« Torna alla legislazione

LEGGE 29 dicembre 1990, n. 407

Disposizioni diverse per l''''attuazione della manovra di finanza pubblica 1991-1993.

CAPO I
IN MATERIA DI PERSONALE
   La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno 
approvato; 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
                              PROMULGA 
la seguente legge: 
 
                               Art. 1. 
                          Pubblico impiego 
 
  1. Per il 1991, i trasferimenti e le assunzioni di personale  nelle
amministrazioni  pubbliche  avvengono  secondo  le  disposizioni  del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto  1988,  n.
325, e della legge 29 dicembre 1988, n.  554,  con  modificazioni  ad
esse apportate dall'articolo 10-bis del decreto-legge 2  marzo  1989,
n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 1989,  n.
144. 
  2. I riferimenti temporali fissati dall'articolo 1, commi  1  e  3,
dall'articolo 2, comma 1, e dall'articolo 3, commi 1 e 2, della legge
29 dicembre 1988, n. 554, gia' prorogati di un anno dall'articolo  2,
comma 2, del decreto-legge 27 dicembre 1989, n. 413, convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  28   febbraio   1990,   n.   37,   sono
ulteriormente prorogati di un anno. E' altresi' prorogata di un  anno
la validita'  delle  graduatorie  di  concorso  in  vigore  nell'anno
1990.((4)) 
  3. Le province, i comuni, le comunita' montane e  i  loro  consorzi
possono comunque procedere,  entro  i  limiti  delle  attuali  piante
organiche, ad assunzioni di personale per  i  servizi  di  assistenza
all'infanzia, agli anziani, ai cittadini portatori di handicap. 
  4. Per l'anno 1991, per effettive,  indilazionabili  e  documentate
esigenze funzionali, il Presidente del Consiglio  dei  ministri,  con
proprio decreto,  di  concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  puo'
autorizzare, in deroga al comma  2  dell'articolo  4  della  legge  7
luglio 1988, n. 254, le amministrazioni statali  a  bandire  concorsi
per le qualifiche funzionali ed i profili  professionali  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1984, n. 1219,  e
successive integrazioni. 
  5. Le disposizioni di cui all'articolo 11 della legge  29  dicembre
1988, n. 554, conservano efficacia  sino  al  31  dicembre  1991,  ad
eccezione di quella concernente la determinazione del  fabbisogno  di
personale per lo  svolgimento  dei  servizi  di  distribuzione  della
corrispondenza e dei pacchi e della relativa dotazione organica. 
  6. Le norme di cui all'articolo  6  del  decreto-legge  1  febbraio
1988, n. 19, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  28  marzo
1988, n. 99, sono valide anche per il triennio 1991-1993. 
  7. Per tutte le assunzioni da effettuarsi ai sensi dell'articolo 16
della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e  successive  modificazioni  ed
integrazioni, per la  copertura  dei  posti  disponibili  presso  gli
uffici situati nelle regioni del centro-nord,  si  applica,  per  tre
anni dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  una
riserva del 30 per cento dei posti per  i  lavoratori  delle  aziende
operanti nelle suddette regioni  che  fruiscano  a  qualsiasi  titolo
dell'intervento di integrazione salariale straordinaria per  piu'  di
dodici mesi, con chiamata da apposite liste di  lavoratori  in  cassa
integrazione guadagni. Con decreto del Presidente del  Consiglio  dei
ministri, di concerto con i Ministri del lavoro  e  della  previdenza
sociale e del tesoro, sono stabiliti, entro trenta giorni dalla  data
di entrata in vigore della presente legge, i criteri e  le  modalita'
per l'iscrizione nelle predette liste dei lavoratori beneficiari  del
trattamento di integrazione salariale straordinaria in  possesso  dei
prescritti requisiti per l'accesso ai pubblici impieghi. (2) (3) 
 
    
-----------------
    
AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.L. 13 maggio 1991,  n.  151,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 12 luglio 1991, n. 202 ha disposto (con l'art. 1,  comma  1)
che in deroga a quanto disposto dal  presente  articolo,  per  l'anno
1991  non  possono   essere   effettuate   le   assunzioni   previste
dall'articolo 1, comma 1, della legge 29 dicembre 1988,  n.  554.  La
disposizione non si applica per i concorsi gia' espletati o in  corso
di espletamento. 
    
-----------------

    
AGGIORNAMENTO (3) 
  La L. 23 luglio 1991, n. 223 ha disposto (con l'art. 28,  comma  1)
che la riserva annua, prevista dal comma 7 del presente articolo, dei
posti disponibili presso gli uffici pubblici  situati  nelle  regioni
del Centro Nord, e' elevata dal trenta al cinquanta per  cento  e  si
applica ai lavoratori sospesi a zero ore beneficiari del  trattamento
stroardinario di integrazione salariale da  un  periodo  superiore  a
dodici mesi; con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
di cui al citato articolo 1,  comma  7,  sono  altresi'  stabiliti  i
criteri e le modalita' per l'attuazione della riserva. 
    
-----------------
    
AGGIORNAMENTO (4) 
  La L. 30 dicembre 1991, n. 412 ha disposto (con l'art. 5, comma  2)
che i riferimenti temporali gia' prorogati dal comma 2  del  presente
articolo, sono ulteriormente prorogati di un anno,  ad  eccezione  di
quelli relativi all'utilizzo delle graduatorie esistenti nelle  varie
amministrazioni. 
CAPO I
DISPOSIZIONI
IN MATERIA DI PERSONALE
                               Art. 2. 
                       (Abrogazione di norme). 
  1. Gli articoli 15 e 25 della legge 7 agosto  1990,  n.  232,  sono
abrogati. 
CAPO II
DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI ASSISTENZA, SANITA' E LAVORO
                               Art. 3. 
       Prestazioni pensionistiche a favore dei minorati civili 
 
  1. Le prestazioni pensionistiche erogate dal Ministero dell'interno
con esclusione di quelle erogate ai ciechi  civili,  ai  sordomuti  e
agli invalidi totali non sono compatibili con prestazioni a carattere
diretto, concesse a seguito di invalidita'  contratte  per  causa  di
guerra, di lavoro o di servizio, nonche' con le pensioni  dirette  di
invalidita' a qualsiasi titolo  erogate  dall'assicurazione  generale
obbligatoria per l'invalidita',  la  vecchiaia  e  i  superstiti  dei
lavoratori dipendenti, dalle gestioni pensionistiche per i lavoratori
autonomi e da ogni altra  gestione  pensionistica  per  i  lavoratori
dipendenti avente carattere obbligatorio. E' comunque  data  facolta'
all'interessato  di  optare  per  il   trattamento   economico   piu'
favorevole. 
  1-bis. Sono fatti salvi  i  diritti  acquisiti  dai  cittadini  che
abbiano conseguito  le  prestazioni  pensionistiche  per  i  minorati
civili erogate dal Ministero dell' interno alla data  del  1  gennaio
1992. 
  2. Entro trenta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, il Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro
del lavoro e della previdenza sociale e con il Ministro  del  tesoro,
provvede,  con  apposito   decreto,   a   stabilire   le   necessarie
disposizioni  ai  soli  fini   dell'accertamento   delle   condizioni
reddituali  e  degli  obblighi  di  comunicazione  da   parte   degli
interessati, nonche' ai fini dell'eventuale revoca delle prestazioni,
in connessione anche con il sistema di verifiche disposte in  materia
ai sensi e per gli effetti del decreto-legge 30 maggio 1988, n.  173,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 1988, n. 291,  e
successive modificazioni e integrazioni, disciplinando il diritto  di
opzione di cui al comma 1. 
  3. Entro trenta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, il Ministro della sanita' provvede, di concerto con i
Ministri dell'interno e del tesoro, a stabilire nuove tabelle  per  i
gradi dell'invalidita' civile, secondo i criteri  della  legislazione
vigente. 
  4.  Gli  effetti  conseguenti  all'attuazione  delle   disposizioni
contenute nel presente articolo decorrono dal 1 gennaio 1991. ((8)) 
 
    
-----------------


    
AGGIORNAMENTO (8) 
  Il Decreto 31 ottobre 1992, n. 553 ha disposto (con l'art. 5, comma
1) che il regime delle incompatibilita' di cui al  presente  articolo
si applica agli invalidi civili parziali che non  abbiano  conseguito
la prestazione erogata dal Ministero dell'interno  alla  data  del  1
gennaio 1992. 
                               Art. 4. 
(Modalita' di accesso delle  amministrazioni  pubbliche  all'anagrafe
                            tributaria). 
  1. Ai fini della realizzazione di una efficace banca  dati  per  la
lotta al riciclaggio di denaro di provenienza illecita,  nonche'  per
consentire la  verifica  dei  limiti  di  reddito  ove  previsti  per
erogazioni di benefici  assistenziali,  il  Governo  e'  delegato  ad
adottare, entro sei mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge,  un  decreto  legislativo  per  la  disciplina  delle
modalita' di  accesso  delle  amministrazioni  pubbliche  al  sistema
informativo  dell'anagrafe  tributaria,  sulla  base   dei   seguenti
principi: 
  a)  l'accesso  alle  banche   dati   deve   essere   richiesto   ed
espressamente   motivato    dall'amministrazione    interessata    ed
autorizzato dal dirigente  responsabile  dei  servizi  informatizzati
dell'anagrafe tributaria; 
  b) le amministrazioni  richiedenti  sono  tenute  al  rispetto  del
segreto d'ufficio di cui all'articolo 15 del decreto  del  Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, ove cio' non  costituisca
impedimento per il raggiungimento delle finalita'  per  le  quali  e'
stato   richiesto   l'accesso   alla   documentazione   dell'anagrafe
tributaria; 
  c) deve essere garantito il rispetto delle disposizioni di cui agli
articoli 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241. 
                               Art. 5 
                 Norme relative al settore sanitario 
 
  1. Dal  1  febbraio  1991  decadono  i  provvedimenti  disposti  in
applicazione degli  istituti  normativi  ed  economici  di  cui  agli
articoli 15, 17, 18, da 66 a 73, 80, 81,  82  e  da  101  a  108  del
decreto del Presidente della Repubblica 20 maggio 1987, n. 270; dalla
stessa data si applicano, anche nelle more  della  pubblicazione  del
decreto  del  Presidente   della   Repubblica   di   recepimento,   i
corrispondenti istituti previsti dal  nuovo  accordo  di  lavoro.  Le
regioni e le province autonome provvedono ad applicare  gli  istituti
stessi limitatamente a situazioni di inderogabili esigenze operative. 
Il Ministero della sanita', sentita la Conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano,  al  cui  parere  puo'  non  conformarsi  solo  con  atto
motivato,  ridetermina  gli  standard  di  personale   del   Servizio
sanitario nazionale, avuto riguardo alle previsioni del nuovo accordo
di lavoro in ordine agli incrementi del  debito  orario  individuale,
all'impiego di  nuove  figure  professionali  e  alla  necessita'  di
graduare l'attuazione del decreto  in  rapporto  alle  disponibilita'
finanziarie. 
  2. La spesa per acquisti di beni e servizi nell'anno 1991 non  puo'
superare dell'11 per cento la spesa effettiva di competenza dell'anno
1989. A decorrere dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
legge, le banche tesoriere delle unita' sanitarie  locali,  trascorso
il tempo di latenza previsto  dai  contratti  di  fornitura  o  dalle
convenzioni, sono autorizzate a pagare i  debiti  certi,  liquidi  ed
esigibili derivanti  da  formale  impegno  assunto  sui  capitoli  di
bilancio di previsione ed entro la concorrenza dello stanziamento dei
capitoli stessi. Con decreto del Ministro della sanita', di  concerto
con il Ministro del tesoro, sono definite le procedure amministrative
conseguenti. 
  3. A decorrere dal 1 gennaio 1991 e' abrogata  la  lettera  a)  del
comma 1 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 novembre 1989,  n.  382,
convertito, con modificazioni, dalla legge 25  gennaio  1990,  n.  8.
Dalla medesima data perdono di efficacia le relative attestazioni  di
esenzione rilasciate dai comuni. Il Ministro della sanita', anche  in
deroga a precedenti disposizioni legislative, sentite le  Commissioni
parlamentari competenti per materia,  ridetermina,  trascorsi  trenta
giorni dalla richiesta di parere, le  forme  morbose  in  riferimento
alle  patologie  croniche   ed   acute,   che   incidono   gravemente
sull'autosufficienza e la qualita' della vita, e le modalita' per  il
riconoscimento, che danno diritto alla esenzione dal pagamento  delle
quote  di  partecipazione  alla   spesa   sanitaria.   Le   esenzioni
riconosciute ai sensi del presente comma operano  limitatamente  alle
prestazioni correlate alle specifiche patologie. (( Sono esenti da ticket tutte le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e le prestazioni specialistiche in corso di gravidanza fruite presso le strutture sanitarie pubbliche, convenzionate o accreditate dal Servizio sanitario nazionale, secondo il protocollo diagnostico predisposto nel decreto del Ministro della sanita' 14 aprile 1984, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 30 aprile 1984. )) (9) ((12)) 
  4.  Il  limite  massimo  di   partecipazione   per   ogni   ricetta
farmaceutica e' elevato a lire 40.000. La quota fissa per ricetta  e'
determinata in lire 1.500 per ogni singolo prezzo  ad  eccezione  dei
farmaci di  cui  all'articolo  10,  comma  2,  del  decreto-legge  12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
novembre 1983, n. 638. Per  i  prodotti  a  base  di  antibiotici  in
confezione monodose e per i  prodotti  in  fleboclisi  in  confezione
monodose, la quota fissa per ricetta e' determinata in lire 1.000 per
ogni pezzo. Tale quota e' dovuta da  tutti  i  cittadini,  esclusi  i
pensionati esenti  dalla  partecipazione  alla  spesa  sanitaria  per
motivi di reddito. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 30  DICEMBRE  1991,  N.
412. (4) 
  5. Il Comitato interministeriale prezzi e' autorizzato a provvedere
alla revisione generale dei prezzi dei farmaci a basso costo  fino  a
lire 15.000, di comprovata efficacia terapeutica. 
  6. La accertata prescrizione a carico di un soggetto esente di  una
prestazione destinata ad un assistito non esente  comporta  l'obbligo
di segnalazione all'autorita' giudiziaria.  Fatti  comunque  salvi  i
provvedimenti di natura penale in applicazione dell'articolo 640  del
codice penale, tale circostanza comporta per l'assistito la decadenza
dall'esenzione  e  per  il  medico  la   sospensione   del   rapporto
convenzionale per un periodo non inferiore a sei mesi. La sanzione e'
comminata a norma dell'articolo 38 dell'accordo  reso  esecutivo  con
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1987, n. 289, previa
contestazione degli addebiti e audizione  del  medico  interessato  e
comunque entro trenta giorni dalla notifica della contestazione. 
  7. Il Ministro della sanita' procede,  con  proprio  decreto,  alla
revisione del decreto 30  aprile  1990,  pubblicato  nel  supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.  125  del  31  maggio  1990,  di
approvazione   del    nomenclatore    tariffario    delle    protesi,
rideterminando la tipologia di quelle concedibili, le condizioni e il
tempo minimo di  rinnovo.  Dalla  data  di  emanazione  del  predetto
decreto, e' vietata l'erogazione di prestazioni protesiche diverse da
quelle contemplate nel nomenclatore tariffario con oneri a carico del
fondo sanitario nazionale. Dalla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge e' soppressa a carico del  fondo  sanitario  nazionale
ogni forma di assistenza economica che non sia espressamente prevista
da leggi dello Stato. 
  8. Con proprio  decreto  il  Ministro  della  sanita',  sentito  il
Consiglio  superiore  di  sanita',   procede   alla   revisione   del
nomenclatore tariffario delle prestazioni specialistiche erogabili  a
carico  del  Servizio  sanitario  nazionale,  avuto   riguardo   alla
necessita' di individuare le  prestazioni  tecnologicamente  superate
nonche' quelle il cui  costo  tariffario  risulta  eccedente  l'onere
economico della prestazione stessa e  determinando,  in  luogo  delle
prestazioni   genericamente   formulate,   le   singole   prestazioni
erogabili.  Il  mancato  ritiro  del  referto  entro  trenta   giorni
dall'effettuazione   della   prestazione    specialistica    comporta
l'addebito all'assistito dell'intero costo della prestazione fruita. 
  9. Il Ministro della sanita', sentita la Conferenza permanente  per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di  Trento
e di  Bolzano,  determina  lo  schema  tipo  di  convenzione  per  le
istituzioni sanitarie di cui all'articolo 44 della legge 23  dicembre
1978, n. 833, che  deve  ispirarsi  al  principio  del  rapporto  tra
entita' variabile delle tariffe e quantita' annuale delle prestazioni
effettuate. Per quanto  concerne  tutte  le  convenzioni,  il  numero
massimo  di  prestazioni  riconoscibili  ai  fini  del  pagamento  va
predeterminato con riferimento  alle  dotazioni  di  personale  e  di
attrezzature possedute e documentate. Dal 1991, nei rapporti  con  le
case di cura, viene introdotto, a partire dalle patologie acute  piu'
ricorrenti, il criterio di  pagamento  dei  ricoveri  a  giornate  di
degenza predeterminate. 
  10.  All'interno  di  tutti  gli   ospedali   e   delle   strutture
ambulatoriali a gestione diretta  e  convenzionata  obbligatoriamente
sono  riservati  spazi  adeguati   per   l'esercizio   della   libera
professione intramuraria e posti letto per la istituzione di camere a
pagamento. 
  11. Limitatamente all'esercizio finanziario 1991 le  somme  di  cui
alle lettere b), c) ed e) del  primo  comma  dell'articolo  69  della
legge  23  dicembre  1978,  n.  833,  sono  trattenute  dalle  unita'
sanitarie locali, dalle regioni e dalle province autonome per  essere
totalmente utilizzate ad  integrazione  del  finanziamento  di  parte
corrente. 
  12. Con decreto del  Ministro  della  sanita',  da  emanarsi  entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,
sono fissati le tariffe e i  diritti  spettanti  al  Ministero  della
sanita', all'Istituto superiore di sanita' e  all'Istituto  superiore
per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, per prestazioni rese  a
richiesta e ad utilita' di soggetti interessati,  tenendo  conto  del
costo reale dei servizi resi e del valore economico delle  operazioni
di riferimento; le relative entrate sono utilizzate per le  attivita'
di controllo, di programmazione,  di  informazione  e  di  educazione
sanitaria del Ministero della  sanita'  e  degli  Istituti  superiori
predetti. 
  13. A decorrere  dal  1  gennaio  1991  la  misura  del  contributo
previsto dall'articolo 31, comma 14, della legge 28 febbraio 1986, n. 
41, e' elevata al 4,20 per cento. Dal periodo di paga in corso  al  1
gennaio  1991,  l'aliquota  dello  0,20  per  cento  a   carico   del
lavoratore, prevista dall'articolo  31,  comma  15,  della  legge  28
febbraio 1986, n. 41, e' elevata allo 0,40 per  cento.  Dalla  stessa
data sui trattamenti pensionistici di importo annuo lordo superiore a
18 milioni di lire si applica a carico  del  pensionati,  sull'intero
trattamento percepito, il contributo per le prestazioni del  Servizio
sanitario  nazionale  nelle  stesse  misure  previste  a  carico  dei
lavoratori dipendenti. 
  14. A decorrere dal 1 gennaio 1991, nei confronti degli  artigiani,
degli esercenti attivita' commerciali  e  loro  rispettivi  familiari
coadiutori, e dei liberi professionisti, si intende  applicabile,  ai
fini della determinazione del contributo dovuto  per  le  prestazioni
del Servizio sanitario nazionale, il medesimo limite  di  reddito  di
cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233. Per i
coltivatori diretti, mezzadri e coloni e rispettivi concedenti e  per
ciascun componente attivo dei rispettivi nuclei familiari si  applica
quello determinato ai sensi dell'articolo 7 della medesima  legge  n.
233 del 1990. (5) 
    
----------------
    
AGGIORNAMENTO (4) 
  La L. 30 dicembre 1991, n. 412 ha disposto (con l'art. 4, comma  4)
che "il limite massimo di partecipazione alla spesa  per  prestazioni
specialistiche e di diagnostica strumentale e di  laboratorio  e  per
prestazioni di medicina fisica e di riabilitazione e' fissato in lire
70.000   per   prescrizioni   contemporanee   di   ciascuna    branca
specialistica oltre  al  pagamento  della  quota  fissa  per  singola
ricetta". 
    
---------------
    
AGGIORNAMENTO (5) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 1-8 giugno 1992, n.  256  (in
G.U.  1a  s.s.  17/6/1992,  n.  26)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del comma 14 del presente  articolo  "nella  parte  in
cui, nella determinazione del  contributo  dovuto  dai  soggetti  ivi
contemplati al primo alinea, non e' consentita prova contraria di  un
minore effettivo imponibile" e per  effetto  dell'art.  27  legge  11
marzo 1953, n. 87, "nella parte in cui, per gli  altri  soggetti  ivi
contemplati (coltivatori diretti,  mezzadri  e  coloni  e  rispettivi
concedenti, nonche' per  ciascun  componente  attivo  dei  rispettivi
nuclei  familiari)  non  e'  consentita,  nella  determinazione   del
contributo  dovuto,  prova   contraria   di   un   effettivo   minore
imponibile". 
    
  ---------------
    
AGGIORNAMENTO (9) La L. 24 dicembre 1993, n.  537  ha  disposto  (con
l'art. 8, comma 16) che sono esenti  le  prestazioni  diagnostiche  e
terapeutiche di cui all'ultimo  periodo  del  comma  3  del  presente
articolo. 
    
---------------

    
AGGIORNAMENTO (12) 
  La L. 23 dicembre 1994, n. 724 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
16-bis) che sono esenti le prestazioni diagnostiche e terapeutiche di
cui all'ultimo periodo del comma 3 del presente articolo. 
                    Art. 5 (3) (4a) (8) (11) (14)
                 Norme relative al settore sanitario

  1.  Dal  1  febbraio  1991  decadono  i  provvedimenti  disposti in
applicazione  degli  istituti  normativi  ed  economici  di  cui agli
articoli  15,  17,  18,  da  66  a  73, 80, 81, 82 e da 101 a 108 del
decreto del Presidente della Repubblica 20 maggio 1987, n. 270; dalla
stessa  data  si  applicano, anche nelle more della pubblicazione del
decreto   del   Presidente   della   Repubblica   di  recepimento,  i
corrispondenti  istituti  previsti  dal  nuovo  accordo di lavoro. Le
regioni  e  le province autonome provvedono ad applicare gli istituti
stessi limitatamente a situazioni di inderogabili esigenze operative.
Il  Ministero  della  sanita', sentita la Conferenza permanente per i
rapporti  tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di  Bolzano,  al  cui  parere  puo'  non  conformarsi  solo  con atto
motivato,   ridetermina   gli  standard  di  personale  del  Servizio
sanitario nazionale, avuto riguardo alle previsioni del nuovo accordo
di  lavoro  in  ordine agli incrementi del debito orario individuale,
all'impiego  di  nuove  figure  professionali  e  alla  necessita' di
graduare  l'attuazione  del  decreto  in rapporto alle disponibilita'
finanziarie.
  2.  La spesa per acquisti di beni e servizi nell'anno 1991 non puo'
superare dell'11 per cento la spesa effettiva di competenza dell'anno
1989.  A  decorrere  dalla  data  di entrata in vigore della presente
legge,  le  banche tesoriere delle unita' sanitarie locali, trascorso
il  tempo  di  latenza  previsto  dai  contratti di fornitura o dalle
convenzioni,  sono  autorizzate  a  pagare i debiti certi, liquidi ed
esigibili  derivanti  da  formale  impegno  assunto  sui  capitoli di
bilancio di previsione ed entro la concorrenza dello stanziamento dei
capitoli  stessi. Con decreto del Ministro della sanita', di concerto
con il Ministro del tesoro, sono definite le procedure amministrative
conseguenti.
  3.  A  decorrere  dal  1 gennaio 1991 e' abrogata la lettera a) del
comma  1  dell'articolo 3 del decreto-legge 25 novembre 1989, n. 382,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 25 gennaio 1990, n. 8.
Dalla  medesima data perdono di efficacia le relative attestazioni di
esenzione  rilasciate dai comuni. Il Ministro della sanita', anche in
deroga  a precedenti disposizioni legislative, sentite le Commissioni
parlamentari  competenti  per  materia, ridetermina, trascorsi trenta
giorni  dalla  richiesta  di  parere, le forme morbose in riferimento
alle   patologie   croniche   ed   acute,   che  incidono  gravemente
sull'autosufficienza  e la qualita' della vita, e le modalita' per il
riconoscimento,  che danno diritto alla esenzione dal pagamento delle
quote   di   partecipazione   alla   spesa  sanitaria.  Le  esenzioni
riconosciute  ai  sensi del presente comma operano limitatamente alle
prestazioni  correlate  alle  specifiche  patologie.  Sono  esenti da
ticket   tutte   le  prestazioni  di  diagnostica  strumentale  e  di
laboratorio  e  le  prestazioni specialistiche in corso di gravidanza
fruite  presso  le  strutture  sanitarie  pubbliche,  convenzionate o
accreditate  dal  Servizio sanitario nazionale, secondo il protocollo
diagnostico  predisposto  nel  decreto  del Ministro della sanita' 14
aprile 1984, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 30 aprile
1984. (8) (11)
  4.   Il   limite   massimo   di  partecipazione  per  ogni  ricetta
farmaceutica  e' elevato a lire 40.000. La quota fissa per ricetta e'
determinata  in  lire  1.500 per ogni singolo prezzo ad eccezione dei
farmaci  di  cui  all'articolo  10,  comma  2,  del  decreto-legge 12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
novembre  1983,  n.  638.  Per  i  prodotti  a base di antibiotici in
confezione  monodose  e  per  i  prodotti in fleboclisi in confezione
monodose, la quota fissa per ricetta e' determinata in lire 1.000 per
ogni  pezzo.  Tale  quota  e'  dovuta da tutti i cittadini, esclusi i
pensionati  esenti  dalla  partecipazione  alla  spesa  sanitaria per
motivi di reddito. . . . .
  5. Il Comitato interministeriale prezzi e' autorizzato a provvedere
alla  revisione  generale dei prezzi dei farmaci a basso costo fino a
lire 15.000, di comprovata efficacia terapeutica.
  6.  La accertata prescrizione a carico di un soggetto esente di una
prestazione  destinata  ad un assistito non esente comporta l'obbligo
di  segnalazione  all'autorita'  giudiziaria.  Fatti comunque salvi i
provvedimenti  di natura penale in applicazione dell'articolo 640 del
codice penale, tale circostanza comporta per l'assistito la decadenza
dall'esenzione   e   per   il  medico  la  sospensione  del  rapporto
convenzionale per un periodo non inferiore a sei mesi. La sanzione e'
comminata  a  norma  dell'articolo 38 dell'accordo reso esecutivo con
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1987, n. 289, previa
contestazione  degli  addebiti  e  audizione del medico interessato e
comunque entro trenta giorni dalla notifica della contestazione.
  7.  Il  Ministro  della  sanita' procede, con proprio decreto, alla
revisione  del  decreto  30  aprile  1990, pubblicato nel supplemento
ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  n.  125  del 31 maggio 1990, di
approvazione    del    nomenclatore    tariffario    delle   protesi,
rideterminando la tipologia di quelle concedibili, le condizioni e il
tempo  minimo  di  rinnovo.  Dalla  data  di  emanazione del predetto
decreto, e' vietata l'erogazione di prestazioni protesiche diverse da
quelle contemplate nel nomenclatore tariffario con oneri a carico del
fondo  sanitario  nazionale.  Dalla  data  di entrata in vigore della
presente  legge  e'  soppressa a carico del fondo sanitario nazionale
ogni forma di assistenza economica che non sia espressamente prevista
da leggi dello Stato.
  8.  Con  proprio  decreto  il  Ministro  della  sanita', sentito il
Consiglio   superiore   di   sanita',   procede  alla  revisione  del
nomenclatore  tariffario delle prestazioni specialistiche erogabili a
carico   del   Servizio  sanitario  nazionale,  avuto  riguardo  alla
necessita'  di  individuare  le prestazioni tecnologicamente superate
nonche'  quelle  il  cui  costo  tariffario risulta eccedente l'onere
economico  della  prestazione  stessa  e determinando, in luogo delle
prestazioni   genericamente   formulate,   le   singole   prestazioni
erogabili.   Il  mancato  ritiro  del  referto  entro  trenta  giorni
dall'effettuazione    della    prestazione   specialistica   comporta
l'addebito all'assistito dell'intero costo della prestazione fruita.
  9.  Il Ministro della sanita', sentita la Conferenza permanente per
i  rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e  di  Bolzano,  determina  lo  schema  tipo  di  convenzione  per le
istituzioni  sanitarie di cui all'articolo 44 della legge 23 dicembre
1978,  n.  833,  che  deve  ispirarsi  al  principio del rapporto tra
entita' variabile delle tariffe e quantita' annuale delle prestazioni
effettuate.  Per  quanto  concerne  tutte  le  convenzioni, il numero
massimo  di  prestazioni  riconoscibili  ai  fini  del  pagamento  va
predeterminato  con  riferimento  alle  dotazioni  di  personale e di
attrezzature  possedute  e documentate. Dal 1991, nei rapporti con le
case  di cura, viene introdotto, a partire dalle patologie acute piu'
ricorrenti,  il  criterio  di  pagamento  dei  ricoveri a giornate di
degenza predeterminate.
  10.   All'interno   di   tutti   gli  ospedali  e  delle  strutture
ambulatoriali  a  gestione  diretta e convenzionata obbligatoriamente
sono   riservati   spazi   adeguati   per  l'esercizio  della  libera
professione intramuraria e posti letto per la istituzione di camere a
pagamento.
  11.  Limitatamente  all'esercizio  finanziario 1991 le somme di cui
alle  lettere  b),  c)  ed  e) del primo comma dell'articolo 69 della
legge  23  dicembre  1978,  n.  833,  sono  trattenute  dalle  unita'
sanitarie  locali, dalle regioni e dalle province autonome per essere
totalmente  utilizzate  ad  integrazione  del  finanziamento di parte
corrente.
  12.  Con  decreto  del  Ministro  della  sanita', da emanarsi entro
trenta  giorni  dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono  fissati  le  tariffe  e  i diritti spettanti al Ministero della
sanita',  all'Istituto  superiore di sanita' e all'Istituto superiore
per  la prevenzione e la sicurezza del lavoro, per prestazioni rese a
richiesta  e  ad  utilita' di soggetti interessati, tenendo conto del
costo  reale dei servizi resi e del valore economico delle operazioni
di  riferimento; le relative entrate sono utilizzate per le attivita'
di  controllo,  di  programmazione,  di  informazione e di educazione
sanitaria  del  Ministero  della  sanita'  e degli Istituti superiori
predetti. ((14))
  13.  A  decorrere  dal  1  gennaio  1991  la  misura del contributo
previsto dall'articolo 31, comma 14, della legge 28 febbraio 1986, n.
41,  e'  elevata al 4,20 per cento. Dal periodo di paga in corso al 1
gennaio   1991,   l'aliquota  dello  0,20  per  cento  a  carico  del
lavoratore,  prevista  dall'articolo  31,  comma  15,  della legge 28
febbraio  1986,  n.  41, e' elevata allo 0,40 per cento. Dalla stessa
data sui trattamenti pensionistici di importo annuo lordo superiore a
18  milioni  di  lire si applica a carico del pensionati, sull'intero
trattamento  percepito, il contributo per le prestazioni del Servizio
sanitario  nazionale  nelle  stesse  misure  previste  a  carico  dei
lavoratori dipendenti.
  14.  A decorrere dal 1 gennaio 1991, nei confronti degli artigiani,
degli  esercenti  attivita'  commerciali  e loro rispettivi familiari
coadiutori,  e  dei liberi professionisti, si intende applicabile, ai
fini  della  determinazione  del contributo dovuto per le prestazioni
del  Servizio  sanitario  nazionale, il medesimo limite di reddito di
cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233. Per i
coltivatori  diretti, mezzadri e coloni e rispettivi concedenti e per
ciascun  componente attivo dei rispettivi nuclei familiari si applica
quello  determinato  ai sensi dell'articolo 7 della medesima legge n.
233 del 1990. (4a)
---------------
AGGIORNAMENTO (4a)
  La  Corte  Costituzionale, con sentenza 1-8 giugno 1992, n. 256 (in
G.U.  1a  s.s.  17/6/1992,  n.  26)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  del  comma  14  del presente articolo "nella parte in
cui,  nella  determinazione  del  contributo  dovuto dai soggetti ivi
contemplati  al primo alinea, non e' consentita prova contraria di un
minore  effettivo  imponibile"  e  "nella parte in cui, per gli altri
soggetti  ivi  contemplati  (coltivatori diretti, mezzadri e coloni e
rispettivi  concedenti,  nonche'  per  ciascun  componente attivo dei
rispettivi  nuclei familiari) non e' consentita, nella determinazione
del  contributo  dovuto,  prova  contraria  di  un  effettivo  minore
imponibile".
---------------
AGGIORNAMENTO (8)
  La   L.  n.  537/93  ha  disposto  che  "sono  altresi'  esenti  le
prestazioni diagnostiche e terapeutiche di cui all'ultimo periodo del
comma 3 del presente articolo".
---------------
AGGIORNAMENTO (11)
  La   L.  n.  725/94  ha  disposto  che  "sono  altresi'  esenti  le
prestazioni diagnostiche e terapeutiche di cui all'ultimo periodo del
comma 3 del presente articolo".
---------------
AGGIORNAMENTO (14)
  Il  D.L.  30  settembre 2003, n. 269, convertito con L. 24 novembre
2003, n. 326, ha disposto che "agli oneri relativi al personale, alle
spese di funzionamento dell'Agenzia e dell' Osservatorio sull'impiego
dei  medicinali  (OSMED)  di  cui  al  comma  5, lettera b), punto 2,
nonche'  per l'attuazione del programma di farmacovigilanza attiva di
cui  al  comma  19,  lettera  b), del suddetto D.L. n. 269/2003 si fa
fronte  mediante  le entrate derivanti dalla maggiorazione del 20 per
cento delle tariffe di cui al comma 12 del presente articolo".
                               Art. 6. 
       Eta' pensionabile e prosecuzione del rapporto di lavoro 
 
  1.  Gli  iscritti  all'assicurazione  generale   obbligatoria   per
l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori  dipedenti
ed alle gestioni sostitutive, esonerative o esclusive della  medesima
possono continuare a prestare la loro opera fino  al  compimento  del
sessantaduesimo anno di eta', anche nel caso in cui abbiano raggiunto
l'anzianita'  contributiva  massima  utile   prevista   dai   singoli
ordinamenti, sempreche' non abbiano  ottenuto  o  non  richiedano  la
liquidazione di una pensione a carico dell'istituto  nazionale  della
previdenza sociale  o  dei  trattamenti  sostitutivi,  esonerativi  o
esclusivi  dell'assicurazione  generale  obbligatoria,   purche'   di
vecchiaia. 
  2. A partire dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
l'esercizio della facolta' di cui al comma 1 deve  essere  comunicato
al datore di lavoro ed all'ente previdenziale competente  almeno  sei
mesi prima della data di conseguimento del diritto alla  pensione  di
vecchiaia. 
  3. Per gli assicurati che alla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge  prestano  ancora  attivita'  lavorativa,  pur  avendo
maturato i requisiti per avere diritto alla pensione di vecchiaia, si
prescinde dalla comunicazione di cui al comma 2. Tale disposizione di
applica anche agli assicurati che maturino i requisiti previsti entro
i tre mesi successivi alla data di entrata in vigore  della  presente
legge. In tal caso la comunicazione di cui al  comma  2  deve  essere
effettuata non oltre la data in  cui  i  predetti  requisiti  vengono
maturati.(1) 
  4. Nei confronti dei lavoratori che esercitano la facolta'  di  cui
ai commi 1 e 3 e con  i  limiti  in  essi  fissati  si  applicano  le
disposizioni della legge 11 maggio 1990, n. 108. 
  5. Qualora il lavoratore abbia esercitato la  facolta'  di  cui  al
comma 1, la pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno  del  mese
successivo a quello nel quale  e'  stata  presentata  la  domanda  di
trattamento pensionistico. 
  6. Gli iscritti che abbiano esercitato la facolta' di cui al  comma
1 hanno diritto, a domanda,  ad  una  maggiorazione  del  trattamento
pensionistico di importo pari alla misura del supplemento di pensione
di cui all'articolo  7  della  legge  23  aprile  1981,  n.  155,  in
relazione al periodo di continuazione della  prestazione  della  loro
opera; la maggiorazione  si  somma  alla  pensione  e  diviene  parte
integrante di essa a tutti gli effetti dalla data di decorrenza della
maggiorazione stessa. Per i trattamenti  sostitutivi,  esonerativi  o
esclusivi di cui al comma 1, si applicano  le  norme  in  materia  di
determinazione della  misura  della  pensione  previste  dai  singoli
ordinamenti. 
  7. Nel caso che venga esercitata l'opzione di cui al  comma  1,  la
cessazione  del  rapporto  di  lavoro  per  avvenuto  compimento  del
sessantaduesimo anno di eta' avviene, in ogni caso, senza obblighi di
preavviso per alcuna delle parti. ((6)) 
 
    
----------------
    
AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.L. 29 marzo 1991, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla
L. 1 giugno 1991, n. 169 ha disposto (con l'art. 6, comma 2)  che  la
deroga ai termini di comunicazione di cui al  comma  3  del  presente
articolo, va riferita agli assicurati  che  abbiano  maturato  ovvero
maturino i requisiti previsti dal medesimo articolo  6  entro  i  sei
mesi successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto. 
    
------------------


    
AGGIORNAMENTO (6) 
  Il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 ha disposto (con l'art. 1, comma
2)  che  il  limite  di  eta'  previsto  per   l'applicazione   delle
disposizioni contenute nel presente  articolo,  e'  elevato  fino  al
compimento del 65 anno. 
                               Art. 7. 
(Trattamenti pensionistici per le attivita' svolte all'estero e per i
                        residenti all'estero) 
  1. Il secondo comma dell'articolo 8 della legge 30 aprile 1969,  n.
153, e' sostituito dal seguente: 
  "I trattamenti minimi di cui al precedente comma sono dovuti  anche
ai titolari di pensione il cui diritto sia acquisito  in  virtu'  del
cumulo dei periodi assicurativi e contributivi previsto da accordi  o
convenzioni internazionali in materia  di  assicurazione  sociale,  a
condizione  che  l'assicurato  possa  far  valere  nella   competente
gestione pensionistica  un'anzianita'  contributiva  in  costanza  di
rapporto di lavoro svolto in Italia non inferiore a un anno". 
  2. Al sesto comma dell'articolo 20 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, come sostituito  dall'articolo  20
della legge 30 aprile 1969, n. 153, sono  abrogate  le  parole:  "ne'
alle pensioni corrisposte a coloro che svolgono attivita'  lavorativa
alle dipendenze  di  terzi  fuori  del  territorio  nazionale".  Sono
altresi' abrogati all'ottavo comma dell'articolo 22  della  legge  30
aprile 1969, n. 153, inserito dall'articolo 23-quinquies del  decreto
legge 30 giugno 1972, n. 267, convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge  11  agosto  1972,  n.  485,  le  parole:  "nonche'  fuori  del
territorio  nazionale"  e  l'articolo  9-bis  del  decreto-legge   12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, della legge 11
novembre 1983, n. 638. 
  3. A decorrere dal 1 gennaio 1991, le  pensioni  dell'assicurazione
generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti
dei lavoratori dipendenti, della gestione speciale minatori  e  delle
gestioni  previdenziali  dei   lavoratori   autonomi   integrate   al
trattamento minimo erogate a pensioni residenti all'estero, liquidate
con il regime della totalizzazione dei periodi assicurativi  italiani
relativi ad anzianita' contributive in costanza di rapporto di lavoro
inferiori a un anno, restano confermate nell'importo in pagamento  al
1  gennaio  1991  fino  a  quando  l'importo   dell'integrazione   al
trattamento minimo  non  venga  assorbito  dalla  perequazione  della
pensione base. 
  4. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza  sociale,
di concerto con i Ministri degli affari esteri  e  del  tesoro,  sono
emanate le  norme  regolamentari  di  attuazione  del  secondo  comma
dell'articolo 8 della legge 30 aprile 1969, n. 153,  come  sostituito
dal comma 1 del presente articolo. 
                               Art. 7.   (7)
             (Trattamenti pensionistici per le attivita'
           svolte all'estero e per i residenti all'estero)
  1.  Il secondo comma dell'articolo 8 della legge 30 aprile 1969, n.
153, e' sostituito dal seguente:
  "I  trattamenti minimi di cui al precedente comma sono dovuti anche
ai titolari di pensione il cui diritto sia acquisito  in  virtu'  del
cumulo  dei periodi assicurativi e contributivi previsto da accordi o
convenzioni internazionali in materia  di  assicurazione  sociale,  a
condizione   che  l'assicurato  possa  far  valere  nella  competente
gestione pensionistica  un'anzianita'  contributiva  in  costanza  di
rapporto di lavoro svolto in Italia non inferiore a un anno".
  2. Al sesto comma dell'articolo 20 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, come sostituito  dall'articolo  20
della  legge  30  aprile  1969, n. 153, sono abrogate le parole: "ne'
alle pensioni corrisposte a coloro che svolgono attivita'  lavorativa
alle  dipendenze  di  terzi  fuori  del  territorio  nazionale". Sono
altresi' abrogati all'ottavo comma dell'articolo 22  della  legge  30
aprile  1969, n. 153, inserito dall'articolo 23-quinquies del decreto
legge 30 giugno 1972, n. 267, convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge  11  agosto  1972,  n.  485,  le  parole:  "nonche'  fuori  del
territorio  nazionale"  e  l'articolo  9-bis  del  decreto-legge   12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, della legge 11
novembre 1983, n. 638.  ((7))
  3.  A decorrere dal 1 gennaio 1991, le pensioni dell'assicurazione
generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti
dei  lavoratori  dipendenti, della gestione speciale minatori e delle
gestioni  previdenziali  dei   lavoratori   autonomi   integrate   al
trattamento minimo erogate a pensioni residenti all'estero, liquidate
con il regime della totalizzazione dei periodi assicurativi  italiani
relativi ad anzianita' contributive in costanza di rapporto di lavoro
inferiori a un anno, restano confermate nell'importo in pagamento  al
1   gennaio  1991  fino  a  quando  l'importo  dell'integrazione  al
trattamento minimo  non  venga  assorbito  dalla  perequazione  della
pensione base.
  4.  Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di concerto con i Ministri degli affari esteri  e  del  tesoro,  sono
emanate  le  norme  regolamentari  di  attuazione  del  secondo comma
dell'articolo 8 della legge 30 aprile 1969, n. 153,  come  sostituito
dal comma 1 del presente articolo.
------------
AGGIORNAMENTO (7)
 Il d.l. 20/5/1993, n. 148 convertito con l. 19/7/1993, n. 236  ha
disposto che " a decorrere dal 1 febbraio 1991,  l'articolo  suddetto
non  trova  applicazione  nei  confronti  dei  dipendenti che, a tale
data, prestavano servizio alle dipendenze delle  Comunita' europee, a
norma  del  Regolamento  n. 31  (CEE),  n. 11  (CECA)  dei  Consigli,
del 18 dicembre 1961,  come modificato dal regolamento (CEE, EURATOM,
CECA)  n.  259  del  Consiglio  del  20  febbraio 1968,  e successive
modificazioni ".
                               Art. 8. 
                    (Norme in materia di contratti 
                       di formazione e lavoro) 
1. Fino alla data di entrata in vigore della  legge  di  riforma  dei
contratti di formazione e lavoro,  a  favore  dei  datori  di  lavoro
operanti nelle aree non ricomprese nei territori del  Mezzogiorno  di
cui al  testo  unico  approvato  con  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, per i lavoratori  assunti  con  tali
contratti a decorrere dal 1 gennaio 1991, si applica, sulle correnti 
aliquote dei contributi previdenziali ed  assistenziali  dovuti,  una
riduzione del 25 per cento. 
  2. Per le imprese  artigiane  nonche'  per  quelle  operanti  nelle
circoscrizioni che presentano un rapporto  tra  iscritti  alla  prima
classe delle liste di collocamento e popolazione residente in eta' da
lavoro superiore  alla  media  nazionale,  la  quota  dei  contributi
previdenziali  ed   assistenziali   e'   dovuta   in   misura   fissa
corrispondente a quella prevista per gli apprendisti dalla  legge  19
gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni. Le circoscrizioni di
cui al presente comma sono individuate per ciascun  anno  solare  con
decreto del Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  su
proposta delle commissioni regionali per l'impiego. 
  3. Per le imprese del settore commerciale e turistico con  meno  di
quindici dipendenti operanti nelle aree non ricomprese nei  territori
del Mezzogiorno di cui al  testo  unico  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, si  applica,  sulle
correnti  aliquote  dei  contributi  previdenziali  ed  assistenziali
dovuti, una riduzione del 40 per cento. 
  4. Resta ferma la  contribuzione  a  carico  del  lavoratore  nelle
misure previste per la generalita' dei lavoratori. 
  5. Il contratto di formazione e lavoro non  puo'  essere  stipulato
per  l'acquisizione  di  professionalita'  elementari,  connotate  da
compiti  generici   o   ripetitivi,   individuate,   anche   mediante
riferimento ai livelli di  inquadramento,  dai  contratti  collettivi
nazionali di categoria o da accordi interconfederali. 
  6. La facolta' di assunzione mediante i contratti di  formazione  e
lavoro non e' esercitabile dai datori di lavoro che, al momento della
richiesta di avviamento, risultino non avere  mantenuto  in  servizio
almeno il 50 per cento dei lavoratori il cui contratto di  formazione
e lavoro sia gia' venuto a scadere nei ventiquattro mesi  precedenti.
A tale fine non si computano  i  lavoratori  che  si  siano  dimessi,
quelli licenziati per giusta causa  e  quelli  che,  al  termine  del
rapporto di lavoro, abbiano rifiutato  la  proposta  di  rimanere  in
servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La limitazione
di cui al presente comma non si applica quando nel bienno  precedente
sia venuto a scadere un solo contratto di formazione e lavoro. ((10)) 
  7. Il contratto di  formazione  e  lavoro  e'  stipulato  in  forma
scritta. In mancanza il lavoratore si intende assunto  con  contratto
di lavoro a tempo indeterminato. Copia del contratto di formazione  e
lavoro e del  relativo  progetto  vengono  consegnate  al  lavoratore
dell'assunzione. 
  8. In caso di inadempimento da parte  del  datore  di  lavoro  agli
obblighi inerenti alla formazione del lavoratore,  l'Ispettorato  del
lavoro, previa diffida, dispone la revoca, fin dalla costituzione del
rapporto di formazione e lavoro, del beneficio di cui al comma 1  per
il lavoratore interessato. 
  9. A decorrere dal 1 gennaio 1991 nei confronti dei datori di 
lavoro di cui ai commi 1, 2 e 3 in caso di assunzioni con contratto a
tempo indeterminato di lavoratori disoccupati da almeno  ventiquattro
mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento  straordinario
di integrazione salariale da un periodo  uguale  a  quello  suddetto,
quando esse  non  siano  effettuate  in  sostituzione  di  lavoratori
dipendenti dalle stesse imprese  per  qualsiasi  causa  licenziati  o
sospesi, i contributi previdenziali ed assistenziali  sono  applicati
nella misura del 50 per cento per un periodo di trentasi mesi. A  tal
fine sara' costituita in ogni regione apposita lista dalla  quale  le
assuzioni possono essere effettuate con richiesta nominativa, secondo
le modalita' indicate entro trenta giorni dalla data  di  entrata  in
vigore della presente legge con decreto del  Ministro  del  lavoro  e
della previdenza sociale. Nelle  ipotesi  di  assunzioni  di  cui  al
presente comma effettuate  da  imprese  operanti  nei  territori  del
Mezzogiorno  di  cui  al  testo  unico  approvato  con  decreto   del
Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, ovvero  da  imprese
artigiane, non sono dovuti i contributi previdenziali e assistenziali
per un periodo di trentasei mesi. 
 10. Nella legge 28 febbraio 1987, n. 56, all'articolo 10,  comma  1,
dopo la lettera a), e' inserita la seguente: 
  "a-bis) liste di mobilita': lavoratori  da  lungo  tempo  in  cassa
integrazione  o  iscritti  nelle  liste  di  collocamento  da   lungo
periodo". 
    
------------------


    
AGGIORNAMENTO (10) 
  Il D.L. 16 maggio 1994, n. 299  ,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 19 luglio 1994, n. 451 ha disposto (con l'art. 16, comma 11)
che la misura di cui al comma 6 del presente articolo, e' elevata  al
sessanta per cento. 
                               Art. 8. 
                    (Norme in materia di contratti 
                       di formazione e lavoro) 
1. Fino alla data di entrata in vigore della  legge  di  riforma  dei
contratti di formazione e lavoro,  a  favore  dei  datori  di  lavoro
operanti nelle aree non ricomprese nei territori del  Mezzogiorno  di
cui al  testo  unico  approvato  con  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, per i lavoratori  assunti  con  tali
contratti a decorrere dal 1 gennaio 1991, si applica, sulle correnti 
aliquote dei contributi previdenziali ed  assistenziali  dovuti,  una
riduzione del 25 per cento. 
  2. Per le imprese  artigiane  nonche'  per  quelle  operanti  nelle
circoscrizioni che presentano un rapporto  tra  iscritti  alla  prima
classe delle liste di collocamento e popolazione residente in eta' da
lavoro superiore  alla  media  nazionale,  la  quota  dei  contributi
previdenziali  ed   assistenziali   e'   dovuta   in   misura   fissa
corrispondente a quella prevista per gli apprendisti dalla  legge  19
gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni. Le circoscrizioni di
cui al presente comma sono individuate per ciascun  anno  solare  con
decreto del Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  su
proposta delle commissioni regionali per l'impiego. 
  3. Per le imprese del settore commerciale e turistico con  meno  di
quindici dipendenti operanti nelle aree non ricomprese nei  territori
del Mezzogiorno di cui al  testo  unico  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, si  applica,  sulle
correnti  aliquote  dei  contributi  previdenziali  ed  assistenziali
dovuti, una riduzione del 40 per cento. 
  4. Resta ferma la  contribuzione  a  carico  del  lavoratore  nelle
misure previste per la generalita' dei lavoratori. 
  5. Il contratto di formazione e lavoro non  puo'  essere  stipulato
per  l'acquisizione  di  professionalita'  elementari,  connotate  da
compiti  generici   o   ripetitivi,   individuate,   anche   mediante
riferimento ai livelli di  inquadramento,  dai  contratti  collettivi
nazionali di categoria o da accordi interconfederali. 
  6. La facolta' di assunzione mediante i contratti di  formazione  e
lavoro non e' esercitabile dai datori di lavoro che, al momento della
richiesta di avviamento, risultino non avere  mantenuto  in  servizio
almeno il 50 per cento dei lavoratori il cui contratto di  formazione
e lavoro sia gia' venuto a scadere nei ventiquattro mesi  precedenti.
A tale fine non si computano  i  lavoratori  che  si  siano  dimessi,
quelli licenziati per giusta causa  e  quelli  che,  al  termine  del
rapporto di lavoro, abbiano rifiutato  la  proposta  di  rimanere  in
servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La limitazione
di cui al presente comma non si applica quando nel bienno  precedente
sia venuto a scadere un solo contratto di formazione  e  lavoro.  (9)
((12)) 
  7. Il contratto di  formazione  e  lavoro  e'  stipulato  in  forma
scritta. In mancanza il lavoratore si intende assunto  con  contratto
di lavoro a tempo indeterminato. Copia del contratto di formazione  e
lavoro e del  relativo  progetto  vengono  consegnate  al  lavoratore
dell'assunzione. 
  8. In caso di inadempimento da parte  del  datore  di  lavoro  agli
obblighi inerenti alla formazione del lavoratore,  l'Ispettorato  del
lavoro, previa diffida, dispone la revoca, fin dalla costituzione del
rapporto di formazione e lavoro, del beneficio di cui al comma 1  per
il lavoratore interessato. 
  9. A decorrere dal 1 gennaio 1991 nei confronti dei datori di 
lavoro di cui ai commi 1, 2 e 3 in caso di assunzioni con contratto a
tempo indeterminato di lavoratori disoccupati da almeno  ventiquattro
mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento  straordinario
di integrazione salariale da un periodo  uguale  a  quello  suddetto,
quando esse  non  siano  effettuate  in  sostituzione  di  lavoratori
dipendenti dalle stesse imprese  per  qualsiasi  causa  licenziati  o
sospesi, i contributi previdenziali ed assistenziali  sono  applicati
nella misura del 50 per cento per un periodo di trentasi mesi. A  tal
fine sara' costituita in ogni regione apposita lista dalla  quale  le
assuzioni possono essere effettuate con richiesta nominativa, secondo
le modalita' indicate entro trenta giorni dalla data  di  entrata  in
vigore della presente legge con decreto del  Ministro  del  lavoro  e
della previdenza sociale. Nelle  ipotesi  di  assunzioni  di  cui  al
presente comma effettuate  da  imprese  operanti  nei  territori  del
Mezzogiorno  di  cui  al  testo  unico  approvato  con  decreto   del
Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, ovvero  da  imprese
artigiane, non sono dovuti i contributi previdenziali e assistenziali
per un periodo di trentasei mesi. 
 10. Nella legge 28 febbraio 1987, n. 56, all'articolo 10,  comma  1,
dopo la lettera a), e' inserita la seguente: 
  "a-bis) liste di mobilita': lavoratori  da  lungo  tempo  in  cassa
integrazione  o  iscritti  nelle  liste  di  collocamento  da   lungo
periodo". 
    
------------------
AGGIORNAMENTO (9)
Il d.l 16 maggio 1994, n. 299 nel testo  introdotto dalla legge  di
conversione  19  luglio   1994, n. 451 ha disposto che " la misura di
cui al comma  6   del presente articolo 8, e' elevata al sessanta per
cento."
------------------

    
AGGIORNAMENTO (12) 
  La legge 7 agosto 1997, n. 266 ha disposto (con l'art. 5, comma  2)
che " al fine sia di accelerare la  realizzazione  dei  piani  e  dei
programmi dell'Infm e dell'Enea  sia  di  incrementare  l'occupazione
giovanile anche per quanto riguarda le aree identificate dai  diversi
obiettivi di sviluppo l'Infm e l'Enea sono  autorizzati,  nei  limiti
delle proprie disponibilita' di  bilancio,  incluse  le  entrate  non
provenienti dal contributo ordinario dello Stato, a stipulare  previa
selezione pubblica, anche a livello regionale, contratti a termine di
durata  non  superiore  a  cinque  anni  con   personale   anche   di
nazionalita' straniera. L'Infm e l'Enea sono autorizzati  altresi'  a
stipulare, nell'ambito dei predetti limiti, i contratti di formazione
e lavoro di cui al decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito,
con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, e successive
modificazioni  e   integrazioni,   eventualmente   finalizzati   alla
successiva assunzione da parte di un altro soggetto,  e  comunque  in
deroga alle disposizioni di cui all'articolo 8, comma 6". 
                               Art. 9. 
                       (Aliquote contributive). 
  1. A decorrere dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 1991, per
le finalita' di cui all'articolo 2 della legge 5  novembre  1968,  n.
1115, e' stabilito per le imprese appartenenti ai settori indicati al
predetto articolo 2, ivi incluse quelle alle  quali  l'intervento  e'
stato  esteso,  in  via  permanente,  con  successivo   provvedimento
legislativo, con esclusione di quelle indicate all'articolo  2  della
legge 27 luglio  1979,  n.  301,  un  contributo  pari  a  0,6  punti
percentuali e a 0,3 punti percentuali della retribuzione  determinata
a norma  dell'articolo  12  della  legge  30  aprile  1969,  n.  153,
rispettivamente a carico  dei  datori  di  lavoro  e  dei  lavoratori
interessati. 
CAPO III
DISPOSIZIONI VARIE
                               Art. 10. 
                       (Fondo comune regionale) 
  1. Per l'anno 1991 la  quota  del  15  per  cento  dell'imposta  di
fabbricazione sugli oli minerali, loro derivati e prodotti  analoghi,
indicata alla lettera a) del primo comma dell'articolo 8 della  legge
16 maggio 1970, n. 281, e' ridotta al 12,42, per cento. 
  2. Il fondo comune regionale, determinato ai sensi dell'articolo  8
della legge  16  maggio  1970,  n.  281,  e'  integrato  dell'importo
occorrente per assicurare una consistenza del  fondo  stesso  pari  a
lire  6.300  miliardi  per  l'anno  1991.  Il  fondo  comune,   cosi'
determinato, e' comprensivo delle somme di cui all'articolo 1,  comma
2, della legge 1› febbraio 1989, n. 40, e viene ripartito ed  erogato
con le modalita' ed i criteri di cui al comma 3 del medesimo articolo
1. Per l'anno 1991 rimangono acquisite al  bilancio  dello  Stato  le
entrate di cui all'articolo 1, comma 4, della predetta  legge  n.  40
del 1989. 
  3. All'onere derivante dall'applicazione del comma 2,  valutato  in
lire 897 miliardi per l'anno 1991, si provvede: 
  a) quanto a lire 208 miliardi,  mediante  corrispondente  riduzione
dello  stanziamento  iscritto  al  capitolo  6862  dello   stato   di
previsione del Ministero del tesoro per l'anno finanziario 1991; 
  b) quanto a lire 192 miliardi,  mediante  corrispondente  riduzione
dello  stanziamento  iscritto  al  capitolo  2600  dello   stato   di
previsione del Ministero della sanita' per l'anno finanziario 1991; 
  c) quanto a lire 497 miliardi, con quota parte delle entrate di cui
al comma 2. 
                              Art. 11. 
                      Fondo garanzia autostrade 
 
  1. Il Fondo centrale di garanzia per le autostrade  e  le  ferrovie
metropolitane e' autorizzato a provvedere al pagamento delle rate dei
mutui contratti dalla Societa' autostrade romane ed abruzzesi  (SARA)
per  la  costruzione   delle   autostrade   Roma-Alba   Adriatica   e
Torano-Pescara, nonche' di  quelli  contratti  ai  sensi  e  per  gli
effetti dell'articolo 17 della legge 12 agosto 1982, n. 531. 
  2. Alle finalita' di cui al comma 1,  il  predetto  Fondo  provvede
utilizzando le  disponibilita'  finanziarie  ad  esso  affluite,  ivi
comprese quelle derivanti dai rimborsi di cui all'articolo  15  della
legge 12 agosto 1982, n. 531. Il sovrapprezzo di 1 lira e di  3  lire
previsto dall'articolo 15, quinto comma, lettera b), della  legge  12
agosto 1982, n. 531, e' elevato, rispettivamente, a  3  lire  e  a  9
lire. PERIODO ABROGATO DAL D.L. 23 SETTEMBRE 1994, N. 547, CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 22 NOVEMBRE 1994, N. 644. 
  3. COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 1992, N. 498. (( 13 )) 
    
---------------

    
AGGIORNAMENTO (13) 
  La L. 27 dicembre 2006, n. 296, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
1021)  che  il  sovrapprezzo  tariffario  autostradale  previsto  dal
presente articolo e' soppresso. A decorrere dal l°  gennaio  2007  e'
istituito, sulle tariffe di  pedaggio  di  tutte  le  autostrade,  un
sovrapprezzo il cui importo e' pari: a) per le classi di pedaggio A e
B, a 2 millesimi di euro a chilometro dal  l°  gennaio  2007,  a  2,5
millesimi di euro a chilometro dal l° gennaio 2008 e a 3 millesimi di
euro a chilometro dal l° gennaio 2009; b) per le classi  di  pedaggio
3, 4 e 5, a 6 millesimi di euro a chilometro dal l° gennaio  2007,  a
7,5 millesimi di euro  a  chilometro  dal  l°  gennaio  2008  e  a  9
millesimi di euro a chilometro dal l°  gennaio  2009.  I  conseguenti
introiti sono dovuti ad  ANAS  Spa,  quale  corrispettivo  forfetario
delle sue prestazioni volte ad assicurare l' adduzione  del  traffico
alle tratte autostradali in concessione, attraverso  la  manutenzione
ordinaria e straordinaria, l'adeguamento  e  il  miglioramento  delle
strade ed autostrade non a pedaggio in gestione alla stessa ANAS Spa. 
                               Art. 12. 
                      (Fondo perequativo per le 
                         camere di commercio) 
  1. A decorrere dal 1991 gli importi  del  diritto  annuale  di  cui
all'articolo 6 del decreto-legge 27 aprile 1990, n.  90,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 giugno 1990, n. 165, sono aumentati
del 35 per cento. 
  2. Ciascuna camera di commercio e' tenuta  a  versare  in  apposito
conto istituito presso l'Unione italiana delle  camere  di  commercio
l'ammontare delle rispettive entrate accertate  eccedenti  quelle  ad
esse attribuite nell'anno 1990 ai sensi del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 638, e le entrate accertate  per
l'anno  1990  derivanti  dal  diritto   annuale,   maggiorate   delle
variazioni percentuali del valore medio  dell'indice  dei  prezzi  al
consumo dell'anno precedente. Tale eccedenza deve essere versata, per
il 50 per cento, entro novanta giorni  dalla  data  di  scadenza  del
pagamento dei bollettini e, per il rimanente 50 per cento, entro  gli
ulteriori novanta giorni,  salvo  conguaglio  finale.  Sui  ritardati
versamenti e' dovuto un interesse pari al  70  per  cento  del  tasso
ufficiale di sconto. 
  3. L'ammontare del conto e' annualmente ripartito tra le camere  di
commercio con decreto del Ministro dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianata, di concerto con il Ministro delle finanze e con  il
Ministro del  tesoro,  sentita  l'Unione  italiana  delle  camere  di
commercio, secondo criteri perequativi che garantiscano una  base  di
finanziamento almeno corrispondente a quella del 1990  derivante  dal
diritto annuale e dal trasferimento dello Stato ai sensi del  decreto
del Presidente della Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  638,  e  che
tengano conto, fra l'altro, delle esigenze di bilancio delle  singole
camere di commercio per il conseguimento dei fini istituzionali. 
  4. La riscossione  coattiva  del  diritto  avviene  invece  tramite
ruolo, da affidarsi al Servizio centrale della riscossione. 
  5. Le disposizioni dell'articolo 15 - quinquies  del  decreto-legge
28 dicembre 1989, n. 415, convertito, con modificazioni, della  legge
28 febbraio 1990, n. 38, sono  estese,  relativamente  agli  atti  di
propria competenza, alle camere di commercio. Il  sistema  utilizzato
e' approvato con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia. 
                               Art. 13. 
                     (Utilizzazione delle risorse 
                       destinate al commercio) 
  1. Le autorizzazioni di  spesa  destinate  al  finanziamento  degli
interventi  previsti  dalla  legge  10  ottobre  1975,  n.   517,   e
dall'articolo 3 del decreto-legge 26 gennaio 1987, n. 9,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 marzo 1987, n.  121,  eventualmente
non  impegnate  alla  chiusura  di  ciascun  anno,   possono   essere
destinate,  con  delibera  del  Comitato  interministeriale  per   la
programmazione  conomica  (CIPE),  in  deroga  alla  riserva  di  cui
all'articolo 6 della stessa legge n. 517 del 1975,  al  finanziamento
degli interventi in favore dei restanti territori nazionali. 
                               Art. 14. 
                       (Canone radiotelevisivo) 
  1. La lettera b) del numero 125 della tariffa  annessa  al  decreto
del Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  641,  gia'
sostituita dall'articolo 1 del decreto legge 1o febbraio 1977, n. 11,
convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 1977, n.  90,  e'
sostituita dalla  lettera  b)  di  cui  alla  tabella  allegata  alla
presente legge. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
Data a Roma, addi' 29 dicembre 1990 
                               COSSIGA 
                    ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei Ministri 
Visto, il Guardasigilli: VASALLI 
                              TABELLA. 
                                                        (articolo 14) 
    
=====================================================================
Numero         Indicazione degli atti       Ammontare      Modo di
ordine            soggetti a tassa         della tassa    pagamento
_____________________________________________________________________
125           ..........................
             b) per ogni abbonamento alle
             diffusioni televisive,
             per anno solare..........        8.000       ordinario
_____________________________________________________________________
Note:
Le  tasse  di  cui  alla lettera b) possono essere corrisposte, se il
contribuente sceglie il pagamento rateale, nella misura semestrale di
lire  4.100  o  di lire 2.200 per rata trimestrale (articolo 1, primo
comma, legge 28 maggio 1969, n. 362).
=====================================================================

    
« Torna alla legislazione