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LEGGE 31 ottobre 2003, n. 306

Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee. Legge comunitaria 2003.

CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI PER L'ADEMPIMENTO DEGLI
OBBLIGHI COMUNITARI
    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
                              Promulga
la seguente legge:
                               ART. 1.
   (Delega al Governo per l'attuazione di direttive comunitarie).
1.  Il  Governo e' delegato ad adottare, entro il termine di diciotto
mesi  dalla data di entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi  recanti  le  norme  occorrenti  per dare attuazione alle
direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell'articolo 14
della  legge  23  agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del
Consiglio  dei ministri o del Ministro per le politiche comunitarie e
del  Ministro con competenza istituzionale prevalente per la materia,
di  concerto  con  i  Ministri  degli affari esteri, della giustizia,
dell'economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati in
relazione all'oggetto della direttiva.
3.  Gli  schemi  dei  decreti  legislativi  recanti  attuazione delle
direttive  comprese  nell'elenco  di  cui  all'allegato  B,  nonche',
qualora  sia  previsto  il ricorso a sanzioni penali, quelli relativi
all'attuazione   delle   direttive  elencate  nell'allegato  A,  sono
trasmessi,  dopo  l'acquisizione  degli  altri  pareri previsti dalla
legge,  alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche'
su  di  essi  sia  espresso,  entro  quaranta  giorni  dalla  data di
trasmissione,  il  parere dei competenti organi parlamentari. Decorso
tale  termine  i  decreti  sono emanati anche in mancanza del parere.
Qualora  il  termine  previsto  per  il  parere dei competenti organi
parlamentari  scada  nei  trenta giorni che precedono la scadenza dei
termini previsti ai commi 1 o 4 o successivamente, questi ultimi sono
prorogati di novanta giorni.
4.  Entro  un  anno  dalla  data di entrata in vigore di ciascuno dei
decreti  legislativi  di  cui al comma 1, nel rispetto dei principi e
criteri  direttivi  fissati  dalla  presente  legge,  il Governo puo'
emanare,  con  la  procedura  indicata  nei commi 2 e 3, disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del
comma 1.
5.  In  relazione  a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma,
della  Costituzione,  i  decreti  legislativi  eventualmente adottati
nelle  materie  di  competenza  legislativa  delle  regioni  e  delle
province  autonome  di  Trento e di Bolzano entrano in vigore, per le
regioni  e  le province autonome nelle quali non sia ancora in vigore
la propria normativa di attuazione, alla data di scadenza del termine
stabilito  per  l'attuazione  della  normativa  comunitaria e perdono
comunque  efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della
normativa  di  attuazione  adottata  da  ciascuna regione e provincia
autonoma   nel   rispetto   dei  vincoli  derivanti  dall'ordinamento
comunitario  e dei principi fondamentali stabiliti dalla legislazione
dello Stato.
                               ART. 2.
  (Principi e criteri direttivi generali della delega legislativa).
1.  Salvi  gli specifici principi e criteri direttivi stabiliti dalle
disposizioni  di  cui  al  capo  II ed in aggiunta a quelli contenuti
nelle direttive da attuare, i decreti legislativi di cui all'articolo
1 sono informati ai seguenti principi e criteri direttivi generali:
a)    le    amministrazioni   direttamente   interessate   provvedono
all'attuazione  dei  decreti  legislativi  con le ordinarie strutture
amministrative;
b)  per  evitare  disarmonie  con le discipline vigenti per i singoli
settori  interessati  dalla  normativa da attuare, sono introdotte le
occorrenti  modifiche  o  integrazioni  alle discipline stesse, fatte
salve  le  materie  oggetto  di delegificazione ovvero i procedimenti
oggetto di semplificazione amministrativa;
c)  salva  l'applicazione  delle norme penali vigenti, ove necessario
per  assicurare l'osservanza delle disposizioni contenute nei decreti
legislativi,  sono  previste  sanzioni amministrative e penali per le
infrazioni  alle disposizioni dei decreti stessi. Le sanzioni penali,
nei  limiti,  rispettivamente,  dell'ammenda  fino  a  103.291 euro e
dell'arresto  fino  a  tre  anni, sono previste, in via alternativa o
congiunta,  solo  nei  casi in cui le infrazioni ledano o espongano a
pericolo  interessi  costituzionalmente  protetti.  In tali casi sono
previste:   la  pena  dell'ammenda  alternativa  all'arresto  per  le
infrazioni   che   espongano  a  pericolo  o  danneggino  l'interesse
protetto; la pena dell'arresto congiunta a quella dell'ammenda per le
infrazioni  che rechino un danno di particolare gravita'. La sanzione
amministrativa  del pagamento di una somma non inferiore a 103 euro e
non superiore a 103.291 euro e' prevista per le infrazioni che ledano
o  espongano  a  pericolo interessi diversi da quelli sopra indicati.
Nell'ambito  dei  limiti minimi e massimi previsti, le sanzioni sopra
indicate  sono  determinate  nella  loro entita', tenendo conto della
diversa  potenzialita'  lesiva  dell'interesse  protetto che ciascuna
infrazione presenta in astratto, di specifiche qualita' personali del
colpevole,  comprese  quelle  che  impongono  particolari  doveri  di
prevenzione,   controllo   o   vigilanza,   nonche'   del   vantaggio
patrimoniale che l'infrazione puo' recare al colpevole o alla persona
o  ente  nel  cui  interesse  egli agisce. In ogni caso sono previste
sanzioni  identiche a quelle eventualmente gia' comminate dalle leggi
vigenti  per  le  violazioni omogenee e di pari offensivita' rispetto
alle infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi;
d)  eventuali  spese  non  contemplate  da  leggi  vigenti  e che non
riguardano  l'attivita'  ordinaria  delle  amministrazioni  statali o
regionali  possono  essere  previste  nei  soli limiti occorrenti per
l'adempimento  degli  obblighi  di  attuazione  delle direttive; alla
relativa  copertura,  nonche'  alla  copertura  delle  minori entrate
eventualmente  derivanti  dall'attuazione  delle direttive, in quanto
non  sia  possibile  fare  fronte  con  i  fondi  gia' assegnati alle
competenti  amministrazioni,  si  provvede  a  carico  del  fondo  di
rotazione  di  cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183,
per un ammontare non superiore a 50 milioni di euro;
e)  all'attuazione  di  direttive che modificano precedenti direttive
gia'  attuate  con  legge o con decreto legislativo si procede, se la
modificazione   non  comporta  ampliamento  della  materia  regolata,
apportando  le  corrispondenti  modifiche  alla  legge  o  al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
f)  i  decreti legislativi assicurano in ogni caso che, nelle materie
oggetto  delle  direttive  da  attuare,  la disciplina sia pienamente
conforme  alle  prescrizioni  delle  direttive medesime, tenuto anche
conto  delle  eventuali  modificazioni  comunque  intervenute fino al
momento dell'esercizio della delega;
g)   quando   si   verifichino   sovrapposizioni  di  competenze  fra
amministrazioni  diverse  o comunque siano coinvolte le competenze di
piu'  amministrazioni  statali,  i  decreti  legislativi individuano,
attraverso  le  piu'  opportune forme di coordinamento, rispettando i
principi  di  sussidiarieta',  differenziazione  e  adeguatezza  e le
competenze   delle  regioni  e  degli  altri  enti  territoriali,  le
procedure  per  salvaguardare l'unitarieta' dei processi decisionali,
la   trasparenza,   la   celerita',   l'efficacia   e  l'economicita'
nell'azione  amministrativa  e  la chiara individuazione dei soggetti
responsabili.
                               ART. 3.
  (Delega al Governo per la disciplina sanzionatoria di violazioni
                    di disposizioni comunitarie).
1.   Al   fine  di  assicurare  la  piena  integrazione  delle  norme
comunitarie  nell'ordinamento  nazionale,  il Governo, fatte salve le
norme  penali  vigenti, e' delegato ad adottare, entro due anni dalla
data  di entrata in vigore della presente legge, disposizioni recanti
sanzioni  penali  o  amministrative  per  le  violazioni di direttive
comunitarie  attuate  in  via regolamentare o amministrativa ai sensi
della  legge 22 febbraio 1994, n. 146, della legge 24 aprile 1998, n.
128, e della presente legge, e di regolamenti comunitari vigenti alla
data di entrata in vigore della presente legge, per i quali non siano
gia' previste sanzioni penali o amministrative.
2.  La delega di cui al comma 1 e' esercitata con decreti legislativi
adottati  ai  sensi  dell'articolo  14 della legge 23 agosto 1988, n.
400,  su  proposta  del  Presidente  del Consiglio dei ministri o del
Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro della giustizia,
di  concerto  con  i  Ministri  competenti  per  materia.  I  decreti
legislativi  si  informeranno  ai principi e criteri direttivi di cui
all'articolo 2, comma 1, lettera c).
3. Sugli schemi di decreto legislativo di cui al presente articolo il
Governo  acquisisce  i  pareri dei competenti organi parlamentari che
devono  essere  espressi  entro sessanta giorni dalla ricezione degli
schemi.   Decorso   inutilmente   il   termine  predetto,  i  decreti
legislativi possono essere comunque emanati.
                               ART. 4.
             (Oneri relativi a prestazioni e controlli).
1.  Gli  oneri  per  prestazioni  e controlli da eseguire da parte di
uffici  pubblici  nell'attuazione  delle  normative  comunitarie sono
posti  a  carico  dei  soggetti  interessati, ove cio' non risulti in
contrasto  con la disciplina comunitaria, secondo tariffe determinate
sulla base del costo effettivo del servizio. Le suddette tariffe sono
predeterminate e pubbliche.
                               ART. 5.
     (Delega al Governo per il riordino normativo nelle materie
              interessate dalle direttive comunitarie).
1.  Il  Governo  e'  delegato ad adottare, con le modalita' di cui ai
commi  2 e 3 dell'articolo 1, entro il termine di diciotto mesi dalla
data  di  entrata  in  vigore della presente legge, testi unici delle
disposizioni  dettate  in  attuazione  delle deleghe conferite per il
recepimento  di  direttive  comunitarie,  al  fine  di  coordinare le
medesime  con  le  norme  legislative  vigenti  nelle stesse materie,
apportando   le   sole  integrazioni  e  modificazioni  necessarie  a
garantire  la  semplificazione  e  la  coerenza logica, sistematica e
lessicale della normativa.
2.  I  testi  unici  di  cui  al comma 1 riguardano materie o settori
omogenei.  Fermo restando quanto disposto al comma 3, le disposizioni
contenute  nei  testi  unici  non  possono essere abrogate, derogate,
sospese  o  comunque  modificate  se  non in modo esplicito, mediante
l'indicazione  puntuale  delle  disposizioni  da  abrogare, derogare,
sospendere o modificare.
3.  Per  le  disposizioni  adottate ai sensi del presente articolo si
applica quanto previsto al comma 5 dell'articolo 1.
4. Il presente articolo non si applica alla materia della sicurezza e
igiene del lavoro.
CAPO II
DISPOSIZIONI PARTICOLARI DI ADEMPIMENTO, CRITERI SPECIFICI
DI DELEGA LEGISLATIVA
                               ART. 6.
   (Modifiche all'articolo 5 della legge 16 febbraio 1913, n. 89,
          in materia di accesso alla professione notarile).
1.  All'articolo  5 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)  al  numero  1°,  le  parole:  "del  regno"  sono sostituite dalle
seguenti: "italiano o di un altro Stato membro dell'Unione europea";
b) al numero 4°, le parole: "in una delle Universita' del Regno" sono
sostituite  dalle  seguenti:  "in  una  universita'  italiana o di un
titolo riconosciuto equipollente ai sensi della legge 11 luglio 2002,
n. 148".
                               ART. 7.
    (Modifiche all'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3,
     in materia di tutela della salute dei non fumatori anche in
    conformita' alla direttiva 2001/37/CE in materia di tabacco).
1.  Al  comma  2,  secondo  periodo,  dell'articolo 51 della legge 16
gennaio  2003, n. 3, le parole: "con regolamento, da emanare ai sensi
dell'articolo  17,  comma  1,  della  legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive  modificazioni,"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "con
decreto  del  Presidente del Consiglio dei ministri di recepimento di
un accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome,".
2.  Al  comma  2,  terzo periodo, e al comma 6 dell'articolo 51 della
legge  16  gennaio 2003, n. 3, la parola: "regolamento" e' sostituita
dalla seguente: "provvedimento".
                               ART. 8.
 (Modifica all'allegato III del decreto legislativo 26 maggio 2000,
 n. 187, recante attuazione della direttiva 97/43/Euratom in materia
    di protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle
       radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche).
1.  Il  terzo  capoverso  del  numero 4 dell'allegato III del decreto
legislativo 26 maggio 2000, n. 187, e' sostituito dal seguente:
"Allorche'  non  e' ipotizzabile beneficio diretto la giustificazione
deve  essere  particolarmente  accurata  e tenere conto dell'utilita'
sociale  attesa.  Oltre il rischio da radiazioni va considerato anche
ogni  altro  rischio  associato  o  aggiuntivo  che  la ricerca possa
comportare".
                               ART. 9.
 (Modifiche al decreto legislativo 19 novembre 1998, n. 432, recante
   attuazione delle direttive 93/118/CE e 96/43/CE che modificano
   e codificano la direttiva 85/73/CEE in materia di finanziamento
   delle ispezioni e dei controlli veterinari degli animali vivi e
               di taluni prodotti di origine animale).
1.  L'articolo 4 del decreto legislativo 19 novembre 1998, n. 432, e'
sostituito dal seguente:
"ART.  4.  -  1.  Le  regioni  e  le province autonome pubblicano nel
bollettino  ufficiale  regionale,  entro il 31 marzo di ciascun anno,
comunicandone tempestivamente gli estremi al Ministero della salute e
al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze, i dati relativi alle
somme effettivamente percepite ai sensi del presente decreto, nonche'
ai  costi  del  servizio  prestato,  da calcolare tenendo conto degli
oneri  salariali  e  sociali  relativi  al  personale del servizio di
ispezione  e  delle  spese amministrative connesse all'esecuzione dei
controlli  e  delle  ispezioni.  Il  Ministero della salute effettua,
d'intesa   con   il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  la
valutazione  dei  dati  e  la  verifica  degli  adempimenti di cui al
presente decreto.
2.  Le  regioni e le province autonome rideterminano, ove necessario,
entro  il  30 giugno di ciascun anno, la misura dei contributi dovuti
dagli  interessati  fino  alla copertura dei costi di cui al comma 1.
Detta  rideterminazione  viene  effettuata  tramite  accordo  tra  il
Governo,   le  regioni  e  le  province  autonome,  da  recepire  con
disposizioni regionali.
3.  Le  regioni  e  le  province  autonome  pubblicano nel bollettino
ufficiale  regionale  le  rideterminazioni  dei  contributi di cui al
comma 2, dandone comunicazione tempestiva al Ministero della salute e
al Ministero dell'economia e delle finanze".
2. Per gli anni precedenti all'entrata in vigore della presente legge
permangono  a  carico  delle  regioni  e  delle province autonome gli
adempimenti   gia'  previsti  di  pubblicazione  e  comunicazione  ai
Ministeri  della  salute  e  dell'economia  e  delle finanze, i quali
conservano il potere di verifica. Le eventuali rideterminazioni della
misura dei contributi sono effettuate tramite accordo tra il Governo,
le  regioni  e  le  province  autonome,  da recepire con disposizioni
regionali.
3. All'articolo 5, comma 4, del decreto legislativo 19 novembre 1998,
n.  432,  il  primo  periodo  e' sostituito dal seguente: "Sulla base
della  verifica  di  cui  al  comma 3, con regolamento da emanare, ai
sensi  dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
su   proposta  del  Ministro  della  salute,  sentita  la  Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome  di  Trento  e di Bolzano, entro quattro mesi dalla scadenza
del  termine di cui al comma 1 dell'articolo 4, e' rideterminata, ove
necessario,  la  misura dei contributi dovuti dagli interessati, fino
alla copertura del costo effettivo del servizio".
4.  All'articolo  7,  comma  1,  alinea,  del  decreto legislativo 19
novembre 1998, n. 432, le parole: "commi 2 e 3" sono sostituite dalle
seguenti: "commi 1 e 2".
                              ART. 10.
  (Modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della
   Repubblica 23 aprile 2001, n. 290, in materia di immissione in
           commercio e vendita di prodotti fitosanitari).
1.  Il  Governo  e'  autorizzato  a modificare, entro sessanta giorni
dalla  data  di  entrata  in  vigore della presente legge, il comma 2
dell'articolo  11  del  regolamento  di cui al decreto del Presidente
della  Repubblica 23 aprile 2001, n. 290, in base ai seguenti criteri
direttivi:
a)  prevedere  che  la Direzione generale della sanita' veterinaria e
degli  alimenti  del  Ministero  della  salute, sentito il competente
Dipartimento  del  Ministero  delle  politiche  agricole e forestali,
possa  disporre  la  proroga  dell'autorizzazione  all'immissione  in
commercio, senza sentire l'Istituto convenzionato di cui all'articolo
3  del  medesimo  regolamento  di cui al decreto del Presidente della
Repubblica  23  aprile 2001, n. 290, qualora si tratti di un prodotto
contenente   una   sostanza  attiva  oggetto  dei  regolamenti  della
Commissione  europea,  di  cui  all'articolo  8, paragrafo 2, secondo
comma,  della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991,
e  fino all'iscrizione della sostanza attiva medesima nell'allegato I
del   decreto  legislativo  17  marzo  1995,  n.  194,  e  successive
modificazioni;
b)  prevedere  che  quanto  disposto  alla  lettera a) possa avvenire
sempreche'  non  siano sopravvenuti dati scientifici tali da alterare
gli elementi posti a base del provvedimento di autorizzazione.
2.  Il  Governo  e'  autorizzato  a modificare, entro sessanta giorni
dalla  data  di entrata in vigore della presente legge, l'articolo 39
del  regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23
aprile 2001, n. 290, in base ai seguenti criteri direttivi:
a)  prevedere  che  il  Ministro  della  salute possa disporre che la
Commissione   di  cui  al  comma  3  dell'articolo  39  del  medesimo
regolamento  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 23
aprile  2001,  n.  290,  fino a quando esercita le proprie funzioni e
competenze,  si  avvalga  di  esperti nelle discipline attinenti agli
studi  di cui agli allegati II e III del decreto legislativo 17 marzo
1995,  n.  194,  e  successive  modificazioni,  nel numero massimo di
cinquanta,  inclusi in un apposito elenco da adottare con decreto del
Ministro  della salute, sentiti i Ministri delle politiche agricole e
forestali,  dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e delle
attivita'   produttive,  sulla  base  delle  esigenze  relative  alle
attivita' di valutazione e consultive derivanti dall'applicazione del
citato decreto legislativo n. 194 del 1995;
b)  stabilire  che  le  spese  derivanti  dall'attuazione  di  quanto
previsto  alla lettera a) siano poste a carico degli interessati alle
attivita'  svolte dalla Commissione stessa ai sensi dell'articolo 20,
comma 5, del citato decreto legislativo n. 194 del 1995.
                              ART. 11.
 (Modifica all'articolo 207 del decreto legislativo 30 aprile 1992,
   n. 285, recante nuovo codice della strada, in esecuzione della
      sentenza della Corte di giustizia delle Comunita' europee
              del 19 marzo 2002, nella causa C-224/00).
1. Al comma 2-bis dell'articolo 207 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285,introdotto dall'articolo 25 della legge 3 febbraio 2003,
n.  14,  dopo  le  parole:  "dell'Unione  europea"  sono  inserite le
seguenti: "o aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo".
                              ART. 12.
   (Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2002/58/CE
  in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita
       privata nel settore delle comunicazioni elettroniche).
1.  Il  Governo e' delegato ad adottare, entro il termine di sei mesi
dalla  data  di  entrata  in  vigore della presente legge, un decreto
legislativo  per  dare  attuazione  alla  direttiva  2002/58/CE anche
mediante  modifica della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive
modificazioni,   in   conformita'  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi:
a)  prevedere lo specifico ed espresso consenso degli abbonati per il
trattamento  dei dati inseriti negli elenchi cartacei o elettronici a
disposizione  del  pubblico,  qualora  tale  trattamento  esuli dalla
finalita'  della  mera ricerca dell'abbonato. Il consenso va prestato
in  forma  scritta  nei  casi  di cui all'articolo 22, comma 1, della
legge 31 dicembre 1996, n. 675;
b)  disporre  limitazioni  dei  diritti  e degli obblighi di cui agli
articoli  5 e 6, all'articolo 8, paragrafi da 1 a 4, e all'articolo 9
della  direttiva,  come  misure necessarie, opportune e proporzionate
alla  salvaguardia  della  sicurezza  nazionale,  della difesa, della
sicurezza  pubblica  e  alla  prevenzione,  ricerca,  accertamento  e
perseguimento  dei  reati  e  dell'uso non autorizzato del sistema di
comunicazione elettronica;
c)  prevedere  che i dati di cui agli articoli 5 e 6, all'articolo 8,
paragrafi  da  1  a  4,  e  all'articolo  9  della  direttiva,  siano
conservati  per un periodo di tempo limitato, per le finalita' di cui
alla lettera b) del presente comma.
                              ART. 13.
   (Modifica all'articolo 6 del decreto legislativo 9 maggio 2001,
   n. 269, di attuazione della direttiva 1999/5/CE riguardante le
       apparecchiature radio, le apparecchiature terminali di
          telecomunicazione ed il reciproco riconoscimento
                       della loro conformita).
1.  All'articolo 6, comma 3, secondo periodo, del decreto legislativo
9  maggio  2001,  n.  269,  di  attuazione  della direttiva 1999/5/CE
riguardante le apparecchiature radio, le apparecchiature terminali di
telecomunicazione   ed   il   reciproco   riconoscimento  della  loro
conformita',  dopo  la  parola  "imballaggio"  la congiunzione "o" e'
sostituita dalla seguente: "e".
                              ART. 14.
   (Delega al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale
         alle disposizioni comunitarie in materia di tutela
                    dall'inquinamento acustico).
1.  Il  Governo  e' delegato ad adottare, entro il 30 giugno 2004, su
proposta  del  Ministro  per  le politiche comunitarie e del Ministro
dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio,  di  concerto con i
Ministri  interessati,  e  con  le  modalita'  di  cui ai commi 2 e 3
dell'articolo  1, un decreto legislativo di riordino, coordinamento e
integrazione  delle  disposizioni  legislative  in  materia di tutela
dall'inquinamento   acustico,  nel  rispetto  dei  principi  e  delle
disposizioni  comunitarie in materia, nonche' dei seguenti principi e
criteri direttivi:
a)  adeguare l'ordinamento interno alla direttiva 2002/49/CE relativa
alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale;
b) dare piena e coerente attuazione alla citata direttiva 2002/49/CE,
al  fine di garantire elevati livelli di tutela dell'ambiente e della
salute;
c)  salvaguardare  le  azioni  gia'  poste  in essere dalle autorita'
locali  e  dalle  imprese  e  per l'attuazione della legge 26 ottobre
1995, n. 447;
d) prevedere adeguati strumenti di informazione al pubblico in merito
al  rumore  ambientale  e  ai  relativi  effetti  e,  in particolare,
stabilire  procedure  che garantiscano la partecipazione del pubblico
alla  predisposizione  dei  piani  d'azione  destinati  a ridurre nel
territorio i problemi dell'inquinamento acustico.
                              ART. 15.
     (Recepimento dell'articolo 2, paragrafo 3, della direttiva
     85/337/CEE concernente la valutazione di impatto ambientale
            di determinati progetti pubblici e privati).
1. In caso di calamita' per le quali sia stato dichiarato lo stato di
emergenza,  e solo in specifici casi in cui la situazione d'emergenza
sia  particolarmente urgente al punto da non consentire l'adempimento
della normativa vigente in materia d'impatto ambientale per garantire
la messa in sicurezza di immobili e persone da situazioni di pericolo
immediato non altrimenti eliminabile, sono esclusi dalla procedura di
valutazione  di impatto ambientale singoli interventi disposti in via
d'urgenza,  ai  sensi  dell'articolo  5,  commi 2 e 5, della legge 24
febbraio 1992, n. 225.
2.  Nei  casi previsti dal comma 1, i soggetti competenti al rilascio
dell'autorizzazione    devono    comunque   assicurare   i   seguenti
adempimenti:
a)  esaminano  se sia opportuna un'altra forma di valutazione e se si
debbano mettere a disposizione del pubblico le informazioni raccolte;
b)  mettono  a  disposizione del pubblico interessato le informazioni
relative a tale esenzione e le ragioni per cui e' stata concessa;
c)   informano   la   Commissione   europea,   prima   del   rilascio
dell'autorizzazione,   dei   motivi   che   giustificano  l'esenzione
accordata e le forniscono le informazioni che mettono eventualmente a
disposizione dei propri cittadini;
d)  trasmettono con immediatezza agli organi del Ministero per i beni
e   le   attivita'   culturali   competenti   per   territorio  copia
dell'autorizzazione  rilasciata e della documentazione concernente le
ragioni per le quali la deroga e' stata concessa.
3.  Le  disposizioni  di  cui al comma 2 non si applicano nei casi di
possibili   impatti   ambientali   transfrontalieri,   di   cui  alla
Convenzione  sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto
transfrontaliero,  con  annessi,  fatta  a Espoo il 25 febbraio 1991,
resa esecutiva dalla legge 3 novembre 1994, n. 640.
                              ART. 16.
   (Modifica all'allegato I del decreto legislativo 4 agosto 1999,
       n. 372, in materia di prevenzione e riduzione integrate
                         dell'inquinamento).
1.  All'allegato I, punto 5.3, del decreto legislativo 4 agosto 1999,
n. 372, le parole: "o il ricupero" sono soppresse.
                              ART. 17.
   (Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2002/73/CE
    che modifica la direttiva 76/207/CEE relativa all'attuazione
      del principio della parita' di trattamento tra gli uomini
         e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro,
           alla formazione e alla promozione professionali
                     e le condizioni di lavoro).
1.  Il  Governo  e'  delegato  ad adottare, entro il termine e con le
modalita'  di  cui all'articolo 1, commi 1, 2 e 3, uno o piu' decreti
legislativi  al  fine  di  dare  organica  attuazione  alla direttiva
2002/73/CE  che  modifica  la  direttiva  76/207/CEE,  apportando  le
modifiche   strettamente  necessarie  alle  disposizioni  vigenti  in
materia  di  parita'  di  trattamento  tra  gli uomini e le donne per
quanto   riguarda   l'accesso  al  lavoro,  alla  formazione  e  alla
promozione  professionali e le condizioni di lavoro, facendo salve le
disposizioni  vigenti compatibili con la citata direttiva 2002/73/CE,
nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a)  garantire  l'effettiva  applicazione  del principio di parita' di
trattamento  tra uomini e donne in materia di lavoro, assicurando che
le  differenze di genere non siano causa di discriminazione diretta o
indiretta,  in  un'ottica  che  tenga conto delle condizioni relative
allo  stato  matrimoniale  o  di  famiglia,  per  quanto attiene alle
seguenti aree: condizioni di accesso all'occupazione e al lavoro, sia
dipendente  che  autonomo,  compresi  i  criteri  di  selezione  e le
condizioni di assunzione, indipendentemente dal ramo di attivita' e a
tutti  i  livelli  della  gerarchia  professionale;  svolgimento  del
rapporto   di   lavoro,   comprese   le   condizioni  di  lavoro,  la
retribuzione,  le  promozioni  e  le  condizioni  del  licenziamento;
accesso  a  tutti i tipi e i livelli di orientamento e di formazione,
di  perfezionamento  e  di  riqualificazione professionale, inclusi i
tirocini;  attivita' prestata presso le organizzazioni dei lavoratori
o  dei  datori  di  lavoro e accesso alle prestazioni erogate da tali
organizzazioni;
b)  definire  la nozione di discriminazione come "diretta" quando una
persona  e' trattata meno favorevolmente, in base al sesso, di quanto
sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra in una situazione analoga;
definire   la  nozione  di  discriminazione  "indiretta"  quando  una
disposizione,  un  criterio  o  una  prassi,  apparentemente  neutri,
mettono o possono mettere in una situazione di particolare svantaggio
le  persone  di  un  determinato sesso, rispetto a persone dell'altro
sesso,  salvo  che,  nel caso di attivita' di lavoro, caratteristiche
specifiche  di  sesso  costituiscano  requisiti  essenziali  al  loro
svolgimento;  definire la nozione di "molestie" quando viene posto in
essere,  per ragioni connesse al sesso, un comportamento indesiderato
e  persistente, avente lo scopo o l'effetto di violare la dignita' di
una  persona o di creare un clima intimidatorio, ostile e degradante,
tenuto conto delle circostanze, anche ambientali; definire la nozione
di  "molestie  sessuali"  quando  il  suddetto comportamento abbia in
maniera  manifesta una connotazione sessuale; considerare le molestie
e le molestie sessuali come discriminazioni;
c)  prevedere  l'applicazione del principio di parita' di trattamento
senza distinzione di sesso in tutti i settori di lavoro, sia pubblici
che  privati,  nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 1, commi
quarto  e  quinto,  della  legge 9 dicembre 1977, n. 903, assicurando
che,  ferma restando la normativa di settore, sia azionabile da parte
di  coloro  che  si  ritengono  lesi  una  tutela  giurisdizionale  o
amministrativa,  con  la  garanzia  di  una  riparazione o di un equo
indennizzo;
d)  attuare  quanto  previsto dal paragrafo 3 dell'articolo 6 e dagli
articoli   8-bis,  8-ter,  8-quater  e  8-quinquies  della  direttiva
76/207/CEE,  come modificata dalla direttiva 2002/73/CE, tenuto conto
della  normativa  nazionale  vigente,  e,  in  particolare, di quanto
previsto  dagli articoli 15 e 16 della legge 9 dicembre 1977, n. 903,
dalla  legge 10 aprile 1991, n. 125, e dalla disciplina relativa alla
istituzione degli organismi di parita';
e) prevedere misure adeguate per incoraggiare il dialogo fra le parti
sociali   al  fine  di  promuovere  il  principio  della  parita'  di
trattamento anche attraverso accordi nell'ambito della contrattazione
collettiva,  codici di comportamento, scambi di esperienze e pratiche
nonche' il monitoraggio della prassi sui luoghi di lavoro.
                              ART. 18.
      (Modifiche al decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 28,
       recante attuazione della direttiva 1999/35/CE relativa
        ad un sistema di visite obbligatorie per l'esercizio
      in condizioni di sicurezza di traghetti roll-on/roll-off
    e di unita' veloci da passeggeri adibiti a servizi di linea,
           nonche' disciplina delle procedure di indagine
                      sui sinistri marittimi).
1.  La lettera b) del comma 1 dell'articolo 1 del decreto legislativo
2 febbraio 2001, n. 28, e' sostituita dalla seguente:
"b)  "unita'  veloce  da  passeggeri": un'unita' veloce come definita
dalla regola I del capitolo X della "Convenzione Solas del 1974", che
trasporti piu' di dodici passeggeri;".
2.  Al  comma  2  dell'articolo  5 del decreto legislativo 2 febbraio
2001,  n.  28, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "alle navi
che  effettuano  viaggi  nazionali oltre 20 miglia dalla costa oppure
viaggi internazionali".
3.  Il  comma  2  dell'articolo 12 del decreto legislativo 2 febbraio
2001, n. 28, e' sostituito dal seguente:
"2.  L'amministrazione  trasmette  alla Commissione europea copia dei
verbali  di  visita  di  cui  all'articolo 11, comma 3, eventualmente
corredati del numero di identificazione IMO dell'unita'".
                              ART. 19.
   (Modifica all'articolo 28 della legge 26 febbraio 1987, n. 49,
       recante nuova disciplina della cooperazione dell'Italia
                  con i Paesi in via di sviluppo).
1.  All'articolo 28, comma 4, della legge 26 febbraio 1987, n. 49, la
lettera a) e' sostituita dalla seguente:
"a) risultino costituite ai sensi della legislazione nazionale di uno
Stato   membro   dell'Unione   europea  o  di  altro  Stato  aderente
all'Accordo sullo Spazio economico europeo;".
                              ART. 20.
   (Modifiche all'articolo 9 della legge 21 febbraio 1990, n. 36,
  recante nuove norme sulla detenzione delle armi, delle munizioni,
             degli esplosivi e dei congegni assimilati).
1. All'articolo 9 della legge 21 febbraio 1990, n. 36, sono aggiunti,
in fine, i seguenti commi:
"2-bis.  L'autorizzazione  di  cui  al comma 1 puo' essere rilasciata
altresi'  agli  agenti  di  polizia dei Paesi appartenenti all'Unione
europea  e  degli altri Paesi con i quali sono sottoscritti specifici
accordi  di  collaborazione  interfrontaliera  per  lo svolgimento di
servizi congiunti con agenti delle Forze di polizia dello Stato.
2-ter.  I  soggetti  autorizzati  ai  sensi  del  comma 2-bis possono
utilizzare le armi esclusivamente per legittima difesa.
2-quater.  Per  i  danni  causati  dagli  agenti  di polizia di Paesi
diversi  da  quelli di cui al comma 2-bis, durante lo svolgimento dei
servizi  di  cui  al  medesimo  comma  2-bis, si osservano, in quanto
compatibili,  le  disposizioni dell'articolo 43 della Convenzione del
19  giugno  1990,  di  applicazione  dell'Accordo  di  Schengen, resa
esecutiva dalla legge 30 settembre 1993, n. 388".
                              ART. 21.
     (Modifiche al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468,
       e al decreto-legge 11 giugno 2002, n. 108, convertito,
       con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2002, n. 172).
1.  All'articolo  10,  comma  3,  del decreto legislativo 1° dicembre
1997,  n. 468, e all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 11 giugno
2002,  n.  108,  convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio
2002,  n. 172, le parole: "anche in deroga alla disciplina in materia
di  contratti  della  pubblica amministrazione" sono sostituite dalle
seguenti:  "nel  rispetto  della disciplina comunitaria in materia di
appalti".
2.  L'articolo 12, comma 6, del decreto legislativo 1° dicembre 1997,
n. 468, e' abrogato.
                              ART. 22.
    (Delega al Governo per l'integrale attuazione della direttiva
         96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate
                         dell'inquinamento).
1.  Il  Governo  e' delegato ad adottare, entro un anno dalla data di
entrata  in  vigore  della presente legge, un decreto legislativo per
l'integrale  attuazione  della direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e
la  riduzione  integrate  dell'inquinamento,  mediante  modifiche  al
decreto  legislativo  4  agosto  1999,  n.  372,  in base ai seguenti
principi e criteri direttivi:
a)  estensione  delle  disposizioni del citato decreto legislativo n.
372  del 1999, limitate agli impianti industriali esistenti, anche ai
nuovi  impianti  e a quelli sostanzialmente modificati, anche tenendo
conto  di  quanto  previsto dall'articolo 77, comma 3, della legge 27
dicembre 2002, n. 289;
b)  indicazione esemplificativa delle autorizzazioni gia' in atto, da
considerare assorbite nell'autorizzazione integrata;
c)  adeguamento  delle  previsioni di cui agli articoli 216 e 217 del
testo  unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio
1934,  n.  1265, alla normativa nazionale e comunitaria in materia di
autorizzazione integrata ambientale.
                               Art. 23
    Modifiche all'articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443

  1.  All'articolo  1  della  legge  21  dicembre  2001, n. 443, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 17:
      1)  dopo  le  parole:  "del medesimo decreto legislativo", sono
aggiunte le seguenti: "solo nel caso in cui";
      2)  dopo  la  parola: "costruzione", sono aggiunte le seguenti:
"siano  utilizzate,  senza  trasformazioni  preliminari,  secondo  le
modalita'  previste nel progetto sottoposto a VIA ovvero, qualora non
sottoposto   a  VIA,  secondo  le  modalita'  previste  nel  progetto
approvato  dall'autorita'  amministrativa  competente  previo  parere
dell'ARPA";
    ;  b)  al  comma  18, le parole: "e' verificato", sono sostituite
dalle  seguenti:  "puo'  essere verificato in accordo alle previsioni
progettuali anche";
    c) al comma 19:
      1)  le  parole:  "ivi  incluso" sono sostituite dalle seguenti:
"purche'  sia  progettualmente previsto l'utilizzo di tali materiali,
intendendosi per tale anche";
      2)  dopo  le parole: "autorizzata dall'autorita' amministrativa
competente",  sono  aggiunte  le  seguenti:  "previo, ove il relativo
progetto non sia sottoposto a VIA, parere dell'ARPA";
      3)  dopo  il  primo periodo e' aggiunto il seguente: "Qualora i
materiali  di  cui  al comma 17 siano destinati a differenti cicli di
produzione  industriale,  le  autorita'  amministrative competenti ad
esercitare  le  funzioni di vigilanza e controllo sui medesimi cicli,
provvedono  a  verificare,  senza  oneri  aggiuntivi  per  la finanza
pubblica,  anche  mediante  l'effettuazione  di  controlli periodici,
l'effettiva  destinazione  all'uso  autorizzato  dei materiali; a tal
fine l'utilizzatore e' tenuto a documentarne provenienza, quantita' e
specifica destinazione". ((1))
---------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Il  D.L.  24  dicembre  2003,  n. 355, convertito con modificazioni
dalla  L. 27 febbraio 2004, n. 47, ha disposto (con l'art. 23-octies,
comma  1)  che il presente articolo 23, si applica ai lavori in corso
alla data del 30 novembre 2003 a decorrere dal 31 dicembre 2004.
                              ART. 24.
      (Modifica al decreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 18,
             in materia di servizi di assistenza a terra
                    negli aeroporti comunitari).
1. All'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 13 gennaio 1999,
n. 18, dopo le parole: "aperta a tutti i prestatori interessati" sono
inserite  le  seguenti: "selezionati per un periodo di durata massima
di sette anni".
                              ART. 25.
 (Opzioni previste dall'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1606/2002
     del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002,
  relativo all'applicazione dei principi contabili internazionali).
1.  Il  Governo  e' delegato ad adottare, entro il termine di un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del
Ministro  per le politiche comunitarie e del Ministro dell'economia e
delle  finanze,  di  concerto con il Ministro della giustizia, previo
parere  dei competenti organi parlamentari, ai sensi dell'articolo 1,
comma  3,  salva la facolta' prevista dall'articolo 1, comma 4, uno o
piu'  decreti  legislativi  per  l'esercizio  delle facolta' previste
dall'articolo  5  del  regolamento  (CE)  n. 1606/2002 del Parlamento
europeo   e   del   Consiglio,   del   19   luglio   2002,   relativo
all'applicazione  dei principi contabili internazionali, nel rispetto
dei  principi  e delle disposizioni comunitarie in materia, secondo i
principi e criteri direttivi appresso indicati:
a)  obbligo  di  adottare  i  principi contabili internazionali nella
redazione  del  bilancio  di  esercizio delle societa' quotate, salvo
quanto previsto alla lettera e);
b)  obbligo  di  adottare  i  principi contabili internazionali nella
redazione  del  bilancio  di  esercizio  e consolidato delle societa'
aventi  strumenti  finanziari  diffusi  presso  il  pubblico  di  cui
all'articolo  116  del  testo  unico delle disposizioni in materia di
intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio
1998, n. 58, salvo quanto previsto alla lettera e);
c)  obbligo  di  adottare  i  principi contabili internazionali nella
redazione  del  bilancio  di  esercizio  e consolidato delle banche e
degli  intermediari  finanziari sottoposti a vigilanza da parte della
Banca d'Italia;
d)  obbligo  di  adottare  i  principi contabili internazionali nella
redazione  del  bilancio consolidato delle societa' che esercitano le
imprese  incluse  nell'ambito di applicazione del decreto legislativo
26 maggio 1997, n. 173;
e)  obbligo  di  adottare  i  principi contabili internazionali nella
redazione  del bilancio di esercizio delle societa' che esercitano le
imprese  incluse  nell'ambito di applicazione del decreto legislativo
26  maggio  1997,  n.  173,  solo  nel caso in cui sono quotate e non
redigono il bilancio consolidato;
f)  facolta'  di  adottare  i principi contabili internazionali nella
redazione  del bilancio di esercizio o consolidato delle societa' che
non  ne hanno l'obbligo ai sensi delle lettere precedenti, diverse da
quelle  che esercitano le imprese incluse nell'ambito di applicazione
del  decreto  legislativo 26 maggio 1997, n. 173, e diverse da quelle
che  possono  redigere  il  bilancio  in  forma  abbreviata, ai sensi
dell'articolo 2435-bis del codice civile;
g)  eventuale  modifica della normativa fiscale in materia di reddito
d'impresa  al  fine  di  armonizzarla  con  le  innovazioni derivanti
dall'applicazione dei principi contabili internazionali;
h)   nell'ambito   di   applicazione  soggettivo  sopra  individuato,
coordinamento  delle  disposizioni vigenti in materia di bilancio con
quelle derivanti dall'adozione dei principi contabili internazionali.
2. Dai principi e criteri di cui al comma 1 non devono derivare oneri
o minori entrate per il bilancio dello Stato.
3.  I poteri della Banca d'Italia di cui all'articolo 5, comma 1, del
decreto  legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, sono esercitati, per gli
enti  creditizi  e  finanziari  di  cui  al  comma 1, lettera c), nel
rispetto  dei  principi  contabili internazionali adottati secondo la
procedura di cui all'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002.
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
      Data a Roma, addi' 31 ottobre 2003
                               CIAMPI
                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
                              Buttiglione,  Ministro per le politiche
                              comunitarie
Visto, il Guardasigilli: Castelli

                             ----------

                                                           ALLEGATO A
                                            (Articolo 1, commi 1 e 3)
2001/40/CE   del   Consiglio,   del   28  maggio  2001,  relativa  al
riconoscimento   reciproco  delle  decisioni  di  allontanamento  dei
cittadini di paesi terzi.
2002/6/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 18 febbraio
2002,  sulle  formalita' di dichiarazione delle navi in arrivo e/o in
partenza da porti degli Stati membri della Comunita'.
2002/33/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 21 ottobre
2002, che modifica le direttive 90/425/CEE e 92/118/CEE del Consiglio
con  riguardo  alle  norme  sanitarie  relative  ai  sottoprodotti di
origine animale.
2002/59/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 27 giugno
2002,   relativa   all'istituzione   di  un  sistema  comunitario  di
monitoraggio  del  traffico  navale  e d'informazione e che abroga la
direttiva 93/75/CEE del Consiglio.
2002/83/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 5 novembre
2002, relativa all'assicurazione sulla vita.
2002/86/CE  della  Commissione, del 6 novembre 2002, recante modifica
della  direttiva 2001/101/CE per quanto concerne il termine a partire
da  cui  sono  vietati  gli  scambi  di  prodotti  non  conformi alla
direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
2002/91/CE  del  Parlamento  europeo e del Consiglio, del 16 dicembre
2002, sul rendimento energetico nell'edilizia.
2002/93/CE  del  Consiglio,  del  3  dicembre  2002,  che modifica la
direttiva  77/388/CEE,  con  riguardo  alla proroga della facolta' di
autorizzare  gli Stati membri ad applicare un'aliquota IVA ridotta su
taluni servizi ad alta intensita' di lavoro.
2002/98/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 27 gennaio
2003,  che  stabilisce  norme  di  qualita'  e  di  sicurezza  per la
raccolta,  il  controllo,  la  lavorazione,  la  conservazione  e  la
distribuzione  del  sangue umano e dei suoi componenti e che modifica
la direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6
novembre 2001.
2002/99/CE  del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme
di  polizia  sanitaria  per  la  produzione,  la  trasformazione,  la
distribuzione   e  l'introduzione  di  prodotti  di  origine  animale
destinati al consumo umano.
2003/8/CE  del  Consiglio,  del  27 gennaio 2003, intesa a migliorare
l'accesso   alla   giustizia   nelle   controversie  transfrontaliere
attraverso   la  definizione  di  norme  minime  comuni  relative  al
patrocinio a spese dello Stato in tali controversie.
2003/9/CE  del  Consiglio,  del 27 gennaio 2003, recante norme minime
relative all'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri.
2003/12/CE  della  Commissione,  del  3 febbraio 2003, riguardante la
riclassificazione  delle  protesi mammarie nel quadro della direttiva
93/42/CEE   del   Consiglio,   del  14  giugno  1993,  concernente  i
dispositivi medici.
2003/15/CE  del  Parlamento  europeo e del Consiglio, del 27 febbraio
2003,  che  modifica  la  direttiva  76/768/CEE del Consiglio, del 27
luglio  1976,  concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative ai prodotti cosmetici.
2003/30/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, dell'8 maggio
2003,   sulla  promozione  dell'uso  dei  biocarburanti  o  di  altri
carburanti rinnovabili nei trasporti.
2003/32/CE  della  Commissione, del 23 aprile 2003, recante modalita'
specifiche  relative  ai requisiti previsti dalla direttiva 93/42/CEE
del   Consiglio,  del  14  giugno  1993,  per  i  dispositivi  medici
fabbricati con tessuti di origine animale.
2003/48/CE del Consiglio, del 3 giugno 2003, in materia di tassazione
dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi.
2003/49/CE  del  Consiglio,  del 3 giugno 2003, concernente il regime
fiscale  comune applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni fra
societa' consociate di Stati membri diversi.
2003/61/CE  del Consiglio, del 18 giugno 2003, recante modifica delle
direttive  66/401/CEE relativa alla commercializzazione delle sementi
di  piante  foraggere,  66/402/CEE  relativa alla commercializzazione
delle     sementi    di    cereali,    68/193/CEE    relativa    alla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della
vite,  92/33/CEE  relativa alla commercializzazione delle piantine di
ortaggi  e  dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione
delle   sementi,  92/34/CEE  relativa  alla  commercializzazione  dei
materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da
frutto  destinate  alla  produzione di frutti, 98/56/CE relativa alla
commercializzazione  dei  materiali  di  moltiplicazione delle piante
ornamentali,   2002/54/CE  relativa  alla  commercializzazione  delle
sementi di barbabietole, 2002/55/CE relativa alla commercializzazione
delle     sementi    di    ortaggi,    2002/56/CE    relativa    alla
commercializzazione  dei tuberi seme di patate, e 2002/57/CE relativa
alla  commercializzazione  delle  sementi  di  piante oleaginose e da
fibra, per quanto riguarda le analisi comparative comunitarie.
                                                           ALLEGATO B
                                            (Articolo 1, commi 1 e 3)
96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la
riduzione integrate dell'inquinamento.
1999/22/CE  del  Consiglio, del 29 marzo 1999, relativa alla custodia
degli animali selvatici nei giardini zoologici.
1999/63/CE  del  Consiglio,  del 21 giugno 1999, relativa all'accordo
sull'organizzazione   dell'orario  di  lavoro  della  gente  di  mare
concluso  dall'Associazione armatori della Comunita' europea (ECSA) e
dalla Federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea
(FST).
2000/60/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 23 ottobre
2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di
acque.
2000/76/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 4 dicembre
2000, sull'incenerimento dei rifiuti.
2000/79/CE   del   Consiglio,   del   27   novembre   2000,  relativa
all'attuazione  dell'accordo  europeo sull'organizzazione dell'orario
di  lavoro  del  personale  di volo nell'aviazione civile concluso da
Association   of   European   Airlines   (AEA),   European  Transport
Workers'Federation   (ETF),   European   Cockpit  Association  (ECA),
European  Regions  Airline  Association  (ERA)  e  International  Air
Carrier Association (IACA).
2001/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001,
relativa  all'interoperabilita'  del sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale.
2001/86/CE  del  Consiglio,  dell'8  ottobre  2001,  che  completa lo
Statuto  della Societa' europea per quanto riguarda il coinvolgimento
dei lavoratori.
2002/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 marzo 2002,
che  istituisce  norme  e procedure per l'introduzione di restrizioni
operative  ai  fini del contenimento del rumore negli aeroporti della
Comunita'.
2002/44/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 25 giugno
2002,  sulle  prescrizioni  minime  di sicurezza e di salute relative
all'esposizione  dei  lavoratori  ai  rischi  derivanti  dagli agenti
fisici   (vibrazioni)  (sedicesima  direttiva  particolare  ai  sensi
dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).
2002/49/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 25 giugno
2002,  relativa  alla  determinazione  e  alla  gestione  del  rumore
ambientale.
2002/58/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 12 luglio
2002,  relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della
vita  privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (direttiva
relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche).
2002/65/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre
2002,  concernente  la  commercializzazione  a  distanza  di  servizi
finanziari  ai consumatori e che modifica la direttiva 90/619/CEE del
Consiglio e le direttive 97/7/CE e 98/27/CE.
2002/73/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre
2002,  che  modifica  la  direttiva 76/207/CEE del Consiglio relativa
all'attuazione  del  principio  della  parita' di trattamento tra gli
uomini  e  le  donne  per  quanto  riguarda l'accesso al lavoro, alla
formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro.
2002/74/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre
2002,  che modifica la direttiva 80/987/CEE del Consiglio concernente
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla
tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di
lavoro.
2002/84/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 5 novembre
2002,  che  modifica le direttive in materia di sicurezza marittima e
di prevenzione dell'inquinamento provocato dalle navi.
2002/87/CE  del  Parlamento  europeo e del Consiglio, del 16 dicembre
2002,  relativa  alla  vigilanza  supplementare sugli enti creditizi,
sulle  imprese  di  assicurazione  e  sulle  imprese  di investimento
appartenenti  ad  un  conglomerato  finanziario  e  che  modifica  le
direttive  73/239/CEE,  79/267/CEE,  92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e
93/22/CEE  del  Consiglio  e  le  direttive 98/78/CE e 2000/12/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio.
2002/89/CE  del  Consiglio,  del  28  novembre  2002, che modifica la
direttiva  2000/29/CE  concernente  le  misure  di  protezione contro
l'introduzione  nella  Comunita' di organismi nocivi ai vegetali o ai
prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunita'.
2002/90/CE  del  Consiglio, del 28 novembre 2002, volta a definire il
favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno illegali.
2002/92/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 9 dicembre
2002, sulla intermediazione assicurativa.
2002/95/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 27 gennaio
2003,  sulla  restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose
nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
2002/96/CE  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 27 gennaio
2003,  sui  rifiuti  di  apparecchiature  elettriche  ed elettroniche
(RAEE).
2003/4/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 28 gennaio
2003,  sull'accesso  del  pubblico  all'informazione ambientale e che
abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio, del 7 giugno 1990.
2003/6/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 28 gennaio
2003,   relativa   all'abuso  di  informazioni  privilegiate  e  alla
manipolazione del mercato (abusi di mercato).
2003/17/CE  del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 marzo 2003,
che  modifica  la  direttiva  98/70/CE  relativa  alla qualita' della
benzina e del combustibile diesel.
2003/24/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 14 aprile
2003,  che modifica la direttiva 98/18/CE del Consiglio, del 17 marzo
1998,  relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da
passeggeri.
2003/25/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 14 aprile
2003, concernente requisiti specifici di stabilita' per le navi ro/ro
da passeggeri.
2003/33/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 26 maggio
2003,    sul    ravvicinamento    delle   disposizioni   legislative,
regolamentari  e  amministrative  degli  Stati  membri  in materia di
pubblicita' e di sponsorizzazione a favore dei prodotti del tabacco.
2003/43/CE  del Consiglio, del 26 maggio 2003, recante modifica della
direttiva  88/407/CEE che stabilisce le esigenze di polizia sanitaria
applicabili agli scambi intracomunitari e alle importazioni di sperma
di animali della specie bovina.
2003/44/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 16 giugno
2003,  che  modifica  la  direttiva 94/25/CE sul ravvicinamento delle
disposizioni  legislative, regolamentari e amministrative degli Stati
membri riguardanti le imbarcazioni da diporto.
2003/50/CE  del  Consiglio,  dell'11  giugno  2003,  che  modifica la
direttiva   91/68/CEE   per  quanto  riguarda  il  rafforzamento  dei
controlli sui movimenti di ovini e caprini.
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