma e' altresi' istituito il
"Fondo  nazionale  per  le  comunita'  giovanili",  per   azioni   di
promozione della salute e di prevenzione dei comportamenti a  rischio
e  per  favorire  la  partecipazione  dei  giovani  in   materia   di
sensibilizzazione e prevenzione del  fenomeno  delle  dipendenze.  La
dotazione finanziaria del Fondo per ciascuno degli anni  2006,  2007,
2008 e 2009 e' fissata in 5 milioni di euro, di cui il 25  per  cento
e'  destinato  ai   compiti   istituzionali   del   Ministero   della
solidarieta'  sociale  di   comunicazione,   informazione,   ricerca,
monitoraggio e valutazione, per i quali il Ministero  si  avvale  del
parere  dell'Osservatorio  per  il  disagio  giovanile  legato   alle
dipendenze; il restante 75 per cento del Fondo viene  destinato  alle
associazioni e reti giovanili individuate con  decreto  del  Ministro
della solidarieta' sociale, di concerto con il Ministro dell'economia
e delle finanze  e  d'intesa  con  la  Conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in 
vigore della presente legge. Con tale decreto, di natura 
regolamentare, vengono determinati anche i criteri per l'accesso al 
Fondo e le modalita' di presentazione delle istanze". 
 
  1294. E' assegnato all'Istituto per il credito sportivo, per 
agevolare il credito per la realizzazione di  impianti  sportivi,  un
contributo annuo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 
2008 e 2009. 
 
  1295. Il contributo di cui al comma 1294 concorre ad incrementare 
il fondo speciale di cui all'articolo 5 della legge 24 dicembre 1957, 
n. 1295, e successive modificazioni. 
 
  1296. Restano comunque ferme le disposizioni dell'articolo 5 del 
regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle 
finanze 19 giugno 2003, n. 179. 
 
  1297. Al fine di contenere i costi di funzionamento, di conseguire 
risparmi  di  spesa  e  di  adeguare  la  composizione  degli  organi
dell'Istituto per il credito  sportivo  alle  disposizioni  contenute
nell'articolo 1, comma 19, lettera a), del  decreto-legge  18  maggio
2006,n. 181, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  17  luglio
2006, n.  233,  il  consiglio  di  amministrazione  dell'Istituto  e'
composto da un membro designato  dal  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri o dal Ministro delegato, da un membro designato dal Ministro
dell'economia e delle finanze e da un membro designato  dal  Ministro
per i beni e le  attivita'  culturali,  tra  i  quali  e'  scelto  il
Presidente, nonche' da un membro designato  in  rappresentanza  delle
regioni e delle autonomie locali,da un membro designato  dalla  Cassa
depositi e prestiti s.p.a.,  da  un  membro  designato  dalla  giunta
nazionale del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI)  e  da  tre
membri designati  dai  restanti  soggetti  partecipanti  al  capitale
dell'Istituto. Il comitato esecutivo dell'Istituto e' soppresso e  le
relative competenze sono attribuite al consiglio di  amministrazione.
Il collegio dei sindaci dell'Istituto e' composto  da  un  numero  di
membri effettivi non superiore a tre e da  un  membro  supplente.  Il
presidente, il consiglio di amministrazione e il collegio dei sindaci
dell'Istituto per il credito sportivo sono nominati con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri d'intesa con il Ministro per  i
beni  e  le  attivita'  culturali  e  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze. Alla data di entrata in  vigore  della
presente legge gli organi dell'Istituto per il credito sportivo  sono
sciolti. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in  vigore
della presente legge lo statuto dell'Istituto  deve  essere  adeguato
alle disposizioni di cui al presente comma. I  compensi  e  le  spese
sostenute per gli organi dell'Istituto sono ridotti del 30 per cento 
a decorrere dal 1° gennaio 2007. 
 
  1298. Per incrementare la promozione e lo sviluppo della pratica 
sportiva di base ed agonistica dei soggetti  diversamente  abili,  il
contributo al Comitato italiano paralimpico di  cui  all'articolo  1,
comma 580, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' incrementato, per
ciascuno degli anni 2007 e 2008, di 2,5 milioni di euro. Per i 
medesimi fini, al Comitato italiano paralimpico e' concesso, per 
l'anno 2009, un contributo di 3 milioni di euro. 
 
  1299. Al fine di consentire la definizione delle procedure 
espropriative e dei contenziosi pendenti  nonche'  l'ultimazione  dei
collaudi tecnico-amministrativi relativi alle opere realizzate per lo
svolgimento dei XX Giochi olimpici invernali "Torino 2006" e  dei  IX
Giochi Paralimpici di Torino, il termine di cui all'articolo 3, comma
7, della legge 9 ottobre 2000, n. 285, e' prorogato  al  31  dicembre
2007. L'Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici provvede  agli
oneri   derivanti   dalla   proroga   nell'ambito    delle    proprie
disponibilita', a valere sui risparmi realizzati nella  utilizzazione
dei fondi di cui all'articolo 10, commi 1, ultimo periodo, e 2, della 
legge 9 ottobre 2000, n. 285, e successive modificazioni. 
 
  1300. E' abrogato l'articolo 7 della legge 9 ottobre 2000, n. 285, 
e successive modificazioni. 
 
  1301. A decorrere dal 1° gennaio 2007 il Comitato direttivo di cui 
all'articolo 5 della legge 9 ottobre 2000, n. 285, e successive 
modificazioni, e' soppresso. Le relative competenze sono svolte dal 
direttore generale coadiuvato dai due vice direttori generali. 
 
  1302. Per la realizzazione di interventi infrastrutturali di 
interesse nazionale da realizzare nella regione Liguria sulla base di
uno specifico accordo di  programma  tra  il  Governo  nazionale,  il
presidente della regione Liguria e i rappresentanti degli enti locali
interessati, e' autorizzata la  spesa  di  97  milioni  di  euro.  Al
relativo onere si provvede a valere sulle  somme  resesi  disponibili
per pagamenti non piu' dovuti relativi all'autorizzazione di spesa di
cui all'articolo 1, comma 1, della legge 18 marzo 1991, n.  99,  che,
per l'importo di 97 milioni di euro, sono  mantenute  nel  conto  dei
residui per essere versate, nell'anno 2007, all'entrata del  bilancio
dello Stato ai fini della successiva riassegnazione  nello  stato  di
previsione del Ministero delle infrastrutture. Il predetto importo e'
versato su apposita contabilita' speciale, in ragione di  13  milioni
di euro nell'anno 2007 e di 21 milioni di euro in ciascuno degli anni 
dal 2008 al 2011. 
 
  1303. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad 
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  1304. Nello stato di previsione del Ministero della giustizia e' 
istituito un fondo da ripartire per  le  esigenze  correnti  connesse
all'acquisizione di beni  e  servizi  dell'amministrazione,  con  una
dotazione, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, di 200  milioni
di euro. Con decreti del Ministro  della  giustizia,  da  comunicare,
anche con evidenze informatiche, al Ministero dell'economia e delle 
finanze, tramite l'ufficio centrale del bilancio, nonche' alle 
competenti Commissioni parlamentari e alla Corte dei conti, si 
provvede alla ripartizione del fondo tra le unita' previsionali di 
base interessate del medesimo stato di previsione. 
 
  1305. All'articolo 7-viciesquater del decreto-legge 31 gennaio 
2005, n.  7,  convertito,  dalla  legge  31  marzo  2005,  n.  43,  e
successive modificazioni, al  comma  1,  dopo  le  parole:  "Ministro
dell'interno" sono inserite le seguenti: "e con il  Ministro  per  le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione". Il  secondo
periodo del comma 2 e' sostituito dai seguenti:  "Una  quota  pari  a
euro 1,85 dell'imposta sul valore aggiunto inclusa  nel  costo  della
carta   d'identita'   elettronica   e'   riassegnata   al   Ministero
dell'interno per essere destinata per euro 1,15  alla  copertura  dei
costi di gestione del Ministero medesimo e per euro 0,70  ai  comuni,
per la copertura delle spese connesse alla gestione  e  distribuzione
del documento. Con decreto del Ministro dell'interno di concerto  con
il Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalita' 
di attuazione della presente disposizione". 
 
  1306. Al fine di assolvere tempestivamente nonche' in modo 
efficiente ed efficace ai compiti d'istituto attraverso  uno  stabile
assetto funzionale ed organizzativo, la Commissione di vigilanza  sui
fondi pensione (COVIP)  e'  autorizzata  ad  inquadrare  in  ruolo  i
dipendenti gia' assunti mediante  procedura  selettiva  pubblica  con
contratti a tempo determinato ed in  servizio  da  almeno  tre  anni,
anche non continuativi, o che conseguano tale requisito in virtu'  di
contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre  2006  o
che  siano  stati  in  servizio  per  almeno  tre  anni,  anche   non
continuativi, nel quinquennio  anteriore  alla  data  di  entrata  in
vigore  della  presente  legge.  L'inquadramento  nei  ruoli,   nelle
medesime qualifiche oggetto dei predetti  contratti,  avviene  previo
svolgimento  di  apposito   esame-colloquio   innanzi   ad   apposita
Commissione presieduta dal presidente o da un commissario della COVIP
e composta da due docenti universitari o  esperti  nelle  materie  di
competenza  istituzionale  della  COVIP;  agli  oneri   relativi   si
provvede, senza aumenti del finanziamento a carico dello Stato, entro 
i limiti delle risorse assicurate in via continuativa alla COVIP 
dall'articolo 1, comma 65, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. 
 
  1307. All'articolo 13, comma 6-bis, del testo unico delle 
disposizioni legislative e  regolamentari  in  materia  di  spese  di
giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio
2002, n. 115, alla fine del primo  periodo,  dopo  le  parole:  "euro
250",  sono  aggiunte  le  seguenti:  ";  per  i   ricorsi   previsti
dall'articolo 23-bis, comma 1, della legge 6 dicembre 1971, n.  1034,
nonche' da altre  disposizioni  che  richiamano  il  citato  articolo
23-bis, il contributo dovuto e' di euro 1.000; per i predetti ricorsi
in materia di affidamento di lavori, servizi e forniture, nonche' di 
provvedimenti delle Autorita', il contributo dovuto e' di euro 
 
2.000". 
 
  1308. COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104. 
 
  1309. Per fronteggiare specifiche esigenze organizzative e 
funzionali, il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa
definisce per l'anno 2007 un programma  straordinario  di  assunzioni
fino a 50 unita' di personale appartenente alle figure  professionali
strettamente necessarie ad assicurare la funzionalita'  dell'apparato
amministrativo  di  supporto   agli   uffici   giurisdizionali,   con
corrispondente  incremento  della   dotazione   organica.   All'onere
derivante dall'applicazione del presente comma, pari a 2,020  milioni
di  euro  a  decorrere   dall'anno   2007,   si   provvede   mediante
corrispondente utilizzo di parte delle maggiori entrate recate  dalle
disposizioni di cui all'articolo 1, commi 306, 307 e 308, della legge
30 dicembre 2004, n. 311, che a tal fine sono detratte dall'ammontare
delle riassegnazioni allo stato di  previsione  del  Ministero  della
giustizia e allo stato di previsione del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze per le spese riguardanti il funzionamento del Consiglio
di Stato e dei tribunali amministrativi regionali, ai sensi del comma 
309 del predetto articolo 1. 
 
  1310. L'articolo 5 della legge 25 luglio 2000, n. 209, e' 
sostituito dal seguente: 
"Art. 5. -  (Catastrofi  internazionali,  gravi  crisi  umanitarie  e
iniziative della comunita' internazionale). - 1.  I  crediti  d'aiuto
accordati dall'Italia al Paese o ai Paesi interessati possono essere 
annullati o convertiti nei casi: 
 
a) di catastrofe naturale e nelle situazioni di gravi crisi 
umanitarie al fine di alleviare le condizioni delle popolazioni 
   coinvolte; 
 
b) di iniziative promosse dalla comunita' internazionale a fini di 
sviluppo per consentire l'efficace partecipazione italiana a dette 
   iniziative". 
 
  1311. Il Ministero degli affari esteri si avvale dell'Agenzia del 
demanio per la elaborazione, entro il 30 luglio 2007, di un piano di 
razionalizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato ubicato 
all'estero, procedendo alla relativa ricognizione, alla stima, 
nonche', previa analisi comparativa di costi e benefici, alla 
individuazione dei cespiti per i quali proporre la dismissione. 
 
  1312. Con proprio decreto il Ministro degli affari esteri, sulla 
base del piano di cui al comma 1311, individua gli immobili da 
dismettere, anche per il tramite dell'Agenzia del demanio. 
 
  1313. Per finalita' di razionalizzazione dell'uso degli immobili 
pubblici, il Ministero della giustizia, di concerto con l'Agenzia del
demanio, individua con  decreto,  entro  il  31  gennaio  2007,  beni
immobili comunque in  uso  all'Amministrazione  della  giustizia  che
possono essere dismessi. Entro  il  medesimo  termine  l'Agenzia  del
demanio individua con decreto i beni immobili suscettibili di permuta
con gli enti territoriali. Le attivita' e  le  procedure  di  permuta
sono effettuate dall'Agenzia del demanio, d'intesa con  il  Ministero
della giustizia, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento 
giuridico contabile. 
 
  1314. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che 
ne  verifica   la   compatibilita'   con   gli   obiettivi   indicati
nell'aggiornamento del programma di stabilita' e crescita  presentato
all'Unione europea, una quota non inferiore al 30 per cento dei 
proventi derivanti dalle operazioni di dismissione di cui al comma 
1312, puo' essere destinata al rifinanziamento della legge 31 
dicembre 1998, n. 477, per la ristrutturazione, il restauro e la 
manutenzione straordinaria degli immobili ubicati all'estero. 
 
  1315. A decorrere dall'applicazione dei nuovi importi dei diritti 
da  riscuotere  corrispondenti  alle  spese  amministrative  per   il
trattamento  delle  domande  di  visto  per  l'area  Schengen,   come
modificati dalla decisione n. 2006/440/CE del Consiglio, del 1 giugno
2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea  L  175
del 29 giugno 2006, e comunque non prima della data di entrata in 
vigore della presente legge, l'importo della tariffa per i visti 
nazionali di breve e di lunga durata previsto all'articolo 26 della 
tabella dei diritti consolari, di cui all'articolo 1 della legge 2 
maggio 1983, n. 185, e' determinato nell'importo di 75 euro.(45) 
 
  1316. In caso di aggiornamenti successivi degli importi dei diritti 
da  riscuotere  corrispondenti  alle  spese  amministrative  per   il
trattamento delle domande di visto per l'area Schengen,  al  fine  di
rendere permanente la differenziazione delle due  tariffe,  l'importo
della tariffa per i visti nazionali di breve e di lunga durata di cui
alla tabella citata nel comma 1315, e' conseguentemente aumentato di 
15 euro rispetto alla tariffa prevista per i visti per l'area 
 
Schengen. 
 
  1317. Per assicurare il rispetto degli obblighi derivanti dagli 
impegni assunti  in  sede  europea  finalizzati  al  contrasto  della
criminalita'  organizzata  e  dell'immigrazione  illegale,   per   le
esigenze   connesse   alla   componente   nazionale   del    "Sistema
d'informazione visti", nei limiti dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 1, comma 5, del decreto-legge  14  marzo  2005,  n.  35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, il 
contingente degli impiegati a contratto degli uffici all'estero, di 
cui all'articolo 152 del decreto del Presidente della Repubblica 5 
gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni, e' incrementato di 
non piu' di 65 unita'. 
 
    1318. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 1 FEBBRAIO 2010, N. 54. (50) 
 
  1319. A decorrere dal 1° giugno 2007, gli uffici consolari sono 
autorizzati a rilasciare e a rinnovare la carta d'identita' a favore 
dei cittadini italiani residenti all'estero ed iscritti al registro 
dell'AIRE. Il costo per il rilascio e il rinnovo della carta 
d'identita' e' fissato in misura identica a quello previsto per i 
cittadini italiani residenti in Italia. 
 
    1320. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 1 FEBBRAIO 2010, N. 54. (50) 
 
    1321. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 1 FEBBRAIO 2010, N. 54. (50) 
 
  1322. La legge 28 luglio 2004, n. 193, e' prorogata fino al 31 
dicembre 2009. Per l'attuazione degli articoli 1 e 2 della predetta 
legge e' autorizzata la spesa di euro 6.200.000 per ciascuno degli 
anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  1323. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 56 della legge 
27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, e' ridotta di 
60 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. 
 
  1324. Per i soggetti non residenti, le detrazioni per carichi di 
famiglia di cui all'articolo 12  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986,  n.  917,  e  successive  modificazioni,
spettano per gli anni 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011, a condizione che
gli stessi dimostrino, con  idonea  documentazione,  individuata  con
apposito decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  da
emanare entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della
presente  legge,  che  le  persone  alle  quali  tali  detrazioni  si
riferiscono non possiedano un reddito complessivo superiore, al lordo
degli oneri deducibili, al limite di cui  al  suddetto  articolo  12,
comma 2, compresi i  redditi  prodotti  fuori  dal  territorio  dello
Stato, e di non godere, nel paese di residenza, di alcun beneficio 
fiscale connesso ai carichi familiari. La detrazione relativa 
all'anno 2010 non rileva ai fini della determinazione dell'acconto 
IRPEF per l'anno 2011. La detrazione relativa all'anno 2011 non 
rileva ai fini della determinazione dell'acconto IRPEF per l'anno 
 
2012. 
 
  1325. Per cittadini extracomunitari che richiedono, sia attraverso 
il sostituto d'imposta sia con la dichiarazione dei redditi, le 
detrazioni di cui al comma 1324, la documentazione puo' essere 
formata da: 
 
a) documentazione originale prodotta dall'autorita' consolare del 
Paese d'origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione 
   da parte del prefetto competente per territorio; 
 
b) documentazione con apposizione dell'apostille, per i soggetti che 
provengono dai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione 
   dell'Aja del 5 ottobre 1961; 
 
c) documentazione validamente formata dal Paese d'origine, ai sensi 
della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata come 
conforme all'origine dal consolato italiano del Paese 
   d'origine. 
 
  1326. La richiesta di detrazione, per gli anni successivi a quello 
di prima presentazione della documentazione di cui al comma 1325 deve
essere accompagnata da dichiarazione che confermi il perdurare della 
situazione certificata ovvero da una nuova documentazione qualora i 
dati certificati debbano essere aggiornati. 
 
  1327. Il comma 6-bis dell'articolo 21 del decreto-legge 30 
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 
novembre 2003, n. 326, e' abrogato. 
 
  1328. Al fine di ridurre il costo a carico dello Stato del servizio 
antincendi negli aeroporti, l'addizionale sui diritti d'imbarco sugli
aeromobili, di cui all'articolo 2, comma 11, della legge 24  dicembre
2003, n. 350, e successive modificazioni, e' incrementata a decorrere
dall'anno 2007 di 50 centesimi di euro  a  passeggero  imbarcato.  Un
apposito fondo, alimentato dalle societa' aeroportuali in proporzione
al traffico generato, concorre al medesimo fine  per  30  milioni  di
euro annui. Con decreti del Ministero  dell'interno,  da  comunicare,
anche con evidenze informatiche, al Ministero dell'economia  e  delle
finanze,  tramite  l'Ufficio  centrale  del  bilancio,  nonche'  alle
competenti Commissioni parlamentari e alla Corte dei conti, si 
provvede alla ripartizione del fondo tra le unita' previsionali di 
base del centro di responsabilita' "Dipartimento dei vigili del 
fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile" dello stato di 
previsione del Ministero dell'interno. 
 
  1329. Per l'anno 2007, nello stato di previsione del Ministero 
dell'economia e delle finanze,  sono  istituiti  un  fondo  di  parte
corrente con una dotazione di 17 milioni di euro e un fondo di' conto
capitale con una dotazione di  12  milioni  di  euro,  da  ripartire,
rispettivamente, per le  esigenze  di  funzionamento  e  le  esigenze
infrastrutturali  e  di  investimento  del  Colpo  della  guardia  di
finanza. Con decreti del Ministro dell'economia e delle  finanze,  da
comunicare alle competenti Commissioni parlamentari e alla Corte  dei
conti, si provvede alla ripartizione dei predetti fondi tra le unita' 
previsionali di base del centro di responsabilita' "Guardia di 
finanza" del medesimo stato di previsione. 
 
  1330. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
 
  1331. Nello stato di previsione del Ministero dei trasporti e' 
istituito un Fondo di parte corrente, con una dotazione di 10 milioni
di euro per l'anno 2007, da ripartire, per le esigenze di 
funzionamento del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia 
costiera, con decreti del Ministro dei trasporti, da comunicare, 
anche con evidenze informatiche, al Ministero dell'economia e delle 
finanze, tramite l'ufficio centrale del bilancio. 
 
  1332. Per l'anno 2007, nello stato di previsione del Ministero 
dell'interno, e'  istituito  un  fondo  di  conto  capitale  con  una
dotazione di 100 milioni  di  euro,  da  ripartire  per  le  esigenze
infrastrutturali  e  di  investimento.  Con  decreti   del   Ministro
dell'interno, da comunicare,  anche  con  evidenze  informatiche,  al
Ministero dell'economia e delle finanze, tramite  l'ufficio  centrale
del bilancio, nonche' alle competenti Commissioni parlamentari e alla 
Corte dei conti, si provvede alla ripartizione del fondo tra le 
unita' previsionali di base del medesimo stato di previsione. 
 
  1333. Le risorse residue di cui all'articolo 145 della legge 23 
dicembre 2000, n. 388, comma  52,  sono  interamente  destinate  alle
opere di infrastrutturazione del  polo  di  ricerca  e  di  attivita'
industriali ed  alta  tecnologia.  Per  l'insediamento  di  una  sede
universitaria permanente per gli studi di ingegneria nell'ambito  del
polo di ricerca e di attivita' industriali ad alta tecnologia di  cui
al primo periodo, e' autorizzata la spesa annua di 5 milioni di euro 
all'anno per quindici anni, a decorrere dall'anno 2007. 
 
  1334. All'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 
1998, n. 143, primo periodo, le parole: "L'Istituto" sono  sostituite
dalle seguenti: "La societa'", la parola: "autorizzato" e' sostituita
dalla seguente: "autorizzata" e dopo le parole: "operatori nazionali" 
sono inserite le seguenti: "e le loro controllate e collegate 
 
estere". 
 
  1335. All'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 
1998, n. 143, dopo le parole:  "internazionalizzazione  dell'economia
italiana" sono inserite le  seguenti:  ";  la  societa'  e'  altresi'
autorizzata  a  rilasciare,  a  condizioni  di  mercato,  garanzie  e
coperture assicurative per imprese estere relativamente ad operazioni
che siano di rilievo strategico per l'economia italiana sotto i 
profili dell'internazionalizzazione, della sicurezza economica e 
dell'attivazione di processi produttivi e occupazionali in Italia". 
 
  1336. All'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 
1998, n. 143, le parole: "o estere per crediti da  esse  concessi  ad
operatori nazionali o alla controparte estera," sono sostituite dalle
seguenti: ", nonche' a banche estere od operatori finanziari italiani
od esteri quando  rispettino  adeguati  principi  di  organizzazione,
vigilanza, patrimonializzazione ed operativita', per crediti concessi 
sotto ogni forma e". 
 
  1337. All'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 
1998, n. 143, dopo le parole: "finanziamento delle suddette 
attivita'," sono inserite le seguenti: "nonche' quelle connesse o 
strumentali" e le parole: "nonche' per i crediti dalle stesse 
concessi a Stati e banche centrali destinati al rifinanziamento di 
debiti di tali Stati" sono soppresse. 
 
  1338. All'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 
1998, n. 143, le parole: "L'Istituto" sono sostituite dalle seguenti: 
"La societa'";  dopo  la  parola:  "autorizzati"  sono  soppresse  le
seguenti  parole:  "ai  sensi  del  decreto  del   Presidente   della
Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449,  e  successive  modificazioni  e
integrazioni" e dopo le parole: "nonche' con enti od imprese esteri e 
organismi internazionali" sono aggiunte le seguenti: "; la societa' 
puo' altresi' stipulare altri contratti di copertura del rischio 
assicurativo, a condizioni di mercato con primari operatori del 
 
settore". 
 
  1339. SACE Spa provvede a ridurre il capitale sociale in misura 
adeguata alla  sua  attivita',  attribuendone  l'eccedenza  al  socio
tramite versamento al Fondo di cui  all'articolo  2  della  legge  27
ottobre 1993, n. 432, e  successive  modificazioni.  Il  termine  per
l'opposizione dei creditori, di cui al terzo comma dell'articolo 2445
del codice civile, e' ridotto a trenta giorni.  Le  disposizioni  del
presente comma entrano in vigore il giorno stesso della pubblicazione 
della presente legge sulla Gazzetta Ufficiale. 
 
  1340. Le disponibilita' rivenienti dalle autorizzazioni di spesa di 
cui all'articolo 9, comma 3, del decreto-legge 14 marzo 2005, n.  35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80,  ed
all'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 17 giugno  2005,  n.  106,
convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio  2005,  n.  156,
quanto a euro 440 milioni per l'anno 2006 e 48 milioni  di  euro  per
l'anno 2007, sono rispettivamente versate  ad  apposita  contabilita'
speciale  di  tesoreria,   per   essere   successivamente   riversate
all'entrata del bilancio dello Stato, quanto ad euro 92  milioni  per
l'anno 2007, ad euro 112 milioni nell'anno 2008 e ad euro 284 milioni 
nell'anno 2009. La predetta disposizione entra in vigore il giorno 
successivo alla data di pubblicazione della presente legge. 
 
  1341. Per la realizzazione dell'archivio storico dell'Unione 
europea, presso  l'Istituto  universitario  europeo  di  Firenze,  da
allocare nel compendio di Villa Salviati in Firenze,  e'  autorizzata
la spesa di euro 5 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. 
 
  1342. E' autorizzata la spesa di 2,8 milioni di euro per ciascuno 
degli anni 2007, 2008 e 2009, per le spese di funzionamento e per la 
costruzione della nuova sede della "Scuola europea" di Parma. 
 
 1343. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 DICEMBRE 2006, N. 299, CONVERTITO 
CON L. 23 FEBBRAIO 2007, N. 16. 
 
  1344. All'articolo 1, comma 27, della legge 23 dicembre 2005, n. 
266, primo periodo, sono aggiunte, in  fine,  le  parole:  ",  di  30
milioni di euro per l'anno 2007 e di 50 milioni di euro per ciascuno 
degli anni 2008 e 2009". 
 
  1345. In favore delle regioni interessate dal radicamento 
territoriale dei fenomeni della criminalita' organizzata e' istituito
un fondo vincolato per il triennio 2007-2009, per lo  sviluppo  e  la
diffusione nelle scuole di azioni e politiche volte  all'affermazione
della cultura della legalita', al  contrasto  delle  mafie,  ed  alla
diffusione della cittadinanza attiva, per  un  ammontare  di  950.000
euro  per  ciascuno  degli  anni  2007,  2008  e  2009.  Le   regioni
interessate provvedono ad insediare, entro tre mesi dalla data di 
entrata in vigore della presente legge e d'intesa con il Ministro 
della pubblica istruzione, un proprio ufficio di coordinamento e 
monitoraggio delle iniziative. Il fondo di cui al presente comma 
opera attraverso un coordinamento tra le regioni interessate. 
 
  1346. Con decreto del Presidente della Repubblica di cui 
all'articolo 17, comma 2, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  da
adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente  legge,  si  provvede  al  riordino  della  Commissione  per
l'accesso ai documenti amministrativi prevista dall'articolo 27 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, in modo da  assicurare  un  contenimento
dei relativi  costi  non  inferiore  al  20  per  cento  delle  spese
sostenute  nell'esercizio  2006,  e  prevedendo  un  riordino  e  una
razionalizzazione   delle   relative   funzioni,    anche    mediante
soppressione di quelle che possono essere svolte da altri organi. (9) 
 
  1347. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, 
del  decreto-legge  29  novembre  2004,  n.  282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre  2004,  n.  307,  relativa  al
Fondo per interventi strutturali di politica economica, e' integrata 
di 14 milioni di euro per l'anno 2008. 
 
  1348. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il 
comma 294, e' inserito il seguente: 
"294-bis. Non sono soggetti ad esecuzione forzata i  fondi  destinati
al pagamento di  spese  per  servizi  e  forniture  aventi  finalita'
giudiziaria o penitenziaria, nonche' gli emolumenti di qualsiasi tipo
dovuti al personale amministrato  dal  Ministero  della  giustizia  e
dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, accreditati mediante 
aperture di credito in favore dei funzionari delegati degli uffici 
centrali e periferici del Ministero della giustizia, degli uffici 
giudiziari e della Direzione nazionale antimafia e della Presidenza 
del Consiglio dei ministri". 
 
  1349. Al fine di consentire la piena realizzazione delle procedure 
di valorizzazione e di dismissione  gia'  avviate  nell'ambito  degli
interventi  di  risanamento  finanziario  della   Fondazione   Ordine
Mauriziano e nelle more della nomina dei  relativi  organi  ordinari,
nell'alinea del comma 1 dell'articolo 3 del decreto-legge 19 novembre
2004, n. 277, convertito, con modificazioni, dalla legge  21  gennaio
2005, n. 4, le parole:  "ventiquattro  mesi"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "trentasei mesi". A decorrere  dalla  data  di  entrata  in
vigore  del  medesimo  decreto-legge,  la   gestione   dell'attivita'
sanitaria svolta dall'Ente Ordine Mauriziano di cui  all'articolo  1,
comma 1, dello stesso decreto-legge si intende integralmente a carico
dell'azienda sanitaria ospedaliera Ordine Mauriziano  di  Torino,  la
quale succede nei contratti di durata in  essere  con  l'Ente  Ordine
Mauriziano di Torino, esclusivamente nelle obbligazioni relative alla
esecuzione dei medesimi successiva alla  data  di  istituzione  della
predetta azienda sanitaria ospedaliera. Sono inefficaci nei confronti
dell'azienda sanitaria ospedaliera  Ordine  Mauriziano  di  Torino  i
decreti di ingiunzione e le sentenze  emanati  o  divenuti  esecutivi
dopo la data di entrata in vigore del decreto-legge 19 novembre 2004,
n. 277, convertito, con modificazioni, dalla legge 21  gennaio  2005,
n. 4, qualora riguardino  crediti  vantati  nei  confronti  dell'Ente
Ordine Mauriziano di Torino, per obbligazioni anteriori alla data  di
istituzione  della  predetta  azienda  sanitaria  ospedaliera  Ordine
Mauriziano di Torino. Nelle azioni esecutive iniziate sulla base  dei
medesimi titoli di cui al presente comma, all'Ente Ordine Mauriziano 
succede la Fondazione di cui al comma 1, articolo 2, del citato 
decreto-legge 19 novembre 2004, n. 277. 
 
  1350. La proprieta' dei beni mobili ed immobili gia' appartenenti 
all'Ente Ordine Mauriziano di Torino e' da intendersi attribuita,  ai
sensi dell'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 19  novembre  2004,
11.277, convertito, con modificazioni, dalla legge 21  gennaio  2005,
n. 4, alla Fondazione Ordine  Mauriziano  con  sede  in  Torino,  con
esclusione dei beni immobili e mobili  funzionalmente  connessi  allo
svolgimento delle attivita' istituzionali  del  presidio  ospedaliero
Umberto I di Torino e dei beni mobili  funzionalmente  connessi  allo
svolgimento  delle  attivita'  istituzionali  dell'Istituto  per   la
ricerca e la cura del cancro di  Candiolo.  La  proprieta'  dei  beni
immobili gia' dell'Ente Ordine Mauriziano di Torino, attribuita  alla
Fondazione Ordine Mauriziano, puo' essere trasferita a titolo oneroso
e per  compendi  unitari  comprendenti  piu'  unita',  ai  valori  di
mercato, alla regione Piemonte nel rispetto dei contratti di  affitto
o locazione efficaci al momento del trasferimento. Alle operazioni di 
acquisto della regione Piemonte non si applicano i vincoli previsti 
dalla normativa vigente in termini di prelazione agraria. 
 
  1351. Dopo il comma 3 dell'articolo 117 del codice delle 
assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 
2005, n. 209, e' aggiunto il seguente comma: 
"3-bis.  Sono  esenti  dagli  obblighi  previsti  dal  comma  1   gli
intermediari di cui all'articolo 109, comma 2, lettere a), b)  e  d),
che possano documentare in modo permanente con fideiussione bancaria 
una capacita' finanziaria pari al 4 per cento dei premi incassati, 
con un minimo di euro 15.000". 
 
  1352. Per l'attivita' della "Fondazione 20 marzo 2006", costituita 
ai sensi della legge della regione Piemonte 16 giugno 2006, n. 21,  e
finalizzata  all'utilizzo  ed  alla  valorizzazione  del   patrimonio
costituito dai beni realizzati, ampliati o ristrutturati in occasione 
dei XX Giochi Olimpici invernali e dei IX Giochi Paralimpici, e' 
autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 
2007 e 2008. 
 
  1353. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui 
all'articolo 11-bis della legge 5 agosto  1978,  n.  468,  introdotto
dall'articolo  6  della  legge  23  agosto  1988,  n.  362,  per   il
finanziamento dei provvedimenti legislativi che  si  prevede  possano
essere approvati nel triennio  2007-2009,  restano  determinati,  per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, nelle  misure  indicate  nelle
Tabelle A e B, allegate alla presente legge, rispettivamente  per  il
fondo speciale destinato alle spese correnti e per il fondo speciale 
destinato alle spese in conto capitale. 
 
  1354. Le dotazioni da iscrivere nei singoli stati di previsione del 
bilancio 2007 e del triennio 2007-2009, in relazione a leggi di spesa
permanente la cui quantificazione e' rinviata alla legge finanziaria, 
sono indicate nella Tabella C allegata alla presente legge. 
 
  1355. Ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera della legge 5 
agosto 1978, n. 468, come sostituita dall'articolo 2, comma 16, della
legge 25 giugno 1999, n.  208,  gli  stanziamenti  di  spesa  per  il
rifinanziamento  di  norme  che  prevedono  interventi  di   sostegno
dell'economia classificati fra le spese  di  conto  capitale  restano
determinati, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, nelle misure 
indicate nella Tabella D allegata alla presente legge. 
 
  1356. Ai termini dell'articolo 11, comma 3, lettera e), della legge 
5 agosto 1978, n. 468, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi 
indicate nella Tabella E allegata alla presente legge sono ridotte 
degli importi determinati nella medesima Tabella. 
 
  1357. Gli importi da iscrivere in bilancio in relazione alle 
autorizzazioni di spesa  recate  da  leggi  a  carattere  pluriennale
restano determinati, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, nelle 
misure indicate nella Tabella F allegata alla presente legge. 
 
  1358. A valere sulle autorizzazioni di spesa in conto capitale 
recate da leggi a carattere pluriennale, riportate nella  Tabella  di
cui al comma 1357, le amministrazioni e  gli  enti  pubblici  possono
assumere impegni nell'anno 2007, a carico di esercizi futuri nei 
limiti massimi di impegnabilita' indicati per ciascuna disposizione 
legislativa in apposita colonna della stessa Tabella, ivi compresi 
gli impegni gia' assunti nei precedenti esercizi a valere sulle 
autorizzazioni medesime. 
 
  1359. In applicazione dell'articolo 11, comma 3, lettera i-quater), 
della legge 5 agosto 1978, n. 468, le misure correttive degli effetti 
finanziari di leggi di spesa sono indicate nell'allegato 1 alla 
presente legge. 
 
  1360. In applicazione dell'articolo 46, comma 4, della legge 28 
dicembre 2001, n. 448,  le  autorizzazioni  di  spesa  e  i  relativi
stanziamenti confluiti nei fo