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LEGGE 31 marzo 1954, n. 90

Modificazioni alla legge 27 maggio 1949, n. 260, sulle ricorrenze festive. (GU n. 92 del 22-4-1954 )

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1. L'art. 5 della legge 27 maggio 1949, n. 260, e' sostituito dal seguente: Nelle ricorrenze della festa nazionale (2 giugno), dell'anniversario della liberazione (25 aprile), della festa del lavoro (1 maggio) e nel giorno dell'unita' nazionale (4 novembre), lo Stato, gli Enti pubblici ed i privati datori di lavoro sono tenuti a corrispondere ai lavoratori da essi dipendenti, i quali siano retribuiti non in misura fissa, ma in relazione alle ore di lavoro da essi compiute, la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio. La normale retribuzione sopra indicata sara' determinata ragguagliandola a quella corrispondente ad un sesto dell'orario settimanale contrattuale o, in mancanza, a quello di legge. Per i lavoratori retribuiti a cottimo, a provvigione o con altre forme di compensi mobili, si calcolera' il valore delle quote mobili sulla media oraria delle ultime quattro settimane. Ai lavoratori considerati nel precedente comma, che prestino la loro opera nelle suindicate festivita', e' dovuta, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, la retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate, con la maggiorazione per il lavoro festivo. Ai salariati retribuiti in misura fissa, che prestino la loro opera nelle suindicate festivita', e' dovuta, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, la retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate, con la maggiorazione per il lavoro festivo. Qualora la festivita' ricorra nel giorno di domenica, spettera' ai lavoratori stessi, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, anche una ulteriore retribuzione corrispondente all'aliquota giornaliera.

 

                               Art. 2

  Il trattamento stabilito dall'art. 5 della legge 27 maggio 1949, n.
260,  dovra'  essere egualmente corrisposto per intero al lavoratore,
anche se risulti assente dal lavoro per i seguenti motivi:
    a)  infortunio,  malattia,  gravidanza,  puerperio  e  periodo di
assenza  facoltativa  seguente  al  puerperio,  congedo matrimoniale,
ferie, permessi e assenze per giustificati motivi;
    b)  riduzione  dell'orario  normale  giornaliero o settimanale di
lavoro;
    c) sospensione dal lavoro, a qualunque causa dovuta, indipendente
dalla volonta' del lavoratore;
    d)  sospensione dal lavoro dovuta a riposo compensativo di lavoro
domenicale;
    e)  sospensione  dal lavoro dovuta a coincidenza della festivita'
con  la  domenica  od  altro  giorno  festivo  considerato  tale  dai
contratti  collettivi,  compresa  la  celebrazione  del Santo Patrono
della localita' ove si svolge il lavoro.
 
	        
	      

 

                               Art. 3.

  Le  disposizioni  dell'art.  5  della legge 27 maggio 1949, n. 260,
modificate  ed  integrate  come  ai  precedenti  articoli  1  e 2, si
estendono  a  tutte  le ricorrenze festive previste dall'art. 2 della
stessa  legge,  escluse  le domeniche ed i periodi di sospensione del
lavoro  in  atto  da oltre due settimane, limitatamente ai lavoratori
dipendenti  da privati datori di lavoro, i quali siano retribuiti non
in misura fissa, ma in relazione alle ore di lavoro da essi compiute.
 
	        
	      

 

                               Art. 4.

  Le disposizioni della presente legge non pregiudicano le condizioni
piu' favorevoli ai lavoratori contenute nei contratti collettivi.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Napoli, addi' 31 marzo 1954

                               EINAUDI

                                                 SCELBA - VIGORELLI -
                                                                 GAVA

Visto, il Guardasigilli: DE PIETRO
 
	        
	      
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