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LEGGE 29 aprile 1949, n. 264

Provvedimenti in materia di avviamento al lavoro e di assistenza dei lavoratori involontariamente disoccupati. (GU n. 125 del 1-6-1949 - Suppl. Ordinario )

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TITOLO I
COMMISSIONE CENTRALE PER L'AVVIAMENTO AL LAVORO
E PER L'ASSISTENZA DEI DISOCCUPATI

 

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                               Art. 2.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                               Art. 3.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                               Art. 4.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                               Art. 5.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                               Art. 6.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

TITOLO II
DISCIPLINA DEL COLLOCAMENTO

CAPO I
Disciplina dell'avviamento al lavoro

 

                               Art. 7.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                               Art. 8.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                               Art. 9.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 10.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 11.

  E' vietato l'esercizio della mediazione anche se gratuito quando il
collocamento e' demandato agli Uffici autorizzati.
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
 
	        
	      

 

                              Art. 12.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 13.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 14.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 15.

  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
  I  lavoratori  licenziati  da un'azienda per riduzione di personale
hanno  la  precedenza  nella  riassunzione presso la medesima azienda
entro ((sei mesi)).
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
 
	        
	      

 

                              Art. 16.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 17.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 18.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 19.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 20.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 21.

  ((I datori di lavoro sono tenuti altresi' a comunicare la cessazione dei rapporti di lavoro, entro i cinque giorni successivi, quando trattasi di rapporti a tempo indeterminato ovvero nei casi in cui la cessazione sia avvenuta in data diversa da quella comunicata all'atto dell'assunzione. COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297)).
 
	        
	      

 

                              Art. 22.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 23.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

CAPO II
Organi del collocamento

 

                              Art. 24.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 25.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 26.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

CAPO III
Disposizioni penali

 

                              Art. 27.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276))
 
	        
	      

 

CAPO IV
Disposizioni finali

 

                              Art. 28.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

                              Art. 29.
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 19 DICEMBRE 2002, N. 297))
 
	        
	      

 

TITOLO III
ASSISTENZA ECONOMICA AI LAVORATORI
INVOLONTARIAMENTE DISOCCUPATI

CAPO I
Disposizioni generali

 

                              Art. 30.

  Fino  a  quando  non  sia  disciplinato,  in  sede di riforma della
previdenza   sociale,   l'ordinamento   delle   prestazioni   per  la
disoccupazione  involontaria,  si applicano le disposizioni del regio
decreto-legge   4   ottobre  1935,  n.  1827,  modificato  col  regio
decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito nella legge 6 luglio
1939, n. 1272, salvo le modificazioni disposte con il presente capo.
 
	        
	      

 

                              Art. 31.

  La norma dell'art. 1 del regio decreto-legge 17 marzo 1941, n. 124,
concernente  la  elevazione  da  120  n. 180 del numero massimo delle
giornate   di   godimento  dell'indennita'  di  disoccupazione,  gia'
prorogata  coi decreti legislativi 29 luglio 1947, n. 841 e 15 aprile
1948,  n.  549,  continua  ad  avere  vigore  fino  a  quando non sia
disciplinato,   come  previsto  dall'articolo  precedente,  il  nuovo
ordinamento delle prestazioni per la disoccupazione involontaria.
  La maggiore spesa derivante dall'applicazione del presente articolo
rimane a carico della gestione dell'assicurazione obbligatoria per la
disoccupazione involontaria.
 
	        
	      

 

                              Art. 32.

  L'obbligo dell'assicurazione contro la disoccupazione e' esteso:
    a)  ai  lavoratori agricoli che prestano la loro opera retribuita
alle  altrui  dipendenze,  limitatamente alle categorie dei salariati
fissi  ed  assimiliati,  obbligati  e bracciali fissi, giornalieri di
campagna,  piccoli  coloni e compartecipanti familiari e individuali,
anche  se  in  via  sussidiaria  esercitano  un'attivita' agricola in
proprio;  agli  stessi  spetta l'indennita' di disoccupazione qualora
risultino  iscritti  negli  elenchi  di cui all'articolo 12 del regio
decreto  24  settembre 1940, n. 1949, e successive modificazioni, per
almeno  un  anno  oltre  che  per  quello  per  il quale e' richiesta
l'indennita',  ed  abbiano  conseguito  nell'anno  per  il  quale  e'
richiesta   l'indennita'   e   nell'anno   precedente   un  accredito
complessivo di almeno 102 contributi giornalieri.
  La durata della corresponsione dell'indennita' di disoccupazione e'
pari,  per  i  lavoratori  agricoli  predetti, alla differenza tra il
numero  di  270  ed il numero delle giornate di effettiva occupazione
prestate  nell'anno comprese quelle per attivita' agricole in proprio
o  coperte  da indennita' di malattia, infortunio, maternita', e sino
ad un massimo di 180 giornate annue.
    b) agli impiegati, anche delle pubbliche amministrazioni, cui non
sia garantita la stabilita' di impiego; senza limite di retribuzione.
((11))
  Sono  estese  alle predette categorie, in quanto compatibili con la
disposizione  della  presente  legge,  le disposizioni vigenti per le
categorie   gia'   comprese   nell'obbligo  dell'assicurazione  della
disoccupazione  involontaria  ed  in  particolare  quelle relative ai
contributi   per   le  indennita'  giornaliere  e  per  il  Fondo  di
integrazione per le assicurazioni sociali.(5)
  L'estensione  dell'obbligo  assicurativo  per gli appartenenti alle
categorie  di  prestatori  di opera, di cui alla lettera f) del primo
comma,  si  applica  con effetto dal primo periodo di paga successivo
alla data di entrata in vigore della presente legge.
---------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Il  D.L.  21  gennaio  1956,  n. 23, convertito senza modificazioni
dalla  L.  24  marzo  1956,  n.  265  ha  disposto (con l'art. 3) che
"L'obbligo  del  versamento del contributo dovuto, ai sensi dell'art.
32,  comma  secondo,  della  legge  29  aprile  1949,  n. 264, per le
categorie  di  cui  alla  lettera,  a) dello stesso articolo, decorre
dall'anno 1956, ferma restando per detto anno la misura stabilita dal
decreto del Presidente della Repubblica 24 ottobre 1955, n. 1324."
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AGGIORNAMENTO (11)
  La  Corte Costituzionale con sentenza 18 giugno - 3 luglio 1975, n.
177   (in   G.U.   1a   s.s.   09/07/1975,   n.  181)  ha  dichiarato
"l'illegittimita'  costituzionale  dell'art. 32, lett. b, della legge
29  aprile  1949, n. 264, nella parte in cui esclude gli operai delle
pubbliche  amministrazioni,  cui  non  sia  garantita  la  stabilita'
d'impiego, dall'assicurazione contro la disoccupazione involontaria."
 
	        
	      

 

                              Art. 33.

  Per  i  lavoratori  agricoli l'obbligo dell'assicurazione contro la
disoccupazione  ha  effetto  dal  giorno dell'entrata in vigore della
presente  legge  per  le  categorie  e secondo le modalita' di cui al
regolamento previsto dalla lettera a) del precedente articolo.
  Le  misure dei contributi dovuti per l'assicurazione obbligatoria e
per   gli   assegni  integrativi  saranno  stabilite  annualmente  in
conformita   del   disposto   dell'art.  9  del  decreto  legislativo
luogotenenziale  1 marzo 1945, n. 177, sostituito dall'articolo unico
del decreto legislativo 31 ottobre 1947, n. 1378.
  I   contributi  predetti  saranno  riscossi  secondo  le  modalita'
stabilite nel regolamento.
 
	        
	      

 

CAPO II
Assegni integrativi delle indennita' di disoccupazione

 

                              Art. 34.

  Gli   assegni   integrativi   istituiti   col  decreto  legislativo
luogotenenziale  31 agosto 1945, n. 579, modificato col regio decreto
legislativo  20  maggio  1946,  n. 373, e col decreto legislativo del
Capo  provvisorio  dello  Stato  12 agosto 1947, n. 870, ed i sussidi
straordinari  istituiti col regio decreto legislativo 20 maggio 1946,
n. 373, modificato col decreto legislativo del Capo provvisorio dello
Stato  12 agosto 1947, n. 870, per la disoccupazione involontaria per
mancanza  di lavoro, sono disciplinati dalla presente legge, la quale
sostituisce i citati decreti che, pertanto, sono abrogati.
 
	        
	      

 

                              Art. 35.

  Agli  aventi  diritto  all'indennita' giornaliera di disoccupazione
prevista dall'art. 19 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636,
convertito  con modificazioni, nella legge 6 luglio 1939, n. 1272, e'
concesso,  per il periodo di godimento di tale indennita', un assegno
integrativo  di  L.  200  per  ogni  giornata di corresponsione della
indennita'   stessa  a  carico  del  Fondo  di  integrazione  per  le
assicurazioni    sociali,    istituito    con   decreto   legislativo
luogotenenziale 1 marzo 1945, n. 177.
  ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 5 NOVEMBRE 1968, N. 1115)).
  Oltre  gli  assegni  integrativi  di  cui  ai precedenti commi sono
corrisposte  al disoccupato le indennita' di caro - pane previste dai
decreti  legislativi  del Capo provvisorio dello Stato 6 maggio 1947,
n.  563,  e  16  luglio 1947, n. 770, e dalla legge 7 luglio 1948, n.
1093.
  Gli assegni integrativi sono corrisposti unitamente alla indennita'
giornaliera  di  disoccupazione  con  l'osservanza  delle  norme  che
disciplinano la corresponsione dell'indennita' stessa.
 
	        
	      

 

CAPO III
Sussidi straordinari

 

                              Art. 36.

  Per  determinate  localita' e limitatamente a particolari categorie
professionali,  puo' essere disposta, con decreto del Ministro per il
lavoro  e  la  previdenza  sociale,  di  concerto col Ministro per il
tesoro,  la  concessione di sussidi straordinari di disoccupazione ai
lavoratori  che si trovino involontariamente disoccupati per mancanza
di  lavoro  e  che  non abbiano i requisiti prescritti per il diritto
alla indennita' giornaliera di disoccupazione.
  Nell'ambito  delle localita' e delle categorie professionali per le
quali  6  fatta  la  concessione,  i  singoli  lavoratori disoccupati
godranno  della concessione stessa purche' si verifichino per essi le
seguenti condizioni:
    1)  risulti  che sia stato versato un numero minimo di contributi
settimanali  per  l'assicurazione per la disoccupazione involontaria,
secondo quanto disposto dal penultimo comma del presente articolo;
    2)  siano  da  almeno  cinque  giorni  iscritti  nelle  liste  di
collocamento  di  cui  all'art.  8  senza  aver  ottenuto  offerta di
occupazione;
    3) siano nell'impossibilita' di seguire i corsi di qualificazione
professionale  o  di prestare la loro opera presso cantieri di cui al
titolo  IV,  per  comprovata, inidoneita' fisica, o perche' i corsi o
cantieri distino eccessivamente dal luogo di residenza o perche', pur
avendone  fitta domanda, non vi siano stati ammessi per deficienza di
posti;
    4)  non  appartengano  a famiglia, di cui almeno due membri siano
occupati;
    5)  non  beneficino,  di  sussidi, di indennita', di integrazioni
salariali  o  di pensioni o rendite corrisposte a carico dello Stato,
degli  enti  locali  e  degli  istituti  di  previdenza  e assistenza
sociale,  fatta  eccezione  per  le  pensioni  di guerra. Il sussidio
straordinario  di  disoccupazione  puo'  essere  corrisposto  anche a
titolari  di rendite da, infortuni sul lavoro che abbiano i requisiti
richiesti   purche',   per  il  periodo  di  godimento  del  sussidio
straordinario, rinuncino alla rendita loro spettante.
  Salvo  quanto  e'  disposto nell'articolo seguente per i lavoratori
agricoli,  il  numero  minimo  di contributi versati richiesto per la
concessione  del  sussidio straordinario e' di cinque settimanali per
gli  operai  o  uno mensile per gli impiegati alla data di entrata in
vigore   della   presente  legge,  e  aumenta  mensilmente  di  tanti
contributi  versati  quante  sono  le settimane o i mesi di effettiva
occupazione.   Raggiunto  il  numero  di  52  contributi  settimanali
prescritto dal regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito
nella  legge 6 luglio 1939, n. 1272, anche in difetto dei due anni di
assicurazione,   al  diritto  di  godere  il  sussidio  straordinario
subentra- il diritto all'indennita' giornaliera di disoccupazione.
  La concessione del sussidio straordinario per determinate localita'
e  categorie  e'  disposta avuto riguardo alle condizioni di lavoro e
delle industrie locali ed ai lavori pubblici da eseguire.
 
	        
	      

 

                              Art. 37.

  I   lavoratori   agricoli   possono   essere   ammessi  ai  sussidi
straordinari con le norme stabilite dal precedente articolo, purche',
entro  i  tre  mesi dalla entrata in vigore della presente legge, per
essi  siano stati versati o risultino dovuti i contributi settimanali
e  giornalieri  minimi  previsti dal regolamento, sia per i salariati
fissi  che  per  i  lavoratori giornalieri. Il regolamento prevedera'
anche  l'aumento periodico, a decorrere dal compimento del terzo mese
dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge,  dei contributi che
dovranno  essere  pagati  in  relazione ad effettiva, occupazione per
essere ammessi al sussidio straordinario.
  Sono  utilizzabili,  per costituire i minimi indicati, i contributi
eventualmente   versati   per   mezzo   di   marche,   in  dipendenza
dell'esercizio,  da  parte  dell'assicurato,  di altre attivita' gia'
comprese  nell'obbligo dell'assicurazione contro la disoccupazione; a
tale  effetto per i lavoratori giornalieri sei contributi giornalieri
equivalgono ad un contributo settimanale.
 
	        
	      

 

                              Art. 38.

  Sono   esclusi  dal  sussidio  straordinario  di  disoccupazione  i
disoccupati  gia'  ricoverati  in  case di cura e da esse dimessi per
guarigione clinica, per stabilizzazione o per prosecuzione delle cure
antitubercolari,  quando usufruiscano del sussidio post-sanatoriale a
norma delle disposizioni vigenti.
 
	        
	      

 

                              Art. 39.

  Si  applicano  per  la corresponsione del sussidio straordinario di
disoccupazione  le  norme  sull'assicurazione  per  la disoccupazione
involontaria relative alla concessione ed erogazione delle indennita'
giornaliere,  alla  sospensione  ed  alla  cessazione  del diritto al
godimento  dell'indennita';  medesima,  ai  ricorsi contro la negata,
concessione di essa ed agli organi erogatori e ai controlli.
  I  sussidi straordinari sono di importo pari a quello degli assegni
integrativi di cui al capo II del presente titolo.
  I   sussidi  straordinari  di  regola  si  erogano  per  90  giorni
prorogabili  al  massimo  a 180; e, in casi eccezionali entro un piu'
ampio termine, previsto dal decreto di concessione.
 
	        
	      

 

                              Art. 40.

  Il   lavoratore,   per   godere   della  concessione  del  sussidio
straordinario   previsto  dall'apposito  decreto  Ministeriale,  deve
presentare  domanda,  per  il  tramite  dell'Ufficio  provinciale del
lavoro   e   della   massima   occupazione,   alla  sede  provinciale
dell'istituto nazionale della previdenza sociale.
  La  domanda  e'  redatta  sul modulo fornito dall'istituto predetto
contenente  un  particolare richiamo alle sanzioni penali previste in
caso di alterazione della verita'.
  La domanda deve essere trasmessa con una dichiarazione dell'Ufficio
provinciale  del  lavoro e della massima occupazione, con la quale si
attesti  l'esistenza  nel  richiedente dei requisiti di cui ai numeri
2), 3), 4) e 5) dell'art. 36.
 
	        
	      

 

                              Art. 41.

  L'erogazione del sussidio straordinario cessa di diritto:
    1)  quando sia trascorso il periodo massimo di godimento previsto
dall'art. 39;
    2)  quando  il  disoccupato attenda comunque a proficuo lavoro, o
quando abbia rifiutato un'occupazione adeguata;
    3)  quando  il disoccupato avviato ai corsi per la qualificazione
professionale  dei lavoratori o ai cantieri vi si sia rifiutato senza
giusti motivi;
    4)  quando il disoccupato non abbia adempiuto, senza giustificato
motivo,  agli  obblighi per comprovare in ogni momento la continuita'
della disoccupazione;
    5)  quando il disoccupato non abbia, rinnovato l'iscrizione nelle
liste  di  collocamento  entro  la fine del mese susseguente a quello
della iscrizione o della conferma.
  Il  direttore  dell'Ufficio  provinciale del lavoro e della massima
occupazione  ordina  di  ufficio  la  cessazione della erogazione del
sussidio straordinario non appena gli risulti il verificarsi di una o
piu' delle ipotesi previste dal presente articolo.
 
	        
	      

 

                              Art. 42.

  Alla  corresponsione  dei  sussidi straordinari provvede l'Istituto
nazionale della previdenza sociale, tenendo per essi una contabilita'
distinta presso il Fondo di integrazione per le assicurazioni sociali
e  osservando  le  norme  previste  per le gestioni e il controllo di
detto  Fondo dal decreto legislativo luogotenenziale 1 marzo 1945, n.
177.
 
	        
	      

 

                              Art. 43.

  All'onere  derivante  dalla  erogazione dei sussidi straordinari si
provvede con i contributi dovuti dai datori di lavoro per gli assegni
integrativi  delle  indennita' di disoccupazione nella misura fissata
annualmente   ai   sensi   dell'art.   9   del   decreto  legislativo
luogotenenziale 1 marzo 1915, n. 177, e col concorso dello Stato.
  Per  l'anno  finanziario  1948-49  lo  Stato  versera' all'Istituto
nazionale  della previdenza sociale per la corresponsione dei sussidi
straordinari  la  somma  di lire cinque miliardi da corrispondersi in
due  rate  semestrali  all'inizio  di  ciascun semestre. Per gli anni
finanziari  successivi  il contributo statale sara' determinato nella
legge del bilancio.
 
	        
	      

 

                              Art. 44.

  Chi   indebitamente   riscuote   il   sussidio   straordinario   di
disoccupazione  o  continua  a  percepirlo dopo la cessazione dei suo
stato di disoccupazione e' punito con l'ammenda dal doppio al decuplo
delle  somme  percepite  a  titolo  di  sussidio,  salvo che il fatto
costituisca reato piu' grave.
  Indipendentemente  da  tali  pene il responsabile viene escluso dal
sussidio  straordinario  per  la  durata  di un anno. Nell'ipotesi di
tentativo, tale durata e' ridotta a sei mesi.
  Una  ammenda uguale a quella prevista nel primo comma, salvo che il
fatto  costituisca reato piu' grave, e' applicata al datore di lavoro
o  a  chiunque  renda possibile l'indebita percezione del sussidio di
disoccupazione.
 
	        
	      

 

TITOLO IV
ADDESTRAMENTO PROFESSIONALE DEGLI APPRENDISTI ARTIGIANI, DEI
LAVORATORI IN SOPRANNUMERO E DEI DISOCCUPATI.

CAPO I
Disposizioni generali

 

                              Art. 45.

  ((Il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, nei casi e con le modalita' stabilite nel presente titolo, promuove direttamente o autorizza l'istituzione di corsi di addestramento professionale, nonche' l'apertura dei cantieri-scuola per disoccupati, per l'attivita' forestale e vivaistica, di rimboschimento, di sistemazione montana e di costruzione di opere di pubblica utilita')).
 
	        
	      

 

CAPO II
Corsi per disoccupati

 

                              Art. 46.

  I  corsi  per  disoccupati  sono  rivolti  all'addestramento,  alla
qualificazione,  al perfezionamento o alla rieducazione professionale
dei  lavoratori  che,  a  causa  dello  stato  di disoccupazione o in
dipendenza  degli  eventi di guerra, abbiano bisogno di riacquistare,
accrescere   o   mutare   rapidamente  le  loro  capacita'  tecniche,
adattandole   alla   necessita'  della  efficienza  produttiva,  alle
esigenze  del  mercato  interno  del  lavoro  e  alla possibilita' di
emigrazione.
  Essi  hanno carattere eminentemente pratico, con applicazione degli
allievi  in  opere  attinenti all'attivita' professionale oggetto del
corso.
  I  corsi  sono diurni con orario corrispondente a quello normale di
lavoro,  durano di regola da due a otto mesi e possono essere seguiti
da corsi piu' progrediti di eguale durata, per gli stessi allievi che
abbiano frequentato 1 corsi di addestramento.
 
	        
	      

 

                              Art. 47.

  I  corsi  per  lavoratori disoccupati possono essere promossi dalle
Amministrazioni  dello  Stato  e  dai  Comuni, nonche' da altri enti,
istituzioni  e  associazioni anche presso scuole, a termini del regio
decreto-legge 21 giugno 1938, n. 380.
 
	        
	      

 

                              Art. 48.

  I  promotori dei corsi per lavoratori disoccupati possono ottenere,
qualora dimostrino di avere l'attrezzatura idonea per l'effettuazione
dei medesimi, i finanziamenti e le sovvenzioni necessarie, nonche' le
indennita'   per   gli   allievi   previste   dal   presente  titolo.
L'autorizzazione e' data con provvedimento del Ministro per il lavoro
e la previdenza sociale, di concerto con il Ministro per il tesoro.
  La  coordinazione  dei corsi in rapporto alle esigenze regionali e'
demandata al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
  Le   proposte  di  istituzione  dei  singoli  corsi  devono  essere
inoltrate   al  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale
dall'Ufficio  provinciale  del  lavoro  e  della  massima occupazione
territorialmente  competente,  munite  di  parere  della  Commissione
provinciale.
 
	        
	      

 

                              Art. 49.

  L'iscrizione  ai  corsi avviene su domanda dell'interessato diretta
all'Ufficio  provinciale  del lavoro e della massima occupazione che,
d'intesa  con  le  direzioni  dei  corsi,  provvede  alla selezione e
all'avviamento,  tenendo  presenti  criteri razionali di orientamento
professionale.
  Gli  istituti, gli enti e le associazioni che promuovono corsi sono
tenuti  a  comunicare, almeno dieci giorni prima della data di inizio
dei  corsi stessi, agli Uffici provinciali del lavoro e della massima
occupazione,  alle  sedi  provinciali  dell'Istituto  nazionale della
previdenza   sociale,   agli  Ispettorati  del  lavoro,  ai  Consorzi
provinciali  per  l'istruzione  tecnica  e  alle  locali associazioni
sindacali,  la  istituzione  dei  corsi,  e,  ad  inizio  avvenuto, a
segnalare  i  nominativi  degli iscritti all'Istituto nazionale della
previdenza  sociale  e  all'Ufficio  provinciale  del  lavoro e della
massima occupazione.
 
	        
	      

 

                              Art. 50.

  ((I promotori dei corsi devono richiedere un delegato ministeriale che presenti agli esami finali e devono rimettere entro 120 giorni dalla chiusura dei corsi stessi al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, a mezzo dell'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione competente, il resoconto didattico, tecnico ed economico dei singoli corsi)).
 
	        
	      

 

                              Art. 51.

  Il  Ministro  per  il  lavoro e la previdenza sociale stabilisce le
modalita' per il funzionamento dei corsi per disoccupati.
 
	        
	      

 

                              Art. 52.

  Nelle  localita'  e  per  quelle  categorie per le quali sono stati
istituiti  corsi,  i  lavoratori  disoccupati,  di  eta' inferiore ai
quaranta  anni,  sono obbligati alla frequenza per poter percepire il
sussidio  straordinario  di  disoccupazione,  di cui al titolo III, e
tutte   le   altre   agevolazioni   dipendenti   dal  loro  stato  di
disoccupazione,  salvo  le  eccezioni  previste dall'art. 36, secondo
comma, n. 3.
  Tutti  gli  allievi  che  frequentino  con  diligenza i corsi hanno
diritto,  oltre  al sussidio di disoccupazione, eventualmente ad essi
spettante, ad una integrazione di L. 200 per ogni giornata, effettiva
di presenza a carico del Fondo di cui all'art. 62.
  Gli allievi dei corsi che non percepiscano, quantunque disoccupati,
ne'  l'indennita'  giornaliera  di  disoccupazione,  ne'  il sussidio
straordinario  di  disoccupazione, oltre alla suindicata integrazione
giornaliera di L. 200, ricevono un secondo assegno giornaliero pari a
L.  100  aumentato  di  L.  60 per ogni figlio, per la moglie e per i
genitori, purche' siano a carico.
  I  lavoratori che abbiano frequentato con regolarita' e diligenza i
corsi  e  abbiano superato la prova finale conseguono un attestato ed
ottengono un premio di L. 3000.
  Il  predetto  attestato, a parita' di altre condizioni, da' diritto
di preferenza nell'avviamento al lavoro o nella emigrazione.
  I  lavoratori  che  non  frequentano  assiduamente  i corsi possono
essere  radiati,  e  in  tal  caso  decadono  dal diritto al sussidio
straordinario di disoccupazione.
 
	        
	      

 

CAPO III
Corsi aziendali di riqualificazione

 

                              Art. 53.

  Le imprese industriali, non a ciclo stagionale, che occupano almeno
mille  dipendenti,  e  che reputano di avere una minore funzionalita'
per  effetto di una maestranza in parte non rispondente alle esigenze
aziendali  o  per  il mancato adeguamento del carico di mano d'opera,
alle  proprie possibilita' funzionali ed economiche, possono chiedere
di  aprire  corsi  di  riqualificazione  per  maestranze  di eta' non
superiore  ai  quarantacinque  anni,  qualora  almeno i due terzi dei
lavoratori  interessi  desiderino  di frequentarli. Analogamente piu'
imprese  industriali,  con meno di mille dipendenti ciascuna, possono
chiedere  di  aprire  corsi  interaziendali,  purche' i due terzi dei
lavoratori interessati desiderino di frequentarli. La responsabilita'
della  gestione  dei corsi e' assunta dalla impresa presso la quale i
corsi stessi sono attuati.
 
	        
	      

 

                              Art. 54.

  Le  imprese  previste  dall'articolo  precedente  rivolgono domanda
documentata  al  Ministro  per  il  lavoro e la previdenza sociale, a
mezzo  dell'Ispettorato  del lavoro competente, che esprime il parere
sulla   opportunita'   del  corso  e  sulla  razionalita'  della  sua
organizzazione.
  La  facolta'  del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale di
concedere  l'autorizzazione e' esercitata d'intesa con i Ministri per
il tesoro e per l'industria e commercio.
 
	        
	      

 

                              Art. 55.

  I corsi di cui agli articoli precedenti durano da tre a otto mesi e
si  svolgono  in  locali distinti da quelli adibiti dall'impresa alla
normale  attivita' secondo le direttive stabilite dal Ministro per il
lavoro e la previdenza sociale.
  Al   termine  del  corso  i  non  qualificati  sono  licenziati,  i
qualificati invece sono riassorbiti dall'azienda nei limiti delle sue
possibilita'.  Alle  prove  di  fine  corso  presenziera'  un tecnico
designato dalla Commissione provinciale.
 
	        
	      

 

                              Art. 56.

  Agli  operai dei corsi, in deroga al disposto di cui all'art. 6 del
decreto   legislativo   12  agosto  1947,  n.  869,  e'  corrisposta,
l'integrazione   salariale   nella   misura   dei   due  terzi  della
retribuzione   globale   per   le  ore  da  ventiquattro  a  quaranta
settimanali   a  carico  della  Cassa  integrazione  guadagni  operai
dell'industria. Ad essi inoltre a carico del Fondo di cui all'art. 62
sara' corrisposta settimanalmente una somma pari alla integrazione di
cui  sopra,  oltre  alla,  integrazione  giornaliera  di L. 100. Agli
stessi  sono  corrisposti gli assegni familiari nella misura prevista
per  la  categoria  cui  il  lavoratore  appartiene,  a  carico della
rispettiva, Cassa degli assegni familiari.
  Ad essi non spetta il premio finale di L. 3000.
  Sono  a  carico  delle  imprese  promotrici  dei corsi la spese per
l'istituzione,  l'attrezzatura  ed il funzionamento dei corsi stessi,
quelle   per   le   assicurazioni   infortuni,   nonche'  quelle  per
l'indennita'  di  licenziamento  nelle ipotesi previste dall'articolo
precedente.
 
	        
	      

 

CAPO IV
Facilitazioni alle piccole aziende ed alle botteghe artigiane

 

                              Art. 57.

  Sul fondo costituito ai sensi dell'art. 62 si possono ridurre, fino
ad  un  terzo  del  loro ammontare, le spese sostenute dalle botteghe
artigiane  o  dalle imprese con non piu' di cinque dipendenti, che si
trovino   nelle   condizioni  previste  nell'articolo  seguente,  per
corrispondere   i   contributi   al   Fondo   di  integrazione  delle
assicurazioni  sociali  e al Fondo di solidarieta' sociale, per conto
degli apprendisti minori dei 18 anni da esse istruiti.
  Le  botteghe e le imprese che intendono ottenere il rimborso di cui
al  precedente  comma, alla scadenza di ogni semestre a partire dal 1
gennaio  1949  trasmettono  apposita domanda, corredata dei documenti
comprovanti  l'avvenuto  versamento  dei  contributi  considerati, al
Ministero  del  lavoro e della previdenza sociale, tramite gli Uffici
provinciali  del  lavoro  e della massima occupazione, i quali devono
accertare  il  possesso,  da  parte  dei  richiedenti,  dei requisiti
prescritti ai sensi dell'articolo seguente.
  I  benefici  previsti  dal presente articolo a favore delle imprese
non  sono  concessi  nei  casi in cui l'apprendista sia distratto dal
tirocinio  per  lavori  non  direttamente connessi all'insegnamento e
alla pratica del mestiere.
 
	        
	      

 

                              Art. 58.

  Agli  effetti del riconoscimento alle botteghe e alle imprese della
idoneita'   all'insegnamento   dei   mestiere  agli  apprendisti  per
l'ammissione  ai  benefici  previsti  dall'articolo  precedente, sono
istituiti  in  ogni  provincia appositi registri, la cui formazione e
tenuta  sono  affidate  agli  Uffici  provinciali  del lavoro e della
massima occupazione, secondo le norme indicate nel seguente comma.
  Spetta  alla  Commissione  centrale  di  determinare, ai fini della
formazione e della tenuta dei registri delle botteghe e imprese:
    a)  l'elenco  dei  mestieri  per  cui e' ammessa l'iscrizione nei
registri;
    b)  le  modalita'  per  la  tenuta dei registri e i requisiti per
stabilire  l'idoneita' delle imprese all'insegnamento del mestiere ai
fini   del   conseguimento   dei   benefici   previsti  nell'articolo
precedente;
    c)  le  modalita'  necessarie  per  l'azione  di  vigilanza  e di
controllo sull'efficienza dell'insegnamento agli apprendisti da parte
delle botteghe e imprese iscritte nei registri.
 
	        
	      

 

CAPO V
Cantieri-scuola

 

                              Art. 59.

  Il  Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con
il  Ministro per l'agricoltura e le foreste e con quello per i lavori
pubblici, a seconda della materia, promuove direttamente o autorizza,
in   zone  ove  la  disoccupazione  sia  particolarmente  accentuata,
l'apertura   di  cantieri-scuola  per  disoccupati,  per  l'attivita'
forestale  e vivaistica, di rimboschimento, di sistemazione montana e
di costruzione di opere di pubblica utilita'.
  Ai Ministeri dell'agricoltura e delle foreste e dei lavori pubblici
ed   ai   loro   uffici   periferici,  nell'ambito  delle  rispettive
competenze,  e'  demandato il compito dell'approvazione dei progetti,
della  sorveglianza  tecnica  e del collaudo delle opere eseguite nei
cantieri di cui al presente articolo.
  I  detti  Ministeri ed uffici periferici, a richiesta del Ministero
del   lavoro   e   della   previdenza  sociale,  forniranno  altresi'
l'assistenza tecnica, ai detti cantieri.
  Il  Ministro  per  il  lavoro e la previdenza sociale stabilisce le
modalita' organizzative dei cantieri-scuola.
 
	        
	      

 

                              Art. 60.

  Il  proprietario  di  terreno idoneo a lavori di rimboschimento, di
bonifica o di sistemazione montana, puo' chiedere l'autorizzazione ad
aprire  cantieri-scuola  al  Ministro  per  il lavoro e la previdenza
sociale,  il  quale  ha facolta' di concederla. La stessa concessione
puo'  essere  accordata  anche  ad  Amministrazioni pubbliche, Enti o
Consorzi nell'ambito delle leggi vigenti.
  Qualora il rimboschimento non venga effettuato dal proprietario del
suolo,  il terreno dopo l'esecuzione delle semine o delle piantagioni
e'  consegnato  al  Corpo  forestale  dello  Stato  per gli ulteriori
interventi  necessari ad assicurare il buon esito dei lavori. In tale
caso  la cessione temporanea del terreno e' disciplinata con le norme
stabilite  dagli articoli 76 e 78 del regio decreto 30 dicembre 1923,
n. 3267.
  Alle  spese occorrenti per le indennita' di occupazione dei terreni
compresi  nei perimetri di rimboschimento, per la fornitura di semi e
piantine  e  per  gli interventi atti ad assicurare il buon esito dei
lavori  e'  provveduto con gli stanziamenti iscritti sul bilancio del
Ministero dell'agricoltura e delle foreste.
  Analogamente per le spese occorrenti per la costruzione di opere di
pubblica utilita', di competenza del Ministero dei lavori pubblici, e
non   previste   nell'articolo   seguente,   e'  provveduto  con  gli
stanziamenti  iscritti sul bilancio del Ministero dei lavori pubblici
stesso.
 
	        
	      

 

                              Art. 61.

  ((I lavoratori disoccupati possono chiedere di essere ammessi al lavoro nei cantieri-scuola in qualita' di lavoratori volontari, entro il numero massimo di posti e per la durata che, per ciascun cantiere, sono stabiliti, sentiti i proponenti degli stessi, dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale. La iscrizione ai cantieri-scuola avviene su domanda dell'interessato, diretta all'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione che, d'intesa con la direzione dei cantieri stessi, provvede alla selezione ed all'avviamento. I lavoratori hanno diritto, oltre al sussidio di disoccupazione, a lire 300 giornaliere. Qualora non abbiano diritto a tale sussidio percepiranno, oltre le lire 300, un assegno di lire 200 giornaliere ed un assegno integrativo di lire 60 per i familiari previsti dal secondo comma dell'art. 35 della presente legge. Ai lavoratori coniugati deve essere comunque assicurato un trattamento complessivo non inferiore a lire 600 giornaliere. Ai lavoratori spetta, inoltre, per ogni mese di servizio assiduo ed operoso, un premio di lire 1000, corrisposto a giudizio insindacabile del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Le spese riguardanti l'organizzazione ed il funzionamento dei cantieri-scuola e le indennita' ai lavoratori in essi avviati sono a carico del fondo di cui all'articolo 62)).
 
	        
	      

 

CAPO VI
Finanziamenti

 

                              Art. 62.

  Il   "Fondo   per   la  qualificazione,  il  perfezionamento  e  la
rieducazione  dei lavoratori italiani", di cui all'art. 4 del decreto
legislativo  7  novembre 1947, n. 1264, proveniente dall'assorbimento
del  Fondo di cui al regio decreto 24 aprile 1939, n. 1059, assume la
denominazione   di   "Fondo  per  l'addestramento  professionale  dei
lavoratori". Esso costituisce un fondo speciale gestito dal Ministero
del lavoro e della previdenza sociale e depositato presso un istituto
di credito di diritto pubblico.
  Il Fondo e' alimentato:
    a)  da contributi straordinari da stabilirsi sulle gestioni della
assicurazione   contro   la   disoccupazione,  dei  relativi  assegni
integrativi e dei sussidi straordinari di disoccupazione, con decreto
del  Ministro  per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con
il Ministro per il tesoro;
    b) da un contributo annuo dello Stato fissato in lire 10 miliardi
per l'anno finanziario 1948-49;
    c)  da  contribuzioni  ed  erogazioni eventualmente effettuate da
privati,  enti  e associazioni o da organismi o da amministrazioni di
qualsiasi natura;
    d)  da  recuperi  sui  finanziamenti  ai corsi ed altre eventuali
entrate.
  Al  Fondo  restano  devolute  le  attivita' del Fondo nazionale per
l'addestramento professionale, costituito con contratto collettivo di
lavoro stipulato in data 1 marzo 1943, tra l'ex Federazione nazionale
dei  costruttori  edili  e  l'ex Federazione nazionale dei lavoratori
dell'edilizia.
  Con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica,  su  proposta del
Ministro  per  il  lavoro e la previdenza sociale, di concerto con il
Ministro per il tesoro, sono stabilite le norme per l'amministrazione
e  l'erogazione delle disponibilita' del Fondo, di cui al primo comma
del presente articolo, e per l'incasso dei contributi.((12))
--------------
AGGIORNAMENTO (12)
  La L. 21 dicembre 1978, n. 845 ha disposto (con l'art. 23, comma 1)
che  "Il  Fondo addestramento professionale lavoratori, istituito con
l'articolo  62  della  legge  29  aprile 1949, n. 264, e ordinato con
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 5 gennaio 1950, n. 17, e'
soppresso."
 
	        
	      

 

                              Art. 63.

  ((Sul fondo di cui all'articolo precedente il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto col Ministro per il tesoro, provvede: a) al finanziamento o alla sovvenzione dei corsi di cui alla presente legge; b) al finanziamento dei cantieri-scuola di cui alla presente legge; c) ai rimborsi alle botteghe artigiane e alle piccole imprese di cui all'art. 57; d) all'erogazione di contributi a favore di enti ed istituti aventi per scopo l'addestramento professionale dei lavoratori; e) alle spese per il funzionamento della Commissione centrale e della segreteria di cui all'art. 3)).
 
	        
	      

 

                              Art. 64.

  Le  disponibilita'  del  fondo, di cui all'art. 62, dovranno essere
annualmente  impiegate,  almeno per la meta', nel Mezzogiorno e nelle
Isole per le finalita' previste dal presente titolo.
 
	        
	      

 

                              Art. 65.

  Sono  abrogati  il  decreto  legislativo del Capo provvisorio dello
Stato  7  novembre  1947, n. 1264 e il decreto legislativo 14 gennaio
1948, n. 2.
 
	        
	      

 

TITOLO V
DISPOSIZIONI GENERALI

 

                              Art. 66.

  Il  Ministro  per  il tesoro e' autorizzato ad apportare con propri
decreti  le  variazioni di bilancio necessarie per l'attuazione della
presente  legge,  attingendo  al "Fondo-lire" le somme occorrenti per
fronteggiare  gli  oneri  previsti  ai  titoli  III e IV e per quelli
previsti  al titolo II provvedendo con le entrate di cui alla legge 3
febbraio   1949,   n.   31,   concernente   variazioni   al  bilancio
dell'entrata.
 
	        
	      

 

                              Art. 67.

  Sono  abrogate  le  disposizioni  contrarie a quelle della presente
legge o con essa incompatibili.
 
	        
	      

 

                              Art. 68.

  Fino  al  30 aprile 1949, il Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale  e gli organi da lui dipendenti sono autorizzati a provvedere
alla  istituzione  dei  corsi previsti dal titolo IV, anche prima che
siano costituite le Commissioni di cui all'art. 25.
 
	        
	      

 

                              Art. 69.

  La  presente  legge  entra  in  vigore  cinque  giorni  dopo la sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 29 aprile 1949

                               EINAUDI

                                                 DE GASPERI - FANFANI
- SCELBA - GRASSI -
PELLA - GONELLA -
TUPINI - SEGNI
LOMBARDO

Visto, il Guardasigilli: GRASSI
 
	        
	      
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