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LEGGE 30 marzo 2001, n. 125

Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati.

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI
    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga

la seguente legge:


                               Art. 1.
                       (Oggetto - Definizioni)

   1. La presente legge reca norme finalizzate alla prevenzione, alla
cura  ed  al  reinserimento  sociale  degli alcoldipendenti, ai sensi
della  risoluzione  del  Parlamento  europeo  del  12  marzo 1982 sui
problemi  dell'alcolismo nei Paesi della Comunita', della risoluzione
del  Consiglio  e  dei  rappresentanti dei governi degli Stati membri
riuniti in sede di consiglio, del 29 maggio 1986, concernente l'abuso
di  alcol,  e  delle  indicazioni della Organizzazione mondiale della
sanita',  con  particolare  riferimento al piano d'azione europeo per
l'alcol  di  cui  alla  risoluzione del 17 settembre 1992, adottata a
Copenaghen  dal  Comitato regionale per l'Europa della Organizzazione
stessa, ed alla Carta europea sull'alcol, adottata a Parigi nel 1995.
   2.  Ai  fini della presente legge, per bevanda alcolica si intende
ogni  prodotto contenente alcol alimentare con gradazione superiore a
1,2  gradi  di  alcol  e  per bevanda superalcolica ogni prodotto con
gradazione superiore al 21 per cento di alcol in volume.
                               Art. 2.
                             (Finalita)

   La presente legge:
   a)  tutela il diritto delle persone, ed in particolare dei bambini
e  degli  adolescenti,  ad  una  vita familiare, sociale e lavorativa
protetta  dalle  conseguenze  legate all'abuso di bevande alcoliche e
superalcoliche;
   b)  favorisce  l'accesso  delle  persone  che  abusano  di bevande
alcoliche  e  superalcoliche  e  dei  loro  familiari  a  trattamenti
sanitari ed assistenziali adeguati;
   c)  favorisce  l'informazione  e  l'educazione  sulle  conseguenze
derivanti   dal   consumo   e   dall'abuso  di  bevande  alcoliche  e
superalcoliche;
   d) promuove la ricerca e garantisce adeguati livelli di formazione
e   di  aggiornamento  del  personale  che  si  occupa  dei  problemi
alcolcorrelati;
   e)  favorisce le organizzazioni del privato sociale senza scopo di
lucro e le associazioni di auto-mutuo aiuto finalizzate a prevenire o
a ridurre i problemi alcolcorrelati.
                               Art. 3.
                     (Attribuzioni dello Stato)

   1.  Con atto di indirizzo e coordinamento, adottato entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi
dell'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59, sentita la Consulta
di  cui all'articolo 4, nel rispetto delle competenze attribuite allo
Stato  ed alle regioni dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
e delle previsioni del piano sanitario nazionale, sono definiti:
   a)  i  requisiti minimi, strutturali ed organizzativi, dei servizi
per   lo   svolgimento   delle   attivita'   di   prevenzione,  cura,
riabilitazione  e  reinserimento  sociale dei soggetti con problemi e
patologie   alcolcorrelati,   secondo   criteri   che  tengano  conto
dell'incidenza territoriale degli stessi;
   b)  gli standard minimi di attivita' dei servizi individuati dalle
regioni  e  dalle  province  autonome  di  Trento e di Bolzano per lo
svolgimento delle funzioni indicate alla lettera a);
   c)  i  criteri  per il monitoraggio dei dati relativi all'abuso di
alcol  e  ai problemi alcolcorrelati, da realizzare secondo modalita'
che  garantiscano  l'elaborazione  e  la  diffusione  degli  stessi a
livello regionale e nazionale;
   d)  le azioni di informazione e di prevenzione da realizzare nelle
scuole,  nelle  universita', nelle accademie militari, nelle caserme,
negli istituti penitenziari e nei luoghi di aggregazione giovanile.
   2.  Entro  sessanta  giorni  dalla data di entrata in vigore della
presente  legge,  il  Ministro  dell'interno  adotta  i provvedimenti
opportuni  affinche'  siano  intensificati  i  controlli sulle strade
durante  le  ore in cui e' maggiore il rischio di incidenti legati al
consumo  e  all'abuso  di  alcol, dotando gli addetti ai controlli di
attrezzature   idonee,   secondo   una   distribuzione   territoriale
sufficiente a garantire un'attivita' di controllo continuativa.
   3.  Entro  trenta  giorni  dalla  data  di entrata in vigore della
presente   legge   la   Commissione   unica  del  farmaco  adotta  un
provvedimento  diretto  ad  assicurare che siano erogati a carico del
Servizio  sanitario  nazionale  i  farmaci  utilizzati  nelle terapie
antiabuso  o anticraving dell'alcolismo, per i quali e' necessaria la
prescrizione  medico-specialistica.  I medicinali, inseriti in classe
H,  sono dispensati dalle farmacie ospedaliere e per il tramite delle
farmacie  territoriali,  secondo  modalita'  definite con decreto del
Ministro  della  sanita', d'intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti  tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di  Bolzano,  sentite  le  organizzazioni  piu' rappresentative delle
farmacie  pubbliche  e  private  e  le  organizzazioni  delle imprese
distributrici.
   4.  Per la realizzazione delle attivita' di monitoraggio di cui al
comma  1,  lettera  c), e' autorizzata la spesa massima di lire 1.000
milioni  annue a decorrere dall'anno 2001. Per la realizzazione delle
attivita' di informazione e di prevenzione di cui al comma 1, lettera
d),  e'  autorizzata  la  spesa massima di lire 2.000 milioni annue a
decorrere  dall'anno  2001.  Per  le  attivita'  di cui al comma 2 e'
autorizzata  la spesa massima di lire 1.000 milioni annue a decorrere
dall'anno 2001.
                               Art. 4.
    (Consulta nazionale sull'alcol e sui problemi alcolcorrelati)

   1.  E'  istituita  la Consulta nazionale sull'alcol e sui problemi
alcolcorrelati, di seguito denominata "Consulta", composta da:
   a) il Ministro per la solidarieta' sociale, che la presiede;
   b)  tre  membri designati dal Ministro per la solidarieta' sociale
fra   persone   che   abbiano   maturato  una  comprovata  esperienza
professionale in tema di alcol e di problemi alcolcorrelati;
   c)  quattro  membri  designati  dalla  Conferenza permanente per i
rapporti  tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano;
   d)  il  direttore  dell'Istituto  superiore  di  sanita'  o un suo
delegato;
   e)  un  rappresentante  del  Consiglio  nazionale  delle ricerche,
designato dal suo presidente;
   f)  due membri designati dal Ministro per la solidarieta' sociale,
di  cui  uno su proposta delle associazioni di volontariato ed uno su
proposta delle associazioni di auto-mutuo aiuto attive nel settore;
   g)  due membri designati dal Ministro per la solidarieta' sociale,
di  cui  uno  su  proposta  del  Ministro  delle politiche agricole e
forestali  ed uno su proposta delle associazioni dei produttori e dei
commercianti di bevande alcoliche;
   h) due membri designati dal Ministro della sanita';
   i)  due  membri  designati  dal  Ministro dell'universita' e della
ricerca scientifica e tecnologica;
   l)  il  presidente  della  Societa' italiana di alcologia o un suo
delegato.
   2. La Consulta nomina al proprio interno un vicepresidente.
   3. Per ognuno dei membri della Consulta di cui al comma 1, lettere
c),  d), e), f) ed h), e' designato un membro supplente. I componenti
della   Consulta   durano   in  carica  tre  anni  e  possono  essere
riconfermati.  Entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della  presente  legge,  con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri  sono definite le modalita' e l'entita' dei rimborsi spese e
dei gettoni di presenza assegnati ai componenti della Consulta di cui
al comma 1, lettere b), c), f) e g).
   4.  La  Consulta  si  riunisce  ogni due mesi e su richiesta di un
terzo  dei  suoi  componenti.  Per  la  validita'  delle  riunioni e'
richiesta  la  presenza  della  meta' dei componenti. Con decreto del
Ministro  per la solidarieta' sociale si provvede alla disciplina del
funzionamento e dell'organizzazione della Consulta.
   5. La Consulta:
   a)   collabora  nella  predisposizione  della  relazione  prevista
dall'articolo  8, esaminando, a tale fine, i dati relativi allo stato
di   attuazione   della   presente  legge  e  quelli  risultanti  dal
monitoraggio  effettuato  ai  sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera
c), dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano;
   b)  formula  proposte ai Ministri competenti, alle regioni ed alle
province  autonome  di Trento e di Bolzano per il perseguimento delle
finalita'  e  degli obiettivi definiti dall'articolo 1 nei rispettivi
ambiti di competenza;
   c)  collabora  con  enti  ed  organizzazioni internazionali che si
occupano  di  alcol  e  di  problemi  alcolcorrelati, con particolare
riferimento  all'Organizzazione  mondiale  della sanita', secondo gli
indirizzi definiti dal Ministro della sanita';
   d)  fornisce ai Ministri competenti, alle regioni ed alle province
autonome di Trento e di Bolzano pareri in ogni altro ambito attinente
all'alcol  e ai problemi alcolcorrelati in riferimento alle finalita'
della presente legge.
   6.  Per  l'istituzione  ed  il  funzionamento  della  Consulta  e'
autorizzata  la spesa di lire 125 milioni annue a decorrere dall'anno
2001.
                               Art. 5.
                (Modifiche agli ordinamenti didattici
                            universitari)

   1.  Entro  sessanta  giorni  dalla data di entrata in vigore della
presente  legge,  ai sensi dell'articolo 17, comma 95, della legge 15
maggio  1997,  n.  127,  e  successive modificazioni, gli ordinamenti
didattici   dei   corsi   di   diploma  universitario  relativi  alle
professioni  sanitarie  o a quelle ad indirizzo sociale e psicologico
nonche'  del  corso  di laurea in medicina e chirurgia possono essere
modificati   allo   scopo  di  assicurare,  quale  corso  di  studio,
l'apprendimento dell'alcologia.
                               Art. 6.
                 (Modifiche al codice della strada)

   1.  Al  decreto  legislativo  30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a)  all'articolo 119, comma 8, lettera c), dopo il secondo periodo
e' inserito il seguente: "Qualora siano sottoposti a visita aspiranti
conducenti  che  manifestano  comportamenti  o  sintomi associabili a
patologie  alcolcorrelate,  le commissioni mediche sono integrate con
la  presenza  di  un  medico  dei  servizi  per  lo svolgimento delle
attivita'   di  prevenzione,  cura,  riabilitazione  e  reinserimento
sociale dei soggetti con problemi e patologie alcolcorrelati";
   b)  all'articolo 186, comma 4, le parole: "In caso di incidente o"
sono soppresse.
   2.  Il  Ministro  dei  trasporti  e  della navigazione, con propri
decreti,  emanati  ai  sensi dell'articolo 123, comma 10, del decreto
legislativo  30  aprile  1992,  n. 285, provvede all'integrazione dei
programmi  di  esame  per l'accertamento dell'idoneita' tecnica degli
insegnanti e degli istruttori delle autoscuole per conducenti nonche'
dei programmi di esame per il conseguimento della patente di guida al
fine  di  assicurare  un'adeguata  informazione  sui rischi derivanti
dall'assunzione  di  bevande  alcoliche  e superalcoliche prima della
guida.
   3.  Entro  tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge,  il  Governo adotta, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della
legge  23  agosto 1988, n. 400, una modifica al comma 1 dell'articolo
379  del  regolamento  di esecuzione e di attuazione del nuovo codice
della  strada, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 16
dicembre  1992,  n. 495, che preveda la modifica della concentrazione
alcolemica portandola da 0,8 grammi per litro a 0,5 grammi per litro.
                               Art. 7.
                (Modifica all'articolo 2 del decreto
                legislativo 30 dicembre 1992, n. 540)

   1. All'articolo 2, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 30
dicembre  1992,  n.  540,  sono  aggiunte,  in  fine, le parole: "con
particolare   riferimento   alle  controindicazioni  provocate  dalla
interazione  del  medicinale  con bevande alcoliche e superalcoliche,
nonche'    l'eventuale   pericolosita'   per   la   guida   derivante
dall'assunzione dello stesso medicinale".
                               Art. 8.
                      (Relazione al Parlamento)

   1. Il Ministro della sanita' trasmette al Parlamento una relazione
sugli   interventi   realizzati   ai   sensi  della  presente  legge,
predisposta  sulla  base  delle  relazioni  inviate dalle regioni, ai
sensi dell'articolo 9, comma 2.
Capo II
COMPETENZE DELLE REGIONI
E DELLE PROVINCE AUTONOME
DI TRENTO E DI BOLZANO
                               Art. 9.
            (Attribuzioni delle regioni e delle province
                  autonome di Trento e di Bolzano)

   1.  Le  regioni  e  le  province  autonome  di Trento e di Bolzano
provvedono,   nell'ambito   delle  risorse  destinate  all'assistenza
sanitaria  rese  disponibili  dal  Fondo  sanitario  nazionale,  alla
programmazione  degli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione
e  reinserimento  sociale  dei  soggetti  con  problemi  e  patologie
alcolcorrelati,  all'individuazione  dei  servizi  e delle strutture,
anche  ospedaliere  e  universitarie,  incaricati della realizzazione
degli  interventi  stessi, compresi quelli per il trattamento in fase
acuta  dei  soggetti con problemi e patologie alcolcorrelati, nonche'
alla  formazione ed all'aggiornamento degli operatori del settore, in
base  ai  principi  stabiliti dalla presente legge ed alle previsioni
dell'atto di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo 3.
   2.  Le  regioni  e  le  province  autonome  di Trento e di Bolzano
trasmettono  entro  il  30  giugno  di  ogni  anno  una  relazione al
Ministero  della  sanita'  sugli interventi realizzati ai sensi della
presente legge.
                              Art. 10.
                      (Intervento ospedaliero)

   1.   Il   trattamento   dei  soggetti  con  problemi  e  patologie
alcolcorrelati  e'  svolto  nelle apposite unita' operative collocate
presso  le  aziende  ospedaliere e le strutture sanitarie pubbliche e
private  appositamente  accreditate, ai sensi dell'articolo 8-bis del
decreto   legislativo   30   dicembre   1992,   n.   502,  introdotto
dall'articolo  8  del  decreto  legislativo  19  giugno 1999, n. 229,
nonche' presso le aziende ospedaliero-universitarie di cui al decreto
legislativo 21 dicembre 1999, n. 517.
                              Art. 11.
                     (Strutture di accoglienza)

   1.  Nell'ambito  della  loro  programmazione  socio-sanitaria,  le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, fatte salve le
strutture esistenti, possono realizzare, a seconda delle esigenze del
territorio  definite dalle regioni e dalle province stesse, strutture
di   accoglienza   per   pazienti  alcoldipendenti  che,  nella  fase
successiva  a  quella acuta, necessitano di osservazione e cure prima
dell'invio al trattamento domiciliare o in day-hospital.
   2.  La  permanenza  presso le strutture di cui al comma 1 non puo'
essere superiore a trenta giorni.
                              Art. 12.
              (Collaborazione con enti ed associazioni)

   1. Le regioni, le aziende unita' sanitarie locali ed i servizi per
lo svolgimento delle attivita' di prevenzione, cura, riabilitazione e
reinserimento   sociale   dei   soggetti  con  problemi  e  patologie
alcolcorrelati  possono svolgere la loro attivita' avvalendosi, anche
mediante  apposita  convenzione,  di enti ed associazioni pubbliche o
private  che  operano  per  il  perseguimento  degli obiettivi di cui
all'articolo 1 della presente legge.
Capo III
DISPOSIZIONI SULLA PUBBLICITA' E SUL CONSUMO DELLE BEVANDE ALCOLICHE
E IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
                              Art. 13.
               (Disposizioni in materia di pubblicita)

   1.  Entro  sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge,  le emittenti radiotelevisive pubbliche e private e le agenzie
pubblicitarie,  unitariamente  ai  rappresentanti  della  produzione,
tenuto conto anche dell'esigenza di valorizzare le produzioni tipiche
ed  a  denominazione  di  origine  controllata, adottano un codice di
autoregolamentazione  sulle  modalita'  e  sui contenuti dei messaggi
pubblicitari relativi alle bevande alcoliche e superalcoliche.
   2. E' vietata la pubblicita' di bevande alcoliche e superalcoliche
che:
   a)  sia trasmessa all'interno di programmi rivolti ai minori e nei
quindici  minuti  precedenti  e  successivi  alla  trasmissione degli
stessi;
   b)  attribuisca efficacia o indicazioni terapeutiche che non siano
espressamente riconosciute dal Ministero della sanita';
   c)   rappresenti   minori  intenti  al  consumo  di  alcol  ovvero
rappresenti  in  modo  positivo  l'assunzione  di bevande alcoliche o
superalcoliche.
   3.  E'  vietata  la  pubblicita' diretta o indiretta delle bevande
alcoliche e superalcoliche nei luoghi frequentati prevalentemente dai
minori di 18 anni di eta'.
   4.   E'   vietata   la   pubblicita'  radiotelevisiva  di  bevande
superalcoliche nella fascia oraria dalle 16 alle 19.
   5. E' inoltre vietata in qualsiasi forma la pubblicita' di bevande
superalcoliche:
   a) sulla stampa giornaliera e periodica destinata ai minori;
   b)  nelle  sale  cinematografiche in occasione della proiezione di
film destinati prevalentemente alla visione dei minori.
   6.  La  violazione  delle disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 e'
punita  con  la  sanzione amministrativa consistente nel pagamento di
una  somma  da  lire  5  milioni  a  lire  20 milioni. La sanzione e'
raddoppiata per ogni ulteriore trasgressione.
   7.  La  sanzione  di  cui  al  comma  6  si  applica altresi' alle
industrie    produttrici   ed   ai   responsabili   delle   emittenti
radiotelevisive e degli organi di stampa nonche' ai proprietari delle
sale cinematografiche.
                              Art. 14.
        (( (Vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche sulle autostrade). 1. Nelle aree di servizio situate lungo le strade classificate del tipo A di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e' vietata la vendita per asporto di bevande superalcoliche dalle ore 22 alle ore 6. 2. Nelle medesime aree di cui al comma 1, e' altresi' vietata la somministrazione di bevande superalcoliche. Nelle stesse aree e' vietata la somministrazione di bevande alcoliche dalle ore 2 alle ore 6. 3. La violazione delle disposizioni di cui al comma 1 e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.500 a euro 7.000. 4. La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.500 a euro 10.500. 5. Qualora, nell'arco di un biennio, sia reiterata una delle violazioni delle disposizioni di cui ai commi 1 o 2, il prefetto territorialmente competente in relazione al luogo della commessa violazione dispone la sospensione della licenza relativa alla vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche per un periodo di trenta giorni)).
                             Art. 14-bis
         (Vendita e somministrazione di bevande alcoliche in
                           aree pubbliche)
  1.  La  somministrazione  di  alcolici e il loro consumo sul posto,
dalle  ore  24  alle  ore 7, possono essere effettuati esclusivamente
negli  esercizi muniti della licenza prevista dall'articolo 86, primo
comma,  del  testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni.
((2. Chiunque vende o somministra alcolici su spazi o aree pubblici diversi dalle pertinenze degli esercizi di cui al comma 1, dalle ore 24 alle ore 7, fatta eccezione per la vendita e la somministrazione di alcolici effettuate in occasione di fiere, sagre, mercati o altre riunioni straordinarie di persone ovvero in occasione di manifestazioni in cui si promuovono la produzione o il commercio di prodotti tipici locali, previamente autorizzate, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 12.000. Se il fatto e' commesso dalle ore 24 alle ore 7 attraverso distributori automatici, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000. Per le violazioni di cui al presente comma e' disposta anche la confisca della merce e delle attrezzature utilizzate)).
  3.  Resta  fermo  quanto  previsto  dall'articolo 14 della presente
legge,  dall'articolo 6-bis del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, e
dall'articolo  6 del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito,
con  modificazioni,  dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive
modificazioni.
                              Art. 15.
             (Disposizioni per la sicurezza sul lavoro)

   1. Nelle attivita' lavorative che comportano un elevato rischio di
infortuni  sul  lavoro  ovvero  per  la sicurezza, l'incolumita' o la
salute  dei  terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e
della  previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanita',
da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente  legge, e' fatto divieto di assunzione e di somministrazione
di bevande alcoliche e superalcoliche.
   2.  Per  le  finalita'  previste dal presente articolo i controlli
alcolimetrici   nei   luoghi  di  lavoro  possono  essere  effettuati
esclusivamente  dal medico competente ai sensi dell'articolo 2, comma
1,  lettera  d), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive  modificazioni,  ovvero  dai medici del lavoro dei servizi
per  la  prevenzione  e  la  sicurezza  negli  ambienti di lavoro con
funzioni  di vigilanza competenti per territorio delle aziende unita'
sanitarie locali.
   3. Ai lavoratori affetti da patologie alcolcorrelate che intendano
accedere  ai  programmi  terapeutici  e  di  riabilitazione  presso i
servizi  di  cui  all'articolo  9,  comma 1, o presso altre strutture
riabilitative,  si applica l'articolo 124 del testo unico delle leggi
in  materia  di  disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope,
prevenzione,   cura   e   riabilitazione   dei   relativi   stati  di
tossicodipendenza,   approvato   con  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.
   4.  Chiunque  contravvenga  alle disposizioni di cui al comma 1 e'
punito  con  la  sanzione amministrativa consistente nel pagamento di
una somma da lire 1 milione a lire 5 milioni.
Capo IV
DISPOSIZIONI FINANZIARIE
                              Art. 16.
                       (Copertura finanziaria)

   1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, pari
a  lire  4.125  milioni annue a decorrere dall'anno 2001, si provvede
mediante  corrispondente  riduzione  dello  stanziamento iscritto, ai
fini   del  bilancio  triennale  2001-2003,  nell'ambito  dell'unita'
previsionale  di  base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato
di  previsione  del  Ministero  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione  economica  per  l'anno finanziario 2001, parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della sanita'.
   2.  Il  Ministro  del  tesoro, del bilancio e della programmazione
economica  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le
occorrenti variazioni di bilancio.

  La  presente  legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addi' 30 marzo 2001

                               CIAMPI

                                  Amato, Presidente del Consiglio dei
                                     Ministri
Visto, il Guardasigilli: Fassino
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