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LEGGE 29 maggio 1982, n. 297

Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica.

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.
             Modifiche di disposizioni del codice civile

  L'articolo 2120 del codice civile e' sostituito dal seguente:
  "Art.  2120  -  (Disciplina del trattamento di fine rapporto). - In
ogni  caso  di  cessazione  del  rapporto  di  lavoro subordinato, il
prestatore  di  lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto.
Tale trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una
quota  pari  e  comunque non superiore all'importo della retribuzione
dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5.
  La  quota  e'  proporzionalmente  ridotta  per le frazioni di anno,
computandosi  come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori
a 15 giorni.
  Salvo  diversa  previsione dei contratti collettivi la retribuzione
annua,  ai  fini  del  comma  precedente,  comprende  tutte le somme,
compreso  l'equivalente  delle  prestazioni in natura, corrisposte in
dipendenza  del  rapporto  di  lavoro, a titolo non occasionale e con
esclusione di quanto e' corrisposto a titolo di rimborso spese.
  In  caso  di  sospensione  della  prestazione  di  lavoro nel corso
dell'anno  per  una  delle cause di cui all'articolo 2110, nonche' in
caso  di  sospensione  totale  o  parziale  per la quale sia prevista
l'integrazione salariale, deve essere computato nella retribuzione di
cui  al  primo  comma  l'equivalente  della  retribuzione  a  cui  il
lavoratore  avrebbe  avuto diritto in caso di normale svolgimento del
rapporto di lavoro.
  Il  trattamento  di  cui  al precedente primo comma, con esclusione
della quota maturata nell'anno, e' incrementato, su base composta, al
31  dicembre  di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito
dall'1,5  per  cento  in misura fissa e dal 75 per cento dell'aumento
dell'indice  dei  prezzi  al  consumo  per  le  famiglie di operai ed
impiegati,   accertato  dall'ISTAT,  rispetto  al  mese  di  dicembre
dell'anno precedente.
  Ai  fini  della  applicazione  del tasso di rivalutazione di cui al
comma precedente per frazioni di anno, l'incremento dell'indice ISTAT
e'  quello  risultante  nel mese di cessazione del rapporto di lavoro
rispetto  a  quello  di dicembre dell'anno precedente. Le frazioni di
mese  uguali  o  superiori  a  quindici giorni si computano come mese
intero.
  Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo
stesso  datore  di  lavoro, puo' chiedere, in costanza di rapporto di
lavoro,   una  anticipazione  non  superiore  al  70  per  cento  sul
trattamento  cui  avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto
alla data della richiesta.
  Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10 per
cento degli aventi titolo, di cui al precedente comma, e comunque del
4 per cento del numero totale dei dipendenti.
  La richiesta deve essere giustificata dalla necessita' di:
    a)   eventuali   spese   sanitarie   per   terapie  e  interventi
straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
    b) acquisto della prima casa di abitazione per se' o per i figli,
documentato con atto notarile.
  L'anticipazione  puo'  essere ottenuta una sola volta nel corso del
rapporto  di  lavoro  e  viene  detratta,  a  tutti  gli effetti, dal
trattamento di fine rapporto.
  Nell'ipotesi  di  cui  all'articolo 2122 la stessa anticipazione e'
detratta dall'indennita' prevista dalla norma medesima.
  Condizioni  di miglior favore possono essere previste dai contratti
collettivi  o  da  patti  individuali. I contratti collettivi possono
altresi'  stabilire  criteri  di  priorita'  per l'accoglimento delle
richieste di anticipazione".
  L'articolo 2121 del codice civile e' sostituito dal seguente:
  "Art.  2121  -  (Computo  dell'indennita'  di mancato preavviso). -
L'indennita'  di  cui all'articolo 2118 deve calcolarsi computando le
provvigioni, i premi di produzione, le partecipazioni agli utili o ai
prodotti  ed  ogni  altro  compenso  di  carattere  continuativo, con
esclusione di quanto e' corrisposto a titolo di rimborso spese.
  Se  il  prestatore  di lavoro e' retribuito in tutto o in parte con
provvigioni,   con   premi   di   produzione  o  con  partecipazioni,
l'indennita'  suddetta  e'  determinata  sulla media degli emolumenti
degli  ultimi  tre  anni  di  servizio  o del minor tempo di servizio
prestato.
  Fa  parte  della  retribuzione  anche  l'equivalente  del  vitto  e
dell'alloggio dovuto al prestatore di lavoro.".
  L'articolo 2776 del codice civile e' sostituito dal seguente:
  "Art. 2776 - (Collocazione sussidiaria sugli immobili).
  I   crediti  relativi  al  trattamento  di  fine  rapporto  nonche'
all'indennita'    di    cui    all'articolo   2118   sono   collocati
sussidiariamente,  in  caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, sul
prezzo   degli   immobili,   con   preferenza   rispetto  ai  crediti
chirografari.
  I  crediti indicati dagli articoli 2751 e 2751-bis, ad eccezione di
quelli  indicati  al  precedente  comma,  ed i crediti per contributi
dovuti a Istituti, enti o fondi speciali, compresi quelli sostitutivi
o integrativi, che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per
l'invalidita',  la  vecchiaia  ed  i  superstiti, di cui all'articolo
2753,   sono  collocati  sussidiariamente,  in  caso  di  infruttuosa
esecuzione  sui  mobili,  sul  prezzo  degli immobili, con preferenza
rispetto ai crediti chirografari, ma dopo i crediti indicati al primo
comma.
  I  crediti  dello Stato indicati dal terzo comma dell'articolo 2752
sono  collocati  sussidiariamente,  in caso di infruttuosa esecuzione
sui  mobili,  sul  prezzo  degli immobili, con preferenza rispetto ai
crediti   chirografari,   ma   dopo   i  crediti  indicati  al  comma
precedente".
                               Art. 2.
                          Fondo di garanzia

  E'  istituito  presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale
il  "Fondo  di  garanzia  per il trattamento di fine rapporto" con lo
scopo  di  sostituirsi  al datore di lavoro in caso di insolvenza del
medesimo  nel  pagamento  del  trattamento  di  fine rapporto, di cui
all'articolo  2120  del codice civile, spettante ai lavoratori o loro
aventi diritto.
  Trascorsi  quindici  giorni  dal deposito dello stato passivo, reso
esecutivo  ai sensi dell'articolo 97 del regio decreto 16 marzo 1942,
n.   267,   ovvero  dopo  la  pubblicazione  della  sentenza  di  cui
all'articolo  99  dello  stesso  decreto,  per  il  caso  siano state
proposte  opposizioni  o  impugnazioni  riguardanti  il  suo credito,
ovvero   dalla  pubblicazione  della  sentenza  di  omologazione  del
concordato  preventivo, il lavoratore o i suoi aventi diritto possono
ottenere  a domanda il pagamento, a carico del fondo, del trattamento
di  fine  rapporto di lavoro e dei relativi crediti accessori, previa
detrazione delle somme eventualmente corrisposte.
  Nell'ipotesi  di  dichiarazione tardiva di crediti di lavoro di cui
all'articolo  101 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, la domanda
di  cui al comma precedente puo' essere presentata dopo il decreto di
ammissione  al  passivo  o  dopo  la  sentenza che decide il giudizio
insorto per l'eventuale contestazione del curatore fallimentare.
  Ove  l'impresa  sia sottoposta a liquidazione coatta amministrativa
la  domanda  puo'  essere  presentata  trascorsi  quindici giorni dal
deposito  dello  stato  passivo,  di  cui  all'articolo 209 del regio
decreto  16  marzo  1942,  n.  267,  ovvero, ove siano state proposte
opposizioni  o  impugnazioni  riguardanti il credito di lavoro, dalla
sentenza che decide su di esse.
  ((4-bis. L'intervento del Fondo di garanzia opera anche nel caso in cui datore di lavoro sia un'impresa, avente attivita' sul territorio di almeno due Stati membri, costituita secondo il diritto di un altro Stato membro ed in tale Stato sottoposta ad una procedura concorsuale, a condizione che il dipendente abbia abitualmente svolto la sua attivita' in Italia.))
  Qualora  il  datore  di  lavoro, non soggetto alle disposizioni del
regio  decreto  16  marzo  1942,  n.  267,  non  adempia,  in caso di
risoluzione   del   rapporto   di  lavoro,  alla  corresponsione  del
trattamento dovuto o vi adempia in misura parziale, il lavoratore o i
suoi  aventi  diritto  possono  chiedere  al  fondo  il pagamento del
trattamento  di fine rapporto, sempreche', a seguito dell'esperimento
dell'esecuzione  forzata  per la realizzazione del credito relativo a
detto  trattamento, le garanzie patrimoniali siano risultate in tutto
o in parte insufficienti. Il fondo, ove non sussista contestazione in
materia, esegue il pagamento del trattamento insoluto.
  Quanto  previsto  nei commi precedenti si applica soltanto nei casi
in  cui  la  risoluzione  del  rapporto  di  lavoro  e  la  procedura
concorsuale    od   esecutiva   siano   intervenute   successivamente
all'entrata in vigore della presente legge.
  I  pagamenti  di  cui  al secondo, terzo, quarto e quinto comma del
presente  articolo  sono  eseguiti  dal  fondo  entro 60 giorni dalla
richiesta  dell'interessato.  Il  fondo  e'  surrogato  di diritto al
lavoratore  o  ai  suoi  aventi  causa  nel  privilegio spettante sul
patrimonio  dei  datori  di lavoro ai sensi degli articoli 2751-bis e
2776 del codice civile per le somme da esso pagate.
  Il  fondo,  per le cui entrate ed uscite e' tenuta una contabilita'
separata  nella  gestione  dell'assicurazione  obbligatoria contro la
disoccupazione,  e'  alimentato con un contributo a carico dei datori
di  lavoro  pari  allo  0,03  per  cento  della  retribuzione  di cui
all'articolo  12  della legge 30 aprile 1969, n. 153, a decorrere dal
periodo  di  paga  in corso al 1 luglio 1982. Per, tale contributo si
osservano  le  stesse  disposizioni  vigenti  per l'accertamento e la
riscossione  dei  contributi  dovuti al Fondo pensioni dei lavoratori
dipendenti.  Le  disponibilita'  del fondo di garanzia non possono in
alcun   modo   essere   utilizzate   al   di  fuori  della  finalita'
istituzionale  del  fondo  stesso.  Al fine di assicurare il pareggio
della  gestione,  l'aliquota  contributiva puo' essere modificata, in
diminuzione o in aumento, con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza  sociale,  di concerto con il Ministro del tesoro, sentito
il   consiglio   di   amministrazione  dell'INPS,  sulla  base  delle
risultanze del bilancio consuntivo del fondo medesimo.
  Il   datore   di   lavoro   deve   integrare  le  denunce  previste
dall'articolo  4,  primo  comma,  del decreto-legge 6 luglio 1978, n.
352,  convertito,  con  modificazione,  nella legge 4 agosto 1978, n.
467,  con  l'indicazione  dei  dati  necessari all'applicazione delle
norme  contenute  nel  presente  articolo  nonche'  dei dati relativi
all'accantonamento     effettuato     nell'anno     precedente     ed
all'accantonamento  complessivo  risultante a credito del lavoratore.
Si  applicano altresi' le disposizioni di cui ai commi secondo, terzo
e  quarto dell'articolo 4 del predetto decreto-legge. Le disposizioni
del presente comma non si applicano al rapporto di lavoro domestico.
  Per  i  giornalisti  e  per  i dirigenti di aziende industriali, il
fondo  di  garanzia  per  il trattamento di fine rapporto e' gestito,
rispettivamente,    dall'Istituto   nazionale   di   previdenza   dei
giornalisti italiani "Giovanni Amendola" e dall'Istituto nazionale di
previdenza per i dirigenti di aziende industriali.
                               Art. 3.
                   Norme in materia pensionistica

  A decorrere dall'anno 1983 e con effetto dal 1 aprile, 1 luglio e 1
ottobre  di  ciascun  anno,  gli importi delle pensioni alle quali si
applica la perequazione automatica di cui all'articolo 19 della legge
30  aprile 1969, n. 153, ed all'articolo 9 della legge 3 giugno 1975,
n.  160,  e  successive  modificazioni  ed integrazioni, ivi comprese
quelle  erogate in favore dei soggetti il cui trattamento e' regolato
dall'articolo  7  della  predetta  legge  3  giugno  1975,  n. 160, e
dall'articolo  14-septies del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663,
convertito,  con  modificazioni, nella legge 29 febbraio 1980, n. 33,
sono  aumentati  in  misura  pari  alla  variazione percentuale, come
definita  nel  comma  seguente,  dell'indice  del  costo  della  vita
calcolato  dall'ISTAT  ai  fini della scala mobile delle retribuzioni
dei lavoratori dell'industria.
  Alle  date  di  cui  al comma precedente la variazione si determina
confrontando il valore medio dell'indice relativo al periodo compreso
tra  l'ottavo  ed  il  sesto  mese  con  il  valore medio dell'indice
relativo  al  periodo  compreso  tra  l'undicesimo  ed  il  nono mese
anteriori a quello da cui ha effetto l'aumento.
  Con  la  stessa  decorrenza  le pensioni alle quali si applicano le
norme  di  cui  all'articolo  10  della  legge 3 giugno 1975, n. 160,
vengono  aumentate  di  una  quota aggiuntiva pari al prodotto che si
ottiene  moltiplicando  il valore unitario, fissato per ciascun punto
in  lire  1.910  mensili,  per il numero dei punti di contingenza che
sono accertati nel modo indicato nel comma seguente.
  Il  numero  dei punti e' uguale a quello accertato per i lavoratori
con riferimento ai periodi indicati nel secondo comma.
  Gli  aumenti  di cui ai precedenti commi primo e terzo sono esclusi
dalla misura della pensione da assoggettare alla perequazione annuale
avente decorrenza dal 1 gennaio dell'anno successivo.
  L'adeguamento   periodico   dei   contributi   calcolato   con   la
perequazione  automatica  delle pensioni e' effettuato con decorrenza
dal  1  gennaio  di  ciascun  anno  e  comprende  anche le variazioni
intervenute  con  decorrenza  dal  1  aprile,  dal  1  luglio e dal 1
ottobre.
  A  decorrere  dal  1 gennaio 1983 ai titolari di pensione o assegno
indicati  nell'articolo  1  della  legge  29  aprile 1976, n. 177, le
variazioni  nella misura mensile dell'indennita' integrativa speciale
di  cui alla legge 27 maggio 1959, n. 324 e successive modificazioni,
sono apportate trimestralmente sulla base dei punti di variazione del
costo della vita registrati tra gli indici indicati nel secondo comma
del  presente  articolo.  Con  decreto  del  Ministro del tesoro sono
adeguate  dalla predetta data le aliquote contributive delle relative
gestioni previdenziali.
  Per  le  pensioni  liquidate con decorrenza successiva al 30 giugno
1982, la retribuzione annua pensionabile per l'assicurazione generale
obbligatoria  per  l'invalidita',  la  vecchiaia  ed i superstiti dei
lavoratori  dipendenti  e'  costituita dalla quinta parte della somma
delle  retribuzioni  percepite  in  costanza di rapporto di lavoro, o
corrispondenti  a  periodi  riconosciuti  figurativamente,  ovvero ad
eventuale  contribuzione  volontaria,  risultante  dalle  ultime  260
settimane  di contribuzione antecedenti la decorrenza della pensione.
(2)(3)(4) (5) ((6))
  A   ciascuna   settimana   si  attribuisce  il  valore  retributivo
corrispondente  alla  retribuzione  media  dell'anno  solare  cui  la
settimana  stessa si riferisce. La retribuzione media di ciascun anno
solare   si  determina  suddividendo  le  retribuzioni  percepite  in
costanza   di   rapporto   di   lavoro  o  corrispondenti  a  periodi
riconosciuti   figurativamente   ovvero  ad  eventuale  contribuzione
volontaria  per  il  numero  delle settimane coperte da contribuzione
obbligatoria, effettiva o figurativa, o volontaria.
  Per  l'anno  solare  in  cui cade la decorrenza della pensione sono
prese  in considerazione le retribuzioni corrispondenti ai periodi di
paga scaduti anteriormente alla decorrenza stessa.
  La  retribuzione  media  settimanale  determinata  per ciascun anno
solare  ai  sensi  del  precedente nono comma e' rivalutata in misura
corrispondente alla variazione dell'indice annuo del costo della vita
calcolato  dall'ISTAT  ai  fini della scala mobile delle retribuzioni
dei  lavoratori dell'industria, tra l'anno solare cui la retribuzione
si riferisce e quello precedente la decorrenza della pensione.
  La retribuzione media settimanale di ciascun anno solare o frazione
di  esso,  rivalutata  ai sensi del comma precedente, non e' presa in
considerazione   per  la  parte  eccedente  la  retribuzione  massima
settimanale pensionabile in vigore nell'anno solare da cui decorre la
pensione.
  Con   decorrenza   dal   1  gennaio  1983,  il  limite  massimo  di
retribuzione  annua,  di  cui  all'articolo  19 della legge 23 aprile
1981,  n.  155,  ai fini della determinazione della pensione a carico
del Fondo pensione dei lavoratori dipendenti, e' adeguato annualmente
con  effetto  dal  10  gennaio  con  la disciplina della perequazione
automatica  prevista  per  le  pensioni  a  carico del fondo predetto
d'importo superiore al trattamento minimo.
  Qualora  il  numero  delle  settimane di contribuzione utili per la
determinazione  della retribuzione annua pensionabile sia inferiore a
260,  ferma  restando  la  determinazione  della  retribuzione  media
settimanale  nell'ambito  di  ciascun  anno  solare  di  cui ai commi
ottavo,  nono, decimo, undicesimo e dodicesimo del presente articolo,
la  retribuzione  annua  pensionabile  e' data dalla media aritmetica
delle  retribuzioni  corrispondenti  alle  settimane di contribuzioni
esistenti.
  Agli  oneri  derivanti  al Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti
dall'applicazione  del  presente  articolo  si  provvede  elevando le
aliquote   contributive   a   carico   dei   datori  di  lavoro,  per
l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia
ed  i  superstiti dei lavoratori dipendenti, ivi compresi gli addetti
ai  servizi domestici e familiari ed i pescatori della piccola pesca,
con  decorrenza  dal  periodo di paga in corso alla data del 1 luglio
1982  nella misura dello 0,30 per cento della retribuzione imponibile
e con decorrenza dal periodo di paga in corso alla data del 1 gennaio
1983  nella  misura ulteriore dello 0,20 per cento della retribuzione
imponibile.
  I  datori  di  lavoro  detraggono  per ciascun lavoratore l'importo
della   contribuzione   aggiuntiva   di   cui   al  comma  precedente
dall'ammontare  della quota del trattamento di fine rapporto relativa
al  periodo  di  riferimento  della  contribuzione stessa. Qualora il
trattamento   di   fine   rapporto   sia   erogato   mediante   forme
previdenziali, la contribuzione aggiuntiva e' detratta dal contributo
dovuto  per  il  finanziamento del trattamento stesso, il cui importo
spettante al lavoratore e' corrispondentemente ridotto.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La Corte Costituzionale con sentenza 4 - 14 luglio 1988, n. 822 (in
G.U.   20.07.1988   n.   29  1a  Serie  Speciale)  ha  dichiarato  la
illegittimita'  costituzionale  del  comma  8  del  presente articolo
"nella  parte  in  cui  non  prevede,  per i lavoratori prossimi alla
pensione  al  momento della sua entrata in vigore, o gia' pensionati,
il  mantenimento in vigore, ai fini della liquidazione della pensione
stessa,  dei criteri dettati dall'art. 26, terzo comma, della legge 3
giugno 1975, n. 160."
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AGGIORNAMENTO (3)
  La  Corte  Costituzionale  con sentenza 18 - 26 maggio 1989, n. 307
(in  G.U.  31.05.1989  n.  22  1a  Serie  Speciale)  ha dichiarato la
illegittimita'  costituzionale  del  comma  8  del  presente articolo
"nella  parte  in  cui  non  prevede  che,  in  caso  di prosecuzione
volontaria     nell'assicurazione     generale    obbligatoria    per
l'invalidita',  la  vecchiaia ed i superstiti da parte del lavoratore
dipendente  che  abbia  gia'  conseguito  in  costanza di rapporto di
lavoro  la  prescritta  anzianita'  assicurativa  e  contributiva, la
pensione  liquidata  non possa comunque essere inferiore a quella che
sarebbe  spettata al raggiungimento dell'eta' pensionabile sulla base
della sola contribuzione obbligatoria".
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AGGIORNAMENTO (4)
  La Corte Costituzionale con sentenza 23 ottobre - 10 novembre 1992,
n.  428 (in G.U. 18.11.1992 n. 48 1a Serie Speciale) ha dichiarato la
illegittimita'  costituzionale  del  comma  8  del  presente articolo
"nella  parte in cui non consente, in caso di pensione di anzianita',
che  dopo il raggiungimento dell'eta' pensionabile, la pensione debba
essere  ricalcolata  sulla base della sola contribuzione obbligatoria
qualora porti ad un risultato piu' favorevole per l'assicurato."
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AGGIORNAMENTO (5)
  La  Corte  Costituzionale  con sentenza 22 - 30 giugno 1994, n. 264
(in  G.U.  06.07.1994  n.  28  1a  Serie  Speciale)  ha dichiarato la
illegittimita'  costituzionale  del  comma  8  del  presente articolo
"nella  parte  in  cui non prevede che, nel caso di esercizio durante
l'ultimo  quinquennio  di contribuzione di attivita' lavorativa, meno
retribuita  da  parte  di  un lavoratore che abbia gia' conseguito la
prescritta  anzianita'  contributiva, la pensione liquidata non possa
essere   comunque   inferiore  a  quella  che  sarebbe  spettata,  al
raggiungimento  dell'eta'  pensionabile,  escludendo  dal computo, ad
ogni  effetto,  i  periodi  di  minore  retribuzione,  in  quanto non
necessari ai fini del requisito dell'anzianita' contributiva minima"
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AGGIORNAMENTO (6)
  La  Corte  Costituzionale  con sentenza 20 - 26 luglio 1995, n. 388
(in  G.U.  02.08.1995  n.  32  1a  Serie  Speciale)  ha dichiarato la
illegittimita'  costituzionale  del  comma  8  del  presente articolo
"nella  parte  in  cui  non  prevede  che, nell'ipotesi di lavoratore
dipendente  sottoposto ad integrazione salariale, il quale abbia gia'
conseguito in costanza di rapporto di lavoro la prescritta anzianita'
assicurativa  e  contributiva obbligatoria e per il quale la pensione
sia liquidata sulla base del concorso della contribuzione figurativa,
non possa essere comunque liquidata una pensione di importo inferiore
a   quella   che   sarebbe  spettata  tenendo  conto  soltanto  della
contribuzione obbligatoria."
                               Art. 4.
                         Disposizioni finali

  Le  indennita'  di cui agli articoli 351, 352, 919 e 920 del codice
della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327,
sono   sostituite  dal  trattamento  di  fine  rapporto  disciplinato
dall'articolo 2120 del codice civile.
  Quando  a  norma  del  capo  IV  del  titolo  IV  del  codice della
navigazione,  approvato  con  regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, il
trattamento o altra indennita' di fine rapporto sono commisurati alla
retribuzione,  questa si intende determinata e regolata dai contratti
collettivi di lavoro.
  La disposizione di cui al sesto comma dell'articolo 2120 del codice
civile non si applica alle aziende dichiarate in crisi ai sensi della
legge 12 agosto 1977, n. 675, e successive modificazioni.
  Le  norme  di  cui  all'articolo  2120 del codice civile e ai commi
secondo, terzo, quarto, quinto e sesto dell'articolo 5 della presente
legge  si  applicano  a  tutti i rapporti di lavoro subordinato per i
quali  siano  previste  forme  di  indennita'  di anzianita', di fine
lavoro,  di  buonuscita,  comunque  denominate  e  da qualsiasi fonte
disciplinate.
  Restano   salve  le  indennita'  corrisposte  alla  cessazione  del
rapporto  aventi natura e funzione diverse da quelle delle indennita'
di cui al comma precedente.
  Resta  altresi'  ferma la disciplina legislativa del trattamento di
fine servizio dei dipendenti pubblici.
  Il  fondo  di  cui all'articolo 3 del regio decreto-legge 8 gennaio
1942,  n.  5,  convertito,  con  modificazioni, nella legge 2 ottobre
1942, n. 1251, e' soppresso.
  Le  disponibilita'  del  fondo  di  cui  al  precedente  comma sono
devolute  ai  datori di lavoro aventi diritto, proporzionalmente agli
accantonamenti   effettuati   a  norma  di  legge.  Le  modalita'  di
liquidazione   delle  disponibilita'  anzidette  sono  stabilite  con
decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza sociale, di
concerto con il Ministro del tesoro.
  Sono  abrogati  gli articoli 1 e 1-bis del decreto-legge 1 febbraio
1977,  n.  12,  convertito,  con  modificazioni, nella legge 31 marzo
1977, n. 91.
  Sono abrogate tutte le altre norme di legge o aventi forza di legge
che  disciplinano  le  forme  di  indennita'  di  anzianita', di fine
rapporto e di buonuscita, comunque denominate.
  Sono  nulle  e  vengono  sostituite  di  diritto  dalle norme della
presente  legge  tutte le clausole dei contratti collettivi regolanti
la materia del trattamento di fine rapporto.
  Nei  casi  in cui norme di legge o aventi forza di legge o clausole
di  contratti  collettivi facciano richiamo agli istituti indicati al
precedente decimo comma o alle fonti regolatrici di essi, il richiamo
deve  intendersi  riferito  al  trattamento  di  fine rapporto di cui
all'articolo 1 della presente legge.
                               Art. 5.
                      Disposizioni transitorie

  L'indennita'   di   anzianita'  che  sarebbe  spettata  ai  singoli
prestatori  di  lavoro  in  caso  di cessazione del rapporto all'atto
dell'entrata  in  vigore della presente legge e' calcolata secondo la
disciplina  vigente  sino  a  tale  momento  e  si cumula a tutti gli
effetti  con  il  trattamento  di  cui  all'articolo  2120 del codice
civile.  Si  applicano  le  disposizioni  del  quarto  e quinto comma
dell'articolo 2120 del codice civile.
  A  parziale deroga del secondo e terzo comma dell'articolo 2120 del
codice  civile,  gli  aumenti  dell'indennita'  di  contingenza  o di
emolumenti  di analoga natura, maturati a partire dal 1 febbraio 1977
e  fino  al  31  maggio 1982, sono computati nella retribuzione annua
utile nelle seguenti misure e scadenze:
    25 punti a partire dal 1 gennaio 1983;
    ulteriori 25 punti a partire dal 1 luglio 1983;
    ulteriori 25 punti a partire dal 1 gennaio 1984;
    ulteriori 25 punti a partire dal 1 luglio 1984;
    ulteriori 25 punti a partire dal 1 gennaio 1985;
    ulteriori 25 punti a partire dal 1 luglio 1985;
    i residui punti a partire dal 1 gennaio 1986.
  In  caso  di  risoluzione  del  rapporto  di  lavoro  anteriormente
all'anno  1986,  gli  aumenti  dell'indennita'  di  contingenza  o di
emolumenti di analoga natura maturati a partire dal 1 febbraio 1977 e
fino  al  31  maggio  1982  e  non ancora computati a norma del comma
precedente,  sono  corrisposti  in  aggiunta  al  trattamento di fine
rapporto maturato.
  Fino  al 31 dicembre 1989, e salvo disposizioni piu' favorevoli dei
contratti  collettivi,  nei  confronti  dei  lavoratori  che all'atto
dell'entrata in vigore della presente legge fruiscono dell'indennita'
di  anzianita'  in  misura inferiore a quella prevista dalla legge 18
dicembre  1960,  n. 1561, le misure espresse in ore o giorni indicate
dai   contratti   collettivi  per  l'indennita'  di  anzianita'  sono
commisurate   proporzionalmente  all'importo  della  retribuzione  di
ciascun anno divisa per 13,5.
  Entro  la  data  di  cui  al comma precedente tutte le categorie di
lavoratori  debbono  fruire  del trattamento previsto dall'articolo 1
della presente legge.
  Le  disposizioni  di  cui  ai  precedenti  quarto e quinto comma si
applicano   anche   al  personale  navigante  con  le  qualifiche  di
"sottufficiale" e di "comune".
  E'   riaperto,  fino  al  31  maggio  1982,  il  termine  stabilito
nell'articolo  23 del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito,
con  modificazioni,  nella  legge  7  giugno  1974,  n.  216,  per il
versamento  degli Accantonamenti e per l'adeguamento dei contratti di
assicurazione  e  capitalizzazione  di cui al decreto-legge 8 gennaio
1942,  n.  5,  convertito,  con  modificazioni, nella legge 2 ottobre
1942, n. 1251.
  Per  l'anno 1982 l'incremento dell'indice dei prezzi al consumo per
le  famiglie  di operai e di impiegati del mese di dicembre e' quello
risultante rispetto all'indice del mese di maggio.
  La  presente  legge  entra  in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 29 maggio 1982

                               PERTINI

                                               SPADOLINI - DI GIESI -
                                                 ANDREATTA - LA MALFA

Visto, il Guardasigilli: DARIDA
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