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LEGGE 3 agosto 2007, n. 123

Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia.

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga
La seguente legge:

                               Art. 1
   Delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa
in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

  1.  Il  Governo e' delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data
di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  uno  o piu' decreti
legislativi  per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti
in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro,
in  conformita'  all'articolo  117  della Costituzione e agli statuti
delle  regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento
e  di  Bolzano,  e  alle  relative  norme di attuazione, e garantendo
l'uniformita'  della  tutela  dei lavoratori sul territorio nazionale
attraverso  il  rispetto  dei  livelli  essenziali  delle prestazioni
concernenti  i  diritti  civili  e  sociali,  anche con riguardo alle
differenze  di  genere  e  alla  condizione  delle  lavoratrici e dei
lavoratori immigrati.
  2.  I  decreti  di  cui  al  comma  1 sono adottati, realizzando il
necessario  coordinamento  con  le disposizioni vigenti, nel rispetto
dei seguenti principi e criteri direttivi generali:
a) riordino  e coordinamento delle disposizioni vigenti, nel rispetto
   delle  normative comunitarie e delle convenzioni internazionali in
   materia, in ottemperanza a quanto disposto dall'articolo 117 della
   Costituzione;
b) applicazione  della normativa in materia di salute e sicurezza sul
   lavoro  a  tutti  i settori di attivita' e a tutte le tipologie di
   rischio,   anche   tenendo   conto   delle  peculiarita'  o  della
   particolare  pericolosita'  degli  stessi  e della specificita' di
   settori ed ambiti lavorativi, quali quelli presenti nella pubblica
   amministrazione,  come  gia'  indicati nell'articolo 1, comma 2, e
   nell'articolo 2, comma 1, lettera b), secondo periodo, del decreto
   legislativo    19   settembre   1994,   n.   626,   e   successive
   (modificazioni,  nel  rispetto  delle  competenze  in  materia  di
   sicurezza  antincendio  come  definite  dal  decreto legislativo 8
   marzo  2006,  n.  139,  e  del  regolamento  (CE) n. 1907/2006 del
   Parlamento  europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, nonche'
   assicurando  il coordinamento, ove necessario, con la normativa in
   materia ambientale;
c) applicazione  della  normativa in materia di tutela della salute e
   sicurezza  sul lavoro a tutti i lavoratori e lavoratrici, autonomi
   e subordinati, nonche' ai soggetti ad essi equiparati prevedendo:
   1)  misure  di  particolare  tutela  per  determinate categorie di
   lavoratori  e  lavoratrici  e per specifiche tipologie di lavoro o
   settori di attivita';
   2)  adeguate  e  specifiche  misure  di  tutela  per  i lavoratori
   autonomi,  in  relazione ai rischi propri delle attivita' svolte e
   secondo   i   principi   della   raccomandazione  2003/134/CE  del
   Consiglio, del 18 febbraio 2003;
d) semplificazione  degli adempimenti meramente formali in materia di
   salute  e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, nel pieno
   rispetto  dei  livelli  di  tutela,  con particolare riguardo alle
   piccole,   medie   e   micro   imprese;  previsione  di  forme  di
   unificazione documentale;
e) riordino   della  normativa  in  materia  di  macchine,  impianti,
   attrezzature  di  lavoro,  opere  provvisionali  e  dispositivi di
   protezione   individuale,   al   fine  di  operare  il  necessario
   coordinamento  tra  le  direttive di prodotto e quelle di utilizzo
   concernenti  la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro e di
   razionalizzare il sistema pubblico di controllo;
f) riformulazione  e  razionalizzazione  dell'apparato sanzionatorio,
   amministrativo  e  penale, per la violazione delle norme vigenti e
   per   le   infrazioni  alle  disposizioni  contenute  nei  decreti
   legislativi  emanati  in  attuazione della presente legge, tenendo
   conto  della  responsabilita'  e  delle funzioni svolte da ciascun
   soggetto    obbligato,    con   riguardo   in   particolare   alla
   responsabilita'  del  preposto, nonche' della natura sostanziale o
   formale della violazione, attraverso:
   1)  la  modulazione  delle  sanzioni  in  funzione  del  rischio e
   l'utilizzazione di strumenti che favoriscano la regolarizzazione e
   l'eliminazione  del pericolo da parte dei soggetti destinatari dei
   provvedimenti   amministrativi,   confermando  e  valorizzando  il
   sistema del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758;
   2)   la   determinazione  delle  sanzioni  penali  dell'arresto  e
   dell'ammenda,  previste  solo nei casi in cui le infrazioni ledano
   interessi   generali  dell'ordinamento,  individuati  in  base  ai
   criteri  ispiratori degli articoli 34 e 35 della legge 24 novembre
   1981,  n.  689,  e  successive  modificazioni, da comminare in via
   esclusiva   ovvero   alternativa,   con   previsione   della  pena
   dell'ammenda  fino  a  euro  ventimila  per le infrazioni formali,
   della  pena  dell'arresto  fino  a  tre  anni per le infrazioni di
   particolare  gravita',  della  pena  dell'arresto  fino a tre anni
   ovvero dell'ammenda fino a euro centomila negli altri casi;
   3)  la previsione defila sanzione ami-ninistrativa consistente nel
   pagamento  di  una  somma  di denaro fino ad euro centomila per le
   infrazioni non punite con sanzione penale;
   4)  la  graduazione  delle misure interdittive in dipendenza della
   particolare gravita' delle disposizioni violate;
   5)  il  riconoscimento ad organizzazioni sindacali ed associazioni
   dei  familiari  delle vittime della possibilita' di esercitare, ai
   sensi e per gli effetti di cui agli articoli 91 e 92 del codice di
   procedura  penale, i diritti e le facolta' attribuiti alla persona
   offesa,  con  riferimento  ai  reati commessi con violazione delle
   norme  per  la  prevenzione  degli infortuni sul lavoro o relative
   all'igiene  del  lavoro  o  che  abbiano  determinato una malattia
   professionale;
   6)  la previsione della destinazione degli introiti delle sanzioni
   pecuniarie  per  interventi mirati alla prevenzione, a campagne di
   informazione  e  alle  attivita'  dei  dipartimenti di prevenzione
   delle aziende sanitarie locali;
g) revisione  dei requisiti, delle tutele, delle attribuzioni e delle
   funzioni  dei  soggetti  del  sistema  di  prevenzione  aziendale,
   compreso  il  medico  competente, anche attraverso idonei percorsi
   formativi,  con particolare riferimento al rafforzamento del ruolo
   del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale;
   introduzione della figura del rappresentante dei lavoratori per la
   sicurezza di sito produttivo;
h) rivisitazione  e  potenziamento  delle  funzioni  degli  organismi
   paritetici,   anche   quali   strumento   di  aiuto  alle  imprese
   nell'individuazione  di soluzioni tecniche e organizzative dirette
   a  garantire  e  migliorare la tutela della salute e sicurezza sul
   lavoro;
i) realizzazione di un coordinamento su tutto il territorio nazionale
   delle attivita' e delle politiche in materia di salute e sicurezza
   sul  lavoro,  finalizzato  all'emanazione  di  indirizzi  generali
   uniformi  e  alla  promozione  dello scambio di informazioni anche
   sulle   disposizioni   italiane   e   comunitarie   in   corso  di
   approvazione,   nonche'   ridefinizione   dei   compiti   e  della
   composizione,   da   prevedere  su  base  tripartita  e  di  norma
   paritetica  e  nel rispetto delle competenze delle regioni e delle
   province  autonome  di  cui  all'articolo  117 della Costituzione,
   della  commissione  consultiva permanente per la prevenzione degli
   infortuni  e  l'igiene  del  lavoro  e  dei  comitati regionali di
   coordinamento;
l) valorizzazione,  anche  mediante  rinvio  legislativo,  di accordi
   aziendali,  territoriali e nazionali, nonche', su base volontaria,
   dei codici di condotta ed etici e delle buone prassi che orientino
   i  comportamenti  dei  datori  di lavoro, anche secondo i principi
   della  responsabilita'  sociale,  dei  lavoratori  e  di  tutti  i
   soggetti  interessati,  ai  fini  del miglioramento dei livelli di
   tutela definiti legislativamente;
m) previsione  di  un  sistema  di qualificazione delle imprese e dei
   lavoratori  autonomi,  fondato  sulla specifica esperienza, ovvero
   sulle  competenze e conoscenze in materia di tutela della salute e
   sicurezza  sul  lavoro,  acquisite  attraverso  percorsi formativi
   mirati;
n) definizione     di     un     assetto     istituzionale    fondato
   sull'organizzazione e circolazione delle informazioni, delle linee
   guida  e  delle buone pratiche utili a favorire la promozione e la
   tutela  della  salute  e sicurezza sul lavoro, anche attraverso il
   sistema  informativo  nazionale  per  la prevenzione nei luoghi di
   lavoro,  che  valorizzi  le  competenze  esistenti ed elimini ogni
   sovrapposizione o duplicazione di interventi;
o) previsione  della  partecipazione  delle  parti sociali al sistema
   informativo, costituito da Ministeri, regioni e province autonome,
   Istituto  nazionale  per  l'assicurazione contro gli infortuni sul
   lavoro  (INAIL),  Istituto  di previdenza per il settore marittimo
   (IPSEMA)  e  Istituto  superiore per la prevenzione e la sicurezza
   del  lavoro  (ISPESL),  con  il contributo del Consiglio nazionale
   dell'economia  e  del  lavoro (CNEL), e del concorso allo sviluppo
   del   medesimo   da  parte  degli  organismi  paritetici  e  delle
   associazioni  e degli istituti di settore a carattere scientifico,
   ivi compresi quelli che si occupano della salute delle donne;
p) promozione  della  cultura e delle azioni di prevenzione ((. . .))
   attraverso:
   1)  la  realizzazione di un sistema di governo per la definizione,
   tramite forme di partecipazione tripartita, di progetti formativi,
   con  particolare  riferimento alle piccole, medie e micro imprese,
   da  indirizzare,  anche attraverso il sistema della bilateralita',
   nei  confronti  di  tutti  i  soggetti  del sistema di prevenzione
   aziendale;
   2)  il  finanziamento  degli  investimenti  in materia di salute e
   sicurezza  sul  lavoro delle piccole, medie e micro imprese, i cui
   oneri  siano  sostenuti dall'INAIL, nell'ambito e nei limiti delle
   spese  istituzionali  dell'Istituto.  Per  tali finanziamenti deve
   essere garantita la semplicita' delle procedure;
   3)  la  promozione  e la divulgazione della cultura della salute e
   della  sicurezza  sul lavoro all'interno dell'attivita' scolastica
   ed  universitaria e nei percorsi di formazione, nel rispetto delle
   disposizioni  vigenti e in considerazione dei relativi principi di
   autonomia didattica e finanziaria;
q) razionalizzazione  e  coordinamento  delle  strutture  centrali  e
   territoriali  di  vigilanza  nel  rispetto  dei  principi  di  cui
   all'articolo  19 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758,
   e  dell'articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 19 settembre
   1994,  n. 626, e successive modificazioni, al fine di rendere piu'
   efficaci   gli   interventi   di  pianificazione,  programmazione,
   promozione  della  salute,  vigilanza,  nel rispetto dei risultati
   verificati,  per  evitare  sovrapposizioni, duplicazioni e carenze
   negli  interventi  e  valorizzando le specifiche competenze, anche
   riordinando  il sistema delle amministrazioni e degli enti statali
   aventi compiti di prevenzione, formazione e controllo in materia e
   prevedendo criteri uniformi ed idonei strumenti di coordinamento;
r) esclusione  di  qualsiasi onere finanziario per il lavoratore e la
   lavoratrice  subordinati  e  per  i soggetti ad essi equiparati in
   relazione all'adozione delle misure relative alla sicurezza e alla
   salute dei lavoratori e delle lavoratrici;
s) revisione  della normativa in materia di appalti prevedendo misure
   dirette a:
   1)  migliorare  l'efficacia  della  responsabilita'  solidale  tra
   appaltante  ed  appaltatore e il coordinamento degli interventi di
   prevenzione dei rischi, con particolare riferimento ai subappalti,
   anche  attraverso  l'adozione  di  meccanismi  che  consentano  di
   valutare l'idoneita' tecnico-professionale delle imprese pubbliche
   e  private,  considerando  il  rispetto  delle norme relative alla
   salute  e  sicurezza  dei  lavoratori  nei  luoghi di lavoro quale
   elemento  vincolante per la partecipazione alle gare relative agli
   appalti  e  subappalti  pubblici  e per l'accesso ad agevolazioni,
   finanziamenti e contributi a carico della finanza pubblica;
   2) modificare il sistema di assegnazione degli appalti pubblici al
   massimo  ribasso,  al  fine  di  garantire  che l'assegnazione non
   determini  la  diminuzione  del  livello  di tutela della salute e
   della sicurezza dei lavoratori;
   3)  modificare  la  disciplina  del  codice dei contratti pubblici
   relativi  a  lavori,  servizi  e  forniture,  di  cui  al  decreto
   legislativo  12  aprile  2006,  n.  163,  prevedendo  che  i costi
   relativi alla sicurezza debbano essere specificamente indicati nei
   bandi  di  gara  e  risultare  congrui rispetto all'entita' e alle
   caratteristiche  dei lavori, dei servizi o delle forniture oggetto
   di appalto;
t) rivisitazione  delle  modalita'  di  attuazione della sorveglianza
   sanitaria, adeguandola alle differenti modalita' organizzative del
   lavoro, ai particolari tipi di lavorazioni ed esposizioni, nonche'
   al  criteri  ed  alle linee Guida scientifici piu' avanzati, anche
   con   riferimento  al  prevedibile  momento  di  insorgenza  della
   malattia:
u) rafforzare  e  garantire  le  tutele  previste dall'articolo 8 del
   decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
v) introduzione    dello    strumento   dell'   interpello   previsto
   dall'articolo  9 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, e
   successive   modificazioni,  relativamente  a  quesiti  di  ordine
   generale   sull'applicazione   della   normativa  sulla  salute  e
   sicurezza  nei luoghi di lavoro, individuando il soggetto titolare
   competente a fornire tempestivamente la risposta.
  3.  1  decreti  di cui al presente articolo non possono disporre un
abbassamento  dei  livelli  di protezione, di sicurezza e di tutela o
una  riduzione dei diritti e delle prerogative dei lavoratori e delle
loro rappresentanze.
  4. I decreti di cui al presente articolo sono adottati nel rispetto
della procedura di cui all'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n.
400,  su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale,
della  salute,  delle infrastrutture, limitatamente a quanto previsto
dalla lettera s) del comma 2, dello sviluppo economico, limitatamente
a  quanto  previsto  dalla lettera e) del comma 2, di concerto con il
Ministro  per  le  politiche europee, il Ministro della giustizia, il
Ministro   dell'economia   e   delle  finanze  e  il  Ministro  della
solidarieta'  sociale,  limitatamente a quanto previsto dalla lettera
l)  del  comma  2, nonche' gli altri Ministri competenti per materia,
acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni  e  le province autonome di Trento e di Bolzano e
sentite  le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei
lavoratori e dei datori di lavoro.
  5.  Gli  schemi dei decreti legislativi, a seguito di deliberazione
preliminare  del  Consiglio  dei ministri, sono trasmessi alla Camera
dei  deputati  ed al Senato della Repubblica perche' su di essi siano
espressi,  entro quaranta giorni dalla data di trasmissione, i pareri
delle  Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari.
Decorso  tale  termine  i  decreti sono emanati anche in mancanza dei
pareri.  Qualora il termine per l'espressione dei pareri parlamentari
di  cui  al  presente  comma scada nei trenta giorni che precedono la
scadenza  dei  termini  previsti  ai  commi  1 e 6 o successivamente,
questi ultimi sono prorogati di tre mesi.
  6. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti di
cui al comma 1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati
dal  presente  articolo,  il  Governo  puo'  adottare,  attraverso la
procedura  di  cui  ai  commi  4  e  5,  disposizioni  integrative  e
correttive dei decreti medesimi.
  7.  Dall'attuazione  dei  criteri  di  delega  recati  dal presente
articolo,  con  esclusione  di  quelli di cui al comma 2, lettera p),
numeri  1)  e 2), non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della  finanza pubblica. A tale fine, per gli adempimenti dei decreti
attuativi   della   presente  delega  le  amministrazioni  competenti
provvedono   attraverso   una  diversa  allocazione  delle  ordinarie
risorse,  umane,  strumentali  ed economiche, allo stato in dotazione
alle medesime amministrazioni.
  ((7-bis. Per l'attuazione del principio di delega di cui al comma 2, lettera p), e' previsto uno stanziamento di 50 milioni di euro a decorrere dal 1° gennaio 2008 )).
                               Art. 2
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81))
                               Art. 3
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81))
                               Art. 4
 Disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

  1.  Con  decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri, previa
intesa  sancita,  ai  sensi  dell'articolo  8, comma 6, della legge 5
giugno  2003,  n.  131,  in  sede  di  Conferenza  unificata  di  cui
all'articolo  8  del  decreto  legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e'
disciplinato  il  coordinamento  delle  attivita'  di  prevenzione  e
vigilanza  in  materia  di salute e sicurezza sul lavoro, affidato ai
comitati  regionali  di  coordinamento  di  cui  all'articolo  27 del
decreto  legislativo  19  settembre  1994,  n. 626, ed al decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  ministri 5 dicembre 1997, pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 1998. In particolare,
sono individuati:
a) nell'ambito  della  normativa  gia' prevista in materia, i settori
   prioritari  di  intervento  dell'azione  di  vigilanza, i piani di
   attivita'   ed   i   progetti   operativi  da  attuare  a  livello
   territoriale;
b) l'esercizio  di  poteri  sostitutivi  in  caso di inadempimento da
   parte di amministrazioni ed enti pubblici.
  2.   Fino  all'emanazione  del  decreto  di  cui  al  comma  1,  il
coordinamento  delle  attivita' di prevenzione e vigilanza in materia
di  salute  e sicurezza sul lavoro e' esercitato dal presidente della
provincia  o da assessore da lui delegato, nei confronti degli uffici
delle  amministrazioni  e degli enti pubblici territoriali rientranti
nell'ambito di competenza.
  3.  Entro  tre  mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge,  il  Ministero  della  salute, il Ministero del lavoro e della
previdenza  sociale,  le  regioni,  le province autonome, l'INAIL, l'
IPSEMA,  l'ISPESL  e le altre amministrazioni aventi competenze nella
materia  predispongono le attivita' necessarie per l'integrazione dei
rispettivi  archivi  informativi,  anche  attraverso  la creazione di
banche   dati  unificate  relative  ai  singoli  settori  o  comparti
produttivi,  e  per  il coordinamento delle attivita' di vigilanza ed
ispettive  in  materia  di prevenzione e sicurezza dei lavoratori, da
realizzare  utilizzando le ordinarie risorse economiche e strumentali
in  dotazione  alle  suddette amministrazioni. I dati contenuti nelle
banche  dati  unificate  sono  resi pubblici, con esclusione dei dati
sensibili  previsti  dal  codice  in  materia  di protezione dei dati
personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
  4. Le risorse stanziate a decorrere dall'anno 2007 dall'articolo 1,
comma  545,  della  legge  27  dicembre  2006,  n. 296, relative alle
finalita'  di cui alla lettera a) del comma 544 del medesimo articolo
1, vengono cosi' utilizzate per il solo esercizio finanziario 2007:
a) 4.250.000  euro  per l'immissione in servizio del personale di cui
   all'articolo  1,  comma  544,  lettera a), della legge 27 dicembre
   2006, n. 296, a partire dal l° luglio 2007;
b) 4.250.000  euro per finanziare il funzionamento e il potenziamento
   dell'attivita'  ispettiva,  la  costituzione di appositi nuclei di
   pronto intervento e per l'incremento delle dotazioni strumentali.
  5. Per la ripartizione delle risorse di cui al comma 4, il Ministro
dell'economia  e delle finanze, su proposta del Ministro del lavoro e
della  previdenza  sociale,  e'  autorizzato ad apportare, con propri
decreti,   le  occorrenti  variazioni  di  bilancio  nello  stato  di
previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.
  6.  Il  personale amministrativo degli istituti previdenziali, che,
ai  sensi  dell'articolo  13  della  legge  24 novembre 1981, n. 689,
accerta  d'ufficio  violazioni  amministrative sanabili relative alla
disciplina  in materia previdenziale, applica la procedura di diffida
di  cui  all'articolo  13  del decreto legislativo 24 aprile 2004, n.
124.
  7.  Nel  rispetto  delle  disposizioni  e  dei principi vigenti, il
Ministero  del lavoro e della previdenza sociale e il Ministero della
pubblica   istruzione   avviano   a  decorrere  dall'anno  scolastico
2007/2008,  nell'ambito  delle  dotazioni  finanziarie e di personale
disponibili  e  dei Programmi operativi nazionali (PON) obiettivo 1 e
obiettivo   2,  a  titolarita'  del  Ministero  del  lavoro  e  della
previdenza  sociale, progetti sperimentali in ambito scolastico e nei
percorsi  di  formazione professionale volti a favorire la conoscenza
delle  tematiche  in  materia  di  sicurezza  e  salute sui luoghi di
lavoro.
                               Art. 5
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81))
                               Art. 6
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81))
                               Art. 7
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81))
                               Art. 8
             Modifiche all'articolo 86 del codice di cui
            al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163

  1.  All'articolo  86  del  codice dei contratti pubblici relativi a
lavori,  servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile
2006,   n.  163,  e  successive  modificazioni,  il  comma  3-bis  e'
sostituito dai seguenti:
"3-bis.   Nella   predisposizione  delle  gare  di  appalto  e  nella
valutazione   dell'anomalia   delle   offerte   nelle   procedure  di
affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture,
gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico
sia  adeguato  e  sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo
relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato
e  risultare  congruo rispetto all'entita' e alle caratteristiche dei
lavori, dei `servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il
costo  del lavoro e' determinato periodicamente, in apposite tabelle,
dal  Ministro  del  lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei
valori  economici  previsti dalla contrattazione collettiva stipulata
dai'  sindacati comparativamente piu' rappresentativi, delle norme in
materia   previdenziale   ed   assistenziale,   dei  diversi  settori
merceologici  e  delle  differenti  aree territoriali. In mancanza di
contratto  collettivo applicabile, il costo del lavoro e' determinato
in  relazione  al  contratto collettivo del settore merceologico piu'
vicino a quello preso in considerazione.
3-ter.  Il  costo  relativo  alla  sicurezza non puo' essere comunque
soggetto a ribasso d'asta".
                               Art. 9
       Modifica del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

  1. Dopo l'articolo 25-sexies del decreto legislativo 8 giugno 2001,
n. 231, e' inserito il seguente:
"Art.  25-septies.  -  (Omicidio  colposo  e  lesioni colpose gravi o
gravissime,  commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e
sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro) - 1. In relazione
ai  delitti  di  cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice
penale,  commessi  con  violazione  delle  norme antinfortunistiche e
sulla  tutela  dell'igiene  e della salute sui lavoro, si applica una
sanzione pecuniaria in misura non inferiore a mille quote.
2.  Nel  caso  di  condanna per uno dei delitti di cui al comma 1, si
applicano  le  sanzioni  interdittive di cui all'articolo 9, comma 2,
per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno".
                               Art. 10
                          Credito d'imposta

  1.  A  decorrere  dal  2008, ai datori di lavoro e' concesso per il
biennio 2008-2009, in via sperimentale, entro un limite di spesa pari
a 20 milioni di euro annui, un credito d'imposta nella misura massima
del  50  per  cento  delle  spese sostenute per la partecipazione dei
lavoratori  a programmi e percorsi certificati di carattere formativo
in materia di tutela e sicurezza sul lavoro. Con decreto del Ministro
del  lavoro  e  della previdenza sociale sono stabiliti, ai soli fini
del  beneficio  di  cui  al  presente comma, i criteri e le modalita'
della  certificazione  della  formazione. Il Ministro dell'economia e
delle  finanze,  di  concerto  con  il  Ministro  del  lavoro e della
previdenza  sociale,  emana,  ogni  anno,  uno  o  piu'  decreti  per
determinare  il  riparto  delle risorse tra i beneficiari. Il credito
d'imposta  di  cui  al presente comma puo' essere fruito nel rispetto
dei limiti derivanti dall'applicazione della disciplina dei minimi di
cui  al  regolamento  (CE)  n.  1998/2006  della  Commissione, del 15
dicembre 2006.
  2.  All'onere  derivante  dall'applicazione  del comma 1, pari a 20
milioni  di  euro  per  ciascuno  degli anni 2008 e 2009, si provvede
mediante  utilizzo di una corrispondente quota del Fondo di rotazione
per la formazione professionale e l'accesso al Fondo sociale europeo,
di  cui  all'articolo  25  della  legge  21  dicembre 1978, n. 845, e
all'articolo  9,  comma  5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.236.
                               Art. 11
   (Modifica dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296)

  1.  All'articolo  1  della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il comma
1198 e' sostituito dal seguente:
"1198.  Nei  confronti  dei  datori  di  lavoro  che hanno presentato
l'istanza  di regolarizzazione di cui al comma 1192, per la durata di
un  anno  a  decorrere  dalla  data di presentazione, sono sospese le
eventuali  ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo e
vigilanza nelle materie oggetto della regolarizzazione, ad esclusione
di  quelle  concernenti  la  tutela  della  salute e la sicurezza dei
lavoratori.   Resta   ferma  la  facolta'  dell'organo  ispettivo  di
verificare  la  fondatezza  di eventuali elementi nuovi che dovessero
emergere  nelle  materie  oggetto  della  regolarizzazione,  al  fine
dell'integrazione della regolarizzazione medesima da parte del datore
di   lavoro.  L'efficacia  estintiva  di  cui  al  comma  1197  resta
condizionata  al  completo  adempimento  degli obblighi in materia di
salute e sicurezza dei lavoratori".
                               Art. 12
                 Assunzione di ispettori del lavoro

  1.  Al fine di fronteggiare il fenomeno degli infortuni mortali sul
lavoro e di rendere piu' incisiva la politica di contrasto del lavoro
sommerso,  il  Ministero  del  lavoro  e  della previdenza sociale e'
autorizzato  all'immissione  in  servizio,  a  decorrere  dal mese di
gennaio  2008,  nel  numero  massimo  complessivo  di  300  unita' di
personale  risultato  idoneo a seguito dello svolgimento dei concorsi
pubblici  regionali  per  esami,  rispettivamente,  a  795  posti  di
ispettore  del  lavoro,  bandito il 15 novembre 2004, e a 75 posti di
ispettore tecnico del lavoro, bandito il 16 novembre 2004, per l'arca
funzionale  C,  posizione  economica C2, per gli uffici del Ministero
del lavoro e della previdenza sociale.
  2.  In  connessione  con le immissioni in servizio del personale di
cui  al comma 1, per le spese relative all'incremento delle attivita'
ispettive,  all'aggiornamento,  alla  formazione,  alle attrezzature,
nonche' per i buoni pasto, per lavoro straordinario e per le missioni
svolte  dal  medesimo  personale e' autorizzata,a decorrere dall'anno
2008, la spesa di euro 9.448.724.
  3.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del comma 1, valutato in
euro  10.551.276  a  decorrere dall'anno 2008, e del comma 2, pari ad
euro  9.448.724  a decorrere dall'anno medesimo, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2007-2009, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia e delle finanze per l'anno 2007, utilizzando
la  proiezione  di  parte  dell'accantonamento  relativo al Ministero
della solidarieta' sociale.
  4.   Il   Ministro   dell'economia  e  delle  finanze  provvede  al
monitoraggio  degli  oneri di cui al presente articolo, anche ai fini
dell'adozione   dei  provvedimenti  correttivi  di  cui  all'articolo
11-ter,  comma  7,  della  legge  5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni.  Gli  eventuali decreti emanati ai sensi dell'articolo
7, secondo comma, numero 2), della legge 5 agosto 1978, n. 468, prima
dell'entrata  in  vigore  dei  provvedimenti o delle misure di cui al
periodo  precedente,  sono  tempestivamente  trasmessi  alle  Camere,
corredati da apposite relazioni illustrative.
  5.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
      Data a Roma, addi' 3 agosto 2007

                             NAPOLITANO

                              Prodi,  Presidente  del  Consiglio  dei
                              Ministri
                              Damiano,  Ministro  del  lavoro e della
                              previdenza sociale
                              Turco, Ministro della salute

Visto, il Guardasigilli: Mastella

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