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LEGGE 30 marzo 1971 , n. 118

Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili.

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.
                            (Conversione)

  E'  convertito  in  legge  il  decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5,
concernente provvidenze a favore dei mutilati ed invalidi civili.
                               Art. 2.
               (Nuove norme e soggetti aventi diritto)

  Le  disposizioni  del  decreto-legge  30  gennaio 1971, n. 5, hanno
efficacia  fino  al  30  aprile 1971. A partire dal 1 maggio 1971, in
favore  dei  mutilati ed invalidi civili si applicano le norme di cui
agli articoli seguenti.
  Agli  effetti  della  presente  legge,  si  considerano mutilati ed
invalidi  civili  i  cittadini  affetti  da  minorazioni  congenite o
acquisite,  anche  a  carattere  progressivo, compresi gli irregolari
psichici  per  oligofrenie  di  carattere  organico  o dismetabolico,
insufficienze  mentali  derivanti  da difetti sensoriali e funzionali
che   abbiano   subito   una  riduzione  permanente  della  capacita'
lavorativa  non  inferiore  a  un  terzo o, se minori di anni 18, che
abbiano  difficolta'  persistenti  a svolgere i compiti e le funzioni
proprie della loro eta'.
  Ai  soli  fini  dell'assistenza socio-sanitaria e della concessione
dell'indennita'   di  accompagnamento,  si  considerano  mutilati  ed
invalidi  i  soggetti  ultrasessantacinquenni che abbiano difficolta'
persistenti  a  svolgere  i  compiti e le funzioni proprie della loro
eta'.
  Sono  esclusi  gli  invalidi  per  cause  di  guerra, di lavoro, di
servizio, nonche' i ciechi e i sordomuti per i quali provvedono altre
leggi.((11))
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AGGIORNAMENTO (11)
  La  Corte  Costituzionale  con sentenza 14-22 giugno 1989, n.346(in
G.U.  1°  s.s.  28/06/1989,  n.26)  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale  del  combinato  disposto  degli artt. 1, primo comma,
della  legge  11  febbraio 1980, n. 18 (Indennita' di accompagnamento
agli  invalidi  civili  totalmente  inabili) e 2, quarto comma, della
legge  30  marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del decreto-legge
30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore di mutilati ed invalidi
civili)  nella  parte  in  cui  esclude  che ad integrare lo stato di
totale inabilita' con diritto all'indennita' di accompagnamento possa
concorrere, con altre minorazioni, la cecita' parziale."
                               Art. 3.
                       (Assistenza sanitaria)

  Fino  all'entrata  in  vigore  della riforma sanitaria il Ministero
della   sanita'   provvede  direttamente  o  tramite  i  suoi  organi
periferici  all'assistenza  sanitaria  protesica e specifica a favore
dei  mutilati  ed  invalidi di cui allo articolo 2, avviandoli se del
caso presso centri di ricupero della provincia o della regione in cui
risiedono e, soltanto nei casi di comprovata impossibilita', di altra
regione viciniore.
  Il   Ministero   della   sanita'   provvede  altresi'  direttamente
all'erogazione  dell'assistenza generica, farmaceutica, specialistica
e  ospedaliera  a favore degli invalidi e mutilati civili, ricoverati
in  istituti  convenzionati  con  il  Ministero  stesso  per tutto il
periodo  in  cui  dura  il  ricovero,  ove  per  tale  assistenza non
provvedano enti mutualistici e assicurativi.
  L'assistenza  di  cui al comma precedente e' erogata anche a favore
dei  minori  degli  anni  18  ricoverati  a degenza diurna nei centri
convenzionati col Ministero della sanita'.
  L'assistenza  sanitaria  specifica  puo'  attuarsi  nella  forma di
trattamento domiciliare o ambulatoriale, a degenza diurna o a degenza
residenziale.
  Il Ministero della sanita', ai fini dell'assistenza contemplata nei
precedenti   commi,   puo'   stipulare   convenzioni   con   cliniche
universitarie,  con  ospedali,  con enti, associazioni ed istituzioni
pubbliche e private che gestiscono idonei centri medico-sociali e che
siano  sottoposti  alla  sua vigilanza e offrano adeguate prestazioni
educative, medico-psicologiche e di servizio sociale.
                               Art. 4.
          (Centri di riabilitazione, ricerca e prevenzione)

  Il  Ministero  della  sanita',  nei limiti di spesa previsti, dalla
presente  legge  per l'assistenza sanitaria e in misura non superiore
ai  due  miliardi di lire, ha facolta' di concedere contributi a enti
pubblici e a persone giuridiche private non aventi finalita' di lucro
per la costruzione, la trasformazione, l'ampliamento, l'impianto e il
miglioramento   delle  attrezzature  dei  centri  di  riabilitazione,
nonche' di altre istituzioni terapeutiche quali focolari, pensionati,
comunita' di tipo residenziale e simili.
  Tutti  i centri ad internato o a seminternato che ospitino invalidi
civili  di  eta'  inferiore  ai  18  anni  debbono istituire corsi di
istruzione   per  l'espletamento  e  il  completamento  della  scuola
dell'obbligo.
  Le  istituzioni  private per l'assistenza agli invalidi civili sono
sottoposte  al  controllo  e  alla  sorveglianza  del Ministero della
sanita'.  La  loro  denominazione deve contenere sempre l'indicazione
"privato" o "privata".
  Non   possono   essere   usate  denominazioni  atte  ad  ingenerare
confusione  con gli istituti ed enti medico-psicopedagogici pubblici.
Chiunque   intenda  aprire,  ampliare  o  trasformare  un  centro  di
riabilitazione  privato, deve inoltrare domanda al medico provinciale
e  adempiere  alle  prescrizioni  tecnico-assistenziali del Ministero
della  sanita'  e  del  Consiglio  provinciale  di sanita'. Il medico
provinciale,  in  caso  di  inadempienza  alle  prescrizioni inserite
nell'atto  di autorizzazione, puo' diffidare l'istituzione privata ad
eliminarle, ordinare la chiusura del centro fino ad un periodo di tre
mesi  e  puo', in caso di ripetute infrazioni o disfunzioni, revocare
l'autorizzazione  di  apertura,  sentito  il Consiglio provinciale di
sanita'.
  Il  Ministero  della  sanita' ha facolta' altresi' di concedere nei
limiti degli stanziamenti previsti per l'assistenza sanitaria e nella
misura non superiore a un miliardo:
    a) contributi alle scuole di cui al successivo articolo 5 e borse
di studio per la formazione di personale specializzato;
    b)  contributi  a  enti pubblici e persone giuridiche private non
aventi  finalita'  di lucro per stimolare lo studio sulla prevenzione
ed  i  servizi  sanitari,  psicologici  e sociologici, concernenti le
principali malattie, a carattere congenito o acquisito e progressivo,
che causano motolesioni, neurolesioni o disadattamenti sociali.
                               Art. 5.
               (Personale ed educatori specializzati)

  Presso  le  universita'  e  presso  enti pubblici e privati possono
essere istituite scuole per la formazione di assistenti-educatori, di
assistenti sociali specializzati e di personale paramedico.
  Il  riconoscimento delle scuole presso enti avviene con decreto del
Ministro  per  la pubblica istruzione di concerto con il Ministro per
la sanita'.
  I  programmi,  l'ordinamento dei tirocini e i requisiti dei docenti
sono stabiliti con decreto del Ministro per la pubblica istruzione di
concerto con il Ministro per la sanita'.
                               Art. 6.
           (Accertamento delle condizioni di minorazione)

  L'accertamento  delle  condizioni di minorazione degli aspiranti ai
fini  dei  benefici  previsti  dalla  presente legge e' effettuato in
ciascuna provincia dalla commissione sanitaria di cui all'articolo 7,
nominata  dal  prefetto  su  proposta del medico provinciale e che ha
sede  presso  l'ufficio  del  medico  provinciale. Ove necessario, il
prefetto  su  richiesta  del  medico provinciale puo' nominare con la
stessa  procedura  piu' commissioni le quali possono avere sede anche
in  altri  comuni  della  provincia  presso  l'ufficio dell'ufficiale
sanitario.
                               Art. 7.
          (Commissione sanitaria provinciale: composizione)

  ((La commissione sanitaria provinciale e' composta: dal medico provinciale che la presiede; da un ispettore medico del lavoro o da altro medico scelto dal capo dell'ispettorato provinciale del lavoro preferibilmente tra i medici previdenziali o fra gli specialisti in medicina legale o del lavoro, ovvero tra gli specialisti in igiene generale e speciale; da un medico designato dall'Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi civili di cui alla legge 23 aprile 1965, n. 458)).
  Qualora   si   tratti   di  accertare  anomalie  neuropsichiche  la
commissione  e'  integrata  da  un medico specializzato in discipline
neuropsichiatriche  ovvero da un medico in servizio presso ospedali o
cliniche  psichiatriche  o altre istituzioni psichiatriche pubbliche,
designato dall'ordine dei medici della provincia.
  In  questa  ipotesi,  in  caso  di  parita',  prevale  il  voto del
Presidente.
  Il  medico  provinciale  puo'  designare  in sua sostituzione a far
parte  della  commissione, con funzioni di presidente, un funzionario
medico dell'ufficio del medico provinciale o un ufficiale sanitario o
un   altro   medico   dell'ufficio  comunale  di  igiene.  Il  medico
provinciale e' tenuto ad effettuare tale designazione nel caso in cui
egli faccia parte della commissione sanitaria regionale.
  Le  funzioni  di  segretario  della commissione sono esercitate, su
designazione  del  medico  provinciale,  da  un funzionario del ruolo
della  carriera direttivo-amministrativa o della carriera di concetto
dei segretari dei Ministeri della sanita' o dell'interno o del lavoro
e  previdenza  sociale  o  dal  segretario  del  comune presso il cui
ufficio sanitario ha sede la commissione.
                               Art. 8.
          (Compiti della commissione sanitaria provinciale)

  La commissione sanitaria provinciale ha il compito di:
    a)  accertare  la  minorazione  degli  invalidi e mutilati di cui
all'articolo 2 della presente legge e la causa invalidante nonche' di
valutare il grado di minorazione;
    b) valutare se la minorazione puo' essere ridotta mediante idoneo
trattamento  di  riabilitazione e dichiarare se la minorazione stessa
impedisca la frequenza dei corsi normali di addestramento;
    c)  valutare  la  necessita'  o  l'opportunita'  di  accertamenti
psico-diagnostici ed esami attitudinali.
  I nominativi dei mutilati ed invalidi civili che hanno diritto alla
pensione  di  inabilita' o all'assegno di assistenza sono comunicati,
entro  tre  giorni  alle  prefetture,  a  cura  del  segretario della
commissione.
  Entro  dieci giorni, dalla data della riunione, il segretario della
commissione     deve     comunicare    agli    interessati    l'esito
dell'accertamento diagnostico.
  Gli  elenchi  dei  nominativi,  di  cui  al  comma precedente, sono
trasmessi  contemporaneamente  anche  alla Associazione nazionale dei
mutilati ed invalidi civili di cui alla legge 23 aprile 1965, n. 458,
a cura del segretario della commissione.
  L'accertamento  della  minorazione  e  della causa invalidante e la
valutazione  della  natura  e del grado di invalidita' degli invalidi
civili,   affetti   da  minorazione  fisica,  sono  effettuati  dalla
commissione   provinciale   anche  ai  fini  della  iscrizione  degli
interessati  nell'elenco  di cui all'articolo 19 della legge 2 aprile
1968, n. 482.
  La  dichiarazione  di  inabilita' permanente o di irrecuperabilita'
deve  essere  emessa  dopo  approfonditi  accertamenti diagnostici da
effettuarsi  presso  centri  o cliniche specializzate e dopo adeguato
periodo di osservazione o degenza.
                               Art. 9.
                  (Commissioni regionali sanitarie)

  Contro   il   giudizio  della  commissione  sanitaria  provinciale,
l'interessato  puo'  presentare ricorso in carta libera, entro trenta
giorni   dalla  ricevuta  comunicazione,  aia  commissione  sanitaria
regionale  costituita  presso  l'ufficio  del  medico provinciale del
capoluogo  della  regione  e  composta dal medico provinciale, che la
presiede;  da un docente universitario di medicina o da un medico che
svolga  funzioni  di  primario preferibilmente residenti in un comune
della  regione,  da  un ispettore medico del lavoro o da altro medico
designato  dal  capo  dell'ispettorato  regionale  del  lavoro, da un
medico  specialista  in  discipline neuropsichiatriche e da un medico
designato  dall'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili
di cui alla legge 23 aprile 1965, n. 458.
  Le  commissioni  sanitarie regionali sono nominate dal Ministro per
la sanita'.
  Le  funzioni  di  segretario  sono esercitate da un funzionario del
ruolo  della  carriera  direttiva-amministrativa  dei Ministeri della
sanita' o dell'interno o del lavoro e della previdenza sociale.
  La  decisione  della  commissione  sanitaria regionale ha carattere
definitivo  e  deve  essere  comunicata,  a cura del segretario, alla
competente  commissione  sanitaria  provinciale  ai  fini  di  quanto
prescritto dal secondo e terzo comma del precedente articolo.
  ((Le commissioni sanitarie regionali possono disporre gli accertamenti diagnostici, di cui ai precedenti articoli 7 e 8)).
                              Art. 10.
        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L.26 MAGGIO 1975, N. 165))
                              Art. 11.
                    (Presentazione delle domande)

  Per  il conseguimento delle provvidenze previste dagli articoli 12,
13,  23  e  24  della presente legge gli interessati debbono produrre
istanza  in  carta  libera  alla  commissione  sanitaria  provinciale
competente per territorio.
  Nella domanda l'interessato, sotto la propria responsabilita', deve
dichiarare    l'ammontare   delle   pensioni,   assegni   e   rendite
eventualmente goduti ai sensi e per gli effetti di cui al terzo comma
dell'art. 12.
  Ai  fini  del  conseguimento delle provvidenze sanitarie la domanda
deve   essere   prodotta   all'autorita'   competente   in  relazione
all'articolo 3 della presente legge.
  Alle  domande deve essere allegato un certificato medico attestante
la natura della infermita' invalidante.
                              Art. 12.
                       (Pensione di inabilita)

  Ai  mutilati ed invalidi civili di eta' superiore agli anni 18, nei
cui  confronti, in sede di visita medico-sanitaria, sia accertata una
totale  inabilita'  lavorativa,  e' concessa a carico dello Stato e a
cura  del  Ministero dell'interno, una pensione di inabilita' di lire
234.000  annue  da ripartire in tredici mensilita' con decorrenza dal
primo  giorno  del mese successivo a quello della presentazione della
domanda per l'accertamento della inabilita'.
  Le   condizioni  economiche  richieste  per  la  concessione  della
pensione sono quelle stabilite dall'articolo 26 della legge 30 aprile
1969, n. 153, sulla revisione degli ordinamenti pensionistici.
  La  pensione  e' corrisposta nella misura del 50 per cento a coloro
che  versino in stato di indigenza e siano ricoverati permanentemente
in istituti a carattere pubblico che provvedono alla loro assistenza.
A  coloro  che  fruiscono di pensioni o rendite di qualsiasi natura o
provenienza  di  importo  inferiore  alle  lire  18.000  mensili,  la
pensione  e'  ridotta  in  misura  corrispondente  all'importo  delle
rendite, prestazioni e redditi percepiti. (3) (4)
  Con  la  mensilita'  relativa  al  mese di dicembre e' concessa una
tredicesima  mensilita'  di  lire  18.000,  che  e'  frazionabile  in
relazione alle mensilita' corrisposte nell'anno.
  In  caso  di decesso dell'interessato, successivo al riconoscimento
dell'inabilita',  la pensione non puo' essere corrisposta agli eredi,
salvo  il  diritto  di questi a percepire le quote gia' maturate alla
data della morte. (3) (4) (6) ((7))
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L. 2 marzo 1974, n. 30, convertito con modificazioni dalla L.
16  aprile  1974,  n.  114 ha disposto (con l'art. 7 comma 1) che "La
pensione  di inabilita' di cui all'art. 12 della legge 30 marzo 1971,
n.  118,  in favore dei mutilati ed invalidi civili nei cui confronti
sia  accertata  una  totale  inabilita'  lavorativa,  e' elevata a L.
325.000  annue.  Gli  importi  di L. 18.000 di cui al terzo comma del
citato  art.  12,  sono elevati a L. 25.000." Tali disposizioni hanno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1974.
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AGGIORNAMENTO (4)
  Il  D.L. 2 marzo 1974, n. 30, convertito con modificazioni dalla L.
16 aprile 1974, n. 114 come modificato dalla L. 3 giugno 1975, n. 160
ha  disposto (con l'art. 7 comma 1) che "La pensione di inabilita' di
cui  all'articolo 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118, in favore dei
mutilati  ed  invalidi  civili  nei  cui  confronti sia accertata una
totale  inabilita'  lavorativa,  e'  elevata  a L. 494.000 annue. Gli
importi  di  L. 25.000, di cui al terzo comma del citato articolo 12,
sono elevati a L. 38.000."
  La  L.  3  giugno  1975,  n.  160 ha disposto (con l'art. 5) che la
seguente modifica ha effetto a decorrere dal 1 gennaio 1975.
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AGGIORNAMENTO (6)
  Il D.L. 30 dicembre 1979, n.663, convertito con modificazioni dalla
L. 29 febbraio 1980, n.33 ha disposto (con l'art. 14-septies comma 1)
che "Con decorrenza 1 luglio 1980 l'importo mensile della pensione di
invalidita'  di  cui  agli  articoli 12, 13 e 17 della legge 30 marzo
1971,  n.  118,  e successive modificazioni, in favore dei mutilati e
degli  invalidi  civili  nei  cui  confronti  sia stata accertata una
totale  o  parziale  inabilita'  lavorativa  e'  elevato a L. 100.000
comprensive dell'aumento derivante dall'applicazione, nell'anno 1980,
della  perequazione automatica prevista dall'articolo 7 della legge 3
giugno 1975, n. 160."
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AGGIORNAMENTO (7)
  La  L.13 dicembre 1986, n.912 ha disposto (con l'art.1 comma 1) che
"L'articolo 12, ultimo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118, deve
intendersi  nel  senso  che gli eredi del mutilato o invalido civile,
deceduto  successivamente  al  riconoscimento della inabilita', hanno
diritto   a   percepire   le   quote   di   pensione   gia'  maturate
dall'interessato  alla  data  del decesso, anche se il decesso stesso
sia  intervenuto  prima  della  deliberazione concessiva del comitato
provinciale  di  assistenza e beneficenza pubblica, ferma restando la
necessita' della deliberazione stessa."
                              Art. 13.
                          (Assegno mensile)

  1.  Agli  invalidi civili di eta' compresa fra il diciottesimo e il
sessantaquattresimo   anno   nei  cui  confronti  sia  accertata  una
riduzione  della  capacita' lavorativa, nella misura pari o superiore
al 74 per cento, che non svolgono attivita' lavorativa e per il tempo
in cui tale condizione sussiste, e' concesso, a carico dello Stato ed
erogato  dall'INPS,  un  assegno  mensile  di euro 242,84 per tredici
mensilita',  con  le  stesse  condizioni  e  modalita'  previste  per
l'assegnazione della pensione di cui all'articolo 12. ((15))
  2.  Attraverso dichiarazione sostitutiva, resa annualmente all'INPS
ai  sensi  dell'articolo  46  e  seguenti  del  testo unico di cui al
decreto  del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, il
soggetto  di  cui  al comma 1 autocertifica di non svolgere attivita'
lavorativa. Qualora tale condizione venga meno, lo stesso e' tenuto a
darne tempestiva comunicazione all'INPS.

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AGGIORNAMENTO (1)
  Il  D.L.  30  giugno  1972,  n. 267, convertito, con modificazioni,
dalla  L.  11 agosto 1972, n. 485 ha disposto (con l'art. 22 comma 1)
che  "A  decorrere  dal  1  luglio  1972,  e'  elevato  a lire 18.000
l'assegno mensile previsto dall'art. 13 della legge 30 marzo 1971, n.
118, in favore dei mutilati ed invalidi civili, compresi quelli per i
quali  e'  in  corso  la  revisione ai sensi dell'art. 33 della legge
medesima."
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AGGIORNAMENTO (6)
  Il D.L. 30 dicembre 1979, n.663, convertito con modificazioni dalla
L. 29 febbraio 1980, n.33 ha disposto (con l'art. 14-septies comma 1)
che "Con decorrenza 1 luglio 1980 l'importo mensile della pensione di
invalidita'  di  cui  agli  articoli 12, 13 e 17 della legge 30 marzo
1971,  n.  118,  e successive modificazioni, in favore dei mutilati e
degli  invalidi  civili  nei  cui  confronti  sia stata accertata una
totale  o  parziale  inabilita'  lavorativa  e'  elevato a L. 100.000
comprensive dell'aumento derivante dall'applicazione, nell'anno 1980,
della  perequazione automatica prevista dall'articolo 7 della legge 3
giugno 1975, n. 160."
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  14-septies,  comma  5) che con
decorrenza  1  luglio  1980  "il  limite  di  reddito  per il diritto
all'assegno  mensile  in favore dei mutilati e degli invalidi civili,
di  cui  agli  articoli  13 e 17 della legge 30 marzo 1971, n. 118, e
successive   modificazioni   ed  integrazioni,  e'  fissato  in  lire
2.500.000 annui, calcolati agli effetti dell'IRPEF con esclusione del
reddito  percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il
soggetto interessato fa parte."
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AGGIORNAMENTO (6a)
  La  L.  12 giugno 1984, n. 222 ha disposto (con l'art. 1, comma 12)
che  "A  decorrere  dalla  data  di  entrata in vigore della presente
legge,  l'assegno mensile di cui all'articolo 13 della legge 30 marzo
1971, n. 118, e' incompatibile con l'assegno di invalidita'."
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il D.LGS. 23 novembre 1988, n. 509 ha disposto(con l'art.9 comma 1)
che  "A  modifica dell'articolo 13, primo comma, della legge 30 marzo
1971,  n. 118, la riduzione della capacita' lavorativa indicata nella
misura  superiore  ai due terzi e' elevata alla misura pari al 74 per
cento  a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui
all'articolo 2, comma 1."
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AGGIORNAMENTO (15)
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, nel modificare l'art. 9, comma 1 del
D.Lgs. 23 novembre 1988, n. 509, ha disposto (con l'art. 10, comma 1)
che  "Per  le domande presentate dal 1° giugno 2010 la percentuale di
invalidita'   prevista   dall'articolo   9,   comma  1,  del  decreto
legislativo  23  novembre 1988, n. 509 e' elevata nella misura pari o
superiore all'85 per cento".
                              Art. 14.
      (Norme per la concessione della pensione o dell'assegno)

  La concessione della pensione o dell'assegno mensile e' deliberata,
previo  accertamento  delle  condizioni di cui agli articoli 11, 12 e
13,  dal  comitato  provinciale di assistenza e beneficenza pubblica,
del  quale  fanno  parte, limitatamente all'attuazione della presente
legge,  due  rappresentanti  dell'Associazione  nazionale  mutilati e
invalidi  civili  di  cui alla legge 23 aprile 1965, n. 458, nominati
con decreto del prefetto su designazione dell'Associazione stessa.
  Nelle  province  di Trento e di Bolzano la concessione dell'assegno
e'  deliberata  dal  comitato provinciale di assistenza e beneficenza
pubblica,   previsto   dall'articolo   7   del   decreto  legislativo
luogotenenziale  22 marzo 1945, n. 173, e successive modificazioni, e
di  cui  sono  chiamati  a  far  parte, in luogo dei membri di cui ai
numeri  6)  e  7)  dell'articolo  7  del predetto decreto legislativo
luogotenenziale  n.  173,  rispettivamente un funzionario in servizio
presso  il  commissariato  del Governo, con qualifica non inferiore a
direttore   di   sezione,   e   un  medico  dipendente  da  pubbliche
amministrazioni designato dal presidente della regione. La nomina del
due  rappresentanti  dell'Associazione  nazionale mutilati e invalidi
civili,  di  cui al primo comma, viene effettuata dal commissario del
Governo  presso  la  regione  Trentino-Alto  Adige,  su  designazione
dell'Associazione stessa.
  Nella regione della Valle d'Aosta provvede il comitato regionale di
assistenza  e  beneficenza pubblica, integrato con due rappresentanti
della  predetta  Associazione  nazionale  mutilati e invalidi civili,
nominati dal presidente della Giunta regionale.
                              Art. 15.
            (Ricorsi in materia di pensione e di assegno)

  Avverso  la  deliberazione dei comitati provinciali di assistenza e
beneficenza  pubblica  l'interessato puo' presentare ricorso in carta
libera,   entro   trenta   giorni   dalla   notifica,   al  Ministero
dell'interno,   che   provvede   previo  parere  di  una  commissione
consultiva, composta dal direttore generale dell'assistenza pubblica,
in   qualita'   di   presidente,  da  un  funzionario  del  Ministero
dell'interno  con  qualifica non inferiore a vice prefetto ispettore,
da  un  funzionario  del  Ministero  del  tesoro,  con  qualifica non
inferiore  a  direttore  di  divisione  e da due rappresentanti della
categoria,  designati dall'Associazione nazionale mutilati e invalidi
civili di cui alla legge 23 aprile 1965, n. 458.
  Le  funzioni  di  segretario  sono  svolte  da  un  funzionario del
Ministero  dell'interno  con  qualifica  non inferiore a direttore di
sezione.
  La  commissione  e'  nominata  dal Ministro per l'interno e dura in
carica 5 anni.
  Oltre  ai  componenti  effettivi  sono  designati  e nominati negli
stessi modi i componenti e il segretario supplenti.
  In  caso  di  necessita',  il Ministro per l'interno puo' procedere
alla  costituzione  di  piu'  commissioni  consultive  presiedute  da
funzionari  del Ministero dell'interno, con qualifica non inferiore a
vice   prefetto,  delegati  dal  direttore  generale  dell'assistenza
pubblica.
                              Art. 16.
(Rilascio di certificati da parte  degli  uffici  distrettuali  delle
                              imposte)

  Ai  fini  dell'accertamento  delle condizioni economiche i comitati
provinciali   di   assistenza   e   beneficenza  pubblica  richiedono
direttamente  agli  uffici distrettuali delle imposte, entro quindici
giorni   dalle   comunicazioni   delle   commissioni   sanitarie,  il
certificato  relativo  all'eventuale  iscrizione dell'interessato nei
ruoli dell'imposta di ricchezza mobile e se si tratta di coniugato il
certificato  relativo alla eventuale iscrizione del coniuge nei ruoli
dell'imposta complementare dei redditi.
                              Art. 17.
       ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 21 NOVEMBRE 1988, N. 508))
                              Art. 18.
                        (Scadenze delle rate)

  La  pensione o l'assegno di assistenza e' pagato in rate bimestrali
scadenti  il  primo  giorno  dei  mesi  di  febbraio, aprile, giugno,
agosto, ottobre e dicembre di ciascun anno.
  Sono  irripetibili  i  ratei non maturati della mensilita' percetta
anticipatamente,   sempre   che  non  sia  possibile  effettuarne  il
recupero,  con  trattenuta  diretta,  su  eventuali  altre competenze
spettanti a qualsiasi titolo al titolare del diritto o ai suoi aventi
causa.
                              Art. 19.
    (Pensione sociale e decorrenza delle provvidenze economiche)

  In  sostituzione della pensione o dell'assegno di cui agli articoli
12  e  13  i  mutilati  e  invalidi civili, dal primo giorno dal mese
successivo al compimento dell'eta' di 65 anni, su comunicazione delle
competenti  prefetture,  sono  ammessi  al  godimento  della pensione
sociale  a  carico  del  fondo  di cui all'articolo 26 della legge 30
aprile 1969, n. 153.
  Agli  ultrasessantacinquenni che si trovano nelle condizioni di cui
all'articolo  12  della presente legge, la differenza di lire 6 mila,
tra  l'importo  della  pensione  sociale  e  quello della pensione di
inabilita',  viene  corrisposta,  con  onere  a  carico del Ministero
dell'interno, con le modalita' di cui agli articoli 14 e seguenti.
  L'INPS  da'  comunicazione della data di inizio del pagamento della
prima  mensilita'  della  pensione sociale ai comitati provinciali di
assistenza  e beneficenza pubblica che, dalla stessa data, sospendono
la corresponsione della pensione o dell'assegno, salva l'applicazione
della  disposizione di cui al precedente comma. L'INPS sara' tenuto a
rimborsare  agli  ECA  quanto anticipato agli interessati a titolo di
pensione  sociale  a  decorrere dal compimento del sessantacinquesimo
anno di eta'.
                              Art. 20.
       (Modalita' di erogazione della pensione o dell'assegno)

  Il  Ministero  dell'interno  provvede,  a  semestre  anticipato, ad
accreditare alle prefetture i fondi occorrenti per il pagamento della
pensione  o  dell'assegno previsto dalla presente legge, in relazione
al numero dei beneficiari residenti in ciascuna provincia.
  Le  aperture  di  credito di cui al comma precedente possono essere
effettuate  in  deroga  al limite previsto dall'articolo 56 del regio
decreto 18 novembre 1923, numero 2440, e successive modificazioni.
  I   prefetti,   entro  dieci  giorni  dal  ricevimento  dei  fondi,
provvedono  a  ripartibili  tra  gli  enti  comunali  di  assistenza,
mediante  accreditamento  su  conti correnti postali vincolati per la
destinazione, intestati ai tesorieri dei singoli enti.
  Il  pagamento  della  pensione  o  dell'assegno  ai  beneficiari e'
effettuato  dagli  enti  comunali  di  assistenza con assegni postali
tratti sui predetti conti correnti.
                              Art. 21.
            (Accertamenti sulla permanenza dei requisiti)

  Il  comitato  provinciale  di assistenza e beneficenza pubblica, di
cui  all'articolo  14,  puo'  disporre  accertamenti sulle condizioni
economiche,  di  inabilita'  e  di incollocabilita' nei confronti dei
beneficiari  della  pensione o dell'assegno deliberando, se del caso,
la revoca della concessione.
  Avverso  il provvedimento di revoca, e' ammesso ricorso nei termini
e con le modalita' di cui all'articolo 15.
                              Art. 22.
                      (Tutela giurisdizionale)

  Contro i provvedimenti definitivi previsti dagli articoli 9 e 15 e'
ammessa  la  tutela  giurisdizionale  dinanzi  ai  competenti  organi
ordinari e amministrativi.
                              Art. 23.
(Addestramento,   qualificazione  e  riqualificazione  professionale,
      lavoro protetto e provvedimenti per la vita di relazione)

  I   mutilati   e  invalidi  civili  di  cui  all'articolo  2,  dopo
l'espletamento  dell'obbligo  scolastico  sono ammessi a fruire delle
provvidenze    intese   all'orientamento,   all'addestramento,   alla
qualificazione  e riqualificazione professionale a cura del Ministero
del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  che  vi  provvede  con le
disponibilita' di una gestione speciale istituita in seno al fondo di
cui agli articoli 62 e seguenti della legge 29 aprile 1949, n. 264.
  Il  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza sociale determina,
secondo  le  richieste e su segnalazione degli uffici provinciali del
lavoro  e  della  massima  occupazione,  la  percentuale dei posti da
assegnare  ai  mutilati  e invalidi civili nei corsi di addestramento
professionale  promossi  o autorizzati ai sensi della legge 29 aprile
1949, n. 264, e successive modificazioni.
  I mutilati e invalidi civili affetti da minorazioni che impediscano
loro  di frequentare i corsi normali di addestramento sono avviati ai
corsi  all'uopo  promossi  o  autorizzati  dal Ministero del lavoro e
della previdenza sociale di concerto con il Ministero della sanita'.
  L'idoneita' dei minorati affetti da irregolarita' psichiche, di cui
all'articolo   2,  alla  frequenza  dei  corsi,  previsti  dal  comma
precedente,  deve  essere  accertata  dalle  commissioni  provinciali
sanitarie istituite ai sensi dello articolo 7 della presente legge.
  L'autorizzazione  dei  corsi  e  dei  centri  puo' essere concessa,
previo  riconoscimento  di  particolare  competenza nel settore della
riabilitazione,  ad  enti  ed  istituzioni  pubbliche  e  private. Il
Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  potra' inoltre
promuovere  iniziative  o  autorizzare spese attinenti al ripristino,
all'acquisto  e  al  rinnovo  di particolari attrezzature didattiche,
nonche'  all'istituzione  di centri sperimentali e di appositi centri
di formazione professionale.
                              Art. 24.
                 (Indennita' di frequenza ai corsi)

  I  mutilati  e invalidi civili di cui all'articolo 2 della presente
legge,   che   frequentino  regolarmente  i  corsi  di  addestramento
professionale  istituiti  dal Ministero del lavoro e della previdenza
sociale,  hanno  diritto  per ogni giorno di effettiva presenza ad un
assegno  di  lire  600, aumentato di 120 lire per ogni figlio, per il
coniuge  e  per  i  genitori,  purche'  siano  a  carico dei suddetti
lavoratori.
  L'assegno  giornaliero  spetta  anche a coloro i quali percepiscono
l'indennita'  di  disoccupazione  o  il  trattamento  speciale di cui
all'articolo 8 della legge 5 novembre 1968, n. 1115.
                              Art. 25.
                    (Sistemi di lavoro protetto)

  Il  Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con
il  Ministro per la sanita', promuove le iniziative e i provvedimenti
necessari  per  dare  attuazione  a  sistemi  di  lavoro protetto per
speciali categorie di invalidi.
  Ai   fini   indicati   nel  precedente  comma,  le  amministrazioni
competenti  possono  avvalersi di enti ed istituzioni particolarmente
qualificati,  nonche' dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi
civili, di cui alla legge 23 aprile 1965, n. 458.
                               Art. 26 
 
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 18 LUGLIO 2011, N. 119)) 
                              Art. 27.
           (Barriere architettoniche e trasporti pubblici)

  Per  facilitare la vita di relazione dei mutilati e invalidi civili
gli   edifici   pubblici  o  aperti  al  pubblico  e  le  istituzioni
scolastiche,   prescolastiche   o   di  interesse  sociale  di  nuova
edificazione  dovranno essere costruiti in conformita' alla circolare
del  Ministero  dei lavori pubblici del 15 giugno 1968 riguardante la
eliminazione  delle  barriere  architettoniche  anche  apportando  le
possibili e conformi varianti agli edifici appaltati o gia' costruiti
all'entrata  in  vigore  della presente legge; i servizi di trasporti
pubblici  ed in particolare i tram e le metropolitane dovranno essere
accessibili agli invalidi non deambulanti; in nessun luogo pubblico o
aperto  al  pubblico  puo'  essere  vietato l'accesso ai minorati; in
tutti   i   luoghi   dove  si  svolgono  pubbliche  manifestazioni  o
spettacoli, che saranno in futuro edificati, dovra' essere previsto e
riservato  uno  spazio  agli  invalidi  in  carrozzella;  gli alloggi
situati  nei  piani  terreni dei caseggiati dell'edilizia economica e
popolare  dovranno  essere assegnati per precedenza agli invalidi che
hanno difficolta' di deambulazione, qualora ne facciano richiesta.
  Le  norme  di  attuazione  delle  disposizioni  di  cui al presente
articolo saranno emanate, con decreto del Presidente della Repubblica
su  proposta  dei  Ministri competenti, entro un anno dall'entrata in
vigore della presente legge.
                              Art. 28.
             (Provvedimenti per la frequenza scolastica)

  Ai  mutilati  e invalidi civili che non siano autosufficienti e che
frequentino  la  scuola  dell'obbligo  o  i  corsi  di  addestramento
professionale finanziati dallo Stato vengono assicurati:
    a) il trasporto gratuito dalla propria abitazione alla sede della
scuola o del corso e viceversa, a carico dei patronati scolastici o
    dei  consorzi  dei  patronati scolastici o degli enti gestori dei
    corsi;
b) l'accesso alla scuola mediante adatti accorgimenti per il
superamento  e  la eliminazione delle barriere architettoniche che ne
impediscono la frequenza;
    c)  l'assistenza durante gli orari scolastici degli invalidi piu'
gravi.
  ((COMMA ABROGATO DALLA L.5 FEBBRAIO 1992, N. 104))
  ((COMMA ABROGATO DALLA L.5 FEBBRAIO 1992, N. 104))
  Le stesse disposizioni valgono per le istituzioni prescolastiche e
per i doposcuola.
                              Art. 29.
   (Organizzazione scolastica nei centri di degenza e di recupero)

  Esclusivamente   quando   sia  accertata  l'impossibilita'  di  far
frequentare ai minorati la scuola pubblica, dell'obbligo, il Ministro
per  la  pubblica  istruzione, per la scuola media, o il provveditore
agli  studi,  per  l'istruzione  elementare,  d'intesa  con  gli enti
ospedalieri   e   la   direzione   dei   centri   di  recupero  e  di
riabilitazione,  pubblici  e  privati, convenzionati con il Ministero
della  sanita' o del lavoro e della previdenza sociale, provvede alla
istituzione, per i minori ricoverati, di classi normali quali sezione
staccate della scuola statale.
  L'insegnante  dovra' attuare lo svolgimento dei programmi normali e
l'aggiornamento degli allievi sul programma scolastico non svolto.
  Per  gli  adulti  saranno  istituiti  corsi  di scuola popolare per
l'eliminazione  di  ogni caso di analfabetismo primario e di ritorno,
nonche' per il compimento della istruzione obbligatoria.
  Le  sezioni  staccate  dei  centri  di  riabilitazione per i minori
possono essere aperte anche agli alunni non minorati.
                              Art. 30.
         (Esenzione dalle tasse scolastiche e universitarie)

  Ai  mutilati  ed  invalidi  civili  che  appartengono a famiglie di
disagiata  condizione  economica e che abbiano subito una diminuzione
superiore  ai  due  terzi  della capacita' lavorativa ed ai figli dei
beneficiari  della  pensione  di  inabilita', e' concessa l'esenzione
dalle  tasse  scolastiche  e  universitarie  e da ogni altra imposta,
analogamente  agli  esoneri previsti per gli orfani di guerra, ciechi
civili,  i mutilati ed invalidi di guerra, di lavoro, di servizio e i
loro figli.
                              Art. 31.
                           (Finanziamenti)

  Per  far  fronte  alle  spese  relative  alle provvidenze di cui ai
precedenti  articoli  3,  12,  13,  17, 23, 24, 25 ed a quelle per il
funzionamento delle commissioni sanitarie di cui agli articoli 7 e 9,
sono  iscritte  nello stato di previsione della spesa dei sottonotati
Ministeri,  a  partire  dall'esercizio  finanziario 1971, le seguenti
somme annue:
    1) Ministero dell'interno:
      per  la  concessione  della  pensione o dell'assegno mensile di
assistenza e dell'assegno di accompagnamento di cui agli articoli 12,
13 e 17: lire 27 miliardi;
    2) Ministero della sanita':
      a)  per  l'assistenza  sanitaria  di  cui  all'articolo 3: lire
24.900.000.000;
      b)  per  il funzionamento delle commissioni sanitarie e per gli
esami  e  ricerche  cliniche diagnostiche di cui agli articoli 7 e 9:
lire 850.000.000.
  Per  l'anno finanziario 1971 e per quelli successivi possono essere
altresi'  utilizzate per l'assistenza sanitaria le somme mantenute in
bilancio,  ai  sensi  delle  leggi  6 agosto 1966, n. 625, 13 ottobre
1969, n. 743, e 11 marzo 1970, n. 74;
    3) Ministero del lavoro e della previdenza sociale:
      per   l'orientamento  e  la  formazione  professionale  di  cui
all'articolo  23  ivi  comprese  quelle attinenti allo acquisto ed al
rinnovo delle particolari attrezzature didattiche necessarie, nonche'
all'istituzione  di  centri  speciali  di  rieducazione,  di appositi
centri  sperimentali ed alle provvidenze di cui agli articoli 24 e 25
quale contributo devoluto alla speciale gestione istituita in seno al
Fondo  per  l'addestramento  professionale  dei  lavoratori,  di  cui
all'articolo  62 della legge 29 aprile 1949, n. 264: lire un miliardo
150 milioni.
  Le  somme  non  impegnate nell'esercizio cui si riferiscono possono
essere utilizzate negli esercizi successivi.
                              Art. 32.
                       (Copertura della spesa)

  Alla   spesa   complessiva  di  lire  53.900  milioni  prevista  al
precedente  articolo,  si  fa  fronte,  per  l'anno finanziario 1971,
quanto  a  lire  18.900 milioni con riduzione rispettivamente di lire
8.500 milioni, 150 milioni, 10.000 milioni e 250 milioni dei capitoli
1126,  1135,  1185  e  1209 dello stato di previsione della spesa del
Ministero  della  sanita'  per  l'anno medesimo, quanto a lire 14.800
milioni con le somme gia' stanziate in applicazione del decreto-legge
30  gennaio  1971,  n.  5,  e  quanto  a lire 20.200 milioni mediante
riduzione  del  fondo speciale di cui al capitolo 3523 dello stato di
previsione della spesa del Ministero del tesoro per lo stesso anno.
  Il  Ministro  per  il tesoro e' autorizzato ad apportare con propri
decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
                              Art. 33.
                     (Disposizioni transitorie)

  I  comitati  provinciali  di assistenza e beneficenza provvederanno
d'ufficio ai fini del riconoscimento della pensione di invalidita' di
cui  all'articolo  12  o dell'assegno mensile di cui all'articolo 13,
alla  revisione delle posizioni dei mutilati e degli invalidi civili,
che in relazione alle precedenti leggi fruiscono dell'assegno mensile
di assistenza.
  Durante  la  fase di revisione continua ad essere erogato l'assegno
mensile  di assistenza di cui alle precedenti leggi, con il diritto a
percepire  la  differenza  di  lire 6.000 mensili, a decorrere dal 10
maggio  1971,  da  parte  dei mutilati ed invalidi civili ai quali ai
sensi dell'articolo 12 e' riconosciuta la pensione di inabilita'.
                              Art. 34.
                        (Disposizioni finali)

  In  relazione alla attuazione dell'ordinamento regionale cesseranno
di avere efficacia le disposizioni della presente legge limitatamente
alle  materie  di  cui  allo  articolo  117  della  Costituzione,  in
corrispondenza  e  all'atto dell'entrata in vigore della legislazione
regionale nelle materie medesime.
  Sono abrogati il regio decreto-legge 29 ottobre 1936, n. 2043, e le
leggi 10 giugno 1940, n. 933, e 10 aprile 1954, n. 218.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 30 marzo 1971

                               SARAGAT

                                                  COLOMBO - RESTIVO -
MARIOTTI - DONAT-CATTIN
- FERRARI AGGRADI -
GIOLITTI

Visto, il Guardasigilli: COLOMBO
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